Meccanica trasversale del giornalismo cialtrone

Il cialtrone, come la famosa trave nell’occhio, è sempre dell’altro; ma finché la vediamo così, non riusciremo mai a capire cosa sia la cialtroneria in sé.

Prendiamo due narrazioni mediatiche apparentemente opposte.

Uno.

Sappiamo che in Inghilterra, un gruppo di persone (poi rivelatesi di nazionalità lituana) è stato coinvolto in un episodio per ora totalmente incomprensibile, e che è culminato con la morte di un giovane cameriere italiano.

Vediamo come Gad Lerner racconta questo fatto  sul suo sito:

“Joele Leotta, 19 anni, di Lecco: per loro era uno sporco immigrato
mercoledì, 23 ottobre 2013

Per i suoi assassini, che lo hanno picchiato a morte insieme a un altro amico italiano, Joele Leotta (nella foto), diciannovenne di Nibbiano in provincia di Lecco, era un meridionale che doveva starsene a casa sua. Uno sporco immigrato che non aveva il diritto di fare il cameriere per pagarsi gli studi, perchè così rubava il lavoro agli inglesi. L’atroce pestaggio è avvenuto a Maidstone, capoluogo del Kent, nel Regno Unito. Chi ancora ieri -mi riferisco al ministro Alfano- brandisce la rozza teoria del “prima gli italiani”, ha di che meditare. Non parliamo di chi distingue fra padani e terroni.”

Due.

A Pozzuoli, tre vigili urbani sentono delle urla e vedono un gruppo di persone (presumibilmente indigene) che stanno picchiando energicamente una donna a terra.

Sul giornalino locale, la notizia, in un articolo di Violetta Luongo, riceve questo curioso titolo:

“POZZUOLI/ Slava tenta di rapire un bimbo di 18 mesi. Fermata rischia il linciaggio La donna aveva sottratto il piccolo dal passeggino. Bambino salvato dagli agenti della Municipale in Piazza della Repubblica”

Invito a leggere integralmente l’articolo, che a modo suo è un capolavoro.

La folla ha cercato di continuare il linciaggio anche dopo l’arrivo dei vigili, affermando che la ragazza, anzi “la slava”, avrebbe cercato di portare via un bambino in un passeggino; e il padre del bambino ha pure sporto denuncia contro di lei. Nessun cenno di denunce invece contro gli aspiranti linciatori.

Adesso prendiamo il nostro microscopio e cerchiamo di studiare due diverse incarnazione del Giornalista Cialtrone.

Sulla prima notizia, Farfalle e Trincee ha espresso alcune interessanti considerazioni e quindi diremo poco.

Gad Lerner è un cialtrone di alto bordo, ormai del tutto esente dal dover controllare i fatti: la sua funzione è emanare Giudizi Morali semplici a proposito di fatti noti a tutti. All’incirca lo stesso compito che il dispositivo mediatico assegna al Papa.

Innanzitutto deve informare il lettore che il pestaggio è stato “atroce“, nel caso non fosse in grado di capirlo da solo; ed è pure stato parco nell’uso di aggettivi, rispetto al Giudice Morale medio.[1]

Poi – e questo è un tocco molto italiano – deve scagliare il cadavere fresco contro un proprio avversario politico, in questo caso il ministro Alfano. Anche se c’è un temporale nella Nuova Zelanda, potete essere certi che un Moralista Ufficiale italiano troverà sempre il modo di sfruttarlo per la politichetta nazionale.

Un commentatore del blog di Lerner raggiunge vette di poeticità in questa impresa:

“Fabio Rossi · mercoledì, 23 ottobre 2013, 2:51 pm

“Una vittima di Nigel Farage, l’amico della premiata ditta Grillo&Casaleggio quelli che hanno fondato il M5S, Movimento 5 Svastiche. Le stesse poliche euroscettiche portate avanti dalla Lega Nord, dal M5S, da Casa Pound, da Alba Dorata e da Jobbik, dal Vlaams Blok, dal Front National, da Serge Latouche e i decrescisti…”

Se vedete un lituano che si avvicina con un libro di Latouche sotto braccio, scappate di corsa.

Serge Latouche spiega a una giovane lituana euroscettica come fare un italiano all’arrosto

La seconda notizia, a prima vista, sembra diversa, perché le conclusioni ideologiche sono opposte: il fatto che un gruppo di italiani sta energicamente picchiando una Rom a terra diventa la prova che le Zingare Rapiscono i Bambini, e se le zingare in questione reagiscono forse è perché si drogano.

Ma a noi interessa guardare la meccanica della cialtroneria, non i suoi occasionali portatori.

C’è una reale differenza tra Gad Lerner e Violetta Luongo.

I mezzi finanziari della stampa locale non permettono di mantenere oziosi moralisti professionali; la morale deve essere trasmessa quindi da giovani precari che camminano per strada e cercano di farsi raccontare qualcosa da vigili urbani di cui magari sono parenti prossimi.

Per questo, Violetta Luongo è obbligata a prestare una maggiore attenzione ai fatti: scrive in una maniera che a prima vista sembra più neutrale e non si lancia in polemiche partitiche. Infatti, il giornalino locale cerca sempre di essere il quotidiano di tutti – succede anche alle redazioni locali dei colossi nazionali, le cui simpatie politiche emergono solo da sottili dettagli.

Ma in entrambi i casi, il giornalista, prima di accendere il computer, si mette un paio di occhiali dalle lenti fortemente colorate; i fatti quindi assumono necessariamente la tinta che vuole lui. Il caso di Gad Lerner è talmente palese, che non merita altri commenti.

Invece, nel caso di Pozzuoli, Violetta Luongo probabilmente non sa nemmeno di metterseli: sono una specie di lenti a contatto ormai diventate parte dell’occhio stesso.

 Eppure, sarebbe stato facile per lei trovare altre lenti colorate.

Ad esempio, avrebbe potuto scegliere quelle del Femminicidio da parte del Branco: “branco di maschi meridionali tenta di massacrare donna sola, forse tentativo di violenza sessuale…” “La complicità del branco: picchiata e denunciata”, “Come in Arabia Saudita, la polizia arresta la vittima del branco”.

C’è tutto un repertorio a disposizione, magari con la classica foto di una donna piegata su se stessa, il volto nascosto che cerca di pararsi con una mano.

Questi occhiali Violetta Luongo non li può però indossare, perché il piccolo giornale locale non può attaccare i propri potenziali lettori.

E così il linciaggio diventa

“una storia a lieto fine anche se gli agenti sono stati costretti, loro malgrado, a rilasciarla dopo poche ore.”

Loro malgrado.

Nota:

[1] Un aggettivo di particolare interesse, molto caro alla retorica di sinistra, è sporco. Viene sempre messo in bocca alla persona che quello di sinistra sta criticando, come se fosse una tipica espressione della destra. In realtà, non ho mai conosciuto uno di destra che ce l’avesse con gli “sporchi comunisti”. Comunisti assassini, sì. Ma sporchi no. A volte, è vero, si parla della presunta “sporcizia” degli zingari (non di altri “stranieri”), legata però al loro altrettanto presunto desiderio di vivere in luoghi oggettivamente tremendi. Che poi, quando provano a lavarsi, diventa segno di degrado.

A destra, si adopera invece il meccanismo della confusione, da cui emerge un curioso quadro di fanatico lettore di Marx, drogato, amante dell’illegalità, statalista, ateo, innamorato dell’Islam, ciecamente obbediente al Partito e libertino.

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328 Responses to Meccanica trasversale del giornalismo cialtrone

  1. Rock & Troll says:

    Resta il fatto innegabile che Latouche, il tipico professorone pagato con soldi pubblici per friggere aria, è un comunista e un nemico delle libertà individuali e quindi infinitamente più pericoloso di quattro balordi lituani.
    Il commentatore di Gad Lerner ha ragione.

    • E’ pacifico, invece, che Rock and Troll avrà torto, almeno in questa sede, fino a quando non si sarà espresso con sufficiente chiarezza su quale sia l’attività retribuita cui si dedica abitualmente.

    • furio detti says:

      Vedete che buffo: lì per lì stavo per coprire di insulti il commentatore di Lerner, attribuendogli infime capacità cognitive ed esistenziali. Poi mi son detto (come l’Elio di “Parco Sempione”), Forse forse mi sbaglio, ora ascolto un po’ meglio…. avevo frainteso? Sono stato troppo duro? Ho peccato di razzismo intellettuale di Evoliana memoria?

      Poi vedo Rock&Troll che applaude l’amico.

      Allora è una garanzia. Avevo ragione a essere “razzista”. La mia solita educazione alla tolleranza; sempre eccessiva.

  2. PinoMamet says:

    Non troppo tempo fa, per la rubrica “Cose che non c’entrano”, segnalavo il pestaggio, nel mio non-capoluogo, del Metallaro Errante, da parte di non meglio identificata baby gang.

    Bene, si è saputo dai soliti testimoni-non-intervenenti che i babyganghisti erano dei giovani “di etnia sudamericana” (sic, da stampa locale).

    Il fantastico Pino Agnetti, storico ufficiale delle Anabasi afghana e irachena, sostenitore della teoria “la moschea mi piace molto, ma nella mia città guarda un po’ no”, uomo-assolutamente-non-razzista-guai-a-chi-lo-dice, se ne usciva con un articolo scandalizzato additando la Mara Salvatrucha, i pandilleros che spadroneggiano per Milano, “e chi ci dice che non sia la stessa organizzazione”, e stiamo attenti, perché il Metallaro potrebbe essere il primo…

    polemica a non finire con scrittore-giornalista-bloggher, che non conosco, che lo accusava di aizzare inutilmente sentimenti razzisti, replica e controreplica.

    Cose che c’entrano poco due:
    ieri sera a Chi l’ha visto un carabiniere parlava di zingari e bambini biondi, non so se per confermare o negare o un po’ e un po’ (non sono stato a sentire).

    • rocco says:

      Ieri sulla Gazzetta una spettacolare lettera anedottica. Una coppia a cui un nero ubriaco alle 23 ha chiesto insistentemente una sigaretta e se ne andato solo dopo un NO deciso!

  3. mirkhond says:

    Pietro, con la sua riflessione, ha messo il dito nella piaga di un’informazione che, sia pure in nome del nobilissimo principio della libertà di informazione, commette abusi e finisce solo con l’alimentare mostri e fobie.
    Che l’istruzione di massa e l’accesso ad internet amplificano, proprio grazie al relativo anonimato di moltissimi commentatori dei forum.
    Io stesso ho abbandonato vari forum, soprattutto su you tube, dove diveniva impossibile discutere con persone dalle idee troppo contrarie, e si finiva spesso in rissa e parolacce.
    Insomma il web ha solo telematizzato l’innata tendenza alla faziosità cozzala che è presente in potenza in ciascuno di noi.
    Epperò un pur giusto, filtro, limite a tale casino, non potrebbe dare l’appiglio a chi comanda, per mettere davvero una censura se non in tivù e sulla carta stampata (già ampiamente condizionate da logiche di potere aziendale-politico), proprio su internet?
    Così che i parolai e disinformatori ruffiani continuerebbero a disinformare, mentre invece si chiuderebbe un blog come kelebek, in nome di un principio di “sobrietà” dell’informazione stessa?
    E’ un quesito a cui non so dare una risposta precisa, se non mettere in pratica ciò che Messori attribuì a Solgenitsin, e cioè il diritto a non sapere, a non essere informati.
    Insomma a non informarsi, per non essere sommersi da tonnellate di notizie, di cui è difficile, se non impossibile il discernere il vero dal falso……

    • roberto says:

      hai ragione, è molto interessante la riflessione di pietro

    • Francesco says:

      dove è la riflessione di Pietro?

      io poi non trovo così difficile distinguere l’informazione spazzatura da quella seria, la prima ha tutto un suo modo di presentarsi che è abbastanza evidente

      ciao

  4. mirkhond says:

    A proposito di Zingari

    Qualche giorno fa, i tiggì hanno riportato la notizia di una coppia di rom rumelici, arrestati dalla astinomia nella Rumeli, perché tra i loro figli, c’è una bambina bionda e dai tratti chiari, mentre loro hanno fattezze scure.
    Si è anche in questo caso parlato di un rapimento della bambina, e segnalazioni sono giunte da tutta Europa, da parte di famiglie che rivendicherebbero la piccola come loro.
    Dal tiggì, sarebbe emerso che la bambina sarebbe stata venduta dalla madre, una bulgara, a questa famiglia rom….
    Qual’è la verità?

    • Mauricius Tarvisii says:

      I rapimenti di bambini si sa che sono bufale. La vendita, invece, è un dramma reale. Si veda Il tempo dei gitani di Kusturica.

    • roberto says:

      sono d’accordo con mauricius ma anche altre spiegazioni mi sembrano ad occhio plausibili.

      i tizi dopo aver raccontato un mare di palle hanno detto che i genitori naturali sono in giro per la grecia e che hanno lasciato la figlia a questi perché non potevano accudirla (e il padre naturale andava a trovarla ogni tanto). potrebbe benissimo essere un’altra palla, ma :

      1. che i genitori naturali non si facciano vedere è ovvio, visto che sarebbero immediatamente accusati di abbandono di minore (e poi chissà, magari è gente senza documenti che si arrabatta, tanta voglia di essere arrestati ed espulsi magari non ce l’hanno), traffico di esseri umani, immigrazione clandestina e piedi puzzolenti

      2. i “genitori adottivi” non avevano nessun documento plausibile per la piccola (tranne il pezzullo di carta straccia che qualche funzionario corrotto ha rilasciato, poi vi stupite se dico che la grecia non dovrebbe stare nell’UE, nonostante la simpatia che ho per i greci) il che spiegherebbe le mille palle raccontate

      3. non mi sembra una cosa incredibile che tra comunità dove tutti si conoscono e tutti sono più o meno parenti, i bambini vengano adottati in modo, come dire, un pochino estemporaneo, pur di poterli tenere nella comunità. se i genitori naturali avessero dato in adozione la figlia, quante possibilità avrebbero avuto di rivederla?

      comunque, ripeto che sono solo ipotesi, sicuramente miguel, che ha molta più cognizione di causa sui mores dei rom, potrà dirci qualcosa sul grado di plausibilità delle mie ipotesi

  5. Francesco says:

    Chi è Nigel Farage? oltre ad essere uno con un sacco di amici euroscettici :D

    Ciao

    PS come mai Lerner si è ridotto così?

  6. roberto says:

    nigel farage è il capo dell’UKIP (partito indipendentista del regno unito)

    in effetti anche a me per un po’ gad lerner è sembrato un giornalista serio, poi mi sa che ha deciso di cambiare lavoro e di fare il maître à penser senza dircelo (un po’ come è successo a mentana)

    • Francesco says:

      Mentana che appare serio? e quando?

      ma ero già nella fase di vita senza tiggì

      • Roberto says:

        I primi anni del tg5

        • Z. says:

          Oddio, è vero che sono passati davvero molti anni da allora, e che non ho guardato spesso il suo TG. Ma a me Mentana è sempre sembrato – e tuttora mi sembra – un Giletti in versione Mediaset.

        • Francesco says:

          io guardavo solo il tg3 per temprare il mio reaganismo

          cosa che con comici come Lucio Manisco veniva benissimo – al confronto Crozza è l’ora del dilettante

          PS poi, ma non ditelo, guardavo le tribune politiche, che ancora rimpiango. tutto si capiva, tutto.

        • roberto says:

          io mi ricordo i primi anni del TG5 di mentana come un ottimo telegiornale (il paragone era comunque la rai dell’epoca, ci voleva poco a fare meglio). poi il berlusca ha iniziato a “non interessarmi minimamente del TG5 che è il telegiornale che mi è più contrario” e vabbé è andata come è andata (e mi pare pure che mentana abbia deciso di trasformarsi da giornalista a intellettuale disorganico e showman, il che ha certamente influito sulle sue performances giornalistiche)

        • Z. says:

          Sì, vabbè… dire che Mentana era “contrario” a Berlusconi (anche solo relativamente agli altri TG) mi sembra davvero eccessivo. Partecipava alla campagna permanente così come tutti gli altri “giornalisti” dello stesso padrone, da ogni punto di vista.

          E come tutti gli altri coordinava la campagna elettorale permanente con gli altri durante i “consigli di guerra” ad Arcore, in quelle note occasioni in cui Berlusconi ordinava ai suoi cosa dire, fare e pensare.

          Se devo scegliere uno di quegli imbarazzanti figuri, preferisco Feltri.

  7. roberto says:

    sul post di miguel
    devo dire che mi incuriosice violetta.

    gad fa il pensatore e vabbé, è un’altro mestiere e lo capisco.
    ma violetta? se scrive sul giornale locale immagino che voglia fare la giornalista. e allora che gusto c’è a fare il giornalista in quel modo? francamente se fossi obbligato a scrivere delle cose come l’incipit di quell’articolo (o vi ricordate il pezzo di colore sui calzini di un magistrato ordinato dai sicari del nano?), credo che lascerei perdere ché friggere patatine al McDonald deve essere sicuramente più interessante….

    • Z. says:

      Quel pezzo sui calzini azzurri di Mesiano mi ha ricordato un coccodrillo ne La Piovra sulla morte di un magistrato ucciso da Cosa Nostra. Scrive l’immaginario giornalista: portava i calzini azzurri, il giudice Fiorani, una persona a cui l’eleganza non era mai sembrata una cosa seria.

      Z.

      PS: Violetta scriveva già tre anni fa per Repubblica (edizione di Napoli)…

  8. furio detti says:

    A ogni modo sono in completo disaccordo con la nota 1. del pur sempre quasi impeccabile MM: potrei citare migliaia di esempi in cui i “Kamerati” hanno tirato in ballo il lercio dei nemici come categoria: zecche, feccia, merde rosse, ecc… ecc…

    La copronomia è una costante antropologica dell’inimicizia.

    • Mauricius Tarvisii says:

      E’ vero: da queste parti la vittima di razzismo di turno è sempre sporca (non si lava o puzza per natura).

  9. Va Fangul says:

    Mi preoccupa quel Maresciallo che è stato morsicato al braccio: non è che domani si ritrova slavo anche lui e comincia a mordere e rapire bambini?

  10. Moi says:

    Premesso che, come Francesco, trovo sbagliato e magari ingannevole correlare a priori lavori e mentalità …

    … secondo me Rockino non è affatto” uno che viene retribuito”, bensì “uno che retribuisce”; sì, insomma: un Piccolo Imprenditore del Nord-Est che ha solo (!) dipendenti “negri” e “beduini”, tutti rigorosamente “islamici”. I “terroni”, difatti, pretendono già troppo perché mica siamo più negli Anni Sessanta … e dei dipendenti “cristiani” vari ed eventuali _ vade retro !_ sarebbero tosto sobillati dai catto-preti postconciliari: quelli che” hanno notoriamente sostituito la Regina della Pace con Rosy Bindi, quelli che la Chiesa del Figlio del Dio Vivente non è che una pallida copia imperfetta del PD” [cit. da Gnocchi & Palmaro].

    E, se non fosse proprio per loro, se non fosse per tutti quei “negri” e quei “beduini” tutti rigorosamente “islamici” … il capannoncino di Rockino , da anni, sarebbe già stato acquistato in borse da palestra in plastica ultra-toxic piene di contanti e adibito a Magazzino di Cianfrusaglie Cinesi !

    Da questo blog Rockino, il Gran Dissimulatore, trae l’indubbio vantaggio d’ imparare come ammantare di misticismo islamico il proprio ruolo di capo in azienda.

    PS

    Avrei preferito che in ‘sti giorni l’ UK avesse continuato a fare notizia soltanto per George: il “Ròial Bèbbi” … come lo chiamano i Giornalisti d’Italia.

    E invece ecco le guerre tra poveri degli immigrati contendere le prime pagine sull’ UK al Ròial Bèbbi, il cui status di nascita non è certo una colpa, ma neppure un merito.

    • Z. says:

      Secondo me R&T fa il dipendente. Su base statistica, se non altro, ho più possibilità di prenderci – ma soprattutto, ci sta prendendo tutti pel cul :D

  11. Moi says:

    A proposito di “Identità” e … insulti :

    http://italia.panorama.it/Terrone-di-m-e-un-insulto-guida-alle-sentenze-piu-curiose-in-fatto-di-offese

    Ocio a dire … “Scioccarellino” [cit.] !

    @ TORTUGA

    Immigrazione …

    C’hai presente l’ emblematica Marsiglia ?

    Va be’, più che altro descrivi la campagna Francese con un poetico manierismo che ricorda lo stile piacevolmente datato delle descrizioni Sovietiche romanzate dell’ Ucraina …

    Comunque … fino agli Anni Ottanta, i “Souchiens” dicevano che Marsiglia fosse una città pericolosissima perché piena di “Ritals”; con gli Anni Novanta, i “Ritals” nonché i “Beurgeois”* [sic] hanno iniziato a dire che Marsiglia è una città pericolosissima perché piena di “Beurs” tout-court !

    * “Beurgeois” = “Beur + Bourgeois”; Neologismo “canonizzato” nell’ “Argot” del Francese contemporaneo : Fenomeno sociale minoritario, ma interessante nel suo cozzare con il “Sinistronzismo”, specie se di stampo “p’tit-bourgeois-de-souche” !

    Gente di origine Maghrebina che, sostanzialmente, ritiene che l’ “AntiRazzismo che considera “Cultura Altra” tutto ciò che è “nefandezza” nella propria … sia un

    • Moi says:

      Gente di origine Maghrebina che, sostanzialmente, ritiene che l’ “AntiRazzismo che considera “Cultura Altra” tutto ciò che è “nefandezza” nella sua propria cultura … sia una roba da imbecilli.

      e.c.

  12. per Furio Detti

    ” potrei citare migliaia di esempi in cui i “Kamerati” hanno tirato in ballo il lercio dei nemici come categoria: zecche, feccia, merde rosse, ecc… ecc…”

    Infatti, ma non ho mai sentito sporco. Mica intendevo che erano gentili.

    Semplicemente, è curioso come l’unico aggettivo offensivo che non usano, sia attribuito loro.

    • Pietro says:

      Sporco e’ il negro. Le zecche fanno parte della stessa comunita’ etnica. Con i rossi e’ un regolamento di conti in famiglia. Invece ai rossi dell’etnicita’ interessa poco quindi possono accusare i fasci di essere sporchi. Almeno questo mi viene spontaneo pensare. Sarebbe interessante indagare un parallellismo tra questo uso della parola “sporco” e il razzismo giapponese che ritiene gli occidentali sporchi, e non barbari come invece fanno i cinesi. Ed il Giappone nella cultura neofascista peso ne ha…

    • Z. says:

      Miguel, a volte penso che abbiamo avuto esperienze incredibilmente diverse.

      L’aggettivo “sporco” ad esempio l’ho sentito utilizzare molto più spesso da estremisti di destra che non da estremisti di sinistra. E il termine “sistema”, invece, quasi esclusivamente da persone di sinistra :D

    • furio detti says:

      No no caro MM dicono anche sporco comuista…

  13. Per Pietro

    “Sporco e’ il negro.”

    Non mi sembra particolarmente. Casomai si rappresenta come scimmiesco, animalesco, bestiale. I neri li ho sentiti definire “animali” (anche da arabi cristiani in Egitto…), ma “sporchi” no.

  14. Moi says:

    **** Prefazione di Moni Ovadia al libro “Pappagalli Verdi” di Gino Strada****

    La litania più ricorrente dei nostri tempi molli e opachi, pancia bassa nella sinusoide dell’alternarsi dell’umana vicenda, è “non ci sono più valori”.

    Incontriamo questa litania anche nella variante nostalgico/rinunciataria “non ci sono più ideali per cui battersi”. Sfruttamento, violenza, guerra, morti, violazioni dei diritti, sopraffazione dei deboli, delle donne e dei bambini, sottomissione dell’uomo e dei suoi valori alle logiche del denaro e del mercato (le uniche ideologie che godono di immunità ideologica) sono sotto i nostri occhi, ma dato che le glorie dello scontro frontale non sono più in offerta speciale, i neurorecettori della sensibilità all’altrui sofferenza paiono essersi atrofizzati.

    Ma non era la libertà dell’uomo, la sua irrinunciabile santità, la posta del contendere? Ε dunque i termini della questione non rimangono in qualche misura radicalmente gli stessi pur nel mutare delle stagioni e delle intemperie?

    Alcuni lo sanno anche oggi, conoscono la massima prius vivere, deinde filosofari, si rimboccano le maniche e fanno quello che c’è da fare.

    Il chirurgo di guerra Gino Strada, specializzato in prestigiose università (curriculum perfetto per una baronia) è uno di questi “uomini con qualità” che hanno poche idee, forse meno che poche, una: risarcire l’uomo ferito e menomato dalla violenza dei suoi simili. Α questa idea dedicano il loro sapere, il loro sentire, la loro azione che non si avvale solo delle sofisticate tecniche della chirurgia clinica, ma di quelle meno codificabili ed esplicabili della chirurgia umana per cui il dolore di un altro essere umano, è il loro dolore.

    Α me che traffico come posso con l’etica dell’ebraismo, Gino Strada ricorda i principi fondamentali dell’antropologia ebraica:

    #######

    ” noi tutti discendiamo da un solo uomo perché nessuno possa dire il mio progenitore è meglio del tuo. ”

    #######

    Ciononostante siamo tutti diversi l’uno dall’altro perché non siamo la semplice replica di un modello, ma un unicum insostituibile che per questo contiene in sé l’umanità tutta. Dunque, chi salva una vita, salva l’intero universo e così progetta la salvezza di noi tutti.

    Le mine antiuomo, paradigma di viltà, strumenti di morte proiettati nel futuro delle giovani generazioni che prediligono i bambini perché sono il futuro delle genti, vengono prodotte e disseminate da uomini “decenti” che siedono nelle assise internazionali e commerciate da insospettabili uomini d’affari con dovizia di illustrazioni sulla loro efficacia.

    Questi fiori metallici dell’infinita infamia umana, lacerano, accecano, sbrindellano, cancellano parti di vita, creano voragini di antimateria, progettano il non-uomo. Ma è proprio in quelle assenze di carne, di vita, di luce, che l’umanità esprime la sua intimità più lancinante.

    In quei luoghi umani violati e negati, i Gino Strada costruiscono l’umanità possibile del futuro, l’unica possibile. Ι veri valori etici possono nascere solo da una prassi di vita che si misura con i limiti, le passioni, le paure, le ritrosie, l’esasperazione del procedere alla ricerca di sé, nell’altro da sé.

    Questo ci racconta Gino nel suo libro, con lo stile necessario di chi racconta ciò che fa e ciò che fa è insieme così anomalo eppure così universale, folle e insieme normale, paradigma esemplare di quello che ogni essere umano dovrebbe ricercare in sé.
    Ε il racconto sgorga con asciutta sobrietà e commuove perché è il racconto di uno che sa quel che fa perché fa quello che deve. Leggere le pagine di questo rude chirurgo di poche parole e molti fatti, fa bene alle funzioni sopite di chi si affida alle litanie.

  15. mirkhond says:

    Adesso lo senti lo Zanardo!
    Lui, Strada non lo può digerire proprio…..

    • Z. says:

      Ma no, non esageriamo!

      Certo, l’idea che l’umanità del futuro debba necessariamente essere costituita in via esclusiva da medici saccenti e arroganti mi sembra eccessivamente catastrofica, ma tra Strada e Luttvak persino io preferisco Strada :D

      • PinoMamet says:

        Premetto che io sono l’arci-stronzo della strada eh? che quello che sto per dire me lo rimangerò e lo rinnegherò tre volte eh?
        Che non ha niente a che vedere con la politica, argomento comunque che esula dal mio ristretto campo di competenze e sul quale rivendico il diritto di sparare cazzte in libertà, eh?

        Premesso tutto ciò:
        a me Luttwak sta più simpatico di Gino Strada!

        In compenso, Capezzone mi sta più antipatico di entrambi, e di un bel po’, e in fondo alla mia classifica ci stanno Monti e Fornero.

        • Andrea says:

          “a me Luttwak sta più simpatico di Gino Strada!”.

          Condivido.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Lutttwak simpatico? Secondo me di questi tempi si confonde la simpatia con il ridicolo, per cui se uno fa ridere “è simpatico” non “è ridicolo”.
          A me, per esempio, Scilipoti fa morire dal ridere, ma non perché sia tutta questa simpatia…

        • PinoMamet says:

          Guarda, io non vedo Luttwak in televisione (dal vivo chi lo ha visto mai ;) ) da almeno dieci anni, però lo ricordo come una persona gradevole, mentre ho un pessimo ricordo di Gino Strada.
          De gustibus…

        • Francesco says:

          allora

          1) Fornero
          2) Luttwak
          3) Monti

          il vuoto cosmico

          Massimo Moratti
          Lapo Elkann

          ancora vuoto cosmico

          Moni Ovadia

          e alla fine

          Gino Strada

          il che non toglie che forse è pure quello che, quando tace e lavora, fa più del bene

          PS cosa ha fatto di male la Fornero?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Luttwak è quello che non riesce a proporre nessuna idea che non riguardi in qualche modo gli esplosivi. L’ultima volta suggeriva di distruggere i barconi con le granate: come fai a non trovare ridicola una persona così?

        • PinoMamet says:

          ” 1) Fornero
          2) Luttwak
          3) Monti

          il vuoto cosmico

          Massimo Moratti
          Lapo Elkann”

          :D

          beh, come non essere d’accordo con la posizione di Elkann?

        • Z. says:

          Ehi, io ho detto che preferisco Strada a Luttwak, non che lo trovo più simpatico. Non dico che Luttwak sia Woody Allen, ma Strada è obiettivamente una delle persone più antipatiche e arroganti mai esistite da quanto l’uomo ha inventato la scrittura. L’unico che possa contendergli la medaglia d’oro, forse, è Cacciari.

          Z.

          PS: dissento! nella classifica di Francesco Lapo Elkann è decisamente troppo in alto!

        • Francesco says:

          x MT

          beh, Luttwak è statunitense, loro hanno questa attitudine a sparare prima e fare inutili domande dopo

          non come noi, che metà li lasciamo affogare e metà li teniamo a bagnomaria finchè se ne scappano in Germania, Svezia, Francia, insomma se ne scappano via

        • Z. says:

          Mentre dovremmo recuperarli e poi organizzare treni e pullman per le loro destinazioni desiderate, magari di notte.

          Vedrai come diventerebbero più generosi, i nostri benemeriti partner europei, nell’elargirci risorse per affrontare la questione…

        • Francesco says:

          a fare i conti, scommetto che il traghetto Bengasi-Ventimiglia, a presso politico, ci farebbe anche risparmiare un sacco di soldi

          da lì, poi, gli immigrati svaniscono per la nota inefficienza italiana e riappaiono a Francoforte, Malmoe, Strasburgo eccetera eccetera

  16. Moi says:

    ———

    “Α me che traffico come posso con l’etica dell’ebraismo, Gino Strada ricorda i principi fondamentali dell’antropologia ebraica:

    ” noi tutti discendiamo da un solo uomo perché nessuno possa dire il mio progenitore è meglio del tuo. ”

    ————————
    M’interessava questa parte qui …

    • paniscus says:

      ” noi tutti discendiamo da un solo uomo perché nessuno possa dire il mio progenitore è meglio del tuo. ”

      E infatti, sempre scimmie erano :)

  17. mirkhond says:

    Moi

    Io condivido in pieno ciò che hai scritto.
    Sono altri a detestare Strada qui, per ragioni che tuttora mi risultano incomprensibili….
    ciao!

  18. Simone Galgano says:

    E’ interessante l’articolo e le due dichiarazioni apparentemente opposte… :-)
    Penso che queste inutili notizie abbiano un unico scopo, quello di creare il solito divide et impera ed una guerra tra poveri…
    Sia la xenofobia che la xenofilia sono due sentimenti popolari, talvolta indotti, talvolta naturali, che il sistema mediatico veicola come distrazione di massa per SVIARE IL BERSAGLIO e confliggere le due fazioni una contro l’altra, fosse anche solo culturalmente. I media determinano i ruoli sociali in campo attraverso l’assolutismo dei loro giudizi strumentali e di conseguenza l’utente sceglie a quale schieramento iscriversi per il grande gioco collettivo…
    L’utente, che brutto ma voluto termine, piuttosto che unirsi al suo simile, confligge con esso e distoglie l’attenzione dai veri problemi che dovrebbero UNIRE LA BASE.
    Questo accade in primis simbolicamente e non necessariamente come scontro politico di piazza, magari a volte succede, a volte rimane solo come monito rieducativo dall’alto, perché la tv è un oracolo e svolge una funzione liturgica in chiave tecnocratica. La tv è fascista di natura, ma non fascista nell’accezione di ventennio fascista, ma nell’accezione di totalitaria e reazionaria, fascista concettualmente nel senso di propaganda.

    • Z. says:

      A parte qualche perplessità sulll’uso del termine “fascista” come “totalitario e reazionario” e sul fatto che la propaganda sia “fascista concettualmente”, qual è il suo simile e quali sono i veri problemi, secondo te?

  19. Simone Galgano says:

    E\’ interessante l\’articolo e le due dichiarazioni apparentemente opposte… :-)
    Penso che queste inutili notizie abbiano un unico scopo, quello di creare il solito divide et impera ed una guerra tra poveri…
    Sia la xenofobia che la xenofilia sono due sentimenti popolari, talvolta indotti, talvolta naturali, che il sistema mediatico veicola come distrazione di massa per SVIARE IL BERSAGLIO e confliggere le due fazioni una contro l\’altra, fosse anche solo culturalmente. I media determinano i ruoli sociali in campo attraverso l\’assolutismo dei loro giudizi strumentali e di conseguenza l\’utente sceglie a quale schieramento iscriversi per il grande gioco collettivo…
    L\’utente, che brutto ma voluto termine, piuttosto che unirsi al suo simile, confligge con esso e distoglie l\’attenzione dai veri problemi che dovrebbero UNIRE LA BASE.
    Questo accade in primis simbolicamente e non necessariamente come scontro politico di piazza, magari a volte succede, a volte rimane solo come monito rieducativo dall\’alto, perché la tv è un oracolo e svolge una funzione liturgica in chiave tecnocratica. La tv è fascista di natura, ma non fascista nell\’accezione di ventennio fascista, ma nell\’accezione di totalitaria e reazionaria, fascista concettualmente nel senso di propaganda.

    • Simone Galgano says:

      La tv, i giornali e tutti i media… Ne consegue che i giornalisti che lavorano dentro la propaganda, alimentino queste aspettative, poi sono anche notizie semplici e di facile presa per l’utente medio, in fondo sono pagati per farlo e tutto diventa anche routine e automatismo cialtronesco.
      Propaganda a 360°… :-)

  20. Simone Galgano says:

    x Z…
    Confermo che concettualmente, ma non solo, il fascismo sia e sia stato totalitario.
    Lo è intrensicamente ma non solo come FASCISMO, anche come stalinismo, capitalismo, ecc. Vedere i distretti politici, come motore immobile e fermi alle proprie bandierine e campanili, secondo me, non funziona affatto.
    Il fascismo trasla i sistemi e paradossalmente il ventennio fu quello meno pericoloso, la stessa democrazia cristiana è una forma di fascismo trasmutato e aggiornato alla stessa stregua di un software, non a caso le forze militari sono rimaste tali e tali rimangono in ogni sistema che gattopardescamente trasmuta in altro…
    ;-)
    Sul divide et impera, intendevo che il sistema REAZIONARIO, in tutti i suoi distretti, dai media alla cultura, dalla religione alla politica, determina ed induce ruoli sociali che vengono supinamente accettati e difensi dagli stessi schiavi che, al posto che METAFORICAMENTE UCCIDERE IL PADRE e quindi evolversi sia spiritualmente che materialmente, uccidono il fratello. Simili nel senso di vicini di classe sociali rispetto all’autorità che va uccisa.
    Anche in psicologia funziona così, la maturità è la messa in discussione della figura paterna che va NATURALMENTE conflitta.
    La scelta è tra evoluzione e uccisione del padre/autorità, involuzione, implosione alleanza con l’autorità e conflitto col fratello… ;-)

    • Francesco says:

      io ho due sorelle, con cui sono in ottimi rapporti

      per il resto, scelgo la quattro (alleanza con l’autorità)

      :D

  21. Z. says:

    SG,

    — Confermo che concettualmente, ma non solo, il fascismo sia e sia stato totalitario. Lo è intrensicamente ma non solo come FASCISMO, anche come stalinismo, capitalismo, ecc. —

    Aaah, dunque – se ho ben capito, “fascismo” è una sorta di etichetta-discount per indicare tutto ciò che non ti piace: la Germania hitleriana, l’Unione Sovietica, gli Stati Uniti, e direi che ci si potrebbe aggiungere pure Horty, Franco, Dolfuss e Salazar. E addirittura – pare – la DC. Io ci metterei dentro anche Berlusconi, Grillo e Matteo Renzi, tre politici che detesto :D

    — non a caso le forze militari sono rimaste tali e tali rimangono in ogni sistema che gattopardescamente trasmuta in altro… —

    Uhm, quindi anche la Repubblica Italiana è una nazione fascista. E dimmi, visto che non sono stati cambiati tutti i membri delle forze armate dobbiamo dedurne che anche la la Repubblica di Weimar fosse guglielmina e che anche la BRD fosse nazista? (e che, naturalmente, anche la Russia di Putin sia tuttora comunista?)

    Mi sembra un uso molto – ehm – liberale del termine “fascismo” :D

  22. Simone Galgano says:

    Z… Effettivamente hai ragione, è molto allargato il termine fascista, ma non è colpa mia se le società sono spesso spostate a destra.
    Se non vuoi che usi tale termine, userò un più neutro REAZIONARIO.
    ;-)

    • Z. says:

      Destra e sinistra sono due termini relativi: si è a destra o a sinistra di qualcosa o di qualcuno. In altre parole, se tutto ci pare spostato parecchio a destra è perché noi siamo spostati parecchio a sinistra :D

    • Z. says:

      Dimenticavo, se il fascismo è totalitario – e almeno nell’ideologia certamente lo è – allora non è reazionario ma innovatore, nel suo perseguire la mobilitazione e la partecipazione forzata alla militanza nazionalista. Poi certamente vi furono governi reazionari alleati a governi fascisti, ma pure la Finlandia era alleata della Germania nazista.

      Il fascismo fu qualcosa di profondamente diverso, e di tragicamente moderno, rispetto alla Vandea.

  23. Moi says:

    @ LISA PANISCUS / TUTTI

    Gnocchi&Palmaro, noti CattoScettici del Concilio Vaticano II, sono balzati all’Onore delle Cronache per aver manifestamente contestato di recente Papa Francesco in merito ai Fatti di Lampedusa e relative tragedie fra “Profughi” e/o “Migranti” … ma erano già attivi da molto prima.

    Gnocchi&Palmaro ad esempio , pochi anni fa, hanno scritto “Il Pianeta delle Scimmie”: un pamphlet “a stramezzo” ; -) tra FantaScienza e Satira di Costume. La storia è quella di un Astronauta Cattolico Italiano PreConcilare partito dalla Terra (nel senso dell’ Italia !) subito prima del Concilio Vaticano II … per poi farvi ritorno “oggi”.

    L’ espediente narrativo (non proprio originalissimo, ma _ devo dire_ drammaturgicamente ben sfruttato !) è che il Protagonista scambia la Terra-Italia (ove non incontra però alcun Alieno-Islamico ; – ) ) per un Paese-Pianeta Pagano (La Secolarizzazione) a supervisione culturale PanTeista (ovvero lo “Spirito del Concilio”) ! In aperta polemica con James Lovelock, il “nostro” CattoAstronauta parla di “Gaiani” e di “Pianeta Gaia”, convincendosi così di essere arrivato su di un Pianeta con questo nome ufficiale … nonché con la Scimmia come Animale Totemico Planetario, obbligatoriamente oggetto d’ Idolatria nei libri di scuola ! Cosa che a livello comportamentale “empio e scostumato”, impossibilitato ad essere felice … si riflette poi fuori della scuola fra la popolazione “Gaiana”, specialmente se adulta.

    Il protagonista coglie spiccate analogie fra le forme di vita “là” sulla “Terra” e quelle “qui” su “Gaia”, ma ritiene che sia il modo d’intendere la vita stessa ad essere invece “inconciliabilmente” ; -) (!) diverso fra “Terra” e “Gaia” … descrivendolo in termini di “Sazietà e Disperazione” [cit.] “le Gaiane e i Gaiani” (classica formula da Livia Turco e Umberto Galimberti, ndr) e il loro modus vivendi.

    http://www.libreriadelsanto.it/recensioni/9788838468278/il-pianeta-delle-scimmie/3782.html

    L’ho letto … non entro nel merito, ma è divertente e narrativamente ben scritto. Ah, tranquilli: niente Invasioni Aliene dal Pianeta Dar-Al-Islam, eh ! ; -)

    L’ editore ? Piemme … NON siete sorpresi, vero ?

  24. Moi says:

    Propaganda … bla-bla-bla.

    … per una (!) volta, famo “Propaganda a π rad.” , che ‘sti “ 360° “ evocati sempre ovunque sono inflazionatissimi altro che la Pizzica Salentina ?!

    ** Su di un Forum indicatomi da Pino, scriveva sulla “Pizzica” (pochi anni fa) un certo Theodorus:

    “ A me ha rotto i maroni la kontrokultura di cui [la Pizzica] si è rivestita. Quello che nel 2001 erano i Modena Siti Remblers per i fuorisede fattoni, ora è la tarantella. Con il Salento che conseguentemente è diventata la nuova Seattle, da cui i discografici pescano talenty a bizzeffe…”

    [cit.]

    Rif:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Controcultura

    PS

    L’ abusatissima espressione para-matematica deriva da qui :

    http://it.wikipedia.org/wiki/Valutazione_a_360%C2%B0

    PPS

    “Sai, per essere un matematico non aveva abbastanza immaginazione; ma ora è diventato un poeta e se la cava davvero bene. “

    [cit.]

    D. Hilbert

  25. Pingback: Meccanica trasversale del giornalismo cialtrone - Signoraggio.it

  26. Moi says:

    Questa è di un po’ più a Nord ; -) ; ma non saprei quanto “autentica” …

    http://www.youtube.com/watch?v=k-_lQ1UQoyU

    • PinoMamet says:

      A orecchio, direi molto poco autentica. Il solito arrangiamento truzzo-similmedievale, saltarello (pipipì, firulì firulò) + copiatura dei Carmina Burana musicati da Orff (oooOOO, o o oOOO)….

      è la ripresa musicale dell’immaginario del Settimo Sigillo di Bergmann: la morte, il cavaliere cupo, la peste, e gli attori e il popolino che tentano di stare allegri (rendendo, per contrasto, ancora più tetro il tutto).

      Non la mia tazza di the, come dicono gli inglesi ;)

  27. Moi says:

    Probabilmente, robe tipo Asgard o Valhalla sono “state viste” così …

    http://www.youtube.com/watch?v=8xNwqcfTStQ

    … mai capito com’è possibile che proprio da quelle parti abbiano il più alto tasso di suicidi, o almeno così si racconta.

    • PinoMamet says:

      Io lo capisco benissimo, invece; e mi unisco ai commenti più sotto:

      ‘sti paesaggi me mettono ‘na depressione…

      • Peucezio says:

        A vederlo così nel video è pure suggestivo, così come a starci sul posto per cinque minuti.
        Ma al sesto minuto anche a me mi verrebbe la depressione!

        • Z. says:

          Niente strade, niente marciapiedi, niente palazzi, niente cemento…

          ammettilo, ti verrebbe molto prima, la depressione :D

    • Roberto says:

      Io invece trovo quei paesaggi fantastici e sogno di poter vedere le aurore boreali

      • PinoMamet says:

        Che sogni le aurore boreali, ci sta.
        Sarebbero carine da vedere, non ci fosse tutto quel freddo…

        Ma la bellezza dei paesaggi, davvero mi sfugge. C’ho un amico fotografo-operatore di ripresa; quest’Estate, nei due giorni di caldo che ha fatto qua (appena passibili: c’è stata un’Estate freddina) se ne è andato in Islanda proclamando a gran voce di non reggere il caldo.

        Ha spedito alla folla plaudente dei caldofobi del perfido social network, che è sempre in maggioranza sui freddofobi (io credo fingano, ma vabbè), le foto della sperduta isola dei vikinghi.

        Che dire… c’è molta natura, volendo è roba “sublime” o “romantica”, ma “bella” nel senso che gli do io, proprio no.

        ciao!!

      • Roberto says:

        Come dico sempre a mirkhond, andare per credere :-)
        La Svezia è la Finlandia le ho girate abbastanza e mi sono piaciute molto, la Norvegia l’ho vista poco, ma il poco che ho visto mi è sembrato straordinario. Islanda non ancora pervenuta (ma sono anni che lavoro ai fianchi quella freddolosa di mia moglie per andarci, prima o poi la convincerò)

        • Andrea says:

          Anche a me piacerebbe molto visitare le terre scandinave…

        • Z. says:

          Niet, troppo freddo.

          Se proprio devo togliermi la voglia di montagne innevate, mari ghiacciati e aurore boreali, c’è Skyrim :D

        • mirkhond says:

          Roberto

          Ma tu sei “paranorrenizzato” ;) fin dalla più tenera infanzia, trascorsa tra Bologna, Verona e Rovigo… :)
          E ho detto tutto…. ;)

        • Roberto says:

          Sai cosa mirkhond?
          È fondamentalmente sono curioso e totalmente impermeabile a paranoie e seghe mentali, su romei norreni sassoni caldo freddo zanzare cibo ecc…
          Adoro la Grecia ed il caldo, la spiaggia, il mare ed il cielo blu. Allo stesso tempo ho viaggiato in lungo ed in largo nel nord Europa e ho visto posti di una bellezza mozzafiato. Adoro la campagna inglese, mi piace moltissimo la Francia, un po’ tutta, stravedo per la Sicilia, i panorami infiniti della Russia e dell’Ucraina li trovo esaltanti ecc…. Se proprio dovessi indicare un posto che non mi è mai piaciuto è l’olanda come pure la pianura padana e vabbè il terribile ruhrgebiet, ma quello è oggettivamente brutto
          (Rovigo dove l’hai tirato fuori? Ci sono stato un paio di volte e m’è bastato)
          Ciao

  28. mirkhond says:

    Forse è dovuto al poco sole in quelle terre così norrene…..
    A me l’Islanda fa venire la depressione…..
    Svezia, Norvegia e Finlandia sono più affascinanti, ma non certo per viverci….

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, poca luce per sei mesi all’anno è deprimente, così come troppa luce per gli altri sei mesi sfasa i bioritmi, riducendo le ore di sonno. Se uno ha problemi, andare a vivere lì è il modo migliore per farli esplodere.

      Su Asgard, è l’equivalente di altre dimore divine in altre mitologie, quindi niente di particolare. Sul Valhalla, se si può discutere su quanto ciò che scrive gente di tre secoli dopo che non ci crede potesse dirci cosa fosse realmente, è sempre piuttosto dipinto come un grande banchetto: una grande aula dove il signore banchetta insieme al proprio “hird” (non troppo diverso dal “comitatus” più meridionale) composto da guerrieri valorosi.

  29. mirkhond says:

    “Sì, poca luce per sei mesi all’anno è deprimente, così come troppa luce per gli altri sei mesi sfasa i bioritmi, riducendo le ore di sonno. Se uno ha problemi, andare a vivere lì è il modo migliore per farli esplodere.”

    Alcuni studiosi, cercando di analizzare il fenomeno norreno precristiano dei berserkir, gli uomini-lupo e gli uomini-orso delle saghe, che alla luce di Cristo erano visti come dei posseduti, studiosi dicevo, sono convinti che la mancanza di sole in quelle estreme latitudini settentrionali, provocassero delle alterazioni cerebrali in alcuni individui, tali da scatenare il furore bellico di questi personaggi spaventosi delle saghe norrene….

  30. mirkhond says:

    Del resto a me, già Bologna, mette tristezza…. ;)

    • Francesco says:

      anche a me, da quando non posso mangiare le tagliatelle al ragù!

      sennò è un posto che c’ha un uso perchè :D

      PS credo di concordare con Roberto, anche se ho girato meno di lui. c’è un sacco di posti diversissimi e opposti e meravigliosi

  31. Serge Latouche spiega a una giovane lituana euroscettica come fare un italiano all’arrosto
    Come a suo tempo ebbi modo di scrivere a proposito di una didascalia a un’immagine di un lontano post (aveva a che fare con antichi guerrieri messicani e Sarkozy), anche questa è fonte di sempiterna gioia.

  32. serse says:

    Certo che l’arrosto di itagliani di Miguel, forse nemmeno Latouche …

  33. maria says:

    OT

    @ritvan
    oggi Miguel mi ha detto che sei tornato, sono contenta che tu sia di nuovo sul pezzo come si dice qui da noi:-)

    maria ( quella con la K.)

  34. Z. says:

    OT per Miguel,

    a proposito, se ho capito i tuoi gusti questa potrebbe piacerti:

    http://en.wikipedia.org/wiki/The_Battle_of_Evermore

    Fammi sapere che ne pensi :)

  35. Roberto says:

    I genitori Dell'”angelo biondo” sono effettivamente i bulgari.
    Chissà però quanto questa storia contribuirà alla leggenda della zingara rapitrice

    • Z. says:

      Non si tratta di un caso isolato: i bambini biondi che abitano nelle famiglie rom, a quanto pare, sono per definizione prede libere e legittime.

      http://www.ilpost.it/2013/10/24/laltra-bambina-bionda-prelevata-a-una-famiglia-rom/

      • Pietro says:

        Come gli albini in alcune tribu’ africane…

        • Moi says:

          I Comboniani riferiscono che senza l’ evoluzione dall’ Animismo al Cristianesimo … in Africa Nera fenomeni naturali rarissimi di Albinismo (o anche solo rari di gemelli) vengono attribuiti a malefici e forze demoniache, spesso con l’ uccisione deliberata del neonato.

          Fatti poco noti, poiché cozzano con il Mito del Buon Selvaggio VS Missionario Cristiano simil-Generale Custer ! Una vulgata alla quale nemmeno i più avveduti della UAAR credono ancora, ma troppo “apprezzata” per rinunciarvi.

          Ancora vent’anni fa o giù di lì, qualcosa di simile avvenne in un paesino dell’ Entroterra Lucano, perché una neonata “teneva il demonio”, visto che avrebbe emesso strani versi e uno strano cattivo odore. La sentenza di morte venne eseguita, in un tripudio di escandescenze mistiche d’isterismo collettivo, da parte della Stregonessa di Paese (pare che sia una figura alquanto comune, spesso femminile e acircondata di rosari e “padripii” amuleti che diossimulano culti pagani arcaici, nell’ entroterra del Meridione) dopo non so quale atto di “manzìa” superstiziosa. Magari la stessa che avevano chiamato ad accelerare i parti “in ritardo” secondo prassi stregonesche tipiche del Meridione e ancora oggi documentabili e,anzi, ancor oggi raccontate come simpatico folklore dai diretti interessati .

          Evidentemente Cristo si è fermato anche più su di Eboli …

          PS

          Ierisera Alberto Angela ha fatto vedere che ci sono dei mediorientali che nonostante (!) l’ Islam, evidentemente interiorizzato solo in termini di tribalismi estetici e di etichetta formale, praticano ancora le ordalìe pagane mesopotamiche !

        • Z. says:

          Guarda, io conosco almeno una persona – giovane, peraltro – che è fermamente convinta che se si sbagliano le parole rituali del battesimo il battezzato vedrà spiriti e altre creature ultraterrene per tutta la vita.

          A volte mi chiedo come faccio a stupirmi ancora così spesso…

  36. mirkhond says:

    Le nostre streghe si chiamavano masciare.
    Anche la tragedia accaduta a Bitonto nel lontano 10 dicembre 1893, e di cui ho accennato alcuni giorni fa, pare che fosse scaturita da una di queste masciare, la quale alternava pratiche stregonesche ad una religiosità cristiana di rivestimento, fatta di bigottismi…
    Le autorità non riuscirono mai a catturarla, grazie al silenzio del “nipote”, il giovane fornaio-bracciante, a cui però la cara “zietta” rovinò per sempre la vita, causandogli 30 anni di carcere nella Rocca di Spoleto, e condannando la moglie del ragazzo, ad una vita di meretricio per lunghi anni…
    E dopo il ritorno del relitto umano a Bitonto, continuava ancora a scassargli le palle, accusando tutto e tutti, tranne che se stessa, fino a scomparire con la scusa di un pellegrinaggio al Santuario dell’Arcangelo Michele…..

  37. mirkhond says:

    Ovviamente su queste storie e tragedie vere, tutto un filone razionalista-scientista alla eugenio scalfari, si è saldato ad un certo razzismo padano, per dare lezioni di superiorità “razziale” trasversale destro-sinistra, verso i maruchein dla maruconia, col loro alternare rosario e coltello…..
    Come ad esempio il Resto del Carlino in quel lontano 1893……

  38. mirkhond says:

    “Evidentemente Cristo si è fermato anche più su di Eboli …”

    Forse anche più su del Po, se pensiamo alla tragedia di Valter Tavoni nel 1945……
    Non fu anche quello un sacrificio umano, seppur fatto sull’altare del comunismo della libertà?

    • PinoMamet says:

      Ma infatti ti posso assicurare che anche “quassù” c’erano esattamente le stesse superstizioni (qua si chiamavano “strie”, ma poco cambia) con tutto il contorno di annessi e connessi.

      Personalmente mi vanto di aver conosciuto una “stria” (sospettata anche di aver ucciso il martio, e di possedere una coda nascosta sotto la gonna) vecchissima, quando io ero bambino. Oltre a innumerevoli “medgone” e “medgoni” (“medicone” e “mediconi”, curatori di paese che agiscono con manipolazioni, impacchi fatti in casa, preghiere/filastrocche cristiane per metà ecc., per curare malattie, alcune delle quali ignorate dalla scienza medica, tipo “lo stomaco giù”).

      Un paio di anni fa vidi anche un documentario sulle strie dell’Appennino Reggiano, legato a qualche fatto di cronaca piuttosto recente: abbastanza inquietante, devo dire.

      ciao!

  39. mirkhond says:

    Infatti

    Tirarsela con le “plebi superstiziose e fanatiche del meridione” è argomento da stantìa retorica lombrosiana, in quanto il cammino umano verso un vivere civile, spesso conosce bruschi salti indietro, in Napolitania ma anche in Padania, come in Norrenia (vedasi Breivik e Vikernes), in Guascogna e Navarra coi poveri Cagot fino al XIX secolo, ai vari “mostri” della provincia statunitense profonda, alle santerie latinoamericane così come alle Mamme Shipton dell’Inghilterra dei secoli XVI-XVII…..
    Nell’uomo c’è anche un impulso oscuro, oltre ad uno altruistico e luminoso….
    Arruffana della Bitonto 1890-1924 non è stata da meno delle colleghe strie e masche di plaghe più settentrionali, e proprio per ciò che si è detto.
    La Croce di Cristo e il canmmino della civiltà coesistono con oscure e selvagge pulsioni nel cammino umano…
    Altrimenti si scade nella morale da repubblica…..

    • Moi says:

      Anche DeCrescenzo ha “lavorato per Scalfari”… e forse non è stato neppure dei peggiori. De Crescenzo sostiene che tutto quel che di buono possa esserci al Sud è Razionalismo MagnoGreco, e che di buono in Meridione non possa esservi nient’altro.

      Il PCI ebbe senz’altro un ruolo “proto-leghista”, ammantando archetipi di campagna e ancor più di montagna (cui alludeva Pino) come “el stréj” o “i medgòn” (ma di solito sono più che altro figure femminili) come “robe da Democristiani del Sud” … mettendo nello stesso calderone la Processione della Madonna di San Luca e _ unica cosa di cui abbia mai sentito vagamente parlare_ la formula “guariséina guariséina guariséina al dièval l’ è na merda ed galéina”.

      Ci sarà qualcosa del genere ancora senz’altro anche nel mitico NordEuropa … ma credo che lì gli “Eugenio Scalfari” siano culturalmente incontrastati. Al massimo riemergerà come “reenactment” in cosplay da Druidi o da Berserker.

      • mirkhond says:

        De Crescenzo evidentemente finge di non aver letto il Satyricon….
        Quanto ai berserkir, purtroppo non sono solo dei fumetti da idioti del terrore, dopo le gesta di Vikernes e di Breivik.
        Per lo scrittore-giornalista britannico Tom Knox (psueudonimo di Sean Thomas), il “furor sacro”, il berserkr è tipico dell’uomo norreno…
        Cosa falsa, come dimostrato dai casi che abbiamo citato, ma è sintomatico come gli scalfari d’Italia nel fare gli “evoluti”, si mostrino in vece i tipici ATTARDATI di provincia, dei tafazzi sempre pronti a colpirsi le proprie palle, ma non guardare MAI a cosa succede DAVVERO a NORD del Tevere e del Tronto….
        Oppure il SACRIFICIO UMANO di Valter Tavoni, a differenza di quello di Federico Curcio, non è considerato tale, perché avvenuto in nome del “radioso e luminoso progresso”, invece che del “culto superstizioso, fanatico e ignorante” dell’Immacolata?

        • Z. says:

          mirkhond,

          — De Crescenzo evidentemente finge di non aver letto il Satyricon… —

          Sei troppo buono. Forse non finge…

      • PinoMamet says:

        Allora:
        De Crescenzo: Moi, davvero, mettilo da parte e leggiti qualcosa di serio sull’uomo greco. Scritto dopo il XIX sec., possibilmente.
        ;)

        Guaritrici/tori e streghe/stregoni: non so se c’entri qualcosa il PCI, probabilmente c’entra molto di più la dicotomia campagna/città, e forse montagna/pianura.
        Io sono uno di campagna/montagna, e ne ho conosciute diverse, una mia amica ci ha anche fatto un documentario (non quello del reggiano che dicevo, uno sulle superstizioni del parmense che parla anche di streghe).

        ciao!

        • Moi says:

          Robe che la DC caldeggiava, temendo l’ Ateismo Marxista (almeno a livello propagandistico), mentre il PCI combatteva con ogni mezzo, assieme al dialetto che le esprimeva … probabilmente certi luoghi comuni si sono formati così.

          Come si dice, i luoghi comuni non sono mai veri ma esistono sempre per un motivo spesso pregresso rispetto al proprio tempo.

        • Moi says:

          La dicotomia che ricordo io era e sostanzialmente ancora è che la gente di montagna e di campagna è per definitionem retriva e ottusa … ma quella dell’ Emilia Romagna ne è (o almeno ne era) “guarita” :) grazie al Partito.

          Quando oggigiorno i Leghisti “Buoni & Moderati” ;) dicono che è giusto che i “Negri” e i “Beduini” votino ma prima devono (!) dimostrare di sapersi “civilizzare” … reinventano quella mentalità di cui sopra. La famosa politica del “Taglio Netto delle Radici”, particolarmente invocate per i Musulmani.

        • Moi says:

          La dicotomia che ricordo io era e sostanzialmente ancora è che la gente di montagna e di campagna è per definitionem retriva e ottusa … ma quella dell’ Emilia Romagna ne è (o almeno ne era) “guarita” :) grazie al Partito.

          Quando oggigiorno i Leghisti “Buoni & Moderati” ;) dicono che è giusto che i “Negri” e i “Beduini” votino ma prima devono (!) dimostrare di sapersi “civilizzare” … reinventano quella mentalità di cui sopra. La famosa politica del “Taglio Netto delle Radici”, particolarmente invocate per i Musulmani.

        • PinoMamet says:

          ” Robe che la DC caldeggiava”

          beh, no, dai, non mi risulta che la DC abbia mai caldeggiato le medgone e le streghe.

          Vero invece che i cattolici la menavano moltissimo sulla “devozione della gente di campagna”, della quale (devozione) davano un’immagine idealizzata e direi sterilizzata, tutta secondo il Catechismo, lontanissima dalla realtà.

        • Andrea says:

          @ Pino

          Grazie anche a te, ovviamente…

          Ma poi, il razionalismo è solo una delle molteplici manifestazioni della grecità classica, e nemmeno la più antica: i presocratici, di “razionale” in senso “occidentale” e “moderno” avevano, tutto sommato, poco (Eraclito mi pare che condivida alcuni aspetti con le dottrine orientali: era efesino, del resto…), right?

        • PinoMamet says:

          Ma non solo i presocratici!

          Il fatto è che noialtri quando pensiamo all’uomo greco, pensiamo sostanzialmente all’ateniese maschio libero colto dell’epoca di Platone e Aristotele.

          Sicuramente è stata una delle epoche più interessanti per la storia della cultura, dove sono state poste le basi di molto di ciò che siamo.

          Però, non solo da Omero alla caduta di Costantinopoli, per dire, ci sono più di duemila anni;
          ma ci sono anche pochi motivi per credere che la popolana grecofona di Alessandria d’Egitto (figlia magari di uno schiavo trace e di un’egiziana) o il pastore arcade o un mercante cipriota imparentato coi Fenici, avessero “così tanto” in comune tra loro o con l’ateniese di cui sopra.

          Erano tutti greci, certo, riconoscevano gli stessi dèi principali, si capivano, e così via.
          Ma sarebbe molto ingeneroso crederli tutti identici, per mentalità, al giovanotto di buona famiglia ateniese che passava il tempo a fare la lotta con Alcibiade…

        • Z. says:

          Vabbè, mo’ si dice “fare la lotta”.

          :D

    • Andrea says:

      @ Mirkhond

      Grazie di esistere…

      • Andrea says:

        Mi riferivo, ovviamente, alla decostruzione del Settentrionalismo…

        • Moi says:

          In realtà a considerare il mondo com’era prima della propria nascita per spiegarsi il presente,che è una cosa giustissima … siamo in pochissimi a farlo: la stragrande maggioranza della gente a ogni latitudine quando dice “da noi quella roba lì non è mai esistita” intende dire che “da quando son venuto al mondo io non esiste” … e trova normale pensarla così.

          Anche perché lo sanno tutti che la civiltà in Egitto si sviluppò prima che in Svezia … sicuramente ne verrebbe fuori una nuova bellissima mostra comparativa organizzata a Torino da Sherif El Sebaie. Ma è un intellettualismo d’evasione (dalla realtà) fine a sé stesso dire che “in fondo la Svezia non è assolutamente diversa dall’ Egitto … anzi: sapeste una volta ! Vuoi mettere la Sfinge con il Nido Ikea ?!”

          Ma questo modo di sragionare non mi sorprende affatto … come il classico “Eh, ma come fai a dire che il Pakistan è più retrogrado del Principato di Monaco ?! Guarda che appena 250 anni fa pure la Corte del Sultano era più dotta di quella di quella dei Savoia !”

          Poi siete talmente faziosi e prevenuti da non aver capito nulla di quel che dicevo, e che cioè il mondo arcaico e l’ idioma che lo esprimeva … in Emilia Romagna trovò un fortissimo elemento di rottura nel PCI negli Anni Cinquanta come da nessun’altra parte. I cui effetti sono oggi visibilissimi.

  40. mirkhond says:

    abbastanza inquietante, devo dire.

    Esattamente come la tragedia di Bitonto, in cui una masciara rovinò la vita a due giovani sposi felici e innamorati, più ad un altra mezza dozzina di famiglie.
    E ancora 30 anni dopo, evidentemente Arruffana doveva essere talmente temuta, che persino il tribunale di Bari, affidò a lei la custodia del “nipote”, per il periodo di libertà vigilata, piuttosto che permettere il ricongiungimento dei due sposi in una terra di redenzione, dalle parti da cui il nostro Maurizio è originario….
    Su certi fenomeni, bisogna essere sempre cauti, tanto possono essere inquietanti…..
    Ricordo infine che in Piemonte l’ultima “masca” venne giustiziata nel 1828 da una folla inferocita, ennesimo olocausto umano….
    Ma qui Habsburgicus ne saprà sicuramente più di me….
    ciao!

  41. Moi says:

    Cristo in realtà partì da … giù ;) , i più “arretrati” ai suoi tempi stavano su :) ma si sa le cose mutano.

  42. mirkhond says:

    Mutano….relativamente, alla luce di ciò che abbiamo riferito…. ;)

  43. Moi says:

    Di Valter Tavoni ha parlato per primo al grande pubblico il solito Vittorio Messori … ai Dirigenti del PCI che avevano conosciuto il Popolo solo nei testi marxisti sembrò “troppo” e preferirono non divulgarlo troppo. Ma in realtà non è difficilissimo neppure nel 2013 trovare chi dica che tutti i Fasci avrebbero dovuto essere ammazzati così. Mi pare che Mirkhond alluda allo Stato inteso come “Moloch Giacobino”. Quest’ultimo concetto, di per sé, sarebbe anche interessante … ma è sputtanatissimo dal Berlusconismo* “ci sono troppe tasse che ci mettono le mani nelle tasche !”

    Anche se l’apice ideologico credo sia stato raggiunto negli Anni Settanta, in cui l’ Ideologia andava ben oltre la “vendetta” o il “regolamento di conti” del II DopoGuerra.

    Per questo credo che Pansa potrebbe (de)scrivere robe meno banali focalizzandosi sugli Anni Settanta …

    —-
    * “Berlusconi non è una persona … è un Sistema !” ; Lapo Elkann [cit.]

  44. Per Moi

    “Di Valter Tavoni ha parlato per primo al grande pubblico il solito Vittorio Messori “

    E’ interessante il fatto che tali storie siano interessanti. Episodi del genere sono all’ordine del giorno in qualunque conflitto civile.

    Il ciclo azione “terroristica”, rappresaglia feroce, vendetta su chi ha compiuto le rappresaglie è un elemento necessario di qualunque guerra di questo tipo, a partire dalla Spagna del 1809, passando per il Messico e per la Siria.

    Tanti giovani maschi si sono divertiti così nella storia, e continuano e continueranno a divertirsi così, da un capo all’altro del mondo.

    In Italia, queste storie “disturbano” per la scelta del PCI di legittimarsi dentro il sistema: il PCI è il “padre” della Resistenza, la Resistenza è la Mamma della Repubblica, ergo il PCI è il bonario padre della Repubblica, cioè della normale legalità, che non prevede crocifissioni e cose simili.

    E disturbano per la scelta degli italiani di ricostruirsi la storia da vittime buone.

    La conseguenza è la solita ridicola sceneggiata di “destri” che si accaniscono a tirare fuori episodi simili, come se in sé dimostrassero qualcosa, e di “sinistri” che diventano paonazzi a forza di negarli pur di non dare spago ai negazionisti della santa resistenza.

    • Pietro says:

      Il revisionismo fa paura perche’ rischia di scoprire apertamente il gioco del negare su cui si regge tutta la societa’ odierna
      la guerra non e’ guerra ma intervento umanitario
      la morte non esiste e la vita continua in internet
      ecc ecc
      se i fascisti diventano buoni, o perlomeno umani, crolla il sentirsi nel giusto della societa’
      per questo la destra oggi e’ decisamente piu’ rivoluzionaria della sinistra, che e’ diventata una conservatrice del progresso
      stiamo abbastanza vivendo Orwell
      Berlusconi puo’ scardinare il sistema, il problema e’ che lo scardina ma comunque con un’ottica di “sinistra” basata su progresso e benessere sociale, variando solo la modalita’ di accumulazione e redistribuzione
      la legge contro il negazionismo e’ la legge per la conservazione dello status quo
      my2cent

      • Z. says:

        Di rivoluzionario nella destra odierna vedo ben poco, e mi pare che Berlusconi abbia (egregiamente) sfruttato il sistema più che scardinarlo.

        E tutto sommato, non devo ancora far ginnastica alla mattina, piegando il mio quintale sulle ginocchia malferme mentre sorrido al teleschermo, il che è decisamente un bene :D

        Detto questo, e anche potendo pure concordare che imporre una storiografia ufficiale per legge sia un tentativo per difendere alcuni aspetti del sistema (o del dispositivo, per dirla con Miguel) io fatico proprio a capire quali siano i vantaggi per il sistema di una legge per mettere al bando il negazionismo. Un bando che oltretutto non mi risulta vigente neppure in Israele.

        • Pietro says:

          Rivoluzionario in quanto rivoluziona e Berlusconi ha letteralmente minato le fondamenta su cui si reggeva l’Italia, altro che rivoluzionare.
          L’interesse di una legge sul negazionismo e’ quello di creare una contrapposizione male-bene che non tocchi l’operato della classe politica.
          Io sono rappresentante di un paese fondato sull’antifascismo (non sulla resistenza) ma ne fotto della legge, se riesco a certificare che le basi del paese sono bene, allora io divento di fatto il rappresentante del bene, ed il fatto che rubo riesco a spostarlo su di un piano privato dove male e bene non valgono piu’.
          Questo il disegno, ma senza la collaborazione del popolo non sta in piedi. Il problema e’ che il popolo collabora.

        • Z. says:

          Diciamo che Berlusconi ha trovato un edificio traballante su fondamenta scricchiolanti: e ha sfruttato la cosa a proprio svantaggio, contribuendo notevolmente all’ulteriore erosione della struttura.

          Quanto alla legge sul negazionismo, dubito che sia un complotto contro il popolo col quale il popolo collabora (nel qual caso, peraltro, direi che il popolo ha esattamente quel che si merita).

          La contrapposizione tra fascisti onesti e antifascisti disonesti non credo esista neppure nelle fantasie più selvagge di Alessandra Mussolini. E se pure una legge a tutela della storiografia ufficiale dovesse essere approvata, nessuno per questo penserà che i politici italiani sono più onesti del giorno prima, né cambierà il suo interesse (o disinteresse) per le ruberie di denaro pubblico.

          Parliamo oltretutto di leggi già introdotte altrove, in Paesi che neppure lontanamente potrebbero essere paragonati all’Italia per malaffare e corruzione.

          Insomma, neppure questa spiegazione mi convince…

    • Moi says:

      “Convincere e vincere (ovvero, tutto ciò quello che la Resistenza non vuole che si sappia in giro)”

      http://www.neteditor.it/node/114905

      Articolo di Gianmarco Dosselli

      ————————————————————-

      “In Italia esiste un 25 aprile festivo; in nessun altro Paese del mondo si festeggia una sconfitta militare come fosse una vittoria !”
      [cit.]

      Ecco, forse è il concetto di “vittoria / sconfitta” a essere interpretato diversamente … anche se “all ‘Estero” sembra strano. Fascisti e Antifascisti sostengono difatti entrambi di aver combattuto “per l’ Italia” e accusano la parte avversaria di aver combattuto invece “per la Germania” o “per l’ URSS” e quindi “tradendo l’ Italia”.

      • Z. says:

        Mi sembra una polemica ridicola.

        In Francia si associò a Hitler non un comitato fantoccio di amministrazione come la RSI, ma il legittimo governo del Paese. Eppure loro non solo festeggiano la vittoria, senza che nessuno se ne stupisca, ma furono addirittura ammessi tra i Paesi vincitori.

        Per il resto, vabbè, il solito pippardone pieni di fregnacce pansiche sul sangue dei vinti, sui poveri camerati incompresi e altre fesserie italo-italiane. Però ha una faccia divertente, e gli auguro che il Giornale gli offra il consueto impiego da rigattiere Quisling. Uno su mille ce la fa :D

        • mirkhond says:

          La Francia del resto, era già stata trattata da vincitrice, al Congresso di Vienna del 1814-1815, con gli Alleati di allora, tutti pieni di premure….
          Nei libri di scuola dei miei tempi, si diceva che ciò era stato dovuto a quella vecchia troia di potere di Talleyrand, un tipico esemplare di GATTOPARDISMO francese, una puttana buona per tutte le stagioni e per tutti i padroni…
          Ma nel 1944-45, perché? Perché trattare la Francia da pari, FINGENDO di non sapere che attorno a De Gaulle, fin dal giugno 1940, si era schietata solo una MINORANZA di francesi?
          E per giunta contro il proprio LEGITTIMO governo, come giustamente ricordato dallo Zanardo?

        • Z. says:

          Beh, immagino che tra le altre cose abbia avuto un certo peso la necessità di separare in modo chiaro e netto la Francia dalla Germania, oltre che la diversa considerazione che Truman aveva di De Gaulle rispetto a Roosevelt.

          Ma siccome rischierei di dire baggianate, credo che qui sia opportuno lasciare che risponda Habs :D

      • Mauricius Tarvisii says:

        Nella penisola italiana esisteva uno Stato chiamato Regno d’Italia, di cui Mussolini era stato Primi Ministro per vent’anni. Poi viene messo alla porta ed il nuovo Primo Ministro fa una controversa scelta diplomatica, capovolgendo le alleanze a guerra in corso. A questo punto la Germania invade il Regno d’Italia e insedia un governo presieduto dall’ex premier Mussolini, che ci sta.

        Dove starebbe la controversia su chi ha tradito o meno il Regno d’Italia?

      • PinoMamet says:

        Cito la prima riga del tuo link:
        ” In Italia, la memoria storica sulla dittatura nazifascista è più rammentata della memoria storica sulla dittatura socialcomunista”

        Sarà forse perchè in Italia abbiamo avuto i fascisti, e non Stalin? Non gli passa per la testa, a questo Dosselli? ;)

        Il resto dell’articolo è peggio: tira fuori il solito mito dei 30.000 inermi trucidati dai partigiani (ovviamente, dai partigiani “comunisti”) e prosegue coi “martiri della RSI”.

        Moi, cambia letture!

        • Z. says:

          Ammetto che a quel punto non ero arrivato: mi ero fermato dopo le prime due righe.

          Da un certo punto di vista ho fatto male: così, infatti, ho finito per valutarlo meglio di quanto valesse. Bisognerebbe sempre leggerli per intero, gli articoli.

          D’altronde, così ho risparmiato tempo :D

    • Andrea says:

      “…il PCI è il “padre” della Resistenza…”

      @ ‘Moi’

      Ma davvero?? E allora i Liberalsocialisti del Partito d’Azione non contano proprio nulla, non meritano nemmeno di essere ricordati…
      MAH!!!

      • Francesco says:

        distinguiamo

        1) meritano di essere ricordati e in eterno vituperati

        2) dalla fine della prima repubblica e crollo del muretto contano ogni giorno di più: essendo maestrini borghesi senza popolo, son rimasti quasi soli a non soffrire perchè il popolo è allo sbando. anzi non gliene fotte nulla e quasi quasi gli sta bene, che prima li hanno ignorati.

        3) per fortuna che c’è Grillo … natura abhorrit et PDAZ et vacuum!

        • Andrea says:

          “…natura abhorrit et PDAZ et vacuum!”

          @ Francesco

          Però, dai tempi della “res extensa” cartesiana ai giorni nostri, di acqua sotto i ponti ne è passata… E il modello fisico oggi (mi risulta) unanimemente accettato va nella direzione contraria…
          Forse, analogamente, sarebbe il caso di concedere al Partito d’Azione (e in generale alla cultura liberalsocialista) un giudizio un po’ più equilibrato…

        • Z. says:

          Sul liberalismo socialista potrei essere d’accordo. Il problema da porsi secondo e è: in Italia da chi è stato rappresentato, facendo cosa e con quali risultati?

        • Andrea says:

          @ Z.

          I fratelli Rosselli non mi sembrano figure di secondo piano…

        • Francesco says:

          beh, no, da cattolico e da popolare (il mio liberismo a questo mi porta, ad essere popolare nel senso DC del termine, di rispettare il popolo per come è e non per come lo vorrei), il partito d’azione non mi ispira nessuna simpatia

          anche perchè l’unico vero loro contenuto era ed è l’odio per gli italiani, roba che almeno il PCI di Togliatti non aveva

          ;)

        • Z. says:

          Andrea,

          con tutta la simpatia che ho per i fratelli Rosselli, se non mi illumini su cosa ha fatto il PdA e con quali risultati io temo di dover dar ragione a Francesco.

          Che per me andrebbe pure bene, però poi Mirkhond mi prende lo scalpo, quindi preferirei evitare :D

        • Andrea says:

          “…rispettare il popolo per come è e non per come lo vorrei…”.

          @ Francesco, Z.

          Anche per me è così, te lo posso assicurare. Altrimenti, probabilmente, sarei comunista…
          Sul resto poi ci torno, con calma…

          Ciao!!

  45. mirkhond says:

    La guerra è ciò che Cardini chiamò in un suo libro sull’argomento “Quell’antica festa CRUDELE”.
    Cosa che i faziosi di ogni tipo, cercano di omettere, quando le crudeltà sono commesse dai propri eroi di riferimento……

  46. Moi says:

    @ FRANCESCO

    Perché ti sta sulle balle Moni Ovadia ?

    PS

    Fiamma Nirenstein lo addita come “Ebreo Che Odia Sé Stesso” … perciò puoi “andare giù pari” :) senza mandarla a dire, che NON ti accuserà di AntiSemitismo !

    • Z. says:

      Piuttosto che odiare se stesso credo che disprezzi lei medesima :D

      • Andrea Boari says:

        @ MOI

        Monni Ovadia è un tipico di ebreo “culturale” e “multiculturale” con l’ aggiunta del senso originario della colpa.
        Quando il particolarismo ebraico si fonde con l’illuminismo universalistico escono personaggi inquieti e creativi.

    • Francesco says:

      Moni?

      è bravissimo, quando parla delle sue cose ebraiche potrei stare a sentirlo per ore, se attacca le banali cazzate anti-Berlusconi è una delusione cocente (voglio dire, noi c’abbiamo la Santachè che ha dato esempi fulgidissimi di anti-B. prima di diventare la Vestale del santo-)

      quello che non riesco a sopportare è il GinoStrada, l’unico che si fonda il comitato santo-subito per se stesso e senza trovarlo strano

      ciao

      • PinoMamet says:

        OMDAF!

      • Z. says:

        Francè, ennò, così nossifà.

        Quando si parla dello Stradagino è obbligatorio premettere quanto meno:

        “Rispetto e stimo moltissimo Gino Strada per tutte le cose che fa nel mondo e perché è l’unico che non ha paura di curare i malati e i bisognosi sotto le bombe senza distinzione di colore, religione e opinione politica, MA…”

        Dopo, e soltanto dopo, ti è concesso di criticarlo. Con molta moderazione, ovviamente.

        :D

        • Francesco says:

          Noi nati nel ’68 siamo un pò iconoclasti.

          Quando ci mettono un cogliono sugli altari, tendenzialmente lo diciamo ad alta voce.

          Qualcuno lo dice anche a sproposito ma nessuna generazione è perfetta: i vecchi c’hanno Dario Fo, i giovani Renzi, i giovanissimi Balotelli

          :D

      • Mauricius Tarvisii says:

        Veramente c’è un tizio che si è fondato il comitato per darsi il nobel per la pace e che si è anche composto la canzoncina e non si chiama Strada.

        http://www.youtube.com/watch?v=-o0ndd-jaOc

        • Z. says:

          Una cosa che mi diverte – e che indica quanto sia pervasiva la propaganda – è la teoria secondo cui “almeno Berlusconi non è ipocrita”.

          Ed è pure capellone…

        • Francesco says:

          ma non era opera di zeloti eccessivamente zelanti?

          ci si è messo proprio lui?

          ah, Silvio, quanto mi manchi!

  47. Pietro says:

    @Z. E sempre sulla legge contro il negazionismo. Se passa una legge del genere si creano finalmente anche in Italia le lobby. Solo che essendo un popolo burocratico e dobbiamo certificarle. Pensa al femminicidio o alla campagna sull’omofobia, tutti modi di assicurarsi un bacino elettorale ben preciso in cambio di leggi ad hoc. Le leggi per combattere il fenomeno ci sono gia’ (aggressione piu’ aggravanti varie) ma metterne di nuove non fa notizie. Con questa logica ci si avvicina sempre piu’ a modalita’ politiche dove al cambio di mani che gestiscono il potere si azzera tutto e si riparte, ma in Italia per il momento non esistono alternative al grande centro quindi nessuno vinte le elezioni abroghera’ leggi per favorire altre lobby, ma le basi sono state poste.

    • Pietro says:

      scusa c’e’ un NON di piu’. metterne di nuove FA notizia…

    • Z. says:

      Ecco, diciamo che in questa spiegazione c’è qualcosa che già mi convince di più. Come è già stato osservato, quando si rinuncia ad occuparsi di politica, non resta che occuparsi di baggianate: l’aggravante omofoBBia, l’aggravante femminicidio, l’emergenza kebab nei centri storici, i poveri topini pucciosi sottoposti a sperimentazione animale, il divieto di fumo per strada all’aria aperta…

      Resta un dubbio, però: la legge contro il negazionismo dovrebbe fare acquistare voti a chi? e a danno di chi?

      Boh.

  48. Moi says:

    Ma infatti, Corruzione & Malaffare in Italia funziano da sempre benissimo senza Talmud … caro Pietro.

    • Pietro says:

      Quello che io vedo di nuovo e’ l’allineamento culturale all’ipocrisia del mondo anglosassone. Solo una certficazione legale di quello che gia’ accade. Nulla di piu’. E per lo stesso motivo la domanda posta da Z. non ha risposta. Non si tratta di prendere piu’ voti ma di allineare l’Italia al “mondo globalizzato”. La sinistra sta dando sfogo al suo complesso di inferiorita’ verso gli USA, con un tempisto terribile. La fine di Berlusconi e’ la fine degli ostacoli all’americanizzazione, aveva troppo genio anarchico. E tutta l’idiozia di Berlusconi e’ essere riuscito a farsi fare fuori quando in Europa c’e’ qualcuno di molto forte con cui potrebbe trovare molti punti in comune (la Germania filorussa). Il dramma della destra italiana e’ la mancanza di preparazione culturale che le avrebbe fatto capire tutta la forza dell’essere campioni d’italianita’, ma sono stati i primi a trattarsi da macchiette.

      • Francesco says:

        veramente avrei preferito che Berlusconi ci allineasse all’America di destra (che è pure maggioritaria rispetto a ‘sti coglionazzi liberal) piuttosto che alla Germania filo-russa

        invece si è limitato ad allineare un tot di ragazzotte pure cesse e chiacchierone

        ribadisco: i servi devono scegliersi con cura il padrone e NESSUNO vuole avere un russo per padrone

  49. Andrea Boari says:

    @ MOI

    Monni Ovadia è un tipico di ebreo \"culturale\" e \"multiculturale\" con l\’ aggiunta del senso originario della colpa.
    Quando il particolarismo ebraico si fonde con l\’illuminismo universalistico escono personaggi inquieti e creativi.

  50. mirkhond says:

    Settentrionalismo

    Ieri sera, mi sono visto fino a metà, un pippone di film moldavo, della Moldavia allora sovietica (1971), i Lautari, di Emil Luteanu, regista moldavo-sovietico.
    Il film, ambientato tra gli stupendi paesaggi della Bessarabia in epoca zarista (dai costumi, si dovrebbe essere al secondo periodo zarista 1878-1917), tra boschi che mi ricordano il mio adorato Pollino, grandi fiumi e steppe sconfinate, narra di una tormentata storia d’amore tra il musicante (lautaro) Toma e la rom Lianca, amore impossibile perché lui non è un rom….
    Ora, tra gli attori e le comparse del film, mi aspettavo di trovare moltissimi biondi, date le latitudini, e invece le fattezze di molti di costoro, erano/sono molto simili a quelle dei nostri paesi, con tanti bruni, e persone che hanno fattezze che ricordano individui delle mie parti…
    Bellissima una delle attrici, l’allor giovane Svetlana Toma, coi suoi grandi e begli occhi neri….
    E io che pensavo che i Valacchi/Rumeni (Moldavi inclusi) fossero tutti biondi!

    • Z. says:

      Di rumeni e moldavi biondi credo di non averne conosciuto uno :D

      • mirkhond says:

        L’anno scorso, quando ero ad Ascoli, in una piazzetta di quella bellissima città, due donne parlavano tra loro, portandosi dietro dei vecchietti, fatti sedere su due panchine, l’una di fronte all’altra.
        La più giovane, una possente matrona, bruna e con gli occhi neri, estasiava con le sue grazie un passante seduto alle sue spalle…
        Era bellissima, come un quadro del Courbet, e il passante per due volte era stato nella piazzetta, e per due volte si era rifatto gli occhi….
        Guardandola, pensò che fosse una ragazza di Ascoli, in quanto non era PER NULLA DIVERSA dalle bellezze “ciociare” cittadine, e di cui il forestiero napoletano, non aveva fatto altro che deliziarsi gli occhi, che non sapeva dove guardare, tanto sovrabbondava la grazia….
        Poi però, il forestiero, avvicinandosi e sfiorando le spalle della ragazzona, capì che era RUMENA, forse proprio della Moldavia di Jasi, da dove, pare, provengano le badanti rumene nell’Italia del Sol… :)
        Una simile cavallona però, potrebbe sembrare anche una ragazza di Bari…..
        Fine di un bel ricordo dello scorso anno…..

        • Z. says:

          mirkhond,

          — Poi però, il forestiero, avvicinandosi e sfiorando le spalle della ragazzona —

          Lubrico mostro femminicida :D

          Z.

          PS: bruna con gli occhi neri ok, è di bionde (naturali) che non ne ho mai viste!

        • mirkhond says:

          Mi sono espresso male.
          Non sfiorata, bensì le sono passato di spalle….
          A scanso di equivoci…. :)

        • mirkhond says:

          Zanardo ci sa fare con le donne?
          E’ un bulaggnan lover? :)

        • Z. says:

          Direi proprio di no. Non mi si è più posto il problema da quando ero ragazzino. A ben vedere, direi che oggi non saprei neppure più esattamente da che parte iniziare :D

        • PinoMamet says:

          Mirkhond, accetta un consiglio:

          la prossima volta, invece di passarle di spalle, attacca discorso ;)

          Perdere, non ci perdi nulla. Male che vada, non le andrà di fare conoscenza. Bene che vada, le andrà…

      • habsburgicus says:

        A Botoşani, nell’estremo nord-est (dipartimento in cui nacque il grande Eminescu, né Eminovici, 1850-1889), molte donne sono bionde (lo dicevano loro stessi, e non a migliaia di km di distanza, bensì a Paşcani, jud. Iaşi :D)…per il resto la donna romena ha in genere i capelli castani…ce ne sono di bionde, ma non sono poi moltissime (almeno quelle naturali)..ce ne sono anche nere di capelli, talora nerissime, soprattutto in Banato e al sud ma qualcuna anche al nord…comunque la maggioranza ha tratti chiomatici (e anche somatici) non dissimili dalle italiane—i maschi sono leggermente più chiari di capelli di noi, in media, ma niente di particolare

  51. mirkhond says:

    Su Moni Ovadia

    L’ho visto e ascoltato dal vivo dieci anni fa, quando venne qui a Bari, tenendo una conferenza, per spiegare un suo lavoro teatrale, che avrebbe recitato in seguito con la sua compagnia.
    Niente da dire sull’opera in se, che non ho visto, e la cui trama, narra di un gruppo di askhenaziti russi in epoca zarista, tra cui la figlia del protagonista (lo stesso Ovadia) che segue il marito in Siberia, a causa di una condanna di lui per le idee bolsceviche che professava.
    Le storie di amore e devozione sono sempre belle….
    Nel corso della conferenza però, Ovadia cominciò con un bel discorso su Abramo, il Monoteismo, Dio Unico che ci libera dalle superstizioni, ma finendo con un estratto della tipica arroganza di un certo Giudaismo massmediatico, relativamente all’annosa questione palestinese.
    Sulla quale, secondo Ovadia, l’Europa non avrebbe alcun diritto di parlare per via delle persecuzioni antigiudaiche…
    Insomma, me ne uscii con una fastidiosa sensazione di spocchiosità saputa, che solo in questo blog, e grazie anche a persone come Pino, mi ha dato conforto nel non associare opinioni di singoli ad una cultura ricca, affascinante e variegata……

  52. mirkhond says:

    “Rovigo dove l’hai tirato fuori?”

    Quando mi dicesti che vi eri stato da piccolo, nel periodo della tua infanzia e adolescenza “paranorrena” ;) tra Bologna e Verona.
    Vedi, Roberto, tu essendo stato allenato :) fin da piccolo a tali contrade, le guardi giustamente con un occhio di chi E’ ABITUATO a vivere in terre gelide e con POCO sole…
    Inoltre, DEO GRATIAS, non soffri di depressione….. :)
    ciao!

    • PinoMamet says:

      Oddio, tra la Norvegia e Rovigo un filino di differenza c’è, eh? ;)

      Nel senso che la Norvegia è senz’altro più bella ;)
      (credo che Rovigo e Ferrara siano le zone più brutte del mondo, in effetti, e senz’altro in inverno avranno abbondanza di nebbia, ma ti posso assicurare che d’estate il Sole c’è persino a Rovigo ;) e fa anche discretamente caldino. L’attuale ragazza di mio fratello è appunto di Rovigo: ma non preoccuparti, ha avuto anche una siciliana e una polacca…)

      Romeni:
      sono stato anche in Romania, e li trovo su per giù identici agli italiani. Però i Rom tendono a essere scuretti, invece i Moldavi russofoni tendono a essere a forma di russo ;) , quindi capisco che in genere gli italiani li confondano con uno o l’altro gruppo, immaginendoseli “scuri” o “chiari”.

      Altro gruppo di indistingubili per eccellenza sono gli albanesi (tranne Ritvan: lui si distingue perché ha da dire sui greci ;) ) però conosco una albanese biondissima e dai lineamenti quasi baltici.
      Immagino vada tutto sotto la categoria “cose che capitano” ;)

  53. mirkhond says:

    Zanardo è mai stato a Rovigo?
    Che ne pensa?
    Vi trova somiglianze tra il locale dialetto e quelli di Romagna/Bologna/Ferrara?
    O, almeno lo comprende?

    • PinoMamet says:

      Z. non so, a quello che leggo io (i veneti, rodigini compresi, usano il dialetto molto più di noi emiliani- ok, chiunque lo usa più di noi- e ho contatti di Rovigo, anzi di Porto Tolle, sul perfido social network) è una specie di veneto imbastardito con l’emiliano (poco), che si comprende abbastanza bene.

      ma tutti i dialetti veneti si comprendono abbastanza bene, in genere, e non solo da parte degli emiliani-romagnoli ;)

    • Z. says:

      Non conosco il dialetto di Rovigo, ma conta che è una città molto legata a Ferrara, e il dialetto di Ferrara si capisce abbastanza bene (specie per chi parla il romagnolo della Bassa Romagna, ma non mi stupisce che anche Pino se la cavi egregiamente).

      Ecco – al più, ascoltando il ridoppiaggio in ferrarese del Signore degli Anelli, ho avuto qualche problema a capire bene tutte quante le parole della maledizione di Sumaron :D

      • Z. says:

        (se poi vai a Lavezzola, che è una grossa frazione di Conselice praticamente sul confine tra le province, hanno un’inflessione che suona quasi ferrarese alle mie orecchie)

  54. Moi says:

    @ PINO

    Estate freddina 2013 ?! … è uno scherzo, vero ? Comunque a darmi fastidio non è tanto il caldo di per sé, quanto il valore igrometrico dell’ afa, che poi quando è freddo “peggiora” il freddo ! Le famose “temperature percepite”, donde i giornalisti hanno tratto il grottesco “crisi percepita” [cit.] … e i politici asininamente giù a emulare, come da inveterata prassi !

    In ogni caso, ho constatato anch’io negli ultimi anni una specie d’infatuazione improvvisa per il freddo, gente che già alla prima settimana di Giugno (se non addirittura l’ ultima di Maggio !) già non vede l’ ora che finisca e tornino delle massime di 20° circa !

    @ ROBERTO

    Guarda(te) che in Islanda esistono stazioni di balneazione permanente tutto l’ anno mediante energia geotermica, direttamente dal sottosuolo o mediante impianti avveniristici che consentono persino di coltivare frutta tropicale di serra. Addirittura alla baia di Reykjavík c’è possibilità d’ un “tradizionale” Bagno di Capodanno nell’ Atlantico.

    @ Z

    I

    Quella dell’ “Emergenza Kebab nei Centri Storici” mi era sfuggita …

    Ho visto che non pochi amministratori locali della Lega cercano di chiuderle: prima dicendo che creano troppi rifiuti urbani, poi preoccupandosi che non sarebbero a norma igienico … infine (non trovando altro appiglio meglio pretestuoso) premurandosi che i Kebbabari “deturpano” il paesaggio culturale urbano.

    Stando ad Aldo Cazzullo, tuttavia, a Torino la Pizzeria negli Anni ’60 era altrettanto aliena della “Kebabberia” oggi . Solo che lui lo dice sognando che possano sparire entrambe: ripristinando nel Nord Italia quella (presunta) onestà e laboriosità di stampo mitteleuropeo … tanto devastate dalla (presunta) disonestà e indolenza di stampo mediterraneo / levantino . Poi allarga le braccia, sconsolato: “è troppo tardi, siamo spacciati, in Italia non potremo mai più essere decenti per gli standard tedeschi … anzi no, peggio che peggio: ora persino il robusto spirito etico del NordEuropa considera normale la sfacciata scostumatezza mediterranea dei tavoli per strada nei déhors dei ristoranti ! Così, senza più pudore !”

    II

    Sia come sia, in merito ai Kebab, è saltato fuori anche questo:

    http://www.liberoquotidiano.it/news/783294/Nei-kebab-sotto-casa-arruolano-le-reclute-per-la-guerra-santa.html

    La storia dei Kebabbari Reclutatori di Jihadisti i Bologna me l’ ero persa … per esserci andato ci sono andato, ma non ho mai trovato nulla del genere. Né a Bologna né da alcuna altra parte.

    M esiste un pdf di ‘sto volantino, di ‘sto “Happy Meal Coranico” [cit.] ?! Mi sembrano fatti un po’ strani, nell’ insieme. Chissà che c … zzo c’era scritto veramente. Ero rimasto al “precedente” di San Petronio e del quadro “a sfondo infernale dantesco” con Maometto : reazioni spropositate a commenti inopportuni.

    III

    L’ Eurabia a quanto pare avrebbe fatto l’ UpGrade :

    http://www.ibs.it/code/9788871808109/ye-or-bat/verso-califfato-universale.html

    attenzione, nel tuo (immagino) dissentire, all’ AntiSemitismo mascherato da AntiSionismo !

    @ TUTTI

    Le granitiche certezze dei fissatoni con i tratti somatici a latitudini prossime di popoli molto mischiati da sempre, lascio che le decostruisca Pino … che di citare studi seri sulla diversità umana a chi deliberatamente (!) preferisce baloccarsi con i saggi di Arthur de Gobneau o robe simili mi sono stufato.

    @ ANDREA

    La frase sulla “Paternità della Resistenza al PC”I l’ ha scritta Miguel mica l’ ho scritta io … il Partito d’Azione non l’aveva ancora neppur nominato nessuno.

    Qua bisognerebbe tutti (me compreso, seppur meno di altri … mi succede specie con Z, che mi pare che egli abbia uno stile “scanzonato” e “finto ingenuo” …) imparare da Ritvan a “stare sul pezzo”: rispondere ad un interlocutore alla volta dando “a ciascuno il suo” , anteporre la comprensione del testo alla voglia di polemica. Va be’, anche Ritvan è alquanto polemico … ma almeno lo è “stando sul pezzo”, per la miseriaccia !

    • mirkhond says:

      Cazzullo

      Lo stesso stronzo che inneggia all’unità d’italia…..
      Se li andasse un po’ a leggere i testi del SUO connazionale Milo Julini, piemontese doc, su CHE COS’ERA DAVVERO il Piemonte nel 1848-1870 circa, cioè giusto il periodo così amato dal pennarulo sabaudo……

      • mirkhond says:

        Il signor cazzullo, forse, dimentica CHI ha causato l’emigrazione di tanti Napoletani e Siciliani nella sua torino?
        O anche quella è colpa delle biekiSSime plebi duosiciliane che alternano rosario e coltello?

      • PinoMamet says:

        Comunque non credo che Cazzullo sia un tipico cognome piemontese ;)

        • mirkhond says:

          Lo penso anch’io…. ;)
          E perciò mi è ancora più antipatico, con le sue arie da piemontizzato…..

        • Z. says:

          Cazzullo, con la sua supponenza basata sul vuoto interstellare, è decisamente antipatico a prescindere dal passaporto e dal pedigree :D

        • PinoMamet says:

          Sono stra-d’accordo :)

        • habsburgicus says:

          Cazzullo, più anziano di me, fece il mio stesso Ginnasio-Liceo….
          all’epoca lo conobbi (anche se conoscevo meglio altri della sua classe)…
          a me sembrava piemontese….
          intendiamoci, né lui né io né alcuno, al Liceo, dicevamo una sola sillaba in piemontese, era tabù, manco ci pensavamo :D
          (questa è una delle ragioni perché da noi il dialetto è quasi morto, a differenza del Veneto lato sensu, cioè incluso BG e BS)
          però può essere piemontese o almeno nato in Piemonte…
          il cognome in effetti non è comune, ma io non sono esperto di cognomi :D
          in piemontesi esiste una parole cassù, potrebbe essere una italianizzazione…
          comunque, piemontese “etnico” o no, è senza dubbio piemontese, anzi albese, di formazione…
          nella su classe, o forse quella prima, c’era il figlio di un deputato PRI…quello praticamente non lo conoscevo se non di nome, a noi di IV ginnasio quelli di II (o III) Liceo manco ci guardavano :D

        • PinoMamet says:

          Vedi che non bisogna mai dare niente per scontato?

          Me so’ sbagliato: deve essere un cognome come quello della mia amica cimbra, che “sembra meridionale, ma non è”
          http://www.gens.info/italia/it/turismo-viaggi-e-tradizioni-italia?cognome=cazzullo&x=0&y=0

          pare diffuso tra Piemonte e Liguria, con scrase occorrenze (forse non correlate) in Veneto e Calabria.

          Comunque, Cazzullo mi è pare un bel po’ pirla, via.

    • Andrea says:

      “…il Partito d’Azione non l’aveva ancora neppur nominato nessuno”.

      @ ‘Moi’

      L’ho citato io: senza infastidire nessuno, credo…

    • Andrea says:

      “…anteporre la comprensione del testo alla voglia di polemica”.

      Ma io non ho nessuna voglia di polemica… Nemmeno nel mondo “reale”: nel mondo “reale” capirei, ma a che serve polemizzare su Internet?
      Nel merito: mi limitavo a rilevare che la Resistenza è merito (perché, rispetto a quello che c’era prima, lo è senz’altro) di tanti soggetti diversi, non soltanto del PCI.

  55. Moi says:

    @ FRANCESCO

    A proposito di “Maestrini” :

    1 di 2)

    http://www.youtube.com/watch?v=Q65etwjfL7k

    2 di 2)

    http://www.youtube.com/watch?v=Fq12eqY5spk

    Lungo ma interessantemente vivace (ovviamente sempre soggetto a potenziale dissenso) commento di Alessandro Gnocchi sui “Cattivi Maestri” [cit.] sdoganati dallo Spirito del Concilio nella cultura cattolica …

  56. Per Moi

    “Quella dell’ “Emergenza Kebab nei Centri Storici” mi era sfuggita …”

    Il kebabbaro pakistano di Borgo San Frediano, e la Rosticceria Casalinga di Giulia – Giulia è nata a Shanghai e trattasi di un takeaway cinese – sono tra gli ultimi baluardi della vivibilità dell’Oltrarno, che vanno difesi con le unghie e con i denti contro l’aggressione degli alieni tipo Cavalli e Armani.

    • daouda says:

      possibile che non ti rendi conto che essi sono già alieni che vai solo a difendere un meno peggio? Non lo contesto sia chiaro, ci mancherebbe.

      • Pietro says:

        In effetti e’ come quando si dice “che senza stranieri le citta’ sono morte”, che gli autoctoni usano solo la macchina per fare casa-lavoro-casa e non vivono le strade. Che la civilta’ occidentale sia destinata all’estinzione e’ palese. La grossa differenza e’ tra chi dice “benvengano gli stranieri che fanno vivere le citta pure se io muoio'” e chi dice “muoia Sansone con tutti i filistei, in particolare quelli importati”. Poi ci sono quelli che ballano mentre il Titanic affonda non capendo un tubo e quelli che vedono negli immigrati energie rivoluzionarie fresche. Ma in ogni caso le categorie di pensiero occidentali contano piu’ un tubo. Penso sia importante la questione se si considera piu’ importante l’individuo o la collettivita’, ma qui mi fermo.

        • mirkhond says:

          Secondo Pietro, dove stiamo andando a finire?

        • daouda says:

          è contraddittorio porre l’individualità in opposizione alla collettività giacché la collettività è individuale per forza di cose essendo composta da individui.Difatti collettività è un termine determinativo escludente altri tipi di collettività ossia l’insieme degli individui fà si che si crei un gruppo che ne esclluda un altro per forza di cose. Si intendesse la collettività in senso generale, essa non sarebbe più tale ma riguarderebbe l’umanità in sé stessa e non sarebbe appunto più tale.

  57. Roberto says:

    Scusami mirkhond ma questa storia dell’allenamento alla norreniala metto nel cassetto delle paranoie che non ho.

    A me piacciono le cose belle. I fiordi norvegesi sono stupendi, se ti piace ovviamente la natura abbastanza selvaggia, sei un cittadino incallito ti faranno schifo, perché natura a parte non c’è nulla. Il fatto di essere cresciuto vicino a Verona non ha nulla a che vedere con il fatto che mi piacciono i fiordi…,

  58. Moi says:

    Si noti il disprezzo con erre moscia di Aldo Cazzullo nel dire “MediteRRaneo” :

    http://www.youtube.com/watch?v=HkzYAqFATd8

    • mirkhond says:

      Io non mi sento affatto simile a questa merda pelata…..
      E furono Gaeta, Messina e Civitella del Tronto le ULTIME piazzaforti borboniche, non il Volturno…..

  59. mirkhond says:

    “A me piacciono le cose belle.”

    Anche a me, Ruperto.

    “se ti piace ovviamente la natura abbastanza selvaggia”

    Sì che mi piace. Vedi Pollino, Monti Sibillini, il Massiccio del Tauro nel sudest della Turchia ecc.

    “Il fatto di essere cresciuto vicino a Verona non ha nulla a che vedere con il fatto che mi piacciono i fiordi…”

    Io non sono vissuto a nord fin da piccolo, e dunque ne ho una percezione diversa, Ruperto…..
    ciao!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non serve essere stati in Norvegia per immaginare che Verona e Oslo non hanno proprio nulla in comune.

      • mirkhond says:

        Hanno in comune però per chi soffre di depressione…
        Cosa che, puntualmente NON CAPISCE chi, per Grazia di Dio NON ne soffre…….

        • PinoMamet says:

          ” Hanno in comune però per chi soffre di depressione…”

          Questa non l’ho capita.
          Cioè, a te Verona e la Norvegia causano la stessa depressione, e ci sta: ognuno ha i suoi gusti e le sue percezioni.

          detto questo, credo che le somiglianze tra le due località siano finite…
          ;)

        • mirkhond says:

          Pino è mai stato in Bessarabia?
          Che ne pensa?
          Dai film moldavi, vedo che ha dei paesaggi bellissimi…
          E non solo i paesaggi… ;)

        • Francesco says:

          Mirkhond

          è che almeno in Norvegia ci sono montagne, fiordi, mare, foreste, neve

          lì mi sa che si muore di pianure infinite, paludi, steppa e forse grandi lenti fiumi

          una emilia più ampia dove si mangia peggio

          ;)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Non mi risulta che il numero di depressi in Veneto sia così superiore al numero di depressi a sud dell’Appennino Tosco-Emiliano. E, se anche lo dovesse essere, saprei indicare motivi molto più validi della leggermente minore insolazione.

        • PinoMamet says:

          ” una emilia più ampia dove si mangia peggio”

          a parte che come ognun sa odio la cucina emiliana, credo che la Lombardia sia più pianeggiante dell’Emilia, Francè, in percentuale.

          Comunque non sono stato in Bessarabia, ma nel Banato sì, e ti assicuro che non c’è paragone, la nostra pianura padana al confronto è un’aiuola o un giardinetto.

        • PinoMamet says:

          In compenso mio fratello stravede per la cucina ungherese!

  60. Moi says:

    @MIRKHOND

    NON è dialetto, è “Maragliese” :

    http://www.youtube.com/watch?v=GEry9H7szfU

    … fatto bene.

    • Z. says:

      Quando l’avevo visto ai tempi mi ero perso i regaz di via Torino – l’agglomerato simbolo del Mazzini!

      “Hai ucciso Pasca!” :lol:

      Il video dev’essere anzianotto, oltretutto, perché è un bel po’ che non esiste più il Cadillac (ci pensavo proprio di recente: credo che fosse dove ora c’è la Coop di via Garibaldi che ha sostituito il Plenty Market).

      E anche Pasca, dopo essere rimasto identico a se stesso per un paio di decenni, alla fin fine comincia a mostrare il peso degli anni.

  61. mirkhond says:

    “Questa non l’ho capita.”

    Non fa niente….

    “credo che le somiglianze tra le due località siano finite…”

    Certamente.
    Però ripeto, sono sempre due località buie, nebbiose e gelide IN TUTTI I SENSI….
    E ciò basta per chi è depresso e bisognoso di calore non solo solare…..
    ciao!

    • Moi says:

      @ MIRKHOND

      Guarda che in Val Padana in estate l’ umidità crea un effetto di caldo che la Kyenge ci soffre di più a Baggiovara che a Kambove ; -) … e in inverno sì, va be': si mettono il “tabarro” anche quelli di Asgard in Erasmus a Bologna ;)

  62. Pietro says:

    @mirkhond: secondo me se il potenziale tecnologico non distruggera’ tutto arriveremo ad avere tre o quattro grandi potenze nemiche tra loro che controllano il loro settore in maniera assoluta. Fine dell’illusione democratica. Ma qui entriamo nella fantapolitica.
    @Daouda: non fare quello che deve scandalizzare anche quando ti si da ragione. Intendevo dire che la questione da cui molto dipende e’ “conto piu’ io o conta piu’ qualcos’altro?” Pensa a chi si immola per una causa superiore e paragonalo a chi posteggia in doppia fila, senza troppe menate etiche, solo guardando il gesto.

    • daouda says:

      Ma a me sembra semplicemente assurdo che si combatta la disumanizzazione attraverso un processo che l’ha determinata, oltra pedanteria di quel che avevo risposto.
      Non è così facile stabilire se è meglio o peggio chi parcheggia in seconda fila rispetto a chi si impegna nel sociale.Anche il primo caso può segnalare vita come anche il secondo caso può apportare disastri sociali…dipende

  63. Moi says:

    Non mi risulta che il numero di depressi in Veneto sia così superiore al numero di depressi a sud dell’Appennino Tosco-Emiliano. E, se anche lo dovesse essere, saprei indicare motivi molto più validi della leggermente minore insolazione.

    Mauricius [cit.]

    ——————————-

    … Motivi, del tipo ?

    • Mauricius Tarvisii says:

      La maggiore labilità dei vincoli familiari e la mentalità materialista che spinge l’imprenditore a suicidarsi al momento dell’apertura della procedura fallimentare (sono finiti “i schei” = non sono nessuno e merito di morire).

      • Moi says:

        Suicidarsi perché finiscono i schei e si fallisce con l’ impresa ?!

        … Xè ‘na roba da Waspón Protestanti !

        … Alora i gh’à rasón De Crescenzo, Miglio, Scalfari, Cazzullo eccetera ?!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Veramente no: la colpevolizzazione del fallito è roba del nostro diritto, non di quello anglosassone, probabilmente a causa della nostra storia contadina che solo molto di recente è riuscita a metabolizzare la nozione di “rischio di impresa”. In origine il Codice prevedeva contro il fallito misure ai limiti dell’incostituzionalità che solo relativamente di recente sono state eliminate.
          Poi prova ad andare in banca e a chiedere un prestito se hai un fallimento alle spalle…

          Insomma, l’imprenditore veneto ragiona come un contadino: non mette nemmeno in preventivo la possibilità che, rischiando, le cose possano andare male, probabilmente perché non si rende nemmeno conto di rischiare veramente. Le imprese aperte negli anni ’70, più che un rischio, forse erano messe su con la logica con cui si semina un campo, per cui in primavera qualcosa DEVE germogliare.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Non escludo che parte del razzismo “i terroni non hanno soldi perché non vogliono lavorare” risieda appunto nella mentalità contadina: se non ti germoglia niente è perché non hai seminato perché eri sfaticato, non perché è fisiologico che un’impresa possa avere successo o meno a prescindere dall’impegno profuso da chi ci lavora.

          Se il risultato è simile a quello calvinista, le sue motivazioni profonde sono radicalmente diverse.

        • Moi says:

          Interessanti osservazioni …

          Penso che la “forma mentis agricolarum” dell’ impresa industriale, con tanto di chiose ai “Maruchéin” presunti “lavativi”… si ritrovi anche in Emilia Romagna.

          Se poi ci aggiungi un De Crescenzo che “ogni Meridionale in cuor suo è un Filosofo da Politeia e ritiene il lavoro una cosa spregevole da schiavi, da Banausi, da Barbari, da Metici bla-bla-bla ” [cit.] …

        • PinoMamet says:

          Moi, ti prego, basta, basta con De Crescenzo!

          Non ti pare che lo abbiamo già maltratto a sufficienza? ;)

  64. Moi says:

    @ ROBERTO

    Ocio però, che lo Spirito Guerriero Asgardiano contro i Banksters Strozzini è molto diverso dal Servilismo Sciocco Italiota:

    http://www.youtube.com/watch?v=TP1J3HXOZIc

    ;)

    PS

    Mi pare che la Asgard Holywoodiana di “Thor” sia esteticamente ispirata all’ Hallgrimskirkja …in oro anziché in bianco:

    http://www.youtube.com/watch?v=JOddp-nlNvQ

    00:46 – 00:50

    cfr.

    http://www.youtube.com/watch?v=gU90zHzv5Qo

    • Roberto says:

      Io parlavo di meraviglie della natura, non ho detto nulla su quelli che fanno i debiti e li cancellano…

      Ribadisco che si può vivere senza seghe mentali, adoro turisticamente gli usa nonostante la caparbietà con la quale gli usa cerchino di distruggere l’UE.
      Sono cose che stanno su piani diversi e non le mischio mai

  65. mirkhond says:

    “Non mi risulta che il numero di depressi in Veneto sia così superiore al numero di depressi a sud dell’Appennino Tosco-Emiliano. E, se anche lo dovesse essere, saprei indicare motivi molto più validi della leggermente minore insolazione.”

    Io veramente parlavo di me, e tu invece te ne esci con ‘interessante e non richiesta analisi sociologica…
    Comunque hai rafforzato il mio senso di ESTRANEITA’ alle terre in cui vivi….
    Ricordati infine, che pur con tutta la vastissima e lodevole conoscenza che hai per la tua età, solo con il tempo e con l’esperienza forse, riuscirai a capire il disagio di persone che hanno visto e vissuto prima e più di te, l’esperienza della sofferenza….
    La vita Maurizio, non è un libro di sociologia…..

    • Peucezio says:

      Mirkhond, d’accordo, però è anche vero che tu sei vissuto e vivi a Bari, non a Treviso o a Oslo, quindi il nord nebbioso e freddo non c’entra con la tua sofferenza.
      Che poi sia più facile deprimersi a Oslo che a Bari, lo credo anch’io, ma non solo e non tanto per il fattore climatico (che pure influisce), ma per la frigidità dei rapporti e delle reti di relazioni. Ma qui gioca anche un fattore sociale, oltre che uno geografico: se uno nasce in un basso di Napoli anziché al Vomero avrà altri problemi, anche molto seri, ma ha sicuramente meno probabilità di deprimersi e di sentire la solitudine.

  66. mirkhond says:

    D’accordo, ma è proprio per questo che NON sento il bisogno di andare a vivere a Treviso…
    Dove comunque per me non ci sarebbe posto….

  67. mirkhond says:

    Se non trovo qui a casa mia, chi mi da amore, lo devo trovare a Bologna? A Rovigo? A Treviso? A Milano?
    Come mi dimostri, lì è ancora peggio e io non sono il sciur Radeschi, che può trovarsi una bella badante di Sesto San Giovanni, che col suo amore gli curi il senso di solitudine della Pianura Padana…..

    • Peucezio says:

      Per carità, non ti sto certo incitando a trasferirti a Milano o, peggio, a Stoccolma.
      Dico solo che questi schemi non vanno seguiti troppo alla lettera. Per assurdo vivi una sorta di isolamento ed esilio a Bari e potresti invece trovare rapporti validi in una città del nord Italia o del nord Europa.
      Ammetterai che una città fighetta come Bari non è il massimo per un nemico giurato del consumismo e del lusso come te.
      E il discorso si può estendere proprio al Medio Oriente che tanto ti attira. In Turchia, se anziché l’iPhone hai un Samsung, magari pure più costoso, sei disprezzato come un reietto. In Iran pare sia ancora peggio.
      In nazioni come quelle quindi potresti interagire solo con contadini e pastori, che magari sognano anche loro di diventare come quelli dell’iPhone, ma ne sono ancora ben lontani e quindi conservano dei valori e un’autenticità.
      Solo che con le borghesie, per quanto cozzale e consumiste, un terreno minimo di interscambio ce lo puoi avere: parlano un po’ d’inglese e hanno un minimo di istruzione.
      Con quegli altri, nel villaggio di pastori, è bello il sogno romantico del borghese colto che si trasferisce in mezzo a loro, ci comunica in modo profondo e diventa come loro. E non dico sia impossibile. Ma è molto raro e accade a persone con uno spirito d’adattamento, un coraggio e una risolutezza fuori dal comune.
      Per assurdo invece, nella borghesia colta chessò, austriaca o svedese, potresti trovare gente affine che, essendo nordeuropea e quindi avendo più consuetudine con un certo disagio esistenziale e una certa introversione, condivide dei vissuti accostabili al tuo.
      Tieni conto che Bari è una città molto provinciale (più di quanto la sua dimensione giustificherebbe, infatti Matera, che ha un terzo degli abitanti di Bari, lo è molto meno), per cui la gamma delle possibilità e dei tipi umani fatalmente è molto ristretta.

  68. mirkhond says:

    Per reggere certe latitudini bisogna esserci nato e cresciuto, oppure portato fin da piccolo come te e Roberto, sradicato cosmopolita per eccellenza che si trova bene dappertutto….

    • Roberto says:

      Basta comprarsi un maglione in più….

      Ammetto che l’anno scorso -25 il 2 o 3 gennaio era un po’ freschino…un ottima occasione per tortellini in brodo e bollito e un po’ di chiacchiere guardano la magia della foresta imbiancata

      Mirkhond credo che sarai d’accordo se ti dico che i fantasmi sono rinte ‘a capa toja, non in Grecia o in Norvegia (non ti preoccupare non mi devi nulla per questa sessione di analisi)

      Ciao

      • Mauricius Tarvisii says:

        -25? Temo che, nonostante la mia parsimonia, a quel punto sarei costretto ad arrendermi e ad accenere il riscaldamento :-D

        -25° in Italia settentrionale non mi risultano, se non su qualche vetta alpina, forse. E questo per chi dice che i due versanti delle Alpi sono uguali!

      • Roberto says:

        Ero a boston, anche se il picco è stato -35 visto intorno alle 11 di sera uscendo dal boston garden (o TD garden come si chiama ora). Certi colpi di vento erano da mozzare il fiato…capisci subito perché da quelle parti tutti girano con una tazza di quella bevanda oscena che chiamano caffè alla temperatura della lava

      • Roberto says:

        -35 percepita per la precisione

      • mirkhond says:

        Un’analisi molto profonda ed esaustiva……
        Complimenti al neopsichiatra……

        • Roberto says:

          Grazie, per di più in napoletano!
          ;-)

          (Ogni tanto fa bene ricordare dei concetti di base. Rileggi la conversazione: hai scritto 234 volte che essendo io cesciuto in mezzo alle nebbie padane, mi trovo bene fra i norreni. È un punto di vista semplicemente sbagliato)

        • mirkhond says:

          Ho scritto ciò che vero, perché io al tuo posto non avrei retto in quelle latitudini in cui vivi e tra cui ti sposti senza alcun problema…
          Ma come si dice:
          Il forte non crede al debole
          Il sazio non crede al digiuno
          E ho detto tutto, Ruperto……

        • Francesco says:

          Caro Mirkhond,

          la verità è che non hai mai provato e ti racconti frottole.

          E la più grossa è che io sono bello, ricco, forte, sazio e chissacosaltro e per questo non ti capisco (giuro, sono così spregevole che ci starei).

          Magari è solo che tu a Bari stai bene!

          Fatti un giro, anche da solo, e scoprirai che il Diavolo non è mai brutto come lo si dipinge (tranne il Milan di questi anni, purtroppo).

          Ciao

        • astabada says:

          ciao mirkhond,

          scusa se mi intrometto: vorrei solo portare la mia esperienza. Prima di tutto, nella mia (limitata) esperienza, riconosco che la gente in “Norrenia” :-) e` diversa rispetto a noi terroncelli.

          Pero`, come si trovano molte persone depresse e chiuse in se` stesse anche (molto molto poco) a sud del Tronto ;-), allo stesso modo anche in Nord Europa abbondano le persone socievoli e solari.

          Sopravvivere, poi, e` solo una questione di necessita`. Se avessi bisogno, sono sicuro che anche tu sopravviveresti benissimo in Norvegia.

          Quassu` il guaio e` il vivere, non il campare!

          (Comunque se mi vieni a trovare giuro che ti pago il biglietto.)

  69. Moi says:

    @ Z

    Guarda, io conosco almeno una persona – giovane, peraltro – che è fermamente convinta che se si sbagliano le parole rituali del battesimo il battezzato vedrà spiriti e altre creature ultraterrene per tutta la vita.

    [cit.]

    … Ma lo considera un aspetto positivo o negativo ? No, perché se si spargesse la voce … sai quanti Fattoni che si metterebbero in fila penitenti da Piazza Verdi a San Giacomo Maggiore ? ;) :)

    • Moi says:

      Ovviamente chiedendo un rito deliberatamente sbagliato ! ;)

    • Z. says:

      Negativo… e infatti ho subito pensato qualcosa di simile a quello che hai scritto tu.

      Naturalmente, però, se sono già battezzati non vale, ahiloro.

  70. mirkhond says:

    Per Astabada

    Dove vivi?
    Di dove sei?
    E che vul dire Astabada?

    Per Pino

    Quando sei stato nel Banato, in quale lingua ti esprimevi?
    La gente che hai incontrato com’era?

    • PinoMamet says:

      Mi esprimevo in italiano, un po’ in inglese; però sono stato intervistato (ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio) da una televisione romena, non chiedermi quale (né perché: ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio, appunto ;) ) e la conduttrice faceva le domande in un romeno che trovai miracolosamente semplice, tanto da non aver bisogno della traduzione.
      Con me c’era un attore italiano (molto più famoso di me, buon per lui) che era già stato in Romania altre volte, per lavoro, e se la cavava ancora meglio di me.

      La gente era… in che senso? Fisicamente, c’erano sia facce “latine” e altre fisionomie decisamente più slave e, forse a causa della suggestione dei luoghi, draculesche ;)
      difficile dire chi era cosa, perché a quanto mi dissero era una delle zone etnicamente più varie della Romania (ungheresi, rom- moltissimi fuori città, interi villaggi- slovacchi, più i resti degli “svevi”- in realtà un miscuglio di popolazioni europee su base tedesca- serbi, più turchi e curdi credo di immigrazione recente, greci ecc.).
      Credo che le comunità principali fossero i romeni, maggioranza assoluta, e gli ungheresi, comunque.

      Come carattere, probabilmente hanno qualcosa di bonariamente latino che li avvicina un po’ agli italiani, ma generalmente ho trovato che hanno quel tipo particolare di humor e di carattere che ha quest’ora non saprei descrivere ;) ma che mi sembra decisamente “slavo” o “balcanico”.

      ciao!

      • mirkhond says:

        Mi riferivo al senso dell’ospitalità, della cordialità della gente del posto, se ti sei trovato bene oppure a disagio…
        Grazie come sempre, per questo interessantissimo excursus sul Banato rumeno.
        ciao!

        • PinoMamet says:

          Beh sai io ero ospite e quindi era abbastanza normale che mi trattassero bene… non saprei dirti come sarebbe stato se fossi arrivato da straniero qualunque.

          Poi c’è anche da calcolare che di italiani in quelle zone ne vedono parecchi, e non sempre dei migliori: imprenditori pronti a sfruttare i salari locali, e poi ad andarsene con baracca e burattini quando cominciano i controlli fiscali, o puttanieri in cerca di facili avventure (spesso le due categorie coincidono pure) quindi può essere benissimo che la reazione sarebbe stata comunque falsata.

          Ciao!

        • mirkhond says:

          Trovi la Romania un luogo ideale per girarvi film chessò sull’Ungheria asburgica, oppure sulla Dacia romana?
          Le attrici dei film rumeni che mi sto sciroppando in questi giorni di solitudine, sono molto carine di viso, ma troppo mazze per i miei gusti…
          Mi chiedo però se la bella badante di Ascoli sia un’eccezione, oppure scelgono apposta attrici con le gambe mazze, perché vanno per la maggiore ad attirare il pubblico maschile….
          Come del resto, in Italia….

        • habsburgicus says:

          Se posso intervenire nella discussione….
          Per prima cosa PREMETTO che la bellezza femminile (e, si presume, per la cosiddetta “altra metà del cielo” quella maschile) è un concetto eminentemente soggettivo….
          Ciò premesso, la donna romena è fra le più belle d’Europa, certamente IN GENERALE più dell’italiana media, o meglio non nel senso che siano più belle in sé ma nel senso che su 100 romene è facile trovarne 30-35 che meritano il titolo di “fighe” e 10-15 “strafighe” laddove in Italia al più sono 15/20 e 4/5 nei due casi (non si offendano le gentili frequentatrici di questo ottimo blog :D non è certo un riferimento ad personam, che non mi permetterei mai….é una constatazione “statistica”, per come sembra a me, e ciò non esclude che ci siano SINGOLE italiane di bellezza e avvenenza straordinaria, che danno dei punti a molte romene)
          Certo le romene non sono le lituane e le lettoni (e neppure le russe), il non plus ultra della bellezza femminile al mondo, in grado di trasformare in gay in etero :D :D :D…ma là siamo fuori classifica :D
          E specialmente le ieşence (cioè le romene di Iaşi et viciniora) si avvicinano agli standard baltici :D (così, oltre alle italiane, si offenderanno pure le eventuali lettrici romene non moldave :D)
          Sulle albanesi (perché in omaggio a Ritvan il “paese delle aquile” non può né deve essere mai obliato !) non saprei dire….mi sembrano meno delle romene, forse un po’ di più delle nostre (sempre in media, chiaro, non come singole eccezionalità), ma attendiamo che Ritvan ci erudisca :D

        • PinoMamet says:

          Se posso permettermi anch’io un’osservazione da “maschio italico”, in effetti bisogna ammettere che più si va all’est più aumenta il “tasso di bellezza”.
          Con tutte le premesse di Habsburgicus, che faccio mie!

          Premesso anche che io non genere non sono un estimatore delle bellezze di tipo nordico, in senso lato.

          Ma bisogna riconoscere che non è difficile fermarsi in un qualunque paesino del cazzo in Ungheria o in Romania e vedere passare file di belle ragazze che da noi magari farebbero le modelle (e infatti magari finiscono a farle… da noi, appunto).

          In Russia e Polonia non sono stato, mio fratello però ha avuto una ragazza polacca (non conosciuta in quel modo) e ho avuto modo di vedere foto su foto delle sue amiche. Un amico di mio fratello, diciamo “sessualmente sportivo”, si è fatto la Transiberiana e da ogni località mandava via sms o social network reportage sull’avvenenza locale.

          Le ungheresi e le romene poi non sono affatto tutte biondone, ma… per tutti i gusti ;)

    • astabada says:

      Per Astabada

      Dove vivi?
      Di dove sei?
      E che vul dire Astabada?

      Ciao mirkhond,

      al momento vivo a Oxford, UK ma sono originario dell’Abbruzzo (si scrive con due ma si pronuncia con tre “b”), che mi manca assai… Frequentai l’Universita` di Bologna e poi emigrai.

      Cosa vuol dire “astabada”? Semplicemente niente. Durante gli anni dell’universita` io ed i miei coinquilini “inventavamo parole” come il matto di De Andre’… ed e` saltata fuori cosi`.

  71. Peucezio says:

    Z.
    “Guarda, io conosco almeno una persona – giovane, peraltro – che è fermamente convinta che se si sbagliano le parole rituali del battesimo il battezzato vedrà spiriti e altre creature ultraterrene per tutta la vita.”

    Ho visto ora il commento, leggendolo nella citazione di Moi.
    Comunque è cosa ampiamente risaputa. Non so se sia documentata dagli studi antropologici (ma immagino di sì), in ogni caso mi giunge da più di una fonte (di ambito pugliese, ma immagino sia una cosa molto più estesa).

  72. mirkhond says:

    Peucezio

    In ciò che dici c’è del vero.
    Solo che per chi è digiuno di una lingua straniera, anche trasferirsi in un altro paese europeo può essere un disagio.
    E comunque il tuo discorso pur interessante come sempre, è nel mio caso puramente teorico e speculativo per motivi più volte citati e che non è il caso di ripetere…..
    Poniamo che andassi chessò….in Francia, un paese dove, secondo mia sorella, passerei inosservato somaticamente, se tenessi la bocca chiusa … ;).
    Però io la bocca la debbo comunque aprire per quel minimo indispensabile di comunicazione.
    Ebbene non so il Francese, riesco si e no a leggerlo, ma non certo a parlarlo e a capirlo parlato.
    E dunque come farei se dovessi recarmi nella Franca Contea o in Guascogna?

    • Peucezio says:

      In realtà non è che volessi suggerirti di trasferirti nell’Europa continentale (o nell’Italia settentrionale, dove pure l’ostacolo linguistico non esisterebbe).
      Era un modo per dire che secondo me sei eccessivamente prevenuto verso questi posti. Dico eccessivamente, perché una parte della tua prevenzione è fondata su dati incontestabili (il clima molto peggiore, la minore socievolezza della gente, la maggiore adesione al modello borghese).

      • mirkhond says:

        A Milano c’è molta più solitudine?
        E’ vero che il numero di chi si rivolge alle mense della Caritas è in aumento?
        Ci si suicida di più?

        • mirkhond says:

          L’eccesso di prevenzione nasce solo dal timore fondato della fregatura….
          Preferisco partire prevenuto e poi, magari cambiare idea, piuttosto che credere che la mia casa sia il mondo, e poi ricevere una sola in faccia…
          Naturalmente il discorso si estende anche ai paesi dei miei sogni e che non vedrò mai, per via dei mille conflitti e instabilità che attualmente vi sono…..
          Penso che persino Roberto, se fosse stato accolto a pesci in faccia nei mille luoghi norreni in cui è vissuto e in cui vive, oggi la penserebbe diversamente e capirebbe meglio ciò che voglio dire…
          Ma per lui è stato meglio come è andata, e noi siamo sempre contenti che qualcuno possa realizzarsi dove e con chi vuole….
          ciao!

        • Tortuga says:

          Mirk hai mai visto il film, benvenuti a sud?
          E’ il remake di un film originariamente francese nel quale però il sud è in realtà il nord della Francia.

          ;-)

        • Roberto says:

          Mirkhond,
          Non so come spiegartelo ma se uno mi prende a pesci in faccia, beh è uno stronzaccio punto e basta. Non elaboro molto sui pesci in faccia.

          Tra parentesi il giorno dopo il mio arrivo in Lussemburgo, entro in un caffè per chiedere un informazione ed un tipo mi fa “qui gli stranieri non ci piacciono”. Reazione di Roberto: “ma vaffanculo!” E da allora non mi è mai più capitata una cosa del genere.

        • Peucezio says:

          “A Milano c’è molta più solitudine?
          E’ vero che il numero di chi si rivolge alle mense della Caritas è in aumento?
          Ci si suicida di più?”

          1. Credo proprio di sì.
          2. Penso di sì, ma come dappertutto. Chiederò a mia madre, che fa volontariato.
          3. Su questo non ho idea. Sarebbe interessante leggere statistiche precise sulle percentuali di suicidi nelle varie parti d’Italiam, d’Europa, del mondo, secondo il senso, la professione ecc.
          Però di persone che hanno tentato il suicidio ne ho conosciute diverse. Una volta da casa mia sentii un gran tonfo provenire dal cortile e tempo dopo seppi di un vicino, signore di mezza età, che si era buttato e, per sua fortuna, era caduto su un cespuglio che aveva attutito di molto il colpo. In seguito conobbi lui e sua moglie, perché in un appartamento di loro proprietà sito sopra il nostro vi era stata una perdita d’acqua dai tubi e si era infiltrata nel soffitto del mio bagno. Ricordo che lei era una donna decisa e molto loquace, che lo sovrastava letteralmente, tanto che non mi stupii troppo del suo passato gesto. La solitudine crea grossi problemi, ma in certi casi la compagnia può essere peggio.

        • Francesco says:

          Mirkhond

          ti posso confessare che le mie esperienza in Francia mi hanno costretto a rimangiarmi quasi tutte le mie antipatie: gentili, organizzati, disponibili anche con chi di francese non capisce nulla e azzarda l’inglese (mi aspettavo mi linciassero)

          ciao

  73. mirkhond says:

    “Sopravvivere, poi, e` solo una questione di necessita`. Se avessi bisogno, sono sicuro che anche tu sopravviveresti benissimo in Norvegia.”

    Non saprei….
    Ogni tanto tra i cassonetti dei rifiuti, sulle panchine di un giardino pubblico, nei pressi di una stazione ferroviaria, in aree sperdute tra le campagne, vengono trovati morti assiderati individui a cui evidentemente tale innesto non è riuscito…..
    E parlo di fatti di cronaca appresi da giornali e tivù in questi anni…..
    ciao!

  74. mirkhond says:

    Per Tortuga

    Mi puoi indicare il film francese?
    Dev’essere interessante…..
    ciao!

    • Francesco says:

      Benvenuti al Nord …. nella versione doppiata in italiano

      molto carino

    • Roberto says:

      Bienvenue chez les ch’tis in francese (ecco lo ch’timis è un accento abbastanza difficile ma francamente ormai nessuno parla francese così)

  75. mirkhond says:

    Sempre per Tortuga

    Sei mai stata in Guascogna? A Bordeaux? Nella Franca Contea?
    Se si esce da Parigi e dall’Ide de France, le differenze dialettali, o quantomeno di pronuncia si fanno sentire?
    Tu sei in grado di capire uno da quale regione della Francia proviene, solo sentendolo parlare?

    • Tortuga says:

      No Mirk, no ho così tanta familiarità. Quando sono stata sono stata esclusivamente con i miei parenti. Il dialetto locale l’ho sentito parlare ma non lo capivo.

  76. mirkhond says:

    Ile de France

    • mirkhond says:

      La domanda sui dialetti e accenti francesi vale ovviamente anche per Roberto, Martinez e tutti gli esperti della Francia…..

    • Roberto says:

      Io riesco a distinguere molto facilmente accento del nord e del sud, e al sud tra est e ovest (per chiarire distinguo un parigino, un marsigliese e un perpignanese). Ovviamente i belgi.
      Comunque dialetti veri e propri non ce ne sono, piuttosto accenti e qualche particolarismo (sarò odiato per questo dai leghisti locali….). Gli accenti sono abbastanza marcati ma omogenei per le macro regioni che indicavo, e comunque facilissimi da capire per uno straniero. Fai conto che io ho imparato il francese a perpignan e a Parigi non ho mai avuto nessunissima difficoltà (e come già detto,non sono pino o moi, sono un po’ zuccone con lingue e accenti)

  77. mirkhond says:

    “il giorno dopo il mio arrivo in Lussemburgo, entro in un caffè per chiedere un informazione ed un tipo mi fa “qui gli stranieri non ci piacciono”. Reazione di Roberto: “ma vaffanculo!” E da allora non mi è mai più capitata una cosa del genere.”

    E hai fatto bene! :)

  78. mirkhond says:

    Per Peucezio

    Anni fa, un amico di un mio amico, rappresentante e che per lavoro viveva tra Bari e Milano, al sottoscritto che allora (2005), voleva trasferirsi a Milano per trovarvi lavoro, lo sconsigliò nettamente, dicendomi che vi era molta povertà se non si aveva uno stibendio adeguato….
    Mi disse inoltre che lui conosceva bancari che con 1200-1300 euro mensili di stipendio, andavano alle mense della Caritas….

    • Francesco says:

      bancari alle mense Caritas? non ne avevo mai sentito parlare, pur sapendo benissimo che a Milano ci sono i poveri

      pare che ci sia anche il lavoro, rispetto al resto del paese o almeno alle “regioni svantaggiate”

      • Francesco says:

        e comunque non avere lo stipendio adeguato è la definizione di povertà!

        ma chi era il tuo amico?

        • mirkhond says:

          Non era un mio amico, ma un amico di un mio amico.
          Uno che Milano la conosce bene e che mi ha detto che senza un buon stipendio andrei ad allungarvi solo l’esercito dei poveri.
          Ora se con 1200-1300 euro al mese, non riesci neppure a procurarti il cibo se non dalla Caritas, vuol dire che per vivere dignitosamente a Milano, devi guadagnare molto di più…..
          ciao!

        • PinoMamet says:

          Francamente… e norrenamente ;) mi sembra una palla, qua non è Milano ma i prezzi sono decisamente alti rispetto ad altre parti d’Italia, eppure con 1200 di stipendio ci vivi dignitosamente e fai la spesa al supermercato, normalmente.

          Certo, se la tua definizione di vita dignitosa è avere la macchinona, l’appartamento strafigo in centro storico e fare baldoria tutte e le sere con batte da cento (cit.) e champagne, forse dovresti moderare un po’ il tuo tenore di vita, ecco…
          ;)

        • Z. says:

          Oddio, magari la Caritas è un’esagerazione. Ma credo che i prezzi a Milano siano comunque più alti che dalle tue parti. Avevo un’amica che stava a Milano, guadagnava almeno quanto l’amico del Duca (forse di più), dormiva in una stanza in affitto e a fine mese non le restava pressoché un tubo…

      • mirkhond says:

        A Parma e Piacenza e province, la povertà è in aumento?

        • PinoMamet says:

          Pare di sì, purtroppo; soprattutto colpiti i pensionati con le pensioni basse, tra i quali sono aumentatii casi di vera e propria povertà, ma anche il ceto medio ha dovuto rinunciare a diversi piccoli “lussi” che si prendeva.

          Speriamo che ‘sta crisi finisca, per tutti.

  79. mirkhond says:

    stipendio

  80. mirkhond says:

    “Sarebbe interessante leggere statistiche precise sulle percentuali di suicidi nelle varie parti d’Italiam, d’Europa, del mondo, secondo il senso, la professione ecc.”

    Stando a Messori, nel suo I Misteri di Torino del 2004, scritto insieme a cazzullo, Messori dicevo, sostiene che Torino e Trieste sono le città d’Italia col più alto numero di suicidi…..

  81. mirkhond says:

    “Le ungheresi e le romene poi non sono affatto tutte biondone, ma… per tutti i gusti ;)”

    Questo è vero. Però stando almeno alle tipe che compaiono nei film, sono troppo magre per i miei gusti…
    Ma, ripeto, bisognerebbe guardare oltre lo schermo per vedere ciò che il cinema NON mostra, perché NON ritenuto “adeguato” agli standards di oggi che vorrebbero la bellezza femminile solo nello sfilatino con gambe mazze……

  82. Peucezio says:

    A proposito delle statistiche sui suicidi, è illuminante questa cartina del mondo:
    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/43/Suicide_rates_map_es.svg
    I luoghi con più suicidi non parrebbero quelli più benestanti, ma il blocco continentale eurasiatico, dove evidentemente l’individuo, essendo più schiacciato dalla collettività, è più fragile (area rossa).
    Mentre si conferma il fatto che i più felici sono i latino-americani (area blu).
    L’Europa periferica (mediterranea e atlantica) si colloca nel mezzo, come l’India (area gialla).
    Peccato che si sappia poco dell’Africa e del mondo islamico, anche se quel poco inclina più al blu che altro.

    Crecherò qualcosa anche sulle differenze interne all’Italia.
    Il tema è di estremo interesse, perché inerisce alle dinamiche esistenziali più profonde (per arrivare all’autodistruzione si deve vivere un disagio radicale, assoluto), ma al tempo stesso è un fenomeno misurabile quantitativamente e applicabile a popoli, ceti, contesti storici e culturali.

  83. Peucezio says:

    Suicidi in Italia:
    da http://www.istat.it/it/archivio/68812

    Non stupisce il decrescere dei suicidi da nord a sud.
    Colpisce il fatto che sia più frequente nei ceti bassi.
    In pratica si suicidano meno i benestanti delle regioni del sud (comprensibilmente!) e di più gli operai delle città del nord.
    Forse bisogna sfatare il mito del borghese problematico e nevrotico: sarà stato vero un seocolo fa.
    Il fatto che sia molto più comune fra gli uomini, visto che la nevrosi è più diffusa fra il sesso debole, è probabilmente da ascrivere alla minore inclinazione delle donne verso la violenza, che evidentemente non esclude quella verso sé stessi.

    Fra i Paesi Ocse, l’Italia registra uno dei più bassi livelli di mortalità per suicidio. Tra il 1993 e il 2009 la mortalità è diminuita significativamente da 8,3 a 6,7 suicidi ogni centomila abitanti, con piccole variazioni su livelli storicamente bassi negli ultimi anni.

    La propensione al suicidio è maggiore tra la popolazione maschile, oltre tre volte quella femminile, e cresce all’aumentare dell’età.

    Nord-est e Nord-ovest sono le ripartizioni con i livelli di mortalità per suicidio più alti, il Centro e le Isole oscillano su valori prossimi alla media nazionale, mentre il Sud presenta valori nettamente inferiori.

    L’analisi per livello di istruzione evidenzia una maggiore propensione al suicidio tra le persone con titoli di studio medio-bassi. Per tutti i titoli di studio la classe di età più anziana presenta sempre livelli più alti e la maggiore propensione al suicidio si ha fra le persone con un più basso livello di istruzione e un’età superiore ai 45 anni.

    Le modalità di suicidio prevalenti sono: “Impiccagione e soffocamento” (52,1%) per gli uomini, “Precipitazione” (35,1%) e “Impiccagione e soffocamento” (33,4%) per le donne.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il primato dei sucidi che l’ha il nord-est, seguito dal nord-ovest e poi, a distanza, da centro, sud e isole. Ma comunque parliamo di cifre basse e non troppo dissimili.
      Mi ha sempre colpito la maggiore incidenza tra gli uomini piuttosto che tra le donne, che vuol dire sicuramente qualcosa, anche se non so esattamente cosa.

  84. mirkhond says:

    Beh, dalla cartina però tutta l’Europa continentale è comunque ai primi posti.
    L’Italia e la Spagna (assieme a Canada e Usa) al secondo.
    In Europa, pare che i tassi più bassi debbano situarsi in Rumeli e nel Portogallo….
    Per l’Italia sarebbe importante capire dove ci si suicida di più, anche se credo che a nord di Roma e nelle grandi città la percentuale sia comunque più alta…
    Non dimentichiamo che dietro le fredde statistiche ci sono vite umane che evidentemente, dovevano averne ABBASTANZA di situazioni senza altra via di uscita…..

  85. mirkhond says:

    “La propensione al suicidio è maggiore tra la popolazione maschile, oltre tre volte quella femminile, e cresce all’aumentare dell’età.”

    Forse ciò è dovuto all’aumento di divorzi e separazioni, spesso ad opera delle donne, e alla maggior difficoltà per un uomo di sopportare la solitudine, anche per motivi biologici….

  86. mirkhond says:

    “L’analisi per livello di istruzione evidenzia una maggiore propensione al suicidio tra le persone con titoli di studio medio-bassi”

    Questa è davvero una novità importante, e forse, si deve sia alla perdita dei posti di lavoro, che, forse, al crescere della cultura del divorzio/separazione da parte delle donne, fra i ceti meno colti, e che può trovare maggior “impreparazione” in ambienti meno “abituati”, rispetto agli standards datati dei ceti borghesi, anche ricchi-fighi-snob…..

    • Pietro says:

      Verissimo, tranne quel “da parte delle donne” che scusami ma non c’entra un fico secco… e te lo dice uno al quale le femministe stanno molto antipatiche, ma far passare i maschietti come povere vittime proprio no. Dai, non sei per niente stupido, non far passare certe cose come astrazioni assolute quando non lo sono…

      • mirkhond says:

        Parlo per me che la solitudine la VIVO da una vita…
        E ti posso assicurare che una vita SENZA AMORE è un VUOTO che induce spesso al pensiero di FARLA FINITA……
        E se questo accade a me, tanto più a tanti altri che magari non hanno nessuno con cui sfogare i loro disagi e le loro sofferenze…
        Che poi, anche chi si sfoga, magari su un blog, manco viene capito, data evidentemente l’ENORME DIVERSITA’ DI VISSUTI PERSONALI tra interlocutori.
        Da qui il mio essere PESANTE……
        ciao!

        • Pietro says:

          Si ma quello che vivi tu lo puo’ anche vivere una donna… Quindi la teoria dei maschietti poveri angioletti ingenui non regge… Che poi le donne siano difficili da affrontare e’ vero, ma fare come la volpe e l’uva non va mai bene :)

        • mirkhond says:

          Non sto negando la violenza e la sopraffazione MASCHILE che esistono e spesso sono causa di immense tragedie, Pietro…
          Però ci sono anche tanti uomini che la solitudine affettiva la SUBISCONO solo perché incapaci di accettare le logiche TROIO-INDIVIDUALISTE della società globalizzante del PEGGIO in cui viviamo……

  87. mirkhond says:

    inpreparazione

  88. Pietro says:

    Hai relativizzato la tua precedente affermazione, e ne sono felice. Ma resta una misoginia di fondo che mi spiace molto

  89. mirkhond says:

    La “misoginia” nasce dai motivi che ho accennato e sui cui non torno, perché il signore poi dice che gli ho rotto le palle…Amen!

    • Pietro says:

      Mica mi hai rotto le palle, sto solo dicendo che stai facendo del personale un sistema assoluto, e sei troppo intelligente per questi giochini. Semplici trucchetti per evitare di affrontare cose che fanno male.
      Tutto qui, arrabbiati pure ma se non ti stimassi non ti direi queste cose
      ciao ciao

  90. mirkhond says:

    Ognuno di noi è unico al mondo, prima di essere parte di un insieme, di un sistema, di un dispositivo come dice Martinez.
    Quando qualcuno la fa finita, il tutto finisce sulla cronaca quotidina o nelle fredde statistiche citate da Peucezio.
    Però del morto vero, della sua sofferenza e dei MOTIVI che lo hanno indotto a tale gesto estremo, NON GLIENE FREGA NIENTE A NESSUNOOOOO!!!!!!!
    Ora per te, un blog è solo uno spazio per parlare di MASSIMI SISTEMI e di ASTRAZIONI, magari interessanti come i tuoi ottimi articoli, che il sottoscritto legge con interesse (soprattutto quelli centroasiatici).
    Tu parli così, perché PUOI PERMETTERTELO…
    Altri invece, vi cercano amicizia, non avendo altre possibilità…..

  91. Pietro says:

    Non condivido ma rispetto
    se non trovi il libro che ti ho citato nella risposta sul blog te lo presto io :)

  92. mirkhond says:

    Non puoi condividere proprio perché hai un carattere e un vissuto diverso dal mio…
    Mica uno non capisce, perché non vuole capire, eh!
    E’ che NON può capire….
    Del resto, non ti capiscono quelli del tuo stesso sangue, i tuoi connazionali e ti deve capire uno straniero di Como? :)

  93. Moi says:

    @MIRKHOND & PEUCEZIO

    A proposito di fatti e di cronaca locale: avete sentito di quell’ ordinanza “contro l’ insicurezza” :) anti-cozzali a Bari ? … Sono proibiti sguardi di sfida fra gruppi di giovani maschi !

    • Peucezio says:

      Moi,
      Sì, in realtà Emiliano ha solo vietato che in un giardinetto pubblico gruppi di più di tot persone si trattengano più giorni consecutivi, perché pare lo facciano in funzione dello spaccio della droga.

      Pietro,
      sugli uomini e le donne. Io temo che Mirkhond in questo una parte di ragione ce l’ha. Complessivamente la donna nella società è ancora la parte più debole, a maggior ragione nei ceti bassi. Però, mentre fino alla generazione di mia madre, e anche un po’ più giovane, nella maggior parte dei casi ci si lasciava per colpa del maschio, che poi non passava gli alimenti, insomma, la donna era chiaramente la parte perdente e vittima, l’impressione che ho oggi, andando a spanne secondo i casi che sento in giro, di solito è la donna che lascia (non per qualche colpa dell’uomo, ma perché le gira) e dopo gli fa la guerra usando ogni bassezza e ottiene un sacco di soldi.
      A me pare che nelle generazioni sotto i quarant’anni in generale siano le donne ad essere carnefici e gli uomini vittime. Questo in Italia. Altrove non credo.

      • Moi says:

        … Ma infatti mi sono sempre chiesto come mai l’Islam non sia la religione ufficiale (!) del Movimento Padri Separati !

      • Z. says:

        In realtà il testo dell’ordinanza di Emiliano penso sia più articolato. Comunque mi pare piuttosto evidente che quel tizio stia perdendo ripetutamente colpi :)

        • habsburgicus says:

          è del PD—-e ho detto tutto :D

        • Z. says:

          Beh, anche il nostro sindaco è del PD, e ha revocato gran parte delle ordinanze paraleghiste dei sindaci precedenti: PD anche loro, chiaramente.

          Poi ne ha emanate altre: meno odiose, ma non meno moleste e fantasiose…

  94. Un regalo per Mirkhond.

    C’è anche l’audio, con la voce di Pasolini che lo recita: http://www.pasolini.net/ascolto_flash-forzapassato.htm

    Io sono una forza del Passato.
    Solo nella tradizione è il mio amore.
    Vengo dai ruderi, dalle chiese,
    dalle pale d’altare, dai borghi
    abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,
    dove sono vissuti i fratelli.
    Giro per la Tuscolana come un pazzo,
    per l’Appia come un cane senza padrone.
    O guardo i crepuscoli, le mattine
    su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
    come i primi atti della Dopostoria,
    cui io assisto, per privilegio d’anagrafe,
    dall’orlo estremo di qualche età
    sepolta. Mostruoso è chi è nato
    dalle viscere di una donna morta.
    E io, feto adulto, mi aggiro
    più moderno di ogni moderno
    a cercare fratelli che non sono più.

  95. mirkhond says:

    Grazie per questa bellissima poesia e mi unisco al ricordo per la scomparsa di un GIGANTE dell’indipendenza di pensiero come Pasolini!
    Queste parole le sento mie e nonostante tutto ne sono fiero, alla faccia di certi saccenti tuttologi norreni che pensano che un blog sia solo un luogo in cui parlare dei massimi sistemi, VOLUTAMENTE IGNORANDO in nome di un’umanità astratta, l’UOMO VERO, che NON corrisponde agli schemi in cui il saccente tuttologo di turno vorrebbe imprigionarlo…..

  96. mirkhond says:

    Monsignore non si arrabbia mai?
    Neanche di fronte agli odiatissimi Grillo e Strada? :)

    • Z. says:

      Odiatissimi… via, addirittura!

      E comunque non ho mai avuto il piacere di incontrarli di persona :D

    • Z. says:

      Comunque secondo me incazzarsi sul web non ha molto senso. Non sai bene chi hai “di fronte”, fraintendere è facilissimo, e oltretutto molti non aspettano altro che un motivo per litigare a gratis. Sicché, se proprio non ci si capisce, di solito preferisco lasciare perdere.

  97. Moi says:

    Qualcun altro, per altri motivi, che ce l’ha con Gad Lerner :

    http://www.youtube.com/watch?v=Kg4CDlQp9YE

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