Regno Unito, due riflessioni

Sul referendum inglese, due riflessioni.

Uno

Tempo fa, pubblicammo qui un articolo di Jacopo Simonetta che esprimeva un’intuizione fondamentale.

Grazie alla bolla dei carburanti fossili, noi viviamo in un sistema che sembra esprimere un ordine fantastico, senza precedenti nella storia umana.

Come sempre in natura, questo ordine viene ottenuto a costo di un disordine necessariamente maggiore dell’ordine stesso.

In tutta la storia umana, il disordine è sempre stato esportato. Ma oggi non esiste più alcun altrove. Il disordine viene così scaricato ormai anche all’interno.

Ecco che senza alcun apparente disastro naturale, iniziano a vacillare anche strutture che sembravano indistruttibili.

Nel giro di pochi giorni, abbiamo visto così creparsi due ordini giganteschi: il voto identitario/conformista in Italia e addirittura l’Unione Europea.

Questi due ordini avevano in comune il fatto di essere sostenuti da tutti gli interessi costituiti. In un certo senso, un complotto alla luce del sole fatto dalla complicità di media, funzionari, politici, imprenditori, praticamente da chiunque conti. Quando diciamo “complotto”, non è una critica morale, è una semplice constatazione.

Eppure tutto questo sta venendo giù da solo: Farage e Raggi erano dei piccoli sconosciuti che si trovavano casualmente davanti alle mura nell’attimo in cui crollarono.

Certo, l’ordine non è finito, ma sappiamo ormai che tutto è possibile.

Due

Vi ricordate Scrat e la sua nocciolina nell’Era Glaciale?

scrat-ice-age-wallpaper-22252Semplicemente rincorrendo una nocciolina, Scrat fa scattare una crepa che trasforma il mondo intero.

Chiaramente, non è Scrat a trasformare il mondo; ma apre una falla nelle cose, nell’esatto instante in cui le cose stesse stanno per spaccarsi.

La crepa di Scrat ha una lunga storia sotterranea, che risale ai Delitti di Villa Devachan di Sanremo; ma la nocciolina è stata piantata nel ghiaccio alle 5.34 di mattina del 20 marzo 2003, quando gli Stati Uniti invasero l’Iraq.

Onda dopo onda, questa azione ha portato – tra l’altro – alla guerra civile siriana; che ha portato l’estate scorsa i profughi in Europa. Un evento che, come la guerra tra Unni e Goti alla fine del quarto secolo, ha trasformato il mondo.

Non ci fu nessuna “invasione gotica” allora, come non c’è oggi alcuna “invasione islamica”. Semplicemente, entrambi sono stati i momenti in cui è bastata una goccia per far traboccare il vaso.

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128 Responses to Regno Unito, due riflessioni

  1. Mauricius Tarvisii says:

    Secondo me invece il Brexit potrebbe essere un gigantesco rifiuto espulso dal sistema che lo aiuterà a ridurre questa sua c.d. entropia.

    • Peucezio says:

      Secondo me è presto per sbilanciarsi nell’una o nell’altra direzione.
      Un test decisivo potrebbe essere l’elezione o meno di Trump negli Stati Uniti.

  2. mirkhond says:

    Se vogliono salvarla, l’unione europea, dovrebbero innanzitutto ridurre i paesi-membri, che meno si è, più si può essere davvero compatti.
    Poi, dare finalmente ascolto al crescente malessere sociale, che provoca l’impopolarità della suddetta unione europea…..

    • Francesco says:

      ma non è la UE la causa del malessere sociale!

      è che il mondo sta cambiando e non lo si può certo fermare, prova tu a parlare di decrescita fuori dall’Occidente

      • mirkhond says:

        Se è così, allora può benissimo dissolversi, visto che europa o no, dovrò fare la fame…..

        • Francesco says:

          la UE serve a fare meno fame, caro Duca, e questo lavoro lo svolge da molto tempo e assai bene

          solo che in Polonia lo sanno e ci lavorano, in Italia buttano nel cesso le occasioni e i fondi

          solo colpa nostra in questo caso

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            “solo che in Polonia lo sanno e ci lavorano, in Italia buttano nel cesso le occasioni e i fondi”

            Concordo al 100%. Su richiesta posso citare parecchi episodi a conferma, sia perchè ho vissuto in Polonia sia perchè ho svolto il compito di esperto valutatore per il programma Thematic Network del IV Framework della UE.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              se solo fosse possibile convincere i Mirkhond a effettuare un pò di sani linciaggi dei loro politici e burocrati che gettano via i fondi UE!

              altro che prendersela con Renzi e Salvini, il male è molto più vicino

              questo male almeno

  3. Francesco says:

    a me pare che l’invasione dei Goti ci fu invece … insomma un bel giorno era pieno di Goti da Bisanzio alla Lusitania!

    se hai ragione, il problema è nato più coi container e i motori a scoppio che con la divisione del Medio Oriente “ad minchiam”

    Simonetta non mi convince, mica era stato brutalmente demolito da ADV sul tema “entropia e cazzate in libertà”?

    un equilibrio sta finendo, hai ragione su questo al 100%

    • “a me pare che l’invasione dei Goti ci fu invece … insomma un bel giorno era pieno di Goti da Bisanzio alla Lusitania!”

      Ti suggerisco la lettura di Peter Heather, che fa un po’ il punto degli studi sulle “invasioni barbariche”, mettendo insieme archeologia e sociologia contemporanea delle migrazioni.

      Per quello che riusciamo a capirne, ci furono alcune migrazioni anche di alcune migliaia di persone alla volta e accompagnati a volte anche da donne e bambini.

      Ma – come le migrazioni attuali – non furono “invasioni” massicce, bensì l’arrivo di tanta gente che sperava di trovare uno spazio anche personale dentro l’Impero: un rifugio da guerre, un lavoro (contadino o militare), una casa, accesso alle vie commerciali, possibilità di rapina.

      Come i migranti di oggi, non sognavano certamente di abbattere l’Impero, ma di goderne. Non convertivano nessuno in punta di spada al culto di Odino, anzi si addobbavano di titoli romani.

      E questi gruppi erano spesso compositi – raccoglievano cioè anche “indigeni” – e spessissimo in conflitto tra di loro.

      • Francesco says:

        beh, hanno demolito l’Impero d’Occidente, sterminato la nobità romana, provocato un analfabetismo quasi totale, perso il sistema di strade acquedotti navigazione e posta, insomma fatto un bel pò di disastri

        • PinoMamet says:

          Molte di queste cose sono state causate dalla cattiva amministrazione tardo – imperiale (e dalle oggettive difficoltà di amministrazione di un Impero di tal sorta all’aepoca) più che dagli shbabbari 😉

        • “hanno demolito l’Impero d’Occidente”

          Non direi.

          L’impero romano era un sistema che aveva bisogno di espandersi continuamente per mantenere i soldati che servivano… per farlo espandere. Fu una straordinaria bolla militare.

          Quando Augusto decise di fermare l’espansione dopo la battaglia con Arminio, e quando iniziarono a esaurirsi le miniere spagnole, il destino dell’impero era segnato.

          C’è anche uno studio archeologico affascinante sul progressivo crollo della manutenzione degli aquedotti in Provenza, che non ha nulla a che vedere con i “barbari”.

          Almeno nella Gallia meridionale, la “nobiltà romana” – cioè i grandi proprietari terrieri – entrò semplicemente a far parte della corte visigota, che a sua volta era felicissima di poter “fare i romani”.

          E ricordiamo che la fatidica “caduta dell’impero romano” è semplicemente il giorno in cui un militare goto è riuscito a realizzare il proprio sogno di farsi riconoscere come romano vero da Bisanzio.

          • Poi è chiaro che i tanti conflitti su tutte le frontiere (in particolare quello orientale) stressò le finanze romane fino al punto che non ressero più, in particolare dopo la perdita del granaio nordafricano.

        • va fangul says:

          non è vero, ti consiglio di leggerti i saggi di Paul Veyne: i barbari in molti casi erano coloro che difendevano l’impero romano e la sua macchina amministrativa mentre la vecchia aristocrazia si convertiva alle dottrine escapistico-materialiste

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinerz

        Una recente trasmissione di Barbero su Raistoria conferma quanto dici.

        Nella battaglia di Adrianopoli i Romani furono sconfitti dai Goti. I Goti vincitori erano scappati da campi profughi allestiti in precedenza dai Romani per i profughi Goti in fuga da altri barbari. Nei campi i denari stanziati dall’Impero per il mantenimento provvisorio dei profughi erano stati regolarmente rubati da burocrati e alti militari, riducendo i poveracci ospitati alla fame. Ciò ha causato la fuga dai campi e i conseguenti saccheggi. L’armata mandata dall’Impero a cercare di eliminare i saccheggiatori fu sconfitta ad Adrianopoli.

        Nihil novum sub soli?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • PinoMamet says:

      A quanto pare i Goti veri e propri naturalmente ci furono, ma molti “Goti” erano Romani scontenti del governo (per le tasse insostenibili e l’obbligo del lavoro e domicilio coatto+leva, misure “di emergenza” pre feudali del Tardo Impero) che si unirono ai “barbari” alla prima occasione.

      • Francesco says:

        ah, insomma c’erano già i 5 stelle?

      • PinoMamet says:

        Peraltro molte parole di origine gotica, italiane o dialettali, fanno riferimento al lessico agricolo, mentre quelle longobarde sono assai più variate.

        I Goti, linguisticamente, sembravano più interessati a terre fertili da coltivare in santa pace che a fare l’ “herrenvolk”.

  4. mirkhond says:

    I Goti quanti potevano essere in tutto?
    600.000?
    L’Impero Romano, nelle due partes Orientis et Occidentis, doveva avere qualcosa come 40.000.000 di abitanti.
    Inoltre a crollare fu solo la Pars Occidentis della Romània, e in meno di un secolo.

    • Francesco says:

      1) il crollo (a Occidente) ci fu

      2) tutto il resto viene dopo

      ciao

      • mirkhond says:

        ????????????????

        • Francesco says:

          intendevo dire che i Goti (con cui intendevo i Germani) hanno comunque provocato la caduta di Roma (fatto certo)

          mentre il resto mi paiono teorie

          però sono stato smentito da Pino e Miguel (più o meno, non sono ancora convinto, nel loro quadro manca proprio Roma)

          ciao

          • mirkhond says:

            Casomai hanno dato la spallata finale ad un edificio già in crisi, e solo nella Pars Occidentis.

            • Francesco says:

              tu hai ragione, ma io continuo a preferire l’edificio al casino che venne dopo

              e l’acqua corrente ai 1400 di fetore disgustoso che vennero

              ciao

            • Mauricius Tarvisii says:

              e l’acqua corrente ai 1400 di fetore disgustoso che vennero

              Tu davvero credi che tutti gli europei dell’Impero avessero l’acqua corrente? E credi davvero che nessun europeo dei secoli posteriori la ebbe?
              Se passi dal basso Lazio fatti un giro all’Abbazia di Fossanova ed alle meraviglie idrauliche che vi furono costruite.

            • Andrea Di Vita says:

              @ mirkhond

              Mi si corregga se sbaglio, ma io sapevo che nonostante il sacco di Roma del 410 d.C. il tenore di vita medio dell’Italia centromeridionale non è peggiorato di molto fino alla guerra fra Bisanzio e Goti del VI secolo. In pratica, non è che nel 476 d.C. qualcuno è passato per città e villaggi col cartello “Si avvisa il gentile pubblico che l’Impero Romano d’Occidente è caduto”.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  5. Carlo says:

    La guerra in Iraq non ha solo portato alla crisi dei profughi che ora investe l’Unione Europea, ma ha anche spaccato per la prima volta in due la UE stessa tra i paesi più europeisti (Francia, Germania) contrari alla guerra da una parte e dall’altra il blocco dei paesi favorevoli al conflitto, tra cui l’UK, che stava nell’UE solo per remare contro e l’Italia dell’anti-europeista Berlusconi, la Danimarca, europeista quanto l’UK e così via…

    • Francesco says:

      la crisi dei profughi deriva dal fallimento del nation building tentato, per anni, dagli USA

      e soprattutto dagli interventi in Siria e Libia

      e dal disastro autoctono di paesi come l’Eritrea

      • Carlo says:

        Scusa l’ignoranza ma il “nation building” cos’è?

        • Francesco says:

          Bush II cercò, per anni, di costruire uno stato iracheno sulle ceneri del regime di Saddam e del Baath. senza successo e lasciando di fatto un caos tra sciiti, sunniti, kurdi, minoranze, influenze dei paesi vicini, in cui l’ISIS si è infilato con un grande successo iniziale

          Obama ha demolito la Liba di Qaddafi e tentato di farlo con la Siria di Assad senza nessun piano di ricostruzione

          • mirkhond says:

            Distruggere è facile.
            Ricostruire è molto più difficile…..

            • Francesco says:

              per questo mi sto allontanando dal mio “guerrafondaismo” giovanile

            • Carlo says:

              La ricostruzione dello stato iracheno non sarebbe stata necessaria se prima il caro George non l’avesse distrutto, quindi dire, come fa Francesco, che la colpa della crisi dei migranti non della guerra criminale fatta dagli americani contro l’Iraq, ma della fallita ricostruzione mi sembra un po’ un controsenso

            • Francesco says:

              Carlo, credo tu abbia ragione anche se non posso dimenticare che sono stati gli iracheni a preferire il massacro reciproco.

              Odio dire che forse Saddam aveva ragione, a trattarli come faceva e, pare, con loro gran rimpianto.

              E Gheddafi? Assad? Al Sisi? gli Ayatollah? hanno ragione loro?

              Preferirei sbagliarmi

              Ciao

  6. Grog says:

    Britannalghia! Sob! Sob! Sob!
    La prima tosa de Grog xera una tipa de Liverpool che ci ha insegnato TUTO TUTO!
    Ci prendeva il pene a Grog e faseva finta che fose il telefono! [ Hallo! (leccatina) Hallo! (leccatina) Hallo! (leccatina) Hallo! (leccatina) ]
    Inutile dir che il pene de Grog diventava duro duro! Ahhh britannia maravigliosa!
    Poi gha insegnà a Grog come ricamiare con lecatona a la mona! Ohhhh che buon gusto de salatino!
    Poi ostaria la sterlina la xè pasata da 1800 lire a 1200 e inglesi non ne abiam più viste, solo cruche sensa fantasia e pulitissime con pochi odorini buoni ….
    Grog! Grog! Grog!

    • Francesco says:

      che infanzia infelice, povero Grog!

      • Grog says:

        Hai ragione Francesco una vera infanzia infelice!
        A 19 anni la mia mamma mi portava dal Pediatra che l’ha poi pregata di rivolgersi altrove perché non ci stavo più sul lettino … e le spiegava che il bruciore al pistolino richiedeva un esperto in malattie sessualmente trasmissibili (*)… e non un pediatra.
        Grog! Grog! Grog!
        (*)
        Volgare scolo da penicillina

        • Andrea Di Vita says:

          @ Grog

          Non ti offendere, ma vista la rinomata igiene intima delle figlie di Albione, diciamo che non mi stupisco, caro Grog… 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  7. Francesco says:

    domanda: dalle mappe, c’è una correlazione perfetta tra presenza di immigrati e voto a favore della UE

    come cavolo è possibile che gli exit abbiano vinto come rifiuto degli immigrati?

    grazie

    • Mauricius Tarvisii says:

      Le grandi città erano pro-UE, come sempre accade, mentre la provincia va nel panico perché nella grande città vicina ci sono tanti italiani.

      • Francesco says:

        in effetti mi aspettavo che l’Inghilterra fosse piena di indiani pakistani bengalesi e altri ex-imperiali, più che di italiani

        mah

    • Dif says:

      Provo a dare un’interpretazione, magari dipenderà dai un mio pregiudizio, non so.

      Gli immigrati si concentrano nelle grandi città, dove la gente è mediamente più istruita è più aperta=a favore della UE.

      Nelle zone rurali gli immigrati sono di meno ma la gente meno istruita è più chiusa mentalmente, vede la TV e teme l’invasione, anche se di immigrato non ha mai visto uno dal vivo=euroscettici.

      Inoltre ci sarebbe da discutere sui dati relativi all’età dei votanti, in base ai quali il no ha stravinto tra gli under 25, mente il sì è passato soprattutto grazie al voto degli over 65.
      È giusto che siano gli anziani a decidere il futuro dei giovani? Non so.

  8. mirkhond says:

    “Non convertivano nessuno in punta di spada al culto di Odino, anzi si addobbavano di titoli romani.”

    Casomai, cercavano di convertire i sudditi romani all’eresia di Ario, essa stessa un prodotto romano, che aveva iniziato a diffondersi tra i Goti, ai tempi in cui gli stessi imperatori erano ariani, come Costanzo II (337-361 d.C.) e Valente (364-378 d.C.).

  9. mirkhond says:

    “sterminato la nobità romana”

    Nient’affatto.
    La nobiltà romana si inserì negli alti ranghi della Chiesa e contribuì proprio a ricostituire un nuovo ordine tra invasori germanici e poplazioni romane suddite.
    Solo i Vandali nel Nordafrica, e poi i Longobardi in Italia, fecero ciò che dici e anche in quei casi, fino ad un certo punto.
    Quanto più possibile di romano era recuperabile, fu recuperato dai nuovi dominatori germanici…….

    • Francesco says:

      avevo letto che la nobiltà romana in Italia era stata sterminata dai Goti, prima delle guerre con Bizantini e Longobardi

      sbaglio?

      ciao

      • Carlo says:

        Nella parte finale del regno di Teodorico la nobiltà romana venne colpita in alcuni suoi importanti esponenti come Boezio, ma non credo sterminata del tutto

      • mirkhond says:

        Casomai, c’era stata una sua diminuzione, durante la guerra romano-gotica del 535-562 d.C., tipo i 300 giovani di famiglia senatoria fatti trucidare da Vitige (535-540 d.C.) o Totila (541-552 d.C.).
        Al termine del conflitto, l’Italia tornata romana, era in effetti depauperata e per demografia, e per parte delle strutture urbane.
        Ma un’aristocrazia romana, sebbene ridimensionata, sopravvisse, anche alla successiva invasione e conquista longobarda.
        E riciclatsi nell’alto clero cattolico, avrebbe contribuito, sia pure lentamente e gradualmente, alla conversione al Cattolicesimo dei Longobardi, e alla fusione tra dominanti e dominati, dando origine alla successiva storia d’Italia.
        Idem nella Burgundia, nella Spagna Visigotica, mente nel Regno Franco la questione fu diversa per la conversione dei Franchi direttamente dal paganesimo al Cattolicesimo, senza passare per una fase ariana, come per le altre stirpi germaniche su suolo romano.
        Diversa ancora fu la sorte dei Vandali, che non fecero in tempo a passare al Cattolicesimo e a dar vita all’equivalente africano di Francia, Burgundia, Longobardia e Spagna visigotica, perché il loro regno cadde dopo una breve riconquista romana nel 533-534 d.C.

  10. Z. says:

    Miguel,

    un solo appunto : L’era glaciale è un cartone animato, non il mondo reale.

    Solo agli studenti del DAMS dovrebbe essere permesso di confondere le due categorie, ma non oltre il primo anno di corso.

    😀

    • “un solo appunto : L’era glaciale è un cartone animato, non il mondo reale.”

      Z,

      un solo appunto: ci fa piacere che tu frequenti questo blog, ma prima potresti cercare sul dizionario il significato della parola “metafora”.

      • mirkhond says:

        Miguel

        Ma non l’hai ancora capito che Zanardo, in mancanza di argomenti, ti prende per il culo, perché non condivide le tue idee?

        • “Ma non l’hai ancora capito che Zanardo, in mancanza di argomenti, ti prende per il culo”

          Beh, questa è una battuta di cui non si capisce nemmeno il senso. Come se io dicessi a qualcuno “guarda che quando Renzi dice che userà il lanciafiamme, non lo intende letteralmente”. E poi pretende pure che si rida.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            COME SAREBBE A DIRE CHE NON USA IL LANCIAFIAMME??? 🙂 🙂 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Z. says:

          Non pretendo che ridi, Miguel. Non pretendo nemmeno che mi leggi, figurati!

          Mi permetto di dire che, secondo me, troppe favole e troppe metafore fanno perdere di vista la realtà. Perché si finisce per piegare il mondo reale alle nostre narrazioni preferite.

          Poi certo, posso sbagliarmi.

          Z.

          PS: Renzi ha fatto una pessima figura col suo lanciafiamme. Ha dovuto smontare l’arma e ingoiarsi tutto il combustibile. Le metafore, come insegnava uno scrittore famoso, sono sempre armi a doppio taglio 🙂

          • Francesco says:

            diciamo che prendere prigionieri è sempre una pessima scelta in politica

            come insegnò Stalin, l’unico compagno di partito buono è un compagno di partito morto

            concordi?

      • PinoMamet says:

        Beh, il commento su L’era glaciale che non è realistica, viene da uno che ha appena definito il suo videogioco preferito più realistico della fine dell’Unione Europea…

        più incazzarsi con Z., fateglielo notare 😉

        don’t ged mad: get even 😉

        • Z. says:

          Pino,

          se vuoi rincaro la dose: non è neanche il mio videogioco preferito. E’ solo uno dei tanti 😀

      • Z. says:

        Duca,

        mi permetto di scherzare con Miguel perché, a differenza di altri, non è particolarmente permaloso e sa che la vita va affrontata col sorriso e non con interminabili geremiadi e piagnistei.

        I miei argomenti seri – giusti o sbagliati – li ho esposti seriamente altrove, nella misura modesta in cui ne sono capace.

    • Z. says:

      Non li so aprire i dizionari, Miguel! Lo sai che sono ignorante!

      Però ho un sospetto: che molte persone assai più istruite di me siano così abituati a perdersi tra le narrazioni e le metafore da perdere di vista il mondo reale.

      A me i videogiochi piacciono, ma solo la sera, prima di andare a dormire 🙂

    • Zhong says:

      “L’era glaciale è un cartone animato, non il mondo reale.”

      Pensa che io invece ho apprezzato molto l’approccio “Zizekiano” di Miguel.

      Zhong

      • Z. says:

        Zhong,

        è giusto. Se avessimo tutti le stesse idee non avremmo motivo di discuterle assieme, credo 🙂

  11. mirkhond says:

    “A quanto pare i Goti veri e propri naturalmente ci furono, ma molti “Goti” erano Romani scontenti del governo (per le tasse insostenibili e l’obbligo del lavoro e domicilio coatto+leva, misure “di emergenza” pre feudali del Tardo Impero) che si unirono ai “barbari” alla prima occasione.”

    San Girolamo (347-420 d.C.), notava con sgomento, come in Pannonia, i locali contadini romani, ridotti a servi nei latifondi, facevano lega con Goti e persino con i ferocissimi Unni, nel dare il sacco alle terre dei loro padroni.
    Al buon Santo, sfuggivano le ragioni sociali di queste alleanze.
    A Roma poi, col sacco di Alarico nel 410 d.C., circa 40.000 schiavi si unirono ai Goti per saccheggiare le case dei loro padroni……

  12. mirkhond says:

    I Longobardi, dopo aver lasciato la Pannonia (in cui si erano insediati intorno al 540 d.C.) nel 568-569 d.C., si portarono in Italia, anche dei Romani latinofoni della Pannonia e del Norico, sottomessi in precedenza.

  13. Z. says:

    Ah, sento che i francesi a Calais non vogliono più controllare le partenze. Ma dai!

    Cameron, o chi per esso, avrà qualche problema a presentarsi a BXL e dichiarare : oddio oddio aiutateci, i migranti sono un problema europeo. E questo dopo aver detto, due giorni prima, che i migranti in Italia erano un problema italiano e basta.

    Gli è che ora è il Regno Unito a non essere un problema europeo, mai più.

  14. mirkhond says:

    “mi permetto di scherzare con Miguel perché, a differenza di altri, non è particolarmente permaloso e sa che la vita va affrontata col sorriso e non con interminabili geremiadi e piagnistei.”

    A volte col sorriso, si menano frecciate taglienti.
    Però hai ragione su Miguel, e anch’io ne ammiro la sua straordinaria capacità di NON prendersela con chi non condivide le sue idee.
    Io che non ho purtroppo questa attitudine, non posso che trovare ECCEZIONALE questo aspetto di Miguel…..

    • Z. says:

      Duca, se tutti ce la prendessimo con chi non condivide le proprie idee questo mondo sarebbe una carneficina orrenda.

      Qui ho trovato che odia i gay, che rimpiange Hitler, che crede che io dovrei essere bastonato perché non vado a messa e tante altre amenità.

      Dovrei prenderli a insulti un giorno sì e l’altro pure? e a che pro?

      Il mondo è grande e molti hanno idee diverse dalle mie. Ho imparato ad accettarlo quando ero ragazzino.

  15. Grog says:

    Ghan visto due anglesi con malta e casuola dirigersi verso il tunel de la manica per sigilarlo!
    Grog! Grog! Grog!

  16. Francesco says:

    non trovo il videogioco di Z: dove è?

  17. Grog says:

    Uaooo non mi sono mai divertito tanto!
    – I giornali avevano TUTTI LA PRIMA PAGINA SBAGLIATA;
    – Tremonti ha mandato a fare in zum con estrema eleganza quel malefico di Monti che coraggiosamente se la è filata;
    – ho rivalutato BRUNETTA (non perché è veneto) ma perché è un VERO NANO CATTIVISSIMO DA COMBATTIMENTO e per assurdo è l’unico che ha la statura per sostituire il Berluscaz;
    – ho fatto un pasto etnico con Cheddar Roast beef innaffiato da wiskey di malto (cazzi degli scozzesi);
    – quel somaro di Camerun si è messo a strillare “HA STATO PUTIN!”;
    – l’Ubriacone lussemburghese ha continuato a minacciare l’Inghilterra non memore della fine di un altro cretino con i baffetti (peraltro sobrio);
    – il polacco (anche lui “HA STATO PUTIN!”) ha dimostrato che i polacchi, gente simpatica e coraggiosa, dovrebbero appaltare la politica estera ai camerunesi che sono molto molto più raffinati, con una dirigenza così idiota e folle va a finire che si giocano Danzica alle tre carte.
    Grog! Grog! Grog!

    • Andrea Di Vita says:

      @ Grog

      “– il polacco (anche lui “HA STATO PUTIN!”) ha dimostrato che i polacchi, gente simpatica e coraggiosa, dovrebbero appaltare la politica estera ai camerunesi che sono molto molto più raffinati, con una dirigenza così idiota e folle va a finire che si giocano Danzica alle tre carte.”

      Caro Grog, tu non hai neanche idea di quanto tu abbia ragione!

      🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  18. Mauricius Tarvisii says:
    • Z. says:

      Il paragone con il Regno di Danimarca mi sembra improprio. Lì manca la continuità territoriale. Ammettere una cosa del genere per la Scozia significherebbe, a mio avviso, permettere a Londra di tenere il piede in due staffe.

      Se la Scozia vorrà dichiarare la propria indipendenza, invece, tiferò per Braveheart 🙂

      • Francesco says:

        anche io

        perchè poi verrà la Catalogna e forse, un giorno, la Padania

        😀

        PS anche se una UE franco-tedesca potrebbe assomigliare troppo all’Italia unita …

    • Roberto says:

      Qualche anno fa abbiamo avuto un ricorso di un inglese che voleva uscire lui dall’UE (casa sua ed il suo giardino dovevano essere dichiarati territorio extra UE)
      Immagino che adesso ci saranno gli scozzesi che vorranno entrare individualmente nell’unione….

  19. Rispondo qui a Pino Mamet, che tocca un argomento interessante:

    “Non vedo come questo vada contro la mia tesi, che è:
    “è un po’ difficilo identificarsi con la tal manovra economica o con la tal legge a proposito della percentuale di frutta nei succhi di frutta”.”

    Infatti, non credo che sia esattamente in corso una “rivolta identitaria”. L’Unione Europea infatti non è una “altra identità” contro cui ribellarsi.

    E’ un consenso fortissimo di interessi, che non è una critica: noto come Roberto difenda l’UE parlando di un interesse concreto, quello dei viaggi Erasmus; e anche Repubblica oggi si preoccupa per i voli low cost, ecc. Come io, quando viaggio, sono contento che mi basti la carta d’identità. Moltiplichiamo queste cose per tutti gli interessi economici e finanziari, e abbiamo una diga apparentemente invalicabile.

    Proprio per questo, il suo crollo (o almeno la crepa britannica) diventa interessante.

    • Z. says:

      In effetti molte delle dichiarazioni brexitiste lamentavano proprio l’esistenza di quelle norme citate da roberto, inidonee in sé a creare un senso comune europeo condiviso

      Liz Hurley si lamentava delle norme a salvaguardia dell’ ambiente.

      Un calciatore di colore – non ricordo il nome – non voleva più che il RU fosse costretto ad accettare giocatori stranieri che rubano il lavoro agli autoctoni.

      Molti altri, come sappiamo, erano riottosi all’ idea di dovere prestare soccorso economico ai Paesi membri in difficoltà.

      I vincoli comunitari – le norme sui succhi di frutta, nell’ esempio di Pino – sono stati percepiti come ingerenze non giustificate. Lo stesso capita negli altri Paesi dell’ Unione, si spera in misura meno grave. Tutta colpa dei cittadini?

      “La gente non capiscono” non è mai una buona scusa in politica. E se gli inglesi non erano informati su cosa fosse la UE fino a ieri, beh, qualche colpa ce l’avranno pure le istituzioni comunitarie.

      Z.

      PS: detto questo, non dovremmo vederci una pittoresca rivolta dei poveri contro i ricchi. È piuttosto l’ennesima guerra tra poveri, fomentata da chi sperava di trarne profitto politico.

    • Roberto says:

      Miguel
      Quello dell’erasmus è solo l’esempio di un simbolo.

      Gli interessi concreti sono tanti altri.
      Sei contento del fatto che Renzi non possa abolire il diritto dei lavoratori ad avere un congedo parentale, che non possa dare il diritto ai cacciatori di sparare agli uccellini nelle loro aree di nidificazione, né dare concessioni edilizie in quelle aree?
      Sei contento del fatto che l’operaio che ha vissuto 30 anni in Germania adesso possa godersi una pensione nel suo paesello?
      Sei contento che il vostro inglese dei bianchi possa andare in un pronto soccorso fiorentino a farsi aggiustare le ossa?

      Se crolla la diga, queste cose rischi di perdere…

      • Per Roberto

        “Quello dell’erasmus è solo l’esempio di un simbolo.”

        L’ho capito perfettamente, non citavo l’Erasmus per sminuire, era solo per dire che quando parliamo di “interessi” non stiamo necessariamente parlando di “speculazione finanziaria” o cose simili.

        La cosa interessante è che questi interessi esistono; che sono stati sottolineati con martellante vigore da tutti i media britannici e da 9 politici su 10 per tutta la campagna elettorale, ma non hanno prevalso.

    • Roberto says:

      a proposito, devo ricordarmi dove, ma ho letto gli industriali inglesi che dicevano “cavolo il congedo di maternità che impone Bruxelles è troppo rigido e lungo, lasciamo decidere al padrone quanto concedere alle schi….ehm, lavoratrici”

      Bello tra l’altro lo scontro finanza (pro remain) vs industria (pro brexit per liberarsi dei lacci e lacciuoli in materia ambientale e sociale)

    • Zhong says:

      “If you’ve got money, you vote in … if you haven’t got money, you vote out”

      Questo articolo spiega molto, il video e’ un po’ lungo ma molto interessante secondo me, le due signore alla fine sono emblematiche:

      http://www.theguardian.com/politics/commentisfree/2016/jun/24/divided-britain-brexit-money-class-inequality-westminster

      Il voto al referendum e’ stato anche solo un’espressione di malessere, di ogni tipo…..

      • “Il voto al referendum e’ stato anche solo un’espressione di malessere, di ogni tipo…..”

        A questo ci credo, la crisi è molto più ampia della questione “in” o “out”.

      • ““If you’ve got money, you vote in … if you haven’t got money, you vote out””

        Sto leggendo. Che bello, il giornalismo inglese. La capacità di riflettere, di approfondire e di non disprezzare, anche da parte di un giornale nettamente schierato a favore dell’UE.

        • Tra l’altro, la fortuna straordinaria dell’Italia e della Spagna, dove questa grande ondata di lotta di classe non va a finire obbligatoriamente in qualche sterile gruppo di xenofobi, perché – per quanto imperfetti – esistono, UNO, grandi realtà di autorganizzazione e DUE movimenti che non sono parte della decrepita sinistra, ma nonsono nemmeno di estrema destra.

          • Peucezio says:

            E quali sarebbero a parte l’Oltrarno?
            L’Italia con Berlusconi scandalizzava il perbenismo di un’Europa puritana e conformista.
            Oggi gli elementi di rottura vengono proprio dal cuore dell’Europa settentrionale e puritana (e dagli Stati Uniti), mentre Italia e Spagna esprimono finti populismi stile Tsipras, di fatto completamente allineati.

  20. Tra i commenti al post precedente, Dif ha scritto:

    “Italia, Europa, Mediterraneo, quello che vi pare, perché uno Stato deve semplicemente fornire servizi ai cittadini.
    Le cose che mi fanno piangere e abbracciare le cerco altrove.”

    Trovo interessante, e condivisibile a metà. Il punto non sono le emozioni calcistiche.

    Perché “Italia, Europa” (ma io ci metto anche “Regione Toscana” e “Comune di Firenze”) sono di per sé enti astratti e alieni, finché la comunità delle persone (quelle che “piangono e si abbracciano” per capirci) non può partecipare concretamente alle decisioni che la riguardano.

    Le entità astratte possono prendere decisioni buone o pessime; o spesso, decisioni che sul momento sembrano buone ma a lungo andare hanno esiti catastrofici. Ma ci restano sempre aliene e prive della “nostra” impronta.

    Per questo possono crollare con la stessa facilità con cui è crollato l’Impero Sovietico.

    • PinoMamet says:

      OMDAM!!

    • Z. says:

      L’Impero sovietico credo sia crollato perché economicamente insostenibile…

      Per il resto non hai tutti i torti.

      Per come la vedo io, in effetti, la tua comunità è in un certo senso un livello di governo.

    • Dif says:

      Io punto è: TUTTI questi enti astratti e impersonali rischiano di crollare da un momento all’altro stile URSS?

      Anche nella maggior parte degli enti nazionali e territoriali (come dici tu) la gente non può partecipare concretamente alle decisioni che la riguardano, eppure alcuni durano da secoli.

      Forse, come dice Pino, alla gente più che partecipare alla vita politica interessano inni, bandiere, nazionali di calcio e magari anche una bella famiglia reale. Forse è proprio questa la differenza tra un ente astratto e un qualcosa in cui identificarsi, non tanto l’effettivo partecipazione della gente.

      • ” alla gente più che partecipare alla vita politica interessano inni, bandiere, nazionali di calcio e magari anche una bella famiglia reale.”

        Esiste anche questo: in un certo senso, qualunque analisi noi facciamo, ci presenta una parte di verità.

        Però non possiamo prescindere dalle circostanze, che sono quelle dell’entrata in crisi della bolla energetica che ha permesso l’ipersviluppo, l’iperspecializzazione e la creazione di enormi apparati burocratici di ogni sorta (anche quelli privati non scherzano).

        Le crisi di ogni sorta che viviamo sono un effetto di questa crisi. Credo anch’io che le “famiglie reali” potrebbero arginare gli effetti per un po’, ma solo per un po’. Anche la dinastia della Cina è crollata di fronte alla crisi indotta dalle invasioni straniere.

        E qui torniamo al punto che mi interessa: nemmeno la coalizione di tanti interessi, nella parte più ricca e organizzata del pianeta, riesce oggi a chiudere le crepe.

    • Roberto says:

      “Per questo possono crollare con la stessa facilità con cui è crollato l’Impero Sovietico.”

      Questa è na riflessione che condivido e aggiungo pure che crollati l’impero romano e l’impero sovietico il mondo a continuato ad esistere, il sole a sorgere a est, gli esseri umani a svegliarsi, cercare cibo ed un tetto per se stessi e le loro famiglie

      Sarà lo stesso se crolla la UE sarà lo stesso (io prevedo un po’ di vita complicata e chiaramente più complicata per i poveri disgraziati, ma pazienza, non si estinguerà la razza umana)

  21. Come al solito, quello che spesso ci fa parlare senza capirci, è la differenza non di “parte” ma di “prospettiva”.

    Chi è “di parte” (tipo pro/antiUE, pro/anti M5S) mi fa pensare a qualcuno che 20 anni fa lavorava nell’ufficio di una ditta che produceva macchine da scrivere, mentre si stava entrando nell’era elettronica.

    E si lamentava del fatto che le sedie erano poco ergonomiche, oppure che le ferie erano scaglionate male. Tutte preoccupazioni legittime, per carità, da una parte o dall’altra, basta chiudere gli occhi alla storia.

    Ogni santa volta che apri un discorso sul fatto che le macchine da scrivere sono superate, ti senti dire, “allora, vorresti le ferie ad agosto che al mare è tutto prenotato? Qui bisogna battersi per ottenerle a giugno, che fa anche meno caldo!”

    • Roberto says:

      A cosa ti riferisci in particolare?

    • Z. says:

      Insomma, chi non fa l’intellettuale super partes è ipso facto una macchina da scrivere!

      Mah, mi sembra un’ipersempflificazione, diciamo 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      “E si lamentava del fatto che le sedie erano poco ergonomiche, oppure che le ferie erano scaglionate male. Tutte preoccupazioni legittime, per carità, da una parte o dall’altra, basta chiudere gli occhi alla storia.”

      Ma sono due discorsi diversi che riguardano persone diverse. Nel nostro ordinamento il lavoratore non ha il potere di mettere in discussione le scelte industriali: decide il datore di lavoro e nessuno può dirgli nulla, perché la libertà economica è la sua. Invece le ferie e la salubrità del luogo di lavoro sono un diritto del lavoratore.
      Altrimenti è come dire “eh, ma con la crisi economica dilagante tu ti occupi dei problemi dell’Oltrarno?”. Come mi rispondi giustamente tu, io intervengo dove posso intervenire.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Prima che mi si ricordi che è una metafora, lo è anche la mia e lo è anche l’Oltrarno: a volte esiste una plurlità di problemi e a noi è dato il potere di intervenire solo sui meno gravi.

      • ” Invece le ferie e la salubrità del luogo di lavoro sono un diritto del lavoratore.”

        Non ho capito, le sedie scomode che ti fanno venire il mal di schiena sarebbero una “scelta industriale”?

        A parte che in un paese civile, la prima cosa su cui i lavoratori avrebbero il diritto di intervenire è sul lavoro che fanno 11 mesi l’anno, molto più che sul mese che non lavorano…

        • Z. says:

          Beh, sì… se per risparmiare il capo alloggia i dipendenti su sedie anti ergonomiche credo possa qualificarsi come politica aziendale!

    • Francesco says:

      Miguel

      io sono più propenso a vederla come Roberto (le cose finiscono, la storia va avanti) che come te (stiamo per schiantarci contro l’iceberg e affondare, se va bene non ci estinguiamo)

      è che ai costruttori di macchine da scrivere il mondo dell’elettronica appare alieno, inabitabile, incomprensibile. su questo si basa il mio ottuso ottimismo: ogni mondo “dopo” è stato inimmaginabile prima

      ciao

  22. Per Z

    “Mah, mi sembra un’ipersempflificazione, diciamo”

    Non è un’ipersemplificazione, è l’esatto contrario semplicemente.

    Infatti, la prospettiva storica ti nasce per forza di cose quando ti trovi immerso nelle cose che succedono, invece di limitarti a guardare la TV.

    • Z. says:

      Scusa, tu che ne sai che chi prende posizione su UE e M5S – ad esempio – vive davanti alla TV? Li conosci tutti, uno per uno?

      Miguel, te lo dico con franchezza: da quando hai scoperto che esiste l’Oltrarno hai iniziato ad assumere toni presuntuosi e vagamente savianeggianti. Del tipo, io si che ho capito tutto, io si che so come vanno le cose, voi che volete saperne.

      Poi immagino non sia intenzionale, e questa comunque è casa tua.

      • Z, te lo dico con franchezza: uno che interpreta il mio ragionamento così:

        “Insomma, chi non fa l’intellettuale super partes è ipso facto una macchina da scrivere!”

        si merita una risposta alla Mirkhond, ma si deve accontentare di una mia risposta presuntuosa e vagamente savianeggiante (di Saviano ho letto solo Gomorra, che mi è piaciuta perché rifletteva sul ruolo economico e non solo cronacistico della camorra, ma mi fermo lì).

        • Z. says:

          Miguel, non sono certo l’unico a “interpretarti” così. Poi sei libero di rispondermi come credi: è casa tua, appunto!

          Nel merito, secondo me ognuno di noi vede spesso facce diverse dello stesso problema, e ognuno di noi tende a pensare che i problemi che solleva siano più importanti di quelli che vedono gli altri. E che la propria visione di insieme sia più corretta. A prescindere dalle opinioni politiche di ciascuno di noi, dal suo carattere, dall’abitudine a prendere parte e fare il tifo.

          • “Miguel, non sono certo l’unico a “interpretarti” così. Poi sei libero di rispondermi come credi: è casa tua, appunto!”

            Che sia casa mia, interessa poco.

            Mi interessa molto di più il mondo descritto nell’intervista di The Guardian, o la gente che incontro tutti i giorni qui; come mi interessa il fatto che stiamo vivendo nell’anno più caldo della storia registrata, o che migliaia di persone stanno morendo in questo momento per l’inquinamento, o che gente con la faccia come il sedere sta per per cementificare e distruggere i terreni vicino a “casa mia”, che non è un blog, ma un luogo di uomini, di donne, di cani e di gatti e di aironi vivi.

            Di come mi si interpreta, modestamente, me ne sbatto, come me ne sbatto degli intellettuali, dei media e dei politici.

            Giusto per essere chiari.

        • MOI says:

          Si tratta purtroppo di quegli “strommen” che fanno spesso desistere dal proseguire le discussioni, persino dal partecipare a post altrimenti interessanti. E dire che qui nessuno ne avrebbe bisogno.

  23. Una delle cose più divertenti che passa per il web in questi giorni è lo starnazzare antieuropeista di vari divorziati in sovrappeso come Matteo Salvini. Senza nulla togliere alla loro eccellente rappresentatività, è piacevole ricordare i giorni del 1992, quando l’uscita della lira dallo SME ridusse dalla sera alla mattina i sudditi del “paese” dove mangiano spaghetti a cincischiare pagamenti in una valuta che non voleva più nessuno: furono un paio di settimane piuttosto divertenti, con i vari sciùr Brambilla che si videro rifiutare i pagamenti degli skipass a Chamonix. Come se gli fosse stato detto “Restate dalla vostra parte, monsieur Rital: capace portiate anche scarogna…”

  24. Sempre per essere chiari.

    “Casa mia” è San Frediano, non è questo blog. Questo è un post in cui occasionalmente rifletto sulle cose che ho vissuto direttamente, e ascolto chi ha vissuto altre cose. Questa è anche casa vostra.

    • Tra l’altro, questa storia della “casa tua” mi dà un po’ fastidio.

      Questo è uno spazio comune di discussione tra alcune persone, che io mantengo economicamente.

      L’anno scorso diversi di voi (in particolare Roberto) hanno contribuito a mantenerlo, o meglio ho chiesto a loro di contribuire qualcosa alla nostra associazione, poi ci penso io a pagare il server (ma magari risparmio su quello che do io all’associazione).

      Da quel momento, questo è uno spazio mantenuto collettivamente da voi, in cui potete avere idee molto divergenti, non sta a me censurarle.

    • Z. says:

      Tranquillo, eri stato chiaro. Spero fosse altrettanto chiaro che non intendevo darti fastidio o essere in qualche modo offensivo dicendo “casa tua” 🙂

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