Le mosche di Custer

The Handsome Family è una coppia di cantautori statunitensi, dotati di una notevole capacità poetica, soprattutto quando si tratta di parlare della natura.

Il ventaglio di capelli dorati oliati di rosa e cannella
mentre il sangue fioriva rosso come un papavero attraverso il tuo cappotto di velluto
il tuo cappotto di velluto blu scuro
sì, lì tra l’erba delle praterie del Montana i Sioux spararono a Custer
la sciarpa rossa legata, gli stivali neri lucidi
come appariva bello alle mosche, il regno felice delle mosche

Caro Custer, oggi c’è un Wal-Mart dove una volta vagavano gli orsi
montagne di gel per capelli e camicie da cowboy e tutti hanno un fucile
tutti hanno ancora un fucile
ma in alto tra le travi al di sopra delle luci, i fringuelli rossi nascondono i loro nidi
e quando le nostre auto se ne vanno, cantano sinfonie attraverso la notte
nella loro foresta di tubi di riscaldamento

E fuori oltre il parcheggio lungo il marciapiede tra l’erbaccia incolta e i rifiuti
grandi eserciti delle formiche più piccole combattono per la gloria della loro regina
una regina così piccola e gloriosa
ma nemmeno l’imperatrice delle formiche per cui diecimila danno la vita
fa un rumore sotto i fili d’erba del nostro grande impero di prati rasati
com’è silenzioso l’impero dei prati rasati

Your fan of golden hair oiled with rose and cinnamon
As your blood bloomed poppy red across your velvet coat
Your deep blue velvet coat
Yes, there in Montana prairie grass the Sioux shot Custer down
His red scarf tied, his black boots shined
How beautiful he looked to the flies, the happy kingdom of flies

Dear Custer there’s a Wal-Mart now where once the grizzlies roamed
Mountains of hair spray and cowboy shirts and everyone has a gun
Everyone still has a gun
But high in the rafters above the lights, red finches, they hide their nests
And when our cars drive out of sight they sing symphonies across the night
In their forest of heating pipes

And out past the parking lot along the curb in the wilds of weed and trash
Great armies of the smallest ants fight battles for the glory of their queen
Such a tiny glorious queen
But even the empress of the ants for whom ten thousand fall
Makes not a sound beneath the blades of our great empire of lawns
How quiet is the empire of lawns

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138 Responses to Le mosche di Custer

  1. habsburgicus says:

    a Little Big Horn sono stato (1993)..bello

  2. Thyrrenus says:

    Davvero notevole.

  3. Z. says:

    A proposito di Custer (vabbè, diciamo quasi a proposito),

    come mai durante le manifestazioni violente in Italia si sfasciano vetrine e si bruciano automobili mentre negli Stati Uniti si bada soprattutto a saccheggiare negozi?

    forse anche l’estremismo politico laggiù è più pragmatico? 😀

    • MOI says:

      Boh … ma non avevamo letto su Libero che in Italia i Facinorosi hanno tutti il Papy Toga Rossa ?! 😉

      • Z. says:

        Uhm… quindi è perché i manifestanti facinorosi italiani sarebbero tutti ricchi di famiglia…

        Non vedo perché questo dovrebbe escludere i saccheggi – caso mai potrebbe cambiare gli obiettivi saccheggiati -ma il problema è che lo stesso accade in tutta Europa, mi sembra!

        Certo, può sempre darsi che le leggendarie Toghe Rosse italiane si siano riprodotte a macchia d’olio in tutto il continente europeo, generando ovunque figli facinorosi 😀

        • Francesco says:

          minore ricambio sociale europeo, i figli dei ricchi possono spendere anni a fare i ribelli

          se lo fanno in America, rischiano di trovare i posti occupati

          ?

          • Z. says:

            Capisco. Quindi il fatto che le manifestazioni più dure degenerino in saccheggi è un titolo di merito per il sistema degli Stati Uniti.

            Il bello del fanatismo è che dà la stura alla meglio fantasia 😀

      • PinoMamet says:

        “Toga Rossa ”

        che capo indiano sarebbe? 😉

  4. habsburgicus says:

    neppure troppo OT 😀
    chi di voi legge/ammira il grande Tex ? 😀 (naturalmente come tutto, il meglio era all’epoca di GL Bonelli, pre-politicamente corretta..ma tuttora è godibile..anche se l’ultima storia “Oro Nero” mi sa che cadrà nel sinistrismo..per ora, però, Tex è stato un po’ intaccato ma non distrutto..resta un mito e, mi pare evidente da quanto dico, che sono un suo ammiratore..anzi mi piacerebbbe che qui si parlasse anche di Tex, ogni tanto !)

    • Roberto says:

      Peste!
      Tizzone d’inferno!

      È un sacco che non lo leggo ma, si, mi piace molto (allo stesso livello martin mystere)!

    • Z. says:

      Tutte le persone per bene ammirano Tex!

      Fino a una ventina di anni fa leggevo assiduamente Nathan Never – che dopotutto resta il mio preferito, anche se dalla seconda metà dei Novanta ha cominciato a perdere colpi.

    • PinoMamet says:

      Non lo leggo, quindi non ne potrei parlare…
      l’ho solo leggiucchiato ogni tanto a casa di amici.

      Lo trovo terribilmente (o meravigliosamente, secondo i gusti) antiquato, come immaginario e concezione; ma mentre altre creazioni bonelliane sono triste modernariato (magari verrano recuperate più avanti…), Tex è tanto antiquato da passare nel classico!
      Un po’ come Diabolik (che non è bonelliano).

      Non sono in grado di dare giudizi sulla maggiore o minore “correttezza politica”: credo sia sempre stato più o meno “dalla parte degli indiani”, no? Comunque è l’orientamento assolutamente più comune a partire dagli anni Settanta, mica una novità.

      In compenso lo preferisco di gran lunga al mondo ormai complicatissimo (prequel, reboot, universi paralleli…) dei supereroi americani, che mi sono completamente estranei come gusto.

      • MOI says:

        Da qualche parte 😉 lessi un’impietosa critica ai fumetti Bonelli Anni Novanta :

        Qualunque cosa vedi, ti ricorda di qualcun altro che l’ha fatto prima e meglio !

        • Z. says:

          Diciamo che è molto azzeccata per certi bonellidi, tipo Lazarus Ledd. Ma la trovo ingiusta per la maggior parte dei Bonelli.

        • MOI says:

          Protagonisti “sosia” di attori USA o UK, trame “a mischione” di qualche film horror o fantascienza … personaggi minori “cosplayers non dichiarati” di personaggi di anime (tipico, questo, dello SpinOff di Nathan Never : “Legs Weaver”, la cui co-protagonista aveva due sorelle ex ladre “cat burglar”; sì insomma: Oòò-ooocchi di Gaaaatto 🙂 !) , ecc …

          • Z. says:

            Qui non posso darti torto. Le sorelle ladrone comparivano in una storia di NN che, con gran sforzo di fantasia, credo si chiamasse proprio “Gli occhi del gatto”…

            E anche Legs non era granché: una specie di tentativo poco riuscito di imitare i manga giapponesi. Comprai solo il numero 1, in due copie, ma non credo che sia stato un investimento milionario 😀

          • PinoMamet says:

            Credo che Legs Weaver avesse una nicchia di pubblico lesbico.
            Perlomeno conoscevo persone di quell’ambiente 😉 che lo leggevano.

            E una nicchia di onanisti, probabilmente (i disegnatori si sforzavano di accontentarle entrambe, ma gli onanisti hanno sempre avuto pubblicazioni più mirate 😉 )

          • Z. says:

            Beh, in fin dei conti ci sta. NN, per usare un termine che piace tanto a Miguel, ha sdoganato i rapporti saffici tra militari in carriera nel 1992 (Fanteria dello spazio, n. 11)!

        • PinoMamet says:

          Sembra la descrizione di Dylan Dog…

          eppure- anzi, forse anche un po’ per questa idea di “sgangheratezza”, che aiuta sempre- le prime storie non erano male.

          Davvero: credo non vada sottovalutato il fattore dell’imprevedibilità dato dalla combinazione fortuita.

          Un personaggio disegnato senza sapere a cosa servisse, pensato come se fosse spagnolo, e modellato su un attore inglese, che poi viene utilizzato per “indagare l’incubo” insieme a un sosia di Groucho Marx…
          è abbastanza sgangherato per funzionare!

          Poi vabbè, hanno tirato troppo la corda…

      • Z. says:

        Peste! Tex è dalla parte degli indiani dal dopoguerra, da ben prima degli anni Settanta, corpodibacco!!

        • PinoMamet says:

          Ah, allora mi ricordavo bene!
          Ottimo: in anticipo sui tempi!

          Ma allora a cosa si riferisce Habs quando parla di “politicamente corretto”?

          • Roberto says:

            Oh niente, è solo il riflesso di dire che tutto ciò che è passato è migliore
            🙂

          • Z. says:

            Habs sarà più preciso, ma se non ricordo male la censura democristiana dei primi anni Sessanta ha imposto – tra gli altri – a SB di rieditare alcune strisce pubblicate nel dopoguerra, costringendolo a eliminare esclamazioni come “cribbio!” o “sangue di Giuda!”.

            E se ricordi cosa scriveva Stecchetti senza che i Savoia avessero granché da obiettare…

            (si, persino delle bestemmie!)

      • Z. says:

        Ecco, sui supereroi americani siamo d’accordo: i finti tormentati, i finti tristi, i finti problematici.

        Sarà che non ho gli strumenti culturali per apprezzarli, ma mi sembrano più o meno tutti uguali nel loro essere serialmente fasulli come una banconota da un dollaro e sessantatré centesimi 🙂

      • habsburgicus says:

        “dalla parte degli indiani”, no?

        non mi riferivo agli indiani…Tex DEVE essere così, ci mancherebbe
        (del resto, tranne forse Francesco, non credo ci sia nessuno contro i pellirossa :D)
        no..sono piccole cose…che a uno non scafato potrebbe essere sembrate sparite per caso 😀 e invece no
        tipo, i cinesi “cattivi” delle varie sètte tipici dei primi 200 numeri..spariti (anche allora c’erano cinesi buoni, spesso utilissimi a Tex, ci mancherebbe !)
        i neri cattivi (voodoo) o un po’ sempliciotti anche nel parlare “si, padrone…io essere negro buono”..oggi il “nero” per definizione quando compare è “buono” e magari pure “colto” e “forbito”
        una certa simpatia per il Sud, talora presente e oggi non più
        un Tex all’occorrenza duro,,in n° 50 (storia di setta azteca, con sacedordti tornati in vita :D) con messicani plagiati da una setta che ammazzano gli europei, Tex dice “volevano spazzare via gli uomini bianchi da Huerta ? [il villaggio] beh, gli uomini bianchi allora spazzeranno via Huerta dalla faccia della terra”..e giù dinamite 😀
        un Tex più virile, più vero..indice di una società migliore e meno complessata..Moi mi capisce
        l’assenza di discorsi “filosofici” che stonano tantissimo in Tex e che invece ora ci sono..sin da c.a 250..tipo Tex che a Panama commenta sulle rovine dei “conquistadores”..alcune considerazioni su Massimiliano 😀 tutto ciò era assente negli anni d’oro..anche se il personaggio era lo stesso, dalla parte dei deboli senza guardare al colore della pelle e allo status ! ed è giusto così
        in più, ma questo non è ancora avvenuto anche se temo vi siano segni, la graduale caduta del tabù femminile..io, come sapete, amo molto le donne 😀 anche svestite 😀 (non sono Mirkhond :D) ma, unicuique suum
        Tex DEVE restare l’ereoe asessuyto, che amò solo Lilyth, e basta
        e così fu..
        è ancora oggi, ma vi sono troppi segni….aumentano le battute con ragazze da saloon, Carson (che vabbè fu sempre un po’ “vecchio porco”, e questo ci stava :D) ogni tanto ci va sul quasi esplicito…è come se attendessero l’occasione per “pornografizzare” Tex..e sarebbe la sua fine ! non è ancora così, lo ripeto..ma meglio prevenire..del resto per chi vuole sesso c’ tanto altro…non sporchino anche Tex !
        fra l’altro, pur nel pragmatismo e nella sostanziale “laicità”, un certo maggior rispetto della religione specialmente verso i frati evidenti sino a c.a 200
        Tex, pur un po’ decaduto resta tuttavia grande..fino a quando, pero ?

        • PinoMamet says:

          Ora che me l’hai spiegato, non posso che concordare con te
          (mi fido della tua descrizione non essendo un esegeta del personaggio, ma direi che ci sta tutto quello che dici!)

  5. habsburgicus says:

    verso 480-483, Tex ha una storia in cui c’é Custer
    ma non riesce a salvarlo 😀

  6. MOI says:

    i49.tinypic.com/1jqfpy.png

  7. MOI says:

    Comunque questa del Cristo Protettore degli Elettricisti … NON mi meraviglierei se Miguel ci confermasse di averne visti alcuni dal vivo in Messico !

    http://img.desmotivaciones.es/201110/voltio.jpg

  8. MOI says:

    Legs Weaver “pescava” anche dai videogame … tipo una “fiamma platonica” col treccione, gli scarponi e i braghini e _ impeto di fantasia_ si chiamava “Lara” !

    Spesso bastava vedere la copertina in edicola e già apivi tutto l’ episodio …

    • MOI says:

      Una volta (prima di internet “massificato”) balzò agli onori del giornale cartaceo un episodio di LW in cui c’era un popolo di simil-mostri della Laguna Nera ritenuti Alieni, ma in realtà … erano Indigeni di Mururoa deformati dalle radiazioni gli esperimenti nucleari di Chirac !

      • MOI says:

        qualche secolo “prima” … più delle apparenze, visto che ovviamente per Legs Weaver vigeva la stessa Riforma del Calendario di Nathan Never …

  9. mirkhond says:

    “Tex dice “volevano spazzare via gli uomini bianchi da Huerta ? [il villaggio] beh, gli uomini bianchi allora spazzeranno via Huerta dalla faccia della terra”..e giù dinamite :D”

    Non poteva limitarsi a far fuori l’erba cattiva?
    Ma non ti vergogni di tutto il fascismo-razzismo da “fardello dell’uomo bianco” che vomiti a raffica?
    Ancora con ste stronzate da manifesto della razza bianca?

  10. MOI says:

    http://www.sergiobonelli.it/sezioni/175/faq

    La Riforma del Calendario di Gregorio XVIII

    “Nel 2024 della vecchia datazione (cioè la nostra), un missile lanciato verso il centro della Terra nel tentativo di trovare una nuova fonte di energia produce incredibili sconvolgimenti di natura climatica e geologica. L’inclinazione dell’asse terrestre subisce una variazione e anche l’aspetto fisico dei continenti muta radicalmente. In accordo coi governanti del pianeta, papa Gregorio XVIII, eletto in quello stesso anno, fa arretrare la datazione di settantotto anni, secondo quella in vigore a Bali, sua terra natìa. Il cambiamento di datazione simboleggia la necessità di una rinascita, di una ricostruzione sia morale che tecnologica del pianeta.”

    [cit.]

  11. MOI says:

    Ma cos’è ‘sta Storia di Bali con il Calendario indietro di 78 anni ?!

    • Z. says:

      Vado a memoria:

      a seguito del tentativo di sfruttare le risorse del sottosuolo tramite esplosioni nucleari, si scatenano terremoti di proporzioni bibliche su scala planetaria: seguono disastri, cataclismi, inondazioni e così via.

      Terminati i disastri, e avviata la ricostruzione, viene eletto al soglio papale un pontefice balinese, Gregorio Qualcosa, che decide di retrodatare la data al 1945 in base a un calendario in vigore al suo Paese: è l’anno del bombardamento atomico sul Giappone, e la retrodatazione dovrebbe servire di monito all’umanità, e darle una seconda possibilità nella speranza che non commetta lo stesso errore nei confronti della Terra.

      Il cambio di data però aggiunge caos al caos provocato dai disastroni mondiali, contribuendo a rendere i cittadini del mondo più confusi e sradicati rispetto al loro passato.

      (comunque, credo che l’idea sia venuta agli autori perché spesso si faceva riferimento al “secolo scorso” indicando il XX secolo; ne “Il numero zero”, addirittura, si parlava di grandi città orbitali lanciate alla fine del “secolo scorso. In questo modo, si giustificava in qualche modo il gap tra la tecnologia del presente e quella dell’universo di NN)

    • PinoMamet says:

      Trovato questo:
      http://en.wikipedia.org/wiki/Balinese_saka_calendar

      in realtà a Bali, leggo, ci sono due calendari in uso contemporaneo, e quello qua sopra sarebbe di 78 anni indietro rispetto a quello Gregoriano… però sarebbe anche di durata differente, quindi non so se è giusto immaginarsi che poi dopo la sua adozione basti fare “anno gregoriano meno 78” per avere la data giusta…

      • MOI says:

        Dài là … di realismo, nei fumetti, un “fondo” basta e avanza ! 😉

      • Z. says:

        Beh, diciamo che Gregorio Qualcosa ha fatto una specie di crasi tra il calendario della sua terra e il primo anno di pace dopo il secondo conflitto mondiale. Secondo me ci può pure stare.

        Secondo me, se vogliamo dirla tutta, è più difficile immaginare che il Papa riesca a convincere tutto il mondo ad adottare il suo calendario religioso!

      • habsburgicus says:

        (+78)
        la famosa Era Saka..usata in passato anche in India, Cambogia
        1937 Saka=2015/2016 d.C diciamo, possiamo farlo iniziare in primavera

        (invece, Vikrama Samvat, -57)

  12. MOI says:

    Concordo circa l’autosputtanamento dei fumetti di supereroi USA fra universi paralleli, prequel, sequel, sidequel, reboot, episode zero, alternative timelines, retrocontinuity, ecc …

  13. MOI says:

    Patetici anche i sempre falliti, e spero che continuino a fallire, tentativi di riesumare He-Man (e in teoria poi anche She-Ra, ma non ci arrivano mai …) rendendolo “più maturo” … e cioè violento e ultra-drammatizzato !

    Il successo di He-Man e She-Ra della Filmation fu decretato proprio dal fatto che NON erano nulla di tutto ciò all’insegna di cui li si vorrebbe “svecchiare” !

    😉

  14. Francesco says:

    1) Watchmen è un capolavoro assoluto, tutto in maiuscole. il film è quasi meglio, anche se ciò è impossibile
    2) Batman è il migliore, come lo è Jocker
    3) Bonelli è buono ma rimane un artigiano

    ciao

    • Z. says:

      Jocker: a person who copies something exactly from another.

      http://www.urbandictionary.com/define.php?term=jocker

      Lo so, è colpa mia, ti ho ossessionato ripetutamente e noiosamente su Bismarck!

      😉

      • Francesco says:

        dici che avrei dovuto scrivere Joker? in effetti ero distratto a pensare il nome dell’Autore per eccellenza di storie di Batman ma non mi viene

        in cambio Il Ritorno del Cavaliere Oscuro è un tale capolavoro pur’esso

        x i criticons: le storie “a latere” dei supereroi americani sono le più belle e spesso sono molto belle

        noi in Italia abbiamo Nanni Moretti …

        • PinoMamet says:

          Saranno anche le più belle, ma io non capisco questa smania americana per le teorie-del-tutto.

          Voglio dire, chiamano l’auotre X a disegnare Batman. All’auotre X sta sulle balle coso là, come si chiama, il maggiordomo di Batman, e lo sostituisce con una badante ucraina. Bene.
          Ma perché bisogna che mi dicano che è “un universo parallelo”?

          Cioè, in realtà penso di saperlo:
          semplicemente perché l’autore X lo chiamano per scrivere 10 numeri, che escono in contemporanea con quelli soliti scritti da Y, mentre Caio fa uno speciale dove il maggiordomo diventa lui il supereore…

          insomma, mungono la mucca finché è stracca, e sicuramente in mezzo ci sarà anche della roba validissima, ma continua a essere un metodo confusionario e contrario alla mia idea di autorialità.

          • Francesco says:

            Per questo ho parlato di storie “a latere”: sono quelle in cui gli autori sono liberi di inventare senza tener conto della continuity, dei gusti del pubblico e del futuro della collana.

            Il prodotto di base è spesso di dura digestione per quello. Anche se di solito me lo godo.

            Ciao

        • Z. says:

          Mah, sarà che provai a leggerlo subito dopo Watchmen ma non sono andato oltre la decima pagina.

          Quando dissi ai miei amici che il film mi pareva un distillato di neoconnismo loro iniziarono a strolgare recensioni e spiegazioni fantasmagorico-culturali (inevitabilmente ho amici sinistro-alternativi, non volermene).

          Si arresero solo quando mostrai loro che lo stesso Miller è stato costretto a vedersi togliere Batman da un fumetto mega-islamofobo: la produzione temeva di compromettere le vendite relative Filantropo Ricco E Buono E Caritatevole Che Fa Il Bene Per Il Bene Contro I Cattivi Cattivissimi Che Fanno Il Male Per Il Male.

          E stasera vado a vedere Nanni Moretti.

          Alla facciazza tua.

          😛 😛 😛

          • Francesco says:

            Watchmen sarebbe neo-con? o il Batman di Frank Miller?

            suppongo che il Presidene minchione simil-Reagan sia tutto un trucco …

            hai dei pessimi amici e gusti cinematografici anche peggiori

            quel film di Moretti lo hai già visto almeno 10 volte … e poi dicono che è Hollywood a ripetersi sempre

          • Z. says:

            Nah, non l’ho visto neanche una volta, così come non l’hai visto tu. L’unica differenza è che tu ne parli senza averlo visto, ma per quel che senti dire dagli altri…

            Come per i magistrati insomma! 😀 😉

            Z.

            PS: puoi sempre spiegare alla casa editrice che loro non hanno capito niente e che il fumetto di Miller sul Batman sgozza-musulmani era un capolavoro di solidarietà interculturale. Se ti assumono, però, ricordati degli amici!!

          • Z. says:

            Dimenticavo: non so se i film di azione girati a Hollywood si ripetano o no, e francamente la cosa non mi riguarda. I videogiochi li preferisco interattivi 🙂

          • Francesco says:

            Z

            oh uomo di dura cervice! sì che lo hai visto, perchè dopo i primi film decenti il Nanni fa sempre la stessa roba da anni annorum. in più è anche abbastanza pallosa.

            c’era un Batman che UCCIDEVA? non ci credo se non mi passi un link!

          • Z. says:

            No, Francè. Credo di conoscere un pochino Moretti, e ti assicuro che non è così.

            Credo anche che tu lo conosca pressoché solo per sentito dire: qui non posso esserne certo del tutto, solo abbastanza 😀

            Probabilmente di Holy Terror avevi sentito parlare, solo al momento non ti sovviene:

            http://en.wikipedia.org/wiki/Holy_Terror_%28graphic_novel%29

            Z.

            PS: niente Moretti stasera, miseriaccia!

          • Roberto says:

            Io la penso al contrario su moretti, all’inizio faceva film di una pallosità pazzesca (presente “sogni d’oro”? Ecco) invece i film più recenti mi sono piaciuti (a partire da la stanza del figlio)

          • PinoMamet says:

            In effetti concordo con Z.:

            Moretti è il regista del quale piace parlare male per partito preso, fondamentalmente perché è di sinistra.
            Oltretutto una certa sinistra gli ha fatto il grande torto di prenderlo come una bandiera (e un po’ è anche colpa sua che ci si è messo, eh?)

            Però non è vero che è così ripetitivo, mi pare anzi che abbia avuto una sua evoluzione notevole.
            La stanza del figlio è un gran film; mi hanno parlato bene anche di questo, che non ho visto, mentre ho sentito voci discordanti su quello del papa (che comunque ha previsto le dimissioni di Ratzinger…)

            Poi, vabbè, è un film di Nanni Moretti con Margherita Buy; anche se in pratica si sono scambiati i ruoli, entrate avvertiti 😉

            Ma per favore, non fategli il torto ancora più grande di dire che i polpettoni americani con i supereroi
            (“oh mamma sono in crisi esistenziale- bonazza- battutina ironica- cattivone- aiutante magico-ribattutina ironica-grande potere vuol dire grande responsabilità-pim pam pum”) sono più originali e variati…

          • Z. says:

            Direi che la tua recensione delle storie dei supereroi si applica ad oltre il 100% delle storie esistenti. Nel senso che si applica anche a quelle che ancora devono essere scritte 😀

            Quanto a Moretti:

            1) a me Sogni d’oro piace eccome, certo però è film di un’altra epoca. Ancora di più mi piace Palombella rossa;
            2) trovo che La stanza del figlio sia molto bello;
            3) Habemus Papam è forse il suo film migliore, per come la vedo io. Uno dei non molti film che mi abbiano profondamente emozionato, forse l’unico a quel livello.

            Concordo con Pino quando scrive che Moretti si è prestato (e direi pure parecchio, negli ultimi vent’anni) a fare la bandiera della sinistra. Aggiungo che, come parecchi dei suoi estimatori, dissento da buona parte delle idee politiche che ha espresso sia nel metodo sia nel merito.

            Beninteso, non mi aspetto che la destra italiana sia in grado di afferrare questo concetto: né questo concetto né molti altri, a dire il vero, ma non dilunghiamoci. Mi aspetto però che lo intenda bene Francesco, che non è “la destra italiana” 🙂

          • PinoMamet says:

            “Direi che la tua recensione delle storie dei supereroi si applica ad oltre il 100% delle storie esistenti. Nel senso che si applica anche a quelle che ancora devono essere scritte 😀 ”

            Infatti 😉 lo chiamano lo “schema in tre atti” e lo insegnano alle scuole di sceneggiatura, tipo quella RAI (all’epoca: costo 3000 euro) e altre.
            In libreria (manuale di Syd Field scopiazzato da tutti…) a 15 euro. 😉
            Vi garantisce di scrivere film uguali a tutti gli altri 😉

          • Roberto says:

            Habemus papam mi è piaciuto in effetti, e pure il caimano (la scena finale è straordinaria), ma la stanza del figlio è il mio preferito.

            Invece palombella rossa e caro diario non son riuscito a finirli

          • Francesco says:

            1) la stanza del figlio è da fucilazione nella schiena, tanto per iniziare. una roba che se non fossi ciellino sarei diventato un pericoloso fanatico religioso
            2) ciò detto, Moretti è infinitamente odioso, a pelle, il che un poco influisce nel giudizio sui film
            3) detti film sono anche bruttini e noiosi

            PS tutto ciò non vale per la bellissima ultima scena del Caimano, naturalmente

            😀

            PPS e neppure per quella della Nutella

            PPPS quando si parla di insopportabile e boriosa autoreferenzialità della sinistra italiana, Moretti è un ottimo esempio

          • Francesco says:

            x Z

            non ne avevo sentito parlare, non mi sembra fosse poi una grandissima idea anche se almeno negli USA i nemici li combattono, si può fare di peggio

          • Mauricius Tarvisii says:

            “Vi garantisce di scrivere film uguali a tutti gli altri”

            Le novità spaventano il pubblico, italiano, americano o omicroniano 😉 che sia.

          • Francesco says:

            x Pino

            però sono più belli!

            😀

          • Francesco says:

            per curiosità, di quali contributi statali godono i filmacci di supereroi? perchè una roba così banale mica starà in piedi da sola,vero?

            😀 😀

          • Mauricius Tarvisii says:
          • Francesco says:

            la notizia è di politica industriale, non culturale

            e tanto mi basta, anche se sono contrario pure alla prima

            😀

          • PinoMamet says:

            “la notizia è di politica industriale, non culturale”

            Francè, la notizia è:
            la California aiuta economicamente il cinema.

            esattamente come la film commission della regione Friuli o della regione Calabria.
            Stacci.

          • Z. says:

            Francè, mi dicono che ai nostri tempi i giovani su FB chiamino queste situazioni “epic fail” 🙂

            Ma non preoccuparti: io non sono giovane, sono un vecchio togliattiano degli anni Cinquanta e non sto su Facebook. Colgo solo l’occasione di estendere a te il consiglio, pensato per l’autore dell’articolo linkato da Pino, sull’evitare la supponenza.

            E’ un consiglio particolarmente importante per voi bolscevichi, ma è comunque sempre valido, ad ogni latitudine politica ed età 🙂

          • Francesco says:

            Amico mio

            se non vedi la differenza tra sovvenzionare un’industria perchè non se ne vada altrove a generare fatturati e profitti e coltivare un orticello per segaioli, mi dispiace

            ma ai miei occhiali di bocconiano la differenza è abissale

            ciao

          • Francesco says:

            x Pino

            è un pò la differenza tra aiutare la Mercedes Benz e aiutare l’Alfa Romeo

            mi spiego?

            se non aiuti la prima, quella se ne va altrove; se non aiuti la seconda, quella finalmente chiude

            ciao

          • PinoMamet says:

            Francè

            non può essere una “politica culturale” semplicemente perché il cinema negli USA non è un fatto culturale;
            non lo dico io, lo dice la legislazione, visto che gli USA non hanno i “diritti d’autore” (hanno semmai il copyright che è una cosa diversa) per cui il film è totalmente del produttore, che ci fa quello che vuole, cioè sostanzialmente un’opera commerciale.

            Anche così, le major ricevono pesanti aiuti dall’unico ente statale davvero funzionante ed essenziale per gli USA;
            in pratica, dall’unico ente statale USA sic et simpliciter, cioè il Pentagono.

          • PinoMamet says:

            Noto invece che le “regioni” italiane e gli “stati” USA (come da link di Mauricius) si comportano esattamente nello stesso modo, e per le stesse finalità.

          • Z. says:

            Francesco,

            — se non vedi la differenza tra sovvenzionare un’industria perchè non se ne vada altrove a generare fatturati e profitti e coltivare un orticello per segaioli, mi dispiace —

            No, no, io vedo perfettamente la differenza tra:

            1) dire “per curiosità, di quali contributi statali godono i filmacci di supereroi?” convinti che la risposta sia “zero” e valga a zittire l’interlocutore.

            e

            2) scoprire che non sono esattamente zero 😀

            E so che giovinastri, quale io non sono, chiamano situazioni del genere epic fail.

            Io non lo faccio, perché sono un vecchio residuato togliattiano. Però vedo anche un’altra differenza: tra chi ammette di aver preso un granchio – cosa che per inciso capita a tutti, anche alle persone istruite e intelligenti come te – e chi, pur di non ammetterlo, cambia discorso.

            Magari sventolando titoli e diplomi 😉

          • Francesco says:

            Z

            io ho preso un granchio dialettico ma ritengo di avere lo stesso ragione, non per impossibilità di sbagliare o ammettere gli errori (ho buoni precedenti in merito) ma perchè credo che ci sia una differenza enorme tra l’industria cinematografica USA e i cineasti autorial-statali italiani.

            Se è male che i singoli stati/regioni si facciano concorrenza per avere sul loro territorio gli investimenti delle imprese, è orribile che lo Stato finanzi la Cultura.

            ciao

          • Francesco says:

            x Pino

            grazie, ho molto apprezzato la propaganda filo-USA della prima parte del post

            però non so come il Pentagono finanzi le majors, visto che è il tu campo, mi spieghi? grazie

          • Z. says:

            Francè,

            non entro nel merito del dibattito economico e certo non mi sogno di dire alla California come spendere i propri soldini.

            Peraltro non trovo scandaloso che l’arte sia finanziata, se non altro perché è quel che accade da quando esiste. Può ben darsi che l’industria del settore – italiana o americana che sia – non sia in grado di sostenersi altrimenti.

          • PinoMamet says:

            Il cinema, in Italia come negli USA, dà lavoro a un sacco di gente, e non ci vedo niente di male se gli Stati sostengono una propria attività produttiva.

            Il fatto è che l’Italia ha il MiBAC (Ministero Beni artistici ecc. ecc.) che se ne occupa.
            Negli USA se ne occupa molto di più il Pentagono, che ha addirittura un “ufficiale di collegamento” con Hollywood (proprio così, e si chiama Phil Strub).
            Ovviamente è difficile che il Pentagono si decida a finanziare un autore del Midwest che parla dei problemi dei transessuali drogati… però ha trovato interessanti un sacco di progetti che non hanno apparentemente niente a che fare col mondo militare, come Jurassic Park.

            A parte questo, devo capire, Francesco, cosa ti abbia fatto di male il diritto d’autore…

          • Francesco says:

            Pino

            credo dovresti rifarti al concetto economico di “profitto”

            se do lavoro a un milione di persone e sono in perdita non sono una brava persona

            potresti precisare il ruolo del Pentagono in Jurassic Park? hanno provato a reclutare i Velociraptor?

            😀

          • Mauricius Tarvisii says:

            A parte questo, devo capire, Francesco, cosa ti abbia fatto di male il diritto d’autore…

            Negli USA c’è? Se c’è, è buono in assoluto, se non c’è, è un’incarnazione del Male. Semplice, no? 😀

            Mi domando a quando il panegirico dei massacri nelle scuole 😉

          • PinoMamet says:

            “potresti precisare il ruolo del Pentagono in Jurassic Park? ”

            Semplice: hanno cacciato dei soldi.
            Perché, dovresti chiederlo a loro…

          • PinoMamet says:

            “Negli USA c’è? Se c’è, è buono in assoluto, se non c’è, è un’incarnazione del Male. Semplice, no? 😀 ”

            Direi che ad ora è la descrizione migliore e più sintetica del Francesco-pensiero 😉 😀

          • Z. says:

            Beh, su questo blog abbiamo visto recentemente difendere i saccheggi nei supermarcati. Vuoi che non ci si riesca coi massacri nelle scuole, magari con un po’ di impegno?

            I massacri nelle scuole sono, uhm…

            ecco: sono un simbolo evidente della maggiore libertà individuale, che si estrinseca nella maggiore libertà di comprare, possedere e portare armi.

            Certo, come spesso accade, la libertà richiede il pagamento di qualche effetto collaterale di minor conto. Ma cosa volete? la Russia? il comunismo? allora ditelo!

          • Francesco says:

            Il Pentagono ha finanziato Jurassic Park: prego portare prove, perchè la cosa non ha senso (quindi immagino sia vera).

            Diritto d’autore per i film? è così palese che la proprietà è di quello che paga che non dirò nulla

            Massacri nelle scuole? per alcuni la soluzione è armare gli insegnanti! voi proponete che cosa? più controllo sulle armi da fuoco pare non funzionare, poi l’ultimo lo hanno fatto con una balestra!

            Non è che gli USA hanno sempre ragione, è che voi tre avete sempre torto!

            😀

            • Jurassic Park:

              https://www.wsws.org/en/articles/2005/03/holl-m14.html

              Jurassic Park III (2001), on the other hand, was given two navy Seahawk helicopters, four amphibious assault vehicles and 80 Marines to storm the beach at the end of the movie. These were provided after filmmakers agreed to a military “product placement”—a clearly visible Navy logo on a helicopter which rescues stranded protagonists, and a line of dialogue by little Eric (Trevor Morgan): “You have to thank her now. She sent the Navy and the Marines.” In the original script, it was not the Navy but the State Department that arranged for a helicopter.

          • Mauricius Tarvisii says:

            “è evidente”

            😆

          • PinoMamet says:

            “Diritto d’autore per i film? è così palese che la proprietà è di quello che paga che non dirò nulla”

            Francè, la differenza tra diritto d’autore e diritto di sfruttamento la insegnarono nel nostro scalcinatissimo corso di sceneggiatura.
            Oso supporre che un economista ci arrivi da solo…

            ma non è detto, a quanto pare negli USA non ci sono arrivati 😉

          • Z. says:

            Francesco,

            — Massacri nelle scuole? per alcuni la soluzione è armare gli insegnanti! voi proponete che cosa? —

            Forse ci siamo spiegati male: noi sosteniamo che i massacri nelle scuole non siano un problema reale.

            Al contrario, sosteniamo che siano una prova di maggiore libertà individuale – e di conseguenza una chiara e limpida dimostrazione di superiorità morale – per la quale è giusto accettare di pagare qualche prezzo di minor conto.

            Riteniamo inoltre che negare questo lampante dato di fatto equivalga, con ogni evidenza, a sostenere e difendere la Corea del Nord, il comunismo e Pol Pot.

            O no?

  15. habsburgicus says:

    @Z
    viene eletto al soglio papale un pontefice balinese, Gregorio Qualcosa,

    lo sapevi che il dotto Sanclemente, che ritenne di aver fissato con sicurezza assoluta la nascita di Cristo al 25/12/6 a.C (in effetti, più o meno, i dotti lo hanno seguito) propose al tuo conterraneo Pio VI (1775-1799) di AVANZARE le date di 6 anni, cioé il 1789 doveva divenire il 1795 (sparivano 1790-1794..bello ci saremmo fatti fuori i soprattutto i giacobini :D) ?
    il tuo esimio conterraneo pare lo mandasse a quel paese 😀 vabbé, con un po’ più di un bon ton

    i SI e NO sono miei, in base a calcoli fatti illo tempore da me
    secondo Sanclemente Gesù Cristo sarebbe nato fra 21/4/7 a.C e 21/4/6 a.C e il 1789 d.C corrisponderebbe al 1795 Sancl (anche il vescovo luterano danese Münter, massone, nel 1821, a quanto pare senza citare Sanclemente, era d’accordo per un inizio dell’Era cristiana 6 anni prima di quello comune, in modo che 1828 d.C fosse il 1834 Münt)
    Sanclemente finì la sua opera a Roma il 2 settembre 1789 d.C, a 57 anni compiuti di età; il mese corrispondenva, per i Siriani, a Gorpiaios (SI), per gli Asianici ad Hyperberetaios (SI), per gli Egiziani a Thoth (SI), per gli Ebrei a Tishri (forse NO)
    l’anno corrispondeva a
    ind VIII costantiniana, da 1 settembre (SI)
    1795 della sua Era cristiana pia SI
    1789 d.C (Era dionisiana o volgare)
    2541 dell’Era capitolina (SI)
    2542 dell’Era varroniana (SI)
    2109 dell’Era Seleucide presso Caldei, Pergameni e tutte le altre città dell’Asia, da equinozio di autunno (NO, almeno in genere, perché implica inizio da aut. 311 a.C)
    2010 dell’Era Seleucide presso Antiocheni in Siria, con vecchio inizio da ottobre e anche ad Emesa, Tripolis, Orthosia ed Edessa=1788/1789 d.C (SI)
    2011 dell’Era Seleucide anzidetta, seconda nuova forma, con inizio da 1 settembre=1789/1790 d.C (SI, ma molto rara)
    1855 dell’Era Pompeiana di Pompeiopolis di Cilicia ed Alexandria ad Issum=1788/1789 d.C (SI, ma solo per Alexandria ad Issum; quella di Pompeopolis iniziò in autunno 65 a.C)
    1852 dell’Era Pompeiana di Gadara, Dora e Dium=1788/1789 d.C (SI, ma solo per Gadara; é possibile per Dium; improbabile per Dora, inizio prob. 63 a.C)
    1849 dell’Era di Gaza=1788/1789 d.C (SI)
    1837 dell’Era cesariana di Antiochia secondo antica forma=1788/1789 d.C (SI)
    1838 dell’Era cesariana di Antiochia secondo nuova forma=1789/1790 d.C (SI)
    1836 dell’Era cesariana di Laodicea=1788/1789 d.C (SI)
    1836 dell’Era cesariana di Aegae in Cilicia, con inizio da solstizio estivo=1789/1789 d.C (SI, nell’ipotesi di solstizio estivo; prob NO, é 1835, da autunno 47 a.C)
    1835 dell’Era di Gabala da autunno (NO; sarà 1834, con inizio da autunno 46 a.C)
    1819 dell’Era aziaca presso gli antiocheni secondo la forma antica=1788/1789 d.C (SI)
    1820 dell’Era aziaca presso gli antiocheni secondo la forma nuova=1789/1790 d.C (SI, ammesso che sia stata usata in modo apprezzabile)
    1819 dalla conquista di Alessandria ad opera di Augusto, calcolata dal 1 thoth con anno fisso=1789/1790 d.C (SI)
    1914 dell’Era di Tiro in Fenicia=1788/1789 d.C (SI)
    15 del Sacro Principato di Pio VI, Pontefice Massimo (SI)
    (il 14/2/1795 le Effemeridi letterarie di Roma diedero un sunto dell’opera di Sanclemente, pubblicata in latino nel 1793, in folio, 531 pag)

    bei tempi quelli..un’Italia ancora dotta, che viveva della munificenza dei Papi (e di altri principi) e poteva studiare liberamente (per dire il Marini studiò i fratelli Arvali)..
    prima dell’invasione del Gran Porco (1796 d.C=1802 Sancl)

    • habsburgicus says:

      pardon, scusa
      25/12/7 a.C..infatti è quello il 25 dicembre (Natale) fra le sue due date !

    • PinoMamet says:

      Incuriosito dal Gorbiaios e Hyperberetaios, mi lancio in una ricerchina wikipediana sui vari calendari/nomi di mesi, e scopro per esempio che i paesi arabi non solo non usano tutti lo stesso lo calendario, ma anche quando adottano i nomi dei mesi di origine latina scelgono versioni diverse
      (Algeria e Tunisia una mediata dal francese, il Marocco una di tradizione latino/berbera…)

      http://en.wikipedia.org/wiki/Arabic_names_of_calendar_months

  16. MOI says:

    Provo a rilanciare (e ampliare un po’) il tema qui, che si è un po’ più sul (si fa per dire, eh …) “frivolo” !

    Il paradosso della _ non universale, ma diffusa più di quanto si pensi_ popolarità dello Spiritismo (si accennava a Elena Petrovna Blavatskaja !) fra i Progressisti-Scientisti dai baffi a manubrio … è un aspetto di cui pochi hanno scritto: per il (relativamente) grande pubblico, quasi solo Messori …

    Il fatto è che si cercava un’alternativa “scientifica” alla “superstizione” dell’ anima … almeno quando qualcuno ritenesse veri (perché “evidenti”) indemoniati, fantasmi et similia. In realtà qualcuno “ci prova ancora”.

    Ad esempio, l’ ipotesi più affascinante (secondo me) sul farlocco “Uomo di Piltdown” dice che sia stato nientemeno che Sir Arthur Conan Doyle … come “ripicca” alla Comunità Scientifica del suo tempo e luogo :

    http://skeptics.stackexchange.com/questions/3026/was-sir-arthur-conan-doyle-responsible-for-the-piltdown-man-hoax

    “Sir Arthur was a zealous spiritualist, embittered by the exposure and prosecution of Henry Slade, one of his favourite psychics. It is suggested that Doyle sought to discredit the scientific establishment by faking evidence of something they wanted to believe in thereby showing scientists knew less than they thought they did.”

    [quot.]

    I Raeliani (ma non sono i soli) credono alla possibilità di divenire immortali trasferendo il contenuto dei cervelli in unità informatiche collegati a corpi-cyborg (i “Golem Veri” …)

    https://www.youtube.com/watch?v=lyy7y0QOK-0

    però senza gli oramai immancabili “lampi-bussi-allarmi-lampi-bussi-allarmi …”

    PS

    “Chappie” come “ciappino” e “ciappinista” … “è forse un caso” [cit.] ?

    comunque il “Chappino” è drammatizzato bene … “alla Asimov”, per dire.

    ; -)

    ATTENZIONE SPOILER

    http://www.wired.it/scienza/lab/2015/04/14/scienza-humandroid-salvare-hard-disk/

    … sulla relativa “verosimiglianza” scientifica futura.

    ————-

    @ HABSBURIUCS / MIRKHOND

    NON conosco quella storiella di “Huerta” (di fatto di fumetti ho sempre letto pochissimo: visto che non sono né libri né cartoni animati … mi sanno di “né-carne-né-pesce”) … i “Cattivi PreColombiani (giusto ?)” erano una setta o un popolo ?

  17. MOI says:

    @ Z

    I Bambini Sanno” di Veltroni, l’hai visto ? … Io sì. ; -)

    ——–

    Moretti però NON critica Renzi, nell’ ultimo film … perciò NON lo andrò a vedere.

    • PinoMamet says:

      In Francia stanno davvero esagerando con questa cosa della laicità (per non contare il fatto, segnalato dall’articolo, che nella pratica poi sono quasi sempre i musulmani quelli presi di mira…)

      non sono un grande fan del “buon senso”, ma in certi casi farebbe davvero comodo!

    • Z. says:

      A me non sembra follia. Mi sembra che la legge – una legge lunare, beninteso, difesa dal PSF e da diversi giornalisti del Manifesto in Italia – sia stata correttamente applicata.

  18. MOI says:

    Ce n’est pas l’islam qui doit changer mais les musulmans !

    Par Tahar Ben Jelloun.

    Le propre de toute religion est d’être conservatrice. Elle imprime de manière définitive et non équivoque ses valeurs et son message. Dogme sacré, intouchable, inchangeable. Telle est la donnée permanente du monothéisme. A partir de là, le croyant, celui qu’on définit comme « le fidèle » est libre d’interpréter les textes et de leur donner un sens responsable et même logique. Il se trouve aussi qu’on refuse la raison et qu’on fasse une lecture littérale, c’est-à-dire au pied de la lettre, ce qui débouche souvent sur des aberrations comme l’intégrisme et le fanatisme.

    La foi en Dieu n’exclut absolument pas la liberté de penser. Au contraire, Dieu suscite cette liberté et encourage l’être à en user pour que sa foi soit fondée sur une valeur essentielle telle que la liberté. L’histoire de l’islam est jalonnée par des tentatives de rationalisation de la pensée et de l’action islamiques. L’école des Mu’tazilites donne du Coran une interprétation marquée par le pouvoir souverain de la Raison, Dieu étant lui-même Raison. Face à cette école, se dressent les représentants du conservatisme et de la Tradition. Ceux-là rejettent violemment la notion de libre arbitre de l’être humain. Ce débat prendra toute son ampleur au IXème siècle quand on a commencé à évoquer la nature de la Parole de Dieu. Le Coran est-il « créé » (les rationalistes) ou « incréé » (les traditionnalistes) ? Ce sont là deux visions du monde opposées. Ce sont les « littéralistes », les traditionnalistes qui l’ont emporté. L’islam qui prévaut aujourd’hui dans les pays du Golfe par exemple suit la pensée de Ahmad Abd El Wahab (XVIIIè s), le wahabisme, système rigoriste, appliquant la charia c’est-à-dire la juridiction dogmatique telle qu’elle a existé au VIIè s comme si le monde n’avait pas changé ni évolué. La question est de savoir comment lire et penser le Coran. Faut-il le lire de manière plate ou bien redonner toute sa force à cette parole dont la richesse est dans l’emploi du symbole et de la parabole.

    Aujourd’hui, les excès des activistes fondamentalistes et leur ignorance manifeste à propos du sens essentiel du Coran, c’est-à-dire de son interprétation humaine, rationnelle et adaptée à l’époque, finissent par être contre productifs et nuisent non seulement à l’islam mais aussi à leur projet de société. Evidemment on me dira il y a de plus en plus de femmes voilées, il y a une recrudescence de la fréquentation des mosquées, il y a de plus en plus une affirmation de l’identité musulmane face à l’Occident. C’est vrai, le conservatisme marque des points, mais les tenants d’un islam tranquille, paisible, calme et vrai sont de plus en plus nombreux. Peut-être qu’ils ne s’expriment pas souvent, n’ont pas les médias à leur portée et n’osent pas affronter les fanatiques capables de prononcer des « fatwas » et même d’ordonner des exécutions ou au moins des excommunions pour « apostasie ».

    Avant de voir comment un nouvel islam est possible, démontons les mécanismes des « traditionnalistes ». Très vite ils ont compris qu’il fallait s’emparer des médias notamment la télévision et ensuite l’internet. Les chaînes de télévision satellitaire qui inondent les foyers du monde musulman sont dans leur ensemble entre les mains de « Frères musulmans » (mouvement qui a pris naissance en Egypte en 1928) qui sont rompus dans la méthode de la propagande et de la démagogie. Un Egyptien, jeune, bel homme, habillé à la mode européenne comme un mannequin, a ravi le cœur de millions de jeunes femmes musulmanes dans le monde. C’est un phénomène spectaculaire. Il s’appelle Amr Khaled et s’inspire du style des Evangilistes américains, s’adaptant évidemment à la mentalité arabe traditionnelle et conservatrice. Il sait parler aux femmes ! Il utilise les mots qu’il faut, donne des exemples pris dans la vie quotidienne, séduit par son charme et son intelligence. Il a réussi parce qu’il a rompu avec l’image vieillie des théologiens barbus, utilisant la langue dogmatique.

    Cependant, il n’y a pas qu’Amr Khaled. Il y a aussi d’autres intervenants, des femmes, des professeurs d’université. Ils jouent tous sur l’opposition à la civilisation occidentale (dont ils profitent pas mal à titre privé !) et affirment que tous les maux, tous les problèmes trouvent leurs solutions dans le Coran. Cette pensée simpliste fait des ravages. Elle retire à l’homme le sens de la responsabilité (ce qui est tout à fait contraire à l’esprit de l’islam) et le laisse entre les mains de gens qui pensent pour lui.

    Non seulement des contre-sens sont commis, mais des erreurs et des mensonges sont affirmés avec force et sans explication. Prenons le cas du voile. Nous assistons depuis quelques décennies à l’expansion du voile parmi les jeunes filles et les femmes. Le cas extrême étant le port de la burqa ou « nikab » qui n’ont rien à voir avec l’islam mais viennent de traditions de pays comme l’Afghanistan et le Pakistan qui couvraient ainsi leurs femmes bien avant leur islamisation.

    Le voile a été instauré par le Coran dans des circonstances précises. Mahmoud Hussein, pseudonymes de deux écrivains franco-égyptiens, ont écrit en 2009 un petit livre remarquable « Penser l’islam » (Ed. Grasset ; Paris) ; ils racontent comment le voile a été imposé aux femmes : « Cela se passait à Medine. Les femmes devaient sortir de la ville, à la tombée de la nuit, pour leurs besoins. Elles étaient alors souvent importunées par des voyous. Elles firent part de leur colère à leurs maris, qui en parlèrent à leur tour au Prophète. C’est à la suite de ces incidents que le verset coranique aurait été révélé à ce dernier. En revêtant un châle, les femmes musulmanes libres pouvaient se faire aisément reconnaître, et dès lors se faire respecter, même dans l’obscurité de la nuit. » (voir le verset 59 de la Sourate 33 )

    On apprend par ailleurs que l’islam a de tout temps rejeté les signes ostentatoires ; la morale musulmane est dans la discrétion, la pudeur et même le silence. L’ostentation religieuse, comme par exemple l’affirmation de son identité musulmane par le port de vêtements voilant tout le corps, est assimilée par l’islam à de l’hypocrisie. On sait combien Dieu condamne les hypocrites et leurs semblables, c’est-à-dire ceux qui détournent son message pour une exploitation fanatique et idéologique. Nulle part dans le Coran il n’est permis de se tuer et de tuer des innocents. Le djihad n’a de sens que dans une guerre où il faut se défendre en se battant pour sauver sa peau et son pays. En outre le djihad a un autre sens, celui de l’effort pour mieux comprendre la pensée de Dieu et l’interpréter de manière intelligente.

    Une femme qui entre dans une mosquée, dans une synagogue ou une église se doit de porter une tenue vestimentaire décente. D’où le conseil de couvrir les cheveux considérés par certains comme un élément érotique. Mais de là à ce qu’une femme se voile de haut en bas au point de devenir une sorte de « fantôme noir » ne laissant voir aucun centimètre carré de son corps, il y a un abus et une mascarade qui sont en contradiction avec l’esprit et la noblesse de l’islam.

    Pour que cette image caricaturale de l’islam soit corrigée ou annulée, il faudra du temps et de la démocratie politique. Car sans liberté de penser, sans audace et rationalité, l’islam sera de plus en plus confondu avec ce qu’il n’est pas, avec ce qu’il n’a jamais été. Or que de crimes on a commis en son nom ! Mais au-delà de cette idéologie meurtrière –celle des Talibans et des gens d’Al Qaida–, il y a un réel problème politique dans la plupart des pays musulmans. Tant que la démocratie véritable ne régit pas la vie politique, les intégristes continueront de profiter de cette lacune pour faire triompher leurs thèses et entraîner dans leur sillage des jeunes qui n’ont plus confiance dans des dirigeants qui se font élire à plus de 90% de voix et souvent cèdent le pouvoir à leurs progénitures. Ainsi le problème est politique et pas religieux, même si les tenants de la laïcité –respect des religions mais séparation d’avec la sphère politique— ont du mal à faire entendre leur voix.

    Il faut affirmer, comme l’a fait Mahmoud Hussein, qu’ « on ne peut pénétrer le sens de la plupart des versets du Coran, sans les replacer dans le contexte historique où ils ont été révélés » et puis : « Comment prétendre, quatorze siècles plus tard, que tous les versets du Coran sont à suivre tels quels, au mot près ? »

    Depuis l’époque du Prophète, le monde a changé dans tous les domaines. L’islam dans son essence ne cesse d’encourager l’être à s’adapter au monde, à chercher partout le savoir et à rencontrer les autres peuples parce que leurs différences sont un atout et une richesse. On attend que d’autres orateurs prennent la parole pour sortir l’islam de cette image hideuse et fausse, celle qui lui fait du tort et le place en danger pour les autres peuples. Pour cela, il faudra réviser les manuels scolaires et instaurer la démocratie. Un programme quasi utopique.

    • Moi says:

      Tahar Ben Jelloun, scrittore

      https://www.youtube.com/watch?v=DyzACAPbFLA

      (4 min : 22 sec)

      LA PAROLA NEGATA
      La difficile convivenza tra culture e religioni diverse
      8 aprile 2015
      Green Social Festival
      Casalecchio di Reno (BO)

    • “sens essentiel du Coran, c’est-à-dire de son interprétation humaine, rationnelle et adaptée à l’époque, finissent par être contre productifs et nuisent non seulement à l’islam mais aussi à leur projet de société”

      Frasi di questo genere le trovo quantomeno fastidiose.

      Nessuno di noi sa quale fosse il “senso essenziale del Corano”.

      Ma possiamo anche ipotizzare un approccio completamente diverso.

      Noi siamo innanzitutto esseri mortali, e in quanto tali, viviamo qualche decennio nell’aldiquà e un’eternità nell’aldilà.

      Quindi, quello che facciamo qui deve servire SOLO per far sì che nell’aldilà finiamo bene (paradiso) e non male (inferno).

      Come fare? Non abbiamo la minima idea, e i buoni sentimenti o le regole che funzionano bene per la convivenza sociale/mortale sono del tutto irrilevanti.

      Solo l’Onnipotente sa spiegarci le cose che non sappiamo.

      L’Onnipotente di tanto in tanto spiega come fare.

      Migliaia di profeti ci hanno insegnato come bisogna fare per andare in paradiso e non andare all’inferno, ma tutti i loro insegnamenti sono andati perduti.

      Resta solo la rivelazione del momento in cui il Libro è Sceso dal Cielo e nient’altro. E non esiste alcun motivo per pensare che quel Libro debba essere “razionale”, “umano”, “adatto alle epoche”, “pacifico” o qualunque altra cosa del genere.

      Chiaramente questo non vuol dire che gli “estremisti” abbiano ragione; ma nemmeno i “moderati” possono rivendicare alcunché.

      • Francesco says:

        stai insinuando che avesse ragione B16 a rivendicare la razionalità del cristianesimo?

        😀

        • Il cristianesimo, non saprei.

          Gli intellettuali cattolici hanno sicuramente costruito un sistema molto più razionale di quanto abbiano fatto gli intellettuali musulmani.

          Cosa che all’angelo che ti interrogherà nel giorno del giudizio probabilmente sarà sommamente indifferente.

          • Come al solito, definire cosa sia una “religione” è una perdita di tempo.

            Anche definire cosa sia l’Islam lo è, visto che non esiste: esistono un miliardo e passa di individui che se ne dichiarano in qualche modo portatori, probabilmente con motivazioni e visioni diversissime.

            Però in linea di massima, la preoccupazione ricorrente sia all’interno del Qur’an, sia nei discorsi dei musulmani, è sempre quella: cosa succederà di me dopo la morte? Andrò nel Giardino o all’Inferno?

            E’ attorno a questa domanda che si struttura tutto il resto.

          • PinoMamet says:

            “, la preoccupazione ricorrente sia all’interno del Qur’an, sia nei discorsi dei musulmani, è sempre quella: cosa succederà di me dopo la morte? Andrò nel Giardino o all’Inferno?”

            Questa a occhio è forse la differenza più grande con la religione gemella, più che sorella, cioé l’Ebraismo (per meglio dire, gli ebrei) che dell’aldilà si occupa pochissimo, molto tardi, e quasi nell’indifferenza dei propri aderenti.

    • Ritvan says:

      Completamente d’accordo con Tahar Ben Jelloun

  19. MOI says:

    UK

    http://news.fidelityhouse.eu/esteri/pastafariano-sfida-la-motorizzazione-inglese-non-toccate-il-mio-scolapasta-106869.html

    Ian Harris,Pastafariano 51 enne, sfida la Motorizzazione Civile (campo di battaglia già “collaudato” , appunto, con successo in altri Paesi)

    ………………………………..

    http://www.walesonline.co.uk/news/wales-news/flying-spaghetti-monster-dvla-colander-9056107

    Muslim Hijab, Sikh Turban … and Pastafarian Colander ?

    http://www.walesonline.co.uk/news/wales-news/meet-pastafarian-member-church-flying-8997070

    ———-

    Ian Harris, 51, of Hove in East Sussex, claims the colander is seen by the Church of the Flying Spaghetti Monster (FSM), whose members practise what they call Pastafarianism, as sacred headgear.

    Mr Harris said: “Who are they to decide which religions are true or valid?

    ‘Other religions wear headgear’

    “Our religion is a minority but the DVLA is discriminating because it allows people who practice major religions to wear headgear in pictures.

    “The letters implied the picture would damage the DVLA’s credibility because the religion has a comic element to it which I found insulting.

    “Other church members have been very supportive of my complaint and have said the headgear is allowed in photos in other countries [Austria; Czech Republic ; Poland ; USA ; New Zealand ; Australia ; …] ”

  20. MOI says:

    http://www.youtube.com/watch?v=J9ZriGzbHlg

    Russia: Flying Spaghetti Monster Church followers scuffle with Orthodox vigilantes

    • MOI says:

      Police dispersed an unsanctioned march organised by followers of the Church of the Flying Spaghetti Monster on Saturday in Moscow. Around two dozen participants wearing costumes and colander hats marched through the streets in an event called a sacred pasta procession dedicated to the birthday of Hollywood actor Robert De Niro and his character in the movie ‘Once Upon A Time in America’ named Noodle.

      Officers were faced with clashes between Pastafarians and religious counter demonstrators. One of the protesters sprayed ketchup on a march participant, who was also shoved to the ground.

      Pastafarianism, or the Church of the Flying Spaghetti Monster, was founded in the US state of Kansas in 2005 as a protest against teaching religious creationism in schools. Adherents believe in a supernatural Creator who looks like a giant serving of spaghetti and meatballs. The main dogma is the denial of all dogmas. Recently, a group of 103 Pastafarians in the city of Chelyabinsk filed an official application with the city administration to be registered as a religious group.

      [cit.]

      • Thyrrenus says:

        Freedom for Noodle! Ebbene anch’io lo confesso sono un adepto della chiesa de’ Pici all’aglione! W i Picians!
        Certo anche noi abbiamo i nostri problemi dopo lo scisma tra professi del parmigiano e professi del pecorino romano ci si tonfa a suon di matterellate finché non ci raccolgono con il cucchiaio (onta estrema per un Piciano che al massimo accetterà la ‘manciata’ alla Principe de Curtis ma mai l’accoppiata forchetta cucchiaio!! 🙂
        Solidarietà ai Pastafariani che si sono visti bestemmiare il sacro cibo col ketchup!

  21. MOI says:

    Nanni Moretti …

    https://www.youtube.com/watch?v=zOVg4qwrugU

    … perché Vs D’Alema sì e Vs Renzi no ?!

  22. Moi says:

    E anche a ‘sto giro “Festa del Lavoro” anziché “Festa dei Lavoratori” … il bello è che qua c’è gente capace di scrivere un trattato sul “salto di qualità” storiografico da “Re di Francia” a “Re dei Francesi” ma NON coglie nella propria epoca il distinguo di cui sopra.

    Va be’ … in fondo il mondo è bello perché è “strambo” ! 😉

    • Mauricius Tarvisii says:

      La festa si chiama in entrambi i modi. “Festa dei Lavoratori” è più corretto, mentre “Festa del Lavoro” è più un anglicismo (Labour Day) e più breve.

      • MOI says:

        “Festa del Lavoro” è più un anglicismo (Labour Day) e più breve

        [cit.]

        —————-

        Appunto … gran landra di zolfo ! 😉

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il movimento operaio in Inghilterra e Stati Uniti è stato meno operaio? 😀

        • MOI says:

          E’ stato senz’altro più del Moloch “Work” che delle persone “workers” … ma è una sensibilità resa totalmente aliena dalla “Piallation” 😉 adoprata dal Globish !

      • Roberto says:

        Comunque il nome ufficiale è international workers’ day

  23. Moi says:

    Probabilmente Matt Renzie “staltranno” 🙂 riformerà il 25 Aprile e il I Maggio in “Liberation Day” e “Work Day” … da festeggiare con dei selfie su Twitter.

    E Civati rivaluterà bla-bla se è il caso bla-bla che forse magari può essere bla-bla … di sicuro Civati NON merita tutti ‘sti “bla” !

  24. MOI says:

    Va be’ … è solo che trovo buffo dover discettare di “Lavoro” Vs “Lavoratori” con gente capace di scrivere trattati sulla differenza di “Francia” Vs “Francesi” nell’ Orleanismo.
    Tutto qui.

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