Popolo grasso, popolo minuto

E’ da qualche giorno che il popolo grasso si agita per ricordarci quant’è grasso.

Qualcuno propone di togliere il voto direttamente al popolo minuto, qualcuno di annullarne sempre le scelte irresponsabili. Tutti ragionamenti già sentiti ai tempi di Bava Beccaris.

Per questo, vi racconta una vicenda del popolo minuto di questa laida e scintillante città di Firenze:

“But Florence is also a living city with a vibrant restaurant and nightlife scene, and a lively cultural movida that goes beyond old masters to embrace opera, classical music and contemporary art.”

Giovanni e Rita sono due giovani, che hanno modi, abbigliamento e facce come tanti altri.

Son bellini, e magari potevano anche fare la pubblicità a un manifesto per i giovani che voglian le startàppe e i’ progresso.

Hanno anche due bambini piccoli, che l’infanzia nella pubblicità ci sta sempre bene.

Il babbo di lei faceva i mercati (e lì ci sarebbero tante storie da raccontare), lui invece faceva l’operaio.

Un giorno, lui alza la testa, perché il suo datore di lavoro prima lo manda di qua e di là a fare tanti lavori in più che non c’entrano niente con il suo contratto, e poi smette di pagarlo del tutto.

Così lo licenzia, gli resta un furgone tutto suo, con cui quando capita fa  i traslochi. L’abbiamo conosciuto così, ci ha chiesto cento euro, e noi che non abbiamo niente gliene abbiamo dati trenta ed è venuto lo stesso.

A lei, le muore il babbo, i mercati le van male, e deve chiudere la partita IVA che costa troppo, e diventa così clandestina.

Tiene la sua roba nel sottoscala della casa dove ha un appartamento in affitto, per portarla più facilmente al mercato, e il gentile padrone di casa un giorno le fa sparire tutto, così impara a non deturpare il decoro del condominio.

Perciò lei decide di non pagargli più l’affitto, e diventa morosa.

Lei raccoglie un altro po’ di roba e la mette in piazza, e vende lo stesso, con alcuni negozianti che eran amici del suo babbo e la proteggono, ma c’è anche qualche commerciante geloso che chiama i vigili (di commercianti buoni da abbracciarli, e di commercianti bastardi da impiccarli, è piena Firenze).

I vigili, con un certo dispiacere, le appioppano 4.000 euro di multa, che lei non pagherà mai. E le sussurrano, che se avesse avuto le ruote, non le avrebbero fatto niente, non sarebbe stato un mercato fisso, è star fermi che ti frega, e l’aiutano a nascondere pure parte della sua roba, per non dovergliela portar via.

In mezzo a questo, Giovanni e Rita finiscono per separarsi e lui va a dormire nel furgone, mentre lei rimane con i figli nella casa (ma a vederli insieme a seguire i figlioli, non me n’ero accorto, sembrava che si volessero un bene dell’anima).

Lei non ce la fa a pagare più le bollette, e per il divertimento del popolo grasso, capita che la corrente gliela taglino per un purissimo caso proprio il 25 di dicembre. Siccome in casa sua c’è un camino, lei ci mette la legna e racconta ai bambini una fiaba sul buio e sul fuoco.

Il padrone di casa l’affronta a Rita a Santo Spirito dove c’è la Pala de’ Nerli  con la Madonna di Filippino Lippi, dove davanti a una nostra amica, lui le urla che se lei non paga l’affitto, le taglierà la gola, ma si sa che oggi ci sono sistemi più sicuri.

pala-nerliLa Madonna della Pala de’ Nerli

Così tra un paio di giorni, il 30 giugno, arriva lo sfratto esecutivo, quello che ti mandano anche i carabinieri in alta uniforme, se serve.

Lei va dai servizi sociali, che le dicono – e il ragionamento non fa una grinza – cosa chiede a fare un tetto, visto che ce l’ha? Mica è ancora il 30 giugno.

In realtà, ci sarebbe la possibilità forse di ricadere sotto il tetto degli Innocenti, dove Brunelleschi inventò la prospettiva della città moderna per tutti i figli di nessuno abbandonati alla ruota, come ce la racconta il Poccetti in questa scena:

Bernardino_poccetti,_strage_degli_innocenti_(dettaglio),_spedale_degli_Innocenti,_firenze,_1610Ma Rita non ci sta, sente che da lì la via scivolosa è tutta pronta che ti porta all’Albergo Popolare.

Per questo, noi si cerca di vedere se c’è qualcosa da occupare, nell’immenso mondo di robe che il Comune lascia nell’abbandono o che le banche che le han pignorate, nemmeno si ricordano che esistono.

Il popolo minuto commette reati, il popolo grasso commette il male.

Per il 30 giugno, i bambini se li prende il nonno paterno, e non so bene cosa racconterà, perché non sarà un bel vedere.

Aggiunto video…

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29 Responses to Popolo grasso, popolo minuto

  1. rossana says:

    Il popolo minuto commette reati, il popolo grasso commette il male.

    Il popolo grasso E’, il male…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non pagare l’affitto non è un reato. Poi magari se ho sottoscritto il contratto nascondendo le mie reali condizioni di difficoltà economica è un altro discorso.

      • izzaldin says:

        penso si riferisse alla occupazione di immobili abbandonati.
        conosco persone che con l’usucapione sono diventati proprietari di palazzi interi, mentre altri vagano da uno sfratto all’altro.

        • Z. says:

          Izz,

          se le persone che conosci hanno addirittura usucapito dei palazzi direi che vagano molto poco…

          🙂

          • izzaldin says:

            Z.
            alcuni hanno fatto jackpot usucapendo interi palazzi abbandonati;
            altri non hanno avuto la stessa fortuna
            ‘la vita è fatta a scale..’

          • Z. says:

            Intendo, per usucapire un palazzo ci vogliono vent’anni. Difficile farlo mentre vaghi. Devi essere decisamente stanziale…

      • “Non pagare l’affitto non è un reato.”

        Si parlava dell’occupazione di una casa abbandonata.

  2. Ho aggiunto in fondo al post un breve video.

  3. MOI says:

    per il Popolo Grasso Matteo Renzi è davvero (!) l’ Uomo della Provvidenza :

    http://video.huffingtonpost.it/politica/renzi-aggrapparsi-ad-articolo-18-e-come-mettere-gettone-nell-iphone/2552/2552

    … e il popolo minuto vota i suoi scagnozzi come Sindaci per “Tradizione” !

  4. MOI says:

    … e nel 2108 lo rivoterà !

  5. MOI says:

    SE poi il problema con Elsa Fornero sono “da Sx” (?!!?!?!?!?!!?) le Vignette Sessiste di Vauro … per questa Sventurata Penisola è la FINE.

  6. MOI says:

    Qualcuno propone di togliere il voto direttamente al popolo minuto

    [cit.]

    ———————————-

    Let’scall bread “bread” and wine “wine” 🙂 :

    finora, espressamente sui Media Main Stream l’ han detto solo Beppe Severgnini che ha “preso in strina di prepo” 🙂 la Brexit

    e, per “scaga che sennò va su Donnie al posto della Hilly” 😉 i Dispensatori Iuèsséi 🙂 di Neologismi AngloAmericani (da “calcare linguisticamente” a raglio qui, nelle Colonie Europee …) Politically Correct !

    • Carlo says:

      Donnie mi pare un eccellente esempio di rappresentante del popolo grasso che si fa passare per appartenente al popolo minuto, un po’ come Berlusconi o, come viene mostrato nel post successivo di Miguel, il primo ministro belga

      • Francesco says:

        è che c’è il Popolo Minuto per portafogli e quello minuto per cultura

        se non coincidono, metà dei marxisti e dei sociologi collassa o peggio inizia a straparlare

  7. izzaldin says:

    sono affranto per la situazione della tua amica.
    purtroppo il 90% dei padroni di casa si comporta così.
    come ogni persona che vive in affitto, penso si debba avere un rapporto chiaro col padrone di casa, che non ti regala niente ma che dovrebbe avere l’intelligenza per distinguere da situazione a situazione.
    qui a Palermo sono talmente tante le persone che non pagano l’affitto (sia per mafia o per reale indigenza o per entrambe le cose) che quando un padrone di casa si trova un affittuario puntuale nei pagamenti è pronto a tutto pur di tenerselo, anche ad abbassare notevolmente l’affitto.
    purtroppo però la maggior parte dei padroni di casa non vuole sentire ragioni: se non paghi sei fuori.
    posso capire il piccolissimo proprietario che paga le tasse sulla casa ed è letteralmente costretto ad affidarsi ad un affitto sicuro per non finire lui stesso in mezzo a una strada.
    ma la maggior parte dei proprietari (soprattutto in una città come Firenze, immagino) non dovrebbero avere necessità di sopravvivenza e dovrebbero avere l’intelligenza e l’empatia per provarle tutte pur di non buttare una famiglia con bambini piccoli in mezzo a una strada.
    però la triste realtà è che se vuoi far parte del Popolo Grasso devi comportarti da pezzo di merda. se rispetti il prossimo non ti ingrassi..

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io capisco che sono cose diverse, ma se il taccheggio diventasse fenomeno di massa sareste davvero così solidali verso i taccheggiatori? Non parlo del taccheggio al supermercato, che al massimo porterà al licenziamento di qualche commesso, ma di gente che mentre il fruttivendolo è distratto si porta via una cassetta di arance esposta. E davvero pretendereste che il fruttivendolo chieda l’ISEE del ladro prima di sporgere denuncia?

      • “Io capisco che sono cose diverse”

        Infatti, sono cose diverse.

        Qui noi abbiamo semplicemente raccontato un quadro, assai normale, di vita fiorentina.

        Non abbiamo preteso nulla, se leggi attentamente.

        • Z. says:

          Credo che MT intenda:

          se una persona che ruba in un negozio viene denunciata dal proprietario, esso proprietario è un “pezzo di m.”, per dirla con izz?

          o comunque uno che “commette il male”, per dirla con te?

          • izzaldin says:

            attenzione, è un tema delicato e voglio essere chiaro.
            diciamo che ci sono due modi, per un proprietario, di affrontare un inquilino moroso.
            uno è seguire la legge, ovvero se dopo un tot di mesi non paghi io ti sfratto e tu vai in mezzo a una strada coi figli piccoli. la legge lo permette, tutto nella piena legalità, il proprietario ha tutto il diritto di comportarsi così.
            un altro modo sarebbe aspettare qualche mese, sapendo di rimetterci qualcosa nell’immediato, concordare un pagamento scaglionato, aspettare ancora qualche mese finché non trova una sistemazione più economica. non tutti se lo possono permettere (ma molti possono eccome) e addirittura in alcuni casi se il proprietario non esige l’affitto rischia di rimanere invischiato in un processo per estorsione (Subita).
            non ho mai detto che bisogna regalare niente a nessuno, però ci sono modi e modi per affrontare la questione.
            buttare gli effetti personali della signora, minacciarla di tagliarle la gola è uno dei tanti modi in cui si può affrontare una questione del genere. anche buttare in mezzo ad una strada una signora con due bambini è un modo di affrontare la questione.
            come avevo detto nel mio commento precedente, il rapporto di fiducia (o sfiducia) col padrone di casa va considerato in casi come questo

            • Mauricius Tarvisii says:

              “in alcuni casi se il proprietario non esige l’affitto rischia di rimanere invischiato in un processo per estorsione (Subita).”

              Se ha subito l’estorsione non è che rimane invischiato nel processo, ma al massimo rimane invischiato nella situazione “prova a sbattermi fuori e io ti ammazzo i figli”. Poi se questo sia commettere un reato o commettere il male lascio deciderlo a voi.

          • Z. says:

            Izz,

            confesso che non avevo mai considerato l’aspetto dell’estorsione per mancata richiesta del canone. Immagino che a Palermo la situazione sia più complessa di quanto non lo sia dalle mie parti.

            Dalle mie parti credo sia molto improbabile che il privato padrone di casa rifiuti all’inquilino la possibilità di pagare in ritardo, visto i costi enormi di uno sfratto e il rischio altissimo di trovarsi la casa devastata. Immagino, come dicevo, che per le immobiliari possa andare diversamente.

            Detto questo, la domanda di MT mi pare fosse: perché non usare la stessa severità di giudizio coi commercianti?

            • izzaldin says:

              ricordo il commerciante di Genova ce denunciò un homeless per un pacco di wurstel rubati, se ne parlò anche qui se non erro.

              sull’affitto/estorsione, le dinamiche del pizzo spesso sono più creative di quanto si immagini 🙁

  8. Francesco says:

    >> qui a Palermo sono talmente tante le persone che non pagano l’affitto

    immagino che questo abbia un certo effetto sulla manutenzione del patrimonio abitativo, sulle nuove costruzioni, sul pagamento delle tasse comunali

    • izzaldin says:

      oltre a questo, incide sui padroni di casa e sul valore degli immobili.
      sulla manutenzione sicuramente: abbiamo un centro storico bellissimo ma in pessime condizioni, anche se nell’ultimo decennio moltissimi palazzi vengono comprati a poco da gruppi di architetti che li restaurano e “gentrificano” alcune zone degradate.
      poi c’è tutta l’immensa espansione edilizia degli anni ’50/’70, il cosiddetto ‘sacco di palermo’, dove incredibilmente si trovano ancora spazi dove costruire. lì la manutenzione è costante.
      tu pensa che io da bambino quando sentivo la parola “operaio” non pensavo a fabbriche o industrie o a Marx, pensavo semplicemente agli operai edili che montavano impalcature per aggiustare i palazzi cadenti.
      abbiamo ancora parecchi edifici bombardati dagli inglesi nel 1943 e mai ricostruiti, pensa un po’.

      • Z. says:

        Di solito questo contribuisce alla concentrazione della proprietà immobiliare nelle mani di società apposite.

        Che da possono permettersi con minor sofferenza il mancato incasso del canone, risparmiano notevolmente sulle spese legali rispetto ai privati e alla fin fine possono alleviare il (loro) problema rivedendo al rialzo i prezzi per tutti gli inquilini.

        • izzaldin says:

          Esattamente.
          i piccoli proprietari (come forse è il caso della amica di Miguel) ovviamente soffrono di più la mancata percezione dell’affitto.
          sono purtroppo questioni estremamente spinose, diciamo che il fatto che il Comune si interessi a casi del genere solo dopo che la situazione degenera non aiuta

  9. Lanzo says:

    Sono morbosamente curioso di sapere come cazzo (si puo’ dire ?) riesci a tirare fuori – da dove e come immagini del tipo: “i figli di nessuno abbandonati alla ruota”, come ce la racconta il Poccetti in questa scena.
    O sei un esperto di arte con una memoria super umana..
    Non sto scherzando.

    • “O sei un esperto di arte con una memoria super umana..”

      Mi godo il complimento non meritato, oppure… confesso di ricorrere a Google?

      La Pala Nerli mi affascina, anzi non riesco a trovarne una buona rappresentazione fotografica in rete; mentre degli Innocenti conosco la storia, ma non conoscevo il quadro 🙂

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