Lavoro in Oltrarno

“Che lavoro fai?”

“Il muratore, l’artigiano insomma… ho lavorato per trent’anni, no, aspetta, ne ho quaranta adesso… ho lavorato per venticinque anni.

Quando ero ragazzo, qui a Firenze, ce n’era tre che facevano l’imbianchini, due l’elettricisti, e uno, tanto di cappello a lui, che studiava. E prima di diventare muratore, ci volevano quindici anni, che prima eri solo manovale e poi mezzo [mi sfugge la parola], dovevi saper fare davvero il tuo lavoro.

Ho lavorato con gli alberghi, facevo il restauratore, che era un lavoro che si andava fieri, ma negli ultimi dieci anni è andato in rovina tutto, non c’è più professionalità, che magari prima c’era pure qualcuno che ne approfittava, ma erano pohini, che c’era un orgoglio nel fare il lavoro fatto bene.

Ma oggi non esiste più nulla: guarda questa scuola, quando ero ragazzo, in ogni scuola, c’era un preside, un vicepreside e una segreteria, adesso non c’è più nemmeno i custodi, c’è solo le insegnanti che si fanno un mazzo così per tutti noi, ieri hanno ricevuto i genitori fino alle nove di sera, ma se succede qualcosa, che si fa?

Oggi posso avere un curriculum così, ma non gliene importa più niente a nessuno, non gliene importa più nulla della professionalità, tanto negli alberghi gli amerihani arrivano comunque, e così mettano tutto in mano alle cooperative, che qui lo sai che a Firenze sono della camorra e della mafia, che lì i soldi girano, lo sapevi che le cooperative ce l’hanno in mano loro?

E tu puoi essere il più bravo di questo mondo, ma quelli pensano solo a quanto risparmiare, lo sai quanto ti pagano, quattro euro ottanta l’ora, senza ferie, senza malattia, senza tredicesima, e così prendano solo gli stranieri, che accettano qualunque cosa.

Due giorni fa, ho finito l’ultimo lavoro, e non credo che ne troverò più, c’è mia moglie che fa le pulizie, lavora la sera in un bar, e porta a casa più soldi di me, la pagano anche dieci euro l’ora!

Fate i volontari a tener aperto il giardino? Mi sa che vengo a darvi una mano, che son più libero adesso, e qualcosa so fare anch’io!”

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25 Responses to Lavoro in Oltrarno

  1. Moi says:

    @ Z

    Scoop di Luciano ;) :

    http://www.youtube.com/watch?v=6kBxIj8EZpk

    RICCHI D’ITALIA (13/11/2013)

  2. Francesco says:

    ieri in televisione il presidente dell’ICE diceva che l’Italia esporta 500 miliardi di euro l’anno di beni e servizi

    dì al tuo amico che da qualche parte lavoro ce ne deve essere

    grazie a Dio

    ciao

  3. mirkhond says:

    Glielo trovi tu il lavoro?
    Magari dietro adesione a cielle?

    • rossana says:

      Ecco, per esempio…

    • Francesco says:

      Mirkhond

      ma l’idea di cavarsela da soli? sai quanti di quegli esportatori che vendono 500 miliardi di euro fuori d’Italia sono stati aiutati? diciamo pure nessuno?

      E temo che CL possa fare ben poco, in questo campo. Che non è il suo.

      Che palle i frignoni, che ora diventano pure incazzosi. Speriamo di affondare in fretta, io e loro.

  4. rossana says:

    “così mettano tutto in mano alle cooperative, che qui lo sai che a Firenze sono della camorra e della mafia, che lì i soldi girano, lo sapevi che le cooperative ce l’hanno in mano loro?”

    Mafie, plurale…
    Ne esistono di vari tipi, non tutte necessariamente con matrice meridionale.
    Dipende dal settore: a chi assistenza e cura alla persona, a chi ristorazione collettiva, a chi edilizia, a chi manutenzione strade e parchi pubblici, a chi subappalti nelle grandi opere.
    La cooperativa è la soluzione a due problemi creati dal sistema: il dumping salariale aiuta a smantellare piccole aziende sane così che si crei spazio per altre cooperative, che prontamente assumono alle nuove condizioni del “o mangia ‘sta minestra o salta la finestra”; l’occupazione a costo di (in)sussistenza garantisce lavoro anche alle cooperative che si occupano di assistenza ai nuovi sotto-salariati, inesorabilmente costretti a chiedere lì dove non arrivano) e agli indigenti di lungo corso, vere prede da catturare per garantirsi i fondi per l’assistenza con cui assistere (e magnare, che da tutti i bilanci di queste cooperative “assistenziali” emerge sempre che solo un 25% va all’assistenza; il resto serve a mantenre il carrozzone e a investire, che sono e restano imprese), così il cerchio si chiude.
    Senza dimenticare che quelle che si occupano di assistenza ai “bisognosi”, ricevono grassi finanziamenti sia dallo stato che (perfino) dai magnati (magnanti) che stanno in cima alla piramide a decidere il dumping per garantire “competitività”, e infatti abitualmente siedono nei consigli direttivi di banche e finanziarie.
    Sempre pronte, queste ultime, non a caso, a sostenere campagne di raccolta fondi strappalacrime per coinvolgere emotivamente i sopravissuti (per ora) alla mattanza, così da “sensibilizzarli” e prepararli a cedere più avanti.
    Mattanza che, come ben delinea il nostro muratore/restauratore toscano sgretola, insieme alle vite umane, civiltà, cultura, paesaggio, linguaggio, istituzioni.
    La sola resistenza possibile inizia dalla difesa del territorio, cioè della terra e di ciò che vi sta sopra.
    Perché solo se riconquisti uno spazio fisico concreto, puoi da lì iniziare una lenta ricostruzione di diritti cicvili che coincidano con l’equità sociale: rispetto dell’umo è sempre rispetto dell’ambiente di cui vive.
    Il resto è fuffa.
    Non è il “lavoro”, l’obiettivo; è riconquistarsi pezzo a pezzo la terra per viverci di nuovo una vita che abbia senso.

  5. mirkhond says:

    “Mafie, plurale…
    Ne esistono di vari tipi, non tutte necessariamente con matrice meridionale.”

    Concordo al 100%!

  6. serse says:

    “mi sfugge la parola”

    Non ho capito. Comunque dalle mie parti si dice (diceva) mezzo muratore.
    La carriera: manovale, mezzo muratore, muratore, capo mastro.

  7. Pingback: Mattanze e territori | Kelebek Blog

  8. Per Serse

    “omunque dalle mie parti si dice (diceva) mezzo muratore.
    La carriera: manovale, mezzo muratore, muratore, capo mastro.”

    Sì, può darsi… a me sembrava che avesse detto “mezzo mestolo” :-) , ma mi sa che deve essere “mezzo muratore”.

    • serse says:

      “mezzo mestolo”

      potrebbe anche essere: credo che una denominazione alternativa sia “mezza cazzuola” (mezza cucchiara in dialetto)

  9. Vi regalo anche il post più recente di Rossana:

    http://rossland.blogspot.it/2013/12/eh-si-basta-evasori.html

    Eh, sì: basta evasori…
    Saccomanni e Befera contro l’evasione: “Non è compatibile con la democrazia”
    D’accordissimo, non se ne può più: laureati che evadono all’estero, disoccupati che evadono il far la spesa, pensionati che evadono le cure mediche, giovani che evadono il lavoro, scuole che evadono l’acquisto di carta igienica, famiglie che evadono il pagamento del mutuo, precari estremi che evadono ferie e malattia, bambini che evadono i pasti…
    C’è un’evasione insostenibile in questo paese.
    Come si può pensare che questi evasori (di ogni diritto civile) siano ancora compatibili con la democrazia?
    Sono incompatili, ecco tutto.
    Pensare che ci sono ci sono banche e finanziarie che hanno bisogno di aiuto, industrie nazionali costrette a vendersi al primo pappone estero per continuare a esistere e tutto un parlamento europeo, una commissione europea, una Bce, un Fmi, un parlamento italiano con dentro quasi mille persone tutte costrette a campare con le elemosine per via di questi indegni evasori.
    Li si punisca!
    Meglio: li si scovi e li si stermini una volta per tutte, così che la democrazia sia finalmente ristabilita!
    P.S. Dimenticavo: anch’io evado. Dalla noia mortale di questo paese, soprattutto…
    P.P.S.
    Evadere evadere evadere.
    Evasione, invasione, invasati, invadenti, evasivi, invasivi, esodati, dati, presi, catturati.
    Evasa, invasa, invasata, invadente, evasiva, esodata (esondata?), data/presa/catturata.
    Mordere la catena, strapparla, evadere evadere evadere…

    • Z. says:

      Naturalmente hanno ragione Saccomanni e Befera. L’evasione generalizzata in un mercato costringe gli operatori su quel mercato a diventare evasori o a esserne espulsi, con tutto ciò che questo comporta. Anche in termini di giustizia sociale e democrazia.

      Poi chiaramente il flusso di coscienza è molto fantasioso e divertente, e dimostra l’eccellenza del genio italico :D

      • Francesco says:

        mica solo quello

        se io vivo in un territorio e non pago le tasse, usufruisco lo stesso di un gran numeri di servizi che non sono “negabili” agli evasori: tutto lo Stato minimo più quello sociale più le infrastrutture e scommetto che dimentico molto.

        il cui costo grava sul portafogli di chi le tasse le paga

        con le conseguenze facilmente immaginabili

        W Padoa Schioppa

        W Saccomanni

        Francesco stranito dai casi della vita economica

        • Z. says:

          Hai ragione, naturalmente. Effettivamente ho trattato un aspetto del problema che forse è secondario, come è secondario il fatto che i titolari di borse di studio per ragioni di reddito siano in larga misura figli di evasori fiscali.

          Ma sono due aspetti che, credimi, mi fanno salire un’orticaria niente male.

          Z.

          PS: riguardo al secondo aspetto, l’università di Bologna ne ha beccati recentemente a carrettate. Non ha chiesto verifiche al fisco (altrimenti avrebbe scoperto che pure buona parte degli altri…), ha semplicemente verificato che gli studenti avevano autocertficato il falso. A questo punto avrebbe dovuto trasmettere i dati alla Procura, ma siccome so’ regazzi – e soprattutto siccome poi si sarebbero verosimilmente iscritti altrove – l’università ha fatto sapere che non lo faranno. Skiffington.

        • lanzo says:

          France’
          C’e’ anche l’altro lato della medaglia: tanti (pensionati) vivono in paesi extracomunitari e quindi non sul territorio italico, ma le tasse l’INPS gliele leva lo stesso anche se non possono fruire di alcun servizio a cominciare dall’assistenza sanitaria…
          Adsalut !

  10. izzaldin says:

    Off topic ma non troppo..

    Visto che al vostro movimento per l’Oltrarno interessa anche una effettiva rivalutazione storica del quartiere che vada al di là dei locali notturni e della movida, vorrei condividere una scoperta fatta di recente.
    Il famoso scrittore americano Nathaniel Hawthorne, autore della Lettera Scarlatta, ha vissuto per qualche mese in via dei Serragli, e proprio sul terrazzo della Casa del Bello dove abitava cominciò a scrivere il suo famoso romanzo “The Marble Faun”.
    Poco dopo si trasferì nella “colonia inglese” di Bellosguardo.
    saluti,
    izzaldin

  11. Moi says:

    http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/images/massoneria/washington-grembiule.jpg

    Lui dev’essere stato Cazzuola Intera, ma non è tanto questione di “Muratoria” … quanto piuttosto (!) di Architetto !
    In ogni caso, mai sottovalutare l’ importanza del Frattazzo !

    ; -)

  12. Moi says:

    Poesia di “Calzinàzz” :

    http://www.youtube.com/watch?v=9vnKYA3kAwI

    Amarcord
    di Federico Fellini

    • izzaldin says:

      grande calzinazz
      ma quindi vuoi dire ceh Hawthorne era massone?
      solo Moi poteva legare la poesia di calzinazz alla massoneria :)

      saluti,
      izzaldin

      • Moi says:

        Hawthorne era massone ?

        —-

        Izzaldin

        __________________________________

        Probabilmente lo era anche (!) Nathaniel Hawthorne … visto che il ritratto in tenuta da “operatore edile” ;) :) è di George Washington :D

  13. Moi says:

    @ FRANCESCO

    Sarà … ma gli addetti alle demolizioni nei cantieri edili , mi sembrano fatti un po’ diversi dalla Miley Cyrus:

    http://www.youtube.com/watch?v=My2FRPA3Gf8

    In ogni caso, sempre meglio loro che Matteino in Cosplay ; -) da Muratore …

    http://www.ansa.it/webimages/foto_large/2013/8/10/c52769898aa39b57367383f9f1566c8a.jpg

    http://www.secoloditalia.it/files/2013/08/RENZI-4.jpg

    PS

    Ma com’è che c’hai ‘sta fissa per Miley Cyrus ? Dovessi fare un cosiddetto “Esorcismo alla Don Zauker” del becero (!) “IlVernacoliere” a una PopStar “sazia e disperata”, opterei per la Ke$ha, Kesha Rose Sebert … non sarà la più bella, ma è la più _ a mio avviso_ intrigante.

  14. Moi says:

    Il Mario Brega che piace a Gnocchi e Palmaro è qui :

    http://www.youtube.com/watch?v=9XNRpidZeLk

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