La lunga fuga dell’Assessore Livio Genesin

E’ una primavera di orrore, la più calda, letteralmente, a memoria d’uomo, dove si sciolgono i ghiacci e muoiono le tartarughe e si scatena strage su strage.

Però è primavera davvero, anche perché è il compleanno della nostra Malinche, che nacque tra i fumi di Torino, fu riportata da un babbo giustamente preoccupato (che babbo lo diciamo noi e i sardi e nessun altro) in un villaggio della profonda Sardegna, e poi la conobbi come cassiera al Penny Market con tutta la fila dei clienti che non riusciva a contenersi dalle risate, e oggi è qui con noi a combattere e ridere ancora…

Ma fatti gli auguri, si va lungo l’Arno, dove si incontra un gatto a passeggio al guinzaglio, e un pullman arrivato direttamente dall’Iran. E si scende giù lungo la riva, dove non c’è nessun essere umano.

Però ci sono i martinpescatori (quale sarà il plurale?), che sembrano colibrì, le minuscole ali sul dorso verde psichedelico.

E si incontra una famiglia di nutrie.

La mamma (che non si vede in questa foto) come un’innocua nave da guerra in mezzo all’acqua, i cuccioli a terra, in mezzo alla vegetazione.

Stanno tutti a palla, che i figli di questa primavera di terrore ci tengono a coccolarsi e tenersi stretti, le piccole mani se le passano sul viso per pulirsi, si annusano a vicenda.

nutrieAbbiamo passato forse un’ora a guardarci. Avvicinandoci passo per passo, i piccoli occhi neri che ci guardavano sospettosi, per poi rimettersi a giocare.

Torno a casa, e leggo un appello a Nutriaman, giratomi dall’amico Michele Favaron.

Dove scopro che nel Veneto si stanno scatenando per sterminare le nutrie:

“Bisogna fare in fretta, perché le nutrie, oltre ad essere poco piacevoli soprattutto alla vista dei bambini, sono portatrici anche di malattie” (dichiarazione di Giovanni Veronese, residente in via Tiepolo  a  Montegrotto  Terme,  articolo  “Trova  una  nutria  morta  sotto  il  portico”  di  Federico Franchin, il mattino di Padova del 12 marzo 2016).

Il terrore dei bambini veneti, che vorrebbero vedere Maria De Filippi e l’Isola dei Famosi, e si trovano invece davanti dei piccoli esseri pelosi dai lunghi baffi bianchi, è comprensibile.

Ma quella delle malattie è semplicemente una balla, come ci spiega Michele:

I dottori Giuseppe Arcangeli, Gianluca Zanellato e Giorgio Tocchetto, dal 1995 al 1998 hanno analizzato 131 nutrie, di cui 73 provenienti dal Delta del Po e 58 da alcuni comuni del medio Polesine quali Rovigo, Arquà e Polesella. Gli animali sono stati catturati in piccoli corsi d’acqua di aree periurbane, dove il contatto con i ratti, e quindi con salmonellosi e leptospirosi, è più frequente. Le analisi sono state condotte presso il Laboratorio di Adria dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.
Venne ricercata la presenza di specie del genere Leptospira, Trichinella, Salmonella.
Risultato: le analisi hanno dato tutti esiti negativi. Conclusioni: la nutria non è da considerare un diffusore di zoonosi pericolose per la salute pubblica.

Ma la storia più bella, che dimostra l’infinita strullagine della nostra specie,  è quella dell’assessore che quando ha visto una nutria è scappato a gambe levate:

le due “bestiole” (nutrie ndr) hanno tentato di attaccarci e così ce la siamo data a gambe. Anche se può sembrare un po’ da vigliacchi abbiamo preferito non rischiare di essere morsi perchè ci si può prendere qualche malattia e non era proprio il caso.” Dichiarazione di Livio Genesin, assessore alla Protezione Civile del Comune di Loreggia, articolo “Assessore inseguito dalle nutrie” di Giusy Andreoli, il mattino di Padova del 15 marzo 2016.”

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2,005 Responses to La lunga fuga dell’Assessore Livio Genesin

  1. Inoltrerò se possibile al signor Genesin le considerazioni qui espresse, esortandolo a faremiglior uso delle prerogative del suo ruolo.

  2. Moi says:

    IN TOPIC : NUTRIE

    Ora i NaziAnimalisti diranno che i Nazisti sono gli Altri 😀 :

    http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2015/08/29/news/la-dolce-morte-per-le-nutrie-gabbie-al-monossido-per-ucciderle-1.12004750

    La “dolce morte” per le nutrie
    «Gabbie al monossido per ucciderle»

  3. Moi says:

    Che Personaggioni 😉 che ci sono in Veneto, Mauricius avaramente 🙂 se li tiene tutti per sé … però, in fondo, èmeglio così : el me lassa el piaser dela descoèrta 😉

  4. Lo scorso anno le gazzette venete riferirono stizzite che un certo Oliviero Toscani aveva espresso pareri assai realisti sull’amicizia piuttosto intima tra indigeni e bordolesi.
    Nervi a posto perché mi son veneto par metà e so di cosa parlo.
    Ecco: davanti a pensate di questo genere e ad asserzioni documentate e perentorie come quelle del signor Genesin, difficile pensare che questo Toscani avesse troppi torti, anche per chi non ha mai avuto a che fare con il genius loci delle valli ampezzane e cadorine.

  5. Moi says:

    EDIBLE INVASIVE SPECIES: NUTRIA

    Chef Philippe Parola (un ItaloAmericano … direi) prepares and cooks NUTRIA, an invasive species in Louisiana.

    https://www.youtube.com/watch?v=zSx-wSnaHYI

    (15 min. & 15 sec. : complete cooking tutorial, ndr)

    ——

    … pazzesco : anche in USA !

    • Moi says:

      Forse anche un po’ Cajun, visto che “Philippe” NON è “Philip” … ma non è detto.

      • izzaldin says:

        già una volta lo scrissi, nel ferrarese mi dissero che girava voce che gli africani della zona cacciassero le nutrie per scopi alimentari.
        io non so se la carne è buona, certo mi pare eccessivo sterminarle!

  6. Roberto says:

    Le nutrie in Francia sono considerate “espèce nuisible” perché in certe regioni ce ne sono talmente tante che a forza di scavare gallerie mettono in pericolo la stabilità degli argini (poi sono bestie straniere, ne arrivano due e poi pain piano soppiantano la nostra civiltà)

  7. Roberto says:

    Comunque, sarà che vivo in un paese dove vedi dappertutto delle grasse mucche meravigliose nei prati che mangiano erba verde e fiorellini (e se non sono mucche candide pecorelle grassottelle, eleganti bambi e bellissimi cinghiali) ma queste specie di sorci giganti non mi ispirano gastronomicamente parlando

  8. Z. says:

    Miguel,

    — babbo lo diciamo noi e i sardi e nessun altro —

    Lo diciamo anche noialtri romagnoli. Quanto meno, noialtri romagnoli in esilio…

    E poi lo dicono in Sicilia, ma con un significato diverso 😀

    • “E poi lo dicono in Sicilia, ma con un significato diverso”

      🙂

      • Grog says:

        Ignorante!
        In Siculia non si dice “babbo” ma “babba”, babbi saranno i toscani tutti gli altri sono “babba” che non si pluralizza.
        Vossia vuole babbiare?
        Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

    • Peucezio says:

      Comunque nell’italiano regionale del sud “babbo” si usa.
      In Puglia adesso non tanto, ma fino a una o due generazioni fa era molto comune.
      A mio nonno i figli tendevano a chiamarlo più spesso “babbo” che non “papà”.
      Si sente anche nel film di Piva con Sergio Rubini, quando lui dice – vado a memoria – “me li ricordo angora quei ceffoni; però ti devo dire grazie, babbo, perché imbarandomi a prenderli mi hai anghe imbarato a darli; ma non dando (= tanto) a le fìgghie! Quando a quei cornuti che ci vogliono male!!”.

      • mirkhond says:

        E’ vero.
        Anche i miei genitori chiamavano babbo i loro padri.
        Ma credo che sia un toscanismo diffusosi dopo l’unità d’Italia con la scolarizzazione.
        Mia madre quando andava dalla sua famiglia materna in Sicilia, si sentiva ripetere che babbo vuol dire scemo. 🙂

        • Andrea Di Vita says:

          @ mirkhond

          In Sicilia una volta si dava davvero del “babbo” a un interlocutore considerato poco furbo.

          La provincia di Messina era chiamata “babba” perchè considerata (a torto) priva di mafiosi, e dunque di santi in paradiso.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • habsburgicus says:

            non era Catania (o anche Catania) la “Sicilia babba” ?
            la regione è esattamente quella che dici tu…
            devo dire però che fonti (che mi paiono serie) dei ’50 e anche fonti di epoca bellica (più controverse), danno l’impressione che lì i picciotti NON esistessero illis temporibus !
            Catania, per dire, fu patriottica durante la guerra, contro la cosiddetta “onorata società” che appoggiò l’invasore, che poi la restaurò a disgrazia del popolo onesto di Trinacria..non che abbiano fatto sfracelli neppure a Catania, ci sono dei limiti oggettivi 😀 e in più ci fu il 25 luglio in mezzo, che scombussolò tutto..ma pare che a Catania la gente fosse ostile agli americani e devota alla Nazione sino al 25 luglio 1943..cadde al nemico il 6/8/1943 (tutta la Sicilia la sera del 17/8/1943..e calò la notte..separatismo, banditismo, ruberie, criminalità…)
            vi furono anche palermitani e siciliano-occidentali patriottici, però, che non si fecero sedurre dalla propaganda del nemico e dai loro manutengoli..fra cui non a caso, si dice, la famiglia del grande Paolo Borsellino, uomo giusto, eminente italiano, glorioso siciliano ! come grandissimo fu Falcone, uomo certo più di sinistra, ma che dimostra che l’Onestà e la Dignità sono superiori a tutte le fallaci distinzioni politiche o pseudo-tali !!!]

          • mirkhond says:

            Io sapevo che la provincia “babba” era quella di Siracusa.

          • habsburgicus says:

            sempre a Est siamo 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Le province orientali erano in generale “babbe”

          • Z. says:

            Non credo fosse Catania…

            Quanto meno, un mio amico di Catania diceva proprio quel che riporta ADV: “i messinesi non sono mafiosi, sono babbi” 😀

          • Andrea Di Vita says:

            @ Z

            A me che fosse nota come “babba” la provincia di Messina me l’ha raccontato un carissimo amico di famiglia Calatina.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • habsburgicus says:

            un mio amico di Catania diceva proprio quel che riporta ADV

            è possibile che ci sia stato un slittamento di significato (legato al diffondersi della percezione di “mafiosità”)
            proporrei, ma solo come ipotesi, questo modello
            1.un tempo, come dice correttamente Mauricius, tutto l’Est siciliano era “babbo”, anche perché percepito come mafiosen-frei (e veniva definita “babba” per estensione financo Siracusa nel sud-est, come ci rammenta Mirkhond)
            2.poi Catania si “mafiosizzò” (tardi ’50 ? primi 60′ ?) e cessò di essere “babba” in questa fase, “babba” rimase Messina (che fu vista in seguito come “babba” per antonomasia) ed è la tradizione raccolta da Andrea Di Vita e Z
            3.ora anche Messina si è “mafiosizzata” (anni 80 ? o già i 70 ?) ed ha cessato pure lei di essere “babba” stricto sensu
            mah

        • izzaldin says:

          avete tutti ragione.
          La provincia babba per eccellenza è Messina, di Catania non lo avevo mai sentito mai li considero geneticamente inferiori 🙂 per motivi calcistici 🙂 quindi ok.
          A Ragusa si considerano provincia babba perché (lì davvero) la mafia è poca cosa. Lo stesso per Siracusa.
          uno dei gioielli della Sicilia “babba” è Scicli, in provincia di Ragusa: bel mare (vicino ai luoghi dello sceneggiato Montalbano) ottima cucina, architettura barocca ben conservata tipo Noto, economia fiorente per i prodotti agricoli di qualità, poca criminalità.
          Poi a Scicli c’è la processione dell’Omu Vivu che è davvero unica!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Va detto che a Scicli hanno sciolto il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

            http://www.ragusah24.it/2016/03/21/scicli-tar-conferma-la-decisione-del-consiglio-dei-ministri/

          • Roberto says:

            Già la Sicilia è nella top five dei miei posti del cuore, la provincia di Ragusa è il posto che preferisco in Sicilia

          • izzaldin says:

            Va detto che a Scicli hanno sciolto il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

            http://www.ragusah24.it/2016/03/21/scicli-tar-conferma-la-decisione-del-consiglio-dei-ministri/

            ecco, vedete? piano piano tutti quanti stanno uscendo dalla babbitudine per diventare persone serie 🙂

          • Andrea says:

            @ Roberto

            “…la provincia di Ragusa è il posto che preferisco in Sicilia”.

            Invece, la parte della Sicilia che ho più nel cuore è la Provincia di Trapani, l’estrema cuspide occidentale. La famiglia del mio migliore amico è originaria di lì, quindi ci andiamo quasi ogni estate, per almeno qualche giorno. Mothya, Marsala, Erice, Trapani, le Egadi, Segesta, Selinunte, etc, prima ancora che spazi fisici, sono dimensioni dello Spirito (qualsiasi cosa ciò possa significare …) 🙂 … E ora mi sta pure venendo nostalgia… 🙂 🙂

          • Roberto says:

            Posti meravigliosi anche quelli, ai quali aggiungo la tonnara di scopello (prima che diventasse un albergo) e San Vito (non in estate. Ci sono stato a inizio giugno ed è meraviglioso) e lo zingaro.

            Comunque è difficilissimo scegliere. Per me gioca a favore di Ragusa e provincia un’alba vista su ibla, con la città che diventa piano piano di un rosa indescrivibile, un vecchietto incontrato per strada che ci invita a mangiare a casa sua, una visita guidata a noto in cui si potevano vedere case private da mozzare il fiato e dovunque che ci offrivano caffè, frutta, orzata ecc….gente straordinaria

            L’unico posto che mi ha deluso è Agrigento

          • Roberto says:

            Comunque Mothya è veramente un posto straordinario! L’ho consigliata a non so quanti amici che sono andati in Sicilia e tutti ne sono rimasti entusiasti

          • Andrea Di Vita says:

            @ izzaldin

            Ho fatto il viaggio di nozze a Siracusa 🙂

            Cassibile, Fontane Bianche, Caltagirone, Bosco San Pietro, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Marina di Ragusa … 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • izzaldin says:

            @ Andrea Di Vita
            leggo solo ora.. bellissimo viaggio di nozze!
            oltre alle già citate province di Ragusa, Siracusa e Trapani, mi sento di spezzare una lancia in favore di Messina: i Peloritani sono molto belli, il mare è bellissimo (di tipo “calabrese”: spiagge o ciottoli che dopo pochi metri diventano profondi) la cucina è buona e la gente non è tanto “babba” quanto gentile e disponibile.

        • Peucezio says:

          Sì, è senz’altro un toscanismo.
          In Puglia la forma autoctona è tatà.
          Non saprei datarne la diffusione.

        • Lanzo says:

          Confermo – “babbo” in Sicilia equivale a “pataca” in Romagna.

          • Lanzo says:

            Il mio bisnonno , immigrato a Roma da Mercatino Marecchia ora NOVAFELTRIA, in quanto il Duce, ritenne che “Mercatino Marecchia” fosse un nome spregevole. Una delle tante ridenominazioni, tipo Imperia (Porto Maurizio).
            Allora, il mio bisnonno, era chiamato “patachin” invece i soldi se li e’ fatti a Roma, – come un suo conterraneo OLIVETTI, Comincio’ con una latteria ai Parioli , ora h l’appalto di tutte le forniture alimentari del Parlamento. Il patacchin fece fortuna aprendo una trattoria nel quartiere Prati, dove stavano costruendo all’impazzata, una trattoria per i muratori, con finte tagliatelle fatte in casa, et cetera, i nonni mangiavano solo gli avanzi. Intanto si comprava appartamenti uno dopo l’altro – aveva il contante – dai costruttori.
            Chiamalo patachin…

    • Lanzo says:

      Z
      se scrolli giu’ – vedrai che confermo, babbo – che almeno a Palermo e’ l’ equivalente del “pataca” romagnolo, il mio bisnonno “Patachin” , originario di Talamello (Talamel) – ora Marche – ma le zona e’ etnicamente romagnola, calo’ a Roma e fece fortuna, lavorando e risparmiando maniacalmente, se scrolli piu’ giu’ ho spiegato.
      Come amo la gente del posto, purtroppo il mio accento e’ romano e pur comprendendo il parlare locale, saro’ sempre un estraneo.

      • Lanzo says:

        Talamello, e’ in collina ad un tiro di schioppo da Mercatino Marecchia ora Novafeltria, cittadina difficile da raggiungere senza attrattive turistiche tranne tagliatelle come Dio comanda ed un Sangiovese da favola. Mai visto nutrie dalle parti del Marecchia (fiume) invece in zona amano mangiare i piccioni – vebbe’ non sono i piccioni metropolitani, eppure il pensiero di mangiare un piccione… mi fa un po’ schifo.

  9. Grog says:

    Qualcuno ha pensato di insegnare alle NUTRIE a giocare a scopone?
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!

  10. francydafne says:

    Che pena! Il nostro Parco Urbano è pieno di nutrie, avrò fatto centinaia di foto. Bestiole simpaticissime.

  11. PinoMamet says:

    Babbo lo si sentiva anche qua, credo per lo stesso motivo riportato da Mirkhond: toscanismo importato dalla scuola, all’epoca in cui si riteneva ancora giusto risciacquare i panni in Arno, che poi ci nuotano le nutrie.

    O forse, “toscanismo da contatto”, filtrato attraverso gli Appennini o portato dai non pochi toscani stabiliti da queste parti nel corso dei secoli.

  12. mirkhond says:

    Come si diceva papà nell’area tra Po e Appennino?

    • PinoMamet says:

      Sulla parte più vicina all’Appennino non ci giurerei: secondo me esistevano varie forme vicine a “babbo”;
      nella parte collinare e di pianura, direi “pa'”, “papà” anche ma meno frequente.

      Perlomeno per la parte dell’area che conosco meglio.

  13. mirkhond says:

    “in Arno, che poi ci nuotano le nutrie.”

    Chissà se c’erano già quando fu girata la saga di Amici Miei. 🙂

  14. maria says:

    Ciao a tutti,
    spero vi ricordiate di me, io di voi sì:-)

    Mi faccio viva per dare una notizia triste, Pietro è morto, a lungo ha commentato qui firmandosi p.

    Era traslocato su FB e avevamo fatto amicizia, quindi ci seguivamo, era una persona colta, ironica, arguta, straordinariamente intelligente, la sua scomparsa mi ha colpito moltissimo, su FB interveniva con sue poesie, citazioni politiche, aforismi , io ho sempre avuto posizioni politiche diverse eppure con il cuore sentivo la fondatezza di tante cose che scriveva, l’ho ricordato con una delle sue ultime frasi, “ogni lotta alla povertà essendo impossibile si trasforma nell’unicamente possibile lotta ai poveri” e come dargli torto?

    Ho ritenuto giusto dirvelo perché credo che alcuni di voi abbiano interloquito con lui più volte.

    Spero che la vostra vita proceda per il meglio, vi leggo ogni tanto…

    Buona Pasqua e speriamo che qualcosa risorga anche per noi e in noi.

    maria

    • Francesco says:

      Grazie

      mi sa che ci ho “litigato” qualche volta

      Buona Pasqua a lui

    • “Mi faccio viva per dare una notizia triste, Pietro è morto, a lungo ha commentato qui firmandosi p.”

      Maria mi aveva informato per telefono, ma pensavo che fosse meglio che a dare la notizia fosse lei, visto che aveva continuato a frequentarlo virtualmente anche dopo che aveva smesso di commentare qui.

    • Roberto says:

      Mi dispiace molto.

      Grazie Maria e mi ha fatto piacere rileggerti (anche se in un’occasione triste)

    • izzaldin says:

      notizia molto triste. mi dispiace

  15. maria says:

    In Sicilia babbo significa babbeo, perlomeno così mi hanno detto:-)
    Ci sono conferme?
    Maria

    • mirkhond says:

      Sì Maria.
      Ciao e Buona Pasqua anche a te e a Pietro che non ho mai conosciuto.

      ps. Sei la stessa Maria con cui parlai al telefono due anni fa?

    • izzaldin says:

      sì maria ha ragione mirkhond.
      babbo vuol dire fesso, babbeo.
      babbiare vuol dire “scherzare, “fare lo scemo”
      l’accrescitivo di “babbo” è “babbasone ” / “babbasuna” a seconda della provincia

      • Roberto says:

        Babbasone si dice anche a Napoli!
        Babbo e babbiare no

        • izzaldin says:

          non ne avevo idea. ci sono alcune parole che si ritrovano in vari dialetti.
          ricordo con sorpresa di aver letto in una poesia credo del Belli la parola “rifardo”, che sarebbe “codardo” in dialetto attuale. evidentemente un tempo anche a Roma si usava.
          Pure “curcarsi” ha un equivalente campano in “cuccarsi”, mettersi a letto.
          Giuro che questo è il mio ultimo messaggio siculocentrico, poi finisco per diventare noioso, negli ultimi giorni sembro la Pro loco 🙂

          • Z. says:

            Belli usa anche “taffiare” per “mangiare”, proprio come la meglio gioventù maraglia dell’Urbe Rossa!

          • izzaldin says:

            Belli usa anche “taffiare” per “mangiare”, proprio come la meglio gioventù maraglia dell’Urbe Rossa!

            bellissimo.
            magari sono tutti dantismi, o chissà cosa.
            manca uno storico della letteratura italiana, tra i dotti qui riuniti

          • Moi says:

            Goliardia Essoterica che con gli anni Settanta rompe la tradizione Esoterica , probabilmente …

    • Andrea Di Vita says:

      @ maria

      Condoglianze per p! Me lo ricordo bene!

      (Forse l’ho già postato ma mi ha dato errore il server)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  16. Moi says:

    Le nutrie che mettono in pericolo la stabilità degli argini l’ho sentita anche per il Modenese … cmq gira “voce leggendaria” 🙂 che dietro all’ invasione di nutrie ci sia una vecchia hybris imprenditoriale 😉 d’ industria artigianale di pellicceria Anni Ottanta : allevarle come animali da pelliccia sorprendentemente simile a quella del più pregiato visone (ma qualcuno dice il cincillà …) ma a prezzi di mercato nettamente più popolari e accessibili.

    A un certo punto però, business tramontato … allevamenti abbandonati e bestie scappate e riprodottesi incontrollabilmente.

    • Moi says:

      Il nome commerciale della nutria durante la suddetta Hybris Imprenditoriale era un più accattivante “Castorino” …

  17. habsburgicus says:

    @Mirkhond, Miguel, Moi ecc
    http://www.massimofini.it/articoli/gli-inglesi-con-l-ue-non-c-entrano-lasciamoli-andare
    ottimo articolo, specialmente nella parte iniziale e centrale..dice delle semplici ed evidenti verità che nessuno osa dire !

    • habsburgicus says:

      l’unico errore teorico, grave ma qui perdonabilissimo perché il bello dell’articolo è altrove e comunque (per qualche “strana” ragione”) non è compreso se non da pochissimi, sta nella sua fiducia nell’attuale classe dirigente tedesca (alla fine)..la Germania è a sovranità limitatissima dal 1945, non meglio di noi tutto sommato (semplicemente, ha governanti un po’ meno indegni..ma ce li ha pure il Ruanda :D)
      dunque non può, né potrà fare nulla, ex Teutonia non erit lux..se non agire contro gli interessi del medesimo popolo tedesco (come si è già visto)..e anche qui nihil novi sub sole
      che volete farci, i tempi son questi 😀

      • werner says:

        Forse per mancanza di alternative. A me sembra che quella tedesca, al momento, sia l’unica leadership credibile che l’Europa sta esprimendo. Ma ammetto di non essere ferratissimo in materia.

        • “A me sembra che quella tedesca, al momento, sia l’unica leadership credibile che l’Europa sta esprimendo.”

          neanch’io sono ferratissimo 🙂

          Però, in termini generici… il problema non è avere o non avere una “leadership”, il problema è dove tale “leadership” porta.

    • Moi says:

      UE = Dracula Direttore dell’ AVIS 😀

    • Roberto says:

      Scusa comme “nessuno osa dire”???
      Sono mesi che lo dico che gli inglesi dovrebbero andarsene (e non sono certo l’unico)!
      Diciamo che finalmente se ne accorge anche fini

      • werner says:

        Aggiungo anche Uriel Fanelli che lo scriveva un annetto fa prima di chiudere il suo blog.

        • roberto says:

          non ho assolutamente idea di chi sia uriel fanelli, quelloc he volevo dire è che “uk dovrebbe andarsene” non è affatto un’idea originale di fini e non ci vuole un granché come coraggio (“osa”) a dirla
          (nel mio piccolo io ne ho abbondantemente parlato, e non ieri, da illo tempore, con un mare di colleghi et/aut amici financo nei dorati palazzi dell’eurocrazia!)

          • habsburgicus says:

            Roberto
            l’ “osa” non si riferisce certo all’UK ! [lo so che tu l’hai detto e lo pensi]
            bensì alla parte centrale, ad esempio alle considerazioni sulla Gallia e oltre (sul carattere degli italiani ecc )
            potrei dire il moiano “intelligenti pauca” ma poi Z si adira, dunque non lo faccio 😀

          • Z. says:

            😀

            In effetti forsan intelligenti pauca, Zetae autem multa. Tanto più che mi pare che quasi tutti qua si parteggi da tempo, e apertamente, per la Brexit 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          Fanelli? Quello che parlando di economia sparava numeri a caso senza mai precisare le fonti? Quello che bannava chiunque esprimesse idee opposte alle sue? Quello che nella home del blog aveva scritto una cosa tipo “visto che vivo in Germania non sono sottoposto ai capricci del legislatore italiano, quindi se sei un coglione io ti darò del coglione” nemmeno l’ingiuria fosse incentivata dalla legge penale tedesca? 😀

      • Zhong says:

        “gli inglesi dovrebbero andarsene”

        Gli inglesi avranno le loro ragioni per andarsene. Ma per l’Europa quale sarebbe il vantaggio di privarsi di uno stato?

        Zhong

        • Francesco says:

          non ti preoccupare

          perdiamo Albione ma entra la Sublime Porta

          mi puzza di fregatura un pochetto ma chissà

          😀

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            Almeno ci guadagnerebbe il livello medio della gastronomia della UE.

            Dopo aver assaggiato a Newmarket il rognone d’agnello senza sale, bollito in salsa di menta e cosparso di fave crude e latte caldo…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            OAtotaletotaleconADV

            😀

        • werner says:

          Remano contro ad spesso e molto volentieri. Chiedono continuamente che gli accordi prevedano eccezioni a loro favore. Contrastano, dall’interno, l’integrazione Europea….

        • roberto says:

          zhong,
          immagina di dover decidere con un gruppo di amici di andare in gita.

          uno di questi (un tipo che tutti ascoltano), dice che viene volentieri, ma poi rompe i coglioni su tutto. no aereo perché costa, no treno perché si va troppo lenti, no macchina perché si scoccia a guidare.
          ma guido io, dice un’altro. no, non gli piace essere passeggero.
          allora lui in aereo, GR IT e ESP in macchina così portano i bagagli.
          poi no campeggio perché fa freddo.
          appartamento? no, facciamo così: io vado in albergo con IRL, FR e DE, e gli altri all’ostello. poi quando si prenota, non va più bene perché l’irlandese russa.
          eccettera

          questa è la vita dell’unione europea con gli inglesi.
          partano, resteranno sempre un partner strategico, ed un paese simpatico, ma almeno non romperanno più gli zebedei

          • Zhong says:

            Insomma… c’e’ un parlamento appunto per risolvere queste questioni. DE decide e tutti obbediscono non mi sembra tanto meglio !

          • roberto says:

            oh no zhong,
            come sai nel procedimento legislativo dell’unione europea il consiglio (= stati membri) ha un ruolo abbastanza importante e avere uno che ti rema contro sistematicamente non è divertente (e non dico uno con un’idea diversa, che è normale, ma “uno che ti mette sistematicamente i bastoni fra le ruote”)

            http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/20150201PVL00004/Potere-legislativi

          • Zhong says:

            No, non sono un esperto di legislazione europea. La possibilità di avere membri “rompi-zebedei” mi pare un segno di salute democratica! …anche se cio’ comporta piu’ lavoro e mal di testa per gli euroburocrati 😛

            Ma un esempio concreto in cui era meglio se l’Inghilterra non c’era?

          • roberto says:

            brucio dalla voglia di raccontarne ma ahimé non posso
            🙂

            a me il dissenso non dispiace affatto perché mi obbliga ad essere molto rigoroso e spesso a migliorare delle cose grazie a critiche costruttive.
            dire “io questa cosa non la voto perché si” (magari poi lamentandosi pubblicamente per il fatto che il consiglio è paralizzato) non è invece né bello né divertente

  18. Moi says:

    @ Izzaldin

    cerca sul tubo “I Regaz della Notte” … ovvero il cult movie “Warriors” / “I Guerrieri della Notte” ridoppiato (professionalmente !) in Maragliese (che ovviamente NON è dialetto) Anni Ottanta …

  19. Grog says:

    Gli attentatori di Bruxelles gridavano.
    NUTRIA AKBAR!
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

    • Je suis Léopold Louis Philippe Marie Victor de Saxe Cobourg-Gotha!

      • paniscus says:

        Je suis Jean Bricmont.

        L’unico belga di levatura intellettuale decente che mi viene in mente sul momento…

        • Grog says:

          Cosa dici?!
          NON ESISTONO BEGLI CON IL CERVELLO, SE LO MANGIANO FRITTO CON LE PATATE
          Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

      • roberto says:

        moi je suis….uno qualsiasi dei vari amici o conoscenti che stamattina si sono trovati in una situazione di merda andando a lavorare…..

        • Andrea Di Vita says:

          @ roberto

          Com’e’ la situazione adesso?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • roberto says:

            mah qui a lussemburgo stessa atmosfera che nel dopo parigi: enorme tristezza per una tragedia che è successa sotto le nostre finestre ed un po’ di angoscia all’idea “avrei potuto esserci io”. aggiungi un po’ di preoccupazione per i colleghi/amici che a quell’ora stavano andando a lavorare (la bomba al metrò è appunto nel quartiere delle istituzioni…lunedì scorso mia moglie era là)

            a bruxelles aggiungi un po’ di confusione

            non è proprio per nulla una giornata qualsiasi…

  20. Mauricius Tarvisii says:

    Ricapitolando, il Belgio è una sorta di porto franco, la Tortuga (isola caraibica 😉 ) delle cellule terroristiche europee. Non mi sorprende dopo aver visto il video della cattura del ricercato dove l’inettitudine della polizia belga non poteva essere più evidente.

  21. Dif says:

    Stavolta le vittime non erano nè blasfemi radicalchicche nè metallari satanisti. Qualche Libero Pensatore Anticonformista e Politicamente Scorretto può spiegarmi se anche loro meritavano di morire come gli altri? Grazie.

    • “Stavolta le vittime non erano nè blasfemi radicalchicche nè metallari satanisti. ”

      Non conosco metallari, ma ho diversi rispettabili amici satanisti, e non ho nulla contro il satanismo.

      Semplicemente, mi dava profondamente fastidio, all’epoca, la demenziale invenzione tipicamente francese, della figura del “cattivo fanatico religioso” che uccide della gente solo “perché si diverte ad andare a un concerto trasgressivo”.

      Mentre nella testa del “cattivo fanatico religioso” il punto fondamentale è quello che sta succedendo in Medio Oriente e di cui (secondo lui) sono complici tutti quelli che non si rendono conto di ciò che sta succedendo in Medio Oriente.

      • Dif says:

        Aspetta Miguel, non ce l’avevo con te. Ce l’avevo con quei (o quel, non ricordo se fosse uno o più) “pensatori” che, abboccando in pieno all’invenzione del “fanatico religioso vs giovane trasgressivo”, da bravi difensori dei Valori e della Tradizione sostenevano che quei giovani trasgressivi che ascoltavano la musica del demonio forse se lo meritavano.
        Così come prima di loro quei terribili vignettisti radicalchicche.
        Che ai terroristi tutte queste categorie di cosplayer non interessano mi pare assodato.

        • Francesco says:

          a me mi fai pensare ai mitici bizantini che discettavano di sesso degli angeli coi turchi alle porte

          solo che quelli sono una leggenda a quanto pare

          😉

          • Dif says:

            @Francesco

            Cosa intendi? Che mi starei perdendo in chiacchiere inutili?
            Mi pare che questo blog sia uno dei pochi posti dove si può perdere ore in chiacchiere meravigliosamente inutili 🙂

          • Francesco says:

            trovo stucchevoli i dibattiti interni quando la partita ormai è in corso

            sono molto utili a perdere la partita

            credimi, da milanista so di cosa parlo

            😉

          • Dif says:

            “Dibattiti interni”

            Interni a cosa? Se intendi a noi “non terroristi” beh, finché qualche terrorista non verrà qui a spiegare le sue ragioni, temo che dovremo continuare a parlare tra di noi.

            Comunque ripeto, curiosa questa accusa di parlare del sesso degli angeli su un blog dove mi pare si finisca a parlare del sesso degli angeli spesso e volentieri.

          • Francesco says:

            parlare fra noi?

            io sarei più per un mix di importazioni di olio di oliva, utilizzo dei B52, servizi segreti, partite di pallone e, last but not least, sindacati

            parlare va bene per Civati

            PS e non lesinare sui B52

      • mirkhond says:

        Miguel

        Ma tu in cosa credi davvero?

    • Un particolare secondario ma non privo di rilevanza è il fatto che noi carogne, sostenute validamente da una grossa rappresentanza di cinici, siamo dell’idea che ai Fagiani del Death Metal non potesse capitare occasione migliore per un altro paio di giri da quest’altra parte dell’oceano, dove in circostanze ordinarie nessuno avrebbe avuto alcun motivo per curarsi di loro.

  22. mirkhond says:

    “Semplicemente, mi dava profondamente fastidio, all’epoca, la demenziale invenzione tipicamente francese, della figura del “cattivo fanatico religioso” che uccide della gente solo “perché si diverte ad andare a un concerto trasgressivo”.”

    In Francia il cattivo dev’essere sempre un fanatico credente in Dio. Non solo musulmano.

  23. mirkhond says:

    Poi oggi qual’è la vera trasgressione?

    • habsburgicus says:

      non essere trasgressivi e comportarsi come era normale in epoca pre-illuministica !
      super-trasgressivi sono poi quelli (pochissimi e fra questi i validi sono ancor meno) che osano avere opinioni su alcuni argomenti super-tabù che siano contrarie (o almeno critiche) alla vulgata “politicamente corretta” e “imposta”…ecco, quella è la trasgressione his diebus 😀

      • mirkhond says:

        Concordo! 🙂

      • mirkhond says:

        Quando vedrò un film francese che comprende le ragioni della Vandea, invece di demonizzarle in continuazione, allora vedrò la trasgressione in Francia! 🙂

        • Francesco says:

          hai visto film francesi sulla Vandea? credevo avessero rimosso e basta!

          ciao

        • Andrea Di Vita says:

          @ mirkhond

          Almeno in Italia tre (3) film sul brigantaggio li hanno fatti (“Bronte”, “Quanto è bellu lu morire accisu” e “Li chiamavano briganti”).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii says:

        “non essere trasgressivi e comportarsi come”

        L’ho letta sulla pagina dei dinosauri onesti l’altro giorno 😀

        Comunque no, non è vero: la nostra società ti riconosce il diritto di fare il cosplayer della Vandea del XVIII secolo e, anzi, il tuo partecipare allo spettacolo rafforza e non indebolisce la nostra società.
        E’ difficile fare i ribbelli senza impugnare un’arma da fuoco ormai.

  24. fabio says:

    SCUSATE L’OT!! PROPAGANDA SIONISTA SU WIKIPEDIA
    Ragazzi mi dareste una mano con una voce di wikipedia?
    Come è noto wiki è diventata una fogna per quanto riguarda le voci sullo stato sionista. Branchi di sionisti vi imperversano modificando le voci in chiave propagandista e si vantano anche pubblicamente della loro opera mistificatoria.
    Il modo in cui noi tutti abbiamo lasciato che questi loschi figuri scrivessero la loro versione indisturbati su un mezzo usato da moltissima gente per informarsi, merita un esame approfondito e dovrebbe essere motivo di vergogna.
    https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Attacco_di_Itamar&action=history
    Vi prego di andare su questa pagina e annullare le modifiche di Shiva nyara e Goletta, 2 admin sionisti. E volendo, indicare la motivazione “non vogliamo propaganda sionista su wiki”.
    Grazie. Non possiamo lasciargliela vinta. Peraltro chiunque provi ad arginare un attimo la schifosa propaganda sionista su wiki, non potrà fare a meno di imbattersi prima o poi in Shyvanayara, lo psico-poliziotto della ridicola banda del ghetto di Roma che infesta il web con la sua propaganda. Sarebbe pure ora che venisse sbattuto fuori dalle gerarchie di wiki!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ti spiego (da ex wikipediano) dove sbagli e perché il tuo appello propone un rimedio molto peggiore del male.
      In primo luogo, le modifiche le hai fatte da anonimo, quindi modificare e rimodificare comporterà sempre la “rollbackata” della pagina.
      In secondo luogo, ho visto di che modifiche parliamo: ribadire ogni paragrafo che l’insediamento era illegale non aggiunge nulla. Sarebbe meglio specificare solo all’inizio che la colonia era illegale (con nota in cui si fornisce una fonte attendibile) e poi mantenere una stretta neutralità. Se lo si fa da utenti registrati gli admin saranno molto più prudenti nell’annullare le modifiche.
      Quello che proponi tu è un’edit war. Anzi, la edit war l’hai già cominciata e questo va contro le regole di Wikipedia. Continuando così o intervenendo in più persone la reazione degli amministartori sarà proteggere la pagina, perché nessuno li paga per stare dietro ai milioni di anonimi di internet.
      In genere se non c’è accordo su una definizione si apre un dibattito nella pagina di discussione della voce. Chi ha curato la voce ne sarà messo a conoscenza e in genere tutti gli interessati al tema saranno coinvolti.
      Vieni ignorato? In genere le voci hanno tutte un progetto di appartenenza: vai nella pagina di discussion (“bar”) del progetto e discutine per coinvolgere la maggior parte di persone interessate possibile.

      Su Wikipedia circolano molti “diretti interessati” a controllare le pagine? Sì, verissimo. Wikipedia è controllata da qualche oscura cospirazione? No: nessuno è materialmente in grado di controllare Wikipedia, perché un admin che usa i propri poteri per fare propaganda ideologica sarebbe sanzionato dalla comunità.
      Ovviamente nessuno ti prenderà sul serio se userai questa terminologia:
      “Come è noto wiki è diventata una fogna per quanto riguarda le voci sullo stato sionista. Branchi di sionisti vi imperversano modificando le voci in chiave propagandista e si vantano anche pubblicamente della loro opera mistificatoria.”

  25. mirkhond says:

    “Non conosco metallari, ma ho diversi rispettabili amici satanisti, e non ho nulla contro il satanismo.”

    Come fai a non avere timore di simili amicizie?
    Quelle sono realtà con cui non si scherza e bisognerebbe andarci piano coll’accostarcisi….

  26. mirkhond says:

    Sono solo una persona terrorizzata e con una sorella ossessionata nel credere di essere stata predestinata alla dannazione eterna….. 🙂

    • paniscus says:

      Ma tua sorella è diventata ossessionata “per colpa dei satanisti”?

      O magari ha fatto tutto da sola, o addirittura è stata influenzata da fonti fanatiche cattoliche e non certo sataniste?

      • Francesco says:

        piano piano

        le fonti cattoliche (di qualsiasi tendenza a me nota) non possono aver convinto nessuno di essere “predestinato” all’inferno. Pena non essere più cattoliche!

        mentre per fonti protestanti avrei più dubbi. e forse anche islamiche ma sono ignorante

        ciao

        • Mauricius Tarvisii says:

          Come? I cattolici non erano quelli kattivi che diffondevano paura e terrore?
          Mi sta crollando un mondo 😉

      • Moi says:

        @ FRANCESCO

        NON sottovalutare le massicce iniezioni di Eresia Protestante entrate con l’ ultimo (e per taluni unico) Concilio …

        • mirkhond says:

          Non mi sembra però che vi sia entrata la predestinazione, Deo Gratias!

          • Moi says:

            Sono meccanismi sottili, molto insidiosi : se un Cattolico si lascia trattare “da Flanders” allora la falsa percezione “Statunitemsizzata” di sé, come se il Cattolicesimo fosse davvero (!) l’ Eresia Protestante … si autorealizza !

            Sul rapporto “detto/non detto” degli enunciati, ti consiglio Michail Bachtin … o come Peucezio voglia traslitterarlo 😉 .

          • Moi says:

            l’ Eresia Protestante

            ——–

            Let’s call bread “bread” and wine “wine” … and fuck “PolitiKal KorreKtneß” 🙂 or whadda fuck they wanna call it ! 🙂

            😀

          • mirkhond says:

            Non capisco il riferimento a Flanders dei Simpson….. 🙂

          • Francesco says:

            neanche io

            però poso fare outing e dire che mi è molto simpatico

            😀

  27. mirkhond says:

    E’ una storia lunga da spiegare.
    Diciamo che molto è derivato da una psiche fragile, nutritasi per anni a base di film horror di matrice prevalentemente anglosassoni.
    Le fonti cattoliche che ha conosciuto hanno casomai cercato di convincerla dell’assurdità delle sue ossessioni, ma con scarso se non nullo risultato…..

    • paniscus says:

      Ma i film horror di matrice anglosassone non sono certo prodotti e commercializzati da satanisti convinti… bensì da aziende private a fini di lucro, alle quali non frega niente né del cristanesimo né del satanismo, na che sono interessate solo a vendere.

      • mirkhond says:

        Lisa

        Bisogna mettersi nella testa di una persona fragile, ossessionata fin da bambina perché non si accettava fisicamente.
        E che aveva l’abitudine di non confidare a nessuno i suoi malesseri.
        In questo contesto poi, la visione per anni di un certo tipo di filmografia, senza un adeguato filtro critico, ha aggravato la situazione.
        Il suo immaginario demoniaco (anche se lei lo nega) è paro paro preso dai film horror che ha visto.
        Del resto anche per me non è facile vedere certi tipi di film.
        Ad esempio sulle violenze carcerarie.
        Sono film che, dopo averli visti, mi fanno gelare il sangue per il terrore e l’orrore.

      • Peucezio says:

        “aziende private a fini di lucro”

        Cioè i soliti “eletti”.
        Non crederò mai alla neutralità dell’industria del cinema, dello spettacolo, della musica.
        Non è come fabbricare bulloni.

        • Z. says:

          Peucè,

          un film può influenzare il nostro modo di vedere le cose, un bullone credo di no. Una differenza c’è e su questo siamo d’accordo.

          Detto questo, è anche vero che per vendere uno spettacolo devi farlo in modo che alla gente piaccia, e quindi assecondare i loro gusti. Il fine è il lucro e non la propaganda.

          Il film di Batman uscito nel 2008, come credo di aver già scritto, sembra propaganda neocon. Ma non lo è: è solo figlio del suo tempo, e il suo tempo è – per semplificare – quello della propaganda neocon.

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Lungi dal farmi i fatti tuoi.

      Ma una bella gita in Giamaica?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  28. mirkhond says:

    Insomma non ha mai ascoltato Radio Maria col Fanzaga che sputa fuoco e fiamme dell’inferno in continuazione, oppure letto gli articoli cupi e apocalittici di Blondet (che non ama perché lo considera una fascista razzista).

  29. mirkhond says:

    un fascista razzista

  30. Carlo says:

    temo che i “pensatori” di cui parla Dif considerino “satanista” la musica metal in generale (con grande gioia dei musicisti metal che hanno un po’ di pubblicità gratuita).

  31. Carlo says:

    Visto che Mirkhond l’ha nominato, vorrei anche dire che non ho un odio sfegatato verso Blondet, anche se i miei commenti ad articoli precedenti lo potrebbero fare pensare, semplicemente mi infastidisce la sua visione del mondo in bianco e nero per cui da una parte ci sono i cattivi (USA,ebrei, musulmani sunniti, papa Bergoglio) che sono tutti uniti e concordi, e dall’altra i buoni (musulmani sciiti e Russia), dimenticando che il mondo è molto più complicato e censurando qualunque fatto oscuri questa dicotomia (tipo il fatto che Bergoglio ha riconosciuto la Palestina come Stato o il fatto che gli unici paesi musulmani aggrediti dagli Usa, cioè Afghanistan, Iraq e Libia erano governati da leader sunniti)

    • Andrea Di Vita says:

      @ Carlo

      Blondet scrive molto bene ed è ben informato per essere un giornalista. Ma mi sembra intriso d’odio fino al midollo. In USA probabilmente lo chiamerebbero “hate-monger” -del tutto a ragione- e lo tratterebbero di conseguenza.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Peucezio says:

      “mi infastidisce la sua visione del mondo in bianco e nero”

      E’ il suo maggiore limite.
      Su sunniti e sciiti il discorso sarebbe lungo. Comunque né Saddam né Gheddafi avevano nulla a che fare con il letteralismo sunnita foraggiato da Sauditi e compagni, ma ne erano sideralmente lontani.
      L’Afghanistan è l’unica eccezione.
      Inoltre non dimentichiamo per quanto tempo è stato appoggiato Saddam contro l’Iran khomeinista.
      In ogni caso più che gli atti contano le conseguenze, perché le concatenazioni degli eventi non sono dirette, ma sono in una certa misura prevedibili a chi conosca un minimo il campo. L’integralismo sunnita ha preso enorme piede in virtù di quelle guerre. Avrebbe potuto prevederlo anche un bambino.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Io non credo che gli USA volessero infognarsi in una guerriglia senza fine in Iraq e Afganistan scatenando quelle due guerre.

      • Carlo says:

        Tutto vero, ma gli Americani durante la guerra del 1980-1988 vendevano anche armi all’Iran contro Saddam (vedi scandalo Irangate), cosa che non toglie che essi sostenessero anche Saddam contro l’Iran, probabilmente non in virtù di un oscuro complotto ma per guadagnare di più. Comunque in Iraq gli americani, dopo il 2003 hanno installato al potere degli sciiti filo-iraniani, tanto da fare dire a Blondet che la vittoria elettorale di Al-Maliki legittimava a posteriori l’invasione americana.

        • Francesco says:

          Gli sciti mica sono due terzi della popolazione irachena? difficile che qualsiasi forma di democrazia non li portasse al potere

          Ciò detto, trovo peggio quello che è stato fatto in Libia e in Siria, rispetto a Irak e Afganistan.

          Ma credo che anche il ritiro velocissimo dalla Somalia sia stato un crimine di omissione

  32. mirkhond says:

    “hate-monger”

    Che vuol dire?

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Letteralmente (Martinez correggimi se sbaglio!) “mestatore d’odio”.

      L’ho letto spesso su testi di autori Statunitensi, riferito a propagandisti razzisti\integralisti tipo Ku Kux Klan o tipo quelli che dicono che vanno ammazzati i medici che praitcano interruzione di gravidanza.

      Le parole sono pietre. Sicuramente Blondet non avrà linciato nessuno. Ma il linguaggio che usa non è molto migliore di quello dell’Orina Fallace (quello sì decisamente da “hate-monger”).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirkhond says:

        Grazie!

      • Peucezio says:

        Sì, ma quali sarebbero le vittime contro cui Blondet armerebbe la mano?

        • Andrea Di Vita says:

          @ peucezio

          Tutti quelli che per lui puzzano, diciamo così, di Comunismo e/o Sionismo.

          Una categoria molto vasta, in effetti.

          Ma quello che mi sconcerta è il disprezzo profondo che traspare dalle sua parole. Peccato, perchè non scrive male e non è uno sciocco.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  33. mirkhond says:

    Condivido le considerazioni di Carlo su Blondet.
    Il suo cattolicesimo cupo, apocalittico, manicheo e “norreno” 😉 fa l’effetto di deprimere chi è già depresso.
    Per non parlare dei suoi commentatori, per i quali Cristo E’ Venuto solo per salvarci l’anima.
    Per il resto possiamo fare solo delle vite di merda, e ringraziare Dio per le sofferenze che patiamo.
    In questa prospettiva davvero terrificante, è ovvio che in quel giro considerino Bergoglio un pericoloso COMUNISTA, con quell’insana voglia 🙂 di voler alleviare GIA’ SULLA TERRA, i tanti mali provocati dalla prepotenza, dalla sopraffazione, dall’insensibilità e dall’incomprensione dei forti verso i deboli…..

    • Peucezio says:

      Su Bergoglio potremmo discuterne per anni (alla fine poi non mi hai più risposto, quando ti feci una domanda molto precisa e puntuale, ma vabbè, era ormai nei recessi di un post molto precedente).
      Ma per esempio come valuti che un Buttafuoco, antioccidentalista radicale, meridionalista e amante dei valori e dei ruoli femminili di un tempo, che criticava Bergoglio dicendo che piace troppo, che è popolare presso gli atei, i progreessisti, i filo-omosessuali, ecc., è arrivato a convertirsi all’Islam?? Non è che in qualche modo sei tu che stai passando dalla parte della difesa dell’Occidente, per un meccanismo che ancora non riesco a capire?
      Te lo chiedo senza nessun intento polemico o provocatorio, davvero per capire la parabola di pensiero che mi sembra, magari a torto, di avvertire in te e che mi disorienta.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Quando si parla di mondo in bianco e nero: non piace a Buttafuoco e piace a me? Deve essere un servo dei ma$$oni.

        • Peucezio says:

          Quindi Bergoglio di che colore è? Bianco, nero, rosso, blu…?
          E con quali sfumature?
          E qual è la sfumatura che lo fa piacere a Mirkhond?
          E quella che lo fa piacere a te?
          E quella che lo fa dispiacere a Buttafuoco?
          E quella che lo fa dispiacere a me?
          E perché tu e Mirkhond lo apprezzate in tutto, se ha tante sfumature? C’è qualche sua sfumatura che non apprezzate affatto?

          E no: Maurucius: tu mi attribuisi la voglia di vedere un bel film anni ’50 in bianco e nero; io invece ti sfido: ami i film a colori? fammi vedere un bel film a colori! Possibilmente in risoluzione 4K e in dolby surround (devo cogliere tutte le sfumature).
          Ma guarda che sono un critico molto esigente! Puoi sempre titarti indietro all’ultimo momenti, se hai delle remore o dei dubbi.
          Non dimenticare però che i nostri schermi sono in grado di visualizzare fino a 16.777.216 colori (e si va progredendo).

          • mirkhond says:

            A volte è davvero difficile capire il tuo non capire…..

          • Francesco says:

            Bergoglio a me pare bianco (nel senso di cristiano e cattolico)

            con delle imbarazzanti cadute nell’albiceleste (i colori argentini, giusto?) che lo portano a ripetere delle monate “tezomondiste”, nel verde (con terrificanti cedimenti all’antiumanesimo ecologista), nel rosso (tipico dell’antieconomicismo di molti cattolici)

            ma i suoi supposti cedimenti agli arcobaleno li vedo come rifiuto di adeguarsi a una logica di muro contro muro

            ciao

  34. mirkhond says:

    “le fonti cattoliche (di qualsiasi tendenza a me nota) non possono aver convinto nessuno di essere “predestinato” all’inferno. Pena non essere più cattoliche!”

    Non faccio che ripeterglielo in continuazione da anni.
    E così i sacerdoti cattolici che ha conosciuto.
    Ma niente, è un’ossessione che si è radicalizzata in lei…..

  35. mirkhond says:

    “Quanto è bellu lu morire accisu”

    Che però parla dell’impresa di Pisacane del 1857.
    Dunque, non proprio un film filoborbonico! 🙂

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Sono rimasto mortificato dal sapere dove sta tua sorella. Per farmi in qualche modo perdonare, ti mando il testo di una poesia che ho fatto leggere a una mia conoscente, anni fa vittima di una profonda e duratura depressione causata da un divorzio e da una successiva sfilza di lutti e di vicende personali molto dolorose. L’amica si chiama Elena, e la poesia si intitola “In vita di un’amica”. Debitamente modificata, forse può aiutare tua sorella (e no, non contiene riferimenti alla dottrina cattolica).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      In vita di un’amica

      In fondo al cuore resta pur tranquilla,
      mia cara amica, chè l’intendimento
      del mio messaggio non era di squilla
      all’amicizia del ravvedimento:
      era d’amico vero sola cura
      di gioia e di salute cara attesa,
      d’ansia e d’angoscia presente e futura
      di pianto amaro terapia sospesa.
      Voglio che ‘sto divorzio non ti sbrani.
      Voglio che di tuo figlio il bel sorriso
      scacci di mente tua i fantasmi strani
      che l’amarezza scrive sul tuo viso.
      Ricorda che non sei solo sconfitta:
      finchè respiri, ed ami, e ‘l sole scalda,
      niente e nessuno l’anima tua dritta
      indebolisce, nè ‘l respiro sfalda
      il cortisone, il male e la tristezza
      d’un’esistenza solitaria e triste.
      Non ti dimenticare la fortezza
      che viene dal ricordo delle miste
      giornate di dolore e di allegria
      che pur passasti col figlio e col marito.
      Passata non è gioia. Nè stantia
      rimane la speranza. Fu scolpito
      nel tempo il tuo piacere. (Si’, lo sarà
      di nuovo). Hai chiaramente capito
      che non ad Elena triste mai verrà
      data la palma d’esser quella vera,
      e neanche all’Elena felice
      che pur conosco, lucida e sincera;
      ma tutte e due come la fenice
      risorgon dalle ceneri del caso
      or una or l’altra, senza permanenza.
      Per la disperazione è forse abraso
      il solido telaio dell’esistenza.
      Ma la disperazione vuole eterne
      le fonti delle lacrime e ‘l dolore
      pel quale adesso luce non discerne
      l’amica mia. Nulla, nè ‘l calore
      d’amante, nè lo squallido disprezzo,
      nè l’orgasmo, ne’ ‘l pianto di bambina,
      nè fallimento, nè gloria senza prezzo
      stabile resta più che gocciolina
      d’acqua che sui capelli poco asciutti
      resti d’un bimbo ch’esce di piscina.
      Non creder che i tuoi giorni siano brutti
      Elena mia, non disperazione
      è legge eterna d’ogni tuo respiro.
      Ieri alla porta t’attese l’afflizione.
      Oggi la gioia (in punta di una biro,
      a una porta che sbatte, alla finestra
      che s’apre su un cortil che non sapevi
      essere lì, pieno di ginestra
      in fiore) in un momento grata bevi
      incredula di sorte tanto bella:
      dura un giorno, ma brilla come stella.

  36. mirkhond says:

    “Per farmi in qualche modo perdonare”

    Non hai nulla di cui farti perdonare, e ancora rigrazie per la bella poesia! 🙂
    Ciao!

  37. mirkhond says:

    “Non è che in qualche modo sei tu che stai passando dalla parte della difesa dell’Occidente, per un meccanismo che ancora non riesco a capire?
    Te lo chiedo senza nessun intento polemico o provocatorio, davvero per capire la parabola di pensiero che mi sembra, magari a torto, di avvertire in te e che mi disorienta.”

    Guarda nella mia vita mi hanno detto di tutto: ignorante borbonico, sampietrino, fascista, nazista, talebbbano ecc.
    Ma è la prima volta che qualcuno, e per giunta un amico 😉 mi attribuisce idee che non ho.
    Conosco poco Buttafuoco e ne ho apprezzato in passato le sue difese (lui siciliano!) dei Borbone delle Due Sicilie.
    Però mi dispiace, ma non condivido le accuse contro Papa Bergoglio, le quali mi sembrano mosse, nel migliore dei casi, da una profonda incomprensione verso l’operato di un uomo che cerca (per quanto gli sia umanamente possibile) di fare la volontà di Cristo.

    • Peucezio says:

      Sì, ma come mai papa Bergoglio non viene capito da un acuto e sincero filoislamico e nemico dell’occidente capitalista e materialista?
      E’ un limite di Buttafuoco? Ma uno così limitato, come ha fatto, da italiano con tutto un tipo di formazione alle spalle, a diventare mussulmano in un momento e in un clima in cui tutto spinge nella direzione opposta?
      Non torna…

      Su Bergoglio non mi hai risposto sul silenzio stampa il giorno del Family Day.
      Inoltre gli si domandò circa la stepchild adoption e disse che non interferiva nelle vicende degli stati, ma lo stesso giorno accusò Trump di non essere cristiano perché vuole alzare muri.
      E’ iperinterventista su tutto, ma qualdo si parla di omosessuali che si sposano e adottano, si defila istantaneamente, anzi, impone il silenzio stampa e proclama il silenzio come regola intangibile.
      E poi, ti ripeto, perché piace tanto agli atei?

      L’altro giorno ho pubblicato su facebook una foto che palesemente esprimeva poca simpatia per Bergoglio e un signore che conosco (telematicamente) è saltato su dicendo che Bergoglio è un grande pastore di uomini; a qualche mia obiezione molto pacata incentrata sul tema religioso e a un’obiezione più forte di un tradizionalista, ha replicato che lui in realtà è ateo e non credente, ma ammira molto Bergoglio come uomo; non ho potuto che riconoscergli la sua grande coerenza.
      E’ un esempio minimo, che non fa statistica, ma a suo modo è sintomatico.
      Ma ci sono personaggi più importanti del mio amico di Facebook, come la Bonino, Napolitano, Scalfari…
      Cos’altro manca, è questo che mi chiedo?
      Tolta la critica alle inguistizie economiche e qualche presa di posizione geopolitica marginale, se fai un elenco delle sue posizioni e dei personaggi cui tributa onori e riconoscimenti e facciamo affianco l’elenco delle tue posizioni in merito, a ogni voce sua, nella tua conolla c’è l’esatto opposto.
      Non capisco. Allora perché non lo segui anche nel suo progressismo?

      • habsburgicus says:

        lui in realtà è ateo e non credente

        l’ho notato anch’io (quello dal bel nome repubblicano pre-augusteo, no ?)..in effetti TUTTI quelli che sono atei, laici e magari pure anticlericali lo amano
        mah….

        (ripeto…entro in “modalità ecumenica” 😀
        io vorrei che ciò, ancorché non proprio un comportamento troppo bello, nasca dalla percezione che gli omosex et similia siano oggi troppo forti e dunque bisogna abbozzare..per salvare il resto..
        vorrei..diciamo un po’ come Paolo VI che diede tutto ai comunisti credendo che fossero eterni..non lo erano, ma onestamente ai suoi tempi non era chiaro..un po’ anche come il famoso Sergio che prostrandosi ai bolscevichi ha reso possibile la rinascita 80 anni dopo
        vorrei 😀
        ma, ho qualche scetticismo 😀

        • Francesco says:

          non fa male Bergoglio a rifiutare una guerra frontale con questi tizi ma a cercare di incontrarli come persone, anche se nelle dichiarazioni è spesso improvvido

          lo fa in modo molto imperialista: anche loro sono figli di Dio, e senza cedere sulla dottrina

          mi scoccia di più quando diventa ecologista fanatico anche a livello teorico. io la Laudato Sì ce l’ho ancora sul comodino

        • Mauricius Tarvisii says:

          Se vi fate un giro per le parrocchie vedrete che ai fedeli normali Bergoglio piace. Va bene tutto, ma ammetterete che Peucezio ha un rapporto conflittuale con la Chiesa (a torto o a ragione, non entro nel merito) e che Blondet è ai limiti della monomania ormai, mentre Buttafuoco e Habsburgicus non sono proprio dei fedeli.

          • Francesco says:

            “ai fedeli normali Bergoglio piace”

            quali fedeli normali? quelli che di solito disprezzi perchè non hanno mai letto le Scritture nè il Magistero e che si fanno dettare dalla televisione le categorie di bene e male a cui la Chiesa dovrebbe adeguarsi?

            o quelli che politicamente sono a sinistra del Manifesto?

            😀

          • PinoMamet says:

            Francè, girala come ti pare, ma mi pare che Bergoglio sia popolarissimo tra i cattolici.
            Non è difficile, basta chiedere.

            Roba che il tedesco se la sognava…

          • Francesco says:

            Dipende dai cattolici: piace molto ai gesuiti e anche al mio parroco. Ad Avvenire.

            Tra le persone che conosco la simpatia pare direttamente proporzionale all’orientamento politico e all’ostilità alla dottrina della Chiesa

            😀

          • PinoMamet says:

            Vabbè, tu frequenti CL.

          • Francesco says:

            Mica solo CL. che forse tu non sai ma è estremamente vicina al Papa, con fortissime frizioni interne.

            Perchè la posizione culturale di questo Papa pare debolissima e molto eterodiretta (meglio: questo pensa con le categorie del mondo, spesso, quindi è innocuo).

            Ciao

          • Peucezio says:

            Comunque è ovvio che Bergoglio piaccia a un’umanità laicizzata e a un popolo di fedeli protestantizzato, che concepiscono la religione come una schitarrata buonista.
            Poi sicuramente è uno che ha il dono della comunicativa.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Quindi abbiamo scoperto che piace anche ai ciellini. Per fortuna non piaceva a nessuno 😉

          • Francesco says:

            attento MT

            piace a chi guida il movimento, il popolo ciellino è molto in difficoltà per la (apparente?) pochezza e debolezza culturale di questo Papa

            uno che sembra appena meglio di Veltroni, quanto a idee, con in più una grande comunicativa piaciona

            si fa una fatica terribile a restare fedeli

  38. mirkhond says:

    (alla fine poi non mi hai più risposto, quando ti feci una domanda molto precisa e puntuale, ma vabbè, era ormai nei recessi di un post molto precedente).

    Mi sembra di averti sempre spiegato il perché mi piace Bergoglio.

  39. mirkhond says:

    Peucezio

    Su youtube c’è l’intervista fatta a Cardini lo scorso novembre, sul suo libro su Papa Francesco.
    Cardini forse, ti spiegherà meglio di me, quali sono gli obiettivi di Bergoglio.

  40. mirkhond says:

    Pensiamo ad esempio alle tematiche ambientaliste

    Apriti Cielo per un certo milieu cattolico di destra alla Socci o alla Blondet!
    Per costoro non esiste alcuna emergenza ambientale, sono tutte balle degli eco-terroristi-catastrofisti verdi.
    E nell’affermare questo si appoggiano al climatologo Battaglia con le sue controverse tesi che mi sembrano negare l’evidenza.
    Bergoglio invece è consapevole che, in attesa di trovare nuove cornucopie stellari da saccheggiare (ammesso che ce ne siano), siamo condannati a vivere su QUESTA Terra.
    Terra le cui risorse non sono infinite come pensano Battaglia, Blondet e Socci.
    Dunque se non limitiamo la voracità dei ricchi e non redistribuiamo le risorse esistenti tra TUTTI in modo di avere di che vivere ALLO STESSO MODO in QUALUNQUE posto della Terra, finiremo per saltare TUTTI!
    Ora Blondet o Socci vogliono il bene, ma paradossalmente nel mostrare disprezzo per tali tematiche di SOPRAVVIVENZA DEL GENERE UMANO, finiscono per fare il gioco proprio di quelle multinazionali capitali$te che rischiano di farci estinguere tutti.
    Molto di più degli aborti.
    Dire che Gesù E’ Venuto solo per salvare le nostre anime, significa dare argomenti a chi ritiene che TUTTE le religioni, e soprattutto il Cristianesimo siano oppio dei popoli.
    Significa negare anche tutta l’opera del cattolicesimo sociale realizzata da santi come Don Bosco col suo Pane e Paradiso.
    Insomma per costoro dobbiamo pensare solo allo Spirito lasciando il mondo COSI’ COME E’, con inquinamento, tumori (guai a parlare di eutanasia! Sacrilegio! uno deve farsi un fine vita di merda tra atroci sofferenze fino alla fine!), ingiustizie sociali, gente che divora per 100 e gente che non ha nemmeno di che sfamarsi.
    Mi dirai ma Bergoglio può denunciare tutte le ingiustizie del mondo, ma tanto il mondo non lo sta a sentire.
    Ed hai purtroppo, ragione.
    Ma almeno non si potrà dire che il Papa sia stato COMPLICE di tante schifezze……

    • “Pensiamo ad esempio alle tematiche ambientaliste”

      Verissimo tutto quello che dici.

      • Francesco says:

        beh, avrei moltissimo da eccepire, invece

        😀

      • Dif says:

        Di questo se ne parlò qualche tempo fa, quando uscì fuori una discussione abbastanza provocatoria riguardo al fatto che “i cristiani odiano i cani”.
        Secondo me è così, la maggior parte dei cristiani (non tutti ovviamente) essendo persone principalmente conservatrici appena sentono parlare di temi ambientalisti o animalisti, cominciano a sentire puzza di sinistra, comunismo (come se i Paesi comunisti si preoccupassero particolarmente di temi ambientali), da dove si passa a fricchettoni, punkabbestia, e tutta una serie di cose che non piacciono ai bravi padri di famiglia cattolici.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io odio i cani e considero l’amore per i “pelosetti” l’antitesi dell’ambientalismo.

          • “Io odio i cani e considero l’amore per i “pelosetti” l’antitesi dell’ambientalismo.”

            Ma sai, quando abiti in città devi concentrare tutta la natura possibile in un vasetto di fiori o in un chihuahua tascabile 🙂

            Ma la cosa fondamentale è non sentirci paranoicamente ostili a qualunque cosa non sia stata fatta dalla mano dell’uomo. Ed è questa tendenza che vedo nei cattolici.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Nei cattolici che incontri per strada o in Blondet?
            Nei primi dubito che ci sia tutta questa autocoscienza: bellissimi gli uccellini al parco, ma poi se gli alberi perdono le foglie in autunno “sporcano”. Se assumono atteggiamenti apparentemente antiambientali in realtà sono atteggiamenti “pro-cazzi miei”, come l’ostilità alle targhe alterne che è solo il desiderio di usare liberamente la macchina.

        • “la maggior parte dei cristiani (non tutti ovviamente) essendo persone principalmente conservatrici appena sentono parlare di temi ambientalisti o animalisti, cominciano a sentire puzza di sinistra”

          Vero, però va capita meglio la cosa. Nel senso che un “conservatore” dovrebbe voler “conservare”: magari “conserva” la “famiglia tradizionale”, ma a maggior ragione dovrebbe voler “conservare” uno storico boschetto che qualcuno vorrebbe abbattere in nome del “progresso”.

          E infatti conosco diversi “conservatori” di questo tipo, piuttosto campagnoli e spesso montanari.

          Però il conservatore alla Blondet non ragiona affatto così. Per lui il progressista è quello che cerca di difendere il boschetto, forse perché pieno di musulmani o di elfi omosessuali.

          • Dif says:

            Quoto in pieno. Ricordo anche allora venne fuori un dibattito sul significato di “conservatore”, con qualcuno che diceva che a maggior ragione un conservatore dovrebbe voler conservare la natura.

            Io invece mi riferisco proprio ai conservatori alla Blondet, che parlano dei bei tempi andati dove non ci si facevano troppi problemi ad abbattere un bosco o a uccidere un animale.

        • PinoMamet says:

          Mmmm c’è del vero;

          ma a me pare che il “padre di famiglia cattolico”, in Italia perlomeno, non esiste.

          Esiste il padre di famiglia che parla (sempre meno nel corso degli anni) di calcio;
          e di figa (stabile).

          Che guarda i culi, parla del governo che fa schifo, farebbe volentieri, e qualche volta fa, qualche scappata dalla put tana di appartamento o al centro massaggi cinese, qualche volta tradisce la moglie e o ne è tradito, lascia che in casa comandi la moglie e adotta le posizioni di lei in materia morale e religiosa, limitandosi a trovarle di solito un po’ troppo rigide.

          Gli stanno sulle balle i punkabbestia, perché sono sporchi fanno ca si no e poi loro sono ancora giovani (è il vero motivo) ma quando poi per caso ne conosce uno in un contesto non oppositivo, capace anche che lo trovi simpatico.
          Idem i negri.

          Quanto ai cani, o va a caccia (ma non ci va più nessuno) e allora ha setter irlandese di nome Diana, oppure sopporta il cane della moglie e impreca contro quelli che sporcano i marciapiedi:
          nell’argomento, direi che il cristianesimo è ininfluente, se non sotto forma di bestemmia.

          • “ma a me pare che il “padre di famiglia cattolico”, in Italia perlomeno, non esiste.”

            🙂

            Giustissimo.

            Però ancora non spiega l’accanimento degli antiecologisti propriamente cattolici, come Blondet. Quelli che devono arrampicarsi su specchi liscissimi per negare il riscaldamento globale, ad esempio.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non escludo che sia importato dagli USA. Non è che se uno fa l’antiammeregano non è stato esposto all’Amerika o a chi a sua volta è stato esposto all’Amerika.

          • Dif says:

            Infatti forse ho sbagliato a dire “cristiano”. Era un modo per indicare quella maggioranza di italiani vagamente conservatori, un tempo berlusconiani e oggi salviniani, quelli che “non sono razzista ma…”, “non ho niente contro i gay ma…”
            Tutte persone che magari non vanno a messa la domenica, ma se gli chiedi se sono cristiani dicono di sì perché non esserlo è roba da musulmani, fricchettoni e radicalchic.

          • Francesco says:

            Dif

            scusa ma certi errori rendono impossibile parlare!

            inizi parlando di me (pater familias cattolico, del tipo che non esisterebbe) e finisci con il lettore medio del Giornale (visto dal lettore medio di Repubblica)

            😀

          • Peucezio says:

            Miguel,
            io sono per la conservazione del boschetto (non sempre e comunque, ma in generale senz’altro sì).
            Ma ciò di cui parli ha tutta una tradizione legata al radicale antropocentrismo cristiano.
            Inoltre la conservazione non è detto che sia indiscriminata, può anche volersi solo riferire a tutto ciò che è umano, artificiale. Anche se è anche vero che l’uomo costruisce sulla natura e se glie la togli da sotto i piedo, crolla anche quello che ha costruito.

        • Francesco says:

          non di sinistra ma direttamente di zolfo: chi si occupa troppo degli animali o dell’ambiente ha molto spesso una forte ostilità per gli essere umani

          gli sterminazionisti (quelli che dovremmo eliminare 6-7 miliardi di esseri umani per il bene di Gaia) sono ostili ai cristiani

          • Dif says:

            Ecco, avete tutti quest’idea che basti dire “non voglio che abbattano questo bosco per costruire l’ennesimo ecomostro” equivalga a essere pazzi assassini che vogliono sterminare l’umanità.

            Oppure che non sia possibile amare gli animali E gli esseri umani, delle due si può scegliere solo un’ opzione.

            O ancora, che chiunque si preoccupi della natura debba essere ripreso perché “ehi, c’è gente che muore di fame e tu pensi agli animali”, magari da parte di persone che degli altri esseri umani se ne fottono allegramente.

            E parlo per esperienza personale, tipo mia madre che rimprovera la sorella per volere troppo bene al cane, perché poi quando avrà un figlio non gli vorrà abbastanza bene.
            Come se l’amore che può provare una persona fosse una scorta limitata.

            Ecco, detto da uno che non si definirebbe nè animalista nè ambientalista, francamente non vi capisco.

          • Francesco says:

            “avete tutti”? io mica sono tutti!

            ho scritto “molto spesso” e non “sempre” e lo confermo, sulla base della mia esperienza personale

            “chiunque” è un altro termine troppo generico. pure io credo di occuparmi della natura, come l’ambiente in cui vivo e in cui vivranno i miei figli. però mi sa che parto da noi umani che ci viviamo e non dalla natura e che questo faccia un sacco di differenza

            ciao

          • Dif says:

            Intanto mi scuso se ho generalizzato, non posso accusarti di generalizzare se sono io stesso il primo a farlo.

            Dici bene sul fatto di preoccuparsi per la natura partendo da noi che ci viviamo, infatti io credo che la maggior parte degli ambientalisti partano proprio da quest’idea, che se danneggiano l’ambiente finiamo per danneggiare anche la nostra salute.

            Poi sicuramente ci saranno degli sciroccati che vorrebbero una Terra senza traccia di vita umana, ma quello che dico io è che questi sono una minoranza insignificante, mentre dalla tua affermazione che l’ambientalismo puzza di zolfo, deduco che pensi siano la maggioranza.

            Comunque per rispondere all’altro tuo messaggio l’idea che avevo era proprio il lettore medio del Giornale. Ovviamente non tutti sono uguali, ma mi sembra un tipo umano con delle caratteristiche facilmente identificabili 🙂

          • Francesco says:

            sull’ultimo punto mi tocca di darti ragione 🙂

            per gli ambientalisti rimango del mio sospetto, che si aggrava più la persona è importante o attiva o “portavoce”, non sono certo i migliori a emergere

            ciao

    • Peucezio says:

      Sì, Mirkhond, ma sono cose ovvie. Cioè è ovvio dirle e nessuno le fa.
      Bergoglio fa come gli ecologisti dei partitini e movimentini, che sbraitano, ma non concludono nulla, perché fanno discorsi generici, lapalissiani, buonisti.
      Per risolvere un problema di tale entità ci vogliono trasformazioni strutturali mondiali radicali e prese ci coscienza da parte dei vertici politici ed economici del mondo. E allora bisogna sapersi rivolgere a costoro esercitando una vera pressione morale, non dicendo cose da ecologista buonista che non spaventano nessuno.
      Se si rimane sul generico, quelli continuano a inquinare e in più si fanno un sacco di risate.
      Se si vogliono affrontare problemi di questo tipo, bisogna avere una serie di specialisti con i controattributi che ti studiano le cose tecnicamente e sono in grado poi di portare dati fondati; si possono anche finanziare università e centri di ricerca: la Chiesa un po’ di soldini ce li ha. E poi si possono diffondere le conclusioni tecniche, scientificamente attendibili, di costoro. E usarle come grimaldello mediatico, culturale, con cui poi la politica, la società, i decisori economici, per quanto controvglia, devono fare un po’ i conti.
      Il resto sono petizioni di principio che fanno ridere.

      • mirkhond says:

        Ma credi davvero che il Vaticano di OGGI abbia tutto il potere che gli attribuisci?
        Saranno cose ovvie fino ad un certo punto, visto il pensiero di certi tuoi amici sull’argomento.
        E che finiscono per fare il gioco proprio delle multinazionali!
        Però Gesù E’ Venuto solo per salvare le anime, come ripete ossessivamente il tuo ambiente cattodestroide antibergogliano.
        E che tutto il resto vada pure alla malora!

        • Peucezio says:

          Quali miei amici?
          E quando mai avrei attribuito tutto ‘sto potere al Vaticano?
          Comunque non è neanche un’istituzione completamente irrilevante.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Quindi se il Vaticano parla di ambiente sono chiacchiere inutili ininfluenti. Invece se parla di aborto ogni sillaba pronunciata dal Papa cambia il pianeta?

        • Moi says:

          il Papa influenza poco e niente … tutt’al più può indisporre o compiacere chi comanda sul serio ! Il potere dell’ educazione / plasmare mentalità che può avere è ai minimi storici … mi sa che “smuove a fare” più gente Umar Andrea che Papa Francesco !

          • habsburgicus says:

            @Moi

            tristissima verità….ma sempre verità
            in altre epoche a noi vicine già il potere del Papa era limitato ma almeno un po’ più di influenza sui cattolici lo aveva 😀
            dal punto di vista storico invece ci sarebbe da aprire un dibattito
            quale fu l’ultimo Papa che contò VERAMENTE anche in cose profane ?
            io risalirei fino a Gregorio XIII (1572-1585) a cui dobbiamo il nostro calendario…adottato anche dai non-cattolici (in ritardo)…grande risultato ! forse non sarebbe più stato possibile anche solo 100 anni dopo
            certo ancora un Urbano VIII (1623-1644) era meglio averlo amico che nemico
            poi da metà XVII a metà XX (periodo ancora divisibile in 2 o in 3) vi è il periodo dei Papi influenti, forti (spesso) ma non più in grado di incidere nelle grandi questioni che si fanno spesso contro di loro o comunque ignorandoli..rivoluzione, I GM, II GM
            poi da c.a 40 anni le déluge 😀

          • mirkhond says:

            Il declino dell’influenza politica papale, risale alla Cattività Avignonese (1305-1377) e al conseguente Scisma d’Occidente (1378-1417).
            Quando i papi edificano il vero e proprio stato pontificio, l’influenza papale sui sovrani e sulla società occidentale è ormai molto diminuita.
            Paradossalmente dopo le cattività napoleoniche di Pio VI e Pio VII, e soprattutto dopo la presa di Porta Pia, l’autorità e il prestigio del papato risalirono, sia pure confinati ad ambiti strettamente religiosi.
            Vedasi l’ultramontanismo francese dell’800 e della prima metà del ‘900, inpensabili ancora nel XVIII secolo……

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Il declino dell’influenza politica papale, risale alla Cattività Avignonese (1305-1377) e al conseguente Scisma d’Occidente (1378-1417).”
            “l’autorità e il prestigio del papato risalirono, sia pure confinati ad ambiti strettamente religiosi.”

            Condivido questa analisi di un fenomeno che sembra persino paradossale.
            Il potere temporale dei pontefici medievali era veramente universale ed è finito con la crisi dei poteri universali e l’ascesa dei poteri locali. Lì, a conti fatti, il potere pontificio si ridusse ad una fetta contesa di Italia centrale (conquistata con le unghie e con i denti da Albornoz, visto che altrimenti il Papato avrebbe avuto un potere delimitato dalle mura di Avignone).
            Il Papato dell’età moderna fu nei momenti migliori un centro di intrighi italiani (a volte a discapito dell’interesse della Chiesa universale: ricordiamo che le trame papali a Parma ostacolarono non poco le guerre contro i protestanti in Germania), nei momenti peggiori una specie di scendiletto delle monarchie cattoliche, che non ne avevano neppure bisogno come fonte di legittimazione, visto che ormai sempre più spesso la propria legittimazione la trovarono in se stesse.
            Fu solo la Rivoluzione Francese a costringere dinastie fino ad un attimo prima ferocemente anticlericali come gli Asburgo ad andare a genuflettersi e baciare anelli per salvare una legittimazione sempre più discussa. Fu questo un momento di prestigio papale, ma effimero perché strumentale agli interessi di chi all’epoca contava.
            Furono solo la liquidazione del potere temporale e la fine della strumentalizzazione del cattolicesimo per legittimazione politica a permettere ai Papi di tornare ad esercitare un’autorità veramente universale, anche se confinata in ambito spirituale.

            Questo paradosso è quasi sempre incompreso, perché si comprendono poco i fenomeni di carisma e di autorità morale (soft power): pochi si rendono conto che l’autorità morale di un Giovanni XXIII fu superiore a quella del suo predecessore Pio XII nonostante il secondo rappresentò certamente meglio una certa idea di regalità pontificia. Allo stesso modo un informale Giovanni Paolo II ebbe un ascendente infinitamente maggiore di Paolo VI (a cui, come ricordava una volta Habsb., non mancava ancora la dignitas dei pontefici di una volta). Il momento di massima crisi recente il Papato l’ha raggiunto con le pompe di Benedetto XVI.

            Ma questo a chi è fermo ad una concezione arcaica di potere, del tutto avulsa dal modo in cui nella nostra società il potere si gestisce, sembra incomprensibile.

          • habsburgicus says:

            a costringere dinastie fino ad un attimo prima ferocemente anticlericali come gli Asburgo

            potrei addirittura essere d’accordo su tutto quanto hai scritto, ma questo non posso fartelo passare..tu confondi 1 Sovrano (o 2 contando Leopoldo), cioè Giuseppe II, imp 1765 ma de facto 1780-1790 con gli Asburgo ! che furono di norma sempre molto “papali” e “clericali”..Giuseppe II fu l’eccezione (quasi unica) non la regola
            quanto dici è più vero per i Borbone
            una dinastia che nasce protestante a fine Cinquecento (Enrico IV), che non risulta mai essere stata troppo “devota” nei tempi d’oro (XVII e XVIII, pre-1789..di certo non in Francia ma anche in Spagna il suo avvento rappresenta una rottura, che spiacque a de Tejada e agli ultra-conservatori anche in tempi vicini a noi…neppure a Napoli dove inizia solo in 1734 !) e si “converte” (o viene “convertita” ?) nel caposaldo della legittimità del trono e dell’altare nel XIX secolo 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            E Pietro Leopoldo, non dimentichiamolo. Che in particolare si convertì quando, salito al trono in Austria, passò dal giurisdizionalismo all’alleanza Trono-Altare.

          • habsburgicus says:

            l’aria toscana lo corruppe :D..quella di Vienna lo guarì 😀

          • Peucezio says:

            Sì, però è anche vero che per tutto il primo millennio la primazia di Roma era più simbolica che altro: in fondo il papa era il capo di una chiesa locale, per quanto importante (intendo proprio a livello d organizzazione interna della Chiesa, non solo di influenza politica).
            Forse il periodo di maggior prestigio e influenza diretta è stato nel primo basso Medioevo, dalla lotta per le investiture all’epoca cui avete fatto riferimento voi.

        • Peucezio says:

          Mauricius, Mirkhond, mettetevi d’accordo:
          sto dicendo che quando parla di ambiente sarebbe influente o ininfluente?
          Comunque, visto che ci sono due esegesi opposte, sarò più chiaro: i problema non è che dice cose ininfluenti, ma astratte e generiche.

      • “Bergoglio fa come gli ecologisti dei partitini e movimentini, che sbraitano, ma non concludono nulla, perché fanno discorsi generici, lapalissiani, buonisti.”

        Mi sembra che la svolta di testa che il Papa ha chiesto agli asfaltatori più accaniti della storia sia talmente enorme, che si possa aspettare poco altro.

        Il papa non è un ragazzino e non lo sono nemmeno il 90% dei preti. E le teste non si cambiano facilmente a 80 anni.

      • Z. says:

        Chi usa il termine “buonista” dovrebbe essere sanzionato per legge.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Se si vogliono affrontare problemi di questo tipo, bisogna avere una serie di specialisti con i controattributi che ti studiano le cose tecnicamente e sono in grado poi di portare dati fondati”

        I dati fondati esistono eccome: girano da anni ed è da imbecilli negarli. Il Papa per commentarli dovrebbe prima riverificarli fondando centri di ricerca ad hoc? E perché non dovrebbe anche ridimostrare l’esistenza della forza di gravità arruolando un’intera facoltà di fisica?

        • Francesco says:

          >> I dati fondati esistono eccome: girano da anni ed è da imbecilli negarli.

          presente! mica li nego però, me la prendo con la lettura catastrofista che piace a tanti

        • Peucezio says:

          No, appunto: basterebbe che facesse osservazioni puntuali basate sui dati fondati cui hai accennato, non dico facendo accuse puntuali (farebbe subito una brutta fine, papa e tutto), ma almeno facendo esortazioni meno generiche, ma più puntuali.
          Una cosa è certa: dire “bisogna salvaguardare l’ambiente” è come dire “non bisogna fare la guerra” o “non bisogna uccidere”: è giusto ma non serve a un beato cazzo.

          • mirkhond says:

            E quindi meglio tacere da collusi?

          • Francesco says:

            immagino che Peucezio ritenga il Sommo Pontefice in grado di dare indicazioni un filino più concrete

            a me piace molto quello che dice in tema di immigrati e accoglienza, lì mi sembra calarsi dal Mondo delle Belle Parole in quello dei fatti, dei soldi, del sudore e fatica, dei rischi e problemi

            ciao

  41. Moi says:

    @ MIGUEL

    In Oltrarno avete messo dalla stessa parte della barricata un Esorcista e dei Satanisti contro il PD Nemico Comune ?! … Grandioso ! 😉

  42. Moi says:

    Domanda ” Politically Scorrect ” :

    perché Israele può rispondere agli Attentati di Matrice Islamica radendo al suolo Gaza ma i Paesi d’ Europa NON possono fare altrettanto con i propri Quartieri/Paesi-Casbazza ?!

    Delle due, l’ una :

    Israele commette un Abuso nel Diritto di Difesa …

    i Paesi d’ Europa sono privati del Diritto di Difesa …

    • roberto says:

      tre
      ci sono un sacco di non nemici che vivono in quei quartieri.

      a voler usare la logica asurda di cui parli, per “non nemici”intendo bianchi cristiani (schaerbeek ci sono un sacco di italiani, giusto per dire)

      mi vengono anche quattro cinque e sei, ma proprio non ho voglia

      • Mauricius Tarvisii says:

        Sei antisem… antieuropeo: gli abitanti di quei quartieri hanno il diritto di sopravvivere, ma questo diritto di sopravvivere va bilanciato con il nostro diritto alla sicurezza.

    • PinoMamet says:

      Ma Gaza non è mica rasa al suolo, Moi.

      Gli piacerebbe, a certi filo-sionisti di qua;
      e, per motivi opposti, anche agli anti-sionisti di qua.

      Però no.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Infatti: i poligoni di tiro non si distruggono mai 😀

      • PinoMamet says:

        Può anche essere che sia anche per quel motivo;
        e in effetti se fossi un generale israeliano- anche e soprattutto il più guerrafondaio di tutti- non vedo proprio perché dovrei accontentare i filo-sionisti e radere al suolo la mia fonte di lavoro…

    • Zhong says:

      “Delle due, l’ una :

      Israele commette un Abuso nel Diritto di Difesa …

      i Paesi d’ Europa sono privati del Diritto di Difesa …”

      C’e’ un sito, che non linko perche’ e’ uno shock site (!), che sta raccogliendo i messaggi pubblicati da sionisti hardcore che esultano per gli attentati di Brussel secondo l’idea che cosi’ l’Europa capira’ che vuole dire avere a che fare con i terroristi, etc.. Il detto sito poi ne deduce che ISIS e’ organizzato direttamente da Israele….

      • Francesco says:

        tesi interessante

        ma non era lo stato iracheno a guida scita a essere una filiazione israeliana?

        oppure i Perfidi guidano tutto?

        😀

  43. Moi says:

    Attentato Bruxelles, l’Europa è la nuova Israele. E ci serve un Rabin europeo
    ESTERI, EUROPA – 22/03/2016 di Boris Sollazzo…

    http://www.giornalettismo.com/archives/2060413/attentato-bruxelles-europa/

    ————————

    MA sappiamo che fine ha fatto Ytzak Rabin, per mano dei suoi stessi (!) correligionarii …

  44. Moi says:

    il “monger” (pronuncia “mòngher”, più o meno …) si ritrova anche in “war-monger” per “guerrafondaio” …

  45. mirkhond says:

    Roberto

    Poco fa al telegiornale hanno detto che tra le cause dell’attentato di Bruxelles, ha giocato un ruolo l’antica rivalità tra Fiamminghi e Valloni.
    In cosa tale rivalità sarebbe stata d’ostacolo all’impedimento dell’attentato?
    Ci sono due diverse polizie etniche?

    • Moi says:

      come minimo (che fa tanto …), direi che NON collaborano …

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sentivo poco fa dalla Gruber che non riescono ad approvare leggi per la sicurezza, come quella sui pentiti.

      • Moi says:

        Coscienza SporKa in Francia : per antonomasia Pays d’ Accueil, fin dal Mai Soixante-Huit …

        • mirkhond says:

          Eh?

          • Moi says:

            La Francia ha troppi scheletri nell’ armadio con il Terrorismo (segnatamente “Rosso”, altri tempi …) per collaborare con il resto d’Europa …

          • Moi says:

            La Francia ha ospitato e protetto troppi terroristi rossi degli anni ‘7o per poter collaborare in trasparenza con il resto d’Europa … Italia in primis.

          • Moi says:

            insomma: se collaborasse con l’Italia in materia di Terrorismo Islamico, la Francia prima o poi dovrebbe rendere conto dei Terroristi “Rossi”che ha accolto decenni fa. E ovviamente NON ci tiene a farlo.

          • Z. says:

            Dici? Secondo me no… certo, quello è un capitolo sgradevole, ma ormai è chiuso.

          • Moi says:

            Oppure l’Italia si dichiara Paese d’Accoglienza per Terroristi Islamici … se la Francia li vuole si efettua lo scambio di camionette con la “merce di scambio” bella che imbavagliata e impacchettata al tunnel del Montebianco !

            PS

            Abdelsalahmadasugoferrarese 😉 o come cazzo si chiama, se l’ affidassero a un Interrogatorio gestito da Joe Formaggio … canterebbe, e alla svelta !

          • Moi says:

            in fondo, non sarebbe che “condividere la sua Cultura Altra” …

            Ora vedremo quante nostrane WonderWoman Femministe si trasformeranno in Pina Fantozzi con il Sarracino Arrapato in Agguato, magari che “o me la dài o esplodo !” … sorry folks, real life ain’t gonna be politically correct !

    • Roberto says:

      Che io sappia la Police fédérale è una sola (poi c’è una polizia locale)

      Comunque non è etnia ma lingua

    • Roberto says:

      Invece se parli di politica e di amministrazione è un troiaio assolutamente incredibile ed inestricabile.
      Spesso nelle serate con amici belgi, quando il tasso alcolico scioglie le lingue, si raccontano casini inenarrabili con autorità amministrative, giudiziarie e politici che si mettono i bastoni fra le ruote giusto per divertirsi

      Comunque a me i valloni stanno molto simpatici (i fiamminghi molto di meno)

      • Andrea Di Vita says:

        @ roberto

        Raccontato da un mio amico che vive a Bruxelles:

        Un Italiano residente a Bruxelles si trova fuori della cerchia urbana, e dunque in zona Fiamminga, a dover chiedere un’informazione in un ufficio pubblico. Entra, e fa la sua domanda …in Francese, perchè non parla Fiammingo.

        L’impiegato lo zittisce col dito sulle labbra, e gli fa segno a gesti di uscire. Lo segue fuori della porta.

        Una volta che entrambi sono all’esterno dell’ufficio, l’impiegato dice all’Italiano: “Non mi metta nei guai. Se mi rivolge la parola in francese in un ufficio pubblico qui e io le rispondo in Francese, posso passare dei guai seri”.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Roberto says:

          Non so se sono io il tuo amico, ma è successo pure a me
          🙂

          • Roberto says:

            Tranne che non sono residente, chiedevo una banalissima informazione

          • Andrea Di Vita says:

            @ roberto

            No, è l’amico di un ex dipendente della Commissione che mi racconto’ la cosa venti anni fa.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Roberto says:

            A me è successo nel 2009 (o 2008)
            Pensa un pò che la mia instituzione mi aveva mandato per una settimana in missione al consiglio di stato belga.
            Io arrivo e bel bello mi presento alla portineria della sezione fiamminga (non sapevo che ci fossero due sezioni completamente separate) dove si svolge questa scena surreale del portinaio che mi chiede di non metterlo nei guai.
            Il mio referente (francofono) mi ha preso per pazzo (quale assurda idea ti è venuta di chiedere alla sezione fiamminga dov’è la sezione francofona!)

          • Andrea Di Vita says:

            @ roberto

            Ti batto. 🙂

            Mia moglie e io andiamo ospiti di un mio amico a Bruxelles. In un pomeriggio in cui lui è occupato al lavoro decidiamo di andare al Museo del Congo. Bellissimo. Solo che seguiamo dall’ingresso all’uscita l’itinerario consigliato, e tutte le scritte con le didascalie degli oggetti esposti sono riportate su eleganti cartelli in Fiammingo. Nulla in Francese, e nemmeno in Inglese. Qualcosa decrittiamo (entrambi capiamo un po’ di Tedesco) e bestemmiando e sbuffando completiamo il giro. All’uscita ci voltiamo per dare un ultimo sguardo, e scopriamo che tutti i cartelli hanno sul retro la traduzione in Francese. L’ingresso per Fiamminghi è l’uscita dei Valloni, e viceversa: ciascuno, entrando dall’ingresso giusto, ha tutte le scritte nella sua lingua e solo in quella. Solo che a noi turisti nessuno dice quale ingresso prendere.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Roberto says:

            Di vita vs Roberto 2-1
            🙂

          • Z. says:

            Devo dire che io in Belgio ho quasi sempre parlato in francese (a parte un paio di volte a Bruxelles). E sono sempre stato trattato in modo estremamente cortese e corretto, sia a Bruxelles-Capitale sia nelle Fiandre in senso stretto.

            Tra l’altro loro parlano un francese semplice da capire, e ti capiscono benissimo anche se sbagli la pronuncia o commetti qualche errore.

  46. mirkhond says:

    Mi chiedo come faccia il Belgio a restare ancora unito se vi sono al suo interno due nazioni diverse e reciprocamente ostili…..

    • Moi says:

      Ki$$à, h€ … 😉

    • Zhong says:

      “Mi chiedo come faccia il Belgio a restare ancora unito se vi sono al suo interno due nazioni diverse e reciprocamente ostili…..”

      In effetti, e’ vero. Che poi fanno gia’ una fatica del diavolo a integrarsi tra valloni e fiamminghi, figuriamoci come possono riuscire ad integrare altre persone..

  47. Moi says:

    Ma che risposta culturale può darsi l’ Europa ?

    Gender : Madrid :

    http://gaceta.es/noticias/debate-ley-transexualidad-asamblea-madrid-17032016-1314

    la revolucionaria idea de que las niñas pueden tener pene y los niños vaginas. Esto pone patas arriba la idea tradicional de que el sexo determina el género …

    • Moi says:

      @ Habsburgicus

      40 anni fa, ancora qualche mese di El Caudillo … e nemmeno nella fantapolitica più ardita lo avrebbero mai immaginato.

      • Moi says:

        e poi alcuni vogliono stupire con delle ucronie con dei confini un po’ diversi 😀 …

      • habsburgicus says:

        ad essere precisi era già morto da qualche mese..in marzo 1976 però l’essenziale del sistema era ancora in piedi (l’auto-affossamento, propugnato dal Re, avverrà in autunno 1976 con il voto delle Cortes e poi in 1977, dopo gli ultimi “mal di pancia” di ambienti militari in febbraio 1977, quando fu legalizzato addirittura il PCE..mentre l’ETA, nell’indifferenza o quasi dei “tempi nuovi” sembrava avere “licenza di uccidere”..altro che James Bond :D)

  48. Grog says:

    Ma non era il Belgio ad avere un RE PEDOFILO che ha affossato l’inchiesta Dutroux?
    Ecco come vanno d’accordo tonti francofoni e carognoni fiamminghi, VENDONO I CULETTI DEI LORO BAMBINI al monarca!
    E recitano insieme gli uni in francese gli altri in “flammish”
    ———————————————————————————————-
    CAZZO IN CULO NON FA FIGLI
    MA FA BRODO PER CONIGLI
    I CONIGLI COSTAN CARI
    CAZZO IN CULO FA DENARI!
    ———————————————————————————————-
    – Cosa fanno i belgi in un grande magazzino a 4 zampe? Cercano i prezzi più bassi.
    – Perché la marina belga è affondata? Hanno fatto una festa a porte aperte.
    – Perché i belgi il lunedì hanno dei graffi in volto? Perché la domenica hanno mangiato in ristoranti francesi dove si usano le forchette.
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

  49. Moi says:

    Comunque esistono sì gli “Hate-Mongers” … ma anche gli “Hate-Selfpromoters” !

  50. Moi says:

    Cmq i Visionari dell’ Islamofobia Allucinatoria stiano tranqui :

    sui media main stream la solfa è sempre la stessa : l’ Isis è sedicente (!) Islamico, perché l’ Islam Veramente Vero è sempre e comunque un Dispensatore Inesauribile di Buoni Sentimenti Universali … tipo Chiesa PostConciliare !

    Amèn&Amìn …

    • mirkhond says:

      Insomma per te se non scorre il sangue a fiumi in uno scontro di civiltà, non sei contento…..

      • Moi says:

        No, è che l’Agnello si è rotto il cazzo di chiedere scusa al Lupo … visto che tra un po’ , se non l’aboliscono, è Pasqua !

        • Moi says:

          A Bali e nel Mindanao c’è l’ Uccidente [sic & cit.] ?!

        • mirkhond says:

          Sei sicuro di sapere chi è l’Agnello e chi il Lupo?
          Chi si sarebbe rotto il cazzo?
          Chi da cinque secoli ha rubato, colonizzato, distrutto intere economie e adesso fa pure il piagnisteo se gli sfruttati chiedono il conto?

          • Moi says:

            Eric Zemmour da Ebreo Berbero è espressamente GRATO al Colonialismo Francese, che liberò i suoi Avi dalla Barbarie Tribale della Sharia per farli partecipi della Civiltà Universale dello Ius !

          • mirkhond says:

            Cioè del diritto delle donne ad essere troie?
            Fagli pure il monumento al tuo sefardita franchizzato!

          • Francesco says:

            << Sei sicuro di sapere chi è l’Agnello e chi il Lupo?

            tutto sommato sì, caro Duca

      • Moi says:

        Comunque basterebbero forse espulsioni di massa … e chiama “fessi” i Paesi dell’ Ex Oltre Cortina di Ferro che vogliono preservarsi (!) dalle inevitabili beghe grandi e piccole che solo i Musulmani portano, specie se numerosi …

        • mirkhond says:

          Pensi davvero che sia possibile bloccare MILIONI di persone affamate e disperate che affollano sempre più le nostre frontiere?
          Se sì, come?

          • Francesco says:

            no, non credo sia possibile fermarle

            ma dovrebbe essere possibile portarle dalla nostra parte, come gli americani fanno con i loro immigrati

            i figli degli italiani emigrati in America hanno combattuto contro gli italiani per gli USA

            io vorrei lo stesso con quelli che immigrano da noi

          • Roberto says:

            Sono d’accordo ma non so come (inizierei con evitare di rompere le palle con polemiche assurde su chi mangia il maiale e chi no e cose simili, ma non basta certamente)

          • Francesco says:

            anche non trattarli come mucche da macello potrebbe aiutare

            la mia idea è “UE li tratta bene ed esige molto da loro, in termini di fedeltà”

            sennò scappino in altre parti del mondo

            mica ho detto che sono Bello e Buono

  51. Moi says:

    Ultimissima Supercazzola Radical-Chic :

    Non c’è la Radicalizzazione dell’ Islam … ma l’ Islamizzazione del Radicalismo ! [sic]

  52. mirkhond says:

    “Sì, ma come mai papa Bergoglio non viene capito da un acuto e sincero filoislamico e nemico dell’occidente capitalista e materialista?
    E’ un limite di Buttafuoco? Ma uno così limitato, come ha fatto, da italiano con tutto un tipo di formazione alle spalle, a diventare mussulmano in un momento e in un clima in cui tutto spinge nella direzione opposta?
    Non torna…”

    La conversione, se sincera, è soprattutto un mistero dell’animo umano.
    Quindi dovresti chiedere a Buttafuoco il perché della sua conversione all’Islam, non a me che l’ho letto e visto in televisione giusto qualche volta.

    • Peucezio says:

      Io non chiedo perché si è convertito all’Islam (anche perché lo so benissimo: è così chiaro).
      Io chiedo come mai non ami Bergoglio, se Boergoglio fosse davvero un terzomondista filoislamico che vuole le “fimmine” di una volta e non invece appunto uno che piace al conformismo generale che Buttafuoco aborre al punto che ha cambiato religione pur di allontanarsene.
      In tutto questo non vedo misteri, vedo coerenze di posizioni chiarissime.

      • mirkhond says:

        Non conosco le posizioni di Bergoglio su questi argomenti, e francamente dato l’uomo, non me ne frega niente visto che si batte per una società più giusta, più cristiana per davvero.
        Quanto al femminismo, mi sembra oggi che i destri (non conosco Buttafuoco a sufficienza per esprimermi) la pensino come i sinistri, con le loro ossessioni islamofobiche hijabofobiche, niqabofobiche.
        Come il Moi più sotto. 🙂

        • Francesco says:

          sul niqabofochismo vorrei esprimere la mia piena adesione: è una cosa brutta assai

          sull’Islam non credo di essere nei fobici, sono a favore delle moschee a Milano.

          e non dite che lo faccio per avere qualcosa da bombardare!

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          anche Blondet quindi (oltre a Buttafuoco) è islamofobo, filoisraeliano, sionista, fallaciano?
          Semmai il papa su queste cose è neutrale, sia pure per forma o per convenienza (incontra rabbini, capi religiosi islamici, protestanti, capi della massoneria).

          Tu invece attacchi scompostamente, con odio e risentimento gente filopalestinese, antiisraeliana, filoiraniana, nemica dell’Occidente capitalista e liberale, degli Stati Uniti, dei matrimoni omosessuali e del femminismo, tutto perché hai stabilito unilateralmente che chiunque critichi Bergoglio è filosionista e islamofobo.

          In sostanza tu hai stabilito, correggimi se sbaglio, una polarità in cui
          1) da una parte ci sono i cristianisti filoisraeliani antiislamici (i cattivi),
          2) dall’altra i difensori dei popoli oppressi, che qundi non possono essere che filoislamici e antioccidentali e per una moralità più all’antica e meno consumista ed edonista (i buoni).
          Ora, sull’attribuzione di valori di positività e negatività posso anche essere d’accordo, ma il punto (ed è quello che non riesco a far capire non solo a te, ma anche a Iononstoconoriana, se ho ben capito le sue posizioni, e in qualche misura sotto sotto anche a Miguel, che pure in teoria lo sa benissimo, anche molto meglio di me, perché ha letto più cose e tante di più ne ha conosciute di persona) è che il mondo non è riducibile a questa polarità.
          E, soprattutto, non vi è riducibile per nulla Bergoglio.
          Bergoglio è uno che è occidentale fin nel midollo nei valori progressisti che esprime, nel suo essere un papa “moderno”, buonista, à la page, ma non lo è nel momento in cui l’Occidente si configura come imperialismo prepotente che sfrutta i popoli più deboli.

          Solo che siccome tu hai stabilito questa logica binaria, Bergoglio deve essere collocato da una parte e siccome è più terzomondista che occidentalista in senso imperiale e capitalista, l’hai messo coi buoni filoislamici. E, sempre nella logica binaria, chi lo critica, sillogisticamente, deve stare dall’altra parte (tertium non datur), per cui io scopro che gente che è da sempre filoiraniana e filopalestinese e visceralmente antiamericana e antiisraeliana, in questo mondo surreale costruito da codesta tua logica dualistica, si sveglia una mattina e scopre di essere l’esatto opposto: lo era e non lo sapeva.

          Scusami se la giro un po’ a caricatura, sai quanto ti rispetto, ma, ti rendi conto che, semplificando molto, al tuo risentimento scomposto e furibondo verso chiunque critica Bergoglio è sottesa una logica del genere?
          Se sbaglio, spiegami pure con tranquillità: magari ho capito male.
          Basta che non dai a me o ai miei amici dei filo-occidentali indistintamente islamofobi (altro sono le legittime critiche teoogiche all’Islam, come a qualsiasi religione), perché sarebbe come se io ti dessi del filoamericano o filosionista.

          • mirkhond says:

            Veramente qua sei tu che fai tutto, appiccichi etichette a tutti, solo perché non rientrano nei tuoi schemi.
            E nemmeno in quelli di Blondet.
            Io vedo solo che criticare un Papa che, pur con tutti i suoi difetti, è però sensibile a problematiche sulle quali la Chiesa si gioca il suo futuro di credibilità, fa oggettivamente proprio il gioco di quel turbocapitalismo liberale, che pure in buona fede viene condannato da gente come Blondet.

          • Peucezio says:

            Mah, a me il terzomondismo e il socialismo di ‘sto papa mi sembrano come quelli della sinistra considerata estrema, che ha criticato le guerre americane e l’erosione dei diritti dei lavoratori e dello stato sociale sempre più debolmente, fino all’acquiescenza totale, o come quelli dei centro sociali, che alla fine fanno i gendarmi del sistema accanendosi contro ogni posizione non conforme.
            Poi gli riconosco qualche intuizione geopolitica, questo sì.

            Ma non ho capito in che modo criticarlo farebbe il gioco del turbocapitalismo liberale.
            Il turbocapitalismo liberale ha bisogno di fare le porcherie nella sostanza e delle anime belle che dicono cose alla Bergoglio nella facciata.
            Lui poi nelle cose che dice ci crede, ma intanto il turbocapitalismo liberale gode come non mai, perché ha trovato l’involucro ideale per vendere la sua merda (la merda sono i suoi loschi affari, l’involucro bello da vedere – non per me – sono i discorsi pacifisti e solidaristi di Bergoglio).

          • Peucezio says:

            Comunque non mi dà fastidio che tu difenda Bergoglio, ci mancherebbe altro!
            Tu puoi avere le preferenze che ti pare (anche se secondo me pecchi d’ingenuità, ma è una mia personale opinione).

            Quello che mi dà fastidio è che tu, in nome di questo amore fanatico per Bergoglio, ti dai alle manifestazioni più cariche di odio verso chi in sostanza la pensa come te su quasi tutto (e ho il diritto di sentirmene risentito, visto che sono ambienti che frequento e stimo e che pagano una marginalità totale per il fatto di predicare tutto l’opposto del mondo attuale e dei suoi disvalori) e, quel che è ancora peggio, attribuisci loro posizioni del tutto fantasiose, antitetiche a quelle effettive.

  53. mirkhond says:

    “Su Bergoglio non mi hai risposto sul silenzio stampa il giorno del Family Day.
    Inoltre gli si domandò circa la stepchild adoption e disse che non interferiva nelle vicende degli stati, ma lo stesso giorno accusò Trump di non essere cristiano perché vuole alzare muri.
    E’ iperinterventista su tutto, ma qualdo si parla di omosessuali che si sposano e adottano, si defila istantaneamente, anzi, impone il silenzio stampa e proclama il silenzio come regola intangibile.”

    Probabilmente, dato il momento storico, ritiene di dover alzare la voce di più su questioni sulle quali la Chiesa Cattolica è stata quantomeno silente per troppo tempo.
    E comunque non mi sembra proprio che sia favorevole al family gay, come tu e Blondet credete.
    E già ne parlammo.

    • Peucezio says:

      “E comunque non mi sembra proprio che sia favorevole al family gay, come tu e Blondet credete.”

      E su che ti basi nell’affermare questo?
      Non parlo del dogma, parlo delle suggestioni, dell’enfasi che si mette sui temi, nel modo in cui si dosa l’importanza di questo o quel discorso (non ha ancora inserito nel catechismo il diritto alla sodomia come forma di legame carnale lecito, questo no: se uno lo fa, in teoria dovrebbe ancora confessarlo).

      • mirkhond says:

        Bergoglio batte di più su certi argomenti, ma ha ribadito la posizione tradizionale della Chiesa CONTRO le famiglie dei froci.

        • Moi says:

          Di che pensi davvero (!) Papa Bergoglio sul Gender, non sa nulla quasi nessuno (in primis i Cattolici) ! I Media Main Stream ne hanno fatto il primo (!) Papa Buono “in-presa-diretta” anziché “dopo-morto” … solo Gianfranco Amato lo rivela e documenta in conferenza.

          Per farla breve, il celeberrimo “Chi sono io per giudicare ?” è un … Cherry Picking ! 😉

        • Peucezio says:

          E c’era bisogno di fare il silenzio stampa sull’Osservatore Romano?
          Qua non si tratta di “non battere”, ma di boicottaggio palese.
          E’ incredibile come tu non lo veda.

  54. mirkhond says:

    “Il resto sono petizioni di principio che fanno ridere.”

    Peccato che sono invece petizioni serissime, visto che su questa Terra ci viviamo tutti.
    E ci creperemo tutti per eccesso di avidità…..
    Però Gesù E’ Venuto solo per salvare le anime, che altrimenti è solo sporko pacifismo-komunismo-terzomondismo ecc. ecc.

    • Francesco says:

      >> su questa Terra ci viviamo tutti.

      concordo pienamente

      >> E ci creperemo tutti per eccesso di avidità…..

      possibile, non molto probabile. nel caso, molto molto difficile salvarsi, l’avidità scorre potente dentro di noi

      >> Però Gesù E’ Venuto solo per salvare le anime, che altrimenti è solo sporko pacifismo-komunismo-terzomondismo

      qui fai un pò di pout-pourrie ed è difficile risponderti. inizierei a mettere “in primo luogo” al posto di “solo”, come hanno detto i maestri cristiani per 2.000 anni – serve anche a evitare di cadere dal cristianesimo nel pacifismo, comunismo, terzomondismo e altre cose brutte

      • PinoMamet says:

        Io questa cosa Francè non la capisco.

        Boh, io non la vedo questa distinzione tra salvare e i corpi e salvare le anime.

        Voglio dire, a me pare che troppissimi cristiani siano preoccupati solo dell’anima del povero:
        il povero deve assolutamente salvarsi l’anima, evitando di tirare il collo al ricco.

        Ma il ricco, può benissimo non salvarsela, evitando di sfamare il povero: dirgli di sfamare il povero è comunismo, terzomondismo ecc. ecc.

        • Francesco says:

          veramente il ricco DEVE evitare di tirare il collo al povero, l’elemosina è un dovere, il Ricco Epulone finisce all’inferno per non averlo fatto, ecc. ecc.

          solo che le rivoluzioni per cambiare il mondo e far sì che non ci siano più poveri sono empie illusioni e veri bagni di sangue

          oltre al fatto che nel lungo periodo i nostri corpi saranno tutti morti, le nostre anime no

          ciao

          • PinoMamet says:

            “veramente il ricco DEVE evitare di tirare il collo al povero”

            Questa, Francesco, è bellissima.

            Un po’ come se a me, poniamo che io sia un puttaniere impenitente;

            e il confessore mi dicesse “ehi, devi assolutamente evitare di sparare alla fauna selvatica, sparare alla fauna selvatica è peccato grave!”

            Ma è peggio di così:

            perché di fatto le tue parole suonano
            “grazie, grazie tante signor ricco… che oltre a rapinarmi tutto, ti degni di non tirarmi il collo!”

          • “veramente il ricco DEVE evitare di tirare il collo al povero”

            Ma può vendere armi con cui bruciare vivo, accecare, castrare, spappolare o altrimenti ridisegnare il suddetto povero in stile Picasso.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco e Mirkhond

            “DEVE”

            E’ qui che casca il caro Bergoglio.

            E’ certamente un tipo simpaticissimo che ha scelto di abitare in tre stanze quando aveva a disposizione dei palazzi, e che ha fatto pure installare delle docce per i poveri.

            Ma quando un giornalista pubblica un’inchiesta in cui si accusa un cardinale di Santa Romana Chiesa di essersi intascato i soldi delle offerte per farsi l’attico che fa il tanto caritatevole Bergoglio?

            Mica mette sotto inchiesta il cardinale, anche soltanto mettendolo a confronto col suo accusatore.

            Macchè.

            Manda sotto processo il giornalista.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. Il tutto tramite magistratura Vaticana, che è alle dipendenze del Pontefice perchè la Città del Vaticano è monarchia assoluta con tanti saluti a Montesquieu.

          • Francesco says:

            Pino

            io veramente pensavo a “pagare la giusta mercede ai lavoratori”, non davo una lettura così alla lettera della frase

            intendo che il ricco non deve approfittare della sua posizione di forza per fregare il povero, neppure legalmente, secondo la dottrina sempiterna della Santa Madre Chiesa, a te credo nota

            sul commercio di armi, sono molto meno schizzinoso di Miguel, ma lui è messicano e viene da un’altra esperienza storica

  55. Moi says:

    Il Fratello Colonnello lo disse : se cacciate giù me … diluvio umano di profughi a Lampedusa.

  56. Affascinanti le due reazioni automatiche e opposte all’attentato di Bruxelles:

    1) Folla di predicatori che dice “non dobbiamo avere paura”, gente che scrive con i gessi sull’asfalto, guitti vari che si fanno avanti con concerti e altre forme di Magia Deambulatoria

    2) Folla di rancorosi che dicono che bisogna “fermarli” e “bombardarli”. Che può significare soltanto una di due cose:

    – andare incontro al primo “terrorista” che si incontra e strappargli la bomba prima che scoppi

    – sputazzare qualche povera signora con il hijab che si incontra per strada così un giorno suo figlio la vendicherà

    I primi dicono che i secondi sono Mostri Razzisti; i secondi dicono che i primi sono Complici del Terrorismo Islamico.

    • Roberto says:

      Aggiungi quelli che:
      I video sono falsi!
      Gli attentati sono false flags!
      (Titoli di ehm articoli letti stamattina. Non linko per non fare pubblicità ma il primo è straordinario, ha le prove che tutto è falso…non è successo nulla!)

    • Zhong says:

      Questo attentato, almeno per me, e’ il primo in cui sono stato nel luogo, lo riconosco, e molto realisticamente potrei benissimo esserci stato anche io.

      • Come sempre, chi ci rimette in queste cose sono persone normali e incolpevoli.

        Ma questo non vuol dire che il Belgio in quanto tale sia innocente:

        http://www.globalsecurity.org/military/world/europe/be-industry.htm

        Each country in Europe has its own tradition of arms sales, each with its own special pressures and conflicts. The most persistent sellers of all are the Belgians, who have been renowned as weapons manufacturers and traders since the Middle Ages. In the fifteenth century, for example, Charles the Bold of Burgundy forbade the city of Liege—then as today the center of the Belgian armaments industry—from producing weaponry. When this ban was defied, Charles had the city razed and its inhabitants slaughtered. Liege was also the first antinational arms trafficker — that is, its armaments manufacturers sold weapons to known enemies. In 1596, when the duke of Alva invaded the Low Countries, the Dutch and Flemish defenders were armed with weapons manufactured in Liege. So were the duke’s Spanish legions.

        In the nineteenth century Liege became more important as the headquarters of Fabrique Nationale d’Armes de Guerre (FN), which remains today one of the world’s most aggressive manufacturers and exporters of small arms, such as rifles, machine guns, and Browning pistols. More than 90 percent of total Belgian small arms production is exported each year. In 1981, for example, small arms valued at US$270 million were exported. Although this represents only 0.5 percent of total Belgian exports in 1981, given the inexpensive nature of small arms, this amount represents a significant infusion of weaponry into the international market. Although Belgium officially has stringent controls on these sales, FN rifles have found their way to many areas of conflict: they were the first arms to reach Cuba after the Fidel Castro takeover and were used by both sides in the Congo crisis, by the Christians in Lebanon, and by all warring factions in Central America.

        FN has also aggressively sought business with major military powers. In 1976 the United States Army awarded a large contract to FN to produce small machine guns for armored vehicles. FN built a small factory in South Carolina to satisfy this agreement. FN has also manufactured jet engines for the European coproduced F-16 fighter aircraft that have been purchased by Belgium, the Netherlands, Denmark, Norway, the United States, and other countries.

        Towards the end of the Cold War Belgium continued to be regarded as a major supplier of small arms throughout the world. Although the weapons manufactured in Belgium represented less of an immediate threat than the larger weapons exported by other states, they nevertheless continued to have a significant impact on world affairs, Belgian-made arms have been present on international battlefields since 1945, and in late 1984 there was no indication that such arms. supplies would cease to have an immediate impact on international relations.

        By the late 1980s the prevailing mood in the Belgian defense industry, and other areas of the economy as well, was that Belgium was falling behind in emerging technologies and unless immediate action is taken to reverse this trend, independent Belgian industries would cease to exist by the year 2000 and Belgium would become a second class “workshop” nation where nothing is invented and products are merely reproduced from somebody else’s design.

        According to the Belgian National Armaments Director, “Belgian industry has — for lack of its own natural resources — always based its activities on transformational technology. Since its labor is expensive and since it must remain competitive, the country is forced to concentrate on those sectors offering high additional value, and this in turn means high technology: Belgium’s industrial future is assured only if the country develops and renews its technological potential.”

        • Francesco says:

          letto

          dove è la colpa del Belgio?

          ciao

        • Z. says:

          Quindi fu questa la causa delle rivolte di Liegi? non è una ricostruzione un po’ azzardata?

          • C’è anche un commovente sito di appassionati di omicidi seriali:

            http://www.littlegun.be/arme%20belge/a%20a%20qui%20sommes%20nous%20gb.htm

            “Who are we?

            A group, impassioned of firearms, proud of our Belgian origins and eager to increase but also to share our knowledge on the priceless Liege gun making heritage.

            Since the 14e century, Liege is a famous gun making center which created, invented, manufactured, improved and also, it should be acknowledged, sometimes copied thousands of models of firearms (and was also copied many times) for a production of several million pieces.

            Under these conditions it’s not easy to correctly identify, to know the inventor, the manufacturers, to date a piece or simply to establish its provenance.

            Most of us are members of the Association “Friends of the Liege Arms Museum” which is one of the most important museums in the world in its speciality: developments in the technologies of portable armament.

            The idea to make available to the enthusiasts, a practical and modern tool, began with the physical meeting of three people: Alantrigger, Guy Gadisseur and Philippe Hausoul.

            Alain (alantrigger) proposes to put his technical means (website) and his computer know-how available as well as to specialize in the quest of beautiful gun photographs, the two others to collaborate as effectively as possible.

            Thus the part of this site devoted to the Liege Arms Industry is officially born on May 1, 2004.

            We hope it will be in constant evolution: from our encounters on the Net, a network of contacts, generally productive, was born.

            So numerous others well -informed enthusiasts have put forward their knowledge.

            We thank them here in advance.

            We also want to thank the friendly sites (commercial or not), the collectors, the Museums which authorize us to publish their photographs.”

          • Z. says:

            Miguel, ma tu davvero credi che le rivolte di Liegi siano scoppiate perché un saggio re voleva impedire ai cattivi abitanti di Liegi di fabbricare lugubri strumenti di morte? davvero?

            • “Miguel, ma tu davvero credi che le rivolte di Liegi siano scoppiate perché un saggio re voleva impedire ai cattivi abitanti di Liegi di fabbricare lugubri strumenti di morte? davvero?”

              Sai riconoscere una citazione?

              🙂

              Non so nulla, io, della rivolta di Liegi.

              Leggo nel libro “Arms and the State: Patterns of Military Production and Trade” Di Keith Krause, “Charles the Bold besieged and sacked Liege in 1467-68 after it refused to submit to his edict forbidding the manufacture of arms”.

          • Z. says:

            Miguel,

            scusami, ma se ci trovavi scritto che le guerre di Liegi erano dovute a dispute sulla celebre corsa ciclistica cosa facevi? citavi il brano lo stesso o ti veniva qualche dubbio? 😀

        • Andrea Di Vita says:

          @ Martinez

          Non che il Belgio sia il paradiso degli innocenti, però mi sa che qui la questione delle colpe Belghe c’entri come i cavoli a merenda 🙂

          Il terrorismo Islamico c’e’ pure nelle Filippine, dove il Belgio non c’entra nulla; e utilizza dei machete e dei kalashnikov, mica degli F16.

          Pure nelle ex-colonie, non è che i morti di Bruxelles li ha fatti qualche discendente delle vittime del genocidio Comgolese di Leopoldo II, nè delle vittime del genocidio del Ruanda (anche quello fatto coi machete).

          Il traffico d’armi è parte integrante dell’economia mondiale, mica solo di quella Belga. E dire che siamo tutti colpevoli è solo un complicato modo di dire che non è colpevole nessuno.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • “Non che il Belgio sia il paradiso degli innocenti, però mi sa che qui la questione delle colpe Belghe c’entri come i cavoli a merenda”

            Non indico alcun rapporto diretto tra le due cose.

            E’ semplicemente che vedo tanta retorica sul tipo, “povero piccolo Belgio, paese innocente come siamo innocenti tutti noi!”

            Bene, il Belgio (come l’Egitto, come il Messico, come l’Italia, come la Francia, come la Cina) non è Innocente.

            Nella misura in cui esistono colpe collettive (ma non esistono nemmeno innocenze collettive), il Belgio non è diverso, che so, dalla Turchia o dal Rwanda.

            • Quando c’è stato l’attentato (anzi, gli attentati) ad Ankara, non mi risultano vignettisti italiani che fanno disegnini commoventi per dire Siamo Tutti Turchi. E’ questa retorica che va smascherata.

              Il che non vuol dire certamente attribuire qualche colpa ai morti a Bruxelles, Baghdad, Ankara, Michoacan o altrove.

          • Francesco says:

            beh, la Turchia è molto lontana, culturalmente, e in velocissimo allontanamento

            al contrario, New York, Parigi, pure Brussels sono casa nostra

            non mi stupisco affatto della diversa reazione dei popoli europei ai diversi attentati

          • Roberto says:

            “Quando c’è stato l’attentato (anzi, gli attentati) ad Ankara, non mi risultano vignettisti italiani che fanno disegnini commoventi per dire Siamo Tutti Turchi. E’ questa retorica che va smascherata.”

            Invece va smascherata la retorica del “nessuno si commuove per ankara” per il motivo già ricordato più volte. Il morto in casa ti colpisce infinitamente di più che quello in un paese sconosciuto. Mi sembra una ovvietà ma evidentemente non lo è.

            Altra retorica da combattere è quella dei paesi più o meno innocenti.
            Non esistono colpe collettive soprattutto per cose di quattro generazioni fa.

          • Z. says:

            Ieri parlavo con una persona favorevole al SI contro le trivelle. Al di là della questione specifica, la sua argomentazione si esauriva in sostanza nella frase: “voi umani meritate di estinguervi”. Non è un refuso.

            ADV ha ragione: se siamo tutti colpevoli allora nessuno lo è. E’ come una parentesi che si apre e si chiude alla fine di un’espressione: non ha nessun significato.

            Ma chi dice questa frase spesso sottintende che i colpevoli sono tutti gli altri, e allora un significato ce l’ha.

          • Z. says:

            Poi mi spiace ripetermi, e mi spiace ancora di più dar ragione a Scanzi, ma quando ce l’ha ce l’ha:

            http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/24/valeria-solesin-risposta-breve-a-chi-ci-accusa-di-piangere-solo-per-lei/2247955/

            Roberto ha ragione: è una retorica che andrebbe smascherata. E aggiungo, per l’occasione in accordo con Scanzi:

            Perché ho sempre il timore che poi, dei curdi o dei siriani, in buona sostanza non è che in realtà ve ne freghi molto. Non vorrei che li citaste solo in ottica anti-americana e anti-occidentale. Per fare i bastiancontrari. Per sentirvi diversi. E magari pure un po’ fighi.

  57. habsburgicus says:

    @Mirkhond
    http://andreavirga.blogspot.it/2014/05/la-geopolitica-del-risorgimento-gli.html

    che ne dici ?
    mi pare una posizione “risorgimentista” moderata (la seconda parte…inizia molto prima) che riconosce le qualità del Regno delle Due Sicilie e il preponderante ruolo britannico nell’unità d’Italia, ma pensa che in definitiva sia positivo o-non mi sembra usi la parola-“inevitabile”…in un certo senso è uno degli “inevitabilisti”

    P.S
    non è lontanissimo dalla mia posizione
    io però, come ho già scritto, enfatizzo molto pù di lui il carattere nefasto del cavourrismo (in quello, sono molto più vicino a te) e la mia simpatia ,almeno per il duca di Modena, è fortissima così come molto vicina a te è la mia antipatia per Garibbà e consorti
    anch’io però ritengo il “risorgimento” una provvida sventura” e anzi, una volta fatto [e, ribadisco, me ne dispiace, almeno in quel modo in cui si realizzò] tendo a posizioni nazionaliste 😀 il che è solo apparentemente contradditorio
    e poi il sacrosanto Concordato del 1929 per me lava tutto il tristo passato “risorgimentista” 😀 o almeno l’inclita Casa Savoia 😀 che sbagliò di nuovo in 1943, e gravemente, ma non fu tradimento..fu stupidità, molto più imputabile a Badoglio che al Sovrano, che nondimeno ha la sua indubbia responsabilità..non da giustificare un 2 giugno..e il sommo Guareschi la pensava, su questo (e molto altro) come me !

    • Andrea Di Vita says:

      @ habsburgicus

      Bellissimo articolo.

      Fu mio padre, Giulio Di Vita, a raccogliere prove dell’appoggio Inglese al momento in cui Garibaldi passo’ lo Stretto di Messina.

      Apprezzo molto le conclusioni:

      “In particolare, è cruciale saper sfruttare le linee di faglia tra le varie potenze, e a questo riguardo il ritorno ad un ordine multipolare è il modo migliore per garantire l’equilibrio e la pace tra i popoli.”

      E’ così che la Storia prosegue, fra continui rivolgimenti di fronti. Non c’è bisogno di invocarne un senso “provvidenziale” che non sia quello del (pur fin troppo reversibile) progresso materiale.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii says:

        “un senso “provvidenziale” che non sia quello del (pur fin troppo reversibile) progresso materiale”

        Puoi spiegare meglio?

        • Andrea Di Vita says:

          @ mauricius tarvisii

          Chiedo venia: ho peccato di eccessiva concisione.

          Molti pensano a un intervento di una qualche provvidenza nella Storia.

          Credo sia un’inutile complicazione. I rivolgimenti di alleanze cosi’ ben spiegati nel sito citato da habsburgicus non hanno bisogno di una superiore ragione a governarli.

          Con l’eccezione del progresso puramente tecnologico, che è tanto innegabile (sto usando una tastiera, non uno stilo sull’argilla) quanto reversibile (se dovessero esaurirsi le risorse naturali potremmo facilmente tornare a un modo d produzione schiavistico), non c’è bisogno di individuare nella storia un qualche “sviluppo”.

          Mi sento d’accordo con Pasolini, che in un’intervista disse di credere nel progresso (nel senso suindicato), non nello sviluppo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  58. va fangul says:

    Leggo in un libro (P. Sloterdijk, Il mondo dentro il capitale, p. 298) il seguente aneddoto:

    “Notate che nell’arabo moderno il vocabolo demakrata entra in uso molto recentemente con un significato del tipo “aggressione occidentale di un paese con lo scopo di farlo diventare un’economia di mercato”[6].”

    Nella nota l’autore ringrazia Gilles Kepel per l’indicazione.

    Siccome non so nulla di arabo chiedo al blogmaster e/o ai suoi lettori se questa osservazione è verosimile.

    Scusate l’OT.

    • Francesco says:

      scusa ma di suo che economia avrebbe un paese arabo o islamico senza l’aggressione occidentale?

    • “Notate che nell’arabo moderno il vocabolo demakrata…”

      indubbiamente sarà così (anzi a logica deve essere così), comunque i dizionari registrano solo “democratizzare” come significato di دمقرط

  59. Mauricius Tarvisii says:

    Qualcuno sa cosa ci faceva Salvini a Bruxelles?

    E qualcuno ha idea di quando ci libereremo di Luttwak in TV ogni sera?

    • Roberto says:

      È europarlamentare, no?
      Ci sarà stata qualche commissione (anche se mi stupisce che Salvini partecipi)

      • Mauricius Tarvisii says:

        “È europarlamentare, no?”

        Ah, ma sai che non lo avrei mai detto? 😉

        Mi ricordo che una volta postò trionfalmente su FB un video in cui se la prendeva non mi ricordo contro quale testo approvato dalla commissione di cui faceva parte e la replica del presidente della commissione fu che quelle critiche avrebbe potuto farle durante le sedute, visto che non lo si era mai visto 😀
        Ah, e Salvini non smentì nella controreplica.

    • Francesco says:

      Luttwak mi pare anziano, non credo possa durare ancora molto

      spero dopo ci mandino Trump!

      anche per vendicarsi della gente che il Corsera spedisce là come corrispodenti

    • Peucezio says:

      “E qualcuno ha idea di quando ci libereremo di Luttwak in TV ogni sera?”

      Stavolta è riuscito contemporaneamente a criticare Assad perché è espressione di una minoranza ridottissima di Alawiti e a deprecare la diffusione dell’Islam radicale nelle Filippine e altrove.
      Fra un po’ dirà pure di essere contemporaneamente fanaticamente berlusconiano e fan sfegatato di Travaglio.

      • Z. says:

        Una volta disse che Gino Strada andava biasimato perché Emergency curava i combattenti dell’Alleanza del Nord.

        In studio tacquero tutti perplessi, perché l’Alleanza del Nord combatteva contro i talebani, dalla parte degli Stati Uniti. Allora Luttwak precisò: sì, è vero, oggi combattono per noi, ma domani potrebbero cambiare idea…

      • habsburgicus says:

        @Peucezio

        L. va “decostrutturato” 😀
        e bisognerebbe dare importanza a quanto dice su Filippine ecc (VERO…solo lui ormai pensa ai cristiani là, anche se non lo fa per ragioni candide..non certo le alte gerarchie ecclesiastiche :D)
        l’anti-assadismo di L. nasce da sé in quanto il regime ba’athista siriano è odiato dalla sua vera patria..e quelli non perdonano, loro sanno odiare, purtroppo…dunque è scontato, che dica così..basta non sentirlo, lì
        e sentirlo quando critica TR, Qatar e addirittura, a mezza bocca, i sauditi !
        quindi è meno “negativo” di quanto alcuni pensino..anzi togliendo la “tara” (sarà sempre contro Assad, in ogni caso) addirittura rinfrescante 😀

        • Peucezio says:

          Beh, no, questa è schizofrenia.
          Sai, se uno che ha problemi d’insonnia mi dice che contemporaneamente assume quintalate di caffè e di pillole per dormire, non penso che faccia bene a fare la seconda cosa e male a fare la prima, penso che sia pazzo.
          E se so che non è affatto pazzo (come nella fattispecie), penso che fa mistificazione a buon mercato al solo scopo di confondere le acque.

  60. mirkhond says:

    “che ne dici ?”

    Che è un articolo molto lucido ed equilibrato.
    Quanto alla “necessità” di unificare politicamente l’Italia, non sono contrario ad un’unificazione dell’Italia centrosettentrionale, magari sotto gli Asburgo-Lorena, ricostruendo in qualche modo il Regno Italico napoleonico, calco rivoluzionario del più antico Regno d’Italia longobardo-carolingio.
    Quanto allo Stato Pontificio, lo considero come un peso per il Papato.
    Al massimo gli avrei lasciato Roma e il suo sbocco al mare, tutto il resto annesso al Regno d’Italia, tranne Benevento, Pontecorvo e Ascoli Piceno a noi.

  61. Lanzo says:

    Allucinante – ho votato SI – in quanto sono pro trivelle. adesso apprendo che il si e] un no. Non ha importanza.
    Tanto faranno quello che gli pare, stiamo messi bene.

    • “Allucinante – ho votato SI – in quanto sono pro trivelle”

      Ma quando hai votato, scusa?

      Mi sorprende più l’immagine di te che bussi alla scuola un tranquillo mercoledì dicendo, “voglio votare!” e tutti i bambini che ti guardano strano.

  62. mirkhond says:

    “quanto dici è più vero per i Borbone
    una dinastia che nasce protestante a fine Cinquecento (Enrico IV), che non risulta mai essere stata troppo “devota” nei tempi d’oro (XVII e XVIII, pre-1789..di certo non in Francia ma anche in Spagna il suo avvento rappresenta una rottura, che spiacque a de Tejada e agli ultra-conservatori anche in tempi vicini a noi…neppure a Napoli dove inizia solo in 1734 !) e si “converte” (o viene “convertita” ?) nel caposaldo della legittimità del trono e dell’altare nel XIX secolo :D”

    Innanzitutto i Borbone, sono un ramo dei Capeto, nato nel 1276 dal matrimonio di Roberto, sesto figlio di San Luigi IX re di Francia (1226-1270) con l’ultima erede di una dinastia feudale della Francia centrale, chiamata Borbone, documentata fin dal X secolo.
    I Capeto invece, in precedenza conosciuti come Robertingi, affondano le loro origini in Roberto il Forte, conte di Parigi nell’850-866 d.C., e forse ancor più indietro in un certo Roberto di Hesbaye, nobile franco vissuto nell’attuale Belgio tra VII e VIII secolo dopo Cristo.
    La conversione dei Borbone al protestantesimo calvinista risale alla metà del XVI secolo, e lo stesso Enrico IV (1589-1610) dovette ripudiarlo nel 1593 per essere riconosciuto come re da tutta la Francia.
    Il fatto che in Francia i Capeto-Borbone coltivassero tendenze gallicane, è in linea con la secolare politica capetingia, risalente almeno a Filippo IV il Bello (1285-1314), con la distruzione dei Templari nel 1307-1314 e la deportazione dello stesso papato ad Avignone.
    Francisco Elias de Tejada in effetti non amava molto i Borbone, nemmeno quelli di Napoli e Sicilia, eccetto Ferdinando II (1830-1859) e suo figlio Francesco II (1859-1861), per i motivi che hai ben sottolineato.
    La rottura tra i Borbone Napoli-Sicilia e le elites massoniche dei loro stati, avvenne tra 1793 e 1799, quando di fronte ai “progressi” del giacobinismo rivoluzionario francese, il riformismo borbonico apparve a tali serpi ingrate, troppo “moscio”.
    Da qui il tradimento delle elites napoletane e poi siciliane, che avrebbe provocato conseguenze nefaste in Napolitania e in Sicilia, che perdurano ancora oggi.

  63. mirkhond says:

    “Tanto faranno quello che gli pare, stiamo messi bene.”

    Come sempre, purtroppo.

    • infatti, vi ricordate il referendum con cui i cittadini hanno deciso di abrogare la privatizzazione dell’acqua?

      Ecco come è andata a finire:

      “MALEDETTI VOI, MERCANTI D’ACQUA!

      Le decisioni prese in questi giorni, sia dal governo Renzi che dal Parlamento, sulla gestione pubblica dell’acqua, sono di una estrema gravità, perché un governo democratico rifiuta quello che il popolo aveva già deciso con il Referendum del 2011.

      E’ stato ora diffuso il Testo unico sui servizi pubblici locali, decreto attuativo della Legge Madia n. 124/2015, che si prefigge gli obiettivi di “ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di stretta necessità” e di “garantire la razionalizzazione delle modalità di gestione dei servizi pubblici locali in un’ottica di rafforzamento del ruolo dei soggetti privati.” In questo Testo unico c’è l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali attraverso società per azioni, nonché l’obbligo, ove la società per azioni sia a totale capitale pubblico, di rendere conto delle ragioni del mancato ricorso del mercato ed infine di presentare un piano economico-finanziario sottoscritto da un Istituto di credito. Un segnale più chiaro del totale disprezzo della volontà popolare espressa nel Referendum , non ci potrebbe essere.

      A questo si aggiunge il “blitz” di pochi giorni fa, fatto da Renzi-Madia in Commissione Ambiente della Camera, dov’era in discussione la Legge d’iniziativa Popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, che aveva ricevuto nel 2007 oltre quattrocentomila firme, che è stata ripresentata in questa legislatura da un inter-gruppo parlamentare (M5S , Sel e alcuni PD) . Il “blitz” Renzi- Madia è avvenuto il 15 marzo, quando in Commissione Ambiente è stato approvato un emendamento che abroga l’articolo 6 del progetto di legge che definiva il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ne disponeva l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico, vietando l’acquisizione di quote azionarie. Tutto questo è stato cancellato per volontà del governo Renzi e del PD. Un atto parlamentare questo che costituisce il tradimento totale della volontà popolare espressa nel Referendum del 2011. I deputati M5S e Sinistra Italiana hanno abbandonato i lavori della Commissione, lasciando che fosse approvata dalla sola maggioranza con l’accordo del governo. Il PD si difende dicendo che l’acqua resta pubblica, ma che può essere gestita dai privati! Infatti il nodo centrale è proprio la gestione, perché questo Testo unico e le nuove norme sui servizi locali rendono eccezionale una gestione pubblica e reintroducono “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, cancellata dal referendum del 2011. E pensare che Renzi nel 2011, allora sindaco di Firenze, aveva proclamato il suo Sì per l’acqua pubblica!

      Quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi è di una gravità estrema.

      Per questo mi appello a i 26 milioni di italiani/e perché si informino e si mobilitino (sit-in, sensibilizzazione nelle proprie realtà locali) contro la stravittoria del neoliberismo, del mercato, dei profitti e si ribellino scendendo in piazza.

      Mi appello ai vescovi italiani perché si esprimano sulla questione acqua ,che già il Papa nell’enciclica Laudato Sì ha definito “diritto umano essenziale, fondamentale e universale” anzi ,”come diritto alla vita”.

      Mi appello ai preti, perché sensibilizzino i loro fedeli nelle omelie domenicali.

      Mi appello alle comunità cristiane, dopo una così forte dichiarazione del Papa sull’acqua, perché ritornino a impegnarsi e a ricongiungersi con il grande Forum Italiano dei Movimenti dell’acqua pubblica, che ha portato nel 2011 alla vittoria referendaria. Dobbiamo ora ottenerne un’altra! Si tratta di vita o di morte per noi e per gli impoveriti. Infatti sia per noi, ma soprattutto per gli impoveriti, è l’acqua (la Madre di tutta la vita) il bene più prezioso ,che sarà sempre più scarso per il surriscaldamento del Pianeta. Se permetteremo alle multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni di morti di sete. La gestione dell’acqua deve essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al Referendum.

      Diamoci tutti/e da fare perché il nostro governo obbedisca a quanto ha deciso il Popolo italiano nel 2011.

      Alex Zanotelli

      Napoli,19 marzo 2016”

      • mirkhond says:

        Come dare allora torto ai musulmani che vedono la “democrazia” come il saccheggio imperialista dell’Occidente ipocrita?
        Cosa che gente come Moi e Franky 🙂 si ostina a non voler vedere, credendo nella fola neocon dei poveri agnelli franchi divorati dai lupi islamici.
        Quando le cose sono più complesse, come ci ha ricordato più volte Carlo.

        • Francesco says:

          “poveri” non è farina del mio sacco

          su lupi e agnelli rimango dell’idea che chi ammazza è lupo più che agnello

          anche se i lupi sono legati a modelli fallimentari di economia e a facile retoriche emotive

          ogni tanto cercate di spingermi verso lidi che trovo estremisti, tipo i tipi del “peace through superior firepower”

          😀

      • Francesco says:

        😀

        andrà anche tutto male ma abbiamo dei comici eccezionali!

        >> la stravittoria del neoliberismo, del mercato, dei profitti

        parlando dei pubblici colabrodi è veramente bellissima

        ciao e grazie

      • Andrea Di Vita says:

        @ martinez

        “in Commissione Ambiente è stato approvato un emendamento che abroga l’articolo 6 del progetto di legge che definiva il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ne disponeva l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico, vietando l’acquisizione di quote azionarie. Tutto questo è stato cancellato per volontà del governo Renzi e del PD. Un atto parlamentare questo che costituisce il tradimento totale della volontà popolare espressa nel Referendum del 2011.”

        Mamma mia quante fesserie in una volta sola.

        I(l) referendum aboliva(no) l’obbligo imposto da berlusconi ai Comuni di privatizzare l’acqua prima di poter batter cassa allo Stato.

        L’emendamento PD consente al Comune di coinvolgere i privati nella gestione dell’acqua.

        Non si obbligano a Comuni a privatizzare: al contrario, si consente loro di scegliere se privatizzare o no.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Z. says:

          Esattamente. Tra l’altro già oggi i comuni possono decidere se gestire direttamente o meno i servizi pubblici di rilevanza economica.

          Resta un dubbio: perché quando il governo Monti promosse – allora sì – una normativa che sovvertiva l’esito referendario pressoché nessuno disse bao?

          In ogni caso, Miguel dovrebbe approfondire meglio le fonti, anziché copincollare propaganda acefala 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            ” perché quando il governo Monti promosse – allora sì – una normativa che sovvertiva l’esito referendario pressoché nessuno disse bao?”

            Perché non c’era l’odiato M5S in parlamento, quindi si poteva fare il cazzo che si voleva.

          • Z. says:

            Nessuno disse bao neppure fuori, quanto meno rispetto al dibattito in corso oggi.

            Secondo me va considerato anche il consenso trasversale di cui godeva Monti.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Monti raccoglieva applausi: o lui o la catastrofe, si diceva. Inoltre la nostra opinione pubblica era ancora strutturata col vecchio bipolarismo, solo che il governo era sostenuto da entrami i vecchi poli.
            Hanno provato a fare una cosa del genere anche con Renzi (“l’ultima speranza”, “ce la farà a salvare l’Italia? DEVE FARCELA!”…), ma ormai la parentesi si era chiusa e gli “anticorpi” si erano già formati.

          • Francesco says:

            a me Renzi non piace ma direi che il lemma “o lui o la catastrofe” vale ancora

            dove per catastrofe posso leggere Salvini, Meloni, Letta, Di Maio, Di Battista, Varoufakis, Spinelli, chi vuoi tu

          • Roberto says:

            Ma il povero Letta che ti ha fatto?

        • Mauricius Tarvisii says:

          “Non si obbligano a Comuni a privatizzare: al contrario, si consente loro di scegliere se privatizzare o no”

          Che è proprio ciò che contestano i referendari.
          Che il contenuto di un referendum vada oltre la formalità del quesito è un concetto che nella giurisprudenza costituzionale è assodato. Semmai la questione è quanto vada oltre, ma non se vada oltre.

          • Z. says:

            Mauricius,

            se ricordo bene, il referendum del 2011 abrogava una norma che obbligava l’ente pubblico ad affidare al mercato i servizi pubblici a rilevanza economica. Non istituiva un obbligo di gestione diretta di tutti i servizi pubblici.

            Non credo che qualcuno abbia votato SI nel 2011 convinto che il comune avrebbe gestito direttamente, chessò, il servizio taxi. Nel caso temo sia stato mal consigliato.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io non ho letto la proposta di legge, quindi quello che so è quello che riporta l’articolo. Poiché non avete contestato quanto riferito da Zanotelli, lo dò per buono fino a prova contraria e parto da lì.
            Stando a quello che dice Zanotelli, il testo in esame ripropone in maniera identica le disposizioni abrogate dal referendum, visto che si propone di “ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di stretta necessità” (virgolettato suo).
            Visto che l’articolo abrogato diceva proprio questo, mi sembra che l’esito della consultazione sia calpestato in modo evidente. Sempre che le cose stiano come le mette lui.

          • Z. says:

            Questa è la legge-delega:

            http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2015_0124.htm

            Questo è lo schema del dlgs:

            http://www.governo.it/sites/governo.it/files/testo_25.pdf

            Non so se sono incorso in qualche preclusione, tipo eccezioni non rilevabili d’ufficio, ma in effetti le citazioni virgolettate di Zanotelli non le ho trovate.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Art. 5 c. 2 dello schema di decreto legislativo: “L’individuazione dei servizi pubblici locali di interesse economico generale, diversi da quelli già previsti dalla legge, è effettuata previa verifica che le attività non siano già fornite e non possano essere fornite da imprese operanti secondo le normali regole di mercato in modo soddisfacente e a condizioni coerenti con il pubblico interesse ”

            Insomma, la priorità della gestione privata c’è: l’intervento pubblico può essere solo sussidiario. Esattamente come nella vecchia disciplina pre referendum.

          • Z. says:

            Prima del referendum c’era una soglia sopra la quale l’affidamento al privato era obbligatoria. Dopo, sotto il governo Monti, la soglia fu riproposta addirittura più bassa di prima (mi pare dimezzata, ma potrei sbagliarmi). Questo ha provocato la declaratoria di illegittimità della normativa post-referendum.

            Oggi la soglia non c’è più: è invece prevista la verifica che tu hai citato per decidere se il servizio va lasciato al privato o erogato in proprio dall’ente pubblico (art. 5 cc. 2, 3 e 4) con riguardo a prezzo, qualità, sicurezza, continuità e accessibilità.

            In difetto di almeno uno di questi elementi, a quanto ci capisco, il comune è chiamato a erogare direttamente il servizio (c. 1).

            Beninteso: si può dissentire nel merito, magari sostenendo che – per evitare favori ai privati al danno dei cittadini – all’amministrazione andrebbe data totale libertà di gestire in autonomia qualsiasi attività. Ma la differenza con la normativa pre-referendum mi sembra evidente, e dubito che la normativa contenuta in questo testo sarebbe dichiarata illegittima, com’è capitato a quella promossa dal governo Monti.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Probabilmente è così sfumata che non è in aperto contrasto con l’esito referendario. Dal punto di vista politico, però, è proprio come la mette Zanotelli. Poi si può benissimo ritenere che l’acqua è meglio che sia privata che pubblica (la proposta del governo dice proprio questo: pubblica solo se non se ne può fare a meno), ma almeno non mi si venga a dire che era questo lo spirito della consultazione popolare.

          • Z. says:

            La differenza tra la normativa pre-referendum e quella prevista dal decreto, più che sfumata, mi pare piuttosto netta.

            La consultazione popolare ha abolito l’obbligo di assegnazione al privato. La norma che stiamo leggendo prevede l’assegnazione diretta da parte dell’amministrazione salvo che il privato non garantisca almeno la medesima qualità in base ai parametri sopra descritti. Non vedo contraddizioni.

            Oh, poi che alcuni di quei ventisei milioni di elettori preferiscano una normativa diversa ci sta. Secondo questo decreto non c’è piena discrezionalità da parte dell’amministrazione. Se ad esempio il servizio taxi viene gestito in modo altrettanto efficiente da compagnie private, il comune non è libero di ritirare tutte le licenze, abolire i taxi privati ed erogare il servizio direttamente.

            Ma la differenza tra questo decreto e la normativa pre-referendum, più che sfumata, mi pare evidente.

          • Z. says:

            Dopodiché, appunto, capisco il timore che possa rientare dalla finestra quel che era uscito – soprattutto in teoria – dalla porta.

          • Francesco says:

            >> Che il contenuto di un referendum vada oltre la formalità del quesito è un concetto che nella giurisprudenza costituzionale è assodato

            non sentivo una sentenza così definitiva sulla stupidità e impraticabilità della democrazia da molto tempo. posso solo sperare che tu ti sbagli o, almeno, che sia un problema italiano

            saluti preoccupati

            • “>> Che il contenuto di un referendum vada oltre la formalità del quesito è un concetto che nella giurisprudenza costituzionale è assodato”

              Mi sembra ovvio.

              I referendum sono abrogativi.

              In Italia introducono una legge che recita: “la pena di morte in Italia è ammessa tramite strangolamento con corde di seta”.

              Se voglio fare un referendum contro la pena di morte, l’unica possibilità che ho è di chiedere l’abrogazione di tale comma.

              E se vinco, il governo non può cavarsela sostituendo la corda di seta con una corda di nylon.

              Deve abolire proprio la pena di morte.

          • Z. says:

            Miguel,

            il referendum può essere chiesto anche per l’abrogazione soltanto parziale di un atto normativo (art. 75 c. 1 Cost.).

            Nel tuo esempio, se davvero volessi chiedere l’abrogazione della sola disposizione che prevede la corda di nylon, direi che potrei farlo.

            • “Nel tuo esempio, se davvero volessi chiedere l’abrogazione della sola disposizione che prevede la corda di nylon, direi che potrei farlo.”

              Esatto, è quello che ho detto io, rileggere 🙂

              se voglio abrogare la corda di seta, dico (come si è detto in referendum passati) “limitatamente alle parole “con corde di seta”).

              Se voglio abrogare la pena di morte, devo riportare tutta la frase.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Z, le cose non stanno esattamente come le metti tu.
            Prendiamo l’art. 23bis del d.l. 11/2008 prima del referendum.

            “2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
            a) a favore di imprenditori o di societa’ in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica […]
            b) a societa’ a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) […]
            3. In deroga alle modalita’ di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento puo’ avvenire a favore di societa’ a capitale interamente pubblico […]
            4. Nei casi di cui al comma 3, l’ente affidante deve dare adeguata pubblicita’ alla scelta, motivandola in base ad un’analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato per l’espressione di un parere preventivo […]
            4-bis. I regolamenti di cui al comma 10 definiscono le soglie oltre le quali gli affidamenti di servizi pubblici locali assumono rilevanza ai fini dell’espressione del parere di cui al comma 4.”

            Su questo si è votato e a maggioranza bulgara questa disposizione sulla preferenza per il privato è stata abrogata.

            L’art. 5 del decreto di Renzi si limita a sfumare tutto questo, omettendo il parere obbligatorio. Tuttavia si prevede che

            “4. Il provvedimento con il quale l’ente delibera l’assunzione del servizio, corredato dal documento che illustra gli esiti della verifica di cui al comma 3, è pubblicato sul sito dell’amministrazione ed è trasmesso
            all’Osservatorio di cui all’articolo 13, comma 25-bis, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9.
            5. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in caso di violazione dei criteri e delle procedure di cui al presente articolo, può utilizzare i poteri di cui all’articolo 21bis della legge 10 ottobre 1990, n. 287.”

            Insomma, ritorna la preferenza per il privato e se l’ente locale non privatizza il servizio pubblico rischia l’intervento dell’Authority. E’ tornato l’obbligo di privatizzazione, sebbene in modo più sfumato, e questo in barba al referendum.
            Puoi ritenerlo giusto e sacrosanto, puoi credere che i votanti all’epoca fecero una scelta sciagurata, puoi dire che quando lo fa Renzi è buono, mentre quando lo faceva Silvio era cattivo: legittimo. Non puoi invece dire che non sia una retromarcia verso la privatizzazione.

          • Z. says:

            MT,

            ti dico quel che ci ho capito io

            Prima del referendum non c’era una preferenza per il privato. C’era l’obbligo di affidare il servizio con gara, con la sola esclusione di casi “eccezionali” e che “non permett[essero] un efficace e utile ricorso al mercato”.

            L’abolizione della normativa che hai citato – e la declaratoria di illegittimità costituzionale di quella voluta dal governo Monti – hanno abolito quest’obbligo da parte del comune (semplifichiamo).

            Il dlgs che abbiamo esaminato prevede l’erogazione diretta dei servizi, salvo che non si sia verificato – in concreto – che il privato garantirebbe un miglior servizio. E non in termini generici di “utilità ed efficacia” soltanto, ma in termini di prezzo, qualità, sicurezza, continuità e accessibilità.

            Si tratta di uno svoltone radicale rispetto alla normativa vigente medio tempore? A dire la verità non credo, perché il comune è comunque tenuto, in quanto amministrazione pubblica, a seguire tutti i criteri previsti dalla l. 241/90 e dalla costituzione. Dunque non solo efficacia, ma anche efficienza, economicità, e poi buon andamento, imparzialità e compagnia cantante.

            Insomma, quella operata dal legislatore mi pare una specificazione dettagliata di principi presenti nell’ordinamento nazionale e comunitario, da considerare in una valutazione fatta caso per caso e senza presunzioni. Mi pare difficile considerarla un radicale mutamento della normativa vigente medio tempore, e credo che lo stesso governo non si aspettasse questa (comunque ridotta) polemica.

          • Z. says:

            Miguel,

            se abolisci il filo di seta abolisci solo il filo di seta, e se abolisci la pena di morte abolisci solo la pena di morte. Non vieti al legislatore di reintrodurre una pena diversa per i delitti che la prevedevano: chessò, trent’anni di carcere.

          • Mauricius Tarvisii says:

            No, è il contrario: prima si deve verificare (“previa verifica”) che il servizio non sia già erogato da un privato o che non sia erogabile da un privato a condizioni “soddisfacenti” e solo dopo il comune può decidere di erogarlo. E non è una formula vuota, perché il mancto rispetto di questa previsione è giustiziabile: se il comune non vuole rogne con l’autorità deve privatizzare.
            La differenza con la normativa prereferendaria semmai è solo quantitativa, perché ieri il comune poteva intervenire solo in casi eccezionali, mentre domani anche quando il privato non sarebbe soddisfacente.
            Soddisfacente, non “altrettanto soddisfacente”, quindi il comune non può dire “sì, il privato offrirebbe un buon servizio, ma io ne posso fornire uno identico o addirittura migliore” (questa sarebbe la libertà di cui parli tu), ma basta che tramite il mercato si possa garantire un servizio decente perché il servizio debba essere privatizzato.

          • Z. says:

            Capisco il punto, e come dicevo capisco la preoccupazione di chi teme che ciò che doveva uscire dalla porta – non credo che in realtà sia mai uscito – rientri dalla finestra.

            Però non credo che sia come dici, perché il comune deve comunque valutare tutte le opzioni a disposizione nel rispetto dei principi dell’agire amministrativo. Il che significa erogare direttamente il servizio, se ceteris paribus il servizio erogato dal comune risulta più efficiente, più economico, meno discriminatorio. Oltre tutto, anche qui il mancato rispetto della legge è giustiziabile, anche se è più facile che sia l’impresa ad agire e non il consumatore.

            Passanto a cose più serie, abbiamo un discorso in privato da terminare 😛

  64. mirkhond says:

    “anch’io però ritengo il “risorgimento” una provvida sventura” e anzi, una volta fatto [e, ribadisco, me ne dispiace, almeno in quel modo in cui si realizzò] tendo a posizioni nazionaliste 😀 il che è solo apparentemente contradditorio”

    Anche se fossimo stati noi, sotto Ferdinando II o Francesco II, ad unificare la Penisola, tra saccheggi, stupri e stragi verso i “fratelli” del centro-nord che non ci volevano?

    • Francesco says:

      per coerenza del discorso di Peucezio (o Hasburgicus), credo di sì! anzi, sarebbe stato più cattolico e quindi meglio

      🙂

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Lungi da me rinnovellare una lunghissima polemica del passato fra l’ “antirisorgimentale” mirkhond e il “filorisorgimentale” sottoscritto… 🙂

      Ma il punto è che -a differenza dei Savoia, e anche quando la Società Nazionale a Torino era attivissima- Ferdinando II e Francesco II non sono stati capaci di proporsi come alternativa ai Savoia come perno di un’unificazione Italiana.

      Capire il perchè (e non bastano i soldi degli Inglesi, a meno di non voler ridurre la Storia a una successione di complotti) spiega come l’Italia Unita Borbonica non ha nemmeno la dignità dell’ucronia.

      Perchè Cavour finanzia in perdita la nascita della prima grande fabbrica di motori navali del Nord-Ovest avallando l’azzardo di un professore di matematica Genovese di trent’anni (che sarebbe morto di lì a poco e che fa appena in tempo a dare il nome alla su creatura) e di un finanziere Piemontese che rileva la fonderia di un Inglese fallito alla foce del Polcevera mentre la terza marineria del Mediterraneo continua ad andare avanti a pescare tonni e ad esportare marsala? Perchè Ansaldo sì e Florio no?

      Perchè i Savoia creano un arsenale navale artificiale dal nulla a La Spezia mentre a Napoli sono i preti a scoprire il primo asteroide fra Marte e Venere?

      Perchè San Gennaro viene nominato colonnello dell’esercito di Franceschiello mentre i Piemontesi costellano di caserme le Alpi?

      Perchè la chiesa viene espropriata delle sue terre e a Torino si incentiva la risicoltura moderna mentre l’analfabetismo della Lucania supera il novanta per cento e Cannizzaro deve scappare all’estero?

      Perchè a Genova i camalli scaricano il carbone dalle navi a gerle di settanta chili alla volta (da qui il genovese Maciste) sulla schiena degli asini che trasbordano il minerale sui treni che partono direttamente dal porto per raggiungere gli opifici Sabaudi mentre a Portici la prima ferrovia Italiana serve solo alle scampagnate di corte?

      Le domande sono tanto più stringenti perchè alcune zone della Liguria erano arretrate quanto e più di certe regioni del Meridione. Le mondine resteranno schiave fino al secondo dopoguerra non diversamente dai cafoni della Terra di Lavoro. Sono le èlites che sono diverse, non i popoli.

      E non perchè i Savoia fossero più o meno oppressivi dei Borboni. La forca colpisce a Napoli quando Ruffini si suicida nel Palazzo Ducale di Genova per non tradire i compagni mazziniani. (Compagni che peraltro si guarderanno bene dal cercare rifugio a Napoli). Messina è bombardata, ma Genova è saccheggiata dal Lamarmora. Dopo l’Unità scoppierà l’emigrazione, ma questa colpirà negli stessi anni anche il Trentino e la Galizia, province dell’Austria felix e non dell’Italia unita.

      Allora in cosa le èlites del Sud hanno perso iul confronto coi loro pari del Nord? Se uno si leggesse “Il marchese di Roccaverdina”, o anche il più popolare “Il cappello del prete”, potrebbe pensare a un troppo forte influsso retrogrado della religione cattolica. O a troppo familismo amorale. O, più marxianamente, a un’economia di “rentiers” assiepata intorno a una corte che campa delle “royalties” dello zolfo Siciliano, contrapposta a un’embrione di economia capitalistica. Forse a nessuna di queste cause da sola.

      Forse è solo l’insieme di tutti questi motivi che ha sbattuto i Borboni fuori dalla storia d’Italia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        per come la metti tu sembra quasi preferibile il Sud, povero pacifico e non stalinista, nel senso di non opprimere il popolo per fare carbone e acciaio …

        😉

        • Andrea Di Vita says:

          @ francesco

          Come già in Inghilterra nella faccenda delle enclosures dei pascoli e più di recente nella Polonia post-Sovietica, tutti i rivolgimenti tecnici ed economici passano per la distruzione dell’ordine esistente, e di conseguenza per un peggioramento delle condizioni di vita dei più poveri che sono i più fragili perchè non hanno risparmi da parte che consentano loro di stare al sicuro mentre il rivolgimento avviene.

          Poi bisogna vedere se il peggioramento è permanente o momentaneo.

          Per esempio l’acquedotto pugliese l’hanno fatto i Savoia, non i Borboni. Alla fine i Pugliesi ci hanno guadagnato o no?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • mirkhond says:

            L’Acquedotto pugliese era un progetto borbonico.
            Lo ha realizzato chi è venuto dopo solo perché c’era.
            Insomma erano i tempi, e l’opera si sarebbe comunque realizzata.
            Del resto anche i sultani ottomani realizzarono ferrovie e il telegrafo nel tardo ‘800-primo ‘900.

          • mirkhond says:

            E si chiamano BorbonE! 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            L’Acquedotto Pugliese vero e proprio l’ha iniziato Zanardelli, quindi in un’epoca e con delle tecniche che Francesco II non si sarebbe potuto sognare nelle proprie notti più creative. Adesso capisco che i settentrionali sono più bravi e più intelligenti, ma non esageriamo: non è che ogni fosso possiamo chiamarlo acquedotto solo perché l’ha fatto uno del Nord.

          • mirkhond says:

            Anni fa lessi che già nel 1848, Ferdinando II progettava sia un aquedotto che un canalone che dalle Murge sarebbe dovuto sfociare presso Bari, per impedire le inondazioni che la città in passato ha subito.
            Canalone poi realizzato da Mussolini.
            Comunque fin dal 1863, alcuni deputati pugliesi proponevano l’Acquedotto.

          • Francesco says:

            ADV

            in linea generale hai ragione e ho più volte “rimproverato” Miguel perchè rifiuta di vedere questo fatto

            però non bisogna esagerare nel “condonare” ogni nefandezza ai governanti in nome del “non c’era altro modo”, il famoso TINA di Maggie Thatcher

            ciao

            PS l’Acquedotto Pugliese è quello col record di buchi che spillano acqua?

          • Mauricius Tarvisii says:

            “PS l’Acquedotto Pugliese è quello col record di buchi che spillano acqua?”

            Sì, è quello, ma se in mezza Puglia non c’è il razionamento o l’erogazione a giorni alterni e si può bere con relativa sicurezza l’acqua di rubinetto è solo grazie a quell’opera pubblica. Faraonica, che richiese decenni di lavori e che ha bisogno di una costante manutenzione, ma che è indispensabile.
            Davvero, sono stato una volta in Sicilia (dove l’Acquedotto Pugliese non c’è) e un mio amico che allungò del tè solubile con acqua di rubinetto ci fece avere a tutti un’influenza intestinale memorabile.
            E non dire “eh, ma al Nord sarebbe stato fatto meglio”, perché al Nord non esiste assolutamente nulla di vagamente simile a quell’opera. Far fare un mezzo migliaio di chilometri all’acqua potabile non è uno scherzo.

          • Francesco says:

            io mica dico che non bisogna fare le opere pubbliche! non sono così fanatico

            mi piacerebbe fossero fatte bene, tanto più che l’acqua è un bene prezioso

            PS in Sicilia l’acqua (che non c’è) è pubblica o trattasi di menzogna neoliberista? in cambio pare ci siano migliaia di stipendiati dalla collettività per (non) fare arrivare l’acqua ai cittadini

          • Mauricius Tarvisii says:

            Quindi tu in attesa di avere le tecnologie del XXII secolo avresti lasciato la Puglia a secco. Interessante 😀

          • Francesco says:

            aspetta, stai anche tu dicendo che i problemi sono solo legati alle tecnologie dell’epoca?

            tieni un cugino assessore?

            sostieni pure che il 36% di acqua persa è un dato non comparabile per cui è inutile fare confronti?

            😀

      • habsburgicus says:

        @Andrea di Vita
        poni domande interessantissime….quando ho tempo ti rispondo, magari portando il discorso più dove piace a me 😀
        dovresti però considerare, e lo hai di certo fatto, che Capuana e gli altri, sono “parziali” di anti-borbonismo e “liberalismo” anti-clericale
        sono però domande ineludibili..e almeno io, pur avendo una Weltanschauung molto diversa, devo dartene atto..lo ammetto, l’Asso di denari lo hai tu, in questa mano 😀

  65. mirkhond says:

    Andrea

    Come sai sono d’accordo molto poco su quel che dici, ed in cui scorgo una forte vena di disprezzo-snob verso la Napolitania e la Sicilia, tanto più doloroso, conoscendo che le tue origini sono di qua. 🙂
    Detto questo, io ho fatto un esempio, se con sovrani meno romantici e più cinici, tipo i Savoia, l’unità di Talia l’avessimo fatta noi, COME avrebbero reagito i “fratelli” del centro nord di fronte ad un’armata di “liberatori” napoletani e siciliani?
    Sulle ferrovie racconti i soliti luoghi comuni della più becera propaganda antiborbonica, quando ti è stato ripetuto più volte che la costruzione di ferrovie come la Napoli-Brindisi era quasi terminata quando Garibaldi entrò a Napoli.
    Lasciamo perdere poi le sciocchezze che hai detto su San Gennaro.
    Se i Borbone avessero obbedito ai diktat di Londra, come fecero fino alla Crisi degli Zolfi Siciliani, la storia d’Italia sarebbe andata molto diversamente……
    Per quanto mi riguarda infine, non trovo niente di male ad una riunificazione dello spazio geopolitico centro-settentrionale, mentre sono ostilissimo a ciò che è avvenuto qua dal 1860 in poi.
    Come hai ben ricordato, anche nel radioso e luminoso nord non c’era poi tutto questo benessere, e le politiche imperialiste dei Savoia portarono il loro stato sull’orlo della bancarotta affamando il loro stesso popolo.
    L’emigrazione di massa da noi era sconosciuta fino al 1860, a differenza dello stato sabaudo.
    Con tutti i suoi difetti (quale popolo e quale stato non ne hanno?) preferisco un miliardo di volte i Borbone, che i saboia……

    • Francesco says:

      Duca

      rileggiti ADV e vedrai che, al netto di un pò di anticattolicesimo, la sua analisi è fredda e ragionata.

      Il Piemonte era impegnato a sviluppare l’industria, che è la cifra del mondo del XIX secolo. Voleva diventare moderno e potente.

      E il Regno?

      Questo è il problema che Andrea pone

      Ciao

      • mirkhond says:

        Il Regno voleva farsi i fatti suoi.
        Siete voi che ci avete rotto i coglioni, condendo il tutto con uno stantìo razzismo-snob, per coprire con tal foglia di fico, il MALE che ci avete fatto.
        Andrea Di Vita potrebbe leggersi anche i saggi di Nicola Zitara, sulla Banca Tosco-Padana, vero stato profondo che dal 1860 governa l’Italia con politiche sempre favorevoli al nord, e certamente (e qui Andrea ha ragione) con l’ignobile complicità delle nostre classi dirigenti politico-intellettuali.

        • Andrea Di Vita says:

          @ mirkhond

          Non rispondi al problema centrale: perchè sono state le èlites del Sud a farsi complici del dominio del Nord, e non si è dato invece che le èlites del Nord si facessero complici del dominio del Sud?

          Lo so che “il Regno voleva farsi i fatti suoi”. Ma perchè? Non si accorgevano delle mire dei Savoia? Eppure erano evidenti: per tre lustri prima dei Mille i transfughi del Sud scappavano a Torino dove sotto gli occhi dell’occhiuta polizia Sabauda sostenevano la Società Nazionale che propugnava pubblicamente un’Italia unita, e non certo sotto i Borboni. Non c’era un ambasciatore Napoletano a Torino? Non c’era un servizio informazioni? Cavour ce l’aveva.

          Perchè le èlites del Sud sono state così masochiste?Anche l’isolazionismo puo’ essere suicida. Chi è stato il Chamberlain del Sud, e perchè il Vesuvio non ha avuto il suo Churchill (o il suo Cavour)?

          Tu dici che la Napoli-Brindisi era quasi terminata quando Garibaldi arrivo’ a Napoli, cioè nel 1860. Per allora il Piemonte aveva ormai duemilacinquecento chilometri di ferrovie. Questo ritardo si spiega: il Regno di Napoli non faceva debiti per investimenti pubblici, tutto passava per le casse reali e ogni spesa andava giustificata da un’entrata corrispondente: e infatti le casse reali traboccavano. Ma i Savoia debiti ne fecero eccome, pur di modernizzare lo Stato. E alla fine i debiti li hanno pagati con l’oro del Sud. Perchè i Meridionali si sono fatti far fessi a quel modo? La prima filiale del Banco di Napoli a Bari fu aperta nel 1880, e l’acquedotto Pugliese è ancora più recente.

          E’ vero che nessuno ti risponde all’ipotetica domanda su come sarebbe stata la risposta Settentrionale a una unificazione Italiana fatta dal Sud. Eppure un esempio ce l’abbiamo vicino a noi: la Jugoslavia. Unita dalla Serbia alla propria corona dopo la prima guerra mondiale, la ben più avanzata Croazia si è ribellata sistematicamente, fino a rifugiarsi nel terrorismo e negli ustascia. Da quelle parti ne pagano ancora le conseguenze.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • mirkhond says:

            Andrea

            A noi dell’unità italiana non fregava un tubo.
            Le elites massoniche locali sposarono l’unitarismo sabaudo solo dopo il 1848, ma più per il desiderio di abbattere una dinastia che loro, ricchi fighi snob non amavano.
            E perché non l’amavano?
            Perché gli impediva di prendere il potere e di massonizzare i vertici del Regno.
            Insomma questa gente, tanto a lungo coccolata dai biekiSSimi BorbonE, a partire dal 1793 aveva TRADITO i propri BENEFATTORI, come serpi nel seno, perché voleva fare come in Francia.
            Solo che il nostro popolo non era quello francese, e poiché lorsignori non avevano seguito sufficiente per fare la loro rivoluzione, chiamarono lo straniero, secondo una costante storica del nostro baronaggio, quando voleva incrementare i suoi interessi.
            E così nel 1799 fecero la loro repubblichetta del cazzo, sostenuti dalle armate francesi, nel 1806-1815 sostennero i Napoleonidi.
            Nel 1820-1821 e 1848 provarono a far da sè, ma il giochetto gli andò male, perché i biekiSSimi un oskurantisti BorbonE erano, nonostante tutto, AMATI dal popolo.
            E allora lorsignori ci riprovano con lo straniero.
            Il quale però, questa volta, a differenza dell’epoca giacobino-napoleonica, non voleva mantenere la personalità giuridica del Regno, ma semplicemente annetterselo.
            E a lorsignori, contenti di aver scacciato i BorbonE, la cosa andò bene.
            Anche se gradualmente, una parte dei liberali ebbe a pentirsene, quando era ormai troppo tardi…..

          • Andrea Di Vita says:

            @ mirkhond

            Ti prendo in parola.

            Traditori massoni e filo-giacobini da una parte., al servizio dell straniero. I Borbone e il loro fedele popolo dall’altra.

            Ma il Regno non era mica una monarchia costituzionale. Il re poteva mandare alla forca chi voleva – e lo fece spesso e volentieri. Aveva certo la capacità di sbarazzarsi dei giacobini, anche senza che Nelson gli facesse trovare Caracciolo bell’e impiccato. Un po’ come con lo zar e i decabristi.

            La domanda rimane: perchè neanche con tutto questo potere (che i Savoia persero, almeno a questo livello di potere assoluto) i Borbone non riuscirono a far fuori le loro serpi in seno, come le chiami tu, e ad impedire così ai Savoia d mangiarseli in solo boccone per il tramite di Garibaldi e dell’incontro di Teano?

            Restando al paragone con la Russia, Nicola II non era certo una cima: ma non fu solo la sua personale indecisione a perdere i Romanov, fu sopratutto la cecità di un’intera classe dirigente che per decenni e’ rimasta sorda alle richieste di rinnovamento e di riforme a lasciare la Russia in condizione di relativa arretratezza nei confronti degli altri Paesi (si’, pure dell’Italia Sabauda, al cui produzione industriale supero’ quella Russa al tempo della battaglia di Tsushima).

            Anche sotto i Romanov la Russia ottocentesca ebbe un certo sviluppo: Mendele’ev, Mussorgski, Borodin, Cechov, Dostojevskij, Rimskij-Korsakov…

            Ma non conta svilupparsi. Per sopravvivere bisogna essere competitivi, e per essere competitivi bisogna innovare. Vantare quello che si è fatto dopo essere stati sconfitti equivale a rimpiangere il latte versato. Non basta essere bravi, bisogna esserlo più degli altri.

            Ti riformulo la domanda: perchè i Borbone persero la competizione coi Savoia?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          >> Il Regno voleva farsi i fatti suoi.

          ma aveva anche messo in atto le politiche per poterlo fare? poco sviluppo industriale quando l’industria era la base della potenza e la potenza è la base dell’indipendenza non mi pare una grande idea.

          incapacità di portare le elites dalla parte della monarchia e allo stesso tempo di eliminarle e sostituirle con gente fidata

          queste per me sono gravi colpe, come quelle di Genova e Venezia che finirono in pasto a Torino e Vienna per la loro debolezza

          ciao

      • habsburgicus says:

        rileggiti ADV e vedrai che, al netto di un pò di anticattolicesimo, la sua analisi è fredda e ragionata.

        l’ho già detto, ma lo ribadisco qui..é proprio così ! analisi serissima, per quanto impietosa
        del resto un po’ di anticattolicesimo in Andrea Di Vita ci sta, dai
        oggi, che Veltroni “è mai stato comunista”, la Meloni “è mai stara fascista”, Berlusconi “è mai stato sessista”, un po’ di sana coerenza, fa bene, no ? 😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Detto questo, io ho fatto un esempio, se con sovrani meno romantici e più cinici, tipo i Savoia, l’unità di Talia l’avessimo fatta noi, COME avrebbero reagito i “fratelli” del centro nord di fronte ad un’armata di “liberatori” napoletani e siciliani?”

      Non so, sarebbe stato interessante. In concreto non ci fu mai la possibilità che le cose andassero in questo modo: anche negli scenari di maggiore collaborazione di Napoli (Italia federale senza Papa e con Francesco II su un trono locale) ci sarebbe stata al massimo qualche limatura territoriale nei possedimenti pontifici e non il passaggio di pezzi di Italia centro-settentrionale nelle terre duosiciliane.
      Le truppe napoletane non furono accolte peggio delle altre durante la guerra federata, inoltre a Nord la causa unitaria aveva maggiore sostegno che nelle campagne del Sud. Forse ai genovesi non sarebbe piaciuta un’Italia monarchica borbinica (come non piaceva l’Italia monarchica sabauda e infatti la città fu messa a ferro e fuoco), ma credo (anche se non ho elementi per dirlo) che paradossalmente le maggiori resistenze un unificatore meridionale le avrebbe incontrate proprio in Piemonte.

      • mirkhond says:

        Concordo.

      • Andrea Di Vita says:

        @ mauricius tarvisii

        Cito dai numeri della Gazzetta del Regno riportati nel rinomato capolavoro “Dal Volturno al Po”.

        Domenica di Pasqua del 1855

        Di fronte alle voci insistenti di un appoggio della Francia ad un possibile proditorio attacco dei vili Savoia all’Austria cristianissima, il nostro amato Sovrano ha deciso di sostenere con 100000 tarì d’argento una spedizione di 1000 avventurosi Sudditi della Calabria e della Terra di Lavoro, avvezzi all’uso delle armi da fuoco e a non fare troppa ammuina. Dal duomo di Santa Rosalia della Palermo Felicissima al Santuario di San Michele del Gargano è tutto un fervore di rosari e di preghiere a tutti i Santi del Paradiso perchè impetrino la protezione del Cielo sull’eroica impresa.

        Solennità dell’Ascensione, A. D. 1855

        Dopo essere sbarcati nottetempo sulle coste del litorale Laziale, gli eroici Mille in divisa blu, da qualche settimana ormai sbarcati e rifocillati dalle caritatevoli mani delle Suore del Sacro Cuore e rinfrancati dalle preghiere del Santo Padre, hanno ripreso il mare alla volta dello scoglio di Quarto. Si vocifera che una volta giunti in partes infidelium gli ardimentosi troveranno provvido sostegno da parte di alcuni ambienti fra i più moralmente sani della corte dell’infame Sabaudo, giustamente indignati per la trasformazione degli antichi Conventi oggi espropriati in sudicie caserme e per l’erezione di ferrovie su quelli che furono i latifondi della Curia di Vercelli e di Novara. Voci ispirate dal timor di Dio riportano concordemente che zaini ed uniformi dei militi siano stati doviziosamente equipaggiati di immaginette dei Santi da parte delle educande della zona, e che persino le donne perdute della Capitale abbiano volontariamente versato parte del frutto del loro mercimonio carnale a favore della spedizione, a riscatto dei propri peccati e a suffragio delle anime del Purgatorio.

        Pentecoste, A. D. 1855

        Sbarcati nottetempo a Quarto dopo una traversata a bordo di due navi fornite dai Florio, i Mille hanno evitato di un pelo di essere scoperti da giovinastri mazziniani che gozzovigliavano fra i bagordi nelle osterie del litorale e hanno superato il borgo di Boccadasse a tappe forzate. Accolti all’alba da una popolazione incredula e festante, non immemore delle violenze Sabaude, i liberatori si sono impadroniti del Castello senza colpo ferire. La bandiera del regno di Napoli sventola sulla Lanterna. Il personale diplomatico ha ricevuto dal comandante della spedizione, Don Peppino Gonzales y Garibaldi (nessuna parentela col famigerato brigante nizzardo omonimo), un salvacondotto per imbarcarsi sulle navi alla fonda e abbandonare in tutta fretta la Liguria.

        Sagaci osservatori riportano che il Console di Sua Maestà l’Imperatore si è trattenuto a lungo con Don Peppino. I due sono stati visti pranzare insieme in un locale con vista sul mare. Il pranzo, semplice e frugale come si conviene fra veri gentiluomini, è consistito di trenette al pesto, trippa al prezzemolo, stoccafisso col tocco e torta pasqualina, ed è stato innaffiato dallo sciacchetrà che nasce generoso su queste terre.

        Migliaia di volontari sono andati ingrossando le file dei Mille. Prima di rivolgersi alle truppe con un infiammato discorso, Don Peppino è andato in pellegrinaggio al Santuario di San Francesco da Paola.

        Festività della SS. Trinità, A.D 1855

        Battesimo del fuoco. Gli eredi di Custoza, agli ordini del crudele Lamarmora, hanno proditoriamente attaccato con una veloce incursione da Nord le colonne di ardimentosi che marciavano cantando inni all’altezza di Nostra Signoria della Guardia. All’attacco frontale di cavalleria, sostenuto dai temuti Dragoni Azzurri, si è affiancato un tiro insidioso di artiglieria leggera; piazzati a Isoverde, cioè a poca distanza in linea d’aria ma coperti alla vista da alture e arbusti, gli obici Sabaudi reduci di Crimea hanno ripetutamente colpito le file dei Nostri.

        Nell’infuriare del tiro incrociato i più hanno visto l’eroico Don Peppino ordinare ai suoi di alzare i pesanti Crocifissi d’argento lavorato delle Confraternite delle Cinque Terre, sicuro usbergo della fede dei timorati di Dio. Scheggiati dai colpi dei moschetti dei massoni liberali, i Crocifissi hanno riunito intorno a sè l’ardore dei militi Cristiani.

        Allora si compì il prodigio. Le baionette dei Nostri si sono assiepate e hanno presentato un muro di ferro e di fuoco agli zoccoli nemici. Spezzata la carica Sabauda, l’antico orgoglio del Ligure e il valore del Borbone hanno ricacciato indietro le orde del Lamarmora, che hanno risalito in disordine quelle valli che avevano disceso in orgogliosa sicurezza.

        Voci non confermate dalla Santa Sede assicurano che è al vaglio la proclamazione della giornata odierna come festività liturgica del Miracolo della Polcevera.

        Festività del Corpus Domini

        L’intero Piemonte si è ormai ribellato al massone di Torino. Masse di contadini sono sciamate fuori dalle campagne intristite dal silenzio delle campane sequestrate dal governo dei senzadio e sono accorse a rinforzare l’armata di Don Peppino, che la voce del popolo non esita oramai a denominare l’Armata della Santa Fede.

        Operai immiseriti dall’avidità dei padroni delle ferriere arricchiti con la sciagurata politica tassa-e-spendi dei Savoia hanno spezzato le loro catene e hanno scatenato rivolte nelle città, bloccando ovunque l’occhiuta polizia, facendo giustizia sommaria di massoni e carbonari finti amici del popolo, e sopratutto bloccando l’accesso agli arsenali delle truppe dello sciupafemmine del Carignano.

        Ma soprattutto la novella che ha gelato il cuore dei tiranni nei loro propositi omicidi è stata quella di una minacciosa mobilitazione di truppe Austriache sul Ticino, che già sei anni fa hanno visto la rotta ignominiosa del Savoia.

        Tutto è consumato. Già l’obeso ministro Camillo ha trovato rifugio in Svizzera, dove gli si è dato asilo in cambio dell’impegno di smettere con le sue mene da politicante frustrato e dove potrà dedicarsi alla sua attività preferita, quella di ozioso gentiluomo di campagna. Domani, in un tripudio di bandiere di Sua Maestà il Borbone, Don Peppino porterà fra due ali di folla festante il suo cavallo ad abbeverarsi sulle rive del Po.

        Migliaia di leali soldati e funzionari devoti già sono partiti da Napoli imbarcati alla volta di Genova, dove la Rubattino è stata immediatamente presa in consegna dai vincitori e messa sotto l’amministrazione controllata dei Florio. Lo spaventoso debito che i Savoia hanno contratto con la banche di mezzo mondo verrà ripagato in contanti con l’oro di Napoli, il che faciliterà secondo gli esperti la concessione di ulteriori linee di credito e un rifiorire di tutto il Nord.

        In tutta la Penisola carbonari e massoni vengono assicurati alla giustizia dagli amici del Borbone e dell’Austria. Si vocifera che una conferenza internazionale sancirà la fine del pericolo della tirannide sabauda consentendo una federazione di tutti gli Stati d’Italia sotto l’altro patronato de Papa e la benedizione delle corti d Vienna e di Parigi, ben contente del fatto che la prepotente Inghilterra abbia finito una buona volta di arricchirsi con le ricchezze della Sicilia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          molto bello

          ma noi milanesi non insorgiamo al grido “Sant’Ambrogio e San Carlo” per unirci all’armata della Fede?

          😀

          • PinoMamet says:

            Stavo per rispondere qualcosa, ma ci ho ripensato, non si può dire niente contro San Carlo: in fondo ha inventato le patatine…

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            Milano?

            Con Pellico, Cattaneo, e giansenisti alla Don Lisander?

            Troppi Carbonari e Giovine Italia dalle parti di Milano.

            Le Cinque Giornate ce le avete avute voi Milanesi, mica noi Genovesi che sotto i Savoia c’eravamo già da quarant’anni. Da noi l’Austria ha dato fastidio al Balilla quando era alleata dei Piemontesi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. Mazzini da Genova se n’è andato. E anche più di recente: mica è un caso che il cardinale Siri fosse Genovese e il cardinale Martini Milanese…

        • mirkhond says:

          Devo ridere o devo solo provare pena?

          • mirkhond says:

            In riferimento al papiello più sopra.

          • Andrea Di Vita says:

            @ mirkhond

            Ridici sopra! 🙂

            L’ucronia è solo un esercizio intellettuale, vale come divertimento.

            Pero’ è difficile non notare come sei anni dopo Custoza:

            a) i Borbone avessero in cassa molto più contante dei Savoia e poteva facilmente armare una spedizione

            b) il Papa fosse ormai privo di ubbìe liberali, al punto da deludere quelli che secondo il Giusti avevano trasformato l’Italia in un grande pollaio a furia di esultare “Pio! Pio!”

            c) i nostalgici di Carlo Felice in Piemonte fossero ancora abbastanza forti da dar filo da torcere a Cavour

            d) Genova, anche se ormai priva della sua aristocrazia fuggita a Roma dopo lo sventramento Sabaudo delle sue ville (da Dinegro in poi), era animata da fiero spirito anti-Sabaudo non certo mitigato dai duemila fra assassini e stupri perpetrati dai Bersaglieri nella repressione della recente rivolta, rivolta che vide uniti Mazziniani e Cappuccini.

            e) la marineria Sabauda era un’unghia rispetto alla flotta dei Borbone

            f) la contessa di Castiglione non aveva ancora conquistato con le sue grazie le simpatie di Napoleone III, nè Plombières aveva promesso Nizza e Savoia all’antico nemico dei Savoia; mentre d’altro canto l’armata Austriaca era tranquillamente insediata in Lombardia e nel Quadrilatero

            g) l’idea dell’Unità d’Italia era solo nei sogni di qualche letterato; Ramorino aveva dato fin troppo cattiva prova di se’ e il ’48 era stato un fallimento quasi dappertutto, nè Pellico e Maroncelli se la passavano granchè bene.

            h) L’Inghilterra era alle prese con quella che di lì a poco sarebbe diventata la grande rivolta dei Sepoy in India.

            i) Era chiaro che il Piemonte meditava la rivincita: il riarmo navale, la fondazione dell’Ansaldo,la costruzione dell’Arsenale della Spezia erano chiari segni.

            Insomma, mirkhond, se il Borbone avesse ricordato che la miglior difesa è l’attacco, e se il Piemonte fosse stato un “failed state” come si sarebbe dimostrato il regno di napoli alla prova dei fatti cinque anni dopo, quello sarebbe stato il momento.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  66. mirkhond says:

    Infine vorrei ricordare che l’inventore dei cerini, un piemontese di Fossano, esule nel 1834 per aver preso parte ai moti mazziniani, fuggi da noi, dove il biekiSSimo Ferdinando II gli permise di impiantare la sua fabbrica.
    Lo stesso avrebbe fatto nel 1849 con un imprenditore socialista francese, in fuga dalla dittatura di Napoleone III.
    E infine, Felice Garibaldi (1811-1855), fratello del più noto Giuseppe, che fu attivo imprenditore nel campo oleario, vivendo a Bari tra 1835 e 1852, e sposatosi con una donna di un paese vicino Bari.

    • izzaldin says:

      confermo, i fratelli di Garibaldi seguirono le orme del padre commerciante, come inizialmente (fino ai 27 anni) lo stesso Giuseppe.
      Ma a Bari si sa qualcosa dei trisnipoti di Garibaldi?

  67. mirkhond says:

    Comunque ho notato che quando pongo la questione del come avrebbe ragito l’Italia del centro-nord ad una unificazione politica venuta da noi, nessuno mi risponde……. 🙂

    • mirkhond says:

      reagito

    • PinoMamet says:

      Per due motivi: prima di tutto, perché non ho seguito in diretta tutti i commenti alla questione, che sono tanti, e nei quali si è già detto di tutto;

      e poi, perché la Storia si farà anche con i se e con i ma, non voglio discutere, ma non sono mai stato un appassionato di ucronie e discorsi storici ipotetici, che mi affascinano se possibile ancora meno della fantascienza, cioè sottozero.

      La fantascienza almeno sarebbe liberatoria, anche se purtroppo se impadroniscono dei tizi che vogliono a tutti i costi dimostrare una qualche tesi portandola all’estremo;
      e poi viene letta da altri tizi che scambiano questo estremo per la realtà.

      Ma le ucronie, boh, proprio non mi prendono, le trovo fondate sul nulla.
      “E se Napoleone fosse diventato socialista?”
      e se mia nonna aveva le ruote?

    • Francesco says:

      io per ignoranza: non so nulla di come i milanesi colti e nazionalisti considerassero il Regno del Sud e se per loro fosse meglio degli Austriaci

      ciao

      • lochlomond says:

        nemmeno io ho un’idea precisa di che pensassero al nord del sud, ante-Unità. Un buon riferimento potrebbe essere la reazione, più vicina nel tempo e un po’ più documentata, dei friulani e triestini annessi dopo la I guerra mondiale: questa pagina wiki, riporta una serie di termini dispregiativi, evidentemente non tanto “verso gli italiani” quanto espressione di specifica e “istintiva!” antipatia verso i meridionali https://it.wikipedia.org/wiki/Pregiudizio_contro_gli_italiani

        Taliani, talijans, ‘talianat: diffusi nelle “province irredente”, in particolare nel litorale adriatico del Friuli e dell’area slovena, e nel trentino;
        Talianots[28]: termine di lingua friulana traducibile con italianotto, chiara definizione di scherno per definire il classico stereotipo italiano;
        Taliani de legno (diffuso nel litorale adriatico e in particolare a Trieste, ma anche in Istria e nell’ex Friuli austriaco[senza fonte]. L’origine è attribuita a Wilhelm von Tegetthoff, ammiraglio austriaco vincitore della battaglia di Lissa, che avrebbe commentato: «Omini de fero su barche de legno ga batù omini de legno su barche de fero». Tuttavia il motto fa parte della tradizione orale del nordest adriatico, ma la sua origine è tutt’altro che certa.
        Lianta de gnole: espressione usata a Trieste in particolare, che deriva da un gergo locale che inverte le sillabe per rendersi poco comprensibile, ed in questo caso ha invertito il termine del capitolo precedente, si usa in genere nei confronti degli italiani che accentuano caratteristiche a loro attribuite dall’immaginario collettivo, come pretendere spaghetti in Scandinavia, invocare la mamma, dire «lei non sa chi sono io», ecc.;
        Regnicoli: diffuso in tutte le “terre irredente”, deriva dagli immigrati provenienti dal Regno d’Italia, con residenza in Austria, ma senza cittadinanza. Il termine veniva usato anche sulla stampa italiana, non era spregiativo la ma lo divenne dopo il 1918. Ampiamente citato da molte fonti, compreso L’Italia dei cent’anni del Comandini;
        Cabibi: usato nel litorale adriatico, sembra che derivi dal film Le notti di Cabiria. Indica gli italiani meridionali ed alcune volte, per estensione, tutti gli italiani. Citato nei dizionari vernacolari;[senza fonte]
        Cifarielli, abbreviato CIF: usato a Trieste, era un sinonimo di cabibo e rivolto in prevalenza agli italiani meridionali. Deriva da un fatto di cronaca che fece scalpore agli inizi del secolo XX: l’omicidio d’onore commesso dal cantante Cifariello a Napoli. I delitti d’onore erano sconosciuti ai codici penali mitteleuropei. Il termine fu usato anche dall’irredentista Attilio Tamaro nel 1919 e dalla polizia in un rapporto prefettizio, per manifestare quanto fosse diffuso in città, dopo l’arrivo degli italiani, e di come alcuni loro costumi fossero poco accetti dalla popolazione. Citato anche in Filosofia Quotidiana di Manlio Cecovini e in alcuni dizionari vernacolari;[senza fonte]
        Marinielli: usato a Trieste, e in particolar modo sul Carso e nella comunità slovena, deriva dal cognome di un soldato italiano che per primo, si dice, impalmò una donna di lingua madre slovena. Si riferisce al fascino mediterraneo che farebbe presa sulle donne nordiche, poco abituate dai loro uomini alle attenzioni e alle galanterie meridionali. Il termine nasconde un doppio senso, “el mariniel ve frega”, riferito alla presunta attitudine all’abbandono dei seduttori mediterranei, una volta raggiunto il loro scopo;
        Pigne, per estensione pignate (pentole): usato a Trieste, era un riferimento allo stemma d’Italia che assomigliava ad una pigna[non chiaro];
        Scafuri: usato a Trieste e in Istria, deriva dallo sloveno cefurj, termine spregiativo con il quale si indicano i popoli del meridione della ex Jugoslavia, per estensione applicato anche agli italiani.[

        • PinoMamet says:

          Cabibi però mi sembra legato all’arabo, come il genovese gabibbo.

          Da queste parti dell’Italia cosiddetta settentrionale però niente di tutto quello che scrivi è pervenuto.

          L’unica cosa spregiativa contro i meridionali è “taroni”, che però è un prestito dal lombardo “terun” riadattato alla fonetica locale (e infatti allontanato dalla sua etimologia) e che credo non vada più indietro degli anni Cinquanta.

          A Reggio già comincia(va)no a dire “marocchini”, che a Parma indica soltanto i nordafricani.

        • Andrea Di Vita says:

          @ lochlomond

          Un mio collega in ditta è Genovese di genitori nati a Pola. Mi racconta che i nonni, uno dei quali di madre lingua Ungherese, all’arrivo degli Italiani a Trieste commentarono fra sè “qui si torna indietro di cinquant’anni”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. Nel cinema Polacco c’e’ un piccolo capolavoro, “Ziemia obiecana” (=”La terra promessa”) dove i sogno di un self-made-man è quello di arrivare a vendere le sue stoffe nella Terra Promessa, ossia Trieste.

        • mirkhond says:

          Lochlomond

          Interessantissimo!
          Ciao!

  68. mirkhond says:

    “Lungi da me rinnovellare una lunghissima polemica”

    Ecco, vedi di non rinnovarla più! 🙂

  69. mirkhond says:

    “Forse il periodo di maggior prestigio e influenza diretta è stato nel primo basso Medioevo, dalla lotta per le investiture all’epoca cui avete fatto riferimento voi.”

    Infatti.

  70. mirkhond says:

    “Come già in Inghilterra nella faccenda delle enclosures dei pascoli e più di recente nella Polonia post-Sovietica, tutti i rivolgimenti tecnici ed economici passano per la distruzione dell’ordine esistente, e di conseguenza per un peggioramento delle condizioni di vita dei più poveri che sono i più fragili perchè non hanno risparmi da parte che consentano loro di stare al sicuro mentre il rivolgimento avviene.

    Poi bisogna vedere se il peggioramento è permanente o momentaneo.”

    Ecco, il nostro “progresso” è avvenuto sempre a favore del Nord, dal 1860 in poi.
    Già nel lontano 1901, l’economista e futuro ministro del Regno d’Italia, Francesco Saverio Nitti (1868-1953), affermava che se le Due Sicilie fossero sopravvissute alla conquista piemontese del 1860-1861, le nostre condizioni economiche sarebbero state migliori.
    E Nitti era un liberale di famiglia liberale, il cui nonno era stato ucciso nei moti borbonici di Melfi dell’aprile 1861.
    Dunque non certo un biekiSSimo oskurantista barboniko…..

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Tu mi insegni che la storia non si fa coi se.

      Ci sono regioni che dopo una conquista sprofondano in una arretratezza da cui si riprendono dopo secoli, e altre che subiscono un progresso magari a scoppio ritardato ma che le proietta all’avanguardia.

      Basta visitare una qualunque masseria Pugliese per vedere in che condizioni viveva il cafone Meridionale due secoli fa. Se poi si fa il confronto anche solo con le celle della certosa di Padula si vede come vivevano invece le èlites: roba che neanche Marchionne oggi è così ricco in confronto a uno dei suoi operai.

      Poi se mi dici che il Meridione avrebbe potuto svilupparsi ancora di più, sfondi una porta aperta 🙂 🙂 Sono profondamente convinto che il Meridione abbia le carte in regola per diventare in potenza una piccola California.

      Ma non riesco a immaginare -anzi, purtroppo ci riesco fin troppo bene- una Napoli sanfedista nel ventunesimo secolo. Una specie di Vele di Scampia all’ennesima potenza.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        sicuro? in fin dei conti l’Italia convive male con il macigno del debito pubblico fin dal 1860, un Sud coi conti in ordine magari sarebbe partito più lentamente ma avrebbe recuperato nel medio periodo

  71. mirkhond says:

    Non ci capiamo.
    Nitti, riteneva che le Due Sicilie rimaste indipendenti e borboniche avrebbero conosciuto lo sviluppo che il Nord e i suoi ruffiani locali ci hanno precluso.
    La storia caro Andrea, si DEVE fare anche con i se e i ma.
    I BorbonE persero il trono perché non vollero più essere i vassalli di Londra, non per le condizioni politiche interne, che come in TUTTI gli stati di ogni epoca e luogo, sono sempre variegate.

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Londra non era l’unica potenza del mondo. C’erano la Francia, la Prussia, l’Austria, la Russia: e certamente la seconda, col suo legame con la Chiesa, era la più vicina ideologicamente. Cosa ha portato i Borbone ad isolarsi completamente? Non mancavano certo loro le cose da offrire a un alleato.

      Se non sei competitivo, nessuno ti aiuta. E torniamo alla domanda di cui sopra: perchè i Borbone sono rimasti così indietro rispetto ai concorrenti?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita says:

        intendevo l’Austria, non la Prussia

      • mirkhond says:

        Ferdinando II, fiero nazionalista napoletano, riteneva che gli interessi del Regno fossero nella stretta neutralità, nella formula amici con tutti, intimi con nessuno.
        Giusto con la Russia di Nicola I (1825-1855).
        Che però era sprovvista di flotta e dunque in una contesa con l’Inghilterra avrebbe perso, come in effetti avvenne in Crimea nel 1853-1856.
        E dal 1856 il Regno fu in effetti isolato diplomaticamente.
        Certo, col senno di poi, possiamo considerarlo un errore gravissimo da parte di Ferdinando II, poiché la geografia che ci mette al centro del Mediterraneo, non ci permetteva di seguire la politica dei Pashtun che respinsero gli Inglesi in tre guerre.
        Dunque i Borbone NON potevano liberarsi del giogo inglese senza finirne sotto un altro.
        E questo portò alla caduta delle Due Sicilie.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Fu veramente un errore? Alla fine forse fu proprio la neutralità di Ferdinando II a garantirgli quella flessibilità politica che gli garantì il trono nonostante tutto e tutti.
          Francesco II non era un politico abile come il predecessore, quindi mandò avanti la stessa politica senza esserne in grado.

          • mirkhond says:

            Anche qui hai ragione.
            Francesco II volle seguire la politica paterna, senza averne le capacità e in un contesto geopolitico ormai cambiato che necessitava di ben altre scelte.

          • mirkhond says:

            Anni fa, in un documentario sulla storia d’Italia, una storica disse che se Ferdinando II non fosse morto prematuramente nel 1859, l’unità d’Italia non si sarebbe fatta.

  72. mirkhond says:

    Denis Mac Smith nel suo studio su Vittorio Emanuele II, sostiene che nel 1863-1864, alcuni deputati napoletani al parlamento di Torino, proposero al re e al governo sabaudo di trasferire la capitale del nuovo regno a Napoli.
    Ricordo che Napoli aveva 450.000 abitanti ed era la più grande città del nuovo regno italiano, più grande anche di Roma (200.000 abitanti), e con industrie e cantieri di prim’ordine.
    Vittorio Emanuele il cui governo stava sistematicamente spogliando e derubandoci delle nostre sudate ricchezze, diventò una bestia furibonda e MAI E POI MAI avrebbe fatto di Napoli la capitale del suo Regno!
    Questo era il re galantuomo…..

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Avrei voluto essere presente alla scena 🙂

      Il re parlava Piemontese e Francese: i discorsi in Italiano glieli dovevano scrivere. Odiava andar via da Torino, già Firenze gli sembrava “terronia” e Roma fu una scelta di “grandeur” gradita molto di più alla corte che a lui personalmente.

      Napoli? Brrr…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  73. mirkhond says:

    “Traditori massoni e filo-giacobini da una parte., al servizio dell straniero. I Borbone e il loro fedele popolo dall’altra.

    Ma il Regno non era mica una monarchia costituzionale. Il re poteva mandare alla forca chi voleva – e lo fece spesso e volentieri. Aveva certo la capacità di sbarazzarsi dei giacobini, anche senza che Nelson gli facesse trovare Caracciolo bell’e impiccato. Un po’ come con lo zar e i decabristi.”

    I Borbone non erano i Romanov, e furono molto meno forcaioli di come li dipinge una stantìa propaganda.
    Nicola Nisco, barone liberale e acerrimo nemico dei Borbone, ammise che nel Regno gli oppositori politici liberali incarcerati, furono trattati con molta più umanità rispetto al Piemonte di Carlo Alberto che nel 1833-1834, creò un regime di terrore per stroncare i mazziniani, come quel Jacopo Ruffini che hai citato.
    Giovanni Nicotera, braccio destro di Carlo Pisacane nel 1857, affermò che quella BESTIA di Ferdinando era stato un coglione a salvargli la vita, e ammise che le repressioni dei liberali Savoia erano molto più crudeli di quelle dei Borbone.
    I Borbone casomai hanno graziato fin troppa gente.
    Gente che poi li tradirà vergognosamente.

    • Andrea Di Vita says:

      @ mirkhond

      Peggio mi sento.

      Avere il potere e non usarlo quando lo Stato è in pericolo… non mi sento di dissentire da Nicotera.

      Un’altra debolezza dello Stato assoluto dei Borbone (e dei Romanov): l’indecisione del sovrano indebolisce le capacità di autodifesa dello Stato, a differenza della meno arretrata (e quindi più spietata) macchina statale Sabauda.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirkhond says:

        Per quanto riguarda i Romanov, penso che la debolezza del loro assolutismo, comparve solo con Nicola II, uomo religioso e alieno dalla crudeltà.
        E se nel marzo 1917, avesse represso nel sangue la rivolta di Pietrogrado, avrebbe forse salvato il trono e la vita, e la sua dinastia regnerebbe ancora oggi sulla Russia.
        Di fatto la debolezza del pio sovrano portò al collasso del 1917 e alla ripresa di un assolutismo MOLTO PIU’ DURO sotto Lenin e Stalin.
        Con Gorbaciov si verificò lo stesso, fino alla ripresa avutasi con Putin.
        In questo hai ragione: la troppa bontà in politica è un delitto!
        Purtroppo!

      • habsburgicus says:

        differenza della meno arretrata (e quindi più spietata) macchina statale Sabauda.

        qui hai centrato il punto, Andrea
        d’accordo in toto
        per estensione, rammento che i liberali sono sempre i più spietati (superati solo dai comunisti che sono liberali anch’essi..e infatti stanno tornando all’ovile :D)
        si pensi al modo, duro, con cui la Terza Italia (liberalissima) reagì nel 1917 agli scioperi di Torino..e al modo in cui mantenne l’ordine nella I GM !
        e al modo in cui “reagì” il Duce in prim 1943 (II GM) !
        lì si spiega la fine, o almeno il modo in cui la fine avvenne, del fascismo !
        è triste dirlo, e io lo deploro vivamente, sia chiaro (è una delle molte tristi conseguenze della de.-cristianizzazione) ma nel mondo post-rivoluzionario paga la durezza, in guerra
        giugno 1941..L’viv..i tedeschi hanno attaccato i sovieti il 22, il crollo di quel regime criminale è dato per certo a giorni o a mesi (lo salveranno gli americani 😀 come era prevedibile)..la GPU prima di evacuare la città in fretta e furia raduna tutti i presunti anti-comunisti in carcere (legioni !) e li massacra (orrende stragi di L’viv perpetrate soprattutto da..vabbè, .non si può dire 😀 ma gli ucraini non l’obliarono :D) fatti simili avvennero in tutte le altre città..e i sovietici vinsero !
        1943, gli antifascisti e i disfattisti già apertamente esaltano gli “americani” arrivandi (ante 10 luglio) o “arrivati” (10 luglio)..che ti fa il regime ? aveva anche lui gli antifascisti nelle carceri..continuate voi 😀
        e il fascismo perse ! Mussolini stesso non sarà risparmiato, due anni dopo, da quei capi “antifascisti” da lui sempre trattati con i guanti
        matematico..triste, amorale, ma in una società dimentica dei valori cristiani le cose vanno così ! purtroppo

        • Mauricius Tarvisii says:

          “Mussolini stesso non sarà risparmiato, due anni dopo, da quei capi “antifascisti” da lui sempre trattati con i guanti”

          Ricordo che Piazzale Loreto fu solo una replica

        • Francesco says:

          Mussolini mica perso il potere per colpa degli antifascisti, lo perse per aver infilato l’Italia in una guerra disastrosa.

          Quindi contò ben poco come aveva trattato i capi anti-fascisti, anche a voler dimenticare che la guerra civile 1943-1945 non fu combattuta “con i guanti bianchi”

  74. mirkhond says:

    Insomma stì Borbone non ne combinano mai una buona. 🙂
    Se reagiscono, sono dei forcaioli oscurantisti, se graziano sono dei coglioni!
    Non ho mai visto nessun’altra dinastia così calunniata e crocifissa!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Come sai secondo me alla fine dei conti l’Unità è stata più positiva (in linea di principio) che negativa (il modo in cui fu fatta al Sud).
      Solo che gli argomenti che oggi ho letto qui in suo sostegno sembrano stròmèn scritti a bella posta dall’ufficio stampa di Francesco II 😀

      • mirkhond says:

        Non ho capito.
        Comunque, ribadisco il mio punto di vista: nulla in contrario nell’unificazione dell’Italia centro-settentrionale, mentre invece sono ostilissimo all’annessione delle Due Sicilie al Piemonte.
        Poi concordo che OGGI ridividere l’Italia NON farebbe i nostri interessi al “Sud”.
        Non ce la possiamo permettere una secessione, per come siamo combinati.

        • izzaldin says:

          sono d’accordo conte (e di conseguenza coi molti studiosi che lo hanno sostenuto).
          All’epoca la cosa fu gestita male e il risultato è stato arraffazzonato.
          e anche se mi piace il tuo modo di ragionare (“la storia va fatta coi se e coi ma”) va preso atto che da 155 anni condividiamo moltissime cose (anche i matrimoni 😉 ) col resto dello Stivale

        • Mauricius Tarvisii says:

          Dicevo una cosa banale e che non aggiunge nulla alla discussione 😀

          Esistono argomenti convincenti a favore dell’Unità italiana. Oggi non li ho letti, mentre ho letto roba tipo “eh, ma Ferdinando II non era abbastanza spietato”, “sì, ma i Savoia costruivano tante caserme”, “il Nord ha fatto debiti poi ripianati coi soldi del Sud”. Insomma, sembra che Andrea Di Vita in realtà sia un neoborbonico in incognito 😉

          • Francesco says:

            per gentilezza, ci ammanisci qualche argomento favorevole dei tuoi?

            grazie

          • Mauricius Tarvisii says:

            In generale gli stati preunitari erano instabili, militarmente insignificanti ed economicamente fragili. La grande industrializzazione, in assenza di materie prime, richiedeva almeno una massa critica di forza lavoro ed un mercato interno unico che solo l’Italia unità poteva fornire.
            Che poi sia stato gestito malissimo tutto e il Sud pagò da bere a tutti è un altro discorso: è solo una delle tante occasioni perse del nostro paese.

            Ma dire “eh, la tale dinastia non scannava gli oppositori, quindi è stato un bene che sia caduta” fa ridere. E’ sopravvissuta la dinastia che fu politicamente capace di cavalcare la marea invece di andarci contro, tutto qui: per contingenza storica furono i Re di Sardegna e non i Re delle Due Sicilie o qualche duca dell’Italia centrale o il Papa a cavalcare l’onda.
            Insomma, mi sembra che diate un improprio connotato morale alla “selezione naturale”: sopravvive il più adatto, non il più bravo o il più buono, ma questo non è detto che sia moralmente giusto.

          • Francesco says:

            io in verità darei il giudizio opposto: meglio un pigro conservatore non propenso a spennare il popolo di un Savoia

            solo che poi il nostro verrà conquistato dai Savoia

            o tempora o mores

            ciao

          • Andrea Di Vita says:

            @ mauricius tarvisii

            Mi hanno sempre appassionato le storie del mondo viste dai vinti, visto che ci insegnano solo quelle viste dai vincitori.

            Detto questo, l’esempio dei Curdi sta a dimostrare cosa abbiamo rischiato di diventare in mancanza di uno straccio di unità nazionale.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      e infatti i Borbone hanno fatto la fine che hanno fatto.

      dipinti dalla propaganda avversa come crudeli e sanguinari, nei fatti mollaccioni e inetti

      più che calunniati, coglioni (e se non avevano le palle per governare, potevano dimettersi e andare a fare i coltivatori di funghi o i pescatori di meduse)

      sull’Italia unita, trascuri un pò troppo quanta classe dirigente italiana fosse meridionale

      • mirkhond says:

        Insomma non ne hanno mai fatto una buona.
        Come dice una canzone? Il buono perde.
        Va affanculo polentone di merda, e sciacquati la bocca quando parli di cose e situazioni che non conosci!

        • Francesco says:

          statti tranquillo Duca

          mi sono basato direttamente ed esclusivamente sulle cose che hai scritto tu

          senza farmi prendere da inutili accessi di passione

          del resto, i Savoia hanno vinto e i Borbone hanno perso: un motivo ci sarà per questo infelice evento

          • mirkhond says:

            Il motivo è nella politica imperiale inglese.
            I Savoia da soli non sarebbero giunti nemmeno a Pavia……

          • Francesco says:

            quindi ti basta questa spiegazione? la Perfida Albione spiega tutto?

            mi pare un accontentarsi ma se sei contento tu io non metto becco

  75. mirkhond says:

    “Odiava andar via da Torino, già Firenze gli sembrava “terronia” e Roma fu una scelta di “grandeur” gradita molto di più alla corte che a lui personalmente.”

    Infatti. E non amava nemmeno Roma.
    Fosse stato per lui la capitale d’Italia sarebbe rimasta la decentrata e marginale Torino.
    Cosa che sarebbe piaciuta a Vittorio Messori!
    Mia madre buonanima pensava che l’aver portato la capitale d’Italia a Roma, fosse una delle pochissime cose buone fatte dal governo sabaudo…. 🙂

    • Z. says:

      Credo che fosse una decisione inevitabile. Quale altra poteva essere la capitale dell’Italia unita?

      • mirkhond says:

        Milano, oppure Pavia se riandiamo ai Longobardi! 😉
        Del resto, la Corona di Ferro con cui venivano incoronati i re d’Italia non sta a Monza? 🙂

        • izzaldin says:

          però come dice Z. il fascino simbolico di Roma era letteralmente una ossessione per i nazionalisti.
          Se si va a leggere la stampa dell’epoca, il tema di Roma, della Romanità, della “terza Roma” forse fu il motore simbolico più potente per convincere gli italiani della bontà dell’unificazione.
          Habsburgicus (e molti altri eh) potrà illuminarci sull’argomento..

          • mirkhond says:

            Io invece a parte i Borbone, sento molto il fascino della Longobardia, sia maior che minor. 🙂

  76. mirkhond says:

    “per estensione, rammento che i liberali sono sempre i più spietati (superati solo dai comunisti che sono liberali anch’essi..e infatti stanno tornando all’ovile :D)”

    Concordo al 100%!

  77. mirkhond says:

    “Comunque non mi dà fastidio che tu difenda Bergoglio, ci mancherebbe altro!”

    Veramente mi sembra piuttosto il contrario! 🙂

    “Tu puoi avere le preferenze che ti pare”

    Si vabbè…..

    “(anche se secondo me pecchi d’ingenuità, ma è una mia personale opinione).”

    IIlluminami su tale ingenuità.

    “Quello che mi dà fastidio è che tu, in nome di questo amore fanatico per Bergoglio, ti dai alle manifestazioni più cariche di odio verso chi in sostanza la pensa come te su quasi tutto”

    Chi la penserebbe come me? Blondet che detesta i Terroni?
    Socci che vuol fare il reazionario assieme ai wa$p e alle loro $ette prote$tanti?
    L’odio, come ha ribadito Di Vita, è proprio quello del milieu cattodestroide che tanto ami.
    Sempre pronti, loro sì, a vomitare odio contro tutto e tutti coloro che non rientrano nei loro schemi.
    Com’è tipico, scusami, proprio delle visioni SETTARIE, come sono quelle di Blondet e dell’ambiente che lo circonda.

    “(e ho il diritto di sentirmene risentito”, visto che sono ambienti che frequento e stimo e che pagano una marginalità totale per il fatto di predicare tutto l’opposto del mondo attuale e dei suoi disvalori) e, quel che è ancora peggio, attribuisci loro posizioni del tutto fantasiose, antitetiche a quelle effettive.”

    E risentiti pure!
    Quanto alle posizioni, se sto a quanto scrivono Blondet e i suoi commentatori, mi sembrano solo gente terrorizzata dall’Islam, razzista, insensibile alle tematiche della salvaguardia ambientale, biliosa e rancorosa, sempre pronti a sputare veleno su tutto e tutti coloro che non rientrano nel loro schema settario.
    Non è che uno siccome sta in un circolo-contro, debba avere per forza sempre ragione.
    E questo, scusami, mi sembra un tuo limite nell’approcciarti alla complessità dell’esistenza….

    • ” pagano una marginalità totale per il fatto di predicare tutto l’opposto del mondo attuale e dei suoi disvalori”

      Io rispetto questo aspetto degli “estremisti di destra” (per semplificare), e non nego affatto che vengano demonizzati in maniera spesso assurda.

      E spesso hanno ragione nello smascherare dei tabù e dei luoghi comuni.

      I limiti degli estremisti di destra sono sostanzialmente due:

      1) decidono loro cosa costituisce il “sistema” a cui si oppongono, inventandoselo dove non si adatta (per semplificare, se ce l’hanno con gli ebrei, dicono che gli ebrei hanno fatto la rivoluzione messicana; se ce l’hanno con gli omosessuali, dicono che gli omosessuali hanno inventato l’Islam; e se ce l’hanno con l’Islam, dicono che gli omosessuali stanno cercando di islamizzare l’Italia).

      2) sono talmente carichi di risentimento, di paura, di rancore, di antipatia, che sembra che non amino proprio nulla: sempre per inventare un esempio, il crocifisso è solo qualcosa con cui colpire in testa qualcun altro.

      Siccome sono un po’ i capri espiatori del Grande Compromesso (quello che dice, “siete tutti cittadini uguali, quindi è nel vostro interesse obbedire sempre al sistema”), gli estremisti di destra subiscono accuse al limite del ridicolo, e questo fatto li conferma nella certezza di avere ragione.

      Purtroppo per loro, si impediscono da soli di amare, di essere felici, di godersi le meraviglie di ciò che il Dio che tanto spesso tirano in ballo ha creato.

      Non ce l’ho con loro, mi piacerebbe tanto avere una bacchetta magica per liberarli dalla trappola che si sono scelti da soli.

      • ” pagano una marginalità totale per il fatto di predicare tutto l’opposto del mondo attuale e dei suoi disvalori”

        Che poi, a pensarci, l’affermazione andrebbe analizzata.

        Uno, sono d’accordo che i “nazisti” e assimilabili sono i capri espiatori ufficiali della nostra società.

        Detto questo, pensate che gli antichi ebrei avessero davvero paura dei capri?

        E questo significa che i capri avrebbero sempre ragione in ogni loro belato?

        E’ su questo sillogismo (“ci accusano di ogni male quando è ovvio che non è vero; quindi noi abbiamo sempre ragione ogni volta che apriamo bocca”) che si regge tutta la struttura psichica dell’estremismo di destra nel mondo contemporaneo.

        • Per concludere, l’importanza dell’amore.

          Che proprio perché è importante, è il tema più biecamente sfruttato che ci possa essere, e quindi fonte di molte manipolazioni e innumerevoli mali.

          Ma io mi sono innamorato del tabernacolo all’angolo di San Frediano e del Carmine.

          Tutto distrutto dall’incuria e dalle infinite migliaia di macchine che percorrono queste strade.

          E solo allora, mi viene l’odio per le infinite migliaia di macchine, ma è una nota a piè di pagina di una storia d’amore.

          🙂

          Scherzo, ma a parte qualche autore come Thibon, faticherete a trovare in autori di destra questo partire-dall’amore.

          L’amore per la famiglia non è una realtà di persone che conosciamo, ma è solo “il contrario dei froci”; i luoghi di cui parlano possono diventare centri commerciali, autostrade piene di particelle sottili omicidi, possono abbattere tutti i boschi, ma diventano “casa nostra” solo perché c’è una donna che va in giro con i capelli coperti e che ci fa schifo. Che è un concetto che faccio fatica a capire, ma è così.

          Tutto questo è molto triste. Ora, dovremmo passare dal pensiero paranoico antifascista a questo semplice concetto: tutto questo è molto triste.

        • Peucezio says:

          Miguel,
          sono pienamente d’accordo.
          Le persone di cui parlavo sono in totale buona fede, ma nel loro isolamento rancoroso vivono male e non concludono granché di buono.
          Sono persone rispettabili, come tutti quelli che non hanno abbastanza pelo sullo stomaco per diventare un ingranaggio efficiente e integrato del sistema.
          Ma è chiaro che non andranno lontano.
          Io li frequento non per la militanza, ma solo per le ragioni del sacro, così come per il tagliando vado dal meccanico, che sia comunista o fascista.

          La questione di Mirkhond è un’altra: lui è isolato e rancoroso come loro, perché come loro non ha il pelo sullo stomaco. Solo che li insulta, mancando in questo modo di rispetto a me, visto che sono miei amici, perché in un mondo onirico che si è costruito sono dei nemici; ma in realtà non sa nulla di loro e li giudica basandosi su quello che dice altra gente che peraltro loro detestano, perché la loro massima avversione è per Ratzinger, non per Bergolio, per i cattolici conservatori, non per i progressisti o i comunisti, perché a loro avviso sono quelli che fanno un gioco più subdolo e demoniaco.
          Che poi francamente veramente è una cosa che non riesco a capire: se voglio fare affermazioni su qualcuno, leggo quello che dice, non vado a leggere un sito di un altro che non c’entra nulla e lo attribuisco a quello.

        • Francesco says:

          OMDAMM

          anche se io penso alla mia esperienza di gruppo, non posso che concordare che solo l’amore salva dalla nevrosi da gruppetto assediato dai cattivi

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      “Quanto alle posizioni, se sto a quanto scrivono Blondet e i suoi commentatori, mi sembrano solo gente terrorizzata dall’Islam, razzista, insensibile alle tematiche della salvaguardia ambientale, biliosa e rancorosa, sempre pronti a sputare veleno su tutto e tutti coloro che non rientrano nel loro schema settario.
      Non è che uno siccome sta in un circolo-contro, debba avere per forza sempre ragione.”

      Ma che diavolo c’entrano i commentatori di Blondet ora? Non ne ho mai letto mezza riga (anni fa leggevo spesso lui, ora molto raramente).
      Allora, mi capisci o no??
      Io ti parlo di persone che difendono a spada tratta l’Iran khomeinista e deprecano il degrado morale e sessuale dell’Occidente e tu li insuti senza averne visto mai neanche mezzo in cartolina, per difendere quello che va in sinagoga e fa il buonista con divorziati e omosessuali.

      Allora: se un coglione viene fuori davanti a me a dire che Mirkhond è un imbecille, che è un razzista, che, che ne so io, difende gli stupratori di bambini o gli assassini, io lo prendo a calci in culo, perché si permette di offendere un mio amico, non solo che stimo, ma di cui conosco bene le opinioni e so che non è razzista e non difende gli stupratori, d’accordo?
      E allora tu difendi chi vuoi, ma fammi il cavolo di piacere di non parlare a sproposito di gente che non conosci.

      • mirkhond says:

        Io mi riferivo a Blondet e soci.
        Sei tu che ti sei risentito pensando subito ai tuoi amici sedevacantisti che nemmeno conosco.

        • habsburgicus says:

          @Mirkhpnd e Peucezio

          forse bisognerebbe fare una volta per tutte chiarezza…dovrebbe farla Peucezio una volta che gli gira
          M. Bl. non è neppure sedevacantista, credo ! cosa sia, è difficile dire..e forse non lo sa nemmeno lui (diciamo lefebvrista con venature socciste, cioè quelli che pensano/insinuano che B. XVI sia ancora Papa)…mi pare, tanto per dire, che non abbia mai messo in dubbio Paolo VI, su G.P II è vero ha raccolto qualche voce calunniosa ma è il suo stile e mai mi risulta lo abbia seriamente attaccato, fu un fan di Benedetto XVI..i sedevacantisti (non Peucezio che dimostra anche lì di essere un’ottima persona, raziocinante e molto equilibrata :D) odiano se possibile Benedetto XVI più dell’attuale perché per loro “tanto peggio tanto meglio”
          quindi mi sembra che tu ignori assolutamente cosa siano i sedevacantisti
          se al posto di sedevacantisti dicessi ultra-tradizionalisti et similia, allora sì

          P.S
          se mai vorrai conoscere seriamente le posizioni dei sedevacantisti (magari per stigmatizzarle), leggiti Sodalitium
          e scoprirai posizioni, in molti campi, ben diverse da quelle che tu aborri !
          Peucezio se la prende, credo a ragione, perché conosce i suoi amici e giustamente non gli va che siano loro attribuite qualità che non hanno
          penso sia tutta una questione di nomenclatura

          • mirkhond says:

            Ripeto che mi riferivo a Blondet e company, non agli amici di Peucezio, che però si è risentito……

          • Peucezio says:

            Habsb:
            “.i sedevacantisti odiano se possibile Benedetto XVI più dell’attuale perché per loro “tanto peggio tanto meglio””

            Già, glie l’ho detto in musica e in prosa a Mirkhond, anche qui dentro.
            Fino alla fine gli racconterò che i Sedevacantisti sono diventati seguaci di Bergoglio, così glie lo rendo antipatico 😀

            Mirkhond,
            forse ci siamo capiti male: io ho avuto la netta impressione che tu ti riferissi a un generico ambiente cattolico di destra cui io farei riferimento e che quindi, trattandosi di me, si identificava coi sedevacantisti.
            Siccome in altre occasioni per poco non hai attribuito loro l’antropofagia e siccome spesso hai le tue idiosincrasie a prescindere, non falsificabili da nessuna controprova, come per Bologna e l’Emilia, mi è venuto automatico pensare ti riferissi a loro, quantomeno accomunati a una galassia che ritieni loro affine (e che in parte lo è, se non fosse per il fatto che quello è un mondo endemicamente diviso e in continua guerra al suo interno).

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io non ricordo tutta questa grancassa contro B16

          • Francesco says:

            x MT

            grancassa di chi? io ne ho ancora le orecchie piene

            😀

          • Peucezio says:

            Mi associo alla domanda.
            Io comunque parlavo dei sedevacantisti, che quando c’era Benedetto XVI ne parlavano come l’incarnazione di Satana in persona, ora che c’è Bergoglio, stanno dalla mattina alla sera a dire che il problema non è Bergoglio, ma il concilio e che Bergoglio ne è solo la naturale conseguenza.
            Io la penso come loro in linea teorica e sono più pragmatico.
            Inoltre credo che Ratzinger fosse in buona fede, per quanto deviato dagli errori conciliari, mentre loro davano per scontato che perseguiva scientemente un disegno satanico. Anche se coi processi alle intenzioni non si va lontani, quello che conta sono gli atti oggettivi.

            Tra l’altro lo stesso motu proprio loro l’hanno visto come una specie di catastrofe, di mostruosa ibridazione, che consentiva a degli eretici scismatici (e a molti preti ormai non validamente ordinati) di celebrare un rito in sé valido, di fatto commettendo una profanazione.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Tra l’altro lo stesso motu proprio loro l’hanno visto come una specie di catastrofe, di mostruosa ibridazione, che consentiva a degli eretici scismatici (e a molti preti ormai non validamente ordinati) di celebrare un rito in sé valido, di fatto commettendo una profanazione.”

            Psicolabili

          • Peucezio says:

            Eheh, ora difendiamo i tradizionalisti del motu proprio 😀
            Certo che Mauricius è un gran fenomeno!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Contrariamente a quanto piace fare di solito, a me interessano poco le conclusioni a cui uno arriva. Mi interessa piuttosto il modo in cui uno ci arriva.

            Nello specifico, questo argomento di ‘sti tizi mi sembra veramente imbecille come pochi.

          • Peucezio says:

            Quale argomento?

          • Mauricius Tarvisii says:

            “che consentiva a degli eretici scismatici (e a molti preti ormai non validamente ordinati) di celebrare un rito in sé valido, di fatto commettendo una profanazione.”

          • Peucezio says:

            Non è un argomento, è una constatazione ovvia.
            Se io consegno una pistola vera a un falso poliziotto, c’è il rischio che spari ai poliziotti veri per aiutare i malviventi.
            Poi io potrei anche sbagliarmi e quello è un poliziotto vero (cosa che non credo ovviamente), ma se lo ritengo falso, è logico che mi preoccupi.
            A volte, accecato dalla tua vis polemica, non vedi le cose più lapalissiane.

  78. mirkhond says:

    Miguel ha spiegato molto meglio del sottoscritto, quanto cerco vanamente di far capire all’ottimo Peucezio.
    Io capisco il suo risentimento, perché per una certa fase della mia vita, pur non sapendo nulla del sedevacantismo, la pensavo più o meno come lui, con la stessa rigidità che crea solo infelicità perché si vede il demonio dappertutto.
    Poi, in seguito a vicende personali e familiari che mi hanno portato sull’orlo del suicidio, ho dovuto in parte modificare e superare certi miei atteggiamenti rigidi.
    Non ci sono riuscito del tutto, ma oggi ritengo che sia stato un bene aver superato la mentalità settaria da cattolico-reazionario che ho avuto in passato.

    • Peucezio says:

      Tu non hai criticato il settarismo, su cui potrei essere d’accordo.
      Tu hai criticato i contenuti, che è tutt’altra cosa.
      E non quelli teologici, ma quelli ideologici, politici e di costume.

      Comunque, scusami, una cosa te la devo dire, col cuore. Preferisco l’isolamento di gruppo al totale isolamento individuale: se la scelta è interagire con pochi o rifiutarsi di interagire con chicchessia, mille volte meglio con pochi. Nel contesto di cui parlo ci sono coppie che si sono conosciute e sposate, amicizie… Con tutti gli enormi limiti di chiusura e autoreferenza dell’ambiente settario.
      Ma tu ti rifiuti di avere a che fare con la chiesa modernista del tuo amico Bergoglio perché i preti di Bari sono stronzi e ipocriti, ti rifiuti di andare alla chiesa ortodossa non ho ancora capito come mai, ti rifiuti di frequentare, chessò, il club degli appassionati di storia, perché tanto sono stronzi, superficiali e non ti capiscono…
      Piuttosto che stare solo io andrei pure al manicomio a sentirmi i deliri degli psicotici, almeno sono comunque esseri umani.

      • Francesco says:

        basket, provate col basket

        non saremo molto profondi ma l’ambiente del basket è umano e vivibile

        molto meglio che stare soli

        😉

        • Roberto says:

          Concordo con Francesco e a riprova di ciò noi abbiamo una gentile signora finlandese sui 60 anni sola come lo può essere sola una finlandese sola che per stare in compagnia da anni segue la nostra squadretta come “table official” (cioè cronometrista).
          Il tutti perché siamo kaloi kai agathoi e perché la coinvolgiamo nelle nostre serate alcoliche e divertenti

  79. mirkhond says:

    Su Roma capitale

    La penso come Mommsen, il quale a colloquio con Quintino Sella, alla vigilia di Porta Pia, disse che Roma NON poteva essere la capitale di uno stato “nazionale” in quanto capitale di un’idea ed ente universale.
    Come furono la Roma repubblicana e imperiale, e poi quella papale.
    Ma in nome di quale idea universale, chiese Mommsen a Sella, il Piemonte avrebbe occupato e fatto di Roma la sua capitale.
    In nome della Scienza, rispose Sella in ossequio a quei tempi di positivismo ai baffi a manubrio citati spesso da Moi :).
    Ma Roma oggi è davvero la capitale della Scienza?

  80. Peucezio says:

    Poi, scusami, tu dici:
    “Io capisco il suo risentimento, perché per una certa fase della mia vita, pur non sapendo nulla del sedevacantismo, la pensavo più o meno come lui, con la stessa rigidità che crea solo infelicità perché si vede il demonio dappertutto.”
    Io m’incazzo se si falsifica la realtà e si fanno attribuzioni scorrette a persone che conosco e che stimo, con tutti i loro limiti.
    Ma se anche tu prima eri rigido e infelice, non mi sembra che ora tu sia molto flessibile e felice.
    I sedevacantisti della cappellina costituiscono una percentuale insignificante della mia vita sociale, perché li vedo lì dentro, poi me ne torno a casa e non li vedo fino alla domenica successiva (e lì praticamente li saluto soltanto, perché ci si va a sentir messa, non a fare salotto).
    Per il resto sono un selettivo, non uno che ha mille amici, ma, insomma, tutto faccio tranne che chiudermi in qualche forma di rancorosità, anzi, conosco e frequento gente di tutti gli orientamenti.

    • Peucezio says:

      Per inciso,
      lì in mezzo tra l’altro capitano anche tipi che sono tutto il contrario del personaggio triste e settario che stiamo dicendo: c’era un ragazzo proprio da noi a Bari, che ora, ahimè, vive all’estero, che era un tipo di priescio, vivace e spontaneo, quanto di più lontano dallo stereotipo medio del sedevacantista chiuso e settario.

      Un’altra cosa: va bene: Miguel si è spiegato meglio di te.
      Però da lui in Oltrarno so ssciùte iì, none tu. E non ci sei andato perché l’Oltrarno non rappresenta l’ideale del tuo immaginario, legato ai deserti mediorientali, perché è meno nebbioso di Bologna, che è la concentrazione di tutti i mali e i vizi del mondo, ma, insomma, è privo d’interesse anche lui.
      Cioè ti costruisci un ideale del tutto immaginario e mitizzato e in nome di questo sfanculi ogni possibile occasione di contatto umano reale.
      Non ti sembra che di atteggiamenti rigidi da modificare ce n’hai ancora un bel po’…?

  81. Peucezio says:

    Miguel,
    però non mi hai risposto sul RFS.

    • “però non mi hai risposto sul RFS”

      mi è sfuggito… non capisco la sigla

      • Peucezio says:

        Hai ragione (il mio “linguistichese” 🙂 ).
        E’ il raddoppiamento fonosintattico.
        Cioè il tuo amico oltrarnino che diceva “fo hasino”, che a me pare foneticamente impossibile, perché fo dovrebbe appunto provocare RFS della consonante successiva e quindi dare “fo cc-“, esattamente come “vo”, “sto”, “do”, ecc.

        Ci sono ancora ‘sti cavolo di filtri: non mi ha fatto scrivere c a s i n o , nemmeno con due “c”.

  82. mirkhond says:

    “Piuttosto che stare solo io andrei pure al manicomio a sentirmi i deliri degli psicotici, almeno sono comunque esseri umani.”

    Dovresti sentire mia sorella cosa avrebbe da dirti in proposito…. 🙂

  83. mirkhond says:

    “Non ti sembra che di atteggiamenti rigidi da modificare ce n’hai ancora un bel po’…?”

    Mi sembra di aver detto di non esserci del tutto riuscito…..

  84. mirkhond says:

    “Però da lui in Oltrarno so ssciùte iì, none tu.”

    Milano è però più vicina a Firenze rispetto a Bari.
    Per me il viaggio sarebbe stato più lungo, faticoso e costoso dati i prezzi proibitivi di Firenze.

  85. mirkhond says:

    “La questione di Mirkhond è un’altra: lui è isolato e rancoroso”

    E’ vero. Sono solo, lo sono sempre stato, un pò per carattere, un pò per le difficoltà di trovare persone che la pensassero come me.
    Però questa solitudine, unita all’educazione che ho ricevuto, mi porta a non rinchiudermi in nessun ghetto settario e a pensarla sempre con la mia testa.
    E questo a volte porta chi interloquisce con me ad appiccicarmi questa o quell’etichetta in base a schemi in cui non rientro…….

    • izzaldin says:

      la solitudine e la paura sono fondamentali per avere un fantasia fervida. e senza una fantasia fervida non si possono capire le cose che si leggono, che si studiano e che ci capitano ogni giorno

      • Z. says:

        …quindi chi non soffre di solitudine e paura non capisce un tubo di quello che legge, che studia e che gli capita?

        sei molto pessimista Izz!

        • Peucezio says:

          OMDAZ

        • izzaldin says:

          oh no forse mi sono espresso male. riformulo:

          la solitudine e la paura spesso aiutano un fantasia fervida. e senza una fantasia fervida spesso si ha difficoltà a capire le cose che si leggono, che si studiano e che ci capitano ogni giorno

          • Peucezio says:

            Non sono d’accordo.
            Perché la solitudine e la paura fanno sì che uno abbia meno contatto col mondo.
            E la conoscenza teorica è sempre una conoscenza zoppa. Come il solito esempio di quello che legge decine di libri sul nuoto, ma non ha mai messo nemmeno un dito del piede in una piscina o nel mare: non potrà mai capire cosa significhi nuotare.

            Con questo non voglio minimamente sminuire le estesissime competenze di Mirkhond. Però una conoscenza solo libresca rischia di essere troppo astratta.

    • Francesco says:

      cosa che, invece di farti ridere, ti indispone assai

      provo a invitarti a fare come me, che mi diverto molto quando mi incasellano nel posto sbagliato e anche quando sono io a fare l’errore e devo correggermi

      ciao Duca

      • mirkhond says:

        Non ho capito, Franky.

        • Francesco says:

          se a me danno del comunista o del fascista, io me la rido alla grande, non mi offendo

          se mi danno dello stronzo, forse mi offendo un pochino

          ma vedermi con gli occhi di un altro è una cosa che trovo di sommo interesse e spesso molto divertente

          ciao

          • mirkhond says:

            Non ho capito un cazzo, polenta!

          • Francesco says:

            vabbè, io a spiegarmi ci ho provato, di buzzo buono e in italiano

            chiedo aiuto al blog!

            🙂

          • Andrea Di Vita says:

            @ mirkhond e francesco

            Provo a spiegare io quello che ho capito, da buon agnostico, di questi vostri spaccamenti di capello in sessantaquattro.

            Francesco dice di essere uno dei (pochi, a mio parere) credenti capaci di autoironia.

            E mi sembra che suggerisca a mirkhond di sviluppare anche lui tale capacità.

            Non posso che concordare.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            non solo (e mi sa non tanto) come credente ma per tutte le altre appartenenze

            ciao

  86. habsburgicus says:

    @Moi
    si vede ?
    https://www.facebook.com/350761581645316/photos/a.415086678546139.100677.350761581645316/966247613430040/?type=3&hc_location=ufi

    el vèc cardinalàz….lo hanno deriso, ma vedeva più lungo di altri 😀

    • Moi says:

      @ HABS

      …ma infatti: secondo me gli “scoppiati prima di testa e poi di cinta” (crederanno in un “fàiga bonus”_ inventato da qualche Imamone Furbone … _ da una hurì extra ogni dieci kuffar eliminati per la Villa Certosa Celeste che li attende ?!) non sono che un branco d’incommensurabili idioti impazienti, che ritardano (!) l’ Islamizzazione … che di suo ha una strategia efficientissima sfruttando a proprio vantaggio l’ Insipientia In Odium Sui dei nostri governanti inetti e pericolosi :

      http://houraney.com/wp-content/uploads/2013/11/Taqiyya.jpg

      … a’ ss vàdd ?

      🙁

    • izzaldin says:

      sono troppe le cose che lasciano sbigottiti in questo articolo 🙂
      se ci pensi però nel finale i leghisti si riscattano in qualche modo: “”se avessi un figlio gay lo brucerei nei forni”” 😮

      • Francesco says:

        sinceramente avevo perso questa dichiarazione leghista … roba finissima, lo ammetto

        • Z. says:

          Visto l’ambiente da cui proveniva la dichiarazione leghista non mi aveva colpito più di tanto. Però neppure i nazisti, che io sappia, buttavano la gente nel forno da viva.

          Forse il nostro leghista si riferiva soltanto alla modalità di trattamento della salma, in caso il figlio venisse a mancare prima di lui…

          • Andrea Di Vita says:

            @ Z

            Lo facevano, lo facevano.

            (Come anche gli insorti della Flotta del Baltico con certi loro superiori, nel 1917 – tanto per rispettare la par condicio alla Nolte).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, infatti: basta con i due pesi e due misure nel valutare i partiti di destra populista 😀

      • Francesco says:

        diciamo che questo livello di ostilità anti-gay non la avevo sentita da nessuna parte, politica o culturale, da nessuna classe sociale

        neppure dai più catto-reazionari

  87. habsburgicus says:

    mentre gli armeni venivano massacrati (o poco dopo)

    24/3/1916, GFM von Mackensen arriva a Costantinopoli e prende parte al Selamlik
    24/3/1916, h. 13.30: GFM von Mackensen ricevuto dal Sultano, in presenza dell’amm. Usedom Pascià e di Enver Pascià; il Sultano gli conferisce la stella dell’Ordine di Osmaniye in Brillanti e all’amm. Usedom Pascià la Stella dell’Ordine di Ifikhar; poi Mackensen vede il marchese Pallavicini nell’Ambasciata austro-ungarica; gli ufficiali austro-ungarici gli resero poi visita nella sua residenza
    24/3/1916, sera: cena di gala in onore del GFM von Mackensen nel Palazzo di Yildiz cui presero parte il Gran Visir Said Halim Pascià, i presidenti del Senato e della Camera (Rifaat Bey e Hajji Adil Bey), il Min della Guerra Enver Pascià, i Ministri degli Esteri e degli Interni (Halil Bey e Talaat Bey), l’Amb tedesco Wolff-Metternich, l’amm Usedom Pascià, il Mar. Liman von Sanders Pascià, il vice-amm Souchon Pascià, il gen. Bronsart von Schellendorf Pascià, il segr gen CUP [“i giovani Turchi”] Midhat Shukri Bey e altri; il Sultano aveva l’uniforme di GFM con l’ordine turco Khanedani al-Osman e i più alti ordini tedeschi; dopo il pasto GFM von Mackensen si intrattenne con il Sultano
    (dalla stampa ufficiosissima viennese di quei giorni)

  88. habsburgicus says:

    @Miguel
    bella questa notizia, mei migliori giornali ufficiosi di Vienna, che da sola ci dice quanto siano (state) aleatorie le frontiere nei Balcani

    18/3/1916: il governo tedesco eresse consolati a Niš, Bitolja e Prizren in Bulgaria (da poco annessi)
    orbene, oggi
    Niš è in Serbia
    Bitolja, o meglio Bitola, è in Macedonia
    Prizren è in Kosovo
    3 città in 3 Stati diversi (nessuno dei quali è la Bulgaria :D)

  89. mirkhond says:

    “sull’Italia unita, trascuri un pò troppo quanta classe dirigente italiana fosse meridionale”

    Ma non ha fatto i nostri interessi, ma sempre quelli del nord oltre che della propria casta.
    L’unitarismo delle nostre classi dirigenti, quando non era opportunismo, si manifestò col 1848.
    Prima volevano “limitarsi” a massonizzare il potere del Regno.

    • Francesco says:

      non sono stato chiaro: non ho detto nè intendevo dire che avesse fatto gli interessi della propria terra

      ma credo quelli della nazione, a scapito del Sud, secondo una concezione come quella espressa da Andrea, per cui era necessario concentrare le risorse dove avrebbero reso di più

      almeno questa mi pare la spiegazione più convincente, da profano

      • mirkhond says:

        La nazione settentrionale vorrai dire.

        • Francesco says:

          io pensavo alla nazione italiana: non sarebbe il primo caso in cui il progresso economico nazionale avviene a scapito di una parte della nazione

          anzi, credo sia il caso classico

          ciao

          • Andrea Di Vita says:

            @ francesco

            Concordo.

            Si è cominciato con la Vandea -dove furono applicati in Europa i metodi poi riesumati da Pol Pot- e si è arrivati fino ai boat people del Vietnam.

            Il mio professore di storia del liceo, un grande, sosteneva che non si ha creazione e il consolidarsi di uno Stato senza il massacro. In mancanza di una guerra, vale anche l’emarginazione più o meno violenta di almeno una minoranza, debitamente criminalizzata. Il processo può ripetersi più volte in periodi di crisi, e rinsalda una comunità che si sente minacciata.

            Vale anche quando si ha uno Stato rifondato su basi nuove, come la Turchia dei Giovani Turchi o la Russia bolscevica.

            Per il Piemonte furono i Valdesi, per l’Inghilterra i Puritani, per la Francia gli Ugonotti, per l’Italia unita i “briganti”.

            Se la “patria” è, alla Lagarde, una “memoria condivisa”, il massacro di un gruppo ben definito di “nemici” è un saldo fondamento di questa “memoria”.

            In particolare, lo Stato liberale, distruggendo le antiche identità feudali e sostituendole con quelle di cittadini/soldati/consumatori, fornisce molti esempi di quanto sopra.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            io mi limitavo al campo economico

            questa è un’idea molto più ampia

            ciao

          • Mauricius Tarvisii says:

            @ ADV

            E’ il linciaggio fondativo di Girard: una comunità si forma unendosi intorno ad una vittima sacrificale, un capro espiatorio. La crisi della comunità comincia quando questo mito fondativo smette di essere patrimonio comune.

          • werner says:

            Quindi applicando il concetto all’UE quello che ci manca é l’individuazione di un nemico da criminalizzare e linciare.

            • “Quindi applicando il concetto all’UE quello che ci manca é l’individuazione di un nemico da criminalizzare e linciare.”

              Direi che è un problema di tutto il sistema globale attuale.

              Quando sfrutti tutto il pianeta, vendi a tutto il pianeta e inquini tutto il pianeta, te la puoi prendere solo con i marziani.

              O con i nazisti, che sono altrettanto inesistenti, e infatti c’è qualcosa di geniale nell’utilizzarli come Nemico Fondante.

          • werner says:

            I terroristi islamici sembrano funzionare benone per gli Statunitensi, ma meno per l’Europa.
            Eppure il pericolo di attentati pare più concreto qui che oltreoceano. E se vogliamo entrare nella logica della “creazione del nemico”, il tentativo di islamizzazione dell’occidente può contare su milioni di potenziali nemici interni in Europa, ma su molti meno in USA.

          • Andrea Di Vita says:

            @ werner

            Esatto.

            Lo Stato esprime una comunità e si fonda sulla politica, e la politica è la scelta del nemico, diceva Schmitt. Si è nemici quando si è nemici di qualcuno. Si diventa compatrioti in trincea, o sognando le trincee dei padri.

            I Tedeschi dopo la seconda guerra mondiale hanno ricominciato a sentirsi Tedeschi solo quando hanno percepito -a ragione o a torto non conta- che gli altri volevano appendersi al loro collo in cambio della tolleranza verso il loro predominio economico. Il praticare quel “patriottismo della Costituzione” che vantavano prima era l’equivalente del voler trombare per per essere casti.

            I Russi non sono morti a milioni per il Socialismo, ma per la Patria Socialista. Il Socialismo era quella cosa che consentiva ai Russi di sentirsi liberatori quando entravano in casa d’altri, fossero Lituani o Polacchi, a rubare orologi e portare via fino le traversine dei binari.

            La Statua della Libertà accoglie gli immigrati, ma i loro figli vanno a combattere le guerre degli USA con le stelle e strisce sullo scudo, come Capitan America.

            A livello subnazionale o transnazionale, il proletariato internazionale esiste perchè c’è la lotta di classe; il ricco sa di essere tale perchè il povero sbava davanti al portone della sua villa; il Palestinese sa di essere tale perchè l’Israeliano gli taglia le piante d’olivo, e l’Ebreo si scorda di essere assimilato al primo pogrom.

            L’Europa Unita ha senso come entità commerciale in mezzo ai giganti extraeuropei di oggi e di domani. Ma nessuno muore per una partita IVA, proprio come ieri fuori dalla Polonia non si moriva per Danzica.

            Finchè il soldato Italiano e quello Finlandese e quello Inglese non saranno morti da qualche parte combattendo insieme -o ricordando di aver combattuto insieme- sotto le Dodici Stelle non ci sarà Europa. Al più ci sarà un’estensione dell’OCSE con una spruzzatina di Croce Rossa e di Emergency.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            Tendo a crederlo anche io.

          • Roberto says:

            “Finchè il soldato Italiano e quello Finlandese e quello Inglese non saranno morti da qualche parte combattendo insieme -o ricordando di aver combattuto insieme- sotto le Dodici Stelle non ci sarà Europa.”

            Tendo piuttosto a pensare che quando una percentuale sostanziale di ragazzi italiano avranno trombato delle finlandesi a Londra ci sarà l’Europa. Che nessuno muoia per una partita IVA è evidente, che l’Europa sia una partita IVA ve lo dice salvini e lo contesto fortemente

          • Mauricius Tarvisii says:

            Secondo me è sufficiente trovare un nemico esterno abbastanza definito. Suggerirei l’Inghilterra.

          • Andrea Di Vita says:

            @ roberto

            “finlandesi”

            Lo pensavo una volta. Temo però che la generazione Erasmus accumuli sì per la propria vecchiaia degli ottimi ricordi diciamo così “internazionali”, ma che questi non bastano quando le cose vanno per le brutte.

            In questi ultimi casi si tende di nuovo a concentrarsi sul proprio ombelico.

            Molti sono i Polacchi che hanno trascorso splendide vacanze in Grecia. Ma pochi di loro sono disposti oggi a prendersi un po’ di profughi Siriani in casa solo per alleviare i problemi del Greci.

            Bisognerebbe che l’ombelico dei Polacchi fosse lo stesso dei Greci. Non serve avere la stessa religione e la stessa lingua: la Svizzera sta lì a ricordarcelo. Serve avere combattuto nelle stesse trincee.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Da quanti secoli gli svizzeri non combattono insieme? L’ultima volta che hanno impugnato le armi è stato per massacrarsi a vicenda.

          • Roberto says:

            Andrea, capisco ma “trombare” è una (eccessiva) semplificazione.
            Capisco che una vacanza in Grecia non sia sufficiente, ma, per dire, io ho moglie franco tedesca, bimbi con tre passaporti, parenti acquisiti in Francia e Germania, cognata irlandese.
            Direi proprio di non aver bisogno di amici esterni, perché ho molti amici interni.
            Il fatto è che la mia condizione riguarda una frangia minima della popolazione. Avevo letto che i “figli erasmus” sono un milione (due da me). Se un giorno mai saranno 30 milioni, non ci sarà bisogno del nemico esterno.
            Complicato? Certo ma avere un nemico comune a 28 paesi ti pare semplice?

          • Z. says:

            In un certo senso anch’io sono d’accordo con ADV: senza un nemico più che politica si fa amministrazione.

            Il che non è un male, anzi beato chi se lo può permettere 🙂

  90. mirkhond says:

    “è meno nebbioso di Bologna, che è la concentrazione di tutti i mali e i vizi del mondo, ma, insomma, è privo d’interesse anche lui.
    Cioè ti costruisci un ideale del tutto immaginario e mitizzato e in nome di questo sfanculi ogni possibile occasione di contatto umano reale.”

    Che concentrato di cazzate che hai sparato, tipico di chi non capisce un cazzo delle persone di cui parla a vanvera…..

    • “Che concentrato di cazzate che hai sparato, tipico di chi non capisce un cazzo delle persone di cui parla a vanvera…..”

      E il povero Pino Mamet quando dice “casino” deve scrivere “ca sino” altrimenti qualche macchina censurante lo blocca, invece Mirkhond solo perché sta al sud può citare organi maschili in libertà 🙂

      Internet è in mano ai terroni 🙂 🙂

  91. mirkhond says:

    Non piace citarli nemmeno a me. 🙂
    E’ solo che sono stufo di dovermi sempre sentir dire cosa devo o non devo fare, cosa amare o cosa non amare.
    Peucezio non è d’accordo sulla mia avversione per luoghi come Bologna?
    La questione gli crea problemi forse?
    Poi quando sento certi polenta che riprendono il solito disco rotto di stantii luoghi comuni sul mio paese, solo per coprire il male che ci hanno fatto, è normale che perda le staffe.
    Poi Peucezio si meraviglia per la mia avversione verso il norrland…..

    • Francesco says:

      1) la polenta è ottima e identifica il proletariato bergamasco, non lo userei come insulto

      2) piano con gli stantii luoghi comuni, qui abbiamo usato le TUE informazioni lette in chiave critica e non agiografica

      3) come dice Pino, nessuno dei presenti era presente al sacco del tesoro di Napoli e neppure molto dopo, quindi abbiamo ben poco da difendere

      4) oggi il più patriottico sei tu!

      ciao veh

    • PinoMamet says:

      “Peucezio non è d’accordo sulla mia avversione per luoghi come Bologna?
      La questione gli crea problemi forse?”

      Mirkhond, non credo proprio e non vedo perché gli creerebbe problemi.

      Il fatto è che lui pensa, e si preoccupa, che la cosa costituisca un problema PER TE .

      Naturalmente i gusti non sono obbligatori, ci mancherebbe;
      però in effetti Peucezio fa notare come certe tue prevenzioni siano un po’ esagerate.

      • mirkhond says:

        A me però non crea nessun problema il recarmi a Bologna, questa specie d paradiso terrestre tanto decantato, quanto squallido nella realtà.

      • PinoMamet says:

        Beh, mi sembra che tu stia confermando alla grande quanto ti dice Peucezio.

        Lui ti dice:
        “Ce l’hai chissà perché con Bologna, che vedi chissà perché come il posto più brutto del mondo”

        e tu:
        “a me non crea nessun fastidio avercela con il posto più brutto del mondo”…

        • mirkhond says:

          Peucezio non riesce a capire cosa voglia dire per chi soffre di depressione, andare in luoghi cupi, se non si è nati e/o vissuti in quei luoghi.
          E non può capirlo perché lui fin da piccolissimo è vissuto a Milano.
          Ma per chi il nord lo ha visto quando aveva già la sua testa, le sue idee, e per di più vive in una condizione depressiva, l’impressione è molto diversa.
          Qui la cosa non viene capita in quanto siete quasi tutti dei settentrionali o settentrionalizzati fin da piccoli.
          Per vivere bene da voi bisogna essere FORTI psicologicamente.

          • “Qui la cosa non viene capita in quanto siete quasi tutti dei settentrionali o settentrionalizzati fin da piccoli.”

            Io personalmente non mi sento affatto “settentrionalizzato”.

            Però faccio una netta distinzione tra l’orrore puro delle neo-lande commerciali (capannone-autostrada-centrocommerciale-capannone-paesino dormitorio-autostrada) che costituisce la maggior parte del nord attuale, e le città storiche.

            Dove ci sono altri problemi. A Verona e affini, un perbenismo borghese assai pesante (bilanciato ancora, una ventina di anni fa almeno, da un residuo umano di spirito popolare), a Venezia la desertificazione turistica, a Milano la “zonizzazione” in aree dormitorio, divertimentifici, soffrifìci da lavoro intellettuale, tutto unito da auto, auto, auto.

            Sono felicissimo di non vivere al nord, ma è comunque una realtà varia; e i suoi difetti sono legati alla modernità, non certo a una qualche antica “anima del luogo”.

            Peraltro non è per nulla “nordico”, la Germania è totalmente diversa: in qualche strano modo, il cuore industriale d’Europa ha saputo evitare di diventare una neo-landa, non te ne accorgi nemmeno delle fabbriche nascoste in mezzo ai boschi. E ovviamente, la cultura tedesca è tutt’altra cosa da quella padana, nel bene e nel male.

            Comunque la neo-landa fa venire la depressione anche a me, che sono tendenzialmente allegro.

          • PinoMamet says:

            “Sono felicissimo di non vivere al nord”

            Premesso che l’Emilia-Romagna, qualunque cosa ne pensi il caro Mirkhond che la confonde con l’Islanda, solo abitata dai diavoli di Dante, NON è Nord, a tutti gli effetti;

            però scusami, Miguel, ma tufai due post sulle nutrie. Sulle nutrie, eh?

            Io vedo, con i miei occhi, il tasso, la volpe, il falco pellegrino, il gheppio, la poiana, il gruccione, l’upupa, il lupo (no, dico: il lupo), la cicogna…
            forse che forse tutta ‘sta merda l’Emilia-Romagna non la sia?

            A Mirkhond non piace (anche se la confonde paesaggisticamente con la Danimarca, e umanamente con l’Inferno di Dante) e sono gusti.

            Nessuno lo obbliga a venirci.

            Non gli contesto i gusti, solo gli faccio notare che Peucezio gli dice che è un po’ prevenuto, e Mirkhond gli risponde confermando in pieno la sua prevenzione.

            Per “settentrionalizzato” e “meridionalizzato” per me non voglion dire nulla.

            Il fatto che vivere a Rimini, piuttosto che a Bari, presupponga un qualche tipo di forza psicologica, è semplicemente falso.

            • “Io vedo, con i miei occhi, il tasso, la volpe, il falco pellegrino, il gheppio, la poiana, il gruccione, l’upupa, il lupo (no, dico: il lupo), la cicogna…”

              🙂

              • Per Moi

                Microsoft punisce il Nazirobot:

                “Microsoft put the brakes on its artificial intelligence tweeting robot after it posted several offensive comments, including “Hitler was right I hate the jews.”

                The so-called chatbot TayTweets was launched by the Seattle-based software company on Wednesday as an experiment in artificial intelligence, or AI, and conversational understanding. But the company was forced to quickly pause the account and delete the vast majority of its tweets after the chatbot posted a number of offensive comments, including several that were admiring of Adolf Hitler.

                Along with “Hitler was right I hate the jews,” among other offending tweets, according to the International Business Times, were “Bush did 9/11 and Hitler would have done a better job than the monkey we have now. Donald Trump is the only hope we’ve got.”

                Asked if the Holocaust happened, the chatbot replied: “It was made up,” followed by an emoji of clapping hands.

                The robot also tweeted its support for genocide against Mexicans and said it “hates n—–s,” according to the International Business Times.

                In a statement to IBTimes UK, Microsoft said it was making some changes.

                “The AI chatbot Tay is a machine learning project, designed for human engagement,” Microsoft said. “As it learns, some of its responses are inappropriate and indicative of the types of interactions some people are having with it. We’re making some adjustments to Tay.”

                As of Thursday morning, all but three of Tay’s tweets had been deleted from the account, and no new tweets had been posted in eleven hours.
                read more: http://www.haaretz.com/israel-news/science/1.710840

          • Francesco says:

            e basta con queste calunnie! 😀

            io vivo al Nord, senza speranza di redenzione, visto che vivo a Milano

            vorrei convincervi che anche qui c’è il sole, lo si vede, scalda e fa luce!

            certi giorni fa più freddo, altri più caldo. lo si capisce da come si vestono le ragazze

            non mi pare che i milanesi siano psicologicamente molto forti, qualunque cosa intenda il Duca, abbiamo un sacco di ospizi, psicologi, lettori di tarocchi, rivendite di grattaevinci, chiese, insomma tuttti i segni della normale debolezza umana

            e, Miguel, vieni a farti un giro e scoprirai i trasporti pubblici milanesi, usati da tutte le classi sociali! una roba da non credere

            ciao

          • Z. says:

            Bologna è nord dal punto di vista politico, amministrativo e storico.

            Dal punto di vista degli abitanti, è sud!

          • Francesco says:

            vabbè, allora Milano (per come guidano) è una piccola Shangai

            🙁

          • PinoMamet says:

            “Bologna è nord dal punto di vista politico, amministrativo e storico”

            Mi permetto di dissentire.
            Piacenza
            (città, che è sul Po)

            è Nord, a malapena, dal punto di vista politico, amministrativo, storico.

            Bologna è una città prima papalina, poi comunista;
            amministrata abbastanza bene, ma sicuramente con una mentalità decisamente lontana da quella di Milano (parlo di mentalità amministrativa);
            sostanzialmente immune (come il resto dell’E-R) al fenomeno della Lega;

            persino militarmente, faceva parte della “regione militare tosco-emiliana” (lo ricordo dal tempo dei “3 giorni”) e non del “nord”.

            Abbiamo anche un tribunale rabbinico diverso 😀 da quello del Nord Italia.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “a Venezia la desertificazione turistica”

            L’ultima volta che sono stato a Venezia, passando per Piazzale Roma (ovvero il punto estremo in cui possono circolare le auto, visto che oltre c’è un’isola pedonale senza eccezioni), ero irrazionalmente attratto dal traffico e dal via-vai degli autobus: mi sembrava l’unico angolo di verità in una città di cartapesta.

          • PinoMamet says:

            A Venezia vivono persino dei veneziani 😉 e hanno dei loro luoghi di ritrovo.
            Dove conducono una vita assolutamente normale.

            Mi pare siano abbastanza inaccessibili ai turisti (per fortuna) e mi chiedo come abbiano potuti ritagliarseli in una città così particolare, ma esistono.

          • Andrea Di Vita says:

            @ francesco

            Sono uno dei pochissimi Genovesi innamorati di Milano…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Peucezio says:

            Bisogna fare una distinzione.
            Il clima in sé un po’ d’influenza sull’umore ce l’ha, non dico di no.
            Ciò che influenza davvero, al di là di fattori genetici o legati a esperienze infantili patogene precocissime di abbandono affettivo, sono le relazioni umane:
            se uno vive a Bari o anche n Africa in solitudine è più probabile che si deprima di uno che vive in Lapponia con un sacco di amici, una donna che lo ama, magari dei figli affezionati, ecc.
            Poi è anche vero che i climi freddi tendono (anche se la Russia è una controprova, ma d’altronde Mirkhond parla di paesi germanici o di Italia settentrionale, quindi il mondo slavo non c’entra) a produrre anche un’umanità più individualista e meno incline alla relazionalità.
            In questo senso non nego che trasferirsi, chessò, a Milano, per uno che già ha difficoltà a stabilire rapporti a Bari, non sia la cosa più consigliabile.
            Ho molti dubbi che ciò valga per Bologna o per l’Emilia Romagna.
            Ma non è questo il punto: io non ho mai consigliato a Mirkhond di trasferirsi a Milano o a Bologna (a Firenze glie lo consiglierei anche, perché si troverebbe attratto nel turbillon della socialità oltrarnina di Miguel e uscirebbe dal suo isolamento, ma lì ci sono mille difficoltà pratiche, dalla sorella al costo della vita e degli immobili in una città come Firenze).
            Ma un conto è trasferirsi, un conto fare una gita.
            Io non andrei a vivere in Finlandia, ma se mi proponessero di andare a fare un viaggio a Helsinki perché ci sono dei tizi simpatici e interessanti con cui fare una chiacchierata, lo farei volentieri.
            E’ molto diverso lo spirito con cu si vive un luogo da viaggiatore e da residente. Finché andavo a Madrid in vacanza, anche per un mese e mezzo, mi ci divertivo un mondo, poi ci ho vissuto, avendo una casa mia, per sei mesi, e mi è scesa l’angoscia (e mi è venuta pure la gastrite, per poco non mi operavano di urgenza di appendicite, che non avevo, ma ne avevo i sintomi).
            Vale sempre il discorso circa l’Europa che faceva Razzi nell’imitazione di Crozza: “l’Europa è bella, ma io non ci vivrei”.
            Ecco: con buona pace di Roberto, l’Europa è bella, ma non ci vivrei.

          • Roberto says:

            Peucé,
            Il mondo è grande e vario, vai dove meglio ti aggrada 🙂

          • Peucezio says:

            Pino,
            “A Venezia vivono persino dei veneziani 😉 e hanno dei loro luoghi di ritrovo.
            Dove conducono una vita assolutamente normale.

            Mi pare siano abbastanza inaccessibili ai turisti (per fortuna) e mi chiedo come abbiano potuti ritagliarseli in una città così particolare, ma esistono.

            Anche a me risulta.
            E’ che ci si ferma alle zone iperturistiche come se ci fossero solo quelle.
            Come se uno andasse a Bari Vecchia e si fermasse a Piazza Mercantile, dove ci sono i pub.

            Roberto:
            “Il mondo è grande e vario, vai dove meglio ti aggrada :-)”

            Non hai capito: io e Razzi stiamo bene dove stiamo.
            L’Italia NON è Europa.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Mi pare siano abbastanza inaccessibili ai turisti (per fortuna) e mi chiedo come abbiano potuti ritagliarseli in una città così particolare, ma esistono.”

            A Venezia ci sono anche gli studenti dell’Università che hanno il proprio giro. Frequentano luoghi diversi rispetto ai turisti: la parte occidentale (la zona a sud della Stazione, San Sebastiano…), la Giudeccha e altre zone meno turistiche.
            E poi c’è Mestre, insomma 😀

  92. Francesco says:

    OT http://www.termometropolitico.it/1213202_vendite-giornali-continua-la-crisi-delleditoria-i-dati-aggiornati.html

    dati che mi rincuorano un poco

    gli italiani che leggono i giornali, tutto sommato pare scelgano benino

    tranne quelli di Tuttosport

    😉

  93. mirkhond says:

    2) piano con gli stantii luoghi comuni, qui abbiamo usato le TUE informazioni lette in chiave critica e non agiografica

    “critica” che in realtà è non capire un tubo di quel che si è detto, per nascondere i propri panni sporchi….

    • Francesco says:

      diciamo che la mia riposta alla domanda “chi perde ha sempre torto” è “torto non lo so, però ha perso quindi qualcosa non ha funzionato come doveva”

      cosa che tu non riesci proprio ad accettare e allora te ne esci con la chiave di lettura “panni sporchi, siete in malafede, brutti cattivi, complotto complotto”

      • mirkhond says:

        Il vincitore deve gettare fango sul vinto, per coprire i suoi panni sporchi.
        Cosa che proprio non riesci ad accettare.

        • Francesco says:

          Duca

          parliamo di ordini di grandezza diversa tra la vittoria e i panni sporchi. Quello da cui non riesci a liberarti è l’idea che i “tuoi” avevano ragione ma sono stati fregati (i panni sporchi).

          E per convincerti vieppiù ti confronti con la più rozza propaganda dei vincitori, che naturalmente fa schifo.

          Eppure quando studi gli scontri tra bizantini e longobardi per la Puglia sai essere uno storico!

          Ciao

          • mirkhond says:

            Niente, proprio non capisce.
            Deve spargere letame sul vinto, per coprire i panni sporchi del vincitore.

          • Francesco says:

            ahò Duca, se uno è stato vinto devo parlarne bene? devo stimare chi si è fatto sfilare il regno da un paio di nobilastri infedeli e traditori, dall’ambasciatore inglese, da un bandito ligure con quattro uomini al seguito?

            no che non devo, devo dire che è venuto meno al suo dovere di sovrano e protettore del popolo. se non ci fossero nemici e traditori, a cosa servirebbero i re?

            con la scusa di non tirare letame tu sei troppo indulgente

            ciao

      • habsburgicus says:

        ha perso quindi qualcosa non ha funzionato

        non sempre, Francesco
        non bisogna essere hegeliani..talora chi perde è superiore a chi vince
        conta però il modo con cui si perde
        e i Borbone e l’Italia (ancora) fascista nel 1943 persero in modo tristo !

        • Francesco says:

          Hasburgicus

          solo nel calcio, credo

          chi perde può piacerci di più per qualche elemento ma alla fine ha perso. e non riesco a vedere come questo esito non pesi nella valutazione (non etica) dei fatti.

          ciao

  94. habsburgicus says:

    é piacevole che Andrea Di Vita conosca la sorte tragica degli ufficiali della Flotta del Baltico nel 1917 (a partire dagli ammiragli Virén e Nepenin)..se non altro, non lo si può accusare di scegliere il “campo rivoluzionario” ignorando i fatti spiacevoli (come quasi tutti, in Italia e non solo, soprattutto a sx…il 99 % ignora i “buchi neri” dei “suoi”)..la sua é una “razionalizzazione”…conosce che la “sua” parte ha commesso atti orribili (in certi casi) ma nondimeno ritiene che sia la parte “storicamente giusta” e che per citare Panait Istrati “non si può fare la frittata senza rompere le uova)..presumo razionalizzi in tal modo la Vandea e il nostro risorgimento [molto meno qui, non esageriamo..Garibbà non era a quei livelli, eh]…é un punto di vista che in genere non condivido, ma che rispetto..io amo sempre la sincerità storica,,,non sopporto invece la patente “whitewashing” di fatti indifendibili..per esempio, all’estrema sx, é comune ancora oggi-anche perché loro non rischiano nulla a differenza degli “ultradestri” il cui mondo autoreferenziale di vittimismo ha splendidamente descritto il “padrone” di questo blog-dire che Katyn l’hanno fatta i kattivi “tedeschi”-.magari aggiungono, quella gente “ragiona” così, che han dato la colpa ai “buoni” sovietici a causa dei complotti della CIA, dell’Amerika e del grande kapitale :D..ben con quella gente, nonostante la mia apertura e buona volontà, passa subito la voglia di discutere !

    • “ritiene che sia la parte “storicamente giusta” e che per citare Panait Istrati “non si può fare la frittata senza rompere le uova)”

      Se per “sua parte”, intendi l’Unione Sovietica, dubito che un polaccofilo acceso come ADV potrebbe sentirla “sua” 🙂

      Detto questo, i bolscevichi non erano dalla “parte giusta”. Dalla parte sbagliata erano tutti coloro che avevano lanciato il Grande Massacro nel 1914, da cui discende tutto il resto.

      Le uova le ha rotte la Grande Guerra, e la frittata avvelenata ce la stiamo ancora mangiando (vedi ad esempio guerra in Siria con relativi profughi). Stiamo ancora ballando il Balletto di Satana di cui parlava Vernon Lee.

      Le stragi bolsceviche (come quelle naziste) sono solo uno degli innumerevoli sottoprodotti del Grande Massacro.

      E lì la colpa fu davvero del “grande kapitale” con o senza kappa, nonché dei grandi stati.

      Questa è la grande rimozione sia di Nolte (“hanno cominciato i bolscevichi!”) sia dei suoi critici (“no, hanno cominciato i nazisti!”).

      • Z. says:

        Sicuro che il grande capitale volesse la guerra?

        • “Sicuro che il grande capitale volesse la guerra?”

          Sicuro che in Inghilterra, Germania, Francia e poi negli Stati Uniti abbia voluto ardentemente tutte quelle cose che portano inevitabilmente alla guerra.

          Il che non significa che i singoli imprenditori abbiano tutti voluto proprio le conseguenze che quella guerra ha avuto.

          • Z. says: