Siria, bufale e controbufale. Repubblica fa la solita figura

Quando Repubblica – o i media occidentali in generale – ci raccontano qualcosa della Siria, citano quasi sempre come fonte l’Osservatorio dei diritti umani in Siria, che suona come cosa assai seria e credibile.

L’Osservatorio consiste in un solo uomo. Un proprietario di un negozio di abbigliamento, tale Rami Abdulrahman, che abita in un piccolo appartamento a Londra.

Noi abbiamo solo la sua parola, per credergli quando sostiene di dormire appena quattro ore e mezza la notte, perché è sempre collegato con i suoi innumerevoli informatori virtuali sul campo.

Di sicuro, sappiamo solo che ogni mattina produce un comunicato che dà ai giornalisti ciò che vogliono: numeri. Tanti, tanti numeri.

In realtà, esiste un altro siriano a Londra che sostiene di essere lui il fondatore dell’osservatorio, e che “Rami Abdulrahman” non esiste: dice che si tratterebbe di un certo Osama Ali Suleiman, che avrebbe rubato le password del sito, impossessandosene.

Insomma, quasi tutto ciò che il teledipendente medio sa della guerra civile siriana dipende dalla fede che i gestori dei media hanno in questo misterioso signore londinese.

Ora, l’Osservatorio/studiolo londinese è decisamente antigovernativo e schierato con i ribelli.

Poi, una volta su mille, Repubblica ci presenta una notizia che porta il lettore a schierarsi invece contro i ribelli. E quando lo fa, ricorre a una bufala, che adesso esploreremo nel dettaglio.

Leggiamo sul sito di Repubblica questo drammatico titolo:

Libano, le donne spedite in Siria
costrette a fare sesso con i combattenti

E siccome siamo in Italia, la notizia è preceduta da una sorta di cartellino che indica il sentimento che il Buon Lettore deve provare mentre legge la notizia:

DIGNITA’ OFFESE

Ecco il succo della notizia, riportata da Mauro Pompili:

“BEIRUT - Donne di conforto per gli uomini dei gruppi jihadisti che combattono in Siria. È questa una delle ultime tragiche novità che arriva dal fronte siriano. Decine, forse centinaia, di giovani donne, è sufficiente che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, sono reclutate in Tunisia e Somalia, trasportate clandestinamente in Siria e qui obbligate a concedersi ai miliziani che combattono le truppe di al-Assad per onorare il “jihad ennikah”, ovvero il “matrimonio con chi fa la guerra santa”.”

L’unica fonte citata è l’intervista che un certo Abou Koussay, “miliziano tunisino che ha combattuto ad Aleppo”, avrebbe rilasciato al quotidiano tunisino Assarih.

L’intervista esiste. Non sono riuscito a trovare l’originale (il sito di Assarih pare che sia attualmente inagibile a causa di hacker islamisti), ma da varie sintesi che compaiono su altri siti, ricostruisco che è stata rilasciata lo scorso 22 marzo: evidentemente il tempo che la notizia ci ha messo per arrivare da Tunisi a Beirut (come da misterioso incipit dell’articolo) e da lì all’orecchio di Mauro Pompili.

In questa intervista, che riguarda sostanzialmente la maniera pessima in cui i jihadisti tunisini vengono trattati dai loro compagni di avventura, si aggiunge che Abou Koussay

“ha anche confermato la presenza di 13 ragazze che si sono impegnate nel Jihad del Nikah, e chi le sovrintende non è altri che l’ex danzatrice della catena televisiva ‘’Ghinwa’’ nota come ‘’Oum Jaafer’’.”

Insomma, un’ex-velina ha organizzato un gruppo di amiche.

Mauro Pompili però allarga il discorso, introducendo una certa “Naada Gibrihil, portavoce di un’associazione di donne islamiche”. La grafia è assurda per chiunque abbia nozioni anche minime di arabo, ma persino cambiando il nome in qualcosa di più credibile (ad esempio “Nada Jibril”), non se ne trova traccia su Internet.

Comunque, da qui arriviamo alla vera e propria bufala:

“La fatwa assolve i miliziani e condanna le donne. L’abuso sulle donne è uno dei maggiori drammi in tutte le guerre. Per gli estremisti che stanno combattendo in Siria è, però, proprio il loro integralismo a complicare, almeno sul piano religioso, l’applicazione di questa pratica disumana. “La soluzione per loro è arrivata dall’Arabia Saudita, grazie allo Sceicco wahabita Mohammed al-Arifi – continua Naada Gibrihil – che ha fatto un appello per l’arruolamento delle donne per la jihad in Siria, e contemporaneamente ha emanato una fatwa (sentenza in materia di diritto religioso ndr) dal titolo: La jihad attraverso il matrimonio in Siria”. In questo modo dal punto di vista religioso è stata concessa liceità ai rapporti sessuali dei combattenti sul suolo siriano alla sola condizione che siano celibi o lontani dalle mogli.

Gli effetti devastanti della sentenza. Grazie alla fatwa possono contrarre un matrimonio della durata di un’ora, con donne non sposate o ripudiate. Soddisfatte le proprie necessità al miliziano sarà sufficiente ripetere per tre volta la formula rituale del ripudio per annullare le nozze. Così un altro combattente potrà sposare la stessa donna, e il gioco atroce si continuerà a ripetere. Per di più non è necessario che la donna acconsenta al matrimonio temporaneo”. Gli effetti di questa sentenza sono devastanti anche per tutte le donne delle zone di guerra. “Grazie alla stessa fatwa, si possono stuprare le donne siriane. Basta sposarle temporaneamente anche contro la loro volontà. Sappiamo poco dalla Siria, quel poco ci fa pensare a migliaia di donne che hanno subito questo stupro religiosamente lecito”.

Il “matrimonio a tempo”, zawâj al-muta’ah, è un curioso istituto, ammesso in alcuni ambienti sciiti, che permette una convivenza provvisoria, senza necessità di autorizzazione delle rispettive famiglie di origine. Secondo alcuni imam permette a una coppia di conoscersi e decidere se fondare su basi più permanenti il loro rapporti; ma può anche diventare una forma di prostituzione – anche se allo scadere del matrimonio, la donna non può risposarsi per due cicli mestruali, e quindi non ci si potrebbe certamente costruire su un’industria.

Da secoli i sunniti inveiscono contro questa usanza, simbolo dell’erotica perversione degli sciiti: la storia delle polemiche tra correnti islamiche è imbevuta sin dalle origini di accuse a sfondo sessuale di varia natura, in cui comunque gli “eretici” (e quindi gli sciiti) fanno sempre la figura dei libertini che non sanno far rigare dritto le donne.

Ora, Mohammed al-Arifi, il predicatore saudita cui si attribuisce la fatwa, è un esaltato predicatore saudita, che vanta 3,5 milioni di seguaci su Twitter e 1,4 su Facebook – mai confondere islamismo estremista con tecnofobia.

Da anni, conduce una campagna rumorosa di istigazione alla violenza contro il governo siriano e – appena più indirettamente – contro gli sciiti.

Nel dicembre del 2012, la televisione libanese al-Jadid inizia a far girare l’immagine di un presunto tweet, attribuito al canale Twitter dell’e-predicatore:

Un falso evidente, vista che il numero di caratteri supera i 140 ammessi su Twitter. E comunque è stato smentito più volte dallo stesso predicatore.

Ora, è istruttivo seguire la diffusione del falso.

Innanzitutto, viene ripreso, senza particolare seguito, dalla TV iraniana, evidentemente interessata a screditare i nemici della Siria.

Contemporaneamente, lo riprendono, con ben altri intenti, i media neocon e islamofobi, a partire dal sito RadicalIslam.org, che appartiene al Clarion Fund, che come abbiamo visto è a sua volta un’emanazione dell’organizzazione sionista di destra, Aish Ha-Torah, quella che finanziò la diffusione di ben 28 milioni di DVD del film Obsession nelle case statunitensi.

Dal sito RadicalIslam.org, che possiamo dire di “destra”, la notizia passa a “sinistra”, quando la riprendono vari siti progressisti, da Salon a Alternet, questa volta presumibilmente in base al principio, “se qualcosa ferisce la dignità delle donne, deve essere vero”.

E così, il falso inizia a viaggiare per tre canali politici diversissimi – i sostenitori del laico governo siriano, i fallaciani antislamici e femministe e progressisti vari.

Perché dentro quei canali, scorre un’irresistibile onda di pettegolezzo erotico, in grado di travolgere anche i più potenti castelli dei predicatori fesbuchiani e tuitteranti.

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204 Responses to Siria, bufale e controbufale. Repubblica fa la solita figura

  1. Francesco says:

    lo penso da sempre: Repubblica delendissima est

    fanno i pataccari da sempre ma riescono a dare alle loro patacche una patina di credibilità

    credo, invece, che alle patacche dei giornalacci di destra non credano granchè neppure i loro lettori

    cercasi volontari per l’operazione “pulizia”, astenersi non addestrati da MM o non reduci da campagne sanguinose

    • Z. says:

      Ci credono anche loro, eccome se ci credono…

      • Francesco says:

        OK

        facciamo piazza pulita totale

        • Z. says:

          Ma io sono un obiettore di coscienza, per di più panzone. Non farei paura a nessuno. E se prendessi in mano un’arma riuscirei solo a spararmi nelle palle…

        • Francesco says:

          vabbè, è l’idea che conta, mica vorrai veramente caricare una mezza dozzina di TIR con 8 quintali di C4 ciascuno e demolire i palazzi dove scrivono quelle porcherie di quotidiani

          pensa ai poveri studenti obbligati a sorbirsi le cerimonie per i Martiri della Libertà di Stampa!

        • Z. says:

          Dentro di te brucia furente Mefisto, il Signore dell’Odio.

          Ma pure Baal, il Signore della Distruzione.

          Dovresti farti una partitella a Diablo III.

          :D

        • Francesco says:

          pensavo di scrivere un ciclo di romanzi cyberpunk con protagonista un’organizzazione terroristica cattolica che decide di “purificare” con forti dosi di esplosivi di vario tipo le varie sedi del Nemico nel mondo occidentale

          che so, il Parlamento europeo, la redazione del Vernacoliere, un centinaio di cliniche abortiste negli USA e così via

          però mi sembra una stronzata e non ho iniziato

          ;)

  2. Argomento affrontato e liquidato da mesi, quello di questo “Osservatorio”.

    http://iononstoconoriana.blogspot.it/2013/02/la-libera-informazione-e-la-repubblica.html

    L’atteggiamento della “libera informazione” nei confronti degli eventi sul terreno è, di solito, improntato alla negazione dell’evidenza.
    I casi di rinsavimento sulla via di Damasco sono piuttosto rari, uno di questi riguarda Amedeo Ricucci, passato da scrivere cose come questa
    http://www.amedeoricucci.it/la-scorreggia-che-seppellira-assad/
    ad altre produzioni ben più dubitative.
    Nel caso di Ricucci, il rinsavimento sulla via di Damasco ha avuto come catalizzatore una bruttissima esperienza personale.

    Nei commenti dello scritto in link si trovano anche alcune nostre argomentate considerazioni sulla “libera informazione”.

  3. mirkhond says:

    in base al principio, “se qualcosa ferisce la dignità delle donne, deve essere vero”.

    Tipico dei tempi in cui viviamo, col quotidiano, martellante scassamento di balle da parte dei tiggì sul “femminicidio”….

  4. Per Mirkhond

    “in base al principio, “se qualcosa ferisce la dignità delle donne, deve essere vero”.

    Tipico dei tempi in cui viviamo, col quotidiano, martellante scassamento di balle da parte dei tiggì sul “femminicidio”….”

    Vero in parte, però attenzione a cercare i meccanismi più generali dietro comportamenti di questo tipo.

    I liberali “sanno” che il governo di Assad è cattivo, quindi è vero tutto ciò che dice l’Osservatorio.

    Gli iraniani “sanno” che i sauditi vogliono sterminare gli sciiti e ridurre le donne a prostitute degli sceicchi, quindi è vero il presunto fatwatwitto.

    Gli islamofobi “sanno” che i musulmani (sciiti compresi) stuprano le donne, quindi è vero il fatwatwitto.

    Gli europei progressisti sanno che le culture inferiori sono pieni di cattivi stupratori e di donne da salvare.

    Certi cattolici sanno che i pedosatanisti sono in agguato ovunque, e quindi le maestre di Rignano Flaminio devono essere colpevoli.

    Gli anticomunisti sanno che i comunisti fanno stragi, quindi tutto ciò di cui si accusa Pol Pot è vero in partenza.

    Le femministe sanno che i maschi sono molestatori, e quindi ogni singola molestia deve essere vera.

    Gli antifascisti sanno che i fascisti sono mostri, e quindi in ogni rissa mai avvenuta in Italia tra “destri” e “sinistra”, si sa che sono stati i fascisti a cominciare.

    Le singole accuse sono vere, perché è vera l’accusa generale.

    • Francesco says:

      ottima analisi, di una mentalità distorta

      funzi0na anche con la storia del Ponte Vecchio?

      :D

      • PinoMamet says:

        Sì, con la tua ;)

        a parte gli shcerzi: sì, sei stato davvero un ottimo esempio di questa mentalità. Tu sai (vediamo se funziona il corsivo) che i ferraristi hanno ragione, e nessun documento mai ti farà cambiare idea.

        • Francesco says:

          voi SAPETE che i ricchi sono ladri e schifosi, quindi non avete bisogno di aspettare i dettagli per indignarvi e chiedere più tasse

          altro che la paginetta del sito del Comune di Firenze …

        • roberto says:

          noi sappiamo che:

          – il ponte è stato completamente chiuso senza preavviso
          – il ponte è stato chiuso per la festa dei ferraristi
          – l’unico documento ufficiale del comune di firenze dice 2500 euri (documento che il comune non smentisce mi pare)

          siccome non sono complottista, ne deduco che il ponte è stato chiuso completamente e senza nessun preavviso per la festa dei ferraristi in cambio di 2500 euro

          quali dettagli mancano?

        • roberto says:

          a voler essere generoso posso anche contare i 13000 euro per il restauro della pala.

          quindi facciamo che la serata a pontevecchio costa 15000 euro. per 100 persone, 150 euro a cranio.
          un affarone….

        • Francesco says:

          ADESSO non manca quasi più nulla, se non la talmente gigantesca idiozia della cosa da renderla quasi incredibile

          insomma, 2.500 euro è una cifra insultante, manco ci affitti un appartamento per farci due scene di un telefilm

          però magari a Firenze usa così, fare le porcherie alla grande

        • PinoMamet says:

          Siamo sempre lì.

          visto che 2500 euro, per la chiusura totale di Ponte Vecchio a uso privato (e senza i dovuti preavvisi, ecc.) è una cifra ridicola, il resto del mondo lo trovo insultoso, Francesco invece si precipita a non crederci.
          Perché lui sa che ciò che fa il privato ricco è sempre bello, buono e utile a tutti…

        • roberto says:

          ok allora siamo d’accordo per un terzo (la cifra è ridicola).

          restano ancora la questione del preavviso (che per me devi dare anche se è montezemolo che vuole il ponte) e della chiusura totale (che per me non puoi concedere nemmeno a montezemolo)

          non pensare ai pulciosi abitanti di firenze o ai tristissimi turisti olandesi che si portano anche l’acqua da casa.

          pensa al magnate russo che arriva con il suo elicottero d’oro massiccio in piazza della signoria per comprare una collanina da uno sbiriliardo di dollari alla sua manza in uno degli orefici sul ponte e trova il ponte chiuso.
          bella pubblicità….

          ;-)

        • Francesco says:

          Pino,

          la tua disponibilità a credere ti rende un perfetto elettore di Berlusconi

          non hai visto X Files?

          diffido sempre delle notizie troppo in accordo con le mie idee

          ciao

        • PinoMamet says:

          Allora fidati di questa, visto che è in assoluto disaccordo con le tue idee.
          Comunque non me la sono inventata io, la scrive il Comune di Firenze, che, ripeto per l’ennesima volta, avrebbe semmai tutto l’interesse a dire di aver ricevuto le somme astronomiche millantate da Renzy.

        • Z. says:

          Pino,

          secondo me il Comune – che, per evidenti ragioni semantiche, è per definizione Comunista – ha tolto tre zeri alla cifra per gettare discredito su Renzie e sui suoi amici benestanti :D

        • Francesco says:

          trovo credibilissima l’ipotesi di Z

          :D

  5. Per Io Non Sto Con Oriana

    Cito la parte essenziale del post che INSCO a suo tempo scrisse a proposito dell’Osservatorio:

    http://iononstoconoriana.blogspot.it/2013/02/la-libera-informazione-e-la-repubblica.html

    ” Il Regno Unito ospita l’autorevole, prestigioso e documentato “Osservatorio siriano per i diritti umani” le cui ciarle vengono considerate oro colato da tutto l’occidentalame gazzettiero. Secondo lo stesso mainstream “occidentale” gli ipse dixit sui “diritti umani” nella Repubblica Araba di Siria sono frutto del “lavoro” di un certo Rami Abdulrahman, che da un paio d’anni -quando non è occupato a mandare avanti una botteghina di vestitini in cui lavora anche la moglie- rendiconta puntualissimo e pignolo i successi dei “ribelli” e del “libero esercito siriano” che combattono contro le truppe regolari della Repubblica Araba di Siria, alle quali ha cura di ascrivere d’ufficio ogni nefandezza inventata o meno, venendo il più delle volte smentito nel giro di qualche ora.
    E’ essenzialmente grazie al signor Abdulrahman se da due anni a questa parte “il regime di Assad ha le ore contate”.
    Il tutto, da un terratetto con due camere di Coventry.
    E non da un sottoscala di Londra, come pensavamo noi.”

  6. Per Francesco

    funzi0na anche con la storia del Ponte Vecchio?

    Certo, infatti ci ero cascato come un pollo quando il sindaco ha parlato di 120.000 euro e di un taglio alle vacanze dei bambini disabili.

    Solo dopo mi sono ricreduto.

  7. Un altro caso…

    un mufti giordano ha emesso una fatwa riguardante la questione di donne violentate dall’esercito siriano; poco dopo, gli viene attribuito una fatwa che… autorizzerebbe i sunniti a violentare donne cristiane e alawite:

    http://freehalab.wordpress.com/2013/06/05/shaykh-musa-furber-exposes-the-rape-fatwa-hoaxes/

    Anche questa falsa fatwa, smentita peraltro dal diretto interessato (e la smentita ha una certa importanza in questi casi, visto che si tratterebbe appunto di un parere legale, ragionata e documentata, e non di una battuta di cui magari ci si potrebbe vergognare), sta facendo furore in rete.

    Cercate in rete al ajlawni fatwa e vedrete…

  8. Comunque è interessante valutare, con distacco, l’efficacia delle diverse balle-proiettile.

    “Dittatore pazzo fa sparare sulla folla” vale, poniamo, cinque punti.

    “Soldati del dittatore pazzo violentano bambine” vale dieci punti.

    Ma:

    “Predicatore saudita autorizza sesso sfrenato su ragazzine indifese citando Corano” vale cinquanta.

    Il bello è che i racconti ad alto punteggio non solo costa poco produrli, ma non richiedono nemmeno una regia: basta un tizio qualunque, in qualunque parte del mondo, che costruisca una “fatwa” e la lanci su Facebook, mettendoci una firma sunnita qualunque. Ci penseranno i consumatori a diffondere avidamente il prodotto.

    Quindi l’arma-bufala si ritorce contro la stessa linea antisiriana dei media…

  9. Tortuga says:

    … Osservatorio dei diritti umani in Siria … un solo uomo …

    Un solo uomo … come Miguel! :D
    Anzi, a dir la verità qui si potrebbe fare pure un bel gruppetto di lavoro.

    due cicli mestruali

    Perché io sapevo “tre” e non due?
    Da qualche parte mi pare pure di ricordare un 4.

  10. Per Tortuga

    “Perché io sapevo “tre” e non due?”

    Può anche darsi che vari.

    Penso che sociologicamente, il matrimonio a tempo sia ritagliato sulla figura della “distinta signora” che si sposa di tanto in tanto con mercanti benestanti che stanno per mesi o anni lontani da casa: immagina il mercante marocchino arrivato a dorso di cammello in Afghanistan.

    Permette di “neutralizzare” una situazione di questo tipo, senza che si getti discredito sulla signora in questione.

    Allo stesso tempo, non ha nulla a che fare con la prostituzione da catena di montaggio, e infatti i tempi nulli dopo la separazione non lo permetterebbero.

    • Tortuga says:

      L’esempio che fai si adatta ad un caso raccontato sul forum del waziristani (il quale nel frattempo credo abbia cambiato ancora nome) di un signore egiziano musulmano il quale in Italia per lavoro desiderava sposare.
      Quando però ha telefonato alla moglie in Egitto per chiedere il permesso lei gli ha risposto: “Se fai una cosa simili chiedo il divorzio e ti tolgo i figli” e gli ha riattaccato il telefono in faccia. La storia viene raccontata dalla lei italiana (se dicente cattolica) che avrebbe fatto da seconda moglie.

      Credo però che potrebbero esservi altre ragioni per prevedere rotture matrimoniali premature.

      Ad esempio, dopo averci pensato su un bel po’ perché non mi raccapezzavo all’idea che due musulmani dovessero sposarsi senza conoscersi (sai le fregature!), mi sono resa conto che nel complesso delle norme islamiche che regolano matrimonio e divorzio, esistono degli strumenti che sembra potrebbero consentire una sorta di fidanzamento all’interno del matrimonio.
      Ad esempio ho trovato che possono essere stabiliti tempi dilazionati per l’offerta della dote da parte del marito alla moglie: una parte può essere data al momento del matrimonio, ed un’altra parte quando lo stesso è stato consumato (fatta salva la parte stabilita per il momento di un eventuale divorzio), il che presume che ci possa sposare ma rimandare il momento in cui il matrimonio viene consumato, e quindi eventualmente “divorziare” prima di consumarlo.
      In pratica significa potersi conoscere, far fronte al rischio di rapporti con conseguente possibilità di procreazione, garantire -nel caso- la parternità ed i diritti/doveri del padre, ed allo stesso tempo, non vincolare a vita i coniugi nel caso di sgradite sorprese.
      Se si pensa ai nostri lunghi interminabili “fidanzamenti” in essi la donna non è in nulla garantita e nemmeno la eventuale prole possibile a seguito di rapporti prematrimoniali.
      Devo ammettere che approfondire il diritto matrimoniale islamico sarebbe davvero molto interessante.

      Altrettanto interessante è il flusso di modifiche alla regola coranica che è possibile generare, e ancor più interessante sarebbe poterne comprenderne i criteri, se sono stabiliti.
      Non ricordo ora a mente se nella prima o nella seconda sura, è fatto esplicitamente divieto parimenti sia a donne che a uomini di sposare un/una non musulmano/a.
      Nella realtà gli uomini possono legittimamente infrangere questa prescrizione, le donne no (ed è propriamente un po’ questa la cosa che infastidisce).

      Queste possibilità di modificazione però dimostrano che non è affatto detto che l’interpretazione della norma debba dirigersi verso soluzioni “sharaidiche” e non da qualche altra parte.

      L’islam sembra piuttosto poter scegliere dove dirigersi molto più di quanto non voglia (o non ci si voglia) far credere.

  11. Per Tortuga

    visto che ti divertono queste cose, qui puoi trovare un po’ di materiale:

    http://www.mutah.com/home.htm#Why

  12. habsburgicus says:

    @Miguel
    post bellissimo, magistrale e pure investigativo :D (non ti sfugge niente…meglio di Sherlock Holmes, per restare nel Regno Unito :D)

    P.S: pretendere che un giornalista mainstream sappia la differenza fra wahhabiti (sunniti hanbaliti ultra-radicali) e sciiti duodecimani (ja’fari) è un po’ troppo :D se fossero persone colte non scriverebbero su quei giornali, diamine !
    mitica la forma Naada Gibrihili :D

    • Tortuga says:

      Io ho trovato questo elenco di tradizioni ulteriori rispetto a sciiti e sunniti:
      BAKILITI
      DRUSI
      YAZIDI
      IBADITI
      KHARIJITI
      MUTAZILITI
      WAHABITI
      HASHEMITI
      ASSASSINI
      ZAYDITI
      ISMAILITI
      CARMATI
      FATIMIDI
      NIZARITI
      MUSTA´LIENI
      DUODECIMANI o IMAMITI
      NUSAIRITI
      ALAWITI
      MAHDIYA
      SANUSI´A
      AHMADITI
      AHL-I-HAQQ
      SHAIKHISMO
      BABISMO e
      BAHA´ISMO
      qui
      http://www.parlalex.it/pagina.asp?id=2827

      E’ una roba da uscire pazzi.
      Mi ha fatto ridere la categoria “assassini”.
      Insomma ce n’è per tutti i gusti e se contiamo le possibili “misture” non se ne viene a capo più :D

      • Z. says:

        Non è una categoria! A quanto ho capito, dovrebbe essere il nome (sbagliato) che noi infedeli usiamo per riferici ai Nizariti.

        http://en.wikipedia.org/wiki/Assassins

      • PinoMamet says:

        Io conobbi una famigliola baha’i, molto simpatici, un po’ fighettini;
        è uno yazida, anche lui simpatico, gay.

        • Tortuga says:

          Beh, vuol dire che invece di essere 25 saranno 24, ma sono sempre tante!! :D

          Beh, siete ben preparati. Io non sapevo neppure che i Baha’i fossero musulmani, pensavo fosse una religione a se stante.
          Pensa che ignorante! :D

        • PinoMamet says:

          No no, che ne so io? Io li conosco e basta, intesi come persone…
          anche io penso che siano una religione a sè stante (ma anche gli yazidi..)

        • Tortuga says:

          Una cosa semplice che sia una, quella e basta, al mondo non si trova :D

        • PinoMamet says:

          Io proporrei la Grande Semplificazione delle religioni, così come proporrei quella dei popoli.

          Davvero, non capisco che senso possa avere tutta questa atomizzazione. Una volta erano tutti Persiani o Turchi, per dire, adesso sono pashtun, mazandari, tajiki… oppure uzbeki, kirghizi, uiguri…
          erano tutti russi, mo’ so’ bielorussi, ucraini e così via (adesso Habsburgicus mi cazzia ;) )

          un po’ posso anche capire, ma mi sembra davvero eccessivo.

          Anche le religioni, c’hai ragione tu, non fanno che moltiplicarsi e dividersi fino a livello cellulare, proprio come i komunisti che citi più giù :D

          mettiamone tre o quattro principali, e quelle so’! :D

          Io proprongo il Vabenetuttismo:
          credi in un Dio solo? va bene.
          In molti? va bene uguale.
          Dici che i gay sono contronatura? ok.
          Che sono fighi e si intendono di moda? vabbuò.
          Insomma, tu pensa quello che ti pare, poi basta che non rompi le palle agli altri .. e va bene tutto :D

        • Tortuga says:

          - pensa quello che ti pare, poi basta che non rompi le palle agli altri .. e va bene tutto – Pino –

          Praticamente il tuo vabenetuttismo somiglia al buddhismo :D

          Cmq veramente non ha senso questa atomizzazione.
          Si sa che ciascuno la pensa in modo diverso dagli altri ed in più in modo diverso da se stesso in momenti diversi della vita. Il pensiero cambia, anche i sentimenti cambiano.
          Il compito di una religione dovrebbe essere quello di offrire degli strumenti di unificazione.
          Proprio nel tentativo di farlo sortisce il risultato esattamente opposto. Più dogmi e punti fissi, immutabili e irrinuciabili propone più crea frazionamento.
          Alla fine questi frazionamenti, fra l’altro, spaventano la gente.
          Molti che si interessano di buddhismo, per esempio, quando iniziano a sentir parlare di tradizioni e scuole si spaventano e scappano.
          Figurati vedendo sto bailam di gruppi musulmani.
          (Da sto punto di vista il cattolicesimo tre cose ha imbroccato: l’unità, l’aver scritto un catechismo, anche se ancora molto confuso, l’avere un garante della dottrina nel papa – cfr. dalai lama-).

          Ma, io se tornassi indietro farei studi giuridici e come religione vorrei prima di tutto un buon codice civile, un buon codice penale e un sistema di giustizia che funzioni a tutti i livelli e che sappia mantenere leggi ed applicazioni bene aggiornate alle circostanze, il tutto senza tante manfrine propriamente “religiose”, e poi uno stato che investa in pedagogia, educazione, istruzione, e dia
          garanzia di autonomia economica a tutti i cittadini.

          Al momento attuale nel complesso le religioni mi sembrano un gran perdita di tempo.
          Finora mi sembra di avere visto o risultati deludenti, oppure addirittura disastri.

        • Z. says:

          Dissento.

          Il diritto sostanziale non è il Verbo.

          E non lo sarà mai.

          Il vero e unico Verbo – che distingue gli Iniziati dai Babbani, e che solo in pochi possono dire di conoscere davvero a fondo – è il codice di rito!

          :D

          Z.

        • Tortuga says:

          Tesoro, quel verbo lì [eppoi è tutto da vedere da dove deriva quella parola lì di Giovanni, cioè “Verbo” e se veramente vuole dire quello che dici tu e – soprattutto – se la chiesa è d’accordo] da dove viene?

          Il testo sacro per antonomasia, il codice sacro per antonomasia, la rivelazione sacra per antonomasia: sono i Veda.

          I fans del rito in giro per il mondo sono tanti, e si potrebbe dire che esistano al mondo più riti che esseri umani.
          Ma non mi risulta che il rituale religioso tradizonalmente inteso abbia poi contribuito così tanto ad una buona evoluzione dell’umanità.

          Ma in questo, si sa, sono buddhista.

          Ti assicuro che si risolvono molti più problemi entrando in un tribunale che andando alla santa messa (qualche volta anche un buon rito abbreviato tipo cazzottone sul naso funziona meglio).

        • PinoMamet says:

          Sì ma se conosco un po’ Z., mi sa che con codice di rito lui si riferisse al codice di procedura, penale o civile ;)
          la cui conoscenza contraddistingue appunto i babbani, cioè noi comuni mortali, dagli avvocati :D

        • PinoMamet says:

          O per meglio dire, viceversa.

        • Tortuga says:

          Epperò volendo dire una cosa, non so se consapevolmente o inconsapevolmente ne ha detta un’altra.

          Comunque un rito quotidiano in 5 sezioni come la salta in cui si fa ginnastica e si prega recitando il codice civile e penale io non lo vedo male affatto come religione del futuro :D

          In questo secondo me il Muhammad ha avuto una certa intuizione [penso che sarebbe andato bene anche ai Romani, se ci fossero stati, magari usando il codice di diritto romano: solo che ovviamente non è che un codice civile/penale possa non essere soggetto a mutazione/evoluzione.

        • Tortuga says:

          pardon salat (e non salta!) :D

        • Z. says:

          Tortù,

          — Epperò volendo dire una cosa, non so se consapevolmente o inconsapevolmente ne ha detta un’altra. —

          Nah, questa è la tua interpretazione da babbana (termine che va pronunciato, lo ricordiamo, con voce nasale e incurvando le labbra in una sfumatura di ostentato disprezzo).

          Comunque, per dissipare ogni dubbio, chiariamo:

          la Procedura è il Verbo.

          Il resto va bene per gli assistenti universitari.

          :D

        • roberto says:

          inutile dire che sono d’accordo con Z, mica sono un babbano, io

          :-D

  13. maria says:

    Nella realtà gli uomini possono legittimamente infrangere questa prescrizione, le donne no (ed è propriamente un po’ questa la cosa che infastidisce).

    maria
    eh, direi un po’ parecchio…..

    • Tortuga says:

      Diciamo che la norma andrebbe interpretata secondo uno spirito di protezione. Per cui un vero e buon musulmano dovrebbe essersi impegnato a conoscere e osservare delle regole di rispetto verso la donna che il non musulmano potrebbe non osservare trascinando la donna in situazioni per lei spiacevoli ed inopportune.
      Mentre un uomo ha più facoltà di imporre un certo ‘andamento della vita familiare e coniugale, la donna, dipendendo dall’uomo in molti momenti della sua vita ne ha meno facoltà. Quindi “sarebbe” a fin di bene nei confronti della musulmana la proibizione per lei da un lato.
      Dall’altro lato vi è meno pericolo per l’uomo che sposa una non musulmana e vantaggio per lei a sposare un musulmano.
      Quindi ancora una volta il tutto sarebbe concepito a vantaggio della donna.
      Solo che per gli effetti di ogni regola andrebbe considerato che non sempre è così e non è solo così. Esistono cioè molti più casi e varianti specifiche di quante la norma riesce a prevederne.

  14. maria says:

    @mirk

    hai ragione la parola femminicidio propinataci ogni sera e in ogni circostanza alla fine risulta fastidiosa.

    Io penso che questo succeda ogni qualvolta si parla troppo, vorrei mettere qui il corsivo ma non mi riesce, di un fenomeno.

    A forza di parlarne si attenua la gravità di ciò a cui ci si riferisce, quel fenomeno che pure esiste diventa quasi un luogo comune, si affievolisce, e proprio perché si enfatizza oltre misura , un po’ come la violenza verso le donne, c’è una trasmissione che mi fa orrore, si chiama amore criminale, ogni settimana dà notizia di storie dove tutti sono infelici, storie tragiche dove però è la donna a farne le spese ultime, spesso la morte, ma queste storie sono recitate, l’iconografia , la sceneggiatura è sempre la stessa, donne seminude, letti disfatti, botte, sangue, piccoli corti di pessima fattura che offendono la memoria di quelle donne ….

    Succede sempre, sta succedendo anche con la ministra Kienge, si leggono tante cose, si divaga, si pone l’accento sulle lacune di quel manfano di calderoli in fatto di oranghi , e così alla fine ci si allontana dall’essenziale e cioè dal fatto che calderoli ha deliberatamente detto quelle cose per offendere, per denigrare, per mettere in ridicolo una signora rea di essere nera e di volere lo ius soli, contribuendo così a peggiorare questo povero paese e a sollecitare battute e sentimenti latenti razzisti sempre latenti..

    Il mio primo istinto quando l’ho ascoltato è stato quello di fargli paura , come loro fanno paura agli altri in certe circostanze e ho pensato a quel famoso treno dove una volta il suo orrido sodale Borghezio fu rintuzzato in modo non molto dialettico dagli amaranto livornesi

  15. mirkhond says:

    Per Maria

    Condivido ciò che dici.
    A parte che la signora Kienge non è affatto brutta, mentre Calderoli che aspetto c’ha?
    Tutto sembra tranne il medico che dice di essere…
    Un cozzalo della Val Brembana, contadino norreno pisciato-slavato che non so una donna cosa possa trovarci di attraente…..
    Sulla violenza sulle donne pure condivido.
    Parlarne in continuazione e in maniera morbosa, solo perché oggi va di moda, finisce per nauseare e non aiuta a comprendere tragedie vere.
    Come quella della ragazzina pakistana (anche se Yusufzai mi sembra un cognome pashtun), utilizzata da certi ambienti di potere i chiave antimusulmana e per minare dal di dentro, società tribali considerate difficilmente assimilabili alla dissoluzione individualista, prodromo del nuovo ordine mondiale LIBERALE….
    ciao!

    • Z. says:

      In effetti si è sposato una sua paziente…

    • Francesco says:

      >> la signora Kienge non è affatto brutta

      Occasione di Totale Disaccordo con Mirkhond

      apprezzo il Gentil Sesso nelle sue svariate forme ma la bellezza non è di tutte.

      come Angela Merkel non è Steffi Graf, così la Kyenge non è Halle Berry

      peraltro, se si trovato una donna il Calderoli, nessuno è senza validi motivi di speranza, giusto? tantomeno un nostro comune amico di Bari ….

      ;)

      • mirkhond says:

        “Occasione di Totale Disaccordo con Mirkhond”

        Occasione?
        Mi sembra che non andiamo d’accordo quasi su nulla….

        • Francesco says:

          mica vero

          siamo d’accordo su moltissimi fatti, il disaccordo è sulle tue rituali imprecazioni contro malvagli nemici immaginari (gli U$A e compagnia bella)

          poi, lo ammetto, a me piacciono alte e slanciate (ma non troppo slanciate, niente modelle emaciate e piatte)

      • mirkhond says:

        Calderoli ha i soldi e il potere.
        Io no.

      • PinoMamet says:

        Ma penso che Calderoli abbia trovato moglie quando era un semplice medico, o al più un politico di mezza tacca…

        e poi tu hai la cultura!! c’ha il suo fascino, sai?
        ciao!

        • habsburgicus says:

          non che sia molto al corrente della “cronaca rosa”, ma credo che Calderoi abbia lasciato la moglie da anni, appena diventato ricco e famoso, come d’abitudine :D
          le ultime notizie lo davano in liaison con la presidente della mia provincia (non che sia un gran bellezza :D sarà un amore “politico”) e infatti veniva (viene ?) spesso da noi (alcuni che conosco lo hanno anche visto, con la suddetta, in pubblico, è una cosa nota e per nulla nascosta)…poi, senza dubbio, avendone la possibilità frequenterà giovani ragazze sexy e disinibite—
          tanto paga Pantalone..cioé noi :D

        • habsburgicus says:

          e poi tu hai la cultura!! c’ha il suo fascino, sai?

          non sono d’accordo con te…e dico, purtroppo :D
          la cultura in sé non ha fascino per una donna..o magari ce l’ha (e solo per poche, anch’esse colte), ma un “fascino” che può portare a stima/ammirazione e basta; una donna non viene MAI con un uomo solo per la cultura…è triste, forse anche ingiusto, ma è così !
          diverso è il caso se alla cultura si accompagna una posizione sociale “forte”, economicamente redditizia e socialmente influente (cattedra ordinaria ad una prestigiosa Università, alto incarico in una casa editrice, posizioni di prestigio interni o internazionali ecc)
          in tal caso certo che si cucca..e alla grande !
          ma siamo freddi, cinici e soprattutto non ipocriti :D…
          e vedremo che in tal caso la cultura è l’alibi della donna (forse pure in relativa buona fede, nel senso che “vuole” che sia così, “vorrebbe” dire a se stessa che va con quello perché estasiata dalla sua cultura e dalla sua erudizione ma è la prima a sapere nell’intimo che non è solo così), quello che conta veramente è ciò che si accompagna alla cultura, non la cultura in sé !
          P.S: poi, di questi tempi, moltissimi che hanno tali posizioni non hanno neppure la cultura, ma questa è un’altra storia :D

        • Tortuga says:

          Decisamente ciò che conta in un uomo non è la cultura in quanto tale.
          Un uomo che si accultura troppo verosimilmente non muove una paglia dentro casa, e magari te la disordina pure in abbondanza: minimo minimo si deve portare dietro una “posizione” per pagarsi la donna di servizio (solitamente l’acculturato non sa neppure cambiarsi i lacci delle scarpe da solo), altrimenti un uomo così diventa una schiavitù.
          La cul-tura è una cosa cui bisogna fare molta attenzione ;)
          Poi c’è cultura e cultura … e c’è anche quella sana ed utile, ma in genere gli uomini sono dei perditempo molto intenti a gettare fumo negli occhi :D :D :D
          Quando c’è da mandare avanti bene un famiglia, quel tipo di acculturati serve a poco e anche se sono in grado di pagarti due donne si servizio e una baby sitter, non sono persone in genere su cui si possa molto far conto ;)

        • PinoMamet says:

          Ammazza Habsburgicus come sei pessimista!

          Guarda che conosco emeriti cessi a pedali, con miseri stipendi da assistenti precari, sposati a donne belle e intelligenti.
          :)

          e che dire di un tale che conosco, obiettivamente brutto, basso, pelato, ricco quanto me cioè per niente, che non ha manco la cultura!! perché ha fatto la terza media e stop, che è sempre pieno di belle ragazze?
          Io e altri conoscenti, a ‘sto punto, ce lo spieghiamo con l’ipnosi… però ti assicuro che è autentico!

          Tortù:
          dai là, anche un professore universitario sa pulire in casa! I migliori sanno anche fare due spaghetti passabilmente buoni :)

        • Francesco says:

          mah, le parole di Hasburgicus e Tortuga non mi convincono molto

          la cultura fa la sua porca figura, quando intrattieni una donna

          che di solito era troppo intenta a controllare cosa facevano le altre femmine del gruppo per stare attenta, tanto poi c’è sempre un uomo a cui chiedere

          per cui cultura è UNO dei sentieri verso la Beatitudine, non è affatto vero che c’è solo il sentiero “soldi & potere” e il sentierino “ce l’ha come un cavallo”

          sennò il 90% degli uomini etero morirebbe casto e puro da poter trovare il Graal!

          questo è uno dei casi in cui la statistica aiuta, e molto

        • roberto says:

          hasburgcus e mirkhond,
          fate i discorsi che facevo io da adolescente sfigato e brufoloso!
          :-)

          suvvia, ogni strada è buona per cuccare e ce ne è per tutti, ricchi, poveri, belli, brutti, tristi, allegri, ‘gnoranti colti…..bisogna solo trovare il tipo che vi corrisponde (che non è facile, certo, bisogna avere pure un po’ di fortuna)

          certo che stando chiusi in casa di occasioni non se ne hanno molte!

          dai su, andate a raccontare dei bielorussi e dei romei alla gelataia sotto casa e poi venitemi a ringraziare per le mie sagge parole
          :-)

          ps mirkhond, non attaccare con la storia di ricco e famoso, che mia moglie l’ho incontrata da studente, quando avere 10.000 lire in tasca era un mezzo miracolo :-D

        • Tortuga says:

          - spaghetti – Pino –

          Le verdure, bisogna saper capare, pulire e cucinare le verdure. Gli uomini camperebbero, spaghetti e carne in padella o affettati e al massimo un pomodoro.

        • Francesco says:

          questa è tipica idea da fimmini

          che l’omo da solo camperebbe punto o almeno male assai

          invece siamo del tutto bastevoli alla bisogna reale, compreso il purè di patate e la pulitura delle carote

          di lavare le tende NON c’è bisogno

          :D

        • paniscus says:

          le ultime notizie lo davano in liaison con la presidente della mia provincia (non che sia un gran bellezza :D sarà un amore “politico”)

          Personalmente (visto che lei ha una quindicina d’anni di meno, e che non è mai stata una politica di mestiere ma fino a pochi anni fa faceva tutt’altro) troverei molto più probabile che lei sia stata lanciata in politica e piazzata come presidente della provincia perché fidanzata di Calderoli, e non che Calderoli si sia fidanzato con lei dopo averla frequentata in ambienti politici in quanto presidente della provincia…

          L.

        • paniscus says:

          di lavare le tende NON c’è bisogno

          Veramente, il punto più alto dell’emancipazione domestica, sia maschile che femminile, si raggiunge quando ci si rende conto che non c’è bisogno di STIRARE.

          O almeno, che si può benissimo limitarsi a stirare solo un paio di volte al mese, e solo il 10% dei panni effettivamente lavati e stirati.

          Lisa

        • Z. says:

          Non solo non c’è bisogno di lavare le tende.

          Non c’è proprio bisogno di tende!

        • habsburgicus says:

          @Lisa paniscus
          troverei molto più probabile che lei sia stata lanciata in politica e piazzata come presidente della provincia perché fidanzata di Calderoli

          si certo, su questo non ci piove :D…non sono stato chiaro…intendevo dire che forse si erano conosciuti in ambienti leghisti più o meno “militanti”….
          non lo so però….e neppure è un argomento che mi appassiona molto :D
          ciao, buona giornata

        • habsburgicus says:

          @Roberto
          hasburgcus e mirkhond,
          fate i discorsi che facevo io da adolescente sfigato e brufoloso!

          io (parlo per me) non dico mica che non cucco, anzi :D ..e neppure, il mio, era un lamento :D era, o voleva essere, una constatazione :D errata, forse…e allora vorrei che la si confutasse :D niente di più :D
          quanto a Mirkhond, ti risponderà lui, se ne ha voglia :D

        • habsburgicus says:

          @PinoMamet
          che non ha manco la cultura!! perché ha fatto la terza media e stop, che è sempre pieno di belle ragazze

          e che sto dicendo io ? :D
          confermi che la cultura con le belle donne è irrilevante :D

        • Tortuga says:

          - Non c’è proprio bisogno di tende! – Z. –

          Beh, dipende, eh?!
          La mattina che fai? Ti alzi e ti tiri su la tapparella davanti alla finestra in mutande con l’arnese puntato verso la bimba del palazzo di fronte che gioca alla finestra con le sue barbie?

          Un po’ di tende male non fanno e non è poi più tutta sta fatica lavarle. Quelle di ikea non si stirano, e sono facili da installare, coraggio!
          Un po’ di dignità! :D

        • Tortuga says:

          Le patate sono ortaggi, precisamente tuberi, ma non sono ciò che nutrizionalmente si intende per “vedure”.
          Si lo sappiamo che voi uomini a partire dall’età di due anni l’unico vegetale che mangereste sono le patatine fritte con la ketchup di mc donald.
          Intendo bieta, spinaci, cicoria, insalate, cavoli, broccoli, verze, fagiolini, sedani, finocchi, etc. … do you know? ;)

        • Roberto says:

          ” non c’è bisogno di STIRARE.”

          Orrore! O tempora o mores!
          Dove sono finite la Storia, la Cultura e la Fighettaggine italiane
          ;-)

        • Tortuga says:

          Io stiro anche le mutande.

        • Francesco says:

          la mì mamma stira anche i fazzoletti, se è per quello

          Tortuga, cosa è quell’elenco di roba non commestibile che elenchi?

          per verdure si intendono SeS

          1) il purè di patate
          2) le patate fritte con la mayonnese
          3) le patate arrosto con la buccia e il burro
          4) le patate saltate in padella con erbette
          5) le patate bollite e schiacciate con olio e sale
          6) patate e latte

          insomma, ci siamo capiti?

          :D

        • paniscus says:

          Io stiro anche le mutande.

          Oh mamma.

          I casi sono due, o è un esercizio spirituale buddista, oppure è un disturbo ossessivo-compulsivo. Vedi tu…

          L.

        • Francesco says:

          trovo che stirare sia un’attività che ha molto senso, invece, è come farsi la barba o pettinarsi i capelli

          senza, la civiltà latita

        • paniscus says:

          trovo che stirare sia un’attività che ha molto senso, invece, è come farsi la barba o pettinarsi i capelli
          senza, la civiltà latita

          Tu stiri abitualmente, o ti ritrovi tutto stirato da qualcun altro?

          Inoltre, io trovo molto ma molto più civile abbandonare un certo tipo di abbigliamento che comporta tanta fatica e tanta perdita di tempo, e rendersi conto che si vive molto meglio indossando roba che non ha bisogno di essere stirata :)

        • Roberto says:

          Sottoscrivo quanto detto da Francesco

          (No non ho mai stirato o quasi, da che vivo con mia moglie rinunciamo volentieri ad una pizza ed un cinema per pagare qualcuno che stira. De gustibus)

        • Francesco says:

          non so perchè ma civiltà e scomodità pare siano consustanziali

          quando ero singol, affidavo all’esterno camicie e abiti, il resto lo gestivo abbastanza bene

  16. mirkhond says:

    E Zanardo è sposato?

  17. Moi says:

    E il Sor Ritvan, dov’è finito ?

    NON è il tipo da lasciarsi convincere da un’ Epistola al Migrante del genere :

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/10/lettera-a-un-immigrato-sbarcato-in-italia/110164/

  18. Moi says:

    @ FRANCESCO

    Il discorso sulle Inquisizioni (mi raccomando il plurale, NON UAARiamo !) in definitiva troppo blande con gli Eretici al punto che le loro eresie hanno avuto sbocco in trasognanti divertissements aristocratici (Antenati dei Giuochi ; -) di Ruolo ?!, ndr) salottieri che hanno avuto sbocco in filosofie utopistiche che hanno avuto sbocco in ideologie totalitarie … era stato divulgativamente abbozzato da Vittorio Messori e poi sempre divulgativamente sviluppato da Rino Cammilleri, tant’ è che l’ opera di Cammilleri in questione è prefatta proprio da Vittorio Messori.

    L’ opera s’intitolava in origine “I Mostri della Ragione. Dai Greci al Sessantotto”; poi è stata aggiornata e ristampata, con un capitolo sui “Mostri” nuovi-nuovi dal Sessantotto ai giorni nostri, in “I Mostri della Ragione 2”. In ogni caso, è un’opera difficile da trovare. Edizioni “Ares”. Fuori Catalogo.

    ** Ocio a una roba, che interesserà particolarmente @ MIRKHOND : -) : **

    Qui si parla di un Rino Cammilleri d’annata, quello che ancora non (!) aveva identificato il Male Assoluto nell’Islam tout court. Quello che ancora non (!) riteneva che i legami culturali e storici fra Sicilia (la “sua” Sicilia !) e Mondo Arabo potessero essere motivo di vergogna e di “damnatio memoriae” ! Oggi, invece, Rino Cammilleri ripresenta contro gli “Immigrati Islamici” ….gli stessi beceri nonché malevoli _ per altro riconoscibilissimi_ luoghi comuni e stereotipi disumanizzanti che gli Immigrati Italiani _ specie Siciliani come lui_ dopo quel fatidico e infausto 1861, hanno subito in giro per il resto mondo: Nord Italia, Usa, Nord Europa, Centro&SudAmerica, Australia eccetera. **

    Ne esce così un autore un po’ schizofrenico _ come tutti i CattoLepantini _ fra l’ostilità a un Occidente che subisce troppo la Secolarizzazione e l’ odio viscerale contro un Islam (dato come il tutto … ma così non è, ma tant’è !) reo di prendere Dio drammaticamente (!) sul serio …

    Per approfondimenti :

    ** La Prefazione di Vittorio Messori al libro di Rino Cammilleri **

    http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&file=print&sid=3219

    ** Critica **

    http://www.ilgiornale.it/news/veglia-ragione-genera-mostri-utopici.html

    • Tortuga says:

      Moi che legge Totustuus?!?!?!?!!!!! ‘O_O’

      • mirkhond says:

        Moi è profondamente cattolico, sia pur dissimulandosi in una paraculaggine surrealista bolognese…..

        • Tortuga says:

          Muuuuuuuaaaàh è cAtToLiCooooo????
          O,O

        • PinoMamet says:

          Ma no, Moi è moista :)

          credo (lui mi correggerà se sbaglio) che a lui piaccia un concetto magari un po’ esagerato, ma chiaro, di coerenza:
          se Tizio chiede a Caio di fare una cosa, non deve tirarsi indietro se Sempronio la chiede a lui; se i musulmani si incazzano per le vignette, anche i cristiani hanno diritto di farlo, oppure se i “pret” musulmani lavorano, anche quelli cristiani dovrebbero farlo…

          è emiliaromagnolista! :D

        • mirkhond says:

          Moi è cattolico, come pure Pino (che FINGE di non esserlo, solo per fare un GIUSTO dispetto a Francesco… ;) )!
          Poi, come dice Pino a ragione, gli emiliani e i romagnoli, quando credono in Cristo, lo dissimulano dietro un mare di paraculaggini….
          Giusto, per non perdere la fama “etnica” di storici mangiapreti…..
          ciao!

        • PinoMamet says:

          Ari-eccoci…

          Mirkhond, no, non sono cattolico. Non lo sono nel senso emilianoromagnolo del termine, per cui “cattolico” vale “persona di chiesa, che frequenta preti e suore”; non lo sono, ovviamente, nel senso politico del termine; non lo sono per convinzioni personali; non lo sono neanche troppo per cultura e abitudini di vita (famiglia laica, non praticante, comunista, e giovinezza passata sotto l’influenza buddhista zen non libresca, ma vera, praticata).

          Sono battezzato, ho una certa conoscenza della letteratura cristiana antica, e provo ammirazione per la figura di Gesù: che per me è un rabbino ebreo del tempo dei Tannaim.

          E sono in procintissimo di diventare lo sai cosa…

          per cui, no, non sono cattolico!

        • Tortuga says:

          - … giovinezza passata sotto l’influenza buddhista zen non libresca, ma vera, praticata … […] … e sono in procintissimo di diventare lo sai cosa … – Pino –

          Tradimiento!! :D

        • Tortuga says:

          Allora scusa, ti preferirei musulmano.
          Dopotutto l’islam ha un sacco di affinità con lo zen.
          Pensa che potresti diventarlo in 5 minuti – senza tutto quell’altro panegirico – e ti farebbero pure la festa (visitare quel forum filo sionista mi deve avere fatto maluccio davvero, mi ha fatto cambiare un sacco di idee).
          Poi avresti già un sacco di amici correligionari:
          Miguel, Ritvan, Jam, Onemuslim e altri ancora.

        • PinoMamet says:

          Ah beh diventare musulmani è strasemplice, e ne conosco di validissimi anche “di persona”, ma verso quegli altri là ;) invece tu sei un po’ prevenuta per via del forum che dici. Mica sono tutti così!
          Pure io, tra i musulmani che ho conosciuto, ce n’ho un paio diciamo discutibili…

          comunque Miguel mica è musulmano! (che io sappia)

        • Tortuga says:

          No, ufficialmente no, tuttavia io lo vedo profondamente immerso, lo sento profondamente filo, ed alla fine mi rimane più semplice considerarlo come se fosse musulmano.

        • Tortuga says:

          Per i “discutibili”, tanto ormai mi sono rassegnata che quelli stanno ovunque.

        • paniscus says:

          …e ci mancherebbe che io accettassi di vivere con un astemio!

        • Francesco says:

          :D

        • Tortuga says:

          Perché? Vivi con Miguel??! O.=
          Meglio essere astemi, l’acool fa male al fegato.
          E comunque non basta essere astemi: non bisogna sedersi ad una tavola in cui viene servito vino.
          Quindi un solo musulmano basta ad obbligare all’astemità una famiglia intera :D

    • Francesco says:

      grazie mille

      “i mostri della ragione” entra nella lunghissima lista delle cose da cercare e leggere (o fare)

  19. Moi says:

    Caso Calderoli VS Kyenge ?!

    http://www.repubblica.it/politica/2013/07/16/news/calderoli_letta-63086862/

    Il “Cui Prodest” di Beppe Grillo sulla “tempestività” [cit.] dell’ episodio multi-mediatico …

  20. Moi says:

    @ TORTUGA

    Fra i Musulmani (che sono parecchi, eh …) c’ anche chi rinnega (!) i Bah’ai ritenendoli NON Musulmani, altrettanto vale per i Sufi e i Bektashi. Nel senso che c’è chi ritiene ciò, sostenendo che _incredibile dictu_ per essere Musulmani Veramente Veri il Corano, da solo, non basti !

    • Tortuga says:

      Pure tu Moi vedo che ti dedichi. Mò pure i Bektashi.
      Già Pietro si mostra raffinato estimatore delle sfumature.
      Io non sapevo nemmeno che fossero musulmani anche i drusi.

      Comunque la wiki aggiunge:

      Sunniti, che sono la grande maggioranza in quasi tutti i paesi islamici (tranne l’Iran, l’Iraq e l’Oman).
      Sciiti, […] si dividono a loro volta in:
      un gruppo maggioritario (duodecimano, o imamita o ithnaʿashariyya),
      un gruppo minoritario (ismailita, o settimano o sabaʿiyya). Gruppi di Ismaeliti sono presenti in India,
      un gruppo più esiguo, detto “zaydita” e prevalente in Yemen […]

      Kharigiti, un tempo abbastanza diffusi, specialmente in Nordafrica, Iraq e Penisola araba, si dividevano in numerosi sottogruppi – sufriti, Azraqiti, Najadāt, Nukkariti – di cui sussistono solo gli:

      Ibaditi, oggi maggioritari nel solo Oman, ma presenti anche in qualche località del Nordafrica e dell’Africa Orientale.

      Di derivazione islamica, ma considerati eterodossi, sono invece:

      Gli Alawiti, appartenenti a una setta minoritaria d’ispirazione sciita ma con forti tratti gnosticheggianti. Esprime il gruppo dirigente in Siria fin dall’epoca del Presidente Ḥāfiẓ al-Asad.
      I Drusi, di originaria ispirazione ismailita (ma presto abbondantemente diversificatisi), sorti in età fatimide all’epoca dell’Imàm al-Hākim e presenti in Libano, nella regione montagnosa dello Shūf, in Siria (Golan, Gebel Druso) e Israele.
      I Bahá’í, a loro volta gemmati dal Babismo, costretti dalla Rivoluzione Islamica dell’Iran a rifugiarsi in India e in Occidente (soprattutto Canada e Stati Uniti). Sono considerati tuttavia appartenenti a una religione completamente distaccata dall’Islam, e non una sua eterodossia.
      Gli Aleviti appartenenti a una setta minoritaria d’ispirazione sciita duodecimana, ma con forti aspetti prossimi allo gnosticismo. Sono presenti soprattutto in Turchia dove rappresentano almeno il 15% della popolazione.
      Gli Ahl-e Haqq, presenti in Iraq e in Iran, di ispirazione sciita ma marcatamente eterodossa.
      Gli Ahmadiyya di Qādyān (India settentrionale) e Lahore (Pakistan), fondati da Mirza Ghulam Ahmad.
      I Sikh, presenti in India, sono nati dopo Muhammad e ritengono validi alcuni punti del credo islamico (tra cui il monoteismo). Sono considerati tuttavia appartenenti a una religione completamente distaccata dall’Islam, e non una sua eteroossia.
      La Nation of Islam presente negli Stati Uniti, di ispirazione sunnita ma marcaamente eterodossa, tanto da essere considerati dagli storici delle religioni come appartenenti a una religione ormai completamente distaccata dall’Islam, e non una sua eterodossia.

      Ma io su sta cosa che i Sikh siano di derivazione musulmana non sono proprio d’accordo.

      Cmq si dividono e ridividono come i komunisti :D

      • PinoMamet says:

        I Sikh mi sembrano moooolto di più di derivazione induista, tanto che alcuni li considerano uno degli infiniti sottogruppi induisti.
        Che siano poi abbastanza monoteisti, a quanto c’ho capito, non vuol dire niente: gli induisti non si fanno mancare manco quella, tra le possibili interpretazioni del divino.

        Per aggiungere un po’ di carne al fuoco al mosaico musulmano, ci aggiungo i sufi Muridi del Senegal,fondato da Ahamdou Bamba. e la sotto-setta Baye Fall,fondata dal suo discepolo Ibra Fall, che però ha (o forse hanno tutte e due, che comunque sono abbastanza in simbiosi) elementi tanto particolari che- come molte altre, suppongo- per alcuni manco sarebbe “ortodossa”.
        Credo si basi sull’idea che il lavoro è più importante della preghiera.

        • Tortuga says:

          - l’idea che il lavoro è più importante della preghiera – Pino

          Insomma Calvinisti in salsa islamica! :D

          Ma cosa succede se a Milano si dice a uno:
          “Ma non sarai per caso un Bamba?!” :D

  21. mirkhond says:

    Per Moi

    Rino Cammilleri, prima della svolta proglobal del 2001, mi era simpatico, anche se un pasticcione grossolano lo era anche allora…..
    ciao!

  22. Z. says:

    A proposito di Repubblica,

    qui ci vorrebbe Falecius!

    http://www.repubblica.it/esteri/2013/07/16/news/francia_arrestato_rocker_xenofobo_poteva_fare_una_strage_come_breivik-63129454/?ref=HREC2-7

    Da notare che il sottotitolo dice che il nostro ha “precedenti per incendi dolosi”: in realtà, il Vikernes è noto soprattutto per aver ucciso il chitarrista della sua band (diversi anni fa un lettore di questo blog, tale EM, fece riferimnto a questa vicenda in un commento [1]). Il che presumo sia reato più grave dell’incendio anche in Norvegia, visto che per omicidio si è fatto sedici anni di carcere.

    Non mi è poi molto chiaro perché abbiano deciso di arrestarlo, ma qui ho controllato altrove e direi che Repubblica non c’entra. Pare si siano mossi addirittura i servizi segreti francesi…

    Z.

    [1] http://kelebeklerblog.com/2008/02/12/scoperta-lista-di-proscrizione/#comment-71007

  23. Per Z

    Sull’arresto del Vikernes… Il soggetto ha sicuramente un bel curriculum alle spalle, è decisamente asociale e apprezza le armi da fuoco come un texano.

    Potenzialmente, potrebbe fare qualunque cosa, e se fossi stato della polizia, lo avrei anche tenuto d’occhio… ma il video di Repubblica inizia con le parole “stava preparando un attentato, una strage”. Per dire più avanti che secondo la polizia francese, Vikernes “rappresenta una potenziale minaccia per la società”, definizione ben diversa.

  24. Ho trovato il blog (piuttosto ombelicale) di Vikernes:

    http://thuleanperspective.com/

    • PinoMamet says:

      A me sta gente comunque mi inquieta un po’. A parte che quando una comincia a chiamarsi “lupo”, già istintivamente mi piace poco. Mi balla un occhio. Quando uno comincia a tirare in ballo i lupi, di solito non sta mica tanto bene.

      Poi, magari nello specifico non stava tramando proprio niente, chissà. Singolare il suo antisemitismo totale: per lui, a quanto pare, sono tutti ebrei, anche i cristiani i musulmani e i mormoni… te credo che si sentisse isolato!

      • Z. says:

        Eh, lui si schifava di chiamarsi “Kristian” e ha rinnegato persino il proprio nome. Chissà come lo chiamano i familiari; personalmente con gli amici l’ho sempre chiamato Burzum, come la sua one-man-band (tra parentesi: io non ascolto la musica-pippa tipo Branduardi o Veloso che va per la maggiore tra i lettori di MM, ma Burzum è troppo anche per me :D ).

        A modo suo è pure coerente: considerando che il metal deriva pur sempre dal blues, dalla “musica negra” per definizione, a differenza di molti neonazisti ha deciso di abbandonarlo del tutto.

        Mi pare di aver letto il suo blog poco dopo la sua scarcerazione. Ricordo ad esempio che non accettava la definizione di nazista spiegando che lui ha stima degli slavi. E una serie di altre curiose amenità.

        Z.

        PS: nel suo ultimo post se la prende con gli “immigrati delinquenti”. E’ curioso come faccia a non rendersi conto che lui – immigrato dalla Norvegia dopo una condanna per omicidio – potrebbe essere eletto come rappresentante della categoria :D

        • daouda says:

          Il blues non è musica negra ma è una musica creola. Se dici che è “negra”, un’altro può dire benissimo che è “bianca”.
          Il fatto però che si dica che sia negra invece che bianca deriva dall’esaltazione della negritudine che vige qui ed altrove da parecchio tempo.

        • Z. says:

          Naturalmente la musica non è né “negra” né “creola”, è musica e basta. Però direi che non c’è dubbio che il blues sia nato negli ambienti afroamericani.

  25. http://www.lemonde.fr/societe/article/2013/07/16/un-norvegien-neonazi-interpelle-en-correze_3448207_3224.html

    Selon le ministre de l’intérieur, Manuel Valls, Vikernes était “susceptible de préparer un acte terroriste d’envergure”. Les enquêteurs du parquet antiterroriste de Paris craignent sa “dangerosité potentielle”, indique une source judiciaire. Et la police le soupçonnait de préparer un “massacre”, selon France 3 Limousin.

    “Cet individu, proche de la mouvance néonazie constituait donc une menace potentielle pour la société, comme l’atteste la violence de ses propos interceptés notamment sur le Web”, affirme la Place Beauvau. Plus tard dans l’après-midi, M. Valls, tout en reconnaissant qu’il n’y a pour le moment “ni cible, ni projet identifié”, a justifié cette décision par la nécessité, face au terrorisme, “d’agir avant, et non pas après”.

  26. Tortuga says:

    - “La soluzione per loro è arrivata dall’Arabia Saudita, grazie allo Sceicco wahabita Mohammed al-Arifi – continua Naada Gibrihil – che ha fatto un appello per l’arruolamento delle donne per la jihad in Siria, e contemporaneamente ha emanato una fatwa (sentenza in materia di diritto religioso ndr) dal titolo: La jihad attraverso il matrimonio in Siria”. –

    Io però non ho mica capito se questa cosa è vera o no.
    Quel Al Arifi non mi pare sia il Re saudita.
    Sarà uno shaik qualunque:
    cosa gliene fregherebbe però ad un wahabita saudita di fare un appello simile per la Siria ed emettere una fatwa.
    Una fatwa emessa in Saudi Arabia avrebbe giurisdizione in Siria?
    Perché non ce lo avevano in Siria qualcuno che emettesse una fatwa adeguata? Avevano bisogno del Saudita?
    Boh!
    Questi sono veramente i misteri dell’islam.
    Non ci si capisce un fico secco e non si riesce mai ad acchiappare il bandolo della matassa.

  27. habsburgicus says:

    @Tortuga
    Gli estremisti (alias fanatici :D), siriani e non solo, sono generalmente vicini, dal punto di vista ideologico, al wahhabismo saudito, vera sciagura del mondo islamico e non solo…
    Dunque una fatwa da un’alta autorità wahhabita interesserebbe, eccome !
    Miguel ha però spiegato, convincentemente, che in questo caso si tratta di una bufala :D

  28. mirkhond says:

    A proposito di Buddhismo Zen

    Pino, quanto Buddhismo c’è negli anime giapponesi, tipo Goldrake?

    • PinoMamet says:

      A occhio e croce tantissimo! Anzi… a occhio e Benedetto Croce ;) nel senso del “non possiamo non dirci”.
      Il pensiero buddhista, zen specialmente, ha forgiato intensamente la cultura giapponese, lo zen poi era il tipo di buddhismo più praticato dai samurai che sono stati un po’ il modello di tutto il paese per diversi secoli.

      Gli anime di Go Nagai hanno anche una forte impronta shintoista, mi pare, con tutti questi dèi/demoni arcaici che tornano in vita(magari minoici, ma che importa? è la mentalità che li recupera che ci interessa)…

      Tra l’altro sai che in Giappone (ma anche in Cina ecc.) la tradizione buddhista si è integrata perfettamente con i vari culti pre-esistenti, formando, aldilà delle dispute “teologiche” o filosofiche che non sono mancate, un tutto indistinto che è poi la religiosità autentica di quei paesi.

      Un anime delizioso, e assolutamente shintoista (e molto “italiano”, paradossalmente, nei suoi paesaggi così tipicamente giapponesi) è Il mio vicino Totoro: da vedere assolutamente!

      • mirkhond says:

        Quindi il duro senso del dovere di Daisuke/Actarus, che gli impedisce di abbandonarsi all’amore di Hikaru/Venusia è tipicamente nipponico zen?
        La stessa dolcezza e risolutezza di Hikaru/Venusia unita alla sua discrezione è anch’essa parte di quel tipo di rapporto uomo-donna?
        O forse Actarus sceglie di tornarsene da dove è venuto (e costringendo la sorella Maria a seguirlo), perché timoroso di generare una razza di mostri tipo i Giganti biblico-apocrifi?
        Un po’ tipo gli Uomini del Nord con le nanerottole armenoidi di Gobekli Tepe nel romanzo di Tom Knox, Il Segreto della Genesi?
        Che ne pensano i Giapponesi del meticciato?
        E’ profondamente osteggiato?
        Lo Shintoismo-Buddhismo Zen che ne pensa a proposito?

        • PinoMamet says:

          Il senso del dovere, spinto sino al sacrificio personale, è sicuramente una roba zen, come anche i rapporti uomo/donna che dici che sono modellati su quelli delle famiglie guerriere (ma ci si aspettava che i contadini, da cui avevano avuto origine i samurai perlopiù, si comportassero nello stesso modo, i mercanti/borghesi/borgatrai potevano permettersi una rilassatezza appena maggiore): dalla donna ci si aspetta la stessa risolutezza e coraggio dell’uomo, e in più la capacità anche di immolare la propria felicità personale perché il marito adempisse al suo dovere.

          Invece non credo che c’entrino niente le idee sul meticciato, tantomeno queste che citi di origine parabiblica.
          I “mostri” giapponesi sono molto più arcaici, insomma, non è proprio la loro mentalità.

          I giapponesi sono molto nazionalisti di loro, ma hanno cominciato ad avere complessi verso gli altri popoli solo dopo i due arrivi (entrambi molto traumatici) degli americani, nell’Ottocento e dopo la II guerra mondiale.
          Prima, le famiglie di origine cinese o coreana erano tutt’al più “simpatiche stranezze”.

          ciao!

    • roberto says:

      confermo per totoro, è bellissimo

      • mirkhond says:

        I Robetingi non hanno mai visto Goldrake e gli altri anime della nostra infanzia?

        • Francesco says:

          x M

          parliamo di cose serie, allora!

          Goldrake, Mazinga o Jeeg? di quale fazione eri?

          :D

        • mirkhond says:

          A me piaceva Goldrake, e mi piacerebbe tuttora, sia pure con un finale più romantico…..

        • Francesco says:

          anche io ero per Goldrake, il primo cartone animato giapponese della mia infanzia

          anche se nelle tre serie c’erano molti episodi dalla struttura identica, non so se si copiassero o se gli sceneggiatori avessero la stessa identica forma mentis

          a rivederlo adesso è tecnicamente molto grezzo

          ciao

        • roberto says:

          dei cartoni animati della mia infanzia hanno visto capitan harlock (bam bam), daltanius (il mio robot preferito), goldrake ed il meraviglioso conan (tutta la serie almeno tre volte).

          poi l’ape maia, il giro del mondo in 80 giorni

          tra i robot citati da francesco sicuramente goldrake, ma appunto preferivo capitan harlock e daltanius

      • Francesco says:

        molto apprezzato anche da Francesco e dai franceschini

        PS concordo anche con lo spirito Samurai, quindi pallosamente dedito al sacrificio totale come hobby dei cartoni animati giapponesi

        al dunque, questi sono tutti eroi

        fa parte della cultura giapponese la totale inutilità militare degli uomini comuni? buoni solo a farsi massacrare degli alieni/demoni in attesa che arrivi l’Eroe meccanico?

        • PinoMamet says:

          Mmm più o meno sì, nel senso che se vedi i film giapponesi (anche lo stesso Kurosawa) ambientati in epoca feudale o precedente, ci sono schiere di soldati che sembra non vedano l’ora di morire…

          cosa confermata anche dai racconti e dalle lettere dei kamikaze sopravvissuti, che non hanno avuto l’occasione di partire perché la guerra è finita prima….

        • Francesco says:

          pensavo alla distinzione di rango tra i “soldati semplici”, che muoiono senza neppure scalfire il nemico, e gli “eroi” che invece lottano, soffrono, si sacrificano (e vincono sempre)

          cosa che ritrovo anche nel più moderno “Ken il Guerriero”, dove succede ai soldati sia “buoni” sia “cattivi”

        • mirkhond says:

          E’ una cultura molto affascinante, ma nello stesso tempo spietata, e proprio nei rapporti uomo-donna….
          Con donne così devote, perché farsi zompare per aria?

        • Francesco says:

          perchè la Devozione è la chiave di volta del sistema

          e la donna è devota proprio all’uomo che si sa sacrificare, non so se ci sono nella letteratura nipponica storie di uomini “vili” e donne che sono rimaste con loro

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” pensavo alla distinzione di rango tra i “soldati semplici”, che muoiono senza neppure scalfire il nemico, e gli “eroi” che invece lottano, soffrono, si sacrificano (e vincono sempre)”

          quello è un sottoprodotto filmico della mentalità giapponese zen che prevede che bisogna sacrificarsi sempre e comunque, qualunque sia il risultato che ci si può aspettare.
          da cui le schiere di combattenti “scarsi” che si buttano in avanti solo per venire fatti a fette dalla spada del protagonista ;)

          Noi italiani siamo figli di Ariosto (e di Pulci ecc.) per cui “sarebbe pensier non troppo accorto/ perder due vivi, per salvare un morto”;
          i giapponesi fino a questo livello di sviluppo non ci sono mai arrivati, forse cominciano adesso ;)

          del resto, contrariamente a quanto si vede in film tipo L’ultimo samurai, la scherma occidentale (che è soprattutto ‘na roba italiana, alla fine) è non meno, ma più sofisticata di quella giapponese;
          e si basa sul principio (ridicolizzato nel Borghese Gentiluomo di Moliere, ma davvero ripetuto con parole pressoché identiche nei trattati di scherma dell’epoca) che “tutta la scherma si basa su due concetti: primo non prenderle, secondo darle”.

          Invece il kendo si basa sull’idea di andare avanti e colpire, realizzare un “bel” colpo costi quel che costi; tanto, in un vero duello, il più delle volte morivano entrambi i contendenti…

        • Z. says:

          Pino,

          — quello è un sottoprodotto filmico della mentalità giapponese zen che prevede che bisogna sacrificarsi sempre e comunque, qualunque sia il risultato che ci si può aspettare —

          Uhm… sai che io la sapevo diversamente? nel senso che il samurai doveva valutare se il suo sacrificio avrebbe procurato un guadagno apprezzabile al suo signore, e astenersi dal sacrificarsi in caso contrario (per continuare a servirlo). O almeno così mi par di ricordare.

        • PinoMamet says:

          credo che in teoria fosse come dici tu, poi però… nella fretta della battaglia… hai voglia a valutà ;)

          nel senso che comunque, una volta capito che bisogna morire, il samurai famoso doveva essere pronto a farlo così, su due piedi.

          Poi in realtà la letteratura giapponese: da un lato ci presente numerosissimi esempi di persone che si sacrificavano e/o cercavano la vendetta per il proprio signore, pur non essendo affatto samurai;
          dall’altro presenta anche diverse figure di samurai che invece di sucidarsi e/o cercare di vendicare il signore ingiustamente ucciso, si ritirano in un posto lontano, smettono da fà i samurai, e campano di lavoretti…

          insomma… nella realtà credo che manco i giapponesi fossero così tanto giapponesi come li pensiamo noi ;)

          però, in generale, i loro valori quelli erano.

          ciao!

        • PinoMamet says:

          “il samurai famoso” nel senso del “samurai di cui stiamo parlando, la figura che tutti conoscono”

        • Z. says:

          Pino,

          — credo che in teoria fosse come dici tu, poi però… nella fretta della battaglia… hai voglia a valutà —

          Certo. Poi a dirla tutta credo proprio che la pratica sia diversa dalla teoria pure in Giappone. E che pure i samurai scappassero anche per salvare la pelle, in certi casi. Più o meno come tutti i soldati di questo porco mondo :D

  29. mirkhond says:

    Tortuga

    Nel Buddhismo Theravada avete l’equivalente di un Dalai Lama?
    E se sì, dove vive?

    • Tortuga says:

      Assolutamente no.
      Le comunità theravada non assumono ruoli di dirigenza politica, essendo comunità di mendici e per giunta anche, in parte, erranti.
      Il Dalai Lama è, infatti, il capo di stato del Tibet. In buona sostanza il sovrano illuminato. Al di là di questo, nel buddhismo tibetano ogni scuola ha il corrispondente di un Ganden Tripa, cioè caposcuola, il Dalai Lama attuale – ad esempio – è il Ganden Tripa, cioè il Tripa del monastero di Ganden che è il monastero che presiede tutti gli altri monasteri della scuola Gelupa.
      Nel buddhismo theravada invece non esiste nulla di tutto ciò.
      Ogni monastero ha un consiglio di anziani, e peridicamente i consigli di anziani delle varie comunità si riuniscono fra loro.
      In realtà in una comunità theravada non vi è molto bisogno di un ruolo di governo. Ad armonizzare la comunità basta la regola monastica.
      In ogni caso il buddhismo theravada è per sua natura totalmente al di fuori da ruoli politici o di governo, tanto meno a struttura casatale o piramidale. Così volle il Buddha.

      • mirkhond says:

        I Theravada in cosa credono davvero?
        Che l’uomo sia o possa diventare una divinità?

        • Tortuga says:

          Mannò, macché divinità.
          Scarica e leggi:
          http://www.imcitalia.it/risorse/pdf_altri/rahula_libro.pdf
          considera che contiene anche posizioni di Walpola un po’ personali, quindi non è oro colato.

          I buddhisti non credono propriamente in niente, salvo che esiste la sofferenza, ha delle cause, deve essere estinta, è possibile farlo ed esistono i modi per farlo, che tutti gli esseri umani sono dotati del germe della natura di budh che permette all’uomo di prende atto direttamente della realtà delle cose così come sono senza mediazioni, che tutti i fenomeni sono interdipendenti e in continuo divenire, che l’individualità sia una imputazione da superare, che non esista una anima individuale che possa separarsi dal corpo e sopravvivergli, che alla base di un “tutto”, cioè di un insieme di interdipendenze, vi sia una “vacuità” di cui si può raggiungere una certa consapevolezza, che il criterio principe per conoscere e agire opportunamente sia la compassione. Questi sono i punti essenziali del dharma, di qualsiasi buddhismo.

  30. Per Habsburgicus

    “Gli estremisti (alias fanatici :D ), siriani e non solo, sono generalmente vicini, dal punto di vista ideologico, al wahhabismo saudito, vera sciagura del mondo islamico e non solo…”

    Personalmente, se volessi giocare a scacchi con il pianeta terra, probabilmente farei vincere il governo siriano, unicamente per l’antipatia che provo verso i suoi vari nemici.

    Però una bufala è sempre una bufala, e non dobbiamo mai credere a cose false, nemmeno quando ci conviene.

  31. mirkhond says:

    Le veritiere parole di Habsburgicus e Tortuga mi confermano nella condanna ad una solitudine senza speranza……

    • maria says:

      mirk
      ma potere, soldi e livello intellettuale cominciano ad essere particolarmente importanti quando l’uomo invecchia, nel senso che sono tre elementi che in parte “riducono” la vecchiaia, così si spiega perché spessissimo si vedono potenti, ricchi e intellettuali, sposati, sempre in seconde nozze, a donne molto più giovani di loro, ma tu non sei vecchio credo e quindi puoi contare ancora sul sentimento d’amore in sé, cosa sempre molto misteriosa tutto sommato… .
      Affrettati però:-)

  32. Per Habsburgicus

    “diverso è il caso se alla cultura si accompagna una posizione sociale “forte”, economicamente redditizia e socialmente influente”

    Il più grande cuccatore che io abbia mai conosciuto, che non aveva mai meno di tre donne contemporaneamente dall’età di circa 17 anni, è un tizio dall’aria trasognata, sempre gentile con tutti, grande collezionista di animali randagi, che campa da una vita di disastrosi lavori precari in cui rimane sempre fregato.

    Non si vanta mai delle sue conquiste, le conquistate (o conquistatrici) non litigano tra di loro, e accettano il fatto che tra loro e i cani randagi che lui ha raccolto in giro, hanno sempre la priorità i secondi.

    • Francesco says:

      lo aggiungo alla lista degli obiettivi da imbottire di tritolo, anzi in questo caso vado giù di atomica tattica

      una vita passata a farle sentire importanti e quelle corrono dal canaro trasognato …

      ;)

    • habsburgicus says:

      @Miguel
      è il sex appeal :D chi ce l’ha, bene.. e chi no, si arrangia ….:
      Non è però così diverso da quanto dicevo io, nonostante le apparenze
      Volevo infatti dire che alle donne interessa soprattutto il sex appeal (magari misterioso per noi maschi :D il concetto di “bello” per una donna è più difficile da definire dell’aftartodocetismo giustinianeo :D)…e che la cultura, da sola, non fa sex appeal ! (poi magari quel tipo che conosci era anche coltissimo ed eruditissimo..é un di più, ottimo, ma non è quello l’aspetto rilevante )
      In mancanza di sex appeal, la cultura è egualmente irrilevante, da sola (suppliscono, in tal caso, soldi, potere, fama…)
      Mi sono spiegato meglio ora ?
      ciao

      • Tortuga says:

        Non vorrei deluderti/vi …
        … ma quale sex appeeeeeal?!
        Noi non ci frega nulla del sex appleal.
        Mica che con il sex appeal di lui dò un senso alla mia vita o all’avere una relazione affettiva?!
        Voi vi piacciono queste favoline:
        il sex appeal … ma che noia! che barba, che noia!

        • PinoMamet says:

          Credo abbia ragione Tortuga.
          Il sex appeal mi sembra importante quanto il soldi appeal o il cultura appeal o qualunque cosa appeal.

          In realtà, l’unica cosa è che alcune persone vanno d’accordo con altre, e alcune persone sono troppo timide per cercarle.

        • mirkhond says:

          Pino parla con la tipica bontà e altruismo, che ne fanno una cara persona in questo blog…. ;)
          Magari fosse solo un fatto di timidezza!
          In quello, io sono un po’ come i personaggi maschili degli anime giapponesi…. ;)
          Non sono bravo a far colpo…. :)
          ciao!

        • PinoMamet says:

          Hai mai visto Neon Genesis Evangelion? Mi ricordi Shinji.
          In effetti hai un carattere molto giapponese… e comunque, proprio per questo, fai colpo, fai colpo.
          Sii ottimista!!

        • Tortuga says:

          Una cosa che fa colpo su una donna in un uomo è il suo senso di responsabilità.

  33. roberto says:

    rispondo qui a francesco

    “scusa la curiosità ma che tipo di ingegnere è tuo fratello? e perchè vive male?”

    elettronico
    e no, non vive affatto male, fa solo una vita che io non farei:

    – 2 settimane all’anno di ferie (zero a pasqua, natale, capodanno, aggiungi solo 4 luglio e thanksgiving)
    – rischio di perdere il posto ad ogni trimestre (risultato negativo = tot percentuale di laid off, da un giorno all’altro. cioè venerdi rientri a casa e lunedi il tuo badge è disattivato). rischio ovviamente accompagnato dalla perdita di assicurazioni e assenza di qualsiasi ammortizzatore sociale.
    – assoluto dovere di ubbidienza (“sabato fai una giornata di straordinario non pagato”. punto. fine della discussione)
    – mobilità assoluta (gli è capitato un venerdi sera il capo che lo chiama in ufficio e gli dice “da lunedi vai per tre mesi in missione sull’altra costa”)

    comunque lui è contento, si sente gratificato dalla montagna di dollari che gli danno e dal fatto di aver raggiunto molto giovane una posizione eccellente e senza dover ringraziare nessuno se non se stesso. è molto soddisfatto di un sistema chiaramente meritocratico (era scappato disgustato dall’univeristà italiana) e fondamentalmente gli piacciono gli stati uniti (è rientrato per un paio d’anni in europa ed è poi ripartito perché si annoiava)

    lo capisco, ma non cambierei la mia vita con la sua

  34. Zerco says:

    Ottimo, Miguel. A mio parere uno dei tuoi post più ficcanti.
    Io Repubblica non la leggo, come gli altri quotidiani del resto (non ho lo stomaco per farlo), ma il caso trattato conferma cosa effettivamente sia l’informazione ufficiale.
    E’ stupefacente notare come questo Pompili, di cui apprendo adesso l’esistenza, ma soprattutto Lorenzo Trombetta dell’Ansa, il più indefettibile traduttore e distributore per l’Italia delle veline londinesi dell’Osservatorio Siriano dei diritti umani risiedano a Beirut.
    Come è possibile che un giornalista che vive e lavora nell’occhio del ciclone siriano e mediorientale (perché in Libano sta sempre l’innesco delle deflagrazioni nella regione ed è il grande crocevia di tutte le tensioni e i torbidi settario-religiosi-clanistici-politici del mondo arabo), con armi ed armati che gli passano sotto il naso giorno e notte, capi e capetti di tutti i movimenti e i gruppi che si combattono in un raggio di 500 km, combattenti, ispiratori, spie, informatori, traditori, a riportare pedissequamente i comunicati sempre uguali (cambiano solo le cifre dei “civili” uccisi dai “lealisti”) di un tizio che sta a Londra?
    Tutto ciò mentre Robert Fisk, che abita lì a due passi, scrive i migliori e più documentati reportages del mondo sull’argomento.
    vero che di Fisk ne nasce uno ogni trent’anni, ma evidentemente all’agenzia di stampa nazionale non interessa retribuire in loco un giornalista per fare le stesse cose che potrebbe compiere uno stagista (anzi, il figlio di uno stagista) qualsiasi. A meno che la redazione in Libano non venga finanziata, direttamente o indirettamente, dall’Arabia Saudita/Emirati o dal clan che tutela gli interessi del Golfo in Libano. Così l’informazione risolve la sua crisi: le bufale, poi, più sono grosse e più sono ripetute, meno si discutono.

  35. mirkhond says:

    Per Francesco e Roberto

    Effettivamente rivedendolo oggi (su you tube praticamente l’intera serie di Goldrake, 74 puntate, ora si trova solo in Arabo d’Egitto, credo), lo trovo anch’io non solo molto grezzo, ma assurdo.
    Basterebbero uno o due di quelle battaglie, per incenerire la Terra in un deserto radiattivo….
    Belle invece le ambientazioni campestri, ai piedi del Monte Yatsugatake (2899 metri) sulle Alpi Giapponesi, con le estese foreste.
    Il film pilota, Uchu Emban Daisenso (La grande battaglia dei dischi volanti) del 1975, Gattaigher/Grendizer/Goldrake, presenta personaggi disegnati molto più finemente e una storia molto più verosimile…..

    • paniscus says:

      anche se nelle tre serie c’erano molti episodi dalla struttura identica, non so se si copiassero o se gli sceneggiatori avessero la stessa identica forma mentis
      ———————

      Ma non è più probabile che gli sceneggiatori fossero proprio gli stessi? E che magari una serie fosse nata in origine come spinoff di un’altra?

  36. Pingback: SIRIA, BUFALE E CONTROBUFALE. REPUBBLICA FA LA SOLITA FIGURA | Informare per Resistere

  37. mirkhond says:

    Tortuga sull’alimentazione ha ragione.
    Almeno per quello che mi riguarda.
    Stare da soli e provvedersi a farsi da mangiare, diventa una monotonia, perché ti prepari robe già confezionate ed io non so cucinare, che tanti piatti che preparava mia madre sono scomparsi con lei….
    Amen!

    • Roberto says:

      Per quanto mi riguarda tortuga invece ha torto a tutto tondo, che cucinare mi piace un sacco e quando sono solo è il momento giusto per provare nuove ricette o perfezionarne altre.

      • Tortuga says:

        Oh, vedi, qualcuno che cucina … ma non si tratta solo di cucinare, bensì anche di saper scegliere pasti sani ;)
        Sei fai anche attenzione alla salute, allora è perfetto.

        • Francesco says:

          salute? che palle!

          si apre il frigo, si prende quello che ispira, lo si mischia come ci si sente di farlo e si assaggia

          se mia è buono, si chiama ricetta

          idem per quando si fa la spesa

      • Roberto says:

        Cucino di tutto, verdure comprese se questo è il senso della tua domanda. L’eccezione sono i dolci ma li interviene mia moglie che è molto brava

      • Roberto says:

        Comunque deve essere una questione di generazione. Tra i miei coetanei non conosco nessun uomo che non sia capace di cucinare e sono pochi quelli ai quali non piace (dico come attività quotidiana non solo una volta ogni tanto)

        magari insieme all’innegabile dato generazionale, giova anche il fatto che praticamente tutte le mogli/compagne/fidanzate dei miei amici lavorano, quindi se vogliono mangiare o uscire con una camicia stirata devono essere capaci di farlo da soli

  38. mirkhond says:

    Per Roberto

    Sono contento per te.
    Evidentemente Frau Ruprecht è un’essere superiore, che ha saputo guardare oltre il marco e la lira (vi siete conosciuti prima del 2002?)…..
    Ciò che dice Habsburgicus è in gran parte vero, anche se ho il felice sospetto ;) che qualche avventura con una spilungona bielorussa e/o moldava, deve averla avuta….
    Con quel vantaggio di padroneggiarne gli idiomi, poi!
    Io, invece, nella Rumeli giusto per fare un esempio, farei figure di merda….
    Non parliamo poi in Turchia, se pure un giorno ci andrò…..
    ciao!

    • PinoMamet says:

      “Io, invece, nella Rumeli giusto per fare un esempio, farei figure di merda….”

      ma secondo te?? secondo nella Rumeli si fanno tante storie perché parli male il.. ehm.. romeico? Ma vaaa! Basta che gli bestemmi due parole e sono già contenti, sei già tre spanne sopra al turista medio ;)

      • PinoMamet says:

        PS
        …magari non tentare di convincerli che sono slavi ;)
        da quell’orecchio sai già che non ci sentono. Vacci, però, quando puoi!

        • Andrea Di Vita says:

          …soprattutto se non perdi occasione di parlar male dei Turchi…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Roberto says:

      17 anni. Come spiego sotto mi sa che l’ho presa per la gola :-)

      Confermo pino: i greci sono consapevoli della difficoltà del neoromaico e sono stracontenti se gli dici anche due cose storpiate

  39. mirkhond says:

    “In effetti hai un carattere molto giapponese”

    Sarà per via di alcune radici patrilineari di mia madre…
    Gente dagli zigomi alti e di aspetto altaico, forse turco o ugrico…..
    Mia madre però sta cosa non l’accettava perché vedeva negli Unni e affini, solo dei ferocissimi stupratori che lasciavano solo deserti dietro di loro….
    Mi nonno materno aveva l’aspetto di un generale sovietico….
    ciao!

  40. Moi says:

    @ TORTUGA

    Il Bektashismo è una “forma” di Islam dei Balcani, di origine “Sufi” o giù di lì. Teologicamente si basano soltanto sul Corano, senza metterlo sullo stesso piano _ o addirittura in secondo (!) piano _ rispetto alla Tradizione. Un Corano inteso “libertariamente”, cioè “che permette, in linea di principio, quel che non vieta espressamente” … certamente esiste anche un’ “interpetazione analogica” del Corano, ma sempre in senso “libertario”. Un Corano in Arabo, ma che NON è tabù tradurre adeguatamente e ponderatamente in atre lingue ! Un Islam che, pur trovando “pio” un velo femminile che copra i capelli, NON condivide il parossismo del coprire anche il volto. Un Islam _ aspetto raro !_ concepito “per sé stessi” anziché “contro qualcun altro” e quindi naturaliter “moderato” da sempre. Basti pensare al fatto che NON vi fu mai un Jihad AntiFascista Albanese perché Mussolini non mise mai fuorilegge l’ Islam, pertanto chi voleva combattere Mussolini era tenuto a farlo in nome di Re Zog, NON del Profeta Maometto … e giustamente, ci aggiungerei !

    I Bektashi, dialetticamente tenaci, sono estimatori della letteratura “laica” come spunti di riflessione, specie : la “Fabula Didascalica” (tipo Esopo e Fedro) e la “Letteratura della Furberia” (tipo “Bertoldo” o “Nurredin Hoxha. “Hoxha” in senso lessicale di “sacerdote”, che _per una strana beffa della Storia_ era anche il cognome di Enver, Dittatore AntiReligioso che _ almeno in teoria, eh ! _ la UAAR ci “sguazzerebbe” : -)

    Sì, insomma, oramai ci siamo capiti : Ritvan _ il Grande Assente_ magari non sarà espressamente (!) “Bektashi”, ma le sue origini culturali (!) sono quelle lì ! ; -)

    Lettura consigliata, e che Ritvan “approvava”, stando alla presentazione :

    http://www.amazon.it/Islam-balcanico-Federico-M-Bega/dp/880207982X

    PS

    La tua (digià evocata) isola “omonima” ; -) _ fonte inesauribile di letteratura e intrattenimento a sfondo di Pirati / Corsari / Bucanieri _ somiglia ben poco a una Tartaruga … molto più somigliante Venezia a un Pesce, come dicono i Veneziani.

    http://books.google.it/books?id=J6JHaHtkn1cC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false

    Il Bellissimo Sogliolone Bestemmiatore, insomma ; -)

    PPS

    Ce l’hai messa o no ‘sta Shadow Weaver _che il niqab etheriano ce l’ aveva già quando era ancora la giovane (troppo !) ambiziosa Light Spinner _ nella tua Niqab Gallery ?!

    @ PINO

    Sull’Atomismo Identitario, hai delle ragioni … ma non credo che esso sia sempre e comunque un male: può essere fatto anche per rimettersi dialetticamente in discussione. Sì insomma : “Noi !” VS “Noi Chi ?” Dipende, quindi, da come lo interpreti. Ma tu, riesci a vederlo solo negativamente, l’ Atomismo Identitario ?

    @ MIRKHOND

    Come si fa a essere “Cattolici” se NON si condivide la Logica della Rivelazione Discensionale ?

    Sul discorso dell’ Emilia Romagna che dissimulerebbe il Cattolicesimo. Secondo Guareschi, l’ extrema ratio del “Credere in Dio” era il conservare il “Senso del Limite” … e Peppone, effettivamente, ce l’aveva ancora. La della UAAR è Toscana, difatti il loro mensile “L’ Ateo” lo stampano a Livorno … città di “Teste Calde” persino (!) per gli altri Toscani !

    E poi, non dimentichiamolo, soprattutto “a Destra” si definisce identitariamente “Cristianesimo” l’ egoistica secolarizzazione dello stesso. Un “Cristianesimo” (?) che, purtroppo, ricorda il peggiore aspetto di gran parte dell’Islam contemporaneo: religione non (!) “per sé stessi”, ma religione “contro qualcun altro”.

    @ MIRKHOND & PINO … chi vuole :

    A proposito di mostri e robottoni … che ne pensi di “Pacific Rim” ?

    @ LISA PANISCUS

    NON sottovalutare il potere inebriante psicotropo che può (!) avere una religione, specialmente se monoteista ! … Altro che “l’ astemiezza” ; -) !

    • PinoMamet says:

      ” A proposito di mostri e robottoni … che ne pensi di “Pacific Rim” ?”

      Non l’ho visto, ma massimo rispetto nutro per un regista serio che faccia un film di mostri e robottoni. A noi italiani manca il coraggio, e ci siamo ridotti a fare le brutte copie della Roma Felliniana (la Grande Bellezza)… adesso, nel 2013! e ce la raccontiamo che sarebbe un film interessante, e che noi non ci abbassiamo mica a fare le scemenze… tutte stronzate.

      • Moi says:

        Però sono USAni e fingono di non sapere (oddio, magari loro non lo sanno davvero !) che in Giappone i Robottoni han già 40 anni e i Mostroni Mutanti ne han già 60 !

        • Moi says:

          @PINO

          E comunque, da quando hanno iniziato ad “aprire le frontiere” dell’ Interattnimento, delle “robe giappe” ;) ne risentono : gli Dèi Olimpici dei “Titani” di ultima (loro) generazione hanno molto di Cavalieri dello Zodiaco; l’ ultimo Superman fa i “sonic boom” (va be’ : danno un tocco di “realismo scientifico” ;) con le equazioni di Ernst Mach) tipo i Capelloni a Carciofo ;) di Dragonball, ecc; qualcosa anche nella “drammatizzazione del sentirsi diverso dalla gente comune” … no ?

        • PinoMamet says:

          Quella del dramma di sentirsi diverso ecc. ce l’hanno anche i supereroi americani, ma non saprei da quando… anni Ottanta? Novanta? Dovrei chiedere a un amico super espertone di fumetti…

          in generale però mi pare che il tono sia molto diverso; e, come già dicevo tempo fa, io (penso tutti gli italiani “tradizionali”) mi sento più vicino ai giapponesi!

        • Francesco says:

          questa la so, Pino

          fin dagli anni ’60 i super-eroi della Marvel sono pieni di super-problemi

          con un tale successo che quelli della DC hanno dovuto adeguare i loro Mascelloni senza crepe per non finire spazzati via

          PS Man of Steel è abbastanza brutto, consiglio Immortals come esperienza straniante, Bollywod che reinventa i Pepla con esiti … lisergici? Pacific Rim mi tenta ma i pupi sono iperpacifisti

    • Tortuga says:

      - Bektashismo – Moi –

      Ah, quindi Ritvan sarebbe stato bektashista!

      • mirkhond says:

        A me sembra che Ritvan sia sunnita….

      • Tortuga says:

        In teoria si, sunnita, però lui l’orientamento non proprio “solo corano” ma “corano al primo posto” ce l’ha, ed anche l’orientamento che tutto ciò che non è esplicitamente proibito nel corano allora è consentito, … libertario … traduzione … amico dei sufi … etc. etc. etc. e corrisponde nella descrizione a tutto quello che ha scritto Mmuuuàh!
        Quindi lui dice sunni, ma per me non è sunni.

        L’altro giorno ho anche provato a vedere se Ritti stava sull’elenco del telefono!!
        Vi immaginate io che chiamo alle nove di sera:
        signora, dica a suo marito che lo cerca la carapaciuta islamofoba per sapere se gli si è bucato un gommone :D

        • PinoMamet says:

          :D
          ti prego, fallo!!

        • Tortuga says:

          Eh, ma – purtroppo – non sta sull’elenco del telefono (almeno qullo che io io che è molto vecchio, del 2006: non ho capito perché ma non li distribuiscono più) sennò l’avevo fatto l’altro ieri sera!

          Il massimo gusto sarebbe poter vedere la sua faccia :D

  41. mirkhond says:

    “Hai mai visto Neon Genesis Evangelion?”

    No.

    “Mi ricordi Shinji.”

    L’unico Shinji che conosco mi sembra il detective Conan….
    Il mio eroe preferito è Jigen Daisuke o Daisuke Jigen (non ho ancora capito qual’è il nome e quale il cognome).
    Un tipo brusco, con brutto carattere e con rapporti molto difficili con le donne, per via di diverse fregature prese…
    Io però non sono ovviamente coraggioso come lui….
    ciao!

    • Moi says:

      NOTIZIONE

      Bill Gates si è dato ai preservativi ! … Funzionerano bene ;) :)
      come Microsoft ?! ;)

      • Andrea Di Vita says:

        Per Moi

        Be’, di certo dovrà cambiare brand. ‘Microsoft’ non è il nome più adatto.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  42. mirkhond says:

    che ne pensi di “Pacific Rim” ?

    E chi è?

  43. Roberto says:

    Scusate se rientro on topic

    Miguel,
    Non sarebbe sociologicamente interessante scrivere al giornalista per spiegargli dove sbaglia e vedere se rettifica?

    Io l’ho fatto 2346 volte con risultati abbastanza surreali (a parte un paio che hanno di buon grado ammesso l’errore senza però pubblicare nessun tipo di rettifica)

    • Z. says:

      robè,

      se i risultati che mediamente si ottengono sono quelli che descrivi – e la tua casistica mi pare abbastanza ampia per essere rappresentativa – scrivere al giornalista mi pare una perdita di tempo :D

    • Roberto says:

      Ma le risposte sono sociologicamente interessanti (ti manderò uno scambio in cui un giornalista non si da pace del fatto che fuori dalle finestre del mio ufficio c’è Lussemburgo e non Strasburgo)

      • Z. says:

        Parlano francese? Sì.

        C’è della roba tipo euro-massonica? Sì.

        C’è “bourg” nel nome? Sì.

        E allora, sempre a sottilizzare, sei peggio dei kommunisti!

      • Roberto says:

        Scherzi ma il tipo mi ha scritto proprio una cosa così (ed è uno che copre regolarmente la cronaca da eurolandia)

  44. Moi says:

    @ TORTUGA / MIRKHOND / DAOUDA

    Ritvan Sunnita ? … Mi pare che egli si fosse definito così, almeno una volta, in senso polemico di “NON-Shi’ita” !
    Anche la ricerca del “Giusto Mezzo fra gli Eccessi” nell’Islam è tipicamente Bektashi, e purtroppo ben poco condivisa uMManamente fuor dei Balcani.

    Per dirla con _ se esistesse_ Mubarak Hilal : -) (ovvero l’ IslamoEquivalente di Benedetto Croce !) Ritvan “non può non dirsi Bektashi” !

    A me comunque “Sunna” pare una parola-calderone :

    http://it.wikipedia.org/wiki/Sunna

    In caso contrario, è tempo che i MuSmanettonin ; -) FiloIslamici di dovere entrino in azione su AlWiqipediah ! ; -)

    *** PS PER ARABOFONI E … ARABOGRAFI ***

    Ho provato a tradurre “smanettoni” in Arabo con GoogleTranslate, risultato:

    المهوسون

    … che roba l’è ?!

    • Tortuga says:

      Ahahahaha, sarei curiosa di sapere se anche dal vivo parli come scrivi, Muuuàh!

      Può essere che abiti in un comune limitrofo… di sicuro non si può chiamarne 12 per sapere se sono parenti :D

  45. Moi says:

    @ TORTUGA

    Di “Shehi” a Roma (Pagine Bianche Online) ce n’è 12 … nessuno fa “Ritvan”.

  46. Per Moi

    “المهوسون”

    “al-mahuus” non mi dice niente… cercando in giro per i dizionari, trovo “pazzo” oppure “dèmone”.

  47. Mondo cane says:

    Tempo fà ho visto un documentario della BBC su questa cosa delle mogli a tempo, solo che è stato girato in iran, e quindi tutto il contesto cambia. Ma anche se l’intento dell’emittente è chiaro, l’ipocrisia dello stato teocratico, ne esce un ritratto esaustivo. Il reportage si focalizzava sulla storia di due ragazze madri, tossicodipendenti, che ricorrevano a questo escamotage. Tutto molto triste in effetti, ma non più triste della stessa realtà che c’è qui da noi.

  48. habsburgicus says:

    In Iran il fenomeno delle mogli a tempo è diffuso, dunque la BBC non faceva propaganda (o probabilmente si, ma solo nel modo di trattare la notizia, non sui fatti che sono plausibilissimi)…
    é anche vero che andando oltre la lettera, e con l’aiutino di mullah compiacenti, copre la prostituzione, ufficialmente non più esistente dal 1979, in realtà fiorentissima (anche se discreta) sotto questo escamotage…e nei quartieri alti della capitale, pur con prudenza, anche nella versione più “classica” e “diretta”…
    ma le “mogli a tempo” sono solo per loro, non per noi infedeli !
    dunque gli uomini di affari occidentali in Iran, in crisi ormonale, devono rassegnarsi alla castità…o, a Teheran, “tentare” di ottenere una squillo “classica”, possibile ma rischioso e soprattutto, dato il contesto ambientale, molto caro !
    :D

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