Molti mondi nella solita goccia d’acqua

Uno.

Jacopo è becero e pratica quella che qui chiamano la sana ignoranza.

Insomma, è un sanfredianino indigeno.

L’altro giorno, lo sento che parla forte con un amico. Non capisco esattamente il riferimento, ma il senso è chiaro.

“O Nanni, tu hai visto il video di quel povero tipo che l’han preso per un terrorista?  E solo perché aveva la faccia da arabo?”

Interviene Mohammed, che viene dal Marocco e ha sposato una sanfredianina.

“Te la presto io, la faccia da arabo, se ti serve, ce l’ho buona che si vede subito!”

E ridono.

Conclude filosoficamente Jacopo:

“Certo che quando la gente si fa prendere dal panico, non capisce più niente!”

Due.

Si ragiona di extraterrestri, tirando fuori le prove rispettivamente a favore e contro la loro esistenza.

La prova a favore della loro esistenza è che la nonna della F. ne incontrò diversi, in tempi non sospetti quando nessuno parlava ancora di queste cose, in un bosco della Sardegna. Che poi magari erano semplicemente dei normali folletti.

Arthur, che viene dal Brasile e fa il pasticciere (ci porta sempre le brioche per tutti), non è d’accordo. E ci spiega pazientemente il motivo:

“Vedi, esiste il principio della non contraddizione. Infatti, se tu leggi bene  i Vangeli, vedi che Gesù Cristo dice che gli extraterrestri non esistono, quindi noi sappiamo che gli extraterrestri non esistono, questa è una certezza scientifica”.

Tre.

La S. ha tre o quattro figlioli e la faccia da araba che potrebbe essere la sorella di Mohammed, solo che è israeliana e ha pure la erre moscia.

“Io so fare le bolle di sapone giganti”, ci annuncia, e siamo tutti d’accordo che vogliamo vedere le sue bolle di sapone giganti.

Poi vi racconteremo cosa ci abbiamo visto dentro.

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727 Responses to Molti mondi nella solita goccia d’acqua

  1. mirkhond says:

    E Miguel che ne pensa degli Extraterrestri? 🙂

  2. Moi says:

    Interviene Mohammed, che viene dal Marocco e ha sposato una sanfredianina.

    ——

    Anche a costui le Femministe AntiSilvio Popoloane Violacee 😉 , Senonoraquandiste & Affini chiedono che cambi pannolini o spinga passeggini, oppure lo esentano in nome del Relativismo Culturale ?

    Lo so … Sembra (!) una futilità, ocio però régaz’: in Francia l’ Ebreo Berbero Zemmour ha scatenato un putiferio sulla (bocciata, almeno se al prossimo giro non va su la Marine …) proposta di Revoca (!) Preventiva della Cittadinanza Francese come Misura AntiTerrorismo per i Musulmani che NON si adeguino alla Parità e Rispetto di Genere.

    In fondo, non è che un semplice richiamo alla coerenza (ergo roba da Guerra Civile Chestertoniana !) per la Gauche-Caviar !

    😉

    • Moi says:

      Il contriverso “Affaire des Papas-Poussette” … che farebbe rivoltare il Mosè Laico 😉 Universale (secondo Eric Zemmour) della République ovvero il Generale de Gaulle !

    • “Femministe AntiSilvio Popoloane Violacee 😉 , Senonoraquandiste & Affini” “Gauche-Caviar”

      Non ne conosco, e sospetto che neanche Mohammed o sua moglie ne conoscano.

    • Moi says:

      Per QUEI Musulmani [rectius] … la Francia, come l’ Emilia Romagna 🙂 , NON conosce discriminazioni per “Ethnos” … ma solo integrazione/estraniamento per “Ethos”* !

      Sì, insomma: pochi (nel senso nostrano di “zero” …) Strommen 🙂 tirando fuori a raglio il ” razzismo ” !

      *
      La scena stessa del film (1950) di Pietro Germi che incrimini sempre … dimostra il contrario di ciò che vuoi dare a intendere : sotto (!) al Po c’è il Crumiro (sostantivo) Terrone (aggettivo) , sopra al Po il Terrone (sostantivo) Crumiro (aggettivo) … Ethos Vs Ethnos, Quod Erat Demonstrandum.

      • mirkhond says:

        Giratela come credi, ma sempre di razzismo si tratta e della specie più SUBDOLA, perché mai dichiarata come tale.
        A Bologna lo scorso anno una coppia musulmana si vide rifiutato il fitto da SETTE proprietari di appartamenti!

        • PinoMamet says:

          Scusami eh, ma allora secondo te a Bologna non vivono musulmani?
          😉

          • mirkhond says:

            Riporto una notizia che fece talmente scalpore, da essere riferita dal tg1.
            E proprio perché si tratta di una città come Bologna, che nell’immaginario collettivo NON è certo vista come il Nord transpadano in fatto di accoglienza…..

          • PinoMamet says:

            Ti dico come la vedo io.

            E seecondo me in questo non c’entra né Bologna né Bergamo Napoli o Amburgo.

            La coppia non sarà stata semplicemente musulmana (non gliene importa un cazzo a nessuno) ma problematica in qualche modo;
            anche innocente, non voglio colpevolizzarli, ma possono esserci molti motivi per cui un proprietario di appartamento stronzo possa voler rifiutare di affittarlo.
            Quattro saranno stati stronzi; uno avrebbe voluto affittarlo ma poi ha avuto un’offerta migliore; e gli altri due non erano stronzi ma ormai la nostra coppia si era fatta l’idea.

            E sì, comunque sette stronzi a Bologna credo proprio che ci siano…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Quindi, l’italiano sfrattato perché non paga sicuramente è una vittima innocente, mentre la straniera che viene lasciata per strada perché straniera sicuramente sarà stata problematica.
            Immagino che anche i miei appena arrivati a Treviso fossero problematici 😀

          • PinoMamet says:

            L’italiano che non paga sicuramente è problematico dal punto di vista del proprietario stronzo.

            Credo semplicemente che la religione non sia un fattore in gioco, se poi tu vuoi vederci altro boh…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io in questa storia ci vedo razzismo: è persino autoevidente e non riesco a capire questa ostinata negazione.

            ” dal punto di vista del proprietario stronzo” be’, sì, perché quello di locazione non è un contratto, ma è un favore che si fa al locatore 😀

          • PinoMamet says:

            Se rileggi vedrai che non ho negato il razzismo:
            se io non ti affitto perché sei marocchino
            (lasciamo perdere il fatto che sei musulmano, che secondo me non importa: ho avuto un professore musulmano italiano e nessuno gli ha mai negato un affitto che io sappia…)

            se non ti affitto perché sei marocchino, rientro nella mia categoria di proprietario “stronzo”.

            E immagino che quattro, ma anche sette, stronzi a Bologna ci siano.

            A Treviso magari saranno mille 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Già, solo sette mi raccomando: e casualmente li ha incontrati tutti lei 😀
            Ma diciamo la verità: l’ha pagata Mirkhond per andare a cercarli per poter dimostrare che a Bologna esiste il razzismo. Anche perché a Bologna il razzismo non esiste, quindi se si registra un fatto in contraddizione con questa premessa, sicuramente è il fatto ad essere sbagliato.

          • PinoMamet says:

            La coppia è stata particolarmente sfigata, ma Treviso è molto più razzista di Bologna;

            direi che è persino autoevidente 😀 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Falsa dicotomia: il pensionato al minimo è più ricco dell’abitante medio delle favelas brasiliane, ma non per questo è ricco. Treviso potrà essere più razzista di Bologna, ma non per questo a Bologna il razzismo deve non essere un fenomeno importante,

          • PinoMamet says:

            A Bologna il razzismo non è un fenomeno importante.

            Direi che di tutti i problemi che può avere la città
            (adesso Mirkhond dirà che esagero, ma: pochi. Bologna ha molti meno problemi di Napoli, New York o Milano, di Roma, e credo anche di Firenze. Le cause sono varie e da analizzare una a una)
            il razzismo non è tra i maggiori.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Si può dire che sia minoritario, ma certamente non che sia irrilevante: alle comunali del 2011 la Lega prese il 10%. Se poi mi dici che nel complesso la città non è razzista ci posso anche credere.

          • Z. says:

            Non so se Bologna sia più o meno islamofoba della media, come città. Direi di meno, ma potrei sbagliare. Ma secondo me il fatto che avete citato non dice granché.

            Bisognerebbe sapere qualcosa di più, del tipo: che genere di persone erano? che lavoro svolgevano? che reddito avevano? che garanzie potevano offrire?

            Io personalmente sarei molto, molto guardingo nell’affittar casa a chicchessia di questi tempi. Non certo per questioni religiose, ci mancherebbe, ma perché – per una serie di ragioni – gli sfratti sono molto lunghi, molto costosi e comportano quasi sempre la rinuncia ai canoni scaduti e non di rado alcuni “simpatici” costi straordinari. Tipo la distruzione di tutti gli arredi distruggibili e il danneggiamento di quelli non distruggibili 🙂

            Finché il sistema pubblico scaricherà sui privati – locatori e locatari – il problema della scarsità di alloggi temo che tutto questo non sarà facile da evitare.

            Sicché, bisognerebbe approfondire prima di giudicare. Poi può anche darsi che si trattasse di persone a posto che hanno trovato locatori islamofobi ed esaltati, non discuto, ma non diamolo per scontato.

          • Peucezio says:

            “Razzismo” è una parola che vuol dire tutto e niente.
            Ci sono mille ragioni per cui uno può avere qualche riserva ad affittare a uno straniero.
            Mi ricordo a Madrid un tizio che mi disse in faccia che lui affittava solo a spangoli, niente stranieri, perché questi ultimi gli avevano creato dei problemi: chiasso, feste rumorose, lamentele di vicini… Non credo che lui credesse nell’esistenza di una classificazione biologica interna all’homo sapiens, tale per cui i non-spagnoli hanno una serie di caratteri genetici immodificabili che li rendono intrinsecamente dei cattivi inquilini.
            Senza farne un dramma, ho trovato un altro appartamento da un’altra parte.

          • Peucezio says:

            “Si può dire che sia minoritario, ma certamente non che sia irrilevante”

            Ci mancava solo Mauricius ora…
            Siete riusciti a farmi diventare un fan sfegatato di Bologna e dell’Emilia! 🙂

          • Z. says:

            Allora la prossima volta vieni davvero con noi al gr… ehm, al bizantino 🙂

          • Peucezio says:

            Non è che non sia mai stato a Bologna, anzi…
            Non vi conoscevo ancora, altrimenti vi avrei avvisato.
            Ma non mancherà occasione prima o poi.

  3. mirkhond says:

    De Gaulle però mi pare che fosse cattolico praticante! 🙂

    • Moi says:

      Ma infatti secondo Zemmour gli Ebrei d’Europa dovrebbero essere i primi a rivalutare Ratzinger, per la propria stessa sicurezza in Europa …

  4. Moi says:

    @ ROBERTO

    In Lussemburgo ce li avete i ” Papà Islamici ” cambia-pannolino e spingi-passeggino ?
    Non ne ho visti a Bologna, ma ho visto anche pochi “passeggini Islamici”, s’ è per questo.

    Ne va (secondo alcuni) della Sicurezza Europea !

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ho notato che in genere lei spinge il passeggino e lui il carrello della spesa.

    • Roberto says:

      Come ti ho già detto tempo fa, se mi capita di vedere un papà che spinge un passeggino non gli chiedo la religione, quindi non so rispondere.
      Su come dai pannolini si arrivi ala sicurezza dell’Europa lo sai solo tu (anzi gli alcuni che citi)

      Infine, ma qui è una considerazione puramente soggettiva, il padre che per pigrizia o scelta decide di non occuparsi dei figli è un povero cretino che si perde una delle cose migliori che la vita riserva a noi miseri mortali, e ciò a prescindere da origine o religione

      • “Come ti ho già detto tempo fa, se mi capita di vedere un papà che spinge un passeggino non gli chiedo la religione, quindi non so rispondere.”

        Moi invece gli chiede prima la religione, e poi vede se sta spingendo un passeggino o un carrello della spesa.

        • Francesco says:

          a volte si può ragionevolmente dedurre dall’abbigliamento la provenienza etnica e a volte essa offre buone probabilità di indovinare la religione

          più difficile capire a vista se i babbi cambino i pannolini

          😀

    • Z. says:

      Moi,

      la maggior parte di genitori che vedo spingere i passeggini sono donne, di qualsiasi etnia o religione.

      Sui pannolini sono in difficoltà. Abito a Bologna da una vita e non ho mai visto nessuno, uomini o donne che fossero, cambiare i pannolini ai bambini per strada!

      • habsburgicus says:

        Abito a Bologna da una vita

        ah, ma allora non sei di Ravenna ! (o, quantomeno, non più)

      • izzaldin says:

        Abito a Bologna da una vita e non ho mai visto nessuno, uomini o donne che fossero, cambiare i pannolini ai bambini per strada!

        🙂

      • Roberto says:

        Però questa cosa cambia più ti sposti verso nord.
        Di babbi con passeggini ne vedo a mazzi da queste parti, e quando ho preso il congedo parentale alla fine avevamo organizzato con degli amici una discreta balotta di papà bebémuniti da scorrazzare per il granducato

        • “Di babbi con passeggini ne vedo a mazzi da queste parti”

          Sempre odiato il passeggino, i figli si portano molto meglio sulle spalle 🙂

          Adesso che i miei sono troppo pesanti (ma fino quasi alle elementari, si reggeva…), se mi vedete in giro con una donna, un bambino e un passeggino, potete stare certi che non ho legami con nessuno dei tre, faccio solo l’aiuto facchino per un’amica.

          • Moi says:

            il bimbo sulle spalle è un’ immagine dal gusto piacevolmente datato, da “anime” Giappi quando erano una cosa seria … 😉

            • “il bimbo sulle spalle è un’ immagine dal gusto piacevolmente datato”

              Diciamo che quando hai marciapiedi larghi a volte non più di 20 centimetri, con i sassi sconnessi e pieni di buche, e i facchini che portano le merci su precari carretti a mano in verso contrario, e il ciclista che ha deciso di usare anche lui il marciapiede, e la fila di turisti cinesi in marcia che ti viene addosso, le spalle sono decisamente più utili di un passeggino per la sopravvivenza di trasportato e trasportatore.

          • Roberto says:

            “Sempre odiato il passeggino, i figli si portano molto meglio sulle spalle”

            🙂
            Pure io

          • PinoMamet says:

            Ma perché poi “piacevolmente datato”? I miei amici figliati portano/hanno portato i bambini sulle spalle tuttora…
            non mi sembra una cosa così strana.

          • Roberto says:

            Non è datato, è normale.
            Per me ancora non finisce passeggiata senza un giro di “papà cavallo”, anche se con la quasi dodicenne rischio di farmi esplodere le vertebre

          • Peucezio says:

            “Non è datato, è normale.
            Per me ancora non finisce passeggiata senza un giro di “papà cavallo”, anche se con la quasi dodicenne rischio di farmi esplodere le vertebre”

            Com’è che in questo blog abbiamo tanti nemici in teoria della famiglia tradizionale, che poi sono genitori splendidi? 🙂

          • Roberto says:

            Noto la faccina sorridente ma ti rispondo seriamente.

            Io, come il 100% dei famigliapertuttisti che conosco, non sono affatto contro la famiglia tradizionale. Sono a favore di ogni forma di famiglia

          • Peucezio says:

            Correggo l’espressione: “contro il monopolio della famiglia tradizionale”.

          • roberto says:

            sarà una deformazione professionale visto che all’alba della mia carriera mi occupavo di antitrust, ma effettivamente ho uno scetticismo di fondo nei riguardi dei monopoli
            🙂

          • paniscus says:

            “Correggo l’espressione: “contro il monopolio della famiglia tradizionale”.
            —————————–

            E perché mai il fatto di “avere una famiglia tradizionale”… dovrebbe implicare per forza il concepire solo quella, il difendere solo quella, e l’essere contrari a tutte le altre forme possibili?

        • Francesco says:

          vuoi dire che lassù le mogli si fidano così tanto dei mariti da fargli portare il passeggino con dentro il pargolo?

          fimmine sciagurate sono!

          😀

      • Lu Fa says:

        Mercoledì avresti potuto vedere me e mio marito, ieri lo stesso ma a Venezia 😀

  5. Moi says:

    Certo che sconfondere 😉 Kansas Treviso e la Gerusalemme Celeste a Stramezzo fra la Bassa e l’ Appennino …

    • Mauricius Tarvisii says:

      Se mi si riporta dalla Gerusalemme Celeste un fenomeno noto a Kansas Treviso io non posso negare il fenomeno. Si potrà discutere della sua estensione, ma non della sua esistenza.

  6. Moi says:

    Davvero, Maurì : sotto al Po, neppure in una dimensione onirica trovi dei Personaggioni Django & Sartana alla Polente e Osei alla Giancarlo Gentilini o Joe Formaggio, oppure il “Surrealmete Reale” Gianluca Buonanno (dalle parti di Habs) …

    • Mauricius Tarvisii says:

      Si può essere stronzi senza essere personaggi.

    • PinoMamet says:

      Sicuramente, ma intanto i “personaggi” di Bologna sono Beppe Maniglia, quelli di Treviso sono Gentilini, e oso dire che qualcosa vorrà dire;

      e poi, sai quando Mirkhond si basa sull’esperienza di due suoi conoscenti per dire che a Bologna sono freddi e inospitali?
      ed è vero: gli emilianiromagnoli possono benissimo essere freddi e inospitali, a volte.

      Ecco, io mi baso sulla stessa esperienza di decine di persone, alcune delle quali venete, per dire che rispetto a Vicenza o Treviso, Bologna e Parma sono un’oasi di accoglienza e fraternità mediterranea…

  7. Moi says:

    Dicĕre NON Movēre :

    Islam è “Ethos”, NON “Ethnos” … QED ! 😉

  8. Moi says:

    Gianluca Buonanno attacca: “Salah non deve avere neanche l’avvocato, non esiste”

    http://www.ilgiornale.it/news/politica/buonanno-i-terroristi-mi-fanno-schifo-loro-morire-troppo-poc-1238154.html

    • Moi says:

      “I primi che devono combattere ‘ste merde umane sono loro e io non ho ancora sentito un islamico mi dispiace”

      [cit.]

    • Roberto says:

      Tipico occidentale anti occidentale.
      Traditore della sua tradizione & cultura.
      Si merita l’invasione

      • Francesco says:

        esiliarlo in Sudan?

        • Z. says:

          In effetti, scusate:

          è vero che questo signore è un occidentale divorato dall’odium sui e dal cupio dissolvi, ma perché ci dobbiamo rimettere noi?

          Emigri lui in un Paese a sua scelta: un Paese dove non venga assicurato il diritto di difesa, dove siano in vigore pena capitale e pene corporali e dove professare una data religione comporta l’essere privato dei diritti più elementari.

  9. Moi says:

    @ ZETO

    Dit té ech’ l’è un Pàss d’ Avréll u ch’ i fan par dabòn ?!

    Al Séndigh Virgy al dgé axé ch’ ai vlèva pròpri fèri un bòsch …

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/04/01/news/bologna_si_chiude_un_era_dopo_40_anni_la_festa_dell_unita_lascia_il_parco_nord-136684629/

  10. Moi says:

    A sproposito 🙂 … nessuno ha ricordato l’ Eroica Marcia di Marco Mastacchi, Sindaco di Monzuno, Vs Renzi ?

    http://www.renonews.it/editoriale/2016/03/19/operazione-roma-bilancio-non-positivo-mastacchi/

    • Moi says:

      Non è stato ricevuto da Renzi, ma “solo” da uno dei suoi collaboratori.

      http://www.dire.it/03-03-2016/41171-nevica-il-sindaco-marciatore-parte-lo-stesso-destinazione-renzi/

      La sua iniziativa, nel bolognese, è piaciuta alla collega Elena Torri, sindaco di Centro democratico a Lizzano in Belvedere (“Pur sostenendo il governo Renzi, io sottoscrivo la protesta di Mastacchi: I piccoli Comuni non ce la fanno più”) e ha incassato un like dal renziano Stefano Sermenghi, sindaco di Castenaso. Altri? Poca roba, segnala Mastacchi: “Nel bolognese i sindaci del Pd diciamo che sono rimasti tiepidini, freddini rispetto a questa mia iniziativa“.

      [cit.]

      il Ducetto MinKia Kids Power 😉 NON incontra i Traditori …

    • habsburgicus says:

      le donne cristiane non dovrebbero sposare musulmani 😀 se lo fanno, poi non si lamentino ! (il figlio dovrebbe battezzarlo in segreto..e prima del 1962 sarebbe stata consigliata così…anzi prima del 1962 sarebbe stata pure consigliata autorevolmente a non sposarlo :D) colpisce questa sudditanza culturale…in fin dei conti, perché non dovrebbe essere il marito a farsi cristiano ? invece quello con arroganza ritiene scontato che il figlio sia musulmano…vi è una ragione, si insegna loro così, da secoli..ma uno Stato serio dovrebbe far capire loro che in Italia non vige (per ora) la sharia 😀
      parole al vento 😀 bisogna avvertire le donne prima…e poi decidano loro !

      • Mauricius Tarvisii says:

        Guarda, alla peggio i due si separano e il figlio viene affidato a lei.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Che poi mi chiedo: ma questi due hanno acceso il cervello prima di figliare? Sia lui che lei, dico: se per entrambi la religione è importante, cosa credevano che sarebbe successo alla nascita del figlio? Lui ha il diritto di mettere il veto su qualsiasi decisione religiosa di lei e viceversa, non è una cosa da nulla.

      • paniscus says:

        invece quello con arroganza ritiene scontato che il figlio sia musulmano…vi è una ragione, si insegna loro così, da secoli..ma uno Stato serio dovrebbe far capire loro che in Italia non vige (per ora) la sharia
        ————————————

        Che q*zz c’entra la sharia con le leggi dello stato italiano?

        Lo stato italiano prevede semplicemente che i genitori siano liberi di scegliere quale educazione religiosa dare al figlio, o anche eventualmente di non dargliene nessuna…

        …e che, se non riescono a mettersi d’accordo tra di loro in privato, sono eminentissimi cavoli loro che non riguardano affatto la legge dello stato, perché allo stato non può fregare di meno di stabilire quale religione sia giusto “dare” al figlio.

        E ci mancherebbe pure che lo stato dovesse entrare nel merito di quello…

        • Mauricius Tarvisii says:

          “perché allo stato non può fregare di meno di stabilire quale religione sia giusto “dare” al figlio”

          E invece temo che allo Stato potrà fregargliene, perché i due in caso di disaccordo hanno il diritto di ricorrere al giudice.
          E infatti abbiamo sentenze in cui si entra nel merito di scelte religiose:

          http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./Oscurate20120724/snciv@s10@a2012@n09546@tS.clean.pdf

          • paniscus says:

            Ma in tali casi il giudice valuta quale sia il bene del minore rispetto alla continuità delle abitudini che aveva già da prima, o rispetto alle preferenze espresse dal minore stesso (adeguatamente elaborate da un’interpretazione adulta), non certo su “quale sia la religione più giusta” in assoluto in cui è meglio educarlo.

            E comunque, ripeto un’obiezione che c’è già stata: perché lo scandalo deve scoppiare solo quando ci sono di mezzo i musulmani, o magari qualche setta socialmente controversa?

            Perché non succede mai nulla del genere quando un genitore è cattolico e l’altro è ateo o agnostico?

          • Mauricius Tarvisii says:

            E’ la domanda che mi ponevo sotto. E’ possibile che la risposta sia un misto tra il “cattolicesimo sociale” (alla fine la madre voleva solo far battezzare il pargolo, mica portarlo a messa la domenica…) e la descrizione che Pino dava del tradizionale padre di famiglia cattolico, che le questioni ideologico-religiose le delega alla moglie.

          • paniscus says:

            un misto tra il “cattolicesimo sociale” (alla fine la madre voleva solo far battezzare il pargolo, mica portarlo a messa la domenica…) e la descrizione che Pino dava del tradizionale padre di famiglia cattolico, che le questioni ideologico-religiose le delega alla moglie.
            ———————————

            Quindi i principi che ci stanno dietro sono questi:

            – il laico dovrebbe avere meno problemi del credente ad accettare un compromesso con un punto di vista con cui non è d’accordo, perché si dà per scontato che il credente “ci tenga di più” del laico alla serietà e alla profondità delle proprie convinzioni, mentre il laico dovrebbe essere sempre pronto a farsi andare bene tutto;

            – il laico non dovrebbe avere alcun problema con il fatto di esporre il figlio a sacramenti e rituali della chiesa cattolica, tanto tutti danno per scontato che tali rituali “male non facciano”, nel senso che sono solo un pro-forma, ma che in realtà non contano un tubo. 🙂

            Io sono laica e mi limito a contestare la prima argomentazione, ma se fossi cattolica, mi offenderei di brutto per la seconda…

          • Mauricius Tarvisii says:

            No, dicevo un’altra cosa. Poiché il padre delega la moglie, non decide, quindi non prende parte al conflitto, anche perché in ogni caso al massimo si parla del battesimo, della prima comunione, della cresima, del matrimonio in chiesa e dei regali di Natale…

          • izzaldin says:

            Habs
            “il figlio dovrebbe battezzarlo in segreto”

            caso Mortara, anyone? 🙂

          • Moi says:

            … let’s go mirror climbing !

          • izzaldin says:

            @Moi
            … let’s go mirror climbing !

            con chi ce l’hai in particolare?

          • Roberto says:

            “– il laico dovrebbe avere meno problemi del credente ad accettare un compromesso con un punto di vista con cui non è d’accordo…”

            Devo dire che per me non è nemmeno questione di compromesso.
            Mia moglie ogni tanto vuole portare i bambini a messa? Ottimo, ho una domenica mattina per i cavoli miei in cui faccio quel che mi pare.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sono problemi che si pongono anche nei matrimoni tra atei e cattolici, eh, solo che nessuno chiede di espellere voi infedeli dall’Italia 😀

      • Z. says:

        Beh, però Peucezio vorrebbe metterci in galera 😀

        • Peucezio says:

          Farei un’eccezione per te, però devi mandarmi una lettera ricordandomi la situazione, così do adeguate istruzioni per farti prosciogliere 🙂

        • Peucezio says:

          E comunque prometto di venirti a portare le arance!

          • Z. says:

            Miseriaccia, siamo partiti dal proscioglimento e neanche cinque ore dopo siamo passati alle arance? tra un po’ finirai per chiedere le aggravanti e la cella di isolamento 😀

          • Peucezio says:

            Ma no, è che ci vuole sempre un piano B (il prosciogliemento è l’optimum, ma meglio il carcere con le arance che senza! 🙂 ): sai, gli allievi sogliono essere più solerti dei maestri e ho il timore che una volta innescata una dinamica, mi sfugga di mano.
            Comunque avrei anche un mezzo piano per l’evasione, nel caso, basta che dopo mi porti a mangiare dei buoni tortellini!

    • PinoMamet says:

      Lui mi sembra abbastanza stronzo: “è mio figlio!”, sì, ma è anche figlio di lei, pirla.

      Credo siano casi abbastanza comuni: la mia ex vicina siracusana aveva un figlio sposato con una tunisina; il nome di lei non lo so, la mia vicina lo pronunciava “Nastrìn”.

      Cominciamo a litigare per il “capezzale”, che in quell’occasione ho scoperto essere l’immagine religiosa posta sul letto (io credevo il cuscino).
      Lui ci vuole Padre Pio, Nastrìn una frase del Corano.
      Non so come abbiano risolto, forse hanno messe entrambe..

      poi Nastrìn rimane incinta (anche quella di farsi mettere incinta, un’odissea per la mia povera vicina… ma sarebbe un altro argomento)

      e se nasce un bambino lo vuole circonciso a tempo debito, il marito (e madre siracusana) ovviamente no: “dice che è per l’igiene, e che, siamo sporchi noi??”

      per fortuna nasce una bambina (pronuncia siracusana: Giasmìne).

      Giasmìne viene fatta battezzare, con gran dolore della madre (e felicità della suocera siciliana che la porta in visita da noi: “Nastrìn voleva che restava animale come lei! invece lei è cristiana come me! La mamma, animale… ma poi devi vedere come la porta! se la butta sulle spalle per i piedi, così, come una gallina.. è animale, è animale!!”)

      e viene fatta registrare sul passaporto del padre, in modo che la madre (dopo poco divorzieranno) non possa farla “scavalcare” in Tunisia…

    • paniscus says:

      La correlazione tra l’essere musulmani e l’essere contrari all’accudimento materno con troppo attaccamento fisico… mi giunge del tutto nuova, e anzi mi suona esattamente allì’opposto di TUTTO quello che sono venuta a conoscere in parecchi anni di militanza e documentazione sulla materntità “naturale”.

      Ma voi non avete idea, dico NON AVETE IDEA, di quante suocere italianissime e per nulla musulmane rompano le scatole ossessivamente alla giovane nuora (o quante mamme italianissime rompano le scatole ossessivamente alla propria stessa figlia) per gli stessi identici motivi di cui si lamenta questa giovane sposa di coppia mista.

      Ovvero, che accusano la figlia o la nuora di “viziare il bambino” perché lo tiene in braccio troppo spesso, perché lo allatta a richiesta senza orari fissi (cosa che è sempre stata fatta da tutta la specie umana senza eccezioni fino a pochissimi decenni fa), perché lo porta in giro nel marsupio o nella fascia invece che spingerlo nel passeggino, e perchè lo coccola troppo, invece di lasciarlo piangere da solo finché non smette per sfinimento…

      Le nonne italiane attuali, che hanno partorito tra gli anni sessanta e l’inizio degli ottanta, sono la categoria più ferocemente contraria a qualsiasi atteggiamento materno che rispetti i normali istinti biologici della specie umana (e infatti la stragrande maggioranza di loro non ha mai allattato, però devono a tutti i costi spiegare alla figlia o alla nuora come si fa ad allattare, e dimostrarle che lei invece sbaglia tutto), e sono le più fanatiche sostenitrici del latte artificiale, del ciuccio, delle poppate a orari fissi, del controllo dettagliato della grammatura di ogni poppata, delle pesate continue, del lasciar piangere i bambini senza consolarli, e della pretesa di imporre subito regole ferree altrimenti il bambino “si vizia”.

      Anzi, la cosa più notevole è che questo genere di nonne, in buona parte, sono le stesse che difendono tali punti di vista PROPRIO sbandierandoli come una conquista moderna dell’occidente e della civiltà, e contrapponendoli alle abitudini barbare delle popolazioni meno evolute.

      Non avete idea di quante volte, da questo genere di personaggi, si sente dire con disprezzo e con preoccupazione che la figlia o la nuora tiene il bambino continuamente attaccato alla tetta “come le zingare” o “come le africane” o “come le beduine”.

      Per cui, se questa ragazza lamenta che la sua famiglia acquisita, di origine marocchina, ha assunto tali atteggiamenti… beh, l’unica cosa che si può dire è che ha fatto un bello sforzo di integrazione e di assimilazione con il peggio del peggio del conformismo occidentale, e non certo che voglia imporre alla nuora le “usanze tipiche musulmane”.

      Tra l’altro, a quento ne so, la legge islamica più classica incoraggia le madri ad allattare al seno il più possibile, caldeggiando l’allattamento naturale fino a due anni (cosa che nella maggior parte delle famiglie occidentali sarebbe considerata raccapricciante), e senza nemmeno i tabù contro l’allattamento in pubblico che sono diffusissimi da noi .

      L.

      • PinoMamet says:

        Mi fido di te, io su queste cose non so nulla.

        Tra i miei amici ce n’è una coppia che mi pare come dici tu (suocera rigida e “artificialista”, mamma affettuosa e “lattematernalista”) e una all’opposto.

        Poi ho un’amica che ha cominciato a dire alla figlia che “non deve prendere dei vizi” il giorno dopo la nascita…
        ma lei credo stia imitando il modello di sua madre, che è identica a lei (è spagnola, in ogni caso).

        Se penso a mia madre, che potrebbe benissimo essere una suocera, direi che appartiene senza il minimo dubbio alla categoria delle difensore del latte materno e dell’atteggiamento conciliante: non lascerebbe mai piangere un bambino “per non viziarlo”…

      • Peucezio says:

        Lisa,
        “La correlazione tra l’essere musulmani e l’essere contrari all’accudimento materno con troppo attaccamento fisico… mi giunge del tutto nuova, e anzi mi suona esattamente allì’opposto di TUTTO quello che sono venuta a conoscere in parecchi anni di militanza e documentazione sulla materntità “naturale”.”
        […]

        Questo mi sembra il commento più pertinente, essenziale e lucido alla questione.
        Non è che la questione religiosa sia irrilevante, ma ci sono bisogni primari, naturali, che sono ancora più profondi e basilari.
        Grande Lisa!

  11. Moi says:

    ha fatto un bello sforzo di integrazione e di assimilazione con il peggio del peggio del conformismo occidentale

    [cit.]

    ——–

    E ciò quelle mamme femministe che ai figli maschi han fatto invidiare gli orfani 😉 …

    • paniscus says:

      E adesso che c’entra il femminismo con il principio del:

      “non tenere troppo in braccio il bambino sennò si vizia”,

      o dell’

      “invece di cullarlo lascialo piangere, così capisce subito chi comanda”,

      o del

      “basta con quella tetta, che tanto ormai c’è solo acqua, dagli il latte artificiale che è più nutriente” ????

      Per non parlare del

      “mettigli due o tre strati di copertine di lana, che altrimenti si ammala”

      o del

      – “ma a tre mesi si sveglia ancora la notte? allora vuol dire che l’hai proprio abituato male, suo padre dopo venti giorni dalla nascita si faceva nove ore filate e non piangeva mai, ai tempi nostri sì che eravamo bravi!”

      A me sembrano l’esatto opposto della tipologia delle femministe da battaglia. Anzi, molto spesso tale atteggiamento è associato in pieno al conformismo religioso (anche se nella vita concreta non sono per nulla praticanti). Se dopo tre mesi il neonato non solo è ancora allattato a richiesta, ma non è ancora battezzato, allora sì che danno il meglio di sé…

      • Francesco says:

        scusa prof ma cosa sarebbe il conformismo religioso dei non praticanti?

        mi sembra una roba tipo la vita sessuale delle vergini

        😉

  12. Moi says:

    Invece quello con arroganza ritiene scontato che il figlio sia musulmano…vi è una ragione, si insegna loro così, da secoli..ma uno Stato serio dovrebbe far capire loro che in Italia non vige (per ora) la sharia

    [cit]

    Habs

    ————————

    I

    La Damnatio Memoriae del Vèc’ Cardinalâz’ ci valga come sostitutiva d’uno spiegone 🙂 …

    II

    Guareschi a Peppone glielo fa dire nel 1946 (!) che pur di far dispetto a Don Camillo sarebbe disposto a “farsi Maomettano” (quand’era normale dir così, eh …) ; la conferma forse 🙂 l’hai già letta più sotto.

    III

    Con ogni probabilità, la Mamma Spiritata del Concilio teme di essere “Razzista” a NON sottomettersi … Ruollah (“coetaneo” di Guareschi) Rules 😉 !

  13. Moi says:

    “come le zingare” o “come le africane” o “come le beduine” … o (qualche decennio prima) “come le stupide bigotte senza coscienza di emancipazione femminile che continuano a farsi mantenere dal marito senza conquistarsi l’ indipendenza economica” !

    ——————-

    Altro che Chestertonian Civil Wars …

  14. Moi says:

    sono la categoria più ferocemente contraria a qualsiasi atteggiamento materno che rispetti i normali istinti biologici della specie umana

    [cit.]

    —————-

    credevo che si chiamassero “Femministe” 😉 …

    • paniscus says:

      E aridaje, credevo di aver spiegato a sufficienza:

      le mamme-suocere-nonne di cui parlo io, non sono affatto “femministe”, ma esattamente al contrario: sono una tipologia di signore conformiste, ossessionate dal perbenismo sociale, dal familismo più becero, e da un malinteso senso di “decoro” domestico, quelle fissate con l’idea delle pulizie di casa, della biancheria stirata alla perfezione, dei bambini che devono essere tirati su obbedienti come soldatini, e con gli orari giusti, e i vestitini giusti e i sacramenti giusti.

      Se insisti a dire che abbiano a che fare col femminismo, vuol dire che parli in malafede.

      L.

      • Roberto says:

        Oltre alle mamme suocere donne di cui parli tu, a me pare innegabile che esistano donne (che non esiterei a definire femministe) che sono contrarie all’allattamento perché “è una schiavitù”, “non voglio essere legata giorno e notte alle esigenze di un altro”, “ho la mia vita”, “anche il papà deve fare la sua parte”, ed in questo senso moi (per una volta! 🙂 ) ha ragione.
        Non so se ti ricordi le discussioni che ci sono state quando rachida dati è tornata a lavorare 5 giorni dopo aver partorito

        • paniscus says:

          Oltre alle mamme suocere donne di cui parli tu, a me pare innegabile che esistano donne (che non esiterei a definire femministe) che sono contrarie all’allattamento perché “è una schiavitù”,
          ————————–

          E secondo te quelle sono le stesse di cui si stava parlando all’inizio? Ovvero, la suocera di origine marocchina (o anche quella italianissima) che tormenta la nuora perché “il bambino si vizia troppo”, e che comunque 30 o 40 anni fa non ha allattato ANCHE se faceva la casalinga a tempo pieno? Secondo te quelle rientrano nelle donne in carriera femministe?

          • paniscus says:

            PS: Rachida Dati mi sembra tutto tranne che una “femminista”, se permetti.

          • Roberto says:

            Sai che vuol dire la prima parola del mio commento?
            (No la dati non è affatto una femminista, infatti non ho scritto “ti ricordi rachida dati che torna….” ma “ti ricordi le discussioni….”)

  15. Moi says:

    @ HABS

    Più che altro NON mi pare che ci siano Laudatores (né Laudatrices) del MultiKulti ad auspicare coppie con lei Musulmana e Lui NON … quasi che in quanto NON di origine culturale Cristiana la Sharia vada benissimo a priori e poi si giustifica a posteriori In Odium Fidei (Principii di Sx “Friggibilissimi” 🙂 perché, in fondo, così Vestigiali di Cristianesimo Secolarizzato) !

    … “Quasi” ?! 😉

    ————————————–

    In ogni caso, Chateaubriand lo scrisse nel 1802 !

    • Moi says:

      “Le Génie du Christiaisme” … 214 anni fa, come se fosse domattina.

      • habsburgicus says:

        @Moi
        si può sostenere, a ragione, che tutto, in ogni campo, è stato dato prima del 1850
        poi gli uomini son fessi 😀

        • Z. says:

          Manco per idea. I Led Zeppelin sono nati molti anni più tardi. E pure Dylan. E anche Palmiro Togliatti 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      “coppie con lei Musulmana e Lui NON”

      Nel caso di una coppia del genere dubito che sorgeranno troppi problemi, per un motivo che dovremmo conoscere tutti.

      • Moi says:

        Il RadicalChic medio dice che “tanto non può succedere” …

        ————–

        L’unico problema consequenziale spesso (!) è come e se allestire il Funerale Islamico … mentre i Professoroni dalla Gruber o da Formigli tromboneggiano (non senza ragioni, ma facendola del tutto fuori dell’ urinario …) che “Anche noi abbiamo avuto il Codice Rocco !”.

        • Z. says:

          Che problema dovrebbe sorgere per il figlio con madre musulmana e padre non musulmano?

          • Moi says:

            Answer ain’t gonna be politically correct, Mr Zee … 😉

          • Z. says:

            E vabbè, tu intanto rispondi 🙂

          • Moi says:

            In molti Paesi Islamici è reato … ove non lo è da “Migranti”, lo è in mente migrantium.

          • Moi says:

            rinnegano, ripudiano, incarcerano, ammazzano … esprimono “Cultura Altra” e il solo problema è la Nostra Capasciuïtà di Accogliere l’ Altro da Sé [cit.]

          • Z. says:

            Intendo in Italia, Moi!

            Che problema c’è se succede in Italia? Che problemi avrebbe il figlio, secondo te?

          • Moi says:

            Beghe all’ interno della comunità, gente chi si autoarroga di punire per conto di Dio … eccetera.

            Insomma, esiste un concetto di “comunità” che sognifica l’opposto delsenso di … Oltrarno 😉 .

            Gli aggettivi da accompagnare a “comunità” dovrebbero essere locativi, NON identitari per non dir ben peggio.

          • Z. says:

            Moi,

            — Beghe all’ interno della comunità, gente chi si autoarroga di punire per conto di Dio … eccetera. —

            Scusa, ma il figlio non dovrebbe seguire la religione del padre, secondo la tradizione islamica? Miguel?

          • Moi says:

            Infatti è per questo che NON vogliono Padri NON-Musulmani …

            Eh, no (@ Lisa Paniscus) : NON è come per gli Ibridi Politici [qualcuno sarà esistito anche in Toscana …] 😉 DC/PCI fino agli Anni Ottanta !

          • Z. says:

            Ma una volta sposata ad un marito cristiano il figlio che nascerà è cristiano. Non fa parte della comunità islamica. Che possono farci?

  16. habsburgicus says:

    farsi Maomettano

    lo usavano tutti…non solo qui, ma anche in Inghilterra ecc, ancora nei 1950′ e pure dai dotti (molti non erano cattolici, alcuni financo “eletti” :D..probabilmente, cercando, lo si trova usato anche dai comunisti)
    l’averlo abbandonato, solo perché a loro non piaceva, è stato il primo segno di arretramento culturale !
    era il termine europeo per definirli, dunque persone sagge e di buon senso (alla faccia di Z :D) l’avrebbero mantenuto !
    a forza di arretrare si sa dove si inizia ma non dove si finisce…e infatti 😀

    • habsburgicus says:

      che poi non è offensivo, in nulla
      maomettani=seguaci (degli insegnamenti) di Maometto
      e mi pare, dicono, che Maometto sia stato il loro profeta, no ? 😀 almeno, secondo la shahada 😀

      • Moi says:

        Sì, ma … c’è stato un Concilio 🙂 .

      • habsburgicus says:

        anche dai comunisti

        uh, mi ranmento adesso che una “compagna” bulgara in un libro dell’Accademia delle Scienze di c.a 1962 lo usò !
        quindi anche i Pepponi son contenti 😀 pure Mosca (e Sofia) non obiettano, dunque termine sdoganabile 😀

    • PinoMamet says:

      Habs, tu vorresti in fondo che vivessimo nel Settecento;

      bellissima musica, palazzi nobiliari, abbigliamento orribile (da crimine contro l’umanità…), cattedrali affollate di poverazzi, ricconi, puttane, dame che si sventagliano, fazzoletti caduti, bigliettini passati di mano da spie imbellettate, nessuno capisce niente di cosa stia blaterando il prete, studiosi rinchiusi nella wunderkammer, stranieri chiamati come agli europei piace di chiamarli…

      però il mondo, ahimè, va avanti, e, udite udite, corre voce che ormai persino gli arabi maomettani si esprimano in francese & in altre lingue d’Europa, e pare che chiedano d’essere chiamati musulmani…

      non so voi, monsieur Habs, ma io troverei di buon senso ascoltarli…

      • habsburgicus says:

        il Settecento non era male…Talleyrand che se ne intendeva (e non era certo “chiuso”, anzi !) una volta scrisse, in tutta serietà
        “qui n’a pas vécu avant la révolution ne connaît pas la joie de vivre”
        però il Settecento francese mi sta antipatico..troppo Voltaire 😀 a cui potrei anche perdonare tutto, ma non il disprezzo per la Storia (erudita..scrisse molto di storia, ma montanellianamente, dunque senza valore scientifico) 😀 il Settecento, a differenza del Seicento erudito e dell’Ottocento critico fece avanzare poco gli studi storici, fu un secolo che non capì la Storia* [e non lo dico io] *c’è il sommo Ludovico Muratori 1672-1750, grande, ma è più uomo del Seicento tardo (in cui si formò) e comunque il “Settecento” vero andrebbe ridefinito cronologicamente, ne riparleremo, forse
        dunque, 3 soluzioni 😀
        1°, limitarsi Settecento polacco-lituano (dove la società fu tradizionale in tutte le cose essenziali sino a c.a 1768 e i gesuiti, dominanti, continuavano le tradizioni secentesche)
        2°, arretrare al tardo Seicento
        3°, avanzare sino alla Restaurazione e all’Austria del Metternich
        (epoca in cui in Prussia c’era Niebuhr, iniziavano le grande raccolte Dindorf, Boeckh)
        😀 😀 😀

  17. mirkhond says:

    “abbigliamento orribile (da crimine contro l’umanità…)”

    Se c’è qualcosa che ho SEMPRE apprezzato della rivoluzione francese, è stato l’aver abolito i parrucconi pieni di pidocchi e quell’abbigliamento dei ceti dominanti, tutto pizzi, merletti e culottes checcoidi….. 🙂

  18. Moi says:

    frieNdly

  19. Moi says:

    @ HABS

    Non so se hai letto integralmente (!) l’ultima opera di Guareschi … anche Peppone ha le sue “beghe” coi “suoi” giovani, e del tutto simili. Certo, è l’opera in cui Peppone è in assoluto più sullo sfondo, però capisce come al Prit che per i “Matusa” come loro è finita.

  20. Siamo a 81 commenti, di cui uno in tema, quello di Pino Mamet sulla musulmana sposata con il siracusano.

    Il punto fondamentale è la differenza di percezione, tra chi vede il mondo in uno schermo e chi lo vede in un quartiere.

    E la diversa percezione di temi come il rapporto cristiani/musulmani, i modi dei “beceri autoctoni”, come sono gli israeliani, il rapporto tra italiani e latinoamericani, la religiosità, l’Invisibile…

    • Z. says:

      Non credo che l’alternativa sia solo tra la propria TV e il proprio quartiere.

      Se così fosse sarebbe abbastanza drammatico. Ho letto uno studio che afferma che le persone che passano più tempo davanti alla TV tendono ad essere quelle più facilmente spaventate. Del resto, non tutti hanno la possibilità di fare vita comunitaria nel proprio quartiere.

      Ma per fortuna, se si ha voglia e occasione di ascoltare davvero gli altri – amici, colleghi, conoscenti, tutti – c’è comunque molto da imparare dalle esperienze altrui.

      • Moi says:

        forse “schermo” era inteso da Miguel* anche (!) di PC, tablets, i-phones, smartphones, laptops e tuto il cucuzzaro … 🙂

        ———

        * la cultura di un Ex (!) Intellettuale Misantropo in un Neo (!) Uomo del Popolo “Become Glocal (“think global, act local !” :. def:. Zygmunt Baumann) ” conferisce un rarissimo status di “Illuminazione” (parola sputtanatissima dai Fricchettoni, ma tant’è …)

        NON scherzo.

  21. mirkhond says:

    “Il punto fondamentale è la differenza di percezione, tra chi vede il mondo in uno schermo e chi lo vede in un quartiere.”

    Purtroppo spesso lo schermo è l’unico rifugio, sia pure virtuale, per vedere il meno possibile un quartiere dove vivi da una vita, ma in cui in fondo ti senti estraneo…….

    • “Purtroppo spesso lo schermo è l’unico rifugio”

      come al solito, evito di entrare in merito ai tuoi sentimenti.

      Ma mi fa piacere che tu colga in pieno il fatto che uno schermo – anche quando fa finta di rappresentarti il mondo – è più piccolo di un piccolo quartiere.

      E’ questo il motivo per cui ho scritto ieri la battuta, “Non è che siamo più intelligenti, sono gli altri che non godono delle nostre stesse opportunità.”

      Ora, se le cose stanno così, diventa più utile – per decidere come rapportarci a tutti i tremendi temi che si citano in questo posto – guardare la vita schermata o la vita reale?

      • Zhong says:

        “la vita schermata o la vita reale?”

        Lo schermo molto spesso si usa per raggiungere altre persone. Infatti, credo che la maggior parte delle relazioni romantiche ormai inizi online. In piu’, alcuni aspetti delle persone si possono comprendere meglio online. Lo schermo non e’ dopotutto solo un mezzo? Cosa c’e’ di virtuale in un microscopio, i batteri ingranditi non si studiano addirittura meglio?

        • Z. says:

          Quali aspetti delle persone si comprendono meglio online?

          • Roberto says:

            Mah, io ho l’impressione che stando seduti al sicuro dietro la tastiera alcune persone riescono ad essere più sincere, perché non si rendono conto di essere di fronte ad un’altra persona.
            Immagina un super timido, potrebbe essergli più semplice attaccare un bottone telematico che de visu

  22. mirkhond says:

    Il fatto è che a volte la vita reale è impossibile da vivere, quando non si è forti, quando non si può vivere dove, come e con chi si vorrebbe.
    Il fatto è che dove ti giri e ti volti non vi è che globalizzazione, tecnologia, inquinamento, solitudine, una vita sempre più finta…..

  23. Roberto says:

    Zhong
    “Lo schermo molto spesso si usa per raggiungere altre persone”

    Questo è certamente vero, però lo schermo non è neutro, non è il microscopio di cui parli.
    Lo schermo ti fa vedere il mondo con gli occhi di qualcun altro che può essere la persona più neutrale e benintenzionata del mondo ma è pur sempre qualcun altro.

    • Zhong says:

      “Lo schermo ti fa vedere il mondo con gli occhi di qualcun altro che può essere la persona più neutrale e benintenzionata del mondo ma è pur sempre qualcun altro.”

      Si’ certo. Ma se e’ lo schermo di una tv. Io ho capito che si stesse parlando di vita virtuale attraverso lo schermo del pc? Sinceramente, spesso la pagina facebook di una persona rivela tantissimo. Io non ho una pagina facebook infatti!!

    • Roberto says:

      Pensa a “schermi” tipo questo blog.
      Quando Miguel ci racconta dell’oltrarno, per quanto preciso possa essere sarà sempre Miguel che racconta dell’oltrarno. Non per niente il tag è “esperienze di Miguel Martinez”.
      Può raccontarci il sapore della ribollita, ma l’esperienza diretta non potrà mai sostituire il racconto 🙂
      È evidentemente utile ed interessante leggere del marocchino d’oltrarno, ma se penso a rapporti fra cristiani e musulmani, io penso alla tizia di origine magrebina che la sera viene a pulire i nostri uffici, o ad un paio di amici-colleghi franco algerini e le loro famiglie.
      Penso insomma alle mie esperienze (laddove ne ho, certo. È evidente che ci sono mille argomenti interessanti di cui parliamo e dei quali non ho nessuna esperienza diretta)

      • Zhong says:

        “Se penso a rapporti fra cristiani e musulmani”

        Ecco io per esempio ho capito molto di questo di cui sapevo poco proprio leggendo questo blog. E devo ringraziare Miguel per avermi fatto conoscere William Dalrymple!

        E comunque l’effetto microscopio di cui parlavo prima secondo me si manifesta di piu’ per le cose negative. Citando ancora Miguel, alcune delle sue “inchieste” passate si basavano proprio su come certi personaggi di presentano online.

        • Roberto says:

          Credo che stiamo dicendo due cose complementari.
          Leggere le riflessioni altrui (di Miguel in questo caso) aiuta a riflettere meglio (aggiungo che buttare le proprie idee in pasto ad altri aiuta pure a riflettere sulle proprie idee).
          L’esperienza personale però non può essere sostituita dall’esperienza altrui. Certo è che non puoi materialmente vivere tutte le esperienze possibili, quindi ad un certo punto non puoi far altro che leggere il racconto delle esperienze altrui.

          • “L’esperienza personale però non può essere sostituita dall’esperienza altrui.”

            Infatti, per quello dicevo che l’unico commento in tema era quello di Pino Mamet, che parlava dell’esperienza propria, invece di parlare di notizie della televisione o trovati in rete.

            Chiaro poi che i temi off topic qui vanno sempre bene, volevo solo notarlo perché in questo caso era abbastanza clamoroso.

          • Zhong says:

            “Credo che stiamo dicendo due cose complementari.”

            Sicuramente.

            Io solo non condivido troppo la parola “virtuale” per tutto cio’ che e’ online. Volevo sottolineare che ci sono alcune cose “reali” che a volte si capiscono meglio, o piu’ velocemente “online”. Come se fosse un esperimento in cui si riescono ad isolare solo alcuni aspetti dal contorno. E’ ovviamente e’ vero anche il contrario. Ma nei nostri tempi anche il primo aspetto non e’ da sottovalutare. Infatti, credo che sia proprio a causa di questo effetto che tantissime relazioni romantiche nate online poi vanno a gonfie vele.

  24. Moi says:

    Il Femminismo ha fatto dimenticare il vecchio detto che l’ Uomo è il Capo della Famiglia … la Donna il Collo ! Lo riconosceva già Confucio, non certo un Femministo !

    😉

    • habsburgicus says:

      551-479 a.C 😀 non proprio l’altro ieri

      • Moi says:

        25 e più secoli di cultura azzerati in meno di 1/2 … poi dicono che l’ Egemonia Culturale di Lor Signor* 😉 NON esiste, Habs.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sì, Confucio è un caposaldo della cultura occidentale.

          • Moi says:

            universale … purtroppo abbiamo perso il senso di universalità.

          • mirkhond says:

            E’ una conseguenza della globalizzazione……

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il mio bisnonno sapeva a stento della sua esistenza, quindi io ci vedo una “Sulfurea” Chestertonian Civil War Massonica con lo Spirito del Concilio, dove la Serpe è il Principe di Questo Mondo Kalergico con Scappellamento a Destra.

          • Moi says:

            Non sono certo sulla posizionatura dello Scappellamento, ma … questa sì che è una Catechesi che spaKKa ! 😉

          • izzaldin says:

            Non sono certo sulla posizionatura dello Scappellamento

            questa si chiama classe 🙂

    • PinoMamet says:

      Ma poi Confucio lo ha detto davvero, o è una cosa come quella poesia di Neruda che Neruda non hai scritto, o quelle citazioni così sospette di Seneca o Leopardi di FB?
      in cui parlano come un qualunque buonisentimentista dei giorni nostri, sintassi compresa?

  25. Moi says:

    @ LISA

    Laura Boldrini (realtà politica)

    http://video.repubblica.it/politica/boldrini–basta-spot-con-la-mamma-che-serve-la-famiglia-a-tavola/140871/139408

    ”Basta spot con la mamma che serve la famiglia a tavola”

    VS

    Claire Huxtable (finzione televisiva)

    https://www.youtube.com/watch?v=NpEj00g9CyE

    ” Feminist ” Rant

    ——————————-

    Honoré de Balzac 10 – Max Weber 0 … ‘Nuff said ! 😉

  26. Moi says:

    Lo schermo ti fa vedere il mondo con gli occhi di qualcun altro che può essere la persona più neutrale e benintenzionata del mondo ma è pur sempre qualcun altro.

    Roberto

    [cit.]

    ————-

    Sul Mainstream sì, in Internet magari c’è l’effetto opposto … “programmerai, nel video, il mondo che vuoi tu” [cit.]

  27. PinoMamet says:

    Ma poi cosa avete visto dentro le bolle di sapone?

  28. Moi says:

    Cmq penso che abbia ragione Habs : lo Stato Laico degno di questo nome dovrebbe intervenire a mettere in riga quel “Papà Islamico” diseducato dalla Psico-Sharia … ma sappiamo che lo Stato Italiano è un Burattino dai fili mossi da Cappuccioni e Grembiulini che NON hanno alcun interesse né intento circa la tutela della libertà religiosa per l’ Inimico Preferito 🙂 …

  29. Moi says:

    @ HABSBURGICUS & MAURICIUS

    Don Curzio Nitoglia (altro Personaggione …) dice che il detto del Collo e del Capo, della Donna e dell’ Uomo … lo apprese dalle Suore.

    Aggiungendo la chiosa pre-Conciliare che “per fregare un Uomo ci vuole una Donna, per fregare una Donna ci vuole il Diavolo, per fregare il Diavolo ci vuole un Prete, per fregare un Prete ci vuole una Suora” … Eoni Luce avanti alla Boldrini !

  30. PinoMamet says:

    Comunque tornando in topic, io credo agli extraterrestri, ma mica per Sitchin o come si chiama…

    ma perché da piccolo sognavo sempre di essere nel cortile dietro casa mia, e vedevo nel cielo degli oggetti strani, bellissimi, che cambiavano continuamente forma e non si riusciva a capire cosa fossero. Era un sogno molto bello e rilassante.

  31. habsburgicus says:

    100 anni fa (non proprio oggi)
    la Bulgaria era il 1° Stato ortodosso a passare al nostro calendario
    http://anno.onb.ac.at/cgi-content/annoshow?call=nwb|19160330|14|33.0|0
    (è in basso a destra)
    in Bulgaria si passò da 31/3/1916 v.s [nostro 13/4/1916] al 14/4/1916
    in Russia il Santo Sinodo urlò, strepitò 😀

    probabilmente il fatto che dal 19/10/1915 la Bulgaria fosse in stato di guerra con la Russia, e la fermezza di Ferdinand I, impedì l’opposizione del clero ortodosso
    la Bulgaria fu l’unico Stato che osò fare tale passo epocale PRIMA della caduta della Santa Russia (1917)
    il calendario gregoriano fu poi introdotto in questo ordine
    Russia bolscevizzata, gen 1918 (MA non i bianchi)
    Romania (vecchio Regat e Bessarabia), 1919
    Serbia, 1919 (e pure Montenegro annesso a forza )
    Grecia, 1923

    in Turchia lo si introdusse, nel marzo 1917, ma là era collegato all’Era fiscale (maliyye), cioè 1918=1334, diciamo un calendario islamico solare gregorianizzato (e, prima giulianizzato) favorito dai Giovani Turchi e abolito da Mustafa Kemal che passò da 1341 [1925] a 1926, cioè abolì l’ancoraggio a Maometto..le masse usavano però l’Egira lunare, che tornò di fatto in qualche uso in nov 1918-nov 1922 (ma sotto i Giovani Turchi usarla era un ottimo mezzo per farti epurare 😀 sotto Kemal, forse peggio 😀 usarla in documenti pubblici, sia chiaro…le feste sono tuttora calcolate così)
    in Albania, non saprei, essendo allora in confusione assoluta..diciamo che in 1920, vera nascita dell’Albania come Stato continuo, lo si tenne per scontato

  32. habsburgicus says:

    @Peucezio
    (ti rispondo qui, perché forse interessa a qualcuno)

    tu dici che i capi alawiti sono pazzi..ebbene, hai ragione…anche se pazzi forse non è la parola giusta
    da molto sostengo che Assad sarà tradito..pensavo di più a un tradimento da parte della Russia, evidentemente, per non sbagliare, hanno preso le loro precauzioni–melius abundare quam deficere
    resta però la possibilità che sia un’operazione mediatica un “wishful thinking”, che gonfia tipi screditati e privi di ogni seguito (per dire, chessò, come se i cinesi intervistassero uno del PMLI, e dicessero che le masse operaie italiane si oppongono al governo borghese al potere 😀 penso di rendere l’idea, no ?)

    • “per dire, chessò, come se i cinesi intervistassero uno del PMLI, e dicessero che le masse operaie italiane si oppongono al governo borghese al potere 😀 penso di rendere l’idea, no ?”

      Credo che sia la norma, quando i nostri media parlano, non dico del Medio Oriente, ma anche dei musulmani che vivono in Italia, ad esempio.

      Certo che pur di far fuori Assad le stanno pensando tutte…

    • Peucezio says:

      Hai sentito però che pare fosse una mezza bufala?

  33. izzaldin says:

    tornando “in topic”
    io conosco una coppia mista “musulmano”/”cristiana”.
    penso che l’educazione religiosa della prole sia l’ultimo dei loro problemi, innanzitutto perché, se ci avessero tenuto tanto, non avrebbero fatto un figlio con una persona di altra fede.
    poi, per carità, le conversioni capitano, e se uno dei due fosse più religioso dell’altro arriverebbero a un compromesso, spero.
    però dove può l’amore, anche preti e imam non possono <3

    • Moi says:

      tornando “in topic”
      io conosco una coppia mista “musulmano”/”cristiana”.

      —————

      Quando sentirò un preambolo “Gender Swap”, avrò più fiducia nella Mass _ ahem … _ nella Laicità 🙂 Europea !

      • Moi says:

        Chissà quel Marco (Cattolico) e Said (Musulmano) virtua-sposati 🙂 a Roma da Ignazio Marino, se dovessero fare come Nichi o Elton …

      • roberto says:

        “Quando sentirò un preambolo “Gender Swap”,”

        non ci arrivo, che vuoi dire?

        • izzaldin says:

          intende dire: marito cristiano e moglie musulmana. il contrario, non so perché non lo convince..
          Ora che ci penso conosco anche una coppia del genere, lei musulmana e lui “cristiano”, solo che lui si è convertito all’Islam e questo per Moi sarà sicuramente conferma di qualche oscuro piano/finestra.
          che poi io ho usato le virgolette proprio per dire che “musulmano” e “cristiana” sono solo etichette applicabili dall’esterno; in realtà, come la stragrandissima maggioranza di chi vive in Italia, la religione non è più un dato che connota così integralmente l’identità delle persone.
          Fossero stati davvero credenti, ripeto, avrebbero sposato qulcuno dello stesso culto.

          Una mia amica insegna in una scuola per adulti, piena di poveri italiani e migranti. racconta che un giorno è giunto un ragazzo del gambia, musulmano, sbarcato a Lampedusa, che si è fidanzato con una ragazza filippina arrivata in italia a 17 anni per un ricongiungimento familiare.
          Erano entrambi analfabeti, da quando stanno insieme stanno imparando rapidamente l’italiano.
          Sembra una storia da libro Cuore versione multiculturalista, ma è successo veramente. per questo dico che l’amore, l’attrazione, sono qualcosa di totalmente diverso dai freddi discorsi sui massimi sistemi che può fare chi non si confronta con la realtà, come ha tentato di mostrae Miguel con questo post

          • roberto says:

            “Fossero stati davvero credenti, ripeto, avrebbero sposato qulcuno dello stesso culto”

            questo in effetti chiude il discorso.

            adesso che ci penso conosco due coppie miste in quel senso (lei franco marocchina lui svedese l’una, lei franco algerina, lui belga l’altra), ed in effetti le due ragazze si dicono musulmane ma direi che sono musulmane come io sono cristiano

          • Francesco says:

            anche io conosco un paio di coppie miste, rigorosamente lui nord africano musulmano e lei sud americana cattolica

            però pare se la passino bene

            🙂

      • PinoMamet says:

        “Quando sentirò un preambolo “Gender Swap”, avrò più fiducia nella Mass _ ahem … _ nella Laicità 🙂 Europea !”

        Forse ti sei perso il mio intervento (mo’ non ricordo più sotto quale post):

        marito italiano cattolico, moglie tunisina musulmana.

  34. Moi says:

    @ PROF PANISCUS

    https://tcor.files.wordpress.com/2007/06/woman.jpg?w=514&h=434

    … da prendersi con ironia, eh ! 😉

    PS

    Anche perché oggi come oggi, a “Gender Swap Version”, la Littizzetto ci ha costruito un’ assai pubblicamente redditizia carriera di “comica”.

  35. Moi says:

    Dài régaz’ , poche pugnette : sapete benissimo cosa intendevamo io e Habs : molta, troppa gente di kwellalah 😉 la Sharia ce l’ ha nella testa, di Default ! Purtroppo mi fa pensare a quando i Crucchi dicono che in Italia è la Mafia che ce l’abbiam nella testa … insomma: un Tribalismo Amorale del Maròch, molto simile a quel Familismo Amorale della Marucònia (salito anche al Nord: erba cattiva scaccia erba buona …).

    • izzaldin says:

      mi interessa il tuo discorso, perciò ti chiedo di chiarirlo.
      per Shariah cosa intendi? il fatto di rispettare i precetti dell’Islam e vivere in pace? oppure intendi i tagliatori di teste?
      perché, come sai, ci sono varie possibili interpretazioni.
      tu pensi davvero che “kwellilah” sono irredimibili e intrinsecamente tribali?
      e poi, davvero l’erba cattiva del sud ha cacciato l’erba buona del nord? davvero i mali del nord sono venuti tutti da sud?
      poi dice che Mirkhond non vuole salire a Bologna.. 🙂

      • Moi says:

        “precetti dell’Islam” purtroppo è non di rado ambiguo, la linea di demarcazione sottile … due soli esempi a basso potenziale polemico : idiosincrasia per i cani e per la musica.

        Ritvan la faceva corta all’ Albanese, con il Solum Coranum sulla falsariga del Sola Scriptura e parlava senza mezzi termini di “stronzate” esterne all’ Islam; provando grande imbarazzo per le “grane amministrative” piantate, ad esempio, dai Pakistani a Londra … nonché, da Reduce di Enver Hoxha, per i Compagni Buoni e le Maestrine dalla Penna Rossa 🙂 che “castigano” crocifissi e presepi ufficialmente per rispetto all’Islam (che è un po’ più diffuso della UAAR vera “mandante” di cui si tesserano …)

        Però nell’ Islam, senza Nemici Esterni, scatta subito la Fitna Perpetua sul “Veramente Vero”… senza farsi bastare il “Vero”.

        Tipo gli UAARini che secondo i Cattolici chi ha i capelli rossi e le lentiggini è Indemoniato, o che i Gemelli sono uno Scherzo del Diavolo (quest’ ultima cosa è invece per certo, purtroppo, una superstizione animista dell’ Africa Nera che i Comboniani combatterono ab initio …)

        Sherif El Sebaie parlava di superrstizioni pre-islamiche, la cui commistione con il Corano accomuna Islamofobi (che io considero “UAAR Coerente” , lo dico per NON cedere alla Sindrome della Mosca Cocchiera …) e Imam Fanatici.

        PS

        Erba Ethos, NON Erba Ethnos … in Emilia Romagna è così fin dall’ Anrichità, è la zona d’ Italia che più ha fatto propria la Civiltà Universale dello Ius, che la Congolese Cécile Kyenge con il concetto di “Ius Culturae” [sic] si sia “formata” fra la Secchia e il Panaro NON è un caso.

        • Moi says:

          Quanto a Ethos e Ethnos in Italia … ci sono Intellettuali di Sx

          (altri si sa, non li caga nessuno … specie prima di internet, che li ha liberati dalla Maledizione Cartacea 🙂

          … ControCorrente che reputano che il “catalizzatore” (in senso corretto di “acceleratore critico” decisivo) sia stato il Sessantotto-Settantasette

          … con l’idea onnipresente che “stare alle regole è roba da giovani sfigati, trasgredirle,invece, da giovani fighi”; la Storia era sempre andata in direzione contraria:

          l’intemperanza ribelle connaturata ai giovani si deve “richiamare all’ ovile” (anche laico, anzi ancor di più !) NON incentivare ed elevare addirittura a saggezza. Anche perché poi, adesso che questi Ex (molto EX) Giovani sono loro i “Matusa” senza esser mai cambiati … stare alle regole sembra fantapolitica e … magari lo è davvero !

          Paradossalmente abbiamo in Parlamento dei 20/30enni del M5S che “je fanno la morale” loro a un’orda di “Matusa” con i culi imbullonati alle Poltrone … anche partendo da più in basso, ma pur sempre dal Pubblico Impiego a base di Amici degli Amici …

          🙁

  36. Moi says:

    … che il Kalergic “Trio all’ erta e pieni di brio” lo sappiano 😉

  37. Moi says:

    A proposito di “Slamici o quasi”, sospetti e personaggi :

    http://www.butac.it/karim-musa-manicomio/

    Karim ÀBU BAKR AL-MÙSA (Sì: Lui … Yotobi !) è scappato dal manicomio criminale di Baghdad. Oggi vive in Italia, riceve 80 euro al giorno dallo Stato, vitto e alloggio con PC e connessione Fastweb a spese degli italiani. Condividi se sei incazzato.

    … classica fake notizia che senza “denunkers” (che credono di essere gli unici sulpianeta ad avere ironia) resterebbe ignota 😉

    • Mauricius Tarvisii says:

      L’articolo è stato scritto dall’autore dello scherzo quando si è accorto che stava venendo preso sul serio da qualcuno.

  38. habsburgicus says:

    OT
    http://www.aldogiannuli.it/caso-regeni-tirare-le-somme/

    Peucezio, che lo conosce, aveva visto giusto..Giannuli è veramente una persona seria (e tutto sommato patriottica, pur essendo di sx) e qui lo dimostra
    tutta la sx italica dovrebbe essere come lui…in tal caso si discuterebbe, si litigherebbe anche, ma alla fine si troverebbe sempre un punto comune ..e invece..lassamo perde 😀

    • roberto says:

      sul periodo in cui il povero regeni era scomparso, credo che si possa rimproverare poco al governo (do per scontato che regeni non sia mai stato un agente segreto….uno studente che scompare per qualche giorno è qualcosa di triste ed angosciante ma non così straordinario)

      sul dopo, io sarei anche d’accordo in principio con giannulli, ma con quale faccia di bronzo si può rimproverare all’egitto le sparizioni e le torture, dopo che noi stessi abbiamo usato l’egitto appunto per far sparire e torturare della gente ???

      • Francesco says:

        beh, in primo luogo perchè era un cittadino italiano e ci si aspetta che venga trattato con un certo riguardo in quanto straniero

        già è deplorevole fare certe cose ai propri cittadini ma estendere la pratica a quelli stranieri è cattiva educazione – anche nel crudele mondo della realpolitik

        ciao

    • roberto says:

      l’unico punto sul quale non sono d’accordo è il 7

      • Peucezio says:

        Che invece è l’unico sbagliato 🙂
        Sempre che tu non sia entusiasta all’idea di ritrovarti l’ISIS anche in Egitto.
        Roberto, non fare l’ingenuo 🙂 Se al posto di un italiano ci fosse stato un francese o un inglese sarebbe successo il finimondo.
        Se fosse stato un americano, avremmo avuto i marines che rapivano Al Sisi e lo facevano finire in qualche carcere segreto americano da qualche parte nel mondo.
        A questo mondo tutti gli stati si fanno rispettare. Noi lo facciamo molto meno perché siamo una repubblica delle banane.

        • Z. says:

          Eh già.

          Infatti quando Rachel Corrie è stata uccisa i marines hanno notoriamente deportato Sharon a Guantanamo…

          • Francesco says:

            Z

            devi smetterla con i fatti! rovini metà dei post!

            😀

          • Peucezio says:

            Proprio l’unica eccezione universale sancita intangibilmente mi vai a tirar fuori?
            Gli ebrei possono fare quel cazzo che vogliono: sono, come direbbe Totò, n’ata cosa.

          • Z. says:

            Peucè,

            quando cittadini di diversi Paesi europei sono stati picchiati o seviziati a Genova ti risulta sia stata invasa l’Italia?

            quando più di un cittadino degli Stati Uniti è morto per mano del regime di Pinochet ti risulta che gli Stati Uniti abbiano invaso il Cile?

            E così via…

        • PinoMamet says:

          “Se fosse stato un americano, avremmo avuto i marines che rapivano Al Sisi e lo facevano finire in qualche carcere segreto americano da qualche parte nel mondo.”

          Addirittura rapire Al Sisi non credo proprio. Certamente gli USA hanno più mezzi di pressione di noi, e li usano spesso e volentieri.

          Più che nel caso di Regeni, dove in effetti non vedo di cosa rimproverare l’Italia, direi che lo si è visto nel caso dei marò in India.

          Gli USA hanno difeso con ben diversa efficacia i loro marines della strage del Cermis, così come il militare che sparò su Calipari…

          • Francesco says:

            forse una volta hanno consegnato un militare accusato di aver stuprato una bambina ai giapponesi

            ma la regola (loro e in teoria di tutti) è che “i miei soldati li giudico io” e allo Stato della vittima rispondo come Stato – pagando, direi

            ciao

          • Mauricius Tarvisii says:

            Pagando? Sul serio? 😀

          • Francesco says:

            risarcimento danni, mi sembra il termine legale

          • Andrea Di Vita says:

            @ PinoMamet

            Non sono esattamente un simpatizzante dei masticabibbie. ma nel caso del Cermis gli USA fecero valere lo stesso regolamento NATO che fece valere l’Italia con l’Olanda nel caso di Ramstein, quando una manovra sbagliata delle Frecce Tricolori fece una strage di spettatori Olandesi a una esibizione aerea: gli atti di un militare di un paese NATO in un altro paese dell’Alleanza vengono giudicati dal paese di appartenenza, non da quello dove i fatti si sono svolti.

            Fuori dall’ambito NATO, uno Statunitense accusato di aver ucciso un ispettore delle tasse in Florida scappò in Italia. Fu estradato dall’Italia in USA solo a patto che la magistratura USA si impegnasse a non emettere una condanna a morte, impegno che fu rispettato.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • roberto says:

            non mi ricordo minimamente degli eventuali processi dopo ramstein (che è in germania), ma se non sbaglio lì tutti i piloti coinvolti sono morti

          • Peucezio says:

            Pino,
            “Addirittura rapire Al Sisi non credo proprio. ”
            Sì, era un’iperbole.
            Diciamo che gli avrebbero fatto il culo a tarallo, come si dice da noi.

        • Andrea Di Vita says:

          @ peucezio

          Con l’ENI che ha appena scoperto in Egitto un colossale giacimento di metano e che oggi estrae gas in Libia per trovare una pace nella quale ci vuole l’accordo del Cairo, difficile fare molto di più di quello che fa il governo Italiano oggi. Difatti si parla al più di ridurre le collaborazioni in campo culturale. Delaa serie “chi muore tace e chi vive si dà pace”.

          Con l’India per i maro’, invece, dopo una gestione effettivamente dilettantesca il ricorso al tribunale dell’Aja secondo me ha buone chances, anche perchè dopo 4 anni (!) gli Indiani non sono stati capaci di formulare uno straccio di accusa precisa. In altre parole può vincere il meno pasticcione dei due, in questo caso l’Italia-

          Il guaio vero è che -anche quando vi sono le capacità tecniche- tradizionalmente l’Italia aspetta sempre che si muova qualcun altro cui accodarsi, perchè ha sempre avuto governi troppo insicuri e attenti quindi più ai sondaggi e alle trombonate inconcludenti che a realizzare un qualche obiettivo. Mi sono cadute le braccia quando Mattarella ha detto che prima di qualunque impegno in Libia ci voleva l’OK del Consiglio di Sicurezza ONU – come dire, dei Francesi che rovesciando Gheddafi ci hanno messo in questa situazione. Avessimo fatto saltare qualche barchino di scafisti prima che prendesse il mare carico di migranti, come fu fatto sottotraccia con la missione Pellicano in Albania, forse oggi non saremmo in questa situazione.

          (E non è neanche questione di articolo 11 della Costituzione, visto che non ci ha certo impedito di mandare contingenti in mezzo mondo. Nemmeno l’articolo 11 ci può dire cosa fare in un dato frangente. Ci sono circostanze in cui non sparare un colpo facilita la guerra, come insegna il caso di Monaco 1938).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio says:

            Analisi molto lucida.
            Anche secondo me, se da una parte era giusto richiamare l’ambasciatore, si deve calibare con molta attenzione la reazione, cercando di salvare la faccia, ma senza arrivare a compromettere i nostri interessi laggiù.

          • Z. says:

            Far saltare le barche vuote dubito serva a granché. Non credo siano particolarmente costose.

            E per fortuna nessuno, nemmeno la signora Garnero, ha mai suggerito di farle saltare da piene.

          • Francesco says:

            nessuno?

            ci sono stati molti che lo hanno suggerito, fin dall’inizio

            in effetti, se ci pensi, avrebbe potuto funzionare

            anche un bombardamento atomico a tappeto su tutte le città costiere del Nord Africa e Medio Oriente

            siamo impazziti

  39. Moi says:

    @ IZZALDIN

    T’ho risposto …

    @ MIRKHOND

    La Storia dell’ Ex Regno delle Due Sicilie la conosci senz’altro meglio di Andrea Di Vita … ma sai anche che chi va contro le nozioni da Scuola dell’ Obbligo avrà sempre il coltello dalla parte della lama.

    • izzaldin says:

      scusa Moi, ho perso il conto. più tardi provvedo

    • izzaldin says:

      allora
      ““stronzate” esterne all’ Islam”
      direi proprio che Ritvan non aveva tutti i torti, visto che ad esempio una delle cose che più spaventa gli islamofobi è la mutilazione genitale femminile che è esattamente una “stronzata esterna all’Islam”.
      Poi attenzione: quando tu citi i precetti islamici, da non musulmano, rischi di fare come quello dello UAAR che parla del Deuteronomio o del Levitico, e tu stesso ti sei accorto di questo rischio. Per questo fa bene Miguel a parlare di casi concreti e non della teoria dei libri sacri. Poi che ci siano musulmani intolleranti e violenti mi pare fuor di dubbio ma sinceramente non credo che sia ascrivibile alla religione in sè, e naturalmente lo stesso vale per cristianesimo ed ebraismo.

      Sui giovani, le regole e la morale sono abbastanza d’accordo; la figura del giovane che moralizza il vecchio disonesto, poi, credo che risponda a precisi codici mitologici che però non saprei spiegare bene… 😉

  40. Moi says:

    IN TOPIC !!! 😉

    Gesù Cristo dice che gli extraterrestri non esistono

    [cit.]

    ————

    Dove ?

  41. Francesco says:

    “O Nanni, tu hai visto il video di quel povero tipo che l’han preso per un terrorista? E solo perché aveva la faccia da arabo?”

    non ho seguito molto la questione, pur dovendo andare tra poco a Brussels per lavoro. ma se non ho capito male il “povero tipo” non aveva la faccia da arabo ma da “quello specifico terrorista arabo ripreso dalle telecamere”

    sennò finiamo che nelle indagini sul KKK dobbiamo indagare anche i neri per evitare di essere politicamente scorretti

    😀

    • roberto says:

      in effetti se si riferisce al giornalista, è stato arrestato perché assomigliava al tipo ricercato e aveva (ha) un profilo un po’ particolare: è stato accusato di aver cercato di recrutare dei migranti come volontari guerriglieri, tant’è che è oggetto di una misura restrittiva (non può avvicinarsi ad un centro di raccolta di migranti). lui si difende dicendo che vuole semplicemente denunciare le condizioni in cui vivono i migranti.

      poi se la polizia aveva altri elementi non possiamo saperlo né io, né i giornalisti né jacopo

      • Z. says:

        Boh, nelle foto che ho visto io ci assomigliava pochino…

        • Roberto says:

          Devo confessarti che mi chiedo come fanno da foto o identikit a riconoscere le persone.
          Io non riconosco me stesso se mi cambiò la cravatta….

          • Roberto says:

            Cambio

          • Francesco says:

            Roberto

            io sono messo molto peggio, se mi chiedessero d’acchito chi era seduto alla mia destra per la mezz’ora di viaggio in metropolitana …

            😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            La faccia era proprio del tutto diversa: l’uomo col cappello aveva una faccia larga, il giornalista ce l’aveva sottile. Infatti se lo confronti col tizio che sembra essere effettivamente l’uomo col cappello, ti chiedi come mai a questo punto non abbiano invece sbagliato prendendo una donna o un cinese 😀

        • PinoMamet says:

          Io ho sempre avuto dei dubbi sugli identikit.

          Ogni tanto faccio la prova sull’autobus o in treno: chiudo gli occhi, e tento di ricordare quanti passeggeri sono sul sedile di fianco, uomini o donne, come sono vestiti…
          per non parlare delle facce.

          Provateci: non è affatto semplice.

          Per cui uno che ha visto una persona dieci minuti, sotto shock, va da un poliziotto e gli dice “aveva una faccia lunga.. no più lunga.. anche un po’ quadrata…”
          “così?”
          “no, coi capelli più scuri… anzi no uguali… ma più dritti, no, ricci”
          e il risultato dovrebbe somigliare a qualcuno…

          per il riconoscimento da foto, si basano credo sui “dati antropometrici”, ma anche lì, non credo proprio che sia come nelle serie televisive, dove da una foto sfocata e lontana, come per magia, voilà, ecco una bella foto nitida e in primo piano… (mentre chiunque sa che accade semmai il contrario, ingrandendola si sgrana);

          per cui mi immagino il solito scontro di periti in tribunale…

          • Roberto says:

            Anch’io ci provo spesso anzi è un gioco che faccio con i bambini.
            Alla fine mi ricordo solo dei particolari totalmente inutili
            “Una ragazza nera molto carina che scriveva dei messaggi con un iPhone 6, una borsa rossa molto grande e morbida e delle scarpe di vernice nera con il tacco alto” (ma non chiedetemi se aveva capelli lisci o ricci, gonna o pantaloni, orecchini, e per l’amor del cielo di descrivere il viso in modo più preciso di “carina”)

          • Z. says:

            C’è chi ha una memoria più precisa di altri. Non faccio parte della categoria, per quanto riguarda le facce 😀

          • paniscus says:

            …e figuriamoci se il testimone viene interrogato due anni dopo, come avviene spesso.

            Oppure, meglio ancora, se il testimone viene prima invitato a rilasciare una deposizione agli inquirenti (ma comunque non subito, bensì un mese o due dopo), SENZA potersi conservareil testo trascritto della dichiarazione rilasciata… e poi viene convocato ufficialmente a testimoniare in tribunale due anni dopo, e gli vengono fatte le pulci con insinuazioni colpevolizzanti, se per caso le parole pronunciate in tribunale non corrispondono esattamente a quelle scritte sulla prima dichiarazione, che tutti gli avvocati e i magistrati coinvolti hanno potuto studiarsi e consultare, mentre il testimone no.

            L.

          • paniscus says:

            “Una ragazza nera molto carina che scriveva dei messaggi con un iPhone 6, una borsa rossa molto grande e morbida e delle scarpe di vernice nera con il tacco alto” (ma non chiedetemi se aveva capelli lisci o ricci, gonna o pantaloni, orecchini, e per l’amor del cielo di descrivere il viso”
            ————————
            Per me la cosa più inverosimile di tutte sarebbe ricordarsi il tipo di iphone…

          • roberto says:

            “Per me la cosa più inverosimile di tutte sarebbe ricordarsi il tipo di iphone…”

            immagino, ed infatti a me la cosa che sorprende nella faccenda identikit/riconoscimenti è che mi sembra che la normalità sia o non ricordarsi nulla delle persone incrociate o ricordarsene solo alcuni dettagli che ci interessano (il modello di iphone per me, l’accento particolare per peucezio*, i vestiti per pino*, il libro che ha in mano per mia moglie)

            un po’ come se chiedo “chi si ricorda dove abbiamo parcheggiato la macchina”, mia moglie mi dirà “vicino al cartellone pubblicitario del teatro”, mia figlia “posto 43/A, secondo piano” (amore mio utile!), mio figlio “vicino ad una macchina rossa”
            🙂

            *tiro ad indovinare!

  42. Moi says:

    Mohammed, che viene dal Marocco e ha sposato una sanfredianina.

    [cit.]

    —————

    Breve: finché NON salta fuori un caso Gender Swap la Res Publica Oltrarnina NON è antropologicamente compiuta … ’nuff said !

    • Roberto says:

      Ti sei perso le mie due coppie:

      Lei franco marocchina lui svedese l’una, lei franco algerina, lui belga l’altra

      • Moi says:

        non confondiamo nazionalità e religioni … che le seconde (in teoria universali per definizione) possono esser più “tribali amorali” delle prime.

        • Roberto says:

          No certo è non so dirti il grado di religiosità dei miei esempi perché non li frequento molto (le ragazze no portano il velo ma fanno il ramadan, i tizi non ho idea)
          Comunque credo che abbia ragione izzaldin quando dice che se sei veramente religioso non sposi uno di un altro club

          • Moi says:

            Quindi, rispetto alla Psycho-Sharia, un paio di Gender Swap in termini di Ethnos, e va bene … ma è (o meglio sarebbe !) l’ Ethos in questo caso a fare la differenza.

      • PinoMamet says:

        Ti sei perso anche la mia coppia, Moi.

        • Moi says:

          un Gender Swap anti-Torah ?

          PS

          Che differenza c’è fra Legge Mosaica e Legge Noachica ?

          Qualcosa avevo letto, ma era Blondy o un suo FanBoy 🙂 … quindi presumibilmente gente un po’ 🙂 prevenuta.

  43. Moi says:

    Invece in “Sud Turolo” il Maggiorasco-O 😉 l’hanno abolito, come se ne rallegra Lilli Gruber … perché c’è o c’è stato ? Credo che la motivazione ufficiosa fosse lo stereotipo cis-gender binary che le donne spendono e spandono, gli uomini risparmiano.

    • Moi says:

      Frau Dietlinde narra che in cuor suo Frau Rosa Josefa Tiefenthaler dissentisse, ma non osasse manifestarlo pubblicamente per senso di Devozione a Gott-Kaiser-Heimat … altro che il Bon Ton Politically Correct, con quel famigerato Sibilo di Zolfo 🙂 e quella mefitica Puzza di Serpe 😉 !

  44. Moi says:

    @ GROG, L’ OMO DEL POPOLO (VENETO) GROG :

    http://www.lastampa.it/2016/04/06/italia/politica/vincoli-urbanistici-lingua-italiana-e-referendum-cosa-prevede-la-legge-antimoschee-del-veneto-1WmOC4ndbF2BUR7jafmYII/pagina.html

    Xè la Resistensa Veneta al Piano Kalergi : xè kweilah 😉 che i g’hà da integrarse e da comportarse no (!) da brute bestie salvadighe del deserto … ma da Bravi Cristiani anca loro, D** C** ! 🙂 ;D

  45. Moi says:

    Invece le Donne-Prete dell’ Eresia Protestante che più ha perso la Bussola Romana … dovrebbe essere Gender Switch, poiché a differenza del Gender Swap non c’è simmetrizzazione frozata dei Gender Roles.

    … in fondo, il Giuòco del Rispetto (almeno in versione Light, per altre versioni vedi Gianfranco Amato in Conferenza direttamente da Sale Parrocchiali a Youtube, come presunta VirtuaCatacomba !) è un Gender Swap at School degli stereotipi CisGender CisSexual Binary dei Forever Fifties on a Forever Young RadicalChic Mind … as if it were antani superdickle the prematured or prematured the superdickle with excappellment to the right ! 😉

    • Moi says:

      … or rather excappellment to the left ?! 🙂

      PS

      Time to Hold Chesteronian Swords Aloft, Habs ! 😉

  46. Peucezio says:

    OT:
    Moi, questa la sapevi:
    http://www.poliamormadrid.org/stories/index.html ?

    Io trovo sia molto più giustificata delle coppie omosessuali, perché la poligamia esiste da millenni e comunque si infrange il tabù della polarità sessuale (che è follia pura, perché la polarità è la base dell’amore e del sesso, e a maggior ragione della famiglia e della riproduzione) mentre si mantiene il ridicolo feticcio del numero.
    E’ come la storia della pedofilia, che viene collegata alla maggiore età (come se i diciassettenni fossero bambini poi), cioè è una questione sempre di numeri.

  47. mirkhond says:

    Siamo alla rottura delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto?
    In tal caso gli Egiziani residenti in Italia dovranno rimpatriare e viceversa?
    E per le coppie miste?

    • habsburgicus says:

      ma….no 😀
      (queste si facevano-imperfetto-per guerra e neppure, di solito, per semplice rottura diplomatica)

      • mirkhond says:

        Cosa pensi che accadrà?

      • habsburgicus says:

        questo è un richiamo..cioé, diplomaticamente, nulla o poco più
        oggi siamo in un’altra epoca e dunque nulla di ciò che era stabilito vale più :D, ma anche illis temporibus non sempre il richiamo era seguito da rottura, anche se in alcuni casi sì
        questo è però un richimao temporaneo, normalissima amministrazione, ormai così diffusa da rendere impossibile tenerne il conto 😀
        quello che in altre tempi talora era preludio alla rottura era il richiamo definitivo..
        ad esempio il 9/4/1850 Mons. Benedetto Antonucci, Arcv Tarso in partibus, lasciava la Torino caduta in mano ai massoni (dove però c’era un Nunzio solo dal 1839, eh..se non vogliamo andare al pre-1753), per protesta contro le inique leggi Siccardi e la pplitica anticlericale di d’Azeglio..MAI più ci sarà un Nunzio presso Casa Savoia sino al 1929..ma quella non fu rottura, poiché la Nunziatura continuò ad essere occupata 8da un uditore, almeno all’inizio) sino al 1856..poi Pio IX, non sopportando oltre le provocazioni del regime settario cavourrista (al potere dal nov 1852), la lasciò vacante (tranne uno che teneva gli archivi, ma quello non conta..nel 1914 però i russi buttarono in gattabuia il tedesco lasciato dietro, era iniziato il secolo della barbarie che vedrà ben altro, anche restando nel campo diplomatico :D)..ebbene, neppure quella fu rottura..il Regno di Sardegna mantenne una R. Legazione a Roma sotto un Inc d’Aff (relazioni ormai divenute, de facto, unilaterali)..la rottura ci sarà solo nell’ott 1859, dopo che Vittorio Emanuele II ricevette pubblicamente a Monza una delegazione delle Romagne, composta quindi da ribelli spergiuri verso il loro Sovrano temporale, ovvero il predetto Pio IX..in quell’occasione, furono dati dal Card. Antonelli i passaporti (si dice così) all’Inc d’Aff sardo, mi pare Migliorati, con l’ordine di abbandonare entro 24 ore e non un minuto di più, lo Stato pontificio..da allora non ci fu più alcuna relazione UFFICIALE fra io Regno di Sardegna (e poi Regno d’Italia, NON riconosciuto da Roma) e il Papa..sino al Trattato e al Concordato del 1929
        vedi che siamo molto, molto, molto, molto, molto lontani da quelle situazioni 😀

        • mirkhond says:

          E tra 1859 e 1929, attraverso quali canali avvenivano i rapporti diplomatici tra lo stato sabaudo-italiano e la Santa Sede?

          • habsburgicus says:

            nei 1860′, missioni ad hoc (frati tipo padre Passalia, poi Vegezzi ecc9
            in 1870′ e 1880′ e metà 1890, assolutamente nulla, guerra totale a morte (poi c’erano, erano cose “segretissime e forse c’entravano i “banchieri” che avevano soldi di opere pie)
            dal 1900 e soprattutto dal 1910, contatti informali a livello più o meno locale, sempre più intensi
            dal 1919, c’era il PPI 😀
            dal 1923 c’era il filo con Mussolini 😀

          • habsburgicus says:

            Pazzaglia, uno di quei frati mezzo cavourristi, border-line 😀

          • habsburgicus says:

            poi, rapporti diplomatici fra 1859 e 1929, per definizione, non c’erano

        • habsburgicus says:

          gli ambasciatori del Regno d’Italia presso la Santa sede furono questi
          1.Cesare Maria De Vecchi, 1929-1935, quadrumviro della Rivoluzione votò contro il Duce al Gran Consiglio
          2.Bonifacio Pignatti Morano di Custoza, 1935-1939 di carriera
          3.Dino Alfieri, 1939-1940 prima Min Cultura e Propaganda, poi Amb in Germsnia 1940-1943, votò contro il Duce al Gran Consiglio
          4.Bernardo Attolico, 1940-ob. 1942 mitico, Amb nella Mosca rossa 1930-1935 e Amb a Berlino 1935-1940 (massone in gioventù, ma “pentito”)
          5.Raffaele Guariglia, 1942-1943 al 10/6/1940 Amb in francia, in 1943 ad Ankara, Min Esteri di Badoglio 1943
          6.Galeazzo Ciano, 1/3-25/7/ 1943 Min Esteri 1936-1943, votò contro il Duce al Gran Consiglio, fucilato
          [poi Babuscio Rizzo, MP, Inc Aff, ago 1943-1946]
          7.Pasquale Diana (nel 1940 ISMP in Olanda), prs cred inizio 1946 ma poco dopo ci sarà la Repubblica (continuerà come 1° della Repubblica)

          la Santa Sede ne nominò invece uno solo presso il nostro Sovrano, Mons. Francesco Borgongini Duca, dal 1929 sin ben entro la Repubblica, credo 1954
          Pio XII fece dire al governo italiano che non gli piacevano tutti ‘sti cambi 😀

    • Peucezio says:

      “Siamo alla rottura delle relazioni diplomatiche tra Italia ed Egitto?
      In tal caso gli Egiziani residenti in Italia dovranno rimpatriare e viceversa?
      E per le coppie miste?”

      Beh, mica se fra due paesi non ci sono relazioni diplomatiche, per questo in uno dei due paesi non ci possono essere persone originarie dell’altro o coppie miste.
      L’Iran credo che ancora non abbia relazion diplomatiche con gli Stati Uniti eppure i genitori di una mia amica iraniana vivono da anni felicemente negli Stati Uniti.

  48. Moi says:

    Panama Papers … cascheranno tutti i governi del mondo contemporaneamente ?

    😉

    • Francesco says:

      per che cosa? un pò di sana strategia fiscale? mi pare assia poco probabile

      😀

      PS quando li mandiamo i Marò alle Cayman? c’è da ripagare il debito pubblico in quelle isolette, io mi candido per gestire il dopo invasione!

  49. Moi says:

    Panama Papers: a massive document leak reveals a global web of corruption and tax avoidance

    http://www.vox.com/2016/4/3/11356326/panama-papers

  50. mirkhond says:

    “in 1870′ e 1880′ e metà 1890, assolutamente nulla, guerra totale a morte (poi c’erano, erano cose “segretissime e forse c’entravano i “banchieri” che avevano soldi di opere pie)”

    E i rapporti comunque necessari, tra lo stato e le autorità religiose, seminari, sacerdoti, suore, come avvenivano?
    Ad esempio a Bari, la Basilica di San Nicola, essendo considerata Basilica Regia, cioè sotto il patronato del re, venne risparmiata da confische e soppressioni sia nel decennio napoleonico-murattiano (1806-1815) e sia dopo il 1860, e soprattutto dopo il 1866, l’anno della soppressione di molti monasteri e ordini religiosi.
    Però nel 1890, il priore di San Nicola, per aver fatto entrare il vescovo in Basilica, senza il permesso del sovrano, dovette abdicare e far nominare un successore più prono alla volontà del re Umberto I (La Cattedrale di Bari e la Basilica di San Nicola, i due grandi poli ecclesistici di Bari, erano rivali fin dai tempi dell’arrivo delle reliquie di San Nicola nel maggio 1087, per il rifiuto dei 62 marinai baresi che le avevano trafugate da Mira, in Anatolia, di consegnarle al vescovo, capo della fazione filo-normanna, mentre gli ambienti longobardi che avevano finanziato il sacro trafugamento erano “nostalgici” di Costantinopoli e della Romània).
    Da quel che mi risulta, Vittorio Emanuele II e i suoi successori, malgrado il liberalismo, avevano mantenuto il diritto di scelta sui vescovi, che dovevano essere loro graditi.

    • habsburgicus says:

      in realtà, diciamolo, c’era molta scena 😀 tranne negli anni più folli* (1860-1861, 1866, 1870-1871) mai seriamente i liberali vollero la fine della Chiesa (la stessa sinistra sbraito ma fece molto meno della “Destra” che fu la più carognesca) né i cattolici volevano la fine della Monarchia 😀 anche se Crispi lo temeva, incredibile dictu
      erano Peppone e Don Camillo 😀 un po’ più altolocati
      gli stranieri non capivano nulla (e alcuni candidi irlandesi con il loro zelo talvolta “turbavano” la Curia :D), ma i pochi che capivano si rendevano conto del “genio politico” degli italiani [di allora !]

      • habsburgicus says:

        il che non vuol dire che la Chiesa non abbia subito duri colpi..li subì, ma soprattutto sotto Cavour (e i suoi, subito dopo), all’inizio
        la Sinistra, dal 1876, urlava..e concludeva poco…per fortuna !
        per dire nel 1881 i massoni cercarono di buttare a fiume il corpo di Pio IX, a Bologna gli studenti urlando e bestemmiando tiravano pietre ai preti, ma i quel decennio il movimento cattolico crebbe e prosperò 😀 soprattutto al nord (casse rurali, cooperative, buona stampa, addirittura rinacquero sottobanco dei conventi aboliti dalle leggi anti-religiose :D)

  51. mirkhond says:

    Ancora, i matrimoni, battesimi, comunioni, cresime dei membri della famiglia reale sabauda come avvenivano, vista la rottura tra Savoia e Santa Sede, negli anni 1859-1929?

    • Moi says:

      La Massoneria ti accetta se la tua Fede è per te, in cuor tuo, “una” e NON “la” Verità … la forma sia quel che sia, è la sostanza che conta.

  52. mirkhond says:

    Certamente.
    Una massonizzazione “popolare” c’era tra i primi socialisti, eredi di Garibaldi e della sinistra mazziniana, spintasi dopo il 1870 su posizioni più vicine al marxismo.
    Fu solo nel 1910 che il partito socialista italiano proibì la doppia appartenenza ai propri iscritti, considerando, a ragione, la massoneria un partito di signori, incompatibile con la lotta proletaria.
    Però volevo capire i rapporti tra casa Savoia e il Cattolicesimo negli anni 1859-1929, riguardo a battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali.

    • habsburgicus says:

      no, quello sì, ci mancherebbe ! i Savoia non erano pronti, né desideravano, la rottura completa e assoluta (e ciò parla a loro favore :D)..né lo erano i più dei liberaloni
      addirittura il settario Crispi non osò fare l’ultimo passo…e, dal momento che, per trovare una moglie al futuro V.E III, erano chiuse tutte le Case cattoliche e che gli inglesi fecero capire che la Regina Vittoria avrebbe preteso che una sua eventuale figlia/nipote dovesse rimanere protestante (altrimenti neppure se ne parlava), preferì lasciar perdere il matrimonio inglese (non sicuro, eh..ma possibile..che avrebbe massonizzato del tutto Casa Savoia, ma avrebbe garantito il trono ai Savoia ANCORA OGGI) o con altra dinastia protestante e ripiegare al minimo assoluto dinasticamente parlando :D, cioè sulla figlia del principe del Montenegro, e anche in quel caso SI PRETESE la conversione di Jelena al Cattolicesimo (cosa che lei fece subito e pure il padre ne fu contento, era come vincere un terno al lotto, i Savoia erano pur qualcosa anche se a te non piacciono :D..ma spiacque a San Pietroburgo e FORSE lì si trova la radice di alcune politiche russe non proprio filo-Nikita degli anni successivi) poi Jelena era molto bella, al Re piaceva, si vollero bene (forse fu l’unico essere umano che amò..amava le monete :D) e tutto riuscì…ma fu un “ripiego”..la conversione era però necessaria, la volle Umberto I e credo sia avvenuta, in privato (in un possedimento regio) da te in Puglia (non se parlò troppo perché i Savoia volevano restare cattolici sì ma non volevano neppure che il Papa si inorgoglisse 😀 o forse era Crispi e gli altri liberali a ritenere opportuno un baso profilo pubblico)
      con Umberto, tutto altro clima..già nei 1920′, ottimi rapporti (il Re di Spagna poté venire in Italia senza che il Vaticano si adombrasse) poi la Conciliazione, dunque era disponibile una grande famiglia cattolica (anche se massonizzata), quella dl Belgio..detto, fatto….ma il matrimonio riuscì non bene 😀
      rammenta che già Umberto I non poté sposarsi in Europa cattolica (i Papi allora contavano !) e dovette prendersi una cugina, Margherita !
      invece V.E II, si sposò una Asburgo, il tutto deciso ai bei tempi prima dello statuto
      e i Savoia precedenti, tutti ottimi matrimoni..allora Vaticanus non obstabat 😀

  53. mirkhond says:

    Il Matrimonio tra Umberto e Margherita fu celebrato da un sacerdote cattolico?

    • habsburgicus says:

      certo
      la grandezza della vecchia Chiesa (che oggi non capiscono sia gli ultra-conciliaristi che gli ultra-tradizionalisti) stava propria nella durezza estrema della teoria..e nell’applicazione misericordiosa e aperta nella pratica 😀

      • Peucezio says:

        Beh, questo i tradizionalisti seri lo capiscono bene.
        L’intransigentismo morale è tipicamente modernista, in linea col puritanesimo di sinistra dominante.

        • Z. says:

          Cioè l’importante è predicare fuffa buona per i polli che ci credono, per poi farsi i propri comodi dietro le spalle altrui!

          Mo che bel modellino di società ideale, sorbole 😀

          • Peucezio says:

            Che palle però con ‘sto moralismo, Zeta!
            Guarda che se ti vengo a trovare a Bologna e mi trovo sotto una cappa di soffocante e cupo perbenismo, me ne scappo appena arrivato, prima ancora di aver bevuto il primo sorso di Sangiovese!! 😛

          • Z. says:

            Non preoccuparti, non succederà!

            Ti accoglierò a braccia aperte nella miglior tradizione emiliano-romagnola nonché socialista e ti offrirò ampie sorsate di Pignoletto (che è il vino locale, e costa meno del Sangiovese!).

            Poi siccome sono grosso il doppio di te ti gonfierò di casselli, ti porterò via tutto quello che hai addosso e se protesterai ti chiamerò “palloso moralista” 😛

          • Peucezio says:

            Non c’è verso: voi moralisti siete violenti…
            Noi goderecci spregiudicati e amorali amiamo la buona tavola, il vino, il sesso, la bellezza, tutto ciò che è molle e piacevole e aborriamo la violenza.
            Siamo due razze diverse 😛

          • Z. says:

            No, voi siete ipocriti e la delegate ad altri. Poi vi restano le mani che prudono e finite per sfondarvi di cocaina, che fa male, costa i soldini e arricchisce le mafie!

            Noi la pratichiamo in prima persona e sfoghiamo così i nostri istinti più basici e brutali.

            😀

          • Peucezio says:

            La cocaina è per persone iperattive, competitive, non per goderecci.

            La nostra droga al massimo è il triusco.

  54. habsburgicus says:

    talvolta molti storici non danno la giusta importanza al fatto che nelle questioni matrimoniali per i regnanti (e anche per i cittadini comuni, ma è diverso) la Chiesa fu durissima…fino a..sai a cosa alludo 😀
    MAI fu permesso ad un principe cattolico di sposare un’eretica o una scismatica, a meno che si convertisse (abiurasse, si diceva), come facevano in tante (soprattutto in Germania)..le poche eccezioni, arcaiche, furono in genere poi risolte come Roma comanda 😀
    a sua volta, una principessa cattolica non doveva essere mai data a principi eretici o scismatici..nel Seicento vi furono dei casi, ma allora si pretese che la fede cattolica potesse essere professata dalla Regina..esempio Enrichetta di Francia che andò in moglie a Charles I d’Inghilterra (1625-1649) e fu una delle cause che lo porterà al patiboli perché i puritani vedevano nel seguito della Regina un “nido” di papisti e, ovvove !, di gesuiti ! forse la zia di Franz Josef fu data a Friedrich Wilhelm IV di Prussia (uomo protestante ma cattolicheggiante), tuttavia apparteneva alla allora massonizattissima dinastia bavarese.. che si demassonizzò però, in parte quantomeno (era infetta ai tempi di Montegelas, sotto Napoleone, infettissima..illuminati ecc)
    questo spiega perché gli Asburgo, sempre devoti, non si sono mai incrociati con le dinastie protestanti (se non ad epoche arcaiche, pre-Riforma) e spiega l’asenza di legami con i royals inglesi
    i protestanti (tedeschi) soprattutto, non amavano dare le loro figlie ai cattolici, poiché ci odia(va)no..invece senza problemi le davano allo Zar di Russia, che pure imponeva l’ortodossia (all’inizio, non tanto-e non subito anche se poi si convertivano in genere; ma da Nicola I, sempre) addirittura la protestantissima dinastia danese che MAI avrebbe dato una sua figlia ai “papisti”, accettò che Dagmar sposasse Alessandro III e divenisse Marija Feodorovna, madre di Nicola II a sua volta sposato con un’ex-protestante (la Casa d’Assia ad esempio non l’avrebbe data, credo ai Savoia, avessero preteso si facesse cattolica 😀 allo Zar gliela diedero subito..e non solo perché lo Zar contava di più ! Kerenskij Lenin non erano preventivati illo tempore :D)
    gli ortodossi non davano in genere le figlie ai cattolici, ma il Montenegro fece eccezione..e ci credo, dico io 😀 😀 😀
    protestanti e ortodossi erano uniti, quindi, contro di noi..nihil novi sub sole 😀
    in realtà la sorella di Friedrich Wilhelm III, quando si fece ortodossa (sposò, mi pare Nicola I stesso) fece infuriare il fratello, che era un protestantissimo !..ma è l’eccezione che conferma la regola
    in genere i passaggi da protestanti a ortodossi (NON il contrario, lo farà Filippo per sposare Elisabetta in 1947 ma in questo secolo e la sua famiglia, dano-tedesca, era già passata da protestante a ortodossa in XIX secolo dunque fu un “ritorno”..inoltre è massonizzatissima, siamo in un altro ordine) erano comuni, almeno in Europa e Scandinavia..gli inglesi no, ma forse solo pe snobismo..l’unica Potenza ortodossa al loro livello era la Russia, che sino al 1907 e per molto tempo non fu ben vita in quei lidi..però c’era Maria di Romania, inglese e moglie di Ferdinand I (1914-1927..lui, sgradito a Roma perché cattolico di nascita, ma nondimeno fece educare la famiglia nell’ortodossia, come Ferdinand di Bulgaria, del resto, il che provocò in quel caso la collera di Leone XIII che cacciò gli inviati bulgari :D), anche se forse all’inizio rimase protestante e si fece ortodossa solo dopo (pura scena anglicana, per salvaguardare il “prestigio” ? 😀 de Albione nisi malum :D)
    i cattolici, almeno sino al 1914, erano di fatto un mondo chiuso, impenetrabile…
    i Savoia NON OSARONO o NON VOLLERO rompere con le rigide regole !
    come passa il tempo..100 anni, nulla, come fra Q. Fabius Maximus Rullianus e Annibale..e sembra che parliamo degli assiri ! il XX secolo è stato un secolo accelerato, ogni anni ne vale 20, bisognerebbe introdurre la “fisica storica”:D 1 Y=20 X dove Y è il valore temporale dell’anno e X è l’anno di 365 giorni 😀
    ciao

  55. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Le primissime Zaffate di Zolfo 🙂 nella Chiesa pare che arrivino con la Caduta di Porta Pia

    (che ancora oggi gli UAARini festeggiano strombettizzando in cosplay da Bersaglieri … nonché banchetti di gadgettistica con frasi di Odifreddi, della Hack e vignette di Vauro o dal Vernacoliere o Solfatare dello Spirito 🙂 affini)

    allorquando i Vescovoni senza più Papa-Re iniziarono a patteggiare con i Massoni per accrescere i Poteri Personali nella NeoAnarchia Feudale ipso facto venutasi a creare …

    • Moi says:

      Secondo Don Curzio Nitoglia, già la generazione successiva di Vescovi iniziò a essere infiltrata da Massoni divenuti Vescovi essi stessi, per corrodere la Chiesa dall’ Interno unitamente ai Confratelli che la schiacciassero dall’ Esterno.

      E, con simili premesse, poco più di un secolo dopo la Fine dello Stato Pontificio … il “Concilio Capolavoro di Satana” [cit.], che secondo Gnocchi&Palmaro è stato il primo a creare (!) anziché risolvere (!) i problemi : facendo strame della Logica Tomistica, dei Simboli e del Linguaggio Definitorio.

      … E non era che l’ Initium (Finis).

    • habsburgicus says:

      Porta Pia fu una catastrofe oggettiva per la Chiesa, è indubbio..e i più sagaci dei massoni lo capirono fin da allora (e non capisco perché non lo si voglia ammettere, come mero fatto..poi i giudizi possono essere opposti..don Nitoglia la riterrà un disastro, ADV un giorno glorioso :D)
      senza Porta Pia, la sovversione inter-ecclesiastica sarebbe stata, verosimilmente, impossibile….il Vaticano sarebbe rimasto legato a fortiori al vecchio ordine
      resta il fatto che nelle condizioni del mondo dell’epoca, evitare una Porta Pia non sarebbe stato facile, in ogni caso (anche se non impossibile, forse)
      e resta pure il fatto che, anche così, potevano esserci grandi Papi tradizionali
      il punto però resta…solo degli ingenui (voglio essere equanime, non dico peggio :D) possono credere che Porta Pia fu una liberazione del Papato 😀 liberazione sì, ma dalla capacità di resistere vittoriosamente ai settari !

      • Francesco says:

        Has

        ma l’ordine a cui era legata la Chiesa “prima di Porta Pia” era moribondo e sarebbe morto di lì a poco. Anzi, tutto quel mondo era lì lì per morire.

        A cosa sarebbe servito alla Chiesa non essere costretta a camminare con le sue gambe nel (brutto) mondo nuovo ma poter fingere ancora un poco di stare in quello vecchio?

        Che poi era vecchio ma mica troppo venerando, con tutti i regnanti che pretendevano di ficcare il naso negli affari religiosi tipo Partito Comunista Cinese?

        In che modo essere incatenati a un cadavere avrebbe permesso di resistere ai Massoni?

        Non capisco

        Ciao

    • PinoMamet says:

      Habs, mi ricordi sempre di più i tifosi di calcio:
      “quando noi abbiamo vinto lo scudetto nel ’56… quando ci ci hanno rubato la partita nel settembre ’63… ma si sa che gli arbitri ce l’hanno noi …”

      che già da piccolo, mi veniva da chiederglieli, ma noi chi, ma tu, esattamente, cosa ci hai guadagnato/perso, ma cosa c’entri poi con la proprietà del Vattelapesca football club, e forse che hai giocato tu nel ’56?

      Vabbè, quello è sport, ci sta (all’incirca).

      Ma non dire che non hai una visione calcistica della Storia…

      • habsburgicus says:

        se non puoi vedere i fatti abbastanza oggettivi e neppure notare che non ho neppure usato il “noi” (utilizzato invece altre volte) sono fatti tuoi e mi lasciano del tutto indifferente..diciamo pure, se fa piacere a qualcuno, che i cattolici son giunti all’apogeo nel 2016 e financo che l’Italia è una superpotenza ai nostri giorni…diciamolo, tanto Roscellinus diceva nomina sunt flatus vocis 😀

      • PinoMamet says:

        Ma non mi riferivo a questo intervento in particolare, ma alla serie di interventi di questi giorni (in uno ai usato il “noi” in maniera direi estensiva, relativamente alla sorte dei monarchi sposati cattolici o meno…)

        e non ti contesto neppure le conclusioni, di cui mi importa meno che niente
        (la Chiesa è più potente, la Chiesa è meno potente… fatti della Chiesa)

        quanto la tua identificazione totale, che trovo, come dire, curiosa.

      • Peucezio says:

        Pino,
        io credo che in questo valga il vecchio adagio crociano.
        Il punto è che nella misura in cui ogni italiano, compresi gli atei, ha un retroterra culturale cattolico, il modernismo non c’entra nulla, perché questo retroterra si riferisce alla cività medievale, poi controriformista, marginalmente anche successiva, ma non certo del secondo Novecento, quando la società era ormai pienamente secolarizzata e la Chiesa non influenzava più, ma semmai era ed è influenzata.
        In questo senso è del tutto appropriato dire “noi”, nel senso di noi eredi della Divina Commedia e della Cappella Sistina (non certo delle carnevalate del Novus Ordo, che non hanno prodotto e non produrranno mai nulla e a cui nessuna forma di cultura o d’arte potrà mai ispirarsi).

        • PinoMamet says:

          Mah…

          stavolta non stavo mica difendendo il Novus Ordo, stavo solo facendo notare ad Habs che si identifica un po’ troppo.

          Non si identifica neanche in particolare con la Chiesa pre-conciliare, quanto direi con un particolare sistema di valori gerarchico-aristocratico-cattolico intransigente (ufficialmente) che non saprei come definire… pre-Rivoluzionario (francese), o antinapoleonico, forse.

          Non gli sto manco dicendo “non sono d’accordo con te”
          (mi pare evidente che io abbia gusti diversi)
          ma “ehi, dai, non è una partita di pallone”.

          I “nostri”, chiunque essi siano, possiamo insomma anche ammettere tranquillamente che qualche volta abbiano torto: non si tratta di fede incondizionata, con la F maiuscola, come quella calcistica appunto 😉

          Ma poi, nel merito di quello che dici, non sarei così sicuro che la Chiesa postconciliare non abbia dato frutti.

          Magari ha dato frutti che non ti piacciono, che è un altro punto di vista, ma se penso alle persone che vanno in chiesa oggi, dai ragazzini dei vari Grest che ancora non ho capito cosa siano, gli scout che in Italia sono quais monopolizzati dai preti, i vari gruppi cattolici di orientamento diversissimo da CL fino ai preti operai, persino la pietà popolare degli anziani, che senza nessun particolare problema accettano come fatto ormai solito e tradizionale la liturgia “nuova” e il prete magari indiano o polacco che gli dà la comunione…

          insomma, direi che tutto il cattolicesimo italiano, tranne quattro gatti, è decisamente post-conciliare.

          Dici che non ha ispirato la Cappella Sistina.

          Ma a ispirare la Cappella Sistina erano una serie di fattori particolarissimi, tipici dell’epoca (irripetibile come tutte le epoche) in cui è stata realizzata, l’ultimissimo dei quali direi che sia un particolare ordine delle parole della liturgia o l’orientamento dell’altare.

          Le chiese continuano a venir costruite e le poesie a essere scritte, e se ci piacciono meno dobbiamo cercare le cause più nelle Facoltà di Architettura e di Lettere che in quella di Teologia, secondo me.

          • mirkhond says:

            Però una decadenza delle arti, a partire almeno dagli ultimi 80-90 anni però è innegabile…..
            Mi riferisco all’archiettura, e alla pittura e alla scultura…..
            E’ come se fosse mancata un’ispirazione…..

          • PinoMamet says:

            Ma non dagli anni ’80 e ’90:

            dagli anni ’80 e ’90 dell’Ottocento!

            Ma il motivo secondo me è semplice e fisiologico e non ha tanto a che vedere con le grandi ideologie:

            si è già detto tutto, si è già fatto tutto.

            I pittori hanno già visto che possono dipingere in modo realistico;
            tutte le altre tendenze sono tentativi di riempire la pittura di significati ulteriori (simbolismo, pittura fisica, ecc. ecc.) o di andare oltre il realismo (impressionismo, cubismo ecc. ecc.) fino ad arrivare al concettuale.

            La ricetta non può neanche essere di andare indietro e far finta che non sia successo niente.
            Non possiamo obbligare gli artisti a rifare in eterno le stesse cose, anche se a noi Mozart sembra bello e Schoenberg no.

            In realtà, ti dirò, io trovo molto rilassante la fase di stanchezza creativa dell’arte moderna.

            Vuol dire che non c’è nessuna invasione barbarica in vista, che ci obblighi a riscoprire man mano, magari in forme diverse, le arti nella loro funzione “tradizionale”.

            E certo, visto che ormai abbiamo fatto di tutto, possiamo tranquillare rimetterci a fare degli edifici semplicemente belli, che non abbiano altro criterio che quello della bellezza e dell’armonia (e una qualche tendenza del genere c’è) e così i quadri eccetera.

          • PinoMamet says:

            Errata corrige: metafisica.
            Ma anche fisica va bene!
            (conosco un pittore che “dipingeva con la materia”).

          • Peucezio says:

            Pino,
            forse mi sono spiegato male.
            Non stafo facendo l’ennesima difesa della liturgia preconciliare, ma spiegando proprio l’autoidentificazione di Habs.
            Cioè se uno si riconosce nella civiltà italiana ed europea, non può non dolersi della totale sconfitta e abdicazione della Chiesa Cattolica nei suoi connotati storici, che è strettissimamente intrecciata a tale civiltà.
            Poi uno può anche identificare la civiltà europea con l’Illuminismo e allora il discorso cade. Resta il problema che così la fai diventare “giovane” di tre secoli, come ridurre la vita di un ottantenne agli ultimi vent’anni.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Habsburgicus è ateo, quindi è più figlio del massonismo che della Chiesa. Certo, in qualche modo ha ereditato parte del legato della storia cattolica d’Italia, ma lui in quanto lui è prima di tutto un figlio della storia massonica d’Italia.

          • Peucezio says:

            Se lo dici tu…

  56. Moi says:

    E proprio la cosa in apparenza più innocua, e cioè abbandonare il Linguaggio Definitorio, è stata la più “pesa” 😉 … mandando la Chiesa in Sindrome della Mosca Cocchiera Permanente !

  57. Moi says:

    A proposito dei Panama “Pampers” [sic] … scende in campo Blondy :

    http://www.maurizioblondet.it/banana-pampers-centra-soros-ovviamente/

    … dai VIP della”Merdaset” 😉 alla Discendenza di Mao Tse Tung / Zedong (mica un omonimo !) c’è saltato dentro ! 🙂

    … Chissà come l’ha presa i Maoisti Italici ! 🙂

  58. Pietro says:

    Che belli questi post, Miguel!

  59. Mauricius Tarvisii says:

    Segnalazione agli antieuropeisti o agli europadeipopolisti

    http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-466_en.htm

    1. da anni lo stavo aspettando
    2. grazie a Dio siamo dentro

  60. mirkhond says:

    “il XX secolo è stato un secolo accelerato, ogni anni ne vale 20”

    https://youtu.be/BYV6vs4WRjs

    • Moi says:

      Adesso ancora di più … e sempre più lo sarà, il problema è se (!) c’è un muro che non vediamo, e ci stiamo andando a schiantare convinti di goderci la massima libertà !

      • Moi says:

        … ma son discorsi da Gufi, almeno finché il PD non dovesse tornare all’ Opposizione, vàira Zeto ? 😉

        • Z. says:

          In realtà sono più d’accordo con te di quanto tu non creda: sarà che, a differenza di Renzi, mi piacciono molto i gufi?

          Solo, ci sono tanti modi per schiantarsi, e tante persone che avrebbero tutto l’interesse a che succedesse il prima possibile.

  61. mirkhond says:

    Si va sempre più veloci, troppo veloci.
    Mi sembra che la nostra società sia un po’ come il treno di Cassandra Crossing…..

  62. Z. says:

    Comunque la si voglia vedere, una cosa è certa: quello là si sta divertendo, e della grossa!

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/04/09/news/_grillo_che_da_in_pasto_i_grilli_ai_suoi_una_sceneggiata_tra_l_indecenza_e_la_stupidita_-137283102/?ref=HRER3-1

    Comunque i grilli dicono siano animali sani da mangiare. Sarebbe stato peggio se anziché far mangiare loro il suo corpo avesse fatto bere loro il suo sangue…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Lo aveva annunciato il “passo di lato” ed il ritorno alla farsa: come si dice, “andate avanti voi, ché a me viene da ridere”.

      • Z. says:

        Anche Berlusconi l’ha annunciato mille volte, ed è ancora lì. E Grillo uguale.

        La differenza è che Grillo si diverte un sacco a spese dei suoi!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ha quella quantità di potere che è sufficiente per divertirsi, ma insufficiente per avere problemi veri. A differenza di Renzi, che alle spalle dei milioni di suoi Yes Men si diverte un macello, ma di casini ne ha altrettanti.

          • Z. says:

            Pare che anche Mussolini si divertisse a dir cose senza senso e vedere la gente che applaudiva lo stesso. E di potere ne aveva parecchio, così come di problemi.

            Renzi non mi dà affatto l’idea di divertirsi particolarmente, neppure quando le spara grosse. E’ soprattutto una questione di carattere, credo, più che di responsabilità.

          • Peucezio says:

            “Pare che anche Mussolini si divertisse a dir cose senza senso e vedere la gente che applaudiva lo stesso. ”

            Questa è la prima volta che la sento, a dire il vero.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Renzi non mi dà affatto l’idea di divertirsi particolarmente”

            Ma è questo vostro non vedere parte integrante del suo divertimento 😀

          • Z. says:

            Nah! Gli piace essere lì dov’è, e si vede, ma è sempre preoccupato che gli facciano le scarpe – specie da dentro il partito – e non si fida di nessuno.

            Oltre tutto, Grillo ha già stravinto comunque vada. Renzi è ancora in tempo per finire lungo disteso.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma chi gli può fare le scarpe dentro il partito? Poi deve solo aspettare le prossime elezioni a liste (parzialmente) bloccate per ottenere la fedeltà assoluta del Partito, comunque vada a finire.

          • Z. says:

            Secondo me lui teme che la minoranza faccia con lui quel che lui ha fatto con Letta.

            Non penso ne abbia motivo: metà della minoranza è uscita e ormai conta meno di zero, l’altra metà è molto leale. Se li coinvolgesse di più, forse, il governo eviterebbe buona parte delle figuracce in cui incappa.

            Comunque, le cose potrebbero sempre mettersi male. Grillo questo rischio non ce l’ha, in effetti.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Dovrebbe sorgere un leader alternativo capace di rappresentare il sistema di potere che rappresenta Renzi in modo migliore. Ma non è così: la minoranza PD ha già fatto capire in mille modi che gli obiettivi sono gli stessi e che cambia solo il modus operandi.

          • Z. says:

            Non credo che gli obiettivi siano gli stessi. Può darsi però che l’esito non sarebbe molto diverso.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Lo ha detto Bersani: non combattere i sindacati, perché ci servono per togliere diritti ai lavoratori.

          • Z. says:

            Sì, l’avevi scritto. Ma onestamente dubito che l’obiettivo politico di Bersani, se ne ha ancora uno, sia togliere diritti ai lavoratori.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Lo ha dichiarato apertis verbis.

          • Z. says:

            Ha detto “il nostro scopo è togliere diritti ai lavoratori”? davvero?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Sì, ha detto che i sindacati servono per fare i contratti aziendali in deroga per la flessibilità e che infatti cominciano ad accettarli. Insomma, nella querelle Marchionne-Fiom lui sta con il primo.

            http://www.la7.it/dimartedi/video/lintervista-di-floris-allex-segretario-del-pd-bersani-sul-governo-la-legge-elettorale-le-riforme-15-03-2016-177744

            Minuto 22
            In cauda venenum

          • Z. says:

            Il link non mi funziona: ho ripescato un’intervista di Floris a Bersani da YouTube, che penso sia la stessa.

            Bersani dice che la gestione della flessibilità sul lavoro va lasciata alla contrattazione tra le parti sociali anziché imposta per legge.

            In effetti si potrebbe chiedergli dov’era lui e dov’erano i suoi quando si votava il Jobs Act, ma non mi pare un discorso sbagliato in sé.

          • Mauricius Tarvisii says:

            No, sta dicendo un’altra cosa: che bisogna promuovere la contrattazione collettiva aziendale in deroga. Che significa proprio che bisogna usare il sindacato per togliere diritti ai lavoratori.

          • Z. says:

            Beh, ma non credo che le parti sociali concludano un dato accordo perché i sindacati sono manipolati da Marchionne (o da Bersani). Se i sindacati prendono una certa decisione presumo che sia nell’interesse dei loro iscritti.

            E se non lo è, si può sempre cambiare sindacato…

            no?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Effettivamente se lo avessi chiesto dieci anni fa ti avrei dovuto rispondere di sì. Era un’epoca in cui la gerarchia delle fonti era molto semplice (c’era la legge, poi negli spazi lasciati liberi dalla legge c’era il contratto collettivo nazionale, poi c’era la contrattazione di prossimità che non si azzardava – se non in melius – a derogare al CCNL) ed in cui il datore di lavoro non si azzardava ad andare allo scontro frontale con il sindacato, ma lasciava il grosso della contrattazione collettiva (o addirittura tutta la contrattazione collettiva) all’associazione (Confindustria ecc.) e se proprio doveva concedere un di più era libero di farlo ad personam. L’ultimo esempio di questa concezione lo troviamo nella Riforma Brunetta del pubblico impiego, dove alla contrattazione di prossimità è proprio lasciato un ruolo di incentivo (si fa il contratto in loco per dare di più, non di meno). Ora, è vero che il pubblico impiego è un mondo a sé, ma fu regolato in modo molto simile a quello che si PENSAVA

          • Mauricius Tarvisii says:

            (continua)

            essere il modo in cui erano regolate le cose nel lavoro privato.
            Poi è arrivata la crisi e si scoprì che le cose non stavano proprio in questo modo, che il contratto collettivo aziendale può derogare in peius a quello nazionale (infatti il Codice non precisa con quale contratto collettivo si devono raffrontare le “clausole” – o gli “istituti”, ma è un discorso lungo – per la loro sostituzione) e che davanti al “o così o trasferisco tutto in Serbia” i sindacati (ed i lavoratori) cedono.
            Poi ci fu il caso Pomigliano (Fiat esce da Confindustria – meglio, Federmeccanica – si libera dal CCNL e si fa il proprio contratto collettivo aziendale peggiorativo, tra l’altro con ridicole clausole di tregua sindacale e roba del genere… e poi annuncia che ci saranno ulteriori contratti collettivi aziendali PEGGIORATIVI rispetto a quello di Pomigliano, ma non mi risulta che abbia ancora concretizzato la minaccia), il nuovo accordo interconfederale (in cui si riconosce la possibilità di deroga del CCNL da parte dei contratti collettivi di prossimità, ma si fissa una complessa regolamentazione delle procedure) e infine – tenersi forte! – l’art. 8 d.l. 138/2011, che linko

            http://www.dirittisocialitrentino.it/?p=1781

            In Tv mi pare che fu citato un’unica volta da Landini in un talk show di cui non mi ricordo neppure più il nome. Comunque, il succo di questo articolo è che dal 2011 la contrattazione di prossimità può DEROGARE alla legge (sì, alla legge).
            Che io sappia, ad un paio d’anni fa nessuno aveva usufruito di questa possibilità (anche perché la CGIL aveva preteso una postilla all’accordo interconfederale proprio per disinnescare l’art. 8), ma quando tu mi dici che vuoi la flessibilità attraverso la contrattazione di prossimità tu stai proprio dicendo che vuoi l’applicazione dell’art. 8 del d.l. 138/2011.

            Il Jobs Act almeno ha dei limiti, un contratto collettivo stipulato al livello di contrattazione in cui i lavoratori sono più deboli (quello aziendale) con la solita pistola puntata dello spauracchio della delocalizzazione o dei licenziamenti collettivi invece di limite potenzialmente non ne ha nessuno (solo il diritto comunitario, che grazie a Dio esiste in materia nonostante quello che vorrebbe qualcuno).

          • Francesco says:

            >> bisogna usare il sindacato per togliere diritti ai lavoratori

            beh, scusa, cosa vorresti usare? la Milizia Nazionale Fascista? la Guardia Nazionale?

            l’idea che non si possa derogare in peggio ai contratti nazionali mi pare legata ingenuamente a epoche assai lontane di sviluppo economico quasi universale e garantito

            il fatto di passare per i sindacati e non per la contrattazione individuale mi sembra un forte elemento socialista, quindi positivo dal tuo punto di vista

            certo, se preferisci belle leggi e fabbriche in Serbia (o dello Stato) …

            ciao

          • Mauricius Tarvisii says:

            Francesco, è assolutamente legittima la tua posizione. Sarebbe altrettanto legittimo sostenere che bisogna reintrodurre le punizioni corporali per il dipendente lavativo.
            L’appunto che faccio è un altro: se hai queste idee evita di definirti la sinistra di qualcosa.

          • roberto says:

            “l’idea che non si possa derogare in peggio ai contratti nazionali mi pare legata ingenuamente a epoche assai lontane di sviluppo economico quasi universale e garantito”

            scusa la domanda ingenua e criptocomunista, ma allora a che servono i contratti nazionali?

          • Francesco says:

            a cosa servono i contratti nazionali in un paese con dislivelli di sviluppo economico come l’Italia?

            ottima domanda, a cui non so rispondere

            mentre si potrebbe ipotizzare una utilità di un contratto nazionale in un paese più omogeneo, purchè inteso come “livello base” abbastanza basso da non sbattere fuori mercato metà delle imprese (grazie della domanda comunista, roberto)

            per MT: davvero mi è capitato di definirmi a sinistra di qualcuno? e di chi stavamo parlando?

            😀

          • Z. says:

            MT,

            può piacere o meno la riforma – per i contratti di diritto comune la legge può essere derogata da sempre – ma anche alla luce di quello che hai scritto perché l’interpretazione che ho dato io della frase di Bersani:

            “la gestione della flessibilità sul lavoro va lasciata alla contrattazione tra le parti sociali anziché imposta per legge.”

            non dovrebbe essere corretta?

            Beninteso – e ribadito che il diritto del lavoro non è mai stata la mia materia forte – si può sostenere che non devono essere previste intese a livello territoriale in materia di flessibilità, o anche che non devono esistere intese a livello territoriale e che tutto quanto debba essere gestito a livello di CCNL.

            Ma perché sostenere che la flessibilità vada gestita dalle parti sociali e non dalla legge sarebbe “di destra”?

            Oltre tutto, è vero che attualmente molta fatica a capire le intenzioni politiche di Bersani, ma faccio altrettanta fatica a immaginarlo come quinta colonna del thatcherismo.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “per i contratti di diritto comune la legge può essere derogata da sempre”

            Le norme sui contratti si dividono in imperative e dispositive. Le prime sono inderogabili, mentre le seconde sono derogabili perché la loro funzione è solo quella di arrivare là dove la volontà delle parti non è arrivata: questa suddivisione del diritto comune vale anche per i contratti collettivi, che attualmente sono di diritto comune.
            Chiaramente i contratti collettivi possono derogare alle norme dispositive (ovvero ben poche di quelle in materia giuslavoristica), mentre non possono assolutamente derogare a quelle imperative: il CCNL non può prevedere 2 settimane di ferie invece di 4! Salvi gli accordi stipulati ai sensi dell’art. 8.

            “la gestione della flessibilità sul lavoro va lasciata alla contrattazione tra le parti sociali anziché imposta per legge.”

            No, lui dice una cosa completamente diversa: dice che i sindacati devono accettare (e infatti cominciano a farlo) le contrattazioni collettive decentrate peggiorative. E sì, è una cosa profondamente di destra da dire. Ovviamente non di destra liberista, ma di destra corporativa, per cui il sindacato deve perseguire la linea politica del governo e non l’interesse collettivo dei lavoratori.
            Legittimo, ma vendercelo come di sinistra è un insulto all’umana intelligenza.

          • Z. says:

            Scusa, ma Bersani ha dichiarato che i sindacati devono accettare le proposte datoriali? veramente?

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Adesso noi per dare spinta all’occupazione dobbiamo fare investimenti e dobbiamo recuperare produttività. La produttività è la cosa che ci manca a noi. Ce lo dice l’Europa e ha ragione. Come si fa la produttività? Investimenti nei settori innovativi e flessibilità nell’organizzazione aziendale, quindi forze sindacali che accettano, come cominciano a accettare, l’idea del decentramento e [incomprensibile]. Allora, però, se vuoi fare la produttività devi parlare con le forze sociali, non puoi mettere le dita negli occhi tutti i giorni”

            Lui vuole forze sindacali che rinuncino ai diritti dei lavoratori, cioè vuole un sindacato corporativo.

          • Z. says:

            Secondo me, più semplicemente, vorrebbe che gli accordi che prevedono maggior produttività o flessibilità fossero negoziate con le parti sociali anziché imposti per legge.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Sì, e contemporaneamente dice che questi accordi ci devono essere perché abbiamo bisogno di più flessibilità.

          • Z. says:

            Scusa, ma se la decisione è rimessa alle parti sociali mica decide Bersani. Decidono le parti sociali: per i lavoratori, i sindacati.

            Se i sindacati pensano che la contropartita per avere più flessibilità sia buona accettano l’accordo, altrimenti lo rifiutano. Nel caso di intese locali decideranno localmente, caso per caso.

            E’ una visione sbagliata? Boh, può darsi, ma da qui a vedere Bersani come un estremista di destra fascio-corporativa ne corre, mi sembra…

          • Mauricius Tarvisii says:

            La tua identità politica è data da ciò che vuoi, non da ciò che puoi fare in concreto. Bersani vorrebbe usare i sindacati come strumento corporativo per togliere diritti ai lavoratori ed il fatto che allo stato non abbia questo potere non cambia di una virgola la natura del suo desiderio.
            Poi, ripeto, è una posizione del tutto legittima, ma è una posizione di destra.

          • Z. says:

            MT,

            — La tua identità politica è data da ciò che vuoi, non da ciò che puoi fare in concreto —

            Oh, ma Bersani non ha detto “io costringerei i sindacati a far questo e quello ma non posso”!

            Ha detto, se ho ben capito, qualcosa come:

            se si vuole più flessibilità è bene che non sia imposta dal governo; è bene, invece che le associazioni datoriali le negozino coi sindacati.

            — Bersani vorrebbe usare i sindacati come strumento corporativo per togliere diritti ai lavoratori —

            Questa è la tua tesi, ma non la condivido. A sentir ciò che dice, Bersani pensa che ci sia bisogno di più flessibilità e produttività, e crede che gli accordi tra le parti sociali siano uno strumento migliore e più giusto del Jobs Act per farlo. Non ha detto che i sindacati devono accettare qualsiasi accordo, o gli accordi che sembrano giusti a lui.

            Poi lo pensa? secondo me no, ma certo non lo dice. Nel PD c’è chi lo pensa? credo proprio di sì, ma non metterei Bersani tra questi.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Allora, umanamente capisco il tuo bisogno di fede nel Partito. Quindi prendo il tuo intervento per quello che è: un atto di fede.
            Quello che Bersani ha detto l’ho ricopiato, quindi se per te “servono più flessibilità e sindacati che stipulino accordi per una maggiore flessibilità” vuol dire “io non voglio più flessibilità, ma lascio che siano i sindacati a decidere” alzo le mani e finisce così.

          • Z. says:

            Non si tratta di fede nel partito. Al contrario, come dicevo, quello che tu attribuisci a Bersani è probabilmente l’opinione di molti nel PD. Non credo che sia quella di Bersani.

            Credo invece che Bersani sia convinto della possibilità di promuovere più produttività e flessibilità senza sacrificare in concreto i diritti dei lavoratori, grazie alle intese tra parti sociali.

            Poi magari è una convinzione illusoria. Ma non metterei Bersani tra i nemici dei lavoratori.

          • Francesco says:

            MT

            non ti capita mai di sentirti responsabile degli ultimi 30 anni di stagnazione economica, con le tue idee brezneviane su come gestire l’economia?

            🙂

  63. Moi says:

    CHESTERTONIAN CIVIL WARS CHRONICLES 🙂 :

    NON era questione di SE, ma di QUANDO … e cioè adesso :

    Loredana Cannata :

    http://www.nextquotidiano.it/loredana-cannata-a-fuori-onda/

    Reato di Apologia Onnivora !

    ———-

    Fiera del Vegano : riaprire Dachau per l’ Energia da Combustione Umana :

    http://www.nextquotidiano.it/la-vegana-vuole-riaprire-forni-crematori-dachau/

    Incipit Spettacolare :

    “Io non ho niente contro i vegetariani e i vegani anzi – come dicono quelli prima di esprimere un’opinione orribile su una categoria di persone ci tengono a specificare che “hanno anche amici omosessuali/neri/che votano M5S” – ho anche amici vegani, vegetariani e addirittura conosco persone che spiegano che non mangiano nulla che abbia una faccia. E sono ottime persone, a scanso di equivoci (lo dico non solo perché mi leggono). Ultimamente però, sarà la Pasqua, c’è stata un’infornata di nazivegani. Ieri a La Gabbia è comparsa addirittura una vegana che tranquillamente a riaprire i forni di Dachau per bruciare un po’ di essere umani schifosi e convertirli in energia, dando loro una qualche utilità.”

    [cit.]

    In particolare questa Realtà (!) sorpassa ogni Immaginazione Satirica Sociale dall’ Antichità agli Anni Cinquanta :

    ” persone che spiegano che non mangiano nulla che abbia una faccia”
    [suc]

    ————

    NaziVegani alla Riscossa !

  64. Moi says:

    SIC 😉 E.C.

    —————-

    @ HABS

    Si perderà persino il ricordo dell’ esistenza del Logos, della Ratio, del Dicĕre … della Civiltà Tout-Court, Senza Aggettivi ! … poi c’è qualcuno che in maniera non se se più grottesca o ridicola vorrebbe parlare di “ucronie”, e sconbussolare chissà cosa con degli insulsi confini alternativi fra Stati-Nazioni post 1918 o post 1945 !

    😀

    • Moi says:

      uff… non so se

      • Moi says:

        scoMbussolare … ma la Bussola è andata, per questo ci verrà rifilata una Qibla (o come cazzo si chiama) che sembrerà chissà cosa rispetto alla gente di cui sopra !

        • Moi says:

          Bestie comprovatamente commestibili prive di faccia ?

          Mi vengono in mente almeno i bivalvi (tutti, che io sappia … bestie con due conchiglie e “polpa” dentro) e gli echinodermi (almeno i ricci di mare) : specistiiiiiiiiiiiii !!!!!!!!!!!!!!! 😉

  65. mirkhond says:

    L’ucronia è l’ultimo rifugio di chi ha perso……

    • Moi says:

      il punto è che “chi ha perso” davvero, NON ha perso in termini di bandiere o confini … ma proprio in termini di ABC di che cosa significhi “Zoon Politikon” !

  66. mirkhond says:

    “In realtà, ti dirò, io trovo molto rilassante la fase di stanchezza creativa dell’arte moderna.

    Vuol dire che non c’è nessuna invasione barbarica in vista, che ci obblighi a riscoprire man mano, magari in forme diverse, le arti nella loro funzione “tradizionale”.

    E certo, visto che ormai abbiamo fatto di tutto, possiamo tranquillare rimetterci a fare degli edifici semplicemente belli, che non abbiano altro criterio che quello della bellezza e dell’armonia (e una qualche tendenza del genere c’è) e così i quadri eccetera.”

    Come vorrei condividere tale beato ottimismo……
    Che non può esserci in chi vede sempre davanti a se il baratro…….

    • PinoMamet says:

      Beh, se davanti vedi il baratro, è ora di fare un’inversione a U
      😉

      • mirkhond says:

        E come la fai questa inversione?

        • Francesco says:

          piccola idea

          alla mattina faccio qualcosa di diverso da ieri, giusto per provare

          ieri sono rimasto a casa? oggi esco

          ieri non ho cucinato tanto ero solo? oggi ci provo

          secondo me dei piccolissimi gesti “positivi” potrebbero essere utili

          ciao

  67. mirkhond says:

    Magari ci fosse un’invasione barbarica che radesse al suolo tutto, a partire dall’orrenda conurbazione Milano-Bologna, passando per raffinerie di petrolio piattaforme trivellatrici, energia nucleare, gas di scarico, ecomostri di cemento e alberi di trenta piani, orrende autostrade e tangenziali sopraelevate……
    Magari…….

    • Z. says:

      Oh, pensa a radere al suolo casa tua, grazie 😀

      • mirkhond says:

        Dopo la tua.

        • Z. says:

          Scusa, eh, ma perché vuoi abbattermi casa? se proprio ci tieni abbatti la tua 😀

          • mirkhond says:

            Sei tu che vuoi abbattere casa mia.
            E io ti ho risposto……

          • Z. says:

            Duca, tu vuoi radere al suolo tutte cose da Bologna a Milano, e io ci finisco in mezzo. Capisco la necessità di stimolare il mercato immobiliare, ma perché proprio a spese di casa mia? 😀

          • mirkhond says:

            Ma tu ti trasferisci a Ravenna. 😉
            Inoltre per me, radere al suolo significa NON ricostruire mai più, ma lasciare ricrescere la natura, gli spazi verdi, le colture e l’allevamento.
            Inoltre i centri storici verrebbero risparmiati per il loro valore artistico, estetico e storico……

          • Z. says:

            E se poi ti viene voglia di distruggere anche Ravenna in spregio alla Romagna repubblicana e anticlericale? dopo dove vado, a Ferrara?!? 😀

          • mirkhond says:

            Ravenna è bizantina, non potrei mai farla distruggere……. 😉

          • PinoMamet says:

            Io mi trasferisco a Napoli, quindi abbatti quello che ti pare.

            Anzi, quest’estate probabilmente ci faccio un sopralluogo con mammà (non scherzo, ha voglia di vedere i luoghi della parte storicamente accertabile della sua famiglia)…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io invece stiperei tutti manu militari in una manciata di grattacieli per far prosperare la natura intorno. Prospettive 😀

      • mirkhond says:

        Basterebbe semplicemente legalizzare l’eutanasia, e si risolverebbero tanti problemi considerati e spesso davvero insolubili, dalla sovrappopolazione al crescente aumento di anziani e meno anziani, ammalati e invalidi, difficili da gestire e da assistere……..

        • Mauricius Tarvisii says:

          Stiamo parlando di ordini di grandezza davvero completamente diversi.

          • mirkhond says:

            Tanta gente, tanti casermoni…….

          • Mauricius Tarvisii says:

            Se stai male stai male nel casermone così come nella monofamiliare anonima immersa nella periferia senza fine.

          • mirkhond says:

            I casermoni però nascono proprio per la sovrappopolazione…..

          • Mauricius Tarvisii says:

            I casermoni in realtà possono esistere anche se siamo in duecento su tutto il pianeta: è sufficiente che la popolazione sia abbastanza concentrata da far ritenere conveniente al costruttore l’edificazione del casermone.
            In epoche storiche sono esistite costruzioni cittadine ad alta densità abitativa (famose le insulae romane), ma in realtà non caratterizzate dalla popolazione globale attuale.

            Io però sostengo che sia meglio vivere in molti su più piani, ma con molto verde intorno, che in pochi ammassati in villette a batteria tipo polli.

          • mirkhond says:

            A me piacciono piccoli centri circondati dal verde e dalla campagna e abbastanza distanti tra loro……

          • Mauricius Tarvisii says:

            Certo, quelli sono bellissimi, ma:
            1) sono sempre più spopolati: la popolazione si concentra nelle città
            2) siamo 7 mld e mezzo

          • Z. says:

            Tornando al discorso del Duca, resto convinto che, presto o tardi, la Chiesa cattolica accetterà l’eutanasia.

          • Francesco says:

            >> A me piacciono piccoli centri circondati dal verde e dalla campagna e abbastanza distanti tra loro……

            Milano 2, in sintesi

            e così anche il Duca è un berlusconiano

            😀

    • Zhong says:

      “orrenda conurbazione Milano-Bologna”

      Non esiste una conurbazione Milano-Bologna!!

      • mirkhond says:

        Però non esiste nemmeno una campagna con vaste aree “vuote” tra una città e l’altra sulla strada tra Milano e Bologna…..
        E’ un ambiente molto antropizzato e cementificato.
        Come del resto da noi in Puglia……

        • PinoMamet says:

          Vabbè Mi’ ma tu confondi sempre il nord Italia con la via Emilia e i duecento metri a nord e a sud della medesima…

        • Zhong says:

          “Però non esiste nemmeno una campagna con vaste aree “vuote” tra una città e l’altra sulla strada tra Milano e Bologna…..”

          Si’ in Emilia esiste. Consiglio un giro sulle rive del Po!

          • mirkhond says:

            L’Emilia è molto antropizzata come ambiente geografico.

          • Zhong says:

            Se i campi coltivati e i pioppeti rientrano nell’antropizzato allora si’. A me comunque piacciono.

          • mirkhond says:

            No. Mi riferisco alle varie industrie che sorgono lungo il percorso.

          • Zhong says:

            In effetti come diceva prima Pino, quelle sono sopratutto lungo la via Emilia, insieme agli outlet di vestiti, …e alle rivendite di culaccia e parmigiano (soste obbligate! :))

          • PinoMamet says:

            Io non mangio culatelli, culaccia e parmigiano;
            ma conosco chi li vende buoni, e chi li vende ai turisti, e non sono la stessa persona 😉

            direi di evitare le rivendite poste nei luoghi troppo strategici 😉

            a parte questo, l’Emilia è piena di montagne e di boschi, tutta la parte montuosa collinare poi è praticamente disabitata ormai…

          • Zhong says:

            “Io non mangio culatelli, culaccia e parmigiano;
            ma conosco chi li vende buoni, e chi li vende ai turisti, e non sono la stessa persona ”

            Si’, lo so… ma qui ci sono anni di esperienza! 😉

          • Z. says:

            Pino,

            stavo per dire che passo dalle tue parti a far scorta ma…

            nun me fido.

            Di un parmense a cui gli insaccati non piacciono io nun me fido.

            😀

    • Francesco says:

      piattaforme tra Milano e Bologna non mi risultano, e neppure centrali atomiche

      alberi di trenta piani, poi, fino a Dubai mi sa che non ce ne sono

      le autostrade sono già il minimo sindacale (UNA e solo tre corsie!)

      potremmo mica demolire altrove?

      grazie

      😀

  68. Moi says:

    l’animali ciànno una senz’ibbbilid’à che manco te l’i immaggginiiiiiii !

    —–

    Habs (chi altri ?) … questa un giorno NON lontano potrebbe esser MinistrA delle Pari Opportunità InterSpecie, o chissaccheccazzo su ‘sto tenore !

    … Dicevamo, “ucronie” 😉 ?

  69. mirkhond says:

    L’arte di oggi è solo crosta cubo-futurista che non dice NIENTE allo spirito.
    Anzi lo abbatte ancora di più…….

    • PinoMamet says:

      Mah, dipende da arte a arte.

      Per esempio anche nell’arte tradizionale, cosiddetta, c’è moltissima roba che allo spirito dice davvero poco: tutto il manierismo e il Barocco, per esempio
      (che poi l’epoca barocca qualcosa al mio spirito dice, ma credo non abbia a che fare con le intenzioni degli autori, è roba di subconscio).

      Un po’ come il nostro Mauricius quando faceva notare che i templi greci sono brutti.
      In effetti, li si è sempre visti come il simbolo dell’armonia e delle proporzioni perfette, ma a conti fatti sono dei grossi capannoni che se ne fregano alla grande dell’ambiente circostante, sono piazzati lì dove si trovano e basta.
      Poi sicuramente le proporzioni delle metope e le misure degli angoli del frontone saranno perfette… o così parevano alla sensibilità greca, perlomeno
      (come a quella cinese piacciono i “risvoltini in su” dei tetti delle pagode, che io trovo leziosi e ridicoli).

      I castelli medievali riescono a essere cupi e polverosi, e ispirano infatti solo storie di assassinii e di fantasmi; poi in Francia sono ancora più sfortunati, perché, saltando quasi a piè pari il palazzo rinascimentali, approdano subito a quegli orridi chateaux tutti finestroni e abbaini, dove un qualche decadente avrà passato il tempo a sfruttare la servitù e a imbellettarsi…

      voglio dire, neanche tutto quello che facevano nel passato è oro, eh…

      • mirkhond says:

        Certamente.
        Ma sempre meglio dei cubonazzi di fuksas e delle astronavi di renzo piano…….
        Roba da depressione!

  70. Moi says:

    Aléééééé : adesso anche la geometria è “pathos”, e non più “logos” …

    http://www.bonsai.tv/articolo/questo-e-un-cerchio-l-immagine-che-ti-dira-chi-sei/86093/

    • Moi says:

      sappiate che c’è chi ha fortemente studiato da vicino tutto quanto: si tratta infatti di un lavoro a cui si è dedicato la rivista scientifica Journal of Personality and Social Psychology.

      [cit.]

    • Roberto says:

      Manca la risposta giusta: è un cerchio fatto alla cazzo

      (Dove ci si iscrive per essere pagati per scrivere su journal of personaliy and social psychology?)

    • Roberto says:

      Mi correggo, c’è un’altra risposta plausibile: è il cerchio rivisitato da una archistar (questa risposta si confonde con la precedente)

    • Moi says:

      … più che altro mi ha sorpreso il “droga e prostituzione” assieme, sbagliate o giuste ritenute che siano. In Italia, almeno “tradizionalmente” (in teoria), il Catto-Centrismo condanna entrambi “i fenomeni”, mentre la Dx solo (!) la Droga e la Sx solo (!) la Prostituzione !

  71. Moi says:

    conurbazione Milano-Bologna

    ————

    che cazzo dici ?!

  72. Moi says:

    … Sicuri del Dualismo Folletti-Extraterrestri ?!

    https://www.youtube.com/watch?v=OtVpf0ysMrs

    https://it.wikipedia.org/wiki/Memole_dolce_Memole

    Tongari bōshi no Memoru

  73. mirkhond says:

    “Un po’ come il nostro Mauricius quando faceva notare che i templi greci sono brutti.”

    Concordo. Fosse per me il Partenone sarebbe rimasto una Chiesa o una Moschea.
    Sempre meglio di quel rudere classicheggiante, eretto a monumento di una frustrazione etnica di chi, rifugiandosi in un passato idealizzato e mistificato, non riesce proprio ad accettare ciò che é……

    • PinoMamet says:

      Beh tu ne fai anche una questione di gusti storici, io mi limito a dire che i templi greci non sono ‘sto granché.

      Il Partenone però è tra i più carini e tutto sommato anche dei più adatti al suo ambiente: nell’Acropoli, nel mezzo di una città che guarda dall’alto, in effetti a salire a piedi, e sotto il sole, rende molto l’idea di quella che doveva essere la religiosità greca.

    • PinoMamet says:

      Olimpia invece credo sia più bella adesso (cioè, l’adesso di quando la ricordo io) che nell’antichità… rovine immerse nel verde, “molto romantico” (da pronunciare con accento inglese).

      Paestum invece non mi piacque proprio (l’apoteosi del casermone buttato lì… tanto valeva metterci sopra la scritta Lidl o Rossi Macchine da Inscatolamento…)

  74. mirkhond says:

    Una religiosità che mi è estranea…….

  75. Moi says:

    Mauricius quando faceva notare che i templi greci sono brutti.

    [cit.]
    ———

    Me lo son perso … ma è una scempiaggine priva di Logos :

    https://www.youtube.com/watch?v=c7_HITpdJb8

    (quando la Disney era una roba un po’ più seria …)

    ——————–

    In prospettiva Cristiana invece, l’ Odio per il Logos è l’ Invidia di Satana (che si fa breccia definitivamente nel 1964 !) per quella Creazione di cui NON è capace …

    [ rif. Padre Fanzaga & Padre Amorth. ]

    • PinoMamet says:

      Non capisco proprio come tu riesca a farci entrare Padre Fanzaga, comunque…

      no, mi dispiace ma l’estetica spesso ha poco a che fare con il logos e la logica.
      Lo percepivano anche gli antichi (“l’anonimo del Sublime”…) anche se in fondo restavano dei geometri…

  76. Moi says:

    Ah, “preventivamente” 😉 : il detto “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” … è stato reso universalmente noto da Andrea Roncato e Pierluigi “Gigi” Sammarchi 🙂 .

  77. mirkhond says:

    Habsburgicus, che ne pensi?

    MESSORI: IL PAPA VA IN SVEZIA A FESTEGGIARE LO SCISMA. MA NON C’E’ NIENTE DA CELEBRARE
    Maurizio Blondet 9 aprile 2016

    Il papa ha deciso di recarsi questo autunno in Svezia per commemorare il mezzo millennio dall’inizio della riforma di Lutero.
    A Lund, l’antica città universitaria , si incontrerà con i vertici di quel poco che resta della comunità luterana e faranno festa insieme.
    Francesco più volte ( anche per sua stessa ammissione ) ha mostrato di non conoscere a fondo molti aspetti della storia della Chiesa. Non si può sapere tutto: è un limite che vale anche per i papi. Bergoglio ha comunque a disposizione fior di specialisti che potrebbero ricordargli quanto così sintetizzò Henri Pirenne , uno dei maggiori storici del secolo scorso: “ Il luteranesimo, in gran parte dei Paesi che lo accettarono, fu imposto con la forza dai principi e dai nobili che concupivano i beni della Chiesa e non parve loro vero di poterli sequestrare. La convinzione religiosa ha avuto un ruolo assai modesto nella espansione della nuova fede. Gli adepti sinceri , convinti e disinteressati, almeno all’inizio erano assai pochi . Imposto d’autorità e accettato per obbedienza esso ha proceduto per annessione , spesso forzata “.

    Proprio in Svezia, dove andrà Francesco, commosso di potere solennizzare i 500 anni dell’inizio della Riforma assieme ai fratelli protestanti, proprio in Svezia , violenza e cinismo raggiunsero il massimo.

    Il fondatore della nuova dinastia scandinava , Gustavo I Wasa , ben lontano da preoccupazioni religiose , per mero interesse economico e politico vide nel luteranesimo un modo per riempire le casse vuote dello Stato e per legare a sé la nobiltà, suddividendo tra loro il bottino costituito dalle proprietà della Chiesa.

    Il popolo ne fu indignato e più volte insorse , ma fu schiacciato da Gustavo . I suoi successori furono costretti, dal malcontento della gente nei confronti della nuova fede imposta manu militari, a tollerare almeno che restassero aperti alcuni santuari mariani. Proprio a Lund, dove Francesco si recherà, tutte le chiese furono rase al suolo , tranne la cattedrale , pur ovviamente denudata di ogni decorazione , all’uso riformato. Le pietre degli edifici cattolici abbattuti furono impiegate per la fortificazioni e la cinta muraria della città. Insomma , per dirla chiara : è difficile capire che cosa ci sia , in Svezia da onorare e da festeggiare per un cattolico. Ma, forse, il vescovo di Roma vorrà spiegarcelo, nel suo soggiorno scandinavo.

    VITTORIO MESSORI

    (dall’ultimo Vivaio)

    http://www.maurizioblondet.it/messori-papa-va-svezia-festeggiare-lo-scisma-non-ce-niente-celebrare/

    • Moi says:

      Il luteranesimo, in gran parte dei Paesi che lo accettarono, fu imposto con la forza dai principi e dai nobili che concupivano i beni della Chiesa e non parve loro vero di poterli sequestrare. La convinzione religiosa ha avuto un ruolo assai modesto nella espansione della nuova fede. Gli adepti sinceri , convinti e disinteressati, almeno all’inizio erano assai pochi . Imposto d’autorità e accettato per obbedienza esso ha proceduto per annessione , spesso forzata “.

      —————–

      La vulgata che va per la maggiore è quella del Liberatore dal Vaticano
      e del Coraggioso Devoto contro gli Ipocriti Cattolici. Ci sono persino (Cattolici inclusi) quelli che trovano offensivo definire “Eresia” il Protestantesimo … quando invece è semplicemente definitorio.

      • mirkhond says:

        Le conseguenze del male fatto da Lutero sono giunte fino ad oggi.
        Però mi chiedo se frà Martino in quel lontano 1517, avesse potuto vedere COSA sarebbe scaturito dalla sua rivolta, oggi col gender e un’Europa alla frutta, se magari ci ripensava…… 🙂

        • Francesco says:

          era così scandalizzato dai prelati di Roma che non sarebbe riuscito a fermarsi

          l’indignazione acceca, oltre a essere strada d’accesso privilegiata per la disobbedienza, l’orgoglio, la vanità

          🙁

      • Mauricius Tarvisii says:

        “quelli che trovano offensivo definire “Eresia” il Protestantesimo”

        In effetti il problema definitorio c’è.
        Dal punto di vista cattolico, nulla quaestio: tutto è eresia e persino l’Islam può esserlo. Dal punto di vista storico, la definizione di eresia cambia e si usa il termine per indicare branche minoritarie di una confessione religiosa che non sono riuscite ad acquisire abbastanza importanza per meritare di essere definite loro stesse “confessioni religiose”. Quindi catarismo e lollardi sono sicuramente eresie e i valdesi pure lo sono stati, finché non sono diventati protestanti.
        Invece della Riforma è stato scritto che sarebbe stata “la prima eresia vittoriosa”: non è quindi stata effimera, ha avuto ampio seguito ed è riuscita a rendersi religione ufficiale o comunque preponderante di numerose nazioni.

  78. mirkhond says:

    “la popolazione si concentra nelle città”

    Come impedire tale concentrazione?

    • Francesco says:

      beh, in America hanno inventato i sobborghi e lasciato le città ai negri poveri

      non una gran bazza mi pare

      PS le città nascono non appena la produttività in agricoltura inizia a essere decente, credo, è un istinto della nostra razza

  79. mirkhond says:

    “Per il resto, se ti piacciono le pianure coltivate e semideserte, ne hai in quantità (la provincia di Ferrara per esempio quasi interamente…)

    se ti piace l’alta collina e la montagna boscosa e praticamente deserta, idem…”

    E in Romagna?

  80. Moi says:

    Loredana Cannata

    http://www.grazia.it/stile-di-vita/interviste/loredana-cannata-vorrei-una-storia-con-un-guerrigliero

    animalista, vegana e zapatista

    [sic]

    … ma spedircela davvero in Chrono-Erasmus 😉 ai tempi di Zapata, quando-ove le sarebbe tutta una braciolata a gare di rutti e peti in un tripudio barzellette sessiste con el Pueblo Campesino e tutto un ” ay ay ay señorita chiquita bonita !” a pacche sul culo e commenti sessisti !

    ———–

    Già,ma il Flusso Canalizzatore mica è già stato inventato, ma … femi/e/* tutti/e/* :

    fra i Mujahiddin dell’ ISIS 😉 sì che sguazerebbe ! … E neppure soffrirebbe nostalgia di casa, visto che la Lista di Proscr _ ahem : di Diritto-Piacere alla Balotta 😉 _ dei RadicalChic che costei si porterebbe seco sarebbe mooooolto lunga, nevvero Habsburgicus ?;)

    • Moi says:

      Purtroppo certa gente si sveglierebbe solo in (se esistesse) Chrono-Erasmus … però anche l’ Erasmus Politico non sarebbe da buttar via, sempre ovviamente per il solo bene di chi (soprattutto politici e sedicenti intellettuali o artisti) ha bisogno di svegliarsi sbattendoci il grugno.

  81. Moi says:

    manca un “¡” punto esclamativo inverso (“usviglio” 😉 geniale, ma purtroppo si usa solo in Spagnolo) iniziale … “feRm” anche se potrebbe esser stato un lapsus.

  82. Moi says:

    @ ROBERTO

    SE ti affibbiano unaNormativa UE sul “Reato di Apologia di Alimentazione Onnivora” (come da espressione definitoria da parte di Loredana Cannata, l’ Aspirante Boldrini degli Animali, di cui sopra) … icché fai, disobbedisci ? 😉

    • roberto says:

      scriverei una nota di una riga per chiedere al mio capo di indicarmi quale sarebbe la base giuridica per adottare un atto dell’unione che disciplina una tale cosa (senza base giuridica che mi attribuisca una competenza non mi lavo nemmeno i denti la mattina)

    • roberto says:

      per spiegarmi meglio moi,
      se prendi la gazzetta ufficiale dell’Unione europea, vedrai che qualsiasi atto inizia con una frase tipo (ne ho preso uno acaso e pure un po’ vecchio)

      “visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37, in collegamento con l’articolo 300, paragrafi 2 e 3, primo comma”

      questa è la “base giuridica”. se manca questa non ci si muove. quindi se vuoi creare una legislazione (mi perdonnerai in questo messaggio divulgativo una terminologia un po’ imprecisa, ma spero, comprensibile) che introduca il reato di “apologia di alimentazione onnivora” devi trovare ne trattato una disposizione che dica “in tale materia l’UE può creare dei nuovi reati”
      ora io non mi ricordo a memoria i 400 articoli dei trattati, ma dubito che esista una cosa del genere

    • Z. says:

      Moi,

      a dire il vero, se l’apologia dei delitti è punita, e mangiar carne fosse un delitto, allora l’apologia del banchetto di carne dovrebbe essere punita.

      Non fa una piega 🙂

  83. Moi says:

    Ecce Corpus … Grilli !

    Sì, avete letto bene: e anche il contesto è “quello”, o almeno vuole esserlo !

    http://www.huffingtonpost.it/2016/04/09/grillo-show-torino_n_9650112.html

    http://www.infooggi.it/resizer/resize.php?url=http://www.infooggi.it/public/foto/articoli/2016-04/56cb7e04f7c605898c47d206cddc77a3570a61d65868c.jpg&size=768x335c=0

    spiegazione sopra.

    ———————————————————–

    Beppe Grillo, show a Torino. Dà da mangiare grilli ai grillini:

    “Mangiate, questo è il mio corpo!”

    • Z. says:

      L’ultima volta aveva detto “succhiate la matita elettorale” e molti dei suoi elettori l’hanno fatto. Alcuni hanno anche mostrato la lingua viola sul web!

      Tutto sommato, come si diceva sopra, il grillo pare sia un animale sano da consumare e anche piuttosto nutriente.

      Poi tra poco ci saranno le amministrative, e com’è noto la mia simpatia è per Virgy & Virgy 🙂

      • Francesco says:

        caro Z

        va bene che tira più un pelo di … eccetera eccetera ma io sarei un pochino meno indulgente con Grillo

        gli ultimi politicanti ad avere ubbie mistiche erano stato quei signori in fez nero, no?

        🙁

        • Z. says:

          Può darsi. Ma tu li avresti votati 🙂

          A parte questo, considerato che tu stai a Milano, li preferisci al governo di Roma o al governo dell’Italia?

          Poi certo, forse se abitassi all’estero non mi dispiacerebbe troppo l’idea di un governo Casaleggio Associati S.p.A.: se non altro, sarebbe divertente.

          Ma siccome abito in Italia…

          • Francesco says:

            Ah beh, per me a Roma possono anche eleggere un sindaco pentastellato, io ci vado solo come turista.

            E l’unica cosa che mi avrebbe trattenuto da votare quelli lì ALLORA sarebbero state proprio le ubbie mistiche. Capità a gente molto migliore di me.

            Ciao

          • roberto says:

            “Poi certo, forse se abitassi all’estero non mi dispiacerebbe troppo l’idea di un governo Casaleggio Associati S.p.A.: se non altro, sarebbe divertente.”

            mi hai letto nel pensiero!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non mi pare che i disastri di Walter a Roma gli abbiano impedito di diventare segretario del PD e candidato premier. Ma solo perché il bubbone non era ancora scoppiato, forse.

          • Z. says:

            Beh, pensaci: se Renzi dovesse essere costretto alle dimissioni credo che ora Veltroni sarebbe molto difficile da proporre come candidato.

            E questo anche se nessuno paragona seriamente le responsabilità di Veltroni con quelle di Alemanno.

            Conta anche che – per diverse ragioni – un fallimento epico del M5S a Roma peserebbe obiettivamente di più di un fallimento epico del PD nella stessa città.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Veltroni è incandidabile per quello che (non) ha fatto da segretario del Pd

          • Z. says:

            Ah, su questo con me sfondi una porta aperta, anche se le responsabilità vanno estese al suo successore. Ad esempio ci sono alcuni passi dello statuto del PD che sono deliziosi!

            Ma dubito che le vicende romane l’abbiano reso popolare…

  84. Z. says:

    Vostro figlio diventa forte e robusto e recita a memoria mezza Iliade?

    Voi avete fatto il classico, mens sana in corpore sano e compagnia cantante. La cosa non potrà che farvi piacere.

    Ma forse non è buon segno.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/09/corso-di-esorcismo-a-roma-piu-di-200-i-partecipanti-i-quattro-criteri-per-riconoscere-un-indemoniato-spiegati-da-padre-barrajon/2615432/

    • Mauricius Tarvisii says:

      I Legionari non deludono

      • Francesco says:

        >> il fatto che il soggetto venga come abitato da un altro essere contro la sua volontà

        state parlando del PD e di Renzi? o del Milan e di Galliani?

        😀

        • Moi says:

          Ma infatti 😀 …

          • Moi says:

            E comunque il Mastro Esorcista Padre Amorth è stato assolutamente chiaro : Satana è tanto più forte quanto meno si riesce a riconoscere … per questo si deve temere un comizio di Laura Boldrini molto più (!) di un concerto di Marilyn Manson 🙂 !

          • Z. says:

            Non credo che sia così facile.

            E non lo credono neanche gli addetti ai lavori, visti i costi di iscrizione (che immagino coprano solo in parte le spese).

            Oltre tutto, sei sicuro che il Demonio non abbia ascoltato le teorie di Amorth, e decida quindi di nascondersi in un contenitore così ovvio, ma così ovvio, che mai lo cercheresti lì?

            Il Demonio è furbo, lo sai 😉

  85. Z. says:

    Una lettura non particolarmente innovativa, ma interessante e veritiera.

    E direi anche abbastanza breve.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/11/cose-lomeopatia/2625277/

  86. Z. says:

    Francesco mi perdonerà, ma devo fare un altro complimento a Beppe Grillo.

    Credo che la sua motivazione per votare SI al referendum sia la più razionale che ho sentito a tutt’oggi!

    “Sul referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile (…) [l]’unica cosa è andare a votare Sì sulla fiducia, senza neanche sapere”

    La fede è fede e non di discute, e mi sembra molto più convincente di argomentazioni tipo:

    – Ravenna sta sprofondando nel mare” (FQ), oppure
    – Bisogna aiutare i lavoratori a restare disoccupati da subito (Fiom).

    Anche se, a ben pensarci, la prima frase potrebbe essere utile per chiedere finanziamenti a governo e UE – se ci credono, ovviamente.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Z

      “Sul referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile (…) [l]’unica cosa è andare a votare Sì sulla fiducia, senza neanche sapere”

      Credere Obbedire Combattere, insomma.

      Poi uno non dovrebbe votare PD… 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  87. mirkhond says:

    “Io mi trasferisco a Napoli, quindi abbatti quello che ti pare.”

    Magari, così ci potremmo incontrare di persona! 🙂

  88. Z. says:

    Spero che Francesco si sia perso Davigo da Lilli Gruber.

    Altrimenti non solo rivota Silvio, ma prende pure la tessera…

    • Francesco says:

      cosa ha combinato? io tengo famiglia quindi mi guardo Montalbano o i telefilm o le partite …

      poi Silvio è morto, ormai nessuno più ci difende dai giudici, neppure la tessera del PCI basterebbe

      l’unica speranza è il loro delirio di onnipotenza 🙁

      • Z. says:

        Anch’io sono un vigliacco che tiene famiglia, lo sai…

        Guardatelo sul sito di La7!

        🙂

        • Francesco says:

          cioè Davigo eletto al CSM (o roba del genere) per prima cosa fa un’intervista alla TV del M5S?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Quella della Gruber grillina è fantastica 😀

          • Francesco says:

            io La7 non la guardo più dai tempi di Sex and the City

            mi dici che non è la TV di riferimento dei grillini? mi pareva lo fosse

          • Mauricius Tarvisii says:

            Lo è dei grillini quanto di Luttwak o di Cazzola, che stanno sempre da Floris (il quale entrò in Rai in quota Margherita). La Gruber è invece stata europarlamentare del proto-PD.
            Ma poi chi è grillino? Mentana? Formigli? Mah!

        • Z. says:

          Che La7 sia la rete preferita dai grillini ci sono pochi dubbi. Del resto i giornalisti del FQ pullulano ogni giorno nei talk show di La7, imperversando come elefanti cartaginesi, in misura non esattamente proporzionata alla diffusione del giornale.

          Questo al di là delle simpatie renziane di Lilli Gruper e del fatto che Mentana si comporta come a Canale 5: con grande coerenza, va riconosciuto. E’ arrivato a dirsi preoccupato dalla possibile concentrazione di potere mediatico e politico in capo allo stesso soggetto 🙂

    • Francesco says:

      x Z

      non preoccuparti

      adesso che ha licenziato Mihailovic e preso Brocchi non ci sono speranze

      per risarcirmi di quello che ha fatto al Milan, Galliani dovrebbe sparire senza traccia

      ‘faccina diabolica’

  89. Moi says:

    CORTOCIRCUITO KALERGICO:

    AlteroMondialismo :

    http://www.left.it/2016/04/08/se-federica-guidi-avesse-conosciuto-la-sguattera-del-guatemala-rigoberta-menchu/

    Se Federica Guidi avesse conosciuto la “sguattera del Guatemala” Rigoberta Menchu

    ****************************

    Sguattera guatemalteca? Lettera a Guidi: Come si permette?

    http://www.blitzquotidiano.it/blitz-blog/sguattera-guatemalteca-lettera-a-guidi-come-si-permette-2435383/#sthash.uwSs8DxY.dpuf

    VS

    Femminismo :

    http://www.iodonna.it/attualita/in-primo-piano/2016/04/08/7-motivi-per-cui-noi-donne-ci-facciamo-trattare-da-sguattere-del-guatemala/

    Sette motivi per cui noi donne ci facciamo trattare da sguattere del Guatemala

    • Z. says:

      Se ascoltassero le telefonate dei cittadini comuni, che fanno attenzione ancor meno dei politici a quel che dicono in privato, sentirebbero ben altro che “sguattera del Guatemala”…

      • Moi says:

        Quando il Saggio indica la Luna, lo Stolto osserva il Dito …

        (Mao Tsetung / Zedong che “ricicla” Lao Tze)

        • Moi says:

          Ha riciclato molto anche “Confucio” e “Mencio” … marxistizzandoli, nevvero Habs ? 😉

        • Z. says:

          Almeno cita la versione di Don Tonino, in onore al buon vecchio Andrea:

          “quando il dito indica la luuna, l’imbezille guarda il diito!”

          😀

      • PinoMamet says:

        Non mi interesso di politica dal ’56, ma ripeto che la massima, correttamente riformulata secondo realtà, dovrebbe dire:

        quando il saggio indica il dito, lo stolto guarda la luna.

      • Moi says:

        Il Comune Cittadino NON va proclamando la propria Superiorità Morale ad ogni piè sospinto …

        • Z. says:

          In realtà lo fa eccome. Ne conosco a carrettate che lo fanno spesso, e secondo me ne conosci anche tu!

          Se devo dirla tutta, non mi pare che lo faccia Federica Guidi. Come abbiamo visto, questo non è stato sufficiente a farne un buon ministro.

          Non stare troppo a guardare la luna. Nel migliore dei casi ti viene il torcicollo e passi la notte insonne; nel peggiore, inizi a ululare come i lupi mannari 😀

    • “Se Federica Guidi avesse conosciuto la “sguattera del Guatemala” Rigoberta Menchu”

      Comunque la Menchu è stata, come dire, “creativa” nella sua reinvenzione della cultura Maya 🙂

      • Lanzo says:

        Mi fa pensare che la Guidi abbia alle sue dipendenze sguattere guatemalteche, la progenie delle stesse, imperversano rapinando o usando il machete contro i controllori, negli USA magari c’e’ gente che ha il porto d’armi… qui siamo pecore al macello – Ah! i bei tempi dove la “serva” era italiana ! Godetevi su you tube toto’ terzo uomo, con una Franca Marzi all’apice dello splendore.

  90. Z. says:

    Al di là dei grilli essiccati, che non mi scandalizzano affatto – perché dovrebbero, poi? – abbiamo notato solo in due che ora il FQ pubblica direttamente le veline dal Sacro Blog?

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/05/m5s-dalla-raggi-alla-lobby-di-casaleggio-il-dialogo-immaginario-tra-grillo-e-il-suo-neurologo/2609641/

    Che poi non c’è niente di male nella militanza, anzi, e nemmeno nel giornalismo militante: quando è di opposizione, poi, forse è anche necessario. Quel che trovo piuttosto squallido – anche se Peucezio mi darà del moralista 😛 – è fingersi non militanti quando si parteggia 24/7.

    Spero che si decidano a gettare la maschera prima di chiudere l’edizione cartacea.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Repubblica lo fa?

      • Z. says:

        Sapevo che saresti comparso con l’elmetto 😛

        Repubblica fa cosa? chiudere l’edizione cartacea? Non credo che sia così in cattiva salute 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          No, chiedo: Repubblica ammette di essere di parte? Io non ho mai visto nessun giornale imparziale negli ultimi decenni, forse solo il FQ prima dell’entrata in scena di Grillo, quindi non riesco a capire la tua critica mirata. Scusa, riesco a capirla, perché tu sì che lo porti bene l’elmetto 😀

          • Z. says:

            Tutti i giornali sono di parte, ci mancherebbe. Il fatto è che il FQ online è sempre più simile a un giornale di partito.

            Nella sua versione online, il FQ non tifa così apertamente come Libero o Il Giornale, ma tanto quanto l’Unità sì. E l’Unità non è solo un giornale di parte: è un giornale di partito, o per meglio dire di corrente.

  91. roberto says:

    perfettamente in topic, visto che si tratta di una goccia d’acqua anche se viene da lontano

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/11/foto/arkansas_polizia_bambino_compleanno-137385796/1/?ref=HRESS-28#1

    • “perfettamente in topic, visto che si tratta di una goccia d’acqua anche se viene da lontano”

      Interessante l’immagine di Facebook che fa venire la polizia che da Facebook fa girare la notizia.

      I rudi militari che portano caramelle ai bambini è effettivamene un topos universale, immagino che uno psicologo ci vedrebbe il bisogno del padre o qualcosa del genere. Inoltre, distribuire caramelle è una delle poche attività “umane” concesse ai militari: non è previsto nel regolamento, ma non fa alcun danno, anzi aiuta l’immagine del corpo.

      Non fa nessun danno… dipende dall’oggetto. Se gli americani vanno in Iraq, distribuiscono caramelle a chi ha la sfortuna di nascere in un mondo ideologicamente malvagio ed economicamente arretrato, che va liberato.

      Questo ovviamente non funziona nell’Arkansas – la polizia non può denunciare i difetti della propria comunità. Infatti, il bambino è vittima solo di un caso, qualcosa che non ha significato politico. Inoltre, è bianco, come i poliziotti. Non per razzismo, ma per non mandare tutti quei messaggi sottintesi negli Stati Uniti quando si accenna al colore della pelle.

      Davvero una goccia d’acqua, grazie!

      • roberto says:

        è una goccia d’acqua nella quale vedo tutt’altra cosa, ed in particolare vedo “comunità”.

        questi non gli hanno portato le caramelle, sono andati con cinque macchine, regali, dolci, hanno passato del tempo con lui a giocare a basket e a farlo giocare al piccolo pulotto.
        ovviamente non sono soldati in iraq, né rudi militari (tra parentesi, impressionante la percentuale di poliziotti mostruosamente panzoni che si vede negli USA), ma qualcosa che può ricordare il poliziotto di quartiere che conosce tutti nella sua comunità

        avrebbero fatto lo stesso per un bambino nero? non lo so.

        dovrei ritrovarti il video di una cosa simile di qualche tempo fa, in cui dei cops, chiamati perché dei ragazzini facevano ca sino in strada, si fermano a giocare a basket con i ragazzini. se non ricordo male erano tutti neri, i poliziotti ed i ragazzini.

        ma in ogni caso, in quel contesto direi che la circostanza “colore” potrebbe rientrare perfettamente nella questione “comunità”

      • roberto says:

        è qui, ricordavo male, il poliziotto è bianco

        https://www.youtube.com/watch?v=M6gPp4Ra4_g

  92. Mauricius Tarvisii says:

    “non ti capita mai di sentirti responsabile degli ultimi 30 anni di stagnazione economica, con le tue idee brezneviane su come gestire l’economia?”

    Francamente no, perché

    1) negli ultimi quarant’anni non ho avuto tutto questo potere politico
    2) perché negli ultimi trent’anni hanno governato quasi sempre personaggi che mentre erano in sella piacevano a te (Berlusconi prima, ora Renzi…)
    3) perché la concezione corporativa che va forte in Italia, dove l’interlocutore del sindacato non è la controparte datoriale, ma lo Stato, e dove c’è totale confusione tra gli interessi collettivi che devono essere promossi dalle parti sociali e l’interesse generale che deve essere promosso dallo Stato, è uqanto di più lontano dal mio modo di pensare e quanto più vicino alla filosofia catto-ciellina
    4) perché da quando ho il diritto di voto non ho mai votato per chi poi avrebbe vinto le elezioni

    Quindi no, io non mi sento responsabile. E tu?

    • Francesco says:

      No, io sono rimasto fedele alla vulgata liberista e mercatista, quella che in Italia ha meno avvistamenti dei folletti e degli ufi.

      Però persino Bersani si è accorto che la produttività del lavoro in Italia non cresce da 30 anni e si chiede perchè.

      Tu invece mi sembri felicemente deciso a ignorare il fatto e le sue conseguenze.

      😀

      PS la concezione corporativa di cui parli è quella che Bersani vorrebbe superare e che tu difendi a spada tratta, mi pare

      • Mauricius Tarvisii says:

        Temo che tu non abbia le idee ben chaire su cosa sia il corporativismo. Suggerimento: la definizione della TV è sbagliata.

        • Francesco says:

          spiega spiega o giovane maraviglioso!

          che cosa è il corporativismo?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il corporativismo è quella teoria della società per cui le relazioni sociali non dovrebbero avere un carattere oppositivo/sinallagmatico, ma associativo, in quanto dovrebbero perseguire ad un interesse generale.
            Quindi la contrapposizione datore di lavoro/lavoratori è una falsa contrapposizione, destinata unicamente ad avere effetti nefasti sull’azienda (e, in generale, sull’economia nazionale): è interesse del datore di lavoro che i lavoratori siano felici e produttivi come è interesse dei lavoratori che l’azienda si efficiente e prospera. Per questo motivo la contrattazione collettiva non dovrebbe essere un “tirare la corda”, ma un accordarsi per un obiettivo comune.
            Da qui discende anche lo Stato corporativo, dove il sindacato è chiamato ad operare per l’interesse generale.

          • Zhong says:

            Il problema di un sindacato corporativo e’ che il lavoratore corre il rischio di finire in una condizione di claustrofobia, senza un aiuto esterno a quel mondo del lavoro, o addirittura a quell’azienda.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma infatti questo è l’obiettivo.

          • Zhong says:

            ” la concezione corporativa che va forte in Italia, dove l’interlocutore del sindacato non è la controparte datoriale, ma lo Stato, e”

            Non ho capito questo allora. In un sistema corporativo la cgil (per esempio) non potrebbe esistere.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Nel sistema corporativo puro, infatti, il sindacato è di diritto pubblico e normalmente è unico. L’Italia, infatti, costituzionalmente non può essere uno Stato corporativo.
            Ma questo non vuol dire che gli attori del gioco politico non possano perseguire logiche corporative. In particolare, mi sembra che la retorica dei fautori della flessibilità sia squisitamente corporativista.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Aggiungo. Una volta chiesi esposi la definizione di corporativismo ad un politico del PD, senza pronunciare la parola “corporativismo”, e lui si dichiarò pienamente d’accordo con quella visione della società. Non voglio dire che sia un problema solo del PD: la retorica corporativista va molto di moda anche tra i grillini.

          • Zhong says:

            ” normalmente è unico”

            …ma come, ma non e’ corporativo nel senso di corporazioni?

            Gli insegnanti, gli operai, i ferrovieri, etc.. ognuno il suo….

          • Zhong says:

            ..da come la capisco io una cosa tipo lo “sciopero generale” che va tanto in Italia, in un sistema corporativo non potrebbe esistere.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Vero, ho usato sindacato in senso improprio.
            Mi spiego: la CGIL non è un sindacato, ma una confederazione di sindacati. La CGIL non partecipa alla contrattazione collettiva, non fa vertenze, ecc., perché queste sono tutte attività svolte da sindacati che fanno parte della CGIL.
            Sindacato unico significa che è unico per ogni categoria.

          • Zhong says:

            OK rileggendo ora capisco. In questi casi, penso che in Italia siamo stati fortunati ad avere avuto il fascismo, per cui abbiamo ancora un po’ di anticorpi contro il corporativismo. In effetti quanto dureranno?

          • Z. says:

            In effetti, l’aspetto degli interessi comuni tra lavoratori e imprenditore è enfatizzato da tutte le forze politiche italiane di maggior rilievo. Del conflitto cercano sempre di parlare il meno possibile, per non alienarsi il consenso e il sostegno di tutte le parti in causa.

          • Francesco says:

            a me sembra evidente, per non dire banale, che la “visione corporativa” è un 50% della verità e quella “lotta di classe” è al più l’altro 50%

            il problema è che di tutta la questione alle parti sociali interessa l’indebita conclusione “allora deve pagare lo Stato”

          • Z. says:

            Zhong,

            io alla cosa degli “anticorpi politici” non ho mai creduto. Fa a pugni con la realtà, che ci mostra un’Italia sempre pronta – direi anzi sempre più pronta – a credere alle illusioni e alla retorica dell’uomo solo al comando.

  93. mirkhond says:

    Oggi è morto Gianroberto Casaleggio.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Come faremo senza il suo spauracchio ancora non lo so 😀

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Umanamente spiace.

      Seriamente, per i parenti che piangono il lutto .

      Meno seriamente, per i grillini, che non sapranno più da chi prendere ordini fino al prossimo ukaze del blog.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        Concordo.

        Per motivi “sanfredianeschi” mia moglie conosce la moglie di Casaleggio e sente tutto il lutto della malattia e della morte. Pur non conoscendo nulla della vita politica dell’uomo.

        In questi casi ammiro sempre la saggezza della Chiesa cattolica, che la spinge a fermare rancori e passioni “mondane” davanti a qualcosa di più grande. Quasi sempre.

        Ciao

        RIP

        • Mauricius Tarvisii says:

          Secondo me fa parte del Disegno: nel 2018 si preparerà la nuova guerra globale e nel 2020 scoppierà per durare 20 anni.

          http://www.ilpost.it/filippofacci/2012/05/25/state-sereni/

          (sì, lo so, ho ceduto ad una tentazione malvagia)

          • Andrea Di Vita says:

            @ Mauricius Tarvisii

            Non ho mai preso la tessera del PCI, ma sinceramente sto pensando di prendere quella del PD se riesce a impedire a questa setta Scientology-like di prendere il potere.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Non ho mai preso la tessera del PCI, ma sinceramente sto pensando di prendere quella del PD”

            Be’, sì, finalmente hai trovato un partito abbastanza di destra per i tuoi gusti 😀

          • Andrea Di Vita says:

            @ Mauricius Tarvisii

            Se il PD di Renzi non è di sinistra, chi lo è?

            Vendola? 🙂

            Civati? 🙂 🙂 🙂

            Grillo? 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

            D’Alema? 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

            gli inquilini della Reggia di Caserta a cinque euro al mese? 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

            Una frase come “Il Paese cambia solo con onore e disciplina” è di destra o di sinistra?

            A me sembra che contro Renzi – che con i suoi evidenti limiti da imbonitore non se li merita di certo – si stiano scagliando gli stessi strali perbenisti già descritti in passato da uno più bravo di me

            http://www.pierpaolopasolini.eu/saggistica_ppp_a-proposito-di-feile.htm

            unitamente ai soliti latrati di chi bada a strillare sempre più forte perchè “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”

            http://www.treccani.it/vocabolario/gattopardismo/

            Ma col grande Giuliano Toraldo di Francia de “Il rifiuto”

            https://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano_Toraldo_di_Francia

            niente mi disgusta di più delle “rivoluzioni dette e non fatte”.

            Non dimentichiamo mai che Renzi governa senza che il PD abbia potuto conquistare una maggioranza definita nelle elezioni politiche del febbraio 2013. Soprattutto non dimentichiamo che -settima o sesta o decima potenza del mondo poco conta- chi lotta contro la discriminazione e l’emarginazione è discriminato

            http://www.lastampa.it/2016/04/11/italia/cronache/consiglio-deuropa-in-italia-aborto-troppo-difficile-FMeoIu2vKQulJIMXRYgRhL/pagina.html

            Prima di lamentarci delle cose fatte, ricordiamoci in che condizioni sono state fatte, e che sono la precondizione per le cose future.

            Di fronte all’eliminazione delle dimissioni in bianco, al riconoscimento (sia pur parziale) delle coppie di fatto, alla riduzione del numero dei senatori e all’anticipazione del giudizio di legittimità della Consulta rispetto alle raccolte di firme per i referendum, bufale grillino-legaiole come il reddito di cittadinanza, il referendum anti-euro, la flat tax e il reato di clandestinità sembrano davvero le sparate di Trump rispetto al buon senso di un Di Vittorio o alle visioni di un Berlinguer.

            Di fronte a un di maio o un salvini, qui ha ragione Scalfari, Renzi sembra davero un Giolitti.

            Si parva licet componere magnis, naturalmente.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il governo del Jobs Act non è di sinistra, mi dispiace. Capisco il bipensiero, la neolingua e tutto il resto, ma non può proprio dirsi di sinistra.

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “sinistra”

            Visto che parli di bipensiero, mi pare giusto che ci si intenda su cosa voglia dire “essere di sinistra”.

            A me hanno insegnato che “essere di sinistra” vuol dire “operare sullo stato presente di cose per cambiarlo a favore delle classi lavoratrici”.

            L’articolo 18 ha salvato circa duemila posti di lavoro in dieci anni in cui sono andati persi dieci milioni di posti di lavoro. E quei posti di lavoro che si sono creati in questi dieci anni sono unicamente co.co.co., call center & simili.

            In cambio della sua abolizione, si è ottenuto un contratto unico per i lavoratori dipendenti, l’introduzione di un embrione di assegno di disoccupazione e -successivamente- l’abolizione delle dimissioni in bianco al cui ricatto è stata sottoposta ogni fanciulla in età da marito che cercasse di lavorare in un’azienda medio-piccola. (Altro che “milione di posti di lavoro” di berluschina memoria. Poi dicono che Renzi e il berlusca fanno le stesse cose. Altro che referendum preventivo obbligatorio sugli scioperi. Poi dicono che Renzi è la nuova thatcher.).

            Data la situazione dei dieci anni precedenti, mi sembra irrealistico fare qualcosa più di sinistra (tipo, che so, i “lavori socialmente utili”, magari a tempo indeterminato, o il fantomatico “reddito di cittadinanza” che nessuno sa come finanziare).

            Conosco personalmente precari che hanno perso il posto, e altri che col Jobs’ Act si sono trovati un contratto in regola a tempo determinato: ferie pagate, contributi previdenziali e cassa malattia. Un po’ come per un inquilino passare dall’affitto in nero al 3+2.

            Vallo a dire a loro che il Jobs’ Act non è di sinistra.

            Senza il Jobs’ Act adesso sarebbero tutti ancora precari. Renz no ha creato il precariato, è partito da una situazione dominata dal precariato cercando di ridurlo con incentivi fiscali. Se questo non è di sinistra, dati i tempi, non so cosa lo sia.

            Poi, se uno vuole aspettare la presa del palazzo d’Inverno e il lavoro a tempo indeterminato garantito per tutti come nella Praga pre-caduta del Muro (l’ho vista coi miei occhi), si accomodi.

            Ma, lo ripeto, la cosa peggiore sono le rivoluzioni dette e non fatte: quelle cui la sinistra-sinistra di questo paese ci ha purtroppo abituato da lungo tempo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            “si è ottenuto un contratto unico per i lavoratori dipendenti”

            Io spero che tu sia consapevole che questa è una gigantesca cazzata.

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “consapevole”

            Ad essere scrupolosi, sì, hai ragione, avrei dovuto scrivere “si va nella direzione di un contratto unico…”. Dopo tutto lo slogan di Renzi è sempre stato solo quello di “cambiare verso”.

            Se un traghetto corre dritto verso gli scogli verso il precipizio, la prima cosa da fare è di dare macchina indietro tutta (e quelli che non sono ben aggrappati si faranno parecchio male), e subito dopo cominciare a fare lentamente macchina indietro prima che le onde riprendano forza e ci facciano naufragare sugli scogli ed evitando di incagliarsi di poppa contro qualche roccia a pelo d’acqua. Il macchina indietro tutta l’ha dato la Fornero, gli esodati si sono fatti male, e ora Renzi sta lentamente invertendo la rotta. Troppo lentamente, per alcuni, perfino impercettibilmente: ma gli scogli sono ancora lì che aspettano -e non per colpa di chi sta cominciando a tornare indietro. Incrociamo la dita e speriamo che non scoppi una tempesta proprio adesso. Ma in ogni caso non ridarei il comando agli Schettino che a momenti ci facevano scuffiare.

            Che se poi alla bisogna ci si deve turare il naso e bisogna servirsi di qualche mozzo che bada anche agli intrallazzi suoi, vale sempre l’esempio di quarant’anni fa:

            http://www.ilfoglio.it/articoli/2014/01/22/prima-di-contestare-renzi-rileggetevi-il-berlinguer-del-1976___1-v-93016-rubriche_c656.htm

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            “si va nella direzione di un contratto unico…”

            Ma dove?
            Io ci rinuncio.

          • Francesco says:

            interessante dibattito

            entrambi chiamate bene il male e cercate di attribuirne il più o il meno possibile a Renzi

            😀

            PS io resto sulla riva del fiume, ad aspettare che passi il mio cadavere

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “dove?”

            http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17683.asp

            Dove si parla del “settore privato” si parla dell’intero settore privato, dai metalmeccanici agli elettrici al commercio.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ecco, mi potresti indicare la/le disposizioni sul contratto unico lì in mezzo?

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “contratto unico”

            Ad esempio “l’assegno di disoccupazione universale” non riguarda solo chi ha la Cassa Integrazione.

            Anche una cosuccia come “Il principio di base del rapporto di lavoro sarà il contratto subordinato a tempo indeterminato.” non vale solo per metalmeccanici o elettrici.

            Lo stesso vale per “l’introduzione del
            contratto a tutele crescenti, il superamento dei co.co.co. e dei co.co.pro.”

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  94. Andrea Di Vita says:

    @ Z

    “Sul referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile (…) [l]’unica cosa è andare a votare Sì sulla fiducia, senza neanche sapere”

    Credere Obbedire Combattere, insomma.

    Poi uno non dovrebbe votare PD… 🙂

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  95. Mauricius Tarvisii says:

    @ ADV
    Aspetta, perché forse ho capito il tuo errore.

    Cosa intendi precisamente per “contratto unico”?

  96. Andrea Di Vita says:

    @ Mauricius Tarvisii

    Un quadro generale di riferimento per tutti i lavoratori dipendenti. Non l’indicazione degli aumenti di stipendio livello per livello, ma la riduzione del numero delle diverse tipologie di contratto per lavoro dipendente.

    Non è stata realizzata integralmente col Jobs Act, per carità , ma se per questo anche in Germania usano massicciamente i voucher, mentre la faccenda dell’indennizzo monetario per ingiusto licenziamento c’e’ anche in Svizzera.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii says:

      Allora no, il contratto unico non è quello.
      Il contratto unico non riguarda la disciplina contrattuale, ma le tipologie contrattuali, ovvero le clausole inseribili in un contratto di lavoro subordinato. Se niente si precisa, il contratto di lavoro subordinato si intende a tempo pieno (relativamente all’orario di lavoro) e a tempo indeterminato (relativamente alla durata del rapporto di lavoro) e prevede l’inserimento del lavoratore all’interno dell’organizzazione produttiva del datore di lavoro (c’è coincidenza tra il datore di lavoro e l’utilizzatore della prestazione lavorativa). E qui il Jobs Act non ha realmente modificato nulla, anche se ha cancellato le disposizioni che enunciavano apertamente questo principio.
      Il legislatore, però, prevede che le parti possano accordarsi per l’inserimento – con certi limiti – di clausole che modificano questo modello “tradizionale” di rapporto e nascono così le tipologie contrattuali. Sono questi i c.d. “contratti atipici” (buffa denominazione, visto che sono tipizzati dalla legge!).
      Posso quindi assumere un lavoratore solo per un determinato periodo di tempo (apponendo un termine: e ho un contratto a termine o a tempo determinato), posso pattuire un orario di lavoro ridotto (contratto a tempo parziale, cioè “part-time”), posso prevedere l’alternanza o la commistione tra prestazioni lavorative e attività formative (apprendistati e simili), posso prevedere la discontinuità nell’esigibilità della prestazione (lavoro intermittente, a chiamata, ecc.), posso prevedere obbligazioni solidali tra i lavoratori (cioè assumo due lavoratori perché eseguano il lavoro e se uno dei due non fa niente l’altro deve lavorare per due… sì, questa roba esiste e si chiama lavoro ripartito) e posso persino prevedere che ad utilizzare le prestazioni lavorative non sia il datore di lavoro, ma un soggetto terzo (la somministrazione di lavoro, anche nota come “lavoro interinale”).
      Avrete notato che non ho citato le collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co. e co.co.pro.): non sono infatti una forma di lavoro subordinato, ma è una protezione speciale accordata a particolari lavori autonomi, ovvero quelli che pur essendo autonomi in realtà prestano lavoro principalmente per un singolo committente (e quindi si chiamano parasubordinati). E infatti i liberi professionisti (avvocati, ecc.) possono essere collaboratori co.co., ma non lavoratori dipendenti.
      Il Jobs Act non ha eliminato nessuna clausola apponibile ai contratti di lavoro subordinato, ma, anzi, ha reso più semplice l’apposizione di alcune clausole e quindi ha deregolamentato. Non ha quindi ridotto le tipologie contrattuali, che sono rimaste le stesse di prima, ma ha reso più semplice per i datori di lavoro il ricorso al lavoro atipico, quindi si è allontanato dal contratto unico, invece di avvicinarcisi!
      L’unica semplificazione del Jobs Act è stata l’eliminazione delle tutele per la maggior parte dei co.co.co.: ha infatti previsto criteri di conversione dalla parasubordinazione alla subordinazione che coincidono con i criteri utilizzati già in precedenza dalla giurisprudenza per dichiarare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato! Insomma, in questo modo si sono tolte tutele invece che aggiungerne.

      Infine, come hai visto esiste un decreto legislativo “sul contratto a tutele crescenti”. Ebbene, questo decreto non disciplina affatto una tipologia contrattuale, ma contiene esclusivamente la nuova disciplina dei licenziamenti, che riduce drasticamente la tutela per il lavoratore e non soltanto nell’area dell’ex tutela reale (cioè dove prima si applicava l’articolo 18), ma persino per alcuni lavoratori per i quali prima l’art. 18 non si applicava, ma che da oggi avranno diritto ad un’indennità inferiore rispetto a quella prevista dalla vecchia disciplina.

      Poi se per te tutto questo è sinistra…

      • Z. says:

        Renzi a parte, secondo me contratti di lavoro diversi da quello di lavoro subordinato non dovrebbero esistere proprio.

        Ossia, per come la vedo io sarebbe giusto se funzionasse così:

        – o sei subordinato, e allora la libertà contrattuale va limitata da una serie di norme a protezione del contraente debole;
        – o sei un libero professionista, e allora sono fatti tuoi e del committente.

        Introdurre tutele speciali per chi non è lavoratore subordinato non solo distorce il mercato, ma tende anche ad incoraggiare la dissimulazione del rapporto di lavoro subordinato a danno del lavoratore.

        • Mauricius Tarvisii says:

          “secondo me contratti di lavoro diversi da quello di lavoro subordinato”

          Be’, no, i lavoratori autonomi dove li metti? Le co.co.co. sono state pensate per tutelare chi altrimenti sarebbe solo un autonomo: è vero che ci sono rischi elusivi altissimi (ed infatti esiste un’abbondante giurisprudenza antielusiva), ma questa figura contrattuale è pensata per rispondere ad esigenze reali e infatti nemmeno il Jobs Act l’ha abolita in tutti i casi.

          • Z. says:

            Ma infatti secondo me andrebbe abolita: per come la vedo io, o sei subordinato o sei autonomo. Non dico che sia possibile farlo subito, dico che si dovrebbe andare in quella direzione.

            Per come la vedo io, se sei subordinato devi avere tutti i diritti che la legge assegna ai subordinati. Se sei autonomo – veramente autonomo, beninteso! – devi essere in grado di stare sul mercato da solo.

            Il di più viene dal Diavolo, specie in un Paese dove – per diverse ragioni – la simulazione in materia è regola e non eccezione.

            Anche il divieto di fumo in tutti i locali aperti al pubblico è una misura netta e drastica (e in teoria discutibile, se applicata ai circoli privati) ma ha funzionato bene proprio per quello. A volte un po’ di semplicità aiuta 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Sì, ma allora devi usare criteri molto più stringenti (rispetto a quelli giurisprudenziali di prima, ovvero quelli legali di oggi) per far diventare i parasubordinati subordinati.

          • Francesco says:

            Z

            occorre chiedersi perchè sono nati i contratti di lavoro parasubordinato e cosa succederebbe se venissero totalmente e veramente eliminati

            non mi stupirei se ci fossero conseguenze negative, in termini di occupazione e di crescita economica

            spesso, piuttosto che niente è meglio piuttosto

            ciao

          • Z. says:

            MT, tipo?

            Francè, non ho capito cosa difendi della parasubordinazione: l’aspetto dissimulativo della subordinazione o la tutela dei lavoratori autonomi?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Per esempio utilizzando la definizione di parasubordinazione (con criteri magari quantitativamente più stringenti) per definire invece il lavoro subordinato. Ma la vedo comunque molto difficile, perché in effetti di fatto la parasubordinazione esiste ed è sempre esistita ed il confine tra il lavoratore autonomo dell’indotto e quello subordinato può essere molto sfumato.

          • Francesco says:

            difendo il fatto che dà lavoro a un sacco di gente e che con regole come quelle che proponi immagino che moltissimi di questi perderebbero semplicemente il lavoro

            ciao

          • Z. says:

            Francesco,

            — difendo il fatto che dà lavoro a un sacco di gente —

            In altre parole, difendi la sua funzione dissimulativa. Ossia il fatto che viene usata per violare le leggi a protezione del lavoro subordinato.

            Ora, ammettiamo che le leggi a protezione del lavoro subordinato non vadano bene. Non è meglio che il legislatore intervenga su quelle, anziché introdurre altre norme con cui l’imprenditore possa tentare – salvo il rischio di condanna – di aggirare le prime?

          • Z. says:

            MT,

            ma capita così spesso che il giudice converta un contratto di diritto comune in un contratto di lavoro parasubordinato?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Capita, sì. Tra l’altro esistono situazioni (in genere legate alla mansione svolta) in cui il rapporto è sempre considerato di lavoro subordinato e quindi la conversione è praticamente una certezza.
            Forse più complessa la conversione dei contratti a termine, tranne che nei casi in cui il datore di lavoro commetteva errori “formali”, cioè non rispettava le scadenze e roba del genere: lì era necessario dimostrare la genericità della causale. Ora però Renzi ha eliminato le causali (le ha sostituite con una percentuale massima d’impiego, tra l’altro molto più elevata della media del ricorso ai contratti a termine) e quindi se sei a termine resti a termine salvo errori del datore di lavoro.

          • Z. says:

            No, aspetta, la mia domanda era un’altra:

            se capita spesso che contratti tra due soggetti formalmente pariordinati (Tizio committente e Caio lavoratore autonomo con partita Iva, ad esempio) vengano convertiti in contratti di lavoro parasubordinato.

          • Mauricius Tarvisii says:

            La percentuale dei casi non la conosco, tuttavia esistono molte situazioni (reali e diffuse, tra l’altro) in cui è facilissimo ottenere la conversione. Però esistono anche casi (anche questi numericamente rilevanti) in cui la distinzione è davvero difficilissima. Mi vengono per esempio in mente casi di call center “in uscita” dove non era chiarissima la natura del rapporto.
            Per esempio, se c’è una flessibilità limitata negli orari (devi intervenire quando serve nei miei locali aziendali tra le 9 del mattino e le 8 di sera) come la interpreto? Come un orario di lavoro o come una necessità pratica dovuta agli orari di apertura dello stabilimento?

          • Z. says:

            Uhm, nei casi di cui ho sentito sui call center si trattava di parasubordinati convertiti in subordinati. Ma questi telefonisti con partita Iva chiamavano da casa propria o dalla struttura del committente?

            Nel secondo caso, invece, laddove il giudice ritenesse la sussistenza di un vero e proprio orario di lavoro il rapporto non dovrebbe essere dichiarato proprio subordinato, saltando il para?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il call center in entrata (tu chiami, loro rispondono) implicano subordinazione, ma già per quelli in uscita non c’è univocità. Nel secondo caso, se fosse un orario di lavoro ci sarebbe subordinazione.

      • Andrea Di Vita says:

        @ mauricius tarvisii

        Chiedo venia per la mia errata utilizzazione del termine “contratto di lavoro”.

        Mi limito a constatare che nel sistema capitalistico il lavoro è una merce che si produce, non un diritto che si esercita.

        Se vogliamo cambiare sistema parliamone, ma per questo post assumo che stiamo all’interno del capitalismo.

        Ora, nel capitalismo quando una merce non si produce non si risolve il problema con una legge: invece, la prima cosa da fare è ridurre la regolamentazione.

        (E’ come con gli affitti: in assenza di costruzione di case popolari a spese dello Stato, finchè c’era l’equo canone i proprietari non affittavano per paura di non poter rientrare più in possesso dell’appartamento o affittavano solo in nero, coi patti in deroga c’è libertà di sfratto ma solo alla fine di un intervallo di tempo prefissato durante il quale l’inquilino ha tutta una serie di diritti.

        Ho vissuto anni in affitto sia in Italia sia in Inghilterra. Con l’equo canone da noi trovavi solo in nero, coi patti in deroga girando qualcosa trovi. In Inghilterra sono stato sfrattato senza preavviso un giovedi’, il venerdì ho letto le inserzioni sul giornale, la domenica avevo trovato una nuova casa e il lunedì successivo avevo già traslocato).

        Renzi non ha creato il precariato -come i suoi oppositori tendono a far credere, magari in buona fede.

        Renzi ha trovato il precariato che
        domina i rapporti fra datore di lavoro e prestatore d’opera -almeno per quanto riguarda i nuovi assunti- in una situazione generale dove di merce-lavoro se ne produce poca.

        In questa condizione introdurre una tipologia di contratto a tutele crescenti e introdurre un (inizio di ) assegno di disoccupazione va nella direzione della “flexsecurity” stile Danimarca proposta da Biagi: tutelare il lavoratore, non il posto di lavoro.

        Che le cose stiano così me lo conferma la recente abolizione delle dimissioni in bianco, che toglie una potente arma di ricatto nei confronti del lavoratore neoassunto (penso specialmente alle donne in età fertile).

        E anche questo è decisamente “di sinistra”.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          “Ora, nel capitalismo quando una merce non si produce non si risolve il problema con una legge: invece, la prima cosa da fare è ridurre la regolamentazione”

          E’ una considerazione che fanno in molti. Ma, appunto, è di destra come sto cercando di dirti.

          “Renzi non ha creato il precariato”

          L’ha solo esteso in maniera inaudita

          “In questa condizione introdurre una tipologia di contratto a tutele crescenti”

          Che come ti ho spiegato non esiste. Ma tu non stai attento 😛

          “e introdurre un (inizio di ) assegno di disoccupazione”

          No, non l’ha introdotto lui. Lui ha rimaneggiato quello creato dalla Fornero che a sua volta era un rimaneggiamento (in peggio) di ciò che c’era ancora prima

          ” la recente abolizione delle dimissioni in bianco”

          Non ha abolito un bel niente. Abolire significa rendere illecita una cosa per legge e le dimissioni in bianco erano già illegali prima. Ha solo trasformato il “firmi qui” in “dammi il PIN”. Con l’aggravante che con quel PIN il potere del datore di lavoro è cresciuto rispetto ai tempi della sola firma.

          • Francesco says:

            >> E’ una considerazione che fanno in molti. Ma, appunto, è di destra come sto cercando di dirti.

            beh, scusa, questa è una fesseria sesquipedale

            o fai la GRP e cambi tutto, o non ha senso fare retorica di sinistra in un mondo diverso. è come se tu pretendessi di leggere in kilometri all’ora un tachimetro che segna le miglia all’ora perchè il miglio è di destra.

            ti schianti perchè non sai a quale velocità stai andando, molto semplicemente

            se il mondo è di destra (come mi pare tu dica), qualunque cosa si faccia meno della rivoluzione è di destra … però se migliora le condizioni delle classi povere va bene lo stesso

            intanto che voi intellettuali studiate come fare la rivoluzione, almeno

            🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            “o fai la GRP e cambi tutto”

            Ecco, prima stavo pensando di usarla io questa frase, perché la trovavo abbastanza illogica da poterla spendere in un paradosso 😀

            Suggerimento: socialdemocrazia

          • Z. says:

            Secondo me ADV fa alcune considerazioni difficili da contestare:

            – nel sistema capitalistico il lavoro è un bene piuttosto che un diritto;
            – nel sistama capitalistico è difficile imporre ai privati, come prassi e su larga scala, di produrre un bene per legge;
            – viviamo in un sistema (prevalentemente) capitalistico.

            Date queste premesse, quale dovrebbe essere l’approccio?

          • Mauricius Tarvisii says:

            – nel sistema capitalistico il lavoro è un bene piuttosto che un diritto;
            – nel sistama capitalistico è difficile imporre ai privati, come prassi e su larga scala, di produrre un bene per legge;

            Tornando a distinguiere il piano della domanda di lavoro dal piano della regolamentazione del rapporto. Le imprese hanno bisogno di lavoro per operare e questo vale sia a Candyland (la piantagione schiavista di Django, per chi non lo sapesse 😀 ) che nel posto pubblico con più tutele di questo mondo. Se le imprese lavorano e producono, assumeranno a prescindere dalle tutele che offri ai lavoratori, mentre se le aziende non lavorano e non producono… devi distribuire a pioggia miliardi per ottenere qualche risultato sul piano dell’occupazione, anche se riconosci al datore di lavoro il diritto di frustare il dipendente lavativo.

          • Francesco says:

            x MT

            appunto quello che dico io!

            la socialdemocrazia è di DESTRA, prevede un ruolo ampio del mercato, in fase di grande ampliamento da alcuni decenni perchè l’economia stava crepando sotto le regole e regolette socialdemocratiche

            però è meglio per i poveri del capitalismo alla brasiliana o alla cinese

            giusto?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ora siamo arrivati al punto che il Jobs Act è di sinistra e lo Statuto dei Lavoratori è di destra 😀

          • Francesco says:

            lo Statuto dei Lavoratori è un cadavere buttato in un pozzo e il Jobs Act è, presumibilmente, di Sinistra

            ah, i pozzi vengono avvelenati dai cadaveri in putrefazione

          • roberto says:

            francesco,
            a questo punto fammi sognare!
            del cadavere putrescente io eliminerei l’articolo 7 sulle sanzioni disciplinari, per poter finalmente restituire al padrone il potere di frustare gli schiavi (anché così, giusto per divertimento)

            scherzi a parte, secondo me sei un filino masochista. non c’è niente di male, basta non voler imporre le proprie perversioni agli altri (io per esempio mi trovo meglio nel ruolo del sadico)
            🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            “del cadavere putrescente io eliminerei l’articolo 7 sulle sanzioni disciplinari, per poter finalmente restituire al padrone il potere di frustare gli schiavi”

            Sarebbe una decisione di sinistra, perché nel capitalismo quando una merce non si produce non si risolve il problema con una legge: invece, la prima cosa da fare è ridurre la regolamentazione.

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “inaudita”

            Ha legalizzato una situazione di fatto che non ha creato lui, creando i presupposti per farla venire alla luce – anche in termini fiscali. Scusa se è poco.

            “PIN”

            Prima, una ragazza che voleva essere assunta doveva spesso e volentieri firmare una lettera cartacea in cui dichiarava di dimettersi, senza data.Alla prima occasione (leggi gravidanza) il padrone metteva la data e faceva dimettere la malcapitata. E’ il sistema seguito per aggirare le disposizioni di legge, che garantiscono in caso di “gravidanza a rischio” (circostanza che nessun ginecologo si prenderà mai la responsabilità di non certificare) la possibilità per la futura madre di starsene a casa mesi di seguito con lo stipendio pagato. Conosco donne che in stabilimenti di grandissime dimensioni -e dunque fortemente sindacalizzati- con un paio di gravidanze “a rischio” consecutive fra una cosa e l’altra sono state a casa più di due anni consecutivamente.

            Oggi, per dimettersi ci vuole un messaggio spedito all’INPS in via elettronica dal lavoratore / dalla lavoratrice con tanto di PIN. Il padrone non può estorcere il PIN perchè è il dipendente che deve mandare il messaggio al momento delle dimissioni, non c’e’ più niente di firmato in anticipo (l’INPS ovviamente non accetta documenti con data in bianco); se lo estorcesse lo stesso, basterebbe che appena assunto il dipendente cambiasse il PIN e il padrone resterebbe con un palmo di naso.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Il padrone non può estorcere il PIN perchè è il dipendente che deve mandare il messaggio al momento delle dimissioni”

            E infatti sarà il lavoratore a mandare il messaggio, stando al log in. Che poi la persona materialmente al PC sarà il datore di lavoro è un altro discorso 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            “basterebbe che appena assunto il dipendente cambiasse il PIN e il padrone resterebbe con un palmo di naso”

            E sai che succede? Che il dipendente viene istantaneamente licenziato, visto che è stato abrogato l’art. 18 😀

          • Francesco says:

            MT

            esclusi i sadici come Roberto, secondo te perchè i padroni assumono i lavoratori? per licenziarli ad libitum e ridere della loro disperazione?

            ho il sospetto che le cose stiano leggermente in altro modo

            PS scommetto che le punizioni corporali sono proibite anche altrove, non solo dallo Statuto. capisco però il feticismo, anche se preferisco la pelle lucida e i pizzi rossi

          • Francesco says:

            lo Statuto dei Lavoratori stava a significare, più o meno, che il lavoro non è una merce

            il risultato, naturalmente, è stato che è rimasto una merce, molto più costosa, e che le imprese hanno risparmiato sul lavoro più che potevano

            molte, troppo grandi per agire senza conseguenze sindacali e politiche, hanno chiuso

            i lavoratori non merce sono diventati disoccupati non merce, stranamente poco soddisfatti

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “aziende hanno bisogno di lavoro per operare”

            Ma quando mai 🙁

            Mai sentito parlare di “jobless recovery”?

            Il gap Italiano nei confronti della concorrenza sta nella produttività per addetto, anche se certi padroncini con la terza elementare della generazione del maestro di Vigevano credono ancora di poter battere i Cinesi pagando le maestranze come nello Yunnan.

            Ora, aumentare la produttività per addetto vuol dire investire in automazione. Già ora l’industria manufatturiera Italiana è fra le prime al mondo (sic) per uso dei robot nelle linee di produzione. Tranne pochissimi settori -come (non sto scherzando) la lavorazione delle punte e dei tacchi dei pedalini, la decorazione dei coltelli da cucina, la confezione a mano delle calzature di marca e soprattutto certi settori dell’agroalimentare e dell’arredamento- non si va verso un aumento degli occupati ma verso un aumento della qualifica del singolo occupato.

            Ormai il ruolo dei sindacati è spesso e volentieri quello di cercare di trovare per i propri rappresentati uno scivolo verso la pensione: ecco perchè per i sindacati la “difesa del posto di lavoro” equivale ancora alla “difesa del reddito del lavoratore”.

            E siccome nel capitalismo il lavoro è una merce, se c’e’ come oggi eccesso di offerta sulla domanda il prezzo scende, e il laureato con lode in ingegneria meccanica viene trattato oggi come il manovale con la quinta elementare di mezzo secolo fa.

            L’unica soluzione, posto che ve ne siano in un sistema capitalistico (lo ricordo continuamente), è la flessibilità del lavoratore. Lo Stato deve difendere un potere d’acquisto minimo per tutti, non con bufale tipo il “reddito di cittadinanza” ma con un’indennità di accompagnamento che non costringa il lavoratore licenziato che cerca un altro posto (o quello sottopagato che cerca un posto migliore) a dormire in macchina, o dalla mamma.

            In una parola, in un sistema capitalistico la sinistra è la “flexsecurity” Danese, o alla Biagi. Se invece si vuole la Rivoluzione, a parte ammazzare Biagi (cosa purtroppo avvenuta) non credo che oggi ce ne siano i presupposti. Anche Lenin ha dovuto aspettare la sconfitta Zarista, per attaccare il Palazzo d’Inverno.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            “secondo te perchè i padroni assumono i lavoratori? per licenziarli ad libitum e ridere della loro disperazione?”

            E allora perché è stato abrogato l’art. 18? Vietava i licenziamenti ingiustificati, niente di diverso. Se era un disincentivo ad assumere, si vede che evidentemente esistono imprenditori che ritengono che sia parte fondamentale del rapporto di lavoro il licenziamento ingiustificato.

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “art. 18”

            Sarà pure licenziato, ma intanto si becca fino a 24 mesi di indennizzo. Cosa che con le dimissioni cartacee in bianco non otteneva.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            @ ADV
            Cioè stai dicendo che le aziende non hanno bisogno di lavoratori e che li assumono per hobby? E che bisogna eliminare le tutele perché se no gli imprenditori si stancano di questo hobby ed eliminano le tutele?
            Io capisco che dobbiate offrire la vostra vita pur di difendere Renzi, ma questo è eccesso di zelo 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            *se no gli imprenditori si stancano di questo hobby e non assumono più*

          • Francesco says:

            oppure che il termine ingiustificato ha significati diversi per chi assume e paga lo stipendio e per i giudici?

            guarda che io di per me farei il mestiere di Gradasso e sognerei le promesse di Marx ma si è ben visto dove finiscono!

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Sarà pure licenziato, ma intanto si becca fino a 24 mesi di indennizzo. Cosa che con le dimissioni cartacee in bianco non otteneva”

            Il neoassunto prende 24 mesi di indennità? Per cortesia…

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “e allora perchè”

            Lavoro in una azienda metalmeccanica da ventinove (29) anni. Non ho MAI visto un lavoratore reintegrato con l’art. 18. So che l’art. 18 obbligava al reintegro sul posto di lavoro di lavoratori licenziati illegittimamente. Ma pochi padrone erano così imbecilli da licenziare la gente sotto tale veste. Ecco perchè in dieci anni l’art. 18 ha salvato duemila lavoratori su dieci milioni di lavoratori che hanno perso il posto. Il giochino era facile: metti le persone da licenziare in un ramo d’azienda con contabilità separata che vive delle commesse fornite dal resto dell’azienda stessa, poi poco alla volta sottraevi lavoro concentrando il lavoro che c’era fuori dal ramo d’azienda stesso, che diventava decotto. A quel punto si chiedeva la cassa integrazione straordinaria (giustificandola con un riordino dell’organizzazione aziendale, di solito a matrice per salvare le poltrone dei dirigenti). Finiti i soldi della quale, la gente restava a casa. L’art. 18 non è mai servito a granchè.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            “oppure che il termine ingiustificato ha significati diversi per chi assume e paga lo stipendio e per i giudici?”

            Ah, già, poi esistono persino i Tribunali… che paese liberticida! 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Non ho MAI visto un lavoratore reintegrato con l’art. 18”

            Certo: e io non ho mai visto un omicidio. Ma nessuno sostiene che questa sia una buona ragione per una riforma del codice penale 😀

            “Ma pochi padrone erano così imbecilli da licenziare la gente sotto tale veste.”

            Ah, quindi secondo te la norma si applica solo quando nella lettera di licenziamento c’è scritto “perché mi va”? Ovviamente se non ci sono le motivazioni è tutto molto più semplice, ma in caso contrario non è che sia vietato condurre attività istruttoria.

            “metti le persone da licenziare in un ramo d’azienda con contabilità separata che vive delle commesse fornite dal resto dell’azienda stessa, poi poco alla volta sottraevi lavoro concentrando il lavoro che c’era fuori dal ramo d’azienda stesso, che diventava decotto”

            Peccato che in questo modo si dovesse passare dalla procedura per il licenziamento collettivo e che nessuno crea un ramo d’aziena per un dipendente antipatico… con tanto di rischio di repechage.

            “A quel punto si chiedeva la cassa integrazione straordinaria”

            Appunto, la procedura per il licenziamento collettivo. Ma ora ti svelo un segreto: molte aziende, pur di evitare la procedura per i licenziamenti collettivi scaglionano i licenziamenti individuali (ai quali si applica l’art. 18).

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “hobby”

            Sto dicendo che conviene non fidarsi troppo della necessità che le aziende hanno della forza lavoro.

            Il lavoro sta abbastanza fermo, i capitali girano il mondo con un clic. E -come dice lo stesso nome- il “capitalismo” è lo sviluppo del capitale, non del lavoro, che segue a ruota. Aumenta troppo le garanzie in Italia e l’azienda si delocalizza in Romania.

            La soluzione NON è quella di tornare agli anni di prima del Muro di Berlino, quando da noi le élites potevano ancora aver paura che venisse Baffone e potevano essere convinte ad allargare i cordoni della borsa con la mediazione della politica (senza scomodare le ubbìe di Olivetti).

            La soluzione è di rendere flessibile i lavoro. La differenza fra flessibilità e precarietà sta nel poter disporre di un reddito minimo che consenta di passare da un lavoro all’altro, e della possibilità di una formazione che sostenga la possibilità del lavoratore di non rimanere in mezzo a una strada.

            Non vedere la differenza significa ripetere l’errore dei luddisti che nel Settecento distruggevano i telai meccanici perchè toglievano lavoro.

            Dobbiamo e possiamo cercare l’uguaglianza delle opportunità, non l’uguaglianza della coda per la razione di cibo giornaliero.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            “Tribunali”

            Ah beh, se il lavoratore deve aspettare una sentenza fa in tempo a morire di fame. Non sembra un sistema molto efficiente di difesa del posto di lavoro.

            “neoassunto”

            Prende sempre di più dello zero che prendeva prima. E il padrone ci sta MOLTO attento al contante – e certamente più che al lavoro. Spessissimo si rifiutano prodotti molto migliori, che pure darebbero grossi risparmi se utilizzati, pur di non spendere quelle dieci lire in più. E quando dico “dieci lire” parlo alla lettera.

            “omicidio”

            Quanti posti di lavoro ha salvato l’art. 18 in dieci anni? Probabilmente meno degli omicidi. E perchè mai con tutto l’art. 18 la disoccupazione e il numero dei licenziamenti sono esplosi?

            “licenziamenti collettivi”

            Ormai non se ne facevano più. Bastava cassintegrare gruppetti di dipendenti preventivamente rinchiusi in appositi reparti lasciati appunto senza lavoro. A quel punto i cassintegrati o si provuravano via sindacati uno scivolo verso la pensione oppure si cercavano un altro lavoro, cosa che appunto era quello che voleva l’azienda fin dall’inizio.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  97. Moi says:

    essere di sinistra” vuol dire “operare sullo stato presente di cose per cambiarlo a favore delle classi lavoratrici”.

    ————–

    https://www.youtube.com/watch?v=5kvenmWEhFE

  98. Moi says:

    A proposito di Corporativismo:

    http://www.maurizioblondet.it/problema-dello-statale-pensiero-logico/

    Blondy (NON senza contraddizioni “pratiche”in quanto Giornalista) se la prende con gli Statali … in particolare con gli Insegnanti, che in teoria dovrebbero (Ri)Civilizzare la Gioventù Culturalmente Riselvatichita (v.di Ortega y Gasset) che l’ Egemonia Culturale della Sx ha creato … perché NON denunciano le Mele Marce Interne alla Scuola ?! … Nessuno/a/* ha mai voluto prendersi la briga di rispondere razionalmente !

  99. Moi says:

    Qui invece Blondy illustra quella che Gianfranco Amato chiama “Fine della Fede a Costo Zero” [sic] :

    http://www.maurizioblondet.it/comincia-la-persecuzione-dei-cristiani-dai-medici/

    E comincia la persecuzione dei cristiani. Dai medici.

  100. mirkhond says:

    Miguel

    Che ne pensi di Gianroberto Casaleggio?