“Eccovi serviti…”

Il quotidiano iraniano, Vatan-e Emruz ci mostra questa foto di Parigi, con la scritta, befarmâyid shâm. Il titolo di un serial televisivo che significa, “prego, la cena [è pronta]”, ma shâm, oltre che “cena” vuol dire anche “Siria”.

Chi semina, raccoglie. O meglio, lascia raccogliere agli indifesi, ai seminatori non ci arriva nessuno.

Aggiungiamo che gli Stati Uniti hanno appena approvato la vendita di bombe per 1,29 miliardi di dollari all’Arabia Saudita.

“Providing these defense articles supports Saudi Arabian defense missions and promotes stability in the region“, precisa meravigliosamente il governo venditore.

sham

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25 Responses to “Eccovi serviti…”

  1. Francesco says:

    Miguel

    io di solito ti ritengo credibile ma … come è possibile avere una nazione (vecchia di migliaia di anni) che si chiama “cena”?

    la guerra di cena? la conquista della cena? i Romani perdono la cena a opera degli Arabi?

    dai!

    :D

    • “come è possibile avere una nazione (vecchia di migliaia di anni) che si chiama “cena”?”

      :-)

      E’ un caso. Sham è un antico nome arabo, che significa “sinistra”, mentre Yaman significa “destra”, presumo rispetto a qualcuno che guarda il sole che sorge.

      Casualmente, esiste una parola omofona nella lingua indoeuropea dell’Iran, di cui ignoro l’etimologia, e significa “cena”.

      Pensa a Paraguay, che deriva da qualche lingua india, entra in spagnolo, ma casualmente diventa un modo italiano per “evitare problemi” (para-guai).

  2. Francesco says:

    Seriamente: l’Iran è impegnato più di ogni altra nazione sul campo a combattere l’ISIS

    Che senso ha la copertina allora? hanno seminato mille volte più degli occidentali, se combattere è seminare morte e guerra.

    Ciao

    • “Che senso ha la copertina allora?”

      Il riferimento è soprattutto al fatto che la Francia sostiene attivamente tutte le altre formazioni jihadiste in Siria, le quali a loro volta sono alleate dell’Isis. E intanto vende armi all’Arabia Saudita. E ha fatto di tutto per minare chi appunto combatte l’Isis. Beccatevi voi il figlio che avete allevato, insomma.

  3. Francesco says:

    Non è che capisca molto: la Francia è alleata degli alleati dell’ISIS che ha organizzato una mega-strage in Francia?

    Ora, è appurato che i francesi sono dei gran c……i ma mi pare troppo.

    Ciao

    • “Non è che capisca molto: la Francia è alleata degli alleati dell’ISIS che ha organizzato una mega-strage in Francia?”

      Non esattamente.

      In Siria, con un’economia totalmente distrutta, l’unico mestiere redditizio è quello delle armi. E quindi operano attualmente circa 1.500 gruppi armati distinti, divisi in tre grandi categorie:

      1) “governativi” (esercito, gruppi armati alawiti, cristiani, ecc.)

      2) gruppi territoriali di vario tipo, che vanno dai curdi a semplici strutture sorte attorno al cacique locale, gruppi di autodifesa, banditi e basta, ecc.

      3) gruppi jihadisti. All’interno di questi gruppi, c’è una grande divisione tra quelli che hanno dichiarato la propria fedeltà ad al-Baghdadi, e che chiamiamo genericamente “Isis”, quelli che accettano solo l’autorità morale di al-Qaida e alcuni gruppi minori che seguono vari sheikh sauditi e del Kuwait. Tutti questi gruppi hanno un patto di reciproca non-aggressione, che l’Isis viola spesso e volentieri. Ed è qui che la Francia e gli Stati Uniti spendono cifre iperboliche per finanziarli.

      Non mi risulta un finanziamento diretto all’Isis, ma il passaggio tra queste diverse organizzazioni è molto fluido.

      • daouda says:

        Nel gruppo 3 la diatriba contro i sauditi non è così irrilevante, e qui i gruppi puoi ritenerli 2 d’altronde.

      • Francesco says:

        stai insinuando che USA e Francia finanziano gruppi islamisti che metà delle volte combattono l’ISIS e l’altra metà combattono con l’ISIS?

        :)

        mi chiedo se i politicanti guardino mai la televisione, ci sono un sacco di serie TV che spiegano questi meccanismi, sembrano rimasti ai tempi di Furia cavallo del West

    • daouda says:

      Veramente è proprio così Francè

  4. habsburgicus says:

    @Miguel
    OT erudito..ogni tanto ci vuole..del resto neppure troppo OT visto che si parlava di persiano !
    secondo te, la tesi recentissima di Josef Wiesehöfer che pone i frataraka (dinasti persiani noti da monete con legende in scrittura aramaica) nel II secolo a.C e ne fa, almeno di 2-3 su 5, dei semplici “vassalli” dei Seleucidi, ti convince ?
    ciò implicherebbe un dominio seleucide sull’Iran nell’intero III secolo a.C e collegherebbe, come accenna pure lui, le velleità indipendentistiche della Perside alle batoste che i Seleucidi presero da Roma (190 a.C, battaglia di Magnesia, due Scipioni; 189 a.C, cos Cn. Manlius Vulso, campagna in Asia minore..fu in quell’occasione fra l’altro che Livio scrisse la famosa frase, che fa adirare Mirkhond, a proposito degli orientali e specialmente dei siri “detestabilis ac vilissima gens, servituti nata”)
    molti altri, anche recentissimi, pongono l’inizio della coniazione quasi un secolo prima, verso 280 a.C; due tedeschi nel 2008 scrivevano “ancora vivo Seleukos I o al massimo immediatamente dopo la sua morte [che come tutti sanno avvenne nel 281 a.C, verso la tarda estate o giù di lì]; erano però costretti a supporre uno iato di 100 anni fra 1° e 2° serie che Wiesehöfer elimina
    se si pone nel II secolo a.C vi sono effetti enormi anche sulla precocità e l’importanza della reazione persiana all’ellenismo (in sé già evidenziata da Eddy, 1961, per tutto l’Oriente non solo la Perside)

  5. mirkhond says:

    Ciò che riporti non fa che confermare quanto già noto nella storiografia, e cioè che l’ellenismo nell’Iran profondo come la Perside/Fars, non attecchì mai.

    • habsburgicus says:

      in verità quel che ho scritto, riportando la cronologia di W., direbbe un’altra cosa..che almeno nel III secolo a.C l’ellenismo, per quanto solo politico, attecchì !
      ciò ci porterebbe ad altre considerazioni..se escludiamo qualche rivolta “demotico”-egizia in Tebaide sotto Tolomeo V (ma siamo già a fine III secolo aC), praticamente in tutto il III secolo a.C l’ellenismo vinse (la secessione della Battriana era sempre ellenistica..i primi Arsacidi, molto limitati in territorio erano del tuto ellenizzati) e SOLO nel II secolo a.C, e forse a causa indiretta dio Roma, l’ellenismo verrà seriamente fidato
      dapprima in Perside (questi frataraka)
      subito dopo, dai Maccabei, in Palestina
      se invece i frataraka si rivoltano già sotto Seleuco I (ancorché alla fine) cambia tutto..allora, almeno in Iran, l’ellenismo fallì subito..ma la sua nuova cronologia punta all’opposto, mi pare
      Wahbaez=Oborzus, uno di questi frataraka, avrebbe massacrato i coloni greci (secondo un frammento ambiguissimo)..se visse in c.a 270 a.C è una cosa, se visse in c.a 150 a.C è tutta un’altra, no ?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Mirkhond intende l’ellenismo culturale. I persiani si sono spesso trovati a giurare fedeltà ad un sovrano che veniva da se non fuori, almeno da un’area periferica, ma lo hanno quasi sempre più o meno persianizzato col tempo. I Seleucidi sono stati molto più resistenti della media (forse perché portatori di una cultura molto più forte della media) e né loro riuscirono a grecizzare la Persia né la Persia riuscì ad assimilare loro.
        Ma sbaglio o i macedoni riuscirono a grecizzare meglio l’India e la Battriana della Persia vera e propria?

        • mirkhond says:

          Non ti sbagli.
          L’Ellenismo trionfò tra Anatolia ed Egitto e tra Iran orientale (Afghanistan) e India.

  6. mirkhond says:

    Toynbee affermava che l’Ellenismo non mise radici nell’Iran profondo, Perside/Fars inclusa.
    L’arrivo dei Parni/Parti sotto la dinastia arsacide tra 250 e 150 a.C. si inserì in questa reazione iranica (sebbene gli Arsacidi facessero coniare le loro monete in Greco).
    Diverso è il caso del Regno Greco-Battriano, in cui l’Ellenismo si mescolò allo Zoroastrismo, e soprattutto al Buddhismo, creando una civiltà ellenistica feconda e sopravvissuta per secoli.
    La stessa arte statuaria buddhista e indiana ne ebbe un profondo influsso.
    Nell’Iran profondo, il cuore dell’antico Impero Achemenide invece non è rimasto nulla di significativo dell’Ellenismo.

    • izzaldin says:

      Regno Greco Battriano..
      In pratica la civiltà indiana e cinese hanno avuto vicendevoli e duraturi scambi culturali e commerciale col mondo culturalmente greco..
      E poi c’è chi viene a parlarci di “Occidente”

      • habsburgicus says:

        i cinesi c’entrano poco..se non qualche contatto diplomatico (e le fonti cinesi, che pur difficili da interpretare, ci dicono qualcosa..sempre utile, nel naufragio totale di altre fonti..ammesso che si sia mai stata una storiografia greco-battriana….però quella greco-partica, anch’essa purtroppo perduta, ci avrebbe detto molto, pensiamo a Isidoro di Spasinou Charax e a Apollodoro di Artemita..qualcosa finì a Pompeo Trogo, naturalmente perduto anche quello :D e dobbiamo sorbirci Iustinus !)

      • Francesco says:

        appunto, quella roba che chiami “mondo culturalmente greco” e che sarebbe poi finita sotto Roma e dipoi ancora si sarebbe convertita al Cristianesimo

        non capisco il problema

        ciao

  7. mirkhond says:

    “i primi Arsacidi, molto limitati in territorio erano del tuto ellenizzati”

    I conii delle loro monete, raffigurano però sovrani con aspetto e fogge iraniche e non ellenistiche, a differenza dei conii seleucidi e di quelli greco-battriani e indo-battriani, sebbene il Greco fosse utilizzato come lingua nei suddetti conii.
    Da quel che possiamo dedurne, l’Ellenismo degli Arsacidi (250 a.C.- 226 d.C.) fu molto superficiale, una patina dietro la quale persisteva una civiltà iranica.

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