Gli zingari, la morte e i profughi immaginari

Belgrado.

Tre piazze piene, tantissime persone sulle panchine, sedute per terra, in tende, tra l’erba, sul marciapiede.

Un cartello, in arabo, avvisa che tutti sono responsabili insieme della pulizia e dell’ordine dei luoghi.

Un giovane, che sembra un qualunque universitario fiorentino in vacanza, pantaloncini corti e bandana in testa, mi si avvicina con un telefonino in mano.

“Do you speak English? My friend is on the phone, can you talk to him please?”

Confuso dalla bizzarra richiesta, gli chiedo da dove viene.

“Syria, but can you talk to my friend?”

Poi inizia lui stesso a parlare in arabo con il misterioso amico e si allontana, agitatissimo.

Avvicino un gruppo di persone che sembra una normale famiglia italiana di ceto medio.

Padre, madre, bambini, qualche cugino.

Parlano solo arabo.

“Veniamo da Aleppo. Sono dieci giorni che siamo in cammino, attraverso la Turchia e la Grecia. Gran parte lo abbiamo fatto a piedi. Stiamo cercando di raggiungere i nostri parenti in Germania. Siamo curdi. La Siria è finita! E’ tutto mafia!”

Firenze.

Al fontanello di Piazza Tasso. Riempio la bottiglia, accanto a me un signore sui quarant’anni, con un bel sorriso.

“Lei è straniero?” mi chiede.

“No, dica…”

“Ecco, li vede quei giovanotti sulle panchine?”

Attorno, su ogni panchina, ci sono dei giovani, tutti dello stesso tipo: nerissimi, maschi, muscolosi. Concentratissimi, ognuno smanetta su di uno smart phone e si aggiusta gli auricolari.

“Questi li chiamano profughi! E come mai non ci sono donne o bambini? Ma guardi come stanno bene in salute! Come hanno i capelli curati! Il telefonino da centinaia di euro, chi glielo compra? Ma sembro io più profugo io di loro! C’è qualcosa che non torna…”

E in quel momento, mi balena in mente che forse nulla torna.

Tutte le parole che si usano come armi attorno alla “questione dei profughi“, tutte le mezze verità che si tirano in ballo da una parte e dall’altra, i numerini che si agitano trionfali per dimostrare che “gli stranieri” sarebbero pericolosi oppure utili per “noi”… tutto questo non è altro che un ammasso di pregiudizi contrapposti.

Alla radice dei pregiudizi, ci sono parole il cui senso diamo per scontato – “noi”, “stranieri”, “profughi”, “umanità”, “giustizia”, “diritti”, “musulmani”, “identità”, “razzismo”, “Europa”, “accoglienza”. Sono queste parole che ci ingannano e ci confondono.

Per questo, su Comune Info, ho letto oggi con immensa gioia un articolo di Ascanio Celestini sui funerali del capoclan dei Casamonica.

Già il titolo è un colpo ai pre-giudizi, alle cose che si possono e non si possono dire:

“Un dubbio sugli zingari e la morte”

Basta saper vedere, perché vadano in frantumi tutti le false certezze, insieme.

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141 Responses to Gli zingari, la morte e i profughi immaginari

  1. PinoMamet says:

    C’è quel programma su una TV truzza, un programma americano tradotto (poi han fatto anche la serie inglese) sui matrimoni zingari.

    In traduzione italiana, per pudore, nel titolo si parla di “Gypsy” e anche nel doppiaggio si usa sempre questo termine- come se lo spettatore italiano fosse allergico al termine “zingaro”. Che poi lo è.

    Parentesi: un paio di decenni fa c’era – mi pare sulla RAI- una serie stranissima, forse francese, un telefilm con le avventure, tutto sommato realistiche, di due camionisti.
    Ricordo benissimo che almeno in qualche puntata avevano a che fare con gli zingari, anche questi mostrati in modo abbastanza realistico, con le loro inevitabili vicende matrimoniali
    (ma gli zingari non fanno altro che sposarsi?)
    e, sorpresa, positivo.

    Non mi risultano proteste da parte del pubblico (che oggi forse ci sarebbero), chiusa parentesi.

    Beh, insomma, ‘sti “gypsy americani” non sembrano manco zingari, fisicamente. Non tutti perlomeno, la maggioranza sembra di… americani, normalissimi.
    Ma truzzi. Tamarri, cozzaloni a livelli inenarrabili.

    E dalle villette della Romania (viste da me) a quelle delle periferie di Roma fino alle carrozze con cavalli e abiti al neon delle spose “american gypsies”, vuoi vedere che la “cultura zingara”, ai minimi termini, è proprio questa?

    Essere truzzi, sposarsi, litigare, rispoarsi, morire: da truzzi.

    E mi pare che, aldilà delle origini indiane della lingua , gli zingari abbiano fatto da secoli da catalizzatore dei tamarri, degli esclusi, dei senza cultura.

    • “Essere truzzi, sposarsi, litigare, risposarsi, morire: da truzzi.”

      E’ una bellissima definizione della condizione umana.

      • Z. says:

        Mah. Di certo non della mia, e credo nemmeno della tua…

        Anzi, di truzzi in questo blog ce ne vedo pochi pochi, direi zero 🙂

      • Peucezio says:

        Z.,
        in effetti…
        Magari io fossi truzzo, mi sposassi, litigassi, mi risposassi e morissi.
        Invece sono raffinato, scapolo, pacifico, vivo e vegeto.

  2. Moi says:

    NON ho capito chi siano ‘sti “American Gypsies” … Zingari che hanno realizzato il “Sogno Americano” ?

    • PinoMamet says:

      Sono semplicemente zingari che si sono trasferiti negli USA (in varie epoche.. prova a wikipediare 😉 per ulteriori informazioni 😉 )

      più altri gruppi affini, tipo “travellers” e compagnia (non so se si mescolino tra loro; suppongo di sì).

      • Non so quasi nulla di zingari-Rom statunitensi, ma non credo che si mescolino tra di loro, figuriamoci con i “traveller”.

        Anche da noi, credo che sia più probabile un matrimonio tra un’Arlija e un “italiano”, che tra un’Arlija (ad esempio) e un Lautari.

  3. Moi says:

    Nel caso, i Casanmonica hanno realizzato da Zingari il “Sogno Italiano” (visto dagli USA) di diventare “Mafia Godfather”?!

  4. Moi says:

    Al fontanello di Piazza Tasso. Riempio la bottiglia, accanto a me un signore sui quarant’anni, con un bel sorriso.

    [cit.]

    Costui NON avrà i mezzi per darsi le risposte, e va bene ! _ NON li troverà mai cercando in Internet il Piano Kalergi (sarà il nuovo rend TV ?) & Altre Cospirazioni … però che “Non ce la raccontano giusta, i Media Main Stream” mi sa che intuisce giusto.

  5. Moi says:

    trend

  6. Mauricius Tarvisii says:

    Perché Celestini ritiene di potermi fare la lezioncina solo perché ce l’ho con un mafioso che è zingaro esattamente come ce l’ho con i mafiosi siciliani o veneti?
    Giusto, altrimenti non sarebbe Celestini…

    • Z. says:

      Grazie per avermi riassunto il senso del video, così posso evitare di guardare Celestini (che già non è male come inizio).

      Il tempo è sempre prezioso, specie d’agosto 🙂

    • Io di Ascanio Celestini non so nulla.

      Mi colpisce semplicemente il testo (non è un video) che ho linkato qui, in particolare perché ho esperienza diretta di coatti romani e di “zingari”. E mi sembra la cosa più sensata e veritiera che abbia letto in questi giorni.

      Non mi sembra che dica nulla su siciliani o veneti, forse ne parla altrove in testi che non conosco.

      • Z. says:

        Ero convinto che fosse un video – Celestini è un attore, e di solito l’ho visto recitare più che scrivere – ma visto che era un testo l’ho letto.

        Forse non avrei dovuto, però: ora comincio a capire l’astio di Moi nei confronti di certi sedicenti intellettuali di sinistra. Del tipo: se uno zingaro ruba, è un furto meno grave, perché “ipproblemi sobbenaltri” e “iccattivi sobbenaltri”.

        Anche gli intellettuali sobbenaltri, ma capisco che di questi tempi di crisi e concorrenza spietata tutto faccia brodo pur di far parlare di sé. E’ il capitalismo, bellezza, o almeno così dicono.

        • Per Z

          “e uno zingaro ruba, è un furto meno grave, perché “ipproblemi sobbenaltri” e “iccattivi sobbenaltri”.”

          Io ci leggo l’esatto contrario. Cioè, non nasconde il fatto che Casamonica “sia zingaro”; anzi, usa proprio il termine “zingaro”. E dice che gli zingari sono spesso truzzi e talvolta anche delinquenti.

          Allo stesso tempo si commenta sul particolare snobbismo con cui si disprezza gente che ha un rapporto così intenso (e direi messicano) con la morte. E in effetti anch’io sono rimasto colpito dall’intensità della rabbia mediatica contro gli aspetti pittoreschi del funerale.

          Oltre tutto, Celestini non sta affatto difendendo gli zingari, perché nessuno tranne lui dice l’ovvio, cioè che Casamonica è zingaro. Non lo dice la sinistra per progressismo perbenista; non lo dice la destra, perché Casamonica è di destra.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Il funerale di Casamonica non è piaciuto perché è stato una palese ostentazione di forza*: è stato tanto messicano quanto lo può essere un qualsiasi funerale di Stato.

            * mai quanto tutte le manfrine che sono seguite, che hanno rappresentato davvero l’impotenz e la calata di braghe finale davanti alla cosca.

          • Z. says:

            Miguel, nessuno dice che Casamonica è zingaro perché è del tutto irrilevante. Non è che la gente si è indispettita perché hanno seppellito uno zingaro in chiesa: la gente si è indispettita per l’ostentazione di arroganza.

            Ora, molti pensano che ci siano arroganti buoni e arroganti cattivi. Ad alcuni piacciono gli arroganti quando sono ricchi, ad altri piacciono gli arroganti quando sono poveri; ad alcuni piacciono quando sono di sinistra, ad altri quando sono di destra. E ad altri ancora piacciono quando sono zingari. Ci sta, perché no?

            A me gli arroganti, così come i prevaricatori, non piacciono mai. A prescindere dal loro colore, dalla loro etnia e dal loro ceto. E credo di non essere l’unico a pensarla così, se Dio vuole 🙂

            • Per Z

              Ci sono momenti in cui è veramente difficile capirsi.

              Infatti, nessuno tranne Celestini ha detto che Casamonica è zingaro.

              Il punto è tutt’un altro, ma se non riesco a farmi capire, pazienza, continuate a pensare nei termini che volete.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma non riesco davvero a capire perché qualcuno avrebbe dovuto focalizzarsi sul fatto che fosse zingaro o che la celebrazione fosse kitsch: non è di questo che si è parlato in questi giorni, perché l’attenzione dell’opinione pubblica è focalizzata su ben altro.
            Anzi, dirò di più: nessuno ha mai parlato neppure realmente dei Casamonica. Se ci fate caso, l’attenzione è stata tutta su come si sono comportate le istituzioni e la Chiesa, non i membri del clan ed il loro seguito.
            Poi un bel giorno se ne esce Celestini che ci fa la lezioncina su non si capisce bene cosa, perché Casamonica è piccolo e nero e tutto il resto.
            Ma a mio avviso è impossibile prendere sul serio un tizio che ci regala simili perle, dimostrando di non aver capito nulla di ciò che gli sta succedendo intorno, ma di sentire l’intimo bisogno di richiamare all’ordine contro il razzismo e a favore della tolleranza, che nel caso di specie non c’entrano un fico secco:
            “Ci sentiamo forti perché le altre culture ci sembrano stupide. E quando le vediamo sfilare in quel modo storpio e riccastro ci sentiamo ancora più forti.
            Tutti si schierano contro di loro, la quasi-destra e la quasi-sinistra, il partito-contro-tutti e il partito-con-tutti.”

          • Z. says:

            Tutto vero, Maurì, ma come attenuante per Celestini biisogna anche dire che fare l’anticonformista fa òdienz. Sputaci su, di questi tempi. Bisogna pur vivere 🙂

          • PinoMamet says:

            ” “Ci sentiamo forti perché le altre culture ci sembrano stupide. E quando le vediamo sfilare in quel modo storpio e riccastro ci sentiamo ancora più forti.
            Tutti si schierano contro di loro, la quasi-destra e la quasi-sinistra, il partito-contro-tutti e il partito-con-tutti.” ”

            Questo è un passaggio dell’articolo di Celestini che ha disturbato anche a me.

            Ma ormai devo essere assuefatto al “vergognamoci” (alias, di solito, “vergognatevi”) e non c’ho fatto troppa attenzione: si legge di peggio, via.

            Però non c’ha azzeccato:

            a me le “altre culture” piacciono di molto;
            ma quella dei rom abruzzesi-romani (e forse dei rom mondiali, come accennavo nel primo intervento) stento a trovarla un’ altra cultura;

            è la nostra, solo nella sua versione più truzza.

            Hanno sottolineato per esempio che la carrozza del funerale era la stessa utilizzata per Totò, che non è “cultura zingara”, ma “cultura italiana” semplicemente;
            “italiana” è la musica scritta da un compositore italiano, Nino Rota, per un film sugli italo-americani impegnati nell’italianissima attività della mafia;
            italianissimo è il ricorso alla chiesa, la messa funebre, e insomma tutto quanto.

          • PinoMamet says:

            Tra l’altro dei miei lontaniiiiiissimi parenti a Napoli (ramo materno) pare si occupino proprio di funerali con carrozze e cavalli impennacchiati;
            ma non è la stessa ditta.

          • Peucezio says:

            Mah…
            qui gli zingari in sé, il razzismo, l’antirazzismo e tutto il resto non c’entrano un fico secco.
            C’entra il rapporto con la morte presso le culture premoderne (o modernizzatesi in forma “truzza”, quindi poco modernizzatesi nell’anima) in contrapposizione al (non) rapporto con la morte presso la nostra (o, meglio, presso quella strana cosa che siamo diventati).
            Questo, mi sembra, ha colto bene Miguel e lo stesso Celestini.

            E francamente mi sembra c’entri poco l’arroganza. Non vedo cosa ci sia di arrogante nel ritenere che momenti cruciali della vita (battesimo, matrimonio, morte) vadano ritualizzati in forme molto evidenti. Poi ognuno lo fa in proporzione ai suoi mezzi.
            Ma nel sud Italia i matrimoni dei meno ricchi sono comunque farzosissimi; nel nord anche quelli dei più ricchi sono piuttosto sobri. In ciò non c’è nulla di arrogante: non più di quanto ci sia di arrogantenell’enfasi con cui piangeva e strillava la morte del marito una contadina siciliana di qualche generazione fa rispetto alla compostezza (per usare un eufemismo e non voler parlare di anaffettività e alienazione) di una borghese milanese o torinese di oggi.

          • PinoMamet says:

            “C’entra il rapporto con la morte presso le culture premoderne…

            E francamente mi sembra c’entri poco l’arroganza”

            Io la vedo proprio all’opposto, Peucè.

            Nessuno si è incazzato “perché a Roma c’è stato un funerale sfarzoso”.

            Si sono incazzati invece perché i seguaci di un capoclan para-mafioso, agli onori della cronaca per la dilagante corruzione cittadina, hanno volutoi mostrarsi “padroni” della città, con contorno di allusioni non tanto sottili (la musica del Padrino, le scritte su come il defunto avesse “conquistato Roma” ecc.) e di sprezzo delle regole (l’elicottero senza autorizzazione, la strada chiusa da soli…).

            Se fosse stato un semplice “funerale zingaro” o “terrone” la cosa sarebbe passata sotto silenzio, come passa sotto silenzio il programma sui matrimoni zingari americani:
            lo guardi, dici che hanno un gusto schifoso, e bon.

          • PinoMamet says:

            A proposito di matrimoni nel Sud Italia:

            amici invitati a un matrimonio in Salento lo hanno trovato non solo sobrio a livelli “bergamaschi”, ma anche parecchio noioso…

          • Peucezio says:

            Il Salento non è sud Italia 😛
            Scherzo, naturalmente, anche se qualcosa di vero in fondo c’è.

            Per il resto: l’arroganza sarà rilevante dal punto di vista della società italiana, con i suoi perbenismi e le sue regole, il suo giornalismo, i suoi politici, ecc.

            Ma dal punto di vista antropologico (che credo sia più interessante per questo blog) la sostanza è identica, cambiano solo gli spazi che lasci disponibili. Cioè uno stato morbido, lasco dal punto di vista delle regole, genera fenomeni come l’elicottero che sorvola illegalmente, l’ostentazione del re di Roma, ecc. In una nazione meno permissiva che controlla più seriamente avrebbero fatto solo la “truzzata”, senza elicottero e senza atteggiamenti di palese affronto allo stato di diritto.
            La differenza non sta in loro, sta nell’Italia attuale.

            Se poi il tema è che in Italia si può più o meno fare tutto impunemente (tranne pestare i calli a gente troppo potente), allora d’accordo.

          • Roberto says:

            “La differenza non sta in loro, sta nell’Italia attuale”

            Uh? Torni dalle vacanze e scrivi delle cose che condivido? Così non c’è più divertimento a discutere!

          • Peucezio says:

            🙂

    • PinoMamet says:

      Boh?
      Io di Celestini ho sentito un paio di monologhi, simpatici, lo ho apprezzato proprio perché non mi sembrava avere grandi pretese di fare delle lezioni di vita o di mettersi su un pulpito.
      Non è che lo conosca più di tanto, ma dà semmai l’impressione di voler sempre svicolare e parlare di qualcos’altro, però può essere che mi sbagli io.

  7. daouda says:

    veramente gli stranieri danno fastidio perché stranieri e ci sono 2 modi soltanto per essere stranieri.
    Il primo è la Fede, il secondo il sangue ( ossia cultura-favella-costume ).

    E abbastanza normale che facciano fastidio gli tzigani, il problema è che l’occidentale odierno si fà fastidio da sé a sé visto che non è più se stesso , anche perché per essere sé stessi ci si deve impegnare, oltre ad avere qualcosa che noi non si ha perché non si capisce nulla.

    Tutti i discorsi su immigrati o profughi, in una terra , l’Italia, che ha rinnegato sè stessa, lasciano il tempo che trovano, ma quel che ha scritto A.C. è di un melenso e di una retorica stucchevole e veramente veramente di infimo valore e misura.
    Ma ringraziando Dio io non conto né catalogo nulla.

    A che servono gli immigrati?
    Beh.
    Se si vuole essere sinceri, pur seguendo le stronzate sovversivistiche, sappiate che la rivoluzione non la potete fare voi anime belle con gli immigrati, anzi sperate che possiate sempre più sopprimerli e sfruttarli giacché quando si incazzeranno , non solo lo faranno a spese vostre ( ovvio, magari non le vostre perché avete il culo parato, as usual , e non sto parlando di chissà cosa, visto che magari verrano pure trucidati e perderanno, non mi interessa chi vince o chi perde o chi si coalizza con et similia ), ma saranno la scintilla di un governo ancora peggiore ed ancora più infame, di un plagio ed una persecuzione ancora più pervasivi e raffinati, instillandovi desideri ameni peggiori e contribuendo aquella famosa alienazione che non cessa un secondo di essere ad oggi.

    I vostri stupidi paragoni con la vita del passato , in storie e geografie, non hanno alcun valore o misura se escludono la vita eterna.
    Perché TUTTI SI E’ COMPLICI.
    Il che implica anche il fatto che tzigani e negrodi o turcoidi che rompono le palle non sono vittime manco per il cazzo.

    • daouda says:

      Vedi un po’ se secondo A.C. mi devo preoccupare perché capita che scureggio troppo ed inquino. Miguel renditi conto che il livello di quell’articolo era qeusto eh?
      Miguel, lo sò che ti faccio contento a scrive, ti vorrei solo rammentare che guadagni troppo poco rispetto al lavoro che non sai di fare.
      Come leggi, divengo mano a mano un poco più garbato, giacché il concetto è sempre lo stesso come immaginerai riguardo alla tua persona ( queste ultime 4 parole per farmi capire oscuramente dagli altri visitanti ).

  8. MOI says:

    La mafia spiegata a me stesso: Don Liborio Palmeri

    http://www.webalice.it/gregorio.rizzo/lamafiadon.pdf

  9. MOI says:

    In Onda – Forti tensioni sociali: le rivolte contro i profughi (Puntata 17/07/2015)

    https://www.youtube.com/watch?v=-clLJO6uDR4

    Certo, qualcuno sgranocchiando tartine al caviale al Party MultiKulti nei Salotti Pariolini ultra-blindati gioirà che i Buv’inacci V’azzisti (geneticamente tali, perché non vivono alcun disagio nelle periferie…) hanno avuto il fatto loro !

  10. MOI says:

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ricetta-slovacchia-accettiamo-solo-migranti-cristiani-1161742.html

    … come già visto nell’ altro commentario, ci sarà un appalto simile anche in Slovacchia ?!

  11. MOI says:

    Tarquinia Lido (VT)

    http://www.la7.it/in-onda/video/a-tarquinia-c%C3%A8-un-lunapark-dove-si-spara-al-politico-14-08-2015-160664

    c’è un Lunapark dove “si spara al politico” [sic] ;
    “possono sparare anche i bambini” [sic] ;
    “se spari al politico vinci sempre” [sic] ;

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/13/la7-aggressione-in-diretta-per-linviata-di-in-onda-sara-giudice/1957775/

    La7, a Tarquinia aggredita in diretta la cronista di In Onda Sara Giudice. “Ti seguiamo a casa”

    ——-

    Il Giostraio, in gran finale, a propria difesa “O hanno volud’o loro … li polìtisci : a’ ggènte stanno aà essasperazzione ! ” [cit.]

    • La Giostra Sparapolitici ha due seri limiti.

      Il primo, almeno a mio avviso, è che sparando al finto politico, non si spara a quello vero.

      Il secondo è che anche sparando al vero politico, non si spara a chi lo paga.

      Ma almeno è una pratica sportiva salutare.

      • Z. says:

        Meglio sparare alla selvaggina. Chi non ha mai mangiato un buon Bambi cotto a dovere non sa cosa si perde!

  12. Thyrrenus says:

    Bah, non capisco dove vi dia tanta noia Celestini.

    • PinoMamet says:

      Ho appena scritto sostanzialmente la stessa considerazione!

    • Z. says:

      Tanta noia? Ma no, non più di altri. Dopotutto è una nicchia di offerta necessaria, che risponde a una domanda di mercato.

      • Thyrrenus says:

        Certo ognuno legge il mondo e la sua diversità attraverso le categorie che gli son più familiari Z! Ma non eri avvocato? O bisogna, oggi, leggere tutto secondo quel che ci insegnano le pseudoscienze economiche odierne?

        • Z. says:

          Ma no, ognuno legge il mondo come meglio crede. La mia impressione è oggi più di ieri si faccia di tutto e di più per mettersi in mostra, ben oltre il campo professionale di Celestini, e sospetto che la crisi economica c’entri qualcosa.

        • Z. says:

          Poi sono convinto che ci siano altri motivi per questo bisogno spasmodico di apparire, e su questo ti do ragione. Ad esempio non sopporto quando i miei amici si mettono a discutere di cosa Tizio ha scritto su FB e Caio gli ha risposto che e Sempronio ha ribattuto che…

  13. Thyrrenus says:

    Standomene qua a lessare in Italia mi sono sorbito un po’ di indignazioni su questo funerale. Devo dire che alla fine mi sono scoperto filotruzzo e filozingaro.

    • PinoMamet says:

      Mmmm

      io no.

      A me l’ “indignazione” non piace già come parola (“non essere degno”, ma di cosa poi? di chi? ma fatemi il piacere…) però manco i truzzi non è che ci vado matto.

      I miei migliori vicini di casa, ricordo, sono stati quegli zingari, e che i Casamonica siano zingari o svedesi non me ne frega niente.

      Mi fa incazzare invece (“infastidire” non è il termine esatto) vedere degli sbruffoni che si fanno grossi con il denaro guadagnato onestamente (tre punti interrogativi; ma anche fosse onestamente, peggio me sento) o meno, che si autoproclamano “re di Roma”, che decidono di chiudere al traffico una strada “perchè loro possono”, e così via.

      Allora se vogliono giocare a quel gioco lì, della legge del più forte, ben gli starebbe che gli altri romani gli rompessero il muso a badilate.
      A quel gioco è troppo facile giocarci da soli…

    • Z. says:

      Sul filozingaro niente da dire, ma sul filotruzzo qualcosa sì:

      sarei curioso di vedere quanto dureresti, da bravo e pacato e riflessivo intellettuali, in mezzo a un branco di truzzi. Prima che dagli sfottò si passi a sputi e schiaffoni, intendo 🙂

      • MOI says:

        Per me Pino sa mimetizzarsi meglio di un gecko 😉 …

        • Z. says:

          Pino tiene molto alla sua riservatezza, ma credo che non se la prenderà se dico che ha un aspetto troppo serio e distinto per essere scambiato per un truzzo!

          Comunque non mi rivolgevo a lui 🙂

      • Thyrrenus says:

        Beh dai Z un po’ di ‘chiasso’ l’ho fatto anch’io da ragazzo e a casa tornavo regolarmente con le classiche ‘sbucciature’. Oltretutto sono stato insegnante a tempo perso d’italiano per cittini zingari del Kosovo. L’ambiente non mi è proprio nuovo. Comunque ti ringrazio dell’aggettivazione bravo pacato e riflessivo un po’ di ‘logi’ fan sempre bene 🙂 che dire poi del dirmi intellettuale? Uno si sente in imbarazzo…
        Quanto agli occupanti di Roma: che differenza c’è coi truzzi che poco tempo fa chiusero Ponte Vecchio per i loro festini? Perché non ci fu tutto sto scandalo? Se uno deve prendere a badilate un truzzo zingaro perché fa un funerale allargandosi per far vedere chi è io avrei preso e buttato in Arno tutti i truzzi occupanti seppur legttimati dal Comune de noartri e dal bòi di Rignano. E sinceramente avrei sperato che l’Arno fosse stato ben in secca così bicciavano duro.

        • PinoMamet says:

          ” io avrei preso e buttato in Arno tutti i truzzi occupanti seppur legttimati dal Comune de noartri e dal bòi di Rignano”

          e avresti fatto bene.

          Semplicemente, per me essere zingaro non è né una scusante né un’aggravante.
          Al massimo può essere una curiosità.

          • Thyrrenus says:

            Su questo mi trovi pienamente d’accordo. Se tra gli occupanti del Ponte Vecchio trovassi donne, neri, cinesi, zingari, scozzesi o livornesi non farei differenze. Certo poi ognuno ha le sue debolezze un fracco di legnate le do più volentieri agli angloidioti di casa mia e ai loro amichetti pseudolord. Ma queste ripeto sono le mie soggettive debolezze…

          • Z. says:

            Pino,

            — Semplicemente, per me essere zingaro non è né una scusante né un’aggravante. —

            Esattamente quel che penso io.

            A me i truzzi non piacciono, a prescindere dalla loro etnia, dal loro ceto e dalle loro idee politiche reali o presunte.

            • “A me i truzzi non piacciono”

              Capisco, ho in questo una sensibilità diversa.

              Mi trovo in genere bene con le persone che vivono in maniera spontanea, anche quando non condivido affatto la loro spontaneità.

              La loro spontaneità è sempre quella degli affetti intensi, delle esaltazioni, dei gesti eccessivi, dell’orgoglio smodato, dei vanti adolescenziali.

              In questo, è importante il fatto che il giro di Casamonica (non mi interessa lui, mi interessano le migliaia di persone che erano ai suoi funerali) sia composto da zingari, perché la loro è una cultura strutturalmente orale (frase che loro certo non adopererebbero!).

              Come mi diceva un musicista Rom musulmano di Sarajevo, che andava a cantare a un matrimonio Rom a Mestre… “Ho sempre un po’ paura, perché se a qualcuno non piace la mia musica, potrebbe spararmi”.

              Ecco, questo vuol dire apprezzare davvero la musica.

              Di queste cose, non puoi parlare, perché ogni volta che dice che anche questo è “essere zingari”, ti saltano addosso contemporaneamente quelli di sinistra che dicono, “ecco, sta dicendo che gli zingari sono incivili!” e quelli di destra che dicono, “ecco, sta esaltando l’inciviltà degli zingari! Sta dicendo che sono così per colpa della società! Se un napoletano avesse fatto le stesse cose, lo ricoprirebbe di insulti, e invece solo perché è zingaro….!”

              E’ da questo orribile meccanismo della censura incrociata che vorrei che si potesse uscire, ma evidentemente non è stato capito quello che ho detto.

          • Z. says:

            No, Miguel, aspetta… tu davvero pensi che i truzzi siano persone spontanee?

            Per come la vedo io, è una tra le categoria di persone meno spontanee che esista al mondo. Certo, ci sono le eccezioni, ma mediamente sono tanto spontanei e originali quanto uno stock di oggetti prodotti in serie.

            Possono essere ricchi o poveri, del nord o del sud, ma i truzzi in un dato gruppo saranno sempre identici tra loro. Stesso abbigliamento, stessi gusti musicali, stesso modo di parlare, stesso tutto.

            Ah, aver paura che ti sparino addosso non significa amare veramente la musica: significa frequentare pessima gente oppure essere paranoico. Oppure ambo le cose assieme 😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma credo che siano quelli che sparano ad amare veramente la musica. Un po’ come chi fredda quelli che guardano con troppa insistenza sua moglie, insomma 😀

          • Peucezio says:

            Z.,
            devo sempre spiegarti tutto 😛
            Cosa c’è di più spontaneo che essere fatti in serie? L’uomo obbedisce a logiche mimetiche.
            La ragazzina che compra la stessa borsetta di tutte le sue amichette e che ha un vocabolario di trecento parole sarebbe meno spontanea della colta intellettuale cinquantenne piena di spirito critico, smaliziata e che soppesatutto ciò che dice?
            Poi si può discutere se la spontaneità sia un valore positivo o meno.
            Io probabilmente con la seconda potrei disquisire per ore, ma con la prima è molto più facile empatizzare quindi la apprezzo molto.

          • Z. says:

            Peucè,

            in effetti non hai tutti i torti, e comunque basta mettersi d’accordo sulla semantica.

            Se decidiamo che “spontaneo” equivale a “scontato”, “banale” e “privo di personalità” allora tu hai perfettamente ragione. E a me sta pure bene, eh, tanto più che non dare troppo valore al nomen iuris fa parte della mia (de)formazione. Basta capirsi!

            Solo che non credo che sia il significato che Miguel dà al termine “spontaneo”…

            Z.

            PS: tu comunque hai un’età ormai, e non dovresti empatizzare troppo con le ragazzine! Lo dico per me oltre che per te: se ti arrestano poi chi me le spiega le cose? 😛 😛 😛

          • Peucezio says:

            Z.:
            come si dice dalle mie parti (Alta Murgia in questo caso) “raccumànne re ppècure o lèupe”.
            Comunque non temere: sto attento all’età legale. 🙂

            A parte questo, essere scontati e banali dal punto di vista dei gusti e dei valori intellettuali ed estetici non impedisce di essere originalissimi sotto altri aspetti della propria personalità, della propria espressività, ecc.

          • Z. says:

            Boh, che devo dirti… per esperienza personale chi imita in tutto e per tutto la persona che ha al suo fianco – e i truzzi sono tendenzialmente persone così – per me è originale e interessante quanto un oggetto prodotto in serie da Mirafiori.

            Ossia, uno può esserlo eccome. Gli altri sono copie.

            E in più, i truzzi disturbano 😛

  14. Mauricius Tarvisii says:

    Celestini mi dà noia perché mi sembra abbastanza scollegato dalla realtà. In particolare in questa occasione è convinto che Casamonica fosse un semplic truzzo, che è un po’ come definire Raffaele Cutolo un semplice guappo.

    • Peucezio says:

      Cambia la misura, ma non la sostanza.
      Un guappo che controlla miliardi sempre guappo è. Al massimo più furbo o più fortunato.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Sì, ma forse, FORSE, di quanto fosse guappo Cutolo potrebbe non fregarmene una cippa, detta papale.

        • Peucezio says:

          Torniamo al tema di prima.
          Se il tema è quello antropologico ho ragione io, se è invece quello politico o legale (un po’ più noioso a mio avviso) allora la tua indifferenza è più che giustificata.

  15. MOI says:

    @ HABS

    http://www.youtube.com/watch?v=7Z7ly_uzuP4

    Le Ridicule Avéré [sic] …

  16. mirkhond says:

    “A me gli arroganti, così come i prevaricatori, non piacciono mai. A prescindere dal loro colore, dalla loro etnia e dal loro ceto.”

    Anche se sono piddini?

  17. MOI says:

    Maco Travaglio in onda la7 22 08 2015

    http://www.youtube.com/watch?v=YduGNhzlQrE

    ———–

    • MOI says:

      Forse lui riesce a dire quel che Celestini non è ruscito a far capire: perché troppo criptico, troppa narcisistica paura di essere troppo “main stream” e non abbastanza “Bastian Contrario” …

      • Z. says:

        Boh, mi sembra che – dopo il prevedibile commento troglodemagogico sul povero e derelitto elicotterista, ma del resto è il Grillodirettore – Travaglio parli di tutt’altro. E Riina, e Dell’Utri, e Forza Italia che ha dominato per vent’anni la politica italiana. Ma boh 😀

        • mirkhond says:

          Pensi che Alfano e Marino dovrebbero dimettersi?

          • Z. says:

            Premesso che a me Marino non dispiace, non mi sembra ci siano seri motivi per cui chiedere le sue dimissioni o quelle di Alfano in relazione alla vicenda del funerale.

          • Peucezio says:

            A me invece dispiace moltissimo, però condivido.
            Dalle mie parti si dice (capoluogo stavolta, non Murgia) “zombe u checòmere e vva ngule o redduàne”.

          • MOI says:

            temo che “o redduàne” mi sia sfuggito …

          • PinoMamet says:

            Io sapevo tipo “zomb’ ‘o citrùl e all’ortolan ci spicc in gul” o qualcosa del genere…

            che poi non ho mai capito bene perché il cetriolo dovesse saltare in culo all’ortolano… insomma che vuol dire il proverbio.

            ma il redduane che è??

          • PinoMamet says:

            “temo che “o redduàne” mi sia sfuggito …”

            Anche a me. La cosa più vicina mi pare il nome del barbiere della stazione (davvero, c’era un barbiere nella stazione della cittadina) che era Redwan, che poi credo sia la versione originale del nome Ritvan…

          • MOI says:

            @ PINO

            Suppongo _ senza aver letto chissacché di Freud o dei Freudiani _ che il cetriolo sia un’immagine fallica 😉 …

          • Peucezio says:

            redduane è per l’appunto l’ortolano.
            Già in molti paesi dell’interno si dice urtelane o simili: è il barese che ha un consonantismo strano 🙂
            C’è in sostanza una metatesi che dà luogo a *rutelane (cioè ‘r’ ed ‘u’ si scambiano), inoltre la ‘u’ centralizza in ə, la ‘t’ sonorizza e raddoppia in posizione intervocalica quando è seguita da ə, seguita a sua volta da altra consonante intervocalica, la ‘l’ labializza in ‘w’ quando segue vocale atona posteriore (abbiamo visto che ə qui è da ‘u’, ma la cronologia relativa dei passaggi non è chiarissima), e infine /əw/ viene realizzato come [u].
            Ecco quindi u redduane.

  18. mirkhond says:

    Io di Ascanio Celestini non so nulla.

    Nemmeno io.
    Forse però, data la questione, sarebbe preferibile Ascanio Miccoli.

  19. MOI says:

    Funerali Casamonica, lite in diretta tra Salvini e uno dei nipoti

    http://www.youmedia.fanpage.it/video/aa/Vdgw0-SwL-CqJzPt

  20. mirkhond says:

    Ecco l’Ascanio che avrebbe avuto da dire qualcosa di pertinente, al funerale del benefattore Casamonica:

    https://youtu.be/3sCMMhHOmDQ

  21. MOI says:

    Però fa impressione sentire ‘sti Casamonica tirarsela da Impreditori come se fossero gli Agnelli negli Anni Ottanta … o no ?

  22. roberto says:

    sui casamonica, ammetto che ho avuto altre occupazioni in questi giorni, ma non mi ero nemmeno accorto che fossero sinti finché non ho letto l’articolo postato da miguel…

    invece su
    “Il telefonino da centinaia di euro, chi glielo compra? ”

    non so voi, ma se adesso mi piombasse a casa un gruppetto di gente armata fino ai denti e mi dicesse “hai quindici minuti per fare le valige”, io l’iphone me lo prenderei (e pure il cavetto per la ricarica) e adesso sarei su una panchina a firenze cercando di contattare la mia famiglia, mentre un tizio borbotta “ma guarda quello lì, a il profugo con un iphone in mano….”

    • PinoMamet says:

      …beh, certamente.
      Ma tu l’i-phone te lo porteresti, perchè ce l’hai.

      Nell’immaginario dell’uomo della strada (e mi ci metto anche io, non mi reputo certo meglio) non è così scontato che chi “scappa da carestie e guerre” abbia l’i-phone, e vada in giro a cercare il wi-fi.

      Ora, prima a noi uomini della strada ci è stato detto che non era vero, erano tutti disgraziati. Adesso ci si dice che invece no, è la borghesia che scappa, e dobbiamo accettarlo.
      Bene, ma, anche se con il suo linguaggio sgradevole, non lo aveva detto anche Blondie?

      Che dobbiamo fare il possibile per accogliere i profughi dovebbe essere ovvio, e non c’è spazio per “salvinate”.

      D’altra parte, diamo all’uomo della strada quel che è di Cesare 😉 , e riconosciamogli anche un certo diritto all’esasperazione, nel definire il concetto di cosa , esattamente, sia “il possibile”.

      e ne parlo nel commento sotto.

      • roberto says:

        infatti direi che bisognerebbe spiegare all’uomo di strada la differenza fra “povero disgraziato in cerca di miglior sorte” (arriva sulle nostre spiagge letteralmente in mutande) e “profugo” che potremmo essere io e te se la sfiga si abbattesse su di noi

    • PinoMamet says:

      Eccoci qua.

      Allora mi postano, a mo’ di curiosità, una notizia da un giornale toscano, di qualche temp ofa (non tantissimo).

      Me la postano perché il paese lo conosco.

      Insomma, in un paesino della Toscana (molto bello tra l’altro) c’è stata la solita (solita; saranno notizie ingigantite; ma saranno tutte false?) proteste dei profughi per la sistemazione.
      Non stanno bene, dicono, vogliono tornare in Sicilia.

      Beh, penso io, vuoi vedere che li hanno messi dove stava anche mio fratello, da ragazzino, quando ci andava per dei seminari sulla sua materia, e tutti i ragazzi erano ospitati per 15 giorni alla bell’e meglio in una scuola coi materassini a terra?
      Certo, se andava bene per mio fratello…

      invece no, sono sistemati in un albergo. Smentita anche la voce (ma anche qui; sarà stata falsa la voce, o di comodo la smentita?) che ci fosse poca copertura di wi-fi.
      Che poi, per carità, lo capisco il desiderio di restare a contatto coi cari, ma insomma…

      No, no, a non andare bene pare fosse il fatto di dover mangiare nella stessa sala con donne sole. E con donne sposate. Insomma, con donne.

      Allora, io non sono un fascio, non voto Salvini, e non ho nessuna intenzione di cominciare.
      E sbaglia, certo, chi diffonde certe notizie (e sono un bel po’) allo scopo di generare malcontento. Sicuramente.
      Ma che siano anche un po’ certi (dico, intendiamoci, certi; mica tutti) profughi a rompere il cazzo, lo vogliamo dire?

      • roberto says:

        “Ma che siano anche un po’ certi (dico, intendiamoci, certi; mica tutti) profughi a rompere il cazzo, lo vogliamo dire?”

        pino,

        la mia teoria di base sul genere umano è che ci sia una percentuale (oggi sono ottimista e dico 10%, magari chiedimi alle 18h30 e ti dirò 25%) di rompicoglioni, cazzoni, spaccaballe, idioti & affini.

        questa percentuale è fissa ed insopprimibile ed esiste in qualsiasi gruppo umano (controllori di volo, insegnanti, eurocrati, camerieri, turisti americani, musulmani, testimoni di geova, ebrei, zingari, elettori del PD, vegani, amanti delle foche ecc.). Certo questa percentuale può variare a sconda del gruppo: se prendo dei naziskin, degli imam radicali o le mamme dei compagni di classe dei miei figli, che hanno tutti come unico obbiettivo nella vita quello di rompere le palle agli altri, la percentuale di rompiballe aumenterà in maniera esponenziale.

        ciò premesso, perché nel gruppo “profughi” o “aspiranti profughi” non dovrebbe esserci la stessa percentuale di gente molesta?

        e questa è una premessa generale, poi bisogna distinguere richiese più o meno legittime, tenere in conto che è gente che comunque anche nel migliore dei casi non fa una crociera di piacere ecc.

        però la premessa resta, i rompiballe esistono, sono sempre esistiti e sempre esisteranno, ma non è pensando solo a loro che bisogna giudicare i gruppi umani.

        • roberto says:

          la chiosa finale mi è venuta un po’ equivoca!

          ovviamente non credo affatto che tu sia nel gruppo umano ” che pensa solo a loro per giudicare i profughi”.

        • PinoMamet says:

          “e questa è una premessa generale, poi bisogna distinguere richiese più o meno legittime, tenere in conto che è gente che comunque anche nel migliore dei casi non fa una crociera di piacere ecc.”

          Ecco, straconcordo.

        • Plagiatore!

          Hai rubato una delle mie teorie fondamentali!

      • roberto says:

        poi un’altra cosa.

        mettiamo per un momento da parte i rompiballe.

        immagino me stesso, che ho una vita abbastanza normale, che da un giorno all’altro mi ritrovo con moglie e due bambini a vivere in una stanza d’albergo in un paese sconosciuto, dove non capisco nulla di quello che succede, non parlo la lingua, mangiano cose stranen si comportano in modo strano, e non ho nulla tranne le poche cose che sono riuscito a salvarmi e non so cosa mi succederà domani.

        certo probabilmente reagirei dicendo “grazie a dio sono vivo io e i miei famigliari”, e “grazie alle persone che mi accolgono”, ma non sono al 100% sicuro che non rischierei di scivolare nel gruppo dei rompiballe….

        • PinoMamet says:

          Certamente.

          Guarda, io sono certo di essere un rompiballe.
          Non è che lo credo io: basta chiedere ai miei amici.

          Però i miei amici, o chi mi sta intorno, ha pienamente il diritto di ricordarmelo e anche di incazzarsi, quando è il caso.

          Ora, si dice sempre che gli italiani non si ricordano quando anche loro erano poveri e emigrati.
          Secondo me invece se ne ricordano bene. Sanno cosa hanno fatto di buono e di meno buono, sanno come hanno campato i loro parenti nel dopoguerra, anche senza essere emigrati, sanno cosa è bisogno e cosa è essere spaccaballe.

          Naturalmente sarebbe meglio, perciò, che chi dà queste notizie non lo facesse.
          Ma visto che lo fa, i risultati possono essere due:

          o ci si divide tra gli indignati contro i profughi (“falsi! approfittatori! viziati!”) e indignati contro politici-giornalisti (“approfittatori! falsi! fomentatori di odio!”), cioè tra destra e sinistra, e non si risolve un cazzo;

          o si dice, senti un po’, a’ profugo, te sarai profugo e tutto quanto, ti capisco e tutto quanto, ti sistemo qua e tutto quanto, ma il cazzo non lo devi rompere, dai, stacci.

      • Ci possono benissimo essere dei profughi/migranti rompiscatole, perché no?

        Ma c’è anche da chiedersi se sappiamo come siano andate davvero le cose. Conosciamo soltanto la versione di un giornalista toscano a proposito di una notizia arrivatagli non si sa come, che a sua volta dovrebbe riguardare gente che non parla italiano.

        Non è una difesa: magari un particolare gruppo di migranti ci teneva a stare in Sicilia perché aveva trovato come spacciare la cocaina lì.. semplicemente dico che la storia del wifi mancante ecc. non è necessariamente vera.

  23. Un altro punto.

    Perché riteniamo che sia “profugo” meritevole di asilo solo chi ha le forze fisiche, la fortuna e i mezzi di arrivare fino a qui?

    http://www.meltingpot.org/La-procedura-per-il-riconoscimento-della-protezione.html

    “Può fare domanda lo straniero che intenda chiedere protezione dallo Stato italiano perché fugge da persecuzioni, torture o dalla guerra, anche se ha fatto ingresso in Italia in modo irregolare ed è privo di documenti.”

    Io credo che oggi come oggi l’intera popolazione di paesi come Siria, Iraq, Somalia, Afghanistan e Libia avrebbero i requisiti legali per chiedere di essere ammessi come profughi in Italia.

    Ma aggiungiamo anche il 20% della popolazione dell’Egitto (cifra che invento) che rischia persecuzioni, torture ed esecuzioni sommarie perché vicina ai Fratelli Musulmani; o viceversa, un altro 10-15% della popolazione dell’Egitto che rischia persecuzioni perché cristiana.

    E’ facile dire che i profughi “sono pochi” finché la condizione per riconoscerli è che sopravvivano a un viaggio difficilissimo.

    • PinoMamet says:

      “Perché riteniamo che sia “profugo” meritevole di asilo solo chi ha le forze fisiche, la fortuna e i mezzi di arrivare fino a qui?”

      In effetti, quelli che hanno la fortuna, i mezzi, e le forze fisiche di arrivare, sono anche quelli che tendiamo a considerare meno “meritevoli”:

      “Sei giovane, forte, hai pure il telefonino; sei vivo mentre i tuoi fratelli stanno morendo; che vuoi ancora?”

      (Sia chiaro, ripeto il ragionamento del fantomatico uomo della strada; ma non mi metto moralmente al di sopra di lui).

      Se invece intendiamo “meritevoli” in senso tecnico, legale, naturalmente metà della popolazione non dell’Egitto, ma forse mondiale, lo sarebbe.
      Certo, in Italia non ci sta, e neanche in Europa, e allora si usa questa finzione un po’ triste del “meritevole chi ce la fa”- che però è spesso anche il più antipatico, per i motivi di cui sopra.

  24. MOI says:

    http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/minacce-musulmane-allaspirante-miss-ti-servir-scorta-1162121.html

    come facciamo con la Miss Islamica a Miss Italia ? … SE vince va sotto fatwa (in realtà c’è già da quando fa la modella !) , SE NON vince è mancata integrazione e xenofobia … Kessifah ?! 😉

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma dai, anche questi che danno un peso esagerato a quello che scrive la Tribuna!
      Pensa che secondo la Tribuna nella mia scuola girava gente armata di catene (era stata sequestrata una catenina portachiavi 😀 ) e bulli che entravano “inneggiando al rapper Eminem” (da dove fossero saltati fuori, invece, è sempre stato un mistero).

  25. mirkhond says:

    Che senso ha svestirsi davanti a tutti se poi non la si dà?
    In questo la mentalità muSSulmana, come già quelle giudaica e cristiana di una volta, erano più coerenti.
    Il tesoro lo si scopre nell’intimità….

    • Peucezio says:

      Infatti bisognerebbe darla a tutti. Per legge!

      • habsburgicus says:

        dovrebbero darla per legge

        da molto sostengo che la sx più estrema dovrebbe fare propria questa rivendicazione 😀 e superare così, a sinistra, pure il compagno Lin Piao 😀 (nuovo slogan al posto di “proletari di tutti i paesi unitevi” il più promettente, per le loro eventuali fortune elettorali, “p..nieri di tutto il mondo, unitevi !” ma non ci sentono 😀 vero, Moi ? 😀

    • Peucezio says:

      Scherzi a parte, capisco la tua sensibilità, ma allora non dovrebbero circolare le automobili, perché se a me piace quel modello e non ce l’ho o non posso permettermelo, dovrei sentirmi frustrato nel vederlo.

      • mirkhond says:

        Una donna non è un’automobile, Peucezio.

        • Peucezio says:

          D’accordo, ma non dovrebbero girare per nulla neanche le donne, perché di una donna ti puoi innamorare anche solo dello sguardo o della voce, ma non è che possono andare in giro pure con gli occhi coperti o non parlare mai.

          • mirkhond says:

            Io ho adocchiato pure delle suore, quando, raramente Deo Gratias ;), me ne è piaciuta qualcuna, se è per questo! 🙂
            Però ritengo che un abbigliamento più sobrio e con meno nudità in vista, sarebbe più appropriato….

          • Peucezio says:

            Ah, no, fosse per me andrebbero con la bernarda – come si dice a Milano – di fuori.
            Ma non ci fare caso: iì so ppuèrche 🙂

    • MOI says:

      Be’ dài … il Narcisismo è un vizio anche femminile 😉 …

  26. MOI says:

    “Miss Islamica” … qui la Sharia del Boldrinistan rischia il cortocircuito ! … Ancora l’ Imamessa tace, ma prima o poi …

  27. MOI says:

    Ora capite perché l’ Emilia Romagna (e NON il PD !) è sempre l’Avanguardia della Civiltà ? 😉

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/08/20/profughi-a-festa-unita.-pd-e-progetto_efaa84fd-e10f-430f-ba99-09cf04c010d9.html

    I profughi al lavoro alla festa dell’Unità di Reggio Emilia

  28. MOI says:

    Casamonica …

    http://www.tempi.it/blog/casamonica-il-parroco-ma-dovevo-arrestarlo-io#.VdtxZvntmko

    … la parola al Parroco dello Scandalo !

    PS

    Monitorare “Sgarbi” + “Casamonica” … SHOW in corso, tutto incentrato sull’ artistico e culturale della Zingaritudine ! E forse riesce laddove Celestini fallisce, perché notoriamente Sgarbi se ne frega del Politically Correct !

    • MOI says:

      Appena finito, su La7 , “In Onda” … fra qualche ora dovrebbe essere già sul tubo o su La7Video !

      … Stéitiùnd ! 🙂

  29. mirkhond says:

    Dove lo stanno mandando in onda?

  30. habsburgicus says:

    @Miguel
    comunque, sul caso dell’ormai noto funerale, io credo di averti capito….e sono d’accordo con te, nella sostanza
    in particolare sull’acrimonia dei media nel sottolinearne gli aspetti ultra-kitsch…
    io, avrei dato infinitamente meno importanza alla cosa..anche in USA ci sono stati casi recenti clamorosi (John Gotti et lii), ma non si è fatto tutto ‘sto caos (e là si trattava di molto peggio)

  31. mirkhond says:

    “Si sono incazzati invece perché i seguaci di un capoclan para-mafioso, agli onori della cronaca per la dilagante corruzione cittadina, hanno volutoi mostrarsi “padroni” della città, con contorno di allusioni non tanto sottili (la musica del Padrino, le scritte su come il defunto avesse “conquistato Roma” ecc.) e di sprezzo delle regole (l’elicottero senza autorizzazione, la strada chiusa da soli…).

    Se fosse stato un semplice “funerale zingaro” o “terrone” la cosa sarebbe passata sotto silenzio, come passa sotto silenzio il programma sui matrimoni zingari americani:
    lo guardi, dici che hanno un gusto schifoso, e bon.”

    Infatti.

  32. roberto says:

    come si fa a prendere sul serio uno che scrive

    “E’ per questo che i malati di lebbra nel terzo mondo hanno perduto le dita delle mani; hanno sollevato pentole bollenti e ferri roventi senza sentire dolore”

    suvvia….

  33. Mauricius Tarvisii says:

    Mi pare che ormai sia chiaro quale sia il grande fraintendimento.
    Casamonica non è famoso come zingaro, ma come gangster. Un po’ come Einstein era famoso come fisico e non come musicista o Hendrix per come suonava e non per il colore dei calzini che portava.
    Altrimenti del fatto ve ne fregate e cercate solo aneddoti buoni per supportare una tesi prestabilita.

    • PinoMamet says:

      Concordo.

      Insomma, mi pare che la “linea Celestini” voglia portare il discorso sull’antropologico;
      poi, come accessorio, mettendoci magari anche la condanna moralistica di quelli che condanno moralisticamente, che “non avrebbero capito la cultura altra “, non capiscono il senso della morte nelle società pre-moderne e così via.

      Ora, a me del senso della morte nelle società pre-moderne può importare molto, o niente;
      sta di fatto che sono abbastanza “pre-moderno” io per capire cosa volessero dimostrare i famigliari di Casamonica, e non era una cosa particolarmente simpatica o gradevole.

    • Peucezio says:

      Bisogna capire cosa caratterizza di più e fa intendere meglio Casamonica. Se l’essere gangster o l’essere zingaro.

      Nel caso di Einstein e gli altri è diverso: hanno realizzato cose estremamente importanti in positivo, che quindi hanno un valore intrinseco che può trascendere le loro caratteristiche personali.

      Ma nell’essere gangster non c’è nulla di positivo in sé e se qualcosa di interessante vi si può trovare, è nel retaggio antrpologico che c’è dietro.
      Poi non sarà così per un criminologo, ma un criminologo studia un aspetto molto settoriale della vita umana, mentre capire un personaggio nel suo complesso è qualcosa più ad ampio spettro (senza disprezzare nessuno specialismo, visto che hanno ciascuno una sua funzione).

      • PinoMamet says:

        “Bisogna capire cosa caratterizza di più e fa intendere meglio Casamonica. Se l’essere gangster o l’essere zingaro.”

        Direi essere gangster. Ahò, questo s’è fatto sonà la musica del Padrino, mica i Gypsy King.

        • Leggo su Wikipedia che i Casamonica sarebbero “sinti abruzzesi”. La cosa mi sorprende molto, qualcuno sa il motivo per cui vengono definiti “sinti”?

          • PinoMamet says:

            Io credo per semplice ignoranza.

            Nel senso che il luogo comune vuole che gli zingari italiani siano appunto tutti Sinti.

            Io però ho sempre sentito parlare di “Rom abruzzesi”, come di “Sinti piemontesi”…

          • mirkhond says:

            Qual’è la differenza tra Sinti e Rom?
            Non sono tutti originari dell’India del nord?

            • I Sinti sono un piccolo e particolarissimo gruppo di Rom che hanno la caratteristica di essere passati a un certo punto per la Germania, cosa che ha influito sul loro linguaggio.

              Io conoscevo i Sinti solo in Piemonte e in Veneto.

              Mentre gli “abbruzzesi” sono sicuramente Rom non-sintificati.

              Non escludo che ci possano essere Sinti anche in Abruzzo (in fondo, ci sono anche i messicani a Firenze).

          • PinoMamet says:

            Qui dovrebbe rispondere Miguel che la sa meglio.

            Però “Sinti” e “Rom” (che a loro volta sono macrofamiglie) sono solo due di diverse diramazioni dello stesso popolo, che si è diviso in vari gruppi prima nel Vicino Oriente, e poi ancora in Europa…

            credo che “Rom” sia accettato come termine generico per indicare perlomeno tutti quelli che parlano Romani o Romanes che sia, quindi anche Sinti, Manouche ecc. ecc. (ovviamente si tratta di una varietà di dialetti diversi);

            poi fuori dall’Europa ci sono gruppi come i Dom e i Lom…

          • Peucezio says:

            “Io però ho sempre sentito parlare di “Rom abruzzesi”, come di “Sinti piemontesi”…”

            Anch’io.
            Anche se nelle banalizzazioni giornalistiche, sicuramente per puro caso, una volta tanto c’è qualcosa di sensato.

            In effetti i rom abruzzesi e calabresi si apparenterebbero (almeno linguisticamente, se le reminiscenze dei miei studi in merito non m’ingannano troppo) più ai sinti che ai rom, solo che per un motivo non ben chiaro si chiamano rom e non sinti. Diciamo che comunque “rom” è l’autoetichetta prevalente fra le tribù zingare d’Europa, quindi la cosa nemmeno stupisce più di tanto.

      • Mauricius Tarvisii says:

        No, quello che conta per capire da cosa deriva il giudizio degli spettatori è quello che pensano gli spettatori, non quello che pensa chi è osservato o quello che penserebbe eventualmente il cinese medio del IX secolo a.C.

  34. MOI says:

    SGARBI SHOWTIME

    https://www.youtube.com/watch?v=-spTQa9Pr2M

    Director’s Cut 😉 …

  35. MOI says:

    @ MIRKHOND

    Un inspospettabile “Maruchén dla Marucònia” rivela le proprie origini per fare il Duro :

    https://www.youtube.com/watch?v=a7JYIk49L7g

  36. mirkhond says:

    Cosa ne pensa Zanardo del suo più celebre corregionale? 🙂

  37. MOI says:

    Mi fate venire in mente quando De Crescenzo racconta della teatralità Napoletana e della impassibilità Milanese quando muore il vicino lungo le scale dell’ appartamento …

  38. MOI says:

    Non poteva mancare il punto di vista UAAR :

    CHIESAMONICA [sic]

    *** Riporto la prima e l’ ultima riga … ciò che sta in mezzo vuol esserne la “dimostrazione” …***

    La slot machine della fede, meglio nota come Giubileo, è partita.

    […]

    Nella religione cattolica, del resto, è con i soldi che si conquista il paradiso: parola di Casamonica.

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