Contrordine, estremisti!

Oggi, Repubblica titola:

repubblica2016-06-11

Da cui apprendiamo i seguenti importanti fatti.

Uno.

Tutti gli estremisti che ai vari ballottaggi si apprestavano a votare per il PD, stamattina si sono fermati in edicola, hanno letto le centinaia di pagine del Mein Kampf in poche ore e hanno capito che, per salvare la Germania, bisogna invece votare contro il PD.

Due.

Fiorello, Jeeg Robot, Fedez, Ebola, Zika e Smorto invece non si sono fatti sedurre da Mein Kampf e restano fedeli al Partito Unico.

Per premio potranno godersi una Super Webnotte, grazie al livetweeting del Social Desk.

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146 Responses to Contrordine, estremisti!

  1. Z. says:

    Povero Fedez, smascherato così…

  2. Roberto says:

    Renzi è il peggiore, cela va sans dire, ma che senso ha nel 2016 distribuire in omaggio il mein kampf?

    • paniscus says:

      Renzi è il peggiore, cela va sans dire, ma che senso ha nel 2016 distribuire in omaggio il mein kampf?
      ——————————————————————
      Di sicuro ha senso scarso o nullo, non ci piove.

      Ma per quale motivo, per protestare contro una cosa che non ha senso, si sparano in prima pagina delle repliche indignate che ne hanno ancora di meno?

      Ma voglio dire, TI RENDI CONTO o no dell’enormità surreale della sparata di Renzi, e ancor più di quella di Emanuele Fiano?????

      In pratica, hanno sostenuto che la mossa del Giornale avrebbe slealmente sottratto al PD i voti degli estremisti di destra.

      Cioè, fino a ieri contavano sul sostegno dei neonazisti e neofascisti che avrebbero dato volentieri il voto al PD, e se lo sarebbero fatto andare bene… ma adesso piagnucolano perché questo sostegno è stato loro indebitamente sottratto dalla mossa furbesca del Giornale, che ha pensato bene di incantare i suddetti neonazisti e neofascisti con un inaspettato specchietto per allodole al quale non possono resistere.

      Ma si rendono conto della figura che ci fanno, o ne sono completamente inconsapevoli?

      • Roberto says:

        La sparata di Renzi è questa?
        “Trovo squallido che un quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio abbraccio affettuoso alla comunità ebraica”

        Enorme, anzi ENORME E SURREALE

        Mah….

      • Z. says:

        Mah, secondo me questa lettura – curiosa quasi quanto l’analisi di Fiano, secondo cui si tratterebbe di non so quale disegno preordinato – l’avete data solo tu e Miguel in tutta Italia 🙂

        • paniscus says:

          Veramente l’hanno data:

          – per primo il titolista di Repubblica,

          – poi, in seconda battuta, l’autore dell’articolo,

          -poi (forse) Fiano,

          – e poi (forse) Renzi.

          Ma di sicuro l’accusa “che la mossa sia stata pianificata per portare i voti degli estremisti contro il PD” sta scritta platealmente lì, in un titolone di giornale che non abbiamo certo inventato noi, ma che è stato pubblicato per essere visto da tutto il mondo.

          Se in seguito l’abbiano modificato, ancora non lo so, ma di sicuro quando è stato salvato era lì, in pubblico, così come appare.

          Allora, parliamoci più chiaro:

          – la dirigenza del PD pensa sinceramente che i voti di quattro gatti neonazisti possano spostare il bilancio dei ballottaggi? E allora non potevano pensarci prima?

          – NON E’ VERO che la dirigenza del PD pensi sinceramente che i voti di quattro gatti neonazisti possano spostare il bilancio dei ballottaggi? E allora che straparlano a fare? Non era meglio starsi zitti? Oppure, al limite, disapprovare l’iniziativa per altri motivi, ma NON legandola alle elezioni?

        • Z. says:

          Lisa, la lettura secondo cui i neonazisti votavano PD l’avete data solo voi due. Forse anche Moi, che ogni tanto mi da del nazista, ma non credo!

          Per il resto sì, la dichiarazione di Fiano è una stupidaggine, e sappiamo tutti – credo anche Fiano – che i voti dei nazi difficilmente spostano il risultato delle elezioni.

          • paniscus says:

            Lisa, la lettura secondo cui i neonazisti votavano PD l’avete data solo voi due.
            ————————–

            E allora secondo te che ALTRO voleva dire la dichiarazione del PD citata direttamente nel titolo, che non ci siamo certo inventati io e Miguel ma che è stata esposta davvero?

          • Mauricius Tarvisii says:

            I neonazisti non-non votano il PD e quindi per via del M.K. non-non-non voteranno il PD?

            • Parliamo di cose “serie”.

              Il punto fondamentale sono le due visioni della “politica”.

              Da una parte, quella della gente come noi, che si chiede a quale cooperativa verrà appaltato la scuola materna pubblica, se è vero o no che i motori Fiat sono truccati per nascondere l’inquinamento che ci avvelena, se saremo trascinati in un’altra guerra, se navi da crociera grandi come città devono continuare a invadere Venezia, se si sta o no per buttare qualche miliardo per fare un inceneritore inquinante (il tutto a prescindere dai politici e dal tifo di squadra).

              E che magari ci esponiamo in prima persona, rischiando processi e ci mettiamo i pochi soldi che abbiamo…

              e la politica loro: provocazione mediatica di pubblicare un libro noiosissimo sulla politica tedesca di 100 anni fa, ma che fa scena, urla di sdegno, un politico che “abbraccia la comunità ebraica” che non sa manco cosa sia, ragionamenti del piffero sugli elettori nazisti indotti a tradire il PD, il rapper coglione, il panico dell’Ebola o della Zika, Jeeg Robot, un giallista, cazzeggiatori di mestiere, se le foto di Salgado parlando di “dignità” oppure di “miseria”.

              Tutto questo senza che nessuno rischi o paghi assolutamente nulla.

              • Però è proprio perché media e politica “ufficiale” costituiscono un unico cazzeggio, sono molto più divertenti della nostra; e costituiscono l’unica comprensibile a quell’immensa massa di anziani soli, arrabbiati e depressi che passano ciò che resta della loro vita a guardare la televisione.

              • E comunque adesso vado a fare il Vero Uomo che consiste nel piazzarmi davanti a un televisore a guardare una partita. Quella dei Bianchi contro i Verdi!

              • Dopo aver fatto il Vero Uomo seduto su una sedia davanti a uno schermo a guardarmi (a) la partita e (b) il nostro mitico sindaco Nardella che incontra il mitico sindaco Brugnaro di Venezia…

                assisto da Vero Uomo alla vittoria dei nostri con otto cacce a cinque.

                Poi mando un sms alla moglie del calciante che ha fatto almeno tre delle otto cacce (ma anche lei non è certa del numero): “e adesso tutto in lavatrice!”

                Ricevo la pronta risposta: “magari bastasse!”

              • Tutto è fatto di frammenti, di emozioni irrazionali, di insulti, di battute, di cose che fanno ridere o piangere e vengono dimenticate subito dopo.

                Mentre noi ci sbattiamo a studiare per capire.

                Non sorprende che di solito vincano loro 🙂

          • PinoMamet says:

            Boh, io sono ingenuo, ma il titolo l’ho interpretato così:

            “Il Giornale solletica i gusti dell’estrema destra per aumentare i propri lettori- i lettori del Giornale sono contrari al governo del PD- il Giornale non ha paura di chiamare a raccolta i simpatizzanti neonazisti pur di far cadere il governo”.

            Naturalmente è un’esagerazione, però la prima parte non è del tutto sbagliata:

            e mentre gli effetti neonazisti in Italia sono circa quattro, e non comprano il Giornale, credo sia vero che esista un enorme sottobosco di gente con tendenze fascistoidi, che non si sogna di andare a raduni col braccio alzato, ma che comprerebbe volentieri il Mein Kampf come curiosità esotica, “per studiarlo”:

            ovviamente non lo leggerebbe, ma finirebbe sullo scaffale a fianco di Le grandi battaglie di carriarmati della Seconda Guerra Mondiale, per la prima volta a colori.

            Potenziali lettori del Giornale, insomma, che il Giornale rincorre con coerenza.

            L’unica cosa, si è scordato di essersi anche voluto accreditare come “unico vero amico di Israele”.

          • PinoMamet says:

            Mi unisco comunque all’appello di Z. perché anche i commenti di Miguel appaiono in ordine cronologico:

            già non ci si capisce niente così…

          • Z. says:

            Lisa,

            “portare voti estremisti contro il PD” non significa che prima votassero PD: al ballottaggio molti si astengono. Resta comunque una stupidaggine.

            ***

            Miguel,

            ti do uno scoop: hai messo insieme due notizie diverse. Una parla delle dichiarazioni di Renzi e Fiano, l’altra parla di un festival organizzato da un giornale. Magari sopra c’era un banner pubblicitario per un auto ibrida, chessò 😀

            Comunque sei ingiusto con Fedez, che credo non sia fesso come lo dipingi. Ha saputo scegliere la squadra che gli conviene, e senza farsi coinvolgere troppo.

            • “ti do uno scoop: hai messo insieme due notizie diverse.”

              Io non le ho messe insieme. Le ha messo insieme un quotidiano chiamato Repubblica. Guarda meglio.

          • Z. says:

            Ah, allora devo darti un altro scoop!

            Da qualche secolo vengono stampati delle cose chiamate “giornali”, sulla prima pagina dei quali vengono riportate spesso notizie diverse tra loro.

            Da diversi anni molti di questi “giornali” sono pubblicati su di una rete basata sul protocollo HTTP, il che spiega perché tu sia riuscito a visualizzare quel “giornale” dal tuo personal computer.

            A volte eventi apparentemente inspiegabili hanno una spiegazione semplice, quasi banale 😀

            • “Da qualche secolo vengono stampati delle cose chiamate “giornali”, sulla prima pagina dei quali vengono riportate spesso notizie diverse tra loro.”

              Come al solito non ci capiamo proprio.

              Siccome credo che tu non sia una persona stupida, presumevo che tu capissi che questo era l’insieme di visione del mondo presentato oggi da Repubblica.

              Non è così difficile arrivarci.

          • Z. says:

            Dimenticavo:

            visto il suo pervicace silenzio-rifiuto sul tema, è evidente che i commenti chronoscrambled di Miguel sono un diabolico barbatrucco per confonderci e renderci più difficile controbattere in modo credibile alle sue tesi.

            Devono essere tecniche della guerriglia latino-americana: segreti appresi nella sua prima giovinezza nelle Americhe.

            Ma noi abbiamo smascherato il suo astuto gombloddoh.

            Tzè.

          • Z. says:

            Miguel,

            — Siccome credo che tu non sia una persona stupida, presumevo che tu capissi che questo era l’insieme di visione del mondo presentato oggi da Repubblica. —

            Non è un “insieme di visione del mondo”, Miguel. E’ solo un piccolo pezzo della prima pagina di un quotidiano online in un dato momento della giornata di oggi.

            Il resto è frutto della tua rielaborazione e del tuo ricco immaginario 🙂

          • Z. says:

            Dimenticavo: io sono una persona stupida!

            Tutto lo dimostra: il mio reddito modesto, la scarsità di citazioni dotte nei miei commenti, il fatto che mi ostino a non far nulla per dimagrire, la mia incapacità di cogliere al volo i vostri riferimenti…

            Non sopravvalutarmi 🙂

          • PinoMamet says:

            “visto il suo pervicace silenzio-rifiuto sul tema, è evidente che i commenti chronoscrambled di Miguel sono un diabolico barbatrucco per confonderci e renderci più difficile controbattere in modo credibile alle sue tesi.”

            Sono abbastanza maligno da averlo pensato, e sono abbastanza avvocato 😉 per aver fatto caso al fatto che comunque i commenti indicano l’orario in cui sono postati, per cui è sempre possibile dimostrare che li ha messi dopo…

            per cui continuo a non capire il senso di postarli nel mezzo, boh!

          • Roberto says:

            Credo che la cosa di postare in mezzo sia una semplice funzionalità a disposizione dell’amministratore che può rispondere al singolo commento e non al blocco di commenti

            • “Credo che la cosa di postare in mezzo sia una semplice funzionalità a disposizione dell’amministratore che può rispondere al singolo commento e non al blocco di commenti”

              Non capisco come vorreste che fossero disposti i commenti (e non so se sono in grado di cambiarne la disposizione).

          • PinoMamet says:

            Beh, vedi che se io ti rispondo qua, la mia risposta va sotto la tua;

            poi magari risponde, che ne so, Moi, e la sua va sotto alla mia.

            Poi mettiamo che tu rispondi a me, e la tua risposta, cronologicamente successiva a Moi, va inspiegabilmente sopra la sua…
            questo succede solo con te, quindi probabilmente ha ragione Roberto, solo che rende ancora più confusionaria la lettura.

          • paniscus says:

            Scusate, ma quale sarebbe il problema sui commenti? Si può scegliere se rispondere a un singolo commento, se rispondere in coda a un blocco di commenti, o se rispondere in coda all’intero thread… a me non è mai successo che mi fossero visualizzati dei commenti in una posizione diversa da quella che mi aspettavo.

            L’unico limite è che l’opzione di rispondere a un commento singolo vale solo per un numero limitato di livelli gerarchici, e poi oltre un certo livello di ramificazione non ce la fa e li inserisce in fondo… ma in fondo al blocco, NON all’intero thread.

            Cosa c’è di strano?

          • Mauricius Tarvisii says:

            “poi oltre un certo livello di ramificazione non ce la fa e li inserisce in fondo… ma in fondo al blocco, NON all’intero thread”

            Quello che osservano è che in questi casi i commenti di Miguel appaiono non in fondo al blocco, ma all’interno del blocco subito dopo il commento a cui ha risposto. E’ come se a lui apparisse un livello ulteriore di risposte che però a noi appare compattato con le altre.

          • Francesco says:

            Occasione Unica Di Accordo con la Prof! quindi segnalo che ha ragione sui commenti per quel che capisco

            Concordo con Pino sul libro tedesco, non sono quanti fasci lo apprezzebbero perchè sono inizialmente italioti, in seconda istanza tifano NATO o URSS ma la vecchia roba coi tedeschi per me gli è passata

            Nessuno mi tocchi Jeeg Robot, of course

            PS i rossi hanno battuto i bianchi, stasera

            😀

          • Z. says:

            E’ come dice MT. Ogni tanto, le repliche di Miguel appaiono in mezzo al blocco e non alla fine, anche quando è esaurito il numero di livelli gerarchici a disposizione (almeno per noi lettori).

          • Z. says:

            Ah, Francè…

            fasci che tifano URSS? sono creature del mito? 😀

            • Francesco says:

              Tifano Putin … che oserei definire un gran nostalgico dell’URSS, almeno quanto a confini e trattamento dei dissidenti

            • Z. says:

              Capisco: l’URSS era dunque un Paese di destra, come il partito di Putin.

              Sicché i kompagni che lo dicevano avevano e hanno ragione ad accollarvela 😀

          • PinoMamet says:

            Il problema con i commenti di Miguel è esattamente quelloche dicono MT e Z.

            Per esempio in questa colonna non sono possibili ulteriori ramificazioni;
            se mi risponde Z., il suo commento va sotto al mio e basta, e se gli risponde Roberto, il suo commento va sotto quello di Z.

            Poi magari Miguel risponde a Z., DOPO Roberto, e il suo commento appare sopra quello di Roberto…

            è chiaro?

            • Ho spostato il limite da 5 a 10 livelli di commenti.

              Fatemi sapere se funziona così.

              • Roberto says:

                Grazie (siamo un po’ rompiballe, è una constatazione oggettiva)

              • MOI says:

                già, ma in certi casi dovrebbe contenere fino a 50 😉

              • paniscus says:

                e però viene fuori una colonnina che non regge più di 10 caratteri per riga, e che quindi è illeggibile …

              • PinoMamet says:

                Ma infatti Miguel ha rimediato a un’altra cosa, che non necessitava rimedio, e non a quella che gli facevamo notare…

                cioè che i suoi commenti (ed esclusivamente i suoi) andassero PRIMA di quelli altri cronologicamente anteriori, all’interno di ogni singola colonna .

                Non è un problema di numero di colonne…

              • “Ma infatti Miguel ha rimediato a un’altra cosa”

                Quindi non serve il nuovo formato?

                Non so a questo punto cosa fare.

              • PinoMamet says:

                Boh, io non capisco perché i tuoi commenti vadano prima, tutto qui.

                Puoi anche non fare niente, semplicemente lo facevo notare…

              • per Pino Mamet

                “Puoi anche non fare niente, semplicemente lo facevo notare…”

                Magari oltre a citare un brano del commento a cui rispondo, scrivo anche (come in questo caso) il nome dell’autore, potrebbe servire?

            • PinoMamet says:

              Forse sì… ecco, questo potremmo farlo tutti come buona regola!

              grazie, scusa gli sbattimenti che ti diamo (confermo, siamo dei rompipalle!)

            • Z. says:

              Devo dire che sono abbastanza d’accordo con Lisa.

              Secondo me la cosa più semplice sarebbe che Miguel, esauriti i livelli gerarchici, rispondesse al penultimo anziché all’ultimo (che è quello che facciamo noi, non potendo rispondere all’ultimo), citando parte del commento cui risponde (che è quello che già fa da sempre!).

              Ma se la cosa gli crea problemi, si può sempre usare il metodo collaudato e in vigore fino a ieri! Faremo un po’ di fatica a leggere, forse, ma ci sono problemi più gravi 😀

            • paniscus says:

              Boh, io non capisco perché i tuoi commenti vadano prima, tutto qui.
              ————————–

              Ma è una cosa recente o è sempre stato così?

              Io non me n’ero mai accorta…

            • Z. says:

              Credo sia sempre stato così, solo che Miguel non usava rispondere ai commenti nei livelli gerarchici inferori. Di solito rispondeva con commenti al I livello, immagino per evitare il problema della colonnina stretta 🙂

  3. Grog says:

    REPETITA JUVANT
    Adesso Grog esce de casa e va a comparar “IL GIORNALE” con alegato il “MEIN KAMPF” scrito da quel birichin pericoloso matachion imbianchin austriaco che è rimasto sul gropon ai CRUCHI DE GERMANIA che gli AUSTRIACI fan finta di non c’entrar gnente i furbachion!
    I Giudei se son rabià da mati parchè non VOGLION CHE SI LEGA parchè verebe fora che quel che fan ai palestinesi xè un cicinin nasista ancha lù!
    Per quanto concerne la SOVRANA REPUBLICA DE VENEXIA non metiam lingua nel conflito israelo palestinese, che se la gratino da soli, se dian bote, facian quelo che vogliono ma non si metan nel crapon di TORNAR TUTI NEL GHETO parchè semplicemente NO XE’ POSTO PAR TUTI.
    Grog! Grog! Grog!
    P.S.
    Sia chiaro che il “mercante de venexia” l’ha scrito un ostia de inglese e che un venexian mai e poi mai avrebbe cavato una libra de carne dal cuore del giudeo Skylock ma ce avrebe meso su UNA SALATISIMA TASSA a beneficio del l’arsenal.

  4. Non mi sono inventato nulla:

    ” “A Milano – scrive in una nota Emanuele Fiano, membro della segreteria del Pd – il Giornale, il principale organo di stampa a sostegno della campagna di Stefano Parisi, guarda caso proprio nei giorni del ballottaggio, sceglie di arruolare a sostegno del proprio candidato anche l’estremismo più impresentabile”. “Esiste un disegno obbrobrioso e preciso – ha aggiunto Fiano – a Milano e nel resto d’Italia, che mira a portare a votare contro i candidati del Pd tutto l’estremismo neonazista e neofascista che si può raccogliere.”

  5. Cioè: uno va a comprare il Mein Kampf e ci trova allegato “Il Giornale”?!
    Ma che schifo…!

    • paniscus says:

      per INSCO:

      Questo è decisamente il commento migliore di tutti, il commento definitivo, la madre di tutti i commenti, la nonna e la bisnonna di tutti i commenti e la pronipote di tutti i commenti, dopo la quale c’è solo il diluvio.

      GRAZIE!
      L.

    • Marcello Teofilatto says:

      Se fossimo su Facebook, diremmo: “Commenti memorabili”. 🙂

  6. Ma Jeeg Robot, Zika e gli altri rapper?

    Tutti a pensare solo al PD cui hanno scippato i voti nazisti?

    • Z. says:

      Ma come, già il primo commento – non a caso il mio! – offre solidarietà al povero Fedez, che si finge grillino ma di cui hai smascherato l’afflato piddino!

  7. Z. says:

    OT.

    Mi sono sempre chiesto: perché ci sono persone che sono serie, garbate umili e caute nei campi di loro competenza – dove peraltro sono spesso molto competenti – ma rozze e presuntuose quando parlano di altre cose, dove in modo inconsapevole esibiscono arrogantemente tutta la loro ignoranza? A buon senso, non dovrebbe essere il contrario?

    L’esempio più ovvio è Odifreddi – specie quando parla di diritto e tributi – ma sicuramente tutti voi conoscete persone di questo genere.

    Oggi scopro che c’è chi si è recentemente occupato del problema e che no, non dovrebbe essere il contrario: a quanto pare, è normale che sia così.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Dunning%E2%80%93Kruger_effect

    Ora posso con autorevolezza rispondere a Peucezio che, se su certi temi sono cauto, questo non deriva dal fatto che io sono un poltrone e un vigliacco. Deriva dal fatto che la mia competenza in materia è evidentemente smodata.

    E miseriaccia, so’ soddisfazioni 😀

  8. MOI says:

    i NeoNazisti di norma dovrebbero essere “AntiSistema” al punto di astenersi regolarmente … e Il Giornale allegando Mein Kampf fa votare tutti (fosse anche : tutti quanti ? Numeri, cifre, percentuali … grazie ! ) contro il PD ?!

  9. PinoMamet says:

    Comunque per Jeeg Robot non credo intendessero il benemerito cartone giapponese, ma il film “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Mainetti, molto bello.

  10. Mauricius Tarvisii says:

    “Non è un “insieme di visione del mondo”, Miguel. E’ solo un piccolo pezzo della prima pagina di un quotidiano online in un dato momento della giornata di oggi.”

    Una volta il modo in cui era costruita la prima pagina rispondeva sicuramente ad una politica di redazione. Oggi non sono sicurissimo che nelle testate on line sia più così: al massimo la redazione può giocare sull’ordine delle proprie priorità (e questo certamente è rivelatore della forma mentis di chi impagina), ma più di tanto non può fare.
    In questo caso c’è da dire che il titolo di sotto è Repubblica che reclamizza se stessa, quindi non si prende il primo titolo, ma comunque occupa il secondo spazio a disposizione.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Però sì, tutto questo a volte crea accostamenti senza dubbio interessanti e Repubblica che reclamizza se stessa enumerando i nomi del proprio pantheon non è irrilevante.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Aggiungo ancora. L’accostamento curioso in questo caso è anche che Repubblica dedica il primo titolo a reclamizzare Il Giornale (sì, nessun complotto strano: il libro è solo una delle tante corbellerie che si allegano pur di vendere qualche copia in più) e dedica a se stessa solo il secondo.

    • “Una volta il modo in cui era costruita la prima pagina rispondeva sicuramente ad una politica di redazione.”

      Infatti, non sto parlando di una “politica”.

      Sto parlando del sistema di comunicazione e del punto di unione tra politica e media.

      L’insieme dei titoli di apertura del sito di Repubblica oggi è assolutamente caratteristico, con il tocco in più di Repubblica che presume di smerciare “idee” con Jeeg Robot e Fedez, dimostrando così che anche nel momento in cui un quotidiano che non è il Daily Mail cerca di presentarsi come “serio” oggi, può solo divertire.

      Esistono una marea di studi di facile lettura per approfondire l’argomento, che dovrebbe essere talmente ovvio da non richiedere un saggio intellettuale di presentazione; ma se proprio non ci capite, provate a leggere Neil Postman, ad esempio.

      • Z. says:

        Miguel,

        forse per gli altri è ovvio, anzi lampante. Gli è che voi siete persone istruite che avete affrontato una marea di studi, mentre io sono un mediocre leguleio di provincia.

        E vedo le cose in modo più semplice e rozzo: secondo me ti perdi a guardare la luna, tanto da perdere di vista il dito 🙂

  11. MOI says:

    https://i.ytimg.com/vi/BZEKKlnh1q8/maxresdefault.jpg

    Fedez & J-Ax come Beavis & Butthead

    … ovvero come ostracizzare da Alternativi 2 Traditori dell’ Alternativa al Commerciale, stigmatizzandoli con un cartone animato “politicamente scorretto” (per i canoni degli Anni Novanta neanche troppissimo … ) che si è rivelato un successo commerciale.

    Immagine di Sintesi

    … Video di Analisi

    https://www.youtube.com/watch?v=BZEKKlnh1q8

  12. MOI says:

    per i canoni degli Anni Novanta neanche troppissimo …

    ——–

    Nel senso che allora passavano ancora inosservate robe (tipo sbavare dietro alle vallette mezze nude in TV, con Internet ancora agli Albori Elitari) che adesso …

  13. MOI says:

    Tecnicamente il Critico è un Hipster, che la Wikipedia delle 10,45 😉 definisce come :

    “Hipster è una subcultura composta da giovani bohemian della classe ricca e media che risiedono principalmente in quartieri emergenti. Questo genere di sottocultura è ampiamente associato alla musica indie e a quella alternativa, con una variegata sensibilità alla moda alternativa e ad una predilezione per la politica progressista ecologista, per i cibi biologici e slow food, l’artigianato e gli stili di vita alternativi.
    Il termine è un neologismo nato negli anni quaranta negli Stati Uniti per descrivere gli appassionati di jazz e in particolare di bebop. Si trattava in genere di ragazzi bianchi della classe media, che emulavano lo stile di vita dei jazzisti afroamericani.”

    [cit.]

    • “risiedono principalmente in quartieri emergenti”

      certo che “quartieri emergenti” è un bell’eufemismo 🙁

      • MOI says:

        Penso che “quartieri emergenti” per gli Hipsters voglia dire “locali da gentrificazione sì: ove però musica è fare cultura; mica merda commerciale” … qui però mi sa che l’ Esperto _ con tutti i Bizantinismi 🙂 … per carità : dovuti, eh … del caso _ è Izzaldin.

        • MOI says:

          Però tre cose almeno sono inviolabili : decibel, orari, circolazione/fruizione di sostanze alcoliche e (quali più quali meno) psicotrope (legali o non) …

          per questo al Kapitale 😉 NON interessa la sonorità delle canzoni e NON interessa se canti di com’è bello agitarsi come tarantolati in discoteca oppure di quant’è dura la Lotta “per e con” gli Indios in Amazzonia 🙂 !

  14. MOI says:

    Jeeg Robot : penso che cavalchi il (gran bel) film di Diego Mainetti … solo che almeno quello riesuma il “Meka” dell’ Anime con un senso. Lui. 🙂

    http://www.cnlive.it/cinema/2016/01/28/guarda-trailer-lo-chiamavano-jeeg-robot.html

    Nel film di Zeta 🙂 (che fa un po’ da bignamino del Rap Italiano per chi NON lo segue) ‘sto Jeeg Robot NON c’è …

    https://www.youtube.com/watch?v=pQKZ7cYC9CM

  15. Z. says:

    Carissimi,

    sarete lieti di scoprire che la pensate quasi tutti come Chicco Testa (che peraltro ha ragione, secondo me).

    Non lo sapevate? sapevatelo!

    http://www.unita.tv/opinioni/il-giornale-sceglie-il-gadget-dell-omino-con-i-baffi/

    • PinoMamet says:

      “Nessuno dei lettori che compreranno il Mein Kampf si spingeranno oltre il titolo”

      vero! ma già lo dissi io, immodestamente 😀

      poi qualunque Chicco Testa è buono a copiarmi! 😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      Chicco Testa scrive per il giornale che fu di Gramsci? Che facesse parte del Gotha del renzismo si sapeva, però.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Poi queste collaborazioni sono tutto tranne che stabili: basterà che il prossimo segretario dica “mi piacerebbe una donna alla rubrica di Testa” e si cambia verso in maniera non bulgara, ma elegante 😀

      • PinoMamet says:

        Ma per gli ignoranti: cosa è, di preciso, un chiccotesta?

        Un’offesa romanesco-meneghina? (“aa chiccotesta… a come t’antitoli, vieni qua, testina!”)
        Un gioco per bambini in disuso ma ancora popolare in Giappone con un nome tipo bunburetsu? (“da piccoli noi si giocava ancora a chiccotesta giù in cortile…”)
        Un dolce della tradizione torinese? (“due bei cucchiaini del chiccotesta della nonna, né…”)
        Una parte del giunto cardanico?

        Perché questi nomi tipo chiccotesta, clausdavi e così via, sono famosi e rimangono nell’orecchio? cosa hanno fatto di particolare??

        • Z. says:

          Chicco Testa (Bergamo, 1954) è stato un parlamentare PCI-PDS nonché ministro del governo-ombra di Occhetto. Leggo che la VIA (Valutazione di impatto ambientale) sarebbe stata introdotta in base a un progetto di legge da lui proposto. E’ stato cofondatore, segretario e presidente di Legambiente, ma poi nel 2014 ha scritto un libro intitolato Contro la natura. Dicono abbia un certo successo con le donne: come certo il nosto Moi saprà, la sua compagna è la giornalista trentenne Annalisa Chirico.

          Klaus Davi credo sia uno pseudonimo pensato apposta perché rimanga nell’orecchio. Se si faceva chiamare Sergio Mariotti poteva essere un italiano qualsiasi, oltretutto più abruzzese che milanese sciampàgn, mentre Klaus Davi fa forestiero.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Chicco Testa ha avuto il suo momento di gloria all’epoca del nuclearismo.

    • Z. says:

      Alla fine la storia ha dato ragione a Miguel: la legge sul negazionismo è diventata un’appendice alla legge Mancino, come lui preconizzava diversi anni fa.

      • MOI says:

        A seguire, omofobia e sessismo (purché conforme al “M to F Binary CisGender” … e se Miguel NON coglie al volo, NON è più di MadreLingua American English ! 😀 😉

        • OT

          Le cose fondamentali, altro che negazionisti, libri di Salvini e i’Gender (e grazie a Repubblica, per una volta):

          Inquinamento luminoso, 4 italiani su 5 non vedono mai le stelle

          Dopo le polemiche sui risparmi all’illuminazione pubblica, uno studio realizzato da scienziati di tutto il mondo, ci mette in testa alla classifica dei paesi in cui la maggior parte della popolazione è privato della vista della Via Lattea
          di LUCA PAGNI

          12 giugno 2016

          MILANO – Inquinamento luminoso: tra le economie più sviluppate, l’Italia è la peggiore al mondo, assieme alla Corea del Sud. In altre parole: nel nostro paese è molto difficile vedere il cielo stellato di notte, a meno di abitare in località più che isolate. Perché l’eccesso di luci artificiali rende estremamente difficile individuare anche gli astri più brillanti come Sirio.

          Per il paese delle bellezze naturali, dei centri storici unici al mondo e con il maggior numero di siti protetti dall’Unesco non è certo un record di cui vantarsi. E rimanda alla polemica di questi giorni tra il premier Matteo Renzi e Carlo Cottarelli, l’economista tornato al Fondo Monetario dopo essere stato chiamato per un breve periodo alla guida della commissione per la spending review. Un feeling durato ben poco: anche perché – come ha raccontato lo stesso presidente del Consiglio nei giorni scorsi – tra i primi provvedimenti di Cottarelli c’era proprio un minore consumo di illuminazione pubblica al di fuori dei centri abitati.

          Renzi si è giustificato dicendo che abbassare le luci nelle aree urbane, in particolare nelle periferie, avrebbe causato in realtà un aumento di costi per la sicurezza e la prevenzione sociale. Ma a guardare i primi risuultati di una equipe di esperti di tutto il mondo che stanno lavorando alla redazione di un Atlante Mondiale del cielo visibile, Cottarelli non aveva proprio tutti i torti. Secondo quanto è stato riportato dalla rivista Science Advances, oltre il 60 per cento degli europei e l’80 per cento dei nordmaericani di fatto non si è mai reso conto di come sia fatta la Via Lattea.

          Lo studio è seguito da un pool internazionale di cui fanno parte scenziati dell’Istituto italiano di Scienze e Tecnologia dell’inquinamento luminosi (Istil), l’Agenzia statunitense per l’atmosfera e gli oceani, il Centro tedesco di ricerca geologica e l’università israeliana di Haifa. I primi risultati sono stati rielaborati grazie a una quarantina di computer che hanno lavorato su un software creato appositamente. Con il contributo sia di scenziati sia di cittadini che si sono prestati per registrare le loro esperienze visive, i cosiddetti citizen scientists, i quali hanno fornito oltre il 20 per cento dei dati.

          Da questi primi risultati, è emerso come Canada e Australia sono le aree con le superfici di cielo più visibile la notte, mentre Italia e Corea del Sud sono in fondo alla clasifica. E fin qui non ci sarebbe nulla di straordinario, visto le differenze dimensiuonali dei paesi citati. Purtroppo, l’Italia è in coda anche dal punto di vista del numero degli cittadini che di notte può godersi una stellata: in pratica, 8 italiani su 10 non sono in grado di vedere un cielo tappezzato di astri. La stessa percentuale della popolazione statunitense, ma con la differenza che la nazione americana dispone di sterminate aree praticamente disabitate. Una percentuale superiore (9 abitanti su 10) si registra soltanto nell’area di Singapore.

          In Europa, aree ancora perfettamente “intatte” si trovano nel nord della Scozia, in Svezia, in Norvegia e nelle siole greche meno battute dal turismo.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Miguel

            Molto interessante, grazie.

          • Z. says:

            Beh, l’Italia è abitata quasi ovunque. Canada e Australia, così come Norvegia e Svezia, hanno invece vastissime aree disabitate.

            Mi sembra un pochino come dire: ehi, sapevate che l’inquinamento da gatto delle nevi ad Haiti è molto ridotto? 😀

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              “Canada e Australia, così come Norvegia e Svezia, hanno invece vastissime aree disabitate.”

              Sulla base di quello che leggo nell’articolo postato da Miguel, mi pare che di questo aspetto si tenga conto:

              “Canada e Australia sono le aree con le superfici di cielo più visibile la notte, mentre Italia e Corea del Sud sono in fondo alla clasifica. E fin qui non ci sarebbe nulla di straordinario, visto le differenze dimensionali dei paesi citati.”

              Infatti, il parametro considerato veramente significativo mi pare sia (giustamente) questo:

              “Purtroppo, l’Italia è in coda anche dal punto di vista del numero degli cittadini che di notte può godersi una stellata: in pratica, 8 italiani su 10 non sono in grado di vedere un cielo tappezzato di astri. La stessa percentuale della popolazione statunitense, ma con la differenza che la nazione americana dispone di sterminate aree praticamente disabitate.”

            • Z. says:

              Appunto, mi pare che l’articolista manchi il punto fondamentale.

              Ossia: l’Italia, essendo abitata in modo molto distribuito e diffuso – con paesi e cittadine – è di conseguenza quasi tutta illuminata.

              Ricordo uno scandinavo che, diversi dicenni fa, si meravigliava perché andando da Bologna verso il mare “la città non finisce mai”. E in effetti, sulla S. Vitale tra Bologna e Ravenna, si susseguono cittadine una dopo l’altra, quasi senza soluzione di continuità. Lo stesso vale per l’illuminazione.

              Detto questo, da casa mia si vedono le stelle. E abito a Bologna, appunto, mica a Cortina di Russi 🙂

          • Roberto says:

            Non capisco.
            Cottarelli vuol diminuire l’illuminazione fuori dai centri abitati (ok ma dove? Le strade di campagna?) e Renzi risponde “abbassare le luci nelle aree urbane, in particolare nelle periferie, avrebbe causato in realtà un aumento di costi per la sicurezza e la prevenzione sociale”
            Capisco Renzi, ma cottarelli dice “fuori dai centri urbani”

            (Se cottarelli vede le autostrade belghe illuminate di notte gli viene un infarto)

          • Roberto says:

            Comunque mi piace sempre molto l’entusiasmo dei pargoli si entusiasmano per i cieli stellati appena andiamo in un posto buio. Finora i più straordinari che ho visto, una notte in mezzo al mare del nord, nel nostro paesino sui Pirenei (che pure quei disgraziati illuminano come se fosse Times square) e in Sicilia dalle parti della riserva dello zingaro

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              @ Roberto

              “Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.” 🙂

            • Roberto says:

              “Il cielo stellato sopra di me ed un piatto di tagliatelle al ragù davanti a me”
              🙂

            • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

              🙂 🙂 🙂

  16. MOI says:

    BOLOGNA : COSPLAYERS IN RPG LIVE

    Libri di Salvini strappati, sette denunciati a BolognaLibri di Salvini strappati, sette denunciati a Bologna

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/05/13/news/libri_di_salvini_strappati_sette_denunciati_a_bologna-139711435/

    I libri di Salvini strappati
    Gli attivisti sono entrati in una libreria del centro e fatto a pezzi alcune copie della biografia sul segretario della Lega

    • MOI says:

      Ma la sigla di Daltanious come colonna sonora ce l’ha messa Repubblica ?!

    • “I libri di Salvini strappati”

      Certo che si fa fatica a capirli, questi qui.

      Mettiamo che io pensassi che Salvini fosse il principale pericolo al mondo.

      La prima cosa che cercherei di fare è togliergli voti.

      Che saranno voti di gente che è incerta se votare per lui, per Renzi o per Grillo.

      Gente che ce l’ha con gli immigrati, innanzitutto.

      Per cui, se proprio devo rischiare il carcere, andrei a tirare sassi contro Renzi ogni volta che parla, urlando “Renzi nemico degli immigrati!” finché gli elettori non ci credono sul serio.

      • Poi se sono disposto a rischiare il carcere e le botte per fermare Salvini, dovrei essere disposto anche a rovinarmi la reputazione con i miei compagni, infiltrandomi nel mondo degli “anti-immigratisti”; e creare un movimento che accusi Salvini sotto sotto di lavorare per conto del Papa, della Caritas e dei comunisti per negrizzare l’Italia.

        Di sicuro gli toglierei più voti che strappando qualche copia di un libro.

        • PinoMamet says:

          Ma non credo che fermare Salvini meriti tanto sforzo…

        • MOI says:

          COSPLAYERS IN RPG LIVE … I suppose 🙂 .

        • Z. says:

          Miguel,

          il tuo ragionamento non farebbe una piega, se a queste persone importasse qualcosa dei voti che prende o non prende Salvini.

          In realtà non credo che la cosa interessi loro granché. Anzi, probabilmente più Salvini acquista consenso e rilievo mediatico più loro si divertono a giocare ai piccoli rivoluzionari.

          • “il tuo ragionamento non farebbe una piega, se a queste persone importasse qualcosa dei voti che prende o non prende Salvini.”

            Concordo.

            Sempre in tema, se davvero interessasse loro colpire Salvini, pensate se facessero un attentato in una chiesa (ovviamente vuota) rivendicandola con una dichiarazione tipo “Abbiamo colpito uno dei covi di Bergoglio amico dei negri Viva Salvini!”

            Chiaramente non potranno mai farlo, per il semplice motivo che rischierebbero di venire arrestati… come filoleghisti, cosa che rovinerebbe la loro fama personale presso i propri compagni.

            Il che fa pensare che la loro fama personale sia più importante che fermare Salvini.

          • Z. says:

            Oddio, quello che dici implicherebbe almeno due cose:

            – un progetto politico (per quanto scalcinato);
            – una fantasia malata anni Settanta.

            Mentre qui parliamo di ragazzini che non hanno progetti politici, e che sono nati più spesso negli anni Novanta che non negli anni Settanta. Credo che allora anche i loro capoccia fossero bambini…

      • paniscus says:

        I libri di Salvini strappati”
        Certo che si fa fatica a capirli, questi qui.

        ———————————————————

        In effetti, io faccio fatica a capire come sia possibile che esistano dei “libri di Salvini”, indipentemente che vengano strappati o no.

        • izzaldin says:

          personalmente, la cosa che trovo grave non è tanto il fatto di aver strappato le pagine di un libro razzista scritto da un politico razzista.
          trovo allucinante la mossa di riprendere col cellulare il momento in cui i libri vengono strappati per poi condividere il video tramite facebook.
          un collettivo credo anarcoide/autonomoide che si comporta nello stesso modo di Salvini, reagalando a facebook migliaia di visite e a Salvini la possibilità di guadagnare visualizzazione.
          in questo senso sono davvero cosplayer che condividono sulla loro piattaforma preferita le loro imprese, come quando ti travesti da uomo ragno per andare alla fiera del fumetto e la prima cosa che fai è condividere la foto su facebook…

          • ” la cosa che trovo grave non è tanto il fatto di aver strappato le pagine di un libro razzista scritto da un politico razzista.”

            io non lo trovo per nulla grave, a prescindere dal libro strappato. Un po’ di violenza di tanto in tanto fa bene a chiunque, tanto meglio se fa male a qualche proprietà privata 🙂

            Ciò che trovo incredibile è come una persona possa:

            1) fare pubblicità a un libro di cui l’intero paese ignorava l’esistenza (e guarda che ottenere pubblicità per un libro oggi è difficilissimo)

            2) danneggiare qualche pezzo di carta, sicuramente coperto da assicurazione o altro, e in cambio avere condanne penali sicure, nonché pesanti spese per avvocati e affini.

            • Z. says:

              Massì, l’importante è che non si tratti della proprietà tua o di amici tuoi, no? 😀

              • “Massì, l’importante è che non si tratti della proprietà tua o di amici tuoi, no? ”

                Allora, la Proprietà Privata in questione è quella dell’azienda Feltrinelli.

                La quale si è impossessata con un trucco della proprietà dell’edificio della storica libreria Edison a Firenze, una delle pochissime librerie in grado – per dimensioni – a fare la concorrenza alla Feltrinelli stessa.

                Poi ha triplicato l’affitto alla libreria, che non ha potuto pagare; e quindi la Feltrinelli ha sfrattato la libreria, che ha dovuto licenziare i propri 40 dipendenti.

                Siccome il posto era vincolato a libreria, la Feltrinelli l’ha semplicemente tenuto chiuso per qualche anno. Alla fine sono riusciti a ottenere una sentenza del Consiglio di Stato che toglieva il vincolo, e così adesso la Feltrinelli ci ha fatto un ristorante (il “READ EAT AND DREAM” ) con qualche libro a mo’ di decorazione.

                Hanno assicurato la città che avrebbero riassunto alcuni dei lavoratori licenziati, e così hanno fatto: ne hanno riassunto esattamente uno.

                A qualunque persona perbene può solo far piacere che qualche spirito creativo danneggi la Proprietà Privata della Feltrinelli.

                Proprio per questo, troviamo disdicevole che si faccia beccare, visto che sicuramente dovrà risarcire il poco danno che ha fatto.

            • izzaldin says:

              è comprensibile in quanto azione politica, condivisibile o meno ma comprensibile, è il narcisismo di mettere tutto su facebook per fare pubblicità a sè stessi che mi lascia basito, tanto più che in realtà la pubblicità la stai facendo a Salvini

            • Z. says:

              Miguel,

              — Allora, la Proprietà Privata in questione è quella dell’azienda Feltrinelli (…) —

              Scusa, e io che ho detto? non sono tuoi amici, anzi li detesti e quindi trovi giusto danneggiarli. Oltre quel “sono riusciti a ottenere una sentenza del Consiglio di Stato” è un capolavoro degno di Travaglio 🙂

              — A qualunque persona perbene può solo far piacere che qualche spirito creativo danneggi la Proprietà Privata della Feltrinelli. —

              Entrare in una libreria a strappare libri non rientra nelle attività tipiche di quelle che io considero persone per bene. Però ognuno ha il suo punto di vista. I forconisti – il movimento di evasori fiscali che minacciava di dare fuoco alle librerie che non eseguivano il loro ordine di serrata – la pensano come te.

              • Per Z

                “Oltre quel “sono riusciti a ottenere una sentenza del Consiglio di Stato” è un capolavoro degno di Travaglio”

                Evidentemente hanno pagato uno studio legale più efficace del tuo 🙂

                Entrare in una libreria e licenziare 40 persone, per farci un ristorante, non rientra nelle attività tipiche di quelle che io considero persone per bene.Però ognuno ha il suo punto di vista.

            • Z. says:

              Izz,

              basta che qualcosa sia appena mascherato da azione politica e per te diventa per ciò stesso “comprensibile”? e dire che hai studiato a Bologna 🙂

            • Z. says:

              Miguel,

              — Evidentemente hanno pagato uno studio legale più efficace del tuo —

              Sai che non capisco questo genere di commenti? Che poi non dico tu abbia torto, sia chiaro, è che proprio a volte non ti capisco 🙂

              — Entrare in una libreria e licenziare 40 persone, per farci un ristorante, non rientra nelle attività tipiche di quelle che io considero persone per bene —

              Capisco il tuo punto di vista. Solo, non mi sembra una buona ragione per distruggere dei libri, fossero anche libri di Salvini.

              • “Sai che non capisco questo genere di commenti? Che poi non dico tu abbia torto, sia chiaro, è che proprio a volte non ti capisco :)”

                Io dico che la simpatica Feltrinelli ha usato la propria Proprietà Privata per affittare un megastudio legale per presentare una causa vincente, tu mi dici che è un’affermazione degna di Travaglio – veramente sono io che non ti capisco.

                Non ho problemi con i libri di Salvini. Ho problemi con la Proprietà Privata della Feltrinelli.

            • Z. says:

              Questo l’ho capito, Miguel.

              Invece quel che cerco di dire è questo:

              se ciascuno di noi si mettesse a fare del vandalismo a danno di chi riteniamo si sia comportato in modo discutibile, beh, la società riuscirebbe ad essere persino peggiore di com’è ora.

              Chiunque infatti sarebbe in grado di trovare buone ragioni per vandalizzare a danno del prossimo. O magari per prenderlo a pugni in faccia, perché no?

              • “se ciascuno di noi si mettesse a fare del vandalismo a danno di chi riteniamo si sia comportato in modo discutibile”

                Non mi sembra che Travaglio lo dica, però sicuramente leggo il Fatto Quotidiano meno di te (assieme a a una mia amica, sei anzi l’unica persona che io conosca a leggerlo regolarmente).

            • roberto says:

              miguel
              credo che tu stia equivocando

              la frase travaglio style è questa
              “sono riusciti a ottenere una sentenza del Consiglio di Stato”

              non questa
              “se ciascuno di noi si mettesse a fare del vandalismo a danno di chi riteniamo si sia comportato in modo discutibile”

              nesl senso (e credo che questo sia incontestabile) che *travaglio* considera la giustizia come qualcosa di bello, funzionante, chiaro e meritevole se abbatte la sua scure sui nemici di travaglio. oscura, odiosa, inefficiente se invece se la prende con gli amici di travaglio o più in generale con quelli che gli stanno antipatici.
              non credo in effetti che travaglio si occupi di vandalismo, ma di giustizia si

              ma magari Z ha capito male e ci potrai dare qualche elmento in più per capire “sono riusciti a ottenere una sentenza del Consiglio di Stato che toglieva il vincolo”

              • ““sono riusciti a ottenere una sentenza del Consiglio di Stato che toglieva il vincolo””

                Non capisco cosa ci sia di strano nella frase.

                La Feltrinelli avrà pure un legale, no?

                Avranno pagato quel legale?

                Quel legale avrà fatto tutto quello che si deve fare per ottenere una sentenza favorevole?

                Cosa c’entra Travaglio?

            • PinoMamet says:

              “A qualunque persona perbene può solo far piacere che qualche spirito creativo danneggi la Proprietà Privata della Feltrinelli.”

              Alle persone per bene non so, ma a me fa sicuramente piacere!

            • Z. says:

              Miguel,

              non fare il finto tonto, o peggio il giornalista furbacchione. Non dopo che ci hai insegnato tu a smascherarli 🙂

              Il senso sotteso al tuo post era:

              “avevano torto, ma hanno fatto ikkeglipareva con un trucco e i loro ricchi e influenti avvocati – che non sono certo delle mezze calzette come te – hanno indotto giudici compiacenti e forse corrotti a scrivere una sentenza a loro favorevole”.

              Credo che tutti se ne siano accorti.

              A parte questo, e sorvolando su tutto il resto, quello che trovo abbastanza antipatico sia che la violenza è sbagliata se fatta ai tuoi danni e ai danni di chi ritieni dalla tua parte, mentre giusta e anzi sacrosanta se praticata contro le cose e le persone di chi sta dalla parte opposta.

              Un po’ come i cosplayer delle mie parti, per cui se un kompagno pesta un fascista è sana giustizia proletaria, mentre se un fascista pesta un compagno è un intollerabile rigurgito di dittatura.

              Ecco, questa è una mentalità molto distante dalla mia.

              • “quello che trovo abbastanza antipatico sia che la violenza è sbagliata se fatta ai tuoi danni e ai danni di chi ritieni dalla tua parte, mentre giusta e anzi sacrosanta se praticata contro le cose e le persone di chi sta dalla parte opposta.”

                La mia “parte” non c’entra niente.

                Non è che io considererei giusto mettere il sonnifero nel caffè del campione degli Azzurri la mattina del 24 giugno.

                Anche un “kompagno” e un “fascista” sono sostanzialmente la stessa cosa.

                Invece non considero proprio “la stessa cosa”:

                – la famiglia del mio amico W., che per tutta la vita ha fatto con passione il libraio, lavorando in una libreria apprezzata e per nulla in crisi, e che poi si è trovato per anni disoccupato con un bambino piccolo da mantenere;

                e

                – un consiglio di amministrazione che ha deciso che ci si poteva arricchire ancora di più rovinando la vita a W. e alla sua famiglia.

                Poi ognuno ha un proprio senso etico diverso, per carità.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Anche un “kompagno” e un “fascista” sono sostanzialmente la stessa cosa. —

              Infatti è quel che volevo dire: nessuno dei due è la tua parte, per cui la violenza commessa contro gli uni per te vale quella commessa contro gli altri.

              • “nessuno dei due è la tua parte,”

                No, non stiamo parlando di “parti”, quello che ha un’idea o una lingua o una religione diversa.

                Stiamo parlando di due scelte di vita opposte, non di “parti”.

                Il fatto che W. sia un mio amico, mi permette di conoscere la sua situazione e parlarne; ma non cambierei di una virgola il mio giudizio, se W. avesse idee opposte alle mie, o se avessimo litigato per qualche motivo.

            • Z. says:

              Miguel,

              — Stiamo parlando di due scelte di vita opposte —

              Ma è proprio quello che intendo quando parlo di “parti”, veh!

              Mica cose del tutto contingenti e casuali, ossia che tu tifi per i Bianchi e io per gli Azzurri, o che ci siamo litigati la stessa ragazza, o che ci troviamo antipatici a vicenda.

  17. MOI says:

    … il Narcisismo del Guastatore (seppur fai da te), vi sorprende ?

    😉

  18. MOI says:

    … un po’ come andare al Lucca Comics travestiti da Orchi e ingaggiare la rissa con quelli travestiti da Elfi ?! 😉
    Putroppo, davvero mi rincresce ma … ci han “tirato dentro” perfino Tolkien, come se fosse un cazzo di Warcraft qualsiasi …

  19. MOI says:

    Cmq anche Matteone (non solo Matteino) è mediaticamente un “Papà” :

    http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/06/13/news/bambino-regala-la-sua-ruspa-a-matteo-salvini-1.13655153

    Bambino regala la sua ruspa a Matteo Salvini

  20. Roberto says:

    Miguel, Z,
    A prescindere da cosa sia bello distruggere agli amici di chi,
    Direi che in ogni caso distruggere i libri di Salvini, così come lanciargli i pomodori ad un comizio produce il solo effetto di dargli pubblicità gratuita.
    È quindi un atto politicamente profondamente ed inescusabile ente idiota (a meno che i cosplayers non siano leghisti, allora avrebbero ottenuto l’unica cosa che potevano ottenere)
    Ogni altra considerazione mi pare superflua

    • Z. says:

      Robè,

      che questa gente faccia pubblicità a Salvini siamo tutti d’accordo (non solo strappando libri, aggiungo). E se non avessi mai abitato a Bologna ne sarei stupito quanto Miguel, presumo: per fortuna non tutte le città sono contraddistinte da questo perenne carnevale fuori stagione. Mi rende perplesso, piuttosto, lo stupore di Izz!

      Detto questo, secondo me non si entra in una libreria a strappare i libri, e non si dovrebbe fare nemmeno se questo effettivamente danneggiasse Salvini. Su questo la pensiamo diversamente.

  21. MOI says:

    @ MIGUEL / TUTTI

    Si era partiti da Mein Kampf e si è approdati a Secondo Matteo e va be’ … cmq ne han parlato anche nel Salotto Super Politically Correct di Frau Dietlinde die Rote :

    in pratica, i Kattivi di Dx dicevano che chiunque deve potersi documentare su qualsiasi fonte per cercare di “Capire il Passato” … i Buoni di Sx dicevano invece che quando un libro è Inequivocabilmente Condannato dal Grande Tribunale della Storia è meglio che non lo legga mai più nessuno !

    Tuttavia, NON han considerato che il Proibito affascina “antropologicamente” da sempre …

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