Ligresti e non Ligresti

Apprendo che la signora Giulia Ligresti, scarcerata per motivi di salute, si è concessa un terapeutico giro di shopping a Milano.

Ieri, ero a fare la fila al fontanello.

Vicino a me, c’era un ragazzo che parlava al telefonino, e diceva:

“Io sono uscito il 15 luglio, lui si è impiccato il 4 di agosto, era il mio compagno di cella”.

C’è chi va in Via Montenapoleone a comprare le borse, chi a prendere l’acqua in Piazza Tasso.

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242 Responses to Ligresti e non Ligresti

  1. Grog says:

    Ormai si può solo più discutere sulle dimensioni della clava da usare, se sia meglio la clava leggera o la clava pesante, la clava lunga o la clava corta.
    Grog Grog Grog Grog Grog Grog Grog Grog
    Alcuni sconsiderati parlano di armi da fuoco, attenzione! Sono d’accordo con il nemico per togliere al popolo primitivo il piacevole sentire dell’arma da impatto sulle ossa avversarie! Armi da fuoco e da taglio vanno bandite.
    Grog Grog Grog Grog Grog Grog Grog Grog

  2. roberto says:

    secondo te il problema, o scandalo, o cosa di cui discutere è giulia ligresti scarcerata o il poveraccio che si è impiccato?

  3. PinoMamet says:

    Vabbè Roberto, però è ovvio che si discuta della Ligresti e della Cancellieri, e non del poveraccio.

    Prima di tutto perché la Ligresti e la Cancellieri le conoscono tutti, e sono di dominio pubblico, mentre il poveraccio che si è impiccato lo conoscono solo i suoi amici.

    E poi perché l’atto della Cancellieri è (si spera) un’eccezione, un’ingiustizia una tantum e sotto i riflettori, mentre la condizione terribile dei carcerati (dei carcerati comuni) è purtroppo la normalità.
    E poi non è neanche troppo vero che non se ne discuta, in realtà ne sento parlare abbastanza spesso; solo che non li si risolve.

    • Francesco says:

      però se ne parla troppo poco, tutto sommato se non ci fossero i radicali a rompere i coglioni il sentimento comune sarebbe a metà tra “chissenefrega” e “ben gli sta”

      cosa peraltro espressa a gran voce da leghisti, destri destri e (mi pare) pentacoglioni

      se il carcerato è un nemico del popolo, si aggiungono entusiasti rossi, rossi rossi e popolo viola

      poi ci sono i volontari che vanno nelle galere a organizzare i corsi professionali e a fare scuola

      • PinoMamet says:

        Sono assolutamente d’accordo!

      • Z. says:

        Temo che il sentimento comune sia egualmente tra il “chissenefrega” e il “ben gli sta”. I radicali, purtroppo, si limitano quasi sempre a fare chiacchiere vacue anche su questo tema.

        Per il resto sono d’accordo con te.

        Z.

        PS:

        “dici così perché non ti sono entrati in casa!”
        “no, lo dico NONOSTANTE non mi siano entrati in casa!”
        “in che senso?”
        “nel senso che abbiamo speso milioni per rifare le porte…”

        • Francesco says:

          beh, i Radicali con lo 0,7% dei voti più che chiacchiere non possono fare

          se agissero anche in prima persona sarebbero dei cristiani, non dei radicali

          :)

        • Z. says:

          Se persino negli anni Settanta prendevano l’1% dei voti un motivo c’è :D

        • Francesco says:

          non per fare il catastrofista ma negli anni ’70 chi si poteva votare di meglio?

          grazie al Cielo non avevo l’età per pormi il problema

        • Z. says:

          Secondo me, secondo te o secondo gli altri?

          Secondo me, presumo PCI. Secondo te, presumo DC. Secondo gli altri, esattamente quello che hanno votato, ossia al 98,9% altri partiti :D

        • Francesco says:

          votare DC o PCI negli anni ’70 è decisamente improponibile, sia per un democratico cattolico sia per un comunista

          infatti erano votati per disperazione

          quanto agli altri, ho sentito Fini rivendicare le cose peggiori della sua carriera politica con orgoglio … e pensare che gli davo il merito di aver fatto saltare la Bicamerale quando fu evidente che non avrebbe portato risultati sostanziali

          invece pare sia stato Berlusconi

        • Z. says:

          Era tanto improponibile che da soli facevano ben più della metà dell’elettorato. E dubito che Berlinguer fosse votato per disperazione.

          Magari sarà stato improponibile per te, ecco :)

        • Francesco says:

          no, era latore di un ragionevole messaggio politico … aspetta, come si chiamava … ah sì, l’eurocomunismo

          degna idea, da mettere insieme alle convergenze parallele di Aldo Moro

          non ci fosse stata quella cazzo di guerra fredda, prendevano il 6% insieme, altro che il 60% e rotti

          devo dire che col passare del tempo Rivera e Mazzola crescono di statura ma i politici dell’epoca no

        • Z. says:

          La penso esattamente all’opposto.

          I calciatori di allora, confrontati con quelli di oggi, non potrebbero reggere. Diversi anni fa ormai ho visto una replica della finale degli Europei del ’68: dal punto di vista del telecronista era uno sballo, e dal mio anche. Ma nel senso che pareva uno spettacolo per morfinomani. Credo che una squadra decente dell’odierna serie C non avrebbe avuto problemi a vincere quella partita.

          La sgangherata Italia di Prandelli darebbe quattro palle a qualsiasi Italia degli anni Settanta: solo quella del Mundial argentino, forse – e dico FORSE – avrebbe qualche possibilità di sopravvivere.

          Mentre Berlinguer, se non fosse stato condannato all’opposizione proprio dalla guerra fredda, avrebbe sicuramente potuto governare il Paese. Magari assieme a Moro, perché no?

        • Francesco says:

          governare nel senso di distruggere anche peggio di quanto fatto dal centrosinistra a partire dagli anni ’60, giusto?

          perchè i chiodi sulla nostra bara hanno iniziato a metterli allora e la colpa di quelli venuti dopo è di aver continuato

          potremmo dire che la politica italiana da allora in poi è stata solo teatrino mentre la talpa scavava scavava imperterrita

          Berlinguer … se penso che ancora viene rimpianto

        • Z. says:

          Beh, direi che negli anni Sessanta il PCI ha governato la sua principale roccaforte immensamente meglio di come il centrosinistra ha governato l’Italia. Sia dal punto di vista del benessere diffuso sia dal punto di vista del bilancio.

          Quindi no, dubito che avrebbe potuto fare peggio addirittura della DC.

          Comunque è una discussione di teoria al cubo: tutti sapevano che il PCI non aveva il permesso di governare manco per un giorno. E quando Berlinguer e Moro hanno fatto finta di dimenticarselo, si è provveduto a rinfrescare ben bene la memoria a entrambi.

          Il che poi spiega perché io abbia sempre preferito Togliatti :D

    • furio detti says:

      Caro Pino,

      “Prima di tutto perché la Ligresti e la Cancellieri le conoscono tutti, e sono di dominio pubblico, mentre il poveraccio che si è impiccato lo conoscono solo i suoi amici.”

      Verissimo fino a quando…

      fino a quando un poveraccio che andrà a impiccarsi non deciderà, giusto perché gli girano i coglioni, di prendere un fucile e distribuire la sua quota di disperazione sulla gente al mercaro, o se dentro un’auto, di sdraiare i primi venti o trenta tizi, grandi e piccini, sul marciapiede: basta poco, acceleri e dai un 20′ di giro allo sterzo, oppure non decida un giorno di portarsi in tasca un coltello da prosciutto e piantarlo a quanti più riesce a un concerto in piazza….

      Nessuno caga il disperato fino a quando il disperato non cerca attenzione in modi meno piacevoli e più diciamo, criticati dal consorzio sociale.

      Tu dirai che finché un disperato ammazza altri cento sconosciuti è una notizia ma non è tutto…

      Vero, fino a quando un disperato più disperato di altri non becca per combinazione il figlio o parente prossimo di uno di quelli che conta.

      E allora vedrai che smetterà di essere un problema per poveracci, credimi!

      • Z. says:

        Oddio, negli Stati Uniti è capitato diverse volte, e non mi pare che questo abbia innescato una revisione integrale delle politiche sociali. Hanno solo aggiunto più metal-detector all’ingresso nelle scuole e negli uffici pubblici.

  4. Rock & Troll says:

    Se l’impiccato era uno stupratore o un assassino o un sospetto terrorista non vedo dove sia il problema.

    • Uno dei problemi sta nel fatto che sono ancora in attesa di conoscere nei particolari quale attività retribuita tu svolga.

      • Leo says:

        Un robot svolge l’attività per cui viene programmato. In questo caso credo che sia stato programmato per mostrare un esempio di paranoia nell’ambito di una lezione agli specializzandi in psichiatria.

      • furio detti says:

        Psichiatria, robot… troppo lusso. Signori voi sopravvalutate!

        • Z. says:

          Ma infatti secondo me è invece un lettore che si diverte moltissimo a spararla grossa per vedere come reagiscono gli altri. E colpisce quasi sempre il bersaglio in pieno :D

    • Francesco says:

      guarda meglio, che si vede eccome

    • Peucezio says:

      Rock & Troll, io sospetto che tu sia un terrorista. Come la mettiamo?

    • furio detti says:

      Notate bene: “sospetto terrorista.” A certi basta il sospetto. Anche se si tratta di un innocente. Che dire? Perlomeno che la vita può riservare soprese e tanta merda bollente, non sempre si ha il culo al riparo da una tastiera, per esempio.

  5. Concordo in pieno con Francesco, incredibile ma vero.

    Compreso il riferimento ai radicali, che in genere non mi stanno molto simpatici.

    • Francesco says:

      :D

      PS io di solito li detesto

      • Leo says:

        “beh, i Radicali con lo 0,7% dei voti più che chiacchiere non possono fare”

        Più che in prima persona agiscono infatti per conto terzi.

        Se sei alleato con il principe di questo mondo come lo sono loro ti basterebbe anche molto meno dello 0,7% dei voti (ammesso che i voti contino ancora qualcosa) per fare quello che hanno fatto loro in questi ultimi decenni a questa parte (altro che solo chiacchere ! Magari avessero fatto solo quelle…)

  6. per roberto

    “secondo te il problema, o scandalo, o cosa di cui discutere è giulia ligresti scarcerata o il poveraccio che si è impiccato?”

    Veramente, se vuoi sapere la prima cosa che mi è saltata in mente, era come attaccare discorso con quel ragazzo, e cercare di vedere in che modo poteva inserire la sua storia in quella del rione. Comunque lo saluto sempre, quando lo vedo, anche se non so come si chiami.

  7. rocco says:

    Ragazzi, il mondo visto così è brutto. Fatevi una rete di amici e datevi una mano. C’è chi lo fa nell’illegalità, piccole evasioni fiscali, c’è chi lo fa alla grande perché è potente. La differenza è il senso del limite. Quando un atto illegale fa male a molti e quando in fondo è una goccia trascurabile (ma l’oceano è fatto di gocce?). E’, in fondo, il concetto di libertà che si tira in ballo per queste cose.
    Filosofeggio…

  8. Moi says:

    *** Possibili Chiavi di Lettura, in ordine sparso e NON di presunta importanza : ***

    • La Cancellieri aveva il Figlio “Imbazzato” ; -) dai Ligresti _ si parla di guadagni “da capogiro”_ dai Ligresti: “una mano lava l’altra e tutte due lavano il viso” … siamo al De Profundis del Mito della Superiorità Morale della Sinistra … avete sentito l’ Analisi di Travaglio ? Dalle “Liceali Ragazze-Doccia” [cit.] all’ “Alitalia”, “Berlusconi non è una persona … Berlusconi è un Sistema !” Lo ha detto anche Lapo Elkann, sempre a Marco Travaglio. E poi la Cancellieri … prima dice di voler fare la Pensionata, poi accetta una carica dietro ‘altra ! … e che (!) cariche ! … È questa la Superiorità Morale della Sinistra ?! Una Cancellieri che in teoria sarebbe “di Destra”, ma se le offrono delle ghiotte mangaitoie “a Sinistra” … ci si fionda ! Hanno ragione all’ Estero: in Italia tutti Mafiosi ! … Per questo all’ Estero non hanno dei Berlusconi !

    • La solita Italiotia : in Germania i Ministri si dimettono già se li pizzicano 20 anni dopo che scopiazzano una Tesi di Laurea ! … Da noi le Toghe Rosse lo pretenderebbero solo da Berlusconi !

    • La solita Italiotia : in Germania i Ministri si dimettono già se li pizzicano 20 anni dopo che scopiazzano una Tesi di Laurea ! … Per questo all’ Estero non hanno dei Berlusconi !

    • E il Caso Ruby ?! Stessa cosa, ma si sa: le Toghe Rosse … l’ ha detto anche la Gelmini ! Poi dicono che Berlusconi è l’ unico a “essere così” … solite Toghe Rosse ! Il tutto con un’ Egemonia Culturale della Sinistra tale per cui, alla Scuola Pubblica, i Docenti Militanti dànno la sufficienza nel Tema di Attualità solo a chi scrive male di Berlusconi, incuranti dell’ Italiano che dovrebbero insegnare !

    • Dov’è la notizia ?! In Italia se hai le Amicizie Influenti fai quel cazzo che ti pare, sennò al primo sgarro t’inculano subito ! Quello che si è impiccato in cella, mica era amico della Cancellieri ! Lo sanno tutti: in Italia è così. Non c’è solo Berlusconi !

    • C’è LaCrisi e LaCasta pensa solo a tirar fuori di galera i suoi Amici … tanto poi c’è “Berlusconi Che Fa Di Peggio” come Pace Libera-Tutti !

    • Indulto ! Amnistia ! Ah, cazzo meglio di no: sennò Silvio in galera neanche ci entra. Eh, il Problema delle Carceri … Ma giusto perché c’è di mezzo Berlusconi, sennò sarebbe giusto il contrario. La Colpa è sempre e solo delle Ingiustizie della Società Borghese. Lo dico da Sx.

    • Indulto ! Amnistia ! Salviamo Silvio dalle Toghe Rosse ! Eh, il Problema delle Carceri … Ma giusto perché c’è di mezzo Berlusconi, sennò sarebbe giusto il contrario. Delinquenti si nasce. Lo dico da Dx.

    · Cos’è ‘sta storia della Fonte di Piazza Tasso ? E per Bologna, come funzia che nel Reno “c’è delle gran pondgazze” ; -) ? ‘Sa fàghia, Z ? … Meglio informarsi dall’ Ape Pilli o da Luciano ?

    · Rockino proponga “Umanamente e Cristianamente” [cit.] lo Sceriffo Genty come Ministro della Giustizia … o dell’ Interno. E magari sviluppi il concetto di “Sospetto” [cit.] … che detta così gli è ambigua.

    PS

    In termini di “Segnali di Cambiamento”, però, direi che almeno su questo Matteino ha ragione:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/07/caso-ligresti-renzi-inaccettabile-sia-finita-cosi-cancellieri-doveva-dimettersi/770183/

    Prima di qualsiasi altra cosa, l’ episodio Cancellieri-Ligresti dimostra che l’ Italia è il Paese del Marchese del Grillo, la forma è mutevolissima per sembianza sociale e cangiantissima per colore politico … ma la sostanza (!) resta eterna e immutabile :

    http://www.youtube.com/watch?v=7MDY-8DVqjs

    … “Purtroppo” o “per fortuna”, è solo questione di punti di vista !

    PPS

    La cosa non ha avuto più sviluppi, però Alfano aveva proposto di adibire a carceri galleggianti le navi in disuso nei porti (“galera” è difatti un termine di origine nautica), che ce ne sono tante. Anni fa Calderoli fece l’esperimento di passare una notte in una cella individuale (non ricordo quale carcere) e commentò che “in Italia mettiamo i Delinquenti in Alberghi a Cinque Stelle”. [cit.] Intanto si polemizza che in un “Carcere a 5 Stelle” ci sarebbe finito Breivik, ma per davvero !

    • paniscus says:

      • La solita Italiotia : in Germania i Ministri si dimettono già se li pizzicano 20 anni dopo che scopiazzano una Tesi di Laurea ! … Da noi le Toghe Rosse lo pretenderebbero solo da Berlusconi !

      E guarda caso, l’unico caso in assoluto, negli ultimi anni, di un ministro del governo italiano che ha DAVVERO dato le dimissioni senza opporre nemmeno una parola di rivendicazione, dopo aver dovuto ammettere un’infrazione amministrativa perfettamente sanabile con una semplice multa (e che in confronto ai reati di Berlusconi avrebbe fatto ridere i polli)… ha riguardato una persona di origine tedesca.

      • Z. says:

        Infrazione che, forse, non era neppure direttamente riferibile a lei.

        Detto questo, credo che il fatto che fosse di origine tedesca abbia contribuito alle sue dimissioni. Per dirla con Moi: “nel Paese da dove viene mica gliel’avrebbero passata!”.

        • roberto says:

          “nel Paese da dove viene mica gliel’avrebbero passata”

          guarda Z,
          non sono sicuro di questa cosa, perché mi sembra che il rapporto fra fisco e cittadino in germania sia un pochino più rilassato e basato su rapporti di reciproca fiducia che da noi.
          voglio dire, se imbrogli ti fanno, giustamente, il mazzo a tarallo, ma non partono dall’idea che tu sia per forza in mala fede e distinguono in maniera abbastanza netta fra errore e imbroglio.

          racconto l’aneddoto non richiesto del lunedi’ (che riguarda il lussemburgo dove da questo punto di vista c’è una mentalità molto tedesca).
          quando abbiamo comprato casa abbiamo fatto tutta una serie di lavori di ristrutturazione per i quali puoi chiedere delle esenzioni iva di entità diversa a seconda del fatto che si tratti di ristrutturazione ecologica o ristrutturazione e basta.
          beh a lavori finiti, solito controllo del fisco che si accorge che per una fattura abbiamo chiesto una esenzione che non ci spettava.
          Ci hanno mandato:
          1. decisione di rifiuto dell’esenzione con letterina di spiegazione (molto chiara, con esempi e giurisprudenza e per di più in tre lingue)
          2. numero di telefono del funzionario competente per chiedere informazioni
          3. termine per presentare, nel caso, osservazioni
          4. nuovo importo da pagare (IVA+interesse per il ritardo, che nel caso era di un paio di mesi) e numero di conto
          5. letterina per spiegarci che per la prossima volta in caso di dubbio posso chiamare un tale ufficio prima di richiedere una esenzione non dovuta (ufficio che tra l’altro risponde al volo con efficienza e cortesia)

          dunque tutto è finito facendo da parte mia una telefonata, un pagamento (somma dovuta + interesse secondo un tasso normale di banca) via internet, per un totale di 10 minuti. niente multa, niente isteria, niente stigma morale e sociale, niente procedure assurde.

          il caso della idem era probabilmente un pochino più complicato, ma non credo tanto diverso…

        • roberto says:

          il tutto comparato a quei tagliagola di iniquitalia che mi hanno mandato una multa di 60 euro per *un centesimo* non pagato (secondo loro) su un bollo auto di tre-quattro anni prima (bollo auto, faccio notare, calcolato dall’aci)

        • Z. says:

          Robè, ma secondo me hai proprio ragione. Io citavo solo la vulgata acefala italo-travagliana.

          Nel merito, non solo in Germania a quanto ne so è lo Stato a determinare il tributo dovuto dal contribuente, il che evita il sorgere di gran parte delle controversie. Lo stesso istituto dell’autore mediato dell’illecito amministrativo fiscale nell’ordinamento italiano – che in Italia a quanto pare ha avuto poca fortuna, visto che alla fin fine chi sia l’autore effettivo della violazione di solito interessa poco e niente – è stato preso direttamente dall’ordinamento tedesco.

          In altre parole, secondo me in Germania il problema non sarebbe neppure nato. Poi posso sbagliarmi.

        • Peucezio says:

          “il tutto comparato a quei tagliagola di iniquitalia che mi hanno mandato una multa di 60 euro per *un centesimo* non pagato (secondo loro) su un bollo auto di tre-quattro anni prima (bollo auto, faccio notare, calcolato dall’aci)”

          Amichevolmente e scherzosamente:
          ben ti sta! :-)
          Così impari, vivendo in un paese civile, a foraggiare una banda di criminali taglieggiatori quale è lo stato italiano, pagando un’IMU che potresti tranquillamente evitare di pagare, visto che non hai rapporti né interessi in Italia, non avendo proprietà, né residenza, né nulla, ma solo la cittadinanza sul passaporto.

        • Francesco says:

          e scusa se è poco, Peucezio!

  9. Per Moi

    “*** Possibili Chiavi di Lettura, in ordine sparso e NON di presunta importanza : “

    Caro Moi, tu hai un’intelligenza straordinaria, cogli cose stupende, hai però uno stile che a una lettura superficiale ricorda quello del matto ossessivo che spara maiuscole e punti esclamativi a caso. Poi chi ti conosce si rende conto che nei tuoi commenti, c’è un tesoro non da poco.

    Per quanto riguarda Matteino, so che è facile parlarne da lontano.

    E’ che Firenze è un minuscolo villaggio, in cui si alternano distanze siderali tra ricchi e poveri, e quelle vicinanze per cui gente carica di un misto di ammirazione, delusione e odio ti può dire,

    “ho visto il sindaco l’altro giorno che faceva il ganzo in Via Tornabuoni, e siccome lui mi conosce, gli ho detto, o Matteo, e la fogna che avevi detto tre anni fa che ce la aggiustavi, come la mettiamo, e lui mi ha detto, “ci penso io!”, ecchè, l’avete sentito dopo, quel bugiardo, che quando mi vede scappa come una lepre e fa finta di non conoscermi?”

    Che è un riassunto di mille discorsi, nonché di questa mostruosa e meravigliosa città criminale.

  10. C’è chi va in Via Montenapoleone a comprare le borse, chi a prendere l’acqua in Piazza Tasso.
    Sperando che i rispettivi prezzi non si eguaglino mai.

  11. Mauricius Tarvisii says:

    “Superiorità morale della sinistra”

    A me sembra che siamo all’ossessivo-compulsivo. Mi sembra, Moi, che nella tua città la Cancellieri la volessero candidare quelli di destra, non quelli di sinistra e che quindi la signora appartiene a quel campo lì e non ad altri. Certo, questo dettaglio scombina enormi segmenti della tua incondivisibile sistematizzazione del mondo, tipo la storia della destra che non è ipocrita (ma se la Cancellieri ci viene costantemente spacciata come modello di virtù civiche?) e della sinistra che predica bene e razzola male, al contrario della destra che è “del popolo” (certo, tecnicamente anche la famiglia Ligresti fa parte del Popolo!).
    Detto da uno che di simpatie piddine non può essere sospettato.

    • Z. says:

      Secondo me, al di là delle sfaccettature politiche e intellettuali in cui si articola il Moi-pensiero, hai centrato il punto cruciale: la sistematizzazione estrema e incondizionata. Sembra una versione molto, molto estrema del modo in cui ragionavo io quando ero adolescente. Molti capelli e troppi chili fa :D

  12. Durruti says:

    “Che è un riassunto di mille discorsi, nonché di questa mostruosa e meravigliosa città criminale.”

    Prova a venire a Bologna e viverci qualche tempo, poi mi racconti quale luogo sia più o meno “criminale”

    • Z. says:

      Più che un “luogo criminale”, secondo me Bologna è un meraviglioso teatrino per rievocazioni storiche e cosplay. Voglio dire, sì, ci sono diversi spaccini di bassa lega che vendono fumo cattivo ed eroina tagliata col muro, ma la natura unica di Bologna è nelle possibilità che offre agli aspiranti attori.

      Puoi giocare a fare l’occupante sessantottino o settantasettino, il gay discriminato dalla Curia, il cattolico emarginato dai comunisti, il grasso liberale incompreso, lo scrittore giovanile a oltranza, il barricadero contro gli asili privati, il camerata che lotta contro la sinistra demoplutocratica…

      E’ un meraviglioso caleidoscopio di cialtronate: è tutto intorno a te, come nella pubblicità della Vodafone, e se vuoi puoi farne parte anche tu. Perché Bologna è cialtrona ma democratica, e una particina nel Gran Teatrino non la lega a nessuno :D

      • Roberto says:

        D’accordissimo con Z (anche se ho l’impressione di una città che si incarognisce con gli anni)

        • Moi says:

          Più che altro Bologna è un’ Ex Città-Vetrina che sconta la propria Hybris di voler conciliare Comunismo e Democrazia … altrimenti a quest’ora Piazza Verdi sarebbe ancora linda e tranquilla, nel Sacro-Laico Nome della Resistenza ! ;)

          Va be': o almeno non è escluso.

        • Z. says:

          Robè, non è Bologna che si incarognisce. Siamo noialtri che diventiamo vecchi, e come tutti quelli che invecchiano conosciamo sempre meno il mondo dei ggiovani e le loro idee :)

      • PinoMamet says:

        In effetti la descrizione di Z. mi sembra perfetta (da frequentante occasionale di Bologna, perlomeno).

        Una curiosità: ma a Bologna ce li avete i borghesi? o sono emigrati tutti a Roma prima dell’unità nazionale? (che ne so, ipotizzo).

        Perché invece gran parte di ciò che è brutto nell’atmosfera parmigiana, brutto e diverso da Bologna (che è un’endiadi o una tautologia ;) ), mi sembra dovuto proprio al fighettismo di non pochissime famiglie borghesi e alla loro strenua (e molto spesso incivile) lotta contro “i comunisti”.
        Alla fine hanno vinto con la strategia dell’infiltrazione, e non parlo tanto di politica quanto di vita quotidiana.

        • Z. says:

          Pino,

          — Una curiosità: ma a Bologna ce li avete i borghesi? —

          Siamo pressoché tutti borghesi. A partire da me e da te!

        • PinoMamet says:

          No beh vabbè, si vede che non sei pratico di Parma.
          ;)

          Voglio dire, è vero che sei un avvocato :D , ma non credo che tu abbia una figlia di 25 anni che si veste come se ne avesse 60, ma di roba stracostosa, che va alle prime del teatro Regio (senza essere capace di distinguere un do diesis da una chiave di basso), che mangia orribili dolcetti colorati dal nome francese, perché hanno il nome francese, e si fa fotografare a NiuIorc con un fidanzato bruttino, maglioncinato, magari cravattato, solo che è bruttino snob, maglioncinato snob e cravattato snob, quindi non è sfigato ma automaticamente figo…
          nel caso avessi dei dubbi: sì, sono persone davvero così fuori moda.

        • Z. says:

          Ah, ma quelli non si chiamano “borghesi”.

          Si chiamano “ricchi arroganti”, e ti assicuro che ce n’è pure qua.

          :D

      • Durruti says:

        Mah, mi sembra che stai banalizzando troppo, descrivendo una città come lo farebbe Sorrentino (e non è un complimento eh).
        Bologna è una città come tante, ma esprime una classe dirigente con caratteristiche diverse (e secondo me peggiori e più pericolose) da quella di Firenze, tutto qua.

        • Z. says:

          Mica dico che Bologna sia solo questo. Però certamente è anche questo, e personalmente è l’aspetto che risalta di più ai miei occhi.

          Su una cosa invece non siamo affatto d’accordo: direi proprio che Bologna non è affatto una città come tante. Il che spesso è un bene, ma non sempre.

      • izzaldin says:

        C’era un sito che diceva ceh Bologna era come la Springfield dei Simpson, sempre con gli stessi eprsonaggi che fanno sempre più o meno le stesse cose.
        L’ultima volta che ci sono stato ho visto in piazza Beppe Maniglia, pensa un po’.
        Poi Bologna è una città per certi versi isterica. Solo lì la figura del “punkabbestia” è una figura sociale riconosciuta e temuta.
        A Napoli o a Roma o al Sud le minacce sociali sono ben altre, che non qualche pulcioso fricchettone con cani al seguito..
        saluti,
        izzaldin.

        • Z. says:

          Al Sud, mi dicevano i colleghi meridionali, la categoria dei punkabbestia è praticamente sconosciuta: anche perché finirebbero quasi certamente per rimediare un abbondante caciucco di legnate :D

          Comunque, da qualche anno, mi pare sia una figura in costante regresso anche qua.

  13. Moi says:

    NONSOLOCANCELLIERI

    Ancora “Bufera” (come scrivono e dicono i giornalisti) per il PD

    http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/11/09/news/pd_asti_albanesi_in_piazza_per_discriminazioni_politiche-70620772/

    Gli “integrandi” Albanesi di Asti in protesta di piazza per il “Caos Iscrizioni” (per il quale, come per il plateale impallinamento di Prodi che NON voterà, si sospetta lo Zampino di D’Alema !) …

    comunque per il Giorno dell’ Immacolata Concezione ;) 8 Dicembre (Z dirà negazionisticamente ;) che è solo un caso !) sarà eletto il Salvatore, non certo del Mondo ma almeno dell’ Italia … forse.

    Ah, già: in Oltrarno, ricordatevi questo, però … visto che probabilmente vince Matteino il BoyScout ! ;)

    http://www.skuolasprint.it/versione-latino/la-vecchia-sincera-e-il-tiranno-dionigi.html

    ;)

    PS

    il Libro Proibito (dai Dalemiani & Dalemoidi)

    http://www.sandrazampa.it/i-tre-giorni-che-sconvolsero-il-pd

    • Z. says:

      Si sospetta… chi lo sospetta? Aspetta, aspetta, questa la so: Luciano, direttamente da Harvard!

      Grazie per la segnalazione del libro di Zampa, di cui aspettavo l’uscita (in effetti sono di parte: è stata la mia preferenza femminile alle primarie per i parlamentari PD). Non sapevo che fosse già uscito. Domani vado a prenderlo da Feltrinelli e vi so dire.

  14. habsburgicus says:

    OT…ma qui l’OT ormai è la norma :D

    per i bolognesi del blog, MOI in primis…
    sul web ho trovato questo…relata refero, io non c’entro nulla sui giudizi dati, non prendo posizione anche perché, a differenza di altri luoghi, di donne bolognesi (e anche di Bologna in generale) non ho particolare pratica…però dovevo segnalarvela :D
    costui, chiamiamolo X, scrive:
    “Sono di Rimini e giro l’Italia per lavoro non disdegnando serate cacciatrici di fauna locale…ho potuto constatare sia a nord che a sud citta’ con belle donne e citta’ con medie estetiche piu’ basse,ma una situazione grottesca come a Bologna non l’ ho mai vista da nessuna parte.In tre giorni avro’ visto si e no un paio di ragazze carine in un mare magnum di melanzane sovrappeso con l’aria sostenuta…penso di non avere mai visto tante brutture in cosi’ poco tempo…veramente sconcertante.Uomini bolognesi non vi invidio….vi posso assicurare che l’Italia facendo un rapporto qualita’ simpatia e’ messa maluccio ma la vostra citta’ e’ veramente unica nel suo squallore….ps arrivato a casa per la prima volta mi sembrava di essere in paradiso”

    P.S: in quel sito, da quel che ho compreso, usano il termine “melanzana” per indicare la donna italica, pretenziosa, difficile, ben poco carina e al tempo stesso esigente :D

    • PinoMamet says:

      ” vi posso assicurare che l’Italia facendo un rapporto qualita’ simpatia e’ messa maluccio”

      quanta verità!!

      PS
      non conoscevo questo uso di “melanzana” :)

      • roberto says:

        “quanta verità!!”

        pino!!!

        se non sei ironico (ma manca la faccetta) sei da prendere a bastonate per sta scemenza! :-)

        suvvia che vivete nel paese in cui c’è la metà delle ricchezze dell’UNESCO :-)

        • PinoMamet says:

          Mmm parla quello che s’è sposato la straniera ;)

          Dai Robe’, io non sono stato tenero col maschio italico medio (credo che Peucezio ricorderà la descrizione che ne feci) e non vedo perchè dovrei nascondere che la femmina italica media, come stranotissimo, se la tira a livelli stratosferici!

          Pare la FIAT: le andava bene finché non c’era concorrenza, e si viaggiava meno…

        • roberto says:

          che se la tira e sia un filino difficile* è vero (e senno’ perché mi sarei rivolto al mercato estero :-) ) ma da qui a dire brutta e antipatica mi pare una bella fesseria
          :-)

          *come dice il tipo che va in norvegia in la meglio gioventù “le ragazze qui non hanno quell’aria drammatica che prendono le italiane quando fai loro un complimento”

        • PinoMamet says:

          “… e per la quale le prenderesti a schiaffi” ;)

          io da italiano “stronzo qualunque”, nei viaggi all’estero rimango sempre stupito dello strano fenomeno delle Ragazze Che Sorridono, quasi sconosciuto da noi :D

        • Z. says:

          Guarda che glielo dico a tua moglie, Robè, che ne parli come fosse la Lidl! Vergogna!

          :D

    • roberto says:

      dai habs,

      mica vogliamo prendere seriamente un tipo al quale probabilmente è andata a buca una sera? :-)

      le ragazze bolognesi sono, come dire….normali!
      racchie, belle, alte, basse, grasse, magre, simpatiche, odiose, come in qualsiasi altra città italiana, visto anche quanto i bolognesi siano ormai mischiati con tutti

      francamente il signor X, se non stava scherzando e allora vabbé, mi fa pena come un adolescente brufoloso che non sa da che parte iniziare….

      ciao e buona caccia :-)

    • Z. says:

      E vabbè, è andato in bianco e rosica. La frustrazione è comprensibile, ma non dovrebbe generare in astio :D

    • Tortuga says:

      Dire ben dotata, abbondante, rotonda, piazzata, pratica, con senso dell’umor, ti prende per la gola, stende la pasta con il mattarello, braccia robuste, se ti da una sleppa indubbiamente ti stende.
      Che gli avranno fatto a sto pover’uomo?! :D :D

  15. Moi says:

    ** ABOUT BULÅGGNA **

    @ Z

    I “sacramenti” l’ ho sentito e lo sento dire molto spesso, anche in dialetto “i sacramént”. Non è un termine spregiativo, lo usano anche i diretti interessati per darsi bonariamente “un tono”. Credo che derivi in parte dall’idea effettivamente suggestiva di qualcosa di grande, impegnativo e imponente … in parte dal “tuning” parecchio “truzzo” di molti veicoli: luci “ad Albero di Natale”, crocioni luminosi simil-templari (ispirati molto di più a Hollywood che NON al Museo di Storia Medievale) e altre robe tipo i ritrattinI a cornice luminosa di Padre Pio come porta-fortuna.

    Sì, lo so: in teoria i Camionisti dovrebbero metterci il San Cristoforo, spesso allegramente sconfuso con il personaggio del Manzoni nelle parrocchie !

    Ma si sa: Padre Pio è divenuto il Jolly Indiscusso della Dulìa; l’ unica figura che gli resiste è bene è Don Bosco ma, come da ecclesiastica canonizzazione, Don Bosco è opportunamente adibito a “Patrono della Gioventù Sbandata Fuori dell’ Ovile“ [a causa dell’ Inganno Mellifluo della Serpe, “Spirito del Concilio” permettendo].

    @ PINO

    Quel tipo di odiosa borghesia che descrivi, a Bologna mi risulta essere sempre stata rara e in un “circuito” più o meno così sviluppato:

    “Secchioni Sfigati” (particolarissimi “Nerd Umanistici”, anziché “Nerd Scientifici” di ordinanza) da Liceo Classico (soprattutto il Galvani) —> Bar Zanarini —> Discoteca Capannina (in compagnia) —> Teatro Celebrazioni (in famiglia) —> Rotary Club

    … Qualcuno ha fortuna (di fama, visto che i soldi li ha già), e da grande diventa Enrico Brizzi o Cesare Cremonini ; -) !

    Ma spesso il “Borghese” a Bologna è anche il “Maraglio di Lusso”. In fin dei conti, in assoluto il “Meno Peggio”. Personalità Pubblica Paradigmatica da sgooglare :

    “Diego Calzolari + Muay Thai” … buon divertimento ! In pratica qualcuno che, volente o nolente, ha assimilato l’ Egemonia Culturale della Sinistra a tal punto da ritienere il proprio status di privilegiato sociale per censo come sinonimo dello Stigma della “Sfigataggine nella Bambagia” . Allora “rimedia” mediante “Emulazione Verso il Basso” dei Disadattati Sociali: nei modi, nel linguaggio, nel vestire e nelle mode ma, soprattutto, nello Sport da Combattimento !

    Unica eccezione: AutoSportiva di Lusso, ma questo NON lo ritiene colpa sua … Non può imputare a sé stesso, difatti, se “La Figa è Figa, ed fatta così: guarda se c’hai i soldi ! Più si capisce che c’hai soldi, più Fighe ti chiavi !” [cit.]

    Insomma: se la Sinistra detiene il Potere e l’ Egemonia Culturale … “Essere di Sinistra Veramente Vera” ; -) _ e cioè fisiologicamente insofferenti all’ Ordine Costituito, a prescindere !_ implica ineluttabilmente “Diventare di Destra Antagonista” !

    Più spesso ancora, però, a Bologna il Borghese è il Radical-Chic … irritantissimamente “Politically Correct”, nonché sempre “GayFriendly With Somebody Else’s Ass” ; -) … vedi Maurizio Pallante e il “Pungiglione Magico dell’ Ape Pilli”.

    La sottospecie più odiosa di Radical-Chic è l’ Artista AristoDem, che non sa fare un cazzo, non ha idee ma lo fa sempre “con stile” ! Figheggia da “Bohémien Maudit” ma ha una carta di credito inesauribile rifocillata costantemente dal Papy Borghese che (in teoria !) odia. Aggravante non rara: “Tarone” ExtraLusso che riveste la “Pizzica” di una (grottesca, ma è del tutto incapace di rendersene conto !) Aura di KontroKultura !

    Seguita a ruota da chi “chiagne e fotte” come se fosse un Salentino degli Anni Sessanta a Torino ma … è invece un Salentino di oggi (!) che sbraita : “Mio Zio è un Amico Intimo dell’ Onorevole D’Alema: è inaudito che al Festival Provinciale dell’ Unità del Parco Nord di Bbbòòlòòòògna mi si chieda [Ignaro Umarèll, ndr] spillare le birre all’ Estragon !!! Io sto qui per dirigggère !!!”. [cit.]

    A ‘sta tristissima scena qua ho assistito dal vivo … impossibile, nonché un po’ inquietante, non pensare al vecchio “Vivaio” di Vittorio Messori sui “Vecchi Militanti” [cit.]

    @ HABSBURGICUS (…ti rispondo Politically Correct !)

    SE il Tipo è stato in Centro “IntraMurario” di Bologna, le possibilità di una “Fauna Femminile Locale” che fosse anche “Fauna Femminile Autoctona” sono minime. Forse avrebbe più possibilità di trovare qualche Squaw Pellerossa a Manhattan ! ; -)

    In ogni caso, è palesemente un Fascista: ha scritto “Uomini” anziché “Maschi ”, o meglio ancora ; -) “Maschietti” ! Laura Boldrini e Franco Grillini _ nonché tanti/e altri/e personaggi/e_ ci insegnano che chi è “Machista” (Ma non si diceva “Maschilista” ? Boh !) è anche “OmoFFoBBBo” , come dice Paola Concia !

    E chi è “OmoFFoBBBo” è anche “Razzista”. ; -)

    OT x OT

    Posso trovare “antipatica” una Boldrini che fa la stessa smorfia avvilita per fatti indubbiamente gravi come i naufragi di Migranti / Profughi a Lampedusa e, in fin dei conti, come che le pubblicità dell’ agroalimentare sono “maciste” ; -) , “miSSoGGGEne” e omoFFoBBBe ?!

    • PinoMamet says:

      Le pubblicità dell’agroalimentare??
      Questa mi mancava, me la spieghi?

      • Moi says:

        La Boldrini parlava di Barilla “Maschilista Anni Cinquanta” con lo stereotipo “Madre-Moglie Angelo del Focolare” … di lì Barilla replicò che non avrebbe certo mai mostrato una “Famiglia Gay”; ne è scaturito il Pandemonio Gayista che “ha tenuto banco” in prima pagina per almeno una settimana, facendo cedere il tuo Illustre … NON-Concittadino di Parma ;) .

        • PinoMamet says:

          A difesa del mio non-concittadino bisogna dire che le sue dichiarazioni sono state ampiamente strumentalizzate, e a leggerle tutte, per vederci dell’omofobia ce ne voleva:

          i giornalisti italiani hanno fatto egregiamente il loro lavoro con la capacità che li contraddistingue ;) , senza contare lo sciaccallaggio dei concorrenti.

          Già che ci siamo, e visto che raramente parlo bene dei ricchi, bisogna ricordare che la famiglia Barilla non saraà… quella del Mulino Bianco ;) ma in effetti ha contribuito a sfamare gratis generazioni di poveracci parmigiani (compresa una mia nonna) e tuttora penso sia ai primi posti per trattamento dei lavoratori.

        • Moi says:

          I famosi “Padrón Bón” … a Bologna si ricorda “Buton”, che dovrebbe essere di chiara origine Veneta. Almeno lui è stato operativo in anni in cui nessuno lo chiamava “Biùton” … tipo el Sior “Benetton” che xè diventà “Bènetton”.

          Comunque ripeto:

          “antipatica” una Boldrini che fa la stessa smorfia avvilita per fatti indubbiamente gravi come i naufragi di Migranti / Profughi a Lampedusa e […] pubblicità [che non le piacciono ideologicamente] !

        • Marcello Teofilatto says:

          Siccome poi contano i fatti, io che in genere non mangio Barilla mi sono comprato apposta un pacco di spaghetti di quella marca, con relativa foto sul mio profilo Feisbuc. Non avrò cambiato la storia, ma ho fatto la mia parte. :-)

    • Z. says:

      1: non soprattutto, ma praticamente SOLO il Galvani. Non confondiamo :-)
      2: il tizio che spilla le birre non conosce di persona Max? ma come!
      3: i maragli sono ottimi elementi, finché se ne stanno fuori dai cocomeri :D

    • roberto says:

      “Secchioni Sfigati” (particolarissimi “Nerd Umanistici”, anziché “Nerd Scientifici” di ordinanza) da Liceo Classico (soprattutto il Galvani) —> Bar Zanarini —> Discoteca Capannina (in compagnia) —> Teatro Celebrazioni (in famiglia) —> Rotary Club”

      descrizione perfetta tranne per il “soprattutto il Galvani” il cui va eliminato il “soprattutto” (il minghetti era fighetto quanto un’istituto tecnico…)

  16. Moi says:

    io non sono stato tenero col maschio italico medio (credo che Peucezio ricorderà la descrizione che ne feci)
    [cit.]

    PINO

    ——————-

    Temo di averla obliata, sittale descrizione … ohibò !

    • PinoMamet says:

      Il fatto è che non la recordo a memoria, ma per farla breve:
      maraglio palestrato, ma pisciasotto.

      Ne conosco vagonate.

      • Z. says:

        Il brutto è che la cosa si estende anche oltre l’ambito dei maragli propriamente detti.

        Prendi i koraggiosi kompagni che manifestavano contro la salma di Priebke: avevano i nazisti vivi a dieci metri, e invece se la sono eroicamente presa con un nazista morto, sputando sulla bara. Il perché si può anche immaginare: pur essendo in rapporto di superiorità dieci a uno, da quei pochi nazisti vivi sono pure riusciti a prenderle.

        Dall’altra parte non è mai andata meglio: tutti le persone di media istruzione sanno che il Duce era un grande eroe con le chiacchiere, ma nei fatti nzomma.

        • Moi says:

          Elio Vittorini ha scritto che ai NaziFascisti si deve sparare alle spalle come a bestiacce da debellare in una battuta di caccia purificatrice …

          In ogni caso, vecchia canzone didattica per i Giovani:

          http://www.youtube.com/watch?v=TlrKEENAPd0

          … ben poco da Conciliazione auspicata da Uòlter l’ Ammerregano !

          ;) :)

  17. Moi says:

    Questo invece si sa chi è: Bruno Bozzetto, Cartoonista / Fumettista e che si sente “Nato in Italia per Sbaglio Ma NordEuropeo Dentro” .

    http://www.youtube.com/watch?v=sJPLoU_6ZV8

    “Italiani VS Europei”

    • Moi says:

      Si noti che secondo i “Cazzulli” il Nord Italia era “Europe” ma poi, con l’ Immigrazione Interna dal Sud, è diventato anch’esso “Italy” come un Unico Grande Sud. La proverbiale “moneta cattiva” Levantina avrebbe dunque scacciato la “moneta buona” Mitteleuropea” …

      • Z. says:

        Moi, ti prego, cerca di fare attenzione quando scrivi.

        Come ricorderai, secondo la Suprema Corte di Cassazione è reato chiamare “marocchino” un cittadino marocchino. A maggior ragione, pertanto, potrebbe essere considerato reato chiamare “Cazzullo” un “Cazzullo”.

        Sii rispettoso delle leggi e delle Istituzioni dello Stato, come vuole la tradizione della tua terra e della tua città.

      • mirkhond says:

        Mi chiedo allora come mai il signor Cazzullo continui a difendere l’unità d’italia fatta dal piemonte, quando poi ne DISPREZZA una parte CONSISTENTE?
        Certi risorgimentalisti si mettessero in pace col loro cervello e dicessero chiaramente che per loro l’italia è il piemonte o al massimo la PADANIA, e la smettessero di rompere le palle sull’unificazione forzata e sanguinosa di chi NON li voleva….

      • Francesco says:

        x Mirkhond

        mi sa che sperano ancora di rieducarvi e civilizzarvi

        ;)

        PS per loro l’Italia è il circolo ristretto dei loro sodali, il resto è pattume fastidioso

  18. Moi says:

    http://www.melty.it/barilla-frase-shock-zanzara-audio-a114365.html

    Botta e Risposta Boldrini – Barilla … a seguire, molte “botte” per Barilla ! ;)

    E cmq la Boldrini fa un’ esempio scazzato in pieno: in Regno Unito verrebbe trasmesso eccome: basta che a tavola la famigliuola sia in Cosplay AfroAsiatico InduoIslamoSikho … Kwellarobalah ;)

    … E chi non gli andasse bene sarebbe uno XenoFFoBBBo nonché un Empio contro il Grande Moloch Relativismo !

  19. Moi says:

    @ FRANCESCO

    A proposito di Popolazioni Indigene :

    http://www.youtube.com/watch?v=p9FDeLcc_pw

    ed è una canzone di Walter Vadi di più o meno 40 anni, i più giovani sono indotti a torto pensare all’ ultimo successo da Radio Padania (sulla quale anni fa davano molto il Jazz che l’è na roba di Nègher :) !) !

    • Moi says:

      L’animazione disegnata (in effetti gli illustratori un po’ Leghisti lo sono, e si sono impadroniti della canzone, “attualizzandola”) però induce all’ errore:

      1)

      Genovese = Gabibbo

      2)

      3)

      Giornalisti (Fede, Mentana … la donna non la riconosco !) “di oggi”

      4)

      Australiano = Crocodile Dundee

      … si noti la tipa in niqab, che sembra una fantasmina di PacMan ! ;)

    • roberto says:

      antonio,
      il vigliacco è riferito a manconi?
      nel caso sbagli di brutto bersaglio, e mi piacerebbe sapere il perché di questo giudizio, visto che c’è uno che si occupa da anni di diritti dei detenuti quello è proprio manconi

  20. Per Antonio

    Grazie, allucinante.

    In questa storia, il dato rimosso è che la Cancellieri è intervenuta a difesa di un gruppo di gente che anche se non avesse mai commesso alcun reato penalmente perseguibile era una banda di delinquenti.

    E lei conosceva da una vita quella banda, perché suo figlio, Piergiorgio Peluso, ha fatto parte di quella banda per anni, finché gli ha fatto comodo, poi è entrato in diecimila altri giri di potere.

    Se gli antiberlusconiani hanno ovviamente ragione sui “conflitti di interesse”, questi cosa sono?

    Ora, il problema non è di “mandare in galera tutti”, alla Beppe Grillo. E’ semplicemente di partire dalla constatazione della natura criminale di questa gente.

    Manconi ovviamente ha ragione: esiste un istinto del linciaggio di quello colto in fallo, e non è una bella cosa. Soprattutto quando chiede allo Stato di intervenire e di linciare per interposta persona.

    Non auguro la forca o il carcere a nessuno. Al massimo, un incidente stradale.

    • Antonio says:

      Grazie a Lei. Il colmo si raggiunge quando si afferma:
      “In Italia c’è più speranza di essere liberati per incompatibilità col regime carcerario se si è un poveraccio che se si è un potente o considerato tale”.
      Io sono cattolico, ma qui ci vorrebbe qualcuno che spacca la faccia a Casadei.
      Secondo me quelli di Tempi sono peggio di Ligresti. Il popolo ciellino si divide in decerebrati e disgraziati.

      • Z. says:

        Antonio,

        — Io sono cattolico, ma qui ci vorrebbe qualcuno che spacca la faccia a Casadei. —

        Qualcun altro, però, cosi non ti sporchi le mani. Un po’ come i tuoi correligionari, che in tempi men leggiadri e più feroci consegnavano le persone da giustiziare al braccio secolare della giustizia anziché occuparsene in proprio :)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il braccio secolare era sempre composto da correligionari, però. Oppure i cattolici erano esclusivamente i giudici he componevano un certo tribunale speciale? :-D

        • Z. says:

          Obiezione accolta, Dr. Mason – si rimuova la virgola dal commento che precede :)

      • Francesco says:

        io mica mi vedo diviso, posso iscrivermi a entrambe le correnti?

        il mio problema è l’innamoramento di molti nel movimento per una legge elettorale proporzionale

        io, al contrario, non appoggio crimini contro l’umanità

        • Z. says:

          A me il proporzionale non dispiacerebbe neppure, e il maggioritario non mi esalta proprio. Ma in Germania da quanto tempo fanno grosse colazioni? sette anni o giù di là?

          Mi sa che in Italia non siamo adatti al proporzionale, insomma.

        • Francesco says:

          il problema è che in Italia un partito come la SPD, che si suicida politicamente per far governare quella della CDU-CSU non esiste proprio

          con il Parlamento tedesco ma politici italiani, saremmo ancora a discutere se fare una maggioranza di sinistra o una grande coalizione

          e entrambi governerebbero di schifo

    • Z. says:

      Miguel,

      la vicenda è senza dubbio sgradevole, e soggetta a forti rischi di benaltrismo in entrambe le direzioni. Però non è un buon motivo per liquidarla con due slogan, sicché mi perdonerai se sarò più prolisso del solito.

      Anzitutto confesso che le categorie di di “delinquenti che non commettono reati” e di “reati non penalmente perseguibili” mi risultano difficili da capire. Chi è un delinquente, allora – chi fa cose che a me non piacciono? E quand’è che qualcosa che non è penalmente perseguibile va considerata “reato” – quando non ci piace (a meno che non parlassi di reati prescritti)?

      Cancellieri non è intervenuta a difesa della famiglia Ligresti, ma – al massimo – a difesa del diritto alla salute di Giulia Maria Ligresti, detenuta in attesa di giudizio. Quanto ai “conflitti di interesse”, bisognerebbe osservare pure che chi ha svolto per una vita il ruolo di dirigente per conto degli Interni è assai facile che abbia conoscenze altolocate, esattmente come un commercialista di grande successo verosimilmente conoscerà grossi avvocati, legali rappresentanti di importanti società, magistrati che si sono occupati di grossi fallimenti. Una soluzione può essere quella di nominare come ministro esclusivamente cittadini stranieri di modesto livello di istruzione: così sarebbe probabile, seppur non del tutto certo, che non vi sarebbero conflitti di interesse. Forse però non sarebbero le persone più indicate per ricoprire l’ufficio di ministro in Italia.

      Quindi, per giudicare in modo obiettivo se il suo operato è stato corretto o meno, bisognerebbe esaminare gli altri casi in cui è intervenuta, e possibilmente anche i casi in cui ha deciso di non intervenire.

      E qui qualcosa da dire ci sarebbe, visto che ha amministrato Bologna quando il CIE era ancora aperto, ma le sue preoccupazioni erano di tutt’altra natura (memorabile quella sul colore delle tovaglie nei locali del centro storico). Inoltre, senza voler essere offensivo nei confronti della signora Ligresti, a me è capitato di dimagrire di otto chili in una settimana, altro che di sei chili in un mese, e siccome ero a piede libero neppure mi potevano scarcerare….

      Condivido quindi l’opinione espressa da Ingroia, così come penserei che sarebbe meglio che Cancellieri rassegnasse le dimissioni, perché le rassicurazioni private fatte da un ministro ai parenti di una detenuta proprio non si possono sentire. Dico penserei, però, per una ragione: perché ora sarà facile chiedere conto a Cancellieri di omessi interventi nell’ambito del suo ruolo di ministro, mentre chiunque andasse a sostituirla finirebbe per non intervenire praticamente mai. E non va dimenticato che tutto questo ricade sui detenuti, per le condizioni dei quali – a differenza di altri, a destra come a sinistra, tra i religiosi come tra i laici – Manconi si interessa da molti anni, e non certo a giorni alterni.

      Ovviamente la soluzione non solo non sta nell’augurare a tutti la galera: non sta neppure nell’augurare colpi di frusta a chi ci è antipatico. Il che non significa che non possiamo farlo, per carità, solo che – appunto – non modifica la situazione di una virgola. So bene che buona parte della sinistra è passata da “meglio mille colpevoli in libertà che un innocente in galera” a “meglio mille innocenti in galera purché ci vada Berlusconi”, ma bisogna rendersi conto che il risultato è stato – inevitabilmente – è che in galera in Italia ci finisce tanta gente (per brevi periodi persino la signora Ligresti) ma non Berlusconi. E non poteva che andare a finire così.

      • Francesco says:

        OMDAZ

        “il dato rimosso …” è una tale cavolata che persino su Internet non avevo ancora letto nulla del genere

        a me i Ligresti sono simpaticissimi, naturalmente, e tutti quelli che si sono accodati a loro o gli hanno dato i mezzi per i loro affari. ma lo stesso certe cose non si possono sentire, soprattutto da persone intelligenti

        però l’ultima battuta di Tempi citata da Antonio vale, in effetti, un paio di schiaffoni, che sappiamo chi sovrappopola le patrie galere

      • roberto says:

        OQDAZ!!!

        una cosa per Z,
        non ho seguito la vicenda ligresti prima dell’intervento della cancellieri. di cosa era accusata giulia e perché stava in galera?

        • Francesco says:

          più o meno una gigantesca bancarotta fraudolente: la famiglia avrebbe comprato le assicurazioni Fonsai e le avrebbe derubate alla grandissima
          il figlio della Cancellieri ha capito che qualcosa non andava e si è fatto cacciare/dimesso/messo al sicuro

          ho letto Manconi su Tempi: giù il cappello davanti a qualcuno che ancora dice qualcosa di sinistra nel senso necessario del termine

          e bravi quelli di Tempi a pubblicarlo, non so quanto in buona fede

        • roberto says:

          “il figlio della Cancellieri ha capito che qualcosa non andava e si è fatto cacciare/dimesso/messo al sicuro”

          so che potrei googlelare, ma non ho tempo.
          i ligresti hanno cacciato il figlio della cancellieri e la cancellieri rischia di sputtanarsi la carriera per difendere la figlia dei ligresti? ho capito bene?

        • PinoMamet says:

          Oppure i Ligresti hanno messo al sicuro il figlio della Cancellieri e lei ha ricambiato il favore?

          Sono modi di vedere la cosa, Robè… ;)

        • Francesco says:

          le famiglie erano in amicizia da tempo, pare

          però il figlio della Cancellieri ha capito che qualcosa non andava e ha tolto il disturbo

          altri dettagli non li conosco

          ciao

        • PinoMamet says:

          Allora, tentiamo di essere obiettivi.

          Le famiglie, si sa, erano in amicizia da tempo.

          Il figlio della Cancellieri ha capito che qualcosa non andava, o forse glielo hanno fatto capire, non importa, e si è defilato.

          La Cancellieri si preoccupa della figlia dei Ligresti, non “nonostante abbiano cacciato il figlio”, e nemmeno (voglio essere meno andreottiano del solito) “perché lo hanno messo al sicuro”.
          E sicuramente non “a sprezzo della propria carriera”, che infatti è ben salda (mica ha pensato di dimettersi).

          Si è preoccupata perché erano amici di famiglia.

          La cosa sarà molto o poco grave, secondo i punti di vista (secondo me molto), ma lasciamo perdere, appunto, i punti di vista:

          la ha fatta.

          E qui ha ragione Antonio: per Cucchi, e per moltissimi altri in condizioni ben peggiori della Ligresti, la Cancellieri non lo ha fatto.

          La mia conclusione non è che “è inevitabile che un ministro abbia amicizie altolocate”, ma che “è evitabilissimo che faccia favori a queste amicizie”.

          Ergo, la Cancellieri dovrebbe dimettersi, e malissimo hanno fatto quei parlamentari che la hanno difesa.

          Diamo ragione a Berlusconi, quando la ha!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Comunque dai tabulati risulta che sia stata la Cancellieri a mettersi in contatto con i Ligresti e non il contrario. Quindi, a meno che il super-ministro che piace a tutti non abbia poteri telepatici o sia onnisciente, l’intervento prescindeva da qualsiasi motivo di salute.

        • Z. says:

          Pino,

          — E qui ha ragione Antonio: per Cucchi, e per moltissimi altri in condizioni ben peggiori della Ligresti, la Cancellieri non lo ha fatto. —

          Già, e quando Bresci è stato suicidato in cella che ha fatto Cancellieri? E per Pinelli, che è volato giù da una finestra in un commissariato? Quel giorno dov’era Cancellieri, porcaccia miseria? :D

        • Z. says:

          Ah, Cancellieri – che concordo, sarebbe bene si dimettesse – comunque non ha concusso Caselli, né la polizia penitenziaria.

          Vabbè che secondo una corrente kelebekkiana delinquere o non delinquere è irrilevante, e il vero criminale è chi non batte uno scontrino o – addirittura – non permette a inquilini morosi di abitare a sbafo a casa sua, però la concussione non è che sia proprio acqua fresca :D

        • Francesco says:

          sarò sbagliato

          un ministro che non abbandona degli amici di vecchia data perchè sono nei guai con la Legge e che, senza violare alcuna legge, li aiuta è per me una persona di MAGGIORE valore

          poi, con Manconi, chiedo che lo stesso si faccia per tutti i carcerati, non solo quelli che hanno la fortuna di conoscere un ministro

        • PinoMamet says:

          Z.

          vabbè, mettici un altro nome di quelli che sono morti in carcere durante il ministero della Cancellieri.
          Penso siano diversi…

          Francesco
          ehm… e tu saresti “l’ammeregano” e l'”anglosassone”?
          ;)

        • Z. says:

          Beh, Cancellieri conosce quella famiglia da trent’anni, e Ligresti il costruttore finì in galera più di vent’anni fa. Direi che li ha bazzicati in lungo e in largo già ben prima di diventare ministro, senza grossi problemi per le loro attività illecite :D

        • Francesco says:

          Scusa ma è poi uscito? perchè mi pare fosse bene in sella fino a poco tempo fa

          Non apprezzo affatto degli anglosassoni la pruderie, per cui gli amici ufficiali di un uomo pubblico devono essere irreprensibili fin dall’asilo – in pratica un invito alla censura e a nascondere i fatti

          Qualcuno ha accusato la Cancellieri di aver violato la legge? di aver trascurato altri casi portati alla sua attenzione? Manconi dice che è il ministro più attento alle condizioni nelle carceri da decenni e lui se ne occupa

        • Z. says:

          Pino,

          — vabbè, mettici un altro nome di quelli che sono morti in carcere durante il ministero della Cancellieri. —

          Uhm.

          Prima te la prendi con Cancellieri perché “non ha fatto niente per Cucchi”.

          (prima che mi dimentichi: http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/24mattino/2013-11-05/ilaria-cucchi-cancellieri-intervenuta-101507.php)

          Poi quanto ti si fa notare che è diventata ministro più di due anni dopo allora replichi qualcosa tipo: “e vabbè, tanto ne avrà lasciato morire altri”?

          O per dirla col grande favolista: “e vabbè, se non è stata lei sarà stato suo padre” :D

          Andiamo. Ti conosco da anni, ti voglio bene e so che questa intervento-bulimia da Facebook non è da te. E’ più roba da Scanzi. Lasciamola a lui e ai suoi compari :wink:

          Z.

          PS: Francesco è ammeregano. Versione Retequattro :D

        • PinoMamet says:

          Ma no Z.

          Io non me la sono “presa per Cucchi”. Lo ho usato come esempio, sostanzialmente perché il suo nome era stato già tirato fuori da altri.

          Sta di fatto che la Cancellieri si è data da fare per la Ligresti, e non per tutti gli altri. Si può dire o no?
          E che secondo me dovrebbe dimettersi.

        • PinoMamet says:

          Comunque, esempi più o meno azzeccati a parte (il mio era meno, e lo ammetto) sono contento che siamo d’accordo :)

        • Z. says:

          Pino,

          a quanto dicono persone certamente lontane da lei per ideologia e storia, Cancellieri – al di là del caso Ligresti – si è data da fare eccome, molto di più di tutti i ministri che l’hanno preceduta negli ultimi anni. Se questo non fosse vero sarebbe facile da smentire, e nessuno è riuscito a smentirlo.

          Ancora più facile sarebbe stato smentire quanto dichiarato dal ministro, ossia che nel caso Ligresti la Procura aveva già dato parere favorevole alla scarcerazione, e che comunque è intervenuta quando le decisioni erano già state prese: gli atti portano scritta la data di adozione, e un impiegato che passa notizie sottobanco alla stampa si trova sempre.

          Quello che secondo me – purtroppo – dovrebbe spingere Cancellieri a dimettersi, e Letta a sollecitarla, sono state i ripetuti contatti personali con la famiglia, in toni ben diversi da quelli che ci si aspetta in un rapporto tra ministro e cittadino.

          E dico purtroppo, perché per me i diritti dei detenuti vengono prima di tutte le beghe tra ministri, giornalisti, Berlusconi e compagnia cantante. Ad proposito: se vengo a sapere che qualcuno è contrario all’amnistia perché Berlusconi potrebbe tentare di beneficiarne sappia che lo biasimo in modo esemplare :D

  21. mirkhond says:

    “So bene che buona parte della sinistra è passata da “meglio mille colpevoli in libertà che un innocente in galera” a “meglio mille innocenti in galera purché ci vada Berlusconi”

    Hai ragione.
    Ma allora come mai ti OSTINI ad andare dietro a quella MERDA LIBERALE, e facendo finta che non sia il rovescio SINISTRO della STESSA medaglia LIBERALE che ci Sgoverna?
    Misteri di un avvocato……

    • Francesco says:

      beh, forse perchè lui è un liberale e quel principio è decisamente reazionario (o rivoluzionario) e comunque anti-liberale

      magari spera che qualcosa di liberale (cioè rispettoso dei diritti di ciascuno) sia rimasot e possa rimergere

    • Z. says:

      mirkhond,

      “Ma allora come mai ti OSTINI ad andare dietro a quella MERDA LIBERALE”

      Casomai ILLIBERALE, viste le premesse da te citate da cui parte il tuo intervento :)

      Z.

      PS: comunque la risposta è banale: ho problemi a trovare un’alternativa preferibile. A parte SEL, che mi pare che abbia i difetti del PD (più qualcuno tutto suo) e non i pregi, chi potrei votare? Monti, che ci ha regalato i peggiori ministri del Lavoro, della Salute e soprattutto degli Esteri da che esiste lo Stato italiano? Casini, quando neppure sono cattolico? Ingroia e Di Pietro, candidati nella lista Falce e Manganello? Vedremo chi sarà il prossimo segretario del PD, poi ci pensiamo bene. Anche se pare non ci saranno sorprese.

      PPS: Ah, beninteso: scarabocchiare la scheda non è un’alternativa, per le ragioni già spiegate, in modo efficace e colorito, da Peucezio :)

      • Peucezio says:

        Dipende.
        Se l’alternativa è il Pd, lo è :-)

        Seriamente, io ho sostenuto che non votare è come votare il proprio nemico.
        Se tu ritieni che Berlusconi sia un pericolo mortale, allora fai bene a votare Pd (e faresti bene a votare il diavolo in persona, se lo ritenessi un male minore).
        Resterebbe da capire dove starebbe la pericolosità di Berlusconi.

        • Z. says:

          Peucezio,

          — Dipende.
          Se l’alternativa è il Pd, lo è —

          Beh, vorrà dire che il prox governo sarà un monocolore, come ai bei tempi della miglior DC anni ’40. Del resto dalle mie parti lo scrissero su un muro, molti anni fa:

          “Con Occhetto e Napolitano
          morirai democristiano”

          :D

          — Seriamente, io ho sostenuto che non votare è come votare il proprio nemico. —

          Non esattamente :)

          Tu hai sostenuto che non votare è come ingozzarsi con voracità di cucchiaiate di, uhm… cioccolata alternativa, ecco. Non sono d’accordo, naturalmente, però non si può dire che non sia una di quelle immagini vivide che restano in mente :D

          — Resterebbe da capire dove starebbe la pericolosità di Berlusconi. —

          Guccini direbbe:

          Vedi cara
          è difficile spiegare
          è difficile capire
          se non haaaaai capito già!

          e non sarebbe neppure consapevole che qui partiamo dal presupposto che il Soviet Supremo sia l’inveramento di Unicredit, o viceversa. Altrimenti ci rinuncerebbe proprio dal principio :P

      • Francesco says:

        vota Alfano: è ormai un nemico mortale di Berlusconi, in economia è sulle posizioni della CGIL, per il resto non ha idee neppure a torturarlo … di fatto è già del PD

        ;)

  22. Antonio says:

    Cancellieri non è intervenuta a difesa della famiglia Ligresti, ma – al massimo – a difesa del diritto alla salute di Giulia Maria Ligresti, detenuta in attesa di giudizio.

    Come no, due giorni dopo la scarcerazione la moribonda faceva shopping a Via Montenapoleone.

    • Z. says:

      Uhm… il fatto che la signora Ligresti facesse shopping dopo la scarcerazione dimostra che Cancellieri sia intervenuta “a difesa della famiglia Ligresti”?

      Fammi capire, magari senza spaccarmi la faccia…

      • Antonio says:

        Ma l’italiano lo conosci? L’hai scritto tu che è intevenuta a favore di Giulia Ligresti, per difendere il suo “diritto alla salute”. Salute tanto compromessa, ho aggiunto, che due giorni dopo stava a fare shopping da Fendi. Cucchi e molti altri non hanno avuto la stessa sorte. E magari molti di loro hanno sollecitato il ministro.

        • Z. says:

          Quindi stai dicendo che anche la Procura e il Tribunale sono “intervenuti a favore della famiglia Ligresti”? L’idea che effettivamente fosse da scarcerare – tanto più che poi ha patteggiato la pena – è proibito prenderla in considerazione?

          — Cucchi e molti altri non hanno avuto la stessa sorte. E magari molti di loro hanno sollecitato il ministro. —

          Se è per questo anche Bresci dicono sia stato impiccato in cella, ma non capisco che c’entri con Cancellieri. A proposito, su quelli come te che tirano in ballo Cucchi per , Ilaria Cucchi ha dichiarato

          Non amo le ipocrisie. Non conosco il caso Ligresti ma credo non si possa ragionare con canoni di dietrologia politica moralista e ipocrita. Chi ha chiamato in causa il nome di mio fratello affiancandolo a questa vicenda deve capire che per me è insopportabile l’idea che altre persone possano morire in quelle stesse condizioni

          E direi che può bastare.

        • Z. says:

          che tirano in ballo Cucchi a membro d’alano, (…)

  23. Moi says:

    Chiunque ancora credesse nella Superiorità Morale della Sinistra, scriva in Google :

    “Boldrini” + “Cocco”

    • roberto says:

      in realtà ogni discorso sulla superiorità morale della sinistra è chiuso da quando si è scoperto che alle elementari d’alema fregava la merenda ai suoi amichetti

      • Francesco says:

        avvisa gli intellettuali e la stampa di sinistra, allora

        perchè sono ancora convinti, poverelli

        ;)

        • Z. says:

          Ma vedi, è la prospettiva che è sbagliata.

          Cioè, non è che la sinistra è “superiore”.

          E’ che la destra è proprio una fogna.

          :D

    • Z. says:

      Certo Moi,

      che anziché postare di notte questa stupidaggine che neppure impegnandosi si potrebbe trovare non dico scandalosa, ma anche solo sconveniente, ti bastava aspettare stamattina e postare un link su Vendola :D

  24. Antonio says:

    Quindi stai dicendo che anche la Procura e il Tribunale sono “intervenuti a favore della famiglia Ligresti”? L’idea che effettivamente fosse da scarcerare – tanto più che poi ha patteggiato la pena – è proibito prenderla in considerazione?

    Se uno patteggia, significa che ammette la colpa. Non capisco perchè ti ostini a scrivere che secondo me la Procura e il Tribunale sono “intervenuti a favore della famiglia Ligresti”. A me potrebbe anche far piacere che Giulia Ligresti sia stata scarcerata; non così va per la massima parte dei detenuti, però, che stanno dentro spesso per reati minori.

    – Cucchi e molti altri non hanno avuto la stessa sorte. E magari molti di loro hanno sollecitato il ministro. –

    Se è per questo anche Bresci dicono sia stato impiccato in cella, ma non capisco che c’entri con Cancellieri.

    C’entrano tutti i ministri della giustizia che fanno liberare i loro amici e se ne fregano degli altri.

    A proposito, su quelli come te che tirano in ballo Cucchi per , Ilaria Cucchi ha dichiarato

    “Non amo le ipocrisie. Non conosco il caso Ligresti ma credo non si possa ragionare con canoni di dietrologia politica moralista e ipocrita. Chi ha chiamato in causa il nome di mio fratello affiancandolo a questa vicenda deve capire che per me è insopportabile l’idea che altre persone possano morire in quelle stesse condizioni”

    Ligresti non è morta. Fa shopping. Cucchi è morto. Di Cucchi potenziali (a volte anche attuali) ce ne sono a migliaia. Era solo un esempio. A me non è che interessa molto quel che dice la sorella, che non ha autorità morale derivante dal fatto che le hanno ammazzato il fratello. Noto tra l’altro che anche la Cucchi parla col linguaggio automatico.

    E direi che può bastare.

    Non basta affatto, caro Lei.

    • Z. says:

      Antonio,

      — Se uno patteggia, significa che ammette la colpa. —

      No, significa che concorda una pena per chiudere il procedimento. E lo può fare benissimo anche se ritiene di non essere colpevole. Comuqnue non è questo il punto.

      — Non capisco perchè ti ostini a scrivere che secondo me la Procura e il Tribunale sono “intervenuti a favore della famiglia Ligresti” —

      Non secondo te, secondo Miguel! E non stai attento, però!

      — A me potrebbe anche far piacere che Giulia Ligresti sia stata scarcerata; non così va per la massima parte dei detenuti, però, che stanno dentro spesso per reati minori. —

      Bisogna intendersi su cosa significhi “reati minori”. Se intendi “minori per te” allora niente da eccepire; se intendi “minori per l’ordinamento” avrei qualche dubbio al riguardo. Ma il punto non è neppure questo secondo me: il punto è che tutti i detenuti devono veder rispettati i loro diritti. Sempre. E a prescindere dal motivo per il quale sono detenuti.

      — C’entrano tutti i ministri della giustizia che fanno liberare i loro amici e se ne fregano degli altri. —

      No, non c’erano “tutti i ministri”. Quando Cucchi è morto ce n’era uno solo, e non si chiamava Cancellieri.

      — Di Cucchi potenziali (a volte anche attuali) ce ne sono a migliaia. Era solo un esempio. —

      Un esempio a membro d’alano, permettimi. Che c’entra Cancellieri con la morte di Cucchi? Se Alfano è stato sollecitato e non è intervenuto, al massimo, prenditela con lui.

      — A me non è che interessa molto quel che dice la sorella —

      Non ne dubito. E credo anche che in fondo – anzi, nemmeno troppo in fondo – neppure di Cucchi ti interessi granché.

      –che non ha autorità morale derivante dal fatto che le hanno ammazzato il fratello. —

      Ah, beh, tu sì che l’autorità ce l’hai. Che sei, Sant’Antonio da Padova? :D

      — Noto tra l’altro che anche la Cucchi parla col linguaggio automatico. —

      Invece il tuo è un po’ manuale, in effetti. Direi anzi manesco…

  25. Antonio says:

    Vedo che le sue obiezioni –il rabbinico spaccare il capello– la rendono un candidato ideale per scrivere sul “Foglio” o su qualche rivista ciellina come “Tempi”. Complimenti.

    • Z. says:

      Eggià. Sostenere che non si può dare la colpa a Cancellieri per le eventuali omissioni di un ministero che lei non dirigeva è decisamente “spaccare il capello”. Shalom :D

      • Francesco says:

        ma in quattro o in otto? c’è spaccatura e spaccatura

        :D

        • Z. says:

          Si inizia a spaccarlo in quattro, per esercitarsi, ma a chi è di sinistra è richiesto di spaccarlo almeno in otto. Come diceva un mio amico, a sinistra un capello spaccato in quattro è un taglio rozzo :D

  26. Antonio says:

    Mi dica Lei dove ho accusato la Cancellieri della questione Cucchi. Confermo: Lei non sa leggere, e non sa neanche scrivere. Quindi, è un ottimo candidato per lavorare con “Tempi”.

    • Z. says:

      …e allora, se Cancellieri con la vicenda Cucchi non c’entra un tubo, lasciamo da parte la vicenda Cucchi.

      Diciamo piuttosto che mentre Cancellieri era commissario reggente a Bologna c’erano situazioni niente male al CIE e lei – nonostante gli articoli apparsi sulla stampa locale – non si è neppure data il pensiero di chiedere cosa stesse succedendo.

      E che a seguito degli ultimi sviluppi della vicenda, le dimissioni del ministro appaiono ancora più opportune (anche se mi secca dar ragione a Civati).

      Z.

      ps: non posso lavorare per Tempi, sono troppo impegnato col Tempio. Diventare rabbini è faticoso :D

  27. Per Francesco

    “Qualcuno ha accusato la Cancellieri di aver violato la legge? di aver trascurato altri casi portati alla sua attenzione? “

    Ma perché ogni discussione su queste cose deve finire sempre in una discussione sugli individui e sulle leggi, magari con un match destra-sinistra a margine?

    • Roberto says:

      Parlo per me.
      Destra e sinistra mi interessano poco e niente è quindi non ne parlo
      Gli individui non li conosco quindi evito giudizi sulle persone (cioè li do ma li tengo per me). Invece i giudizi sulle azioni sono un’altra cosa perché le azioni le vediamo
      Infine la legge è un parametro per dare giudizi sulle azioni (ohé leggete con attenzione: UN parametro)

      Nel caso cancellieri/Giulia ligresti, per me il giudizio sull’operato della cancellieri non potrebbe essere lo stesso se:
      – la ligresti fosse in pigione per estorcere una confessione al padre o perché ha omesso gradi reati e sussistono i requisiti per la custodia cautelare
      – la cancellieri ha minacciato di morte o di procedura disciplinare il magistrato di turno o ha seguito le vie istituzionali
      – la cancellieri ha preso soldi o favori dai ligresti
      Ecc.

      • Z. says:

        Robè, ma che dici. La legge è un prodotto capitalistico della sovrastruttura conservatore e il diritto va rifiutato in quanto repressivo e borghese!

        A parte questo, non ho capito il primo punto. Starai mica dicendo che se Ligresti avesse omesso di confessare qualcosa la custodia cautelare sarebbe stata più giustificata? ho capito male, vero? Guarda che sono ammalato, e quando mi ammalo di sabato sera mordo :D

      • Roberto says:

        Sorry, ho scritto peggio del solito.
        La frase doveva essere

        “La ligresti fosse stata messa in prigione per estorcere una confessione o se avesse commesso gravi reati e sussistono( …)”

    • Z. says:

      Miguel, quando tu discorri di antiberlusconiani non discorri – letteralmente – di match destra-sinistra? quando parli della famiglia Ligresti non parli di individui?

      Occhettuvvuoi, bastonare gli altri per quel che fai anche tu? :D

    • Francesco says:

      x MM

      perchè stiamo discutendo del fatto se l’intervento del ministro per chiedere una specifica misura a favore di un detenuto.

      tolti i forcaioli, per cui ogni detenuto è sempre colpevole e moritevole di tortura

      e tolti i comunisti, per cui ogni ricco è colpevole a prescindere dai dettagli giuridici

      rimangono quelli che vogliono capire se c’è stato un abuso o meno, appurato che il ministro si è attivato

      ciao

  28. Moi says:

    @ Z

    VICISTI

    Va be’ che VAE VICTIS , ma almeno risparmiami l’ “Epich Uìn” da MinkiaKids!

    ** Nel merito:

    Tutte quelle “gran tomelle” melense di Vendola non mi eran mai piaciute … ma che fosse un mellifluo dissimulatore così diabolico , non l’ avrei detto mai ! Me ne rattristo, davvero.

    • Z. says:

      Un mellifluo dissimulatore così diabolico, alè! Nientemeno!

      Secondo il FQ Vendola avrebbe addirittura riso dei morti di cancro: titolo ritirato in fretta, ma non così in fretta da evitare l’inevitabile querela.

      Così apro la registrazione e penso: quindi? tutto qui?

      Vendola ha certamente la colpa di non aver aperto un confronto chiaro e serio su un problema enorme: da una parte la catastrofe in termine di salute e ambiente, dall’altra il problema che chiudendo l’Ilva si rischia letteralmente di chiudere Taranto. Di questo i suoi elettori potrebbero e dovrebbero chiedergli conto.

      Se questa stupidaggine invece avrà più peso della incapacità politica che SEL ha dimostrato in questi anni – e può darsi che sia così – allora mi cascano davvero le braccia. Del resto quando fai un non-partito che si chiama “Sinistra ecologia e libertà” (Francesco direbbe che è un po’ come mettere insieme fascismo, democrazia e jazz) senza renderti conto che persino il nome ti impone una sintesi di tre concetti che devono essere combinati, l’ambiguità non è più nei discorsi, è nelle cose.

  29. Per Moi

    “*** Perché diventare Decrescisti Felici Emulando l’ Ape Pilli !

    In Nove Punti, secondo Maurizio Pallante *** “

    Per quello che ne so io, Maurizio Pallante queste cose le fa, e non ne chiacchiera soltanto.

    Ed è più o meno quello che cerchiamo di fare noi qui.

    La differenza sta nel saper tarare questi princìpi a un ambiente urbano, mentre da fuori, sembra che decrescita debba essere sinonimo di “ritorno alla campagna”.

    Ecco perché le dispute “meglio la campagna o il progresso” secondo me partono da una premessa sbagliata.

  30. Per Izzaldin

    “A proposito di “ambiente umano”, di amministrazioni che rovinano la vita dei cittadini e di Bologna..”

    In tutta Italia, tanta gente si ribella per motivi ottimi.

    In genere, finisce lì, nella protesta locale, che poi si spegne. Anche perché la forza residua che hanno ancora le morenti istituzioni è comunque maggiore: si lascia passare la rabbia, poi si colpisce, magari in piena estate, con una decisione inappellabile.

    Io credo che la cosa fondamentale sia rovesciare la cosa: prima teniamo vivo il tessuto del quartiere in cui viviamo, poi lo difendiamo.

    Per dire una cosa che sembrerà una sciocchezza – una delle nostre sta organizzando con feroce determinazione, e con un bambino di un anno attaccato alla tetta e un passeggino con la ruota anteriore che non ho mai capito come funziona, insomma, lei sta organizzando uno scambio di vestiti per bambini tra i genitori: tu hai la figlia di otto anni che non le sta più quel vestito che si è messa per una stagione, lo regali alla neo-ottenne, che a sua volta dà via qualcosa alla neo-settenne…

    In questo modo, si crea una complicità, un affetto concreto tra le persone reali, che poi può fare anche le barricate. Le guerre devono essere un sottoprodotto dell’amore.

    • Moi says:

      «Passare ogni mattina da lì e vedere sedie, tovaglie e tavolini di colore diverso è un colpo allo stomaco per me»

      [cit.]

      Al rèst, t’ al qué :

      http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/05/23/baristi-sconcertati-dalla-cancellieri.html

    • izzaldin says:

      “prima teniamo vivo il tessuto del quartiere in cui viviamo, poi lo difendiamo.
      […] In questo modo, si crea una complicità, un affetto concreto tra le persone reali, che poi può fare anche le barricate. Le guerre devono essere un sottoprodotto dell’amore.”

      d’accordissimo, belle parole.
      habsburgicus potrà confermare :) riguardo alle 5 giornate di Milano (il primo esempio che mi viene in mente), quando le vecchiette tirarono i vasi dai balconi contro gli austriaci, che le barricate non compaiono se non c’è un senso di comunità condivisa e vissuta in ogni strada e in ogni vicolo.
      Scambiarsi i vestiti per risparmiare è un esempio concreto di solidarietà di quartiere.

      saluti,
      izzaldin.

  31. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Pizzocchi & Giacobazzi e le ragazzine (credo che sia una roba di almeno 10 anni fa) di Frangistan …

    http://www.youtube.com/watch?v=9W6wF785HrU

    … peeeeeso ! ;)

  32. Moi says:

    A proposito di “sacramenti” … a ruote e NON :

    http://www.youtube.com/watch?v=DcTqi__DU58

  33. Moi says:

    @ Z

    http://www.mentecritica.net/la-decrescita-felice-e-una-stronzata/informazione/sul-web/doxaliber/29856/

    in altri contesti, si noti, il riferimento al Mulino Bianco può avere un’interpretazione “omofoba” …

  34. Per Francesco

    “perchè stiamo discutendo del fatto se l’intervento del ministro per chiedere una specifica misura a favore di un detenuto.”

    Giusto, ma quello che colpisce sono tutte le altre vie non percorse.

    Ad esempio, perché si va in carcere, cosa porta a suicidarsi in carcere, perché colpisce che ci vada o ne esca Giulia Ligresti (quindi le opposte sensibilità – “non si può mandare in galera una signora!” “che bello, finalmente una str… ricca al gabbio!”), quali sono le categorie umane che NON suscitano questo interesse…

    Oppure, che cosa è un “abuso”. Cioè io mi sbatto da una vita per arrivare al potere politico, però alla condizione teorica che io diventi il potere stesso, lo attui, e cessi tutto ciò che costituisce me stesso.

    Devo diventare un fantasma di me stesso, sorta di incarnazione fisica di un’astrazione che non esiste, l’istituzione: l’abuso non è altro che un’interruzione in questa recita.

    Non dico che sia bene o male, è solo una cosa stranissima. Non più e non meno di altre recite, come la monarchia azteca ad esempio.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ciascuno deve recitare la parte del podestà forestiero perché possano esistere le garanzie del podestà forestiero.

    • Z. says:

      Miguel, alcune domande non mi sembra richiedano ponderose riflessioni, almeno per come sono state poste.

      Perché si va in carcere (preventivo): perché un giudice applica una misura.

      Perché ci si suicida in carcere: perché il carcere è un posto orribile, anche per chi non soffre di anoressia.

      Perché interessa l’ingresso in carcere e l’uscita dal carcere di Ligresti: perché è ricca (e famosa), come tu stesso hai osservato.

      Trovo invece molto più interessante la riflessione sull’abuso e sulla spersonalizzazione del funzionario. Un principio di grande importanza teorica e pratica, eppure messo sempre più spesso in discussione dalle stesse norme che regolano l’operato dell’amministrazione. Non mi ci imbarco perché è un discorso potenzialmente senza confini, e quindi adatto a persone più colte e più immaginative di me, ma sarebbe interessante parlarne.

  35. Un altro aspetto interessante della vicenda è il figlio della Cancellieri.

    Trovo irrilevante sapere se fosse complice o meno dei reati attribuiti a Ligresti, e se lo fosse anche sua madre.

    Molto più interessante è capire la struttura endogamica e funzionale del potere in Italia.

    Per rendersene conto, basta leggere le statistiche sulle professioni esercitate dagli attuali parlamentari a Montecitorio (prima dell’effimera rivoluzione grillina):

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/29/la-casta-forense-in-parlamento/148643/

    87 avvocati, 82 imprecisati “dirigenti”, 76 imprenditori, 61 giornalisti, giornalisti, 45 docenti universitari, 41 funzionari di partito, 30 medici, 29 impiegati, 7 magistrati, 4 operai, 3 artigiani, 2 paramedici e 1 agricoltore.

    Chi non è imprenditore, appartiene a mestieri numericamente non tanto diffusi nel paese (circa il 5% della popolazione appartiene a qualche ordine professionale), ma tecnicamente l’anello di congiunzione tra imprese e istituzioni (presumo che tra i “docenti universitari” molti siano di diritto, economia e commercio, ecc.); e mestieri in cui sono numerosi i “figli d’arte”.
    http://www.frdb.org/upload/file/long_abstract_ita.pdf

    E probabilmente la percentuale di avvocati-notai-commercialisti-docenti universitari “figli d’arte” in politica è molto più alta che in altri settori.

    In Italia, una persona che non fa parte del giro, di solito non entra alla Bocconi e non ne esce top manager.

    Questo non implica né colpe soggettive, né certamente invidia da parte mia: non vorrei essere il giovane Peluso Cancellieri, perché non vorrei avere avuto lei come madre, non vorrei essere andato alla Bocconi, non vorrei aver lavorato né con Telecom né con Ligresti, non vorrei avere la sua faccia e non vorrei indossare i suoi panni, letteralmente.

    • PinoMamet says:

      Che poi sarebbe ora di farla finita con l’accusa “è tutta invidia”
      (già ampiamente presa in giro dai commentatori delle Malvestite, ai tempi che funzionava ;) )

      “Il re di Babilonia ha troppi privilegi rispetto agli schiavi!”
      “Eh, è tutta invidia…”

      Caspita, lo vogliamo dire che ci sono situazioni in cui “l’invidia” è pienamente giustificata?

      Il che non significa che noi si voglia avere la faccia del figlio della Ligresti.
      Ma almeno la libertà di dire che è una faccia di culo, caspita.

      • PinoMamet says:

        Era il figlio della Cancellieri.
        Vabbè… l’è compagn… (è uguale).

      • Z. says:

        “E’ tutta invidia” è una di quelle frasi che non è semplicemente odiosa. E’ una di quella frasi a cui è cosa buona e giusta rispondere con due ceffoni immediati. Ed è la scusa con cui chi abusa giustifica, o tenta di giustificare, i propri abusi più vomitevoli.

        Però le Malvestite, in effetti, rosicano più di una colonia di castori!

        :D

        • Francesco says:

          invece uno dei drammi dell’Italia è che è terribilmente vera

          all’invidioso non interessa una sega se i privilegi in questione sono stati guadagnati o estorti, se sono giustificati o frutto di farabuttesca ribalderia, lui li invidia e basta

          è capace di dire che Messi guadagna troppo, senza che neppure gli passi per la testa che Messi spinge 80.000 persone a entrare in uno stadio pagando il biglietto (tolto Pino che fa il portoghese :)

          e nel fare di ogni erba un fascio l’invidioso non toglierà mai un centesimo a chi sta rubando

        • Z. says:

          Ma io non discuto che in certi casi sia vera. Condivido il tuo secondo paragrafo, e lo sai, perché ne abbiamo parlato spesso. Tanto da prendermi gli strali del Duca.

          E dico di più. L’invidia è una qualità che ci riguarda tutti: anche a me piacerebbe guadagnare i soldini di Messi facendo come Messi per lavoro ciò che più mi appassiona. Insomma, certo che lo invidio! Ma non per questo dico che è ingiusto, è una vergogna o cose simili. Se giocassi io la gente non verrebbe allo stadio neppure per schernirmi, e – quel che più conta – nessuno sponsor scucirebbe una lira.

          Insomma, che l’invidia esista è vero, che venga spesso mascherata da denuncia anche, che molti italiani diano per scontato che tutti gli altri siano disonesti pure (il che non accadrebbe se la disonestà in Italia non fosse così diffusa, secondo me, ma questa è un’altra storia).

          Ma è vero anche che l’accusa pretestuosa “sei solo invidioso” viene regolarmente usata per metter zitto chi fa semplicemente notare che una certa situazione, non necessariamente di gravità spropositata, dovrebbe essere differente.

          E in quei casi, ceffoni :D

        • Francesco says:

          mi associo

          ma in Italia si parte per schiaffeggiare, non per capire se è un caso da schiaffi o da applausi

          e questo serve solo ai ladri, che si nascondono nell’universale polverone (già, è tutta colpa di Pino)

          :)

    • Francesco says:

      “In Italia, una persona che non fa parte del giro, di solito non entra alla Bocconi e non ne esce top manager.”

      la struttura di classe in qualsiasi società della storia? con poche e limitate eccezioni? una roba che è consustanziale al vivere in comune?

      io crepo di invidia, perchè quelle robe le vorrei, ma non mi ci straccio le vesti. anche perchè sono il primo a sapere di non aver lavorato per averle, al netto della scelta infelice fatta in materia di genitori e nonni (oh, si scherza, avi, mettete giù quella folgore!)

  36. roberto says:

    “e mestieri in cui sono numerosi i “figli d’arte”.”

    una curiosità un po’ marginale, ma non del tutto OT per capire il tuo commento.

    esistono mestieri in cui NON sono numerosi i figli d’arte? o detto in altro modo, gli avvocati figli d’arte sono più o meno numerosi che, chessò, i panettieri o i contadini figli d’arte?

    qualche settimana fa, sono stato a cena da un amico che è chirurgo ortopedico e ho visto che le bimbe (circa 8 e 10 anni) giocavano con quegli scheletri che si usano per le lezioni di anatomia ed erano tutte e due perfettamente in grado di ricostruire vari pezzi del corpo umano (tipo attacare il femore al posto giusto, ricostruire un ginocchio o mettere a posto tutte le ossa di una mano, cosa invero complicata assai).* non mi stupirei se almeno una delle due pargole facesse il dottore da grande…come d’altonde mia figlia, che di anni ne ha nove, ha un’idea molto chiara di cosa faccia un giudice o un avvocato e sa che se un atto è al fascicolo deve essere conosciuto da entrambe le parti, e pure che il giudice non può tenere conto di ciò che non è nel fascicolo. Sarebbe sorprendente se decidesse di fare l’avvocato?
    il tutto anche senza nessuna pressione, ma giusto tenendo in considerazione degli esempi che trovano a casa.

    *forse l’ho già raccontato, ma è un amico che vedo spesso ed il “puzzle umano” e le sue bimbe che regolarmente giocano con queste cose ultrarealistiche sono uno spettacolo straordinario (oltre a sentirle dire cose tipo “ahia ho sbattuto la tibia e adesso mi viene un ematoma”).

    • PinoMamet says:

      ” o detto in altro modo, gli avvocati figli d’arte sono più o meno numerosi che, chessò, i panettieri o i contadini figli d’arte?”

      Il problema è se gli avvocati figli d’arte siano numerosi proprio perché sono numerosi i contadini e i panettieri figli d’arte.

      Una cosa è “annusare” il mestiere in casa, che va benissimo.

      Un’altra è la mancanza di mobilità sociale, che mi pare un sintomo di decadenza e comunque una grave limitazione di fatto della libertà.

      Perché non ho dubbi che molti figli di chirurgo vogliano emulare il padre, mentre ne ho moltissimi che i figli di un’operaio metallurgico o di un bracciante agricolo vogliano seguire le orme paterne…

      • roberto says:

        oddio, magari di un operaio metallurgico non so (non dico di no, dico proprio non lo so), ma per quanto riguarda tanti lavori manuali, a me non soprende affatto che il figlio di un piastrellista voglia fare il piastrellista.
        tra l’altro, agli occhi di un bambino, quanto deve essere più figo e divertente il papà che esce in tuta e rientra sporco di vernice e gesso, piuttosto che roberto che esce in giacca e cravatta e parla di cose astruse ed incoprensibili?
        :-)

        poi da grandi capiscono che il piastrellista bravo è più utile e si diverte di più dell’avvocato medio :-)

        • Z. says:

          E soprattutto – ché qui sta il punto – guadagna molto ma molto di più. Senza contare che può iniziare a lavorare appena finita la scuola dell’obbligo, anziché perdere tempo a fare il liceo e l’università…

        • PinoMamet says:

          Mmmm

          faccimici pensare bene…

          no!

          Mi spiace, Roberto, ma io sono figlio di un contoterzista di lavori agricoli, e già alle elementari avevo ben chiaro quale fosse un lavoro figo (per esempio, uno dove dici “sono stato in ufficio e poi sono corso a giocare a tennis”) e quale no
          (per esempio uno dove dici “mi sono ammazzato di lavoro in fabbrica e poi mi sono ubriacato al bar”).

          E non ero neanche particolarmente sveglio.

          Davvero, mi fa molta paura questa generica regressione delle coscienze a “prima della Rivoluzione”.
          “Adesso anche l’operaio vuole il figlio dottore”.

          E leggendo- mi dispiace dirtelo, ma è così- il tuo intervento, mi sembrava di leggere certi pensatori conservatori del Seicento o del Settecento, che notavano come i figli dei nobili, guarda un po’, fossero particolarmente portati all’attività paterna, mentre i figli dei morti di fame si dimostravano così portati alle attività dei morti di fame, che in fondo sarebbe stato un vero peccato (anche in senso letterale) se non le avessero fatte…

          dai Robè…
          non torniamo indietro, per favore. Non queste cose, dette da uno di sinistra e intelligente. No, per favore.
          Altrimenti saremmo, prima o poi, sui lati opposti della barricata.

          e visti i tempi, non è impossibile che si tratti di una barricata fisica, materiale, nel senso proprio del termine. E so anche sparare.

        • roberto says:

          pino,
          spero che mi concederai che, a differenza del nobiluomo settecentesco, non sono affatto contro la mobilità sociale, anzi! :-)

          seriamente, sto dicendo una cosa un pochino diversa:

          il fatto che tanti avvocati siano figli di avvocati, o professori figli di professori non si spiega solo con “ah, tutti raccomandati! tutti figli d’arte!” ma con il fatto che appunto esiste, come dice Miguel, “un qualcosa di più sottile e forte”…qualcosa che io chiamerei “esempio dei genitori”.

          poi è chiaro che nemmeno l’esempio spiega tutto (senno’ io insegnerei ragioneria alle superiori), che ci sono sicuramente raccomandati da prendere a calci, e così via.

          però nessuno si stupisce del fatto che molti panettieri sono figli di panettieri (per prendere come esempio un lavoro certo duro, ma sicuramente pieno di aspetti piacevoli), mentre per il professore figlio di professore il sospetto di raccomandazone o di cosa poco chiara è automatico

        • PinoMamet says:

          ” pino,
          spero che mi concederai che, a differenza del nobiluomo settecentesco, non sono affatto contro la mobilità sociale, anzi! :-)”

          Ah vabbè. Meno male. Basta spiegarsi, vedi?
          (vale anche per Mirkhond ;) )

          così risparmierò dei proiettili ;)

        • Z. says:

          E’ facile sparare a me e a Roberto. Siamo grandi e grossi. Due bersagli facili facili, insomma.

          Nondimeno, quando in nome della Rivoluzione Proletaria guiderai gli zombi dell’Apocalisse, io mi barricherò in casa con una mitragliatrice acquistata a caro prezzo dall’amico di Saviano, Nicolai Lilin, e ti aspetterò.

          Presto o tardi cadrò, naturalmente. Ma diamine, non vi lascerò casa mia senza farmi massacrare :D

        • Roberto says:

          Beh facile un par di balle!
          Siamo grandi e grossi ma agili e veloci come furetti

      • Z. says:

        Anni fa sono uscito, per colpa della maledetta società di schedatura volontaria al quale di fatto avete iscritto anche noi, con i compagni di classe delle elementari. Gente che non vedevo da una vita e che non sapevo neppure se fosse ancora al mondo…

        Chi aveva il padre che faceva lavori manuali faceva lavori manuali; chi aveva il padre che faceva lavori intellettuali faceva lavori intellettuali. Difficilmente si trattava degli stessi lavori – anzi, direi che i lavori in sé erano sempre diversi – ma le categorie erano immutate. Mobilità sociale zero.

        Io non so come sia all’estero, ma a quanto pare nella rossa Bologna così funziona.

        • roberto says:

          mah, io l’anno scorso ho fatto la stessa esperienza con i miei compagni del liceo ed i risultati sono un po’ più movimentati (a parte i figli di commercianti che sono rimasti immancabilmente commercianti)

        • Francesco says:

          ecco, io guarderei come funziona nel mondo

          al netto delle trasformazioni sociali, quelle per cui il 90% della popolazione non fa più il contadino, quale è l’effettivo grado di mobilità sociale?

          perchè la passione di Pino è per me una classicissima sega mentale da sinistra

          a cui aggiungo la considerazione bastarda che qualcuno i mestieri manuali li deve fare e quindi anche i progressisti devono escogitare un sistema di selezione (a rotazione? i nemici del popolo? quelli nati a Mantova? i negri? quelli che hanno votato Berlusconi da sobri?)

          in primis, la società deve funzionare

        • Z. says:

          Nel mondo credo che il tasso sia decisamente superiore a zero. Bada, non dico che sia altissimo. Credo pure che sia più alto nei paesi ricchi e più basso nei paesi poveri.

          A me pare che in Italia sia piuttosto basso, il che a mio avviso significa anzitutto che tra i paesi ricchi siamo più indietro di quanto ci piace pensare.

          E comunque, prima di metterti l’elmetto azzurro, nota che non ho parlato di retribuzioni: in Italia molte professioni intellettuali sono retribuite meno di idraulici, cuochi e piastrellisti. Sicché avere il padre che faceva un lavoro manuale conviene, a volte.

        • Francesco says:

          guarda che a me mica dispiace la mobilità sociale, anzi, il fatto che il figlio di un oscuro avvocato di provincia sia diventato uno degli uomini più ricchi e potenti del pianeta è una dimostrazione che gli USA sono ancora vivi

          è lo stile Pino di affrontare la questione che mi disturba

          preferisco Miguel, che odia quel tipo di vita e di fondo se ne frega di quella gente

          avessimo il federalismo fiscale spinto che auspico, potrei diventare suo compagno di avventure pratico-politiche

          ;)

  37. Per PinoMamet

    “Caspita, lo vogliamo dire che ci sono situazioni in cui “l’invidia” è pienamente giustificata?”

    Ma i suoi soldi mi potrebbero anche fare comodo – libri, casa più grande, non dover fare il traduttore, possibilità di dare una mano a un sacco di gente che conosco e che se la merita, ad esempio.

    E’ tutto il resto che non voglio, della vita di Peluso Cancellieri.

  38. Per roberto

    “esistono mestieri in cui NON sono numerosi i figli d’arte? o detto in altro modo, gli avvocati figli d’arte sono più o meno numerosi che, chessò, i panettieri o i contadini figli d’arte?”

    Interessante, e bellissimo l’aneddoto. Anche perché indica che non stiamo parlando semplicemente di raccomandazioni, ma di qualcosa di più sottile, e quindi ancora più forte.

    Il punto per me è la confusione tra la “politica” intesa in apparenza come gestione democratica della polis, e appunto una particolare “arte”.

    Quell’arte nasce, come dice Foucault, da un sapere-potere molto particolare, che si impara solo in certe famiglie. E consiste nel rendere astratto il gioco di interessi tra imprese economiche, attraverso regole formulate secondo una certa logica.

    E’ questa astrazione, poi, che si chiede alla Cancellieri di recitare: l’eccezione è il famoso “abuso”.

    Non sto dando giudizi morali, sto cercando di capire come funziona il gioco di questo particolarissimo dispositivo, che noi diamo per talmente scontato, che diventiamo tutti arbitri e censori degli “abusi”; e con cui confondiamo la ragione più o meno istintiva, il “senso del giusto”.

    • roberto says:

      “Anche perché indica che non stiamo parlando semplicemente di raccomandazioni, ma di qualcosa di più sottile, e quindi ancora più forte.”

      non ci avevo pensato e credo che tu abbia perfettamente ragione

  39. Roberto, PinoMamet, Z, figli d’arte…

    La mobilità sociale è sicuramente limitata.

    O meglio, conosco “figli di contadini” che sono diventati imprenditori (piccoli-medi), tecnici (che va dal contabile all’ingegnere, anche discretamente retribuito), oppure sono entrati nel mondo del lavoro intellettuale subalterno – insegnanti di scuola precari, ecc.

    Molto di rado li ho visti entrare nel giro del vero potere o della mediazione che conta: non li vedo né dirigenti di banca, né baroni universitari, né giornalisti di grido, né capi di studi di avvocati di quelli che fanno paura solo a nominarli.

    Allo stesso tempo, il valore delle professioni muta, e qui sono più d’accordo con Pino Mamet che con Roberto.

    E’ chiaro che un grecista, un pianista o uno studioso di dinosauri – professioni di alto prestigio qualche decennio fa, roba cui erano ammessi solo i figli d’arte – oggi implicano una gran fatica… nel senso che tra un raro lavoro e l’altro, si deve fare il cameriere al McDonalds oppure la cassiera al Penny Market.

    Mentre è vero che oggi il piastrellista può guardare al futuro con più serenità, e con meno senso di stigma sociale.

    Al di là delle battute tipo “i figli degli operai vogliono fare i dottori”, a me non dispiacerebbe che mio figlio imparasse anche un mestiere artigianale concreto, tipo l’idraulico o l’elettricista; magari da esercitare senza buttarci la vita, ma come assicurazione per non diventare camierere al McDonalds.

    • PinoMamet says:

      Premetto che io sono paranoico.
      Che quelle che scrivo saranno senz’altro tutte stronzate, e sono sicuramente qualunquiste e non giustificate, mancano di riferimenti bibliografici, di note a pie’ di pagina e di fonti accuratamente citate.

      Detto questo: è una strategia. Non di qualcuno , non credo ai complotti, quindi almeno questa critica risparmiatela.
      Ma è una strategia di tutti, del potere se siete comunisti, del sistema o dispositivo se siete quel cazzo che siete, di Satana se siete cattolici, non mi interessa, ma è una strategia.

      Rendo appetibile il lavoro non-intellettuale; appetibile per chi, per il figlio del commercialista, che farà il commercialista, o del chirurgo, che farà il chirurgo?
      Certo che no; ma per il figlio dell’insegnante, del precario, del contabile, che sa la fatica che fa a arrivare a fine mese; e anche dello stesso operaio, che dice “guarda che fatica che fa il tuo insegnante, vale la pena studiare, per finire così?”

      E così eccoti, figlio di classe medio-bassa che sceglie un lavoro con l’impressione che gli permetterà di guadagnare, sì, ma di non uscire mai dalla classe medio-bassa, certo non di salire (non sono i piastrellisti quelli che governano, che detengono il potere) semmai di scendere, scendere un altro po’, quando decideranno che, in fondo, guadagni un po’ troppo, caro piastrellista, non hai studiato come me, che sono figlio di chirurgo, nipote di avvocato, e faccio l’avvocato, perché dovrei pagarti così tanto, in fondo non sai che mettere in terra due piastrelle, chi non sarebbe capace, se non lo fai tu lo faccio fare al negro e al cinese.

      E te lo sbatteranno in culo.

      Questo è quello che stanno facendo adesso. Invece di farci lottare per i diritti che ci tolgono, tra cui l’istruzione, che non è “oh quanto è bello Mozart, quanto è intelligente Seneca”, ma la possibilità concreta di mobilità sociale; e la sanità e così via;

      ci spingono ad accontentarci, a dire “in fondo si sta meglio da idraulici”. E poi vogliono sbattercelo al culo.

      Devo fondare il Fronte Anti-Accontentamento.

      • roberto says:

        due obiezioni

        1. quella della salita/discesa di classe vista in chiave “accesso al potere” secondo me è un po’ uno specchietto per le allodole, nel senso che puoi pure diventare un professore universitario e continuare a non avere nessunissimo potere di niente (ricordo le memorabili parole del mio maestro, per usare il gergo universitario: “30 anni di studi e la mia vita si risolve a spiegare a dei ventenni totalmente disinteressati le cose che tu scrivi”…dopo che gli avevo fatto una pappina per dire “posso fare quel che voglio, ma resto sempre lo scriba di un faraone”)

        2. puoi avere la classe sociale che vuoi ma se a fine mese, dopo aver passato 20000 ore in ufficio, non hai di che sfamarti fai un po’ una vita di merda (e su questo credo che Z avrebbe molti aneddoti avvocateschi da raccontare, non della sua di vita ovviamente!)

        poi non voglio certo dire che martellare su un’incudine 12 ore di fila sia divertente, eh

      • Z. says:

        Mi permetto di tentare di raffinare la tua analisi, che è in buona parte condivisibile anche se credo che gli esempi siano perfettibili (gli idraulici stanno effettivamente meglio di molti altrii: non perché sia particolarmente bello essere idraulico ma perché cominciano a fare tanti soldini esentasse sin da giovanissimi in relativa libertà).

        Credo si tratti anzitutto di auto-propaganda: tipo quella che fate quasi tutti voi sul sito delle schedature volontarie, quando cercate di convincere gli altri schedati di essere più felici e più realizzati di loro, se vuoi. E poi ci sono i settori della società a cui questa auto-propaganda conviene, e si adoperano per alimentarla (tipo Marchionne che spiega da Fazio quanto è bello fare l’operaio. Per gli altri, naturalmente).

        Nel magico mondo forense, quasi tutti gli avvocati cercano di ingannarsi l’un l’altro raccontandosi quanto sono bravi, stimati e pieni di clienti: naturalmente non dicono come li hanno trovati, né che molti di loro non pagano. I praticanti sono istruiti a rispondere dicendo non “l’avvocato non è in studio” ma “è in riunione”; non “è in ferie” ma “è fuori città per impegni professioanli”. Naturalmente solo i più babbei ci credono davvero: ciascun altro tenderà a intuire che gli altri saranno messi male più o meno quanto lui. Ma è una balla che si raccontano a vicenda per non deprimersi, quando non sono abbastanza in confidenza per trovarsi a pranzo assieme a piangersi addosso.

        La stessa cosa fanno i praticanti, e per le stesse ragioni. E naturalmente, in tutta la retorica del tipo “sì sono sfruttato ma che lavoro bello, ma che lavoro interessante, ma che lavoro unico! sono un Libero Professionista!” tenderà ad inserirsi il dominus che non perderà occasione per ricordare al praticante quanto è incredilmente fortunato.

        Se vuoi combattere l’accontentamento è di lì che devi partire: combattendo le auto-balle. Almeno secondo me.

    • Z. says:

      Dimenticavo, Miguel:

      — Al di là delle battute tipo “i figli degli operai vogliono fare i dottori”, a me non dispiacerebbe che mio figlio imparasse anche un mestiere artigianale concreto, tipo l’idraulico o l’elettricista; magari da esercitare senza buttarci la vita, ma come assicurazione per non diventare camierere al McDonalds. —

      Sante parole.

  40. Per PinoMamet

    “Detto questo: è una strategia. Non di qualcuno , non credo ai complotti, quindi almeno questa critica risparmiatela.”

    Condivido, e mi piace il riferimento a Satana, che di tutte le teorie complottistiche è certamente la più seria.

    Però in che senso vorremmo “contare”, o vorremmo che i nostri figli “contassero”?

    In realtà, si “conta” sempre addosso a qualcuno (non dico “su”, perché “contare su” significa un’altra cosa in italiano).

    E cioè, se il figlio del contadino diventa barone universitario di economia e commercio che piazza i propri allievi ai posti dirigenti delle più grandi banche mentre prepara i contratti per la vendita di armi della Finmeccanica… se diventa tutto ciò, c’è una bella mobilità sociale, ma che per definizione esclude, sottomette o semplicemente spara a qualcuno.

    Poi la proposta di guerra civile rivoluzionaria :-) lanciata da PinoMamet presuppone un interlocutore. Un qualcuno a cui chiedere che non tagli la spesa sanitaria, che retribuisca giustamente alcuni lavori e così via.

    • Z. says:

      Insomma, volete fare la rivoluzione a suon di suppliche e questue!

      Se così è, allora il nemico ha necessariamente da essere Satana :D

      • Francesco says:

        una nota: i posti in cima sono necessariamente pochi

        e a tutti gli altri “non accontentantesi” che gli fate fare?

        mica possiamo fare come in Italia che hanno regalato i privilegi formali dei posti in cima a centinaia di migliaia di lavativi, che non contano un cavolo ma almeno non lavorano!

        PS pensate poi in una società anarchica, in cui posti in cima non ce ne sono affatto … disperazione e suicidi di massa!

        • PinoMamet says:

          Francesco

          ti rispondo qua per tutti i tuoi interventi, per brevità.

          Non contesto che “i posti in cima” siano pochi; contesto il criterio con cui sono distribuiti (cioè, in pratica non sono distribuiti affatto), e contesto l’acquiescenza di pressochè tutti, sinistra in primis, verso questo sistema.

          Z.

          credo che tu sopravvaluti la mia bontà (ti assicuro: inesistente) e sottovaluti il mio livello di incazzatura.

          Se ne dispiacerà Francesco (ma perché, poi? temo che sia ricco più o meno come me o te, non è di certo un bastardo, e la sua volontà di autoimmolarsi in difesa dei ricchi bastardi mi stupisce più ancora della sua autoidentificazione con gli strani abitanti di un paese di là dell’oceano…) ma non ci vedo niente di male nell’ammazzare un paio di persone per la difesa di diritti che dovrebbero essere già miei da un paio di secoli, che dovrebbero essere già miei perchè stanno scritti nelle nostre leggi, e che dovrebbero essere già miei e basta.

          Tu procurami gente: al resto dell’impianto rivoluzionario, ci penso io ;)

        • Z. says:

          Non ho capito bene né il senso del tuo discorso né perché lo rivolgi a me.

          Comunque, come ti ho già detto sopra – quando ci sarà la rivoluzione io sarò dall’altra parte con la mitragliatrice-rottame comprata dagli amici contractors di Lilin. Tu abbi cura di guidare le masse ben protetto nelle retrovie, stile Luca Casarini dei bei tempi, ché i proiettili della realtà sono più pericolosi di quelli dei libri e dei film :D

        • PinoMamet says:

          Questo è esattamente il motivo per cui rivolgo il mio discorso a te.

          Lo sai che ti trovo simpatico, ma penso davvero che tu, in un’ipotetica (ma meno ipotetica di dieci o vent’anni fa, a dirla tutta) rivoluzione, staresti con i controrivoluzionari.

          Perché in fondo, mi pare di capire, tu pensi- ed è un pensiero perfettamente legittimo, solo sbagliato- che le cose vadano bene così.

          Io invece credo che non vadano bene affatto, e sento in giro che c’è gente ancora più incazzata, e che pensa- e spero si sbaglino anche loro- che in prospettiva, le cose andranno anche peggio.

          Credo anche- immodestamente- nel mio piccolo, di fare un favore alla sinistra italiana, ricordando il livello di incazzatura generale, e spingendola a darsi da fare per difendere davvero i nostri diritti, prima delle loro beghe interne o prima di credere che tutto vada bene.
          Perché non va bene affatto, invece.
          (repetita iuvant).

          Insomma, fai ancora in tempo a pentirti ;)

        • Z. says:

          Pino,

          — Lo sai che ti trovo simpatico, ma penso davvero che tu, in un’ipotetica (ma meno ipotetica di dieci o vent’anni fa, a dirla tutta) rivoluzione, staresti con i controrivoluzionari. —

          Beh, questo è certo: non per la mia causa, naturalmente, ma solo per la mia casa. Non sono né così disperato da voler distruggere tutto né così ingenuo da credere che la rivoluzione risparmierebbe i miei beni e quelli soltanto. Per fortuna però siamo in Italia, e com’è noto in Italia non si può fare la rivoluzione: anzitutto perché ci conosciamo tutti, come si sa. E poi perché – checché se ne dica – noi Italiani siamo bravi a imparare le lingue, ed emigrare è una scelta più ragionevole (e redditizia).

          — Perché in fondo, mi pare di capire, tu pensi- ed è un pensiero perfettamente legittimo, solo sbagliato- che le cose vadano bene così. —

          Ma nemmeno per sogno. Le cose vanno molto male eccome, e come sempre avviene in questi casi si crea ampio spazio perché possano andare ancora peggio: basta guardare la qualità dei parlamentari, progressivamente peggiorata negli ultimi venticinque anni, legislatura dopo legislatura. Certo, che ci sia chi auspichi ulteriori bruschi peggioramenti non ho dubbi, ma io sono consapevole di non avere nulla da guadagnarci.

          — Credo anche- immodestamente- nel mio piccolo, di fare un favore alla sinistra italiana, ricordando il livello di incazzatura generale, e spingendola a darsi da fare per difendere davvero i nostri diritti —

          Temo di non aver capito in che cosa esattamente consista, in concreto, il tuo piccolo contributo. Quanto alla sinistra, beh: se ho inteso bene l’accezione in cui hai usato il termine – ossia un’accezione molto allargata, da Ferrero a Prodi, che includa pure il sindacato – allora la sinistra siamo anche io, te, Roberto, Mauricius e tutte le altre persone molto diverse da loro che ne fanno parte. Politicamente parlando siamo dispersi, sfiduciati e senza troppe idee concrete oltre all’eterno “così non va”, e i leader che tanto (non) ci piacciano direi che ci rappresentano appieno.

          Prendiamocela quindi anzitutto con noi stessi, che non ci siamo impegnati in prima persona e che abbiamo creduto – e non da ieri – che interessarsi di politica significasse lamentarsi, magari davanti alla televisione o su internet, di quanto le cose sono brutte e vanno male. Mentre è proprio quando i tuoi rappresentanti mostrano capacità modeste e inadatte al ruolo che si dovrebbe passare dalla fase-questua all’impegno in prima persona.

          Nel caso che non fosse chiaro a sufficienza, ché non vorrei passare per quello che dice “gli Italiani” e intende “tutti tranne me”, questa è anzitutto un’autocritica.

        • PinoMamet says:

          Francamente non ho mai avuto la fase questua, e neanche la fase giustificazione-di-tutto, però.

          Inoltre non sono di sinistra. Può essere che lo sia stato, e può essere che lo sia nella percezione di qualcuno (per esempio, di un fascista), ma ho molti dubbi che la sinistra italiana possa rappresentare i miei interessi.
          Per ora, non lo ha fatto.

          Inoltre, si è premurata di ricordarmi con puntualità che i miei interessi sono falsi e non sono quello che davvero voglio, però sono anche interessi di parte, e della parte sbagliata, che io sono complice delle cose fatte da loro, anche quando sono contrario, che io non faccio niente per cambiare le cose, anche quando non ho il potere di farlo, che quello che fanno personaggi di governo di sinistra in fondo in fondo non-è-mai-così-grave, che voi-italiani-ci-fate-fare-brutta-figura-in-Europa e che la colpa è sempre mia, che non dovevo fare tutto quel debito pubblico, cribbio, e che non dovevo votare Berlusconi che non ho mai votato, che la colpa è mia che non ho capito quanto è bello fare l’idraulico, ma crepassi domani se ci mandano davvero i loro figli, a fare l’idraulico, e che in fondo è tutto uno scherzo, tanto siamo tutti uguali.

        • PinoMamet says:

          E il mio contributo è ricordare tutto questo, qui e altrove. Per ora.

        • Andrea says:

          “Ma nemmeno per sogno. Le cose vanno molto male eccome, e come sempre avviene in questi casi si crea ampio spazio perché possano andare ancora peggio: basta guardare la qualità dei parlamentari, progressivamente peggiorata negli ultimi venticinque anni, legislatura dopo legislatura. Certo, che ci sia chi auspichi ulteriori bruschi peggioramenti non ho dubbi, ma io sono consapevole di non avere nulla da guadagnarci.”

          Sì, le cose vanno certamente malissimo: probabilmente non sono mai andate così male, nemmeno negli anni Cinquanta, quando i miei nonni erano giovani e poverissimi, ma fiduciosi nei riguardi di una realtà di cui (nonostante il loro analfabetismo) percepivano “le sorti progressive” (quantunque non “magnifiche”, per dirla con Leopardi).
          Il fatto è che – contrariamente alle opinioni di molti -, a mio avviso, le cose vanno male non per un “eccesso”, bensì per un “difetto”, di democrazia liberale (autenticamente intesa). Il nostro sistema va, infatti, nella direzione diametralmente opposta, ed ha assunto dei connotati inimmaginabili in altri contesti. Il Potere (e, conseguentemente, la ricchezza) è posseduto e gestito da pochissime mani: si pensi al nostro “alto” capitalismo, controllato sempre dagli stessi (pochissimi) gruppi, per non parlare del settore dell’informazione. La classe dirigente (nel suo complesso: non soltanto i rappresentanti politici!) è immutabile e inamovibile e, di conseguenza, autoreferenziale e chiusa in se stessa, come in un regime semi-autoritario (si pensi alla Russia e alle sue oligarchie…): il cambiamento è difficile perché è difficile un controllo efficace dei poteri da parte dei cittadini. In sintesi, il modello “berlusconiano” comporta il verticismo, il Monopolio (nell’accezione più estesa del termine), la concentrazione dei poteri e dei capitali, e, quindi, parallelamente, l’autocrazia: in Berlusconi non c’è nulla di liberale: lui rappresenta l’esatto contario del Liberalismo propriamente inteso. Di conseguenza, penso che un complesso di riforme sostanziali ed efficaci del Sistema (le rivoluzioni mi spaventano, lo confesso…) non sia di competenza esclusiva della sinistra tradizionale (quella di orientamento marxista, per intenderci…).

        • Andrea says:

          Errata: “contrario”.

        • Z. says:

          Pino,

          ti ho risposto in privato e in modo molto prolisso. Riassumendo brevemente, la critica radicale (e condivisibile) ai partiti della sinistra italiana non ti rende meno di sinistra – caso mai evidenzia la loro inadeguatezza.

          E mi auguro che la comprensibile (e condivisibile) rabbia non offuschi mai la tua lucidità, che in questi anni ho avuto modo di appurare solida e invidiabile.

        • Z. says:

          Andrea, secondo me c’è molto di vero in quello che dici.

          Purtroppo le idee liberali in Italia sono state dismesse con sufficienza dalla sinistra, dalla destra e persino dal centro. Fino al 1993 “liberale” significava “insignificante partitello conservatore del 2% che curiosamente prendeva il 90% a San Patrignano”. Dopo ha iniziato a significare “Emilio Fede”.

          E questo, ovviamente, ha avuto le sue conseguenze.

        • Andrea says:

          “Purtroppo le idee liberali in Italia sono state dismesse con sufficienza dalla sinistra, dalla destra e persino dal centro. Fino al 1993 “liberale” significava “insignificante partitello conservatore del 2% che curiosamente prendeva il 90% a San Patrignano”. Dopo ha iniziato a significare “Emilio Fede”.

          E questo, ovviamente, ha avuto le sue conseguenze.”

          Concordo al 100%.

  41. Moi says:

    *** Classismo & Dintorni ***

    Le Malvestite sono avulse dalla realtà perché non tengono conto del fatto che Umberto Galimberti è un insopportabile RadicalChic , mentre il Re “di Babilitalonia” ; -) Silvio I è rimasto un Uomo del Popolo, e dei più “naturaliter simpatici” umanamente ! ; -)

    ——————————–

    Invidia di Classe ? Un candidato del PCL (molto critico contro il Moderatismo di Ferrando !) disse _ in Elogio all’ Odio_ che l’Invidia è un sentimento ignobile e piccolo-borghese, perché porta al solipsismo politico. Al contrario, il più nobile in assoluto dei sentimenti è senza ombra di dubbio l’ Odio (altro che “Invidia” !) di Classe:

    l’ Odio è il sentimento più nobile dello spirito umano, perché è quello che più ci viene naturale … quello che più di ogni altro ci trattiene dal corromperci nello spirito seguendo la perversa logica piccolo-borghese del “compromesso”; quello che più di ogni altro ci rende coscienti della Nobiltà “di Cuore” della Lotta di Classe; quello che più di ogni altro ci consente di rieducare la “plebaglia asservita” per infine ritrasformarla in “Popolo Cosciente di Sé”.

    L’Odio è in grado di annullare ogni dialettico “Io” e “Tu” in un affiatato “Noi”. L’Odio, in breve, può dare a miliardi di persone per volta ciò che l’ amore può dare solo a due persone per volta !

    ****************

    @ PINO

    A schifarsi delle “Mobilità Sociali” sono _ da DX_ i “Feltroidi” che “io so solo che quando l’ operatore ecologico si chiamava spazzino, per terra era più pulito !“ [cit.] e _ da SX_ quei “Dalemoidi” (allora) “gggiovani” che siccome hanno, giù nel Salento natìo, lo zio “amico intimo” [cit.] di D’Alema ritengono un insulto mortale chieder loro, alla Festa dell’ Unità nell’ ex Città-Vetrina del Partitone, di svolgere _ anche solo per un momento ! _ un lavoro “manuale” anziché “dirigenziale” . Come non pensare a Luciano De Crescenzo, sic rebus stantibus ?

    Poi ci sono _ al CX _ i Cattolici “Cielloni & Affini”, quelli che “siccome il Regno di Gesù NON è di Questo Mondo … i Poveracci di Questo Mondo cha cazzo vogliono ?! … Anzi, prima crepano di stenti prima si godranno il Paradiso: anche se quello che _ in Ottica Secolarizzata _ piacerebbe a Silvio e a Lele … è della Concorrenza ; -) “

    Inoltre, non di rado è “dal basso*” che sorgono dei “frasoni” del tipo “La scuola dovrebbe insegnare ai giovani robe utili tipo come funzia un’azienda … mica i segoni mentali di Giacomo Leopardi, che nella vita non servono a un cazzo !”

    *(anche se qualcuno li induce dall’ alto, ma facciam poco “Complottesimo” … l’ hai detto tu stesso !)

    PS

    “Chi s’accontenta gode … così così !” [cit.]

    Che è pur sempre meno peggio di “Non capisco perché il mondo piange !” [cit.]

    D’altronde, è da decenni che la “Nazionale Italiana” (del Sacro Culto del Pallone) si compone di Tamarri di Lusso che “Raffaello-Donatello-Michelangelo-Leonardo … ah be’ sì: le Ninja Turtles” ! E se questi sono i Giovani che rappresentano l’Italia nel Mondo, sai che bell’esempione edificante per i Giovani “normali” nel loro rapporto con la “Cultura”…

    ……………………………………..

    @ Z

    Evidentemente NON sei poi così flaccido come racconti: l‘ Ape Pilli ha provato a pizzicarti le terga, ma con te si è “stiancata” ; -) il Pungiglione Magico … ne ha concluso che sei di Destraaaaa !!! ; -) : -)

    PS

    Personalmente anch’io sono contro gli sprechi … solo senza vivere la cosa “tipo Testimone di Genova” ;-) :)

    • PinoMamet says:

      Sono piuttosto d’accordo con tutto :)
      (ma non con il decrescenzismo geografico, che secondo me non c’entra nulla)

      soprattutto con l’elogio dell’odio!

      • Z. says:

        Dissento sull’elogio dell’odio.

        L’odio, ben più della rabbia, offusca il nostro giudizio quando la situazione diventa complessa, ci aliena il sostegno di chi è indeciso e getta i semi della vendetta (nei nostri confronti o nei confronti di terzi estranei).

        Ci rende anche persone peggiori, oltrettutto.

    • Z. says:

      Al contrario: sono così morbido e soffice che il pungiglione dell’Ape Pilli(tteri?) non riesce a ferirmi. Ed è cosa buona anche per lei, che così sopravvive :)

  42. Moi says:

    D’Alema e Renzi ai proverbiali “ferri corti” … esternazione “pesissime” in teoria (!), roba da “scissione” ! D’Alema addirittura scomoda Papa Francesco e i “Falsi Profeti” [sic] !

    Ma ancora non è finita:

    Caso Cancellieri, Decadenza Silvio, Legge di StaBBBilità …

    Ma Letta continua a dire che va tutto bene !

  43. Moi says:

    @ Z

    Dici che Luciano sta preparando una nuova conferenza ad Harvard ? ;)

    http://www.cavalierifisat.it/watson.php

    • Z. says:

      Avevo un amico che sosteneva che l’embargo USA contro Cuba non aveva nessun effetto sull’economia Cubana. “Tanto il principale partner commerciale di Cuba” mi spiegava “è la Spagna. Dunque l’embargo è ininfluente”.

      Gli chiesi chi gli avesse suggerito questo ragionamento, ma non mi rispose.

      Ora lo so!

      Z.

      PS: sei andato a ballare la pizzica??

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