Apocalissi imolesi

Nell’estate del 2013, la OmniPoll, seria società dedita alla ricerca nel campo della religione e della cultura, con sede a Ventura in California, trovò che il 41% di tutti gli adulti statunitensi, il 54% dei protestanti e il 77% degli evangelici credono che il mondo stia vivendo attualmente nei tempi finali della Bibbia”.

Alla domanda, ‘tu personalmente credi che il mondo stia attualmente vivendo nei ‘tempi della fine’ descritti dalle profezie della Bibbia, oppure no?” un sorprendente 41% ha risposto di sì”.

Al cuore del paese più religioso, spettacolare e fantascientifico del mondo, cè un racconto sul futuro, che proprio per questo, contrasta radicalmente con tutte le fantasie europee sul passato.

E’ un racconto drammatico e onirico, lo specchio oscuro dell’American Dream, che è anch’esso un racconto sul futuro.

the-american-dream-occupy-wall-street-27079246-593-261I due racconti paralleli – il sogno e l’incubo – richiedono una particolare forma di coscienza sospesa, e dimostrano tra l’altro quanto sia insensata la storica accusa di “materialismo” lanciata contro gli Stati Uniti, dove le stesse statistiche assumono forme magiche.

Grande Cristo che grida
su su!
La pigra Maria ti sveglierà una domenica mattina
“Il film inizia tra 5 minuti”
la Voce senza mente annuncia
“tutti quelli che non hanno un posto a sedere aspettino la prossima proiezione”.
Siamo entrati lentamente, languidamente, nella sala. Era vasta e silenziosa.
Mentre ci mettevamo seduti e si faceva buio,
la Voce proseguì:
“Il programma di stasera non ha nulla di nuovo. Avete visto e rivisto questo spettacolo.
Avete visto la vostra nascita, vita e morte; potete ricordare tutto il resto
– (avevate un buon mondo quando siete morti?) – abbastanza da farci un film?”

Jim Morrison

Il racconto sul futuro è intimamente associato al Libro che è entrato nel sangue di tante persone per il resto quasi analfabete; e le cui profezie influenzano in maniera diretta la politica mediorientale degli Stati Uniti, visto che tra gli evangelici  (che a loro volto costituiscono il 37% della popolazione degli Stati Uniti),

Circa il 69 percento ritiene che la moderna nazione d’Israele sia stata costituita realizzando la profezia biblica. Una percentuale analoga ritiene che Dio abbia un rapporto speciale ocn la moderna nazione d’Israele. Quasi i tre quarti (il 73 percento) dice che gli avvenimenti in Israele sono stati previsti nel Libro delle Rivelazioni”.

christiansloveisrael(notate l’iconografia tipicamente americana del Cristo leone)

Le “profezie della Bibbia” costituiscono un insieme incoerente e caotico, distribuito attraverso i due “testamenti”, che per ovvi motivi di paternità parlano spesso e volentieri di un popolo mediorientale; e per motivi altrettanto ovvi, non hanno assolutamente da dire sul continente americano.

Come scriveva William Blake,

Both read the Bible day & night,
But thou readst black where I read white.

 Entrambi leggiamo la Bibbia giorno e notte/ma tu leggi nero dove io leggo bianco

In realtà, si parla di un preciso modo di mettere in fila le profezie, dando loro un senso e trasformandole in un racconto coerente e affascinante, che speriamo di delineare in un successivo post.

A metterle in fila, ci ha pensato una delle menti più influenti e dimenticate dei tempi recenti, Cyrus Ingerson Scofield, avventuriero e truffatore del West americano, diventato poi autore delle note all’edizione più diffusa della Bibbia di Re Giacomo, pubblicata nel 1909.

Quelle note hanno costituito le basi dell’apocalittica politica, religiosa, mediatica e fumettistica statunitense, così straordinariamente distante dagli immaginari cattolici.

bibleprophecysigns2Ma stiamo parlando anche di qualcosa di lontano dagli originali immaginari protestanti, fondati su un intenso lavoro di esegesi di testi latini, greci, ebraici e aramaici.

Per Lutero, Calvino e le altre grandi figure della Riforma, le profezie si erano già realizzate: l’Anticristo infatti era il Papa. Potevano essere solo dei cattolici, quindi, a collocare l’avverarsi delle profezie nel futuro. [1]

E infatti, le idee di Scofield nascono in Italia, nell’altrimenti noiosa e nebbiosa Imola.

Il cronista Iacopo Nicolò Filippini, tra insorgenze antinapoleoniche e l’erezione dell’Albero della Libertà in Piazza Maggiore, annotò un fatto di cronaca:

“Questa mattina fu trovato morto vicino al Fiume, ai Confini dell’Orto dell’Ospedale, dalla parte di sopra, Don Emanuele Lacunza Exgesuita Spagnolo, che credesi vi fosse andato a lavarsi le mani, e vi si arenasse.” [2]

Era il 17 giugno del 1801 e il fiume era il placido Santerno, che costeggia Imola.

Il defunto settantenne, che da una trentina d’anni viveva in solitudine in una piccola casa alla periferia di Imola, dove non permetteva a nessuno di entrare, veniva dall’altro capo del mondo.

Infatti, Manel Lacunza era nato addirittura a Santiago del Cile.

Era uno dei cinquemila membri della Compagnia di Gesù espulsi dall’impero spagnolo, radunati nei porti e mandati in un lungo e avventuroso viaggio fino allo Stato Pontificio, che si rifiutò però di legittimare la deportazione aprendo il porto di Civitavecchia; i gesuiti furono scaricati in Corsica, coinvolta allora in una guerra a tre tra i ribelli, i genovesi e i francesi.

jesuitas_jpg20okkEspulsione dei Gesuiti da Montevideo

Dopo altre traversie, i gesuiti furono scaricati sulle coste della Liguria, e l’Ordine assegnò alle diverse centinaia di cileni la residenza – in diversi appartamenti privati – a Imola.

Lavorando di notte e dormendo di giorno, Lacunza aveva scritto in esilio il suo unico libro: le 1500 pagine della Venida del Mesías en Gloria y Majestad, in tre volumi.

Lacunza era il terzo gesuita a impegnarsi nel futurismo: il primo era stato Francisco Ribera, che nel Cinquecento, in diretta polemica con i protestanti, sosteneva che l’apostasia della Chiesa e l’avvento dell’Anticristo sarebbero avvenuti in futuro, in un periodo di tre anni e mezzo; tesi ripresa da San Roberto Bellarmino nelle sue Disputationes de Controversiis Christianae Fidei Adversus Huius Temporis Haereticos.

Ma il millenarismo era anche un’arma dei giansenisti, avversari dei gesuiti e colpiti dalla condanna papale, che avevano predetto il prossimo ritorno del popolo d’Israele in Palestina. Probabilmente anche Lacunza si sentiva perseguitato,[3] in questo caso dall’illuminismo dei Borboni, i quali erano riusciti a convincere lo stesso Pontefice ad abolire la Compagnia di Gesù nel 1773. Egli rilesse quindi le Scritture, cercando riferimenti cifrati alle persecuzioni come segno del prossimo ritorno del Cristo, e dell’instaurazione del “Regno intermedio” di mille anni.

Lacunza adoperò un significativo pseudonimo, come rivelerà in una lettera al Ministero di Giustizia della Spagna: egli si presentava come l’ebreo convertito Juán Josafat Ben Ezra (in onore del rabbino spagnolo medievale, Abrahám ben Meir ben Ezra) nato a Creta ma di ascendenza spagnola. [4] E infatti, la tesi centrale di Lacunza, che diventerà la chiave del profetismo statunitense, è l’elezione d’Israele, che con l’avvento di Gesù è diventata “come la moglie cacciata di casa ma non ripudiata” e che ritornerà come popolo in Palestina.

Tutta la storia, racconta il nostro ebreo immaginario, ruota attorno a Israele; anche con la prima venuta di Gesù, gli ebrei sono “come una moglie cacciata di casa senza venire ripudiata”; e l’avvento del Messia, l’avvento del Regno millennario, è strettamente collegato al ritorno a casa degli ebrei, e al ruolo anticristico di Roma e della Monarchia spagnoli, rei di aver provocato la cacciata dei Gesuiti.

L’opera circolava in copie manoscritte, suscitando polemiche soprattutto tra i gesuiti sopravvissuti:

Dall’Avana al Capo Horn, non c’è città americana di qualche importanza dove non siano arrivate copie del millenario lacunziano” [5]

Il testo venne pubblicata a Londra nel 1816 per iniziativa del generale Domingo Belgrano, curiosamente liberale, massone e uno dei padri della nazione argentina, che forse conoscete per la tragedia che un secolo e mezzo dopo, sarebbe stato associato al suo nome, quando Margaret Thatcher in persona autorizzò l’affondamento dell’incrociatore Manuel Belgrano, provocando almeno 300 morti.

A far conoscere il testo a Belgrano era stato il frate domenicano Isidoro Celestino Guerra , che conservava il manoscritto più accurato dell’opera di Lacunza.

Il testo di Lacunza fu messo all’indice dei libri proibiti dalla Chiesa nel 1824, su quattordici conti tra cui alcuni che possiamo definire precursori del Christian Zionism – la nozione secondo cui le profezie riguardanti gli ebrei non si sarebbero ancora compiute o che si dovranno reintrodurre i sacrifici animali, ad esempio.

Il libro fu scoperto dal predicatore inglese Edward Irving, che imparò lo spagnolo per tradurlo, premettendo un’introduzione di circa duecento pagine a un’opera già densa, dove espose una visione della storia come una successione di dispensations concesse da Dio all’uomo; e la dispensation provvisoriamente concessa ai Gentili per punire gli Ebrei dei loro peccati, egli sosteneva, stava finendo, e il Signore, dopo aver “testimoniato contro i Gentili”, avrebbe “rivolto il Suo spirito verso il suo antico popolo, gli Ebrei”.

Irving riuscì a entusiasmare un piccolo gruppo di persone che all’epoca cercavano di convertire gli Ebrei. Decisivo fu l’incontro con John Nelson Darby, un carismatico e autoritario predicatore irlandese che aveva fondato la rigorosa setta dei Plymouth Brethren (“Fratelli di Plymouth”, dal luogo dove organizzarono un primo grande raduno). Alla sua morte nel 1885, l’organizzazione aveva ben 1500 chiese in tutto il mondo.

Darby entusiasmò i propri seguaci, con un’idea, a quanto sembra, del tutto nuova: quella dell’imminente rapimento tra le nuvole dei suoi seguaci (Rapture), mentre le tribolazioni avrebbero colpito i non salvati – una visione che avrebbe avuto un tremendo impatto sull’immaginario statunitense.

Rapture_bannerSecondo i critici, l’idea del rapimento celeste risalirebbe alle visioni di una ragazzina scozzese, Margaret MacDonald, seguace di Edward Irving, avvenute attorno al 1830 [6].

Darby ebbe più fortuna in America che in patria: fece sette viaggi nel nuovo continente, dove influenzò molti. Ma il dispensazionalismo non sarebbe mai diventato un movimento di massa senza la bizzarra personalità di Cyrus Ingerson Scofield (1843-1921). Riverito dai fondamentalisti, recenti studi da parte di uno storico riformato hanno fatto emergere aspetti imbarazzanti e in parte ancora poco chiari [7]. I biografi ufficiali accennano solo a un periodo in cui “beveva pesantemente”, seguito dalla sua conversione.

st-louis-prisonIl carcere di Saint Louis in cui Scofield passò sei mesi per aver falsificato alcuni documenti. http://poweredbychrist.homestead.com/files/cyrus/scofield.htm

In realtà, sembra che mentisse quando sosteneva di essere stato decorato per il suo servizio nell’esercito confederato; mentre certamente dichiarò il falso quando nel 1873 giurò di non aver fatto parte dello stesso esercito, pur di diventare District Attorney del Kansas; posto da cui dovette dimettersi sei mesi dopo, accusato di estorsione e ricatto.

kansasVita nel Kansas ai tempi di Scofield

Lo ritroveremo in seguito ad esercitare la professione di avvocato senza titolo di studio, mentre è almeno dubbia una laurea in teologia che avrebbe poi vantata. Sembra dimostrato che si sia impossessato di tutti i risparmi della suocera, per poi abbandonare lei e i figli senza alcun sostegno.

Durante un periodo di sei mesi trascorso in carcere per quest’ultima impresa, Scofield ebbe una veloce conversione, diventando pastore di una ricca congregazione, cosa che non gli impedì di addurre la propria povertà a pretesto per la mancata restituzione dei suoi numerosi debiti.

Tutte cose che i suoi seguaci considerano giustamente irrilevanti, perché ritengono comunque corretta la visione degli End Times che Scofield avrebbe dipinto.

Scofield infatti iniziò a scrivere appunti riguardanti Bibbia, in gran parte copiati dai testi di Darby, anche se il debito non viene riconosciuto (d’altronde lo stesso Darby non riconobbe mai il proprio debito verso Irving). Nel 1909, Scofield riuscì a convincere la Oxford University Press a pubblicare la sua edizione annotata della Bibbia, la Scofield Reference Bible, che sarebbe uscito nel 1917 in un mondo sconvolto dalla guerra e agli inizi dell’affermazione sionista sulla Palestina, fulcro di tutto il sistema profetica.

Aveva un formato attraente e un buon sistema di riferimenti incrociati, e per questo motivo quasi casuale, divenne la Bibbia per innumerevoli milioni di statunitensi, che confondevano volentieri il testo sacro con le note di netta impostazione dispensazionalista.

Note:

[1] Il “futurismo” nasce in ambito cattolico, ma non diventerà mai la scuola interpretativa prevalente.

[2] I.N. Filippini, Memorie quotidiane degli anni 1797 a 1801, c. 190, Biblioteca Comunale d’Imola, Manoscritti imolesi, n. 14.

[2] Claudio Rolle, “Vida de Manuel Lacunza Un jesuita utópico,” El Mercurio 17.06.01, Santiago, in http://www.puc.cl/historia/cinfo/Articulos/rolle1.htm.

[3] Scrivo “probabilmente” per pura e semplice ignoranza, non avendo letto le 1.500 pagine del grande tomo.

[4] Chaneton. En torno a un «papel anónimo» del siglo XVLLL, pag. 24. Buenos Aires: J. Peuser, 1928

[5] Viviana Silvia Piciulo, La sommossa silenziosa di Manuel Lacunza, http://amsacta.unibo.it/3455/

[6] Dave MacPherson, The Incredible Pre-Trib Origin, Heart of America Bible Society, Kansas City, 1973, cit. in Sizer.

[7] Joseph M. Canfield, The Incredible Scofield and his Book, Ross House Books, Vallecito, CA, 1988, cit. in www.virginiawater.co.uk/christchurch/articles/irving1.html.

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267 Responses to Apocalissi imolesi

  1. Moi says:

    In Italia è paradossalmente più facile che i media laicisti riportino per intero Padre Livio che Gasparri (*) perché il primo, nel momento in cui nomina Satana, è ritenuto “che si ridicolizza da solo”. E neppure ha orpelli di esotismo estetico (la Bergamasca …) per avvalersi del Relativismo Culturale in cospetto dell’ Egemonia Culturale della Sx (che non cessa di tradire sé stessa) !

    La risposta di uno convinto che nei primi anni ’40 la Regina della Pace lo abbia salvato da una bomba di Pippo chiamandolo a sé in Bergamasco (unica lingua allora a lui comprensibile) è difatti che se metti in burla l’esistenza del furto ed esci con la porta di casa spalancata … te ne accorgi poi quando rientri.

    (*)

    che a stigmatizzare l’ ipocrisia dell’ IKEA GayQuah Vs Donne Lah 😉 fa quel che dovrebbe fare la Sx !!! …

  2. Pietro says:

    Spegni la luce che passa Pippo… 🙂

  3. Francesco says:

    Insomma, gli Evangelici sono il 37% circa della popolazione USA e neppure tutti sono ancorati alle note a piè di pagina di questi svitati

    Secondo me dovremmo preoccuparci anche del restante 63%, tra protestanti mainstream come il mio amato GWB, “cattolici” alla Biden e laici alla Clinton

    😀

    • “Insomma, gli Evangelici sono il 37% circa della popolazione USA ”

      Considera che costituiscono la grandissima maggioranza degli statunitensi organizzati per fare qualcosa. In questo senso sono paragonabili al vecchio PCI da noi, con la differenza che il PCI non è mai arrivato al 37% della popolazione.

      • Francesco says:

        Infatti abbiamo avuto Clinton e Obama alla presidenza … per farmi felice dovrebbero impegnarsi un pochino di più

        ciao

        🙂

      • Francesco says:

        Ah, e il fatto che il sogno americano sia fatto di successo economico personale qui e ora e non di fumosi futuri apocalittici in Israele?

        Ciao

        • “Ah, e il fatto che il sogno americano sia fatto di successo economico personale qui e ora ”

          E qui ti volevo… il successo economico per definizione è domani, come il Regno o la vincita al Lotto, nel qui e ora ti fai di caffè e cocaina per riuscire a non dormire.

          Chi vive nel qui e ora pensa al qui e ora.

          • Francesco says:

            sicuro che gran parte degli americani passi il tempo a sognare con la testa rivolta a chissà quale futuro?

            da quel poco che si vede da qui sembrano un posto abbastanza normale, non il più grande ospedale psichiatrico basagliano del mondo

            magari adattano le dimensioni del successo economico a quello che effettivamente hanno per sentirsi meglio

            ciao

            PS ti fai di caffè e di coca per non dormire? roba da agenti di borsa, no?

      • PinoMamet says:

        Mi sa che all’incirca si reggono uno con l’altro…

        vabbè, se sei un immigrato cinese o srilankese magari dell’apocalittica protestante/americana sai poco e nulla, e ti interessa solo del successo economico qua, naturalmente…

        ma se sei suo figlio o nipote, già sei nato dentro un sistema culturale in cui angeli supereroi in armature scintillanti (o missili nucleari) combatteranno ad Armageddon…

        • Francesco says:

          secondo me quell’immaginario non esiste già per i cattolici di origine polacca o italiana

          figurati i latinos o gli asiatici

          😀

  4. va fangul says:

    Mettendo l’economia al posto del Signore tutto torna: gli eletti verranno rapiti nel cielo di una gated community ecologica mentre i dannati della terra si godranno le tribolazioni dell’inquinamento e della desertificazione del pianeta.

  5. Z. says:

    Dopo Cash addirittura Morrison!

    Non so se rallegrarmene o scorgere anch’io, nell’inopinato e inaspettato buon gusto che il nuovo Miguel mostra in musica, un oscuro presagio dell’ Armageddon imminente.

    😀

    A parte questo, l’ossessione euro-sinistrorsa per il Crollo Imminente del Capitalismo a me pare altrettanto messianica. Meno diffusa, forse, ma non meno messianica.

    • “ossessione euro-sinistrorsa per il Crollo Imminente del Capitalismo a me pare altrettanto messianica”

      è vero, le diverse apocalittiche hanno dei punti in comune, almeno a livello psicologico.

      Anche per l’automatismo, per cui il crollo di un sistema iniquo dovrebbe portare automaticamente all’instaurazione del Regno.

      E’ un ottimismo che stento a condividere. Al massimo, mi chiedo quale sia la maniera più elegante di sopravvivere alla catastrofe.

      • Francesco says:

        secondo me eleganza e sopravvivenza sono concetti incompatibili

        bello il libro di London sul collasso del mondo e le qualità dei sopravvissuti – La peste scarlatta se ricordo

        ciao

      • izzaldin says:

        L’escatologia comunista è chiaramente ispirata al Regno dei Cieli. è una delle cose più incomprensibili del comunismo per me, la speranza l’ho sempre vista con sospetto.
        poi, diciamo che è facile per gli uomini credere che il futuro riserverà un nuovo regno: deresponsabilizza e dà una sensazione di sicurezza e tepore, sapere che tutto sta per finire

        • “L’escatologia comunista è chiaramente ispirata al Regno dei Cieli. è una delle cose più incomprensibili del comunismo per me, la speranza l’ho sempre vista con sospetto.”

          Però bisogna ammettere che dal punto di vista psicologico, l’escatologia che nasce attorno al Libro dell’Apocalisse/Rivelazioni è infinitamente più ricca e ambigua.

          • Pietro says:

            Quando si parla di comunismo spesso si dimentica che dove e’ andato al potere non erano paesi di operai. Di fatto il comunismo si rivolgeva ai contadini che, causa loro bassa istruzione, non potevano che essere conquistati che da messaggi utopistici e messianici. Un retaggio del socialismo delle campagna, ossia tutto il socialismo europeo del XIX secolo. Da qui il comunismo come religione, infatti nei paesi anglosassoni, piu’ progrediti e meno contadini, di comunismo non e’ rimasto niente se mai c’e’ stato…

          • Z. says:

            Pietro, certo saprai che un autore – apprezzato da alcuni miei illustri concittadini – parte dalla tua prima frase per concludere così:

            se invece si instaurasse il comunismo in un Paese occidentale, ah, come sarebbe bello! mica come quei buzzurri di asiatici e latinos, che ne capiscono loro!

            Un curioso incrocio tra socialismo e suprematismo dell’uomo bianco, che non aiuta però a comprendere perché nella Germania Est – che non è proprio la Cambogia o Cuba – il regime non abbia fatto meno disastri che altrove.

          • Z. says:

            (cioè, ovviamente non dice “quei buzzurri”. Dice qualcosa tipo: i Paesi tenuti al margine dei socioprogressi panecumenici del turbocapitale. Il senso l’è l’istess, però 😀 )

  6. Val says:

    Tutto ciò che è a nord degli Appennini per Miguel è noioso e nebbioso.
    Lo so, lo so, un post straordinario e io vado a commentare queste cazzate…
    Ma è lunedì mattina, e io ho ancora sonno 🙂

    • “Tutto ciò che è a nord degli Appennini per Miguel è noioso e nebbioso.”

      Per niente, sono innamorato di tanti piccoli centri della Lombardia (nonché del Veneto).

      Per me la canzone più lombarda mai scritta (vabbè il testo è di Majakovski che era russo, ma il cantante è cremonese) è Confessioni di un malandrino.

      Proprio perché amo la Lombardia, so che Milano è un mostruoso delitto contro la natura, l’umanità e Dio, che spande attorno a sé per innumerevoli chilometri la morte. Uccidendo la Lombardia.

      • Val says:

        Proprio perché amo la Lombardia, so che Milano è un mostruoso delitto contro la natura, l’umanità e Dio, che spande attorno a sé per innumerevoli chilometri la morte. Uccidendo la Lombardia.

        Non vedo faccine né sorrisi, quindi immagino tu sia serio al 100%. Che dire? Se facciamo poesia, possiamo dire quello che vogliamo, ma tutto sommato Milano credo semini meno morte di altre grandi città come Roma o Napoli o, fatte le debite proporzioni, di Brescia o Taranto. Ma direi che qui siamo nel campo delle idiosincrasie personali, e credo che qualsiasi argomentazione sia una costruzione ex post per giustificare le proprie antipatie.

        Pensa che strano, per vale forse l’esatto contrario. La Lombardia non esiste, non mi emoziona, non mi dice granché. Amo Milano (e la odio, ovviamente – se non la amassi non potrei odiarla, e viceversa) forse proprio per la sua mancanza di identità, forse perché non è necessario parlare dialetto per farne parte, forse per la sua estraneità a un mondo di fabbrichette & capannoni e ridicola retorica del lavoro e di leghismo becero che va da Varese a Brescia passando dalla Brianza.

        Della Lombardia mi piace, per quel che ne rimane, il piatto paesaggio fluviale, quello in comune con l’Emilia, e l’idea di mangiarmi i tortelli di zucca in una trattoria vicino al Po mentre fuori c’è il nebbione (che io non ho mai considerato noioso).

        Ma mi sa che siamo ormai piuttosto OT… 😉

        • “Pensa che strano, per vale forse l’esatto contrario. La Lombardia non esiste, non mi emoziona, non mi dice granché. ”

          Infatti, tutto è abbastanza soggettivo.

          Quando abitavo a Piacenza (di cui non mi sono innamorato), mi sono innamorato della gente della “Bassa”, del lodigiano verso il Po, e giù fino a Mantova, della loro grande apertura mentale (rispetto ai piacentini 🙂 ) , di uno spirito contadino/operaio molto legato alla terra ma anche curioso e combattivo (tanti erano stati da poco nelle Brigate Rosse o comunque vicini).

          Nel termine “Milano” io ci metto invece anche i padroncini leghisti della Brianza, gli studenti di legge di Como e gli squadratori di capannoni, nonché i costruttori di centri commerciale in mezzo al nulla.

          Mentre non ci metto i “vecchi” milanesi di cui ho potuto conoscere qualcuno, i tranvieri (i “manetta”), i negozianti, gli artigiani che non so se esistono ancora, e che alla fine erano della stessa specie degli oltrarnini.

          Ma il male di Milano non sono i suoi prigionieri, è la prigione stessa.

          • Pietro says:

            Io sono cresciuto nel Triangolo Lariano, solo geograficamente una zona del comasco, ho girato il mondo ma ho visto pochi posti cosi’ belli…
            Se Piacenza non ti e’ piaciuta ritieni fortunato a non aver conosciuto Lodi 😀

          • PinoMamet says:

            A volte si tende a credere che le persone siano influenzate dalla geografia, o dall’architettura, e probabilmente c’è qualcosa di vero.

            La Toscana per esempio non mi piace perché, come l’Umbria, sembra vivere in un feroce medioevo architettonico, giusto un po’ temperato da un po’ di Rinascimento, per la quale è famosa.
            Mentre tante altre zone e città italiana hanno un bel Barocco, più gentile.
            I colli toscani poi non valgono la carta della confezione di quelli emiliani, non fosse che quelli emiliani li conoscono solo gli emiliani (gli altri credono che l’Emilia sia solo quella che si vede dalla via omonima…)
            il che volendo è un ulteriore pregio, non per razzismo, ma perché le cose poco conosciute sono sempre migliori.

            Piacenza è una città cupa e militaresca, spagnoleggiante nel cupo e militaresco, fino a data recente sede di cupe e militaresche guarnigioni.
            Sì, anche a Parma c’erano i militari, in un posto poi che si chiama la Cittadella perché era una cittadella, e ne ha mantenuto le mura:
            ma erano i Cavallegeri, e il periodo era la belle époque, erano dei simpatici donnaioli coi baffetti e le sciabolone ingombranti quando andavano nei casini (in senso proprio).

            Poi i piacentini credo abbiano preso dai liguri il carattere poco socievole che non ha fatto impazzire Miguel, con la differenza che i liguri della Liguria sono anche incazzosi (tratto che hanno in comune con la Toscana).
            I piacentini, come ognun sa, sono ladri e assassini, ma meno plateali nelle arrabbiature.

          • PinoMamet says:

            Senza Leghe, il Veneto per esempio non sarebbe affatto male, né i paesaggi (i colli ovviamente) né le città con rispettive architetture e arti, né soprattutto le persone, che hanno una vena di pazzia e creatività.

            La Sicilia poi è per me (e per tutti gli emilianiromagnoli che conosco) in categoria Gold, Platinum, uno dei massimi della vita.

          • Mauricius Tarvisii says:

            sembra vivere in un feroce medioevo architettonico, giusto un po’ temperato da un po’ di Rinascimento

            Be’, ma è così anche il centro del Mondo, come lo chiamate.

          • Z. says:

            Insomma,

            per te Miguel il concetto di “Milano” è come il concetto di “popolo”, solo al contrario.

            “Popolo” è tutto quello che piace a te, escluso il resto; “Milano” è tutto quello che non ti piace, escluso il resto 😀

            Z.

            PS: cosa ci sia di ferocemente medievale in via Rizzoli, in Indipendenza e in via Galliera poi me lo dovete spiegare. Di questo passo diventerà ferocemente medievale anche la Basilica di S. Apollinare in Classe 😀

          • PinoMamet says:

            “Be’, ma è così anche il centro del Mondo, come lo chiamate.”

            Beh, no, molto meno.
            Io vivo in una cittadina Liberty (prima praticamente non esisteva) e prima stavo in una che è nota per il Medioevo (esisteva già in età romana e anche prima), che si vanta del suo Medioevo, ma che tutto sommato è molto più cattolica e secentesca, come architetture storiche.

            Lo stesso il non-capoluogo, che è diventata quello che è dal Seicento in avanti, e ha acquisito la sua autentica fisionomia urbanistica, architettonica, e di cultura locale, in epoca post-Napoleonica
            (prima doveva essere piuttosto diversa, anche come carattere degli abitanti).

            Ravenna è antica romana…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io parlo di Bologna

          • PinoMamet says:

            Bologna sì, ha un feroce medioevo.
            Ma anche ha tanto altro…

            Bologna, ahò, è una bella città.
            Lo stesso non si può dire di Firenze 😀
            (no, non scherzo).

          • Z. says:

            Allora, che Bologna sia stata ferocemente medievale a gn’è dobbi. Quando andiamo al gr… ehm, al romano d’Oriente sediamo a pochi metri dal Guasto.

            Per i dettagli sul Guasto si rimanda a S. Google. Quel che su S. Google non troverete, e che vi aggiungo io, è che non pochi giovani del posto alla visita di leva sceglievano il corpo dei guastatori. Per errore, e convinti che ivi si insegnasse a massacrare il prossimo a cartoni e casselli anziché a disinnescare ordigni.

            Detto questo, al giorno d’oggi Bologna è una città placidamente, mollemente medievale. Che è cosa diversa 🙂

          • Francesco says:

            Miguel

            te pozzino!

            a me, che da Milano sono stato lontano assai anni, viene spontaneo confermare che l’aria di città rende liberi, in ogni senso

            al punto che crepare di smog è prezzo accettabile, e poi capita in tutta la pianura padana

            saranno spariti gli artigiani ma allora anche le fabbriche, eppure Milano c’è ancora! e i milanesi pure, anche se alcuni votano Pisapia 🙁

            ciao

          • Peucezio says:

            Non è vero che sono spariti gli artigiani.
            Ce ne sono pochi, questo sì.

            Tra l’altro Milano è una città dove, insieme a locali fighetti deprimentissimi, ci sono posti dove mangi con 15 euro a persona (primo, secondo, contorno, frutta,vino, ecc.), in ambienti che sembrano fermi a mezzo secolo fa.

      • Francesco says:

        Peraltro, sospetto che Milano e la Lombardia esistano solo l’una legata all’altro. Come i due estremi di un flusso senza requie.

        Forse non le terre del grande fiume, forse.

      • Majakoskij?!
        Ma non è di Esenin?!
        Wow! Sono.riuscito a cogliere in fallo Martinez! 🙂

        Ps: Cat zu Felics sono sempre io. Siccome sono schizofrenico uso molti nomi

    • PinoMamet says:

      “Tutto ciò che è a nord degli Appennini per Miguel è noioso e nebbioso.”

      Beh, abita in Toscana, è una sfortuna che in qualche modo andrà pur rielaborata…

  7. roberto says:

    grazie, interessantissimo

    a margine, ma non OT,
    la grafica evangelica è praticamente identica a quella di daesh che ci hai fatto vedere qualche post fa!

    • “la grafica evangelica è praticamente identica a quella di daesh che ci hai fatto vedere qualche post fa!”

      Hai colto perfettamente il punto. Entrambi infatti sono lontanissimi dalla grafica tradizionale islamica o cristiana, mentre sono fortemente legati all’immaginario fumettistico-dei supereroi-cosiddetta “fantasy” (termine che odio usare, per non offendere la memoria del grande Tolkien).

      • Pietro says:

        Sempre detto che l’ISIS stai ai talebani come gli USA stanno all’Europa, ossia globalizzati contro territoriali. Non a caso gli USA sono un’isola e l’ISIS ha bisogno del deserto e di un progetto di altri tempi per farsi isola a modo suo. Entrambi vogliono irradiare messaggi che cozzano col fatto che non applicabili nella realta’ (degli altri).

      • Z. says:

        Boh, secondo me MZB è meglio di Tolkien un bel po’. Almeno quando uno ha superato i 12 anni, intendo 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          MZB?

          • Z. says:

            Marion Zimmer Bradley, l’autrice de Le nebbie di Avalon.

            https://en.wikipedia.org/wiki/Marion_Zimmer_Bradley

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ah, l’aguzzina del ciclo arturiano 😀

          • Z. says:

            Aguzzina per via della denuncia della figlia o per ragioni squisitamente letterarie?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Motivi letterari, naturalmente.

          • PinoMamet says:

            Mai letto niente della Bradley perciò non posso giudicare.

            Ma mi stupirebbe molto che Tolkien venisse apprezzato sotto i 12 anni.

            Non confondiamolo, come fa notare spesso giustamente Miguel, con gli autori del “fantasy”, che si sono ispirati ma sono decisamente “un ètar quel” come si dice in dialetto di qua
            (un altro quid )

            tutt’un altro paio di maniche…

          • PinoMamet says:

            Già che siamo più o meno in tema, suggerisco l’anti Harry Potter (anche se è stato scritto prima), Il Mulino dei Dodici Corvi, di O. Preussler.

            Anche qui c’è una scuola di magia, e dei protagonisti bambini/adolescenti, però la magia è connotata inequivocabilmente in senso diabolico, cupissimo, le scelte che si fanno hanno conseguenze anche pesanti, e i poteri che ne derivano sono più una maledizione, dai quali pochi fortunati riescono a liberarsi, che un bizzarro “superpotere” disneyano.

            Mentre la stampa cattolica credo mettesse in guardia da Harry Potter (non certo per metterlo al rogo, come sembrano credere certi atei, ma perché in effetti mal si concilia con il cristianesimo, a meno di prenderlo molto molto a leggera come un divertente libro di fantasia… che poi è il suo scopo) credo non troverebbe niente da eccepire sul romanzo di Preussler, che in effetti potrebbe essere benissimo la volgarizzazione e la sceneggiatura di un manuale di qualche inquisitore.

          • Roberto says:

            Dopo aver letto Tolkien non c’è nulla che valga la pena di leggere nel genere (però adesso pino mi ha incuriosito)

          • Z. says:

            Oddio, io lessi Lo hobbit a dieci anni o giù di là e mi piacque molto. Ora credo saremmo dalle parti dello sbadiglio fitto…

            Diciamo che, per abitudine, il fantasy noialtri lo preferiamo più interattivo 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Lo Hobbit ha un registro già diverso, però, e fu pensato proprio come storia per bambini.

          • Z. says:

            Per gli adolescenti c’è D&D. E dalla tardoadolescenza in avanti, ci sono sistemi più completi e meno arcaici 😀

        • Francesco says:

          Z

          sei fortunato a esser fuori portata delle mie frecce avvelenate …

          però se dopo aver letto lo Hobbit a 10 anni ti sei fermato, e se lo hai preso solo per un libro per bambini, hai da farti controllare da uno molto bravo

          PS ti pago un caffè se dopo averlo riletto sarai ancora dello stesso parere. poi però ti faccio rinchiudere

          🙂

  8. Lanzo says:

    Circa l’iconografia titpicamente americana di Cristo ? leone…
    copio ed incollo da viki:
    Il Leone di Giuda è il simbolo della tribù ebraica di Giuda. Giuda, il quarto figlio di Giacobbe, è considerato il fondatore della tribù.

    • “Il Leone di Giuda è il simbolo della tribù ebraica di Giuda”

      Credo però che ci sia un forte innesto con la figura di Aslan The Lion (aslan peraltro è parola turca) usata da C.S. Lewis nei suoi racconti teologici, che hanno avuto un’immensa influenza, tanto da venire trasformati addirittura in film.

      • Aggiungo su C.S. Lewis – sebbene fosse un anglicano molto, molto “high Church”, tanto da essere vicinissimo al cattolicesimo, aveva un elemento profondamente protestante che ne avrebbe fatto un pessimo cattolico: la “de-idolatrizzazione” dell’immagine di Dio.

        Scegliere di rappresentare Gesù come un grosso felino (e in Perelandra, diventa addirittura una foca e su un altro pianeta), e un felino predatore e pericoloso, permette di distruggere tutte le “immagini” che noi ci facciamo di Gesù, per arrivare a quella che per Lewis ne era l’essenza.

        • Questa negazione dell’idolatria, questa visione di Gesù come il distruttore delle abitudini, si ritrova anche nelle canzoni di Johnny Cash. Anche se ogni tanto qualche cattolico ci prova goffamente, poi gli viene da ridere, perché alle spalle ha tutti i cardinali che lo guardano con una certa severità.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Nei bestiari medievali a Cristo viene associato perfino l’elefante.

          • “Nei bestiari medievali a Cristo viene associato perfino l’elefante.”

            Ma infatti nel Medioevo mica erano cattolici 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            La questione è interessante. Cosa sarebbero stati allora?

            • “La questione è interessante. Cosa sarebbero stati allora?”

              Sei tu l’esperto. Con l’ampia visione prospettiva che Dio offre agli ignoranti 🙂 ho l’impressione di una dialettica continua tra tante comunità che vivevano molto forme religiose, e un antipatico tizio a Roma che dedicava il suo tempo a cercare di impedire a quelle forme religiose di svilupparsi, mentre nel contempo cercava di sfruttarne le energie.

              Per fortuna, l’antipatico tizio a Roma era lontanissimo, non c’era Internet e la gente faceva in gran parte icche voleva.

              Il momento più “medievale”, in questo senso, è stata la Riforma protestante,.

          • izzaldin says:

            anche Colomba e Pavone hanno attributi divini, per non parlare dell’uovo e del pesce.
            che bella cosa il panteismo!

          • Mauricius Tarvisii says:

            La dialettica delle tante comunità (= Chiese particolari) era proprio il cattolicesimo medievale.
            E la Riforma in realtà di strettamente medievale aveva poco. Forse inizialmente Lutero (quello delle Tesi, intendo) fu un film già visto, ma la sua eresia fu davvero qualcosa di piuttosto inedito.
            E’ vero che il discorso delle origini era una sorta di tormentone, ma dobbiamo sempre ricordarci che i medievali avevano un’idea molto particolare di fedeltà alle fonti (come diceva Adelardo di Bath, l’autorità è un naso di cera e la si usa come semplice mezzo per sostenere le proprie tesi). E infatti anche San Francesco voleva il Vangelo sine glossa, ma lo voleva, appunto, “alla medievale”.
            Certo, volendo possiamo vedere la Riforma come l’usurpazione definitiva perpetrata da laici contro la Chiesa ed il fenomeno delle usurpazioni era frequente nel Medioevo. Solo che era, appunto, patologico, mentre la Riforma lo rese fisiologico.

            Ovviamente che Trento fu un concilio molto più rivoluzionario di quello che fa strillare i sedevacantisti credo sia assodato 😀
            Ma la Riforma Gregoriana forse fu quasi altrettanto rivoluzionaria.

          • habsburgicus says:

            e dove sarebbe la rivoluzione in Trento ? 😀

            dimmi (prenditi pure il tempo che vuoi) un solo caso in cui chessò Paolo II (1464-1471) ha parlato/scritto in modo diametralmente opposto a, diciamo, Gregorio XIV (1590-1591)…cambia pure i Papi, scegline due più “importanti”, non importa
            [per il CV II, basta Pio IX del Sillabo con chiunque, specialmente questo qui 😀 Peucezio ha postato uno dei testi]

          • habsburgicus says:

            P.S
            (per chi non mi conoscesse ancora)
            non nego, ça va sans dire, l’importanza storica immensa di Trento
            e quella di Gregorio VII (1073-1085)

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma è cambiato proprio tutto, invece.
            Già l’esistenza di un indice centralizzato è stata rivoluzionaria. Nel Medioevo le opere venivano condannate da singoli vescovi, ma questo non bloccava la loro diffusione generale. Tommaso d’Aquino fu quindi censurato in Inghilterra e poi finì nell’occhio del ciclone anche a Parigi dopo le condanne di Tempier, ma successivamente il tomismo è diventata l’ossatura portante della teologia cattolica.
            Immaginiamo la stessa cosa dopo l’Indice: l’Aquinate viene censurato e non conosce diffusione nel mondo cattolico. Fine.
            Ti pare una differenza irrilevante?

            Trento poi fu parte di un fenomeno di centralizzazione della monarchia papale che non ebbe analoghi nel Medioevo. E’ vero che i suoi prodromi li troviamo già a Basilea-Ferrara-Firenze e, se proprio vogliamo, dal punto di vista fiscale già nelle riforme dei pontefici avignonesi, ma davvero un vescovo del XIII secolo avrebbe riconosciuto la Chiesa del XVI secolo? Non ne sono sicurissimo.

            E i seminari? Prima si diventava preti andando a bottega, dopo sono nate le scuole apposite. Certo, fu una riforma di lentissima applicazione, ma fu una riforma radicale e accentratrice.
            La riforma dei messali? Dai, non giriamoci intorno: nel Medioevo tutti avevano un proprio messale, dopo Trento è cominciata la strage. Il Vaticano II non ha fatto altro, in questo senso, che portare avanti un lavoro già in corso (ma per certi versi, riconoscendo alcune libertà alle singole conferenze episcopali, è andato in controtendenza).

            Insomma, prima di Trento c’era una certa Chiesa, mentre dopo Trento c’è stata la Chiesa che piace a te, Habsburgicus, una parentesi ridicolamente breve nella bimillenaria storia ecclesiastica che però avete eletto ad idea platonica di cattolicesimo.

            Poi se vuoi un contrasto testuale non lo troverai, ovviamente, ma perché non vuoi cogliere lo spirito radicalmente diverso dell’uomo medievale rispetto a quello dell’uomo rinascimentale/barocco. Il secondo quando diceva A era per dire A, il primo quando diceva A veniva interpretato A’, A”, A”’, ecc.
            Vuoi una controprova? Confronta la frequenza dei concili ecumenici prima e dopo Trento. Significa qualcosa o no?

          • Z. says:

            MT,

            — Nei bestiari medievali a Cristo viene associato perfino l’elefante. —

            Quando ho letto “bestiari medievali” ho pensato a raccolte medievali di bestie, ossia di bestemmie…

          • Z. says:

            (miseriaccia, ho grassettato anziché corsivare, e ho grassettato anche le parole dopo “bestie”)

        • Francesco says:

          no scusa

          adesso mi spieghi perchè l’immagine del leone-Cristo di Lewis distruggerebbe tutte le altre immgini di Cristo

          anche se la tua divertente idea del Medioevo non cattolico è ancora più bizzarra

          moh il cattolicesimo è nato con Internet (o col telegrafo? o coi gesuiti?)

          • PinoMamet says:

            “anche se la tua divertente idea del Medioevo non cattolico è ancora più bizzarra”

            Non la trovo tanto bizzarra.

            Non attacchiamoci alle parole. “Cattolico” vuol dire tante cose.
            Adesso vuol dire la gita parrocchiale con il parrocco che è tanto una brava persona, e in Chiesa ha letto dei pezzi dell’enciclica del Papa mentre battezza il nipote della Giovanna.

            Nel Medioevo, rimando alla descrizione di Miguel 😉

          • Francesco says:

            ma confondere il cattolicesimo con il disordine medievale (che non impediva a San Tizio di nascere in Irlanda, fare il santo in Francia, Danimarca, Austria, Pannonia e Kissandostan e morire a Bari o Cordova o Gerusalemme) nè con l’ordine moderno (che non impedisce ai cattolici tedeschi di essersi ridotti a robaccia mondana)

            confondi la larghezza delle strisce sulle maglie con il fatto che il Milan è sempre il Milan

            😀

        • Lanzo says:

          No, no caro – fidati, il leone e’ quello giudaico altro che cristo. La cosa inquietante e’ invece che – agli albori – gli USA furono fondati da bigotti religiosi, il Mayflower e tanti altri – era gente “fondamentalista” scappata perche’ erano considerati fuori di testa in europa – vedi anche le varie comunita’ di origine germanese, che vivono in ghetti autosufficienti, specialmente in Pen.
          Ossia l’ammerica e’ stato un ricetaccolo di parecchie migliaia di sfasati religiosi che si sono riprodotti come conigli.

  9. mirkhond says:

    La stampa raffigurante l’espulsione dei Gesuiti da Montevideo, dev’essere stata fatta nei primi dell’800, negli anni 1810-1820 circa, a giudicare dalle divise dei gendarmi.
    Inoltre, l’abito degli stessi padri, mi sembra più simile al saio dei francescani……

  10. Grog says:

    Colpa di una contro riforma fatta all’acqua di rose altrimenti oggi :
    – una come la Cirinnà verrebbe bruciata sul rogo con gli abiti intrisi di zolfo;
    – alla Santachè verrebbe imposta la mordacchia per farla tacere;
    – la Boldrini verrebbe frustata sulle chiappe pubblicamente e costretta ad un convento di clausura;
    – Gasparri, opportunamente castrato, farebbe parte del coro delle voci bianche;
    – A Larussa sarebbe imposto di fare parte del presepe vivente come demonio;
    – Uno come Alfano potrebbe al massimo fare il valletto appeso ad una carrozza;
    – La Boschi soddisferebbe le voglie dei Lanzichenecchi di passaggio in Toscana diretti verso Roma;
    – Renzi sarebbe un capo comico di una compagnia di Tespi su un carro i cui componenti verrebbero regolarmente bastonati dai signorotti locali;
    – Mattarella farebbe il capo di una compagnia della buona morte accompagnando i cadaveri per l’ultimo viaggio.
    QUESTO SAREBBE ORDINE SOCIALE
    Invece quei cialtroni di religiosi hanno fatto tutto all’italiana ed adesso ci troviamo questi personaggi nei talk show televisivi! Puah!
    Addaveni Allah!
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    • Mauricius Tarvisii says:

      Mi pare che i veneziani fossero in prima linea ad affossare la Controriforma.
      E’ proprio vero quello che si dice: Venezia e Mestre, colera e peste 😆

      • Grog says:

        I Veneziani si limitavano ad una politica “svizzera” ante litteram, cercavano disperatamente di farsi i cazzi propri senza inimicarsi nessuno possibilmente, tranne quei gran cornuti di Genovesi che ci facevano concorrenza sulle stesse piazze d’oriente e che con il papato erano più pappa e ciccia perché si fregavano gli oboli già nelle “vedove” i furbastri!
        Poi non affossavano la controriforma, ma difendevano la ehm…”libertà di stampa” che dava ottimi profitti mentre quei cornuti della santa sede avrebbero avuto la pretesa di tipo americano di sanzionare le pubblicazioni a spese nostre!
        Noi avevamo elegantemente proposto al Vicario di informarlo sui tragitti dei testi vietati dove intervenire DOPO che avessimo ottenuto il PAGAMENTO A SALDO, ma il pretaccio culattone ha avuto la faccia tosta di accusarci di essere attaccati al denaro!
        Ma quando mai! La Serenissima faceva tutto per la gloria di San Marco per cui qualche spicciolo tornava utile deficiente!
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        • Mauricius Tarvisii says:

          Quindi mi confermi che il tuo posto nel Santo Ordine Sociale costruendo sarebbe stato il rogo.
          Ti assicuro che, conformemente ai canoni, ti sarà fornita una difesa tecnica 😀

          • Grog says:

            Ho il vago sospetto che Mauricius Tarvisii sia un AVVOCATO e che insegua gli onorari della parcella.
            Se devo essere bruciato sul rogo voglio andarci “briaco” con i miei amici di osteria di Mestre che cantano il “Miserere” e pizzicano le terga alle tose in piazza!
            Grog!
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          • Z. says:

            Grog, stiamo parlando del processo inquisitorio classico. E lì i difensori d’ufficio mica venivano pagati.

            Il che significa che MT, che come me ha a cuore solo gli interessi dei ricchi specultaori, lascerà che sia qualcun altro a difenderti.

            Male, possibilmente 😆

    • Val says:

      E Grog, in questo ordine sociale, che posto avrebbe?

    • Roberto says:

      Il ruolo più scemo ad Alfano, il più inutile!
      Bravo grog

  11. mirkhond says:

    Grande Grog! 🙂

  12. Pietro says:

    Tornando al primo commento consiglio questo bel libro sul tema http://www.odradek.it/Schedelibri/pippo.html
    Invece sul discorso socialismo cattolicesimo non trovo piu’ i titoli dei libri che ho usato per la mia tesi di Laurea, pero’ ho trovato in rete questa cosa con degli spunti interessanti http://www.cucinapadovana.it/as2013_2014_lezioni/documenti/5h/storia/inizio%20secolo/Duggan_socialismo_cattolicesimo_2012.pdf

  13. PinoMamet says:

    “In realtà, sembra che mentisse quando sosteneva di essere stato decorato per il suo servizio nell’esercito confederato; mentre certamente dichiarò il falso quando nel 1873 giurò di non aver fatto parte dello stesso esercito, pur di diventare District Attorney del Kansas; posto da cui dovette dimettersi sei mesi dopo, accusato di estorsione e ricatto.

    Lo ritroveremo in seguito ad esercitare la professione di avvocato senza titolo di studio, mentre è almeno dubbia una laurea in teologia che avrebbe poi vantata. Sembra dimostrato che si sia impossessato di tutti i risparmi della suocera, per poi abbandonare lei e i figli senza alcun sostegno.”

    Per qualche ragione
    (che non ha nulla a che vedere con una condanna moralistica; forse più il contrario)

    questa mi sembra una descrizione del carattere americano dell’Ottocento…

    e mi chiedo cosa ne sia rimasto. Forse molto.

  14. Mauricius Tarvisii says:

    A proposito di Califfato ed interesse nazionale

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/01/turchia-bimbi-siriani-rifugiati-al-lavoro-per-le-griffe-della-moda-hm-e-next/2423665/

    Il Califfato produce il cotone e genera profughi.
    Entrambi vanno in Turchia dove vengono sfruttati per la produzione di capi d’abbigliamento da parte di società europee.
    L’Europa regala qualche miliardo alla Turchia perché non permetta ai profughi di andarsene e quindi perché si mantenga lo status quo.

    E ci sentiamo pure minacciati da tutto questo.

    • “A proposito di Califfato ed interesse nazionale”

      vero

    • Z. says:

      Non ho capito: chi è che si sente minacciato dal cotone? chi si sente minacciato dai soldini che diamo ai turchi? che stai addì? 🙂

      • Mauricius Tarvisii says:

        Tu ti senti minacciato dalla causa di tutto questo. E, fidati, non credo che dovresti 😀

        • Z. says:

          Dall’IS? Certo, ma meno di un mesetto fa, e questo anche per via dell’accordo tra UE, USA e Iran.

          Credo che anche Miguel sia un po’ più tranquillo con riguardo alle pretese dei sauditi. Che l’hanno presa male, così come Israele, ma non si può sempre far contenti tutti.

  15. Mauricius Tarvisii says:

    Il progresso sarà anche infinito, ma la crescita della speranza di vita sembra aver subito una battuta d’arresto, almeno in Francia.

    http://www.reseau-environnement-sante.fr/res-actus-n17/

  16. Peucezio says:

    Per forza.
    Gli attuali anziani (o quelli di pochissimo precedenti) hanno goduto contemporaneamente dell’essere nati in un mondo ancora poco inquinato e dei progressi enormi della medicina degli ultimi decenni. Quelli precedenti godevano di quelli, ma non di questi ultimi, le generazioni prossime godranno di questi e non di quello.
    La sfida sarà contenere l’inquinamento e/o fare sì che il progresso della medicina sia tale da compensare i danni dell’inquinamento (che per inciso io, da profano, sospetto che siano più quelli del cibo che quelli dell’aria).

    • Mauricius Tarvisii says:

      nati in un mondo ancora poco inquinato e dei progressi enormi della medicina degli ultimi decenni

      Mi pare che sia la lettura più condivisa del dato.

      • Francesco says:

        poco inquinato? ma se acciaio e chimica risalgono a un secolo fa!

        mi pare strano ma, lo ammetto, sono fuori dal mio campo di modeste conoscenze

        ciao

        • Mauricius Tarvisii says:

          Certo, ma i tassi di produzione contemporanea sono superiori. E poi buona parte degli effetti dell’inquinamento ambientale sono irreversibili (almeno in tempi “umani”): quanti decenni fa sono stati banditi i CFC? Ebbene, da allora lo strato d’ozono non si è più ripreso e questo ha avuto un incidenza nell’aumento dei tumori.

          • Lanzo says:

            Comunque pare che i ratti siano ormai immuni a qualsiasi veleno, come lo spiegate ? Eppure vengono torturati (pardon) usati nei laboratori di ricerca per il nostro bbene ?

  17. Cioè, quindi tutta la costruzione millennaristica cristiano-sionista evangelical sarebbe ispirata al libro DI UN GESUITA?!
    …e non è Alberto Rivera?

    La cosa mi confonde un po’…

  18. Moi says:

    @ MIGUEL

    Sul Sogno Americano :

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quei-noiosi-rapper-milionari-che-si-fingono-nel-ghetto-14303.htm

    Quei noiosi rapper milionari che si fingono nel ghetto
    di Rino Cammilleri

  19. Moi says:

    C’è però una roba da dire … negli USA detestano gli Ortodissi odiano visceralmente i Cattolici … eppure per i “Preachers” Istrionici, in materia di Esorcismi, dicono che a certi livelli più intensi di Possessione Demoniaca si debba ricorrere ai Preti Ortodossi e a quelli in cui il Demonio è scatenato ci vogliono per forza i Preti Cattolici.

    Come mai ?

    PS

    Gli Esorcismi esistono anche nell’ Ebraismo, nell’ Islam, nell’ Induismo e perfino nel “filosofico” Buddhismo … anzi: sono universali. Tuttavia scriveva Silvano Fuso che non gli risulta gente posseduta da “Forze Demoniache” che le fossero dapprima ignote. Insomma: averrebbe qualcosa nella mente che “elabora” e “concentra” in un personaggio (nel Paganesimo ci sono Personaggi Archeipici ricorrenti in ogni cultura …) tutto il “Male” inspiegabile di cui una persona sia capace; senza (!) poterlo controllare.

    Ma secondo Padre Amorth è il contrario di quanto appaia alla Ragione Senza Fede : la vera potenza del Demonio sta nel NON farsi riconoscere … nascosto nel Lobbyismo Politically Correct esso ottiene ciò che non potrebbe mai ottenere in forma bestiale.

    Ad esempio Amorthiano, berciando orrorifici Infanticidi di Massa il Diavolo NON passa … con melliflue invocazioni di Diritto all’ IVG invece ce l’ha già fatta ! E il Finestrone di Overton procede con “After Birth Abortion” / “Post Natal Abortion” …

  20. Moi says:

    Freud diceva che a certe cose la gente ci crede per ignoranza o per disperazione … Jung si chiedeva invece perché queste credenze esistano proprio così come sono, convinto che andassero oltre il discorso “acculturazione” vs “ignoranza”. Molto (!) oltre … forse anche troppo 😉 .

  21. mirkhond says:

    “Al cuore del paese più religioso, spettacolare e fantascientifico del mondo, cè un racconto sul futuro, che proprio per questo, contrasta radicalmente con tutte le fantasie europee sul passato.

    E’ un racconto drammatico e onirico, lo specchio oscuro dell’American Dream, che è anch’esso un racconto sul futuro.

    due racconti paralleli – il sogno e l’incubo – richiedono una particolare forma di coscienza sospesa, e dimostrano tra l’altro quanto sia insensata la storica accusa di “materialismo” lanciata contro gli Stati Uniti, dove le stesse statistiche assumono forme magiche.”

    Il fattore religioso, in questo caso apocalittico-millenaristico coesiste col materialismo capitalista più sfacciato e spregiudicato.
    Ed è qualcosa che sfugge alla mia comprensione di una realtà che ho sempre sentito invadente ed asfissiante, ma a cui in fondo sono e mi sento estraneo……

    • “Ed è qualcosa che sfugge alla mia comprensione di una realtà”

      Una cosa importante.

      Il mondo sta in piedi perché è duale.

      La cosa peggiore sono quelli che si rifiutano di vedere l’altro lato delle cose.

      Il lato italiano delle cose è il buon senso che dice che la vita è complicata, che è meglio non disturbare le cose come stanno.

      Il lato americano delle cose dice che è possibile avere un’idea e realizzarla.

      Il lato italiano, portato all’esasperazione, è il linciaggio collettivo in nome della mediocrità, di interessi piccolissimi, è l tentativo di soffocare chiunque emerga. E’ il nastro bianco e rosso che dice “vietato entrare” e risolve qualunque problema. E’ la frase chiave di ogni funzionario: “NON SI PUO”.

      Il lato americano, portato all’esasperazione, è l’ignorante che arriva in Iraq e con mille bombe e una proiezione powerpoint, dice “e da domani sarete democratici!”

      Ma la fusione di questi due opposti è l’unica speranza per la vita.

      Per questo, ci pregiamo qui di condurre un blog ambiguo, duale e ambidestro.

      • Moi says:

        Giuste osservazioni : aggiungo solo che il PD di Renzi è palesemente una sintesi del peggio d’ambo i mondi.

        • ” aggiungo solo che il PD di Renzi è palesemente una sintesi del peggio d’ambo i mondi.”

          E’ una riflessione molto interessante, grazie! E non lo dico per polemica con il PD, non ho altri partiti da vendere.

          Forse esiste uno specchio negativo del matrimonio che io mi auspico.

          Mentre nel mio mondo, tutti cercano di realizzare qualcosa di bello, sapendo che non devono distruggere equilibri che le nostre menti non comprendono; nel loro mondo, buttano miliardi per fare linee TAV devastanti, ma NON SI PUO’ fare un corso gratuito di violino.

        • Z. says:

          Credo che nemmeno Travaglio abbia il coraggio di chiamare “immobilista” Renzi. Forse è l’unico difetto che non gli riconosce…

          Casomai, questo sì, lo si accusa – per dirla con Miguel – di abbondare di “spirito americano lasciato da solo” in materia di legge elettorale, fisco e soprattutto riforme costituzionali.

          A proposito, a me questa riforma delle “partite iva” pare una cosa che proprio non ci siamo.

          • Francesco says:

            Renzi è immobilista quanto Berlusconi.

            Più perchè è cattivo, però, che per essere un inetto totale.

            Grande sbatti a livello comunicativo e per arraffare potere per sè, vedasi Cirinnà o riforme politiche (peraltro molto migliori della Costituzione vigente).

            Ma quanto a toccare la carne viva del sistema parassitario, mi sembra più ammanicato degli amici di Silvio, quelli che finiscono regolarmente in galera, a meno di non essere passati dall’altra parte.

            Infatti non penso proprio di votarlo, quando e se si tornerà alle urne, e in Europa si stanno rompendo.

            Ciao

          • Z. says:

            Allora, direi che l’unica cosa concreta fatta da SB in diciotto anni è stata mettere al sicuro il proprio patrimonio e la propria libertà. Che poi era l’unica cosa cui mirava.

            Renzi è già accusato dopo due anni di aver fatto cose sbagliate in materia costituzionale, elettorale, giuslavoristica, fiscale e probabilmente dimentico qualcosa. E anche di aver fatto ciò che Berlusconi non fece.

            Giusto o sbagliato sono punti di vista, ma che non abbia fatto niente non lo scrive nessuno dei suoi millemila oppositori.

            Credo che sopravviverà anche senza il tuo voto, comunque. Alla peggio avremo un premier grillino 🙂

          • Francesco says:

            Renzi ha fatto più annunci di un aereoporto di media taglia.

            E non ha combinato quasi nulla. Quasi.

            Silvio era più parco negli annunci, chè non sapeva cosa fosse Twitter, e non ha fatto quasi nulla (ottima riforma costituzionale, ottima legge elettorale, un paio di buone leggi di incentivo agli investimenti, politica estera filoamericana)

            🙂

          • Z. says:

            Legge elettorale cassata, legge costituzionale mai in vigore, zero politica estera (timido appoggio a Putin sulla questione Georgia, se vuoi). Non conosco le leggi sugli investimenti, ma ricordo i disastrosi capannoni di Tremonti al 5%.

            Se a Renzi succederà lo stesso toccherà rivedere tutto al ribasso.

            Sugli annunci non hai tutti i torti, e infatti il pdl Cirinnà non l’ho ancora contabilizzato. Non ho detto che mantiene le promesse, eh (tipo quella sul non diventare premier etc.), ma che nessuno può seriamente accusarlo di inerzia. E nessuno lo fa.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma anche Berlusconi fu tutto fuorché inerte. Purtroppo.

          • Z. says:

            Infatti nelle cose che lo toccavano personalmente fu a dir poco iperattivo, SB.

          • Peucezio says:

            Praticamente ha fatto tutto contro i propri interessi.

            Quanto a Renzi, quel poco di risolutezza che ha gli viene rimporverata come fosse un autocrate. Cioè l’Italia non marcisce abbastanza nell’immobilismo così ben descritto da Miguel: secondo loro ci vuole ancora più immobilismo!

            Ma Z., sai che io ancora non ho capito una cosa (te lo chiedo davvero, non è una domanda retorica)? Ma tu, come piddino, sei renziano, antirenziano, renziano con riserve, antirenziano con riserve…?

            • “Quanto a Renzi, quel poco di risolutezza che ha gli viene rimporverata come fosse un autocrate”

              Renzi è sicuramente autocratico e dinamico, e si sveglia tutte le mattine con un progetto nuovo: in questo lui, come Mussolini, non è tipicamente italiano.

              Non a caso, Mussolini volle lanciarsi secondo nella guerra in Francia, non a caso Renzi ieri ha annunciato che l’Italia vuole essere al secondo posto dietro gli Stati Uniti nella guerra in Iraq.

              Chiaramente molte cose non riescono a Renzi, come non riuscirono a Mussolini, perché l’Italia è una palude.

              Ma bisogna anche vedere che cosa fa Renzi quando si impone.

              Tipo far svendere al proprio padre il Teatro Comunale di Firenze, per far pagare i debiti che il Comune (anche per varie iniziative improvvide di Renzi) ha contratto con la banca del miglior amico di Matteo Renzi, amico a cui lo stesso Renzi ha appena regalato un aeroporto assurdo, inutile e devastante.

          • Z. says:

            Cioè si è fatto leggi su misura contro i propri interessi. Il suo interesse era il fallimento e la galera, ma non è riuscito nel suo intento. Povero Silvio 😀

            Alcune cose che ha fatto questo governo mi piacciono, altre nzomm, altre ancora non le condivido.

          • Peucezio says:

            Z.
            vabbè, su Berlusconi non saremo mai d’accordo (però se trovassi argomenti di critica un po’ più originali su di lui, sarebbe più divertente il dibattito).

            Ma alla fine, al di là del giudizio sulle singole misure, Renzi ti è simpatico o ti sta sulle palle?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Qualcosa di più originale

            Certo, perché non conta la correttezza della critica, ma la sua originalità fine a se stessa.
            Io mica lo sapevo: sono proprio dogmaticamente scientifico.

          • Z. says:

            Cioè devo dire fesserie random su SB per intrattenerti? Ma che razza di richiesta 😀

            Renzi è quello che l’area postcomunista del PD merita per la propria ignavia. Un castigo a lungo atteso e meritato, che spero serva di lezione.

          • Peucezio says:

            In sostanza la scelta è fra banalità vere e luoghi comuni falsi.
            Che meraviglia… ora sono più contento!

          • Peucezio says:

            Z., rispondevo a Mauricius.

            “Cioè devo dire fesserie random su SB per intrattenerti? Ma che razza di richiesta :-D”

            Vabbè, ma se poi ti dico che mi annoio, non ti devi offendere 🙂

            Manco Renzi ti piace?
            A volte ho l’impressione che l’unico requisito è che siano sufficientemente tristi.

          • Z. says:

            Peucezio,

            oh, io non pretendo di essere divertente. Se fossi stato una persona ricca di fantasia e di immaginazione forse mi sarei iscritto al DAMS e non a giurisprudenza. Spero solo di non averti deluso troppo!

            In realtà il fatto che Renzi sia brillante e abbia la battuta pronta, anche nel senso di battuta di spirito, per me è cosa buona (dalle tue parti credo si direbbe: è un asset). Caso mai, sarebbe meglio se ascoltasse tutto il partito prima di decidere.

          • Peucezio says:

            ” Caso mai, sarebbe meglio se ascoltasse tutto il partito prima di decidere.”

            Ah, allora staremmo freschi!
            Altro che lezioni di violino!

            Ma, per pura curiosità (sono un po’ pettegolo, d’altronde non so neanche il tuo nome, quindi puoi dirmelo), sei solo un elettore o sei proprio iscritto?

          • Francesco says:

            >> Legge elettorale cassata, legge costituzionale mai in vigore, zero politica estera (timido appoggio a Putin sulla questione Georgia, se vuoi). Non conosco le leggi sugli investimenti, ma ricordo i disastrosi capannoni di Tremonti al 5%.

            terrei per buono solo il “non conosco”

            1) legge elettorale ottima cassata con motivazioni che ti sfido a riportare e difendere.
            2) mica fu colpa sua, se gli italiani votarono contro. e la ripartizione regionale del voto suggerisce ulteriori considerazioni
            3) prima del Berlusconi filo-russo, ci fu quello filo-americano a cui mi riferisco. contò pochissimo? era italiano!
            4) vedi il mio incipit

            sul perseguire i propri interessi, non posso che rilevare che è a malapena sopravvissuto alla persecuzione … sta meglio il Milan di lui!

            ciao

          • Francesco says:

            >> ” Caso mai, sarebbe meglio se ascoltasse tutto il partito prima di decidere.”

            Ah, allora staremmo freschi!
            Altro che lezioni di violino!

            parole sante! una cosa certamente buona di Renzi è non ascoltare tutto il Partito prima di decidere.
            che voglia fare nel paese del non si può fare è cosa buona, la qualità di quello che vuole fare è discutibile

            ricordo che prima di lui c’era Bersani, però

          • Peucezio says:

            Addò càndene tànda gadde non vasce mà dì.

          • Z. says:

            Francè,

            piaccia o no la Corte costituzionale è parte del nostro ordinamento, e gli elettori hanno il diritto di votare al referendum. Se perdi, perdi, ed è inutile dire “ah ma se avessi vinto col 51% allora sì che”, come fanno i grillini (parlare di “politica estera” di Berlusconi è impossibile, tanto varrebbe parlare di politica estera di Beppe Maniglia).

            Ma si tratta di inezie per rabbonire i leghisti (come la riforma-fuffa della legittima difesa del 2006) e chiunque altro fosse così ingenuo da credere che avesse altri interessi oltre ai propri.

            Interessi che invece ha tutelato perfettamente: io, te o Peucezio, al suo posto, saremmo finiti in disgrazia da vent’anni.

            Z.

            PS: sì, lo so, è dura da mandar giù: io mi sento un fesso per aver votato Sandra Zampa alle primarie, e posso capire. Ma succede. E’ la politica. A volte mena per il naso me, a volte te, spesso entrambi 🙂

          • Z. says:

            Su Renzi non dico che dovrebbe fare quel che vuole la minoranza, o peggio ancora gli altri gruppi parlamentari.

            Dico che dovrebbe ascoltare tutti prima di decidere, che è cosa diversa. Anche nel suo interesse.

            Sia perché così riuscirebbe a rabbonire buona parte delle minoranze – sono molto più docili di quanto forse può sembrare da fuori – sia perché in alcuni casi si avrebbe evitato brusche retromarce e rattoppi.

          • Z. says:

            (avrebbe evitato, o si sarebbe evitato)

          • Francesco says:

            Z

            non cercare di imbrogliare le carte

            se stiamo parlando delle cose fatte da Berlusconi, non è pertinente rilevare che sono state disfate da altri!

            lui la legge elettorale l’ha fatta (e bene), se poi la CC l’ha cassata con motivazioni che giustamente ti vergogni a riportare, non inficia il suo operato

            idem la buona riforma costituzionale, bocciata da sinistra perchè fatta da Silvio (a prescindere dal contenuto) e dal Sud per paura che riducesse i furti di denaro pubblico. lui l’aveva fatta, che era quanto poteva e doveva fare

            ho dimenticato la Legge 40, che rimane un ottimo esempio di perchè non bisogna trattare col Maligno: alla fine si prende sempre tutto lui. avrebbe dovuto alzare un muro e basta

            sulla politica estera, credo Silvio abbia peccato di dilettantismo ed eccessive ambizioni. chissà chi mi viene in mente a leggere queste parole!

            ciao

            PS il commento sulla capacità di difendere i suoi interessi, mi fa capire che per voi compagni se fosse finito impalato a secco sarebbe stato ancora poco

      • Il problema non è che uno dei due archetipi – “Italia-materia” o “USA-idea” – sia sbagliata.

        Il problema è sempre quando uno solo di questi archetipi naviga per fatti suoi.

        Noi abbiamo una giovane maestra di violino, disposta a insegnare gratuitamente.

        Noi abbiamo decine di bambini che vorrebbero imparare a suonare il violino.

        Noi abbiamo messo insieme una collezione di violini.

        Tutto questo, perché abbiamo pensato “americanamente” di dare corpo a un’idea.

        Appena questa idea è cominciata a calare nella concretezza, il panico. Mica che odino il violino, è qualunque idea che fa paura.

        Intanto, un funzionario del Comune ha vietato il violino perché “il rumore potrebbe arrecare disturbo” (poi la gente se la prende con l’Isis che “odia la musica”).

        Poi troviamo un posto che appartiene al Comune, dove si potrebbe fare comunque un corso gratuito di violino. Dopo mesi (il tempo permette sempre di sfuggire), ti rispondono che non si può, perché il funzionario responsabile non è stato ancora nominato.

        Poi scopro una persona che potrebbe mettere a disposizione una stanza, ma lei consulta il suo avvocato, che le dice, per carità, attenzione, il locale non è a norma! E ha ragione, ci sarebbe una fila lunga così di vicini gelosi, di genitori sospettosi, di gente che tace quando vede grandi delitti, ma che è pronta a colpire i piccoli…

        Questo è ciò che lo spirito italico, lasciato da solo, fa (o se preferite, non fa).

        Noi sappiamo cosa combina, invece, lo spirito americano, lasciato da solo.

        E’ che i due spiriti dovrebbero innamorarsi e sposarsi, e vivremmo tutti felici e contenti.

        • Prendete questa piccolissima storia – la nostra solita goccia d’acqua oltrarnina – e moltiplicatela per dieci, cento, mille, un milione, dieci milione.

          E capirete quale sia il peso della conservazione italica, che allo stesso tempo non esita un attimo a cementificare, a riempirsi di iphone, a mettere i bambini di otto anni a mangiare whatsapp e fessbuc, a imitare frasi americane pronunciate male perché fa scena, a esaltare Reagan o Obama.

          E quindi non si gode nemmeno il piacere della devastazione.

          • Peucezio says:

            Un ritratto perfetto, lucidissimo dell’immobilismo italiano.
            Ma è mai possibile però che ci deve venire da fuori il lato opposto?
            Che diamine, i Romani non erano così: ti costruivano un ponte, una torre o un accampamento in quattro e quattr’otto!
            Certo, forse oggi quello spirito è scomparso completamente, quindi effettivamente dobbiamo importarlo da fuori.

            Quello che sarebbe interessante capire è quanto questi meccanismi paralizzanti sono davvero un tratto del carattere degli italiani e quantosono il prodotto di una struttura che si è autoriprodotta, radicata, incistata, cristallizzata, mummificata.
            Cioè se è la struttura ad essere il prodotto del carattere italico contemporaneo o la struttura ha delle ragioni storiche, in parte anche contingenti, per cui, rimuovendo la struttura emergerebbe un carattere italiano un po’ più agile.
            Non dico di avere la risposta su questo: me lo chiedo anch’io.

            Circa la struttura e la sua genesi, lancio un’ipotesi, con tutti i limiti del caso (ma forse l’ho già accennata in qualche altra occasione).
            E cioè che sia il prodotto dell’innesto del modello statalista francese, giacobino e napoleonico (ma di origine assolutista) – dello stato che ti deve venire pure a dire quando devi scorreggiare – sulla complessità geografica e cetuale dell’Italia preunitaria.
            Come dire, hai già un paese con tante nazioni dentro, ognuna con la sua corte, la sua burocrazia, anche efficiente (si pensi alla Serenissima), il suo esercito, ecc. ecc., ci sovrapponi uno stato totale, tipo Orwell ante litteram (almeno nelle intenzioni): hai la potenza di tanti ceti dirigenti e classi di burocrati di una pletora di stati, con quello che questo significa in termini di esperienza e capacità, al servizio di una macchina mostruosa, che vuole disciplinare ogn aspetto del vivere.
            Non so, è un primo spunto, un’ipotesi così…

            • ” il prodotto dell’innesto del modello statalista francese,”

              Ipotesi interessante. Poi sospetto che le cause siano molteplici e concorrenti.

              Comunque io non ci vedo un male assoluto: avere i piedi per terra, saper avvistare i pericoli, preferire l’uovo oggi alla gallina domani, sono comportamenti di buon senso utili per la sopravvivenza; ed evitano comportamenti di mal senso assai frequenti altrove. Il problema nasce quando questa tendenza è lasciata completamente da sola.

          • roberto says:

            io credo che in italia non ci sia mai stato un momento in cui si è avuta coscienza di essere cittadini che esercitano diritti, sempre sudditi di un signorotto locale: vedi “Dopo mesi (il tempo permette sempre di sfuggire), ti rispondono che non si può, perché il funzionario responsabile non è stato ancora nominato”.

            aggiungi che è una società tribale. a nessuno importa nulla della società, ma solo della famiglia e della sua tribù: vedi “ci sarebbe una fila lunga così di vicini gelosi, di genitori sospettosi, di gente che tace quando vede grandi delitti, ma che è pronta a colpire i piccoli…”

            è triste perché se fosse un problema di istituzioni le potresti cambiare, ma non puoi cambiare la testa delle persone

          • Francesco says:

            x Peucezio

            secondo me basta guardare a cosa fanno gli italiani all’estero (o i pugliesi a Milano) per capire che la materia prima buona c’è.

            bisogna lavorare sulle incrostazioni, quelle culturali e quelle politiche e istituzionali.

            certo, ci sono anche gli italiani che all’estero (o a Milano) non ci vanno perchè vivono dentro la crosta …

            per questo io tifo Troika, tra tutte le potenze terrene, la vedo come una cieca Furia Distruttrice che potrebbe liberarci

            ciao

        • Roberto says:

          Ogni tanto ho un secondo di nostalgia per l’Italia, per fortuna che ho il riflesso di passare da queste parti e passa subito

          • Moi says:

            Bene, reambienta ‘sta storia dei violini in Lussemburgo …

          • roberto says:

            1. tizio vuole fare lezioni gratis di musica ai bambini del quartiere a casa sua. nessuno gli dice niente finché rispetta gli orari del silenzio (cioè niente rumore fra le 21 e le 7)

            2. tizio vuole fare lezioni gratis di musica ai bambini del quartiere in un parco pubblico. nessuno gli dice niente finché rispetta gli orari del silenzio (cioè niente rumore fra le 21 e le 7)

            3. tizio vuole fare lezioni gratis di musica ai bambini del quartiere utilizzando una delle sale comunali.
            innanzitutto, anche se non obbligatorio, gli consiglierei di costituire un’associazione senza fine di lucro (ASBL tempo un’ora, due, se scrivi lento), ed iscriverla al registro delle ASBL (10 minuti?). poi vai sul sito del comune, scarichi il formulario per l’utilizzo della sala e lo spedisci al comune. 15 giorni al massimo hai una risposta (ma per una cosa analoga ho avuto una risposta in 24 ore), che non riguarda il contenuto dell’attività, ma la disponibilità della sala (essendo pubblica non la puoi monopolizzare). se sei una ASBL locale hai la precedenza e soprattutto se sei fortunato ti becchi pure un finanziamento (non paghi l’affitto della sala)

            • “1. tizio vuole fare lezioni gratis di musica”

              in teoria non è tanto diverso qui. E’ la pratica che immagino sia leggermente diversa. Anche perché per avere la saletta che non ci daranno, abbiamo mobilitato anche quattro consiglieri di quartiere (la sala è del quartiere), di cui tre del PD, e tutti si sono dovuti arrendere.

          • roberto says:

            ho esperienza diretta del caso 1 (lezioni di musica di gruppo a casa mia….non gratis, un amico fa lezioni ad un gruppo di bambine) e del caso 3 (non musica, ma squadra di basket della quale sono vicepresidente, mica pizza e fichi, con tanto di palestra di una scuola affittata 2 volte a settimana…amministrativamente ci lavoro due ore all’anno)

          • roberto says:

            del caso 3 ho esperienza diretta per francia e germania, funziona più o meno allo stesso modo (ovviamente hanno meno soldi, più gente e quindi è un pelo più difficile, ma magari invece di avere uno che fa violino, uno tromba ed uno piano, fanno una musikverein, associazione musicale, e si organizzano in gruppo….specialmente i tedeschi sono dei fanatici dell’associazionismo)

          • roberto says:

            “abbiamo mobilitato anche quattro consiglieri di quartiere ”

            invece qui ribadisco, scarichi il formulario, lo completi (quando serve, per quante persone, per quanto tempo, chi è il responsabile dell’iniziativa ecc.), lo spedisci al comune e se la sala non è già occupata e se non ai sacrifici umani, te la danno. e mi ricollego al discorso “cittadino” che esercita un diritto (vabbé immagino che usare una sala del comune non sia un diritto, ma avere una risposta sicuramente si) vs “suddito” che pietisce un favore

            poi è chiaro che se la sala è una e già ci fanno il corso di cucito, quello di cucina, quello di scacchi e quello di pittura, devi aspettare la prossima programmazione

            • “poi è chiaro che se la sala è una e già ci fanno il corso di cucito, quello di cucina, quello di scacchi e quello di pittura”

              La sala in questione è vuota e chiusa a chiave dalla scorsa estate. All’epoca il Quartiere chiese a me se per caso avevo la chiave, visto che loro l’avevano persa.

              I quattro consiglieri nostri amici mi hanno comunque consigliato di scrivere una richiesta lo stesso, perché anche se è sicuro che la sala non si può concedere, la vista fisica della richiesta potrebbe smuovere qualcosa. O forse no.

              I consiglieri sono tutti di quartiere: quelli comunali invece, o sono dell’opposizione e quindi vengono mandati a quel paese anche se chiedono che ore sono, oppure sono della maggioranza e hanno troppa paura di noi per rispondere.

              Infatti, sanno di averci promesso tante cose senza averne mantenuta nemmeno una – anche cose piccole, semplici, che normalmente non costerebbero niente – e quindi spesso e volentieri non si fanno trovare al telefono.

              • Quello che è interessante sottolineare, riguardo alla microvicenda del violino, è che non c’è nessuno contrario al violino in principio.

                Ci sono anche pochi contrari a noi (a parte uno che abbiamo saputo che ce l’ha con noi perché non abbiamo alcun aggancio nella Curia).

                Certo, siamo un po’ come le Fanciulle da Marito di un tempo.

                Da una parte, non erano protette da alcun uomo specifico.

                Dall’altra, tutti gli uomini dovevano un po’ proteggerle nella speranza di ottenerne la mano.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “cittadino” che esercita un diritto (vabbé immagino che usare una sala del comune non sia un diritto

            Be’, se la sala è messa a disposizione su richiesta credo che il cittadino abbia proprio un interesse legittimo pretensivo.

          • roberto says:

            “credo che il cittadino abbia proprio un interesse legittimo pretensivo”

            appunto

          • roberto says:

            “perché anche se è sicuro che la sala non si può concedere,”

            ma perché non si può concedere?

            (quando dico “comunali” leggi di quartiere, è che da noi i comuni sono più piccoli dei vostri quartieri, il mio paesello, che è una mezza metropoli, ha 6.500 abitanti)

            • “ma perché non si può concedere?”

              Le motivazioni ufficiali sono queste.

              1) Se si chiede la sala per un’attività, non si può più chiedere per un’altra, e quindi non si può fare una lezione ogni settimana.

              2) Se si chiede la sala per un’attività continuativa, occorre fare un bando.

              3) Non è possibile fare un bando, perché non esiste una PO (Posizione Organizzativa) incaricata a farlo.

              4) Non si può fare diversamente, perché altrimenti bisognerebbe cambiare tutti i regolamenti sui bandi del Comune.

              La stanza quindi resta chiusa.

              • In compenso, se si volesse suonare il violino per un’unica volta nella sala, sembra che il consiglio di quartiere potrebbe votare a semplice maggioranza e approvare questa unica concessione, a patto ovviamente che i bambini siano debitamente coperti dalla nostra assicurazione, che noi dobbiamo stipulare a nostre spese.

          • Z. says:

            Ma le motivazioni dissimulate? Cioè, di cosa hanno paura esattamente?

            • “Cioè, di cosa hanno paura esattamente?”

              Sostanzialmente, la paura di fare un passo falso è maggiore della paura di averci come nemici.

              Fare qualunque cosa significa necessariamente compiere un’irregolarità, che poi potrà sempre essere fatta pagare a chi l’ha commessa, magari in un lontano futuro.

              Mentre non ci sarebbe probabilmente alcun problema se sfondassimo la porta della stanzina e ci mettessimo dentro la sede di una banda rock, avendo la cortesia di non chiedere permessi a nessuno.

              Infatti, facendo così, tutti i funzionari si troverebbero sollevati da ogni responsabilità e ci sarebbero profondamente grati.

          • roberto says:

            vabbé miguel,
            non posso che rinnovarvi l’invito a trasferirvi nel granducato (soprattutto alla tua amica che fa lezione gratis ai bambini)…l’italia è un posto senza speranza

            • “(soprattutto alla tua amica che fa lezione gratis ai bambini)”

              sì, poveretta. Tra l’altro magari un giorno vi incontrerete, è portoghese e ha il compagno aspirante eurocrate 🙂

              • Comunque a volte invidio i ragazzi che hanno deciso di occupare una palazzina qui vicino.

                Una palazzina chiusa dodici anni fa dal Comune a chiave e lasciata vuota.

                I ragazzi hanno sfondato il portone una mattina alle cinque e l’hanno occupata, seminando il panico nel quartiere.

                I vigili sono passati un paio di volte davanti, poi è finita lì.

                Gli occupanti – età media 20 anni o anche meno – al contrario esatto dei localari, fanno silenzio assoluto dopo le 22.30 per non disturbare i vicini e ogni volta che fanno qualcosa, si consultano con la gente del quartiere.

                Insomma, si danno delle ottime regole; ma nessun funzionario del Comune metterà mai la propria firma su un documento dove chiama la polizia, per poi richiudere la palazzina finché non crolla su se stessa.

                In questo modo, in Italia, ci sono delle cose che si riescono a fare, e anche bene.

          • Peucezio says:

            Roberto:
            “è triste perché se fosse un problema di istituzioni le potresti cambiare, ma non puoi cambiare la testa delle persone”

            Francesco:
            “secondo me basta guardare a cosa fanno gli italiani all’estero (o i pugliesi a Milano) per capire che la materia prima buona c’è.
            bisogna lavorare sulle incrostazioni, quelle culturali e quelle politiche e istituzionali.”

            In pratica state sostenendo le due tesi opposte.
            L’impressione è che ci sia del vero in entrambe.
            Ciò che frega l’italiano è il contesto, che sia lo stato o gli altri italiani privati cittadini.
            Appena va fuori dal suo contesto, si libera da tutti ‘sti vincoli, invidie, cautele, e fa grandi cose.

          • Z. says:

            Ma farle da loro, le lezioni gratis di musica?

          • roberto says:

            peucezio,
            credo che tu abbia perfettamente ragione con la tua sintesi

          • Z. says:

            Da noi una preside di facoltà ha tenuto lezione in un centro occupato…

          • Francesco says:

            Miguel

            informati sulla voce usucapione … per me una ventina d’anni potrebbero bastare

            🙂

      • Z. says:

        Miguel,

        mi sconfondi le idee: non si era detto che il duale è dannoso per l’uomo e che bisogna ricusarlo per il triale?

        mi sconfondi, mi!

        • “bisogna ricusarlo per il triale?”

          mi sa che non mi sono espresso con filosofica precisione 🙂 Ma è la stessa cosa, si tratta sempre di scalare un numero.

          Chi pensa “duale” – cioè dice noi bolognesi siamo belli e voi fiorentini siete brutti – in realtà sta pensando monale, cioè pensa a “noi bolognesi”. E finisce che così si perde il piacere di fare il giro con il tram dalla stazione di Santa Maria Novella al mercato di Scandicci.

          Il saggio dice, “nonostante le apparenze, anche i bolognesi sono umani” e quindi va oltre il duale, nel triale, godendosi sia la Piazzola che il mercato di Scandicci.

          Ci siamo?

      • Francesco says:

        in pieno accordo con Miguel

        (bis, il primo accordo me l’hanno cassato)

        • “in pieno accordo con Miguel”

          Che bello, ma su cosa?

          • Francesco says:

            Sull’analisi Italia-USA e la differenza tra i due paesi!

            Qui a Milano forse il “non si può fare” pesa un pò meno, in cambio rimane il “si fa solo se conviene a me più che al mio nemico mortale” (che di solito è mio compagno di partito)

            Però alla fine l’Expo l’hanno fatta e gli italiani sono stati contenti e sono venuti in massa

            Ma hanno dovuto creare un “dittatore dell’Expo” e silenziare gli scassaminchia professionisti, che stanno tornando fuori ora.

            Cosa sarebbe un bando per attività continuativa in una sala comunale?

            Ciao

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Il mondo sta in piedi perché è duale”

        Il mondo è plurale. Il dualismo è solo una miopia del noi-loro, che nega la pluralità del loro.

      • Lanzo says:

        In realta’ dicono: O fai cosi’ o ti rimandiamo all’eta’ della pietra.
        Ma anche se fai “cosi” ti distruggono lo stesso… Vedasi Saddam col baffo malefico, pitt bull degli usaini contro l’Iran.

        • Francesco says:

          Insomma, il buon Saddam era il pittbull di se stesso, abile navigatore tra gli interessi e la stupidità delle superpotenze.

          Fino a quando ha pensato di poter combattere e vincere una guerra contro l’Iran, da allora disperato difensore della sua poltrona, fino alla morte.

          Ricordo che per decenni fu amico dell’URSS.

          • Z. says:

            Secondo me hai la memoria confusa. Sarà l’età 🙂

          • Francesco says:

            secondo me dovresti studiare, invece

            Iraq e Sira erano amici dell’URSS

            Iran, Arabia Saudita, Israele, Turchia degli USA

            l’Egitto aveva cambiato schieramento

            questo era il MO prima della rivoluzione in Iran

            • “questo era il MO prima della rivoluzione in Iran”

              OMDAF

              Infatti. Il disastro inizia quando Saddam decide di attaccare l’Iran, ma non penso proprio che fosse un “agente” degli Stati Uniti. Casomai, i due interessi coincidevano in quel momento.

              Succede anche a noi che abbiamo un giardino donato alla popolazione dalla Croce Rossa Americana e non manchiamo di ricordarlo a tutti gli americani che incontriamo 🙂

          • Francesco says:

            poi, se vogliamo approfondire troppo, pare che agli USA il Baath di Saddam (o di suo cugino prima che lo accoppasse?) piacesse più del Partito Comunista che c’era anche lui … ma non mi affiderei ciecamente ai nomi “forestieri” per le realtà di terre complesse e millenarie

            il mio criterio di base erano i carri armati: se avevi i T54/T62 eri coi russi, se avevi gli M60 eri con gli americani

            😀

          • Z. says:

            Francè,

            miseriaccia, Saddam era l’uomo forte dell’Iraq da pochi anni quando scoppiò la rivoluzione in Iran (formalmente divenne presidente in seguito)!

            Difficile che avesse fatto una politica filosovietica addirittura per decenni. Caso mai la fecero i suoi predecessori 🙂

          • Francesco says:

            Saddam nel 1972 era incaricato di nazionalizzare il petrolio … diciamo che contava qualcosa già da allora.

            Nel 1979, ispirato dal fantasma di Mascellone, pensò di pugnalare alla schiena l’Iran rivoluzionario per assurgere al ruolo di potenza regionale del Medio Oriente.

            L’allineamento filo-URSS precedeva questa guerra e prosesguì fino al crollo dell’URSS. Essendo però l’Iran di Kohmeini leggermente antiamericano, quando l’Irak iniziò a perdere la guerra fu sostenuto – un poco – anche dagli USA.

            Poi pensò bene che, avendola scampata contro gli iraniani, fosse il caso di occupare il Kuwait e lì segnò il suo destino.

            Ciao

          • Z. says:

            Vuoi contarlo come leader dal 1972? Mi pare un po’ eccessivo, ma va bene, te la passo:

            sono sette anni, mica “decenni”, miseriaccia la miseria!

            🙂

          • Francesco says:

            dal 1972 al 1989 fanno un pò di anni, direi

            poi crollò l’URSS e il nostro dovette ancora di più giocare da solo

            ciao

          • habsburgicus says:

            diciamo che Saddam era il n° 2 già nel 1972…lo fu da subito (o quasi) sin dai due golpe del 17 e 30 luglio 1968
            in Iraq il partito Ba’ath prese il potere, non da solo, nel febbraio 1963, rovesciando e ammazzando Kassem, colui che aveva sterminato la famiglia reale (e Nuri Sa’id) il 14 luglio 1958 e svolto una politica filo-sovietica e filo-maoista (riconobbe la Cina rossa, mentre la Baghdad monarchica aveva rapporti strettissimi con Chiang Kai-shek..caso rarissimo, nel “Terzo Mondo”, il Regno d’Iraq osò criticare pubblicamente l’URSS per l’Ungheria all’ONU..ricordiamoci che allora PER DEFINIZIONE fuori dall’Europa e dall’America l’URSS aveva sempre ragione, pensiamo alle parole vergognose dette in quell’occasione da Nehru, che pure non era un comunista)..in marzo 1963 il Ba’ath prese il potere anche in Siria e non l’ha ancora perduto (Assad padre c’era già ma divenne potente con il golpe del 1966 e poi con il golpe “definitivo” del 1970)
            mel novembre 1963 i militari iracheni (loro alleati in febbraio) fecero fuori il Ba’ath..ed iniziò il due regime dei due Aref (Abd er-Rahman e Abd es-Salaf, o viceversa :D)
            il 17 luglio 1968 il Ba’ath assunse il potere..il golpe fu allora visto come una vittoria del Cremlino e fu in parte causato dalla frustrazione araba per il 1967 (l’Iraq non partecipò sul terreno ma ruppe le relazioni diplomatiche con gli USA)
            il 30 luglio 1968, meno di 2 settimane dopo, una “purga” all’interno del Ba’ath eliminò una fazione (quella più a sinistra, si disse) ed al contempo fu consolidato il dominio sul paese del Ba’ath..il nuovo regime mostrò la sua intransigenza antisionista facendo impiccare per spionaggio diversi esponenti della locale comunità di Baghdad (che cessò di esistere..era diminuita già da c.a 1950) ed appoggiando i palestinesi più estremi (Arafat era ritenuto troppo soft)
            presidente fu il gen. Hasan al-Bakr, ma ben presto apparve come vice il dinamico Saddam, noto per la sua durezza (già nel 1970, Saddam, non era trascurabile)..nell’aprile 1972 (trattato con l’URSS) Saddam ebbe un ruolo importante, forse essenziale..nel 1975 incontrò lui lo Scià (accordo mitico di Algeri, sullo Shatt el-Arab) e si comportava come se l’Iraq fosse suo.. fu lui e solo lui a far espellere Khomeini in autunno 1978 (era in Iraq dal 1965)
            il 16/7/1979 la Radio irachena annunciò la morte di al-Bakr e l’assunzione di Saddam al potere supremo..poco dopo fu annunciato che era stato sventato un golpe, seguito dal massacro di mezza dirigenza ba’athista..la leggenda (inverosimile) vuole che Saddam abbia freddato di persona al-Bakr in una riunione del Ba’ath, mentre le Guardie Repubblicane et similia procedevano in una sorte di “notte dei lunghi coltelli” eufrateica all’arresto e allo sterminio di tutti i non-saddamisti
            da allora Saddam regnò supremo..fino a Bush 😀
            io non sono uno specialista di storia dell’Iraq..questo é solo un riassunto

          • habsburgicus says:

            attaccò l’Iran nel 1980, non nel 1979..precisamente a settembre, diciamo il 22

          • habsburgicus says:

            fra l’altro fu l’alleanza o meno con l’URSS che ostensibilmente [giacché, diciamocelo, son tutte beghe personali :D] che determinò la rottura mortali fra i due Ba’ath, quello di Saddam e quello di Assad
            Assad scelse l’alleanza totale con il Cremlino (e ancora il figlio in un modo mutatissimo ne trae qualche vantaggio)
            Saddam invece spesso “tradì” il Cremlino già nei 1970′, poi negli 1980′ stabilì rapporti splendidi (così lui credeva) con gli USA e alla fine spiacque a tutti 😀

          • habsburgicus says:

            un documento che ho letto in traduzione inglese, pubblicato dal CWIHP (Cold War International Historical Project) il leader bulgaro Zhivkov nei primi 1980′ chiama Assad “compagno”, titolo che invece nega a Gheddafi (e, presumo, avrebbe negato a Saddam)
            Zhivkov era la voce del Cremlino..ciò significa che ai piani alti la Siria era considerata socialista, un “paese fratello”, qualifica importante per i comunisti e affini…l’Iraq non era certo considerato tale, negli 1980′, quantomeno !

          • Francesco says:

            grazie Has

  22. mirkhond says:

    Poi certamente nella mentalità statunitense, manca l’esperienza giacobino-napoleonica che ha influenzato pesantemente la modernità europea.

  23. Moi says:

    Magdissimo sul Gender :

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/solo-famiglia-pu-salvare-nostra-civilt-1218732.html

    discriminare gli LGBTQU per salvarli dall’ Islamizzazione !

    • “magdissimo”

      Leggo:

      “Che errore da parte dei cristiani, degli ebrei e dei laici tradizionalisti invitare alla manifestazione del Family Day un sedicente imam”

      Dai, spettegoliamo, chi era il “sedicente imam”?

      • habsburgicus says:

        diccelo tu 😀

      • Moi says:

        Non lo so, forse Abu Ismail Morselli di Civiltà Islamica che Gianfranco Amato presenta come Islam Italiano moderatissimo ?

        • “Abu Ismail Morselli ”

          che ha come braccio destro una persona molto simpatica e in buona fede, di cui vedo citato il nome 🙂

          Diciamo che somigliano parecchio a certi evangelici che hanno le idee chiare su tutto o vorrebbero tanto che anche tutti gli altri le avessero.

          • habsburgicus says:

            questa abitudine, un po’ buffa, di adottare nomi arabi (o perso-arabi) accanto a cognomi italiani, mi ricorda un po’ abitudine diffusa quando la Chiesa aveva valori forti 😀 dei nomi cristiani-latini per i cinesi cattolici (massime gli ecclesiastici), tipo Michael Fu Tianshan, Paulus Ho Wang, Ignatius Gong Bomai, Franciscus Shang Ketian [invento, in parte, i sinologi del blog non si adirino :D]

          • mirkhond says:

            Anche alcune famiglie nobili musulmane della Spagna, avevano cognomi misti.
            Tra i più celebri i Banu-Qasi, dove Qasi è la derivazione araba di Cassio.
            Si trattava di una famiglia nobiliare basca o goto-romana che in Navarra fu tra le prime ad abbracciare l’Islam dei nuovi conquistatori e a fondare una dinastia che avrebbe regnato per due secoli (VIII-X secolo dopo Cristo).

          • Z. says:

            Abbiamo anche dei sinologi?

          • Mauricius Tarvisii says:

            dei nomi cristiani-latini

            Tipo Pol Pot, insomma 😀

  24. Moi says:

    … Lui ?

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-gioco-gendercontrario-allislami-multiculturalistivanno-in-tilt-12496.htm

    Il gioco gender contrario all’islam I multiculturalisti vanno in tilt
    di Stefano Fontana
    28-04-2015

    —————–

    http://www.civiltaislamica.it/?s=gender

    http://www.civiltaislamica.it/page/2/?s=gender

    [cit.]

  25. mirkhond says:

    “Un ritratto perfetto, lucidissimo dell’immobilismo italiano.
    Ma è mai possibile però che ci deve venire da fuori il lato opposto?
    Che diamine, i Romani non erano così: ti costruivano un ponte, una torre o un accampamento in quattro e quattr’otto!
    Certo, forse oggi quello spirito è scomparso completamente, quindi effettivamente dobbiamo importarlo da fuori.”

    C’è chi da una spiegazione, bislacca 🙂 a tale mutamento antropologico italico.
    E cioè che gli Italiani di oggi, hanno poco o nulla di quelli dei primi secoli dell’espansione romana.
    Il motivo?
    L’aver immesso in Italia milioni di schiavi soprattutto di provenienza anatolica, mediorientale e nordafricana.
    Questi innesti avrebbero “corrotto” il prisco spirito latino, originariamente affine a quello delle genti norrene. 🙂
    Questa la risposta allucinata di un commentatore sul sito effedieffe, un paio d’anni fa……

    • Peucezio says:

      Se ne sentono di cazzate…

      • Z. says:

        Oltretutto, il bello è che senza tutti quegli schiavi te le saluto le grandi opere dei Romani!

        • mirkhond says:

          Infatti.
          Ma l’allucinato di prima, aggiungeva che osservando le statue greco-romane, i prisci Latini e i Greci antichi erano popolazioni germaniche e dai capelli biondi.
          Poi, l'”inquinamento” prodotto dalle masse servili anatolico-mediorientali-nordafricane, avrebbe dato origine al tipo Alvaro Vitali.
          Che simboleggerebbe tale “inquinamento” della prisca genìa ausonico-latina….. 🙂

      • habsburgicus says:

        L’aver immesso in Italia milioni di schiavi soprattutto di provenienza anatolica, mediorientale e nordafricana.

        lo sostenne in altri tempi l’americano Tenney Frank…
        io ci andrei più cauto a dire che abbia avuto del tutto torto…(in questi casi ci sono poi i soliti fessi, nordicisti fanatici, che estremizzano tutto 😀 io sto parlando di studiosi al loro tempo reputati come appunto il citato Tenney Frank, non di pazzoidi del Mid West :D)
        e non per ragioni di “valore”, sono naturalmente contrario alle implicazioni assurdi di alcuni…ma i fatti possono essere andati anche così..o forse no, ma si dovrebbe lasciare la libertà di investigare e, se del caso, di sbagliare !

        • habsburgicus says:

          io non so se avessero i capelli biondi 😀 (quello è il solito folklore nordicista che manda tutto a donne di facili costumi :D) ma l’impressione è che qualche differenza c’era
          fra l’italiano medio del centro-sud (specialmente) degli ultimi 100 anni e la generazione di Catone il censore, mi spiace, ma non è proprio immediatamente evidente che l’una sia l’una discendente dell’altra 😀

          • habsburgicus says:

            1000 anni
            il commentatore poteva non avere del tutto torto

          • PinoMamet says:

            Perdonami, ma evidente da cosa?

            Non sono un genetista, ma mi pare che gli studi genetici abbiano anzi evidenziato una sostanziale continuità delle popolazioni italiane attuali con quelle pre-romane.
            (che non vuol dire “al nord sono Galli al Sud sono Greci e in mezzo Etruschi”; quello è De Crescenzo e la vulgata dei giornali…)

            questo non esclude certo altri importi, che credo possano anche essere stati notevoli, ma insomma, io vorrei capire come si fa ad avere tanta sicurezza che i Romani di una volta fossero così diversi dai romani (o sabini…) di oggi.

            Se ci si basa su dati fisici poi, e su descrizioni desunte dai testi, peggio che andar di notte.

            Di che colore aveva i capelli Cicerone per esempio non lo so, ma si sa come li aveva Nerone.
            Bene, ottimo. Non si sa invece quanti altri, percentualmente, li avessero come lui, e se questo può essere preso come segno di qualcosa o magari anche no
            (non è così scontato).

            Si legge che il tal centurione, di cui magari se si è fortunati viene indicata una provenienza (che poi, nel mondo delle colonizzazioni romane, può voler dire tutto e niente) era alto, il tal retore era basso e così via.

            Molto molto difficile desumerne qualcosa…

          • Peucezio says:

            Mah, sarò sempre scettico su tutte queste immissioni massicce di sangue allogeno.
            Sono quasi sempre molto sopravvalutate, anche dalle fonti coeve.
            Poi studiano gli scheletri e il DNA e viene fuori che ci sono stupefacenti forme di continuità di lungo periodo.

          • PinoMamet says:

            La vedo come Peucezio.

            Credo che per le massicce immissioni di popolazioni allogene, la percezione antica fosse sostanzialmente come quella moderna:
            “ti guardi in giro e sono tutti stranieri”, poi controlli i numeri reali e vedi che invece sì, ci sono, ma molti, molti, molti meno di quanto credessi.

            Oltretutto, la stragrande maggioranza degli allogeni del mondo Romano proveniva da Europa e bacino del Mediterraneo, per cui questa enorme differenza non c’era, e tra il liberto numida e la liberta germanica, beh, poggio e buca fanno piano 😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io ricordo le fonti tardo antiche romane lamentarsi che dove ti giravi vedevi goti. Sarà da loro che abbiamo preso il fatto di essere bassi e grassi e non di pura razza ariana.

    • Francesco says:

      sbaglio o all’epoca i siti “anatolici, mediorientali, nordafricani” producevano esattamente tipi umani “romani” quanto quelli italici o la Gallia e l’Iberia?

      non ricordo che Siria, Egitto, Turchia (che allora era un’altra roba con un altro nome) e Africa del Nord fossero provincie arretrate, anzi!

      che ignobile ignoranza

      ciao

      • mirkhond says:

        Infatti erano le aree più ricche del Mediterraneo, anche in epoca romana.
        Lo storico vallone Pirenne, sosteneva che il colpo di grazia alla Pars Occidentis della Romània, lo avrebbe provocato la conquista vandala del Nordafrica latino, nel 429-439 d.C., quando il re dei Vandali e degli Alani, Genserico (428-477 d.C.), avrebbe tagliato i rifornimenti di grano per l’Italia.

  26. mirkhond says:

    Famiglie musulmane dell’al-Andalus discendenti dai Muladi (ispanici goto-romani convertiti all’Islam):

    The intermarriage of foreign Muslims with native Christians made many Muwallads mindless of their Iberian origin. As a result, their descendants and many descendants of Christian converts forgot the descent of their ancestors and assumed forged Arab genealogies.[12] However, there were a few who were proud of their Roman and Visigothic origins. These included the Banu Angelino and Banu Sabarico of Seville, Banu Qasi of Aragon, Banu l’ Longo and Banu Qabturno. Several Muwallad nobles also used the name Al-Quti, (the Goth),[13] and some may have been actual descendants from the family of the Visigothic King of Hispania, Wittiza.[12]

    https://en.wikipedia.org/wiki/Muladi

    • izzaldin says:

      mi trovavo in Spagana a metà 2000s, dopo attentati di Atoche, e ricordo la notizia di un professore di sociologia andaluso, che doveva prendere un aereo da Francoforte a Siviglia, e fu costretto a scendere per via della lunga barba nera e dell’aspetto “musulmano”. i passeggeri tedeschi non riuscivano a sopportare questa specie di mullah in realtà laico e spagnolo, e la polizia aeroportuale tedesca lo costrinse a scendere.
      questi sono gli effetti della psicosi.

      su una altro binario e in risposta al tuo commento, i marrani e tutti coloro che nella storia umana sono stati costretti a dissimulare una fede per non essere costretti a fuggire, hanno tutta la mia stima. li capisco bene, e credo valga lo stesso per te.

    • PinoMamet says:

      Interessante!!

  27. mirkhond says:

    E il muladi basco Ibn Gharsiya morto nel 1084, poeta e scrittore nella taifa (regno) di Denia:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Ibn_Gharsiya

  28. mirkhond says:

    “su una altro binario e in risposta al tuo commento, i marrani e tutti coloro che nella storia umana sono stati costretti a dissimulare una fede per non essere costretti a fuggire, hanno tutta la mia stima. li capisco bene, e credo valga lo stesso per te.”

    Fin da quando andavo alle medie, mi erano istintivamente simpatici i Moriscos e i Marranos perseguitati dai re cattolici e mi dispiaceva che almeno mezza Spagna, diciamo dal Tago in giù, non fosse rimasta musulmana.
    E, diciamocelo, non mi sarebbe dispiaciuto neanche adesso, quando, pur senza raggiungere le vette di Miguel e di Peucezio, di Spagna musulmana ne so un pochino di più.
    Avrei preferito un’Anatolia rimasta romeo-ortodossa e una Spagna rimasta musulmana….. 😉

    • PinoMamet says:

      Ahò, ma lasciare una cosa com’è no, eh?
      😉

      allora lo fai apposta! 😀

      • mirkhond says:

        Per te, il Khanato Khazaro nel Daghestan per gli Ashkenaziti, e una tolleranza per Sefarditi, Italkim e MizraHim nelle loro patrie.
        In Palestina i Palestinesi, in maggioranza Israeliti/Samaritani e Giudei bblici arabizzati.

        • Francesco says:

          beh, no, io preferirei che ci fossero i regni crociati, l’impero latino d’oriente e che Carlo V avesse estirpato gli eretici in Germania e gli usurpatori in Francia, unificando l’Impero come sotto Carlo Magno!

          e magari un Messico cattolico dalla California alla Florida allo Yucatan

          😀

          • Z. says:

            A te basterebbe che tutto il mondo fosse guidato dagli Stati Uniti. Possibilmente, ma non necessariamente, senza aborto e fecondazione assistita. Ti conosciamo, veh 🙂

          • Francesco says:

            Beh, se si fossero convertiti al Cattolicesimo, diciamo dopo la Guerra Civile, vista come punizione divina per l’eresia, e quindi diventati un tipico paese cattolico americano retrogrado, sarebbe ‘na cosa bella assai

            Ma non è ancora successo, ahimè.

            PS hai dimenticato “senza divorzio, senza alcool e con la censura ai film” come piace a me!

          • Z. says:

            Mannò, non sei né proibizionista né censuromane. Casomai vorresti meno sanità privata e più sanità pubblica, ma in nome degli States ti sapresti accontentare 🙂

          • Francesco says:

            Sono contro i cartelli e quello delle assicurazioni sanitarie private è decisamente un astuto cartello!

            Quindi sulla sanità pubblica e regolata non transigo affatto!

            Sulla censura sono in una fase di grandissima censuromania, sul proibizionismo ci sto pensando.

            Sul divorzio non ho dubbi, rimango assolutamente negativo

            😀

      • Peucezio says:

        Pino,
        veramente lui vorrebbe proprio lasciare le cose come sono.
        E in molti casi devo dire che faccio molta fatica a dargli torto.
        In particolare per l’Anatolia poi: sarebbe stato meglio se fosse rimasta bizantina e, una volta turchizzata, che fosse rimasta ottomana e imperiale e non fosse mai diventata liberale ed etnocentrica (ci saremmo risparmiati un genocidio, tra l’altro, e oggi avremmo una Istanbul multietnica nel senso più bello del termine e un’Anatolia enormemente più varia).

    • Peucezio says:

      “senza raggiungere le vette di Miguel e di Peucezio, di Spagna musulmana ne so un pochino di più.”

      Guarda che io non so nulla sulla Spagna mussulmana.

  29. mirkhond says:

    Così come mi stanno simpatici i Criptocristiani del Ponto, dell’Armenia e dell’Anatolia turche, che debbono dissimulare la loro fede, per poter restare nella loro patria ancestrale.

  30. mirkhond says:

    “questo non esclude certo altri importi, che credo possano anche essere stati notevoli”

    Anni fa, l’analisi genetica di alcune ossa rinvenute in un sito archeologico presso Gravina, in Terra di Bari (credo Botromagno, ma non ne sono sicuro) e datato alla prima età imperiale romana, avrebbe rivelato un’apporto di origine anatolica al 20% dei campioni esaminati.
    E si trattava con tutta probabilità di individui di origine servile…..

  31. mirkhond says:

    “Mah, sarò sempre scettico su tutte queste immissioni massicce di sangue allogeno.”

    Beh, pensiamo che i Romani nel 167 a.C., deportarono in Italia qualcosa come 150.000 Molossi dall’Epiro, popolazione greco-illirica.
    E stando ad un documentario sulla storia d’Italia di molti anni fa, pare che Cesare avesse deportato qualcosa come 1.000.000 di Celti dalla Gallia conquistata.
    Certo, potrebbe averli sparpagliati per tutto il territorio romano e non solo in Italia.
    Però nel censimento fatto da Augusto, l’Italia contava 7.000.000 di abitanti, dei quali 3.000.000 non cittadini romani e in gran parte schiavi.

    • Peucezio says:

      Ma il punto è che di solito questi racconti esagerano le cifre.
      Non foss’altro perché non credo che ci si prendesse la briga di contarli, ma si andava a impressione e c’era il gusto dell’iperbole.
      Oggi è facile: ci sono i documenti, metti tutto in un computer e hai bell’e fatto il rilevamento demografico.

    • Peucezio says:

      Circa i censimenti, che probabilmente erano più seri, bisgna vedere però quanto figliavano gli schiavi e quanto i romani e che livello di mortalità c’era fra gli uni e fra gli altri.

      • mirkhond says:

        Augusto istituì degli incentivi per i cittadini romani che mettessero al mondo più figli.
        E, quando andavo a scuola, questa misura mi veniva spiegata proprio per mantenere il più alto possibile il numero dei cittadini romani in Italia, depauperata tra l’altro da una lunga serie di guerre civili, conclusesi proprio con Augusto nel 30 a.C.
        Brunt, nel suo Classi e Conflitti nell’Italia repubblicana (romana ndr.), afferma che Pompeo nel 49 a.C., all’inizio del conflitto contro Cesare, avrebbe arruolato nel solo Piceno, terra d’origine della sua famiglia, tre legioni di suoi schiavi…….

  32. mirkhond says:

    “Oltretutto, la stragrande maggioranza degli allogeni del mondo Romano proveniva da Europa e bacino del Mediterraneo, per cui questa enorme differenza non c’era, e tra il liberto numida e la liberta germanica, beh, poggio e buca fanno piano”

    Beh, i Nordafricani non hanno certo il colorito dei Tedeschi…… 😉
    Però in gran parte ciò che dici è vero, e questo forse rende difficile a chi come Peucezio, è scettico su questi massicci apporti servili nell’Italia romana tra II secolo a.C. e II secolo dopo Cristo.

  33. mirkhond says:

    rende difficile accettare questo massiccio mescolamento per immissione di allogeni.

  34. Pietro says:

    @Posso candidarmi per il posto di sinologo anche se non lo sono? 😀

  35. mirkhond says:

    “Sarà da loro che abbiamo preso il fatto di essere bassi e grassi e non di pura razza ariana.”

    Beh, mi sembra che i Goti attuali, gli Svedesi :), siano tutt’altro che bassi.

  36. mirkhond says:

    “Renzi è sicuramente autocratico e dinamico”

    Renzi è solo un gran venditore di chiacchiere come Berlusconi.
    E la gente se le beve.
    Come adesso la finta contrapposizione coi vertici eurocratici.
    Aspettiamo la capitolaz…ehmmm…. il ribadire il più stretto vassall….ehmm….la più stretta e solida cooperazione tra partner simili e uguali dell’unione europea…..

    • Francesco says:

      e poi come fa a regalare mancette a destra e a manca? tu non capisci le difficoltà del povero Matteo!

      😉

  37. Roberto says:

    Tornate a casa vostra!

    http://youtu.be/DoRdCbDd50o

  38. roberto says:

    costi legati a schengen

    http://www.repubblica.it/economia/2016/02/04/news/schengen_l_addio_costa_100_miliardi-132675990/?ref=HREC1-1

    a naso il costo più sottovalutato è proprio quello del personale che guarda le frontiere frontiere.
    fra francia e lussemburgo ho contato 37 strade che attraversano la frontiera (senza tenere in considerazione i sentieri nei boschi e che ci sono almeno tre paesi in cui la frontiera passa proprio in mezzo alle case). mettiamo due omini a posto di frontiera fanno 74, per tre turni fanno 222 (e conto che lavorino 365 gironi all’anno), per boh 70 km di frontiera? sempre sperando che il cattivone da catturare prenda una strada e non si limiti ad attraversare un bosco (cosa che io farei almeno per i funghi)
    moltiplichiamo per francia belgio, francia italia, francia spagna, francia svizzera e hollande ha risolto il problema della disoccupazione(ma a spese di chi?)

    • OT

      ricevo dal nostro grande co-oltrarnino Paolo (http://www.paolococcheri.com/) questo “comunicato”, scritto nel suo particolarissimo stile:

      COMUNICATO STAMPA DI GIOVEDI’ 4 Febbraio 2016

      Benedetto Giuseppe Labre Santo “accattone” che dormiva in una nicchia del Colosseo regalando ai poveri tutto quello che riceveva dai cittadini.

      “L’ALTA SCUOLA DI POVERTA’ “, COME “SCELTA” INDISPENSABILE PER RAGGIUNGERE LA LIBERTA’, L’INDIPENDENZA DA TUTTO E DA TUTTI; PER CONQUISTARE LA “LEGGEREZZA” DEL VIVERE; PER AVERE TANTO TEMPO PER LEGGERE, PREGARE, FAR DEL BENE, EVITARE LO STRESS, STARE IN SILENZIO; APPARTENERSI PIENAMENTE, NATA A FIESOLE (Firenze), NEL 2011, HA RIPRESO LA SUA “MISSIONE” IL GIORNO 12 OTTOBRE 2015, ED OGGI ENTRA NEL QUINTO MESE DI ATTIVITA’.

      L’ALTA SCUOLA DI POVERTA’ è dedicata al “Santo Accattone” Benedetto Giuseppe LABRE e a PADRE OLINTO MARELLA, Professore di filosofia; emerito classicista, lasciò l’insegnamento per dedicarsi all’assistenza dei ragazzi abbandonati, per i quali creò 11 Istituti.

      Don Olinto Marella,emerito classicista,
      lascia l’insegnamento e si mette a elemosinare
      per sostenere la “Cittadella dei Ragazzi”.
      Pur avendo superato gli 80 anni, girava per le Vie di BOLOGNA, FINO A TARDA NOTTE, TENDENDO IL CAPPELLO AI PASSANTI, PER RACCOGLIERE I MEZZI OCCORRENTI PER LE SUE “CITTADELLE DEI RAGAZZI”, PIU’ SFORTUNATI.

      DA OGNI PARTE DEL PIANETA SONO GIUNTI A FIRENZE: EREMITI, VIANDANTI, PELLEGRINI, MISTICI LAICI, CERCATORI DELL’ASSOLUTO, LAICI E NON, MA ANCHE EX IMPRENDITORI, BANCHIERI, DOCENTI UNIVERSITARI, AGENTI DI BORSA, FINANZIERI, E PERSONE CONOSCIUTE, COL DESIDERO DI IMPARARE COME SI FA’ A “SCEGLIERE BEATAMENTE” LA POVERTA’, COME PERCORSO INELUDIBILE, PER POSSEDERE LE 24 ORE AL GIORNO DI LORO “UNICA PROPRIETA'”, E DUNQUE RITROVARE LA PACE, ISPIRANDOSI AL MOTTO DELLA SCUOLA, TRATTO DA UN PENSIERO DI
      HETTY HILLESUM
      – poetessa olandese ebrea, eliminata, nel campo di sterminio di AUSCHWITZ.

      HETTY, ERA PERSUASA CHE: “SI PUO’ VIVERE ANCHE SENZA NIENTE; CI SARA’ PUR SEMPRE UN PEZZETTODI CIELO, DA POTER GUARDARE…….”
      LA SCUOLA INTERNAZIONALE DI FIRENZE, ONORA SEMPRE, DURANTE I CORSI, EVIO BOTTA, DETTO IL SINDACO DI TRASTEVERE A ROMA, FONDATORE E PRESIDE DEL PRIMO CORSO DI LAUREA AL MONDO, IN “BARBONOLOGIA”, CHE ASSEGNA – ANCORA OGGI – UN CERTIFICATODI LAUREA RICONOSCIUTO DAL MINISTERO DELLA SCUOLA, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA.

      GRANDE ATTESA PER IL ” MASTER PRATICO” CONDOTTO DA LAURA GALLETTI, LA DONNA VERONESE, CHE DA 14 ANNI VIVE SENZA USARE MINIMAMENTE IL DENARO.

      IN PRIMAVERA, TERRANNO DELLE LEZIONI DOCENTI PERSUASI DI QUESTA SCELTA MERAVIGLIOSA DI “SALVEZZA” MENTALE, DALLA FOLLIA URBANA DEI NOSTRI TEMPI, COMBATTENDO LA “GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA”; impegnandosi solo ad “AMOURISER LE MONDE”(portare AMORE NEL MONDO”) da un pensiero di Theilhard de Chardin, che caratterizzò tutta la lunghissima vita di ARTURO PAOLI, quella di oggi DI PADRE ALEX Zanotelli e degli “EREMITI METROPOLITANI” CHE VIVONO NELLA SOLITUDINE, NELLA PREGHIERA E NEL SILENZIO, DELLE “CASE-ALVEARI” DELLE LEBBROSE METROPOLI DEL MONDO, INPOVERTA’ ASSOLUTA, MA, RICCHISSIMI DI “PIENEZZA INTERIORE”, COSTORO SI STANNO ADOPERANDO INSTANCABILMENTE PER REALIZZARE QUEL CAMBIAMENTO CHE NOI VOGLIAMO VEDERE NEL MONDO……….

      Arturo Paoli,
      missionario nelle Favelas del Sud-America per oltre 50 anni:
      “MAESTRO DI TENEREZZA”

      Poverta’ “SCELTA”,COME GRAZIA, DONO E NON “SUBITA” COME DANNAZIONE, ABIEZIONE, E DUNQUE DISPERAZIONE QUOTIDIANA.

      L’ALTA SCUOLA DI POVERTA’DI FIRENZE,’ PRESTO ATTIVERA’ DEI CORSI ON LINE A “DISTANZA”.

      ASPIRANTI ALLA SERENITA’, ALLA “LEGGEREZZA” DEL VIVERE, AL RIFIUTO DEI “FALSI BISOGNI”, ALLA “BULIMIA”DEL CONSUMO INUTILE, ALLA TENACE VOLONTA’ INVECE, DI EVITARE INSIDIE ALLA LORO SALUTE MENTALE ED ORGANICA, SE LO VORRANNO POTRANNO RIVOLGERSIALL’ALTA SCUOLA DIPOVERTA'”che ha il suo umanissimo “Punto d’Incontro” a Firenze,da sempre “Capitale dell’Uomo”, fino dal Rinascimento e che non s’arrende e combatte eticamente e moralmente, l’attuale “Rinascimento del PROFITTO”,ottenuto con qualsiasi modo e con ogni mezzo, a danno dichi ha piu’ diritto e bisogno……

      IL DIRETTORE SCIENTIFICO

      Prof.Dott. Paolo Coccheri
      Fondatore del “PRONTO INTERVENTO SPERANZA”
      nato a Firenze il 21 Febbraio 1985.
      ​​

      • Francesco says:

        ci sono dei matti che danno sapore alla vita dei cretini come me

        grazie a Paolo e a Miguel

        • “ci sono dei matti che danno sapore alla vita dei cretini come me”

          però Paolo è proprio un bel personaggio. Ex-attore di teatro anche molto noto, ha avuto un’improvvisa conversione mistica. Oggi ha circa ottant’anni e gira il quartiere con le ronde di Volontariato Estremo:

          “Cercheremo di rendere possibile quello che sembrerebbe impossibile. Gruppi in azione: sotto i ponti della città, nei casolari abbandonati, nelle baracche delle periferie lebbrose delle grandi città, presso i campi nomadi, accanto alle prostitute di strada anche minorenni, ammalati di pedofilia, omosessuali e transessuali di strada, malati terminali di tumori e di AIDS, lebbrosi, disabili gravi, persone che hanno manifestato intenzioni suicide, tossici, persone con patologie di cannibalismo, carcerati folli presso gli ospedali psichiatrici giudiziari, portatori di disabili sulle spalle nei sentieri impossibili agli automezzi, infermi senza nessuno, esperti nell’uso del bastone per non vedenti etc…

          Gli aspiranti al “VOLONTARIATO ESTREMO”, verranno ammessi all’addestramento pratico (psicologico, fisico, etico, mentale) dopo una serie di colloqui con un gruppo di esperti. In caso di idoneità a questo severo e umanissimo compito, inizierà, con esperti, l’addestramento con esercizi teorico-pratici, riguardanti il rafforzamento del carattere, autocontrollo estremo, tecniche per sostenere un prolungato sforzo fisico, psichico e mentale. Training tendente a fare chiarezza e consolidamento delle motivazioni etiche e di solidarietà dell’aspirante volontario. Al termine di questa preparazione, che avrà tempi personalizzati, il “volontario dell’impossibile” , verrà inserito in uno specifico campo, indicato dalle sue attitudini emerse durante l’addestramento. “

  39. mirkhond says:

    Sarebbe bello se fosse vero…..

  40. Mauricius Tarvisii says:

    Chiedo lumi.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/02/03/italiano-scomparso-al-cairo-forse-morto_7cbed343-982b-4549-a722-15dbee46efec.html

    Non sulla vicenda, di cui temo che a lungo ne sapremo poco (anche se qualcosa già la possiamo intuire), ma sui rapporti tra governo/militari e da un lato la polizia e dall’altro la magistratura requirente in Egitto.
    La polizia a quanto pare dice che sarebbe stato un incidente stradale, mentre la magistratura che sarebbe stato un omicidio efferato.

  41. mirkhond says:

    Da quel che si può intuire, il povero Regeni sarebbe rimasto vittima di un’operazione di polizia, forse scambiato per un simpatizzante dell’opposizione anti-Sisi, oppure eliminato per aver visto cose che non doveva vedere….
    La storiella dell’incidente non è credibile di fronte ai segni di tortura che gli sono stati trovati addosso.

  42. mirkhond says:

    “Z

    non cercare di imbrogliare le carte”

    Ma se è quello che fa sempre! 🙂

  43. mirkhond says:

    A proposito di Grillo:

    Beppe non fa ridere. Ma fa pensare

    Lo spettacolo di Grillo (Grillo versus Grillo) non è comico. Ma non è nemmeno politico. E’ esistenziale. Dichiarando apertamente il proprio disagio, il proprio smarrimento, la propria confusione (“Ma io chi sono?”) interpreta il disagio, lo smarrimento e la confusione che è in molti di noi. La sua è una ‘psicanalisi di gruppo’ senza terapeuta o, per essere più precisi, dove è proprio il terapeuta quello ad avere più bisogno di aiuto.

    Grillo, heideggeriano probabilmente senza saperlo, pone al centro della sua riflessione la Tecnica. Ma non solo quella informatica, che ha fatto la fortuna del suo movimento grazie all’input di Casaleggio, ma la Tecnica in generale, in ogni sua forma, su cui è documentatissimo e si cogli che a 67 anni suonati (“Un’età spaventosa” come l’ha definita una volta) ha ancora una curiosità giovanile, onnivora, che è una dote che uno si porta nel Dna e che, come il coraggio di manzoniana memoria, se uno non ce l’ha non se la può dare. Grillo è affascinato, quasi ipnotizzato, dalla Tecnica, dai risultati straordinari che ha conseguito e da quelli ancor più sbalorditivi che, a breve e medio termine, potrà raggiungere. Ma nello stesso tempo è anche consapevole che la Tecnica è un’arma a doppio taglio. Che accanto agli aspetti positivi ce ne sono di negativi. Che anzi –ma di questo non so quanto Beppe ne sia conscio- positività e negatività della Tecnica non viaggiano in parallelo ma sono strettamente intrecciate e che sono proprio i risultati straordinari la causa delle negatività più profonde. Perché la Tecnica ci separa dagli altri e, alla fine, anche da noi stessi e dalla nostra interiorità. Grillo, fra altri frizzi e lazzi, fa un esempio, minimale, che è anche mio. Quello del treno. Una volta, in un tempo non poi tanto lontano, sul treno si chiacchierava, si ciacolava con gli altri viaggiatori, si raccontavano anche balle strepitose, soprattutto alle belle ragazze, tanto non ci si sarebbe visti più. Oggi tutti stanno al computer, al tablet, attaccati al cellulare, sono connessi col mondo intero tranne che con chi gli sta solo a due metri più in là. A questo proposito c’è un bel libro di uno psicanalista junghiano, Luigi Zoja, che si intitola La morte del prossimo. Il ‘prossimo’ è il vicino, colui che io posso toccare. Quando l’ologramma –che compare, ironicamente, anche nello spettacolo di Grillo, come suo duplex- corredato di odori, di umori e anche, in un futuro non lontano, di possibilità di tatto, avrà sostituito in tutto e per tutto, o quasi, l’uomo, saremo definitivamente soli.

    Politicamente Grillo non ha detto, ne voleva, nulla che già non si sappia. Ha solo accentuato l’incitamento alla ribellione e, fors’anche, all’insurrezione, comunque a una reazione collettiva (“Grillo sei tutti noi. Col cazzo! Cominciate anche voi a essere tutti voi”).

    Il comico non esiste più. Perché non fa ridere. E non c’è figura più patetica, e drammatica, del comico che non fa ridere. C’è un momento, delicato, dolce e commovente, della pièce in cui Beppe, abbandonando l’atteggiamento tonitruante, chiede con un sorriso timido alla platea: “Ma vi faccio divertire ancora?” ricavandone un flebile applauso.

    L’uomo, dopo averne spese per anni, intellettualmente e fisicamente, in dosi industriali, ha ancora energie da vendere. Non si regge, da soli, senza supporti, quasi tre ore sul palcoscenico se non si ha una grandissima energia. Ma non sa più dove metterla. Non sa dove sbattere la testa. Come chiunque fra noi che, a dispetto della tecnologia, l’abbia conservata.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2016

    • Francesco says:

      Mi duole informare il signor Fini che sono abbastanza vecchio da aver preso il treno PRIMA dei telefoni cellulari e dei tablet.

      Ognuno si leggeva il suo giornale o il suo libro, tendenzialmente.

      😀

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