Lotta di classe

La lotta di classe è quella cosa che i ricchi conducono contro il resto del mondo, umano e non.

Spesso con successo, ma, per fortuna, non sempre, come dimostra questo istruttivo video (si ringrazia Rossana della segnalazione).

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in imprenditori, mundus imaginalis and tagged , , , . Bookmark the permalink.

212 Responses to Lotta di classe

  1. mirkhond says:

    Che senso ha costruire bolidi ad alta velocità, se poi devono camminare in normali strade e non in piste da gare automobilistiche?

    • Francesco says:

      non lo so però se avessi zilioni di euri una bella supercar da 300.000 km al secondo me la prenderei anche io

      solo per il gusto di averla

      ciao

    • Mauricius Tarvisii says:

      Per tentare di correre per le strade normali come se fossero all’autodromo, coi risultati che vediamo! 😀

      Scherzo: è pura ostentazione. Compri macchine scomode e inutili solo perché vuoi far vedere agli altri che te le puoi permettere.

  2. roberto says:

    soprattutto che senso ha comprarti una macchina se non sai guidare….

  3. Francesco says:

    Miguel

    secondo te questa lotta di classe è l’unica faccia della medaglia? per Marx i capitalisti avevano una funzione e solo quando questa si fosse esaurita si sarebbe passati alla fase successiva della storia

    tu cosa pensi?

    ciao

    • “i capitalisti avevano una funzione e solo quando questa si fosse esaurita si sarebbe passati alla fase successiva della storia”

      Guardandomi attorno, direi che siamo passati sì alla fase successiva della storia.

      • Z. says:

        Perché guardandoti intorno non vedi più capitalisti!

        • Francesco says:

          non fare battute, Z, che mi distruggi l’indagine

          sono veramente interessato a cosa vede Miguel, da questo punto di vista

          ciao

        • Z. says:

          Non è una battuta, Francè!

          Tu guardandoti intorno vedi ancora capitalisti, magari come quelli descritti da Orwell, con cilindro e bastone da passeggio?

          Però non dobbiamo pensare che una cosa non esiste solo perché non la vediamo…

          • Andrea Di Vita says:

            @ Z e Francesco

            “There’s class warfare, all right, but it’s my class, the rich class, that’s making war, and we’re winning.”

            http://www.goodreads.com/quotes/123058-there-s-class-warfare-all-right-but-it-s-my-class-the

            Marx ha ragione.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • “Tu guardandoti intorno vedi ancora capitalisti, magari come quelli descritti da Orwell, con cilindro e bastone da passeggio?”

            No, ma ne vedo tanti alla guida di Ferrari.

            Per citare Grog:

            Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! BOOM!

          • Francesco says:

            Z

            scusa ma ti facevo molto più intelligente. I capitalisti non sono quelli con cilindro e bastone, o con la Ferrari.

            Cazzo, torniamo a Marx!!! (e non il cardinale): sono i padroni dei mezzi di produzione, del capitale fisico e finanziario, quelli che decidono dove costruire le fabbriche e cosa produrre.

            Il folkore di Paris Hilton non nasconda il business degli Hotel Hilton.

            Io ne vedo ancora a bizzeffe di questi capitalisti, molti vengono dal vecchio terzo mondo.

            E non mi paiono superati dalla storia.

            Ciao

            • “sono i padroni dei mezzi di produzione, del capitale fisico e finanziario, quelli che decidono dove costruire le fabbriche e cosa produrre.”

              E’ come dire che i musicisti rock non sono dei narcisisti infantili con doti poetiche, ma sono dei tecnici del suono.

              Sono due aspetti inscindibili della stessa realtà.

              Esiste una forma di malattia mentale che ti porta a voler impossessarti di tutto e distruggere tutto. Questa malattia mentale ti porta, appunto, a impadronirti dei mezzi di produzione, e anche qualche volta a sfracellarti sull’asfalto su una Ferrari.

            • PinoMamet says:

              “E’ come dire che i musicisti rock non sono dei narcisisti infantili con doti poetiche, ma sono dei tecnici del suono.

              Sono due aspetti inscindibili della stessa realtà.”

              OMDAMM.

              Aggiungo una cosa:
              se i capitalisti ottocenteschi sono raffigurati in cilindro e bastone da passeggio, è perché, per la maggior parte, portavano il cilindro e il bastone da passeggio.

              Se ora sono rappresentati con la Ferrari o automezzo similare, è perché comprano questi automezzi.

              Sono robe, pensate un po’, che hanno anche un nome: status symbol.

            • Z. says:

              Ho come l’impressione che stiamo dicendo cose molto simili tutti quanti ma non ce ne accorgiamo!

              Però su una cosa non sono d’accordo: il rockettaro non è un tecnico del suono. Casomai HA un tecnico del suono 😛

              (PPP: precisazione pletoricamente pignola!)

              • “Casomai HA un tecnico del suono ”

                Il rockettaro non è un tecnico elettronico, ma è certamente un tecnico del suono, come lo è un cantante lirico.

            • Francesco says:

              non è vero Mig

              ci sono un sacco di rocchettari che non sanno cantare

              🙂

          • Z. says:

            Francesco,

            se mi credevi intelligente credevi male. Mi conosci da anni e dovresti aver capito che non lo sono!

            Comunque non mi sono spiegato. In realtà non la penso molto diversamente da te, e in particolare:

            – i capitalisti ci sono;
            – non vestono con la tuba e non girano quasi mai in Ferrari;
            – la loro funzione storica non mi sembra esaurita.

            • PinoMamet says:

              Scusa, il cilindro o tuba lo porta attualmente uno studente di una scuola dove mi è capitato di insegnare, e credo altre 3 persone in tutto il mondo, esclusi attori e figuranti di film in costume.

              Però, io una cosa sola vojo sapè (ari-cit.):

              secondo te chi se le compra le Ferrari, le badanti moldave??

            • Francesco says:

              forse non mi sono spiegato bene: a me interessa la funzione sociale dei capitalisti, non i loro status symbol

              che poi la Ferrari la comprano le badanti moldave davvero, dopo che hanno ereditato dal vecchietto

              come insegna Peucezio, i veri capitalisti vanno in giro con altri mezzi (beh, non in Asia)

              😀

              PS Miguel, devo prenderla come una battuta o come una risposta?

              • Per Francesco

                “a me interessa la funzione sociale dei capitalisti, non i loro status symbol”

                A me interessa anche cosa spinga un tizio a diventare capitalista e a continuare a farlo. Io sono sicuro che anche gli eremiti abbiano svolto un importante ruolo (a-sociale?) nel Medioevo, ma è importante capire anche cosa li abbia spinti.

                Poi è vero che non tutti i capitalisti siano spinti dal desiderio della Ferrari; altri sono spinti dal piacere di fregare il prossimo, altri dallo spirito del gioco d’azzardo (tema su cui Sombart scrisse pagine memorabili), ma anche altri dall’avarizia per cui magari vanno in giro in motorino…

            • Z. says:

              Pino,

              intendo: se vediamo poche Ferrari non significa che non ci siano capitalisti…

              Vabbè, mea culpa. Imparo ad essere ermetico 🙂

            • Francesco says:

              Miguel

              credo che il ruolo sociale degli eremiti nell’antichità e nel medioevo fosse rilevantissimo

              erano sempre tutti da loro a chiedere lumi e consigli!

              ciao

              PS le motivazioni sono psicologismo, il ruolo sociale è importante (anche per decidere se abbatterli o meno)

              • “credo che il ruolo sociale degli eremiti nell’antichità e nel medioevo fosse rilevantissimo”

                Condivido. Non intendevo asociale in senso negativo, solo che è curioso mettere insieme il termine “eremita” e “sociale”.

                Per il resto, sono troppo cattolico per trascurare le motivazioni interiori, ma capisco che Marx ti ha sedotto, pazienza 🙂

            • Francesco says:

              in effetti sono ancora sotto la perniciosa influenza di Marx e di Mandeville

              non riesco a liberarmi dell’apparenza prodigiosamente forte che abbiano ragione

              se non a livello individuale, di certo a livello sociale

              giuro che provo a spezzarne le catene ma senza successo

              come è possibile che un bruto assetato di soldi e automobilone porti il bene della società e un Miguel Martinez ne sia la rovina?

              ciao

              • “come è possibile che un bruto assetato di soldi e automobilone porti il bene della società e un Miguel Martinez ne sia la rovina?”

                Mi piace questa frase, la dovrei annotare.

                Grazie!

            • Mauricius Tarvisii says:

              Mandeville? Giovanni di Mandeville?

            • Francesco says:

              Bernard de Mandeville

              che scriveva le sue favole dal 1704.

              l’avessero capito, avrebbero bruciato subito lui e il libro, anche se Londra era già terra Diaboli

              maledetto Enrico!

  4. Grog says:

    Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom!

    UH COME GODOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom! Wroom!

    Grog! Grog! Grog!

  5. Pietro says:

    Miguel se vuoi foto di ricchi schiantati la stampa cambogiana ne offre quantita’ immani, tutti con la loro bella Lexus distrutta!

    • Z. says:

      Un amico mi ha detto che in Cambogia ha visto una quantità impressionante di incidenti stradali. L’impressione che ha avuto è che il traffico motorizzato sia stata un’innovazione improvvisa e relativamente recente, laggiù, che le autorità non avevano ancora imparato a gestire. Almeno fino a qualche anno fa. Tu che conosci la regione, è vera ‘sta cosa?

  6. Zhong says:

    Il sovrasterzo… uno dei grandi contributori di Youtube!

    • Andrea Di Vita says:

      @ MT

      Avranno il voto di Grog? 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. ciaone alla Merlin!

      • Grog says:

        Perchè legalizzare la prostituzione quando GIA’ ESISTE IL PD?
        PD (PEDOFILI DEMOCRATICI ( UN CULO VALE L’ALTRO))
        oppure
        PD (PEDOFILI DEMOCRATIVI PAVESI)
        Grog! Grog! Grog!

    • “Anche il M5S si schiera per la legalizzazione dello sfruttamento della prostituzione”

      “Case chiuse” è un termine orrendo, ma la prostituzione è legalizzata e regolamentata (almeno) in Svizzera e in Austria e credo anche in diversi altri paesi, in modo da garantire la volontarietà del lavoro, la mancanza di sfruttamento (a parte il fisco!) e la salute.

      Qualcuno sa in cosa consiste concretamente la proposta?

      • Ecco trovo questo:

        http://www.polisblog.it/post/297488/prostituzione-case-chiuse-disegno-di-legge

        “Questo nuovo disegno di legge si propone di regolamentare la prostituzione nel nostro paese che potrebbe di nuovo essere esercitata, seguendo però alcune precise regole, anche di tipo fiscale. In primo luogo, con questa nuova legge, si andrebbe a depenalizzare il reato di favoreggiamento. In pratica tornerebbero le case chiuse, l’attività della prostituzione potrà essere svolta infatti solo al chiuso, in forma personale o cooperativa, e potrebbero esserci dei vincoli riguardo alle zone delle città dove ciò è possibile. Servirà dunque la collaborazione degli amministratori locali, il problema rende di nuovo attuale la questione sollevata qualche giorno fa dal sindaco di Roma Ignazio Marino. Proprio nella capitale ultimamente si è parlato dell’individuazione di alcune zone “franche”, riprendendo il progetto del presidente del IX Municipio Andrea Santoro.

        In base al disegno di legge non sarà più punibile chi esercita l’attività presso un’abitazione privata di cui si abbia legittima disponibilità. Così come non sarà più un reato affittare immobili con tale finalità. In collaborazione con le regioni sono previste poi delle attività volte al sostegno e al reinserimento delle persone che decidono di abbandonare l’attività.

        Chi deciderà di esercitare la professione presso dovrà darne comunicazione presso “una qualunque sede delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) presenti sul territori nazionale. Tale comunicazione dovrà essere accompagnata da un certificato di idoneità psicologica ottenuto presso una qualunque ASL. È previsto inoltre il versamento di 3.000 euro per chi deciderà di esercitare part time, del doppio per l’attività full time. I soggetti coinvolti saranno assoggettati ai regimi fiscali e previdenziali previsti dalla legge. In ogni caso sarà obbligatorio l’uso del preservativo. Come ulteriore misura di prevenzione nelle scuole secondarie sarà obbligatorio dedicare almeno venti ore all’anno a programmi di informazione e sensibilizzazione.”

        • roberto says:

          così se non state attenti alla zonizzazione che sarà fatta dal partito unico, rischiate che in oltrarno i poveracci non saranno più sfrattati dalle orrende multinazionali che comprano i tuguri per farne appartamenti di lusso, ma da simpatici papponi per farne dei bordelli artigianali e a km zero…..bah!

          • “rischiate che in oltrarno i poveracci non saranno più sfrattati dalle orrende multinazionali ”

            Ieri ci pensavo, che un po’ di sano malaffare ci potrebbe tornare utile.

            Mi immagino la vecchia bagascia bruttissima, ma simpatica che saluta il mio figliolo mentre torna da scuola e si scusa perché gli fuma in faccia, e io che le dico di stare attenta che ho visto una macchina dei carabinieri in giro.

            Poi corro alla Nazione per fare l’articolo-denuncia sul Degrado in Oltrarno, Non Investite qui!

        • Mauricius Tarvisii says:

          L’iscrizione alla camera di commercio è già obbligatoria.

        • rossana says:

          m’inquieta sempre chi legifera sulla prostituzione. Pare che alla fine ciò che si vuole è poter tassare il corpo stesso della prostituta, una sorta di esclusiva sui proventi ottenuti facendo commercio di sé.
          Finisco quasi per trovare più onesto uno sfruttatore, almeno sono chiare le sue intenzioni di lucrare sul lavoro altrui senza sventolare questioni di moralità o di (perfino) far corsi di prevenzione “… nelle scuole secondarie sarà obbligatorio dedicare almeno venti ore all’anno a programmi di informazione e sensibilizzazione..”
          Per “prevenire”, educhiamo gli adolescenti sul corretto uso della prostituzione ma solo se legale e iscritta alla Ccia e che paga le tasse?
          Che idioti…

          • Per Rossana

            “m’inquieta sempre chi legifera sulla prostituzione. Pare che alla fine ciò che si vuole è poter tassare il corpo stesso della prostituta, una sorta di esclusiva sui proventi ottenuti facendo commercio di sé.”

            Condivido totalmente, e in parte 🙂

            Personalmente, ho l’orrore della prostituzione. E’ una cosa talmente lontana da tutto ciò che io mi sento, che è inimmaginabile: parlo ovviamente dei clienti, non delle “impiegate”, che capisco molto meglio.

            Però, come diceva Z, gli stronzi esistono; non trovo di per sé terribile che qualcuno si guadagni da vivere sulla loro stronzaggine (in fondo è quello che faccio io).

            E quindi potrei anche essere un sostenitore della “legalizzazione”.

            A questo punto, mi trovo tutti i problemi che pone Rossana: perché devono esistere “legalizzazione”, tasse, partite IVA, impiegati statali che ci ricavano gli stipendi e quelle enormi, immani schifezze che sono “corsi di prevenzione” con gara/guerra d’appalto all’ultimo sangue tra cooperative di sfigati per inventare fuffa?

            • Peucezio says:

              Infatti andrebbe legalizzata e non regolamentata.
              Cioè chi la vuole fare, prostituta, pappone e cliente, non commette reato, ma niente tasse, albi, e simili.
              E soprattutto supporto serio a chi vuole uscirne o lo fa per costrizione.

            • Peucezio says:

              Per inciso, non sono d’accordo sulla definizione di “stronzi”.
              E’ vero in molti casi, ma ci sono anziani, disabili, persone che per un motivo o per un altro non avranno mai accesso alla possibilità di un sesso non mercenario.

            • Z. says:

              Niente tasse? Cioè prostitute e addirittura magnaccia esentasse (mentre una guida turistica o un negoziante o un operaio debbono pagarle)?

              È la stessa tesi di Rossana… nel tuo caso perché la sostieni?

            • roberto says:

              “Infatti andrebbe legalizzata e non regolamentata”

              ma è già legalizzata, nel senso che né la prostituta né il cliente rischiano niente!

              rischia il pappone, e chiunque quadagna sulla pelle della prostituta (o prostituto), rischiano prostituta e cliente se consumano in pubblico, in alcuni comuni gli automobilisti che si fermano bloccando la strada (li stramortacci loro!) e il cliente che va con una minorenne

            • rossana says:

              Più ci penso e più mi pare che sul tema e nella propsota di legge aleggi una certa volontà di sterilizzare la pratica della prostituzione in sè, togliendole ogni velo ed equiparandola a una qualunque altra professione.
              C’è quel passaggio nel testo qui sopra dove si paventa perfino l’obbligatorietà del preservativo che è comica: per far rispettare tale obbligo imporranno alla prostituta una telecamera in camera da letto così che non vi possano essere dubbi su chi sgarra e diffonde patologie indesiderate?
              E quella dei 3mila € se part-time e il doppio se full time per inizio attività? Non so di altre professioni che debbano sganciare tali cifre prima ancora di aver dato inizio all’esercizio.
              E niente regime dei minimi per le professioniste del sesso?
              Ma che razza di inguistizie sono mai queste…
              Avessi quell’intenzione, corromperei i funzionari addetti all’incasso dell’anticipo proponendo uno scambio in natura (e voglio vedere quanti funzionari di nuovo conio resisteranno alla tentazione di avere anticipi, favori e sconti merce dalle signore del sesso…
              Magari loro lo fanno pensando di diventare con questo rispettabili lavoratrici che pagano le tasse, tranne che chiunque siederà ai posti nella catena di comando continuerà a considerarle puttane, solo senza nemmeno più quel rispetto che viene oggi dal fatto di dover pagare al buio e nascosti per ottenerne le grazie…

            • habsburgicus says:

              @Miguel
              Personalmente, ho l’orrore della prostituzione. E’ una cosa talmente lontana da tutto ciò che io mi sento, che è inimmaginabile: parlo ovviamente dei clienti, non delle “impiegate”, che capisco molto meglio.
              Però, come diceva Z, gli stronzi esistono

              la tua posizione, Miguel, è come sempre eterea e quindi molto affascinante…ma ha poche relazioni con il mondo reale 😀 (a meno di ipotizzare una Società quasi asessuata come sognata dai Santi barocchi, quelli del “Memento mori” che fece paura in vecchiaia al pur lascivo Louis XIV…ma la nostra non potrebbe essere più distante ! :D)
              perché in un certo senso, quasi tutto è prostituzione (seppur non stricto sensu)…altrimenti come ti spiegheresti che registi, riccastri vari, varie figure note a livello mediatico [che non è d’uopo nominare] avranno magari altri problemi, ma non certamente quello di rimorchiare splendide e giovani donne ? 😀 e a livelli solo un po’ più bassi quante carriere e quanti posti remunerativi sono stati ottenuti (di norma rubandoli ad altri, maschi o femmine, che veramente li meritavano) nei letti, con il fattore F ? 😀 *
              la prostituzione, stricto sensu (quella cui alludevi tu, immagino) è semmai semplicemente una versione più “democratica” della precedente in quanto mette a disposizione di “sfigati” vari [oggi pare si dica così] ciò che non potrebbero neppure sognare, tranne eccezioni rare..ancorché di qualità inferiore, quasi sempre..ma ciò è insito nella logica del sistema capitalistico

              *lo so, lo so, ci hai già parlato del tuo amico spiantato, che cucca alla stragrande…ma, come si suol dire, una rondine non fa primavera 😀 come una vittoria popolare in terra britannica, non rende di per sé grande il ruolo del popolo nelle democrazie in generale 😀

      • Mauricius Tarvisii says:

        La prostituzione in Italia è un lavoro autonomo legale. E’ vietato avere rapporti sessuali in pubblico e in certi comuni è vietato adescare i clienti per strada. L’unico vero ostacolo all’esercizio della prostituzione è che può essere esercitata solo in locali di proprietà del cliente o del lavoratore, ma non di un terzo.

        • rossana says:

          Mi sa che il vero “ostacolo” è che alle prostitute non si riesce mai a far compilare un 740…
          E con i tempi che corrono son capitali esentasse che “non ci possiamo più permettere”

          • Mauricius Tarvisii says:

            Anche se ce li potessimo permettere dovresti spiegarmi perché l’operaio le tasse le deve pagare e la prostituta no.

        • Z. says:

          Rossana,

          perché no? In alcuni Paesi già succede, e in altri sono proprio i sex worker a chiederlo, di poter pagare le tasse come gli altri cittadini.

          Non vedo nulla di spregevole nel prostituirsi, e non vedo ragioni per non tassare l’attività prostitutiva.

          • rossana says:

            Nel caso della prostituzione, l’ “attività produttiva” non “produce” niente.
            Nemmeno io ho nulla contro la prostituzione, che fra tutte mi pare la più onesta fra le attività umane.
            Ma ho molto contro chi vuole infilarsi fra il cliente e la prostituta per guadagnare su chi fa sesso.
            Forse lo Stato tassa ogni altra donna che fa sesso per convenienza economica?
            Non mi risulta, eppure molte sono le donne che la danno per avere che so? Una casa, di che spendere per i suoio capricci, un lavoro, un’auto, ecc.
            Sempre soldi sono, o no?
            La prostituta vuole cash, chiara come il sole: te la do, ti faccio questo o quello, costa ics.
            Non vende nulla, da tutto in uso capione e solo per pochi minuti.
            Mai capito le prostitute, le austriache ecc., contente di pagare tasse allo stato per una transazione che non vede scambi merce né transazioni propriamente finanziarie.
            Forse sono serve volontarie, o forse viviamo in un mondo talmente dominato dalla doppia morale maschile che, per garantirsi il diritto di guadagnarsi di che vivere vendendo “amore”, una donna deve comunque avere un magnaccia che le consenta di fare col suo ciò che le pare.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Già: come si permette lo Stato di imporre l’IRPEF ai lavoratori!

            • Roberto says:

              “Non vende nulla, da tutto in uso capione e solo per pochi minuti.”

              Esattamente come mia moglie che fa l’interprete.
              Lei va dal cliente, non vende niente, presta la sua voce per qualche minuto, dive ora ed in cambio vuole solo soldi.
              Perché pagare tasse?

            • Roberto says:

              Minuto, o ora

            • MOI says:

              ma infatti “prostituzione” rientrerebbe nella categoria “fornitura di servizi” …

            • Mauricius Tarvisii says:

              Che schifo! Ora ti prendono soldi anche se apri bocca!

            • Peucezio says:

              “Ma ho molto contro chi vuole infilarsi fra il cliente e la prostituta per guadagnare su chi fa sesso.”

              D’accordo pienamente.

            • Z. says:

              Rossana,

              dai, battute a parte, perché far pagare l’irpef alla guida turistica sì e al sex worker no?

              Chessò, ipotizzo: trovi sia immorale che lo Stato pretenda un balzello dalla seconda ma non dalla prima?

              Comunque sia, mi incuriosisce questa posizione, e mi piacerebbe capire come nasce.

          • “Non vedo nulla di spregevole nel prostituirsi, e non vedo ragioni per non tassare l’attività prostitutiva.”

            Ripeto. Nulla di spregevole nel prostituirsi (ad esempio facendo il traduttore).

            Ma mi chiedo, come si fa ad andare a puttane?

            • Pietro says:

              con la macchina, a piedi e’ fattibile ma piu’ difficile

            • Z. says:

              Miguel e Pietro,

              😆

            • rossana says:

              @Z.

              Diciamo che trovo comico il solo fatto di definire “prestazione” il lavoro di una prostituta, anche se di fatto è una prestazione.
              E’ che il termine aiuta ad arrivare all’idea che, trattandosi di “prestazione”, è quindi assimilabile alle “prestazioni professionali”, e di qui è un passo per mettere sullo stesso piano la “prestazione” della guida turistica (che non usa “la voce”, ma vende grazie alla voce competenze e lavoro intellettuale che a nessuno verrebbe in mente di andare a cercare lungo la tangenziale di notte, per dire…)
              Il ritorno dell’ordine sulle strade, cioè alle case chiuse, e alla tassazione delle prestazioni professionali delle prostitute, segna una linea netta fra valore e moralità: da una parte le professioniste del sesso, dall’altra le donne perbene.
              Che perbene lo sono, spesso, perché, anzichè battere il marciapiedi e farsi dare pochi euro per un servizio, la servono infiocchettata in cambio di beni di valore monetizzabili ma non tassabili (la classica pelliccia piuttosto che il braccialetto di diamanti).
              Alla fine, si tassa non la prestazione, ma proprio il sesso, cioè quello che si sdogana al commercio a patto che lo Stato possa riordinarlo, normarlo, legiferarlo.
              E si legifera, si riordina, si normalizza chi è disordinato, senza legge e fuori norma.
              Le puttane, di qualunque sesso.
              Quindi è proprio il sesso che si vuole riportare all’ordone, non la prostituzione, che ne è solo una variante.
              Tassiamo anche i gioielli che gli amanti facoltosi regalano alle escort di lusso?
              E come rincorriamo con la Gdf le amanti occasionbali cui si regala un’auto o una casa?

              • “Diciamo che trovo comico il solo fatto di definire “prestazione” il lavoro di una prostituta, anche se di fatto è una prestazione.”

                Non lo so, mi trovo smarrito di fronte a queste cose.

                Da una parte, colgo benissimo le cose che dice Rossana; dall’altra, capisco anche la logica di Z.

                In fondo, il problema è come arrivare all’abolizione dello Stato 🙂

              • Comunque la questione che pone Rossana è, cosa sia “il commercio”?

                Per quale motivo, ogni volta che passano soldi (ma non diamanti) tra due individui, perché lo Stato ci deve guadagnare?

                Certo, perché altrimenti non avremmo ospedali e così via, e mi sembra importante che li abbiamo.

                Ma qual è il senso di fondo?

                Io mando 100 euro a Rossana perché ammiro quello che lei scrive, lo Stato prende 20; lei mi rimanda gli 80 euro che le avanzano perché le piace una cosa che scrivo io… ma effettivamente, lo Stato cosa c’entra?

                Sono domande aperte, non ho nessuna certezza.

            • Francesco says:

              propongo il metodo Renzi:

              prima aboliamo i servizi dello Stato rivolti alla collettività

              a un certo punta la collettività di rompe i coglioni, smette di pagare le tasse e lo Stato non può più pagare i servizi agli amici di Renzi

              giusto?

              😀

            • paniscus says:

              da una parte le professioniste del sesso, dall’altra le donne perbene.
              Che perbene lo sono, spesso, perché, anzichè battere il marciapiedi e farsi dare pochi euro per un servizio, la servono infiocchettata in cambio di beni di valore monetizzabili ma non tassabili (la classica pelliccia piuttosto che il braccialetto di diamanti).

              ——————

              A parte il fatto che la pelliccia oggi è considerata di cattivo gusto da quasi tutti, e che anche quelli totalmente insensibili alle sorti degli animali dimenticheranno l’esistenza delle pellicce nel giro di pochissimi anni, in prospettiva di un progressivo surriscaldamento globale…

              …ma comunque, mi permetto di citare una battuta di George Bernard Shaw, nella commedia teatrale “Mrs. Warren’s Profession”, anno di grazia 1902:

              “What is any respectable girl brought up to do but to catch some rich man’s fancy and get the benefit of his money by marrying him?—as if a marriage ceremony could make any difference in the right or wrong of the thing!”

              Traduzione rozza da parte mia personale:

              “con quale altro obiettivo si tirerebbe su una signorina per bene, se non perché possa piacere a un uomo ricco e possa vivere dei suoi soldi dopo averlo sposato? Come se una cerimonia nuziale potesse fare una sostanziale differenza!”

            • Francesco says:

              Miguel,

              hai già risposto. C’entra perchè nell’ospedale ci sta Francesco con un buco in testa e il tutto viene pagato con quella tassa lì.
              Non ci sono altri elementi, è tutto lì.

              Ospedali, carceri, tribunali, caserme, scuole, strade, ponti, acquedotti, inceneritori, pensioni di invalidità, pensioni di vecchiaia.

              Tasse.

            • roberto says:

              scusa miguel ma oltre a

              “Certo, perché altrimenti non avremmo ospedali e così via, e mi sembra importante che li abbiamo”

              cosa vuoi aggiungere?

              vuoi avere ospedali e così via pagati dallo stato?
              devi raccattare su dei soldi e per raccattare sui i soldi le strade non sono infinite
              – raccatto su un po’ di soldi ad ogni volta che c’è un passaggio di beni da una mano all’altra
              – raccatto su un po’ di soldi ad ogni volta che c’è una prestazione di servizio o più in generale un passaggio di denaro
              – raccatto su un po’ di soldi prendendo una percentuale dalla ricchezza di ognuno

              o magari

              – raccatto su un po’ di soldi dal gruppo x in cambio del privilegio di restare in vita

              poi, puoi certo seguire la via degli anarcoliberisti e dire che visto che non hai bisogno di niente dallo stato non gli dai nulla

              • “devi raccattare su dei soldi e per raccattare sui i soldi le strade non sono infinite”

                sì però non dimentichiamo che ci sono anche una marea immensa di cose perfettamente inutili in cui lo “Stato” (in senso ampio) butta i nostri soldi. Almeno a Firenze, sono sicuro che nel resto d’Italia non succede.

            • roberto says:

              Miguel

              “Per quale motivo, ogni volta che passano soldi (ma non diamanti) tra due individui, perché lo Stato ci deve guadagnare?”

              perché non i diamanti?
              se tu mi regali un diamante mi sa che dobbiamo andare da un notaio e pagare un’imposta di donazione

              • “se tu mi regali un diamante mi sa che dobbiamo andare da un notaio e pagare un’imposta di donazione”

                E per fare i regali di compleanno ai figlioli, come dovrebbe funzionare? I figlioli devono pagare le tasse in base al loro reddito, o semplicemente pagare una tassa forfettaria?

                No, perché i genitori spesso organizzano i compleanni al nostro giardino, non vorrei che arrivasse la guardia di finanza.

            • Mauricius Tarvisii says:

              “Tassiamo anche i gioielli che gli amanti facoltosi regalano alle escort di lusso?
              E come rincorriamo con la Gdf le amanti occasionbali cui si regala un’auto o una casa?”

              I commercialisti so che una risposta a queste domande ce l’hanno. Non è che perché non conosciamo una disciplina questa dovrà essere per forza irrazionale.

            • Z. says:

              Rossana,

              grazie della spiegazione.

              La differenza tra retribuzione e liberalità è una questione rilevante (per chi si occupa di fisco) ed è regolata in tutti i lavori. Non credo che sarebbe un problema per la sola prostituzione regolamentata.

              Lo Stato che guadagna da una prestazione sessuale è qualcosa che capisco non piaccia. Personalmente però non mi scandalizza. Guadagna dal gioco d’azzardo, dal tabacco, dagli alcolici, dalle armi da fuoco. Tassa anche i reati (una volta scoperti)!

              Poi possiamo decidere di abolire le tasse accettarne le conseguenze. Se invece decidiamo che le tasse ce servono non vedo ragioni davvero convincenti per detassare la prostituzione.

            • Z. says:

              Miguel,

              e come fanno gli aeroplani a volare se sono più pesanti dell’ aria? E le portaerei a galleggiare, pesanti come sono? È evidente che ci sarà un trucco!

              🙂 🙂 🙂

            • roberto says:

              “E per fare i regali di compleanno ai figlioli, come dovrebbe funzionare?”

              vabbé ma tu regali diamanti ai tuoi figli? e che se ne fanno?

              • ““E per fare i regali di compleanno ai figlioli, come dovrebbe funzionare?”

                vabbé ma tu regali diamanti ai tuoi figli? e che se ne fanno?!”

                Sia chiaro che provoco deliberatamente, scegliendo un caso estremo.

                Non ho affatto idee chiare in materia.

                Semplicemente, mi chiedo (senza tenerci particolarmente a una risposta o all’altra) quale sia la differenza vera tra le due cose.

                Cioè qual è la logica per cui ogni volta (o quali volte?) che io scambio qualcosa con qualcun altro, ne debba uscire uno stipendio per un assessore? Badate che non sto dicendo che sia un male, mi chiedo quale sia il senso, se esiste.

            • Z. says:

              Miguel,

              premetto che sarà una spiegazione molto rozza, e mi scuso in anticipo… per quella seria ti rimando a un buon manuale di scienza delle finanze (come il Bosi).

              Ogni ordinamento decide cosa tassare e quanto, di norma in base a ciò che considera quale manifestazione di capacità contributiva.

              Siccome prendere i soldini dove ce ne sono di più tende ad essere più semplice, ed è di norma ritenuto più equo, si tassano soprattutto tre cose: l’incremento di ricchezza (reddito), lo stock di ricchezza (patrimonio) e il consumo.

              Ora viene il difficile: quale di queste grandezze è meglio tassare di più? quanto di più? e perché? e le altre? Qui ci sono decine di teorie e migliaia di prassi diverse, e a questo punto io vigliaccamente rimando tutto al Bosi 🙂

            • paniscus says:

              “se tu mi regali un diamante mi sa che dobbiamo andare da un notaio e pagare un’imposta di donazione”
              ——————

              Scusa, ma stai facendo un esempio teorico, o semplicemente scherzi?

              Fermo restando che io sono fiera di non aver MAI frequentato uomini che pensassero nemmeno lontanamente di regalarmi un diamante…

              …tu sostieni davvero che l’innamorato che regala alla sua ragazza un anello di fidanzamento col diamante, debba passare attraverso il notaio per poterlo fare legalmente?

            • Roberto says:

              Lisa ti do una chiave di lettura e ti tranquillizzo allo stesso tempo dicendoti che miguel non è innamorato di me r non siamo sposati

            • paniscus says:

              per Roberto:

              quindi tu sostieni che la legge dica che si può offrire liberamente un diamante alla fidanzata o all’amante senza ricorrere al notaio… ma che invece è obbligatorio ricorrere al notaio se lo si offre a qualcun altro?

            • Z. says:

              Ragazzi (di una volta),

              perdonatemi un sentimentalismo borghese: vi voglio bene!

              Qui si spazia dalle spie guatemalteche al TUS passando per il ruolo in campo di Crasso e senza trascurare di chiedersi se “baita” derivi da una radice tedesca (la stessa di Wacht? o di Bauen?) o semitica (beit… che poi, nel caso, l’origine sarà araba o ebraica?).

              Abbiamo incredibilmente ricostruito l’origine del “ma” e del “sa” della Romagna meridionale, particelle esotiche che da sempre sbalordivano noialtri della Bassa. Sino a ieri ascoltandoli dicevamo: d’indó vèn ch’e mod ‘d dscorrar? Oggi conosciamo la risposta.

              E mica ci fermiamo all’ umanesimo. Abbiamo anche due fisici. Non uno, due: mica brustulli. E Habs è sia umanista sia ingegnere.

              Poi Miguel si chiede perché siamo monoblogami!

            • Roberto says:

              Miguel e Lisa
              Prendetevi 5 minuti a leggere qui e capirete che differenza c’è fra regalare una palla ad un bambino è un diamante ad un estraneo
              http://www.notaiobrambilla.it/brambilla/notaio_donazioni.html

              • “Prendetevi 5 minuti a leggere qui e capirete che differenza c’è fra regalare una palla ad un bambino è un diamante ad un estraneo”

                Mi sembra di capire che i problemi fiscali sorgono quando la donazione è tra persone non imparentate tra di loro; ma a un’occhiata veloce veloce, non vedo grandi differenze tra diamanti e palloni (che sono entrambi consegnabili a mano), se donati per motivi di “affetto”, concetto che mi sembra assai labile.

                Ma forse la mia è stata una lettura distratta.

            • Mauricius Tarvisii says:

              E’ molto semplice: la famiglia è ritenuta (anche dal diritto: pensiamo alle obbligazioni alimentari) un nucleo solidale in cui i regali sono parte integrante del convivere, quindi c’è uno speciale regime fiscale per le donazioni che avvengono al suo interno.
              Fuori dalla famiglia si distinguono le donazioni di modico valore (io regalo un pallone a un bambino che non è mio figlio) dalle altre (io regalo un milione di euro in diamanti grezzi ad un tale).
              Il potere tenere in mano il bene donato non è giuridicamente rilevante 😀

            • Z. says:

              E la mancia che diamo al portapizze a domicilio?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Io la trovo immorale: la retribuzione DEVE essere a carico del datore di lavoro 😀

              Esentiamo i fattorini dall’IRPEF?

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          non è vero: per le prostitute è reato: se le beccano, possono perseguirle.

          • Z. says:

            Prostituirsi non è reato, in Italia.

            Casomai lo sono gli atti osceni in pubblico, ma anche gratis!

            • rossana says:

              @ Z:

              …Lo Stato che guadagna da una prestazione sessuale è qualcosa che capisco non piaccia. Personalmente però non mi scandalizza. Guadagna dal gioco d’azzardo, dal tabacco, dagli alcolici, dalle armi da fuoco. Tassa anche i reati (una volta scoperti)!

              Ecco il punto più sfacciatamente chiaro di tutta la questione: ricordo che qualche tempo fa, non ricordo se per l’UE, la BCE o l’Fmi, venvano considerati come “ricchezza del paese” anche i proventi derivanti dal sottobosco malavitoso. Insomma, saranno pure reati ma sono comunque Pil.
              E dunque, bisogna entrare in diretta concorrenza con la malavita per lucrare su quel reddito altrimenti difficilmente tassabile.
              Ti normalizzo (e ti sterilizzo) il mercato del sesso (che rimane quello più fiorente a tutte le latitudini), e senza fare bah ecco che ti alzo il Pil di un paio di punti facendolo entrare nel paniere Istat.
              Oppure, visto che sulla prostituzione ormai la mafia non ha particolari interessi essendo un mercato in mano a slavi, orientali e africani, prendo due piccioni con una fava: legalizzo e normalizzo la prostituzione e tolgo reddito a chi lucra sul territorio italiano senza passare per il 740.
              E’ uno stato in conflitto con i bassifondi dell’umanità, quello che mi moralizza la prostituzione regolarizzandola ma anche sterilizzandola: corsi nelle scuole, corsi di reinserimento per chi ne vuole uscire…Ma se diventa legale per uscirne dovrebbe bastare chiudere partita iva, no?

            • Z. says:

              Rossana,

              credo che la cosa sia differente.

              In favore della regolamentazione non vedo un unica e inconfessabile regia occulta. Piuttosto ci sono questioni etiche nonché interessi interessi economici, sanitari e di ordine pubblico; contro, ci sono questioni di natura etica, religiosa e prudenziale.

              Insomma, una pluralità di ragioni diverse dall’una e dall’altra parte, piuttosto che due sole ragioni a confronto.

  7. MOI says:

    Prof. [Paniscus], io la lezione sul macchinone come la coda di pavone per il “fàiga factor darwiniano indiretto” me la ri-cordo, e con-cordo … mica come ‘sto branco di somarnazzi 😉 qui !

    … il post giusto è questo.

    • rossana says:

      @Paniscus

      “con quale altro obiettivo si tirerebbe su una signorina per bene, se non perché possa piacere a un uomo ricco e possa vivere dei suoi soldi dopo averlo sposato? Come se una cerimonia nuziale potesse fare una sostanziale differenza!”

      Esattamente…
      Poi se ci metti quella per cui i matrimoni si fanno per salvare i patrimoni, è chiaro come il sesso sia sempre e comunque un atto transattivo: qualcosa per qualcos’altro.
      Tranne quei 3/4 casi di residui romantici di cui la finanza e la Gdf per ora non tengono conto.
      Ma solo ancora per poco: basterà che vi sia transazione (e il sesso lo è in quanto atto di scambiodi un qualcosa fra due persone), per stabilire un valore. E dove c’è un valore, arriva la tassa.
      Insisto: fuori lo Stato dalle camere da letto, comprese quelle dei postriboli.
      Ciò che vi succede dentro deve rimanere un fatto privato.
      Anche se di fatto non lo è più da un pezzo…

      • rossana says:

        @Francesco

        …C’entra perchè nell’ospedale ci sta Francesco con un buco in testa e il tutto viene pagato con quella tassa lì.
        Non ci sono altri elementi, è tutto lì.
        Ospedali, carceri, tribunali, caserme, scuole, strade, ponti, acquedotti, inceneritori, pensioni di invalidità, pensioni di vecchiaia.

        Mi viene l’orticaria quando mi si sistemano tutte le questioni con le tasse che servono a pagare ospedali, ecc.

        Perché non so dimenticare neanche per un momento che di tasse ne ho pagate e ne pago, pur nell’attuale condizione di miseria, eppure dallo stato non ricevo che pesci in faccia: zero diritto a cure mediche, a farmaci fossero anche salvavita, senza ulteriore esborso di ticket.
        Zero diritto a una pensione, che so già non vedrò mai, pur avendo versato fiori di contributi.
        Non dimentico che a un’amica, vedova e 60enne, hanno dimezzato la pensione di reversibilità perché riulta intestataria di una casa che ancora non ha finito di pagare e nonostante abbia un reddito al di sotto della soglia di povertà.
        Insomma, di quanto ha bisogno lo Stato per funzionare garantendo ai cittadini i servizi per cui paga le tasse?
        Ce lo dica, lo definisca al centesimo e si attenga alla spesa programmata, perdìo! Possiamo continuare a giustificare ogni cosa con la fiaba delle tasse che servono sempre alle stesse cose per cui paghimao già più che abbondanetemente senza ottenere più che qualche toppa di rattoppo sulle strade pronta a disfarsi al prossimo inverno?
        Dia una cifra e la rispetti.
        E basta favole per bambini buoni…

        • Mauricius Tarvisii says:

          “zero diritto a cure mediche, a farmaci fossero anche salvavita, senza ulteriore esborso di ticket”
          Viviamo nella stessa regione e te lo posso dire: il ticket è ridicolo in confronto al costo del farmaco.

          “Zero diritto a una pensione, che so già non vedrò mai, pur avendo versato fiori di contributi.”
          Questa è una sciocchezza: l’età pensionabile è agganciata alla speranza di vita.

          Capisco che ci piace dire “lo Stato fa schifo e le tasse sono inutili”, salvo poi lamentarsi perché si pretendono servizi ancora maggiori, ma a volte esageriamo.

          • rossana says:

            No, nessuna esagerazione. Le tasse sono utili e necessarie ma solo se servono a far funzionare le cose.
            Qui non funzionano, o funzionano in modi alquanto strani: alcuni ne hanno in cambio molto, altri più di quanto sia lecito dare, altri ancora non hanno niente.
            Ma non voglio allungarmi sul tema ingiustizie sociali, sempre tedioso e inutile…

            • Mauricius Tarvisii says:

              Allora perché tutti i lavoratori e gli imprenditori devono pagarle tranne le prostitute? O tutti o nessuno, mica si può andare a simpatia.

            • MOI says:

              Il Femminismo USA duro e puro assimila “punting” e “raping” …

            • MOI says:

              Mentalità già sbarcata Oltreoceano, tipo in Svezia, in Francia … in Italia solo a livello di proposte.

              Come chiosa sagacemente Annalisa Chirico, “le puttane hanno pienamente diritto a esercitare la propria professione, basta che vengano lasciate senza clienti”

              ————-

              Fra l’altro secondo la famigerata Andrea Dworkin è stupro anche il sesso consenziente atto alla procreazione … che anzi consenziente neppure lo è davvero, ma così appare per condizionamento patriarcale interiorizzato.

          • Z. says:

            Rossana,

            forse lo stato spende male il suo denaro, ma questo non mi sembra un argomento per non tassare il meretricio. Non più di quanto non lo sia per non tassare le rendite finanziarie, le guardie giurate o la vendita di immobili…

            • rossana says:

              Prevederesti quindi il rilascio di una ricevuta al momento del pagamento della prestazione?
              L’Iva? La aggiungiamo o la scorporiamo dall’importo pattuito?
              E se poi i due si accordano per una ricevuta ogni 3/4 prestazioni così da poter una evadere il fisco e l’altro riciclare un po’ di cash di non lecita provenienza?
              O si va a scontrini fiscali?
              E se la professionista si accorda con il cliente per una prestazione occasionale fuori dalla sede produttiva, tipo incontriamoci in albergo nell’week-end, stanze separate ma stesso piano e corridoio?
              E’ complicata, mi sa.
              Potrebbe finire che le uniche a sborsare Iva trimestrale e a fare 740 annuale sarebbero le professioniste in cooperativa?
              Ma le case chiuse, possono assumure le professioniste come co.co.pro o devono comunque avere partita iva?
              Cerco di capire come si possa garantire la libera e volontaria professione anche di cinesi o coreane, che non so quanto sarebbero ancora competitive con i prezzi…

            • Z. says:

              Rossana,

              immagino che i problemi di natura fiscale, e la loro soluzione, non sarebbero così diversi da quelli che riguardano professionisti di altro tipo, mutatis mutandis (uhm).

              Poi mica si ritiene di salvare il mondo. Solo di riconoscere la possibilità di esercitare un mestiere in modo lecito.

              Certo, questo finirebbe per semplificare le cose anche per i clienti, e immagino che questo per alcuni sia inaccettabile. Poiché i clienti delle prostitute (ma curiosamente non quelli dello spacciatore, chissà poi perché) vanno puniti e mazzolati in saecula saeculorum, amen 🙂

            • Mauricius Tarvisii says:

              Rossana, anche il muratore o l’idraulico possono essere agevolmente invisibili al fisco, eppure tu non proponi di esentarli dai tributi.

    • rossana says:

      @Z.
      nsomma, una pluralità di ragioni diverse dall’una e dall’altra parte, piuttosto che due sole ragioni a confronto.

      Più che d’accordo.
      E farle uscire fuori tutte aiuta a scovare incongruenze e abbagli nascosti nelle apparenti buone intenzioni della legge (di tutte le leggi, se vogliamo).
      Diciamo che lo scavo nel torbido delle buone intenzioni è per me un modo di osservare le cose nei più minuti dettagli, mai un partito preso.
      Anzi, per alcuni apetti mi diverte scovare possibili esiti non previsti dalle buone intenzioni di una legge.
      E di solito, in questi ultimi anni, non è che debba faticare molto per trovarne…

      • Z. says:

        Rossana,

        in particolare, quali esiti non previsti potrebbe comportare la regolarizzazione della prostituzione a tuo avviso?

        • rossana says:

          Stavo giusto elencandone alcuni al commento sopra prima di leggere questo.
          Poi mi chiedevo: ma quand’anche si riuscisse a formulare una legge in tal senso, chi ci dice che non si innescherebbero meccanismi tali per cui più che di libere professioniste con partita iva non ci troveremmo nel giro di pochi anni con postriboli affollati di donne costrette alla prostituzione dalla miseria ma obbligate a partita iva per campare?
          Pare che in Grecia la prostituzione casereccia sia notevolemnte aumentata negli ultimi anni di disastro economico.
          E tutti questi ragionamenti sulle case chiuse mi ricordano quelle dei tempi di guerra e miseria, dove finivano a fare le lavoratrici del sesso donne in miseria nera.
          Insomma, mica aprire partita iva farà di tutte le prostitute delle escort di lusso, immagino…

          • Mauricius Tarvisii says:

            “non ci troveremmo nel giro di pochi anni con postriboli affollati di donne costrette alla prostituzione dalla miseria ma obbligate a partita iva per campare?”

            Guarda che sono due ambiti completamente diversi. La prostituta può esercitare già oggi e deve pagare le tasse già oggi. E’ solo per ritardo culturale che solo di recente certi uffici dell’Agenzia delle Entrate si sono svegliati.

  8. MOI says:

    @ ROSSANA

    Sempre per la serie repetita iuvant / i ripetenti sono juventini ti ricordo che Efe Bal la vede così … e NON mi pare dica cose banali o astruse o ché …

    https://www.youtube.com/watch?v=Fw-3Chk6MXQ

    solo in Italia e solo su questo tema poteva esistere l’accusa di evadere il fisco su di una professione inesistente.

    • paniscus says:

      Sempre per la serie repetita iuvant / i ripetenti sono juventini
      ——————————-

      Io la sapevo come: “repetita iuvant, sed stufant”

    • rossana says:

      @MOI
      Il caso è risolto: ora anche la signora del video potrà pagare le tasse e…aspirare alla pensione (ma si può essere più signore di così? voler a tutti i costi regalare denaro al pappone perché se lo goda con un’altra/o? Chissà che contenti quelli della Gdf che grazie a questa buona riuscita nel lavoro otterranno aumenti e gratifiche, mentre quella a 70 anni, ammesso che ci arrivi, dovrà continuare scontando fino a fare prestazioni occasionali per un panino McDonalds)
      http://www.lultimaribattuta.it/49799_prostituta-irpef-iva

  9. MOI says:

    @ HABS

    (ho visto che hai fatto un interventino uno: in fondo, almeno-almeno lurki e ciò mi fa molto piacere)

    https://www.youtube.com/watch?v=Dx70_Qa9x00

    in questo caso, lo sfigatello una gnoccona grazie al “ferro” l’ ha rimediata davvero 🙂

    • PinoMamet says:

      “The new research suggests that most of the Jewish population of northern and eastern Europe – normally known as Ashkenazic Jews – are the descendants of Greeks, Iranians and others who colonized what is now northern Turkey more than 2000 years ago and were then converted to Judaism, probably in the first few centuries AD by Jews from Persia. At that stage, the Persian Empire was home to the world’s largest Jewish communities”

      Tutto sommato, a naso, direi che regge.
      Tra l’altro questa teoria permette di collegare per la prima volta vari elementi, o forse sarebbe meglio dire impressioni, che aleggiano nell’aria.

      Che l’Impero persiano sia stato una delle principali patrie degli Ebrei lo si sapeva; che moltissimi Persiani si convertirssero all’Ebraismo è già scritto nella Bibbia.

      Ma nell’Ebraismo talmudico c’è anche moltissimo di greco- non del greco “ripulito”, per bene, levigato, preciso… ma del mondo greco “bastardo”, superstizioso, incolto….
      lo stesso elemento greco o grecanico, popolare, che ritroviamo in Italia tardo-romana.

      In generale, finita l’epoca “biblica”, si ha molto di più l’impressione di trovarsi di fronte a un “gemello diverso” della cultura greca e anche di quella latina piuttosto che ai “semiti” beduini della Bibbia.

      Poi, non ho capito bene come questo articolo li colleghi ai Khazari, ma sicuramente la provenienza dall’attuale Turchia può servire a spiegare il numero degli ebrei nell’Europa orientale, che la sola provenienza dall’area latina (renana ecc.) non bastava a spiegare; e forse, chissà, anche una certa vicinanza con i famosi Khazari, che avrà favorito la conversione di questi.

      • PinoMamet says:

        Tra l’altro, sia Ashkenaz (gli Scizia, e/o i villaggi anatolici citati nell’articolo) che Sefarad (Sardi) sono nell’Impero Persiano…

        a ‘sto punto si salvano solo gli ebrei italiani 😉 (dei quali già ci sa che sono un bel po’ Romani…)

        che infatti pare (ma c’è chi dice di no, ma io tendo a dar ragione alle interpretazioni tradizionali) che abbiano degli usi liturgici più vicini a quelli palestinesi, mentre gli altri a quelli babilonesi…
        “it makes sense” direbbero gli inglesi!

        • mirkhond says:

          Nello studio sovracitato, si asserisce che Ashkenaz deriva da una parola semitica, assiro-babilonese, per indicare la Scizia.
          Che nei secoli VIII-VI a.C. era molto più a nord dell’attuale Turchia nord-orientale.
          Però nei secoli VIII-VII a.C., l’Anatolia conobbe le incursioni dei Cimmerii (Gomer nella Bibbia), genti forse traco-iraniche (Gimirri nelle fonti assire), e poi degli stessi Sciti iranici (Ashguzai o Ishguzai nelle fonti assire).
          Cimmerii e Sciti che non si limitarono a scorrerie di passaggio, ma che si insediarono in aree dell’altopiano armeno, confinando coi Medi e gli stessi Assiri (ancora oggi in Armenia, la città di Gyumri, forse ricorda questi antichi insediamenti).
          Dunque se l’Ashkenaz giudaica veniva vista come la parte settentrionale dell’Armenia antica, probabilmente i Giudei avevano in mente la parte meridionale di un’area che aveva i suoi centri tra la Crimea, il Mar d’Azov e il Mar Caspio…….

  10. MOI says:

    A Praga dicono di avere i loro Ebrei “da sempre” …

  11. mirkhond says:

    “Poi, non ho capito bene come questo articolo li colleghi ai Khazari, ma sicuramente la provenienza dall’attuale Turchia può servire a spiegare il numero degli ebrei nell’Europa orientale, che la sola provenienza dall’area latina (renana ecc.) non bastava a spiegare; e forse, chissà, anche una certa vicinanza con i famosi Khazari, che avrà favorito la conversione di questi.”

    Il collegamento si trova tra gli insediamenti cimmerii e sciti nell’altopiano armeno, e le sedi originarie più settentrionali di tali popolazioni, e cioè le steppe tra Mar Nero e Mar Caspio.

  12. mirkhond says:

    “In generale, finita l’epoca “biblica”, si ha molto di più l’impressione di trovarsi di fronte a un “gemello diverso” della cultura greca e anche di quella latina piuttosto che ai “semiti” beduini della Bibbia.”

    Per la conversione di molti abitanti dell’Oriente ellenistico e del Mediterraneo al Giudaismo.
    Giudei per conversione e non per stirpe come le popolazioni semitiche di Canaan, tra cui nacque il Giudaismo stesso…….

  13. mirkhond says:

    Per parafrasere Luigi Magni, se gli Italkim di Roma, sono i veri discendenti degli antichi Romani de Roma 😉 :), gli Ashkenaziti sono (insieme agli Osseti, Yaghnobi, Sarikol e, forse i Pashtun) i discendenti degli Sciti delle fonti assiro-babilonesi, bibliche, persiane e greco-romane.

    • PinoMamet says:

      Più che i Romani de Roma, secondo dei Romani (specialmente) del sud Italia, ma non solo…
      a sproposito: tempo fa, mosso dalla mia antipatia per i thailandesi e dalla passione per le arti marziali, scopro (ma si parla di anni fa) un blog di un tizio delle Alpi venete, maestro di arti marziali thailandesi, sposato con una thailandese, manco a dirlo, antipaticissima.

      Il tizio aveva un cognome strano: beh, dice che c’ha fatto delle ricerche, da vero semi-colto italiano, e salta fuori che il cognome è ebraico. O iraniano. O entrambe le cose. E insomma che nelle Alpi ci sono un sacco di toponimi ebraici
      (il che non mi stupisce visto che ci sono anche nell’Appennino piacentino e, sospetto, un po’ in tutt’Italia, per via che dai tempi di Orazio a, perlomeno, quelli di Ambrogio, l’ebraismo in Italia si è espanso quanto voleva… e in realtà anche nei 500 anni dopo).
      E fin qui tutto bene.
      Ma il nesso col mondo persiano mi sfuggiva. Beh, adesso non mi sfugge più 😉

      • PinoMamet says:

        PS
        e la “baita” a ‘sto punto credo proprio sia “la casa” ebraica.
        Beith, certo, ma in Israele si sente proprio così anì holèch ha-bàita, io vado a casa, come “ghe rivarem a bàita?” nel Sergente nella neve di Rigoni Stern.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Comunque la “baita” ebraica mi sembra abbastanza ritvaniana 😉 Credo che sia più probabile l’etimologia alto tedesca

          http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=baita

          • MOI says:

            NON mi convince … casi analoghi danno “gu” da”w” … non “b” !

            werra — > guerra
            wardon —> guardiano
            Walter / Walther —>Gualtiero

            … mica è “guàita” !

            • “NON mi convince … casi analoghi danno “gu” da”w” … non “b” !”

              Infatti, anch’io avevo pensato piuttosto a “bauen”, “costruire”, in qualche sua forma, con pronuncia dialettale tedesco-meridionale.

            • PinoMamet says:

              MMmm da “bauen” dialettale potrebbe anche starci, ma la somiglianza- anzi, l’identià, anche nell’uso- con il “vado a bàita” ebraico è davvero troppo notevole per passare inosservata.

              Poi magari è puro caso, chissà.

            • MOI says:

              Wilhelm —> Guglielmo

      • mirkhond says:

        Alberto Moravia (Pincherle) proveniva da una famiglia di Italkim di Conegliano Veneto.
        Idem il rivoluzinario veneto Daniele Manin, il cui cognome originario è Medina (qui forse si deve trattare di Sefarditi).

  14. mirkhond says:

    La cosa che più mi affascina dello studio sul Giudaismo, è scoprire quanti antichi popoli che credevamo estinti, siano confluiti nella multietnica galassia giudaica…… 😉

    • PinoMamet says:

      Ma in fondo credo che siano confluiti in qualunque popolo, cioè che qualunque popolo sia una galassia di origini multietniche…
      solo che gli ebrei, per vari motivi, sono più indagati, e perciò più facili da indagare.

      • mirkhond says:

        Non so se sia stata compiuta un’indagine genetica sui Pugliesi.
        Tempo fa, su wikipedia in relazione all’origine degli Albanesi, lessi di una caratteristica genetica diffusissima e con epicentro in Albania e dissolventesi nelle aree circostanti.
        Una parte consistente di questa caratteristica genetica, si troverebbe anche in Puglia……

  15. MOI says:

    “ghe rivarem a bàita ?”

    Credevo che fosse “ci arriveremo alla baita ?” in Milanese o giù di lì. 😉

  16. PinoMamet says:

    Copio e incollo da (orrore!) Il Giornale, che qualcuno dei miei contatti di (orrorissimo!) Facebook posta:

    ” Quando ho visto quella scena, ho chiamato la polizia perché temevo per l’incolumità del 39enne fermano, che ha reagito con un colpo, purtroppo per la vittima, ben assestato. Qualcuno ha cercato di intervenire, ma è stato preso a scarpate dalla moglie del giovane di colore.”

    beh, se le cose stanno così, non dovrebbe essere difficile ricostruire l’accaduto; le telefonate alla Polizia sono registrate, no?

    • Francesco says:

      ho notato una controffensiva dei razzisti

      ma non ho capito bene

      insulti alla negra
      il negro osa reagire
      il negro viene ucciso

      è questo quello che è successo?

      ciao

      • MOI says:

        NON si sa … ci sono due fazioni :

        chi che “il ragazzo di colore non può avere torto !” e chi che “il negrazzo non può avere ragione !” entrambe “autistiche” 😉 e che condividono lo stesso “vidioghéim” preferito di Féisbuch.

        • “NON si sa … ci sono due fazioni :”

          Verissimo. A prescindere da come sono andati i fatti è così. I titoli sono già scritti, appena arriva il comunicatino stringato dell’Ansa.

          • Francesco says:

            Beh

            mettiamo qualche paletto

            il nero è morto picchiato
            il bianco è un picchiatore (salvo smentite sul suo essere ultrà)
            la nera è stata insultata dal bianco

            diciamo che il quadro mi sembra abbastanza chiaro

            ciao

            • “diciamo che il quadro mi sembra abbastanza chiaro”

              Certo. Però io parto dal presupposto che siamo tutti scimmie, bianchi o neri che siamo 🙂

              E non è mai facile capire cosa sia successo, quando due scimpanzè che se ne stavano tranquillamente appollaiati su di un ramo, nel giro di cinque secondi si ammazzano di botte.

              Non lo dico per difendere nessuno, ma come questione di principio.

              Vi ho raccontato anche del tale che ha ammazzato a coltellate una mia cara amica: sono contento che lui poi si sia ammazzato, ma non mi permetto di sentenziare su come sia andata dall’alto del mio scranno di persona che non ha mai versato sangue altrui (a parte una volta, ma il sangue era poco e quello mi stava colpendo con una spranga di ferro 🙂 ).

          • Z. says:

            Ecco, io e Francesco delle volte ci intendiamo bene.

            Ché è pure giusto analizzare, sviscerare e tutto, basta che ci si ricordi che una persona è stata picchiata a morte. E viene pure accusata, post mortem, di non averle prese in silenzio da bravo Jim Crow.

            Ogni tanto sarebbe bene mettere da parte l’ansia sussiegosa di svettare sul volgo .

    • Z. says:

      Insomma, secondo i tuoi amici se l’è cercata. Per non parlare della moglie che lo difendeva a scarpate. Tutto è bene quel che finisce bene, dunque?

      Orrore forse no. Digusto un pochino sì.

      • Z. says:

        Ora, non entro nel merito se la propaganda di odio più o meno mascherata sia un diritto, come il saluto romano rovesciato (che non ho ancora capito cosa sia!).

        Mi chiedo: cosa spinge le persone a farla?

        Il mondo del web dà a ciascuno di noi un piccolo, piccolissimo potere di influire sul pensiero altrui. Davvero è un bene usarlo così, per peggiorare un pochino – un pochissimo – il mondo in cui viviamo?

        Io capisco la necessità molto umana di sfogarsi. È di tutti noi. Ma credo sarebbe meglio sfogarci diversamente. Siamo in tanti, siamo sovreccitati e la convivenza non necessita di essere resa più difficile.

        Scusa la prolissità e l’emotività, Pino. Sai che ti voglio bene. Ma la diffusione telematica dell’ odio mi fa abbastanza paura; se proprio vuoi, ecco, pure un po’ orrore.

        • “il saluto romano rovesciato (che non ho ancora capito cosa sia!).”

          Non esiste, è una balla.

          Il comico Dieudonné ha lanciato la moda di farsi i selfie facendo il “gesto dell’ombrello” nella forma francese davanti a luoghi e personaggi “sacri”, tipo ministri, bandiere nazionali, monumenti di ogni sorta.

          Molti quenellisti sono giovani di origine araba che ce l’hanno con Israele, Dieudonné è parecchio fissato con il sionismo, poi i luoghi sacri più “trasgressivi” sono posti tipo Auschwitz, quindi nei media è diventato un “gesto antisemita”.

          Il saluto romano è esattamente il contrario, un braccio teso in avanti e in alto, un gesto (se così possiamo dire) “solare”, “eroico” ecc. che fa parte di una retorica totalmente diversa.

      • PinoMamet says:

        “Insomma, secondo i tuoi amici se l’è cercata”

        Non ho capito se dici a me…

        comunque, secondo il link postato da alcuni miei amici di FB
        (che non è esattamente “secondo i tuoi amici”, apprezzerai la differenza)
        c’è stata una rissa, motivata dal fatto che il tizio “bianco” ha creduto che il tizio “nero” gli stesse rubando la macchina;
        offese, botte, intervengono gli amici del tizio “nero”, il tizio bianco lo uccide con un pugno.

        Un pugno solo?
        boh, magari saranno stati due o venti.

        Non ne ho idea, comunque ci sono stati in effetti casi di persone uccise da un colpo solo (uno recente, di cronaca, documentato dalle telecamere, mi pare nella metropolitana di Roma o Stazione Termini, ricordi?)

        indipendentemente dal numero di pugni impiegati, e dal colore della pelle delle persone coinvolte, credo più a un’ipotesi del tipo “malinteso che degenera in insulti che degenera in rissa” che in un tale che di punto in bianco si mette a insultare uno per qualche sua ubbia personale (“è nero”) e poi lo ammazza.

  17. MOI says:

    DIEGO FUSARO: Schiavi in lotta tra loro Il capolavoro del potere

    https://www.youtube.com/watch?v=syj_tHnnxJE

  18. Z. says:

    A proposito di cittadini di colore picchiati da rispettabili cittadini italiani:

    guardatevi sul tubo la deposizione di Alongi al processo Bonsu.

    È molto interessante da diversi punti di vista, e credo che piacerebbe molto soprattutto a Pino e a Miguel, sia pure per ragioni diverse. Ma anche Moi credo apprezzerebbe.

    • Dif says:

      Qualcuno mi può spiegare cos’è questo processo e perché è diventato così famoso?
      Alongi è diventato una specie di eroe su Facebook per le sue frasi tipo “uno ha paura della polizia di stato, dei carabinieri, mica della municipale…fanno le multe quelli…” oppure “ma quale roba, la roba è l’eroina, io avevo il fumo casomai” 🙂

      • Z. says:

        Il processo Bonsu ha avuto una certa rilevanza mediatica. Sul web è facile trovare articoli a mazzi che ne trattano.

        È stato particolare anche per le pene piuttosto severe inflitte agli imputati. Quanto meno, per me fu una sorpresa.

    • PinoMamet says:

      “È molto interessante da diversi punti di vista, e credo che piacerebbe molto soprattutto a Pino”

      Lo credo anche io, visto che l’ho postata un paio di giorni fa 😉

      • MOI says:

        e come dicevo, penso che sia entrato nella leggenda il “che vadano a cagare” riferito ai Vigili Urbani sotto giuramento !

        PS

        probabilmente, Alongi prima di quel giorno un tribunale l’aveva visto solo nei film americani … in cui effettivamente i giudici danno istruzioni ben più precise (“va bene” vs “m’impegno”, all’ inizio) …

        Mi è capitato anche di sentire ragazzine che al primo matrimonio “làiv” c’eran rimaste male perché il prete NON ha detto il frasone romanticone “se qualcuno si oppone a questa unione, parli ora o taccia per sempre !”.

        • PinoMamet says:

          Boh, io questa frase ad alcuni matrimoni l’ho sentita… non a tutti però.

          • mirkhond says:

            E a quelli giudaici, il rabbino che dice?

          • PinoMamet says:

            Sai che non ho idea? non sono ancora stato a un matrimonio ebraico.
            Alcuni conoscenti si sono sposati di recente, ma una in Israele e uno a New York, e non c’era quel legame così stretto da giustificare lo sbattimento di un viaggio.
            In compenso ho assistito a una circoncisione 🙂

            • mirkhond says:

              E’ più dolorosa se fatta ad un bambino di pochi giorni, oppure ad un adulto?
              Se non sbaglio, nell’Islam la circoncisione non è obbligatoria nel caso di un convertito in età adulta.
              Almeno in Iran…..

            • PinoMamet says:

              Non so cosa provi un bambino di pochi giorni!!

              Nello specifico, ha pianto un po’, ma neanche tanto, mentre lo sballottavano in giro cantanto “David mèlech Yisrael, Chai veKayyàààààm…” poi si è calmato e ha dormito.

            • “Sai che non ho idea? non sono ancora stato a un matrimonio ebraico.”

              Uno si chiede, ma chi te lo fa fare 🙂

              Io invece ho assistito a qualche matrimonio zingaro e a uno (non zingaro) bellissimo nelle campagne della Vallachia. Talmente bello, e talmente per caso, che mi piacerebbe poter rintracciare gli sposi e saperne qualcosa.

            • paniscus says:

              A me fa orrore qualsiasi intervento fisico permanente sul corpo di un bambino, che sia deciso dagli adulti quando il bambino non può dire la sua opinione… che sia un rituale di origine religiosa o meno.

              Mia figlia ha avuto il permesso di farsi i buchi alle orecchie per indossare accessori decorativi solo pochi mesi fa, a quasi 12 anni, quando lo ha chiesto lei, e quando abbiamo ritenuto che fosse abbastanza matura per gestirseli da sola senza che diventasse un obbligo di responsabilità per noi genitori.

              E spero che sia chiaro che gli orecchini non hanno nessuna valenza religiosa.

            • PinoMamet says:

              Scusa ma se invece avessero avuto valenza religiosa che cosa sarebbe cambiato?

            • PinoMamet says:

              “Uno si chiede, ma chi te lo fa fare 🙂 ”

              Beh, non possono essere più noiosi di quelli cattolici!
              😉

            • paniscus says:

              Non sarebbe cambiato quasi niente, nel senso che saremmo stati contrari lo stesso a qualsiasi cosa che comportasse un impegno attivo dei genitori su qualcosa che essi non condividono.

              Se i miei figli volessero, ipoteticamente, avvicinarsi alla religione cattolica (o a qualsiasi altra religione) in un’età in cui possono gestirsela da soli senza richiesta di coinvolgimento delle famiglie, saranno perfettamente liberi di farlo.

              Ma NON ESISTE che i genitori si adeguino a mandarli al catechismo e a a far parte della cricca dei “genitori del catechismo” solo perché ci vanno gli amici, o roba del genere.

              (eventualità che comunque è stata già superata dai tempi, e assolutamente senza traumi)

              L.

  19. mirkhond says:

    “Certo. Però io parto dal presupposto che siamo tutti scimmie, bianchi o neri che siamo :-)”

    Si sa, il darwinismo vale sempre per chi non ci piace! 🙂
    E questo già da almeno due millenni prima di Darwin….. 🙂

    “ma non mi permetto di sentenziare su come sia andata dall’alto del mio scranno di persona che non ha mai versato sangue altrui (a parte una volta, ma il sangue era poco e quello mi stava colpendo con una spranga di ferro 🙂 ).”

    Un altro tassello della saga di Martinez Mystere ;), ancora tutta da scrivere?

    • “Si sa, il darwinismo vale sempre per chi non ci piace!”

      Ma sai, il darwinismo è solo la prova scientifica del fatto ovvio che per fortuna non siamo soli.

      Sai che noia sarebbe se non ci fossero altre scimmie oltre a noi 🙂

    • “Un altro tassello della saga di Martinez Mystere ;), ancora tutta da scrivere?”

      E’ successo molto, molto tempo fa; e non mi dispiacerebbe incontrare di nuovo il tizio in questione.

      Magari per riderci sopra, se non gli è rimasta una cicatrice in faccia a ricordo mio 🙂

    • Francesco says:

      Duca

      sul primo punto credo che Miguel intendesse dire che senza avere visto non sappiamo veramente cosa sia successo.

      In teoria, la vittima passa per strada, guarda la macchina, l’aggressore gli dice “cazzo guardi”, la vittima gli salta addosso furiosa e quello nel difendersi lo accoppa.

      Difficile ma non impossibile.

      Ciao

      • MOI says:

        c’è una vecchia teoria dei confratelli di Pino del Krav Maga : quando c’è di mezzo una o più donne, si risvegliano dimamiche ancestrali da Maschio Alfa … aumentando vertiginosamente le probabilità che due o più tamarri maschi arrivino allo scontro fisico vero e proprio, oltre le provocazioni rituali.

        … a quanto pare confermata.

        • MOI says:

          e quindi il discorso “Descalation for Self Preservation” diventa moltopiù difficile se s’innesca il “Fàiga Factor” 😉 che al contrario incrementa parecchio le possibilità invece di entrare in modalità “It’s Fight Or Flight”, indi “It’s Do Or Die”.

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      “Martinez Mystere”

      Ti prego, ti prego, dimmi che anche tu leggi Martin Mystere! 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirkhond says:

        In passato lo leggevo.
        E mi piaceva! 🙂

        • PinoMamet says:

          Ne leggiucchiai qualche numero a sbafo: lo comprava una compagna di liceo!
          Mille anni fa!!

          Io leggevo un po’ Dylan Dog, ma non ero fissato (lo comprava ogni tanto mio fratello, neppure lui era fissato).

          Mai avuto interesse per i fumetti americani, invece: non mi dicono proprio niente, e non riesco a racapezzarmi in tutte quelle stronzate tipo epoca d’oro, epoca d’argento, reboot, universo parallelo, nuovo canone… boh!

          • MOI says:

            “nuovo canone” che roba l’è ?!

            … le altre più o meno le ho imparate.

          • PinoMamet says:

            Non so se è il termine giusto, non ci capisco niente come dicevo… è tipo quando riscrivono un supereroe dandogli una storia diversa da quella di prima e iniziando una nuova serie.

            Ma poi, chissenefrega dei supereroi!

          • Z. says:

            I supereroi americani dei fumetti mi lasciano quasi del tutto freddo. Quel quasi è antipatia 🙂

  20. Pietro says:

    Darwin ha sbagliato solo una cosa, non capire che sopravvive il peggiore NON il migliore. Oppure per la sopravvivenza della specie l’intelligenza e’ un problema

  21. MOI says:

    http://www.youtube.com/watch?v=z4hm6HCmHlQ

    integrale … non l’ avevo ancora visto, perfino la Pubblica Ministera (o come si dice) non riesce a trattenere le risatine a “sacagnato” [sic] .

    • MOI says:

      ovviamente NON per sadismo, ma per la comicità intrinseca di certe espressioni idiomatiche nostrane.

  22. MOI says:

    per contro,m’ha stupito un po’ quando dice che “il Palo” esiste solo nei film Americani.

    • PinoMamet says:

      Direi che ha ragione al 100% se si tratta di piccolo spaccio.
      Quale palo?
      Lo spacciatore gira in bici, di solito, ti avvicini tu, o spesso si avvicina lui, ti chiede se vuoi qualcosa, fine. Mai sentito di pali.

      Esisteranno nel furto, magari, ma di quello non ho esperienze di prima mano in tempi recenti.

  23. MOI says:

    Ma Alongi NON ha avuto problemi di “Oltraggio alla Corte”, poi ?

    • PinoMamet says:

      Secondo dovrebbe essere la Corte ad avere problemi di “oltraggio a persona normale”, se fossimo un paese come si deve, e lo stesso dovrebbe valere per la Polizia… specie quella Municipale 😀

  24. mirkhond says:

    “Fra l’altro secondo la famigerata Andrea Dworkin è stupro anche il sesso consenziente atto alla procreazione … che anzi consenziente neppure lo è davvero, ma così appare per condizionamento patriarcale interiorizzato.”

    Perché non si fa monaca di stretta clausura, così risolve i suoi problemi di maschiofobia? 🙂

  25. MOI says:

    a proposito (o forse no ?)

    Bordello del Nevada … pro Hillary Clinton !

    http://www.hoodwonk.com/hookers-hillary-clinton-lamar-odom/

  26. MOI says:

    SE facessero anche in Italia leggi sul Sesso per Disabili … ci toccherebbe mica poi pagare pure delle mignotte ai Falsi Invalidi e/o Pensionati Baby d’Oro miracolati dalla più peggio Vecchia DC, oh ?!

    • Zhong says:

      😀

      • Pietro says:

        Non voglio sapere poi come finiscono i patteggiamenti

        • MOI says:

          le regole del RPG On Line di Mauricius 😉 le ignoro, ma nel Mondo Reale se davvero le pensioni fossero correlate alle aspettative di vita … a fine Anni Ottanta ci sarebbe dovuto essere un BabyBoomericidio 😉 di Massa ancora (!) in corso, a fine di ogni decennio (no, “decade” non lo dico). E i nati dagli Anni Ottanta in poi … tutti a invecchiamento ultrarallentato alla Wolverine e Sabertooth 😉

  27. MOI says:

    “monoblogami” è stupenda …

    “ma” e “sa” della Romagna Meridionale (nel senso di Rimini o di Senigallia ?) sarebbero ? … come si usano ?

  28. MOI says:

    … e sulle guerreche vorrebbe fare “la Hilly” ? C’è niente ? … Ma il movente è dimostrare da Sx (!) che una Donna NON è “da meno” nemmeno a far guerre, giusto ?

  29. MOI says:

    Visto che molto difficilmente, nonostante i “bucks” a balùs 🙂 , “andrà su Donnie” …

    Spero che almeno la Hilly sia abbastanza G.I. Jane da NON mettersi a frignare dopo aver raso al suolo sboranta villaggi del Kissàndostan 😉 che “ce l’hanno con me perché sono una donna !” … come un’ Elsa Fornero qualsiasi.

  30. Moi! Moiiii! MOOOIIIII !

    Da Non Sto Con Oriana

    http://iononstoconoriana.blogspot.it/2016/07/ubaldo-nannucci-occidentalista-ad.html

    apprendo che il presidente dell’ANPI di Firenze attacca direttamente l’Islam:

    http://www.controradio.it/nannucci-anpi-firenze-islam-incompatibile-con-occidente/

    • MOI says:

      … Stupendo !

      Emblematico di come il Politically Correct “ci giri sempre attorno” che non tutti qua, anche-noi-una-volta-sì che anche noi [Sindrome RadicalChic degli Eterni Anni Cinquanta … sul serio: ma come farà mai certa gente a non farsi venir su il prolasso scrotale ?!] là, non sono gli unici su, non soffiamo sul fuoco giù per non arrivare mai al dunque e con quella così ricorrente vezzosa pronuncia blesa che non cessa di sorprendermi ogni volta … mi chiedo se ci siano studi politico-genetici 😉 sui difetti di fonazione !

      • Z. says:

        Come dicevo tempo addietro, avrai forse notato che gran parte dei giovanotti alternativi che dimorano a Bologna parla con una specie di accento che somiglia a un misto tra l’umbro e l’ascolano.

        Chissà perché.

  31. mirkhond says:

    Ti prego, ti prego, dimmi che anche tu leggi Martin Mystere! 🙂

    Oggi preferisco leggere Martinez Mystere 😉 🙂 ……

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *