” L’è una bara vòta, che andiamo a buttare in Arno”

“Ma tu lo conoscevi, i’Garga, quello che aveva la trattoria?”, mi dice quello svelto e veloce de’ Bianchi.

“Ne avevo sentito parlare…”

“Piantava le rose sull’Arno”.

“Cioè?”

“Sì, sull’Arno ci aveva fatto tutto un giardino di rose, poi gliele strappavano perché non aveva il permesso, ma lui continuava a piantarle, e scriveva le poesie.

Quando l’è morto, di notte i suoi amici hanno portato una bara sull’Arno, li han fermati i carabinieri… ai carabinieri, spiegarono, a lui gli piacevano gli scherzi e questo era l’ultimo che faceva al mondo, l’è una bara vòta, che andiamo a buttare in Arno. E i carabinieri li han lasciati fare.

Il giorno dopo gli han fatto i funerali al Cestello, e quelli che portavano la bara che doveva essere quella vera, han detto che una bara così leggera, ‘un l’avevan mai portata in vita loro.

E così sai quanto i’Garga amava l’Arno”.

cestello-lungarno

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13 Responses to ” L’è una bara vòta, che andiamo a buttare in Arno”

  1. Peucezio says:

    Bella ‘sta storia. E bella anche la foto.
    Ma come mai l’hai tirata fuori tre anni dopo?

  2. Moi says:

    Bella storia, perfettamente inseribile come episodio di un Amici Miei … quello vero. L’insulso prequelone rinascimentale, neanche a farlo apposta, fu quasi un preludio all’ ascesa di Renzi a passo di carica.

  3. Grog says:

    Portantina che porti quel morto
    per favore fermati un po!
    Sul cadavere danzavano i vermi
    e i lombrichi faceva l’amor.
    Zumpa zumpa zum!
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

  4. daouda says:

    Un morto sacrificato alla simpatia, o non sappiamo che fine fanno i morti non sepolti e salutati con i dovuti riti ed ossequi?

    • “salutati con i dovuti riti ed ossequi?”

      Penso che pochi morti abbiano avuto riti ed ossequi di tale livello

      • daouda says:

        Si e no Miguel. Non credere che non ne scorga un certo “romanticismo”, diciamo, se si può dire così. Non è un’offesa.

        • Grog says:

          BUON ANO NUOVO.
          Un fiorentino può anche essere un grandissimo testa di cazzo, ma un fiorentino con amici che lo onorano in questo modo mi sembra quasi essere pazzo e imprevedibile come un livornese!
          Per cui non è testa di cazzo come gli altri fiorentini o rotto in culo come quelle merdacce dei senesi, degli aretini manco bisogna parlare per decenza.
          I Pisani sono dei Livornesi con la marmitta.
          La lucchesia invece è la patria delle più belle fighe in assoluto con gamba lunga e culo sodo.
          Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

  5. Pingback: Lungo le rive dell’Arno | Kelebek Blog

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