Soldi e bombe

Questa tabella l’ho trovata sul blog di Peter Van Buren, che ha lavorato per 24 anni per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e ha smascherato il più grande spreco di fondi pubblici nella storia umana, durante l’occupazione dell’Iraq.

La tabella mostra la discretionary spending, cioè le spese pubbliche decise anno per anno dal Congresso (in contrasto con l’entitlement spending, costituito in massima parte dai soldi per le pensioni, che però vengono quasi sempre tratti da un apposito fondo autosufficiente).

Ricordiamo che le caratteristiche delle spese militari sono

– l’inutilità di quasi tutto ciò che viene acquistato e che andrà presto in obsolescenza;

– i costi altissimi;

– il regime di monopolio in cui operano i tre o quattro principali fornitori;

– il segreto che protegge da controlli esterni;

– e il sistema della “porta girevole” per cui l’ammiraglio che dice che il sottomarino della ditta X è adatto e il politico che fa votare le somme per acquistarlo si ritrovano insieme qualche anno dopo come membri del Consiglio d’Amministrazione della ditta X.

Da notare che alla spesa militare vanno aggiunte quella per Veterans’ Benefits, che è chiaramente una spesa militare a lungo termine (e da sola è pari a quanto gli Stati Uniti spendono per Education o per Medicare and Health), e buona parte di quelle per Science e immaginiamo anche per International Affairs.

Interessante il confronto, nell’altra tabella, con le spese militari degli altri paesi che si divertono di più con queste cose.

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14 Responses to Soldi e bombe

  1. izzaldin says:

    il sistema delle porte girevoli funziona soprattutto in America e Israele. In Italia ci sono casi di vertici militari che entrano in azienda una volta finito il mandato?

    • Mauricius Tarvisii says:

      In Italia i mandati non finiscono: una volta che entri nel giro governativo non ne esci più.

      • izzaldin says:

        sì, decisamente.
        ci sarà però qualche generalone che ha avuto veri e propri incarichi, che so, all’Eni o cose simili.
        Eni, Finmeccanica etc credo siano le più adatte alle porte girevoli

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma Eni, Finmeccanica, ecc. fanno parte proprio del giro governativo. L’Italia ha queste aziende pubbliche che fanno la differenza, credo.
          Quando non saranno più pubbliche (forse non così in là nel tempo) le cose cambieranno.

      • “In Italia i mandati non finiscono: una volta che entri nel giro governativo non ne esci più.”

        Credo che stia cambiando.

        Quelli che vedo in politica a Firenze spiccano tutti per la loro giovinezza. La politica nel Partito Unico è il primo passo per loro, il secondo li vedrà altrove.

  2. Grog says:

    I militari americani SONO IMBATTIBILI nel trovare SOLUZIONI SEMANTICHE che garantiscono la continuazione della RAPINA ALLA DILIGENZA:
    – costo di un MARTELLO per la USAF (1975) 1,500.00$ (millecinquecentodollari) definito genialmente GENERATORE DI IMPATTO;
    – costo di un ASSE DI CESSO per un AWACS della USAF (1975) 7.500,00$(settemilacinquecentodollari) definito genialmente SEDUTA ERGONOMICA DI QUOTA.
    E’ chiaro che i poveri Russacchiotti con i loro martelli ed i loro cessi (magari alla turca ah ah ah ah ) NON POSSONO COMPETERE e sono costretti ad INVESTIRE TUTTO IN MISSILERIA VARIA, al momento dello scambio di missilate per gli americani saranno PENI DA ESTROMETTERE ANALMENTE.
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

    • “Miguel, che ne pensi?”

      Come al solito, Blondet complica le cose inutilmente.

      E’ ovvio che una delle principali accuse, nel mondo arabo in particolare, ad al-Qaeda e all’Isis (ma anche contro l’Iran), è di fregarsene dei palestinesi.

      Per cui ogni morte di papa, si fa un proclama rumoroso contro Israele.

      Gli islamisti curati dagli israeliani – verissimo, ma non sono dell’Isis.

      La faccenda dell’aereo bulgaro mi sembra perfettamente credibile, invece.

  3. Moi says:

    Ma la preoccupazione di Blondet non è sostenere complottsticamente che l’ Isis è una creatura di Israele ?!

  4. daouda says:

    Sono sempre e solo i soldi dichiarati.

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