Filosofia imprenditoriale

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56 Responses to Filosofia imprenditoriale

  1. Francesco says:

    Dove si manda il CV? mi sono appena innamorato (della società, non della hostess)

    😀

    PS con quello che costa il kerosene, gli ingegneri stanno impazzendo a fare motori che consumino sempre meno. Non leggete la stampa di settore?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Fai outing: tu usi la macchina, altrimenti dietro ad ogni biglietto ferroviario troveresti la “leggera” differenza tra le emissioni dei vari mezzi di trasporto.

      https://www.thello.com/a-propos-thello/CO2/index.html?iLangID=2

      • roberto says:

        so che è un argomento per principio irricevibile,
        ma milano parigi in treno sono 7 ore e mezza (15 ore andate e ritorno), in aereo 1,30.
        se fai il viaggio per vacanza non te ne frega nulla (o quasi), ma se è per lavoro fa una bella differenza

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma io sono fermamente convinto che il nostro intero sistema sociale sia ecologicamente insostenibile, quindi sfondi una porta aperta: noi abbiamo bisogno di inquinare, è una dipendenza. Tipo la violenza nei film di Abel Ferrara.

          • Francesco says:

            noi abbiamo bisogno di inquinare …

            in larghissima parte è la definizione di umanità e mi dimostra che il mondo serve per abitarci, non per servirlo

            il limite è riuscire ad abitarci, naturalmente

          • Mauricius Tarvisii says:

            Al massimo dimostra che a breve toglieremo il disturbo. Poco male: dopo di noi il pianeta potrebbe essere abitato da una specie intelligente. La prima in oltre 4 miliardi di anni.

          • Francesco says:

            al che posso ben rispondere col classico “e chi se ne frega?”

            se noi non ci saremo, non vedo cosa possa interessarci

            la mia solidarietà è rigidamente specista

          • Mauricius Tarvisii says:

            Infatti: se non hai figli che te ne frega? Dopo di noi il diluvio.

          • Francesco says:

            se siamo una specie condannata, il mio amore per i miei figli non può fare miracoli, temo

            non riesco neppure a convincere mia moglie a fuggire da quella camera a gas che è Milano!

            non eri tu a scrivere che tanto siamo già oltre il punto di non ritorno? o è una di quella affermazioni in stile Club di Roma e Testimoni di Geova, definitive ma reiterabili?

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il Club di Roma non fece nessuna predizione. Commissionò dgli studi al MIT (sì, quel MIT. Ah, ma qui diventi antiamericano ovviamente 😀 ), studi che si sono in molti ambiti (come nel campo del petrolio) rivelati corretti, come ho già dimostrato in passato.
            Poi ora che vi siete inebriati di petrolio da scisti immagino che non vi accorgerete di nulla, se non a sbronza finita. Come al solito 😀

          • PinoMamet says:

            “Ma io sono fermamente convinto che il nostro intero sistema sociale sia ecologicamente insostenibile”

            Io ci ho fatto un documentario sulla sostenibilità, e il tizio ricercatore universitario ambientalista che mi dava i dati mi diceva (se ricordo bene) che invece sarebbe sostenibile, con qualche accorgimento.

            Poi si è messo a fare documentari dalle Svalbard e abbiamo un po’ perso i contatti…

          • Francesco says:

            il MIT fece anche gli studi che dimostravano che i vietcong non potevano trasportare abbastanza rifornimenti per vincere la guerra, se non sbaglio. e in più sta a Boston, dove sono tutti comunisti 😀

            non puoi aver dimostrato che nessuna previsione sull’esaurimento delle risorse si è avverata perchè non si è ancora esaurita nessuna risorsa. e più ancora perchè il sistema economico ha dimostrato di sapersi adattare alla scarsità, a differenza dei modelli previsivi.

            come dire, fin qui tutto molto bene e gli antichi insegnavano a non fasciarsi la testa prima di essersela rotta. anche loro turbocapitalisti?

            😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            @ Pino. Certo, sarebbe sostenibile. Con quattro pianeti a disposizione, oppure sterminando tre quarti dell’umanità. Non mi pare di aver mai negato questo.

            @ Francesco. Ha detto che per la fine del secolo la produzione mondiale di petrolio avrebbe smesso di crescere. E guarda un po’, nel 2005 la produzione di petrolio ha smesso di crescere.
            Ah, no, scusa: sono i komunisti che falsano i dati e nascondono i barili di greggio per farti un dispetto 😀

          • PinoMamet says:

            Non mi pare che lui sostenesse esattamente questo 😉

            io poi di queste questioni sono un babbano, ma lui mi sembrava un filo più del mestiere di te, perciò preferisco fidarmi di lui 😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Libero, eh 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Affrontando seriamente il problema, è chiaro che chi ha una responsabilità pubblica deve mentirti e mentire a se stesso dicendo che basta un po’ di maquillage e possiamo essere ecosostenibili senza rinunciare ai nostri valori occidentali ed al nostro stile di vita. Però sapere che l’unico paese sostenibile al mondo è Cuba mi fa riflettere un pochino.
            Però so anche che quello che scrivo è controproducente: se metto una persona davanti ad un problema che non si può apparentemente risolvere, psicologicamente la risposta sarà la negazione del problema stesso.
            Io invito sempre a prenderla con filosofia: io invecchierò, mi ammalerò e morirò, senza scampo, ma non per questo vivo nell’incubo o rimuovo il problema. Basta esserne consapevoli.

            • E’ interessante la reazione particolare che suscita la questione del clima.

              Perché è facile dire che la centrale nucleare che scoppia è colpa del giapponese incompetente, che l’inquinamento a Napoli è colpa di un camorrista cattivo, e così via all’infinito: c’è sempre l’errore o la cattiveria dell’individuo su cui possiamo scaricare le colpe.

              Invece, quando ci accorgiamo che una questione diventa sistemica, cioè riguarda un meccanismo e coinvolge tutti noi, allora nasce un meccanismo difensivo molto forte.

              Da carnivoro, mi ricorda la questione della carne: fanno schifo i cinesi che si mangiano i cani, orrori i vicentini che si mangiano i gatti, ma a mangiare il maiale, che male c’è, dai, non esageriamo, sei un vegano fanatico e fissato.

          • Z. says:

            Nemmeno Cuba lo è più, dicono…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Sì, pare che nel 2012 abbia sforato.

          • PinoMamet says:

            Mah… a me Maurì mi pare che a te piaccia proprio pensare che il mondo finirà catastroficamente.
            Non c’è verso di farti cambiare idea, tanto che un ricercatore di tendenze “ambientaliste” che sostiene il bisogno della sostenibilità (senza essere tragico) diventa un “rappresentante del sistema” che vuole “un po’ di maquillage”.

            A me pare una forma di pensiero un po’, come dire, religioso… ma so gusti.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Dove ho usato l’espressione “rappresentante del sistema”?

            Poi io non credo che il mondo finirà catastroficamente. Dico solo che abbiamo caricato la famosa pistola, tolto la sicura e abbiamo preso la mira non ad un nostro piede, ma un po’ più in su…

          • Z. says:

            Quel che credo Pino intenda dire è che magari sono le sue idee, non necessariamente idee che deve sostenere per responsabilità pubbliche.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io sono sicuro che sono sue idee: non sto dando del bugiardo a nessuno. E’ solo che se tu devi dare al mondo il messaggio “corriamo verso il baratro” devi dirgli che è sufficientemente poco per invertire la rotta.
            E’ una storia analoga a quella delle riforme delle pensioni: il sistema è insostenibile, quindi si fa inizialmente poco per correggere la rotta e alla fine arriva la Fornero che non fa solo una piccola correzione di rotta. Perché l’alternativa è diventata la bancarotta dell’INPS.
            Con il clima è uguale: ci siamo dati decenni fa obiettivi del cazzo frutto di accordi al ribasso, nemmeno sottoscritti da tutti. E abbiamo toppato in pieno.
            E sulla reversibilità prendiamo il buco dell’ozono: il bando dei CFC ha fermato la riduzione dell’ozono, ma non ci ha riportati ai livelli preindustriali.
            E infatti un paio di anni fa la Merkel e oggi Obama parlavano di stanziare risorse per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici. Che quindi sono dati per certi e solo rallentabili, con la necessità poi di spendere miliardi per soluzioni-tampone.

          • PinoMamet says:

            Allora:

            non sono mie idee, sono idee di un ricercatore che si occupa di ambiente.
            Se interpreto correttamente il suo pensiero (ma abbiamo lavorato insieme… anche se non per salvare tutto il globo, però sull’argomento “sostenibilità”) il mondo non è condannato, ecco.

            E non ha nessuna responsabilità pubblica.

          • PinoMamet says:

            “Invece, quando ci accorgiamo che una questione diventa sistemica, cioè riguarda un meccanismo e coinvolge tutti noi, allora nasce un meccanismo difensivo molto forte.”

            è vero, ma è altrettanto vero che nasce anche un meccanismo “condannivo” altrettanto forte.

            E i condannisti non mi sembrano più oggettivi dei difensisti 😉

          • Francesco says:

            >> Ha detto che per la fine del secolo la produzione mondiale di petrolio avrebbe smesso di crescere.

            davvero? ed è diventato famoso e citato da tutti i critici del sistema per questa affermazione? pensa se avessero detto qualcosa di significativo, li facevano tutti Papa!

            Seriamente, quando ero piccolo e c’era ancora in giro molta paccottiglia del pensiero di sinistra degli anni ’70 (aka Male Assoluto), il Club di Roma era quello che “esauriremo questo e quello prima del 2000”.

            Dici che fosse una volgarizzazione fatta mala?

            Io non sono certo in grado di negare che stiamo per schiantarci, come sistema economico e tecnico. Solo che non vedo i sintomi GLOBALI: scarsità dei beni, prezzi in aumento, crisi da mancanza di risorse.

            Non mi pare sia tutta mistificazione per tenere buone le masse (di certo lo è negli USA il prezzo “politico” della benzina ma è classico caso di socialismo di Stato, come in Egitto).

            Ciao

      • Francesco says:

        io uso la metro

        non posso permettermi la benzina

  2. Grog says:

    Sur le ponts de la Senne ci son molte puttains
    mille lires la main
    cinq cent lires le pompain
    Là Là Là Là Là Là Là Là Là Là Là Là
    Grog! Grog! Grog!

  3. Z. says:

    Mi sembra un tariffario a dir poco controintuitivo…

  4. Francesco says:

    Miguel

    tu che hai le mie stesse basi scientifiche o quasi, quanto sono solide le prove che sia responsabilità umana il riscaldamento del clima?

    giusto per sentirmi più figo a non usare la macchina quasi mai

    ciao

  5. Z. says:

    A proposito di filosofia imprenditoriale,

    è un po’ che questo signore non viene più citato da Travaglio, o invitato in TV da Santoro. Non scrive nemmeno più sul suo blog su Il Fatto Quotidiano…

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/12/01/news/ciancimino_rinviato_a_giudizio_a_bologna_per_calunnia-128554058/

    Dev’essere molto impegnato, ultimamente.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Come disse una volta Dell’Utri, “Ciancimino, quello vero, era il padre”.

      • Z. says:

        Ognuno ha il Ciancimino che si merita, suppongo. Però abbandonarlo così al suo destino, tipo un cane in autostrada, e girarsi dall’altra parte come se non l’avessero mai conosciuto… povero Massimo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Per esempio tu cosa faresti adesso?

          • Z. says:

            Potrebbero riproporre un po’ di teorie sul papèllo. È un po’ che quella parola non si sente più. Mi farebbe sentire più giovane di qualche annetto…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Mi pare che la versione di Ciancimino sia stata raccontata più volte in televisione. Perché dovrebbero riparlarne in occasione di una notizia che non c’entra nulla?

          • Z. says:

            Mica dico agli altri quel che dovrebbero fare. Solo, l’articolo mi ha fatto tornare in mente che è un bel po’ che non si vede più Ciancimino, non si leggono più i suoi articoli sul FQ, non si parla più di un importante testimone come lui se non nei processi a suo carico.

            Scaricato così, da un giorno all’altro, come un cagnetto in autostrada, senza dire una parola. Non si fa, non si fa.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Alla lunga diventa stucchevole parlare sempre degli stessi argomenti, come quella storia di Piazza Fontana, dove una bomba che non mise nessuno esplose in banca.

          • Z. says:

            Allora forse è per questo che Travaglio gli ha chiuso improvvisamente il blog dopo aver scritto una roba tipo “o lo minacciano o è matto”: aveva paura di annoiare i lettori!

            Maurì ti voglio bene! C’è un messaggio per te dove sai 🙂

          • Francesco says:

            Come non la mise nessuno? Mio cuggino m’ha detto che è stata la CIA in combutta con Kalergi

  6. Moi says:

    ——————–

    AirFrance :

    TEORIA (lo spot piacevolmente onirico …)

    http://www.youtube.com/watch?v=v-ahlbWNZPk

    Vs

    PRATICA (camicia strappata … “Io, sono Spartaco !” [cit.])

    http://www.youtube.com/watch?v=Py9sFED91js

    ———————————

    http://www.youtube.com/watch?v=6HqIN3toFEk

  7. Moi says:

    Mi sa che qui l’ Uomo del Popolo Grog 😉 perde il controllo ormonale …

    https://www.youtube.com/watch?v=0N3J6fE-0JI

    Nouvelle vidéo démonstration de sécurité Air France / New Air France safety demonstration video …

  8. Moi says:

    di solito i “Buoni” 😉 dell’ Ecologismo fanno come il Dottor Balanzone …

    http://www.youtube.com/watch?v=DmjYAmGzQ0U

  9. habsburgicus says:

    una proposta, non andato a buon fine, di stravolgimento del buon senso diplomatico ! (e molto altro)

    Il 1/11/1945 la Legazione giapponese a Berna notificò al Dipartimento politico la rottura delle relazioni diplomatiche (su ordine USA) con tutte le Nazioni neutrali, cioè anche con la Svizzera (il Giappone all’epoca aveva ancora 5 Legazioni in altrettanti paesi neutrali, ovvero a Berna, Stoccolma, Dublino, Lisboa e Kabul) oltre a una missione speciale dentro il Vaticano retta dall’ambasciatore Harada Ken; il Giappone chiese alla Svizzera sia di continuare a gestire i mandati di protezione giapponesi che deteneva (numero aumento grandemente a fine aprile 1945, con l’assunzione da parte della Svizzera dei mandati gestiti sino a fine marzo 1945 dalla Spagna, che poi in aprile 1945 ruppe addirittura le relazioni diplomatiche con l’impero del Sol Levante, per “corteggiare” gli USA, ottenendo sul momento risultati pari allo zero) sia di assumere la protezione degli interessi giapponesi negli altri 4 paesi neutrali (Svezia, Irlanda, Portogallo e Afghanistan; non menzionato Vaticano forse perché ritenuta una missione solo religiosa e dunque non bisognosa di protezione diplomatica usuale o perché abolita o in via di soppressione, o entrambe le cose; non è impossibile che alla Svezia, cui sarà stata fatta una comunicazione analoga, sia stato chiesto di proteggere gli interessi giapponesi in Svizzera, ma non ci sono riscontri); era questo un novum nel diritto internazionale, come notarono subito gli stessi svizzeri ! chiedere ad una Potenza con cui sei in rottura di proteggere i tuoi interessi in altre Potenze era una contraddizione in termini ! il governo elvetico decise di rifiutare entrambe le richieste; declinò di assumere la protezione degli interessi giapponesi in Svezia, Irlanda, Portogallo e Afghanistan ed il 31/12/1945 cessò di proteggere gli interessi giapponesi dove li aveva, consegnando i beni e gli archivi nipponici agli angloamericani; secondo me è possibile, anzi forse probabile, che fu in quest’occasione che Hidaka Shinrokurō, già ultimo Ambasciatore nipponico presso il Regno d’Italia (prs cred 8/5/1943 a Vittorio Emanuele III Re d’Italia e di Albania, Imperatore d’Etiopia), indi primo e unico Ambasciatore nipponico presso la Repubblica Sociale italiana (prs cred 8/3/1944 a Benito Mussolini, Duce della RSI), al quale secondo voci insistenti sarebbero state consegnate dal Duce, nei giorni di Salò, molte carte importanti e segrete perché le mettesse al sicuro in Svizzera (ove si recò al crollo del fascismo in nord Italia e rimase presso la Legazione imperiale a Berna che era però retta dall’ISMP Kase e non da lui), decise di dare alle fiamme queste carte, che scomparvero per sempre dalla storia, per impedire che finissero in mano agli USA
    Così finì la protezione degli interessi diplomatici del Giappone; il 1/1/1946 (anno 21 Shōwa) il Giappone, occupato dal nemico infine vittorioso, non aveva più sedi diplomatiche in alcun luogo né poteva provvedere a nulla, era in balia di Mac Arthur

    • habsburgicus says:

      non detto esplicitamente, ma ovvio
      da inizio/metà settembre 1945 (i primi già a fine agosto prima della resa formale del 2/9/1945=20 Shōwa) il Giappone era stato occupato dagli USA, che entro ottobre misero su il nuovo governo (sin ad allora fu in carica quello del principe Higashikuni, cui toccò il compito gravoso di implementare la resa), dunque ormai comandavano loro..all’estero ciò si fece sentire solo il 1/11/1945

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma come avrebbe fatto la Svizzera a curare gli interessi giapponesi senza avere nessuna relazione con il governo giapponese? Io capisco il senso dell’accordo (“diamo al vicino le chiavi perché dia acqua alle piante, senza nessun controllo, perché ci fidiamo più di lui che di altri” in soldoni 😀 ), ma ci sono attività (anche stupide, come la verifica di credenziali) che richiedono comunque contatti con il governo.

      • habsburgicus says:

        li avrebbe avuti tramite gli USA, nuovo “vero” governo del Giappone 😀
        però non è un caso che rifiutarono la proposta 😀
        (sarebbe stato possibile anche un contatto indiretto…gli USA vietarono ai giapponesi di avere sedi all’estero ma nessuno vietò agli svizzeri di avere un rappresentante in Giappone, ormai occupato ma con governo proprio..si poteva agire lì, dunque un minimo di relazioni potevano esistere…..ma era lo stesso assurdo :D)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Comunque consoliamoci: almeno possiamo dire che al Giappone sia andata un po’ peggio che a noi, che pure alla fine della guerra eravamo dalla parte giusta 😀

  10. habsburgicus says:

    oggi la Svizzera protegge solo 4 Stati
    Iran in Egitto, dal 1979 [i rapporti, strettissimi fra lo Scià e Sadat portarono alla rottura, mai sanata]
    USA in Iran, dal 1980 [sin dal post-crisi]
    Russia in Georgia, da dic 2008
    Georgia in Russia, da gen 2009
    (questi due dalla “guerra” dell’agosto 2008 su Ossezia)

    oggi, diciamolo, molte di queste rotture sono buffonate
    al posto dell’Ambasciata si installa una “sezione di interessi” gestita sempre da diplomatici di quel paese che si limita a issare la bandiera della Potenza protettrice (cioè la Svizzera, in questo caso)..e non cambia nulla !!!! tranne l’assenza di un Ambasciatore alle cerimonie 😀
    così è fra RUS e GEO, fra GEO e RUS e in molteplici altri casi
    così era fra USA e CUBA e fra CUBA e USA (anche lì c’era la Svizzera), sino a pochi mesi fa (o almeno da qualche decennio..nei ’60 forse c’era un regime più duro; la Svizzera assunse gli interessi degli USA a Cuba il 6/1/1961 e li mantenne sino all’estate 2015; dal 1961 a fine 1964 assunse la protezione a Cuba di altri 9 paesi latino-americani ovvero nell’ordine di assunzione Argentina, Guatemala, Honduras, Cile, Brasile, Ecuador, Venezuela, Colombia e Haiti, in quest’ultimo caso dalla primavera 1967 solo gli archivi e di questi se ne sbarazzò prima, ad esempio 1974 per l’Argentina e fine 1970 per il Cile ma questi dovette riprenderseli in settembre 1973 dopo il golpe di Pinochet che ruppe ogni rapporto cin Cuba, anzi penetrò nell’Ambasciata cubana a forza..Castro K.O :D)
    così, almeno nel post Sadat, fra Egitto e Iran
    invece fra USA e Iran sino a pochissimo tempo fa (forse tuttora ?) vi erano limitazioni più stringenti
    altri Stati non permettono “sezioni di interessi” né ciò avveniva durante le gguere mondiali
    nel 1965 la Germania chiese alla Svizzera di proteggerla in Algeria; i tedeschi volevano però mantenere propri uomini, propria cifra e collegamenti diretti [oggi diremmo “sezione d’interessi”, anzi oggi di più perché allora i tedeschi parlavano solo di economia e cultura]; il diplomatico svizzero che fece rapporto era un po’ “scandalizzato” da questa deviazione dall’ortodossia diplomatica [usa lui la parola “ortodossia” :D],ma riconobbe che tutti erano ancora “schiacciati” dal ricordo della II guerra, quando la protezione era una cosa seria e che erano in atto cambiamenti; in cauda venenum, dice che la Germania altrove nei paesi arabi si era rivolta a Francia e Italia che avendo meno esperienza nelle protezioni, probabilmente l’avrebbe dato vinta ai tedeschi 😀
    non posso fare a meno di ricordare il contesto del 1965, che coinvolse 9 paesi arabi
    in maggio 1965 Levi Eshkol e Erhard scambiarono lettere; la Germania stabiliva relazioni diplomatiche con lo Stato autoproclamatosi il 14/5/1948 (e già riconosciutissimo dai più)
    gli arabi reagirono con furore; in pochi giorni 9 Stati arabi inclusi alcuni filo-occidentali ruppero le relazioni diplomatiche con Bonn (Algeria, Egitto allora chiamato RAU, Sudan, Libano, Siria, Giordania, Iraq, Arabia Saudita, Yemen); il Kuwait che non aveva ancora relazioni diplomatiche con la Germania ma le programmava, pospose il tutto; solo il Marocco, la Tunisia e La Libia (di Re Idris, eh !), del tutto proni all’Occidente, mantennero i rapporti con Bonn (erano anche gli Stati più indifferenti ai palestinesi, termine ancora poco usato., si diceva “arabi di Palestina”)
    i tedeschi cercarono però di salvare i rapporti economici ecco perché insistettero su un’interpretazione “larga” della rottura, e gli arabi in genere ci stettero;
    donde un movimento diplomatico enorme, due Stati arabi assegnarono la protezione dei loro interessi in Germania alla Somalia !, l’Algeria la assegnò all’Indonesia, l’Iraq alla Svizzera (da 3/6/1965), ma da inizio 1970 la diede all’Afghanistan
    quella era un’epoca di transizione, la diplomazia conservava schemi “classici” (quelli delle due grzndi guerre, per intenderci) ma già si annunciava il “nuovo” cioè il primato degli schèi 😀 e dell’informalità
    due parole sulla Romania; il 10/5/1946 il Regno di Romania (non era ancora Repubblica ma era già controllato dai comunisti), dopo aver rotto con Franco e aver riconosciuto la fantomatica “Repubblica spagnola in esilio” con sede a México (riconosciuta anche dal Guatemala allora massonico, dal Messico e dal Venezuela gauchista fino ad un golpe del 1947 che rimise le cose in ordine 😀 e forse da qualche altro regimucolo latino-americano, effimero più i regimi dell’Est in via di sovietizzazione..ma non dall’URSS 😀 il padrone, forse prevedendo el fracaso, mandava in avanti i servi :D) assegnò la protezione degli archivi in Spagna alla Svizzera..ciò duro fino al 30/4/1968 (in quell’anno fu aperta una missione economica e consolare della Romania socialista a Madrid dopo un accordo fra i due regimi; non ci fu pieno rionoscimento con tutti i crismi, ma Bucarest e Madrid ebbero da allora contatti diretti, divenuti diplomatici solo nel 1977, a Franco morto e sepolto; forse ci guadagnarono più i romeni che poterono in tal caso inviare in Spagna, dove c’erano molti legionari romeni e altri anticomunisti del paese carpatico in esilio, degli agenti sotto copertura per spiare, intrigare, sovvertire o peggio; però all’epoca la Spagna era ancora ben governata quindi qualcosa avranno avuto, o creduto di avere, pure gli spagnoli, no ? mica erano i nostri tempi :D)

  11. mirkhond says:

    La Corea del Nord con quali stati ha rapporti diplomatici?

    • habsburgicus says:

      ormai quasi tutto, sino al 1990 solo Terzo Mondo+paesi marxisti+arabi (solo Svezia fra occidentali)
      pure noi°, dai tempi di Dini !
      gli USA dal 1995 si fanno rappresentare (o proteggere) dalla Svezia (che sta a Pechino) ma nessuna sezione di interessi..là non si scherza

      il 12/9/2015 Benedetto della Vedova, ex-radicale, sottosegr esteri di questo governo, a Port Moresby (PNG) ha stabilito relazioni diplomatiche con Niue (dicesi Niue !!! isola del Pacifico neppure indipendente, ma oggi si ammette tale abuso, ad esempio isole Cook; la Cina fu la 1° a stabilire rapporti diplomatici con Niue il 12/12/2007 e la prima ad accreditare uin Ambasciatore ad Alofi il 17/10/2008)

  12. habsburgicus says:

    È poi interessante constatare che delle tre principali potenze del Tripartito, solo l’Italia poté mantenere la continuità diplomatica ininterrotta
    La Germania cessò di esistere l’8/5/1945 (fra l’altro il giorno in cui la Svizzera maramaldescamente cessò di proteggere ex abrupto gli innumerevoli interessi tedeschi, un po’ dappertutto) e comunque entro il 23/5/1945 (arresto del governo Dönitz da parte dei vincitori), laddove le ultime sedi diplomatiche tedesche all’estero furono chiuse il 15/5/1945 (a Tokyo, Nanjing e Xinjing in Manciukuò; quella a Bangkok lo era già stata tre giorni prima e così quelle nei paesi neutrali, a Berna, Stoccolma, Dublino, Lisboa, Madrid e senza dubbio anche Kabul; l’Ambasciatore tedesco dentro il Vaticano, Ernst von Weizsäcker, per il momento rimase ma solo per cortesia e comunque dovrà andarsene anch’egli); per anni non esisterà più la Germania e la “nuova” Germania è una creazione di chi l’aveva vinta e debellata (riavrà sedi diplomatiche piene solo dal 1951)
    Il Giappone perse ogni rappresentanza diplomatica all’estero (1/11/1945) e mantenne un limitato intercorso diplomatico con gli stranieri all’interno sotto il vigile e fastidioso controllo di MacArthur, all’inizio asfissiante, poi più liberale (1947), indi sempre più soft fino alla riconquista della sovranità del 1952 allorché il Giappone tornò capax di inviare missioni diplomatiche ovunque (e di riceverne, pleno iure)
    L’Italia invece sfuggì a questa sorte; senza dubbio il “lungo armistizio” del 29/9/1943 aveva clausole atte a impedire ogni attività diplomatica del R. Governo, se gli angloamericani avessero insistito, dunque una “spada di Damocle” pesò sull’Italia regia; è anche vero che gli angloamericani pretesero controllo di cifra e telegrammi “segreti” e iniziarono a infiltrare la nostra diplomazia (come tutto il resto) con persone a loro devote (il che purtroppo continuerà in seguito); è pure vero che il Regio Governo dovette piegarsi all’arroganza cieca degli anglosassoni; ad esempio in marzo 1944 l’Italia di Badoglio dovette rompere le relazioni diplomatiche con la Finlandia (che aveva ancora relazioni diplomatiche con gli USA, sino al 30 giugno, poi interrotte solo per decisione nordamericana ! pur essendo in stato di guerra con Londra, per volere britannico, dalle 00.01 del 7/12/1941) ed affidò la protezione dei nostri interessi nel paese dei mille laghi alla Svizzera (come già fece, e spesso, l’Italia fascista !); è inoltre corretto affermare che, nel suo piccolo, la diplomazia di Salò aveva maggiore indipendenza formale dai tedeschi (cifra ecc) anzi, da un punto di vista diplomatico, i rapporti Berlino-Salò erano su un piano do parità (teorica) e alleanza, laddove quelli fi Brindisi/Salerno con Washington e Londra erano di esplicita sudditanza condito dal disprezzo (e si consideravano sempre nemici, ancorché l’Italia affettasse la sua co-belligeranza)
    però l’Italia regia, e anche questo è inconfutabile, conservò la rappresentanza diplomatica SEMPRE (in aprile 1944 avevamo R. Legazioni a Berna, a Lisbona, a Dublino, a Stoccolma e a Kabul che poco dopo diverrà vacante con il trasferimento di Quaroni a Mosca; una R. Ambasciata a Madrid e una R. Ambasciata preso la Santa Sede i cui componenti nella Roma occupata dovevano fare i conti pure con Salò e i tedeschi 😀 in più un R. Consolato Generale a Tangeri);
    da queste scarne basi si partirà (dapprima fu inviato in tarda primavera Quaroni a Mosca senza diritti pieni e in posizione ambigua) e dall’autunno 1944 la rete diplomatica del Regno d’Italia iniziò ad espandersi e nuovi diplomatici furono accreditati, con le forme usuali (ad esempio il 3/4/1945 alle 11.00, come ci dice la “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia” del 5/4/1945, sotto “Avviso di Corte”, S.A.R Umberto di Savoia, Principe di Piemonte, Luogotenente Generale del Regno ricevette le credenziali dell’Ambasciatore del Perù Pedro Irigoyen; il Perù non ci aveva mai dichiarato guerra ma aveva interrotto le relazioni diplomatiche con noi il 24/1/1942, su pressione di Washington)
    La restaurazione diplomatica finì nel 1947, talora per ragioni tecniche un po’ dopo (Gran Bretagna e Francia, e altri, seguendo la prassi rifiutarono di ristabilire relazioni diplomatuche piene sino a Trattato di pace ratificato e in vigore cioè 15/9/1947; gli USA, meno tradizionalisti, invece le ristabilirono nella primavera 1945, annunciate a fine 1944..dalla primavera 1945 pure l’URSS che però a Mosca non ci diede al momento piena reciprocità, e non ci consegnò neppure l’edificio dell’Ambasciata che poi ci restituirà…ma cambiava poco 😀
    Se l’Italia riuscì a mantenere la continuità diplomatica all’estero (e la continuità statuale, che é correlata ma non é la stessa cosa, ad esempio il Giappone mantenne la seconda ma non la prima) lo si deve, pare certo, alla scelta del Re di por termine al conflitto….
    né fascisti né antifascisti se ne rammentarono nel giugno 1946 (forse anche per l’astrusità della materia, mentre tangibili furono i disastri della resa) dunque non videro il servigio che allora ci rese la Monarchia…lo notò il madrileno ABC, ma non votava in Italia 😀

  13. PinoMamet says:

    Una domanda: mi confermate che è una vera pubblicità della AirFrance?

    Perché in tal caso è geniale!

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