Camminare sull’orlo della cronaca

Stanotte ho vissuto da vicino un quasi fatto di cronaca, e credo che ne possiamo trarre qualche lezione per guardare in modo diverso tanti fatti su cui i media ci invitano a piangere o ad arrabbiarci, per poi dimenticarcene.

Verso l’una di notte sento urlare.

Vedo un ragazzo dall’aspetto normale che si appoggia confusamente a una bicicletta; una macchina con due carabinieri; e un’ambulanza con vari volontari.

Il giovane, non so se ubriaco, strafatto di qualche sostanza o semplicemente in crisi, grida insulti con accento arabo, contro i carabinieri, gli italiani, gli zingari e il mondo in generale.

A volte si lancia contro carabinieri e volontari, trattenendosi però sempre all’ultimo centimetro, e anche loro si trattengono.  Lo invitano a salire nell’ambulanza, ma lui si rifiuta perché sta portando a mano la bicicletta e non la vuole abbandonare.

Alla fine, l’ambulanza va via, lui monta zigzagando in bicicletta. I carabinieri lo seguono e sento la discussione che prosegue in lontananza.

Alle 6 di mattina vengo svegliato di nuovo, dalla stessa voce. Il ragazzo urla al quartiere vuoto, “Carabineri di m… datemi bicicletta, sono due notti che non dormo!”

Arriva una macchina della polizia, “io non voglio polizia, voglio carabineri che mi danno mia bicicletta! Carabineri mi hanno robato bicicletta, chiamo mio fratello che fa casino!”

Dopo un po’, la polizia se ne va e lui decide di bloccare il primo ma intenso traffico della mattina, sedendosi davanti a un autobus. Dietro si forma una fila interminabile di auto. C’è persino un camion dei rifiuti.

I passeggeri scendono e nascono una serie di discussioni tanto interessanti quanto inutili:

“Io devo andare a lavorare!” “Anch’io lavoro, anch’io che sono marocchino lavoro, che pensi tu? Ma carabineri di m… devono darmi bicicletta, chiamate carabineri, forza, non ho paura!”

Una signora di una certa età inizia a gridare “ha offeso l’Arma! Questo è oltraggio, bisogna chiamare subito i carabinieri!” “Sì sì chiama carabineri, voglio carabineri, mi hanno robato bicicletta!”

Una ragazza nera gli fa, “tu sei un disonore per la tua nazione!” “tu non mi insultare capito! Se io volevo fare casino, bruciavo tutte le macchine qui!”

Il marocchino dice qualcosa al camionista dei rifiuti che mi sfugge, il camionista risponde “e tu sei un arabo di m…!”

Mi sembra di capire che il marocchino abbia prima detto qualcosa come “italiano di m….!” e che l’altro nella sua risposta sottindesse, “senti, io ti posso rispondere per le rime, ma così non arriviamo da nessuna parte!” Ma onestamente, non lo so.

Ritorna la polizia. Senza toccare il ragazzo, lo invitano ad alzarsi, cosa che fa con sorprendente tranquillità.

cronacaMiracolosamente, nessuno – nemmeno l’esagitato – ha mai perso il controllo.

Adesso immaginiamoci se una qualunque delle persone coinvolte l’avesso invece perso, per trenta secondi, facendo battere la testa contro uno spigolo a qualcun altro.

Marocchino in odio alla croce (rossa) uccide volontaria

Sara la dolce volontaria che amava i bambini stroncata dalla ferocia islamica

Jihadista blocca pompieri, minaccia di incendiare auto, Oltrarno salvato in tempo grazie alle forze dell’Ordine

L’omicida razzista si difende, ‘mi aveva detto italiano di m…!’ [1]

L’omicida islamico si difende, ‘mi aveva detto arabo di m…!’ [2]

Basta razzismo siamo tutti Mustafa, lo straniero massacrato dai carabinieri solo perché cercava la propria bicicletta!

Anzi, a pensarci, per combinare un disastro, sarebbe bastato un poliziotto così ligio al proprio dovere da sporgere un’ineccepibile accusa di oltraggio, con conseguenti anni di processi inutili.

Note:

[1] Il testimone Miguel Martinez, abilmente interrogato dall’avvocato F., è caduto in contraddizione più volte, finendo per trincerarsi dietro un comodo “non mi ricordo”.

[2] Il testimone Miguel Martinez, abilmente interrogato dall’avvocato N., è caduto in contraddizione più volte, finendo per trincerarsi dietro un comodo “non mi ricordo”.

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160 Responses to Camminare sull’orlo della cronaca

  1. Grog says:

    Pericolosissimo assembramento di persone passabilmente intelligenti.
    Miguel Martinez arrestato per reticenza e trascinato via in schiavettoni.
    Grog! Grog! Grog!

  2. roberto says:

    “Una signora di una certa età inizia a gridare”

    come già aveva notato de’ andré,
    questa è una figura sempre presente nei mille teatri quotidiani che rallegrano la penisola

    • ““Una signora di una certa età inizia a gridare””

      Mi ha colpito anche l’improbabile frase che ha detto :-)

      • Francesco says:

        invece quelle del giovane marocchino non ti hanno colpito?

        trattamento psichiatrico coatto e rimpatrio dopo il fallimento (o anche prima)

        nei paesi civili, sarebbe arrivata la mafia marocchina a farlo sparire subito per il buon nome del gruppo

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        “improbabile”

        Ho notato il post solo da poco. Dunque, se leggo bene la signora ha detto :

        ‘ha offeso l’Arma! Questo è oltraggio, bisogna chiamare subito i carabinieri!’

        Scusa, cosa c’è di “improbabile”?

        In questo caso un processo per oltraggio per offesa all’Arma ci stava tutto: i Carabinieri, a quanto affermi, sono stati oggetto di turpiloquio.

        “anni di processi inutili”

        Lo scandalo è che un processo duri anni. Un processo del genere dovrebbe durare dieci minuti, magari con la non iscrizione al casellario giudiziario(se possibile) e con la condanna a due settimane di lavori socialmente utili (tipo spazzare i marciapiedi della strada dove è stato commesso il fatto). Ma

        Ma perchè “inutili”? C’è il reato o no? Lo stabilirà in Magistrato. C’è l’obbligatorietà dell’azione penale in questo Paese? Sì? E allora che azione penale sia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Z. says:

          Lo scandalo è che sia stato reintrodotta una fattispecie di oltraggio – dunque un reato contro la una figura pubblica, non contro un privato cittadino – che incredibilmente comporta la non punibilità se l’imputato fa un bonifico al singolo pubblico ufficiale!

          Come a dire: le istituzioni si rispettano, e se anche non si rispettano, beh, qualche verdone e passa tutto…

          Nel caso di specie non mi pare che la condotta integri l’oltraggio. La cosa più bizzarra però è la richiesta della signora di avvisare la forza pubblica per riferire la richiesta del tizio: era quel che il tizio stava facendo, chiamare la forza pubblica!

          • Andrea Di Vita says:

            @ Z

            In effetti hai ragione, era quasi una situazione da farsa teatrale (come molte situazioni che poi vanno a finir male, tra l’altro).

            La faccenda poi del bonifico è da Guareschi!

            Resta il fatto che mai in vita mia mi sono sognato di insultare l’Arma (o i militari Italiani in genere, se è per questo).

            Magari dopo i fatti del G8 per un po’ se vedevo una loro camionetta cambiavo lato della strada; ma non è un reato.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Z. says:

            Non è una questione di teatralità, è che proprio non vedo la condotta tipica.

            In altre parole, a quanto ho letto il tizio non ha offeso l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compi[va] un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni.

            http://www.mondodiritto.it/codici/codice-penale/art-341-bis-codice-penale-oltraggio-a-pubblico-ufficiale.html

  3. Pietro says:

    Due considerazioni al volo: 1) conta molto il caso, come dici SE nessuno perde la testa tutto fila liscio. Mi capitavano cose di questo tipo quando ero in critical mass e noi il traffico lo bloccavamo davvero. 2) sto notando che gli anziani sono molto peggio dei giovani. I giovani sono pessimi nati un mondo pessimo, gli anziani il mondo pessimo se lo sono trovati tra capo e collo, ora tentano di adeguarsi facendo i pessimi (ma nel modo in cui LORO credono i pessimi siano).

    • Andrea Di Vita says:

      @ Pietro

      “LORO”

      Il borghese piccolo piccolo?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Pietro says:

        No, l’over 40 che del mondo non ci sta capendo piu’ niente e forse non ha nemmeno tempo e/o voglia di provare a capirlo.

        • Pietro says:

          Una volta borghese, oggi aspirante pezzente!

        • roberto says:

          ué giovinastro come “anziani” e “over 40″????
          non renzieggiare!

          • Pietro says:

            Si anche perche’ io non e’ che sono molto lontano… Solo che scrivendo anziani avevo in mente la categoria degli automobilisti e scrivendo over40 avevo in mente le generazioni… Ho fatto un salto sociologico… :D

            • Francesco says:

              beh, sei hai fatto critical mass sei più uno stronzo che un saltatore

              mi ci sono imbattuto solo una volta, guidando (allora potevo permettermi la benzina)

              capita l’antifona, ho assunto un atteggiamento di totale passività

              avessi avuto una MG42, avrei potuto esprimere meglio il mio giudizio

              per fortuna non ce l’avevo, magari accoppavo pure un mio cugino piccolo (e stronzo)

              :D

              PS il mondo noi vecchietti lo si capisce benissimo, mica per nulla sappiamo chi detestare!

            • “mi ci sono imbattuto solo una volta, guidando (allora potevo permettermi la benzina)”

              Bisogna capirlo Francesco, fa l’economista.

              Di sicuro sarà tra i primi posti che taglieranno nelle aziende, prima del cartomante.

              :-)

            • Francesco says:

              Hanno iniziato da un pezzo.

              Ma questo non influenza il mio giudizio su Critical Mass.

              Mettersi a rompere i coglioni per il gusto di farlo è da stronzi. Se il problema è la mancanza di rispetto del codice della strada da parte degli automobilisti, la soluzione non posso che essere i vigili. O il Far West. Mi vanno benissimo entrambe.

              100 ciclisti in mezzo alla strada a due all’ora no.

            • Z. says:

              Devo scrivere un post in vibrante difesa degli economisti.

              Ricordatemelo, se entro qualche giorno non lo faccio!

              :D

  4. Z. says:

    Miguel, non hai tutti i torti. Il caso ha il suo peso.

    D’altronde, come disse Matarrese, la fortuna bisogna anche andarsela a cercare. Il tuo racconto ci insegna anche che mantenere il controllo e tenere le mani a posto aiuta a far sì che nessuno picchi la testa contro gli spigoli.

    Ma prima di poterti dire scampato dalla spietata torchiatura ad opera di perfidi avvocati senza scrupoli, aspetta qualche giorno. Se non altro per scaramanzia. C’è sempre la possibilità che sia presentata denunzia-querela per oltraggio a pubblico ufficiale :D

  5. Matteo says:

    la cosa che stupiva di più è che i carabinieri se ne fossero andati senza fare niente…

  6. izzaldin says:

    sono d’accordo col fatto che a volte basta pochissimo per scatenare una tragedia oppure per evitarla.
    per una volta però non sono d’accordo con quello che (a mio parere) è il sottinteso dell’articolo di Miguel, cioè che l’omicidio di Fermo sia una normale rissa finita male.
    questo “frame”, lo stesso scelto dal direttore del QN-Carlino-LaNazione, vuole sminuire la gravità dei fatti, dicendo che sì, vabbè, in fondo a Fermo quello ha fatto una battuta stupida, quell’altro però ha reagito e per uno spigolo di marciapiede è nato un caso nazionale con i titoli di cui Miguel fa sfoggio.
    ma a Fermo non è andata così.
    i testimoni raccontano che dopo aver steso Emmanuel, l’assassino lo irrideva imitando le movenze di una scimmia mentre lui era a terra agonizzante. una persona così carica di odio e di violenza, così strafottente, non è paragonabile ad un ubriaco cui la forza pubblica ruba una biciletta (ammesso che le cose siano andate così).
    poi siamo d’accordo che i media ci marciano e ci ricamano sopra a seconda del pubblico di riferimento, ma a Fermo è stato un pestaggio razzista a tutti gli effetti.
    sono contento che in Oltrarno ieri ci sia stata ragionevolezza da parte di tutti, le conseguenze sarebbero state quelle scritte qui, ma questo vale in ogni caso

    • Z. says:

      E vabbè, izz, che vuoi che sia deridere un moribondo facendo il gesto della scimmia…

      tanto moriva comunque, no? morto per morto…

      poi alla fin fine, tutti quanti siamo primati, bianchi e neri…

      mi stupirei se nessuno avesse usato queste parole come attenuanti per quel generoso assassino, che ha deciso spontaneamente di donare un terzo di un rudere agricolo per ripagare la vedova della scimmia, così lo chiamava, che è così dispiaciuto di avere ucciso.

      Z.

      PS: che sia dispiaciuto ci credo, visto che ora ha qualche annetto di meritata villeggiatura davanti a sé…

    • “è il sottinteso dell’articolo di Miguel, cioè che l’omicidio di Fermo sia una normale rissa finita male.”

      No, il sottinteso – che c’è – riguarda tutti gli episodi che conosciamo soltanto dalla cronaca, di tutti i segni e con tutti i possibili sottintesi.

      Tra l’altro, pensavo anche a vari fatti successi negli Stati Uniti.

    • ” non è paragonabile ad un ubriaco cui la forza pubblica ruba una biciletta ”

      Io non so se fosse ubriaco. Non so che fine abbia fatto la sua bicicletta.

      La mia personale ipotesi è che l’abbia lasciata chissa dove; magari un carabiniere per toglierselo dalle scatole, gli avrà detto, “non ti preoccupare te la custodiamo noi”, poi saranno andati a fare altro. Ma non ho la minima idea.

      E bada bene, non ho la minima idea riguardo a qualcosa che ho vissuto personalmente.

      E non so nulla della vita precedente del ragazzo, di eventuali disturbi psichiatrici, della sua famiglia. Niente.

      • izzaldin says:

        infatti avevo aggiunto fra parentesi “(ammesso che le cose siano andate così).”
        non importa quello che è successo ‘realmente’ perchè appunto non ci sono state conseguenze.
        ma se, come ipotizzi, qualcuno fosse morto, ci sarebbero stati filmati di telecamere di sorveglianza, testimonianze come la tua, analisi del DNA etc, la magistratura avrebbe indagato.
        a proposito, oggi è arrivata la sentenza su Magherini, mi ha fatto impressione vedere il cantone dell’Oltrarno dove l’hanno ucciso, ci passamm0 insieme quando venni in Oltrarno.
        anche quella fu una tragedia evitabile, che ha dato via a articoli giornalistici di segno opposto a seconda del pubblico delle varie testate.
        però le indagini hanno portato a stabilire la colpevolezza dei carabinieri, ed è normale che lo sdegno porti la gente ad esprimersi anche in maniera emotiva.
        comunque il sottinteso fondamentale realtivo, come dici tu, a tutti i fatti di cronaca è stato perfettamente esposto da Debord:

        “il vero non è altro che un fotogramma del falso”

    • Andrea Di Vita says:

      @ Z

      Leggo dall’articolo di cui al link:

      ‘Il conducente, fermatosi per verificare l’accaduto e poi subito allontanatosi, è stato sanzionato per la violazione dell’articolo 189, comma 9 bis del Codice della Strada. La nuova normativa, infatti, prevede che “l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso” si applichi anche in caso di incidenti che coinvolgano “animali d’affezione, da reddito o protetti”.’

      Domanda: vale anche se l’animale in questione è un serpente? Con tutti i serpenti che la gente tiene nei terrari…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Z. says:

        Immagino che il concetto di “animale di affezione” dipenda dal sentimento collettivo al riguardo…

  7. Pietro says:

    @Francesco: ti ho anche offerto una birra, non sono cosi’ stronzo. Mi sembri uno di quelli pronti a tutto pur di non mettere in discussione le posizoni che ha scelto (credendoci o meno non importa). Conosco molte persone che passano la vita a giustificare quello che fanno e perche’ non fanno quello che vorrebbero fare. Di solito come capro espiatorio i figli sono al primo posto, poi subito dopo viene il lavoro… Se preferisci ti offro un Negroni.

    • Pietro says:

      Pero’ sul personale non ci vado piu’ :)

      • PinoMamet says:

        Può essere che mi confondi con Francesco?

        siamo due persone molto diverse.
        Mi trovo d’accordo con Francesco molto di rado (è per lui che ho coniato l’espressione OMDAF) però umanamente lo apprezzo molto.

        Sulla querelle del personale, e sul fatto che io sia, indubitabilmente, una pessima persona, ti ho risposto nei commenti all’altro post, non so se hai letto.

    • Francesco says:

      se parliamo di Negroni allora cambiano moltissime cose! anche le bici diventano più simpatiche dopo qualche Negroni.

      io amo moltissimo mettere in discussione le mie posizioni, Miguel può confermare che ho avuto aperture comuniste a iosa. Solo non mi hanno portato da nessuna parte

      diciamo che sono molto insofferente alla prepotenza, anche se è curioso come persone diverse riconoscano come prepotenza cose diversissime.

      ciao

  8. Pierluigi Vernetto says:

    poraccio, se riesci ad identificarlo gliela regalo io una bicicletta….

  9. Val says:

    Sinceramente non mi sembra niente di nuovo. E’ la solita eterna dialettica tra fatti e interpretazioni, tra testo e contesto. Vale per i fatti più banali, che per quanto insignificanti noi tendiamo sempre a iscrivere, come si suol dire, in una cornice di senso più ampia. Figuriamoci quando ci scappa il morto ed emerge l’emotività, è ovvio che si tenda a reagire in modo un po’ stereotipato.

    Qualche giorno fa Miguel ha postato un video in cui dei pirla si schiantavano in vari modi con delle supecar milionarie, descrivendolo come un simpatico effetto collaterale della lotta di classe. Magari alcuni incidenti non dipendevano affatto dalla cilindrata dell’auto, magari dentro c’era un meccanico che la stava provando, probabilmente si potrebbe montare un altro video in cui decine e decine di altri pirla della lower class si schiantano con la Renault Clio. Ma è poi così rilevante? L’interpretazione della lotta di classe regge, persino a prescindere dai fatti… :)

    • Pietro says:

      Forse la cosa migliore sarebbe chiudere con l’informazioni in Italia, inguardabile e illeggibile… Pero’ cosi’ significa che hanno ragione gli ignoranti… Io questo dubbio atroce inizio a non reggerlo piu’… A cosa serve avere un cervello?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Non ho capito il tuo intervento.
        Anzi sì, perché ho sbagliato poste volevo linkare questo articolo in calce al derby Nord Sud :D

    • PinoMamet says:

      Lo ho postato nell’altro post ma forse è meglio qua, per la rubrica “riceviamo e volentieri pubblichiamo”:

      http://stradeonline.it/terza-pagina/2156-incidenti-e-retorica-ma-voi-su-quel-treno-ci-siete-mai-saliti

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ma è Strade On Line: è proibito prenderlo sul serio :D

      • Z. says:

        In effetti a Francoforte, ad esempio, i treni della metro passano continuamente sullo stesso binario in versi opposti, a distanza di pochi minuti l’uno dall’ altro, ogni giorno.

        • MOI says:

          pare che fra Andria e Corato ci fossero ancora comunicazioni telefoniche (!) via fax tra ferrovieri …

          • Mauricius Tarvisii says:

            Infatti il problema non è il binario unico (che esiste ovunque), ma sono le (inesistenti) tecnologie con cui è gestito. Ma ovviamente per quello di Strade OL tutto va benissimo ed è sufficiente linciare un capostazione per scongiurare che altri errori si ripetano.
            E’ comunque curioso che una rivista che di solito si propone come baluardo dello scientismo in questa occasione passa all’antiscientismo (rifiutare le tecnologie e puntare tutto sulle capacità umane è questo, alla fin fine) pur di sostenere la propria tesi del “le nostre Guide hanno sempre ragione”.

            • Peucezio says:

              Per la verità, in un intervento che non so perché il server non mi passava, cercavo di dire (sperando che questa sia la volta buona) che tutti quelli che ho sentito che usano quella linea sono entusiasti. Efficientissima, puntuale, una specie di ferrovia modello.

            • Peucezio says:

              Stavolta ci siamo riusciti…

              Il problema io temo sia antropologico, come al solito: la gente lavora sempre meno seriamente, persino quando ci sono le vite in gioco.

              Insomma, quella linea esiste da prima della guerra, una volta c’era la famosa Ceclatère, così chiamata popolarmente perché la locomotiva a vapore ricordava una caffettiera. Passava per via Napoli, partendo da piazza della Disfida di Barletta (quindi quasi in pieno centro a Bari). Dava parecchio fastidio, passando in città, pare abbia causato degli incidenti, ma non mi risulta che in quest’ottantina d’anni che abbia mai fatto un frontale con un altro convoglio a causa del binario unico.
              E non credo che allora i protocolli di sicurezza fossero più rigorosi di quelli di oggi.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Pulizia e puntualità non significano affatto sicurezza. Ho viaggiato per anni su binari unici tra viaggi senza fine, sporcizia e ritardi, ma ho sempre avuto garantiti standard di sicurezza che su quella linea modello si sognano.
              Incidenti del genere nelle tratte di RFI/Trenitalia non si verificavano da decenni.

            • Mauricius Tarvisii says:

              In pratica, quella del treno pulito mi ricorda le aiuole e i giochi d’acqua sul lungomare di Taranto alla vigilia del crack.

            • Peucezio says:

              D’accordo, ma come la mettiamo sul fatto che non ha fatto incidenti – quantomeno frontali dovuti al binario unico – in tanti decenni di vita?
              Per quello insisto sul fattore umano.
              Certo, il fatto che oggi tutto è gestito da rincoglioniti rende colpevole non fare sistemi di sicurezza molto più rigidi. Anche se non dimentichiamo che anche i sistemi di sicurezza c’è il rischio che vengano fatti dagli stessi rincoglioniti.

              Ho appena sentito il ministro Del Rio che annoveraba fra le cause, se non di questo incidente, della minore sicurezza sulle linee ferroviarie, il fatto che a causa della legge fornero i macchinisti vanno in pensione a 67 anni.
              Io mi fido molto di più di un macchinista sessantasettenne che di uno di 25: si è formato in tempi in cui le cose si facevano meglio e più sul serio e ha molta più esperienza. E oggi uno di 67 anni non è certo un vecchio rimbambito, è solo un uomo maturo.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Perché quei sistemi antiquati erano “relativamente sicuri” per l’epoca. Non dimentichiamoci mai che parliamo di treni, ovvero il mezzo di trasporto più sicuro che esista, quindi gli incidenti non possono che essere un’eccezione.
              Però incidenti analoghi avvenivano anche nei decenni passati, prima dell’introduzione degli standard attuali, perché sarà anche vero che noi siamo più coglioni di voi (parlo di generazioni), ma gli incidenti ferroviari li provocava anche la tua generazione e la generazione prima della tua.

            • Peucezio says:

              No, Mauricius, per me il discrimine è più indietro e non penso affatto che la mia generazione, al di là dei singoli individui, sia meglio della tua, anzi, penso che sia stata una delle peggiori.

              Però resta il fatto che se ci fosse stato un precedente, cioè un altro frontale su quella linea, ne avrebbero parlato. Non ne accenna neanche Wikipedia e in qualche accenno a quella ferrovia sui miei libri di storia locale non si parlava di un’evenienza di questo tipo (ma non ho letto vere e proprie storie delle ferrovie del barese).
              Per cui pare di capire sia la prima volta.
              Sì, può anche essere che sia un fatto puramente probabilistico: in mancanza di certi standard di sicurezza prima o poi succede ed è successo ora come poteva succedere negli anni ’50. Non posso escluderlo con certezza. Ma il sospetto che sia legato all’approssimazione con cui si lavora oggi è forte, visto che la noto in tanti altri settori.

    • Francesco says:

      1) puoi riassumere i fatti? io i TG non li reggo

      2) cosa c’entra lo Stato italiano? non era una ferrovia locale pugliese?

      ciao

      • Mauricius Tarvisii says:

        ” cosa c’entra lo Stato italiano? non era una ferrovia locale pugliese?”

        Forse perché compito costituzionale dello Stato è garantire l’uguaglianza tra i cittadini a prescindere dalla regione di provenienza?
        La cosa più interessante di questo incidente è che ha fornito un’ottima occasione per i settentrionali di dimostrarsi insofferenze nei confronti delle lamentele dei terroni. Insofferenza che in molti casi si è trasformata in invettiva.
        Sembra che Mirkhond abbia preso il controllo di mezza rete per dimostrare di avere ragione :D

        • Francesco says:

          non ce ne era bisogno, di un golpe ducale, per ricordare che la misura è colma da vari decenni.

          come sospettavo, qualcuno ha pensato che la fine della famiglia Bossi avrebbe risolto la questione settentrionale.

          manco p’o’ belìn

          PS la tua idea di uguaglianza è degna dell’appendice di 1984 e supera a sinistra pure i Dossetti e i La Pira. e fa anche ridere.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “per ricordare che la misura è colma da vari decenni”

            Intanto nella tua Milano di merda hanno gettato miliardi per foraggiare voi parassiti lombardi mentre a Matera manco c’è una stazione. Quindi sì, la misura è colpa, ma nel senso che avete rotto il cazzo cari settentrionali con la puzza al naso: fosse per voi i morti non sarebbero dovuti essere venti, ma venti milioni, così finalmente vi sareste liberati della palla al piede.

            • Peucezio says:

              Mauricius in modalità Mirkhond attiva. :-)

            • Francesco says:

              esagerato, 20 milioni di morti! e poi i funerali a tutti chi li pagava?

              mi basta una pacifica e civile separazione e, come spesso ricordano gli Aprile, il Sud potrebbe decollare verso verdi lidi e splendidi futuri, grazie a uomini della statura di Alfano ed Emiliano!

              e naturalmente con pieno diritto di sbertucciare noi rimasti nel guano

            • Peucezio says:

              Quanto poco mi appassiona questa querelle nord-sud. Roba da leghisti ;-)

              Il nord, o, meglio, la borghesia delle città del nord-ovest, ha responsabilità storiche gravissime, criminali, non minori di quelle di Hitler verso gli ebrei, ma non vedo cosa c’entrino i settentrionali di oggi, soprattutto quelli medi, l’operaio, l’artigiano, il commerciante, ma anche il professionista.
              Ormai la finanza e i centri decisionali sono del tutto deterritorializzati e l’unica colpa che si può addebitare per esempio a Milano (e non sono uno che difende i milanesi: il milanese medio è spiccio, maleducato, scostante e arrogante e non ha voglia di fare un cazzo, si spende il minimo minimo indispensabile; ma ho conosciuto anche milanesi autentici meravigliosi, generosi, attenti, di cuore) è di essere sede della Borsa.

            • Z. says:

              Peucè,

              querelle da leghisti, va bene, ma da leghisti prima maniera.

              Il che significa che mi fa ringiovanire di un quarto di secolo buono. Ohi. Mica ci sputo su :D

            • Peucezio says:

              Infatti lo scopo era sollecitare il tuo nostalgismo.

              Poi non dirmi che non ti penso!

  10. Carlo says:

    A proposito di “sudici” è venuto a mancare zu Binnu Provenzano un signore che ha fatto più danni di tutti gli stranieri e i razzisti presenti in questo paese messi insieme, almeno però delle sue nefandezze non si può incolpare né Salvini né la Boldrini.

    • Carlo says:

      Non volevo affatto accusare nessun meridionale che scrive qui di avere santificato la mafia (io stesso ho origini siciliane), solo fare notare che mentre per la destra i cattivi sono per forza stranieri/zingari/neri/musulmani e per la sinistra i cattivi sono per forza gente che celebra le glorie del Ventennio o dello zio Adolfo, Provenzano, uno degli uomini peggiori della storia recente italiana e realmente “sudicio” (nel senso di “lercio” non di “meridionale”) era italiano bianco eterosessuale battezzato (anche se probabilmente non molto credente visto che viveva more uxorio con una che non era sua moglie) e dall’altra parte non andava a sventolare bandieroni con la svastica allo stadio o a scrivere dux mea lux sui muri (considerand0 anche i pessimi rapporti tra fascismo e mafia)

      • izzaldin says:

        sicuramente Provenzano è stato quello che dici tu.
        ma, se vogliamo essere onesti da un punto di vista storico, va detto che Provenzano è stato un capo militare che con la ferocia, l’astuzia e la capacità strategica ha dichiarato una guerra (poi vinta) contro la mafia di Palermo, reggendo un vero e proprio “semi-stato” che fatturava quasi quanto la Sicilia intera.
        fare come fanno molti, definirlo semplicemente un mostro contadino ignorante e sanguinario, può servire alla propaganda dell’antimafia, ma secondo me non è il massimo se si vuole inquadrare storicamente l’esperienza dei Corleonesi nella storia italiana

        • “Provenzano è stato un capo militare che con la ferocia, l’astuzia e la capacità strategica ha dichiarato una guerra (poi vinta) contro la mafia di Palermo, reggendo un vero e proprio “semi-stato” che fatturava quasi quanto la Sicilia intera.”

          Riflessione molto interessante, grazie!

        • Carlo says:

          Condivido pienamente la tua posizione su Provenzano, non volevo affatto dire che fosse un “mostro” nel senso di “cattivo che è cattivo perché è cattivo” da film americano, semplicemente volevo mostrare come, pur non avendo nessuna delle caratteristiche che fanno imbestialire rispettivamente la sinistra e la destra non fosse esattamente un cittadino modello (per usare un eufemismo)

  11. mirkhond says:

    Credo che qui nessuno abbia mai santificato la mafia.
    A cominciare dai “sudici” che scrivono qui…….

    • Z. says:

      Qui no. Altrove ho sentito parecchi rivendicarla con orgoglio.

      • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

        “Altrove ho sentito parecchi rivendicarla con orgoglio.”

        In quale contesto? Te lo chiedo perché mi interessa sul serio…

      • PinoMamet says:

        Io non ho mai sentito rivendicare la mafia con orgoglio, neppure- specialmente neppure- quando ho lavorato a Palermo.

        Il massimo che ho sentito- anzi, mi è stato riferito- è stata qualche spacconata durante le partite di calcio, tipo “stai attento, mio cugino è camorrista”, roba del genere.

        Invece, da appassionato di scherma e arti marziali, e da famigliare di malavitosi abbastanza tradizionali ;) (ognuno ha i parenti che ha) noto una curiosità crescente verso tradizioni forse para-malavitose come origine, ma ormai ampiamente reinterpretate in maniera puramente folklorica/sportiva, tipo i “cavalieri d’umiltà” e i loro uso del coltello e bastone (peraltro l’attenzione si sta spostando anche sulle tradizioni del centro-nord- del Piemonte in modo particolare, curiosamente- analoghe ma ancora più perse nel tempo) dubito sia quello che intendesse Z.

        • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

          “… tipo i “cavalieri d’umiltà” e i loro uso del coltello e bastone (peraltro l’attenzione si sta spostando anche sulle tradizioni del centro-nord- del Piemonte in modo particolare, curiosamente- analoghe ma ancora più perse nel tempo)… “.

          Di questo so veramente poco: mi andrò a documentare…
          Grazie per lo spunto! :)

        • Z. says:

          Coltello e bastone? Nel senso di bastone nella mano buona e di manosinistra in quella sbagliata?

          o come armi alternative tra loro?

          • PinoMamet says:

            Alternative (pelropiù) ma usate con gli stessi movimenti (all’incirca).

            Il che è notevole perché mi rendo conto- un po’ grazie a riflessioni personali, un po’ grazie ai filmati di un bravo maestro che ha imparato in Cina, ma è romagnolo :D – che di fatto tutte le arti marziali estremo-orientali si basano sullo stesso principio- i movimenti del bastone vengono applicati alle mano nuda, alla spada ecc., con le dovute differenze.

            Ora i vecchi trattati di scherma italiani erano molto chiari in questo: anche se a partire dal Rinascimento si focalizzano sulla spada come arma “esemplare”, di fatto i movimenti sono trasferibili a qualunque arma e alle mani.

            Oltretutto gli italiani, anzi Camillo Agrippa per la precisione, inventano il sistema razionale di dividere le guardie, in base all’anatomia (prima, seconda, terza, quarta) tuttora in uso.
            Davvero, il Rinascimento all’opera, anche qua.

            Osservando i vari sistemi popolari, noto che ci sono molte innovazioni, malizie da strada o da galera ecc. ecc., ma lo schema è sempre quello della scherma classica.
            Suppongo che molto sia penetrato dalla frequentazione delle sale da scherma (che ancora nell’Ottocento insegnavano bastone ecc.) e molto dal servizio militare, dove elementi di scherma erano insegnati a tutti.

            Poi la tradizione popolare ha messo il resto, i movimenti malandrini, la terminologia tipo “Santa Lucia” o “San Michele” e così via..

          • MOI says:

            Moda Filippina ormai desueta … con nomi tipo Arnis/Kali/Eskrima

        • izzaldin says:

          una volta nello spogliatoio della piscina ho sentito un vecchio che mentre si cambiava diceva che “Palermo non è più quella di una volta”
          “un tempo ci rispettavano, la gente aveva paura”, “purtroppo li hanno arrestati tutti” “ormai Napoli è sopra di noi”.
          Il signore, appresi dopo, usciva da un lungo periodo passato da “ospite dello Stato”.

  12. Z. says:

    Emilia antispecista/2 – Save The Sheep!

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/07/13/news/_ndrangheta_appello_per_il_gregge_sottratto_ai_clan_non_macellatelo_-143967105/

    bom bom bom bom-bo bom save the sheep!
    bom bo-bom chop the tree
    (urca, questa non va mica bene!)
    bom bo-bom skip the rope
    bom bo-bom look at meeeee!

    all together now (all together now!)

    https://www.youtube.com/watch?v=6xwZgwbEpdg

  13. MOI says:

    Pino Aprile sul disastro Corato-Andria :

    http://www.tagpress.it/cronaca/disastro-ferroviario-pino-aprile-un-crimine-con-molti-colpevoli-20160713

    […]

    Siete (voi che questo avete costruito) assassini. Non possiamo portarvi dinanzi a un tribunale, perché avete fatto in modo da rendervi assolti; ma di fronte alla coscienza del mondo (esclusa la vostra, si capisce, della cui esistenza non abbiamo prove) siete condannati per omicidio plurimo, strage.

    Signor Renzi Matteo, spieghi ai parenti di quei morti perché su 4560 milioni per le ferrovie ne ha destinati 4500 da Firenze in su e 60 da Firenze in giù (se sono arrivati sotto Firenze…);

    Signor Delrio Graziano, informi chi sta piangendo per aver perso la ragione della sua vita che i suoi geologi stanno analizzando le rocce per capire se si può fare il treno fra Napoli e Bari. Poi, magari, spieghi ai suoi figli cos’è l’equità, il rispetto degli altri (valuti se è il caso di raccontare come ha fatto a non accorgersi che la sua Reggio Emilia, con lei sindaco, diventava “il bancomat della ‘ndrangheta”, mentre lei faceva visita ufficiale, per la festa del patrono, a Cutro, patria del boss Grande Arachi);

    Signor Mauro Moretti, lei che, da capo di Trenitalia, pare cambiasse discorso quando si parlava di Sud (e se no, come ci diventava, da sindacalista, numero uno dell’azienda) vada dai sopravvissuti, a dire che ha fatto solo il suo dovere spendendo i soldi di tutto il Paese, solo in una parte del Paese; venda anche a loro la favola dell’azienda privata con i soldi nostri.

    Non veniteci a parlare di errore umano; non veniteci a dire che i lavori per raddoppiare la linea erano in corso; non diteci che quelle sono le Ferrovie del nord Barese e voi siete altro… Lo sappiamo cosa siete. Non cercate i colpevoli, cercate uno specchio.

    […]

    [cit.]

      • MOI says:

        WTF ?!

        • Z. says:

          Senza Vergogna.

          Mi pare il minimo che si possa dire per un atto di necrofagia ad uso autopromozionale. Anzi, bisognerebbe portarsi appresso dei timbri S.V., con cui contrassegnare tutti gli atti dei necrovori.

          Ciò in linea con la tradizione cuoristica di Vergognamoci per loro – servizio di pubblica utilità per chi non è in grado di vergognarsi da solo.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Se per “autopromozionale” intendi dire che vuole promuovere una rete ferroviaria decente in Puglia al posto di quel buco nero attualmente esistente, hai ragione.

          • Z. says:

            No, intendo dire che vuole promuovere se stesso di fronte a una tragedia e servendosi dei morti.

            Non è il solo, ci mancherebbe.

            S.V.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Dici invece che questi dannati terroni dovrebbero stare piuttosto zitti e aspettare che capiti di nuovo?

            • Z. says:

              Maurì, scusami, ma da quando tentare di mettersi in mostra, sgambando e sgomitando tra gli altri necrovori, serve ad evitare morti e tragedie?

              Perché se serve facciamolo tutti. Siamo sessanta milioni di CT durante i mondiali, diventiamo sessanta milioni di necrovori ogni giorno.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Quindi commentare uno scandalo significa essere necrovori? E’ la logica per cui ogni volta che moriva qualcuno in Iraq era vietato mettere in discussione la bontà della missione militare laggiù.

            • Z. says:

              Esatto. All’indomani di una strage, far finta di aver individuato con certezza ad uno ad uno i singoli responsabili, nella speranza di guadagnare popolarità e consensi, significa essere necrovori.

              Non che il signor Aprile sia l’unico. Ne ho sentiti a mazzi oggi in TV, ognuno col suo bersaglio pronto all’uso al fine di sgomitare e farsi notare dal pubblico.

              S.V.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Certo, se si vive al Nord sentire i Sudici che si lamentano e recriminano dà molto fastidio. Peccato che a Bologna un treno non potrebbe mai circolare come circola ad Andria: al solito al Sud si muore e al Sud si deve tacere per non ferire le povere orecchie dei settentrionali.

            • Z. says:

              Maurì, tu davvero pensi che non mi piacciano solo i necrovori del sud? Pensi che quelli del nord, altrettanto numerosi, mi piacciano?

              Peraltro gli incidenti ferroviari non sono un’esclusiva delle Puglie. Avvengono anche dalle mie parti:

              https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_ferroviario_di_Crevalcore

              e va da sé che se qualcuno avesse scritto le stesse cose all’indomani di Crevalcore (magari qualcuno lo ha pure fatto) avrebbe meritato l’etichetta S.V., proprio come Pino Aprile.

              A me non piace chi si fa propaganda coi morti, riga. So che oggi giorno è uno sport diffuso, se non proprio universale, ma non significa che mi debba piacere.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Cioè secondo te a Bologna il traffico ferroviario viene gestito con chiamate al cellulare? Le condizioni di quella linea 10 anni fa erano migliori di quelle della linea di Andria oggi e l’anno successivo sarebbero entrati in vigore standard ancora migliori che ad Andria ancora oggi si sognano.
              Questo è il privilegio e non riconoscerlo e pretendere che i Sudditi crepino in silenzio non è il massimo.

            • Z. says:

              Non ci capiamo. A differenza dei necrovori in tempo reale, non mi interessa improvvisarmi esperto di ferrovie.

              Trovo semplicemente disgustosa la necrofagia politica e autopromozionale.

              Magari sono un buonista, come si dice oggi, ma non capisco perché te la prendi tanto per questo.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Perché incazzarsi per ‘ste cose e scrivere un post su facebook non è necrovoria, a differenza delle sfilate dei governanti tra le lamiere a beneficio delle telecamere. Oppure visto che i chiamati in causa non sono né dei vegani né un tifoso di Fermo è vietato parlare?

            • Z. says:

              Ci sono tanti modi di farsi notare servendosi dei morti. Uno di questi è certamente l’hate speech su FB.

              Non è vietato, e ci mancherebbe: è uno sport diffuso, per dilettanti e professionisti di ogni età. Così come non credo sia vietata l’apposizione di un piccolo timbro viola.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ah, adesso dire la verità è hate speech! Ovviamente lo è solo quando sono i terroni che borbottano invece di crepare e tacere come dovrebbero.

            • Z. says:

              Vabbè, Maurì, buona giornata :)

    • Francesco says:

      >>> non diteci che quelle sono le Ferrovie del nord Barese e voi siete altro

      ecco, a queste frasi io mi gito a cercare la mia MG 42 ma porcaputt non la trovo mai!

      • Z. says:

        Sono armi vecchie. Magari esplodono, e anche se non esplodono la violenza non è la risposta.

        Un bel timbro viola scuro S.V. è la risposta.

        Non fa male a nessuno, non viola la libertà di pensiero, non è offensivo. Non è neanche un ordine, tipo “vergognati”. E’ solo un modo per dissociarsi: pacatamente, serenamente.

        • Francesco says:

          mi dicono sia la miglior mitragliatrice leggera mai costruita

          e trovo la M2HB esagerata per le discussioni stradali

          ;)

  14. mirkhond says:

    Eh?

  15. Peucezio says:

    Miguel,
    passami la lista di parole “vietate”. Ho tentato diverse volte di scrivere un intervento, molto banale peraltro, e non me lo passa. E non riesco a capire per quale motivo!

    • Z. says:

      Habs, ti devo una risposta su Negri da una vita!

      Non so molto di lui, devo ammetterlo. Ma l’immortale Stecchetti ne lasciò memoria criticando Carlo Denina e la sua affermazione secondo cui non vi sarebbero mai stati ravennati illustri.

      Denina l’è un sumar. St’e’ fiol d’un can
      L’avè la faza d’ di ch’un i’ è mai stè,
      Dapu che e’ mond l’è mond, gnanca un ravgnan
      Degn malapena d’esser arcurdè.

      Denina l’è un sumar. Lizì Murdan
      Ch’ l’ha fatt la vita dal zelebritè
      Da pu d’e’ temp d’i’ grech e d’i’ ruman
      Infena a e’ temp d’e’ secul ch’ l’è passè.

      Ai truvarí Ferretti ch’e’ scriveva,
      Negri ch’ l’era andè sena in Inghiltera
      E Tomaso Tomai ch’us n’infuteva.

      Ui è Cosimo Magni, un fulman d’ guera
      E Giovanni il Grammatico ch’ l’aveva
      Una maletta ch’ l’ai sfargheva in tera.

      • Z. says:

        Denina è un somaro. Sto figlio di un cane
        Ha avuto il coraggio di dire che non c’è mai stato
        Da che mondo è mondo, neanche un ravennate
        Degno a malapena d’esser ricordato

        Denina è un somaro. Leggete Mordani
        Che ha scritto la biografia delle celebrità
        A partir dal tempo dei greci e dei romani
        Fino al tempo del secolo passato [ndt: il Settecento]

        Ci troverete Ferretti che scriveva
        Negri che era andato fino in Inghilterra
        E Tomaso Tomai che se ne fotteva.

        C’è Cosimo Magni, un fulmine di guerra
        E Giovanni il Grammatico che aveva
        Uno scroto che sfregava in terra.

        (per caso è cambiata la lista delle parole? è la prima volta che mi fa scrivere testo e traduzione!)

        • izzaldin says:

          è esilarante che scroto si dica ‘maletta’_ in spagnolo maleta significa “valigia” :)

          • “è esilarante che scroto si dica ‘maletta’”

            Non ne avevo idea. A Imola, l’ho sempre sentito nel senso di “fare storie”, “farla lunga”, “problemi inutili”, un po’ come “mai inutile che fai tutto questo casino, la faccenda è semplice”.

          • Z. says:

            Miguel,

            proprio così! Quello che hai sentito tu, comunemente usato anche in italiano (a differenza dell’accezione originaria), è il significato metaforico (“noia”, “scocciatura”) diffuso in tutto il ravennate.

            A Bologna invece si dice “eh ban ban, mo che borsa!”, e la borsa chiamata in causa è sempre quella :D

    • Mauricius Tarvisii says:

      Da quello che sappiamo, nemmeno lui la conosce. Anzi, avevamo appurato che la lista è “personalizzata”, nel senso che a ciascuno sono censurate parole diverse.
      Io, per esempio, non riesco a scrivere po ker

    • “passami la lista di parole “vietate”.”

      Lo faccio subito, è lungo e forse anche inutile dal momento in cui ho un efficace antispam, posso provare a toglierlo per un giorno e poi rimettere, vediamo cosa succede.

    • roberto says:

      io non riesco a scrivere
      po ker
      ca si no

  16. Mauricius Tarvisii says:

    Tornando sulle baite, si propone anche un’etimologia interessante, ovvero pre-indoeuropea mediterranea, che poi sarebbe filtrata sia nelle lingue indoeuropee che in quelle semitiche.
    Poi invece altri sostengono l’origine germanico-friulana, nel senso che il passaggio w – b sarebbe avvenuto tramite il friulano (w – v – b)

      • Z. says:

        Lo ribadisco – il giorno in cui rinascerò ricco e intelligente passerò la mia vita immerso negli studi etimologici. Ci sono poche cose che trovo altrettanto interessanti.

        • roberto says:

          pure io

          • Francesco says:

            io a quelli aggiungo quelli storici

            e magari correre dietro alle donne da giovane

            OK, dove si firma il modulo per rinascere ricchi?

            • izzaldin says:

              incredibile che qui si parli dell’etimologia di ‘baita’.
              uno dei miei romanzi preferiti, La Vita Agra di Luciano Bianciardi, comincia proprio con il protagonista, lo stesso Bianciardi, che si interroga sulle origini etimologiche proprio della parola ‘baita’

      • Peucezio says:

        Conosco quell’articolo, ce l’ho su cartaceo, fa parte di una raccolta di saggi che mi fu regalata da un linguista di Milano. Sono linguisti molto seri, quindi è autorevole.

      • PinoMamet says:

        Interessante, ci ho dato un’occhiata e a quello che ho capito da una lettura veloce l’autore è su posizioni lontane dal mio modo di vedere le cose
        (io preferisco le etimologie tradizionali, perché non sempre, ma spesso se sono tradizionali un motivo c’è; a meno che non ci siano motivi stringenti di credere il contrario; lui mi pare di quelli innamorati delle ricostruzioni di radici indoeuropeo con mille segni diacritici, e quando sono troppi mi lasciano sempre perplesso…)
        però in definitiva fa una bella disanima di tutte le proposte e non si sbilancia troppo.

        Magari lo rileggo con calma dopo.

        Poi, ma c’entra e non c’entra, forse esistono dei termini che non fanno parte di nessuna lingua in via esclusiva, e che un po’ tutte si sono palleggiate e scambiate a mo’ di lingua franca, e baita può ben essere una di queste.
        Sì, ma chi l’ha “inventata” chiederete voi? boh, nessuno!

        • Peucezio says:

          Io non l’ho ancora letto se è per quello.
          Però nel caso di parole come queste, con tutta la buona volontà, è impossibile fare etimologie “tradizionale”, perché, se ho capito che intendi, un’etimologia tradizionale è quella che si basa sulla regolare trafila latino-lingua romanza, indoeurpeo-latino, indoeuropeo-greco, indoeuropeo-germanico comune-goto/tedesco/inglese/antico-alto-tedesco/nordico, ecc., ecc., ecc.
          In questo caso parliamo di sostrati, che si fanno per vie indiziarie, coinvolgendo lingue su cui abbiamo poche iscrizioni e che, non essendo una un’evoluzione diretta dell’altra, passano dall’una all’altra con leggi fonetiche imprevedibili, quindi, il passaggio stesso è del tutto congetturale.

          • PinoMamet says:

            “perché, se ho capito che intendi, un’etimologia tradizionale è quella che si basa sulla regolare trafila latino-lingua romanza, indoeurpeo”

            Ma no, intendo “tradizionale” nel senso di “tramandata e considerata plausibile da una tradizione accademica e/o popolare”.

            Il problema qua è che ci sono due tradizionali etimologie plausibili, quella germanica e quella semitica o paleo-mediterranea.

            • MOI says:

              Come ha(vrebbe) fatto una parola semitica a salire dai deserti ai cucuzzoli ;) ?

            • PinoMamet says:

              La mia prima ipotesi è che fosse stata portata dagli ebrei italiani, che infatti hanno mantenuto (cita l’articolo) espressioni tipo “babàita” (a casa).

              Insediamenti ebraici nelle Alpi, come negli Appennini, sono attestati dai toponimi, e conformi alla diffusione del rito ashkenazita dall’Italia verso l’Europa centrale.

              L’articolo mi pare lo ricolleghi a una presenza ancora più antica, legandolo, mi pare, ai popoli pre-indoeuropei mediterranei.

              Poi ricordiamoci che la preistoria è… prima della storia, e ci sono migliaia di vicende di cui non sappiamo esattamente niente ;)

              per esempio, la faccenda notissima della mucca piemontese, che è una discendente (incrociata, ok) dello zebù indiano.
              Come è finita in Piemonte? al seguito di qualche migrazione di un popolo pastorale preistorico, ma vallo a sapè chi erano…

        • Z. says:

          Peucè, un giorno quando tieni pazienza e voglia mi spieghi bene questa cosa del sostrato :)

          • Peucezio says:

            E’ una parola.
            Non lo sanno neanche i sostratisti.
            Comunque, se vuoi qualche lume e qualche momento da dedicarvi, potresti sempre leggerti:

            Domenico Silvestri
            La teoria del sostrato: metodi e miraggi
            3 volumi
            Gaetano Micchiaroli, Napoli, 1977-82

            (Io non l’ho ancora letto, ma prima o poi lo farò; posso comunque assicurarti che è il testo di riferimento per definire metodologicamente il concetto di sostrato).

            Ma non ho capito esattamente la tua domanda.
            Cioè tu mi chiedi
            – in base a cosa si individua un sostrato in una lingua (o in un territorio), o
            – cosa si intende per “sostrato”?

            Visto che la risposta a questo commento mi sfuggirà sicuramente, data la collocazione, magari riscrivimelo più in vista nei commenti di un nuovo post/i> o fatti dare la mia mail da Miguel.

  17. Francesco says:

    casino

  18. Francesco says:

    Borghezio

  19. Francesco says:

    allora è il noto gioco di carte che non passa

    :D

  20. Mauricius Tarvisii says:
  21. Z. says:

    Emilia buonista:

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/07/14/news/modena_il_gesto_del_bimbo_dona_le_sue_paghette_al_mendicante_che_gliele_restituisce-144036134/

    Buonista il mendicante, buonista il fanciullo, buonista la nonna che si è ravveduta.

    F.to: Zeta, fieramente buonista.

    • “F.to: Zeta, fieramente buonista.!”

      buonista so pare, buonista so mare,
      buonista la fia e la sorella,
      era buonista anca quella,
      la fameia dei buonista.
      Ghe s’era in un paese
      ‘na famiglia molto in voga,
      i gavea tutti la buona,
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      Il buonista Gedeone
      la Geppina prende in sposa,
      dalla buonista bianca e rosa;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      Geppina la gobetta
      ha sposato Gedeone
      dalla buonista a pungiglione;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      Celebrava il matrimonio
      il canonico don Piero,
      con la buonista fatta a pero,
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      Al municipio firmarono
      davanti al segretario,
      buonista come un dromedario;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      Nel mezzo della festa
      son arrivati i suonatori,
      eran buonisti anche lori;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      E dopo aver mangiato
      e ballato la tarantella:
      era buonista anche quella;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      E dopo nove mesi
      è nato un bel bambino,
      anche lui col suo buonistino;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      E dopo che fu morto
      gli fu fatto una gran cassa,
      con il buco per la buonassa;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      E dopo alcuni mesi
      son nati i vermicelli:
      eran buonisti anche quelli;
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

      La dolorosa storia
      l’è bella e terminata
      co ‘na buonista sterminata;
      che nascon tutti tutti quanti,
      per trentun generazioni,
      maschi e femmine buonistai,
      la fameia dei buonista.
      buonista so pare…

  22. rossana says:

    L’ironia è un dono impagabile, un asorta di medicina sociale che però non si può acquistare, né vendere o prestare…

  23. PinoMamet says:

    Visto che è stato citato il Comune di Brescello.

    Il paese è “quello di don Camillo” solo perché ci sono stati i girati i film; a un certo punto, nei film, il paese viene chiamato col suo nome, ma piuttosto avanti nella “serie”.
    In realtà Guareschi quando scriveva aveva in mente un altro paese, parmense come lui e non reggiano, credo Roccabianca ma non sono sicuro.

    Vabbè, sono pochi chilometri di distanza in fondo: è la famosa Bassa, che quasi tutti scambiano per l’Emilia tout court.

    Detto questo: il comune è stato sciolto per “infiltrazioni mafiose”, ma a quanto mi risulta l’unica cosa che abbia fatto il sindaco di compromettente è stato di dire- domandato- che il fratello di un noto ‘ndranghetista, residente in paese, non aveva mai dato problemi e si era sempre comportato bene.

    Poi, capace che ci abbiano buttato sopra due robe di abusi edilizi, che si trovano sempre
    (quando si vogliono trovare: da me han buttato giù un villino liberty e nessuno ha detto niente, se ne sono accorti dopo…)

    Con questo non voglio dire che l’ER sia priva di infiltrazioni mafiose: ce ne sono eccome (ricordo che c’ho avuto un omicidio di mafia sotto casa), ma giusto per correttezza mi sembrava giusto riportare quello che so.

    • Z. says:

      E’ che oggi è così, bisogna sempre esagerare e buttarci sempre dentro di tutto.

      Certo, se si avesse un po’ di pazienza ad impugnare il megafono, verrebbero fuori argomenti più seri e circostanziati, che non abbisgonano di questo buttasù da web. Ad es. la tesi del PM, che quanto meno immagino preveda un minimo di approfondimento sia pure sommario, parla di errore umano più di altre concause che saranno oggetto di indagini.

      Ma a volte lo scopo di impugnare il megafono è farsi leggere, intervistare, invitare in TV mentre si impugna il megafono. Ieri in televisione era pieno di espertissimi autoproclamati ingegneri da salotto TV, e tutti avevano le idee chiarissime su cosa era successo.

  24. mirkhond says:

    “per esempio, la faccenda notissima della mucca piemontese, che è una discendente (incrociata, ok) dello zebù indiano.
    Come è finita in Piemonte? al seguito di qualche migrazione di un popolo pastorale preistorico, ma vallo a sapè chi erano…”

    Paolo Diacono, sostiene che durante il regno di Agilulfo (590-616 d.C.) furono introdotti nell’Italia longobarda, i bufali provenienti dall’India, perché adatti ai terreni paludosi, come dovevano essercene molti nell’Italia di allora……

    • PinoMamet says:

      I bufali si sapeva (ma forse furono introdotti anche prima) ma gli zebù non è così noto…

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