18 e 19 ottobre tutti a Firenze contro le grandi opere inutili

Riprendo dal sito degli amici del Comitato No TUNNEL TAV di Firenze… potrebbe essere un’occasione anche per incontrarci, visto che la riunione si svolgerà proprio in Oltrarno!

Un invito a tutti i gruppi in lotta in Italia contro le Grandi Opere Inutili e Imposte

Il Comitato fiorentino che si oppone ad un inutile progetto TAV (il sottoattraversamento ferroviario AV della città) sente il bisogno di un incontro con associazioni, movimenti e comitati che conducono in Italia lotte simili.

A questo scopo ospiteremo un incontro nella nostra città, Firenze, nel fine settimana del 18-19 ottobre 2014.

Le “Grandi Opere Inutili e Imposte” sono ormai una costante in tutto il Paese, un fenomeno che devasta territori e comunità. Non sono più “questioni locali”, ma un grave problema generale.

Sentiamo l’esigenza di verificare insieme quali sono gli obiettivi dei devastatori dei territori, dei beni pubblici e privati italiani, capire come i cittadini che si oppongono possono reagire attraverso l’analisi dei temi che uniscono e che possono dare forza reciproca.

Riteniamo importante un confronto per rafforzare le nostre reti, imparare gli uni dagli altri e verificare la possibilità di convergenza delle nostre lotte. Non abbiamo previsto interventi di esperti, vogliamo sia un dibattito tra attivisti tesi a progettare una alternativa concreta al dissesto politico e culturale che vive dietro le opere inutili, la speculazione, il degrado ambientale.

Il prossimo anno si terrà il 5° “Forum contro le Grandi Opere Inutili e Imposte” (dopo quelli in Romania, Germania, Francia e Italia) che riunisce movimenti e associazioni da tutta Europa, Nord Africa, Turchia. Vorremmo parlare anche di questo.

Proposta di programma
Il programma è indicativo, da costruire e modificare secondo le esigenze del dibattito

Sabato 18 ottobre

  • ore 9.30 – accoglienza e registrazione
  • ore 10.00 – dai problemi ambientali a quelli politici ed economici
  • ore 13.30 – pausa pranzo
  • ore 15.00 – le GOII (grandi opere inutili e imposte) nella crisi economica e sociale

Domenica 19 ottobre

  • ore 9.30 – alternative politiche e di movimento, convergenza delle lotte
  • ore 13.00 – pausa pranzo
  • ore 14.30 – spazio aperto
  • ore 17.00 – La crisi, l’Unione Europea, i rischi di guerra; uno sguardo dalla Germania. Incontro e dibattito con Winfried Wolf, direttore delle riviste Luna Park 21 e Zeitung Gegen den Krieg (giornale contro la guerra)

Chi avesse bisogno di prenotare albergo, ostello, B&B a prezzi concordati contatti Judith judithscholz@tin.it (335 7013420)

Chi cercasse ospitalità presso famiglie contatti Martina taiutim@gmail.com (377 1291804)

Un saluto dal Comitato NO TUNNEL TAV di Firenze
notavfirenze@gmail.com 338 3092948

Per raggiungerci:

  • in treno: dalla stazione di Santa Maria Novella bus 12 con fermata in piazza Tasso, bus 11, 36, 37, D con fermata in via de’ Serragli angolo con via del Campuccio (300 metri da piazza Tasso).
  • A piedi dalla stazione circa 1500 metri attraverso piazza Santa Maria Novella, via de’ Fossi, ponte alla Carraia, via de’ Serragli, via Santa Monaca, via di Camaldoli.
  • in auto: uscita autostrada A1 “Impruneta”, seguire indicazioni per Firenze e centro storico; a Porta Romana imboccare viale Petrarca, dopo circa 500 metri si è in piazza Tasso; il parcheggio non è facilissimo.

al momento hanno confermato la loro partecipazione, tra gli altri, movimento no tav Val Susa, no tav Friuli, Stoccarda noS21, no off shore, Rete dei comitati in difesa del territorio, no MOSE…

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83 Responses to 18 e 19 ottobre tutti a Firenze contro le grandi opere inutili

  1. rossana says:

    Giro, e ti segnalo Comitato Opzione Zero, che riunisce molti movimenti fra i quali No Autostrada Orte -Mestre, che ieri ha manifestato bloccando la Romea e da anni si mobilita contro le grandi opere in Veneto partendo dalla Riviera del Brenta…
    Unire l’Italia dei movimenti è una cosa che mi piace molto..
    http://www.opzionezero.org/

  2. mirkhond says:

    Una domanda…zanarda :).
    Ma in tutti questi raduni, e riunioni, si mai riusciti almeno una volta, a fermare l’erezione di qualcuno di questi ecomostri?

  3. Per Mirkhond

    “Ma in tutti questi raduni, e riunioni, si mai riusciti almeno una volta, a fermare l’erezione di qualcuno di questi ecomostri?”

    SI!!!!

    Il parcheggio di Marco Carrai – l’uomo che procura i finanziamenti per Renzi – in Piazza del Carmine.

    Il nuovo sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha dichiarato che non lo farà più, causa la rivolta che ha scatenato.

  4. mirkhond says:

    Una buona notizia!
    Peccato che per la tav Torino-Lione non si riesca a fare altrettanto….
    Ovviamente senza ricorso a metodi che si prestino a strumentalizzazioni “antiterroristiche”!

    • Francesco says:

      strumentalizzazioni?

      dai Mirkhond, è un vero miracolo che questi fanatici non abbiano ancora ammazzato nessuno

      del resto, essendosi autonominati “in missione per conto dell’Umanità e dell’Ambiente”, mi aspetto che inizino

  5. habsburgicus says:

    @Miguel
    Nel caso specifico, hai (avete) tutta la mia solidarietà…sincera ! e confido che riusciata ad impedirla
    Però, debbo dirti, che a me in generale le Grandi Opere pubbliche piacciono :D
    Lo so che ciò non mi procurerà grande simpatia, ma ti dico la mia opinione vera e senza infingimenti :D
    Soprattutto mi piacciono autostrade et similia…avessi avuto io il potere in Italia, avrei già fatto il ponte sullo Stretto e lo avrei dedicato al grande Lodovico Muratori* :D (danesi e svedesi lo hanno fatto da Helsingør a Helsingör)
    Avessi il potere in Russia costruirei una mega austrostrada da Moskva a Vladivostok (per russi e bielorussi gratis; per gli stranieri un bollino da acquisire alla frontiera, previa presentazione del visto, di 25 Rubli :D)

    Che c’entra un modenese con lo Stretto ? ma piace a me, e tanto basta :D

  6. Salve.
    Scusate l’off-topic. Ma questo post penso possa interessare agli utenti di questo blog.
    PS: sono riuscito a notare questo “errore” battendo sul tempo un noto blogger messicano che ruba il lavoro ai blogger italiani :-p

    http://cat-so-infelix.blogspot.it/2014/09/hamas-e-il-messaggero-dei-titoli.html

  7. Per Habsburgicus

    “Però, debbo dirti, che a me in generale le Grandi Opere pubbliche piacciono :D
    Lo so che ciò non mi procurerà grande simpatia, ma ti dico la mia opinione vera e senza infingimenti :D”

    Apprezzo sempre la tua diplomazia. Che sarà una cosa antiquata – oggi la gente per non litigare, sceglie la via più semplice, essere sempre d’accordo su tutto e linciare chi non lo è.

    Detto questo, uno dei misteri della dialettica è l’animo progressista che si cela in (quasi) ogni conservatore.

    Non sono contenti finché non hanno sbucaltato il mondo :-)

    • Moi says:

      Bellino, “sbucaltare” … ;)

    • Peucezio says:

      In effetti mi riconosco anch’io nella tua osservazione. Anch’io farei volentierissimo il ponte sullo Stretto e aggiungerei qualche autostrada.

      E’ anche vero che il ponte sullo Stretto, diversamente dalla porcata del parcheggio in piazza del Carmine (finalmente una bella notizia!), non danneggia nessuna comunità.

    • PinoMamet says:

      Mi aggiungo al club di quelli a cui non dispiacciono le Grandi Opere;
      ho qualche perplessità su quelle Inutili (devono essere molto, ma molto belle…);
      mentre non sopporto affatto quelle Imposte.

      Dal mio punto di vista, di uno che non sa niente di mafia, stato, corruzione, rischio sismico, costi ecc. ecc.; da un punto di vista così, puramente ideale; il ponte sullo stretto di Messina mi piacerebbe.

      ma dovrebbe essere appunto una di quelle opere molto, ma molto belle.
      Una struttura monumentale, un Golden Gate ma ancora più in grande e più golden, un Colosso di Rodi (un paio di statuone alte cencinquanta metri ce le metterei volentieri), un giardino pensile in mezzo al mare, la Tour Eiffel di Reggio C. e di Messina, una roba che i pittori vogliano dipingerla, una roba che tra due, trecento anni ancora sì dirà… va’ che roba!!

      Invece temo che sarebbe solo una brutta autostrada su piloni di cemento, e allora grazie, anche no…

      • Z. says:

        Credo che sarei contrario al Ponte anche se la mafia non esistesse. Il traffico da e per la Sicilia, a quanto ne so, viaggia soprattutto via nave: le infrastrutture ferroviarie a scopo commerciali sono – per essere eufemistici – decisamente poco sviluppate e la Salerno-Reggio Calabria è un caso da manuale noto in tutta Europa.

        Insomma, non mi risulta che l’assenza di un ponte sullo stretto sia un devastante collo di bottiglia come alcuni vogliono convincerci che sia.

        • Peucezio says:

          So vede che non ti sei fatto due ore di cosa in macchina sotto il sole aspettando l’imbarco. Per inciso, io ero favorevole già da prima e quelle due ore non sono state un trauma, ma mi chiedo uno che deve farlo ogni giorno, o si suicida o va a Montecitorio con la mitragliatrice spianata.

        • Peucezio says:

          “coda”, non “cosa”.

        • Z. says:

          Siccome nel mondo reale non succede né l’una né l’altra cosa, Peucè, la spiegazione va cercata altrove.

          Ad esempio, forse mediamente le file per l’imbarco non sono così chilometriche, e la gran parte del traffico prende altre strade.

          Forse, è un’ipotesi :)

        • Francesco says:

          << prende altre strade

          considerando che il traghetto è l'unico mezzo per passare dalla penisola all'isola, mi pare un poco complesso

          non trovi?

          ciao

        • Z. says:

          No, perché come tu stesso ricordavi gran parte del traffico merci viaggia via nave.

          Quindi, di cosa parliamo? Di costruire un ponte supermegawow di dimensioni bibliche per evitare ai viaggiatori l’attesa del traghetto? Per quanto voglia bene a Peucezio mi pare lievemente eccessivo.

          O piuttosto della Grande Opera Inutile per eccellenza, ideata per dirottare denaro dallo stato ai privati, in puro Italian Style?

        • Peucezio says:

          Beh, se il concetto è che solo le merci devono avere a disposizione autostrade, ponti e mezzi efficienti, perché la gente quando va in vacanza o si sposta per lavoro, non prende l’asino o il mulo?

        • Peucezio says:

          Il problema, caro Z., è che i progressisti come voi, sono per il progresso solo quando significa diritti per i ricchioni, ma quando serve a scopi pratici, per migliorare la qualità della vita, non vi va più bene.

        • mirkhond says:

          Beh, veramente Zanardo è contro Grillo, anche perché predica la decrescita industriale NECESSARIA.
          Dunque è sì un derivato liberale, ma del marxismo ha conservato gli aspetti PEGGIORI, quelli dell’industrialismo globalizzatore e piallatutto.
          A partire dalle ormai estinte civiltà contadine….

        • Z. says:

          Peucezio,

          il Ponte, come penso tu sappia. servirebbe solo a migliorare la qualità della vita di chi lo costruisce. Peraltro con crash test falliti, e credo che tu sappia anche questo.

          A meno che tu non pensi davvero che sia stato pensato e ideato negli interessi del povero pendolare costretto a fare la tratta per lavoro. Ma non ti credo così ingenuo, e francamente non lo credo.

    • roberto says:

      pure a me le grandi opere stanno simpatiche per principio e condivido sia l’osservazione estetica di pino (a proposito di un’opera di straordinaria bellezza http://www.leviaducdemillau.com/#/phototheque/) che quella di peucezio su ponte vs parcheggio.

      poi per Z, secondo me il ponte andrebbe fatto di pari passo con il rifacimento della, ehm, “autostrada” napoli – RC e delle infrastrutture ferroviarie in sicilia e calabria

      • Z. says:

        D’accordo allora, troviamo un onorevole compromesso.

        PRIMA occupiamoci di terminare le infrastrutture del caso.

        POI, una volta che le infrastrutture esisteranno, valutiamo bene se il ponte sullo stretto ha un senso.

        :)

      • Peucezio says:

        “poi per Z, secondo me il ponte andrebbe fatto di pari passo con il rifacimento della, ehm, “autostrada” napoli – RC e delle infrastrutture ferroviarie in sicilia e calabria”

        La Salerno-Reggio Calabria, al di là delle mitologie, è un’autostrada larga, comoda e veloce e lo stesso dicasi per la Messina-Palermo, pur con tutte le sue gallerie. Probabilmente fino a qualche tempo fa non era così, oggi sì. Lo dico perché sono andato dalla Puglia a Palermo in macchina (e ritorno) proprio ‘st’estate.
        L’unico collo di bottiglia è davvero quel cavolo di traghetto: all’andata ci è andata di culo e abbiamo fatto poca coda (ma comunque in tutto un’oretta la perdi, oltre alla spesa); al ritorno, come ho scritto più su, è stato un po’ diverso.

        • roberto says:

          mi dai delle buone notizie.
          la salerno reggio calabria l’ho presa una decina di anni fa e sembrava una autostrada serba dopo il passaggio dei bombardieri americani. poi tra cantieri (vuoti…) e cavoli vari mi sa che abbiamo fatto la maggior parte del percorso ad una corsia. sono contento che le cose siano migliorate

          la messina palermo invece l’ho presa due anni fa e mi era sembrata in effetti decente, giusto mal tenuta (chessò, piante e alberi non potati che nascondono i cartelli, aree di sosta usate come discariche ecc.), ma l’incuria è facilmente guaribile, basta frustare i responsabili

        • Z. says:

          Allora mi chiedo perché il contenzioso continui imperterrito a viaggiare alle stelle. Dev’essere che la gente si diverte un mucchio a regalare soldini agli avvocati. Forse la crisi non esiste, è una mitologia inventata dai comunisti :D

  8. Moi says:

    L’ Oltrarnismo lo considero una delle forme più sincere e semplici (in senso buono di “senza troppi fronzoli ideologici”) di riscoprire il Marxismo come strumento per capire (!) i problemi sociali … ma per risolvere (!) questi problemi sociali ci vuole invece un altro (!) strumento.

    • Moi says:

      Sì, lo so l’ Intellettuale considera il fronzolo come una virtù … ma Miguel si è disintossicato ! ;) :) :D

  9. per Moi

    “L’ Oltrarnismo lo considero una delle forme più sincere e semplici (in senso buono di “senza troppi fronzoli ideologici”) di riscoprire il Marxismo come strumento per capire (!) i problemi sociali … ma per risolvere (!) questi problemi sociali ci vuole invece un altro (!) strumento.”

    Bellissimo… però l’Altro Strumento non lo possiede nessuno, temo!

  10. mirkhond says:

    Peucezio

    Se ti affacci sullo spazio mail c’è un messaggio per te.
    ciao!

  11. Moi says:

    @ IZZALDIN

    La “Bolognina” resta come nome storico zonale, ma fa parte dalla seconda metà degli Anni ’80 di un quartierone chiamato “Navile” che comprende “Lame”, “Bolognina”, “Corticella” e l’ inurbazione di Casaralta e del Parco Nord, sede storica delle Feste Provinciali o Nazionali dell’ Unità / del PD che solitamente vanno dall’ ultima settimana di Agosto alle prime tre di Settembre.

    Quel che dici della Bolognina è abbastanza vero per tutto il “Naville” … ma negli ultimi lustri ci sono in giro un po’ meno facce levantine e un po’ più dell’ Est (non solo badanti più o meno MILF … boom di Rumen* ;) da quando sono entrat* :) nella UE ! Gente che si è integrata subito dicendo di odiare gli Zingari e di considerare un insulto mortale che i giornalisti in Italia scrivano “Romeni” per “Zingari” !), a impietosa beffa della Storia per Umarèll e Zdàure (paragonabili ai Pellerossa nelle Riserve in USA anche per il fatto di fossilizzarsi volontariamente nel passato mitizzato; NON saper, né volere (!), distinguere fra PC e PCI !) che da giovani credevano che colà vi fosse il Sol dell’ Avvenire.

  12. Francesco says:

    >> Non abbiamo previsto interventi di esperti, vogliamo sia un dibattito tra attivisti tesi a progettare una alternativa concreta

    scusate ma credo che questa frase sia meglio riformularla … messa così è tutta a favore dei vostri avversari (tra cui mi schiero anche io)

    ;)

  13. Per Francesco

    “scusate ma credo che questa frase sia meglio riformularla … messa così è tutta a favore dei vostri avversari (tra cui mi schiero anche io)”

    :-)

    La frase non l’ho scritta io, anzi non c’entro niente con la stesura del testo.

    Invece, è proprio lì il senso.

    Lo scopo è, come organizzarsi concretamente per agire (ovviamente nella legalità :-) ) .

    Non fare dibattiti o dare informazioni.

    E devo dire che è un approccio pragmatico che mi piace.

    • Francesco says:

      agire prima (e invece) di capire

      un pò mi stupisco che tu appoggi questo approccio, e che lo metta pure per iscritto

      ciao

  14. Per Z

    Se invece vuoi trovare per forza una caratteristica di “destra” (peraltro il contrario della Destra realmente esistente) nel nostro agire, c’è sicuramente un’affinità con il conservatorismo anglosassone, quello filosofico e storico, che dice che prima di “programmare” qualcosa addosso alla gente e ai luoghi, è bene contare fino a dieci.

    Noi abbiamo a che fare con un’amministrazione che piange miseria… l’altro giorno, una grande manifestazione sportiva che doveva coinvolgere tutte le scuole e le associazione del centro storico è stata sospesa perché il Quartiere non ha i soldi per pagare la SIAE.

    Poi improvvisamente calano dall’alto progetti e iniziative che implicano spese enormi – già tremiamo per i soldi che arriveranno per il G8 a Firenze; e temiamo tutti il giorno in cui con la scusa del “degrado” cercheranno di “riqualificare” Piazza Tasso.

    Ora, noi diciamo semplicemente questo: prima di sbucaltare il quartiere, consultino i residenti.

    Che sono persone che sanno realmente di cosa abbia bisogno il quartiere e hanno molte competenze. Solo nella nostra Associazione, abbiamo cinque architetti, per dire, ma ci sono anche pensionati che sanno ragionare molto bene sull’utilità o meno di certi lavori e anche sugli effetti potenziali.

    C’è una nonna con la terza media (o la quinta elementare, non sono sicuro), nata qui, che l’altro giorno mi ha fatto un’analisi di un lavoro che il Comune fece una decina di anni fa, spendendo decine di milioni di lire, per risistemare la strada davanti alla scuola elementare, e che ha fatto solo danno.

    Oppure c’è un parco qui dietro, dove il Comune ha investito tanti soldi per farci un sistema di fontane che si sono bloccate nel giro di qualche giorno: oggi quel parco è abbandonato, non raccolgono nemmeno i rifiuti.

    • Z. says:

      Non temere, non voglio trovare per forza caratteristiche di destra né in te né in nessun altro. Dico davvero!

      Quanto al programmare, anche a danno degli altri, in sé non ci vedo nulla di male. Del resto, a me non sembra che voi non programmiate. Anzi, mi sembra che siate anche piuttosto bravi e ben organizzati, stando a quel che mi racconti. E com’è ovvio, questo comporta che chi ha interessi in conflitto coi vostri ne riceva danno. Il che è perfettamente normale, oltre che (ovviamente) legittimo. Del resto, se tu ti impegni per diventare un traduttore migliore, più capace e più organizzato, la concorrenza finirà per riceverne danno, e chi può incolparti per questo?

      Credo che il mondo tenda ad essere molto complesso, e molto sfuggente rispetto alle categorie.

  15. Per Francesco

    “agire prima (e invece) di capire

    un pò mi stupisco che tu appoggi questo approccio, e che lo metta pure per iscritto”

    Per nulla.

    Qui si tratta di gente che da anni cerca di capire e ci studia.

    Gente che da anni organizza dibattiti, chiama esperti, studia i documenti, conosce i posti.

    Da questo studio, sono arrivati a conclusioni precise, ovviamente diverse dalle tue.

    Adesso si riuniscono per vedere come agire. Agire quindi dopo capire.

  16. per Francesco

    “Non è che si capisse molto, dal testo, eh”

    Forse hai ragione!

  17. Sul sano conservatorismo, ecco un ragionamento che le destre non faranno mai…

    La cosa affascinante è che ci sarà sempre qualcuno di destra, che se fai un ragionamento di questo tipo, che ti accuserà di essere… di destra!

    T.A.V. – Elio e le Storie Tese

    http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=40776&lang=it

    questa famosa rotaia
    ma ce ne servon due paia
    le traversie della vita sono tante
    traversine
    fatte con il legno

    per fare un tav ci vuole il legno
    per fare il legno si taglia l’albero
    se tagli l’albero si toglie il seme
    si toglie il seme si toglie il frutto
    si toglie il frutto si toglie il fiore
    si toglie il monte si toglie tutto
    per fare un tav si toglie tutto

    • Francesco says:

      ma cfpp

      è proprio togliere tutto per passare il succo del discorso

      è come se mi prendessero tre/quattro campioni nella mia squadra e mi lamentassi perchè poi vinciamo!

      potessi, risbatterei gli autori di questi discorsi a Edimburgo, nel 750 DC, così si godono alberi, monti, semi, mari e fiumi e venti e tutto

  18. habsburgicus says:

    @Moi
    (mentre in altro post si discute, e giustamente, di grandi cose come la II GM, qui trattiamo un po’ le cose futili, tanto per non perdere l’abitudine :D che poi per il 99 % degli italiani sono quelle che importano)

    domande esistenziali dell’italiano “medio” (versione trasferta) :D
    http://www.gnoccatravels.com/viaggiodellagnocca/19444/mi-affido-ai-piu039-esperti-polonia-slovacchia-romania-o-bulgaria#Item_19

    domande “esistenziali” dell’italiano “medio” (versione Italia, nella fattispecie l’ex-capitale sabauda) :D
    http://www.gnoccatravels.com/viaggiodellagnocca/19204/uniamoci-per-una-torino-migliore-nel-nome-della-gnocca#Item_19
    :D :D :D

    secondo me se qualcuno rifondasse il PNF (no, non Partito Nazionale Fascista, bensì Partito Nazionale della F…) altro che il 42 % :D magare come bonus (se lo voti), 80 zoccole :D :D :D :D :D

    • Z. says:

      Habs,

      ti devi dare una regolata e cercare di starci dentro. Lo dico per te, lo sai :D

      • habsburgicus says:

        ????
        molti accusano Moi di oscurità (e, invero, è spesso non chiarissimo…finché non si impara a conoscere un po’ il suo stile) ma il tuo è il primo commento che mi è TOTALMENTE ermetico, da quando scrivo qui :D

        • Z. says:

          Habs, insomma, ultimamente hai gli ormoni che circolano ben sopra i 40 all’ora anche nei centri abitati. Mi sto solo preoccupando per te, ecco :D

  19. Moi says:

    http://s4.stliq.com/c/l/7/7a/10178695_assalto-al-ponte-che-non-0.jpg

    Penso che il Ponte sullo Stretto “finirebbe” davvero così … inidpendentemente (!) dal Governo, però.

    Si è potuto unire via ponte Danimarca e Svezia, ma NON sarà mai (!) possibile fare altrettanto per Calabria e Sicilia. Si puà fare della Germania un unico prospero Paese in meno di 15 anni, ma NON è possibile fare altrettanto per le “Italie” in oltre 150 anni. Si tratta semplicemente di prenderne atto, ogni giudizio etico è inutile.

    A proposito di Sicilia ….

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cosi-la-sicilia-sta-diventando-un-emirato-10385.htm

    … Izzaldin, confermi ?

    • Francesco says:

      >> Si tratta semplicemente di prenderne atto,

      ammesso che tu abbia ragione, e spero di no, che fare? quelli che riescono emigrano e gli altri crepano?

      perchè l’evidenza di una casta puramente parassitaria, di un tumore che sta ammazzando l’organismo, è seriamente preoccupante

      e va oltre le bandierine destra-sinistra, qui si tratta di distinti gentiluomini e gentildonne che per mera avidità stanno segando l’albero su cui viviamo

  20. per Moi

    “A proposito di Sicilia ….

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cosi-la-sicilia-sta-diventando-un-emirato-10385.htm

    Interessante. Al di là del tocco islamofobo della signora Allam, qualcosa di vero – almeno sul piano di potenza politico-finanziaria – direi che c’è.

    • Moi says:

      Ma … la Mafia ?! … Come reagirà ?

      • Francesco says:

        Moi

        investimenti per 6 milioi di euro

        manco se ne accorge, la Mafia, di spiccioli così miseri

    • Moi says:

      Mah … capisco la tradizione della Sicilia Islamica, ma mi sa che il SuperEmirone nel tempo libero prende il Jet Privato e atterra a Klagenfurt ;)

      • daouda says:

        Se però pensi ai trobadori , al loro collegamento in Sicilia, e poi guardando il bogomilismo in Bosnia ed il catarismo in Provenza.

        • mirkhond says:

          Il bogomilismo in realtà c’era in alcune aree della Serbia, in Macedonia, in Tracia e in Bulgaria, e da qualche parte della Dalmazia.
          Ma NON in Bosnia, quantomeno nelle forme descritte da una mitologia storiografica iniziata nel 1869-1870 ad opera del sacerdote cattolico e storico croato Franjo Rački (1828-1894).
          La Chiesa di Bosnia fino al XV secolo era una chiesa ortodossa paleoslava, fondata dai discepoli dei Santi Cirillo e Metodio nel IX-X secolo, e rimasta isolata fino al XII-XIII.
          Poi a partire dall’invio di una missione francescana cattolica nel 1340, la Bosnia era divenuta in maggioranza cattolica, al momento della conquista ottomana del XV secolo.
          Monsignor Rački, tirando fuori la tesi di un presunto bogomilismo di massa, cercava di spiegarsi il perché circa la metà dei Bosniaci fossero divenuti musulmani nei secoli XV-XVI.
          Islamizzazione che fu rapida, invece per la carenza di clero cattolico in molte aree montane ed isolate della regione, e i Francescani, sparsi in 16 conventi della vasta regione, seppur rimasti dopo la conquista ottomana del 1463, in seguito agli scompaginamenti della conquista, usciti ridimensonati per presenza numerica, non erano in grado di essere sempre e ovunque.
          Per cui con tanta messe, e POCHI operai cattolici, gli operai musulmani, sufi e non, riuscirono ad avere la meglio.
          Oggi la tesi bogomila di padre Rački, è in genere screditata.
          Leggasi in prposito, Storia della Bosnia di Noel Malcolm, Bompiani editore, 1995.

        • daouda says:

          Quanto si dovrà aspettare per condannare sto croato alla damnatio memoriae?

          Grazie Mì

        • habsburgicus says:

          non è poi detto che Rački ebbe del tutto torto….e non è detto che Noel Malcolm abbia ragione :D

  21. Per Moi

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-2113159/Qatar-bought-Britain-They-Shard-They-Olympic-Village-And-dont-care-Lamborghinis-clamped-shop-Harrods.html

    Come il Qatar si compra l’Inghilterra… in stile Daily Mail – qualche gossip in più e senza le paranoie islamofobe della signora Allam.

  22. mirkhond says:

    non è poi detto che Rački ebbe del tutto torto….e non è detto che Noel Malcolm abbia ragione :D

    Padre Rački, fu criticato già nella sua epoca, e gli studi fatti, portano sostegno alla tesi NON bogomila della Chiesa di Bosnia.
    Quella, era una chiesa povera, perché rimasta per secoli isolata, ma non eretica.
    Conservava pratiche della Chiesa dei primi secoli cristiani, come i monasteri-doppi, e la pratica dell’ospitalità monastica verso i viandanti.
    Al Sinodo di Bolino Polje dell’aprile 1203, alla presenza del legato pontificio di Innocenzo III, furono elencati gli “errori” della Chiesa di Bosnia, da abiurare.
    L’unica cosa di “ereticale” che fu imposto di abiurare, fu quella di dare ospitalità agli eretici!
    Provenienti forse dalla Serbia (dov’erano chiamati Babuni) e dalla Dalmazia o dalla più remota Bulgaria.
    E comunque, al momento della conquista ottomana del 1463, la Chiesa di Bosnia era quasi del tutto scomparsa, essendo i suoi fedeli diventati cattolici romani, grazie agli sforzi del clero francescano a partire dal 1340!
    Gli ultimi 40 (quaranta) appartenenti a tale Chiesa ORTODOSSA PALEOSLAVA, fuggirono in Erzegovina!
    L’islamizzazione rapida di parte della Bosnia, si dovette ai VUOTI ecclesiastici, prvocati dagli scompaginamenti della conquista ottomana.
    Già è tanto che Maometto II (1451-1481) permise ai francescani di RESTARE in Bosnia.
    Dove furono praticamente l’UNICO clero cattolico fino alla conquista austriaca (1878)!
    I cattolici, in Bosnia come in Albania, furono i più danneggiati dalla conquista ottomana, in quanto il Papa non era suddito ottomano, e dunque non controllabile dal Sultano, a differenza dei patriarchi ortodossi.
    Cosa che si sarebbe ripetuta sotto i regimi comunisti.

  23. habsburgicus says:

    @mirkhond (e naturalmente tutti)
    Penso che sia ora di riprendere la tradizione, ormai onorata, dell’OT culturale :D ho scelto questo dimenticato post, perché ci sono meno commenti :D

    Uno degli argomenti più importanti (secondo me), e affascinanti da studiare (anche se, per molti tristi nei risultati, però occorre imparzialità e freddezza) è quello della scristianizzazione in Europa e della sua cronologia—limitiamoci ai paesi rimasti cattolici dopo lo sconvolgimento della Riforma
    Orbene è notissimo che c’è un divario cronologico molto netto fra scristianizzazione (o, se vogliamo, secolarizzazione) di massa che in molte parti d’Italia risale ai ’60 financo ai ’70, in Spagna idem e secolarizzazione intellettuale (molto anteriore)….finora però mi sembra che dove ci fu secolarizzazione intellettuale SEMPRE ci fu, magari dopo due secoli, secolarizzazione di massa e di costume, forse è una legge sociologica :D
    Io distinguerei quattro fasi
    Fine della Christianitas (cioè, tutti restano cattolici anche la classe dirigente nel suo complesso ma una parte della classe dirigente incomincia ad adottare un atteggiamento ironico e scettico sulla religione..ancora non profondo, spesso vi è un ritorno alla religione, ma indicativo) questa fase dura da un certo punto del XVIII secolo (in Francia probabilmente XVII secolo) alla rivoluzione
    Secolarizzazione delle classi dirigenti e intellettuali, a sua volta divisibile in due sottoinsiemi (secolarizzazione intellettuale, con uno Stato che resta tradizionale, in Italia sino al 1859/1860 tranne in Piemonte ove finì già nel 1848; secolarizzazione della classe dirigente stessa, in Italia da Cavour, i Portogallo dal 1834, in Spagna con limiti dal 1868; in Francia è subito così dal 1789, tranne nel 1824-1830 ancorché più a parole che a fatti)
    Secolarizzazione di massa (questa è tarda nei 3 Paesi cattolicissimi, e appartiene quasi ai giorni nostri..non così in Francia ove è molto più antica e in certe aree, NON in tutte era già avanzata nel 1789 !!!) ricordo che negli anni 1880’ (nel pieno della lotta mortale fra Vaticano e Terza Italia) ubn francese distingueva tra la “Francisa scettica” e la “credente Italia” !
    Io porrei questa cronologia per la fine della Christianitas nei 3 Paesi integralmente cattolici
    Italia, c.a 1740
    Portogallo, 1750 (data convenzionale, avvento del settario marquês de Pombal)
    Spagna, c.a 1760 (avvento di Carlos III, 1759-1788)
    Che ne pensate ?

    P.S
    Per Christianitas, intendo una società ove non solo crede il popolo (continuò a credere in certe regioni d’Italia fino a 35-40 anni fa, idem in buona parte della Spagna, in Portogallo del nord forse anche dopo !), ove non solo credono gli intellettuali (e in Italia continuarono a credere sino al 1796..e molti anche dopo..una forte diminuzione ci fu con il cosiddetto risorgimento e poi dagli anni 1880’/1890’),non solo crede la classe dirigente nel suo complesso (e questa in Italia credette sino al 1796, e in molti casi sino al 1848 e/o al 1859/1860) bensì il una società in cui il Cristianesimo è creduto qualcosa di naturale, l’eresia é ritenuta una follia che fa errore e l’idea stessa di un uomo colto ma non credente genera stupore esattamente come oggi in molti ambienti genera stupore l’idea di uomo colto ma credente (specialmente se cattolico :D)
    Ecco perché gli ultimi 5-6 decenni di Ancien Régime, seppur non ancora di secolarizzazione, non sono per me da includere nella Christianitas..le élites erano ormai parzialmente, incompiutamente certo, scettiche (parlo dei 3 Paesi puramente cattolici…in Francia le cosiddette élites erano sia più avanzate nell’incredulità sia più estese di numero)

  24. habsburgicus says:

    P.S
    Resta il mondo asburgico e la Baviera
    Nel Mondo asburgico, la Christianitas finisce secondo me in c.a 1740 (morte di Carlo VI) ma la classe dirigente non sarà del tutto secolarizzata, mai, sino alla fine dell’Impero nel 1918..la secolarizzazione di massa in Austria è anch’essa tardissima nma veloce, diciamo fra 1955 e 1975 (un po’ come nel lontano Québec rimasto catTolico sino al 1960 anche GRAZIE al fatto di non essere più francese e ormai laicissimo nel 1980,, idem l’Irlanda cattolicissima ancora nel 1974-morte di De Valera e fine del vecchio nazionalismo-e secolarizzatissima nel 2000)
    In Baviera, idem (per la fine della Christianitas) ma per il resto segue il modello italiano anzi francese e dal 1799 la classe dirigente sarà secolarizzata (anche di brutto, pensiamo a Montgelas) tranne un breve periodo sotto Ludwig I, 1825-1848 (e solo in parte)
    Il resto della Germanoa cattolica (Elettorati ecclesiastici ecc) cadde soto principi protestanti dunque i problemi sono diversi come per la Polonia-Lituania
    Anche in Polonia la Christianitas però finisce verso il 1750
    Diciamo che la Christianitas che nel 1700 sopravviveva in Spagna, Portogallo, Italia, Impero asburgico, Germania cattolica, Polonia-Lituania (nei limiti della pluriconfessionalità) scomparve entro il 1760—la prima metà del XVIII secolo vide una rivoluzione, passata quasi inosservata :D
    In Francia si può discutere se sia mai esistita una Christianitas dopo la Riforma :D
    Ciao a tutte/i

  25. mirkhond says:

    Interessante come sempre sono i tuoi interventi.
    Francamente però, non saprei spiegarmi le ragioni di questa lenta apostasia delle elites europee dal Cattolicesimo, seguite in tempi a noi vicini da quella di massa.
    Di solito si afferms che, la crisi sarebbe cominciata col Rinascimento nei secoli XV-XVI, anche se dando un’occhiata al Decamerone di Boccaccio, scritto intorno al 1349-1353 e tutto un filone umoristico, relativo specialmente ai peccati del clero, che ne sarebbe seguito, si sarebbe tentati di antedatarlo addirittura al trauma della Grande Peste del 1348-1352.
    Per cui, secondo lo scrittore gallese Ken Follett, contestato da Franco Cardini, come vedemmo tempo fa, molta gente avrebbe perso la Fede per il trauma devastante nella psiche di tanta gente.
    Secondo Umberto Eco, nel suo Il Nome della Rosa, la crisi che avrebbe provocato (o quantomeno anticipato il processo di secolarizzazione/laicizzazione delle elites europee), sarebbe avvenuto col trasferimento coatto del Papato da Roma ad Avignone, negli anni 1305-1309, e le crescenti critiche delle elites inglesi e tedesche e non solo, verso un Papato troppo sbilanciato verso la Francia e i suoi interessi mondani.
    Eco, infatti, accenna al Defensor Pacis del 1324 di Marsilio da Padova, in cui si teorizza una sovranità imperiale, la cui investitura è data direttamente da Dio, senza la mediazione del clero, in questo caso del Papa.
    E la disputa tra Guglielmo da Baskerville e il Venerabile Jorge, così come la critica di Guglielmo verso Bernardo Gui (1262-1331/32), avvenuta in un immaginario monastero piemontese nel tardo 1327, verte appunto sulla Verità Assoluta, e la verità relativa, o meglio sulle verità che ognuno cerca e ognuno si fabbrica (celebre la frase di Guglielmo al suo discepolo Adso da Melk – ricordati, che la verità è che NON esiste alcuna verità!).
    Insomma, stando a quanto scritto, tra XIV e XVI secolo, in Europa si sarebbe verificata una crisi, o meglio una concatenazione di crisi, da quelle dell’universalismo papale, a quella di quello imperiale, il progredire di un pensiero intellettuale non ancora ateo o agnostico, ma certamente sempre più insofferente dell’autorità e del magistero ecclesiastico, soprattutto di quello papale, la riscoperta dell’eredità classica greco-romana.
    Insomma da sarebbe iniziato il processo che, dapprima esploso nella riforma protestante e nelle devastanti e laceranti guerre di religione tra cristiani occidentali, nel XVI e XVII secolo (ma con strascichi pesantissimi in Irlanda fino al 1913, e nell’Ulster fino ad una ventina d’anni fa), e poi alla diffusione di un pensiero più computamente laico, se non ateo, dal XVIII secolo in poi, come hai ricordato.
    Secondo Cardini, quest’ultimo, nasce proprio come reazione agli eccessi delle guerre di religione tra cattolici e protestanti, di epoca precedente!
    Riguardo infine alla secolarizzazione delle masse, esso è un fenomeno ancora più recente, e secondo Vittorio Messori, almeno per quanto riguarda l’Italia, sarebbe avvenuto non certo grazie all’illuminismo massonico, ne al socialismo o al comunismo, ma al CONSUMISMO prodotto dal benessere diffusosi dagli anni ’60 del XX secolo, che sarebbe riuscito dove idee intellettuali più raffinate avrebbero fallito (se osserviamo il comportamento di quelle aree in cui l’anticlericalismo/ateismo ottenne adesioni di massa, a partire almeno dalla metà del XIX secolo in poi, e nelle sue declinazioni socialiste e comuniste, nell’area a cavallo dell’Appennino Tosco-Emiliano, tale comportamento poi, nei fatti non era dissimile da quello cattolico; vedasi la Firenze popolana dei romanzi di Vasco Pratolini o l’Emilia comunista di Peppone).
    Insomma il socialista e il comunista ancora di 40-50 anni fa, era molto più simile al cattolico dei suoi tempi, rispetto allo sfacelo consumista di oggi, che tutti accomuna, sia chi si dichiara cattolico (o comunque credente) sia ateo o agnostico.
    Vedasi, solo per fare un modestissimo esempio, la bagarre suscitata dal sottoscritto per aver criticato l’abbigliamento, soprattutto estivo, maschile e femminile di oggi.
    E dove i credenti e i non credenti di questo blog, hanno fatto causa comune contro il reprobo incorreggibile, troppo attaccato a forme di decoro e di pudicizia, ormai ritenute ridicole e sorpassate (e temute, nel caso di una improbabile islamizzazione di massa del Frangistan!).
    Queste, almeno, le mie modeste impressioni…..
    ciao!

  26. mirkhond says:

    Insomma da allora

  27. mirkhond says:

    Insomma, da allora, sarebbe iniziato il processo ecc.

  28. Per habsburgicus

    “Uno degli argomenti più importanti (secondo me), e affascinanti da studiare (anche se, per molti tristi nei risultati, però occorre imparzialità e freddezza) è quello della scristianizzazione in Europa e della sua cronologia—limitiamoci ai paesi rimasti cattolici dopo lo sconvolgimento della Riforma”

    Domanda affascinante.

    Mi permetto di aggiungere qualche elemento…

    Nella scristianizzazione, c’è sia la questione della fede, sia la questione dell’esistenza di un’enorme struttura di centinaia di migliaia di esseri umani, che possiamo chiamare “clero”.

    1) Cede il rapporto tra potere politico e organizzazione ecclesiastica, spesso anche perché il clero si vuole sottrarre al controllo regale.

    2) Cede il rapporto di sangue tra alto clero e ceto dominante: nella Germania del Cinque/Seicento, i vescovi sono molto spesso fratelli o cugini dei principi.

    Non voglio con questo ridurre la cristianità a un fatto politico; ma in un paese in cui il re decideva che il nuovo vescovo doveva essere il fratello di un granduca, l’unitarietà di Chiesa e Stato era garantita.

    3) Cede a qualche punto il potere di mobilitazione del clero. Tutti si fidano dei preti per matrimoni, battesimi e forse anche per la salvezza; ma se il prete diceva di non pagare le tasse al nuovo regime, se lo filavano in pochi. Questo deve essere avvenuto abbastanza presto, altrimenti la gente semplice avrebbe linciato i rivoluzionari in Francia prima che potessero aprire bocca, come è talvolta avvenuto nei paesi islamici.

    Tutti questi crolli avvengono abbastanza indietro nel tempo, molto prima della “perdita di fede”.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Cede il rapporto tra potere politico e organizzazione ecclesiastica, spesso anche perché il clero si vuole sottrarre al controllo regale.

      In questa sede, per esempio, nessun antigiacobino ha mai menzionato l’anticlericalismo asburgico in funzione assolutista, interrotto bruscamente quando la Rivoluzione Francese rese indispensabile un’alleanza trono-altare.

      • mirkhond says:

        “Nel Mondo asburgico, la Christianitas finisce secondo me in c.a 1740 (morte di Carlo VI) ma la classe dirigente non sarà del tutto secolarizzata, mai, sino alla fine dell’Impero nel 1918..”

        Questa frase di Habsburgicus, va nel senso proprio di quanto dici.
        E cioè che Maria Teresa d’Asburgo (1740-1780) e il marito, Francesco Stefano di Lorena (1740-1765), e il loro figlio Giuseppe II d’Asburgo-Lorena (1765-1790), fossero affiliati alla massoneria.
        Giuseppe II, in maniera più radicale dei genitori.
        Anche nel Regno di Napoli, la massoneria divenne potente grazie alla regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, sorella di Giuseppe II, e regina di Napoli e Sicilia dal 1768 al 1814.
        Fu Maria Carolina a favorire quelle logge e club massonici, da cui sarebbero usciti i traditori del 1799, come la fin troppo compianta Eleonora De Fonseca Pimentel, coccolata e favorita a lungo dalla regina “infranciosata”, per poi rivoltarsi contro come una serpe in seno.

        • habsburgicus says:

          Fonseca Pimentel

          esatto !
          Il bello è che il vetero-marxismo e il vetero-radicalismo vedono la rivoluzione come anti-aristocratica in essenza :D
          A Napoli, tutta l’alta aristocrazia era per i giacobini :D (quella rimasta ricca almeno; erano reazionari i nobili spiantati, tipo il Canosa :D anche in Francia erano royalistes soprattutto gli hobereaux senza ‘na lira dell’Ouest :D)
          Finché non si capirà che la rivoluzione francese (e derivati) non era tanto contro la nobiltà quanto contro il Cristianesimo cattolico, non sai capirà nulla di quegli avvenimenti :D attenzione parlo di capire, non di giudicare !
          Vero, in Francia, ci fu una punta antinobiliare vera, anche perché là era necessario avere l’appoggio delle masse scioperate di Parigi e delle città, già secolarizzate all’epoca (caso unico nell’Europa cattolica così presto)
          Ma all’estero no…a Napoli, in Spagna, in Portogallo erano molti nobili, e pure prelati (quelli più amorali :D) a essere rivoluzionari (più qualche poeta parassita in qualche modo loro servizio :D)
          Ciò è logico..perché erano le uniche élites scristianizzate e massonizzate

        • mirkhond says:

          La rivoluzione napoletana del 1799 fu una congiura di baroni, come tante volte nella storia del Regno di Napoli.
          E come quelle, appoggiandosi sempre al supporto di una potenza straniera.
          Solo che questa volta i baroni si ribellavano in nome di un ideale massonico, che a lungo era stato allevato e coccolato dalla famiglia reale borbonica, soprattutto da Maria Carolina, più che da Ferdinando IV di Borbone.
          Il quale pensava più a divertirsi, delegando alla volitiva consorte e ai ministri la politica.
          Con gli esiti nefasti che poi si videro…..

      • habsburgicus says:

        Giuseppe II (e in parte già Maria Teresa, per quanto piissima)
        però uno attento come te, Mauricius, avrà notato che io pongo la fine della Christianitas (ok, termine scorretto qui, ma per capirsi :D) nelle terre asburgiche nel 1740….non a caso
        e Mirkhond lo ha subito notato !

      • habsburgicus says:

        interrotto bruscamente

        non è così…
        il giuseppinismo moderato fu mantenuto, e pure con una certa forza sino al 1815
        da c.a 1817/1818 Metternich lottò per eliminarlo, ma ottenne poco
        infine il giuseppinismo verrà sepolto solo nel 1855*…troppo tardi, ormai :D
        e questa fase durò solo fino al 1868

        *il fratello Cavour molte volte batté su questo testo, nella corrispondenza diplomatica, per “spiegare” il malcontento dei lombardi (solo i nobili, e neppure tutti) e, implicitamente, per offrire sé stesso come presunto liberatore :D

  29. habsburgicus says:

    @Miguel
    altrimenti la gente semplice avrebbe linciato i rivoluzionari in Francia prima che potessero aprire bocca, come è talvolta avvenuto nei paesi islamici

    Poni domande pertinentissime e importanti…
    Per quanto riguarda la Francia certamente il processo è anteriore al 1789, e di molto (credo di averlo detto)…nelle uniche aree ove il Cristianesimo restava veramente dominante almeno in parte (Vandea), i rivoluzionari ci provarono a linciarli :D ma con scarsi risultati perché il governo rivoluzionario aveva enormi mezzi e un numero sufficiente di devoti..così come furono “linciati” in Italia nel 1796-1799 (è un argomento censuratissimo e ignorato e alla fine il tutto risultò vano e inconcludente, ma allora tutta l’Italia popolare insorse, qualcosa che non di vide mai più….non me ne vorrà l’amico Mirkhond :D, ma contro il cavourrismo, appena 60 anni dopo, non fu così; i Ducati e la Toscana non insorsero per nulla e neppure le terre papali pur fredde verso i nuovi dominatori come oggi ammettono tutti tranne i buffoni; il Sud sì ma in misura ben minore e meno estesa geograficamente rispetto a sessanta anni prima) e all’estremo inizio in Spagna
    Resta il fatto che già allora le élites, pure in Spagna e Italia erano in parte secolarizzate, almeno dalle date che ho posto io (ma senza dubbio ce ne sono di migliori)….
    Se poi vogliamo andare su su per li rami, ha ragione Mirkhond in quanto ha scritto, comunque si arriva almeno a c.a 1300
    Una parola sull’Islam…
    Vero che li linciano o li avrebbero linciati fossero tanti folli a presentarsi :D
    Ma l’Islam finora non ha mai subito un attacco scientifico (a parte in URSS, per pochi annim e furono frange, e poi fu fatta soprattutto da “stranieri”) e duro da parte di una Potenza ex-islamica laicizzatasi del tutto (quale fu la Francia giacobina che arrivò a cambiare il calendario per manifestare il suo odio per la Tradizione cristiana)
    Se ci fosse stato, avrebbe resistito ?
    Se ci fosse, resisterebbe ?
    E quanto dico duro, voglio dire duro :D….da giacobinismo al cubo !

    • mirkhond says:

      Beh, però nella Turchia kemalista tra 1922 e 2002, c’è stato eccome un regime di duro laicismo giacobino, sul modello francese e con somiglianze con quello messicano.
      Poi, questo laicismo, ha cominciato ad entrare in crisi negli ani ’80 del XX secolo, per fattori interni, probabilmente per le delusioni da mancato paradiso terrestre, tipiche di queste ideologie atee, e per motivi esterni, come il sostanziale rifiuto di essere accolti nella Comunità Europea (il “Club Cristiano” come lo chiamò anni fa, anche Orhan Pamuk), e sia per il fallimento del panturanismo.
      Che, col crollo dell’Urss, nel 1991, sembrava potersi realizzare, ma che è fallito già dal 1999-2000, per il sostanziale senso di estraneità che le repubbliche e le popolazioni turcofone ex sovietiche, provano per Ankara (a parte, forse, l’Azerbaigian ex sovietico).
      Dunque, col fallimento dei due bastioni del kemalismo, benessere e collocazione geopolitica europea e panturanica nello stesso tempo, il sentimento religioso della maggioranza della popolazione, è riemerso trovando sfogo politico nell’attuale AKP.
      ciao!

  30. mirkhond says:

    “così come furono “linciati” in Italia nel 1796-1799 (è un argomento censuratissimo e ignorato e alla fine il tutto risultò vano e inconcludente, ma allora tutta l’Italia popolare insorse, qualcosa che non di vide mai più….non me ne vorrà l’amico Mirkhond :D”
    Concordo pienamente! Vedasi la “Vandea” romagnola del 1796, oggi impensabile per i discendenti laicizzati di quegli insorti cattolici!

    “ma contro il cavourrismo, appena 60 anni dopo, non fu così; i Ducati e la Toscana non insorsero per nulla e neppure le terre papali pur fredde verso i nuovi dominatori come oggi ammettono tutti tranne i buffoni; il Sud sì ma in misura ben minore e meno estesa geograficamente rispetto a sessanta anni prima)”

    E’ vero, tranne per l’area montana del Ducato di Modena, e cioè le Alpi Apuane e la Garfagnana del nord, e alcune aree montane del Ducato di Parma.
    Qui stando allo storico Nicola Guerra, si sarebbe sviluppata una guerriglia antipiemontese tra 1859 e 1864.
    Quanto a noi, hai ragione, però lo stesso Massimo D’Azeglio, in una lettera dell’agosto 1861, affermava che a Sud del Tronto, non bastava la truppa piemontese ivi stanziata, per soffocare il nostro malcontento verso il nuovo dominatore.
    Però hai ragione, sulla mancanza di un Ruffo che riuscisse ad unificare e cooordinare la nostra resistenza.
    La scelta del valoroso generale carlista catalano, Josè Borges (1813-1861), non si rivelò felice, per via dell’estraneità del condottiero alle nostre genti e alla nostra mentalità.
    Oltre che per il povero Borges, tradito e venduto ai Piemontesi, tramite gli agenti di Napoleone III, e fucilato a Tagliacozzo, l’8 dicembre 1861, a pochi chilometri dal confine papalino.
    Però il fatto che sia durata così a lungo, pur bruttandosi di atti di brigantaggio vero e proprio, testimonia comunque una volontà delle nostre genti di non accettare supinamente il nuovo dominatore, e con la sconfitta definitiva della lotta armata, intorno al 1870-1875, solo la crescente e massiccia emigrazione (oltre 5milioni e mezzo di persone solo tra il 1861 e il 1914), potè rendere più definitiva la conquista piemontese!

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