Death for you

Brutalmente rubato, copiato e incollato qui da Il Simplicissimus

Aggiungo paradossalmente che  l’assolutamente altro di cui parla l’articolo è arrivato per mano di persone cresciute nella loro stessa cultura elettronica.

Death for you

st3Al primo sparo i bandisti, nel senso di appartenenti a una band, si sono cacati sotto e sono precipitosamente fuggiti da un’uscita secondaria posta dietro le quinte del Bataclan, dopodiché se sono tornati negli Usa, annullando la tournee europea. Dio mi scampi dall’ascoltare musica banale, sequenziata e mixata al computer e conforme alle etichettature e mode commerciali del mercato americano, quindi degli Eagles of death metal non ne so nulla, se non che si tratta di un gruppo che fa una particolare musica metal country dove si parla di morte, di sofferenza e brutalità condita come al solito di anticonformismo da mulino bianco.

La cosa interessante è che al Bataclan si sono confrontate la morte vera, orrenda e crudele dei disperati con quella venduta in occidente in pratica confezione di cellophane per esorcizzarla. I fanatici odiatori della musica in quanto distrazione estetica e gli spacciatori di sound al silicio che fanno business e merchandisng sulla nientificazione del gusto e dell coscienze. I kamikaze che si fanno esplodere e gli implosi per ragioni di mercato. Avevano appena iniziato a suonare Bacia il diavolo e se la sono svignata non appena è comparso.

E non so immaginare l’angoscia dei presenti, tutti presumibilmente cresciuti a suon di vampiri e zombi, di sparatorie fasulle, di massacri inauditi al sugo di pomodoro di fronte alla realtà terribile e finalmente personale. Di gente abituata a considerare le stragi perpetrate dovunque, magari con in mano il joystick, sullo stesso piano dello spettacolo dove cento civili uccisi non sono che il danno collaterale, il pugno del supereroe, la smitragliata del videogioco. O il brano fasullo confezionato dagli editor con in dosaggi esatti degli esperti. La morte esorcizzata e negata non più attraverso la metafora e l’inibizione comunicativa, ma attraverso una sovrabbondanza immateriale che impedisce di comprendere il senso di ciò che sta avvenendo.

E del resto si può lasciare il consumatore di fronte al pensiero del nulla? No di certo e se non bastano le risposte preconfezionate dalle tradizioni religiose che tuttavia vanno appannate e normalizzate perché rischiano di portare con sé ubbie etiche e stravaganti rifiuti, bisogna che la morte di trasformi in death, ovvero in un prodotto, la critica e il dubbio in ribellione insensata ancorché moderata e commercialmente redditizia. Certi pensieri possono appartenere alle persone, non ai consumatori che vivono nel mercato e nella società liquida.

Queste persone si sono trovate improvvisamente e di fronte all’assolutamente altro e dunque anche a se stessi, a una dimensione sconosciuta  e per grottesco paradosso di fronte all’umanità nella sua forma più disumana. Alla morte e non all’etichetta di paraculi californiani. Dovremmo essere in un certo senso come quei morti assurdi di una serata parigina per tornare a vivere.

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82 Responses to Death for you

  1. ruttone says:

    L’articolo è formalmente corretto ma in sostanza quelle persone stavano lì per divertirsi e invece certi sono arrivati e le hanno ammazzate. Secondo me tutto quello che va al di là di questo dato oggettivo è sega mentale.

    • lorenzo says:

      concordo pienamente. Gli Eagles of Death Metal suonano un garage rock di altri tempi, divertente, non certo death metal. Secondo me sono bravi. Ammetto che non li avevo mai ascoltati prima di venerdì. Possono non piacere, naturalmente. Non dico che siano la migliore band del momento. Ma anche se facevano una strage durante il concerto di Lady Gaga o di Eros Ramazzotti non sarebbe stato diverso. Non siamo qui a fare critica musicale…

    • Francesco says:

      non mi dispiace liquidare queste esibizioni di celodurismo come “sega mentale”, mi pare corretto

      spiace di più che anche quelli demandati alle funzioni di governo e guida non sembrino in grado di fare altro

      moriremo di pippe verbali mentre dei falliti segaioli ci sparano addosso? fine ingloriosa

    • roberto says:

      pienamente d’accordo con ruttone

      mi sembra un articolo particolarmente inutile

  2. ruttone says:

    tutto il discorso della “nientificazione” mi pare una cazzata enorme, ma scusa quando 200 anni fa quella pecorara terrona di nostra bis-bisnonna ballava la pizzica, non era pure quella nientificazione del gusto e dell coscienze? Ma va va

  3. carlo says:

    Ringraziamo Ruttone. Infatti il suo alias lo ha scelto per ricordarci che – tanto – un nome vale l’altro. Come la musica.

  4. Dif says:

    Mah, articolo che non mi dice nulla. Solo retorica su quanto la nostra società sia anestetizzata e blablabla e parla tanto della morte ma quando se la trova davanti scappa blablabla, sottintendendo che magari i terroristi sono duri e coraggiosi perchè invece la affrontano…

    • Io non conosco il gruppo. Credo però che le cose che diamo per scontate (tipo circoncidere le bambine in Somalia o “andarci a divertire” il venerdì sera a Parigi o mangiare carne umana nell’antica mesoamerica o mettersi la cravatta in un ufficio moderno) siano le più interessanti.

      Forse l’autore sembra dare dei giudizi e forse quei giudizi si possono anche non condividere; ma almeno parla di quello di cui non si può parlare, perché sembra ovvio.

    • ” sottintendendo che magari i terroristi sono duri e coraggiosi perchè invece la affrontano…”

      Beh, tecnicamente è anche vero. Ma io sottolineo invece il contrario, forse perché conosco di più la cultura euro-jihadista del complesso musicale in questione: cioè il fatto che i ragazzi delle banlieues sono sicuramente i più “televisizzati” di tutti gli europei, i più legati ai media digitali e affini.

      • Non c’entra direttamente, ma il nuovo governo del Canada ha deciso di non ricorrere in appello contro la decisione del tribunale di bocciare il divieto di niqab:

        http://news.yahoo.com/canada-government-ends-legal-fight-ban-niqab-213143731.html

        Una “sinistra” ben diversa da quella francese:

        “Canada’s diversity is among its greatest strengths, and today we have ensured that successful citizenship candidates continue to be included in the Canadian family. We are a strong and united country because of, not in spite of, our differences,”

        • Francesco says:

          il nuovo governo del Canada …

          diciamo che lo aspetto a braccia aperte, ho molte aspettative al riguardo

          😀

      • ruttone says:

        “cioè il fatto che i ragazzi delle banlieues sono sicuramente i più “televisizzati” di tutti gli europei, i più legati ai media digitali e affini.”

        È vero. Mi pare che molte volte in generale sottolinei questo fatto sul tuo blog.
        Io vedo una linea di demarcazione che nella mia limitata esperienza distingue chi è “povero” da chi è “ricco” (dove ricchezza e povertà sono soggettive):

        in generale la capacità di comprendere che la propria situazione di “miseria” dipenda più da sé stessi, dall’immagine di sé e dal modello che si persegue è tutta dentro il proprio cervello, e non colpa di qualcun altro.

        Uno delle banlieues ha come scopo nella vita diventare ricco/rispettato; ha una vita normale, ma si vede con le pezze al culo; giudica ogni disavventura o problema che ha dovuto al fatto che qualcuno è razzista contro di lui, perché ha metabolizzato il fatto che lui ha l’etichetta del negro/mussulmano/etc etc. e abusa di questo fatto anche quando non c’entra un cazzo. È perennemente incazzato.

        In generale questo problema si vede anche nelle italianissime periferie romane o milanesi, da parte di italianissimi borgatari.
        Questa gente che rimarrà sempre povera, anche dopo una rapina milionaria, non riuscirà mai a sfuggire al loro stesso giudizio: cioè che varranno qualcosa solo in funzione dell’opinione altrui.

        Forse non ho ragione al 100% perché sicuramente è vero che in alcuni casi le persone vengano maltrattate perché hanno un certo background, ma credo che molte volte sia così

        • “Io vedo una linea di demarcazione che nella mia limitata esperienza distingue chi è “povero” da chi è “ricco” (dove ricchezza e povertà sono soggettive): ”

          Capisco molto bene, e condivido in buona parte.

          Aggiungerei però un certo orgoglio del “povero” (ho capito benissimo cosa intendi), che comunque con le mani sa o crede di saper fare di più del ricco – sa costruire mobili, sa picchiare, sa fare l’amore, sa portare pesi, sa riparare un tubo rotto, sa fare la guerra, sa non perdersi in un luogo pericoloso.

          E da lì nasce anche un disprezzo verso l’immeritato successo del “bianco”, che sa solo prendere bei voti a scuola e mettersi bene la cravatta.

          • daouda says:

            Se usi il termine “bianco” così alla leggere, dò proprio ragione a Ruttone, dacché il cosidetto bianco ( che poi per me è il semita rossiccio, pelato e peloso col naso abbastanza adunco aquilino ) se facesse subire il lavaggio del cervello che ha subito lui, non rimarrebbe traccia degli altri popoli parlando di livello ( ma chi lo stabilisce ) basso, ed a livello alto è comunque lui che decide i giochi.

  5. ruttone says:

    @Dif Infatti è quel sottinteso che, se veramente è come lo scrittore intende, è ributtante.
    Ma poi l’esorcizzare cose brutte riproponendole come recita in un contesto “sicuro” non è una costante di molte società?
    È come ridere di chi va a vedere una tragedia al teatro o un film drammatico. Che fesseria.
    E ora un commento un po’ bacchettone: mi fa ridere che ogni volta che succede un fatto di questo tipo tutti si spertichino per trovare la loro personalissima interpretazione (possibilmente trasgressiva) così da avere un minimo di attenzione

  6. izzaldin says:

    d’accordo con l’autore dell’articolo sulla seconda parte, il fatto che “la norte non può essere venudta ai consumatori occidentali se non impacchettata”.
    Però sono più d’accordo con la iniziale osservazione di Miguel che “aggiusta” uno scritto epr certi versi zoppicante: parrebbe che i terroristi si siano messi d’accordo tramite messaggi privati della PS4 per non essere scoperti.
    Magari giocavano ad uno di quei giochi che simplicissimus critica e imputa alle vittime.

    • daouda says:

      L’impero bizantino è caduto per due motivi: l’eresia dottrinale e l’edonia disciplinare ( solo i monaci resistevano ) e perché politicamente ha mercanteggiato. Col nemico , soprattutto se anticristo, non si può patteggiare. Oggi invece, che non c’è più alcun potere legittimo ( solo gli unti col crisma sono cristianamente legittimi ) giacché nel Vangelo è detto che solo un potere è legittimo e viene da Dio tramite Roma tra l’altro, unica realtà che aveva l’autorità per condannare il Salvatore e Redentore ( come riportava Dante ) , ebbene non bisognerebbe partecipare della sua istituzionalità.
      Ma questo sembra radicale.

    • Francesco says:

      Non gira minga: se il problema è la guerra civile tra centro città “bianco” e periferie “negre”, quello che facciamo con l’ISIS rileva poco.

      Possiamo anche fare la pace alle loro condizioni, come vorrebbe la grande tradizione del realismo politico, e lasciare che il Medio Oriente cuocia nel suo brodo. Finchè ci vende il petrolio, naturalmente.

      Ma i terroristi di Parigi sono gente “nostra”, mica vorremo davvero costruire lager per liberarci di tutti questi coatti?

      Ciao

      • “Non gira minga: se il problema è la guerra civile tra centro città “bianco” e periferie “negre”, quello che facciamo con l’ISIS rileva poco.”

        per risponderti, dovrei riuscire a capire qualcosa che mi sfugge ancora: la doppia natura dell’Isis come realtà mediorientale così ben integrata da poter controllare un’area abitata da milioni di persone; e come mito per le periferie occidentali.

        L’unica cosa di analogo che mi viene in mente, ma il parallelo è debole, è il culto di Mao in Italia nel 1968; ma la Siria è vicina, c’è qualche forma di lingua (arabo) in comune tra i ragazzi delle banlieues e la Siria, e mentre Mao se ne fregava dei suoi lontani ammiratori, questi sono di decisiva importanza per l’Isis.

        Qui ci vorrebbe uno studioso serio, per sbrogliare questo nodo, e finora non l’ho trovato.

        Tendenzialmente, sono d’accordo con quanto dici tu, ma non ho le idee chiare.

        • Peucezio says:

          Mah… l’ammirazione di questi ragazzi per l’ISIS è una cosa inquietante ma terribilmente seria.
          Per mia fortuna non ho vissuto il ’68, ma faccio fatica a credere che il maoismo degli italiani (e degli occidentali in genere) non fosse caricaturale. Anche perché avevano la pancia piena, a differenza dei giovani delle banlieues.

          • werner says:

            Ispirato da “ruttone” propenderei per vedere Isis, o meglio l’estremismo Islamico, come una sorta di linguaggio simbilico. Come un universo simbilico attraverso cui alcune persone si autodefiniscono, leggono la realtà e quindi agiscono.

            Gli immigrati africani (sopratutto i sub-sahariani… i magrebini direi meno), hanno preso in blocco non solo musica ed estetica ma praticamente tutto l’universo simbolico recente degli afroamericani. Con tanto di percorsi di vita simili e persino , azzarderei, la tendenza a ripetere gli stessi errori.

            (un esempio delle mie parti … https://www.youtube.com/watch?v=NGnQl4GMTac )

            E questo nonostante le provengano da culture estremamente diverse e nonstante Le periferie Italiane, Francesi o Inglesi siano certamente molto diverse dalle città Usa.

            Appoggiandomi al discorso di “ruttone” qualche commento sopra in base all’universo simbolico che hanno fatto loro si autopercepiscono come “nigga del ghetto” discrimitati e come tali si comportano.

            Poi alcuni… magari insoddisfatti da quanto sopra fanno un ulteriore salto mortale percettivo, abbandonano (alemeno in parte) l’universo simbolico dei Nigga del ghetto e si calano in quello dell’Islamista radicale jhiadista.

          • werner says:

            Simbolico sic 🙁

          • Francesco says:

            insomma, sempre stronzi ‘sti turchi?

            🙁

  7. mirkhond says:

    Eh?

  8. Grog says:

    La musica di questi mentecatti cagoni anglosassoni fa torcere le budella, il PICCOLO PADRE (Stalin) gente così l’avrebbe mandata a VENDERE GELATI IN SIBERIA, e poi evocare il diavolo! MA SIAMO MATTI!
    Il diavolo i Russi, gente seria, giustamente lo temono e non LO AVREBBERO MAI EVOCATO semmai esorcizzato! Solo dei MENTECATTI CULATTONI PERVERTITI ANGLICULATTONI evocano il diavolo sotto sotto sperando di venir SODOMIZZATI DIABOLICAMENTE.
    Grog! Grog! Grog!

  9. Z. says:

    Dunque, vediamo un po’…

    — Dio mi scampi dall’ascoltare musica banale, sequenziata e mixata al computer —

    Vabbè, il tizio scambia l’hard rock con la discomusic. Fin qui ha perso solo un’occasione per tacere – si dovrebbe sempre tacere su ciò su cui non si è in grado di parlare, diceva un noto fuciliere volontario nella Grande Guerra – ma c’è di peggio.

    — quindi degli Eagles of death metal non ne so nulla —

    Ecco, se avesse messo un punto qui e non avesse scritto tutte le fesserie che seguono poteva ancora giocarsi la condizionale.

    Il seguito direi che si commenta da sé. Tra i tanti necrovori di questi giorni, purtroppo, non c’è solo Salvini. C’è tutta una congerie più o meno inutile di omini, tutti pronti ad alzare il loro ditino saccente e compiaciuto per poter dire “io sì che l’avevo detto, io”.

    • ruttone says:

      Come se poi se gli si presentassero 4 coatti armati fino ai denti mentre sta facendo la spesa al carrefour lui li mettesse fuorigioco con un sedano in culo

  10. Eccone un’altra:

    http://www.theguardian.com/technology/2015/nov/18/facebook-thinks-im-a-terrorist-woman-named-isis-has-account-disabled

    ” ‘Facebook thinks I’m a terrorist’: woman named Isis has account disabled

    Isis Anchalee, a San Francisco-based engineer, claims to have had her Facebook account disabled because of her name”

    Notate che la cretina ha potuto ri-autoschedarsi grazie a un impiegato di Facebook dal nome decisamente sciita di Omid Farivar.

    • Z. says:

      Addirittura cretina? per come ha reagito al ban o perché sta su FB?

      Comunque anni fa Salvini fece un’interrogazione parlamentare quando gli bloccarono l’account FB. Già da quello avrei dovuto immaginare che sarebbe diventato il leader dell’ opposizione italiana 🙂

    • Eccone un’altra…

      ladruncolo cerca di scippare la catenina presumibilmente d’oro a una signora:

      http://www.ilgiornale.it/news/cronache/togliti-crocifisso-collo-straniero-attacca-donna-1195655.html

      “Cagliari, extracomunitario strappa crocifisso dal collo di una donna

      Violenza a Cagliari: una cinquantacinquenne ha denunciato ai carabinieri di essere stata aggredita da un extracomunitario che le ha strappato dal collo un pendente a forma di crocifisso”

      • Eccone un altro….

        http://www.imolaoggi.it/2015/11/16/imola-panico-a-bordo-del-bus-101-passeggero-estrae-una-pistola/

        “Imola, panico a bordo del bus 101: passeggero estrae una pistola
        IMOLA lunedì, 16, novembre, 2015

        Imola – Panico a bordo di un bus Tper, dove un uomo ha estratto una pistola, seminando il terrore tra i passeggeri. E’ successo ieri sera, per le vie di Imola.

        Da quanto si apprende, intorno alle 20:30, la Centrale Operativa del 112 era stata informata che un uomo a bordo dell’autobus di linea Tper 101, dopo aver seminato il panico tra i passeggeri, perlopiù ragazzi italiani e magrebini, urlando e alzando in aria una pistola lungo la tratta “Castel San Pietro Terme-Imola”, era sceso in prossimità del capolinea.

        Individuato pochi minuti dopo da una pattuglia dell’Arma, l’uomo è stato trovato in possesso della pistola, che si è poi rivlata essere un giocattolo. All’oggetto era stato rimosso il “tappo rosso”, e poteva quindi facilmente venire scambiata per vera.

        Secondo quanto riferito dai militari, il comportamento esagitato del 47enne – originario di Castel San Pietro Terme e gravato da precedenti di polizia – sarebbe stato causato da un abuso di bevande alcoliche. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Imola lo hanno così denunciato per minaccia aggravata.”

    • Eccone altre, tutte in fila…

      visto cosa succede a far studiare ‘ste ragazzine muslimaniche, invece che tenerle chiuse in casa? Colpa degli xenofili!

      http://www.imolaoggi.it/2015/11/18/varese-studentesse-musulmane-escono-dalla-classe-durante-il-minuto-di-silenzio-per-parigi/

      “Estremisti di casa nostra. Ci siamo tutti stupiti ieri per quanto accaduto in Turchia. Tifosi fischiano durante il minuto di silenzio per la strage di Parigi urlando ”Allahu akbar”. Ora un episodio simile, cinico e sprezzante, si verifica in Italia.

      Alcune studentesse musulmane sono uscite dall’aula di una scuola di Varese, rifiutandosi di partecipare insieme ai compagni e all’insegnante al minuto di silenzio di lunedì scorso per commemorare la vittime degli attentati di Parigi. messaggero

      Sull’episodio, riportato oggi dal quotidiano ‘La Prealpina’, sono in corso accertamenti da parte della Digos di Varese, che ha ricevuto una segnalazione. Le ragazzine marocchine frequentano la classe prima all’Istituto tecnico commerciale Daverio, dove lunedì le lezioni si sono interrotte per il minuto di silenzio osservato nelle scuole di tutta Italia. Sono in corso quindi accertamenti sulle motivazioni della decisione delle studentesse, in una scuola frequentata da diversi ragazzi di religione islamica.

      Ancora non chiaro il motivo del gesto, ma alcuni xenofili hanno già trovato la giustificazione infatti le ragazze avrebbero voluto semplicemente protestare contro la disparità di trattamento tra le vittime di Isis in Europa e quelle nel resto del mondo.”

      • Eccone un altro, ma non ho capito cosa c’entrano i Casamonica:

        http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_gabrielli_pronti_abbattere_droni/notizie/1687360.shtml

        “Il Messaggero > Roma > Cronaca
        Roma, Gabrielli: «Pronti ad abbattere droni»
        «Dopo quanto è accaduto durante i funerali di Vittorio Casamonica stiamo predisponendo un potenziamento del sistema di intercettazioni dei droni che consentiranno, sempre in condizioni particolari, anche il loro abbattimento». È quanto ha dichiarato il prefetto di Roma Franco Gabrielli a margine della presentazione della sala operativa del nuovo Numero unico per le emergenze. “

        • Francesco says:

          non ti ricordi la storia dell’elicottero che buttò i petali di rosa sul funerale? la prossima volta i droni lo abbattono, ammazzando qualche decina di persone

          ciao

        • Eccone due altri:

          http://www.fdesouche.com/671121-reims-51-mes-freres-vont-te-couper-la-gorge-je-vais-partir-paris-tuer-des-gens

          Deux affaires sont déjà signalées dans la Marne, la première à la maison d’arrêt de Châlons-en-Champagne où un détenu rémois de 29 ans aurait crié « Vive Daesh », lundi, alors qu’il se trouvait dans l’unité sanitaire de l’établissement. Il sera jugé le 11 décembre.

          Toujours lundi, c’est à Reims que le passager d’un bus s’est fait remarquer lors d’une altercation avec un contrôleur. Il a sorti un tournevis puis mimé, de sa main libre, un geste d’égorgement tout en déclarant : « Mes frères vont te couper la gorge ! Je vais partir à Paris tuer des gens ! »

        • eccone un altro:

          “Samedi, à la maison d’arrêt de Douai. La nouvelle des attentats perpétrés à Paris est sur toutes les lèvres. Du côté de la cellule de S. D., Roubaisien de 23 ans, des cris se font entendre. Des surveillants tendent l’oreille et retranscrivent ce qu’ils entendent : « Cent vingt morts en douze minutes, c’est un record ! C’est que le début, on va tous les niquer ces enculés, c’est notre tour bande de bâtards ! On les a eu ces sales Français ! »

          S. D. est français mais n’a visiblement pas la même façon de réagir à l’horreur des actes commis le vendredi 13. En tout cas, c’est ce que l’on peut légitimement penser à la lecture de ces propos retranscrits. Sauf que S. D., le seul des deux détenus à être présenté au tribunal (celui de la cellule mitoyenne, placé en garde à vue lui aussi, n’est pas poursuivi), est formel : « C’est pas ce que j’ai dit ! » Le jeune homme, dont le casier comporte déjà quatorze mentions, n’a pas été jugé cet après-midi. Il a demandé un délai pour préparer sa défense et son procès a été renvoyé au 2 décembre.

          « Je vais fermer mon compte Facebook »

          A. L. a demandé un renvoi lui aussi. Son procès aura lieu le 9 décembre. Le jeune Douaisien de 25 ans, domicilié dans le quartier de Dorignies, s’est « illustré » sur Facebook lui, ce même 14 novembre. Sur son « mur », il est soupçonné d’avoir publié un dessin représentant « Allah is my king » sur un drapeau tricolore, des messages comme « Sortez HK (une arme), le monde part en couille » et « Faites sauter le commissariat de Douai, au moins un truc utile ». Prévenus par un appel anonyme, les policiers l’ont cueilli à son domicile et A. L. n’a pas apprécié. Au cours de la perquisition, il est soupçonné d’avoir giflé un fonctionnaire qui s’apprêtait à saisir son ordinateur.

          Jusqu’à mardi, A. L. n’avait pourtant été condamné « que » pour vol en 2008 et incendie en 2009. Depuis ces condamnations, ce fils unique qui vit du RSA chez sa mère divorcée n’est pas resté sans rien faire : fort d’un CAP de peintre en bâtiment aux Compagnons du tour de France, d’un BEP de plaquiste, il a travaillé dans une entreprise de bâtiment, fait quelques missions d’intérim chez Renault… Pourquoi aurait-il publié de tels propos ? On le saura le 9 décembre. En attendant, A. L. est placé sous contrôle judiciaire et promet : « Je vais fermer mon compte Facebook ».

        • eccone un’altra:

          Attentats : une jeune femme voilée agressée à Marseille

          Un homme lui a asséné un coup de poing après l’avoir assimilée à une terroriste, à la sortie d’une bouche de métro.

          Une jeune femme voilée a été agressée à la sortie d’une bouche de métro dans le centre de Marseille par un homme lui reprochant, selon les déclarations de la victime, d’être une terroriste, a-t-on appris mercredi de source policière. L’agresseur, âgé d’une vingtaine années aurait fait référence aux signes religieux de la jeune femme, qui portait un hijab (voile laissant le visage apparent) et l’aurait assimilée à une terroriste, avant de lui asséner un coup de poing et de la blesser légèrement au thorax avec un objet pouvant être un cutter, a indiqué la Direction départementale de la sécurité publique (DDSP).

          Plusieurs tags islamophobes dans le département. La victime, qui a appelé la police et a été conduite aux urgences, s’est vu prescrire deux jours d’ITT. L’enquête a été confiée à la sûreté départementale, dont les fonctionnaires assurent mettre “tout en oeuvre pour identifier et interpeller l’auteur” de cette agression. Depuis les attentats, plusieurs tags islamophobes ont été constaté dans le département, notamment à Aix-en-Provence, a également indiqué le préfet de police des Bouches-du-Rhône, Laurent Nunez.”

        • eccone quattro altri:

          Charente-Maritime : ils crient “Allahu Akbar” devant le commissariat de Royan
          1 commentaire
          Publié le 18/11/2015 à 14h15 , modifié le 18/11/2015 à 15h42 par Charlotte Laroche
          Deux hommes et deux femmes ont été placés en garde-à-vue lundi soir. Ils seront jugés le 29 décembre à Saintes.
          Charente-Maritime : ils crient “Allahu Akbar” devant le commissariat de Royan
          Les quatre interpellés circulaient lentement en voiture devant le commissariat lorsqu’ils ont crié.

          Pour eux, il s’agissait juste d’une mauvaise blague. Mais après les terribles attentats qui ont touché Paris, vendredi soir, il y a des blagues à ne pas faire…

          A bord d’une Clio qui roulait lentement au moment de passer devant le commissariat de police de Royan, deux hommes, âgés de 29 et 26 ans, et deux femmes, âgées de 25 et 20 ans, ont crié ” Allahu Akbar”, lundi soir, peu avant minuit. Une cinquième personne était également à bord du véhicule mais a été dédouanée par les quatre autres passagers. Elle n’a donc pas été inquiétée.

          Les quatre autres ont, eux, passé la nuit en garde-à-vue après avoir été rattrapés par un équipage de la BAC (Brigade anti-criminalité), rue Daniel Hedde. Ils ont été relâchés mardi en fin d’après-midi. L’homme âgé de 29 ans était déjà connu des services de police, mais pour des délits de droit commun.

          Les quatre passagers seront jugés le 29 décembre par le tribunal correctionnel de Saintes.

          • Titolo su Repubblica:

            “E l’ambasciata americana in Italia avverte i turisti Usa: a rischio assalti chiese, hotel e ristoranti a Roma e Milano”

            E no eh, Firenze niente?

          • roberto says:

            certo che ce ne sono di burloni in giro….

            mi viene comunque da pensare che l’europa è l’unico posto al mondo dove puoi fare certe burle e cavartela con una ramanzina

          • Eccone un altro:

            Il preside dell’ISIS di San Giovanni Val d’Arno cambia nome alla scuola.

            http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2015/11/16/news/il-preside-cambiano-nome-alle-scuole-superiori-con-acronimo-isis-1.12456916

            Non sarà più un Istituto Statale di Distruzione Superiore.

            • Però Roma è sempre Roma:

              http://www.ilgiornale.it/news/cronache/giubileo-sicurezza-colabrodo-nessun-controllo-sugli-zaini-ab-1178013.html

              Secondo quanto mostra un servizio di Agorà, nella Capitale lasciare uno zainetto abbandonato a San Pietro, Stazione Termini e Aeroporto di Fiumicino senza che nessuno intervenga è abbstanza semplice. L’inviata camuffandosi da turista ha fatto un primo test a San Pietro sotto il colonnato del Bernini. Ha abbandonato uno zaino e nessuno è intervenuto per circa 20 minuti. Poi il secondo test viene fatto a Fiumicino. Lo zaino è stato abbandonato in una delel zone d’attesa dell’aeroporto. Anche in questo caso nessun intervento delle forze dell’ordine per circa 60 minuti. Infine ultimo test alla stazione Termini. In questo caso lo zaino resta abbandonato per circa 40 minuti. La borsa questa volta era vuota, ma durante il Giubileo per colpire i terroristo potrebbero ricorrere a metodi simili.

              • Eccone diversi altri:

                http://www.lexpress.fr/actualite/societe/assaut-a-saint-denis-l-interview-d-une-femme-voilee-enflamme-les-telspectateurs_1737052.html?utm_campaign=Echobox&utm_medium=Social&utm_source=Facebook

                Durante l’assalto della polizia a Saint-Denis, una passante con il piercing al naso ma il foulard in testa si tira su un lembo del foulard per non venire ripresa dalle telecamere. Reazione:

                “8h18: La France se réveille sous le choc. Une femme OSE se montrer entièrement voilé devant la France entière!” s’émeut un twitto. “On se fout de notre gueule!” ajoute un autre. Un troisième pointe une “infraction en direct”, faisant probablement référence à la loi du 11 octobre 2010 qui interdit de “dissimuler son visage” dans l’espace public, que ce soit avec un voile intégral, une cagoule, un masque ou tout autre accessoire ou vêtement utilisé dans le même but.”

              • Eccone un altro:

                http://www.fdesouche.com/670513-calais-daesh-good-crie-un-migrant-iranien-de-la-jungle-aux-crs-il-est-relaxe

                Come sicuramente pochi sanno, l’Inghilterra-modello-di-democrazia ha eretto su suolo francese un alto muro sormontato da filo spinato, in modo da impedire ai profughi di entrare nel porto di Calais e imbarcarsi sulle navi.

                In questo modo, si è creato un gigantesco ingorgo a terra, un vasto campo di stracci e immondizia dove migliaia e migliaia di persone si sono ammucchiate, e che viene chiamato “la giungla”.

                L’altra sera fermano un iraniano che cerca di passare il Muro, e alla polizia che lo trascina via grida qualcosa che i poliziotti interpretano come, “Daesh is good!”, frase che negherà di avere pronunciato (è stato assolto, comunque).

                L’individu, qui séjourne dans la « jungle » a été intercepté dans la nuit du 15 au 16 novembre alors, qu’en compagnie de trois autres personnes, il tentait de pénétrer dans l’enceinte du port. Refoulé par les CRS, il aurait alors crié à plusieurs reprises, en s’adressant aux policiers, « Daesh is good » (« Daesh est bon ») avant de prendre la fuite.

              • Eccone un altro:

                Pietrangelo Buttafuoco si è convertito all’Islam, al polo ovviamente esattamente opposto a quello dei jihadisti. Una divertita analisi, che dice alcune sciocchezze ma anche cose valide:

                http://www.glistatigenerali.com/filosofia/lislam-di-pietrangelo-buttafuoco/

          • Francesco says:

            Prendo spunto dall’ultimo articolo postato da Miguel (che almeno non è nella lingua ignota parlata oltralpe) per dire che la mancanza di attentati islamisti in Italia (nè quelli vecchi di Al Qaida nè quelli nuovi di ISIS) mi rallegra ma non so quanto sia attribuibile all’efficienza dei nostri servizi di sicurezza.

            E quanto ad accordi taciti di non belligeranza.

            Ciao

            • “la mancanza di attentati islamisti in Italia (nè quelli vecchi di Al Qaida nè quelli nuovi di ISIS) mi rallegra ”

              Forse la causa può essere quella che dici tu, ma non credo che basterebbero accordi taciti per controllare i giovani delle periferie.

              Non ci sono attentati – penso – perché, per ora, non ci sono banlieues, l’immigrazione da noi è molto più mista e non si sono ancora consolidate le seconde e le terze generazioni. Siamo ancora a quelli che si fanno un mazzo così per mantenere la famiglia.

  11. carlo says:

    Qua – questo sito – è prezioso per la raffinatezza e profondità delle riflessioni, che partendo dal Martinez, irradiano poi anche sui commentatori del blog. Però arrivati alle aquile del metallo morto: boh? E’ musica, no? Beh, allora? Roba come un’altra…
    Come se la musica al giorno d’oggi (per il passato non so, mi dicono che i poveri frequentavano le opere mozartiane, ma poi bisogna sempre vedere quanto poveri…) non fosse un fatto indentitario. E vale per tutti, compresi quelli che ascoltano la cosiddetta musica colta (che comprende la “classica” ma non si esaurisce lì). Qualcuno davvero pensa che al Bataclan quella sera ci sarebbe stato lo STESSO pubblico se avessero suonato Orietta Berti o Krystian Zimerman? No, nessuno può ragionevolmente sostenerlo. La musica è una scelta di stile. Un’appartenenza, anche solo in senso emotivo. Avete mai provato a fare ascoltare ad un ragazzo qualcosa che non sta nel suo iPod di quel preciso momento? “No, ma io quella roba non l’ascolto”, che è come dire che è distonica con la mia inclinazione stilistica o emotiva o entrambe. Allora, perché ascoltare quella musica? Quella musica parla di diavolo e diavoli e sangue e morti e lutti. “Boh” se permettete lo dico io ora, perché se mi fate (come è sacrosanto) un’analisi dettagliata dell’antropologia del ragazzo della banlieue (per dirne una), perché l’ascoltatore del rock satanico non se la merita?

    • Dif says:

      Secondo me per fare un’analisi bisogna prima sapere di cosa si sta parlando e mi sembra che i frequentatori del blog vuoi per età, vuoi per diversità di interessi, non mi sembrano molto esperti di culture giovanili.
      A me ha dato fastidio, più della mancata analisi, il tono dell’articolo che diceva in sostanza che i ragazzi che ascoltano quella musica sono dei bambocci viziati che si sentono fichi a parlare di morte (poi ripeto, non è detto che il death metal debba parlare solo di quello) e poi se la fanno addosso quando la morte arriva veramente.
      Tra l’altro poi non capisco nemmeno dove vuole andare a parare l’autore: chi è scappato sarebbe dovuto rimanere lì? I morti se lo sono meritato? Boh.

    • roberto says:

      “Qualcuno davvero pensa che al Bataclan quella sera ci sarebbe stato lo STESSO pubblico se avessero suonato Orietta Berti o Krystian Zimerman?”

      la domanda è interessante ma non sono sicuro di condividere totalmente la risposta che dai.
      certo è sicuro che una parte, probabilmente una gran parte, del pubblico del concerto non sarebbe andataa sentire orietta berti, ma non credo che si possa dire che la musica sia solo un fatto identitario, perché di persone curiose che vanno ad ascoltare un po’ di tutto ce ne sono a mazzi (e, giusto per parlare di me stesso, effettivamente nel mio gruppetto di amici concertari abbiamo gusti abbastanza diversi con il risultato che ascoltiamo un po’ di tutto) o anche di persone semplicemente con gusti variati.

    • Z. says:

      Perché, quella specie di articolo sarebbe una “analisi”?

    • Francesco says:

      perchè anche fosse corretto dire che è un coglione, e mi pare esagerato, non risulta abbia ammazzato nessuno

      e questo rileva, che cavolo!

  12. Franco Morris says:

    Se ci fosse un Oscar all’idiozia, questo post vincerebbe il primo premio cum laude. Cioè, questo scrive un pezzo basato interamente sul gruppo rock che suonava al caffè di Parigi, premettendo che non li conosce minimamente… Infatti, subito dopo dimostra di non sapere quello che dice… Perché questo gruppo è un gruppo parodia, nato per prendere per il culo i “posers” dell’hard rock, come dimostrano testi, abbigliamento e musica. Un po’ come gli Spinal Tap… E questo prende le cazzate che il gruppo si diverte a scrivere nei testi per cose serie! Arriva a parlare di “sofferenza e brutalità condita come al solito di anticonformismo da mulino bianco” senza che neppure lo sfiori l’idea che questi stanno prendendo per il culo proprio queste cose!!! Poi parla di musica “sequenziata e mixata al computer” come se parlasse di un gruppo di elettronica post-rock, quando questi fanno un rock venato di country… Dunque, premesso e confermato che non sa un cazzo di ciò di cui sta parlando, ci aggiunge il carico da 12: siccome si presentano con un atteggiamento da duri, non dovrebbero scappare di fronte ai terroristi, ma buttarsi di petto contro i proiettili!!! Tipo che se al posto loro c’erano i Blues Brotehrs avrebbero dovuto inseguirli con la blues mobile per le vie di Parigi, dato che erano in missione per conto di Dio…

    • Francesco says:

      grande film!

      e bella idea

      😀

    • Z. says:

      In effetti bastava leggersi la voce degli EoDM su en.wiki pet capire che non si tratta certo né di musica satanica (qualsiasi cosa sia) né di musica elettronica, ma di una band ironica. Insomma, parliamo di una band che si chiama “Gli Eagles del death metal”, miseriaccia 😀

  13. Franco Morris says:

    Caro Martinez, giusto per farle capire che è meglio che uno parli di ciò che sa e non a vanvera, riprendo il suo stesso commento a questo post tratto dal blog di Simplicissimus e poi le spiego due cose:

    Martinez:
    Ho rubato e copincollato sul mio blog questo pezzo, lo ritrovi qui: http://www.kelebeklerblog.com.

    Comunque, ti regalo un significativo brano degli Eagles of Death Metal, che sembra cantare le tue parole:

    Well, I don’t know why I came here tonight
    I got the feeling something ain’t right
    I’m so scared in case I fall off my chair
    And I’m wondering if I’ll get down the stairs
    Clowns to the left of me, jokers to the right
    Here I am, stuck in the metal with you
    Stuck in the metal with you

    Well, I’m stuck in the metal with you
    And I’m wondering what is I should do
    It’s so hard to wipe this smile from my face
    Lose control and I’m all over the place
    Clowns to the left of me, jokers to the right
    Here I am, stuck in the metal with you

    Well, you started out with nothing
    And you’re proud you’re a self-made man
    And your friends they all come crawling
    Slap you on the back and say, “Please, please”

    Peccato che il brano in questione non sia degli Eagles of Death Metal, ma sia stato inciso dagli Stealers Wheel nel 1972. Un hit di discreto successo, che forse le sarà capitato di sentire qualche migliaio di volte alla radio o su qualche film, e che parla di quando i 2 autori del brano si ritrovarono a un tavolo di ristorante a discutere di affari con gli agenti della casa discografica…
    Gli EODM hanno solo coverizzato il pezzo… Alla luce di tutto ciò il suo commento “un significativo brano degli Eagles of Death Metal, che sembra cantare le tue parole” fa un po’ ridere, dai!
    Ripassi a settembre col suo collega di Simplicissimus

    • Francesco says:

      Sorry mr. Morris ma coverizzato non si può proprio sentire.

      Ciò detto, torno alla collezione di 45 giri di Cristina d’Avena.

      F

    • “Peccato che il brano in questione non sia degli Eagles of Death Meta”

      Ho trovato cercando lyrics Eagles of Death Metal. Se non c’entrano niente con il brano, mi sono sbagliato…

      • Franco Morris says:

        Infatti. E neanche il testo della canzone c’entra nulla con quello che scrive Simplicissimus, come invece sostiene lei nel suo commento. Si vede che si è sbagliato di nuovo…

        • Francesco says:

          Mr. Morris

          la prego di moderare il tono. Qui non usa una insulsa e gratuita aggressività.

          Grazie

        • ” E neanche il testo della canzone c’entra nulla con quello che scrive Simplicissimus, come invece sostiene lei nel suo commento.”

          Il testo mi sembra un bell’esempio di fiato sprecato e di nullità. Comunque, se gli Eagles ecc. non c’entrano niente con quel testo, è ovvio che mi sono sbagliato.

  14. Franco Morris says:

    Mr Francesco,

    questo è un blog di informazione/riflessione, quindi mi pare il minimo correggere con i fatti chi dà informazioni/fa riflessioni basate su degli abbagli. Lungi da me il ricorso a un’insulsa e gratuita aggressività. Semmai la mia è una frecciatina ironica contro il pressapochismo.

    Saluti

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