Venezia, storia di un suicidio

Tomaso Montanari, storico dell’arte, è un amico che abita a due passi da casa mia. E infatti, parlare di Venezia è come parlare anche di Firenze.

Ha il grande merito di aver colto il rapporto stretto che in Italia lega pietre e popolo, cioè l’ambiente stesso in cui siamo immersi e che ci forma. E che dobbiamo difendere con tutte le nostre forze.

Il Mose è costato finora cinque miliardi di Euro. Poi dicono che non ci sono i soldi…

di Tomaso Montanari

Il Fatto Quotidiano, giovedì 5 giugno

Massimo Cacciari – tra i cui non molti meriti di sindaco di Venezia c’è quello di essersi  sempre opposto al Mose –ha detto che le radici della corruzione vanno cercate nell’urgenza.

Vero, ma il Mose sarebbe criminogeno anche se i suoi lavori andassero lentissimi. Perché è  un progetto sbagliato in sé: frutto di quella vocazione al suicidio da cui Venezia non sembra capace di liberarsi.

Per mille anni la Repubblica Serenissima ha vegliato sul delicato equilibrio della Laguna,
che è la particolarissima “campagna”che circonda Venezia. In natura, una laguna ha una vita limitata nel tempo: o vincono i fiumi che portano materiali solidi verso il mare, e
la laguna si trasforma in palude e piano piano si interra, oppure vincono le correnti
marine, che tendono a renderla un golfo o una baia.

I veneziani capirono subito che tenere in vita la Laguna salmastra voleva dire assicurarsi uno scudo naturale sia verso la terra che verso il mare. Non mancarono le discussioni: celeberrima quella cin-quecentesca tra Alvise Cornaro, che avrebbe voluto bonificare la Laguna, e Cristoforo Sabbadino, che ne difese vittoriosamente la manutenzione continua.

Così la storia di Venezia –ha scritto Piero Bevilacqua –è stata “la storia di un successo nel governo dell’ambiente”.

Una storia che, con l’avvento dell’Italia unita si è, però, interrotta, ed è definitivamente
collassata negli ultimi quarant’anni di malgoverno veneziano. Per fare entrare le Grandi Navi (turistiche, industriali e commerciali) si sono dragati e approfonditi i canali d’accesso in Laguna, e con-temporaneamente se ne è abbandonata la secolare manutenzione.

Il risultato è stato un abnorme aumento dell’acqua alta, culminato nella vera e propria alluvione del 1966. Fu proprio quell’enorme choc che mise Venezia di fronte
all’alternativa: o riprendere il governo della Laguna e mantenere l’equilibrio, o essere
mangiata dall’Adriatico.

Fu allora che emerse la terza via: il Mose, che permise di eludere la scelta tra responsabilità e consumo. L’idea era di continuare indefinitamente a violentare la Laguna e poi rimediare meccanicamente, con una gigantesca valvola che chiudesse le porte al mare. È come se un paziente ad altissimo rischio di infarto venisse persuaso dai medici a non sottoporsi ad alcuna dieta né ad alcun esercizio fisico, e a scommettere invece tutto su una costosissima e complicata operazione di angioplastica.

Non verrebbe da pensare solo che i medici sono incompetenti: ma anche che hanno qualche interesse occulto nell’operazione. E se poi quei medici finissero in galera, chi potrebbe stupirsi?

Follemente, la scelta della terapia è stata affidata direttamente ai chirurghi. Fuor di
metafora: la salvezza di Venezia e del suo territorio è stata affidata a un consorzio di im-prese private (il Consorzio Venezia Nuova) interessate a realizzare il costosissimo mecca-nismo di riparazione del danno, il Mose appunto. E tutto è stato asservito a questo ente: anche il controllo del Magistrato delle Acque, che si è trovato a ratificare (invece che a
sorvegliare) scelte operate in base all’interesse privato.

Sarebbe difficile spiegare un simile suicidio se non vedessimo che Venezia si distrugge
ogni giorno in mille altri modi, prostituendosi, fino alla morte, a un turismo cannibale. Ma
mentre gli abitanti continuano a scendere (sono ora 59.000: un terzo della popolazione del
1950, la metà di quella del 1510) e le Grandi Navi sembrano inarrestabili, c’è ancora
chi resiste, tra mille difficoltà.

Esemplare il caso di Italia Nostra, cui appartiene la voce più ferma e coraggiosa contro la
morte di Venezia, una voce che un anno fa aveva documentato pubblicamente proprio la corruzione del Mose: ebbene, la soprintendente architettonica veneziana Renata Codello ha querelato l’associazione, che le rimproverava pubblicamente la difesa delle Grandi Navi, e l’autorizzazione allo scempio (futuro) del Fondaco dei Tedeschi e al raddoppio (in corso) dell’Hotel Santa Chiara sul Canal Grande (quello dove, secondo i pm, la segretaria di Giancarlo Galan avrebbe ricevuto le mazzette!).

E che avvocato ha scelto la Codello? Ma quello del Consorzio Nuova Venezia, che controlla il Mose. Pulire la Laguna, insomma, sarà un’impresa lunga.

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63 Responses to Venezia, storia di un suicidio

  1. mirkhond says:

    Ciò che mi ha colpito favorevolmente della millenaria enclave romana messasi in proprio col nome di Repubblica di Venezia, è stata proprio la sua capacità di sottoporre gli interessi pur forti dei privati, al fermo controllo dello stato.
    Capisco, se sia pure in maniera spesso goffa, contraddittoria e confusa, vi sia là tanta gente che la rimpiange!

  2. Sul Mose, trovo un articolo del 14 ottobre 2013

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/14/grandi-opere-si-alzano-paratie-del-mose-si-abbassano-quelle-della-legalita/742648/

    affascinante perché ci ricorda che c’erano già un bel po’ di elementi per inquadrare bene l’atmosfera di questa Grande Opera Inutile (GOI):

    “In attesa di un terzo grado di giudizio, se mai arriverà prima della prescrizione o dell’amnistia, ci possiamo limitare a un arido elenco dei più recenti provvedimenti giudiziari che hanno scosso la credibilità del Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico per la realizzazione del Mose, sul versante della legalità. L’arresto dell’ex presidente del Consorzio, che con altri dirigenti avrebbe creato fondi neri dalla destinazione ignota, aumentato fittiziamente il costo dei prodotti, spartito gli appalti tra imprese amiche, tacitando gli scontenti con denaro e opportunità ritagliate in altri enti pubblici. L’arresto per frode fiscale dell’amministratore della Mantovani, una tra le principali ditte realizzatrici del Mose. E siccome frodi, corruzione e mafie notoriamente vanno a braccetto, non poteva mancare – pochi giorni fa – l’arresto di due dirigenti dalla società fornitrice delle cerniere su cui sono agganciate le paratie, accusati di aver aiutato un clan mafioso ad aggiudicarsi finanziamenti pubblici e subappalti.”

  3. Guido says:

    Anche in un piccolo articolo come questo continuo a trovare ulteriori conferme di una mia convinzione, non solo mia per fortuna: i tempi in cui stiamo vivendo sono particolarmente “radicali” proprio perché ci obbligano a ripensare l’intera forma di vita di cui siamo parte.
    Ci arrivano improvvisamente dei conti astronomici da pagare e restiamo stupiti allo stesso modo di come lo saremmo se, trovandoci in un ristorante e, dopo una mangiata pantagruelica spaccabudella, ci aspettassimo solo di pagare le bibite e i grissini.
    Ci siamo consegnati totalmente indifesi a un sistema biocida di cui l’italica corruzione può solo costituire un’ulteriore aggravante. Il sistema si chiama Capitalismo (ma il nome non ha importanza, chiamatelo come vi pare) e tutto il nostro modo di stare al mondo lo sostiene e lo alimenta. Qualsiasi ricetta che non affronti il problema con questa consapevolezza non potrà fare altro che procrastinare una catastrofe certa…esattamente come scrive argutamente l’autore dell’articolo: “…come se un paziente ad altissimo rischio di infarto venisse persuaso dai medici a non sottoporsi ad alcuna dieta né ad alcun esercizio fisico, e a scommettere invece tutto su una costosissima e complicata operazione di angioplastica”.

  4. L’articolo di Montanari è importante anche perché fa saltare i soliti schemi – “privato contro pubblico”, “corrotti contro onesti”, “destra contro sinistra” – entro cui si restringono in massima parte le discussioni.

    Lo scontro vero è un altro, cioè tra l’insieme di imprenditori e politici (di destra e di sinistra) da una parte, e la gente che si organizza da sé (in questo caso, Italia Nostra) senza che nessuno la paghi e studia tutti i documenti, si becca anche le querele…

  5. Per Guido

    “Ci siamo consegnati totalmente indifesi a un sistema biocida di cui l’italica corruzione può solo costituire un’ulteriore aggravante.”

    E’ la migliore risposta a chi, come Renzi, dice che bisogna “fermare i corrotti, non le grandi opere”.

    La corruzione illegale è una parte minima di tutto il sistema, dovuta a qualche ingenuità o alla troppa fretta, o al credere che si possano fare certe cose senza nemmeno consultarsi con il proprio commercialista prima.

    Un po’ come uno speculatore qui nel quartiere (non quello del giardino) che oltre a ottenere tutti i permessi che vuole, ci fa pure strappare le locandine che mettiamo in giro, perché tanto siamo in Italia.

  6. Francesco says:

    Direi di essere di opinione opposta a Miguel e al resto degli interventi.

    Venezia è morta, nel 1492. Dopo secoli di ordinata agonia, Napoleone ha dato pubblico riconoscimento dell’evento.

    Essendo un bel cadavere, ha un presente e un futuro come Museo, e null’altro. Che tutto il resto è dopolavoro degli operatori museali e dei visitatori così accaniti da volerci vivere dentro, al museo.

    Il Mose mi sembra, ma nulla ne so, un modo per mantenere interessante e semi-integro il cadavere. Peccato si abbiano mangiato su all’italiana, in tempi, misura e modalità suicide.

    La Natura prevede che le città morte le vengano riconsegnate, provvede a interrarle o seppellirle nella foresta.

    In tutto questo, il capitalismo è l’angelo salvifico che trova il modo di sfruttare il cadavere e di dare una ragione alla sua preservazione.

    Sennò che imputridisca e si decomponga.

    • Peucezio says:

      Quello che dici di Venezia si può applicare all’Italia tutta.
      Perché se al mondo c’è un museo, quello è l’Italia.
      Ma in pratica, secondo la tua logica, per il fatto di avere avuto un passato, bisognerebbe rinunciare ad avere un futuro.
      Tu se vuoi rinunciaci, a me del futuro non frega granché (tanto fra cento anni saremo tutti calvi, come dicono gli spagnoli), ma se proprio devo scegliere, preferisco averlo che non averlo.

      • Le tue parole indicano che non hai un passato, quanto piuttosto che è il passato ad avere te.
        Se tu ne fossi padrone, in qualche misura, potresti scegliere tra tenerlo o lasciarlo: così invece non hai scelta.

        Un morto è un morto, e lo si capisce dalle innumerevoli carogne che se ne nutrono.

        L’unico modo per preservare Venezia – a parole è facile – è sperare che una nuova classe di persone violente e spregiudicate, affariste nel senso mercantilistico del termine, desiderose di potere e conquista arrivi ad impossessarsi del territorio.
        La nuova fioritura della laguna sarebbe garantita, al prezzo di un leggero disordine altrove; dettagli, se vogliamo.

        E’ questo il passato che invochiamo?
        (e mi rendo conto che potrebbe essere più appetibile dello squallore presente)

      • Francesco says:

        l’Italia è più di un museo

        Venezia no

        e poi, in Italia c’è posto per il passato e il presente, a Venezia assolutamente no

        • Peucezio says:

          Non è più di un museo, è un museo più grande.
          Non è la stessa cosa.

        • Francesco says:

          Peucezio,

          ti garantisco che l’Italia è ancora un paese vivo, nel senso economico e sociale del termine

          Non so nel senso intellettuale ma questo fa parte del “o tempora o mores”

          ciao

  7. Z. says:

    Se la tutela della laguna era quello di difendersi da attacchi terrestri e marittimi allora si tratta di uno scopo che non ha più ragion d’essere: sia il rischio di assalti anfibi croati sia quello di invasioni di terra dal resto del Veneto mi pare, ad oggi, piuttosto ridotto.

    A questo punto – al di là della vicenda penale in cui il progetto è attualmente coinvolto – ha senso praticare qualsiasi forma di manutenzione continua? Vale a dire: ora che Venezia non rischia più di essere occupata né dalla terra né dal mare, è davvero ragionevole studiare e implementare progetti lo scopo dei quali è tamponare l’inevitabile sfaldarsi di una situazione precaria?

    • Francesco says:

      beh, l’interesse turistico di Venezia, che è il suo motivo di esistere, è che è un città sulla laguna

      togli quella e cosa rimane? una bellissima città con degli strani canali asciutti … forse poco per attirare milioni di turisti

      se poi basta per attrarne meno ma più danarosi, ben venga

      OT il Papa difende a spada tratta gli zingari e proprio entrando a piedi uniti nell’immaginario italiano. cosa ne pensi, Miguel?

      • Z. says:

        Capisco il tuo punto di vista: ma se la metti così, significa che lo scopo della “manutenzione continua”, oggi che non c’è più rischio di invasione, è solamente far sì che Venezia continui ad esistere cristallizzata e immutabile nell’interesse degli introiti turistici.

        Come una specie di Gardaland per adulti, insomma.

        • rossana says:

          “…oggi che non c’è più rischio di invasione, è solamente far sì che Venezia continui ad esistere cristallizzata e immutabile nell’interesse degli introiti turistici.

          Come una specie di Gardaland per adulti, insomma.”

          A parte che quanto a “rischio di invasione” basterebbe farci un giro nei prossimi giorni, cha con la bella stagione gli invasori sono riconoscibili a occhio nudo già dalla stazione ma poi in ogni luogo “turistico”, cioè conosciuto via cartolina, della città (Stazione, Rialto, Strada Nova, San Marco sembrano ormai in tutto simili a un suk in versione americanizzata come in ogni altra città europea), contesterei anche quell’ “esistere cristalizzata e immutabile”. Immutabile proprio no. Vedi restauro Fondaco dei Tedeschi, Hotel Santa Chiara o il Ponte Calatrava, tanto per citare degli esempi di stravolgimento del senso stesso di Venezia.
          Giusto per raccontarne una, ero a Venezia dopo molto tempo (mi viene sempre più difficile andarci proprio perché mi rifiuto di rinunciare alla Venezia che ricordo) un mese fa circa. Uscita da un ristorante nei pressi di Rialto mi son voluta affacciare sul Canal Grande per vedere l’effetto notturno del Fondaco dei Tedeschi imbragato che spuntava dietro Rialto dominandolo: terrificante. Il ponte sparisce, sembra un ponticello finto, minuscolo, secondario rispetto all’imponenza del Fondaco imbragato.
          Non oso immaginare quando sarà finito il restauro e sul suo tetto esploderanno luci faraoniche a illuminare la terrazza panoramica prevista con tanto di piscina (almeno in progetto) o come si rifletteranno le rifatte vetrate sul Canale appena dietro il Ponte. Non ci voglio più tornare, fa male.
          Il ponte Calatrava mi rifiuto anche solo di calpestarlo: farlo saltare vorrei, ma mi sa che salterà senza bisogno del mio aiuto, visto che già mostra segni di instabilità.
          Insomma, una Disneyland sì, cioè la copia conforme dell’originale già presente in California.
          Questo non è “cristallizzare” la città per renderla “immutabile” per i turisti: è dilaniarla com’è per risputarla trasformata conforme all’idea di bellezza architettonica prevalente con matrice a Dubai.

        • Z. says:

          rossana,

          — A parte che quanto a “rischio di invasione” basterebbe farci un giro nei prossimi giorni, cha con la bella stagione gli invasori sono riconoscibili a occhio nudo già dalla stazione —

          Non è che da quegli “invasori” ti protegge la laguna, eh! Anzi, credo contribuisca ad aumentarne il numero :)

          — Questo non è “cristallizzare” la città per renderla “immutabile” per i turisti: è dilaniarla com’è per risputarla trasformata conforme all’idea di bellezza architettonica prevalente con matrice a Dubai. —

          Tra cristallizzare e dilaniare, a ben vedere, c’è davvero tanta differenza? Dice il saggio druido: “se vuoi rinnovare la terra, ara la terra; se vuoi distruggerla, non fare nulla”.

        • Francesco says:

          x Z

          confermo in pieno

          ciao

  8. A Venezia basterebbe che invece dei canali e della laguna ci fossero strade e distese erbose e alberate, con trenini elettrici silenziosi al posto dei battelli che la connettono… e così avrebbe vinto finalmente il buon capitalismo e la Nuova Venezia… Guido e Franceaco hanno entrambi ragione. Ma si sa, l’uomo non sa porsi limiti, è volontà di potenza… altrimenti smetterebbe di fumare, di bere, di assumere grassi saturi… e così via. Il guaio ulteriore è sopratutto non saper… morire.

  9. Moi says:

    Quoto Francesco !

    Ma per salvare il “Sogliolone”, e il Sogliolone va (!) salvato …

    http://www.ibs.it/code/9788807881893/scarpa-tiziano/venezia-e-pesce.html

    http://books.google.it/books?id=zyWkiTRN7kQC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false

    ci vorrebbe, a mio immodesto (!) avviso, una Dutch Connection !

    http://www.repubblica.it/viaggi/2014/03/22/foto/paesi_bassi_il_ponte_interrotto_il_sottopasso_sommerso-81644264/1/

    http://vimeo.com/28011347

    Olandesi: gente capace e onesta, di cui mi fido ! Dietro alle maraviglie da “Le Mille e Una Notte” degli Emirati ci sono (anche) loro. Molte opere utili, zero (che si sappia) magna-magna da DC Italica Anni ’50 … a buon rendere, magari !

    Le cosiddette “Cattedrali nel Deserto” sono in Giornalistese ciò che Miguel ha definito GOI (Grandi Opere Inutili) … anzi GOII : (Grandi Opere Inutili Incompiute) ! Come dire : oltre al danno, la beffa ! L’ espressione sarà pure un cliché, ma è tristemente assai efficace !

    PS

    Poche città si sono disgraziatamente suicidate storico-culturalmente come Bologna e Pavia … un tempo entrambe tanto turrite e con le mura !

    PPS

    Penso all’ Odium Sui di Z come Cittadino di un Museo a Cielo Aperto come l’ Italia (unico vero motivo di potenziale Orgoglio Nazionale … altro che Cuperlo !) e … rabbrividisco !

    • Moi says:

      Va be': in fondo, se davvero a Bologna dovesse sorgere una Moschea da “Le Mille e Una Notte” intitolata a Gianni Cuperlo con tanto di 64 minareti alti quanto il Abraj Al Bait alias Makkah Clock Tower ciascuno … sarebbe comunque un male minore rispetto a un nuovo cazzo d’ Ipercoop !

    • Z. says:

      Figurati, io sono d’accordo con Daverio: dovremmo puntare sul turismo culturale, mica sulle acciaierie. Ma non dirlo a Landini, ché se mi sente ci rimane male. E magari se la prende col povero Cuperlo :D

  10. Moi says:

    A proposito di Venezia :

    mi è sempre piaciuta, nel Casanova di Fellini, la poetica del Nano Napoletano che chiede alla Gigantessa Veneziana di , in Italiano : ” Canta la canzone del Paese tuo che mi mette nostalgia del Paese mio”.

    http://www.youtube.com/watch?v=VJYeeXGfh4w

    Verso 06:50

  11. per Moi

    “” Canta la canzone del Paese tuo che mi mette nostalgia del Paese mio”.”

    Che frase meravigliosa!

  12. Per Rossana

    ” (mi viene sempre più difficile andarci proprio perché mi rifiuto di rinunciare alla Venezia che ricordo)”

    Io a Venezia ci ho anche vissuto per un breve periodo da bambino, mi ricordo i piccioni, la gente al bar a guardare insieme la televisione in bianco e nero, e un gatto spelacchiato che lo chiamavano l’Anziano.

    Le città hanno storie lunghe e varie, sono la forma di vita organica più complessa che esista.

    Ma la decisione se devono vivere, oppure diventare Disneyland, fantasmi di plastica di se stessi, ecco… questa è una decisione, non un destino storico.

    Ed è un campo di battaglia.

    Oggi in Via Maffia, passa una ragazza in bicicletta. Deve essere una cantante lirica, e si esercita cantando il più forte che può, mentre pedala.

    E sempre oggi, i bambini della Torrigiani hanno fatto il loro concerto di fine anno, ai violini la moldava, la mezza americana, la mezza toscana/mezza messicanostatunitense, Usman che viene dal Senegal e tutti gli altri.

    M.E., che è nata in Brasile, con la pelle mulatta, i capelli crespi bellissimi e la famiglia disastrata, ha scritto poi sulla lavagna che abbiamo infilato nella rete che lo Speculatore ha inferto sul nostro giardino… un saluto ai suoi compagni per la fine dell’anno.

    Queste cose fanno la differenza tra la città viva di Momo, e l’orrore degli Uomini in Grigio.

  13. A proposito di Uomini in Grigio…

    Michael Ende non ha intuito del tutto il futuro che ci attendeva: forse più uno scoppio di colori finti che il grigiore di cui lui parlava.

    Ma ci voleva un tedesco per capire perché l’Italia è un paese meraviglioso, e non certo per i motivi che ci raccontano i Prandelli o i Renzi.

    E perché quella meraviglia, quella bellezza da Momo, sia il nucleo di tutte le nostre resistenze.

  14. Raffwizard says:

    Se il nostro pianeta è così malridotto dobbiamo ringraziare i tanti come Francesco che lo popolano.
    Un conto è morire, un conto è essere uccisi.
    Invito a leggere parte delle origini di questo lento assassinio: (Volpi di Misurata, Petrolchimico, Canale dei Petroli (http://archivio.eddyburg.it/article/articleview/2407/0/177/) , grandi navi (http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/65950, http://www.repubblica.it/ambiente/2013/11/05/news/venezia_governo_vieta_transito_grandi_navi-70292750/?ref=HREC1-2).
    Del resto è in virtù del profitto per pochi e del lavoro, della miseria, della sudditanza e dell\’ignavia di molti che Venezia è stata ridotta in questo stato di crisalide per essere in futuro trasformata in isola dei famosi, un po\’ come è avvenuto per Cortina, San Maurizio, San Gimignano, Saint Tropez… Tante piccole Dysneyland, per pochi eletti, però!

  15. baculum says:

    Le navi da crociera sono l’ultimo dei problemi di Venezia e paradossalmente stanno impedendo che avvenga la peggiore speculazione edilizia che la città abbia mai visto e la realizzazione di nuove e costosissime grandi opere.
    Non è un caso che il sindaco sospeso Orsoni e i quotidiani facenti capo ai vari Caltagirone e Benetton, abbiano preso da anni un’evidente posizione a favore del comitato e dei centri sociali che vogliono estromettere le navi dall’attuale stazione marittima e perfino dalla laguna, con proposte dall\’impatto ben peggiore della situazione attuale per quanto concerne l\’economia e l\’ambiente lagunare.

    • Moi says:

      Scusa, Baculum … sei Veneziano ? Personalmente un “Sacramento” ;) tipo Costa Concordia a Venezia l’ ho visto :

      http://blogeko.iljournal.it/piu-del-buonsenso-pote-il-cantiere-venezia-vietata-alle-grandi-navi-durante-i-lavori-del-mose/75548

      … E almeno una (!) roba buona del Mose !

      • Moi says:

        Con un Capitano “Mona” (tipo Schettino) gli effetti potrebbero essere simili :

        http://cdn.fansided.com/wp-content/blogs.dir/308/files/2014/05/2e26e19fb1714524f5f907f3b9e4cd3d.jpg

        • baculum says:

          Un caso alla Schettino è impossibile per le seguenti ragioni:

          1) Non ci sono scogli.
          2) Se non si segue l’unica rotta possibile e la nave si avvicina alle rive finisce per incagliarsi nel fondale sabbioso prima di raggiungerle.
          2) Una nave come la Concordia viene accompagnata da due rimorchiatori e due piloti della Capitaneria salgono a bordo e la guidano per tutto il tratto in laguna, sia in entrata che in uscita.
          3) La Capitaneria non consente la navigazione notturna così come non la permette in caso di condizioni atmosferiche che non permettono una buona visibilità.

      • baculum says:

        Sì, sono veneziano.
        Sicuramente molti porti, italiani ed esteri, non vedono l’ora di intercettare il traffico marittimo veneziano e farlo proprio. Riguardo la proposta di mandare le navi a Trieste che viene fatta nell’articolo, c’è da dire che già con una moderna nave da crociera nel porto giuliano si creano seri problemi di congestionamento in città dovuti alla movimentazione di passeggeri e rifornimenti.
        Sempre per quanto riguarda Trieste, penso che l’ex ministro e attuale galeotto Clini, autore del decreto bocciato dal Tar, che voleva estromettere le navi superiori a una certa stazza da Venezia (le più piccole poi sono pure le più vecchie e inquinanti), penso abbia voluto fare un favore al capoluogo del FVG e abbia ancora degli interessi lì. Clini è stato il presidente dell’Area Science Park triestino e cosa curiosa, uno dei ricercatori di quella struttura è uno de più attivi partecipanti del Comitato No Grandi Navi.

  16. Chiedo scusa a Baculum per il ritardo con cui è stato approvato il suo interessante commento.

    E’ un punto di vista per me nuovo, e quindi interessante, ma non so se ho capito bene.

    • baculum says:

      Miguel, intendevo dire che il motivo principale per cui Orsoni e altri spingono per togliere le navi dall’attuale stazione marittima è quello di averne a disposizione l’enorme area di quasi 300.000 m² per farne in minima parte un porto per yacht e cambiarne la destinazione del resto d’uso per edificare alberghi, appartamenti di lusso, ecc. Un’area comodamente raggiungibile in auto, vicino alla stazione ferroviaria e ben collegata col resto del centro storico, in una città dove di fatto non esiste la possibilità di creare nuovi spazi urbani e che ha qualcosa come 23 milioni di turisti all’anno fa indubbiamente gola.
      Come a Napoli Il Mattino ha fatto per anni una campagna a favore del “termovalorizzatore” come unica soluzione possibile al problema dei rifiuti, così a Venezia Il Gazzettino ha sostenuto la lotta contro la navi da crociera. Guarda caso il gruppo proprietario di entrambi ha un’interesse diretto nella costruzione e gestioni di inceneritori e in quella di piccoli porti turistici (coinvolti pure in diversi scandali) e di alberghi e simili.
      Poi Orsoni vuole mandare le navi a Marghera, danneggiando così anche il porto commerciale oltre a quello turistico, per avere nuovi terreni da bonificare e utilizzare. Solo la bonifica sarebbe un’impresa titanica e continua in un ambiente del genere e farebbe girare un’enormità di soldi per chi riesce a metterci le mani sopra e dulcis in fundo, eviterebbe al comune di pagare la bonifica di diversi milioni di euro di una zona di Marghera in seguito alla causa (attualmente il comune ne ha circa 6.000 in corso) persa contro un’azienda nel 2010 se ricordo correttamente.

      PS
      Il comune anni fa ha venduto la sua partecipazione nella VTP, la società voluta dall’Autorità portuale per la gestione del porto turistico perdendoci molto, visto che il valore delle azioni è aumentato enormemente nel corso degli anni.

  17. Moi says:

    Scusate, ma … facebook e twitter non dovrebbero essere a costo zero ?

    http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11630614/Laura-Boldrini-spende-1-milione-per.html

  18. Per Baculum

    “Miguel, intendevo dire che il motivo principale per cui Orsoni e altri spingono per togliere le navi dall’attuale stazione marittima è quello di averne a disposizione l’enorme area di quasi 300.000 m²”

    In effetti, il tuo ragionamento fila, a prescindere dall’antipatia che possano suscitare i mostri marittimi ormeggiati davanti a San Marco, antipatia che rimane tale quale.

    Grazie!

  19. Moi says:

    @ BACULUM

    Vorrei chiederti se a Venezia era già famosa anche prima di AnnoUno … Marta Canino !
    A quanto pare è a capo di un comitato contro le Grandi Navi a Venezia, e (NON l’ ho sentita in diretta) avrebbe proposto che le navi Costa andassero a soccorrere i Naufraghi Migranti a Lampedusa … quelli che secondo Matteone Salvini starebbero tutto il giorno a sbafo sistemati negli Hotel. Fra l’ altro Salvini diceva che in Paesi come l’Australia ove manca il CattoComunismo (o come la Spagna, ove non c’è più) è ordinaria amministrazione affondare a silurate i “Clandestini” …

    • habsburgicus says:

      manca il CattoComunismo (o come la Spagna, ove non c’è più

      in verità in Spagna non c’è mai stato :D
      c’era un tempo, il Cattolicesimo, quello vero
      c’è tuttora un po’ di comunismo e ultra-sinistrismo (che in genere non è in grado di fare altro che strillare contro Felipe VI :D)

    • Moi says:

      @ BACULUM

      http://www.serviziopubblico.it/2014/05/marta-e-mirko-aprire-un-canale-umanitario/

      La provocazione di Marta Canino : le grandi navi nel bacino del Mediterraneo per fare la sponda tra i Paesi più in difficoltà e l’Italia.

      Però l’ obiezione di Mirko De Martini sulla UE è lecita …

    • baculum says:

      È una dei capetti, come il nipote di Cacciari, dei centri sociali cittadini Morion, Sale docks, Rivolta.
      Premetto subito che io non li posso vedere e c’ho il dente avvelenato con loro da più di una ventina di anni, anche per questioni personali.
      Tieni presente che questi qua, non tanto la Canino che all’epoca di diversi episodi era troppo piccola, per anni hanno compiuto aggressioni come i peggiori squadristi ai danni di sindacalisti, comunisti, anarchici, spedizioni punitive nei centri sociali non allineati, pestaggi a manifestazioni e presidi in tutto il Triveneto, soprattutto quando erano in odore di ottenere candidature o consulenze da parte di amministrazioni di centrosinistra, se muovevi critiche al governo o alle amministrazioni locali rischiavi di prenderle. Adesso sventolano le bandiere No Tav, ma quando i No Tav anni fa vennero a Venezia per illustrare in un incontro pubblico le loro motivazioni, gli misero le mani addosso perché non avevano chiesto il loro permesso e non gli avevano fatto gestire la cosa, tanto per dire.
      Anche se le cose sono migliorate da quando Casarini si è defilato, l’atteggiamento di fondo è rimasto sempre lo steso. I soliti tre o quattro che decidono tutto predicano bene e razzolano male, per esempio parlano di diritto alla casa e poi appena il papà gli intesta uno dei tanti appartamenti di famiglia danno lo sfatto a una madre che vive da sola con tre bambini a carico. Vanno in giro a imbrattare vere da pozzo rinascimentali, chiese, ponti, palazzi, case, ecc. (alla faccia del decoro e della salvaguardia della città per cui non vogliono che le navi!) disegnando A cerchiate con le bombolette di vernice e poi si fanno pagare le utenze dal Comune e parare il culo dai loro consiglieri e assessori di riferimento, che così coltivano il loro orticello di voti.
      Tornando alla Canino, lo scorso anno l’ho vista quando sono andato ad assistere a una seduta del consiglio comunale. In pratica vado per sedermi nelle prime file e vedo che ci sono lei e altre quattro o cinque persone e poi borse e altri oggetti messi su tutte le sedie per tenerle occupate per ragazzi che non erano nemmeno lì. Non avendo voglia di mettermi a discutere vado a sedermi qualche fila più indietro. Quando finalmente arrivano i suoi amici (che poi non ho capito perché io mi sono dovuto registrare e tenere il badge da visitatore sempre in vista, quando questi entravano e uscivano senza lasciare nessun documento identificativo) occupano tutte le prime file, mettono bandiere del comitato NGN un po’ ovunque, cantano Bella Ciao e si fanno fotografare dalla stampa e subito dopo essere stati immortalati in modo da far sembrare che ci fossero solo loro, quando cinque sesti della sala erano cittadini comuni e alcuni operatori portuali, se ne scendono quasi tutti al bar a bersi uno spritz anziché seguire la seduta.
      Quelli che sono rimasti non hanno fatto altro che provocare e cercare scontri, c’è stato anche un momento particolarmente surreale in cui, dopo che Canino aveva sbraitato come un’ossessa e interrotto la seduta, un ragazzo che avrà avuto poco più di venti anni le ha detto «Sì, brava, e poi quando rimango senza lavoro cosa faccio, vengo a mangiare a casa tua?» e a quel punto un uomo che sarà stato due volte questo ragazzo ed era con lei ha urlato «COSA? L’HAI CHIAMATA PUTTANA? L’HAI CHIAMATA PUTTANA?» e ha cercato di saltargli addosso ma è stato prontamente bloccato dagli altri presenti. Alla fine i vigili hanno accompagnato fuori il ragazzo che tremava ancora dalla paura e dal nervoso.
      Per la cronaca, era presente anche uno storico portavoce del comitato, ex operaio del petrolchimico, sindacalista e politico, che dopo aver contribuito ad avvelenare la laguna per tutta una vita, appena raggiunta l’età pensionabile si è scoperto improvvisamente difensore dell’ambiente…
      Mi dispiace per i ragazzi che in buona fede seguono questi personaggi indifendibili, individui che riescono a screditare tutto quello su cui mettono bocca, argomenti importanti che meriterebbero di essere affrontati in ben altra maniera.

      • ernesto says:

        Classici disobbedienti, per giunta veneti, per cui si considerano il gotha della “disobbedienza” nazionale. Situazioni simili si sono verificate anche a Bologna. Però nell’ambiente bolognese quelli che menavano le mani al parer contrario (almeno quel che ho visto io) erano i cosiddetti autonomi che ce l’avevano con gli anarchici perchè non allineati ai dettami dell’antagonismo dominante in città. Credo sia una problematica delle città che hanno poche differenze politiche al loro interno per cui anche chi rivendica le proprie posizioni come “contropotere” in realtà, in assenza di schieramenti veramente opposti, domina la scena. Soli se la cantano e soli se la suonano…tanto dopo tutta sta gavetta in centri sociali e affini e tutta la retorica sputata fuori vuoi che una carrierina da sindacalista o consigliere comunale non gliela concedano? Andassero a Reggio Calabria a fare i guappi…

        • Moi says:

          Qui la SuperMarta pignora Equitalia !

          http://www.youtube.com/watch?v=OsugvnrMxEo

        • Z. says:

          La cosa più triste di tutti questi gruppetti bolognesi, per come la vedo io, è che credono di fare politica anziché rievocazioni storiche male organizzate.

        • baculum says:

          Oltre a cantarsela e suonarsela da soli, hanno l’opportunità di gestire un bel giro di soldi, per questo non tollerano nessuno che possa mettere in discussione la loro egemonia. Come i politici locali, che col pretesto di restituire la città ai cittadini, vogliono mettere le mani sulle aree demaniali per fare gli interessi dei loro sostenitori e costituiscono società per gestirli e sistemare amici e parenti, così questi dei centri sociali, direttamente o tramite cooperative, si fanno assegnare spazi dove fanno il bello e cattivo tempo e nei quali svolgono attività a fini di lucro ignorando qualsiasi norma di sicurezza, igienico sanitaria e fiscale. Solo il Rivolta riceve dal comune quasi un milione di euro all’anno ai quali vanno sommati i ricavi dei concerti (ci vanno musicisti dai cachet impegnativi durante i loro tour nazionali e internazionali), del bar, del ristorante, del negozio, ecc.

      • Z. says:

        baculum,

        — c’è stato anche un momento particolarmente surreale in cui, dopo che Canino aveva sbraitato come un’ossessa e interrotto la seduta, un ragazzo che avrà avuto poco più di venti anni le ha detto «Sì, brava, e poi quando rimango senza lavoro cosa faccio, vengo a mangiare a casa tua?» e a quel punto un uomo che sarà stato due volte questo ragazzo ed era con lei ha urlato «COSA? L’HAI CHIAMATA PUTTANA? L’HAI CHIAMATA PUTTANA? —

        Toh, ma guarda. Casualmente mi ricorda qualcosa…

        • Moi says:

          NON colgo l’ allusione di Z, davvero … è grave ?

        • Z. says:

          No, è normale. Ed è anche normale che, ciò nonostante, accusi gli altri – peraltro a raglio – di soffrire di memoria selettiva.

          Comunque ti voglio bene lo stesso, non temere :)

  20. Moi says:

    @ TUTTI

    A proposito di “EcoMostri” : -) ed EcoCatastrofi :

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-gli-ecologisti-arruolano-pure-godzilla-9435.htm

    si scrive “Godzilla” ma si legge … “Ape Pilli” ; -) ?

    (Ocio : articolo spoilerante, con riferimenti ad altri film “similari” !)

  21. Moi says:

    @ BACULUM

    Ti ringrazio della risposta su Marta Canino … di certo non (!) veniva a raccontarcelo Giulia Innocenzi. Quando dei Gggiovani vanno in Tv a parlare a nome dei “Precari” … purtroppo NON è mai infondato il sospetto che a quella generazione vi appartengano sì, ma soltanto per data anagrafica (!) di nascita, alla fine è quasi tutta solidarietà “di stessa generazione” ma poco o nulla “di classe sociale diversa.

    Qui, un panegirico Ecologico-AntiFascista su Marta Canino :

    http://www.inesplorazione.it/2014/05/marta-canino-la-guardiana-sirenetta-che.html

    una retorica a livelli solitamente riservati soltanto alla Resistenza …

    In ogni caso, bisognerebbe che Lampedusa fosse “Europa”; sempre e comunque: non (!) che in base alle convenienze da scarica-barile diventi “Italia” / “Meridione” / “Sicilia” / “Provincia di Agrigento “ / soltanto sé stessa ! Basta con gli EuroCrati Massoni che se ne escono con cazzate del tipo: “Eh, ma i Fratelli Migranti … mica sono sbarcati coi barconi alle Svalbard, però !” Ma poi (giacché NON hanno il CattoComunismo !) li prenderebbero a silurate se _ per assurdo_ sbarcassero a Ostenda o su coste “nordiche” !

    Doppia Morale, storia nota … ma sempre triste !

    PS

    Ecco cosa intendeva davvero (!) Massimo Cacciari (e poi salta fuori il Giovin “Tommaso”…) sulla propria generazione che ha fallito e … avanti la prossima !

    • Z. says:

      Sono d’accordo con Cacciari. Vorrei solo che ne traesse le conclusioni e si comportasse di conseguenza.

    • Francesco says:

      scusa Moi, ti risulta che Vopos tedeschi sparino a vista sui milioni di immigrati slavi, moltissimi non legali?

      a me no

  22. Moi says:

    Farebbe quasi tenerezza, se non fosse per l’ insopportabile spocchia colonial-culturale (in pratica “Italiani, diventate AngloSassoni !” Con quelli AngloSassoni Dentro Nati in Italia per Sbaglio”, come Beppe Severgnini, prontissimi a scodinzolare al “Master” che han sempre voluto … ) , Alan Friedman: da AngloSassone crede davvero di aver capito come … “Ammazzare il Gattopardo” !

    http://www.ibs.it/code/9788817072168/friedman-alan/ammazziamo-gattopardo.html

    C’mon, Alan : “But of what ! But what do you stay to say ?! Let loose !” ; -) : -)

    / “Ma de che ! Ma che sta’ a ddì ?! Lassa perde” !

    http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-06-27/casta-siamo-111813.shtml?uuid=Ab5fmuyF

    “Peck yourself this !” ; -) : -) / “Bèccate questo !”

    PS

    Pura curiosità, lo ritengo ininfluente su ciò che scrive e come lo scrive, ma … Alan Friedman, dal cognome che tutta l’ aria di un “Friedenmann” (o simili) semplificato dal Tedesco per l’ Inglese , è figlio di Ebrei Ashkenaziti rifugiati in USA negli Anni ’30 ?

  23. Moi says:

    Potrebbe essere la Pupilla di Marco Travaglio, ‘sta Marta Canino :

    http://www.serviziopubblico.it/2014/06/marta-le-nuove-grandi-opere-di-venezia-fanno-capo-a-persone-arrestate/

    … secondo il quale “la Presunzione d’ Innocenza è un Gargarismo” [sic] :

    http://www.serviziopubblico.it/2014/06/travaglio-in-bocca-ai-giovani-argomenti-vecchi/?cat_id=6203

    • Z. says:

      Carino, vero?

      Al di là della graziosa aggressione alla ragazza (dici stupidaggini, non sai cos’è un giornalista, etc.) non è stato male neppure il discorso di Travaglio di quella sera:

      tutti dobbiamo chiedere umilmente scusa a Grillo, io per primo devo chiedere umilmente scusa all’immenso Beppe Grillo, mea culpa mea maxima culpa!

      Poi forse qualcuno gli ha fatto notare che stava esagerando, e così Travaglio si è rimangiato tutto.

      Il fatto che la sinistra italiana sia andata appresso per anni a un personaggio così imbarazzante a tutto tondo solo perché parlava male di Berlusconi – perché di questo si tratta, non prendiamoci in giro – dice sin troppo sulla sinistra italiana.

    • baculum says:

      Avevo scritto un messaggio ma non è arrivato :-(

      Le nuove grandi opere di cui parla Canino sono una conseguenza della sua lotta per impedire il transito delle navi per il bacino di San Marco, un tipico caso di quando “el tacon xe peso del buso”.
      Se non vuoi farle passare di là devi dragare un altro canale già esistente o scavarne uno nuovo per farle arrivare alla Stazione Marittima. Fermare il porto da un giorno all’altro è impensabile, sarebbe devastante per le già disastrate casse comunali e per migliaia di lavoratori in tutta la regione, non solo a Venezia.

  24. Moi says:

    Ah, no è qua il ” Gargarismo ” [cit.]

    http://www.youtube.com/watch?v=7epnQXdjBI0

  25. Moi says:

    Tatiana Basilio, a Venezia contro le Grandi Navi, potrebbe mobilitare le Sirene … no ?

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