Nasce la Compagnia dei Bianchi di Santo Spirito

Leggo:

“L’11 febbraio 2016 nella Basilica di Santo Spirito, si è ufficialmente costituita con regolare atto notarile, l’Associazione di volontariato denominata “Compagnia dei Bianchi di Santo Spirito“.

Nata nel 1375 era una delle maggiori Compagnie del quartiere di Oltrarno e si dedicava alla carità, all’assistenza ai bisognosi e alla cura degli sfortunati. [1]

E’ stata rifondata per la ferma volontà  della parte Bianca che da ora in poi, oltre che esprimere un grande calcio storico si occuperà  anche di:

– Protezione civile e ambientale.
– Carità  e Misericordia verso il prossimo.
– Tutela dei diritti umani con un impegno militante per la pace, la giustizia, la libertà e la solidarietà.
-Valorizzazione e tutela del patrimonio storico-culturale della città di Firenze con priorità  al quartiere di Santo Spirito.
– Recupero e studio delle tradizioni storiche fiorentine.
– Organizzazione di eventi culturali, festeggiamenti e cortei storici.”

Lunga vita alla Compagnia!

bianchi 2

bianchiNota:

[1] Credo che i nostri si siano rifatti a Wikipedia, dove però mancano le fonti. Sulla Compagnia dei Bianchi, che è stato un importante fenomeno europeo, trovo per ora anche questo interessante articolo che però parla poco della Toscana.

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100 Responses to Nasce la Compagnia dei Bianchi di Santo Spirito

  1. Francesco says:

    sono abbastanza deluso da come sono scritte le finalità della Compagnia – pare il programma del PD di Renzi – e manca l’invocazione al Santo protettore della stessa – va bene anche un San Giorgio uccisore di draghi, mica pretendo un santo che sia esistito davvero

    però evviva e buona fortuna!

    • “sono abbastanza deluso da come sono scritte le finalità della Compagnia”

      il linguaggio con cui sono scritte le finalità è legato anche alla formulazione delle leggi sulle ONLUS.

      Detto questo, nel nostro contesto hanno un significato preciso molto forte: la protezione civile implica la preparazione di tutta una comunità a guardarsi attorno e mantenere alta la vigilanza, mentre il concetto di “misericordia” riguarda le tante problematiche sociali concrete, degli anziani, degli sfrattati e delle persone che la gentrificazione sta cacciando dal quartiere.

      Compresi ovviamente gli immigrati e in questo c’è qualcosa di completamente diverso dallo spirito delle ronde padane o cose analoghe che non sono a favore della propria comunità, ma solo contro quelli ancora più sfigati: in Oltrarno, si è riusciti finora a evitare la guerra tra poveri.

      • Francesco says:

        Miguel

        il riferimento alla Misericordia era quello che apprezzavo di più, anche senza la connotazione chavista di lotta alla gentrificazione …

        se posso dirlo, “la cura degli sfortunati” è ancora meglio, è un pezzo di Civiltà paragonabile a una cattedrale in mezzo a una città moderna.

        per il resto, capisco bene che certe cose tocca metterle dentro e mai ho pensato che voleste fare ronde anti-immigrati (beh, insomma, nel caso tuo e delle studentesse yankee avrei qualche dubbio)

        😀

        ciao e un abbraccio

  2. Moi says:

    Fra qualche giorno potreste ritrovarvi una troupe cinematografica per il film Assassin’s Creed sui Ninija Rinascimentali 😉 … se non è già passata.

    https://www.youtube.com/watch?v=K5C59PljZb0

    PS

    @ ZETA

    Hèt sintó ech Virgy vuol trasformare in bosco [sic !] il Parco Nord ?!

    http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/merola-parco-nord-bosco-1.1811639

    Merola pronto a sfrattare la Festa dell’Unità: “Un bosco al Parco Nord”

    • Z. says:

      Lo so che vuoi infierire. Hai letto che ho deciso di votarlo e vuoi infierire. Beh, sai cosa? infierisci! non fa male! non fa male!!

      😀

  3. Pietro says:

    Son proprio contento per te Miguel, sono sicuro che in questo momento ti senti un ragazzino con tanta voglia di uscire di casa! 😀

    • “Son proprio contento per te Miguel, sono sicuro che in questo momento ti senti un ragazzino con tanta voglia di uscire di casa!”

      🙂

      Veramente sabato siamo stati in piazza tutto il giorno con i ragazzi di Via del Leone che fanno una cucina vegetariana ottima; i Bianchi, in stile Obelix, hanno regalato invece un immensa porchetta.

      • Francesco says:

        mi sto innamorando dei Bianchi

        se CL vira veramente sul Partito della Nazione finisce che mi iscrivo lì da voi

        anzi vi faccio da testa di ponte qui al Nord

        😉

        • izzaldin says:

          ottimo!
          e poi voglio vederti nel fango a combattere contro i Verdi nei tornei di Calcio Storico
          🙂

          • Francesco says:

            a Milano il calcio storico è quello di Meazza e De Vecchi e Kilpin, mcia quella robaccia fiorentina

        • PinoMamet says:

          “se CL vira veramente sul Partito della Nazione

          che roba l’è?

          • Francesco says:

            rassegnarsi al fatto che Renzi sia meglio delle alternative e decidere quindi, a malincuore, di appoggiarlo

            un pò come dire “piuttosto che niente è meglio piuttosto”

            🙁

            PS il PDN è l’idea di Renzi per diventare il Mussolini figo del XXI secolo; quello che per Casaleggio è Internet

  4. roberto says:

    bravi!

  5. Per Francesco

    “mi sto innamorando dei Bianchi”

    In un certo senso, capisco. E’ il punto in cui mi sento sicuramente più vicino a una sensibilità cattolica.

    Stefano Gallerini, unico storico del quartiere 🙂 , scriveva che forse il motivo per cui l’Oltrarno sia stato il quartiere più antifascista di Firenze stava nel suo rifiuto della modernità: gli artigiani anarchici, che aprivano la bottega quando volevano, sapevano di essere più bravi dei funzionari statali e avevano il tempo per chiacchierare, discutere e riflettere sulle cose, erano la categoria meno plasmabile dal fascismo.

  6. mirkhond says:

    Confessioni di un fallimento:

    Quella che si estingue è la mia generazione. Tante scuse
    Maurizio Blondet 22 febbraio 2016

    Ida Magli è scomparsa. Non avrà nemmeno lontanamente gli onori funerari che il Sistema ha tributato ad Umberto Eco. E’ logico: è stata la prima a gridare, inascoltata, che l’Europa burocratica era diventata la prigione dei popoli e stava distruggendo la cultura e la civiltà europee.
    Ancor meno è stato onorato Piero Buscaroli, grande giornalista , scrittore, musicologo, caratteraccio. Logico: fu sempre un sopravvissuto della Repubblica Sociale in territorio nemico. Da giovane praticante, leggevo avidamente i suoi straordinari, originalissimi reportage dalla guerra del Vietnam (per il Borghese); come direttore del Roma di Napoli, rivelò che l’ex ministro Taviani gli aveva ammesso: gli attentati dei “neri” erano organizzati dal ministero dell’Interno, democristiano”. Indro Montanelli al Giornale non si privò della sua penna, nutrita di una cultura magnifica e di una sete offesa di verità, ma, vilmente, gli impose di firmare con uno pseudonimo – Piero Santerno – perché riteneva compromettente il suo vero nome. Era un discriminato, un impronunciabile nel sistema politico della “Libertà”. Da giovane leggevo avidamente “Santerno”, ho imparato da lui che anch’io ero in territorio nemico, senza ordini.

    Buoni e cattivi maestri, se ne vanno tutti.

    I tre erano della generazione precedente alla mia, gli ottanta-novantenni. Quella che – come ci ha informato l’Istat- stà morendo in massa: 62 mila nel 2015 più che nel 2014, un’impennata statistica di oltre il 10 per cento, comparabile al 1943, al 1915-18, insomma la mortalità dei tempi delle grandi guerre.

    La differenza è che non c’è guerra. Vige da decenni quella che chiamano “pace”: abbondanza, Europa “unita”, previdenza sociale, società (residuale) del benessere. E a morire sono i vecchissimi, non i giovani al fronte. Perché i vecchi sono sempre più e i giovani quasi non ci sono. Strana “pace”, quella dove una società intera ha cessato di fare figli. In zoologia, sono i selvatici nello zoo a non generare più: la mia generazione si sta accorgendo troppo tardi che questa “pace” è l’altro nome per lo zoo umano?

    La mia generazione – quella dei settantenni, nati nella ripresa della natalità del dopoguerra – è quella che ha creato, voluto, queste gabbie. I miei genitori erano sposini ventenni quando mi diedero vita, nel ’44; l’appartamento in affitto, tra Sesto e Gorla, era stato bombardato, abitavano in una stanza unica requisita, che il proprietario reclamava; i partigiani compivano le loro vendette ed omicidi mirati per instaurare il bolscevismo. Di notte, passavano SS giovanissime, che gestivano le aziende del triangolo industriale per la produzione bellica. Sul viale Monza tutti gli alberi erano stati tagliati dalla gente per riscaldarsi; vivevano tra le macerie; i miei, nella stanzetta abusiva, riscaldavano il loro neonato versando un po’ di alcol denaturato in un bacile smaltato.

    Erano, mi raccontava mia madre, felici. Pieni di coraggio e di speranza. Fra l’altro perché lavoravano entrambi in una ditta meccanica militarizzata; e il padrone della ditta, ingegner Peghetti – che i terroristi rossi della Brigata Garibaldi avrebbero trucidato nel suo letto poco dopo, come primo atto della “liberazione” – si congratulò della mia nascita con un pacco di viveri, e un biglietto che salutava “Maurizio, pioniere di una nuova Italia rinata nel mondo”. Mia madre mi raccontava di quell’augurio, considerandolo un mandato.
    Non ce l’ho fatta, mamma.
    I miei hanno ricostruito
    I miei hanno ricostruito. La mia generazione, no.

    La rinascita dell’Italia l’hai fatta tu e papà, l’ha fatta la tua generazione, quelli che erano giovani nel ’44, che fecero tanti figli, che votarono per non consegnare il paese ai comunisti assassini; che rimisero in piedi le fabbriche bombardate, e in pochissimi anni – dal ’59, altri dicono dal ’53 – fecero dell’Italia la quinta o sesta potenza industriale, vivacemente competitiva, piena di fabbriche che producevano tutto, acciai e farmaci, idrocarburi, chimica e meccanica, calcolatrici, mobili e navi, ceramiche, carta, auto, seconda in Europa solo alla Germania.

    Io – la mia generazione, i baby-boomer – l’abbiamo ereditata, questa società, e come eredi viziati, non siamo stati capaci di mantenerla. Ci siamo lasciti sedurre dalla “rivoluzione culturale”; abbiamo creduto alla “Liberazione sessuale” e alle gioie del “consumismo” e dell’edonismo egoista l’egoismo standard voluto dalla società dei consumi. Abbiamo votato con entusiasmo il divorzio, e poi l’aborto legale: 250 mila bambini in meno l’anno, e dopo quarant’anni, abbiamo il coraggio di stupirci perché ci mancano cinque o se milioni di italiani giovani, e dobbiamo importare giovani dal Nordafrica, come lavoratori di una società in decadenza, che non suscita nei nuovi arrivati nessun orgoglio e nessun desiderio di appartenenza: sfruttati, pagati in nero, certo non ci difenderanno nella guerra prossima ventura. Non sono”I nostri” figli. Non gli abbiamo consegnato alcun mandato. Voi avete saputo “integrare” i meridionali che venivano dalla gleba, nelle fabbriche di Sesto e d Monza. Noi non abbiamo alcun orgoglio da trasmettere ai maghrebini, fargli desiderare di essere italiani. E come potremmo? Per la “patria”, abbiamo solo derisioni, e quindi nessun dovere verso di essa. Le nostre istituzioni, l’apparato pubblico che le manovra, sono corrotte e odiose persino a noi; la nostra cultura, l’abbiamo noi stessi abbandonata per la “cultura-standard” di massa, pop e dozzinale. Peggio, non facciamo più alcuno sforzo di quelli che faceste voi,per migliorare voi stessi, i vostri salari e le vostre fabbriche.

    Da ragazzo ho vissuto in un’Italia del Nord piena di fabbriche che producevano tutto, e davano lavoro a tutti: fabbriche integratrici, adesso sono scomparse e non è possibile integrare i nuovi arrivati. Come mai esistevano tante fabbriche e sono scomparse? Il segreto lo sapevate, voi della generazione: perché l’Italia veniva dall’autarchia, da tempi dove non ci si affidava al commercio mondiale per comprare in dollari ciò che volevamo, ci si sforzava seriamente – per politica di governo – di avere l’autosufficienza nazionale in tutto. Che significava anche: conservare, ed affinare, “competenze” tecniche ed umane. Voi avete sviluppato le tecniche e insegnato competenze.

    Noi, la mia generazione, dopo aver aderito alla “rivoluzione sessuale” e pop, non contenti, abbiamo accettato stupidamente il verbo globalista. Perché produrre grano, quando in Australia e in Canada costa meno? Perché fabbricare computers, quando potere comprarli dalla Cina e da Taiwan? Abbandoniamo l’elettronica in cui non siamo competitivi, e concentriamoci laddove abbiamo il vantaggio competitivo: le giacche di Armani, gli stracci di Dolce e Gabbana. Con i soldi che Armani e i due allegri guadagnano, ci compriamo smartphone e tablets cinesi.

    L’effetto non poteva essere più ovvio: l’istupidimento generale della società. Perché una cosa è avere lavoratori per fabbricare smartphne e computers, e un’altra per fabbricare pantaloni. Ché poi Armani, le sue giacche le fa’ fare in Pakistan, e qui nemmeno facciamo più i pantaloni. Come ho già detto un’altra volta, qui dove abito adesso, Corsico, Milano, la Richard Ginori aveva 1800 dipendenti. Adesso è chiusa. La Cartiera Burgo ne aveva 400: sparita. C’erano miriadi di fabbrichette meccaniche, ossia miriadi di salariati e di specializzati: adesso ci sono dei pensionati e dei supermercati.

    Abbiamo anche aderito all’euro; ci liberava della liretta; soprattutto, ci liberava della nostra sovranità nazionale che ci ha sempre pesato per la responsabilità che comportava; l’abbiamo affidata a “l’Europa”, sicuri che avrebbe provveduto ai nostri interessi meglio di noi.

    Noi come generazione dei baby-boomer, mamma, abbiamo fatto questo. Non io personalmente – io ho cercato di oppormi, ho fatto persino lo scrutatore nel referendum contro il divorzio e l’aborto, nelle scuole ero nella minoranza che si opponeva a quelle derive, e nel lavoro mi sono fatto bollare ben bene da fascista. Ancor peggio, mi son fatto deridere ed emarginare come cattolico, oscurantista, reazionario antisemita, escludere da tutti i posti rispettabili. Però, sinceramente non posso negare la mia corresponsabilità. Come elemento della mia generazione, ne ho condiviso la temperie, mi son lasciato infettare dagli stai d’animo collettivi, sedurre dalle facilità che mi offrivano come liberazione. Alla fin fine, ho divorziato anch’io. E non ho figli.

    Adesso questa generazione si appresta ad estinguersi, meritatamente: perché continuare ad esistere, se non ha una vera ragione di vita? Ci siamo liberati di Dio, dai suoi obblighi e dalla patria ei suoi doveri. La liberazione sessuale ci dà le ultime gioie – grazie al Viagra, al turismo sessuale, un’indecenza tristissima di vecchi che se lo possono ancora permettere. Se cerco di sunteggiare il bilancio del nostro passaggio nella storia, devo riconoscere: Mai una generazione ha goduto tanto benessere e sicurezza, e mai ha avuto tanta paura di generare, di impegnarsi fino in fondo e per sempre; mai è stata più insicura della durata della cosa che chiamiamo “pace”. Viviamo fra macerie morali – quelle che abbiamo creato noi stessi – aspettando la fine zoologica. L’impennata di mortalità sta per raggiungerci. Ci sta per raggiungere anche la conseguenza del sistema globalizzato, del capitalismo mondiale – il sistema radicamento sbagliato – che ci aveva promesso il benessere crescente.

    Come ovvio, come sempre, la nuova ondata è cominciata negli Stati Uniti. La Federal Reserve di New York ha comunicato pochi giorni fa che gli ultra-sessantacinquenni d’oggi hanno debiti per mutui del 47% superiori agli ultra-sessantacinquenni del 2003, e il 27% di debiti in più per l’auto a rate. Li riconosco, sono i baby-boomers, sono la mia generazione: coi salari in calo da trent’anni, non hanno rinunciato ai “lussi standard” dell’auto nuova, della villetta. Non potevano permettersela? L’hanno comprata a debito. Mai una generazione di vecchi si è indebitata tanto per il superfluo; almeno una volta i vecchi riducevano le spese, la nostra generazione – la parte americana – le ha persino aumentate. A credito.

    E adesso, sentite la trappola: il pensionato Sal Ruffin, di Weatherby Lake, Missouri, aveva una bella pensione, 3.300 dollari al mese. Adesso, il suo fondo pensionistico gli ha comunicato: da questo mese, la sua pensione è 1.650 dollari mensili. Sono le gioie del capitalismo terminale: le pensioni in Usa son private e a capitalizzazione pura, gestite da fondi d’investimento che ricavano i profitti necessari per pagarle impiegando i capitali versati dai soci attivi in Borsa, anzi in tutte le borse mondiali, e in titoli pubblici. Coi titoli pubblici ad interessi zero, le banche centrali che pagano interessi negativi, e le Borse cadenti, i fondi-pensione non sono più in grado di pagarle.

    La “riforma” pensionistica in Usa

    E detti fondi-pensione hanno ottenuto dal Senato e dal governo una legge – il Multiemployer Pension Reform Act – che consente loro, dopo comunicazione al Tesoro, di tagliare i pagamenti pensionistici allo scopo di rimanere solventi. Sono già 400 mila americani ad aver subito il taglio; la mia generazione. Quella della liberazione sessuale, del ’68. La stessa generazione che oltre i 65 s’è indebitata per mutui casa, il 47 percento in più di quanto facessero i 65 enni di dieci anni prima. Fidando di pagarli con le buone pensioni per cui hanno versato contributi per una vita, e che ora vengono dimezzate. Pensate che trappola. Il 47% degli americani che pur guadagnano 75 mila dollari annui e più – quindi classe media, mica poveri – non è in grado di far fronte a una emergenza che costi 500 dollari.

    In Europa l’estinzione della mia generazione, che ha aderito volontariamente a tutti gli errori radicali del secolo, è a questo punto: che ha lasciato tornare il pericolo turco. Come sempre quando l’Europa abbandona la sua identità cristiana. Chi l’avrebbe mai detto? Ci siamo circondati di istituzioni di “sicurezza comune”, NATO, UE, la Turchia nostra alleata, la laicità, la secolarizzazione compiuta (mai più intolleranza religiosa) … e i nostri figli, i nostri nipoti, dovranno forse combattere con le armi l’Islam: e dove sono? Non li abbiamo generati. Combatteranno per noi i maghrebini, i somali, gli eritrei, i siriani che abbiamo accolto – per pagarli meno di no, in uno spazio senza identità e senza cultura, dove la civiltà è stata rimpiazzata dalla cultura pop?

    Ve lo dico perché sento alla radio che fra “le voci della cultura” che, dopo aver salutato Umberto Eco, oggi salutano le unioni civili, sento nominare tal Jovanotti. “Finalmente entriamo in Europa”,ha esultato. Un vero genio, uno che fa’ molti soldi perché è popolare, e molti giovani vanno a quelli ce si osa chiamare i suoi concerti. Direte: è un giovane. E’ un giovane di 50 anni che abita a New York, spende lì i milioni che “i giovani” gli danno tanto volentieri.

    Così, cara mamma, non sono stato “Il pioniere di una nuova Italia rinata nel mondo”. A 72 anni, mi preparo ad estinguermi con la mia generazione sapendo bene che l‘abbiamo meritato: con un lagno, non con un grido. Scusami mamma, non ce ‘ho fatta. E’ stata anche colpa mia. Non sono nemmeno sicuro di morire cattolico romano; dei “giovani” alla Jovanotti, sono sicuro.

    E tra i commenti:

    “Io posso dire piu’ o meno le stesse cose che ha detto Blondet, chiedendo altrettante scuse. Anche io non ce l’ho fatta, anche io eredito crediti e, se dovessi morire ora, lascerei debiti. Anche io sono senza figli, pur avendone desiderati. Il problema e’ che quando una societa’ si sfascia non esiste l’isola felice dove ci si puo’ rinchiudere come in una fortezza. La peste entra ovunque, anche dentro di noi che la pensiamo diversamente. Come dice San Paolo, militiamo nello spirito ma siamo nella carne.”

    • Quando leggo cose come questo scritto di Blondet, provo diverse cose.

      In genere, ho imparato a evitare di leggere dei testi al solo scopo di confutarli o di applaudirli.

      La prima cosa che mi viene in mente è una riflessione intellettuale, sulle cose che condivido e su quelle che non condivido.

      Ovviamente non condivido tutti i collegamenti che fa, noto le omissioni, ma non gli do torto su tutta la linea: c’è molto di vero in quello che dice.

      Ma quello che colpisce è un’altra cosa: che siamo di fronte a una persona che è sempre, incessantemente, volutamente infelice. E’ una scelta di vita, una vocazione, quella di vivere con il bicchiere sempre mezzo vuoto. Anche se fosse pieno al 90%, sarebbe pur sempre un bicchiere in cui il fato gli ha fregato il 10%.

      Cioè sappiamo che Blondet userà sempre, in qualunque circostanza, la sua (non poca) cultura, intelligenza e abilità come scrittore per dire che le cose vanno male.

      Sperando di tanto in tanto in qualcuno altro che le faccia andare meglio, per poi restare sicuramente deluso.

      Tutte le strutture che Blondet crea (ma ci sono anche tanti a sinistra come lui, soprattutto oggi) servono soltanto a tenere in piedi questo immenso ombrello con cui si ripara lamentandosi sempre dalla pioggia.

      • “questo immenso ombrello con cui si ripara lamentandosi sempre dalla pioggia.”

        Dire questo non vuol significa ovviamente contrapporgli qualche illusione ottimista.

        Ma credo che dovremmo spostare l’attenzione dall’alternativa “il mondo attuale fa schifo/è bello” all’idea che il mondo attuale è drammatico e affascinante.

        Stanno succedendo cose sconvolgenti, molte delle quali estremamente pericolose ovviamente. I ghiacci si stanno sciogliendo, i droni ci fanno le pernacchie alle finestre, il Medio Oriente si sta desertificando, le città si stanno trasformando in ghetti; ma in ognuno di questi fatti c’è qualcosa di interessante, nuovo, possibilità che si aprono per chi si sente comunque in dovere di accendere una candelea e non maledire il buio, come dice la nota frase.

      • habsburgicus says:

        Sui vantaggi economici e popolari del protezionismo, diceva cose molto simili l’americano Pat Buchanan, cattolico e conservatore, un true American….e citava pure Bismarck che argutamente sottolineava che il libero scambio era funzionale solo all’Inghilterra (la superpotenza dell’epoca), senza nominarla esplicitamente
        bisognerebbe tornare, gradualmente, al protezionismo contro ogni globalizzazione..e la ripresa nazionalistica, a livello “ideologico”, aiuterebbe..in più sarebbe un programma “laico”, “secolare” che dovrebbe piacere all’europeo di oggi, cui non si possono al momento proporre valori più alti, per i motivi che ha splendidamente riassunto lui
        Eppure nessuno lo fa

        • habsburgicus says:

          la vera rivoluzione è la Nazione 😀
          l’uovo di Colombo, ma pare nessuno voglia pensarci…
          il nazionalismo che servì a distruggere il bello della vecchia Europa, potrebbe oggi essere il grimaldello per restaurarla [e infatti viene odiato e attaccato perché almeno loro, i “globalisti” vedono chiaro]
          ma vaglielo a dire a certa gente 😀

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ok, quindi in Italia pesanti dazi su petrolio, carbone, gas, grano, minerali, cotone, legname e prodotti chimici e farmaceutici.

          http://www.ice.gov.it/statistiche/Materie_Prime.pdf

          Come idea per fare cassa non è male, solo che non so quanto staremo meglio dopo.

          • Francesco says:

            Hasburgicus

            non voglio annoiarti con la dimostrazione che il protezionismo è un disastro (del resto è il punto ridicolo del bell’articolo di Blondet)

            ma da storico saprai benissimo che non si può mai tornare indietro, anche tornando alla riva di ieri si scopre che il fiume è cambiato – con piacere? con orrore? non importa, non ci bagnamo mai due volte nello stesso fiume

            e allora la Nazione non può essere la salvezza come la intendi tu perchè i cittadini sono uomini di pasta diversa da quelli di allora

            ha più ragione Miguel: il mondo di fronte a noi è terribile, ignoto, da esplorare e colonizzare, senza certezza di sopravvivere un giorno, senza perdere la speranza, continuando ad accendere candele (e a pregare, porca pupazza, come si può dimenticare quello?)

            ciao

        • roberto says:

          habsb

          “Sui vantaggi economici e popolari del protezionismo, diceva cose molto simili l’americano Pat Buchanan,”

          io posso anche capire che un americano, un russo, un cinese sia protezionista, ma gli italiani? come si camperebbe in una penisola isolata dal resto del mondo?

          • Francesco says:

            chi ha parlato di campare?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Be’, sarebbe sufficiente intraprendere una serie di campagne militari per conquistare fonti di approvvigionamento di materie prime. Con qualche milione di morti possiamo farcela.
            Ovviamente andare avanti voi, perché a me viene da ridere 😀

          • Francesco says:

            almeno in Libia dovrebbe essere fattibile

            a patto di andarci pesanti coi libici e di anticipare gli egiziani

            così sistemiamo la questione petrolio

          • habsburgicus says:

            ma gli italiani? come si camperebbe in una penisola isolata dal resto del mondo?

            è chiaro che oggi, rebus sic stantibus, non sarebbe in alcun modo possibile, anche se con altre politiche fin da 50 anni fa qualcosina sarebbe stato possibile….
            potrebbe essere un surrogato un protezionismo europeo..ma di un’Europa vera, un’Europa di patrie (tutte indipendenti) e che soprattutto smetta di occuparsi di stupidaggini urtanti e divisive quali gender ecc, e pensi al benessere effettivo dei cittadini europei !
            io non sono contro l’Europa, sono contro questa UE 😀

          • habsburgicus says:

            tu mi dirai
            c’è già….e io dico, non è abbastanza ed è fatto male…e comunque lo Stato-Nazione deve essere unico giudice….quello che è da aborrire è il sistema-commissione..un’alleanza militare, politica ed economica di Stati europei SI
            farsi governare da ‘sta gente che nessuno ha eletto NO
            o così dovrebbe essere 😀

          • Z. says:

            Habs,

            cosa sarebbe stato possibile fare cinquant’anni fa non so, e francamente mi sembra inutile discuterne (sempre che tu non stia scrivendo un romanzo ucronico, nel qual caso – fatta la tara al tuo franchismo 😀 – lo leggerei volentieri).

            Mi permetto di farti notare, però, che all’interno del mondo occidentale la questione dei diritti civili per tutti sia divisiva – almeno ai livelli a cui tu la intendi – pressoché solo in Italia. Qualcosa vorrà pur dire.

            Nel frattempo, forza Brexit. Non importa che puliscano le scrivanie e neppure che chiudano la porta prima di uscire. Me ne occuperò io volentieri per tutti 😀

            Z.

            PS: e visto che siamo in tema, anche forza Südtirexit!

          • Z. says:

            (solo una cosa non ho capito: in che senso “gente che nessuno ha eletto”? non avevamo votato alle europee due anni fa?)

          • Francesco says:

            Z

            grazie di avere ricordato una cosa di cui andare fieri in questo paese

            ‘sera

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ah, già, le elezioni europee. Non ricordiamole troppo, se no la gente capisce che in Europa è già arrivato il parlamentarismo e forse capisce che non deve votare a caso.
            Dove votare a caso significa votare un partito perché a livello nazionale ti dia 80 euro o un partito che non ha neppure indicato il gruppo europeo di riferimento e che a giochi fatti ti svela di volersi alleare o con Cameron o con Farage.

          • roberto says:

            habsburgicus,

            “un’Europa di patrie (tutte indipendenti)”

            ma questo praticamente che vuol dire? un’alleanza puramente commerciale?

            “e che soprattutto smetta di occuparsi di stupidaggini urtanti e divisive quali gender ecc, ”

            posso rassicurarti sul fatto che è moi quello che si occupa di gender non l’europa (se intendi con questo termine la commissione)
            🙂

            “non è abbastanza ed è fatto male…”

            ma…ma…..sei un federalista? sono comunque d’accordo con la non seconaria sfumatura che secondo me è fatto male perché non è abbastanza

            “e comunque lo Stato-Nazione deve essere unico giudice…”

            ah no.
            🙂

          • Z. says:

            MT,

            credo che la lista Zibbras abbia deluso i propri elettori molto ma molto peggio di Grillo, dopo le europee. Insomma, si votano i candidati che ci sono.

          • Mauricius Tarvisii says:

            La lita Tsipras ha eletto due candidati, una delle quali ha tradito. Ma diciamo che non aveva il peso parlamentare per deludere nessuno.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “ma questo praticamente che vuol dire?”

            Una volta qui chiesi, in una discussione in cui si parlava delle uniformi che avrebbe dovuto adottare una Vera Europa Unita: se foste per un giorno dittatori plenipotenziari d’Europa, come organizzereste la nuova UE?
            Non ebbi nessuna, ma proprio nessuna, risposta e la mia domanda fu completamente ignorata. Intelligenti pauca 😀

          • Francesco says:

            si vede che ero distratto. ordunque, in primis nessuna UE che è deprimente ma un bell’Impero d’Europa.

            c’è in giro un discendente di Carlo Magno o almeno Carlo V da incoronare? casualmente a da essere cattolico ma non gli atttribuirei più poteri che ai reali di Londra. insomma, pompa e cerimonie e nulla più

            suffragio universale, aperto anche alle donne (!), sistema elettorale anglosassone (mi tenta molto per ridurre il peso dei vecchi partiti nazionali) ed elezione diretta di un capo dell’esecutivo con poteri simil-usani (o venezuelani se siete anti-yankee). doppio mandato e poi a casa niente putinate.

            parlamento bicamerale, una camera bassa pro-quota e una alta regionale.

            elezioni contemporanee, senza quella roba ridicola USA del biennio.

            esercito e diplomazia europea. leva obbligatoria.

            serve altro?

          • Z. says:

            Se ben ricordo la lista Zibbras ha eletto tre candidati, due dei quali si sono rimangiati l’unica promessa fatta agli elettori. Di fatto, tutti gli elettori di SEL – ossia la maggioranza assoluta dei suffragi – sono stati imbrogliati in modo aperto e sfacciato.

            Casaleggio e Grillo, invece, hanno scelto un contenitore xenofobo, euroscettico e populista per il loro partito. Scelta coerente e logica, che ha scontentato certamente qualche militante – per qualche ora – ma non la base elettorale.

            Ma poi, comunque sia, i partiti son quelli che sono. Tutti piuttosto disinteressati all’ UE. Che avrebbero dovuto votare gli elettori? Io avevo una mezza idea di votare Juncker, ma come? Votando Alfano?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Insomma, Francesco, vuoi l’Europa attuale solo con il maggioritario al Parlamento, il Consiglio così com’è ed in più leva obbligatoria (grazie, sei proprio stronzo, te lo dico 😀 ) e presidente di turno coronato. Insomma, ti piacciono le cose come stanno 😀

          • Z. says:

            Che poi, se c’è qualcosa di inutile e dannoso per l’esercito di un Paese è proprio la leva obbligatoria.

          • Francesco says:

            la leva mica serve per fare la guerra, serve per i ciofani che sono il nostro futuro

            utilissimo strumento di integrazione tra i popoli europei e dei nuovi arrivati

            un presidente europeo farebbe una politica europea, altro che il divide et gassifica di Putin

            basta governi nazionali

          • Mauricius Tarvisii says:

            La leva è prendere un ragazzo e metterlo in un pollaio a perdere un anno di vita e a subire scherzi idioti e nonnismo. Il tutto pagato dai contribuenti, natualmente.

          • Z. says:

            A parte il termine “pollaio”, che trovo offensivo verso i pennuti da cortile, direi che la sintesi di MT è ineccepibile.

          • Francesco says:

            il fatto che non abbiate capito un cazzo dipende dal fatto che non avete fatto il militare o da tare congenite?

            🙂

  7. Grog says:

    Ma c’è la giostra con la TESTA DI TURCO VIVO da colpire con la lancia?
    Dovrebbe essere OBBLIGATORIA per tutte le manifestazioni pubbliche!
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

  8. PinoMamet says:

    Però ‘sta roba della Compagnia dei Bianchi è figa.

    Mi pare (scusate la semplificazione brutale, io per mia formazione parlo a “famo a capisse”) il Medioevo nel suo senso bello.

    Che per qualche motivo non è quello popolare adesso tra chi vanta di apprezzare il Medioevo;
    ma credo sia stato quello popolare in Italia (altrove non ho idea) dal periodo romantico fino agli anni Cinquanta.

    Un Medioevo (e Rinascimento) “immaginario” molto diverso da quello hollywoodiano di oggi, di violenza e sopraffazione;

    un Medioevo gentile, di cavalieri splendenti, paggi fernandi, calzamaglie, berretti con la penna, dame con lunghi veli, bei palazzi di mattoncini con i merli sopra così, per bellezza (un po’ come l’edificio del Municipio della mia cittadina, che medievale lo è per davvero), Montecchi e Capuleti, liuti e duelli, e Compagnie di buoni cavalieri cristiani, perché no?

    • “il Medioevo nel suo senso bello.”

      Affascinante.

      Cioè, se ho capito bene, esistono due medioevi immaginari:

      1) cavalieri, palazzi, “comuni”

      2) bestioni barbari dei boschi

      Per ovvi motivi storici, i nostri appartengono alla prima categoria.

      • Pietro says:

        Gli storici hanno risolto la cosa dividendo il medioevo in alto e basso. Il passaggio tra i due non e’ mica tanto chiari, ma l’anno mille con il suo bagaglio di immaginario fa da cerniera in maniera ottimale.

        • habsburgicus says:

          @Pietro (e tutti)

          vero
          però in Germania e in Inghilterra, “High Middle Ages”, “Hochmittelter” riguarda i secoli X-inizio XIII
          quello che noi chiamiamo “Alto Medioevo” con la cesura mitica del Mille-che tu giustamente ponevi in rilievo-è da loro chiamato “Early Middle Ages”, “Früh Mittelater” che non comprende in genere il X secolo
          poi Guy Bois nel 1989 faceva arrivare l’Antichità al Mille (fu preso a pernacchie :D)
          Jean Durliat, seguito da Karl Ferdinand Werner, basandosi sulla fiscalità riteneva “antichi” i carolingi [dunque un Medioevo che inizia non prima dell’888 d.C Chris Wickham su “Le Moyen Age” del 1993 lo criticò duramente, pur ammettendone la sagacia]
          Warren Hollister 1992 propose di abbandonare il concetto di medioevo e introdurre questa periodizzazione
          Antichità classica, sino a fine II secolo d.C
          Tarda Antichità, fine II-XI secolo d.C
          Europa tradizionale (o pre-moderna), XI-fine XVIII secolo d.C
          Civiltà occidentale moderna, fine XVIII-metà XX secolo
          Occidente post-moderno, da metà XX secolo (che chiaramente dovrebbe comprendere l’Asia del Pacifico)
          tot capita tot sententiae 😀

      • PinoMamet says:

        “Cioè, se ho capito bene, esistono due medioevi immaginari:”

        sì, è più o meno l’impressione che ho io.

        Non mi stupisce affatto che in immaginari diversi sia più spazio a quello che con una larga, imprecisa etichetta è stato chiamato “gotico”
        (un’etichetta talmente imprecisa che va dai Goti al gotico fino alle ragazze “goth” in gonne di pizzo nero e trucco pesante…)

        mi stupisce invece che in Italia gli attuali amanti del Medioevo (non parlo di esperti, studiosi e compagnia, ma il “trentenne della strada”) amino il Medioevo di mazzate e ingiustizie.
        Specialmente le ingiustizie.

        Può essere che sia un modo per esorcizzarle, per mille motivi del passato (quanti discendono da conti, e quanti da poverazzi?) o del futuro (finito il boom deve iniziare la decrescita?);

        o semplice ignoranza (non so e non mi importa chi fosse mio nonno, di conseguenza ho l’assoluta certezza che nel mio Medioevo ideale io sarei il conte, e quindi vai con l’esaltazione dell’ingiustizia…);

        e sicuramente c’è anche la colonizzazione dell’immaginario, di cui tante volte si è discusso.

        Comunque è un peccato.

        Perché se guardassero all’altro Medioevo immaginario, al Medioevo Gentile, credo che invece troverebbero tante buone idee per gestire la decrescita (se proprio la vogliamo).

        Tipo la Compagnia dei Bianchi…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Però secondo me lo stile gotico è ricompreso in entrambi gli immaginari, che sia quello delle cattedrali e dei palazzi gotici grandi e luminosi o che sia quello degli edifici oscuri.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Un Medioevo (e Rinascimento) “immaginario” molto diverso da quello hollywoodiano di oggi, di violenza e sopraffazione

      Vero. Ma si sa che Hollywood ha tutta una storiografia sua propria (tra parentesi la filmografia di riferimento):
      -Antichità: persone mezze nude e palestrate, violenza “virtuale” (la “saga” di 300, Scontro tra Titani, ecc.)
      -Roma antica: tanto sesso, magari non convenzionale, violenza meno “virtuale” e più più “cruda” (Roma, Spartacus…)
      -Medioevo: violenza “cruda” praticamente splatter in quantità, una certa dose di sesso in forma di perversione (Ironclad, I Pilastri della Terra con sequel, ecc…)
      -Rinascimento: un po’ meno violenza, mista tra il virtuale e il crudo, molto più sesso, soprattutto in forma di perversione (I Borgia e tutto il ciarpame sul regno di Elisabetta I…)

    • Z. says:

      A noi del Medioevo immaginifico piacciono entrambe le facce: carneficine, sanguinacci e devastazioni immaginarie, certo. Ma anche palazzi, sontuosità, stendardi, principesse ed eroi immaginari. E canti religiosi immaginari che rimbombano trionfali e possenti. Così ci piace il Medioevo, a noi 😀

      • Francesco says:

        e i Cavalieri Playmobil scusate? vi dimenticate il modo in cui ai cinni teutoni viene instillato l’amore per il Medioevo?

  9. Carlo Gulisano says:

    Quello che Blondet (di cui oggi è il compleanno) dimentica di dire, nel suo articolo sulla Magli, è che lei era un’islamofoba sfegatata ai livelli della Fallaci e che per questa è stata esaltata acriticamente nel necrologio pubblicato sul Giornale, con tanto di commenti entusiasti dei lettori nella versione online, il che mostra quanto fosse finto e strumentale il filo-islamismo di Blondet.

    • Peucezio says:

      Ma, come ho fatto notare in un commento a un altro post, così rischiamo di far diventare l’atteggiamebto verso l’Islam il metro di tutto, come se il mondo si dividesse in filo-islamici e anti-islamici e i buoni fossero sempre da una parte e i cattivi dall’altra, quale che sia secondo gli orientamenti.
      Non mi convince minimamente questa logica, anche perché astrae un Islam omogeneo inesistente.
      Mi si può obiettare che nell’immaginario degli islamofobi in realtà l’Islam è un blocco monolitico omogeneo. Però anche questo Islam monolitico immaginario non vedo perché sia così centrale e comunque se anche gli islamici sono tutti uguali nell’mmaginario degli antiislamici (per inciso, io non sono né filoislamico, né antiislamico: sono un filo-sciita con un’avversione per tutti i monoteismi letteralisti bibliolatri e trascendentisti radicali), gli antiislamici a loro volta non sono tutti uguali nel mondo reale, perché sono animati da motivazioni diverse fra loro, ecc.
      Io francamente non condivido l’avversione per Ida Magli: era un’antieuropeista indipendentemente dall’Islam e già questo lo trovo un grande merito.
      Per la Fallaci il discorso è un po’ diverso: il suo antiislamismo in fondo era fasullo: un vero antiislamico dopo l’11 settembre avrebbe detto: due anni fa avete bombardato una nazione cristiana per aiutare gli islamici nel cuore dell’Europa? Ora godetevi il bel ringraziamento dei vostri alleati: ben vi sta!
      Lei invece era filoamericana. Dalle mie parti si dice: “Vole merì e non vole stènne le pìite”. Ecco, la Fallaci voleva morire, ma non voleva stendere i piedi.

  10. mirkhond says:

    Ida Magli divenuta islamofoba per timore di ritornare ad una società religiosa, in cui la donna, a suo dire, sarebbe nuovamente esclusa dalla vita politica.
    Sì, Blondet ha toppato ma non solo su Ida Magli.
    Diciamo che anche lui, seppur da destra, è un innamorato della rivoluzione industriale.
    Che, a differenza di Massimo Fini, non riesce a collegare alla rivoluzione di costume sessantottina che non a torto aborre.
    Qui, effettivamente, si vedono i limiti di Blondet.

    • Peucezio says:

      Il problema è che la Rivoluzione Indistriale, almeno in salsa italiana, è una cosa particolare, con una natura double-face.
      Perché da una parte è il prodotto proprio di quella società artigianale comunitaria del lavoro, delle competenze tramandate, ecc., dall’altra parte, una volta che si è affermata, ha distrutto quello stesso mondo che l’aveva prodotta.

  11. mirkhond says:

    Il filoislamismo di Blondet è strumentale al suo antigiudaismo.
    Se i Palestinesi fossero oppressi dall’Egitto, o dall’Arabia Saudita, gliene importerebbe quanto dei Saharawi oppressi dal Marocco……

    • Peucezio says:

      Però è stato filoislamico anche nei Balcani.

      • mirkhond says:

        Quando?

        • Peucezio says:

          Quando… anche in relazione alla guerra del Cossovo, in Bosnia, insomma, ricordo suoi interventi molto precisi in merito. Non ha mai “tifato” per i Serbi, in quanto cristiani o contro i mussulmani in quanto sostenuti dagli Stati Uniti.

          • lochlomond says:

            anzi, se ha “difeso” i serbi sul Kossovo, per le vicende precedenti varie volte ha loro rimproverato (credo fosse là come inviato) di avere maramaldeggiato i bosniaci indifesi, per poi scappare a gambe levate all’arrivo dei croati armati da Usa e Germania.

  12. mirkhond says:

    “Ma quello che colpisce è un’altra cosa: che siamo di fronte a una persona che è sempre, incessantemente, volutamente infelice. E’ una scelta di vita, una vocazione, quella di vivere con il bicchiere sempre mezzo vuoto. Anche se fosse pieno al 90%, sarebbe pur sempre un bicchiere in cui il fato gli ha fregato il 10%.”

    Su questo aspetto non ci avevo riflettuto abbastanza.
    Siccome è un aspetto dell’animo umano che non sono mai riuscito a capire.
    Perché un uomo sceglie di essere volutamente infelice?
    Perché dove gli altri vedono il bene o quantomeno, il passabile, lui ci vede il male?

  13. mirkhond says:

    L’Arabia Saudita, ha la bomba atomica?

    https://youtu.be/JtAA0BMsayc

    • habsburgicus says:

      io non ci credo 😀

      • Peucezio says:

        Un mondo in cui l’Arabia Saudita ha la bomba atomica non è un mondo vivibile.

        • Francesco says:

          diciamo che in 10 anni dovrebbe arrivarci l’Iran, per cui anche la Turchia, e forse Arabia ed Egitto

          ci aspettano tempi interessanti

      • mirkhond says:

        Però ce l’ha il Pakistan.
        Che ha dichiarato che la sua bomba atomica è la bomba dell’Islam.

        • Peucezio says:

          Ma il Pakistan è più gestibile. Poi sono indoeuropei…

          • mirkhond says:

            Il Pakistan è come l’ex Jugoslavia.
            Una polveriera di odii etnici e religiosi pronta ad esplodere.
            Del resto nel 2008 Hillary Clinton, nel suo programma elettorale, pose il sequestro dell’arsenale pakistano da parte degli Usa.

    • “L’Arabia Saudita, ha la bomba atomica?”

      Boh.

      1) E’ la prima volta che lo sento.

      2) Solo Giulietto Chiesa sembra essersene accorto.

      3) Comunque nell’intervista che Chiesa cita dopo il proprio intervento, il balbettante portavoce saudita (notevole, non avevo mai prima sentito un portavoce balbettante, e questo fa sospettare che ci possa essere qualcosa di strano) in effetti lo dice. E non dice solo “ce l’abbiamo per salvare la pace e per difenderci”, ma per salvare… i sunniti siriani. Cioè per scatenare in effetti la Terza Guerra Mondiale, perché non credo che una bomba atomica contro la base russa in Siria verrebbe lasciata passare così.

      • Francesco says:

        secondo me sopravvalutate la Bomba

        una singola Bomba non è quasi nulla, tranne per quelli a cui esplode in testa

        in questo senso manco il Pakistan ha la Bomba e poi gli serve a pareggiare l’India (altro che palle sull’Islam)

        ciao

    • lochlomond says:

      Potrebbe essere “più semplicemente” (si fa per dire!) una bomba termobarica, come, probabilmente, è stato negli scorsi episodi in cui si è temuto l’uso di mini-atomiche (baghdad 2003, falluja, etc) https://it.wikipedia.org/wiki/Bomba_a_vuoto

  14. mirkhond says:

    “Ida Magli: era un’antieuropeista indipendentemente dall’Islam e già questo lo trovo un grande merito.”

    Era anche femminista.
    E COME femminista vedeva nell’islam il pericolo per le “conquiste” sociali delle donne del XX secolo.

  15. mirkhond says:

    Per me, sì.
    Per colpa della mentalità portata avanti da gente come la Magli, chi scrive non potrà mai formarsi una famiglia.

    • Peucezio says:

      Ho i miei dubbi su questo.
      La superficialità e gli atteggiamenti da ragazzine viziate ed egoiste che attribuisci alle donne occidentali e baresi sono un prodotto del benessere e del consumismo (innestato su un retaggio tradizionale), non delle lotte femministe (anzi, anche queste ultime sono un prodotto del benessere: chi non ha il pane, non manifesta per i diritti).
      Tra l’altro nelle società nordeuropee, dove la mentalità femminista è penetrata molto di più e le donne hanno anche tutele sociali e legali più forti e sono esse stesse più determinate, i rapporti fra i sessi sono meno inquinati e le donne sono molto meno esigenti e viziate.
      In Italia pesa molto il retaggio storico, la mentalità da società di sussistenza, per cui sposo quello che ha due asini anziché uno. Oggi diventa quello figo, col SUV. Solo che mentre la rgazza che sposava quello con due asini era pragmatica all’occorrenza, ma viveva in un mondo di cose concrete e non voluttuarie e sapeva accudire i figli e la casa, quella di oggi cresce in un mondo del tutto avulso dalle necessità reali, quindi vive in funzione della borsa da mille euro e non vuole figli per paura delle smagliature. Ma è sempre ostentazione estetica italica, ossessione per la bella figura e l’immagine sociale: il femminismo c’entra poco.

      • “In Italia pesa molto il retaggio storico, la mentalità da società di sussistenza, per cui sposo quello che ha due asini anziché uno. ”

        Premesso che esistono tante persone diverse tra di loro, condivido in pieno il ragionamento di Peucezio.

        Allargando il concetto, ricordo che il femminismo statunitense nasce come rivolta contro un modello femminile preciso, diciamo la Bionda Svaporata. Cioè la donna che programma la propria vita in funzione dell’uomo che la dovrà mantenere, e per farlo si adegua a un modello costruito dalla pubblicità.

        Credo che le donne con cui ce l’ha Mirkhond somiglino molto di più alla Bionda Svaporata che alla femminista.

        • mirkhond says:

          “Credo che le donne con cui ce l’ha Mirkhond somiglino molto di più alla Bionda Svaporata che alla femminista.”

          Anche. Ma anche le capatazze non mi piacciono e non le sopporto.
          E qui, a differenza di quanto dice Peucezio, il femminismo non ha creato certe caratteristiche, ma le ha esaltate.

      • mirkhond says:

        Casomai il femminismo ha aggravato ciò che dici.

  16. Pietro says:

    L’Arabia Saudita sta bluffando a mille in svariati campi. Ho scritto un pezzo proprio oggi sul mio blog in merito, la tattica saudita in Siria e’ praticamente fallita, ha fallito anche nelle pressioni verso la Turchia e per non perdere del tutto la faccia ultimamente e’ stata costretta a combattere l’ISIS. Si sta tirando contro mezzo OPEC e per fare vedere i muscoli agli americani, che sono suoi alleati, si e’ rimangiata la parola con Mosca. Secondo me a breve vedremo una crisi dinastica a Riyad…

    • Francesco says:

      fino a qualche anno fa avrei detto “finalmente”

      adesso inizio a temere che quando scoppiano i bubboni, in Medio Oriente, sia anche peggio di prima, anche perchè non se ne esce mai dalla fase acutissima

      • Pietro says:

        Sei ottimista, io penso non siamo nemmeno alla fase acuta 🙁

        • Francesco says:

          Iraq e Siria sono mezzo spopolati, la Libia è sulla buona strada, lo Yemen è una bazza, l’Egitto è tornato al suo finto ordine inumano, i palestinesi si godono la vita … non vedo moltissimo spazio di peggioramento

          possono aggiungersi altri paesi, questo sì

          • Pietro says:

            Si puo’ aggiungere:
            -l’ingresso in scena del Libano
            -l’ingresso in scena di Israele
            -la guerra tra Arabia Saudita e Iran
            vedi che c’e’ sempre modo di andare peggio?

          • Francesco says:

            il Libano? mi pare si combatta già abbastanza, del resto una parte delle milizie libanesi, quelle militarmente più valide, sono giù in trasferta in Siria

            Israele? sta già bombardando, sul terreno non ha dove andare

            una bella guerra diretta tra Arabia e Persia, più di quella mezzo nascosta che si combatte in Iraq e Siria … sarebbe un suicidio per la casa regnante in Arabia

            ecco, se gli Americani si sentissero in dovere di intervenire in un simile scontro potremmo vederne delle belle

            ma chi arma la Persia nel caso? ci vogliono i cannoni per fare le guerre

  17. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Il Femminismo Italico è un perfetto esempio di Trasformismo connaturato all’ Italianità : Amazzoni del Terzo Millennio o Dame dell’ Ottocento, a seconda di come conviene; invocazione incessante di Affirmative Actions di stampo teorico Satunitense con applicazione da Vecchia DC* 😉 … ; a Sx ci sono poi le Radical-Chic modello Wonder Woman Vs Chiesa Cattolica che si trasformano in Pina Fantozzi Vs l’ Islam … nella convinzione dentro la Turris Eburnea che vogliano distruggere il Sistema Borghese per fare un favore a loro, della Saggia Vecchietta di Siracusa (il cui monito è sempre valido …) che pregava per l’ Odiato Tiranno non sanno nulla perché “non serve” e perché è “un Abominio OcciodentoCentrico” studiare ancora quella roba.

    *

    @ i più Giovani : l’Italia specie Meridionale di QuoVado NON arriva alla realtà : al vigile che “bèggia” in mutande neppure Checco Zalone ci aveva pensato ! Roba da Comédie Humaine di Balzac !

  18. Pietro says:

    @Francesco: volevo commentarti su Israele e Libano ma non so perche’ il blog di Miguel mi impediva di farlo, ti rimando al mio blog e per quello che manca pazienza… Ti commento invece per dirti che condivido praticamente in toto la tua visione di UE imperiale! Anche se io preferisco Ottone III 😀

    • Francesco says:

      Ottone III? ma va benissimo, ormai non tifo più per la ribellione dei Comuni italiani, purchè l’Impero garantisca la giusta autonomia fiscale

      ciao

  19. mirkhond says:

    “Ho i miei dubbi su questo.”

    Tutto quello che vuoi.
    Però il femminismo ha OGGETTIVAMENTE finito per RAFFORZARE questi atteggiamenti viziati, egoistici, dietro i quali si nasconde una sostanziale INCAPACITA’ di amare un uomo.
    Specie se NON corrisponde ai canoni di fighismo, superficialità, battuta pronta e tanto, tanto, tanto DENARO.

  20. Moi says:

    Checco Zalone “Celentaneggia” sullo stesso tema di Blondet

    La prima Repubblica
    non si scorda mai
    la prima Repubblica
    tu cosa ne sai
    Dei quarantenni pensionati
    che danzavano sui prati
    dopo dieci anni volati all’aeronautica
    e gli uscieri paraplegici saltavano
    e i bidelli sordo-muti cantavano
    e per un raffreddore gli davano
    quattro mesi alle terme di Abano
    con un’unghia incarnita
    eri un invalido tutta la vita

    La prima Repubblica
    non si scorda mai
    la prima Repubblica
    tu cosa ne sai

    Dei cosmetici mutuabili
    le verande condonabili
    i castelli medioevali ad equo canone
    di un concorso per allievo maresciallo
    sei mila posti a Mazzara del Vallo
    ed i debiti (pubici) s’ammucchiavano
    come i conigli
    tanto poi
    eran cazzi dei nostri figli

    Ma adesso vogliono tagliarci il Senato
    senza capire che ci ammazzano il mercato
    senza Senato non c’è più nessun reato
    senza reato non lavora l’avvocato
    il transessuale disperato
    mi perdi tutto il fatturato
    ed al suo posto c’è un Paese inginocchiato

    Ma il Presidente è toscano
    ell’è un gran burlone
    ha detto ‘eh, scherzavo’
    piuttosto che il Senato
    mi taglio un coglione

    La prima Repubblica
    non si scorda mai
    la prima Repubblica
    era bella assai
    la prima Repubblica
    non si scorda mai
    la prima Repubblica
    tu che ne sai

    http://www.youtube.com/watch?v=7S_issyHh5A

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