Gatti, teiere e altri Hitler

Il nostro instancabile commentatore Moi ci regala una serie di Piccoli Hitler che Avanzano.

Innanzitutto, c’è l’Hitler Casa, che si trova a Swansea nel Galles:

Poi c’è l’Hitler Teiera:

E infine, c’è Kitler (si chiama proprio così), l’Hitler Gatto:

Ora, sulla casa, niente da dire.

Ma sugli altri due Hitler, sorgono subito dei sospetti.

La teiera ci viene presentata attraverso una serie di presunte (e anonime) segnalazioni e proteste, che ricordano i testimonial dellavvocato Canzona. In sé plausibili, ma collettivamente puzzano lontano un miglio di pubblicità virale, da parte della ditta stessa. I media, come al solito senza citare la fonte, sostengono che le teiere siano andate a ruba. Anche quest’ultima affermazione può essere una trovata pubblicitaria ovviamente.

Il Gatto Kitler, poi, sarebbe un trovatello, ricoverato presso il rifugio Wood Green di Godmanchester, che non avrebbe trovato casa per colpa del suo aspetto.

Il Wood Green Animals Charity esiste davvero. Anzi, ha meritato le cronache del Daily Mail per aver soppresso il cane di una signora da poco morta, che nel proprio testamento aveva lasciato 100.000 sterline all’asilo perché ne avesse cura. E tra meno polemiche, organizza cerimonie di matrimonio per cani.

E possiamo dedurne quindi, che sia stato il rifugio stesso, uno, a chiamare il gatto Kitler e, due, ad avvertire i media.

Nel  mondo attuale, non esiste figura mitologica più affascinante di Adolf Hitler. Adolf Hitler è il padre fondante della civiltà occidentale. Semplificando drasticamente, in un paese islamico, bisogna tingersi i baffi di henné, perché così ha fatto il Profeta Muhammad; in un paese occidentale, invece si rischia il carcere se ci si fa crescere il baffo solo sotto il naso, perché così ho fatto il Profeta Hitler.

Quindi, per un pubblicitario, Hitler rappresenta il logo supremo.

Però, questo logo è protetto da un’incredibile barriera di sacralizzazioni; chi lo tocca, rischia concretamente la rovina, la violenza fisica e il carcere, nonché tempeste mediatiche. Toccare Hitler è infinitamente più pericoloso che toccare Gesù, che da decenni ormai è solo oggetto di sbadigli.

Proprio per questo, le grandi potenze economiche, che devono investire a lungo termine e hanno un “nome” da difendere, si tengono lontani dal Mito Hitler.

Solo pochi osano quindi mettere il dito nella presa e farsi sentire in tutto il mondo. Ma stando giustamente attenti a sfuggire alla rovina sociale. La ditta della teiera, in fondo, può sempre parlare di un semplice caso: il manico è sicuramente ergonomico, il becco della teiera mica potevano farlo rivolto verso il basso… Tutto un caso, quindi.

E il gatto, mica è colpa sua che è colpito dal Marchio del Demonio.

 

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47 Responses to Gatti, teiere e altri Hitler

  1. PinoMamet says:

    Secondo me i designer della teieritler volevano fare una teiera-pagliaccio. Una bella forma arrotondata, simpatica, e il naso rosso, e magari rosso anche il manico/capigliatura (magari avevano ipotizzato di metterci anche un cappellino).
    Poi, durante le loro prove, hanno visto che a farla tutta in nero, invece del naso previsto apparivano i demoniaci baffetti…
    Beh, cosa facciamo? si saranno chiesti, una teiera Charlie Chaplin?
    Ed ecco il colpo di genio: ma no… osiamo! via il cappellino, e andiamo avanti a tutto Hitler! Vedrai se non vende… dobbiamo solo dire che è stato un caso, anzi, scriviamoci un paio di lettere di protesta… vedrai, se non ne vendiamo milioni…

  2. Mauricius Tarvisii says:

    Io onestamente ci ho messo un po’ per vedere nella teiera la sagoma di Hitler. Invece il gatto, a parte la zampa alzata, non lo riesco proprio a capire.

    • maria says:

      Ma cosa ha quell’adorabile gattino in comune con hitler?

      Per il resto che Hitler non sia sdoganato a me va più che bene:-)

      Noto piuttosto un fenomeno che dura fin dal dopoguerra, l’attrazione che fascismo e nazismo continuano ad esercitare nella pubblicistica di ogni tipo, da sempre alla televisione , per esempio, si danno in continuazione programmi su personaggi ed eventi di quel tragicamente grandioso periodo novecentesco, anch’io li guardo sempre per una serie di ragioni,, non altrettanto si fa con il comunismo sovietico additato però al pubblico ludibrio con accanimento ancora maggiore

      Forse perché del nazismo non si salva nulla e del comunismo teorico invece qualche principio etico-politico che può sempre attrarre?:-)

      E speriamo che non torni proprio oggi ritvan o che non passi francesco:-)))))

  3. Per Maria

    “’attrazione che fascismo e nazismo continuano ad esercitare nella pubblicistica di ogni tipo, “

    Il nazismo – e molto secondariamente, il fascismo italiano – è l’unica cosa di sacro che esista nella società contemporanea.

    Bisogna capire “sacro” ovviamente non nel senso di “buono”, ma di “intoccabile”, come il Tabernacolo biblico che poteva distruggere non solo i nemici d’Israele, ma anche i propri portatori.

    E come il Principio Assiologico dei cristiani, il Nazismo deve essere Causa Non Causata, senza spiegazione e al di là dello spazio e del tempo.

    Chi si avvicina al Nazismo (con la maiuscola) lo deve fare con sguardo compunto (anche la violazione carnevalesca di Benigni, ad esempio, conferma la regola), con forte emozione sulla cui autenticità vegliano tutti i dispositivi sociali.

    La sacralità del nazismo, e quindi il suo fascino, è garantita dalla sanzione, sia sociale/mediatica, sia legale: ecco il vero senso delle leggi che puniscono il revisionismo/negazionismo.

    Ci vuole un coraggio notevole a violare tutti questi dispositivi e a esporsi a tutta la violenza delle sanzioni; e proprio per questo, chi si dichiara “nazista” in qualche modo sa di essere coraggioso e di vivere all’ombra del sacro.

    E questa è una soddisfazione non da poco, che dirsi “cristiano” o “satanista” o “musulmano” o “gay” o altro certamente non dà.

  4. Moi says:

    In realtà il “fenomeno Kitler” è una particolare e del tutto casuale disposizioni di livrea a macchie nere su bianco sul “gatto comune europeo”; per i gatti difatti gli allevatori non hanno fatto una diversificazione come per i cani. Si è creato, dopo quel primo caso mediatico, un vero e proprio fenomeno multimediale dei “Kitlers”. In pratica bastano una macchia a frangia diagonale nera sulla testa e un po’ di nero all’ estremità del muso e il gioco è fatto : ogni esemplare è un Kitler !

    I “Kitler Owners” hanno _ com’era prevedibile_ fondato una loro Community :

    http://www.catsthatlooklikehitler.com

    Ove nelle FAQ, però, doverosamente specificano :

    “ Q – Aren’t you glorifying Hitler?

    A – Let’s get this straight. Hitler was an arsehole. Hitler was a disgusting, pus-ridden lump of excrement from the devil’s own anus. Before we go any further, let’s just reiterate that. As such, I think it’s entirely appropriate to reduce him to an object of ridicule by comparing his physical appearance and styling to a bunch of fluffy, cute moggies. “

    [sic]

    —-

    La Hitler House comunque l’ ha trovata Miguel … si dovrebbe parlare di Hitlerofanìa ;)

    • PinoMamet says:

      ” Hitler was an arsehole. Hitler was a disgusting, pus-ridden lump of excrement from the devil’s own anus ”

      …e questo dimostra che c’ha ragione Miguel; per parlare di quale altro personaggio è ritenuto indispensabile preporre un’affermazione di questo genere?

      • Z. says:

        Beh, di Bin Laden…

        • PinoMamet says:

          Ma, non mi pare, ti dirò.
          Bin Laden furoreggiava nei programmi comici americani (e non), era un cattivone abbastanza convincente, ma molto meno “potente”, a livello di immaginario.
          Non saprei perché. Del resto, a pochi anni della morte, è scomparso interamente dal discorso pubblico, nessuno si sogna di usarlo come termine di paragone negativo (ruolo in cui Hitler regna tuttora sovrano), e in generale nessuno ne parla più.

        • roberto says:

          per quanto cattivo possa essere stato bin laden, si è limitato a qualche attaccuccio terroristico, siamo ben lontani da guerre disastrose & olocausti

  5. Moi says:

    E se Hitler diventasse AntiRazzista e Fautore del MultiCulturalismo e della “Mixité” ?
    Sarebbe comunque sempre lui oppure no ?

    Qualcuno ha provato a immaginarselo, e ad “animarselo”:

    http://www.youtube.com/watch?v=fLd-cydeENs

    Va be’, il romanzo “Er ist wieder da” ove Adolf Hitler diventa un Predicatore da Youtube contro la Crisi e sentendosi indebitamente spodestato dalla Merkel già lo conoscete.

    http://www.corriere.it/cultura/12_ottobre_11/polese-torna-hitler-comico-populista_929743ca-1380-11e2-ad6a-6254024087b3.shtml

    • Va Fangul says:

      Hai letto la descrizione di quel video? Secondo l’uploader in realtà l’Hitler multiculturale “costituisce inoltre una sagace parodia della odierna snaturazione e demonizzazione (!) del razzismo, imposta dalla cultura unica dominante”.

    • Z. says:

      “Er ist wieder da” – “Lui è tornato”, in italiano – è un romanzo molto divertente e non meno intelligente.

      Lo stra-consiglio a tutti.

      Chi può, naturalmente, se lo legga in tedesco. Ma vi assicuro che anche in italiano è godibilissimo.

      • Pietro says:

        Nel leggere una recensione a questo libro mi ha colpito come il passaparola sia ormai un elemento che aggiunge valore.
        Siamo arrivati al riufito di ogni professionalizzazione: in politica come nel campo dell’eeditoria.
        Se piace “al popolo” va bene, se piace a chi di lavoro si occupa di libri no. Cultura bassa contro cultura alta? Sono sempre piu’ convinto che Facebook sia studiato a tavolino come arma di distruzione di massa. Ovviamente funziona solo se “il popolo” e’ etnicamente omogeneo…

        • roberto says:

          “Ovviamente funziona solo se “il popolo” e’ etnicamente omogeneo…”

          sul resto non sono d’accordo e vabbé, ma questa frase non l’ho proprio capita

        • Moi says:

          Ovviamente funziona solo se “il popolo” e’ etnicamente omogeneo…

          PIETRO


          NON mi convince per nulla quel “etnicamente” … l’ideale è anzi un popolo Multietnico purché (!) monoculturale; Facebook ?

          … Facebook vuole trasformare il livello di maturità planetaria in quello di un adolescente statunitense, appunto multietnico _ non siamo più negli Anni Sessanta del “Razze e Buoi dei Distretti Tuoi” ; -) _ ma (!) monoculturale !

          Effetto “Sradicamento Identitario” con “Reinvenzione Identitaria a Tabula Rasa” …

          Ho il terrore “a livello formale” di espressioni come “non mi fare l’ uomo di paglia”; “non mi bollire la rana” ; “il solito cherry picking !”; “questo è un piede nella porta” ; e i “memes” eccetera anche (!) se la pensano come me “a livello contenutistico”.

  6. habsburgicus says:

    hai ragione Miguel !
    hai colto l’essenza alla perfezione….
    diciamo che Muhammad è il Profeta e Adolf è l’Anti-Profeta :D

  7. habsburgicus says:

    @Maria
    il comunismo sovietico additato però al pubblico ludibrio con accanimento ancora maggiore

    a me non sembra proprio…
    si, certo oggi, il comunismo si critica (e anche si ridicolizza l’URSS post-staliniana e l’Est comunista, per le code, la povertà, l’arretratezza tecnologica e la stupidità o meglio ottusità della burocrazia :D)
    tuttavia non vi è assolutamente un “accanimento” (giusto o sbagliato, adesso non voglio dare giudizi di valore) contro le personalità sovietico/comuniste
    Lenin (figura secondo me ben peggiore di Stalin per il suo fanatismo e dogmatismo) è spesso risparmiato almeno in TV e pochi osano dire apertis verbis l’ovvietà, che la rivoluzione bolscevica fu un crimine (anche quella di marzo) e che non era proprio il caso di sprecare tante vite umane perché oggi si abbia una Russia in mano agli oligarchi, TUTTI provenienti dal KGB e dalla nomenklatura :D (la parte “cool” :D quelli “sfigati” invece sono nel KPRF di Zjuganov :D)
    figure crudelissime come Trockij, Zinov’ev e Béla Kun (certo poi fecero una brutta fine :D) sono abbastanza spesso trattate con simpatia :D vabbè Zinov’ev manco lo menzionano :D
    Stalin è criticatissimo, si…e lo accusano anche di assurdità palesi (ad esempio il Patto tedesco-sovietico che dal suo punto di vista fu un capolavoro..furono i tedeschi a rimetterci :D e i baltici e i polacchi ancor di più) però i sovietici nella II GM divengono automaticamente “buoni” non appena compaiono i tedeschi
    i crimini sovietici del 1944-1945 (soprattutto 1945) contro i civili tedeschi sono quasi ignorati e/o scusati (per i crimini occidentali, alcuni anche contro di noi in Sicilia e altrove, togliamo il “quasi” :D)
    Togliatti è criticato, spesso e molti lo chiamano “peggiore” tuttavia il PCI continua a godere buona stampa nel complesso :D
    i tirannelli dell’Est sono ignorati (financo il crudele e ripugnante Rákósi e il ceco Gottwald)..si critica solo Ceauşescu, grandguignolesque senza dubbio ma uno dei MENO CRUDELI dirigenti comunisti della storia (sotto Gheorghiu-Dej ci furono molte più condanne a morte ancora nel 1959…..solo per restare in Romania !)
    Mao è criticato poco…lì forse per non offendere i cinesi ove Mao, rinnegato nella pratica (son mica fessi i cinesi :D) resta però nell’empireo in teoria
    i vietnamiti in genere ben visti, pure a destra (le purghe di Truong Chinh in Vietnam del Nord del 1954-1956, folli, sono dimenticate :D fu Ho Chi Minh stesso a farlo smettere..più tardi Truong Chinh tradirà la Nazione schierandosi con la Cina all’epoca del noto conflitto)
    non parlo della rivoluzione cubana in genere lodata o “compresa” perché esperienza non ancora conclusa…
    no, non sono d’accordo :D

    • maria says:

      @habsburgicus

      hai descritto in modo straordinario come viene presentato il comunismo nelle sue molteplici realtà novecentesche e giocoforza nella sua teoria.

      Resta il fatto che oggi resta lo spauracchio sia pure nelle sue diverse applicazioni ,dalla rivoluzione d’ottobre che avrebbe generato, sia pure indirettamente attraverso il proprio fallimento le attuali oligarchie, alle teorie economiche di questi anni che vedono nel libero mercato anzi nel liberismo il modo se non l’unico per far avanzare un benessere diffuso per tutti.

      Voglio dire, senza entrare nel dettaglio del ventaglio di situazioni storiche e di personaggi che proponi, che politicamente le insidie vengono sempre e comunque da quella parte, quando monti proponeva le sue politiche “risanatrici” era nella cgil o in un residuo pensiero di sinistra che vedeva ostacoli e resistenze, come se malgrado tutto l’immaginario “comunista” avesse sempre una sorta di appeal, che tornava sempre fuori.

      Il nazismo voglio dire è storia , la vicenda comunista è storia e nello stesso tempo ancora cronaca , cronaca politica…

      Certo ci sono ancora figure non completamente demolite, ovvio, demolire Togliatti nella storia d’italia mi pare abbastanza problematico:-))) come anche
      per riprendere alcuni esempi che tu fai , diventa arduo considerare la rivoluzione d’ottobre un ” mero crimine” visto l’influenza e l’intreccio che ha avuto con le vicende delle diverse nazioni europee, e contribuendo , non ridere:-), all’emancipazione delle classi lavoratrici e subalterne, voglio dire che lo slogan “fare come in russia” all’epoca non fu una rivendicazione da nulla….non c’è stato poi un pensiero per così dire comunista unico , basti pensare a gramsci e al suo concetto di egemonia che vuol dire appunto persuasione e non forza

      Oh non voglio però giustificare alcunché del cosiddetto socialismo reale ma nemmeno ridurre quel periodo al suo fallimento e basta, tra l’altro sto rischiando e non poco, visto che ritvan sta per tornare:-))))

  8. mirkhond says:

    “il ceco Gottwald”

    Un ceco con cognome tedesco.
    Mentre Radetzky (1766-1858), ceco, nelle lettere a sua figlia Frederike (1813-1866), diceva sempre NOI TEDESCHI e si considerava TEDESCO.
    Del resto, in famiglia (ufficiale, non quella milanese “clandestina” ;) ), il grande feldmaresciallo austriaco di etnia CECA, parlava in TEDESCO!
    I tempi e le ideologie, forgiano l’idea di etnia e/o nazionalità, generando anche in 50-100 differenti autoidentificazioni etniche, negli STESSI LUOGHI e tra le STESSE GENTI!
    Vedasi ultimo esempio, il nostro Mamet che si irrita :) nel sentirsi definire lombardo.
    Cosa che i suoi avi tra VI e XIX secolo, trovavano invece normalissimo!
    ciao!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Pino è lon(go)bardo quanto te, però…

      • PinoMamet says:

        Che poi, gente, io sono longobardo per metà, e pure in questa metà di sicuro c’è un pezzettinino giudio, al quale sono molto affezionato… e quelli non so se si sentivano lombardi (forse sì, perché no?) ;)
        e poi sono un quarto ignoto, ma proprio ignoto ignoto (II guerra mondiale, vallo a sapè…), un ottavo meridionale, e un ottavo boh… ;)
        e questa è la metà che mi piace di più :D

        Fine rubrica “parliamo tanto di me” :D

      • mirkhond says:

        Anche Otranto fu longobarda, ma solo per un cinquantennio (710-758 d.C.).
        Io e Pino abbiamo effettivamente in comune la longobardità, mentre io e te abbiamo in comune la napoletanità.
        E sono affezionato ad entrambe queste identità.
        Inoltre, da parte di mia nonna paterna, ho anche una componente dell’Italia longobardo-carolingia/asburgico-lorenese!
        ciao!

    • habsburgicus says:

      I tempi e le ideologie, forgiano l’idea di etnia e/o nazionalità, generando anche in 50-100 differenti autoidentificazioni etniche, negli STESSI LUOGHI e tra le STESSE GENTI!

      verissimo..anche fra le stesse persone
      vi faccio un esempio, spero di non tediarvi :D
      Il linguista slovacco Ľudovít Štúr, luterano, fu dapprima linguisticamente “cecoslovacco”, cioè fautore della cosiddetta Bibličtina o ortografia vecchio-slovacca ma in realtà “ceca” (dal nome della Bibbia protestante di Kralice in Moravia, usata nell’attuale Slovacchia solo dai luterani per cui era sacra; era in gotico anche se vi sono versioni ottocentesce in caratteri latini e soprattutto conteneva le lettere cechissime ř, ĕ, ů) poi nel luglio 1843, con altri due luterani Jozef Hurban (poi divenuto “cecoslovacchista” fanatico) e Milan Hodža (anch’egli mutò posizione, poi), inventò l’ortografia slovacca moderna (o quasi moderna, vedi il P.S) separando per primo lo slovacco scritto dal ceco tanto che è esaltatissimo dagli slovacchi “puri” (e odiato dai cecofili :D) mentre fu scomunicato dai contemporanei slovacchi di tendenza “cecoslovacca” come i famosi Kollár e Šafařík (ho dato l’ortografia ceca perché si cechizzò del tutto :D), indi nel 1852 abbandonò le sue posizioni slovacchiste, divenne pan-slavista e filo-russo, si dichiarò per la Chiesa ortodossa e auspicò che gli Slavi (dunque si presumn anche gli slovacchi) adottassero il cirillico !!! il bello è che scrisse la sua opera panslavista, e fanaticamente anti-cattolica, in tedesco ! rimase manoscritta perché gli slovacchi non osarono pubblicarla; lo fece il regime di Praga nel 1931, ma una tradizione in slovacco vide la luce solo nel 1993..e visse solo una quarantina d’anni ! era nato nel 1815..chissà fosse vissuto sino a 85 anni !

      P.S:
      anche se gli slovacchi, compresi i cattolici forse per sudditanza culturale, dichiarano di regola che fu Štúril codificatore dello slovacco, la realtà è più complessa;
      la sua Štúrovčina rimase in uso 9 anni, dicesi nove !
      nell’ottobre 1851 Štúr (che aveva subito molte critiche dai luterani fedeli alla Bibličtina) venne a compromesso con i cattolici (conferenza di Bratislava) e accettò una nuova ortografia, progettata dal cattolico Hattala (che introdusse fra l’altro la caratteristica ä non presene in altre lingue slave ), che è divenuta l’ortografia dello slovacco moderno (nel 1931 i cechi cercarono di riformarla ma fallirono grazie alla resistenza di molti slovacchi e in primis del partito di Hlinka, il cui luogotenente era Mons. Tiso; i comunisti la riformarono in senso pro-ceco nel 1953 ma il 1/5/1968 una contro-riforma abolì le innovazioni cechizzanti, riflettendo il trend anti-ceco iniziato fin dal 1965), dunque è l’Hattalovčina lo slovacco moderno !!!
      i cattolici sino al 1851 avevano una loro ortografia, la Bernolákovčina creata nel 1790 dal prete Anton Bernolák che non chiamò mai la sua lingua slovacco bensì “slavo pannonico” o similia; ultimo testo in Bernolákovčina, una ristampa, fu stampato nel 1867
      i calvinisti della Slovacchia orientale avevano poi una loro ortografia, di tipo magiaro, che rendeva il dialetto slovacco-orientale un po’ diverso (in passato, esagerando, lo si riteneva polacco così ancora Grellman nel 1795); essa era appoggiata dai magiari e rimase in uso nella diaspora in USA dal 1889 al 1955 ! c’era un giornale chiamato “Amerikanszko-Szlovenszke noviny”
      l’Hattalovčina però vinse e dunque la separazione linguistica dello slovacco dal ceco si avverò..preludio alla separazione politica nel 1939 e poi il 1/1/1993

      • mirkhond says:

        Diceva il grande storico trentino-istriano Ernesto Sestan che “ognuno è QUEL CHE CREDE di essere.”.
        ciao!

  9. mirkhond says:

    50-100 anni

  10. mirkhond says:

    ” i sovietici nella II GM divengono automaticamente “buoni” non appena compaiono i tedeschi
    i crimini sovietici del 1944-1945 (soprattutto 1945) contro i civili tedeschi sono quasi ignorati e/o scusati”

    E’ vero. Anche testi come quelli di Guido Knopp e Anthony Beevor, ne parlano in modo così ampio da farti venire il disgusto per il genere umano…
    Però, Habsburgicus, i Tedeschi nel 1941-1944 nei territori occupati dell’ Urss, non è che si comportassero proprio umanamente, eh!
    Nemmeno con i Polacchi, che avrebbero potuto farseli alleati!
    No!
    Qui trionfò un tenace razzismo DEFICIENTE prima che crudele, che (tranne alcune SELEZIONATE minoranze tipo Baltici, parte degli Ucraini, e alcuni gruppi del Caucaso), non fece altro che DAR MAN FORTE alla propaganda della TIRANNIDE stalinista!
    Insomma per le popolazioni tra Leningrado e il Caucaso tra 1941 e 1944 si passò dalla PADELLA alla BRACE!
    ciao!

  11. mirkhond says:

    Anche se testi ecc.

  12. Pietro says:

    @Roberto: che il valore del passaparola non funziona piu’ se un libro inizia a piacere a qualche categoria come i non italiani

  13. Moi says:

    @ Z

    “Lui è Tornato” quando l’ hai letto ? … Come lo hai scoperto ?

  14. Moi says:

    Giusto per sdrammatizzare un po’, una di quelle “chicche monoteiste” che piacciono a Tortuga :

    http://ktla.com/2013/03/08/chicken-or-church-florida-church-looks-like-a-chicken-to-some/#axzz2bpvsS27S

    Chiesa o Pollo ?

    Ha creato un “Pellefìgrinaggio Secolarizzato” ; -) tutto suo :

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-2287782/Holy-cluck-Church-unlikely-tourist-attraction-hundreds-flock-CHICKEN-face.html

  15. Moi says:

    “Pellegrinaggio” [e.c.] …

    Il fenomeno si chiama in teoria “paraeidolìa”, ma ripeto che per Hitler la cosa è talmente drammatica da dover parlare di “Hitlerofanìa” come fenomeno psico-ottico a sé stante !

    … In effetti, è un po’ _ il principio !! _ come quelle piante nodose o nubi tortuose che “scrivono” il nome di Dio, “Allah” in Arabo ; quei leoni con raucedine che “dicono” il nome di Dio, “Allah” in Arabo e così via … e che già abbiamo visto.

  16. Dif says:

    Salve a tutti, è la prima volta che commento, anche se seguo questo sito già da un po’ di tempo. Innanzitutto ne approfitto per fare i complimenti a Miguel Martinez e a tutti gli utenti per la qualità e la ricchezza degli articoli e dei commenti. Commento questo articolo perché mi ha particolarmente colpito la frase nel commento di Martinez, in cui il nazismo viene definito “Causa Non Causata, senza spiegazione e al di là dello spazio e del tempo”. Questa frase trova particolare riscontro in un libro che sto leggendo, “Il mistero Hitler” di Ron Rosebaum (magari qualcuno di voi lo conosce). Il libro, più che presentarsi come un’ indagine nella psiche di Hitler, parla di tutte le varie teorie interpretative che hanno cercato di spiegare come un caporale austriaco sia diventato un assassino di massa di tali proporzioni, finendo però per confutarle tutte. Ancora non l’ho finito, ma mi pare di aver intuito che la tesi di fondo sia quella, sostenuta anche da altri studiosi che inizialmente hanno tentato la stessa impresa, che spiegare Hitler non solo sia impossibile, ma addirittura “immorale”. Secondo l’autore infatti, qualunque tipo di spiegazione finisce per far sembrare Hitler “vittima” e per giustificarlo. Ad esempio sostenere che abbia subito un trauma infantile, come per esempio le maldestre cure di un medico ebreo alla madre malata di cancro, lo libera dalla responsabilità rendendolo vittima del medico. Sostenere che fosse malato psicologicamente, lo scagiona rendendolo vittima della malattia. Ritenere che le condizioni socio-economiche della Germania dell’epoca avrebbero necessariamente “creato” una personalità come quella di Hitler, lo rende una semplice pedina della Storia, quasi “costretto” a fare ciò che ha fatto. In particolare mi ha colpito questo voler a tutti i costi ritenere Hitler qualcosa di speciale, eccezionale, vederlo come un fenomeno a sé stante, slegato dall’ ambiente che lo circondava. Secondo l’autore l’unico atteggiamento possibile nei confronti di Hitler è l’odio: non bisogna cercare di capire perché ha fatto ciò che ha fatto, bisogna odiarlo e basta, poiché Hitler è il Male (l’autore mostra un certo disappunto sul fatto che ultimamente non si usa più la parola “Male” parlando di Hitler). Premesso che chi cerca una “spiegazione” ad Hitler non intende certo giustificarlo, ma solo capirlo meglio, io ritengo questo atteggiamento sterile e inutile, lo paragono a quello di chi, di fronte ad un dottore che sta indagando le origini del cancro, proprio allo scopo di trovare una cura per combatterlo meglio, dicesse che indagare sul cancro è immorale, che attribuirne le cause magari ad una singola mutazione lo libera delle colpe, che il cancro va odiato e basta, che il cancro è Male. Tutte cose giustissime, ma che alla fine non portano a nulla di nuovo, a nulla di concreto, e che impediranno, qualora il cancro si stesse per ripresentare, di riconoscerne i primi sintomi e di stroncarlo fin dall’ inizio. Sarei curioso di sapere il vostro parere, se magari avete letto anche voi questo libro, o che ve ne è parso leggendo il mio commento, grazie.
    Dif

  17. mirkhond says:

    Per Dif

    Non ho letto il libro in questione, ma condivido ciò che dici.
    La ragione non è “la prostituta del diavolo” come pare affermasse Lutero, ma è un DONO che se ben utilizzato affianco allo spirito critico, può aiutarci davvero a comprendere anche “demoni” come Hitler.
    Ciao e benvenuto!

  18. Moi says:

    @ DIF

    Non lo conoscevo, ma sembra un libro interssante ! … Benvenuto !

  19. mirkhond says:

    Proprio ieri sera sul tubo, mi sono rivisto il film Stalingrado del 1993, film tedesco che (assieme a la Caduta col grande Bruno Ganz nel ruolo di Hitler), mi dice molto di più sullo spirito tedesco proprio perché visto all’INTERNO dell’animo e della psicologia tedesca, piuttosto che i finti tedeschi fatti da inglesi e americani.
    Stalingrado mostra le SOFFERENZE dei soldati della 6°Armata del generale Paulus nel terribile conflitto tra agosto 1942 e febbraio 1943, rendendo i soldati e anche alcuni ufficiali tedeschi, degli ESSERI UMANI, sia pur indottrinati e mandati al macello.
    Mostra il cinismo di Hitler nel pretendere che la 6° Armata resti intrappolata nel kessel (cerchio) stretto dall’Armata Rossa nel novembre-dicembre 1942 e che trasformò gli assedianti in assediati, sacrificando 500.000 uomini, di cui 91.000 erano rimasti in vita al momento della resa di Paulus il 31 gennaio-2 febbraio 1943.
    Di quei 91.000 superstiti, solo 6000 avrebbero rivisto la Germania, dopo la visita di Adenauer a Mosca nel 1955.
    Vedere film che ti mostrano il lato schifoso della guerra, gente impazzita che spara sui propri stessi commilitoni, che si piscia e si caga addosso dalla paura, con gambe e braccia tranciate, amputazioni eseguite a crudo e alla bell’e meglio, il rigore eccessivo di superiori fanatizzati dall’ideologia, i prigionieri russi trattati come IMMONDIZIA, tranne qualche bella soldatessa rossa da stuprare, e tutto ciò da un film TEDESCO, ti aiuta a capire molto meglio la Germania di quei tempi, piuttosto che i polpettoni hollywoodiani stantii e odiosi, perché fatti con la spocchia del vincitore senza macchia e senza paura….

  20. PIERO BARAGETTI. LODI. says:

    OCCHIO ALL’ASSASSINO, LAVA SOLDI ASSASSINI, GIA’ VARIE VOLTE CONDANNATO AL CARCERE: PAOLO BARRAI (BLOG MERCATO “MERDATO” LIBERO… COME ANCHE .. PAOLO BARRAI LAVANTE SOLDI OMICIDA DI COSA NOSTRA, CAMORRA, NDRANGHETA… COME PURE PAOLO BARRAI RICICLANTE SOLDI RUBATI O FRUTTO DI MEGA MAZZETTE DI LL = LEGA LADRONA, PDL = POPOLO DI LADRONI, LIGRESTI MAFIOSO, BERLUSCONI MAFIOSO, NAZISTA, PEDOFILO, LADRONE ED ASSSASSINO ( PUR SE GLI OMICIDI DELL’ASSASSINO SILVIO BERLUSCONI.. SONO ” OMICIDI CON MASCHERINA” DI CUI PRESTO SCRIVEREMO GIORNO E NOTTE.. ALIAS OMICIDI CON MASCHERINA … DI FINTO SUICIDIO, FINTO MALORE, FINTO INCIDENTE)!!!

    LEGGETE, PLEASE, QUESTO SCIOCCANTE COMMENTO SU TRUFFATORE, MEGA LAVA SOLDI MAFIOSI, CAMORRISTI, NDRANGHETISTI, RUBATI E/O FRUTTO DI ENORMI MAZZETTE DI LL = LEGA LADRONA E PDL = POPOLO DI LADRONI, COME PURE, VI ASSICURO, MANDANTE DI OMICIDI: PAOLO BARRAI (VARIE VOLTE IN CARCERE E NON SU WIKIPEDIA). LEGGETE, PLS, E POI, IO, PIERO BARAGETTI DI VIA HAUSSMAN 11/A PRESSO LODI, PURE TRUFFATISSIMO DA CRIMINALE EFFERATO PAOLO BARRAI, MI SCATENERO’. SI, MI SCATENERO´!!!

    CIAO DI NUOVO, SONO PIERO BARAGETTI DI VIA HAUSSMAN 11/A IN LODI, E SONO STATO RAGGIRATO, MI HAN FATTO PERDERE PURE LE MUTANDE, VIA LADRATE, INCOMPETENZE E PRESE IN GIRO, PRESSO MALAVITOSA, MEGA LAVA SOLDI MAFIOSI, LADRONA, CRIMINALISSIMA BSI ITALIA SRL DI VIA SOCRATE 26 MILANO. IN MANO A TOPO DI FOGNA MALAVITOSO VINCENZO BARRAI, ABITANTE IN VIA PADOVA 282 A MILANO E NATO A MILANO IL 3.5.1938. ED ANCOR PIU’, IN MANO A SUO BASTARDO FIGLIO AVANZO DI GALERA, GIA’ 3 VOLTE IN CARCERE, PARREBBE, ANZI, DI CERTO, PURE PEDOFILO PAOLO BARRAI!

    Gruppo di risparmiatori truffati da criminale Paolo Barrai. Da incapace, delinquente, ladro e vigliacchissimo Paolo Barrai di Mercato Libero (malavitoso spietato, nato a Milano il 28.6.1965 e, prima di ora, scappare come un ratto vile, in Svizzera, facente sue mega delinquenze in cravatta, da Via Ippodromo 105 Milano).

    Ciao, sono Antonella di Milano, e faccio parte di un foltissimo gruppo di clienti truffati dall’assolutamente criminale Paolo Barrai di Mercato Libero. Costui è davvero uno spietato delinquente. A tutti noi, uniti ora in una associazione ” risparmiatori truffati dal criminalissimo Paolo Barrai di Mercato Libero ” e siamo gia’ in cinquanta, dico, cinquanta”, di tutta Italia e Svizzera, ci fece andare corti ( al ribasso) sul mercato azionario italiano a inizio marzo 2009. Abbiam perso quasi tutti tra il 50 e il 90 per cento dei nostri investimenti. E quando lo telefonavamo per chiedere semplicemente che fare, mentre il mercato saliva rapidissimamente, egli, come un vile ratto, scappava, si faceva sempre negare al telefono. Mandavamo e mails, nessuna risposta. Citofanavamo agli uffici di ultra truffatrice, ultra malavitosa, ultra ladrona Bsi Italia Srl di Via Socrate 26 a Milano di suo padre Vincenzo Barrai, ci vedeva dalla telecamera e nemmeno ci rispondeva.Nemmeno ci apriva il cancello di entrata. Io non sto offendendo, sto dicendo la mera verità. E fra poco la faremo sapere a fior fior di Tribunali di mezza Italia. Che i delinquenti ti debbano fare fessa, e pure non permettano replica, no eeeee. Il neofascismo e la mafia del criminale, del delinquente, del ladro, del truffatore, del professionalmente incapacissimo Paolo Barrai di Mercato Libero alias Mer-d-ato Libero, a noi non fa nessuna paura. Una truffata dal malavitoso falso e vigliacco Paolo Barrai di Mercato Libero. Antonella di Milano. PS Mi ha bruciato 700.000 euro. Tutto quello che avevo. Ma a tanti altri ha bruciato 1, 2, 3, 5, 7, 9, 10 milioni di euro. Facendo comprare il gas naturale a 5$ e passa, che in poche settimane crollava a 2$. Senza che lui prendesse telefonate, rispondesse ad emails. Senza dare indicazione alcuna a noi clienti terrorizzati! Come uno struzzo, che dalla paura e coscienza di essere incapacissimo a livello di fiuto per investimenti, mette la testa sotto la sabbia. Paolo Barrai, oltre ad essere il peggiore consulente per investimenti borsistici o di qualsiasi altro tipo, ove inesorabilmente sbaglia sempre, ove mai, mai e ri mai ne azzecca mezza, è un irresponsabile, codardo, ladro, truffatore, criminale, falsissimo. E mi dicono che ha pregressi, pure varie condanne al carcere. Aaa, ad averlo saputo prima e non essermi fidata della Lega Nord, di cui ero parte, e che mi ha messo in contatto con sto brucia tutti i risparmi e super truffatore. Ora mi son sfogata qui. Presto lo ri faró in fronte a polizia, carabinieri, magistrati, giudici! E con me, almeno altre 50 persone! Oooo!! Non cascateci, ne scrivo proprio per questo, via dal criminale, delinquente, ladro, truffatore, professionalmente incapacissimo Paolo Barrai di Mercato Libero!!!!! BASTA ANCHE CON STA LEGA LADRONA CAPACE SOLO DI ACCUMULARE MAZZETTE DI FINMECCANICA E GHEDDAFI, PER CENTINAIA DI MILIONI DI EURO! CAPACE SOLO DI FREGARE TONNELLATE DI SOLDI VIA QUOTE LATTE E RIMBORSI ELETTORALI! E POI METTERE TUTTO ALL’ESTERO, PRESSO CRIMINALISSIMA FINTER BANK LUGANO DI MALAVITOSI IN CRAVATTA FILIPPO CRIPPA E GIOVANNI DEI CAS (MA DI CERTO NON SOLO), PROPRIO ATTRAVERSO QUESTO COLLETTO VERMINOSO, DA RINCHIUDERE IN GALERA E SUBITO, DI PAOLO BARRAI ( CHE OLTRE A RICICLARE SOLDI DI LL, LEGA LADRONA E PDL, POPOLO DI LADRONI, PRESSO FINTER BANK LUGANO, CI RICICLA ANCHE CASH ASSASSINISSIMO DI MAFIA, CAMORRA E NDRANGHETA)! FRA L’ATRO, PURE NOTO PEDERASTA PAOLO BARRAI DI MERCATO LIBERO: CHE SODOMIZZA I FIGLI COSTANZA BARRAI E RICCARDO BARRAI DA QUANDO NATI, COME BEN SANNO TUTTI, IN VIA IPPODROMO 105 A MILANO, OVE VIVONO!!!

  21. habsburgicus says:

    @Mirkhond….
    non vorrei disilluderti, ma un film tedesco non è assolutamente garanzia di maggiore obiettività rispetto al III Reich di quanto siano i film anglo-americani, o forse sì ma solo di poco…infatti la Germania postbellica (specialmente da fine anni ’60) è oppressa da “sensi di colpa” e da quello che potrebbe chiamarsi contro-patriottismo che la rende ricettiva della propaganda anti-tedesca, in primis di quella sovietica..io ho sempre saputo che i tedeschi saranno stati colpevoli di tutto ma non di stupro (almeno la Wehrmacht)..per carità eccezioni ci saranno sicuramente state, è umano, ma io non avrei qualche dubbio…per carità, ripeto, può essere, sono semplicemente molto scettico…così come sono molto scettico sul valore storici dei film titimi :D

  22. mirkhond says:

    Non quanto ci sia di vero nella vicenda del reparto tedesco protagonista del film.
    Nella parte finale, il tenente e i suoi uomini supersiti, uccidono un capitano della feldgendarmerie particolarmente fanatico, e scoprono nel suo ben fornito bunker, una ragazza russa imbavagliata e legata in un letto.
    La ragazza, con evidenti segni di violenza, era una soldatessa che già in precedenza si era scontrata col reparto tedesco in questione.
    Quando i soldati, ormai assiderati e distrutti psicologicamente nel kessel di Stalingrado ormai prossimo alla resa, lasciano al loro comandante “l’onore” di stare per primo con la donna, il tenente uomo d’onore e soldato all’antica, libera la donna e NON la tocca.
    Lei, per riconoscenza si offre di guidare i superstiti del reparto fuori dal kessel, ma nella steppa innevata e sconfinata verrà uccisa proprio dai proiettili russi, dopo che, invano, aveva gridato in russo ai suoi…
    I Tedeschi che la seguivano invece, semplicemente muoiono assiderati….

  23. mirkhond says:

    Sempre per Habsburgicus

    Nel film citato, si vede anche un cappellano militare che incita la 6°Armata a combattere per i “valori dell’Occidente Cristiano” contro la “barbarie ORIENTALE dell’ateismo” e indica il motto Dio è con noi (Gott mit Uns) inciso nei cinturoni dei soldati.
    Ora, domandina per te:
    I cappellani militari nella wermacht del 1933-1945 erano solo protestanti oppure, nonostante gli screzi col Papen (a partire dal 1937), vi erano anche cappellani cattolici?
    ciao!

  24. mirkhond says:

    Sulla storia che i Tedeschi non stupravano, ti dirò che non mi ha mai davvero convinto fino in fondo.
    Primo perché l’uomo è uomo.
    Secondo perché la guerra è guerra, e in una guerra di una tale SPIETATEZZA E DISUMANITA’ come quella tedesco-sovietica del 1941-45, la gente impazzisce e si incrudelisce….
    Terzo perché, dal cosiddetto “archivio della vergogna” scoperto a metà degli anni ’90 in Italia, tra le atrocità naziste del settembre 1943-aprile 1945 sono emersi anche casi di stupro da parte di soldati tedeschi, anche verso bambine.
    Il tutto messo a tacere per 50 anni, per ragioni di stato, dovute ai nuovi rapporti nato ed unionistici europei con la Germania federale post 1949.
    Infine Arrigo Levi (che per te ovviamente è fonte inattendibile, per noti motivi :) ), in un ciclo di documentari sulla Russia comunista, andati in onda sulla rai nel 1996, afferma che i Tedeschi in Russia stuprarono le donne…
    Del resto i Russi per il Nazismo erano SPAZZATURA…..

    • maria says:

      Secondo perché la guerra è guerra, e in una guerra di una tale SPIETATEZZA E DISUMANITA’ come quella tedesco-sovietica del 1941-45, la gente impazzisce e si incrudelisce mirk

      maria
      appunto, a sant’anna di Stazzema nell’agosto 1944
      furono ammazzati cinquecento civili tra donne, bambini e vecchi, senza nessuna logica militare come non ve ne fu quando il 28 luglio del fatidico 1943 la Royal Air force accompagnata dall’ottava flotta aerea americana, pur tra contrasti, sganciò su Amburgo diecimila tonnellate di bombe dirompenti incendiarie su quartieri scelti a tavolino, e proprio perché densamente popolati al fine di annientare e distruggere tutto dalle fondamenta, in un modo senza precedenti –

      Sono due episodi diversissimi eppure facce della stessa medaglia, sempre la medesima in ogni guerra, e in special modo nella fase finale della resa dei conti.

      Sulle quelle distruzioni e sul senso di colpa del popolo tedesco che rende per decenni quasi un tabu l’annientamento bestiale cui fu sottoposto nelle diverse città segnalo il libro di W.G Sebald, Storia naturale della distruzione, che affronta anche come gli intellettuali e i singoli reagirono appunto a quegli eventi.

  25. Moi says:

    @ PINO

    Dici che ‘sta roba qui dell’ Hitler Antirazzista l’ ha fatta un Israeliano Sionista ?

    (Per comodità te la rimetto)

    http://www.youtube.com/watch?v=fLd-cydeENs

    • PinoMamet says:

      C’è scritto che lo hanno fatto dei tizi del sito White Rabbit Radio: sono andato a vedere e non ho capito bene chi siano e cosa pensino.

      Hanno delle altre animazioni sul “genocidio dei bianchi”, un argomento su cui sembrano un po’ fissati; ma anche sui bianchi che uccidono i nativi americani…
      scrivono robe tipo “anti-racist is code for anti-white”.

      Da quello che ci capisco, sono statunitensi, che da noi sarebbero “di destra” (con tutti i caveat di Miguel sull’uso di questa terminologia riferita agli USA) nel senso che non gli piacciono gli immigrati né i liberal che aiuterebbero gli immigrati, e Israele è per loro ovviamente “una piccola America” in cui si rispecchiano…

      rimane da chiarire: se sono a favore dei bianchi, perché poi mettono il cartone coi bianchi che ammazzano i pellerossa?
      Ma su questo credo che la Lega ci fornisca la chiave di lettura, con i suoi manifesti col capo indiano “anche noi abbiamo subito l’immigrazione, e adesso viviamo nelle riserve”.

      O forse è tutto finto, non so.

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