“E’ Dio che dovrebbero crocifiggere”

Sydney Carter, morto nel 2004, fu un grande spirito inglese. Obiettore di coscienza in piena guerra mondiale, poeta, musicista, mistico dotato di un grande senso dell’umorismo, con una capacità tutta protestante di vedere insieme le cose più piccole della natura e il dramma del sacrificio divino.

Fu un venerdì mattina quando mi portarono fuori dalla cella
e vidi che dovevano crocifiggere anche un falegname
Puoi dare la colpa a Pilato
puoi dare la colpa ai giudei
puoi dare la colpa al diavolo
Ma io accuso Dio
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

Puoi dare la colpa ad Adamo
puoi dare la colpa a Eva
puoi dare la colpa alla mela,
ma a quello non ci credo

Fu Dio a fare il diavolo
e la donna e l’uomo
e non ci sarebbe stata una mela
se non avesse fatto parte del piano
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

Ora Barabba era un assassino
e lasciarono andare Barabba
ma sei tu che mettono in croce
per nulla che io sappia
e il tuo Dio è su in cielo
e non fa nulla
con un milione di angeli che stanno a guardare
e non muoveranno mai un’ala
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

All’inferno con Geova
dissi al falegname
vorrei che invece fosse stato
un falegname a fare il mondo
Addio e buona fortuna a te
le nostre vie presto si separeranno
ricordati di me domani
l’uomo appeso accanto a te
è Dio che dovrebbero crocifiggere invece di me o di te
lo dissi al falegname, appeso all’albero

It was on a Friday morning that they took me from the cell
and I saw they had a carpenter to crucify as well
You can blame it on to Pilate
You can blame it on the Jews
You can blame it on the Devil
Its God I accuse
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

You can blame it on to Adam
You can blame it on to Eve
You can blame it on the apple,
but that I can’t believe

It was God that made the Devil
And the woman and the man
And there wouldn’t be an apple
If it wasn’t in the plan
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

Now Barabbas was a killer
And they let Barabbas go
But you are being crucified
For nothing that I know
And your God is up in Heaven
and He doesn’t do a thing
With a million angels watching
and they never move a wing
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

To hell with Jehovah
To the carpenter I said
I wish that a carpenter
had made the world instead
Goodbye and good luck to you
our ways will soon divide
Remember me tomorrow
The man you hung beside
It’s God they ought to crucify instead of you and me
I said to the carpenter, a-hanging on the tree

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146 Responses to “E’ Dio che dovrebbero crocifiggere”

  1. Francesco says:

    Actually, the carpenter IS God, so the song is idiocy.

    British people don’t make good atheists (nor philosophers).

    Bye

    • Z. says:

      They do, actually. Look up for Hume and Coleridge, for example. Also, Spencer was an all-around genius!

  2. Francesco says:

    Hume???

    quell’ometto ridicolo che iniziò l’empirismo? che è un pò l’Inter della filosofia occidentale?

    siamo seri, pliz

  3. Francesco says:

    la mia prof, con cui ora inizio a trovarmi d’accordo, li passò velocemente in rassegna e mi pare fosse lui a negare il concetto di Sostanza per limitarsi a considerare gli “accidenti” verificabili empiricamente

    dici che mi sbaglio? di cosa si occupava?

    in effetti gli altri due li associo allo United degli anni ’70

    😀

    PS nella prossima vita, invece di Economia Politica farò Filosofia

  4. Francesco

    “Actually, the carpenter IS God, so the song is idiocy.

    British people don’t make good atheists (nor philosophers).”

    A parte l’ottimo inglese, complimenti… Ma il primo ad averci pensato è proprio l’autore, è tutto lì il senso della canzone. Sydney Carter è stato autore di numerosi inni religiosi, peraltro.

    Ma credo che proprio qui ci sia una radicale differenza tra lo spirito protestante e quello cattolico (e nello spirito protestante ci metto tranquillamente anche Chesterton e Tolkien, entrambi cattolici).

    • Francesco says:

      non è carino dare del cretino a Chesterton e Tolkien, anche se erano dei reazionari

      oppure ho capito male?

      ciao

    • Francesco says:

      ma era appeso a destra o a sinistra? mi pare faccia molta differenza

    • PinoMamet says:

      Mi sa che stavolta hai proprio capito male, però il discorso convince poco anche me.

      Voglio dire, se nello spirito protestante rientra anche riconoscere l’intrinseca religiosità di questa cnazone, va anche detto che lo stesso spirito protestante ha considerato quasi blasfema quell’innocua canzonetta che faceva “what if God was one of us”, che poi è teologia cattolica applicata, e considera anche gli stessi cattolici come “quasi pagani” se non pagani del tutto;

      gli anglosassoni poi hanno una pessima opinione delle “catholic schools”, immaginate come una specie di lager di suore che menano, motivata soprattutto dalle chiuse e rigidissime istituzione cattoliche irlandesi, che dovevano essere così proprio per scimmiottare lo spirito anglosassone, e per un periodo, oltre oceano, si sono rifiutate di mescolarsi ai cattolici “latini” (italiani compresi, anzi per primi) perché troppo “festaioli”

      • Francesco says:

        separare il carpentiere da Dio è operazione prettamente diabolica

        mi pare molto poco protestante, che questi al limite preferiscono Dio il Terribile del Vecchio Testamento al Cristo pietoso del Nuovo Testamento

        insomma, non capisco

      • PinoMamet says:

        Francesco

        questo suona un po’ come spiegare le barzellette, ma insomma, io l’ho capita così:
        la canzone è raccontata dal punto di vista del buon ladrone, che dice al falegname condannato a morte: “mi dispiace per te, che non hai fatto niente di male, la colpa di questo mondo marcio è di Dio che l’ha creato così- magari l’avesse fatto invece uno come te, una persona per bene!”

        e non si accorge di avere di fianco proprio quello che è venuto a immolarsi per “togliere i peccati dal mondo” e contemporaneamente, senza saperlo, lo riconosce come colui che ha creato il mondo…

        cavoli, devi fartela spiegare da un perfido? 😉

        • Francesco says:

          mi sa che ci hai preso, fratello maggiore

          bravo!

        • PinoMamet says:

          🙂
          grazie!

        • Francesco says:

          our ways will soon divide
          Remember me Tomorrow

          molto bello ma … la prima strofa nega il rimando della seconda

          sarà stato mica l’altro ladrone?

        • mirkhond says:

          Sono convinto da quando ti leggo, che TU Pino, saresti un ottimo sacerdote cattolico.
          E non scherzo.
          In te, nonostante molti screzi dovuti a motivazioni tutto sommato secondarie (unità d’italia, look femminile, questione israelo-palestinese, ecc.), colgo un profondo ed autentico senso religioso accompagnato ad una gioia di vivere.
          Se tu fossi un prete, verrei domani a trovarti per liberarmi l’animo da tutto il peso del grumo di dolore che mi opprime….
          Sei un dono di Dio….

        • PinoMamet says:

          Che esagerato Mirkhond!
          Ma puoi venirmi a trovare lo stesso, e sei sempre il benvenuto (non venire oggi però, perché a parte che sarò fuori, piove e oggi sembra un po’ Avalon, in effetti….)
          🙂

        • Francesco says:

          << questo suona un po’ come spiegare le barzellette

          Pino, non è che ne hai approfittato per darmi del fesso?

          😀

        • mirkhond says:

          Sto talmente male, e sono così solo, che davvero lo vorrei trovare un prete o uno psicoterapeuta con cui sfogarmi per il troppo dolore che in questi giorni, mi paralizza persino le gambe….
          Ma non so dove andare…
          Non so di chi fidarmi…
          Quando finalmente trovo qualcuno disposto ad ascoltarmi, o che mi puo’ voler bene, ecco che arriva sempre la fregatura!
          Purtroppo!
          Silone trovò il suo sfogo nella scrittura, rielaborando per quasi 50 anni sempre la stessa storia, la sua.
          Per trovarvi un senso ad una gioventù bruciata e distrutta da una serie di tragedie familiari e personali che lo portarono a 30 anni sull’orlo del suicidio…
          Ma io chi ho? Chi trovo?
          Nei paesi che amo non ci posso andare..
          Se mi innamoro di una donna, c’è sempre un von Mayer che è giunto prima e faccio la figura di Jigen!
          Se cerco amicizia, trovo incomprensione…
          Preti ne conosco pochi, e il mio parroco che è una bravissima persona è sempre impegnato e chissà se la trova qualche oretta per stare a sentire il torrente in piena che avrei da dire…
          La nuova dottoressa è una stronza superficiale che sono due giorni che le hai scritto che non stai bene, e quella manco si degna di risponderti….
          Il grido di dolore che dalla terra sale al Cielo, resta inascoltato….

        • PinoMamet says:

          Francesco
          non mi permetterei mai di darti del fesso per sottinteso: ormai ci conosciamo telematicamente abbastanza per dircelo in faccia 😀

          Mirkhond
          davvero mi dispiace per la tua situazione, ma non so che dirti… è possibile chiedere di cambiare dottore?
          (io l’ho appena cambiato, inteso ocme medico di famiglia, per questioni di residenza; quello nuovo tra l’altro ha un cognome meridionale e l’accento pugliese, sembra bravo)
          comunque prova a sentirlo, questo prete che dici, magari un’oretta la trova o comunque potrà indicarti qualcuno, chissà!

          ciao!!

        • Francesco says:

          in effetti, un parroco bravo di questi tempi è segno di predilizione divina, e non scherzo affatto

          fatti due passi fino alla chiesa e vedi se riesci a beccarlo

          ciao

        • Z. says:

          A Silone tutto sommato vogliamo bene. Oddio, sì, era un nemico della classe operaia, ma diamine – come si fa a non voler bene a un italiano che ha usato una canzone dei Metallica per dare il titolo a un suo libro?

      • Mauricius Tarvisii says:

        ha considerato quasi blasfema quell’innocua canzonetta che faceva “what if God was one of us”, che poi è teologia cattolica applicata

        Non sapevo ‘sta storia.

  5. mirkhond says:

    E’ il grido di dolore che sale a Dio dall’umanità sofferente.
    E a cui Dio non risponde…
    Cercate e non troverete….
    Bussate e non vi sarà aperto…..
    Chiedete e non vi sarà dato….
    La stessa cosa la dice il protagonista del film Centochiodi di Ermanno Olmi, davanti al prete che lo minaccia con l’inferno:
    – Dio sarà LUI che ci dovrà dare spiegazioni il Giorno del Giudizio PER TUTTO IL MALE CHE CI HA FATTO!

    • Francesco says:

      e poi si chieda perchè è finito all’inferno!

      dall’Oriente si deve imparare a rispettare Dio, non cedere a questi disordinati impulsi di ribellione

      e pure dalla Grecia, dove la ribellione agli Dei, per quanto capricciosi e incomprensibili, era punita con la morte e la dannazione

      • mirkhond says:

        Comunque con la tua furbizia dialettica ciellina, NON hai risposto al perché del male che Dio, se non ci manda direttamente, però lo permette….

        • Francesco says:

          sarei un pazzo se pensassi di avere la risposta a QUESTA domanda

          ho solo un crocifisso qui di fianco a me, che forse è la risposta

          ciao

        • mirkhond says:

          La Croce è insopportabile da portare.
          Soprattutto quando la si porta da TROPPO tempo.
          Gesù ha sofferto solo 2 (DUE) giorni.
          Noi, mesi, e spesso ANNI….
          Forse chiede troppo….

        • Francesco says:

          << forse chiede troppo

          persino per Papa Francesco non è mai vero, non avertene a male ma non ti seguo

          ciao

        • Z. says:

          “Alcuni si chiedono perché un Dio perfetto avrebbe creato un universo così pieno di male. L’enigma che costoro non scorgono è tuttavia ancora più grande: perché un Dio perfetto avrebbe creato un universo?”

          – Sorella Miriam Godwinson, Solo per grazia di Dio

  6. mirkhond says:

    Chi è finito all’inferno?

  7. mirkhond says:

    Dagli dèi falsi e bugiardi bisognerebbe solo guardarsene, visto che non si ha nulla da imparare da proiezioni divinizzate dei vizi e dei capricci degli uomini che se li sono inventati a loro immagine e somiglianza….

    • Francesco says:

      e invece tutta l’apologetica cristiana capì quanto di vero c’era anche nella concezione greca del Divino

      chi finì all’Inferno? spero nessuna ma ho seri dubbi per il blasfemo

      ciao

  8. mirkhond says:

    Guardati il film, così capirai chi è il vero blasfemo….
    Datece l’eutanasia!

  9. Francesco says:

    Per Hume la fede è un sentimento irrazionale ed emotivo e non insegna all’uomo a migliorarsi dal punto di vista morale, anzi spesso lo peggiora. L’opera si chiude con queste parole: “Tutto è ignoto: un enigma, un inesplicabile mistero. Dubbio, incertezza, sospensione del giudizio appaiono l’unico risultato della nostra più accurata indagine in proposito. Ma tale è la fragilità della ragione umana, e tale il contagio irresistibile delle opinioni, che non è facile tener fede neppure a questa posizione scettica, se non guardando più lontano e opponendo superstizione a superstizione, in singolar tenzone; intanto, mentre infuria il duello, ripariamoci felicemente nelle regioni della filosofia, oscure ma tranquille”.

    OK, lo metto con Galliani e Scalfari nello scaffale degli orrendi abominevoli.

  10. mirkhond says:

    “non avertene a male ma non ti seguo”

    Infatti non ce l’ho mica con te, che sei estraneo al mio dolore.
    Non si capisce se non si hanno vissuti ed esperienze simili….
    E’ solo che sono stanco di soffrire…
    Soprattutto quando sembra che le cose possano andare per il verso giusto
    E invece, buuum! Punto e a capo….

    • Francesco says:

      hai ragione: la mia vita è estranea al dolore, quello grande e serio.

      ma non lo sono le vite di molti che hanno mantenuto la Fede (e la letizia) anche nella prova e di fronte alla morte.

      posso solo dirti che tutti dicono di riuscire a vivere in quelle condizioni perchè mantengono lo sguarda fisso su di Lui più che sulle loro speranze. e che Lui non li tradisce mai

      ciao

  11. mirkhond says:

    Tanti anni fa, per strada, incontrai un barbone che mi raccontò la sua storia.
    Mi disse che aveva tentato per due volte il suicidio, ma gli era andata male.
    Per “vigliaccheria” così mi disse.
    E mi disse anche:

    – Ma Dio si E’ Incarnato in Gesù Cristo.
    – Che E’ morto e Risorto per noi.
    – Ma quella morte e quella Resurrezione non avrebbero dovuto liberarci da tutti i mali?
    – E perché allora CONTINUIAMO a soffrire?

    Io allora, avevo molta più fede, anche se più supeficiale se vista con gli occhi di adesso.
    Non seppi dargli alcuna risposta….
    E nemmeno adesso, se lo dovessi reincontrare….

    • Francesco says:

      credo che quella domanda sia alla base di quasi tutta la teologia cristiana, non solo delle riflessioni del tuo amico

      se Illo ha fatto la Redenzione, che cazzo c’abbiamo a fare noi?

      ciao

      • MOI says:

        Mi pare che Gesù NON abbia detronizzato Satana quale “Principe di Questo Mondo” …

        • mirkhond says:

          Perché non l’ha fatto?
          Vuol dire allora che ha ragione Mani?

        • MOI says:

          Forse per lasciarci liberi … comunque l’ Islam alla Serpe NON fa sconti, anche se c’è chi lo paragona alla cura dell’ emicrania sparandosi in testa !

        • mirkhond says:

          Sì, è l’obiezione della teologia cattolica, come disse Monsignor Tonini a Maurizio Costanzo, tanti anni fa…
          Però mi pare che di questa libertà, l’umanità ne ha fatto e ne fa spesso un cattivo uso….

        • MOI says:

          Il Corano, invece, mi pare che saggiamente insista nel dire che Satana è subdolamente abile nel far credere bene ciò che è male e male ciò che è bene …sì, insomma: tipo D’ Alema in pratica ! 😉 🙂

        • Francesco says:

          la cosa è abbastanza ambigua però mi pare ragionevole quel che dice la teologia cattolica

          Satana millanta ma il mondo lo ha creato Dio e lo ha redento il Figlio, al punto che omnia munda mundis

          a lui è rimasto solo l’inganno, che però funziona abbastanza bene per la nostra stupidità

          ciao

  12. mirkhond says:

    Però dopo 2000 anni, mi sembra che la teologia cristiana, non abbia ancora dato una risposta soddisfacente a tale dolorosa domanda….

    • Francesco says:

      forse perchè non è il suo vero scopo

      lo scopo è capire chi è Cristo, il resto è contorno, Lui è il centro di gravità permanente e universale

      ciao

    • roberto says:

      “mi sembra che la teologia cristiana, non abbia ancora dato una risposta soddisfacente a tale dolorosa domanda”

      c’è una qualsiasi religione che ha dato una risposta soddisfacente?

      • mirkhond says:

        Non lo so….

      • Francesco says:

        c’è un qualsiasi uomo che ha dato una risposta soddisfacente?

        😉

        • PinoMamet says:

          In effetti… la risposta di Buddha è, all’incirca, “gente, il dolore esiste, facciamocene una ragione”;
          molto onesta, ma pochissimo consolante, proprio come quella sul divino:
          “non ne so niente e quindi non ne posso parlare”.

        • Francesco says:

          Buddha mica ha detto “il dolore esiste, quindi freghiamolo sciogliendo l’Io”?

        • PinoMamet says:

          Giriamo la domanda a Tortuga! 🙂
          Ma non mi pare, se ho capito bene cosa intendi…

        • Francesco says:

          l’esistenza dell’Io invididuale è la causa ultima della sofferenza e la soluzione è la rinuncia a questo Io per sciogliersi nel Nirvana, a quel che so

          inizia con azzerare tutti i tuoi desideri, non sarai mai deluso e non soffrirai

          mica per nulla io resto cattolico

  13. mirkhond says:

    Si vabbè, non è una risposta soddisfacente per chi soffre….

  14. Lycopodium says:

    Nemmeno a me la “capacità di vedere insieme le cose più piccole della natura e il dramma del sacrificio divino” sembra “tutta protestante”, semmai un sintomo dell’et/et cattolico.

  15. Per Lycopodium

    “Nemmeno a me la “capacità di vedere insieme le cose più piccole della natura e il dramma del sacrificio divino” sembra “tutta protestante”, semmai un sintomo dell’et/et cattolico.”

    Calcola un elemento volutamente provocatorio in quello che dico.

    Cattolici e “laicisti”, le uniche due specie di pensiero riconosciute in Italia, sono accomunate da una notevole antipatia per il pensiero religioso anglosassone e tedesco.

    Per i primi, è “protestante”, per i secondi, è “irrazionale”, e comunque appartiene a un modo di pensare del tutto alieno al pensiero ufficiale italiano.

    Ecco che troviamo Blake etichettato come “di sinistra”, o Tolkien etichettato come “di destra”, mentre entrambi appartengono allo stesso modo di percepire la realtà.

    Ora, quel modo di percepire la realtà contiene in sé il germe di due opposti – la devastazione del mondo che ha compiuto l’impero britannico, madre di tutti i mali dell’umanità; e gli antidoti che quello stesso mondo conteneva, e che non potevano essere contenuti nei mondi che quell’impero ha distrutto.

    Ecco perché io trovo le riflessioni di Blake o di Tolkien molto più utili di quelle di Gentile o di Gramsci.

    • Z. says:

      Leggere Blake mi piace molto, ma non posso dire che certe sue riflessioni – tipo quelle su Voltaire, Rousseau e Democrito, che immagino siano quelle cui ti riferisci – siano molto feconde per me.

      Per capirsi, mi sembra come voler cercare chissà quale interpretazione della vita nei testi dei Led Zeppelin o dei Metallica 🙂

    • Francesco says:

      Miguel

      so che non è il tuo mestiere e neppure il tuo stile ma un Bignami per italiani medi?

      io NON ho capito NULLA di questo pensiero, peggio di quando Tortuga spiegava la teologia buddhista usando solo parole indiane

      grazie

      • mirkhond says:

        Effettivamente, mi associo alla richiesta di spiegazioni formulata da Franky.
        Con cui (almeno in questo 😉 ) condivido il bisogno essoterico di spiegazioni chiare di testi esoterici….
        I nostri poveri limiti….

    • PinoMamet says:

      Io credo di aver qualche dubbio sul fatto che le riflessioni di Tolkien, che conosco come autore di romanzi, o di Blake, che non ho capito bene cosa stia dicendo, siano più utili di quelli di Gentile o di Gramsci o di chiunque altro filosofo-sociologo-pensatore assortito.

      Blake lo conosco talmente niente, che non mi sento di parlarne.

      Tolkien descrive un suo mondo, che poi è in parte una proiezione abbastanza evidente dell’Inghilterra pre-industriale; la sua intuizione geniale non è quella di popolarla di nanetti: quella è fantasia;
      neppure di inserirla in un universo immenso e compiuto: quella è bravura letteraria e talento linguistico.

      La sua intuizione geniale, a livello letterario, è di inserire la strana “Merry England” degli hobbit in un mondo in cui tutti i miti inglesi (e per relato, europei) sono contemporaneamente all’opera.

      Ecco quindi i piccoli inglesotti del Sei-Settecento alle prese non con il tiranno Bonyparty, ma con dinastie di re nordici con i loro eserciti, con gli inesplicabili elfi e eroi celtici, sempre un po’ imprevedibili e obliqui, con i maghi più che arturiani, draghi e orchi, e infine con il male stesso personificato.

      In tutto questo, non dà giudizi morali particolari, che non siano il fatto che sta ovviamente dalla parte del bene;
      ma una vera riflessione sul mondo centrale, sul suo, appunto, “mondo di mezzo”, manca, e sarebbe credo sbagliato volercela mettere noi.

      Non è certo un razzista perché parla di hobbit, nani, orchi ecc., e sarebbe una bella forzatura vedercelo (sia in negativo, come pare fare un po’ la sinistra, sia in positivo per la destra);

      ma ricalca le posizioni inglesi tradizionali quando parla delle varie famiglie di hobbit, e di come le più nobili e intraprendenti siano quelle che hanno più sangue “paloide”, nella traduzione italiana, cioè, fuor di finzione, gli inglesi più germanici (i paloidi essendo più chiari, più alti, e venuti da fuori in tempi remoti…)

      insomma, un simpatico inglese, con i saldi pregiudizi dei simpatici (o meno) inglesi, capace probabilmente, come moltissimi inglesi, di passarci sopra e di cambiare opinione (capacità che sembra mancare ai tedeschi…), bravissimo a scrivere le sue robe:
      ma non un maitre a penser, né credo che abbia mai voluto esserlo.

  16. mirkhond says:

    “e gli antidoti che quello stesso mondo conteneva, e che non potevano essere contenuti nei mondi che quell’impero ha distrutto.”

    Questo è un aspetto interessante.
    Ma esattamente quale sarebbe questo rimedio?

  17. Per Mirkhond

    “Ma esattamente quale sarebbe questo rimedio?”

    Sta nel capire che in ogni cosa, anche nel nemico, c’è il divino, senza avere la minima certezza di cosa sia il divino

  18. mirkhond says:

    Non capisco bene.

    Quali sarebbero queste forze positive “norrene” anglo-tedesche che potrebbero indicarci il modo come uscire dal male che quelle stesse culture hanno provocato?
    E come tradurle in Italia?

    • MOI says:

      Mah … i Norreni si sono dati al Politically Correct con uno zelo che spesso “bagna il naso” ai loro stessi Mentori Stellati&Strisciati !

      Però ogni tanto l’ Anima Berserk riemerge …

      • Z. says:

        A tutti piace sfogarsi, e tutti tendiamo a farlo – in modi diversi – dove, quando e come ci viene permesso. Direi che essere “norreni” o meno non c’entra granché 🙂

        • mirkhond says:

          Mi chiedo cosa succede quando Zanardo si sfoga…. 🙂
          Vorrei esserci….a debita distanza! 😉

  19. mirkhond says:

    Però ogni tanto l’ Anima Berserk riemerge …

    Non ho esperienza di vita nel Norrland frangistano, non essendo mai stato più a nord di Luino-Rovereto-Savoia.
    Ma, forse per il clima, forse per l’assenza di luce solare per gran parte dell’anno, ho l’impressione che la vita in quelle brume sia davvero tristissima.
    Lo era ieri, quando erano contadini, pastori, artigiani, commercianti e navigatori.
    Lo è oggi pur con tutto il benessere industriale, la tecnologia, l’individualismo liberale che lì raggiunge i vertici di “perfezione”, se perfezione puo’ essere considerata….
    Però, comunque, ci dev’essere tanta solitudine tra uomo e uomo, si da trasformare un tranquillo manager, un impiegato pubblico o privato, un commerciante, un imprenditore, in un berserk hooligan, al fine settimana.
    Quando liberandosi con soddisfazione di giacca e cravatta, ci si tuffa nei pub e discoteche, e ci si ubriaca fino alla consueta rissa…
    Oppure si va in trasferta calcistica a devastare beni altrui, in preda ad abbondanti fumi dell’alcool…
    C’è, a mio modesto parere, un’infelicità profonda in questi norreni, che nasce dal clima e dalle deprimenti brume in cui vivono….
    Ora se un “maruchein dla maruconia” sta MALE in casa SUA, con climi diversi, figuriamoci lì nel Norrland di quello stesso Frangistan….

    • Z. says:

      mirkhond,

      — C’è, a mio modesto parere, un’infelicità profonda in questi norreni, che nasce dal clima e dalle deprimenti brume in cui vivono…. —

      Pare che questa convinzione abbia origine da una dichiarazione di Eisenhower, rilasciata per criticare la socialdemocrazia svedese. Forse di qua dell’oceano i connotati politici dell’osservazione siano andati perduti, e sono stati rimpiazzati da considerazioni sul clima.

      Comunque la Svezia parrebbe trovarsi piuttosto in basso nella classifica dei suicidi.

      • mirkhond says:

        Non saprei o Zanardo…
        In passato non mi sarebbe dispiaciuto visitare l’urheimat dei Goti e dei Vandali, nonché dei Variaghi…
        Ma oggi, sull’orlo di un baratro depressivo in cui mi trovo, non so se sarebbe una buona idea….
        Comunque non credo che il malessere norreno sia legato a questioni di stato sociale, ma proprio di solitudine esistenziale, dovuta anche al clima, alla scarsa luminosità e forse, proprio a quell’individualismo esasperato che distrugge ogni possibilità di rapporti affettivi duraturi….
        Almeno questa è la mia impressione di un franco mediteraneo che non si è mai spinto in tali lande norrene… 🙂

      • Francesco says:

        al 37° posto su 117 paesi censiti dall’OMS

        ma è un caso in cui sarei molto diffidente con le statistiche

    • Roberto says:

      Su felicità e nord

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-10/lonu-pagella-felicita-italia-124910.shtml?uuid=AbZjICVI

      Però credo che sia una questione di carattere. A me piace leggere il giornale mentre sto in fila alla posta senza stressarmi che uno mi passi davanti.
      Magari altri non si stressano e sono contenti di sedersi su una panchina a prendere il sole…

      • mirkhond says:

        Mah, mi chiedo chi le redige queste statistiche….
        E comunque non mi sembra di aver detto di vivere nel paese della felicità…
        Mi chiedo però se in questi paradisi norreni, la depressione e l’infelicità da solitudine affettiva non siano assenti….

      • roberto says:

        certo che nei paesi norreni depressione, infelicità e solitudine esistono!

        semplicemente non credo che esistano più che in altri posti e mi sa che la maggiore o minore luce solare non ha poi chissà quale effetto. se uno è depresso è depresso nella notte infinita di trondheim come sotto il sole di lipari.

        poi mirkhond, secondo me parlare di norrenia o nord in generale lascia un po’ il tempo che trova. volendo fare delle macrosemplificazioni di caratteri nazionali i tedeschi non sono affatto la stessa cosa che gli olandesi o gli svedesi (i tedeschi del sud specialmente). ci sono certo dei tratti in comune, ma chessò per fare un esempio di una cosa che ho visto con i miei occhi, i tedeschi mi paiono molto più caciaroni e festaioli che gli olandesi.

      • PinoMamet says:

        Leggo tra i parametri:
        il reddito, la sensazione di libertà nel compiere le proprie scelte, l’assenza di corruzione e l’aspettativa di vita.

        Sono tutte cose importantissime, ma non sono “la felicità”, che è un sentimento individuale e può dipendere, in effetti, da un’infinità di cose che non hanno nulla a che fare col reddito o l’aspettativa di vita.

        • roberto says:

          come dice un antico proverbio cinese, se proprio devi piangere è meglio farlo in una villa con piscina sorseggiando champagne che in una capanna di lamiera lottando contro gli scarrafoni
          🙂

          scherzi a parte, sono d’accordo con te, ed infatti queste classifiche di chi è più o meno felice lasciano veramente il tempo che trovano.
          il problema, è secondo me, la parola “felicità” che non è appropriata, perché mi pare evidente che in genere vivi meglio se hai un tetto sulla testa, una zuppa calda per te e la tua famiglia, la ragionevole speranza che i tuo figli abbiano una vita migliore della tua e che se ti succede qualcosa, qualcuno penserà a te, piuttosto che se ti mancano tutte queste cose. ma certo la felicità è altro (e lo dimostrano senza nessun dubbio tragedie come quella di robin william che aveva sulla carta tutto per essere felice)

  20. MOI says:

    Speriamo, quindi, che dopo la dipartita di Elisabetta II … gli Imam della futura, inesorabile Repubblica Islamica di Anglistan 😉 siano sufficientemente illuminati da far tesoro di Chesterton, Tolkien e Blake ! 😉

  21. MOI says:

    @ MIRKHOND

    La conoscevi questa, dei Nomadi ?

    https://www.youtube.com/watch?v=WUMEczhcqYA

    Noi non ci saremo

  22. mirkhond says:

    Non l’avevo mai sentita.
    Però è bellissima…
    Recentemente, ascoltando alcune canzoni “sessantottine” ho come l’impressione che dietro il “gioioso ottimismo” tipico del giovanilismo di quegli anni di contestazione, si nascondesse come un senso “profetico” della fine del nostro mondo…
    Ovviamente è solo una mia sensazione….

  23. mirkhond says:

    “A Silone tutto sommato vogliamo bene. Oddio, sì, era un nemico della classe operaia”

    Ma amava quel mondo contadino mariscano da cui proveniva, e a cui, almeno idealmente, tornò attraverso i suoi romanzi….
    Il pensiero di Silone, per certi versi mi ricorda quello di Miguel, in quella sua sintesi tra le più avanzate conquiste culturali del socialismo moderno unite al desiderio di preservare un comunitarismo contadino arcaico…

  24. MOI says:

    A Silone tutto sommato vogliamo bene. Oddio, sì, era un nemico della classe operaia,

    Z

    [cit.]

    ————————-

    … Perché, il Jobs Act in realtà è di Silone ?!

    • Z. says:

      😀

      Però Renzi mica è un traditore. Non nel senso stretto del termine, quanto meno.

      Al limite possiamo dire che è l’Antisinistro, ossia un nemico sinistro-mimetico 😀

  25. mirkhond says:

    marsicano

  26. mirkhond says:

    Zanardo

    Forse lo avrai già letto, ma ti consiglio di leggerti Silone, doppia vita di un Italiano di Dario Biocca.
    Lì, assieme alla lettura dei suoi capolavori, Fontamara, Vino e Pane (il più drammaticamente autobiografico) e Il Seme sotto la neve, troverai la spiegazione del perché Silone finì per ripudiare il comunismo, già nel 1929-1931.
    Proprio per via di quella sua doppia vita di leader socialista e poi comunista e di informatore della polizia italiana, potè meglio e prima degli altri, attraverso una durissima crisi che lo portò sull’orlo del suicidio nel 1928-1932, capire meglio e prima di altri il volto demoniaco del POTERE.
    Anche comunista….

  27. mirkhond says:

    C’è una frase, del recente, Il Fenicottero, vita segreta di Ignazio Silone, * che mi ha colpito in questi giorni:

    ” Secondino imparava che tutto è caduco nella vita, anche le amicizie più emozionanti vanno in fumo”.

    Da Renzo Paris, Il Fenicottero ecc. p. 164.

    * Il Fenicottero è un romanzo, basato sulle testimonianze documentarie emerse dagli studi di Dario Biocca e Mauro Canali sulla doppia vita che Secondino Tranquilli, in arte Ignazio Silone, visse tra il 1919 e il 1930, allargandosi però anche agli anni dell’infanzia contadina a Pescina dei Marsi, il terremoto del gennaio 1915 e le tragiche vicende che colpirono quest’uomo fin dagli anni della vita in cui non ci dovrebbe essere malinconia….

  28. MOI says:

    The Lord of the Rings and the Catholic Faith

    https://www.youtube.com/watch?v=jKh2FMnnCzw

    Peter Kreeft: Christian Themes in ‘Lord of the Rings’ – Biola University Chapel

    https://www.youtube.com/watch?v=YIKKZjpAA0M

    … ma i Celtari rifiutano di accettarlo, troppo affezionati all’aspetto “Fèntaśi” 🙂 !

  29. MOI says:

    Franco Cardini :

    2002, inevitabilmente datato sull’ attualità, ma sempre interessante.

    L’Occidente opulento e sicuro di aver ragione rischia di confondere Aragorn con Bush e Sauron con Bin Laden: e non si rende conto di quanto sia pericolosa l’avanzata del Saruman globalizzatore, di quanto sia urgente liberarsi dell’Anello del nuovo materialismo

    [cit.]

    http://www.toscanaoggi.it/Cultura-Societa/Giu-le-mani-da-Tolkien#sthash.lLvf4MCd.dpuf

    … “difende” Tolkien.

    • MOI says:

      Il corsivo va bene, ma volevo nerettare solo poche parole: boh … scusate.

    • Mauricius Tarvisii says:

      E vogliamo parlare della prefazione all’edizione italiana di Zolla dove si interpreta il libro proprio in chiave occultista e manichea?

      • PinoMamet says:

        Elemire Zolla?? 😀

        Fantastici i suoi libri in cui dall’inizio alla fine avevi l’impressione di stare per scoprire chissà quale significato nascosto del mondo, e poi ti ritrovavi all’ultima pagina con l’impressione di non aver scoperto proprio niente…
        comunque letture molto piacevoli, bisogna dirlo.

        (a distanza di anni: probabilmente non c’era niente da scoprire, ma affascinante il continuo gioco di richiami)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Proprio lui 😀
          A me diede l’idea si un allucinato, ma all’epoca andavo al ginnasio ed ero meno tollerante di adesso

        • mirkhond says:

          Uno spocchioso snob, che trovava da ridire sugli accenti dialettali, soprattutto “meridionali”, come vedemmo una volta al Maurizio Costanzo show….
          Del resto che ti aspetti da uno che si chiamava Elemire?

        • PinoMamet says:

          Io non l’ho mai visto o sentito dal vivo, che ricordi…
          leggo su internet che era di origini in parte anglo-francesi…
          mi ricorda un po’ quel personaggio che faceva Sordi nei Nuovi Mostri, il nobile romano che sta andando a un convegno sullo “scisma Lefebvre” e raccoglie l’incidentato :”sa, sono poliglotta, perché sono stato allevato da cinque nurse di cinque nazionalità diverse… cinque puttane scatenate che mi hanno iniziato all’erotismo satanico…”

        • Peucezio says:

          “Uno spocchioso snob, che trovava da ridire sugli accenti dialettali, soprattutto “meridionali”, come vedemmo una volta al Maurizio Costanzo show….
          Del resto che ti aspetti da uno che si chiamava Elemire?”

          Sì, mi ricordo di quell’episodio.
          Anche mio zio quando si parla di Zolla lo rievoca, notando che uno che pretendeva di capire gli sciamani dell’Asia centrale, non capiva un tizio he parlava con l’accento napoletano (non in dialetto napoletano, si badi, ma con l’accento).

        • Francesco says:

          non ci crederete ma ci sono pochissime cose più fastidiose dell’italiano parlato con accento, che sia romano o napoletano o barese o veneziano

          di quello milanese temo di non accorgermi ma non sono sicuro

          in ogni caso, al massimo si può ammettere un leggero accento fiorentino e basta

        • PinoMamet says:

          Non riconosci l’accento milanese??

          Direi che è uno dei peggiori (mi dispiace!) almeno per i gusti personali.

          Ma io in genere non sono infastidito dagli accenti, quanto dall’atteggiamento “parlo con l’accento X perciò sono simpatico”
          (diffuso in tutte le regioni italiane: uno dei peggiori è il figlio di Fatma Ruffini…)

        • Francesco says:

          Pino

          è che vivo a Milano da quasi 20 anni

          anche se ormai lo parlano così in pochi che forse a sentirlo lo noterei anch’io

          in generale detesto gli accenti, anche se mi piacciono i dialetti

          so’ strano?

          🙂

        • PinoMamet says:

          Non sei strano (in questo 😀 ) anzi, sostanzialmente la vedo come te…

    • Francesco says:

      e chi sarebbe Vermilinguo?

      mi piace molto la lettura che Cardini nega del Signore degli Anelli

      😀

    • Francesco says:

      Moi

      immagino che tu come me abbia letto e riletto almeno i libri principali di Tolkien

      se nel Silmarillion è vero che male e bene sono mescolati in tutti i personaggi, tranne “Dio” e “Satana”, mentre gli Dei minori, gli Elfi, Uomini e Nani sono tutti imperfetti e almeno gran fattori di cazzate

      nel Signore degli Anelli il confine è molto più netto e non per nulla Gandalf si sacrifica lottando col Balrog e “risorge” come Gandalf il Bianco!

      ciao

  30. habsburgicus says:

    FINALMENTE
    http://www.eastjournal.net/bielorussia-lingua-e-rinnovata-coscienza-nazionale-minsk-cerca-lo-strappo-con-mosca/54580
    è da un po’ che io sostenevo che una valorizzazione della nazionalità bielorussa fosse in definitiva utile anche al Presidente..
    ora, pare, si sia deciso !
    se chiedeva la mia consulenza qualche anno fa, avrebbe risparmiato tempo 😀 e i risultati sarebbero stati quindi migliori 😀
    né avrei chiesto molto 😀 la metà in donne, il resto in palanche 😀 (inclusa una piccola parte da dare al sommo Principe del Foro per un parere legale :D)

  31. Per Moi

    ” gli Imam della futura, inesorabile Repubblica Islamica di Anglistan”

    Ma se non sono riusciti a mettere in piedi repubbliche islamiche in Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto o Turchia, perché mai dovrebbero riuscirci in Inghilterra, dove attualmente il 95,6% della popolazione NON è musulmana?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Islam_in_the_United_Kingdom

  32. PinoMamet says:

    Non c’entra nulla, ma sul tiranno Bonyparty:

    sul tubo si trovano due serie inglesi ambientate nel periodo, entrambe tratte da romanzi storico-popolari-ombrellonari, quella sul tenente (poi fa carriera) Sharpe, interpretata da Sean Bean che è specializzato in militari, e quella marinaresca sul capitano Hornblower, interpretato da un tal Ioan Gruffud (che poi sarebbe John Griffith in gallese).

    Viste in inglese coi sottotitoli in inglese, per passare il tempo ed esercitarmi con la lingua.
    Aldilà di piccole differenze qualitative, da tale significativo campione 😉 ricavo queste considerazioni:

    -la Gran Bretagna dell’epoca è descritta come un paese di leggi brutali e ingiuste, con un rigida struttura in classi e fortissimi pregiudizi;

    -i personaggi di estrazione popolare vi potevano fare carriera (come i due protagonisti) ma a costo di grossi scontri;

    -il sistema militare inglese è mostrato nella sua crudeltà (pena di morte per le più piccole mancanze) e inefficienza (cariche comprate a suon di quattrini, cosa legale all’epoca) appena temperate dall’umanità e buon senso di molti;

    -i francesi sono descritti come avversari, ma mai sminuiti o derisi; è vero che li si chiama praticamente sempre “frogs”, ma specialmente in Sharpe, dove l’ambientazione li rende più tangibili, se ne parla sempre con ammirazione e rispetto
    (alcuni personaggi francesi che vi appaiono sono mostrati in modo estremamente simpatetico)

    -Bonaparte è un tiranno “perché sì”, ma l’Ancien Regime francese è visto senza alcuna simpatia (in entrambe le serie un episodio di tentata ribellione operata da francesi del vecchioi regime finisce malissimo, in uno dei casi il nobile francese è descritto come un tiranno assetato di sangue e inviso alla popolazione)

    -l’aspetto che pare affascinare di più il pubblico inglese è la “guerra peninsulare” in Spagna, con lo strano esercito angloportoghese e gli spagnoli (anche questi sempre trattati con rispetto) che cambiano alleanze e fanno la guerriglia;

    -in entrambe le serie c’è un forte accento sulla questione irlandese, con gli irlandesi che forniscono una parte notevole delle forze armate britanniche, ma contemporaneamente hanno già (o ancora) aneliti di indipendenza e sono presenti in forze anche tra le armate napoleoniche…

    -interessante, come nota di colore, l’uso di termini indiani penetrati nella vita militare britannica (“pukka” nel senso di “cosa perfetta, ben fatta”, “dekko” nel senso di “guardare” ecc.)

    • Mauricius Tarvisii says:

      Gli irlandesi
      Era fresca un’insurrezione irlandese appoggiata da uno sbarco francese del periodo giacobino.

      • mirkhond says:

        Infatti gli Irlandesi hanno continuato a guardare alla Francia, come ad un liberatore anche DOPO la rivoluzione francese.
        Vedasi appunto l’insurrezione del 1796-1798.
        Dove la “Vandea” cattolica irlandese aspettava i “Giacobini” di Parigi come liberatori!
        E per lo stesso motivo, appoggeranno i tedeschi durante la prima e la seconda guerra mondiale, come in passato avevano appoggiato gli Asburgo di Spagna e i Borbone di Francia, e poi pure quelli di Spagna, almeno fino a Carlo III (1759-1788).
        E ciò perché in Irlanda i veri “nazisti” erano gli Inglesi.
        Di sicuro dai tempi di Cromwell (1649-1658)!

  33. Per PinoMamet

    Due cose…

    1. dekko, proprio quello degli amici Rom che gridano, dikh! dikh!, guarda guarda!

    2. Una delle cose che più mi ha colpito sulla particolarità del mondo anglosassone, è stato come hanno mandato Napoleone a Sant’Elena – con un colpo di mano, salpando dal porto di corsa, in modo da non permettere a un magistrato di bloccare tutto in nome dei suoi diritti, e in modo da evitare anche un’insurrezione da parte di tutti quegli inglesi che tifavano per lui.

    Guantanamo era ancora molto lontano…

  34. Per Francesco

    “inglesi che tifavano per Bonaparte? racconta, racconta”

    un paio d’anni fa, lessi la storia degli ultimi giorni di Napoleone, non mi ricordo il nome dell’autore, si tratta comunque di un testo piuttosto noto.

    E descrive in dettaglio proprio la vasta simpatia che Napoleone suscitava nell’opposizione “di sinistra” in Inghilterra, e la paura che il governo aveva che un magistrato accettasse il ricorso di Napoleone, che chiedeva di poter restare in Inghilterra.

    • habsburgicus says:

      Simpatia sì…almeno nel 1815 (quando Buonaparte poteva anche servire a piani rivoluzionari e sovversivi ed era visto come pericolo solo da Lord Castlereagh e dall’establishment)..così come c’era stata simpatia per i giacobini (Foxe per fare un nome) nel 1790’
      Simpatia però non è “appoggio” treasonous..quando l’Inghilterra si ritenne in pericolo, nei 1790’ e poi negli anni 1803-1813, TUTTI gli inglesi, per quanto sappiamo, operarono contro i francesi senza debolezze e sconti, per quanto in molti casi vicini ideologicamente ai francofili (per estensione, “giacobini”, poi “liberali”), che infatti inizieranno ad appoggiare e foraggiare subito dopo
      Nessuno però tradì, durante le guerre napoleniche
      Una delle forze dei popoli anglosassoni è che non conoscono il tradimento…
      Lo si vide ancora nella II guerra mondiale—infiniti traditori in Italia, un buon numero in Germania, compreso gran parte del Servizio segreto, basti citare Canaris (ma nessuno in Giappone) e NESSUNO in Inghilterra o negli USA (a favore dell’Asse)
      Nessun inglese e nessun americano tradiva, neppure per ideologia, almeno sino ad epoche recenti e all’intrusioni in certi ambienti corrotti di ideologie “forti” e radicalmente anti-inglesi e anti-americane come il marxismo-leninismo (i primi esempi di tradimento infati si ebbero col gruppo di Cambridge a favore dell’URSS..non a caso tutti riccastri, sessualmente “strani” :D…il popolo in Inghilterra e negli USA non può tradire, la Patria là è cosa sacra..non come in Italia dove tutti guardavano allo straniero ! e ciò spiega, insieme ad infinite altre cose, per ché il mondo lo domina(va)no loro !)

      • Francesco says:

        nessuno tradiva o li hanno sistemati ben benino? vedo più all’opera un establishment deciso ed efficiente che una virtù civica universale

        ciao

  35. mirkhond says:

    E la waffen ss Georg Washington, formata da prigionieri statunitensi?
    E i canadesi pure membri delle waffen ss?

  36. MOI says:

    Un operaio intervistato in una trasmissione tv che parlava di riforme disse una volta :

    “Se una roba si chiama con un nome in Inglese, è senz’altro un’ inculata !” [cit.]

  37. MOI says:

    Confesso che ‘sto Personaggione di Elemire Zolla “me lo son perso” 😉 [o almeno l’ ho rimosso] , si può recuperare 😉 sul tubo ?

  38. PinoMamet says:

    Non ho cercato ma credo di sì…
    comunque dal vivo me lo sono perso anche io, mi sa, conoscevo solo alcuni libri.

    Lo metto nella categoria degli “imbonitori magici”, tutto sommato;

    significative le caratteristiche di quelli prodotti in varie parti del globo:

    -da Torino Rol e Elemire Zolla, eleganti signori un po’ tromboni e di aspirazioni europee;

    -dal Cile Jodorowski, con una faccia da sfrontato morto di figa, che però ha anche l’onestà di definirsi appunto “imbroglione magico”

    -da Venezia Silvan, che fa l’illusionista e lo ha sempre detto, la versione volutamente pacchiana e di intrattenimento (sul tubo c’è una sua polemica credo proprio con Rol)

    -dall’EmiliaRomagna Wanna Marchi!! 😀

    (sì, sono personaggi che si occupano di cose molto diverse, eppure qualcosa che lega i loro ambiti c’è)

    • paniscus says:

      Lo metto nella categoria degli “imbonitori magici”, tutto sommato;
      significative le caratteristiche di quelli prodotti in varie parti del globo:

      -da Torino Rol e Elemire Zolla, eleganti signori un po’ tromboni e di aspirazioni europee;

      Beh, per quanto siano stati sicuramente dei gran fuffari tutti e due, credo che ci sia una certa differenza tra un fuffaro lessicale e letterario o che si è limitato a giocare con il linguaggio senza comunque affermare NULLA che si potesse né confermare né smentire… e uno che si è sbattuto per tutta la vita per produrre oggettivi inganni su fenomeni materiali, facendo passare per magia e paranormale quelli che erano dei deliberati giochi di prestigio (magari artistici e difficilissimi, ma sempre e comunque giochi di prestigio).

      Almeno, il primo ha preso in giro solo chi si prestava volontariamente a farsi prendere in giro, adattandosi a leggere i suoi sproloqui e fingendo di trovarci chissà quale significato profondissimo quando in realtà non dicevano nulla… l’altro ha preso in giro TUTTI, spacciando per fatti materiali oggettivi quelli che erano trucchi da illusionista (a differenza di Silvan, che tu citi, che ha sempre ammesso onestamente di esserlo).

      Se ne vuoi un altro per la tua collezione, sempre di origine torinese, a Zolla ci assocerei quell’altro eccentrico furbacchione di Guido Ceronetti, non certo Rol…

      L.

      • PinoMamet says:

        Verissimo quello che scrivi, ma non facevo certo una comparazione in termini, diciamo, morali, quanto semplicemente di argomento (il “soprannaturale” nelle sue varie declinazioni) e di “stile regionale”.

      • PinoMamet says:

        Comunque vada per Ceronetti!
        😉

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