Il balletto delle Nazioni

Violet Paget, che scriveva sotto lo pseudonimo di Vernon Lee, visse a cavallo dell’Otto e Novecento, in gran parte a Firenze. Una scrittrice inglese che non è nata né quasi mai vissuta in un paese anglofono, e quindi con tutta la ricchezza dell’esule.

Fino a pochi anni fa, ne ignoravo l’esistenza; e oggi mi dispiace che solo i tempi sfalsati delle nostre esistenze ci impediscano di incontrarci per le strade del quartiere. Tante volte, leggendo le cose che scriveva, mi sembra di vedere insieme il mondo, quasi dagli stessi occhi.

Violet Paget è stata scrittrice profonda e geniale, con una capacità molto particolare di cogliere le sfumature delle cose; è stata amica dello scultore Emilio Santarelli che mise in piedi il palazzo e il giardino che sono diventati il centro delle iniziative dell’Oltrarno (e da lui lei raccolse i ricordi della Contessa di Albany, moglie del Bonny Prince Charles e compagna di Alfieri); quasi da sola, Violet Paget ha salvato quel che resta del centro storico di Firenze dalla potente macchina della speculazione edilizia a fine Ottocento.

Violet Paget (Vernon Lee)

In piena guerra, nel 1915, lei scrisse un breve opuscolo intitolato The Ballet of the Nations, che le costò quasi tutte le sue amicizie.

Di pacifisti con il senno di poi è pieno il mondo, ma solo quando le passioni si sono rivelate in tutta la loro assurdità. Violet Paget invece fu uno dei rari pacifisti con il senno sveglio proprio nel momento peggiore.

Questa piccola opera è molto di più di una critica a quella guerra. E’ un compendio di verità al di là del tempo.

Se riuscissimo a farla davvero nostra, assorbendo il senso recondito di tutti i personaggi elencati, saremmo immuni per sempre dalla Danza. E ovviamente, diventandolo, ci bruceremmo anche noi le nostre amicizie.

Violet Paget dedicò i cinque successivi anni a trasformare The Ballet of the Nations in un’opera teatrale, Satan the Waster, che non fu mai recitata. Un giorno, magari…

Intanto, in un saggio scritto nello stesso periodo, parlò della “cortina di ferro” che a Natale separava madri inglesi e tedesche che si sarebbero recate in chiesa ad ascoltare Bach. Pare che abbia dato così ai politici inglesi l’immagine della Iron Curtain, che Churchill anni dopo avrebbe rilanciato per ben altri fini: c’è sempre qualcuno pronto a rubarti le idee senza volerle capire.

Su Archive.org, potete leggere il testo originale; qui ho ricopiato per intero la versione italiana a cura di Bruna Bianchi che si trova sul sito dell’Università di Venezia.

Una piccola riflessione… se leggete gli scritti di Oriana Fallaci, ci sentirete tutte le passioni lucidamente descritte da Vernon Lee.

Non sorprenderà quindi sapere che la città che Violet Paget salvò dalla distruzione non le ha dedicato una via, mentre ne dedicherà una a Oriana Fallaci.

 


Violet Paget (Vernon Lee)
Il Balletto delle nazioni. Un’etica del nostro tempo
A Romain Rolland
fraternamente
V. L.

4 agosto 1914
“E pace in terra agli uomini di buona volontà”

Da un quarto di secolo circa le celebri danze del Maestro di Ballo Morte erano andate fuori moda.

Poi, con la fine dell’ età vittoriana, un’epoca proverbialmente borghese, ci fu un rinnovamento del gusto, e pertanto anche di quella forma più elevata di arte tragica che, come al solito, combinava la tradizione classica più autentica con le attrattive romantiche della migliore produzione medioevale. In Sud Africa e in Estremo Oriente e poi, più di recente, nel Medio Oriente, il celebre Maestro di Ballo di nome Morte aveva messo in scena alcune delle sue più vaste rappresentazioni di successo.

“È ora”, disse Satana, colui che era temporaneamente in possesso del mondo, di “riaprire il teatro dell’Occidente. I politici e gli azionisti dell’industria bellica hanno pronti da tempo tutti gli strumenti, e i macchinisti della Stampa non aspettano che il segnale”.

“I vostri ordini saranno oggetto della massima attenzione da parte mia”, rispose il Maestro di Ballo Morte, “perché, a dire il vero, mio caro Signor Satana, questo Occidente, con i suoi Dottori, Economisti e Sindacati, sta rapidamente perdendo l’abitudine a quelle forme d’arte più sublimi che, come dice concisamente Aristotele, purgano il mondo dei suoi abitanti con il terrore e la compassione. Io riunirò i Ballerini, se voi vi occuperete di mettere insieme un’orchestra adatta, infatti, come Voi sapete, il Maestro di Ballo Morte da solo non può far danzare le Nazioni, e tantomeno far continuare la danza, senza la musica delle Passioni.”

“Me ne occuperò io” disse Satana, l’Impresario immortale del Mondo, “non perdiamo tempo”.

Il primo musicista ad essere chiamato fu Egoismo, che di solito viene scritturato per suonare il basso continuo della Vita Umana. Ma egli si era iscritto ad un Sindacato. “Sono occupato” sbadigliò Egoismo “vieni un’altra volta”; e si girò dall’altra parte sognando di ricostruire la Società su basi più ampie.

“L’Egoismo è sempre stato un cane fiacco; in lui, neanche una scintilla di fuoco divino”, borbottò. “Che senso ha perdere tempo con un tipo del genere?”

“Posso osservare che voi Scheletri tendete a essere un tantino scontrosi?” rispose Satana, del tutto imperturbabile nelle sue delicate ali metalliche. “Non capisci che bussando alla porta dell’Egoismo, ho chiamato alla finestra anche Paura, quella vecchia ritrosissima sgualdrina? Salve! Vedova Paura, siamo solo un paio di vecchi amici che ti invitano a un piccolo spettacolo. Vieni, mia cara, e portaci i tuoi figli sgraziati ma divertenti”.

Così, Paura, squallida più di tutte le altre Passioni, scese, esitando un po’, perché aveva sentito che Egoismo aveva rifiutato l’invito. Ma fu rapidamente trascinata dai suoi gemelli trasandati e irrequieti, Sospetto e Panico, e la famiglia portò fischietti, corni da nebbia e una campana rotta, la campana dell’attacco e del massacro, uno strumento autenticamente medievale, ma avvolto nei giornali del giorno prima, nel Daily Mail e nel Globe.

“Un gruppo alquanto impresentabile, benché siano degli artisti di primo rango” rifletteva Satana; “noi però dobbiamo avere qualcosa di bello per compensarli poiché le Nazioni negli ultimi tempi sono diventate terribilmente raffinate, e alcuni membri indispensabili al gruppo non sono per nulla attraenti. Degnatevi di unirvi alla nostra orchestrina amatoriale!”– esclamò a gran voce e facendo frusciare solennemente le sue ali angeliche – “mia cara Signora Idealismo e mio giovane Principe Avventura”. E la coppia di sposi uscì dal palazzo di nubi e di raggi di sole; avevano un aspetto maestoso e un comportamento regale, ma il loro abbigliamento era eccessivo. Idealismo portava una tromba d’argento e Avventura un corno da caccia. Venne anche la madre di Morte (o moglie, poiché è meglio non indagare sulle relazioni famigliari) e Peccato, che gli Dei chiamano Malattia; del resto, non c’era bisogno di chiamarlo. Con lui venne la celebre squadra: Rapina, Lussuria, Omicidio e Carestia, accompagnata da tamburi, sonagli e altri strumenti cannibaleschi.

“Ecco che arrivano Odio e Ipocrisia disse Satana, facendo un cenno in direzione della coppia che fingeva di non conoscersi, ma che unita usciva in gran fretta dalla locanda della Vanità, spingendo un pesante contrabbasso e un piccolo armonium accanto al quale Ipocrisia prese posto vicino a Odio e gli diede cortesemente il là.

“Questo basterà per cominciare” esclamò Morte, che aveva sempre fretta. “Eroismo si unirà certamente a noi non appena avremo iniziato; e può essere sistemato ovunque. Guardate! Ecco che arrivano i Ballerini! Cominciate a suonare un po’ più forte! Paura, e tu, Idealismo, e tu, Odio, fate risuonare con rabbia le note basse; una battuta o due perché le Nazioni si sbrighino a guarire da quella loro esasperante mauvaise honte”.

Le Nazioni nel frattempo si erano radunate, tutte linde e splendenti nei loro costumi da ballo, di fattura e di stoffa migliori, ovviamente, rispetto a qualsiasi tela o straccio in uso al giorno d’oggi. Idealismo e Avventura, Odio e Ipocrisia, che, a differenza degli altri componenti dell’orchestra, erano maniache della precisione, erano già intente ad accordare gli strumenti, quando le istruzioni di Morte furono interrotte dall’arrivo inatteso di una strana coppia di nuovi musicisti. Mentre il resto dell’orchestra indossava costumi classici, medievali, biblici o selvaggi – e alcuni non erano vestiti affatto –, questi due erano indubbiamente abbigliati in modo moderno, uno come un impiegato di città in procinto di arruolarsi nella Croce Rossa, e l’altra, una signora, con occhiali e camice come si vedono comunemente nei laboratori.

“Andate via!” urlò Morte, balzando dal suo sgabello alla vista dei nuovi arrivati; e volgendosi verso l’orchestra: “Sbatteteli fuori! Fuori i nuovi intrusi che vogliono rovinare il nostro divertimento! Gettateli a terra! Calpestateli! Non vedete che sono spie del nemico? Spie al servizio della Vita e del Progresso?”.

“Taci!” rispose Satana, con un gesto da arcangelo che spedì tutti i musicisti dell’orchestra ai propri posti e paralizzò temporaneamente il braccio scheletrico di Morte. “Chi di noi è il padrone qui, mi domando? Non imparerai mai le buone maniere, tu ossuto relitto dell’Età della Pietra, con la tua accozzaglia di strumenti adatti soltanto a un museo etnologico?”. Poi, voltandosi verso i nuovi arrivati: “Vi prego di scusare i suoi modi rozzi, cara Signora Scienza e caro Consigliere Organizzazione. Conoscete i vizi degli scheletri, i loro teschi sono inevitabilmente vuoti!”.

“Non c’è di che, mio Signore” rispose la Scienza, che aveva un grammofono di prima qualità infilato sotto il braccio, “qui sait comprende, sait tout pardonner, così fa parte del mio dovere professionale trovare giustificazioni per il comportamento del tuo Maestro di Ballo nei nostri confronti”.

“È tutto a posto” aggiunse Organizzazione che aveva iniziato a tirare fuori una pianola molto piccola con i suoi vari ingranaggi. “Naturalmente la Scienza ed io siamo permanentemente al servizio della Vita e del Progresso. Ma in quell’azienda il lavoro va a rilento, così ci sentiamo liberi di farci assumere temporaneamente”.

“Niente potrà meglio garantire il successo al nostro balletto” rispose Satana, stringendo loro affettuosamente ma delicatamente le mani fra le sue grinfie che la Scienza colse l’opportunità di esaminare; “ed io spero solo che la nostra collaborazione possa diventare permanente”. “Ovviamente”, e abbassò la sua voce angelica in un sussurro estremamente educato, “Morte sta diventando un po’ vecchio per questo lavoro ed è terribilmente pieno di pregiudizi. Temo non si possa negare che voi avete fatto intenzionalmente una o due cose che hanno causato le chiacchiere delle persone ignoranti per farlo arrabbiare.”

“Vieni qui, mio collerico Maestro di Ballo”, e Satana scherzosamente gli mandò una scossa elettrica che attraversò lo scheletro e lo fece tremare e fremere come sterpaglia secca, “vieni a stringere la mano all’illustre signore e alla illustre signora che sosterranno il Balletto con i loro meravigliosi strumenti meccanici quando la nostra orchestra classica non avrà più né fiato né corde. E ora, non appena i nostri nuovi amici prenderanno i primi posti, come meritano, comincia a istruirli. A proposito, non hai ancora dato un titolo al nostro nuovo Balletto”.

“Questo nostro balletto” iniziò Morte, dopo aver dato tre colpi al suo leggio, “si chiamerà il Balletto delle Nazioni. Un titolo per nulla nuovo, ma che di sicuro è sempre di richiamo. Per quanto riguarda le istruzioni, una lunga esperienza mi ha insegnato che posso lasciare sia l’orchestra che il corps de ballet – le Nazioni al momento hanno tutte dei capi eccellenti – alla loro ispirazione, a patto che tengano costantemente gli occhi fissi sulla mia bacchetta.

Più si allontanano dai passi prescritti, evitando capriole a seconda delle circostanze e inventando figure stupendamente nuove, e più troveranno, anche se può apparire strano, che i loro avversari così come i loro partner, risponderanno, e più indissolubilmente intrecciato diventerà il nuovo e maestoso schema della distruzione che le loro membra sanguinanti, ma infaticabili, stanno tessendo per la soddisfazione del nostro illuminato Impresario, il mio Signore Satana, e per l’ammirazione della Storia. Per quanto riguarda la musica, basta che il ritmo sia ben cadenzato, pieno di dissonanze, ma adeguatamente attenuate dall’armonia delle alleanze e dai potenti unisoni nazionali e che la nostra Orchestra di Passioni Umane sia rinvigorita con liquori forti tanto spesso quanto necessario per evitare che si addormentino. Lo schema del balletto è molto semplice e la sua varietà proviene dal gran numero – spero in costante crescita – di Nazioni Danzanti. Il principale motif è, ovviamente, – siamo aggiornatissimi, benché il nostro caro Impresario non si fidi di noi al riguardo – il fatto che ciascuna Nazione sta respingendo l’aggressione del suo vicino e, allo stesso tempo, sta difendendo il suo alleato. Ci sono due gruppi minori di eccellenti ballerini che accorrono in aiuto dei gruppi principali: i due temi insieme danno vita ad ogni genere di invenzione sorprendente. Inutile dire che, per ottenere un bell’effetto, è opportuno che tutte le Nazioni mantengano un’espressione di innocenza e compostezza, mentre si sforzano di strappare il più possibile i costumi e gli ornamenti e mozzare le membra del proprio avversario. Alla fine dell’azione principale i Primi Ballerini potranno essere chiamati a scambiarsi le parti e a partecipare al crollo generale in uno stile altamente moderno e anarchico, un po’ come l’impromptu di Parigi dopo il pas de deux del 1870, solo su scala più vasta. E ora, prima figura, per cortesia!”.

“Un momento”, disse Satana, “mi dispiace interromperti sempre, ma Eroismo? Certamente si unirà a noi e dove lo piazzeremo quando arriverà?”

“Oh, dovunque,” sussurrò Morte; “lui è sempre il più servizievole dei membri dell’orchestra, benché, di solito, entri dopo che abbiamo iniziato. E non è affatto difficile accontentarlo, come succede con Idealismo e persino con Avventura; a Lui non dispiacerà stare seduto accanto a Paura, quella sporca sgualdrina, o circondato dalla musica cannibalesca dei Compagni di Peccato. Ma eccolo che arriva!”. In quel momento entrò Eroismo con le membra da gigante, le guance rosee di fanciulla e gli occhi allegri di bambino.

“Benvenuto, Eroismo, nostro Principe dei Tenori”, esclamò Satana con una finta cordialità, poiché in realtà non c’era alcun affetto fra lui e il nuovo arrivato, mentre Eroismo era sinceramente affezionato a Morte. “Stavamo proprio dicendo, mio caro giovane amico, che non c’è nulla di fronte a cui tu indietreggi e che sei il membro più modesto e affidabile della nostra orchestra. Infatti ricordo la Rivoluzione Francese, quando Eroismo e Panico non solo facevano un duetto, ma suonavano lo stesso strumento a quattro mani! Quello, fino ad ora, è stato il più bel balletto di Satana, con il tema di Marat a Parigi e il tema di Hoche [Louis Lazare Hoche (1768-1797) generale francese che prese parte alle guerre rivoluzionarie] alla frontiera. Ma con buona volontà questa nuova danza del nostro Maestro di Ballo sarà ancora più bella e altrettanto lunga”.

Morte sorrise perché amava Eroismo.

“Vieni qui, ragazzo mio” disse “tu sei sempre stato obbediente e affezionato al tuo vecchio padre Morte, a cui tieni più di qualsiasi altro Immortale”. Così dicendo, lo Scheletrico Maestro di Ballo diede un buffetto sulle guance infantili di Eroismo, quel giovane splendente come una stella, con occhi che ridevano ma non vedevano, poiché, proprio come suo cugino Amore, è cieco dalla nascita. Allora Eroismo, al suono della ben nota voce di Morte, baciò estasiato quelle sue dita ossute e afferrando il tamburo con cui accompagnava la sua voce celestiale, si sedette fra Paura e Odio, inconsapevole della loro sporcizia.

Il modo in cui il balletto iniziò fu questo: fra le Nazioni che Satana aveva deciso di far danzare, poiché alcune dovevano essere tenute da parte per ingrossare le fila del pubblico che altrimenti sarebbe stato composto solo dalle diverse Virtù addormentate e dai Secoli a venire – che sono notoriamente incorporei e difficili da accontentare, – fra queste Nazioni danzanti ce n’era una piccolissima, troppo piccola per ballare con tutte le altre, e particolarmente riluttante a farlo, perché sapeva per esperienza che le Danze del Maestro di Ballo Morte molto spesso avevano luogo sul suo corpo prostrato [Vernon Lee si riferisce al Belgio. Sul Belgio come vittima di tutte le nazioni in guerra, occupata, cinicamente sfruttata per giustificare il conflitto si veda Vernon Lee, Satan the Waster, cit., pp. 247-248].

 Così le fu detto, come le era sempre stato detto, che non doveva far altro che stare tranquilla tra le danzatrici. E così rimase immobile in mezzo al Palcoscenico occidentale con due o tre dei più alti e dei migliori ballerini che eseguivano passi silenziosi e che, sorridendo, la circondavano con le braccia e le mandavano baci, il che nel linguaggio del balletto significa: “Non aver paura, ti proteggeremo”. E ballando si allontanavano indicando un particolare ballerino che dalla parte opposta stava facendo l’inchino e stava sorridendo nella maniera più affabile. Durante questo preludio, Idealismo, Ipocrisia e un Violinista guercio che stava in disparte, chiamato Arte di Governare, suonavano alcune variazioni convenzionali al noto inno diplomatico della pace, al suono del quale le Nazioni piroettavano senza preoccuparsi di nulla, benché Paura, con Sospetto e Panico, stessero  iniziando a fischiare e a percuotere la campana medievale avvolta in qualche giornale unto.

E mentre la più piccola del corpo di ballo stava da sola in piedi al centro del palcoscenico, quel ballerino alto e ben addestrato si avvicinò con gesto educato come a chiedere permesso e, improvvisamente, posò i suoi enormi zoccoli sulle spalle della piccola e stava già per spiccare un balzo. Ma al segnale della bacchetta di Morte, con un fracasso odioso di tutti gli strumenti dell’orchestra di Satana, e una nota meravigliosa della voce chiara di Eroismo, la povera ballerina più piccola di tutte fece lo sgambetto al gigante e lo fece barcollare. Il Gigante però si rimise subito in piedi, gli occhi inettati di sangue e la testa confusa. E, gettando la povera Ballerina-Piccina a terra, iniziò ad eseguire sul suo corpicino il più terrificante pas seuls di danza che Morte avesse mai inventato, mentre le Nazioni avanzavano danzando lentamente, finché non arrivarono ad afferrare la Ballerina più piccola che era stesa prona a terra, e continuò a giacere così, calpestata fino a perdere le sembianze umane e divenire tappetino per i ballerini.

“Questa prima figura del nostro Balletto”, disse l’Impresario del mondo Satana alzandosi dal suo posto e inchinandosi verso il pubblico – ovvero verso le Nazioni che non avrebbero danzato e le Virtù addormentate e i Secoli a venire – “Questa prima figura del Balletto si chiama La Difesa del Debole. Continuerà ininterrottamente all’estremità occidentale del Palcoscenico, mentre l’estremità orientale è occupata da un’asimmetrica (perché la simmetria è destinata a svanire) invenzione coreografica chiamata Movimento del Rullo Compressore che finirà con il Trionfo di tante piccole Nazionalità (e io sinceramente spero che molte si aggiungeranno!) quante saranno le membra rimaste con cui ballare”.

Durante la prima figura del Balletto, lo scenario dell’estremità Occidentale del Palcoscenico era lentamente cambiato, e continuava a cambiare in un modo che i Secoli a venire, seduti fra il pubblico, concordavano sul fatto che queste nuove scene superavano tutte le altre che, per gentile concessione di Satana, avevano ingannato la loro ennui. Infatti, mentre il Balletto era iniziato con la dolce radiosità di  un tramonto d’agosto su campi mietuti a metà dove le macchine agricole avanzavano tranquille ronzando fra i covoni di grano e gli aratri passavano sulle stoppie, il seguito dello spettacolo aveva visto la volta celeste stellata di una notte di piena estate accesa dal chiarore lontano di fattorie incendiate e la sua azzurra solennità lacerata da scie di detonazioni di granate e da fuochi provenienti dalle remote esplosioni. Finché, a poco a poco, i cieli, dipinti di un azzurro tranquillo, non furono macchiati da spirali di fumo acceso dalle fiamme e da vapori velenosi, che si alzavano e sprofondavano, avanzando e ritirandosi come una nebbia soffocante, ma che diventava sempre più densa e accecante, e ondeggiavano obbedienti alla bacchetta di  Morte,  come  le  Nazioni  sanguinanti  del  Corpo  di  Ballo.

Dentro  e  fuori quell’abisso spaventoso esse si muovevano, in gruppi di due o tre, ora sparendo nei flutti dell’oscurità, ora uscendone per dirigersi verso il leggio del Maestro di Ballo, o improvvisamente svelate, strette in un terribile abbraccio, dalla curva luminosa come una meteora di una granata o dalle fiamme guizzanti di un magazzino di munizioni in esplosione, mentre lassù volavano e volteggiavano grandi ali che facevano piovere gli ordigni luminosi. Avanti e indietro si muovevano i Ballerini in quell’opera  cangiante  di  luci  e  di  ombre,  con  incerti  e  spaventosi  mutamenti d’aspetto.

Dovreste sapere, infatti, che le Nazioni, contrariamente all’opinione dei politici, sono immortali. Proprio come gli Dei del Valhalla potevano tagliarsi a pezzi dopo colazione e risorgere per cena, così ogni Nazione può ballare la Danza della Morte benché insanguinata e mutilata; danza sui monconi o si trascina, gelatina vivente di sangue e carne calpestata, purché il suo Capo non sia ferito. E quel Capo, che ciascuna Nazione chiama il suo Governo, ma che le altre Nazioni per brevità chiamano “Francia”, o “Russia”, o “Gran Bretagna”, o “Austria”, quel Capo di ogni Nazione danzante (eccetto quello della Ballerina più piccola, che non ha mai smesso di essere stesa al suolo) è ben protetto dall’elmetto e raramente riporta al massimo un graffio, così da non perdere di vista il Maestro di Ballo e ordinare al corpo delle nazioni di offrire membra fresche e, quando è impossibile, continua a far danzare il suo moncone con nuove figure in obbedienza o disobbedienza alle cosiddette Leggi di Guerra. E così Morte fece continuare la danza senza curarsi della condizione dei Ballerini e del Palcoscenico sul quale, fra sangue, viscere e cumuli di detriti, era quasi impossibile muoversi, anche solo per pochi metri.

Eppure danzavano, mozzandosi a vicenda le membra e accecandosi con schizzi di sangue e brandelli di carne umana. Mentre apparivano e sparivano tra gli anelli di fumo ardente, perdevano sempre più la loro sagoma originale diventando, sotto quella luce intermittente, terribili forme incerte, senza braccia, senza gambe, riconoscibili come umane solo per le loro teste perfette a vedersi che esse portavano ferme e erette anche mentre strisciavano e vacillavano, restavano in attesa, o saltavano e indietreggiavano e cozzavano le une contro le altre, come animali che combattono, finché non divennero, con quelle decorose facce ben pulite, veri e propri ibridi indicibili a metà tra l’uomo e la bestia, gli stessi che erano saliti sul palco così perfettamente eretti. Infatti il Balletto delle Nazioni, quando Satana lo mette in scena senza badare a spese, è uno spettacolo insuperabile di trasformazioni, al quale occorre assistere per crederci.

Così continuarono a ballare le loro comiche stravaganze. E mentre apparivano a turno in quel caos di fiamme e oscurità, tutte le Nazioni continuavano ad invocare Satana, gridando: “Aiutami, mio caro Signore”. Ma lo chiamavano con un altro nome.

E Satana, quell’ Intenditore creativo, si compiaceva del suo lavoro e vedeva che era cosa molto buona.

“Care creature”, mormorava fra sé e sé dal luogo in cui troneggiava invisibile fra il pubblico dei Popoli Neutrali, delle Virtù Addormentate e degli Anni a venire, “come è vero che queste grandi esibizioni artistiche, specialmente quando sono indirizzate al Gruppo delle Emozioni, fanno definitivamente comprendere alle Nazioni che, dopo tutto, c’è un Potere che trascende la loro effimera esistenza! Questa è la ragione per la quale io preferisco il Balletto delle Nazioni a tutti gli altri mystery-plays, come Terremoto o Pestilenza, che Morte mette in scena ogni tanto.

La musica non è sempre bella, al tempo stesso troppo arcaica e troppo moderna per i gusti dei filistei, e i passi sono un po’ monotoni, ma essa offre immense possibilità per la bellezza morale e fa rivivere il sentimento religioso nel suo politeismo primordiale. Corrisponde perfettamente a quello che gli Spagnoli chiamano Atto Sacramentale, un dramma sacro con tutte le attrazioni della tauromachia. Ammetto che i Capi delle Nazioni abbiano talvolta lineamenti un po’duri, ma i corpi delle Nazioni sono sempre forti e intatti, e il loro cuore è al posto giusto. E per un effetto davvero sublime, sussurrò piano Satana dal suo trono invisibile, “come dico sempre, datemi una delle danze della Morte eseguita dalle Nazioni con il cuore assolutamente al posto giusto e perfettamente obbediente al Capo tradizionale”.

Così il Balletto continuò. Ma per questo era necessario sostenere la musica di quell’ orchestra delle Passioni e delle Abitudini che sedeva attorno al palcoscenico scivoloso e maleodorante: Vedova Paura con i suoi agili figli, Sospetto e Panico, che suonavano fischietti, corni da nebbia e quella campana medievale nel suo involucro di giornali; Idealismo e Avventura, quella splendida coppia, suonavano la loro tromba d’argento e il corno silvestre; Odio faceva sempre nuovi accordi con l’armonium di Ipocrisia; Peccato, che gli Dei chiamano Malattia, e il suo gruppo classico: Rapina, Lussuria, Omicidio, con la loro banda cannibalesca di ruggiti e cozzi di cornate; Scienza e Organizzazione sedevano un po’ in disparte, poiché a nessuno degli altri piaceva il loro aspetto troppo moderno, ma il loro grammofono e la loro pianola suonavano senza tregua quando gli altri musicisti iniziavano a mostrare segni di affaticamento. Solo Eroismo, con un sorriso nei suoi chiari occhi
ciechi, trovava nuovo fiato e nuove note e nuovo giubilo.

Ho appena detto che il resto della banda stava iniziando a cedere, vuoi perché le Passioni notoriamente mancano di resistenza, vuoi perché, nel caso di quelle meno nobili, si erano stordite con il forte liquore della letteratura nella taverna di Satana, e tutte avanzavano a caso. Sospetto e Panico, in particolare, assordavano i Capi delle Nazioni e Paura, la povera sgualdrina, era in preda al delirium tremens. Nulla di ciò fu notato dai Ballerini, ma essi danzavano un po’meno furiosamente, ed iniziarono a confondere il loro avversario con il proprio alleato e viceversa, con disperazione di Morte che si voltava improvvisamente da un lato all’altro del suo leggio facendo scricchiolare come nacchere le sue giunture prive di carne e colpendo i sonnolenti Motivi Umani dell’orchestra con tremende percosse della sua bacchetta, radice del pregiudizio indurita dal fuoco.

Ma Satana iniziò a temere che lo  spettacolo potesse terminare anzitempo, poiché, ad eccezione della voce di Eroismo e degli strumenti meccanici di Scienza e Organizzazione, i suoni stavano diventando deboli e intermittenti e le Nazioni stavano iniziando a fermarsi e ad inciampare, e persino a farsi inchini a vicenda come se la fine fosse vicina.

“Così non funziona” – disse Satana fra sé e sé – “non siamo nemmeno arrivati alla figura della Carestia e dell’Insurrezione!”. Così, facendo cenno con il suo artiglio da arcangelo ai seguaci di Morte, sussurrò a Rapina, Omicidio e Lussuria di andargli a prendere due nuovi musicisti fra le Virtù Addormentate del Pubblico.

E sembravano davvero addormentate; alcune, come Saggezza, Calma e Temperanza, lasciata sola la Sincerità, erano a lungo cadute in sogni consolatori, dopo aver chiuso gli occhi ed essersi tappate le orecchie per evitare di vedere o udire cose ripugnanti per i loro principi, ma che non avevano abbastanza coraggio per interrompere. Ma fra le Virtù due non erano addormentate e se ne stavano immobili sotto l’incantesimo di una odiosa fascinazione; lo sguardo fisso, le orecchie tese, con un orrore così grande che quasi si trasformava in piacere. Queste due si chiamavano Pietà ed Indignazione, sorelle di razza divina; l’una, pallida come le acque al chiaro di luna e altrettanto delicata, fremente ed amabile, ma, come quelle acque, pericolosa nella sua innocenza. L’altra, dorata e vivida come la fiamma, orlata di un violento rosso scarlatto, purificatrice e devastante.

Accanto a loro, incantati dal terrore prima di quella danza, all’ordine di Satana, balzarono Rapina, Omicidio e Lussuria, la squadra della madre di Morte – l’amante Peccato, che gli Dei chiamano Malattia. E subito quella nobile coppia di gemelli, Pietà ed Indignazione, rispose all’odiosa chiamata. Mano nella mano essi balzarono fra  le  Virtù  Addormentate  e  scesero  con  colpi  d’ala  impetuosi  nel  mezzo dell’orchestra di Satana. Paura e la sua prole caddero. Idealismo e Avventura, oramai ansanti a forza di suonare la loro tromba argentata e il loro corno da caccia, prontamente fecero loro posto. Eroismo, quel giovane gigante cieco e sorridente, riconobbe subito il delizioso respiro risanatore di Pietà e la focosa esplosione di In-dignazione; si scosse, e con un rinnovato vigore la sua giovane voce divina cantò parole che nessuno riusciva a distinguere, ma che tutto il mondo comprese.  Peccato, con il suo gruppo, cadde ai piedi dei nuovi arrivati e li adulò.

Ancor prima che uno dei due immortali avesse proferito parola, i Ballerini sempre più deboli, le Nazioni sanguinanti, stanche di quel palcoscenico scivoloso di sangue e visceri, sentirono il vento delle ali di Pietà e di Indignazione e, in quel puro respiro, improvvisamente si ripresero.

La santa coppia non pretese alcuno strumento. Pietà semplicemente singhiozzava, e i suoi singhiozzi erano come le note sgorganti da molte arpe che affogavano l’anima in una dolce follia. Ma Indignazione fischiò e ruggì come un granaio che va a fuoco quando le scintille scoppiettano volando sul raccolto maturo, e le fiamme si alzano ondeggiando nella loro esplosione.

Il Maestro di Ballo era sopraffatto dalla gioia.

“Ora niente potrà fermare la danza” gridò “e questo sarà il più grande trionfo di del Maestro di Ballo Morte!”. E, dando un colpetto al leggio, disse: “Signori e signore, care e coraggiose Nazioni del mio Corpo di Ballo! Procederemo ora con la terza e ultima figura; l’ultima perché, come sapete, è fatta per non finire mai poiché si chiama Vendetta”.

“Avresti dovuto fidarti di me, caro Maestro di Ballo Morte” disse con soddisfazione Satana, il più grande Impresario del mondo, piuttosto sommessamente fra sé e sé. “Pietà e Indignazione possono rinnovare la danza di Morte quando tutte le Nazioni avranno danzato fino a ridursi in monconi, e la mediocre banda, ad eccezione forse di Paura e dei suoi Figli, non potrà più suonare”.

E così il Balletto delle Nazioni sta ancora danzando.

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151 Responses to Il balletto delle Nazioni

  1. rossana says:

    Grandiosa…
    Grazie, per questa nuova magnifica conoscenza.

  2. Per Rossana

    Violet Paget è morta nel 1935, quando la Cappellaia Carla era una bambina piccola; ma mi piace pensare che si possano essere viste a passeggio per Santo Spirito.

    Violet conosceva l’anziano Emilio Santarelli, che da bambino conosceva la grande amica di François-Xavier Fabre – l’uomo che praticamente adottò Santarelli – , l’anziana Contessa da Albany; e fu Violet Paget a scrivere la vita della contessa.

    Che quasi da bambina, era andata in sposa al Bonny Prince Charles, l’ambigua figura di tante fantasie romantiche scozzesi, ma anche inglesi.

    E così, attraverso i secoli, quasi ci tocchiamo, attorno al giardino.

  3. Pare che Violet Paget avesse introdotto le figure – comunque eterne – della Pietà e dell’Indignazione in riferimento preveggente all’ingresso statunitense in guerra, tutto focalizzato mediaticamente sull’affondamento della Lusitania.

  4. izzaldin says:

    fantastico, non lo conoscevo, grazie.
    La parte in cui le virtù ballano e si mutilano, ricoperti di arti e viscere, è un grottesco sublime

  5. Francesco says:

    Non mi piace il genere letterario, anche se credo che Papa Francesco approverebbe, invece.

    Ho letto troppo Omero da piccolo, mi sa.

    Ciao

    • PinoMamet says:

      Mmm, non conosco i gusti di Papa Francesco;

      non rientra troppo neanche nei miei, devo dire, ma il gusto grottesco, allegorico, le mascherate… sono una roba anglosassone e/o toscana.

      Come il viso dell’autrice, peraltro!!

  6. Moi says:

    Googlate il titolo “The Ballett Of The Nations” virgolettato e clickate il primo risultato.

    Edizione in V.O. Inglese del 1915 con belle illustrazioni “in Stile Vasellame Greco” a colori, “copia fotostatica” scannerizzata.

    INVECE

    Sulla Toscanissima (!)* Oriana Fallaci ‘UNN siete aggiornati ;

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/16-settembre-2014/via-fallaci-l-ultimo-no-ma-ora-basta-favore-230145755834.shtml

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/roma-consiglio-comunale-dice-no-fallaci-1052548.html

    Odium Fidei Toscanaccio Classico,ma in versione ecumenica … né Vauro Senesi né Mario Cardinali né chicchessia per loro me la dà a bere che le cose stiano diversamente ! ; -)

    “Pur di fare dispetto a voi, sarei disposto perfino a farmi maomettano …”

    [Peppone in “tigna” ; -) con Don Camillo ; cit.] Giovannino Guareschi ; “Don Camillo”, 1946.

    PS

    Mi pare di alludere a una cosa auto-evidente … ma solo Mirkhond e Habsburgicus sembrano percepirla come tale.

    • Moi says:

      @ I CATTOTRADIZIONALISTI :

      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ce-chi-lavora-per-un-sinodo-gay-friendly-10465.htm

      … Sìnodo Gay-Friendly ? Allora perché gli LGBTQU continuano a bersagliare con precisione da cecchini SOLO il Cattolicesimo ? C’è qualcosa che NON torna … direi.

    • PinoMamet says:

      ” Googlate il titolo “The Ballett Of The Nations” virgolettato e clickate il primo risultato.

      Edizione in V.O. Inglese del 1915 con belle illustrazioni “in Stile Vasellame Greco” a colori, “copia fotostatica” scannerizzata. ”

      fantastico!
      (solo attenzione, “ballet” con una T sola, altrimenti non si trova niente).

      Le illustrazioni in stile “vasellame greco” credo siano il “pictorial commentary by Maxwell Armfield”; a me sembrano una roba un po’ liberty.

      Leggo che questo Maxwell Armfield era un esponente del movimento Art and Crafts, e che sua moglie era una pacifista e una “christian scientist”, che poi è una strana chiesa protestante…

      • Moi says:

        Be’, sì: però un po’ qualcosa da vasellame greco ce l’ hanno … soprattutto la rappresentazione della figura umana nuda e spigolosa.

  7. Moi says:

    http://www.cinquequotidiano.it/cronaca/centro/2014/09/22/nuovo-messaggio-dellisis-colpiremo-roma-rapiremo-le-vostre-donne/

    Nuovo messaggio dell’Isis: «Colpiremo Roma, rapiremo le vostre donne»

    … Famo che se pijano solo ‘e Radical-Chic FiloIslamiche ?! :) ;)

    • Moi says:

      Pare che su twitter ci siano commenti Italianissimi, tipo : “la suocera ve l’incarto già pronta” …

  8. Per Moi

    “Sulla Toscanissima (!)* Oriana Fallaci ‘UNN siete aggiornati ;

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/16-settembre-2014/via-fallaci-l-ultimo-no-ma-ora-basta-favore-230145755834.shtml

    Per una volta, capisco il punto di vista dei fallaciani. L’evasiva risposta di Dario Nardella riassume perfettamente il suo stile di governo: il Comune evita di fare tutto ciò che non è assolutamente costretto a fare. E la battuta finale è molto azzeccata:

    “Lasci perdere sindaco, lasci a un suo successore un compito che non le è gradito. E ringrazi il cielo per non avere avuto la Fallaci tra i suoi amministrati. “

    Anche se in realtà al Comune gli insulti e le parolacce non fanno alcun effetto: fanno effetto le pressioni legali e l’incessante organizzazione.

  9. Per Moi

    Chi è la sposa Carrai:

    http://iononstoconoriana.blogspot.it/2014/09/sul-matrimonio-di-marco-carrai-e-gli.html

    Ma cos’è sta storia del lancio dello sposo?

    • Moi says:

      Dovrebbe essere una prassi di origine sportiva : lo fanno, di solito, le squadre di calcio o basket con il proprio “mister” dopo le vittorie di campionato …

      • Moi says:

        Cioè, la squadra che vince il campionato … dopo la finale vinta.

        Considerando l’ origine Anglosassone e Statunitense, sarà derivato dalle “prove iniziatiche” Massoniche, poi siamo fra Toscani “Che Contano”.

        Ad esempio, il baseball è pieno di riferimenti :

        http://copycateffect.blogspot.it/2009/03/masonbb.html

        • roberto says:

          quindi per i massoni sono sacri il 3 e tutti i suoi multipli
          ed il 4….. ne restano fuori pochi (poi 3+4= 7; 4-3=1 e 1+4=5; 7+4=11…aggiungiamo quindi i multipli di 7, 5 e 11)
          :-)

          so che non dovrei commentare il delirio, ma almeno una cosa la vorrei dire.
          non è solo il baseball uno sport da “numerologist” è che nel XXI secolo le statistiche vengono considerate uno strumento indispensabile per capire qualsiasi sport, e gli americani sono pazzi di statistiche (vedi pure quelle di basket e football)

          se non mi credi ti posto un po’ di statistiche di basket, ho visto delle cose pazzesche, roba che a starci dietro servono i computer della nasa

          il tutto ovviamente paga lo stipendio a una nuova categoria di cazzari pagati da ogni squadra professionistica e da ogni giornale/televisione: gli analisti

        • PinoMamet says:

          Guarda, negli USA la cultura massonica è (o era) così diffusa, che può persino essere che qualche riferimento massonico sia stato davvero infilato nel regolamento di quello che era l’ennesima variante di un gioco di palla-e-bastone o simili
          ( http://en.wikipedia.org/wiki/Bat-and-ball_games )

          anche se fosse, per me va tutto nella categoria delle “simpatiche curiosità”
          :)

        • roberto says:

          Pino,
          sai come la penso.
          è possibilissimo che tra gli inventori del baseball ci sia stato qualche massone, ed è pure possibile che si sia divertito a mettere qualche segno massonico nel baseball.

          però:

          1. questi segni nel 2014 sono riconoscibili solo da moi e dall’autore di copycateffect

          2. non è che ogni volta che si vedono due linee che si incrociano c’è un compasso, sennò pure il paint del campo da basket è un simbolo massonico

          ciao

        • roberto says:

          concordo bien sûr con il tuo “simpatiche curiosità”

  10. Per Pino Mamet

    “Edizione in V.O. Inglese del 1915 con belle illustrazioni “in Stile Vasellame Greco” a colori, “copia fotostatica” scannerizzata. ””

    Grazie, ho riscritto un pezzo del mio post.

  11. Per Moi

    “Dovrebbe essere una prassi di origine sportiva : lo fanno, di solito, le squadre di calcio o basket con il proprio “mister” dopo le vittorie di campionato …”

    D’accordo, ma dove se ne parla nel caso di Carrai? C’è una foto?

    • Moi says:

      Ma l’ hai letto ?

      C’è il video al centro, se “scrolli” :) giù …

      PS

      Nemmeno la parte sulla controversa Via Oriana Fallaci, con la vaghezza e ambiguità “DC Old School” ovvero “PD New School” di Nardella, è aggiornata …

  12. Per Moi

    “Nemmeno la parte sulla controversa Via Oriana Fallaci, con la vaghezza e ambiguità “DC Old School” ovvero “PD New School” di Nardella, è aggiornata …”

    Che la Fallaci fosse islamofoba, non gliene importa molto ai fiorentini, in un senso o nell’altro.

    Ma credo che l’abbiano in antipatia per due motivi:

    1) sarà pure stata fiorentina, ma di quelli spocchiosi che non piacciono proprio ai fiorentini (a voglia a dire che era litigiosa come i fiorentini, non basta – i fiorentini hanno anche un senso di giustizia, e quella sembra la str… che quando parcheggia, blocca le ambulanze e pretende pure di avere ragione)

    2) facendo l’islamofoba, la Fallaci si è legata alla Destra politica, che a Firenze è una realtà aliena, marginale e disprezzata. Una persona normale che vuole fare politica di destra si iscrive al PD.

    Quindi la Via Oriana Fallaci credo che qui sarebbe molto impopolare, e Nardella se ne rende conto.

    • roberto says:

      “Una persona normale che vuole fare politica di destra si iscrive al PD.”

      bravo, riassumi in una riga la tragedia e la commedia.
      :-) e :-(

    • Peucezio says:

      Che poi non capirò mai come si sposa lo spirito caustico e anticonformista dei fiorentini col buonismo melenso e scontato della sinistra.

      • Francesco says:

        buonismo?

        mi sa che passano il tempo a parlar malissimo dei neri, dei bianchi, degli americani, del resto degli italiani (e dei toscani)

        poi maneggiano come nel resto del mondo

        ma lo spirito è salvo!

        ;)

  13. Qui potete vedere al completo la folla di fiorentini commossi all’ultima commemorazione di Oriana Fallaci:

    http://archivio.gonews.it/foto/firenze_popolo_della_liberta_commemorazione_fallaci_oriana_2013_09_16_.jpg

    Nemo propheta in patria…

  14. habsburgicus says:

    O…ormai è un’onorata tradizione qui, non sono più necessarie apologie :D
    @Mirkhond
    http://sadefenza.blogspot.it/2009/01/lo-streminio-eugenetico-dei-bambini.html

    dico subito che a me pare una grossissima bufala..tanto che non l’ho neppure letto…ma visto il titolo non potevo non farvelo conoscere :D (credo l’origine sia di estrema sinistra, almeno l’ho trovato su un blog di estrema sx)

    • PinoMamet says:

      Veh, diciamo che frasi come questa non depongono esattamente a favore della credibilità dell’articolo ;)
      “I sefarditi (dice M. Blondet) sono praticamente indistinguibili dagli arabi nordafricani; in Israele costituiscono una sottoclasse oppressa, ridotta a vivere di espedienti e reati. I dominatori askhenazi (non una goccia di sangue di Abramo nelle loro vene) hanno diffuso l’idea che i sefarditi sono sotto-sviluppati mentali. ”

      Rassicuratelo: è una stronzata, su più livelli. C’è di vero che negli anni Cinquanta e Sessanta i mizraHim erano visti all’incirca come i meridionali da noi nello stesso periodo, a quanto mi risulta.

      Il che non implica certo che il governo israeliano avesse qualche buona ragione per fare sterminare una percentuale così grande della sua stessa popolazione, dopo averla poi fatta faticosamente e dispendiosamente arrivare dai paesi arabi…

      ma come tutte le bufale, qualcosa di vero c’è sotto, e dovrebbe essere questo fatto qua:
      http://en.wikipedia.org/wiki/Ringworm_affair_%28Israel%29

      di cui cito:
      “Many of the accusations surrounding ringworm treatment in Israel were the product of an incomplete narrative that skewed reality: Both the Mizrachi community and the medical community were unaware of two key factors:

      The broader international context of the Israeli eradication program: at the time, this form of treatment was an accepted treatment method, considered safe (as was x-raying children’s feet in shoe stores at the time) and was employed elsewhere in the world – from Syria and Yugoslavia, to New York/California, Portugal and Sweden.[13][14][15] In fact, irradiation was the recommended protocol at the time and was partially underwritten by UNICEF.[16][17]
      The broader Jewish context: this form of mass treatment with irradiation had previously been used elsewhere in the Jewish world, in mass treatment of Ashkenazi children in Eastern Europe on a much larger scale, and among Jewish (and non-Jewish) immigrants to the United States.[18]”

  15. Per PinoMamet

    “Veh, diciamo che frasi come questa non depongono esattamente a favore della credibilità dell’articolo”

    Fulvio Grimaldi che cita Blondet è sicuramente un moltiplicatore di certezze incerte :-)

    Grimaldi è una persona grintosa, Blondet sa scrivere bene (e a volte ha intuizioni geniali, ha scritto cose assolutamente originali e interessanti sugli Stati Uniti).

    Sono però due persone che gli dèi hanno costruito con un potente motore, ma senza la retromarcia, e con parecchi problemi di sterzo: vanno in linea retta, diciamo.

    Dei due, Blondet ha il merito di non essere permaloso, cosa rara tra le persone con il suddetto difetto di fabbricazione: lo trovo decisamente preferibile, umanamente, al suo collega comunista.

    Entrambi sono come il famoso diavolo di Maxwell, che seleziona ogni atomo che va per il verso giusto e scartano tutti quelli che vanno per il verso sbagliato.

    • Z. says:

      Dal mio punto di vista sono entrambi personaggi molto italo-italiani.

      Tipo Cammilleri, De Luca e altri esemplari che qui vengono spesso analizzati, ma anche – per altri versi, certo – tipo Andrea Scanzi e Matteo Renzi.

    • Peucezio says:

      Stupende le tue metafore, Miguel.

  16. Moi says:

    @ ROBERTO

    Lo Sport Moderno E’ TUTTO una riscoperta dell’ Antichità Classica da parte della Massoneria_ soprattutto ma non solo Inglese, anche Francese come De Coubertin_ del XIX Secolo; da parte di Progressisti coi baffi a manubrio … credevo fosse roba nota !

    http://www.loggiagiordanobruno.com/20121002-massoneria-e-sport.html

    Insomma, si dovrebbe sapere che i Laici Borghesi del cosiddetto “Occidente” hanno trovato “per sé” nella Massoneria, storicamente, l’ Alternativa in termini di “associazionismo” rispetto alla Chiesa. Le cose sono apparentemente (!) cambiate _ con tante nuove forme di associazione intermedie_ con la Società di Massa e il Suffragio Universale. Tipo “club”, “circoli” (alternative “associative” alle parrocchie), “partiti” …

    PS

    Anche Jigoro Kano (Solo 26 anni dopo la sua morte, ai Giochi Olimpici di Tokyo nel 1964 il Judo vi sarà ammesso …), pur non essendo “Massone” in senso Europeo, era comunque dentro delle Società Segrete del Giappone; che però in Estremo Oriente sono molto più riservate.

    Negli USA … le “figures”, le statistiche, sono una mània … ma come intimidatorio (per il Lettore Medio) “Latinorum” Giornalisticum. Miguel ce l’ ha illustrato più volte.

    @ Z

    De Luca, quale ? Erri, quello “Mezzo Ebreo” ?! Mi pare che lo si sia evocato pochissimo, invece.

    Sarà un altro, che mi sfugge …

    • habsburgicus says:

      verissimo, Moi..è proprio così
      mi fa piacere che tu lo comprenda perfettamente
      (ciò è tanto più lodevole, e raro, in quanto come tu stesso ti definisci sei agnostico…e dunque la tua è una posizione oggettiva, super-partes, non “viziata” da un possibile “pregiudizio” cattolico integrista :D)

      P.S
      un tempo fra i “laici” era, purtroppo, altrettanto ignoto, ma almeno fra i cattolici era diffuso, ora non più
      dici che c’entra qualcosa un certo Concilio ? :D

      • habsburgicus says:

        @Mirkhond
        https://archive.org/download/iltrentinoveduto00mussuoft/iltrentinoveduto00mussuoft.pdf

        Leggiti questo libro del 1911 del futuro Duce sul Trentino austriaco, quando era ancora socialista
        Leggiti soprattutto (pere prime) le pag 72-82..noterai l’assoluta obiettività nei confronti dell’Austria e l’ammissione franca che la maggioranza dei trentini, massime gli umili, non voleva saperne neppure dell’autonomismo..in particolare nota i paragoni, tutti a favore dell’Austria, della polizia austriaca e della polizia italiana :D certo descrive, e condanna l’indubbia, e spiegabile, politica germanizzatrice (specialmente nell’Appendice, anch’essa da leggere e riferendosi all’Alto Adige)
        Questo, come risposta a chi parla di Trentino oppresso, di Austria persecutrice :D nel 2014 :D….Benito come è noto non può essere sospettato di asburgofilia..é vero allora non era nazionalista (ma un po’ di patriottismo secondo me lo si nota già*) ma da socialista duro non amava certo le Monarchie..in più era anticlericale DOC (nel libro si comporta da signore..si vede che è anticlericale, ma con moderazione..altro che ‘sti tuoi “professori” che hai conosciuto a Bari :D povera Italia, con gente del genere a “insegnare” :D)

        Ad esempio nell’appendice quando parla di paesi del tutto o in maggioranza itolofoni nel Bolzanino (sic ! nel 1910)…sono i ladini, non gli italiani :D però credo fosse in buonissima fede, all’epoca molti negavano “dignità” di lingua al ladino e dunque ritenevano i ladini italiani..del resto ammettiamolo..se il “piemontese” e il “milanese”sono dialetti del toscano, quale è la ragionre linguistica per negare che lo siano anche il romancio, il ladino dolomitico e il friulano ? (e infatti il friulano fu ritenuto comunemente dialetto sino a tutto il Fascismo, diciamo sino al 1943/1945…paradossalmente, ma non è bene dirlo :D, una “rinascita” friulanista iniziò con l’Adriatische Küstenland del 1943-1945 :D)
        Il bello è che parlando del Trentino, distingue i ladini dagli italiani (mentre è più ambiguo quando parla dell’Alto Adige :D)

        • mirkhond says:

          l’Adriatische Küstenland del 1943-1945 :D )

          Hai letto in proposito lo studio di Pier Arrigo Carnier, Lo Sterminio Mancato, del 1982?
          E’ un lavoro datato, e ovviamente bisognoso di ulteriori approfondimenti (magari anche negli archivi vaticani, se desecretati riguardo a quegli anni, ovviamente!).
          Comunque per l’epoca, e dato che l’autore non è un accademico, l’ho trovato un ottimo spunto di riflessione….
          ciao!

        • habsburgicus says:

          si..buono

    • PinoMamet says:

      ” Lo Sport Moderno E’ TUTTO una riscoperta dell’ Antichità Classica da parte della Massoneria”

      Che esagerazione, dai.

      Diciamo che lo sport moderno nasce anche in seguito a una certa riscoperta dell’antichità classica, sia per effettivi ritrovamenti archeologici e filologici, sia per moda, sia per il nuovo culto, di vaga matrice progessista-illuminista, dell’igiene e della forma fisica.

      Dopo molti secoli, il corpo umano torna a diventare, timidamente, protagonista, e si torna a capire che un po’ di attività fisica non solo fa bene, ma può anche avere un qualche valore formativo ed educativo per i cittadini dei nuovi stati-nazione
      (le Olimpiadi moderne, a pensarci, sono celebrazioni degli stati-nazione quanto quelle antiche lo erano state delle poleis).

      Che in tutto ciò ci siano stati anche dei massoni, non stupisce.

      Cheinvece sia tutto un “complotto massonico” (per cosa? per farci iscrivere al corso di nuoto o alla corsa campestre?) mi sembra un po’ troppo ;)

      PS
      Io non conosco manco le società segrete italiane, figuriamoci quelle giapponesi.
      Jigoro Kano però era un professore nel nuovo Giappone imperiale “occidentalizzato”, e infatti ha creato il judo (basandosi sulle vecchie arti marziali) specificamente come sistema educativo e sportivo (due cose che, dice lui molto chiaramente, le vecchie arti marziali non erano mai state).
      Non c’è molto di segreto in questo, è molto esplicito…

    • Roberto says:

      Moi, ho letto l’articolo e non ti nascondo che mi sembra un incredibile delirio lisergico

      Comunque,
      Soffermiamoci su questo passo che riguarda il rugby e la massoneria
      “Nel rugby ho imparato anche un’altra cosa fondamentale (rara negli altri sport): a considerare cioè l’avversario un “partner” della mia stessa prestazione. Eravamo lì, io e lui, per celebrare lo stesso sport ed i suoi valori. Solo nel rugby, infatti, vincitore e vinto, alla fine della partita si celebravano reciprocamente: dapprima il corridoio dei giocatori perdenti applaudiva i vincitori che sfilavano al suo interno. Poi, prima dell’uscita dal campo, erano i giocatori della squadra vincente che si ponevano su due file per salutare ed applaudire (di cuore) gli avversari sconfitti che rientravano così negli spogliatoi con ritrovato orgoglio. Tutti erano consapevoli che il merito della vittoria non aveva alcun senso senza la qualità della prestazione degli sconfitti. ”

      Ora, se questi sono gli ideali della massoneria, che male c’è in tutto ciò? Perché ti farebbe tanto orrore una cosa che mira a questi ideali?

      • daouda says:

        Ancora che parlate con un pollo come Roberto. Ad ogni modo ha ragione su questo, da sempre, il secolo non và disprezzato, anche perché altrimenti poco potrebbe ancora essere usato, chi vuol capire…

    • roberto says:

      “Negli USA … le “figures”, le statistiche, sono una mània … ma come intimidatorio (per il Lettore Medio) “Latinorum” Giornalisticum”

      questo è sicuramente vero, ma io sottolineo un altro aspetto e cioè che, per quel che riguarda lo sport, le statistiche sono semplicemente adorate dal pubblico e dagli addetti ai lavori.
      poi hanno degli sport che si prestano moltissimo alle statistiche.
      l’unico degli sport americani che seguo è il basket dove fanno statistiche vermante su tutto e non mi riferisco solo ai giornali ma pure alle società stesse.

    • Z. says:

      Kano Jigoro.

      Mai Jigoro Kano, mi raccomando. Sempre Kano Jigoro.

      Lo sapevate? no? sapevatelo!

      :D

  17. habsburgicus says:

    spassoso un libro di Attilio Tamaro, poi diplomatico (in Svizzera durante la guerra….propose nel luglio 1940 di spartirci la Svizzera con Germania e Francia di Vichy) e storico fascista (serio, anche se introvabile ormai) del luglio 1915
    elenca tutti i Barbari che penetrarono dalle Alpi Giulie, dagli Unni, ai Goti, ai Longobardi, agli Ungari, ai Turchi e finisce con..le truppe di Radetzky :D
    ahahah

  18. Per Habsburgicus

    “Leggiti questo libro del 1911 del futuro Duce sul Trentino austriaco, quando era ancora socialista”

    Molto interessante ciò che racconti, non l’ho letto.

    Resto sempre colpito però dalla differenza qualitativa tra ciò che si scriveva in quegli anni e ciò che si scrive oggi, almeno per il grande pubblico.

    Per quanto fossero di parte i resoconti, c’era sempre la coscienza negli autori di avere dei lettori critici; e non si esitava a scrivere centinaia di pagine ben documentate, o comunque con sfumature ignote ai divulgatori moderni.

    • habsburgicus says:

      è l’evoluzione applicata alla Storia…ma in negativo :D

      P.S
      resto dell’idea (opinione discutibilissima) che uno dei periodi migliori, forse, il migliore che abbia vissuto l’umanità, limitatamente al campo del progresso degli studi storici, linguistici ed etnografici sia stato il trentennio positivista 1884-1914 :D all’epoca alcuni miti caddero (salvo poi tornare spesso in vita), altri furono solo scalfiti ma vi era un forte senso di obiettività, magari non raggiunta..ma quello era l’obiettivo…altri tempi

      • Mauricius Tarvisii says:

        Lasci fuori la scuola annalista?

        • habsburgicus says:

          buona storiografia anche quella…
          ma già nei ’20 e ’30 era forse un po’ meno (nel mondo in generale)
          e già in URSS, e non solo, si era introdotta la moda della pseudo-storiografia ideologica (e antistorica :D), che grandi fasti raccoglierà nell’Italia dei ’60 e ’70, su certi temi (intendiamoci vi fu anche del buono, eh ! pure in URSS vi fu qualcosa di buono sia negli anni folli, sino a 1932,c.a, in primis pubblicazioni di documenti segreti del passato regime ecc sia financo nei tardissimi 30′ e poi dal 1945, in pieno stalinismo..il mondo non è mai in bianco o nero..tutto sommato però il regresso ci fu, per come la vedo io, dappertutto, seppur in maniera largamente diversa, anche tenendo conto della diversità di periodi storici)

  19. Per Habsburgicus

    “è l’evoluzione applicata alla Storia…ma in negativo”

    Infatti… non bisogna mai confondere “evoluzione” con “progresso”.

    La divulgazione di massa si è adattata a un mercato in trasformazione per meglio sopravvivere.

    • Peucezio says:

      Sono in troppi a saper leggere e scrivere.

      • habsburgicus says:

        @Peucezio
        Forse non lo sai, ma una cosa simile la disse l’Arcv di Genova Mons. Lambruschini, Nunzio nella Francia di Carlo X nominato da Leone XII (1823-1829) e mantenuto da Pio VIII (1829-1830) e pure, nelle intenzioni, da Gregorio XVI (1831-1836) quando nell’estate 1831 dovette abbandonare la Parigi rivoluzionaria in cui i massoni avevano assunto ogni potere dopo la rivoluzione di fine luglio 1830 “Les Trois Gloirieuses” (un Nunzio tornerà solo nel 1843 con il più civile Guizot., pur protestante ! per il momento ci fu un Incaricato d’affari indi più tardi un Internunzio..ma a Roma un Ambasciatore di Luigi Filippo ci fu)
        Orbene, egli disse ad un suo collaboratore “purtroppo qui in Francia anche la gente del più infimo popolo sa leggere e scrivere” :D

        Lambruschini, fatto Cardinale, sarà poi Segretario di Stato di Gregorio XVi dal 1836 al 1846 e candidato di tutte le destre al Conclave del 1846, in cui, come è noto, le sinistre credettero di aver fatto tombola eleggendo il Card. Mastai Ferretti all’epoca ritenuto liberalissimo (mitica la frase di Metternich sconsolato, forse apocrifa “tutto potevo prevedere fuorché un Papa liberale”)..ma la Storia li smentirà :D e dovranno attendere il 1958, anzi il 1963 :D

  20. Per Peucezio

    “Che poi non capirò mai come si sposa lo spirito caustico e anticonformista dei fiorentini col buonismo melenso e scontato della sinistra.”

    In fondo, una specie di indipendenza urbana, ma pur sempre guelfa?

    La tradizione borghese laica e massonica?

    Le fortissime organizzazioni di mutuo soccorso popolari?

    Da qualche parte, bisogna pur essere conformisti.

  21. Per Habsburgicus

    “La divulgazione di massa si è adattata a un mercato in trasformazione per meglio sopravvivere.”

    Mi riferisco ovviamente alle letture di massa. Non certamente ai lavori accademici, che hanno esplorato angoli del tutto impensabili della storia.

    In questi giorni, stavo leggendo un libro del 1912, il resoconto di un giornalista inglese con l’esercito turco-arabo in Libia. Per nulla obiettivo, nel senso che è assolutamente dalla parte dei turchi (un po’ meno da quella degli arabi), ma con un’enorme attenzione al dettaglio, innumerevoli riflessioni su temi collaterali e (cosa oggi inimmaginabile in un testo moderno) pieno di citazioni in greco da autori classici.

  22. Francesco says:

    OT

    cosa ne pensate del Capo di Stato più di sinistra del pianeta? intendo Sua Santità Francesco …

    io, pur da pecorella, non vedo le basi di conoscenza economica per fare certe affermazioni ma non posso che ammirare la coerenza. Miguel, è colpa del fatto che sia nato nelle tue lande ibero-americane? gli è che Economia e America Ispanica sono incompatibili? eppure la matematica in Occidente è rinata a opera di cattolicissimi mercanti italiani

    • roberto says:

      forse cerca di recuperare le pecorelle smarrite tipo me
      :-)

      comunque secondo me ha detto delle cose talmente vaghe che possono voler dire tutto ed il contrario di tutto.

      per dire,
      “bisogna creare meccanismi di tutela dei diritti del lavoro, nonché dell’ambiente”
      potrebbe essere una frase condivisibile o no a seconda del contenuto che dai a “tutela”, “diritti del lavoro” e “ambiente”…a meno che tu non sia la thatcher e allora ti viene l’orticaria solo a leggerle quelle cose.

      condivido invece “a crescita delle diseguaglianze e delle povertà mettono a rischio la democrazia inclusiva e partecipativa”. è una banalità, ma il fatto che lo dica lui è importante

      ciao

      • Francesco says:

        sarà ma mi sembra mia figlia che non vuole imparare geometria perchè chi la insegna non la fa divertire

        “la crescita delle disuguaglianze e della povertà” (in Occidente) non è una scelta politica ma un fatto economico

        finchè noi europei saremo convinti di poter fare la politica contro l’economia faremo la fine di Napoleone, quando tentò di fare la storia contro la geografia

        eppure quello dei pani e dei paesi si chiama ben MIRACOLO! ci sarà il suo perchè?

        ciao

    • Peucezio says:

      Fosse quello il problema…
      Mi interessa assai quello che un papa dice sull’economia.
      Il guaio è teologico. E più in generale culturale, di costume.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Si potrebbe eleggere papa Socci: lui ci salverà bandendo una nuova crociata…

        • Francesco says:

          questa mi pare un’idea interessante! dove si va?

          secondo Mirkhond dovremmo bruciare Washington … per Hasburgicus va bene radere al suolo Londra, per Peucezio mi sa che è il caso di riconquistare Gerusalemme
          Pino mi sa che vorrebbe cacciare le truppe USA dall’Europa e gli basterebbe

          mica è una cosa di poco conto da decidere

          PS io sarei per iniziare con la riconquista dei territori protestanti, poi ci unifichiamo con gli ortodossi e infine liberiamo Costantinopoli, a questo punto tregua per qualche tempo

          :D

        • PinoMamet says:

          ” Pino mi sa che vorrebbe cacciare le truppe USA dall’Europa e gli basterebbe ”

          Guarda, mi accontento anche di meno: facciamo che cacciamo i “rappers”, i “writerz” e gli “hipsters”, indipendemente dalla nazionalità ;)

        • Z. says:

          No, ti prego, ho un un amico writer a cui voglio molto bene!

          Certo, non gioca a fare il gangster, non crede di essere un ribelle e detesta il rap. Al punto che una nota trasmissione televisiva l’ha contattato per intervistarlo, ma siccome si è rifiutato di recitare quello che loro volevano fargli dire in TV (so’ ribbelle, so’ reppuso, so’ troppo dagghétto) hanno deciso di invitare un altra persona.

          Che è poi la persona che avete sentito parlare se quella sera avete guardato quella trasmissione.

          Quindi no, niente pogrom contro i writer, mi spiace.

          :)

        • Z. says:

          Un’altra persona, naturalmente. Con l’apostrofo. Non so perché non appaia nel post precedente: forse è stato cancellato da un writer :D

        • Z. says:

          Comunque Francè, il tuo programma è il più ambizioso. Vorresti conquistare sia Londra sia Washington, per poi dedicarti al passatempo preferito dei crociati (saccheggiare Costantinopoli) quando si rendevano conto che la strada per la Palestina era più lunga del previsto :D

        • Francesco says:

          x Z

          se decidi di fare una Crociata, falla bene, no?

          comunque Washington la tenevo per dopo, sperando in una conversione di massa del popolo statunitense

          ci si limitava a sistemare le elites

          ;)

        • Peucezio says:

          “Quindi no, niente pogrom contro i writer, mi spiace.”

          Come niente pogrmo!
          Semmai ci dai il nome dell’amico tuo, così sappiamo che dobbiamo risparmiarlo.

        • Z. says:

          Ma così non può funzionare!

          Se si accetta di escluderne uno, poi chiunque potrà desiderare escluderne un altro, e come facciamo a dirgli di no? mi direbbe, giustamente, “perché il tuo amico sì e il mio no?”.

          Poi si finirebbe per dire che si accontenta solo me perché voto Renzi, si aggiungerebbe che Renzi è massone dal 1972 e magari che cena tutti le sere con Verdini…

          No, troppo complicato, meglio evitare il pogrom :D

        • PinoMamet says:

          “Se si accetta di escluderne uno, poi chiunque potrà desiderare escluderne un altro”

          Scusami, ma con tutto il rispetto per il tuo amico, io mica ho mai detto di escluderlo! :D

          a parte i presenti (e amici) comunque: credo che al mondo esistano alcuni writers bravi, che meriterebbero il titolo di pittori.
          E quello dovrebbero fare.

          Gli altri imbrattamuri, oltre all’insopportabile sfoggio di personalità “so’ troppo da ghetto”, che gli si potrebbe anche perdonare;
          ci privano della possibilità di vedere una bella campitura di colore larga, pulita; di apprezzare un palazzo, un portone, un vagone ferroviario, così come devono essere, cioè puliti.
          E questo è sicuramente imperdonabile.

    • Z. says:

      Ci siamo chiesti per anni chi avresti scelto se fossi stato costretto a scegliere tra il Papa e gli Stati Uniti. Ci avevo preso già allora, naturalmente, ma questo è piuttosto irrilevante: ciò che conta è che ora abbiamo la risposta nero su bianco!

      :wink:

      • PinoMamet says:

        Leggo che, oltre all’ineffabile Magdi Nunso’ppiùmancocristiano Allam, anche l’inevitabile Socci ha scoperto che la fedeltà al Papa non vale se questo papa dice delle cose che sembrino anche lontanamente cristi… ehm, “di sinistra”, e vagheggia in un libro il ritorno di Ratzinger 2 La Vendetta con argomenti da sedevacantista.

        • PinoMamet says:

          Qualcuno gli dica che il papa emerito, a quanto pare, non ha nessuna intenzione di fregare il posto al papa in carica.

        • Francesco says:

          ho letto anche io la notizia: una vera delusione, cè un sacco di gente che sarebbe saltata in braccio a Calvino e Lutero

          deboli!

        • mirkhond says:

          Socci ha gettato la maschera.
          Del resto fece lo stesso, all’epoca della trasmissione excalibur, nei confronti dell’ultimo Giovanni Paolo II, divenuto troppo di “sinistra” e “filoislamico”!

        • habsburgicus says:

          Il bello è che i sedevacantisti, quelli veri, sono ostilissimi a Ratzinger :D e mettono in ridicolo chi ritiene Papa legittimo Beneetto XVI…
          Lo ripeto (ma su questo blog ormai è noto)..i sedevacantisti, quelli veri, ritengono non-Papi (o meglio la questione è ancora più complessa ma lasciamo perdere..alcuni parlano di Papato materiale, vedi Sanborn, De papatu materiali) i seguenti
          Paolo VI, 1963-1978 almeno dal 1965 è la loro “bestia nera”
          Giovanni Paolo I, 1978 alcuni lo ignorano
          Giovanni Paolo II, 1978-2005
          Benedetto XVI, 2005-res. 2013
          Francesco, 2013-
          molti, arrampicandosi sugli specchi, negano pure il Papato di Giovanni XXIII, 1958-1963…unico argomento, una presunta affiliazione massonica, l’inchiesta per modernismo [vera, ma che non diede luogo a censure particolari..eppure allora c’era Pio X, non Papa Francesco :D] o una bolla normativa di Paolo IV (1555-1559), abrogata del resto dal Codice di Diritto Canonico, preparato sotto Pio X e promulgato nel 1917 da Benedetto XV, interpretata in modo estensivo…infatti per Giovanni XXIII non valgono gli argomenti usati per i Papi post-conciliari
          del genere, Paolo VI insegnò l’eresia, ad esempio Nostra Aetate (1965) o promulgò un rito manifestamente eretico (“Novus Ordo”, 1969), un Papa non può errare, ergo Paolo VI non è Papa..argomento circolare, vero :D, ma ha una sua logica :D
          Giovanni XXIII mai insegnò eresie (in pubblico), e il suo Messale del 1962 (ultima revisione storica del gloriosissimo Messale di Pio V del 1570) è di fatto ortodosso, lo ammettono pure quei sedevacantisti che non lo usano :D anzi i più seri fra loro sono costretti ad ammettere, se messi alle strette, che le riforme della liturgia della Settimana Santa del 1956, attuate da Pio XII, furono più radicali :D non a caso all’epoca già operò quel Bugnini, l’autore della “Nuova Messa” del 1969, odiatissimo da sedevacantisti, lefebvristi e tradizionalisti e ritenuto massone di altissimo grado…orbene, Bugnini, potentissimo, da c.a 1955 a 1976 ebbe una breve, e purtroppo non definitiva eclissi, proprio sotto Giovanni XXIII
          Della serie, la realtà è più complessa dell’ideologia !

          P.S
          Peucezio confermerà (se mi sbaglio), ma mi sembra che i sedevacantisti dell’IMBC usino il Messale del 1954, quindi senza le riforme di Pio XII del 1956…
          Il che mi ha sempre incuriosito perché loro, giustamente, esaltano Pio XII, dunque dovrebbero seguirlo in toto, no ? la spiegazione è che le riforme del 1956 sono dovute al massonissimo Bugnini, eretico marca leone, che carpì la buona fede dell’anziano, seppur grande, Papa, tradito da una Curia infida e infiltrata
          Ammettono però che è una questione di gusti e non ritengono le riforme del 1956 eretiche (semplicemente inopportune) né ritengono eretico il Messale giovanneo del 1962
          Mai ho capito, e temo che forse non l’avrà capito nessuno :D, se le riformine del 1964, il nuovo Messale provvisorio del 1965 e la nuova revisione del 1967 (quando fu abolito il latino nel Canone) siano da loro ritenute già eretiche..
          Erano anni folli quelli, di sperimentazioni liturgiche :D
          Credo a naso (posso errare), che ritengano il 1964 non eretico e il 1965 e 1967 prossimi all’eresia, ma l’eresia ci sarebbe solo con il Novus Ordo del 1969 (Messale riformato del 1970) che in un certo senso sistematizza e radicalizza il tutto creando una Messa nuova (vicina al rito anglicano del 1662) che con la Messa tradizionale ha ormai poco in comune…
          Perrò non mi stupirei che siano confusi pure loro :D

          P.S 2
          Mi risulta che, pur brontolando (presumibilmente), Lefebvre applicò le riforme del 1964. 1965 e 1967 e sbottò solo con la “gran porcata” (sia detto senza offesa :D) del 1969…una tradizione antilefebvrista fra i sedevacantisti vuole però che Mons. Lefebvre abbia detto per qualche mese la Messa nuova….mah

      • Francesco says:

        Non capisco, davvero, cosa c’entrino gli Stati Uniti

        Forse ha ragione chi dice che voi piddini ne siete ossessionati

        Io, avendo una vita breve, incerta e una mente debole, tra Cristo e la verità sceglierei Cristo, sapendo quanto poco capisco della verità e quanto poco importi alla fine. :)

        Ciao

        • Z. says:

          Quindi confermi quel che ho scritto: per te gli Stati Uniti sono, per definizione, la Verità.

          :D

        • Francesco says:

          Gli Stati Uniti … non stavamo parlando di fumetti o di pallacanestro, giusto?

          Laonde cui non capisco cosa c’entrino.

          Potresti smettere di renzeggiare e chiarire?

          Grazie

          :D

        • Z. says:

          :D

          Era più che altro uno scherzo per farti arrabbiare, via!

        • Francesco says:

          è che io a trovarmi in forte disaccordo col Papa non sto tanto bene, non è come se fosse l’allenatore del Milan o semplicemente un’altra figura pubblica

          lui è un pochino di più

          ciao

        • PinoMamet says:

          Ma poi cosa avrà detto ‘sto Papa di tanto eccessivo da farti star così male… su… non ti pare di esagerare un po’?

        • Z. says:

          Pino, personalmente non trovo che Francesco stia esagerando. Nessuno dei due. Anzi, credo di trovare comprensibile il punto di vista di entrambi.

          Per farla breve papa Francesco si è posto apertamente e ripetutamente in polemica con un sistema che il nostro Francesco, forte dei suoi studi oltre che delle proprie convinzioni, difende ogni giorno da molti anni.

          Immagino che un cattolico – un vero cattolico, non uno che dice di credere per raccattare voti – sia costretto a prenderne atto e a porsi il problema.

  23. roberto says:

    “la crescita delle disuguaglianze e della povertà” (in Occidente) non è una scelta politica ma un fatto economico”

    certo, ma è un fatto economico che:
    1) ha anche delle cause politiche
    2) ha sicuramente delle ripercussioni politiche

  24. roberto says:

    “eppure quello dei pani e dei paesi si chiama ben MIRACOLO! ci sarà il suo perchè?”

    su questo hai ovviamente ragione (anzi non tu, ma gli autori dei vangeli…)
    :-)

  25. Per Francesco

    “buonismo?

    mi sa che passano il tempo a parlar malissimo dei neri, dei bianchi, degli americani, del resto degli italiani (e dei toscani)

    poi maneggiano come nel resto del mondo

    ma lo spirito è salvo!”

    Non so se ti riferisci ai toscani o alla sinistra o alla sovrapposizione dei due.

    Per quanto riguarda i toscani, non mi sembra che abbiano particolari antipatie etniche verso nessuno, almeno a Firenze. Di gente ne passa tanta qui…

    Quelli di sinistra in genere non parlano male di nessuno per definizione, a parte Berlusconi a suo tempo, ma ormai è tramontato. Per il resto mediano e trattano.

    • Francesco says:

      Neri= fasci, missini, berlusconiani

      Bianchi=Diccì e rimasugli

      scusa

    • Peucezio says:

      “Per quanto riguarda i toscani, non mi sembra che abbiano particolari antipatie etniche verso nessuno, almeno a Firenze. Di gente ne passa tanta qui…”

      Mah, a me è sempre sembrato che avessero antipatie etniche verso l’homo sapiens in genere, compresi settentrionali, meridionali, toscani non fiorentini (lì dall’antipatia si va all’odio feroce credo) e, in fondo anche verso i fiorentini stessi.
      Non ne conosco molti, ma non ho mai sentito un fiorentino parlare bene di qualcuno.

  26. Francesco says:

    PS quanto godono a Firenze ogni volta che perde la Juventus a guida livornese???

  27. Per Francesco

    “Neri= fasci, missini, berlusconiani

    Bianchi=Diccì e rimasugli”

    Adesso ho capito, è che a volte sei più criptico di Moi :-)

    Calcola che qui la DC era piuttosto di sinistra, e quindi è parte fondamentale dell’attuale PD, difficile distinguere chi proviene dalla DC da chi proviene dal PCI.

    Di “neri” non ce ne sono praticamente, è roba che si sa che c’è a Roma o nel Veneto.

    E siccome la Sinistra è l’insieme degli imprenditori, dei lavoratori, dei massoni, dei preti non c’è proprio molto da arrabbiarsi.

    C’è un tizio che è un grandissimo speculatore immobiliare, è anche uno dei capi della Destra politica. Ora, quando deve ottenere i permessi per le sue marachelle, deve rivolgersi alla Sinistra, e quindi all’atto pratico è di Sinistra pure lui :-)

    Aggiungi che sul piano che conta, la Destra qui è in mano a Verdini (uno dei pochi che abbia il coraggio di dichiararsi massone) che è amico della Sinistra.

    Restano fuori davvero la sinistra-sinistra (che qui ottiene una percentuale discreta del voto) e i grillini, che sono meno della media nazionale, ma sono sempre tanti.

  28. Per Francesco

    ““la crescita delle disuguaglianze e della povertà” (in Occidente) non è una scelta politica ma un fatto economico””

    E se dicessimo che politica ed economia sono la stessa cosa?

    Francesco parla dell’economia come se fossero il terremoto e il vento, che non puoi farci niente; mentre la politica sarebbe il capriccio dispettoso di chi immagina di poter sputare contro vento.

    Mentre in realtà tutto è un insieme di scelte di milioni di individui.

    Certo, le scelte su grande scala hanno sempre qualcosa di obbligato; ma come l’economia è determinata da quello che sogna di avere il televisore al plasma (e quindi da fattori psicologici), altri fattori psicologici spingono ad opporsi allo sfruttamento, a occupare case o a fare altre cose “antieconomiche”.

    • Francesco says:

      ehm, io non credo che l’economia sia determinata da fattori psicologici

      anzi, è interessante nella misura in cui non lo è

      di certo non è la stessa cosa della politica (anche se esiste una piccola possibilità che la politica sia una maschera dell’economia ma credo che questo sia marxismo fanatico)

      fare scelte anti-economiche significa, nel mondo reale, consumare più risorse per avere gli stessi beni. quello di cui parli tu è avere altre preferenze

      ciao

    • Z. says:

      Ehm… perché se occupo una casa faccio una scelta antieconomica? e perché sarebbe antieconomico rifiutare di farsi sfruttare? io non capire! :)

      • Francesco says:

        perchè se io costruisco una casa e poi tu la occupi senza pagarmi, smetto di costruire le case, se non con adeguate garanzie, che costano

        per avere lo stesso bene, si dovrà pagare di più

        questo è anti-economico

        • Z. says:

          Beh, se per “antieconomico” intendi questo allora l’occupazione di uno stabile tende ad essere tutt’altro che antieconomica. Di solito infatti si occupano stabili in disuso, non case appena costruite, ed essi stabili già in disuso finiscono così per creare lavoro per forze dell’ordine, politici, assistenti sociali e così via :)

  29. Peucezio says:

    Già.
    Ai liberisti di una volta l’economia piaceva perché esprimeva l’intraprendenza e la libertà degli individui e non amavano la politica perché tarpava loro le ali, quindi la cosa aveva una sua logica.
    Per Francesco è l’opposto.
    Ma l’economia gli piace e la politica no.
    Come dire che il terremoto mi piace, ma la possibilità di fare case antisismiche mi fa schifo.

    • Francesco says:

      che l’economia sia un terremoto può quasi andare bene

      ma che la politica abbia a che fare con le case antisismiche lo poteva dire solo un compaesano di Aldo Moro!!!

      ;)

      • Peucezio says:

        Non offendiamo, Moro era salentino, io barese, sono più compaesano tuo che di Moro! :-D
        Per inciso, la Puglia non è una zona sismica.

        Parlando sul serio: è che la politica non esiste più.
        L’unica vera politica è quella dei regimi totalitari, perché lì non è un burattino in mano ad altri.

  30. per Z

    “io non capire! :)”

    Non so bene Francesco; io intendevo dire che le scelte che chiamiamo “economiche” non sono su un piano diverso da quelle “politiche”. Da una parte entrambe sono determinate da bisogni psicologici, dall’altra entrambe possono anche essere razionalmente economiche, oppure irrazionali.

    Diciamo che per Francesco sono “economiche” e inevitabili solo le scelte che vanno nel senso che vogliono i proprietari di capitali…

    • Z. says:

      Ora io capire :)

    • PinoMamet says:

      “Diciamo che per Francesco sono “economiche” e inevitabili solo le scelte che vanno nel senso che vogliono i proprietari di capitali…”

      Sì, lo penso anche io!

      • Francesco says:

        razionalità sistemica? quella che citava già Menenio Agrippa facendoti arrabbiare

        ma funziona quello che funziona per tutti e sempre, non per te oggi (Kant, giusto?)

        ma voi siete iper-indivualisti, avviluppati nella convinzione che gli uomini siano monadi o al massimo quartieri

        • Z. says:

          Uh, beh…

          non è che qualcosa debba essere necessariamente scartato solo perché non è idoneo a funzionare per sempre. Altrimenti non si andrebbe in prima elementare, dove certo non puoi rimanere tutta la vita :)

        • Francesco says:

          è quello che dico io: anche se la prima elementare mi piaceva moltissimo, ero anche il più bravo, mi hanno obbligato ad andare oltre

  31. Per Peucezio

    “Come dire che il terremoto mi piace, ma la possibilità di fare case antisismiche mi fa schifo.”

    Esatto.

    • Z. says:

      Non mi sembra un esempio valido: se il terremoto (per qualche motivo) mi piace, ci può pure stare che non mi piacciano le case antisismiche.

      Infatti in genere funziona al contrario: il terremoto non ci piace, e ci piace la possibilità di fare case antisismiche!

  32. Per Francesco

    “ehm, io non credo che l’economia sia determinata da fattori psicologici”

    L’economia non è altro che una serie di fantasie proiettate sul futuro: alcune si avverano, altre no, ma se speranza e fede venissero meno, crollerebbe l’intero sistema.

    Io lavoro (attualmente su un manuale tecnico) perché immagino che sarò pagato: potrebbe succedere o no, potrebbero truffarmi, mi potrebbe cadere in mattone in testa, la ditta potrebbe fallire; ma il mio lavoro concreto in questo momento è un prodotto dei miei sogni su un futuro che non esiste e potrebbe non esistere.

    Queste fantasie, speranze e paure sono in genere piuttosto simili tra di loro, quando milioni di persone le producono, sono quindi abbastanza prevedibili e danno l’illusione quindi di costituire leggi “oggettive”.

    • Z. says:

      Abbastanza vero, e se ben ricordo anche Keynes scrisse al riguardo.

      Ma Francesco è un economista mainstream, e a lui non ci piace Keynes :)

      • Francesco says:

        confondete l’economia con la fiducia, che permette di avere sistemi economici più efficienti

        ma la base dell’economia è materiale, concreta, inevitabile

    • Roberto says:

      Invece quello di miguel è un ottimo esempio di come l’economia (intesa come realtà in un certo momento) sia strettamente legata alla politica.

      Immagina di vivere in un paese dove invece di pensare ad abolire l’articolo 18 o a come affondare i barconi di immigrati, i politici riflettessero su un sistema che permetta al povero miguel di recuperare in modo semplice e rapido un credito di 300 euro da un disonesto che non li ha pagato.

      Immagina la rivoluzione, avresti più tranquillità, più fiducia nell’accettare o no un cliente, due lire in più in tasca per comprare una rosetta con mortadella dal panificio nell’oltrarno che grazie ad un cliente in più non fallirà….

      (Ok ok sono un po’ lirico ma spero di aver reso l’idea)

      • mirkhond says:

        In Lussemburgo sono più seri nei contratti di lavoro?
        E in Germania e in Francia?

        • Roberto says:

          In realtà non facevo tanto riferimento alla serietà nei contratti ma nel fatto che ci sia un ambiente favorevole al lavoro (esempio recuperare un credito velocemente, farsi pagare entro pochi giorni ecc)

          Per il resto mia moglie ha fatto lo stesso lavoro di miguel.
          In Italia più o meno una mezza giornata alla settimana era dedicata ad inseguire clienti ed agenzie che non pagavano (ed i lavori mai pagati ha smesso di contarli….)

          In Lussemburgo (ma anche Belgio e Svizzera dove aveva molti clienti)ha una percentuale di 100% di “invio una fattura e dieci giorni dopo ricevo i soldi”

          Magari è solo un caso…

        • PinoMamet says:

          I contratti sono serissimi anche in Italia. Anzi, ritengo che per certi versi siano ancora più seri che altrove: proprio siamo noi italiani a non essere tanto seri…

  33. Le leggi dell’economia in azione:

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/3-ottobre-2014/anziano-va-prostituta-non-paga-lei-insegue-picchia-arrestata-230272988066.shtml

    “Anziano va con prostituta e non paga
    Lei lo insegue e lo picchia: arrestata
    Il pisano, 83 anni, era un cliente abituale della donna, una tossicodipendente di 37 anni. Lui tenta la fuga in bici e lo prende a pugni. Via dai domiciliari, finisce in cella

    Dopo la prestazione sessuale è fuggito senza pagare la prostituta che lo ha rincorso e malmenato per toglierli i soldi e che poi è stata fermata e arrestata per tentata rapina dalla polizia. Protagonisti della vicenda un pisano di 83 anni e una tossicodipendente, anche lei pisana di 37. L’anziano era un cliente abituale della donna ma questa volta quando è arrivato il momento di saldare il conto si è accorto di non avere i soldi per pagare il compenso pattuito di 20 euro, essendo in possesso di un’unica banconota da 20 che gli serviva per fare la spesa: così è salito sulla sua bicicletta ed è fuggito ma la prostituta, anche lei in bici, l’ha rincorso e fatto cadere a terra l’anziano, malmenandolo per prendersi i soldi.

    Solo l’intervento di alcuni passanti ha permesso al vecchietto di sottrarsi ai pugni sferratigli dalla donna infuriata. L’arrivo di una Volante ha messo fine al pestaggio e ha permesso di arrestare e collocare ai domiciliari la prostituta: in serata però la donna è stata rintracciata in giro e per lei è scattato un nuovo arresto che dopo la convalida si è trasformato in custodia cautelare in carcere in presso la casa circondariale di Sollicciano, a Firenze, in attesa del giudizio.”

  34. mirkhond says:

    Però il vecchio ha sbagliato.
    Se non hai i soldi, non ci andare dalla prostituta.
    Un rapporto “d’affari” per quanto schifoso, sempre affare è.
    Lui sapeva benissimo che lei non lavora gratis….

  35. mirkhond says:

    Le tariffe a Bologna sono più elevate?

    • PinoMamet says:

      “anche sul prezzo v’è poi da ridire, io ben ricordo che pria di partire v’eran tariffe inferiori alle tre mila lire…”
      ;)

      • habsburgicus says:

        mitico De André :D (bello l’accento bolognese della donna)
        Carlo Martello ci fa la figura del cialtrone :D :D :D

        • Z. says:

          Anche nella versione, ehm, “popolare” della canzone di Marinella la protagonista finisce, diciamo, in un centro massaggi del capoluogo felsineo :)

  36. mirkhond says:

    “secondo Mirkhond dovremmo bruciare Washington … per Hasburgicus va bene radere al suolo Londra, per Peucezio mi sa che è il caso di riconquistare Gerusalemme
    Pino mi sa che vorrebbe cacciare le truppe USA dall’Europa e gli basterebbe”

    Ma, Washington no. Il Campidoglio forse è uno degli edifici migliori degli Usa.
    Certo, costruito da massoni e con la credenza comune nel XIX e fino agli anni ’60 del XX secolo, e non solo in America, che i templi greco-romani, così come le chiese romaniche, fossero chissà perché, tutte bianche.
    Cosa falsa, come dimostrato dall’archeologia e dai più recenti studi.
    E dunque edifici neoclassici, e “restaurazioni” di chiese romaniche, da noi in Puglia, e, non solo, che in realtà sono fredde e fasulle.
    Però, l’arte edilizia, almeno fino al Liberty e fino al 1925 circa, sapeva far cose belle.
    Vedasi le Gallerie di Milano e di Napoli, il Rettifilo sempre a Napoli, o intere aree di Bari (Murat, Madonnella, Lungomare, l’Ateneo ecc.).
    Il brutto inizia, a mio parere, col fascismo, per seguire nel secondo dopoguerra….
    Questo per quanto riguarda l’arte.
    Per quanto riguarda gli Usa, mi accontenterei di ciò che attribuisci a Pino ;), a cui aggiungo, tutta una serie di film, telefilm, soap opera, video musicali e abbigliamenti e mode…..
    Insomma il cosiddetto trash….. :)
    ciao!

    • PinoMamet says:

      “Il brutto inizia, a mio parere, col fascismo”

      mah, ti dirò, anche l’architettura razionalista-piacentiniana non mi dispiace: in una giornata di sole, con poca gente in giro, pare di stare in un quadro di De Chirico.
      Forse per la sua grande diffusione, in versione sputtanata-popolare ma non brutta, sotto il Fascismo, la trovo anche molto “italica” e famigliare, quasi altrettanto del tipico “paesino medievale da pubblicità”.

      Invece la ricostruzione post-bellica è stata spesso orripilante, con decorosi palazzi umbertini (quando non monumenti storici) sostituiti da ignobili cubi di vetro e cemento o da parcheggi…

    • Z. says:

      Beh, personalmente ho imparato al liceo che il Partenone era colorato, vedi tu :)

  37. mirkhond says:

    Personalmente, trovo piuttosto freddo lo stile fascista.
    Quanto a De Chirico…de gustibus! :)
    A me non piace, così come il cubismo e il surrealismo…. :)

  38. mirkhond says:

    “Invece la ricostruzione post-bellica è stata spesso orripilante, con decorosi palazzi umbertini (quando non monumenti storici) sostituiti da ignobili cubi di vetro e cemento o da parcheggi…”

    Concordo totalmente!

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