Bianchi, neri, tutti seri, tutti veri

Non pensiamo a questa o a quella città, ma pensiamo alla città ideale, verso cui tendono ogni giorno praticamente tutte le città del cosiddetto Occidente; e che, tolte di mezzo le chiacchiere, costituisce quindi l‘essenza della civiltà occidentale.

Prima di tutto la città ideale è rigorosamente divisa a zone geografiche, ognuna con un proprio tipo umano e una propria funzione.

C’è, visibilissima, l’area dello spreco, con una sua antropologia libertina che ruota attorno alle figure nottambule della jeune fille, dell’hipster, del pubblicitario cocainomane vegano e dell’adolescente quarantenne e nullafacente che parcheggia il Suv in doppia fila. Quella che chiamano la “metropoli vibrante e creativa“.

Poi c’è il livello della speculazione finanziaria e immobiliaria dove la fauna prevalente è invece decisamente maschile. La figura antropologica è l’uomo in giacca e cravatta, praticamente invisibile su Google, che gira con una scorta armata di avvocati del corpo, andando di ufficio in ufficio per ritirarsi la notte in una fortezza impenetrabile dove custodisce i propri segreti.

Ci sono tutte le piccole persone normali, i traduttori di manuali tecnici, gli insegnanti, i postini, i tecnici informatici e così via. Sono persone molto isolate, non aggressive e – nella crisi attuale – assolutamente precarie.

Infine, c’è tutta l’umanità che la speculazione ha cacciato verso le periferie e rinchiuso in gigantesche scatole di cemento. Questa umanità è di provenienza molto varia, perché costituita da tutti i profughi del Grande Flusso: i vecchi artigiani ormai senza mestiere, gli operai immigrati dalle campagne ora senza lavoro e le masse di persone che sono immigrate in anni recenti dalle grandi città del cosiddetto Terzo Mondo.

Questo è tipicamente un mondo di frontiera, sia per la varietà di origine degli esseri umani che lo compongono, sia perché le trasformazioni economiche rendono sempre più superflue le braccia incolte. E quindi le braccia incolte si ingegnano a occupare gli spazi di passaggio, tra cui spicca il rifornimento di cocaina per pubblicitari vegani e manager invisibili.

Per occupare gli spazi di passaggio, ci vogliono determinate virtù umane, come abbiamo già detto: il coraggio, l’affidabilità, il timore che si riesce a incutere e la disponibilità al rischio, compresa la morte. Si tratta delle qualità del Signore del Passo. Se si possiedono tali virtù, conta poco l’origine e dell’individuo, e l’integrazione diventa molto facile.

Ne vediamo un felice esempio in questo video, in cui giovani di tante provenienze, senza bisogno di alcuna borsa Erasmus o prediche di assessori, superano le barriere culturali.

Tra l’altro, smentendo in pieno il luogo comune di certe destre, secondo cui qualcuno vorrebbe imporre il meticciato per renderci tutti più facili da controllare.

Scusate se vi rompo i timpani con il rap.

Perché, piaccia o no, l’urbanistica contemporanea produce quasi solo questa forma di poesia. E per quanto magari sia stereotipato, è significativo che il rap rappresenti soltanto i ceti cosiddetti bassi, in quanto gli altri non hanno semplicemente più nulla da dire, se non individualmente.

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58 Responses to Bianchi, neri, tutti seri, tutti veri

  1. Francesco says:

    si vede che non vivi a Milano

    manca solo tutta l’economia vera, nella tua città ideale

    il che la rende molto poco esemplificativa, però

    ciao

  2. Francesco says:

    OT Miguel, ma che succede in America del Sud? proprio adesso che hanno un Papa locale e di sinistra si buttano a votare a destra (Argentina, Venezuela) e smontano il Partito dei Lavoratori (Brasile)?

    non ci capisco nulla, il Papa è in sintonia solo con gli staterelli?

    ciao

    • Luke says:

      Definire il papa “di sinistra” mi sembra un po’ una forzatura da editoriale di Repubblica o da monologo di Crozza.

      Non sarà magari un anticomunista viscerale come il tremolante stregone polacco, ma non basta certo l’invito alla preghiera per i poveri o lo stringere la mano a un barbudo novantenne a L’Avana per entrare nel Mount Rushmore degli eroi socialisti assieme al Che, Marx e Massimo D’Alema.

      • mirkhond says:

        D’Alema un eroe socialista?

      • Francesco says:

        dai Skywalker non fare lo schizzinoso!

        questo Papa è a sinistra di D’Alema e di Marx e appaiato al Che

        oltre che molto più simpatico di tutti loro

        PS mmmmmmmh, in effetti non saprei chi metterci, come eroi socialisti, se dovessi rifare il Rushmore. Santa Teresa di Calcutta di sicuro ma gli altri? accettasi suggerimenti

        • Luke says:

          Il Che giocava a pallone, andava in moto, beveva mate, si potrà criticare per mille ragioni ma di sicuro era un tipo divertente.
          Bergoglio per divertirsi scrive lettere a Scalfari…non mi pare la stessa cosa.

          Marx era antipatico pare, ma più intelligente di D’Alema, a cui comunque bisogna riconoscere un’ironia troppo spesso assente in altri “personaggetti” alla romana.

          • Francesco says:

            insomma, io ho assai stima per D’Alema e poca (in calo) per Karl Marx

            il Che mi sta sostanziosamente sulle palle (preferisco Fidel)

            ma sono gusti

            ciao

      • “non basta certo l’invito alla preghiera per i poveri o lo stringere la mano a un barbudo novantenne a L’Avana per entrare nel Mount Rushmore degli eroi socialisti assieme al Che, Marx e Massimo D’Alema.”

        Bellissima l’immagine del Mount Rushmore con Che, Marx e D’Alema :-)

        Premesso che a me “sinistra” vuol dire poco, e non trovo personalmente molto utile un papa visto che non sono cattolico, mi sembra che questo papa abbia fatto dichiarazioni molto forti in materia ecologica, di diritti sociali e di difesa dei beni comuni.

        E un papa, più che dichiarare, può fare poco, a parte rinunciare a un po’ di lussi, e anche questo mi sembra che lo abbia fatto.

        • Luke says:

          Io pure fatico a definire “sinistra” ma probabilmente chi ci si riconosce non dovrebbe cercare come portavoce persone che, come giustamente dici, possono “fare poco” nonostante l’altissima e illustrissima carica che ricoprono.

          La scintilla che brucia la prateria non so se esiste, ma nel caso difficilmente sverna a Castel Gandolfo :-)

        • Peucezio says:

          Cosa ci sia di positivo nel rinunciare ai lussi (nel fatto che vi rinunci uno, intendo; se vi rinunciassero tutti probabilmente a qualcosa servirebbe) proprio mi sfugge.

          • Francesco says:

            se i lussi allontanano da Dio, è saggio rinunciarvi

          • Z. says:

            Piccola precisazione: se i lussi allontanano da Dio, e saggio che vi rinuncino gli altri.

            Esattamente come “legge”, “ordine”, “disciplina” e “onestà”: tutte parole d’odine che gli altri devono seguire alla lettera.

            :D

          • Francesco says:

            Papa Francesco ci ha rinunciato di per sè medesimo

            ogni tanto pecchi di italianità

            sarà perchè sei di sinistra

            :D

          • Z. says:

            Sì, papa Francesco l’ha fatto. Altri no. E tu mi sembri molto più vicino ai secondi :)

            Z.

            PS: di sinistra ce lo dici a qualcun altro! come si permette, Lei! :D

  3. roberto says:

    “Prima di tutto la città ideale è rigorosamente divisa a zone geografiche, ognuna con un proprio tipo umano e una propria funzione”

    ma questa non è una caratteristica di ogni città del mondo (quindi non solo quelle occidentali)? al cairo, a calcutta, a tokyo, tipi umani si mescolano di più che a parigi o a roma?
    non ne so nulla ma mi sembra molto controintuitivo

    • “ma questa non è una caratteristica di ogni città del mondo (quindi non solo quelle occidentali)? ”

      Non confondiamo le cose.

      I Valori Occidentali sono un conto, le coordinate geografiche un altro.

      Tokyo è occidentale, l’Oltrarno no.

      • roberto says:

        vabbé ma il cairo?

        • A parte gli scherzi, la confusione qui è voluta.

          Esiste un processo planetario, partito dall’Europa ma che in poco tempo ha sconvolto il pianeta tutto, senza eccezioni: basti pensare alla grande isola di plastica nell’Oceano Pacifico: https://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex

          Ma mentre i cinesi sfruttano gli operai e inquinano senza giustificarsi, si dà il caso che i paesi “atlantici” si sentono pure in diritto di fare la predica al pianeta intero, sostenendo di essere loro ad aver inventato il processo planetario in questione.

          Quindi, se il dissesto urbano è un fenomeno planetario, il tipo di filosofia che c’è dietro possiamo riconoscerlo come “valori occidentali”.

          • Francesco says:

            sicuro che i cinesi non facciano la predica sulla superiorità del loro sistema, nato dalle radici confuciane e maoiste, rispetto alla “democrazia formale” degli occidentali?

            siamo mica noi a non saper leggere il cinese?

            :D

            • “sicuro che i cinesi non facciano la predica sulla superiorità del loro sistema”

              sicuro. I cinesi non hanno mai detto che gli altri dovrebbero fare come loro. Mica condividono la loro civiltà con chi non ci arriva :-)

          • Francesco says:

            mmmmmmh

            potrebbe darsi ma per me hanno iniziato a far lezione sulla loro superiorità, scocciati dalle prediche degli occidentali contro la dittatura del partito

            e sono anche studiate bene

            :D

  4. roberto says:

    ps. è ovvio che quando avrò il potere, i vigili urbani saranno muniti di bazooka e risolveranno in questo modo il problema della macchina di lapo che blocca il traffico

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io invece propongo che davanti ad ogni autobus passi un furgone con dei meccanici che, ogni volta che si trova un’auto in mezzo alla strada, la smontino riducendola al solo telaio (poi spostato al margine della carreggiata): in questo modo i pezzi ricavati saranno rivenduti con benefici per il bilancio comunale aggiuntivi rispetto alla comunque dovuta sanzione amministrativa.

      • roberto says:

        interessante ma meno divertente della mia idea

        • Francesco says:

          bisarca con sollevatore anteriore, che sposta da solo il veicolo sul rimorchio? a Milano avrebbero da lavorare un sacco e non solo per colpa di Lapo

          :D

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ci ho pensato, ma i pezzi smontati credo occupino meno spazio, vantaggio visto il quantitativo di auto da smontare.
            Poi vuoi mettere lo spettacolo del team di meccanici da formula 1 che smontano un veicolo al volo? :D

          • roberto says:

            la versione “meccanici di formula 1″ mi ha convinto!
            è in effetti molto divertente da vedere

          • Francesco says:

            e dove li trovi? io sono per la meccanizzazione, anche per biechi motivi personali

            PS però l’idea è carina, in effetti “ero sceso un attimo al bar e non c’è più la mia Panda”

  5. izzaldin says:

    La cosa fantastica di queto video è che la crew cui apparteneva er Gitano si chiamava ODEI, Orgogliosi di Essere Italiani :)
    purtroppo il rapper si è suicidato per le pene d’amore nel 2012 :(
    me lo ricordo quando si è ucciso..

  6. roberto says:

    scusa miguel,
    ma la mia domanda è un’altra.
    sono abbastanza d’accordo con te su “la città ideale è rigorosamente divisa a zone geografiche, ognuna con un proprio tipo umano e una propria funzione”
    (dico abbastanza perché ci sono sicuramente città diverse, anche se la caratteristica “c’è un dormitorio per i poveri” è molto comune)

    quello che mi chiedevo è: questo fenomeno non è comune a tutte le città di ogni epoca e di ogni parte del mondo? in fin dei conti il gran duca di lussemburgo viveva nel suo palazzo sulla collina mica vicino al fiume nel grund in mezzo ai topi….

    • “quello che mi chiedevo è: questo fenomeno non è comune a tutte le città di ogni epoca e di ogni parte del mondo? ”

      Direi di no. Non è caratteristico della città italiana di epoca medievale, ad esempio.

      Casomai, i nobili se ne stavano nel piano nobile, ma dello stesso palazzo :-)

      E sicuramente fino a tempi recenti, l’Oltrarno era insieme un quartiere di monasteri, di masse povere e di nobili, con un notevole scambio tra tutti e tre.

      • Francesco says:

        “ad esempio” o era perchè il Medioevo fu epoca pezzente, di città in rinascita ma messe male e senza fogne?

        io sarei curioso di allargare lo sguardo

        poi, scusa, se da palazzo esco sempre e solo in carrozza con i servi i livrea a proteggermi, i poveri vicini di casa per me manco esistono, oggi la società è molto più democratica e devo cautelarmi da incontri sgradevoli in altro modo

        potrebbe essere?

        ciao

  7. Z. says:

    Miguel, non esiste la “città ideale”. Esistono le città, vere e reali, che sono sempre più interessanti e complesse della nostra ideologia personale :-)

    • “Miguel, non esiste la “città ideale”.”

      Esiste una tendenza delle città verso qualcosa. C’è un motivo per cui quando parlo con qualcuno di Glasgow o di Istanbul o di Londra, restiamo tutti colpiti da quanto i problemi di fondo siano simili a quelli nostri.

      Questa meta, la “vibrant city”, è quella che chiamo la “città ideale”.

      • Z. says:

        Può pure darsi che per certi versi oggi vi sia più uniformità… però, siamo proprio sicuri che – tipo – trenta o quarant’anni fa i problemi di fondo a Glasgow o Istanbul o Londra fossero così diversi tra loro?

  8. Z. says:

    Dimenticavo, i tuoi gusti musicali sono sempre il peggio! E non hai nemmeno la scusa di essere un adolescente, miseriaccia :-D

  9. Francesco says:

    allora, qualcuno risponde al mio OT? adesso non guardiamo più al Sud America? mica vorrete parlare di Donald Trump, l’uomo che potrebbe chiudere gli USA, vero?

    :D

  10. PinoMamet says:

    “Perché, piaccia o no, l’urbanistica contemporanea produce quasi solo questa forma di poesia”

    Compagni!
    Ordine del giorno: ripensare dalle fondamenta l’urbanistica contemporanea…

  11. Pietro says:

    OT: Il video nel post vede alcune delle star della scena rap romana, che si distingue da quella milanese per il profilo sottoproletario. A Roma NON giocano a fare i delinquenti… Per chi volesse approfondire crew importanti sono i Truceklan ed i GDB (Gente De Borgata). Bene o male tutto gira intorno a queste due. Musicalmente un rap che tende all’HC. Roma e’ sempre stata piu’ violenta di Milano, tutto torna…

    • So poco o nulla di rap romano, ma lo spirito è esattamente quello delle borgate romane che conoscevo io. In fondo, anche allora erano tutti stranieri/meridionali.

  12. Pietro says:

    In ogni caso in Italia gli unici veri “meticciati” sono i gruppi di tamarri.

  13. PinoMamet says:

    Non c’entra un cazzo, ma visto che si parla di urbanistica:

    mi sta sulla punta del cazzo il Labirinto di Franco Maria Ricci, recentemente aperto (18 euro a cranio mi risulta) nella provincia ove risiedo. Dice, lo ha fatto perché lo ha promesso a Borges.
    Grazie al cazzo, intanto quello era cieco, che ne sapeva?

    E infatti invece di un labirinto di mattoni su una scogliera, o del palazzo di Asterione, ha fatto un labirinto di bambù; in mezzo alla bassa.
    Pare Gardaland, ma quello di Gardaland era più bello e più divertente.
    Pare il giardino di un cimitero, ecco, mi pare già di sentire l’odore di umido, che se l’agricoltore vicino si sbaglia e ci passa con la trincia del mais o con la BCS gli pago un giro di birre per tutti i suoi amici.

    E infatti dentro è un cimitero, cioè un mausoleo con piramide, come quello di Berlusconi, solo che questo è di Franco Maria Ricci quindi è bello. E c’è una collezione d’arte, privata di Franco Maria Ricci perché lui è lui, e voi nun siete un cazzo e ci tiene a ricordarvelo, e si paga per vederla perché si vede che il mausoleo ha sforato oppure la rivista non la comprava nessuno, e bisogna rientrare delle spese.

    Insomma, a me mi fa cagare, ideologicamente.
    Poi ci saranno dentro dei quadri bellissimi;

    ma io, che odio i tamarri, se un gruppo di tamarri ci entrasse e scassasse tutto stile drughi, ecco, un po’ godrei.

    • “mi sta sulla punta del cazzo il Labirinto di Franco Maria Ricci”

      Non ne sapevo nulla, ma vado sul sito, mi godo un po’ di massonate, poi guardo la mappa.

      Espando fino ad arrivare, a sinistra, al Portogallo, a destra al Gujarat.

      E in tanto mondo, leggo soltanto le parole, Il Bistrot del Labirinto by Spigaroli, che regnano sovrane su tutti i conflitti del mondo.

    • PinoMamet says:

      Mi è venuto in mente perché oggi stavo prendendo il treno a Milano e becco una signora americana con gli occhi azzurri che mi fa una menata perché nessuno sapeva dirle dov’era il binario 22 (in effetti è nascosto dietro il 21) e nessuno parla inglese e in Francia a Nizza in una farmacia sono stati sbrigativi con lei dopo che lei, per un magheggio di nomi di dottori che non ricordo, ha detto che è ebrea (o forse c’era il cliente dopo che aspettava e lei è logorroica…) e in Francia si vede che c’è un brutto clima (o forse c’era il cliente dopo che aspettava e lei è logorroica…), e insomma andava a Parma a vedere il Labirinto di Franco Maria Ricci.

      Oggi poi c’era una giornata nebbiosa di quelle che se viene Mirkhond pensa che è sempre così…
      ma quella è sfiga!

      • Z. says:

        Confermo. Oggi c’era una nebbia davvero incredibile per Bologna, una cosa che non ricordo di aver mai visto da queste parti.

        Oh, non dappertutto, e Roberto non avrebbe certo interrotto la partita. Ho letto avvertimenti di visibilità ridotta a 70m dopo Altedo, ma in periferia fino quasi a cento metri si vedeva discretamente: per città come Ravenna o Ferrara è roba da ridere, e laggiù forse la chiamerebbero “foschia”.

        Ma oggi anch’io ho pensato al Duca e ai suoi amici :)

  14. mirkhond says:

    Amici che hanno vissuto a Bologna, quando Roberto era piccolo……

  15. Moi says:

    Il rap è un sottogenere della pizzica ;)

    http://www.youtube.com/watch?v=O1OfATBatxY

  16. Moi says:

    cambiato titolo ?

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