L’amore che vive tra i sassi

Oggi, in Via Maffia.

Passa una ragazza in bicicletta, pedalando sui sassi sconnessi. Deve essere una cantante lirica che si esercita, perché sta cantando con una forza che riempie tutta la strada.

Al giardino, viene a trovarci Paolo, ottant’anni, regista di successo fino a un giorno in cui abbandonò tutto, e dedicò ciò che restava della sua vita alle infinite miserie dell’Oltrarno.

“E’ un controluce, diciamo noi nel teatro… i bambini che giocano in questo spazio, è un quadro meraviglioso! Non mollate mai! Ma state attenti, perché qui la mafia e la ndrangheta stanno prendendo in mano tutto, sono soldi insanguinati, perché Firenze è la lavanderia di quella gente!”

Sotto l’arco del Cestello, c’è una donna di mezza età seduta sul marciapiede, vestita di un dignitoso nero. Ogni giorno la vedo, la saluto e do un euro.

Ha occhi azzurri, parla molto piano, come Beppo Spazzino nel racconto di Momo. Colgo appena le sue parole.

“Prima facevo la vigilante”, e me la immagino che cerca, con tutta la sua lentezza, di difendere i beni di qualche misteriosa società da qualcuno, allora, più disgraziato di lei.

“Poi ci hanno licenziati tutti, senza nemmeno darci la liquidazione. Gli altri avevano famiglia e casa, io no. Ci siamo anche rivolti ai sindacati, ma ci hanno detto che contro quelli lì, non potevamo sperare in niente. Non ho più nessun posto per dormire.”

E inizia a piangere.

Al parcheggio del Cestello, ci sono i due napoletani che fanno i posteggiatori abusivi. Tutte le sere scambiamo quattro chiacchiere, mentre ascolto il fiume che canta nella facciata di San Frediano.

“Oggi non ci sono i senegalesi”, dico. Perché in fondo in fondo alla scala dell’umanità, due napoletani di oltre sessant’anni non possono certo competere con giovani gazzelle nere.

“No, uno di colore c’è! Stasera abbiamo fatto un euro in due, dormiamo all’Albergo Popolare, ma non è un bel posto… solo che lavoro non ce n’è”.

E in quel momento, mi vengono in mente due ricordi del pomeriggio al nostro giardino.

C’è Arianna, otto anni, che mi chiama con urgenza a esplorare uno strano spazio interrato, coperto da una lastra di vetro, attaccato alla Chiesa del Carmine. “Quanti anni avrà?”, mi chiede.

Poi tira via un po’ di colla che attacca il ferro al vetro. “Ecco, questo è un indizio!”, mi dice trionfante.

Il secondo ricordo è di una bambina, di cui non vi dirò il nome, dai capelli bellissimi tutti crespi, la pelle mulatta, che viene dal Brasile, e che una volta ci chiese se poteva disegnare un cuoricino su tutti i moduli per far iscrivere i soci.

Ci chiede un pennarello, e sulla lavagna che abbiamo infilato a forza dentro la rete che lo Speculatore ha tirato per rubarci il nostro giardino, scrive quanto le mancheremo tutti, perché va a vivere in un altro quartiere.

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67 Responses to L’amore che vive tra i sassi

  1. Moi says:

    Beppo … Spazzino. ;)

  2. Moi says:

    Donna “Vigilante” ?! … Piaccia o no a quelle che Annalisa Chirico chiama “Le Ayatollah del Sacro Canone Femminile” [sic], la realtà è un po’ diversa dagli “Action Movies” conformi al “Politically Correct”. Quelli con Quote Rosa a qualsiasi latitudine in qualunque era.

  3. Moi says:

    Devo dire che, avendo sia visto i film e i cartoni animati sia letto i libri, rispetto a “La Storia Infinita” … “Momo” risente meno della trasposizione.

  4. roberto says:

    scusate l’OT,
    ma forse gli storici del blog saranno interssati oggi a seguire per radio lo speciale di france info sui 70 anni dello sbarco in normandia
    che credo sia un momento straordinariamente importante, oltre che per la guerra, per la costruzione dell’immaginario europeo del dopo guerra….strano che il nostro cacciatore di immaginari preferito non ne abbia mai parlato ;-)

    http://www.franceinfo.fr/

    (in italia non se ne parla? i francesi,ed in verità anche i tedeschi, sono tutti eccitati e ieri sera c’era solo questo in TV)

    • Francesco says:

      mi sa che nell’immaginario italiano quello sbarco non c’è

      troppo lavoro dietro perchè ci piaccia?

      e poi è una storia di guerra e noi non ci raccontiamo storie di guerra, pensando così di restarne fuori a oltranza

      guarda i commenti sugli F35 … l’italiano è un meraviglioso essere post-bellico

      ciao

    • habsburgicus says:

      ne parlano, ne parlano…puoi stare tranquillo :D

    • Z. says:

      Devo dire che anch’io ho l’impressione che non se ne parli granché.

      In compenso, per non essere da meno del perfido eurocrate, vi faccio dono di un interessante documentario:

      https://www.youtube.com/watch?v=AziKE94FnfY

    • PinoMamet says:

      Francamente, ma perché mai in Italia dovrebbero parlarne in modo particolare?

      La Normandia mica è una regione italiana, truppe italiane, seppure vi erano, sono state coinvolte in modo estremamente marginale (mio fratello conobbe un vecchietto che sosteneva di esserci stato- dalla parte dei “cattivi” naturalmente- ma forse era rimbambito…), e la Seconda Guerra Mondiale è passata anche di qui, mica è un’esclusiva normanna….
      ;)

      • Roberto says:

        Secondo me perché
        1. È stata un’operazione pazzesca per dimensioni ed organizzazione
        2. È stato un momento decisivo
        3. È stata spettacolare
        4. I punti 1, 2, 3 e 4 dovrebbero essere l’humus perfetto per la nascita di un Mito
        Ciao

      • PinoMamet says:

        Ma certo che è diventata un Mito, ci hanno pure fatto un paio di film ;)

        però, tutto sommato, continua a essere un evento abbastanza indifferente agli italiani.
        Ahò, mica uno può interessarsi a tutti i Miti!

  5. Pietro says:

    L’Italiano e’ tutto tranne che un guerriero… Infatti a far la guerra all’Europa ha mandato Renzi

  6. Per Moi

    “Beppo-O,non (!) “Beppe”… intendevo.”

    Lapsus! Ho provveduto, grazie

  7. habsburgicus says:

    @Miguel
    ma..via Maffia esiste ? :D
    o è una tua invenzione ? :D
    fra l’altro quella è la grafia con cui nell’Ottocento e credo sino al prefetto Mori si indicava una nota società siciliana..per quanto non dedita a opere di bene :D

  8. mirkhond says:

    Forse in Fiorentino si pronuncia Maffìa… :)

  9. Per Mirkhond

    “Forse in Fiorentino si pronuncia Maffìa…”

    esatto :-)

  10. roberto says:

    ho riletto e rivisto recentissimamente la storia infinita, e mi hai fatto venire una gran voglia di riprendere momo

  11. Per raccontarvi dell’altra Firenze…

    E’ di oggi la notizia che il Battistero di Firenze sarà interamente ricoperto con otto pannelli, uno per lato, di elegante pubblicità per la maison Emilio Pucci:

    http://www.lanazione.it/firenze/moda/2014/06/06/1075347-Pucci-Battistero-Laudomia.shtml#1

    Perché non vendere il tutto direttamente e spedirlo a Dubai?

  12. Moi says:

    *** @ ROBERTO ***

    In Italia, il nostro (!) D-Day c’è già stato : il 25 Aprile ! Ogni volta, è come se fosse la prima volta ! NON abbiamo bisogno di alcuna altra ricorrenza storica di natura bellicistica !

    ****************

    Se un’ Anima Libera dovesse arrivare sull’ Appennino Tosco-EmilianoRomagnolo, negli Innumerevoli Secoli dilà da venire … possano tutte le Voci dei Partigiani Caduti sussurrargli, dai Calanchi Senza Età : “ Va ‘ a dire al Popolo Bue Italiota, Viandante, che qui (!) , per dare all’ Italia una libertà immeritata, Noi giacciamo.” Possano tutti i prossimi 25 Aprile, negli Innumerevoli Secoli dilà da venire, ricordare al Mondo Libero che “Pochi tennero testa a Molti” [cit.]. E che anche un Dio-Dittatore può sanguinare !

    ****************

    Ma … l’ Armata Rossa _ con il suo ruolo innegabile nella Sconfitta del Nazismo !_ nel resto d’ Europa è cadulat nell’ Oblio ?!

    Va be’ che a scuola, in Italia, generalemente il Mondo finisce nel 1945 alle elementari; nel 1918 alle medie e nella Belle Epoque alle superiori.

    *** A proposito di scuola, segnalazione : ***

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-prof-in-gonnella-ma-il-problema-e-la-scuola-statale-9400.htm

    se si limita a insegare matematica e fisica e a insegnarle bene … sì, insomma, come disse Gabriele Ansaloni alias Red Ronnie già nella seconda metà degli Anni Ottanta : “i Giovani è dagli Anni Sessanta che sanno dell’ esistenza di certe cose meglio dei Vecchi” [cit.].

    Lo dico evitando ogni giudizio etico, o almeno ci provo.

    All’ università, invece, giusto per sfatare alcuni pregiudizi sul “gender” :

    http://notizie.virgilio.it/cronaca/genova-studenti-di-medicina-gigolo-per-pagarsi-universita.html

    *******************

    PS

    Non so quanto ci sia di vero, ma pare che una volta a Bologna volessero _ Horribile Dictu _ ricoprire di le celebri “Due Torri” (a lungo anche nome e simbolo della Lista del PCI a livello elettorale comunale !) Asinelli e Garisenda di piastrelle modello stanza da bagno …

    • Andrea says:

      “Se un’ Anima Libera dovesse arrivare sull’ Appennino Tosco-EmilianoRomagnolo, negli Innumerevoli Secoli dilà da venire …”.

      Ah!… Quindi la Resistenza è un fatto che nasce e muore entro lo spazio tosco-emiliano-romagnolo?…
      Che strano!… Io, nella mia ingenuità e ignoranza, pensavo che il fenomeno (cui hanno contribuito idee e persone diverse) avesse coinvolto in maniera significativa tutta l’Italia settentrionale, e che tanta gente del Sud fosse venuta a dare man forte: avevo, in particolare, letto la storia di un partigiano che, partito da Modica, diede un contributo fondamentale in Piemonte…

      • PinoMamet says:

        Aridaje, Andrea…
        Moi parla della sua zona, che conosce e sulla quale ha… i suoi pareri, ma dove avrebbe scritto che la Resistenza sarebbe esclusiva di lì??

        • Moi says:

          “Glocal” [sic] … si chiama, no ?

        • Andrea says:

          @ Pino

          Considerato che la Resistenza appartiene a tutta la Repubblica, non credo sia il caso di distinguere tra Sparta e Atene, né tra “viandanti che giungono a Sparta” e “viandanti che giungono ad Atene (o a Creta o in Tessaglia, se è per questo)”…

  13. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=KKpVbPVB8rE

    Festa grande d’Aprile (Forza che è giunta l’ora infuria la battaglia)

  14. Moi says:

    Ma … l’ Armata Rossa _ con il suo ruolo innegabile nella Sconfitta del Nazismo !_ nel resto d’ Europa è caduta nell’ Oblio ?!

    • habsburgicus says:

      beh, ormai la storia la fanno a Hollywood :D e c’è solo un piccolo spazio per l’Armata Rossa :D a meno che decidano di riesumarla per obiettivi contingenti (ora come ora difficili da prevedere, ma possibili anzi probabili :D)
      in ogni caso è sempre più evidente che la II GM sta uscendo dalla Storia e dalle categorie storiche, per entrare in quelle metafisiche, Bene vincitore (cioè gli Alleati) contro il Male sconfitto (Asse), con Stalin (URSS) relegato sempre più in una sorta di Purgatorio..in un certo senso si fa una lettura “cattolica” di quel conflitto (almeno come categorie), ahahah :D..
      i libri scritti oggi sono impressionanti (e, quelli mainstream, sovente illeggibili :D), rispetto a quelli scritti negli anni ’50 e financo a fine ’40..per dire il britannico gen. Fuller,, nel 1948, raggiungeva una profondità e aveva un senso storico oggi scomparso :D eppure lui, i tedeschi li aveva combattuti..e magari qualche suo amico sarà morto per mano tedesca..e vivecersa !
      ecco perché, secondo me, è sempre più importante in tema di guerre mondiali, concentrarsi sulla Grande Guerra, area in cui il senso storico (per ora) può ancora esercitarsi..in più, come Miguel ha più volte detto e io concordo, la I GM è causa di TUTTI i mali del XX secolo e di alcuni ancora esistenti nel XX secolo dunque, se possibile, è ancora più importante..ma è più “noiosa” e non passa nei media :D
      (soecialmente la Grande Guerra all’Est, ma anche quella nell’Impero Ottomano, è pagina bianca..”ignoranza”, nel senso di non-conoscenza, ci mancherebbe, assoluta !)

      • Andrea says:

        “Ma … l’ Armata Rossa _ con il suo ruolo innegabile nella Sconfitta del Nazismo…”.

        “beh, ormai la storia la fanno a Hollywood…”.

        Sarà pur vero che la storia è “made in Hollywood” (“del Vincitore” è vox populi…), ma un fatto non si può negare: l’Antifascismo totalitario è un’antitesi che, se non fosse tragica, sarebbe persino affascinante… Lo scontro tra la Germania nazista e la Russia sovietica era quello tra due “fascismi” (nell’accezione estesa): e, sinceramente, sarei contento se qualcuno mi spiegasse perché il secondo (primo) sarebbe preferibile al primo (secondo)…
        Se vogliamo fare riferimento al mero dato fattuale, allora non possiamo esimerci dal ricordare che Stalin ha fatto più morti di Hitler e Mussolini messi insieme… Ed è quanto dire…

        P.S. Giustizia e Libertà!

        • Roberto says:

          Sono d’accordo tranne che lo scontro tra il nazismo e l’URSS ha avuto dimensioni epiche, e a prescindere dal fatto che non avrei certo voluto finire sotto quei rossi, beh è innegabile che quei rossi il loro contributo alla caduta del nazismo lo hanno dato. Dimenticarlo non fa onore ai dimenticanti

  15. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=USUe-HmUu8s

    Animazione della Rivoluzione Russa partendo da immagini d’ epoca !

  16. Per Z

    “Perché se lo vendete non lo potete più affittare, Miguel!”

    intanto non lo vendiamo noi né i soldi della vendita arrivano a noi, e quindi il pronome è sbagliato.

    Secondo, sono sicuro che coniugando tradizione e modernità, con genio italico, materiali cinesi e soldi dei cittadini si possa costruire un altro battistero, o magari due così ci entra il doppio dei turisti.

  17. Moi says:

    http://www.youtube.com/watch?v=iA2f5OK9P8s

    La versione filmica di “Momo” più fedele, in Italiano … 1986 (per intero, non so quanto rimarrà su Youtube … durata : 6’000 secondi , come direbbero i Signori Grigi ;) :) )

  18. Per Habsburgicus

    “beh, ormai la storia la fanno a Hollywood :D e c’è solo un piccolo spazio per l’Armata Rossa :D a meno che decidano di riesumarla per obiettivi contingenti (ora come ora difficili da prevedere, ma possibili anzi probabili :D )”

    Concordo con tutto quello che dici, le cose stanno esattamente così.

    Non mi ricordo se l’ho già raccontato… abbiamo fatto qualcosa qui per il 25 aprile, dove ho registrato tre discorsi:

    1) F., nostra socia, persona simpaticissima, nipote di un partigiano, che ha scritto un racconto sulla resistenza che non ho letto: a sentire la sua descrizione, è un racconto del tutto metafisico, analogo alle vite dei santi del Medioevo, su un bambino che aveva un Nonno Buono e un Nonno Cattivo (cioè fascista). Calcolate che F. non appartiene ancora all’ultima generazione, fa cioè pienamente parte di un mondo in via di dissoluzione, quello del comunismo toscano.

    2) Il padre di F., nato proprio nel ’45, figlio di partigiano, che ha fatto un discorso completamente diverso, raccontando di singole imprese eroiche di partigiani di San Frediano, di singole battaglie e scontri.

    3) Una nostra amica, che nel ’45 aveva già qualche anno, che si ricordava due cose della guerra: come era divertente giocare nella fossa dei morti a Boboli, e la perquisizione di casa sua – dove era nascosto il babbo che non voleva andare a lavorare in Germania – da parte di un fascista sui quattordici anni e un soldato tedesco.

    I due giovani bussano alla porta, apre la mamma, con un bambino, il fratellino della nostra amica, in braccio, e inizia a fare domanda su domanda. Il soldato tedesco, invece, guarda il bambino, poi mette la mano in tasca e tira fuori la foto del proprio bambino.

    Poi il tedesco si trascina via il quattordicenne, impedendogli di svolgere la sua missione.

    Che mi sembra dica tutto sulla guerra e sulle guerre.

    • habsburgicus says:

      No, non l’avevi ancora raccontata (almeno, io non l’ho vista)..
      e hai fatto bene a raccontarla adesso…interessantissimo…
      in poche parole si spiega tutto..in primis il mutamento generazionale della percezione della guerra

    • Roberto says:

      “Che mi sembra dica tutto sulla guerra e sulle guerre.”

      Mah, mi sembra che dica una cosa importante, cioè che in mezzo alla bestialità c’è chi riesce a rimanere uomo. Non dice nulla invece dei tanti che diventano bestie

  19. Moi says:

    Archiviato in fretta il D-Day, desso la “novità” mediatica è questo ventesimo anniversario :

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/06/07/news/il_pride_politico_migliaia_in_piazza_unioni_civili_e_diritti_ai_gay-88288001/

    Segnalo una breve conferenza che magari sarà pure “omofoba”, ma almeno NON è becera :

    http://www.cafeteologico.it/lideologia-gender-e-violenta/

    In realtà, mi parrebbe _ ma è una vaga intuizione_ che le “Battaglie di Gender” siano particolarmente funzionali al Mondo Globale … in fondo, la cosiddetta “Famiglia Tradizionale” è l’ ultimissimo baluardo del Ventesimo Secolo:

    così come il Femminismo ha decretato la fine irreversibile dell’ “Età dell’ Acciaio” e “Società Solida”, il LGBTQUismo è teso a determinare la fine dell’ “Età del Petrolio” e “Società Liquida” … si va dunque verso la “Società Aeriforme” ? ;)

  20. Moi says:

    http://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-pride-a-renzi-matteo-mettici-la-faccia-adesso-fuori-i-diritti/168335/166818

    Renzi al Punto di NonRitorno fra Cattolicesimo e … “Altro” ? ;)

    Si noti che il “Gender” è gemellato con i “Migranti”, che però di solito “a casa loro” … mah, chissà.

  21. Per Andrea

    “l’Antifascismo totalitario è un’antitesi “

    Tutto dipende da come si vede il fascismo.

    Se lo si intende come negazione dello Stato liberale, oppure come dittatura della borghesia, cui si può benissimo contrapporre la dittatura della classe operaia.

    Non condivido in modo rigoroso nessuna delle due interpretazioni, però è interessante come antifascismo ormai coincida, nell’immaginario comune, con liberalismo.

    • Francesco says:

      e per fortuna

      almeno una cosa buona che viene dalla semplificazione della storia c’è!

      ci mancava solo che il giustificazionismo di Stalin e dei comunisti (hanno sconfitto Hitler) restasse tra i piedi (tolta casa loro, dove ha un filo più di senso)

      ciao

      • Z. says:

        Dunque:

        TESI – Parlare di antifascismo stalinista è contraddittorio

        – l’antifascismo o è liberale o è contraddittorio in sé;
        – lo stalinismo non è liberale;
        – dunque parlare di antifascismo stalinista è contraddittorio in sé.

        COROLLARIO – Lo stalinismo è una prassi politica di destra

        – se parlare di antifascismo stalinista è contraddittorio, significa che lo stalinismo è fascismo;
        – dunque lo stalinismo, come il fascismo, è di destra;
        – dunque la sinistra nulla ha a che fare con lo stalinismo, che è tutta robaccia brutta della destra!

        Lo sapevo che eri un vero bolscevico. L’ho sempre saputo.

        Ora so che hai votato davvero Pisapia.

        Spasiba, tovarish Frants!

        :D

        • Francesco says:

          mancava un aggettivo

          l’antifascismo “buono” è solo quello liberale

          :D

        • serse says:

          Se mi posso permettere, ci sarebbe un altro possibile:

          COROLLARIO – il fascismo è una prassi politica di sinistra

          – se parlare di antifascismo stalinista è contraddittorio, significa che lo stalinismo è fascismo;
          – dunque lo stalinismo, come il fascismo, è di sinistra;
          – dunque la destra nulla ha a che fare con il fascismo, che è tutta robaccia brutta della sinistra!

        • Z. says:

          Esattevolmente, Gran Re :D

        • Francesco says:

          no, no, non avete capito nulla

          sia il fascismo sia il bolscevismo sono una brutta cosa (lascio ad altri il dibattito se siano la stessa brutta cosa o due brutte cose diverse)

          ma il bene sta altrove

          ;)

        • serse says:

          Ebbene si:
          La Terza Via! :-)

        • Z. says:

          Nel senso di Blair o nel senso di Terza Posizione?

        • Francesco says:

          che poi io tecnicamente sono un cattolico conservatore, per cui a me non va bene nessuna delle tre vie, soprattutto per la loro pretesa di assolutezza e verità piena

          nè del resto sono un sostenitore del Sacro Romano Impero, primo per antipatia verso i Franchi, secondo perchè mi pare ipotesi poco praticabile

          quindi sono almeno per una quinta via, ben distinta da quella progressista (liberal-comunista?) di un MT

          :D

        • Z. says:

          Mauricius Tarvisii, Marcello Teofilatto o Marco Travaglio?

          Che poi un po’ Travaglio me lo ricordi, a volte.

          :D

          Z.

          PS: scherzavo, non arrabbiarti!

        • serse says:

          “Nel senso di Blair o nel senso di Terza Posizione?”

          Ma no, mi riferivo ad Enrico Berlinguer.

    • Andrea says:

      “Tutto dipende da come si vede il fascismo.”

      @ Miguel

      Diciamo che avevo parlato di “fascismo” nell’accezione – mi sia consentito… – “metastorica”, ossia, come scrivi tu, nel senso di negazione della democrazia liberale.
      Quanto alla distinzione tra democrazie borghesi e democrazie “proletarie” (quali esattamente?…), diciamo che tendo a pensarla come Hannah Arendt: i totalitarismi “reali” si somigliano tutti, indipendentemente dal colore e dalle premesse ideologiche… Del resto, nel momento in cui vengono distrutti gli istituti, gli equilibri e gli “antidoti” della democrazia – e, di conseguenza, nel momento in cui le classi dirigenti vengono svincolate da qualsiasi forma (limitata quanto vuoi…) di controllo da parte della “base” – come ci si può aspettare che esse si trasformino in qualcosa che non sia un’oligarchia impenetrabile, dedita unicamente alla perpetuazione del proprio potere e alla realizzazione dei propri interessi (che tutto possono essere tranne che “proletari”…)? Stando così le cose, direi che poco importa se la “cesura” si esercita tra “borghesia” e “proletariato” o tra “iscritti al Partito” e “non iscritti”… Del resto, in URSS, se non ricordo male, il diritto di sciopero non era contemplato… Quanto alle disuguaglianze e agli interessi “corporativi”, mi verrebbe in mente “Il Maestro e Margherita”… Ecco, tendo a credere che lo Stato socialista non sia mai esistito: si è piuttosto realizzata la formula dello Stato corporativo, declinata in varie forme e colori…

      • Andrea says:

        “democrazie borghesi e democrazie “proletarie” “.

        Errata: “dittature borghesi” e “dittature proletarie”.

  22. Moi says:

    è interessante come antifascismo ormai coincida, nell’immaginario comune, con liberalismo.

    Miguel

    ————-

    Non so quale sia la terminologia, l’ “ismo” più adatto … di fatto mi pare che oggi l’ autoproclamato antagonismo più diretto al “Fascismo” (nel senso di una controparte così definita) venga dai movimenti LGBTQU.

    • Z. says:

      Moi, capisco il tuo punto di vista. Ma lo capisco soprattutto perché sono tuo concittadino. Gli altri probabilmente non conoscono le peculiari dinamiche dell’Urbe Dotta, Capitale del Mondo :D

    • Francesco says:

      vabbè, qui a Milano un tale linguaggio è oramai roba da Centro Sociale

      per dare del fascista a qualcuno ed essere credibile devi avere almeno 15 giorni di prognosi

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