In morte di un premiato poeta aretino

Lutto nell’affollato mondo dei piccoli poeti di provincia, che pubblicano da soli i loro versi e se li regalano tra di loro, in trepidante attesa del prossimo premio autogestito.

E’ morto l’autore di A Wanda poesie, Il cassetto delle poesie, L’albero delle poesie, il Mulino delle poesie, Le poesie del silenzio, Riccioli d’oro nel vento (e molti, molti altri libretti) e vincitore del premio Voce del Poeta 1993, del premio Città di Corato e del Premio Città di Canegrate (e tanti, tanti altri premi).

Il nostro è stato anche uno dei pilastri dell’Accademia dei Micenei di Reggio Calabria, il cui vivace sito web potete vedere qui e che dispensa il Gagliardetto Miceneo, il premio Porta del Futuro e il premio Porta dei Leoni a vari “esploratori dell’universo” (professoresse di liceo classico in pensione diventate acquerelliste e così via).

Lo ricordiamo come immaginiamo vorrebbe lui, riportando questa poesia.

Ignoriamo in quale sagra paesana sia stata premiata come terza migliore poesia dell’anno.

Una dolce fiaba

Ho provato ed azzardato ad assaporare la vita
proiettando il cuore fin oltre le stelle, ma poi
mi sono accorto che l’impresa era impossibile
e così mi sono impigliato nella mia solitudine.

Mi sono inibito ad ascoltare il vento della sera
che ritaglia disegni ritorti nei pressi del cuore,
sono un uccello chiuso nella gabbia della vita,
là dove un fruscio di vento gioca con le stelle.

Il cuore è turbinante come le ali di un mulino
quando l’amore è come l’acqua che ti disseta,
ma quel tempo è sgattaiolato dalla mia realtà
e restano solo frammenti perduti tra le lacrime.

Noi eravamo due grida intrecciate dal destino
ma un giorno la vita fece cessare le promesse
e ti trasportò lontana con una vigoria inusuale
come una conchiglia sbattuta contro gli scogli.

Allora osservavo fasci di luce dentro i colori
quando pronunciavi il mio nome con soavità,
poi d’improvviso mi trovai da solo con la vita
e così caddi nel buio di un silenzio senza fine.

Poi d’un tratto il futuro si fece un po’ confuso
e un’ombra vagò nel mezzogiorno impaziente,
avrei voluto sfiorare le tue palpebre vacillanti
quando i muri si ruppero e le barriere caddero.

Nel gioco della vita la partita è ancora aperta
e un giorno saremo uniti nelle strade del cielo,
i nostri cuori vivranno dentro una dolce fiab
allora niente e più nulla ci potrà ferire, amore.

Print Friendly, PDF & Email
This entry was posted in Cialtroni e gente strana, mundus imaginalis and tagged , , , . Bookmark the permalink.

72 Responses to In morte di un premiato poeta aretino

  1. roberto says:

    post geniale,
    ma sulla poesia, mi domando se per scrivere una poesia basti scrivere utilizzando delle righe più strette rispetto ad un testo in prosa

    • ” mi domando se per scrivere una poesia basti scrivere utilizzando delle righe più strette rispetto ad un testo in prosa”

      Non so, bisognerebbe chiedere alla Giuria del Premio Città di Canegrate, che sicuramente applica criteri rigorosi e oggettivi in merito.

    • Moi says:

      Mah, non
      so …
      chi può
      dirlo ?
      Però mica
      è escluso ;D …

  2. Val says:

    La poesia è incontestabilmente un capolavoro. Il cuore oltre le stelle, impigliato nella solitudine, disegni ritorti (nei pressi del cuore), vento della sera, acqua che disseta, cuore turbinante, gabbia della vita, silenzio senza fine, le strade del cielo, conchiglia sugli scogli… un fiammeggiare di immagini potentissime, indimenticabili. Altro che l’ermo colle. E che dire di quel tempo sgattaiolato dalla realtà? Sublime. Grazie per averci messo a conoscenza di questo gioiello.

    P.S. ho anche scoperto che Gelli ha pubblicato per Laterza 🙂
    http://archiviostorico.corriere.it/1996/agosto/26/Licio_Gelli_poeta_Laterza_guerra_co_0_9608266561.shtml

  3. Grog says:

    Dio che troiata!
    E’ dedicata all’aretina madonna boschi?
    Grog! Grog! Grog!
    ATTENZIONE CADUTA MASSONI

    • izzaldin says:

      già su internet si ricorda che il famoso donto Primavera fu aperto proprio proprio presso Banca Etruria…

      • “già su internet si ricorda che il famoso conto Primavera fu aperto proprio proprio presso Banca Etruria…”

        Non so quanto c’entri, comunque Arezzo è noto in Toscana per alcune cose:

        1) industrie in collasso

        2) grande giro di oro

        3) centro di (pacifico) riciclaggio di denaro della camorra, che è uno dei pochi pilastri sani rimasti dell’economia cittadina

        4) giri di truffe legate a call center, telefonia, ecc.

        • habsburgicus says:

          e pensare che nel 1799 Arezzo si sollevò in nome di “Viva Maria” 😀
          le cose cambiano…l’Arezzo di oggi non ha più nulla a che fare con la città di oltre due secoli fa (fra poco, con l’immigrazione incontrollata-che però no riguarda solo loro, purtroppo-neppure una vaga “discendenza” !)

          • “fra poco, con l’immigrazione incontrollata-che però no riguarda solo loro, purtroppo-neppure una vaga “discendenza” !”

            Io proporrei agli amici conservatori di iniziare a riflettere su una possibilità… accettare che le cose sono di chi ci vive e di chi le apprezza. E far conoscere ai nuovi residenti la storia, le pietre, le storie, dei luoghi in cui vivono, e che i vecchi residenti hanno deliberatamente abbandonato o trasformato in merce.

          • Francesco says:

            Miguel

            un palazzo dei Medici (o di loro simili di minore fortuna) è nato come merce!

            ciò detto, la bella merce ha un certo qual diritto a restare, invece di essere sostituta da un loft o da un temporary shop.

            rende di più, se be sfruttata

            😉

          • Grog says:

            Le sollevazioni anti napoleoniche avvennero un poco ovunque, la più importante in Piemonte con il famoso “Lucio della Venaria detto il Brandalucioni” che fece letteralmente vedere i sorci verdi ai franco-culattoni.
            Gli aretini probabilmente da bravi figli di cane quali sono, erano e sempre saranno inneggiavano non alla Vergine Maria, ma a tale terribile TROIA che si chiamava Maria e non la dava più agli aretini visti i prezzi più alti pagati dalla soldataglia napoleonica, in seguito fecero passare la cosa come devozione mentre è noto che gli aretini porcellastri sono devoti solo al sesso, non importa se contro natura, ed al denaro.
            Grog! Grog! Grog!

          • Z. says:

            Francesco,

            — un palazzo dei Medici (o di loro simili di minore fortuna) è nato come merce! —

            Beh, immagino ci sia sempre stato chi tentava di fare il furbo sui bilanci di impresa. Ma far passare un palazzo come merce mi sembra molto difficile, a meno che tu non ne costruisca 😛

            • “Ma far passare un palazzo come merce mi sembra molto difficile”

              In effetti… la merce dei fiorentini era la lana maghrebina, sostanzialmente, non i palazzi.

        • Mauricius Tarvisii says:

          A me piacque molto Arezzo. Un’aretina forzanuovista si sorprese quando glielo dissi, precisando che la trovavo “tenuta bene”, perché secondo lei era tenuta malissimo per colpa della sinistra 😀

  4. PinoMamet says:

    Ma Gelli Licio è parente di Gelli Jacopo, autore di trattati di scherma, storia del duello e codice cavalleresco?

  5. alberto says:

    Sommessamente chiederei
    ai brillanti, “nozionatissimi”, volenterosi, abituali commentatori del blog, ed a Martinez pure, ovviamente:
    a quale arte (maggiore o minore), che magari poesia non sia, vi riferite quando trapassa qualcuno tra rarissimi e preziosi patron della massoneria “A”, quella “vincente per definizione”?
    I loro nomi tendono ad essere accompagnati dal mainstream, al riposo eterno, con una notevole soggezione e la loro memoria e’ sicuramente resa poco attaccabile
    dal grande pubblico.
    Ma non per voi, che ” grande pubblico”, certamente, non siete.

    • “a quale arte (maggiore o minore), che magari poesia non sia, vi riferite quando trapassa qualcuno tra rarissimi e preziosi patron della massoneria “A”, quella “vincente per definizione”?”

      Non sono sicuro di aver capito, anche perché non so bene cosa sia la “massoneria A”.

      Di massoni ne conosco diversi, tutte persone piuttosto perbene e non molto importanti. Posso immaginare che ne esistano altri, ben più potenti, ma non li conosco e quindi non saprei cosa dire a loro riguardo.

  6. Grog says:

    Sempre più urgente applicare LE LEGGI RAZIALI contro i toscani.
    Grog!
    Grog!
    Grog!

  7. Guarda, Miguel, ti sei dimenticato forse una “a” finale al verso con la “fiab”. A meno che il poeta pistojese (non aretino!) non intendesse che i loro cuori dovessero vivere in una dolce Federazione Italiana Arti Balistiche o chissà cosa. Salud.

  8. Moi says:

    Segnalo che da pochi giorni è ” scomparso ” anche Armando Cossutta …

  9. Moi says:

    Di certo s’è portato nella tomba parecchi segreti bancari di Papà Boschi, il Grembiulino Licio !

    • Roberto says:

      L’avrà ammazzato Renzi per non farlo parlare, la coincidenza, proprio in questo momento! è troppo strana

      • Francesco says:

        il FQ ci ha già un titolone e una serie di inchiesta a tavolino?

        • Z. says:

          Basta attaccare il FQ, non si fa: i giornalisti devono criticare e non devono essere criticati. O quanto meno, a LaBeppe c’è chi l’ha detto 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Comunque ha un che di berlusconiano questo vedere grillismo (piuttosto che comunismo) ovunque. Adesso Gruber e Mentana sono diventati grillini 😀

          • Z. says:

            E chi l’ha detto? Mentana non è certo grillino. E nemmeno gli altri abituali di LaBeppe – ad es. Scanzi, Travaglio, Barbacetto, Padellaro, Paragone – lo sono. Fanno solo finta!

            Del resto anche Silvio si lamentava sempre, dicendo che noi “comunisti” vedevamo ovunque berluschini e Berlusconi…

            Ma appunto si diceva altro, ossia di come i giornalisti in generale hanno reagito piccati (persino la renziana Gruber): guai a chi si permette di criticare un titolo di giornale, anche quando è una bufala ormai acclarata o una schifezza criticata persino dal FN. I titoli dei giornali, così come le sentenze, non si commentano!

            😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Veramente era Berlusconi a vedere comunisti ovunque.
            Quello che voglio dire è che c’è stato un ribaltamento delle parti: prima c’erano Berlusconi e chi era contro Berlusconi, ora ci sono il Pd e chi è contro il Pd. Prima chiunque fosse contro Silvio era comunista (perfino l’Economist…), ora chiunque sia contro Renzi è grillino (perfino Mentana…).
            Sei tu ad aver cambiato ruolo, non io 😀

          • Z. says:

            MT,

            — Veramente era Berlusconi a vedere comunisti ovunque. —

            Anche i suoi oppositori, a suo dire, vedevano ovunque Berlusconi e le sue propaggini. E direi che non sbagliavano 🙂

            — Quello che voglio dire è che c’è stato un ribaltamento delle parti: prima c’erano Berlusconi e chi era contro Berlusconi, ora ci sono il Pd e chi è contro il Pd. —

            Veramente ora c’è anche Grillo e chi è contro Grillo: ossia la ka$ta, i partiti, l’inciucio…

            — Sei tu ad aver cambiato ruolo, non io —

            A meno che tu non ti riferisca alle mie oscillazioni tra PD, IDV e SEL, non mi pare. Io non sono mai stato a favore di Grillo come politico. A cambiare sei stato tu, rispetto a qualche anno fa: e questo è un gran bene!

            E sì, tra i grillini c’è anche Mentana: è da un bel po’ che Mediaset l’ha cacciato, ormai, e non lo invitano più alle cene ad Arcore. E ci sono pure Scanzi, Travaglio e gli altri dell’allegra brigata che pullula su LaBeppe 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io sono sempre scetticamente all’opposizione, tu sei passati nel gruppo di quelli “eh, ok, ma (nome del PdCdM di turno) è meglio degli altri”.
            Ovviamente non considero il governo Prodi, che era di fatto il governo della minoranza 😀

          • Z. says:

            Se è per questo me il PD (ma anche SEL, eh!) non è meglio bensì è molto meglio rispetto a Grillo e Salvini. Oppure Grillo e Salvini sono molto peggio, il che è esattamente lo stesso.

            Ma la pensavo così anche cinque anni fa!

          • Z. says:

            Esempio grillino di “o con me o contro di me”, tratto dal giornale fondato da Matteo Renzi:

            http://www.unita.tv/opinioni/travaglio-furente-contro-i-giudici-perche-non-fate-come-dico-io/

            Anche la foto è molto carina.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Povero Gramsci…

          • Francesco says:

            caro Z

            non conosco SEL molto a fondo ma dubito che sia meglio della Lega

            su Grillo è poù facile, credo che anche Pacciani e forse la mafia gli diano dei punti

            il problema, se posso veltroneggiare, è un altro: NESSUNO è all’altezza. siamo sempre a confrontare dei nani che dovrebbero marcare Roberto sotto canestro

            manca la materia prima della speranza

            ciao

            • “il problema, se posso veltroneggiare, è un altro: NESSUNO è all’altezza. siamo sempre a confrontare dei nani che dovrebbero marcare Roberto sotto canestro

              manca la materia prima della speranza”

              OMDAF e doppia OMDAF!

          • Z. says:

            Maurì,

            non preoccuparti per Gramsci, lui non c’entra. L’Unità che oggi trovi in edicola è in tutto e per tutto il giornale fondato da Matteo Renzi: più che un giornale di partito è un giornale di corrente.

            Comunque, che per Travaglio e molti altri grillini i giudici siano buoni solo quando fanno quel che vogliono loro – e cattivi, per non dire di peggio, in caso contrario – mi sembra fatto difficile da contestare.

            ***

            Francesco,

            tutto è meglio di Salvini nel nostro panorama politico. Incluso il M5S, se non altro perché – a mio avviso, almeno – non riuscirebbe a durare abbastanza al governo per fare gli stessi danni.

            Oltre tutto manifestazione grilline a Bologna ce ne sono state, e gruppetti di gentaccia come a quella di Salvini non ne ho visti.

  10. vic says:

    fammi capire, in provincia non si possono scrivere poesie? inoltre se non sai di cosa parli, taci, questa poesia segue regole precise di composizione che a chi ne capisce qualcosa subito si fanno evidenti, o volevi le rime e un pò di hip-hop? leggiti un pò di poesie di primo novecento e capirai da dove ha attinto

    per me licio gelli resta un personaggio disgustoso, ma il tuo post è insignificante, snob e presuntuoso

  11. Moi says:

    Cossutta e Gelli:
    fine di una storia
    di Cristofaro Sola

    http://www.opinione.it/politica/2015/12/17/sola_politica-17-12.aspx

    Quanto è bizzarro il destino! Da anni si dibatte di morte delle ideologie del Novecento senza però giungere a conclusione certa. Poi, accade qualcosa che la rende improvvisamente concreta, plastica: scompaiono due personaggi che quella linea di faglia, che ha attraversato il mondo del Novecento, l’hanno fisicamente incarnata: Armando Cossutta e Licio Gelli. Comunista ortodosso, il primo; atlantista, anticomunista il secondo.

    Due uomini agli antipodi si portano via un’epoca irripetibile della quale nessuno ha voglia d’intestarsi niente. Hanno vissuto, ognuno a proprio modo, l’illusione di opposte utopie e, in egual misura, hanno fallito.

    [cit.]

    • Luke says:

      Opinabile che Armando Cossutta, partigiano e poi parlamentare per n-legislature, abbia fallito.
      Opinabile pure che abbia fallito Gelli, anzi, a leggere altre fonti (spesso della stessa “corrente” di questo articolo) parrebbe proprio di no. Fermo restando che per il morire nel proprio letto in una bellissima villa a 96 anni firmerebbero credo in parecchi.

      Meno opinabile che se invece che a 24h di distanza questi due anziani Signori fossero morti anche solo una settimana l’uno dall’altro a nessuno sarebbe venuto in mente di fare un collegamento tra i due per rappresentare nientepopodimeno che il crollo delle ideologie nel ‘900 (con il tranquillissimo Cossutta??)

      Cercherò nell’archivio se hanno collegato pure le morti concomitanti di Moira Orfei e Abdelhamid Abaaoud…sarebbe di certo un pezzo terroristico-circense da paura!

      • Moi says:

        Te ci scherzo, ma cos’hanno in comune Circensi e Mujahiddin in generale e dell’ ISIS in particolare ?

        Sprezzo della Morte

        Perfezionismo Estetico

        L’ Acclamazione del proprio Pubblico

        Prontezza a Rinunzia e Sacrifizio

        Sfida al Senso del Limite

        […]

        … altro ?

        • Moi says:

          Ah … la signora Moira Orfei era una Sinti; com’è che si dice, Miguel ?
          … “Sinitì” ?! … “Sintnì” ?! … Icché ?!

          Fece il possibile, per una donna della sua cultura antropologica e della sua età, contro lo sfruttamento degli animali (insomma: Amiga di Nimaléin , diciamo… ) ma fu attaccata dagli Animalisti ugualmente, duramente e non senza un po’ di “dagli alla Zingara !” …

  12. Moi says:

    Che differenza c’è preciso-preciso fra la Boschi, la De Girolamo (che ha il suo fascino mediterrOneo 😉 …) e la Cancellieri ?

    A livello comportamentale-istituzionale, ovviamente …

  13. Moi says:

    A volte ritornano 😉 …

    http://www.huffingtonpost.it/2015/12/16/salva-banche_n_8817760.html

    Il nipote di Fanfani, renziano eletto al Csm, difensore di Banca Etruria

    • “Il nipote di Fanfani, renziano eletto al Csm, difensore di Banca Etruria”

      Che poi il nonno, dicono ancora nelle campagne rosse dell’aretino, per quanto fosse un democristiano, era pur sempre meglio del nipote.

    • roberto says:

      guarda la mirabile tecnica giornalistica

      “Uno dei più grandi “difensori” della Banca Etruria è Giuseppe Fanfani, che al Csm è stato eletto su indicazione di Renzi e della Boschi.”

      ora è sicuramente possibile che la Boschi sia andata da renzi e gli abbia fatto il nome di fanfani, ma
      1. il giornalista non ne sa nulla, e se ne sa qualcosa non ce lo dice
      2. è probabile? guardiamo su wikipedia e scopriamo che fanfanino è stato in parlamento quando la boschi andava ancora a scuola, commissione telekom serbia, nipote di fanfani, sindaco di arezzo….sul serio deve essere “presentato” dalla boschi?
      3. nulla dice il giornalista sul fatto che fanfani è stato eletto dal parlamento

      insomma una frasetta buttata lì e il lettore non eccessivamente attento (= la maggioranza, me compreso) riceverà come unico messaggio “boschi figlia è impelagata nella nomina di qualcuno che aiuta il padre”.

      veramente ammirevole

      • Francesco says:

        infatti è noto che non bisogna credere ai giornali. nè ai politici

        spero lo sappiano anche i lettori medi degli stessi giornali

      • “guarda la mirabile tecnica giornalistica”

        Si vede che vivi in Lussemburgo.

        Poniamo che io conosca decine di persone nel tuo ufficio, che mi raccontano come Roberto abbia truccato il concorso per vincere il posto, come sia l’amante della baffuta caporeparto che ti ha fatto fare una carriera immeritata, come Roberto abbia comprato le guardie all’ingresso per timbrare il cartello e poi svignarsela andando a fare un secondo e un terzo lavoro su cui non paga le tasse.

        E come abbia preso una multa per sosta vietata in un posto lontano dall’ufficio in orario di lavoro.

        A quel punto scrivo un articolo dove parlo della multa – unica cosa documentabile – e butto lì la frasetta, “chissà se risultava ufficialmente al lavoro quel giorno”. Certamente, una multa è una sciocchezza, la frase sul possibile assenteismo è un’indimostrabile insinuazione. Ma siccome so come stanno in realtà le cose, è il massimo che posso fare.

        Qui a Firenze qualunque avvocato sa esattamente quali sono i magistrati che proteggono il primo ministro e perché stanno lì, e agiscono di conseguenza, evitando di scontrarsi con loro, per poi borbottare che siamo ai livelli del Gabon.

        Ma vallo a dimostrare…

        Poi nello specifico, non so come stiano le cose ad Arezzo, ma dubito che stiano meglio che a Firenze.

        • roberto says:

          “Si vede che vivi in Lussemburgo”

          ovviamente non sono questi i motivi che mi hanno spinto ad abbandonare la sfortunata penisola, ma questo tipo di mentalità che descrivi perfettamente cancella istantaneamente ogni residuo di nostalgia

          vedi, per me il tuo racconto potrebbbe fermarsi a “poniamo che io conosca decine di persone nel tuo ufficio, che mi raccontano” e ti faccio un esempio per spiegarmi

          anni fa, c’era una ricercatrice alla cattedra X dell’univerità Y nota per la sua severità e per il fatto di essere una parente stretta di un baronissimo. Ovviamente tutti gli studenti e molti malevoli concorrenti “raccontavano” che fosse lì solo in qualità di “parente di” che era “un’ignorante”, ovviamente ogni articolo che scriveva “è scritto sicuramente dal parente”, ogni incarico che aveva “lo ha avuto per meriti di famiglia” e così via, proprio come nel tuo esempio.

          poi in maniera casuale ho avuto occasione di lavorare con questa tipa per un paio d’anni, e ho costatato con i miei occhi che era una delle persone più brillanti, colte, studiose, lavoratrici e gentili che mi sia mai capitato di incontrare. ovviamente i suoi articoli erano solo frutto della sua fatica, i concorsi li passava perché era di gran lunga la candidata migliore eccetera.

          morale: diffido di insinuazioni, chiacchiere, sentito dire e via spettegolando.

          comunque la mia storia si applica esclusivamente al tuo esempio e non all’articolo sulla boschi e alla sua vicenda. lì volevo solo far notare come basta un’insinuazione malevola ed in malafede, un omissione fatta ad arte, per trasformare un articolo di giornale nel solito pamphlet, e sono sicuro che se la “vittima” non fosse la boschi te ne renderesti conto anche tu.
          criticavo più che altro il modo di fare giornalismo di certi, ahimé tanti, giornalisti

          ps. non fare mai più insinuazioni su amanti baffute, io le scelgo solo bellissime 🙂

          • “criticavo più che altro il modo di fare giornalismo di certi, ahimé tanti, giornalisti”

            Ti do ragione ovviamente nel merito. Ma resta il drammatico problema di come fare informazione sui delinquenti che in effetti ci governano, senza venire immediatamente fatti a fette dai loro avvocati.

            Per citare un altro campo… parliamo di una cosa che so con certezza, perché ci ho lavorato come traduttore.

            La Banca Mondiale fa una gara in Egitto per materiale che deve servire nelle scuole, un bando piuttosto generico, che poi deve essere specificato dal Ministero dell’Educazione egiziano.

            Le tre ditte italiane del settore si sentono tra di loro per telefono, e decidono di mandare il loro amico in Egitto che vince tutti gli appalti dal ministero per scrivere in dettaglio il bando: gli oggetti devono essere di 2,23 centimetri di lunghezza e di colore RAL x94y2. Che guarda caso solo in Italia ci sono i macchinari per farli.

            Una volta che la gara è stata fatta impeccabilmente in modo che solo una ditta italiana la possa vincere, le tre ditte si sentono di nuovo tra di loro per decidere chi deve vincere a questo giro (a buon rendere per il prossimo). E così la ditta Rossi chiede 100.000 euro, la ditta Verdi 100.015 euro e la ditta Gialli, 100.200 euro, mentre se non si fossero messe d’accordo prima, sarebbero bastate 50.000 euro.

            Questa è la norma, che ho visto tante volte. Ma non puoi scrivere nulla, perché tutto è formalmente ineccepibile.

          • Z. says:

            MM,

            — Ma resta il drammatico problema di come fare informazione sui delinquenti che in effetti ci governano, senza venire immediatamente fatti a fette dai loro avvocati. —

            Scusami, ma se non sbaglio tu stesso anni addietro facesti un esempio di come scrivere qualche riga sul figlio di un militare americano impegnato nella II guerra mondiale in modo da farlo sembrare un pericoloso paramilitare o terrorista di estrema destra. Il tutto senza volgarità, senza insultarlo e, almeno formalmente, senza mentire.

            Il panorama giornalistico italiano pullula di articoli di questo tipo: articoli in cui si lascia intendere, ad esempio, che alte cariche dello stato puzzano di mafia. Nessun giornalista corre rischi a scriverli, purché stia un minimo attento.

            E anche se sta poco attento ne corre pochissimi: la giurisprudenza scrimina spesso e volentieri espressioni diffamatorie pronunciate o scritte nei confronti di esponenti politici.

            Poi come funzioni in Egitto non so 🙂

        • Z. says:

          Negli anni Novanta a Bologna c’era chi diceva che i libri di Brizzi in realtà li scriveva Eco, solo che non si poteva dimostrare. Secondo altri li aveva scritti Brizzi padre, e anche loro non potevano dimostrarlo.

          Sospetto che il mondo intero pulluli di persone che sanno tutto di tutti, ma non possono dimostrarlo 😀

  14. Moi says:

    http://www.video.corriere.it/boschi-sono-bionda-ma-mica-scema/e2068528-75a3-11e5-a6b0-84415ffd3d85

    Boschi: «Sono bionda ma mica scema»

    ———————————————————————————

  15. Moi says:

    Con Gelli si chiude un’epoca della massoneria italiana
    di Massimo Introvigne

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-con-gelli-si-chiude-unepoca-della-massoneria-italiana–14706.htm

    ———————-

    secondo Introvigne, la Massoneria è decaduta …

    • habsburgicus says:

      stasera Mentana ha criticato pubblicamente la massoneria (con parole sensate e condivisibili al 1000 per 1000..che stranamente non vengono mai dette)
      delle due, l’una
      1°, è veramente decaduta [almeno quella “classica”…..oggi vi è altro che talora sin può ancora chiamare così, ma sapendo che può essere “diversa”]
      2°, il tipo è coraggioso
      propenderei per la 1° [il che però non vuol dire che la Chiesa ne trarrà giovamento, anzi]
      comunque è strano..e degno di essere fatto notare ad osservatori attenti come voi

      • mirkhond says:

        E cosa ha detto in proposito?

        • habsburgicus says:

          che oggi in democrazia non ha più senso il segreto, dovrebbe essere alla luce del sole e non ne vede il senso..oltre a ricordare i persistenti coinvolgimenti in storie non edificanti, incluse le ultimissime

  16. mirkhond says:

    noi “comunisti”

    Per Zanardo che cos’è il socialismo?

  17. Moi says:

    Comunque pochi Inni erano “didattici” 😉 come quello della DDR :

    http://www.youtube.com/watch?v=P1CyPjQQTAM

    Risultando quindi credibile anche Dopo 😉 :

    http://www.youtube.com/watch?v=_q9ADsiMhAI

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *