Amare e odiare Firenze

Una delle fortune che ha questo blog, è quella di avere come commentatore qualcuno che si firma Grog e che ci riempie regolarmente di insulti decisamente geniali, di cui gli siamo immensamente grati.

Un suo recente commento è dedicato ai fiorentini.

E su questo tema, vorrei rispondergli a modo mio.

Pensa a Firenze come a una città medievale abitata da quattro gatti che si conoscono tutti tra di loro, casualmente calpestata da sedici milioni di buffi turisti ogni anno (una roba tipo New York o di più),  con le rotelline dei loro valigioni che si sentono giorno e notte inciampare contro i sassi.

Immàginati innanzitutto dei nobili che possiedono immensi, meravigliosi palazzi con le scale trionfali, le figlie tenniste e bionde che hanno studiato co’ l’amerihani, proprietari di immensi volumi rilegati in pelle d’unicorno in cui sono elencate le loro innumerevoli terre, i vigneti che salgono e scendono sulle colline tettuose del Chianti.

E  che sognano di vendere a uno sceicco, se non Palazzo Pitti, almeno Palazzo de’ Foschimercanti, che il loro quadrisavolo truffatore e ruffiano rubò grazie a un notaio complice.

Questi Signori sono insieme arroganti e umani, perché dopo otto secoli, non hanno più bisogno di fingere. Talvolta li incroci in bicicletta e in jeans, e i cancelli dei loro incredibili feudi si aprono per un istante, e ti salutano con un affettuoso ciao, le mani sporche di terra perché, avendone troppi, non sanno nemmeno cosa siano i soldi.

Attorno a loro, immàginati un ricco contorno di preti, di fedeli, di prime comunioni e di comunioni politiche. Di amici degli amici del Vescovo, di gente che fa parte di confraternite misteriose inscindibili dalle logge massoniche. Ogni volta che pensi che uno di loro sia un santo, scopri che è un simoniaco. E ogni volta che pensi che sia un simoniaco, scopri che in realtà è un santo, e magari anche un esorcista gentile e comunista, che sorridente scaccia satanassi e speculatori.

Attorno ai nobili, in posizione subordinata, una schiera di tagliagole, sgherri e guappi che servono a mantenere una giusta dose di terrore, quelli che violano ogni legge nota a uomo o a Dio, sapendo che nessuno li denuncerà.

Nell’insieme, in qualche alchìmia misteriosa, nobili, preti e sgherri formano il Partito Unico, onnipresente, omnidecidente, omnivoro.

Sotto, c’è una plebe di ciompi, di meccanici che trasformano pelle e metallo e carta e stoffa in meraviglie, giullari, taglialegna di pinocchi, osti che quando muoiono per scherzo si danno du’ bare, donne tristi con la sigaretta in bocca e dal pugno facile, bari che hanno perso tutti i soldi guadagnati a far scommesse clandestine, muratori che non sanno se domani saranno ancora vivi mentre lavorano in nero, poligami devoti ai santi, migranti arrivati da mezzo mondo e oltre, le mogli islandesi e giapponesi e keniote dei corniciai costretti a chiudere da Equitalia…

Un po’ cercano di campare come possono, faticando di giorno e di notte seducendo le turiste bionde (diventano pessimi mariti ma ottimi padri), a volte parcheggiano in seconda fila la loro auto con il contrassegno da finto invalido e ti riempiono di minacce se gli dici qualcosa, perché è gente sconnessa quanto i sassi delle stradine strette.

E poi scopri che uno di loro ha ospitato la famiglia di zingari nel suo vecchio fondo, un altro ha preso in casa il cinquantenne sfrattato un po’ tonto che ha perso il lavoro, un altro ha dato tutto quello che poteva a una famiglia di disgraziati, un’altra ha adottato un figliolo che non ci sta con la testa… e tutto questo senza dire niente a nessuno, perché quando questa plebe parla, lo fa per scherzare, per giocare, ma assai di rado per vantarsi.

Che finché la polizia non gliel’ha vietata, si andava incappucciati, a Firenze, a salvare i moribondi e i malati e i poveri, chiedendo in cambio un bicchiere d’acqua, perché non ci si sentisse indebitati.

E c’è quella che dall’alto del suo balcone, denuncia ogni giorno il male che fanno gli speculatori; e quello che si scusa perché non può fare il corteo con noi solo perché ha novant’anni e non riesce a camminare bene.

E le du’ donne, una con il viso tutto pieno di porri che sembra un tronco di legno e i capelli tinti di blu, e la sua compagna non tanto sveglia con i capelli tinti di viola, e il loro meraviglioso sorriso e le risate che ci scambiamo…

E i rissaioli e i nipoti dei renaioli, e quelli che hanno la fedina nera e il cuore Bianco, e che il giorno di San Giovanni danno e prendono cazzotti e poi passano la serata a Santo Spirito, a dire parolacce e prepararsi a pregare.

Per tutti costoro, io amo Firenze, esattamente nella misura in cui la odio.

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99 Responses to Amare e odiare Firenze

  1. mirkhond says:

    “Che finché la polizia non gliel’ha vietata, si andava incappucciati, a Firenze, a salvare i moribondi e i malati e i poveri, chiedendo in cambio un bicchiere d’acqua, perché non ci si sentisse indebitati.”

    E chi erano questi incappucciati?
    Una confraternita religiosa?

  2. “E chi erano questi incappucciati?”

    La Misericordia.

    Che è ancora un’immensa realtà a Firenze.

  3. mirkhond says:

    E che sarebbe questa Misericordia?
    Una confraternita religiosa?

  4. Roberto says:

    Molto bello

    Io ho una conoscenza molto limitata di Firenze, avendo ci abitato circa sei mesi durante il servizio civile.
    Ne ho un ricordo di una città di una bellezza straordinaria (mi ricordo certe passeggiate all’alba, smontando da un turno notturno, con la sensazione di non poter più vivere senza tutto quel bello), diverte (a differenza di miguel ho molto apprezzato le studentesse americane) e a modo suo ospitale
    I fiorentini in genere simpatici ma a mio gusto troppo diretti e soprattutto con la fissa di essere il centro dell’universo (fissa condivisa da parigini e romani, pensando ad altre due città che adoro)

    • gotcha says:

      mi ricordo un sabato a firenze, in cui in un’oretta hanno attaccato bottone con me due strafighe. ancora oggi mi chiedo come sia stato possibile, forse ho sognato l’intero viaggio.

      • mirkhond says:

        Erano fiorentine o foreste? 🙂

        • gotcha says:

          non mi ricordo, la cosa mi aveva talmente dato alla testa che udivo solo incongruenze confuse.

          una sicuramente non era toscana, l’altra mi sembra aspirasse le occlusive, ma eravamo dalle parti della stazione magari non era proprio di firenze.

  5. mirkhond says:

    Beh anche a Bologna pare che se la tirino col sentirsi al centro del mondo, come ci ricorda puntualmente Zanardo….. 😉

    • Roberto says:

      Ma è diverso, Bologna è effettivamente il centro del mondo
      🙂

      Scherzi a parte mi sa che a Bologna se la tirino molto meno

    • PinoMamet says:

      Mirkhond, no.

      Questa cosa di Bologna centro del mondo l’ho inventata, immodestamente, io.
      E in base al fatto che Bologna è il centro dell’EmiliaRomagna, che si identifica molto bene con quello che il cantante Cesare Cremonini, in una sua canzone, definiva “Mondo”
      (l’esegesi della canzone è di circa duemilioni di post fa…)
      😉

      E naturalmente l’EmiliaRomagna è il Mondo per me che ci vivo, per Z. e Moi e anche un po’ per Roberto 😉

      ed è anche il Mondo perché c’è dentro un po’ di tutto, e perché c’è uno spirito abbastanza universalistico, del genere “mi stai sul cazzo che ti accetto lo stesso”, dove all’incirca tutti alla pari (che non vuol dire tutti simpatici…) che è il contrario, appunto, di “sentirsi il centro del mondo”…

      per il resto, Bologna è una citta italiana, campanilista come tutte le città italiane, quindi mooooolto meno di Roma e Firenze…

      • Z. says:

        Secondo me Bologna è davvero poco campanilista. Ormai anche le battute sui ferraresi sono cadute in disuso.

  6. mirkhond says:

    E le donne di Bologna se la tirano coi foresti, specie se maruchein dla Maruconia?

    • Z. says:

      Direi proprio di no. A Bologna i forestieri sono la norma e gli indigeni l’eccezione. Sempre più rara, peraltro 😀

    • Moi says:

      tipo chiedere se a Manhattan le Squaw se la tirano con gli Stranieri, specie WASP 😉 …

      https://www.youtube.com/watch?v=QX67Q-82Yb0

      • gotcha says:

        ma ke skifo amici!

        vuoi mettere a “tal dig in piasintein”!

        https://www.youtube.com/watch?v=ANl1uy8_L0U

        • Moi says:

          Be’ … ma questo è tutt’altro genere, sul mazurkato-polkato … anzi “pulacato” 🙂

          • Moi says:

            poi mi pare che apra moltissimo le “ei” dittongate, quasi (!?) fino ad “ai” Bolognese … insomma, è davvero Piacentino chi canta ?

          • Moi says:

            Cmq le ballano in garA anche delle coppie molto giovani (“skipping dri dal cul” 😉 è la tipica Polka / Pulàca) … fa impressione 😉 !

            https://www.youtube.com/watch?v=wCJSCIypGXU

          • gotcha says:

            infatti si scrive tal dig in piasintein to’semper vorui bei, ma si pronuncia quasi “piasintoin”, “vorui boin”. più che altro parlano molto con naso-lingua-denti-labbra, viene fuori un dialetto biascicato, differente dal resto dell’Emilia (sicuramente parma e reggio), in cui si usa meglio tutto l’apparato vocale, ed è molto più squillante.
            mi sembra proprio piacentino. credo anche che a piacenza centro sia più “politically correct”, mentre nei dintorni risalta ancora di più quel borbottio..

          • Moi says:

            Il “bofonchiato” mi sa di Lombardo … il “farfugliato” di Romagnolo ! 😉

          • gotcha says:

            diciamo che il romagnolo parla con la bocca larga, il piacentino a malapena la apre..

          • PinoMamet says:

            “poi mi pare che apra moltissimo le “ei” dittongate, quasi (!?) fino ad “ai” Bolognese … insomma, è davvero Piacentino chi canta ?”

            Certo, è anzi la caratteristica del piacentino…

            il piacentino, come notate, assomiglia in certe cose, paradossalmente, ai dialetti romagnoli, anche se pronunciato in modo diverso…

            comunque l’imbuto è “pindariolo” anche a Piacenza 😀

          • PinoMamet says:

            “infatti si scrive tal dig in piasintein to’semper vorui bei, ma si pronuncia quasi “piasintoin”, “vorui boin”. ”

            correttamente: t’al dig in piasintooOOoeéèeiin t’ho semper vorù boOOoooeéèèèééeeiiin…

            😀

          • Z. says:

            Goccia,

            non confondere il romagnolo col bolognese: il romagnolo ha le “e” generalmente strette. A differenza del bolognese, dice “Albérto”, “cérto”, “apérto”. Il che contribuisce al detto che vorrebbe i romagnoli “meridionali del nord”.

            Certo, non vale per tutte le alcune “e”, e non vale per tutta la Romagna: Cesena ha un modo di parlare tutto particolare, e nella Bassa molte e diventano aperte, tra cui anche “Ravènna”, quando il ravennate s.s. direbbe “Ravénna”[1].

            Ma la differenza tra la “e” romagnola e la “e” di Bologna, o di Parma, è notevole.

            Z.

            [1] se non addirittura “Rav’na'”, con la a finale piuttosto spenta. Che poi è molto simile al termine (ravn) dal quale, secondo alcuni, deriverebbe il nome della città.

      • Z. says:

        Moi,

        — tipo chiedere se a Manhattan le Squaw se la tirano con gli Stranieri —

        Non è “tipo”: è esattamente come chiedere se a Manhattan etc. 😀

  7. Moi says:

    E così “Dio Renzi” NON è una bestemmia … almeno NON per uno stranoto Toscanaccio _ iniziali … SS ! 😉 _ socio fondatore della UAAR :

    http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11829809/Nella-vignetta-dell-Unita-Matteo-Renzi.html

    la capra (!) come coscienza mistica di un laicistaccio simile non l’ho capita … o almeno così spero . 😉

    • Moi says:

      Ne estraggo un commento, per Mirkhond :

      Uno come Renzi che si vergogna a dire che il suo babbo Tiziano è nato al sud è tutto dire. Addirittura ha fatto cancellare dalle pagine di Google la località di nascita .

      … non ne sapevo nulla, ammetto.

      • “Uno come Renzi che si vergogna a dire che il suo babbo Tiziano è nato al sud ”

        Renzi mi sembra un cognome molto toscano, però vedo che è diffuso fino in Campania, in effetti: http://sitoufficiale.net/mappa-dei-cognomi-italia/

        Certo, il personaggio mi sembra l’archetipo del traffichino toscano di provincia, però non si sa mai…

      • Dario Renzi è nato a Napoli, invece… solo che il suo è una sorta di Nom de Pape 🙂

        iononstoconoriana.blogspot.com/2014/11/contro-socialismo-rivoluzionario.html

      • Pietro says:

        Sul padre di Renzi, ho un amico “con le mani in pasta” molto interessato alla cosa. Effettivamente il luogo di nascita del padre di Renzi non compare da nessuna parte. Purtroppo l’unica fonte a cui sono riuscito a risalire sono i commenti su Libero e Il Giornale di tale Miraldo. Qualcuno ha una fonte attendibile? Non si tratta di fare niente di che, solo di aggiornare wikipedia e poi eventualmente da cosa nascera’ cosa… 😀 Se qualcuno passa da Rignano puo’ guardare l’estratto di nascita di Matteo 😀

        • PinoMamet says:

          “Sul padre di Renzi, ho un amico “con le mani in pasta” molto interessato alla cosa”

          Per curiosità: perché?

          Non vedo cosa cambi sapere se il padre di Renzi è nato ad A anziché B…

          • Pietro says:

            Io sono solo ambasciatore. Visto che ho riportato la notizia letta qui mi hanno chiesto delle fonti. Il mio amico dice che vuole aggiornare wikipedia poi che lavori a Bruxelles ed abbia contatti con mezzo PD non mi riguarda… 😉

          • PinoMamet says:

            Scusami eh? ma anche se lavora a Bruxelles e ha contatti con mezzo PD, cosa cambia?

            Mettiamo che il padre di Renzi sia nato a Napoli o boh, a Imperia.

            Embè?
            Mi sfugge completamente il problema.

          • Z. says:

            Oltretutto sarebbe una ricerca originale…

  8. Moi says:

    Bello l’aggettivo “tettuoso”, intendi dolci curve rassicuranti tipo seno femminile, giusto ? … Se è sessista anche questo, facciam prima a mettere fuori legge la letteratura Italiana (che NON significa biecamente “spaghettofaga” 😉 , in ‘sto caso …) fino a prima di Federico Moccia ! 😉

  9. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=w8SzEbQ2NmY

    Questa invece è in Italiano (al massimo “spingendo sull’ accento”), ma il testo è un’ allusione (neanche troppo allusa …) Freudiana “arditissima” 😉 in quei contesti !

    MAZURKA DELL’ UCCELLINO (Ah, NON è “l’ Uccellin della Comare” … tutt’altro “såund” ! 🙂 )

  10. Pietro says:

    Che bel post Miguel…

  11. Moi says:

    Invece è “esportata bene” la Irish Jig (?) , quella in cui sgambettan come cerbiatti, per capirci … almeno fno ai Celtari :

    https://www.youtube.com/watch?v=VWLwz-QsA_0

    … quelli davvero convinti che lo stew and gunniess sia la loro vera tradizione, negata e piallata con l’ Unità d’ Italia del 1861 !

  12. Grog says:

    Io AMO la Toscana ed AMO i toscani tanto ma così tanto che ogni tanto li brucerei tutti, poi è chiaro che sono per la fazione CIOMPA e non per i BECCAI!
    Il CIOMPO è uno con le palle formato mongolfiera e non si spaventa di nulla sembra quasi imparentato con quei figli di cane di MESTRE a cui mi onoro di appartenere.
    Poi i toscani come bestemmiatori sono GENIALI e non ripetitivi come i veneti, ovvero se vuoi offendere a lungo e continuamente la divinità il veneto va benissimo, se invece vuoi INFLIGGERE ALLA DIVINITA’ IL COLPO MORTALE devi essere toscano per forza.
    —————————————-DIO RENZI——————————————-
    Con calma farò seguire un trattato ragionato sulla genialità della bestemmia maremmana (ovvero le bestemmie geniali dei TOSCOTERRONI della maremma).
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  13. Moi says:

    … I’ ‘unn so nemmen più icché dirti ! [cit.]

  14. Moi says:

    Renzieland : Tasse sui Vulcani ?!

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lultima-trovatala-tassa-sui-vulcani-per-i-turisti-14809.htm

    @ GOTCHA

    Una delle bellezze “meno valorizzate” di quegli anni (in quel film severa prof.di ginnastica alle prese con un “surreale quanto grossolano” 😉 alunno petomane …) credo proprio che sia stata la stangona Francesca Romana Coluzzi … nevvero, Habs ? 😉

    • “Renzieland : Tasse sui Vulcani ?!”

      L’idea mi sembra bellissima e condivisibile. Anzi, introdurrei mille altre tasse così, in modo che si potessero valutare finalmente i veri costi dell’industria turistica:

      “la “tassa sui vulcani”: un’imposta di 2,5 euro applicata ai passeggeri che si recano in nave sulle piccole isole (che si aggiunge, ça va sans dire, alla tassa di soggiorno) che può essere innalzata fino a 5 euro nelle isole che ospitano un vulcano. Come spiega Francesco Cerisano su ItaliaOggi, la nuova tassa servirà a «finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ma anche gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale dei territori insulari» e sarà inserita nel prezzo del biglietto riscosso dalle compagnie di navigazione che operano sull’isola.”

      • Z. says:

        Secondo me l’imposta di soggiorno, così com’è, è incostituzionale.

        Ma un tributo a carico del turista che si reca su di una piccola isola, francamente, è un’idea che potrei pure capire. Però so quanto sia fattibile, e sull’equità si potrebbe discutere: se io ci vado in motoscafo, e dunque oltre tutto inquinando, chi mi tassa?

        • Z. says:

          nel commento sopra leggentesi, per dirla con Roberto, “NON so quanto sia fattibile”, ovviamente

        • Mauricius Tarvisii says:

          Se vai in barca sei già colpito dalla tassa sul lusso. Ah, no: tolgono quella sulle barche e mettono quella per gli sfigati che prendono il traghetto.

          • Z. says:

            I presupposti dei due tributi sarebbero diversi, e si potrebbero applicare entrambi al motoscafista. Solo che non è facile. Per l’imposta di soggiorno si utilizza l’hotel come sostituto, ma per l’isoletta?

          • daouda says:

            Ma che davero Mauricius?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Come faccio a colpire il tizio che getta l’ancora a largo di Stromboli? L’unica cosa che posso controllare sarebbe l’ormeggio, ma a quanto pare non si può perché se no la Nautica piange.

  15. Moi says:

    E ora chi lo debunka il Collettivo Debunker Anonymous (maschera da Guy Fawkes … come se fosse l’unico !) che dice di aver sventato una strage dell’ Isis a Firenze !?

  16. Roberto says:

    Buona fine ed ottimo inizio a tutti i lettori, che il 2016 ci porti sani e salvi al 2017!

  17. Moi says:

    Sono Hackers … ovvero Smanettoni Nerd capacissimi di divertirsi a beffare il mondo su internet … in sostituzione di qualsiasi altro divertimento !

  18. Z. says:

    Scusate se vado OT, cosa che com’è noto in questo blog è severamente proibita, ma lo faccio per una buona causa: vale a dire, per segnalarvi un drammatico balzo in avanti del Complotto Kalergi.

    Che come tutti i complotti che si rispettino si rivela di matrice ebraica!

    http://www.repubblica.it/esteri/2015/12/31/news/israele_vietato_nelle_scuole_romanzo_d_amore_tra_ebrea_e_arabo-130433209/?ref=HREC1-10

    Mi direte: ma veramente il ministro ha pure provato a censurarlo…

    Ingenui. Il ministro ha solo fatto finta!

    Non è chi non veda, infatti, che il il ministro ha architettato a bella posta la (falsa) censura al solo scopo di incentivare la diffusione del libro e propagandare il meticciato. Un bel piano, vero? Ma io l’ho smascherato, l’ho!

    Tutto questo a suo tempo era già stato escogitato dai Savi di Sion in combutta con la Massoneria degli Illuminati al fine di destabilizzare il mondo come lo conosciamo e installare al suo posto, uhm, qualcosa. Cosa esattamente non lo so, lo tengono nascosto, è evidente, sennò che complotto sarebbe?

    E adesso forza, provate a criticarmi coi vostri cerripicchi e strommen, come al solito!

    Ah, dimenticavo: buon anno 😀

    • Mauricius Tarvisii says:

      Buon anno!

    • izzaldin says:

      auguri!

    • PinoMamet says:

      Auguri a tutti naturalmente!

    • Moi says:

      Il fatto che lui sia Arabo e lei è Israeliana però NON implica di cambiare religione …

      … sarebbe stato più audace senz’altro il Gender Swap (sì, si dice così : nientecaccadimeno 🙂 che la Twilight Saga tornerà in versione Gender Swap !) con lui Israeliano (un Duro magari nipotino nientemeno che di Imi Lichtenfeld !) e lei una ragazza Palestinese … qui si pone però il problema dello stereotipo sessista Damsel in Distress aggirabile tuttavia con escamotage alla Lady Oscar … magari, anzi: s’innamorano in un hand-to-hand combat in cui sublimano l’attrazione sessuale reciproca.

      • Moi says:

        Nell’ originale _ ho visto adesso_ sono deludentemente 😉 una traduttrice e un pittore … entrambe realtà lavorative lontane dallo Spirito Guerriero della Questione Israelo-Palestinese !

    • PinoMamet says:

      Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

      http://moked.it/blog/2016/01/04/libro/

      • Moi says:

        Che vuol dire “Moked” ?

        … e la Fiamma 🙂 , ‘sa disla ? 😉

      • PinoMamet says:

        Non lo sapevo e l’ho cercato: “focus” o “attrazione”.

        Parere di Fiamma, nescio brisa 😉 ma credo non distante da quello dell’articolino

  19. Grog says:

    Richiedo qualche parere AUTOREVOLE su uno strano argomento
    SECONDO VOI COME FANNO A SCONGELARE MATTARELLA PRIMA DEL DISCORSO DI FINE ANNO?
    SI LIMITANO A TOGLIERLO DAL FRIGO QUALCHE ORA PRIMA O LO RIANIMANO CON DELLE MELANZANE E DEI CANNOLI?
    E POI NON FA’ RESISTENZA QUANDO LO DEVONO RICONGELARE’?
    ————————————-DIO RENZI———————————-
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

  20. mirkhond says:

    Il nostro sviluppo inquina per natura
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    Nei giorni di Natale Matteo Renzi ha inaugurato la variante di valico dell’Appenino Tosco-Emiliano. Con una giusta euforia perché era un’opera in gestazione da decenni e che solo ora è arrivata a compimento. In quelli stessi giorni (e ancora oggi) non solo le grandi città ma anche, sia pur in diversa misura, quasi l’intero Paese era sotto una cappa di smog. I due fenomeni sono in correlazione e in contraddizione, sia pur indirette. Non si tratta qui di far propria la critica degli ambientalisti vegani che contestano che la variante di valico ha comportato lo sbancamento di tonnellate di terra, disboscamenti, l’alterazione del paesaggio. I paesaggi così come li abbiamo conosciuti finora, in Italia e nel mondo, siamo destinati a non vederli più, se non attraverso ricostruzioni virtuali rese possibili dalla tecnologia, così come in Cina viene riprodotto un Colosseo che nella realtà non esiste più da secoli e a Las Vegas fra rovine romane artefatte ogni giorno Bruto pugnala Cesare. Né il disboscamento è la causa principale delle famigerate polveri sottili che non sono che un aspetto, parziale, dell’inquinamento globale che sta sconvolgendo il clima in tutto il mondo sviluppato o in via di sviluppo e anche in quello che allo sviluppo non partecipa e nemmeno ne vorrebbe sapere ma ne rimane coinvolto perché l’inquinamento prodotto dai Paesi industrializzati non riconosce, come la Bomba Atomica, i confini.

    E allora vediamo come si lega la variante di valico alle polveri sottili. Perché abbiamo costruito questa variante? Perché vorremmo che fosse terminata al più presto la Napoli-Reggio Calabria, anch’essa in attesa da anni? Per rendere più scorrevoli e veloci i collegamenti fra Nord, Centro e Sud Italia. E perché devono essere più veloci? Per poter produrre meglio e di più. Cioè per poter crescere di più. Ma non ci può essere crescita senza inquinamento. L’una include l’altro. Se a Pechino non si può più nemmeno respirare è perché la Cina sta crescendo a ritmi forsennati, da quando, come l’India, è entrata nella logica del modello di sviluppo occidentale. Ciò che dobbiamo fare, in Italia e nel mondo sviluppato o in via di sviluppo, non è mettere ridicoli divieti alla circolazione delle automobili, pannicelli caldi che come dimostra l’esperienza servono a poco o nulla (la notte di Natale a Milano, dove non circolava un’automobile, i livelli di Co2 erano comunque superiori ai già laschi limiti) sperando con apposite danze rituali che arrivi la pioggia in modo che l’inquinamento invece che dall’alto ci arrivi, attraverso la corruzione delle falde acquifere, dal basso infilandosi su per il buco del culo. Quello che dobbiamo fare è ridurre la produzione, che è esattamente ciò che l’attuale modello di sviluppo non ci consente.

    Nella notte di Natale Papa Bergoglio sotto la forma dell’ammonimento morale ha fatto il più duro attacco, a quanto io ricordi, almeno a livello di una autorità così importante, al modello di sviluppo industriale: “In una società spesso ebbra di consumo e di piacere, di abbondanza e lusso, Lui ci chiama a un comportamento sobrio, cioè semplice, equilibrato, lineare, capace di cogliere e vivere l’essenziale”. Se seguissimo –parlo naturalmente della parte ricca del mondo- le indicazioni del Papa e cioè non fossimo ebbri di consumo e di piaceri e tornassimo alla sobrietà e all’essenziale crollerebbero, appunto, i consumi, oggi, come sempre, tanto invocati e la produzione. E con essi l’economia dominante. Ma in quel riferimento ad un ritorno all’ ‘essenziale’ e a una vita più semplice c’è anche il succo morale del discorso di Bergoglio. Perché è nell’essenziale che si ritrova quella gerarchia di valori, preconomici, prepolitici, preideologici e, oserei dire, anche prereligiosi che oggi abbiamo perduto, non solo in Italia naturalmente, anche se in Italia in modo più evidente e sfacciato, ma nell’intero mondo così detto sviluppato.

    Va da sé che il monito del Papa in quella notte che dovrebbe essere spirituale ma tale non è più da tempo, non verrà ascoltato da nessuno perché nessuno ha orecchie per intendere né, tantomeno, voglia di disturbare il Manovratore.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2015

  21. Pietro says:

    @PinoMamet: sul padre di Renzi. Oggi in Italia avere parenti terroni e’ ancora una cosa da nascondere in soffitta. Renzi poi e’ la quintessenza del senso di vergogna degli italiani. Una delle cose che mi colpisce di questo blog e’ la varieta’ delle visioni del reale evidenziate dai vari commenti. In alcuni casi faccio fatica a credere siano di persone che vivono lo stesso paese, se non mondo.

    • PinoMamet says:

      “. Oggi in Italia avere parenti terroni e’ ancora una cosa da nascondere in soffitta”

      Non mi pare proprio. Forse negli anni cinquanta, ma neppure.

      Ricordo male, o tu scrivi da Milano? La città di Jannacci, Abatantuono, Teocoli, Lino Patruno…. ?

      • Pietro says:

        Ed invece ti confermo che una parte della classe media (quella piu’ verso il basso che l’alto) ben rappresentata da Renzi e suo zoccolo duro, non ama per nulla vantare le proprie origini meridionali. I genitori erano terroni, si sono fatti il mazzo per mandare i figli a scuola e quelli hanno sempre avuto il complesso di essere figli dei terroni. Ora che possono annusare il potere sono piu’ razzisti dei leghisti, perche’ meno ignoranti. Personalmente credo che in materia di immigrazione Renzi e Salvini dicano le stesse cose, con le differenze dovute al titolo di studio. Una cosa puo’ apparire molto diversa se detta da uno con la terza media o da un laureato.

        • Moi says:

          Achtung ! … Salvini NON è uno con la Terza Media, e neanche tanti altri : sono “gente che ha studiato” ma “che torna al Popolo (nel senso più “da Idealismo Tedesco dell’ Ottocento Possibile !) 😉

        • Moi says:

          … lo stesso Wir sind das Volk che torna con Pegida ?

          http://www.youtube.com/watch?v=j5zPw4MALVQ

          http://www.youtube.com/watch?v=CvqoRfmfBEw

          PS

          Si noti la musica composta per un filmone su Cristoforo Colombo … ma l’ Argumentum ad Fàigam 😉 resta il più eloquente nel Belpaese 😉 :

          http://www.islamophobiawatch.co.uk/wp-content/uploads/FP%C3%96-zu-sch%C3%B6n-f%C3%BCr-einen-schleier.png

          … nevvero, Habs ?

        • PinoMamet says:

          “Ed invece ti confermo che una parte della classe media (quella piu’ verso il basso che l’alto) ben rappresentata da Renzi e suo zoccolo duro, non ama per nulla vantare le proprie origini meridionali”

          Mah… se lo dici tu.

          Io non ho mai incontrato nessuno che se ne vergognasse, semmai diversi che ne vanno proprio fieri.

          E in ogni caso non vedo come la cosa possa ostacolare Renzi.

          Caspita, persino i leghisti votavano entusiasticamente, e in massa, per il partito inventato da un tizio con una moglie siciliana!

          • Pietro says:

            Io penso che Renzi sia semplicemente stupido e rappresenti quella borghesia italiana che trova alcune cose sconvenienti. A me e’ successo di perdere una casa perche’ quella che la voleva affittare non voleva dirmi che c’era di mezzo una causa di divorzio… Una parte di popolazione che qui al nord esiste ancora, molto molto ipocrita.

          • PinoMamet says:

            Io non credo che sia stupido.
            Dopo tutto, lui è là, e noi qua.

            Io comunque mi trovo a disagio con i discorsi generali.

            La faccio semplice: credo che Renzi sia un tizio della provincia fiorentina, ben ammanicato in certe strutture del potere locale.

            Potrebbe darsi, ma non è sicuro (e a dire il vero mi ricorda un po’ quelle cose tipo “lo sai che Tizio Sempronio è ebreo?” che poi di solito manco ci azzeccano…) potrebbe darsi che suo padre sia nato a Napoli.

            Potrebbe darsi che questo sia dovuto al fatto che sia napoletano di origine, oppure c’è nato per motivi di storia famigliare che ignoro
            (conosco una famiglia originaria del Cadore, di cui alcuni sono nati a Palermo perché loro padre era nella Guardia di Finanza…);

            se questo è vero, potrebbe darsi che Renzi figlio non gli abbia dato troppa notorietà per il motivo (potrebbe essere) di voler sembrare locale all’elettorato locale.

            Che però a quanto pare se ne sbatte abbastanza
            (a Bologna c’è un sindaco di nome Merola, per esempio, che non è esattamente un cognome bolognese, e leggo che è nato a Santa Maria Capua Vetere… ma hanno avuto di peggio, hanno avuto un cremonese per esempio 😉

            ma gli esempi sono innumerevoli e risalgono all’unità d’Italia perlomeno…)

            peraltro, l’elettorato del PD non è certo noto per il razzismo identitario, quali che siano le convinzioni personali di Renzi (che secondo me se ne frega) e non mi pare rinfacci a Vendola di essere pugliese…

            insomma, ci sono un po’ troppi “potrebbe” in questa storia.

            Ok, si “scopre” che il padre di Renzi è nato a Napoli.

            Su diecimila lettori, cento leghisti dicono “lo sapevo che doveva essere un terrone”.
            Cinquanta fiorentini snob dicono “lo sapevo che doveva essere uno di fuori”.

            Risultato? Zero.

            • “Cinquanta fiorentini snob dicono “lo sapevo che doveva essere uno di fuori”.”

              Trecentocinquantamila fiorentini, di origini etrusche, russe, napoletane, greche, ebraiche, senegalesi, conoscono la vergognosa realtà.

              Renzi è di Rignano.

              Fosse meridionale, nessuno avrebbe da ridire.

          • daouda says:

            aahahahha

    • PinoMamet says:

      “. In alcuni casi faccio fatica a credere siano di persone che vivono lo stesso paese, se non mondo.”

      Questo lo credo anche io 😀

    • Moi says:

      @ PIETRO

      E infatti questo spazio di commenti è una realtà molto diversa da “social networks” e “forums” 😉 … ed è anche sempre stata diversa anche dagli altri “blog” (una realtà che mi sembra ormai in dirittura di obsolescenza … ma NON qui !) … tutti robi impostati 😉 con premesse di aggregazione culturalmente “tribale”, più o meno dichiarata o non.

      PS

      Quanto agli Hacker … be’ è una visione “minimalista”: di quelle che se gradite sono “Occamiane” , se sgradite “superficiali”. 😉

      • Moi says:

        il “blog” è ormai superato dal “Vlog” … cioè un video in cui la gente parla.

        Però appunto il mezzo di comunicazione implica una modalità che sarà eccessivo considerare come il messaggio stesso … ma inevitabilmente il mezzo di comunicazione pregiudica la forma e il contenuto di un messaggio.

        • Moi says:

          Senza stare a farla tanto inutilmente complessa: il vlog parlato tenderà sempre al ” movēre” , mentre il “blog” scritto tenderà sempre al “dicĕre” … almeno quando è sempre la stessa persona a comunicare qualcosa.

      • Pietro says:

        Io mica critico la diversita’ eh… che qua finsice che a botte di superficialita’ io passo per il bimbominkia da forum 😀 Sugli hacker avendo gestito per due anni una realta’ sociale insieme ad alcuni di loro non posso apprezare la superficialita’.

  22. Moi says:

    @ MIGUEL

    http://www.youtube.com/watch?v=a_ujAM7BEvI

    DIEGO FUSARO: L’attuale inattualità di Costanzo Preve
    Torino, novembre 2014. Convegno in memoria di Costanzo Preve (1943-2013).

  23. Pietro says:

    @Miguel: Borghezio ha una carriera politica (di estrema destra) non indifferente. Guarda cosa ti link 😀 http://www.kelebekler.com/occ/borghezio.htm

  24. mirkhond says:

    Il Talmud registrò nel Tempio una Assenza

    Maurizio Blondet 1 gennaio 2016

    Da “Chiesa e post-Concilio” queste impressionanti testimonianze del Talmud, che attestano una terrifica “Assenza” nel Tempio già 40 anni prima della sua distruzione nel 70 d. C., dunque grosso modo dalla resurrezione di Cristo.

    (…)

    Leggiamo nel Talmud di Gerusalemme:

    “Quaranta anni prima della distruzione del Tempio, la luce occidentale si spense, il filo cremisi rimase cremisi, e il lotto per il Signore avvenne sempre con la mano sinistra. Avrebbero chiuso le porte del tempio di notte e si sarebbero alzati la mattina trovandole aperte “(Jacob Neusner, il Yerushalmi, p.156-157). [la distruzione del Tempio nel 70 dC.]

    Un passaggio simile nel Talmud babilonese afferma:

    “I nostri rabbini insegnarono: Nel corso degli ultimi quaranta anni prima della distruzione del Tempio il sorteggio (lotto) [‘per il Signore’] non venne su con la mano destra, né il cinturino color cremisi divenne bianco, e la lampada occidentale non ha più brillato di lucentezza, e le porte del Hekel [Tempio] si sarebbero aperte da sole ” (Soncino versione, Yoma 39b).

    Quali sono questi passi di cui si parla? Poiché entrambi i Talmud riportano le stesse informazioni, ciò indica che la conoscenza di questi eventi era stata accettata dalla diffusa comunità ebraica.

    Il miracolo del “Lotto”

    Il primo di questi miracoli riguarda la scelta casuale del “lotto” (sorteggio), che veniva effettuato nel Giorno dell’Espiazione (Yom Kippur). Il sorteggio determinava quale di due caproni sarebbe stato “per il Signore”, e che sarebbe stato il capro “Azazel” o “capro espiatorio”.

    Durante i due secoli prima del 30 d. C, quando il Sommo Sacerdote sorteggiava una pietra fra due, anche questa selezione era governata dal caso, e ogni anno il prete avrebbe sorteggiato una pietra nera o una pietra bianca, indistintamente e con la stessa frequenza. Ma per 40 anni di fila, a partire dal 30 d. C, il Sommo Sacerdote sortì sempre la pietra nera! Le probabilità di un simile evento sono astronomico (2 potenza 40). In altre parole, le probabilità che questo si verifichi sono 1 in circa il 5479548800 o circa 5,5 miliardi a uno! In confronto, le vostre probabilità di vincita ad una lotteria di Stato o regionale sarebbero molto maggiori!

    Il sorteggio di Azazel, la pietra nera, contrariamente a tutte le leggi del caso, è avvenuta per 40 volte di fila dal 30 dC al 70 dC! Questo evento è stato considerato un evento terribile e significava che qualcosa era cambiato radicalmente in questo rituale Yom Kippur. Questa assegnazione per sorte è accompagnata anche da un altro miracolo che viene descritto di seguito.
    Il miracolo della Striscia Rossa

    Il secondo miracolo riguarda la striscia cremisi (rosso) o un panno legato al capro Azazel (il capro espiatorio). Una porzione di questo panno rosso veniva rimosso dal capro e legato alla porta del Tempio. E ogni anno il panno rosso sulla porta del Tempio diventava bianco come a significare che l’espiazione del Yom Kippur era accettabile al Signore. Questo evento annuale accadde fino al 30 d. C. A partire da quella data ogni anno e fino al tempo della distruzione del Tempio, il panno rimase color cremisi.

    Questo senza dubbio causò molta agitazione e costernazione tra gli ebrei. Questa pratica tradizionale è legata alla confessione da parte di Israele dei suoi peccati e al trasferimento cerimoniale dei peccati di questa nazione sul capro Azazel. Il peccato veniva poi rimosso dalla morte di questo capro. Il peccato era rappresentato dal colore rosso del panno (il colore del sangue). Ma il panno rimasto cremisi significava che i peccati d’Israele non erano stati perdonati e che non erano stati resi “bianchi.”

    Come Dio disse a Israele per mezzo del profeta Isaia:

    ” Se i vostri peccati fossero come lo scarlatto [cremisi], diventeranno bianchi come la neve, anche se fossero rossi come porpora, diventeranno [bianco] come lana” (Isaia 1 : 18).

    L’indicazione chiara è che tutta la comunità aveva perso l’attenzione del Signore in relazione a qualcosa che si era verificato nel 30 dC. L’espiazione annuale raggiunta attraverso la tipica osservanza dello Yom Kippur non era stata realizzata come previsto. Apparentemente l’espiazione era da ottenere in qualche altro modo. Chi o che cosa avrebbe fornito l’espiazione per un altro anno?

    Per quanto riguarda la striscia cremisi, anche se non menzionato nelle Scritture e molto prima del 30 d. C., durante i 40 anni in cui Simone il Giusto era sommo sacerdote, un filo cremisi che era stato associato con la sua persona diventava sempre bianco quando lui entrava nella parte più interna del Tempio, il Santo dei Santi. Le persone notarono questo. Inoltre osservarono che “la sorte del Signore” (il lotto bianco) si produsse per 40 anni consecutivi nel corso del sacerdozio di Simon. Notarono pure che il “lotto” scelto dai sacerdoti dopo Simon a volte era nero, e a volte bianco, e che il filo cremisi a volte diventava bianco, altre volte no. Gli ebrei giunsero a credere che se il filo cremisi diventava bianco, Dio aveva approvato i rituali della Giornata di Espiazione e che Israele poteva essere certo che Dio aveva perdonato i loro peccati. Ma dopo il 30 d. C, il filo cremisi non è più diventato bianco per 40 anni, fino alla distruzione del Tempio e la cessazione di tutti i rituali del Tempio!

    Che cosa ha fatto la nazione ebraica nel 30 d.C. per meritare un tale cambiamento al Yom Kippur? Secondo alcuni, il 5 aprile del 30 dC (vale a dire, il 14 di Nisan, il giorno del sacrificio pasquale) il Messia, Gesù, è stato tagliato fuori da Israele, lui stesso messo a morte come un sacrificio per il peccato. Per questo evento vi è un trasferimento dell’espiazione ora non più ottenuta attraverso i due capri come offerto a Yom Kippur.

    Come un innocente agnello pasquale, il Messia è stato messo a morte senza che fosse trovata colpa in Lui! Ma a differenza dei sacrifici del Tempio o gli eventi dello Yom Kippur (come spiegato sopra) dove il peccato è espiato solo per un dato lasso di tempo, il sacrificio messianico è dato con la promessa di perdono dei peccati attraverso la grazia data da Dio a coloro che accettano un rapporto personale con il Messia. Si tratta essenzialmente di un evento irripetibile per tutta la vita di ogni persona e non di una serie continua di osservanze annuali e di sacrifici animali. Il meccanismo che procura il perdono dei peccati cambiò nel 30 d.C.

    Il miracolo delle porte del tempio

    Il miracolo successivo, che le autorità ebraiche riconobbero, è quello delle porte del Tempio che tutte le sere si spalancavano spontaneamente. Anche questo si verificò per quarant’anni, a partire dal 30 d. C. La principale autorità ebraica di quel tempo, Yohanan ben Zakkai, dichiarò che questo era un segno di morte imminente, che lo stesso tempio sarebbe stato distrutto.

    Il Talmud di Gerusalemme afferma:

    “Disse Rabban Yohanan Ben Zakkai al Tempio, ‘O Tempio, perché ci spaventi? Sappiamo che tu finirai distrutto. Per questo è stato detto,’ Apri le tue porte, O Libano, che l’incendio possa divorare i tuoi cedri ‘”(Zaccaria 11:1)’ (Sota 6:3).

    Yohanan Ben Zakkai era il capo della comunità ebraica durante il periodo successivo alla distruzione del Tempio nel 70 dC., quando il governo ebraico venne trasferito a Jamnia, una trentina di km a ovest di Gerusalemme.

    Forse le porte si aprirono anche a significare che ora tutti possono entrare nel Tempio, anche nelle sue parti sante più interne. Le evidenze sostenute dai miracoli di cui sopra suggeriscono che la presenza del Signore si era allontanato dal Tempio. Questo non era più un luogo solo per sommi sacerdoti, ma le porte si erano aperte a tutti per entrare nella casa di culto del Signore.

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/05/prove-talmudiche-relative-al-messia-nel.html

    Aggiungo a questo un passo di S. Atanasio, nel suo trattato Incarnazione del Verbo, segnalatomi dall’amico Angelo Pulvirenti:

    “Segno e grande prova della venuta del Verbo è che Gerusalemme non esiste più, che non è più sorto un profeta e non si rivela più loro una visione. Ed è molto giusto che sia così. Infatti, quando venne colui che era stato annunciato, che bisognoc’era ancora di annunciatori? Essendo ormai presente la verità, che bisogno c’era ancora dell’ombra? Per questo profetarono finché giunse a Giustizia-in-sé e colui che riscattava i peccati di tutti. Per questo Gerusalemme esisteva così a lungo , affinché lì meditassero in anticipo le figure della verità. Quindi, una volta venuto il santo dei santi, giustamente fu messo il sigillo alla visione e alla profezia ed è cessato il regno di Gerusalemme. Presso di loro furono unti i re fino al momento in cui fu unto il Santo dei Santi. E Mosè profetizzava che il regno dei giudei esisterà fio a lui dicendo: “Il capo non sarà allontanato da Giuda né il principe dai suoi lombi, finché giunga ciò che è riservato per lui; egli è l’attesa delle genti. Per questo il Salvatore stesso proclamava: “La legge e i profeti hanno profetato fino a Giovanni”. Dunque, se ora c’è tra i profeti un re o un profeta o una visione, essi hanno ragione a negare che Cristo è venuto; se invece non c’è più né re né visione, ma è stato messo il sigillo ad ogni profezia e la città e il tempio sono stati distrutti, perché sono così empi e trasgressori da non vedere ciò che è accaduto e negare che Cristo abbia fatto tutto questo?”.(S. Atanasio, L’Incarnazione del Verbo).

    Ciò valga come contributo alla lettura del testo della Commissione vaticana per i rapporti con l’ebraismo secondo la quale, “poiché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili” (Rm 11,29), (…) “Ciò significa concretamente che la Chiesa cattolica non conduce né incoraggia alcuna missione istituzionale rivolta specificamente agli ebrei. Fermo restando questo rifiuto -per principio- di una missione istituzionale diretta agli ebrei, i cristiani sono chiamati a rendere testimonianza della loro fede in Gesù Cristo anche davanti agli ebrei; devono farlo però con umiltà e sensibilità…” (6,40).

  25. Moi says:

    @ PIETRO

    A parziale rivalutazione del termine Hacker … ho visto che hack è il termine anglofono più prossimo a “ciappini” … in particolare è divemtato famoso un tizio che parla AngloAmericano con un accento Russo marcatissimo :

    https://www.youtube.com/watch?v=KTY1MITC6hI

    https://www.youtube.com/watch?v=0ShG5Jo4p1M

    https://www.youtube.com/watch?v=HSCIXs0yeTk

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