Il cardo del cardatore

Cardare…

Pettinare, districare le fibre tessili e ripulirle da ogni impurità mediante cardi o scardassi, nella lavorazione manuale, e mediante carde nella lavorazione meccanica, in modo da renderle soffici e pronte per la filatura.

E questo ero lo strumento:

cardareFoto scattata nel campo che scende giù al fiume, dove pascolano le vacche, sempre nell’ultimo lembo del Granducato prima della Romagna.

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52 Responses to Il cardo del cardatore

  1. Francesco says:

    I believe you but … when was this the tool?

    😉

    • “I believe you but … when was this the tool?”

      Ho fatto vedere la foto ieri a un mio amico, di una sessantina d’anni, nato dalle parti dove sono andato questo fine settimana, e lui ha subito identificato lo strumento. Evidentemente si usava ancora quando lui era giovane.

      • Francesco says:

        non mi stupisce il successo commerciale dell’Inghilterra, devo dire

        ma è un fiore come sembra o è artificiale?

        • Forse sono stato un po’ enigmatico nelle spiegazioni.

          Questo fine settimana, sono andato alla parte del Granducato che dicevo, tra Arezzo e Rimini.

          Ho fotografato tra l’altro questo cardo. Che poi un indigeno ha identicato come lo strumento che si usava per cardare appunto la lana.

      • roberto says:

        sono certo per averli visti in tutti i musei agricoli esistenti aldiquà delle alpi (gli svantaggi di avere bambini curiosi che non si accontentano di venire a bere la birra in un pub con il papà) che nelle campagne francesi di fine ottocento i cardi (pianta) erano stati sostituiti da un coso fatto con due tavolette di legno con dei fili di ferro molto stretti, e che comunque la cardatura semi industriale era già apparsa.
        ricordo comunque di aver letto che fino alla prima metà del XIX secolo si usavano esclusivamente i cardi.
        non ho idea de in inghilterra o italia le cose fossero diverse

  2. mirkhond says:

    I tuoi figli già bevono la birra?

    • Francesco says:

      ma figurati, il nostro Robe Lux fa tanto il gradasso qui ma poi sarà tenuto a stecchetto da una Frau salutista

      scommetto che hanno bevuto la bufala dell’OMS sulla carne lavorata e sono già diventati vegani!

      😀

      • roberto says:

        francesco,
        accetto qualsiasi cosa ma non vegano!
        ritira subito se non vuoi che scateni le potenze massoniche contro quel che resta dei cattolici italiani
        😀

        (comunque la grande è abbastanza grande da potersi bagnare le labbra con sostanze alcoliche, giusto per toglierle la curiosità e farle perdere il gusto del proibito prima ancora di averlo)

        • Francesco says:

          Avete già iniziato, ormai si dice quasi apertamente che i cattolici sono unfit per lavorare per lo Stato.

          Si inizia coi politici “servi del Vaticano”, coi giudici iper-cattolici, con i medici obiettori, con gli insegnanti … no quelli no, sono troppa ciccia elettorale!

          🙁

          • paniscus says:

            Si inizia coi politici “servi del Vaticano”, coi giudici iper-cattolici, con i medici obiettori, con gli insegnanti … no quelli no, sono troppa ciccia elettorale!
            ———————–

            Scusa, ma fino a pochissimo tempo fa l’accusa tipica non era quella che “gli insegnanti fossero tutti di sinistra“, e che “facessero il lavaggio di cervello ai ragazzini secondo l’ideologia marxista “, e che ingiustamente “valutassero i compiti in base alle idee” invece che alla forma e allo stile, ovviamente in senso komunista?

            Adesso è cambiato il vento, e si accusano gli insegnanti di essere tutti reazionari cattolici, e di martellare le giovani menti di propaganda clericale?

            Giuro che non me n’ero accorta.

            L.

          • paniscus says:

            Scusate se mi autocito subito:
            ————————-
            …ma fino a pochissimo tempo fa l’accusa tipica non era quella che “gli insegnanti fossero tutti di sinistra”, e che “facessero il lavaggio di cervello ai ragazzini secondo l’ideologia marxista ?”

            …. e aggiungo:

            Per fortuna che ‘sta fissazione patologica riguardava solo gli insegnanti di italiano, o al massimo quelli di storia e filosofia.

            GIURO di non aver mai sentito parlare di un insegnante di chimica accusato di discriminare un alunno e di abbassargli ingiustamente il voto perché dichiarava di credere nell’omeopatia…

            …o di un insegnante di matematica accusato di “fare il lavaggio di cervello ai ragazzi” per aver spiegato loro che la radice quadrata di -1 non esiste nel campo reale, mentre qualcuno potrebbe essere ideologicamente contrario a tale conclusione.

            L.

      • roberto says:

        PS perché quella dell’OMS sarebbe una bufala?

        credevo che la relazione fra consumo di carne e cancro fosse ipotizzata da tempo

        • Francesco says:

          è più facile che l’Inter vinca qualcosa con merito che la carne rossa faccia male (esluse le indigestioni)

          ci sono questioni di principio in cui la ricerca scientifica non deve mettere becco e le salsiccie sono tra le principali!

          ciao

          PS io ci provo ma la prole guarda le bevande alcoliche con sommo disgusto

        • Mauricius Tarvisii says:

          Non è una bufala. Semplicemente gli insaccati ora sono insieme alla luce solare tra le cose che possono aumentare il rischio di tumore.
          Io quest’estate dicevo per scherzo che non avevo voglia di stare ore al sole perché il sole fa male… ora i vegani fanno lo stesso con la carne, solo che parlando sul serio 😀

        • PinoMamet says:

          Io per un attimo ho gioito, non avendo mai mangiato insaccati (come già raccontato, mi hanno sempre fatto schifo);

          poi c’ho pensato su e mi sono detto “no, dai, ci deve essere qualcosa di sbagliato”.

          Stamattina sento per radio il rappresentante degli allevatori, o dei salumifici, o non so chi, italiano, che dava la spiegazione a orecchio (sottolineo: a orecchio) più credibile:

          sì, gli insaccati sono cancerogeni e si sapeva, ma se ingestiti in quantità industriale (“enormemente superiore alla media italiana”, ha detto proprio così, “enormemente”) e soprattutto quelli che contengono prodotti che in Italia non si usano per legge, o sottoposti ad affumicatura (che in Italia riguarda una parte esigua della produzione).

          In compenso, l’Italia rischia di rimetterci molti posti di lavoro (dice).

          • Roberto says:

            ” soprattutto quelli che contengono prodotti che in Italia non si usano per legge”

            Certo, per i produttori l’erba del vicino è sempre più gialla, però vorrei far notare che tra un salame italiano, un francese e un tedesco, prodotti proibiti da una parte e permessi da un’altra non dovrebbero essercene.

            Sull’affumicatura invece credo che abbia ragione, è una tradizione che (purtroppo) in Italia non c’è.

            Sul resto, vabbé stasera pesce (al mercurio?) e verdure (ai pesticidi?) ma a pranzo un bel panino con la mortadella me lo sono proprio goduto.

          • PinoMamet says:

            Vabbè, lui parlava della legge italiana, quella francese o belga o spagnola mica è tenuto a saperla 😉 (né a difendere i loro prodotti, ovviamente)

            sta di fatto che gli insaccati possono essere cancerogeni, insomma;
            se ingeriti in enorme quantità.

            Un po’ come il sole nell’esempio di Mauricius, insomma 🙂

          • Roberto says:

            Certo, quello che contesto è “i prodotti italiani sono meno cancerogeni”….da un paio di giorni la rassegna stampa è divertente perché tutti i produttori europei dicono “i nostri prodotti sono meno pericolosi”. Almeno 27 mentono 🙂

          • Z. says:

            Il fatto che tutti dicano la stessa cosa non significa che il cibo sia altrettanto sano ovunque, caro il mio eurocrate 😀

          • Roberto says:

            Il fatto che su 28 tutti dicano “il mio è il più sano” vuol dire che 27 mentono visto che il “più” è uno solo 🙂

          • Francesco says:

            io invece farei così: 27 dicono “il mio è più sano (di quello fatto nel Granducato” e il Lussemburgo si adegua

            😉

          • Z. says:

            Sì Robbè, ma tu ne fai una questione formale, da avvocato: chi mentirebbe e chi no.

            Io ne faccio una questione sostanziale e concreta, da cittadino: quale cibo è sano e quale no.

            😛

  3. Mauricius Tarvisii says:

    I ciompi, infatti, erano gli scardassatori

    • Francesco says:

      ma è vero che i ciompi delle Fiandre vinsero la loro rivoluzione e crearono dei Soviet potenti e tra i più ricchi d’Europa?

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ma dici la rivolta che portò alla battaglia di Courtrai (o “degli speroni d’oro”)?
        In tal caso era molto poco un soviet e molto di più una rivolta cittadina.

  4. Z. says:

    Miguel,

    — nell’ultimo lembo del Granducato prima della Romagna —

    Come a dire “in un Paese forestiero e remoto, poco prima dell’ingresso nel Mondo”.

    😀

    • PinoMamet says:

      😀 Confermo!!

    • “Come a dire “in un Paese forestiero e remoto, poco prima dell’ingresso nel Mondo”.”

      Ma va là, cul zal!

      • Z. says:

        Modenese a me? e a Pino cosa dirai, “testa quadra”?

        Non c’è più religione, non c’è, e nemmeno ateismo!

        😀

      • MOI says:

        Ha ha ha ! Bellissima, la so : “cul zal” (culo giallo) significava “socialdemocratico” e “cul bianch” (culo bianco) significava “democrostiano” !

        … Come passa il tempo 🙁 !

        • “cul zal” (culo giallo) significava “socialdemocratico””

          Non so a Bologna, a Rimini indicava le divise gialle dei papalini, viste da dietro mentre fuggivano.

          • Z. says:

            Guarda, “modenese” era sbagliato, ma era fuori centro di qualche decina di chilometri.

            Ma “riminese” a me, che vengo esattamente dalla parte opposta della Romagna? che vengo dal ravennate, da dove la terra è piana e la piadina è buona? dalla terra di Stecchetti, di Talanti, di Zaccagnini, di Vincenzo Monti, di Arrigo Sacchi?

            No, no, non ci siamo 😀

      • MOI says:

        MENU’

        mucca pazza
        carni bianche cancerogene
        carni rosse all’ estrogeno
        pesce al mercurio
        pollo alla diossina
        uova alla salmonella
        verdure alle radiazioni (particolarmente prelibate quelle di Chernobyl)
        vino al metanolo
        frutta ai “veleni” per gli insetti
        dolci all’ aspartame

        … E poi si paga pure il conto

        • daouda says:

          Famose dettà ‘r menù da Gianni Morandi che è n’intenTitore

        • roberto says:

          e per digerire vodka all’antigelo!

          su chernobyl, avevo letto che più che le verdure, le cose più contaminate sono i funghi di bosco e di conseguenza gli animali che se ne cibano
          dalle mie parti, ogni anno, all’apertura della stagione della caccia, si leggono dati abbastanza inquietanti per i cinghiali, con il consiglio di consumare di prevalenza i cinghialetti (in effetti tengo vuoto il freezer nell’attesa del mio cinghialetto)

  5. MOI says:

    @ ROBERTO

    … Cos’è ‘sta storia che la UE vuol promuovere il consumo alimentare d’insetti ?!

    • Roberto says:

      scusa ma solo l’idea mi fa girare lo stomaco….preferisco i transumanisti

      • MOI says:

        @ ROBERTO

        Va’ e facci da Kathékon !

        … 28 ottobre 2015

        http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/ue-insetti-e-alghe-potrebbero-finire-sulle-tavole-dei-cittadini-come-alimenti_2140876-201502a.shtml

        Ue, insetti e alghe potrebbero finire sulle tavole dei cittadini come alimenti. Manca il via libera dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare e i nuovi “cibi” potranno essere consumati liberamente. Il Parlamento di Strasburgo ha approvato l’accordo sul “novel food”. Protestano i Verdi

        • Roberto says:

          Ripeto moi, è un argomento che non mi interessa.
          Ho visto che è stata autorizzata la commercializzazione di certi insetti, ma questo non mi impedirà certo di farmi una bella bistecca.
          Ad ognuno i suoi gusti, se a uno gli piace mangiare scarrafoni buon pro gli faccia.
          Se, come si legge un giorno sì e l’altro pure, le blatte sono il cibo del futuro, spero proprio di essere morto prima.

          Infine i Verdi protestano sempre e comunque, non mi pare una notizia

        • Roberto says:

          Sulle alghe invece devo ammettere che complice il mio interesse per la cucina giapponese ne ho scoperte alcune veramente buone.
          Poi qui vendono un’alga che si chiama haricot de mer che è piuttosto sfiziosa

        • Roberto says:

          Per tutto il resto sono un grande tifoso delle etichette.
          Vuoi commercializzare le lasagne con la carne di topo del deserto del Gobi?
          Bene scrivilo sull’etichetta così le evito (faccio per dire che i cibi precotti non hanno mai varcato la soglia di casa mia)

    • Mauricius Tarvisii says:

      Autorizzare non incentiva. Oppure credi che l’UE incentivi il consumo di pizza? 😀

  6. MOI says:

    @ LISA

    … E la Chimica Giacobina che ha cambiato nome ai Gas Nobili in Gas Inerti ?! 😉

    • habsburgicus says:

      “la rivoluzione non ha bisogno di scienziati”…il giudice [Fouquier-Tinville ?] a Lavoisier, prima di comminargli la ghigliottina
      però di Galileo, 1000 trasmissioni, 10.000 articoli ecc..e di questo manco 10 minuti a mezzanotte, eh..vero, Moi ? 😀

      • MOI says:

        Sì, lo sapevo da un articolo di Messori … ti ringrazio per averlo ricordato, anche se prevedo un effetto non troppo 😉 dirompente.

        Immagino che anche Lisa lo sapesse già …

      • MOI says:

        Ovviamente parliamo del Pad _ pardon ! _ del Genitore Uno 😉 della Chimica Moderna, eh !

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io li ho sentiti sempre chiamare gas nobili. Anche perché “inerte” potrebbe essere foriero di fraintendimenti, tipo con l’azoto.

      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Inerte_(chimica)

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