Divorare il mondo, facendo presto…

Prendetevi quindici minuti o quasi, tanto dura questo filmato.

Non importa se non conoscete le Alpi Apuane, perché in queste immagini, c’è l’intera storia del mondo moderno.

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235 Responses to Divorare il mondo, facendo presto…

  1. rossana says:

    Non avevo mai visto questi lavori sulle cave di marmo.
    E l’effetto è piuttosto ambiguo: guardo i blocchi e penso che senza non esisterebbero molte delle opere che oggi ammiriamo.
    Guardo i camion, gli uomini con la polvere che immagino gli entri dal naso e dalle orecchie, oppure i martelli pneumatici che rompono i blocchi…e mi mette il tutto una sorta di senso di angoscia.
    Credo per l’ambiguità in me delle due opposte tensioni: quella che mi fa vedere in ogni blocco di marmo le sculture che conosco; e quella opposta, del dolore che mi provoca ogni distruzione dell’ambiente.
    Non saprei dire se vorrei fermare tutto.
    Poi penso che già molto si è già fermato, per via della modernità che oggi non ama più il marmo nemmeno per pavimentarci il bagno.
    E allora?
    Si va avanti, si torna indietro, ci si limita a un po’, quel poco necessario a migliorare la vita di alcuni e per gli altri linoleum e mattonelle di plastica pressata?
    Non so decidermi…

    • MOI says:

      Poi penso che già molto si è già fermato, per via della modernità che oggi non ama più il marmo nemmeno per pavimentarci il bagno.

      [cit.]

      ——————–

      Già, meno male … inoltre c’è anche il finto (!) marmo.

      La Montagna è bella, e vederla piallarsi _ emotivamente _ dispiace ma … in linea di principio, è poi così diverso dal trivellare il petrolio, estrarre oro o altri minerali ? Pur sempre di sfruttare, a tonnellate e in pochi minuti, risorse che la Terra ha accumulato in milioni di anni si tratta … no ?

      • rossana says:

        Sono d’accordo.
        Ma continuo a immaginare come sarebbe la mia (la nostra) vita senza il legno dei mobili ma anche quello da ardere nelle stufe di un paio di generazioni fa. O senza il marmo scolpito da Donatello o da Canova o magari senza la ghiaia che è servita a costruire le case, il bitume per gli asfalti, etc…
        E’ necessario trovare un nuovo equilibrio o invece bisogna scegliere sempre il tutto o niente?

  2. Francesco says:

    credo di averlo visto come documentario su “come si fa” il marmo

    il che è divertente e rafforza l’ambiguità rilevata da Rossana

    del resto, tu ben sai come e da chi è stato costruito l’Oltrarno che ora difendete

    ciao

  3. Per Rossana

    “Non avevo mai visto questi lavori sulle cave di marmo.”

    Noi qui in Toscana viviamo ogni giorno cento abbattimenti del “Buddha di Bamyan”, il famoso attentato che i Taliban fecero a una montagna anni fa.

    E’ in questi momenti che si coglie quanto le cose siano culturali.

    Perché dobbiamo scandalizzarci se qualcuno distrugge qualcosa che un altro essere umano ha inciso in una montagna, mentre troviamo perfettamente accettabile ciò che gli uomini fanno direttamente alla montagna?

    Ci scandalizzeremo un giorno perchè qualcuno danneggia le cave che i marmaioli hanno fatto nelle montagne?

    E se un marmaiolo avesse inciso un gigantesco busto di Mussolini nelle Alpi Apuane, la sua distruzione cosa avrebbe suscitato in noi?

    • Z. says:

      Miguel,

      è vero che ho un amico che ama fare sketch in veneto dicendo cose tipo “ma lo sai quanta gente è morta per fare queste montagne [prosieguo irriferibile]?”.

      Però tra la trasformazione dell’ambiente a scopi utilitaristici e la deliberata distruzione per sfregio di opere d’arte, magari di valore storico, mi sembra che passi parecchia differenza.

      Il tuo esempio mostra che non è necessariamente una differenza in senso deteriore: ad esempio, appunto, dopo la caduta di una dittatura è costume distruggerne simboli e statue. Spesso non sono solo piccoli gruppetti di fanatici a farlo, e questi atti riscuotono simpatia anche all’estero.

    • Francesco says:

      Miguel

      se non facessimo delle cose alle montagne, non potremmo vivere

      e pure se non facessimo delle cose a quanto hanno fatto quelli vissuti prima di noi

      ciao

    • rossana says:

      L’uomo e la terra su cui vive sono da sempre in una relazione dare/avere. E in molti casi è la terra ad avere la meglio (vedi alla voce terremoti o inondazioni, etc).
      Tempo fa ho letto il “diario” scritto da Werner Herzog durante la lavorazione del Fitzcarraldo nella foresta peruviana. Credo mi abbia aperto gli occhi su ciò che è la natura incontaminata e la mia idealizzazione di questa. Lui scrive che lì, in quella foresta che fece diventare tutti un po’ matti, dio non aveva terminato il lavoro, per questo era un luogo dove vivere era impossibile.
      Il tutto non per dire che la devastazione ambientale mi lascia indifferente, tutt’altro. La devastazione mi provoca dolore quasi come succedesse a me ciò che succede al creato.
      E tuttavia, non so pensare alla mia vita senza quell’opera di costante lavoro dell’uomo che modella l’ambiente ricavandone migliorie per sé.
      In questo sta la sensazione di angoscia: non so decidere il o tutto da una parte o tutto dall’altra.
      Avendo una ditta di ruspe butterei giù una buona metà delle attuali nuove costruzioni e avendo una cava di marmo venderei a prezzo dell’oro ogni blocco, così che l’uso fosse destinato solo a opere d’arte o a restauri.
      Però, se tutti in passato l’avessero pensata così, vivrei in una capanna di paglia, sentendomi una bestia per aver tagliato qualche tronco di sostegno per il tetto.
      Capisci che non se ne esce?

    • PinoMamet says:

      “Tempo fa ho letto il “diario” scritto da Werner Herzog durante la lavorazione del Fitzcarraldo nella foresta peruviana. Credo mi abbia aperto gli occhi su ciò che è la natura incontaminata e la mia idealizzazione di questa. Lui scrive che lì, in quella foresta che fece diventare tutti un po’ matti, dio non aveva terminato il lavoro, per questo era un luogo dove vivere era impossibile”

      Non l’ho letto, ma ho visto un documentario sul rapporto tra Herzog e Kinski, dove en passant si affrontava l’argomento (Kinski essendo, da attore mezzo matto per quanto geniale, convinto di essere in particolare “unione con la natura”, mentre Herzog, che la natura l’aveva frequentata forse molto di più, ne aveva una visione molto meno idealizzata).

      Interessante, comunque!!

  4. Per Rossana

    Le questioni che tu poni sono in sé interessanti, ma direi non molto pertinenti. Oltre il 50% del marmo di Carrara viene esportato per allietare i nuovi ricchi in Cina, Russia e Dubai.

    Prima veniva esportato lavorato, poi i carraresi hanno pensato di fare i soldi insegnando ai cinesi come lavorarselo da soli, il risultato è che oggi viene esportato in massima parte in blocchi grezzi: ad esempio, nel 2009, sono stati esportati in Cina 200.000 tonnellate di blocchi grezzi e 10.000 tonnellate di blocchi lavorati; e viene usato soprattutto per pavimenti e rivestimenti interni.

    In questo senso, il marmo è semplicemente status symbol per detentori di capitali fluidi.

    • Francesco says:

      Miguel

      ma questi sono dettagli irrilevanti!

      il problema serio è quello che pone Rossana, di quale sia il giusto rapporto tra Uomo e Natura

      guardare il dito dei rapporti di classe o come vuoi chiamarli non ha nessun senso in questo caso

      ciao

  5. per Rossana

    “L’uomo e la terra su cui vive sono da sempre in una relazione dare/avere. “

    Quando gli spagnoli andavano alla ricerca dell’oro nelle Americhe, non erano interessati a lavorarlo e nemmeno a indossarlo. Non avevano intenzione di farsene oggetti di bellezza oppure rituali.

    Serviva solo a due scopi: ostentarlo e venderlo. E ne volevano in quantità illimitate e subito.

    Poi non concordo con l’espressione “l’uomo”.

    Poniamo una sequenza di questo tipo, e ditemi chi è “l’uomo”.

    Imprenditore tessile di Prato (tangentaro, bancarottiere fraudolento e altro, ne so qualcosa) scopre che se produce in Cina, gli costa molto meno che produrre a Prato.

    Tutto felice, licenzia lavoratori italiani e aumenta i profitti.

    Operai cinesi imparano il suo mestiere, scoprono i suoi contatti e si trasferiscono a Prato, dove facendo lavorare anche i bambini, fanno fallire l’imprenditore tessile di Prato, che comincia a inveire contro gli stranieri.

    Grande importatore cinese di stoffe di Prato si costruisce villa con Autentico Marmo Italiano per far vedere a tutto il mondo quanto è potente e str…

    Tecnico di Carrara vende a tecnico cinese tutti i segreti del mestiere.

    Così tecnico cinese fa da sé e importa solo blocchi grezzi di marmo.

    • rossana says:

      Potrei mettertela sull’Origine Interdipendente di tutte le cose e sulle Quattro Nobili Verità del Buddhismo, ma te la farò semplice.
      O decidiamo tutti di darci un taglio netto con la globalizzazione e quindi con il traffico di merci, senza farne una questione di valori, ché altrimenti ci torna in ballo cosa ha valore per chi e mi tocca ricordare che se gli spagnoli si sono rubati l’oro degli Inca, gli archeologi di mezzo mondo si sono rubati tutto il rubabile della storia di chiunque. Quindi, partiamo dal marmo e dalla Toscana: ammazziamo il primo che ha scoperto che faceva più soldi licenziando gli operai delle cave e vendendosi il marmo in Cina, o ammazziamo l’ultimo cinese che si è comprato la fabbrica di tessuti di Prato mandando a ramengo sia il business pratese che i lavoratori pratesi (mi risulta che oggi ci siano aziende cinesi di Prato che offrono lavoro a pratesi doc, e dimmi te se il mondo non gira e non è tondo)?
      O invece, come chiede nel suo commento Roberto, scavare il marmo andava bene finché veniva usato per pavimentare i nostri bagni ma non va bene se lo comprano i nuovi nababbi cinesi per pavimentare i loro?
      Ciò che intendo è che siamo sempre noi a decidere cosa vogliamo fare su questa terra. E alcuni hanno una visione molto opportunistica con le risorse terrestri, che sono di tutti. Ma se chi amministra uno stato cede quel bene di tutti a usufrutto o in proprietà a privati, che mica se lo comprano per metterglisi davanti in adorazione ma per farci soldi, non ce la possiamo prendere né con il nababbo cinese che vuole il bagno pavimentato con marmo italiano né con il toscano avido che glielo vende.
      Per capire l’Origine Condizionata e Interdipendente delle cose, è necessario risalire fino alla fonte prima da cui sgorgano tutte le malefatte umane. E da lì, arrivati al punto da dove inizia la catena delle responsabilità interdipendenti, decidere cosa vogliamo fare: o è sì o è no. O consentiamo la svendita e il commercio a scopo di lucro delle montagne o non la consentiamo.
      Oppure, possiamo ragionarci sopra e vedere se riusciamo a trovare un punto di equilibrio fra le due opposte decisioni.
      Altro non vedo.
      Il tutto confermandoti la mia nota angoscia per lo stato di depredazione e sottomissione da parte del capitale di terra e …umani. Vanno insieme, ciò che succede (o lasciamo succedere lì, succede prima o poi a noi). Non c’è separazione fra uomo e natura, nemmeno un pertugetto piccolo piccolo: distruggi quella e distruggi te stesso. Prima o poi.

      • PinoMamet says:

        “O decidiamo tutti di darci un taglio netto con la globalizzazione e quindi con il traffico di merci…”

        onestamente, io voto per il no.

        Mi farebbe piacere, molto più modestamente, che il traffico di merci e lo sfruttamento delle materie venissero regolamentati in modo intelligente.

        • rossana says:

          Anche a me.
          Ma la regolamentazione non può che essere una personale auto-regolamentazione.
          Non so dimenticare che i mercati, tutti, esistono in quanto esistono compratori di merci.
          Il punto quindi è: come riusciamo a metterci d’accordo con ogni altro abitante del pianeta che una volta raggiunto lo standard minimo cui hanno diritto tutti, ci auto-regoliamo tutti con l’acquisto del non indispensabile?

        • rossana says:

          * per “non indispensabile intendo ciò che crea inutile danno all’ambiente terra, cioè a noi

        • Z. says:

          rossana,

          — Non so dimenticare che i mercati, tutti, esistono in quanto esistono compratori di merci. —

          Beh, non tutti. Alcuni – sempre di più, pare – esistono in quanto esistono compratori di servizi 🙂

        • Peucezio says:

          Pino,
          ma quale cavolo è il vantaggio di mangiare in Italia le noci americane e i mandarini spagnoli anziché le une e gli altri italiani?
          Se mi parli della globalizzazione nel senso di importare ciò che non abbiamo (per es. gli idrocarburi o la componentistica informatica) è un altro conto: quella è un tipo di globalizzazione che, in misura diversa, c’è da secoli, anzi, direi da millenni.

        • PinoMamet says:

          Ma infatti chi ha detto che globalizzazione voglia dire mangiare le noci americane?

          Come dicevo, io sono per una gestione intelligente delle risorse; in Belgio gli ananas non crescono (dico per dire) in Gabon ce n’è un sovvrappiù, bene, si commercia;
          il marmo di Carrara va protetto per evitare uno scempio paesaggistico, bene, se ne regolamenta l’estrazione o la si impedisce del tutto, e il cinese si farà il cesso in maiolica…

        • Roberto says:

          “ma quale cavolo è il vantaggio di mangiare in Italia le noci americane e i mandarini spagnoli anziché le une e gli altri italiani?”

          Se le noci americane costano un euro al chilo e quelle italiane due euro al chilo, il vantaggio è un euro al chilo.

        • Francesco says:

          se io voglio le noci americane, che c’entra il resto del mondo? con che diritto si mette in mezzo?

          ho già una moglie e una madre e due sorelle, voialtri sette miliardi statevene buoni!

        • ho già una moglie e una madre e due sorelle, voialtri sette miliardi statevene buoni!
          Mi ti porto nel cuore! 🙂

        • Peucezio says:

          Roberto,
          giro la domanda allora: dove sta il vantaggio nel fatto che un prodotto locale costi meno di uno che devi importare?

        • PinoMamet says:

          In effetti, posta così, mi associo alla domanda!

          Poi Francesco dice: ok, ma io voglio mangiare noci americane.
          Padronissimo.

          Non so esattamente perché , ma facciamo conto che siano di una qualità particolare, con un gusto unico.
          Tipo il caffè cagato dalle scimmie, ne avrete sentito parlare. Beh, mi aspetto che, se non altro per il viaggio, abbiano un costo maggiore , e non minore, delle noci più facilmente accessibili…

        • roberto says:

          “dove sta il vantaggio nel fatto che un prodotto locale costi meno di uno che devi importare?”

          temo di essermi perso.
          quello che dico è che il vantaggio, per me che compro noci e mandarini, sta nel fatto di comprare la cosa che costa di meno, sia essa locale o importata.

          poi certo ci possono essere mille altri parametri da prendere in conto e faccio un esempio: gli asparagi

          il granducato è al confine con una zona (alsazia e germania, a cavallo del reno) dove si producono ottimi asparagi bianchi dei quali sono particolarmente ghiotto.
          questi asparagi hanno però due problemi: costano una follia e sono disponibili solo un paio di mesi all’anno (metà marzo metà maggio).
          nei supermercati locali trovo asparagi cileni (chissà perché proprio dal cile…) che hanno due vantaggi: costano più o meno la metà e sono disponibili tutto l’anno. come svantaggio sono incredibilemente meno buoni (non per la varietà, è che hanno viaggiato x giorni chiusi in un container e non sono freschi. mangiati a valparaiso saranno sicuramente buonissimi)

          ora rifacciamo la domanda: che vantaggio c’è a comprare asparagi cileni?
          se la domanda me la fai a settembre, il vantaggio e che li trovi.
          se la domanda me la fai ad aprile, il vantaggio è che costano la metà.

          personalmente, siccome uno dei pochissimi vizi che ho è quello di voler mangiare bene, ho sempre schifato gli asparagi cileni e sono disposto a spendere il PIL della grecia per mangiarmi degli asparagi come dio comanda. però capisco perfettamente che ragiono così solo perché me lo posso permettere e non è così per tutti. ergo, gli asparagi cileni sono pure democratici.

          poi altra domanda.
          perché gli asparagi cileni costano così poco?
          boh, questa la giriamo a francesco, ma direi
          1. la mandodopera cilena costa infinitamente di meno
          2. vendono tutto l’anno
          3. ne vendono una quantità incommensurabilmente superiore alla produzione semi artigianale alsaziana e tedesca

          se fai la domanda “che vantaggio c’è” ad un contadino cileno e ad uno tedesco, avrai delle risposte sensibilmente diverse….

        • roberto says:

          “se non altro per il viaggio, abbiano un costo maggiore , e non minore, delle noci più facilmente accessibili…”

          beh come dicevo lascio il campo a francesco, ma sul prezzo ci sono un sacco di fattori che incidono, non solo il costo del trasporto.

          se io ho 10 alberi di noci stitici ed un operaio che mi costa 2000 euro al mese (lui ovviamente ne guadagna 200…) e john ha in california 10000000 alberi che producono 10 volte tanto e due operai che lavorano 25 ore al giorno e gli costano 400 euro al mese, alla fine, anche mettendo il costo del trasporto, il prezzo al quale john offre le sue noci rischia di essere inferiore al mio

        • roberto says:

          sempre per peucezio e pino sulle noci californiane,
          non dimenticate le sovvenzioni all’esportazione (cioè io governo usa ti pago un x% del prezzo delle noci che esporti)

        • Francesco says:

          x Peucezio

          il vantaggio sta nel fatto che io possa scegliere cosa comprare, se l’olio di Sicilia o quello di Tunisia, senza che lo Stato si metta in mezzo nè con divieti nè con dazi nè con sussidi.

          è un volgare vantaggio economico.

          ciao

        • Peucezio says:

          “sempre per peucezio e pino sulle noci californiane,
          non dimenticate le sovvenzioni all’esportazione (cioè io governo usa ti pago un x% del prezzo delle noci che esporti)”

          Quindi è un vantaggio artificiale, legato al fatto che gli americani difendono e, se possono, impongono le loro produzioni, noi no.
          Cioè è un fatto politico.
          Che vantaggio traggano gli americani a difendere la loro produzione è ovvio.
          Meno chiaro è quale vantaggio traiamo noi dal NON difendere la nostra. Quindi la domanda resta.

          Sugli asparagi, certo, è un nostro vantaggio costruito sulla semischiavitù dei contadini cileni. Vabbè, uno cinicamente può dire: ma resta il nostro vantaggio di consumatori.
          Ma il problema è che alla Esselunga non è che si trovano le noci italiane ma costano di più. E’ che NON si trovano.
          Che vantaggio c’è in questo per il produttore italiano e per il consumatore italiano?
          Sicuramente nessun vantaggio per il produttore e nessuno per il consumatore, perché quello che si accontenta e vuole risparmiare trova indifferente che ci siano più costose noci italiane, basta che abbia quelle più economiche straniere, mentre quello esigente ci perde perché non le trova.

        • Francesco says:

          x Peucezio

          1) gli unici avvantaggiati sono i produttori americani di noci. l’economia del paese e i contribuenti sono danneggiati e parecchio

          2) se le noci italiane sono più buone, le trovi, magari non al supermercato ma al negozietto. e se ci sono a Milano, ci sono dappertutto

          se invece le noci italiane sono solo più care, non mi stupisco che non ci siano più

          ciao

        • Roberto says:

          Si peucezio, è una questione politica.
          Tu saresti contento se una parte delle tue tasse andasse direttamente nelle tasche dei produttori di noci?

        • Peucezio says:

          Certo che sarei contento, perché dovere dello stato è difendere l’economia nazionale, non affossarla.
          Visto, oltretutto, che gli altri lo fanno.
          Invece le tasse le pago per foraggiare Bruxelles, la nostra marina che va a raccattare gli immigrati in giro per il mondo e portarceli in massa a casa, il nostro esercito e servizi segreti asserviti agli americani, il nostro sistema scolastico e universitario che propaganda il multiculturalismo e fa le lezioni in inglese… praticamente non c’è nulla nelle tasse che pago che non serva a cancellare l’italianità, gli interessi economici e geopolitici italiani, la cultura italiana.
          Cioè praticamente noi paghiamo i nostri boia.

        • Z. says:

          Oddio, nella mia ignoranza credevo che lo stato sussidiasse l’agricoltura. Mi sbagliavo?

          Comunque solo un appunto sul multiculturalismo: non è che qualcuno lo propagandi, più di quanto si propagandi la pioggia o l’autunno. Il multiculturalismo è realtà di oggi, e lo è da tempo, e a meno che non si vogliano deportare, rinchiudere o sterminare qualche gazillione di persone in Italia, beh, c’è e ci resterà.

        • PinoMamet says:

          Mmm

          il multiculturalismo è la realtà di oggi, direi; indipendentemente dal fatto che, in effetti, qualcuno lo propaganda.

        • roberto says:

          “credevo che lo stato sussidiasse l’agricoltura.”

          più che lo stato è la PAC

          credo che pochi agricoltori vorrebbero veramente fare a meno dell’UE…per l’italia tra aiuti diretti e cazzi vari siamo a circa 7 miliardi all’anno fra il 2014 ed il 2020

        • Francesco says:

          cosa è l’economia nazionale? quale è lo scopo dell’economia nazionale?

          beh, io aderisco alla tesi per cui lo scopo dell’economia nazionale è fornire beni ai cittadini italiani alle migliori condizioni economiche possibili e NON sovvenzionare i produttori italiani a spese degli altri cittadini

          questo approccio è debole in caso di guerra ma … non sono un fan delle guerre, in generale

          ciao

        • roberto says:

          “beh, io aderisco alla tesi per cui lo scopo dell’economia nazionale è fornire beni ai cittadini italiani alle migliori condizioni economiche possibili e NON sovvenzionare i produttori italiani a spese degli altri cittadini”

          secondo applauso della giornata!

        • Francesco says:

          ehm, roberto, non è una tesi così pacifica

          le nazioni che contano nella storia del mondo hanno sempre seguito una strada diversa, integrando l’economia nella loro politica di potenza e convinti di dover avere all’interno la capacità di costruire i cannoni per le guerre e di nutrire i soldati

          io preferisco che la storia del mondo prenda un’altra direzione ma so di avere troppi limiti per proporre qualcosa di veramente utile

          c’è chi è capace e chi no, io temo proprio di no

        • roberto says:

          so che non è pacifico, ma tu giustamente ricordi “le nazioni che contano”…beh non fa al caso dell’italia (ed immagino che quando dici “che contano” non pensi alla storia, all’arte e alla musica, ma a nazioni che possono concretamente seguire un’altra politica)

        • Z. says:

          Pino,

          — il multiculturalismo è la realtà di oggi, direi; indipendentemente dal fatto che, in effetti, qualcuno lo propaganda. —

          Intendo dire, il multiculturalismo può piacere o meno – e infatti ad alcuni piace e ad altri no – ma di fatto c’è e c’è ormai da tempo. Non è qualcosa che qualcuno può realizzare e qualcun altro può impedire: è qualcosa che, semplicemente, è già realtà 🙂

  6. roberto says:

    una domanda sicuramente scema.

    per la montagna, e sottolineo *per la montagna*, che gli cambia se con il marmo, strappatole con brutalità e violenza, ci faccio il david o il cesso di un multimiliaradio cinese?

    ho talvolta l’impressione che ci sia una tendenza generale nel dividere il mondo esclusivamente in base ai nostri gusti arbitrari.
    statua = bello = se po’ fà
    cesso (altrui) = brutto = non se po’ fà
    è umano ma un po’ deludente.

    • Peucezio says:

      Al di là che fare un danno per fare una cosa bellissima è molto più giustificabile che farlo per fare una cosa brutta e utile a uno solo.

      Ma al di là di queste valutazioni estetiche c’è una banale considerazione:
      di David di Michelangelo ce n’è uno, di opere di grandi artisti ce ne sono poche, mentre di cessi se ne fanno un fottio (anche quando si tratta di cessi di lusso: gli straricchi sono comunque molti di più dei grandi geni della storia).

      Ma se a un certo punto qualunque scalpellino improvvisato si mettesse in testa di fare l’artista (morto di fame e corto di vista) e ciò comportasse che si devono tirar fuori tonnellate di marmo dalle Alpi Apuane per soddisfare un mercato di massa di scultori da strapazzo, lo riterrei altrettanto se non più pericoloso dei cessi da miliardario.

    • Peucezio says:

      Per inciso, per la montagna non cambia nulla in ogni caso, ma a me interessa cosa cambia per l’uomo.
      Sono gli uomini che devono decidere queste cose, non le montagne.
      E se la montagna serve o è bella e l’uomo la distrugge è fesso, perché fa danno a sé stesso.

  7. Z. says:

    Uhm…

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2015/03/03/news/google_siti_bufale-108677706/?ref=HRLV-8

    …sorvolando il fatto che “contraddittorio” e “controverso” sono due cose diverse – ma a Tom’s Hardware si perdona questo e altro – la notizia mi lascia molto perplesso. Se molte persone credono che l’agopuntura e l’omeopatia siano medicina vera e propria ciò le rende medicina vera e propria? Se molte persone ritengono che tutti i Paesi a maggioranza islamica sono Stati islamisti allora gli Stati europei a maggioranza islamica cessano ipso facto di esistere?

    • Oddio, ci risiamo con le ca…te!

      Aprii il mio sito (luglio 2011) per vari motivi, tra i quali un buon livello di monetizzazione, come potevo vedere da un amico che aveva uno suo e di cui mi mostrò le statistiche.
      Neanche pochi mesi dopo google cambiò il codice del suo motore di ricerca, strombazzando che avrebbe messo fine ai siti finti e aventi l’abitudine di copia-incollare i contenuti da altri siti, così da monetizzare a costo prossimo allo zero.
      Ottimo, bellissimo… se si fosse avverato. Per farvela breve: servizi web conosciutissimi, con almeno 10000 (diecimila) visite quotidiane, furono spazzati via; al contrario sopravvissero robe che trattavano temi sentiti come “Vampires in 2012”, mentre le statistiche dei siti mio e del mio amico cominciarono a mostrare un livellamento verso il basso ed una normalizzazione ad un numero fisso di visitatori a settimana: quanto meno sospetto per qualcosa che atterrebbe più che altro all’aleatorietà.

      Non vi dico le discussioni a parolacce che seguirono nell’immediato sul forum di google (quando ancora era contattabile direttamente); una di queste era piena di insulti, aveva raggiunto le 4 pagine in meno di 10 minuti.
      All’ennesimo rinfresco della pagina la discussione risultava cancellata. Immagino che il dietrofront fosse un’ipotesi da scartare.

      Ora leggo sta roba: se non vi offendete sto attivando procedure di rito che solo i maschi hanno la possibilità di eseguire con maestria.

      Diciamo pure che la notizia potrebbe fare il paio con quanto letto qui:
      http://uriel-fanelli.github.io/post/popopo-porno/
      da cui si possono evincere taaaaaante belle cose.

    • MOI says:

      @ Z

      Fortunatamente, in English “controversial” e “contradictory” rispecchiano “controverso” e “contradittorio” … l’ Italiano contemporaneo, difatti, fa sempre più lezzo perché sempre più parole un tempo “false friends” s’ impongono sui significati (fino ad almeno 20 anni fa) primari in Italiano. Gli esempi spero non siano necessari … almeno su ‘sti dotti lidi.

      Agopuntura ? Omeopatia ? Aggiungiamoci pure l’ Astrologia. I “Facta” della Scienza dicono di NO … ma Giancarlo Pajetta (“istruzione obbligatoria vs ignoranza facoltativa”) su questi aspetti è molto più attuale oggi che negli Anni Cinquanta ! Ti dirò che, delle tre suddette, mi dà più fastidio l’ Astrologia; soprattutto perché _spiace dirlo_ troppe le donne (mai capito perché, però …) ne fanno un Fideismo Assoluto. Ora che anche Margherita Hack “ha visto l’ Ottava Stella dell’ Orsa Maggiore” [cit.] , restano Lisa Paniscus e troppo poche altre …

      Sui Paesi prevalentemente “Islamici“ bisogna vedere caso per caso, in Europa ritengo meno estraneo Khaled Fouad Allam o Tahar Ben Jelloun di Umar Andrea Lazzaro o Barbara Aisha Farina … nonostante le origini etniche, sono i secondi a vedere sprezzantemente quali Seminatori di Fitna ,“venduti, asserviti, proni, da giardino, zii tom, ecc …” i primi: come Malcolm X vedeva Martin Luther King !

      • Z. says:

        Moi, capisco il tuo fastidio da razionalista. Però invece l’astrologia è quella che mi dà meno fastidio perché nessuno pensa seriamente che l’astrologia sia una scienza. Sì, conosco anch’io molte donne che ci credono – o forse a cui piace crederci, non so. Ma nessuna di loro va a curarsi dall’astrologo.

        Invece ho conosciuto gente che va dall’agopuntore o dall’omeopata, e che magari ci porta pure i figli, convinto che quella roba sia medicina.

        Z.

        PS: gli esempi falli, perché no? gli altri saranno dotti ma io sono ignorante, lo sai! Comunque ricordo un bell’avviso “CAUZIONE – PAVIMENTO BAGNATO” 😀

  8. habsburgicus says:

    penso che il paragone regga…
    http://blog.ilgiornale.it/foa/2015/03/04/tosi-come-fini-per-spezzare-le-ali-a-salvini/
    è certo che il corso “identitario” di Salvini a qualcuno non piace..e hanno già preso i loro provvedimenti 😀
    il motivo della svolta “liberal” in effetti pare incomprensibile..però però
    tutto potrebbe spiegarsi quasi automaticamente :D..basterebbe ipotizzare che il mayor della città dei Montecchi e Capuletti sia stato “iniziato”..o già prima del 2007 (e dunque sarebbe stato in sonno finché qualcuno non gli ordinò di “svegliarsi” :D) oppure dopo (in cambio di promesse, potere ecc ecc)
    così forse fu con l’ex-delfino di quello che il PCI chiamava “il fucilatore”…pur essendo, dicono gli stessi suoi ex-“camerati”, un uomo non proprio eccelso :D, verosimilmente era “fedele” all’inizio :D..poi si rese conto che OCCORREVA fare qualcosa per salire in alto e per accreditarsi presso chi comanda veramente 😀 e lo fece 😀 anzi strafece (in modo poco astuto :D)., e si rovinò politicamente 😀
    sono solo discorsi, ci mancherebbe..non affermo nulla !
    del resto se non la l’esimio giornalista di “Cuore del Mondo” che ha accesso a molte informazioni riservate, dovremmo farlo noi ? 😀

    • Francesco says:

      beh, Tosi rappresenta una svolta “civile e moderata” della Lega, che guarda più al fare concreto che agli slogan. al netto di uno svolta “liberal” che aborrisco ma comprendo – e che non voterei mai

      Salvini rappresenta una svolta razzista anti-stranieri e anti-europea della Lega (che era razzista anti-meridionali e filo-europea alla nascita)

      tra i due c’è alternativa politica

      • Z. says:

        Verissimo, era molto filo-europea. Lodavano l’Austria (contemporanea e se ben ricordo pure asburgica), solidarizzavano con le rivendicazioni degli altoatesini (lo ricordo perché avevo un amico filoleghista a cui questo dava fastidio) e così via.

        Serra diceva, scherzando, che Miglio voleva portare la Lombardia in Europa saltando l’Italia. Ma non era neppure troppo uno scherzo, a ben vedere.

        E pur nell’estrema rozzezza del loro discorso politico, bisogna riconoscere che hanno contribuito ad una presa d’atto: la necessità di governare la cessione di sovranità dello stato nazionale verso l’alto da un lato e verso il basso dall’altro.

        Adesso invece sembra quasi un ricettacolo del peggio distillato di tutti i movimenti antisistema che abbiamo avuto in Italia da quindici anni ad oggi. Con un bel po’ di nazionalismo di ritorno aggiunto di recente.

  9. Per Habs

    “è certo che il corso “identitario” di Salvini a qualcuno non piace..e hanno già preso i loro provvedimenti “

    sono andato a dare un’occhiata al programma di Salvini:

    1) fuori dall’Euro. Argomento su cui dichiaro la mia totale ignoranza. Certamente, non credo che uscire dall’euro (o restarci, o passare al dollaro o alla kuna) sia “la soluzione” a una crisi di tutt’altro tipo.

    2) “Abbattere l’eurosauro”. Anche qui, posso concordare a pelle con la diffidenza verso una struttura che va avanti per fatti suoi, producendo infiniti regolamenti che sfuggono ormai a ogni controllo popolare. Poi non so se l’Italia da sola farebbe regolamenti migliori…

    3) “ritrovare l’identità”, cioè… contrastare l’immigrazione. E già questo mi sembra un gioco delle tre carte, in quanto “ritrovare l’identità” può essere solo un lavoro in positivo che ha ben poco a che vedere con l’immigrazione.

    4) “L’Europa che non compete nel mondo e abbandona le sue imprese”, per cui tocca “liberarsi dal pacchetto europeo su clima e energia”, immagino che significhi “liberalizzare” le regole ecologiche; e frenare il dumping sociale dei paesi dell’est europeo; introduzione di norme sociali per i paesi concorrenti, che non è certo una pessima idea. E’ interessante come questa parte sia vista totalmente dalla parte delle piccole e medie imprese, non dalla parte di chi ci lavora.

    5) “Credere nel nostro saper fare, investire in ciò che ci distingue”. Qui una polemica con le norme europee sull’agricoltura, che non ho tempo di approfondire; “l’origine in etichetta”, che condivido; più infrastrutture, che mi puzza di tavismo; revisione delle direttive europee sul territorio – potrei essere anche favorevole, ma sospetto che nascondano intenti cementificatori.

    Insomma, mi sembra che rappresenti in modo abbastanza preciso i piccoli imprenditori italiani che non hanno ancora avuto il coraggio di riaprire la loro ditta in Romania.

    • Francesco says:

      mica tanto

      lui parla alla pancia razzista di una larga parte del paese ma le belinate anti-euro sono criminali e sarebbero plutonio nei polmoni delle imprese, se messe in atto

      di fatto resterebbe l’odio contro gli immigrati e nient’altro

      forse un pò di “quote latte”, cioè di pasticci con i soldi pubblici della UE

      • habsburgicus says:

        perché ti piace tanto l’euro, Francesco ?
        eppure la tua patria :D, il Regno Unito sotto S.M Elisabetta II, per grazia di Dio Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e dei suoi altri Reami e territori, Capo del Commonwealth, Difensore della Fede, non ha aderito…mica fessi, quelli 😀

        • Peucezio says:

          Già.
          Aggiungo che neanche gli Stati Uniti hanno l’euro.
          Se l’euro e l’Unione Europea fossero il compimento supremo delle magnifiche sorti e progressive, il modello massimo cui l’umanità deve tendere, il destino ultimo della civiltà, il dato geografico sarebbe una mera contingenza del tutto irrilevante e ogni homo sapiens (e insipiens) abitante sull’Orbe terraqueo dovrebbe aspirare, se non a essere europeo, a essere civis dell’Unione Europea, somma realizzazione della specie.
          Invece alla maggior parte degli uomini del mondo, americani, asiatici, russi, ecc. non frega un cazzo dell’Europa e dell’Unione Europea, che, guardacaso, mentre loro crescono e gli Americani restano in sella, è la parte più decadente del mondo, quella in caduta verticale.
          E in pratica, per non assecondare Salvini, dovremmo stare abbarbicati a un cadavere putrescente in avanzato stato di decomposizione.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Aggiungo che neanche gli Stati Uniti hanno l’euro.

          Infatti ne hanno l’equivalente, il Dollaro. Oppure pensi che andando dal New York al New Jersey si debba cambiare la valuta?

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          ti faccio presente che gli Stati Uniti sono una nazione. Hanno la stessa lingua, la stessa storia, sono omogenei da mille punti di vista. Molto più di quanto non sia non l’Europa, ma l’Italia, coi suoi mille dialetti, cucine, caratteri locali, storia differente.

        • habsburgicus says:

          gli Stati Uniti sono una nazione. Hanno la stessa lingua, la stessa storia, sono omogenei da mille punti di vista. Molto più di quanto non sia non l’Europa, ma l’Italia, coi suoi mille dialetti

          FINALMENTE !
          io e Peucezio ci capiamo 😀
          è proprio così…..io lo dico da anni..e purtroppo molti non lo comprendono 😀
          (aggiungiamo poi, per dirla tutta, che ciò era verissimo e lapalissiano sino ai 1960′ inclusi..
          negli ultimi 40 anni, con il multiculturalismo “selvaggio”, le “coscienze” nere, “ispaniche”, asiatiche ecc è un po’ meno vero..e infatti un conservatore vero come Pat Buchanan se ne lamenta
          però al momento tutto ciò è ancora irrilevante e credo lo sarà anche nel futuro, almeno quello prossimo
          dunque Peucezio ha ragione pure sull’oggi..e ragionissima sui gli USA classici ovvero sino a Kennedy incluso !)

        • Francesco says:

          x Hasburgicus e Peucezio

          il problema è che OGGI siamo dentro l’Euro e uscire costerebbe una vera iradiddio

          fossimo rimasti fuori, potremmo parlarne

          ma da dentro, l’uscita per un paese come l’Italia è tagliarsi un braccio e una gamba

          fate voi i conti se ne vale la pena

          ciao

        • Peucezio says:

          Francesco,
          ma allora è una condanna irreversibile, una via di non ritorno, per cui ci dobbiamo rassegnare al declino.
          Come dire: hai sbagliato, ora non c’è più rimedio, ti resta solo il suicidio.

        • Z. says:

          No Peucè, secondo me è come dire che ci sono scelte da cui si può facilmente tornare indietro e altre da cui non è affatto facile né conveniente.

          Possiamo discutere se l’Euro sia una di queste o meno, ma in ogni caso da qui a dire che ti resta solo il suicidio ne passa!

        • Francesco says:

          ma l’Euro non è stato un errore.

          è tutto il resto della politica italiana da allora che non è stato adeguato

          è come se tu fossi riuscito a strappare un appuntamento a una stragnocca da urlo, poi
          1) non ti lavi
          2) non ti fai la barba
          3) ti presenti in tuta e ciabatte
          4) scoreggi per prima cosa
          5) provi a portarla a mangiare da un all you can eat etiope o coreano da 12 euro
          6) guardi ostentatamente una ragazzotta brutta e volgare

          indovina come sarà la tua serata?

        • PinoMamet says:

          Per ora è l’esempio più chiaro che mi sia stato fatto!

          Comincio ad apprezzare gli economisti 😀

        • roberto says:

          applauso a francesco!
          🙂

        • Francesco says:

          OK

          allora mi faccio il guastafeste da solo

          potrebbe anche essere che la stragnocca NON sia il tuo tipo e che saresti felice con la tamarra, che apprezza tuta, ciabatte, cibo etiope e tutto il resto

          magari l’Italia tutta sarebbe dovuta rimanere alla lira, alle svalutazioni, a meno ambizioni e più realismo

          vi ricordo che io sono secessionista e che ritengo che non sia possibile usare la stessa moneta per tutto il paese.

        • roberto says:

          francé, il semplice fatto che ti dico che son d’accordo con te non vuol dire che stai sbagliando 😀

        • habsburgicus says:

          il tuo errore, Francesco, è credere che l’euro sia la stragnocca
          il che tradisce un complesso di inferiorità..molto montanelliano
          no., non è così–noi stavano bene senza euro…e saremmo stati ancora meglio restando fuori !
          senza nessun complesso di inferiorità..anzi con un sorrisino sprezzante per quelli che hanno aderito all’euro, alcuni dei quali si sono già pentiti e altri si pentiranno compresi i tedescofoni, diamo tempo al tempo (cioè, per restare in tema, si sono accontentati di una gnocca diciamo spagnola e belga, per quanto potessero avere una stragnocca lettone 😀
          pure fra le gnocche c’è classifica, non lo sai :D)

        • PinoMamet says:

          “noi stavano bene senza euro…e saremmo stati ancora meglio restando fuori !”

          Di questo sono abbastanza convinto, non sono convintissimo invece che ci convenga uscirne adesso .
          Mi sto facendo un’idea.

        • Francesco says:

          Hasburgicus

          la lira era una 127 con 100.000 kilometri, l’euro una Ferrari

          solo che se tieni la Ferrari come la 127, quella si rompe e tu resti a piedi

          noi italiani abbiamo tenuto un comportamento, con l’euro, che si ha impedito di andare a 200 all’ora, a 100 all’ora, a 50 all’ora

          e comunque la 127 stava tirando le cuoia, non facciamoci ingannare dalla memoria! eravamo noi a essere giovani e forti, l’economia italiana era moribonda

  10. Salve.

    Chiedo scusa per l’Off-Topic, ma ho scritto un articoletto nel quale cerco di rubare un po’ il lavoro a Martinez.
    http://cat-so-infelix.blogspot.it/2015/03/brutali-orde-islamiche-desio-e-in.html

    Saluti

    Cat zu Felics (identità segreta di Corrado-qualc1, ma proprio segretissima :-p )

    • Francesco says:

      come sono felice di non leggere più Il giornale da decenni!

      anche se solo “attenzionati” è da Vergine di Norimberga

      🙁

    • roberto says:

      grazie per aver ricordato il filmato della gita dei leghisti, molto istruttivo e da tener presente quando si sente “ma devono imparare le nostre tradizioni” … can!

  11. Mauricius Tarvisii says:

    Z esprimeva scetticismo sulla capacità di generare violenza sociale un sistema penale percepito come non abbastanza forcaiolo e illiberale

    http://www.piovegovernoladro.info/2015/03/04/oderzo-shock-noi-spariamo-e-basta-cosi-i-residenti-sparano-ai-ladri-con-i-fucili/

    Il che non vuol dire che sia d’accordo, ma che una valutazione razionale dovrebbe temere conto che la vittima spesso non è molto migliore umanamente del carnefice.

  12. Francesco says:

    OT

    Pino, hai visto i finlandesi? sei felice?

    😀

  13. Moi says:

    @ PINO

    Anziché “Gozilla” [sic; su cui hai detto che avevi un progetto, ma i costi di copyright ti sono proibitivi …] , potresti fare il “nostarno” Dai-Kaiju “Gozinilla” : un gigantesco “gozén” geneticamente mutato (“suino”, per il resto del Mondo e del Subcontinente Italico …) che, proprio nel giorno dell’ inaugurazione e come solo i dai-kaiju sanno fare, rovina la Kermesse “Parma Capitale della Buona Tavola” con Oscar Farinetti, Giuliano Poletti e Matteo Renzi (che a causa della “competitività” sui mangimi agroalimentari ne sono tra gli involontari co-creatori…) … rispetto al lucertolone Nipponico, Gozinilla _ oltre ad una gran landra di base_ emette in più l’atomic blast (tipo Godzilla, appunto) sempre dal tubo digerente; essendo però un suino, dallo sfintere opposto. ; -)

    […]

    Oscar Farinetti, Giuliano Poletti e Matteo Renzi fuggono con l’oramai famigerato “Renzicottero” [vedi in google news] ma … si scopre che Gozinilla può volare gonfiandosi di gas (intestinali) a mo’ di Zeppelin, tipo mascotte suina ai concerti dei Pink Floyd !

  14. Moi says:

    @ MAURICIUS

    “Temere conto” [sic] dev’essere un lapsus molto interessante, da parte tua … certo, quelc he linki d’ Oderzo (TV) fa piuttosto “Oltrarnoland del FarWest alla Veneta” … agli antipodi (!) antropologici dell’ originale Oltrarnoland Toscano !

    —————-

    “una valutazione razionale dovrebbe teMere conto che la vittima spesso non è molto migliore umanamente del carnefice”

    [cit.]

    Insomma, “Nessuno Tocchi Caino” … ma _ finché ancora la cosa NON costituisce “reato omofobo”, si consenta l’ eloquente metafora … _ nessuno però che provi mai ad essere “gay-friendly” con il brevo di Abele, caso strano !

    @ FRANCESCO

    E se avesse ragione la UAAR, che una religione è “integrata” nello Stato Laico quando i suoi stessi Fedeli sono i primi a bestemmiarsela ? Almeno per quanto concerne l’ Italia del Nord e la Toscana, NON ci si può appellare alla banale logica formale su di un tema così delicato … troppo consistenti essendo, difatti, le ragioni di logica contenutistica !

    E poi diciamocelo: la bestemmia è l’ultimissima forma di Relativismo Culturale che consenta alla Popolzione Autoctona Italica di poter fare qualcosa che NON sia scimmiottare gli AngloSassoni … Crema di Severgnini più che compresa !

    PS (OT)

    A proposito del tema dell’ Indipendenza Catalana, tema qui molto sentito … come la mettiamo con l’ Irredentismo del Roussillon / Rosselló ?! … Guerra alla Francia ? ; -)

    • Roberto says:

      Ti racconto una storia di un paio di anni fa.
      I rossiglionesi da tempo facevano tanto gli spanizzi con il loro bilinguismo català.
      Scuole, radio, televisioni ecc.
      Un giorno, appunto due estati fa (me lo ricordo perché ero in vacanza a perpignan) la generalitat de catalunya, vista la crisi, ha deciso di chiudere i rubinetti
      Fine della storia

  15. mirkhond says:

    “E in pratica, per non assecondare Salvini, dovremmo stare abbarbicati a un cadavere putrescente in avanzato stato di decomposizione.”

    Ma tu pensi che Salvini possa DAVVERO evitare questa decomposizione o addirittura invertire la rotta?
    Non è meglio che un organismo marcio crolli del tutto, piuttosto che prolungarne l’inutile agonia?

    • Peucezio says:

      “Ma tu pensi che Salvini possa DAVVERO evitare questa decomposizione o addirittura invertire la rotta?”

      Assolutamente no. Penso solo che possa limitare un minimo i danni.
      Preferisco uno che mi dice “ti do otto calci in culo” a uno che dice “te ne do dieci”.
      Altrimenti sarei masochista. E in effetti la maggior parte degli italiani lo sono, votando partiti della feccia europeista.

      ” Non è meglio che un organismo marcio crolli del tutto, piuttosto che prolungarne l’inutile agonia?”

      Tu non hai capito: l’Europa non sta crollando. Marcire è diverso da crollare. L’Europa è una realtà infetta, purulenta e sta contagiando anche noi, ma è lontanissima dal crollare.
      Più siamo esposti a questo contagio, peggio è.
      Poi io mica dico che Salvini debba distruggere e annientare l’Europa. Io dico che semplicemente dobbiamo scindere i nostri destini da questo continente di merda. Dopodiché, che crolli, che prosperi, che si putrefaccia, che marcisca mi importa poco e niente.

      • habsburgicus says:

        Tu non hai capito: l’Europa non sta crollando. Marcire è diverso da crollare. L’Europa è una realtà infetta, purulenta e sta contagiando anche noi, ma è lontanissima dal crollare.

        anche qui d’accordo con te, Peucezio
        il sano realismo è sempre benvenuto..l’Europa non sta crollando e non crollerà, almeno a breve..ma farà ancora molti danni per i fessi che ci restano (dove fessi è riferito ai potentes…se contasse qualcosa il poppolo 😀 saremmo fuori da Bruxelles ormai da anni ! purtroppo però i danni non li scontano loro, ma soprattutto i cittadini)

        • MOI says:

          “il sano realismo” … le Elites Intellettuali lo considerano il Male Assoluto.

        • mirkhond says:

          Sì, ma ripeto, CONCRETAMENTE il vostro Salvini COSA puo’ fare per evitare questa deriva dell’Italia?

        • Francesco says:

          scusate ma a voi cosa non ve bene dell’Europa?

          io ho un bel quadernetto di lagnanze ma non sono sicuro che coincidano

          ciao

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          sappiamo benissimo che la democrazia è una presa in giro.
          E sappiamo benissimo anche che se pure funzionasse, Salvini difficilmente arriverà al governo.
          Ma allora cosa dobbiamo fare? Fra uno che propone di fare cose giuste e uno che ne propone di sbagliate (o, peggio, le attua), scegliere il secondo?
          L’astensione è sempre un errore, perché è un regalo al nemico.
          Se negli scorsi anni non ci fosse stato Berlusconi, saremmo messi ancora peggio di come siamo messi, probabilmente non esisterebbe nemmeno più lo stato italiano, ma saremmo un cinquantaduesimo stato americano, ma senza diritto di voto né nessun altro diritto. Se i comunisti non avessero avuto il freno parziale di Berlusconi, avrebbero devastato l’Italia, che oggi sarebbe veramente un deserto, un cumulo di rovine
          E se non sono riusciti a farlo è stato grazie ai milioni di elettori che lo hanno votato.

        • Z. says:

          Se Berlusconi sapesse che tu lo dipingi come un antiamericano di ferro… poveretto, pensa come ne sarebbe amareggiato!

        • Francesco says:

          Peucezio

          se tu avessi ragione, dovrei buttarmi dalla finestra, per aver votato Berlusconi negli anni scorsi!

          poi ti ricordo che votano pure i portoricani, quindi non concordo con la tua idea che noi non lo faremmo

          52esimo stato degli USA … fantascienza allo stato puro ma di quella ottimistica!

          e non avremmo l’euro!

          😉

  16. mirkhond says:

    Sì d’accordo.
    Ma CONCRETAMENTE cosa pensi che possa fare Salvini, a parte le battute demagogiche da campagna elettorale?
    Io non l’ho ancora capito…
    Se tu mi aiuti, mi faresti cosa gradita…
    ciao!

  17. mirkhond says:

    E’ curioso

    Quando chiedi risposte CONCRETE, cala il silenzio…. 🙂

  18. MOI says:

    @ MIRKHOND

    Matteo Salvini

    https://www.youtube.com/watch?v=fZ–O7EmgMY

    Cinque proposte CONCRETE per far ripartire lavoro ed economia

    • Mauricius Tarvisii says:

      via gli studi di settore, aliquota fiscale unica al 20%, abolire la riforma Fornero, tassare e regolamentare la prostituzione e combattere il falso “made in”

      Io ne ho di migliori e di più concrete: niente più tasse, servizi gratuiti per tutti, in pensione a 20 anni, tassare e regolamentare il contrabbando di sigarette e combattere la povertà.

      • Francesco says:

        OUAMT

        • Peucezio says:

          In pratica il ragionamento di Mauricius è: aboliamo il reato di omicidio: saremmo in un mondo meraviglioso e utopico se nessuno uccidesse più, per cui è assurdo anche solo pretenderlo in linea di principio.

        • Z. says:

          Secondo me il discorso è: numerose e importanti voci di spesa, una battaglia diciamo pure nobile e un’unica voce di entrata che a essere gentili potremmo definire “non così significativa” 🙂

      • Z. says:

        Se al posto di “tassare e regolamentare il contrabbando di sigarette” avessi scritto “sfruttare in modo intensivo il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese”…

        beh, non dico che sarebbe stato del tutto realistico. Ma a mio avviso sarebbe diventato molto più concreto di diversi programmi presentati prima delle elezioni da diversi partiti italiani 😀

  19. habsburgicus says:

    @Mirkhond
    Beh, visto proprio che insisti, ti dico quello che farei io avessi, caso impossibile, il potere 😀 (anche se dubito lo farebbe lui) 😀 (e anche se non sono un economista e non mi piacciono le questioni interne…fosse politica estera, con la maiuscola, o almeno politica delle nazionalità, allora ti direi volentieri la mia, e l’ho già fatto in passato..però oggi l’Italia e molti altri paesi non possono più fare politica estera, troppo decaduti :D)
    Comunque
    N° 1.uscita immediata dall’Euro a cambio 1 L=1 euro (L=nuova lira), da effettuare diciamo un 29-31 dicembre; il 1 gennaio la lira (tornata moneta unica) viene svalutata del 25 % per favorire le imprese..da allora in poi tutto normale
    N° 2.Rigidissima politica, stile Australia, sull’immigrazione..NO, a meno di avere un permesso (da non dare praticamente a nessuno :D) altrimenti no buonismi 😀 ci vorrà del tempo ma bisognerà far capire che in Italia meglio non provarci, se proprio vogliono tentare, vadano in Spagna o Grecia (l’opposto di oggi ove l’Italia è vista come la tera del Bengodi :D)
    N° 3.Tassa di 25 lire (cioè in origine 25 euro) per tutti gli stranieri, anche turisti (non-UE) che entrino in Italia a mo’ di visto ottenibile sull’atto senza alcuna formalità..basta sganciare 😀
    N° 4.de facto uscita dall’UE e se rompono certe parti del corpo :D, uscita de iure 😀
    N° 5.Le technicalities le lascio agli economisti, non mi interesano nulla..però se gli estoni il 20/6/1992 han potuto passare dal rublo sovietico all’eesti kroon (poi vergognosamente abbandonata l’1/1/2011 per l’euro) possiamo farlo anche noi, no ?

    • Francesco says:

      e i debiti denominati in euro che fine fanno?

    • Mauricius Tarvisii says:

      1) Le banche falliscono tra la promulgazione del decreto e la pubblicazione in GU. O credi che io non ritiri tutti i miei risparmi se ne vedo a rischio un quarto? 😀 A quel punto una svalutazione del 25% sarebbe bel oltre le più rosee aspettative…
      2) Così risolvi anche il problema delle pensioni, con i vecchi che crepano senza badanti. Il raddoppio dei prezzi dei prodotti agricoli, invece, ammazza tutti gli altri.
      3) Certo, per perdere ulteriori posizioni nella classifica delle mete turistiche mondiali preferite. Alla fine l’agricoltura e l’industria le abbiamo messe in ginocchio col punto 2, quindi il punto 3 deve dare la mazzata anche al terziario 😆
      4) A questo punto sarebbe la cosa più indolore. Così la nostra sovranità tornerà quella dei vecchi tempi, senza lacci e lacciuli ambientali, senza tutele per lavoratori precari e part timer e più tumori per tutti!
      5) Certo. Col piccolo particolare che io non compro e non comprerò mai una Bungalira per un euro 😀

      • Roberto says:

        Il punto 1 lo puoi facilmente evitare con un simpatico corralito….così io mi godo da quassù le barricate 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          Idem: tra la promulgazione del decreto e la pubblicazione in GU io ho già chiuso il conto 😀

        • habsburgicus says:

          @Mauricius
          chiaramente ciò che tu dici sarebbe vietato rigorosamente 😀
          e la svalutazione avverrebbe ex post, mica sarebbe annunciata 😀

        • habsburgicus says:

          anche tutti i passaporti sarebbero invalidati per il periodo..non p0otrebbe passare neppure uno spillo oltre la frontiera 😀
          ah, mi dici che con la demokrazzia ciò non è possibile ? 😀
          eh sì, ma io pensavo ad uno stato forte e vero (che non esiste da decenni) mica ad una repubblichetta 😀

          @Mirkhond
          prima pretendi le ricette 😀 (cosa che io ho fatto con riluttanza perché ripeto, ste cose non mi interessano..unicuique suum 😀 a me piace la politica estera e l’erudizione, non l’economia che lascio a Francesco :D)
          poi manco rispondi 😀
          scusa, eh 😀

        • Z. says:

          Habs, secondo me Mauricius è troppo ottimista.

          Io svuoto il mio conto in banca non appena si comincia a credere non dico probabile, ma solo lontanamente possibile – del tipo una probabilità su un miliardo – l’ipotesi che tu hai ventilato.

          Come me farebbero pressoché tutti gli italiani che abbiano un conto in banca. I ben informati lo farebbero molto prima di me, naturalmente.

          A quel punto il Paese rischierebbe di andare a pezzi anche senza il passaggio alle Beppelire, mi sa.

        • roberto says:

          “non p0trebbe passare neppure uno spillo oltre la frontiera”

          ricordati di annullare anche le carte di identità (meglio sarebbe chiudere del tutto gli aeroporti, per un annetto direi)
          ma poi come fai senza controlli alle frontiere?
          ah già prima ricostituisci i controlli alle frontiere (e chisseneimpipa di schengen, vuoi la dittatura? sii coerente!)…ma nel frattempo io faccio come Z, svuoto il mio conto e mi rifugio all’estero…ah no ci sono già e non ho conti in italia, accendo la televisione e vi guardo
          🙂

        • roberto says:

          “la lira (tornata moneta unica) viene svalutata del 25 % per favorire le imprese..da allora in poi tutto normale”

          c’è una cosa che mi sorprende sempre negli autarchici.
          tu pensi che non ci sarebbe nessuna reazione all’estero?

          voglio dire, immaginiamo pe run attimo il tuo mondo senza regole.
          chiudi le frontiere, blocchi i fondi, immagino che, alla peucezio, aiuti pesantemente l’industria e le imprese nazionali a scapito delle altre, e poi vuoi esportare le tue arance in germania e le tue fiat in spagna?
          secondo me la prima cosa che fanno è bloccare a loro volta i prodotti italiani, con il risultato che della svalutazione del 25% per cento non te ne fai niente (non puoi esportare) se non rendere del 25% più care quisquilie come il petrolio o il gas…..

          il problema principale è il numero 5
          “N° 5.Le technicalities le lascio agli economisti, non mi interesano nulla”
          le technicalities sono la sostanza, sono quello che distinguono un B-movie da una cosa che si chiama la realtà.
          hai un sogno? benissimo inizia ad occuparti delle technicalities alla base del sogno
          🙂

        • Francesco says:

          non parliamo male dei B movies che c’hanno le meglio gnoccone!

          per il resto, Hasburgicus è diabolicamente astuto. il vero fine del suo piano è una invasione USA-Germania dell’Italia e successiva riduzione allo stato di colonia

          senza politici italiani dovremmo tornare una potenza economica e culturale in un paio di decenni!

        • Peucezio says:

          Il discorso di Habsburgicus è del tutto realistico, però, poiché non possiamo essere una realtà isolata nel mondo, tipo Corea del Nord (perché non abbiamo la bomba atomica e perché lì crepano di fame e noi non ci siamo più abituati), si tratta, prima di compiere questi passi, di creare un asse geopolitico stabile con le potenze mondiali alternative, essenzialmente Russia e Cina (ma anche potenze minori, come l’Iran, ma anche, per esempio, il Brasile, che non è esattamente una nazioncina irrilevante).
          A quel punto usciamo definitivamente dall’Occidente e mandiamo a fare in culo Unione Europea, americani, ecc.
          Ma per fare una cosa così, bisogna prima ristrutturare seriamente i servizi segreti, altrimenti chi cerca di farla, salta per aria il giorno dopo.

        • Francesco says:

          Peucezio

          del tutto d’accordo ma … perchè mai dovremmo mandare a fare in culo tedeschi, francesi, spagnoli, statunitensi, australiani e diventare amichetti di russi, persiani, cinesi e forse brasiliani?

          mi sembri quelli che vogliono cacciare Inzaghi per prendere Tassotti (absit verbis iniuria)

        • habsburgicus says:

          @Peucezio
          infatti…la cosa importante è riconquistare la sovranità e ciò parte dall’epurazione dei servizi segreti (per renderli nazionali)..altrimenti ti fanno fuori subito 😀 ciò è oggi molto, molto difficile ma nella storia cose simili sono avvenute quindi sarebbe anche possibile (mancano gli uomini !)
          quella è la parte propedeutica essenziale
          a me stupisce sempre la fede cieca che l’ateo Z ha nella religione del mercato e del “tanto non c’è alternativa..viviamo nel migliore dei monti possibili” 😀
          sono felice per Z che abbia la sicurezza di non provarlo 😀 (visto la classe dirigente che ci ritroviamo :D) ma mi creda, uno Stato forte avrebbe mille metodi per fare abbassare la cresta a lui e a quelli come lui 😀
          non metodi teorici, bensì metodi già testati in altri Stati, in altri tempi e con indubbi risultati 😀
          è un mito che l’economia comandi SEMPRE la politica !
          ciò è vero OGGI ed è l’essenza dell’anglosassonismo (o “massonismo” o chiamatelo come volete :D)
          ma uno Stato forte può comandare l’economia !
          chi ha la forza può farsi obbedire anche da chi ha le palanche !
          e così avvenne
          certo, non oggi…affinché ciò possa anche solo essere pensato occorrerebbe quella ristrutturazione politica e amministrativa di cui si è fatto cenno all’inizio 😀

        • PinoMamet says:

          Io nel merito non ci capisco niente e non mi esprimo, però, Z., è vero che tu difendi l’esistente, sempre e comunque 😀 😀

          vedi che non sono il solo a notarlo? 😀
          (mi rispondo da solo: kasta katasta gombblodoh 😉 )

        • PinoMamet says:

          To faccio un esempio alla mia portata, 😉 più o meno:

          le multe finlandesi. A me sembrano una buona idea, poi vediamo come e dove applicarla.
          Tu subito fai l’esempio fictum del gioielliere che dichiara meno del suo commesso.

          Ora, non erano i vostri (kasta! gombloddoh! :D) beniamini Prodi&soci ad aver inaugurato gli orrendi “studi di settore”, quelli da cui risultava che mio padre doveva guadagnare all’incirca come Flavio Briatore? 😉
          non è che tra tutti i raffinati parametri, ce n’è uno che dice che se hai un commesso, evidentemente devi avere i soldi per pagarlo? 😉
          Lo accendiamo?

          Oppure facciamo come sentivo per radio stamattina, multiamo di più le macchine più costose (cioè, il valore reale, non quello di listino).

        • Francesco says:

          Hasburgicus

          lo Stato forte può comandare ai ricchi, non all’economia

          e si accorge della differenza quando la gente inizia a morire di fame per strada o le strade a cadere a pezzi o il resto del mondo a usare i computer e tu l’abaco

          veramente, siete tutti assai intelligenti eppure sembra che Peron sia l’unico maestro di economia che conoscete

          anche quando contraddice il più banale buon senso!

          ciao

        • Z. says:

          Pino,

          — Io nel merito non ci capisco niente e non mi esprimo, però, Z., è vero che tu difendi l’esistente, sempre e comunque —

          Beh, tu difendi pure l’ideale dello “stato forte” di habs, ché giocare ai ribbelli su internet va sempre di moda 😀

          PS: e naturalmente, casta catasta e gombloddoh 😉

        • Z. says:

          Pino,

          — To faccio un esempio alla mia portata, 😉 più o meno:

          le multe finlandesi. A me sembrano una buona idea, poi vediamo come e dove applicarla.
          Tu subito fai l’esempio fictum del gioielliere che dichiara meno del suo commesso. —

          Da amico posso permettermi di saltare lo zabaione in stile internettese che segue 🙂

          Quello del gioielliere non è un esempio fittizio, ma un esempio tratto dalla realtà: è un caso da manuale di stortura del sistema fiscale italiano, che viene periodicamente riproposto all’attenzione dei contribuenti.

          Ah, a proposito: io sono per cambiare eccome lo stato di cose esistente, che favorisce i furbetti e penalizza gli onesti, molto al di là di questioni tutto sommato marginali come le “multe finlandesi”.

          Io vorrei un sistema dove il rischio di essere beccati con le manine nella marmellata fosse così grande che non ci sarebbe bisogno neppure di sanzioni particolarmente elevate per dissuadere i potenziali trasgressori. Un sistema cui la sanzione che percuote il trasgressore non sia l’eccezione (che spesso finisce per essere percepita come vessazione ad personam, come ingiustizia) ma la norma.

          Questo sarebbe un sistema che mi piacerebbe; e peraltro – ammesso che sia così importante – in questo caso sarei d’accordo con le “multe finlandesi”, perché no?

          Z.

          PS: Vorrei anche altre cosette, tipo un sistema fiscale più sistematico e meno casistico, ma non voglio annoiarti troppo. Kasta, katasta e gombloddoh, comunque 😉

        • Z. says:

          Habs,

          capisco che ormai abbiate imparato a memoria il mantra del “migliore dei mondi possibili”, ottimo come tutti i mantra per tappare i buchi nei ragionamenti 😀

          Ma il punto è proprio il contrario: per il governo che intende attuare politiche economiche, un mondo dove il mercato ha il suo peso è praticamente il peggiore dei mondi possibili. Il destinatario tende ad anticipare il legislatore, vanificandone i propositi.

          Per questo le imposte patrimoniali vengono fatte preferibilmente su beni immobili: se il governo decide di introdurre un’imposta sui beni mobili il contribuente può spostarli altrove, mentre sradicare una casa e trapiantarla all’estero è più complicato. Inoltre, una patrimoniale sui titoli non sarebbe esattamente un incentivo a investire in Italia in futuro.

          Ora, se il tuo progetto è trasformare tutti i risparmi degli italiani in moneta svalutata, non dico che sia impossibile. Dico che la vedo molto difficile se non dichiari la legge marziale. Perché agli italiani, ecco, probabilmente la cosa non piacerà. E non si limiteranno a scriverti parolacce su internet 🙂

        • Z. says:

          Sempre per Pino,

          il valore stimato dell’auto non mi sembra un buon sistema, anzitutto per gli oneri amministrativi che comporterebbe ogni volta il calcolo: dovresti valutare il veicolo in concreto, ché un’auto nuova non è un auto che ha percorso millemila chilometri e ha dieci anni sulle spalle.

          Ma mettiamo di trovare parametri obiettivi e facili come punti di riferimento: chessò, la cilindrata e la data di immatricolazione. Avremmo eliminato il problema più evidente, ma a mio avviso resterebbe quello più grave.

          Io guido un’utilitaria, ho sempre guidato utilitarie e le auto non mi interessano affatto. Conosco persone che non navigano certo nell’oro, e che hanno fatto un mutuo per comprare un’automobile più grossa e scattante; io invece spendo diversamente il mio denaro.

          Devo essere punito di meno di loro perché spendo diversamente il mio denaro? ti ringrazio del pensiero, ma non mi sembrerebbe molto equo 🙂

        • PinoMamet says:

          “Beh, tu difendi pure l’ideale dello “stato forte” di habs, ”

          Mmm no, questo mi pare di no;
          non faccio parte di questa parte del gombloddoh!
          😀

        • Z. says:

          E lo so che non fai parte di quel gombloddoh!

          Sicché, come pensi di trasformare la moneta degli italiani in moneta svalutata senza un governo forte – dove “forte” è un eufemismo molto spinto – e sperare che la gente accetti serenamente che il loro denaro si trasformi in carta straccia?

          Quando Bagnai – il famoso economista antieuro che va in TV, scrive libri e naturalmente articoli sul FQ per deridere chi non la pensa come lui – si sentì chiedere come evitare la fuga di capitali all’estero in caso di conversione dall’Euro alle Beppelire, lui rispose che tanto lui i soldi li aveva già ritirati dal suo conto corrente.

          😀

        • PinoMamet says:

          Ma perché lo chiedi a me, che ho chiarito subito che non ne so niente e non ne parlo?
          😉

      • Val says:

        MT: Le banche falliscono tra la promulgazione del decreto e la pubblicazione in GU.

        Intervento mordi-e-fuggi su una questione di cui capisco molto poco, senza la pretesa di dire nulla di intelligente.

        Versione breve: ci sono senz’altro mille ragioni per tenersi stretto ‘sto beneamato Euro, ma… che ce ne fotte a noi se le banche falliscono? Possibile che il libero mercato per loro non funzioni?

        Versione lunga: posto che ci sono persone come me, per cui il 25% dei loro asset finanziari messo a rischio dall’uscita dall’euro sarebbe pari a poco più di zero (e che pertanto non hanno nulla da portare in Svizzera), sarebbe davvero una grande tragedia se le banche fallissero? Di fatto, molte di esse sono già tecnicamente fallite e la maggior parte sono state salvate grazie ai nostri sudati risparmi. Qualcosa non torna nell’equazione per cui il crollo delle banche corrisponde al nostro crollo. Al momento, anzi, direi che vale il contrario. In fondo, la crisi del debito sovrano e la presunta insostenibilità del welfare rappresentano il prodotto di una delle più grandi operazioni di marketing di sempre, in cui le banche, causa prima della catastrofe finanziaria mondiale, sono riuscite con una mossa da prestigiatore a sottrarsi a qualsiasi responsabilità additando all’opinione pubblica il costo delle pensioni e degli stipendi dei messi comunali. Non c’è bisogno di essere di Casa Pound per essere consapevoli di questo, non è questione di additare le banche come male assoluto ma di essere oggettivi.

        Di fronte alla situazione attuale vedo solo due soluzioni estreme, o la nazionalizzazione o la liberalizzazione: io a naso preferisco la prima, ma molto meglio la seconda, se reale, che la attuale connection mafiosa tra banche e governi a spese dei cittadini. Se devono fallire, che falliscano!

        • Francesco says:

          hai colto un grosso problema dell’economia di mercato: può tollerare che crolli una banca, non che crolli la fiducia nelle banche

          se questa viene meno, sono travolti tutti, compresi quelli che non hanno neppure un cent in banca

        • Val says:

          Questa è la vulgata. Dunque la banca ha uno status metafisico più che divino, infatti anche senza fede in Dio la vita su questa terra sembra continuare lo stesso. E quindi come non credere che, se i governi estorcono ai cittadini europei diversi trilioni di euro per salvare le banche, non lo fanno per le banche, ma per il bene dei cittadini stessi? Qui non si tratta di economia di mercato, ma della sua ipertrofica e patologica finanziarizzazione.

        • Z. says:

          Anch’io sono ignorante in materia, ma mi pongo un dubbio: se le banche falliscono, chi rifonde i cittadini?

          A naso le alternative mi sembrano due: o nessuno, o lo Stato.

          Se non li rifonde nessuno, pace. Oddio, “pace” non è il termine più adatto. Direi che “guerra civile” forse ci si avvicinerebbe di più.

          Se li rifonde lo Stato, allora mi sembra che siamo da capo: le banche non hanno soldi ed è lo Stato a metterceli. Che è grosso modo come finanziare le banche perché rifondano i cittadini, con la differenza che non essendoci più banche – sono fallite – non ci sono più finanziamenti alle imprese.

          Forse mi sbaglio, non so. Comunque da ignorante fatico a vedere facili vie d’uscita.

        • Val says:

          Beh, le banche falliscono perché i cittadini ritirano i soldi!
          🙂

          Battute a parte, tralasciando il fatto che il fallimento delle banche non sarebbe una cattiva notizia per chi delle banche è debitore (quante famiglie sono impiccate a un mutuo ventennale?), quello che dovresti chiederti è da dove viene il denaro che le banche danno in prestito (più a se stesse per fare speculazioni finanziarie che alle imprese….)

        • Mauricius Tarvisii says:

          non sarebbe una cattiva notizia per chi delle banche è debitore

          Grande errore.
          Va detto che le banche non sono soggette alla procedura di fallimento in senso stretto, ma alla liquidazione coatta amministrativa (meno vincolata e non controllata dal Tribunale). In ogni caso, quando si passano i libri al commissario liquidatore, la prima cosa che lui farà sarà spremere i debitori della banca per pagarne i creditori (non ti concederà mai una dilazione, per esempio). O, se non possibile, cedere i debiti verso la banca alle peggiori società di strozzini per ricavarne il più possibile.
          Certo che avete idee strane su come vadano le cose: se TU fallisci chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato; se fallisce la Banca, a te cambia poco, se non in peggio 😀

        • Val says:

          Vabbuò, prima si paventano scenari da guerra civile e da fine del mondo e poi si immagina che tutto sia tranquillamente gestito secondo la regole del diritto fallimentare?? 🙂

          Comunque hai ragione, e io mi sono espresso male: anche quella suoi debitori era una battuta! Ma quello che conta è capire fino che punto il tuo realismo diventa accettazione supina dello status quo, in cui le banche sono quasi onnipotenti. Se il sistema bancario non può fallire, non ha senso che sia privato, questo mi sembra abbastanza ovvio. Forse c’è qualche nascosta verità contro-intuitiva che confuta la mia ovvietà, ma nessuno finora ma l’ha spiegata.

          Per me, considerare le banche come un normale operatore di mercato, orientato quindi al massimo profitto (questa la stella polare del capitalismo cui , non raccontiamoci favole, tutto è subordinato ), è come minimo una perversione sociale. Così come è una perversione economica la capacità che istituti privati hanno di creare denaro dal nulla. Gli istituti di credito hanno, in ultima istanza, una funzione pubblica. Dagli anno Ottanta ad oggi, la privatizzazione del credito e la finanziarizzazione dell’economia sembra aver fatto solo grandissimi danni. (E mi limito ad una critica borghese e moderata… :-))

    • lanzo says:

      L’aspirante immigrato extracom. – munito del manuale delle giovani marmotte per entrare in europa (vedi legislazione Shengen), il primo passo che fa e’ quello di cercare di ottenere il “visto” Voi non addetti ai lavori non immaginate neanche che si inventano, ne dico solo una: partecipare alle olimpiadi per sordomuti…
      Basterebbe chiedere un deposito di 3 – 4 mila dollaroni, meglio che rischiare la pelle con le carrette del mare od in ogni caso pagare alle organizzazioni quella cifra, fra l’altro ci si focalizza sempre sugli sbarchi, ma tantissimi arrivano a piedi o furgone dai confini nord est. E se il giovine ritorna se li riprende.
      Se invece rimane le varie note “organizzazioni” nostrane e vaticane, potrebbero continuare amangiarci sopra, quindi tutti contenti.

  20. MOI says:

    http://www.corriere.it/esteri/15_marzo_05/finlandia-54mila-euro-multa-eccesso-velocita-c01778bc-c326-11e4-9a3c-d1424c2aada1.shtml

    Multe in proporzione … credo che l’allusione alla Finlandia fosse questa. Purtroppo in Italiotia non ci sarà mai, specie perché prima non si recupera l’ evasione e l’ elusione fiscale.

    • Z. says:

      Secondo me hai centrato un punto cruciale.

      Voglio dire, chi ci mandiamo a spiegare al commesso del giolielliere che la sanzione irrogata al suo titolare è più bassa di quella irrogata a lui?

    • Peucezio says:

      Il principio è giusto, ma dovrebbe essere applicato verso il basso, non verso l’alto, cioè a favore dei poveri, non contro i ricchi.
      A parte che le multe dovrebbero essere abolite.

      • Francesco says:

        fucilazione sul posto?

        per guida pericolosa, guida in stato di ebbrezza, uso del telefono alla guida, svolta senza freccia, posteggio in seconda fila, non rispetto di semafori e precedenze potrei essere d’accordo

        🙂

      • Z. says:

        Beh, allora aboliamo direttamente i semafori, anzi il codice della strada. Ognuno alla guida fa quel che gli pare e poi festa 😀

  21. mirkhond says:

    “poi manco rispondi”

    Beh, non pretendevo nulla.
    Soltanto che mi si spiegasse in concreto cosa potrebbe fare Salvini per salvare l’Italia.
    E ti ringrazio per la risposta. 🙂
    Anche se mi riferivo appunto al programma di Salvini, non al tuo 🙂 (irrealizzabile come tu stesso hai riconosciuto… 🙂 ).

  22. mirkhond says:

    Quanto a Peucezio

    Capisco e condivido in parte le sue preoccupazioni.
    Però non vedo come Salvini possa risolvere problemi così vasti….
    Non votare=voto al nemico, lo sentivo dire da mio nonno che era comunista e si riferiva agli anni della prima repubblica, per stigmatizzare coloro che non votando pci, finivano ovviamente per favorire il quadri poi pentapartito! 🙂
    Ora vedo che la stessa cosa la dice un “fascista”! 🙂

    • Peucezio says:

      Tuo nonno aveva ragione da vendere.
      Ho molto rispetto di questi comunisti d’antan, malgrado la distanza ideologica, perché, fra le altre cose, erano concreti, pragmatici, avevano il senso delle priorità, non erano fighetti, moralisti e nichilisti come quelli di oggi.

      Ripeto, Salvini anch’io non credo possa risolvere i problemi. Però può contribuire a limitare i danni. Per il semplice fatto che non dice cose ideologiche, ma di mero buon senso, il buon senso del padre di famiglia.

      • Z. says:

        Già. Tipo “non ho mai insultato i meridionali”, “i terroristi vengono in Italia sui barconi” e cose così.

        Che grande buon senso, che ottimo padre di famiglia 😆

  23. mirkhond says:

    Quanto al multicultiralismo

    Dovendo, volenti o nolenti, arrendersi all’evidenza di una società multietnica, certamente la consapevolezza che ciò possa provocare probemi di convivenza, non è argomento campato in aria.
    Il problema principale però, è capire innanzitutto CHI SIAMO e di conseguenza cercare di essere un catalizzatore etno-culturale che assorba gradualmente i nuovi arrivati.
    Insomma ripercorrere la strada di Roma.
    Ma se non sappiamo più chi siamo, se siamo noi i primi a non credere più in ideali religiosi e politici nostrani, dopo decenni di burlonerie e un sostanziale esaurimento di tali ideali, mi sembra assurdo pretendere da chi arriva, un’integrazione verso qualcosa a cui NOI PER PRIMI non crediamo più.
    A me tutti questi “identitaristi” nostrani, mi sembrano come quei cesari pagani che imponevano il culto idolatra di stato, ma poi in fondo non ci credevano neppure loro.
    E infatti sappiamo come andò a finire….

    • Francesco says:

      pienamente d’accordo col Duca, questo è un tema molto importante per tutta l’Europa

    • Peucezio says:

      I Romani potevano permettersi di integrare perché avevano i coglioni quadrati. Da noi si tratta di entrare nel burro.
      Quindi per noi l’immissione di elementi estranei è una forma di autioannientamento.
      Certo, in un certo senso l’alternativa è una sorta di morte lenta, endogena, per esaurimento, ma non è neanche detto: l’auspicio è che senza immigrati gli italiani si ritrovino di nuovo costretti a lavorare, a non essere tutti signori, a fare anche gli operai, i braccianti, ecc. e che ciò ridia un minimo di nerbo alla popolazione rammollita che siamo diventati, cioè che si inverta in una certa misura il processo di imborghesimento.

      • Peucezio says:

        Cioè in fondo il vero problema dell’immigrazione è che ci consente di fare i signori e una popolazione di soli signori non può sopravvivere.

  24. mirkhond says:

    Per quel che mi riguarda sono cristiano, con tutti i difetti e le imperfezioni che costituiscono i limiti dell’uomo.
    Però fin da ragazzino ho sempre provato un’attrazione più che per l’Islam in quanto teologia religiosa, proprio per quel forte senso di Dio che vi diffonde, e per alcuni aspetti del costume sociale, dell’abbigliamento, per quei villaggi, quei suq e quelle medine, che tanto mi ricordano i paesi di Puglia e il mondo mediterraneo a cui appartengo.
    Tutto questo non mi ha portato a diventare musulmano, ma a guardare con profonda ammirazione quegli aspetti del mondo musulmano mediterraneo, in cui vedo la Cristianità delle Origini e anche ciò che sono stati il Cattolicesimo e le Chiese Ortodosse per secoli….
    Ora se si è cristiani non si sente il bisogno di cambiare religione, ma piuttosto si desidera che si possano RIadottare costumi (non però l’inquietante pederastia) e abbigliamenti che i musulmani hanno perpetuato, ma non inventato, avendoli mutuati da chi c’era prima nel Vicino Oriente, e cioè soprattutto Giudei e Cristiani!
    Ma se il Cristianesimo è morto nei cuori di tanti Franchi, piuttosto che l’horror vacui del NULLA contemporaneo, è preferibile vedere il Frangistan diventare a maggioranza musulmano….

    • PinoMamet says:

      Mmm non so come dire bene.

      Non è che “non sia d’accordo”. Si può essere d’accordo con un’affermazione o un’ipotesi, non con un mondo interiore.

      Allora dirò che questo tuo mondo interiore mi risulta estraneo. E bada bene, non c’entrano né i norreni 😉 né gli assolati paesini mediterranei.

      Il fatto è che mi sembra (qui come in altri interventi) che tu qualche volta mi pare che ti crei come dei moduli.
      Prendi alcuni aspetti, magari (io trovo) abbastanza secondari, e ne fai per così dire la locomotiva di un trenino, che poi a sua volta consideri un tutto unico e indiscutibile.

      I Greci erano froci- infatti non portavano i pantaloni- la loro civiltà era sbagliata- condanniamola alla damnatio memoriae
      (scusami la brutale semplificazione, non intendo offenderti, soltanto schematizzare per capirci)

      idem, mutatis mutandis, con medio-oriente, Islam, donne velate e così via.

      Di un aspetto ne fai un simbolo.

      Non voglio mica dire che sia sbagliato, può anche darsi che tu ci prenda (secondo me non sempre: non c’è alcun legame tra la fustanella- o il kilt se è per questo- e l’omosessualità… ma vabbè 😉 )

      il fatto è che come si fa a “essere d’accordo” o meno con un sistema simbolico interiore?
      E infatti tu, da un certo punto di vista con coerenza, lo poni come un postulato: è così perché sì, perché a te sembra così (come quando dici “noi non siamo connazionali”, punto e basta; certo hai le tue ragioni, ma il fatto è che quelle altrui manco ti fermi ad ascoltarle- non per rimproverarti, ma è così).

      Si può solo prenderne atto, di un sistema interiore di questo tipo, un po’ come si prende atto che nella tal civiltà, boh, i ciclisti portano sfiga, nell’altra invece portano fortuna.

      Però, ti dirò, c’è anche un po’ di rammarico, perché diventa impossibile il dialogo.

      E io credo che sia questo che ti dà l’impressione di incomunicabilità, non i norreni o i Savoia e i napolitani.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      il fatto è che l’Islam che si sta imponendo è da ipermercato, è quello più lontano da quello tradizionale, affine alle chiese cristiane d’Oriente, che tu tanto ami e che senti affine.
      E quello da ipermercato, quello dell’ISIS, sta distruggendo gli ultimi resti di quell’altro.
      Per cui io temo che tu stai riponendo le tue speranze in qualcosa che non è molto più vitale del cristianesimo in Occidente, ammenoché l’Islam sciita e quello sunnita più tradizionale e pluralista non riescano a reagire e a vincere. Ma io temo che, se anche ci riescono sul campo, non ci riusciranno alla lunga, perché le formule semplici da ipermercato hanno più successo, perché è in atto una mutazione antropologica nel mondo islamico attuale.
      E proprio gli islamici dei paesi occidentali sono quelli più vicini a questa sensibilità da Islam da ipermercato, quindi sono gli ultimi su cui possiamo contare per una sorta di rinascita.

      • PinoMamet says:

        Anch’io la vedo allo stesso modo, riguardo l’Islam.

        • lanzo says:

          Forse perche’ la grande maggioranza delle “risorse” islamiche in europa e’ costituita da ‘gnuranti e figli di gnuranti. Ho vissuto in paesi islamici, la classe sociale – in barba alla fratellanza – e’ sentita, addirittura dal nome si capisce se sei un buzzurro o no.
          Non e’ che gli islamici bengalesi, pakistani o indiani, vengano trattati tanto bene negli emirati. Se applicassimo noi le stesse regole, la stampa internazionale ci crocifiggerebbe, mozioni all’ONU et cetera. Il fatto e’ che loro hanno il controllo del territorio e noi no. Chissa’ perche’…

        • mirkhond says:

          In quali paesi sei vissuto, Lanzo?

      • habsburgicus says:

        è quello più lontano da quello tradizionale,

        vero..in più è l’esatto parallelo dell’ultra-calvinismo (John Knox ecc) che lui giustamente aborre…boh

        • Francesco says:

          beh, l’Islam sunnita tradizionale comanda da sempre (o quasi)

          adesso che quella posizione è in crisi, deve fronteggiare un mondo nuovo e non può usare i vecchi strumenti

          questi non nascono dal nulla

        • mirkhond says:

          Per una volta tanto, concordo con Francesco…. 🙂

  25. PinoMamet says:

    Leggo oggi sulla stampa online, a porposito di marmi distrutti, che i simpaticoni dell’ISIS avrebbero spianato con i bulldozer i resti dell’antica città di Nimrud.

    Spero che anche questa si riveli una bufala, nel frattempo devo ammettere che, per un forte pregiudizio antropocentrico, questo mi fa più impressione delle Alpi Apuane
    (naturalmente non che sia a favore della distruzione paesaggistica, tutt’altro).

    Mi fa rabbia vedere la gente che distrugge le proprie ricchezze, e intendo proprio ricchezze anche in senso materiale (l’Italia ci campa, col turismo archeologico- e anche con quello paesaggistico, in effetti).

    Ancora di più quelle altrui, in nome poi di un malinteso senso religioso.

    Non vi piacevano? Beh, come diceva mia nonna, voltatevi dall’altra parte. Ma quest’ansia di ridurre tutto alla sua forma più brutta, più scrausa, meno poetica- non il resto archeologico, neppure la moschea antica, niente, solo il capannone in cui si prega, le barbe brutte perché così le portava il profeta ecc. ecc- come se sulla Terra dovesse esistere solo l’uomo maschio musulmano e il deserto, fine.- mi urta davvero moltissimo.

  26. habsburgicus says:

    @tutti
    http://www.eastjournal.net/slovenia-approvato-il-matrimonio-omosessuale-lubiana-prima-tra-i-paesi-dellest/55833
    i”fratelli” esultano 😀
    altro colpo riuscito contro il bieko Vatikano 😀 vabbè, anche contro la logica ed il buon senso, ma che importa ? 😀 l’importante è metterglielo in quel posto ai cattolici, no ? 😀 o tempora, o mores !

    • roberto says:

      mio fratello è felicemente sposato con una donna quindi non gliene po’ fregà de meno 🙂

      ma, scherzi a parte, non è per niente concepibile che ai diretti interessati non importi nulla dei cattolici ed esultino solo perché hanno otteuto una cosa che volevano? mica state sempre nei pensieri dei non cattolici…

  27. Per Francesco

    ” lo scopo dell’economia nazionale è fornire beni ai cittadini italiani alle migliori condizioni economiche possibili e NON sovvenzionare i produttori italiani a spese degli altri cittadini”

    Credo che sia questione di termini, comunque la mia idea di “economia nazionale” è diversa.

    Lo scopo dovrebbe essere di permettere ai cittadini della nazione di vivere bene, cioè idealmente, parlando per obiettivi astratti:

    – non emigrare (dal proprio quartiere, comune, regione o nazione) se non ne hanno voglia;

    – avere la certezza di poter contare su salute, istruzione e un minimo di casa;

    – poter mettere su famiglia con una ragionevole sicurezza per il futuro

    – vivere in un ambiente (paesaggio, città, umanità) il più possibile sano;

    – potersi autogovernare nella misura del possibile.

    E’ la oiko-nomia, il buon governo della casa, insomma.

    Se partiamo da obiettivi di questo tipo, credo che il quadro cambi.

    • Francesco says:

      sicuramente parti da obiettivi ambiziosi e non li colleghi alle risorse disponibili, il che è molto clericale ma sbagliato

      inoltre parli solo di spendere risorse (in modi del tutto condivisibili) ma non di produrli, il che è una grave fallacia

      insomma, sei kalos kagazos ma bocciato in economia

    • lanzo says:

      Non posso tratterni dal cliccare “mi piace” e manco sono iscritto a facebook !

  28. habsburgicus says:

    http://www.aldogiannuli.it/contro-anti-italianismo/
    ottimo articolo…non che dica nulla di nuovo o di sensazionale, ma da sinistra fa (positiva) impressione
    Giannuli si dimostra ancora una volta persona libera (e Peucezio, che ha la fortuna di conoscerlo, ci ha già detto che è un’ottima persona, anche nella realtà..il che non guasta !)

  29. mirkhond says:

    “Però, ti dirò, c’è anche un po’ di rammarico, perché diventa impossibile il dialogo.”

    Non ho ben capito cosa ti scandalizzi così tanto di ciò che ho detto.
    Giustamente, non si puo’ processare un “mondo interiore” come hai detto bene.
    Non avendo dunque capito bene cosa ti scandalizzi, non posso che parlare di me, l’unico su cui credo di aver qualcosa da dire.
    In questa o in quella valutazione di tanti aspetti della vita, certamente sbaglio, e a volte me ne ravvedo, ma ho imparato che per capire se qualcosa è sbagliata, lo devo capire io da solo.
    Diversamente si creano solo attriti e ostilità verso chi pur magari in buona fede, cerca di farti cambiare idea e alla fine abbassa le braccia in senso di disfatta.
    Ora, mi fa piacere che anche tu, in parte lo abbia capito, sia pure a modo tuo.
    E cioé hai compreso che non possiamo capirci (tu usi il termine dialogare, che a me non dice niente) perché PARLIAMO LINGUE DIVERSE.
    In sostanza si è solo CHIARITO UN EQUIVOCO.
    E siccome a me gli equivoci non sono mai piaciuti, nemmeno nella commedia dell’arte, ma ho sempre cercato di parlare chiaro, constatare che il mio intelocutore dopo ANNI, ha finalmente capito che non si ha nulla da dirsi, è paradossalmente come una liberazione.
    Anche se la verità su noi stessi e sul nostro prossimo spesso è AMARA, e cercarla non porta che alla solitudine…..
    Ma lo sappiamo da tanto tempo….
    Dunque tornando a me, quest’ultimo mese è stato molto intenso, perché dopo tanti anni, mi ero innamorato di una donna, conosciuta in comunità da mia sorella, una giovane infermiera.
    Non potevo crederci, non mi pareva vero di aver trovato finalmente la donna della mia vita, che avrebbe potuto voler bene anche a mia sorella (come è nei fatti).
    Insomma ero FELICE dopo tanto tempo, anche perché lei stessa in un certo qual modo mi incoraggiava.
    E allora una persona pigra e ipocondriaca, fa le cose che non farebbe nella sua grigia quotidinanità (tipo Tristezza del film con Walter Matthau, che ad un certo punto smette di indossare sempre i suoi tetri abiti e appare in un elegantissimo gessato…. :)).
    Poi però sedici giorni fa, la signorina mi dice di essere fidanzata!
    E sono stati 15 giorni di DOLORE allo stato puro.
    Solo oggi mi sono abbastanza ripreso per poterne parlare….
    In sostanza si è solo CHIARITO UN EQUIVOCO, anche se non nei modi che avrei voluto.
    La cosa che mi ha dato più fastidio di questa gentile signorina, non è il non avermi voluto, perché si puo’ anche NON PIACERE ad una donna, anche con sembianze da “cesso”, come direbbe un certo Pino Mamet, per il quale ci sarebbero LEGIONI di “cesse” (secondo i suoi parametri) pronte ad accogliermi tra le loro braccia.
    E invece non è così!
    La cosa che di questa signorina mi ha dato più fastidio è stato il non avermelo detto SUBITO di essere impegnata, quando la sua collega con lei davanti, mi aveva incoraggiato perché l’interessata era sola!
    Io cerco sempre di essere leale e sincero con tutti, perché non amando prendere in giro, non amo nemmeno esserlo…..
    Dunque parlo come penso.
    E questo mi ha sempre danneggiato, perché i rapporti umani al 90% sono MENZOGNA, e dire le cose come sono (o come sembrano) porta solo ad ulteriore incomprensione e solitudine.
    Come si è constatato anche da ciò che hai detto.
    Riguardo a te, è da tempo che, conoscendoti meglio, sia pur solo telematicamente, ho capito che non abbiamo nulla da dirci.
    La cosa mi dispiace, ma ci sono abituato.
    Non abbiamo nulla in comune Pino, ne interessi, ne “mondi interiori”, ne modi di rapportarsi alla vita, al presente, al passato e al futuro, sulle donne, sulla società, sullo stato d’Israele, sull’unità d’italia ecc. ecc. ecc.
    Ecco perché non credo al dialogo.
    Perché è inutile confrontarsi con chi la pensa all’opposto.
    Inutile nella misura in cui non si crede al mitico dialogo.
    Dialogo poi cosa vuol dire davvero?
    Conoscere i rispettivi punti di vista e poi ciao ognuno per se e Dio con tutti come e più di prima?
    E allora non è un dialogo.
    Oppure cercare di arrivare ad una piattaforma condivisa pur partendo da basi differenti?
    Se ciò in cui crede il mio interlocutore è lontano, estraneo e ostile da me, allora capirai quale dialogo possa esserci.
    Del resto io stesso qua, alcuni mesi fa, tentai di sollecitare un confronto tra te e Kahani sulla Questione Palestinese.
    Ed entrambi con lodevole franchezza mi rispndeste che non era possibile, avendo punti di vista abissalmente differenti.
    Ecco, a me piace IL PARLARE CHIARO.
    Anche se ciò mi costa ulteriore solitudine…
    Ma lo sappiamo benissimo….
    Stammi bene!

    • PinoMamet says:

      Mirkhond

      sollevi tante questioni.

      Prima di tutto: io non sono mica scandalizzato, e non capisco da dove ti venga questa impressione. Probabilmente mi sono espresso male, ma intendevo descrivere (secondo me) il tuo ragionamento, non condannarlo a priori, anche se non è il mio.

      La tua vita privata: mi dispiace!
      ma come potrà confemarti chiunque ci siamo passati tutti, vai avanti! ci sono tanti pesci nel mare come si usa dire, chiusa una porta si apre un portone ecc.

      Sull’incomunicabilità tra noi due la vedo all’opposto di te, e per questo mi rattristo:
      non credo che apparteniamo a due mondi diversi, credo che apparteniamo allo stesso mondo, questo, e trovata la giusta chiave si possa parlare costruttivamente.

      Tu mi dici che io e Kahani abbiamo rifiutato di confrontarci, come se fosse una cosa assoluta;
      in realtà a me semplicemente non andava di parlare di punto in bianco di un argomento in cui la pensiamo in modi abbastanza nettamente diversi, mi sarebbe sembrato un match di pugilato, e poi il linguaggio, diciamo un po’ acceso, di Kahani mi spaventa, sinceramente.
      Il che non significa che non possa essere occasionalmente d’accordo con lui, perché no?

      ciao!!

      • Val says:

        Mi permetto di intervenire, rapidamente e sommessamente, per dire che, per come la vedo io (mi è capitato più volte nella vita di doverci riflettere) la questione dell’incomunicabilità è in genere mal posta e che nella quasi totalità dei casi è una contraddizione in termini. Il solo dirsi che su certe questioni un dialogo non è possibile, è un dialogo. Il solo dirsi che il proprio mondo interiore è incomunicabile, è una forma di comunicarlo. Ne abbiamo già parlato: ogni uomo è un mondo a sé, ma esiste un minimo comune denominatore che ci fa tutti animali sociali, e che scalfisce anche la più radicale delle alterità culturali. E persino della “menzogna” che in effetti avvolge molte delle nostre relazioni (ma verso la quale io tendo ad essere molto più indulgente di mirkhond).

        • PinoMamet says:

          ” Il solo dirsi che su certe questioni un dialogo non è possibile, è un dialogo.”

          Sono d’accordissimo!

        • mirkhond says:

          Dipende dalla “qualità” della menzogna, Val… 🙂
          Non credo che a te piaccia essere preso in giro…. 🙂

  30. mirkhond says:

    Peucezio

    Le fesserie di guardare all’isis con ammirazione, puoi lasciarle credere ad Habsburgicus, che in fondo non mi conosce di persona e puo’ anche dire delle corbellerie su di me, attribuendomi addirittura simpatie per figuri come John Knox!
    Ma tu Peucezio, l’unico di questo blog che ho il piacere di conoscere di persona da 4 anni, dovresti sapere meglio di tutti cosa penso davvero….
    Credo che avesse ragione un buon sacerdote, quando a Messa, tanti anni fa, disse:

    – il cristiano è colui che non deve mai meravigliarsi di niente!-

    A volte, scusami, ma fai cascare le braccia anche tu….

    • Francesco says:

      io preferirei dire che il Cristiano è colui che ogni mattina si meraviglia della pazienza e della fantasia che Dio mette in campo per stargli vicino

      peraltro scusami se non sono d’accordo con te: gli uomini, spogliatisi di idee astratte e di stupide vanità, hanno moltissimo in comune e possono comprendersi molto bene

      alla fine siamo tutti fatti a somiglianza di Uno nelle cose che contano davvero

      ciao

    • habsburgicus says:

      attribuendomi addirittura simpatie per figuri come John Knox!

      Oggi (e per dire la verità, quasi mai) non mi va di fare polemiche, dunque farei bene a non intervenire..comunque una cosa vorrei dirla, solo per ristabilire le cose come sono, non per altro…..
      Mai accusato nessuno, su questo blog, di ammirare John Knox (al limite e proprio al limite avrei “accusato” Francesco 😀 non perché lo ammiri, neppure lui, ma per il fatto che va in deliquio di fronte a quella società che è nata ANCHE in seguito ai vari Knox e compagnia varia)
      Ho semplicemente detto che quelli dell’ISIS, sono inconsciamente molto più vicini a John Knox che all’Islam tradizionale..e quindi mi sono sono permesso di esprimere il mio stupore che chi ABORRE tutto ciò che Knox rappresenta, sembri avere una certa, per quanto critica, “comprensione” (non altro ! sia chiaro) per le ragioni di tali gruppi sunno-wahhabiti
      È un paragone discutibile ? va bene…e lo ritiro
      Credo che Peucezio, e anche agli altri, mi abbiano capito

      • mirkhond says:

        Ma io mi riferivo a Peucezio, non a te! 😉
        Cioè io posso anche sbagliare su di te perché non ti conosco di persona.
        E dunque posso sapere di te solo da ciò che scrivi.
        E lo stesso al contrario naturalmente… 🙂
        Con Peucezio invece il discorso è diverso, proprio per via di una conoscenza diretta… 🙂
        Spero di aver chiarito l’equivoco e ti chiedo scusa se sono sembrato polemico nei tuoi confronti.
        Quel “corbellerie” vale innanzitutto per ME nei confronti di chi non conosco!
        ciao!

        • habsburgicus says:

          chiarito 😀
          ciao !

        • Peucezio says:

          Insomma, Mirkhond,
          io non riesco a capire come si possa non mettersi anche in una prospettiva, assiologica, di giudizio, rispetto a un fenomeno.
          E ancora meno lo capisco, quando poi, in ogni discorso che si fa, non la si esprime ma la si suggerisce, la si evoca.

          Scusa, banalizzo, ma ti costa tanto dirci se l’ISIS ti piace, ti fa schifo o così così??
          Anche se ti conosco di persona, non è che ti leggo nel pensiero: se non mi dici come la pensi davvero, come faccio a saperlo?

  31. mirkhond says:

    Francesco

    Però su questa Terra ci dobbiamo pur vestire.
    E i vestiti possono avere colori, sfumature e look molto differenti….. 🙂

  32. mirkhond says:

    Pino

    Ti rispondo solo su un punto: la mia privata.
    Per un uomo di 43 anni, con un carattere non facile, e con una serie di problemi miei e di chi condivide le mie sofferenze, i pesci nell’oceano saranno pure miliardi.
    Però, capirai bene, che non è affatto facile pescare quello giusto.
    Soprattutto quando non si è nemmeno bravi a pescare, e quando ci tenti, ti senti sempre ridicolo e inadeguato….

    • Francesco says:

      insomma, mi pare che di umorismo, anche greve, ce ne sia poco

      piuttosto una imbarazzante fiducia nel ministro iraniano dello spionaggio (che dovrebbe mentire sempre per dovere d’ufficio)

      😉

  33. mirkhond says:

    Bellissime le scene del liberato che abbraccia la moglie e i famigliari….

  34. Per Francesco

    “insomma, sei kalos kagazos”

    Se c’è una cosa capace di suscitare in me istinti omicidi, è qualcuno che pronuncia la Θ “ts” o la scrive “z”!

    E’ il motivo più ragionevole per l’eliminazione del liceo classico italiano.

    • PinoMamet says:

      …beh, mi sembra un po’ come voler guarire il paziente dal raffreddore, ammazzandolo 😉

      comunque credo che nel centro-nord sia diffusa la pronuncia “Tz”, invece nel centro-sud va per la maggiore (almeno da ricordi di professori “membri esterni” o supplenti) quella di “t” semplice, in compenso sostiuiscono la ypsilon con la U semplice o con un assurda suono “iu”

      io sono per far imparare la pronuncia moderna…

      • Andrea says:

        @ Pino

        Solo per testare se quello che mi hanno insegnato – o quello che mi è rimasto… – è (ragionevolmente) corretto…

        1. A me hanno detto che la ‘theta’ classica andrebbe letta come una ‘t’ (dentale sorda?) seguita da un’aspirazione, ma che la pronuncia ‘th’ anglosassone è ancora accettabile a livello “scolastico”: e, infatti, finivamo tutti per pronunciarla nel secondo modo, docenti inclusi…

        2. E’ vero che pronunciamo la ‘ypsilon’ greca come “ju” – trascrizione fonetica approssimata e approssimativa… -, ma pronunciamo la u francese esattamente allo stesso modo (ed io non riuscirei a pronunciarla altrimenti): ci siamo fatti un sacco di risate su questo, ad un “Certamen”, con i compagni piemontesi…

        • PinoMamet says:

          Anche io la so uguale, riguardo alla theta…

          dentale sorda seguita da aspirazione (credo ci sia ancora in hindi, ma non lo sto ripassando dall’anno scorso quando lo studicchiavo online);
          la pronuncia “simil th- inglese” è più tarda, ma accettabile a scuola
          (del resto mica si leggono solo autori del IV sec. …)

          Il fatto è che gli italiani tendono a pronunciare male anche la th- inglese! 😀 😀

        • PinoMamet says:

          Io, perlomeno, pronuncio malissimo la Th- inglese

          “tènk iu” 🙂 oppure “dèts it”, insomma T o D, secondo i casi 😀 , ma Bologna la rendono con la Z, mi sa
          😉

        • Andrea says:

          @ Pino

          …”(del resto mica si leggono solo autori del IV sec. …)”…

          Sì, infatti: non credo che Anna Comnena parlasse proprio come Platone…

          Che poi è lo stesso problema che si ha con la pronuncia del latino: che senso avrebbe applicare la “ricostruita” pronuncia classicheggiante a Sant’Ambrogio o a Sant’Agostino?

        • PinoMamet says:

          Sono assolutamente d’accordo!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io ho sempre italianizzato tutti i suoni e chissene: non mi capiterà mai di chiacchierare con Aristotele e in ogni caso italianizzo pure i suoni dell’inglese.
          Quindi:
          epsilon ed eta le pronuncio allo stesso modo
          omicron e omega idem
          la zeta è una zeta italiana sonora (eredità salentina: la mia zeta standard è questa)
          la theta è una t normale
          la chi è il suono /k/
          la y è una u normale
          il sigma è sordo o sonoro a seconda di come mi va (ed p scritto come un 6 piccolo, importantissimo)

          E non mi viene in mente altro.

        • MOI says:

          Ov’v’ov’eeeeeee 🙂 !!!

        • PinoMamet says:

          “Io ho sempre italianizzato tutti i suoni e chissene: non mi capiterà mai di chiacchierare con Aristotele”

          beh, questa è più o meno la “ratio” che regola in generale l’uso scolastico delle lingue morte
          (e di quelle semi-vive pure 😉 )
          e la trovo molto logica;

          poi naturalmente si può discettare della correttezza o meno della tal pronuncia riferita al tal secolo, ma sono molto seghe mentali da filologo
          (specialmente per il greco, perché c’ha i dialetti; ah, e per il latino, perché ha le lingue di sostrato; ah e per…. per tutto quanto, via 😉 )

          ” e in ogni caso italianizzo pure i suoni dell’inglese.”

          Pure io, e sono sempre stato capito dagli anglofoni (non sempre vero il contrario 😉 )

    • Francesco says:

      beh, io la pronunciavo circa “z” e quindi la scrivo così se mi manca l’alfabeto greco

      e non mi toccare il Liceo Classico, sta alla pari con il Campionato di Calcio tra i fundamentals della vita!

      😀

      • PinoMamet says:

        Io non so niente di calcio, ma il Liceo Classico è un “fundamental” anche per me, non si discute
        😀

  35. per PinoMamet

    “…beh, mi sembra un po’ come voler guarire il paziente dal raffreddore, ammazzandolo ;)”

    A me la “tz” sembra più la peste bubbonica che un raffreddore 🙂

    Comunque la pronuncia “tz” l’ho sofferta io a Roma.

  36. Per Mirkhond

    “Un articolo di Kahani non privo di umorismo:”

    Kahani è tra i nostri lettori e anche tra i nostri commentatori, e quindi non ne parlo male alle spalle, se dico una cosa…

    Lui fornisce una quantità preziosa di informazioni, introvabili altrove, e lo fa con una presenza quotidiana e dettagliata, per cui sono orgoglioso di mantenere un link al suo blog.

    Detto questo, non mi piace affatto l’astio personale che si nota in tante cose che scrive.

    Io posso pensare tutto il male possibile dei giornalisti e dei politici che hanno sfruttato le due ragazze italiane rapite in Siria; ma di loro, cosa ne so? Posso davvero definirle “troiette”, io che in Siria non ci sono nemmeno mai stato?

    Davanti a questi giudizi, provo lo stesso fastidio che provo ogni volta che leggo giudizi sprezzanti su sconosciuti solo per la categoria a cui appartengono – lo provo quando sento insultare un “fascista”, uno “zingaro”, un “ebreo”, un “negro”, un “cattolico”, un “musulmano”.

    Noi possiamo dire che una certa causa è giusta e un’altra sbagliata; ma è altamente probabile che i singoli esseri umani che sposano una causa o l’altra siano piuttosto simili, in parte in buona fede, in parte in mala fede.

  37. mirkhond says:

    Miguel

    Ciò che dici è giusto se guardiamo una questione da osservatori esterni.
    E quindi con la lucidità che ci viene dal distacco dall’evento in questione.
    Ma se noi “siamo al fronte” se condividiamo una causa, necessariamente ne conseguono toni estremi e passionali, sfocianti anche nell’insulso verso chi condivide la causa del nostro nemico.
    Insomma è umanissima passionalità partigiana.
    Certamente Kahani non verrà mai arruolato dai massmedia nostrani, neanche come corrispondente freelance…..

    • Se é per quello, carissimo Mirko, nemmen ci tengo!

      😉

      • MOI says:

        Tanto basta smanettare in lungo in largo, Keyboard Warrior Style, su Internet che il Nemico Preferito si trova sempre … Esastellato, Ennacandelabrato e non !

        Stèr ad andèr in féin in là an sérv mé’a a gninta … e po’ el baléin del s-ciuptè eli arîven par da bån ! … Hèt capé benéssum, vàira ?

        Giusto perché si sappia che io, Pino e Zeta parliamo le nostre varianti locali della tua stessa Antichissima Lingua Semitica ! 😉

        • MOI says:

          T’at scriv sànpar chel rob-lé cunvéntessum ch’ an a gli hèva mai scrétti inción ètar prémma ed té, d’avàir al “scùpp” dal dé … mo invéz’i, quànd ch’ ai éra al Rumagnôl con cla gâgia cla parèva un fèr da z’tirèr i pâgn, i scrivèven sànpar tóttquànt cla roba-lé préz’iśa cunpàggna té adès’a !

        • mirkhond says:

          Io invece non ci ho capito un cazzo! 😉

          Potresti sottotilorare per i non galloitalofoni, specialmente tra Panaro e Senigallia! 🙂

      • mirkhond says:

        Ne sono contentissimo caro Suleyman! 😉

  38. mirkhond says:

    nell’insulto

  39. mirkhond says:

    Il paragone che un mio alunno mi fece tanti anni fa col campo di calcio, credo che in questi casi sia calzante.
    Io e tu non siamo tifosi di calcio.
    Dunque se vince o perde l’Italia, la Fiorentina o il Napoli, giusto per fare degli esempi a noi vicini :), non ce ne po’ fregà de meno!
    Però io ho visto letteralmente SOFFRIRE autentici tifosi di calcio, quando la loro squadra le ha prese….
    Ora a me queste sofferenze non dicono nulla, in quanto riguardano un mondo che mi è sempre stato profondamente estraneo.
    Ma a chi vi è dentro, le cose appaiono diversamente….
    Lo stesso nella religione, nella politica, nelle ideologie e negli ideali, ecc. ecc.

  40. per Mirkhond

    “Ma se noi “siamo al fronte” se condividiamo una causa, necessariamente ne conseguono toni estremi e passionali, sfocianti anche nell’insulso verso chi condivide la causa del nostro nemico.”

    Anch’io sono al fronte.

    Tra l’altro sono reduce da uno scontro durissimo con una persona che ha sostenuto un punto di vista diverso dal mio. Lo scontro è arrivato anche sulla stampa locale 🙂

    E’ una persona di cui ho una grande stima, che non è cambiata per nulla; le voglio un gran bene; e stiamo cercando di fare il possibile per ricucire i ponti.

  41. MOI says:

    @ TUTTI

    Durante la Campagna Elettorale della Nuova Lega di Salvini a favore dell’ Uomo del Popolo Alan Fabbri, per le Elezioni Regionali dell’ Emilia Romagna 2014 dallo Storico, “travagliato” (ma NON in quel senso, Z !) Esito … Astensionista !

    http://www.secoloditalia.it/2014/11/peppone-oggi-starebbe-don-camillo-non-per-voltafaccia/

    ; -)

    • MOI says:

      @ Z

      Di solito, i cartelli “Cauzione: Pavimento Baganto !” [sic] si trovano nei McDonald’s, tradotti e forniti agli esercenti direttamente dalla Ditta Madre in USA …

      poi ci sono calchi tipo “porta allarmata” [sic] ; “vegetali esausti” (cfr. “vegetal exhausts”) : visto scritto su camioncino dello smaltimento rusco & affini, in Zona Santa Viola ! ; la “Nostalgia della Decade” [sic] degli Anni Ottanta ; “realizzare” (cfr. “to realize”) con significato oramai primario di “rendersi conto”; gli “assolutamente” come se fossero degli “absolutely” ; “attuale” (cfr. “actual”) nel senso di “autentico”; “effettivo” (cfr.”effective”) nel senso di “efficace”; meno peggio robe come “spendere il tempo” (cfr. “to spend time”) anziché “trascorrerlo” … ; “attitudine” (cfr. “attitude”) per “atteggiamento” ; “affettare” (cfr. “to affect”) per “toccare emotivamente”; meno peggio “simbolizzare” (cfr. “to symbolize”) per “simboleggiare” ; già più peggio ; -) “ultimo” (cfr. “ultimate”) nel senso di “sommo”; e non poca altra roba “disturbante” (cfr. “disturbing”) che al momento non mi sovviene …

      PS (@ TUTTI)

      Sempre a proposito di Inglese, a Bologna _ tanto per capirci_ la “ti-acca” _ è universalmente pronunciata “zeta sorda” tipo in “thing” , o “zeta sonora” tipo in “father”; a seconda … L’ articolo determinativo “the”, invece, è sempre “ze” con la sonora.

      L’ “interdentalità fonetica” è un paradossale vantaggio di chi abbia familiarità con la locale dialettofonia, in cui la “zeta” , sorda o sonora che sia, è sempre “lievemente (!) interdentale” come peculiarità tipo la notoria “esse retroflessa” (tratto universale della GalloItalofonia, anche se fra Senigallia e il Panaro è più marcato e fra il Po e le Alpi lo è meno) … una specie di shibboleth ed nuèter, insomma

      @ PINO

      Ma quindi la pronuncia correttissima della “theta” in Greco sarebbe una roba tipo quando Massimo Ceccherini (o altri Toscanacci, soprattutto Fiorentinacci, mi sembra … ) dicono “la t’opa” ?

      PS

      E su “Gozinilla” … t’an dit gninta ? Ma cos’era ‘sto progetto che avevi sui dai-kaiju ?!

      • Mauricius Tarvisii says:

        “porta allarmata”

        In realtà non è sbagliatissimo: esiste una tradizione nostrana di poco eleganti aggettivi del genere, soprattutto nella lingua gergale (persona attenzionata, viaggio/soggiorno spesato, prodotto prezzato, ecc).

  42. mirkhond says:

    “Anche se ti conosco di persona, non è che ti leggo nel pensiero: se non mi dici come la pensi davvero, come faccio a saperlo?”

    Ma se ne abbiamo parlato tante volte qui a Bari!
    Peucezio, Peucezio, Peuceziooo!!!!

    E poi ci si chiede pure perché NON ho amici!
    Se non capiscono quelli che dovrebbero conoscerti di persona, figuriamoci gli sconosciuti!

  43. MOI says:

    @ MAURICIUS

    Ma adesso in Veneto i due Uomini del Popolo Luca Zaia e Flavio Tosi sono l’uno contro l’altro, no ?

    Vincerà la Radical-Chic Cougar MILF Renzina Adepta della Sorority di Donna Prassede nonché “Lèdilàich” 😉 Alessandra Moretti ?

    • Francesco says:

      il secondo miracolo di Salvini

      il primo è stato consegnare Milano a Pisapia, con le continue contumelie ai danni del Cardinale (potete non crederci ma non è cosa gradita ai milanesi, che qualcuno insulti il loro Cardinale, chiunque egli sia)

      secondo me Salvini è un pupazzo in mano a Renzi (o a chi muove anche Renzi), è troppo perfettamente idiota per essere vero

  44. MOI says:

    ” Les Chinois […] un magnifique bras d’honneur […] allez vous faire foutre, avec votre écologie !”

    … incommensurabile !

    😀 😉 🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=tDoJXmNXZw8

    Zemmour e … l’Ecologismo !

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