Di ritorno in Oltrarno

Visto che è qualche giorno che parliamo delle banlieues di Parigi e dintorni, un ritorno a casa ci vuole.

Grazie ai ragazzi dell’Occupazione di Via del Leone, che hanno realizzato questo bel video.

Le cose che dice Alessandra non risulteranno molto interessanti se non abitate tra il Pignone e Palazzo Pitti, ma credo che il video racconti bene il nostro piccolo mondo.

 

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16 Responses to Di ritorno in Oltrarno

  1. mirkhond says:

    Quanti eravate alla manifestazione?
    Avete messo il Leone di Daltanious 🙂 come simbolo della vostra lotta?

    • PinoMamet says:

      Il leone graficamente è carino, con la criniera formata dai profili di palazzi (la “barba”) e pugni alzati al cielo in segno di lotta (i “capelli”)

      • mirkhond says:

        Beralios de lor’ artri…. 🙂

      • mirkhond says:

        Anche nell’ultima puntata di Daltanious, Kento, Danji, Sanae, Toragoro, Jiro, Mita, Manabù e Tanosuke alzano il pugno komunista 😉 :), in segno non solo di vittoria, ma perché possono finalmente tornare nel Tokai (giapponese, non in Ungheria 🙂 ), a riprendere la loro vita ai margini del Bosco da cui traggono il nutrimento, fregandosene di imperi megagalattici, potentati, troni, presidenze della repubblica…intergalattica e tutte le magagnelle del potere di ogni epoca e luogo…
        Non potevo non ripensarci, dopo aver visto il video con Miguel e i suoi amici…. 🙂

  2. mirkhond says:

    Alcuni giorni fa, prima dell’attentato di dieci giorni fa a Parigi, a rainews24 intervistarono un architetto in relazione proprio alle trasformazioni urbanistiche, o meglio le cementificazioni selvagge avvenute in città come Roma e non solo, negli ultimi 60 anni.
    E la cosa che mi ha lasciato una grande amarezza è che, stando alle prospettive demografiche, nel 2050 il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città.
    E questo architetto, Boeri mi sembra si chiamasse, ha aggiunto che ogni ulteriore colata di cemento è suolo sottratto all’agricoltura (e alla natura).
    Lo stesso però ha detto che è “una pericolosa nostalgia” attaccarsi alla sterile conservazione delle pietre del passato, perché la città deve vivere rinnovandosi.
    Di per se il principio non sarebbe male, ma se guardiamo agli ecomostri e ai casermoni di cui è capace l'”arte” moderna, ecclesiastica in primis, c’è solo da demoralizzarsi….

    • Francesco says:

      Boeri

      ci fosse ancora il Partito, sarebbe stato il candidato comunista trombato alle comunali dalla Moratti

      invece hanno fatto le primarie ed è stato trombato da Pisapia, che poi ha vinto con una sua rivoluzione arancione

      però Boeri rimane un esempio perfetto di borghese fighetto progressista

  3. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Vittorio Messori su Origine e Significato Prometeici del Pugno Chiuso

    http://www.circolo-latorre.com/home.jsp?idrub=13909

  4. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=mqutawbGElY

    Poi c’era la vecchia Canzone Romantica dei Sìchstiss 😉 … ma mi pare che Gabriele Anasaloni alias Red Ronnie l’avesse decriptata politicamente con il Placet di Mario Capanna, vero Zeta ?

  5. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=7lp7FtJXp7k

    A parte l’incipit musicale non mi pare che When a Man Loves a Woman (1966) di Percy Sledge assomigli molto a Pugni Chiusi … checché ne dica la Wiki 😉

    … poi va be’, i vocalizzi e/o i doo-wop li avevan tutte ! 😉

    Negli Anni ’90 Francesco Baccini ne fece una parodia di un po’ tutti ‘sti cliché musicali … compreso accento “da Stanlio e Ollio” (o Alan Friedman !) 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=HWmTTsyOA44

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