Come si decidono le nostre sorti

Si può capire tanto del mondo, se guardiamo con attenzione attraverso la piccola lente di ciò che ci è vicino.

Appena prima delle elezioni a Sesto Fiorentino (e Roma, Milano, Torino….) il Corriere della Sera, nella sua edizione locale, ha pubblicato questa sconvolgente intervista con il Presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi.

Il Corriere si è distinto in questi giorni per un’aggressiva campagna pro-inceneritore, e solo oggi scopro che

“Bassilichi è anche azionista e presidente della Editoriale Fiorentina, che pubblica il dorso di cronaca locale del Corriere della Sera.”

leonardo-bassilichiLeonardo Bassilichi al matrimonio di Marco Carrai, casualmente Presidente di  AdF Aeroporto di Firenze S.p.A.

Normalmente, le Grandi Opere Inutili e Imposte ci vengono presentate in maniera impersonale – “è necessario perché è necessario”, “lo sviluppo non si ferma”, “non fate i nimbini“, “un posto di lavoro vale più di una garzetta”. E quando manca qualunque altro argomento, “è già stato deciso e c’è una penale pesante se ci si tira indietro”.

A presentarci questo tipo di ragioni sono anonimi funzionari molto grigi o giovani politici di periferia.

Finalmente, qui il rappresentante delle imprese scansa questi inutili intermediari anonimizzanti e dice chiaramente, siamo noi che le vogliamo, queste opere.

Dove “noi” significa una precisa lista di imprese:

“GE Oil and Gas, Gilbarco, Kme, Sammontana, Colorobbia, Thales, El En, Eli Lilly, Finmeccanica, Menarini, Se Sa, Toscana Aeroporti, Intesa San Paolo, Ferragamo, Gucci, Starhotels, Savino Del Bene, che insieme a Dedalus costituiscono il Comitato Grandi imprese della Città metropolitana”

le quali hanno “programmato forti investimenti sul territorio” in base alla promessa dei politici (eletti da cittadini sbadati) di sbucheltare lo stesso territorio per loro.

Interessante poi la minaccia di “crollo economico” se i politici si dovessero permettere di non fare come vogliono le aziende.

Riflettiamoci: nessuno sta parlando di togliere qualcosa alle aziende; il rischio per loro è di non potersi espandere ancora di più.

E devono potersi espandere dentro un territorio piccolissimo e già troppo sfruttato. Talmente sfruttato da essere già camera da letto, porta d’ingresso e gabinetto della città, tutto in una stanza sola.aliceNotate poi il tono con cui il nostro annuncia che farà una telefonata al nuovo sindaco, appena sarà eletto, per dettargli i propri ordini, ordini che saranno giustamente indifferenti al “colore politico” del nuovo eletto. Che è appunto colore.

Forse la cosa più sconvolgente di questa intervista è il numero elevato di persone che non la troverà per nulla sconvolgente.

di Claudio Bozza

Un patto per lo sviluppo da firmare con il nuovo sindaco di Sesto Fiorentino «a prescindere da chi sarà, perché alle imprese interessa che vengano realizzate le infrastrutture, e non i colori politici». Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenze, è deciso ad organizzare un vertice con grandi aziende, nuova amministrazione e sindacati subito dopo il ballottaggio di domenica: «La prima telefonata che farò al nuovo sindaco sarà per organizzare questo evento — spiega Bassilichi — e spero che ci dia la disponibilità per farlo a casa sua». E poi: «La priorità per il nostro territorio è il nuovo aeroporto di Peretola. A seguire ci sono il termovalorizzatore ed il completamento della terza corsia. Se non procediamo, i rischi di un crollo economico sono concreti», sottolinea Bassilichi.

L’iniziativa dei vertici della Camera di Commercio assume forte rilevanza, perché a sostegno del patto sulle infrastrutture ci sono anche aziende come GE Oil and Gas, Gilbarco, Kme, Sammontana, Colorobbia, Thales, El En, Eli Lilly, Finmeccanica, Menarini, Se Sa, Toscana Aeroporti, Intesa San Paolo, Ferragamo, Gucci, Starhotels, Savino Del Bene, che insieme a Dedalus costituiscono il Comitato Grandi imprese della Città metropolitana.

L’intervento della Camera di Commercio arriva in un momento politico assai delicato, perché l’esito del ballottaggio di domenica, che vede favorito il candidato di Sinistra Italiana (deciso a fermare il termovalorizzatore e a tentare il tutto per tutto per frenare l’ampliamento di Peretola), rimetterebbe in forte discussione tutto il disegno di sviluppo della Piana, dove sono state però programmate infrastrutture chiave per tutta la Città Metropolitana ed oltre.

In questo contesto, Bassilichi premette che bisogna «procedere con il massimo rispetto dei sestesi», ma anche che «non si può tornare a mettere in discussione opere decise dopo discussioni di quasi vent’anni». Al confronto tra Comune ed imprese lanciato dalla Camera di Commercio dovrebbero partecipare anche Cgil, Cisl e Uil. «Spiegare ancora una volta quanti posti di lavoro in più possa valere la nuova pista di Peretola mi sembra un’offesa all’intelligenza altrui» riflette ancora Bassilichi».

Il presidente della Camera di Commercio, anche a nome delle 18 Grandi aziende, preme ancora sull’acceleratore: «Ognuno deve rispettare gli impegni presi. Da una parte ci sono sì le istituzioni che hanno deliberato le nuove infrastrutture, ma dall’altra anche le aziende che hanno programmato forti investimenti sul territorio, ma solo perché consapevoli di poter contare su svolte chiave come quella dell’aeroporto».

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170 Responses to Come si decidono le nostre sorti

  1. Francesco says:

    << Riflettiamoci: nessuno sta parlando di togliere qualcosa alle aziende; il rischio per loro è di non potersi espandere ancora di più.

    Però riflettiamo bene: questi signori dicono che senza la nuova pista dell'aeroporto, le loro aziende non solo non hanno prospettive di crescita e quindi non faranno investimenti ma più precisamente si aspettano di chiudere baracca e burattini. Il che è perfettamente logico e giusto: se si vuole vivere in modo "maoista-francescano", non si può pensare di essere interessanti per il sistema capitalistico.

    Il voto dato dai sestesi mi pare una decisa scelta, spero che nessuno abbia poi voglia di lamentarsi delle conseguenze della scelta che ha fatto.

    Qui a Milano, il primo elettore di Sala che si lamenta delle zone 30 km all'ora (unica totale idiozia della giunta rossa) lo meno.

    :)

    • PinoMamet says:

      No, aspetta, forse non ho capito bene e ho letto in fretta;

      mi stai dicendo che Sammontana, Gucci, Starhotels e Intesa Sanpaolo rischiano di chiudere se non verrà costruito un nuovo aeroporto a Peretola??

      sbaglio, o sento odore di presa per il culo?

      E nella migliore delle ipotesi.
      Nella peggiore, si chiama “un’offerta che non potete rifiutare” ;)

      • Francesco says:

        solo le sedi di Firenze o di Sesto, mica in generale

        PS nel caso specifico, non capisco cosa c’entrino queste aziende con l’aeroporto, sospetto sia un tentativo di ricatto MA non ne vedo il motivo e non conosco i conti e i piani di sviluppo delle aziende

      • Francesco says:

        per Gucci e Starhotels la “minaccia” ha molto senso, però

    • per Francesco

      “se si vuole vivere in modo “maoista-francescano”,”

      Non è quello. E’ che alla Piana – uno dei luoghi più inquinati, industrializzati, trafficati e affollati d’Europa – non si vive per nulla in modo francescano (Mao mi sembra che adorasse le Grandi Opere Inutili e Imposte).

      Ricordati l’immagine della stanzina dove ci sono insieme lettone per una famiglia numerosa, il laboratorio, un viale percorso da tutto il paese e il cesso.

      • Su Mao e le Grandi Opere Inutili e Imposte:

        http://fosterspeak.blogspot.it/2011/10/stalin-mao-public-works.html

        La grande differenza tra le GOII di allora e quelle di oggi consiste nella tecnologia più incisiva applicata dai Mao dei nostri giorni.

        Consiglio a tutti la lettura di Frank Westerman, Ingegneri di anime, sul padre di tutti i TAV, Stalin.

        E adesso vi lascio perché sto traducendo per lavoro un testo sul nuovo Canale di Panama che permetterà di far passare navi cinque volte più grandi di quelle che ci possono passare attualmente…

  2. Bassilichi dice che certe decisioni sono state prese da vent’anni e che non si può tornare indietro.

    Come siano state prese, si capisce leggendo questo:

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ora-sempre-giglio-magico-marco-carrai-entra-cda-bassilichi-97953.htm

    • rossana says:

      Sì sì, chiarissimo. Come altri Grandi Imprenditori Italiani”, fanno affari a debito mettendo a garanzia il territorio, prontamente sostenuti nell’approvazione di progetti futuri da amministratori compiacenti i quali, a domanda, rispondono puntualmente da copione:” Bisogna salvare i posti di lavoro!”.
      Posti di lavoro da affidare, quando non direttamente a cooperative benefattrici dell’umanità, ad altri soci che offrono stipendi da ben 700/800€ al mese, senza elmetto e senza scarpe chiodate…

      • Mauricius Tarvisii says:

        ” che offrono stipendi da ben 700/800€ al mese, senza elmetto e senza scarpe chiodate”

        E poi ti dicono che questa è sinistra, perché essere di sinistra significa creare occupazione ad ogni costo.

        • Z. says:

          Sinistra è una parola-contenitore, di cui chiunque ormai si sente in diritto di decidere il contenuto a suo gusto.

          • “Sinistra è una parola-contenitore”

            Certo, e mi va benissimo se si usa tipo “Juventino” o “Milanista”. Ma smettiamo di sorprenderci per il fatto che i ricchi votino PD. E’ ovvio e naturale.

            • Z. says:

              A Bologna i ricchi votano Lega. Che infatti vince a S. Stefano, e soprattutto sui colli (con percentuali bulgare).

              Quel che succede nelle vostre lande disagiate è affar vostro :-)

            • izzaldin says:

              Z. su Bologna ha ragione, ma a Roma è accaduto l’esatto opposto. Raggi al 79% a Tor Bella Monaca!

              http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/06/21/news/roma_il_bus_della_sinistra_non_ferma_piu_da_nessuna_parte-142496479/?ref=twhl&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

              Raccontava Walter Tocci che, prima di diventare assessore e figura chiave delle amministrazioni di centrosinistra degli anni Novanta, quando era solo un giovane militante del Pci, prendeva ogni giorno l’autobus per tornare a casa, dal centro in periferia. “Era un viaggio lungo e faticoso. Mi consolavo però pensando che a ogni fermata che mi allontanava dal centro aumentavano i voti del mio partito, il vecchio Pci. Oggi accade esattamente il contrario”

            • “Raggi al 79% a Tor Bella Monaca!”

              Davvero interessante. Se pensiamo che nemmeno tanti anni fa, il 100% dei torbellici (?) votava per i soliti schieramenti (per capirci, PCI,PSI,DC,MSI) e poi sono passati all’idea imposta anche dalla legge elettorale che esiste una “destra” e una “sinistra”. E quando si diceva che un quartiere era “tutto di sinistra”, si intendeva che il PCI ci prendeva, che so, il 40% dei voti.

              Oggi quattro su cinque si riconoscono in un movimento che non ha storia identitaria (in un paese di guelfi e ghibellini), che non ha alcun potere (in un paese di raccomandati), non si capisce se sia di “destra o di sinistra”, non ha un quotidiano né un canale televisivo e che se la prende (a torto o a ragione) con tutto ciò che i media insegnano sia “bene”.

              Credo sia una cosa che meriti riflessioni che vadano oltre la simpatia o antipatia di Giachetti o di Fassino, e vanno direttamente alla crisi dei nostri tempi.

            • Z. says:

              Quotidiano e canale TV per ora ce li ha, ma il ragionamento resta comunque valido. È certamente un segno dei tempi.

              Per me è la sindrome del detenuto: provo a rimescolare il mazzo (mi dichiaro tossicodipendente, cambio difensore etc.): vediamo cosa ne esce, tanto peggio di così non può andare.

            • “Quotidiano e canale TV per ora ce li ha, ”

              quali?

              Repubblica? Corriere della Sera? Il Messaggero? Il Tempo? (visto che si parla di Roma)

              Rai Uno/due/tre? Rete Berlusca 1/2/3 ?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Per Z. Lilli Gruber è grillina, quindi sarebbe La7 la rete televisiva in questione. E tra poco per ordine del Partito aggiungerà anche Rai3.

            • “Per Z. Lilli Gruber è grillina, quindi sarebbe La7 la rete televisiva in questione”

              Ah, ecco, bisogna dire a tutti di farci la pubblicità.

              Per quanto riguarda il quotidiano, spero che Z non voglia farsi ridere dietro dicendo “Il Fatto Quotidiano”, avidamente letto tutte le mattine in tutte le edicole di Tor Bella Monaca.

            • Francesco says:

              Miguel

              veramente tu non hai parlato di giornali letti a Tor Bella Monaca ma solo di giornali schierato col 5 Stelle

              e loro un giornale ce l’hanno, più tutti quelli della destra stracciona che non capiscono a chi fanno servizio ma lo fanno

              idem per il canale TV

              :D

            • Z. says:

              Miguel,

              i giornalisti del FQ pullulano su tutte le reti – a pagamento su La7 e presumo gratis sulle altre. Alcuni su La7 sono pagati a ospitata, altri hanno proprio una trasmissione.

              Ora, senza dubbio l’appiattirsi di Travaglio sulle posizioni di G&C gli ha fatto perdere molti lettori. Ma i suoi giornalisti sono molto più efficaci dei politici M5S quando devono argomentare la bontà della loro politica e gli errori degli avversari.

              Che la Gruber sia grillina è uno strommen di Mauricius, ma di fatto quasi tutte le sere nel suo programma accoglie – a pagamento – un giornalista grillino come ospite fisso. Indovina per quale giornale scrive? :D

              Poi sono d’accordo che i quotidiani cartacei li leggono in pochi, e di solito chi li compra è già politicamente orientato. E sono anche dell’idea che i talk-show non abbiano questa importanza cruciale che molti politici credono. La maggior parte dei grillini che conosco io vota Grillo più per la sindrome del detenuto che per interesse verso i talk-show.

            • Per Z

              “La maggior parte dei grillini che conosco io vota Grillo più per la sindrome del detenuto che per interesse verso i talk-show.”

              Concordo abbastanza con te su due cose.

              Uno, sulla sindrome del detenuto; due sul fatto che i nuovi sindaci non riusciranno a combinare molto.

              Però è chiaro che se i due terzi dei romani e oltre la metà dei torinesi sono preda della sindrome del detenuto, al punto da abbandonare completamente le più profonde abitudini italiane, vuol dire che la crisi (in senso ampio, non solo economico) è veramente “drammatica”, come si dice.

              Poi ti manca l’elemento importante, che sta dietro a tanta parte di quello che è successo: la nascita ovunque di migliaia e migliaia di comitati e di associazioni, nati per tappare i buchi di uno stato in fallimento, che poi ci hanno preso gusto. Anche a Tor Bella Monaca http://comune-info.net/2016/06/geografia-commossa-periferia/

              Ma di questa realtà fondamentale, mi sembra che pochi si interessino qui :-)

            • Z. says:

              Ah Miguel,

              puoi ridermi dietro quanto vuoi. Non vengo qui per segnare punti o per mostrare i muscoli – è roba da giovani d’oggi, quale io non sono – e non sono uno che se la prende. Lo so che mi vuoi bene :)

            • izzaldin says:

              conservo ancora gelosamente l’allegato al Fatto Quotidiano intitolato La carica dei 165 in cui vengono dipinti i profili dei deputati e senatori a cinque stelle, tra una simpatica caricatura di Natangelo e descrizioni che sarebbero sembrate adulatorie anche in un depliant di Forza Italia negli anni ’90.
              lo conservo gelosamente perché quando le squadracce armate della Casaleggio Associati gireranno casa per casa andando a fucilare chi non è iscritto al blog, io potrò mostrare quella reliquia e sperare, in qualche modo, di venire risparmiato :)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma ancora con Casaleggio? E’ morto, non vi può più fare del male! :P

            • izzaldin says:

              il figlio è vivo e decide tutto lui.
              non capisco perché i 5stelle cercano sempre di sminuire il suo ruolo.
              è stato lui a creare tutto quanto, era una persona coltissima ed estremamente intelligente, il fatto che i militanti si vergognassero di lui l’ho sempre visto con sospetto.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma il figlio, appunto, non è il padre. Sono sicuro che stia cercando di inserirsi nella lotta di successione, ma non credo che abbia molte speranze.

            • izzaldin says:

              lotta di successione? non ne ha bisogno :)
              è il capo dell’azienda che gestisce (letteralmente ‘gestisce’) il m5s.
              ha già in mano le chiavi della gestione di tutta la macchina organizzativa.
              non deve lottare per niente, è già lui il capo dei 5stelle.
              e ripeto, non capisco perché quasi sempre gli elettori 5stelle si vergognino di Gianroberto e del figlio. sono loro che hanno creato tutto. dovrebbero essere amati e invece si vergognano di loro

            • Mauricius Tarvisii says:

              A me pare che sia da un po’ che si stanno sgambettando e la faccenda recente di Pizzarotti assomiglia tantissimo ad una resa dei conti interna tra i dimaiani e i fichiani da una parte e la corrente dei sindaci dall’altra.

            • izzaldin says:

              hahaha i fichiani fa troppo ridere :)

            • Mauricius Tarvisii says:

              E’ ovvio che i fichiani non sono realmente fichiani, ma sono solo i pretoriani di Grillo all’interno del partito.

            • Z. says:

              …e mentre i Dimay litigano con i Fichissimi arriva Davide che stacca la corrente e si porta via il pallone :)

            • Mauricius Tarvisii says:

              Ma Davide chi lo segue? Capisco che comincia a farsi vedere in giro, ma non è lui in TV a farsi conoscere dagli elettori.

            • Z. says:

              Davide ha i tastini. Se lui e Grillo decidono di escludere Tizio, Tizio è fuori.

              Chiaramente se tirano troppo la corda corrono rischi, ma finora Grillo e suo padre hanno espulso tutti quelli che volevano: o meglio, tutti tranne il Pizza. Per ora.

            • Francesco says:

              Miguel

              la tua riflessione su cosa può aver spinto ampie percentuali di votanti (molto inferiori di cittadini) a votare M5S è ragionevole.

              ma credo che tu la spinga troppo in là: la molla scatenante credo sia la voglia di ricambio piuttosto che la crisi.

              mi preoccupa molto che la voglia di ricambio si indirizzi su lidi sbagliati come quelli dei 5 stelle, che assommano i peggiori difetti storici degli italiani.

              ciao

            • “ma credo che tu la spinga troppo in là: la molla scatenante credo sia la voglia di ricambio piuttosto che la crisi.”

              Ma infatti, è solo un elemento, ovviamente. Decisivo però in alcune situazioni precise (pensavo appunto a Sesto o a Tor Bella Monaca, ma credo anche nelle periferie torinesi).

              La parola “lidi sbagliati” implica che ce ne siano di giusti.

              Immaginati di stare affogando dentro il mare, qualcuno si aggrappa a un pezzettino di legno, un altro si aggrappa a una paperetta di plastica di quelle galleggianti.

              Non si salveranno, forse, ma non ha molto senso rimproverarli visto che in giro non c’è nient’altro che il pezzettino di legno, la paperetta e l’abisso.

            • Francesco says:

              non esattamente Miguel, dico solo che avendo visto la fine fatta dall’altro naufrago che si è aggrappato al salvagente di piombo, non lo rifarei, piuttosto provo la paperetta di gomma

              ecco, il M5S è il solito salvagente di piombo ai miei occhi

              ciao

  3. Da aggiungere che la Dedalus, che è un po’ capofila di tutta la banda, è stata creata da Giorgio Moretti, che oggi presiede la Q-Thermo, cioè la ditta che deve fare i soldi con l’inceneritore:

    http://www.primadanoi.it/news/cronaca/554266/Abruzzo–Dietro-il–fantasma.html

    E casualmente è anche uno storico finanziatore delle campagne elettorali di Matteo Renzi:

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2012/17-maggio-2012/renzi-rende-pubblici-parte-finanziatori-primarie-201226685849.shtml

  4. Grog says:

    Ma Dedalus non aveva sede a Creta?!
    Quì ci vuole chi ammazza il MINORENZI tanto una troia di Arianna si trova sempre.
    Grog! Grog! Grog!

  5. izzaldin says:

    Riflettiamoci: nessuno sta parlando di togliere qualcosa alle aziende; il rischio per loro è di non potersi espandere ancora di più.

    non so se avete seguito la vertenza Almaviva, con 3600 lavoratori a rischio licenziamento.
    lì la questione è esattamente questa: i boss di Almaviva NON STANNO PERDENDO SOLDI, semplicemente vogliono licenziare tutti e riaprire in Albania o Brasile soltanto per guadagnare di più. non è che non hanno utili, vogliono avere PIU’ utili, sulla pelle di 3600 cristiani.
    a quanto si dice, nè Crocetta nè il renziano Faraone nè Delrio hanno saputo trattare con i capi Almaviva. Solo Leoluca Orlando, che può legittimamente fare ribrezzo ma è davvero una vecchia volpe, ha trattato gli imprenditori come dei bambini viziati che devono smetterla di fare i capricci.

    • Z. says:

      In questi casi come si procede? o quanto meno, cosa fa il vostro sindaco?

      • izzaldin says:

        mesi e mesi se non anni di concertazione, tavoli, trattative serrate.
        Orlando, anche da capo dell’Anci Sicilia, ha detto ad Almaviva: io ho duemila persone a cui rendere conto, vedete di comportarvi in maniera responsabile.
        tutti gli altri invece cercavano di tirare il più possibile ma sempre nel rispetto delle prerogative imprenditoriali.
        non metto in dubbio il fatto che Leoluca lo faccia per motivi meramente elettorali, ma si tratta pur sempre di difendere i diritti di migliaia di lavoratori.
        Orlando divenne sindaco la prima volta nel 1985, e se trent’anni dopo è ancora in sella, significa che è in grado di mediare tra popolo e potenti.
        non a caso lo slogan della sua ultima campagna elettorale fu “Orlando il sindaco lo sa fare” :)
        Crocetta invece se si ripresenta verrà doppiato dal grillino Cancelleri che ha già dimostrato di saper gestire il populismo e il clientelismo “alla vecchia maniera”. Ai ballotaggi in Sicilia i grillini hanno fatto tre su tre, e, cosa curiosa, in feudi mafiosi come Alcamo, Porto Empedocle e nella derelitta Favara.
        pochi giorni prima della vittoria nelle elezioni a Favara, tra l’altro, un futuro assessore grillino è stato costretto a ritirarsi perché si è scoperto che uno dei latitanti della top30 dei ricercati aveva trovato rifugio nel palazzo di famiglia..

        http://palermo.repubblica.it/politica/2016/06/15/news/favara_si_dimette_l_assessore_5stelle_cognato_di_un_favoreggiatore_dei_boss-142096857/

        • “Ai ballotaggi in Sicilia i grillini hanno fatto tre su tre, e, cosa curiosa, in feudi mafiosi come Alcamo, Porto Empedocle e nella derelitta Favara.”

          Credo che il tallone d’Achille del M5S sia il sistema con cui sceglie i propri candidati, affidato esclusivamente alla sorte. I candidati devono essere degli sconosciuti (e questo qualche logica ce l’ha), e quindi bastano pochi clic di una cordata per inserirli nella lista; e bastano pochi amici per eleggerli visto che pochissimi elettori M5S sanno che preferenze dare.

          Durante le regionali in Toscana, la lista M5S è stata pesantemente infiltrata da gente che nessuno conosceva (tantomeno ovviamente i “grillini” stessi), che per fortuna non ce l’hanno fatta poi a farsi eleggere.

          Tra l’altro, è un sistema suicida: uno sconosciuto, che non ce la fa a mettere piedi nel collaudato meccanismo del PD, si infila tra i grillini, si fa dare cento preferenze da amici e si trova con un bello stipendio da politico. Poi per non passare quello stipendio al M5S, passa al PD, che è contentissimo di accoglierlo…

        • Z. says:

          Izz,

          perché la cosa dovrebbe esere curiosa?

          • izzaldin says:

            non so.
            inizialmente, ai primordi, i grillini erano molto antimafia: Demagistris, Dipietro, Forleo, don Ciotti, Saviano etc. erano tutti personaggi amati dai primi grillini antiberlusconiani.
            ora effettivamente, dopo le parole di Grillo di tre anni fa a Palermo sullo Stato che è peggio della mafia, credo ci sia stato un via libera.
            poi qui spesso nulla è come sembra: Crocetta a prima vista è un gay comunista eletto in una città come Gela; però è anche un uomo dell’Eni.
            diciamo secondo me a votare 5stelle ci sono sia giovani stanchi del clientelismo di PD e PDL ma anche volponi che sanno di votare gente che non farà eccessivi danni.
            un esempio può essere proprio Gela, con un sindaco incredibile eletto coi 5stelle e privato dell’uso del simbolo dagli avvocati di Beppe Grillo poche settimane dopo l’insediamento.
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/31/gela-il-sindaco-messinese-espulso-dal-m5s-giudicato-da-corte-marziale-di-bit/2342257/
            un grillino che si fa eleggere coi voti di Alfano… per questo mi sembra strana la situazione. per molti aspiranti candidati siciliani il m5s è una buona occasione, come dice Miguel, per entrare in una macchina amministrativa altrimenti inaccessibile.

            “Credo che il tallone d’Achille del M5S sia il sistema con cui sceglie i propri candidati, affidato esclusivamente alla sorte. I candidati devono essere degli sconosciuti ”

            in Italia è sicuramente così, poi appunto ci sono varie sfumature locali. A Bologna ad esempio i grillini hanno esaurito un ciclo aperto, primi in Italia, con Favia e Bugani. in altri posti stanno spuntando solo ora.
            a Bagheria il sindaco grillino ebbe un endorsemente da Luttwak! quindi tanto sconosciuto non è. Lo stesso dicasi per Cancelleri che ha fatto eleggere la sorella, o altri famiglie pentastellate.
            diciamo qui giù dopo un cinquantennio di omicidi politici e governo democristiano la sinistra-sinistra non ha più potere organizzativo; i grillini invece ti offrono una piattaforma semplice semplice per organizzarsi e soprattutto per PARTECIPARE attivamente alla politica, qualcosa che nessuno è in grado di offrire al giorno d’oggi.

          • Z. says:

            Izz,

            la politica è anche un ufficio di collocamento, in tempi di crisi. Guarda Dima o Dibba. Non manca chi ci prova nel PD, ma (almeno qui) le liste sono lunghe e il campionato è più cattivo: per saltare davanti alla coda servono conoscenze davvero importanti. E non tutti ne dispongono.

            • izzaldin says:

              totalmente d’accordo.
              mettici pure la minore forza attrattiva di un partito che candida gente come Fassino rispetto ai giovani rampanti e acqua e sapone col sorriso a 5stelle

            • Z. says:

              E pure questo è vero.

    • Francesco says:

      >> lì la questione è esattamente questa: i boss di Almaviva NON STANNO PERDENDO SOLDI, semplicemente vogliono licenziare tutti e riaprire in Albania o Brasile soltanto per guadagnare di più. non è che non hanno utili, vogliono avere PIU’ utili,

      beh, scusa, non è l’ABC della vita questo? non capisco il punto.

      ciao

      • izzaldin says:

        l’ABC della vita è lasciare in mezzo a una strada le persone che col loro lavoro ti hanno fatto arricchire?

        • Z. says:

          L’ABC della vita, credo intenda F., è che l’imprenditore voglia fare i propri interessi e i lavoratori i propri. Come ci insegna Marx, essi interessi tendono a confliggere.

          Per questo il vostro sindaco si sforza di tenere impresa e lavoratori allo stesso tavolo…

          • Mauricius Tarvisii says:

            ” essi interessi tendono a confliggere”

            Cosa?! Vuoi dire che quello pseudocorporativismo renzian-cattolico che va tanto di moda è una minchiata?

            • Z. says:

              Più o meno quanto quello leghista e quello grillino, sì. Anzi, diciamo pure nella medesima misura.

              Si può anche non schierarsi, naturalmente, il che significa schierarsi col più forte.

            • Andrea Di Vita says:

              @ Z

              :-) :-)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              in effetti Z credo che io fossi su quella posizione lì …

              ben definita da Izzaldin

            • Francesco says:

              Per me l’unica domanda sensata sarebbe: con la disoccupazione e la miseria che ci sono in Sicilia, come è possibile che altrove un’impresa labour-intensive possa guadagnare di più?

              perchè se la speranza è Leoluca Orlando, dolce è l’essere morti.

              scusate l’enfasi

            • Z. says:

              In un periodo storico dove votare con i piedi è così facile tutto fa brodo, anche Orlando, se serve a evitare che un’impresa lasci il Paese.

            • Francesco says:

              Z

              non fare come Renzi, che ha un orizzonte temporale di 14 giorni!

              ciao

            • per Francesco

              “non fare come Renzi, che ha un orizzonte temporale di 14 giorni!”

              No, è molto più breve. Me ne sono accorto quando era ancora sindaco.

              Il lunedì annunciò che sarebbe cambiata tutta la viabilità nel nostro quartiere, e che lui il venerdì avrebbe incontrato i comitati dell’Oltrarno per spiegare loro direttamente il nuovo progetto.

              Il giovedì quelli dei comitati, che non erano stati mai invitati a nulla, telefonarono in Comune, chiedendo lumi sull’incontro del sindaco con loro.

              La segretaria del sindaco rispose che si trattava di “illazioni della stampa”.

              Peccato che sul sito del Comune c’è ancora la registrazione di Renzi che annuncia l’incontro.

              Oppure la volta che disse che aveva affittato il Ponte Vecchio ai ferraristi per riprendere la somma che Roma (all’epoca cattiva) aveva tagliato per i centri estivi per i bambini disabili. Peccato che 24 ore dopo si scoprì che nessuno aveva tagliato i fondi ai centri estivi per i bambini disabili.

              E’ fatto così l’omino che abbiamo regalato all’Italia.

              Ah, dimenticavo, la viabilità non fu cambiata.

            • Z. says:

              …ma quindi che dovrebbe fare Orlando?

            • izzaldin says:

              @Francesco
              Per me l’unica domanda sensata sarebbe: con la disoccupazione e la miseria che ci sono in Sicilia, come è possibile che altrove un’impresa labour-intensive possa guadagnare di più?

              la risposta è: Jobs Act.
              Almaviva ha in pancia migliaia di contratti a tempo indeterminato, migliaia di aiuti pubblici di Stato, Comune e Regione, migliaia di lavoratori già formati che dovrebbero essere una risorsa ma con il jobs act diventano una zavorra, visto che un’azienda appena nata con zero lavoratori a carico si aggiudica più facilmente le commesse di una azienda così carica di lavoratori come Almaviva.

            • Z. says:

              Izz,

              starai mica dicendo che la nuova legge voluta da Renzi permette a nuove imprese di avere successo senza necessità di aiuti, prebende e bazze?

              Ora, capisco l’entusiasmo per la retorica dell’Italia che cambia verso e compagnia cantante, ma non sono sicuro che né Renzi né la riforma del lavoro meritino un complemento del genere…

              :)

        • Francesco says:

          izzaldin

          quelle persone dovrebbero essere state pagate per il loro lavoro.

          che desiderino proseguire nel rapporto è del tutto umano ma privo di senso economico.

          ed è l’economia che usa le risorse per produrre quello che serve, non il desiderio o le speranze o le aspirazioni.

          mica per nulla la chiamano “la triste scienza”.

          certo puoi provare a farne a meno, come puoi iniziare un viaggio senza controllare quanta benzina hai nel serbatoio.

          ciao

  6. Chiaramente, a Sesto Fiorentino, il fattore GOII (Grandi Opere Inutili e Imposte) è stato decisivo.

    Torino è il punto di arrivo della Mamma Goiia in persona, il Tav; e a Roma c’era la Goii olimpionica.

    Ovviamente non sono state il fatto decisivo in queste elezioni.

    Però è interessante riflettere sul fatto che le Goii stanno vivendo la stessa parabola delle guerre mussoliniane.

    All’inizio erano contenti in tanti per il prestigio, l’avventura e la promessa di ricchezza, (vedi consenso per la conquista dell’Etiopia o per l’Expo di Milano), poi hanno cambiato idea.

    E se non altro, non portano più voti ai loro promotori, ormai ridotti alle pure e semplici minacce.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “E se non altro, non portano più voti ai loro promotori”

      Verissimo: pensiamo a come Giachetti ha agitato inutilmente lo spauracchio della perdita delle Olimpiadi “altrimenti non le potremo avere mai più”.

      • ” pensiamo a come Giachetti ha agitato inutilmente lo spauracchio della perdita delle Olimpiadi”

        infatti, il mio paragone con le guerre mussoliniane non è la solita reductio ad Mussolinos (se volete vi spiego il perché dell’accusativo plurale).

        L’idea di grandi imprese collettive, eroiche, creative, che portano prestigio e ricchezza è oggettivamente molto simile, e permette anche di trasformare gli eventi in un racconto di guerra, in cui o si vince o si muore. Mentre permette nei fatti l’arricchimento di un giro particolarmente spregiudicato di imprenditori.

        Poi la narrazione si adatta ai tempi, non certo per bontà. Semplicemente, da quando il mondo intero si è unificato, le imprese le possiamo compiere solo contro noi stessi, distruggendo le nostre stesse “piane” o le nostre “valli”.

        • Andrea Di Vita says:

          @ Martinez

          “L’idea di grandi imprese collettive, eroiche, creative”

          Dalla versione Inglese del discorso con cui Mao lanciò il Grande Balzo In Avanti:

          “there is a new war: we should open fire on nature.”

          [Frank Dikotter, Mao’s Great Famine: The History of China’s Most Devastating Catastrophe, 1958-1962, New York, 2011 174]

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Z. says:

          Tiro ad indovinare: commercianti di mussolina?

          • “commercianti di mussolina?”

            No, è solo la decisione di trasformare il genitivo del cognome in un finto plurale, per poi adattarlo all’accusativo richiesto da “ad”. Come “reductio ad Hitlerum”.

  7. Mauricius Tarvisii says:

    Quando si fanno certe affermazioni, sarebbe il caso di fornire al lettore qualche ragione per crederci, altrimenti la mia reazioni sarà sempre la stessa: ma davvero questa è riuscita a farsi pubblicare un pezzo del genere?

    http://www.internazionale.it/opinione/amira-hass/2016/06/20/violenze-donne-palestinesi

    • Z. says:

      Una volta si citavano le fonti, magari con note numerate a piè di pagina…

      Comunque Internazionale pubblica anche articoli con cui noti scrittori-cosplayer bolognesi tentano disperatamente di farsi pubblicità, dissertando sui disegni sui muri e sulla cancellazione dei disegni sui muri, come se la cosa potesse interessare chiunque abiti al di fuori della cerchia dei viali :D

      • izzaldin says:

        quella polemica fu risolta in maniera esilarante da Enrico Brizzi sul Corriere che ricordò come uno del collettivo di scrittori e il curatore della mostra incriminata avessero sposato due compagne di classe dei tempi del Liceo Laura Bassi e quindi fossero in realtà due facce della stessa medaglia :)

        • Z. says:

          Brizzi non mi dispiace, ma stavolta la sua argomentazione prova troppo…

          Voglio dire, credo che qualsiasi liceale bolognese sia uscito almeno una volta con una ragazza dell’istituto magistrale Laura Bassi, durante gli anni dell’adolescenza.

          :)

  8. roberto says:

    dell’importanza di essere sul libro dei ceffi nell’epoca della politica 2.0

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/speciale_elezioni/roma_m5s_grillini_municipio-1810661.html

    o tempora o mores
    intelligenti pauca
    in vino veritas

    #tuttoèperduto

    • Mauricius Tarvisii says:

      Questo si è candidato con le idee chiare, insomma :D

    • Roberto says:

      :-)

      Probabilmente è solo un fessacchiotti ma per una volta moieggio e spalanco una finestra di overton

      • izzaldin says:

        essere amici su facebook di qualche eletto 5stelle quindi ti permette di entrare in politica.
        il bello è che non lo annuncia a tutti, ma solo “ai miei amici di facebook”.
        un tempo Dell’Utri e Micciché giravano faticosamente l’Italia per cercare volti adatti al nuovo partito, oggi basta avere messo i “mi piace” giusti e ponderare bene le richieste di amicizie

      • Mauricius Tarvisii says:

        Qualcuno sul libro dei ceffi mi obietta che in effetti scegliere un assessore a caso non è tanto peggio che sceglierlo per il suo pacchetti di voti: nessuno dei due sistemi si fonda sulla competenza.

  9. Mauricius Tarvisii says:

    Vi distraggo dalle importantissime faccende di politica interna per una notizia di terza pagina

    http://www.lescienze.it/news/2016/06/21/news/diminuzione_resa_mais_aumento_temperatura_maturazione-3133420/?rss

    • Andrea Di Vita says:

      @ mauricius tarvisii

      Grazie per il link! Si ricollega forse al seguente limk:

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/23/armi-made-in-italy-che-vola-export-per-30-milioni-in-aree-in-guerra-del-nord-africa/1710009/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        ma hai letto l’articolo Andrea? manco Alex Zanotelli scrive roba del genere!

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          Non dirlo a me. Sono ex dipendente di Finmeccanica e Ufficiale di Artiglieria in congedo. :-)

          L’articolo l’ho citato perché mi pare ovvio che se ci sono meno raccolti è più facile per i sobillatori di massacri indicare capri espiatori ai propri succubi.

          Faccio un inciso. Quando si parla dei poveri del mondo ci si dimentica sempre del Ruanda. Paese cattolico quant’altri mai (almeno in Africa), con una sola lingua e una etnia divisa artificialmente in due dal censimento voluto dai Belgi cinquant’anni prima dei noti fatti di sangue, è stato teatro di un genocidio senza che ci fosse nè petrolio, nè coltan, nè armi tranne i machete. L’unica vera risorsa insostituibile del Ruanda (legname a parte) sono i gorilla. Eppure ci sono state efferatezze da fare invidia ai nazisti. Nè la mancanza di un odio a sfondo religioso tipo ISIS, nè la mancanza di un vero traffico d’armi, nè la mancanza di risorse naturali per cui battersi (tipo i diamanti dell’Africa Occidentale) ha impedito il massacro. Odio, armi e avidità al più facilitano il macello (fin qui il papa ha ragione, ma solo fin qui): ma la loro mancanza non lo previene.

          Tornando all’articolo, Gaston Bouthul (https://it.wikipedia.org/wiki/Polemologia) definisce la guerra come “infanticidio differito”: società poste per un motivo o per l’altro sotto stress, e che per qualche motivo hanno un eccedenza di popolazione maschile in età fertile, organizzano massacri di massa in cui i massacratori sono essi stessi vittime potenziali (a differenza che nell’infanticidio dei neonati stile Rupe Tarpea). Le cause economiche (ad es. le sanzioni di Versailles per la Germania del primo dopoguerra, le carestie per le invasioni barbariche ecc.), religiose (Crociate ISIS, jihad) o psicologiche (frustrazione per una prolungata sottomissione allo straniero, paura di un ambizioso tiranno) sono solo razionalizzazioni a posteriori.

          Se applichiamo la teoria di Bouthul al caso del Ruanda diciamo che la sovrappopolazione dovuta al divieto cattolico degli anticoncezionali sommata allo stress del prolungato attrito fra le due comunità (originalmente del tutto artificiali) in cui era divisa la nazione hanno creato le condizioni favorevoli al massacro.

          Nel caso delle carestie paventate dall’articolo linkato da mauricius tarvisii, lo stress è dato dalla fame, mentre la sovrappopolazione può essere il risultato dei recenti progressi dell’assistenza medica. Le armi sono solo lo strumento, lucroso certo per chi le vende ma non indispensabile come il caso del Ruanda insegna.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  10. Roberto says:

    Miguel
    “Ma di questa realtà fondamentale, mi sembra che pochi si interessino qui :-)”

    Guarda non so se sono o no tra i pochi.
    Comunque, Trovo che siano esperienze molto interessanti ed importanti, ma non riesco ad immaginare, come invece mi pare tu faccia (o sogni) una realtà in cui quelle esperienze sostituiscano completamente lo stato.
    Un ritorno all’epoca dei comuni (o quartieri) non mi attira per niente, ed io in parte una realtà del genere la vivo, visto che vivo in un microstato più piccolo di Firenze (ma grazie a schuman un microstato completamente immerso in una realtà più grande che limita i peggiori difetti del piccolo)

    • Per Roberto

      “non riesco ad immaginare, come invece mi pare tu faccia (o sogni) una realtà in cui quelle esperienze sostituiscano completamente lo stato.”

      Separiamo due cose: il grado di simpatia per questo fenomeno (certamente molto maggiore nel mio caso che nel tuo) e la sua reale incidenza adesso (non nel futuro, che né tu né io conosciamo).

      Parliamo solo della sua reale incidenza, in Italia oggi.

      Credo che Sesto Fiorentino e Tor Bella Monaca dimostrino quanto sia diventato un fatto importante. Io ne sono contento, tu di meno, ma questo è un altro discorso.

      Ovviamente si tratta di sintomi: non è che “grazie ai comitati, a Sesto comanda Sinistra e Libertà”. Il candidato di SEL, che normalmente avrebbe preso il 3% dei voti, ha preso i due terzi solo perché ha saputo esprimere ciò che volevano i comitati. Che lo tengono d’occhio e non si fidano affatto.

      • Francesco says:

        Miguel

        spero che l’opera di questi comitati serva alla riappropriazione da parte dei cittadini delle istituzioni, lasciate in mano a simpatici mascalzoni dediti al magna magna

        da quello che i comitati scrivono, sembra più la sostituzione di ladri ignoranti con fanatici ignoranti, però, entrambi grandi nemici dei mulini a vento e della legge di gravità

        ciao

    • Z. says:

      Perché Roberto dovrebbe essere dispiaciuto per come ha votato la gente a Sesto? soprattutto, perché dovrebbe interessarsene particolarmente, visto che nemmeno ci abita?

      Ma soprattutto: che è successo a TBM?

    • Roberto says:

      Confesso in effetti che del risultato delle amministrative mi interessa poco e nulla e che parlavo di tutt’altro
      ;-)

  11. Z. says:

    Viva Vasco. No, non il cantante!

    Certo, Qualcuno dovrebbe chiedere scusa per le balle e l’arroganza, anche se di certo non lo farà. Non importa. Vasco resta incensurato, Qualcuno resta pregiudicato, e può darsi che un motivo ci sia…

    Sta di fatto che intanto noi ci teniamo Bonaccini, che mette le mani in faccia alle giornaliste che gli fanno domande che non gli piacciono. Miseriaccia :(

    • Mauricius Tarvisii says:

      La Corte d’Appello deve chiedere scusa?

      • Z. says:

        Che c’entra? la CdA ha raccontato balle a mezzo stampa? Non mi risulta, e poi scusa: come fa la CdA ad essere “pregiudicata”?

        Ammettilo: non ti sei ancora ripreso dai festeggiamenti :D

  12. Io non so se i critici del M5S si rendono conto dell’effetto che fanno su di me i loro commenti.

    Io conosco e subisco un solo governo, quello del Partito Unico. La cui essenza emerge in questo post.

    Un signore fa scrivere sul quotidiano che possiede, un’intervista in cui dichiara che lui ha deciso, a prescindere dai risultati elettorali, che farà a pezzi i luoghi in cui abita la gente.

    Questo signore è azionista sia dell’inceneritore che dell’aeroporto che ha deciso di imporre a tutti.

    Ed è socio dell’uomo che ha inventato l’attuale primo ministro (e questo socio è anche a capo dell’aeroporto), e insieme hanno pagato apertamente per l’ascesa politica dell’attuale primo ministro.

    Dice che ha il diritto di fare quello che vuole, perché i politici che lui ha pagato hanno già firmato tutto e quindi – implicitamente – se la gente continua a minacciare i guadagni suoi, ci manderà la polizia a cacciare gli abitanti del territorio.

    Quando si vive in queste condizioni, le critiche al carattere di Grillo Accentratore diventano davvero poco interessanti.

    Fatele pure, non mi interessa affatto difendere Grillo.

    • Z. says:

      Ti chiedo scusa ma mi sono perso. Chi ha criticato Grillo accentratore? dove?

    • Mauricius Tarvisii says:

      “dell’effetto che fanno su di me i loro commenti”

      Noi (tutti) compiamo spesso e volentieri, e soprattutto quando sono in gioco questioni identitarie come il voto politico, scelte irrazionali che ci tocca razionalizzare a posteriori. Questa razionalizzazione è fatta di una serie di scuse più o meno ben costruite che raccontiamo prima di tutto a noi stessi e poi agli altri. Se io avessi votato per il Partito Unico ora sarei in prima persona qui a parlare di come Grillo abbia creato un partito personalistico, di che soggettoni circolino per il M5S e di che genialata sia reclutare assessori su Facebook: nessuno potrebbe smentirmi e con un po’ di abilità potrei anche far sembrare la mia decisione la scelta oggettivamente migliore.
      Ma, appunto, sarebbe una razionalizzazione a posteriori.

      • Per Mauricius

        “nessuno potrebbe smentirmi”

        Infatti, non mi sogno di smentire chi passa il tempo a criticare Grillo.

        Ma è incredibile come ci siano persone che trovino più importante chiedersi se qualche elettore di Grillo ha votato per la destra al ballottaggio, che guardare l’argomento di questo post.

        Ma non importa.

        • Z. says:

          Miguel,

          io non abito a Sesto, e qui problemi di inceneritore non ne abbiamo. Ne abbiamo, eh, ma di altro tipo.

          Sicché sarebbe ben bizzarro se per me la priorità fosse discutere di come hanno votato cittadini in un comune che sta a parecchi chilometri dal mio, e che ha altre esigenze e altri problemi, anziché di una questione che invece riguarda direttamente il mio comune.

          Ho letto i tuoi articoli al riguardo con interesse, ma non vedo che dovrei commentare…

          • Per Z

            “io non abito a Sesto, e qui problemi di inceneritore non ne abbiamo”

            Comincio a capire gli sbotti di Mirkhond :-)

            Nel senso che questo non è affatto un articolo “sui problemi di Sesto” (se è per questo, nemmeno io abito a Sesto). E questo non puoi non averlo capito.

            E’ un articolo sul nucleo centrale del sistema di potere del governo italiano attuale, che ti ricordo è nato da queste parti.

            Al massimo, potresti rispondermi dicendo che non ti interessano le questioni nazionali, ma solo quelle del tuo comune.

            • izzaldin says:

              io sono abbastanza d’accordo, va criticato innanzitutto chi ha il potere di compiere scelte dannose, e in questo caso è il PD non certo il M5S.
              oltretutto, a Sesto ha vinto la Sinistra Italiana non il M5S.
              però se qualcuno fa notare che i 5s cercano assessori tra “gli amici di facebook”, ci sta che scappi un commento :)

          • Z. says:

            Miguel,

            mi spiace, ma la questione di Sesto non è una questione nazionale. Così come non lo è quella di S. Lazzaro, di cui certamente avrai avuto notizia.

            Se tu pensi che questo ti valga una buona ragione per coprirmi di insulti, come fa il Duca nei suoi periodi peggiori, procedi pure. Non capisco il nesso, beninteso, ma il blog è il tuo, mica il mio :)

            • Francesco says:

              beh beh

              considerando chi è Renzi, la questione di Sesto è parecchio nazionale

      • Z. says:

        Che il partito di Grillo sia autocratico (e per statuto) lo sappiamo tutti; che per il M5S girino soggetti particolarmente bizzarri pure; che reclutare assessori su FB sarebbe bizzarro (secondo me non lo faranno) anche.

        Ma questo non mi avrebbe impedito di votare il candidato grillino – peraltro sotto la media dei grillini medesimi – se l’alternativa fosse stata un sindaco leghista.

        E direi che sarebbe stata la scelta migliore, magari non oggettivamente ma dal mio punto di vista sì.

      • Andrea Di Vita says:

        @ mauricius tarvisii

        “razionalizzazione a posteriori”

        Concordo.

        Ad esempio, l’elettore medio del M5s (ne conosco abbastanza da poter trovare una media) dice “Voto No al referendum di ottobre perchè così mando Renzi a casa”.

        Se gli si fa notare che col No resta in piedi il sistema attuale che in 70 anni di Repubblica ha portato ad avere 63 governi, della durata media di tredici mesi e dieci giorni, invece dei 14 governi dalla durata regolamentare di 5 anni, il grillino medio non pensa che anche un Di Maio, se pure dovessse vincere le elezioni, si ritroverebbe si e no tredici mesi per fare le riforme promesse.

        No. Mi risponde che dato che Renzi vuole il Si, allora si deve votare No. In realtà ha già deciso nel momento in cui gliel’ha detto il guru, rimane impermeabile ad ogni altro argomento.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • “Mi risponde che dato che Renzi vuole il Si, allora si deve votare No.”

          Anch’io lo trovo un argomento debole. Solo che lo sento ovunque, non certamente solo dai pochi militanti convinti del M5S.

          Non è stato “il guru” a dirglielo. Renzi ha fatto tutto da solo.

          • Francesco says:

            posso?

            Renzi sei un coglione!!!

            :(

          • Andrea Di Vita says:

            @ martinez

            E difatti il mio ragionamento non vale mica solo per i fedeli del guru.

            Verosimilmente, tutti razionalizziamo a posteriori.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      Miguel,

      i politici che hanno firmato (se lo hanno fatto) quei permessi o impegni che siano erano stati eletti regolarmente, quindi mi sembra che tutto il tuo argomentare cada. mica è proibito ai politici avere amici, giusto?

      i nuovi politici, eletti regolarmente, sceglieranno di revocare quei permessi e un giudice stabilirà se gli imprenditori hanno diritto a un rimborso.

      tutto il resto mi pare fuffa

      ciao

      • “i politici che hanno firmato (se lo hanno fatto) quei permessi o impegni che siano erano stati eletti regolarmente”

        Come i famosi capi indiani che firmavano i trattati in cambio di una bottiglia di whisky :-)

        • Mauricius Tarvisii says:

          E infatti mica hanno potuto riavere nulla indietro, loro :D

        • Francesco says:

          se il paragone fosse calzante, diamo tutto il potere a ADV invece di perdere tempo con i ludi cartacei!

          cazzo, Mig, non fare battute sul tema decisivo che trasforma la goccia d’acqua dell’Oltrarno in un mare – se risolto

  13. Z. says:

    OT:

    per il Duca, ma anche per gli altri, un articolo di Serra a quarant’anni dal festival di Parco Lambro.

    http://espresso.repubblica.it/visioni/2016/06/20/news/quando-a-parco-lambro-fini-il-futuro-1.273580

    • Francesco says:

      Grazie Z

      che schifo, però, e lo rimpiangono. il mio odio per chi allora aveva la responsabilità della politica e della cultura cresce ogni volta

      meglio che torni al calcio, lì almeno detesto solo Galliani e Berlusconi e spero nei cinesi

      ;)

      • Andrea Di Vita says:

        Che bello il finale di Eco:

        “I gruppi spontaneisti sono sempre portatori di esigenze reali, ma il modo con cui le esprimono è intriso di elementi mistici che talora risalgono alle più raffinate superfetazioni colte elaborate da gruppi di potere precedenti. Sul senso della fratellanza deve allora prevalere il rigore dottrinale rivoluzionario. Non tutti i poveri aiutano i poveri, non tutti i disperati sono fratelli dei disperati.”

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Z. says:

        Se togliamo “dottrinale”, e soprattutto “rivoluzionario”, potrei pure essere d’accordo con Eco.

        Non capisco proprio la mania di ficcare dentro la parola “rivoluzione” ovunque, visto quanto di buono le rivoluzioni hanno portato ai popoli che le hanno subite.

  14. izzaldin says:

    comunque, guardando i risultati elettorali a bocce ferme ci si rende conto che domenica è stata una giornata epocale.
    Renzi e il nuovo gruppo dirigente PD è riuscito a estirpare milioni di persone dal bacino elettorale del centrosinistra.
    Dedicare i propri sforzi a soddisfare i vari Marchionne (“Creare posti di lavoro è di sinistra!”) Leggiero, Carrai, Bassilichi etc, deridendo qualsiasi cosa si muovesse alla sua sinistra, ha avuto il risultato che il 79% degli abitanti di un quartiere di periferia scegliesse una perfetta sconosciuta come sindaco di Roma, mentre il candidato PD vinceva ai Parioli.
    sarà impossibile riprendersi e prevedo che entro due anni il PD non esisterà più, fonderanno una bella neo-DC chiamata il Partito della Nazione o cose simili.
    e sarà peggio di ora, se possibile

    • Z. says:

      Izz,

      non so se tra due anni il PD esisterà ancora, ma presumo di sì. Non certo in forma di Partito della Nazione, perché non ne serve un altro. Esiste già un Partito della Nazione, centrista e tutto sommato ecumenico, e si chiama M5S.

      Ha ampiamente dimostrato la sua forza nei ballottaggi: e nel corso delle amministrative, dove sino ad ora aveva collezionato quasi solo sconfitte. Non solo è stato spesso decisivo per aiutare la destra contro il centrosinistra, ma ha – soprattutto – saputo rimontare in numerose circostanze dove partiva staccato al secondo posto.

      Non assomiglia alla DC, non è centrista in senso “classico” e non proviene dalla tradizione politica cattolica italiana. Ma è davvero ecumenico, più di PD e FI. Comprensibilmente l’elettorato di centrosinistra lo preferisce al centrodestra, e l’elettorato di centrodestra lo preferisce al centrosinistra: l’elettorato, badabén, non necessariamente gli esponenti politici.

      Quanto alla sinistra, almeno tra noi diciamoci le cose come stanno: si è estirpata da sola, per completa avulsione dalla realtà.

      • Francesco says:

        però a oggi chiunque abbia soldi da investire e imprese da dirigere non gradisce affatto il M5S … forse Torino sarà l’esame decisivo per il partito dei grillini

        o la loro Waterloo

        • Z. says:

          Beh, se Dio vuole non sono gli investitori a votare, ma gli elettori!

          • Francesco says:

            ma i voti non si possono mangiare e non producono beni materiali

            se la politica entra in conflitto con l’economia, muore prima di fame la politica

      • izzaldin says:

        Non assomiglia alla DC, non è centrista in senso “classico” e non proviene dalla tradizione politica cattolica italiana. Ma è davvero ecumenico, più di PD e FI.

        d’accordissimo

        Quanto alla sinistra, almeno tra noi diciamoci le cose come stanno: si è estirpata da sola, per completa avulsione dalla realtà.

        in parte è vero, in parte l’attuale dirigenza PD ha spinto in tal senso. tanto è vero che inizialmente il m5s pescava a sinistra e piano piano è andato verso la forma agglutinante di oggi

        • Z. says:

          No Izz, non ci siamo :)

          Mi pari il PD che si lamenta quando perde le elezioni, dicendo che gli hanno portato via i voti, senza rendersi conto che sono gli elettori a decidere se votare PD, M5S o Fassina.

          Il PD è responsabile dei propri tracolli e deve assumersi le proprie responsabilità. E la sinistra-fantasma faccia cortesemente lo stesso con le proprie.

  15. Per la gioia di Z, una mia frecciata contro il Fatto Quotidiano, dove tale Maurizio Martucci esalta la presunta dichiarazione del 21 giugno da parte dell’Onu come “giornata internazionale dello yoga”:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/20/yoga-lonu-dichiara-la-giornata-mondiale-per-il-21-giugno-solstizio-destate/2846519/

    “l’investitura di Ban Ki-moon, millenni dopo, ricongiunge idealmente la migrazione dei prischi popoli indoeuropei in un rito universale, liturgia civile sancita dall’Onu nelle asana di milioni di praticanti. ”

    Stasera mi rimetto a leggere Mark Singleton e il suo studio che dimostra che “lo yoga”, nel senso della strana ginnastica che conosciamo tutti, è una roba che i nazionalisti indù occidentalizzati di inizio Novecento, hanno sostanzialmente ripreso dall’ossessione europea con il corpo, in particolare da alcuni manuali danesi.

    Un accenno qui:

    http://www.yogajournal.com/article/philosophy/yoga-s-greater-truth/

    • roberto says:

      e che c’entra un coreano con lo yoga?
      (lo chiedo al fatto, non a te)

      • per roberto

        “e che c’entra un coreano con lo yoga”

        La risposta è qui:

        http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/69/131

        poi sarebbe divertente conoscere i retroscena di certi solenni proclami.

        • roberto says:

          è l’assemblea generale non ban ki moon, ma in ogni caso vorrei chiedere al giornalista perché l’elezione di un coreano dovrebbe “ricongiunge idealmente la migrazione dei prischi popoli indoeuropei in un rito universale, liturgia civile sancita dall’Onu nelle asana di milioni di praticanti. ”
          (dando per scontato che questa frase significhi qualcosa)

        • roberto says:

          “poi sarebbe divertente conoscere i retroscena di certi solenni proclami”

          questo è verissimo…

          • per roberto

            “poi sarebbe divertente conoscere i retroscena di certi solenni proclami”

            questo è verissimo…”

            Infatti, non sospetto per nulla qualche complotto del Satanico Internazionale Induista Massone Gnostico. Piuttosto mi immagino gente ignorante e addormentata che fa passare la mozione di un diplomatico spagnolo che non sa nemmeno dove si trovi l’India, ma ha la moglie che gli mette le corna con l’istruttore di yoga svedese, che non conosce una sola lingua indiana, o la figlia che gli dice di essere guarita dall’anoressia grazie all’insegnamento di un santone californiano.

            Spesso i grandi complotti funzionano così.

            • roberto says:

              in questo caso sembra che la fonte più che un diplomatico spagnolo sia nientepopo’ di meno che il primo ministro indiano

              “The declaration came after the call for the adoption of June 21st as International Day of Yoga by Hon’ble Indian Prime Minister, Mr. Narendra Modi during his address to UN General Assembly on September 27, 2014 wherein he stated: “Yoga is an invaluable gift of India’s ancient tradition . It embodies unity of mind and body; thought and action; restraint and fulfillment; harmony between man and nature; a holistic approach to health and well-being. It is not about exercise but to discover the sense of oneness with yourself, the world and the nature. ” In Suggesting June 21, which is the Summer Solstice, as the International Day of Yoga, Mr. Narendra Modi had said that, “the date is the longest day of the year in the Northern Hemisphere and has special significance in many parts of the world”

              http://idayofyoga.org/index.php?route=information/information&information_id=4

            • “nientepopo’ di meno che il primo ministro indiano”

              ah ecco. Adesso INSISTO perché l’Onorabbile Praim Minister de De Italian Repooblik esiga la giornata mondiale del Calcio Storico.

              Con viaggio gratuito a Niu Iorcche di tutti i 27 giocatori e di 200 Bianchi di San Frediano (gli azzurri ecc. si arrangino).

            • izzaldin says:

              a quanto pare Modi sta usando lo yoga a fini di prestigio personale, nonché come arma per la hinduizzazione delle masse

            • Z. says:

              Avevo letto che Moi stava usando lo yoga a fini di prestigio personale, e questo improprio intreccio indo-bolognese mi stava intrigando :D

    • Z. says:

      Oddio, ad essere sincero meglio il Martucci delle balle offensive su Errani.

      Comunque è estate per tutti. L’Unità si lamenta del fatto che Raggi non vuole fare le Olimpiadi, e in più al FQ è tempo di spending review. Ma se preferisci, c’è l’ufologo Vladimiro:

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/17/ufo-il-punto-di-vista-di-carl-jung/1962383/

    • PinoMamet says:

      Grazie per l’articolo, molto interessante.

      Non sono pratico dello yoga, ma conosco più che superficialmente quello- non troppo slegato- delle “arti marziali” estremo-orientali. Che infatti si chiamano con un nome europeo ;)

      Molte di queste sono in effetti storiche: come la lotta e la scherma europee (XIV sec., diciamo, per parlare di dati certi) e diffuse con gli stessi mezzi di questa
      (istruzione militare di massa, e manuali a stampa).

      A partire da fine Ottocento, in concomitanza e direi in collusione con i movimenti nazionalisti, i giapponesi per primi le hanno trasformate in sport (kendo, judo), con finalità educativo-guerresche, mentre i cinesi, più arretrati, prima di imitare i giapponesi le hanno corredate di una serie di miti su antichi maestri taoisti invincibili e monasteri buddhisti fulcro della resistenza anti Manchu.

      Ai quali hanno finito per credere loro, e poi i discepoli euro-americani.

      L’aspetto politico e nazionale della cosa non è mai stato secondario (come dimostra la scelta del nome “karate”, per esempio, e dei caratteri con cui scriverlo).

      • Z. says:

        La finalità guerresca del judo mi sfugge… però spiegaci quella cosa dei caratteri del karate!

      • PinoMamet says:

        Beh il judo è un’arte marziale, e in effetti una delle più pratiche, tutto sommato, per il combattimento corpo a corpo.
        Inoltre, insegnato (come altre) nelle scuole giapponesi, serviva a inculcare i valori degli antichi samurai….

        Per il karate:

        originario dell’arcipelago della Ryukyu, che era un condominio nippo-cinese (pagava tributi a entrambi gli imperatori) e di etnia mista; si trattava in effetti di una tecnica di chiara origine cinese, e aveva un nome che, nel dialetto locale, suonava come “mano cinese” (mano di Tang, per la precisione).

        Portato in Giappone vero e proprio, si è scelto per la “mano di tang” una lettura che suonasse meno tang (to) e più… qualcos’altro (kara);
        anche così era troppo cinese, e si è optato per un altro carattere che si pronuncia “kara”, ma significa “vuoto”, non tanto per il fatto che sia un’arte disarmata (ci sono anche varietà con le armi) ma per i legami con le idee buddhiste zen di “vuoto”, quindi con qualcosa di sentito come tipicamente giapponese.

        • Z. says:

          Sulla praticità del judo per il combattimento corpo a corpo, se devo essere del tutto sincero, avrei qualche piccola obiezione. Ma capisco il discorso sull’educazione e sui samurai.

          Interessante ‘sta cosa della “mano vuota” ma in senso filosofico, non ne avevo proprio idea! grazie!

  16. Mauricius Tarvisii says:

    A Treviso i grillini hanno avuto l’illuminazione: per vincere devono candidare una donna! Che è un po’ come dire che per vincere la sinistra radicale deve candidare un tifoso del Napoli: davvero qualcuno crede che se al posto dell’Appendino ci fosse stata tipo la Taverna a Torino avrebbero vinto?

  17. mirkhond says:

    “Se tu pensi che questo ti valga una buona ragione per coprirmi di insulti, come fa il Duca nei suoi periodi peggiori, procedi pure.”

    Ma non ti viene mai in mente, che certe reazioni sono il frutto dei tuoi sberleffi e delle tue provocazioni?
    E che non tutti sono in condizione di riderci pure?
    Poi se la prende pure quando gli si risponde a dovere……

    • Z. says:

      Ehm, nel caso di specie chi ho provocato e chi ho sbeffeggiato?

    • “Ma non ti viene mai in mente, che certe reazioni sono il frutto dei tuoi sberleffi e delle tue provocazioni?”

      Mi ricordo dello stupendo commento – diventato post – con cui Z imitava lo stile di diversi commentatori, che significa che sa ascoltare con attenzione.

      Per questo, mi colpisce come Z questa volta abbia dimostrato insistentemente di non ascoltare.

      Ho descritto come funziona il Partito Unico che comanda in Italia, dando un esempio molto concreto ma cruciale per tutto il sistema, tratto da un luogo (Sesto) signicativo perché fa parte del cuore geografico dell’attuale sistema del Partito Unico.

      Z ha risposto sottolineando unicamente i difetti, veri o presunti, di chi critica il Partito Unico.

      E quando si fa notare che si stava parlando di cose più serie, dice che lui non si occupa di… Sesto.

      Che detto da una persona in grado di scrivere una cosa attenta e bella come la sua parodia dei nostri discorsi, sa di presa in giro.

      • Z. says:

        Miguel, ora ho capito perché ti sei arrabbiato :)

        Mi ri-spiego, cercando di essere più preciso.

        Se ho capito – semplifico brutalmente – a Sesto l’amministrazione ha cercato di imporre ai cittadini un progetto che loro non volevano. I cittadini hanno votato, compatti, un candidato che si è impegnato a non realizzarlo, e questo candidato ha stravinto alle elezioni.

        Questo mi dice di come il mio sindaco sta amministrando la mia città, o di come il partito cui appartiene il neo-sindaco di Sesto si comporterà nel consiglio comunale della mia città? Non credo.

        Allo stesso modo, il modo in cui il mio sindaco ha gestito una serie di crisi e ha affrontato una serie di temi (traffico, sgomberi, scuole private, servizi pubblici) in che modo rileva per i sestesi? Oserei dire in nessun modo.

        Questo è il bello di avere più livelli di governo: ognuno di noi vota per un sindaco del cui operato si è fatto qualche idea, al di là delle ideologie che danno forma alla nostra visione del mondo. Ed è più probabile che di Sesto sappia di più un sestese che un bolognese. Per questo io voto a Bologna, e non a Sesto.

        Ma non solo. Quando Renzi non farà più politica, quando il PD si sarà dissolto o trasformato in qualcosa di ancora diverso, Bologna continuerà ancora a esistere e io probabilmente continuerò ad abitarci. Continuerà a esistere Sesto, e continueranno ad abitarci i sestesi.

        Mi auguro che loro prendano decisioni assennate, e che ne siano soddisfatti, quale che sia il segretario pro-tempore di questo o quel partito. E lo stesso vale per i miei concittadini.

        Va meglio? :)

  18. mirkhond says:

    Miguel.
    Che, finalmente, pare averlo capito……

  19. mirkhond says:

    Si vabbè…..

  20. mirkhond says:

    “Che detto da una persona in grado di scrivere una cosa attenta e bella come la sua parodia dei nostri discorsi, sa di presa in giro.”

    Infatti. Ed è il suo aspetto più irritabile, proprio per la voluta MALAFEDE con cui cerca di smontare le critiche a tutto ciò in cui LUI si identifica, con giri di parole e rivoltamenti della frittata, per farti credere che la fogna sia acqua pura….
    Se lo fa, è perché evidentemente, ha qualcosa da guadagnarci……

  21. mirkhond says:

    “Per questo, mi colpisce come Z questa volta abbia dimostrato insistentemente di non ascoltare.”

    Miguel

    Lo so che non sei d’accordo, ma non tutti coloro che ti leggono e commentano qui, sono dei puri idealisti, ne tantomeno degli sfigati, come tu e Peucezio, voi sì in buona fede, credete.
    Chi ti contesta, è sostanzialmente CONTENTO di vivere in quello che considera il migliore dei mondi possibili.
    Da qui le contestazioni, che nel caso di Zanardo diventano sberleffi e paraculate continue, verso chi ha il torto di non poter condividere la LORO contentezza…..

    • PinoMamet says:

      Ma guarda che si può essere:

      -contenti di questo sistema (quasi, dai)
      -non ricchi stronzi
      -sostanzialmente d’accordo con singoli avvenimenti o scelte oltrarnine
      -non d’accordo con altre

      senza contraddizione…

      • come dico sempre, bisogna distinguere.

        Mirkhond ha una particolare sensibilità legata ai suoi dolorosi poteri sciamanici :-)

        Io non ho nulla contro chi è contento della vita, personalmente lo sono e parecchio. Mi ritengo al polo opposto da Mirkhond in questo, e forse un giorno qualche scienziato scoprirà un banale motivo chimico/neurologico per questa differenza.

        Ma questo non vuol dire che viviamo in un buon sistema.

        Viviamo in un sistema suicida, gestito in massima parte da criminali che sperano furbescamente di cavarsela.

        Poi ci sono molti modi di trovarsi comodi in questo sistema.

        Io personalmente mi trovo comodo, campando di prostituzione: non ho un aspetto fisicamente particolarmente attraente, ma riesco a vendermi come traduttore per persone che vogliono fare ancora pù male al pianeta, e le aiuto.

        Però non sono abbastanza ipocrita da cercare alibi. Dopo ogni rapporto occasionale con un cliente, pulisco accuratamente la tastiera.

        • Zhong says:

          “Mi ritengo al polo opposto da Mirkhond in questo, e forse un giorno qualche scienziato scoprirà un banale motivo chimico/neurologico per questa differenza.”

          Hem.. l’hanno gia’ scoperto da molti decenni. Gli antidepressivi sono gia’ alla terza generazione.

          PS ovviamente questo mio commento e’ indipendente dal fatto che hai citato Mirkhond che non conosco.

      • Z. says:

        Ma poi, cos’ho detto di così brutto per farti arrabbiare?

        giuro che non lo so!

        :)

    • per Mirkhond

      “Lo so che non sei d’accordo, ma non tutti coloro che ti leggono e commentano qui, sono dei puri idealisti”

      Non importa. Nel momento in cui rubano tempo ai loro impegni, di cui non so nulla, per fare il trecentesimo commento su questo angolo sperduto del pianeta virtuale, sono chiaramente “in buona fede”.

      Metto le virgolette, perché la buona fede è un concetto complesso. Intendo soltanto dire che sicuramente non vengono a scrivere qui per dire menzogne di cui sono coscienti, per raccogliere soldi o per truffare qualcuno.

      • Z. says:

        In effetti non mi sono mai pensato come un “idealista puro”. Sono ateo e materialista sin dalla nascita, e i ripetuti tentativi di farmi aderire al cristianesimo sono stati vani!

        Non sono nemmeno contento del sistema-Italia (e di più non saprei dire: non sono istruito a sufficienza per discutere del sistema-mondo. Del sistema-solare so che ha due pianeti che girano al contrario, uno dei quali sdraiato sul suo asse :) ).

        Tra l’altro non mi è chiaro perché dovrei esserlo, né da cosa si deduce che lo sia: perché non credo alle scie chimiche? perché non mi dedico al cosplay? perché non cerco uno spauracchio a cui dare tutte le colpe dei nostri giorni?

        Comunque vedo che mi ha scritto di nuovo Renzi. Spero che stavolta si sia ricordato il bonifico :D

  22. mirkhond says:

    Non ho parlato di ricchi.
    Anche essere l’ultima ruota del carro di certi giri, può portare a certe posizioni.
    Un pò come quei domestici della Francia del 1789, fedelissimi ai loro aristocratici padroni, oppure quegli schiavi neri che guardavano dall’alto in basso altri schiavi neri come loro, ma in posizione più disagiata, come nel sud degli Usa o nel Brasile del XVIII-XIX secolo…..

  23. mirkhond says:

    “Viviamo in un sistema suicida, gestito in massima parte da suicidi che sperano furbescamente di cavarsela.”

    E’ questa la tragedia, Miguel!
    Le cassandre vengono sempre viste come delle jettatrici, salvo scoprire che avevano ragione, ma quando ormai è troppo tardi…….

    • Francesco says:

      vabbè, il sistema è suicida, ci hanno spiegato, allo stesso modo in cui lo sono le piante che usano troppa energia per portare l’acqua alle foglie o le mucche che vanno in giro a cercare l’erba facendo fatica

      più che Cassandre sembrano certi giornalisti sportivi che ho in mente io!

      • mirkhond says:

        Beato ottimismo!

        • Francesco says:

          ho cercato di capire cosa sia l’entropia e le tesi di MT e alla fine non mi hanno molto convinto

          anche se la mia posizione è che diventeremo più poveri man mano che i limiti fisici delle risorse faranno salire i prezzi mentre la tecnologia arranca per creare più efficenza

          però il sistema mondo non sarà più povero!

          sai che soddisfazione, per noi, però sarà giusto

  24. mirkhond says:

    “perché non cerco uno spauracchio a cui dare tutte le colpe dei nostri giorni?”

    Casomai gli spauracchi sono sempre quelli altrui……

    • Z. says:

      Questo è senza dubbio vero.

      Però, se mi chiedi “chi è la causa dei problemi dei nostri giorni”, io penso che sia una domanda poco ragionevole, che non trova risposta.

      Mi ricorda una di quelle domande che facevano alla visita militare per distinguere, in base a metodi diciamo pure curiosi, gli abili dagli inabili alla leva.

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