Sussidiarietà con i guanti. Da lavoro

Sussidiarietà è un parolone che significa: non delegare mai a nessuno, quello che la comunità può fare da sé.

Tocca fare un reparto ospedaliero specializzato per malati gravi? Lo faccia lo Stato, magari risparmiando su qualche Grande Opera Inutile o qualche Grande Mostra del Caravaggio a Confronto con Kandinsky o Kavolatsky, oppure sull’invasione annuale della Libia.

C’è da stasare i tombini in Via d’Ardiglione?

Lo facciamo da noi, senza manco degnare il Comune di una telefonata.

Tanto, nella remota ipotesi che rispondano, ci manderebbero dopo sei mesi una cooperativa di sfigati che ci metterebbero cinque giorni a fare ciò che un oltrarnino sa fare in un quarto d’ora.

tomb01 tomb02

This entry was posted in esperienze di Miguel Martinez, Il clan dei fiorentini, resistere sul territorio and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

280 Responses to Sussidiarietà con i guanti. Da lavoro

  1. Roberto says:

    Poi esistono i paesi normali dove chiami il comune che ti manda due ore dopo un omarino (pagato dal comune) che ti stura il tombino….

    (Comunque capisco cosa vuoi dire, forse ti ricordi che ne avevo parlato tempo fa per gli spazzaneve a Boston: gente che scende nella tempesta nel cuore della notte, monta una pala sul pick-up e pulisce le strade del quartiere, ripagati dalla tazza di caffè e torta di mele della vecchietta di turno)

    • “Poi esistono i paesi normali dove chiami il comune che ti manda due ore dopo un omarino (pagato dal comune) che ti stura il tombino….”

      Sì, mi ricordo degli spazzaneve di Boston…

      L’Italia è più avanti del Lussemburgo, che ha ancora un bel po’ di grasso da consumare 🙂

      C’è un simpatico signore etiope di mezza età che lavora per conto di una cooperativa che tagliando sui prezzi ha preso l’appalto per pulire tutti i giardini dell’Oltrarno. Praticamente lavora solo lui.

      Una volta passava al nostro giardino ogni due settimane, adesso saranno due mesi che non lo vediamo. Probabilmente la cooperativa gli ha assegnato qualche altro giardino, allo stesso prezzo di prima.

      E quindi nei prossimi giorni, al posto dei cassoni arrugginiti e indistinti del Comune, ci metteremo a spese nostre i cassonetti dove faremo la raccolta differenziata e ci penseremo noi a buttare la roba.

      E’ la parte indolore della decrescita che non è una scelta, ma un fatto.

      • Francesco says:

        no, è solo un Comune inefficiente, con una parte dirigente politica che sarà votata “a prescindere” e una amministrativa che sarà valutata sulla fedeltà

        a me pare sia evidente che la colpa (che c’è) è di voi cittadini di Firenze

        a Milano, dove dopo 5 anni di “terribile governo comunista” le strade sono sporche come prima, il verde pubblico trascurato come prima, il budget del Comune rimane stratosferico, i vigili per strada non ci vedono e la gente va in giro come sciacalli impazziti (in auto bici moto a piedi)

        almeno noi abbiamo provato a cambiarli, i politici

        ciao

        • “almeno noi abbiamo provato a cambiarli, i politici”

          E infatti, come spieghi chiaramente, le cose sono rimaste come prima.

          I politici sono figure abbastanza secondarie rispetto ai funzionari, che non sono eletti da nessuno.

          E che sottostanno alle ferree e storiche leggi della burocrazia, in tempi però di decrescita infelice (ricordatevi che la legge di Parkinson presuppone l’espansione illimitata della burocrazia).

          • Francesco says:

            secondo me, per non mandare i vigili a multare chi passa col rosso rombando o si infila contromano o attraversa fuori dalle strisce basta essere stronzi

            senza spiegazioni più grandi

            idem per non trovare i soldi per potare gli alberi o il cervello per non nascondere i semafori e i cartelli dietro gli alberi

            c’è un sacco di lavoro da fare bene, a parità di risorse economiche

            (vedi che serve occuparsi di calcio?)

            ciao

            • “secondo me, per non mandare i vigili a multare chi passa col rosso rombando o si infila contromano o attraversa fuori dalle strisce basta essere stronzi”

              Intanto, ovunque stanno tagliando i fondi per i vigili, e questo è un problema politico nazionale (dici, potevano prendere gli spiccioli del TAV e investirli in queste cose…).

              Poi ci sono scelte politiche di altro tipo. A Firenze concentrano i pochi vigili sulla parte “bene” del Centro Storico e di giorno. Di notte, si risparmia invece sugli straordinari (il Comune di questa ricchissima città è sull’orlo della bancarotta) e si evita di indispettire i localari – se ben ricordo, hanno tagliato da 15 a 4 i vigili che si occupano di questioni tipo rumore dei locali la notte, ecc.

              Per quanto riguarda potare gli alberi, attenzione. Per risparmiare, il Comune di Firenze manda in giro cooperative di sfigati che sanno solo brandire una motosega, e – violando lo stesso ottimo regolamento del Comune – capitozzano gli alberi. Che quindi si ammalano e collassano.

              La questione, come vedi, forse non è tanto semplice.

              (vedi che serve occuparsi di amministrazione comunale?)

              • “Per quanto riguarda potare gli alberi, attenzione.”

                Oggi sono un commentatore molto attivo di me stesso 🙂

                Questo è un caso interessante di degrado mascherato dello Stato: in apparenza, l’amministrazione spende di meno per ottenere lo stesso numero di alberi potati, se non di più. Cioè statisticamente, l’efficienza appare maggiore da tutti i punti di vista, e quindi risulta un progresso, e non la catastrofe che è.

          • Francesco says:

            Miguel,

            se non sbaglio, il Comune di Milano spende ogni anno un miliardo

            ecco, non mi parlino di carenza di risorse, grazie

            ciao

          • Lanzo says:

            Nel senso che la “legge di Parkinson” e’ un corollario della “Legge di Murphy” ?

            • “Nel senso che la “legge di Parkinson” e’ un corollario della “Legge di Murphy” ?”

              per nulla. Le leggi di Parkinson sono una cosa molto seria e vera, la Legge di Murphy è un simpatico cazzeggio.

          • Francesco says:

            Miguel

            tu sai chi è The Economist, la prestigiosa rivista inglese che ha pubblicato per prima le Leggi di Parkinson?

            non credo si possa dare eccessiva importanza alle stesse, mi sembrano un divertimento per anti-statalisti

            o voi in Oltrarno avete già iniziato con le Commissioni di Garanzia e roba del genere?

            • “le Leggi di Parkinson”

              Io le leggi di Parkinson le ho scoperte quando avevo sì e no 16 anni, e le ho trovate molto divertenti.

              Poi ogni volta che ci ho ripensato, ho visto che funzionavano. Anche perché Parkinson ha semplicemente scritto in tono umoristico le esperienze di un professionista della burocrazia.

              Mentre la Legge di Murphy è solo, appunto, un divertente cazzeggio, che fa appello alla pseudo-esperienza (“mi sembra che capitino tutte a me”).

              Non a caso, in Italia, conoscono solo la Legge di Murphy, vista la scarsa volontà di riflettere davvero.

  2. MOI says:

    a proposito di pagare (poco) per dei (piccoli) lavori … qualcuno ha capito la controversa faccenda della moneta (!) da 5 “òiro” 😉 dei Krukken 🙂 (cioè NON spendibile all’ Estero….) ?!

    Collezionismo ? La cosa è sospetta, dipenderà da quante ne conieranno appositamente … in teoria dovrebbe psicologicamente risultare “più funzionale” a “far girare” l’economia …

  3. Riccardo says:

    Scusate, seguo questo sito saltuariamente. Volevo solo informarvi, a chi interessa ovviamente, che comedonchisciotte, penso che conosciate questo sito, sta chiudendo.
    Piaccia o meno è stato uno dei più grandi siti di controinformazione che abbiamo avuto, magari in molti casi eccessivamente complottista, ma ha anche portate in Italia tante informazioni che altrimenti non sarebbero circolate.
    Scusate se questo commento è OT.
    Ma credevo giusto comunicarlo anche ad un sito che è stato ripreso più di qualche volta da CDC.
    Grazie.

    • Pietro says:

      @Riccardo: Se puoi e vuoi, come mai? Sinceramente avevo notato anche io ultimamente una deriva un po’ complottista! Un abbraccio.

    • Andrea Di Vita says:

      @ riccardo

      Peccato. Uno dei primi siti che scoprii su Internet, tanto tempo fa 🙁

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • “Volevo solo informarvi, a chi interessa ovviamente, che comedonchisciotte, penso che conosciate questo sito, sta chiudendo.”

      Grazie. E’ un’enorme riserva di pensieri e informazioni che scompare.

      Forse sarò ripetitivo, ma ho l’impressione che il problema sia sempre quello della separazione tra azione e pensiero, tra vita quotidiana e grandi ideali.

      Quando si fa solo pensiero, solo scrittura, per quanto valido, si finisce sempre in un vicolo cieco.

      Primo, perché si finisce per credere che le parole e le prese di posizioni e le informazioni bastino per influenzare la realtà (l’errore acutamente confessato da Blondet).

      Secondo, perché quando ci si rende conto, inconsciamente, che a forza di battere sulla tastiera, il mondo non ti ha dato minimamente retta, subentra la rabbia, che è la nemesi di tutti quelli che pensano che bastino le parole per combattere le armi e i soldi.

      E la rabbia porta alla ricerca di un capro espiatorio, che si va di solito a scegliere tra persone apparentemente dalle idee simili, ma che avrebbero sbagliato qualche “idea”.

      L’azione è collettiva, la tastiera è individuale. E per questo chi gestisce un sito è sempre in qualche modo lasciato da solo: capisco perfettamente il povero Davide che non ce la fa più.

      Come spesso succede, non cerchiamo colpevoli negli individui; cerchiamo di capire le circostanze.

      Però mi dispiace che chiuda anche in lettura.

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        Concordo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            ma se c’erano 10 kilometri di coda come facevano ad accelerare?

            quello che mi stupisce è che (pare) sia stato tutto accettato pacificamente, senza l’usuale rabbia italiana contro gli altri “ma cosa fanno tutti questi coglioni che vogliono andare al Centro proprio oggi? mi fanno perdere il pollo fritto!”

            ciò detto, tra qualche tempo ci andrò anch’io, a vederlo e mangiare il pollo fritto. con calma però

          • MOI says:

            il bello è che in una città Europea o USA il KFC non lo cagherebbero pari, cercando la pizzeria o la spaghetteria …

          • Z. says:

            Ma no, Muà! Ci trovi anche parecchi italiani nei fast food europei, secondo me 🙂

          • Francesco says:

            secondo me il problema è che in Europa trovi pochissimi ristoranti “tipici” italiani e quasi sempre gestiti da non italiani

            del resto a noi le multinazionali fanno schifo, per cui toccherebbe alla singola pizzeria aprire una filiale a Parigi …

            poi lamentiamoci che in Germania la pizza la fa Hans con un formaggio finto-italiano

            dilettanti a fondo, questo siamo!

          • roberto says:

            beh francesco,
            non è proprio vero, anzi era vero fino a qualche anno fa ma adesso ristoranti italiani gestiti da italiani ce ne sono di ottimi un po’ dappertutto

            poi è anche vero che i ristoratori tendono ad adeguarsi al gusto locale.
            un po’ di tempo fa, nella mia pizzeria granducale di fiducia (fa una pizza onesta, certo non è napoli, ma più o meno uguale a quella che si mangia a bologna, giusto un filo più cara….10 euri per una margherita da asporto….), il proprietario mi ha detto ” a me fa orrore mettere nel menù la pizza hawaï con l’ananas sopra, e non metto il basilico sulla margherita perché qui non piace, devo pur campare”

      • Lanzo says:

        Anche Uriel, persona non simpatica ma spesso ci azzeccava (per usare un dipietrismo) chiuse il blog diverso tempo fa. Ne sento ancora la mancanza, ricordo ancora un suo pezzo dove spiegava come gli ufficiali della Marina lucravano sui “profughi” – situazione di emergenza, quindi nessun controllo sulle spese, chi lo ha letto lo ha letto. Oggi ci ritroviamo con Guidi, Ammiraglio con feste faraoniche pagate da noi.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma chi? Fanelli? Se parli di lui purtroppo ha riaperto, quindi è tornato a deliziarci con articoli in cui nega il riscaldamento globale e roba del genere 😀

        • MOI says:

          Io ricordo un Uriel (non so se lo stesso) che sarebbe interessante sottoporre a un Tribunale del Boldrinistan 😉 :

          aveva scritto una vera e propria Apologia delle Foibe (e fin qui, sai che nuova …) ma a un certo punto diceva che erano state giuste “Femmine e Cuccioli di Fascista compresi” [sic] …

      • Riccardo says:

        Grazie Miguel, è proprio questo il problema che ho scorso in molti blog e siti, gestiti da una persona oppure anche da un gruppo che si conosceva personalmente che dopo, di solito 4 anni ho fatto il caso, muoiono, o perchè dopo un po’ si ripetono le stesse cose o per sfinimento senza raggiungere l’obiettivo.
        CDC ha tenuto duro per più di dieci anni con Davide, io lo frequentavo prima saltuariamente dal 2008 e poi assiduamente diventando anche commentatore, ma da quello che ho capito Davide ha ricevuto il testimone da un altro prima di lui. Il peso le spese ecc. non sono cose da poco. e anche fare un gruppo magari dura per un po’ ma poi per vari motivi ci si perde e non si riesce a sostituire chi se ne va.
        Non so cosa sarà di cdc, spero almeno che si salvi l’enorme archivio.
        E’ stata comunque una fonte di informazione alternativa, anche se non condividevo tutto, se uno voleva le informazioni le trovava o sulle notizie in home o interagendo nel forum.
        Mi dispiace molto.
        Grazie per aver condiviso nei tuoi commenti questa notizia.

        • “Non so cosa sarà di cdc, spero almeno che si salvi l’enorme archivio.”

          Consiglierei a tante persone di salvare su archive.org oppure su http://archive.is/. Purtroppo lì si salvano però solo pagine singole alla volta, non credo che ci sia il modo di salvarci un sito intero.

  4. Pietro says:

    Ciao, ci penso spesso a questa cosa. Lo stato light sta delegando tutto ma tutto tutto. Tra poco avremo anche la polizia privata, visto il modello anglosassone imperante che il fiorentino intelligente ha sdoganato a tutti gli effetti. Renzi ha dalla sua che rappresenta davvero bene la direzione (sbagliata) verso cui il mondo sta andando.
    Una totale deresponsabilizzazione mentale da tutto e tutti. Basta guardare come cambia il linguaggio politico, in peggio.
    Penso ne avremo per almeno un paio di generazioni almeno, a meno che non accada qualcosa tipo un colpo di stato della magistratura magari appoggiata dalla polizia.
    In fondo se qualcosa di buono sta portando il radicalismo islamico e’ che questi ex-paninari sfigati devono mettere in pausa i giochini sull’I-Phone.

  5. MOI says:

    … oppure un sito “troppo poco complottista” 😀 …

    ————

    Te lo dico spassionatamente: il Complottismo di Sx è stantìo, sempre uguale a sé stesso, Ottocentesco, materialista … breve : ha rotto il cazzo !

    Spesso ci scrive gente che, a differenza di Dieguito Fusaro (cita Marx in Tedesco come se fosse Maometto in Arabo, cita il Das Kapital come i Lefebvriani il Sillabo … stesso atteggiamento da “Demonologia” !), Marx dimostra di conosce poco e niente, facendone un Vessillo da Centro Sociale Okkupato … storicamente semplicemente falso.

    E’ molto più avvincente sentir parlare di Gnosi, di Finestre di Overton, di Piano Kalergi, di Satana, di Coltri Mefitiche di Zolfo, di MassoKomunisti Sulfurei della Scuola di Francoforte (ai quali dobbiamo Laureati in Lettere CheccoZalonofoni 😉 !), di Anfratti di Serpi Sibilanti, di Fumo di Satana nel Tempio di Dio, sentir tuonare contro i Radical-Chic, di Dissoluzione Adelfica Laicista, di Regine della Pace VS il Principe di Questo Mondo, ecc …

    insomma: oggi il vero Quijote/Quixote Visionario Rivoluzionario (!) e avvincente è uno come Don Curzio Nitoglia ! 😀

    ———–

    Poi con l’ Oltrarno Miguel è diventato pragmatico e “orticellista” 😉 come Sancho con la visione d’ insieme da Ex Intellettuale Misantropo; insomma : un Bodhisattva NON da Fricchettoni !

    🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=w4tFzD13hmc

    PS

    Contestare l’ Impero USA con un linguaggio e un immaginario Politically Correct che proviene proprio da lì … significa farne le Mosche Cocchiere !

    • izzaldin says:

      E’ molto più avvincente sentir parlare di Gnosi, di Finestre di Overton, di Piano Kalergi, di Satana, di Coltri Mefitiche di Zolfo, di MassoKomunisti Sulfurei della Scuola di Francoforte (ai quali dobbiamo Laureati in Lettere CheccoZalonofoni 😉 !), di Anfratti di Serpi Sibilanti, di Fumo di Satana nel Tempio di Dio, sentir tuonare contro i Radical-Chic, di Dissoluzione Adelfica Laicista, di Regine della Pace VS il Principe di Questo Mondo, ecc …

      totalmente d’accordo.
      il coefficiente mitico dell’esoterismo di destra è straordinariamente superiore a quello di sinistra.

  6. MOI says:

    @ PIETRO & RICCARDO

    http://www.maurizioblondet.it/confessione-un-intellettuale-del-inutile/

    Confessione di un intellettuale: sono del tutto inutile

    Maurizio Blondet ;
    18 aprile 2016

    ——————————————————-

    Interessante l’ Illusione Novecentesca (forse una Hybris* dai Baffi a Manubrio di cui i Marxisti sono stati i primi ?! 😉 considerazione mia …) di aver chiamato “Idee” delle “Credenze” … buona lettura.

    😉

    *

    [a dir “Peccato Originale” NON ce la faccio : come a Zeta, anche a me scappa da ghignare pensando all'(!) Eva nuda con Adamo “in tirella” sotto a un Melo nel Cuore dell Bassa … IN FONDO, L’ Unico Eden Possibile 😉

    ______________

    DIAMANTE

    https://www.youtube.com/watch?v=CUHecG5wAFk

    (versione in English con i cinni che fan la conta in dialetto in Intro … la prima volta mi sono commosso come la prima volta che ho sentito il finale della nonna nel medesimo idioma)

    • Pietro says:

      Blondet alle 8.25 evito, altrimenti a furia di non godermi la vita finisco a votare Vendola. Grazie comunque!

    • “Confessione di un intellettuale: sono del tutto inutile”

      Blondet dice parecchie cose giuste. Sia sulla parabola del “comunismo” italiano, sia sulla differenza tra “idee” e “credenze”.

      Dove mi sento lontano da lui è innanzitutto nel suo non cogliere le forze storiche (“idee” o “credenze” vanno bene, ma tutto si collega al flusso energetico, alle risorse, all’urbanistica, a tante cose che non dipendono da idee o credenze); e poi nella definizione che lui dà delle “credenze” dominanti che sono troppo uno specchio al negativo delle credenze cattoliche.

      Comunque è interessante.

      • Francesco says:

        però è un pò rozzo nel descrivere il comunismo italiano pre-1989, almeno quello delle elites

        no?

        ciao

        • “però è un pò rozzo nel descrivere il comunismo italiano pre-1989, almeno quello delle elites”

          Sicuramente, ma Blondet ha il diritto di descrivere in maniera imprecisa gli alberi, quando ci azzecca sulla forma generale della foresta.

          • Francesco says:

            OK

            però così la capriola dei “rossi” è poco comprensibile, come lo è la continuità totale dei metodi (di pensiero e azione) rispetto al mutamento degli orizzonti (dalla GRP al LGBT e al veganesimo)

            piccola idea: l’arma giusta per resistere è la vita, non le parole

            ciao

            • “OK”

              magari intendiamo diversamente le parole, però, OMDAF!

              Unica cosa, non vedo che l’orizzonte dei post-comunisti attuali sia LGBT/vegano (che vuol dire GRP?). Nella mia esperienza, forse locale ma assai intensa, è Event-Moda-International Shopping-Outlet, con un tocco di anche-Dante-beveva-il-vino-dei-Frescobaldi. Poi se compra sta roba pure un omosessuale, è un cliente in più.

          • Francesco says:

            ahi ahi signor Martinez, lei mi casca sull’uccello! (cit.)

            è una invenzione di Ritvan, la Grande Rivoluzione Proletaria

            ammetto che ci sono anche le cazzatine da marketing del futile ma se tu leggessi i settimanali femminili o le terze pagine dei giornali, dovresti darmi ragione

            quelli hanno bisogno di una Causa, per quanto fasulla

            ciao

  7. werner says:

    Due domande mi sovvengono…

    1. Dove sta il confine di “quello che la comunità può fare da sé”? Un conto è sturare dei tombini, ma in altri contesti si sono già spinti a costuire strade. In questo secondo caso la facenda inizia ad essere ben diversa e con implicazioni che andrebbero analizzate.

    2. Il fatto che la comunità di quartiere senta come propri gli spazi che vive (tanto da decidere di occuparsene in prima persona) è chiaramente un bene. Ma in questa abdicazione del comune non ci vedi il rischio che un giorno saranno talmente “propri” da pretendere di poter escludere gli esterni da quegli spazi?

    • “Due domande mi sovvengono…”

      Giustissime.

      Però io preferisco non guardare le cose come “alternative” tra cui possiamo scegliere liberamente.

      Capiamo molto di più se le guardiamo come un processo, una trasformazione.

      Stiamo entrando in una situazione in cui lo Stato si sta sgonfiando. Non solo qui – ovunque, almeno in “Occidente”, è la stessa storia. E non è colpa di Pisapia o di Nardella.

      La realtà che verrà dopo, come quella che c’era prima, avrà lati positivi e lati negativi, come giustamente sottolinei.

      • Questo è il motivo per cui sentiamo vicino il processo di Labsus, che pure è molto “mainstream” e mira a coinvolgere sempre le istituzioni.

        Però credo che sia la chiave per una “destatalizzazione felice” dell’Italia, in contrasto con quella infelice delle privatizzazioni e dei semplici tagli.

        Anche cinque anni fa, l’idea dei “patti di amministrazione condivisa dei beni comuni” sarebbero stati considerati una follia; oggi 65 comuni li hanno adottati (tra cui Bologna e Torino) e molti altri li stanno adottando, tra cui Firenze.

        I “patti” saranno diversi ovunque, alimenteranno realtà sane e altre malsane, ma il futuro è quello.

        • Francesco says:

          stai dicendo che mi tocca procurarmi un tronchese, se voglio vedere potati gli alberi sotto casa?

          non è poi così terribile

          😀

          • “stai dicendo che mi tocca procurarmi un tronchese, se voglio vedere potati gli alberi sotto casa?”

            In realtà, gli alberi se la cavano abbastanza bene da soli (poi se ti entra un ramo in caso, sì, il tronchese va bene). Hanno vissuto felicemente milioni di anni senza Assessori al Verde Pubblico.

            Comunque, a differenza degli sfigati delle cooperative con motosega in stile film horror, leggiti qualcosa sulla potatura degli alberi prima di provarci 🙂

          • Francesco says:

            gli alberi, lasciati soli, sono una tremenda rottura di palle!

            invadono le strade, i marciapiedi, le ciclabili, nascondono semafori e cartelli, rendono la vita degli umani peggiore

            vanno continuamente rieducati a mazzate (intelligenti ma sempre mazzate)

            ciao

            😀

            • ” (intelligenti ma sempre mazzate)”

              immagina un albanese e un ghanese, che parlano a stento l’italiano (e non sanno nemmeno parlare tra di loro), ma sono riusciti a farsi assumere dalla Cittaverde Coop, che ha vinto un appalto grazie all’offerta di “sistemare” gli alberi a cinquanta centesimi l’uno.

              Hanno in mano un attrezzo micidiale che non hanno la minima come funzioni, e duecento alberi davanti (uguale a 100 euro, di cui 80 alla cooperativa, e 10 a testa a loro).

              Saranno mazzate, ma non particolarmente intelligenti.

          • Francesco says:

            lo so, lo so, ho visto imbianchini di quel tipo

            ma parlavo in generale del rapporto tra umanità e arboreità

            🙂

          • Roberto says:

            Vi racconto come funziona nel nostro paese fiabesco.

            Partiamo dal fatto che esiste un servizio “cura e manutenzione parchi”, direi giustificato per ragioni climatiche (tempeste di vento ne abbiamo tre-quattro all’anno e pure a noi è caduto un albero sul tetto)

            Il figlio di una nostra amica srilankese arriva nel granducato (parla solo sinala e un po’ inglese), fa un corso di formazione e (tipo sei mesi). poi lo assumono come apprendista al servizio di cui sopra. Poi visto che ha imparato il mestiere, lo assumono definitivamente.
            C’è un albero che pende pericolosamente? Chiami il servizio e se ne occupano.

            Adesso il ragazzo era pensando di mettersi in proprio come giardiniere (il problema è che parla ancora un francese osceno)

          • Francesco says:

            roberto

            appunto, sono fiabe, se raccontate in Italia

            🙁

          • roberto says:

            sai che non mi aspettavo questa tua reazione?

            in fin dei conti il lussemburgo che descrivo è un paese tendenzialmente socialisteggiante (ma che funziona in modo molto ordinato), pensavo che più che fiaba per te fosse un racconto dell’orrore

            ciao

    • roberto says:

      domande cruciali, la risposta alle quali è l’esatto metro della nostra visione del mondo

      ammetto di essere affascinato dagli sturatombini dell’oltrarno e dagli spazzaneve bostoniani e dalla comunità che creano intorno a loro, ma di essere anche rassicurato nel vivere in un paese dove in caso di bisogno il comune mimanda uno sturatombini e uno spazzaneve, e poter occupare il mio tempo in altro modo, senz adipendere dalla buona volontà altrui (o, peggio mi sento, che altri dipendamo dalla mia buona volontà).

      • MOI says:

        Questo anche l’Umarell dell’ EmiliaRomagna … almeno finché l’ incedere dell’ età non gli “stianca il cudruzzo” 🙂 …

        [koinéizzazione di “stianchèr” = “rompere” e “al cudroz’z’ ” = “rachide lombare” 😉 ]

    • “Però la sussidiarietà sono anche le ronde padane.”

      Ma infatti, stiamo parlando di un processo storico, in cui succede di tutto.

      Non so in realtà quanto esistano e cosa facciano le ronde padane, al di fuori dello spettacolo che danno (o che danno quelli che Z chiama i cosplayer che se la prendono con loro).

      Comunque da noi ci sono gli Angeli del Bello, squadre di ex-carcerati che combattono il “degrado” tenendo alto il “decoro” delle zone delle boutique e dei turisti,,stipendiate dagli esercenti e delle banche, e che a differenza dei rozzi padani, sono mostrati a tutta l’Italia come “modello” di partecipazione (ma le ronde padane vengono pagate?).

      http://www.lanazione.it/firenze/angeli-del-bello-oltrarno-1.1361244

      I Patti di amministrazione condivisa sono simili in tutta Italia, ma ovviamente il Comune di Firenze sceglierà un modello che favorisca gli Angeli del Bello, non che favorisca noi.

      Questo lo sappiamo, ma dentro quei Patti ci sarà spazio anche per molte altre cose, anche perché lo squadrismo bottegaio non risolve il problema della gestione quotidiana degli spazi pubblici.

      P.S. Però so che gli Angeli non mettono piede in Piazza Tasso 🙂

  8. Pietro says:

    Il futuro e’ quello, verissimo. Ma ho un terrore enorme che sia simile al presente degli Stati Uniti.

    • Francesco says:

      scusa Pietro ma cosa hanno di così terribile gli Stati Uniti d’America?

      a parte la sanità, intendo

      non mi pare che i servizi pubblici siano a zero, tutto sommato

      ciao

      • Pietro says:

        Comunita’ disperse, chiuse ed arrabbiate, un potere centrale che controlla solo la forza repressiva e forse manco quella, isolamento sociale e culturale ed infine tanta tanta ignoranza. Pero’ e’ vero, i treni arrivano in orario… Ho citato solo gli aspetti negativi che potrebbero derivare dalla deriva delle cose positive di cui parlava Miguel… Ciao!

        • Francesco says:

          scusa ma tutti i poteri politici intermedi tra la stato federale e i singoli cittadini?

          stato, contee, città, quella roba lì?

          ciao

          • Pietro says:

            Fanno solo confusione… Come se in Italia le province contassero qualcosa… Poi sono talmente decentrate che alla fine sono contro il potere centrale pure loro!

      • Mauricius Tarvisii says:

        Un tasso di criminalità che da noi manco a Scampia, per esempio…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Correggo, di criminalità violenta.

          • Francesco says:

            fonte? i soliti nemici della NRA e del quarto emendamento?

            🙂

          • MOI says:

            c’è una “criminalità” non-violenta ? … forse abbiamo un problema definitorio !

          • PinoMamet says:

            Beh, certo che c’è.

            Frode, furto con destrezza, furto con scasso sono tipologie di reati che non fanno uso della violenza.

          • MOI says:

            Be’ … forse la parola risente un po’ del “Doppiaggese”, stavolta forse più dal Tedesco che dal solito AngloAmericano.

          • MOI says:

            sullo scasso può essere opinabile … se sei in casa o ci arrivi e adgreditus NON habet in manu staderam com’è noto !

          • PinoMamet says:

            Quella allora è una rapina (correggano i giurisperiti);

            comunque una mia amica ha incontrato il ladro rientrando in casa; non le ha rubato niente, perché non ha niente “di valore” cosiddetto;
            in realtà ha un sacco di libri e un gatto;
            lei ha chiesto “ma… il gatto?”
            il ladro ha risposto “gatto sta bene”;
            fine della storia, e niente violenza.

            Ladro riconoscibile perché usciva dalla porta dell’appartamento, con cacciavite e altri attrezzi in mano.

          • MOI says:

            A costei è andata “di culissimo” 😉 , ammetterai …

            Intendevo che “han già reso” 🙂 quelli che non vogliono mai Toccare Caino perché tanto Abele è sempre qualcunaltro o persona cara a qualcunaltro …

          • PinoMamet says:

            Moh, non direi…
            in realtà leggo di moltissimi furti (in appartamenti vuoti, a pensionati con tranelli vari, borseggi per strada a volte con espedienti…) e quelli in cui si ricorre alla violenza direi che sono di gran lunga la minoranza, almeno qua.

            Che poi, da un punto di vista professionale, fare un rapina con la violenza mi sembra proprio una cosa da bruti, senza arte;
            qualunque coglione è capace di minacciare o di picchiare, invece aprire una serratura con un grimaldello richiede perizia, così come inventare imbrogli e raggiri o fare il borseggiatore…

            poi c’è la criminalità che esula dai furti, certo.

          • MOI says:

            A me piacerebbe fargli lo scherzetto : “No, intendevo questo (!) gatto !” … e poi farlo letteralmente cagare addosso con una tigre ammaestrata che gli ruggisce contro !

            Vedrai che dopo cambia attività … dar via il culo in Fiera con il 3×2 anticrisi è senz’ombra di dubbio più onesto e più rispettabile !

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ovviamente sì. La domanda che dobbiamo porci secondo me è una sola: la società è in grado di garantire dei livelli di servizi a se stessa decenti? Per decenti intendo dei servizi che ci rendano tutti un po’ meno schifosamente diseguali di quanto siamo nello “stato di natura”. Se la risposta è negativa come mi pare che sia, il collettivo di quartiere non potrà mai rimpiazzare – nemmeno in parte – il comune. Anche perché non gode della forza coercitiva su cui invece il comune potrebbe contare.

      • “la società è in grado di garantire dei livelli di servizi a se stessa decenti?”

        Penso che sia un errore ragionare in termini di “servizi”. Cioè di un ente (“privato” o “pubblico”) in grado di vendere – contro pagamento o tasse – qualcosa a persone incapaci di fare qualunque cosa.

        Perché ogni volta che si riconosce la propria sudditanza verso il “fornitore di servizi”, si delega qualcosa di se stessi.

        Poi è chiaro che esistono alcuni servizi che richiedono un altissimo grado di professionalità. E che devono essere venduti (contro tasse) dallo Stato e non venduti (contro pagamento) da privati.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io invece ragiono proprio in termini di servizi: fornire a qualcuno che è nel bisogno ciò di cui ha bisogno. Il bisogno può nascere dall’incapacità di fare qualcosa (io non so operare a cuore aperto, insegnare fisica od estinguere un incendio) come dall’impossibilità di farlo per altre ragioni (magari sarei anche in grado di procacciarmi il cibo, ma non ho le risorse per farlo).
          Nella prima situazione posso decidere di pagare di tasca mia, ma nella seconda o rubo, oppure lo Stato toglie a chi ha per darlo a me usando la forza.

          • ” Il bisogno può nascere dall’incapacità di fare qualcosa”

            Infatti la sussidiarietà significa questo: chi fa da sé fa per tre, le cose che non riusciamo a fare ce le devono fornire come “servizi”.

            Noi stasiamo i tombini di Via d’Ardiglione, senza chiamare il Comune o pagare un truffatore privato.

            Le caramelle le compriamo dal privato, al prezzo che vuole il privato.

            Lo Stato fornisce la chirurgia a cuore aperto e il tetto a chi non ha i soldi per comprarsi casa.

        • Z. says:

          Quindi è chiaro che gli avvocati, i periti, gli ingegneri e così via dovrebbero lavorare soltanto per lo stato? è questa la tesi, Miguel?

  9. mirkhond says:

    Condivido lo stesso terrore di Pietro.
    La distruzione dello stato sociale non sostituito dal principio “antico” di sussidiarietà, ma dalla legge del più forte che schiaccia tutti gli altri…….

    • “Condivido lo stesso terrore di Pietro.”

      Credo che sia un terrore giustificato.

      Non sono ottimista nemmeno io.

      Però non dipende da noi. O meglio, dipende da noi solo una parte di quel futuro; e per modellare quella piccola parte, dobbiamo liberarci da ogni attaccamento al passato, qualunque sia quel passato.

  10. mirkhond says:

    Ieri, dopo essermi rivisto su youtube, State buoni se potete, incentrato sulla vita romanzata di San Filippo Neri, in una Roma cinquecentesca, trucida, pecoreccia, fatta di rovine, briganti, cardinali pedofili e un Santo fiorentino che cerca di portare un pò di Vangelo agli scarti della società di allora, mi sono letto un pò di storia del brigantaggio nello Stato Pontificio ai tempi di Sisto V (1585-1590).
    La studiosa che ne parla, ci mostra metodi di repressione non molto diversi da quelli successivi, adottati dai Savoia nei primi 15 anni dello stato italiano unitario.
    Delazioni, taglie, incendi e distruzioni di interi paesi, punizioni atroci per i briganti catturati, ma anche per i loro manutengoli, l’appoggio che i briganti godevano sostanzialmente da parte delle popolazioni contadine della Campagna, della Marittima, del Patrimonio, e delle altre regioni dello Stato Pontificio.
    Nel tracciare un bilancio e nel trovare una spiegazione di questo fenomeno, spesso ricorrente nelle società preindustriali, l’autrice dello studio, considera il brigantaggio il volto oscuro proprio di società contadine preindustriali e una risposta agli squilibri sociali di tali società.
    E conclude affermando che il fenomeno scomparve nel XX secolo, con la nascita della società industriale, e delle lotte sindacali che incanalarono la protesta dal basso, verso forme non violente e legalitarie.
    Questa tesi non mi convince del tutto, visto che squilibri e delinquenza esistono anche nelle società industrializzate.
    Però, riflettendo sull’erosione crescente dello stato sociale (frutto di quelle lotte sindacali e politiche), a partire dagli ultimi 25 anni, mi chiedo se i crescenti squilibri sociali che si stanno ricreando, l’aumento della povertà anche nelle nostre società, non possano portare al riemergere di nuovi fenomeni briganteschi, sia pure in un contesto molto diverso da quello ancora di 50-100 anni fa…….

    • Francesco says:

      tipo la criminalità organizzata in Italia o i pirati in molti mari del mondo? o le gang di strada in moltissime grandi città?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Due cose ci proteggono: l’apparato repressivo e la scarsa diffusione della violenza nella nostra società. Ma il primo si deteriora coi tagli al bilancio, la seconda è messa in crisi dalle ondate migratorie.

  11. mirkhond says:

    In Somalia ad esempio, la pirateria è risorta dopo il crollo dello stato di Siad Barre…….

  12. mirkhond says:

    Voglio dire che se la tesi che vuole il grande brigantaggio dei secoli XVI-XVII, e poi quello dell’800, sia frutto degli squilibri di società preindustriali e non sindacalizzate, potrebbe risorgere con la fine delle lotte sindacali?

    • Francesco says:

      ci vogliono uomini affamati e stati deboli sul territorio, per avere briganti

      come nelle periferie delle città, che sono lasciate a se stesse, o negli stati falliti

      poi ci vuole qualcuno da depredare, sennò avremo altre forme di attività criminale … o la nascita di nuove forme di comunità

      ciao

  13. Pietro says:

    L’orizzonte verso cui veleggia l’Italia se uniamo crollo sindacale e deriva paninari sfigati e’ un’orizzonte dove la corruzione sara’ sempre piu’ presente…

    • Francesco says:

      non ti seguo, puoi spiegare?

      grazie

      • Pietro says:

        Semplicemente che la fine delle ideologie (parolona) ha portato al totale disimpegno e spinto verso l’individualismo. I paninari sfigati che sono al potere adesso hanno come unico obiettivo politico mostrare ai compagni di scuola (che li prendevano a ceffoni) che oggi contano qualcosa. Se sommi le due cose ai paninari sfigati va bene che le cose stiano come sono altrimenti loro non avrebbero piu’ il loro posto di potere, ma lo avrebbe qualcuno in grado di detenerlo. Quindi tra individualismo e potere che pensa alle cene di classe come rivincita sociale lo stato da leggero si fa assente e la corruzione diventa l’unica forma di organizzazione sociale che colleghi isole diverse, dove per isole si intendono realta’ come quelle prospettate da Miguel, i maghrebini davanti al kebab e gli impiegati sclerati in coda per andare al centro commerciale…

        • Francesco says:

          senza Stato non può esserci corruzione, mi pare

          • roberto says:

            mi distruggi d’un colpo anni di sospetti sui congressi medici nei posti più fighi del mondo sponsorizzati dalle case farmaceutiche!

          • Mauricius Tarvisii says:

            In certi ordinamenti esiste il reato di corruzione in atti privati, mi pare.

        • Francesco says:

          poi guarda che non sono finite LE ideologie ma solo il comunismo

          😉

          • Pietro says:

            Mica vero France’ a me sembra che la globalizzazione abbia seppellitto diverse ideologie… Un’ideologia che nega di essere ideologia non e’ ideologia, e’ il nulla creatore… Ma infatti la corruzione non ho detto che e’ per forza negativa potrebbe essere un grande modo di fuggire il potere invece di combatterlo… Solo che non ho detto che lo Stato sparira’ ma che sara’ (come oggi) retto da inetti. Questo fornisce alla corruzione un aggancio con l’apparato che la rende molto male…

          • Francesco says:

            “diverse ideologie”?

            il fascismo lo ha seppellito la sconfitta militare nella guerra

            l’Ancien Regime credo si possa dare per morto con il 1848 … di sicuro con la Grande Guerra

            il liberal-capitalismo sta benissimo (o quasi)

            c’è il capital-comunismo asiatico, che se sta andando alla grande

            l’Islam politico funziona, direi, solo in Iran, e anche lì deve usare troppa violenza per convincermi

            hai presente altre ideologie?

            ciao

  14. Mauricius Tarvisii says:

    Ma non viene il sospetto che se io posso provvedere da solo a qualcosa allora non sono veramente nel bisogno? E allora perché chiedo l’intervento pubblico? Perché deve esistere la cassa integrazione se tanto è sufficiente che il mio vicino mi offra la cena o che i vicini di casa impediscano il rilascio della casa per la quale non pago l’affitto? E perché pagare le pensioni se tanto è sufficiente un po’ di solidarietà familiare o di vicinato?

    La risposta per me è veramente scontata, ma per ora non la scrivo per rispetto dei comunitaristi.

    • Per Mauricius

      Io faccio fatica a seguirti.

      Se io mi chiedessi “come dovrebbe essere il mondo”, partirei abolendo direttamente vecchiaia, malattia e morte (cit. Buddha). Poi farei un pianeta dieci volte più grande di questo.

      Io invece parto dalla realtà. Cioè dal progressivo sgonfiamento dello Stato.

      Di cui io mi posso lamentare finché voglio, ma a un certo punto, appena ti rapporti con le istituzioni (come capita a me quotidianamente) te ne rendi conto, è un processo irreversibile e al di là dei nostri mi-piace su Facebook o “viva” nei cortei.

      A quel punto, cosa facciamo?

      Lasciamo tutto in mano agli squali, piangendo perché non ci viene a soccorrere lo Stato, o ci organizziamo?

      • Francesco says:

        Miguel

        ci sono dei momenti in cui dubito che tu sia di sinistra (italiana)

        😀

        • Pietro says:

          Mi sa che tu hai una visione della sinistra imparata all’oratorio 😀 Ti consiglio un libretto agile agile, si chiama Per una sinistra reazionaria di Bruno Arpaia, buono come introduzione al tema. Se conoscessi vecchi comunisti di quelli veri capiresti come con i fascisti antropologicamente non erano tanto diversi. Poi Pasolini dove lo mettiamo? Che l’ultima sua poesia l’ha dedicata ad un ragazzo fascista (Saluto e augurio). Ti hanno troppo convinto che la GRANDE divisione sia destra/sinistra, quando e’ sopra/sotto. Sarebbe da riprendere anche il tema del 77, usato per scacciare il 68, perlomeno in certi suoi aspetti. Ma adesso mi ascolto le partite 😀

      • MOI says:

        @ MIGUEL

        “ComeDonChisciotte” è Morto … “ComeSanchoPanza” è Nato.

        Ipso facto, con il messaggio di cui sopra, hai al tempo stesso “rispettosamente portato il feretro” al primo e (metaforicamente 😉 … almeno al momento storico) partorito il secondo !

        😉

      • Z. says:

        Miguel,

        a parte che un mondo dieci volte più grande ci schianterebbe al suolo, la comunità di quartiere va bene per alcune cose, e solo fino a un limite di membri. Davanti ad altre cose è disarmata e impotente.

        Fino a quando lo resterà – ad es., fino a quando non produrrete in autonomia grano e coltan a sufficienza – continuerete ad aver bisogno dell’ Italia e della sua politica.

        Preoccuparsi di come funzionano i servizi pubblici, e di come possano sopravvivere, non mi sembra secondario.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Lasciamo tutto in mano agli squali, piangendo perché non ci viene a soccorrere lo Stato, o ci organizziamo?”

        Ovviamente. E se c’è troppa lista di attesa all’ospedale io ricorro all’intra moenia, se i muri sono sporchi partecipo al collettivo che li ripulisce, ecc.
        Ma parliamo veramente della stessa cosa? Secondo me assolutamente no: una volta che non posso pagarmi il medico o che sto antipatico ai membri del collettivo, oppure nel caso in cui nessuno abbia voglia di partecipare al collettivo, o comunque quelli del collettivo si rendono conto di essere pochi stronzi che lavorano per masse di irriconoscenti… che succede? Davvero abbiamo supplito allo Stato?
        Se dobbiamo partire dalla realtà allora dobbiamo riconoscere la realtà: noi siamo assolutamente dipendenti da questo modello di Stato e la nostra vita cambierebbe in modo inimmaginabile senza di esso. E che tutte le “alternative” sono pessimi palliativi.
        Una volta riconosciuto questo, allora sono pronto ad esaminare le alternative, dal ritorno al feudalesimo al suicidio collettivo.

        • “Una volta riconosciuto questo, allora sono pronto ad esaminare le alternative, dal ritorno al feudalesimo al suicidio collettivo.”

          E’ una comunicazione faticosa, perché abbiamo in testa due pensieri diversi.

          Tu hai in testa una scelta, tra Stato e Privante. Discorso in qualche modo inoppugnabile, anche se c’è il rischio che quando ti concentri sulla “lista di attesa all’ospedale” ti sfugga tutto il resto che fa lo Stato (autostrade avvelenanti, guerre, linee TAV, mostre di Caravaggio e Kavolatsky, finanziamenti a fondo perduto a delinquenti vari, urbanistica criminale ecc. ecc.).

          C’è l’uno e c’è anche l’altro.

          Io invece vivo un’esperienza concreta: una città ricca, infinitamente meglio amministrata della maggior parte delle città italiane, famosa per i suoi servizi che realmente sono migliori di quelli di tante altre città… dove lo “Stato” si sta sgretolando, come avviene d’altronde in tutto il cosiddetto Occidente.

          Però in questo contesto, grazie a Labsus e alle moine che fa a sindaci e politici che a me non piacciono, si sta riconoscendo per la prima volta nella storia dell’Italia (e penso della maggior parte dei paesi) il diritto dei cittadini a partecipare alla vita pubblica, e non solo a pagare le tasse e mettere I Like sui nomi dei politici.

          Quindi io mi chiedo, nella situazione oggettiva di sgonfiamento dello Stato, come possiamo evitare che i Privanti dominino?

        • “oppure nel caso in cui nessuno abbia voglia di partecipare al collettivo”

          Questo è un discorso che trovo difficile da accettare. Io decido di non pagare le tasse, oppure di parcheggiare sul marciapiede, oppure di fregarmene se vedo qualcuno ferito in un incidente, però quando si tratta di ottenere qualcosa, voglio gli stessi diritti di tutti…

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Questo è un discorso che trovo difficile da accettare”

            Invece mi sembra un’eventualità tutt’altro che scontata: non mi pare che in tutta Italia la gente si accalca al centro trasfusionale per donare il sangue, attività che da sempre è lasciata (per ovvie ragioni) alla buona volontà dei singoli.
            Poi in alcuni paesi il sangue si vende, ma poco cambia: è pur sempre solo un incentivo.

          • Z. says:

            L’idea che i miei diritti dipendano per statuto da quanto è sciolta la mia parlantina e da quanto carisma e influenza io riesca ad esercitare nell’ assemblea di un collettivo – e a schifio il resto, dalla costituzione alla legge – non riesce a esaltarmi.

            • “L’idea che i miei diritti dipendano per statuto da quanto è sciolta la mia parlantina”

              Infatti, noi da questo punto di vista siamo messi malissimo. Nessuno di noi ha la parlantina, anzi alcuni non parlano quasi mai. Fanno. Un alto muro ci separa da quelli che sanno fare i comizi nei collettivi.

              La nostra retorica è sul tipo, “domani pulisco tutto io”. “Ah, se vuoi faccio io le foto”. “Boh, se tu non puoi domani, vengo io”. Le decisioni più grosse le prendiamo tutte così.

          • Z. says:

            Certo, perché le decisioni che siete chiamati a prendere si prestano a essere risolte così.

            Ma se lo stato si schiantasse, travolgerebbe anche voi così come travolgerebbe me, il Duca, Francesco e MT. Ci metterebbe lo stesso tempo – direi due minuti netti.

            E’ quello che sostiene MT, dopotutto.

        • roberto says:

          Miguel

          “Io invece vivo un’esperienza concreta”

          esperienza condivisa da altri 7 miliardi di esseri umani
          😉

          invece, battute a parte, trovo molto interessante la risposta successiva, quella sugli indolenti. qualche giorno fa ti avevo dato dell’italiano vero (si parlava di piccole patrie), oggi invece fai un discorso da vero americano.
          il risultato è un mix molto particolare

          provo con un’altra goccia d’acqua?
          fino a poco tempo fa a napoli portavi la monnezza fuori casa e la mettevi in un cassonetto (o in un mucchio, ma vabbé….)
          adesso, per via della raccolta differenziata, ogni palazzo ha i suoi bidoni e li tiri fuori a giorni fissi (almeno in alcuni quartieri).
          più di un amico mi ha raccontato che la “società” si è “organizzata” con degli allegri scugnizzi che ti propongono, per due spicci, di portar fuori i bidoni “sai, ci facciamo anche attenzione, magari poi te li fottono se non stai attento”

          ergo, un servizio pubblico pagato con le tasse, sostituito da una banda di taglieggiatori da pagare, senza ovviamente nesun vantaggio concreto per il cittadino qualsiasi

          io temo che la deriva della comunità al posto dello stato sia piuttosto quella, ma per una volta ammetto di essere io il pessimista….

          • “io temo che la deriva della comunità al posto dello stato sia piuttosto quella”

            Bene, quindi come possiamo fare per guidare in un’altra direzione la deriva?

          • roberto says:

            “possiamo” impersonale o “possiamo” io e te?

            una risposta è quella che date voi

            un’altra è “evitare il collasso dello stato”

    • MOI says:

      @ MAURICIUS

      Ci vorrebbe un Dittatore che pensasse prima (!) agli “Altri”, anzi prima ancora agli “Ultimi” … e poi (!) a sé stesso. Pare che esista sul serio 😉 … ma “spadroneggia” 😉 solo su di una Piazza di Roma & Adiacenze, nel senso proprio più da “annuncio immobiliare” possibile.

      ———–

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/19/papa-francesco-chiede-perdono-ai-migranti-trattati-come-un-problema-siete-invece-un-dono/2651500/

      • Z. says:

        Ma non è un dittatore. È un autocrate 🙂

        • Francesco says:

          e per citare qualcuno, nel suo Stato non si coltiva grano, non si producono acciaio e aspirine, insomma non è veramente uno Stato

          manco il pozzo per dissetare gli assetati hanno, a essere pignoli

  15. MOI says:

    @ PIETRO

    SE l’ Islamizzazione può essere “liberatoria” da qualcosa, può esserlo solo dal Modus Vivendi Materialista, in merito al quale i Marxisti han lanciato il macigno 🙂 e nascosto la catapulta 🙂 … SE _ ripeto _ l’ Islamizzazione può essere “liberatoria” da qualcosa !

  16. MOI says:

    @ RICCARDO

    https://www.youtube.com/watch?v=XAvrrcHbp4o

    Lui 😉 è contento … ma contro ComeSanchoPanza NON la spunterà ! 😉

  17. MOI says:

    Oppure Papa Francesco incontra Dinko Valev e lo redime modello Lupo di Gubbio …

  18. PinoMamet says:

    “L’Italia è più avanti del Lussemburgo, che ha ancora un bel po’ di grasso da consumare 🙂 ”

    Faccio alla Mirkhond e rispondo qua sotto per semplicità di lettura.

    Non potrebbe essere però, Miguel, che gran parte delle conclusioni a cui siamo giunti nei commenti, con la solita diversità di punti di vista, derivino da un fatto poi molto semplice, cioè che, scusami, Firenze è amministrata molto male ?

    Non mi pare, voglio dire, che Firenze abbia molto meno grasso del mio non-capoluogo o della cittadina in cui risiedo, però qua i tombini li stura il Comune e non mi pare una roba poi così costosa…

    • Roberto says:

      Non osavo dirlo….

      • Francesco says:

        Io lo avevo già insinuato, mi pare.

        Se il Comune non fa sturare i tombini, non è colpa dell’entropia dell’universo nè della globalizzazione.

        E’ che sono stronzi.

        Il che non cambia il fatto che Milano si allaghi quando piove un pochino ma cambia la prospettiva dei cittadini.

        Ai quali tocca, se la cosa non gli piace, organizzarsi sia politicamente, sia praticamente per sturarli loro nell’oggi.

        Cose non impossibili ma non certo facili.

        Ciao

        • “E’ che sono stronzi.”

          Io non so esattamente come stiano le cose, procedo per analogia inventandomi uno scenario di fantasia, esattamente uguale a tutti gli scenari reali che vedo tutti i giorni qui.

          Hanno tagliato il 50% dei fondi all’Ufficio Sturaggio Tombini, attualmente diretto da un funzionario che deve anche gestire gli Argini dell’Arno. Il personale di cinque persone è stato ridotto a due, di cui uno su sedia a rotelle e uno sordo, cieco e muto prossimo alla pensione.

          Gli Argini dell’Arno sono crollati perché il Comune ha tagliato il 50% dei fondi per i lavori fluviali. Il funzionario è attualmente minacciato di processo penale da parte del proprietario di una fabbrica che è stata allagata per colpa del crollo dell’Argine, e quindi la Cooperativa Ecoequoacque – unica forza a disposizione del funzionario – è attualmente impegnata a riparare gli Argini. La forza sul campo consiste in un ecuadoregno leggermente autistico e un giovane marocchino.

          Sono stronzi?

          Boh…

          • Pietro says:

            Il grande cavallo di gente come quelli che ci governano e’ che incentivano la gente a non pensare… Ormai le persone sono decontestualizzate. Si puo’ anche fargli credere che le Twin Towers sono crollate perche’ il dopolavoro afghano ha organizzato una gita… Poco importa quali siano le cause, conta solo il presente. E’ in corso un rigetto del passato (ragionare e’ pensare al passato, ossia a cosa e’ successo) e una negazione del futuro (il futuro crea speranza quindi minaccia al potere). Resta il presente… Mi spiace Francesco ma a volte sembri davvero il perfetto cittadino che in buona fede regge un sistema di merda…

          • Francesco says:

            Miguel

            non è che nessuno ti ascolta, quando raccomandi di diffidare delle frasi impersonali.

            CHI ha tagliato i fondi? perchè quelli? perchè l’ufficio Sturaggio & Argini è stato scelto come scarico invalidi?

            CHI ha deciso di stanziare uno zilione di euri per la Comunicazione, invece? di assumere altri 10.000 dirigenti e 100.000 consulenti?

            ciao

          • Francesco says:

            Pietro

            come ho già detto, il Dopolavoro Afgano è credibile nella misura in cui Nessuno dei Nostri avrebbe mai auto-attaccato il Pentagono.

            Certo, se è stato il Mossad potrebbe essere un avvertimento

            Ma io sono iscritto al Club dei nemici di Galliani e a quello degli Amanti dei playmobil e non ho posto per la tessere dei Nemici dei Giudei

          • roberto says:

            “Hanno tagliato il 50% dei fondi all’Ufficio Sturaggio Tombini”

            gli impersonali che hanno tagliato sono quelli che francesco definisce “stronzi”

            (e gli argini crollano per colpa delle nutrie)

            cosa c’è di complicato?

  19. MOI says:

    @ROBERTO

    L’articolo meno Komplottarden 😉 auf Italienisch che abbia trovato :

    😉

    In effetti una roba per collezionisti dovrebbe essere coniata in pochissimi esemplari, ma soprattutto NON capisco come possa esser spendibile SOLO in Germania … mica son Vecchi Marchi, no ?!

    😉

    RUHE UND KREIDE 😉

  20. MOI says:

    http://quifinanza.it/soldi/ecco-la-moneta-da-5-euro-ma-vale-solo-in-germania/63422/

    QUESTO

    Soldi
    Ecco la moneta da 5 euro. Ma vale solo in Germania

    L’ha coniata la Bundesbank e i primi [!] 250.000 [ !] esemplari sono già tutti prenotati dai collezionisti

  21. MOI says:

    un metodo di truffa diffusissimo è quello del sono tanto lontano da casa / ho la mamma in fin di vita in ospedale plus e ho finito la benzina / i crediti del cellulare/àifon/smartfon poi ti chiedono “aiuto” e “promettono” che ti faranno la ricarica … qualcuno addirittura ti chiederebbe direttamente di appartarsi un secondo con il tuo cellulare avendo scordato il proprio, sempre per dare l’ estremo saluto alla madre morente in ospedale; mentre in realtà l’ unico estremo saluto è quello della vittima al proprio cellulare/àifon/smartfon

  22. MOI says:

    @ PIETRO

    ***** Sull’ “Islamizzazione Liberatoria”, da te teorizzata … Ti riporto la mia “GloKal Water Drop” personale di Domenica scorsa : *****

    […], nella celeberrima Piazza dell’ Unità, ove nelle cui adiacenze nacque il PDS* … dei Cosplayers, di una Balotta Kalergica 😉 autodefinita “Bologna Meticcia” 🙂 [ove però i Taroni se la tirano indebitamente da Autoctoni !] , si spellavano le mani dagli applausi a un “Pako” 😉 …

    in un Italiano di gran lunga migliore di quello del Cosplayer [1] medio, costui sottolineava l’importanza di Ricongiungimento Familiare in nome del fatto che nessuna Legge dell’ Uomo può essere anteposta alle Legge di Dio del Diritto Inalienabile di un Bambino di avere un Uomo che gli faccia da Padre e di una Donna che gli faccia da Madre.

    Ad applaudirlo, come testé indicato, gli stessi Cosplayers tutti Berci&SbroKKi 😉 SE le stesse cose le dicesse un Femilideista 😉 o una SentinellaInPiedi …

    *
    (Un umarell esclamò “è nato un bel maschietto !”; subito la replica Femminista : “Maschilista !” [ “sessista” , dall’AngloAmericano “sexist”, ancora non aveva varcato l’ Atlantico …] MA la risposta fu pronta : “Mo no, mo no: par caz’èrl int al cul a cal ninén ed Bettino !” … oggi sarebbe omofobia ! )

    ————

    Ho pensato all’ Islam come al GrilloTalpa, che fa Piazza (dell’ Unità ? 🙂 ) Pulita dei Parassiti delle Radici delle Piante (i Cosplayers), ma le sue Fauci (la sua Dottrina) sono talmente potenti da danneggiarle irreparabilmente anche involontariamente.

    Intelligenti Pauca

    PS

    [1]

    il Cosplayer è al tempo stesso Antitesi Dialettica Intrinseca e Avanguardia Dissolutoria Degenerativa assieme del (presunto !) Male Assoluto dell’ Uccidente 😉 … in ogni caso, “cry ‘n’ fuck style” 😉 .

  23. mirkhond says:

    Ma non avete notato che da una decina di giorni Habsburgicus è sparito?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Provo ad evocarlo.

      E’ il 2016. Il 14 ottobre mi aspetto una sua dettagliata riflessione sui 950 anni della Battaglia di Hastings e non per nulla: successivamente ad essa sarebbe nata l’Inghilterra vera e propria.
      Sarebbe infatti esistito quel precoce centralismo monarchico inglese senza gli espropri di Guglielmo il Conquistatore a vantaggio della nobiltà normanna? E sarebbe stato possibile un Atto di Supremazia senza il centralismo suddetto? E senza la spinta normanna l’Inghilterra avrebbe mai tentato espansioni in Irlanda, visto e considerato che i primi inglesi ad arrivare sull’isola furono cavalieri normanni reclutati per le faide tra i clan?
      Ai posteri l’ardua sentenza, si dice, ma i posteri siamo noi 😀

      • Z. says:

        Di sicuro non avremmo la quasi totalità di giochi medievali che iniziano nel 1066!

        • MOI says:

          Temo che Habs si sia stufato : non di noi come gente, ma della frustrazione di constatare quotidianamente l’assoluta inutilità della propria sconfinata cultura per migliorare il Mondo …

          🙁

          • mirkhond says:

            E’ una frustrazione che comprendo, perché è capitata anche a me in passato.

          • Z. says:

            Frustrazione che difficilmente potrò mai provare, attesa la mia sconfinata ignoranza 😀

          • Francesco says:

            mi tocca accodarmi a Z

            la sensazione della mia inutilità è molto attenuata dalla coscienza della mia ignoranza e incapacità

            FORSE come storico del basket, forse

  24. mirkhond says:

    Quesiti interessanti.
    Sull’Atto di Supremazia però, a mio parere, Enrico VIII, non aveva bisogno di rompere con Roma proprio perché la Chiesa inglese era controllata da lui.
    In Francia idem, e difatti i re capetingi restarono cattolici, anche durante le violentissime guerre di religione tra cattolici e ugonotti del 1562-1598.
    Probabilmente, una maggiore flessibilità di Clemente VII (1523-1534) e di Paolo III (1534-1549), forse avrebbe salvato la Chiesa cattolica d’Inghilterra……..

    • Mauricius Tarvisii says:

      La controllava di fatto, ma questo significava potenziali logoranti lotte contro eventuali arcivescovi ribelli. Invece lui ha preferito controllarla di diritto e risolvere il problema una volta per tutte.
      Se l’avesse fatto il Re di Francia avrebbe perso il trono, ma lui poteva.

  25. mirkhond says:

    Il re di Francia aveva meno potere sulla sua chiesa?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, semplicemente perché non ne era il capo. Era sicuramente un fedele “più uguale degli altri”, ma mica poteva cambiare la dottrina a proprio piacimento come il suo dirimpettaio.

      • mirkhond says:

        Su questo non riesco a seguirti.
        Il re di Francia, fin dai tempi di Filippo IV il Bello (1285-1314), il potere sulla Chiesa francese ce lo aveva eccome.
        E lo ebbe ancor di più con gli accordi del 1438 sotto Carlo VII (1422-1461) e del 1516 sotto Francesco I (1515-1547).
        Accordi che gli davano il potere di scegliere lui i vescovi e gli abati nel suo regno, che il Papa era tenuto a confermare.
        Dunque sebbene raggiunto più tardivamente rispetto al re d’Inghilterra, anche il re di Francia dal XIII-XVI secolo in poi, aveva potere sulla chiesa del suo regno.
        Però da una parte all’altra della Manica si optò per scelte differenti.
        Secondo Messori, perché l’Inghilterra (una volta divenuta un paese solo insulare, aggiungiamo noi) staccata dal continente europeo, nel profondo NON si sentiva parte dell’Europa.
        Forse, proprio per lo shock provocato dalla perdita delle avite terre normanno-plantagenete di Francia alla fine della Guerra dei Cent’anni (1337-1453; solo Calais restò inglese fino al 1558, e le Isole Normanne tuttora in mano inglese).

        • Z. says:

          Spero che anche gli inglesi di oggi la pensino allo stesso modo. Forza Brexit 😀

          • mirkhond says:

            Io invece, dopo Hastings, nonostante gli spaventosi crimini di Guglielmo il Bastardo, una volta fatto il danno, avrei preferito un’ Anglofrancia francofona e cattolica.
            E invece……..

          • mirkhond says:

            Le tue speranze credo che abbiano fondamento, se riferite al popolo inglese.
            I miei dubbi sono relativi alle loro classi dirigenti e agli interessi che potrebbero subire danni o contraccolpi favorevoli da una scelta pro o antieuropeista……

          • Z. says:

            Chissà… per l’intanto, continuo a sognare!

            Anzi, qualcuno ha qualche numero di C/C dove fare un versamento per un movimento impegnato a far propaganda per la Brexit?

            Le buone idee vanno sopportati coi FACTA, come direbbe Moi, mica solo a parole 😀

      • habsburgicus says:

        ma mica poteva cambiare la dottrina a proprio piacimento come il suo dirimpettaio.

        In realtà, poteva..poteva (forse solo il Re di Spagna non avrebbe potuto..a parte i piccoli potentati italiani)
        È il solito hegelismo storiografico, che è diffusissimo (specialmente oggi) ma nondimeno errato, dunque posso capire Mauricius (ma non dargli ragione)..in Inghilterra ci sono riusciti (MA attenzione, io sempre più son d’accordo con l’acattolico Christopher Haigh, chhe parla di varie Riforme al plurare e che pone la “vera” Riforma sotto Elisabetta e la vittoria effettiva abbastanza avanti nel suo regno…senza Elisabetta, Henry VIII poteva apparire ai posteri come un pazzoide che cercò empiamente di allontanare Albione dal “naturale” Cattolicesimo, solennemente restaurato in saecula saecolorum nel 1553..sarebbe un altro “hegelismo”, forse storicamente più corretto), dunque per questa corrente, si POTEVA
        In Francia la Riforma non è stata tentata dai Sovrani, dunque non si POTEVA [e non si parli del 1594, eh..allora già stava cambiando tutto, era iniziata la reazione cattolica, c’erano i gesuiti ecc..la Riforma, se decisa dal potere regio, doveva essere fatta nei 1520’, 1530’ e al massimo 1540’..e per fortuna non fu fatta, sennò ad onta delle certezze di Mauricius non so come sarebbe andata a finire]
        mah…a me un po’ di conoscenza di fatti storici mi rende molto scettico su questo approccio che trovo infecondo storicamente…e credo che un Re allora anche in Francia poteva cambiare molto

        • Mauricius Tarvisii says:

          Enrico di Borbone si sarebbe potuto conquistare il trono da ugonotto, ma sapeva di non poter mantenerlo senza il cattolicesimo. L’equilibrio francese era molto più delicato di quello inglese e in questo equilibrio la Chiesa, manifestazione del potere aristocratico, aveva un ruolo determinante.
          Certo, magari un Luigi XIV avrebbe potuto troncare con Roma, ma era fuori tempo massimo: i suoi obiettivi erano ben altri.

          • habsburgicus says:

            ma sapeva di non poter mantenerlo senza il cattolicesimo.

            e se leggi ,che ho detto io ? 😀 (vabbè ho citato 1594, senza fare il nome ma è a tutti noto ciò che avvenne allora)
            ciò che mi pare storicamente molto discutibile (ed il punto da cui si è partiti) è che un contemporaneo gallico di Henry VIII, ovvero François I (1515-1547) non POTESSE rompere, desiderandolo..temo che potesse
            non lo fece, perché avrà ritenuto che non gli conveniva..e forse per un residuo di “religione”
            può apparire un po’ sconcertante e poco 2post-moderno”, ma tutto alla fine è dipeso dalla volontà di un uomo spietato (tutto si fa per dire, ripeto., è Elisabetta non lui che ha avuto l’ultima mano)..
            se Henry VIII fosse stato Henri III di Francia ante litteram, e Anne Boleyn fosse stata Anna de Bolaigne, la rottura sarebbe stata con la Francia
            e, ammesso che fosse rimasta cristiana l’Inghilterra, sarebbe stato un grande vantaggio per Roma nel cambio 😀 non fosse altro che per educare i galli non era necessaria una Armada, ma bastavano i tercios 😀

          • habsburgicus says:

            Henri II ante litteram

          • Mauricius Tarvisii says:

            La Francia non era alleata del Papa? O, almeno, lo era stata: come poteva continuare a ingerirsi nelle faccende italiane da luterana?

          • habsburgicus says:

            anche Henry VIII fu alleato del Papa…
            poi certo la geografia lo rendeva più lontano, oggettivamente, dall’Italia

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il Papa non era un alleato strategico per gli inglesi. Rompere sarebbe stato praticamente privo di rischi: la Francia era impegnata con gli Asburgo, mentre gli Asburgo erano impegnati con la Francia e con i principi ribelli: chi avrebbe verosimilmente minacciato dall’esterno un’Inghilterra instabile?
            Al contrario una Francia instabile sarebbe collassata in poco tempo, senza alleati e con molti nemici. Per i francesi l’unica tattica saggia era quella attuata: rimanere cattolici e appoggiare i protestanti. Tanto anche il Papa sabotava le “crociate” dell’Imperatore contro i principi ribelli 😀

  26. Mauricius Tarvisii says:

    Il dibattito sulla legittima difesa ha ormai del surreale

    http://www.repubblica.it/politica/2016/04/20/news/scontro_parlamento_legittima_difesa-138013299/

    C’è una proposta infatti con cui la Lega “si batte per una norma più permissiva ed effettivamente difensiva nei confronti di chi spara per difendere se stesso e la sua famiglia. Si badi, non la sua proprietà. Deve esistere, secondo la Lega, “una presunzione assoluta di legittima difesa”, per cui non esiste né aggressione né reato se la vittima difende la sua incolumità e il bene della vita”. Insomma, una presunzione assoluta di legittima difesa quando si dimostra che era legittima difesa 😀

    “Un testo del genere, ovviamente, mette nelle mani del giudice la valutazione della difesa compiuta, sarà lui a stabilire se quella difesa era commisurata al pericolo, oppure se chi si è difeso ha esagerato, oppure addirittura ha aggredito l’aggressore quando costui aveva già regredito dall’azione criminale. Il tipico gesto della vittima che spara al ladro quando già sta scappando e lo colpisce alle spalle”
    “Questa valutazione, secondo la Lega, non deve più essere affidata al giudice, ma la legge deve già contenere delle indicazioni molto precise”

    (Quindi non sarà più il giudice a decidere se Tizio ha sparato al ladro mentre scappava ma lo farà già la legge? Magari con una lista di soggetti che dovranno ritenersi innocenti a prescindere?)

    Essite tuttavia una proposta di maggioranza che prevede che: “la colpa dell’agente è sempre esclusa se l’errore riferito alla situazione di pericolo e ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico ed è causato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fatto”

    Ma non piace al NCD: “Non possiamo limitarci, su una questione particolarmente sentita da tante vittime, a fare una legge solo sui casi di errore. Noi dobbiamo disciplinare nella sua pienezza la legittima difesa e mettere al sicuro le vittime dicendo fin dove possono difendersi. Altrimenti avremo lavorato inutilmente”

    • MOI says:

      In 30 anni ora netti non abbiam proprio imparato un cazzo sul concetto di opportunità e prassi di difesa personale e soprattutto difesa preventiva di terzi :

      https://www.youtube.com/watch?v=1Crm94eMuPE

      😀

    • Z. says:

      In effetti la portata innovativa del comma sul turbamento psichico mi sfugge.

      Ma poi la Lega non aveva fatto già approvare una riforma a pera che aveva convinto un tizio a sparare nella schiena a uno che stava rubando una piantina dal marciapiede?

      • MOI says:

        sparare nella schiena a uno che stava rubando una piantina dal marciapiede

        ——–

        Be’, in effetti questa non s’era mai vista neppure negli anime Giappi …

        • Z. says:

          Quando arrivarono i CC a portarlo via si stupì molto, secondo la giornalista del servizio, e disse: ma come, non c’è la nuova legge sulla legittima difesa?

  27. Z. says:

    Miguel, esattamente perché linki un sito che propaga bufale pericolose – a parte le scie chimiche, che almeno non fanno male a nessuno?

    • MOI says:

      “bufale pericolose” … tipo quali ?

    • MOI says:

      A essere rigorosi, dovrebbero venir messi fuori legge tutti i giornali con l’ oroscopo 😉 …

    • “esattamente perché linki un sito che propaga bufale pericolose ”

      Quali sarebbero le bufale propagate da Labsus, scusa?

      E’ la prima volta che sento un’accusa del genere, a un sito fatto da cauti giuristi.

      • Pietro says:

        Ormai dopo il berlusconismo abbiamo il renzismo, tutto quello che non piace diventa “non e’ vero, non e’ vero, lalalala non mi hai fatto niente faccia di serpente lalala”.

      • Z. says:

        Non so cosa sia Labsus. Mi riferisco a quello delle rose rosse, che fa propaganda a prassi pseudomediche che hanno fatto morire molte persone.

        Lo sciachimicismo è innocuo, la “medicina germanica” no.

        Pietro, quando vuoi mi spiegherai perché tanta arroganza, ma soprattutto perché intervieni senza sapere di che si parla 🙂

        • “Non so cosa sia Labsus. Mi riferisco a quello delle rose rosse,”

          Labsus è l’unico sito che ho citato nel post che tu stavi commentando, e che è un po’ il riferimento “istituzionale” per le cose che dico.

          Se ti piace il sito delle rose rosse, guarda anche gli altri linkati nella mia rubrica “Viva la libertà di parola”.

          Ti piaceranno ancora di più.

          • Z. says:

            Visti. Il problema non è essere eccentrici, è che certe pratiche uccidono persone disperate e ingenue. Non trovo una buona idea contribuire a diffonderle, e mi chiedevo perché farlo.

            Poi il padrone sei tu, ci mancherebbe.

  28. MOI says:

    @ ROBERTO

    [manca ancora un tassello …]

    Ma se a Fine Novecento avessimo fatto in EmiliaRomagna _ chessò_ i cinquanta sacchi del Liga 🙂 , sarebbero stati valevoli in tutta Italia, no ?

    Allora perché, Unità Monetaria per Unità Monetaria, con gli “euri” in Leuropa 🙂 la cosa cambia ?

  29. MOI says:

    Ma se gli Inglesi “brexano” 😉 … poi possono espellere in massa soprattutto i Pakistani per scongiurare la Repubblica Islamica ?! 😉

    • Z. says:

      Se la vedranno tra UK e Pakistan. E tra UK e Francia…

    • MOI says:

      Però , nel caso , poi verrebbero tutti in qua accolti dal Boldry Party (nel senso di “festa”) …

      • Z. says:

        Li espellerebbero verso il Pakistan, mica verso l’Italia!

        • mirkhond says:

          Moi forse dimentica, che la STRAGRANDE MAGGIORANZA dei flussi migratori verso l’Europa, NON hanno come meta l’Italia, ma i paesi a NORD delle Alpi……. 🙂

          • MOI says:

            MA Youtube dà l’opzione di sottotitoli in English da qualsiasi altra lingua … Italiano della Boldrini compreso ! 🙁

          • Z. says:

            Moi,

            — MA Youtube —

            non ho capito…

          • MOI says:

            E quindi, sottotilato in English ciò che la Boldrini dice in Italiano, l’ Italia diventa il Paese più appetibile … lo notava Habs !

          • Z. says:

            Ah, capisco. La tesi è quindi che gli immigrati in realtà vogliono immigrare in Italia, però a loro insaputa!

            Moi, davvero, scrivi una letterina a Laura Boldrini. E’ una signora educata, e sono certo che ti risponderà. Però sii gentile. Non farci fare le figuracce 🙂

    • Francesco says:

      cosa c’entriamo noi con le gestione delle ex-colonie?

      sicuramente nulla, mica ci sono gli SUE!

      😉

  30. mirkhond says:

    Miguel

    Che ne pensi di Bernie Sanders?
    Potrebbe essere l’uomo giusto per quelle riforme SOCIALI di cui gli USA hanno bisogno da tanto, troppo tempo?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Infatti ha quasi sicuramente perso.

    • “Potrebbe essere l’uomo giusto”

      Non esistono “uomini giusti”, perché gli Stati Uniti non sono governati dagli uomini: penso che sul piano delle buone intenzioni, Obama sia il miglior presidente degli Stati Uniti da tempo immemorabile.

      Il che non lo rende per niente “l’uomo giusto”.

      E non credo proprio che nessuno sia più in grado di fare “riforme sociali”, almeno dagli anni Settanta.

    • Francesco says:

      Mah, io ci contavo ma gli elettori democratici preferiscono votare per la Clinton, compresi i neri che da lei non possono aspettarsi nulla di buono.

      Un’occasione persa, perchè gli squilibri negli USA si accumulano e non si risolvono.

      PS Obama mi sembra un pirla, alla luce degli 8 anni di presidenza. Tutto chiacchere e distintivo

  31. MOI says:

    @ MAURICIUS

    Pessima notizia per te dal Mondo Reale : Matteo Salvini è un Volontario AVIS !

    Ahem … no : NON è un omonimo !

  32. MOI says:

    Guglielmo il Bastardo è un Alias di Guglielmo il Conquistatore ?

    In ogni caso, dei “Shbàbbbari” 😉 [cit.] …

  33. MOI says:

    So che l’ha già notato Crozza, però è vero …

    se (!) anziché il Giorno Dopo fosse accaduto il Giorno Prima, l’ esito del Referendum Trivellarum 😉 sarebbe stato probabilmente (!) ben diverso :

    ——————————————————————————

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-04-20/sversamento-greggio-genova-corsa-contro-tempo-raccogliere-l-onda-nera-165532.shtml

    Sversamento di greggio a Genova, corsa contro il tempo per raccogliere l’onda nera

    • Z. says:

      Sì, immagino che qualche contaballe l’avrebbe utilizzata a fini di propaganda.

      Ahinoi invece è capitato qualche giorno dopo, e così al largo delle nostre coste – come sai bene le piattaforme sono qua, mica in Puglia o Basilicata – si potrà continuare a estrarre impunemente il pericolosissimo gas metano.

  34. mirkhond says:

    Guglielmo il Bastardo è un Alias di Guglielmo il Conquistatore ?

    Si è lui, Gugliemo (1028-1087 dal 1035 Guglielmo II come duca di Normandia, e dal 1066 Guglielmo I come re d’Inghilterra)
    Venne soprannominato il Bastardo, perché figlio illegittimo poi legittimato, non perché fosse quella carogna che era.
    Poi, venne chiamato anche il Conquistatore.

  35. MOI says:

    Adesso lo chiameranno William The Product of Conception Whose Parent One is Unknown quindi 🙂 …

  36. MOI says:

    o anche “William The POC [sic] Whose P1 [?] is Unknown … boh.

    Anzi: William the Mysterious POC 😀

  37. MOI says:

    Gli Angeli del Bello di Firenze [Sub ENG]

    https://www.youtube.com/watch?v=o4RyONdXnA4

    Il video che meglio descrive le attività che svolgono i nostri volontari.

  38. mirkhond says:

    Moi, Zanardo

    Conoscete questa storia?

    http://www.mariadinazareth.it/apparizione%20imola.htm

  39. MOI says:

    C’è Mario Capanna che ripete “oclocratico fomenta turbe” … Proletario da 5000 € al mese !

  40. mirkhond says:

    L’ho letta oggi in libreria, sfogliando un libro di Messori, Ipotesi su Maria.
    Messori dice che, nonostante oggi la cosa possa apparire paradossale, i Romagnoli furono tra le genti più religiose d’Italia e combatterono duramente contro i Francesi nel 1796-1814.

    • MOI says:

      Poi, il Capolavoro della Serpe … 😉

      • mirkhond says:

        Purtroppo……. 🙂

        • habsburgicus says:

          ci sono ‘sti cambi e non sono rari
          io ormai ho dubbi che si possano trovare ragioni vere e sono sempre più diffidente per il “finalismo” (che altrove ho chiamato “hegelismo” ex post), dunque penso che si possa fare poco se non constatarle..e dire qualcosa di generico
          altri esempi
          1°, classico, Inghilterra, che la ricerca più seria dimostra cattolicissima nei 1520′, con preti e devozione in aumento come mai prima (la storiografia seria ormai irride al mito della Chiesa “corrotta” in quanto quella inglese era forse tra le meno “corrotte” e dubita del “lollardismo”, altro deus ex machina un tempo diffuso)
          2°, le Fiandre fiamminghe..oggi là è massonica pure l’aria che si respira e tutto è secolarissimo, eppure erano terre devote da secoli, che diedero preti e frati i quantità sino ai 1940′-1950’
          3°, Québec, cattolicissimo sino a c.a 1960 (oggi terra del tutto secolarizzata)
          e molti altri casi

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il fermento religioso è quasi sempre la via maestra per l’eterodossia: la popolazione ha dei bisogni spirituali a cui la Chiesa non riesce a dare una risposta convincente e allora la gente si rivolge agli eretici. L’abbiamo visto tante volte.

          • Francesco says:

            Il fermento religioso è quasi sempre la via maestra per l’eterodossia:

            ne deduco che avresti votato per la condanna a morte del Nazareno, tipico esempio di questo fenomeno!

          • Z. says:

            Tu lo avresti fatto, Francè. Per arginare l’avanzata del comunismo, magari…

  41. MOI says:

    Cmq qui Matteone Vs Lady Tuatara Sphenodon 🙂 fa ciò che dovrebbe fare la Sx Veramente Vera :

    https://www.youtube.com/watch?v=Ob8U7c2xp8Y

    … e vuèter Leopoldini andì a caghèr vò e a al vostar “stòlchingh” u cum az’idoll al s’ ciama ! 😀

    • Z. says:

      La sinistra veramente vera (chiunque sia) dovrebbe fare cosa, esattamente? Adunate televisive finto-intimidatorie per ingenui esaltati davanti alla casa vuota di persone che oltretutto hanno lasciato la politica?

      Qualcosa di simile lo fanno già: quando Salvini sfila per la campagna elettorale lo bersagliano di oggetti vari. Certo, non lo aspettano sotto casa. Ma non mi sembra il caso di incoraggiarli a farlo.

  42. mirkhond says:

    Per una volta, come non dare ragione a Salvini? 🙂

  43. MOI says:

    Zeta giàlo sappiamo che ha tradito sé stesso … e starà dalla parte di Lady Tuatara Sphenodon !

    • Z. says:

      Cosa penso dell’operato di Elsa Fornero come ministro credo di averlo già detto diverse volte. Ma se stessi dalla parte di un tizio che è contento che l’Austria ci rimandi indietro gli immigrati nella speranza che succedano disordini di cui profittare, beh, non mi limiterei a “tradire me stesso”.

  44. mirkhond says:

    “Zeta giàlo sappiamo che ha tradito sé stesso”

    A proposito:

    TUTTA “CHEZ PANNELLA” LA DECREPITA ANARC-BORGHESIA
    Maurizio Blondet 20 aprile 2016

    di Paolo Borgognone

    Il Partito Radicale è stato, sin dalla sua fondazione, nel lontano 1955, l’attore politico privilegiato del processo di privatizzazione della politica e di normalizzazione conformistica dei ceti medi italioti. Questo partito è a pieno titolo espressione della cultura politica, elitaria e improntata alla dissoluzione dei legami tradizionali e comunitari, della “fine capitalistica della Storia”. Il PR è infatti un partito liberale, liberista e libertario per definizione stessa del suo leader, Marco Pannella. E il liberalismo politico, il liberismo economico e il libertarismo sociale costituiscono la “triade progressista” attorno a cui si articolano le nuove forme di colonialismo contemporaneo. Il PR è il partito che veicola, presso i ceti medi sinistrorsi lettori de la Repubblica, La Stampa, Left e il manifesto, le idee delle classi dominanti. In questo senso, in Italia, la mediatizzazione del PR quale “partito delle battaglie” per i cosiddetti “diritti civili” è stata oltre ogni modo ipertrofica.

    Come detto, il Partito Radicale è il megafono degli odierni processi di flessibilizzazione consumistica delle masse e di colonizzazione, anche per via militare, dei popoli e degli Stati a vario titolo resistenti. Emma Bonino è una sorta di sacerdotessa del culto della liberalizzazione (dei costumi, dell’economia, delle frontiere etiche, nazionali, politiche). Marco Pannella è il guru del politically correct declinato in versione populistica, demagogica, caciarona, spettacolarizzata oltre ogni limite e “arzigogolata” fino al ridicolo parossismo. In un libro dal titolo Verità e relativismo, Costanzo Preve aveva a riguardo criticato, giustamente secondo l’opinione di chi scrive, «una sinistra ormai del tutto privata di una visione sociale e politica alternativa al sistema». Una sinistra che, travisando il progresso capitalistico della Storia in chiave prettamente emancipazionista, «deve trovare la sua unica ragion d’essere nel cosiddetto “libertarismo dei costumi”, nelle quote rosa per le donne in carriera, nell’inseguimento grottesco del duo musicale relativistico Pannella-Bonino, eccetera».

    E’ questa la sinistra della Dissoluzione, del Costume e del Capitale, antiautoritaria ma ultracapitalistica (e cosmopolitica), antifascista ma seguace dell’ideologia clintoniana dell’esportazione della democrazia di libero mercato (e libero desiderio consumistico) all’estero.

    Nell’attuale frangente storico, la malattia di Pannella è stata e viene tuttora utilizzata quale grimaldello mediatico per legittimare, attraverso il pellegrinaggio, presso la corte dell’anziano leader infermo, sessant’anni di conformismo capitalistico di massa in questo Paese. Sessant’anni in cui i radicali si sono prodigati in “battaglie politiche” sui cosiddetti “diritti civili” che appaiono, oggi, col senno del poi, perfettamente in linea e compatibili con i postulati culturali di un capitalismo “di terza fase”, “maturo”, “avanzato”, “assoluto”, laddove il termine assoluto dev’essere interpretato nell’accezione di «svincolato» da qualsivoglia legame tradizionale di sorta. I radicali sono infatti i veri e più autentici interpreti della controcultura libertaria di massa, antiautoritaria e antiborghese ma ultracapitalistica, del movimento del Sessantotto. Non a caso, il Partito Radicale, profondamente ammirato dal “Dottor Faust” dell’anarchismo cosmopolitico e confusionario all’italiana, l’ex presidente della Camera F. Bertinotti, è stato l’autentico “movimento comunistico d’opinione” in questo Paese, laddove per “comunismo” s’intende un chiliasmo messianico rivoluzionario di omogeneizzazione sociale attraverso la liberalizzazione integrale dei costumi, dei consumi e dei desideri individuali. I radicali hanno rappresentato, e rappresentano, la “mano sinistra del Capitale”, il lato più oscuro di una globalizzazione centrata sul consenso di monadi neotribalizzate e totalmente dedite al culto pubblicitario, materialistico e individualistico del consumo che, strumentalmente, avvalendosene dunque come un talismano, un amuleto o un ansiolitico, riscoprono il Sacro e la Divinità soltanto nei momenti di estrema prostrazione, magari dopo la diagnosi del primo tumore o in seguito a un incidente stradale potenzialmente letale.

    Il Partito Radicale è stato ed è l’attore politico privilegiato per coloro i quali, disgraziatamente, da sinistra, auspicano e intendono il socialismo come approdo cosmopolitico finale di una società consumistica, di spettacolo e di dissoluzione compulsiva di ogni legame tradizionale. Il materialismo pratico, anarchicheggiante e ultracapitalistico, è la filosofia di riferimento dei radicali, laddove il materialismo dialettico, censorio e hobbesiano, fu la filosofia di riferimento dei comunisti staliniani dopo il 1931. Il chiliasmo messianico comunistico dei radicali è stato, da chi scrive, sottolineato ne L’immagine sinistra della globalizzazione. Critica del radicalismo liberale (p. 779):

    Importante sottolineare come i radicali, per dichiarazione stessa di Pannella, rivendicassero, apertamente, la propria internità alla storia del comunismo intesa come soteriologia deterministica, apocalittica e tesa alla unificazione totalizzante della storia e delle comunità storiche, popolari e nazionali, nell’ambito di un monoclassismo cosmopolitico assoluto, ossia slegato da riferimenti e legami identitari collettivi tradizionali (Stato, religione, nazione, famiglia, genere sessuale). In questo senso, esattamente come Karl Marx, Fausto Bertinotti, Toni Negri, Slavoj Zizek, le Pussy Riot e tutta l’odierna masnada comunistica postmoderna, Pannella pensava realmente che il capitalismo e la globalizzazione fossero positivi fattori di totalizzazione di numerose determinazioni (storiche, politiche, sociali, economiche, culturali, religiose) che avrebbero in futuro inverato il comunismo (mentre invece, contrariamente a quel che sosteneva Marx, il capitalismo non produce alcunché, tantomeno il comunismo, al massimo implode).

    Il chiliasmo comunistico rivoluzionario di Pannella è perfettamente compatibile con le esternazioni programmatiche, anarchiche, dei fautori della “democratizzazione” della Spagna “falangista” nel 1974. Tra questi, il noto Salvador Puig Antich, giustiziato per omicidio il 2 marzo 1974 e, in definitiva, più esaltato controrivoluzionario anarco-borghese (perfettamente compatibile con l’incedere dei fattori storici, politici, culturali ed economici che di lì a poco avrebbero determinato il crollo del regime nel baratro della «modernizzazione capitalistica», della «democrazia liberale» esemplare per soddisfare i desiderata delle nuove élite transnazionali globalizzatrici e della «movida» per «giovani di successo» e fanatici della Erasmus Society senza confini e illimitata) che non sovversivo antisistemico vero e proprio. Puig Antich e i suoi compari auspicavano infatti, per la Spagna, una “rivoluzione” fondata sui seguenti riferimenti programmatici: «Non lottiamo soltanto contro la dittatura, vogliamo cambiare tutto, abbattere il vecchio mondo e costruire una società senza classi, veramente libera!». La postsocietà, o società postmoderna, o società liquida, culturalmente senza classi sociali e orientata all’antropologia del desiderio capitalistico illimitato, idealizzata e auspicata da Puig Antich nel 1974, è l’involucro politico (e il modello antropologico) da esportazione prediletto dagli strateghi dell’attuale «internazionale democratica» per il cambio di regime, in chiave liberale, liberista, libertaria e, naturalmente, filoccidentale, nei Paesi (Russia, Cina, Iran, Siria, ecc.) in qualche modo resistenti ai processi di colonizzazione cosmopolitica promossi dai teorici della “fine capitalistica” e “progressista” della Storia.

    I liberali, sia manifesti (à la Pannella), sia camuffati da comunisti estremisti (à la Puig Antich, Bertinotti o Toni Negri) perseguono lo stesso orizzonte di rimodellamento cosmopolitico e neoliberale della (da loro auspicata) “società globale”. Un rimodellamento conformistico condotto attraverso la “sollevazione culturale antiautoritaria ma ultracapitalistica” di indistinte “moltitudini comunistiche biopolitiche globalizzate”. L’entusiastica adesione, da parte di questi soggetti politici, ai propositi di “democratizzazione radicale” previsti nel novero dei piani americani di “internazionalizzazione” della “democrazia di libero mercato e libero desiderio consumistico a stelle e strisce”, rende chi scrive molto più propenso a scorgere autentici tratti di rivolta politica anticapitalistica e anticonformista nei movimenti e nei partiti descritti da Gabriele Fregola nel libro Storia della destra spagnola (Ciarrapico Editore, 1979) e nell’opera del «genio controcorrente» Konstantin Leont’ev, Bizantinismo e mondo slavo (Edizioni all’Insegna del Veltro, 1986) che non nelle perorazioni libertarie dei pusher di “diritti civili” e “individuali” (riassunti nella triade “gay friendly, droga liberalizzata e femminismo dei ceti neoborghesi”) quali i sostenitori, da George Soros ai pannelliani e fino ai perdigiorno dei centri sociali “okkupati”, della cultura politica radical-libertaria.

    Una cultura politica, quest’ultima, secondo cui «il mondo, così com’è, potenzialmente è già comunista» e dunque dev’essere “assecondato”, cavalcando le “opportunità” messe a disposizione dal mercato dei consumi, del divertimento e dei desideri illimitati, al fine di accelerare e “radicalizzare”, attraverso la promiscuità sessuale, le mode americane di vario genere (dalla musica al vestiario ai gusti in fatto di letture, alimentazione e turismo), la confusione ideologica, l’uso smodato di alcol, droghe e nuove tecnologie, i processi di dissoluzione delle residue identità tradizionali interne. Scopo ultimo della citata cultura radicale conformistica di massa è quello di suscitare la summenzionata “sollevazione culturale ultralibertaria e cosmopolitica” dei contestatori conformisti della Erasmus Generation.

    In tale contesto, ossia all’interno di un quadro politico di riferimento dove, come afferma il politologo russo Aleksandr Dugin, «sarebbe utile lasciare “la variante anarco-trotzkista di Negri e Hardt alle discussioni di postmodernisti, gruppuscoli marginali, tossicodipendenti e pervertiti”» (P. Borgognone, Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche, Zambon, 2015, p. 50), prende corpo e trova spazio l’attuale penoso pellegrinaggio di potenti della politica di servizio atlantico (da Matteo Renzi a Silvio Berlusconi), dell’imprenditoria (pubblica e privata) e del “circo mediatico” (Clemente J. Mimun, Vasco Rossi) alla corte dell’infermo Pannella, rappresentazione fisica di un sessantennio abbondante di “battaglie culturali” ultracapitalistiche, filoamericane, filosioniste ed esasperatamente conformiste in questo Paese.

    Il duo politico-mediatico Marco Pannella-Vasco Rossi, attavolato (tra percentuali da capogiro di nicotina ed ettolitri di Coca Cola, bevanda yankee per eccellenza) nella casa romana del leader radicale il 19 aprile 2016, è tra l’altro molto indicativo del ruolo di agente della normalizzazione, tesa all’addomesticamento conformistico delle masse giovanili (e giovanilistiche), esercitato dalla nomenklatura canora di Mtv, da sempre sponda privilegiata per ogni ipotesi di sostegno politico a “democratici”, “moderati” e ultraliberali di ogni sorta.

    Il personaggio Vasco Rossi, da tempo immemore elettore pannelliano e “democratico”, è l’esempio più classico del ludico ribellismo individualistico adolescenziale e postadolescenziale come fattore sistemico di narcotizzazione del conflitto e di ogni opzione autenticamente antagonistica rispetto agli assetti costituiti, politici e pubblicitari, di controllo del pensiero delle nuove e vecchie generazioni di postsessantottini che avvertono se stessi quali “rivoluzionari” in quanto cultori di una “vita spericolata” a base di alcol, tresche e amorazzi di provincia, canne e notti in bianco a “sparare cazzate” in compagnia della bottiglia e di quattro amici al bar.

    Il “Pannella-Vasco Rossi pensiero” è riassumibile come ripiegamento nel nichilismo individualistico più docile in luogo della ribellione identitaria collettiva, nel culto del fallimento e della disperazione esistenziali del “tossico all’ultimo stadio” travisato per “rivoluzione”, per atteggiamento “contro”, di rifiuto del “sistema”… Naturalmente è l’esatto contrario, non vi è nulla di più esasperatamente domestico, casalingo, salottiero e perfettamente gestibile, quando non direttamente selezionato ad hoc dalle élite del capitale, del ribellismo eternamente adolescenziale del duo spinellatore e sbevazzone Pannella-Vasco, personaggi assolutamente interni alla società dello spettacolo e impegnati, fino all’ultimo tiro di nicotina e all’ultimo whisky, a giocare il ruolo politico di chi lotta non per cambiare le cose, ma per perpetuare gli assetti (neoliberali) costituiti sine die.

    D’altronde, lo diceva già Guy Debord ne La società dello spettacolo (tesi 57, p. 78):

    La società portatrice dello spettacolo non domina solo per mezzo della sua egemonia economica le regioni sottosviluppate. Essa le domina in quanto società dello spettacolo. Là dove la base materiale è ancora assente la società moderna ha già invaso spettacolarmente la superficie sociale di ogni continente. Essa definisce il programma di una classe dirigente e presiede alla sua costruzione. Nello stesso modo in cui presenta gli pseudobeni a cui aspirare, offre ai rivoluzionari locali i falsi modelli di rivoluzione.

    In un’Italia culturalmente terzomondizzata, la “rivoluzione del SerT”, la “rivoluzione” attraverso lo “spinello libero” propugnata da pannelliani e modaioli à la Vasco Rossi come estrema sovversione “antiautoritaria” propedeutica all’instaurazione del “vero comunismo libertario” e dal “volto umano”, non è che il crepuscolare tentativo di una generazione di falliti e conformisti a 360 gradi di pensare se stessi come qualcosa di diverso rispetto a quello che, dai tardi anni Settanta a oggi, sono effettivamente stati: utili idioti e lacchè del regime liberaldemocratico, cosmopolitico e ultracapitalistico.

    La triade valoriale “gay friendly, droga liberalizzata e femminismo dei ceti ricchi” è l’esatto opposto rispetto a un’ipotesi di trasformazione sociale autenticamente e schiettamente rivoluzionaria e antisistemica, che per essere tale dovrebbe articolarsi su di un complesso di riferimenti non compatibili con la cultura politica del capitalismo contemporaneo, ossia sui seguenti punti:

    Patria (interpretata nell’accezione originale, tradizionale, di popolo come unità organicamente intesa, per citare il celebre filosofo e matematico russo Aleksandr Zinov’ev);

    Famiglia (intesa come rifiuto della società liquido-moderna, centrata invece sulla dissoluzione, su base pubblicitaria e in nome della “liberalizzazione sessuale” e “di genere”, dei legami affettivi tradizionali);

    Onore (inteso come riscoperta, a fini comunitari e non speculativi, di valori signorili originari, diametralmente opposti all’odierna idolatria del denaro, dell’acquisizione di beni di consumo e del successo individuale, veicolata all’unisono dai media liberali di larga tiratura, dal ceto politico sistemico e dai teorici della cosiddetta “economia di libero mercato”).

    Superfluo, ma assolutamente non sorprendente, in definitiva, sottolineare come i valori di riferimento (oppositivi rispetto all’odierno capitalismo “di terza fase”) conservatori e rivoluzionari al contempo, più sopra indicati, siano stati, da sempre, sprezzantemente rifiutati e combattuti dai vari Pannella, Vasco Rossi e frequentatori dei centri sociali e delle sezioni dei micropartiti di sinistra sopravvissuti al crollo del baraccone metamorfico e clientelare altresì denominato PCI, quali «residui patriarcali», «borghesi» e «autoritari» di un fascismo storico novecentesco in realtà estintosi (e mai più ripresentatosi) in Europa nel 1945. Infatti, sempre ne L’immagine sinistra della globalizzazione (p. 1018), ho a riguardo scritto:

    La sinistra, nelle sue varianti liberaldemocratica, radical-libertaria e paleocomunista, combatte strenuamente la destra cosiddetta «reazionaria» (monarchici, clericali, fascisti), quando quest’ultima categoria politica, con i suoi apparati partitici e burocratici, è dileguata a seguito della stagione del Sessantotto, polverizzata dal travolgente incedere del capitalismo speculativo (americano), un capitalismo liberale totalmente incompatibile con ogni soggettività, fondamento storico-culturale e abitudine tradizionalista. Dopo il 1989 infatti, il principale partito della destra in Italia (MSI-DN), allo stesso modo della sinistra (PCI), migrò compiutamente nel campo liberale, e il suo leader, Gianfranco Fini, prese a parlare di «riformismo» e della necessità di dar vita a una «destra progressista». La sinistra combatte una destra estinta sotto i colpi della «modernizzazione ultracapitalistica», antiborghese e antitradizionale del Sessantotto, per legittimare se stessa, presso il ceto medio dei semicolti, come versante culturale dell’odierna accumulazione capitalistica al fine di porre in essere l’apologia (diretta o indiretta) del capitalismo globale e della società liberale (mediante la propria continua autocelebrazione quale “baluardo democratico” contro millantati, e del tutto inesistenti, pericoli e “tentazioni” autoritarie “fasciste e comuniste”).

    In prospettiva di un ennesimo “25 aprile” celebrato a mo’ di stanco e vuoto rito di periodica “rifondazione” e legittimazione di una sinistra “antifascista” ma pannelliana fino ai più grotteschi eccessi di emulazione mediatica (vedasi la candidatura e l’elezione alla Camera, nelle liste del bertinottiano PRC, dieci anni or sono, di Vladimir Luxuria, degno erede politico “comunista” della “onorevole radicale” Ilona Staller, in arte Cicciolina, approdata in parlamento nelle file del PR nel 1987), le parole di cui sopra si spera possano risultare di interesse al fine di una urgente rimodulazione, su basi autenticamente antagonistiche, dei consolidati canoni valoriali fraudolentemente percepiti come “alternativi” rispetto a una cultura dominante che è tutto fuorché «conservatrice» e «di destra».

    Paolo Borgognone, autore, per la casa editrice Zambon, di vari libri tra cui Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche (2015) e L’immagine sinistra della globalizzazione. Critica del radicalismo liberale (2016).

    • Z. says:

      Miseriaccia quante parole spese per un partito che conta meno di zero 🙂

      • mirkhond says:

        Massmediaticamente conta eccome.
        E certamente ha contato e conta nelle trasformazioni della morale e della mentalità degli Italiani almeno da una cinquantina d’anni……

        • Francesco says:

          colpa degli italiani, che hanno ceduto allo spirito del tempo

          di cui i radicali sono stati solo la mosca cocchiera

        • Z. says:

          Ma figurati. Sono stati bravi ad appropriarsi di battaglie fatte da altri, questo sì. Ma in concreto hanno fatto solo del carnevale.

    • Francesco says:

      secondo me il Mascellone non solo era più divertente e scriveva meglio, aveva anche le idee meno confuse

      di per me, potete farmi lottare contro qualsiasi cosa, ma non la Coca Cola!
      😀

      • Francesco says:

        Duca

        scommetto che lo hai proposto proprio perchè nel confuso magma di improperi a destra e a manca c’è un sottofondo di odio anti-americano molto sentito!

        🙂

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Roba da farmi diventare simpatico Pannella!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  45. mirkhond says:

    “1°, classico, Inghilterra, che la ricerca più seria dimostra cattolicissima nei 1520′, con preti e devozione in aumento come mai prima (la storiografia seria ormai irride al mito della Chiesa “corrotta” in quanto quella inglese era forse tra le meno “corrotte” e dubita del “lollardismo”, altro deus ex machina un tempo diffuso)”

    Nietzche, in La Gaia Scienza, diceva lo stesso della Chiesa Cattolica Tedesca alla vigilia della (s)riforma luterana.

    • habsburgicus says:

      e già il grande Janssen, maestro del sommo Pastor
      il “finalismo” [del tipo è avvenuto perché DOVEVA avvenire è fallace, me ne rendo sempre più conto..liberi di non crederci :D]
      ciò vale anche per la politica “laica”, (quasi) sempre

      • habsburgicus says:

        per dire, a Firenze e Reggio Emilia, liberi di credere che Lenin DOVEVA vincere, essendo “scritto” nelle stelle 😀
        in realtà non era per nulla detto, anzi era improbabile…un governo imperiale forte, una vittoria in guerra, un governo provvisorio meno stupido (chessò, uno che lo facesse arrestare per spionaggio e intelligenza con il nemico e impiccare appena arrivato in Russia in apr 1917 via Germania–fra l’altro è il metodo che avrebbe usato lui ed usò e abusò..specialmente poi Stalin) e la rivoluzione bolscevica l’aspetterebbero ancora adesso 😀

    • Francesco says:

      beh, la riforma luterana era contro Roma più che contro la Chiesa cattolica in Germania

      infatti passava come una “riforma” fatta dai buoni cristiani tedeschi contro quelli cattivi (e ladri) italiani. quando i principi locali hanno visto la possibilità di ribellarsi all’imperatore e di arricchirsi, il gioco era fatto

      ciao

  46. mirkhond says:

    Riporto qui, un articolo di Messori, che ho già postato, per Habsburgicus:

    MESSORI: IL PAPA VA IN SVEZIA A FESTEGGIARE LO SCISMA. MA NON C’E’ NIENTE DA CELEBRARE
    Maurizio Blondet 9 aprile 2016

    Il papa ha deciso di recarsi questo autunno in Svezia per commemorare il mezzo millennio dall’inizio della riforma di Lutero.
    A Lund, l’antica città universitaria , si incontrerà con i vertici di quel poco che resta della comunità luterana e faranno festa insieme.
    Francesco più volte ( anche per sua stessa ammissione ) ha mostrato di non conoscere a fondo molti aspetti della storia della Chiesa. Non si può sapere tutto: è un limite che vale anche per i papi. Bergoglio ha comunque a disposizione fior di specialisti che potrebbero ricordargli quanto così sintetizzò Henri Pirenne , uno dei maggiori storici del secolo scorso: “ Il luteranesimo, in gran parte dei Paesi che lo accettarono, fu imposto con la forza dai principi e dai nobili che concupivano i beni della Chiesa e non parve loro vero di poterli sequestrare. La convinzione religiosa ha avuto un ruolo assai modesto nella espansione della nuova fede. Gli adepti sinceri , convinti e disinteressati, almeno all’inizio erano assai pochi . Imposto d’autorità e accettato per obbedienza esso ha proceduto per annessione , spesso forzata “.

    Proprio in Svezia, dove andrà Francesco, commosso di potere solennizzare i 500 anni dell’inizio della Riforma assieme ai fratelli protestanti, proprio in Svezia , violenza e cinismo raggiunsero il massimo.

    Il fondatore della nuova dinastia scandinava , Gustavo I Wasa , ben lontano da preoccupazioni religiose , per mero interesse economico e politico vide nel luteranesimo un modo per riempire le casse vuote dello Stato e per legare a sé la nobiltà, suddividendo tra loro il bottino costituito dalle proprietà della Chiesa.

    Il popolo ne fu indignato e più volte insorse , ma fu schiacciato da Gustavo . I suoi successori furono costretti, dal malcontento della gente nei confronti della nuova fede imposta manu militari, a tollerare almeno che restassero aperti alcuni santuari mariani. Proprio a Lund, dove Francesco si recherà, tutte le chiese furono rase al suolo , tranne la cattedrale , pur ovviamente denudata di ogni decorazione , all’uso riformato. Le pietre degli edifici cattolici abbattuti furono impiegate per la fortificazioni e la cinta muraria della città. Insomma , per dirla chiara : è difficile capire che cosa ci sia , in Svezia da onorare e da festeggiare per un cattolico. Ma, forse, il vescovo di Roma vorrà spiegarcelo, nel suo soggiorno scandinavo.

    VITTORIO MESSORI

    (dall’ultimo Vivaio)

  47. MOI says:

    Un po’ lungozzo , ma molto interessante …

  48. habsburgicus says:

    Lund allora era in Danimarca
    cambia poco, solo la data, 1536, e Christian III anziché gustaf I Vasa
    e una riforma più radicale da subito

    in Svezia fu in 3 fasi
    1527, rottura con Roma
    1544, abolizione del culto cattolico in fundamentalibus (e selvaggia repressione dei contadini di Dalecarlia, recalcitranti, poco prima)
    1593-1595, “puritanizzazione”, cioè distruzione degli ultimi conventi (Santa Brigida) e iconoclastia estrema in politica ciò aprì la via all’usurpazione effettuata in 159971604 (Carl IX, 1604-1611, praticamente un calvinista nel suo odio per Roma e nel suo allontanamento dalla tradizione..rimase però luterano)

    • habsburgicus says:

      Lund divenne svedese nel 1658
      il danese vi fu abolito solo in 1679

      • mirkhond says:

        La popolazione però era gotica, giusto?

        • habsburgicus says:

          erano, e sono scaniani (vi è qualche testo scritto in quello che oggi è un dialetto)
          comunque sempre nordici, a quell’epoca non si notava neppure la differenza..la gente si sentiva danese…ma passare sotto il Re di Svezia non fu un grande shock…più o me meno sempre quello sono 😀 e pi all’epoca l’etnia contava poco

  49. MOI says:

    Sì , va be’ “Guillume” … ma “produit mystérieux de la conception”, come lo arcaizzate ?! 😉

  50. MOI says:

    Ogni tanto Bergoglio fa un po’ pensare a … “Papa Chichì” 😉 dell’ ipotetico 108-enne Giovannino Guareschi …

  51. MOI says:

    Cmq Uriel è un Arcangelo … però non ho capito perché accusasse Pino di AntiSemitismo … posto che in quanto Arcangelo è sez’altro autorizzato a dirglielo !

    • Z. says:

      Boh, forse criticava un bombardamento di Israele. O forse semplicemente non era d’accordo con lui su qualsiasi altra cosa. Gli arcangeli sono strani, a volte 🙂

  52. Grog says:

    Gli venga un cancro maligno a tutti i radicali e radicaleggianti.
    PANNELLA HA RAGIONE DIO NON ESISTE
    Perché se esistesse anche un Dio distratto, un poco scemo, tollerante, fondamentalmente buono e pigro i radicali li AVREBBE FULMINATI TUTTI
    Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot!
    e ancora Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot! Zot!
    Scommettete che in articulo mortis il vecchio porcellone radicale, liberale, culattone, drogato si farà assistere da un PRETE CATTOLICO?
    Magari dal Papa tanghero (che balla il tango olè) dirà belle parole sul soggetto, il Papa crucco emerito (persona seria) non lo avrebbe nemmeno preso in considerazione.
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!

    • Francesco says:

      Scusa Grog ma per la Chiesa di Dio sarebbe una grandissima vittoria, una conversione, anche senile tardiva e impaurita, di un Principe del Male e Arciservo del Nemico!

      E ogni anima salva è motivo di festa, in Paradiso dove sanno e in Terra dove speriamo.

      Ciao!

  53. roberto says:

    Kalergico!
    la fine del mondo!
    o tempora o mores!
    cristiani sotto attacco!
    e la boldrini che dice?
    tutto è perduto!

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/04/20/news/torino_il_campionato_cattolico_di_calcio_del_csi_depenalizza_la_bestemmia-138061722/?ref=HREC1-32

    • roberto says:

      dimenticavo:

      intelligenti pauca

    • Francesco says:

      se anche il CSI tradisce, tutto è davvero perduto!

      neppure fossimo in Toscana o in Veneto, vili razze dannate la cui redenzione è lontana nel tempo

      si fanno un mazzo così, con pochi mezzi, per fare una cosa buona e poi crollano su questo punto!

      spero solo nella usuale mendacità della fonte

      😀

      • roberto says:

        sai che ho fatto per anni l’arbitro al CSI (calcio) senza avere la minima idea che fosse “cattolico”? l’ho scoperto oggi leggendo quell’articolo

        comunque all’epoca un pao di espulsioni per bestemmia le ho pure date (ma non mi ricordo se quando ero FIGC o CSI), ma in casi estremi, cioè non uno che si contorce dal dolore smadonnando, ma gente che impreca platealmente per qualche fesseria (ed in genere dopo un richiamo)…altrimenti avrei raramente finito partite 11 contro 11

  54. Pietro says:

    @Francesco: con il dopolavoro afghano non intendevo dire che e’ stato chissa’ chi, intendevo dire che non si ragiona sul PERCHE’ delle cose. Quasi come se un dopolavoro afghano avesse deciso di andare a tirare giu’ le torri gemelle per fare una gita aziendale. E’ la prima cosa che mi e’ venuta in mente per dare l’idea di una causa senza senso, ossia come la maggior parte delle persone vede quello che sta accadendo nel mondo.

    • Francesco says:

      A me proprio le motivazioni del dopolavoro afgano-saudita m’hanno convinto definitivamente a trascurare la questione di “perchè lo fanno”. Se non nel senso più biecamente strumentale.

      Il modello è, sarà felice Miguel, la IIGM. Non mi interessa più di tanto perchè seguono Hitler, li devo sconfiggere in battaglia.

      Ciao

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *