“Senza la gente non si decide niente!”

bambineOggi c’è stata una delle più affollate manifestazioni della storia recente fiorentina.

Migliaia e migliaia di persone sono partite dai quartieri dove nessuno va, fino in Piazza della Repubblica.

asinoOrganizzata da un gruppo incredibilmente abile di mamme del Quartiere Cinque, senza nessun appoggio.

Sono riuscite a percorrere tutta la città, a trovare una schiera di medici e di docenti universitari, per contestare il super-inceneritore che l’Amministrazione Comunale sta per costruire quest’estate.

capreE’ interessante la sequenza che porta persone che hanno comprensibilmente paura per la salute dei loro figli a iniziare a riflettere. E quindi a non chiedersi di spostare semplicemente il problema da un’altra parte, ma di andare alla radice del problema.

E la radice del problema è un intero sistema basato su un livello insopportabile di rifiuti, di tutto ciò che dobbiamo eliminare per far posto a nuovi prodotti; nonché un livello insopportabile di inquinamento per mantenere in movimento il motore.

Che poi è esattamente la questione fondamentale del pianeta ai nostri tempi.

Io ovviamente non so quale sia la risposta giusta, anche perché le variabili coinvolte sono ancora più numerose degli interessi in ballo.

So che nel nostro giardino, l’Amministrazione che ha i soldi per costruire inceneritori, non ha i soldi per introdurre una raccolta minimamente differenziata dei rifiuti (in realtà, hanno smesso anche di fare la raccolta, per fortuna, per cui ci organizzeremo da soli anche per questo).

E so che mentre l’inquinamento dovuto a particelle sottili si rivela in tutto il mondo una delle principali cause di decesso, il sindaco di Firenze si vanta di aggiungere 7.000 nuovi posti macchina (un’ottantina in più per non residenti da subito anche nel nostro quartiere) a quelli di cui dispone attualmente la città, per promuovere l’economia.

Le Mamme No Inceneritore rispondono con l’autocostruzione di centraline per misurare la qualità dell’aria e  preparandosi a impedire fisicamente la costruzione  dell’inceneritore. Adesso dobbiamo pensare a cose buone da regalare a loro.

inceneritore-nidiaciMamme No Inceneritore al nostro giardino

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212 Responses to “Senza la gente non si decide niente!”

  1. mirkhond says:

    Poco fa al telegiornale, hanno parlato di un nuovo veicolo che andrebbe ad una velocità maggiore dei treni ad alta velocità.
    Ad esempio la corsa Roma-Milano durerebbe 30 minuti!
    Ormai non riesco più a stare dietro ad un mondo sempre più tecnologico e sempre più veloce.
    E qui dentro, dicono pure che stiamo in fase di stagnazione!
    Niente riesce a fermare il mal della costruzione, NIENTEEEE……

    • Z. says:

      Se non si riesce a star dietro il progresso, figurati starci davanti.

      Specie se è un treno!

    • Roberto says:

      Se esistesse una cosa del genere, potrei vivere in oltrarno e lavorare in Lussemburgo, e magari andare a pranzo la domenica da mammà….sogni….

    • PinoMamet says:

      “Ad esempio la corsa Roma-Milano durerebbe 30 minuti!”

      A me pare una bella cosa… basta che si fermi a Parma e non a Reggio 😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      A quanto pare non è un treno, ma da quello che ho letto un’applicazione su grande scala della posta pneumatica. Ovvero dovremmo costruire un tubo ermetico tra Milano e Roma e pomparci dentro aria compressa per sparare una capsula piena di passeggeri.

      • PinoMamet says:

        Mmmm

        a mme… me pare ‘na strunzata!! 😀

        Ma chissà, magari avranno detto così anche i primi a vedere il trabiccolo dei fratelli Wright… 😉

      • Francesco says:

        no, al contrario, pare funzioni sotto vuoto

        in teoria, in pratica ho qualche dubbio possa funzionare tout court

        anche perchè fondamentalemente NON può fare fermate

        ciao

  2. mirkhond says:

    Così come ad Harvard si sono riuniti 150 scienziati, in forme strettamente segrete.
    Pare, da qualche indiscrezione, che intenderebbero creare un genoma umano artificiale!
    Non c’è più limite ai frankenstein…..

    • giovanni says:

      La notizia di Mirkhond fa il paio con questa:
      http://www.wallstreetitalia.com/riattivare-attivita-celebrale-di-persone-morte-al-via-i-test/
      l’unico vero illuminista degno di chiamarsi tale (ovvero filosofo che non abiura all’uso della ragione per farla diventare mero strumento tecnico al servizio del potere), Kant, sosteneva che bisogna agire in modo da trattare l’umanità, tanto nella propria persona quanto in quella altrui, sempre nello stesso tempo come un fine, e mai unicamente come un mezzo.
      Vedeva chiaramente come la corrente principale dell’illuminismo, volenterosa serva dell’emergente borghesia, al contrario si adeguava al principio del capitalismo, che è agire usando il prossimo sempre come un puro mezzo per il proprio arricchimento.
      La ragione strumentale, e non l’antisemitismo, è la vera madre di Auschwtiz e di Hiroshima, due facce della stessa medaglia: l’odio assoluto del capitale per l’uomo in sè, e l’uso della ragione strumentale a fini antiumani.
      La costruzione dell’uomo in laboratorio senza quell’atto di amore assoluto che è fondativo di una vita biologica è quindi l’apogeo dell’odio assoluto dell’uomo naturale che è al fondamento del capitalismo, il cui sviluppo è consustanzialmente antinaturale, perchè si fonda sulla pretesa di una crescita infinita in un mondo finito.
      Il capitalismo è quindi, in ultima analisi, puro desiderio di distruzione della natura. Ho una brutta notizia per i capitalisti: l’uomo è un essere naturale, e muore, e moriranno anche loro. Non si può fare violenza alla natura senza pagarne un prezzo.

    • MOI says:

      … sei sempre il solito Gufo Oclocratico 😉 !

    • Francesco says:

      ahò

      strettamente segrete cosa?

      si sa dove, quanti, per che cosa … manca solo chi paga!

      😀

  3. mirkhond says:

    Si va veloci, sempre più veloci……

    • Peucezio says:

      Beh, no, guarda che vent’anni fa si correva molto di più di oggi.
      In città le macchine sfrecciavano e in autostrada si andava a duecento.

      Io temo invece che, a forza di andare sempre più piano, alla fine, impercettibilmente, ci fermeremo e quando arriveranno gli extraterrestri ci troveranno congelati come in un fotogramma fisso.

      • mirkhond says:

        E tutte le CONTINUE innovazioni tecnologiche, che non fai in tempo ad abituarticisi, che già è pronta una nuova diavoleria?
        Dove la vedete tutta questa stagnazione?

        • habsburgicus says:

          hai ragione, ma a me sembrano innovazioni fatue, inutili e superflue, come praticamente tutto oggi…
          innovazioni che veramente cambiano la vita non ci sono più da anni, l’ultima fu internet forse (che è dei Novanta se non prima, ancorché popolarizzata dopo)
          innovazioni di quel tipo sono, in un ordine cronologico approssimativo
          treno
          luce
          automobile
          aereo
          radio
          TV
          computer
          telefonino e internet
          da circa 20 anni, non si va oltre…ma in compenso si propagandano, con successo, piccole variazioni, in sé quasi insignificanti, quasi sempre con lo scopo di complicare la vita a noi tutti ..e in questo sono d’accordo con te al 100 %

        • Peucezio says:

          E’ vero.
          Le innovazioni riguardano a comunucazione, la trasmissione di informazioni, non il movimento di persone e cose.
          Cioè si va sempre di più verso un mondo dove tutti stanno fermi in casa e comunicano con gli altri in tutto il mondo da qualche dispositivo.

          • Z. says:

            Ma succede davvero? cioè, i giovanissimi davvero passano – per lo più – le giornate chiusi in casa a comunicare con destinatari remoti?

            Non è una domanda retorica. E’ che non sono proprio sicuro che sia così.

          • Z. says:

            Comunque su una cosa credo che tu abbia ragione: l’estetica, per molti versi, si è come congelata.

            Ma le cose cambiano. Non dobbiamo fare come i baby boomer, per cui la normalità è il mondo del 1953 🙂

          • Peucezio says:

            Io ho parlato di tendenze, di una sorta di punto di arrivo ideale, che in forme così pure non è detto (né tantomeno augurabile) che si realizzi mai.
            Ma la tendenza mi sembra sia questa.

          • Z. says:

            Sai cosa…

            secondo me cià raggione Pino. Le nostre vite sono troppo brevi per valutare in modo empirico e insieme obiettivo i mutamenti di tendenza.

            A parte per il mio peso. Quello varia ormai di giorno in giorno e mi fa crescere a dismisura, a guisa di Zeppelin prussiano 😀

    • Peucezio says:

      Anche nella lingua.
      Non ho prove sperimentali, ma empiricamente noto che i pugliesi di una volta parlavano velocemente, mangiandosi quattro sillabe alla volta, mentre adesso ci sono ‘sti giovani con questa parlata strascicata, moscia.

  4. habsburgicus says:

    il progresso scientifico, in sé, non è male…pare un’ovvietà, ma dovrebbe rivolgersi precipuamente
    n° 1, combattere o quanto meno alleviare le malattie esistenti
    n° 2, rendere meno difficile la vita, migliorare le condizioni economiche (anche..io direi soprattutto, ma purtroppo so quanto sia egoista l’essere umana, dunque un “anche” andrebbe benissimo) delle persone meno fortunate
    (e invece fanno progressi dove non serve, serve poco o, spesso-dove è addirittura pericoloso e assurdo :D)

    • izzaldin says:

      un po’ come diceva Garibaldi: una volta finite le guerre di indipendenza, l’esercito andava sciolto in una specie di milizia civica e le risorse destinate alla guerra sarebbero dovute andare alla risoluzione di problemi concreti della popolazione.
      Lui stesso si industriò credo per uno strano progetto di bonifica del Tevere per renderlo navigabile, ma come tutte le sue imprese private si risolse in un disastro economico 🙂
      comunque sì, sono d’accordo con Habs

      • Z. says:

        Che è come dire che a fine giornata si può chiudere il Rizzoli e licenziare tutti gli ortopedici, lasciando in servizio qualche volontario della Croce Rossa.

        Tanto i pazienti sono già tornati tutti a casa 😀

        • Francesco says:

          beh, no, se avessimo sciolto le forze armate nel 1861 avremmo risparmiato un sacco di soldi e di stupide avventure militari prive di utilità

          e tutto sommato nel peggiore dei casi ci avrebbe invaso la Svizzera …

          • Z. says:

            Se avessimo sciolto le FF.AA. nel ’61 qualcuno si sarebbe incaricato di prendersi – o riprendersi – qualche pezzo d’Italia. Il mondo è brutto e cattivo oggi, e lo era anche allora.

            Poi certo, il tuo giudizio sulle avventure militari del Regno lo condivido.

          • Francesco says:

            mah

            l’Austria era sulla difensiva da secoli, la Francia aveva altro a cui pensare, chi sarebbe venuto a rompere i maroni?

            Greci? Albanesi? Tunisini?

  5. mirkhond says:

    Questo, invece, il progresso che mi affascina:

    http://www.bbc.com/news/science-environment-25020958

    La cultura preistorica di Mal’ta, ad ovest del Lago Bajkal, nella Siberia Centrale, che, a quanto emerge dallo studio del genoma dei resti di un bambino, rivelerebbe un legame remotissimo tra Europoidi e Nativi Americani……

  6. Pierluigi Vernetto says:

    amore di mamma…mentre la stragrande maggioranza della gente passa il tempo a dir cazzate su internet, e’ bello vedere che qualcuno fa qualcosa di concreto.

    a proposito, vedo molte bandiere del PD nella manifestazione :o)

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma al PD che gliene importa della manifestazione? Anzi, forse qualcuno a Palazzo Vecchio è stato contento perché dei manifestanti avranno sicuro preso un caffé nel bar dell’esercente amico.
      Il Partito, soprattutto in Emilia e Toscana, è soprattutto un sistema di potere assolutizzante, che controlla (e parimenti è controllato: un sistema è fatto di relazioni reciproche) non solo la vita politica e l’amministrazione, ma anche l’economia locale. Una manifestazione in cui si chiede qualcosa di concreto non intacca in nessun modo il sistema, quindi nel Partito si dorme tranquilli, pensando che tanto gli arrabbiati di oggi, sfogatisi, saranno fedeli elettori domani, magari perché riverseranno il voto sulla “minoranza interna”, sul “consigliere amico” o su qualche ridicola lista collegata piena di “brava gente”. E così il sistema si preserva.
      E sanno anche che se eventualmente l’elettore dovesse tradire, magari dopo il dissesto finanziario del comune, loro continuerebbero a controllare amministrazione ed economia, il che significa che con uno schiocco di dita i servizi pubblici sciopererebbero a scacchiera, mentre i provvedimenti a favore degli amici degli amici saranno delle fortezze giuridiche inespugnabili.
      L’unica forza in grado di mettere insieme un sistema simile (alternativo) è la Lega (che infatti è riuscita per un certo periodo ad espugnare con successo parte dell’Emilia periferica, fino alla crisi di consenso dopo gli scandali), che in effetti in piccolo ha fatto quello che il Partito ha fatto per decenni in grande. E se qui a Treviso il sistema puzzava solo dopo vent’anni, voglio vedere in Emilia e in Toscana se non è fetido dopo settanta.

      • Mauricius Tarvisii says:

        No, nulla di quello che ho scritto sopra è un’ipotesi sul futuro: ho descritto fenomeni già visti. Magari qualche distratto negherà.

        • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

          @ Mauricius

          Temo che tu abbia ragione, pur non conoscendo “da vicino” i sistemi economico-politici del Veneto, dell’Emilia e della Toscana, perché in effetti – come giustamente scrivi – sono situazioni già vissute…
          E dire che mi ero svegliato contento… 🙂

          • Z. says:

            (EC: i grillini hanno appoggiato il comune in materia di PEDONALIZZAZIONI, non “privatizzazioni”. Scusassero!)

        • Z. says:

          Non conosco la situazione toscana, se non attraverso le descrizioni di Miguel che leggo su questo blog.

          In ER non mi risultano scioperi a scacchiera contro le amministrazioni di destra, o iniziative simili. Detto questo, la situazione varia da città a città.

          Imola – sì, ignoranti: è una città! – ad esempio, mi dicono essere egemonizzata dal PD. Anche qui Miguel, che ci abitava, probabilmente ne sa più di me, ma ho anche fonti di prima mano da cittadini non certo di destra. Ogni tanto la Lega ci prova, ma senza risultati degni di nota.

          A Ravenna già i DS univano le principali forze politiche cittadine – ex socialcomunisti ed ex repubblicani. Laggiù la tradizione DC praticamente non esisteva, sicché la situazione non è cambiata col PD. A ‘sto giro, poi, Casaleggio ha negato il marchio cinquestelle ai rissosi grillini locali: non sapeva bene chi era meglio appoggiare e chi disconoscere. La candidata grillina (senza simbolo) è la figlia del candidato sindaco di FI di vent’anni fa.

          A Bologna la situazione è diversa. Non vi interessa? Peggio per voi, è la mia città e mi piace parlarne 😀

          Anzitutto esistono centri di potere non estranei ma certamente trasversali alla politica, tra cui la Curia e l’Ateneo.

          Inoltre il PD, nonostante il progressivo calo di consensi e tessere (che procede incessante dal 1991, ma che si è aggravato da quando Renzi è segretario, registrando un primato negativo senza precedenti alle ultime regionali) è meno monolitico che altrove.

          Poi abbiamo la cattolica Amelia Frascaroli in giunta, il che credo da un lato abbia aiutato la convergenza di Comune e Curia nella ricerca di soluzioni per gli alloggi, dall’altro ha portato la giunta a scontrarsi ripetutamente con l’opposizione di destra anche per questa ragione.

          I grillini sono pressoché inesistenti: o meglio, se non si fossero bastonati continuamente tra loro avrebbero avuto pure una qualche consistenza numerica. Ma di fatto hanno appoggiato la politica del sindaco su ZTL, privatizzazioni e ristrutturazioni del centro storico.

          Della colorata sinistra locale ho parlato spesso. Ma forse non ho ancora detto che alcuni fuoriusciti del Partitone avevano fondato una lista di dissidenti e organizzato le primarie. Però le primarie le hanno perse a favore del candidato ufficiale dei centri sociali convenzionati, e così – molto sportivamente – hanno abbandonato la lista. Anzi il PRC, che faceva parte della stessa corrente, ha annunciato che all’eventuale ballottaggio voterebbe piuttosto il candidato del M5S. Non che la cosa abbia qualche rilievo, visto che nessuno prevede un risultato superiore al 5% per Coalizione Civica.

          Però hanno fatto un video di propaganda molto simpatico, con un tizio vestito di viola e una musichetta che dice “leila lé, leila lé, lella lella leila lé, pigghia pigghia lu bbastuni lella lella leila lé”.

          La destra si è scannata come al solito, finché è arrivato Salvini e ha chiarito che la sua è l’unica candidata. Nessuno ha protestato, nonostante una foto del 2001 che ritrae Lucia Borgonzoni con musta da afterhour in un noto centro sociale di Bologna. La campagna elettorale gliela fa la sinistra gratis, quando aiuta Salvini a guadagnare un po’ di voti.

          Infine, va detto che c’è stata tensione tra alcuni magistrati della locale Procura e l’amministrazione Merola. Il sindaco è stato messo sotto indagine per aver fornito l’acqua (dietro consiglio, presumo, di Frascaroli) a una comunità di occupanti. Due politici locali (uno della maggioranza e una dell’opposizione) hanno definito “assurda” l’inchiesta e sono stati a loro volta querelati dai PM medesimi. Poi i PM hanno cambiato idea e hanno ritirato la querela.

          La verità è che non sapete cosa vi perdete. Dal grattacielo Unipol che domina la tangenziale a Porta Europa – sempre Unipol – che sovrasta via Stalingrado passando per la folcloristica zona universitaria, il celebre circolo Cassero di ARCI-Gay e le mostre di graffiti asportati da edifici in demolizione, ognuno di noi può avere il ruolo che preferisce in questo meraviglioso carnevale. Il guaio è che molti finiscono per crederci troppo, ma in fondo è anche il suo bello 😀

          • izzaldin says:

            d’accordo con questa esilarante descrizione della societas felsinea; ricordo un simpatico blog, ‘lo spettro della bolognesità’, che diceva di come Bologna è come la Springfield dei Simpson: sì, succedono tante cose, ma alla fin fine i personaggi sono sempre gli stessi. 🙂
            la Bergonzoni barista del Link è solo uno dei tanti cortocircuiti di una città che ha un sindaco “di sinistra” cresciuto in caserma perché figlio di uno sbirro napoletano, o appunto di istituzioni comunali che organizzano mostre di arte antagonista col bollino del comune 🙂
            però in fondo, con tutti i problemi e le magagne, rimane una città infinitamente più ‘vivibile’ secondo i canoni della civiltà occidentale rispetto ai gironi infernali da Roma in giù

          • Z. says:

            Izz,

            immagino che alcuni cosplayer anni Settanta abbiano dichiarato il contrario, ma il Comune non era particolarmente entusiasta dell’iniziativa.

            Anzi, alcuni hanno pubblicamente rilasciato dichiarazioni critiche – incluso il sindaco, se ricordo bene – fino a solidarizzare con Blu. Altri invece hanno criticato la decisione dell’artista.

            Tra l’altro, c’è una notizia che non credo sia uscita dal territorio del Comune. Un esponente di quartiere si è lamentato con gli imbianchini d’assalto per altre ragioni. A quanto pare – non ho approfondito – sarebbero stati un po’ troppo zelanti: avrebbero cancellato anche un murale che Blu aveva eseguito per il quartiere medesimo, su commissione e a pagamento. Cose che capitano, comunque: la precarietà dicono sia elemento connaturato all’arte di strada 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            A Parma e a Livorno si inaugurò con agitazioni dei dipendenti pubblici, a Roma l’alieno Marino è stato destabilizzato anche con scioperi a giorni alterni dei dipendenti Atac e Ama…
            Dove un sistema ha il controllo totale è impossibile anche concepirla l’alternativa.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Z.

            “A Bologna la situazione è diversa. Non vi interessa? Peggio per voi, è la mia città e mi piace parlarne”.

            “La verità è che non sapete cosa vi perdete. […] ognuno di noi può avere il ruolo che preferisce in questo meraviglioso carnevale”.

            Non è vero che non mi interessa: ho solo specificato che non conosco la situazione dell’Emilia, quindi non mi sento in grado di parlarne estesamente. In ogni caso, che c’entra il “meraviglioso carnevale”? Nessuno ha detto nulla di offensivo contro la città di Bologna di per sé: non certo Mauricius, che si era limitato ad estendere un’analisi estremamente equilibrata ed equanime, senza alcun accento spregiativo (analisi riguardo alla quale si può concordare o meno, come sempre accade). Quanto a me, mi sono limitato a condividere i dubbi riguardo al funzionamento del sistema economico-politico nazionale, e quindi anche emiliano-romagnolo (ma avrei potuto dire benissimo “siciliano” o “lombardo”).

            “A Ravenna già i DS univano le principali forze politiche cittadine – ex socialcomunisti ed ex repubblicani. Laggiù la tradizione DC praticamente non esisteva, sicché la situazione non è cambiata col PD”.

            E questo che cosa dovrebbe garantire? I socialcomunisti ed i repubblicani sarebbero, in quanto tali, più integri dei democristiani? A mio avviso (e non solo mio 🙂 ), la DC non era corrotta perché era la DC, ma perché era diventata la maggiore forza di governo in Sicilia e non solo, costruendo alleanze discutibilissime con poteri che agivano ed agiscono fuori dalla legalità… Se, invece, il PCI avesse governato ininterrottamente in Sicilia per tutta la I Repubblica, sulla base di che cos dovrei pensare che avrebbe dato luogo ad un sistema di potere di altro tipo?

            @ Izzaldin

            “… rimane una città infinitamente più ‘vivibile’ secondo i canoni della civiltà occidentale rispetto ai gironi infernali da Roma in giù”.

            A mio modestissimo avviso, non c’è bisogno di dire agli altri sempre quello che vorrebbero sentirsi dire (lo dico in tono semiserio, dato che non pretendo certo di insegnarti nulla, eh! 🙂 🙂 )…
            Un conto sono la letteratura e l’autoironia, e vanno benissimo, ci mancherebbe! 🙂 … Un altro è la vita quotidiana…
            Sono palermitano e, in più, sono stato, come viaggiatore, a Napoli, Roma, Bari e Bologna… Quindi, ciò che tu ed io sappiamo è che a Sud di Roma non ci sono gironi infernali, né nel bene, né nel male: ci sono tanti problemi, questo sì. Per il resto, non penso proprio che Bologna sia “infinitamente” più vivibile di Roma e di Napoli, perché non stiamo parlando di Copenhaghen. Bologna sarà senza dubbio un po’ più vivibile di Roma, Napoli e Bari; sarà pure molto più vivibile di Palermo o di Catania, per un insieme di ragioni… Ma già riguardo al fatto che sia più vivibile di Ostuni, di Amalfi o di Ragusa Ibla, avrei seri dubbi… Anche perché in tal caso la “vivibilità” – qualsiasi cosa ciò significhi 🙂 – coinvolge innumerevoli variabili, non tutte facilmente quantificabili… 🙂

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Mauricius

            “Dove un sistema ha il controllo totale è impossibile anche concepirla l’alternativa.”

            Condivido al 100%. E questo, secondo me, vale indipendentemente da quale sia il sistema di potere in causa…

          • Z. says:

            MT,

            sono passati quasi vent’anni dalla sconfitta del PDS alle amministrative a Parma, quindi potrei sbagliarmi, ma non ricordo scioperi cileni contro la giunta Ubaldi o contro la giunta Vignali.

          • Z. says:

            Andrea,

            non me la sono presa. Spiegavo che vi avrei annoiato con la mia città, volenti o nolenti voi!

            Ho descritto la situazione di Ravenna come esempio di città più monolitica di Bologna, pur essendo nella stessa regione e guidata dallo stesso partito.

            Comunque sì: se socialisti e repubblicani in Italia avessero dimostrato la stessa caratura morale media dei socialisti e repubblicani di Ravenna forse non avremmo avuto Tangentopoli. Ma in effetti a Ravenna avevamo Zaccagnini, quindi la cosa vale anche per i DC 🙂

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Z.

            “Comunque sì: se socialisti e repubblicani in Italia avessero dimostrato la stessa caratura morale media dei socialisti e repubblicani di Ravenna forse non avremmo avuto Tangentopoli.”

            Vedo che continuiamo a non capirci… Il problema, a mio avviso, non è morale, bensì sociale e sistemico: si tratta di un apparato di potere costruito sulla base di strutture socio-economiche ben più antiche della fase repubblicana…
            Comunque, vabbe’…

          • Mauricius Tarvisii says:

            @ Z

            E se è per questo Marino era del Pd. La distinzione è tra ciò che sta bene al sistema e cosa no.

          • Z. says:

            MT,

            insomma, se ci sono proteste è una congiura dei poteri forti che si oppongono al sindaco; se non ci sono, allora il sindaco fa parte della congiura dei poteri forti. Ma è necessariamente così?

            A Parma la cosa mi pare sia stata più semplice. Durante la campagna elettorale il sindaco ha promesso (magari per volontà della CA s.r.l., se vuoi): stop al cemento, meno strisce blu, più assunzioni negli asili, tariffe più basse per i medesimi, inceneritore spento.

            A quanto mi risulta, una volta eletto ha deliberato: nuovo cemento, più strisce blu, meno assunzione negli asili, tariffe più alte per i medesimi, inceneritore acceso.

            Non dico che abbia fatto male, eh, o che governi male. Se anche fosse, comunque la giunta Pizza è la prima che dopo quindici anni ha messo le mani in un pozzetto senza fine – e senza scappare a gambe levate – e solo per questo ha la mia stima.

            Ma se prometti la luna a cittadini sull’orlo della bancarotta, e fai tutto il contrario di quanto hai promesso, devi aspettarti che qualcuno ne esca infastidito (oltre a Casaleggio padre e figlio, cosa che non mi riguarda).

          • “A Bologna la situazione è diversa. ”

            🙂

          • Z. says:

            Andrea,

            — Vedo che continuiamo a non capirci… Il problema, a mio avviso, non è morale, bensì sociale e sistemico —

            In realtà ci capiamo bene. Infatti sono in buona parte società e sistema a dar forma alla morale delle persone.

          • Andrea says:

            “… sono in buona parte società e sistema a dar forma alla morale delle persone.”

            Sono d’accordo. Il punto è che, se esistono problemi sociali, penso sia opportuno concentrarsi su quelli, più che sulla “moralità media” delle persone.

          • Andrea says:

            P.S. Ho sbagliato di nuovo il nick, vabbe’… 🙂

          • Z. says:

            Aggiornamento sulle elezioni felsinee.

            La candidata leghista pare andrà a processo per appropriazione indebita ai danni della Lega Nord. Uno di quei processi dove la persona offesa dal reato prega perché l’imputato sia assolto. Ad ogni buon conto, la difesa è certa che tutte le accuse siano destinate a cadere.

            http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/16/fondi-lega-nord-emilia-processo-19-esponenti-ce-anche-la-candidata-sindaco-bologna/2735531/

            Il candidato della coalizione civica di sinistra, professore universitario di diritto del lavoro, ha messo online sei simpatiche faccette da usare per esprimere le proprie emozioni.

            https://it-it.facebook.com/coalizionecivicabologna/

            Invidiosi eh? Fate bene. Bologna produce succulente novità ogni giorno, incessantemente: è come gli altiforni, brucia giorno e notte, non si spegne mai. Non ci si annoia mai, a Bologna.

            • “Invidiosi eh? ”

              Non tanto: anche noi a Firenze ci divertiamo come scimmie quando ci sono le elezioni.

              E’ un allegro carnevale, dalla breve durata, in cui il mondo viene per un attimo messo al rovescio e i padroni fanno finta di fare i servi.

              Come tutti i carnevali, poi finisce e inizia la quaresima. Senza Pasqua e con il prossimo carnevale a cinque anni di distanza.

          • Z. says:

            Ed è questa la differenza!

            Da voi è carnevale semel in anno. Anzi, una volta ogni cinque anni.

            Da noi è carnevale tutti i giorni.

            Pensavo giusto ieri che mi piacerebbe anche solo una settimana all’anno senza carnevalate. Sono uno che si accontenta.

            • “Da noi è carnevale tutti i giorni.”

              Azzardo un’ipotesi: a Bologna c’è più varietà politica, forse. Mentre qui esiste solo il Partito Unico contro una piccola opposizione, grillina o di sinistra, che non fa mai notizia. I politici del Partito Unico fanno notizia quando lo decidono loro, facendo piccole cose simpatiche, raccontando caute battute o facendo promesse, ma poco altro.

          • Z. says:

            Non saprei.

            Stando a quello che tu scrivi non siamo messi così diversamente, sotto il profilo politico. In entrambe le città a quanto pare c’è il PD, c’è qualche cespuglio a destra e a sinistra, qualche grillino che litiga.

            Sì, da noi forse il PD è un po’ più debole e un po’ più diviso. Ma credo che il carnevale derivi da altro.

            E cioè da questioni legate al nostro antico e prestigioso Ateneo, che attira ogni anno studenti giovanissimi – alcuni dei quali si perdono tra le luci della città, sedicenti e ormai senescenti intellettuali in mobilità, asseriti artisti di ogni genere e sorta. E tutto quell’oceano di fuffa pseudopolitica che qui chiamiamo per brevità cosplay.

            Spesso le bande di cosplayer si bastonano a vicenda – nel senso che se le danno proprio – e qualche tempo fa si parlava addirittura di auto incendiate. Non so se fosse vero: di certo tra molti di loro non corre buon sangue, dato che non hanno nemmeno mai provato a fare un corteo unico contro Salvini.

            Ma la politica c’entra una cosa giusta. Direi più o meno quanto c’entra l’ideologia mazziniana nel reenacting delle battaglie rinascimentali, o l’ideologia illuminista nelle rievocazioni storiche delle campagne di Napoleone.

            Ogni volta che vedo alcuni di quei ragazzi – quelli che vanno in prima linea, non i più anziani capoccia – provo dispiacere all’idea che potrebbero studiare per andarsene da qui e non tornare mai più, lasciando alle loro spalle tutta questa stantia commedia dell’arte.

            Invece, pensa tu, c’è uno dei leader – uno che invece non disdegna di partecipare in prima linea, oltre tutto – che ha lasciato un buon impiego in una prestigiosa società all’estero proprio per tornare qui, a Bologna, nel suo centro sociale.

            Forse c’è gente che continua a vedere qualcosa che a me sfugge.

            Di là, dopo sei giorni e sette notti, l’uomo arriva a Zobeide, città bianca, ben esposta alla luna, con vie che girano su se stesse come in un gomitolo. Questo si racconta della sua fondazione: uomini di nazioni diverse ebbero un sogno uguale, videro una donna correre di notte per una città sconosciuta, da dietro, coi capelli lunghi, era nuda. Sognarono d’inseguirla. Gira gira ognuno la perdette. Dopo il sogno andarono cercando quella città; non la trovarono ma si trovarono tra loro; decisero di costruire una città come nel sogno. Nella disposizione delle strade ognuno rifece il percorso del suo inseguimento; nel punto in cui aveva perso le tracce della fuggitiva ordinò diversamente che nel sogno gli spazi e le mura in modo che non gli potesse più scappare.
            Questa fu la città di Zobeide in cui si stabilirono aspettando che una notte si ripetesse quella scena. Nessuno di loro, nè nel sonno nè da sveglio, vide mai più la donna. Le vie della città erano quelle in cui essi andavano al lavoro tutti i giorni, senza più nessun rapporto con l’inseguimento sognato. Che del resto era già dimenticato da tempo.
            Nuovi uomini arrivarono da altri paesi, avendo avuto un sogno come il loro, e nella città di Zobeide riconoscevano qualcosa delle vie del sogno, e cambiavano di posto a porticati e a scale perchè somigliassero di più al cammino della donna inseguita e perchè nel punto in cui era sparita non le restasse via di scampo.
            I primi arrivati non capivano che cosa attraesse questa gente a Zobeide, in questa brutta città, in questa trappola.

            • “I primi arrivati non capivano che cosa attraesse questa gente a Zobeide, in questa brutta città, in questa trappola.”

              🙂

              Interessante, comunque.

              A occhio e croce – a Firenze non ci sono studenti particolarmente visibili (hanno sbattuto anche l’università nella Grande Discarica, tra aeroporto-inceneritore-autostrada); ci sono molti astuti bottegai; ci sono 16 milioni di turisti; ci sono molti aristocratici arroccati dentro grandi palazzoni.

              E tale formula, per qualche motivo, non produce i cosplayer che dici tu: ci sono ovviamente anche da noi alcuni arrabbiatissimi tizi con gli anelli al naso e cani a seguito che si considerano nemici del pianeta intero, ma fanno solo “degrado” nei media.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Z.

            “I primi arrivati non capivano che cosa attraesse questa gente a Zobeide, in questa brutta città, in questa trappola.”

            Condivido l’interesse di Miguel per questo episodio de “Le Città Invisibili” ‘applicato’ 🙂 alla Città felsinea. Però, penso che quest’ultimo periodo non si addica a Bologna, che non mi pare affatto una brutta città: ci sono stato solo due volte, e, di queste, soltanto una ho avuto l’occasione di visitarla davvero: eppure, la ricordo bellissima e molto interessante dal punto di vista architettonico. In più, pur sapendone molto poco, tenderei a credere che Bologna sia molto di più dello scenario di cartone pressato che a volte traspare dalle descrizioni tue e di altri commentatori; molto di più di una Springfield radical-chic. Forse, come mi pare tu stesso lasci intendere, questo è piuttosto il modo di vivere la Città proprio del ceto intellettuale “di maniera” (e questo sì, mi suscita una repulsione istintiva: non lo nego 🙂 ), che si alimenta di uno specifico immaginario e bazzica certi luoghi fisici e/o virtuali (tra cui, suppongo, le facoltà umanistiche [orrore e raccapriccio 🙂 🙂 !!] dell’Ateneo)… Poi, mi sa che tutto questo apparato, come sempre accade, poggia su realtà socio-economiche ben più ‘prosaiche’: ma, ovviamente, lascio a te approfondire la questione, se ne hai voglia…

          • Z. says:

            Ex-Andrea,

            — Però, penso che quest’ultimo periodo non si addica a Bologna, che non mi pare affatto una brutta città —

            Non lo è, infatti, e probabilmente non lo è Zobeide. L’ultimo periodo non descrive la città: descrive – secondo me – il punto di vista dei primi arrivati che non riescono a capire i nuovi.

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            “L’ultimo periodo non descrive la città: descrive – secondo me – il punto di vista dei primi arrivati che non riescono a capire i nuovi.”

            Ma infatti. Volevo dire che secondo me questo non si addice a Bologna, che, a mio avviso, non può apparire brutta nemmeno ai ‘primi arrivati’, ossia a chi (come me) la conosce poco o per nulla. 🙂

            Ciao!

          • Z. says:

            Andrea,

            quelli sono gli ultimi arrivati, semmai!

            I primi arrivati sono quelli che ci sono arrivati per primi, così tanti anni fa che nemmeno si ricordano più perché 🙂

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Z.

            “… quelli sono gli ultimi arrivati, semmai!

            I primi arrivati sono quelli che ci sono arrivati per primi…”

            Ahahahahah!!! Sì, è vero: avevo letto male, complici forse anche l’ora e la stanchezza… 🙂 🙂 Cmq, ribadisco che Bologna non appare brutta a chi ci passa (quasi) per caso… Non conosco, ovviamente, il punto di vista degli ‘assuefatti’ 🙂 che la vivono da anni…

      • “Ma al PD che gliene importa della manifestazione?”

        Certo, poco. La maggioranza dei fiorentini sa benissimo che ci sono i Matrimoni Gay (“che bello!” “che schifo!”) o che a Colonia i Musulmaniaci molestano le donne. Non hanno alcuna idea che per i prossimi trent’anni ci sarà un dispenser di particelle cancerogene sulla testa loro e dei loro figli.

        E finché la maggioranza non lo sa, la maggioranza continuerà a votare in base ai Matrimoni Gay e ai Musulmaniaci.

        Però quello che conta è che tutti noi stiamo costruendo lentissimamente un potere diverso, che non parte dai partiti o dalle elezioni. Tanta gente si sta abituando a trattare i politici come parassiti e non come mani sante a cui delegare la propria vita.

        • Francesco says:

          >> Tanta gente si sta abituando a trattare i politici come parassiti e non come mani sante a cui delegare la propria vita.

          mi auguro che tutta quella gente abbia i redditi e le proprietà di Silvio Berlusconi, perchè altrimenti mi sembra una mossa suicida.

          magari mi sbaglio ma direi che storicamente sono i forti che possono permettersi di disprezzare i politici e farne a meno, non gli altri

          ciao

          • “storicamente sono i forti che possono permettersi di disprezzare i politici e farne a meno,”

            Dici perché i poveri non hanno i mezzi per difendersi dai politici, ed è meglio sperare nella loro clemenza sorridendo?

          • Francesco says:

            perchè i poveri hanno BISOGNO della politica e dell’agire comune, perchè non possono comprarsi quello di cui hanno bisogno quando i politici non fanno la loro parte e non lo forniscono

            penso alle cure mediche: zì Silvio può andare in qualsiasi ospedale privato del mondo, zì Ciccio (che sarei io) senza sanità pubblica sarebbe giù crepato

            credo però che sia solo un esempio

            ciao

            • “perchè i poveri hanno BISOGNO della politica e dell’agire comune”

              Su questo siamo anche abbastanza d’accordo. L’importante è non delegare l’agire comune.

              I poveri ogni cinque anni si incontrano nell’urna con i politici. I ricchi li incontrano tutti i giorni.

          • Francesco says:

            “delegare” e “organizzarsi” sono sinomini, quando ti rassegnerai?

            😀

            PS meglio, la prima è CN della seconda, non CNES

    • “vedo molte bandiere del PD nella manifestazione”

      Come al solito succede su Internet dove non ci guardiamo in faccia, non capisco se tu stia scherzando o ti riferisci a qualcosa di preciso.

      Se non stai scherzando, il PD è assolutamente a favore dell’appalto, mentre in qualche comune minore sottovento all’incineratore, alcuni politici locali si arrampicano sugli specchi in vario modo.

      • Z. says:

        Miguel,

        considerando che il numero di bandiere PD presenti nella foto è esattamente zero – anche per le ragioni che tu stesso citi – direi che Pierluigi sta decisamente scherzando 😀

  7. Z. says:

    Porca miseria. Prima l’elezione del sindaco contrario alla Brexit, poi questi discorsi grotteschi:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/15/brexit-boris-johnson-lunione-europea-e-come-hitler-persegue-stessi-obiettivi/2730694/

    Se continuano così rischiamo che i brexisti perdano il referendum. Miseriaccia.

    Forza Brexit!

    • Grog! says:

      E come al solito dovranno pensarci i Russi a rimettere le cose a posto, stavolta non devono nemmeno arrivare a Parigi come nel 1814(*) ma fermarsi a Bruxelles, cazzi loro perché le belghe sono dei ciosponi!
      Grog! Grog! Grog!
      (*)
      Più civili i Russi dei Francesi, Parigi non l’hanno nemmeno data alle fiamme come Mosca perché la Zar non voleva, si sono limitati a scoparsi le donne (tanto le francesi sono troie che non si lavano la bernarda e si limitano a cospargerla di profumo) ed a fottere gli orologi ai maschi, i Russi inspiegabilmente ADORANO GLI OROLOGI, e hanno dato il via alla moda dei Bistrò.

      • MOI says:

        … tì xè siguro ?

        • MOI says:

          dele belghe digo … mi no digo gnente ma gnanca no taso !

        • Grog! says:

          Certo che son sicuro ostaria!
          A una gentil tosa parigina ci facevo io il bidet con la lingua (*) e devo dir che la ghaveva un gusto d’antan!
          Ma no tuti poson apresar i gusti forti, bisogna eser de antica civiltà come i venexian!
          Grog! Grog! Grog!
          (*)
          La tosa xera contenta

    • Francesco says:

      Mi pare che Boris si accontenti di somiglianze molto superficiali tra AH e UE.

      Uno che le spara così, come ha governato Londra?

      Ciao

      • “Uno che le spara così, come ha governato Londra? ”

        A prescindere dall’individuo e dalla questione UE…

        Mi colpisce come tanti confondano due elementi:

        1) scelte politiche utili o dannose per gli esseri viventi

        2) la serietà o non serietà di un politico.

        Uno può essere serissimo e fare cose pessime, anzi la storia normale degli ultimi due secoli l’hanno fatta ragionieri noiosi, costruttori di dighe, banchieri, ingegneri nucleari, gente che non ha mai raccontato una barzelletta in vita loro e che ci hanno portati sull’orlo dell’abisso con metodo e intelligenza.

        Francamente, credo che i cretini, gli incompetenti e gli spiritosi abbiano fatto molto meno danni.

        • Francesco says:

          Sai che non sono d’accordo.

          Ho molta più paura dei cretini, pur temendo anche i fanatici.

          Ciao

          • Mauricius Tarvisii says:

            Mi puoi citare un cretino (ma cretino vero, universalmente riconosciuto, non uno che tu hai deciso che sia cretino) che avrebbe fatto danni irreparabili?

          • Z. says:

            Se la differenza è tra fanatici ideologici e spiritosi barzellettieri, ho in mente uno dei secondi che ha fatto danni di non poco conto.

            Ma Francesco non dirà mai quel nome 😀

            Comunque stiamo perdendo di vista la cosa fondamentale, il dovere di ogni buon cittadino UE, ciò che renderebbe il nostro futuro migliore:

            supportare la Brexit!

          • Z. says:

            (anche perché Miguel, come insegna il tuo amico Régis, per i politici questa non è l’epoca del fanatico-guida ma del politico che sa sedurre. Quindi non confondiamo – ahem, mi do un tono professorale da letterato – l’epifenomeno contigente con la substantia effettiva del potere esercitato in concreto)

          • Francesco says:

            x MT

            i parlamentari statunitensi che reagirono alla crisi del ’29 con pesanti misure protezionistiche, di fatto scatenando la seconda guerra mondiale?

            🙂

            • “i parlamentari statunitensi che reagirono alla crisi del ’29 con pesanti misure protezionistiche, di fatto scatenando la seconda guerra mondiale?”

              Francesco, cerca di stare sul pezzo.

              Che tu abbia ragione o no, stai descrivendo esattamente il tipo di persone NON cretina che fa danni: persone che non raccontano barzellette, ma decidono importanti misure economiche.

              Cioè il tipo di umanità che ha costruito il mondo in cui viviamo.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Francesco, hai proprio fatto un esempio di quelli a cui pensavo nello scrivere la precisazione tra parentesi! Noi sì che ci capiamo al volo! 😉

          • Francesco says:

            x MM e MT

            allora, eslcudere dai cretini i parlamentari, tanto più quelli che prendono certe decisioni, viola la Legge di Cipolla e il Buon Senso.

            Poi dobbiamo distinguere i cretini immediati, che non riescono a uscire di casa, e i cretini profondi, che riescono a entrare in parlamento o a salire al trono o a comandare eserciti … e fanno i disastri grossi grossi (Publio Quintilio Varo)

            solo x MT: sei sempre un furbetto 😀

            ciao

  8. MOI says:

    @ PINO

    E di scoopponi 😉 su Pizzarotti ?

    Luigi Di Maio sotto attacco dopo la sospensione di Pizzarotti. Contro lui fuoco amico pentastellato e il fuoco del Pd

    http://www.huffingtonpost.it/2016/05/14/di-maio-sotto-attacco-_n_9972360.html

  9. mirkhond says:

    “mentre la stragrande maggioranza della gente passa il tempo a dir cazzate su internet, e’ bello vedere che qualcuno fa qualcosa di concreto.”

    Perché, può permettersi di farlo.

  10. mirkhond says:

    “ma come tutte le sue imprese private si risolse in un disastro economico :)”

    Non solo economico…… 🙂

  11. MOI says:

    @ Habsburgicus

    https://www.youtube.com/watch?v=1PfVTXi2Xxw

    Pour Éric Zemmour le pape François abandonne l’Europe à son destin islamique

    • habsburgicus says:

      non esageriamo…
      non c’è questo destino…anche se può essere bene denunciarlo come spauracchio ed extrema ratio per fare risvegliare gli europei…che non lo faranno e continueranno a degenerare 😀
      P.S questo Papa, ogni tanto, con i suoi modi certo poco aulici, fa trapelare delle verità importanti, magari su cose ovvie ma nondimeno importanti…ciò gli va riconosciuto

    • Z. says:

      E’ affascinante come non esista solo gente più realista del Re, ma anche gente più papista del Papa.

      • Francesco says:

        beh, con questo Papa è veramente facile, quasi obbligatorio

        😀

        • Z. says:

          Perché?

          • mirkhond says:

            Perché Bergoglio viene visto come il dissolutore del Cattolicesimo nel nuovo ordine massonico mondiale, dai cattotradizionalisti.
            Ora Blondet lo accusa persino di tacere sui crimini prodotti da Daesh, Nusra e dall’embargo usaneuropeo.
            Come se nel settembre di 3 anni fa, non avesse CONTRIBUITO ad impedire l’invasione nato della Siria stessa……

          • Z. says:

            Oddio, dubito che Francesco accusi il Papa di complotti massonici o di appoggare asseriti crimini usanoeuropei…

          • Francesco says:

            no, non arrivo a tanto ma spesso il buon Pontefice argentino fa cadere le braccia … pare scordare di Chi è il Vicario!

            🙂

          • Z. says:

            Sì, ma dimmi perché!

            Il perché tuo, dico… il perché di Blondet e soci lo conosciamo 🙂

          • Francesco says:

            un certo pressapochismo intellettuale e di comportamento

            un’apparente (spero) adesione a teorie estremistiche, lagnose, intellettualmente ridicole, molto sudamericane

    • MOI says:

      @ ZETA

      Zemmour è un Francese Ebreo (ci tiene a specificare “Ebreo” come aggettivo e NON come sostantivo, davanti alla République) Berbero (e NON Arabo) Gaullista … giusto per guardarlo dall’inquadratura giusta.

      • Z. says:

        Beh, scusa, ma è proprio quello il bello.

        Un cattolico che voglia insegnare al Papa come si fa il Papa al massimo si potrà accusare di essere presuntuoso e avere qualche mania di grandezza.

        Ma un ebreo che vuole insegnare al Papa come si fa il Papa, eh, questa sì che è forte!

        Però a ben vedere è esistito almeno un ebreo che probabilmente aveva titolo per farlo 🙂

  12. mirkhond says:

    Copincollo qui la risposta di Miguel ad un suo amico, riportata su un forum dello scorso gennaio, per comodità di lettura:

    “Benvenuto in questo curioso forum dove – grazie alla totale libertà di parola – la maggioranza dei commentatori si dedica a fare spietatamente le pulci a ogni affermazione del gestore del blog.”

    E aggiungo che le pulci non vengono fatte solo al FIN TROPPO PAZIENTE Miguel, ma anche tra di noi a vicenda…..

    • Francesco says:

      scusa Duca ma cosa vuoi fare, parlare del tempo? di gnocca? di calcio?

      questo curioso forum è uno dei posti più interessanti che ho mai trovato e uno dove le pulci mi hanno più costretto a migliorare o mutare le mie idee!

      ciao

      • Carlo says:

        Scusate se faccio un’altra domanda sui commentatori del blog, ma come mai Mirkhond a volte viene chiamato Duca?

        • Z. says:

          Poiché egli è uomo di antichi principi e di Antico Regime, ciò che gli vale il titolo di Duca d’Apulia.

        • Francesco says:

          No, no, è che Mirhond è ritenuto dal Supremo Tribunale dei Chelebecchiani il miglior candidato possibile al titolo di Duca di Longobardia Minor (et Sicilia), nonchè Defensor Fidei nelle sue terre.

          Non ha ben chiarito se intende giurare fedeltà all’Imperatore del Sacro Romano Impero (posto peraltro vacante per ora)

          Ciao

          😀

      • habsburgicus says:

        ? di gnocca?

        sarebbe pure un’idea, Francesco..ma temo che gli unici ad innalzarsi sopra l’ipocrisia 😀 saremmo io, te, Moi e credo Peucezio 😀 e Grog, of course, che ci ha pure raccontato le sue porno-esperienze con le tòse galliche, rimaste soddisfattissime 😀

  13. mirkhond says:

    A me piacerebbe parlare di tante cose, ma debbo trattenermi per via degli inevitabili fraintendimenti.
    Oppure di argomenti che non suscitano interesse, come dimostra il caso di Habsburgicus…… 🙂

  14. MOI says:

    A proposito di già evocati MuSSulmaniacs 😉 … cos’hanno in comune Beppe e Donnie ?
    Apparentemente nulla, anzi: si direbbero sulle barricate opposte fra NWO Vs Popolo !

    E invece sanno fare entrambi battute Politically Scorrect sul Sindaco Khan … chi non ci crede, se lo cerchi.

  15. MOI says:

    Donnie ha detto che per lui farà un’eccezione al Ban circa ulteriori Musulmani in USA, che son già fin troppi da mò !

    Beppe invece ” teme ” che Khan si faccia s-ciopare dentro Westminster …

  16. mirkhond says:

    Khan è inserito in logiche di potere occidentalistico-massoniche.
    Non vedo dunque cos’abbiano da temere Trump e Grillo…….

    • Francesco says:

      così pare

      però da certe sue amicizie, forse c’è anche dell’altro

      il che lo rende più interessante

      ciao

  17. MOI says:

    A prescindere dalle battutacce becere di Donnie e Beppe, fra gli Anglosassoni è vexata quaestio se Khan e Arabi-barra-Pakistani -barra-Afghani-barra-Indiani & Circondario siano “Whites” o “Browns” (categoria NON universalmente accettata fra i cosiddetti “Razzialisti” … da NON 😉 confondersi giammai 🙂 con i Razzisti …)

    • Torniamo in topic… alcune femministe polemizzano con le “mamme no inceneritore”, accusandole di usare un nome “fascista” che è in conflitto con il principio delle “femministe degli anni 70” che sottolineavano che le donne non vanno considerate in relazione a qualcuno ma nella loro “autonomia individuale”.

      Ecco perché sto meglio oggi che qualche decennio fa: una volta certa gente si vantava dei propri paraocchi e imponeva i principi alla vita.

      Oggi è la vita che si impone, e questo è bellissimo.

      Nella distruzione generale, l’ultimo luogo in cui esseri umani adulti riescono a ritrovarsi senza dover comprare qualcosa, senza dover obbedire a qualcuno, senza essere in concorrenza tra di loro, è il marciapiede davanti alle scuole dell’infanzia ed elementari.

      E siccome (per ragioni che le femministe hanno spesso analizzato) il 90% degli adulti su quello spicchio di marciapiede sono mamme, si chiamano Mamme No Inceneritore.

      Rimandiamo tutti quelli che vorrebbero imporre principi astratti al mondo nel Novecento. Io nel Novecento ci sono stato, e glielo lascio tutto 🙂

      • PinoMamet says:

        “Rimandiamo tutti quelli che vorrebbero imporre principi astratti al mondo nel Novecento. Io nel Novecento ci sono stato, e glielo lascio tutto 🙂 ”

        Sono d’accordo!!

        • MOI says:

          C’è chi direbbe che una frase del genere “fa il Giuòco delle Destre” … forse “basta” Zeta.

          😉

      • La gente con cui noi ci capiamo, non nasce da alcun assioma, da alcun principio, ma dal guardarsi attorno, dal toccare le cose con mano.

        Ecco perché i novecentini di ogni colore vanno ricacciati nel loro pianeta morto.

        • habsburgicus says:

          Ecco perché i novecentini di ogni colore vanno ricacciati nel loro pianeta morto.

          sarebbe bene…e sarebbe anche giusto
          a me però sembra che stia accadendo l’esatto contrario, almeno in Italia
          noto, ad esempio, una ripresa dell’antifascismo rigido e manicheo, favorito dalla sx di ogni gradazione…ed è solo l’inizio (oggi, per dire, il grande De Felice non potrebbe più scrivere i suoi libri o verrebbe vilipeso e non potrebbe, temo, avere successo negli ambienti che “contano”….e se non fosse per le ascendenze, rischierebbe pure di finire in fortezza :D)

          • Z. says:

            habs,

            scusa, ma secondo te venti anni fa si candidavano tipo due o tre liste di estrema destra alle elezioni a Bologna? lo pensi davvero?

            Alla faccia della “ripresa dell’antifascismo rigido e manicheo”. Immagino che tu preferisca un filofascismo flessibile e ragionato, vabbéne, ma quanche concessione al realtà bisognerà pur farla!

            Tra l’altro, oggi anziché De Felice abbiamo Pansa, quindi in effetti da un certo punto di vista si peggiora. Ma non proprio in quello che tu intendi, direi 🙂

          • habsburgicus says:

            il tempo dirà chi ha ragione…
            la sx ideologizzata però è in ascesa (ok, forse “sx”, ma cambia poco)
            tranquillo, i tuoi tempi stanno per tornare..anzi (in parte) sono già tornati
            per la sfortuna dell’Italia 😀

          • “a me però sembra che stia accadendo l’esatto contrario, almeno in Italia”

            Qualunque cosa se ne pensi, si tratta di due fenomeni del tutto distinti.

            Esiste a livello di massa il fenomeno che descrivo io, e che non ha nulla a che vedere con “la Sinistra”, anche se in modo marginale la Sinistra vi partecipi: cose come il movimento NoTav, le Mamme No Inceneritore, le nostre realtà oltrarnine e migliaia di comitati sparsi in tutta Italia, sommati fanno una forza straordinaria e senza precedenti.

            Secondo le circostanze, sono realtà combattive oppure di autogestione del territorio, tanto che decine di amministrazioni locali ormai ci si stanno adattando con i patti per la gestione dei beni comuni promossi da Labsus.

            Ciò che resta della Sinistra è in crisi e perciò cerca istintivamente di rafforzare la propria identità, contro il “nemico”.

            In tutta Europa, come sono in ascesa i “comitati”, sono in ascesa anche i movimenti anti-immigrazione, che la Sinistra considera “fascisti”; e questo fatto permette alla Sinistra residuale di darsi una forte identità combattendoli.

            Parallelamente, poi, l’acquario di Facebook permette di sparare in prima pagina tutti i giorni il cretino che fa fare il saluto nazista al proprio cane e lo mette su youtube e altre amenità, e questo a chi non ha esperienza dei movimenti che stanno nascendo, dà probabilmente la falsa idea che tali scemenze siano importanti.

          • werner says:

            A me pare, Miguel, che invece che per una parte di quella che si autodefinisce sinistra la partecipazione alle lotte ( cosi amano definirle) “NO qualsiasi cosa” sia un elemento unificante e caratterizzante . E mi pare che il meccanismo sia lo stesso che agisce nei casi di protesta contro casapaund o il fascista di turno.

            • ” la partecipazione alle lotte ”

              Certo, ma ci sono lotte piuttosto diverse.

              Quelle più generali, a difesa della Costituzione o contro la guerra ad esempio, hanno una forte componente di sinistra.

              In un movimento territoriale come quello No Inceneritore, tutto nasce da mamme che si incontrano davanti a una scuola e iniziano a informarsi. I “politicizzati” vanno a rimorchio, se ci vanno.

          • Z. says:

            Miguel, io non uso FB. Che diverse liste neofasciste si candidino alle elezioni è un fatto.

            Credo dipenda anche dal fatto che il periodo a cui si richiamano è sempre più lontano nel tempo, e l’idea spaventa di meno.

        • Francesco says:

          Posso permettermi di dubitare che le mamme no inceneritore abbiano toccato con mano i danni causati dall’inceneritore? anzi, i maggiori danni dell’inceneritore rispetto alle discariche (che alla vita no rifiuti ci crederò quando la vedrò e per ora la raccolta differenziata è la cosa migliore in circolazione)?

          Ciao

          • “Posso permettermi di dubitare che le mamme no inceneritore abbiano toccato con mano i danni causati dall’inceneritore?”

            Infatti, quello gigante lo devono ancora costruire, al posto di quello piccolino attuale che comunque la sua figura la fa nel triangolo abitatissimo di Firenze stretto tra la principale e più puzzolente autostrada d’Italia e l’aeroporto.

          • Francesco says:

            fa la sua figura o inquina?

            usa la stessa tecnologia di quello nuovo da costruire o è vecchio di mille anni?

            capisco la diffidenza ma non è esattamente la strada verso la verità

            ciao

      • MOI says:

        NON ho inteso … la parola “mamma” è già “Fascismo” ?!

        PS

        Prima dell’ Esperienza Oltrarno l’Arma di DistrAzione di Massa di Khan Vs Grillo&Trump t’avrebbe intrappolato ! 😉

      • Z. says:

        Anch’io sono stato nel Novecento!

        Le chiusure ideologiche esistevano allora ed esistono oggi. Solo che oggi chiamiamo “ideologia” solo l’ideologia altrui. Poi certo, oggi la società è più complessa (più veloce, direbbe il Duca) e la gente è più confusa.

        Poi, detto questo, indietro non si può tornare, sicché tocca andare avanti 🙂

        • “Anch’io sono stato nel Novecento!”

          Lo so e si vede 🙂

          • Z. says:

            Miseriaccia se si vede!

            Poi quando mi vedrai di persona risulterà ancora più evidente. Ma ti assicuro che nel Novecento ero molto più magro!

            😀

            Z.

            PS: anche i TdG che mi fanno visita e che mi ripetono ogni volta che loro leggono la Bibbia per com’è scritta mentre gli altri la interpretano sono stati nel Novecento 🙂

  18. MOI says:

    Donne e basta. A proposito di mamme

    http://comune-info.net/2016/05/donne-basta-proposito-mamme/

    …. sono costorE 😉 ?

    • MOI says:

      La Prof. Paniscus … icché ne pensa del Redde Rationem di questa Marvi Maggio ?

      • La Prof Paniscus è impegnata, all’incirca dal 1 aprile al 15 giugno, a preparare, correggere verifiche scolastiche, a fare riunioni fino a tarda ora, a scrivere infiniti verbali e a correggere ultrainfiniti verbali scritti da colleghi dislessici o discomputerici, a scrivere papiri tra mezzanotte e le tre di mattina per giustificarsi di aver dato l’insufficienza al tizio che alla domanda, quanto fa due più tre, prima ha preso la calcolatrice e poi ha risposto otto.

        Poi iniziano gli esami di maturità, per cui temo che gli illuminati pareri della prof. Paniscus arriveranno a luglio inoltrato.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Mi sembra giusto: questo è il nuovo volto dell’attività del docente. Pena l’imbattersi nel nuovo volto dell’attività dei TAR, ovvero giudizi in merito ai verbali dei consigli di classe.

    • MOI says:

      In realtà si è madri solo per un periodo limitato di tempo, cioè fino a quando i figli sono adulti.

      [cit. ibidem]

      Se non è roba da Guerre Civili Chestertoniane questa …

    • “…. sono costorE 😉 ?”

      Sì, sono proprio costore, temo.

      Comune.info è carina e le vogliamo bene, ma la mosca cocchiera che dice la sua sull’elefante che cavalca, è uno spettacolo triste.

      Questo a prescindere completamente dalle ragioni storiche delle femministe.

  19. MOI says:

    Ma … le caprette e i “ciuchini” (come dice in Toscana), donde saltan fuori ?!

    ———————

    a Firenze città sono già esseri mitologici … in quanto né cani, né gatti e nemmen piccioni ! 😉

    • PinoMamet says:

      Ma dai Moi… ogni tanto fatti un giro per parchi e giardini!

      Nel mio non capoluogo ho beccato un gruppo di ippo- e ciuchino- terapia, o forse più semplicemente di… boh, un gruppo di far salire i bambini su pony e asinelli.
      Nella città dei testa quadra è famoso un parco che tutti chiamano “delle caprette”, per via che ci sono le caprette.
      E così via pressoché all’infinito..

      • Z. says:

        Per un attimo ho pensato a bambini che cavalcavano ippopotami mustang. Poi mi sono ricordato di aver fatto il classico, sia pure con risultati scadenti 😀

      • Z. says:

        Comunque non è colpa di Moi. E’ che di capre e somari da queste parti effettivamente se ne vedono pochi. Di quelli a quattro zampe, intendo!

      • Mauricius Tarvisii says:

        Anche a Treviso avevano messo sotto le mura oche e capre.

  20. MOI says:

    Una situazione “drammaticamente paradossale” … è quando fa scandalo il comizio della Meloni perché “ce stava na bbandiera de Casa Pàu” [cit.] ma (!) colà han parlato di Esodati, mentre sulla Terrazza de Sinistra Bbène l’ Intellettuali han parlato invece soltanto del cinno sprovettato 🙂 di Vendola.

    • “Una situazione “drammaticamente paradossale””

      Avrei alcune obiezioni da fare (a partire dal fatto che la stragrande maggioranza delle persone di sinistra che conosco io non sono certo ricche e sicuramente si occupano intensamente di questioni “sociali”), però qualcosa di vero c’è.

      La sinistra si trova perennemente sconfitta sulle questioni sociali, e spesso si rifa nelle sciocche battaglie simboliche del tipo che descrivi.

      Ma questo non riguarda i movimenti di cui parlo io.

      • PinoMamet says:

        Io stamattina prendo il treno.
        C’è sopra un avvocato che conosco; sta parlando a una collega.

        L’avvocato so per certo che è di destra; e parlava, alla collega più giovane, di immigrazione.

        E diceva cose che forse qualcuno direbbe di sinistra; qualcuno di destra; ma sono semplicemente le uniche cose che si possono dire, usando un minimo la testa, in questo periodo storico.
        “L’Italia sta pensando solo a come risolvere l’emergenza, ma non è un’emergenza, è un fenomeno destinato a continuare… non si può aver paura che rubino il lavoro, quando non vanno certo a fare lavori specializzati, e intanto la nostra generazione non ha nessuno che le paghi la pensione… non si può tenerli in giro senza uno scopo… è naturale che scappino, nessuno arriva qua per divertimento… sono esseri umani e desiderano le stesse cose che vogliamo io e te…”

        non so, destra e sinistra in un certo senso mi pare che stiano perdendo di significato.

        Esiste invece chi fa un discorso populista, e chi tenta invece di focalizzare i problemi.
        Non è detto bene, esattamente, con profondità: non siamo perfetti: ma perlomeno tenta.

        • Z. says:

          L’avvocato dice molte cose giuste.

          Solo che effettivamente ci sono lavori che gli italiani non possono più fare perché ci sono immigrati che li fanno per un salario più basso, lavorando più duramente e spesso in nero.

          Colpa degli immigrati? naturalmente no, ma non è facile da spiegare a chi è disperato e senza lavoro, e ha altre preoccupazioni – e più urgenti – che non i problemi della geopolitica contemporanea.

          Tra questi lavori non c’è la professione d’avvocato, e Miguel osserverebbe che il tuo compagno di viaggio può dunque permettersi più facilmente di avere una visione delle cose complessivamente sensata, posata e ragionevole.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Tra questi lavori non c’è la professione d’avvocato”

            In effetti quelli stabiliti non contano 😀

          • Z. says:

            Mica sono tutti stranieri, quelli.

            A proposito di avvocati “stranieri”, una recente tornata elettorale, qua a Bologna, un articolo presentava un candidato scrivendo qualcosa tipo: è un professionista dedicato al diritto internazionale, tant’è che ha conseguito l’esame di abilitazione in Spagna.

            Davvero, non è uno scherzo.

            Ancora non so se il giornalista volesse fargli uno sgarbo o se semplicemente non si rendeva conto di quello che aveva scritto 😀

        • habsburgicus says:

          e se il tipo, al di là di dx/sx, volesse solo trovare una chiave per far breccia con la collega (che magari sa essere “liberal” sul tema) con il fine di trombarsela al più presto possibile ? 😀

          • PinoMamet says:

            In questo caso Habs sei tu a pensare male della destra!
            😉

            comunque no, non era quel tipo di conversazione.

          • MOI says:

            perché pensar … male 😉 ?

            Da quando il Pragmatismo 🙂 non è più una virtù ?

            In questo caso ipotizzato da Habsburgicus, “Do ut la 😉 des” … dicevano più o meno 🙂 in Latino.

  21. Francesco says:

    >> sono esseri umani e desiderano le stesse cose che vogliamo io e te

    questo mi pare un discorso di destra, oltre che verissimo!

    🙂

    • Roberto says:

      A me invece pare un discorso di sinistra (e ovviamente giustissimo)

      Il discorso di destra è invece “ma quanto ci costano? Ma che facciamo delle nostre Tradizioni? Perché non se ne stanno a casa loro”

      • PinoMamet says:

        Il fatto è proprio questo: che c’era una persona espressamente di destra (si era anche candidato) che non faceva affatto questo tipo di discorsi, ma un tipo di discorso molto ragionevole… che tu (e io) troveremmo appunto “di sinistra”.

        E invece lui (e Francesco) probabilmente lo trovava “di destra”.

        Per cui io penso che esistano due cose:

        da un lato il populismo…
        o forse i populismi, perché ognuno ha il suo “populo” e un po’ bisogna dar ragione a Moi; fa schifo “se ne stiano tutti a casa loro”, ma anche “che bello che sbarchino tutti, finalmente avremo un bel mondo colorato dove tutti possiamo imparare la danza senegalese” rischia di essere altrettanto demagogico;

        dall’altro un discorso concreto, basato su quello che sta accadendo (“stanno sbarcando) più la semplice umanità e comprensione (“sono esseri umani”).

        • Roberto says:

          Beh ma come ci sono i criptogay ci sono i cripto sinistri
          🙂

          Scherzi a parte non mi sorprende che ci siano persone ragionevoli anche a destra

      • Francesco says:

        Roberto

        un discorso di sinistra deve dividere gli uomini in classi sociali contrapposte, in sfruttati e sfruttatori

        solo a destra si può pensare che in fondo “siamo esseri umani e desideriamo le stesse cose”

        poi c’è la variante di destra fascista che aggiunge “quindi prendiamocele noi a mazzate per primi!”

        😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          “siamo esseri umani e desideriamo le stesse cose”

          E’ proprio questa la premessa da cui discende il discorso di sinistra: poiché siamo tutti esseri umani e desideriamo le stesse cose, allora il problema non è che c’è il padrone buono e quello cattivo (o solo quello buono, come piace pensare a te), ma che i rapporti tra classi conducono inevitabilmente allo sfruttamento del debole da parte del forte, proprio per la fungibilità di chi ricoprirà le posizioni di oppressore o di oppresso.

          • Francesco says:

            questa cosa mi pare una lettura meccanicistica e riduttiva di Marx

            a buoni conti il padrone SERVE in Marx a fare l’economia, fino al giorno glorioso della GRP

            è l’oppressione che è una funzione della bontà o meno dell’individuo, nel mondo reale

            i rapporti di classe non sono oppressivi, sono necessari

            lo spiegava già quel tipo romano che mi piace, dicendo una cosa vera ma inaccettabile per chi è scocciato di non essere lui a ricoprire certe posizioni – ma è un tipo umano deprecabile e dannoso

          • Mauricius Tarvisii says:

            La sinistra è nata prima di Marx e si è sviluppata ben oltre Marx.

    • Roberto says:

      Ah c’è pure “ci sono i terroristi in mezzo a loro”

  22. MOI says:

    Finché ci sono miseria e senso di abbandono a sé stessi da parte delle istituzioni, l’anti-razzismo è un lusso. Lo so che da dire è brutto, ma purtroppo è così.

    • MOI says:

      non voglio farne un discorso emotivo … sì, insomma: una specie di Piramide di Maslow; e se l’ immagine vi sembra vetusta, famo un cono 😉 !

  23. MOI says:

    ah, il sentire religioso come istituzione “in mente populi” qui “da noi” NON esiste più …ci abbiam messo circa un paio di secoli a liberarcene, e fieramente la riteniamo la più grande conquista delle “Magnifiche Sorti e Progressive” [cit.] …

  24. MOI says:

    A Bologna l’Egemonia Culturale (!) della Sx NON è Orwelliana … bensì (!) Huxleyana, insomma, rimando allo schemino a fumetti particolarmente :

    https://therionorteline.files.wordpress.com/2014/08/huxley-vs-orwell.jpg

    pensateci : è difatti almeno dai tempi dei Fratelli Goncourt che la “Borghesia detentrice di mezzi di produzione” è coloritamente descritta come Male Assoluto da parte della “Borghesia NON detentrice di mezzi di produzione”, per dirla in Marxistese … gergo un tempo di koinè e oggi ridotto a idioletto di Diego Fusaro.

    PS

    Penso che Orwell sia sopravvalutato e Huxley sottovalutato … il Potere Seducente [cfr. etimo …] è in realtà più Potere del Potere Opprimente.

    • “Penso che Orwell sia sopravvalutato e Huxley sottovalutato … il Potere Seducente [cfr. etimo …] è in realtà più Potere del Potere Opprimente.”

      Condivido!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Finché non si ha a che fare con il Potere Opprimente, viene spontaneo condividere. Poi una volta internati per aver espresso le proprie idee, si torna a rimpiangere i tempi in cui si era soltanto impotenti e ignorati.

      • “viene spontaneo condividere”

        In realtà, la questione non è quale sia migliore o quale peggiore, ma quale sia il Potere più efficace in certe circostanze.

        Nelle circostanze dell’Egitto, lo è sicuramente il Potere Opprimente.

        Nelle circostanze dell’Italia, lo è il Potere Seducente.

    • Z. says:

      L’etimo è “sviare”, “tirare via”, “disunire”.

      http://www.treccani.it/vocabolario/tag/sedurre/

      Lascerei da parte l’etimo, insomma. Non si tratta di ciò che è più potere, ma come dice Miguel di quale potere è più efficacemente esercitato in una data situazione.

      Un certo tipo di potere nell’Italia di oggi non funzoina: qualche mese fa il sindaco di Civitavecchia ha provato – seriamente! – a ordinare al prefetto di sbattere fuori l’opposizione dal consiglio comunale. Si sono fatti tutti una grassa risata e la cosa è finita lì, senza che nessuno si facesse male.

      In altri Paesi e in altre epoche il prefetto avrebbe dovuto assecondare il sindaco, e qui sono d’accordo con MT: la si giri come si vuole, ma sono Paesi ed epoche dove non mi piacerebbe vivere 🙂

      • “Un certo tipo di potere nell’Italia di oggi non funzoina”

        Infatti, anche a Firenze… il potere del Partito Unico si regge sulla massima gentilezza e sulla capacità di far scrivere i titoli giusti ai media e far sparire le notizie scomode in modo molto dolce, sulle abitudini, sulla pigrizia, sulla cooptazione di quasi tutti.

    • Andrea Di Vita says:

      @ MOI

      “Penso che Orwell sia sopravvalutato”

      AAAAAAARRGGHHH!!! 🙂

      Orwell non è mica solo quello “che temeva che ciò che odiamo ci rovinerà”.

      Orwell è quello che fa passare il potere attraverso la modifica del linguaggio, che è cosa ben diversa dalla semplice censura delle informazioni. E’ l’incidere sulle capacità stesse delle persone di formulare pensieri. Il che, beninteso, può anche includere l’industria del divertimento: in “1984” i prolet di Oceania sono inondati di pubblicazioni divertenti e trasgressive, alla cui redazione collabora la stessa protagonista femminile, Julia. Sia Orwell sia Huxley prevedono una qualche forma di biopolitica (la “panofskyzzazione” in “Brave New World”, l’intervento dei neurologi sul piacere sessuale nel monologo di O’Brien in “1984”, forse ripreso dall’ “Operazione” in “Noi” di Zam’jatin). L’unica cosa che Huxley predice e Orwell no è il permissivismo (sesso, droghe ecc.) come strumento di potere: la cosa più vicina sono i Due Minuti d’Odio.

      Huxley non descrive nessuna Neolingua. Per contro, se non si capisce tutta l’analisi del ruolo del linguaggio in Orwell (un laureato in materie umanistiche a Eton, dopotutto) non si capisce il messaggio fondamentale: “Libertà è libertà di dire che due più due fa quattro. Concessa questa libertà, tutte le altre ne seguono”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Z. says:

        Casomai, su questo punto, lo è Hannah Arendt. La prima volta che ho letto la sua teoria in materia ho pensato “beh, non è un concetto innovativo: è esattamente quello che Orwell ha scritto in 1984”.

        Poi ho letto meglio: l’aveva scritta (si potrebbe quasi dire “trascritta”) dopo aver letto 1984 😀

        😛

        Libertà è anche libertà di dire che due più due fa due. Ma è anche, e soprattutto, libertà di non dire niente. Come mi ha insegnato il povero p. – e di questo insegnamento gli sarò sempre grato – libertà è anzitutto spartecipazione.

  25. MOI says:

    Il Marxismo è interessante, ma come il Freudismo va preso “cum grano salis” … certi riduzionisimi pan-economicisti non sono meno grotteschi di certi riduzionismi pan-sessualisti … “Sposare Marx e Freud” [cit.] come Coppia di Fatto 🙂 ?

    Laddove Erich Fromm ha fallito, è riuscito il Webmaster di Gnoccatravels;) , nevvero Habs ? 😉

    • Z. says:

      In materia di turismo sessuale lascio la parola a Habs, che è l’esperto in materia…

      😛

      per il resto credo che tu abbia ragione. Anzi, credo che Marx stesso abbia dichiarato “non sono marxista” 🙂

  26. MOI says:

    @ ADV / TUTTI

    Orwell sopravvalutato forse è una provocazione eccessiva … ma NON che Huxley sia sottovalutato: fin troppe volte, infatti, leggo e/o sento definire “orwelliane” delle situazioni che sarebbe più opportuno definire “huxleyiane”; magari perfino da gente che conosce entrambi gli autori … come mero artifizio retorico a discapito della realtà effettiva solo perché “Orwell fa più paura” .

    In ogni caso, Orwell e Huxley hanno interagito in rapporto Maestro/Allievo (e Oltre) a livello biografico, nozione che rende meglio comprensibili entrambi …

    Circa la NeoLingua …

    “il potere attraverso la modifica del linguaggio, che è cosa ben diversa dalla semplice censura delle informazioni. E’ l’incidere sulle capacità stesse delle persone di formulare pensieri. Il che, beninteso, può anche includere l’industria del divertimento”

    … è esattamente ciò che Gianfranco Amato (Presidente dell’ Associazione Giuristi per la Vita) asserisce e documenta circa gli LGBTQU nel corso delle sue Conferenze AntiGender.

  27. MOI says:

    @ MAURICIUS

    Mettiti dal punto di vista del Potente anziché del Dissidente, se è meglio affascinare o spaventare chi devi comandare …

    @ ZETA

    l’ etimo di “sé” lasciamolo a parte … appunto a sé :

    http://www.etimo.it/?term=s%E9&find=Cerca

    (ad) se (ipsum) (aliquem) dicere

    NON c’è contraddizione fra introspezione individuale,coscienza di sé e distacco dagli altri … l’importante è evitare di rimanere (!) separati dal resto del mondo, avulsi da esso senza più rientrarvi.

    Insomma, i significati cambiano anche … ma le origini hanno il loro perché: evitiamo di ridurre la filologia alla triste stregua di un dibattito fra Correnti del PD a colpi di slogan !

    • MOI says:

      ducere

      e.c.

    • Z. says:

      Moi, leggi bene il link che hai postato!

      C’è scritto che il participio “se-” indica partizione, separazione.

      Dunque sedurre, se-ducere sviare, o come dice il tuo link trarre in disparte. Non “condurre a sé”, come ogni tanto capita di leggere da qualche parte (e che pigri che siete, però, i dizionari online sono gratis!).

      Hai presente quando diciamo ancora oggi “questa è cosa a sé”? Ecco, “a sé” in quel senso lì.

      Ora, può darsi che le tue lacune in materia etimologica siano colpa del PD ma non è un buon motivo per non impegnarsi a colmarle 😛

      • MOI says:

        La prima volta che l’etimo l’ho sentito “sbagliato” è stato da una Professoressa che stava esercitando la Superiorità Morale dell’Egemonia Culturale del PD ! … Sèvel, Zeto !;)

  28. MOI says:

    lo dice anche IlGiornale : “condurre via” …

    http://www.ilgiornale.it/news/cultura/rigattiere-parole-sedurre-952848.html

    dicevo che la particella riflessiva ha la stessa origine, perché l’individuo si separa dai suoi simili per avere autocoscienza. Comunque Renzi di ‘sti Voli Pindarici, di ‘sti Viaggioni se ne fa di ben peggio; ma Zeta su quelli lì, guardacaso, non ha mai nulla da ridire ! 😉

    • Z. says:

      Mica vero. Ci litigo sempre, con Renzi, soprattutto perché non mi mette a disposizione i fondi del Partito per la propaganda. Gli è giunta voce che li userei per guadagnare a Cuperlo il favore delle masse islamiche 😀

  29. MOI says:

    In fin dei conti a Bologna non si sta affatto male, ma NON “grazie a” l’ Egemonia Culturale dei Soliti Noti, bensì “malgrado” essa … è il dare a intendere un “nonostante” per un “grazie a” il Dispositivo della Distopia Huxleyana dello scanzonato Bréivniù-u’òrld ed nuèter 😉 .

    • MOI says:

      Il famigerato 😉 epiteto “sazia e disperata” del Vèc’ Cardinalâz’ 😉 (che laicamente mi onoro di aver avuto come tale) va inteso laicamente mediante Huxley …

    • Z. says:

      Beh, è difficile negare un ruolo importante all’ egemonia politica del Partitone e a figure come Fanti, Dozza e Zangheri. Egemonia culturale… mah, qua culturalmente siamo più variegati che altrove, secondo me.

  30. MOI says:

    A proposito di NeoLingue … lo Scombussolato Quotidiano 😉 Rino Cammilleri segnala un libro interessante sull’ Italiano (?) plasmato dai Giornalisti, e imitato dai Politici :

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-dimmi-come-lo-scrivi-e-ti-diro-perche-sbagli-16190.htm

    Luciano Santilli, Grammatica del giornalismo. Come si scrive per i media

  31. MOI says:

    PAROLA-PER-PAROLA
    a cura di Beppe Picca

    La parola: che cos’è? Un suono che si disperde al vento, un flatus voci. “le parole volano” dice il proverbio, meglio non fidarsi, se le parole passano gli scritti rimangono, la parola da sola non basta. Ma siamo sicuri che la parola sia qualcosa di tanto volatile? Un uomo di parola è pur sempre una garanzia solida, anzi “la garanzia” per eccellenza.Chi non si fida della parola di un amico (di quelli veri)? Succede spesso che le parole abbiano una concretezza inaspettata: a volte le parole sono pietre, e pesano come un macigno. Un altro proverbio, in contraddizione col primo, assicura che la parola è solida tanto da mandare all’altro mondo più gente della spada. La parola può quindi essere tagiente, e molto. Quindi le parole sono qualche volta leggere e qualche volta pesanti, qualche volta trasparenti e qualche volta opache.

    Da dove viene questa ambiguità? La Genesi racconta che le cose furono create quando Dio parlò: “Dio disse:…” e ancora “Dalla parola di Dio furono fatti i cieli”.La parola dunque è madre del creato e signora del genere umano. Quando gli uomini nella loro superbia dopo il Diluvio decisero di scalare il Cielo per “farsi un nome e non disperdersi per tutta la terra” possedevano l’arma formidabile di una parola unica per tutti: una lingua che tutti indendevano permetteva loro di organizzarsi e compiere l’impresa con efficacia. Il Signore li disarmò con la loro medesima arma: Dio disse: “Confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Dio parlò e la parola da allora seppe farsi muta. Solo molti millenni dopo, uomini cheparlavano lingue diverse si radunarono in uno stesso luogo per sentire la parola degli Apostoli nel giorno di Pentecoste. Gli Apostoli si fecero capire da tutti quei numerosi alloglotti senza bisogno di interpreti. Il miracolo di rimettere ordine nella confusione di Babele era avvenuto, ma non per tutti. C’era chi scuoteva la testa e diceva: “Sono ubriachi di vino nuovo”.

    Ecco un esempio autorevoledi una grave malattia della parola, quando il significato si fa approssimato, sfocato, elefantiaco, o rachitico. La malattia è stata ed è tuttora diffusissima. Oggi si presenta in almeno due forme principali: il politichese e il giornalistese. Ne riparleremo, se otterremo ancora la parola, beninteso.

    L’Antifrastico – febbraio 1998

  32. Val says:

    Confesso che le associazioni delle mamme tendono ad essermi antipatiche per definizione. Non so se qualcuno abbia già fatto osservazioni simili. Capisco che quando metti al mondo un figlio cominci a preoccuparti in modo diverso non solo del figlio ma anche del mondo, e va benissimo. Ma questa etichetta di mamma utilizzata come medaglia ad honorem – potremmo dire come brand – un po’ mi infastidisce (sembra che quello che hanno fatto miliardi di donne finora, procreare e allevare bambini, sia improvvisamente diventato un impegno impossibile da sostenere senza un riconoscimento sociale e mediatico) e un po’ mi sorprende, perché tende a identificare la donna con la madre, e in ogni caso a escludere dalla mobilitazione sociale chi madre non è, come se non avere figli implicasse ipso facto un minor senso di responsabilità o di propensione all’impegno.

    Oh, sia chiaro, non escludo di aver detto delle castronerie, tutto si basa su impressioni. Ed è una considerazione di carattere generale, certo non diminuisce di una virgola la bontà di certe iniziative.

  33. Val says:

    prova prova chiedo scusa ma è da un po’ che non riesco più a commentare

  34. Roberto says:

    Se posso permettermi una domanda in topic, con i rifiuti che ci si deve fare? Ok produrne il meno possibile, riciclare il riciclabile, ma il resto?

  35. Pingback: Come Sesto Fiorentino ti regala la fiducia nel genere umano | Kelebek Blog

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