Avanti, legionari!

Come vi abbiamo già raccontato, l’Italia sarebbe coinvolta in qualcosa che i media chiamano una “campagna contro l’Isis che ci costerà mezzo milione di euro al giorno“.

Questa campagna si chiama Prima Parthica (non dimenticate la “h”) in onore di una legione romana che fece una brutta fine da quelle parti molti secoli fa.

prima parthica
Consiste per ora soprattutto nell’addestramento delle guardie del corpo di Masud Barzani, un signore il cui secondo mandato come presidente del “governo regionale kurdo” (KRG) è scaduto da diversi mesi (chi glielo fa notare però viene di solito arrestato).

Masud Barzani è un kurdo, ed è il migliore amico del governo turco, visto che i turcofoni locali sono sciiti e non amano affatto il governo di Ankara.

Negli stessi giorni, ma dalla propria parte della frontiera, l’esercito turco, partner nella NATO dell’Italia, ha fatto fuori oltre cento kurdi, tra cui numerosi bambini, donne e anziani, imponendo il coprifuoco in centinaia di comuni del sudest della Turchia, dove poi fanno avanzare i carri armati.

Tra le città interne ai confini della Turchia in cui si sta combattendo in questi giorni, c’è Silopi, il grande passaggio di frontiera tra la Turchia e l’Iraq.

I curdi dell’YDG-H si vantano di controllare tutta la campagna circostante, come spiega questa mappa (notate il simbolino togliattiano):

silopi2
La Russia intanto ha preso due iniziative.

Innanzitutto, la Gazprom Neft ha annunciato che tra pochi giorni inizierà a scavare il primo pozzo petrolifero russo nel territorio del KRG, d’amore e d’accordo con Barzani.

La seconda iniziativa consiste in una conferenza stampa, in cui il governo russo ha denunciato, con ampia documentazione, di aver fotografato in un solo giorno 12.000 (dodicimila) autocisterne che passavano il confine tra il KRG e la Turchia: precisamente 4.530 autocisterne in territorio turco e 7,245 in territorio che sulle nostre mappe è scherzosamente colorato “Iraq”.

La cosa interessante è che queste autocisterne hanno tutte attraversato o attraverseranno il territorio occupato attualmente dall’Isis, dove hanno pagato o pagheranno un pesante dazio, decisivo per il mantenimento del sedicente Califfato.

L’ex-direttore della CIA, Mike Morell, ci spiega che gli americani non hanno mai bombardato queste colonne per non causare “danni ambientali”.

Ora, Silopi – il paese circondati dai combattenti curdi – è proprio il punto dove passa il grosso del petrolio dell’Isis, come leggiamo in un interessante studio di Alaraby sul traffico attorno al petrolio dell’Isis.

Un traffico diretto a Silopi da un’ecumenica squadra di turchi, iraniani, curdi sotto la guida di un baffuto greco-israeliano noto come “Zio Farid”.

Il tutto viene spiegato con questa ottima e semplice mappa, che speriamo servirà alla Prima Parthica per distinguere nettamente i Buoni dai Cattivi.

isis-oil

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11 Responses to Avanti, legionari!

  1. Grog says:

    Va a finire molto molto male, i Russi sono un pochino incazzati con i turchetti, il Piccolo Padre (Stalin per il volgo) sosteneva che i turchetti vanno presi per il fez e sbatacchiati un poco contro il muro per farli ragionare, ora mi pare che i turchetti non portino più il fez!
    Alcuni Russi ( birichini e militari) sostengono che una cinquantina di testate nucleari su una ventina di città turche sarebbero un bell’esperimento e che gli americani si guarderebbero bene dal rischiare le loro maggiori città in uno scambio di ICBM e SLBM per vendicare qualche puzzolente città turca e probabilmente hanno ragione, gli americani si limiterebbero a strillare come aquile e la cosa finirebbe lì e intanto chi fa lo scemo con i Russi ci penserebbe tre volte prima di provocarli stupidamente.
    Poveri iraqeni! Chi garantisce che il cemento usato per la diga dai TAGLIANI non sia quello riciclato della Salerno Reggio Calabria? Che i tecnici non siano della stessa famiglia di quelli del Vajont?
    SOLUZIONI
    1 – Imporre il fez a quei deficienti di Erdogan e Davatoglu;
    2 – Scongiurare i Russi di non cambiare la geografia anatolica in cambio di una fornitura eterna di Parmigiano a prezzo contenuto e di prosciutti di San Daniele;
    3 – Costringere la stazione appaltatrice della diga di Mosul a comperare il cemento in Islanda;
    4 – Vestire i baldi militari della Parthica con INDUMENTI FEMMINILI cosa già praticata dai coraggiosi salafiti in Siria per tagliare la corda dopo l’arrivo dei Russacchiotti che menano come dei fabbri.
    Un po’ di buon senso e se ne esce!
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    • necroclerico says:

      la cartina postata dal nostro ferrato MM mi pare proprio la cartina tipica dei luoghi da cui il buonsenso è stato bandito per sempre! a buon titolo rientrerebbe in un Atlante delle zone planetarie governate dalla stupidità.

  2. habsburgicus says:

    le 3 legioni Parthicae, comandate da praefecti equestri (inaudito..solo in Egitto era così), furono istituite da Settimio Severo, verosimilmente dopo aver sconfitto Pescennius Niger in 194 d.C..
    la II Parthica, in c.a 197 (o 198) venne stanziata ad Albanum, non lungi da Roma, prima legione mai stabilita sul sacro suolo italico, ulteriore passo verso la provincializzazione, o se si vuole de-italianizzazione, dell’impero..la I e la III Parthica rimasero in loco, nella (neo)provincia di Mesopotamia come si diceva
    mi pare che poi ci fosse anche una IV Parthica, ma qualche decennio dopo

    • habsburgicus says:

      verso il 230 d.C (regnando Alessandro Severo) Roma possedeva almeno Singara (Sinjar), famosa in quanto terra degli yazidi e aveva alta autorità sulla semitica Hatra..dunque un pezzettino di Iraq fu romano [è noto che, e non a torto, si suol dire che la grande, e forse l’unica, differenza fra SYR e IRQ è che la prima fu romana, la seconda no]

  3. mirkhond says:

    casomai de-italicizzazione

  4. habsburgicus says:

    @Miguel
    ma è vero ‘sto simbolo ?
    sembra proprio quello del “glorioso” Partito, che domina(va)-da solo-da te e da Moi 😀
    in pratica gli hanno scippato il simbolo 😀 è proprio uguale !

    • Z. says:

      Dovrai ammettere che Guttuso fece un gran lavoro. Appare ancora moderno come grafica, e chiunque può riadattarlo. Poi lo so che tra Berlinguer e Gasparri tu sceglieresti il secondo, così come molti italiani: poi però non lamentatevi del risultato 🙂

    • PinoMamet says:

      Non escluderei che i kurdi abbiano copiato proprio il PCI. Qualche grafico kurdo residente in Italia?

      • Peucezio says:

        Ma no, è che si sa che si copiano sempre gli italiani.
        Le Pen padre si fece regalare il simbolo da Almirante.

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