Facciamo come in Francia!

Dunque, qualcuno in qualche ospedale scatta questa foto:

niqab-ospedaleLascio a voi decidere se la mamma che ha appena partorito sia la signora elegantemente vestita con il niqab, o l’altra di cui si intravede un ginocchio sotto il lenzuolo.

Se avete il cervello delle dimensioni di quello di un consigliere leghista, risponderete senza esitare: la prima!

Infatti il consigliere Fabio Rolfi, autore della foto, dice: “porterò il tema in Regione – annunciava – se a qualcuno non va bene, può sempre tornare a partorire al proprio paese“.

Ora, da un consigliere leghista, non è che si possa aspettare di più; ma nemmeno da quei raffinati intellettuali di Repubblica, visto che l’articolo che ne parla è intitolato così:

Terrorismo, crociata della Lega in Regione contro le donne velate negli ospedali

A parte il Rolfi, non si capisce chi la signora abbia terrorizzato. O perché un niqab venga confuso con un velo, che per le persone normali indica il foulard o hijab.

Dimenticavo, l’allitterante procuratore Carlo Nordio invita a vietare il velo a Venezia.

Per il magistrato, burqa e niqab (che nemmeno lui fa tante distinzioni) “mettono in pericolo la sicurezza, cosa che difficilmente possono fare le maschere di carnevale”. Rileggete la frase, deve avere pure qualche senso logico.

masked-robberUn cliente opera un prelievo in banca, senza mettere in pericolo la sicurezza

In Francia, la République, dopo quindici anni di instancabile lotta, ha sconfitto la signora Christiane Ebrahimian, oggi sessantaquattrenne.

La signora Christiane (che però di fede è musulmane) nel 1999 faceva la precaria trimestrale in un istituto psichiatrico, dove qualche paziente laicista si è prima rifiutato di parlare con lei e poi l’ha denunciata perché portava in testa qualcosa che la sentenza chiama una coiffe, termine che il dizionario traduce con “berretto”.

La signora Ebrahimian è stata immediatamente licenziata, e l’altro giorno la Corte Europea ha dato ragione alla République.

Facciamo anche noi come i francesi, che il problema del terrorismo l’hanno risolto da anni, semplicemente vietando veli, fulardi, nicabbi e burche, invece di permettere a quelle costumate di andare in giro vestite strane.

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172 Responses to Facciamo come in Francia!

  1. roberto says:

    che dire….no taccio che siamo tra persone educate.

    comunque vorrei dire a difesa dei francesi che loro vietano ogni segno religioso, i leghisti e affini solo certi segni religiosi. non mi pare la stessa cosa, anzi non lo è

    ovviamente, l’idea “vietiamo tutti i segni religiosi” ha poco a che vedere con la lotta la terrorismo, ma capisco la battuta

    la sentenza della CEDU mi pare su alcuni punti discutibile e sono molto più vicino alla dissenting opinion del giudice ‘o leary…con la quale tra l’altro ho mangiato un favoloso irish stew per festeggiare san patrizio (insieme ad altri 50 irlandesi) qui in lussemburgo!

    • Z. says:

      Il legislatore francese si sforza di essere equanime, e così finisce per mettere in luce l’irragionevolezza di certe tendenze che non riguardano la Francia soltanto. Ad esempio, negare la realtà storica della Shoah è reato in diversi Paesi, ma la Francia se ben ricordo vieta anche la negazione dello sterminio degli armeni.

      Mi pare comunque che con “velo” i leghisti – e in particolare Salvini – si riferiscano agli indumenti che coprono il volto, non ad altri indumenti indossati per motivi religiosi.

      • Moi says:

        Mah, considera che il pressapochismo terminologico dei politici è consequenziale a quello dei giornalisti … e ciò persino nel “settoriale tecnico loro”: tipo “Governatore”, “Prima Repubblica” e altri termini che NON compaiono su documenti ufficiali.

        • Z. says:

          Che molti politici ripetano le parole dei giornalisti è verosimile. Per dirne una, a forza di leggere la parola sui giornali, probabilmente molti politici pensano che in Italia ci sia un organo che si chiama Consulta.

          • OT

            Vedo la nuova strage negli Stati Uniti.

            Interessante la reazione di Obama:

            “Barack Obama, annuncia la Casa Bianca, è stato informato. “Il presidente – riferisce Washington – sta seguendo la vicenda e viene costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione dal consigliere alla sicurezza interna e all’antiterrorismo Lisa Monaco. “Non conosciamo ancora il movente”, ha detto Obama alla Cbs, “sembra che oramai abbiamo accettato questo tipo di incidenti. Ma questa non può diventare la normalità. Dobbiamo prendere delle misure bipartisan per garantite la sicurezza agli americani e rendere le sparatorie di massa rare invece che normali”.”

            A caldo e confusamente… direi che l’Isis sta cercando disperatamente di trascinare il massimo numero di paesi in guerra in Siria, compiendo stragi sempre più provocatorie e che quindi suscitino reazioni incontrollabili.

            Obama non ci abbocca e quindi scarica la colpa su un tema politicamente difficile, ma molto più innocuo, la questione del possesso privato di armi da fuoco.

            Cosa che verrà puntualmente fatto notare, come critica, da destra.

            • Comunque la strage in California va vista in contesto. The Guardian ci dice che:

              “This is the 342nd mass shooting in the US so far this year, according to Shootingtracker.com, a site that records all incidents with four or more victims (including the shooter). Together, those shootings left at least 447 individuals confirmed as dead and 1,292 injured.”

              342 fa più di una strage al giorno.

          • Francesco says:

            Scusa ma l’ISIS cosa spera di ottenere? una reazione indignata dell’opinione pubblica sunnita? un’impennata degli arruolamenti nelle periferie occidentali?

            Sono dei masochisti che attendono con ansia di venire schiacciati da forze armate un pò meno disorganizzate di quelle irachene e siriane?

            Hanno piazzato dei campi minati di bombe atomiche ed è un trappolone?

            PS mio cugggino fa notare che tutte queste stragi capitano in “gun free zones”, che agli occhi della destra sono dei luna park per cattivi.

            • “Scusa ma l’ISIS cosa spera di ottenere? una reazione indignata dell’opinione pubblica sunnita? un’impennata degli arruolamenti nelle periferie occidentali?”

              L’Isis non è al-Qaida, e se ne distingue per aspetti fondamentali.

              Però la scuola originaria è quella.

              Osama bin Laden aveva un progetto molto chiaro, di cui magari parlerò in dettaglio in un altro post.

              Stanare gli Stati Uniti (il principale nemico per lui, non per l’Isis), provocandoli fino a farli reagire invadendo un paese islamico, dove poterli impantanare fino a rovinarli economicamente, come era successo con l’URSS in Afghanistan.

              Gli Stati Uniti non solo hanno invaso l’Afghanistan, impantanandosi in quattordici anni di guerra senza senso; ma visto che c’erano, hanno pure invaso l’Iraq, facendo un regalo inimmaginabile ad al-Qaida (poi con la “primavera araba”, gli Stati Uniti hanno regalato pure la Libia e la Siria).

              Allo stesso tempo, le azioni di al-Qaida dovevano creare un tale grado di islamofobia, da costringere i musulmani “occidentali” a tornare in terra islamica o a diventare una quinta colonna del jihad dentro l’Occidente.

              Evidentemente l’Isis ritiene che sia arrivato il momento di impelagare Francia e Stati Uniti in Siria; e certamente ci tiene molto al ritorno in terra islamica degli emigrati.

              Ma l’Isis ha aggiunto un tocco mediaticamente geniale di atrocità che al-Qaida ha sempre evitato: difficile che Obama possa restare tranquillo, o che si possa fermare l’islamofobia, dopo una strage di disabili.

              Questa è la mia lettura, ovviamente ancora non so nulla di quest’ultima strage.

              Poi non è necessario che qualcuno abbia ordinato questa strage: la strategia è abbastanza chiara a chiunque legga su Internet materiali “jihadisti”.

          • Francesco says:

            veramente Osama vedeva gli USA come l’URSS di Breznev? lo facevo più sveglio

            l’ISIS esiste in quanto controlla dl territorio, su questo si basa tutta la storia del Califfato, se viene schiacciata sul terreno cosa fa?

            grazie della risposta, comunque

            • “l’ISIS esiste in quanto controlla dl territorio, su questo si basa tutta la storia del Califfato, se viene schiacciata sul terreno cosa fa?”

              L’obiezione è valida, infatti è uno dei punti di rottura con al-Qaida. Però sul territorio, possono anche pensare di creare nuclei di resistenza, anche con il rispetto che si guadagnano attraverso una buona amministrazione. La gente potrà confrontare i disinteressati idealisti che li governavano prima (parlo dal punto di vista dell’Isis ovviamente) con gli occupanti stranieri e i loro mercenari.

  2. roberto says:

    sono per unavolta parzialmente d’accordo con salvini!

    “Il problema non sono i terroristi, sono alcuni italiani imbecilli”

    nel senso che credo che il terrorismo sia effettivamente un problema, ma la seconda parte della frase è ineccepibile!

  3. Filippo says:

    Temo che se ci lasciamo troppo prendere la mano arriveremo a vietare pure il velo alle suore..

  4. Z. says:

    Io invece sono d’accordo con Repubblica. Credo che campagne politiche come questa possano essere classificate correttamente come “terrorismo”.

  5. Z. says:

    Quanto al dott. Nordio, forse si riferisce alle manifestazioni pubbliche… dove però il burca è già vietato e il carnevale già si può festeggiare. No, boh, non si sa bene cosa volesse dire.

    • Ma in realtà mi sembra che il burqa e/o niqab non siano esattamente vietati, visto che nessuno li aveva previsti.

      E’ vietato mascherarsi durante manifestazioni, perché altrimenti diventa difficile fare arresti:

      http://kelebeklerblog.com/2011/04/12/di-niqab-burqa-e-altri-unicorni/

      Da qui, si può estendere il divieto fin dove si vuole, ma è chiaro che lo scopo del divieto del 1975 riguardava una categoria umana molto specifica: maschi, italiani, aggressivi, di sinistra e presumibilmente atei, quelli che Z chiama i Cosplayer, insomma 🙂

      Non era previsto che la legge dovesse impedire a una mite mamma di quattro bambini di portare i suoi pargoli a scuola e rientrare in casa in tempo per cucinare.

      • Z. says:

        Il testo letterale della norma mi sembra applicabile senza particolari torsioni anche al burqa. Ma appunto riguarda solo le manifestazioni. E siccome non mi risultano arresti in occasione delle sfilate di carri in maschera non capisco bene la frase di Nordio.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Nordio, degno figlio della mia città, interveniva sul problema del Carnevale di Venezia: la sua idea è piazzare polizia a tutti gli accessi della città e non far entrare le donne col velo, ma solo la gente in maschera.
      Una delle sue classiche idee razionali, tipo, tra le ultime che aveva sparato sul Messaggero, quella di vietare l’utilizzo in dibattimento di tutte le intercettazioni.
      Concludo dicendo che una volta mia madre lo ha sentito e mi ha chiesto se fosse per caso lui a scrivere i discorsi di Salvini.

      • Z. says:

        Sulle intercettazioni la penso come Nordio!

        Quanto al Carnevale di Venezia, in effetti, la legge potrebbe essere interpretata in quella direzione. Ma al di là delle difficoltà applicative e della scarsa utilitá pratica della misura repressiva, quid iuris se una donna vuole travestirsi da afgana? 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ok, quindi se io ti vendo un segreto di Stato al telefono mentre sono intercettato, posso stare tranquillo. Aspetto la riforma e poi ho trovato un interessante sbocco lavorativo 😀

          • Z. says:

            Mah, non mi convinci granché. Se tu conoscessi dei segreti di stato non credo staresti qui a discutere con noi 😀

            a parte questo, che ha detto Nordio sulle intercettazioni, esattamente?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Che secondo lui devono poter essere utilizzate come strumento di indagine, ma poi non devono entrare nel dibattimento, perché lì diventano pubbliche.
            Quindi se tu PM ti ritrovi davanti la mia intercettazione di me, alto funzionario della Difesa, che vendo segreti militari al leader di un gruppo paramilitare latinoamericano, questa servirà a te per sapere come orientare le indagini, ma non potrai mai portarla in udienza.
            E’ un esempio a caso: vale lo stesso per tutti i reati che si possono compiere al telefono.

            Domanda seria: tu PM come mi inchiodi se l’unica prova che hai è la trascrizione del compimento stesso del reato?

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Il rimedio, radicale e razionale, lo abbiamo già scritto più volte. Si adotti la disciplina delle intercettazioni preventive, indispensabili alle indagini ma non utilizzabili processualmente, e come tali inaccessibili a tutti, custodite nella cassaforte del pm che le ha disposte, sotto la sua responsabilità. Ma sappiamo di gridare al vento. La politica è ancora docile alla funesta influenza di una residua corrente giacobina, e non avrà l’ardimento di una riforma radicale”

            http://ilmessaggero.it/primo_piano/politica/intercettazioni_legge-1260987.html

          • Z. says:

            Allora, per come la vedo io esistono reati compiuti mediante la stessa comunicazione intercettata e reati d’altro genere.

            Nel primo caso non credo ci siano molte alternative all’utilizzo delle intercettazioni a scopo probaborio, il che spiega perché per alcuni reati non gravissimi di questo tipo sono ammesse.

            Negli altri casi secondo me dovrebbero essere uno strumento di indagine a disposizione del PM – ammesso a disporle laddove lo ritenga opportuno ai fini dell’indagine, in modo meno aggravato di quanto avvenga oggi – ma non un mezzo di prova.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Sì, ma come li distingui? Ipoteticamente qualsiasi reato può essere commesso al telefono: se io ingaggio un killer al telefono, quella telefonata mi rende mandante di un omicidio.
            Oppure torniamo all’esempio di prima. A me, funzionario della Difesa, colto con le mani nel sacco grazie all’intercettazione, telefona un altro funzionario pubblico, che tiene i contatti con una potenza mediorientale, e mi chiede se abbia passato i segreti come avevamo stabilito e gli assicuro che così ho fatto, che le informazioni sono in possesso dei paramilitari centroamericani.
            Una telefonata del genere dimostrerebbe che io e lui siamo complici, ma a meno che io non sia così cretino da vuotare il sacco, tu non lo puoi dimostrare. E il reato non è avvenuto al telefono, ma ci siamo messi d’accordo per strada, in un luogo isolato.

          • Francesco says:

            mi sa che ha ragione Z

            si chiamava mica habeas corpus in inglese?

            😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Che c’entra l’habeas corpus? Stiamo parlando proprio del dibattimento…

          • Z. says:

            Il secondo mi sembra un caso poco verosimile: credo che nessuno, al telefono, discuterebbe di cose simili in questa maniera. Si tratta di questioni che vanno ben al di là della sfera penale, e che comportano rischi ben più gravi dell’intercettazione di un PM.

            Il primo caso forse non l’ho capito bene. Intendo, se l’unica forma di manifestazione del reato di omicidio da te commesso è quella telefonata, e io l’ho intercettata, allora il tuo telefono era già sotto controllo prima, e dunque per altre ragioni. Se ho ben capito si tratterebbe quindi di una scoperta casuale.

            Oppure non ho capito… sono un po’ stanchino stasera 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Caso dell’omicidio: non era il mio telefono ad essere sotto controllo, ma quello del killer, probabilmente.

            Caso del segreto: quindi impediamo la repressione del reato confidando nel fatto che io non sarò mai così stupido da parlarne al telefono? Oppure ne parlo al telefono proprio sapendo che tanto tu PM non potrai farmi niente…

          • Mauricius Tarvisii says:

            A proposito di idioti al telefono, qualche anno fa Treviso balzò nelle cronache nazionali per una rete di spaccio che interessava le scuole (la mia prima tra tutte 😀 ). Il traffico era gestito da studenti che, mentre facevano affari al telefono, pronunciavano prese in giro dirette al “maresciallo” che secondo loro li stava sicuramente ascoltando: sospettavano di essere ascoltati, eppure parlavano liberamente!
            Quindi di criminali fessi ce ne sono 😀

          • Z. says:

            Primo caso: secondo me non ne parli al telefono, perché di queste cose non si occupa solo chi intercetta “apertamente” i telefoni. Se lo fai, probabilmente lo verrà a sapere qualcun altro, prima del PM che indaga, e non vuoi che questo succeda 🙂

            Secondo caso: ecco, se è così non volevano intercettare te ma il tuo interlocutore. A questo punto i limiti e le procedure per garantire l’indagato nelle intercettazioni perdono buona parte della loro utilità, e la prova a tuo carico è sostanzialmente precostituita. Parlare di “ammissibilità nel dibattimento” diventa quasi ironico.

            Aggiungi a questo che la tecnologia odierna rende difficile garantire la genuinità di una registrazione. Per non parlare dei problemi connessi ai dialoghi in lingua straniera…

            Poi capisco che gran parte dei Paesi ammettano le intercettazioni come prova – una volta il Regno Unito non le ammetteva, ma può pure darsi che oggi le cose siano cambiate – e che risolvere il problema con l’accetta probabilmente non è possibile. Però se ne dovrebbe parlare, secondo me.

          • Z. says:

            MT,

            — Quindi di criminali fessi ce ne sono —

            Senza dubbio, ma non credo che traffichino materialmente droga a mezzo telefono. Li si può seguire e arrestare agevolmente in flagranza 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma pure se sparo a qualcuno in diretta TV la prova a mio carico è precostituita 😀
            Poi come si falsifica un nastro è facile falsificare un esame del DNA (dalla sostituzione dei campioni alla semplice menzogna), una firma (eppure la prova documentale sarebbe quasisia la regina delle prove, almeno per i civilisti…), per non parlare di una testimonianza (e qui lasciamo proprio perdere…). Non prendo nemmeno in esame il problema del valore delle dichiarazioni della persona offesa o della parte civile. Di tutto questo non se ne parla mai, invece.
            A questo punto direi di vietare le indagini, inaccettabile strumento di guardonismo di Stato. Ma Nordio non ci starà, per il timore di rimanere disoccupato 😀

          • Z. says:

            L’esame avviene in dibattimento! Può essere pieno di balle, naturalmente (e Cofferati non mancò di dire cosa pensava dell’asserita “emergenza stupri” a Bologna, mettendo a tacere tutta l’opposizione) ma lì il vaglio dibattimentale difficilmente manca 🙂

            Le altre due prove possono essere manipolate – come una registrazione analogica – e le bugie ci sono ovunque, certo. Ma una registrazione digitale è cosa diversa, e a quanto ne so può essere radicalmente modificata senza lasciar tracce. E farlo sarà sempre più facile.

            Per quanto riguarda le indagini secondo me si potrebbe intercettare pure con maggiore liberalità. O illiberalità, se preferisci 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            E’ più facile per un poliziotto medio farti comparire un fucile o un chilo di cocaina in un armadio durante una perquisizione o costruire una finta telefonata? Perché comunque di questo stiamo parlando: dell’inquirente in cattiva fede.
            Dunque o affrontiamo complessivamente il problema della malafede dell’inquirente, oppure il ragionamento non ha senso.

          • Z. says:

            Beh, dubito che farti comparire un fucile a casa sarebbe altrettanto efficace, e neppure un chilo di cocaina. Credo che queste cose succedano soprattutto nei film, anche perché non è così difficile farsi scoprire. Oltre tutto per farlo bisogna entrare in casa tua a perquisirla…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Mentre i nastri falsi sono pane quotidiano?

          • Z. says:

            Ma no 🙂

            Comunque anche in UK stanno cambiando verso, pare, anche se il problema della manipolazione del digitale se lo sono posti.

          • paniscus says:

            A proposito di idioti al telefono,
            (…)
            Quindi di criminali fessi ce ne sono 😀

            ————————————————-

            Beh, il mondo recente è strapieno di imbecilli che si fanno beccare perché nel momento stesso in cui compiono la bravata illegale (dal furto, allo scassinamento, all’atto di danneggiamento vandalico, al festino con droghe, fino al pestaggio bullistico o al ricatto a sfondo sessuale), si affrettano istantanemente a farsi il selfie in tempo reale che riprende la scena e a postarla immediatamente su facebook, cioè sulla propria pagina di profilo personale con nome e cognome autentici e foto in chiaro…

            L.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Mi pare che un tale si sia fatto beccare perché mentre svaligiava una casa entrò su Facebook con il pc della vittima…

  6. Z. says:

    Cioè io non lo so, lui magari l’ha spiegato altrove…

  7. Mauricius Tarvisii says:

    “Perché ci odiano?”
    Perché siete stronzi, ecco perché.

    Non mi sorprende la decisione della Corte EDU: da sempre ha molto poco riguardo per la libertà religiosa, soprattutto se la religione in questione è l’Islam.

    • roberto says:

      ““Perché ci odiano?”
      Perché siete stronzi, ecco perché”

      quanti alberi si salverebbero se invece di avere milioni di nullafacenti che scrivono miliardi di pagine psicostoriosocioteoeconogiurilogiche il mondo ascoltasse queste parole semplici e chiare, anche se non completamente esaustive?

    • Moi says:

      Certo che con ‘sto Spirito del Concilio Alteromondialista … i Cristiani Perseguitati, se confidano nell’ Europa, stan proprio freschi 😉 … nevvero, Habs ? 😉

  8. mirkhond says:

    Delle tre foto, la prima è quella che mi piace di più, perché mi ricorda il Presepio.
    Quello vero, non quello dei leghisti-razzisti…….

    • Dall’Iran….

      “Lettera della Guida della Rivoluzione Islamica a tutti i giovani nei paesi occidentali

      Col Nome di Dio Clemente e Misericodioso

      A tutti i giovani nei paesi occidentali

      I recenti amari eventi di cieco terrorismo avvenuti in Francia mi hanno spinto nuovamente a rivolgermi a voi giovani. È per me spiacevole che siano questi eventi a creare un’occasione per parlare, ma la verità è che se le sfide dolorose non creano un’opportunità di dialogo e scambio di opinione, le conseguenze negative si raddoppieranno.

      Le sofferenze di un essere umano, in qualsiasi angolo del mondo, sono dolorose di per sé e per gli altri esseri umani: la scena di un bambino che vede la morte dei suoi più cari di fronte ai propri occhi, quella di una madre che vede svanire in pochi secondi la felicità della propria famiglia, quella di un marito che tiene in braccio il corpo inanime della moglie oppure quella di una persona che non sa che nei momenti successivi vedrà gli ultimi istanti della propria vita, sono tutte scene che scuotono i sentimenti e le emozioni di qualsiasi essere umano. Chi possiede un minimo di amore e umanità si rattrista e addolora vedendo queste scene in Francia, in Palestina, in Iraq, in Libano e in Siria.

      Un miliardo e mezzo di musulmani è rimasto indubbiamente sconvolto e indignato per quanto accaduto e prova odio e ripugnanza verso gli autori di questi crimini. La questione è però che se le sofferenze di oggi non ci spingono a costruire un futuro migliore e più sicuro, si ridurranno a meri amari e inutili ricordi. Sono certo che soltanto voi giovani riuscirete a trarre lezioni dalle difficoltà attuali per poi scoprire nuovi sicuri sentieri per costruire il futuro e ostacolare le deviazioni che hanno condotto l’Occidente nella situazione in cui si trova oggi.

      È vero che oggi il terrorismo è il dolore comune tra noi e voi, ma dovete sapere che l’insicurezza e l’angoscia che avete sperimentato nei recenti eventi possiedono due importanti differenze rispetto alle sofferenze che hanno provato in tutti questi anni il popolo iracheno, yemenita, siriano e afghano: la prima è che il mondo islamico da lungo tempo e su larga scala è vittima della violenza e dello spargimento del terrore, e la seconda è che purtroppo queste violenze sono state sempre, in modi differenti ed ‘efficaci’, sostenute da alcune grandi potenze. Sono ormai pochi a non conoscere il ruolo degli Stati Uniti nella creazione, rafforzamento e armamento di al-Qaeda, dei Taliban e del loro malvagio seguito. Accanto a questo sostegno diretto, i sostenitori noti ed espliciti del terrorismo takfiri – nonostante il loro sistema politico sia tra i più arretrati – sono stati sempre tra gli alleati dell’Occidente, mentre i più illuminati pensieri sorti dal dinamismo popolare nella regione sono stati crudelmente repressi. Questo atteggiamento iniquo dell’Occidente contro i movimenti di risveglio nel mondo islamico è un esempio chiaro delle contraddizioni della politica occidentale.

      Un altro aspetto di questa contraddizione è visibile nel sostegno al terrorismo statale di Israele. Sono più di sessanta anni che il sofferente popolo palestinese sperimenta la peggiore forma di terrorismo. Se oggi le genti d’Europa sono costrette a rimanere a casa per qualche giorno e a non apparire nei luoghi pubblici, è da decine di anni che a causa della macchina di distruzione e di massacro del regime sionista una famiglia palestinese non si sente sicura nemmeno nella propria casa.

      Quale violenza è paragonabile nelle atrocità alla costruzione di colonie illegali da parte del regime sionista? Il regime sionista continua a distruggere case, frutteti e campi dei palestinesi senza nemmeno dare il tempo di traslocare o di raccogliere il frutto delle coltivazioni, senza ricevere mai critiche serie ed efficaci da parte dei suoi alleati influenti e nemmeno da parte delle istituzioni internazionali apparentemente indipendenti. Tutto questo avviene davanti agli occhi terrorizzati e in lacrime delle donne e dei bambini palestinesi che sono testimoni del brutale pestaggio, dell’imprigionamento e delle spaventose torture dei loro parenti [da parte dei sionisti]. Conoscete forse altre atrocità di queste dimensioni, gravità e continuità in altre parti del mondo oggi? Se sparare a una donna indifesa in mezzo alla strada per il solo ‘reato’ di protestare contro un soldato armato fino ai denti non è terrorismo, allora che cosa è? Questa barbarie, solo perché perpetrata dalle forze armate di un governo occupante, non devono essere quindi definite “estremismo”? Oppure queste scene, solo perché trasmesse ripetutamente e da più di sessanta anni dalle televisioni, non dovrebbero destare più le nostre coscienze?

      Le invasioni militari avvenute negli ultimi anni nel mondo islamico, che hanno provocato numerose vittime, sono un altro esempio della logica contraddittoria dell’Occidente. Le nazioni che sono state invase, oltre ad aver patito perdite di vite umane, hanno subito ingenti danni alle infrastrutture economiche e industriali, si sono viste rallentare o bloccare la strada del progresso e dello sviluppo e in alcuni casi sono state riportate indietro di decenni. Nonostante ciò ad esse viene chiesto con arroganza di non considerarsi oppresse. Come si può ridurre in macerie una nazione, trasformando le sue città e villaggi in cenere, e poi dirgli: “Per favore non consideratevi oppressi”! Non sarebbe forse meglio scusarsi sinceramente invece di invitarle a ignorare o dimenticare queste tragedie? La sofferenza che il mondo islamico ha patito in questi anni a causa dell’ipocrisia e delle imposture degli invasori non è minore dei danni materiali subiti.

      Cari giovani! Spero che voi, adesso o in futuro, possiate cambiare questa mentalità intrisa di inganno la cui ‘arte’ è quella di nascondere gli obiettivi lontani e mascherare le intenzioni perfide. A mio giudizio il primo passo per ristabilire la sicurezza e la pace è quello di modificare questa mentalità che origina violenza. Finché nella politica occidentale domineranno il sistema dei due pesi e delle due misure, fino a quando il terrorismo agli occhi dei suoi potenti sostenitori viene diviso in “buono” e “cattivo” e fino al giorno in cui gli interessi dei governi precedono i valori umani e morali, non bisognerà cercare le radici della violenza altrove. Purtroppo nel corso degli anni queste radici hanno penetrato nel profondo le politiche culturali dell’Occidente e hanno prodotto un’invasione ‘morbida’ e silenziosa.

      Molte nazioni nel mondo sono orgogliose della propria cultura nazionale e autoctona, che oltre ad essere creative e vitali, hanno nutrito per centinaia di anni le società umane, e il mondo islamico non è un’eccezione in questo. Ma nell’epoca attuale il mondo occidentale, con l’utilizzo di mezzi avanzati, insiste nell’uniformare e omologare le culture nel mondo. Ritengo questa imposizione della cultura occidentale alle altre nazioni, e il considerare le culture di queste ultime come inferiori, una violenza silenziosa e particolarmente dannosa. L’umiliazione delle ricche culture e l’offesa dei loro aspetti più rispettati accade mentre questa cultura che viene proposta non possiede assolutamente le capacità per sostituirle. Gli elementi della violenza e della dissolutezza morale, per esempio, che purtroppo sono diventati le caratteristiche principali della cultura occidentale, hanno perso la loro posizione e approvazione persino dove sono sorte.

      Adesso la domanda è questa: se noi non vogliamo una cultura aggressiva, volgare e che rifugge dalla spiritualità, siamo forse peccatori? Se cerchiamo di bloccare il diluvio devastante che si dirige verso i nostri giovani sotto forma di prodotti cosiddetti ‘artistici’, siamo forse colpevoli? Non nego l’importanza e il valore dei legami culturali. Questi legami, quando hanno avuto luogo in una situazione naturale e col rispetto per la società che li riceveva, hanno prodotto sempre crescita, ricchezza e prosperità. Al contrario, i legami disomogenei e imposti hanno sempre creato danni e insuccessi. Devo dire con profondo dispiacere che gruppi abietti come DAESH (ISIS) sono figli di questi accoppiamenti infelici con le culture importate. Se il problema fosse stato davvero dottrinale, saremmo stati testimoni di fenomeni del genere anche prima dell’avvento del colonialismo nel mondo islamico, mentre la storia dimostra il contrario.

      Le fonti storiche autentiche dimostrano chiaramente che l’unione tra il colonialismo e un pensiero fanatico ed emarginato – esistente tra l’altro soltanto in una tribù beduina – ha coltivato il seme dell’estremismo in questa regione. Come sarebbe altrimenti possibile che dal cuore di una delle più etiche e umane confessioni religiose del mondo, che ha tra i propri principi quello secondo cui uccidere un essere umano equivale all’uccisione dell’intera umanità, esca una spazzatura come DAESH (ISIS)?

      Dall’altra parte bisogna poi chiedersi come mai persone nate in Europa e che lì hanno ricevuto la loro educazione culturale e spirituale, vengano attratte da questi gruppi? È forse possibile pensare che una persona, dopo aver fatto uno o due viaggi nelle zone di guerra, diventi così estremista da poter massacrare i propri concittadini? Sicuramente non bisogna dimenticare l’effetto di una vita di insano nutrimento culturale in un ambiente inquinato e creatore di violenza. Bisogna condurre un’analisi completa in questo campo per trovare le contaminazioni palesi e nascoste della società. Forse l’odio profondo che nel corso degli anni dello sviluppo industriale ed economico è stato coltivato a causa delle iniquità e ingiustizie legali e strutturali tra i diversi ceti della società occidentale ha creato dei complessi che di tanto in tanto sorgono come una malattia.

      Tuttavia siete voi che dovete strappare le superfici della vostra società, trovando e rimuovendo i nodi e rancori presenti. Bisogna riparare le crepe piuttosto che renderle più profonde. Il grave errore nella lotta al terrorismo sono le reazioni affrettate che non fanno che aumentare le divergenze attuali. Qualsiasi azione emotiva e frettolosa che isoli o spaventi le comunità islamiche – formate da milioni di persone responsabili e attive residenti in Europa e negli Stati Uniti – e limiti ancor di più i loro diritti emarginandole dalla società, non solo non risolverà i problemi ma aumenterà anzi le distanze e i rancori. Le iniziative superficiali e reazionarie, soprattutto se legalizzate, non produrranno altro che l’aumento delle bipartizioni e crisi future. Secondo le notizie che mi sono giunte, in alcune nazioni europee sono state approvate delle leggi che spingono i cittadini a spiare i musulmani; questo atteggiamento è oppressivo e sappiamo tutti che la caratteristica dell’oppressione è quella, prima o poi, di ritorcersi contro chi la commette, a prescindere dal fatto che i musulmani non meritino questa irriconoscenza. Il mondo occidentale da secoli conosce bene i musulmani: sia quando gli occidentali sono stati ospitati nella terra dell’Islam e hanno gettato il proprio sguardo avido sulle ricchezze dei padroni di casa, sia quando sono stati loro ad ospitare i musulmani utilizzandone il lavoro e l’ingegno. Nella maggior parte dei casi non hanno visto che gentilezza e pazienza. Chiedo pertanto a voi giovani di creare le basi per un rapporto giusto, rispettoso e nobile con il mondo dell’Islam, fondato su una corretta e approfondita conoscenza e traendo lezione dalle esperienze negative. Così facendo vedrete in un futuro non molto lontano che l’edificio costruito su queste solide fondamenta irradierà la luce della tranquillità e della fiducia sui suoi architetti, donando loro il calore della sicurezza e serenità, e illuminerà il mondo intero con la luce della speranza in un futuro luminoso.

      Seyyed ‘Ali Khamenei

      8 Azar 1394 – 29 Novembre 2015″

      • roberto says:

        per fortuna che ci sono i dirigenti iraniani a fare la morale al mondo, gente che non ha mai fatto male ad una mosca e che non hanno mai avuto a che fare con terrorismo guerre e violenze varie…..

        mavalà

        • mirkhond says:

          Esattamente come presidenti statunitensi, francesi, inglesi e israeliani, che in giacca e cravatta pontificano puntualmente sui travicelli degli “impresentabili”, invece di guardarsi i loro di travicelli che si ritrovano nel deretano……

          • roberto says:

            scusa mirkhond come mai apprezzi l’ipocrisia iraniana e critichi quella usraeliana?
            tutte e due ipocrisia sono, no?

          • Z. says:

            Robbè, cos’è esattamente che ti ha dato fastidio della lettera di Khamenei?

          • roberto says:

            tutto

            in particolare il tono di schadenfreude (ve lo siete meritato hehehehe, adesso sentite lo stesso dolore che proviamo noi hehehehe), il piagnisteo continuo (santa miseria “Il mondo occidentale da secoli conosce bene i musulmani: sia quando gli occidentali sono stati ospitati nella terra dell’Islam e hanno gettato il proprio sguardo avido sulle ricchezze dei padroni di casa, sia quando sono stati loro ad ospitare i musulmani utilizzandone il lavoro e l’ingegno” stavo per rispondere alla salvini “ma chi vi vuole!) ed il fatto che venga dal dirigente di un paese che non mi sembra sbattersi eccessivamente per la pace nel mondo (e taccio sul fatto che non mi sembra nemmeno un modello esemplare di trattamento dei propri cittadini, ma ognuno hai il sistema che vuole)

            non ho nessuna simpatia per qualcuno che dipinge me come il cattivo assoluto e se stesso come il buono assoluto

            • “il fatto che venga dal dirigente di un paese che non mi sembra sbattersi eccessivamente per la pace nel mondo”

              Premesso che la retorica clericale non piace terribilmente nemmeno a me, credo che tu stia invertendo le parti: è stato Saddam Hussein e l’Iraq ad attaccare l’Iran e certamente non viceversa.

              Poi si può dire che la colpa fosse di un confine del cavolo, che praticamente impediva all’Iraq di accedere al mare, un confine imposto dalle imprese petrolifere inglesi a suo tempo.

              Ma certamente si è trattata di un’aggressione assolutamente unilaterale, di cui il mondo intero ancora paga le conseguenze.

              L’Iran poi è intervenuto contro i Taliban in Afghanistan, in difesa dei Hazara, ma solo molto brevemente, e non credo che si possa definire quell’intervento un atto di aggressione. A meno che non giustifichi il comportamento dei Taliban nei confronti degli sciiti afghani, ma non credo che sia il tuo caso.

              E’ possibile che l’Iran abbia sostenuto le manifestazioni popolari nel Bahrain, ma non lo ha mai fatto militarmente.

              • Forse Roberto si riferisce al ruolo dell’Iran in Iraq dopo il 2003.

                Io sono il primo a dire che gli sciiti iracheni si sono vendicati in modo tremendo sui sunniti, approfittando in maniera spudorata dell’occupazione statunitense.

                In questo senso, non ho mai negato la validità di alcune delle accuse dell’Isis, spogliate del loro elemento più “teologico”, e ovviamente senza giustificare le tremende rappresaglie sunnite, a partire dalle stragi nelle moschee.

                Può darsi che il governo iraniano abbia fatto poco per frenare la violenza sciita in Iraq; ma non penso che nessuno accusi l’Iran di averla organizzata.

          • Roberto says:

            Miguel,
            Vuoi dirmi che l’Iran non ha mai avuto nessun ruolo in nulla di quello che è successo in medio oriente negli ultimi 30 anni?

            • “Vuoi dirmi che l’Iran non ha mai avuto nessun ruolo in nulla di quello che è successo in medio oriente negli ultimi 30 anni?”

              Beh, presumo che l’Iran abbia avuto un bel po’ a che vedere con quello che è successo in Iran negli ultimi 5.000 anni 🙂

              Comunque, ho detto il contrario, esatto e preciso.

              Mi spiego meglio: il sistema che attualmente governa in Iran nasce nel mondo arabo, a Najaf. Esiste una rete inestricabile che lega quindi il sud dell’Iraq, il sud del Libano e l’Iran, a perenne rischio di massacro da parte del ben più vasto mondo sciita.

              Questo vuol dire che questa “rete sciita” è attivissima in Medio Oriente.

              In Libano, ha creato un’alleanza con la maggioranza dei cristiani; in Iraq, si è opposta prima ad al-Qaida e poi all’Isis; in Siria si è alleata a tutte le minoranze religiose contro al-Qaida e poi l’Isis.

              Credo che nell’Azerbaijan sciita, l’Iran aiuti chi si oppone al nazionalismo panturanico-turco.

              L’iran ha stretto un’alleanza con l’Armenia contro la Turchia, e non a caso tratta molto bene gli armeni in Iran.

              In tutto questo, ha mantenuto, secondo i sunniti, un rapporto molto ambiguo con Israele, fatto di dichiarazioni focose cui si accompagnerebbero accordi sotterranei a danno degli arabi (riporto quanto mi dicono gli arabi, io non lo so).

              In Pakistan, credo che l’Iran cerchi di difendere gli sciiti contro i sunniti, ma non sono certo di interferenze più concrete.

              Mentre so che l’Iran ha sostenuto attivamente i sandinisti in Nicaragua e poi Chavez in Venezuela.

              Quindi, come vedi, non nego affatto che l’Iran svolga una propria politica, anche parecchio attiva, in Medio Oriente e fuori.

          • Roberto says:

            Quindi l’azione dell’Iran è puramente politica?
            Non hanno mai finanziato nessun gruppo di resistenti, mai aiutato nessuno che abbia messo una bombettina piccola piccola?
            Suvvia Miguel, la CIA è coinvolta in tutto, combatte contro se stessa?

            Comunque non voglio insistere, se anche l’Iran è il paese della pace e dell’amore universale, le altre (mie) obiezioni allo scritto di khamenei restano (almeno per me)

            • “Non hanno mai finanziato nessun gruppo di resistenti, mai aiutato nessuno che abbia messo una bombettina piccola piccola?”

              Scusami Roberto, non mi sembra un ragionamento degno di te 🙂

              L’Iran è impegnato in prima linea contro l’Isis, bombe ne mette tutti i giorni e ha perso pure un generale in un attentato. Per ora credo che eviti i bombardamenti aerei, delegati alla Russia, ma è chiaro che l’Iran è in guerra fuori dai propri confini, non l’ho mai negato.

          • mirkhond says:

            L’Iran non viene ritenuta una democrazia.
            Usraele, sì.
            Con l’aggiunto che il secondo aggredisce e occupa terra altrui……..

          • Z. says:

            Cioè, Robbè, quel che ti da fastidio del discorso di Khamenei è…

            1) che dipinge il suo Paese come il Bene e chi vi si oppone come il Male;
            2) che fa politica internazionale anche mediante l’appoggio a gruppi armati;
            3) che non si sbatte particolarmente per la pace nel mondo.

            Ora, quelle elencate sopra ti sembrano caratteristiche esclusive dell’Iran di Khamenei? Credo sia difficile, piuttosto, immaginare un Paese che ne sia privo, tra quelli importanti nella politica estera.

            Z.

            PS: a dire il vero non credo che Salvini direbbe “ma chi vi vuole” agli iraniani. Direi anzi che non ho mai sentito nessuno qui prendersela con gli iraniani, forse perché l’immigrazione iraniana è piuttosto contenuta in Italia.

          • Roberto says:

            E chi ha detto che sono caratteristiche esclusive di khamenei?

            Dico solo “da che pulpito viene la predica” e che trovo il discorso antipatico e ipocrita.

          • Z. says:

            Temo di non essermi spiegato. Non intendo fare un discorso tipo “se non ti piace Tizio non ti deve piacere nemmeno Caio”.

            Intendevo capire cosa c’è nella retorica Khamenei che te la rende visibilmente più odiosa, e non solo più genericamente antipatica, rispetto alla retorica analoga esercitata in occasioni analoghe dai governi di altre potenze orientali e occidentali.

            Ad es., forse il fatto che si tratta di autorità religiosa oltre che politica, e quindi il fatto che tiri più o meno apertamente in ballo questioni religiose? il fatto che prenda le mosse dai morti di Parigi sfruttando l’occasione per denunciare l’occupazione israeliana? cioè, vorrei capire qual è il quid pluris che ti ha fatto saltare la mosca al naso, cosa che capita molto di rado…

          • roberto says:

            Z
            ad ogni giro aggiungiamo un buon motivo per
            farmelo stare antipatico
            riassumendo

            – il tono di schadenfreude
            – il piagnisteo continuo
            – il pulpito da cui viene la predica
            – il fatto che si tratta di autorità religiosa oltre che politica, e quindi il fatto che tiri più o meno apertamente in ballo questioni religiose
            – il fatto che prenda le mosse dai morti di Parigi sfruttando l’occasione per denunciare l’occupazione israeliana

            poi aggiungo
            – il tono da predica sive lezoncina morale
            – il manicheismo assoluto (noi tutti buonissimi voi tutti cattivissimi)
            – voi dovete cambiare
            – voi siete il male
            – io vi sto prendendo per i fondelli
            – e Z ci casca 🙂

          • Z. says:

            Robbè, però io ti avevo chiesto cosa te la rende più odiosa, al punto da ammettere istinti salvineschi (e te l’ho chiesto senza peraltro accusarti di cascare nel salvinismo 🙂 ).

            Quel che tu hai elencato, se ci fai caso, è quasi tutto applicabile a qualsiasi discorso analogo di qualsiasi potenza di qualche rilievo internazionale. Cambia la retorica, cambiano gli slogan, ma in sostanza è sempre la solita propaganda.

            Poi è chiaro che c’è chi vede la trave “usraeliana” e chi vede quella iraniana, a seconda delle antipatie e delle simpatie di ciascuno. Ma secondo me è semplicemente la politica internazionale, dove tutti esaltano i loro grandi valori ma ciò a cui mirano è il loro piccolo interesse. Credo sia sempre stato così.

        • mirkhond says:

          Quale paese è stato invaso dall’Iran dal 1979 ad oggi?

          • “Quale paese è stato invaso dall’Iran dal 1979 ad oggi?”

            A occhio e croce, l’ultima invasione iraniana di qualcosa (distinguendo da avventurieri di varia origine con base casualmente in Iran) è stata attorno all’anno 600 d.C.

        • habsburgicus says:

          e un pensiero fanatico ed emarginato – esistente tra l’altro soltanto in una tribù beduina –

          mitico questo laconico ed esattissimo riferimento al fanatismo wahhabita…in XVIII secolo limitato appunto agli antenati ultra-beduini di ‘sti Al-Saud 😀
          (già presero La Mecca ad inizio XIX secolo, ma Mehmet Ali insegnò loro l’educazione :D)

          • “e un pensiero fanatico ed emarginato – esistente tra l’altro soltanto in una tribù beduina –”

            Non è un caso che gli arabi – tolte passeggere antipatie politiche del momento tipo USA o Israele – odino soltanto i turchi e i persiani 🙂

          • Francesco says:

            beh, i persiani non li hanno accolti e i turchi gli rammentano con la loro esisteza il fallimento storico

            li capisco, un pò come gli italiani con i tedeschi mi sa

          • mirkhond says:

            L’Iran divenuto musulmano però, ha iranizzato l’Islam, rendendo questa una religione universale e spirituale.
            Senza il filtro iranico, molto difficilmente i Turchi si sarebbero convertiti all’Islam…….

    • Moi says:

      A me invece sembra un’ installazione artistica fotografica sulla piaga mortalità infantile: quel saccone nero in testa con i guanti neri nelle mani mi sembra ai limiti della necrofilia simbolista … la Regina della Pace con in grembo il Salvatore del Mondo è ben altro nell’ Arte Cristiana … ben altro !

      • Moi says:

        @ MIRKHOND

        prima foto … ma mi rendo conto che abbiamo sensibilità diversissime.

        • ta’addud al-zawjat, “pluralità delle mogli”, è la ben nota particolarità dei musulmani.

          Nonché ovviamente di certi leghisti, che si convertissero, potrebbero vivere in maniera molto più rilassata le loro vite:

          http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/23/lega-matteo-salvini-e-il-vizio-di-fare-assumere-le-compagne-negli-enti-pubblici/1068937/

          “Lega, Matteo Salvini e il vizio di fare assumere le compagne negli enti pubblici
          Lega, Matteo Salvini e il vizio di fare assumere le compagne negli enti pubblici
          Politica

          Non solo l’attuale compagna assunta in Regione Lombardia, anche la ex moglie del segretario del Caroccio, Fabrizia Ieluzzi, è stata per quasi dieci anni al Comune di Milano, anche lei assunta a chiamata dal 2003 e poi confermata più volte prima da Gabriele Albertini e poi dalla giunta di Letizia Moratti. Cambiavano sindaci, direttori generali, assessori ma lei rimaneva lì: 18 ore settimanali, tre al giorno, con compensi tra i 20 e i 36 mila euro annui”.

          • Sheykh Salvini ha attualmente una terza compagna, la gentile signora Isoardi, nota come “primo bikini dell’estate”.

            Manca solo la quarta, e saremo nel sano contesto di un’ideale, anche se rara, famiglia tetragamica islamica. Infatti, da buon musulmano, sheykh Salvini continua a provvedere a tutte le mogli e a tutti i figli alla pari, evitando le disdicevoli preferenze caratteristiche dei poligami seriali cristiani.

      • Roberto says:

        Io vedo
        1. Una nonna col nipotino (so che non posso sapere l’età della tipo, ma così la immagino) appena nato
        2. Un tipo che fa una rapina
        3. La pubblicità del mulino bianco (anzi moulin blanc)
        Il resto son pugnectae

        • Moi says:

          ma tu Roberto sei personalmente favorevole al velo copri-faccia ?

          e tu, Zeta ? (Sì, lo so D’Alema adesso t’ha influenzato … ma va be’.)

          Pino mi sembrava che fosse favorevole, anche se non troppo entusiasta … Mauricius, invece, temo che per via ecologista sia diventato misantropo universale, per cui saccone nero o meno … ogni essere umano è inesorabilmente una piaga per il Pianeta, per il solo fatto di esser venuto al mondo.

          • Roberto says:

            Se parli del velo copricapoccia (hijab o simili) non mi fa né caldo né freddo.

            Se parli del niqab, avrei personalmente moltissime difficoltà a discutere con una persona che ha il volto completamente nascosto. Un po’ come parlare con uno con un casco integrale in testa, evito.
            Ciò detto i gusti son gusti e se una vuol vestirsi in modo orrendo perché glielo ha ordinato il suo amico invisibile, cavoli suoi.

            Sempre sul niqab, o comunque veli che nascondono completamente il viso, ho delle grosse obiezioni per l’impiegato pubblico che volesse usarlo, ma dipende ovviamente da cosa fai. Ti piacerebbe un insegnante o un giudice con il casco in testa? No vero, quindi idem per il niqab.
            Stessa obiezione per tutti i casi in cui riconoscere la persona è necessario. Non credo che avrei mai accettato di far passare un esame ad una ragazza con il niqab (avevo il vizio di controllare la foto sul libretto, ogni tanto un furbacchione ci provava a passarsi per un amico)

            Poi nel tempo libero ognuno faccia quel che gli pare

            • Una domanda per i giuristi. Mi sembra che in Francia, i vari divieti siano stati imposti, non in base ai motivi concreti e condivisibili espressi da Roberto, ma unicamente perché “non bisogna ostentare la religione”.

              Ora, se una donna non musulmana decide di coprirsi la testa o anche il volto in Francia, lo può fare?

          • Moi says:

            … per strada ? … sui mezzi pubblici ? … la gente che si spaventa (specie ultimamente) dev’esser per forza paranoica, dici … o no ?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma io sono sempre stato vagamente misantropo.

          • Moi says:

            Domande valevoli anche per Zeta … se vuole.

            —–

          • Z. says:

            La ratio del divieto sarebbe? evitare che qualcuno si possa spaventare sui mezzi pubblici? perché non credo ci sia un’ampia casistica di donne in niqab che compiono rapine, anche se oggi il niqab si può indossare per strada…

          • roberto says:

            Miguel,

            è difficile rispondere alla prima domanda perché la legge non da nessun indizio sulle sue motivazioni, e a dire il vero anche a leggere i lavori preparatori le motivazioni sono un po’ oscure (ordre public? laïcité? sicurezza? boh…)

            sulla seconda invece, nessuno può coprirsi il volto per nessun motivo, (Nul ne peut, dans l’espace public, porter une tenue destinée à dissimuler son visage) a meno che la legge non lo autorizzi o obblighi (‘interdiction … ne s’applique pas si la tenue est prescrite ou autorisée par des dispositions législatives ou réglementaires, si elle est justifiée par des raisons de santé ou des motifs professionnels, ou si elle s’inscrit dans le cadre de pratiques sportives, de fêtes ou de manifestations artistiques ou traditionnelles)

            quindi no, la donna cattolica o indù o laica che sia non può coprirsi il volto.

            comunque l’hijab non mi sembra vietato (non copre il volto), a meno che non sia portato a scuola. Si tratta di un caso diverso, nelle scuole i segni religiosi sono vietati, proprio in quanto religiosi quindi lì effettivamente potresti vietare il velo di fatima ma non la sciarpa di claire, cosi come la kippah di salomon ma non il cappellino da minchione di jean

          • roberto says:

            “la gente che si spaventa”

            guarda moi,
            io sono grande e grosso, con barbone e faccia cattiva e mi è capitato più di una volta che chessò, salgo su un autobus, guardo un bambino e si mette a piangere.

            che facciamo, una legge per impedirmi di uscire di casa che sennò spavento la gente?

            capisco umanamente le paure altrui e simpatizzo con i fifoni, ma non vedo perché le paure irrazionali debbano avere la benché minima attenzione da parte del legislatore.

            se anche 99% della popolazione avesse paura delle scie chimiche, non mi sembrerebbe un buon motivo per vietare gli aerei

          • roberto says:

            quindi rispondo
            “… per strada ? … sui mezzi pubblici ? …”

            ognuno faccia come gli pare.
            vuoi metteri un sacco sulla testa? uno scolapasta come cappello? kilt? turbante? travestirti da donna? tatuarti un pisello sulla fronte? girare nudo come un verme?
            vabbé, fa quel che vuoi, mi riservo al limite il diritto di ignorarti totalmente se proprio mi dai fastidio (e degli esempi fatti il solo che proprio mi da fastidio è quello di non poter vedere il viso di una persona)

          • paniscus says:

            Cioè, lasciando perdere i veli che rendono irriconoscibile la faccia, ma limitandosi al foulard sulla testa… come la mettiamo con i foulard, quasi identici aagli hijiab islamici, che indossano spesso le donne che hanno perso i capelli per una malattia, o per le conseguenze di una terapia medica invasiva?

            Per essere autorizzate a portarlo devono prima dimostrare di NON essere musulmane?

            E i copricapi a bandana che periodicamente, ogni tre o quattro anni, tornano di moda tra le adolescenti di ogni origine etnica e di ogni classe sociale? Alle non-musulmane sono consentiti e alle musulmane no?

            L.

          • Z. says:

            Ma infatti quella di “vietare i simboli religiosi” è proprio una stupidaggine. Peraltro, chi decide cosa è “simbolo religioso” o meno, e in base a cosa?

          • roberto says:

            lisa,

            ripeto, l’hijab non è vietato perché non nasconde il volto, a meno che tu non sia in una scuola (o, aggiungo che ieri mi ero dimenticato) funzionario pubblico nell’esercizio delle tue funzioni

            credo che sia abbastanza semplice distinguere una ragazzina che porta l’hijab da una ragazzina che porta un foulard dopo una chemio, se hai visto i due copricapi, sai che son proprio diversi, altro che “quasi identici”!

            in ogni caso, sia per la scuola che per i funzionari, non è vietato in sé il fatto di coprirsi la capoccia ma (uso le parole del tribunale amministrativo citato nella sentenza richiamata da miguel) “esercitare il diritto di manifestare il loro credo religioso, durante l’esercizio delle loro funzioni, in particolare con una esteriorizzazione vestimentaria” (lascio quest’espressione poco elegante che traduce alla lettera “extériorisation vestimentaire”)

            può piacere o non piacere, ma mi pare che sia semplicissimo distinguere i casi in cui un capo di abbigliamento corrisponde ad una moda o all’ostentazione di una fede.

            dovessi, dio non voglia, mai occuparmi di dover applicare una legge del genere, basterebbe molto semplicemente chiedere all’interessata “scusi si può togliere in copricapo durante le ore di lavoro?” e vedi che se è solo modo la risposta è “cerrrrrto che si”

          • roberto says:

            Z,
            come dicevo a lisa, la difficoltà nel decidere cosa è simbolo religioso e cosa non lo è sparisce nel momento stesso in cui la persona in questione dice “no, non posso togliermi il velo perché la mia religione dice così”

            ripeto, non voglio in se difendere la legge per la quale ho una simpatia molto limitata e che diminuisce con il passare del tempo, ma non mi sembra che ci siano delle difficoltà particolari nell’applicarla, o almeno non più che “è vietato l’abuso di una posizione dominante” o “sono vietati gli aiuti di stato non autorizzati”

          • Z. says:

            Quindi se io dico “lo indosso per sfizio” allora posso tenere addosso il velo? Peggio mi sento, Robbè 🙂

          • Francesco says:

            e se io dico che la XXX nel mio quartiere la portano tutti e farmela togliere è violenza localista/classista?

            o che la porto perchè sono un padano con una dignità e non voglio toglierla?

            ci saranno 10.000 seri motivi per non togliere XXX, mica solo quelli religiosi

            Roberto, non mi convinci

            ciao

          • roberto says:

            scusate ma di cosa devo convincervi che la legge è giusta/opportuna o del fatto che non è più difficile da applicare di una qualsiasi altra legge?

            sul primo punto, credo che siamo tutti più o meno d’accordo

            sul secondo, andiamo, prendete una pagina a caso di un qualsiasi codice o della gazzetta ufficiale e troverete cose più difficili da applicare! poi nella pratica, potrei sbagliarmi e se trovate esempi contrari non esitate, non mi pare che ci siano stati particolari problemi a distinguere i casi in cui un copricapo è portato per motivi religiosi o per altri motivi, banalmente perché chi porta un segno religioso, beh, non lo nasconde

          • Francesco says:

            veramente sul primo punto non sono affatto d’accordo, credo sia possibile trovare un equilibrio tra servizio al pubblico e religione senza finire in Francia

            ciao

            PS il Niqab è fuori da questo equilibrio, però. come il nudismo integrale

          • roberto says:

            “credo sia possibile trovare un equilibrio tra servizio al pubblico e religione senza finire in Francia”

            credo che siamo d’accordo su questo, almeno io sono d’accordo!

            che mi frega se l’infermiera che mi mette una flebo porta un hijab? o il conducente dell’autobus il turbante sikh?

            ci sono certo alcuni mestieri nei quali i segni esteriori di un’appartenenza religiosa (ma anche politica) sono altamente inopportuni (magistrati, forse poliziotti?), ma per gli altri?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Non mi sembra che sia ricusabile la giudice che porta il velo.

          • Z. says:

            E neppure quella che indossa un crocefisso, in Italia. Comunque, ribadisco, quid iuris se Tizia dice “questo lo indosso per sfizio”? E se Caio dice che indossa una certa camicia per ragioni religiose? lo facciamo spogliare dal preside?

            Insomma, mi sembra puro laicismo punitivo, insuscettibile di applicazione se non appunto per bastonare alcuni fedeli in particolare.

  9. mirkhond says:

    Parole splendide quelle del “Papa-Re” iraniano.
    Sui Talebani, bisogna però aggiungere che sono il frutto innanzitutto dell’invasione sovietica e che, se è verissimo che sono stati supportati dagli Usa fino all’estate 2001, è però altrettanto verissimo che sono stati una risposta al malessere del Pashtunistan afghano, oppresso da anni di narcotraffico, stupri e prevaricazioni di ogni tipo da parte dei signori della guerra, già partigiani antisovietici, compreso il fin troppo lodato Massud…….

    • habsburgicus says:

      anche io le apprezzo…
      fortunato l’Iran che ha ancora una Guida ! (come noi un tempo)
      fino a quando, però ?

      • habsburgicus says:

        P.S
        io sull’Iran credo di essere imparzialissimo
        a me piaceva lo Scià, da ragazzo (erano gli anni delle follie khomeiniste negli ’80, donde una “nostalgia”) e tuttora mi affascina l’idea di un Iran nazionale, pre-632 d.C, patriottico e fiero..a pelle sentivo avversione per il khomeimismo…
        tuttavia oggi riconosco che il regime attuale, almeno nelle sue componenti più sagge (Khamenei) ha molti aspetti positivi !
        son giunto a ciò dalla pura osservazione (sbagliando direte voi :D), anzi partendo da una certa prevenzione, quindi non potere accusarmi di non essere imparziale
        (se ho rispetto per la Guida, ne ho molto meno per Rohani, a differenza del predecessore..vedremo..la politica a quelle latitudini è complicata e non sempre ciò che è eguaglia ciò che appare..Andreotti apparirebbe un libro aperto :D)

    • Francesco says:

      una indigeribile sbrodolata clerical-ipocrita e pure paternalistica

      e se lo dico io che ci sguazzo volentieri

      😀

  10. habsburgicus says:

    “vietare il velo a Venezia“.

    non so perché, ma mi fa sovvenire
    libera lingua loquemur ludis liberalibus 😀 del grande Cn. Nevio, quello del “Metelli fato Romae fiunt consules” cui risposero “malum dabunt Metelli Naevio poetae”

  11. Moi says:

    Ma se una maggioranza parlamentare democraticamente eletta (come suona “vintéig’ 😉 … eh ?) volesse mettere fuorilegge espressamente ‘sti nicabbi e ‘ste burche … potrebbe, tecnicamente ?

    Sì, lo so: i Radical-Chic sarebbero i primi a invocare di mettere fuori legge i cosplay da Darth Vader (equivalente laicamente esatto del burqa: copre tutto) o da Uomo Tigre (equivalente laicamente esatto del niqab : mostra solo gli occhi … e ricordiamoci che Ruriko riconosce proprio dagli occhi Naoto, che non vedeva più dall’infanzia ovviamente 😉 in orfanotrofio !) pure al Lucca Comics … La Mecca (o quasi) del Nerd Pride Italico [ove ormai paradossalmente i personaggi più “esotici” sono diventati proprio Burlamacco e Ondina, pure a Viareggio !) ; la Mecca “equivalente vera e propria” dovrebbe essere il Comicon, che però è itinerante.

    • “Ma se una maggioranza parlamentare democraticamente eletta (come suona “vintéig’ 😉 … eh ?) volesse mettere fuorilegge espressamente ‘sti nicabbi e ‘ste burche … potrebbe, tecnicamente ?”

      La maggioranza fa icche vole, tecnicamente 🙂 Anche obbligare i bambini a mangiare le merende omeopatiche a scuole, se le gira.

      • Francesco says:

        magari!

        quando ero giovane, mai una volta che la mia maggioranza abbia combinato alcunchè

        🙁

        adesso mi sono ritirato e loro pure

  12. Moi says:

    Precisazione tecnica : il “cosplay” NON politico 😉 prevede “mascheramento” solo sei il personaggio dell’ intrattenimento in questione porta effettivamente una maschera (v.di sopra) altrimenti si tratta di un tripudio di abbigliamento, trucco&parrucco, e naturalmente “physique-du-rôle” … insomma: il tracagnottino Gianluca Buonanno non potrebbe certo interpretare gli stessi personaggi del mastodontico Guido Crosetto.

  13. Moi says:

    Ripeto: a Bologna _ per quel che ho avvistato personalmente _ o ci sono 4-5 tracagnotte (la corporatura ancora non la nascondono) coi nicabbi oppure c’è sempre kwellalah 🙂 con dei nicabbi di diverso colore. Ma appunto, NON è possibile dirlo.

  14. Moi says:

    @ HABS UND GROG

    Hai visto la Terza Le Pen ? … La 25enne Marion ?!

    http://www.youtube.com/watch?v=Q_m4p6sesCU

  15. Moi says:

    L’ Iran direi che è un Regime Oligarchico … gli Iraniani direi che nel 1979 sono stati dei tamperla 😉 .

  16. mirkhond says:

    “A occhio e croce, l’ultima invasione iraniana di qualcosa (distinguendo da avventurieri di varia origine con base casualmente in Iran) è stata attorno all’anno 600 d.C.”

    Il tentativo degli ultimi Sasanidi (226-651 d.C.) di riconquistare le terre romane mediterranee orientali tra Anatolia ed Egitto, già antiche province dell’Iran Achemenide (559-330 a.C.).

  17. mirkhond says:

    Del resto anche la “reconquista” safawide dell’Iraq, strappata agli Ottomani nel 1623-1638, rientra in una secolare politica di aspirazione a riunificare le terre dell’Iran Sasanide.
    L’Iran tra il 1512-1536 e 1623-1638, ricalcava praticamente i confini preislamici del periodo sasanide.

  18. Moi says:

    Di solito i pochi Iraniani in Europa provengono da una borghesia alta e medio-alta, non necessariamente dell’ ex Tudeh ma quasi sempre dicono, col senno di poi, che lo Shah era meglio … e che finché restano gli Ayatollah in Iran NON ci tornano. Musulmani ? Be’, magari sì … ma con laicità e con “discrezione” 😉 .

  19. Moi says:

    Paola Taverna riscopre _ ovviamente a modo suo _ le Radici Cristiane :

    http://www.direttanews.it/2015/12/01/taverna-quello-che-ha-fatto-gesu-e-simile-a-cio-che-fa-il-movimento-5-stelle/

    “Quello che ha fatto Gesù è simile a ciò che fa il Movimento 5 Stelle”
    [cit.]

  20. Moi says:

    Padre Livio Fanzaga dissente da un anno e mezzo 😀 …

    http://www.youtube.com/watch?v=G_yHp2bDuNM

  21. habsburgicus says:

    😀

  22. Moi says:

    http://www.lospiffero.com/images/galleries/Buonanno-burqa.jpg

    Ma il buffonesco burqa semi-trasparente di Buonanno che si è messo al Parlamento Europeo ? … Donde salta fuori ?! Sembra un robo da lutto di vedova dagli Anni Cinquanta in giù, in Europa.

    Boh … Va be’ ch’è intercambiabile (anche al Parlamento Italiano) con maschere da Merkel, divise mimetiche, spigole desurgelate, manette, magliette con la “Merkhitler” [sic] photoshoppata, calzamaglie rosso-blu da Superman nei manifesti elettorali, striptease anti-Renzi, mutandoni e fascia tricolore in una fontana pubblica, pistole vere a sorpresa in diretta TV, mollette da bucato al naso per dire che un decreto “gli puzza”, sagome di vigili finti con la sua faccia, eccetera …

  23. maura says:

    A nessuno viene in mente lo strazio che qui e ovunque un gruppo di uomini discute ancora e ancora sul corpo delle donne. (Orrore, orrore,te la qui la femminista). Ci son i moderati, i libertari, i femministi, i razzisti, i giuridici, i preti, gli stilisti….. e le donne stronze.
    Una parte dei maschi (la musulmana, ma anche la chiesa con le suore e io da piccola alla messa e la Boschi all’intronazione del Papa e San Paolo esplicitamente) le impone un velo. Di varia entità e fattura a piacere! Che lo voglia (lo voglia?????) o che non lo voglia: che quello sulla faccia è scomodo scomodo. (Ma anche i tanga come mutande o i tacchi dodici o i jeans togliafiato di noi libere(!!!) occidentali). Decide come si debba vestire perché l’ha detto Maometto. O Dolce e Gabbana che han meno gusto! Che da musulmana se hai la cellulite frega niente, da fashion victim sì. Col volto coperto si risparmia pure sul butulino e si evita di sembrare la Santanchè (quasi, quasi….)
    L’altra parte (Nordio, Salvini, voi) glielo vieta o ne discute. La irride. La insulta. La arresta. La arresta!!!! La licenzia! La brutalizza, insomma.

    E lei? Qualcuno glielo ha chiesto? Perché è vestita così? E’ d’accordo? Glielo hanno imposto da piccola e ormai è abituata? Gli fa così schifo il modello occidentale di – “vestitevi da puttane” ma solo se siete anoressiche se no ci fate schifo con tutta quella ciccia in mostra – che per sentirsi diversa va in giro così? O il marito la mena se esce vestita diversamente? Lei, ci importa come è fatto il suo viso per riconoscerla o ci interessa il suo cuore, il suo cervello, cosa pensa?
    Lei guarda tenera il suo bambino, ma i suoi occhi cosa nascondono?

    • Francesco says:

      io non vedo questo abisso tra uomini e donne, per cui che ci sia una regola comune, condivisa, su una cosa non indifferente come il vestirsi mi pare giusto

      meno giusto se fosse una regola decisa dagli uni e imposta anche alle altre

      ma non mi pare che sia così, almeno nell’orrido Occidente, e non credo neppure altrove, dove i veri rapporti di forza non sono quelli apparenti

      certo a me fa un pò impressione il fantasma nero che abbraccia il bambino, sembra proprio la Morte che vuole portarlo via, mentre credo sia la Zia che se lo coccola: ma è un problema mio, mica suo

      ciao

    • “A nessuno viene in mente lo strazio che qui e ovunque un gruppo di uomini discute ancora e ancora sul corpo delle donne.”

      Hai ragione, però almeno il sottoscritto maschio si pronuncia solo sulle stupidità che altri pronunciano.

      Per il resto, bisognerebbe appunto chiedere alla signora in questione. Che però non è la mamma del bambino!

    • PinoMamet says:

      “L’altra parte (Nordio, Salvini, voi) glielo vieta o ne discute. La irride. La insulta. La arresta. La arresta!!!! La licenzia! La brutalizza, insomma.”

      A difesa del “voi”, anche se personalmente non credo di essere intervenuto sull’argomento:

      qua dentro si discute, si irride, e si insulta anche, un po’ tutto e tutti.
      Ma non si arresta, licenzia e brutalizza nessuno, che io sappia.

      PS
      Continuo a ritenere di avere la libertà di parlare di quello che mi pare.

      • roberto says:

        “Ma non si […] brutalizza nessuno”

        proprio l’altra sera un tizio della squadra avversaria mi ha detto “t’es pas un jouer, t’es une brute”
        🙂

        • Z. says:

          Che tu sia un bruto è fuor di dubbio. Però anche qui Pino ha ragione: non l’hai brutalizzato qua dentro.

    • Z. says:

      maura,

      — L’altra parte (Nordio, Salvini, voi) glielo vieta o ne discute. —

      Non capisco… pensi che non sia giusto esprimere la propria opinione in materia, se si è di sesso maschile? perché? e soprattutto, perché esprimere la propria opinione in merito significa che non ci interessa cosa pensa e cosa prova una donna col velo, o col viso coperto?

  24. habsburgicus says:

    è probabile che Mirkhond sia d’accordo (almeno nella prima parte)
    http://www.ildiscrimine.com/a-proposito-del-natale-e-della-stampa-di-destra/#respond

    • mirkhond says:

      Sono in gran parte d’accordo sul senso dell’articolo.
      Riguardo al rapporto fascismo-Islam, credo però che la questione libica, abia creato delle incrinature verso relazioni che d’altra parte ci furono.

  25. Moi says:

    Va bene il grande apporto culturale della Persia all’ Islam che (purtroppo) fu, ma … l’ India (!) dove la mettete ?!

    • Moi says:

      putroppo fu nel senso che non c’è più e mi sa che non tornerà mai più … comunque, dicevo: l’ India.

  26. Pietro says:

    Mea culpa: anche io ho parlato del corpo delle donne! 😀 (A volte metto link invece di commentare con parole per comunicare meglio i miei pensieri) https://farfalleetrincee.wordpress.com/2015/04/20/lidentita-centroasiatica-ed-il-corpo-delle-donne/

    • Pietro says:

      E vi risparmio i pezzi sulle donne nel fondamentalismo islamico! Come si puo’ notare dai commenti il caro mirkhond e’ uno dei miei piu’ fedeli lettori, cosa per cui non lo ringraziero’ mai abbastanza.

    • PinoMamet says:

      Leggo solo ora, ma l’articolo è interessantissimo!
      Grazie!

  27. maura says:

    La libertà di parola è sopravvalutata. Io credo che non sia vero che tutti hanno diritto di parlar di tutto, a cazzo, come si fa ora. Si parla di ciò che si conosce. Se no, un bel tacer non fu mai scritto. Personalmente credo che a decidere e a discutere di una problema dovrebbero essere coloro che ne sono protagonisti. Gli altri, dovrebbero tenere un rispettoso silenzio se non richiesti. Ma è una mia opinione.
    Io non sono gay e quindi non prendo posizione sul problema del matrimonio gay, a meno che i gay non mi chiedano un appoggio. Sono invece contraria al corpo surrogato per gay ed etero, perché sono donna portatrice di utero e la cosa mi compete.
    Io non prendo posizione sulla prostituzione, perché non mi prostituisco e credo che siano le prostitute a dover discutere e decidere sulle migliori leggi a loro tutela.
    Se poi la mia posizione è di sfruttamento/supremazia in quanto (seppur) donna bianca, occidentale, borghese, istruita … ancor più mi astengo.
    Cosa fare per la condizione dei rom, andrebbe chiesto a loro. Né ruspe, né “sta cavolo di integrazione forzata”. Sono contraria alla cooperazione non richiesta, alla democrazia esportata, ai missionari, a giudicare da una posizione di superiorità i popoli “non civili”.
    Perfino mi astengo dal giudicare e far pistolotti alle donne musulmane sulla necessità di liberarsi. A meno che loro non mi chiedano un aiuto e mi spieghino cosa fare.
    Per cui, gradirei che gli esponenti del patriarcato che produce veli e bikini, dopo 5000 anni di quasi esclusivo diritto di parola, se ne stessero zitti.

    • “Cosa fare per la condizione dei rom, andrebbe chiesto a loro.”

      E’ interessante questa riflessione, perché secondo me è posta male, visto che i Rom un po’ li conosco.

      Non esistono “i Rom”.

      Esiste la famiglia X, che chiede qualcosa per sé, che può variare molto. E gliene importa poco se a darglielo è lo Stato o un amico, anzi ci si fida di più dell’amico che dello Stato, che non si capisce bene nemmeno cosa sia.

      Per il resto, condivido abbastanza ciò che dici.

    • roberto says:

      io invece non produco né veli né bikini, non sono l’esponente di nulla, 5000 ani fa non parlavo e ora mi va di parlare di quel che mi pare e piace, l’unico limite essendo il mio personale orgoglio che mi invita a non esprimermi sulle questioni delle quali non so nulla

    • PinoMamet says:

      “Io credo che non sia vero che tutti hanno diritto di parlar di tutto”

      e ti sbagli, punto.

      • habsburgicus says:

        infatti
        un conto è il diritto, che ci deve essere (lo ius murmurandi c’era pure sotto l’Impero)..
        un altro paio di maniche è l’opportunità.–in effetti talora il silenzio sarebbe d’oro
        ma non possiamo imporlo noi !

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”

      Che è un po’ come se tra un paio di millenni qualcuno si metterà a citare con fare saputello un cinepanettone 😀

    • Z. says:

      Maura,

      — Io non prendo posizione sulla prostituzione, perché non mi prostituisco e credo che siano le prostitute a dover discutere e decidere sulle migliori leggi a loro tutela. —

      Dunque, vediamo: io non prendo posizione sul commercio di armi, perché non commercio armi e credo che siano i commercianti di armi a dover discutere e decidere sulle migliori leggi a loro tutela.

      A parte questo, sono d’accordo che ciascuno dovrebbe parlare di ciò che conosce. Non sai quanto. Però ho un paio di domande: se uno parla di ciò che non conosce, gli meniamo? e chi decide se quel qualcuno sta parlando di qualcosa che conosce?

      Ah, poi secondo me la libertà di parola è sottovalutata, specie da chi tanto già ce l’ha.

      Ora vado a controllare il mio c/c online, per vedere se mi sono arrivati i dividendi annuali della mia fabbrica di bikini 😀

      Z.

      PS: oh, poi capisco pure i sensi di colpa di Miguel, curiosamente in versione buffalo soldier. Succede. Gli vogliamo bene lo stesso 😉

    • habsburgicus says:

      però portando questa posizione all’estremo, dovremmo dedurne che di politica estera possano parlare solo i diplomatici, di religione solo i preti, di politica solo gli eletti almeno i un consiglio di quartiere ecc ecc
      e di Storia, specialmente antica, non dovremmo parlare per nulla perché, non so voi, ma io non ho avuto alcun ruolo, ancorché minimo, all’epoca delle guerre puniche e neppure nella lotta fra Cesare e Pompeo 😀 dunque dovremmo tacere !

  28. Moi says:

    Io non sono gay e quindi non prendo posizione sul problema del matrimonio gay, a meno che i gay non mi chiedano un appoggio. Sono invece contraria al corpo surrogato per gay ed etero, perché sono donna portatrice di utero e la cosa mi compete.

    [cit.]

    ———–

    Ti credi così “dalla Parte delle Forze del Bene” ?!

    … Spiace disilluderti !

    Paradigma EteroSessista nonché Binarismo CisGender : nuove Tipologie di Reato che si profilano all’ orizzonte, anche in Area UE dapprima e in Italia poi, mediante Finestre di Overton !

    Il tutto è, da oltre un anno, ampiamente documentato via web mediante Video-Conferenze di Monitoraggio sul Gender a cura del Presidente dell’ Associazione Giuristi per la Vita, tale Gianfranco Amato ! 😉

    PS

    Ah, già : c’è l’ Aggravante della Recidiva 😉 , per aver digià espresso in passato Parere Sfavorevole nonché Ostile in materia di Farmaci Puberty Blocker (per i cinni Gender Bender Fluid contrassegnati dalle “Stelline” …) dell’ Azienda Farmaceutica Tavistock di Londra c/o Azienda Ospedaliera (siete rimasti a “Ospedale” ?! … Welcome to Renzieland !) Careggi di Firenze.

    Anche per questo, vedi medesima fonte di cui sopra.

    • Moi says:

      @ MAURA

      Se scrivi in Google Gianfranco Amato Gender esce un Universo altrimenti inimmaginabile … gli altri lo sapevan già, te no evidentemente 🙂 .

  29. mirkhond says:

    “di Storia, specialmente antica, non dovremmo parlare per nulla perché, non so voi, ma io non ho avuto alcun ruolo, ancorché minimo, all’epoca delle guerre puniche e neppure nella lotta fra Cesare e Pompeo 😀 dunque dovremmo tacere !”

    Se c’è un argomento in cui tutti si sentono in diritto di dire la loro, quello è proprio la storia.
    Sono tutti storici :), anche quando non hanno mai letto altro che la gazzetta dello sport! 🙂

    • Z. says:

      Tutto vero. Ma anche il diritto e la medicina non scherzano 🙂

      • mirkhond says:

        Non mi parlare di medicina, che oggi ho avuto una giornata di merda per via di un medico che non ha voluto aiutarmi…..

        • Z. says:

          Ti abbraccio, Duca. Tieni duro.

          • mirkhond says:

            Purtroppo temo che sia arrivato il momento che il duca lasci questo mondo, se una psichiatra di merda, che nominata un mese fa, dopo 10 minuti di “colloquio” ha arbitrariamente e arrogantemente deciso di non aiutarmi per una pratica burocratica di cui ho assoluto bisogno…..
            Non ti aiuta nessuno caro Zanardo, a questo mondo, e non sono stato allevato sulla strada……

          • mirkhond says:

            Dio ti toglie anche quel poco che hai……
            Vorrei essere ateo come te.
            Sarebbe più facile andarsene…….

          • Z. says:

            Ma non dirlo manco per scherzo. Bari è una grande città, ci saranno altri medici a cui rivolgersi!

          • mirkhond says:

            Purtroppo per cambiare psichiatra dovrei o cambiare quartiere, o uscire dal sistema del servizio psichiatrico pubblico.
            Non si umilia un ammalato dicendogli che deve portare lui la documentazione, numerosa di cui ha bisogno per avere il servizio di cui necessita….
            Spero che a Bologna siano più umani…..

  30. mirkhond says:

    Mi chiedo perché uno studia medicina, e la medicina psichiatrica in particolare, se poi non ha lo spirito missionario di aiutare i sofferenti?
    Non si dice “ho fretta”! ad un paziente che ha aspettato due ore, e speso 35 euro di taxi, visto che gli autobus passano quando fa comodo ai conducenti, e saltando anche due corse, per raggiungere l’estrema periferia dal luogo in cui abiti, per essere trattato con arroganza, supponenza e superficialità, da chi per “vocazione” dovrebbe comportarsi in tutt’altro modo verso un paziente che ha visto per la prima (e spero ultima) volta……..

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