Borbonosionismo rock

Ieri i Bianchi hanno vinto sei cacce e mezza a sei, e in Santo Spirito c’era l’Inglese con il sangue che gli colava giù dalla faccia, e un altro con la testa fasciata e mancava un terzo che era in ospedale (un quarto aveva giocato direttamente con le fasciature della partita precedente), ma insomma tutto bene.

Ad accoglierli c’era anche Elvis, che si chiama così per la sua sorprendente capacità di cantare le canzoni di Elvis Presley, imitandone perfettamente gesti, accento e voce.

Nonostante dorma alla stazione, i suoi numerosi e talvolta bizzarri vestiti sono sempre in perfette condizioni.

Elvis è un devoto sostenitore della famiglia reale borbonica e conduce da anni una pacifica guerra personale contro gli invasori genocidi italiani che hanno distrutto il suo Regno. Possiede una straordinaria collezione di oggettistica antitaliana, indossata con disinvolta eleganza.

Come spiegava lui, “gli ebrei avranno pure sofferto, ma anche noi meridionali abbiamo avuto sei milioni di morti uccisi dagli italiani, e nessuno dice nulla”.

elvisIeri, oltre al cappello con i simboli della sua casa reale e alla bandiera dei Bianchi di Santo Spirito, Elvis indossava una maglietta con San Giorgio che tiene in alto la bandiera israeliana.

elvis“Sono stato a Gerusalemme”, mi spiega. “Una meraviglia. Noi vogliamo la pace, ma loro pretendono tutto. Noi gli abbiamo anche offerto uno stato unico, ma quelli pensano solo a farci la guerra.”

“Sei diventato borbonosionista?”

“Esatto!”

This entry was posted in Il clan dei fiorentini, monispo and tagged . Bookmark the permalink.

22 Responses to Borbonosionismo rock

  1. Grog says:

    Cazzo! Ed io che credevo di essere “fuori” !
    Grog! Grog! Grog!

  2. Speriamo davvero che non si imbatta in qualcuno poco in vena di goliardate

  3. PinoMamet says:

    Borbone + Sionismo?

    Intervento di Mirkhond tra 3, 2, 1…

  4. mirkhond says:

    Scusa Miguel, ma il tuo amico DOVE li ha trovati i soldi per farsi il viaggio a Gerusalemme?
    E’ napoletano?
    Non è che si è innamorato di qualche figona israeliana, per uscirsene con paragoni e stronzate fuori luogo?

  5. mirkhond says:

    A parte che i Piemontesi non hanno ammazzato 6.000.000 di nostri connazionali.
    Casomai li hanno COSTRETTI all’emigrazione, raggiungendo tale numero solo fra 1861 e 1914…….

  6. mirkhond says:

    Ancora oggi è controverso il numero delle vittime della conquista piemontese delle Due Sicilie, tra fucilati, caduti in combattimento, morti in prigionia.
    Proprio in questi giorni in libreria, è uscito un libro di Pino Aprile, Carnefici, in cui l’autore confrontando diverse fonti, cerca di capire, per quanto gli sia possibile, quanta gente approssimativamente, è morta in conseguenza della conquista piemontese delle Due Sicilie.
    E comunque, non 6.000.000 di morti……

    • rossana says:

      Non 6 milioni di morti (forse), ma vero è che l’amico borbosionista almeno ci ricorda morti di cui a nessuno pare importare nulla, visto quanto poco se ne sia sempre parlato.
      Io stessa non ne sapevo nulla fino a circa 3 anni fa, quando un amico mi ha voluto far leggere alcuni libri su questa parte di storia italiana dimenticata, fra cui Storia della nazione siciliana, di Natale Turco, dal quale ho appreso pure quali nefandezze si siano compiute sulla Sicilia in termini di depredazione di ricchezze.
      Insomma, sarà un originale, il borbosionista, e forse fa un po’ di scena, ma qualcosa di interessante a suo modo la dice…(per me…)

      • izzaldin says:

        non conoscevo Natale Turco, e credo debba ritenerti fortunata ad averlo avuto sottomano perché sembra sia abbastanza introvabile
        http://www.librerialibraria.it/storia-della-nazione-siciliana-di-natale-turco-1971-centro-studi-storico

      • mirkhond says:

        Ti consiglio di leggerti anche Carnefici di Pino Aprile.
        Aprile non è un accademico, ma raccoglie molte testimonianze, anche da parte archivistica, in cui facendo le somme, si arriva a diverse migliaia di vittime della conquista e repressione piemontese delle Due Sicilie.
        Inoltre accenna ad un gruppo di volontari veneti, passati dalla parte del Piemonte nel 1859, i quali mandati nelle Due Sicilie conquistate, volevano tornarsene a casa loro (ancora) sotto l’Austria, pur di non rendersi complici degli SCEMPI che i Piemontesi facevano dalle nostre parti……

        • Andrea Di Vita says:

          @ mirkhond

          So che molti dati sulle “campagne anti brigantaggio” sono tuttora (sic!) coperti da segreto militare, essendo state tali campagne condotte dai Carabinieri, oggi come allora un Corpo dell’Esercito.

          Ho letto da qualche parte di 300.000 vittime complessive nei cinquant’anni successivi all’Unità d’Italia. Mio padre mi sembro’ stimare verosimile tale stima.

          Il perdurante silenzio sulla faccenda in Italia fa il paio col silenzio Francese sulla Vandea.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  7. Grog says:

    Sempre deto che i piamontesi xè cretin e sasin matricolati, perché masar quando li se puole TASAR a sangue sensa torcerli un capelo?!
    Grog! Grog! Grog!

  8. mirkhond says:

    🙂

  9. PinoMamet says:

    A proposito della maglietta:

    da notare che in Italia il cristianosionismo, con annesso apparato di immagini, stenta moltissimo ad affermarsi. L’unico pirla che c’è cascato è Magdi Allam, che infatti è nato fuori dall’Italia e non cattolico, e è durato come cattolico molto poco.

    Sicuramente c’è una differenza enorme con il mondo culturale statunitense/protestante.

    La hasbarà italiana mi pare stia lentamente spostando il bersaglio, perché prima, ricopiando quella per gli USA, convinceva solo destrorsi militaristi (di pessimo gusto: la militaria israeliana è tra le più brutte del mondo…)
    mentre ora mi pare metta più l’accento sulla collaborazione e integrazione delle minoranze…
    compresa quella cristiana, che però è una roba diversa dai protestanti USA, e molto più vicina ai cattolici italiani.

    • Z. says:

      Io ero rimasto a Deborah Fait. Ci spieghi ‘sta cosa delle minoranze!

    • PinoMamet says:

      Sono, beninteso, impressioni.
      Ma mi pare che l’immagine di Israele in Italia fosse prima affidata a persone della sensibilità e simpatia 😉 di Deborah Fait

      con l’avvento dei social c’è stata una democratizzazione dei punti di vista, e anche, forse casualmente, un calibramento migliore della comunicazione.

      Gli israeliani e amici di Israele per vari motivi si sono accorti che- to’!- c’è molta gente che non ha proprio niente contro gli ebrei, e non avrebbe niente contro Israele, se solo non apparisse come il super potere militare che schiaccia gli arabi in virtù della sua supremazia economica e tecnologica.
      Cioé esattamente l’immagine che piaceva ai lettori della Fait e di Informazione Corretta 😉

      Naturalmente ci sono sempre le immagini di modelli&modelle in divisa
      (si capisce che sono modelli e modelle perché: 1- lo sono; 2- indossano sempre divise su misura spalmate su corpi perfetti, una roba diversissima dalle immagini della naja degli amici israeliani, che assomigliano notevolmente a quelle degli amici italiani 😉 )
      con didascalie tipo “ecco i nostri ragazzi che difendono il Paese” ecc. ecc.

      però ci sono anche gli articoli dove si mostra l’arabo eletto a questa o quella carica importante, il cristiano il druso e il beduino che fanno (aridaje) il militare insieme, il ragazzo israeliano che aiuta il vecchietto arabo, il bambino palestinese perso aiutato dai poliziotti israeliani e così via;
      gli auguri di Natale e di Ramadan delle autorità israeliane, l’appoggio simbolico del municipio di Tel Aviv a Orlando, l’orgoglio della comunità gay ecc.

      Mi pare che si metta un po’ più l’accento sul fatto che Israele è sì lo Stato creato “per gli ebrei”, ma non è lo Stato “degli ebrei” esclusivamente, anche perché, e direi che è il punto fondamentale, si sono accorti che molti filoisraeliani non sono ebrei, e dargli sempre degli antisemiti, qualunque cosa facessero, non è esattamente l’approccio migliore 😉

  10. mirkhond says:

    Izzaldin

    Nel suo libro, Pino Aprile dedica un intero capitolo (71 pagine) proprio alla Sicilia conquistata dal Piemonte.

  11. mirkhond says:

    “Ho letto da qualche parte di 300.000 vittime complessive nei cinquant’anni successivi all’Unità d’Italia. Mio padre mi sembro’ stimare verosimile tale stima.”

    Anch’io ho sentito tale stima, ma nei quindici anni successivi all’unità d’Italia.
    Purtroppo pare, che effettivamente, molti documenti sul brigantaggio siano ancora secretati, e lo stesso Franco Molfese, il più grande studioso del brigantaggio postunitario, non potè che accedere ad una parte di questa documentazione.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *