Promemoria

I fatti fondamentali.

Che parliamo dell’aeroporto qui sulla Piana, di un camion che corre sfrenato per Nizza, di Erdogan in volo non si sa dove, di profughi che arrivano su barconi, di pozzi petroliferi iracheni o di un container in arrivo dalla Cina carico di telefonini…

Stiamo parlando sempre di energia, che solo per mantenere il livello attuale di movimento, dobbiamo consumare in quantità sempre maggiori.

E stiamo parlando di energia nella particolarissima forma di petrolio.

Di petrolio ce n’è sicuramente ancora tanto, e anzi la produzione di petrolio sembra nonostante tutto aumentare, e i prezzi – anche se sempre più erratici – a volte diminuiscono.

Solo che abbiamo quasi esaurito la parte facile da estrarre: il petrolio dei pozzi. In questo senso, abbiamo già passato da qualche anno il famoso “picco del petrolio”.

Grazie a nuove tecnologie – fracking e trivellazione nel mare – si inizia a intaccare la parte molto più costosa da estrarre, che rende meno, inquina di più e si esaurisce prima.

Il petrolio mica finisce – la maggior parte del petrolio si trova però in luoghi e condizioni talmente inaccessibili, da richiedere più energia per venire estratta, di quanta potrà mai dare.[1]

La conclusione è semplice: siamo vicini al capolinea per quanto riguarda l’energia derivata dal petrolio. Per quanto si possa discutere sulla data precisa in cui ci arriveremo, il fatto in sé è difficilmente contestabile.

Si parla spesso di energie alternative di vario tipo, dal nucleare all’eolico, per capirci.

Forse potranno anche fare miracoli, ma nessuna di queste energie si può vendere a litri e mettere nel serbatoio, né di un motorino né di un aereo.

Ora l’intero sistema mondiale attuale si regge su trasporti veloci che da ovunque, possono andare ovunque. Per terra, per aria, per acqua.

La globalizzazione non è un malvagio complotto massonico e nemmeno una gioiosa apertura di tutti verso gli altri.

E’ tanto, tanto petrolio che fa girare tante, tante ruote ed eliche.

Con sopra una fantastica nave dei folli costituita da vacanzieri, profughi, banane, pendolari, schermi al plasma, imprenditori vietnamiti e milanesi, missili, vini californiani e del Chianti e ventenni che vanno in discoteca.

Senza petrolio, le ruote non gireranno più.

Lasciamo perdere se la globalizzazione sia un valore positivo o negativo, e lasciamo perdere se questo succederà di botto tra cinque anni o gradualmente tra venti.

La cosa interessante è cominciare a riflettere su un mondo con sempre meno eliche o ruote, e cosa significherà a tutti i livelli per noi.

E guardare attraverso questo filtro, le innumerevoli vicende dei nostri tempi.

Nota:

[1] Chi ne sa più di me dice che vale la pena estrarre il petrolio solo quando rende almeno dieci volte l’energia che si consuma per ricavarlo. Mentre in Canada si è già ridotti a cercare di estrarre il petrolio dalle sabbie bituminose, che rendono appena cinque volte l’energia investita.

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86 Responses to Promemoria

  1. Pierluigi Vernetto says:

    beh fino a 10 anni fa c’era una florida corrente di peakolisti disposti a giurare che ormai era questione di giorni e ci saremmo trovati tutti in bicicletta o barca a remi. poi il petrolio crollo’ a 33 $ e questi se ne stettero un po’ zitti a meditare.

    anche adesso, sono disposto a scommettere che di modi per tenere a galla questo sconsiderato modo di vivere ne troveranno ancora per un po’…. e che comunque a trascinarci a fondo non sara’ la mancanza di energia o risorse minerarie, ma piuttosto la devastante crisi climatica e delle acque.

  2. werner says:

    In parte concordo con Pierluigi… Batterie e pale eoliche stiamo imparando a costruirle… Le migrazioni su larga scala, per ora, sembrano essere un problema che non riusciamo a gestire. Magari i nostri figli impareranno, chi lo sa.

  3. izzaldin says:

    Con sopra una fantastica nave dei folli

    su “nave dei folli” mi aspettavo un link al vecchio articolo tuo sul filosofo bombarolo. 🙂
    quado finirà il petrolio potremo cucinare ortica bollita utilizzando la carta inutile che viene accumulata! facile no?

  4. Grog says:

    Il futuro la xè la propulsion da drio con lo scoregion!
    O la propulsion da davanti per le face da cul!
    Grog! Grog! Grog!

  5. PinoMamet says:

    “ssuna di queste energie si può vendere a litri e mettere nel serbatoio, né di un motorino né di un aereo”

    questo mi sembra wishful thinking 😉

    io non ci sto troppo dietro, ma mi pare da un bel pezzo che esistano combustibili”da mettere nei motori” diversi dai derivati del petrolio; naturalmente anche questi (tipo il “biodiesel”) hanno dei costi ambientali, ma questo è un altro argomento.

    Auto parzialmente elettriche le usano i taxisti da anni e sono in vendita normalmente, mica nascoste in qualche laboratorio segreto delle SS in sotto i ghiacci del polo 😉 e auto totalmente elettriche esistono e ormai sono anche queste funzionali.

    Quando si sente che il tal paese “calcola che entro il duemila e tot” non avrà più veicoli a benzina circolanti, non vuol mica dire che munirà i suoi cittadini di una flotta di muli o peggio di biciclette, come piacerebbe al gusto sadico e masochista di molti, ma che useranno auto non a benzina.

    Sugli aerei non sono ferrato ma non vedo perché solo questi debbano avere assoluto bisogno del petrolio.

  6. Francesco says:

    Posso approfittare di un rarissimo totale accordo con Miguel?

    “Ora l’intero sistema mondiale attuale si regge su trasporti veloci che da ovunque, possono andare ovunque. Per terra, per aria, per acqua.
    La globalizzazione non è un malvagio complotto massonico e nemmeno una gioiosa apertura di tutti verso gli altri.

    Con sopra una fantastica nave dei folli costituita da vacanzieri, profughi, banane, pendolari, schermi al plasma, imprenditori vietnamiti e milanesi, missili, vini californiani e del Chianti e ventenni che vanno in discoteca.”

    Sottolineo in particolare “sistema” (che è più di economia) e “nè complotto nè gioiosa apertura”. Non sono affatto sicuro che abbia ragione riguardo al petrolio MA P.V. suggerisce un ottimo motivo di preoccupazione alternativo.

  7. Grog says:

    Bisogna tornare ai risciò trainati dai “sinistri radical chic” che ora hanno spaccato la minchia in modo inaccettabile!
    – Cosa dareste per essere trainati da una troika Boldrini-Boschi-Madia da frustare sul culo sino a fargli venire le piaghe!? Ditemi brutti porconi cosa dareste?!
    – Ed un trio Amato- Bertinight-Napolitano pungolati con attrezzi elettrici da “vacheros” argentini?!
    Grog! Grog! Grog!

    • Francesco says:

      – Cosa dareste per essere trainati da una troika Boldrini-Boschi-Madia da frustare sul culo sino a fargli venire le piaghe!? Ditemi brutti porconi cosa dareste?!

      adesso ci penso ben bene poi le faccio la proposta

      (si può mica mettere la MV Brambilla al posto della Boschi?)

  8. Grog says:

    FUORI TEMA MA DIVERTENTE
    La cosa più divertente in Turchia è l’arresto di 2.745 magistrati!
    Berluskaz invece di molestare minorenni avrebbe dovuto fare un CORSO DAL SUO AMICO ERDOCAZ! Adesso si morderà il pace-maker e le mani per la rabbia.
    Magari ERDOCAZ arrabbiato li farà impalare i magistrati gulenisti così impareranno la lezione e la prossima volta, anche se con un palo nel sedere, si comporteranno bene.
    Grog! Grog! Grog!

  9. paniscus says:

    per PinoMamet:

    —————————-
    Auto parzialmente elettriche le usano i taxisti da anni e sono in vendita normalmente, mica nascoste in qualche laboratorio segreto delle SS in sotto i ghiacci del polo 😉 e auto totalmente elettriche esistono e ormai sono anche queste funzionali.
    —————————

    Ah. E secondo te la corrente elettrica per la ricarica come viene prodotta?

    • Grog says:

      Donna ignorante!
      La corrente elettrica si prende dalle prese di corrente da 6 o 15 Ampère!
      Grog! Grog! Grog!

      • paniscus says:

        Donna ignorante!
        La corrente elettrica si prende dalle prese di corrente da 6 o 15 Ampère!

        —————————-

        Omo ignorante… le unità di misura fisiche che derivano da nomi propri di personaggi autentici si scrivono con l’iniziale minuscola, quando sono scritte tutte per esteso, e con la maiuscola solo quando si usa il simbolo abbreviato. Inoltre, si devono evitare accenti e segni diacritici interni, anche quando il nome originario li conteneva.

        Per cui si scrive “15 ampere” oppure “15 A” e non “15 Ampère”!

    • roberto says:

      è impossibile immaginare un futuro in cui l’energia elettrica per far andare la mia macchina sia esclusivamente prodotta dal sole? o dal vento o dai peti delle mucche?

      qui da noi sembra già il presente

      http://www.greenworks.lu/article/ou-recharger-votre-vehicule-electrique-au-grand-duche-0

      • paniscus says:

        è impossibile immaginare un futuro in cui l’energia elettrica per far andare la mia macchina sia esclusivamente prodotta dal sole? o dal vento o dai peti delle mucche?
        ——————-

        No, ovviamente non è affatto impossibile immaginarlo, ognuno è liberissimo di immaginare quello che vuole.

        Ma il fatto che sia liberamente possibile immaginarlo non garantisce che si realizzerà davvero.

    • roberto says:

      oppure

      http://www.cactus.lu/pdf/fr/2015-RESPONSABILITE%20SOCIETALE%20CACTUS.pdf

      punto 1.2

      (scusate la pubblicità, non ho nessuna relazione con i supermercati cactus se non che ci faccio abbastanza spesso la spesa)

    • Francesco says:

      centrali atomiche! ottime pulite ed ecologiche

      😉

    • PinoMamet says:

      “E secondo te la corrente elettrica per la ricarica come viene prodotta?”

      a parte che può venir prodotta in vari modi, uno dei quali l’ha già detto Francesco, io ti stavo contestando che nessuna energia diversa dal petrolio “possa essere messa nel serbatoio di un’auto”.
      Non è mica vero, ed è conoscenza comune.

  10. Z. says:

    Oddio, la benza ormai te la tirano dietro. Secondo me di petrolio ne resta ancora un bel po’. Pou se aumenta la produzione pulita… certo, non è detto che basterà a salvare il pianeta, ma il giorno in cui andremo a piedi per fine petrolio mi sembra ancora in là.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Bruceremo qualsiasi cosa ci capiterà a tiro, visto che basta inserirci il prefisso bio- perché sia accettabile. Poi sapete quanta legna si può ottenere dall’Amazzonia? Pirogassificazione e via, combustibile in eterno… cioè, finché resta qualche albero da gassificare. E quando li avremo tagliati tutti saranno problemi delle generazioni che verranno, no?

      • PinoMamet says:

        Il bello di Mauricius è il suo pessimismo 😉

        visto che qua dentro sono stato il primo (ahimè, con toni meno apocalittici) a far notare che i bio-combustibili hanno comunque un impatto ambientale
        (aiutooo… moririrmo tutti…. ah no, aspetta, anche mangiare la bistecca ha un impatto ambientale… no, frena, mangiarne una di soia forse ne ha uno peggiore.. no, però aspetta…)

        faccio anche notare che l’uomo ha scoperto l’agricoltura e silvicoltura da un bel po’ di anni 😉

        su quanti milioni di pali poggia Venezia? e quanti alberi avrà tagliato per costruire le sue galee e galeoni?
        Bene, i boschi del Cadore sono sempre in piedi 😉

        Che poi secondo me non bruceremo proprio nulla, andremo a energia elettrica pulita.

        PS
        Mi sono informato, e come sospettavo c’ho ragione 😉 non c’è da fondere nessun ferro per fare una spada (è quello che si vede nei film e nelle serie TV, e infatti è sbagliato) e di conseguenza non c’è da distruggere nessun bosco.
        Che non si capiva poi perché bisogna distruggere un bosco per la spada del cavaliere
        (o del fante.. ci si scorda sempre del fante, che però da regolamento- non scherzo, proprio da regolamento- la spada almeno doveva avercela, anche nel Medioevo)
        e non la falce del contadino.

        Secondo me vi piace troppo pensare al passato e al futuro come posti orribili- è un gusto che non ho mai condiviso.

        • Z. says:

          Ehi, mica stiamo nell’antichità classica: noi si usa l’acciaio per le spade 🙂

          • PinoMamet says:

            Comunque non è da fondere.
            Mi sono informato, all’epoca di una discussione su Mauricius sul costo delle spade (nel Medioevo non so, ma nel Rinascimento una spadaccia qualunque te la tiravan dietro, basta leggersi un po’ di letteratura dell’epoca), proprio sul blog di uno di quelli che le forgiano, le ricreano paro paro “museum quality”, e magari già che ci sono fanno anche quei corsi (orribili, ma so’ gusti) di scherma medievale.

            Nei film si vede sempre la colata, rosso-oro, che riempie lo stampo. Balla, non c’è nessuna colata, e se ci fosse l’acciaio non avrebbe affatto quel colore; inoltre non si usa nessuno stampo.
            Come sa chiunque abbia visto all’opera un fabbro, il metallo si scalda, ma non a temperature da altoforno! Di legna ce ne vuole, ma mica un bosco intero, la quantità normale per fare un bel fuoco vivace. E poi lo si martella, più e più e più volte.
            Finito il mercato delle spade (per motivi di moda, più che altro) quasi tutti si sono ricollocati coltellinai, e ci sono ancora, pure in Italia (a Maniago e Scarperia soprattutto) il metodo e i materiali non sono poi cambiati, solo che un coltellino dà meno nell’occhio.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Certo, se il ferro ce l’hai già, magari comprato da Le Roy Merlin, non devi fondere un bel niente 😀

            • Z. says:

              Non guardo serie TV, a parte Coliandro…

              A parte questo, e premesso che non credo di aver mai messo piede in una fucina, come fai a fare una spada di acciaio, ma pure di ferro, senza fondere il materiale?

            • PinoMamet says:

              “Certo, se il ferro ce l’hai già”

              l’avevano scoperto da un po’ di tempo, Mauriì…

              ma tu sei libero di credere al Medioevo brutto ignorante e cattivo, e poi dire che lo ami molto 😉

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma nel Medioevo blutto e cattivo la popolazione e il consumo di ferro sono cresciuti col tempo.

        • Z. says:

          PS: secondo me la fanteria sdozza girava armata di lancia più che di spada…

          • PinoMamet says:

            I regolamenti delle milizie comunali (ma anche ben più indrè nel tempo, quelli dell’esercito di Carlo Magno) dicevano che il fante la spada ce la doveva avere. Anche l’arciere.

            Poi se la usasse più o meno non è dato sapere
            (o meglio, è dato più tardi: nel Seicento un tale- mo’ non fatemi troppe domande, non è che ho tutte le carte sottomano) diceva che una battaglia in cui i picchieri usassero le spade era una rarità, nondimeno nessuno voleva separarsi dalla sua, e “entrare disarmati” in una città significava entrare senza altre armi, ma la spada sì.

            • Z. says:

              Non è che intendeva spade corte, tipo una baionetta moderna leggermente più lunga? Chiedo, non so…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Chi la poteva portare. Per esempio all’interno dell’Impero c’erano categorie sociali che potevano portare la spada al fianco, altre che la potevano portare appesa alla sella, altre che non la potevano proprio portare.

            • PinoMamet says:

              Le milizie comunali non solo le potevano, le dovevano portare.

              Anche ogni singolo abitante della Spagna cristiana, almeno teoricamente, fino a… boh, credo che la cosa non fosse mai abolita ufficialmente.

              In Chaucer la porta (appesa alla sella, tra l’altro) il “churl”, vale a dire il coltivatore diretto, dei Canterbury Tales.

        • roberto says:

          io per la mia spada preferisco il laser, basta trovare il cristallo giusto e poi è energia pulita ed infinita ed è pure bello il rumore che fa vvvuuummmmmm vvvvvuuuummmmmm

          • Mauricius Tarvisii says:

            Comunque si discute tra i fan se quello di Guerre Stellari sia veramente laser. Ok, il problema se lo sono posti dopo che i trekker gli hanno fatto notare che gli scudi dell’Enterprise sono invulnerabili ai laser 😀

            • PinoMamet says:

              Domanda da filologo: c’è un passo nei film della Saga dove sono chiamate chiaramente “spade laser”?
              (a me pare di sì, più di una volta, ma posso sbagliare).

              Se sì, questo taglia la testa al toro.

            • roberto says:

              secondo me in inglese sono sempre chiamate “lightsaber” e la lama è una “plasma plade”

              potrei sbagliarmi ma non credo che in starwars si dica mai “laser sword ” (termine invece usatissimo nel merchandising)

            • roberto says:

              “plasma blade”

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sì, è lightsaber

            • PinoMamet says:

              Vero, lightsaber…

              il che lascia campo aperto alle interpretazioni.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma importa poco: il grande fraintendimento è considerate Guerre Stellari come un’opera fantascientifica

            • PinoMamet says:

              Hai perfettamente ragione, anche se forse il primo a esserci cascato è Lucas stesso, con la sua ridicola teoria sui midichlorian, che umilia l’aspetto “magico” della Forza.

            • roberto says:

              quella dei midichlorian è stata la più grossa fesseria della vita (professionale, almeno) di lucas

            • Francesco says:

              concordo

              poi viene la rieditazione dei primi film con dentro dei dinosauri ….

        • paniscus says:

          Per curiosità, come si farebbe a fabbricare le lame di ferro senza fusione?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Con ferro già estratto, ovviamente. Dubito che i suoi amici che fanno rievocazione possiedano una miniera.

            • paniscus says:

              E il ferro già estratto come è stato estratto?

              Anche ammettendo che provenga da impianti di riciclaggio di metalli usati, per essere trasformato da una zappa a una lama, o da una padella a un’asta per tende, dovrà pure essere rifuso, o sbaglio?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Non serve una fusione completa, ma è sufficiente una temperatura più bassa per lavorarlo una seconda volta. Ovviamente questo si può fare per armi di dimensioni ridotte, di lega mediocre e naturalmente con una fonte originaria di ferro.
              Si dirà “ma l’attrezzo agricolo…”. Ma infatti gli attrezzi agricoli avevano una quantità di ferro molto limitata e le armi diffuse erano armi ad asta le cui punte o lame erano di dimensioni ridotte. E quando Pino parla delle “spade” dei fanti in genere parla di spade piuttosto corte: la spada di un cavaliere, di grandi dimensioni e con una lega di prima qualità poteva essere riciclata da un’altra spada, ma di certo non da un aratro.

        • Mauricius Tarvisii says:

          “su quanti milioni di pali poggia Venezia? e quanti alberi avrà tagliato per costruire le sue galee e galeoni?
          Bene, i boschi del Cadore sono sempre in piedi”

          Fatti un giro per la mia provincia e vedi fuori dal Montello e dal Cansiglio quanti boschi trovi 😀
          Scusa, ma io da quelle parti ci vivo, quindi non mi puoi vendere l’impatto ambientale zero.

          • PinoMamet says:

            Non credo all’impatto ambientale zero, ma neanche alla catastrofe a tutti i costi.

            Davvero, Mauricius, mi chiedo perché piaccia così tanto immaginarsi sempre e comunque lo scenario più catastrofico.
            Senza voler psicanalizzare nessuno, ci mancherebbe; ma non è che le cose debbano per forza andare sempre nel peggiore dei modi…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Io non dico che stiano andando nel peggiore dei modi, ma che vanno comunque malissimo. È diverso.
              Poi se ogni volta i dati vengono ignorati in nome di un ottimismo irrazionale ad ogni costo forse questo è da psicanalizzare.

            • PinoMamet says:

              Ma il mio ottimismo non è irrazionale, è razionalissimo e documentato.

              Mi pare però che si voglia a tutti i costi sentire la campana opposta, anche quando, diciamo, stonata.. 😉

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ok, quindi mi puoi elencare le buone notizie che giustificano il tuo ottimismo nei seguenti campi?
              1) riscaldamento globale
              2) acidificazione degli oceani
              3) distruzione delle foreste equatoriali
              4) scongelamento del permafrost
              5) scioglimento (è un termine corretto e attestato, non vi preoccupate) dei ghiacciai (polari e montani)
              6) esaurimento delle risorse del sottosuolo
              7) crescita demografica
              8) aumento dei consumi energetici
              9) desertificazione

            • PinoMamet says:

              1, 4 e 5 sono lo stesso punto, non barare;

              a parte questo, io posso essere chiamato a documentare le tesi che sostengo io
              (dalle tue parti l’Inquisizione non è mai morta, eh? 😉 )
              non come responsabile di un ottimismo globale.

              Io sono cautamente ottimista sulle energie rinnovabili.

              Se vuoi un mio parere sull’aumento della popolazione, lo ho già espresso: la demografia mostra che i popoli iniziano a invecchiare e diminuire con il raggiungimento del benessere.
              L’Africa non è tra le aree più popolate; la Cina e l’India, che lo sono, si stanno lentamente (ma neanche tanto, direi anzi velocemente, però con forti squilibri) avvicinando ai livelli occidentali.

              Certo questo implica anche un maggior inquinamento, ma anche questo è da rivedere alla luce delle nuove energie (non si vede perché India e Cina debbano esserne escluse).

              E questo vale anche per il punto 8.

              Contro la desertificazione esistono vari progetti; possono funzionare o un po’ meno, ma non vedo perché debbano fallire tutti.

              Il cambiamento climatico mi sembra enormemente più lento (e meno univoco) di quanto prospettato nei decenni passati, e comunque se è fatto dall’uomo, può anche essere disfatto da lui: se il clima cambia in un senso, può cambiare anche in un altro (perché non potrebbe essere transitorio? ah ma ci vuole un cambiamento di stile di vita, embè, ma di che stiamo parlando allora?)

              sull’acidificazione degli oceani non sono preparato!

            • Mauricius Tarvisii says:

              1, 4 e 5 sono tre aspetti diversi di un unico problema.
              Secondo le stime dell’ONU più recenti, per i prossimi cento anni la popolazione non dovrebbe cominciare a calare. La tua tesi era alla base delle vecchie stime sempre delle Nazioni Unite, poi superate. Ma anche l’ONU sarà composta da gufi incapaci di vedere le magnifiche sorti e progressive.
              La popolazione prima di essere inquinamento è spazio fisico, urbanizzazione, fabbisogno alimentare e consumo di risorse. Soprattutto se dovrebbe giungere il benessere su cui confidiamo per la stabilizzazione demografica.
              Sono contento che esistano bei progetti, visto che il deserto avanza senza sosta e la sedentarizzazione delle popolazioni nomadi sempre più numerose, il riscaldamento globale ed il bisogno di nuovi terreni agricoli lo fanno avanzare ancora di più.
              “Il cambiamento climatico mi sembra enormemente più lento (e meno univoco)”
              E invece è proprio univoco. Basta consultare i dati della NASA (non di qualche setta di ecoterroristi) per rendersene conto, a prescindere dalle impressioni personali.
              ” se il clima cambia in un senso, può cambiare anche in un altro”
              Certo che può cambiare. Peccato che l’aumento dei gas serra lo faccia cambiare in un solo senso.
              “sull’acidificazione degli oceani non sono preparato”
              Ecco, buona parte dell’anidride carbonica che non contribuisce al riscaldamento globale e ti fa essere ottimista viene assorbita dagli oceani (diventando in psrte acido carbonico – H2CO3) e abbassa il loro PH (cioè li acidifica), con un impatto ambientale notevole.

            • PinoMamet says:

              Maurì, una domanda personale, come forse non bisognerebbe fare nei blog:
              ma perché ti incazzi?

              davvero, a volte dai un po’ l’impressione di prendere tutto così sul serio… minchia, stiamo solo parlando su un blog, il destino del mondo non dipende davvero da noi. 😉

              a parte questo, mi arrendo, morirete tutti e tu avrai la soddisfazione di dire “ve l’avevo detto” 😉

            • Mauricius Tarvisii says:

              Io mica mi incazzo.
              Però ogni volta sembra di parlare con quel mio amico che si lamenta quando in montagna gli faccio notare che ci sta portando sul sentiero sbagliato e che poi quando sbuchiamo Dio solo sa dove si accorge che forse avrebbe fatto meglio a rendersi conto dell’errore un po’ prima. E che ovviamente non gradisce il proverbiale “te l’avevo detto di ricontrollare la cartina…” 😀

            • PinoMamet says:

              A parti invertite (cioè, con io nel tuo ruolo) sembra la storia delle mie escursioni di trekking!

              PS
              è vero, non lo dico per amor di polemica.

            • Francesco says:

              >> Secondo le stime dell’ONU più recenti, per i prossimi cento anni la popolazione non dovrebbe cominciare a calare.

              questo non regge, è una palese fesseria. vorrei la fonte, grazie.

              F o’demografo della mutua

            • Mauricius Tarvisii says:

              Francesco, tempo fa avevi ripetuto le stime di un rapporto ONU di diversi anni fa, quello che prevedeva un calo dopo il 2050. Ora la fonte da cui traevi la tua certezza ha cambiato idea, quindi forse non sono fesserie.

              http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/stilidivita/2013/06/13/Onu-popolazione-mondiale-11-mld-2100-800-mln-piu-_8867593.html

            • Francesco says:

              Non mi baso sulle fonti ma sul fatto che so che la popolazione umana è in fase di veloce stabilizzazione.

              Ciao

            • Francesco says:

              E su un fatto ancora più certo: qualsiasi previsione sul 2100 è una solenne stronzata fatta solo perchè nessuno pagherà per i suoi errori, anzi manco se ne ricorderanno.

            • PinoMamet says:

              PS
              Contrordine compagni: i ghiacciai dell’Antartide stanno aumentando

              http://www.meteoweb.eu/2015/11/clima-la-nasa-fa-piu-caldo-ma-aumentano-i-ghiacci-dellantartide-grazie-alle-grandi-nevicate/571782/

              metto apposta un link in cui parla la NASA che tanto piace a Maurì 😉

              divertente vedere come si debba comunque affannare a trovarla una cattiva notizia.

              Davvero, non sono uno di quelli che credono che il cambiamento di clima sia tutto una bufala (anche se sarebbe molto bello) ma sono uno di quelli che credono che le prime stime fossero esagerate (mi pare che stando a quello che dicevano negli anni Settanta, adesso dovremmo essere tutti a mollo come l’uomo della vecchia pubblicità ) e che i ricercatori sono, come dire, esseri umani.

    • Z. says:

      Fotovoltaiche. Energia + freddo. Questa è la soluzione!

      La storia mi darà ragione, come disse il Dusce!

  11. Nessuno ha detto nulla a proposito di catastrofi o simili.

    Ho detto tutt’altro: che ci troveremo a dover riconsiderare la globalizzazione.

    E’ nella natura delle energie alternative per ora note essere sostanzialmente locali.

    Questo significa che al posto dell’aeroporto, ci faremo un grandissimo pannello solare e vivremo meglio tutti, tenendo in vita anche le garzette.

    E sarà un mondo migliore, non peggiore.

    Senza voler psicanalizzare nessuno, ma perché ogni volta che si parla di cambiare abitudini, si deve pensare alla catastrofe?

    • PinoMamet says:

      Io non rispondevo a te sulla catastrofe, ma a Mauricius, però.

      Comunque io non credo che un mondo senza aeroporti sarà migliore.
      Magari senza quello nuovo di Firenze, ma è un altro discorso…

  12. mirkhond says:

    “Senza voler psicanalizzare nessuno, ma perché ogni volta che si parla di cambiare abitudini, si deve pensare alla catastrofe?”

    Perché i cambiamenti spesso spaventano.

    • Francesco says:

      dipende da quali abitudini

      per esempio viaggiare o mangiare, cose che non mi dispiacciono affatto

  13. Mauricius Tarvisii says:
  14. PinoMamet says:

    Anche se mi puzza di bufala, riceviamo e pubblichiamo lo stesso:

    http://www.ewao.com/a/1-us-navy-announced-the-end-of-big-oil-and-no-one-noticed/

  15. Jacopo Simonetta says:

    Eccellente sintesi.

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