“Sono diventata parte dei racconti di mia nonna”

A volte basta una frase, per capire tante cose. 

Un secolo fa il governo turco, con un discreto aiuto da parte di alcune tribù curde e – in misura forse minore – arabe, sterminò gli armeni dell’Anatolia.

Oggi una donna armena racconta di come lei combatte a fianco dei curdi, che oggi sono diventati la speranza di tutte le antiche minoranze d’Oriente.

Insieme combattono contro un movimento islamista, certamente a maggioranza araba, ma che nega radicalmente ogni forma di nazionalismo. Un movimento però sostenuto, dietro le quinte, proprio dal nazionalismo turco.

Infine, l’intervista la nostra armena la rilascia a Özgür Gündem, un quotidiano vicino alla resistenza curda in Turchia. E che esce in lingua turca, che è inevitabilmente la lingua comune di tutti coloro che diffidano proprio del nazionalismo turco.

Ma se tutti i punti di riferimento sono svaniti e diventati altro, si vive ogni guerra come se fosse la stessa. Anzi, senza questa falsa certezza, le guerre andrebbero deserte.

Un’altra cosa interessante è come il mettere a rischio la propria vita (per non parlare delle vite dei nemici) sia sempre una parola data alla propria coscienza, come dice il titolo dell’articolo: tutti i combattenti sono quasi sempre in buona fede, da qualunque parte il destino li abbia lanciati nel mutevole balletto delle nazioni.

Il testo può sembrare retorico, ma è proprio nella retorica che si coglie l’essenziale.

(testo originale, Söz verdim vicdanıma“, ma noi abbiamo più comodamente tradotto in italiano la traduzione in lingua inglese).

Il massacro del Sinjar (Şengal) non ha solo lasciato segni indelebili nei cuori delle persone, ma riporta alla mente anche associazioni storiche. I bambini che hanno ascoltate le storie dei vecchi massacri dalle loro nonne si stanno incontrando sul Monte Sinjar. Decine di guerriglieri curdi, armeni, assiri arabi e yazidi, assieme a guerriglieri che provengono  da molte altre fedi e origini etniche, si sono ritrovati nel Sinjar con un unico obiettivo. Tra questi, Viyan, che proviene da una famiglia armena di Diyarbakir che emigrò nella città di Kobanê nella Rojava [Kurdistan siriano] in seguito ai massacri armeni del 1915. Viyan ha preso parte in innumerevoli battaglie nella Rivoluzione di Rojava ed è stata ferita molte volte, la più recente nel villaggio di Sününe nel Sinjar.

Sono diventata parte dei racconti di mia nonna 

Dopo essersi ripresa si è di nuovo arruolata nelle unità di difesa nel Sinjar. Viyan spiega così la propria esperienza nel Sinjar: “Quando mi sono trovata faccia a faccia con la banda dell’ISIS e abbiamo iniziato a spararci, le storie che mi narrava la nonna sono passate nella mia mente in un istante, come se fosse un film. Era come se io fossi diventata mia nonna e mi sentivo come se stessi vivendo una parte dei massacri di cui la nonna mi parlava. Mentre la gente attraversava la frontiera, non potevo non pensare a  quelle donne rapite e ho fatto mille promesse alla mia coscienza che i bambini che portavo nel mio braccio ferito non avrebbero mai più visto simili massacri”.

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126 Responses to “Sono diventata parte dei racconti di mia nonna”

  1. Francesco says:

    >> ho fatto mille promesse alla mia coscienza che i bambini che portavo nel mio braccio ferito non avrebbero mai più visto simili massacri

    Qualche idea? suggerimento? speranza?

    Un nuovo (?) impero che porti la pace tra queste minoranze così bellicose in buona fede?

    Ciao

  2. Guido says:

    Le sagge parole di un grande regista:

    Domanda: non sento speranza nelle sue parole.

    Monicelli: la speranza di cui parlate è una trappola, una brutta parola, non si deve usare. La speranza è una trappola inventata dai padroni. La speranza è quella di quelli che ti dicono che Dio…state buoni, state zitti, pregate che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà. Intanto, perciò, adesso, state buoni: ci sarà un aldilà. Così dice questo: state buoni, tornate a casa. Sì siete dei precari, ma tanto fra 2 o 3 mesi vi riassumiamo ancora, vi daremo il posto. State buoni, andate a casa e…stanno tutti buoni. Mai avere speranza ! la speranza è una trappola, una cosa infame inventata da chi comanda.

    Domanda: e come finisce questo film Maestro?

    Monicelli: come finisce non lo so. Io spero che finisca in una specie di…quello che in Italia non c’è mai stato: una bella botta, una rivoluzione che non c’è mai stata in Italia. C’è stata in Inghilterra, c’è stata in Francia, c’è stata in Russia, c’è stata in Germania, dappertutto, meno che in Italia. Quindi ci vuole qualche cosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto. Sono 300 ani che è schiavo di tutti e, quindi, se vuole riscattarsi…il riscatto non è una cosa semplice: è doloroso, esige anche dei sacrifici, sennò vadano in malora, come già stano andando da tre generazioni.

    Fonte: http://www.civicolab.it/parla-mario-monicelli-la-speranza-e-una-trappola/

    • Francesco says:

      Aveva sempre avuto ragione McCarthy!!! e pure Andreotti.

      Non ricordo grandi rivoluzioni in Germania, peraltro. Parlerà mica di AH?

      Quando sento questo tipo di “intellettuali di riferimento” capisco come possiamo avere avuto le BR.

      Qualcuno ha qualcosa per i bruciori si stomaco?

    • daouda says:

      Su Monicelli:

      Tecnicamente un satanista, ignorante di Roma, barbaro della nostra Civiltà, difatti solo un cane poteva essere, ma il Cane diede esempio, questo poi si è ammazzato, non avendo faticato sulla via della dottrina interiore cinica e nichilista, cedendo a vanità e lasciandosi sedurre dal nostro nemico che è la mentalità.

      • Horatio says:

        In effetti credo che per molti sia diventato veramente difficile sopportare ancora una doppia oppressione: da parte e del liberatore e dell’oppressore. Tra gli aspetti più fastidiosi dell’oppressione c’è senza dubbio la generazione inestinguibile di opprimenti e vanagloriosi liberatori. Ormai si fa veramente fatica a dare ascolto a persone che nel corso di gran parte del secolo scorso non hanno fatto altro che imbarbarire annacquare e offuscare scintillanti e feconde produzioni culturali, riducendole per lo più a citazioni malcomprense, utilizzate in genere per puntellare un posizionamento storico/politico acquisito de facto e ritenuto fonte viva di ogni possibile determinazione culturale.

  3. habsburgicus says:

    si…Monicelli dice un sacco di luoghi comuni…io ormai non ci faccio più caso–la moda è quello
    il bello che almeno una rivoluzione c’è già stata in Italia, il cosiddetto Risorgimento (secondo il PCI, due, perché c’era pure la Resistenza :D)
    il Risorgimento era chiamato “rivoluzione italiana” all’epoca soprattutto dai cattolici conservatori (Paolo Mencacci) ma anche dai cattolici risorgimentali (Manzoni..mitico il suo saggio incompiuto di paragone fra 1789 e 1859) e da liberali laici almeno sino agli anni 1880′-1890′
    non confondiamo la rivoluzione con le teste tagliate di potentes…di queste ce ne furono poche, lo ammetto :D ma ila rivoluzione italiana fu profonda e cambiò per sempre l’Italia in modo indelebile che sia in modo positivo (Pino, Z, Roberto, Andrea di Vita e, presumo, Dante che ha cessato di farsi sentire :D) o negativo (Mirkhond, Peucezio, Luigi) o metà metà (con prevalenza del negativo, io…con forse prevalenza del positivo, Francesco)
    in Germania rivoluzioni mi sono ignote..tranne il nov 1918 (una follia)…e il 1933 (a parte il 1848 che riguardò mezza Europa)
    che le rivoluzioni siano un bene lo può dire solo un radical chic rosseggiante come Monicelli…il che non toglie che fosse un gran regista….unicuique suum
    prima del Concilio, dopo queste due parole si diceva per riflesso quasi “pavloviano” NON PRAEVALEBVNT :D

    insomma, OMAF :D

  4. habsburgicus says:

    poi la cronologia monicelliana è strana :D

    300 anni fa 1700 circa
    orbene un dogma del risorgimentismo/massonismo/sinistrismo (a cui, da quanto dice, aderisce) sostiene che nel Settecento l’Italia iniziò a rialzarsi, per giungere poi ai fasti di Cavour e Garibba’ nel secolo successivo, all’epopea del Piave contro i bieki Asburgo nel 1917-1918 e alla gloriosissima Resistenza (GLORIA ETERNA AL PCI NOSTRA GUIDA LUCE DEL POPOLO TOSCANO ED EMILIANO, AVANGUARDIA DELL’ITALIA ANTIFASCISTA :D), purtroppo poi tradita dai kattivi e bieki DC, forchettoni e capocottari :D
    come la mettiamo ? :D
    avrebbe dovuto dire 500 anni, non 300..é nel XVI e XVII secolo che la vulgata (non sempre a torto, intendiamoci) parla di “servitù” italiana Francia o Spagna purché se magna :D
    licenza di cineasta :D

    • daouda says:

      Arburgico ma se il Re di Svezia conservò sempre l’etichetta re dei germani, l’impero non solo non era romano ma non era neanche impero.

      Pure Mirkhond se vuole.

      • habsburgicus says:

        e che c’entra il Re di Svezia ?
        nessun Re di Svezia fu mai Imperatore
        al massimo vassalli per la Pomerania, Brema e Verden (dal 1648)

        • Moi says:

          E, oggi come oggi, a metà popolazione della Scania, non dispiacerebbe affatto tornare sotto la Danimarca ;) :)

        • habsburgicus says:

          fàiga power :D

        • daouda says:

          NO tu o mirkhond avevate detto che il Re di Svezia si chiamava re di tutti i germani fino a poco tempo fà.

        • mirkhond says:

          Io no.

        • Dif says:

          Mi pare di ricordare che fino all’ultimo re di Svezia prima dell’attuale, il titolo fosse di “Re dei Vichinghi, Goti, Vandali etc. etc.” beh non proprio etc. etc. :) ma elencava un certo numero di popoli germanici, forse daouda si riferiva a questo.

        • habsburgicus says:

          è vero, Dif..
          ma non fu mai Imperatore

        • daouda says:

          Si ma implicitamente significa che l’impero, come appunto era, non era impero affatto, questo volevo capire, dire e comprendere

  5. Guido says:

    Non c’è una sola rivoluzione che abbia avuto un esito paragonabile alle aspirazioni di chi le ha cominciate e talvolta gli stessi rivoluzionari sono stati travolti da qualcosa che avevano contribuito a innescare.
    Le rivoluzioni sono pura follia se dovessimo misurarle muniti di bilancino. Valeva la pena insorgere contro un ordine odioso e totalizzante per ritrovarsi poi sottomessi alle nuove schiere di abilissimi gattopardi usi a cavalcare e addomesticare ogni genere di furore per volgerlo a proprio personale vantaggio? Valeva la pena infrangere un ordine feudale, già pienamente compromessosi per suo conto, per ritrovarsi poi sottomessi a un ordine ancor più totalizzante come quello che si è esteso all’intero orbe terracqueo?
    Eppure molte persone che hanno vissuto un’esperienza rivoluzionaria non hanno mai manifestato rimorsi a riguardo di ciò che avevano osato fare e di quello che per loro ha significato, spesso con costi altissimi. E’ difficile comunicare tale situazione a chi è abituato a chinare la testa e ad obbedire a una presunta “naturalezza” dello status quo. Schiere di poeti hanno paragonato la rivoluzione all’amore, qualcosa cioè che non può esaurirsi in semplici fattori psicofisici (pur comprendendoli) e che trasforma la vita di chi vi prende parte, spesso travolto da eventi inattesi che mettono tutto in gioco a cominciare dalle “certezze” con cui ci si era baloccati precedentemente.

    Il vecchio Monicelli, splendido burbero ultranovantenne, parlando a braccio in una intervista estemporanea inserita in una trasmissione di Santoro, ha voluto semplicemente mettere in guardia contro l’atteggiamento passivo di chi si aspetta qualcosa dal cielo o dal ducetto di turno. Tutto qui, nè più nè meno. Non parla da “intellettuale” e tanto meno da storico, mi sembra evidente. Fare le pulci a quanto dice non mi pare particolarmente interessante…

    • Z. says:

      Boh, io penso che sarebbe ora di smetterla di baloccarsi con la rivoluzione e con la trita e ritrita mistica della rivoluzione: roba che ha più a che vedere coi film, appunto, che col mondo reale. Poi ognuno la vede a modo suo, certo.

      • Moi says:

        @ GUIDO

        “ma che rivoluzione e rivoluzione e’ ormai banale quella
        la lotta oggi va condotta col partito all’interno delle strutture
        Perche’ il partito ti puo’ aiutare
        perche’ il partito ti puo’ garantire
        perche’ il partito e’ una conquista sociale
        perche’ il partito e’ un’istituzione
        ma che rivoluzione e rivoluzione
        riforme ci vogliono riforme
        sanitaria agraria tributaria fiscale sociale
        per la rai tv”

        [cit.]

        http://www.youtube.com/watch?v=I5LbdFjb1fY

  6. Moi says:

    Scooppone PaleoAntropologico :

    http://www.finanzaonline.com/forum/arena-politica/1500190-lhomo-sapiens-ha-trionfato-perche-non-era-radical-chic.html

    L’ Homo Sapiens ha trionfato perché NON era Radical-Chic …

  7. Moi says:

    Una curiosità: c’è il “genere” grammaticale in Armeno ?

    https://agostinoriitano.files.wordpress.com/2012/03/articolo18.gif

    ;)

  8. per Moi

    “Scooppone PaleoAntropologico :

    http://www.finanzaonline.com/forum/arena-politica/1500190-lhomo-sapiens-ha-trionfato-perche-non-era-radical-chic.html

    L’ Homo Sapiens ha trionfato perché NON era Radical-Chic …”

    Affascinante la contemporanea presenza di quelli che:

    “Abbasso l’evoluzione, balla inventata dai radical-chic per farci sembrare bestie!”

    e quelli che:

    “Viva l’evoluzione che dimostra che noi le bestie le abbiamo sterminate sempre, e stermineremo pure i radical-chic!”

  9. Moi says:

    SEGNALAZIONE

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/15/la-maggioranza-invisibile-gli-italiani-che-potrebbero-cambiare-davvero-le-cose/1154634/

    “La maggioranza invisibile’, gli italiani che potrebbero cambiare davvero le cose”

    di Emanuele Ferragina

  10. Per Dif

    “Comunque interessante questa sorta di versione opposta del mito del buon selvaggio che sta godendo sempre di più ammirazione da parte di alcuni ambienti, anche se non capisco cosa ci sarebbe di così intrigante nell’ides che gli uomini primitivi si prendessero a clavate in testa dalla mattina alla sera.”

    :-)

    Ora, esiste un ambiente New Age e affine che effettivamente crede che gli Indiani d’America erano “ecologisti” e che i “bianchi” li abbiano fatti fuori per cattiveria.

    E’ un modo di pensare in gran parte errata e che si fa benissimo a criticare, anche perché fa un certo danno alle stesse popolazioni native americane, o comunque porta loro dei falsi benefici.

    Ma gli “anti-selvaggi” vedono queste cose in maniera assai curiosa: si sentono nell’ultima trincea, con i loro carri armati a petrolio e le loro povere bombe atomiche, a difendere fabbriche e centri commerciali che stanno per essere sopraffatte da “primitivisti” con archi, frecce e tisane.

    • Peucezio says:

      “Ma gli “anti-selvaggi” vedono queste cose in maniera assai curiosa: si sentono nell’ultima trincea, con i loro carri armati a petrolio e le loro povere bombe atomiche, a difendere fabbriche e centri commerciali che stanno per essere sopraffatte da “primitivisti” con archi, frecce e tisane.”

      Ahahahah, è una buona descrizione in effetti :-D

  11. Moi says:

    Credo che Monicelli per “Rivoluzione Inglese” intenda Cromwell …

    Per “Rivoluzione Tedesca”, Lutero … tipico degli “Atei”, in senso Italicissimo.

    :)

  12. Moi says:

    Allora salviamo dal Dimenticatoio :

    http://www.corriere.it/mondiali/2014/notizie/gasparri-gli-inglesi-coni-boriosi-twitter-si-scatena-df6753ea-f4aa-11e3-8a74-87b3e3738f4b.shtml

    Esplora il significato del termine: Gasparri: «Gli inglesi? C…oni boriosi». E Twitter si scatena.

    Cinguettio alle 2 del mattino, dopo la partita. E i britannici attaccano l’ex ministro delle Comunicazioni Gasparri: «Gli inglesi? C…oni boriosi». E Twitter si scatena
    Cinguettio alle 2 del mattino, dopo la partita. E i britannici attaccano l’ex ministro delle Comunicazioni

    • Francesco says:

      Proposta di Emendamento al CPK: Gasparri no grazie.

      :)

      • PinoMamet says:

        OMDAF!

        Ma per il bene di Gasparri, qualcuno gli tolga il computer di mano…

      • roberto says:

        OQQDAF

        immaginando anche che gasparri sia un quisque de populo, una persona che ha più di vent’anni e che scrive cose del genere ha un problema serio.
        santa polenta, è un gioco, non ne va dell’onore della patria! fosse per me eliminerei tutte le tribune d’onore che perpetuano quest’idea che una partita di calcio sia più di una partita di calcio

  13. Guido says:

    C’è un solo modo per sapere cosa intendesse Monicelli per “rivoluzione”: una seduta spiritica.
    Il vocabolo “rivoluzione” si presta ad usi differenti ed è sufficiente consultare un buon dizionario per capire che, se non ci si intende su quale accezione del termine si intende usare, non vale nemmeno la pena di iniziare una qualsiasi discussione.
    Questa “rivoluzione” è una di quelle paroline scomode, che fanno scattare le reazioni più disparate, quasi come fosse una cartina di tornasole per il carattere e per le convinzioni acquisite. Quel che mi sembra evidente è che Monicelli intendesse solamente stigmatizzare quelle che sono considerate le peggiori caratteristiche nostrane: il trasformismo opportunista, l’immobilismo conformista, il clericalismo mafioso, il familismo come stile di vita ecc. ecc.
    Che queste caratteristiche si prestino ad essere esaminate in modi differenti va da sé. L’anti-eroe Pulcinella e il policromo Arlecchino, le più famose maschere della commedia dell’arte, possono rivelare aspetti insospettabili per chi si limita a vederne solo l’odiosa infingardaggine e, se si vuole approfondire, si comprende quanta vis critica si celi dietro un apparente servilismo di facciata.
    Ma lasciamo stare Monicelli… Ed evito di replicare a giudizi sprezzanti che offendono solo chi li manifesta.

    Il post di Miguel mette in luce alcuni aspetti dell’esperienza umana, per es. quella di rivivere situazioni che si avevano solamente immaginato attraverso narrazioni di familiari. E allo stesso tempo veniamo illuminati su di un altro aspetto delle umane vicende: il quadro in cui esse avvengono muta di continuo e il “nemico” di ieri diventa l’alleato di oggi. In realtà si parla sempre di esperienze primarie (la fragilità, la morte ecc.) su cui vengono edificate quantità innumerevoli di sovrastrutture.
    Se ci dovessimo basare su ciò che sappiamo dalla storia e dalla cronaca si sarebbe tentati di desiderare la sparizione del genere umano. Se però ci si lasciasse commuovere dall’universale esperienza della transitorietà forse ci si potrebbe aprire a qualcosa di veramente inedito, qualcosa di cui i tentativi rivoluzionari del passato sono solo pallide simulazioni destinate a esiti gattopardeschi. In un certo modo la donna armena dell’intervista sta solo raccontando qualcosa, una “piccola” cosa, che vale la pena di non eludere.

  14. Luigi says:

    Le parole di Monicelli sono tanto ributtanti quanto false.

    Avendo ceduto al nichilismo disperato, ecco che cercava di avvelenare tutti, ovviamente con il solito mantello della retorica socialoide e pauperistica (quella di chi però ha pancia piena, fama, onori, prebende).

    Insomma un venerato maestro nel decadimento a str###o, per usare le categorie di Berselli.

    C’è sempre speranza. Sempre.

    Luigi

  15. per PinoMamet

    “Ma per il bene di Gasparri, qualcuno gli tolga il computer di mano…”

    E i poveri titolisti, senza Gasparri?

  16. mirkhond says:

    l’impero non solo non era romano ma non era neanche impero.

    Se ti riferisci al Sacro Romano Impero, esso era sì un impero.
    Ma l’aggettivo “romano” fu un’usurpazione papale, che vedeva nei ormai nei Franchi, il baluardo dell’Ortodossia latina.
    A Costantinopoli, dopo lunga lotta (che vide il tentativo mal riuscito del re della Longobardia maior/Italia, Pipino, cercare invano di occupare Venezia romana, nell’806-810 d.C.), riconobbero a Carlomagno e ai suoi successori, il titolo imperiale, ma dei FRANCHI.
    Com’era poi NELLA REALTA’, visto che l’Impero Romano c’era già, e la sua capitale da quasi 500 anni era Costantinopoli, la NUOVA Roma!
    Di realmente ROMANO in occidente ci sono rimasti solo due realtà politiche, il Papato e Venezia, ultimo avamposto romano nell’Alto Adriatico, dal 570 d.C. in poi, gradualmente evolutosi in un ducato/dogado repubblicano indipendente, tra VII e IX secolo dopo Cristo.
    E Venezia cadde nel 1797!

    • mirkhond says:

      Dimenticavo alcune città ed enclavi istriane e dalmate, gradualmente conquistate da Venezia DOPO UNA LUNGA LOTTA SECOLARE, che vide trionfante la Serenissima solo nel XV secolo.
      Ed infine la Repubblica dalmata di Ragusa, durata fino al 1808!

      • daouda says:

        Ottimo, grazie. Ma sul Re di Svezia re di tutti i germani? Non ne parlasti anche tu tempo addietro?

    • Moi says:

      Premesso che in confronto a te sono d’un’ ignoranza abissale in materia di Storia, mi permetto di dissentire : “Imperium” è una parola che “sorge” in Latino, nell’ Antichità … capisco il “Medievalismo” in ostilità ai Pagani e tutto il resto, ma certi limiti meramente logici dovrebbero restare invalicabili.

      • mirkhond says:

        La parola sarà pure latina, ma la “restauratio imperii” attuata dal Papa, chiamando “Impero Romano” il regno dei Franchi, non fu pure essa una forzatura, intesa a dare sanzione giuridico-sacrale alla realtà eretta dai nuovi difensori dello stesso Patriarcato Ortodosso Latino di Roma?
        E a Costantinopoli per 12 anni non ne vollero affatto sapere, GIUSTAMENTE di riconoscere tale sacra usurpazione.
        Finché si arrivò alla pace dell’812 d.C. tra Romània e Frangistan, in cui a Carlomagno e successori, veniva sì riconosciuto l’Imperium, ma associato CORRETTAMENTE ai Franchi.
        Come poi era nella REALTA’.
        Per giustificare capra e cavoli, a Costantinopoli adottarono una dottrina giuridico-sacrale in cui l’IMPERO vero e supremo, era e RESTAVA sempre quello ROMANO con capitale COSTANTINOPOLI (come nella REALTA’).
        Però, potevano esistere nell’ecumene cristiana, altri imperi, ma di SERIE B.
        Uno esisteva già dal 705 d.C., ed era la Bulgaria, il cui Khan, Tervel, aveva ricevuto il titolo imperiale romano di cesare (zar) dall’imperatore ROMANO Giustiniano II (685-695 e 705-711 d.C.), per sdebitarsi dell’aiuto bulgaro nella riconquista di quest’ultimi del trono ROMANO, dopo un esilio di 10 anni!

        • Francesco says:

          vabbè, diciamo che avevano gatte da pelare più serie della serie degli Imperi

          tipo arrivare vivi alla mattina seguente, per alcuni secoli

          ciao e ben tornato

        • mirkhond says:

          Però, ci tenevano molto ai puntigli giuridici.
          A Costantinopoli in special modo.
          Perché per la dottrina giuridico-sacrale bizantina, l’IMPERO per eccellenza era e restava quello Romano, vertice terreno della Cristianità e guida suprema (almeno teoricamente) di tutta l’ecumene cristiana.
          Gli altri regni cristiani, erano “vassalli” a cui gli imperatori romani concedevano di regnare come tali (nella finzione giuridica, che però era comunque creduta vera).
          Se si era COSTRETTI a riconoscere l’esistenza di ALTRI imperi, questi erano imperi di serie b.
          L’Impero dei Franchi, e l’Impero dei Bulgari, che ho già citato, imperi associati a popoli barbari e dunque INFERIORI alla Romània cristiana ortodossa.
          Anche se tali imperi erano (o erano diventati) anch’essi cristiani ortodossi, nella variante latina per i Franchi.
          ciao!

        • Francesco says:

          chi sono?

          è forse l’inno dell’USIGRAI o della CISL Funzione Pubblica?

          riesci a scovare dei mostri che al confronto Miguel si aggira tra cerbiatti e coniglietti

          :(

        • Francesco says:

          Ops, posto sbagliato. Scusate.

          Il puntiglio giuridico non impedì all’Impero di fallire nella riconquista della parte occidentale invasa dai popoli germanici, nè di farsi dimezzare dagli Arabi, nè in infine di sopravvivre più o meno malamente e senza una seria vitalità culturale.

          E mentre il “vero” impero affondava, quelli nuovi dei Franchi e dei Russi (slavo-vichinghi, mi pare) campavano, lottavano, crescevano e alla fine prevalevano …. sia pure in disordine sparso, il primo.

          :)

      • habsburgicus says:

        etimologicamente Moi ha ragionissima
        imperium è ROMANO fino al modello..già sotto la Repubblica
        si parlava di “imperium maius” e “imperium minus”, di “imperium domi” e “imperium militiae”
        solo dopo venne a significare il nostro Impero…e ho dei dubbi che Augusto e Tiberio, lo intendessero già così :D

        • mirkhond says:

          Ciò che chiamiamo Impero Romano fu una realtà che pur partendo da una precisa base, col tempo si evolvette…
          Cosa che l’occidentalocentrismo stenta ad accettare… ;)

  17. mirkhond says:

    Su Monicelli

    Il suo pensiero politico mi è estraneo.
    Mi ha colpito invece la sua tragica morte a 95 anni, sapendo che lo avrebbe atteso una LUNGA SOFFERENZA per via di un cancro.
    C’è chi si è avventato come un avvoltoio su questa tragedia, dicendo che si è suicidato perché non credente.
    Non lo so.
    Però ho visto persone morire tra ATROCI SOFFERENZE di cancro, che la morte la invocavano. Ed erano credenti in Dio, seppure non dei baciapile da sagrestia.
    La cosa che mi stupisce è come un uomo famoso, e certamente non sprovvisto di denaro come Monicelli, non abbia potuto andare in Svizzera per ottenere quella morte DIGNITOSA che in Italia gli è stata negata.
    A lui come ad altri.
    E non certo per colpa del Vaticano (che pure è contrario per motivi incomprensibili), quanto per uno stantìo abitudinarismo tipico di tanto mondo politico italiano, che al sentire la parola EUTANASIA, l’associa subito agli esperimenti nazisti.
    Senza rendersi conto della differenza…..

  18. mirkhond says:

    Sulla stantìa disputa reazionari/progressisti.

    Credo che ai duellanti di questo blog :), sia sfuggito il pensiero del pur progressista e filossessantottino Martinez, sulla VERA tragedia che incombe sul nostro futuro.
    E cioè da un lato l’aumento smisurato e spaventoso della tecnologizzazione dell’umanità e che, ci porterà ad un’inquietante umanita BIONICA, già anticipata da tanti agghiaccianti film e telefilm statunitensi.
    Dall’altra, il lento, ma inesorabile ESAURIMENTO DELLE RISORSE ENERGETICHE.
    Quelle stesse che hanno permesso il decollo industriale a partire dal XVIII-XIX secolo!
    In sostanza ipertecnologizzati bionici in un mondo sempre più povero di risorse.
    Una contraddizione insanabile a viste umane…
    Il futuro fa PAURA…..

    • PinoMamet says:

      Mi permetti uno scherzo, Mirkhond carissimo?

      Il fatto è che a te la paura del futuro piace ;)
      sotto sotto, non vedi l’ora che finiamo la benzina e torniamo a muoverci col mulo
      (che per inciso è un ottimo animale da sella ;) molto sottovalutato nella cinematografia… tranne nei nostri ;) cari western all’italiana, che gli hanno restituito il meritato onore di cavalcatura del protagonista in Per un pugno di dollari :) )

      io sono ottimista in modo diverso, diciamo :D

  19. mirkhond says:

    Pino

    No. A me non piace essere pauroso.
    Perché la PAURA mi ha ROVINATO LA VITA fin dall’infanzia.
    La generazione dei nostri genitori, che ha conosciuto gli anni ’60, era ottimista.
    Io sono nato dopo il ’68 e fin da bambino, sentivo, percepivo l’inquietante progresso futuristico, già quando vedevo serie come Spazio 1999 o film come Il Pianeta delle Scimmie col celebre Charlton Heston.
    Ma, noi non ci riflettiamo, pensiamo solo al fatto che dal 1945 l’umanità dispone PER LA PRIMA VOLTA NELLA SUA STORIA, della bomba atomica, e cioè dello strumento per AUTODISTRUGGERCI.
    Da qui dunque i tentativi statunitensi di impedire la proliferazione del nucleare.
    Ora, a me terrorizza che l’Iran abbia l’atomica, ESATTAMENTE come ce l’abbia il Pakistan, l’India, la Cina, la Corea del Nord, la Russia, la Francia, gli USa e il Brasile (se non mi sbaglio).
    Cioè, come disse Celentano nel Mondo Mi 7 del lontano 1968, basta il capriccio di un capoccia ed il mondo SALTERA’.
    A me le serie spaziali hanno sempre fatto PAURA con quegli uomini bionici, trasparenti, mostruosi, col teletrasporto persi nelle FREDDE OSCURITA’ dell’Universo.
    Da piccolo vedevo gli anime robotici, ma da adulto ne apprezzo solo Goldrake, proprio per quella parziale ambientazione contadina di un Giappone pur superficialmente americanizzato.
    Anni fa, intorno al 2001, uscì un fumetto italiano, che mi pento (come per tante cose) di non aver aquistato allora, che oggi non lo trovo.
    Era una raccolta di storie con episodi finiti.
    Uno di questi si chiamava Goldrant, ed era una simpatica quanto INQUIETANTE riflessione ironica dei suoi autori, sulle tante domande rimaste senza risposte, riguardo proprio al ciclo di Goldrake e al suo finale inaspettato e deludente.
    Il tutto in un ranch simile ad una baita tra le foreste e malghe di tipo alpino, con una possente ragazzona, Cassiopea (Venusia), stufa di cucinare ad un vecchio padre rimba (Rigel), e innamorata di Arturus (Actarus) il protagonista venuto dallo spazio.
    Il quale aveva la pancetta (che bello!) e i bruciori di stomaco perché come gli diceva lo scienziato padre adottivo, “non riusciva a salvare il mondo”! ;)
    Poi la bella Cassiopea che sola nella sua stanza, sogna che Arturus la prenda in sposa.
    Finché Procton, da il suo assenso e Arturus e Cassiopea si uniscono…..
    Ma nel momento più bello, Arturus si trasforma in un mostro tipo alien o quello di un film di Carpenter (che si vedevano solo con particolari occhiali) e Cassiopea che grida di TERRORE!
    Insomma, un MOSTRUOSO INCROCIO GENETICO tra un alieno con pseudo-fattezze umane ed una bellissima contadinona terrestre!
    In sostanza gli autori del fumetto, pensavano che Go Nagai non avesse sviluppato l’amore tra Actarus e Venusia, forse per la consapevolezza di tali mostruosità genetiche, forse ispirato dal Libro dei Giganti, raccolto nel Libro di Enoch, apocrifo veterotestamentario messo al bando dal Rabbinato farisaico, già nel I secolo dopo Cristo, e dalla Grande Chiesa Ortodossa nel IV secolo dopo Cristo, come testo apocrifo ed eretico (tranne invece per la Chiesa Copta Abissina, di cui ci è pervenuta l’unica versione integrale esistente, in quanto considerato testo sacro e canonico!).
    Il futuro mi fa PAURA….

    • PinoMamet says:

      “pensavano che Go Nagai non avesse sviluppato l’amore tra Actarus e Venusia, forse per la consapevolezza di tali mostruosità genetiche”

      Mmm secondo me ci vedi un po’ troppe cose in una parodia…

      • mirkhond says:

        Sarà.
        Però gli autori della parodia, in un’intervista dissero che la loro opera, cercava di rispondere a domande che si erano fatti fin da bambini su que finale DELUDENTE del capolavoro di Go Nagai!
        E, aggiungo io, la conclusione della parodia ITALIANA col mostruoso accoppiamento tra Arturus nelle sue VERE TERRIFICANTI SEMBIANZE con la bella Cassiopea, curiosamente mi ricorda certe letture ATTUALI in chiave spaziale-alieno-extraterrestre relative al Libro di Enoch, fatte da gente come Compassi, Sitchin, ecc. ecc.
        Ora, personalmente non so per quale motivo Nagai non sviluppa la storia d’amore tra Actarus e Venusia.
        L’interpretazione attualizzante del Libro dei Giganti, mi sembra una spiegazione verosimile….
        Ovviamente, non conosco le idee della cultura e della religiosità giapponese relativa a tali argomenti…
        Sappiamo però che Nagai, è innamorato di Dante Alighieri e della Divina Commedia… ;)

      • PinoMamet says:

        Ho capito, ma da “da bambino c’era qualcosa che non mi tornava” a “riflessione sulla genetica e forse allusione al Libro di Enoch” credo che ci sia un bel pezzo di cammino…

        e sono abbastanza sicuro che quel cammino non l’abbiano fatto ;)

        a volte un sigaro è solo un sigaro, Mi’ ;)

        • mirkhond says:

          Non ho capito quella del sigaro…
          Poi certo che da bambini non sapevano nemmeno chi fosse Enoch.
          Però la parodia l’hanno elaborata da ADULTI.
          Quindi, nel frattempo, magari leggendo qua e là, tra una puntata del costanzo show ;) e altro, Compassi, Sitchin, ed altre robe del genere, magari avranno pensato all’interpretazione UFOLOGICA del povero Enoch! :)
          Perché lo ritieni impossibile?

        • Moi says:

          @ MIRKHOND

          Credo che Pino alluda a qualche quadro di Magritte … o chi per lui.

          ————

          In effetti l’opera di Go Nagai più “paradigmatica” delle sue idee è la meno nota e meno riuscita : “Mao Dante” !

          http://it.wikipedia.org/wiki/Mao_Dante

        • PinoMamet says:

          Magritte c’aveva la pipa, mica il sigaro!!

          “A volte un sigaro è solo un sigaro” è una famosa citazione (o pseudo-tale, non sono sicuro) di Freud, la risposta alla domanda su perché fumasse il sigaro…
          ;)

          comunque, mi auguro per gli autori della parodia di non aver pensato a Sitchin e al Libro (o i Libri) di Enoch…
          perché l’allusione credo che l’abbia colta solo tu ;)

        • PinoMamet says:

          Però è interessante il cortocircuito creato da Moi, perché Magritte dipingeva una pipa con la scritta “questa non è una pipa”, mentre Freud (o lo pseudo-Freud) fumava un non-sigaro (tale era nella mente di chi gli faceva la domanda, pronto a scoprirvi allusioni presumibilmente sessuali) dicendo che fumava soltanto un sigaro.

        • Moi says:

          Dipende, SE gli autori conoscono “Mao Dante”…

    • Francesco says:

      dal quel che ricordo di Venusia, l’unica spiegazione possibile della timidezza di Actarus è che fosse gaio

      era una bonazza assolutamente irresistibile, chissenefrega se era di un altro pianeta (dal punto di vista di lui)

      in ogni caso, era mica un anime per bambini? non poteva caricare troppo la mano, credo

  20. Moi says:

    Mi piacerebbe saperne di più su questo fumetto … benché le riflessioni “razionaliste” sui cartoni animati Giapponesi siano un genere ormai molto abusato e banalizzato.

    • mirkhond says:

      In che senso?

    • PinoMamet says:

      Beh, io posso spiegare il mio punto di vista, non so se sia lo stesso tuo, Moi…

      però vediamo.
      Hai presente il video col cartone dei Flintstones “scientificamente corretti”?

      Il fatto è che, prima di tutto: grazie, anche no. I programmi di divulgazione scientifica mi vanno benissimo, ma non ho bisogno che qualcuno mi venga a dire che i Flintstones non sono una rappresentazione realistica della preistoria, lo so benissimo da me, e li godo proprio per questo!
      Lasciatemi staccare il cervello (il giusto, eh?) quando guardo almeno i cartoni animati! :D

      E poi c’è l’altro punto, più difficile da spiegare, quello del “gusto dei nerd”.

      I nerd amano la scienza E i supereroi, non necessariamente in quest’ordine.
      Io amo la letteratura e, beh, la letteratura: anche questo può voler dire qualcosa.
      (Ma ci sono anche nerd umanisti).

      Il fatto è che io posso guardare il film su Batman, e godermelo, ma che uno mi racconti una barzelletta su Batman lo trovo insopportabile: ditemene una sui carabinieri, le puttane, i genovesi, quello che vi pare, ma quest’idea di “sono sfigato e sono orgoglioso di esserlo e ci faccio battutine che possono capire altri sfigati” non lo sopporto davvero.

      • mirkhond says:

        Credo di aver capito.
        E sono d’accordo sulla prima parte del tuo intervento, relativo alla fantasia creatrice, che è libera di mandare a quel paese la ricerca esegetica storico-scientifica, per rifugiarsi nel sogno, in un pensiero, in uno stato d’animo che solo in tale dimensione puo’ esprimersi al meglio.
        E torniamo allo stesso discorso degli spaghetti western e dei film “storici”, che proiettano su epoche e culture diverse e lontane, sogni, aspirazioni, delusioni, sentimenti che sono invece coeve ai tempi e ai luoghi di chi scrive e fa sceneggiature…

      • Moi says:

        Sì … “mi ci ritrovo” ;).

      • Z. says:

        Carissimi, a volte discutete di cose che io proprio non riesco a capire. Boh. Del resto lo dico sempre che sono un po’ tardo, anche se Moi non mi crede (o fa finta di non credermi :) )…

        • mirkhond says:

          Anch’io quando discutete di alta giurisprudenza, non vi capisco….

        • Z. says:

          No, è che proprio non capisco qual è il problema se due fanatici di Batman si raccontano barzellette su Batman…

          Peraltro non voglio certo difendere Batman, il multimiliardario tanto buono che si però sacrifica per i poveracci picchiando controvoglia i cattivi – il personaggio più bushista e più antipatico di sempre, insomma :D

        • Francesco says:

          Z

          sei il solito politicante da quattro soldi che fa uscire il Jocker dal manicomio criminale … e viene ammazzato subito!

          Toccatemi molto ma non Batman!

          :D

        • Z. says:

          Non avevo dubbi che tu fossi un fan di Batman, e proprio per le stesse ragione che me lo rendono indigeribile :D

        • Francesco says:

          Z

          devo dare ragione al Duca: voi progressisti non potete vedere che il male c’è, dovete coprirlo con qualche pseudo-spiegazione sociologica e illudervi di averlo risolto.

          Per questo siete una sciagura per il genere umano

          :D

        • PinoMamet says:

          ” non capisco qual è il problema se due fanatici di Batman si raccontano barzellette su Batman…”

          nessunissimo problema, semplicemente non è il mio mondo, non mi ci riconosco.

  21. mirkhond says:

    Daouda

    Credo di aver accennato alla Svezia, come il luogo di origine di ALCUNE stirpi germaniche, poi importantissime nella storia, non di un fantomatico ruolo e titolo di “imperatore dei Germani” che NESSUN re di Svezia, mi risulterebbe aver portato.
    Mentre invece mi riferivo ai Goti, originari della Svezia meridionale (Gotaland), e divenuti una sorta di herrenvolk tra gli stessi Germani tra II e VI secolo dopo Cristo, rimanendo la loro fama ben oltre la loro scomparsa.
    Vedasi alcune tradizioni croate che vantano un’origine gotica!
    Oppure alla disputa tra le delegazioni svedese e castigliana al Concilio di Costanza nel 1434, in cui entrambe vantavano A RAGIONE, l’origine dai Goti!
    Ed infine la Russia, sorta nel IX secolo dopo Cristo, per l’insediamento di gruppi di pirati-commercianti svedesi, dal porto svedese di ROSlagen, e che finnici e slavi conquistati chiamarono Rus’ (in Finlandese, Ruotsi vuol dire rematori), e che gradualmente si sarebbero fusi coi loro sudditi slavi e in parte finnici, mutuandone la lingua slava da loro chiamata RUSSO (con le sue ulteriori dfferenziazioni dialettali di Russo Bianco e Piccolo Russo, detto anche Ucraino).
    Dunque la Svezia ha avuto un ruolo enorme come punto d’origine di diverse e importantissime storie di parte dell’Europa, ma, ripeto, non ha mai rivestito alcun ruolo di “impero dei Germani”!
    ciao!

  22. Dif says:

    Colgo l’accenno di Mirkhond alle lingue slave per porre una domanda ai linguisti del blog: guardando una partita del BATE Borisov, squadra bielorussa, ho notato che molti giocatori il cui nome termina in “-ov”(come veniva pronunciato dai telecronisti) sulla maglia portavano scritto un none che terminava in “-au”. La stessa Borisov si può scrivere anche Barysau. Come mai questa doppia traslitterazione? Anche nel russo funziona così?
    Grazie.

    • Moi says:

      Nella Polonia che era Tedesca ai tempi della Weimar c’era molto bilinguismo, tipo “Stettin” e “Szczecin” …

      • Moi says:

        Ah, scusa avevo letto “Borussia” … ma il principio dovrebbe essere simile. Tipo, per la birra, “Pilsner” e “Budweiser” … aggettivi di cittadinanza Tedeschi derivati da toponimi Cechi di “Plzeň” e “(České) Budějovice”.

      • Moi says:

        Casciubo “Szczecëno”

    • habsburgicus says:

      @Dif
      Borisov è russo..
      In bielorusso sarebbe Barysaǔ…
      (l’-ov russo è quasi sempre-aǔ bielorusso, come la “o” russa è spesso °a” bielorussa..il che corrisponde alla pronuncia
      In più “d” russo è speso “dz” bielorusso, ad esempio Dzvina che sarebbe il fiume Dvina, in lettone Daugava, donde Daugavpils (Dvinsk, Dünaburg) dove ci sono certe… Moi ha già capito :D
      Anche la “t” russa in certi casi è resi dalla “c” bielorussa
      Queste sono le tipiche caratteristiche del bielorusso
      Akanie cioè ”a” per “o”
      Dziekannie cioè “dz” per “d”
      Ciekannie cioè “c” per “t”
      Tutte queste caratteristiche bielorussissime non ci sono, o non ci sarebbero, nei dialetti della Polesia (Bielorussia del sud-ovest) che perciò i nazionalisti ucraini rivendica(va)no..ed erano botte da orbi sui giornali scientifici anche sotto l’URSS :D sono i cosiddetti pinčuki che Rudnyc’kyj ad inizio XX secolo incluse tout court in un’ipotetica, e allora impensabile, Ucraina..anche Rosenberg durante la II GM li incluse nel Comissariato del Reich dell’Ucraina (Gauleiter Koch di Prussia orientale) e non nella “Rutenia Bianca” (come i nazisti chiamavano la Bielorussia) facente parte del Commissariato del Reich dell’Ostland (insieme ai 3 Baltici), Gauleiter Lohse di Schleswig-Holstein
      In più, e ma questo è comune all’ucraiuno, “h” sta per “g”, donde “hascinica”=gostinica=albergo

  23. Per Mirkhond

    “Sulla stantìa disputa reazionari/progressisti.

    Credo che ai duellanti di questo blog :) , sia sfuggito il pensiero del pur progressista e filossessantottino Martinez, sulla VERA tragedia che incombe sul nostro futuro.”

    Grazie, hai colto benissimo il senso del mio ragionamento.

    Molto secondariamente, divento progressista e filosessantottino solo con i reazionari; ai progressisti spiego i lati positivi di Cecco Beppe (non riesco a pensare ai lati positivi degli anni Cinquanta, ma pazienza).

    E terziariamente, non ho un punto di vista tale che mi permetta di definire una tragedia ciò che incombe.

    • Z. says:

      I lati positivi degli anni Cinquanta?

      Due statisti rivali fedeli al proprio Paese, lo Sputnik in orbita, Stalin che si congeda dalla storia, le opere di PKD, non necessariamente in quest’ordine.

      Lati positivi ce ne sono ovunque, se si ha la pazienza di cercarli.

      :)

  24. mirkhond says:

    “non ho un punto di vista tale che mi permetta di definire una tragedia ciò che incombe.”

    Mi era sembrato al contrario, di cogliere nel suo pensiero, proprio questo timore….

  25. mirkhond says:

    “comunque, mi auguro per gli autori della parodia di non aver pensato a Sitchin e al Libro (o i Libri) di Enoch…
    perché l’allusione credo che l’abbia colta solo tu ;)”

    Bisognerebbe chiederlo agli autori. ;)
    Guarda caso però, la morale è quella.
    Che non viene dal Libro di Enoch, bensì dalla sua ATTUALE interpretazione UFOLOGICA fattane dai vari Sitchin e Compassi…..

  26. Moi says:

    Mao Dante” è figlio di parecchi fattori che condizionavano la vita dell’autore in quel periodo.
    Innanzitutto la ricerca delle vere origini… Infatti Nagai (come da lui stesso affermato) si riconosce più nella cultura occidentale che in quella orientale, credendo egli stesso, secondo i dettami della metempsicosi Buddista di essere stato in qualche vita precedente un occidentale. Proprio in quel periodo, Nagai si documentava sui miti nostrani al fine di ricercare in essi la sua “vera origine”. Un altro fattore condizionante del periodo era l’impatto che le sue opere precedenti avevano avuto sul pubblico…

    [cit.]

    —————————

    http://www.tanadelletigri.info/articoli/dev/dante.htm

  27. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Ma di ‘sto fumetto di “satira nagaiana”, non ti vien proprio in mente nulla ?! titolo ? autori ? editore ?

  28. mirkhond says:

    Nel titolo dovrebbe esserci il nome del robot, Goldrant.
    Comunque su internet forse, riuscirai a reperire il titolo esatto e la trama…

    • PinoMamet says:

      Mmm se lo digito mi pare di trovare solo “Ari Gold Rant”, ovvero la Tirata o Sbroccamento di tal Ari Gold…

  29. mirkhond says:

    Il fumetto si intitola:

    Alias Helix Robot Goldrant

    Scritto da Andrea Baricordi, connazionale di Moi e di Zanardo, e disegnato da Nicola Longoni, sullo speciale Mangazine n°100, del 2001.

  30. mirkhond says:

    Ho visto le lettere ebraiche e l’ho linkato, pensando che ti potesse interessare….

  31. habsburgicus says:

    @mirkhond e izzaddin
    http://books.google.it/books?id=_djSu4TRIpMC&pg=PP2&dq=mongitore+antonio&hl=it&sa=X&ei=_7NHVJ3pOuu9ygPbyIKYAQ&ved=0CCgQ6AEwAQ

    leggetelo..é la descrizione contemporanea (ristampa a Bologna 1868) di un atto pubblico di fede a Palermo il 6/4/1724, regnando Carlo VI Imperatore (di cui resta p0oco nelle Due Sicilie)…notate le armi dell’Inquisizione, in prima pagina
    leggete soprattutto l’inizio di “Al Lettore” :D (pag 15)
    a quest’epoca atti pubblici all’aperto non si facevano più, ma a Coimbra in Portogallo ancora nel 1738

    • habsburgicus says:

      non si facevano più, scilicet in Spagna

      • izzaldin says:

        Grazie infinite!
        posso ricambiare consigliandoti (/vi) un libro che affronta questi argomenti con il candore e la leggiadria di uno dei maggiori scrittori italiani del ‘900.
        “Morte dell’inquisitore” di Leonardo Sciascia.
        (Sciascia negli anni ’80 provò a ripetere la stessa opera di non-fiction storica con La strega e il capitano, storie vere di autodafe manzoniani)
        saluti,
        Izzaldin

  32. mirkhond says:

    “Un secolo fa il governo turco, con un discreto aiuto da parte di alcune tribù curde e – in misura forse minore – arabe, sterminò gli armeni dell’Anatolia.

    Oggi una donna armena racconta di come lei combatte a fianco dei curdi, che oggi sono diventati la speranza di tutte le antiche minoranze d’Oriente.”

    Nel 1993 una tivù turca, intervistò il generale turco Tagman, comandante di un corpo d’armata stanziato a Bitlis, sulle sponde occidentali del lago Van, e incaricato della repressione del PKK.
    Il generale turco affermò che un ottavo dei guerriglieri curdi del PKK, erano in realtà ARMENI, discendenti dei sopravvissuti ai massacri del 1894-1922, e passati o fattisi passare per Curdi.
    Come, almeno fino ad oggi.
    Questo dal sito armeno Noravank, ben informato sulle vicende degli Armeni in Turchia, molto più numerosi di quel che si puo’ immaginare, perché “sommersi” nel mare curdo e turco.

  33. mirkhond says:

    La signora armena Viyan di cui parla Martinez :

    http://youtu.be/Ac_PMMIUvCM

    A minuto 7:23- 8:20

  34. Tortuga says:

    Avevamo parlato di Armenia mentre Miguel era in ferie, che un mio nuovo amico telematico mi raccontava della sua famiglia
    http://iniziodallafine.blogfree.net/?t=4926985

  35. mirkhond says:

    Interessante riflessione sugli effetti collaterali della guerra moderna:

    http://palaestinafelix.blogspot.it/2014/10/gli-orrori-della-brigata-givati-come-un.html

    • PinoMamet says:

      Ho cercato il nome del comandante e ho trovato questo:
      http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/185595#.VFDaZ3Y-QUA

      non so bene cosa c’entri col fatto che dei suoi soldati si siano suicidati (o quanti soldati di altri comandanti meno controversi abbiano fatto lo stesso) ma pare abbia suscitato controversie per i suoi toni da esaltato religioso

      • Come scrivo nell’articolo i due fatti sono collegati perché il Col. Winter da quando ha preso il comando dell’Ugda (‘Brigata’) Givati ha instaurato una specie di ‘regno del terrore’ dove é praticamente vietato far ricorso al counseling e al sostegno degli psicologi, specie se sei NCO o ufficiale andare da uno psicologo ti fa diventare subito una ‘mammoletta’ e un ‘finocchio’ agli occhi dei superiori e le tue speranze di far carriera sono stroncate quindi ti tieni tutto dentro nel tuo sprofondo emotivo…fino a questi risultati. Ovviamente a me che sostengo la Lotta e la Resistenza palestinese che dei militari di carriera sionisti si brucino le cervella a colpi di Desert Eagle può anche fare piacere, ma ho ritenuto educativo portare l’esempio dedicando un articolo al ‘personaggino’ e ai suoi metodi di comando…

        • mirkhond says:

          A volte più sono “avanzati” e più sono disumani.
          Perciò ho riportato il suo articolo, che, da parte mia, reputo un interessantissimo spunto di riflessione, su uno dei regimi più tecnologici e più SPIETATI della terra….

  36. mirkhond says:

    Il suicidio è diffuso tra i soldati israeliani?

    • PinoMamet says:

      Non ne ho idea…
      quelli che conosco io mi paiono tutti vivi ;)

    • Francesco says:

      credo di no, è troppo facile che gli sparino addosso e niente come quello scoraggia il suicidio (non chiedermi perchè)

      ciao

  37. mirkhond says:

    C’è una buona assistenza psichiatrica?

  38. mirkhond says:

    Sono le domande che più mi interessano….. ;)

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