Con gli stranieri si usa così

Apprendiamo che il signor Giovanni Donzelli, dei Fratelli d’Italia, ha preparato un utile decalogo per gli stranieri in Italia. Il testo si può leggere qui.

Oltre all’arabo in cui ha fatto tradurre il testo, gli offriamo (a prezzi speciali) di tradurre il testo anche in inglese, per l’istruzione dei numerosi e vivaci giovani extracomunitari statunitensi della nostra città, in particolare il punto 1:

“Sei in Italia, parla italiano: imparare la nostra lingua è fondamentale per potersi far comprendere e dimostrare la volontà di integrazione.”

E, sempre avendo in mente la gioventù statunitense, magari riformulerei il punto 9 così:

“Rispetta la città: sdraiarsi in coma etilico sui gradini delle chiese è sgradevole, urinare per terra o copulare sul marciapiede è vietato.”

Nello spirito di dialogo che ci caratterizza, e in base ad alcune esperienze personali, ci permettiamo di proporre il seguente decalogo anche per gli italiani che desiderano interagire con persone non nate in Italia.

CON GLI STRANIERI SI USA COSI

DECALOGO DEL RISPETTO

NOI VI PULIAMO LE CUCINE, SE VOLETE TENERLE PULITE DOVETE RISPETTARE LE NOSTRE REGOLE.

ECCONE ALCUNE:

1) Se tamponi la macchina di una signora giapponese solo perché ha avuto l’esotica idea di fermarsi al rosso, non scendere gridandole di tornare a casa sua. Rispetta la sua diversità culturale (e paga i danni).

2) Se vedi una signora dalla pelle nera, non è gentile rivolgersi a lei dicendo “tu fare bunga bunga con me? Quanto volere?” Daresti un cattivo esempio per la sue capacità di corretto apprendimento della lingua italiana.

3) Se prendi una signora filippina per farti tutti i lavori in casa, è buona creanza pagarla, almeno in nero e almeno una volta l’anno. Magari per Pasqua o Natale.

4) Se non ti piacciono le borse Gucci false, invita tuo cugino di Pomigliano d’Arco a produrre qualcos’altro nella sua fabbrica. Tipo fuochi d’artificio abusivi.

5) Cerca di non bestemmiare in presenza di stranieri di qualunque nazionalità. Non tutti condividono la tua opinione della divinità.

6) Prima di affittare una cantina a una famiglia marocchina, accertati che non ci siano i topi. In materia di animali domestici, non tutti la pensano allo stesso modo.

7) Se una signora rumena pulisce casa tua, non metterle le mani addosso minacciando di farla deportare se non te la dà. Le signore non si toccano nemmeno con un fiore.

8 ) Deciditi prima se lamentarti perché gli stranieri non mandano i figli a scuola o perché c’è uno straniero in classe con tuo figlio. Dimezzerai la possibilità di lamentarti, ma in compenso renderai più soddisfacente e intensa la tua infelicità.

9) Se vuoi che uno straniero impari l’italiano, parlagli. Scoprirai l’insegnante che c’è in te.

10) Quando bevi la tua birra per strada alle tre di notte, non metterti a cantare a squarciagola davanti alla casa di uno straniero. Ricordati che lui si deve alzare tra due ore per andare a lavorare.

Se queste regole di civiltà non sono di tuo gradimento, puoi sempre pensarci tu a portare a spasso la nonna novantacinquenne. Forse lei non gradirà, ma il sangue non è acqua.

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320 Responses to Con gli stranieri si usa così

  1. mirkhond says:

    Fratelli d’Italia è molto forte a Firenze, da un punto di vista elettorale?

    • Conta meno del due per cento, ma le formazioni politiche “occidentaliste” hanno avuto a Firenze una sovraesposizione mediatica che non ha nulla a che vedere col loro radicamento territoriale.
      A Firenze chi vuole fare politica di destra senza farsi trattare come un sifilitico, si iscrive al PD.

  2. Francesco says:

    Perchè ti mescoli con certa gentaglia?

    Sei così illuminista da pensare che sia possibile e utile ragionare con loro? Pensi che siano così stupidi da essere in buona fede?

    Detto perchè io non ho nessuna idea di come trattare certe persone, che oggettivamente sono persone ma che “di pancia” manderei a esplorare la Fosse delle Marianne, a mani nude

    Ciao

  3. Per Mirkhond

    “Fratelli d’Italia è molto forte a Firenze, da un punto di vista elettorale?”

    Achille Totaro, candidato a sindaco sia di Fratelli d’Italia che di una lista civica, ha preso il 3,4% dei voti alle ultime elezioni comunali.

    • habsburgicus says:

      pensavo meno :D
      in Toscana la shahada “locale” infatti presumo sia questa “vi è una sola divinità il PD e Renzi è (per ora :D) il suo Profeta :D”

  4. Per Francesco

    “Pensi che siano così stupidi da essere in buona fede?”

    Non è che io lo pensi, lo so.

    D’altronde conosco anche degli apologeti del capitalismo in perfetta buona fede, che non sono pagati da nessuna lobby, per cui tutto è umanamente possibile.

    • Francesco says:

      ma il capitalismo ha dei meriti clamorosamente evidenti, a differenza del razzismo

      in effetti, sarei curioso di sapere a cosa attribuisci il merito del fatto che il 99% dei fiorentini abbia fatto colazione, stamattina

      ciao

      :)

  5. mirkhond says:

    “D’altronde conosco anche degli apologeti del capitalismo in perfetta buona fede, che non sono pagati da nessuna lobby, per cui tutto è umanamente possibile.”

    Ogni riferimento a Francesco, è puramente casuale… ;)

  6. Luigi says:

    Manca, nella parentesi, il “kosher” a fianco dell’halal, per quanto riguarda la macellazione.

    Ma è un dettaglio da poco, rispetto alla macroscopica assenza del punto 0:
    “Sei un appartenente alle forze d’occupazione statunitensi. Questa non è la tua terra. Vattene in pace o resta, se vuoi, ma senza armi”

    Mi dispiace un poco per il finale “… ma il sangue non è acqua”, perchè mi sembra che nel decalogo del politico di FdI non sia usata tale espressione.

    Comunque anche questo duello fra decaloghi a senso unico mi pare molto occidentale. Stile Ok Corral… :-D

    Ciao.
    Luigi

  7. Per Luigi

    “Comunque anche questo duello fra decaloghi a senso unico mi pare molto occidentale. Stile Ok Corral… :-D”

    Concordo in pieno, e infatti non si riferisce affatto agli “italiani” che frequento qui. Come il decalogo di Donzelli non si riferisce affatto agli “stranieri” che frequento qui.

    Almeno quelle che racconto io, sono tutte storie vere; ma i “colpevoli” (a parte qualche innocente bestemmiatore toscano) li conosco solo da lontano.

    Il problema sta nell’impostazione del discorso.

    Per quanto riguarda gli extracomunitari armati, hai ampiamente ragione: semplicemente, Donzelli è una figura decisamente locale, e qui di extracomunitari armati non se ne vedono.

  8. roberto says:

    da quando in italia “si usa così” riferito ai punti 1-5 e 7-10 del decalogo dei fratelliditalioti?

    • Francesco says:

      concordissimo

      questo tizio deve essere almeno austriaco, se non svizzero

      magari l’Italia fosse come la descrive agli stranieri, che però non credo siano tutti fessi

      se Renzi provasse a imporre questi comportamenti agli italiani, la sua popolarità sarebbe quasi a zero

  9. Per roberto

    “da quando in italia “si usa così” riferito ai punti 1-5 e 7-10 del decalogo dei fratelliditalioti?”

    Siccome il signor Donzelli non è razzista, lo spiega sul volantino, dicendo che talvolta anche gli italiani si comportano così; ma per loro non celebrare il Natale e tutto il resto è reato.

    Invece a quanto pare non lo sarebbe per uno straniero, e quindi Donzelli confida nell’educazione.

  10. Moi says:

    @ FRANCESCO

    [che chiedeva lumi su “Diritto di Sciopero & Islam”, ndr]

    Stando all’ etimologia _ o meglio, alla filologia attualizzante_ di “Crumiri” …

    http://it.wikipedia.org/wiki/Crumiro

    http://www.treccani.it/vocabolario/crumiro/

    … si direbbe che lo sciopero nell’ Islam sia “haram”; insomma : la religione perfetta per i dipendenti di un Baüscia “a casa nostra”, come di un SuperSceiccone “a casa loro” !

    Già, però non mi meraviglierei tanto se strolgando-tafsirando nel Corano saltasse fuori una possibile giustificazione / autorizzazione allo sciopero. Purtroppo un Musulmano difficilmente si sente autorizzato a pensare liberamente, o meglio : per farlo lo fa, ma subito va alla spasmodica ricerca di un’ autorizzazione nel Corano a poter pensare ciò che ha in mente.

    O almeno, così mi risulta empiricamente; l’ espressione sprezzante “Crumiri” per i Non-Scioperanti ,tuttavia, risale alla Belle Epoque dei Baffi a Manubrio e dei Traliccioni Elettici Lionesi ritenuti proto-UAARinam ente “prometeici” accanto a una basilica.

    http://blogautomobile.fr/wp-content/uploads/2011/10/Lyon-la-Place-Bellecour-et-Fourvi%C3%A8re.jpg

    Pensiamo ai visibilia se avessero potuto vedere il Makkah Clock Tower Al Burj o come si chiama !

    Eppur le cose cambiano, o possono cambiare, perfin nell’ Islàmme.

    Ma, ripeto: verosimilmente … Khomeini avrà facilmente trovato nel Corano argomenti pro-sciopero contro lo Shah , come anti-sciopero per consolidare il proprio potere.

    • Francesco says:

      non mi interessano gli scioperi politici ma quelli veri, economici

      vorrei “infettare” le società arabe con i sindacati, invece che con partiti-milizie religiose

      potrebbe funzionare?

      • mirkhond says:

        Mentre in Italia li vorresti annientare i sindacati, giusto? :)

        • Francesco says:

          no, solo dare una potatina alla loro ipertrofia, estremamente nociva per il bene comune

          in medio stat virtus, non in CGIL-SPI (beh, lì stat solo malus ma è banale rilevarlo)

        • mirkhond says:

          Insomma vuoi i sindacati gialli… :)

        • Moi says:

          In senso di Cinesi o di Cooperative Gialle (soprattutto nel Ferrarese, con i mitici “Padron Bon” …) di 60 e più anni fa ?

        • mirkhond says:

          La seconda che hai detto. :)

        • Francesco says:

          non sarebbe così male

          guarda gli operai tedeschi e prova a negare che stiano meglio di quelli rimasti in Italia!

          :)

        • Mauricius Tarvisii says:

          In Germania non ci sono i sindacati di comodo, Francesco. Ma dove te le sogni ‘ste cose?

        • Francesco says:

          in Germania c’è l’economia sociale di mercato e i sindacati co-gestiscono le aziende

          oggettivamente, questo significa essere a destra dei sindacati gialli, qualunque palla ci si racconti

          e fanno pure bene

        • Z. says:

          Moi,

          a quanto insegnarono a me il termine richiama proprio i cinesi, che lavoravano alle strade ferrate negli Stati Uniti quando i lavoratori locali entravano in sciopero.

          Ma ci sono altre teorie al riguardo.

        • Z. says:

          Francesco,

          stai dicendo che hai improvvisamente cambiato idea sulla Costituzione della Repubblica Italiana? Quella cosa che una volta ritenevi obbrobriosa e sovietica e che ora ritieni qualcosa di meravigliosamente filo-padronale? :D

        • Francesco says:

          io? se coinvolgi i sindacati nella gestione delle aziende, hai praticamente distrutto la lotta di classe e le ubbie alla Camusso

          è la cosa più di destra (e accidentalmente quasi la migliore) che si possa fare

          nulla che la più Bella del Mondo preveda

          ;)

        • Z. says:

          Art. 46 – Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

          Il corsivo naturalmente è mio. L’idea di superare il conflitto attraverso la collaborazione di classe, invece, è del costituente.

        • Luigi says:

          In effetti, stavolta dice giusto Francesco.
          Non per nulla la “socializzazione” delle fabbriche era nel programma di Verona della RSI.

          Cosa dica la Costituzione della Repubblica Italiana ha ormai ben poca importanza, visto che viiigene sistematicamente disattesa da almeno vent’anni.
          Soprattutto da chi accusava Berlusconi di volerla distruggere.

          Ciao.
          Luigi

  11. Moi says:

    @ MIGUEL

    9) Se vuoi che uno straniero impari l’italiano, parlagli. Scoprirai l’insegnante che c’è in te.

    [cit.]

    Questa è stupenda …

    PS

    Sul “non coprire il volto” altrui concordo, anche se in contesto “conventuale-monacale” lo accorderei. Tipo i Certosini che, se proprio “in casi estremi” debbono parlare, bisbigliano; cosa chiaramente non fattibile fuori delle Certose.

    PPS

    Oltre che Monaci, i “Certosini” sono anche mici :

    http://fr.wikipedia.org/wiki/Chartreux_(chat)

    http://www.repubblica.it/scienze/2014/01/20/news/gatti_pensano_tu_sia_un_micio_pi_grande-76468046/

    @ LUIGI

    Be’, almeno ‘sto decalogo NON è una mera parodia dell’altro … esprime concetti propri.

  12. Moi says:

    A proposito di linguaggio : “facile come lavarsi le mani”

    http://medmedicine.it/sito/wp-content/uploads/2013/01/2012-12-21-19.42.12.jpg

    … si diceva una volta !

    L’ è piò fàz’il tachèr a fèr di “mudra” … l’ultima parola virgolettata è in Sanscrito, il resto no.

    Va be’, misura in teoria Anti-Ebola … ma serve a poco, direi, se poi i sospetti malati vengono trattati letteralmente (!) come “rusco” …

    http://www.unionesarda.it/articolo/notizie_mondo/2014/11/06/isolati_per_cinque_ore_sulla_spiaggia_migranti_sospettati_di_aver-3-394330.html

    … vedi la “speciale ambulanza” tutta per loro, purtroppo “Rifiuti Umani”. Ma almeno chiamati con il politically correct “Migranti”, eh .

    E _ ahinoi ! _ NON occorre leggere Zygmunt Bauman per capirsi …

  13. Per Moi

    Sciopero e Islam…

    Lo sciopero ha senso unicamente in un contesto di grandi fabbriche.

    E le uniche grandi fabbriche nel mondo islamico sono sorte alla fine dell’Ottocento, attorno a Salonicco (città a maggioranza ebraica) e a Smirne (città a maggioranza greca). Notoriamente, sotto l’impero ottomano, i musulmani servivano per zappare la terra e morire in guerra, per cui probabilmente erano una minoranza tra i sindacalizzati dell’epoca.

    Comunque è del 1871 la fondazione del primo sindacato ottomano, l’Amele Perver Cemiyeti. http://ulusalbirlikgazetesi.com/index.php/joomlaorg/97-turkiyedeki-ilk-sendika-ve-orgutlenme

    Il primo sciopero (“grev”, parola francese!) è dell’anno dopo.

    http://serhatgazetesi.com/mobil/haber/80/turkiyenin-kanli-1-mayis-tarihi.html

    • Z. says:

      A dire il vero credo che lo sciopero abbia senso anche in altri contesti.

      Ad esempio ha senso se sei uno specializzando a cui vogliono caricare sia l’imposta sul reddito sia le tasse universitarie, perché assieme ai colleghi puoi bloccare gli ospedali. E il governo farà marcia indietro.

      Oppure ha senso se sei un autotrasportatore, che assieme ai colleghi può bloccare gran parte del traffico merci, dato che in larga misura viaggia su gomma.

      Detto questo, che molti degli scioperi che vengono indetti siano poco utili ai lavoratori lo sospetto anch’io, ma questo è un altro discorso…

  14. Per Moi

    “Be’, almeno ‘sto decalogo NON è una mera parodia dell’altro … esprime concetti propri.”

    Grazie.

    Ribadisco che il decalogo NON rappresenta la mentalità dell’oltrarnino medio (non metto la mano sul fuoco per altre parti d’Italia e forse nemmeno di Firenze).

    Una benedizione di questa zona è l’assenza di fisime di questo tipo.

  15. Per Moi

    incuriosito dalla domanda su sciopero e Islam, ho cercato su Google “right to strike Iran”, trovando soltanto infinite varianti di “Israel’s right to strike Iran” :-(

    So che nel 2011 ci furono molti scioperi in Egitto, credo però che oggi nessuno osi farli più.

  16. Moi says:

    Certosini …

    http://www.youtube.com/watch?v=REGTIbr56NE

    Comunque secondo me chi porta gli animali a gare così “umane” come quelle di bellezza … NON li ama, checché dichiari magari credendoci sul serio.

  17. Moi says:

    Però, NON capisco : la Croce Rossa non aveva per statuto che qualunque persona è da soccorrere in quanto tale, senza considerare né cittadini, né sudditi, né migarnti né apolidi ?!

    http://www.noticiacanaria.com/canarias/2014/11/6/gran-canaria-trasladan-inmigrantes-camion-basura-sospechas-ebola-2695.html

  18. Per Moi

    “Comunque secondo me chi porta gli animali a gare così “umane” come quelle di bellezza … NON li ama, checché dichiari magari credendoci sul serio.”

    Su questo la sentiamo allo stesso modo!

  19. Moi says:

    Qui si legge meglio …

    http://www.lanazione.it/firenze/decalogo-immigrati-1.348044

    ————-

    Poi c’è anche una vecchia provocazione anti-gay :

    http://www.youtube.com/watch?v=spuGbxXegRE

  20. mirkhond says:

    “Ma, ripeto: verosimilmente … Khomeini avrà facilmente trovato nel Corano argomenti pro-sciopero contro lo Shah , come anti-sciopero per consolidare il proprio potere.”

    Esattamente come l’attuale governo di SINISTRA italiano.

  21. mirkhond says:

    Che si ricorda di essere di SINISTRA solo in campagna elettorale o per dare in testa agli avversari (oggi de facto solo i 5stelle).
    Mentre se la marketta eterodiretta sproloquia alla Leopolda che bisogna addire addio al posto fisso (ovviamente solo per milioni di fessi), allora lo sciopero è da AVVERSARE come becera konservazione antiriformista!

  22. mirkhond says:

    dire addio

  23. Moi says:

    ” copulare sul marciapiede”
    [cit.]

    ———–

    ?!

    • roberto says:

      parrebbe che a firenze abbiano sorpreso più di una volta coppie di turisti copulare per strada (per quanto la cosa mi sembri assai scomoda e dolorosa)

  24. Moi says:

    Quando la tradizione (purtroppo molto sentita) si scontra con la medicina :

    http://www.tempi.it/ebola-il-mestiere-piu-pericoloso-oggi-in-liberia-non-e-il-medico-ma-il-becchino#.VFvsC_mG-CM

    Ebola. Il mestiere più pericoloso in Liberia? Il becchino …

  25. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=Oo9c6mCS4ns

    “piazzapulita”, la 7 : i nuovi schiavi …

  26. Moi says:

    5) Cerca di non bestemmiare in presenza di stranieri di qualunque nazionalità. Non tutti condividono la tua opinione della divinità.

    —————-

    Generalmente sì ;) MA …

    http://higashinokaze.wordpress.com/2009/07/22/ristorante-italiano-blasfemo-a-fukuoka_/

    è stata la prima frase che ha imparato quando è venuto in Toscana…e che gli mette allegria…” [cit.]

      • Moi says:

        *** Copincollo “relata refero” la traduzione in Italiano di GoogleToolBar del sito del ristorante ToscoGiapponese : ***

        Madonna Maiara

        Con un impegno di verdure fresche, delizioso italiano! !
        “MADONNA Maiala” ed è, centro Italia, è usato anche in Toscana (come Firenze), “felice è quando” “triste momento” “e fu sorpreso quando” un arrabbiato quando “Da utilizzare per tale.
        Oh! mio Dio! ” In come una sfumatura, proprietario e chef è ricordarsi di prima durante il soggiorno in Italia è italiano, sembra essere stato questo “MADONNA Maiala”. Autentico italiano è sentirsi liberi di godere con verdure fresche di stagione, sala da pranzo per le coppie e le famiglie, in modo da poter anche gruppo di circa 20 persone (noleggio anche trattabili), varie parti, festa di compleanno o di nozze ecc Interessante anche after-party! ! Il menu del pranzo è da ¥ 650, pranzo, cena, festa, può essere molto utile, io sono felice negozio ♪

        —————–

        *** In Inglese ***

        With a commitment of fresh vegetables, delicious Italian! !
        “MADONNA MAIALA” and is, central Italy, it is used well in Tuscany (such as Florence), “happy is when” “sad time” “and was surprised when” an angry when “This would be used for such.
        Oh! MY God! ” In like a nuance, owner and chef is remember to first during the stay in Italy Italian is, seems to have been this “MADONNA MAIALA”. Authentic Italian is feel free to enjoy using seasonal fresh vegetables, dining for couples and families, so you can also party of about 20 people (charter also negotiable), various party, birthday party or wedding etc. Also of interest after-party! ! Lunch menu is from ¥ 650, lunch, dinner, party, can be very handy, I’m happy shop ♪

  27. Per roberto

    “parrebbe che a firenze abbiano sorpreso più di una volta coppie di turisti copulare per strada”

    Più che i turisti in generale, sono gli studenti stranieri, arrivati qui o tramite una delle 43 (!!) università americane che hanno una sede qui, o qualche programma Erasmus.

    L’altra sera hanno beccato duecento ragazzette americane che stavano facendo un Pub Crawling: paghi una quota di iscrizione a un’agenzia che ti dà un bracciale con cui puoi entrare e bere senza limiti in certi locali. Nessun coma etilico stavolta.

    Gli altri turisti, poveretti, camminano tutti in fila e non rompono più del dovuto.

    • Luigi says:

      Non per nulla, fra gli iniziati del RSAA :. :-D, il programma “Erasmus” è più adeguatamente noto come “Orgasmus”.
      Da qui “generazione orgasmus”, “vado a fare l’orgasmus”, “sono appena tornato dall’orgasmus”.

      Poi continuate pure a irridere i gomblottisti… ;-)

      Ciao.
      Luigi

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Poi continuate pure a irridere i gomblottisti”

        Be’, questa è da presa per il culo forte, però: che minchia c’entra l’Erasmus con i massoni? Ho conosciuto diversi erasmiani che sembravano più esperti di festini aperti al popolo che di logge misteriose :-D

        • Z. says:

          Quella è solo la copertura: infatti non sei mai andato nel retrobottega di quei festini, caro il mio Mauricius…

      • Luigi says:

        Allucinante.

        A un post che trasuda ironia – e autoironia – da ogni poro, con tanto di due emoticon (come direste voi occidentali nella vostra irridente supponenza) in meno di cinquanta parole, si risponde con una serie di commenti seriosissimi in puro grigiore sovietico, comprensivi di statistiche kolkosiane e arroganti “ogni tanto sarebbe bene parlare di ciò che si conosce” o “Non intervengo più su questa questione perché ho sicuramente ragione”.

        Cazzo, ma quando vi hanno programmato l’opzione “battuta scherzosa” non è stata implementata?
        Così, per curiosità.
        Di sicuro non è stata prevista la modalità “rispetto per chi ha opinioni differenti dalle proprie”, ma questo era noto da tempo.

        Vi lascio a prendervi per il culo reciprocamente, come per altro è vostro costume, aggiungendo un consiglio non richiesto ma gratuito: inutile e ipocrita sdegnarsi per le malefatte di un Renzi o i soprusi dei neocons, quando poi nel proprio piccolo ci si comporta esattamente allo stesso modo…

        E anche io ho sicuramente ragione.

        Luigi

      • PinoMamet says:

        Luigi non ha tutti i torti, eh?

        D’altra parte la risposta “parlare di ciò che si conosce” era rivolta a Peucezio che sosteneva che l’Erasmus non serve a niente (ed è vero che per ogni Roberto ci saranno venti fancazzisti! che è diverso però da dire che l’intero programma non serve a niente).

        • Roberto says:

          Io per la verità rispondevo a miguel più sotto che parlava di “immane spreco di soldi”, Z rispondeva a peucezio.

          L’unico che ha risposto a Luigi è Mauricius, con tanto di faccetta sorridente.

          Vabbè che è un po’ difficile seguire tutte le discussioni, ma non mi sembrava proprio che la battuta di Luigi avesse sollevato chissà quale polemica

  28. maura says:

    Inserirei: se vuoi che gli stranieri imparino l’Italiano e sei il Presidente del consiglio, chiama una riforma del lavoro “riforma del lavoro”.
    Tanto, anche se la chiami jobs act fa sempre schifo.
    Quella che noi chiamiamo m., anche chiamata con un’altra parola avrebbe la stessa puzza nauseabonda

  29. Per Maura

    “Tanto, anche se la chiami jobs act fa sempre schifo.”

    Però bisogna dire che il piccolo imprenditore di Rignano sull’Arno ha una capacità straordinaria per cogliere ciò che piace al 51% delle persone. A esserci dentro ogni luogo comune, ad apparire esattamente ciò che sedimenta in fondo alla società.

    E a farlo con la velocità di un clic su twitter.

    Rincorrere minuto per minuto le mode di massa (il rignaniano o rignanese si interessa solo di quelle ragionevolmente di massa) comporta un vantaggio e uno svantaggio.

    Se sei abbastanza veloce, tutte le balle che hai raccontato in passato saranno dimenticate: non arriverà mai la resa dei conti.

    Però se racconti solo balle, il tuo datore di lavoro prima o poi ti chiederà il conto: sei riuscito a far fare profitti alle grandi imprese italiane? E lì non c’è ammuina che tenga.

    • Francesco says:

      forse il suo lavoro è un altro, però

      magari essere il grande distrattore delle masse

      e in questo hai detto che è bravissimo …

      ;)

    • Z. says:

      Non hai tutti i torti, ma considera una cosa.

      Se veramente Renzi gode di un consenso così ampio nel Paese – consenso che a me dà l’impressione di non essere più così ampio e saldo, a dire il vero, ma può essere che mi sbagli – potrebbe avere la massa critica necessaria per sopravvivere meglio di altri al “conto” di cui parli. Almeno per un po’.

      Questo è uno dei vantaggi che Renzi può vantare rispetto alla c.d. vecchia guardia.

      • giovanni says:

        No. Renzi, essendo un mero dispositivo propagandistico, non può sopravvivere un solo secondo se i padroni del vapore (che sono pure padroni dei media principali) decidono che è ora di smetterla con l’esaltazione acritica del bischero di Rignano.
        Tanto per dire, dopo mesi e mesi che Renzi praticamente viene preso a pomodori ovunque (i Wu Ming stanno facendo una raccolt delle sue fughe ignominiose sul loro blog, ed è davvero infinita), il Corriere per la prima volta mette l’ennesima fuga come notiiza del giorno.
        QUesto non lo decide Renzi, lo decidono i proprietari del Corriere.

        • Z. says:

          I Wu Ming credevo fossero impegnati a scrivere un libro sulla fine del governo Letta. Ma temo che il governo sia finito prima del libro. Del resto la crisi picchia duro, e ognuno si arrangia come può, anche qui nell’Urbe Dotta…

  30. Moi says:

    Mah … le statistiche sono una fissa stellatissima e strisciatissima ;)

  31. Moi says:

    Si noti che la Melloni e Crosetto non hanno esitato a scusarsi a nome di “Fratelli d’ Italia” con il contro-video [vedi sopra] in materia di omofobia [vedi ancor sopra] … ma per il razzismo latitano. Evidentemente la seconda, oggi, è un tema più “mediaticamente sensibile” del primo. Inoltre, il Giuoco delle Parti Mediatio esige sempre la “solidarietà” (parola abusata …) Politically Correc fra donna (specie giovane) e gay (o “gender bender”, dovrebbe dirsi, affine).

    Quanto a Viviana Beccalossi, e l’ aver apostrofato Rosario Crocetta come “Frocetta” [sic] … ha ammesso infine il “lapsus”. Che per qualcuno è peggio. Però, in questo singolo caso, la vis polemica cafona dei politici d’interrompersi e parlarsi sopra a vicenda … anziché scatenare il putiferio fra conduttore televisivo e parti in causa, l’ ha evitato !

    http://www.huffingtonpost.it/2014/10/29/beccalossi-arena-crocetta-frocetta_n_6066730.html

    “Sono sconcertata che un lapsus o una frase estratti da 90′ di trasmissione siano usati per accusarmi di omofobia. Se le mie parole involontariamente hanno offeso Crocetta, a lui e solo a lui le mie scuse”.

    [cit.]

    • Moi says:

      http://en.wikipedia.org/wiki/Gender_bender

      http://it.wikipedia.org/wiki/Gender_bender

      Gender bender è un termine specifico della teoria queer, sviluppatasi soprattutto nel mondo anglosassone.
      La definizione (che in inglese significa letteralmente “piegatrice/tore del genere”, con un gioco di parole sul gergale e denigratorio “bent”: “uno che pende”, “uno che è invertito”) indica la persona che trasgredisce al comportamento previsto dal ruolo del suo genere sessuale.

      [cit.]

      • Moi says:

        Il contrario di “gender bender” dovrebbe essere “gender straight” … ma è terminologia in continua evoluzione; ogni volta qualcuno cerca di “complicare” ulteriormente e compiacendosene.

    • habsburgicus says:

      se non altro una ritrattazione semi-dignitosa :D
      anche per ritrattare, ci vuole arte :D

      • Moi says:

        Dici la Beccalossi ? … Be’, in effetti oggi come oggi essere “gay-unfriendly” ;) (o come si dice) è sempre un autogol mediatico.

  32. habsburgicus says:

    farlocchissima…
    lasciamo perdere la nostra Patria…per voler essere super partes :D
    e focalizziamoci su un popolo che detesto :D i polacchi (le polacche, un po’ meno, come è noto :D)
    orbene uno può avercela tanto con i polacchi, ma nessuno credo possa negar loro una grandissima padronanza linguistica e una diffusa istruzione (forse più femminile che maschile)…e la Polonia sarebbe il 4° paese più ignorante del mondo ?
    anche i sud-coreani sono istruiti..e sarebbero il 2° al mondo per ignoranza ?
    ma va a ciàpé i ràtt :D

    • Moi says:

      “lasciamo perdere la nostra Patria…per voler essere super partes ” [cit.]

      ——————–

      Anche perché in Italia peggio si parla di sé stessi nel senso di “sempre gli altri” … più fa “anticonformista”, anche se nessuno è più conformista dell’ Arcitaliano che è il più Antitaliano di tutti .

      Chiaro, no ? Se NON è chiaro, non siete ancora minimamente integrati, neppur se Autoctoni e perfin Toscofoni :)

      PS

      L’omonimo dell’ ultimo Shah (se non è un nick) dovrebbe essere Iraniano … perciò non è “imputabile” ;)

  33. Per Z

    “Questo è uno dei vantaggi che Renzi può vantare rispetto alla c.d. vecchia guardia.”

    Sicuramente.

    Ma vedremo quanto dura :-)

  34. Per Moi

    “Dici la Beccalossi ? … Be’, in effetti oggi come oggi essere “gay-unfriendly” ;) (o come si dice) è sempre un autogol mediatico.”

    Ma questo immane pollaio di gente che si scambia battutine sui gay e facce scandalizzate e tutto il resto, cosa fa, che so, a proposito della demolizione delle Alpi Apuane da parte degli imprenditori del marmo? Della mancanza di personale nelle scuole? Dei rifiuti abusivamente scaricati in Campania? O di quel che vi pare, comunque di cose concrete?

    • Moi says:

      Di solito : “Colpa vostra di quando eravate al Governo !” , a cui ribattere : “no, vostra : di quando al Governo c’eravate voi !”.

      • Francesco says:

        confermo

        per questo Renzi è così disperatamente impegnato a simulare di star facendo qualcosa

        e se mi fa una buona legge elettorale io lo voto pure, invece di astenermi

        :(

    • habsburgicus says:

      cosa fa….O di quel che vi pare, comunque di cose concrete?

      NULLA, ovviamente
      ma a chi interessano oggi le cose concrete (fuori dall’Oltrarno) ?
      a nessun politico…dovresti saperlo, Miguel :D

    • giovanni says:

      quando tutto questo sarà finito, il cervello di chi si ritiene di sinistra e vota Renzi sarà il più esposto nei musei anatomici di tutto il mondo

      • Z. says:

        Allora tocca ingrandirli, quei musei. Ché già gli scaffali sono occupati da quelli di chi si ritiene di sinistra e ha votato Bertinotti, Veltroni, Di Pietro e Casaleggio. Ma col decreto 1/2015, detto “Daje Italia”, sarà un gioco da ragazzi :D

        • Z. says:

          (magari resta un posto anche per quelli di chi ha votato Ingroia e De Magistris, ammesso che abbiano il coraggio di ammetterlo…)

        • Roberto says:

          Non spargere sale sulle ferite!

          Io ho votato (per disperazione) ingroia, ed ancora adesso ogni sera prima di andare a letto mi guardo nello specchio, esclamo “strunz ! ” e mi sputo in un occhio
          :-(

        • Z. says:

          Il fatto che tu l’abbia confessato in pubblico ti rende, solo per questo, meritevole di stima e rispetto.

          Ma non ti esonera dall’obbligo di proseguire il rituale di autoflagellazione quotidiana sino al termine della legislatura.

          Comunque il sale disinfetta. Te lo dice uno che alle ultime regionali ha votato per Di Pietro…

  35. Per Giovanni

    al matrimonio di Marco Carrai:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/28/renzi-a-nozze-con-i-poteri-forti-da-cimbri-a-palenzona-tutti-al-matrimonio-di-carrai/1136057/

    ““Lei considera il ruolo politico di Renzi, è comprensibile, per noi invece è come ad Ascot, nel Berkshire, ha presente?”, commenta uno degli invitati che sostiene di essere amico anche di Serra. Ascot è noto per le corse dei cavalli. “Esattamente, per noi Matteo è un cavallo: lo abbiamo svezzato, allevato e coccolato. Ci ha dato delle soddisfazioni. Abbiamo deciso di scommettere su di lui, ora aspettiamo di vedere se arriva al traguardo da vincente oppure no”. E se perde? “Il mondo è pieno di puro sangue, mi creda, basta allevarli”.”

  36. Per Luigi

    “Non per nulla, fra gli iniziati del RSAA :. :-D , il programma “Erasmus” è più adeguatamente noto come “Orgasmus”.”

    Pensavo che l’età media degli erasmini fosse un po’ più bassa di quella dei massoni italiani (una decina di anni fa credo che fosse sui 60 anni, e pare che le nuove leve scarseggino).

    Comunque non conoscevo la battuta sull’Erasmus. Immagino che al 90% sia un immane spreco di fondi, però devo dire che conosco uno che è andato a fare l’Erasmus a Siviglia, è tornato con un sacco di informazioni su pub e locali del post; però anche con un perfetto accento del sud della Spagna. Sospetto che non l’abbia appreso però all’università.

    • Roberto says:

      Di tutte le cose che ha fatto l’UE, l’unica sulla quale non ho nessun dubbio sull’assoluta, oggettiva, indiscutibile bontà è proprio l’erasmus

      (Non intervengo più su questa questione perché ho sicuramente ragione e non mi interessa finire a parlare di massoni e complotti anche per l’erasmus)

      • habsburgicus says:

        con l’Erasmus si cucca :D i giovani d’oggi sono fortunati !
        poi, a tempo perso, magari si impara pure qualcosa sul Paese di residenza, chissà forse anche la lingua e un po’ di storia e cultura :D
        ma non poniamoci obiettivi troppo ambiziosi, mi raccomando..il meglio è nemico del bene :D

      • Peucezio says:

        Roberto,
        qualche volta mi spiegherai quale sarebbe ‘sto grande costrutto che uno studente ricava andando per un anno a sentire lezioni e dare esami in una lingua che non padroneggia, con tutto ciò che questo comporta in termini di approssimazione delle nozioni e banalizzazione dei concetti, esami che si cerca di incastrare alla meno peggio, spesso con esiti ridicoli, nel piano di studio della propria università, col risultato che a uno mancano le competenze che avrebbe acquisito negli esami canonici che avrebbe dato in Italia, mentre si trova esami sovrapponibili solo a costo di grandi forzature, con ciò che questo comporta nella coerenza e organicità della sua preparazione.
        L’Erasmus è una gigantesca cazzata.

      • PinoMamet says:

        Peuce’,
        ma l’Erasmus non serve a dare esami.

        Intendiamoci sul “serve”: voglio dire, sia che non funziona per questo, per i motivi che elenchi tu;
        sia che non è stato pensato per questo, perché gli esami uno li dà benissimo nel suo paese e nella sua lingua madre.

        L’Erasmus è stato pensato per far conoscere e mescolare gli studenti europei, aumentare la conoscenza delle lingue e delle culture, offrire uno scorcio di metodologie diverse di organizzazione universitaria e creare una “coscienza europea”;

        e per queste cose, devo dire che funziona a meraviglia.

        • Peucezio says:

          Sì, ma sono cose che non servono a un cazzo.
          L’università deve servire ad acquisire competenze in campi specifici.
          Se uno vuole imparare l’inglese o il tedesco e amalgamarsi con gli altri giovani europei, vada d’estate in vacanza a Berlino o a Londra, così si fa pure delle ricche scopate cosmopolite, si diverte e impara la lingua.
          Senza perdere un anno al cazzeggio.

        • PinoMamet says:

          Su questo Peucezio devo dire che faccio fatica a seguirti.

          Ma come, si passa il tempo a dire “che bello il Medioevo quando gli scozzesi andavano a studiare a Parigi e i cretesi a Padova e i francesi a Napoli e i tedeschi a Salamanca…”

          e poi quando si tratta di slegare le Università dalle macchine statali, alle quali sono state legate più o meno per motivi contingenti, anche se pre-datano gli Stati nazionali di un bel po’, allora facciamo i difficili.

          (il programma si chiama Erasmus mica a caso…)

          Gli studenti universitari cazzeggiano?
          E pure questa non è mica una novità, direi anzi che è una lunga tradizione dai tempi dei clerici vagantes e dei tedeschi che si prendevano a sciabolate che piacciono a Luigi ;)

          e non è neanche particolarmente legata ai viaggi all’estero… ;)

        • Peucezio says:

          Pino,
          mica dico che le università e gli studiosi delle varie nazioni non devono comunicare fra loro (anche se oggi forse si esagera un tantino, perché si rischia il dissolvimento di una cultura nazionale).
          Gli studiosi però, non gli studenti.
          Uno prima dovrebbe farsi una preparazione solida e seria.
          E poi andare ai convegni all’estero, incontrare colleghi, ecc.

          Sul Medioevo, tieni conto che quel cosmopolitismo (di una ristrettissima élite) era il contraltare dell’estrema stanzialità e differenziazione locale di tutto il resto della società.
          Oggi all’università ci vanno tutti.
          Ecco, se tornasse ad andare all’università il 2 per mille della popolazione, potrei essere anche a favore dell’Erasmus (lo dico per paradosso, non sarei a favore comunque).

      • PinoMamet says:

        Tra l’altro, di primo acchito l’Erasmus è una delle poche cose europee che dovrebbe piacere anche a chi avrebbe voluto “un’Europa diversa, l’Europa dei popoli e delle culture e non delle banche e della moneta”

        (tra cui, per essere chiari, me stesso ;) )

      • Roberto says:

        Peucezio,
        Io in sei mesi di Olanda ho
        1. Dato 7 esami
        2. Parlato/studiato/lavorato per la prima volta in vita mia in inglese
        3. Conosciuto gente di tutta europa
        4. Vissuto in un paese diverso
        5. Visto un mondo universitario diverso
        6. Trombato ragazze di varie provenienze
        7. Studiato olandese

        Aggiungi che ho conosciuto mia moglie che faceva l’erasmus e che il primo lavoro che ho avuto è stato grazie all’erasmus (“sa, noi veramente prendiamo solo laureati con 110, ma abbiamo fatto un’eccezione per lei visto gli esami che ha dato in Olanda”)

        No, è tutto tranne una cazzata

        • Z. says:

          In effetti, ogni tanto sarebbe bene parlare di ciò che si conosce. Così, tanto per cambiare…

          :)

        • Peucezio says:

          Robè, ma tu quanti anni ci hai, per aver fatto l’Erasmus??

        • Z. says:

          Se invece di tirare bidoni ti presentassi, ai nostri pranzi, lo sapresti già. Veggògna :)

        • Peucezio says:

          Aridaje… :-)
          Prima o poi verrò.
          Uno che ti legge pensa che che avevo promesso la mia partecipazione e poi ho defezionato, cosa che, come sai, non è mai accaduta.

          Voi però cominciate a venire in Oltrarno la prossima volta :-P (questa volta non lo sapevate nemmeno, quindi siete giustificati)

        • Roberto says:

          Ho 41 anni

        • Peucezio says:

          Cazzo, sei più giovane di me!

          Già, in effetti l’Erasmus esisteva già ai nostri tempi.

          Resta il fatto che l’Erasmus non è un’agenzia matrimoniale: è stato utilissimo nel tuo caso e ne sono molto contento per te. Ma non si può generalizzare, visto che è stato concepito per altri scopi.
          Mi resta il dubbio sull’integrazione delle competenze acquisite nei 7 esami, all’interno del resto della tua formazione universitaria.
          Io trovo che, se c’è un piano di studi previsto, dare altri esami comunque diversi, anche se afferenti allo stesso ambito disciplinare, sia comunque una soluzione di ripiego (altrimenti non sarebbero stati previsti quegli esami, ma una rosa più ampia) e allora perché adottare una soluzione di ripiego, potendo optare per quella ottimale?

        • Roberto says:

          “Mi resta il dubbio sull’integrazione delle competenze acquisite nei 7 esami, all’interno del resto della tua formazione universitaria.”

          Se conti che tre esami erano di diritto comunitario (due di diritto internazionale) e che ora faccio l’eurocrate dovresti togliersi il dubbio :-)

        • Peucezio says:

          “Se conti che tre esami erano di diritto comunitario (due di diritto internazionale) e che ora faccio l’eurocrate dovresti togliersi il dubbio ”

          Bene, sei uno di quei pochi erasmiani, tipo uno su cento, che ha fatto un Erasmus mirato, volto davvero ad acquisire competenze funzionali poi ai suoi interessi e attività future.

          Resta il problema degli altri 99.

  37. Per habsburgicus

    “ma a chi interessano oggi le cose concrete (fuori dall’Oltrarno) ?
    a nessun politico…”

    In effetti. Credo che sia la più grande differenza tra politica locale e politica nazionale.

    Il teatro della politica locale consiste nel presenzialismo a tutte le inaugurazioni, eventi sportivi o qualunque altra cosa del genere da parte degli amministratori (evitando con altrettanta attenzione di farsi vedere nei luoghi “caldi”).

    Nella povera nicchia della destra, qualcuno ci prova a sollevare scandali sul tipo, “zingaro visto chiedere elemosina, sembra che non si lavasse da un mese!” oppure “zingaro visto lavarsi nella fontana pubblica, scandalo!” oppure “il Comune spreca soldi mettendo un rubinetto per l’acqua nel campo Rom!”, ma non è certo la stessa cosa di “crocetta-frocetta”.

    Qui stiamo ancora aspettando che riparino la buca sul marciapiede di Via della Chiesa, dove in questi lunghi mesi, sotto il cartello che ti obbliga a scendere dal marciapiede per non cascarci dentro, ci sta crescendo una pianta molto rigogliosa.

    Ecco, questa è politica concreta.

  38. Sull’Erasmus… facciamo la tara al linguaggio giornalistico, ma il giornalista che scrive è il migliore di Firenze, e la giustificazione degli organizzatori non sembra proprio convincente – in sostanza dicono, sì, abbiamo organizzato tutto, ma i nostri soci di Firenze non hanno fatto il casino:

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/27-settembre-2014/ultimo-assalto-movida-video-choc-santa-maria-novella-230221801557.shtml

    ” Duecento studenti arrivati da Pisa per una festa in una discoteca riducono la piazza ad un letamaio: gente che fa pipì e vomita, bottiglie e vetri ovunque di Gaetano Cervone

    FIRENZE -Un’ora esatta. E quanto è bastato ai duecento studenti provenienti da Pisa per trasformare il sagrato della basilica di piazza Santa Maria Novella a Firenze in un vero e proprio letamaio con bottiglie e cocci di vetro sparsi ovunque, ragazzi privi di sensi per l’abuso di alcol svenuti sulle scale, la facciata della chiesa trasformata in una toilette pubblica. A nulla sono valse le lamentele dei passanti che hanno provato anche a redarguire chi faceva pipì urlando «vergogna» mentre i volontari della Fratellanza Militare con gli abbaglianti delle ambulanze provavano a dissuadere chi provava a urinare sulla facciata della chiesa.

    IL RACCONTO – Notte tra venerdì e sabato, dalle 23 e 30 a mezzanotte e mezzo duecento studenti universitari, in prevalenza erasmus provenienti in treno da Pisa, hanno letteralmente occupato il sagrato della chiesa bevendo di tutto e facendo di tutto, in attesa che iniziasse la serata in discoteca allo Space, un evento che per gli iscritti ad un’associazione Erasmus aveva un biglietto scontato. Ha invece pagato un caro prezzo la piazza, invasa dal tanfo di urina e vomito, oltre che dai cocchi di vetro e bottiglie disseminate ovunque tanto che per sicurezza agenti della polizia municipale e della polizia intervenuti intorno a mezzanotte e mezzo hanno interdetto il passaggio fino all’arrivo dei mezzi del Quadrifoglio. Almeno tre i ragazzi costretti a ricorrere alle cure dei sanitari poiché privi di sensi a causa dell’abuso di alcol. E la serata non era ancora iniziata.

    LA REPLICA DI ESN FIRENZE – «La festa Hawaian Party organizzata dall’associazione non prevedeva nessun pre-party in Santa Maria Novella, in quanto detta piazza era unicamente indicata quale meeting point per il tesseramento alla sezione ESN fiorentina. Ciò è anche specificato nello screenshot del profilo facebook e del nostro sito internet. È giusto e doveroso riconoscere che il logo della sezione ESN Pisa è riportato sulla locandina della serata da noi organizzata ma solo come ospiti all’interno della discoteca Space dove si è svolto l’evento. In secondo luogo gli stessi membri della associazione ESN Florentia sono stati controllati da agenti della polizia presenti ed è stato accertata la loro estraneità ai fatti. Quanto accaduto in Santa Maria Novella non è certo imputabile alla sezione fiorentina. ESN Florentia da sempre cerca di prevenire questi comportamenti da parte di studenti stranieri che ledono il decoro della città»..

  39. Erasmus all’opera a Pisa (dove ci sono “serata Erasmus” tutte le notti).

    A noi interessa poco, ma non ci dispiacerebbe se certi dinamici esponenti di destra, invece di rompere le scatole a stranieri che tirano a campare, andassero a rompere le scatole a questi stranieri qui:

    http://www.pisatoday.it/cronaca/movida-piazza-chiara-gambacorti-pisa.html

    “Piazza Chiara Gambacorti e i giovedì della movida…spagnola: residenti infuriati

    Vomito, vetri di bottiglia, cartacce, urla e schiamazzi: questa la situazione denunciata dai residenti nella zona di Piazza della Pera che ogni giovedì notte devono fare i conti con il comportamento degli studenti del progetto Erasmus
    Redazione 26 settembre 2014

    Residenti esasperati per ciò che succede il giovedì notte nella centralissima Piazza Chiara Gambacorti, a due passi da Corso Italia, dove la movida eccede oltre ogni limite come testimoniano le foto che un lettore (che preferisce rimanere anonimo) ci ha inviato.

    Pubblichiamo integralmente la lettera che ci ha scritto:

    “Scrivo alla redazione per sottoporre questo problema che va avanti ormai da troppo tempo a Pisa, e che noi residenti non siamo più disposti a tollerare. E’ diventata ormai una moda per i ‘ragazzi’ spagnoli del progetto Erasmus , in Italia anche con i soldi nostri, ritrovarsi il giovedì intorno alla mezzanotte in Piazza Chiara Gambacorti per poi girovagare nell’asse che collega la Piazza con via San Casciani dove si trovano due noti locali per la vita notturna. Uno di questi il giovedì organizza proprio la serata per loro, contribuendo ad alimentare questo problema di ordine pubblico. Passano da Via San Bernardo, Via Pietro Gori e Vicolo Scaramucci. In queste scorribande urlano, fanno cori da stadio e suonano ai campanelli per svegliare noi residenti. Questo dalla mezzanotte fino alle prime ore del mattino. Questa notte l’ultima ondata di ‘studenti’ è passata alle 5.10. Vi allego alcune foto fatte questa mattina per farvi capire fino a che punto di inciviltà è arrivata questa gente. Addirittura il mio cassetto del gas è stato forzato danneggiando, per poi essere usato come frigobar improvvisato. Vetri a terra e vomitate ovunque in queste strade.

    Per quanto dovremo sopportare tutto ciò? E’ evidente che se ogni anno succede questo, cambiando gli studenti, c’è una regia che li organizza. Ma non sarebbe possibile e abbastanza semplice agire su queste persone? Inoltre, visto che la buona condotta esiste sempre, le forze dell’ordine non potrebbero prendere le generalità di queste persone per poi segnalarle al rettore che potrebbe agire con procedimenti disciplinari interni, fino all’espulsione dal progetto Erasmus? Potrebbe servire anche da deterrente per gli altri”.”

    • Roberto says:

      Ho un ottimo deterrente al casino:
      Abbandonare l’idea dell’università di massa, solo costosissime università private con pochi studenti selezionatissimi e facili da controllare.
      In generale polizia armata e pesantissime sanzioni detentive in caso di disturbo alla quiete pubblica.
      Militarizziamo le città se non siamo capaci di tenere a bada i giovani

  40. Per Roberto

    “Di tutte le cose che ha fatto l’UE, l’unica sulla quale non ho nessun dubbio sull’assoluta, oggettiva, indiscutibile bontà è proprio l’erasmus”

    Io non so nulla dei programmi Erasmus in sé, e quindi non mi pronuncio.

    Però prendo atto che ci sono associazioni che si chiamano “Erasmus” che fanno i soldi organizzando una serie interminabile di nottate alcoliche a danno della popolazione.

    E se non si tratta semplicemente di gente che abusa del nome Erasmus, presumo che godano anche di finanziamenti europei.

    • Roberto says:

      Il programma erasmus permette a studenti di una qualsiasi università europea di andare a studiare in un’altra unviversità straniera, finanziando in parte la mobilità e permettendo il riconoscimento degli esami fatti all’estero.
      Stop

      Le feste erasmus sono organizzate dagli studenti in perfetta autonomia senza ovviamente nessun finanziamento europeo (te lo dico per esperienza personale: ero nell’organizzazione dell’associazione studenti erasmus della mia università)
      Gli studenti non hanno certo bisogno del programma erasmus per ubriacarsi la sera e francamente affiancare il programma erasmus alla gozzoviglia è come dire che la scuola pubblica incoraggia il fumo perché degli studenti fumano all’uscita della scuola

    • Z. says:

      Ci sono anche locali che scrivono volantini del tipo “serata Erasmus” per attirare gli studenti giunti da altri paesi. Chissà se i maledetti eurocrati finanziano pure loro :D

  41. Per Roberto

    “Le feste erasmus sono organizzate dagli studenti in perfetta autonomia”

    Sicuramente hai ragione per quanto riguarda le istituzioni europee e il senso del progetto.

    Ma come membro di un’associazione, so che se vuoi fare i soldi, fai un’impresa e non un’associazione. E organizzare sbronze collettive di massa a pagamento, sera dopo sera, è ciò che io chiamo attività a scopo di lucro.

    Ora, quell’associazione che si finanzia così, utilizza il nome dell’Erasmus, e mi chiedevo quanto ciò fosse legittimo.

    “Ho un ottimo deterrente al casino:
    Abbandonare l’idea dell’università di massa, solo costosissime università private con pochi studenti selezionatissimi e facili da controllare.”

    In termini di potenza devastante, gli studenti dell’Erasmus – che comunque non credo siano proprio il proletariato – sono una nota a piè di pagina rispetto a quelli americani, che presumo provengano tutti da “costosissime università private”.

    • Z. says:

      Se è per questo il proletariato, nella maggior parte dei casi, va al professionale. L’università, di norma, è per i privilegiati.

  42. Roberto says:

    “Ora, quell’associazione che si finanzia così, utilizza il nome dell’Erasmus, e mi chiedevo quanto ciò fosse legittimo.”

    Secondo me nulla di illegale, non più della lavanderia che si chiama euro washing, del supermercato euro market o della mia squadrina di basket (eurobasket)

    Però ribadisco, il fatto di usare il nome erasmus per l’associazione non vuol dire che ci sia un legame con il programma erasmus che si occupa solo di permettere a studenti di studiare all’estero un po’ come un calabrese può andare a studiare a Milano

    Su proletariato ed erasmus, si tratta di studenti universitari quindi per definizione di persone che a 18 anni possono permettersi di andare all’università invece che a lavorare. Tuttavia faccio notare che lerasmus permette pure ad un figlio di un insegnante e di un modesto impiegato (cioè gente tipo me) di studiare per un po’ all’estero, cosa che prima era riservata solo a certe classi

    Infine, capisco che una notte senza sonno possa far perdere lucidità di analisi, ma il legame tra casino notturno e mobilità studentesca faccio un po’ fatica a capirlo (a meno che i fiorentini non siano tanti piccoli svizzeri disturbati dai casinisti che vengono da fuori)

  43. Roberto says:

    Guarda quell’articolo su Pisa.
    Il problema è che c’è un’università, che ci sono degli studenti spagnoli (en passant il casino lo fanno sempre i forestieri…) o piuttosto a Pisa non sanno metter due vigili in piazza o chiudere i bar fracassoni?
    Io credo la seconda

  44. Per roberto

    “Però ribadisco, il fatto di usare il nome erasmus per l’associazione non vuol dire che ci sia un legame con il programma erasmus “

    Ok. Eventualmente violano le leggi sulle associazioni senza scopo di lucro, ma non prendono fondi europei.

    Il problema non è comunque che ci siano dei giovani “che fanno rumore” (anche se lo è certamente per alcuni giornali). Magari i ragazzi si comprassero un fiasco di vino e suonassero chitarre e bonghi fino a notte fonda sui sagrati delle chiese.

    Il problema è il meccanismo che si innesca, per cui i proprietari dei fondi sfrattano gli artigiani per metterci i pub; pub che devono pagare affitti altissimi, per cui devono lavorare il più tardi possibile, vendendo alcolici con il tasso più alto; l’abbandono del quartiere per le periferie (dove gli studenti non ci vanno mai) e quindi l’affitto delle case come bed and breakfast – nulla di male, ma vuol dire che ci viene, ci sta sì e no tre notti – oppure a dieci bengalesi in una stanza.

    Creando così ghetti etnici, isolati dal resto della società e creando la situazione per cui il colore della pelle, l’odore della cucina e tutto il resto diventano elementi di divisione e di reciproca paura e disprezzo.

    • Roberto says:

      Scusami ma continuo a non capire cosa c’entra l’erasmus.

      La tua tesi è: se non ci fosse l’erasmus non ci sarebbero dei fracassoni stranieri ma solo dei fracassoni locali (ed in ogni caso meno fracassoni)?
      Se il problema è questo, la mia ricetta è infallibile: massimo 100 matricole all’anno, e vedrai che non ci saranno più bande di studenti-> i pub chiuderanno -> gli artigiani torneranno

      Io dico invece che il rumore notturno non va tollerato, e che una notte al commissariato insieme ad una salatissima multa dovrebbe disincentivare i fracassoni, così come una bella chiusura amministrativa dovrebbe far ragionare i pub casinisti e tutto questo senza buttare la croce sulle migliaia di studenti che approfittano dell’erasmus per fare gli studenti

  45. Per Roberto

    “piuttosto a Pisa non sanno metter due vigili in piazza o chiudere i bar fracassoni?”

    A Pisa non lo so. A Firenze i vigili semplicemente non li mandano, e così i locali occupano con i loro “dehors” tutto lo spazio che vogliono. Anche perché le multe sono irrisorie rispetto ai guadagni.

    E se qualcuno osa toccare un bar, c’è l’immediata reazione di tutto la potenza economica delle associazioni dei commercianti, che tra ricorsi al TAR, minacce legali ed elettorali, nonché il solito ricatto dei “posti di lavoro”, riescono a imporsi subito.

    E i danni per “mancati introiti” che minacciano di chiedere alle istituzioni danno un’idea di quanto sia forte il giro economico.

    Che poi si concentra tutto in un’area urbana molto ristretta: l’80% della città è solo un dormitorio.

  46. Per roberto

    “La tua tesi è: se non ci fosse l’erasmus non ci sarebbero dei fracassoni stranieri ma solo dei fracassoni locali”

    L’altro giorno, ho bacchettato il buon Mirkhond per aver ragionato con le viscere, e adesso l’ho fatto anch’io.

    Quindi, chiariamo: io ho fatto la solita nebulosa confusione degli arrabbiati su Internet, che si attaccano troppo presto alla tastiera.

    Non c’è dubbio: l’argomento Erasmus è totalmente distinto dall’argomento movida giovanile.

    Detto questo, passiamo alle mie motivazioni.

    Uno, una reazione probabilmente eccessiva e di pancia al fatto che c’è qualcuno che approfitta della sigla di “associazione senza scopo di lucro” per organizzare ogni sera attività a scopo di lucro.

    C’è probabilmente un elemento di invidia, perché organizziamo una marea di attività gratuite e poi ci troviamo con le casse vuote.

    E c’è anche la rabbia mostruosa che sento per tutte le persone disperate che conosciamo, le famiglie che non sanno come dare da mangiare ai figli, e che ogni giorno ci sto male; e non riesco a trovare come cavolo inventare un sistema che permetta a questa gente di pagare un affitto.

    Ieri parlavamo delle adozioni a distanza che fanno alla scuola elementare, e di come si mandano soldi in Brasile, mentre c’è una famiglia qui (italiana peraltro) con due figli, che non sa come campare, e che gli altri genitori aiutano come possono. E in questo brutale conflitto tra il bambino sconosciuto in Brasile e il bambino conosciuto in Oltrarno, si coglie qualcosa dei tempi che stiamo vivendo.

    La rabbia è cattiva consigliera, e il fatto che qualche ventenne abbia trovato il modo di sbarcare il lunario spacciando alcol a gonzi arrivati da Madrid non è un motivo sufficiente per parlare male dei progetti Erasmus.

  47. Per roberto

    Dove invece credo che tu ragioni, se non male, almeno alla lussemburghese, è qui:

    “Io dico invece che il rumore notturno non va tollerato, e che una notte al commissariato insieme ad una salatissima multa dovrebbe disincentivare i fracassoni, così come una bella chiusura amministrativa dovrebbe far ragionare i pub casinisti”

    Il tuo errore è quello di usare i pronomi impersonali: “non va tollerato”.

    Chi è il soggetto del verbo?

    L’altro giorno si ragionava con una delle massime autorità politiche del Comune, e poi con alcuni avvocati che tutti i giorni hanno a che fare con questioni amministrative.

    E tra il detto e il non detto, il quadro che emergeva è questo.

    Chi detiene un incarico politico vive sotto la spada di Damocle della Corte dei Conti.

    Se un amministratore perde una causa facilmente quantificabile – tipo “il Comune deve risarcire il privato per il mancato guadagno di 100.000 euro” – la Corte dei Conti rovina il funzionario in questione.

    Se un pubblico amministratore permette a un privato di appropriarsi di un bene pubblico, di rovinare la vita a un sacco di gente, di far svuotare un rione dei suoi mestieri e dei suoi abitanti, la Corte dei Conti, non avendo alcuna voglia di quantificare roba così complicata, lo assolve.

    Ora un piccolo politicante, oppure un impiegato qualunque della pubblica amministrazione, non ha alcuna intenzione di diventare il soggetto del tuo verbo impersonale.

    • Z. says:

      La Corte dei conti si occupa di responsabilità erariale; intendo, il blocco ai contratti di compravendita (o la lotta alla gentrificazione, se preferisci) non è di sua competenza.

      Ma l’appropriazione di un bene pubblico da parte del privato mi sembra costituisca un danno quantificabile secondo criteri obiettivi: certo, magari si può ritenere l’eventuale quantificazione sottostimata, in quanto non tiene conto di questo e di quello, ma perché dovrebbe essere così complicata da quantificare?

    • Peucezio says:

      Miguel,
      devi considerare che per Roberto la legge è un’entità metafisica, che esiste da prima dei tempi, quando ancora Urano e Gea non si erano uniti per produrre tutto il resto.
      E quindi, essendo un concetto metafisico che preesiste per definizione al soggetto e a ogni principium individuationis, si usa la forma impersonale si.

      Ovviamente tale entità metafisica è immanente al reale, cui pure preesiste, e lo permea e lo pervade in ogni sua molecola, non per niente viviamo nel migliore dei mondi possibili.

      • Roberto says:

        Non ho capito nulla (e sinceramente credo che nemmeno tu abbia capito)

        La legge è semplicemente quella cosa che dovrebbe permettere a manolo di divertirsi, a Paola di studiare, a john di tenere un pub e a miguel di dormire la notte, tutto allo stesso tempo

        • Z. says:

          Noto un radicale revirement della dottrina…

          non era Peucezio che sosteneva, appunto, che lo Iudex dovrebbe applicare lo Spirito Metafisico della Legge anziché quella roba noiosa che sta nei codici?

          :)

        • Roberto says:

          Non nella mia dottrina.

          Io ho sempre sostenuto che le leggi si rispettano finché ci sono e si cambiano quando si vogliono cambiare (lo sai, sono un operaio del diritto privo di ogni fantasia)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Infatti parlava dell’orientamento di Peucezio, che a quanto pare ha conosciuto una svolta giuspositivista ;-)

        • Peucezio says:

          Z.,
          l’ho detto e lo ribadisco.
          Ma il guaio è che non accade e io ragiono prendendo atto che non accade e auspicando che accada.
          Così come vorrei che non esistessero gli omicidi, ma so benissimo che esistono.
          Invece Roberto ragiona come se fosse effettivamente così.

        • Peucezio says:

          Aggiungo che, mentre per me la legge nel senso dello jus, del principio di giustizia, non sempre coincide con la legge positiva, quella del codice, per Roberto invece le due entità sono non solo legate, ma ontologicamente coincidenti, sempre in virtù del principio di immanenza della perfezione metafisica nel mondo reale.

        • Roberto says:

          ” per Roberto invece le due entità sono non solo legate, ma ontologicamente coincidenti”

          Detto con amicizia non hai capito una fava del roberto-pensiero

          L’esempio dei giochi di società fatto più sotto dovrebbe spiegare, sennò mi arrendo all’idea di non essere capito

        • Peucezio says:

          “Detto con amicizia non hai capito una fava del roberto-pensiero”

          Pazienza, si può anche vivere senza capire il Roberto-pensiero :-)

          Scherzi a parte, quello che dico è che tu, per quello che ho capito, hai una concezione astratta della legge, come se fosse calata da cielo perfetta. Mentre la legge è un prodotto umano, quindi imperfetto non solo perché l’uomo ha i suoi limiti, ma perché, come ogni strumento umano, soggiace anche a logiche di interesse.
          E quindi non va assolutizzata, ma relativizzata, considerata qualcosa di contingente, che cambia secondo le epoche, i popoli, le società, e che è senz’altro utile (chi dice di no), ma ha mille manchevolezze.
          Quindi ad essa non ci si dovrebbe inchinare come a un totem, ma esercitare su di essa, come su tutti gli aspetti della vita, la propria capacità critica.

          E’ più chiaro ora?

        • Roberto says:

          Peucezio,
          Più chiaro di come l’ho spiegata a miguel più sotto non so fare

          “Mentre la legge è un prodotto umano, quindi imperfetto non solo perché l’uomo ha i suoi limiti, ma perché, come ogni strumento umano, soggiace anche a logiche di interesse.”

          Io sono d’accordissimo su questo.
          Aggiungo solo una cosa: la legge la rispetto perché ho paura del caos e dell’anarchia

          Butta una carta per terra e ti troverai prima o poi una discarica

        • Roberto says:

          Tra parentesi una parte abbastanza importante della mia vita professionale la passo, lo dico in maniera molto atecnica, a vedere se la legge x o y è compatibile con regole superiori e quindi deve essere rispettata o no. Direi che uno sguardo critico alla legge sono piuttosto abituato a darlo

        • Roberto says:

          Infine sul cambiamento, cosa dici di diverso da quello che dico io? Cambiano le esigenze e cambi la legge. Io aggiungo il corollario che finché non hai una maggioranza fai fatica a dimostrare che le esigenze son cambiate

          Ciao

  48. Moi says:

    @ ROBERTO

    Paragonare Italia e Lussemburgo non ha molto senso … caso mai paragona Lussemburgo e San Marino ;) .

  49. Per Z

    “ma perché dovrebbe essere così complicata da quantificare?”

    Se vuoi ti dico in privato chi me lo ha detto, non lo vado ovviamente a scrivere qui.

    • Z. says:

      Oddio, temo ci sia stato un equiproco! Non pretendo certo che tu scriva sul blog nomi e cognomi di persone, magari importanti, che ti riferiscono cose delicate su questioni del genere…

      Era solo una considerazione “ad alta voce”.

  50. Roberto says:

    “Chi è il soggetto del verbo?”

    Tutti coloro che devono far qualcosa per impedire il casino

    Voglio dire, hai una banda di spaccamaroni che fa casino sotto le finestre alle tre del mattino? Chiami i vigili, che arrivano, multano i casinisti e li manganellano se protestano.
    Cosa c’è di così complicato?
    Solo che ahimè vivete in un paese dove vari peucezii considerano normale parcheggiare in doppia fila ed ecco che vi ritrovate a pulire il vomito sui sagrati delle chiese. È questo il problema, non la corte dei conti

  51. Per Roberto

    “hai una banda di spaccamaroni che fa casino sotto le finestre alle tre del mattino? Chiami i vigili, che arrivano, multano i casinisti e li manganellano se protestano. […]
    Solo che ahimè vivete in un paese dove vari peucezii considerano normale parcheggiare in doppia fila”

    Mi ricordo una volta che abbiamo chiamato i vigili verso le 9 di sera per liberare la macchina della cassiera del supermercatino vicino casa, incastrata da un gaudente serale in seconda fila.

    Dopo la quarta telefonata, sono arrivati effettivamente verso le 11.30.

    Il motivo è che la squadra dei vigili che si occupano del “degrado notturno” (non mi ricordo il termine specifico) è stata ridotta in pochi anni di circa i due terzi.

    E questo, più che dai peucezii :-) è determinato dalla ricaduta di innumerevoli decisioni politiche.

    Detto in breve, gli eurocrati :-) ordinano, “tagliate”, l’amministrazione comunale decide di tagliare proprio sulla squadra di cui si lamentano di più i proprietari dei locali.

    Che poi sono i proprietari degli stessi locali dove gli amministratori vanno a cena con gli imprenditori.

    • Roberto says:

      Non ho nessun dubbio che sia così, cavolo me la ricordo bene l’Italia!

      Dico solo che non deve essere così, ed infatti se guardate al di la delle alpi non è così dappertutto
      E comunque, la riduzione del personale c’entra il giusto visto che era così pure 20 anni fa. Mi ricordo benissimo di qualche telefonata fatta ai vigili nel cuore della notte e risposte tipo “vabbè ma so’ ragazzi, che dobbiamo fare?”

      Credo che sia proprio una questione di mentalità .
      Hai presente l’esempio della finestra rotta?

      • Peucezio says:

        Roberto,
        ma è possibile che non si possa ragionare con un po’ di buon senso?
        Cioè o
        1) ci dev’essere il coglione col SUV che parcheggia in doppia fila davanti al locale e lascia lì la macchina tutta la notte, a costo che uno che deve uscire, non può, oppure
        2) ci dev’essere il vigile che ti multa se lasci la macchina un minuto e mezzo in doppia fila per entrare in un negozio, comprare il latte e uscire, laddove, se avessi cercato parcheggio, avresti intasato la strada e inquinato molto di più, oltre a perdere più tempo tu.

        Una via di mezzo non va bene, è una cosa voluta dai peucezii che fanno andare male l’Italia.

  52. Per Roberto

    “E comunque, la riduzione del personale c’entra il giusto visto che era così pure 20 anni fa. Mi ricordo benissimo di qualche telefonata fatta ai vigili nel cuore della notte e risposte tipo “vabbè ma so’ ragazzi, che dobbiamo fare?””

    Ti ricordi questo post?

    http://kelebeklerblog.com/2014/04/03/ugo-bardi-e-le-volanti-della-polizia/

    C’entra sicuramente la mentalità, ma c’entra anche una situazione in cui – proprio per via del culto della legalità – sono aumentati in modo esponenziale ricorsi di ogni sorta.

    E’ proprio per questo che i pochi vigili che ci sono devono sempre muoversi in due, in modo che uno possa fungere da testimone, e questo significa uno spreco inevitabile all’interno della carestia.

    Ora, il vigile – che è un normalissimo essere umano, non è “la legge” – preferisce non farsi prendere a cazzotti e poi denunciare, e la cosa è tutto sommato comprensibile.

    Il terrore del ricorso (o della denuncia penale o altro) è infatti un elemento che paralizza tutti i livelli dell’amministrazione pubblica. E ovviamente sono sempre i più forti, quelli che si possono permettere un avvocato bravo, a ricorrere.

    In questo c’è stato un radicale cambiamento nell’ultimo decennio, che non credo sia dovuto all’atavismo italico, casomai ricalca modelli statunitensi.

  53. Per Luigi

    “A un post che trasuda ironia – e autoironia – da ogni poro, con tanto di due emoticon (come direste voi occidentali nella vostra irridente supponenza) in meno di cinquanta parole”

    Ti dai troppa importanza :-)

    si stava già discutendo di Erasmus nel contesto della gentrificazione di Firenze, e si è continuato a discuterne a prescindere dal tuo intervento, arrivando poi a toccare temi che vanno dalla legalità alla struttura del potere in città.

  54. Per roberto

    “L’unico che ha risposto a Luigi è Mauricius, con tanto di faccetta sorridente.”

    In realtà avevo risposto anch’io, con una battuta sull’età media dei massoni. Non so se era sul modello dell’umorismo sovietico.

  55. Per roberto

    “Io ho sempre sostenuto che le leggi si rispettano finché ci sono e si cambiano quando si vogliono cambiare”

    Di nuovo, i pronomi impersonali!

    Proviamo con questa versione:

    “Le leggi vengono rispettate dai cittadini e vengono cambiate dai governi quando i governi le vogliono cambiare”.

    • PinoMamet says:

      Io la metto così:

      io (me stesso) credo che l’esistenza del concetto di Legge sia molto giusta;

      e che le leggi (intese come Codice Civile, Penale ecc. ecc., proprio quelle che si trovano scritte in quei libri lì, e in quelli omologhi degli altri Stati e ordinamenti giuridici) facciano abbastanza comodo, che spesso però siano scritte in modo discutibile dai legislatori, e non sempre applicate bene;

      trovo inoltre che in mezzo alle leggi ci possano essere anche vere e proprie porcate, pensate da qualcuno per favorire qualcuno a spese di qualcun altro;
      e che anche le leggi migliori come ispirazione o scrittura possano (non è detto che accada) poi essere abilmente sovvertite da un avvocato o giudice capace di trovare il risvolto, il codicillo, la sfumatura, il formalismo che fa comodo.

      Per i motivi su esposti, ritengo che il ruolo di guida morale possa spettare solo al mio proprio animo (gli altri si baseranno sul loro!) e non certo sulle leggi .

      Invece, quando ho avuto a che fare con le leggi ne ho tratto l’insegnamento che conviene affidarsi a un bravo avvocato, molto meglio poi se assolutamente sprovvisto di scrupoli morali .

      • Peucezio says:

        Pino,
        secondo me sottovaluti un fattore importante.
        Ed è il tecnicismo.
        Che produce una serie di mostri.
        La legge serve a disciplinare una serie di aspetti della convivenza umana. E a imporre un principio minimo di equità, di giustizia.
        Ma il tecnicismo fa smarrire questi scopi, molto chiari ai grandi legislatori e ai grandi ordinamenti del passato, dietro una selva di regolamenti, leggine, formalismi, spesso fatto a uso e consumo degli stessi tecnici, che, quando non sono in cattiva fede sono ottusi (ed è il caso più frequente: i veri guai a questo mondo li fanno gli stupidi, non i malvagi) e non hanno nessuna visione d’insieme.
        Ovviamente chi ha più potere e più soldi se ne avvantaggia, perché è più facile nascondere il privilegio e l’ingiustizia dietro una legge complicatissima e fumosa.

    • Roberto says:

      No Miguel

      Le leggi devono essere rispettate da tutti finché esistono.
      Smettono di esistere quando una maggioranza di parlamentari le elimina

      • PinoMamet says:

        “Le leggi devono essere rispettate da tutti finché esistono.”

        Beh, dai, Roberto… le leggi ingiuste non si devono rispettare!

        • Roberto says:

          E chi decide se la legge è giusta od ingiusta?

          Per dire, siamo tutti d’accordo che pagare i diritti d’autore ad un autore sia profondamente ingiusto, visto CGE la cultura deve essere libera e accessibile a tutti.

          Tutto d’accordo tranne gli autori che di diritti d’autore ci campano
          :-)

        • Roberto says:

          Tutti d’accordo

        • PinoMamet says:

          “E chi decide se la legge è giusta od ingiusta?”

          La tua coscienza.
          Mi dispiace ma non c’è altra via.

          Per esempio una legge che dica che Sandra non può andare all’università perché è donna e nera, per dire, a me non sembrerebbe giusta.

          PS
          Gli autori che ci campano di diritti d’autore sono in Italia una esigua minoranza, che campa, in realtà, soprattutto grazie ai contributi di altri autori che non campano affatto facendo gli autori.
          E tutto per la splendida legge italiana…
          http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_Italiana_degli_Autori_ed_Editori#Efficienza

        • Roberto says:

          “Per esempio una legge che dica che Sandra non può andare all’università perché è donna e nera, per dire, a me non sembrerebbe giusta”

          mi sembra che non esista una legge del genere.
          Io farei qualche esempio concreto di legge da non rispettare in Italia nel 2014

        • PinoMamet says:

          Però una legge del genere è esistita.

          Perciò se fai un discorso generale, del tipo “chi decide quando una legge è giusta o ingiusta?”, un esempio del genere è pertinente.

          E a me sembra che leggi ingiuste siano esitite, possano esistere, e probabilmente esistano ancora.

          E a che a decidere se siano giuste o ingiuste siano le nostre coscienze.

        • Roberto says:

          Però vorrei prima ricordarti che la mia coscienza, la tua, quella di miguel, quella di peucezio, quella di habsburgicus e quella di Z sono tutte diverse (ma io sono molto più grosso)

        • Roberto says:

          (Anche se il tuo interesse per le arti marziali mi inquieta…dovrò procurarmi un’arma)

        • PinoMamet says:

          Certo che sono diverse le nostre coscienze, e questo è il motivo per cui la democrazia è preferibile agli altri sistema.

          Ma neppure una democrazia è perfetta, e può benissimo esserci una democrazia in cui la maggioranza dei cittadini decida che Sandra, donna e nera, non può andare all’università in quanto donne e nera.
          E anche se questo piacesse alla maggioranza dei cittadini, continuerebbe a sembrare ingiusto a me.

        • Z. says:

          Quindi se io decido che è giusto che i gay non vengano serviti nel mio bar è parimenti giusto che io rifiuti di servirli, perché così mi ordina la coscienza?

          E se io decido che la proprietà privata è un furto contro i proletari, questo mi dà diritto a rubare la tua bicicletta?

          Il discorso della coscienza è estremamente scivoloso. Come ho già detto, i ragazzi che si divertivano a sabotare l’ufficio pignoramenti – senza pensare che questo avrebbe creato problemi ai clienti e ai lavoratori che esigevano il credito dai padroni insolventi – mica te la davano a credito, la birra, nel loro centro sociale.

          Tanto varrebbe dire: si rispettano le leggi che fanno comodo a me. E si farebbe pure un discorso più sincero…

        • PinoMamet says:

          “Quindi se io decido che è giusto che i gay non vengano serviti nel mio bar è parimenti giusto che io rifiuti di servirli, perché così mi ordina la coscienza?”

          La coscienza è tua, mica mia! Posso dirti io cosa trovi giusto?

          Se tu ritieni che quella di non servire i gay al bar sia una battaglia giusta, non li servirai, anche se la legge ti impone il contrario.
          Sarai un “obiettore” antigay, come ci sono stati quelli anti-servizio militare e ci sono quelli anti-aborto.

          Io non ho nulla in contrario agli obiettori di coscienza, purché siano pronti ad accettare le conseguenze del loro gesto
          (dalla multa alla prigione).

        • Z. says:

          E perché dovrei accettare le conseguenze del mio gesto, se ho diritto a rispettare la legge solo quando mi pare e piace? Se decido che la legge che impone di servire tutti i clienti senza discriminazioni è ingiusta, se non addirittura oscena, che diritto ha lo Stato di farla rispettare? Che diritto ha di punirmi se non la rispetto?

        • PinoMamet says:

          Questo è un gioco di parole, Z.

          Per questo distinguevo tra Legge, intesa come principio (che quindi ognuno si figura come vuole), e “leggi”, intese come quelle che stanno concretamente scritte.

          Allo stesso modo, si può distinguere tra Diritto, che ognuno si figura come vuole, e “diritti” concreti che lo Stato ti riconosce.

          In Sud Africa i negri non avevano il “diritto” di (boh, adesso non ricordo cosa, ma un sacco di cose)…
          lo Stato cioè non glielo riconosceva.

          Vuol dire che veramente “non avevano Diritto”?
          secondo me no.

        • Peucezio says:

          Z. e Roberto,
          il vostro discorso in un certo senso non farebbe una grinza.
          Purché siate disposto a non fare eccezioni.
          Cioè al tempo delle leggi razziali in Italia, o a quelle, analoghe, del III Reich, cui quelle italiane si ispirarono, avreste dovuto tacitare senza esitare un attimo la vostra coscienza e, se vi foste trovati in un ruolo che vi imponeva di applicarle, le avreste dovute applicare.

          A me sembra una logica da automi, non da uomini, ma se siete coerenti in essa, sono pronto a darvene atto.

        • PinoMamet says:

          Anche in questo concordo con Peucezio!

        • Z. says:

          Peucezio,

          ma è proprio questo il punto, infatti!

          Se io nel 1943 nascondessi un ebreo per evitargli la deportazione, davvero tu e Pino mi rispondereste

          Io non ho nulla in contrario agli obiettori di coscienza, purché siano pronti ad accettare le conseguenze del loro gesto (dalla multa alla prigione) [e magari alla deportazione e alla fucilazione, aggiungo io]

          o qualcosa di simile?

          Personalmente, credo che non vi verrebbe mai in mente di dirmi qualcosa di simile.

        • Roberto says:

          Peucezio,
          A parte che non mi hai mai risposto su come risolveresti tu il dilemma del giudice nazista, io modestamente vivo in Italia (vabbè facciamo finta) nel 2014, dove i neri possono andare a scuola e gli ebrei insegnare all’università.

          Non so cosa avrei fatto se fossi nato in un altro periodo.
          Mi sarei dato alla macchia? Avrei fatto il terrorista? Chissà

          Io dico solo che oggi, Italia 2014, l’unico modo per trovare un compromesso fra il sonno di miguel, la voglia di divertirsi dello studente Erasmus, il bisogno di lavorare del cameriere del pub è che tutti rispettino quelle regole del gioco che si chiamano leggi.

          L’alternativa è che il più forte, o semplicemente il più prepotente, la spunti. Siccome io non sono nè particolarmente forte nè molto prepotente, e ho la consapevolezza che in un ipotetico far west sarei il primo a morire (vabbè me la gioco con Z) preferisco un mondo dove tutti rispettano le regole

        • Z. says:

          Comunque non so se avete notato che Roberto ha provato a scrivere “che” e invece il suo dispositivo portatile gli ha fatto scrivere CGE, cioè Corte di Giustizia Europea.

          Quanto uno è massone dentro lo è 24/7. Non c’è gnente da fare. La classe non è acqua!

        • Peucezio says:

          Z.,
          non ho capito.

        • Peucezio says:

          Roberto,
          tu credi che i cittadini del III Reich (la maggioranza, intendo, l’uomo medio) avessero la percezione di vivere in una situazione eccezionale o di vivere nel normale stato di diritto?
          E chi ti assicura che fra cinquant’anni l’Italia degli anni ’10 del ventunesimo secolo non sarà considerata il luogo della peggiore abiezione perpetrata dallo stato e dalla legge?
          Nessuno lo può sapere, perché bisogna imparare a relativizzare le situazioni e i parametri di giudizio.

          Qual era il dilemma del giudice nazista?

        • Z. says:

          Peucezio, mi spiego meglio.

          Pino ha scritto in sostanza: non ho nulla contro chi segue la sua coscienza e viola la legge, purché sia pronto ad accettare di subirne le conseguenze. Giusto?

          Ecco, io penso che la legge che vietava di dare ospitalità agli ebrei fosse una legge da trasgredire eccome, e io ho la massima stima di chi l’ha trasgredita anche se non era affatto pronto ad accettare alcuna conseguenza per averlo fatto, e anzi contro le conseguenze di cui sopra si è battuto. Possibilmente evitando di subirle e magari facendo fuori qualche nazista che cercava di fare rispettare quella legge.

          Anzi, in questo caso devo dire che lo stimo ancora di più.

        • Z. says:

          Peucezio,

          — tu credi che i cittadini del III Reich (la maggioranza, intendo, l’uomo medio) avessero la percezione di vivere in una situazione eccezionale o di vivere nel normale stato di diritto? —

          Guarda, io direi che neppure tutti i gerarchi nazisti – e non parliamo neppure dei giudici, per una serie di ragioni tra cui alcune che rimandano all’attualità – pensavano di vivere in un “normale stato di diritto”. Vedi Hans Frank, ad esempio.

          Quanto al cittadino comune, specie se alla democrazia e allo stato di diritto non è avvezzo, di queste discussioni non tende a interessarsi granché. Cerca di vivere o di sopravvivere meglio che può, sperando di riuscirci.

        • Z. says:

          …quanto agli altri gerarchi nazisti, per molti di loro “stato di diritto” era poco più che una bestemmia.

          Non pensavano certo di essere “la normalità”, che anzi detestavano. Non dovremmo confondere il regime nazista con un qualsiasi governo autoritario di impostazione reazionaria.

        • PinoMamet says:

          Z.

          mi sa che o mi sono spiegato male io, o stai biekamente e avvocatamente ;) piegando il mio esempio per fargli dire l’esatto contrario di quello che dice.

          Chi nel 1943 nascondeva un ebreo in soffitta, sapeva benissimo a cosa andava incontro.
          Per questo il suo era un atto eroico.

          Il che non significa che avesse un gran voglia di essere fucilato, ma che la sua cosicenza gli diceva cosa era giusto fare, e lui lo faceva.

          Dimostra anche- nonostante tutti i tentativi tuoi e di Roberto di parlare solo dell'”adesso” contingente- che non sempre le leggi sono buone e giuste, e non sempre trasgredirle è sbagliato.

        • Peucezio says:

          State mitizzando il III Reich.
          La sua eccezionalità è una proiezione successiva, forse fondata, ma non autopercepita.
          E non nego che alcuni gerarchi pensassero anche di avere un ruolo messianico.
          ma il cittadino medio pensava solo di essere in uno stato come ce n’erano tanti in Europa, magari solo un pizzico più autoritario e risoluto.
          E non dobbiamo pensare solo ai poveri cristi, con poca coscienza politica.
          Sicuramente c’era anche una borghesia istruita (non dico colta o élitaria, ma media), che non aveva la minima percezione di eccezionalità, ma non pensava solo a sopravvivere.

          E comunque, a parte questo, Z., io non ho ancora capito: le leggi si devono trasgredire a volte o non si devono mai trasgredire? E in base a cosa si decide?

  56. Moi says:

    Proviamo la frase celebre senza costruzioni impersonali :

    “In Italia, se non sei nessuno, le leggi te le applicano i tribunali; se invece sei qualcuno, le leggi te le interpretano gli avvocati “.

  57. Per roberto

    “Le leggi devono essere rispettate da tutti finché esistono.
    Smettono di esistere quando una maggioranza di parlamentari le elimina”

    Di nuovo, il verbo impersonale “devono”.

    Diciamo, “la polizia obbliga tutti a rispettare…”, e già ci capiamo meglio.

    Ora, prendiamo la legge Rottamaitalia o come la vogliamo chiamare, con cui (esagerando di poco) se io voglio buttare giù un tempio romano e farci una discoteca, lo posso fare…

    Sono leggi che hanno autori – cioè tecnici legati a chi vuole costruire (anche perché i tecnici non campano d’aria); hanno firmatari – cioè legislatori che hanno partecipato alle cene da 1000 euro o simili; hanno esecutori, cioè magistrati che tra il professore di liceo classico che fa un improbabile ricorso in difesa del tempio, e il megastudio con cinquanta avvocati del costruttore, devono fare le loro scelte…

    Tutte queste sono persone normali, con un 5% di eroi e un 95% di persone che cercano di campare.

    Tutti costoro hanno dei nomi e dei cognomi, e nessuno di loro si chiama “Si”.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Credo si riferisse ad una necessità morale: ogni individuo deve, pena l’essere immorale, rispettare le leggi.

    • Roberto says:

      Uffa

      Tutti devono rispettare le leggi che esistono

      (Non mi dire che tutti è impersonale)

      • Z. says:

        “Tutti”, in effetti, è abbastanza indefinito e impersonale…

        :)

        • Peucezio says:

          “Tutti” non esistono.
          Esiste il mafioso forte che ammazza, spaccia la droga, taglieggia e se ne impipa delle leggi, poi c’è quello più piccolo, che fa le stesse cose, ma viene arrestato.
          Poi c’è il politico corrotto, l’agente segreto deviato, il grande speculatore industriale o finanziario.
          Poi c’è l’uomo medio, anche molto innocuo e onesto, che mette la macchina in divieto di sosta la sera, perché sa che i vigili a quell’ora non passano e infatti non viene beccato.
          Poi ci sono i politici e giudici integerrimi. Poi quelli che applicano la legge con altrettanto zelo, ma solo perché ciò coincide col proprio interesse personale di quel momento. Poi ci sono quelli che invece la disattendono o la distorcono anche vistosamente, sempre in nome dei loro interessi. E quelli che fanno lo stesso, ma per convizione, perché credono che il loro senso di giustizia sia superiore alla lettera della legge (e in realtà, di solito, non fanno che compiacere il proprio narcisismo intellettuale).
          E poi c’è l’Iperuranio di Roberto. E lì si ci sono “tutti”, c’è il “si” impersonale, perché siamo fuori dal regno del soggetto e del contingente, siamo avulsi dagli enti reali.

        • Z. says:

          Il punto di Roberto – notoriamente espresso da Putin con maggiore enfasi – è semplice, secondo me: sarebbe bene che tutti rispettassero la legge.

          Poi si può benissimo dissentire, per carità.

        • Peucezio says:

          Ribadisco: dipende dalle leggi.
          Nella maggior parte delle città italiane, se si seguissero scrupolosamente i limiti di velocità, ci sarebbe la paralisi totale.
          Ci sono tanti miliardari e speculatori che, se venissero finalmente beccati e cosrtetti a pagare le tasse, risolveremmo molti problemi.
          Ma molti altri piccoli imprenditori, artigiani e professionisti, che se pagassero le imposte fino all’ultimo centesimo, chiuderebbero bottega e l’economia crollerebbe ancora di più, col rischio davvero di un collasso del sistema.

  58. Per Pino Mamet

    “Per esempio una legge che dica che Sandra non può andare all’università perché è donna e nera, per dire, a me non sembrerebbe giusta.”

    Non credo che sia importante che una legge sia “giusta”.

    Credo che l’importante sia, se a sostenerne l’applicazione sia una polizia efficiente, seguita da una magistratura decisa a farla applicarla.

    • PinoMamet says:

      beh, questa magistratura e questa polizia dovranno pure applicare qualcosa, no?

      Inoltre, anche i cittadini che non sono giudici o poliziotti possono applicare o meno le leggi. Non tutti i gusti sono al limone ;) e non tutte le leggi ingiuste possono essere come quella del mio esempio.

      In alcuni casi spetta al cittadino decidere cosa è giusto, e perciò da applicare, e cosa non lo è, e non va applicato.

      Non mi libererei così facilmente del concetto di “giustizia”….

    • Peucezio says:

      “Credo che l’importante sia, se a sostenerne l’applicazione sia una polizia efficiente, seguita da una magistratura decisa a farla applicarla.”

      Oh, finalmente ho letto la frase più sensata in assoluto sulla legge, in tutti i commenti letti finora!

      La legge è un dato di fatto. Esiste. Punto.

      • Z. says:

        …ma qualcuno ha sostenuto che la legge non esiste? io non capire!

        • Peucezio says:

          No, quello che cerchiamo di far capire io e (se ho ben capito) Miguel, è che ciò che è rilevante è il fatto che esiste, non la sua giustezza, il suo valore etico, la sua funzione, ecc.

          Un uragano accade e basta. Non è né giusto, né ingiusto, né buono, né cattivo.
          La legge, questa o quella legge, pretenderebbe di essere giusta o ingiusta, buona o cattiva (a seconda se ne parlano i suoi fautori o i suoi detrattori).
          Ma l’unica realtà essenziale è che esiste, come l’uragano, quindi ognuno è bene si attrezzi per limitare i danni che gli può fare.
          Il resto è accademismo anche molto interessante. Ma poco utile.

        • Z. says:

          Beh, però, aspetta!

          L’uragano c’è e basta: al limite puoi tentare di prevederlo e di prevenirne i danni.

          La legge c’è perché qualcuno l’ha creata, e come è stata creata può essere riformata o abrogata. Ipersemplificando, un suo fautore vorrà mantenerla così com’è; un critico moderato la vorrà riformare; un critico radicale la vorrà abolire.

          Insomma, sono due cose diverse…

        • Peucezio says:

          Non sono due cose diverse: uno è un fenomeno meteorologico, l’altro un fenomeno umano.

          Nessuno di noi, che scriviamo qui dentro, ha un potere reale di modificare in qualche modo l’ordinamento giuridico, quindi per noi è come l’uragano.

  59. Per Roberto

    “Tutti devono rispettare le leggi che esistono”

    Beh, per forza, se no finiscono in carcere.

    • Z. says:

      Dal mio punto di vista di leguleio noioso e arido di fantasia, trovo curioso come quando si parla di “legge” il contraddittore medio passi subito a considerare il diritto penale, parte assai minoritaria dell’ordinamento. E naturalmente il diritto penale si identifica col carcere, quando la gran parte dei reati che il cittadino medio commette ogni giorno nemmeno prevede la pena detentiva.

      Anche quando cerco di spiegare che secondo me credere nel libero arbitrio è più o meno come credere nella Trinità la risposta che mi viene data più spesso è: ma se fosse come dici come si farebbe a mettere la gente in galera?

  60. Moi says:

    Non è che confondete leggi e diritti ?

  61. mirkhond says:

    “In Italia, se non sei nessuno, le leggi te le applicano i tribunali; se invece sei qualcuno, le leggi te le interpretano gli avvocati “.

    Con queste parole il Moi dice una VERITA’ che manda in vacca tutte le dotte chiacchierate tra Ruperto, Pino, Maurizio, Zanardo e Miguel, in relazione alla questione…

    • Z. says:

      No, dice solo una frase priva di senso, stile scorribanda odifreddica. Le leggi che gli avvocati “ti interpretano” chi le applica? :)

  62. mirkhond says:

    La legge non è uguale per tutti.
    Questo voleva dire.
    Una volta tanto che parla senza enigmi….

    • Z. says:

      Certo che non lo è. Se lo fosse non ci sarebbe bisogno di un precetto costituzionale per sancire la necessità che lo sia.

      Per tornare al magico mondo del penale, se i ladri non esistessero non esisterebbe una legge che proibisce il furto :)

  63. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=Zjh42nsncFs

    … una volta in effetti i SuperAvvocatoni NON servivano ! E chi beneficiava dell’ ingiustizia risparmiava tempo e denaro !

    • Z. says:

      Tutti gli ideatori di Mondi Giusti e Migliori – di qualsiasi tipo, colore, religione, ideologia – ce l’hanno a morte con gli avvocati.

      Chissà, chissà perché :)

  64. Per Z

    “Se invece di tirare bidoni ti presentassi, ai nostri pranzi, lo sapresti già. Veggògna”

    Il mitico Oltrarno si stende a un centinaio di chilometri dai tuoi piedi.

    Proprio ieri ho parlato con quello che gestisce la mangiatoia clandestina – proprietario oltrarnino da generazioni, cuoca zingara – e gli ho chiesto se si poteva prenotare da lui un pranzo.

    Prezzo poco, carne pure troppa…

    Allora, cali dall’alto della bologneria?

    P.S. la figlia della cuoca zingara, che di storie ne avrebbe da raccontare, mi spiegava ieri che la Romania è a forma di pesce molto grasso.

    • Z. says:

      Ehi, aspetta – io non ho mai detto che sarei venuto per poi rimangiarmi la parola!

      A parte questo io viaggio molto di rado, ma se dovessi passare da Firenze non mancherei di passarti a trovare.

      Specie dopo l’offerta della mangiatoia clandestina! :)

      • Peucezio says:

        “Ehi, aspetta – io non ho mai detto che sarei venuto per poi rimangiarmi la parola!”

        Questo neanch’io, brutto mistificatore in cattiva fede, diffamatore dell’immagine e dell’onorabilità altrui, perbacco!!!

        • Peucezio says:

          Scherzi a parte, ci dev’essere stato un fraintendimento.
          Non ho idea di chi vi abbia fatto credere che sarei venuto, ma non mi sono mai impegnato in questo senso.
          Quando se n’è parlato, ancora prima dell’estate, sono stato possibilista, questo sì.

    • Moi says:

      http://www.youtube.com/watch?v=2L-ZYcqqGds

      Europe According to Creative People — What Europe’s Countries look like

      • PinoMamet says:

        Carino, ma io ho trovato interessante questo, su come le varie nazioni europee si vedono a vicenda, in termini di “più/meno affidabile”, “più/meno compassionevole”, “più/meno arrogante”.

        http://www.youtube.com/watch?v=eILgBtJwbz8

        non sono stato a sentire le chiacchiere dei tizi, ma lo schema è abbastanza chiaro:
        ognuno vede sè stesso come il più compassionevole e il meno arrogante (tranne l’Italia, che considera la Spagna il meno arrogante, e i cechi che assegnano la palma ai cugini slovacchi);

        gli italiani si autovedono ;) come meno affidabili, ruolo che gli danno anche quasi tutti gli altri (ce la giochiamo coi greci);

        quasi tutti vedono la Germania come la più affidabile (tranne i greci, per i quali la Germania è la meno affidabile- e non so dargli torto, visto il trattamento che gli ha riservato- mentre i più affidabili sarebbero loro stessi).

        La Germania vince a man bassa la classifica della “meno compassionevole”…

        • Moi says:

          Si noti che l’ Italia si ritiene la neno “trustworthy” e la più “compassionate” al tempo stesso … ;)

          PS

          I sottotitoli sono sballati !

        • Moi says:

          Un po’ mi sorprende che nessuno dia Britain come “most arrogant”, credevo che almeno la Francia …

  65. Per Peucezio

    “La legge è un dato di fatto. Esiste. Punto.”

    E per questo unico motivo, la nostra Associazione agisce nella più rigorosa legalità.

    Senza per questo ritenersi per nulla migliore dei ragazzi che hanno occupato due stabili qui nel quartiere e hanno deciso di fare a meno del “dato di fatto”.

  66. Per Peucezio

    ““Tutti” non esistono.”

    Esatto.

    Non voglio assolutamente proporre “leggi migliori”, se non altro perché non ne ho la competenza né la forza per imporle: la signora gatta, giustamente, delle mie leggi se ne frega, figuriamoci se riesco a imporle ad altri.

    Si tratta solo di capire che ogni volta che parliamo di “leggi”, come metafisici surrogati di Dio, stiamo parlando di concreti esseri umani.

    Concreti esseri umani che creano le leggi, concreti esseri umani che le applicano, concreti esseri umani che hanno gli avvocati in tribunale, concreti esseri umani che le evadono. E concreti esseri umani che recitano teatralmente uno spettacolo in cui fingono di essere legislatori, avvocati o giudici.

    Questa presa di coscienza non vuol dire essere necessariamente “contro”, ma vuol dire molto di più.

    • Z. says:

      Se per “leggi” intendi un tipo preciso di norme inserite in un punto più o meno preciso del sistema delle fonti normative nell’ordinamento italiano, allora ha senso che tu dica che non vuoi proporre leggi migliori.

      Ma se per “leggi” intendi genericamente “norme”, allora tu stesso stai collaborando alla creazione di leggi: o quanto meno è quel che tu stesso ci hai raccontato, qualche settimana fa :)

  67. Moi says:

    @ Z

    Comunque non so se avete notato che Roberto ha provato a scrivere “che” e invece il suo dispositivo portatile gli ha fatto scrivere CGE, cioè Corte di Giustizia Europea.

    Quanto uno è massone dentro lo è 24/7. Non c’è gnente da fare. La classe non è acqua!

    [cit.]

    —————

    Secondo me invece è stato un lapsus ,,,

  68. Roberto says:

    Miguel, peucezio, pino,

    Giocate mai a giochi di società?
    Durante la partite rispettate le regole? Si vero? E perché?
    Altra cosa: vi è mai capitato di trovare una regola noiosa, stupida o ingiusta?
    In quel caso che fate, la ignorate bellamente o vi mettete d’accordo con gli altri giocatori prima di cambiarla?

    Ecco questa per me è la sacralità della legge di cui peucezio e ora pure miguel mi “accusano”. Se uno gioca da solo con regole sue nessuno si diverte

    • Peucezio says:

      Ecco cosa distingue un gioco dalla vita reale.
      Il gioco si basa su un patto, una convenzione preventiva.
      Nessuno, prima che nasciamo, ci chiede il permesso di imporci un determinato ordinamento giuridico una volta che saremo nati.

      Con tutto ciò, io non sono un nemico dell’ordine costituito, anzi, ho una sensibilità vagamente hegeliana, quindi sono il primo a credere che nello stato ci sia qualcosa di più della mera contingenza storica e dei rapporti di forze.
      Ma da qui al vostro candore (non ho ancora capito se ci fate o ci siete) ce ne passa.
      Quindi di fronte alle vostre affermazioni, non posso che abbracciare la concezione di Miguel, della legge da considerare alla stessa stregua di qualsiasi realtà priva di rilevanza etica: so che i pidocchi esistono, quindi mi attrezzo per non prenderli e, se me li becco, mi taglio i capelli.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Tu comprando il Risiko non sottoscrivi il regolamento, però :-D

        • Peucezio says:

          Come no, implicitamente sì.

        • Z. says:

          Ma assolutamente no, Peucè.

          Io compro il Risiko e poi, con gli amici, stabiliamo assieme il divieto di attacchi temerari (una tipica regola da torneo), o l’eliminazione di alcune carte obiettivo.

          Se compri EU2, il gioco suggerito da Mauricius, puoi facilmente moddarlo in molti modi diversi.

          Se compri un mazzo di carte da poker puoi decidere che tra due colori prevale non quello con la carta più alta ma quello col seme più nobile.

          E così via :)

        • Moi says:

          SOVVERSIVIIII !!!!!!!!! ;)

        • Z. says:

          Oppure decidiamo che i tiri di riallineamento sono ammessi anche quando il grado di DEFCON non ammette i colpi di stato in quella regione.

          Sto parlando, naturalmente, di Twilight Struggle. Uno dei migliori giochi da tavolo di sempre, di cui esiste anche un’ottima versione online.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Aggiungere un tiro che azzera il DEFCON random anche quando è a 5 per accorciare la durata della partita? ;-)

  69. Moi says:

    Va be’ , io spiego a Z … e Z spiega a Peucezio :

    NON è la legge che punisce il furto ad essere un errore; è il furto, come errore al quale si è tutti potenzialmente esposti, a creare la legge.

    • Peucezio says:

      D’accordo.
      Infatti non bisogna recedere del tutto dall’idea di un moderato giusnaturalismo.
      Perché, oltre al furto, c’è persino l’omicidio.
      E poche persone sane di mente potrebbero concepire una qualche forma di vita associata che non lo reprima.

      Ma qui parliamo di altro, di tutti quegli aspetti tipici delle legislazioni contemporanee, che vanno molto al di là (o al di qua) di questi principi universali e che di solito sono espressione di stupidità, di mentalità burocratica e, come dicevo prima, tecnicismo, spesso sono espressione di gruppi di interesse, solo in qualche raro caso sono il distillato di menti più lucide e illuminate.

    • Z. says:

      Veramente quel latinetto vuol dire tutt’altra roba… se me lo scrivevi subito chiaro la tua tesi la capivo prima.

      Vabbè, ora ci sono arrivato, con un po’ di aiutini!

  70. roberto says:

    ” non sempre le leggi sono buone e giuste, e non sempre trasgredirle è sbagliato”

    d’accordo pino, questo ce lo diceva anche antigone e mi sta bene.

    ciò premesso, per essere concreti facciamo qualche esempio concreto di legge del 2014 che consideri giusto trasgredire? non leggi che non ti piacciono, di quelle ne abbiamo tutti a mazzi, ma leggi talmente odiose che puoi considerare tamquam non esset?

    ti aiuto con un esempio.

    qualche anno fa era uscita una legge che prevedeva un buono per l’acquisto di latte per neonati che escludeva i non italiani (l’antecedente del bonus bebé, siamo intorno al 2008 e se non ricordo male era una legge regionale lombarda).
    ora, una tale legge è perfettamente odiosa, ingiusta e assolutamente inconstituzionale oltre che contraria al diritto dell’unione europea. però non credo che il funzionario che doveva dare questi buoni dovesse mettersi a darli a tutti secondo la sua coscienza. sono soldi della collettività e non è a lui che spetta decidere come usarli, e soprattutto i fondi non sono infiniti: decidi di dare a tizio non hai per caio.
    la soluzione è stata doppia: persone che hanno portato la cosa alle orecchie della commissione europea (sono certo che ce ne è stata almeno una: io) che ha poi severamente cazziato l’italia; esclusi dal buono che hanno fatto ricorso ad un giudice ed hanno poi dopo varie traversie ottenuto i soldi (anche qui ne sono sicuro: amici avvocati)

    (la storia finisce comunque male ma non ho il tempo per raccontarla, ripasso)

  71. Moi says:

    Nazismo e Stato di Diritto … l’ impasse animalista.

    ———————-

    Animali come Ebrei ? (In senso buono per gli Ebrei)

    http://ilmegliodiinternet.it/wp-content/uploads/2013/01/olocausto-umano-animale.jpg

    o ricercatori come Ebrei (sempre in senso buono per gli Ebrei) ?

    http://difesasperimentazioneanimale.files.wordpress.com/2012/12/antispecismo-c3a8-nazismo.png

  72. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=fGONph792PA

    Tierschutz im Nationalsozialismus

    foto utilizzabile dai cacciatori per rivendicare il proprio diritto di poter abbattere a fucilate … “Bambi” ;) .

  73. Per Roberto

    “ciò premesso, per essere concreti facciamo qualche esempio concreto di legge del 2014 che consideri giusto trasgredire?”

    Come al solito, quando si tirano in ballo leggi razziali e simili, si finisce per dire cose talmente grosse, che quelle vere sembrano banalità. E poi il vero problema sono leggi fatte nell’interesse economico dei più forti a danno della collettività.

    Molte delle peggiori leggi non si possono esattamente trasgredire.

    Il decreto Sblocca Italia prevede ad esempio che le Soprintendenze non solo siano soggette a un veloce “silenzio assenso”a, ma che un’eventuale obiezione (che con i tempi di uffici ormai tagliatissimi è già difficile che si riesca a presentare in tempo) deve unicamente porre delle rettifiche al fine di dare l’assenso.

    Non saprei come disobbedire a una tale legge, ma è ovvio che siamo di fronte a una legge voluta da chi va alle famose cene del PD.

    Oppure prendiamo la proposta di abolire gli esami di maturità con commissione esterna, appena rientrata per motivi misteriosi, ma che immagino ritornerà presto; una legge che avrebbe dato via libera a tutti i diplomifici privati d’Italia, contemporaneamente devastando la qualità della scuola.

    Oppure la legge sul femminicidio (“siete favorevoli o contrari alla violenza sulle donne, avanti, ditelo se avete coraggio!”) che equipara i cantieri dei costruttori TAV a siti di interesse militare e il controllo pubblico su di essi ad atti di spionaggio.

    E’ chiaro che a una legge come quest’ultima, io obbedisco solo perché non ho nessuna voglia di farmi anni di carcere per aver cercato di capire se un costruttore stia usando sostanze inquinanti o meno. Però non posso certo divinizzarla.

    • roberto says:

      Miguel,
      ti chiedo una cortesia.

      se vogliamo continuare a discutere di questa cosa, potresti non usare questo concetto di divinizzazione della legge, sacralizzazione aut similia?

      sono idee agli antipodi rispetto a quello che penso della legge (e faccio un’eccezione per quella parte della costituzione che si chiama “principi fondamantali”, ma sarebe un po’ lungo da spiegare) e del rispetto della legge, non corrispondono affatto alle mie idee e trovo un po’ seccante dover ribattere 1000 volte alla stessa cosa.

      se vuoi leggere qualcosa che si avvicini all’idea di sacralizzazione della legge consiglio questo libro
      http://www.amazon.com/Scalia-Dissents-Writings-Wittiest-Outspoken/dp/0895260530
      è interessante e facile da leggere anche per i non addetti (io non so quasi nulla di diritto statunitense), e pure abastanza divertente. Il giudice Scalia è un esempio chiarissimo del sacralizzatore delle leggi (in particolare della costituzione) e secondo me è un pazzo furioso.

      per me:
      leggi = metodo per evitare l’anarchia.
      l’anarchia mi fa paura, perché so che non sopravvivrei.
      da questo punto di vista mi sento abbbastanza vicino a quelli che guardano con piacere all’isis perché si inserisce in una situazione di vuoto (vuoto=anarchia)

      grazie

      • habsburgicus says:

        secondo me è un pazzo furioso.

        e invece ebbe in diversi casi un importante e meritorio ruolo di “freno”, opponendosi ad esempio ad una ancor più grande liberalizzazione dell’aborto..
        che poi le sue idee giuste (molte) non abbiano sortito alcun effetto,
        laddove le sue idee sbagliate, o financo deleterie (poche) siano state prontamente recepite,
        ciò è un’ulteriore testimonianza di quanto sia malato l’Occidente odierno, in primis il suo caput, cioè gli USA ! :D

        • roberto says:

          mi dai l’occasione di precisare.

          non è tanto un pazzo furioso per quella o quell’altra idea (intendiamoci, sull’aborto siamo su posizioni agli antipodi, ma capisco perfettamente la posizione di scalia), ma per come legge la costituzione per difendere le sue idee.

          se ti capita, leggilo quel libro, sono sicuro che ti piacerà (poi lui è brillante davvero, pazzo ma non scemo :-) )

    • roberto says:

      sugli esempi che fai, è chiaramente una questione di gusti.

      il silenzio assenso dell’amministrazione è per me un pincipio ottimo, se non fosse altro che per obbligare l’amministrazone a muoversi e garantire un po’ di certezza fra amministrazioni e cittadini.
      ci possono essere mille problemi e mille soluzioni da pensare, ma in se, chiedere una cosa ad un’amministrazione e sapere che se entro 90 (180, 2000…) giorni non ti hanno risposto vuol dire che “puoi” è cosa buona e giusta.
      tu pensi alla TAV, io penso a me stesso che vorrei costruirmi una terrazza e mettermi un forno a legna, chiedo l’autorizzazione al comune mandando tutti i piani e se entro 60 giorni non mi rispondono è “si” e faccio partire i lavori (con grande gioia fra l’altro della ditta che mi fa i lavori e dei suoi 4 operai).

      sulla maturità con commissione esterna sono invece d’accordo con te….evidentemente siamo in minoranza, andrà meglio al prossimo turno

      sulla storia del femminicidio non ho capito.

  74. Oppure prendiamo l’articolo nel decreto sblocca Italia intitolato ” “Misure urgenti in materia ambientale e per la mitigazioni del dissesto idrogeologico” (“siete favorevoli o contrari al dissesto idrogeologico, ditelo se avete coraggio!”) che, contro il recente referendum, riporta la privatizzazione di quel bene pubblico fondamentale che è l’acqua.

    • Francesco says:

      vedi che qualcosa di buono lo fa Renzi? e che tu sei al suo servizio?

      • PinoMamet says:

        Cioè, secondo te farti pagare di più per un servizio che già ottieni, e dare questi soldi a un privato, che ci farà (giustamente, dal suo punto di vista) quel cazzo che vuole, è QUALCOSA DI BUONO??

        Dai France’, non rifilarmi la sciocchezza della concorrenza che migliora il mercato;
        è dagli anni Novanta che ci provano. Era ancora in piedi un pezzo di muro di Berlino, e già cominciavano a scassarmi il cazzo a dire “pensa che belle le ferrovie privatizzate! con la concorrenza avremo più treni, puliti e in orario e costeranno meno!”

        e il sottoscritto “invece andrà a finrie che invece di mangiarci un dirigente ce ne mangeranno cento, si papperanno i soldi dell’aumento del biglietto, tanto la ferrovia quella è, se devi andare a da Milano a Napoli quella è la linea, e invece di migliorare il servizio lo peggioreranno a forza di tagli”.

        Chi c’ha avuto ragione??
        Il sottoscritto, naturalmente, e se osi negarlo giuro che ti faccio prendere il treno tutti i giorni, punizione peggiore non ti si potrebbe dare.

        Mollatemi co’ ‘sti privati, mi avete veramente scassato le palle, non vi sopporto più.

      • PinoMamet says:

        I treni, come l’acqua, l’elettricità ecc. sono dei monopoli naturali.

        Nun ce provà. Hanno da essere PUBBLICI.

        E lo riscrivo mirkhondianamente grosso. PUBBLICI!!

        • Moi says:

          Però “pubblico” nel “più meglio costruttivo” senso Emiliano (purtroppo in crisi) del termine …

        • PinoMamet says:

          Hanno da essere pubblici e basta.

          La corruzione fa parte della natura umana, e comunque non si capisce perché i privati debbano esserne esenti, quando ne sono invece l’esempio principe: se si dedicano a un “servizio” (acqua, gas ecc.) è esclusivamente per trarne un vantaggio personale.

          In ogni caso, il privato non è mai una singola persona, ma una azienda che può contenere al suo interno la stessa corruzione, e gli stessi sprechi, dell’a<ienda pubblica;
          e di solito ne contiene molti di più
          (vedasi Equitalia).

        • Francesco says:

          Pino

          la tua idea di quali cose siano dei monopoli naturali è commovente

          risvegli il mercatista che è in me e che sta soccombendo allo stalinista-francescano

          grazie

          :D

        • PinoMamet says:

          Non è la mia idea, è la verità.

        • Peucezio says:

          Francesco,
          perché non privatizziamo anche l’aria?
          Con tanto di bolletta, come in quel film surreale degli anni ’90 che non mi ricordo come si chiamava.

      • PinoMamet says:

        Copio e incollo da Wikipedia, alla voce Monopolio Naturale:

        “La presenza di un monopolio, combinata con l’assenza di una autorità effettivamente capace di controllare l’operatore, porta al peggioramento del servizio e all’aumento dei costi per gli utenti. È quindi essenziale che i loro poteri e responsabilità siano chiaramente definiti e che i cittadini e loro rappresentanti dispongano di mezzi di controllo precisi affinché queste entità seguano efficacemente la loro missione.”

        • Francesco says:

          Infatti il 99% della questione sta nel definire “la presenza di un monopolio”

          Non darei quasi mai a un privato la gestione di un vero monopolio, però non darei allo Stato italiano la gestione di praticamente nulla

          Come vedi, a me resta solo da sperare nella Troika e in Vicerè lussemburghesi che vengano a governarci

        • PinoMamet says:

          Francesco, non voglio chiederti cosa per te sarebbe un monopolio, perché lo so già: per te non lo è niente.
          Tutto deve essere lasciato ai privati.

          è la tua fiducia nei privati come Esseri Angelicati a essere commovente…

        • Francesco says:

          quale fiducia? dove vedi che io abbia espresso fiducia in imprese private con le mani su un monopolio?

          ogni tanto dovresti passare meno tempo a leggermi nella testa e più a studiare economia (è veramente interessante, lo giuro!)

          ciao

        • Z. says:

          Comunque va ricordato che spesso le privatizzazioni vengono fatte banalmente per una semplice ragione: fare cassa, eliminando al contempo voci di bilancio passive.

        • Francesco says:

          io ricorderei che quasi sempre le società pubbliche sono fatte per una semplice ragione: dare un posto agli amici e un contratto agli amici degli amici

          chiaro che poi il liberismo piace a chi in questo giro non c’è e non vuole entrare

  75. mirkhond says:

    è la tua fiducia nei privati come Esseri Angelicati a essere commovente…

    Piuttosto pietosa e TERRIFICANTE!

  76. mirkhond says:

    Inutile aggiungere che concordo totalmente con Pino.
    Uno stato governato dalle idee di Francesco, porterebbe disastri spaventosi.
    Oltre a quelli che già stanno avvenendo.
    Grazie al derivato liberale chiamato piddì….

    • Francesco says:

      invece l’Italia è un posto stupendo

      • Moi says:

        Lo dicono tutti, Crucchi in primis e Radical-Chic in secundis. Solo che poi entrambi si lamentano che sia infestato da (altri) Italiani.

        • Z. says:

          Psst… credo che Francè fosse un po’ ironico :)

        • Francesco says:

          ah

          si capiva allora

          anche se temo di stare diventando sempre più il classico anti-italiano

          che amerebbe tantissimo vivere nel suo paese, se gli altri abitanti fossero … tedeschi

  77. Per Mirkhond

    “Grazie al derivato liberale chiamato piddì….”

    Però siamo di fronte a un processo storico immenso, di dimensioni planetarie.

    Stiamo attenti a non trasformare Renzi e il PD nel nuovo capro espiatorio, dopo il PDL e Berlusconi.

    Semplicemente, vince chi ispira meno sfiducia in questo momento a chi conta davvero.

    • roberto says:

      “Stiamo attenti a non trasformare Renzi e il PD nel nuovo capro espiatorio”

      però tu ti sei dato da fare proprio in questo senso
      :-)

  78. Per Mirkhond

    Ripeto:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/28/renzi-a-nozze-con-i-poteri-forti-da-cimbri-a-palenzona-tutti-al-matrimonio-di-carrai/1136057/

    ““Lei considera il ruolo politico di Renzi, è comprensibile, per noi invece è come ad Ascot, nel Berkshire, ha presente?”, commenta uno degli invitati che sostiene di essere amico anche di Serra. Ascot è noto per le corse dei cavalli. “Esattamente, per noi Matteo è un cavallo: lo abbiamo svezzato, allevato e coccolato. Ci ha dato delle soddisfazioni. Abbiamo deciso di scommettere su di lui, ora aspettiamo di vedere se arriva al traguardo da vincente oppure no”. E se perde? “Il mondo è pieno di puro sangue, mi creda, basta allevarli”.”

  79. mirkhond says:

    Come direbbe Massimo Fini, “una mosca cocchiera”.
    In questo caso riferito al renzy.
    Tolto il quale, gliene succederà un altro…

  80. mirkhond says:

    “Semplicemente, vince chi ispira meno sfiducia in questo momento a chi conta davvero.”

    Concordo, e mi sembra che si stia dicendo le stesse cose.
    Del resto non è il sottoscritto che ha parlato della marketta ETERODIRETTA, qua dentro?
    Lo sappiamo benissimo che questi sono i risultati di un processo mondiale.
    Però ci fanno SCHIFO lo stesso!

  81. Per Moi

    “Giustizia è un concetto nato semplice … e tale deve restare.”

    Un colpo alla nuca e avanti il prossimo :-)

  82. Moi says:

    Independença de Catalunya …

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/10/referendum-catalogna-l802-detto-si-allindipendenza-affluenza-40/1201975/

    … c’era il Quorum ? Tanto partiva costituzionalmente bocciato, no ?

  83. Per roberto

    “per me:
    leggi = metodo per evitare l’anarchia.
    l’anarchia mi fa paura, perché so che non sopravvivrei.”

    Guarda che sono abbastanza d’accordo.

    Aggiungo semplicemente la necessità di associare sempre un soggetto umano ai verbi quando si parla di “leggi”.

    “L’ISIS ha ordinato di ammazzare gli sciiti”, non “gli sciiti vanno uccisi” :-)

    Come ovviamente:

    “Il regime fascista a suo tempo emanò una legge tuttora in vigore che vieta di pestare le vecchiette”, oppure “la polizia ti arresta se pesti una vecchietta per strada”, e non semplicemente “è proibito pestare le vecchiette per strada”.

    Oppure, ancora, “una commissione composta da tre avvocati della FIAT e nessun rappresentante delle vittime di incidenti stradali ha elaborato una nuova legge sulla viabilità”.

    Poi concordo al rimanente 90% con te sull’utilità di regole e quant’altro, figuriamoci: infatti, non sto facendo un discorso “contro” le leggi, solo contro la mistica delle leggi.

    Solo che è bene tenere a mente che molte regole sono del tipo, “nelle partite di calcio tra Germania ed Egitto, per aver confermati i loro gol, i giocatori dovranno dimostrare di essere consumatori abituali di carne di maiale e di birra”.

    E se andiamo a vedere il nome e il cognome dell’autore di questa regola – perché esiste sempre qualcuno che ha redatto le leggi – scopriremo che si tratta di un tedesco; e che i tedeschi detenevano il 51% della proprietà della Lega Iperplanetaria del Calcio.

    P.S. Sono esempi di fantasia, anche un po’ datati, non mi fare le pulci dicendo che ormai la FIAT si occupa di tutto tranne che di automobili, o che metà dei giocatori di calcio tedeschi sono musulmani :-)

    • roberto says:

      vedo con piacere che mi conosci bene perché stavo appunto per scrivere che la metà dei calciatori tedeschi non rispetterebbe la regola del maiale
      :-D

      ciao

  84. Per roberto

    ““Stiamo attenti a non trasformare Renzi e il PD nel nuovo capro espiatorio”

    però tu ti sei dato da fare proprio in questo senso”

    Io all’allora sindaco di Firenze ho sempre rimproverato una cosa: di presentarsi come salvatore della città, come “il sindaco del fare”, come la persona che con una bacchetta magica poteva risolvere qualunque cosa, mentre era un banale incompetente come tanti altri, ammanicato con gente molto più importante di lui.

    Gli ho rimproverato di aver raccontato più volte balle in pubblico; e siccome si vedeva abbastanza chiaramente che il tizio, per quanto privo di ogni competenza, aveva anche ambizioni che riguardavano tutta l’Italia, mi sarebbe piaciuto se qualcuno al di fuori di Firenze o di questo blog se ne fosse accorto già allora.

    A parte Tomaso Montanari, che a Firenze ci vive e quindi non conta, nessuno ne ha parlato allora, al resto d’Italia.

    Io non ho avuto problemi con chi definiva Berlusconi un puttaniere o una persona che si arrabattava per non finire in galera; ma ho avuto problemi con chi vedeva il “berlusconismo” come una tremenda minaccia alla civiltà.

    E allo stesso modo, oggi ho problemi con chi dice che il “renzismo” sta distruggendo l’Italia.

    Una pallone gonfiato, da solo, distrugge ben poco.

  85. Moi says:

    http://www.huffingtonpost.it/2014/11/10/salvini-kyenge_n_6131952.html

    Matteo Salvini canta “Bella ciao” e incassa la solidarietà di Cécile Kyenge e del Pd dopo la violenza a Bologna

  86. Per Moi

    Matteo Salvini…

    Che la Kyenge non fosse una cima, era già evidente prima.

    Notare il primo risultato dell’azione dei giovani iperdinamici:

    “La presa di posizione della Kyenge probabilmente convince il Pd bolognese a fare un passo oltre: condannare i centri sociali arrivando a chiedere la revoca delle strutture pubbliche – spesso occupate – dove i movimenti vivono e fanno militanza politica. Una richiesta che il sindaco Virginio Merola fa immediatamente propria, annunciando una “verifica sulle convenzioni con 40 centri sociali, per distinguere quelli che fanno effettivamente cultura o musica dagli altri, una verifica amministrativa da consegnare poi alla magistratura”. L’obiettivo di Merola è quello di individuare “le sedi dove si perpetrano azioni violente” da parte di “gruppi minoritari”.

    Hanno dato l’occasione al Comune di chiudere un sacco di luoghi che comunque sono diversi dai centri commerciali.

    Che comunque a Firenze non esiste nulla di simile… le occupazioni sono sempre minacciate di sfratto.

    • Peucezio says:

      “Hanno dato l’occasione al Comune di chiudere un sacco di luoghi che comunque sono diversi dai centri commerciali.”

      Difficile dire cosa sia peggio fra gli uni e gli altri.
      Almeno i commessi dei centri commerciali non prendono a sprangate la gente.
      E, quel che è peggio, in nome del peggiore conformismo (società multirazziale e il resto delle cazzate) o dei fossili storici (antifascismo permanente e amenità analoghe).

      Io credo ci sia un’alterità antropologica profonda fra un tipo di umanità come quella che si può incontrare fra di voi in Oltrarno, quando vi associate e vi organizzate dal basso, e quella dei centri sociali, o della maggior parte di essi (che un po’ conosco, perché ho diversi amici che bazzicano quegli ambienti), i quali hanno la solita, insopportabile arroganza dei “migliori”, degli eticamente legittimi, che è tipica di tutto il mondo della sinistra, ma che lì assume tratti molto più violenti e aggressivi.

    • Z. says:

      A questi ragazzi non interessa un tubo delle conseguenze delle loro azioni. E’ solo un carnevale fuori stagione.

  87. Salvini ha decisamente colto nel segno.

    Ha anche trovato una leva praticamente automatica per farsi catapultare alla fame: visitare un campo Rom – che non piacciono a nessuno, ma senza fare le scemenze pittoresche alla Borghezio, agendo da “moderato” come piace agli italiani.

    Sapendo perfettamente che avrebbe fatto reagire pavlovianamente qualche giovane antifascista/antirazzista, categoria invisa a tutti i “moderati” italiani.

    Al prezzo di un vetro rotto, vince dieci Punti Vittima.

  88. Moi says:

    a Firenze non esiste nulla di simile (rispetto a Bologna, ndr) … le occupazioni sono sempre minacciate di sfratto.

    —————

    Sarebbe interessante approfondire … a istinto, direi che la “soluzione nascosta” stia nel diverso rapporto con la gentryfication.

  89. Moi says:

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/11/10/news/aggressione_a_salvini_sei_sotto_inchiesta_e_lui_oggi_va_a_casalecchio-100157426/

    Se ben giocato, Alan Fabbri ha tutte le caratteristiche del “Vèc’ PCI Amarcord Nustalgì Canaja” …

  90. Moi says:

    @ ROBERTO

    Voglio dire, hai una banda di spaccamaroni che fa casino sotto le finestre alle tre del mattino? Chiami i vigili, che arrivano, multano i casinisti e li manganellano se protestano.
    Cosa c’è di così complicato?

    ————————————————-

    In Italia fa un po';) :) “fascistoide” …

    • roberto says:

      invecchiando ci si sposta a destra, un classico
      :-)

      anche se in realtà la destra si è appropriata di law and order ma non è che in URSS potevi scherzare molto
      :-)

  91. Moi says:

    @ Z

    Be’, però sull’ euro c’è stata una vergognosa assenza della Guardia di Finanza sui rincari; del tipo: 5 sacchi innalzati a 5 euro, aumentati a 6 come si passasse da 5 a 6 sacchi … anziché da 10 a 12 !

    Solo nei primi mesi, poi “a at déggh adìo” quando è sparito il doppio prezzo …

    • roberto says:

      e che ci può fare la guardia di finanza se un commerciante decide di raddoppiare i sui prezzi?

      io invece sono stupito che certi negozi abbiano continuato ad esistere.
      del tipo, il gelataio che venerdì mi faceva la pallina a 1000 lire e lunedì ad un euro, mi ha visto una volta e poi mai più, ma evidentemente ha continuato ad avere abbastanza clienti per tirare avanti.
      poi chiaramente anche il gelataio che lunedì vendeva a 50 centesimi si è adeguato.

      è un meccanismo che non capisco

    • PinoMamet says:

      “e che ci può fare la guardia di finanza se un commerciante decide di raddoppiare i sui prezzi?”

      Mm può darsi che ricordi male, ma ci furono continue rassicurazioni sul fatto che i prezzi non sarebbero raddoppiati;

      e sono sicuro al 90% che la cosa avesse avuto un qualche tipo di suggello legale, tipo appunto “manderemo la Finanza a controllare i commercianti che non si adeguano”, e anche di aver letto sui giornali di alcuni di questi controlli.

      Sull’esempio del gelataio che non ha chiuso, la cosa è purtroppo semplicissima: dopo un paio di mesi, si sono adeguati semplicemente tutti, al principio “1 euro 1000 lire”;

      anche perché sia quello che metteva il gelato a 50 centesimi, sia quello che lo metteva a un euro, andavano a comprare il pane e il latte da uno che seguiva lo stesso principio…

      insomma l’aumento è stato generale. E autolesionista, in un certo senso.

      Negozi chiusi, da me, ce ne sono stati in quantità. Direi che la mia cittadina, come anche il mio non-capoluogo, sono diventate due città notevolmente diverse da come erano nell’era ante-euro.

      Molti negozi di lusso e/o futilità hanno lasciato il posto a negozi più economici o di “necessità”, molti non hanno lasciato il posto a niente perché nessuno riesce a tenerci in piedi un’attività per più di due mesi.

    • roberto says:

      in quel periodo ero in francia quindi non saprei che assicurazioni avevano dato in italia.
      a naso, l’unico obbligo era quello di esporre il doppio prezzo per un certo periodo (6 mesi?) che secondo me è l’unico criterio di controllo dei furbetti, visto che non puoi obbligare un furbetto a mantenere i prezzi.
      ho l’impressione, ma forse sbaglio, che il giorno dopo la fine dell’esposizione obbligatoria del doppio prezzo in italia tutti avevano cartelli solo in euro e nuovi prezzi (adesso non ti saprei dire per quantpo tempo è durato, ma per un bel pezzo ero molto colpito dal fatto che in francia vedevo anora i prezzi in franchi, in germania in marchi ed in italia le lire erano scomparse)

  92. Per Peucezio

    “Io credo ci sia un’alterità antropologica profonda fra un tipo di umanità come quella che si può incontrare fra di voi in Oltrarno, quando vi associate e vi organizzate dal basso, e quella dei centri sociali,”

    Ma in realtà qui in Oltrarno, ci sono due “occupazioni” (non si usa il termine “centri sociali”), con due stili sottilmente diversi.

    Una è fatta da ragazzi più grandi, che tengono aperta una palestra di pugilato e fanno attività con i bambini in un tenebroso palazzone abbandonato (Tortuga ha anche incontrato una di loro).

    L’altra è fatta soprattutto da ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori che organizzano un ciclo continuo di attività attorno alla piazza (compreso il torneo di calcetto).

    Tutti e due ci tengono molto alla collaborazione con la gente del quartiere, e sicuramente sono tutto tranne che spocchiosi.

    E quando c’è da fare qualcosa insieme, fanno tutto quello che può essere utile, senza mettersi in prima fila.

    Ah, poi sono tutti Ultras della Lebowski Centro Storico della mitica Curva Moana Pozzi:

    http://ultraslebowski.blogspot.it/

    http://www.senzasoste.it/tifo/non-importa-in-che-campo-si-gioca-centro-storico-lebowski-la-squadra-dei-suoi-tifosi

  93. per Peucezio

    ““Io credo ci sia un’alterità antropologica profonda fra un tipo di umanità come quella che si può incontrare fra di voi in Oltrarno, quando vi associate e vi organizzate dal basso, e quella dei centri sociali,””

    Ripensandoci, può essere che siano i luoghi a determinare la realtà: metti un gruppo di ragazzi oltrarnini, figli di artigiani e fruttivendoli, a fare un centro sociale, e ottieni “occupazioni” come le nostre.

    Metti un gruppo medio di genitori milanesi a organizzare un’associazione, e avrai il Comitato Anti-Zingari.

    • Peucezio says:

      Comunque credo che l’eccezione sia Firenze, non Milano.
      Perché anche in Puglia l’atteggiamento è lo stesso.
      Con piccole differenze: il pugliese è fighetto, mentre il milanese è ruvido e un po’ cozzalo, quindi l’arroganza del milanese è più spiccia, mentre quella del barese è più modaiola (anche quando si tratta di moda “alternativa”, scittata, come si dice da noi: quello barese è uno scittato studiato, codificato, non improvvisato, mai sciatto).
      Poi un conto è Bari, un conto la provincia.

      Ciò non toglie che le persone valide si trovino anche in quei contesti, sia a Milano che a Bari.
      Ma c’è sempre quel benedetto filtro ideologico davanti agli occhi, come una lente colorata, che impedisce di vedere la varietà delle sfumature cromatiche del mondo.

  94. mirkhond says:

    “mica dico che le università e gli studiosi delle varie nazioni non devono comunicare fra loro (anche se oggi forse si esagera un tantino, perché si rischia il dissolvimento di una cultura nazionale).
    Gli studiosi però, non gli studenti.
    Uno prima dovrebbe farsi una preparazione solida e seria.
    E poi andare ai convegni all’estero, incontrare colleghi, ecc.

    Sul Medioevo, tieni conto che quel cosmopolitismo (di una ristrettissima élite) era il contraltare dell’estrema stanzialità e differenziazione locale di tutto il resto della società.
    Oggi all’università ci vanno tutti.
    Ecco, se tornasse ad andare all’università il 2 per mille della popolazione, potrei essere anche a favore dell’Erasmus (lo dico per paradosso, non sarei a favore comunque).”

    Sottoscrivo al 100%!
    Basta con questi e soprattutto con QUESTE fuorisede, che tutto fanno tranne studiare, prendono in giro sia il ragazzo che hanno lasciato al paese natìo, sia quello che si fanno dove risiedono.
    E tornano a casa loro più corrotte di quello che già erano!
    Meno istruzione per tutti! :)

  95. mirkhond says:

    “Resta il problema degli altri 99.”

    Abbasso l’Erasmus! Abbasso lo zollverein eurobank$teri$tico ma$$oniko, abbasso la troio-globalizzazione!

  96. Marcello Teofilatto says:

    Leggo il post in ritardo, ma mi complimento con Miguel per il punto 9. :-) M.T.

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