Vorrei vedere il fuoco luminoso del cielo

Konrad Pickel, latinizzato in Conradus Celtis, nacque in Germania nel 1479, figlio di un vinaio. Studiò e insegnò a Colonia, Buda, Firenze, Padova, Venezia, Ferrara, Cracovia, Dalmazia, Croazia, Praga, Norimberga, Ratisbona, Heidelberg, Vienna. E non è poco, credo.

Teologo, poeta, geografo, conobbe tra altri, Marsilio Ficino e l’imperatore Massimiliano. E raccolse in un’unica opera, la Germania Illustrata, tutto ciò che si sapeva di quella terra.

Conoscevo solo vagamente il nome di Celtis, finché non ne ascoltai per caso un brano, in una raccolta di testi sulla guerra dei contadini del 1525, di cui non viene precisata la provenienza.

In poche parole, Celtis coglieva l’essenza del passaggio di civiltà, del mondo immaginale e anche della Germania, gli innumerevoli conflittuali staterelli, divorati dai vicini e dalla peste, da cui è sorta mezza cultura europea.

L’ho trascritto come l’ho sentito, i germanofoni più provetti mi aiutino con eventuali errori di ortografia, controllando con la bella lettura che si può ascoltare in fondo a questo post.

Conrad Celtis è morto di sifilide, e anche questo ci dice qualcosa sulla piccolezza della nostra incredibile grandezza.

Ich möchte des Himmels leuchtende Feuer schauen, des Meeres und der Erde, des Windes, Nebels und Schnees Herkunft erkennen.

Ich möchte Dich finden, Vater des Alls, durch den die unermessliche Welt gegrundet ist und dessen Wink sie ins Chaos zurück schleudern wird.

Allgegenwärtig durchschwebt der Geist den Weltraum, jeden einzelnen Teil beseelend.

Alles kommt jetzt ans Licht, was Griecher und Lateiner verfasst haben, was am Nil und am Euphrat erstanden ist.

Der Himmel ist erschlossen, die Erde durchforscht, und was in den vier Weltgegenden besteht, kommt ans Licht durch die deutsche Kunst, die mit gedruckten Buchstaben schreiben gelehrt hat.

Vorrei vedere il fuoco luminoso del cielo e conoscere la provenienza del mare e della terra, del vento, della nebbia e della neve.

Vorrei incontrare Te, Padre del Tutto, tramite cui l’incommensurabile mondo è stato fondato e che un Tuo cenno rigetterà nel caos.

Onnipresente, lo Spirito trapassa l’universo, animandone ogni singola parte.

Tutto ora viene alla luce, ciò di cui hanno scritto greci e latini, ciò che è sorto lungo il Nilo e l’Eufrate.

Il cielo si è aperto, la terra è stata esplorata e ciò che si trova ai quattro angoli della terra viene alla luce attraverso l’arte tedesca che ha insegnato a scrivere con lettere impresse.

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113 Responses to Vorrei vedere il fuoco luminoso del cielo

  1. Francesco says:

    Seconda strofa: immagino dovrebbe essere “un Tuo cenno” e non Suo, anche se il mio tedesco è molto arrugginito

    Già così saccenti i tedeschi nel 1500?

  2. habsburgicus says:

    affascinante quella Germania di inizio XVI secolo…e tragica !
    era tutta pervasa di cultura latina e classica…pensiamo alle frequenti latin/grecizzazioni di nomi e cognomi, come questo personaggio e poi Aventinus, Melanchton, Oecolampadius ecc
    eppure fu quella Germania che ruppe con Roma.. dando il primo gran colpo all’Europa (il 2° sarà la rivoluzione giacobina, il 3° il 1914…si parva licet componere magnis, il 4° è oggi, Maastricht, BCE ed Euro :D che sono l’antitesi della civiltà europea, quella genuina :D)
    una, delle tante, contraddizioni della Storia…quella vera
    complimenti, Miguel, per il post !

  3. habsburgicus says:

    quel mondo è stato descritto in dettaglio, dal punto di vista cattolico, dall’obliato prete Janssen nel XIX secolo, la cui monumentale opera “Storia del popolo tedesco alla fine del Medioevo” è stata tradotta in francese e inglese (e credo pure in italiano)..Janssen sarà il maestro del grande Ludwig (von) Pastor…
    Janssen esaltava la civiltà cattolica tedesca tardo-medievale (e l’enorme crescita culturale e pure economica da metà XV secolo, minimizzando anche la presunta decadenza religiosa della vulgata protestante e illuministica), con un ottimismo simile a quello di alcune strofe di Celtis, e sottolineava il disastro della Riforma, soprattutto per il popolo tedesco che ne fu vittima (culturale, religiosa, economica, politica, nazionale)..la storiografia prussiano-protestante lo attaccò con veemenza (perché metteva in discussione tutti i miti ricevuti) e ne nacque una Historikerstreit ottocentesca..ma allora la Germania era sovrana, ed europea, e nessuno propose le grucce per il “non-ortodosso” Janssen :D
    Janssen era un patriota sincero, ottocentesco, ostile alla Francia e insisteva sul tradimento dei protestanti verso il Volk tedesco (ricordava il 1552 quando Henri II, in alleanza con i sovversivi protestranti, si impadronì di Metz tedesca, Toul e Verdun)..ai suoi tempi Metz era tornata nel grande Reich e i protestanti se ne vantavano..Janssen rimette le cose a posto e dimostra che Merz fu perduta per 3 secoli a causa dei protestanti (Metz tornerà sotto il giogo gallico nel novembre 1918 e definitivamente a fine 1944..ogni traccia di germanesimo è oggi spenta, lo stesso dialetto lorenese, neolatino, è/era ostacolato in ogni modo e di fatto estinto)

  4. Moi says:

    Va bene da Konrad a “Conradus” … ma da “Pickel” a “Celtis”, come ci si arriva ?!

  5. Per Francesco

    ““un Tuo cenno” e non Suo”

    Ovviamente hai ragione, scrivendo a gran velocità, mi sono lasciato prendere dalla costruzione tedesca (“il di cui cenno”).

  6. Per Moi

    ” ma da “Pickel” a “Celtis”, come ci si arriva ?!”

    Pickel è il piccone, attrezzo pare usato particolarmente – non mi chiedere perché – dai Winzer, persone coinvolte nella produzione del vino (dal campo alla vendita, credo).

    Celtis ne sarebbe la traduzione latina, lascio a te la fatica di indagare.

    • Moi says:

      Cercando per immagini “pickel” dà il foruncolo, sì insomma: roba dermatologica !
      … Forse deriva da lì anche lo “spuntone sulla sommità della calotta” del Pickel(!)haube Prussiano !

      “Celtis” c’entra con i Celti e con i loro cinghiali arrostiti, la loro birra artigianale e le loro schitarrate metal fra PreAlpi e PedAppennini ?! ;)

  7. Per Francesco

    “Già così saccenti i tedeschi nel 1500?”

    Herfried Münkler, in un affascinante libro intitolato Die Deutschen und ihre Mythen (che in questo momento non trovo per cui non posso essere più preciso) racconta la fantastica storia di un legato papale particolarmente str… , che detestava i tedeschi, ma voleva manipolare il loro orgoglio per mandarli in crociata contro i turchi, e quindi spargeva in giro le storie di Tacito, dando una spinta notevole all’orgoglio germanico.

  8. Moi says:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Celtis

    Si tratta di un termine botanico tassonomico, e in effetti è nota la sacralità dei Celti per gli alberi … allusioni al materiale del manico di piccone ?

  9. Per habsburgicus

    “eppure fu quella Germania che ruppe con Roma..”

    Io sono affascinato dai momenti di improvviso passaggio. Come la maniera in cui un sistema costruito in tanti secoli, come il cattolicesimo tedesco, sia crollato in tempi brevissimi, senza invasioni estere.

    E ricordiamo che la Germania e l’Austria divennero quasi totalmente protestanti, quasi da un giorno all’altro – l’attuale divisione religiosa è posteriore alla lenta riconquista della Controriforma.

    I passaggi improvvisi sono affascinanti quando avvengono più velocemente dei ricambi generazionali: la gente che da Riga a Zurigo distruggeva le statue nelle chiese (non sempre con l’approvazione degli intellettuali riformati) era cresciuta in quelle stesse chiese.

    • Moi says:

      Traduzione in Latino di “piccone” sarebbe “dolābra [-ae, f.]”

      http://www.dizionario-latino.com/dizionario-italiano-latino.php

    • mirkhond says:

      Dipende.
      A volte possono essere SPAVENTOSI.
      Tipo la rivoluzione protestante, quella francese, quella russa e quella sessantottina…
      E c’è chi ne paga duramente le conseguenze, per non essersi POTUTO adattare a tali passaggi improvvisi……

    • habsburgicus says:

      Io sono affascinato dai momenti di improvviso passaggio.

      concordiamo anche in questo….
      in effetti è impressionante ciò che avvenne in quegli anni, da Riga alla Svizzera..il popolo improvvisamente si scaglio contro ciò che esso stesso (o quantomeno i loro genitori) aveva devotamente adorato e amato

    • Peucezio says:

      L’impressione è che equilibri millenari si mantengano per inerzia, per cui basta una spintarella a farli cadere.
      Il che si ricollega secondo me all’estrema fragilità della bellezza, che esiste finché viene lasciata lì e vive grazie alla passività.
      Perché, non so se sarai d’accordo, Miguel, le grandi, repentine trasformazioni sono sicuramente storicamente affascinanti da indagare, ma imbruttiscono, deturpano il mondo. Come ogni cosa fatta apposta, che esiste non in virtù di sé stessa ma di una volontà, di un progetto. Come tutto ciò che non è spontaneo, che ha fuori di sé la propria ratio.

      • Z. says:

        In quel che dici c’è del vero, ma a mio avviso anche le cose che consideriamo “non fatte apposta” non vivono in virtù di se stesse. Non decidere è comunque una decisione.

        • Peucezio says:

          Non sono d’accordo.
          Ogni giorno ci dedichiamo a una serie di attività, che possono essere tante e incisive, ma modificano solo una minima parte della realtà che ci circonda (se volessimo modificare il resto, altro che Briareo, dovremmo essere semidivini). Inoltre anche nel nostro essere attivi siamo ripetitivi e seguiamo delle procedure consolidate. E anche questo non per scelta, così come non scegliamo di pensare in italiano e compiamo un’infinità di gesti in modo del tutto automatico.
          Per fortuna l’uomo agisce e sceglie per un infinitesimo delle cose che fa da quando nasce fino a quando muore (e di solito queste poche sono quelle che gli riescono peggio); per il resto è agito.

        • Z. says:

          Ma appunto, accettare di essere agiti è agire. Peraltro, io credo che esistano “scelte” tanto quanto credo all’immortalità dell’anima.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Già, era così bello il mondo prima di quella rivoluzione che fu la scoperta del fuoco…

  10. Per Moi

    Da studioso della domenica (o del giovedì mattina), sono semplicemente andato su Wikipedia, dove leggo:

    ” Der Name Celtis ist die nach Humanistenbrauch vorgenommene Latinisierung des Familiennamens Bickel oder Pyckell, wohl nach dem Pickel des Winzers. Auf ein ähnliches Werkzeug geht die griechische Form des Beinamens zurück: τύκος („Meißel“), erweitert um die Vorsilbe πρό („vor“).”

    “Il nome Celtis, secondo il costume umanistico, è la latinizzazione del cognome Bickel o Pyckell, che deriva dal piccone del vinaio. A un analogo attrezzo si riferisce la forma greca del soprannome: tykòs (scalpello) con il prefisso pro (“pre”).”

  11. Per Moi

    In rete, trovo “celtis” tradotto come “chisel; tool”, cioè scalpello, attrezzo. Come il tukos, insomma, ma non come il Pickel.

  12. Sempre per Moi…

    Sul dizionario di Grimm, fondamentale per testi un po’ antichi, trovo solo riferimenti a Pickel spaccasassi:

    ” pickel, m. was bickel th. 1, 1808, mhd. bickel, pickel Lexer 2, 264: der pickel oder hauwen Maaler 318c; denn ein stein, den ein pickel nit brechen mag, den soll keiner mit seinem schwert sich unterstehen zu hauen. alte weise (1565) 60b; mit gerthauen, hippen, pickeln. Fischart Garg. 183b; es seind auch etwas man mit pickl, schauflen und hacken zugezogen. Schöpf tirol. idiot. 504 (vom j. 1704); ich habe pickel und schaufel und karst … beim marktsteine gelassen. Pestalozzi 1, 266; figürlich ein pickel, in einer sache pickel sein, ein fester, seiner arbeit gewachsener mann sein. Schöpf a. a. o. ”

    Anche la voce di Wikipedia che citi, parla chiaramente di un attrezzo per spaccare la pietra, contrastato con la Hacke o zappa… boh…

  13. Allora, Celtis mi sembra una strana traduzione di Pickel… Infatti, da “celtis” deriva l’inglese “celt”, che conosco solo da contesti archeologici:

    http://www.thefreedictionary.com/Celts

    celt (sĕlt)
    n.
    A common prehistoric tool of stone or metal, shaped like a chisel or ax head.
    [Medieval Latin celtis, chisel.]

  14. Per Mirkhond

    “Dipende.
    A volte possono essere SPAVENTOSI.
    Tipo la rivoluzione protestante, quella francese, quella russa e quella sessantottina…
    E c’è chi ne paga duramente le conseguenze, per non essersi POTUTO adattare a tali passaggi improvvisi……”

    Sono stati episodi molto diversi; tra l’altro la rivoluzione protestante tedesca fu cosa molto diversa da quella inglese, ma anche da quella svizzera.

    Personalmente, non credo che il distacco da Roma abbia fatto male alla Germania, ma non sono – come si dice in Italia – un “credente” (come se l’unica alternativa fosse tra essere un ateo militante e un ciellino).

    • Z. says:

      Se posso permettermi la domanda…

      a parte non essere né iscritto alla UAAR né a CL, tu sei credente?

      se non vuoi rispondermi non me la prendo, naturalmente, a patto che non te la prendi neppure tu per la domanda :)

      • Moi says:

        In Italia “ateo”vuol dire “anticlericale” e “credente” vuol dire “democristiano” … si chiamano “Culture Bound Words”, o un quèl axé.

        • Z. says:

          Moi, ma perché devi sempre essere così brutalmente schematico e semplificatorio? Miseriaccia, a volte mi sembri peggio di com’ero io da ragazzino!

          Non solo – come molti altri – io sono ateo e non sono anticlericale, ma conosco pure numerosi che non sono affatto “democristiani”.

    • Francesco says:

      molto onorato ma trovo eccessivo pensare che “ciellino”=”cattolico”=”credente”

      :)

      invece concordo sul fatto che “non credente”=”ateo”, più o meno mascherato

      • Moi says:

        Sì, ma Miguel NON è NE’ Democristiano NE’ Anticlericale … ergo è Alieno alle Categorie Spirituali Italiane ;) :) ;):)

      • Z. says:

        Direi che ateo vuol dire non credente anche dal punto di vista dell’etimo. Uno che crede che non esistano divinità, o che comunque non crede che esistano divinità.

        Cioè, naturalmente ad essere rigorosi vorrebbe dire “senza dio”, ma siccome si sta parlando di credere nella divinità (o nelle divinità), e non in credere in Renzi o che so io, direi che il significato è quello.

    • Peucezio says:

      Miguel, non c’entra essere un credente, il disastro del protestantesimo, compreso quello tedesco che pure è più “blando”, è culturale, ancor prima che religioso.

  15. mirkhond says:

    Si, in fondo la Germania non ha aquisito un dominio coloniale che nel tardo XIX-inizi XX secolo, e di danni ai popoli “terzomondisti” ne ha fatti relativamente pochi, tipo il massacro degli Herero in Namibia nel 1904!
    Penso invece al protestantesimo calvinista, soprattutto olandese e anglosassone.
    E quelli si che ne hanno combinate di tragedie, che paghiamo ancora oggi.
    Guerre di sterminio razziale, culto del denaro, prepotenza di credersi gli eletti di Dio, e dunque autorizzati ad ogni nefandezza…
    Come vediamo ancora oggi, purtroppo…..

    • Francesco says:

      e gli stermini nella secolare espansione verso Est? mica ha inventato nulla Hitler, mi pare, ha solo preso un “mito” tedesco assai consolidato

      forse il problema è che per farsi un impero coloniale ci vuole uno Stato, e i tedeschi non lo hanno avuto in tempo!

      • Z. says:

        Probabilmente non hai tutti torti. E in effetti, c’è chi ha sostenuto che la brutalità tedesca del XX secolo si spiega anche col fatto che i tedeschi dovevano recuperare in pochi anni svariati secoli di ritardo sulla concorrenza.

  16. mirkhond says:

    acquisito

  17. Per Francesco

    “e gli stermini nella secolare espansione verso Est? “

    Non ci sono stati “stermini”. Ci sono state piccole, ma spietate guerre tra principi vagamente “germanici” altri vagamente “polacchi”, con alleanze mutevoli.

    C’è stata sì una feroce crociata contro i pagani lituani da parte dei Cavalieri Teutonici; e certamente nel Baltico, le famiglie tedesche costituivano la maggior parte dei latifondisti benestanti.

    La germanizzazione invece della “Mitteldeutschland” e della Germania orientale è invece stata in massima parte un processo pacifico, come in Pomerania dove nobili slavi hanno continuato a governare fino al 1600 su una popolazione sempre più germanofono.

    Comunque non esisteva quel tipo di coscienza nazionale che permette di compiere “espansioni di popolo”, fino a tempi molto recenti: anche la riscoperta della lingua e il sentimento nazionale che si forma ai tempi di Lutero non hanno avuto grandi risvolti politici, tantomeno etno-militari.

  18. Per Z

    “a parte non essere né iscritto alla UAAR né a CL, tu sei credente?”

    Nella Chiesa cattolica, no.

    • Z. says:

      Ma non ti ho chiesto cosa pensi della Chiesa! Ti ho chiesto se sei una persona credente – come del resto lo è buona parte dei tuoi lettori (Habsburgicus, Mauricius, Mirkhond, Peucezio, Pino, Ritvan solo per dirne alcuni), seppure in forma diversa gli uni dagli altri.

      Naturalmente se non vuoi parlarne è lo stesso, e ti sei sentito infastidito dalla domanda me ne scuso. Il padrone di casa sei tu :)

  19. Moi says:

    A proposito di Monoteismi (presuntamente) messi in crisi dal PaleoContattesimo :

    http://www.youtube.com/watch?v=ao0ETP2yZQg

    “Ancient Aliens Debunked”

  20. Ho trovato la fonte della registrazione:

    http://www.ddr-hoerspiele.net/lp/bauernkrieg-1525-dokumente-1.html

    Si dovrebbe trattare di una serie di dischi pubblicati negli anni Settanta nella DDR.

    Ricordiamo che, assieme ai suoi non pochi difetti, la DDR ha avuto il pregio di rigettare le sciocchezze sulle “colpe collettive razziali” dei tedeschi, puntando piuttosto sul recupero della storia dei conflitti interni della storia tedesca.

  21. mirkhond says:

    E nei tiggì di regime, come rainews24 lo hanno dipinto come un gran compagnone accanto ad obama bin Laden!

  22. Per Z

    “Naturalmente se non vuoi parlarne è lo stesso, e ti sei sentito infastidito dalla domanda me ne scuso. “

    Figurati, qui abbiamo una pellaccia molto spessa!

    E’ la domanda in sé che non capisco.

    Cioè, so che in Italia esistono le due grandi famiglie, i Credenti che dicono che un tizio che abita a Roma è il Santo Padre, e i Laici che dicono che quel tizio è il Papa e ci fanno le battutine insulse.

    Tra le due famiglie, non saprei quale mi sia più antipatica, senza nulla togliere della mia simpatia per sedevacantisti e trans bestemmiatori.

  23. Moi says:

    “i Credenti che dicono che un tizio che abita a Roma è il Santo Padre, e i Laici che dicono che quel tizio è il Papa e ci fanno le battutine insulse.”

    [cit.]

    ——-

    Perfetta sintesi della Spiritualità Italiana … e dire che _ senza offesa, eh ! _ di solito tendi all’analisi prolissa.

  24. mirkhond says:

    Un regolamento di conti tra gangsters ucraini filo-usa/ue?

    • habsburgicus says:

      quelli di destra si possono uccidere, e magari pure torturare, impunemente..non lo sapevi, Moi ?
      è il politically correct, cari miei :D
      provati però a toccare con una piuma un rosso, magari con tendenze sessuali “strane”..e poi vedi !
      vediamo in Grecia..misure liberticide contro “Alba Dorata”..e chi se ne frega? :D
      prova a mandare un tweet poco rispettoso a chi sai tu..e vedi che ti succede :D

      • Moi says:

        Capito, va be’. Sul proprio blog, ha scritto poco tempo fa delle proprie beghe “Kafkiane” [cit.] per “Vilipendio” anche un roboante intellettuale poliglotta Toscano; specificando però, con quello stile “ruvido” ma sincero tipico della su’ Terra, che ‘UNN vuole Catene di Sant’Antonio della Solidarietà sul Libro de’ Ceffi NE’ tra i Cinguettatori … ché la Solidarietà gli è una cosa seria, di recente troppo sputtanata.

  25. Per Mauricius

    “e. Per esempio, il mezzo milione di pentecostali in quale delle due categorie si collocherebbe?”

    Presumo che per pentecostali tu intenda più genericamente gli evangelici italiani.

    Tranquillo, chi divide l’umanità in “Credenti” e “Laici”, manco sa che esistono.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io la divido in credenti e atei semplicemente perché ateo significa “non credente”.

      • Z. says:

        Quando ho proposto questa banale divisione mi sono ritrovato immerso in discorsi molto più grandi di me. Evidentemente ho grossi limiti, che mi spingono a ritirarmi in buon ordine :)

    • Tortuga says:

      Avevo espresso opinioni positive sul forum dell’UAAR tempo fa… boccaccia mia … da essere non credenti a pretendere di sterminare la presenza di culture religiose sulla faccia della terra, ed avere la fobia di qualunque cosa riguardi una qualsiasi religione avendo totale ignoranza della maggior parte di esse ne passa, in compenso qualunque stronzata purché scientista va bene: è un genere di ateismo privo di senso etico che promette autentico nazifascismo, alla famo come ce pare a noi e gli altri devono adeguarsi.
      Per carità …

  26. Moi says:

    @HABSBURGICUS

    Nel testo trascritto o da Miguel, ti pare che ci siano particolari arcaismi ? Oppure il brano è una traduzione-aggiornamento in Tedesco moderno, benché molto letterario ?

  27. habsburgicus says:

    senza dubbio un adattamento moderno (metà Ottocento ?)…
    il tedesco dell’epoca (prima di Lutero ! anche se di poco) non può essere scritto così !

  28. Per Habsburgicus

    “il tedesco dell’epoca (prima di Lutero ! anche se di poco) non può essere scritto così “

    Certo, ma credo che sia una traduzione in tedesco moderno, dal latino: non credo che Celtis scrivesse in tedesco. Però la lettura la trova molto bella, e quindi ho voluto metterla ugualmente.

  29. Moi says:

    “State sereni” [sic] ?! Eh … bàn-bàn !

    http://www.ilgiornale.it/news/interni/tagli-ministro-pinotti-ai-militari-state-sereni-f35-pd-non-1005705.html

    Che grottescamente triste oggidì paradossale presagio d’augurio per i Marò …

  30. Moi says:

    “bàn-bàn” (lett. “bene-bene”) esclamazione ironico-apotropaica (giusto perché Cacciari non pensi d’essere l’ unico a dirlo ;) ) Bolognese …

  31. Moi says:

    @ MIRKHOND

    (Ierisera)

    http://www.youtube.com/watch?v=OiGyw8d0jQA

    Gino Strada sull’Afghanistan

    http://www.youtube.com/watch?v=I4D_SlbjkRc

    Gino Strada VS Mario Mauro sull’ Afghanistan

  32. Moi says:

    http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2014/03/28/1045407-rate-affitto-mora-sfratto.shtml

    Un caso che stride molto con il Mito Identitario della Generosità Romagnola, purtroppo … penso che _ in linea di principio _ sia un po’ come il discorso che facevo a Roberto sul Socialismo Reale. Davvero, non l’ avrei mai creduto possibile nella mia regione.

  33. Moi says:

    Giuliano Poletti all’ ultima presente puntata de “Le Invasioni Barbariche”

    http://www.youtube.com/watch?v=7nkF9CbOt2g

    Peppone a servizio dei Bank$t€rs ?!?! ;(

    Sinceramente, mi dispiace molto vedere certi Archetipi EmilianoRomagnoli (un tempo positivi e che so essere realmente esistiti) “ridotti così” … mi piacerebbe che Pino rompesse il Silenzio Lurkante che si è auto-imposto. Almeno su questo.

    Sì, lo so: a chi vive agiatamente (!) di (!!) politica NON gliene frega assolutamente un cazzo ! Orgogliosamente me ne chiamo FUORI.

  34. Per Peucezio

    “Perché, non so se sarai d’accordo, Miguel, le grandi, repentine trasformazioni sono sicuramente storicamente affascinanti da indagare, ma imbruttiscono, deturpano il mondo. Come ogni cosa fatta apposta, che esiste non in virtù di sé stessa ma di una volontà, di un progetto. Come tutto ciò che non è spontaneo, che ha fuori di sé la propria ratio.”

    Qui ci troviamo su un terreno in cui contano soprattutto gli occhiali che decidiamo di metterci.

    Come ci sono quelli che appena vedono un corteo da qualche parte si eccitano e dicono che è la “primavera” e che la “rivoluzione è alle porte”, ci sono quelli che vedono in ogni cambiamento un elemento di distruzione del bello.

    In questo, senza volerti offendere, ti vedo speculare agli entusiasti delle “primavere arabe” (o ucraine, o dell’ultima app di Facebook). Se n’era parlato, nell’ambito del discorso sull’ “ancien régime” che faceva il collettivo Tiqqun.

    Credo che le riflessioni più interessanti sul tema si trovino nei commenti agli I Ching, nella solita classica edizione – non ho idea di quanto sia fedele all’autentico pensiero cinese, però ho visto lì la chiave per capire le mutazioni. Se hai tempo e voglia, ti consiglio di leggere lentamente, esagramma per esagramma, il testo con i commenti.

    Non ti servirà assolutamente a nulla per capire se la ragazza dei tuoi sogni ti ama o se vincerai al lotto, ma ti dà una sorta di misura del mondo.

    • Peucezio says:

      La tua risposta meriterebbe riflessioni più meditate, che mi riservo di fare.
      Per ora mi viene in mente qualche spunto.
      Non sono un esperto di filosofia cinese, però è interessante osservare come il pensiero cinese abbia un senso molto forte della mutevolezza e dell’impermanenza del mondo, ma è espressione di una civiltà che ha dimostrato nei millenni una stabilità probabilmente come nessun’altra. E, in fondo, questa stessa filosofia dice che cambia tutto, ma che in fondo non cambia niente, che c’è una mutevolezza, ma che tale mutevolezza riguarda un mondo materiale di apparenza e che la saggezza sta proprio nel rendersene autonomi puntando al permanente, in fondo all’atarassia, che è staticità assoluta (sto mischiando bellamente buddismo, taoismo, confucianesimo ecc., generalizzando, schematizzando, lo so).

  35. Per Mirkhond

    “Non puoi aiutare questo tuo sfortunato corregionale, che verrà SFRATTATO per tre MISERABILI euro?”

    Chiaramente, non sappiamo se Z possa o no farlo, ci possono essere ostacoli obiettivi.

    Ma trovo meravigliosa questa tua breve e semplice riflessione.

    So che non ti piacerà la definizione, ma la trovo insieme americana e protestante, nel senso migliore di entrambi i termini – termini che hanno anche i significati terrificanti che tu e io ben sappiamo.

    Tagli il nodo di Gordio, spazzi via gli azzeccagarbugli, i teologi, i teorici del marxismo, gli inquisitori clericali o antifascisti (molto simili tra di loro), i sofisti, con una domanda da tre euro.

    Le ragnatele volano via, che a puttiara vole i piccioli.

  36. Per Peucezio

    “E, in fondo, questa stessa filosofia dice che cambia tutto, ma che in fondo non cambia niente, che c’è una mutevolezza, ma che tale mutevolezza riguarda un mondo materiale di apparenza e che la saggezza sta proprio nel rendersene autonomi puntando al permanente”

    Condivido, con la premessa che leggere gli I Ching in italiano, come ho fatto io, non ti apre le porte della Cina di duemila e passa anni fa: mi limito quindi a cogliere ciò che la lettura di un testo scritto da un tedesco in Cina mi ha ispirato.

  37. mirkhond says:

    Per Miguel Martinez

    In questi giorni mi sto leggendo un po’ di articoli sulla sacra wiki, relativi alle esplorazioni anglosassoni nel Grande Nord America, attuali Canada occidentale e Far West settentrionali, influenzato dalla ricerca su un racconto dedicato alla frontiera, mondo che mi ha sempre affascinato…
    Il racconto, Terra Maledetta, un fumetto italiano del 1977, narra in forma romanzata, le avventure dell’esploratore inglese Samuel Hearne (1745-1792), nel racconto Adam Wilson, e del suo rapporto con gli indianio Chipeways, lontanissimi parenti dei popoli dello Jenisei della Siberia centrale, come dimostrato da una serie di recenti studi linguistici.
    Wilson, una sorta di Tex Willer settecentesco, da uomo di frontiera, non nutre alcun pregiudizio verso i Chipeways e insieme al loro sovrano Matonabbee (1737-1782), si spinge, primo europeo, nell’Artico Canadese occidentale, alla ricerca del rame (oro nel fumetto) e del famoso Passaggio a Nord-Ovest, che avrebbe dovuto collegare Atlantico e Pacifico verso l’Asia.
    Hearne/Wilson, fu testimone, durante questo avventuroso viaggio, dei complessi e feroci rapporti tra i Chipeways e gli Inuit dell’Artico, per il possesso di territori difficili, e seppur scandalizzato dalla ferocia dei Chipeways verso un villaggio Inuit che viene annientato, si rende conto che in quelle terre estreme, la vita, è molto meno ipocrita e sofisticata di quella delle grandi civiltà, e allo scandalizzato Hearne/Wilson, Matonabbee, autore e guida dello sterminio di 20 Inuit, donne e bambini compresi, il sovrano dei Chipeways risponde:

    – “Forse i bianchi ne hanno di migliori…(di valori etici ndr.) – risponde l’indiano – Ma allora perché hanno sterminato i Wampanoags e i Narragansets e i Massachussetts!? Il mio popolo uccide solo per mangiare e per difendersi; il tuo uccide spesso per il gusto di farlo!”.

    Questa storia che sto cercando di trovare (mi ero iscritto anche ad un sito di una fumetteria di Firenze, ma quelli vogliono solo pagamento pay pal, che non so nemmeno cosa sia, e di cui non mi fido…), è stata ispirata al celebre film di Sydney Pollack, Jeremiah Johnson, in Italiano Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, del 1972, con un ottimo Robert Redford.
    Jeremiah Johnson, a sua volta ispirato alle vicende di un vero trapper statunitense, è un soldato disertore della guerra contro il Messico (1846-1848), il quale, stanco della civiltà e delle sue ipocrisie, decide di diventare un cacciatore, stabilendosi nei selvaggi e stupendi territori ad ovest del Mississippi.
    Vivendo tra gli Indiani, ne impara le regole e le abitudini, adottandone anche l’abbigliamento e persino la lingua, in questo caso quella delle Teste Piatte, popolazione di (allora) recente conversione al Cattolicesimo, e da cui troverà moglie.
    Se lotterà contro il popolo dei Corvi/Crow (che pure ammira e che lo ammirano), non è per odio razziale o per pretesa superorità dei Wasp, del “Fardello dell’Uomo Bianco” e di altre stronzate razziste del genere, ma solo per vendicare l’uccisione della sua amata sposa e del loro figlio adottvo, ad opera dei Corvi/Crow (uccisione dovuta alla violazione di un ‘area cimiteriale degli stessi Corvi/Crow ad opera di un reparto di cavalleria statunitense in cerca di una scorciatoia, per salvare una carovana di pionieri, impantanatisi tra i valichi ghiacciati delle Montagne Rocciose; scorciatoia che Johnson vuole evitare, ma a cui viene costretto dal reparto militare, a violare come guida del suddetto reparto).
    Alla fine, dopo una lunga faida, Johnson farà pace coi Corvi/Crow che ne ammirano il coraggio e l’attitudine a NON ricorrere all’esercito e al sistema dei fortilizi creati sulle rotte dei pionieri, per risolvere una questione personale, dettata dal bisogno di vendicare la perdita dei propri cari, ma NON da odio razziale anti-nativo, INESISTENTE nel trapper Johnson.
    Ora, non so quanto di autenticamente americano vi sia in queste singolari figure di isolati, cavallereschi e uomini di ONORE, nel senso migliore e non mafioso del termine.
    Ma, posso dire che, se esistono e sono esistiti per davvero, a loro va tutta la mia ammirazione, pur mantenendo nel complesso il mio giudizio NEGATIVO sul dispositivo capitalistico-industriale anglosassone-statnitense!

    • habsburgicus says:

      Narragansets

      ‘sti poveri Narrangasetts furono ancora “perseguitati” nell’Ottocento…
      infatti il Massachusetts, uno dei pochissimi Stati che prima del 1867 non impediva ipso facto il voto ai neri (gli altri 4 erano Vermont, New Hampshire, Rhode Island e Maine..New York lo permetteva, ma a condizioni censitarie e di residenza onerose, che per i bianchi non c’erano..il Connccticut nel 1818 lo riservo all’ “uomo bianco”), escludeva EXPRESSIS VERBIS dal voto gli Indiani Narragansetts..che presumo verso il 1850-1860 fossero praticamente estinti :D
      (anche il Maine escludeva dal voto gli indiani…
      molti altri Stati, ancora nel Novecento, escludevano dal voto gli indiani nelle riserve..il Montana, 1889, addirittura chiunque, in teoria pure un bianco, che avesse residenza nelle riserve..dunque Tex Willer in Montana non avrebbe potuto votare :D)

  38. mirkhond says:

    Tex però oltre che un ranger statunitense, è anche re dei Navajo (Aquila della Notte), avendo sposato la dolce Lilith, figlia del sovrano Freccia Rossa, e da cui ha avuto il figlio ed erede Kit…. ;)
    E i Navajo stanno tra Arizona, Utah e Nuovo Messico!

  39. habsburgicus says:

    lo so, ci sono pure stato in quei posti, nel 1993 :D e poi sono un fan di Tex :D a proposito, c’è qualche altro texiano, qui ? :D
    volevo dire che, SE Tex fosse stato in Montana (e non in Arizona) non avrebbe potuto votare…e penso che se ne sarebbe fregato ! :D (fra l’altro perché non ama i politicanti, pur avendo anche relazioni importanti)

  40. mirkhond says:

    Sei stato anche tra i Navajo?
    La loro lingua, come quella dei sovracitati Chipeways appartiene al gruppo Na Dene, che i linguisti considerano lontanissimamente legata a quelle dello Jenisei in Siberia….
    ciao!

    • Dif says:

      A proposito di lingue Na Denè, cosa ne pensano i linguisti del blog riguardo all’ipotetica superfamiglia na denè-caucasica, che comprenderebbe le suddette lingue, oltre a lingue ritenute isolate come il basco, il burushaski della valle dell’Hunza e le lingue ket della Siberia? Ritenete che possa essere effettivamente considerata ciò che resta di un’ unica superfamiglia di lingue parlate in tutto l’emisfero settentrionale?

      • mirkhond says:

        Per Dif

        Premesso che non sono un linguista, e le informazioni le ho prese dalla sacra wiki in Inglese, pare che la parentela tra le lingue Na Dene e il Ket jenisseiano siano ormai appurate.
        Tanto da far ipotizzare una remotissima famiglia comune, stanziata a nord dell’Amur, nella Siberia orientale, poi divisasi tra un grosso gruppo che avrebbe attraversato lo Stretto di Bering, allora un ponte di terra ghiacciato, tra il 13.000 e l’11.000 a.C. circa, e un altro gruppo, respinto ad ovest nella valle dello Jenisei, dalla fase postglaciale, e dalla comparsa di popolazioni allevatrici di renne, che avrebbero alterato l’equilibrio di caccia-raccolta degli antenati dei Ket.
        Questi nuovi gruppi, probabilmente sono gli antenati dei popoli altaici, Mongoli, Tungusi e Turchi.
        I Ket, sfuggiti nella valle dello Jenisei, grazie al clima paludoso, avrebbero potuto svilupparsi meglio e resistere ai gruppi altaici, seppur in uno spazio più ridotto, e, a partire dal XVII secolo, sempre più russificato.
        Quanto alla supposta parentela tra i Na Dene e i Ket con le lingue isolate dell’Asia come il Burushaski dell’Hunza, o gli estinti Sumerico ed Elamitico più le lingue caucasiche, resta argomento di contesa e a tutt’oggi non si è giunti ad un parere concorde in merito.
        ciao!

      • habsburgicus says:

        @Dif
        credo che Alexander Vovin, per fare un nome, neghi anche l’esistenza di una famiglia caucasica (se non come “contenitore” utile all’uso), dunque presumo che non sia d’accordo (e neppure Stefan Georg, immagino)…
        lui stesso, ed altri, hanno criticato anche la teoria altaica (cioè legame genetico fra lingue tungusiche, mongole e turche)…
        penso che non ci sia in alcun modo consensus né forse è possibile che ci sia

        • mirkhond says:

          Però la tesi di Edward Vajda sulla superfamiglia Na Dene-Jenisseiana, pubblicata nel 2008, ha trovato consenso, sia pur con le ovvie critiche!
          ciao!

    • habsburgicus says:

      fra i Navajo, no..ho però attraversato la Riserva Hopi (lì vicino)…e appena in New Mexico, Gallup (tutti luoghi spesso menzionati in Tex :D)

  41. Z. says:

    Cercherò di essere sintetico….

    Per Mirkhond e Miguel:

    premesso che di protestantesimo non capisco niente (e forse per questo il nesso mi sfugge), il problema non è che a questa persona mancano tre euro per saldare i debiti, cosicché basta prestaglieli e ogni cosa torna a posto. Il problema è che per una banale svista – di questo pare si tratti – questa persona è stata citata in giudizio. E in assenza dell’inquilino, lo sfratto è stato convalidato.

    Per commentare il resto con cognizione di causa servirebbero conoscenze che non abbiamo. Ciò detto, al di là del fatto che mi pare decisamente improbabile che venga sfrattato qualcuno durante il giorno di Pasqua, sono convinto che il Comune di Lugo saprà fare la sua parte.

    per Mauricius:

    è ragionevole supporre che il proprietario spenderà qualcosa come diverse migliaia di euro. Ma questo è sempre vero: uno sfratto si fa per tornare in possesso dell’immobile, e le spese (avvocato, forza pubblica, ASL, etc.) devono essere preventivamente messe in conto dal locatore.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, ma mentre in genere si sfratta per mancati canoni di centinaia (o migliaia) di euro, quindi il gioco vale la candela, qui il proprietario è proprio uno che dei soldi se ne frega.

      • Z. says:

        Non hai tutti i torti. Posso solo ipotizzare che ci siano cose di cui i giornali non hanno scritto o di cui non sono proprio a conoscenza, come spesso avviene nella cronaca di fatti giudiziari.

    • Roberto says:

      Sicuramente sarò stato sfigato io, ma ogni volta che ho avuto a che fare con giudici onorari è stata un’esperienza surreale (pure con i giudici di pace in realtà, ma li ogni tanto uno buono ne ho incontrato)

  42. Z. says:

    Moi, ecco un esempio di ciò di cui si parlava tempo addietro:

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/03/28/servizio-pubblico-strada-vs-mauro-con-lei-e-come-discutere-con-laspirapolvere/272006/

    Ora, io non so se Strada ce l’abbia in particolar modo con Mauro. Magari avrà le sue ragioni. Detto questo nel modo di discutere mi sembra in tutto e per tutto simile a La Russa, solo più arrogante. Se trovo La Russa tronfio, incivile e insopportabile (al di là delle tesi che sostiene), perché non dovrei pensare lo stesso di Strada?

    • Francesco says:

      cosa si sono detti? Mauro è un ex-ministro, con un percorso politico abbastanza strano e suicida e anomalo – un CL con Monti? e poi da solo?

      io sono uno dei pochissimi difensori degli F35, come già sapete, e non certo un estimatore di Ginostrada

      ho saputo dello scontro ma quale è il succo?

      • Z. says:

        Quello che si sono detti è piuttosto irrilevante (sintetizzando: slogan noglobbal contro slogan istituzionali). Il punto è la protervia arrogante di Strada, sempre più laroussant.

        Guardatelo, merita. Come ha commentato un amico a cui ho mostrato il video, “questo è tipo lo scontro finale di un ipotetico picchiatutto chiamato Arrogant Fighter!:D

        • Roberto says:

          Onestamente per quanto mi stia antipatico strada, Mauro è sceso a livelli indecenti

          È una bella lotta fra i due

        • Z. says:

          Non ho nessuna simpatia politica per Mauro, ma tutta questa simmetria fatico a vederla. Al di là di questo, c’è già il varietà di Paragone a proporre questi sproloqui verbali, e credo che Santoro dovrebbe proporre qualcosa di innovativo e superiore alla concorrenza. Magari prendendo spunto dal Parlamento: gente che salta sui banchi, altri che li tirano giù a manate in faccia, altri ancora che morsicano :D

        • Z. says:

          Comunque, anche questo episodio contribuisce a farmi sospettare che Grillo faccia benissimo disertare queste trasmissioni, salvo qualche concessione quando proprio non può farne a meno. Posso sbagliarmi, ma credo che la creazione del consenso – laddove effettivamente ci sia – dipenda più dalla conduzione che non dai discorsi tra gli ospiti.

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