Le nostre periferie

Oggi ho letto un articolo in inglese, che non ho tempo di tradurre, scritto da Tam Hussein, un vero giornalista di scuola britannica.

Parla di Fatlum Shalaku.

Un ragazzo di origini kosovare, cresciuto nel quartiere londinese, oggi prevalentemente marocchino, di Ladbroke Grove.

Apprezzato a scuola (la stessa dove studiò Tam Hussein), legato alla banda giovanile del Westside, un bel viso ancora da adolescente, che con il nome di Abu Musa al-Britani

alzò il dito indice verso il cielo in testimonianza dell’unità di Dio e poi si lanciò con un camion carico di esplosivi contro una posizione militare irachena a Ramadi”

permettendo la vittoria dell’Isis nella storica battaglia di questa primavera. E pensare che aveva appena disdetto un biglietto per andare in vacanza in Spagna, scegliendo una meta così diversa.

Sappiamo bene come sarebbe trattato un tema del genere in Italia.

Accuse contro la polizia per non aver agito in tempo, accuse contro la scuola che non sa educare, accuse contro tutti i musulmani di tutto il mondo, accuse contro chiunque sia nato all’estero, accuse di razzismo contro chi accusa chi è nato all’estero perché “gli immigrati pagano le nostre pensioni”, il tutto condito dalla caccia a “piste” e “complicità”, e altre varianti dell’eterno discorso parallelo tra attori di destra e di sinistra. Che non hanno bisogno di approfondire nulla, perché ogni fatto serve unicamente a confermare i loro pregiudizi.

Tam Hussein descrive invece in intimo dettaglio l’atmosfera di una periferia moderna, con il suo “subtle interplay between religion, foreign policy and gang culture and modernism“.

Dove subtle è la parola chiave: il gioco tra le generazioni, i rapporti con i media, il calcio, la musica, i paesi di origine, i “bianchi”, la cultura tradizionale,  l’abbigliamento, la violenza, il divertimento e l’urbanistica è estremamente complesso.

Tam Hussein riesce a cogliere cose cui difficilmente si pensa: ad esempio il passaggio generazionale dal mito giovanile di al-Qaeda a quello dell’Isis, il primo fortemente legato alla percezione mediatica della sofferenza dei musulmani nel mondo e a immagini cavalleresche; il secondo per nulla vittimista, anzi aggressivamente prepotente. Il tutto nutrito in parallelo dalla visione di film come il Signore degli Anelli, i 300, Salvate il Soldato Ryan e Black Hawk Down.

Oppure la maniera in cui il salafismo, che permette a tutti indistintamente di “leggere il Corano” senza mediazioni, dissolve le comunità tradizionali, tenute insieme queste ultime da un enorme lavoro di esegesi.

E così anche la questione della violenza in un quartiere dove lo spaccio di droga è una delle principali attività economiche. Attività certamente “laica” per eccellenza.

“Ma con il passare del tempo, questi uomini [gli spacciatori], che venivano soprattutto dalla comunità marocchina molto coesa, hanno cominciato a sentire l’impatto della religione nelle loro vite. I loro genitori, invecchiando, diventavano sempre più devoti. E loro stessi cominciavano a mettere su famiglia e con la profondità di questa esperienza, iniziavano a esplorare i significati più profondi della vita. “Quando un uomo tiene in braccio i propri bambini inizia a pensare al loro futuro” dice uno di loro. “Non puoi farne a meno, è semplicemente il modo in cui agisce Dio”. Passa qualche decennio e gli stessi spacciatori che avevano smerciato a clienti avidi indosseranno barbe e pregheranno cinque volte al giorno, cercando una maniera per redimersi. Questa gente cresciuta alla scuola dei colpi duri scoprirà che il jihadismo salafita è adatto al loro temperamento, proprio come un temperamento creativo avrebbe magari preferito una comprensione sufica dell’Islam.”

C’è molto altro, che può aiutare a capire senza retoriche demonizzatrici o apologetiche una parte del futuro che ci attende. Armatevi di un dizionario e di un po’ di tempo per leggere l’articolo, ne vale la pena.

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165 Responses to Le nostre periferie

  1. mirkhond says:

    L’horror vacui, la natura che colma i vuoti.
    L’uomo che abbandona Dio, poi cerca di ritrovarlo, magari sotto denominazioni e raggruppamenti nuovi.
    Se l’Europa diventerà un’Eurabia (cosa a cui non credo affatto), sarà proprio per questo bisogno di colmare un vuoto esistenziale, di cercare un senso alla propria vita….
    In questo il Cristianesimo Cattolico quanto riesce a cogliere di tale disagio?

    • “e l’Europa diventerà un’Eurabia (cosa a cui non credo affatto), sarà proprio per questo bisogno di colmare un vuoto esistenziale, di cercare un senso alla propria vita….”

      Qualcosa di vero c’è in quello che tu dici.

      Penso che ognuno questo senso lo ritrova in qualcosa che gli è congeniale: evidentemente la Chiesa cattolica, anche nel migliore dei casi, non può soddisfare chi è nato in una cultura islamica.

      Per quanto riguarda “l’Eurabia”, credo che l’errore fondamentale sia confondere realtà che esistono davvero tra i “poveri” (e in questo senso non sono di quelli che dicono che ogni cosa che si dica sugli “immigrati” sia una cattiveria razzista) e la possibilità pressocchè nulla dei “poveri” di incidere sulla realtà che conta.

      Non escludo che ci siano quartieri di Londra o di Parigi dove “è rischioso per un bianco mettere piede”, ma dubito che ci siano molto “bianchi” interessati a metterci piede.

      Mentre è sicuramente rischioso per un teppista redento di periferia che prega cinque volte al giorno provare a mettere piede nella sala del consiglio di amministrazione di una banca.

      • Francesco says:

        mica tanto: se ha continuato con l’attività di spacciatore, potrebbe avere abbastanza soldi per comprarsi quel posto

        altrimenti lo buttano fuori come un testimone di geova importuno

        ;)

  2. mirkhond says:

    Del resto pur non condividendo scelte di diventare un kamikaze o di andare a combattere contro chi non mi ha fatto niente, e non essendo uno spacciatore ne consumatore di droghe, è un disagio che può capire anche chi ha avuto una giovinezza diversa e più “regolare” rispetto a questi sradicati nati in Inghilterra.
    Il bisogno di tornare alle radici, alle origini della mia Fede, per ritrovare me stesso e ritrovare o scoprire il senso della vita.
    Da qui la mia attrazione di sempre verso il velo femminile, abbigliamenti mediorientali, i villaggi fatti di mattoni di argilla e di case bianche ingiallite dalla polvere del deserto, e il deserto stesso in cui l’uomo è solo davanti a Dio e davanti alle proprie meschinità, i propri limiti…..
    E quando penso alle radici del Cristianesimo è a TALI radici che penso, non al ratzingeriano Gerusalemme-Atene-Roma.
    Cristo non lo trovo proprio in questa civiltà frangistana decadente e tamarra, ma nei luoghi e abbigliamenti delle terre dove nacque, visse e operò Gesù.
    Per me, autentico reazionario QUESTE sono le radici a cui vorrei ricollegarmi, e non certo alla Messa in Latinorum accompagnata all’immigratofobia oggi così sentita in una parte notevole della popolazione europea.
    Io però, non ho il coraggio ne la possibilità di realizzare questo sogno che mi porto dall’infanzia…..

    • Francesco says:

      1) su Gerusalemme c’è poco da discutere, Nostro Signore è morto lì
      2) su Atene, c’è che non possiamo ignorare il Vangelo di Giovanni o la cultura di Paolo …
      3) su Roma, se ci sono andati Pietro e Paolo, mi sa che tocca rassegnarsi

      sai, il bello della Fede è che è oggettiva, non dipende dai nostri gusti e allo stesso tempo risponde ai nostri bisogni

      ciao

      • mirkhond says:

        ????????????????????

        • Francesco says:

          non fai altro che parlare di quello che TU vorresti o non vorresti, che ti piace o non ti piace, ma dovresti partire da Dio, non credi?

          da quello che Lui vuole e gradisce

          se non altro, questa è l’impostazione semitica del rapporto col divino

          ciao

  3. mirkhond says:

    “evidentemente la Chiesa cattolica, anche nel migliore dei casi, non può soddisfare chi è nato in una cultura islamica.”

    Spesso non riesce a soddisfare nemmeno chi è nato e cresciuto in una cultura cattolica, sia pure non praticante, come per chi scrive.
    La settimana scorsa con la mia psicoterapeuta, si parlava proprio del velo femminile e le ho spiegato il motivo della mia attrazione (affettiva, erotica, di immagine) per le suore, fin da piccolo: e cioé perché sono pressoché le UNICHE donne rimaste in Occidente a portare il velo (e neanche tutte, vedendo certe conseguenze del cate creativo di oggi).
    La mia dottoressa ha capito perfettamente cosa volessi dire.
    La mia ammirazione per l’Islam nasce da una lacerazione insanabile che mi porto dentro, tra il fascino anche estetico di una cultura che, per molti versi mi ricorda il Cristianesimo delle Origini, e ciò che OGGI è la civiltà di derivazione cristiana o ciò che ne resta.
    Per cui posso comprendere benissimo le paure del giornalista tedesco protestante, già ateo e già musulmano, riguardo a questioni di sicurezza, quartieri ghetto, timore di essere fatto a pezzi da gang di immigrati, ma non riguardo al bisogno di Dio e ai comportamenti morali e al vestirsi di uomini e donne.
    E non sono d’accordo proprio in quanto anelo a Cristo!

  4. mirkhond says:

    “Per quanto riguarda “l’Eurabia”, credo che l’errore fondamentale sia confondere realtà che esistono davvero tra i “poveri” (e in questo senso non sono di quelli che dicono che ogni cosa che si dica sugli “immigrati” sia una cattiveria razzista) e la possibilità pressocchè nulla dei “poveri” di incidere sulla realtà che conta.”

    Concordo.
    Non riesco nemmeno con la più fervida immaginazione a vedere gli eurocrati in giacca e cravatta o in tailleur con fez, turbanti, djellabe, hijab, chador, niqab.
    Anche se una parte cospicua dell’Europa dovesse diventare musulmana, resterebbe una massa di PARIA dominata dalle solite elites massoniche, qua e là riverniciate di un superficiale “Cristianesimo” come viene inteso dai Giuliano Ferrara, Marcello Pera o Carlo Panella.
    Insomma in scala più vasta, l’Unione Fraterna o delle Tre Nazioni transilvane, tra 1437 e 1918……..

    • “Anche se una parte cospicua dell’Europa dovesse diventare musulmana, resterebbe una massa di PARIA dominata dalle solite elites massoniche, qua e là riverniciate di un superficiale “Cristianesimo” come viene inteso dai Giuliano Ferrara, Marcello Pera o Carlo Panella.”

      Poi è chiaro che esistono anche realtà di tutt’altra portata, dall’emiro del Qatar al mercato planetario dei cibi halal. Dove ci sono sicuramente interessi politici ed economici forti. Ma che hanno ben poco a che vedere con i ragazzi di Ladbroke Grove.

    • roberto says:

      so che rispondo molto parzialmente,
      ma forse ti interesserà sapere che ho assistito a varie udienze con avvocati inglesi (o comunque praticanti in UK) che si sono presentati con il turbante.
      ciao

      • mirkhond says:

        Per eurocrati mi riferivo ai leader politici e a quelli economici.
        E tra quelli che si vedono in tivù, non ne trovo uno vestito alla maniera musulmana….

        • roberto says:

          si avevo capito

          volevo giusto raccontare questa cosetta che dimostra che nel 2015 non sono solo i paria ad indossare copricapi strani….chissà come sarà nel 2061…..

          • Certo. Anche se gli avvocati di cui parli immagino fossero sikh e non musulmani, io non credo affatto che esista oggi “il razzismo”. Esiste la discriminazione contro i “poveri”, che per una serie di motivi sono casualmente spesso “neri” di qualche tipo.

            Come diceva qualcuno, nessuno è razzista nei confronti di Naomi Campbell.

            Un laureato in legge musulmano, di famiglia benestante, tesserato al PD, magari con un fratello banchiere, potrebbe fare una carriera discreta in Italia, frenato non dal razzismo o dall’islamofobia, ma semplicemente dal fatto di non essere in qualche modo “già del giro”. Come succederebbe anche a un laureato in legge di famiglia svedese.

          • roberto says:

            uno dei quali i ricordo il nome è questo

            http://www.blackstonechambers.com/people/barristers/pushpinder_saini_qc.html

            (ottimo avvocato tra l’altro)

            per il resto sono d’accordo con te

          • Francesco says:

            mah, non sono molto d’accordo con MM e Roberto

            alla fine, il nostro avvocato musulmano è diverso dall’avvocato svedese

            finchè è numericamente insignificante, è solo un problema suo

            quando diventa una quota rilevante della popolazione avvocatesca, iniziano i problemi

            e questo vale a tutti i livelli economici della società, anche se si mescola con altri fattori

            solo che voi escludete a priori la rilevanza della religione

            :)

            • Ma credo che la cosa fondamentale sia, se l’avvocato musulmano è percepito come membro di una pericolosa lobby rivale. Altrimenti è uno dei tanti individui che a casa hanno un hobby privato strano.

          • Francesco says:

            è su questo che discordiamo: io credo alla rilevanza sociale degli hobby privati

            :D

            PS e anche gli stati che investono miliardi per costruire moschee all’estero, mi pare

  5. mirkhond says:

    Infatti.
    E gli stessi che gridano al lupo islamico, sono poi coloro che con i lupi islamici VERI, ci fanno gli affari……..

    • Un elemento interessante nell’articolo è l’associazione tra i giovani takfiri e il videogioco Grand Auto Theft, dove ci sono donnine nude, sparatorie, traffici di droga e un sacco di altre cose decisamente quintessenzialmente occidentali.

      Il risultato è un’autoidentificazione di massa di tante periferie in questi, contro i “bianchi”, con esiti curiosi:

      http://islamversuseurope.blogspot.it/2013/09/release-of-grand-theft-auto-5-leads-to.html

      Fantastico il sogno di uno dei ragazzi di periferia francesi:

      “Domani ci sarà un arabo che andrà davanti a Micromania e troverà un bianco debole e gli ruberà il Grand Theft Auto 5″.

      Ce n’è di materiale per urbanisti, in questa battuta…

      • Francesco says:

        ma in GTA5 posso scegliere un personaggio arabo? sennò che gusto c’è?

        :D

        • MOI says:

          NON conosco il gioco oltre qualche articolo delle polemiche che suscita … in ogni caso, è sempre più diffuso nei videogame l’ opzione multichoice del “create your own character” (e tutto il cucuzzaro da “gamer” …) ; cose che Alberto Camerini sembrava un Fuorone per averle descritte troppo prima rispetto a tutti gli altri.

      • Francesco says:

        Miguel

        in cosa si identificano i beurs di periferia? nei protagonisti del gioco (ladri, assassini, puttanierei, spacciatori)? esattamente come milioni di ragazzini occidentali?

        :D

        • Beh, presumo in buona parte di sì, con l’aggiunta di parecchie cose che mancano ai ragazzini occidentali.

          • Francesco says:

            no, fermo, io mi limitavo a parlare del GTA …

            vuoi dire che i balordi di periferia “islamici” godono di più a sparare ai poliziotti del gioco rispetto ai balordi non islamici?

            e cambiando punto di vista, secondo te si potrebbe mettere su una ISIS occidentale, usando i “nostri” giovani senza arte nè parte e una diversa retorica? un mix tra Legione straniera, Crociate e Assassins’ Creed?

          • PinoMamet says:

            “econdo te si potrebbe mettere su una ISIS occidentale, usando i “nostri” giovani senza arte nè parte e una diversa retorica? un mix tra Legione straniera, Crociate e Assassins’ Creed?”

            Rispondo io:

            secondo me sì.

            Se uno fosse così matto da farlo, se qualcuno pensasse a trovargli un posto “fuori dalle palle”
            (una ipotetica Siria o Libia cristiana… o anche quelle reali, perché no) dove riunirli e addestrarli, se qualche servizio segreto ci vedesse una qualche convenienza…

            sì, mi sembra una cosa fattibilissima.

            Nelle periferie non esistono solo spostati islamici: ci sono anche spostati anti-islamici, e manco pochi.

            Vero che esiste la Legione straniera vera, e il corpo dei Marines e l’esercito russo, tra gli altri, che arruolano stranieri.
            Ma lì tutti gli spostati non li prendono (beh, non tutti tutti) e non c’è discriminazione religiosa, e soprattutto è una cosa seria, con una disciplina, delle regole e così via.
            Insomma, un lavoro, una vita regolare, della gente che ti dice cosa fare e devi ubbidire, e, forse peggio per un giovane di periferia, delle tradizioni .

            Manca ancora l’equivalente “occidentale” dell’ISIS, il luogo di riunione dei senza speranze, che però ore di videogiochi e di show televisivi hanno convinto di essere particolarmente in gamba, che non sognano più- come i truzzi anni Ottanta- la disciplina delle accademie per diventare pilota di caccia con un sergente nero che ti urla nelle orecchie;
            ma hanno la testa piena di guerre tra gang immaginarie (o meno), di pimps con mignotte sculettanti, armi da fuoco usate come giocattoli e viceversa…

            manca ancora, ma qualcuno potrebbe anche pensarci.

          • Francesco says:

            Pino,

            l’ISIS si inventa le tradizioni pur di averne e scommetto che è pieno di “sergenti neri” che addestrano i giovanotti occidentali o arabi, sennò sul terreno verrebbero massacrati e invece combattono

            quindi è più fattibile di quanto pensiamo

            mancano solo i ricconi cristiani che lo finanzino, direi

  6. rossana says:

    Argomento estremamente interessante che mi ricorda in qualche modo Sottomissione di Houellebecq, il quale arriva più o meno alle stesse conclusioni (certo in termini ben più provocatori ma per niente irrealistici: basta osservare come si muove l’occidente e ascoltare il chiacchiericcio insulso delle élite europee per dargli ragione).
    Andrò comunque a leggermi anche il pezzo da cui nasce questa bella riflessione per così seguire meglio i commenti che già trovo interessantissimi (@mirhond: mi piace molto ciò che scrivi e credo di poterlo comprendere quasi quanto la tua illuminata psicoterapeuta…)

    • mirkhond says:

      Grazie Rossana.
      Ogni tanto fa piacere che qualcuno riesca a comprendere ciò che dice questo povero matto che sta scrivendo….. :)

  7. mirkhond says:

    “1) su Gerusalemme c’è poco da discutere, Nostro Signore è morto lì”

    E vi E’ anche Risorto. Giusto per completezza.

    “2) su Atene, c’è che non possiamo ignorare il Vangelo di Giovanni o la cultura di Paolo …”

    Non ho capito cosa c’entri Atene col Vangelo di Giovanni. Se ti riferisci ai Greci che vollero incontrare Gesù, è probabile che ci si riferisse ai Grecizzati delle città grecizzate di Siria e Palestina, o della Cirenaica e di Alessandria d’Egitto.
    Oppure a Giudei della Diaspora ellenofona.
    Quanto al buon San Paolo, ad Atene conobbe la sua più grande delusione, dopo essere stato sbeffeggiato pubblicamente dai sapienti dell’Areopago, il centro della sapienza del mondo classico greco-romano.

    “3) su Roma, se ci sono andati Pietro e Paolo, mi sa che tocca rassegnarsi”

    Soprattutto vi sono morti martiri, in seguito alla persecuzione di Nerone, scatenata anche grazie ai dissidi INTERNI alla nuova comunità cristiana locale, tra i Cristiani fedeli al complesso delle usanze giudaiche e coloro che seguivano le novità di Paolo.

    E comunque vi sono anche cristianità ortodosse che sono rimaste SEMITICHE e poco o nulla interessate al percorso su cui si fondò la Cristianità a cui siamo abituati e che viene decantata dai pensatori ATEI e protestanti della galassia teocon…..

  8. mirkhond says:

    “sai, il bello della Fede è che è oggettiva, non dipende dai nostri gusti e allo stesso tempo risponde ai nostri bisogni”

    Che cosa voglia dire “oggettiva” non lo capisco.
    Per me, il RICHIAMO di DIO è inscindibile dai Luoghi e dalle culture dove EGLI SI MANIFESTO’ agli uomini 2000 e più anni fa……
    Invece in QUESTA società in cui sono nato e vivo da più di 40 anni, mi sento solo soffocare da un modo di vedere e sentire la vita a cui mi sento estraneo…..
    Questa società NON corrisponde ai miei bisogni, e quando qualche volta sono andato a Messa, non vedevo l’ora che terminasse, tanta è la noia che mi provocava….

    • Francesco says:

      >> Per me, il RICHIAMO di DIO è inscindibile dai Luoghi e dalle culture dove EGLI SI MANIFESTO’ agli uomini 2000 e più anni fa……

      cribbio, credo che se avessi detto questa cosa a Paolo di Tarso ti saresti preso una pettinata di quelle! e anche a chi andò a predicare il Vangelo in India, Egitto, Lidia e Roma … cioè dagli apostoli

      :D

      • mirkhond says:

        Ad est dell’Eufrate, i discepoli di Tommaso non tennero conto dell’inculturazione greco-romana paolina…..

        • mirkhond says:

          Del resto lo stesso Paolo era spesso in disaccordo proprio col gruppo apostolico originario, rimasto fedele alle tradizioni giudaiche.
          La linea paolina ebbe successo solo in seguito alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C. e dallo spostamento del baricentro della Grande Chiesa tra Antiochia e Roma.
          Ma nelle aree semitiche e copte dell’Impero Romano, per non parlare delle zone ad est dell’Eufrate, la Cristianità si sviluppò da un lato restando il più fedele possibile alle tradizioni giudaiche, oppure incarnandosi in mentalità solo parzialmente ellenizzate e quasi per nulla romanizzate….
          Ma se stiamo alla triade ratzingeriana, queste cristianità non esistono, salvo recuperarle in funzione di un discorso identitario occidentalocentrico, con il quale queste Cristianità hanno poco o nulla a che fare…

          • Francesco says:

            dai, hai ragione sul fatto che il Papa Emerito abbia trascurato quelle cristianità ma non esagerare!

            che poi, a ben vedere, sono rimaste locali e minoritarie

            PS sicuro che fossero poco grecizzate? credevo che la cultura ellenistica dominasse da quelle parti

            ciao

          • mirkhond says:

            In Mesopotamia era già agonizzante nel I secolo dopo Cristo, nell’Iran profondo non attecchì mai veramente, anche per la rapidità in cui fu conquistata ai Seleucidi dagli iranici Parni/Parti nel III-II secolo a.C..
            Nell’Iran orientale e nel nord dell’India, si meticciò col Buddismo, Zoroastrismo e Induismo.
            Qui casomai la sintesi fu tra Atene, il Sistan e i Bacini dell’Indo e del Gange!

          • mirkhond says:

            “che poi, a ben vedere, sono rimaste locali e minoritarie”

            Lo sono diventate al seguito di scissioni e persecuzioni, e dal non aver avuto dei “costantini” locali che ne facessero delle fedi di stato.

          • Francesco says:

            però i discepoli di Gesù partivano con una cultura ebraica parecchio ellenizzata, 300 anni dopo Alessandro Magno, o sbaglio?

            e le Bibbie “originali” di queste chiese orientali, sono in greco o in altre lingue? noi non abbiamo Vangeli in aramaico, mi pare

            ciao

          • PinoMamet says:

            Hai ragione, però i Vangeli sono stati ri-tradotti in aramaico a uso delle chiese orientali, già in epoca antica.

            Non so quanto l’aramaico dei Vangeli in uso alle chiese orientali sia simile all’aramaico di Gesù (probabilmente molto, ma non identico; sarebbe un bel campo di lavoro per un semitista);

            in compenso il copto è pieno di ellenismi…

  9. mirkhond says:

    Insomma non sento il bisogno di cambiare Fede, ma di cambiare società in cui vivere.
    Perché in QUESTA società NON mi ritrovo per niente, fin da quando avevo 9-10 anni…..

  10. Thyrrenus says:

    “Questa gente cresciuta alla scuola dei colpi duri scoprirà che il jihadismo salafita è adatto al loro temperamento, proprio come un temperamento creativo avrebbe magari preferito una comprensione sufica dell’Islam.”

    Il ragazzo, dopo aver ascoltato e recepito nel centro che frequentava quanto pùò essere ricca e profonda la tradizione islamica, si sarà forse chiesto: come posso io prenderne parte? Cosa posso fare IO? Adesso? Cosa ho trovato sinora sulla mia strada? Cosa ho imparato fino ad ora che mi permetta di agire?

  11. Thyrrenus says:

    L’articolo è davvero bello.
    Anche questa sola informazione vale la lettura:

    “… Salafi-Jihadism does have a theological discourse, with its thinkers, scholars and traditions. Usually the older fighters from Gadahn’s generation kept to within that framework. They looked at the West as an oppressive colonising infidel power that needed to be opposed, those Muslims who took a different view, were not declared automatically infidels en masse. This type of Salafi Jihadi still had respect for tradition and the sanctity of Muslim blood, even if they had none for UK law. But nevertheless as one Imam who knows Ladbroke Grove and those that adopted that opinion, told me, “is it victory at all cost that these men wanted? By adopting such an extreme opinion, they essentially did away with any ethical considerations of the Sharia, did the Companions and the Prophet do any of these things they did? No of course not, what they did do was open up the flood gates for the next generation where they could do anything they wanted.”

    Despite the obvious problematics of Salafi-jihadism within Islamic intellectual discourse as well as outside of it, the newly emerging strain of Salafi-jihadis was hard to grasp by the older generation. The old skool jihadists were now criticising Fatlum’s generation for spiralling out of control. In fact, most recently the Jordanian Salafi jihadi cleric Abu Qatada, one of its main ideologues, criticised young Westerners coming to Syria with no religious training killing Islamic Jurisprudents with years of religious learning. The new generation they said lacked tarbiyyah or sound upbringing; their sincerity was not enough. There was clearly a generational disconnect. In many ways the conflict between Nusra Front and ISIS is also a reflection of this conflict between Old Skool Jihadis versus the New Skool. This new strain of Salafi-jihadism was seen as even more radical, virulently takfiri; they cared nought for any tradition that would ground them, nor for scholarship, and any kind of normative except their own.”

    • MOI says:

      Sì, ma … chiariamo una roba :

      checché ne dica Beppe Severgnini, chi fra i Madrelingua Inglese pensa “Fuckin’ bloody rag-heads, we gotta nuke ‘em all !” NON è meno “AngloSassone” … è solo che NON ha visibilità mediatica per causa del Politically Correct, che “là” :) spadroneggia !

    • Lanzo says:

      “Skool” pure ripetuto, cioe’ school (scuola) – annamo bene/

      • PinoMamet says:

        In questo caso però non credo sia ignoranza, ma un riferimento al lessico o alla scrittura (suppongo) dei rapper.

        Sarebbe come se un giornalista italiano scrivesse “squola”, insomma:
        vabbè ignoranti, ma non fino a questo punto ;) , se lo fa è per ironia o per riferimento a qualcosa.

  12. MOI says:

    Sbaglio o nel Regno Unito,sulla Sharia, ci sono dei “bei” ;) Finestroni di Overton spalancati da decenni ?!

  13. MOI says:

    A proposito di DIY-Warriors, un Rivale all’ Altezza di Joe Formaggio ?

    http://www.tviweb.it/veneto-berlato-se-entrano-in-casa-mia-sparo-se-ho-colpi-finisco-i-feriti

    VENETO – Berlato (FdI) : “Se entrano in casa mia sparo, se ho colpi finisco i feriti”

    • Dif says:

      MI chiedo cosa spinga questa gente a fare di tutto per sembrare grossi, brutti e cattivi.
      Forse scarsa autostima?
      Poca materia prima nelle mutande?
      Boh.

      • MOI says:

        Finora certe cose le han solo dette … qualcun altro le ha fatte, solo in un cosplay che fa trasognare i più arditi fra i professionisti della tartina ;).

        • MOI says:

          Non ho nominato nessuno, perciò tornando in UK :

          “First Hen to sing just laid the Egg” ;)

        • Dif says:

          Infatti mi riferisco proprio a chi cerca di sembrare cattivo a parole, anche senza esserlo veramente. O meglio, senza trovare il coraggio di esserlo veramente, visto che se uno pensa certe cose un po’ cattivello deve esserlo.
          Sento tanta gente dire “a (inserire categoria di persone) farei questo, questo e quello”, mi verrebbe da dire “e quindi? Vuoi l’applauso?”.

          • Z. says:

            Se sono politici vogliono il voto. Gli altri fanno i leoni da tastiera: dal vivo mostrano soprattutto il lato della schiena :-D

  14. MOI says:

    In Italia abbiamo avuto Ibrahim Giuliano Delnevo, Allievo di Umar Andrea Lazzaro … gente che incarna perfettamente tutti i luoghi comuni più “malevoli” circa la propria religione, ma proprio-proprio quelli che secondo il Politically Correct NON esistono mai.

  15. Dif says:

    Per Miguel

    Stavo riflettendo su una argomento di cui hai parlato nei commenti ad un post precedente, ma che c’entra anche con questo post.
    Criticavi chi considera l’ISIS “antimperialista” e in generale applica categorie “occidentali” a fenomeni che difficilmente possono rientrare nei nostri schemi, e devo dire di aver trovato le tue ragioni convincenti.
    Adesso però stavo pensando che, considerato l’alto numero di miliziani occidentali, sia di origine mediorientale che convertiti, forse anche loro risentono delle nostre categorie e vi si riconoscono.
    Dubito che un ragazzo nato e cresciuto in Europa vada a combattere per far rispettare alla popolazione locale regole e precetti religiosi che magari nemmeno conosce (come sembra apparire da questo articolo) piuttosto che spinto da ideali vagamente “antimperialisti” tipici di una certa parte di Occidente.
    Sicuramente non sono antimperialisti in senso stretto, poiché manca la retorica “vittimistica” tipica del caso, sostituita invece da una retorica aggressiva e, restando in categorie occidentali, “coatta”: tra il bambino palestinese che lancia pietre contro i carri israeliani, immagine simbolo di quell’antimperialismo in salsa araba, e i “ninja” dell’ISIS muscolosi e armati che decapitano gente, c’è sicuramente un abisso.
    Però ecco, tornando all’esempio del McDonald halal, mentre le persone da te descritte dopo un’attenta analisi della carne e delle procedure di macellazione direbbero che è ok, secondo me i tizi dell’ISIS non la prenderebbero così bene e, da bravi coatti quali sono, farebbero finire il tutto a coltellate senza stare troppo a perdere tempo a controllare il menù.
    È chiaro il mio ragionamento? Cosa ne pensi?
    Ovviamente mi rivolgo anche a tutti gli altri commentatori, che ne pensate?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Che secondo me hai ragione.
      O, almeno, hai ragione per quel che riguarda la base di reclutamento ISIS occidentale. Non dimentichiamo, però, che il gruppo nasce in Medio Oriente in un certo milieu sociale che non è quello che poi lo ha fatto diffondere sui social media e portato tra i giovani ribbelli da noi. E forse quel sistema si regge anche su questo fraintendimento, sull’applicazione da parte dei combattenti europei di categorie proprie in una realtà diversa.

      • Dif says:

        Sì infatti io mi riferivo ai cosiddetti foreign fighters, non ai miliziani mediorientali che conosco troppo poco per poter dare un giudizio su di loro.
        Comunque secondo me anche in quel caso, trattandosi soprattutto di giovani, la situazione non sarà poi così diversa.
        Certo poi ci saranno le eminenze grigie, i padri spirituali che saranno interessati solo a una società islamicamente corretta fregandosene altamente delle nostre categorie, ma sulla manovalanza, anche reclutata in loco, avrei qualche dubbio.

    • Ci devo pensare, probabilmente è una questione di definizioni.

      Io provo a definire “antimperialismo” in un senso un po’ ingenuo, latinoamericano, guevarista:

      I poveri del mondo sono in fondo brave persone, ma vengono ridotte in fame e miseria, e mandati a combattersi tra di loro, dal potere del denaro e delle armi concentrato in pochi paesi e poche mani; lo scambio tra i paesi potenti e i paesi deboli è sempre a danno dei secondi invece di essere a beneficio di tutti; e occorre iniziare liberando i paesi poveri dai lacchè dei paesi ricchi.

      Ci sono un sacco di cose criticabili in questa analisi (infatti il vecchio caro PMLI considera i guevaristi anticomunisti), ma è un quadro preciso.

      E io di questo quadro preciso non trovo traccia alcuna nel materiale dell’Isis, anche quello “per occidentali” tipo Dabiq; e pochissima in quella di al-Qaida, a partire dagli scritti di Bin Laden.

      Trovo – soprattutto nel materiale dell’Isis – una cosa diversa, la sensazione di far parte di un gruppo di perseguitati-ma-eletti, dei “pochi ma buoni degli ultimi tempi”, di giovani maschi che ottengono miracoli da Dio perché impongono le Sue leggi al prezzo della propria vita: di “semitico”, se vogliamo, ci trovo parecchio l’ideologia del “Patto”. Finalmente, sulla terra, c’è qualcuno che realizza la parte “umana” del patto, per cui la parte divina mantiene la sua sterminandone i nemici.

      E soprattutto, i giovani maschi che a casa loro non erano nulla, diventano eroi leggendari, degni dei grandi poemi epici.

      M i nemici non somigliano a quelli dei guevaristi. Sono l’astratto “kufr” che verrà annientato, sono i rinnegati sciiti, i pagani, gli idolatri, i credenti nella Trinità. Poi ci mettono degli individui come Obama, ma solo perché ha ordinato di bombardare le basi dell’Isis.

      Ma è un discorso aperto, credo che il volto del nemico andrebbe analizzato meglio.

      • Forse il punto di unione tra risentimento della periferia occidentale, videocultura e “patto semitico” non sta nell’antimperialismo, ma nella fantasia iniziatica: i giovani dalla vita insensata, che si sentono confusamente oppressi, colpevolizzati ed emarginati, entrano – come nei film – in una banda in cui la loro vecchia identità scompare, scomnpare persino il nome, e diventano qualcosa di completamente diverso.

        • Aggiungo che è interessante in questo contesto la spettacolare violenza che caratterizza l’Isis.

          Certo, lo scopo politico di spaventare gli avversari è evidente, e la cosa funziona molto bene. Ma mi sembra di percepire anche qualcos’altro.

          Siamo ancora lontani dai livelli delle bande messicane, e forse lo resteremo per sempre: la tortura infatti non è ammessa dall’Islam, e quindi fare il salto “messicano” squalificherebbe islamicamente l’Isis, violando il “patto semitico”.

          Però credo che sia in Messico, sia nell’Isis (come anche nei rituali iniziatici dei Conservative inglesi, se è per questo) si cerchi di commettere azioni imperdonabili, di bruciarsi le navi alle spalle insomma.

          • Francesco says:

            stai dicendo che la storia dell’ISIS inizia con I guerrieri della Notte?

            e che la soluzione è quella prevista dal Duca? sbattere queste orde di giovani coglioni a zappare sotto la frusta di un cinico e anziano caporale che gli tolga le insoddisfazioni insieme con la pelle?

            sento il mio ottimismo borghese tremolare

            • “sbattere queste orde di giovani coglioni a zappare sotto la frusta di un cinico e anziano caporale che gli tolga le insoddisfazioni insieme con la pelle?”

              presumo che sia esattamente il destino della maggior parte di loro, una volta arrivati in Siria.

          • Francesco says:

            credevo che fosse stuprare ragazzine “non abbastanza islamiche” e farsi esplodere per terrorizzare i soldati iracheni e siriani

            non sapevo che l’IS si fosse dato anche all’agricoltura

            o parli dell’addestramento?

          • paniscus says:

            Ragazzi, ma fra tutti i coglionazzi che sbavano dietro alle puntate del “Trono di Spade” (del quale preciso di non aver mai visto nemmeno una puntata, e di essere andata vicina alla morte per noia solo a leggere la trama su wikipedia), in cui il concetto di eroismo prevede sgozzamenti, stupri, incesti, sacrifici umani e torture a tutto spiano, non è fisiologico che ce ne sia qualcuno (maschio o femmina) che prende in parola anche quelli?

            Poi si accorgono che nell’eroico mondo dei “guerrieri senza vessilli” o roba del genere, non c’è la carta igienica, non c’è la lavastoviglie, e non ci sono i cibi già preparati e impacchettati al supermercato…

            L.

          • Francesco says:

            prof

            io manco la trama ho letto … sono troppo antico per interessarmi

            :)

  16. MOI says:

    Sempre per “Uscire dagli Schemi” :

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/gender-pi-pericoloso-dellisis-1182974.html

    Il Cardinale Robert Sarah (prima di dargli del “razzista” :) guardatelo bene in faccia ! ;) ) “Gender è più pericoloso dell’Isis” [sic]

    • Mauricius Tarvisii says:

      Visto che mi sembri crederci, puoi spiegarmi in che modo il matrimonio e l’adozione per gli omosessuali faranno sì che mariti e mogli si lasceranno e abbandoneranno i propri figli in mezzo alla strada? Spero che non creda anche tu che la gente diventi omosessuale per moda…

      • MOI says:

        … “mariti e mogli” o “mariti e mariti” + “mogli e mogli” ?

        E comunque, SE sei in vena di strawman … sappi che di genders ce ne sono a decine !

        ——–

        A me personalmente basta che si riconosca che tutta ‘sta roba qua è pilotata da delle élites e Stuka ;) che sorge spontaneamente … davvero, mi basta ciò.

        • Z. says:

          Secondo me le élite diffondono l’omosessualità con le scie chimiche per rendere sterile l’Europa e far trionfare il femminismo che ci rende più deboli di fronte ai poteri forti della finanza in combutta con i musulmani.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Cioè stai dicendo che i gay che si vogliono sposare lo fanno perché pilotati da Qualcuno?

          • MOI says:

            Si va be’, Buona Notte sul pagliaio !

          • Mauricius Tarvisii says:

            Buonanotte niente: sto cercando di capire e per capire ho bisogno di ridurre tutto a rapporti di causalità e a definizioni chiare.
            Quindi ti ripeto la domanda: ritieni che la richiesta da parte degli omosessuali della possibilità di sposarsi è frutto di un loro essere pilotati da qualcuno?

          • MOI says:

            Basta che NON tiri fuori le scie chimiche anche te però …

          • Mauricius Tarvisii says:

            Rispondimi solo sì/no

          • MOI says:

            C’è tutto un “sentire” partito dagli Stati Uniti che si è fatto sempre meno élitario lì per poi diffondersi in Europa : questo è in-ne-ga-bi-le !

            No, non chiedermi di “addurne prove” perché è da tanto che non faccio altro, e mi sto davvero stufando di gente che prima mi dice che mento, poi glielo vado a mostrare, non si degna di prenderlo in considerazione per poi tornare a dire che mento … oramai mi trattiene qui solo un certo “sympathos” critico con Habs.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma la particolarissima affermazione che ti ho sottoposto tu la condividi o no? Questo ti ho chiesto e niente altro.

          • MOI says:

            NON avendo la cosa precedenti storici, direi di sì.

            Opinione che potrei cambiare previo razionale (!) argomento alternativo. Si tenga presente che negli Anni Sessanta matrimonio e famiglia erano, per “quei movimentismi lì” una turpitudine borghese … adesso sono l’aspirazine alla felicità.

            Qualcosa, anche qui, NON torna …

      • Francesco says:

        perchè non sanno più cosa è il matrimonio, la famiglia, l’essere genitori, e perchè è giusto farsi il culo per questa roba?

        • paniscus says:

          perchè non sanno più cosa è il matrimonio, la famiglia, l’essere genitori, e perchè è giusto farsi il culo per questa roba?
          ————————————–

          Cosa ti fa pensare che gli omosessuali non siano capaci anche loro di sacrificarsi, sforzarsi e faticare per le persone a cui vogliono bene, e per i progetti di vita a lungo termine fatti insieme?

          L.

          • Francesco says:

            io infatti parlavo di famiglia, che prevede anche altri ingredienti, oltre a questi

            non ho (quasi) nulla contro gli omosessuali, a differenza di anziani preti un pò troppo nervosi

  17. MOI says:

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/05/20/ai-bimbi-farmaci-in-vista-del-cambio-di-sesso14.html

    Repubblica : “Ai bimbi farmaci in vista del cambio di sesso” … secondo me è legittimo sospettare che a una certa hybris ci si è già (!) arrivati.

    • izzaldin says:

      hai certamente ragione sulla hybris, anche a me sembra una follia. lasciatelo crescere e fargli fare le sue scelte.
      ma credo i tratta di un caso su un milione. ci sono statistiche in italia?
      saluti.
      Izzaldin

  18. MOI says:

    @ Z

    Se ad Albettone Joe Formaggio ed elettori ammazzassero decine di presunti “invasori” sotto casa, li rispettersti ?

    • Z. says:

      Ehm, scusa, ma che domanda è? hanno minacciato scendere per strada a sparare agli stranieri?

      • MOI says:

        No, ma han detto chiaramente che se zingari/immigrati/profughi entrano in casa loro senza permesso … entrano in piedi ma escono sdraiati portati da quattro. Classiche frasi da Spaghetti Western che chissà quante volte avrai sentito da cinnazzo !

  19. MOI says:

    Insomma,perché Abu Musa al-Britani dovrebbe essere un eroe mentre il suo coetaneo Daniele di Albettone (intervistato da La7) con la 44 magnum sotto al cuscino e ilfucile a pompa nell’ armadietto sotto al letto (roba vera con porto d’armi e munizioni vere, mica giocattoloni da “soft air” nel Delta del Po facendo finta che sia la Giungla Vietnamita, cosa che certa gente _per inciso_ fa davvero !) non potrebbe essere che un “mona” ?

    … E se fossero due “mona” ipertestosteronici entrambi ?!

    • Abu Musa e Daniyal al-Battuni :-) sicuramente si somigliano, e credo che lì ci sia una chiave fondamentale di lettura di tutta la questione.

      Ma non do né dell’eroe né del mona ai due ragazzi. Entrambi fanno parte della vita.

      Più che differenze etnico-religiose, mi colpisce la diversa dimensione di Ladbroke Grove e Albettone (paesino di 2.000 abitanti, vedo da Wikipedia).

  20. habsburgicus says:

    @Moi
    riflessione (apparentemente fuori tema) su tuo dibattito con MT e su richiesta “prive” ecc ec ec

    la realtà è che lo schema di “divenire storico” elaborato, o meglio sistematizzato, dai cattolici nel XIX secolo, è il migliore…e può essere adattato a tutti, non è confessionale in sé
    uno può non essere devoto e dare un’interpretazione diversa agli stessi fatti (magari pure positiva) ma nessun come loro ha saputo descrivere l’essenza del processo storico dal XVI secolo in poi e specialmente da fine XVIII secolo..quel metodo è una bussola, sicura, indipendentemente dalle proprie convinzioni
    chi conosce questo, ti capisce al volo Moi (anche se non è detto che concordi….e viceversa)
    chi non l’ha mai conosciuto o (caso di Mauricius) l’ha abbandonato a favore del Concilio :D, invece non può capire….parole al vento ! meglio la Carinzia :D

    • “la realtà è che lo schema di “divenire storico” elaborato, o meglio sistematizzato, dai cattolici nel XIX secolo, è il migliore…e può essere adattato a tutti, non è confessionale in sé”

      Riesci a riassumerne brevemente i capisaldi?

      • habsburgicus says:

        @Miguel
        mah, brevemente, molto brevemente, la tesi che il motore recondito di molte scelte di chi ha l’effettivo potere sia l’ostilità al Cristianesimo cioè alla Chiesa cattolica (non tutti danno il titolo di cristiani ai protestanti e gli ortodossi, per non parlare degli orientali, sono ignorati)..poi ci sono varianti
        tu dirai che non si capisce il motivo, lo hai già scritto a proposito del gender, dicendo in sostanza “che possono interessare loro ‘ste cose, che vantaggio ne traggono” ?…certo, hai pienamente ragione, ma in una prospettiva “razionale” !..e chi l’ha detto che queste persone agiscano razionalmente ? :D infatti si sostiene, più o meno implicitamente, che tali circoli siano mossi dall’odium Christi e della sua sponsa fidelis…[e, aggiungo io, i boccaloni, spinti da odio cieco, neppur si rendono conto che la Chiesa cattolica non esiste più, come istituzione almeno :D]
        del resto che ci trovi tu di razionale in gente che nel XXI secolo fa i riti con il maiale ? :D :D :D è questo è sicuramente solo la punta dell’iceberg..cosa fanno nelle loro riunioni blindatissime non lo vengono certo mica a raccontare urbi et orbi, anche se talora filtra qualcosa
        tu dirai ancora “son tutte balle ! “..possibilissimo..ma nel mondo conta (purtroppo) più la percezione della realtà ! poco importa, anzi nulla, se ciò in cui credono è una manifesta idiozia..resta il fatto che avevano/hanno il potere…e potevano/possono agire !

        P.S
        Storiograficamente poi, in due parole
        si postula un mondo felice, il Medioevo cristiano
        Lutero rompe tutto..e Calvino dopo di lui..sono i due grandi “villains”
        Il’Illuminismo riprende il tutto, peggiorandolo di gran lunga
        La rivoluzione, figlia necessaria della Riforma, porta il caos e gli orrori del giacobinismo..le logge e le sette continuano la dissoluzione
        La secolarizzazione, il liberalismo e poi il socialismo, manovrate dai settari (anche se apparentemente contrapposti), completano l’opera
        Alcuni, fra i più recenti, ci aggiungono il Sessantotto cioé la “rivoluzione sessuale” e la contestazione ec ec ec
        Probabilmente i prossimi vi aggiungeranno il gender

        Certo questo schema non spiega Maometto e le durissime perdite che il Cristianesimo subì nel VII secolo (creo che Mons. Benigni però ne accenni postulando il ruolo segreto e nefasto dei “soliti ignoti” oggi sul piedistallo delle gerarchie postconciliari), ma non si può spiegare tutto, no ? :D

        • “mah, brevemente, molto brevemente, la tesi che il motore recondito di molte scelte di chi ha l’effettivo potere sia l’ostilità al Cristianesimo cioè alla Chiesa cattolica”

          Ci sono due possibili modi di affrontare questa tesi:

          1) analizzare gli infiniti fatti storici che potrebbero darle ragione o torto, senza arrivare molto lontano

          2) rendersi conto che la stessa identica struttura compare in centinaia di altre tesi che spiegano il vero senso della storia.

          E cioè, il vero senso della storia sta nell’insensata guerra di tutti contro:

          – il paganesimo e la razza germanica
          – gli ebrei
          – l’Islam
          – l’indipendenza della Cina
          – la riforma protestante
          – il socialismo
          – i popoli del Terzo Mondo
          – la laicità dello Stato
          – le persone di pelle nera
          – Scientology
          -l’indipendenza del Messico
          – ecc. ecc.

          Questa constatazione non costituisce una confutazione, ovviamente. Ma serve per capire meglio la struttura della tesi.

          • Sul meccanismo di questo tipo, tengo tra i miei beni più preziosi le Confessioni di Rasputin.

            Che non è il barbuto russo che pensate voi, ma un sofisticato agente segreto inglese, che allo scopo di distruggere l’Islam, avrebbe inventato il wahhabismo, inducendo innumerevoli musulmani in errore. Perché ovviamente la principale preoccupazione dell’impero inglese consisteva nel distruggere l’ortodossia islamica.

            E’ un libro bellissimo, scritto peraltro in ottimo inglese, e pubblicato da una casa editrice turca che una ventina di anni fa, lo mandava gratuitamente a chiunque ne facesse richiesta.

            Sono anche andato a vedere la loro sede a Istanbul, una piccola bottega con tanti libri simili in vetrina, in inglese, turco, arabo, urdu e altre lingue.

        • Mauricius Tarvisii says:

          il ruolo segreto e nefasto dei “soliti ignoti” oggi sul piedistallo delle gerarchie postconciliari

          Il ruolo non è stato affatto segreto: consegnarono ai berberi mezza Spagna in odio alle persecuzioni di Visigoti.
          Peccato però che a chiamarli in Spagna furono i Visigoti stessi, che volevano servirsene nelle lotte di successione al trono!
          Come anche furono cristianissini i monofisiti che spalancarono agli arabi le porte del MO.

      • PinoMamet says:

        “del resto che ci trovi tu di razionale in gente che nel XXI secolo fa i riti con il maiale ? ”

        Me lo chiedo anche io, ma a quanto pare il November Porc ormai è diventato un’istituzione… ;)
        http://novemberporc.it/it-IT/home-page.aspx

        • Interessante il Novemberporc :-)

          Comunque io trovo perfettamente razionale le porche orge dei Conservative, per lo stesso motivo per cui trovo perfettamente razionali i roghi di passaporti dei giovani dell’Isis.

          In entrambi i casi, si tratta di eliminare un passato imperfetto, per creare un mondo nuovo tramite alleanze sigillate in un atto drammatico, che non ammette ritorni.

  21. Una loggia massonica francese riceve una serie di messaggi email nei quali varie persone “di origine musulmana, ma rispettose dei valori della laicité” chiedono di essere ammessi alla fratellanza.

    Tutto fa pensare a un unico troll che si diverte così, ma il risultato è una splendida esplosione di paranoie incrociate:

    http://www.tribunedelyon.fr/?actualite/societe/44988-comment-l-islam-radical-tente-d-infiltrer-la-franc-maconnerie-lyonnaise

    Così oltre al troll, ci divertiamo anche noi.

  22. MOI says:

    Un documentario di La7 mostrava gente che in cortile (molte casette monofamiliari) aveva la bandiera del Leone di San Marco e degli USA, gente che usa le bestemmie come elemento insostitutibile di coesione sintattica delle frasi ;) ma festeggia il Giorno del Ringraziamento mangiando il tacchino …

  23. MOI says:

    Bellissimo ;) … a quando anche “da Noi” con il Grand’Oriente d’ Italia che-non-esiste ?! ;)

    Però le tre persone Musulmane già entrate nel Parlamento Italiano (in ordine cronologico e relativa fazione: Khaled Fouad Allam, LaMargherita; Souad Sbai, Forza Italia; Khalid Chaouki, PD) se non altro si saranno mostrate almeno-almeno non-sgradite al “GOI” …

  24. MOI says:

    E il paragone fra i giovani “from Zero to Hero” [sic] (formula vistissima negli Action Movie Hollywoodiani, non proprio Halal subito-subito ;) …) dell’ Isis (senza il quale i “nostri” Mujahiddin al Pesto di cui sopra sarebbero rimasti degli Insignificanti Rolla-Canne da CentroSocialeOKKupato / Fascistelli da Pogo e Cinghiamattanza in capannoni d’estrema periferia adibiti a discoteche “specializzate” semi-illegali) e i teppistelli tamarrotti di periferia che entrano “nel mondo imprenditoriale” di Mafia/Ndrangheta/Sacra Corona Unita/Camorra ecc … ?

    … Dite che regge ?

    • “… Dite che regge ?”

      OMDACM (occasione mensile di accordo con Moi)!

      Non a caso, anche i tamarri mafiosi cercano forme simboliche; cosa particolarmente marcata in Messico, tra i Caballeros Templarios, la Santa Muerte e Jesus Malverde.

      Aggiungiamo che ci sono situazioni in cui la violenza – al contrario di quanto dicono i pacifisti – conviene. Non per i risultati che consegue, ma proprio in sé, come mestiere ricco di soddisfazioni per giovani avventurosi in tempi di grande crisi economica. Il kalashnikov, in Messico o in Siria, rende molto di più della disoccupazione.

      Ecco perché non penso che la situazione siriana possa avere una soluzione pacifica-politica. Non è che due forze pacifiche si trovano costrette a usare la violenza e vi rinuncerebbero trovando un buon mediatore.

      • Z. says:

        Al di là dell’adrenalina e del gusto, che comunque è effettivamente un fattore importante – sono convinto che molti delinquano principalmente per questa ragione – la violenza può risolvere i problemi.

        Oh, intendiamoci: spesso non li risolve del tutto, di solito non li risolve in modo ottimale, e comunque tende a crearne altri che di norma sono molto più gravi. Inevitabilmente, e anche giustamente, è messa al bando dalla società civile.

        Ma se molti vi ricorrono – e moltissimi altri hanno la tentazione di ricorrervi, che poi reprimono – è perché, in certi casi, funziona. Purtroppo.

  25. MOI says:

    Poi c’è il mondo pochissimo esplorato degli Ultrà da Stadio, per cui è possibile il Fantozzi frustrato e inibito su qualunque cosa che si trasforma da Jekyll a Hyde ;) per sfogo domenicale … tipo “effetto da droga senza assunzione di droga”.

  26. roberto says:

    “A me personalmente basta che si riconosca che tutta ‘sta roba qua è pilotata da delle élites e Stuka ;) che sorge spontaneamente …”

    io invece continuo a non capire (=rectius: capire ma considerare sbagliata, sperando di non commettere uno psico reato con questa affermazione) questa chiave di lettura, perché semplicemente manca un fine delle élites che giustificherebbe il piano.

    perché vorrebbero frocizzare il modo occidentale? tutto in odium ecclesiae come dice habsburgicus?
    sarà, ma prima di tutto non credo che nelle famose élites l’ecclesia non esista più. ma anche lasciando da parte questa obiezione e supponendo che le élites siano tutte composte di fanatici incappucciati anticattolici (ribadisco, quod non!), per sbarazzarci finalmente una volta per tutte della chiesa, non c’è un modo più semplice, meno arzigogolato, più efficace che far approvare dopo anni di polemiche il matrimonio gaio?

    per me tutto è molto più facilmente spiegabile grazie ad un bel colpo di rasoio di ockham.

    1. un gruppo di persone (i gay) che è sempre esistito e che negli ultimi secoli ha vissuto nell’ombra vuole vivere tranquillamente la propria vita senza essere infastiditi dalle comari impiccione.

    2. c’è un momento propizio, cioè un’epoca storica in cui una parte (sempre troppo piccola) dell’umanità si rende conto che si può vivere felicemente senza rompere le palle agli altri, e che rompere le palle senza ragione è sbagliato

    3. nel gruppo di persone, un sottogruppo si occupa di mestieri che danno una certa visibilità mediatica (moda & spettacolo: attenzione, non dico che tutti i gay siano parrucchieri! semplicemente che in certi ambienti molti sono gay e questo è innegabile) e sfruttano questa posizione

    4. parte delle élites cavalca l’onda per motivi politici, parte perché ci crede, parte contrasta l’onda per motivi politici, parte la contrasta perché è intimamente convinta di combattere il male

    tutto qui. nessun fine ultimo, solo tante forze che si battono in tante direzioni diverse e tanto caso.

    l’umanità, caro moi, vive alla giornata, non ha nessun fine ultimo.

    • “perché vorrebbero frocizzare il modo occidentale?”

      O “islamizzarlo”, o “disarmare l’Occidente di fronte alla droga” o “al comunismo”: c’è un preciso meccanismo che si ripete in questi casi.

      Le elites sono un gruppo selezionato, come i calciatori di serie A.

      La selezione avviene attraverso vari canali: radici familiari, rapporti con elite precedenti, mancanza di scrupoli, doti diplomatiche, capacità di adattarsi a qualunque rovescio della fortuna, la prontezza nel tenere sotto stretto controllo i propri amici e la disponibilità a tradirli senza battere ciglio e una capacità istintiva di interpretare i propri tempi.

      In tutto questo, avere un vero ideale è solo un ostacolo, che si tratti di una “vera” fede cattolica, comunista, satanica, atea, islamica…

      Una simile umanità ha sicuramente interesse ad accordi con potenti imprenditori, potenti sceicchi, potenti preti e al limite pure con potenti sindacalisti, dosando ciascuno secondo il potere che effettivamente rappresenta; ma non si capisce proprio perché dovrebbe idealisticamente perseguire scopi come la “distruzione della famiglia monogamica”.

      • roberto says:

        l’unica cosa sulla quale non sono sicuro di essere d’accordo è

        “In tutto questo, avere un vero ideale è solo un ostacolo”

        perché al contrario un vero ideale è un’ottima spiegazione per tante cose, fra le quali, volendo essere pessimisti, “capacità di adattarsi a qualunque rovescio della fortuna, la prontezza nel tenere sotto stretto controllo i propri amici e la disponibilità a tradirli senza battere cigli “

      • Francesco says:

        e allora, Miguel, perchè lo fanno?

        non mi convince la spiegazone di Roberto, c’è molto male e molta follia che viene propagandata sui giornali mainstream, anche senza che sia moda o affare

        inizio a concordare con Hasburgicus

        • Per quanto riguarda i media, credo che cerchino sempre “l’uomo che morde il cane”.

          Marco Rossi che si sposa con Giovanni Verdi, entrambi impiegati alle poste, fa (ancora per un po’) più notizia di Marco Rossi che sposa l’impiegata Maria Verdi.

          Una volta, rientrava nelle notizie demenziali; oggi rimane notizia, ma devono stare attenti alle cause legali e alla perdita di introiti pubblicitari, e quindi la presentano tra le notizie simpatiche.

          Ed ecco che qualcuno scrive, “fanno la propaganda ai matrimoni gay!”

          • Francesco says:

            questo è in parte vero ma il tono è decisamente simpatetico

            John che picchia lo squalo e sopravvive è un tizio

            il “”””marito””” di Scialpi che non può stargli accanto in ospedale è piezz e’ core

            ciao

          • roberto says:

            “il “”””marito””” di Scialpi che non può stargli accanto in ospedale è piezz e’ core”

            capisco questa riflessione e sono anche d’accordo, solo che a me, leggendo il titolo del giornale, la prima riflessione che mi passa per la mente è “ma perché, in nome di che, scialpi non può avere accanto in ospedale la persona che ama”

            insomma, forse sarai d’accordo su questa sintesi:
            tu vedi due mariti e ti preoccupi per le sorti dell’umanità, io vedo due persone e mi preoccupo per un loro problema materiale

            accetto la critica di essere un gretto materialista (e pure minimalista)

          • Francesco says:

            in verità, dopo aver scritto, ho pensato l’opposto: nel caso del compagno di Scialpi la “simpatia” aveva un senso (anche se scommetto che a leggere l’articolo scoprirei che è una bufala)

            ma avrei potuto citare cento altri articoli su temi più futili in cui le sofferenze dei poveri ghei sono presentate con viva partecipazione

            quasi come per le balene spiaggiate

            • Cavolo, ma le basi elementari della scienza mediologica, che capisce qualunque giornalista precario fiorentino pagato 7 euro a pezzo?

              Allora:

              1) Ogni articolo deve essere una fiaba, altrimenti perché mai la gente dovrebbe leggerlo?

              2) in ogni fiaba, ci vuole il buono e il cattivo

              3) il cattivo deve essere una persona che non fa denunce e non fa perdere introiti pubblicitari a chi ti dà i 7 euro per buttare giù una cosa qualunque in fretta, e non ti deve nemmeno licenziare, visto che sei un frilenz

              4) le storie con omosessuali ci vogliono, perché parlano di sesso e gli omosessuali sono “strani” e le notizie devono essere strane

              5) gli omosessuali notoriamente hanno cominciato da qualche anno a fare esposti, denunce, boicottaggi e altre cose e quindi non è il caso di presentarli mai come i cattivi

              6) quindi nella fiaba, ci deve essere sempre il cattivo Bullo Omofobo (preferibilmente analfabeta) e il Buon Gheio Vittimo.

            • Tra l’altro, è una legge che si applica anche a noi.

              I giornalisti in genere parlano bene di noi, perché sanno che siamo tignosi.

              Dall’altra parte però c’è uno con un sacco di soldi, per cui tra i tignosi e il miliardario, la maggior parte ha deciso che è meglio semplicemente non parlare di noi.

            • Tra l’altro, come fiaba, la nostra è semplicissima: noi abbiamo ragione e siamo simpatici, il nostro avversario è il Gigante Egoista, e questo è un fatto concreto e tangibile, in cui fiaba e realtà coincidono.

              Questo significa che ci vorrebbero molto più di sette euro a pezzo, per istigare un giornalista a trovare un cavillo per presentare noi come i cattivi e il cattivo come il buono.

              Poi magari succederà, non lo escludo: basta che commettiamo un errore e diventiamo i cattivi noi :-)

          • Z. says:

            Miguel,

            gli è che a modo vostro, nel vostro piccolo, pure voi siete diventati una piccola lobby.

            E quindi è meglio portarvi rispetto.

            ;)

            • Per Z

              “gli è che a modo vostro, nel vostro piccolo, pure voi siete diventati una piccola lobby.

              E quindi è meglio portarvi rispetto.”

              :-) Se si capisce questo meccanismo, si capisce come funzionano i media, cioè aziende che mirano al profitto e devono trasformare le interazioni di tutte le lobby in racconti facilmente vendibili.

              Aggiungiamo che di rado le lobby si pestano i piedi a vicenda: la lobby dei pensionati americani (investitori di primaria importanza) non ha alcun particolare interesse a entrare in conflitto con la lobby dei petrolieri, la quale non ha alcun interesse a entrare in conflitto con la lobby sionista, che non ha alcun interesse a entrare in conflitto con la lobby omosessuale, ecc. ecc.

              E questo significa che ogni volta che una singola lobby si fa sentire sul tema che gli è caro, le altre tacciono, facendo sembrare enormemente potente la lobby in questione.

          • Francesco says:

            Miguel

            non può esserci posto per tutte le lobby, sarebbe il Paradiso degli orchi

            per molti anni c’è stato, si chiamava debito pubblico ma ora è agli sgoccioli

            ciao

          • Peucezio says:

            Sarà tutto vero, ma qui ci sono dei fattori culturali che non c’entrano coi meccanismi mediatici.
            Perché non esiste la lobby dei cattolici? O dei padri di famiglia all’antica? O degli eterosessuali ammalati di satiriasi, che vanno a letto con una donna diversa ogni notte?

            • Distinguiamo tra lobby che rappresentano interessi concreti (tipo petrolieri) e quelli che rappresentano qualche gruppo umano (tipo sionisti o omosessuali o oltrarnini).

              Quello che descrivi è un fenomeno molto diffuso: chi si sente in una posizione scontata di superiorità e di maggioranza insieme, non si sente in genere appartenente a un gruppo. I “padri di famiglia all’antica” si sentono innanzitutto capo di questa o di quella famiglia, si sentono avvocati, dentisti, professori, magari in guerra con altri avvocati, dentisti e professori.

              Per questo, si dice “maggioranza silenziosa”.

              Un sentimento invece di rivendicazione tignosa nasce tra chi deve arrivare invece a uscire da una condizione percepita come di storica marginalità.

              Per questo, gli unici “nazionalisti bianchi” negli Stati Uniti appartengono alla minoranza di bianchi che realmente e da sempre sono stati sfigati.

          • habsburgicus says:

            fare esposti, denunce, boicottaggi e altre cose e quindi non è il caso di presentarli mai come i cattivi

            ci sarebbe la prova del 9 per questo, affinché si veda una buona ragione chi ha ragione (mi riallaccio anche a Peucezio)
            basterebbe che i cattolici, notoriamente da decenni i più sbeffeggiati dell’orbe ad ogni momento, iniziassero a fare anche loro così (questi sì che sono i cambiamenti che dovrebbero fare in Vaticano, le vere modernizzazioni che accetto anch’io ! e invece loro hanno fatto il Concilio :D)
            5-10 anni così
            e poi vediamo
            secondo me, non cambierebbe nulla (perché il potere vero, che per definizione non appare espressamente, è in essenza anticattolico) e si dimostrerebbe che hai torto..però potrei avere torto io (e, mi pare, se interpreto non troppo male il suo pensiero, anche Peucezio)
            la palla spetta alla Curia..che aspettano ?

          • Roberto says:

            “Aggiungiamo che di rado le lobby si pestano i piedi a vicenda:”

            Uh? Io di lobby con interessi contrapposti e che si pestano i piedi a vicenda ne vedo tutti i giorni….

            • Non lo so. Non ho mai visto antiquari combattere localari, o proprietari di alberghi opporsi agli speculatori immobiliari. Poi ci sono interessi contrapposti, che so, la Uber contro i tassisti, ma le ostilità tra lobby mi sembra che emergano solo se c’è un immediato,concreto motivo di conflitto, e solo finché dura quel motivo. Meglio non litigare inutilmente con nessuno.

          • paniscus says:

            Perché non esiste la lobby dei cattolici?
            —————————–

            Non è che non esiste, è che è talmente grossa che è divisa in tante sotto-lobby diverse, che hanno obiettivi mirati diversi:

            – quella che lavora per far avere più fondi pubblici possibile alle scuole confessionali private;

            – quella che lavora per affossare completamente i consultori pubblici per riappaltarli ad associazioni cattoliche;

            – quella che trama per imboscarsi nelle consulenze “contro le sette” presso la polizia e i tribunali;

            – quella che gestisce il penoso traffico di raccomandazioni curiali per piazzare gli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche;

            – quella che strilla “contro la teoria del gender”;

            …e così via…

            L.

          • roberto says:

            “non ho mai visto antiquari combattere localari, o proprietari di alberghi opporsi agli speculatori immobiliari.”

            beh avrai sicuramente visto

            proprietari di alberghi vs proprietari di case affitate a turisti (faccio pubblicità al benemerito airbnb)

            piccoli commercianti vs ipermercati

            produttori vs distributori

            ecc.

            quello che non trovo convincente è quest’idea “le lobby non si pestano i piedi l’un l’altra”. lo fanno in continuazione appena gli interessi dell’una si scontrano con gli interessi dell’altra. e “interessi” va letto in modo molto vago, fino a ricomprendere qualcosa che si avvicina agli ideali (vedi “sentinelle in piedi” vs “gaypridisti” dove gli interessi economici mi sembrano abbastanza secondari)

  27. roberto says:

    ” non chiedermi di “addurne prove” perché è da tanto che non faccio altro e mi sto davvero stufando di gente che prima mi dice che mento”

    personalmente non ho mai detto né pensato che menti (che vuol dire poi in questo contesto?), ma dico e penso che le cose che tu consideri “prove” secondo me non provano niente

    anzi provano certamente l’esistenza di un gruppo più o meno vasto di pazzerelli, mattoidi, parnoici o furbacchioni, cosa della quale in realtà non ho mai dubitato (anche se a tuo merito devo dire che hai allargato i miei orizzonti dandomi una dimensione del fenomeno. certi vette, o abissi, non me li aspettavo).

    non provano, secondo me, e spero di nuovo di poter essere libero di esprimere questa opinione, l’esistenza di un piano delle élites.

  28. Lanzo says:

    Mah ! Mi sono astenuto dal commentare nella illusoria speranza che qualcuno accennasse alle “femmine” che cercano di espatriare per congiungersi con le bande islamiche.
    Rimarr5o’ sempre convinto che le due “scriteriate” disoccupate siano due truffatrici, si parla di 11 milioni di dollari, una fetta ce l’avranno da qualche parte.
    Ninfomani ? In Italia sono cessi, ma un marucchen si tromba pure una capra.

    • habsburgicus says:

      quello è uno Stato, uno dei pochi rimasti ad ovest di Lanzhou :D, dunque è chiaro che fa i suoi interessi..
      piuttosto, io non vedo tutto questo astio verso la Russia..in effetti è uno dei miti più diffusi, magari veri, intendiamoci, ma che io al momento non scorgo :D
      l’Europa naturalmente ha gestito, gestisce, e gestirà, male la crisi ucraina, facendosi odiare dagli uni (i nazionalisti ucraini) e disprezzare dagli altri (i russi), oltre ad adottar misure auto-lesioniste (tipo le pseudo-sanzioni, che colpiscono soprattutto i due paesi a sovranità sottozero, D e I), ma fin lì nulla di nuovo..capiterà ancora :D questo tuttavia non è anti-russismo..ripeto l’anti-russismo non lo vedo in Europa, e ne vedo un po’, ma poco (qualche esternazioncella di politicanti di serie B) in America..ma non nei poteri VERI..altrimenti la Russia subirebbe, per sfortuna sua, ben altro trattamento mediatico :D
      dunque se cade questo, cade tutto l’articolo, no ? :D
      a meno che voglia dirci che i governanti europei sono fessi, mentre quellì là avranno magari tutti i difetti di ‘sto mondo, ma imbecilli non sono
      e grazie !—questo la capivamo anche da soli :D

  29. Dif says:

    “…e chi l’ha detto che queste persone agiscono razionalmente?…”

    Habsburgicus mi perdonerà se estrapolo questa frase dal suo lungo intervento per parlare di una tesi che sostengo, quella dell’artificio retorico di dipingere l’avversario come folle e irrazionale, quando la propria tesi sembra non avere una motivazione logica.
    Mi ricorda di quando, discutendo con i miei genitori che sostenevano la bislacca idea che i nostri politici anteponessero appositamente gli immigrati agli italiani, chiesi loro il perchè secondo loro un politico avrebbe interesse a mettersi contro circa il 95% degli abitanti del Paese, dotati di diritto di voto, per favorire un 5% economicamente e politicamente insignificante.
    Loro risposero una cosa tipo:”non lo sappiamo, evidentemente lo fanno perchè sono stupidi”.
    Questa tecnica quindi è doppiamente efficace perchè da un lato permette di nascondere le lacune logiche nel proprio ragionamento, dall’altro dipinge l’avversario come pazzo, imprevedibile, addirittura autolesionista, screditandolo completamente.
    Ecco perchè credo poco a questi presunti progetti segreti portati avanti da èlite senza apparente motivazione pratica.

    • Per Dif

      “Loro risposero una cosa tipo:”non lo sappiamo, evidentemente lo fanno perchè sono stupidi”.”

      Un ottimo esempio.

      E che apre un’altra domanda: quella sull’intelligenza dei potenti.

      Nella mia esperienza, i potenti – e i politici in particolare – raramente sono dotati di quella cosa che io personalmente chiamo intelligenza (una delle poche eccezioni che mi vengano in mente è Tosi, il sindaco di Verona, che però saggiamente fa di tutto per sembrare cretino).

      Però l’intelligenza è sempre riferibile all’attività che la persona svolge: conosco individui che sembrano un disastro sul piano relazionale, ma sono geniali in filologia; altri che quasi non sanno leggere o scrivere, nonostante anni di scuola, ma riescono a fare miracoli con le mani.

      E il politico potente è una persona che ha un’intelligenza sicuramente molto superiore alla mia nel fare ciò che gli permette di restare al potere. Ad esempio, NON mettersi contro il 95% della popolazione.

      • habsburgicus says:

        @Miguel
        d’accordo su tutto, specialmente sull’incipit
        con un dissenso..sulla tua definizione di potenti
        i “potentes” non sono, per definizione, i politici..quelli sono i camerieri dei potentes (sia chiaro, stanno bene..e infatti c’è concorrenza spietata per tale “impiego”, ma sempre di camerieri si tratta ! anche se a buone condizioni, per loro ! e finché non “sgarrano”)
        i potentes, temo, siano talora incolti, in fundamentalibus (altrimenti non crederebbero a certe fole e saprebbero distaccarsene) ma non sarei così certo che siano imbecilli !
        anche per quello, da 200 anni vincono sempre
        a meno di ritenere gli altri ancora più degenerati
        è una chiave di lettura, iconoclasta, lo ammetto, ma ci sta !

        • Non so se esiste una distinzione così netta tra tutti lungo la pur immensa scala gerarchica.

          Non è che a un certo livello, i potenti appartengano a una specie diversa, si tratta pur sempre di mortali con tutti i loro limiti.

          E le regole della vita comune sono sempre quelle che prevalgono all’interno della bocciofila di Arezzo: l’astuzia, la flessibilità, la furbizia, l’opportunismo, il saper balenare speranze e incutere paura, la creazione di alleanze sempre variabili, secondo l’occasione, e il potere come fine a se stesso. Perché chi sacrifica il potere a qualunque altra cosa, come un ideale, sacrifica appunto il potere e lo perde.

      • Dif says:

        Per Miguel

        La tua ultima frase è esattamente ciò che intendevo dire.
        Inoltre mi incuriosisce come spesso chi accusa i politici di essere materialisti e di badare al proprio personale tornaconto li accusi al tempo stesso di essere estremamente idealisti, tanto da prendere decisioni così impopolari solo per perseguire i loro ideali.
        Diciamo che ce lo vedo poco un politico italiano a cambiare partito a seconda di come gira il vento per salvare la poltrona, e un attimo dopo a mettersi contro la maggioranza della nazione per amore degli immigrati.

        • Attenzione però a un elemento fondamentale.

          Qualcuno inventò tanti anni fa la battuta, “l’antisemitismo è il socialismo degli imbecilli”. Estendendo il concetto, si arriva a dare degli imbecilli a tutti i “complottisti” (per dare una definizione antipatica, sbrigativa e imprecisa).

          Io la vedo esattamente al contrario. Dietro ogni “complottismo” c’è un tentativo affrettato, confuso, di cogliere una profonda verità.

          E’ vero che viviamo dentro un sistema criminale, fondato sui complotti (innumerevoli e onnidirezionali). E questo il complottista lo intuisce molto meglio degli scettici.

          In questo senso io metto l’enfasi, non sulla parola “imbecilli”, ma sulla parola “socialismo”.

          E per questo mi piace discutere con i complottisti, non per demolirli e per dimostrare che viviamo nel “migliore dei mondi possibili”.

          Al contrario, perché sono tra le persone che più hanno sentito, anche se non hanno capito.

          • Mauricius Tarvisii says:

            E questo il complottista lo intuisce molto meglio degli scettici

            Il complottista non intuisce questo: il complottista fa un lavoro che la mente umana esegue spontaneamente (l’astrazione) e lo fa male. Anzi, lo fa malissimo, perché non riesce a frenarlo, cercando di ricondurre tutto ad un unico principio primo, il particolare complotto a cui crede.
            Il vedere un “sistema” dietro a ciò che ci circonda, del resto, non è una prerogativa dei complottisti. Viene spontaneo a qualunque essere umano vedersi come un’entità distaccata dal resto del mondo al servizio della quale è posto il resto del mondo.
            Faccio un esempio che conosco: è assolutamente normale sentire avvocati proclamarsi vittime del Sistema, in quanto “noi (gli avvocati) siamo sobbarcati di tutti gli oneri, mentre loro…” dove loro ricomprende indistintamente cancellieri, giudici, Parlamento, Agenzia delle Entrate, Ministero della Giustizia, ecc. ecc., tutti uniti e compatti nel remare contro il Foro! Le prime volte pensavo che gli avvocati in questione non avessero idea di come funzionasse l’ordinamento giudiziario italiano, poi ho capito che il problema era un altro: la loro mente astraeva in un unico gruppo tutto ciò che percepiva come arrecante difficoltà.
            Non erano complottisti, erano comunque convinti di vivere in un sistema marcio e stavano anche loro ragionando malissimo.

  30. roberto says:

    “…e chi l’ha detto che queste persone agiscono razionalmente?…”

    habsburgicus,
    ma che ne pensi invece della mia tesi certo semplicistica ma quantomeno razionale?

    • habsburgicus says:

      io personalmente ne penserei benissimo..e oserei dire che hai praticamente ragione su tutto (nell’analisi…sulla valutazione, si può discutere)
      il fatto è che purtroppo la Regina non mi chiama a Downing Street :D anche perché, evidentemente per mia lacuna, certe cose con i maiali non le ho fatte, da ragazzo :D

  31. MOI says:

    @ MIGUEL

    Se la tortura NON è amessa nell’ Islam … come mai non di rado fa notizia il Paese Islamico di turno (a turno) in cui c’è gente condannata a delle frustate al pubblico ludibrio in piazza ?

    • Per tortura non intendo le pene previste dalla shariah, che si basano su una precisa idea premoderna: infliggere una punizione memorabile che o elimina il colpevole, o permette di riammetterlo subito tra le persone “normali” senza carcerazione.

      Per tortura, intendo l’estorsione di confessioni, la mutilazione sistematica e la violenza gratuita in generale: esiste un hadith che maledice anche chi marchia gli animali, o chi maltratta animali morenti.

      In questo c’è un abisso tra il mondo islamico e “l’Occidente”, dove la violenza gratuita assumeva forme estremamente fantasiose.

      Quello che invece si dimentica è che la shariah nasce DOPO l’affermazione del potere dei califfi. E quindi esiste il principio dell’istihsan, che stabilisce che l’Islam impone questo o quello, ma il Sovrano pole fare icche vole. Compreso torturare e tutto il resto, se serve al suo potere personale.

    • Lanzo says:

      Anche a Singapore elargiscono cannate sulla schiena per diversi reati. A mio parere molto piu’ efficace che incarcerare. Ma Singapore e’ il paradiso in Asia, ha l’aereoporto piu’ bello del mondo (e’ vero) e quindi si sorvola.
      In ogni caso non mozzano le mani.

      • Di Singapore, mi ricordo in particolare il fogliettino che ti danno in aereo pochi minuti prima dell’arrivo, dove tra tanti altri piccoli dettagli ti informano che c’è la pena di morte per chi importa sostanze stupefacenti.

  32. izzaldin says:

    @Moi
    E il paragone fra i giovani “from Zero to Hero” [sic] (formula vistissima negli Action Movie Hollywoodiani, non proprio Halal subito-subito ;) …) dell’ Isis (senza il quale i “nostri” Mujahiddin al Pesto di cui sopra sarebbero rimasti degli Insignificanti Rolla-Canne da CentroSocialeOKKupato / Fascistelli da Pogo e Cinghiamattanza in capannoni d’estrema periferia adibiti a discoteche “specializzate” semi-illegali) e i teppistelli tamarrotti di periferia che entrano “nel mondo imprenditoriale” di Mafia/Ndrangheta/Sacra Corona Unita/Camorra ecc … ?

    … Dite che regge ?

    hai ragione.
    l’uomo quando non si muove per soddisfare la fame dello stomaco, si muove per soddisfare la fame di simboli. a volte cerca pure di far coincidere le due cose.

  33. Lanzo says:

    Non trovo niente di strano che l’IS recluti anche europei – non siamo tutti uguali, bonaccioni, nella societa’ ci sono anche psicopatici che hanno certe pulsioni, solo che se le attuano, magari vengono messi dentro – per poco -. L’IS mi fa pensare al film la sporca dozzina, dove reclutano una dozzina di psicopatici per una operazione anti nazi.
    Finalmente posso sparare a qualcuno, farlo a pezzi, stuprare la “cristiana” – ripeto, non siamo tutti bonaccioni, sta gente esiste e di certo non ti viene a dire che si vorrebbe trombare la ragazzina e sparare al padre o altre piacevolezze del genere.
    Per i bombaroli “suicidi” poi bisognerebbe aprire un capitolo a parte e la storia che uno si faccia saltare in aria e’ stata tante volte sputtanata: Iraq – ti fermava la polizia o militari americani, ti mettevano la bomba nel bagagliao, ti dicevano adesso vai li – premevano un bottone ed ecco il pazzo suicide bomber.

  34. Lanzo says:

    Per li rami dal mio commento precedente – il succo e’ : la gente che ci circonda non e’ composta da bonaccioni o persone normali.
    Magari Miguel vorra’ parlare in futuro della psicopatologia dei torturatori, esistiti da sempre (antica Grecia, Roma, poi Chiesa, – Mastro Titta a Roma era uno che spezzava le ossa a mazzate oltre che a tagliare teste, poi Nazifascisti, via Tasso a Roma, Cambogia, Argentina, Cile, Abu Graib, ossia c’e’ della gente – in ogni paese del mondo – che non ha problemi a strappare le unghie o cavare gli occhi o applicare elettrodi alle palle di un malcapitato che manco conoscono. E magari, il torturatore, sicuramente ci sono anche da noi – magari e’ un tuo vicino poliziotto, simpatico, buon padre di famiglia…
    Non parlo ovviamente della violenza pura dove Cucchi ci ha rimesso le penne.

    • “il succo e’ : la gente che ci circonda non e’ composta da bonaccioni o persone normali.”

      Ma credo che quasi tutti possiamo diventare così.

      Molto dipende dall’infanzia – oggi in effetti solo una piccola minoranza di bambini, in Occidente, ha contatti con qualche forma di violenza reale. La gente ammazzata negli incidenti stradali viene fatta sparire subito, le mucche le ammazzano a milioni in posti in cui è vietatissimo ai bambini entrare, chi lavora con i droni non vede nemmeno il prodotto finito.

      La differenza sta nel fatto che il bambino “borghese” non vede mai un atto fisico violento, mentre chi vive in periferia vive in mezzo a una violenza molto più diffusa, fatta quantomeno di risse, minacce e rischi fisici.

      Nulla di paragonabile alla vita quotidiana di un bambino sudanese o iracheno, ovviamente; ma la familiarità con la violenza ne fa una cosa del tutto normale.

      Non è detto che si sia particolarmente sadici, ma non è una cosa così strana sparare a qualcuno o tagliargli la testa. E non c’è bisogno di essere psicopatici o “anormali” per esserlo, basta essere fatti come tutti i giovani maschi di sana a robusta costituzione che hanno fatto le guerre sin dal paleolitico.

  35. MOI says:

    @ MIGUEL

    … E la “Violenza da Anni Settanta” (in realtà oggi si vede la forma minima di quel che si sarebbe visto allora …) dei licenziati che strappano la camicia al manager di Air France che ha scandalizzato il PD (& Soci-Fantocci verso Dx) che mediante “Finestra di Overton Inversa” ;) è “regredito” all’ ideale dei “Padron Bon” Socialdemocratici dai baffi a manubrio, di almeno un secolo fa e più ?!

  36. MOI says:

    http://www.youtube.com/watch?v=Yl3TiGXeRk8

    “La violence est partout”, note Éric Zemmour

  37. OT

    Ottantamila anni di resistenza europea contro gli invasori afroasiatici:

    http://www.theguardian.com/science/2015/oct/17/neanderthals-kept-early-homo-sapiens-out-of-europe

    Ma è un tema già affrontato qui:

    https://www.youtube.com/watch?v=Syir5-5u2UA

    • Mauricius Tarvisii says:

      Oddio, diciamo che è un’opinione abbastanza discutibile. Forse fu il freddo a tenerci lontani dall’Europa così a lungo.

      Poi ancora la storia di quanto fossero intelligenti i neanderthal: prendi una persona nostra simile mediamente stupida, peggiorala, e così ottieni un neanderthaliano mediamente stupido. Direi che tanto basta :D

      • MOI says:

        Scusi, Prof Paniscus : ma tutto questo prendersela con i Neandertal è … “razzismo” o “specismo” ?

        ;)

    • MOI says:

      Bisogna retrodatare di 80.000 anni il Piano Kalergi, quindi ?! ;)

  38. mirkhond says:

    “e le Bibbie “originali” di queste chiese orientali, sono in greco o in altre lingue?”

    Secondo un’opinione diffusa tra i biblisti il Vangelo di Matteo sarebbe stato scritto originariamente in Aramaico, e poi tradotto in Greco.
    Essendo Matteo, Marco e Luca Sinottici, cioé dipendenti da una fonte comune, è dunque verosimile che questa fonte perduta (la cosiddetta Fonte Quelle), fosse stata redatta in Aramaico.
    Insomma le versioni dei Sinottici che sono state poi fissate nella loro forma canonica, giunta fino a noi sono state sì scritte in Greco, tra il 60 e l’85 d.C., ma provenienti da una comune fonte aramaica.
    Giovanni invece, più tardo (tra 70 e 100 d.C.), può essere stato scritto direttamente in Greco, ma da una persona che aveva conosciuto la Palestina antecedente alla distruzione di Gerusalemme del 70 d.C.

  39. mirkhond says:

    “in compenso il copto è pieno di ellenismi…”

    Perché il corpus biblico vetero e neo testamentario, venne tradotto in Copto dal Greco intorno al 350 d.C.
    E i più antichi testi cristiani copti, anche apocrifi in origine furono scritti in Greco.

    • mirkhond says:

      La traduzione dal Greco al Copto si rese necessaria quando il Cristianesimo alessandrino cominciò a diffondersi nelle campagne e nei piccoli centri dell’Egitto romano, dove il Greco era al massimo parlato solo dai ceti dirigenti, accanto al Copto, mentre le popolazioni rurali erano copte monoglotte, sia pure con una lingua influenzata dal Greco.

  40. mirkhond says:

    “però i discepoli di Gesù partivano con una cultura ebraica parecchio ellenizzata, 300 anni dopo Alessandro Magno, o sbaglio?”

    Il fatto che l’influenza ellenizzante fosse presente nel Giudaismo del I secolo dopo Cristo, non ha impedito alle Cristianità nate da tale base religioso-culturale, di prendere strade diverse tra loro, e non tutte rientranti nella famosa triade ratzingeriana.

  41. mirkhond says:

    Poi la stessa ellenizzazione variava a seconda dei luoghi e degli ambienti sociali.
    Non era un fenomeno omogeneo per presenza e profondità.
    Ad esempio gli Erodi, dinasti idumei giudaizzati ed ellenizzati, erano ODIATI dai Giudei di Giudea e Galilea perché sentiti come ESTRANEI sia per il loro ellenismo e sia per essere fedeli vassalli di Roma.

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