Buon anno dalla Turchia

Ogni tanto, una buona notizia.

Leggiamo che ieri il Consiglio di Stato turco avrebbe annullato un progetto chiamato Yeşil Yol – “Strada Verde” – che avrebbe dovuto trasformare le province lungo il Mar Nero in un grande resort per turisti sauditi.

Ecco le foto di alcune proteste contro questo megaprogetto.

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332 Responses to Buon anno dalla Turchia

  1. Moi says:

    Sembrano un po’ Pastori da Presepe, un po’ Valsusini 😉 …

    • Credo che siano Laz, dall’abbigliamento… parlano una lingua caucasica affine al georgiano.

      Alcuni anni fa arrivò nei villaggi un filologo tedesco, che si imparò la lingua, iniziò a fare ricerche e finì per inventare senza volerlo il nazionalismo laz.

      • roberto says:

        Laz?

        la cosa che mi affascina di quella parte del pianeta (e di questo blog) e che ogni tanto leggo di un popolo del quale non ho mai assolutamente sentito parlare! ma quanti ce ne sono a dividersi quelle montagne?

      • Moi says:

        Va be’, comq sono “Glocalmente” [sic] gemellabili, no ?

        PS

        Sbaglio o da quelle parti le FFOO hanno il manganello più facile ?

      • Pietro says:

        A volte mi trovo a pensare come il contatto tra persone diverse possa essere altamente negativo. Ho questo dubbio ogni volta che viaggio…

  2. Moi says:

    DA WIKI :

    Laz / Lazi / Lazepe

    Luogo d’origine

    Mar Nero (Turchia)

    Popolazione

    50.000+2.000

    Lingua

    Laz, Turco, Georgiano

    Religione

    Islam sunnita in Turchia,

    Cristiani ortodossi in Georgia

    Gruppi correlati

    Mingreli, Georgiani

    Distribuzione

    Turchia: 50.000

    Georgia: 2.000

  3. mirkhond says:

    I Lazi sono quanto resta di un popolamento caucasico un tempo esteso su un’area più vasta della costa e dell’immediato retroterra anatolico.
    Una di queste popolazioni, i Khaldi detti anche Chaldei o Chalibi, citati da Senofonte nella sua Anabasi (400 a.C.) dettero il nome al tema (provincia) romano-bizantino con capoluogo Trebisonda nei secoli IX-XII dopo Cristo.

  4. mirkhond says:

    Inoltre ai Khaldi/Chaldei/Chalibi gli antichi attribuivano la scoperta e la lavorazione del ferro, non sapendo più nulla o quasi degli Ittiti.
    Che in effetti abitavano più a sudovest con epicentro la Cappadocia e la valle dell’Halys/Kizil Irmak.

  5. mirkhond says:

    Le foto più in alto farebbero riferimento agli Hamshen, gruppo armeno islamizzato nel XVIII secolo, e per questo non toccato dai pogrom antiarmeni del 1894-1922 ne dalle pulizie etniche kemaliste.

    • Peucezio says:

      Certo che era incredibile l’ipocrisia di Kemal e dei Giovani Turchi: facevano i laicisti nazionalisti di ‘sto cazzo, poi sterminavano o risparmiavano i popoli in base al critero rigorosamente religioso, indipendentemente da lingua e nazionalità.

      • mirkhond says:

        Erano i simil-contrari dei loro ex sudditi cristiani dei Balcani.
        A quel punto i Romei persero un’occasione unica e irripetibile nel 1919-1922 di riprendersi la Tracia orientale con Costantinopoli e la costa anatolica dalla foce del Sangario a quella del Meandro.
        Occasione che oggi se la possono solo sognare…….

        • mirkhond says:

          E avrebbero riportato a Costantinopoli la vera capitale della Romània/Rumeli invece di quel cesso di Atene!
          Cesso per come l’hanno trasformata con quel Partenone ridotto ad un museo invece di riconvertirlo in Chiesa Ortodossa, come era stato per un millennio fino alla conquista ottomana del 1456.

  6. Moi says:

    e ‘sti “Mingreli” (senza guardar su wiki 😉 …) di cui sopra , qualcuno li conosce ?

    • habsburgicus says:

      in molti in ex-URSS…..
      anche se i più avrebbero preferito di no
      Berija era un mingrelo 😀

  7. mirkhond says:

    Gli Hamshan hanno un abbigliamento simile a quello dei Lazi, come pure a ciò che resta dei Romei pontici islamizzati dell’area intorno a Trebisonda.

  8. PinoMamet says:

    Comunque, che paesaggio norreno, come direbbe il nostro Mirkhond!
    🙂

  9. mirkhond says:

    Però a me piace. 😉
    Anche se preferisco la Cappadocia e le aree steppose tra Konya e il Tauro.

  10. Moi says:

    A proposito invece non di Turchi e di Turainci (o quel che l’è) ma di … “Buonanno” 😉 :

    http://www.huffingtonpost.it/2016/01/03/buonanno-sindaco-borgosesia-avra-registro-unioni-civili_n_8907100.html

    … Gianluca Buonanno sorprende tutti. “Istituirò il registro per le unioni civili a Borgosesia”

  11. mirkhond says:

    In effetti la costa pontica anatolica non ha affatto un paesaggio “mediorientale”, ma nordico, con montagne coperte di estese foreste, e case antiche in legno e a tetto spiovente.
    In Paflagonia vi è addirittura una delle più antiche moschee dell’area (XIV secolo) fatta anch’essa in legno.
    Mentre credo che l’edificio a tetto spiovente degli altipiani centrali dell’Anatolia, sia stato influenzato dall’arrivo dei musulmani balcanici scacciati o fuggiti gradualmente, tra XIX e XX secolo, in quanto se osserviamo ciò che resta dei villaggi indigeni dell’area, o le foto di 90-100 anni fa, o le stampe ottocentesche ricavate dai viaggiatori francesi come Texier, notiamo una tipologia più mediterranea con tetto a terrazzino, ed edifici simili ai pueblos messicani del nord.

  12. mirkhond says:

    Infatti.
    E da ciò possiamo dedurne che in epoca bizantina anche le chiese dell’Anatolia pontica dovessero essere in legno, almeno nei villaggi.

  13. Grog says:

    Cosa è importante è SBARAZZARSI DEI TURCHI che sono peggio dei TOSCANI!Queste gradevoli popolazioni di tipo alpino e nordico non hanno nulla a che spartire con i turchetti del fez, se fondassero un loro stato non sarebbe male! Sono civili, non abbattono aerei, hanno solo la disgrazia di aver troppi turchi attorno potrebbero ampliare la Georgia e l’Armenia (già ridacchio a pensare a Erdofiolduncan che si arrabbia) ah ah ah ah
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

  14. Moi says:

    I cartelli che hanno in meno, che dicono ?

  15. mirkhond says:

    I Turchi in stragrande maggioranza NON sono di origine turca, ma discendono dalle popolazioni anatoliche, caucasiche, balcaniche conquistate dai Selgiuchidi e poi dagli Ottomani.
    Nonché discendenti di schiavi catturati sulle sponde cristiane del Mediterraneo!

  16. Moi says:

    Il fazzolettone “stringi-hjab” è una caratteristica o è una cosa temporanea ?

    PS

    La “Islamic Life Hack” dello smartphone infilato a latere nell’ hijab per conversare a
    mani libere senza cuffiette l’ho vista diverse volte dal vivo … però nessuna ragazza Islamica (e neppure nessun Islamic M to F Gender-Bender 😀 ) l’ha mai messa in videino sul tubo, stranamente !

    • Moi says:

      Nel Registro Unioni Civili di Ignazio Marino c’erano un certo Said e un certo Marco (in Giornalistese, la gente comune ha sempre e solo il nome proprio di persona)… quindi gli Islamic Gender Benders esistono.

  17. mirkhond says:

    Un paesaggio tipico dell’Anatolia centrale (Cappadocia), Urgup, già San Procopio o Prokopi in romaico locale:

    http://www.asiminyeri.com.tr/resim_gal/eski_urgup/old_cappadocia_5.jpg

    Notare l’aspetto da presepe di questa cittadina anatolica.

  18. mirkhond says:

    Famiglia romea di Sille, presso Konya, ai primi del ‘900:

    https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/736x/34/84/5f/34845fd23ab3d311104c822f00a0f4a5.jpg

  19. Moi says:

    @ PINO

    Com’è possibile che tutti ‘sti “costumi tradizionali” _ specie femminili _ siano sempre, in tutto il mondo, così colorati sgargianti con tanti ghingheri ?

    Mi sa di “reinventato” / “imbarocchito” (come d’altronde già il Romanticismo dell’ Ottocento non esitava a fare in pittura …) per turismo o giù di lì …

    • mirkhond says:

      Forse erano gli abiti della festa e/o dei notabili.
      Osserva infatti le foto autentiche dei primi del’900.
      Nelle pose sono simili a quelle dei notabili dell’Occidente…..

    • PinoMamet says:

      Mio bisnonno era una specie di notabile di paese, e nella foto che mi rimane di lui indossa giacca, cravatta, panciotto con doppia catena di orologio e bastone da passeggio (e baffi a manubrio, ça va sans dire)

      ma nella vita di tutti i giorni sarebbe stato meno in ghingheri (suppongo)

      • PinoMamet says:

        Mio trisnonno, quello altissimo e fuorilegge, in effetti indossa solo baffi a manubrio 😉 ma ha una giacca di tessuto pesante e una camicia con colletto “alla coreana”, decisamente meno in ghingheri…

    • Moi says:

      … militare ?

      • mirkhond says:

        Credo rappresenti il costume da festa.
        Anche perché non mi risulta che nell’Anatolia ottomana i Romei/Rum cappadoci svolgessero il servizio militare……
        Poi bisognerebbe capire se i costumi raffigurati (pur abbelliti e riadattati ad uso turistico) siano stati ispirati dalle fogge turche, oppure vi sia in loro qualcosa di autenticamente bizantino.
        Mi piacerebbe saperlo……

      • PinoMamet says:

        “Anche perché non mi risulta che nell’Anatolia ottomana i Romei/Rum cappadoci svolgessero il servizio militare……”

        Beh, il servizio militare come lo intendiamo noi è roba napoleonica… 😉

        gli Ottomani però, oltre ai famosi Giannizzeri (che poi un po’ alla volta cominciarono a essere reclutati anche tra turchi, e si trasformarono, oltre che in casta militare, anche in mafia di artigiani-scrocconi-mantenuti dallo stato, insomma in “kasta” 😉 )
        avevano anche un esercito reclutato come tutti gli eserciti dell’epoca cioè in maniera semi-feudale
        (io chiamo il tal cavaliere assegnatario del tal “feudo”, e lui deve presentarsi con tot fanti reclutati da lui…)
        e varie truppe “etniche” prese nelle varie province…

        • mirkhond says:

          Sì, intendi il Timar.
          Non saprei però se fosse esteso anche all’Anatolia.

        • mirkhond says:

          In Cappadocia inoltre, abbiamo le prove della persistenza di un’aristocrazia romea ortodossa, ancora nel tardo XIII secolo, a due secoli dalla battaglia di Manzikert, che era passata al servizio dei Selgiuchidi di Rum (1081-1308), come un certo Basil Giacoupis, di cui si fa menzione in un affresco rupestre cappadoce, in una chiesa dedicata a San Giorgio e in cui compaiono ai lati del Santo, il Sultano Masud II (1284-1296 e 1303-1307) e l’imperatore romano Andronico II (1282-1328).
          In epoca ottomana c’erano notabili e addirittura principati armeni, come Zeytun in Cilicia (oggi Suleymanli), durato fino al 1862, e quello di Tomarzà in Cappadocia, presso Kayseri, durato fino al 1908.
          E’ possibile che questi principati armeni anatolici, fornissero un servizio militare feudale, almeno fino alle Tanzimat dell’800, ma ripeto, purtroppo non ne so nulla.

    • PinoMamet says:

      Non me lo fa vedè!

      • mirkhond says:

        Non ho capito.

      • PinoMamet says:

        Non mi si apre la pagina

        • mirkhond says:

          Hai mai visto o letto di un costume simile riguardo all’Anatolia antica?

          • PinoMamet says:

            Su due piedi non mi sovviene niente di simile…

            ma sono uomini o donne? direi donne…

          • mirkhond says:

            ma sono uomini o donne? direi donne…

            Mi sono fatto la tua stessa domanda.
            Anche perché uno/una in piedi sembra un uomo….. 🙂

          • PinoMamet says:

            Secondo me è semplicemente vecchia 😉

            ma gli abiti sono indiscutibilmente femminili

          • mirkhond says:

            Chissà cosa simboleggiano quei copricapi con le corna (su uno vi sono dei pendagli).
            E’ la prima volta che li vedo, a differenza dei cappelli conici, che sono presenti già dall’epoca ittita, e curiosamente si mantengono avvolti dal turbante, proprio nei costumi di epoca ottomana, musulmani ma anche cristiani.

          • PinoMamet says:

            Mmm secondo me non simboleggiano niente, deve essere una di quelle strane evoluzioni/formalizzazioni del costume locale
            (una donna inizia a legarsi il fazzoletto in modo che spuntino due “cornetti”, le altre la imitano, l’uso diventa quasi una regola, i cornetti diventano sempre più precisi…

            robe di questo genere si vedono spessissimo nel costume militare, al maschile: i capi di abbigliamento, copricapi in primis, hanno la tendenza a diventare poco pratici e pieni di fronzoli tradizionali…)

            il copricapo conico potrebbe essere benissimo una specie di proto-fez, ovvero cono di feltro, come il pileus che nel mondo greco-romano era il copricapo associato a schiavi e marinai (e perciò a Ulisse, nelle rappresentazioni);

            lo stesso pileus, leggermente ricadente “a berretto di Puffo” e- quanto si vede dai mosaici- di colore rosso, era il famoso “berretto frigio” associato (come pileus) ai liberti (e quindi alla Francia “liberata” rivoluzionaria) ma anche agli orientali in genere, e di conseguenza ai maghi…

            il cono di feltro, di colore naturale/bianco, è anche il copricapo tradizionale albanese e credo di alcune zone della Romania;

            oltretutto è la forma di cappello più antica, perché per fare qualunque cappello si passa da una fase in cui si ottiene un cono di feltro, più o meno largo…

            da rappresentazioni e statuine, pare che i Macedoni utilizzassero perlopiù una specie di basco, invece, che pare identico al copricapo afghano (pakol) che avrai visto in centinaia di servizi sui talebani…
            difficile dire se si tratti di una semplice coincidenza.

  20. mirkhond says:

    Si tratta di una stampa ricavata dal viaggio in Anatolia di Charles Texier (1802-1871) e raffigura dei costumi della campagna cappadoce che non ho mai visto da nessun’altra parte.
    Curiosi quei copricapi con le corna. Si tratta di un retaggio antichissimo addirittura precristiano?

  21. Moi says:

    Il Giovin Kemal con baffi a manubrio in una foto in bianco&nero colorata a pastello poi … come si usava.

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7f/Ataturk2.JPG

  22. Mauricius Tarvisii says:

    Attenzione: in Olanda ci si potrà sposare tra uomini e cani. O, almeno, così ci dice un senatore leghista

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/01/04/unioni-civili-centinaio-lega-deriva-pericolosa-in-olanda-stanno-pensando-ai-matrimoni-tra-umano-e-cane/459970/

    • Peucezio says:

      Non lo faranno.
      Perché il cane non può esprimere il proprio consenso in modo incontrovertibile, quindi non sarebbe politicamente corretto.
      In compenso legittimeranno i matrimoni fra gruppi di più persone di sesso assortito, di genitori con i figli, di fratelli fra loro, di esseri umani e oggetti inanimati, nonché di singoli individui con sé stessi (o con la propria mano), per dare uno statuto di legittimazione sociale alla masturbazione.

      • mirkhond says:

        Siamo all’obbrobrio più puro……

      • Z. says:

        Peucè,

        ce la giochiamo come scommessa? Tipo: poligamia entro l’anno x, con tanto di quote. Una quota vale una cena dal gr… ehm, dal romeo di Largo Respighi 🙂

      • Francesco says:

        Sulla poligamia credo che Peucezio vinca facile (il nome PC è poliamore).

        Mi piace molto l’idea dell’automatrimonio!

        Per il giudizio (morale ed estetico) non posso che associarmi al Duca.

        Ciao

  23. Moi says:

    No, va’ là régaz’ … dài mò là :

    http://arynews.tv/en/indian-man-tries-to-marry-cobra-find-out-why/

    “Indian man tries to marry cobra!

    An Indian man tried to marry a snake as he believed the snake had been a beautiful woman in a previous life. ”

    —————————————————————–

    … E io dovrei vergognarmi di essere ” Occidentale “, avere complessi d’inferiorità politically correct relativista con ‘sta roba qui ?!

    PS

    In ben 9 mesi (gestazione umana media) un unico commento … ironico ?!

    Spero di sì, ma conosco la Potenza delle Finestre di Overton e di certe Fuoronate Altre 😉 da considerare “Culture Altre” ne ho già lette, viste e sentite fin troppe (sia “a Casa Mia” sia nel “Kasaloristan” 😉 … ) per potere darlo ottimisticamente per scontato :

    The Indian police are discriminating against Patel because of his sexual orientation. This is pure cobraphobia. Patel needs to sue fast!

    … WTF ?!

    😉

  24. Moi says:

    Insomma, senza circoscrivere la cosa all’ India … capisco (e ne convengo) che la retorica the White Man’s Burden di Rudyard Kipling fosse “antipatica” 😉 ; eccedere dall’ altra parte opposta, tuttavia, NON mi sembra saggio !

    … Dopo tutto, Quello Là 😉 che diceva che una corda di strumento musicale, troppo tirata si spezza … tirata troppo poco, non suona affatto era Indiano anche lui, no ? 😉

    • Z. says:

      Essere suonati non mi sembra una prerogativa degli uomini “non-bianchi”…

      • Moi says:

        E infatti non è mica problema di “Azione”, ma di “Re-Azione” … se uno “da Noi dei Nostri” tirasse fuori una roba simile (o di simili), se ne occuperebbe la Neuro, e le critiche sarebbero oggetto di Legge Basaglia ; se lo fa “da Noi uno di Loro” , se ne occupa la UNAR, e le critiche sarebbero oggetto di Legge Mancino.

        Qualcosa “intuitivamente” 😉 NON torna … nevvero, Habs ? 😉

        • Moi says:

          Poi va be’, la critica di Jung in materia è meno supponente e più interessante di quella di Freud … primo a dirlo, eh 😉 .

  25. Moi says:

    In sostanza, fra “sanità” e “malattia” psichica c’è un confine labile, vincolato alle culture … adesso non si dice più perché “épatta i Professionisti della Tartina”, ma un tempo si sarebbe detto “Atavismo Psichico”; Jung, difatti, ossservò meglio di Freud come certi “delirii” del “Civilizzato” Secolarizzato corrispondessero a “credenze” del “Selvaggio” Animista. Altri due termini _ “Civilizzato” e “Selvaggio” _ che non si possono più dire.

  26. Moi says:

    Quanto ai cani in Olanda … il discorso classico del Cattolicesimo “Spirito-del-ConcilioScettico” (Gente molto diversa come Maurizio Blondet e Vittorio Messori, in pratica, concorda soltanto su questo) è che la “Secolarizzazione”, in fondo, dura poco : prima o poi si ritorna Pagani.

    E se “torni Pagano” troppo e/o troppo presto o “fuori posto” o “senza tutele terzomondiste” … sei “folle”.

  27. Moi says:

    Un “Bobby Henderson” negli USA Anni Cinquanta, sarebbe stato internato : come Folle se ritenuto in bona fide oppure … come Provocatore Comunista, se ritenuto Provocatore ma “sane” /sein/ .

  28. Moi says:

    Tanto per NON aiutare Mauricius 😉 a superare la propria cynophobia be’ … ci sono non pochi cani maschi in calore in assenza di femmine che se non stai attento … ti stupran loro. Se sei molto basso e incontri un bestione tipo alano o san bernardo, non rischia solo il poplite 😉 …

    • Blondet… vado di prescia, ho letto solo le prime righe (senza riferimenti ancora a khazari!). Dubito che si arrivi a una guerra vera e propria, ma per il resto il ragionamento che segue non fa una grinza:

      “Se, come pare difficilmente evitabile dopo il crimine deliberato saudita (1), casa Saud farà guerra all’Iran, è molto probabile che Erdogan entri nel conflitto, ovviamente da sunnita a fianco dei Saud. Ora, l’utilità del richiamo inascoltato che dovevamo uscire dalla NATO al più presto, forse comincerà a farsi chiaro anche nelle menti più ottuse – come sono precisamente quelle che ci governano in Europa. La Turchia non è solo membro della NATO; è anche il membro più armato e forte, l’unico che abbia un vero esercito.”

      • Siccome Blondet non parla (almeno subito) di khazari, ci penso io (dai, i “khazari” sono divertenti come titolo).

        Da Hurriyet, il politologo Soli Özel:

        http://www.hurriyetdailynews.com/seven-comments-on-seven-developments-in-turkeys-foreign-policy.aspx?pageID=238&nID=92925&NewsCatID=510

        “Why does Turkey want to normalize relations with Israel? How do you comment on that?

        This is the meeting of “two alones.” Both Turkey and Israel are alone; two alones coming together.

        How come?

        Turkey’s position in the region was very different in 2010 when the Mavi Marmara tragedy happened. Turkey was very powerful while Israel was a country which was seriously becoming isolated, and still is. Today, since Turkey is becoming at least as isolated as Israel, the convergence of these two countries is the meeting of two alones.

        Can there be another reason for this convergence?

        I think many things that will happen in the upcoming period are related to the fact that Iran will enter the world system as a legitimate player. There are three significant countries which see Iran’s desire to be a hegemonic country in the region as a threat: One is Saudi Arabia, two is Israel and the third is Turkey. Saudi Arabia and Israel have already been seeing eye-to-eye on almost every subject over the last six years and they have a great connection. Turkey is also very disturbed by the fact that Iran will increase its weight.

        The framework of an Israel-Turkey peace is uncertain. Turkey is giving moderate messages but also does not disregard saying, “There is no deal yet.” What do you think? What kind of an agreement might have been reached?

        I do not want to speak with current data without the text in front of us.

        Will the ruling party get reactions from party alignments due to this peace? How do you evaluate the possible reactions?

        The ethical and emotional parts of that are so complicated. There will be a strong reaction but let’s give it a rational look. Can Turkey help Palestinians while having relations with Israel or without relations with Israel? You are no longer a part of the subjects you think matter to you when you get angry and cut your relations. If you have a more important target, you maintain your relations despite many dissatisfying situations. Diplomacy is like that. The emotions between (President Recep Tayyip) Erdoğan and (Israeli Prime Minister Benjamin) Netanyahu are more multifaceted than between Obama and Netanyahu. However, this does not prevent them from meeting and talking about various subjects. They try to get somewhere through tolerance.

        One Hamas authority will reportedly be deported from the country. In the meantime, Hamas leader Khaled Mashaal receives top-level hosting in Turkey. What is the background on this?

        The meaning of Mashaal’s invitation was to give a message that “we are not selling you out.” In this way, you are also saying to the public opinion “we are talking with Israel but we are also hosting Mashaal here.””

        • Comunque Israele sta cercando disperatamente di provocare uno scontro con Hezbollah.

          Prima uccidono il dirigente di Hezbollah nel Golan, poi bombardano per quattro giorni consecutivi il sud del Libano, con il meraviglioso pretesto di “prevenire le rappresaglie” per l’assassinio nel Golan:

          http://www.timesofisrael.com/anticipating-hezbollah-action-israel-shells-lebanon-border/

          A parte i giudizi morali che in politica lasciano il tempo che trova, è evidente che Israele vuole uno scontro diretto, in questo particolarissimo momento. Non riesco a capire però il motivo.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Interpretazione malevola? Alleggerire la pressione sull’Isis impegnando Hezbollah sul fronte occidentale.

          • Francesco says:

            approfittare del fronte che Hezbollah ha con ISIS per assestare qualche colpo

            anche per rifarsi dell’ultima sconfitta

            funziona?

            PS Blondet ormai mi annoia, neppure una guerra tra Persia e Arabia lo rende meno monomaniaco

        • roberto says:

          “since Turkey is becoming at least as isolated as Israel”

          ce lo vedi veramente tutto Questo isolamento (lo so che non lo dici tu, ma che ne pensi)?

          • “ce lo vedi veramente tutto Questo isolamento”

            beh, nemmeno per Israele se è per questo.

            Comunque, la Turchia di Erdogan II (il successore di Erdogan I, quello che voleva rapporti migliori con tutti) riesce a farsi odiare da greci, kurdi, alawiti, aleviti, sciiti, iraniani, iracheni, russi e non so quanti altri.

            Però i camion turchi sono sempre quelli che si vedono di più in Serbia, temo…

      • OT

        C’è sempre lavoro per la Digos:

        ” (LA SPEZIA) – Il Bambinello rapito dal presepe allestito in piazza e impiccato. E’ accaduto la scorsa notte nel piccolo borgo di Pitelli, sulle colline della Spezia. Sul gesto indaga la Digos. Sul caso è intervenuto il vescovo della Spezia, monsignor Ernesto Palletti. “E’ un’azione non riconducibile a una semplice bravata e deve essere condannata da tutti”. – See more at: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pitelli-gesu-bambino-rapito-dal-presepe-e-impiccato-2350967/#sthash.3NXTajE2.dpuf

  29. Z. says:

    Il sottoscritto, quale latore storico dello pseudonimo Z. (leggasi: ZETA)

    PRESO ATTO

    dell’esistenza di tale Associazione denominata “Zeta-Verein für Toleranz und Aufklärung” (di seguito anche, per brevità, Associazione);
    che detta Associazione, avente sede nella Repubblica Federale di Germania, prende pubblicamente posizione a favore – tra l’altro – dello svolgimento di attività sessuali promiscue tra esseri umani e soggetti terzi diversi non soltanto per genere e specie, ma sinanco con riferimento al phylum animale

    DICHIARA

    di non essere in alcun modo correlato, e anzi di nulla avere a che vedere, con la Associazione denominata “Zeta-Verein für Toleranz und Aufklärung”

    DIFFIDA

    pertanto chiunque ad associarlo, in qualsivoglia modo e a qualsivoglia titolo, con la sopracitata Associazione, restando inteso che, laddove ciò avvenisse, il sottoscritto non esiterà a tutelare i propri diritti in sede civile e penale senza ulteriore avviso.

    Z.

  30. Pietro says:

    @Mirkhond: leggerti e’ affascinante, sembra di viaggiare nel tempo e nello spazio.

  31. mirkhond says:

    Io viaggio molto con…l’immaginazione. 😉
    E infatti da anni mi rompo letteralmente la mente, nel capire in che modo si vestissero nell’Anatolia romano-bizantina dei secoli VII-XI dopo Cristo.
    Da qui il mio “zappingare” senza pace 🙂 in internet per capire come poteva essere la vita quotidiana dell’Anatolia di cultura bizantina, se gli abbigliamenti dei Romei della Cappadocia ottomana siano stati influenzati dalla cultura turco-iranica dei Selgiuchidi e poi degli Ottomani, o mantenessero qualcosa del tipo bizantino.
    E a tuttoggi non ho la risposta, e, quando disegno soggetti e ambientazioni bizantine, debbo lavorare con pochi modelli e molta fantasia…… 🙂

  32. Moi says:

    A proposito di Turchia …

    http://www.nexusedizioni.it/it/CT/mamma-li-turchi-4721

    I Giovani Turchi, secondo Blondet, erano tutti dunmeh, ovvero ebrei seguaci di Sabbatai Zevi (autoproclamatosi Messia nel 1626) che si erano convertiti esteriormente all’Islam mantenendo in realtà le loro usanze e la loro fede ebraica.
    Il piano di sterminio della popolazione armena, secondo quanto documentato da Blondet, avrebbe addirittura trovato agli occhi dei suoi esecutori una giustificazione in seno alla Bibbia, che in Deuteronomio 25, 19 chiama il popolo armeno Timheh, che vuol dire “sarai cancellato” ed in Genesi 36, 9-12 con il nome di Amalek, popolo nemico di Israele di cui YHWH ordina lo sterminio

    [cit.]

  33. Moi says:

    A proposito di Anatolia e di pastori, l’insostituibilità di una possente razza canina da pastore come il Kangal dimostra ulteriormente, qualora davvero ve ne fosse ulteriore bisogno, che i maniacalmente cinofobi British (Cosplayer) Muslims dovrebbero parlare a proprio titolo neo-tribale e NON a nome abusivo dell’ universalià della Umma.

  34. habsburgicus says:

    @Miguel

    Il Bambinello …..ecc ecc
    tu ridi…ma vi furono altre epoche e luoghi in cui tali casi erano prese tremendamente sul serio
    nella notte fra 15 e 16/1/1630 vi fu un furto sacrilego nella chiesa di Santa Engrácia a Lisboa, il 1° in Portogallo (il 2° sarà nella notte fra 10 e 11 maggio 1671 a Odivelas); il ciborio sarà trovato il 29/1/1631 in un fiume;
    ci fu enorme impressione;
    le ricerche si svolsero negli ambienti dei “cristiani nuovi”; in marzo 1630 gli studenti di Coimbra [cioè l’élite intellettuale dell’epoca] si sollevarono contro i cristãos-novos
    il 3/2/1631 fu infine bruciato vivo, ma per ordine di un tribunale civile (lui avrebbe preferito l’Inquisizione, più garantista) il nuovo cristiano Simão Peres Solis (colpevolezza quantomeno dubbia), che aveva 3 sorelle suore; suo fratello Henrique, un francescano, fuggì ad Amsterdam e si fece giudeo con nome di Elazar (bruciato in effigie l’11/3/1640)
    nel 1630 l’Inquisitore Generale del Portogallo Francisco de Castro scrisse un memorandum a Felipe IV (Filipe III) contro i cristiani nuovi, prendendo spunto da questo furto sacrilego; sembra che non gli dispiacesse neppure la loro espulsione, comunque non la riteneva catastrofica per il Regno (e cita, esaltandoli, i Re Cattolici..e anche l’espulsione dei moriscos una ventina d’anni prima…fra parentesi, potenza della propaganda :D, ciò che parve grandioso ai contemporanei, oggi si ripete pappagallescamente che fu un grave errore :D)
    è notevole che nel memoriale, a proposito, del furto sacrilego, usi una logica “occamiana”…dice, più meno…chi poteva fare un tale atto nefando ? chi odia Cristo e la sua Chiesa, dice…e chi sono questi ?..i “luterani”, i “cristiani nuovi” e i mouriscos, si risponde
    continua dicendo che i protestanti sono pochi, timorosi, sotto controllo hanno paura e mai farebbero una cosa del genere [da ciò si evince che c’erano protestanti, stavano tranquilli e l’Inquisizione portoghese non li perseguitava, se non davano fastidi]
    sui mouriscos dice, non esistono più in questo Regno [importante..testimonia l’estinzione dei mori in Portogallo entro il 1630]
    restano, continua, i “cristiani nuovi” mossi da odium Christi..e propose che si tagliassero loro le ali una volta per tutte 😀

    • PinoMamet says:

      Ho molti dubbi a definirla una logica occamiana… 😉
      Povero Occam!

      Comunque:
      “anche l’espulsione dei moriscos una ventina d’anni prima…fra parentesi, potenza della propaganda :D, ciò che parve grandioso ai contemporanei, oggi si ripete pappagallescamente che fu un grave errore 😀 ”

      francamente faccio molta a fatica a vedere quali vantaggi possa aver tratto la Spagna dall’espulsione dei moriscos…

    • PinoMamet says:

      Comunque- non c’entra troppo- noi italiani mi sa che siamo troppo precipitosi nel vederci simile al mondo ispanico.
      Che per inciso ammiro e mi piace.

      Certo, siamo latini e di cultura cattolica. Però in Spagna mi pare che ci sia un sentimento tragico, grandioso, continentale, imperiale, pomposo, che manca del tutto in Italia.
      Al contrario gli viene maluccio, forzata, la farsa, nella quale a tutti i costi vogliono inserire elementi seri o tristi o drammatici.

      A leggere la storia dell’affondamento della corazzata Bismarck, viene da pensare che, oltre a qualche errore strategico, abbia influito non secondariamente anche il carattere così “tedesco” dell’ammiraglio Lutjens, che appariva quasi auto-destinatosi a una gotterdammerung o come caspita si scrive.
      E penso che nella Seconda Guerra Mondiale questo sia accaduto con una certa frequenza, da parte dei tedeschi.

      Nello stesso modo la Spagna imperiale sembrava fermamente decisa a danneggiarsi nel modo (secondo la mentalità dell’epoca) più nobile.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Occamiana o occamista? Sempre che non vogliano dire due cose diverse, come marxiano e marxista, dove occamiano è riferito a Guglielmo d’Ockham, mentre occamista all’occamismo (seconda metà del XIV sec. – XV sec.).

      • Moi says:

        Con Marx la cosa è più complessa : infatti l’Ecclesia Laicista Tradizionale 😉 divideva “Marxiani” (intesi come “Pedissequi” …) e Marxisti (intesi come “Rielaboratori”) . Va detto che spesso Marx era un Feticcio NON letto e al quale attribuire ogni forma di “Ribellione Contestataria Giovanile”, cosa che _ ripeto _ ha avuto senso _ o almeno ha richiesto davvero un certo coraggio _ fra il 1960 e il 1979 !

  35. mirkhond says:

    “potenza della propaganda :D, ciò che parve grandioso ai contemporanei, oggi si ripete pappagallescamente che fu un grave errore :D)”

    Diciamo anche che i tempi e le sensibilità cambiano.

  36. Moi says:

    Guglielmo di Occam : Grande Filosofo quando la spiegazione più facile è quella che ci piace di più … Facilone Sopravvalutato quando la spiegazione più facile è quella che ci piace di meno.

    😉

    PS

    Come lui stesso sapeva e scriveva (così mi risulta) tuttavia dopo ogni rasatura la Barba di Platone [metafora Occamiana delle idee, donde il Rasoio] ricresce sempre più folta però.

  37. mirkhond says:

    “francamente faccio molta a fatica a vedere quali vantaggi possa aver tratto la Spagna dall’espulsione dei moriscos…”

    Ad esempio i vuoti demografici in diverse aree della Spagna, come l’Andalusia, certe aree dell’Aragona ecc.
    Il vantaggio fu nell’aver raggiunto l’omogeneità religiosa, che rendeva più facile il tenere insieme i diversi popoli spagnoli sotto un unico monarca a Madrid.
    O almeno così si pensava, visto che le rivolte separatiste vi furono ugualmente a partire da quella catalana del 1635-1652, seguita da quella portoghese del 1640-1668, che portò il Portogallo ad essere nuovamente indipendente.

    • PinoMamet says:

      Ma l’omogeneità religiosa l’avrebbero prima o poi raggiunta lo stesso, con la convinzione e la conversione (come da prime intenzioni in seguito alla Riconquista, così mi risulta);

      l’idea che i convertiti non fossero mai convertiti abbastanza mi sembra di tipo paranoico, come le purghe staliniane: il sospetto, quando si mette in moto, non c’è modo di fermarlo, e si può sospettare di chiunque.

      Il risultato paradossale è di creare nemici dove prima non ce n’erano.

      Prendi un comune morisco, che magari sarà andato in chiesa perché doveva, che avrà fatto il suo lavoro come tanti, artigiano, contadino, commerciante, che magari avrà mantenuto qualche perplessità sulla carne di maiale e in privato gli scappava una preghiera o una imprecazione in arabo.
      Beh, poteva non essere il massimo dal punto di vista dell’ortodossia religiosa (ma chi lo è…) ma non vedo perché i suoi nipoti o pronipoti non potessero diventare (come in effetti sono diventati in molti casi) spagnoli esattamente come tutti gli altri.
      Ma soprattutto non vedo perché dovesse tramare contro la monarchia spagnola…

      • Peucezio says:

        Mah, forse era una parte particolarmente attiva della società iberica ed entrava in concorrenza con la forza espansiva dei cavalieri castgliani.
        In prospettiva forse non è stata una scelta sbagliata, ma al momento deve aver creato un forte appattimento, depresso il livello culturale della Spagna.

  38. mirkhond says:

    Allora si ragionava diversamente, e in un contesto centrifugo come quello spagnolo, si riteneva che solo l’omologazione religiosa potesse cementare il potere regio e l’unità statale.
    Che fosse una prospettiva errata, lo dimostrarono proprio le rivolte separatiste che sconquassarono la Spagna tra XVII e XIX secolo, quando tutti gli Spagnoli erano cattolici.
    Comunque ciò che avvenne tra XV e XVII secolo in Spagna, non fu che la replica di quanto fatto dai sovrani visigoti cattolici nel VII secolo dopo Cristo, sempre contro i Sefarditi per convertirli a forza al Cattolicesimo.
    E questo avrebbe facilitato la conquista araba della stessa Spagna nel 711-720 d.C.

  39. mirkhond says:

    “Ma l’omogeneità religiosa l’avrebbero prima o poi raggiunta lo stesso, con la convinzione e la conversione”

    Le conversioni spesso erano forzate e/o opportuniste.
    Però con Giudei e Musulmani erano più difficili per la maggior resistenza dovuta a convinzioni religiose forti.
    L’omogeneità religiosa raramente è stata raggiunta con la persuasione pacifica……

    • PinoMamet says:

      Mi’, una conversione di massa è sicuramente forzata e/o opportunista.

      Ma, ripeto da sopra:
      l’idea che un convertito non sia mai convertito abbastanza, è paranoica.

      Ma soprattutto, non vedo quali terribili danni avrebbero potuto apportare questi convertiti alla corona spagnola…

      mi sembra tutto un ragionamento dettato dalla paranoia.

      • mirkhond says:

        La paranoia era quella dei poteri civili e religiosi cristiani dell’epoca.
        Noi ragioniamo da un punto di vista “laico”, che vede la religione come un fatto privato.
        E dunque da lasciare in pace purché non si danneggi la società.
        I cui fondamenti non sono in un credo religioso.
        Nel passato invece era il credo religioso il centro di tutto e tollerare l’esistenza di credenti di confessioni differenti, o di branche dello stesso credo ma con teologie differenti, e dunque “eretici”, poteva essere accettato solo per opportunismo (tipo difesa dei confini, bisogno economico ecc.).
        Ma era sempre una tolleranza PROVVISORIA dettata dalle necessità del tempo.
        Tolleranza che, in un contesto diverso, poteva essere benissimo REVOCATA.
        Perché se credo che la mia fede sia l’unica vera e giusta, è comprensibile che arriverò a perseguitare coloro che la pensano diversamente, quando ne avrò l’occasione.
        Cosa ad esempio che accade tuttoggi in paesi come l’Arabia Saudita, in cui non solo i Cristiani, ma persino gli Shiiti sono duramente vessati, come il povero sceicco al-Nimr e altri 47 poveracci messi a morte qualche giorno fa.

  40. mirkhond says:

    Ciò che avvenne in Spagna, vide una situazione simile nell’Anatolia romano-bizantina nei secoli X-XI, quando con la reconquista romana dell’Armenia e di parte della Siria, gli imperatori di Costantinopoli imposero l’omologazione religiosa ortodossa calcedoniana ai nuovi sudditi cristiani.
    Omologazione che già nel VII secolo dopo Cristo, aveva provocato per reazione l’aprire le porte alla conquista araba dell’area romana tra Siria ed Egitto, i cui abitanti erano in maggioranza monofisiti.
    I Romani d’Oriente, dimenticando la lezione del passato ripetettero LO STESSO ERRORE di secoli prima.
    Col risultato di veder facilitata la conquista turca della stessa Anatolia.
    Ancora nel tardo XII secolo in Romania gli Armeni deportati nei Balcani erano spinti a convertirsi a forza all’Ortodossia calcedoniana, col risultato di vederli favorire i Franchi, come nel sacco normanno di Tessalonica dell’agosto-novembre 1185, e nel viaggio di Federico Barbarossa verso Gerusalemme (dove non arrivò mai) nell’agosto-novembre 1189 a Filippopoli (oggi Plovdiv).

  41. mirkhond says:

    in Romània

  42. mirkhond says:

    “l’idea che un convertito non sia mai convertito abbastanza, è paranoica.

    Ma soprattutto, non vedo quali terribili danni avrebbero potuto apportare questi convertiti alla corona spagnola…”

    Le autorità politico-religiose spagnole tra XV e XVIII secolo, ritenevano queste conversioni (da loro stesse provocate) come fasulle (a volte a ragione) e che questi Cristiani Nuovi tramassero contro i nemici della Castiglia, nemici che potevano essere gli Ugonotti francesi, i Calvinisti olandesi, l’Inghilterra da Elisabetta I in poi, il Sultano ottomano e i suoi vassalli barbareschi del Maghreb.
    Da qui tutte le conseguenti paranoie.

  43. Moi says:

    Noi ragioniamo da un punto di vista “laico”, che vede la religione come un fatto privato.
    E dunque da lasciare in pace purché non si danneggi la società.
    I cui fondamenti non sono in un credo religioso.

    [cit.]

    —————————

    Precisamente !

    … E non credo affatto che questo tipo di “Noi” _ nel bene o nel male, a seconda … _ sia sorto ” spontaneamente “, come sistematicamente inculcatoci da Scuola dell’ Obbligo e Media Main Stream (questi ultimi, a mio avviso, molto più efficaci e duraturi nel creare “un sentire comune” …) !

  44. mirkhond says:

    Infatti.
    La laicità è figlia di un lungo percorso scaturito dalle guerre di religione tra Cattolici e Protestanti nei secoli XVI-XVII e poi dal sorgere per reazione dell’Illuminismo massonico nel XVIII secolo, a sua volta impostosi ferocemente e duramente in società cattoliche.
    La tolleranza e figlia sanguinosa dell’intolleranza, e diventa a sua volta intollerante quando si vede e/o si sente minacciata.
    Da qui l’attuale e crescente islamofobia che si è diffusa in Occidente.

    • Moi says:

      Non sono del tutto d’accordo sull’ islamofobia … direi che è il “Completamento dal Basso”, il “Richiamo alla Coerenza dal Basso” di una mentalità corrente Illuministico-Massonica che _ dall’ Alto _ aveva plasmato culturalmente le Masse.

      L’ Arte Blasfema (senza lesinare su perversioni sessuali ed escrementi) Vs Chiesa Cattolica sta soprattutto nei Musei … L’ Arte Blasfema (sempre senza lesinare su perversioni sessuali ed escrementi) Vs Islam sta soprattutto nei Social Network su Internet.

      PS

      Paradigmatico ne sia il D’Alema Leaderino Figiciotto degli Anni Settanta Vs il D’Ulema 😉 FiloIslamico all’ ultima intervista da Frau Dietlinde (a sua volta emblematica della Decadenza AustroUngarica).

      • Moi says:

        Insomma, su questo sono “Buttafuochista” … o “Buttafuochiano”, v.di sopra ?

      • Z. says:

        Moi, a me risulta che l’arte islamica non sia particolarmente figurativa. Il che diminuisce notevolmente, se non azzera proprio, la sua possibilità di essere blasfema verso il cristianesimo.

        Peraltro, non è improbabile che qualcosa di blasfemo contro il cristianesimo – qualcosa che offenda Gesù, ad esempio – finerebbe per esserlo anche contro l’islam.

        Comunque, sai bene che il web abbonda di frasi e vignette blasfeme anche – e direi soprattutto – contro la religione cristiana.

        Z.

        PS: oh, D’Alema dicesse le stesse cose di quarant’anni fa sarebbe preoccupante! Non dico che la gente debba cambiare idea una volta l’anno come fai tu, ma insomma, ripetere gli stessi slogan di quando eri ragazzo di norma non è il caso 🙂

  45. mirkhond says:

    è figlia

  46. Moi says:

    @ IZZALDIN

    */l/* Palermitan* 😉 medi* 😉 come pronunzia la “z” di “Zisa” ? … sonora o sorda ?

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a4/Palermo-Zisa-bjs2007-02.jpg

    Nel caso, qual è più/meno corretta rispetto all’ Arabo ? Sono scazzate entrambe 😉 ?

    • Non so com’era l’originale arabo.

      Non confondiamo scrittura italiana con suono, per un momento, e diciamo che la lettera /s/ rappresenta la “esse” sorda, come in “Sofia”.

      La lettera /z/ rappresenta quella sonora, come in “fase”.

      I suoni che gli italiani scrivono come “z” sono in realtà due, e sono suoni composti: /t/+/s/ e /d/+/z/, cioè /tsio/ e /dzattera/.

      In arabo, i suoni composti in generale sono quasi inestitenti, e in particolare non esistono /ts/ e /dz/.

      Mentre esiste un suono – che esiste anche in inglese o in spagnolo – ma non esiste in italiano, che la /s/ sorda nelle posizioni in cui in italiano sarebbe sonora (distinzione tra “races” e “raises” in inglese); e viceversa la /z/ sonora nelle posizioni in in cui in italiano sarebbe sorda (distinzione tra “race” e “raise” in inglese).

      Ci siamo?

      Allora, “zisa”, se davvero somiglia a come si pronunciava in arabo, lo pronuncerei:

      /ziisa/

      che per un italiano non abituato ad altre lingue è semplicemente impronunciabile.

  47. Grog says:

    Ubi sunt turco toscanos?!
    Ubi sunt turco toscanos?!
    Ubi sunt turco toscanos?!
    Occidimus turco toscanos!!!!!
    Meus patronus plus non est
    quia propter est est est!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!
    Grog!

  48. Francesco says:

    Miguel

    se non sbaglio quelle regioni della Turchia sono abbastanza povere, l’idea di sfruttare quello che hanno per ridurre la povertà mi sembrava buona

    cosa ci hanno guadagnato dalla vittoria?

    scusate l’IT

  49. mirkhond says:

    “Ma quei forchettoni sono per la spaghettata con spaghetti di dieci centimetri di diametro l’uno?”

    Penso che fossero dei rastrelli per raccogliere il fieno.

  50. mirkhond says:

    “poi sterminavano o risparmiavano i popoli in base al critero rigorosamente religioso, indipendentemente da lingua e nazionalità.”

    Infatti espulsero verso la “Grecia” circa 400.000 Karamanlides, ortodossi dell’Anatolia interna tra Konya e Kayseri, che da secoli erano divenuti turcofoni, ma erano rimasti cristiani ortodossi.
    E il cui idioma turco, il Qaramanli, veniva scritto in alfabeto greco!
    Dei 400.000 espulsi nel 1924, ne giunsero in “Grecia” circa 193.000.
    Degli altri 200.000 e più non si sa dove siano finiti……….
    Ancora nel 1922 Kemal pensava di trattenerli in Anatolia, creando un patriarcato ortodosso turcofono con centro a Kayseri.
    Purtroppo due anni dopo cambiò idea e ordinò che anche questi turcofoni seguissero le sorti dei loro correligionari espulsi nella Rumeli!

  51. mirkhond says:

    Peucezio

    A proposito di e-mule, come si possono aprire i film scaricati in formato winzip?

  52. Moi says:

    Visto che con Maometto si rischia troppo … il Charlie Hebdo ripiega su Dio !

    http://www.breizh-info.com/37228/actualite-societale/la-une-de-charlie-hebdo-un-dieu-assassin-de-type-europeen/

    … Che è poi il “classico” Catto-Zeus, uguale a quello di Vauro & Affini ! Neanche un Arabone Gigante “alla Senofane di Colofone”, se la sono sentita …

    • Moi says:

      Ripeto: mi convincerete con il vostro (fuorché Habsburgicus …) Indifferentismo Politically Correct allorquando e solo quando saranno anche dei vignettisti de Il Vernacoliere a venire smitragliati sotto la redazione per mano di qualche CattoVendicatore … perciò speriamo che non mi convinciate mai.

      • Z. says:

        In che senso indifferentismo?

      • “anche dei vignettisti de Il Vernacoliere a venire smitragliati sotto la redazione per mano di qualche CattoVendicatore”

        E perché mai?

        Un cattolico convinto crede anche alla gerarchia.

        O fa di testa sua, e allora non è cattolico.

        Oppure trova un vescovo che lo autorizza a farlo.

        E siccome il vescovo campa con l’otto per mille, e comunque dovrebbe essere autorizzato dal Papa, perché mai dovrebbe autorizzare il ragazzo a colpire?

        • roberto says:

          “E siccome il vescovo campa con l’otto per mille”

          d’accordo la battuta, ma magari il vescovo non ordina la strage anche perché crede ad antiche superstizioni che vietano l’omicidio

          • PinoMamet says:

            Anche, ma la cosa era valida anche ai tempi dell’Inquisizione… 😉

            è vero che la Chiesa è cambiata parecchio, da allora
            (secondo alcuni frequentatori del blog, in peggio 😉 )

            ma soprattutto c’è il fatto che la Chiesa cattolica, per così dire, diffida del fai-da-te.

            Che si tratti di leggere la Bibbia o di scomunicare un eretico, la cosa va fatta con tutti i crismi (ora che ci penso, mi pare che la parola venga proprio dal cattolicesimo), da “personale adeguamente formato”, seguendo una catena gerarchica ben precisa, quasi militare.

            Invece altre comunità religiose sono comunità nel senso di “riunioni di individui”, ognuno dei quali, se religioso praticante, di fatto vale per sé:
            “ognuno vale uno” come dice quel tale 😉

            al massimo l’esperto, il giureconsulto, potrà dirti se fai bene o male secondo la sua lettura dei testi.

            Pensa com’è organizzata la Messa: è il prete che “la fa”, senza prete non c’è messa.
            Mentre senza pubblico, il prete può e deve dire messa lo stesso (al massimo sarà un po’ sbrigativo dove può tagliare corto).

            Invece la preghiera musulmana o ebraica, ognuno la fa per sé:
            se c’è uno bravo a cantarla, allora fa da guida per gli altri, ma se non c’è fa l’istess.

            • “ma soprattutto c’è il fatto che la Chiesa cattolica, per così dire, diffida del fai-da-te.”

              Esatto.

              Ecco perché il “cattolico vendicatore” è un caso molto raro. Ed è il Comma 22 di coloro che negano che il Papa possa fare icche vole, cambiando la liturgia come gli pare invece di restare fedele alla Tradizione.

          • “crede ad antiche superstizioni che vietano l’omicidio”

            Non direi. Credo che le “antiche superstizioni” ordinassero spesso e volentieri l’omicidio. Senza andare tanto lontano:

            https://it.wikipedia.org/wiki/Pena_di_morte_nella_Citt%C3%A0_del_Vaticano

            E con questo non intendo affatto associarmi alla canea anticattolica, sia chiaro.

          • Z. says:

            Quel tale diceva “uno vale uno”. Non “ognuno”. Era sincero, in effetti, ma è stato interpretato male 🙂

    • roberto says:

      “Neanche un Arabone Gigante “alla Senofane di Colofone”, se la sono sentita”

      non riesco proprio più a seguirti.
      mi sembra che a CH abbiano perculato in abbondanza i musulmani (anzi, la critica è che li abbiano perculati troppo e solo loro, e come sai almeno sul “solo loro” non sono tanto convinto). qual è il tuo punto?
      e che vuol dire
      “Indifferentismo Politically Correct”?

      • Moi says:

        https://it.wikipedia.org/wiki/Senofane

        *** Premesso che i teoremi (in senso vero) di Pitagora, Talete, Euclide ecc… NON hanno certo smesso di “funzionare” alle loro morti … per come la vedo io, la cosa ha proceduto grossomodo così come segue : ***

        Nel Monoteismo, l’ antropomorfismo (pur sparendo _almeno in teoria … _ come rappresentazione) permane tuttavia a livello “teo-psichico” (benevolenza o vendicatività, sempre sentimenti umano sono) … tolto anche quello, si arriva al Teismo Massonico.

        Passo successivo, Ateismo. Ma si constata che molte persone, di lì, tornano agli “Ídola” , spesso senza neppure accorgersene …

        NON sopportando il Vuoto.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Be’, ma questi sono i tuoi eroi, mica i miei. Io li ho sempre insultati quelli di Settimanalcarletto.

  53. Moi says:

    Pro Memoria di Charlie Hebdo di Roberto Dal Bosco (uno di Effedieffe, in chiaro …) :

    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=311751:promemoria-visivo-per-charlie-hebdo&catid=83:free&Itemid=100021

    Sorprende (ma non troppo) che Dal Bosco condivida quella del Conclave come girotondo sodomitico … 2013.

    Quella della Madonna Stuprata dai Re Magi (mica male perdei “Crociati” …) , del 1994 … oggi farebbe scandalo solo per il “nègre” riferito a Baldassarre.

    • roberto says:

      interessante raccolta (ne avevo viste nemmeno la metà) da girare a chi dice “se la prendevano solo con i musulmani”

      • ” da girare a chi dice “se la prendevano solo con i musulmani””

        Non è la stessa cosa.

        E’ facile attaccare la Chiesa cattolica, una potente istituzione che si sa che ha capito che la cosa migliore per l’istituzione è non reagire; e visto che sono “francesi” laicisti a prendersela con altri francesi “cattolici”.

        Mentre dovrebbe essere già ampiamente chiaro che con una cultura non istituzionale, come l’Islam.

        Dove la cosa viene percepita come il diritto dei ricchi bianchi str… di passare il tempo a prendere a calci le domestiche, i disoccupati, gli strasfruttati, che tanto si sa non hanno i soldi per pagarsi gli avvocati.

        Dal punto di vista dei diretti interessati, è proprio come il rito di iniziazione in certi club inglesi, che consisteva nel bruciare una banconota da 100 sterline in faccia a un clochard.

        Questo non vuol dire che io sia favorevole alla censura, anzi. Dico solo come lo hanno vissuto i diretti interessati.

        I quali credo anche che siano riusciti a esprimere piuttosto chiaramente come la pensano, poi non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.

        • roberto says:

          “Non è la stessa cosa.
          […]
          Dove la cosa viene percepita [….]”

          credo che su questo punto dovremo essere d’accordo sul fatto che non siamo d’accordo.

          Per quelli di CH era proprio la stessa cosa: odiavano tutte le religioni allo stesso modo, anzi, per essere più precisi odiavano allo stesso modo tutti i preti (e affini) e qualsiasi ingerenza di qualsiasi chiesa nella vita pubblica.

          quello che cambia è la reazione degli odiati: chi fa finta di niente, chi scrive un editoriale su le figaro, chi si arrabbia e ci resta male e chi prende il kalashnikov

          però non puoi dire che x “non è la stessa cosa” a seconda di come la guardi. io adoro l’haggis, mia cognata vomita solo all’idea, ma la sostanza non cambia, è sempre una pancia di pecora ripiena di interiora e avena, che viene bollita e servita con nips and tatties…..

          • So che non ci capiremo mai su questo, comunque ci riprovo (vanamente, ma affettuosamente).

            Qui vicino a me abita una signora alta un puffo e mezzo, con una quantità incredibile di porri in faccia e i capelli tinti di blu.

            Ci vogliamo un grandissimo bene, perché io sono Miguel Martinez e non sono un francese con il nasino all’insù che si crede La République.

            Ora, immagina queste due circostanze:

            1) Il francese con il nasino all’insù che si crede la République dice a Silvio Berlusconi, “brutto nano con la parrucca” e Silvio Berlusconi manco se ne accorge.

            2) Il francese con il nasino all’insù che si crede la République, per sei o sette anni di seguito, dice, “brutta nana con i porri e i capelli tinti di blu” alla mia amica.

            La mia amica, un giorno, ammazza a coltellate il francese con il nasino all’insù che si crede La République.

            Chiaramente, concordo con te che Silvio Berlusconi non si è macchiato di nessun reato.

            Mentre la mia amica alta un puffo e mezzo, ha commesso un omicidio.

            Ma se tu mi concedi questo, tu concedimi che il tizio con il nasino all’insù che si crede La République, se l’è cercata con ammirevole passione, e sarebbe offensivo ridurlo a una semplice vittima.

          • Z. says:

            Secondo me va anche considerato l’aspetto religioso. CH non ha scritto che gli immigrati puzzano: ha deriso il sentimento religioso altrui (cristiani inclusi). Ora, immaginiamo che avesse ripetutamente offeso il nostro sentimento religioso, ridendo della nostra fede ed elogiando ciò che per noi è il male assoluto.

            Vale a dire: come reagiremmo se un giornale satirico si divertisse a schernire regolarmente le vittime della Shoah, il cui obbrobrio è forse il culto più diffuso in Europa (e della quale tutti qui siamo adepti, a partire da me)?

            E si tratta di fatti di oltre settant’anni fa, i protagonisti dei quali sono in massima parte scomparsi. Fatti di cui i giovani hanno una nozione sempre più generica e nebulosa.

            Non è solo chi ci si diverte a schernire: è anche come lo si fa e cosa si dissacra per farlo. Al di là delle intenzioni dei vignettisti.

            • “Secondo me va anche considerato l’aspetto religioso.”

              Indubbiamente.

              Il mio problema, in questa discussione, è che parto da due presupposti diversi.

              Uno, che crede all’illimitato diritto di chiunque di insultare chi e cosa gli pare, anche per iscritto.

              Due, che da antropologo autodidatta, rispetto l’infinità capacità degli esseri umani di risentirsi per un’offesa a ciò in cui si identificano, e che non spetta agli insultatori decidere in che cosa gli altri si devono identificare.

              Si ritiene che sia sbagliato offendere qualcuno perché è nero, ma non perché è musulmano?

              E se quel qualcuno si identifica come musulmano, senza quasi accorgersene di avere la pelle nera?

              Perché anche la “pelle nera” è una costruzione sociale: io vedo la pelle nera nelle persone che conosco, perché so che è una “cosa strana”, ma non mi ricordo nemmeno se le persone che conosco hanno i capelli neri o biondi o castani, o di che colore hanno gli occhi, perché non sono “cose strane”.

          • Z. says:

            Non hai tutti i torti, sul nero e sul musulmani.

            Ora, il presupposto da cui parto io è leggermente diverso: sono avverso alle questioni di principio. Per principio 😀

            Ad esempio, per come la vedo io non sta scritto da nessuna parte che io ho il diritto di insultare il prossimo, o di fare il saluto nazista, e nemmeno di fare il saluto nazista al contrario perché trovo la cosa molto divertente e arguta (chissà poi perché, boh).

            Bisognerebbe farsene una ragione. In un mondo così complesso e mutevole com’è il nostro – tu diresti: liquido – bisognerebbe accettare di mettere la nostra sensibilità a confronto con quella altrui, anziché pensare che l’esistenza del web ci dia diritto a diventare sempre più aggressivi nei confronti degli altri.

            In altre parole, bisognerebbe comprendere che le tecnologie possono essere anche un mezzo di trasmissione della disempatia, di disgregazione della comunità, e che la cosa può avere effetti devastanti nel mondo in cui viviamo. Dove non è difficile passare alla fase in cui si mette in galera qualcuno per una battuta sul web, o addirittura a quella in cui si spara addosso a qualcun altro per una vignetta.

            Forse aveva ragione quel signore molto devoto, che commentando con me l’attentato alla sede di CH disse “il diavolo ti usa e poi ti butta via”. Non credo né a Dio né al diavolo, ma se esiste una strada per l’inferno è molto probabilmente lastricata di diritti inalienabili, di grandi ideali politici e religiosi, e naturalmente di questioni di principio.

          • Z. says:

            Ad esempio, prendi i casi di persone indotte a suicidarsi per quello che la gente scriveva loro su FB.

            Ora, si può argomentare che erano persone deboli etc., ma se anche fosse le persone deboli esistono e se in questa società esistono nuove minacce contro di loro allora queste nuove minacce vanno studiate e comprese. Non minimizzate, magari trincerandosi dietro a nobili principi come la responsabilità individuale, la libertà di parola e così via.

            Allo stesso modo, se per alcuni amano affermare l’esistenza del diritto di ogni Paese a darsi l’ordinamento che si preferisce, per me quel diritto si affievolisce quando la sicurezza del mio Paese ne risulta minacciata. E oggi la sicurezza del mio Paese, e dell’Unione Europea di cui fa parte, è minacciata dall’IS e non certo dal governo siriano retto da Assad.

            Per questo le dissertazioni sui ribelli siriani più o meno buoni, più o meno democratici e più o meno vicini all’IS mi sembrano dibattiti di scarso interesse. Se combattono per rovesciare il governo contro cui combatte l’IS fanno gli interessi dell’IS, e quindi sono nemici miei e della mia gente.

            E come ho già scritto, questo per me chiude la questione del loro asserito “diritto all’ autodeterminazione”.

          • Z. says:

            E per finire (poi giuro che la smetto 😀 ) anche il diritto di esprimere il proprio risentimento a parole deve trovare dei limiti. Figurarsi quello di esprimerlo nei fatti.

          • Mauricius Tarvisii says:

            E oggi la sicurezza del mio Paese, e dell’Unione Europea di cui fa parte, è minacciata dall’IS

            E’ un’affermazione fondata sullo stesso ragionamento per cui se chiudessimo la Motta risolveremmo il problema della colesterolemia alta.
            Mi spiego. Lo Stato Islamico è prima di tutto una neonata organizzazione statale (lo è, ma a noi non piace dirlo non si sa bene per quale ragione) mediorientale che al momento sta combattendo una guerra totale contro i propri vicini e che sembra che la stia anche perdendo.
            L’esistenza di questo Stato esalta i musulmani radicali occidentali, i quali in suo nome organizzano attentati da queste parti, ma che li organizzerebbero lo stesso anche nel nome di Al Qaida o di qualsiasi altra sigla.
            Chiudi la Motta e io compro i panettoni Balocco, smantelli lo Stato Islamico e qualcuno fa esplodere bombe in nome di Al Qaida. Non riesco quindi a capire in che modo l’esistenza dell’Isis metterebbe in pericolo noi europei più della sua non esistenza.

          • roberto says:

            “So che non ci capiremo mai su questo, comunque ci riprovo (vanamente, ma affettuosamente).”

            infatti non voglio convincerti del fatto che ho ragione 🙂

            comunque, io non voglio negare che CH sia blasfemo, e, come ho avuto modo di dire, le vignette di CH non mi sono mai troppo piaciute (con rarissime eccezioni, e mi piaceva wolinski che però non faceva vignette anticlericali, ma giusto un po’ zozze).

            anzi, aggiungo che sono totalmente d’accordo con gli ultimi due post di Z che si riassumono bene con “non sta scritto da nessuna parte che io ho il diritto di insultare il prossimo, o di fare il saluto nazista, e nemmeno di fare il saluto nazista al contrario perché trovo la cosa molto divertente e arguta.”

            il mio unico punto su CH, e che sembra sfuggirti, è che non erano più islamofobi di quanto erano cristianofobi.
            Per me è evidente che disprezzavano in ugual misura i preti di qualsiasi divinità (senza discriminazione in base alla religione, aggiungerei).

            poi è chiaro che sono stati visti come islamofobi dai musulmani (che evidentemente non guardano le vignette sui cardinali che si sodomizzano, i gesù nelle toilette eccetera), ma sbagliavano.

            per carità capisco benissimo che si siano offesi, ma sbagliano a vedere CH come un giornale che se la prende solo con loro

          • roberto says:

            Mauricius

            “Non riesco quindi a capire in che modo l’esistenza dell’Isis metterebbe in pericolo noi europei più della sua non esistenza”

            in parte ti rispondi da solo con “L’esistenza di questo Stato esalta i musulmani radicali occidentali, i quali in suo nome organizzano attentati da queste parti,”.

            poi è vero che una sigla vale l’altra, ma come giustamente dici l’Isis controlla un territorio, riesce evidentemente ad organizzarsi meglio e sembrerebbe proprio che nel territorio organizzato dall’Isis gli aspiranti terroristi trovino una palestra efficace per allenarsi

          • roberto says:

            di nuovo Miguel

            un’altra cosa sulla quale non siamo d’accordo

            “Dove la cosa viene percepita come il diritto dei ricchi bianchi str… di passare il tempo a prendere a calci le domestiche, i disoccupati, gli strasfruttati, che tanto si sa non hanno i soldi per pagarsi gli avvocati.”

            a parte il fatto che non sono così sicuro che i redattori di CH fossero particolarmente ricchi, e senza voler negare (che sarebbe assurdo) che essere figlio di immirati algerini sia più complicato di essere erede di una famiglia di enarques, non è che tutti i musulmani di francia siano domestiche, disoccupati e strasfruttati, come non tutte le domestiche, i disoccupati e gli strasfruttati sono musulmani.
            fra i musulmani di francia c’è una bella fetta di gente che si arrabbatta come tutti gli altri, alcuni che se la cavano bene, altri molto bene, ci sono avvocati, medici, politici, giornalisti, commercialisti e pure eurocrati….

          • Z. says:

            MT e roberto,

            per come la vedo io le sigle non sono tutte uguali.

            Come avete osservato l’IS è un organizzazione che, se non è già uno Stato, quanto meno cerca in tutti i modi di diventare uno Stato. Controllando il territorio, gestendo le risorse, amministrando la popolazione e così via.

            Credo sia anche per questo che, come dice robéluxe, IS si è dimostrato molto abile nel compiere attacchi in Europa. Esiste da relativamente poco tempo, eppure per capacità di attrarre personale, azioni compiute, effetti delle medesime e conseguenze sugli Stati colpiti (direttamente e indirettamente) ha già ampiamente surclassato i rivali.

            E una volta che i ribelli siriani riuscissero – tutti assieme – a rovesciare il governo di Assad, non credo che l’IS accetterebbe di costituire con loro una coalizione di larghe intese, né che impiegherebbe molto a divorarli.

            • Sull’Isis… credo che sia la questione meno importante in Medio Oriente, attualmente; infatti, Israele giustamente se ne frega, o l’appoggia indirettamente colpendo chiunque gli crei degli ostacoli, gli Stati Uniti evitano di toccare la sua risorsa principale che è il petrolio.

              Poi se muore qualche frequentatore di concerti a Parigi, è un fatto di cronaca e non di storia.

              Il vero problema è l’alleanza tra la Turchia e l’Arabia Saudita che stanno cercando di coinvolgerci nelle loro guerre, guerre che alla fine dovrebbero portare tutti i paesi dell’Occidente allo scontro diretto con la Russia.

          • Z. says:

            Se l’IS è o non è un problema per Israele è questione che giustamente interessa soprattutto gli israeliani. Io sono italiano, e quindi mi interessa se l’IS è o non è un problema per l’Italia e per l’Europa.

            Vista la sua capacità di aggressione e la sua forza attrattiva secondo me lo è eccome, anche se gli attentati sono stati commessi a Parigi e non in Oltrarno.

            Questo non significa che sia l’unico problema, naturalmente. Però sull’IS io sono più vicino alla Russia che alla Turchia o ai sauditi, e così credo la grande maggioranza degli europei.

            Invece, cosa entrerà nei libri di storia e cosa no è un problema che si porranno gli storici tra una cinquantina d’anni.

          • Francesco says:

            Miguel,

            trovo che le tue “scusanti” per i massacratori di CH siano inaccettabili (non moralmente ma politicamente).

            I musulmani poveri ameranno anche frignarsi addosso e offendersi facilmente (in Francia) ma non per questo è “giusto” che prendano le armi.

            E’ una questione di principio di quelle che non piacciono a Z: la violenza non è sul tavolo delle cose da scegliere di fare, per quanto sia intollerabile l’affronto o la situazione o quel che non ti lascia dormire.

            Sarà per questo che mi piacciono le Sentinelle in piedi, che di fronte Male Assoluto (un pò rompono tutti questi che devono affrontare il MA, c’è già Superman e Thor e i Cavalieri Jedi per farlo) si mettono a leggere in silenzio.

            Ciao

          • Z. says:

            Per come la vedo io, “non andare per strada ad ammazzare la gente” non è un divieto che esiste per questione di principio.

            E’ un divieto che esiste, ed esiste ovunque, per evitare che facciamo tutti quella fine nei fatti.

            Sono due cose un po’ diverse…

    • “Pro Memoria di Charlie Hebdo di Roberto Dal Bosco”

      a differenza di tante cose scritte in certi ambienti, trovo piuttosto valide alcune riflessioni.

      Il Vernacoliere è una cosa totalmente diversa da CH, nonostante le apparenze superficiali: siamo di fronte a un modo antico e molto toscano di giocare con i paradossi del sacro.

    • Luke says:

      Ma infatti si parla quasi del nulla.
      Sfugge all’opinione pubblica che Charb e soci non avrebbero mai voluto che una persona come l’autore di questo pezzo si “sentisse Charlie” nè con loro vivi, nè tanto meno con loro morti. Tutta la loro opera – che può piacere o non piacere – parla di questo.

      Come non avrebbero mai voluto sentire quella marcetta sui figli della patria o vedere il tricolore alle commemorazioni che li riguardavano.

      Difatti l’unica volta in vita mia che ho apprezzato una posizione della signora LePen è stato quando a corpi ancora caldi ha rifiutato la pantomima del JSC, rendendo così “onore” al nemico-vittima meglio di tanti altri pennivendoli.

      Capisco che atei e borghesia anarchica non riscuotano troppo successo su queste pagine ma, appunto, loro sapevano di rischiare e non sarebbero a caccia di riabilitazione postuma da nessuno come non lo erano da vivi.

      • Z. says:

        Luke,

        — Capisco che atei e borghesia anarchica non riscuotano troppo successo su queste pagine —

        Urca. Una volta essere anarchici significava Sacco, Vanzetti e Gaetano Bresci. Oggi significa fare patetici disegnini da quinta elementare. O temporali, o lamponi!

        • Luke says:

          A me i patetici disegnini piacciono. Questione di gusti…c’è perfino a chi piace il pd 🙂
          Quanto al resto non saprei, non mi arrogo il diritto di sentenziare su cosa voglia dire per ogni singola persona essere anarchico, fascista, liberale o pastafariano. Se tu ci riesci mi complimento.

          • Z. says:

            Il PD non piace a nessuno, come la DC. Lo votano soltanto. Il partito unico, per definizione, funziona così…

            Comunque non era un sentenza, era una constatazione. Sono cambiati i tempi 🙂

        • PinoMamet says:

          Mah, io di tutte le vignette di Charlie Hebdo riportate in vari siti, sino a ora ne ho trovata divertente num. 1.

          Ovviamente molto blasfema, ma divertente (secondo me).
          Tutte le altre, mi sono sembrate blasfeme e basta.

          • Z. says:

            Io non ne ho trovata una (1) che mi facesse sorridere, e dire che ho la risata facile…

            tu a quale ti riferisci?

          • PinoMamet says:

            Era una citata dal sito di Blondet
            (traduco e adatto mettendo un riferimento italiano)
            Legionario romano a Gesù Cristo: “Mi dispiace, il Bricocenter è chiuso, tocca incularti…”

            Oh, non è grande umorismo, intendiamoci, e non vale un laccio delle scarpe di molte di quelle del Vernacoliere, però almeno c’è un nesso comico, c’è un effetto pensato per far ridere
            (i chiodi si comprano al centro del bricolage, se questo è chiuso occorre una pena alternativa…)

            che invece mi pare manchi in tutte le altre vignette di Charlie Hebdo che mi è capitato di vedere, dove pare che ci sia solo il gusto della dissacrazione, come se bastasse far vedere le chiappe di un prete o la Madonna che dice una parolaccia per far ridere…

          • mirkhond says:

            Fa schifo lo stesso!

          • “Tutte le altre, mi sono sembrate blasfeme e basta.”

            Che su questo, non si riflette mai.

            Noi in realtà non sappiamo nulla di un eventuale senso alle cose.

            E’ giusto mangiarsi bambini arrosto per colazione, oppure no? La risposta onesta è, boh.

            Però ci diamo dei principi molto arbitrari, che devono reggersi sulla sospensione di quel boh, e che ci permettono di sopravvivere per i brevi anni della nostra vita.

            Questi principi reggono soltanto nella misura in cui facciamo la faccia seria quando ci pensiamo.

            Ora, che io sappia, Charlie Hebdo non dissacra mai i principi fondanti del sistema liberale/antirazzista/proprietà privata/sacralità della shoah/sacralità dell’uguaglianza teorica e tutto il resto.

            Dissacra soltanto altre sacralità, che siamo tutti bravi a fare gli uaarini con il sacro dell’altro.

            Specie se siamo francesi con il nasino all’insù.

          • Z. says:

            Miguel,

            — siamo tutti bravi a fare gli uaarini con il sacro dell’altro —

            Su questo è difficile darti torto.

            • uno,

              1) l’alleato dell’Occidente, Arabia Saudita, da poco visitata con entusiasmo dal nostro premier, mette a morte al-Nimr Baqir al-Nimr, accusato di aver fatto un sermone critico del re.

              2) L’Arabia Saudita si appresta a decapitare e crocifiggere il nipote dello stesso, accusato di aver partecipato a una manifestazione critica del re.

              3) La folla a Tehran attacca l’ambasciata saudita.

              3bis) gli aerei sauditi – usando missili americani e italiani – bombardano l’ambasciata iraniana nello Yemen.

              4) Tutti i paesi clienti dell’Arabia Saudita chiudono i rapporti diplomatici con l’Iran.

              E quindi:

              Il Gibuti interrompe le relazioni con l’Iran: la barzelletta di Shariatmadari

              TEHERAN (RADIO ITALIA IRIB) – Dopo la rottura dei rapporti con la Repubblica Islamica dell’Iran da parte di Arabia Saudita, Bahrain e Sudan, anche il Gibuti ha annunciato la rottura delle sue relazione con il governo di Teheran.

              Commentando la notizia, Hossein Shariatmadari, noto direttore ed editorialista dell’importante quotidiano “Kayhan”, ha scritto:

              “In seguito alla rottura delle relazioni tra Iran e Gibuti, il Ministero degli Esteri iraniano ha dato 24 ore di tempo ai diplomatici del paese africano per trovare il loro paese sulla cartina geografica!!!”

          • Z. says:

            😀

            senti, tu che ne sai: ma perché Tehran in italiano è diventata Teheran? com’è successo?

            • Gli iraniani sono ancora più ostici degli arabi all’uso delle vocali, anche se ne avrebbero molto più bisogno.

              Il nome della città è scritto in un modo che è difficile da spiegare senza entrare in logiche diverse da quelle del nostro alfabeto.

              Comunque la prima parte è scritta “T-h-r”, una volta su mille, è scritta “Tihr”, dove la “i” breve antica viene pronunciata come una “e”.

          • Luke says:

            Ora, che io sappia, Charlie Hebdo non dissacra mai i principi fondanti del sistema liberale/antirazzista/proprietà privata/sacralità della shoah/sacralità dell’uguaglianza teorica e tutto il resto.


            E perchè avrebbero dovuto?

            CH era un giornale satirico composto da persone che la pensavano in una certa maniera, acquistato in edicola (e non imposto a nessuno) da altre persone che la pensavano in modo simile.
            Un ateo anticlericale comprava CH aspettandosi satira sulla fede, non sulla proprietà privata o l’antirazzismo.

            Sugli argomenti da dissacrare decidevano loro a loro piacere, come tu decidi sul tuo blog di scrivere di Turchia e non della ricetta della trippa alla fiorentina (a sono convinto te la caveresti pure con quella).

            Sono stati offensivi verso qualcuno? Certo, e mi pare l’abbiano pagata a sufficienza.
            Però il discorso di “andarsela a cercare” può essere pericoloso se qualcuno comincia ad abusarne. Rom e sinti in primis, per restare ad argomenti da te trattati spesso (ma non divaghiamo, poi io qua sono ospite e “nemico” 🙂 ).

            Tutto quello avvenuto post-strage (o “bonifica” come mi pare la pensino alcuni qui 🙂 ) l’ho criticato all’inizio; li hanno presi come simbolo di una cosa che non erano e ne sarebbero disgustati.

          • Z. says:

            Luke, anch’io qua sono un “nemico” – simpatizzante PD, ateo dalla nascita e latore di gusti musicali decenti 🙂 – eppure posso assicurarti che qui non troverai nessun commentatore abituale che inneggia per una strage.

            Non troverai neppure altri commentatori abituali che ammettono di votare PD. Però qui non ci metterei la mano sul fuoco: come per Andreotti ai Bei Tempi, non lo si ammette ma poi lo si vota. In silenzio e con disciplina 😀

          • Francesco says:

            è giusto mangiarsi bambini arrosto per colazione? l’unica risposta sensata è no

            1) a colazione non si mangia arrosto di carne, è pesante

            2) il cannibalismo è una cosa molto brutta, praticata solo da uomini abbrutiti al massimo livello

            non ti facevo tipo da furberie intellettualistiche, sei una sorpresa. del resto, se una cosa non è ammessa neppure in Toscana deve proprio essere turpe!

            ciao

  54. Moi says:

    http://www.treccani.it/vocabolario/indifferentismo/

    ———-

    Cmq la blasfemia sulla Chiesa ci ha talmente assuefatti da almeno 40 anni da non far nemmeno pressocché più notizia; anche perché lo Spirito del Concilio è per “ignorare” …

    • Z. says:

      Ma tu lo intendevi nel primo o nel secondo significato? e a proposito di cosa? Buttaci due righe in più di spiegazione, non sono sprecate!

  55. Dif says:

    Me ne sono accorto solo ora, ma sbaglio o nella quinta immagine il ragazzo con la camicia a quadri sta suonando uno strumento simile a una zampogna? È uno strumento tradizionale turco?

    • “È uno strumento tradizionale turco?”

      I montanari del mondo si somigliano tutti 🙂

    • PinoMamet says:

      Credo sia uno strumento tradizionale di tutti i posti dove ci sono pecore/capre da cui ricavare la sacca…
      diffusa in tutt’Europa e oltre

      prima che intervenga Moi a dire “qua no” 😉 la piva, così chiamata, era tipica dell’Appennino piacentino/parmense

      gh’era ‘na volta, era tempo di fera
      gh’era Bandera ca sonèva la piva
      a gh’era ‘na mosca, tanta cativa
      ch’la dèva ad boca in tal cul a Bandera

      (che mordeva sul culo Bandera 😉 )

      io però ricordo come tradizionali per me , nel senso che fanno parte del mio ricordo personale, gli zampognari, credo abbruzzesi o molisani, che sotto Natale venivano puntualmente da queste parti (li ricordo specialmente sotto la scuola).

      • Dif says:

        Sotto Natale gli zampognari girano tutt’ora dalle nostre parti, e penso un po in tutte le aree interne dell’Italia centro-meridionale.

        • PinoMamet says:

          Vabbè, anche qui…
          usavo il verbo al passato perché mi ricordavo di quando ero a scuola 😀

  56. Z. says:

    Bologna è sempre un passo avanti, ve lo dico sempre. Quanto al diritto, poi, nemmeno se ne discute: la prima Università del mondo occidentale è stata la nostra, si sa, e non è un mistero che vi si insegnasse il diritto. Il meglio del diritto continentale, per giunta, ché erano i tempi di Irnerio e dei glossatori.

    Eppure, questa volta qualcosa è andato storto.

    Come osserva l’autore, infatti, in tutta l’Urbe Rossa nessuno si è reso conto che, se qualcuno fa un disegno sulla mia porta di casa, io non ho più diritto di venderla.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/06/bologna-i-murales-finiscono-al-museo-senza-il-permesso-degli-artisti/2352753/

    Dobbiamo stare più attenti, dobbiamo 😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      Però dobbiani ditinguere i due profili. Da un lato c’è certamente il tuo diritto di proprietà sulla porta (che ti permetterebbe di ottenere dall’artista il risarcimento del danno, ovvero la spesa per il falegname… sempre che la porta con l’opera non valga abbastanza da compensare il danno col lucro), ma dall’altro il graffito è sempre un’opera di ingegno che quindi è protetta in quanto tale.
      Certamente qualcuno potrà pensare che l’artista, dipingendo un’opera sulla tua porta, ti abbia concesso implicitamente tutti i diritti di sfruttamento sull’opera stessa, ma il problema non credo che sia così banale.

      • Z. says:

        Ehi, io non vado mica in giro a dire che il disegno è opera mia. Se l’ha fatto Tizio, lascio che il merito vada a Tizio. Sono una persona onesta. Però è la mia porta, miseriaccia!

        Se la voglio verniciare la vernicio, se la voglio distruggere la distruggo.

        E se la voglio rivendere al museo gliela rivendo.

        Poi non è nostra intenzione disconoscere l’elemento pretorio nell’Aufbau del giure civile; detto in altre parole, se Tizio ha qualcosa da eccepire, lo farà, e chi vivrà vedrà 😀

        Z.

        PS: a sto giro niente mail: giassai 😉

        • Mauricius Tarvisii says:

          Se la rivendi al museo, però, stai facendo circolare l’opera e l’artista potrebbe vietarti di farlo. A questo punto tu dovresti agire per la reductio in pristino o riverniciare per conto tuo e chiedergli il risarcimento, quindi – e solo allora – potrai vendere la tua porta priva dell’opera al museo.
          Ma non ci metto la mano sul fuoco.

          • Z. says:

            Quindi torniamo alla mia prima interpretazione dello Scorza-pensiero.

            Vale a dire, se qualcuno mi scarabocchia la porta io per ciò stesso non ho più il diritto di venderla.

            No, non mi convinci 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Puoi venderla, se scrosti il graffito.

          • Z. says:

            Cioè io devo far periziare la porta per decidere se quel che c’è sopra è arte o no, indi pagare il perito, poscia pagare per scrostarla, indi procedere alla vendita?

            E se qualcuno mi fa un disegnino con le chiavi sulla fiancata dell’auto? stessa cosa?

            Continui a non convincermi 😀

  57. mirkhond says:

    “la prima Università del mondo occidentale è stata la nostra”

    A me risulta che sia stata quella di Salerno.
    Bologna è stata la prima in cui si è insegnato il diritto.

    • Z. says:

      A Pavia dicono che la prima fu la loro, a quanto ricordo. E immagino che in molte altre università si dica lo stesso 🙂

      • Mauricius Tarvisii says:

        A Pavia semmai possono vantare la prima scuola di diritto, ma si differenziava da Bologna perché la scuola pavese nasceva intorno alla corte e quindi non era un’organizzazione indipendente dal potere politico.

    • PinoMamet says:

      “A me risulta che sia stata quella di Salerno”

      Ti riferisci alla Scuola medica salernitana? (Perché l’università di Salerno esiste, ma, leggo, è stata fondata nel 1968…)

      se sì, e se è da ritenere un’università (perché no), credo che quella di Bologna sia la più antica attualmente esistente

  58. mirkhond says:

    “E per finire (poi giuro che la smetto 😀 ) anche il diritto di esprimere il proprio risentimento a parole deve trovare dei limiti. Figurarsi quello di esprimerlo nei fatti.”

    Non fai prima ad invocare la censura?

    • Z. says:

      Se per “censura” intendi le norme che proibiscono la diffamazione, quelle ci sono già. Pressoché in tutto il mondo, credo.

  59. Mario says:

    Onore eterno ai fratelli Kouachi.

    Un anno dopo l’ottimo lavoro che hanno fatto.

    • “Onore eterno ai fratelli Kouachi.”

      Anche noi, come CH, onoriamo la libertà di opinione 🙂

    • Dif says:

      Miguel, la libertà di espressione mi permette anche di mandare affanculo gente del genere?

      • roberto says:

        ricordo un precedente in cui Miguel mi aveva accordato il diritto di rispondere con una pernacchia (credo a peucezio)

        quindi almeno per quella vai tranquillo!

        (ti precedo)

        PRRRRRRRRRRRR

        • “ricordo un precedente in cui Miguel mi aveva accordato il diritto di rispondere con una pernacchia (credo a peucezio)”

          Finché è una pernacchia… di solito se uno esprime un’opinione diversa da “siamo tutti Charlie”, sono perquisizioni e anni di carcere.

          • “sono perquisizioni e anni di carcere.”

            se sei un muratore marocchino… ma anche se sei Dieudonneé, vi ricordate come il Ministro della République dal nasino all’insù abbia immediatamente ordinato un’inchiesta di polizia perché il comico aveva scritto su Facebook che si sentiva “Charlie Koulibaly”, sospeso tra il mondo di quelli con il nasino all’insù e quelli neri.

          • PinoMamet says:

            Di lui ho visto qualche filmato, postato da Roberto credo: non mi è piaciuto (per quello che ho capito) ma caspita, non vedo cosa ci fosse da “inchiestarlo” solo per avere usato un’immagine efficace per descrivere quelli che dovevano essere i suoi sentimenti:
            da un lato visto come comico iconoclasta (pure troppo) che gioca con gli argomenti proibiti, dall’altro come “terribile musulmano”.

            “Charlie Koulibaly”, per come la compresi io, era come dire “preso tra due fuochi, incazzato e faccio incazzare, mi sparano perché sono comico e mi accusano di essermi sparato perché sono musulmano”.

            Inchiestarlo è un po’ come dire “in Francia è proibito l’umorismo che fa riflettere, mentre potete mettere tutte le vignette con i Cristi inculati che volete”
            (absit iniuria).

            • “nchiestarlo è un po’ come dire “in Francia è proibito l’umorismo che fa riflettere, mentre potete mettere tutte le vignette con i Cristi inculati che volete””

              Hai colto la questione centrale, il nodo che inevitabilmente porta qualche decina dei sessanta milioni di francesi a compiere di tanto in tanto delle stragi.

              Non voglio difendere Dieudonné, che mi sembra un po’ fissato con gli ebrei, o almeno con la “sacralizzazione” degli ebrei.

              Ma se riuscite a cogliere quello che intendo, quando parlo di nasino all’insù, parente stretto del ditino all’insù, ma più incorporato… ecco, riuscirete a capire perché tanto sangue scorre nel mondo per colpa della Francia.

          • Roberto says:

            ” di solito se uno esprime un’opinione diversa da “siamo tutti Charlie”, sono perquisizioni e anni di carcere.”

            Andiamo Miguel, non esagerare con le iperboli!
            Ci sono folle di persone, intellettuali da TV, giornalisti, politici, facciabuchisti, donne delle pulizie, disoccupati e sfruttati che non sono charlie, che lo dicono in ogni modo e che continuano tranquillamente le loro vite!

            Certo c’è un pirla che dice che non è charlie inneggiando ad un disgraziato che ha mandato al creatore non mi ricordo più quanti poveracci e che per questo ha passato un mezzo guaio, ma appunto è un pirla e non si è limitato a dire “non sono charlie”

          • Roberto says:

            Poi per me pure dieudonne, in quel caso, doveva essere spernacchiato e basta….

          • Z. says:

            Sì Robbè, ma c’è anche un bambino che è finito in commissariato con suo padre.

            E se fossi un immigrato, pure con regolare di permesso di soggiorno, mi guarderei bene dal non unirmi al coro.

            E te ne guarderesti bene anche tu, dall’alto della tua mole possente 🙂

          • roberto says:

            andiamo z,

            portare un bambino in commissariato perché non rispetta il minuto di silenzio (e diamo per buona questa versione *di parte*) è evidentemente un’aberrazione, ma nella tua lunga carriera non hai mai visto aberrazioni di poliziotti, PM, giudici?

            inevece dire che “devi essere per forza charlie sennò passi un guaio” è semplicemente materialmente falso.
            mi sa che 3 secondi dopo la creazione di #jesuischarlie è apparsa la prima articolessa per spiegare “no, io non sono charlie e vi dico perché sbagliate” (tariq ramadan non è stato certo il primo….incidentalmente a tariq ramadan non è successo niente….)

          • Z. says:

            roberto,

            — portare un bambino in commissariato perché non rispetta il minuto di silenzio (e diamo per buona questa versione *di parte*) è evidentemente un’aberrazione —

            No, robè. Portare un bambino in commissariato come un arrestato, avesse anche gridato “allahu akbar” anziché dire “io sono CH”, non è un’aberrazione: è una mostruosità, che giustamente ha fatto il giro del mondo. Una mostruosità che ha coinvolto non solo e non tanto la polizia, ma anche – e soprattutto – insegnante e preside.

            In Italia non mi risulta sia mai successo niente del genere, nemmeno durante gli anni di piombo.

            Quindi sì, meglio unirsi al coro e non passare guai, a meno che tu non sia sicuro che riguarderanno altri e non te. E infatti il padre, quando è stato mandato a prendere, ha detto rapidamente tutto quel che doveva dire: noialtri in casa amiamo la République, abbiamo le foto del generale De Gaulle ovunque. Di corsa e senza meno.

            Cerchiamo di essere obiettivi, robè. Non facciamo come quelli che, a parte invertite, dicono “e che sarà mai”.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Volendo in Italia abbiamo il bambino sbattuto in prima pagina sui giornali

            http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2015/11/21/news/bimbo-musulmano-in-classe-uccidiamo-il-papa-1.12485562

            Senza che la scuola si sentisse in dovere di parlare con la famiglia prima che con la Tribuna.

          • roberto says:

            Z,
            che ti debbo dire, prova a googlare “je ne suis pas charlie” e ti renderai conto da solo di quante persone *non* si sono unite al coro senza subire nessuna conseguenza (al massimo qualche sberleffo, esattamente equivalente agli sberleffi diretti ai vari charlie)

          • Z. says:

            Roberto,

            sì, c’è tanta gente che ha detto quella frase e gli è andata bene. C’è qualcuno che l’ha detta e non gli è andata affatto bene, anche se il tuo affetto per la Francia ti porta a minimizzare. E se non sono tantissimi è perché tantissima gente di buon senso è stata saviamente zitta e saviamente si è unita al coro.

            E’ stato persino catturato e sbattuto in carcere un comico, dunque una celebrità, per molto meno.

            Poi io posso capire, come scrissi all’epoca: posso capire il terrore dei francesi e la difficoltà del governo di reagire con freddezza e fermezza, ciò che peraltro ha numerosi precedenti nella storia francese contemporanea. E anche a me Parigi piacque molto, anche se non sono certo pratico della città quanto te. Ma non vedo ragioni per minimizzare, o per far finta che non esista un problema che c’è.

            Maurì,

            almeno noi non l’abbiamo catturato e tradotto in commissariato. E’ già qualcosa, di questi tempi.

          • Roberto says:

            “Ma non vedo ragioni per minimizzare, o per far finta che non esista un problema che c’è.”

            Ma il problema qual è, che non puoi “esprimere un’idea diversa da ‘siamo tutti charlie'” come dice Miguel all’inizio della discussione?
            Beh, questa è una cosa materialmente non vera, tariq Ramadan è lì a confermartelo, e ti assicuro che se tu fossi un po’ più a contatto con la Francia te ne renderesti conto da solo. Per mesi ho letto distinguo di ogni genere e “10 ragioni per le quali io non sono charlie”. Veramente faccio fatica a capire su cosa basate tu e Miguel questa strana idea.

            I due episodi di cui abbiamo parlato sono certo assurdi ma è come dire “in Italia non puoi più camminare la sera tranquillamente” basandoti sul dramma di aldrovandi…..

          • Z. says:

            Robè, se tu dici “io non sono CH” è chiaro che nessuno ti fa niente.

            Ma tu non sei un immigrato arabo con permesso di soggiorno in scadenza. E pensare che gli unici fatti “assurdi” che sono capitati siano quei due che abbiano citato, in effetti, è probabilmente un po’ come pensare che il caso Aldrovandi sia un unicum, solo perché quella volta c’è scappato il morto e c’erano testimoni ad assistere.

          • Z. says:

            Ma ripeto, sarà perché ti conosco di persona ma la cosa che mi stupisce di più è la tua reazione.

            Quanto ti ho menzionato il ragazzino trascinato in commissariato come uno stupratore tu mi hai detto che probabilmente la versione del ragazzino è di parte.

            Miseriaccia Robè!

            Come se, nel caso avesse inneggiato al terrorismo – e in effetti è quello che pare abbia fatto – fosse tutto sommato giustificabile la cattura e la traduzione in un commissariato di un bambino!

            E come se non fosse già di per sé aberrante il fatto che a dei bambini fosse stato ordinato dall’insegnante di ripetere “io sono CH”. Anche senza arrivare all’arresto del bambino che dica “io non sono CH, io sono un terrorista” (che è quello che è successo secondo la stampa).

            Mi dirai che è l’unico caso in cui un insegnante ha fatto ripetere ai ragazzi io sono CH. Non posso escluderlo, naturalmente, ma mi sembra più verosimile che semplicemente non si parli di tutti gli altri casi. Quelli in cui tutti hanno gridato col coro, e nessuno ha avuto la pessima idea di rifiutarsi.

            E per come la vedo io, tutto questo contribuisce a isolare e a dividere le persone in un momento in cui non c’è bisogno di dividersi.

          • mirkhond says:

            Ciò che dice Traversara ci fa capire che stiamo andando sempre più in un regime dittatoriale, sebbene con le apparenze di una democrazia…….

          • Roberto says:

            Z,
            Dico “versione di parte” perché quella della scuola (di parte anch’essa, ovvio) è un po’ diversa e sostanzialmente (vado a memoria):
            – il bambino avrebbe detto cose tipo “siamo con i terroristi, uccidiamo tutti i francesi” (cosa che l’avvocato del bambino, sic!, nega….)
            – la scuola ha chiamato la famiglia
            (Fin qui direi niente di strano. Magari in Italia non siete abituati, ma per dire, a fine novembre la scuola ci ha chiamati perché il pargoletto diceva delle parolacce in classe….)
            – il papà del bambino è andato in escandescenza e avrebbe tentato di mettere le mani addosso al dirigente scolastico (cosa che lui nega decisamente). Oltretutto il papà del bambino avrebbe già in passato cercato di entrare a scuola per regolare qualche problemuccio che suo figlio avrebbe con altri bambini (parliamo delle elementari….comunque circostanza negata dall’interessato)
            – la scuola ha chiamato la polizia che ha sentito tutti, bambino compreso

            Ora né io né te eravamo presenti, ma se le cose sono andate come dice la scuola, immagino che siamo sempre d’accordo sul fatto che portare un bambino di 8 anni in commissariato sia un enormità, ma direi che la versione “lo hanno portato in commissariato perché non era charlie o perché non rispettava il minuto di silenzio” non sia propriamente esatta…

          • Roberto says:

            Oltretutto la cosa del “l’insegnante ha fatto dire ai bambini ‘io sono charlie'” è contestata fermamente dalla scuola, secondo la quale semplicemente avevano fatto un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati, non solo CH, c’era pure gente in un supermercato, un poliziotto che passava di lì ecc….

            personalmente la decisione di fare un minuto di silenzio non mi sembra così scandalosa, anche se ovviamente, alla faccia dell’esistenza di un presunto pensiero unico, è stata contestata in mille modi con la parola d’ordine “perché non fare un minuto di silenzio per i morti in chissadostan?”)

          • Z. says:

            Robè,

            è naturale che la scuola – rectius, il preside – si difenda come meglio crede. Ce l’avrà un difensore il preside? o l’hanno assegnato solo al bambino? 🙂

            E questa è la prima e principale mostruosità: che un bambino di otto anni abbia una versione e un avvocato. Da cui discende la seconda: perché un bambino di otto anni ha bisogno di una versione e di un avvocato? Ne ha bisogno perché è stato arrestato e portato in commissariato come se fosse davvero un terrorista.

            Già questo la dice lunga su quanto credito possiamo dare a un preside del genere. Piuttosto, il fatto che abbia avuto bisogno di ricorrere ai soliti espedienti (vedi oltre) mi fa presumere che la cosa abbia destato scandalo anche in Francia. E questa è un’ottima cosa.

            Comunque, proseguiamo.

            Gli articoli di stampa pubblicati nell’immediato riferirono che il bambino avrebbe affermato “non sono CH, sono un terrorista”. Che dopo “terrorista” abbia aggiunto “vi uccideremo tutti” mi sembra inessenziale: il terrorista quello fa, uccide la gente.

            Intendiamoci, capisco la tattica di aggiungere elementi per screditare il genitore. E’ esattamente il modo in cui si screditano, anche in Italia, le persone che si teme abbiano qualcosa da ridire. O i cui parenti si teme possano aver qualcosa da ridire. In questi casi, immancabilmente, si dice: aveva dei precedenti (che può voler dire un fotosegnalamento); era un drogato (Aldrovandi, Giuliani, Cucchi); era entrato come clandestino (buona parte degli stranieri extracomunitari); ha alzato la voce (ipotesi residuale).

            Immagino che questo valga a tacitare molte persone. Quanto a me, vorrei che qualcuno mi spiegasse in che modo il fatto che il padre fosse – per ipotesi – un clandestino tossicodipendente urlatore e pregiudicato potrebbe rendere meno agghiacciante il fatto che un bambino di otto anni deve dotarsi di una versione e di un avvocato. Ma tant’è.

            E vorrei sapere una cosa: il preside è ancora lì? e sarebbe ancora lì dov’è (ossia dove non dovrebbe mai dovuto essere) se avesse fatto questo gentile scherzetto ad un vero francese e non a un beduino sul cammello? Non penso che la cosa riguardi solo la Francia. In un caso del genere, se fossi il padre, credo che persino io, cioè nessuno, potrei far abbastanza chiasso da indurre chi di dovere a trasferire il preside ad Oristano[1]. Ma non sono certo che con un extra funzionerebbe allo stesso modo. Non vedo perché negarlo.

            Tanto per fugare ogni dubbio: significa che siamo in una dittatura, che le libertà civili saranno cancellate? No, così rispondo anche al Duca: significa che ci sono momenti critici di una Nazione in cui certe persone – tra cui quel tizio del saluto nazista al contrario – farebbero bene a volare basso per non passare guai. In Francia, storicamente, sono forse più nervosetti e impulsivi che altrove, ma si tratta di fatti che possono succedere anche in altri Paesi.

            Non sono la fine del mondo? alla fine si aggiusta tutto? probabilmente è proprio così, ma sono cose che succedono, e non vedo perché negarlo. Negarlo – pubblicamente, non parlo delle nostre discussioni qui – contribuisce, secondo me, a seminare divisioni pericolose.

          • Roberto says:

            “Intendiamoci, capisco la tattica di aggiungere elementi per screditare il genitore”

            Scusa hai qualche informazione che ti permette di affermare con sicurezza che è una tattica e che il preside racconta palle?

          • Z. says:

            Scusa Robè, dove ho scritto che il preside “racconta palle”?

            Ho scritto che screditare quanto prima chi ci potrebbe causare dei guai è una tattica molto diffusa, non solo in Francia, quando si teme di averla fatta grossa.

            E direi che arrestare un bambino di otto anni, per quanti bizantinismi carpiati si vogliano fare e per quante attenuanti pretestuose si vogliano addurre, rientra appieno nel mio concetto di “averla fatta grossa”.

          • Z. says:

            rectius: non “arrestare”, ma “far catturare dalla polizia”. Ché non so in Francia, ma l’arresto in Italia si fa in flagranza 🙂

          • Z. says:

            …perdono, avevo dimenticato il link su Oristano!

            https://www.youtube.com/watch?v=jnb2Kf1FYeE

          • Francesco says:

            mah

            dopo aver letto il papirone Z-Roberto mi schiero decisamente con Roberto.

            SE un bambino di 8 anni dice certe cose, mi pare il caso di dare una controllatina alla famiglia.

            giusto per verificare se il padre (o i genitori) sono solo dei pirla dalla lingua lunga e stupida o sono pericolosi. mi pare evidente che esista una casistica di gente che prima dice cose stupide e poi le fa.

            anche a Locarno, un bambino di 8 anni che dicesse che i negri vanno bruciati, diamoci una controllata …

            PS l’alternativa mi pare sia bombardare a tappeto i quartieri infestati DOPO, che è peggio.

          • Francesco says:

            ops

            forse è Losarno

            😀

  60. mirkhond says:

    E’ l’eterogenesi dei fini.
    Una società del vietato vietare in cui si condanna chi mette in pratica tale insegnamento.
    La libertà che si difende da se stessa…..

    • Z. says:

      “Vietato vietare” non è il motto della società. Era solo il motto di qualche sessantottino a cui il benessere permetteva di mascherarsi da ribelle.

      • Pietro says:

        Se mi posso permettete in questo blog spesso si accusa il qualunquismo di qualunquismo e lo si fa con fare qualunquista…

        • Z. says:

          Certo che puoi bastonarmi, ma spiegati meglio! 🙂

          • Pietro says:

            @Z: mi e’ sembrata una visione un po’ semplicistica che hai dato del ’68. Poi vero che io tendo a trovare la complessita’ anche non c’e’, pero’ cazzarola non puoi ridurre il vietato vietare a quelli che potevano permetterselo. Poi vero che anche io considero l’equo solidale roba per ricchi borghesi e quindi mi autocazzio perrche’ generalizzo. E quindi mi sono perso col discorso e chiedo l’aiuto a casa… Mirkhond salvami tu!

          • mirkhond says:

            Con Zanardo è impossibile discutere, in quanto ti gira e rigira le cose come gli garbano, in quanto sa di difendere un liquame fognario di partito.
            E dunque ti fa vedere l’oro dove c’è la merda e viceversa.
            E’ una deformamentis 🙂 che gli viene dal suo lavoro.
            Solo che qui, dove potrebbe essere più sincero innanzitutto con se stesso, crede di stare in un’aula di tribunale……

          • Z. says:

            Pietro,

            sicuramente la mia è una visione di parte. Non pretendo certo che sia l’unica possibile, e ce ne sono certamente molte altre valide.

            Però quell’aspetto – la libertà dei costumi indotta dal maggior benessere – non fu secondario né in Italia né altrove. Tutto il concionare di rivoluzione, di lotta al capitalismo, di borghesia e proletariato etc. è in larga misura figlio dell’espansione economica di quegli anni.

            Poi la società è cambiata, ma almeno in certi ambienti la retorica no, e continua a trascinarsi come eterna replica di se stessa.

            Tutto questo non c’entra molto col Partito e coi tribunali, secondo me: però il Duca mi vuole bene, e come è giusto che faccia chi ti vuole bene non perde occasione per ammonirmi 🙂

    • Pietro says:

      Molto interessante, come il potere impersonale che domina chi lo detiene

    • Francesco says:

      è il problema di base della società umana

      non si può essere assolutamente liberi e in più di uno

      nulla di nuovo sotto il sole, in questo caso

  61. mirkhond says:

    “Vietato vietare” non è il motto della società. Era solo il motto di qualche sessantottino a cui il benessere permetteva di mascherarsi da ribelle.”

    I sessantottini sono la classe intellettuale e in parte dirigente dell’Occidente di oggi.
    E ne hanno permeato la mentalità……

    • Z. says:

      Questo è vero, ma sono solo una parte del tutto. E a ben vedere, anche i sessantottini che gridavano “vietato vietare” erano una parte del tutto di allora.

  62. mirkhond says:

    Sai meglio di me come delle minoranze molto aggressive e volitive riescano a condizionare una società che inizialmente è loro indifferente.
    Il ’68 e il ’69 non sono diversi da questa costante……..

    • Z. says:

      Ma su questo siamo d’accordo. Solo, non dobbiamo pensare che un pezzo di società – per quanto certamente visibile, mediaticamente importante, e produttivo di conseguenze concrete – sia tutta la società.

      • Pietro says:

        Ma nemmeno che tutta la societa’ rappresenti un pezzo di societa’…

        • Z. says:

          …sei sempre troppo difficile per me 😀

          • Pietro says:

            Intendevo dire che come le minoranze non possono essere assunte a rappresentanza di una societa’, cosi’ le maggioranze (che sono rappresentanza di una societa’) non possono e non devono far dimenticare l’esistenza delle minoranze. Per il resto io anche se non sembra sono spesso d’accordo con te, solo che a volte fai i discorsi classici della “sinistra col culo al caldo”. Io e te possiamo concordare sul punto di arrivo ma dissentiamo profondamente nel modo di arrivarci. Tu hai, scusa il termine, l’arroganza dell’illuminista che trova conferme alla razionalita’ del reale, io invece (causa formazione culturale) ho il mito della sconfitta e del “lottare sapendo di perdere” che mi porta come te a vedere un certo stato di cose come ineluttabile ma a differenza tua visto (anche) dalla parte dei vinti. Questo mi sembra molto chiaro nella nostra piccola polemica sul ’68, a cui per inciso ho sempre preferito il ’77. Un abbraccio.

          • Z. says:

            Credimi, non si tratta di arroganza illuministica (o hegeliana), è che a volte si sintetizza e la sintesi non fa giustizia a tutti. Infatti su quello ti avevo già dato ragione.

            Non intendevo fare un discorso di quel tipo, comunque, ma constatare anzitutto che il benessere è stato un aspetto fondamentale – e a mio avviso il più importante e decisivo – per la rivoluzione culturale di quegli anni. A partire da ben prima del ’68, oltre tutto.

            Dal punto di vista artistico il ’77 è stato molto produttivo, almeno a Bologna (Skiantos e Pazienza, per esempio); se e cosa abbia prodotto di politico oltre all’eroina, però, non saprei dire.

  63. mirkhond says:

    Non è tutta la società, ma la influenza pesantemente.
    Soprattutto dopo le trasmissioni di Costanzo e della De Filippi……

  64. mirkhond says:

    “Il vero problema è l’alleanza tra la Turchia e l’Arabia Saudita che stanno cercando di coinvolgerci nelle loro guerre, guerre che alla fine dovrebbero portare tutti i paesi dell’Occidente allo scontro diretto con la Russia.”

    “Nel 2016 la fine degli Usa ”, profetò Messing, il veggente di Stalin
    Maurizio Blondet 6 gennaio 2016

    Essendo i tempi quelli che sono, molti lettori mi segnalano profezie. Molti mi hanno mandato quelle di padre Paisios del Monte Athos, scomparso nel 1994, dichiarato santo dal Sinodo ortodosso: impressionanti in quanto parlò di una guerra della Russia contro la Turchia, che non era nemmeno immaginabile 20 anni fa. I greci avrebbero ripreso Costantinopoli. “La Turchia sparirà dalla mappa del mondo…Il Medio Oriente diverrà un teatro di guerra – vide – a cui i russi prenderanno parte. Molto sangue sarà versato”. La fase decisiva, l’intervento cinese oltre l’Eufrate, sarà preceduta dalla “distruzione della moschea di Omar”, al cui posto gli ebrei ricostruiranno il Tempio”.

    Ad un monaco cattolico che lo andò a trovare qualche anno prima della sua morte, annunciò “il papa, il quale metterà assieme tutti, cattolici, protestanti, figli del diavolo, mussulmani… Li metterà insieme lasciando a ciascuno libertà… Viviamo in tempi di Apocalisse, (…)Voi come vi comporterete quando il papa farà così?”.

    “I pii avranno grandi prove, ma il tempo sarà breve. Le persecuzioni porteranno i cristiani ad unirsi, in modo del tutto naturale, con la separazione delle pecore dai capri. Allora, la profezia «un solo gregge e un solo pastore», realmente si realizzerà.”

    http://famigliacattolica.blogspot.com/2014/03/discorsi-e-profezie-di-padre-paisios.html

    Che dire? Le “profezie” sono da maneggiare con le molle. René Guénon ha scritto pagine memorabili sull’uso (e la creazione) delle “profezie” da parte i certi servizi , per creare uno stato d’animo collettivo funzionale agli scopi dei poteri occulti. E’ da deplorare che di queste profezie non vengano indicate fonti certe e testi critici, il quando e il dove e il come furono pronunciate, e quali testimoni le hanno ascoltate: ciò rende facile sospettare che siano, diciamo, interpolazioni posteriori. Putin ed Erdogan ai ferri corti? Ecco che si “trova” la profezia di padre Paisios. Una profezia che corrisponde ai desideri di chi la scopre.

    Può ben essere nata dal desiderio (come gli hronir di Borges) anche la profezia che una tv russa, Ren Tv, ha attribuito a Wolf Messing, morto nel 1974: un sensitivo da palcoscenico celebre in URSS, il cui spettacolo consisteva nell’eseguire gli ordini che gente dal pubblico gli dava “telepaticamente”. Ebbene, Messing avrebbe predetto (cito): il 2016 sarà l’anno “in cui gli Usa cesseranno di essere una superpotenza, e cadranno ad un tale livello da esser considerate irrilevanti. In una condizione tale che nessuno penserà più all’America come a un oppositore. Sarà inflitto un colpo devastante all’economia Usa, dopo il quale, semplicemente, collasserà. Ma il 2016 non sarà solo fatale per gli Stati Uniti. Secondo Messing, il Giappone, insieme a Taiwan, attende il più forte impatto, paragonabile solo ad un colpo nucleare. Da dove verrà, il veggente non ha precisato, ma aggiunse che il paese soffrirà grandi perdite economiche ed umane”.

    Cito, ovvio, da Renf Tv: ossia da una fonte di molto incerta credibilità, a dir poco. Dove, quando, a chi Messing avrebbe detto queste cose? Le ha lasciate scritte? Pubblicate o no? Niente di più vago e che si più si presti all’accusa di profezia-espressione di desiderio.

    Se la riporto, però, il motivo c’è: anche la Teresa Neumann, la mistica tedesca stigmatizzata, cattolica, che per 35 anni non prese altro cibo se non l’Ostia, viveva periodicamente la Passione di Gesù ed è in corso di beatificazione, predisse la stessa cosa a un soldato americano che andò a vistarla nel ’52. Il mio paese entrerà in guerra contro l’Unione Sovietica?, domandò il militare. Lei rispose: No, ma verso la fine del secolo, il suo paese sarà devastato economicamente da una serie di grandi disastri naturali.

    wolf-messing-biography-1404987662-0-s-307×512

    Inoltre, la “fonte” imprecisata e imprecisabile della profezia di Messing ha una spiegazione nella sua stessa vita. Nacque nel 1899 a Gora Kalwaria, presso Varsavia, da una misera famiglia ebraica. Ragazzo, scappò a Berlino per fuggire alla miseria. Con poca fortuna. Un giorno, per la fame, svenne; fu creduto morto (come si capirà dopo, cadeva in catalessi spontanea, una facoltà che apprenderà in seguito a provocare a volontà) e portato all’obitorio. Qui fu rianimato da un neurologo, “professor Abel”, che ne intuì le qualità mentali, e credette alla sua capacità di leggere le menti altrui e gli insegnò a svilupparla. Sotto la guida di Abel, il piccolo ebreo imparò a cadere in catalessi volontariamente (era in quella condizione che, apparentemente, prediceva il futuro) e ad assumere un dominio speciale del proprio corpo, rendendolo insensibile. In breve, a 16 anni poteva mandare alla famiglia i primi soldi producendosi, nei teatri di Vienna in qualità di “fachiro” – il pubblico poteva piantargli dei chiodi nel torace – e produrre i suoi “esperimenti mentali” di lettura del pensiero di spettatori, a cui rivelava particolari della propria vita. Ma era tutt’altro che un personaggio da circo; forse piuttosto una personalità come l’italiano Gustavo Augusto Rol (Torino 1903-1994, che sedusse e convinse spettatori d’alto rango con esperimenti telepatici che forse erano veri, forse trucchi); vollero conoscerlo Einstein e Freud, il quale gli insegnò a perfezionare lo stato di auto-ipnosi. Vent’anni di tournées tra Vienna, Varsavia, Berlino. Nel 1937, già quarantenne di successo, suscitò l’attenzione non benevola del Terzo Reich: in una esibizione aveva predetto la sconfitta delle armate germaniche se fossero scese in guerra contro l’URSS. Si sa che fu messa una taglia di 200 mila marchi sulla sua testa; nel ’39, quando i nazisti occuparono Varsavia, la città fu tappezzata di volantini che promettevano la ricompensa per la cattura di Messing. Fu effettivamente arrestato, picchiato, ma – almeno così raccontò lui – controllando le menti dei suoi carcerieri riuscì a sfuggire loro sotto il naso. Riparò in Unione Sovietica nel novembre ’39; al confine, presentò come lasciapassare uno dei volantini tedeschi che ne chiedevano la cattura. Poté entrare, ma naturalmente si rese conto presto che nell’impero del materialismo storico i suoi strani talenti potevano costargli il Gulag. Ma la polizia politica era allora piena di ebrei; qualcuno lo presentò a Panteleymon Ponomarenko, allora capo comunista della Bielorussia, che gli rilasciò un permesso per esibirsi in teatro. Una sera, agenti nell’NKVD interruppero l’esibizione e lo prelevarono: era arrivato l’ordine di condurre Messing a Mosca. Al Cremlino. Davanti a Stalin e Lavrenti Beria, il capo della polizia segreta. Stalin voleva mettere alla prova le sue pretese qualità. Gli chiese di provare ad uscire dal Cremlino nonostante le guardie, a cui era stato ordinato di non lasciarlo passare. Seguito a distanza da un funzionario, Messing passò le porte e i posti di guardia indisturbato; fuori, sulla piazza, salutò con la mano i due temibili governanti che lo guardavano dalla finestra. Le guardie, dopo, giurarono che l’uomo che avevano lasciato passare era Josip Stalin in persona…Sia vera o no questa storia, il regime usò Massing e i suoi pretesi poteri in molte occasioni: di alcune parlò egli stesso in famose interviste, di molte altre tacque. Una volta Nikolai Bulganin, membro del Politburo, lo mandò a prendere perché trovasse una valigetta con documenti segreti, che era stata smarrita; la trovò, indicando precisamente il luogo che “vedeva”. Qualche volta predisse il destino di uno sconosciuto di cui gli venne mostrata la fotografia.
    E’ stato una celebrità
    E’ stato una celebrità

    Ricordava spesso e volentieri di come, poco prima dell’invasione nazista, fosse stato invitato a parlare ai comandi supremi dell’Armata Rossa; ad essi raccontò che la guerra sarebbe stata enorme, ma si sarebbe conclusa con la vittoria sovietica. Precisò anche la data: tra il 3 e il 5 maggio 1945. Quando il conflitto finì, Stalin gl inviò un telegramma di congratulazioni: aveva indovinato. Massing conservò ovviamente il telegramma per tutta la vita. Molto meno loquace fu sul motivo per cui, dal ’43, cessò di prodursi in teatro e lavorò per il governo e i militari. Ma basta per intuire che il veggente era un patriota sovietico, di casa fra le alte personalità del Partito. Forse fu uno degli ultimi a vedere Stalin vivo, venti ore prima del suo decesso; anche se quegli incontri – per i quali veniva prelevato senza preavviso, nel pieno del Terrore Rosso, non di rado di notte, per poi trovarsi davanti a Stalin, Beria o Kalinin che gli chiedevano qualche azione paranormale – gli procuravano “molto stress”.
    Messing durante una sua esibizione
    Messing durante una sua esibizione

    Ottenne però da questi potenti di poter continuare l’attività che amava, calcare le scene come veggente e telepatico. Il pubblico sovietico lo amava, era famoso. Lui preferiva i teatri di provincia, anche perché tutte le volte che si produceva nelle grandi città, Mosca, Leningrado, il locale Partito Comunista, insospettito al più alto grado di quelle pretese “dimostrazioni di sedicente spiritualità”, attivava la polizia segreta, che sorvegliava ogni suo gesto sulla scena. Dal 1950 fino alla morte, prima di ogni esibizione di Massing, il direttore del teatro saliva sul palco e leggeva una Dichiarazione della Accademia delle Scienze, Istituto di Filsofia, in cui si avvisava che le capacità di Massing di leggere nelle menti era basata su una sua speciale abilità di indovinare i pensieri del prossimo leggendo i loro movimenti involontari ed inconsci che un pensiero fa’ attivare nel corpo umano, dato che ovviamente la telepatia non esiste essendo la realtà puramente materiale.

    Lui stesso si era abituato a dire, e ripeté in molte interviste: “Non è lettura della mente a mia, è lettura dei muscoli. Quando gli esseri umani pensano intensamente, il cervello trasmette impulsi a tutti i muscoli; movimenti che mi sono addestrato a percepire ed interpretare”. Il che naturalmente sorvolava sul fatto che lui indovinava i pensieri di persone nascoste dietro una tenda o del tutto assenti dal suo campo visivo. Ed ancor meno spiegava i suoi stupefacenti talenti riguardo alla lettura del futuro, l’insensibilità fisica auto-indotta, l’auto-catalisi. Ma il Partito era così placato.

    Mica tanto. Benchè celebre e patriota sovietico, evidentemente protetto dal potere, quando Massing morì nel ’74, il Kgb immediatamente entrò in casa sua e confiscò il diario personale, sequestrò le note, gli appunti, tutto.

    E’ possibile che sia quella la fonte da cui Renf Tv ha ottenuto le strane profezie di Massing sul 2016? Dal dossier – sicuramente gigantesco- che il Kgb ha raccolto su di lui, completo dei suoi responsi resi ai vertici del Politburo, negli anni di consulti segreti che gli chiedevano le alte personalità del partito?

    http://ren.tv/novosti/2016-01-02/messing-predskazal-v-2016-godu-polnyy-upadok-ssha-i-moshchnyy-udar-dlya-yaponii

    Riguardo allora le brevi note riferite dalla tv russa per il 2016 con un certo rinnovato interesse. Detto da un uomo che visse prima del 1974, l’accenno al Giappone e a Taiwan sarebbe notevole: allora né l’uno né l’altro paese avevano l’importanza politico-economica di oggi, che sono centrali di produzione di semiconduttori – oggetti che allora non potevano nemmeno immaginarsi. Il grave impatto che colpirebbe le due nazioni insieme sembra alludere ad un disastro naturale di proporzioni epocali (del resto possibile dato che entrambi giacciono sul sismico Anello di Fuoco), che ben potrebbe coinvolgere la Superpotenza affacciata sul Pacifico.

    Ma non meno significativo ciò che la Renf Tv dice della Russia. Ahimé molto stringato, ma eccolo: Massing nel 2016 “ha predetto per essa tempi difficili; secondo lui, cederà territori alla Cina, ma se volontariamente o nel corso di ostilità, il veggente non ha precisato. Ma queste circostanze non intaccheranno il suo potere, al contrario. In questo anno, secondo lui, la Russia diverrà la più spirituale ed influente potenza del mondo”.

    Se questo l’ha detto un uomo che ha vissuto sotto l’Unione sovietica, è davvero una predizione da stupire: allora – e ancor molto dopo – nessuno avrebbe mai pensato alla Russia come ad una potenza spirituale. Se fossimo sicuri che non siano “profezie” di recentissima creazione, però.

    • Certo che Blondet è una persona particolare, nelle sue intense, complesse e contorte visioni.

      E uno dei motivi per cui lo rispetto, è la sua imprevedibilità.

      Anche quando parla di un ebreo (e quindi ti aspetto banalità in fila), poi arriva altrove.

    • PinoMamet says:

      Alcuni tratti di questo Messing o Massing ricompaiono, noto, nel Cristo “storico” del Maestro e Margherita…

      tra l’altro anche Woland/diavolo si esibisce in un teatro, e quest’ultimo era ambiente ben noto sia a Bulgakov che a Stalin… tutto lo strano clima a metà tra magia nera e polizia segreta del libro pare ritornare nelle vicende di Messing.

      • mirkhond says:

        Solo che Messing arriva in Russia nel 1939, quando Bulgakov ha praticamente completato il suo Maestro e Margherita ed è già malato (morirà il 10 marzo 1940).
        Però le analogie ci sono in effetti.

    • Z. says:

      Potrei perdonargli l’inutile prolissità, se il Duca si limitasse a linkarlo, ma non la confusione che fa tra Tito e Stalin. Miseriaccia!

    • Francesco says:

      Per gli USA la spiegazione della profezia è facile facile: vittoria alle elezioni presidenziali di Trump o Clinton.

      Per il Giappone e Taiwan non riesco a immaginarmi altro che un collasso economico della Cina, loro primo cliente. O il simpaticone nord-coreano che li bombarda di brutto (ma in realtà non ha nè i vettori nè le testate).

      Dice niente sul Milan? ci libereremo di Galliani?

      “la Turchia sparirà delle mappe del mondo” più che una profezia è un desiderio! 😀

      ciao

  65. mirkhond says:

    Interessanti sono le profezie attribuite a Padre Paisios, nato in Cappadocia da genitori Rum ortodossi e profugo in “Grecia” appena nato.
    Il quale pare che avrebbe profetizzato la riconquista romea di Costantinopoli e la conversione di massa dei Turchi al Cristianesimo Ortodosso.

  66. mirkhond says:

    “Però sull’IS io sono più vicino alla Russia che alla Turchia o ai sauditi, e così credo la grande maggioranza degli europei.”

    Vero. Però i nostri governanti da che parte stanno?
    Se gli Usa ORDINANO di schierarsi a fianco della Turchia e dell’Arabia Saudita, i nostri governanti si rifiuteranno?

    • Z. says:

      I nostri governanti, se intendi quelli europei, stanno in parte già bombardando l’IS. Non certo quanto i russi, ma tant’è. E anche gli Stati Uniti.

      La destra come la sinistra, in tutta Europa, simpatizza con la Russia e non certo con l’IS o la Turchia. In Italia, questo unisce l’elettorato di PD, SEL, Lega e M5S; in Francia, che è già impegnata contro l’IS nel Vicino Oriente, presumo sia grosso modo lo stesso.

      Io non lo vedo così facile un improvviso ribaltone, poi boh… ammetto di capirne poco 🙂

      • “La destra come la sinistra, in tutta Europa, simpatizza con la Russia e non certo con l’IS o la Turchia. In Italia, questo unisce l’elettorato di PD, SEL, Lega e M5S; in Francia, che è già impegnata contro l’IS nel Vicino Oriente, presumo sia grosso modo lo stesso.”

        Vero, ma ricordiamo che l’Isis è sempre l’ultimo dei nostri problemi in Medio Oriente.

        So che “l’Occidente” sta compiendo alcune, limitatissime, operazioni di bombardamento contro l’Isis; e sono il primo a sostenere che l’Isis è un attore autonomo, non è “il pupazzo della Cia” o roba del genere. Ho sempre rispetto per le persone che decidono di rischiare la vita per una causa che sentono giusta, e non voglio disprezzare né loro, né i vignettisti di CH, se è per questo.

        Ma accanto a questo piccolo focolaio, troviamo cose molto più importanti: la guerra di Israele contro Hezbollah e il governo siriano; le mire della Turchia di Erdogan (non di tutti i turchi) sull’intero Medio Oriente; le guerre mondiali che l’Arabia Saudita ha deciso di lanciare; le fantasie di rivolgimento planetario dei neocon.

        E in questo caso, troviamo una convergenza di fondo tra NATO, Israele, neocon e Arabia Saudita, che rischiano di scatenare guerre che non si limiteranno al matto che spara al Bataclan e poi si fa ammazzare.

        Ma coinvolgeranno Europa, Russia, NATO e tante altre cose.

        • Francesco says:

          l’Arabia Saudita ha deciso di scatenare varie guerre mondiali? manco fossero produttori di armi

          un asse USA-AS-Turchia-Israele per ridisegnare il Medio Oriente? mi sembra una paranoia scita ma potrebbe essere interessante … dove vogliono arrivare? Siria e mezzo Iraq, magari un pezzo di Libano alla Turchia, l’altro mezzo Iraq all’AS? e la Giordania? la lasciano lì?

          ciao

    • “Vero. Però i nostri governanti da che parte stanno?”

      Seguite gli ultimi viaggi in Medio Oriente del premier non eletto d’Italia, e troverete la risposta.

      • Z. says:

        No, Miguel, anche tu con questa storia berluschina del “premier non eletto”, miseriaccia!

        Il presidente del Consiglio viene eletto dal Parlamento, in Italia.

        Poi capisco che tu preferisca la repubblica presidenziale, da bravo statunitense, però in Italia siamo ancora a quella parlamentare. Per ora 😀

      • mirkhond says:

        Infatti.

  67. mirkhond says:

    Renzi non è stato eletto dalla maggioranza degli italiani, ma messo al potere dal golpe di napolitano.

    • Z. says:

      Il presidente del consiglio viene eletto dai parlamentari, non dal corpo elettorale.

      Posso capire che tu sia presidenzialista: lo sono in molti. Però la Costituzione vigente dice altro.

      Quindi prenditela con chi ha eletto quei parlamentari che ora sostengono il governo 🙂

      • mirkhond says:

        Il piddì di renzi NON aveva la maggioranza ricavata dalle urne.
        Dunque renzi non può essere definito un premier eletto grazie ai voti degli elettori.

        • mirkhond says:

          “Posso capire che tu sia presidenzialista”

          Veramente sono monarchico.

          • Z. says:

            mirkhond,

            — Veramente sono monarchico. —

            D’accordo, ma chi dovrebbe designare il governo secondo te? Il Re, il voto degli elettori…?

        • Z. says:

          Certo che no. Infatti NESSUN premier è mai stato “eletto dagli elettori”, in Italia. La Costituzione non lo prevede.

          E nessun parlamentare è vincolato alle indicazioni del suo leader di partito nel votare a favore o contro la fiducia a un governo, se Dio vuole.

          Si chiama “repubblica parlamentare”, e funziona così.

          • Pietro says:

            In realta’ repubblica parlamentare e vincolo di mandato sono due cose diverse…

          • Z. says:

            Certo. Ma l’Italia ha un sistema che si chiama repubblica parlamentare, e funziona proprio così (incluso il divieto di mandato imperativo).

            Se vuoi, possiamo aggiungere che il mandato imperativo non è esattamente la norma nella repubblica parlamentare…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Più ci rifletto e più questo mi sembra un ragionamento semplicistico. Il Porcellum prevedeva infatti l’indicazione del “capo della coalizione”, sempre fatte salve le prerogative del Presidente della Repubblica: qualcosa quindi si stava muovendo (costituzionalmente parlando) sotto quel punto di vista.
            Si dirà: la legge elettorale non è la Costituzione. Vero, ma è centrale quanto la Costituzione nella determinazione dell’assetto dello Stato, tanto è vero che alcune previsioni costituzionali oggi risultano incomprensibili, essendo state pensate nell’ambito del proporzionalismo.

            Quanto alla supposta incompatibilità teorica dell’indicazione del premier con il parlamentarismo, mi sembra una capriola logica: il parlamentarismo vuole un rapporto di fiducia tra governo e parlamento (rapporto di fiducia che invece non c’è nel presidenzialismo), ma questo non implica che il capo del governo debba essere nominato dal Capo dello Stato, come previsto nel nostro ordinamento.
            Quindi – vi imploro – smettetela di dire che il parlamentarismo coinciderebbe con la nomina del premier da parte del Capo dello Stato!
            Va bene il voler fare il gioco della propria squadra, ma il costituzionalismo è una cosa seria.

          • Francesco says:

            temo che abbia ragione Z, purtroppo le regole del gioco in Italia oggi sono quelle che dice lui

            pessime ma chiare, Renzi è perfettamente legittimo secondo la Costituzione vigente

            del resto, se Berlusconi dice che è illegittimo …

          • Z. says:

            Maurì, il costituzionalismo è certamente una cosa seria. L’indicazione-berlusconata del Grande Capo sulla scheda non mi pare lo sia altrettanto; di certo, in ogni caso, non decide l’assetto costituzionale né la forma di governo di un Paese.

            Che nel caso di specie resta una repubblica parlamentare, dove il presidente del consiglio è votato dal parlamento e non dagli elettori (come del resto il presidente della Repubblica).

            Poi capisco le necessità berluschine di delegittimare Renzi (e prima di allora Letta e Monti, e fece lo stesso con Amato e D’Alema negli anni Novanta quando non c’era neppure la magra scusa del “capo della coalizione”). Capisco anche che Travaglio gli vada appresso, ché tutto fa brodo.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il Porcellum non ti piaceva? Va benissimo, non piaceva nemmeno a me. Però da qui a sottovalutarne le implicazioni ce ne corre.

          • Z. says:

            Maurì, io non sottovaluto niente. E sono anche un ignorante coi fiocchi, non certo un costituzionalista.

            Solo, non mi risulta che la scritta “capo della coalizione” in una legge elettorale – pasticciata e incostituzionale, oltretutto, ma vabbè – non mi risulta abbia il potere di sovvertire un intero ordinamento costituzionale.

            Fin qui, miseriaccia, ci arrivo anch’io!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ha un significato di impegno politico non indifferente, invece.

          • Z. says:

            Beh, anzitutto “capo della coalizione” non significa “candidato premier” (come giustamente argomentarono i grillini quando ci fecero mettere il nome di Grillo). Peraltro se così fosse sarebbe incostituzionale, visto che la costituzione non prevede “candidati premier”.

            Se anche fosse – e così non è – anche candidarsi con un partito ha un significato di impegno politico: ciò però non toglie che io possa uscire da quel partito e passare ad altro gruppo parlamentare. Anche impegnarsi a spegnere l’inceneritore di Parma, o a limitare la circolazione nel centro storico di Bologna, ha un significato di impegno politico. Ma entrambi i sindaci si sono rimangiati l’impegno preso.

            Insomma, non raccontiamoci che a seguito del Porcellum (o a seguito del Mattarellum, ché le prime amenità sul tema sono appunto degli anni Novanta) siamo diventati una repubblica presidenziale, in cui il governo o il premier sono votati dagli elettori.

            Sappiamo entrambi, infatti, che il presidente della Repubblica ha non solo la facoltà, ma l’obbligo di verificare se è possibile formare un nuovo governo senza sciogliere le Camere.

            Poi non è detto che sia il migliore sistema possibile – per me è indifferente, ma sono convinto che gli italiani preferirebbero l’elezione diretta del premier – ma è quello che abbiamo.

            Parlando di cose serie: 21.30? 🙂

          • Francesco says:

            Maurizio

            da strenuo sostenitore del presidenzialismo, devo dirti che hai torto, purtroppo

            a Costituzione vigente, le regole sono quelle che richiama Z

            la legge elettorale non ha rango costituzionale e non può fare miracoli, anzi è stata distrutta da una vergognosa sentenza della Corte Costituzionale, che mi spinge su posizioni anarchiche: a cosa servono le regole se alcuni possono defecarci sopra?

            ciao

  68. mirkhond says:

    “Il presidente del Consiglio viene eletto dal Parlamento, in Italia.”

    Viene eletto in base ad una maggioranza elettorale ricavata dalle urne.
    Maggioranza che NON c’è stata……..

    • Pietro says:

      Si stava cosi’ bene col proporzionale…

    • Z. says:

      Viene eletto dalla maggioranza dei parlamentari eletti, e la maggioranza c’era e c’è. Quando non ci sarà più, il governo cadrà.

      Non facciamoci colonizzare da Rete4 più di quanto sia inevitabile 🙂

      Z.

      PS: Pietro, ma il parlamento attuale è stato precisamente eletto col proporzionale! Certo, non quello di Craxi, ma quello era fattibile solo finché al secondo partito era precluso quasi per legge il diritto di andare al governo 🙂

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il Presidente del Consiglio non è eletto dal Parlamento, ma nominato dal Presidente della Repubblica e riceve la fiducia del Parlamento. E’ sensibilmente diverso.

        • Z. says:

          Per l’esattezza credo sia il consiglio dei ministri nel suo insieme (presidente + governo) a ricevere la fiducia dal parlamento. Infatti le mozioni di sfiducia ad personam mi hanno sempre lasciato perplesso…

          In ogni caso, il governo non viene votato dai cittadini.

          • mirkhond says:

            Ma viene composto sulla base del responso delle urne.
            Che NON hanno dato la maggioranza dei voti al partito democratico e al suo leader.

          • Z. says:

            Se intendi la maggioranza assoluta, nessun partito in Italia ha mai avuto la maggioranza dei voti, ma i governi si sono sempre formati ugualmente. Quando Craxi – che aveva semmai altre colpe – era premier il PSI aveva poco più del 10%.

          • Francesco says:

            duca

            infatti Renzi governa col sostegno di una coalizione, non del solo PD

            non vedo dove sia il problema di democrazia

            sulla qualità invece ……

  69. PinoMamet says:

    Io rilancio la mia proposta, sostenuta il mio partito Italia Vintage:

    -proporzionale puro, tetra- o penta- o esapartito, assistenzialismo, baby pensioni, voto clientelare, rimpasto di governo, il liberale Altissimo che ci sta sempre bene, partitocrazia e 90° minuto con Paolo Valenti e Luigi Necco
    (odio il calcio ma ho avuto un’infanzia).

    L’Italia che sognamo!

    • Z. says:

      Un po’ modernista per i miei gusti – sono più da anni Cinquanta e Sessanta – ma con un po’ di ritocchi all’indietro sono con te.

      Dobbiamo solo trovare qualcuno che ci fa credito a oltranza ed è fatta!

      😀

  70. roberto says:

    Miguel

    “Cosa ne pensate di questa storia delle presunte aggressioni di massa a Capodanno?”

    1. tanto presunte non sembrano essere, temo propio che sia successo qualcosa di effettivamente grave
    2. la responsabilità penale è personale

    • ” la responsabilità penale è personale”

      non avevo parlato di responsabilità penale, ma di un interessante fenomeno di massa.

      “Presunto” lo intendo in senso tecnico, da giornalista inglese.

      Qualcosa sembra sia successo, e in molte località diverse (non solo a Colonia) e sembra aver coinvolto diverse migliaia di giovani.

      Più difficile dire chi siano: ad esempio, il sindaco di Colonia ha subito puntato il dito contro i “nordafricani”; poi hanno denunciato tredici siriani e un afghano, che certo “nordafricani” non sono.

      • roberto says:

        “ma di un interessante fenomeno di massa.”

        certo, ma come sempre da quando ci “conosciamo” partiamo da due prospettive diverse per vedere lo stesso fenomeno.

        tu guardi l’aspetto “sociologico”, che è sicuramente interessante ma sul quale non ho nulla da dire perché non ne so nulla.

        io guardo l’aspetto concreto: non sono gli immigrati, i neri, gli asylanten, i siriaci, i musulmani che hanno molestato le tedesche, ma ahmed ben sepasquoi che insieme ibrahim bimbim che hanno molestato siegelinde schmidt

        • “io guardo l’aspetto concreto”

          Non sono “i neri” (ecc), ma sono (o dicono che siano) un numero incredibilmente alto di giovani maschi sradicati; e quando un fenomeno diventa di massa, si deve guardare (concretamente) l’aspetto collettivo.

          In guerra, certo, a sparare è il singolo soldatino; ma in altre circostanze, lo stesso soldatino se ne sarebbe stato a casa a zappare l’orto.

          E i fenomeni collettivi hanno a che fare con la politica, con le scelte che facciamo, con tutte le decisioni che ci hanno portati a questo punto.

        • Z. says:

          Però è un fenomeno inusuale, per così dire. Non è che un marocchino (o un siriano) ha molestato una tedesca, cosa che immagino possa capitare: ci sono stati fenomeni diciamo pure di massa, tutti la stessa sera.

          Mi è venuta in mente una delle manifestazioni di massa al Cairo, dove alcuni, protetti dalla folla, hanno colto l’occasioni per commettere una serie di stupri. Ma non è la stessa cosa: qui non c’erano manifestazioni di quella portata, e la cosa pare sia successa in più città, addirittura in stati diversi.

          Poi bisognerà vedere, naturalmente, quanti di questi fenomeni siano stati esagerati dai media, in quanti fossero coinvolti profughi o semplici immigrati etc., ma effettivamente pare che il fenomeno sia stato di massa.

    • Mauricius Tarvisii says:

      tanto presunte non sembrano essere

      Ormai “presunto” si usa solo per i politici dell’arco berlusconian-renziano. Tutti gli altri cittadini invece possono essere sbattuti in prima pagina, coi teleobiettivi puntati contro casa loro, dibattiti sulle TV locali circa l’opportunità per un avvocato di accettare di difenderli e qualche mese di notorietà durante il processo mediatico. E questo senza che i vari garantisti de noaltri, Camere Penali e pseudointellettuali in primis, spendano una sola parola sul circo che periodicamente si ripete.
      Dico sempre che se i suddetti garantisti de noaltri dedicassero agli stronzi qualunque un millesimo delle parole che dedicano agli imputati eccellenti, forse vivremmo in un mondo migliore.

      • Z. says:

        Beh, le aggressioni per esserci state direi che ci sono state. Quanto a chi vi avrebbe preso parte, l’aggettivo corretto non è “presunto” ma “asserito”, secondo me 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          Le aggressioni sono asserite, infatti. Poi se tu eri lì e me le confermi, io ci credo, sia mai!

          In gergo giornalistico, però, si usa presunto e non asserito. Non è solo il diritto ad avere una microlingua.

          • Z. says:

            Non ero lì, ma appunto direi che le aggressioni ci sono state. Forse non nei numeri e nei modi descritti, ma mi pare difficile immaginare che non sia successo niente.

            In gergo giornalistico si dice “presunto”, vero, e si dice anche “associazione di stampo mafioso” (chissà poi perché). Ma mentre nel secondo caso la differenza è di mera forma, nel primo è di sostanza: “presunto stupratore” significa che si presume che tu sia uno stupratore, invece la legge presume che tu non lo sia!

          • Mauricius Tarvisii says:

            Presumere in senso atecnico significa “ritenere”. In effetti uno accusato di qualcosa lo si sta presumendo colpevole. Certo, l’ordinamento lo presume innocente, ma se il PM indaga su di lui significa che presume che invece sia colpevole.

          • Z. says:

            Hai ragione, naturalmente, e non voglio dire che sia scandaloso. Del resto sappiamo che la fonte dei media, in questi casi, è l’autorità inquirente.

            Ma io credo che l’adozione di termini più idonei – “asserito”, o “sospetto” come scrivono in Inghilgerra – aiuterebbe a essere garantisti non solo coi politici e coi potenti, ma con tutti.

            Sarebbe una piccola cosa, certo, ma contano anche quelle.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io mi accontento di un “presunto”, che sarà poco tecnico ma è meglio di “sicuramente colpevole”, che vale per tutti tranne che per i politici.

          • Z. says:

            Non è tanto che è poco tecnico, è che “presunto” prevede comunque una presunzione di colpevolezza. Però “presunto stupratore” è pur sempre meglio di “stupratore”, questo sì.

      • roberto says:

        ci sono più di duecento denunce, una trenina di persone già arrestate,per lo più beccati sotto le telecamere di sicurezza della stazione, montagne di testimoni fra i quali poliziotti che dicono “non sapevamo proprio più che fare”….ok, asserite, ma ho come il sospetto che qualcosina debba pur essere successo, magari semplicemente un’epidemia di isteria collettiva delle tedesche che passavano di là….

        • Francesco says:

          mi stupirebbe se ci fossero anche rifugiati, che credo siano consci della precarietà del loro status, a fare quel “bel giochetto”

          ma la stupidità dei giovani maschi è infinita, direi

          • roberto says:

            sentivo stamattina alla radio che nella trentina di identificati (scusate, identificati, non arrestati) 2/3 sono richiedenti asilo

            (si, effettivamente la stupidità umana è infinita, mi sembra la chiave di lettura più adatta per studiare la storia dell’umanità)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Come con Penati, io aspetto la sentenza definitiva 😀

  71. Val says:

    Ogni tanto mi perdo nei (sempre coltissimi) commenti dei frequentatori di questo blog. Lascio ai più esperti le dissertazioni sulle differenze etnico-linguistiche di quell’affascinante angolo di mondo per la questione delle “grandi opere inutili” (dove ormai i due aggettivi sembrano andare sempre in coppia). Segnalo un numero monografico del semestrale Nuova Rivista Letteraria dedicato alle cosiddette Grandi Opere. Per conto mio, da leggere. Se se ne è già parlato, chiedo venia.

    http://ilmegafonoquotidiano.it/letteraria/nuova-rivista-letteraria-n-1-nuova-serie-maggio-2015

  72. Pingback: “Senza oro si vive, senza Artvin no!” | Kelebek Blog

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