“Siete voi che avete scelto di legare la vostra storia alla nostra”

Kery James è nato nell’isola di Guadeloupe, arrivato in Francia a sette anni e cresciuto nella bainlieue di Orly. Dire che è un rapper mi sembra riduttivo: a differenza di tanti che si dedicano a fare i truzzi, Kery James è un poeta capace di profonde riflessioni, peraltro in un francese che – per le mie scarse conoscenze – sembra volutamente corretto e lontano dall’ammiccante gergo oggi così diffuso: “J’n’étais pas rappeur, mais un révolté qui fait du rap.”

Prima di ascoltare il brano, è importante sapere che Kery James si oppone in modo netto alla cultura del vittimismo, come dimostra in un’altra, interessante canzone, Banlieusard: il testo non va letto – come precisa lui stesso – come una richiesta di affetto.

Kery James ha scritto un testo fondamentale per la comprensione della nostra epoca, Lettre à la République. La canzone dovrebbe essere di un paio di anni fa, ma mai come oggi è attuale.

A tutti questi razzisti dalla tolleranza ipocrita
che hanno costruito la loro nazione sulla sangue
e ora si alzano e danno lezioni
saccheggiatori di ricchezze, assassini di africani
colonizzatori, torturatori di algerini
questo passato coloniale è il vostro
siete voi che avete scelto di legare la vostra storia alla nostra
Adesso dovete assumervi la responsabilità
l’odore del sangue vi insegue anche se vi profumate
Noi gli Arabi e i Neri
non si è lì per caso
ogni arrivo ha la sua partenza!
Voi avete sollecitato l’immigrazione
grazie a essa vi siete ingozzati fino all’indigestione
io non credo che la Francia abbia mai fatto la carità
gli immigrati sono solo manodopera a buon mercato
tenetevi la vostre illusione repubblicana
della dolce Francia oltraggiata dall’immigrazione africana
chiedetelo ai tiratori senegalesi e ai harki
chi ha approfittato di chi ?
La République è innocente solo nei vostri sogni
e voi avete le mani bianche solo delle vostre menzogne
Noi gli Arabi e i Neri
non si è lì per caso
ogni arrivo ha la sua partenza!
Ma pensavate che con il tempo
i negri sarebbero cambiati, sarebbero diventati dei bianchi?
Ma la natura umana ha spazzato via i vostri progetti
non ci si integra nel rifiuto
non ci si integra nei ghetti francesi, parcheggiati
tra immigrati, salvo essere sospettati
come puntare il dito,  la risposta comunitaria
che voi avete iniziato dopo i bidonvilles di Nanterre
Piromane e pompiere, la vostra memoria è selettiva
voi non siete venuti in pace, la vostra storia è aggressiva
qui, si sa, si sta meglio che laggiù
perché decolonizzare per voi vuol dire destabilizzare
e più osservo la storia, beh, meno mi sento in debito
io so cosa vuol dire essere Nero da quando portavo lo zaino per andare a scuola
anche se non sono ingrato, non ho alcuna voglia di dirvi grazie
perché in fondo quello che ho, qui, me lo sono conquistato
Sono diventato grande a Orly nelle favelas della Francia
sono “fiorito” alla macchia sono in guerra dalla mia infanzia
Narcotraffico, rapina, violenza… crimine!
quello che fanno i miei fratelli è sempre meno di Clearstream
chi può fare la lezione a loro? Voi?
ladri di beni sociali, stornatori di fondi
vere canaglie in giacca e cravatta, banda di ipocriti?
E’ che i francesi hanno i dirigenti che si meritano?
Al cuore dei dibattiti, dei dibattiti senza cuore
sempre gli stessi che puntano il dito nella vostra Francia dei rancori
in piena crisi economica, ci vuole un colpevole
ed è verso i musulmani che partono tutti i vostri colpi
Non ho paura di scriverlo: la Francia è islamofoba
Poi nessuno lo nasconde più nella Francia degli xenofobi
Voi ci trattate come meno che nulla sulle vostre reti pubbliche
E aspettate da noi che scriviamo, “Vive la République !”
il mio rispetto è stato stuprato nel paese detto dei Diritti dell’Uomo
Difficile sentirsi francesi senza la sindrome di Stoccolma
perché io sono Nero, musulmano, banlieusard e fiero di esserlo
quando tu mi vedi tu metti un volto a ciò che l’altra Francia detesta
Sono gli stessi ipocriti che ci parlano di diversità
che esprimono il razzismo sotto la copertura della laïcité
sognano un francese unico, con una sola identità
Si accaniscono a discriminare, le stesse minoranze
davanti agli stessi elettori, si agitano le stesse paure
ci si oppone alle comunità per nascondere il precariato
che nessuno si meravigli se domani ciò finisce per scoppiare
Come amare un paese che rifiuta di rispettarci
lontano dagli artisti trasparenti, io scrivo questo testo come uno specchio
che la Francia ci si guardi se ci si vuole vedere
vedrà scomparire l’illusione che si fa di se stessa
non soffro di mancanza d’affetto
capisci che non mi aspetto più che lei mi ami!

Print Friendly
This entry was posted in islamofobia, mundus imaginalis, Uncategorized, urbanistica and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.

133 Responses to “Siete voi che avete scelto di legare la vostra storia alla nostra”

  1. Francesco says:

    Non sarà un vittimista ma manco i politici siciliani si lamentano tanto!

    Non so come insegnano la storia in Francia però sarebbe divertente dare un paio di lezioni di storia al caro Kery: tutta la violenza dei bianchi è uguale a quella degli altri, quindi cosa vuoi?

    Bah, mi sento sempre più un vecchio alieno e, tutto sommato, era più simpatico Attila, che non aveva certo bisogno di scuse e giustificazioni.

    • “tutta la violenza dei bianchi è uguale a quella degli altri, quindi cosa vuoi? ”

      Il punto non è la violenza. Il punto è la tremenda tendenza francese a fare la lezioncina ai selvaggi; è questo che porta a reazioni che per fortuna nel caso di Kery si limitano alla poesia, ma in altri casi può diventare omicida.

      Fortunatamente in Italia questo non può succedere. Non ci salverà da singoli attentati, ovviamente, ma qui per fortuna è difficile che nasca quell’odio che la Francia sa coltivare così bene.

      • Francesco says:

        anche i Romani facevano la lezioncina ai selvaggi, dopo averli quasi sterminati, e hanno costruito su questo un grande impero, che i figli dei selvaggi andati a lezione hanno difeso per secoli

        mi sembra “la solita storia” e non riesco a capire la specificità francese

        • “anche i Romani facevano la lezioncina ai selvaggi, dopo averli quasi sterminati,”

          Credo che i Romani fossero molto più britannici. Cioè tolleranti con i costumi più diversi, cercavano di essere imitati e non di livellare tutti.

          • Francesco says:

            ma Tizio si lamenta della violenza subita e delle periferie, per quello rifiuta di “diventare francese repubblicano”

            a uno così, i Romani avrebbero inflitto la crocifissione, se non sbaglio

            • “a uno così, i Romani avrebbero inflitto la crocifissione, se non sbaglio”

              Fino a Caracalla, la cittadinanza la davano con il contagocce, figuriamoci se avevano problemi con qualcuno che non la voleva.

              Comunque i nostri giudizi c’entrano poco. La cosa fondamentale è capire che:

              1) i giovani delle banlieues la pensano più o meno come in questa canzone

              2) i français de souche li disprezzano il doppio, perché ritengono che l’emarginazione delle banlieues sia colpa dei banlieusard, che quindi sono delinquenti per scelta.

              3) lo stato francese oscilla tra lezioncine, assistenzialismo e carcere, che sommato non migliora certo la situazione. Specie se si fanno delle leggi fatte su misura semplicemente per umiliare le donne per come si vestono, una provocazione che ha suscitato un odio sordo e duraturo anche tra i meno religiosi.

              4) Poi è ovvio che ci scappa quello che fa la strage, cui si risponde con il coprifuoco, con il sospetto generale, altro carcere e altre lezioncine.

              5) Se non stiamo attenti al modello urbanistico che stiamo creando, andrà a finire anche da noi più o meno così, anche se Dio ci ha fatto la grazia di risparmiarci lo Stato Educatore. Però in linea di massima siamo anche più cialtroni dei francesi a gestire male le situazioni a lungo termine.

          • Francesco says:

            Miguel,

            il problema non è rifiutare la cittadinanza, è rifiutare Roma dopo la conquista. Non siamo formalisti.

            Non so nulla della Francia, tutto sommato la mia forte antipatia mi ha molto mirkhondizzato sul tema.

            Non potrai negare che per fare una banlieu bisogna essere in due, sennò i cinesi non sarebbero i cinesi ma dei banlieu people anche loro

            Il che non avvicina di un millimetro una alternativa allo scontro

            Ciao

      • roberto says:

        “Il punto è la tremenda tendenza francese a fare la lezioncina ai selvaggi;”

        scusa se ritorno sul punto, ma ce c’è di diverso su questo punto fra francesi e la lettera di khatami che hai postato ieri?
        a parte ovviamente che per l’iraniano i selvaggi sono gli occidentali

        • roberto says:

          pardon, khamenei

        • “scusa se ritorno sul punto, ma ce c’è di diverso su questo punto fra francesi e la lettera di khatami che hai postato ieri?”

          Infatti, penso che la République somigli un po’ alla Repubblica Islamica dell’Iran, con meno tolleranza per le diversità religiose :-) Però a Orly, c’è la République, mica la Jomhoriye-ye Eslaami, e quindi non mi sembra strano che il nostro rapper ne parli.

        • “a parte ovviamente che per l’iraniano i selvaggi sono gli occidentali”

          eh no, Khamene’i dice un’altra cosa: che gli occidentali sono ipocriti. “Selvaggi” lo dice degli arabi, e anzi mi colpisce il fatto che nessuno abbia obiettato a questa frase, che aveva dato fastidio anche a me.

          • Tra l’altro, Khamene’i così conferma lo stereotipo arabo sui persiani, che sarebbero musulmani solo di facciata, mentre in realtà il loro clero, ossessionato dalla storia millenaria dell’Iran, mirerebbe segretamente a far rinascere un nazional-paganesimo, in contrasto con l’universalità e l’uguaglianza islamica di fronte a Dio.

            Non voglio dare ragione agli arabi, ma Khamene’i certo non aiuta.

      • ruttone says:

        Sono d’accordo con Francesco, ci ricamo un po’ sopra:

        Attila non aveva bisogno di intavolare un discorso con chi andava a saccheggiare.
        Lo faceva e basta.
        Questo secondo me scopre una verità che Kery James e affini non vogliono riconoscere: cioè che **loro anche sono occidentali**. È solo dimenticando questo “dettaglio” che possono fare quello che fanno.

        permettetemi questa riflessione un po’ campata per aria:
        è più facile sentire l’appartenenza comparando il colore della pelle, che osservando che la presenza del video su youtube è conseguenza per esempio del lavoro di Fourier.
        Cioè io credo che Kery James deve più (direttamente) alla Francia che all’Africa o all’Islam, ma lui non lo sa.

        • “Cioè io credo che Kery James deve più (direttamente) alla Francia che all’Africa o all’Islam, ma lui non lo sa.”

          Condivido in gran parte.

          Ma qui stiamo parlando dell’imposizione di un’ideologia uniforme a una società spaccata in due.

          Questa ideologia non è identica alla tecnica/cultura occidentale (infatti, è un’ideologia praticamente limitata alla sola Francia) e la spaccatura non è esattamente tra “occidente” e “africa/islam”, ma tra “français de souche” e “africani/musulmani” dall’altra parte.

          • Francesco says:

            e i francesi “non de souche” dove si collocano? e cosa cavolo è la souche, una salsa per arrosti?

            ciao e perdona la mia ignoranza

          • roberto says:

            français de souche = purarazza francese detto in termine politically correct (ma fino ad un certo punto perché molti trovano antipatica questa definizione che è chiaramente frontista)

            marine le pen è una française de souche
            rachida dati no
            ma buffamente nessuno contesta la souche di sarkozy o manuel valls, per quanto le loro famiglie siano in francia da meno tempo di quella della dati

          • Francesco says:

            ma quella della razza n0n è una fissa usana? i francesi non “umanizzano” (cioè francesizzano) gente di tutto il mondo alla Sorbona? col risultato poi che larga parte dei peggiori criminali del globo ha (aveva?) studiato a Parigi ed era diventata più estremista e fanatica?

            adesso c’hanno anche loro la razza?

            mah, viva l’Italia posso dirlo?

          • roberto says:

            non sono stato chiaro

            non è un’espressione che tutti usano, è proprio un marchio di fabbrica del front national (anche se non sono stati loro ad inventare quest’espressione che è molto più antica e se non ricordo male serviva per distinguere i frencesi non ebrei dai francesi ebrei).
            poi l’hanno usata talmente spesso che è quasi entrata nel linguaggio comune, ma resta con quella connotazione. mutatis mutandis è un po’ come da noi “negro”

          • Francesco says:

            quindi secondo MM l’identità nazionale francese è dettata dal FN?

            e tutto quel gran parlare di enarchi e della mitica puzza sotto il naso della gauche? solo contro Berlusconi?

            :D

    • Ecco un altro testo di Kery, rivolto invece ai “nostri”, africani e musulmani delle banlieues.

      Sarebbe bello se qualcuno avesse il tempo di tradurlo. Tra l’altro, coglie molto bene il motivo per cui è errata proprio alla base la “paura dei musulmani”. Non perché “l’Islam sia una religione di pace”.

      “Je suis crevé, j’en ai marre de combattre les miens
      Je ne serais pas étonné qu’ils me tuent de leurs propres mains
      Nous, je veux y croire
      Mais j’ai bien peur que ce “nous” ne soit qu’illusoire
      Tous adeptes du chacun pour soi
      Personne ne nous respecte et je crois savoir pourquoi
      On est avares et divisés
      On se fait avoir, on ne forme même pas une communauté
      Préoccupés par le besoin
      Serait-on tous myopes, incapables de voir loin
      On veut pas le bien, on veut le gain
      Quitte à détruire l’intérêt commun
      On vit dans l’inconscience des enjeux
      Et malgré nous, les médias nous ont mis dans le jeu
      Manipulés comme des pions, tout le monde mise sur notre division
      On subit la xénophobie
      Incapables de s’organiser en lobby
      On sera toujours des mendiants aux portes de leur monde
      Tant qu’on croira que le respect se quémande
      Le respect s’impose et la lutte est économique
      Observe la communauté asiatique
      Nous on fait beaucoup de bruit et peu de chiffres
      On donne peu de coups et on reçoit beaucoup de gifles
      Impunément, les médias nous salissent
      Car, conscients que nous insulter ne comporte aucun risque
      On ne fait peur à personne, on est la risée de tous
      Et nos émeutes se déroulent loin de l’Élysée
      À part brûler quelques voitures
      De pauvres gens comme nous et saboter nos propres structures
      Où est notre Révolution, où est notre évolution
      On est en France depuis plusieurs générations et où en est-on ?
      Même si ça me fout un coup au moral
      Force est de constater qu’on est en bas de l’échelle sociale
      Dans le collimateur des médias y’a pas plus visés que nous
      Alors toi, explique-moi pourquoi y’a pas plus divisés
      On se plaint du racisme mais ne l’est-on pas nous-mêmes
      C’est eux contre nous mais surtout nous contre nous-mêmes
      Les Algériens contre les Marocains
      Les Marocains contre les Tunisiens
      Les Antillais contre les Maghrébins
      Les Maghrébins contre les Africains
      Les Turcs entre eux
      Même dans les mosquées nos cœurs se sont divisés
      Chacun veut diriger, chacun veut dominer
      Et refuse d’envisager que le meilleur soit pakistanais
      On peut se poser la question : qui sont les plus racistes ?
      Y’a qu’à observer les problèmes que posent les mariages mixtes
      On peut pas reprocher aux autres ce qu’on est nous-mêmes
      Je mets le doigt où ça fait mal, c’est normal que ce texte vous gêne
      Y’aura jamais d’évolution sans profonde remise en question
      Et est-ce qu’il y a plus fou qu’un fou qui croit avoir la raison ?
      Dois-je préciser ma vision ?
      Tant qu’on se prendra pour ce qu’on est pas
      On courra dans tous les sens, mais on ne fera jamais un seul pas
      La pauvreté ne peut excuser
      Le fait de se comporter comme des non-civilisés
      L’agressivité constante et les insultes
      En fin de compte, ne profitent qu’à ceux qui nous font passer pour des incultes
      Ne profitent qu’à ceux qui nous haïssent
      Nous désignent comme problème et pour ça nous salissent
      Réalise que tu sers d’idiot utile tant que tu n’as aucune vision
      Si tu n’aimes pas te faire battre, pourquoi tendre le bâton ?
      Tu veux faire tomber le système, vomis la pilule
      Et commence par refuser qu’il te manipule
      Pour qu’une rébellion aboutisse, elle doit être pensée
      Et je sais qu’on ne mène pas une révolution le froc baissé
      Et ceux qui entrent en politique nous trahissent
      Se complaisent dans le rôle de l’Arabe ou du Noir de service
      Il suffit de peu pour les corrompre non pas que le système les trompe
      On ne sert de serpillière que lorsqu’on rampe
      T’as perdu et t’es perdu quand tu te mets à espérer
      Devenir quelqu’un en niant ton identité
      Ils ont du mal à durer car la trahison est jetable
      Et chaque traître s’assoit sur un siège éjectable
      Quant à ceux des nôtres qui réussissent
      Ils se voient contraints de fuir avant que la jalousie ne les punisse
      Car dans le cœur des envieux et dans les yeux des incapables
      La réussite te rend coupable
      Est-ce une excuse pour justifier l’égoïsme et fuir le passé en Lexus ?
      Difficile de tendre la main sans se faire couper le bras
      Mais si je ne m’occupe pas des miens, qui le fera ?
      Y’a que chez nous que le succès débouche également sur l’impasse
      Car les derniers veulent te tuer pour la 1ere place
      Et tes frères disparus que tu continues à pleurer
      C’est pas des flics qui les ont butés
      On est les 1eres victimes de notre propre violence
      Le signe de notre profonde ignorance
      On se bute pour du hash, de la coke ou du cash
      Et bientôt on se butera pour un clash
      Besoin de solidarité si l’on veut espérer un jour pouvoir quitter la précarité
      Il n’y a pas qu’en détestant les autres qu’on se construit
      Dans ton miroir tu vois parfois ton pire ennemi
      Je ne serai jamais votre leader
      Je n’en ai ni la vertu, ni la valeur, ni la rigueur
      Si j’ai un mérite, c’est celui d’avoir essayé
      Et si j’ai une prétention que ce soit celle de vous aimer
      Et celui qui aime ne triche pas
      J’dresse un portrait sombre mais je ne fais que décrire ce que je vois
      Reviens sur terre, laisse tes illusions prendre la mer
      Quand tes yeux s’ouvriront, tu feras comme moi ce constat amer
      Ce constat amer, ce constat amer, ce constat amer…

      Besoin de solidarité si l’on veut espérer un jour quitter la précarité
      Y’a pas qu’en détestant les autres qu’on se construit
      Dans ton miroir tu vois parfois ton pire ennemi
      Tous adeptes du chacun pour soi, personne ne nous respecte et j’crois savoir pourquoi
      On est avares et divisés
      On se fait avoir, on ne forme même pas une communauté”

      • izzaldin says:

        “noi non formiamo una comunità”
        mi sembra una riflessione onesta, nonché una autocritica senza sconti.
        non lo conoscevo, pare proprio un ragazzo intelligente questo Kery James.
        Thanks for sharing, as usual!

        • Moi says:

          NON è da dire però che brilli per l’originalità, eh … mi pare che sian sempre quelle poche cose ripetute ininterrottamente da ormai circa 55 anni, ogni volta come se fosse la prima volta. E i decenni d’indipendenza “totalizzati”, purtroppo, l’ Africa Nera e NON … fra Dittatori avidi e corrotti, faide tribali, guerre varie, carestie, scontri e fanatismi tribali-religiosi d’ogni sorta eccetera NON è che se li sia “giostrati” tanto bene.

        • Francesco says:

          intelligente?

          alla fine della riflessione onesta e del’autocritica senza precedenti, si mette a frignare contro il Sistema.

          chissà se era un Salvini con cosa se ne usciva!

          ciao

          • izzaldin says:

            @Moi
            spesso la violenza sistematica subita per secoli rende difficile rialzarsi senza cadere..
            @Francesco
            notavo solo che non si lamenta solo dei colonizzatori francesi ma anche dei “suoi”..

  2. rossana says:

    @Miguel:
    “…Il punto è la tremenda tendenza francese a fare la lezioncina ai selvaggi;…”
    “…Fortunatamente in Italia questo non può succedere.”

    Dissento, fortissimamente dissento.
    L’Italia è ben oltre le “lezioncine”, è alla speculazione emotiva sul martire a scopo multibusiness.
    Qui, il sentimento facile paga sempre.

    • “Qui, il sentimento facile paga sempre”

      Verissimo. Però il piagnisteo alla Bruno Vespa è pur sempre meglio del piccolo tizio in giacca e cravatta che ti guarda con il naso lievemente arricciato e dice, “Vive la République”.

  3. Filippo says:

    c’è un episodio del peggior colonialismo francese che ho conosciuto da poco,
    https://fr.wikipedia.org/wiki/Affaire_de_Fort_Crampel
    solo quello dovrebbe far vergognare i francesi e farli ritirare in buon ordine da tutte le loro ex colonie del mondo.. mi rifiuto di pensare che persino le spedizioni coloniali di Mussolini siano arrivate a quei livelli infimi

  4. mirkhond says:

    “persiani, che sarebbero musulmani solo di facciata, mentre in realtà il loro clero, ossessionato dalla storia millenaria dell’Iran, mirerebbe segretamente a far rinascere un nazional-paganesimo, in contrasto con l’universalità e l’uguaglianza islamica di fronte a Dio.”

    Questa idea era presente già nei secoli XI-XIII, stando a Filippani Ronconi, riguardo agli Ismaeliti dell’Alamut, quelli del famoso Veglio della Montagna.
    Stando agli eresiologi sunniti, gli Ismaeliti dell’Alamut volevano distruggere l’Islam per far risorgere lo Zoroastrismo.
    Simili accuse vennero rivolte ancora prima, alle rivolte “shiite” del Khorasan nell’VIII secolo dopo Cristo e a quella di Babak Khorram-din nell’Azerbaigian dell’816-838 d.C.

  5. mirkhond says:

    Quanto al disprezzo iranico verso gli Arabi, esso è presente già in Firdusi (935-1020 d.C.), ed ha conosciuto un revival al seguito della guerra Iran-Iraq del 1980-1988.

    • Altro elemento interessante è la ricorrente accusa all’Iran di collaborare con gli ebrei, sia per la supposta origine ebraica del supposto fondatore della Shia, sia per i rapporti tra Iran e Israele ai tempi dello Shah, ma anche ai tempi dell’affare Iran-Contras (chi se lo ricorda?) e della guerra tra Iran e Iraq, quando gli israeliani bombardarono l’Iraq.

      A questo si collega anche la profezia secondo cui “70.000 ebrei usciranno da Isfahan” per seguire l’Anticristo; non a caso, gli ayatollah sono accusati di avere ottimi rapporti con la comunità ebraica in Iran.

      • mirkhond says:

        Ti riferisci al bombardamento israeliano di un impianto industriale-militare iraqeno nel 1981?
        Comunque non si capisce l’isteria israeliana anti-iraniana, se sotto sotto, vanno d’accordo…..

        • “Comunque non si capisce l’isteria israeliana anti-iraniana, se sotto sotto, vanno d’accordo…..”

          Infatti. Non avendo idea di come stiano davvero le cose, mi limito a riportare un modo di pensare diffuso nel mondo arabo.

      • Francesco says:

        Ollie North? come potrei dimenticarlo!

        ciao vecch

      • Francesco says:

        quindi gli USA avrebbero scatenato l’Iraq contro l’Iran e Israele aiutato l’Iran contro l’Iraq?

        dove è finito Usraele, l’incubo di Blondet & friends?

    • Tra l’altro, Khamene’i è un turco azero, qui lo senti vantarsene parlando in azero:

      https://www.youtube.com/watch?v=59JM4uDZGiE

      • mirkhond says:

        Gli Azeri furono i fondatori dell’Iran moderno.
        I Safawidi erano turcofoni di Ardabil.

        • mirkhond says:

          E la Shiah, alevi era diffusa tra gli Azeri e i Turcomanni dell’Anatolia orientale, i Qizilbash, i Turbanti Rossi.
          E furono questi turcomanni a diffondere la Shiah, prima alevi, poi imamita nell’Iran nel XVI secolo dopo Cristo.
          Shiah che, sebbene imposta con la forza, attecchì i profondità nella maggioranza degli Iranici, forse proprio per via della sua “elasticità” dottrinale, in cui potevano trovare continuità antichissime aspirazioni spirituali iraniche…….

      • Roberto says:

        È veramente piacevole da sentire il turco azero

        • mirkhond says:

          Del ramo oghuz delle lingue turche, credo l’Azeri che sia il più affine all’Osmanico di Turchia, ma chiedo conferma a Miguel.

  6. mirkhond says:

    Però, ricordiamolo ancora volentieri, senza l’islamizzazione dell’Iran, l’Islam, anche sunnita, sarebbe rimasta una religione spiritualmente povera, formalista e tribale.
    Pensiamo alle difficoltà che facevano gli Omayyadi (661-750 d.C.) ad allargare il giro, ad ostacolare le conversioni all’Islam, o a renderle una volta avvenute, prive dei privilegi ad essa legati.
    Vedasi le rivolte ai due estremi del Califfato arabo-islamico, tra i Berberi del Maghreb e gli Iranici del Khorasan.
    Questi ultimi costituenti la forza militare che avrebbe portato al soglio califfale, gli Arabi Abbasidi, nel 747-750 d.C.

  7. Grog says:

    Finalmente UN NEGRO PER BENE ha ragione mille volte, poi la Francia rappresenta il top dell’ipocrisia, è responsabile della distruzione dei valori tradizionali, schiaccia le minoranze, distrugge le lingue regionali, soprattutto LA FRANCIA E’ MERDOSA.
    Grog! Grog! Grog!

  8. PinoMamet says:

    Io non so se ho capito bene, ma non vuole la cittadinanza?
    La restituisca, se ne vada.

    Vuole un risarcimento? Ottima idea, ma dovremmo cominciare a risarcire tutti, mica solo lui perché è bello (si dice dalle mie parti), chi non ha antenati che hanno subito torti storici?
    A partire dalla costruzione degli ziggurat, suppongo, fino alla pensione di guerra che non venne mai erogata agli agricoltori italiani (perché “tanto avevano di che sfamarsi”).

    Ergo, è un vittimista.

  9. Z. says:

    Il FQ invece lega la propria storia alla RAI berlusconiana…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/03/italicum-m5s-presenta-odg-per-chiedere-al-governo-di-non-cambiarlo-pd-hanno-capito-e-buona-legge/2275777/

    Al di là del merito dell’articolo, la replica messa prima della critica – in modo da lasciare l’ultima parola alla propria parte, anche a dispetto di qualsiasi criterio logico e cronologico – era uno dei capolavori di Mimun e Minzolini. Lo spiegava lo stesso Travaglio, se ben ricordo, all’epoca. Deve aver fatto tesoro dell’esperienza acquisita :)

  10. habsburgicus says:

    OT @Mirkhond, che aveva chiesto notizie sulla Corea del nord
    ho trovato questo documento svizzero del 30/5/1974 (i numeri, le considerazioni, le abbreviazioni, i raggruppamenti sono miei) CAR=Repubblica Centrafricana DPRK=Nord Corea, ROK= Corea del Sud

    Stati dei riconoscimenti delle due Coree al 30/5/1974
    Corea del nord: 64 (61 la riconobbero di cui uno, Cile, in rottura diplomatica e non numerato; 2, Birmania e Singapore, solo in relazioni consolari; 1, Svizzera, solo a livello di missioni commerciali)
    1.Afghanistan anche ROK
    2.Albania
    3.Algeria
    4.Germania Est
    5.Argentina anche ROK
    °Birmania (relazioni consolari e idem con ROK)
    6.Bulgaria
    7.Burundi
    8.Camerun anche ROK
    9.CAR anche ROK
    *Cile, rottura diplomatica
    10.Cina, R.P
    11.Congo-Brazzaville
    12.Cuba
    13.Dahomey anche ROK
    14.Danimarca anche ROK
    15.Egitto (con ROK, ma solo a livello consolare)
    16.Finlandia anche ROK
    17.Gambia anche ROK
    18.Ghana
    19.Guinea
    20.Guinea-Bissau
    21.Alto Volta anche ROK
    22.Ungheria
    23.India anche ROK
    24.Indonesia (anche ROK, ma solo a livello consolare)
    25.Iraq
    26.Iran anche ROK
    27.Islanda
    28.GRUNK (Sihanuk)
    29.Liberia anche ROK
    30.Libia
    31.Malaysia anche ROK
    32.Madagascar anche ROK
    33.Mali anche ROK
    34.Malta anche ROK
    35.Mauritius
    36.Mauritania
    37.Mongolia
    38.Nepal anche ROK
    39.Norvegia anche ROK
    40.Uganda anche ROK
    41.Pakistan (anche ROK, ma solo a livello consolare)
    42.Polonia
    43.Romania
    44.Ruanda
    45.Senegal
    46.Sierra Leone anche ROK
    °Singapore (relazioni consolari e idem con ROK)
    47.Somalia
    48.Sudan
    49.Sri Lanka
    50.Svezia anche ROK
    °°Svizzera (missione commerciale)
    51.Siria
    52.Tanzania
    53.Ciad
    54.Cecoslovacchia
    55.Togo anche ROK
    56.URSS
    57.Vietnam del nord
    58.Jugoslavia
    59.Zaire anche ROK
    60.Zambia

    La DPRK aveva quindi relazioni diplomatiche con 60 Stati (e fu riconosciuta da 61 perché occorre contare il Cile, con cui ci fu rottura dopo il golpe di Pinochet), così suddivisibili:
    23 Stati avevano anche relazioni diplomatiche con ROK (Afghanistan, Argentina, Camerun, CAR, Dahomey, Danimarca, Finlandia, Gambia, Alto Volta, India, Iran, Liberia, Malaysia, Madagascar, Mali, Malta, Nepal. Norvegia, Uganda, Sierra Leone, Svezia, Togo, Zaire)
    3 Stati avevano solo relazioni consolari con ROK (Egitto, Indonesia, Pakistan)
    34 Stati (gli altri) non avevano relazioni né diplomatiche né consolari con ROK
    (il Cile, il 61°, aveva relazioni diplomatiche con ROK)
    La DPRK aveva solo relazioni consolari con 2 Stati (Birmania e Singapore, che avevano entrambi relazioni di pari livello con la ROK)
    La DPRK aveva (e da meno di anno) semplici relazioni a livello di missioni commerciali con la Svizzera, che ancora non la riconosceva (invece la Svizzera aveva relazioni diplomatiche con ROK)

    Corea del sud: 85 (78 relazioni diplomatiche e 7 consolari)
    1.Afghanistan anche con DPRK
    2.Germania Ovest
    3.Arabia saudita
    4.Argentina anche con DPRK
    5.Australia
    6.Austria
    7.Belgio
    °Birmania (relazioni consolari)
    8.Bolivia
    9.Botswana
    10.Brasile
    11.Camerun anche con DPRK
    12.Canada
    13.CAR anche con DPRK
    14.Cile (anche con DPRK, ma rotte)
    15.Cina, Rep.
    16.Colombia
    17.Costa Rica
    18.Costa d’Avorio
    19.Dahomey anche con DPRK
    20.Danimarca anche con DPRK
    21.Dominicana, Repubblica
    22.El Salvador
    °Egitto (relazioni consolari, ma relazioni diplomatiche con DPRK)
    23.Ecuador
    24.Spagna
    25.USA
    26.Etiopia
    27.Finlandia anche con DPRK
    28.Francia
    29.Gabon
    30.Gambia anche con DPRK
    31.Gran Bretagna
    32.Grecia
    33.Guatemala
    34.Alto Volta anche con DPRK
    35.Honduras
    36.India anche con DPRK
    °Indonesia (relazioni consolari, ma relazioni diplomatiche con DPRK)
    37.Iran anche con DPRK
    38.Islanda anche con DPRK
    39.Israele
    40.Italia
    41.Giamaica
    42.Giappone
    43.Giordania
    44.Kenya
    45.Khmer, Rep. (Lon Nol)
    46.Libano
    47.Liberia anche con DPRK
    48.Lussemburgo
    49.Malaysia anche con DPRK
    50.Malawi
    51.Madagascar anche con DPRK
    52.Mali anche con DPRK
    53.Malta anche con DPRK
    54.Marocco
    55.Messico
    56.Nepal anche con DPRK
    57.Nicaragua
    58.Niger
    59.Norvegia
    60.Nuova Zelanda
    61.Uganda anche con DPRK
    °Pakistan (relazioni consolari, ma relazioni diplomatiche con DPRK)
    62.Panama
    63.Paraguay
    64.Paesi Bassi
    65.Perù
    66.Filippine
    67.Portogallo
    68.Sierra Leone anche con DPRK
    °Singapore (relazioni consolari)
    69.Svezia anche con DPRK
    70.Svizzera (mere relazioni commerciali con DRPK)
    °Swaziland (relazioni consolari)
    71.Thailandia
    72.Togo anche con DPRK
    °Tunisia (relazioni consolari)
    73.Turchia
    74.Uruguay
    75.Vaticano
    76.Venezuela
    77.Vietnam del sud
    78.Zaire anche con DPRK

    La ROK aveva quindi relazioni diplomatiche con 78 Stati
    La ROK aveva solo relazioni consolari con 7 Stati (Egitto, Indonesia e Pakistan, che avevano relazioni diplomatiche con DPRK; Birmania e Singapore, che avevano entrambi relazioni di pari livello con la DPRK; Tunisia e Swaziland, che non avevano relazioni con DPRK)

  11. mirkhond says:

    Grazie ad Habsburgicus, come sempre per le sue informazioni, altrimenti difficilmente irreperibili.
    Dalla lista che hai menzionato, pare che l’Italia non abbia relazioni con la Corea del Nord.

  12. Francesco says:

    in piena crisi economica, ci vuole un colpevole
    ed è verso i musulmani che partono tutti i vostri colpi
    Non ho paura di scriverlo: la Francia è islamofoba

    alla fine è solo un altro delle Boldrinettes? uno che scrive su Repubblica, magari il settimanale femminile? o su Famiglia Cristiana?

  13. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=kcZ_aczmywk

    Eric Zemmour vs Rama Yade sur la colonisation

    ————–

    http://www.youtube.com/watch?v=N-XUcxANnZM

    Eric Zemmour (Juif Berbère) Les arabes ne se sont jamais repentis pour avoir colonisé l’Algérie

    ———————–

    Eric Zemmour : La colonisation Française a bloqué celle de l’Islam en Afrique

    http://www.youtube.com/watch?v=oUZqCVCqT8k

    ——————

    • “Eric Zemmour”

      In Italia, ci sono talk show dove tamarri in perfetta malafede si interrompono a vicenda per fare qualche battuta e segnare un effimero punto.

      In Francia, ci sono talk show dove tamarri che si proclamano intellettuali in perfetta malafede si interrompono a vicenda per fare qualche battuta e segnare un effimero punto.

  14. Moi says:

    @ HABS

    Jean-Luc Mélenchon, il Massone arrivato dal XIX Secolo con la macchina del tempo a vapore ;) :

    http://www.youtube.com/watch?v=-Q-OX5LA1wI

  15. Moi says:

    In Italia le “lezioncine ai Beduinazzi” però, contrariamente alla Francia, le fanno dei NON-Intellettuali :D come Giancarlo Gentilini, Joe Formaggio o Gianluca Buonanno mica Eugenio Scalfari, Corrado Augias o Umberto Galimberti !

    Quanto al “Laicismo Becero” … in Europa e in Italia, quasi sempre, la Beceraggine AntiIslam “sorge dal basso”, mediante comuni cittadini semplici utenti di un “social videogame” (come li chiama giustamente Zeta) oppure Politici che si autoproclamano “Megafoni del Popolo” [cit.] ; la Beceraggine AntiCristianesimo (specie Anti Chiesa Cattolica) è invece espressione di “Cultura Alta”, intellettuali di professione che espongono opere d’arte nei musei.

    In un certo senso, sono complementari.

    • izzaldin says:

      Eccezione recente: Claudio Magris sul Corriere post Bataclan.
      Magris è una delle personalità pubbliche più degne di stima nel panorama italiano, grande scrittore e uomo dalla vastissima cultura, letterato di livello europeo se non globale, su cui è difficile dubitare delle buone intenzioni.
      Per me è sincero ma probabilmente mal consigliato. Si tratta comunque di un grandissimo letterato del secolo scorso (se non di due secoli fa) che esprime uno sdegno nei confronti di una violenza che vede lontana dal suo umanesimo.

  16. mirkhond says:

    Clima, bastava ascoltare i Righeira

    “Vamos a la playa, oh oh oh oh oh/Vamos a la playa, oh oh oh oh oh/Vamos a la playa, oh oh oh oh oh/Vamos a la playa oh oh/ Vamos a la playa/la bomba estallò/bagliori nucleari/ci abbronzano di più./…/Vamos a la playa/tra statue di robot/legioni di mutanti/combattono sui surf/…/Vamos a la playa/la nuova onda è là/con pizze radioattive/ci si alimenterà/Vamos a la playa, oh oh oh oh oh/Vamos a la playa, oh oh oh oh oh/V amos a la playa,oh oh oh oh oh/Vamos a la playa, oh oh oh oh oh/Vamos a la playa oh”.

    Già nel 1983 i Righeira, noti intellettuali, avevano capito dove si sarebbe andati a parare. Adesso fra i capi di Stato riuniti a Parigi è tutto un grido dall’allarme. Obama: “Siamo l’ultima speranza per le generazioni future”. Hollande: “Prenderemo in qualche giorno decisioni che avranno conseguenze per decenni, in gioco c’è l’avvenire del mondo”. Juncker: “Non potremo dire alle generazioni future che non sapevamo”. Parole, parole, parole, scritte sulla sabbia (radioattiva) non tanto perché dal Summit di Parigi si uscirà solo con accordi non vincolanti sottoposti a ‘sanzioni morali’( figuriamoci) ma perché per ridurre l’inquinamento bisognerebbe scaravoltare l’intero modello di sviluppo. Secondo una valutazione della UE gli ossidi di azoto derivano per il 39% dal traffico, per il 18% dalla produzione di energia e per il 15% dall’industria. Ma come si fa a ridurli se quelli stessi che si strappano le vesti vogliono contemporaneamente più energia, più industria, più produzione di automobili, più produzione di tutto? Insomma più crescita. Sanno benissimo che diminuzione dell’inquinamento e crescita sono inconciliabili. Se fossero più onesti intellettualmente e anche un po’ più colti invece che piangere lacrime di coccodrillo sul ‘futuro delle generazioni future’ direbbero cinicamente, con Oscar Wild, “che cosa hanno fatto i posteri per noi?”. Purtroppo siamo andati così veloci con questa bulimia della produzione e della crescita che siamo diventati posteri di noi stessi. E quindi il problema si pone qui e ora ed è frutto di una galoppata forsennata di un modello di sviluppo che, per sua coerenza interna, non può tornare indietro, non può fermarsi ma, al contrario, deve aumentare di continuo la propria velocità. E poiché l’Occidente segue questo modello da due secoli e mezzo, dall’inizio della rivoluzione industriale, e non ha fatto altro che incalzare tutti gli altri Paesi (non a caso chiamati ‘in via di sviluppo’) a seguirlo su questa strada suicida chi glielo va a dire adesso a quelli che non devono svilupparsi più? Ha affermato il premier indiano: “I Paesi emergenti non possono rinunciare alle energie fossili e frenare il loro sviluppo per riparare ai danni fatti in due secoli dai Paesi più avanzati”. Più o meno è la stessa risposta che diedero i brasiliani che qualche decennio fa stavano deforestando, come continuano a deforestare, l’Amazzonia il più grande polmone del mondo: “Scusate, che cosa avete fatto voi fino adesso?”. Peraltro scrive il grande storico italiano Carlo Maria Cipolla: “Il carbon fossile fu in uso già nel Medioevo, ma la gente del Medioevo era molto sospettosa di questo tipo di combustibile vagamente ma decisamente intuendo che l’uso di esso implicava conseguenze nocive per l’ambiente. Sotto molti rispetti, la gente del Medioevo, pur nella sua ignorante superstizione, fu molto più cosciente dei possibili danni dell’inquinamento che la gente dell’epoca della rivoluzione industriale”. An vedi quelli zoticoni, ignoranti e reazionari dei contadini?

    Siamo stati anche così idioti da indurre la Cina, un miliardo e 400.000.000 di abitanti, a entrare nel sistema. Come si poteva rinunciare a un mercato così ghiotto? E così oggi la Cina è il più grande inquinatore del mondo con il 30% delle emissioni globali, seguita dagli Stati Uniti (16%) col piccolo particolare che hanno un quinto della popolazione cinese. E sono patetici i tentativi dei leader africani, peraltro i meno responsabili, di creare un ‘muro verde’ per arrestare il prosciugamento del lago Ciad e l’ulteriore desertificazione del Sahel. Che è dovuta esattamente al fatto che gli abitanti di quelle terre, sempre incalzati da noi o anche attratti dal nostro modello, si inurbano nelle città. In ogni caso tentativi encomiabili, come il ‘muro verde’ o altre del genere, hanno lo stesso effetto, nella globalizzazione del modello, di chi mentre la barca sta affondando per una falla enorme nella stiva crede di rimediare mettendo un dito in un buco delle fiancate.

    Alcune correnti di pensiero proprio americane (gli Stati Uniti essendo la punta di lancia del modello sono anche i primi a produrre, almeno concettualmente, gli anticorpi) il Bioregionalismo e il Neocomunitarismo affermano che bisognerebbe tornare “in modo graduale, limitato e ragionato a forme di autoproduzione e autoconsumo che passano per il recupero della terra e il ridimensionamento drastico dell’apparato industriale e finanziario”. Ma ve lo immaginate un leader mondiale che osi affermare una cosa del genere? Sarebbe preso a bastonate.

    Comunque, niente paura. L’uomo, dopo il topo, i lombrichi, gli scarafaggi, le zanzare e altri simpatici insetti è una delle creature più adattabili. E quindi, come prevedevano i Righeira, ci nutriremo di pizze radioattive e faremo la doccia con una pioggia di polveri sottili.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2015

  17. habsburgicus says:

    @tutti (Moi in primis ma anche Mirkhond ecc ecc)
    stavolta l’orobico si supera :D
    guardate che ha scritto su Twitter :D

    [inizio]
    “Ragazzi, Putin potrebbe muovere guerra alla Turchia e restituire l’Anatolia all’Europa, lavando l’onta del 1453. Io ce l’ho già duro”
    [fine citazione]

    usi erotici della geopolitica :D :D :D

  18. mirkhond says:

    Secondo una leggenda russa, Costantinopoli sarebbe stata liberata da uno zar di nome Michele.
    Ma quando Nicola II (1894-1917) abdicò per se e lo zarevic’ Alessio, suo cugino Michele, non “regnò” che un giorno, rinunciando a sua volta al trono il 16 marzo 1917, spaventato dal quadro fosco della situazione che gli aveva fatto Kerenskij.
    Poi finirà ammazzato anche lui a Ekaterininburg il 16 luglio 1918…..

  19. mirkhond says:

    Curioso il Sizzi.
    Si dichiara pagano, anticristiano, e nello stesso tempo auspica la reconquista di una città e di una regione asiatica che per un millennio furono il perno e il baluardo dell’Ortodossia Cristiana…..
    Misteri dell’animo umano….

  20. mirkhond says:

    Una guerra tra Russia e Turchia porterebbe il mondo intero ad un deserto radioattivo, dato che la Turchia è parte della Nato…..

    • Francesco says:

      forse

      ma a oggi non c’è la guerra e non so quanta voglia di difendere Erdogan ci sia a Brussels

      per me diremmo che c’è qualche problema tecnico e non muoveremmo un dito

      • Mauricius Tarvisii says:

        L’Alleanza Atlantica sarebbe vincolante. Proprio per questo non ci può essere una guerra Russia-Turchia

        • Francesco says:

          ma non è che ci tireremmo indietro

          è che ci sarebbe un problema tecnico

          ma tranquilli stiamo arrivando

          :D

          PS guerra? quale guerra? sono turisti oppure kurdi

  21. mirkhond says:

    L’occasione per la reconquista se non dell’Anatolia (almeno fino all’Eufrate) e di Costantinopoli, fu persa dai Romei nella sciagurata guerra del 1919-1922.
    Oggi è praticamente impossibile!

  22. mirkhond says:

    A proposito di Costantinopoli

    Habsburgicus, giorni fa in libreria ho trovato un libro sulla Regina delle Città (come la chiamava Anna Comnena) di uno storico inglese, Jonathan Harris, in cui si sostiene che Costantino I (306-337 d.C.) nel fondarla nel 326-330 d.C., sui resti dell’antica città greca di Bisanzio, non pensava affatto di farne una “Nuova Roma”, o almeno una Nuova Roma cristiana, o comunque la nuova capitale dell’Impero Romano, ma solo una residenza imperiale strategica che gli consentisse di poter essere presente sul fronte del Basso Danubio, contro i Germani e i Sarmati e di arrivare più velocemente all’Eufrate per contrastare l’Iran dei Sasanidi.
    Inoltre avrebbe riempito Costantinopoli anche di templi e statue pagane.
    Secondo Harris, solo gradualmente, sotto Costanzo II (337-361 d.C.) e poi Teodosio I (379-395 d.C.), Costantinopoli avrebbe assunto il ruolo di capitale cristiana, della Nuova Roma cristiana, al posto della vecchia, in gran parte ancora pagana nel IV secolo dopo Cristo.
    Del resto lo stesso Costantino nel suo approccio al Cristianesimo, mantenne idee piuttosto confuse, continuando ad essere pontifex maximus della religione pagana romana e a partecipare a cerimonie e sacrifici pagani, sebbene il suo interesse per il Cristianesimo crescesse sempre di più col tempo e in punto di morte si fece battezzare (dal vescovo ariano Eusebio di Nicomedia).
    Che ne pensi?

    • habsburgicus says:

      c’è del vero, secondo me, su Costantinopoli
      ma non svaluterei la preveggenza di Costantino
      e ancora meno svaluterei il Cristianesimo, o se volete la scelta politica pro-cristiana, di Costantino
      Costantino non applicò la par condicio :D in qualche caso già prima del 324 d.C ,a in ogni caso dopo essersi sbarazzato di Licinio (324 d.C) rese chiaro verso chi andavano le sue simpatie e chi era favorito dal suo sovrano potere..i contemporanei, gli uni per gioirne gli altri per dolersene, non si sbagliarono

      • mirkhond says:

        Concordo.
        Mi interessava il tuo giudizio su questa chiave di lettura di questo storico anglosassone.

  23. Z. says:

    Legare la propria storia a quella altrui non è un problema: l’importante è non legare le aragoste…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/06/maltrattamento-animali-e-lecito-tenere-aragoste-vive-per-cuocerle-nellacqua-bollente/2279359/

    In tempi di disoccupazione crescente, specializzarsi in Diritti dei Frutti di Mare potrebbe essere un’idea per il proprio futuro professionale.

  24. habsburgicus says:

    dalla bacheca di un filo-putinista (da quel che si capisce, non molto a dirla tutta, parrebbe venire dal marxismo “puro” ma ora non “schifa” contatti con i destri)

    [initium]
    La vittoria in Francia di Le Pen è una buona notizia. Costei non soffre delle nostalgie paterne e guarda ad est per la diplomazia e la politica internazionale. Commette ancora molti errori di valutazione su temi propagandistici e demagogici che speriamo cavalchi più per ragioni tattiche che strategiche. Siamo ancora ad un primo passo trattandosi di elezioni amministrative mentre il vero banco di prova sarà la corsa all’Eliseo. Una Francia più autonoma dalle logiche atlantiche e più vicina alla Russia rappresenta una speranza per l’Europa. Se da qui dovesse finalmente nascere un asse Parigi-Berlino-Roma-Mosca la storia si rimetterebbe finalmente in marcia. Ora è soltanto marcia.
    [finis]

    dice cose in sé ragionevoli..e direi auspicabili MA non tiene conto di due cose
    1°, mai si permetterà alla Le Pen di giungere all’Eliseo
    2°, qualora ciò per assurdo avvenisse, sarebbe frutto di tali e tanti compromessi, che la tipa lungi dal seguire tale linea, ne adotterebbe una opposta, anti-tedesca (come è tradizione francese, del resto)
    in più una terza….egli, ma non è il solo, continua ad ascrivere a Putin obiettivi che non mi sembra gli passino minimamente per la testa..obiettivo di Putin è “riaccordarsi” a condizioni migliori, PER LUI, con gli anglosassoni non certo favorire un’aggregazione europea in cui alla fine sarebbe solo il terzo (dopo Berlino e Parigi) o tuttalpiù il secondo (dopo Berlino) !…non è improbabile, anche se la parola forse può apparire troppo grossa, che Putin punti solo a una “nuova Jalta”…e sappiamo quanti mali la Jalta vera arrecò all’Europa (più qualche bene, all’Ovest, e non subito)….meditate, gente, meditate

    • Dif says:

      “Asse Parigi-Berlino-Roma-Mosca” sì, mi raccomando, il tizio ci ha capito tutto di politica internazionale.
      Poi non capisco in che senso “la storia si rimetterebbe in marcia”: verso dove? Perchè? Quando mai lo sarebbe stata?
      Boh, sta gente che pensa che il mondo funzioni come un gioco di ruolo, dove tutti i buoni si alleano contro i cattivi per la vittoria finale, mi ha sempre inquietato.

    • roberto says:

      a parte che Dif ha perfettamente ragione,
      non vedo la minima simpatia della le pen per un eventuale asse con berlino e roma, anzi….

      in più, come tutti i frontisti e i nazionalisti, è animata dalla patetica illusione che il suo paesello conti qualcosa e che possa addirittura influenzare niente popò di meno che la russia! siamo al ruggito del topo che dovrebbe far tremare il leone.

      già l’unione eruopea insieme ha il peso che ha, immaginiamo una francia isolata…..ah, la grandeur perdue

    • Francesco says:

      asse Parigi-Berlino-Roma-Mosca … sembra una corsa per automobili del primo ‘900

      viene da ridere solo a leggere la sfilza di città che questo sogna di arruolare sotto le bandiere anti-USA

      :D

  25. Pietro says:

    La Francia e’ il simbolo dell’Europa che guarda a Putin mentre tiene la mano a Obama, la tipica “zoccoletta” da festa liceale… Mentre l’Italia come sempre ha un ruolo strategico fondamentale che non viene minimamente valorizzato. Roba da rimpiangere la politica estera dei governi Andreotti!

  26. Moi says:

    Veramente Marine Le Pen chiama “gli Altri” UMPS per sottolineare quanto siano “uguali” fra loro …

  27. Moi says:

    Faranno l’ Alleanza UMPS+NeoNato Partito Islamico e si avvererà la Profezia di Houellebecq !

    http://www.ilfoglio.it/preghiera/2015/11/18/quanto-baudelaire-nelle-nuove-poesie-di-michel-houellebecq___1-vr-135091-rubriche_c233.htm

    che adesso fa anche il Poeta … in cui secondo Camillo Langone “c’è molto Baudelaire, ovvio, e si sente profumo di Verlaine e Drieu La Rochelle” [cit.]

  28. Moi says:

    http://www.affaritaliani.it/affari-europei/francia-alle-elezioni-si-presenta-una-lista-musulmana-392178.html

    Francia, alle elezioni si presenta un partito musulmano
    La profezia dello scrittore Michel Houllebecq si è avverata. Alle prossime elezioni amministrative francesi si presenta un partito islamico.

    • roberto says:

      moi,
      oggi ho altro da fare, riesci a trovarmi in quanti cantoni si è presentato questo partito e quanti voti ha avuto?

      chiedo giusto perché se io, te e habsburgicus fondiamo il partito WLF(che dio la benedica) non è detto che automaticamente governeremo il mondo

      (aggiungo sommessamente che non ogni cosa che uno scrive è un piano o una profezia)

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ma Moi le profezie le fa avverare molto facilmente. Tipo la profezia di Alba Dorata, quella per cui Tsipras avrebbe vinto e poi alle elezioni successive avrebbero vinto loro: Moi la dà per realizzata :D

      • oggi ho altro da fare, riesci a trovarmi in quanti cantoni si è presentato questo partito e quanti voti ha avuto?

        http://oumma.com/222138/remarquable-percee-de-lunion-democrates-musulmans-fra

        “Sous la bannière fédératrice « Faire ensemble une Ile-de-France qui nous rassemble », Nizarr Bourcharda a rassemblé notablement sur sa candidature 5 ,90% des voix à Mantes-la-Jolie, dans les Yvelines, se classant en quatrième position, devant Emmanuel Cosse d’Europe Ecologie Les Verts.

        Les principaux résultats : 5,9% à Mantes-la-Jolie, 4,71 % à Villetaneuse, 4,58 % à Chanteloup les Vignes, 4,38% aux Mureaux, 4,4% à la Courneuve, 4,2% à Trappe, 3,72 % à Villeneuve la Garenne, 3,70 % à Stain, 3,66% à Montereau, 2,91 % à Bobigny. “

        • izzaldin says:

          altro che profezia e Houllebeq.. è come se i Khalid Chaouki e le Souad Sbai francesi si unissero per fare un partito
          (almeno questo è quello che mi viene in mente vedendo le foto de l’UMDF, magari sono ottime persone e ottimi politici, ma a vederli danno questa impressione)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Quindi il loro risultato migliore è il 5.9% in una cittadina di 43.000 anime. Ci sottometteranno.

        • Roberto says:

          Grazie Miguel,
          Nel frattempo ho visto sul sito del ministero degli interni: 0,18 % in iles de france.
          Se conti che con il 25% il front national fa fatica ad eleggere due deputati vedrai che la profezia di houellebeq non si realizzerà domani

          http://elections.interieur.gouv.fr/regionales-2015/11/11.html

          Diamogli atto che sono stati bravi, hanno fatto meglio del partito dell’amore di cicciolina

          (Comunque il sistema elettorale francese ha dei punti da brividi….)

          • Z. says:

            Anche il sistema elettorale inglese presenta storture analoghe se non peggiori, mi pare. Ma in realtà ben sappiamo che il male assoluto, sive Somma di Ogni Orrore, è il sistema elettorale italiano :D

          • Francesco says:

            Z

            quale sistema elettorale italiano? quello ottimo che aveva fatto Berlusconi? quello pessimississimo imposta dalla Suprema Corte con motivazioni da raderli al suolo con proiettili all’uranio impoverito? quello contorto inventato da Renzy?

            devi essere più chiaro

            :)

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il Porcellum era ottimo? Finalmente trovo qualcuno che lo pensa!
            In altri casi si sarebbe detto, finalmente qualcuno che lo pensa oltre a chi lo ha partorito, ma non è il caso :D

          • Francesco says:

            Mi trovi UN difetto nel Porcellum?

            A parte che conta i voti delle liste sotto-quorum se fanno parte di una coalizione? e le candidature multiple?

            Ma non sono difetti che le altre leggi correggono.

            In cambio offre il turno unico e un vero premio di maggioranza. Cioè serietà e governabilità senza rinunciare alla democrazia.

            Più lo guardo e più mi piace. come Kelly Le Brock giovane

          • Mauricius Tarvisii says:

            Tipo i listoni bloccati?
            Tipo il premio di maggioranza regionale?
            Tipo la possibilità di avere due camere con maggioranze diverse?

            La butto lì, eh!

          • Francesco says:

            1) listoni bloccati: OTTIMI, perchè le preferenze sono come le bighe da guerra. sembrano un’idea valida e invece sono una emerita cazzata

            2) colpa della Costituzione (ma sei sicuro? non era solo il Senato?).

            2.1) e poi è un passo in direzione del federalismo, che a me piace

            3) colpa della Corte Costituzionale

            non è che potevano fare tutto con una legge elettorale, poverelli, hanno fatto il massimo

          • Z. says:

            Mi riferivo al c.d. Italicum.

            Quello di Calderoli serviva solo a beneficiare una Lega in agonia e ad ostacolare i governi di csx.

            Quello di Renzi permette al primo partito di governare dopo un ballottaggio rivolto a tutti gli elettori, eliminando la necessità di quelle alleanze che tantissimi, almeno a parole, detestano. Il che basta a renderlo il miglior sistema visto sinora.

          • Francesco says:

            Z

            non ti capisco

            la Lega mi pare stesse benissimo quando Calderoli fece il Porcellum, non ricordo fosse in crisi

            la mancanza di ballottaggio rende molto più difficili i comportamenti opportunisti, tipo leghisti che votano M5S al secondo turno o Sellini che votano Renzi tappandosi il naso

            per questo a me piace, obbliga l’elettore a una certa chiarezza morale

            non capisco come il Porcellum danneggiasse il CSX, visto che dava un premio di maggioranza alla coalizione che vinceva le elezioni e il CSX è sempre stato molto bravo a raffazzonare coalizioni elettorali

            senza Porcellum, Prodi non avrebbe governato un giorno con una maggioranza di 5-6 elettori,

            ciao

  29. Moi says:

    Taqiya e Finestre di Overton … Obiettivi Kalergici . ;)

  30. Moi says:

    SEGNALAZIONE : IN ZE IUESSEI … :)

    Donald Trump (Avversario della Hillary “staltranno” ;) ?)

    http://www.lastampa.it/2015/12/08/esteri/internet-va-chiuso-stop-ai-musulmani-in-usa-tutte-le-boutade-del-candidato-donald-trump-Eifx46LfWxDQPpYp1spVVN/pagina.html

    … una proposta popolare e una impopolare, o due impopolari o ancora due popolari per chi in internet non sa neanche andarci.

  31. Pingback: Couplet pour l’Islam | Kelebek Blog

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>