Il Ponte Vecchio e il cuore bambino dei ferraristi

“L’esclusivo bermuda da mare Scudetto Ferrari è realizzato in microfibra e si caratterizza per la stampa di una bandiera a scacchi in tono di colore sul fianco destro.
Una serie di ricercati dettagli enfatizza la particolarità di questo capo come la chiusura con coulisse in contrasto di colore, il tascone laterale con chiusura a patta recante la stampa gommata della bandiera italiana, la patch dello Scudetto Ferrari nella parte frontale, la stampa del logo Scuderia Ferrari al di sopra della tasca a filetto nella parte posteriore.”

Dal sito della Ferrari

Ieri sera, mi arriva il messaggio – il Ponte Vecchio chiuso per una festa privata di Luca Cordero di Montezemolo.

Questa volta deve essere una bufala, mi dico; ma decido lo stesso di controllare.

Assieme a me, c’è una folla di fiorentini e non, a passeggio il sabato sera con il bel tempo, che si dirige da quelle parti.

Arrivo al Ponte Vecchio, e mi trovo davanti una siepe, che i muri oggi li fanno postmoderni.

Dietro la siepe/muro, una schiera di vigili e vari operatori della sicurezza.

Un signore si avvicina e chiede perché non può passare. Il vigile risponde, “C’è una festa privata”. “E io passo lo stesso, è una vergogna!”, grida il signore. Il vigile lo blocca e cerco di fotografare la scena. “Mi dia un documento!“, mi ordina il vigile, e così entro nella lista nera della polizia municipale.

Il Comune ha venduto per una notte il Ponte Vecchio alla Ferrari Cavalcade 2013.

I fiorentini sono particolarmente inferociti per la mancanza di preavviso o di segnaletica. Andando sul sito della Ferrari, si capisce perché. Infatti, lì si preannuncia un

“Gala Dinner in una delle location più suggestive di Firenze.”

Insomma, in ogni ferrarista batte un cuore bambino, e per non rovinare loro la sorpresa su quale fosse la “location” (sic!), hanno fatto la sorpresa a tutta la città.

Il Comune ha anche offerto ai convenuti (“Più di novanta Ferrari da tutto il Mondo per una tre giorni in Toscana all’insegna del Cavallino Rampante”) la vicina Piazza Ognissanti come comodo parcheggio.

“Ci sono i sauditi e i cinesi lì dentro!”, dice qualche passante davanti al Ponte, ma vedo i vigili respingere anche una coppia di indiani. Tanto saranno induisti, quindi il Ponte Vecchio lo potranno vedere alla prossima incarnazione.

In mezzo a un coro di insulti verso il sindaco di Firenze, colgo frammenti di una chiacchierata tra due addetti alla sicurezza. Il contesto sembra essere quello di Pitti Bimbo, un evento finito pochi giorni fa – in passato, abbiamo dedicato qualche riga a questo evento.

“Ferragamo [presumo Ferruccio] – raccontano – scende dalla macchina e ci dice, ‘Chiamatemi Napoleone Buonaparte!‘ In mano, aveva una pila di quotidiani, vede  uno dei nostri ragazzi, evidentemente scambia la sua divisa per quella di un servo, e gli molla in mano tutto il pacco di giornali… e quello non sapevo cosa farci.” E poi, “sai che oggi per tutta questa fatica, mi danno cinque euro e una bottiglia d’acqua?” “A me non hanno dato nemmeno la bottiglia d’acqua!”

Per cause di forza maggiore, tra le 90 Ferrari parcheggiate in Piazza Ognissanti, mancava quella fiammante del calciatore Éver Banega (argentino che gioca in Spagna).

Il signor Banega aveva appena acquistato l’oggetto, e gli stava facendo fare il viaggio inaugurale. Guardando nello specchietto retrovisore, notò alzarsi una colonna di fumo, e fece quindi in tempo a scendere e ad assistere a uno spettacolare suicidio per autocombustione da parte della macchinina. Un privilegio che gli invidiamo moltissimo.

Da segnalare che lo stesso Éver Banega era sceso qualche mese prima dalla sua precedente megavettura, un’Audi R8, per fare benzina, dimenticandosi di mettere il freno a mano. Quando la vettura iniziò a slittare in retromarcia, ebbe l’idea, presumibilmente istintiva per un palloniere, di cercare di fermare la vettura con un piede.

L’Audi R8 proseguì imperturbabile il proprio percorso sopra il costoso piede del giocatore.

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451 Responses to Il Ponte Vecchio e il cuore bambino dei ferraristi

  1. PinoMamet says:

    Il meid in itali che non ci piace.
    E la conferma che il renzismo è in ritardo di vent’anni sul sentimento della gente. I tempi cambiano, tutto si rinnova, queste robe potevano funzionare una volta, adesso, con LaCrisi(marchio registrato), no.
    Non siamo ancora ai forconi e alle fiaccole, ma poco ci manca, e tanti bei roghi di Ferrari cominciano a non dispiacere troppo, come ipotesi.

    • Peucezio says:

      Il problema non è la Ferrari in sé, è che le automobili devono essere prodotte dalle industrie, chi vuole e ha i soldi se le compra e ci va in giro e nessuno deve andare a rompere i coglioni in luoghi pubblici, privatizzandoli e inibendone l’accesso, anche solo per un tempo limitato.

      • Francesco says:

        pagando, perchè no?

        e poi la Ferrari ha come parte necessaria del suo valore questo genere di stronzate

        e come nazione non possiamo farne a meno a cuor leggere, del “valore aggiunto” Ferrari

        • Peucezio says:

          Perché le macchine sono fatte per andare in giro, non per le cazzate.
          Il problema del mondo d’oggi è che vive di cazzate anziché di cose.
          Per assurdo, avrei capito di più, anche se non approvato, che avessero bloccato tutte le strade della città per farci sfrecciare per un giorno le Ferrari a 300 all’ora, ma bloccare un luogo per farle stare ferme è come installare un condizionatore in Antartide.

        • Francesco says:

          Peucezio

          le Ferrari sono come le armature da parata, cazzate allo stato puro

          e sono una delle poche cose che facciamo noi e vendiamo a ricchi scemi di tutto il mondo, a prezzi assurdi

          evviva Renzi, in questo caso! e la sinergia pubblico-privato, rilancio

          ciao

        • Peucezio says:

          Ma guarda che razza di concezione…
          L’automobile è un mezzo di trasporto. Più il trasporto è breve nbell’unità di tempo, più è efficiente.
          Quindi una macchina va a 300 all’ora, ceteris paribus è migliore di una che va a 160. Solo che le strade, le autostrade e il codice della strada sono tali da non consentirlo. Ma questo è un limite di strade e codici, che non sono all’altezza.
          Il guaio è che l’uomo ha inventato mezzi di trasporto ottimi ma ha ancora infrastrutture e regole preistoriche.

        • Francesco says:

          pensare alla Ferrrari come a un mezzo di trasporto è come portarsi a casa Liv Tyler per stirare i fazzoletti

        • Peucezio says:

          In pratica stai dicendo che se io hai una donna bruttina, ci vai a letto, se ne hai una bellissima non la tocchi, però la ostenti con gli amici.
          Contento tu…

        • Francesco says:

          No, rileggimi e vedrai che non ho affatto scritto quello.

          In ogni caso non parlavo di me, che non ho una Ferrari ma del fruitore “normale”, che la vuole per esibirla, cioè per esibire i propri soldi.

          Quanti la guidano davvero? quanti la sanno guidare?

        • Peucezio says:

          Allora lasciami dire che i dirigenti e gli ingegneri della Ferrari sono fessi.
          Se quello che conta non è l’ebrezza della velocità ma lo status symbol potevano fare una macchina molto curata esteticamente, elegante nelle rifiniture ma col motore e le prestazioni di una Panda, facendola pagare però come la Ferrari (e possibilmente trovando il modo di farle consumare altrettanta benzina, perché se consuma poco fa fare brutta figura): risparmiavano un sacco di soldi e avrebbero avuto lo stesso successo commerciale.

        • PinoMamet says:

          Beh Peucezio anche la velocità fa parte degli attributi dello status symbol, quindi la Ferrari un po’ “più forte” di una macchina normale deve andare
          (in pura teoria, almeno, e in condizioni ideali: sulle strade normali, col traffico normale, penso che a tutti sarà capitato qualche volta di superare- con innegabile soddisfazione- qualche Ferrari o giocattolone similare).

          Però quello che dici non è del tutto sbagliato: mi pare che negli USA, dove l’immagine conta più della sostanza anche in tema di “muscoli”, le auto sportive abbiano appunto un apsetto molto muscolare e aggressivo, ma poi come prestazioni non siano ‘sto granché.

          Non sono un esperto di auto, comunque, le ho sempre considerate scatole metalliche destinate al trasporto.

        • Francesco says:

          Pecuezio

          il motore della Ferrari serve a fare rumore, credevo lo sapessi

          :D

        • Peucezio says:

          Pino,
          alla faccia di “un po’ più forte”, 320 all’ora…

          Francesco,
          bastava un altoparlante allora.

          Ragazzi, ma avete idea dei costi di progettazione e realizzazione di motori come quelli? E della tecnologia e dello sviluppo che c’è dietro? E non solo e non tanto i motori, ma tutta l’auto, perché ci sono mille accorgimenti, dai freni agli penumatici alla carrozzeria ecc., che consentono che andando a 300 all’ora non vada a pezzi.

        • PinoMamet says:

          Sì, ma in strada quando ci vai a 300 all’ora?
          Forse qualche volta in autostrada, e comunque è proibito.

          Nella stragrande maggioranza delle occasioni, chi guida una Ferrari si accontenterà di andare “un po’ più forte”.
          Sostanzialmente, di far rumore, come giustamente dice Francesco.

  2. maria says:

    post irresistibile, sono qui che rido, questa volta gli effetti collaterali del renzismo sono stati buoni:-)
    maria

  3. roberto says:

    non mi meraviglio .L’Italia è tutta in mano ai privati. Gli excompagni si sono appiattiti al berlosconismo-capitalistico – mercantistico.L’unica speranza siamo noi cattolici che con la dottrina sociale della chiesa, possano risvegliare le coscienze assopite dall’illusorio dio denaro. Svegliatevi per non diventare schiavi!!

  4. rossana says:

    A parte la perversa goduria per quella Ferrari al cartoccio, mi chiedevo: si sa quanto ha sborsato la Ferrari per l’occupazione del suolo pubblico? O la città si sente ripagata dall’onore dell’ospitata a sorpresa dei ferraristi?
    Lo chiedo perché ormai non si capisce più chi fa un favore a chi: è Firenze che ospita a pagamento la Ferrari, o è la Ferrari che fa pubblicità gratuita a Firenze occupandola?

  5. Moi says:

    Come tecnicismo di “luogo dell’ evento” è universalmente usato … non so quanto impropriamente, ma l’ Inglese è inevitabilmente reinventato di continuo (basti pensare alla parola “escort”!) .

    Il concetto di “Cuore Bambino” dei Ferraristi è sputtanato dal discorso di Enzo Ferrari che, in effetti, alla fine l’automobile diventa più un giocattolo, e la gara sportiva un gioco, che non più un’esigenza di trasporto.

    PS

    C’è stato un periodo in cui girava l’infausta idea di Mintezemolo come AntiBerlusconi, per il PD !

    • Z. says:

      E dove girava, sommelier? Nella solita bottega di Luciano al mazlèr? :D

    • Roberto says:

      Quella di Montezemolo era una delle classiche repubblicate che aveva raccolto una qualche critica di Montezemolo al berlusca e aveva iscritto il tizio nella lista dei piddini. Poi visto che lo scrive repubblica, si inizia a ripetere e diventa una verità

      • Moi says:

        “Z” come “Zanarini Bar” ?! ;) :)

        Dài, Z … mica penserai che “Il Resto del Carlino” sia più attendibile di “Repubblica” ?!

        PS

        E non dire “al maz’lèr”, che “al bchèr” o al “pchèr” è meglio … parola di Associazione Dialettofila “Il Ponte della Bionda”. ;)

        • Z. says:

          Stai confondendo la mia risposta con quella di Roberto 2.

          Io ho sempre sentito dire al mazlèr, ma poi boh, posso sbagliarmi, non sono di famiglia bolognese :D

        • PinoMamet says:

          In realtà anche qui la forma più corretta sarebbe “al b’cher”, ma non l’ho mai sentita usare, solo trovata scritta nelle varie rubriche o pubblicazioni dialettali.

        • Z. says:

          …di quelle che per scrivere il dialetto usano – per dar sfoggio di Qultura – dieresi, circonflessi, apici, pedici, tilde e cediglie?

          Credo che mi terrò al mazlèr :D

        • PinoMamet says:

          E io ti appoggio in pieno!

          Restituiamo ai dialetti la loro natura felice, estrosa, cangiante, improvvisata e scazzata, insomma, lasciamoli essere dialetti, e lasciamo i purismi alle lingue
          (e a quelle più rompicazzo, poi, tipo il francese ;) )

  6. Non credo di fare nulla di male,”rubando” questo messaggio da una mailing list dopo aver tolto il nome dell’autore:

    “Questo quello che è successo.

    Mi sono avvicinato al ponte vecchio poco dopo le 17 proprio nel momento in cui è stato chiuso al passaggio per un evento di gala della Ferrari.

    Immediatamente cittadini residenti e turisti hanno cominciato a protestare. I residenti, fra cui molti anziani, rivendicavano il diritto di passare, perché stanchi e non volevano fare il giro da un altro ponte, anche perché non era stato dato nessun preavviso della chiusura.
    E chiedevano soltanto un metro su un marciapiede per poter passare.
    Abbiamo chiesto di vedere l’ordinanza di chiusura ma nessuno ce l’ha fatta vedere.

    I turisti rivendicavano di aver pagato la tassa di soggiorno eppure improvvisamente veniva loro negato di vedere uno dei luoghi più belli della città; loro ormai avevano pagato e i soldi non glieli avrebbe più restituiti nessuno e poi loro in confronto alla Ferrari e a Montezemolo non sono un cazzo per Renzi.

    Siamo stati un bel po’ a discutere con i vigili che facevano finta di chiamare qualche altro superiore e anzi ci dicevano di sgomberare perché disturbavamo il traffico sul lungarno e ci invitavano ad andare a protestare sotto Palazzo Vecchio. Inoltre la giustificazione addotta dai vigili era che i cartelli di preavviso si mettono in caso di chiusura al traffico di una strada, mentre una zona pedonale si può chiudere senza dire nulla a nessuno.

    Io dopo un bel po’ me ne sono andato, ho capito che non avremmo ottenuto nulla, eravamo pochi residenti, in larga parte anziani e qualche altro turista che non voleva avvelenarsi la giornata.

    Una cosa vergognosa, da non credersi”

  7. Per Rossana

    “A parte la perversa goduria per quella Ferrari al cartoccio, mi chiedevo: si sa quanto ha sborsato la Ferrari per l’occupazione del suolo pubblico?”

    Credo che si tratti di 100.000 euro.

    Guardiamola così: al mondo, ci sono pochissime Location Prestigiose, oltre a Firenze e Venezia.

    Mentre ci sono moltissimi stramiliardari.

    Se ogni stramiliardario si compra un pezzo di Firenze, alla città in teoria arrivano un sacco di soldi; ma alla fine, ai fiorentini non rimane che la via dell’esilio.

    • Francesco says:

      quanto siete noiosi!

      trasferitevi ad Alzano Lombardo e fateci incassare :D

      PS “al mondo, ci sono pochissime Location Prestigiose, oltre a Firenze e Venezia. Mentre ci sono moltissimi stramiliardari.” hai idea del contenuto di verità di quello che hai scritto?

      • Peucezio says:

        La colpa è dell’istruzione di massa.
        Se le persone con quel minimo di alfabetizzazione che consenta loro, non dico di capire il rinascimento, ma di sapere dell’esistenza di Firenze non essendo italiani, fossero lo 0,001% della popolazione mondiale, non verrebbero a rompere i coglioni.
        Anzi, se non sapessero nemmeno che esiste l’Italia, vivremmo tutti meglio.

        • Francesco says:

          ma saremmo più poveri

          e non potrei neppure comprarmi i playmobil per Natale

          quindi viva l’alfabetizzazione di massa, nonostante tutto!

        • Peucezio says:

          No, non saremmo più poveri. Avremmo imparato ad essere più produttivi invece di fare affidamento su una risorsa del tutto aleatoria ed esogena come il turismo.
          Il problema dell’Italia, come sai benissimo, sono i mille freni fiscali e burocratici alla produzione. Siamo fra i sette paesi più industrializzati e, senza questi ostacoli, saremmo ancora più forti: non abbiamo certo bisogno del turismo per campare. Il turismo è degno degli accattoni che non sono capaci di fare un lavoro vero.

        • Mauricius Tarvisii says:

          La colpa è dell’istruzione di massa

          Se vuoi sei libero di andare a zappare e di smettere di scrivere, visto che nessuno te lo vieta ;-)
          Il problema, secondo me, è l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge: è chiaro che io dovrei essere monarca assoluto del globo terracqueo :-D

        • Francesco says:

          il turismo è risorsa tutt’altro che aleatoria ed esogena: il Colosseo ce l’abbiamo SOLO noi

          meglio che le Ferrari

          Peucezio, tu e l’economia, due galassie diverse

          sarà colpa della pugliesità

        • Peucezio says:

          L’economia è una cosa che è stata inventata nel Settecento per rendere più povera la gente. La gente si è arricchita lo stesso, ma grazie alla Rivoluzione Industriale, cioè a chi la faceva, non a chi la studiava.

        • Francesco says:

          non sono d’accordo

          credo che il tentativo di capire come funzioni l’economia sia una cosa seria, e che parta con Aristotile almeno

          che il suo rigetto sia una forma di autodifesa culturale di chi non vuole sapere perchè “l’artri c’hanno i sordi e noi no”

          meglio il moralismo grillino del “laaaaaaaaaadri” che pensare di aver sbagliato

        • Peucezio says:

          Trovami qualcuno che si è arricchito grazie alle teorie economiche e non alla propria capacità impenditoriale pratica e ti darò ragione.
          Gli industriali che hanno fatto il boom negli anni ’60 per la maggior parte non erano neanche diplomati. Quando a loro sono succeduti i figli istruiti, le industrie sono andate a puttana. Le meraviglie della conoscenza teorica.
          Il guaio tuo è che sostieni le stesse forme di parassitismo istruito della sinistra e implicitamente disprezzi chi si rimbocca le maniche (e mantiene quelli che si istruiscono e che non sanno fare un cazzo).
          Io continuo a chiedermi perché non ti sei ancora iscritto al Pd… :-P

        • daouda says:

          ma che centra Peuce?

          Mica uno sà dare cazzotti perché ha imparato bio-meccanica pure se la applica costantemente e la implementa con gli esercizi appositi…

        • Francesco says:

          tutto il contrario Peucezio

          ammiro moltissimo l’operaio analfabeta che ha fondato una fabbrica di torni verticali, che oggi ha 60 anni e esporta in tutto il mondo industrializzato

          e non mi stupisce che guadagni di più di me che ho studiato economia politica internazionale (per questo non sono piddino)

          sono felice che venga da me a farsi spiegare dove ci sarà più domanda di torni verticali nei prossimi 5 anni

          ciao

        • Peucezio says:

          … e dopo fallirà.
          Non perché tu non sia bravo, ma perché sei un teorico e non uno che si è fatto l’esperienza sul campo (almeno da quello che dici).

        • Francesco says:

          spero di no, perchè mi paga lo stipendio!

          e mi paga proprio per avere anche un parere “accademico”, che trova utile avere a fianco di quello “pragmatico” per cui non ha alcun bisogno di me

          ogni tanto sei proprio marxiano. pari convinto che la sovrastruttura sia tale, che non abbia se non una utilità simbolica per il resto della società, che preti, professori e poeti siano degli scrocconi

          mica vero, però

        • roberto says:

          sulla questione “economisti” sono stradaccordo con francesco

  8. Va Fangul says:

    Si vede che non hai visto il film world war Z, i muri sono i nostri migliori amici! :-)

    http://mondoweiss.net/2013/06/hollywoods-zionist-embrace.html

    • Moi says:

      @ VA FANGUL

      http://www.youtube.com/watch?v=uaV2n_KrZy4

      è un promo commerciale per corsi di difesa personale “Israeli System”, ma meglio di tanta cinematografia “action” di Hollywood … davvero ;) !

      • PinoMamet says:

        Come film, è una vera schifezza (doppia cit., Dante Cruciani e Mirkhond ;) )
        in compenso si nota chiaramente che:
        -il Krav Maga è un paio di mosse di judo, due o tre pugni scoordinati, e qualche trucchetto da strada;
        -sfido chiunque a fare quel disarmo di pistola senza morire;
        -non ci libereremo mai della jeunne fille;

        in definitiva:
        marketing al 100%

        • Moi says:

          Era per fare da contraltare al link di Va Fangul … che mi pare abbastanza paranoide, vedi anche Umar Andrea su Indiana Jones in altro thread vicino a qui.

        • Moi says:

          @ PINO

          Indiana Jones secondo Umar Andrea è nel post de “La Cité” … in realtà quel modo di scrivere “pseudarabo” l’ ho già visto da qualche altra parte, non ricordo però dove …

        • PinoMamet says:

          Non ho trovato alcun intervento di Umar Andrea (e chi è??) su Indiana Jones…
          ma dov’è??

        • Moi says:

          Modifica — > Trova nella Pagina — > ” Indiana Jones ”

          … Come sarebbe a dire “chi è Umar Andrea Lazzaro” ?!?! L’ Imam (incredibilmente giovane, determinato e Ligure nativo) di Genova che ha “fatto abbracciare” l’ Islam a Ibrahim Giuliano Delnevo con l’ idea di “Liguristan” [sic] ; quello con il quale aveva litigato Tortuga sull’ Islamforum di gestione dello stesso Umar Andrea … dài !

        • PinoMamet says:

          Senti non lo trovo e basta! Se scrivo Indiana Jones, trovo solo i tuoi commenti e i miei; ti dispiace dirmi dove è con precisione?
          O in alternativa copia-incollarmi cosa dice?
          Ma sei sicuro che sia su questo blog??

        • PinoMamet says:

          Aspetta, ho trovato finalmente;
          ma non è un intervento di questo Umar Andrea (non mi sono mai preoccupato tanto di sapere chi fosse né se o perché avesse litigato con Tortuga).

          è un intervento tuo, che cita le sue parole.

          Più che altro, mi giunge nuovo che Indiana Joens sia ebreo. D

    • Moi says:

      Scusa me la spieghi ?!

      SAennò mi pare una paranoia tipo quella di Umar Andrea che trova “Razzismo Sionista contro gli Arabi” l’ ebreo Indiana Jones che _ scena celeberrima ! _ spara all’ Arabo che fa vorticare la scimitarra …

      • Moi says:

        Dico a “Fangul” per “Indiana Jones” e “War Z” con le relative paranoie (“paranoie” fino a efficace dimostrazione contraria !) sul Sionismo … ma mi sa che si sta scompaginando tutto lo schema delle risposte.

        • Z. says:

          Visto che è periodo di equivoci e omonimie, colgo l’occasione per dichiarare che nulla ho a che vedere con tale “World War Z” :D

          Z.

    • Moi says:

      @ FANGUL

      http://mondoweiss.net/

      Ah, be’ MondoWeiss è un sito AntiSionista che vorrebbe Israele in Antartide ;) :) , nevvero ?

      • Va Fangul says:

        La verità è banale, ho postato il primo link che ho trovato.

        • Moi says:

          @ VA FANGUL

          Facciamo così:

          me ne convincerò SE (!) in “World War Z 2″ entra in scena Moni Aizik a capo di una Squadra di KravMaghisti, ovviamete con una simil-Lara Croft Kasher Pink Quote ;) d’ordinanza ;) … arma finale risolutiva contro gli Zombie IslamoPalestinesi, ha da essere una caterva di salumi (presentati con drammaticità di arma termonucleare !) modello “Franco e Ciccio alle Crociate”; solo che, attenzione :

          siccome i Nostri Eroi sono Ebrei, prima di rilasciare la caterva di salumi, maneggiata con maschere antigas ed estrema cura … debbono evacuare anch’essi. Contrariamente a Franco e Ciccio Crociati di cui sopra … che, nel loro film sulle Crociate, Siciliani Cattolici nonché Soldati di Ventura. ;)

  9. Per PinoMamet

    “ma sei lo stesso Roberto? dal Lussemburgo?”

    No, no, questo Roberto è uno dei nostri sanfredianini :-)

  10. Grog says:

    Invoco la par conditio, blocchiamo ponte vecchio con un “Duna raduno” la migliore auto mai prodotta dall’agnellume, gli accompagnatori saranno ammessi son in “Regata”.
    Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog! Grog!

    • Francesco says:

      basta pagare e portare “prestigio” alla location, così che ci facciano Fast&Furious14 o AmericanPie99

      si tratta di soldi, e null’altro

      cosa che i Medici avrebbero capito benissimo

      • Moi says:

        A Firenze dovrebbero girare un film su Calcio Storico e MMA (visto che moltissimi AtloEnergumeni :) praticano entrambi) … negli “Stéits” sarebbe un successone !

  11. La descrizione delle mutande marchiate Ferrari è insolitamente elegante, segno forse dell’aurea sobrietà che contraddistingue Montezemolo nonché tutti i suoi preziosissimi collaboratori.
    Sono pertanto loro assai grato per non aver neanche minimamente accennato alle eventuali caratteristiche aerodinamiche. :D

    • Francesco says:

      a difesa di LCDM (sigh, oramai mi manca solo Pol Pot) non sono mutande, sono pantaloni al ginocchio

      mi pareva TROPPO stupido anche per lui

  12. Moi says:

    @ PINO

    Si parlava, nel post del locale “La Cité”, dell’ ipersensibile suscettibilità degli Arabisti, sconosciuta agli altri Orientalisti “infatuati di terre più a Oriente”, e riportavo questo fatto di cui mi sono sovvenuto :

    Per facilitarti la lettura te lo metto in doppia cornicetta di trattini …

    —————————————————————————————-

    Anni, fa il controverso Imam al Pesto _ che poi, in effetti, il pesto è una roba halal !_ Umar Andrea Lazzaro aveva individuato come “Razzismo Sionista AntiArabo di Hollywood” la scena dell’ Ebreo (ergo presunto “ProtoIsraeliano” !) Indiana Jones che spara all’ Arabo che si prepara ad affrontarlo facendo roteare la scimitarra :

    http://www.youtube.com/watch?v=anEuw8F8cpE

    [cit.]

    —————————————————————————————

    L’ ho ritirato fuori qui perché la segnalazione di Va Fangul sul film “War Z” da http://www.mondoweiss.net (di cui sopra) mi pare altrettanto paranoicamente “antisionista” rispetto a quanto riportato sopra ricordando un vecchio scritto di Umar Andrea Lazzaro sul proprio forum / sito .

  13. Moi says:

    @ PINO

    Non ricordo precise allusioni filmiche a origini ebraiche di Indiana Jones (mi pare che in quello in cui ritrova il padre ci sia una scena in cui, da bambino, “Indy” legge la Bibbia Ebraica con la kippah in testa) Se non ricordo male, anche Effedieffe accennava che Jones fosse Ebreo, dandolo praticamente per scontato.

    Poi, se si ritiene la fonte sopra le parti, ;) si può consultare “MondoWeiss”, sito AntiSionista :) ;) segnalato da Va Fangul.

    • Moi says:

      Comunque l’idea in sé che Indiana Jones sia Ebreo è “istintivamente” diffusa …

    • PinoMamet says:

      sarà anche diffusa, io ne sento parlare per la prima volta…

      poi vabbè, che lo dica Blondet non è indicativo: è uno di quelli che vedono ebrei dappertutto…

      può darsi che la scena con “Indiana Jones bambino con kippah” sia un’invenzione delle diverse (e poco fortunate) serie televisive che hanno fatto per sfruttare il personaggio; oppure che fosse semplicemente ambientata in una sinagoga, dove la kippah è obbligatoria per tutti.

      Mi stupisce però che, considerando che combatte con nazisti e recupera l’Arca dell’Alleanza, nei film ufficiali non ci sia niente a proposito del suo presunto ebraismo.

      Insomma… mi pare una stronzata.

      • Z. says:

        E’ tanto ebreo che va a recuperare il calice di Cristo…

        Sommelier, sommelier, ch’aggiaffà con teeeee :D

    • PinoMamet says:

      Comunque se cerchi “Indiana Jones jew” o “jewish” o “is Indiana Jones a jew”, trovi diverse pagine su un falsario smascherato per non so che truffa riguardo allo scoprimento di qualche rotolo di Bibbia, “the jewish Indiana Jones”; e pochissimo o niente altro.

      Anche wikipedia inglese ci informa che Indiana Jones sarebbe nato a Princeton nel New Jersey e un sacco di altra roba, ma niente sull’essere ebreo.

      Suppongo si tratti di un mito nato tra antisemiti e filosemiti a oltranza, le due categorie di persone che vedono ebrei dappertutto.

      • Peucezio says:

        Beh, è ebreo Harrison Ford (in linea materna).
        I personaggi di fantasia non sono né ebrei né cristiani: sono inventati e basta. E sono qualcosa nella misura in cui i loro creatori decidono che siano qualcosa. Quindi, se nei film non si allude in nessun modo alle origini del personaggio, può essere considerato di origine ebraica, armena, islandese o extraterrestre a piacere.

        • PinoMamet says:

          Assolutamente d’accordo con Peucezio.

          Per questo motivo trovo assurdo e artisticamente discutibile che la Rowling abbia detto che uno dei personaggi di Harry Potter è gay, anche se nei libri non si fa alcun accenno al suo orientamento sessuale.
          Se voleva farlo diventare, bastava che lo scrivesse nei libri: Tal dei tali è gay; e nessuno avrebbe potuto dirle niente.
          Invece così è solo una furbata per accalappiarsi una fetta di pubblico

        • Moi says:

          Di Harry Potter qualcuno se n’era già accorto … ;) :)

          per andare in TV (“Colorado Caffé”, con una Nicole Minetti d’Annata … ancora semplice streghina sexy sculettante sul palco ) dovettero sostituire “sei un gày” con “come fai” …

          PS

          Notare l’ adattabilità fonetica del Bolognese in “Az’kabàn” che suona vagamente tipo :

          ” ‘Azz, che bene !”

        • Moi says:

          http://www.youtube.com/watch?v=TnIr3JIey3I

          Versione con immagini dalle saghe dei film (la versione con “sei un gày” si triva digitandovi accanto “originale” su Youtube)

  14. Roberto says:

    È una cosa che non sta né in cielo né in terra!

    Vergogna

  15. Per Pino Mamet

    “Comunque se cerchi “Indiana Jones jew” o “jewish” o “is Indiana Jones a jew”, trovi diverse pagine su un falsario smascherato per non so che truffa riguardo allo scoprimento di qualche rotolo di Bibbia,”

    Conosco bene il personaggio, si tratta di Vendyl Jones. Non è ebreo, bensì un predicatore battista che è diventato “noachide”: il patto di Noè riguarderebbe tutta l’umanità, ebrei e non ebrei; e i “noachidi” sono i Gentili che accettano il loro ruolo distinto a fianco degli ebrei, i quali rimangono il popolo eletto.

    Non seguono quindi l’intera legge ebraica, ma solo la parte che il giudaismo ritiene obbligatorio anche per i Gentili (divieto di idolatria, monoteismo, ecc.).

    Lui fa il fantarcheologo, che ogni tanto fa scoperte bufale in Terra Santa, e fa credere di aver ispirato lui il personaggio di Indiana Jones.

  16. Per Roberto (del Lussemburgo)

    “È una cosa che non sta né in cielo né in terra!”

    presumo che tu ti riferisca ai ferraristi sul Ponte Vecchio, ma forse intendi qualcun altro degli argomenti che solo i commentatori di Kelebek riescono a tirar fuori :-)

  17. Roberto says:

    Si mi riferivo alla chiusura del ponte.

    Veramente una cosa disgustosa

  18. serse says:

    Anche nei kelebebbari batte un cuore bambino. :-)
    Si intuisce la soddisfazione per lo sputtanamento della mutanda ferrari o dell’arrosto di ferrari ma non credo proprio che tra gli avventori ci sia qualcuno che gira in ferrari o indossa la mutande ferrari … per cui … pugnette.

    Ah, nel mio paesello si prendono la piazza per la festa dell’unità o eventi simili:
    Firenze è una città particolare?

    • PinoMamet says:

      ” ma non credo proprio che tra gli avventori ci sia qualcuno che gira in ferrari ”

      che vuoi, il cinema è in crisi, e potendo scegliere comunque girerei in Aston Martin, ma non sottovalutare gli esperti giuridici del forum ;)

      invece le mutande ferrari voglio proprio sperare che non le indossi nessuno!

    • roberto says:

      è chiaro che dopo questa storia non sostituirò la mia touran con una ferrari

      seriamente serse,
      nel tuo paesello si chiude una piazza per la festa dell’unità impedendo il passaggio a tutti quelli che non sono invitati?
      perché vabbé, vuoi fare una festa privata lo posso anche accettare, ma chiudere *totalmente* il ponte è semplicemente una prepotenza arrogante (tra l’altro mi domando se i commercianti di pontevecchio non hanno pensato di svuotare i pitali sul ponte durante la cena…mi sa che una giornata di lavoro persa non è che gli sarà piaciuta molto)

      • serse says:

        Scusa il ritardo, ti avevo perso.
        Si è successo più volte: piazza chiusa per il tempo del concerto a pagamento (tranne ai residenti, ovviamente).
        Chi doveva passare oltre utilizzava dei percorsi alternativi.
        Niente di drammatico.

  19. Per serse

    “Ah, nel mio paesello si prendono la piazza per la festa dell’unità o eventi simili:
    Firenze è una città particolare?”

    Vedo che mi sono spiegato male.

    Non è che hanno tenuto sul Ponte Vecchio un raduno di ferraristi, o la sagra del maiale arrosto. Non ho nulla contro un uso sociale dei luoghi pubblici.

    E’ che hanno sigillato i due capi del Ponte Vecchio, vietando l’accesso a indigeni e stranieri, dalle 5.30 del sabato pomeriggio alle 3 di domenica mattina, per permettere lo svolgimento di una festa privata (non di un evento pubblico, magari di parte, come può essere il festival dell’Unità o della Lega).

    • Francesco says:

      Miguel

      non puoi fare una festa di ferraristi aperta!

      metà del motivo per cui la comprano è vedere la bava che cola dalla bocca del popolo quando li vedono, ma da distanza di sicurezza. non vogliono mica dover ripulire le loro auto dalla bava in questione

      è normalissimo cafonismo danaroso, vecchio come il mondo

      in attesa della GRP (o degli Zombie), il sistema funziona così

    • maria says:

      Ah, nel mio paesello si prendono la piazza per la festa dell’unità o eventi simili:
      Firenze è una città particolare?”

      maria

      Le feste dell’unità non chiudono nessun passaggio, sono feste popolari , collettive e pubbliche.

      Non dico che vi si debba partecipare ma certo non fanno danno a nessuno, casomai piacere ad alcuni anzi a parecchi, come altre iniziative tipo il mercato dei cibi genuini alle cascine o la festa del grillo quando c’era, tanto per fare degli esempi.

      Il ponte invece è stato affittato, peraltro per una cifra del tutto irrisoria, a un miliardario così come il teatro della pergola lo fu per le nozze di una rampolla indiana sempre miliardaria.

      Ma tu ti stupisci se qualcuno ha da ridire e non trovi di meglio che fare l’esempio, guarda caso, delle feste dell’unità, proprio come quelli che gridavano allo scandalo quando alle cascine si teneva la festa di un grande partito popolare , frequentata liberamente da migliaia e migliaia di fiorentini e di abitanti dell’area metropolitana.

      Ma stiamo scherzando o cosa?

      • Francesco says:

        oh maria

        quando intervieni tu, mi succedono due cose

        1) mi sento trent’anni più giovane

        2) Montezemolo diventa quasi simpatico

        l’è bellissima questa apologia delle feste dell’unità perchè “popolari, collettive e pubbliche”. ci manca solo democratiche e antifasciste e abbiamo l’en plein: tombola!

        :D

        • PinoMamet says:

          Ehm..
          sì, sono popolari, sono collettive, e sono pubbliche, e ci puoi entrare persino tu, Francesco;
          e la stessa cosa vale per le feste dell’Amicizia, di San Giovanni, o un po’ di quello che ti pare, e non vedo proprio cosa ci sia da stupirsi.

          su Montezemolo:
          Francesco, diamo a Mirkhond quello che è di Mirkhond, e diciamo una volta per tutte che ti ho letto intervenire a favore dei peggiori pezzi di merda esistenti sulla faccia del globo, purché di fede capitalista
          (non mi riferisco per forza a Montezemolo, che nella classifica della merdosità è un pesce piccolo, ahilui);
          mentre qualunque vago accenno a un’umanità solidale ti causa incubi notturni.

          Poi vieni a dirci che tu vuoi tanto bene al popolo…

          ceterum censeo Ciellem delendam esse.

        • roberto says:

          francesco

          il giorno in cui per una festa dell’unità ad inviti, chiusa quindi al pubblico, il pd chiuderà il pontevecchio o qualsiasi altro spazio pubblico mi arrabbiero’ uguale.

          senno’ immagino che accetterai volentieri il duomo di milano chiuso per il matrimonio di pato e barbara, e piazza san marco chiusa per il banchetto di nozze

        • Peucezio says:

          Il guaio della visione del mondo di Francesco, a mio modesto avviso (poi lui troverà legittimamente forti motivi di critica nella mia), è quello tipico delle posizioni liberali nate in reazione all’egemonia ideologica della sinistra dagli anni ’70 in poi.
          Cioè il fatto di essere simili a ciò in contrapposizione a cui si sono affermate (probabilmente per combatterlo meglio, ma se poi, per combattere il tuo avversario, diventi come lui, il risultato è lo stesso che se avesse vinto lui).
          Cioè la visione di molti ciellini e liberali contemporanei in genere è una visione ideologica. E come tale, mette l’idea prima delle ragioni concrete, intrinseche.
          Se io sono un padre di famiglia, devo badare al benessere materiale e morale dei membri della mia famiglia. Se invece li porto alla rovina in nome di un’astrazione, di una concezione ideologica, utopistica, di una teoria, sono un irresponsabile.
          I liberali sono esattamente questo. Anziché contrapporre al comunismo il buon senso e le ragioni di benessere della nazione e dei suoi cittadini, contrappongono un’ideologia speculare e altrettanto astratta, per cui tutto ciò che per quelli è lecito in nome del proletariato, dell’uguaglianza e del superamento delle classi, per questi è lecito in nome del mercato, del profitto e della libertà.
          Un po’ come se un genitore, vedendo un suo conoscente che non fa mettere il naso fuori di casa al bambino e gli impedisce di giocare, per reazione lasciasse andare il suo a buttarsi sotto le macchine.

        • PinoMamet says:

          C’è un corollario:
          che qualunque obiezione alle politiche liberali, anche una derivata dal semplice buon senso, viene letta come “comunista”, proprio perché chi sostiene una visione fortemente ideologica non riesce a immaginare altro.

          Io sostengo A: se tu sostieni B, allora vuol dire che sei comunista.
          (Come all’opposto, qualunque cosa diventa “fascista”; ricordo di aver letto una confusa definizione di Eco del fascismo; non una delle sue pagine migliori, se posso osare; dove il fascismo veniva a coincidere più o meno con tutto e il suo contrario).

          Il che è comodissimo come difesa (“non ti ascolto, tanto so già che sei comunista”) ma incredibilmente autoreferenziale e potenzialmente autodistruttivo.

        • Francesco says:

          1) feste dell’Unità? ce l’ho!

          2) Peucezio, mi sa che c’hai beccato. il mio imprinting è quello, il comunismo non lo si sconfigge col buonsenso ma con un leninismo anti-comunista altrettanto duro, rigoroso, teoricamente fondato, onnicomprensivo, spietato (lo ammetto, forse ci metto anche del mio carattere introverso)

          3) x Roberto: il Duomo è PRIMA una Chiesa, poi un monumento. per piazza San Marco, se pagano possono anche farci un concerto i Ricchi e poveri

          4) x Pino: certo che amo il popolo, al modo di Stalin, temo :D

          5) CL c’entra nulla, poverini, non fosse per loro sarei un estremista :D :D :D

          6) “non fanno danno a nessuno” … trova tu un posteggio durante la Festa dell’Unità e poi ne riparliamo

          7) x Pino: quando ero piccolo, dietro la solidarietà c’era sempre un tizio col colbacco e la stella rossa, “sono rimasto offeso” (cit.)

          ciao

        • Francesco says:

          “qualunque obiezione alle politiche liberali, anche una derivata dal semplice buon senso, viene letta come “comunista”,”

          questa è facile: il buon senso è come la memoria d’uomo, una figura retorica. in realtà ci sono solo le ideologie, che lo si sappia o meno.
          e l’attuale crisi del capitalismo, molto più profonda di quanto capiscano i critici, ha solo riesumato vecchie tesi comuniste, non ha ancora generato nuove posizioni.

          io sono nella posizione di coglierle, vista la mia storia, non è poi difficile

          ciao

        • roberto says:

          “Roberto: il Duomo è PRIMA una Chiesa, poi un monumento. ”

          giusto, ed il ponte vecchio è prima un ponte e poi un monumento, quindi se fosse per me niente chiusura del duomo e niente chiusura del ponte.

          e se poi proporio voglio essere gentile, quod non, se voglio far chiudere il ponte per un evento eccezionalissimo (chesso’ un film) avverto la gente due mesi prima, non il giorno stesso (senza contare che il film lo possono vedere tutti, la cena di montezemolo no, quindi l’esempio del film non è un granché azzeccato)

        • Francesco says:

          sul preavviso posso essere d’accordo

          che una roba a Firenze sia prima un monumento poi altro invece è dura recedere, anche perchè sennò come la vendo Firenze? chi mai verrebbe da Nanjing o Bogotà a vedere i fiorentini?

          i soldi del film li fa il produttore, quindi l’esempio regge

          PS quando mi sono sposato in chiesa, di fatto la massa di amici e parenti la requisiva e la buona educazione mi ha sempre spinto a togliere il disturbo, se nella chiesa ci trovavo un funerale o matrimonio o altra cerimonia privata

          queste pretese non sono neppure comunismo, siamo proprio al “tutto subito facile” del ’68 :(

        • roberto says:

          ritvaneggio

          “sennò come la vendo Firenze?”
          immagina come è stata venduta firenze al tizio che è venuto da nanjing e non ha potuto vedere il ponte (parlo dello stramiliardario che absit iniura verbis preferisce le bentley alle ferrari)….
          poi insisto nel dire che le citta d’arte sono musei *E* città. hanno torto gli abitanti a prendersela con i turisti, ma ha torto pure renzi a considerare i fiorentini (ed evidentemente i turisti non facoltosi) dei fastidiosi ostacoli da rimuovere

          “i soldi del film li fa il produttore, quindi l’esempio regge”
          ma il film lo posso vedere pure io, mentre alla cena non sono stato invitato (eppure c’ho un cappellino ferrari!)

          “quando mi sono sposato in chiesa, di fatto la massa di amici e parenti la requisiva”
          dici bene “di fatto”. mica avete impedito alla vecchietta di seguire la messa, vero?

          ” e la buona educazione mi ha sempre spinto a togliere il disturbo, se nella chiesa ci trovavo un funerale o matrimonio o altra cerimonia privata”

          il matrimonio è una cerimonia privata? ci porta lontani dal pontevecchio, ma questa non la sapevo, mi sono spesso sciroppato messe in cui il prete si felicitava della partecipazione della comunità e ricordava agli sposi che “la comunità è testimone” (compreso il mio di matrimonio)

    • Peucezio says:

      Comunque secondo me dovrebbe essere inibito qualunque uso degli spazi pubblici che sia limitativo o comunque ostativo della loro funzione intrinseca e che ne limiti l’utilizzo a una categoria, per quanto grande, per un tempo anche limitato.
      Le vie e, a maggior ragione i ponti, sono luoghi di passaggio, di circolazione (e anche di socializzazione, ma spontanea, non organizzata, e soprattutto non esclusiva e chiusa ad altri). Si creino, in zone periferiche o comunque none dificate, degli appositi grandi spazi pedonalizzati, per manifestazioni di ogni tipo, da quella politica alla festa privata della Ferrari, e si usino quelli.
      La piazza poi è sempre stata il luogo di incontro della comunità, il che significa che non se ne può escludere una parte, quale che sia, ed è inaccettabile precluderne l’accesso a chicchessia.
      E comunque oggi molte piazze minori, che spesso di piazza hanno solo il nome, sono snodi di circolazione automobilistica e quindi non se ne deve né se ne può inibire il passaggio per nessun motivo che non sia di sicurezza (del tipo che sta per crollarci sopra un palazzo).
      Lo spazio pubblico è pubblico e viene manutenuto grazie alle tasse di tutti i cittadini, che ne sono in un certo qual modo comproprietari. Ogni forma di appropriazione anche temporanea da parte di una minoranza è un abuso. Ci paghino il noleggio (previa nostra approvazione, perché non puoi obbligare nessuno ad affittare un suo bene) e ne riparliamo.

      • PinoMamet says:

        Viva Peucezio!!

        aggiungo che gli spazi esterni adibiti a feste, concerti, manifestazioni ecc., ci sono e vengono utilizzati (qua è così, credo anche a Firenze!);
        non vedo perché quello spaventapasseri di Montezemolo e e i ferraristi debbano fare eccezione.

      • Francesco says:

        e il mio trionfo, che cazzo?

        Caio Giulio Cesare, di ritorno dalla Gallia

        ;)

        • Moi says:

          A proposito di Cesare e di Galli

          http://www.monterenzioceltica.it/programmi.html

          a chi interessasse … Monterenzio (BO) ;)

        • PinoMamet says:

          “matrimonio celtico”, “balli di tradizione celtica” e “celtic hour con birra e aperitivi per tutti” (che immagino sarà la parte più seguita del programma) bastano per squalificare tutto il resto, però!

          In compenso:
          http://www.tvparma.it/Video/tg-parma—telegiornale/una-stele-etrusca-ritrovata-nelle-montagne-di-to-1

        • Moi says:

          @ PINO

          Ieri o comunque “l’ ètar dé” ;) è passata dalle vostre “bande” ;) la Kyenge che avrebbe avuto uno screzio coi Leghisti … c’eri ?

          Delle ricostruzioni giornalistiche non è che ci sia da fidarsi molto, lo sai bene. ;)

        • PinoMamet says:

          Non c’ero.
          La Kyenge è andata alla ormai decennale, o più, Festa Multiculturale di Collecchio.
          La festa è sempre uguale, pallosetta e negli ultimi anni, mi pare, un po’ monopolizzata, a livello di manifestazioni culturali, dai kurdi, che un po’ rompono le palle.

          Ha detto che proseguirà con l’introduzione dello ius soli, “mitigato” da suggerimenti di altre forze politiche (tipo cittadinanza a chi nasce in Italia, se i genitori vi risiedono già da tot tempo…) una cosa che mi sembra molto ragionevole.
          Nei giornali ho visto una foto sua con dei bambini di origine straniera. Non so bene cosa facessero, ma i due marcantoni di scorta in giacca e cravatta, dietro di lei, sorridevano pure loro, nonostante il tentativo di darsi un tono professionale.

          Un politico leghista ha colto l’occasione per ricordare, mezzo stampa, che in provincia di Parma esiste ancora un politico leghista, inventandosi qualche assurdità sul momento.
          Non risulta altro.

  20. serse says:

    Miguel, ti sei spiegato benissimo.
    Nelle feste dell’unità o del patrono o della lega, ci sono gli “eventi” (p.e. i concerti) a pagamento.

    Maria, non ti scaldare.
    Anche a me è capitato di arrostire salamelle.

    • PinoMamet says:

      ” Nelle feste dell’unità o del patrono o della lega, ci sono gli “eventi” (p.e. i concerti) a pagamento.”

      Mai vista però una festa dell’unità o del patrono che occupasse una strada (tra l’altro centrale e frequentatissima) impedendo il passaggio ai non paganti e di fatto privatizzandola!
      Non credevo nemmeno che fosse possibile (e tutt’ora credo che non lo sia, a norma di legge; Z. mi correggerà).

      (Una festa della Lega, non l’ho mai vista proprio, invece, ma immagino sarà sulla falsariga di quelle dell’Unità).

      • peppone says:

        “Mai vista …”

        Beh, ci sono cose che voi umani …

        • PinoMamet says:

          Certo, e ci sono più cose in Cielo e in Terra che in ogni altro luogo ;) ma io non l’ho mai vista.
          Chi l’ha vista, gentilmente, me ne fornisca gli estremi.

        • serse says:

          Pardon, sono serse.
          Mi ero firmato peppone per rispondere ad una battuta e la finestra dei commenti mi ripropone lo stesso nome.

        • serse says:

          Io l’ho vista.
          Mi spiace ma non sono un “estremista” ;-)

        • PinoMamet says:

          Basta che dici dove e quando, eh?

          anzi, guarda, voglio fare lo sforzo per te:

          a Forlimpopoli, nel ’93, la Festa dell’Unità bloccò al traffico tutta la piazza centrale, con tanto di vigili che impedivano alla gente di passare a meno che non fossero tesserati PDS, e alla festa erano ammessi solo quelli con abbonamento all’omonimo quotidiano…
          ;)

          mmm, chissà perché, non mi sembra tanto credibile!
          :D

        • PinoMamet says:

          Tornando sul pianeta terra:
          tra i comuni di S. e di F., in provincia di Parma, esistono larghi spiazzi in campagna dove si organizzano con larghezza di parcheggi feste dell’Unità, dell’amicizia, di vari santi patroni e anche un interessante Festival Beat (ospiti dell’anno scorso, tra gli altri, i giapponesi Guitar Wolf, che hanno recitato anche in un meraviglioso film trash comprendente zombie, alieni, travestiti, yakuza, motociclette Harley Davidson e mircofoni fiammeggianti… un capolavoro, insomma).

          La cittadina di S., tra la manifestazioni di contorno all’elezione di tal Miss Italia (che da qualche anno, con gran gioia di tutti, si è trasferita altrove con baracca e burattini) contava anche la sfilata di Ferrari e relativi autisti/compratori, in nessun caso, che io sappia, impedendo il normale traffico pedonale.
          Le autovetture summenzionate si contentavano di riunirsi poco fuori dal centro cittadino, presso un noto gommista e autista/compratore di Ferrari
          (per cui, ecco, non credo che potresti liberarti dalle critiche verso la gestione Renzi con l’annosa risposta “è tutta invidia”: Malvestite docet, o meglio, docebat; non provo particolare invidia per il signor gommista in questione).

          ciao!

        • serse says:

          Ma no! Lungi da me difendere Renzi o accusare di invidia.
          Tra gli scopi sociali di questo blog c’è la la ricerca/riflessione sull’immaginario ed io, fedele alla linea come i CCCP, cerco di immaginare.
          P.e.: cosa sarebbe successo se il ponte fosse stato chiuso mezza giornata per girare le scene di un film?
          E il giochino può essere approfondito:
          – film di Tornatore sulla ritirata dei tedeschi.
          – film di Natale “vacanze a Firenze”, magari con un redivivo Jerri Calà.
          – megaproduzione americana con Bruce Willis che salva eroicamente Firenze dalla distruzione.
          Ecc.

          ciao

        • PinoMamet says:

          Se il ponte fosse stato chiuso mezza giornata per girare un film, sarebbe dovuto essere necessariamente “permessato” con largo anticipo, e comunque, come si fa di solito, tra una ripresa e l’altra si sarebbe lo stesso fatti passare i passanti;
          dai, che lo sai anche tu!

          e poi c’è anche l’aspetto emozionale della vicenda, da non trascurare
          (in effetti, i legali calcolano anche i danni psicologici, perciò non prendiamoci in giro):

          -una cosa è “affitto per un’attività produttiva, deciso con tutti i crismi, e tentando di limitare i disagi per la collettività”;

          -un’altra, di sapore distintamente diverso, è “privatizzazione ad uso di multimiliardari, decisa all’oscuro e in scorno della volontà popolare”.

  21. maria says:

    Il guaio della visione del mondo di Francesco, a mio modesto avviso (poi lui troverà legittimamente forti motivi di critica nella mia), è quello tipico delle posizioni liberali nate in reazione all’egemonia ideologica della sinistra dagli anni ’70 in poi. peucezio

    maria
    la cosa curiosa di francesco però è che lui crede ancora in essere l’egemonia culturale della sinistra novecentesca, ma forse anche tu, e così vede ideologia comunista dappertutto anche in una semplice e giusta avversione alla chiusura del ponte vecchio per far cenare un miliardario e i suoi ospiti, e nella sua foga mi accusa di fare apologia delle feste dell’unità solo perché faccio notare che esiste una certa differenza :-)

    Comunque sono contenta di averlo fatto ringiovanire un po':-)

    • PinoMamet says:

      Ma il nostro Francesco è facile da decifrare;

      nomini un riccone: Francesco interviene a difendere;
      nomini il popolo: Francesco interviene a condannare.
      :D

      Se una cosa è sospetta di fare gli interessi di una piccola classe elitaria, Francesco la difenderà immancabilmente;
      se una cosa è sospetta di poter fare gli interessi della collettività, Francesco la condannerà senz’altro.

      Ora, lui ci spiegherà che invece a lui il popolo piace di molto ecc. ecc., ma guarda un po’, quella cosa lì che diciamo noi non funziona proprio ecc. ecc.

      però sta di fatto che, non essendo nessuno infallibile, non lo è neanche Francesco; statisticamente, inoltre, è semplicemente impossibile che la ragione stia sempre da una parte sola, e mai dall’altra;
      e quindi…
      “mi sembra di notare un pattern”, come dicono in certi polizieschi :D

      insomma, Francè, sei schifosamente di parte, e da quella sbagliata pure!!

      ceterum censeo Ciellem delendam esse

      • Francesco says:

        >>Se una cosa è sospetta di fare gli interessi di una piccola classe elitaria, Francesco la difenderà immancabilmente;
        se una cosa è sospetta di poter fare gli interessi della collettività, Francesco la condannerà senz’altro.

        Vedi, nella tua frase manca un aggettivo: legittimi. Non esiste fare il tifo per la piccola classe elitaria o per la collettività, esisto interessi e diritti legittimi che spettano di per se stessi senza che la classe abbia rilevanza.

        Ammetto solo circostanze eccezionalissime.

        Sennò, come esponente senza dubbio di quelli che non sono elite ristretta, perderei ogni dignità per via di prepotenza.

      • PinoMamet says:

        Sarebbe bello se fosse vero, ma non è così, Francesco.

        Ti rimando alla mia obiezione “statistica”. Tu intervieni a difesa dell’elite sempre e comunque.
        Come in questo caso, Francè.

        Leggiti gli interventi di MondoCane, che spiegano molto bene perché la decisioni di Renzy è stata ai confini della legalità, o probabilmente illegale punto e basta.

        ma fa niente: sono ricconi, e tu li difendi.

        Ripensaci, Francè, torna in te, molla la perfida setta!!

        • Francesco says:

          Pino,

          una noterella statistica: io difendo l’elite QUI perchè qui tutti gli altre la attaccano e di solito per i motivi e con argomenti sbagliati.

          Se tu mi leggessi con attenzione e affetto :D , vedresti che non ho difeso la correttezza formale dell’iniziativa di Renzi ma quella sostanziale di sfruttare economicamente e pubblicitariamente Piazza Vecchia, a costo di un disagio temporaneo per i residenti

          sui dettagli non mi pronuncio

          ciao

          PS Sylvester Stallone mica era poverissimo?

        • paniscus says:

          ma quella sostanziale di sfruttare economicamente e pubblicitariamente Piazza Vecchia, a costo di un disagio temporaneo per i residenti

          Piazza Vecchia che cosa sarebbe??????

          Vivi in un universo parallelo ?

          Lisa

        • Francesco says:

          no, sò ignorante

          e di Firenze ricordo quasi solo l’Arno con le pantegane giganti

          preferisco il resto della Toscana, mi sa tanto

          colpa mia, in ogni caso

        • roberto says:

          ” non ho difeso la correttezza formale dell’iniziativa di Renzi ma quella sostanziale”

          ma in questo caso la forma è sostanza!
          che problema ci sarebbe stato a fare la stessa cena preavvisando tutti e lasciando comunque un passaggio sul ponte (cioè cercando di rompere gli zebedei il meno possibile alla restante umanità priva di ferrari ed invito)?

          ciao

        • Francesco says:

          e che ne so io? non ho una Ferrari nè un bermuda Ferrari e non sono il sindaco di Firenze

          sarà pirla lui o l’impiegato del Comune è scappato a vedere la partita

          nella patria delle leggi, la vita è illegale quasi sempre

    • Francesco says:

      1) in effetti mi chiedo ogni tanto dove vivo rispetto a voi. da me una Corte Costituzionale degna della DDR elimina quel poco che, di ogni riforma liberale, sopravvive ad agguati parlamentari e manifestazioni sindacali. da me, le tasse aumentano sempre e la spesa pubblica non arretra mai. da me, la libertà di educare i propri figli è ogni giorno in pericolo e un cattolico rischia il linciaggio per metà delle cose che dice (da cattolico). da me, ogni volta che il segretario della CGIL parla, finisce al TG1. da me, metà TV di Stato è utile per seguire i dibattiti interni ai partiti storici della sinistra, anche se la si paga con le tasse ……..
      e da quanto tempo non entrate in una libreria?

      chiaro che in questo contesto soccombo a tentazioni reattive e posso cadere in quel che mi rimprovera Pino

      anche se io ho una mia certa coerenza che mi porta a rifiutare la lettura per classi della storia e della società, il che mi pone inevitabilmente in guerra con lui

      • paniscus says:

        da me, la libertà di educare i propri figli è ogni giorno in pericolo e un cattolico rischia il linciaggio per metà delle cose che dice (da cattolico)

        Perché, dalle tue parti è vietato dare ai figli un’educazione cattolica?

        Intendi dire seriamente che a chi vuole battezzare i figli, mandarli al catechismo, portarli a messa, o addirittura iscriverli a quell’amenità folkloristica che è diventata l’ora di religione a scuola, tutto questo viene IMPEDITO????

        Lisa

        • Francesco says:

          impedire sarebbe rozzo

          ci si limita a taglieggiare e ridicolizzare

        • PinoMamet says:

          Taglieggiare??
          Ma dove, ma quando??

          Ridicolizzare: embè, adesso è proibito anche l’umorismo?

        • Francesco says:

          Pino

          è quella che tu, con somma improntitudine, chiami “obbedienza alla Costituzione”

          che si traduce nell’impedire alle famiglie con redditi bassi e medi di scegliere la scuola per i figli, con la scusa, veramente oscena, che “ci sono quelle di Stato”

          io inizio a capire perchè in Italia non esiste un senso della comunità nazionale

          un vero peccato, in tempi di gravissima crisi strutturale

        • paniscus says:

          che si traduce nell’impedire alle famiglie con redditi bassi e medi di scegliere la scuola per i figli, con la scusa, veramente oscena, che “ci sono quelle di Stato”

          E che c’entra la scuola con “il diritto di dare un’educazione cattolica” ai figli?

          L’educazione religiosa si può benissimo dare in famiglia (anzi, dovrebbe essere una responsabilità primaria della famiglia, se questa ci tiene), e soprattutto si può benissimo coltivare frequentando parrocchie, catechismi e associazioni religiose, ai quali sicuramente le famiglie cattoliche non mancheranno di indirizzare i loro figli.

          Non sta scritto da nessuna parte che sia compito istituzionale della scuola.

          Per cui, se una famiglia pretende che ci pensi la scuola, sta pretendendo un “di più”, personalizzato a propria misura, e quindi è giustissimo che se lo paghi, non vedo il problema.

        • PinoMamet says:

          “è quella che tu, con somma improntitudine, chiami “obbedienza alla Costituzione””

          Si vede che mi conosci poco, io non obbedisco proprio a un cazzo, quelli siete voi cattolici semmai.
          Io parlo di “rispetto” per la Costituzione, a meno di errori momentanei, è una faccenda lessicale ma non secondaria.

          “che si traduce nell’impedire alle famiglie con redditi bassi e medi di scegliere la scuola per i figli, con la scusa, veramente oscena, che “ci sono quelle di Stato””

          Sul merito ti ha già risposto Lisa.
          Comunque se c’è una categoria a cui si addice il termine “improntitudine”, per non dire faccia tosta (o peggio) siete proprio voi orrendi, viscidi, ingrati, avidi, ingordi, osceni, corrotti “cattolici”.
          Lo Stato vi dà persino il culo, e ancora avete da ridire.
          Vi garantisce, come a tutti, l’istruzione gratuita, giustamente; vi dà in più (e ingiustamente, perchè questi sarebbero solo stracazzi vostri) l’istruzione religiosa, affidata a dei tizi scelti da voi cattolici medesimi di persona.
          Appende il vostro simbolo nella classe dove sta il cinese, l’indù e il musulmano, e dove magari nessuno degli studenti ha scelto di servirsi della vostra (ingiusta) ora di religione cattolica.
          E avete ancora da ridire!
          Ma andate a quel paese!

          “io inizio a capire perchè in Italia non esiste un senso della comunità nazionale”
          Per colpa di voi cattolici, finalmente ci sei arrivato…

        • paniscus says:

          Stamattina ho personalmente assistito a una scena eloquentissima di sfogo di due impiegate della segreteria della mia scuola, che se la prendevano con una serie di atti di arroganza e di cialtroneria della curia fiorentina, a proposito delle nomine dei docenti di religione (che peraltro, nella mia scuola medesima, hanno una media di 4 o 5 iscritti per classe).

          E faccio presente che le due signore ci tenevano moltissimo a dichiararsi cattoliche credenti, ma non ci trovavano nessuna contraddizione con lo strillare inviperite che “questa gentaglia dovrebbe sloggiare dalla scuola pubblica”, o almeno che la curia gli insegnanti di religione dovrebbe pagarseli di tasca sua…

        • PinoMamet says:

          Comunque Francesco una consolazione ce l’hai: all’inferno ti sarà riservato un posto al fresco, visto che sei sicuramente alle dipendenze del Diavolo.

          Infatti ogni volta che uno legge Mauricius, o Mirkhond, o persino Peucezio (persino Peucezio! ;) che, con tutto l’affetto e il rispetto, è un sedevacantista fascio!!) e può senitre una qualche vaga consonanza con il mondo cristiano, intervieni tu, a ricordare i validissimi motivi per cui i “cattolici” si rendono odiosi in Italia.

          Sempre abbasso Cielle.

        • Francesco says:

          per educazione religiosa non intendo il catechismo, naturalmente

          intendo il diritto delle famiglie di organizzare una scuola che abbia un’impostazione culturale di loro gradimento, fatte salve le richieste di legge volte a evitare scenari egiziani (e non fatte salve le pretese laiciste di stampo francese), anche se non dotate di mezzi pecuniari particolarmente abbondanti (ricordo che i soldi dello Stato sono soldi nostri, da spendere per funzioni pubbliche, non soldi suoi da spendere come gli pare)

          ora, non ho idea di come giri lì a Firenze e Parma (o Bologna?) ma qui a Milano lo spazio gentilmente concesso ai cattolici è INFERIORE a quanto sarebbe giusto, in considerazione della storia e del presente di questa nazione

          fatti che dispiacciono a Pino ma … come dire, sono un pò problemi suoi, giusto?

          infine, i cattolici non si rendono odiosi in Italia, i cattolici sono l’Italia – gli altri sono la morte dell’Italia, che è fenomeno lungo e putrido

        • PinoMamet says:

          ” per educazione religiosa non intendo il catechismo, naturalmente”
          e chi mai ne ha parlato?

          “intendo il diritto delle famiglie di organizzare una scuola che abbia un’impostazione culturale di loro gradimento, fatte salve le richieste di legge volte a evitare scenari egiziani (e non fatte salve le pretese laiciste di stampo francese), anche se non dotate di mezzi pecuniari particolarmente abbondanti (ricordo che i soldi dello Stato sono soldi nostri, da spendere per funzioni pubbliche, non soldi suoi da spendere come gli pare)”
          E chi vi impedisce di organizzarvele?
          C’è qualche legge? Mi pare che vi pappiate un bel po’ di aiuti pubblici, anzi.
          Troppo pochi? Mi spiace, la coperta è corta per tutti, dovevate pensarci prima di appoggiare le portaerei e gli F35.

          Ma visto che queste scuole di “impostazione culturale” varia possono giustamente organizzarsele tutti, com’è che non si sentono proteste ebraiche, valdesi? Per non dire dei più numerosi buddhisti, che si contentano, chissà come mai, della terribile scuola di Stato (che a Buddha è già tanto se dedica 5 righe)?
          E che dire dei musulmani??
          Non vi sembra di lamentarvi un po’ troppo del brodo grasso??

          Riparliamone quando ci sarà il ritratto di LaoTze, o perlomeno una bella frase del Corano, nelle scuole pubbliche, please.
          Prima, è solo una gigantesca presa per il culo, e se non te ne rendi conto vuol dire che ti hanno proprio fatto il lavaggio del cervello.
          Poi uno dice i trinariciuti..

          “ora, non ho idea di come giri lì a Firenze e Parma (o Bologna?) ma qui a Milano lo spazio gentilmente concesso ai cattolici è INFERIORE a quanto sarebbe giusto, in considerazione della storia e del presente di questa nazione”

          A quanto sarebbe, udite udite, GIUSTO?? in considerazione della storia??
          cambia spacciatore, Francè, stai a perde’ colpi.
          Un argomento anche solo vagamente valido potrebbe essere “spazio inferiore alle richieste pervenute”; documentalo, e poi ne parliamo.

          “fatti che dispiacciono a Pino ma … come dire, sono un pò problemi suoi, giusto?”
          La tua invocazione a uno strapotere cattolico in nome di una presunta giustizia storica sarebbe un fatto?

          casomai… un fattone, di quelli che una volta consegnavano a Muccioli.

          “infine, i cattolici non si rendono odiosi in Italia, i cattolici sono l’Italia – gli altri sono la morte dell’Italia, che è fenomeno lungo e putrido”

          i cattolici sono parte della storia dell’Italia: di gran parte delle sue brutture, che ci vogliamo lasciare dietro
          (l’Indice dei libri proibiti, le Inquisizioni, lo Ior, i democristiani…)
          e anche di un po’di quelle belle (bei monumenti, niente da ridire, un sacco di splendidi dipinti che si studiano benissimo senza l’aiuto di don Giussani)

          ma non è certo questo a rendervi così odiosi alla maggior parte della gente, compresa quella credente!!

          voi “cattolici”, nel senso politico e cielloso del termine, siete insopportabili perchè siete arroganti, trafficoni, falsi e presuntuosi.

          Insomma: Formigoni.

        • Francesco says:

          Pino

          non sono aiuti pubblici, sono soldi tirati via delle tasche dei cittadini per l’istruzione e NON restituiti agli stessi

          lo Stato NON ha diritto di imporre la sua istruzione

          facciamo il buono scuola, che è misura redistributiva dai ricchi ai poveri, e lasciamo libertà di scelta

          se le scuole statali sono belle come dici, verranno scelte dalle famiglie e quell’altre lasciate vuote

        • PinoMamet says:

          ” lo Stato NON ha diritto di imporre la sua istruzione”

          Ma cosa vuol dire??
          Lo Stato non sta imponendo niente a nessuno. Lo Stato semmai OFFRE la sua istruzione gratuita (o così dovrebbe essere) a tutti.

          Poi se uno vuole dell’altro, se lo faccia, chi glielo impedisce?

          Il buono scuola esiste già, funziona, in pratica, come regalo ai privati, e pare funzionare male anche in quello:
          ti wikipedio:
          “I buoni scuola vengono istituiti nel 2000 dal Governo di centro-sinistra con la Legge 62/2000 sulla parità scolastica con un piano straordinario di finanziamento, attuato poi dal governo di centro-destra con la Legge 289/2002 che prevede un tetto di 30 milioni di euro per il triennio 2003-2005.

          La finanziaria del 2004 del governo Berlusconi, ministro Letizia Moratti, aumenta il tetto per il 2005 a 50 milioni di euro con accesso ai buoni per tutte le famiglie che entrano in graduatoria in base al limite di reddito. La legge sulla parità non prevede alcuna incompatibilità dei buoni statali con eventuali buoni regionali (previsti poi da Veneto, Emilia-Romagna, Friuli, Lombardia, Liguria, Toscana, Sicilia, Piemonte), per cui buoni statali e regionali risultano cumulabili.

          In Lombardia, il sistema del buono scuola è stato introdotto da Roberto Formigoni nel 2000: un finanziamento alle famiglie volto a sostenere il pagamento delle rette scolastiche e a garantire la libertà d’educazione[8], che secondo i suoi critici ha beneficiato all’80% gli alunni delle scuole private (9% del totale della popolazione scolastica), senza criteri di merito o di reddito, per un totale di 400 milioni di euro tra 2001 e 2009[9][10][11]. Secondo altri, la misura si è rivelata inoltre inefficace nel favorire le scuole private, che non sono aumentate in numero né in alunni, e non ha favorito la qualità della formazione degli studenti lombardi, che nelle indagini OCSE PISA (2003 e 2006) sono scesi in classifica, ma ha costituito un semplice trasferimento di fondi dalla Regione alle famiglie degli studenti delle scuole private[12]”

        • Francesco says:

          Cacchio

          Pino

          me la offre

          con i miei soldi!!!

          più chiaro di così come deve essere la situazione?

        • PinoMamet says:

          Scusami, e con quali altri soldi te la dovrebbe offrire?? Con quelli dei cittadini del Ghana o di Trinidad e Tobago? Diccelo, così ci regoliamo.

          Allora fa’ una bella cosa: abdica, rinuncia alla cittadinanza. Nessuno avrà diritto di chiederti un centesimo.

          Quello che vuoi tu, Francesco (lo Stato che non ti chiede soldi per un servizio, quindi non li chiede a nessuno, quindi non può darti nessun servizio) è semplicemente regalare tutto, e interamente, ai privati.

          Naturalmente i privati mettono i prezzi che gli pare: sono privati.
          Bene, allora il Francesco buono interviene e dice “eh, ma per didurre le disparità lo Stato deve offrire dei buoni ai cittadini più bisognosi”;
          poi però interviene il Francesco cattivo e dice “ehi, e che l’ha detto che lo Stato deve prendere i miei soldi per offrire i soldi a quelli che vogliono mandare il figlio alla scuola buddhista?”

          Più chiaro di così…

        • Francesco says:

          no, Pino

          non hai affatto capito

          nel Mondo Francesco, lo Stato tassa i cittadini (anche progressivamente, se proprio dobbiamo) e gira alle famiglie un bel buono scuola, diciamo da XXX euri, che ogni famiglia usa per pagare, in tutto o in parte, la scuola che sceglie per i propri figli

          a evitare abusi dei privati, si può prevedere una scuola statale che costi, magica coincidenza, un buono scuola ad alunno

          così il privato, buddhista o valdese, deve offrire di meglio per essere scelto

          ciao

        • PinoMamet says:

          Francesco

          che la tassazione debba essere prgressiva mi sembra un provvedimento di elementare giustizia, ma lasciamo perdere, e concentriamoci sulla scuola.

          Lo Stato italiano, pensa un po’, fa ancora meglio di quanto gli proponi tu, e ha una scuola per tutti
          (che è statale perché organizzata dallo Stato, ma lascia- per colpa di una legge dei malvagi e komunisti Anni Settanta- libertà individuale e professionale di insegnamento e di ricerca ai professori e agli studenti di ogni orientamento, non esiste insomma una “linea di partito statale” che la Scuola deve seguire, esistono semmai dei programmi didattici, che non è la stessa cosa)
          una scuola di e per tutti che costa, pensa che bello, zero buoni scuola a ognuno.

          E lascia ancora la libertà ai privati di farsi la loro scuola come gli pare (nel rispetto degli stessi programmi didattici: quindi nun ce provà a dire “noi cattolici siamo più liberi”, no, voi cattolici avete semmai un preciso indirizzo ideologico nelle vostre scuole, che manca in quelle statali, dove puoi trovare l’insegnante cattolico, ateo e persino musulmano: io lo avevo!)

          non solo, gli ammolla pure i buoni scuola!!

          Più di cosa, che volete, una fetta di culo??

        • PinoMamet says:

          Cioè, lo Stato italiano concreto e realmente esistente, aiuta i privati ancora di più di quanto vorrebbe Francesco nel suo Mondo Francesco!!

          e Francesco se sta a lamentà lo stesso!!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Francesco, tutto bello e tutto buono, però…

          Pieve di Soligo, ridente paese nel nord della Marca, dove tutte le scuole superiori locali sono state accorpate in un unico istituto perché – a causa dei non molti iscritti – non aveva senso tenere in piedi tre strutture amministrative diverse. Presidenza, segreteria e bidelli hanno un costo più o meno fisso, così come il nocciolo duro degli insegnanti che, se c’è troppa frammentazione oraria, vanno tenuti in condivisione con altre scuole (cosa fattibile nel pubblico, impossibile nel privato). Ogni studente dell’istituto di Pieve di Soligo costa allo Stato X (costi fissi + costi variabili, tutto / numero di studenti… ma dai, che le sai meglio di me ‘ste cose).
          Un vortice dimensionali ci porta tutti nel Mondo Francesco ed improvvisamente il paese di Pieve di Soligo scopre che sono nate la scuola dei cattolici, la scuola degli atei e la scuola dei musulmani, tre istituti che dovranno essere finanziati dallo Stato. Inoltre si verifica un fisiologico calo di iscritti alla scuola pubblica, che aumenta l’incidenza dei costi fissi nel costo per studente (quindi ogni studente non costerà più allo Stato X, ma X+N, dove la formula di N credo tu la conosca già). E più aumenta la concorrenza scolastica e più il valore di N aumenterà (perché calano gli studenti iscritti alla scuola pubblica), con un incremento del costo di ogni singolo buono scuola.
          Insomma, in poco tempo i buoni scuola riusciranno a coprire la retta perfino della peggio amministrata scuola privata (anche perché il salario orario dei dipendenti delle scuole private, da noi, è più basso!), dando vita ad un nuovo fantastico ambito dove far vivere la classica imprenditorialità italian-ciellina: fare impresa senza metterci del proprio e facendo pesare tutti gli oneri sullo Stato.
          Quindi, più tasse, più spesa pubblica, meno servizi, meno uguaglianza tra i cittadini… in nome di cosa? Dei conti in banca della cricca di Formigoni?

        • PinoMamet says:

          Se ci fossero più Mauricii, potrei persino pensare di diventare cattolico!!

          :D

          poi, per fortuna, leggo Francesco, e ricambio idea… ;)

        • paniscus says:

          in quelle statali, dove puoi trovare l’insegnante cattolico, ateo e persino musulmano: io lo avevo!)

          Io ce l’ho avuta pochi anni fa, una collega donna, musulmana e col velo in testa. Laureata in ingegneria elettronica, insegnava materie tecniche considerate tipicamente “maschili”, ed era rispettatissima da tutti, colleghi e studenti…

        • Francesco says:

          Pino

          che a te piaccia baciare la pantofola allo Stato si è capito benissimo, solo che vuoi obbligare anche gli altri a farlo!

          e poi saresti laico, tu

          :D

        • Francesco says:

          x Maurizio

          ho messo qualche numero in un foglio di Excel per capire se quel che scrivi ha senso.

          Direi di no.

          1) le scuole private NON vanno finanziate dallo Stato, vanno messe su dai privati
          2) il Buono Scuola ha un valore unico nazionale (o macroregionale), non è una variabile che dipende immediatamente dal numero di studenti
          3) le scuole private che aprono costano più del buono scuola, saranno frequentate solo se le famiglie ritengono che valga davvero la pena
          4) il caso del paese piccolo falsa i risultati, che su ampia scala sono ben diversi. il quel posto tristo che dici tu, ben difficilmente qualcuno tenterà di aprire una microscuola, potendo contare solo su un buono scuola per studente tarato sulla scuola pubblica grande – a meno che detta scuola non faccia proprio schifo e che leggi e regolamenti impediscano di migliorarla

          ciao

          PS visto cosa pensa di te Pino? riflettici

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ti ricordo che la maggior parte della popolazione non vive a Milano, Roma e Napoli, ma in centri più piccoli.

          La scuola X ha 100 studenti e costa allo Stato 110, con un costo fisso di 10 euro (locali+preside+ecc…) ed uno variabile di 1 euro a studente. Gli studenti diventano 200? L’istituto costerà 210. Gli studenti diventano 50? L’istituto costerà 60. Nel caso originale il costo è di 1,1 euro per studente accolto, nell’ultimo di 1,2, in quello mediano di 1,05.
          E questo anche senza Excel.
          Se c’è concorrenza, allora significa che ci sono meno studenti per scuola ed il costo per studente per lo Stato aumenta, ovvero aumenta il costo del buono scuola (visto che le scuole pubbliche si dovrebbero finanziare solo col ricavato dei buoni ricevuti dagli iscritti). Ma se aumenta il costo del buono, allora aumenta la spesa pubblica (aumenta il costo di TUTTI i buoni) e dunque l’imposizione fiscale (da qualche parte le risorse per i buoni scuola le devi trovare).
          Bel liberale che sei!

      • PinoMamet says:

        Per curiosità, vivi a Cuba?

        Perché io invece vivo in un paese dove la televisione privata (di un privato solo) ha spadroneggiato per anni, e infine occupato anche quella pubblica, suicidandola;
        dove la spesa pubblica è sperperata in aiuti ai privati, e appaltando a privati inetti e/o ladri beni pubblici;
        dove tutt’ora gli appartenenti a religioni diverse da quella cattolica sono, nei fatti, discriminati (solo simboli cattolici, esposti dappertutto; e garanzia di educazione cattolica per tutti, salvo richiesta contraria, mentre per altre idee o religioni, non se ne parla);
        dove la Costituzione, che ha, tra le altre, una qualche tinta neppure socialista, ma sociale, viene costantemente presa di mira e sopravvive miracolosamente a decennali tentativi di distruzione.

        Ceterum censeo Ciellem delendam esse.

        • PinoMamet says:

          Ovviamente rispondevo a Francesco, la cui libertà è tanto in pericolo… ;)

        • Z. says:

          C’era una bellissima striscia di Cuore che descriveva la marginalizzazione dei cattolici nelle bolsceviche scuole pubbliche d’Italia. Appena la ritrovo la scanno e ve la pubblico :D

        • Francesco says:

          1) falso, oggi la TV privata è almeno Mediaset+Sky, e la TV pubblica è stata suicidata prima dal ’68 che dalla pubblicità (sono loro che hanno ridicolizzato e distrutto quella cultura)

          2) falso, è sperperata in stipendi, spese inutili e furti praticati dalla casta burocratica e politica, sussidi idioti

          3) vabbè, sulla Luna, forse.

          4) “miracolosamente” mica tanto, lo sappiamo che il Diavolo esiste. sono decenni che la Costituzione è riconosciuta come inadeguata, nella parte istituzionale da quasi tutti, e rimane lì intatta o peggiorata (a vantaggio dei ladri di cui sopra, mica dei cittadini)

        • PinoMamet says:

          1) “oggi”; comunque il tutto a spese della Tv di tutti, cioè di Stato;

          2) Benetton che gestisce le autostrade e il treno privato col nome del cazzo (Italo) dello spaventapasseri disegnatore di mutande, me li sono sognati io? e mi ssa che persone più preparate di me potrebbero andare avanti con una lunga lista… anzi, ci metto dentro tutta Trenitalia.
          Sono cose che mi fanno incazzare assai più del funzionario pubblico che prende il caffè, se permetti.

          3) ti riferisci ai cattolici che ogni tre per due sono in televisione? che dettano legge su ogni minima minchiata? che sbattono ovunque i loro simboli religiosi e hanno anche la faccia come il culo di chiamarli “simboli laici”? che dopo tutto questo osano anche fare le vittime??
          Ma ci andassero, sulla Luna, e senza biglietto di ritorno.

          4) Riconosciuta come inadeguata da te, da Berlusconi, e da un paio di rumorosi amici vostri. A me piace e la tengo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sul 2: Trenitalia è una SpA, ma la partecipazione è pubblica. Quindi non vale come esempio di soldi pubblici dati ai privati (a meno che non si voglia parlare di compensi dei manager, ma quello è un altro discorso).

        • Francesco says:

          la TV di Stato non è la TV di tutti ma quella dello Stato, nel caso italiano è la TV dei partiti e di parte del magna magna romano

          tu dovresti guarire dalla statolatria, anche perchè ci sono alcune cose che devono essere fatte dallo Stato!

          ma il troppo stroppia, ricordati!

        • Francesco says:

          Pino,

          faccio fatica a seguirti

          stai dicendo che le autostrade private e i treni privati sono un segno di deriva liberal-capitalistica?

          se così fosse, rimaniamo al problema di fondo: per te Stalin era un comunista moderato, per me mica tanto

        • PinoMamet says:

          ” stai dicendo che le autostrade private e i treni privati sono un segno di deriva liberal-capitalistica?”

          No, devo essermi sbagliato, e saranno sicuramente un segno di socialismo reale…

          Francè, a molti italiani piace “sognare” il Medioevo, e so’ gusto; ma se permetti, a me non piace viverci.
          E anche se non permetti.

          i pedaggi al feudatario Benettone non li voglio pagare, grazie, e Montezemolo il suo trenino (fatto a spese pubbliche- tagliando i treni di tutti- per il suo guadagno privato) se lo ficca gentilmente in culo.

          Non credo di essere comunista, peraltro, ma sicuramente non sono moderato, e non vedo motivo di moderarmi nella difesa dei diritti di tutti.
          Anche tuoi.

          Se poi tu sei un autolesionista, affari tuoi, ci sono club apposta, ma non obbligare anche me.

        • Francesco says:

          1) se paghi il pedaggio allo Stato ti va bene, se lo paghi al privato che fa la stessissima cosa non ti va bene? questa non è roba da comunisti, è roba da fessi (scusa ma …)

          2) Italo che fa concorrenza a Trenitalia migliorando il servizio è una roba “a spese dei cittadini”? qui siamo più sulla confusione che altro

          3) capisco che nell’Italia degli anni ’60 eri l’Imperatore dell’Universo ma quel mondo è finito e pure malissimo.

          ciao

          PS leggilo, il capitale, è pur sempre un inizio. lo trovi alla Feltrinelli, sono sicuro :)

        • roberto says:

          “PS leggilo, il capitale, è pur sempre un inizio. lo trovi alla Feltrinelli, sono sicuro”

          si c’è, nascosto dietro una pila di libri di socci
          :-)

        • PinoMamet says:

          “1) se paghi il pedaggio allo Stato ti va bene, se lo paghi al privato che fa la stessissima cosa non ti va bene? questa non è roba da comunisti, è roba da fessi (scusa ma …”

          Tu credi che lo Stato sia un signore molto brutto e molto comunista; io credo che siamo noi tutti.
          Chissà chi ha più ragione…
          e comunque, tu me pari il cane de Mustafà.. .che ce l’aveva ner culo, e diceva che stava a scopà
          (scusa ma..)

          “2) Italo che fa concorrenza a Trenitalia migliorando il servizio è una roba “a spese dei cittadini”? qui siamo più sulla confusione che altro”
          Confusione tutta tua, visto che per te tagliare corse (pubbliche), tagliare sicurezza (pubblica) e lasciare le ferrovie (pubbliche) ai profitti di uno solo (che non sei tu, sorry) sarebbe “migliorare il servizio”…

          “3) capisco che nell’Italia degli anni ’60 eri l’Imperatore dell’Universo ma quel mondo è finito e pure malissimo.”
          Questa frase non ha senso.

          “PS leggilo, il capitale, è pur sempre un inizio. lo trovi alla Feltrinelli, sono sicuro :)”
          Ripeto, non so se sono un comunista, e non mi interessa particolarmente.

          basta non diventare ciellino, e sono già contento!

        • Mauricius Tarvisii says:

          In realtà vanno distinti i casi delle autostrade e delle ferrovie.
          Con le autostrade è stato fatto qualcosa di immondo: è stata regalata ad un privato un’infrastruttura strategica ed un monopolio naturale (ovvero è stato fatto quello che NON va assolutamente fatto).
          Le ferrovie sono altra storia: RFI (l’infrastruttura) è una società a sè che si finanzia regolarmente con i soldi pubblici (e lo trovo sacrosanto: i treni hanno molte meno esternalità delle auto, checché ne dicano i difensori d’ufficio dell’automobile). Trenitalia (i treni) anche è una società a sè, gestita come un’impresa privata che NON esercita un monopolio naturale (anch’io potrei far girare un treno, in linea del tutto teorica).
          Trenitalia ha due voci di attivo: i biglietti ed i contributi regionali per i contratti di servizio (che una regione potrebbe stipulare con Trenitalia, così come con Ferrovie Sud Est, ecc…) delle reti regionali. Gli introiti di Trenitalia NON vanno all’erario e NON vanno alla rete (che è RFI), ma servono per l’acquisto del materiale rotabile, per gli stipendi dei dipendenti, per i compensi stellari dei manager e, principalmente, per ripianare gli infiniti debiti della società.
          Fosse per me, avrei già creato una bad company (dentro ci buttiamo i debiti e gli eurostar) da privatizzare ed una good company (il materiale rotabile locale ed i notturni, senza debiti) da cercare di far girare in mano pubblica (e magari con amministratori tenuti, in solido con la società, a ripianare i debiti contratti in caso di amministrazione allegra…).

        • Francesco says:

          x MT

          lungi da me difendere Prodi e le sue privatizzazione ad mentulam canis ma … non si tratta di concessioni? a tempo? con impegni di manutenzione e investimenti?

          non mi pare una roba così immonda, almeno in teoria

        • PinoMamet says:

          In teoria non so, in pratica chiunque prenda il treno con una certa frequenza sa cos’erano FS
          (trenini un po ‘zozzetti, un po’ in ritardo, abbastanza economici, che comunque c’erano sempre)
          e cosa è Trenitalia
          (treni normali zozzissimi, rotti, guasti aumentati esponenzialmente, corse cancellate appena piove-nevica-qualcuno scorreggia, corse dei pendolari cancellate tout court- una vera strage- sito che nasconde i biglietti di fascia più economica e ti indirizza verso le soluzioni più assurde e costose, e ogni volta che succede un incidente di rilevanza nazionale, il sito cambia nome e torna Ferrovie dello Stato, tanto per scaricare la responsabilità! provare per credere…
          in compenso, credo che i manager siano molto più pagati…)

        • Francesco says:

          vedi che sei un nostalgico dei meravigliosi anni ’60, quando Mamma Stato dirigeva tutto e accumulava abbastanza debiti e sprechi da seppellirci per secoli?

          è proprio quello che dicevo io!

          Modesta Proposta: riportare la Bielorussia allo status di RSS e spedirci i Pini del mondo

        • daouda says:

          veramente a rigor di logica le ferrovie fanno così schifo proprio perché sono diventate trenitalia, altrimenti da qualche decennio non esisterebbero più le ferrovie sul suolo italico visto l’andazzo.

        • Francesco says:

          Pino

          leggilo davvero Il capitale, così scopri di essere comunista e inizi a farti delle domande

          giuro, è una constatazione, non un insulto!

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” debiti e sprechi”

          Scusa Francesco, ma pagare cifre spropositate a un pirla di manager perché meno treni arrivino più in ritardo (se riescono ad arrivare), più sporchi e più guasti di prima, non ti pare uno spreco??

          Se è così, forse è una questione di linguaggio.
          O il fatto che il manager sia “un privato” gli fa perdonare tutto?

        • Francesco says:

          Pino

          la mia risposta è che manca la concorrenza, per cui la SPA dei treni può fare il cazzo che vuole

          e la soluzione che funziona dovrebbe essere più concorrenza, non chiamare la SPA dei treni “ENTE” e rimetterci lo stesso stronzo

          quella è la via italiana al mantenimento dei problemi

      • maria says:

        Francesco,
        perché , cosa c’è nelle librerie?

        Ma a proposito di egemonia della sinistra la sapete quella storiella dove uno entra da Feltrinelli e chiede: vorrei il capitale di marx e il commesso, glielo incarto o lo brucia qui direttamente?

        • PinoMamet says:

          :D

          la Feltrinelli del mio (non riconosciuto come tale) capoluogo, è diventata una specie di Autogrill a più piani, dove si può mangiare e comprare un sacco di cibo di tutti i tipi, con il solo fastidio di qualche libro in mezzo, ma pochi.

          I capoluoghesi “fighi” lo trovano una cosa molto fine, moderna e niuiorchese, e poi “tanto ormai i libri si comprano su interhhhnet”.

      • Roberto says:

        “e da quanto tempo non entrate in una libreria?”

        Da quando ho visto in una Feltrinelli tra i 10 libri best seller del mese un libro di socci, uno di vespa ed uno dell’ex papa (o sull’ex papa, non mi ricordo più)

        • Francesco says:

          in effetti, è un disastro come non si riesca a imporre alla gente cosa leggere, neppure dopo decenni di egemonia

          con tutto quello che gli offriamo, questi stronzi leggono i libri del Papa, quello di Socci, addirittura quello di Vespa

          sarà colpa dell’alfabetizzazione di massa?

        • PinoMamet says:

          Leggono anche Fabio Volo.
          Non possono esserci dubbi: trattasi di ANALFABETIZZAZIONE di massa.

          (ricordo che mia nonna, con licenza elementare, leggeva Flaubert ed Emile Zola…)

        • roberto says:

          non voglio imporre niente a nessuno, solo smentire la fandonia dell’egemonia culturale della sinistra contro i poveri cattolici tartassati da tutti (basta appunto entrare in una libreria)

        • Francesco says:

          1) Fabio Volo è rosso (moderno ma rosso)

          2) non parlo di oppressione comunista dei cattolici, parlo di oppressione comunista tout court, se volete di “egemonia culturale della sinistra”

          3) sì, Fabio Volo è rosso, anche se forse non è mai stato comunista. ma di certo è di sinistra

          ciao

        • PinoMamet says:

          1)- ahahaha

          2) sfornate qualcuno più interessante di quell’esaltato di Socci e quel baciapile contastorie di Messori, e forse l’egemonia finirà… mi sembra la squadra perdente che si lamenta, “eh, è colpa degli altri che sono più bravi!” :D

          3) ahahaha!

        • Francesco says:

          pare che a entrambi non piaccia Fabio Volo … cosa potrebbe nascerne?

          piuttosto, è affascinante come tu veda solo una dicotomia sinistra-cattolici, eppure il mondo è ben più grande!

          PS oggi va moltissimo Don Gallo, in libreria

        • PinoMamet says:

          Francesco, guarda che in realtà ti capita spesso di dire cose con cui sono d’accordo.
          Ti ricordo che la sigla OMDAF, prima fra tutte, l’ho inventata io.

          Però a volte sei meno Francesco, e più trinariciuto ciellino, e sei tu a vedere nel mondo solo una dicotomia “cattolico” buono- “komunista” cattivo.

          Buttandola dentro anche quando non c’entra niente (tipo il mio esempio di Fabio Volo come letteratura deteriore; avrà idee del tutto adeguate al senso comune, anzi, vende proprio per quello; ma basta a farne un “rosso”??)

        • Francesco says:

          io vedo in Volo un esempio perfetto di “tipo banal-progressista perfettamente integrato”

          e quindi rosso, perchè rosso non vuole dire sovvertitore del sistema, insurrezionalista, rivoluzionario, no, da decenni rosso è funzionario del luogo comune, travet della banalità, piccolo potere

          uno che si compra una camicia nera nel ’34, diciamo, o nel ’37

          e che usa alcune parole e idee come foglia di fico della sua vita

          a volte è anche dannoso (vedi Lisa che contesta i colleghi che lavorano)

          mi stupisco sempre come tu voglia attribuire a CL le mie idee: CL è molto più a sinistra di me, basterebbe leggere qualcosa di loro per saperlo

          ciao

        • PinoMamet says:

          Adesso non ho tempo e lo riprendo dopo, ma rispondo solo a questo:

          CL più a sinistra di te??
          tutti quelli con cui ho parlato erano semmai più a destra…

          sarà effetto del fatto che qua l’habitat di sinistra è già occupato, e CL attrarrà solo i destrosi…

        • paniscus says:

          a volte è anche dannoso (vedi Lisa che contesta i colleghi che lavorano)

          Perché, hai dedotto che io non lavoro?

        • PinoMamet says:

          Su “rosso”: vediamo di capirci.

          Non leggo o ascolto così tanto Fabio Volo per sapere se lo abbia già fatto
          (a dire il vero, tento di non leggerlo o non ascoltarlo affatto);
          ma non mi stupirebbe sentirgli pronunciare un’accorata difesa dei matrimoni gay, perché questo vuole il sentire comune.
          (Gente: a volte il sentire comune ha ragione, e Giovanardi torto, bisogna saperlo accettare).

          Invece mi stupirei moltissimo a sentirgli prendere una posizione politica più precisa di “i politici non dovrebbero essere ladri” o altre affermazioni che siano condivisibili praticamente da chiunque.

          Questo fa di Fabio Volo un non-cattolico, perlomeno nel senso che sappiamo che su un argomento non andrà d’accordo con Giovanardi;
          ma non ne fa per niente “un rosso”, né dimostra in qualche modo che lo sia.

          O meglio, se lo è lui, allora lo è l’assoluta maggioranza degli italiani, perché lui, legittimamente, tenta di vendere e di piacere alla maggioranza degli italiani.

          A questo punto, sarebbero “rossi” tutti gli italiani, semplicemente perché hanno una morale meno bacchettona rispetto a quella ufficiale (non a quella praticata, però) negli anni Cinquanta.
          Anzi, sarebbero rossi un po’ tutti gli europei, e ancora di più gli statunitensi che ti piacciono tanto.

          E la tua posizione si avvicinerebbe sempre di più a quella di Daouda, suppongo.

          E comunque, continuerebbe a non c’entrare niente con gli appunti che Lisa fa ai colleghi, che riesci chissà come a leggere come un invito al fancazzismo… mah! rinuncio a capire.

          ciao!

        • daouda says:

          Si ma il sentire comune si crea, ormai, tramite ingegneria sociale.

        • daouda says:

          perché ho ragione, e song fess…

        • PinoMamet says:

          ” Si ma il sentire comune si crea, ormai, tramite ingegneria sociale.”

          Non so se sono d’accordo sull’ “ormai” ;) , ma questo non cambia la questione…

          in ogni caso, sulla faccenda diritti civili vs diritti sociali, la vedo come Maria e Z.

        • daouda says:

          Devi essere d’accordo perché quantunque esso venga sempre formato dall’alto, non poteva mai scostarsi dalla naturalità delle cose, cosa che invece oggi accade benissimo vedi i frogi o le donne ad esempio.

        • Francesco says:

          x Pino

          allora limitati a voler distruggere la CL delle tue parti

          quella “vera”, in base a ciò che insegna la guida, si chiama Don Julian Carron, è decisamente più a sinistra – in economia e forse in politica – di me

          e mi invita a riconsiderare la mie idee

          su Volo: prima i rossi conquistano l’egemonia culturale, poi vogliono distaccarsi del senso comune? mi pare che tu sia in una corrente di minoranza di detta egemonia ma sono problemi interni

          ciao

          x Lisa: mai pensato che non lavori, si capisce da come scrivi. è l’affezione al mansionario che rilevo nel tuo intervento che mi fa pensare che, noi due, abbiamo una definizione diversa di lavoro. arrivato alla mia veneranda età, forse dovrei pensare che mi sbaglio io, forse.

        • PinoMamet says:

          Francesco, non capisco proprio la tua frase sui rossi.
          Boh.
          Proprio non ci trovo un senso.

          è vero che per te sono tutti rossi, ma, me la spieghI?

        • paniscus says:

          he mi fa pensare che, noi due, abbiamo una definizione diversa di lavoro. arrivato alla mia veneranda età, forse dovrei pensare che mi sbaglio io, forse.

          Appunto: ti consiglio amichevolmente di provare, con la massima obiettività, a prendere in considerazione l’eventualità che sia tu a sbagliare. Non è detto che tu debba per forza concludere di sì, ma la riflessione in se stessa, male non ti farà.

          Lisa

        • Francesco says:

          se c’è un lavoro da fare, lo si fa.

          e se non è compito mio ma è da fare, lo faccio lo stesso

          io funziono ancora così

          saluti

        • Francesco says:

          per me sono tutti rossi nel senso che il “senso comune” italico, almeno quello detto, è progressista e anti-ricchi

          il risultato è che il 90% degli scontri culturali sono interni al mondo di voi rossi, roba affascinante tipo se è più a sinistra il matrimonio gay o le ferrovie di stato e così via

          e, come piace a voi rossi, l’accusa più frequente è di essere dei destri travestiti

          quelli che tu detesti insieme con me sono di sinistra, i ricchi che tu detesti votano a sinistra, fanno la coda alle primarie, vanno ai convegni,

        • PinoMamet says:

          ” per me sono tutti rossi nel senso che il “senso comune” italico, almeno quello detto, è progressista e anti-ricchi”

          Spero vorrai scherzare.
          Può essere che il senso comune italico sia un po’ più progressista della destra cattolica (grazie a Dio), ma anti.-??
          Ma dove, ma quando?

          Magari fosse così! :D

          Il tuo è un caso grave di daltonismo, Francè, vedi rossi dappertutto.

        • Francesco says:

          non vedo rossi dappertutto, li vedo in Italia

          dove il senso comune è in larga parte formato da vecchi luoghi comuni della sinistra del ‘900

          prendi Peucezio, che da diversa angolazione ideologica è perfettamente allineato a quel senso comune in tema di ricchi e di economia

          ritengo ancora che sia un grave errore di prospettiva, pensare che sarebbe giusto, opportuno e utile togliere soldi ai ricchi

        • PinoMamet says:

          ” dove il senso comune è in larga parte formato da vecchi luoghi comuni della sinistra del ’900″

          ah sì, dev’essere per questo che la sinistra nun vince mai…

          “prendi Peucezio, che da diversa angolazione ideologica è perfettamente allineato a quel senso comune in tema di ricchi e di economia”

          Di Peucezio puoi dire tutto tranne che sia allineato al senso comune! ;)

          “ritengo ancora che sia un grave errore di prospettiva, pensare che sarebbe giusto, opportuno e utile togliere soldi ai ricchi”

          e continui a sbagliarti.

          Francè, non sono gli italiani a essere rossi, sei tu che difendi i ricchi figli di puttana, sempre e comunque, perché sono ricchi e perché sono figli di puttana.

          Pèntiti. E aprilo quel Vangelo, una buona volta.

    • Peucezio says:

      “maria
      la cosa curiosa di francesco però è che lui crede ancora in essere l’egemonia culturale della sinistra novecentesca, ma forse anche tu”

      Sì, l’egemonia della sinistra la vedo anch’io, anche se ha subito una metamorfosi e da marxista è diventata na cosa molto peggiore, cioè una forma di progressismo anglosassone politicamente corretto.
      Francesco invece respinge le poche cose buone della sinistra e gli piacciono le peggiori della destra liberale.

      Sulla questione della libertà di educazione però gli do ragione. E’ ovvio che non c’è una forma di repressione diretta ed esplicita, ma è chiaro che tutto il sistema è strutturato per instillare nei giovani i modelli del conformismo contemporaneo, che non è certo di destra né tantomeno cattolico.

      • paniscus says:

        Sulla questione della libertà di educazione però gli do ragione. E’ ovvio che non c’è una forma di repressione diretta ed esplicita, ma è chiaro che tutto il sistema è strutturato per instillare nei giovani i modelli del conformismo contemporaneo, che non è certo di destra né tantomeno cattolico.

        ———————-

        …e quello che Francesco non vuole capire e che non ammetterà mai è che tali modelli del conformismo contemporaneo hanno ben poco di ideologico, ma derivano in massima parte dalla logica del consumismo, della pubblicità e dal mercato sfrenato, tutta roba che lui invece esalta tanto, e che non considera affatto una minaccia educativa.

        Perché le stesse identiche proccupazioni sui “modelli a cui sono esposti i giovani” le posso esprimere anch’io, magari lamentando che è difficile tener lontani i figli dal rincoglionimento televisivo, dai centri commerciali, dai reality show, dal tifo calcistico o dalla movida sguaiata, tutta roba per cui Francesco invece simpatizza in pieno (e sembra preoccuparsi solo di come tenere i propri figli lontani dai comunisti, dai gay e dagli atei).

        Incdentalmente, sull’ultima categoria citata, non c’è proprio pericolo: nel mondo dei modelli di massa pubblicamente visibili che fanno presa sui giovani, sembra non essercene nemmeno uno, di ateo. Di comunisti non ne parliamo, ma di atei o agnostici ancora meno. :)

        Anzi, esattamente al contrario: tra la massa delle olgettine, grandifratelline e corpivendole assortite, con relativi compagni calciatori, trafficanti, cocainomani, rissosi ed evasori fiscali, ultimamente fa molto figo dichiararsi tanto devoti, ostentare tatuaggi col crocifisso, andare in pellegrinaggio al santuario di padre Pio, sposarsi in chiesa e chiamare i figli con nomi biblici o devozionali (anzi, possibilmente producendosi in capolavori misti tipo “Kevin Pio” o “Swami Maria”, ma su questi forse si era già ironizzato).

        Lisa

        • Peucezio says:

          In generale hai ragione e direi che hai colto in pieno la contraddizione di fondo di Francesco.
          Sul fatto che il cattolicesimo oggi sia “figo”, qualcosa di vero c’è, ma perché è un cattolicesimo talmente stravolto da essere la sua negazione.
          Infatti, se consideriamo non la religione come simbolo, come adesione astratta, ma dal punto di vista dei valori che informano la società, mica vorrai sostenere che i valori dominanti e propagandati sono quelli della famiglia partiarcale tradizionale, dell’astinenza e della continenza, dell’ascesi ecc.
          I nomi biblici poi sono il perfetto distillato della protestantizzazione hollywoodiana della società.

        • paniscus says:

          Infatti, se consideriamo non la religione come simbolo, come adesione astratta, ma dal punto di vista dei valori che informano la società, mica vorrai sostenere che i valori dominanti e propagandati sono quelli della famiglia partiarcale tradizionale, dell’astinenza e della continenza, dell’ascesi ecc.
          ————————————

          Ma non vengano nemmeno a raccontarci che invece siano valori “di sinistra”…

          …tu, nella mentalità veicolata dalle veline, dai briatori, dai fabrizicorona, dalle mariedefilippi, ci vedi un messaggio di uguaglianza, di diritti sociali, o tantomeno di considerazione positiva delle istituzioni pubbliche?

          Lisa

      • Francesco says:

        Peucezio

        credo di concordare al 99% con te.

        Però la sinistra italiana ha mantenuto alcune (molte?) delle sue peggiori caratteristiche storiche, cui ha aggiunto il peggio del “sessantottismo”, che non è affatto una roba solo americana.

        A me piacciono alcune cose della destra liberale, in primo luogo la libertà e responsabilità individuali (eg non fare la puttana non per costrizione sociale o precetto formale ma perchè si decide di non farlo)

        Vorrei la società degli anni ’50 ma su base volontaria e di convinzione, non per abitudine e conformismo (che infatti oggi portano da tutt’altra parte)

        E, per rispondere a Lisa, si può combattere il male (logica del consumismo, della pubblicità e dal mercato sfrenato) con un altro male (la buona vecchia solita Sinistra, biliosa, atea, egalitarista, illiberale)

        Ed è facile notare che l’ateismo pratico del 99,9% della cultura standard, anche quella corredata di “cattolicesimo magico” è propaganda molto più efficace di quella dei poveri esagitati dell’UAAR. E altrettanto costruita.

  22. Guido says:

    La megamacchina cibernetica, dopo avere assimilato l’uomo riducendolo ad una sua parte sempre meno essenziale, sembra averne ereditato l’istinto autodistruttivo, trasmettendo così alle sue componenti, in questo caso quel micidiale marchingegno noto come automobile, l’“istinto di morte” che si presume possa essere stato una delle scaturigini della cosiddetta “civiltà” umana.

    Insomma…figlia degli uomini e discendente della clava, ogni macchina recherebbe in sé, allo stato potenziale, una tendenza a deprimersi e a lasciarsi andare a gesti inconsulti. In questo caso curioso sembra che la prestigiosa vettura, informata da una sua lontana parente, l’Audi 38 dell’esistenza di un coglione come il sig. Benaga, non abbia potuto sopportarne il contatto fisico e, in un ultimo sussulto di dignità, abbia reagito ponendo tragicamente fine alla sua effimera esistenza.

  23. Il Comune affitta spesso e volentieri a privati (cioè a ristoranti, bar, ecc.) spazi stradali, i famosi/famigerati “dehors”. Però nessun vigile mi ha mai impedito di passare sul marciapiede tra il locale e il dehors…

    Allo stesso modo, i ferraristi avrebbero potuto affittare dal Comune uno spazio sul Ponte Vecchio, senza bloccare il transito.

  24. Qui

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/07/01/news/ponte_vecchio_affittato_scoppia_la_polemica-62155391/

    apprendiamo che mentre si privatizza felicemente il Ponte Vecchio, si pubblicizza San Lorenzo, nel senso che si cacciano tutti i piccoli commercianti che hanno una bancarella lì.

    Tra l’altro ne conosco un paio (uno palestinese, uno giordano), gente che non naviga certamente nell’oro e non viaggia in Ferrari. E paga regolarmente uno spazio pubblico, senza ovviamente impedire l’accesso ad altri.

    E poi:

    ” Ma perché non avvisare per tempo e non far arrabbiare turisti e fiorentini? «Abbiamo ritenuto che ci fosse una questione di riservatezza, molti di quei miliardari girano con la scorta», dice Palazzo Vecchio.”

    Chissa se anche la scorta gira in Ferrari…

  25. Pietro says:

    Miguel hai sempre il potere di lasciarmi agghiacciato. Con la pars destruens ormai abbiamo raggiunto ottimi risultati ma la pars costruens mi lascia perplesso… Che fare?

  26. per Pietro

    “Miguel hai sempre il potere di lasciarmi agghiacciato.”

    Mica è merito mio, fa tutto il nostro sindaco :-)

    Sulla pars construens, non credo che ci voglia una teoria generale.

    Persone senza particolari pretese, che si danno una mano a vicenda nelle piccole cose, un sacco di libri e qualche gatto… Non ci vogliono nemmeno grandi spese pubbliche.

  27. Peucezio says:

    A parte che nel mondo d’oggi di cose da distruggere ce ne sarebbero a bizzeffe, mentre da costruire c’è poco o nulla, perché hanno già costruito cose mirabili i nostri antenati nei secoli e non c’è granché da aggiungere.
    Ovviamente non parlo solo di costruzioni materiali.

  28. Per roberto

    “poi insisto nel dire che le citta d’arte sono musei *E* città. hanno torto gli abitanti a prendersela con i turisti, ma ha torto pure renzi a considerare i fiorentini (ed evidentemente i turisti non facoltosi) dei fastidiosi ostacoli da rimuovere”

    E’ questo il nocciolo del problema. Quando Renzi dice che la banda dei ferrarodotati potrebbe essere indotta a “investire” in/a Firenze, la prima cosa che penso è che:

    1) apriranno una concessionaria della Ferrari in Piazza del Carmine, togliendo le macchine dei residenti (che non sono Ferrari)

    2) compreranno l’isolato in cui abito per farci un albergo a dodici stelle

    3) riqualificheranno Piazza Tasso, mettendoci una statua alla Moda, e togliendo le panchine per cacciare bambini, barboni, badanti moldave, mamme, calcianti, anziani, cani, occupanti di Via del Leone, muratori albanesi (questi ultimi, ovviamente dopo averli fatti lavorare a riqualificare la suddetta piazza)

    Insomma, i soldi che arrivano possono fare il male e non solo il bene dei residenti.

    • roberto says:

      “Insomma, i soldi che arrivano possono fare il male e non solo il bene dei residenti”

      non ho dubbi su questo, solo che aggiungo che i soldi che arrivano possono fare anche il bene, non solo il male.

  29. Su economia ed economisti…

    intanto, Peucezio ha ragione. La rivoluzione capitalista l’hanno fatta imprenditori astuti e agguerriti, aiutati dalla tecnologia e da istinti da animale da preda.

    A questo scopo, hanno pagato soprattutto tecnici in grado di ottenere precisi risultati per loro – l’ingegnere che affina l’aerodinamicità della pallottola, ad esempio; tecnici dell’economia (intendo ragionieri, commercialisti ed esperti di investimenti); e solo in ultima istanza, e come contorno, gli “economisti”, che non decidono ovviamente nulla.

    • Francesco says:

      Miguel

      gli illuministi non hanno decapitato nessuno

      eppure senza i loro libri non ci sarebbe stata la rivoluzione francese

      tu sottovaluti il potere delle idee

      ciao

      • PinoMamet says:

        ” gli illuministi non hanno decapitato nessuno

        eppure senza i loro libri non ci sarebbe stata la rivoluzione francese”

        Giusto, perciò: viva gli Illuministi!!

        • Francesco says:

          naturalmente hai scelto il lascito peggiore dell’Illuminismo, per parlarne bene

          almeno i fasci si limitano a “quando c’era lui i treni arrivavano in orario”

          che poi tu sei rosso classico, e la rivoluzione francese ha fregato alla grandissima le classi popolari (Mirkhond, aiutami tu)

        • PinoMamet says:

          Francè,
          dai, un po’ esagero per polemica, perché a volte sei davvero… troppo cattolico.

          e poi le conseguenze negative della Rivoluzione Francese me le hanno già spiegate e straspiegate, anche facendo la tara alla “leggenda nera” di segno cattolico, antirivoluzionario, vandeano ecc., sicuramente ci sarà del vero.

          Ciò nondimeno: la Rivoluzione Francese, nel suo complesso, continua a sembrarmi una cosa buona e necessaria. Poteva essere gestita meglio, assai meglio, ma resta una necessità ineludibile della Storia.

        • Francesco says:

          mah

          io, invecchiando, ne dubito sempre più

          gli Inglesi hanno fatto quasi tutto il buono, il necessario, del cambiamento epocale evitando molto del male portato dalla rivoluzione francese

          idem gli Americani

          faccio fatica a credere ancora che ci volesse

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” gli Inglesi hanno fatto quasi tutto il buono, il necessario, del cambiamento epocale evitando molto del male portato dalla rivoluzione francese”

          Guarda che gli inglesi hanno avuto la loro rivoluzione e la loro repubblica, per cui i nobili inglesi, e il lor domesticatissimo clero, un po’ buonini hanno imparato a stare…
          e gli americani sono frutto dell’Illuminismo e di una guerra contro la madrepatria (con aiuto francese)…
          mica si sono svegliati una mattina tutti belli e democratici.

          e anche la rivoluzione francese, mica è scoppiata in un giorno.
          Adesso andrà anche di moda (ma sarebbe ora di basta, eh?) dare tutta la colpa a quei cattivoni di rivoluzionari che non volevano aspettare le riforme del re, ma sai com’è, i fossi si fanno sempre con due rive, dicono da queste parti, vale a dire, non si litiga mai da soli ;)

        • Francesco says:

          sia gli Inglesi sia gli Americani hanno fatto le loro rivoluzioni SENZA quasi nessuno degli eccessi dei Francesi

          da qui mi pare che si vedano poco le enormi differenze tra i due modelli di liberalismo

          gli Inglesi han tagliato la testa al Re e poi se ne sono fatti uno nuovo …

          gli Americani si sono fatti un Presidente e, già che c’erano, pure una democrazia

          senza mai un Robespierre tra le palle

    • Francesco says:

      Miguel

      quegli imprenditori non avrebbero avuto legittimità sociale se non ci fossero stati gli economisti a sostenere che quel che facevano erano bene per tutti

      e non avrebbero ottenuto leggi a loro favore, smantellando l’ancien regime e le garanzie di corporazioni e gilde, senza una teoria che le giustificasse

      ciao

  30. Moi says:

    “Vivo in un paese dove la televisione privata (di un privato solo) ha spadroneggiato per anni, e infine occupato anche quella pubblica, suicidandola”

    [cit.]

    http://www.youtube.com/watch?v=I4beIhRD2PE

    ;)

  31. maria says:

    Di comunisti non ne parliamo, ma di atei o agnostici ancora meno Lisa.

    maria
    appunto, il nipotino di luciana castellina una volta le ha chiesto: ma nonna è vero che tu sei comunista? sì risponde lei, e il bambino , anche il nonno? (Alfredo reichlin) , ma certo risponde lei, o no, non è possibile, il nonno è così buono:-)

  32. Per Maria

    “Francesco,
    perché , cosa c’è nelle librerie?”

    Senza dimenticare che qui la Feltrinelli noi la BOICOTTIAMO, da quando hanno distrutto la libreria Edison, facendo licenziare i lavoratori, per farci una store della Apple all’inizio; e adesso un centro RED, che non vuol dire “rosso”, ma Read Eat and Dream.

    • Francesco says:

      per Miguel e gli altri compagni:

      propongo un’azione a tenaglia: io (e gli altri liberal-liberisti) attacco la Sinistra ufficiale italiana perchè è ancora troppo di sinistra, voi la attaccate perchè è troppo di destra.

      tanto l’importante è distruggerla, giusto?

      :)

      sì, confermo, la Sinistra ufficiale italiana è troppo di sinistra per una fetta non trascurabile delle società italiana

      :D

      • PinoMamet says:

        Quella brutta.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Il problema è un altro ed è la sottorappresentazione di certe posizioni ideologiche nell’arco parlamentare. Pensa alle ultime elezioni, dove se volevi votare liberali/liberisti/moderati o come li vuoi chiamare, c’era scelta da vendere, mentre se cercavi qualcosa a sinistra (senza andare a guardare i sedicenti partiti comunisti completamente fuori dalla storia…) allora diventava arduo trovare qualcosa.

        • Francesco says:

          MT, che fai, getti sale sulle ferite aperte?

          alle ultime elezioni potevi votare i sedicenti liberali di Monti, alleati con la palude di Casini e Fini

          oppure i liberisti ultraminoritari di FARE

          oppure il CDX non liberale e non liberista di Berlusconi

          se volevi qualcosa di sinistra, avevi Bersani il Rosso (do you rememeber lo scontro con Renzi?), SEL, Ingroia

          atteniamoci ai fatti

        • Mauricius Tarvisii says:

          Bersani il rosso… ahahah!

        • PinoMamet says:

          Francesco ha una concezione tutta sua dei “fatti”

        • Francesco says:

          vediamo se il povero Francesco ha capito: Bersani non è di sinistra? non lo è abbastanza? è troppo socialdemocratico? liberale? capitalista?

          fidatevi di un italiano: lo è troppo, eccome se lo è

          PS gli è che a trovarsi additati come parte peggiore del paese si è quasi certi di star facendo la cosa giusta

        • Z. says:

          Insomma, giovine Mauricius, ti hanno proprio costretto con la forza a votare per Casaleggio. Povero te!

          Già che ci sei, mi spieghi questo?

          http://www.youtube.com/watch?v=9mYgbCW8XNA

        • PinoMamet says:

          ” Bersani non è di sinistra? non lo è abbastanza?”

          Non lo è abbastanza. Tanta scena, ma garanzia di continuità con la pallidissima linea politica Veltroniana, cioè che, in molte materie, la differenza con il PDL fosse una mera questione di sfumature.
          Un PDL “buono”, meno corrotto, meno puttaniere, ma liberista uguale.
          E di PDL ce ne è già troppo di uno solo.

        • Francesco says:

          Pino

          proviamo a capire cosa vuol dire liberismo?

          un suggerimento: NON è una roba che si fa con i sindacati confederali e pensionati

          ciao

        • Mauricius Tarvisii says:

          @ Z
          Minchiate. Se nel programma del movimento ci fosse stato anche solo mezzo accenno a quella roba non lo avrei votato. Mentre se tu riesci a spiegarmi questo
          http://www.youtube.com/watch?v=v_bfQU6QO0w
          e soprattutto quale fu la contropartita di quella garanzia piena del ’94…

        • PinoMamet says:

          ” proviamo a capire cosa vuol dire liberismo?

          un suggerimento: NON è una roba che si fa con i sindacati confederali e pensionati”

          Invece mi pare sia una cosa che si sia fatta benissimo con loro: bastava che fossero consenzienti, e lo sono stati eccome.

        • Peucezio says:

          Bisogna vedere cosa si intende con sinistra.

        • Z. says:

          No, MT, non ci siamo capiti. E non è certo per Gaia che devi (e DEVI, per inciso! santiddio se devi! :D :D) giustificarti per aver votato Grillo. Ai programmi sciorinati in campagna elettorale ho smesso di credere da quando ero più giovane di te. Qualsiasi cosa ci sia scritto rileva poco o niente.

          La mia era proprio una domanda autentica. Visto che tu quel partito l’hai votato, e quella roba lì viene da uno dei capi di quel partito – che poi è quello che ha avuto l’idea di fondarlo e ne decide la linea – e tu sei una persona che si informa sulle cose, forse sai spiegarmi di che si tratta.

          E’ un auspicio? Una convinzione profetica? Una critica vagamente ironica verso l’abuso della fiducia nel web? Una forma di satira che non ho capito? Oppure magari falso inventato ad hoc per screditare la Casaleggio Associati? O che altro?

          Io non sono riuscito a capirlo. E fin qui niente di strano, non sono mai stato un’aquila: però ad oggi non ho neppure trovato nessuno che mi sapesse dare una spiegazione plausibile, per quanto opinabile. Anzi, che mi abbia dato una risposta nel merito, per quanto del tutto implausibile.

        • Z. says:

          Ragassi,

          cosa sia il PD in questo momento storico è difficile dire, ma di certo il PDL – come ha fatto notare un tizio di FARE a Landini – è liberista quanto Odifreddi è cattolico apostolico romano osservante.

          Magari il PDL fosse un partito liberista. Il PDL è il partito di Mediaset e degli interessi privati del suo azionista di maggioranza.

          Il liberismo può piacere, piacere meno o non piacere manco un po’, ma è una cosa seria.

        • Z. says:

          (ah, Odifreddi l’ho tirato in ballo io perché so che piace molto a Pino :D )

        • Mauricius Tarvisii says:

          E’ ciarpame, te l’ho già scritto: complottismi di bassa lega, miti, ecc.
          Anche la mia, però, era una domanda seria. Estremamente seria, che riguarda non tanto il fondatore di un partito, quanto le scelte politiche effettivamente prese da quel partito negli ultimi vent’anni.

        • Z. says:

          MT,

          provo a spiegarmi meglio: secondo te sono idee in cui il vostro capo crede davvero, sono cose che dice per fare proselitismo o è semplicemente un filmato che la CA ha prodotto su commissione di un privato? E’ questo che vorrei capire.

          Quanto all’ormai celeberrima clip di Violante, la tua domanda se ho ben capito è “cos’ha ottenuto da Berlusconi il centrosinistra in cambio del fatto che nessuno ha tentato di regolamentare il conflitto di interessi etc.?”

          A sentire il seccatissimo Violante (a meno di non volerlo ritenere attendibile solo nella misura in cui ci conviene) pare proprio un tubo. Personalmente credo che SB da quella storia abbia capito che il centrosinistra era debole e diviso, e che quindi a lui tutto era possibile e permesso.

          Tu che idea ti sei fatto?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Secondo me Casaleggio potrebbe anche crederci a quelle pagliacciate, anche se – come ho già detto una volta – nella mente delle persone io non ci so leggere.

          Violante era seccato perché a destra si parlava di regime, non perché non si era ottenuto abbastanza: l’intervento era “non c’è mai stato un nostro regime perché vi abbiamo fatto tutti quei bei regali sulla base di un accordo stretto nel ’94”. Ora, visto che sappiamo il contenuto di metà dell’accordo, quale sarà stata l’altra metà? Berlusconi garantiva le mangiatoie dei vari Monti dei Pachi, Coop, Unipol, ecc? Può essere.

        • Z. says:

          MT,

          quindi secondo te il capo del tuo partito è un disturbato con deliri millennaristici. Boh, sarà come dici tu. Certo non mi pare una gran prospettiva per un partito.

          Quanto a Violante, tu davvero pensi che SB avrebbe esitato ad affondare il PD, sol che avesse avuto il sentore di qualcosa di quasi-losco, in nome di non si sa bene cosa? Veramente ti sei scordato delle bufale seriali tipo Er Mitrocchin, Telecom Serbia e compagnia bella, montate ad arte contro i DS dai giornali di Berlusconi (a sua insaputa, naturalmente) con tanto di calunniatori visitati in carcere dai parlamentari di destra?

          Dài, a Maurì, sii serio. Il PD nella tua città sarà urendo, ti credo sulla parola, ma tu sei un ragazzo intelligente e colto, mica un vitocrimi qualsiasi.

          :D

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma il capo non era il despota-Grillo? Mi sono perso…

          Io non credo che avrebbe esitato. Io ho visto che ha esitato qualche mese fa: immagina se avesse affondato sulla questione del Monte dei Paschi…
          In realtà Berlusconi avrebbe potuto stendere la sedicente sinistra sulla questione degli interessi finanziari e del coacervo di clientele nelle “regioni rosse” duemila volte, ma ha sollevato la questione solo quando il clamore mediatico delle schifezze pidiessine e piddine era troppo per restare fermi (Consorte, ecc…).

          Dai, ci vivi circondato da quella robaccia: non puoi non vederla e non puoi non esserti reso conto che, se Berlusconi aveva il partito-azienda, dall’altra parte c’era l’azienda-partito.

        • Francesco says:

          vediamo se capisco, in Italia siamo sotto il tallone di ferro di un duopolio PD-PDL, in cui il primo è liberista con la connivenza della CGIL, il secondo pensa solo agli interessi di SB

          per il primo votano i coglioni che odiano SB, per il secondo i coglioni che amano SB

          ho capito giusto?

        • Z. says:

          Eggià, MT. I giudici non incriminano Bersani non perché non c’è ragione per farlo, ma perché è Perluscone che ha nascosto le prove per proteggere Bersana. Ma Perluscone sa tutto e se parlerebbe… ah sì, allora sì che il piddimenoelle crolleresse come un castello di carte!

          Per fortuna che PeppeCrille ha scoperto tutto e ha smascherato la KATA$TA nel suo ennesimo tentativo di INCIUCIOCIUCIO. Appena avrà esaurito i suoi impegni e concederà al Presidente della Repubblica di incontrarlo, anche questa cosa sarà chiarita.

          Certo che deve averti trattato proprio male, quel tizio arrogante del PD di cui ci parlasti.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Imporvvisamente le posizioni di Z e Francesco si fondono (che strano!) :-D

          @ Francesco: non eri tu fino a qualche settimana fa a lamentarti dell’antiberlusconismo diffuso? Ora ti dò ragione e tu mi dai torto?

          @ Z: eh? Ma che stai a di’? Prove? Giudici? Mi pare che i giudici si siano ampiamente occupati dell’intreccio politica-economia del PD a prescindere da Berlusconi sì/Berlusconi no (oppure anche tu sei per la giustizia ad orologeria, per il gomblotto komunista/grUllino, ecc?).
          Invece non mi pare che Berlusconi abbia sputtanato come avrebbe potuto il partito che tu cerchi di difendere con le unghie e con i denti perfino negando l’evidenza. Unica eccezione, la telefonata Fassino-Consorte (che, vabbé, era in campagna elettorale… e anche voi se siete fessi che vi accordate con Silvio dovete sapere come è fatto!).
          Per il resto, in 20 anni la Lega a Treviso aveva creato del consociativismo poco gradevole. In 60 da voi quegli altri non hanno fatto lo stesso? Oppure si manda giù tutto pur di non dispiacere al Partito?

        • Z. says:

          A proposito, MT…

          perdonami di nuovo, ma ai tempi di Er Mitrocchin, c’era un “indefettibile clamore mediatico da schifezze piddine” (o meglio, diessine) che costringeva i giornali di SB ad attaccare i DS contro la volontà del principale?

          E ai tempi di Telecom Serbia? Dici che i suoi giornali l’hanno fatto a insaputa o perché proprio proprio non potevano esimersi? e che tutti i politici che andavano da Igor Marini sperando di ottenere dichiarazioni da usare contro Prodi lo facevano all’insaputa di Berlusconi?

          E sempre all’insaputa di Berlusconi Scaramella e Guzzanti hanno viaggiato all’estero nella speranza che qualcuno di più attendibile di Marini dicesse, uhm, qualcosa di interessante su Prodi?

          O invece il Grande Patto valeva solo per MPS nel 2013, e tutto il resto era fair game? è questa la teoria?

          Ti giuro che non perdonerò mai a quel disgraziato di militante del PD l’arroganza che si è permesso di usarti. Ma diamine, una persona riflessiva e ragionevole come te, al di là di quel che vota (e io lo sono meno di te, tant’è che ho pure votato IDV in passato), non dovrebbe diventare meno riflessiva e ragionevole, e iniziare a sostenere tesi da complottismo 9-11.

          Vedi, io ti potrei pure dire che non vedo perché SB dovrebbe aver ansia di approfondire una vicenda che vede tra i parlamentari indagati Denis Verdini. Ma il punto non è questo: posso pure sbagliarmi. Il punto è che per i complottisti, come mi insegni, ogni buco è una prova. E non puoi dimenticartelo solo perché ora hai deciso che il futuro è il grillismo. Io ormai sono anzianotto e irrecuperabile, ma tu sei il futuro, cribbio…

        • Z. says:

          Quanto al partito e a come funzionano le cose dalle mie parti, se hai letto le discussioni recenti sai cosa ho votato alle ultime amministrative. E se conosci quello che era l’assetto precedente delle ultime giunte DS-PD a Bologna, prima del commissariamento, forse ti sarai fatto anche un’idea abbastanza precisa del perché.

          Motivi di critiche ce n’è a sufficienza, direi, senza immaginare improbabili complotti plutomassonici…

        • Z. says:

          PS: non sono d’accordo su quasi nulla con Francesco. Si è rammollito. Non è più il liberista di una volta, quello che piaceva a me :P

        • Francesco says:

          Qualcuno fà un riassunto?

          Mi troverei d’accordo col compagno (o cittadino?) Z e in disaccordo col liberismo?

          E MT, che non ricordo bene se è un compagno bianco o un compagno rosso, mi da ragione su qualcosa?

          Giuro che mi sono perso.

          Grazie :)

          PS un appiglio: non sono io che sono berlusconiano, ormai, sono loro che sono antiberlusconiani, ancora

        • Mauricius Tarvisii says:

          Z, stai andando fuori tema. Non stiamo parlando di fuffa da lotta politica (Mitrokhin, Telecom Serbia…), ma del vero sistema politico-economico della sinistra italiana che non ho ancora capito se riconosci o neghi (nel primo caso non so come tu faccia ad accettarlo, nel secondo comincerei a chiedermi se viviamo in due universi paralleli).
          Il riferimento al complottismo è improprio: qui abbiamo un leader politico che ammette candidamente in diretta televisiva che nel ’94 ha stretto un accordo sottobanco con il leader del partito avversario per garantire i suoi interessi economici. Tu sostieni che lo abbia fatto per generosità? Oppure sostieni che il video è un fake e quello è un sosia di Violante circondato da sosia dei diessini? Oppure, più ragionevolmente, il video è autentico ed è esistita una contropartita?
          La uno la due o la tre? E, se scegli la tre, quale fu allora la contropartita? Quella che ho detto io? Qualcosa che non possiamo neppure conoscere per quanto fa schifo e salterà fuori, all’italiana, tra vent’anni?

        • Francesco says:

          scusa MT, sai che io i video non li guardo mai

          stai dicendo che Violante sostiene che dal 1994 la sinistra italiana protegge Berlusconi?

          e se non lo proteggevano che gli facevano, lo segavano in due con una mitragliatrice?

          che faccia di tolla, questo Violante

          e che pena, questo feticcio del conflitto di interessi, come se non fosse altro che una scadente arma di lotta politica

          oppure Violante dice altro?

          grazie

          PS pensa solo un attimo, cosa sarebbe successo se nel 1994 qualcuno avesse tirato fuori davvero qualche scusa per escludere Berlusconi dalla politica. era la volta buona che scorreva il sangue, mi sa.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Francesco, guardati il video :-D

          Violante non parla di esclusione di B. dalla competizione, parla di non toccare i suoi interessi, che è cosa ben diversa. Tu dici che vaneggia?

      • Z. says:

        MT jr.,

        — Z, stai andando fuori tema. —

        Non mi pare proprio. Si parlava di campagne mediatiche: nei casi citati i berluscones hanno sparato tutte le cartucce che avevano, e pure qualcuna di più. E ce ne sono state altre, come sappiamo. Insomma, non vedo la contropartita.

        — Non stiamo parlando di fuffa da lotta politica (Mitrokhin, Telecom Serbia…) —

        Su quella “fuffa da lotta politica” – certamente lo era, ci mancherebbe – ci sono stati mesi di prime pagine. E quando mancava un argomento, i berluscones se lo inventavano di sana pianta, o addirittura andavano a cercarlo all’estero. Insomma, a meno di non sostere che tutto fosse fair game a parte MPS – ma inclusa la riforma in senso restrittivo dei benefici concessi alle cooperative – è una tesi difficile da sostenere.

        — ma del vero sistema politico-economico della sinistra italiana che non ho ancora capito se riconosci o neghi —

        No, veramente qui non si stava parlando di questo “sistema politico-economico”. Non che il discorso non sarebbe interessante, capiamoci, ma qui si stava parlando del patto Violantov – Frattintrop, suppostamente sottoscritto nel 1994! Che certamente non ha impedito un martellamento berlusconiano costante, incessante e vomitevole da parte di SB, altroché “desistenza” o “non belligeranza”. Di questo, tra l’altro, si lamentava il compagno Violantov.

        Il resto sono opinioni (per ora le mie), e se ti interessa seguono a breve.

        — Il riferimento al complottismo è improprio —

        Il riferimento al complottismo è calzante, direi, nel momento in cui ogni buco diventa una prova. Come per l’11 settembre, per la “terapia Stamina” e così via. Si tratta del principio-base di tutte le teorie cospirative.

        — qui abbiamo un leader politico che ammette candidamente in diretta televisiva che nel ’94 ha stretto un accordo sottobanco con il leader del partito avversario per garantire i suoi interessi economici. Tu sostieni che lo abbia fatto per generosità? —

        Io ti do la mia interpretazione, poi tu ne farai ciò che credi. Perdonami se sarò palloso, ma il tema è interessante: non riguarda solo Violante, riguarda il comportamento di tutta la sinistra, da quella più moderata a quella più radicale. Ora che finalmente il bipolarismo all’italiana è stato incrinato, credo sia bene discuterne assieme. In fondo è la storia italiana degli ultimi vent’anni.

        Secondo me il partito – in quell’occasione e in pressoché ogni altra occasione a venire, per vent’anni buoni, sino all’ultima disastrosa campagna elettorale – ha semplicemente sottovalutato il suo avversario (direi ormai i suoi avversari, ora che il sistema non è più bipolare). Non è un’attenuante o un titolo di merito, beninteso. Anzi, non dico che sia peggio di quel che sospetti tu, ma quasi.

        Tu eri davvero troppo piccolo, altrimenti ricorderesti che nel 1993 Occhetto era convinto che avrebbe stravinto le elezioni. Ricorderesti anche la turbolenza quotidiana del governo Berlusconi I dell’anno seguente: Bossi attaccava il governo più spesso di Bertinotti. Dopo la manifestazione di dicembre 1994 Bossi staccò la spina. E per i dirigenti del centrosinistra – e intendo per tutti, da Bertinotti a quelli del PPI – l’esperienza politica di Berlusconi era avviata alla fine. Il conflitto di interessi veniva considerato un problema ormai superato (da altri addirittura un non-problema, perché non interessava le operaie e gli operai). E quindi hanno ritenuto preferibile cedere su quel punto, sperando di trovare in cambio non un nemico ma un avversario come quelli fronteggiati così a lungo nella c.d. Prima repubblica.

        Tu sei nato politicamente quando Berlusconi era già tornato al governo, e ammesso che tu guardassi il TG te lo sei sciroppato per tutta l’infanzia. Solo in queste elezioni, per la prima volta, hai visto una terza forza entrare in parlamento con numeri consistenti. Ma loro si erano formati negli anni Settanta e non si erano accorti di quanto l’avversario che avevano di fronte fosse diverso dalla DC, del fatto che non si sarebbe fermato di fronte a nulla per tornare al potere occupando tutti gli spazi a disposizione.

        La tentazione di attribuire tutto alla corruzione di alcuni dirigenti è sempre forte. Perché questo significa che eliminati loro si elimina il problema. Purtroppo il problema è più serio, e consiste – secondo me – nell’assoluta impreparazione di una generazione politica ad affrontare un fenomeno politico completamente nuovo. Del resto, vent’anni dopo, avrebbe mostrato di non riuscire a capire e a gestire il fenomeno Grillo.

        Questa la mia opinione.

        Z.

        PS: Oltretutto, Berlusconi non è onnisciente, neppure su MPS. Per quanto la vicenda sia esecrabile, non è detto che lui abbia qualcosa da aggiungere al riguardo, neppure sul piano della fuffa: specie quando l’unico parlamentare indagato per i fatti in questione è proprio uno del suo partito. Uno a cui non sembra saggio pestare i piedi…

  33. riporto:

    COMUNI: SU FB APERTA PAGINA ‘PONTE VECCHIO BENE COMUNE’
    M5S, A RENZI DELLA SUA CITTA’ NON POTREBBE FREGARGLIENE DI MENO (ANSA) – FIRENZE, 1 LUG – ‘Ponte Vecchio Bene Comune’ e’ la nuova pagina facebook, creta un giorno dopo la chiusura per ore, sabato, del celebre monumento per una cena di gala del Ferrari Cavalcade 2013, alla presenza di Luca Cordero di Montezemolo. ”Nell’immaginario renziano Firenze e’ una ‘location’ che ha bisogno di un ‘brand’ da esportare per meglio pubblicizzare il prodotto”, scrive Azzurra Padovano. C’e’ chi lancia l’idea di una manifestazione di dissenso per la ‘privatizzazione’ temporanea dei beni comuni: ”riusciamo ad organizzare al piu’ presto una mobilitazione, un corteo, una pacifica manifestazione di chiaro disaccordo?”. Sulla vicenda interviene anche il Movimento 5 Stelle di Firenze, secondo il quale ”l’affitto’ di un luogo simbolico patrimonio dell’intera citta’ e’ sembrato offendere chiunque, perfino i giornali usualmente genuflessi a Renzi”. M5S osserva che ”l’occupante” di Ponte Vecchio ”non era uno qualsiasi”. ”Il presidente della Ferrari e’ da sempre il mentore di Renzi, il suo tutore, da quando, nei giorni del Big Bang 2011, pubblico’ una sorta di manifesto di ItaliaFutura proprio sopra il reportage dalla Leopolda. Come a dire: ecco a chi rende conto Renzi, chi paga la pagnotta e lo vuole imporre a un partito che lo rifiuta”. ”Ricordiamolo – conclude la nota del Movimento -, quando nei prossimi mesi, l’occhio umido e il sorriso ammaliante, Renzi ci riproporra’ la menzogna dell’ ‘adoro la mia citta”. Della ‘sua’ citta’ non potrebbe fregargliene di meno”. (ANSA).

  34. Per Francesco

    “in effetti mi chiedo ogni tanto dove vivo rispetto a voi.”

    Torniamo come è mio solito in Oltrarno :-), che non è il centro del mondo, ma una sorta di lente attraverso cui io vedo il mondo.

    Abbiamo intanto Matteo Renzi, che in questo momento si propone come leader della sinistra italiana. Cioè l’insieme di tutte quelle cose, dai bolscevichi ai radical-chic ecc. che tu detesti, come è tuo diritto. Insomma, c’è un percorso storico che porta da Gramsci a lui.

    Ora, lui cosa fa?

    Decide che la città è un “brand” da vendere, e più è ricco l’acquirente, più è contento.

    In questo, non sento televisioni della DDR che protestano, sindacati che scioperano o altro.

    Certo, ci sono faide personali; e c’è un gran numero di gente di sinistra che si sente a disagio e si tura tre volte il naso, ma spera che Renzi ci liberi da Berlusconi, per cui tace.

    Chi parla, invece, sono persone che di fronte al muro di piantine e vigili si infuriano, inveiscono, si sentono derubate di qualcosa che sentono confusamente come una cosa di tutti, e non una cosa che uno si può comprare perché ha la Ferrari.

    Di fronte a una cosa simile, bisognerebbe avere il coraggio di rimescolare le carte e capire che la questione delle librerie/sindacati/comunisti ecc. ecc. diventa irrilevante.

    Poi si potrebbe dire che molto astrattamente, quel senso del bene comune e quel disgusto per l’arroganza di gente che ha fatto i soldi chi sa come è “di sinistra”, ma è una questione puramente nominale e affettiva, che lascia il tempo che trova.

    • Francesco says:

      il pregiudizio contro “gente che ha fatto i soldi chi sa come” non è solo di sinistra, vale anche per la destra fascista e nazista

      ed è una buona parte dei motivi che mi spingono dalla parte dei liberali e liberisti

      se non interessassero i soldi, non ci si porterebbe dentro queste idee
      se invece saltano fuori, l’unica spiegazione che ne posso dare è invidia
      e voglia di metterci su le mani o almeno bruciarli, perchè anche quelli lì non li abbiano

      e questo mi pare male

      ciao

      • PinoMamet says:

        ” il pregiudizio contro “gente che ha fatto i soldi chi sa come” non è solo di sinistra, vale anche per la destra fascista e nazista”

        Io non dei pregiudizi contro chi ha fatto i soldi “chissà come”; ma ho una serie di giudizi negativi su chi ha fatto i soldi “io so benissimo come”.
        Vista la mia attività lavorativa nell’ambiente cinematografico (che forse cambierò, ma vedremo) ne ho conosciuti, appunto, e so come hanno fatto i soldi
        (eredità, mogli, appalti truccati, amicizie con politici, amicizie con mafiosi!- ma questo si vocifera- ecc.)
        e so, perché glielo ho visto fare, come li gestiscono.

        “ed è una buona parte dei motivi che mi spingono dalla parte dei liberali e liberisti”
        E quanto detto da me sopra, invece, è buona parte dei motivi che mi spingono dalla parte opposta.

        • daouda says:

          un liberista dovrebbe essere a priori contro ogni tipo di intrallazzo ed agevolazione…

        • Francesco says:

          1) eredità e moglie mi sembrano modi perfettamente legittimi di arricchirsi

          2) appalti truccati e amicizie con politici … come vedi, l’intervento dello Stato in economia è una brutta bestia

          3) le voci le lascio al Fatto quotidiano

          4) insomma, UNO che sia diventato ricco lavorando non lo conosci proprio? che so, Adriano Celentano?

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” 1) eredità e moglie mi sembrano modi perfettamente legittimi di arricchirsi”
          Legittimi sono legittimi, lasciami dire che non trovo particolare motivo di ammirazione per chi è arrichito così.

          “2) appalti truccati e amicizie con politici … come vedi, l’intervento dello Stato in economia è una brutta bestia”
          Credo che entrambe le cose esistano in grande quantità anche negli USA, e meno statalisti di quelli non so chi ci possa essere…

          ” insomma, UNO che sia diventato ricco lavorando non lo conosci proprio?”
          In quell’ambiente lì…
          mmm
          un paio, sì.

      • paniscus says:

        Ma mi dici perché mai uno dovrebbe avere INVIDIA di gente che avrà pure un sacco di soldi, ma che li usa in massima parte per condurre uno stile di vita che a questo qualcuno non interessa affatto?

        L.

        • Francesco says:

          parlavo ad altri, in effetti

          io pure trovo mortalmente noiosa la vita dei ricchi da copertina

          non ne vale la pena

  35. Francesca says:

    Ahahah! Mi viene un po’ da ridere a pensare all’evento con le Ferrari, Montezemolo e i nobili, sì! Perché l’organizzazione (come sempre a Firenze quando si vogliono fare le cose d’un certo livello) avrà fatto sicuramente cacare, quindi immagino gli illustri ospiti paganti che, guardando le piantine, il vigilino, e i turisti dietro, si dicono (pensando ai soldi): “Giusto giusto perché siamo su ponte vecchio..”
    :-D

  36. Mondo cane says:

    Giusto non giusto dare pontevecchio alla ferrari resta il fatto che le ordinanze non sono una concessione che l’amministratore fà alla cittadinanza se si sente in vena di “trasparenza”, è un’obbligo di legge e per le chiusure di strade o ponti o quant’altro implica una chiusura al passaggio pubblico deve essere pubblicata all’albo pretorio e segnalata sul posto almeno 48 ore prima e sopratutto DEVE esserne data massima pubblicità, cosa che non è avvenuta. Il resto, giusto o non giusto dare uno spazio pubblico, conta poco. E’ stata un’atto violento e basta. E la dice lunga sull’idea di democrazia di renzi.

    • Pietro says:

      Renzi e’ il punto d’arrivo del senso di colpa originario della sinistra che l’ha portata a cercare i voti di gente cosi’ ben rappresentata da Berlusconi. Mai come ora vedrei utile un serio lavoro di riflessione sulla caduta del Muro di Berlino (che ovviamente non avverra’ mai).

      • Francesco says:

        sono perfettamente d’accordo a metà col mister

        la seconda metà, ovviamente

        il fatto che il PCI abbia sentito solo bisogno di cambiare nome dopo l’89 dovrebbe essere oggetto di riflessione, in effetti

  37. Per roberto

    “non ho dubbi su questo, solo che aggiungo che i soldi che arrivano possono fare anche il bene, non solo il male.”

    Dipende interamente da come arrivano.

    Qui da noi servirebbero più clienti per i negozi di pane e verdura, ma abbastanza “poveri” da non far schizzare in alto i prezzi; clienti per gli idraulici, gli elettricisti e i piccoli artigiani.

    Anche (e qui ci vogliono in effetti più soldi) per il liutaio, per il piccolo antiquario, il bronzista, o per le badanti o le donne delle pulizie.

    Al massimo, ci potrebbe stare qualche discount in più, a patto che non faccia troppa concorrenza ai fruttivendoli.

    Forse qualche sponsor privato che curi il verde e i giochi dei bambini in Piazza Tasso o al Nidiaci in cambio di una targhetta molto discreta con il suo nome, e nelle modalità decise dai residenti.

    Insomma, non sono soldi che arrivano in Ferrari.

    Per il resto, non riesco a pensare a un “investimento” specifico che potrebbe fare il bene del quartiere.

    • Francesco says:

      Miguel

      sei quasi arrivato alla consapevolezza che l’Oltrarno da solo non può vivere

      quasi

      ciao

  38. Per Mondo Cane

    “è un’obbligo di legge e per le chiusure di strade o ponti o quant’altro implica una chiusura al passaggio pubblico deve essere pubblicata all’albo pretorio e segnalata sul posto almeno 48 ore prima e sopratutto DEVE esserne data massima pubblicità”

    Hai qualche elemento concreto per dirlo? E’ un’affermazione molto interessante.

    • Mondo cane says:

      esistono diversi tipi di ordinaza, ma tutte sono atti obbligatori se interferiscono con il bene pubblico e la friubilità per la cittadinanza. fai un giro sul web in merito all’argomento e ti rendi conto della violenza della chiusura senza preavviso di pontevecchio. in questo caso la chiusura immediata doveva avere presupposti inderogabili quali la sicurezza pubblica si chiama Ordinanza contingibile e urgente, na non c’erano i presupposti, anche perchè tutte le ordinanze sono impugnabili, sarà per questo che renzi ha omesso la pubblicazione e la pubblicità dell’ordinanza, e si potrebbe beccare una bella denuncia per questo, omissione d’atti di ufficio, o almeno credo così si chiami o si chiamava. Io così mi sono informato.

  39. maria says:

    no scusate pisapia è molto meglio di matteo renzi che comunque, purtroppo, vincerà , l’ho sentito ieri a palazzo vecchio, imbattibile:-(

    E’ figlio del suo tempo ma non l’epilogo della storia cominciata con gramsci, quella è finita a Rimini nel febbraio del 1991 , doveva nascere un modo nuovo di intendere la politica e la realtà, ma siamo andati di male in peggio, e non è nostalgia, sia chiaro

    • Francesco says:

      facciamo a cambio, vi prego!

      a voi il comunistino insignificante e solidale, parolaio e partecipativo, a noi il sindachino fighetto e moderno

      almeno si cambia

      ;)

  40. Per Maria

    “E’ figlio del suo tempo ma non l’epilogo della storia cominciata con gramsci, quella è finita a Rimini nel febbraio del 1991″

    Io parlavo in termini di genealogia, non di idee o comportamenti.

    La genealogia è un problema complesso, perché in parte indica occupazione di spazi e identità, oppure rotture.

    Il monsignore traffichino e libertino che sfrutta l’eremo fondato da un autentico asceta, ad esempio, è in doppia continuità spaziale: come luogo fisico e come identificazione, anche se è lontanissimo dall’identità effettiva del suo “antenato”.

    Il fricchettone newyorkese con il mitra che fa il colono in Palestina ha un’identificazione genealogica con dei palestinesi del sesto secolo avanti Cristo che vivevano in capanne di fango e credevano che la terra fosse piatta.

    Invece Karl Marx, che magari aveva gli stessi pro-trisavoli, non occupava lo stesso spazio fisico o di identificazione.

    Dal PCI a Renzi, c’è ovviamente un distacco analogo a quello tra le tribù dell’età del ferro e il fricchettone newyorkese; ma c’è una continuità di sedi, di personale e di spazio identitario.

  41. maria says:

    I libri di vespa perlopiù vengono regalati, e pochi li comprerebbero se non apparisse ogni sera in televisione, il guaio è che anche gli fanno delle vere e proprie presentazioni…poi certo l’alfabetizzazione di massa ha i suoi effetti collaterali, per un momento divento peuceziana:-)

    • Z. says:

      …e non conosco nessuno, ma proprio nessuno, che si azzarderebbe anche solo a PENSARE di acquistare un libro di quel coso imbarazzante che è Socci. Sicché immagino che funzioni un po’ come per i libri di Vespa :D

      • Francesco says:

        mia moglie, che non è per nulla come me, ne ha comprati due

        perchè trattavano della figlia di Socci, che ha avuto uno stupido incidente in motorino ed è finita in coma per anni

        a me hanno regalato un libro di Vespa

        intonso, lo ammetto, dopo anni

        sto leggendo i romanzi della tavola rotonda, quelli originali (o quasi)

        dù palle

        ciao

        • Pietro says:

          Divorzia e cambia giro di amicizie!

        • Francesco says:

          per fare cosa?

          leggere Volo, Camilleri, Eco, la Dandini?

          Saviano? Scalfari? la Hack?

          va là che devo riprendere Buzzati e la Sicilia invasa dagli orsi …

          PS grazie per il consiglio

        • PinoMamet says:

          Francè
          non so proprio come spiegartelo, e non credere che io apprezzi la Dandini come scrittirce, ma è una questione di insiemistica, e Volo in quell’insieme non ci sta.
          Al suo posto, se vuoi, mettici l’altrettanto abominevole figlio di Dario Fo.

          Ma Volo no! Volo sta nello scaffale dei sottoprodotti di largo consumo, l’etichetta “di sinistra” non ce l’ha, e a dire il vero ce la vedi solo tu!
          Volo è un cazzo di lombardo che aspira al successo televisivo, i suoi valori sono quelli delle televisioni che hanno portato al successo Berlusconi, l’umanità che lo compra è quella che segue la De Filippi, insomma, non ho idea di chi voti e se vota, ma è insomma, è Mediaset dentro!!

          Lo so che fa cagare: anche Jacopo Fo fa cagare, ma rassegnati, Volo è roba tua!!
          E che cacchio!!

        • roberto says:

          se non ricordo male volo è pure passato alla storia per la frase “la mia politica è il qualunquismo” (o qualcosa del genere)

          (“casomai” comunque è un bellissimo film, e ho trovato volo bravo)

        • Francesco says:

          scusate, confondevo Volo con Fazio

          disto da entrambi vari parsec e sono anche miope

          controllerò a quale casella attribuirlo

          ciao

        • Z. says:

          Francè,

          consiglio Marion Zimmer Bradley, se ti piace il genere arturiano. Però non comprarlo. Prendilo in biblioteca :P

        • Francesco says:

          già dato, da giovane

          grazie

          PS hanno quasi trovato il Graal, finalmente. e re Artù si è quasi accorto di avere le corna, da circa 50 anni

  42. Peucezio says:

    Paniscus,
    “…tu, nella mentalità veicolata dalle veline, dai briatori, dai fabrizicorona, dalle mariedefilippi, ci vedi un messaggio di uguaglianza, di diritti sociali, o tantomeno di considerazione positiva delle istituzioni pubbliche?”

    Ho dei dubbi sul fatto che sia questo quello che viene propagandato.
    Mi spiego meglio. In ogni società complessa esistono i valori popolari e i valori delle classi dirigenti, che però non sono da intendersi come elitari o aristocratici, ma come i valori più avanzati, quelli che consentono una certa promozione sociale o quantomeno la adesione ai quali rende presentabili in qualunque contesto considerato qualificato.

    E tali valori nell’Italia attuale non sono quelli delle veline e dei “briatori”, ma sono quelli moralistici del Fatto Quotidiano, sono quelli della borghesia semi-colta ed internazionalizzata di sinistra, che vede meno fiction e film d’azione americani, ma sa l’inglese davvero.
    Ed è poi la stessa élite internazionale che sta facendo casino in Turchia, in Egitto, insomma, nei luoghi dove ci sono ancora dei freni alla sua egemonia.
    Si tratta di gente che disprezza visceralmente le veline e Briatore, ma vorrebbe un mondo ancora peggiore e più fasullo e alienante.

    Ciò non toglie minimamente l’involgarimento e il degrado causato dai modelli alla Briatore, De Filippi e, direi, dalle stesse televisioni Fininvest e poi Mediaset: sono berlusconiano politicamente ma l’ho sempre pensata così sulla ricaduta sociale delle sue televisioni (e della televisione in sé: io credo che fra le invenzioni del XX secolo sia molto più dannosa della bomba atomica).

    Quanto invece ai valori di uguaglianza e di diritti sociali, se parli di un egualitarismo “socialista”, nel senso del diritto di tutti a raggiungere un certo status economico e di benessere, del contrasto alle grandi disparità sociali e alle forti concentrazioni di ricchezza, sono valori in cui sostanzialmente mi riconosco, ma credo siano legati a una sinistra di molti decenni fa, molto più sana di quella di oggi, ma che non esiste più.

    Se invece parliamo dei diritti individuali molto di moda oggi (che sono semmai di stampo liberale e non cercano minimamente di contrastare gli assetti di potere economico esistenti, anzi, li rafforzano), cioè i diritti delle minoranze, degli omosessuali e tutto il resto, questi sono i tipici “valori” della sinistra di oggi, ma sono pienamente vincenti. E anche se le veline e la De Filippi non ne sono ancora un veicolo pieno, lo saranno presto, perché i modelli consumistici più triviali si adeguano prestissimo a queste cose, quando non ne diventano promotori diretti. In Italia forse è un po’ presto per vedere “velini”, pupi e secchioni ricchioni ecc., ma non ci vorrà molto, se il vettore della storia non cambia direzione inaspettatamente.

    • Peucezio says:

      Aggiungo qualche nota sulla questione religiosa.
      E’ vero che è un po’ tornata di moda la religione.
      Ma perché nel mondo finto-pluralista di oggi un cristianesimo addomesticato e buonista ci sta benissimo come pezzo del pantheon new age del supermercato dello spirito. Ed è molto più compatibile, levigato e privo di asperità, rispetto a uno scientismo positivista ottocentesco che è meno suggestivo e vendibile. Molte delle analisi di Miguel mi sembra partano proprio da questo punto.
      E’ ovvio però che si tratta di una caricatura di cristianesimo, di una sua sopravvivenza nominale che cela (si fa per dire) il suo snaturamento essenziale, come ho già scritto più sopra. Sopravvivenza nominale, ma non formale, perché anche le forme (gli elementi simbolici, estetici, visibili insomma) sono state in larga parte stravolte, malgrado il breve ed effimero tentativo restauratore di Ratzinger.

      • PinoMamet says:

        Sull’ultima parte, sai, sono in disaccordo con te.
        Ratzinger era l’espressione papale del cristianesimo di corte teocon; era Giuliano Ferrara fatto papa, in un certo senso; era colui che battezzò in pompa magna Magdi Allam, e questo credo che basti a qualificare il suo operato. ;)

        Non era un conservatore (del resto, c’era anche poco da conservare, e di quel poco non mi pare si dette granché pensiero) semmai un reazionario, come dimostrato anche dalla sua riesumazione di forme fossili e ormai odiose ai più.

        Se vuoi il ritratto di un antipapa perfetto, piglia Ratzinger!

        • Peucezio says:

          Io parlavo del Ratzinger liturgista e teologo. Per quanto riguarda il Ratzinger politico, hai pienamente ragione.

        • Peucezio says:

          Posso dirti però una cosa, amichevolmente e un po’ scherzosamente?
          Io continuo ad essere molto sorpreso dal fatto che tu, da una parte non ami il cattolicesimo e non sei religioso (e fin qui niente di così strano), ma, all’interno del cattolicesimo ti piace tutto ciò che è più squallido e schifoso.
          Come dire: io aborrisco i maccheroni; però, se me li condiscono con un poco di merda, mi fanno meno schifo e potrei anche pensare di assaggiarli.

        • Peucezio says:

          O, meglio, “aborro”.
          Che poi, da linguista, non ho mai capito perché alcuni verbi della IV vogliono l’ampliamento tematico e altri no.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sempre questione di punti di vista: è come se io dicessi che te (che NON sei cattolico romano, ricordiamolo) piace del cattolicesimo tutta la vecchia merda di cui ci siamo finalmente liberati…

        • PinoMamet says:

          Ma è proprio il contrario!

          Mi sembri uno che chieda a un non cristiano:
          “ma tu, che non sei cristiano, come fai a preferire Gesù a Rodrigo Borgia?”
          ;)

        • PinoMamet says:

          Rispondevo a Peucezio ovviamente;
          e nel merito, sono d’accordo con Mauricius, e già lo dissi: tutti questi sedevacantisti et similia, tra bambino e acqua sporca si gettano disperatamente alla salvezza dell’acqua sporca…

        • Francesco says:

          x MT

          di preciso, cosa intendi per “vecchia merda”? cosa c’era di tanto abominevole nel cattolicesimo anteriore al CV2?

          sai, io non c’ero allora e magari potrei smettere di basarmi su impressioni e sospetti

          grazie

        • Peucezio says:

          Qui bisogna distinguere un piano sostanziale e dottrinario da uno estetico.
          Io parlavo di gusti, quindi di estetica.
          E l’estetica non è solo soggettiva: la sciatteria e lo squallore sono cose sgradevoli in sé mentre i canti gregoriani sono belli. Le messe antiche potevano essere sia solenni e barocche sia estremamente semplici e sobrie. Oggi ci sono le carnevalate delle messe rock e quando le messe sono sottotono sono solo tristi, come delle conferenze in cui si dicono banalità.

          Sui contenuti: ciò che precede è per forza di cose legittimo, perché la legittimità prima viene da Cristo e dalla successione apostolica, quindi chi innova si mette contro l’ininterrotta tradizione che parte da lì.
          Tu (mi rivolgo a Mauricius ora) mi obietterai che un’innovazione può anche essere restaurativa rispetto a innovazioni precedenti illegittime. D’accordo, ma me lo devi dimostrare documenti alla mano. La maggior parte delle innovazioni post-conciliari, sia liturgiche che, a maggior ragioen dottrinali, quando pretendono di restaurare, si basano un un cristianesimo originario, delle prime comunità, totalmente inventato.

        • Peucezio says:

          “Ma è proprio il contrario!
          Mi sembri uno che chieda a un non cristiano:
          “ma tu, che non sei cristiano, come fai a preferire Gesù a Rodrigo Borgia?””

          Pino,
          qui bisogna che ci intendiamo: io non ho capito se tu sostieni una sorta di primato della morale sull’estetica, per cui se Gesù era più buono dei papi rinascimentali, pazienza per la Cappella Sistina (sempre ammesso che la chiesa del Vaticano II abbia ripreso Gesù, che è tutto da dimostrare, ma per alcuni atteggiamenti di papa Francesco, non tutti, sono pronto a riconoscertelo), o se invece stai sostenendo un’estetica (in senso lato) differente dalla mia.

        • PinoMamet says:

          ” qui bisogna che ci intendiamo: io non ho capito se tu sostieni una sorta di primato della morale sull’estetica, per cui se Gesù era più buono dei papi rinascimentali, pazienza per la Cappella Sistina ”

          No, qui sei tu che fai discendere la Cappella Sistina dal fatto che i papi rinascimentali fossero meno buoni di Gesù!

        • Francesco says:

          immagino tu non abbia letto nessuno dei suoi libri o delle sue encicliche, vero?

      • paniscus says:

        …e comunque mi pare che queste manifestazioni di pseudoreligione ostentata siano anche funzionali (e quindi facciano molto comodo) a chi vuole affossare e delegittimare qualsiasi punto di vista laico e razionale, anche quelli associati a grande sobrietà e coerenza di vita,per nulla estremisti, e che non hanno assolutamente nulla a che fare con ‘sti famosi modelli di edonismo, di sperpero e di trasgressione.

        Ossia, la “normalità” di accettare e condividere affiliazioni religiose (e solitamente, molto tradizionali), anche da parte di persone che poi conducono vita completamente opposta a tali principi, viene portata a pretesto per sostenere che chi non si fa andare bene nemmeno quella, deve proprio essere un estremista di quelli veramente spaventosi…

        Come a dire, in un certo senso, che “se perfino le pornostar vanno in pellegrinaggio da padre Pio”, e “perfino i pluridivorziati riconviventi e amanti poligami mandano i figli al catechismo” o “perfino le escort miliardarie ammettono di avere il consigliere spirituale”, allora tu laicista-spietato-che-non credi-proprio-in niente e che non fai nemmeno il piccolo sforzo per accettare un briciolo di tutto questo, devi essere pure peggio di loro!…

        Lisa

        • Francesco says:

          beh, per il mercato qualsiasi forma di estremismo “intellettuale” è un intralcio

          anche se nel caso del laicismo la grande sobrietà è un residuo omaggio all’avversario religioso, che in sè non ha alcun motivo di essere

          il destino di ogni ateismo è Maria de Filippi, a farla breve

          :D

        • PinoMamet says:

          ” anche se nel caso del laicismo la grande sobrietà è un residuo omaggio all’avversario religioso”

          Palle.

        • paniscus says:

          il destino di ogni ateismo è Maria de Filippi, a farla breve

          Forse, appunto, potrebbe esserne un destino in prospettiva.

          Invece il cattolicesimo c’è già arrivato e ci sta sguazzando in pieno, e tu manco te ne accorgi :)

          Lisa

        • Francesco says:

          in effetti, non avendo mai visto mezza puntata delle trasmissioni in questione, non me ne sono accorto

          e pure i miei amici cattolici non mi parlano del programma in questione

          sarà che hanno altro da fare, a differenza dei laici

          PS x Pino
          spiegami perchè dovrei essere sobrio, da ateo. tanto finisce tutto a concime per gerani, che sono brutti, quindi chissenefrega

        • PinoMamet says:

          Per rispetto degli altri, e di te stesso.

        • paniscus says:

          E daje, Francé, questa è facile.

          Sei ancora rimasto al luogo comune secondo cui i non credenti non dovrebbero avere nessuna morale “perché tanto pensano che non ci sia nessun altro senso da qualche altra parte”?

          E allora la si rigira pari pari con implicazioni ancora più imbarazzanti per i cattolici: vorresti dire che i cattolici che si comportano bene, non lo fanno perché pensano che sia giusto, bello e costruttivo così… ma lo fanno solo perché altrimenti hanno paura di non beccarsi il premio?

          Con l’immagine che ne date deliberatamente voi sostenitori, la tua religione non ha bisogno di avversari esterni, ci riuscite benissimo da soli a farle fare una figuraccia colossale!

        • Francesco says:

          “bello, giusto, costruttivo” sono parole dotate di senso per un credente, di qualsiasi religione

          per un ateo sono illusioni, fandonie, ruttini modulati

          è una questione di coerenza logica, poi è chiaro che si deve vivere come se Dio ci fosse, sennò non si vive

          il premio finale è roba per le suore dell’oratorio di quando ero piccolo in un paese molto molto piccolo, di mentalità

          infatti i cattolici non ne parlano, è rimasta come fissa degli atei

          i cattolici parlano di Dio presente hic et nunc

        • paniscus says:

          “bello, giusto, costruttivo” sono parole dotate di senso per un credente, di qualsiasi religione
          per un ateo sono illusioni, fandonie, ruttini modulati

          Ma quando ai cattolici viene insegnato a ripetere a memoria questo trito luogo comune… è mai possibile che se lo facciano andare bene tutti indefinitamente, e che non ce ne sia mai nemmeno uno che alza la manina perplesso, per far notare che c’è qualcosa che non gli torna?

          Voglio dire, è possibile che ai cattolici venga davvero insegnato che loro, e solo loro, hanno la certezza assoluta di sapere come pensano e come ragionano tutti gli altri (atei, agnostici e credenti di fedi diverse dalla propria), e che tutti se la bevano senza un minimo di senso critico?

          E’ proprio il caso di dire “misteri della fede”, letteralmente :)

          Ma un mistero altrettanto grande è come facciano a non rendersi minimamente conto che nel ragionamento c’è qualcosa che non va, e a non sentirsi in imbarazzo.

          Lisa

        • Francesco says:

          credevo fosse un’idea mia

          che in giro gli è tutta una cattedra per non credenti e gran colloqui e rispetto untuoso, ci si chiede quando ‘sti gran prelati si degneranno di dir messa

          aspetto sempre che mostri COSA non va in quella che mi pare una banale constatazione in materia di irreligiosità (non di non cattolicità, preciso)

          saluti

        • PinoMamet says:

          Francesco

          io aspetto che mi spieghi cosa c’è che funziona, nella tua dichiarazione per cui un non credente, chissà per quale motivo, debba essere anche privo di moralità.

        • Francesco says:

          che senza Oi Teoi ogni moralità è strumentale o volontaristica

          non ha un fondamento oggettivo

          non riesco a vedere un motivo adeguato per adeguarvisi, ammesso che si riescano a scrivere, i 10 comandamenti senza Dio

          prendi ADV: ha SCELTO un tizio e segue le sue indicazioni. forse, nel breve periodo, può andar bene per ADV

          senza metafisica non c’è etica, senza etica non c’è morale

          a me pare veramente evidente

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” che senza Oi Teoi ogni moralità è strumentale o volontaristica”

          Ma scusa!
          In pratica tu stai dicendo:
          il bene lo si fa perché qualcuno ci obbliga, o perché non ci obbliga nessuno!

          Che è evidente.

          E a questo punto, non cambia proprio niente chi sia a obbligarcio a non/obbligarci!!

          Del resto eri proprio tu che (contrariamente alla tradizione di quasi tutte le religioni, devo dire, compresa la tua) individuavi nella paura dell’Inferno/speranza per il Paradiso un valido motivo per cui il credente dovrebbe fare il bene.

          Bene: paura dell’Inferno o paura delle carceri, non cambia proprio nulla, rientra sempre nella categoria dello “strumentale”.

          Invece fare il bene perché il bene “è più bello”, ci piace di più, ci sembra di per sé la cosa migliore;
          che sia corroborato dalle parole dei mistici (quelli che volevano “spegnere l’Inferno”), o solo dalla nostra vocina interiore, o semplicemente che venga dato per scontato, non cambia nulla:
          è sempre “volontaristico”.

          ciao!

        • Z. says:

          Boh, per me la questione di credere o non credere è essenzialmente una questione di sentimento più che altro.

          Non è che uno si comporta in un certo modo perché crede o non crede, si comporta in quel modo E INOLTRE dice di credere o di non credere. Ma sono due cose differenti.

          Secondo me, eh.

          Praticamente è la dottrina Francesco, solo capovolta :D

        • Francesco says:

          x Z

          ma perchè uno si comporta in un certo modo?

          anche quando è meno facile o non ne ha voglia

          è qui che il credere (in qualsiasi cosa) entra in gioco

          ciao

          x Pino

          moh rileggoti tre o quattro volte

        • Z. says:

          Francesco,

          — ma perchè uno si comporta in un certo modo? —

          Immagino dipenda dalla persona, dal caso e dal modo. Perché il mio amico Tizio dice di essere fascista e poi fuma erba, simpatizza con gli immigrati, odia il nonnismo ed è la persona meno nazionalista che ci sia? perché il mio amico Caio dice di essere comunista e poi si scopre che ha un’idea piuttosto vaga di giustizia sociale ma non crede affatto in nessuno dei punti enunciati da Marx e Engels? perché il mio amico Francesco dice di essere liberale e poi ha idee pressoché identiche a quelle di Sarah Palin? :D

          Un conto sono le cose in cui davvero credi, un altro sono le etichette che vogliamo attaccarci in fronte. O che gli altri vogliono attaccarci in fronte, talvolta con e talvolta senza il nostro consenso.

          Secondo me, almeno :D

        • PinoMamet says:

          ” x Pino

          moh rileggoti tre o quattro volte”

          Uff, ma è semplicissimo!

          Tu dici: senza Dio, ogni morale è strumentale, o volontaristica.

          Io ribatto: OGNI morale, con o senza Dio, non può che essere o strumentale (lo faccio perchè qualcuno mi obbliga/spero di ottnere un beneficio/spero di evitare un male ecc.) o volontaristica (lo faccio perché mi va di farlo).
          Tertium non datur.

          Stando nel caso della morale “strumentale”, che tu faccia il bene perchè obbligato dal Codice Penale e dalla paura del carcere, o dal Catechismo e dalla paura dell’Inferno, non cambia nulla: sempre strumentale è.

          Caso della morale “volontaristica”: se fai il bene perché ti va di farlo, bene… ti va di farlo, lo ritiene giusto, fine.
          Come ti spieghi questo tuo personale sentimento, sono fatti tuoi, il risultato non cambia.

          Ergo, non è affatto necessario postulare Dio come presupposto di una morale “valida”, dal momento che la morale che discende dal credere nell’esistenza di Dio, è identica a quella che ne prescinde completamente.

          Ari-ergo, le favolette cattobuoniste “solo noi siamo i veri buoni perché abbiamo Dio” (cosa che tra l’altro non sta letteralmente scritta da nessuna parte, manco nel “vostro” vero pensiero teologico; è sempre fuffa propagandistica per chierichetti) non hanno alcun fondamento.

        • PinoMamet says:

          Errata corrige: non “sempre fuffa”, ma “solo fuffa per chierichetti”.

        • Francesco says:

          beh, no, Pino, direi che hai torto logico su entrambi gli argomenti

          ma ora è tardi

          ‘notte

          PS senza Dio, il bene come lo trovi? con quale lanternino?

        • PinoMamet says:

          Attendo la dimostrazione logica che ho torto.

          PS
          Col tuo PS, mi stai indicando che ho ragione: la tua moralità ricade nella categoria A: qualcuno ti obbliga.

          In merito a come trovare qualcuno che ci obblighi, di cui fidarsi, tu, che affidi tutto a Dio (per meglio dire, a una serie di elucubrazioni morali e di regole di vita scritte da dei tizi che affermavano di credere al tuo stesso Dio) vai semplicemente in fiducia.
          Esattamente come chi si fidi del Codice Penale.

        • Francesco says:

          Ehm, Pino, sicuro di sapere leggere? o è quello il motivo per cui rimani comunista a orecchio e rifiuti di leggere il capitale? ;)

          Io ho scritto che, senza un Dio, non capisco come l’uomo possa identificare cosa è Bene (termine introdotto da te, sia pure senza maiuscola), quale sia il criterio.

          Sul fare il Bene, ne parliamo dopo, OK?

          Ciao

        • PinoMamet says:

          Francesco

          forse sei tu che hai qualche problemino con la logica… motivo per cui rimani ciellino ;)

          prima di tutto:
          attendo la dimostrazione della fallacia logica dei miei argomenti. Qui sto.

          Tu scrivi che senza Dio ogni morale è strumentale o volontaristica. Io ribatto che ogni morale, tout court, non può che essere strumentale (qualcuno o qualcosa ci obbliga, premia, punisce ecc.) o volontaristica (nessuno ci obbliga, lo facciamo perché lo troviamo giusto).

          Stop.

          Poi tu aggiungi che Dio sarebbe un fondamento oggettivo della morale.
          Questo presuppone prima di tutto che Dio sia oggettivo, cioè che esista, supposizione indimostrata e, ahitè, indimostrabile (leggersi Maimonide please).

          Inoltre esistono sistemi morali funzionanti che fanno del tutto a meno dell’idea di Dio, quindi la tua supposizione è, nuovamente, falsa.

        • PinoMamet says:

          Io sto facendo un discorso generale, insomma (sul quale, ripeto, attendo confutazioni, e credo di dover attendere a lungo..)

          tu invece continui a pistolare intorno a un piccolo punto secondario del mio discorso generale, cioè:
          tu (tu, personalmente, Francesco) hai una morale di tipo utilitaristico (faccio qualcosa perché qualcuno mi ha detto di farlo, e ne attendo in cambio dei benifici) e hai identificato questo “qualcuno” con Dio, e nella particolare versione propostane dal cattolicesimo (e neanche perfettamente!);
          e ti stupisci che altri possano avere identificato prinìpi diversi, o che qualcuno possa fare il bene senza alcuna elucubrazione morale a priori, o fregandosene, oppure agire contro i proprio supposti princìpi morali (esempi di Z.).

          Interessante, ma non dimostra nulla, se non che ho ragione io.

        • Francesco says:

          Mica vero, caro Pino.

          Che l’esistenza di Dio sia indimostrabile (nel senso che non necessita, nè è passibile, di dimostrazione ma di riconoscimento dell’evidenza) è anche mia opinione.

          Che la mia morale sia utilitaristica è abbastanza sbagliato, nel senso in cui lo intendi tu è del tutto sbagliato.

          Io cerco:
          1) una definizione di Bene che permetta di costruire una morale
          2) un motivo adeguato per aderire a detto sistema morale

          Tu mi parli d’altro e non ti capisco.

          Ciao

        • PinoMamet says:

          “Che la mia morale sia utilitaristica è abbastanza sbagliato, nel senso in cui lo intendi tu è del tutto sbagliato.”

          Secondo me non hai capito il senso in cui lo intendo io, comunque la tua morale è utilitaristica in tutti i sensi, e lo hai confermato tu stesso tempo fa, dicendo che l’Inferno e il Paradiso sarebbero stati ottimi motivi per fare il bene (contrariamente agli enunciati della mistica cristiana e islamica, che vogliono “il bene per il bene”).

          “Io cerco:
          1) una definizione di Bene che permetta di costruire una morale”
          fai bene a cercarla, personalmente ti suggerisco:
          -la morale buddhista;
          -la morale altruistica laica;
          entrambe hanno permesso la costruzione di morali.

          “2) un motivo adeguato per aderire a detto sistema morale”
          se tu fossi un vero cattolico non sarebbe facile risponderti: se uno fa il bene per il bene, lo fa perché vi trova la sua soddisfazione e basta.
          Perr fortuna sei un ciellino, e fai il bene per andare in Paradiso, che è un motivo non più e non meno valido che farlo per non andare in carcere o per prendere l’Ambrogino d’oro, quindi…

          “Tu mi parli d’altro e non ti capisco. ”
          Che non mi capisci ho notato, ma non ti sto affatto parlando d’altro.

          ciao

        • PinoMamet says:

          “nel senso che non necessita, nè è passibile, di dimostrazione ma di riconoscimento dell’evidenza”

          questo è un controsenso logico, e un’eresia cristiana: se l’esistenza di Dio fosse evidente, non ci sarebbero non credenti, il che è falso;
          inoltre se fosse evidente, non ci sarebbe stato bisogno di alcun annuncio, profezia o “vangelo”, e questa è un’eresia.

          Cattolici: io sono uno che a catechismo giocava ai giochi da tavolo, a calcio e a pingo pong, sono cresciuto facendo meditazione in un tempio zen, e sono ebraicamente in una posizione passibile di discussione, ma che insomma mi dovrebbe portare verso la conversione all’ebraismo ortodosso;

          ma voi,a catechismo, ci andavate?? vi vedo un po’ debolucci in dottrina…
          (non vale per Mauricius: lui la sa, eccome!)

        • Francesco says:

          1) Gesù Cristo mica è venuto a dire che Dio esiste, gli Ebrei lo sapevano già benissimo!

          2) che Dio esista a me pare evidente, dovrei dire che ho Fede? è una evidenza a cui aderire o da ignorare, mica altro

          3) non ricordo cosa scrissi su Paradiso e Inferno, quindi devo rinunciare a pretese di coerenza. di solito dico che “ci mancherebbe altro che uno a comportarsi bene non finisse in Paradiso, però voglio anche il centuplo quaggiù”.

          4) ma l’utile viene DOPO, non è la motivazione per fare il Bene

          ciao

          PS catechismo, meglio dimenticare cosa ho passato

        • PinoMamet says:

          “1) Gesù Cristo mica è venuto a dire che Dio esiste, gli Ebrei lo sapevano già benissimo!”

          Non cambia niente, gli Ebrei lo sapevano perché D-o si era rivelato ad Abramo e poi a Mosè. Di persona!

          “2) che Dio esista a me pare evidente, dovrei dire che ho Fede? è una evidenza a cui aderire o da ignorare, mica altro”
          Appunto, è un fatto di fede, tu ce l’hai, altri no
          (pare evidente a te, del tutto non evidente a un altro).

          “3) non ricordo cosa scrissi su Paradiso e Inferno, quindi devo rinunciare a pretese di coerenza. di solito dico che “ci mancherebbe altro che uno a comportarsi bene non finisse in Paradiso, però voglio anche il centuplo quaggiù”.”
          Sei utilitarista.

          “4) ma l’utile viene DOPO, non è la motivazione per fare il Bene”
          Mettiti d’accordo col Francesco del punto 3;

          ciao!

        • paniscus says:

          ma perchè uno si comporta in un certo modo?
          anche quando è meno facile o non ne ha voglia
          è qui che il credere (in qualsiasi cosa) entra in gioco

          Ma guarda che qua sei TU l’unico che nega che anche i laici possano “credere in qualcosa”, eh.

          Tu assumi che tale intenzione istintiva di comportarsi “bene” anche quando non conviene, o quando fa troppa fatica, o quando non se ne ha voglia… possa esistere solo se si crede in Dio, e possibilmente proprio nel Dio in cui credi tu, con relative chiese, preti e dogmi assortiti.

          Però sei TU che devi argomentare questa affermazione, ma col cavolo che lo fai.

          Lisa

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non ho capito: l’élite colta italiana che legge il Fatto Quotidiano e sa l’inglese cosa c’entra con la Turchia?

      • Peucezio says:

        Gli uni e gli altri credono che Erdogan e Berlusconi siano simili (magari!).
        Il popolo viola italiano è antropologicamente identico ai manifestanti istanbulioti. Poi ogni luogo ha le sue specificità, ma stai tranquillo che il neokemalismo è solo il pretesto locale, è la riverniciatura in salsa turca di meccanismi che sono identici dappertutto.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Oppure, a seconda dei gusti, i manifestanti di Istanbul sono antropologicamente simili ai berluscloni che manifestavano a Piazza S. Giovanni perché Prodi si dimettesse: paura dei komunisti ke ci tassano il SUV = paura degli islamisti ke non ci fanno ubriacare di notte

        • Francesco says:

          scusa MT

          anche solo numericamente, quanti credi siano gli elettori del CDX che possiedono un SUV?

          :)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ogni anno ne vendono 150 mila, quindi parliamo di una cifra considerevole. E quanti credi che siano i turchi che sentono il bisogno viscerale di comprare alcolici di notte?

        • Francesco says:

          quindi entrambe le spiegazioni sono vaccate da giornalista, d’accordo?

        • Peucezio says:

          Mauricius,
          oppure, sempre a seconda dei gusti, sono simili ai marziani.
          Io ne ho visti un paio verdi con le antenne.

  43. maria says:

    Se invece parliamo dei diritti individuali molto di moda oggi (che sono semmai di stampo liberale e non cercano minimamente di contrastare gli assetti di potere economico esistenti, anzi, li rafforzano), cioè i diritti delle minoranze, degli omosessuali e tutto il resto, questi sono i tipici “valori” della sinistra di oggi, ma sono pienamente vincenti.

    maria
    non hai tutti i torti, a me in rete una volta mi hanno dato di omofoba perché avevo espresso delle perplessità, non opposizione, all’adozione dei gay, al punto che un omosessuale che mi conosceva a un certo momento intervenne per dire eh no, maria non è omofoba:-)

    E del resto paola concia alla prima Leopolda di renzi in un discorso molto applaudito disse che i diritti civili vengono prima di quelli sociali.

    Ora fare delle graduatorie è sempre arduo e sbagliato ma certo per me il servizio sanitario nazionale, le case agli sfrattati e una scuola non classista sono questioni più importanti delle adozioni gay

    • PinoMamet says:

      Sono assolutamente d’accordo con Maria!

    • Peucezio says:

      Certo. E aggiungerei che una cosa è funzionale ad evitare l’altra.
      Ci sono sicuramente tanti attivisti omosessuali che sono anche sinceri sostenitori dei diritti sociali. Ma il modello vincente, per il quale i diritti delle minoranze sono funzionali, è quello di un sempre minore controllo delle popolazioni sulla gestione delle risorse e sulle vere decisioni strategiche (la ricchezza è pur sempre funzionale al potere).
      Tra l’altro, mentre fuori dall’Occidente la rivendicazione di certi diritti è legata all’emergere di classi medie e quindi a un aumento generale del benessere, in Occidente essa si accompagna al processo opposto: la rimozione di retaggi legati ai valori tradizionali, che ostacolavano un approccio consumistico e totalmente liberalizzato all’affettività, alla sessualità, alle idee, alla religione, ai diritti ecc. è correlativa a un’erosione del benessere economico della società, per cui si ha il diritto in astratto di fare sempre più cose, ma si hanno sempre meno mezzi per farle: due omosessuali potranno sposarsi e persino adottare bambini, ma non avranno i soldi per comprare una casa e per crescerli.

      Probabilmente c’è però un limite al livello di impoverimento funzionale al progetto: una società di consumatori senza nessun potere e con pochissima consapevolezza vera è molto più utile al potere di una società di morti di fame, che ogni tanto si incazzano e si ribellano e che, soprattutto, non nutrendosi alla mammella del potere, non ne assorbiranno neanche i modelli: con buona pace di Marx, le società povere preindustriali non avevano autonomia materiale, perché erano assoggettate, ma avevano autonomia culturale, erano portatrici di modelli antropologici altri e autonomi rispetto al potere, come ben intuì Pasolini (ma non solo lui). Se vuoi creare un uomo omologato e addomesticato, lo devi nutrire ed esaudire nelle sue pulsioni.

      • paniscus says:

        Tra l’altro, mentre fuori dall’Occidente la rivendicazione di certi diritti è legata all’emergere di classi medie e quindi a un aumento generale del benessere, in Occidente essa si accompagna al processo opposto: la rimozione di retaggi legati ai valori tradizionali, che ostacolavano un approccio consumistico e totalmente liberalizzato all’affettività, alla sessualità, alle idee, alla religione, ai diritti ecc. è correlativa a un’erosione del benessere economico della società,

        Questo mi pare che proprio non sia vero: tu vedi solo gli ultimissimi sviluppi degli anni molto recenti, in cui è intervenuta improvvisamente una crisi particolarmente tosta nel giro di poco tempo… ma in realtà, tutto il cammino storico della rivendicazione dei diritti civili individuali è iniziato molto prima, e direi che per una lunghissima parte della sua storia ha proprio coinciso con una fase di sviluppo e di benessere.

        Il femminismo, per dirne una, quando è che è esploso in massa? Quando la tecnologia ha cominciato a liberare le donne da una serie di necessità pratiche che fino a pochi anni prima le obbligavano a stare tutto il giorno in casa. Finché una donna doveva fare tutti i giorni il bucato a mano, passando le ore a smacchiare individualmente qualsiasi panno (compresi pannolini e assorbenti di stoffa, che adesso nessuno si ricorda più, per capirsi), o doveva preparare da sola tutti i giorni l’impasto del pane o della pastasciutta, aveva poco da riflettere sui propri diritti civili, e dubito che si ponesse il problema di “come conciliare la maternità con il lavoro fuori casa”. Anche la tanto vituperata “liberazione sessuale”, mica è arrivata perché qualcuno ha inventato idee trasgressive nuove che prima non c’erano: è arrivata quando sono stati inventati e commercializzati dei contraccettivi affidabili, e alla portata di tutti…

        Lisa

      • maria says:

        Tra l’altro, mentre fuori dall’Occidente la rivendicazione di certi diritti è legata all’emergere di classi medie e quindi a un aumento generale del benessere, in Occidente essa si accompagna al processo opposto peucezio

        maria
        non sarei certa di questo peucezio, anche in occidente i diritti
        civili sono legati alo sviluppo della classe media, in una società preindustriale l’idea del divorzio universale era impossibile, e anche dopo in un certo senso, soltanto con lo sviluppo e l’allargamento della classe media favorita anche dal consumismo frutto del boom economico degli anni Sessanta si è cominciato a parlare di diritti civili.

        Prima erano troppo impegnati a lavorare per campare al minimo degli agi per pensare ad altro.

        Anche i diritti civili di massa delle donne che non sono poi diritti civili ma qualcosa di più profondo hanno come base un dato economico, sono a mio parere il frutto della diffusione del lavoro femminile potente strumento di emancipazione prima e sorta di incubatrice per il femminismo in seguito. Voglio dire che il dato economico è sempre sullo sfondo comunque lo si voglia interpretare, dato economico che ovviamente si intreccia sempre con la vita del pensiero: il bisogno, la conoscenza e il conflitto che ne consegue sono i motori principali di ogni cambiamento.

    • Z. says:

      Premesso che in una Nazione che si rispetti gente come la Concia dovrebbe zappare la terra, queste graduatorie tra diritti non hanno proprio senso.

      Ed è evidente che il diritto all’istruzione viene prima del diritto al bouquet.

    • Peucezio says:

      Non ci siamo capiti.
      Io parlavo dell’Occidente sì e no degli ultimi dieci anni.
      Ovvio che per tutta l’epoca precedente è esattamente come dite voi.
      Ma non trascurerei la portata delle rivendicazioni di oggi, anche se nel complesso quelle di ieri sono state decisamente più rivoluzionarie.

    • Roberto says:

      “Ora fare delle graduatorie è sempre arduo e sbagliato ma certo per me il servizio sanitario nazionale, le case agli sfrattati e una scuola non classista sono questioni più importanti delle adozioni gay”

      Faccio solo notare che una cosa non esclude l’altra (cioè non è che permettendo l’adozione o il matrimonio ai gay si distrugge il servizio sanitario nazionale o si aumentano gli sfratti)

      • maria says:

        Roberto
        mi riferivo a una frase della concia che riteneva i diritti civili PIU’ importanti di quelli sociali
        maria

      • Francesco says:

        la situazione di fatto è che, mentre diventa economicamente impossibile evitare gli sfratti e sostenere servizi sanitari pubblici generosi, si inventa il matrimonio gay

        un pò la cosa puzza

        ciao

      • roberto says:

        “la situazione di fatto è che, mentre diventa economicamente impossibile evitare gli sfratti e sostenere servizi sanitari pubblici generosi, si inventa il matrimonio gay”

        scusa sono un po’ tardo e non ho ancora preso il caffé.
        cosa c’entrano gli sfratti ed il SSN con il matrimonio gay?

  44. Mondo cane says:

    Ma di tutta la storia, la vergogna massima và al corpo di polizia municipale chiamata a far rispettare un’ordinanza inesistente!!! Ovvero: Io pubblico funzionario, agente di polizia, tutore della legge, non ti faccio passare in forza dell’ordinaza del sindaco o del prefetto o etc etc, n° x del giorno y. Ma se l’atto non esiste è abuso di potere, e anche i vigili, nella figura del comandante, possono prendersi una bella denuncia. Non è che se il sindaco “desidera” chiudere una strada senza giusto motivo, io vigile facendo rispettare qualcosa che non esiste, l’ordinanza, non sono chiamato a risponderne come il sindaco. Ma abbiamo visto in questi anni come si comportano, più da pretoriani da corpo speciale, che da normali vigili urbani.

    • paniscus says:

      Guarda, una delle polemiche più ricorrenti all’interno del mondo della scuola è proprio quella: ovvero, che ci sono un sacco di colleghi che, a parole, si lamentano sempre di “essere costretti” a fare un sacco di lavoro non dovuto e non pagato in più (e non parlo del lavoro autonomo di preparazione della didattica, aggiornamento, correzioni, e simili, che è ovvio e che fa parte dell’impegno ordinario, parlo proprio di attività accessorie a scuola, ore di supplenza e di sorveglianza occasionali, ore di ricevimento delle famiglie in più di quelle dovute, assistenza a progetti-fuffa, eccetera)…

      …e però quando viene loro chiesto ufficiosamente, o con tono arrogante, o con tono piagnucolante che è ancora peggio, sono prontissimi a farlo senza pretendere nessun ordine di servizio scritto, solo perché “altrimenti non lo fa nessuno e quindi bisogna pur sacrificarsi”.

      • Mondo cane says:

        mhh, guarda a parte il vero o finto senso di abnegazione dell’impiegato pubblico, in questo caso, almeno per me, c’entra poco. Qui si parla di sopruso nei confronti di cittadini e turisti, e di vigili che sono stati chiamati a far rispettare il “desiderio” del sindaco di ripagare i suoi amichetti.

      • serse says:

        “con tono arrogante, o con tono piagnucolante”

        E se la richiesta viene fatta in tono normale, medio, autorevole, rispettoso (chiamalo come ti pare) cosa succede?

  45. Per Mondo Cane

    Sull’albo pretorio del Comune di Firenze, trovo questo:

    “N° protocollo gen.:11646
    Del:
    Ricev. richiesta:01/07/2013
    Richiedente:
    COMUNE DI FIRENZE – SEGRETERIA GENERALE
    Emittente:
    COMUNE DI FIRENZE – SEGRETERIA GENERALE
    Tipo atto:
    DELIBERAZIONE
    N° atto:2013/G/00185
    Del:25/06/2013
    Inizio affissione:01/07/2013
    Durata:15
    Giorni proroga:0
    Scadenza:15/07/2013
    Oggetto:
    CAVALCADE 2013-CONCESSIONE OCCUPAZIONE PONTE VECCHIO-PIAZZA OGNISSANTI”

    Cioè, una decisione del 25 giugno, riguardante una manifestazione del 29 giugno, viene affisso sull’albo pretorio… il 1 luglio, a manifestazione conclusa!

    • Mondo cane says:

      furbo renzi, l’ordinanza che spetta prevalentemente al sindaco, l’ha fatta fare, in deroga, al segretario generale. così sono cavoli suoi.

      • Mondo cane says:

        mi correggo, sono andato a vedere e si tratta della pubblicazione della delibera di giunta e non dell’ordinanza, unico atto che autorizza la chiusura. La delibera di giunta da sola non è sufficente a proseguire la decisione politica, deve poi essere accompagnata da altri atti amministrativi per proseguire con l’iniziativa, in questo caso l’ordinanza di chiusura.

  46. Pietro says:

    Io faccio quello che mi riesce meglio, il connettore di informazioni. Sulla Turchia… http://www.eastjournal.net/turchia-attenti-al-kemalismo-che-la-rivolta-non-ci-accechi-foto-delle-proteste/31760 ne ho ho scritto anche io ma non voglio sempre citarmi quindi chi vuole e’ benvenuto sul mio blog :)

  47. Per Peucezio

    “Ma il modello vincente, per il quale i diritti delle minoranze sono funzionali, è quello di un sempre minore controllo delle popolazioni sulla gestione delle risorse e sulle vere decisioni strategiche (la ricchezza è pur sempre funzionale al potere).”

    Io aggiungerei un elemento che vedo ovunque, e che potrei chiamare il “panico da ricorso”.

    Quando chiesi ad alcuni funzionari del Comune dei giochi per i bambini che si trovavano all’interno della parte scippata del giardino che noi teniamo aperto, la prima reazione fu, “Oddio, e se qualche operaio si dovesse far male su uno dei nostri giochi?”

    E credo che buona parte della questione dei “matrimoni gay” e tutto il resto stia proprio lì: perché negare qualcosa che non costa niente, a qualcuno che potrebbe “fare ricorso”, montare campagne stampa e renderti la vita antipatica? E siccome le comunicazioni sono diventate velocissime, basta che un “ricorso” (in senso ampio) sia stato accolto in Olanda, che già in Canada i funzionari iniziano a tremare.

    Non è un giudizio sui “matrimoni gay” in sé, sto cercando di capire il motivo per cui improvvisamente, nel giro di pochi anni, una cosa impensabile anche dieci anni fa diventa ovvia.

    Questo fa parte della paralisi della politica e della fine dello Stato Nazione, senza che si veda all’orizzonte ciò che lo potrà sostituire.

    • Peucezio says:

      Già, però questo si deve collegare a sua volta a un apparato giudiziario impazzito.
      Per fare ricorso, bisogna appellarsi a una legge positiva. La legge positiva dice che se uno si fa male utilizzando una struttura del comune, questo risponde, ma non dice che gli omosessuali hanno diritto a sposarsi.
      Ma si teme, fondatamente, che i giudici che devono esaminare il ricorso applichino una loro idea di diritto naturale universale anziché la legge scritta vigente.
      E questo fa parte del paradosso dei nostri tempi: da una parte forme di estremo legalismo letteralista, per cui la legge vigente è una divinità intangibile, ma quando si scontra col Verbo dei nuovi diritti umani universali (o di reali interessi politici o economici) diventa brutta e cattiva, lei e chi la applica, quindi va cambiata o scavalcata bellamente.

      • Roberto says:

        “Ma si teme, fondatamente, che i giudici che devono esaminare il ricorso applichino una loro idea di diritto naturale universale anziché la legge scritta vigente”

        A proposito del fondatamente, qualche sentenza in vita mia l’ho letta (e alcune pure scritte), delle giurisdizioni più disparate e, diciamolo, più fornite di fantasia…ammetto tuttavia di non aver mai visto un giudice esprimere una sua idea di diritto naturale universale….

        • Peucezio says:

          Infatti mica la esprimono. La applicano.

        • roberto says:

          so che non sei un giurista e che quindi faccio una domanda difficile, ma hai un esempio, anche vaghissimo (mi impegno a recuperare la sentenza che mi indicherai), giusto per capire di cosa stai parlando?

        • Francesco says:

          a naso, da pozzo di ignoranza,

          dalla legittimità dell’obiezione di coscienza a quella dell’aborto alla necessità del matrimonio omosessuale

          ma anche i pareri “ad minkiam” sulla legge elettorale

          tutta giurisprudenza molto innovativa e molto contro le leggi in vigore, basata su???

          visti dal basso, paiono segni che il giudice abbia fatto delle proprie convinzioni la base delle sentenze

        • Z. says:

          roberto,

          hai voluto fare il giurilinguista da grande, e per di più eurocratico? ora ti smazzi Francezio e Peucesco con la pazienza e la precisione che si confà al tuo ruolo :D

        • Mauricius Tarvisii says:

          @ Francesco
          Quelle cose non sono sostenute in base a diritti naturali o altra roba metafisica, ma sulla base di principi costituzionali, principi generali dell’ordinamento, ecc…

        • Francesco says:

          x MT

          insomma, la differenza tra roba metafisica e principi costituzionali impliciti è sottile

          qualcuno può erudirmi su come è passata l’obiezione in barba alla lettera della Costituzione?

        • roberto says:

          francesco
          parli dell’obiezione di coscienza al servizio militare?

          nel caso, è una legge, non una sentenza.
          poi ad un certo punto la corte costituzionale era intervenuta sul fatto che la legge prevedeva una durata più lunga per il servizio civile che per il servizio militare, ma li credo che sia abbastanza evidente che non si tratti di un principio metafisico, ma semplicemente di eliminare dall’ordinamento giuridico una disposizione manifestamente contraria alla costituzione (la costituzione dice: dovete difendere la patria. la legge dice: la potete difendere con il servizio militare o con il servizio civile. la corte costituzionale precisa: visto che la legge permette la scelta, il legislatore non può sanzionare chi sceglie x invece di y)

          anche l’aborto è una legge e non una sentenza.

          sulla necessità del matrimonio omosessuale a cosa ti riferisci? potrei sbagliare ma non mi pare che in italia ci sia mai stata una pronuncia in questo senso.

          (invece sulla legge elettorale passo la mano perché è al di fuori delle mie competenze)

  48. Per Mondo Cane

    “La delibera di giunta da sola non è sufficente a proseguire la decisione politica, deve poi essere accompagnata da altri atti amministrativi per proseguire con l’iniziativa, in questo caso l’ordinanza di chiusura.”

    Vuoi dire che forse non esiste proprio l’ordinanza?

    • Mondo cane says:

      dalla scorsa che ho dato all’albo pretorio mi pare di no!

    • Mondo cane says:

      si dice al prezzo di 100.000 euro per il ponte, poi nella delibera si legge anche piazza Ognissanti? Come funzionerà l’idea di concedere “le magnifiche location”, paghi un posto prestigioso e te ne dò un pò meno gratis? :)

      ma gli indiani non hanno pagato di più?

  49. furio detti says:

    Poveretti quelli della “sicurezza”…
    a quelli come voi, cagnetti da guardia dei ricchi, il minimo è che vi regalino una bottiglia di acqua congolese zeppa di ebola e dengué, così potrò godere nel vedervi cagare gli ultimi istanti di vita in diarrea ematica!

  50. furio detti says:

    se i Fiorentini avessero le palle che non hanno, farebbero solo due cose. La prima è fallita poiché non successa, resta la seconda…

    1. Avrebbero invaso in massa il Ponte riprendendoselo durante l’evento;
    2. Smantellerebbero il ponte pezzo pezzo. Meglio distruggere quel che è stato ed è nostro che venderlo come una puttana!

    Siccome sono una massa di pecore palloniere salvo eccezioni scommetteteci che non faranno né l’una né l’altra cosa. Così ogni stronzo si sentirà libero di privatizzargli a suon di dindi anche il culo dei figli.

  51. Per Francesco

    “il pregiudizio contro “gente che ha fatto i soldi chi sa come” non è solo di sinistra, vale anche per la destra fascista e nazista”

    Non è un pregiudizio, è un post-giudizio.

    Ricordati sempre che io per lavoro ci vivo, con gli imprenditori.

    • Francesco says:

      non ti credo

      1) sei una cara persona ma molto ideologica, forse più di me

      2) tu campi lavorando per piccoli intrallazzatori, non per imprenditori, da come ne parli

      3) non hai studiato economia, e forse questo è grave

      ciao

  52. Moi says:

    WIKI DIXIT ; -)

    Radical Chic è un’espressione idiomatica, mutuata dall’ inglese, per definire gli appartenenti alla ricca borghesia o gli snob provenienti dalla classe media, che, al fine di seguire la moda del momento, per esibizionismo o per inconfessati interessi personali, ostentano idee anticonformistiche e tendenze politiche affini alla sinistra radicale o al radicalismo, generalmente avulse o diametralmente opposte ai valori culturali e sociali del ceto di appartenenza. Frequente anche la tendenza al disprezzo formale del denaro, al non volersene occupare in prima persona quasi fosse tabù, anche se poi, sostanzialmente, hanno spesso uno stile di vita improntato proprio al procacciamento dello stesso con attività che loro stessi, quando le osservano negli altri, non esitano a definire come volgarmente lucrative, e non senza un certo disprezzo. Inoltre tale gruppo sovente si identifica con una certa autoconvinzione di superiorità culturale e per l’ostinata esibizione di tale cultura “alta”, per la curata trasandatezza nel vestire e, talora, per la ricercatezza in ambito gastronomico e turistico; questo perché spesso distintivo dell’individuo Radical Chic è l’imitazione superficiale di atteggiamenti che furon propri a certi artisti controcorrente, atteggiamenti che, banalizzati, divengono etichetta snobistica.” [cit.]

  53. Per Francesco

    “se non interessassero i soldi, non ci si porterebbe dentro queste idee
    se invece saltano fuori, l’unica spiegazione che ne posso dare è invidia”

    E’ interessante questa idea, non è la prima volta che la sento, ma mi risulta incomprensibile.

    Intanto, i soldi servono per fare qualcosa.

    Ora, ci sono alcune cose per le quali mi piacerebbe avere più soldi di quelli che ho – ad esempio, affittare un gruppo di avvocati imbattibili per combattere contro chi si è rubato il giardino del quartiere; oppure avere una stanza in più in casa tutta per i libri; o farmi un bel giro a vedere i parchi degli orangutan in Indonesia.

    Sono cose precise, ma non soffro terribilmente se non riesco ad averle. E comunque, non vorrei mai fare la vita che fanno quelli con le Ferrari – non vorrei frequentare i posti che loro frequentano, non vorrei avere gli amici che hanno, non vorrei che i miei figli frequentassero le scuole che frequentano i loro, non vorrei vestirmi come si vestono loro, non vorrei parlare come parlano loro.

    E non vorrei campare protetto a vista da una scorta di avvocati del corpo.

    Dove sta allora l’invidia?

    • roberto says:

      “una scorta di avvocati del corpo” è un’espressione bellissima!

    • Francesco says:

      tu gli invidi i soldi, come anche io, mi pare evidente

      poi sapremmo spenderli meglio, e vivere meglio, e quindi le meritiamo noi e non loro

      io sarei per navigare sul Danubio dalla fonte alla foce, invece

      ciao

  54. Mondo cane says:

    vedi che la notte porta consiglio?! ho capito dove è nata la necessità di chiudere il ponte, effettivamente è servita a tutelare la vita di qualche commensale che avrebbe potuto strozzarsi, mandando di traverso un boccone, alla vista di qualche plebeo, troppo vicino a se. Troppo buono e previdente matteo!!! si è sacrificato commettendo un atto illecito, correndo il rischio della denuncia, e tutto per evitare un epilogo tragico a una così bella serata, e in un contesto così prestigioso. :)

  55. Luca A. says:

    Questo e’ il vero Renzi, altro che casinista e rottamatore all’interno del pd, che dovrebbe essere un partito di sinistra, credo…….Non so quanti siano oggi i fiorentini che lo rivoterebbero…..

  56. Segnalo (un po’ indirettamente) che l’amica di una nostra amica, che lavora con i disabili, stava conducendo un gruppo di disabili in carrozella da Palazzo Pitti, dovevano attraversare il Ponte Vecchio e sono stati fermati dai vigili… Oggi Tomaso Montanari sul Fatto scrive:

    ” IL SINDACO Ponte Vecchio? “L’ho chiuso per i disabili”
    Tomaso Montanari
    L’idea di Renzi di trasformare Ponte Vecchio in un privé per gli amici “carini” del suo amico Luca di Montezemolo ha turbato la pancia profonda della città. Renzi, poco abituato a gestire il dissenso, l’ha presa malissimo e ha perso il controllo: nel consiglio comunale di lunedi è arrivato ad aggredire l’arcivescovo di Firenze, reo di aver criticato il tono morale della città dello scandalo delle escort.

    Ma ieri ha fatto qualcosa di peggio. Nella newsletter irradiata via email da Palazzo Vecchio ha strumentalizzato addirittura i bambini disabili: “En passant, abbiamo anche recuperato circa 120mila euro, l’equivalente del taglio che abbiamo ricevuto sul capitolo delle vacanze per i bambini disabili. Io credo che chiudere tre ore Ponte Vecchio per questi motivi sia doveroso per un Sindaco. Lo rifarei, nonostante le polemiche. Voi che ne pensate?”.

    Nessuno ha ancora avuto il piacere di vedere il bilancio preventivo del Comune: ma anche ammesso che il taglio ci sia, Renzi aveva ben altri modi per recuperare quella cifra. Mettere in connessione le Ferrari e i bambini disabili è una bassezza propagandistica fuori scala anche per la penosa comunicazione politica italiana. Camillo Langone ha scritto sul Foglio che Matteo Renzi è “Un pallonaro stratosferico, un cinico da primato, una monumentale faccia di bronzo, un uomo per il quale non esiste nulla di sacro”. Nulla, davvero nulla. “

  57. Ecco il brano di Langone cui fa riferimento Montanari:


    1 giugno 2013

    Conosco molti destri, già elettori di Lega e Pdl, che non vedono l’ora di votare Matteo Renzi. Capisco il ragionamento: se la destra non produce politici di destra, il politico di destra necessario all’Italia lo si deve andare a prendere ovunque esso si trovi, anche a sinistra. Però ho letto “Le pietre e il popolo” di Tomaso Montanari (Minimum Fax), storico dell’arte certamente statalista ma appassionato, competente, di scrittura brillante. Molte pagine del libro sono dedicate al sindaco di Firenze, che l’autore conosce benissimo per averci collaborato. Ecco il ritratto di un pallonaro stratosferico, di un cinico da primato, di un pavone grottesco, di un concentrato di sicumera, di una monumentale faccia di bronzo, di un uomo per il quale non esiste nulla di sacro (nemmeno il sacro in senso stretto, ovvio). Che i destri, stretti fra il nichilismo omosessualista di Bondi-Galan e il nichilismo vanitosista di Renzi, comincino a considerare la bellezza dell’astensione.”

    • Francesco says:

      ma tolte queste quisquilie, qualcosa di sostanzioso su Renzi?

      quelle robe lì le leggiamo, da sinistra, fin dagli anni ’80 del secolo scorso e non ci impressionano molto

      è che non vorrei votare uno che è solo chiacchiere e distintivo, anche se di destra

      ciao

      • paniscus says:

        …cioè, secondo te Langone dice cose di sinistra? :) :) :)

        • Francesco says:

          sono le normali accuse contro i politici di destra, questo intendevo

          e da buon reazionario Langone rischia di cadere in queste trappole

          hai mai letto “Return of the Dark Knight”?

  58. Per Francesco

    “ammiro moltissimo l’operaio analfabeta che ha fondato una fabbrica di torni verticali, che oggi ha 60 anni e esporta in tutto il mondo industrializzato”

    Anch’io conosco gente così. In linea di massima, stanno dodici ore al giorno in fabbrica, per cui non vanno in giro con la Ferrari.

    Va in giro con la Ferrari, invece, il signore che in Tailandia fa sì che il governo compri cinquecento torni verticali italiani, senza avere la minima idea di cosa farsene.

    Lasciatelo dire da uno che ha fatto innumerevoli volte da interprete a “trattative” di questo tipo.

    • Francesco says:

      1) quelli che conosco io non sono così fessi, vanno in giro con costosissimi incrociatori spaziali tedeschi, mangiano e bevono, e fanno lo stesso gli imprenditori. non più gli artigiani

      2) uno va in giro in Ferrari ma viene dal commerciale

      3) finalmente si spiega il mistero degli acquisti di macchine utensili in Thailandia, solo che sono al 70% dal Giappone

      4) 500 torni verticali sono anni e anni di produzione mondiale, non si parla di spazzolini

      :)

      ciao

  59. Per Francesco

    “ma tolte queste quisquilie, qualcosa di sostanzioso su Renzi?

    quelle robe lì le leggiamo, da sinistra, fin dagli anni ’80 del secolo scorso e non ci impressionano molto

    è che non vorrei votare uno che è solo chiacchiere e distintivo, anche se di destra”

    Dovresti venire a stare in Oltrarno un po’… “destra” e “sinistra” sono del tutto irrilevanti, se li intendiamo come schieramenti preconcetti.

    Oggi c’erano due davanti alla posta, uno che faceva l’ambulante, un altro non so, magari un impiegato, che parlavano della situazione esattamente come ne parlo io.

    Raccontavano del monopolio mafioso dei locali, di come la città viene svenduta ai ricchi, di come vogliono sventrare la piazza con il parcheggio, di come non si aggiustano le strade da 40 anni…

    Vedi, l’ideologia, gli intellettuali, tutte quelle cose lì non c’entrano niente.

    • Pietro says:

      In Italia la dicotomia destra/sinistra e’ la delega suprema. Assolutamente da scardinare. Un popolo che non sa abbattere regimi, e nemmeno costruirli… Per difendere destra e sinistra la gente e’ pronta a tutto, anche a farsi asfaltare intonando inni di giubilo.
      Avete notato come sono in aumento i casi di “sparo per frustrazione”? E i suicidi delle forze dell’ordine, ma questi vengono messi dai giornali in un angolino. Metti mai che a qualcuno si accenda una lampadina…

    • maria says:

      Raccontavano del monopolio mafioso dei locali, di come la città viene svenduta ai ricchi, di come vogliono sventrare la piazza con il parcheggio, di come non si aggiustano le strade da 40 anni…

      maria
      non penso fossero del pdl quei due, ma potrei sbagliarmi:-).

      Riguardo alle firme Miguel, io so che il farmacista non ha firmato contro il parcheggio di piazza del carmine e che ha strappato tutti i volantini che annunciavano iniziative in merito.

      Io credo che esistano ancora ragioni di destra e sinistra , come poi vengano rappresentate è altra discussione.

      E del resto la stessa modalità di intervento del nostro comitato è storicamente quella di forze sociali di sinistra e cattoliche, non ho mai visto gente di destra che agisce sul territorio con continuità, perlomeno qui da noi. Sì’ ogni tanto si vede qualche gazebo del pdl e della lega ma è sempre una tantum:-)

      In ogni modo sinistra e destra specialmente a livello di forze politiche istituzionali hanno molti punti in comune, soprattutto per quanto riguarda le grandi opere, ma anche qui, mentre a “destra” si contentano in silenzio della loro rappresentanza a “sinistra” alcuni si gettano nella mischia e cercano, forse vanamente ,di contrastare le politiche di coloro che magari hanno votato.

      • Francesco says:

        >> non penso fossero del pdl quei due, ma potrei sbagliarmi:-)

        fossi a Milano, ti sbaglieresti alla grande, soprattutto da quando c’è il nuovo sindaco

        fa parte del “piove governo ladro” che sostituisce la riflessione nella testa di larga parte del nostro popolo

        sulle strade, temo sia evidenza assoluta, poi si può dividersi sul perchè e sul che farfe

  60. Per Pietro

    “In Italia la dicotomia destra/sinistra e’ la delega suprema. Assolutamente da scardinare. Un popolo che non sa abbattere regimi, e nemmeno costruirli… Per difendere destra e sinistra la gente e’ pronta a tutto, anche a farsi asfaltare intonando inni di giubilo.”

    Con la precisazione che in Oltrarno, quasi tutto si dichiarano “di sinistra”, qualunque cosa voglia dire. Con l’eccezione di chi mi aggiusta il computer, che si vanta di aver votato, in sequenza, Berlusconi, Lega (lui è calabrese) e Grillo. E si trova in perfetto accordo con noi :-)

  61. Per Francesco

    “e di Firenze ricordo quasi solo l’Arno con le pantegane giganti”

    :-)

    In realtà, sono nutrie, praticamente dei castori dalla coda snella, scappati da qualche allevamento spaventoso decenni fa.

    Non ne vedo più, però, da qualche anno, devo informarmi che fine hanno fatto (dal nostro socio che di mestiere salva e ammazza animali in giro per la città).

    • Francesco says:

      la mega-nutria è arrivata dopo, quando ormai le pantegane avevano vinto la battaglia con anatre e piccioni

  62. Moi says:

    ****** @ FRANCESCO & LISA (ma anche :-) Tutti) *****

    Proviamo a ragionare dialetticamente :

    Diciamo che l’ Etica Laica “sulla carta” è chiaramente superiore all’ Etica Religiosa (Nobili Principii Fini s Sè Stessi VS Padre Padrone con Premi & Punizioni) però …

    Però … in termini di Eterogenesi dei Fini all’ Etica Laica le cose vanno sempre peggio che all’ Etica Religiosa :

    l’ Emancipazione Femminile diventa Carrierismo Puttanistico; il Diritto all’ Istruzione diventa Pierinismo Nerdofobico ;) ; l’ Emancipazione dal Patriarcato diventa Sindorme di Peter Pan di Massa; la Libera Coscienza diventa Svacco FanKazzista e così via …

    … come si speiga ? Com’è che le cose tanto perfette “sulla carta”, all’ atto pratico “vanno storte” ?!

    Il Popolaccio che non capisce un cazzo ?! Il Complottesimo Dietrologico su Berlusconi (o chi per Lui) ?! … Oppure c’ è dell’ altro ? Cosa, nel caso ?

    • Francesco says:

      Dio ci ama e l’etica che discende da Lui “funziona”, è fatta per noi

      l’autonomia umana, in odio a Dio, è presunzione e fallisce inevitabilmente

      e adesso speriamo che Lui non mi fulmini

      • Mauricius Tarvisii says:

        Questo ragionamento è valido e funzionante, ad una condizione: che Dio esista. Appare quindi completamente irrazionale a chi non ci crede.

        • Francesco says:

          ogni ragionamento sulla realtà può essere valido e funzionante solo se tiene conto della prima premessa, cioè che Dio esiste

          è che Lui occupa un sacco di spazio nella realtà, per cui ignorarlo rende un pò difficile parlare della realtà in modo valido e funzionante

          sennò mi tocca una pallosissima guerra contro le buone intenzioni del progressismo … posso esimermi?

          ciao

          PS hai ragione ma mi tengo il ruolo di clerico provocatore del blog

        • PinoMamet says:

          ” ogni ragionamento sulla realtà può essere valido e funzionante solo se tiene conto della prima premessa, cioè che Dio esiste

          è che Lui occupa un sacco di spazio nella realtà, per cui ignorarlo rende un pò difficile parlare della realtà in modo valido e funzionante”

          Mi pare una collezione di dichiarazioni indimostrabili.

          Puoi provarci, a dimostrarle, ovviamente.
          Ma non per non far perdere tempo né a te né a me, mentre io mi leggerò il Capitale, tu ti leggerai la Guida dei Perplessi di Maimonide, e capirai perché e quanto hai torto.

        • Francesco says:

          Pino

          dovrei dimostrare l’esistenza di Dio o la sua rilevanza?

          non ho ben capito

          grazie

          PS dopo Marx, consiglio Ricardo e Keynes

        • paniscus says:

          No, dovresti semplicemente spiegare perché tu assumi che tale certezza sull’esistenza di Dio debba essere evidente a tutti, basterebbe che cominciassi con quello…

    • Z. says:

      Uhm, bisognerebbe trovare esempi contrapposti (e virtuosi) di “etica religiosa”.

      Giusto per equibastonare tutti e tre gli schieramenti (anche se poi la Binetti per fortuna se n’è andata), viene in mente anzitutto Monti, che – fulminato sulla via di Bagnasco – cambia idea e decide di fare il politico a tutto campo, contendendo a Berlusconi il primato della demagogia e imbarcando persone demenziali e rivoltanti, come il ministro Balduzzi.

      Oppure la Binetti, appunto, che si vanta di portare il cilicio (!).

      E poi Formigoni: basta la parola.

      Insomma, nel mare magnum catto-cattolico la cialtroneria non è poi così rara.

      • Z. says:

        A proposito, visto che non emergeva chiaramente – il giudizio negativo sul Balduzzi è dovuto alla sperimentazione incredibilmente concessa a spese pubbliche, per evidenti ragioni di interesse elettorale, su una “cura” per malattie degenerative “ideata” da un signore laureatosi a Lettere e Filosofia.

        Certo, mi si rispondere che il Parlamento non ha fatto storie, e che la cosa non dispiaceva di certo neppure ai nuovi entrati a febbraio. Il che, naturalmente, è tutto vero.

      • Francesco says:

        Monti demagogico?
        Binetti nociva?

        non sono molto d’accordo

        F.

  63. Roberto says:

    “… come si speiga ? Com’è che le cose tanto perfette “sulla carta”, all’ atto pratico “vanno storte” ?!

    Semplice, gli esseri umani son deboli e fallibili per natura

    • Moi says:

      E quindi _ che “ci siano davvero” o meno le Divintà è secondario_ il Popolaccio va eterodiretto con Divintà delle quali l’ Elite può fare a meno ?

      ;)

  64. candy says:

    il ponte vecchio affittato per così poco: nessun rispetto per un paese così…

    • Francesco says:

      grazie a prescindere

      poi leggo

      ciao

      • Francesco says:

        letto.

        chi è che mi contestava la descrizione dell’Italia come un paese bolscevico con una Costituzione bolscevica e una Corte Costituzionale anche peggiore?

        per fortuna, Marchionne incasserà questa sentenza per quello che realmente è (nel senso marxiano di struttura): l’ennesima prova che in Italia non si può fare impresa. e chiederà un’altra fabbrica. facendo benissimo, che ne aprirà due altrove, impiegando meglio i fattori della produzione (K, L, T)

        il bello della realtà è che se ne fotte delle vittorie dell’ideologia

        e salutatemi la Presidenta della Camera

        • Z. says:

          Beh, se la CC è bolscevica non serve che lo sia anche la Carta, e viceversa.

          Se invece sono tutti ma tutti ma proprio tutti bolscevichi tranne te, allora è un po’ come la storia del tizio che guidava in autostrada urlando: “Uè, ma son tutti matti qua, guidano tutti contromano!”.

          Peraltro interpretare una sentenza (per non dire un ordinamento) sulla base dell’opinione di un giornalista del Manifesto mi pare, uhm, azzardato :D

        • Francesco says:

          Se solo la Carta fosse bolscevica, ce la potremmo lasciare alla spalle con una certa nonchalance, e vivere meglio.

          Ci si mette di suo la Corte, che non solo si attarda nel sottometterci alle norme bolsceviche della Carta ma peggiora le cose con la sua giurisprudenza.

          Io baso la mia ottimistica ipotesi della mia sanità mentale sul fatto che oltre le Alpi esistono altri umani, in effetti.

          OK, proverò a essere meno faceto:

          L’Italia è, in maggioranza, brezneviana. Vorrebbe essere pagata, per quanto poco e male, per aver fatto finta di lavorare. Poi tornare in un brutto appartamento, su una brutta auto o con un treno scassato, e mangiare così così mentre guarda la TV, sia pure in BN, e maledice qualche malefatta dei preti, dei padroni, dei fascisti, degli americani, dei comunisti, degli arbitri

          Chiede sicurezza e certezze, e che tutti stiano abbastanza male come lei

          Odia due cose sopra a tutto: il successo e il cambiamento.

        • PinoMamet says:

          L’Italia è soprattutto realista.

          Vorrebbe i treni belli e puliti e in orario, e quando vede che sono sporchi e in ritardo si incazza; si incazza ancora di più quando, dopo avergli detto che la privatizzazione li avrebbe migliorati, li trova più sporchi, più rotti, più in ritardo, e in più scopre che qualcuno ci ha lucrato sopra.

          Odia i padroni quando sono grami (purtroppo quelli italiani lo sono spesso), i preti quando sono corrotti e politicanti (idem), i fascisti perché abbiamo avuto il fascismo, i comunisti perché va bene tutto ma gli immigrati rompono il cazzo e i punkabbestia sono stupidi e sporchi, gli americani perché sono arroganti, prevaricatori, fanno quel cazzo che gli pare e vogliono ancora che gli dici grazie.

          Odia il successo quando non è meritato, il che purtroppo è un caso frequente, e il cambiamento quando è inutile o per il peggio (di solito, entrambe le cose).

          Gli italiani sono un popolo di disillussi che ha ancora la forza di continuare a illudersi (e sbaglia).

        • Francesco says:

          Pino

          potresti proporti come Italiano perfetto per i corsi di Antropologia Culturale “come l’Italia andò in rovina”, almeno tu ti salveresti!

          Non avevo precisato che l’italiano ha anche una serie di tristissimi luoghi comuni per giustificarsi le sue idee.

        • PinoMamet says:

          Tu li chiami luoghi comuni, io li chiamo constatazione della realtà.

          Io sono molto italiano, sì, e come Toto Cutugno “ne vado fiero”; per essere un italiano perfetto mi mancano però alcune cose:
          -sono indifferente al gioco del calcio;
          -non aspiro a essere tedesco, inglese, francese, americano… e non mi considero “nato in Italia per sbaglio, ma tedesco (o francese, inglese, americano…) dentro”

          ciao!

        • PinoMamet says:

          Però mi affascina, e va a tua lode, che, parlando sostanzialmente d’altro, tu abbia scoperto e individuato il mio amore per l’Italia “vintage”, diciamo così.

          Io volevo creare un movimento politico per il ritorno a quell’Italia lì!
          Ho già lo slogan:
          “Italia vintage: è ancora gol!”

        • Francesco says:

          Non vorrei dimenticassi che quella tua Italia ha un volto molto preciso: quello di Giulio Andreotti.

          E che è quella Italia che ha creato il meraviglioso monte di debito pubblico che schiaccia noi e (se non riescono a fuggire) i nostri figli.

          Non era un posto così bello, anche se c’erano Rivera, Mazzola, Riva e così via.

          Altro che realtà

          1) odio il successo (degli altri) e mormoro che è immeritato (me l’ha detto mio cuggino che quello è del SISDE)

          2) odio il cambiamento, chè dovrei cambiare anch’io, e allora sono sicuro che sarebbe per il peggio … evviva le nostre 100 province! e 9.000 comuni! e 630+315 parlamentari! e 8.999 aziende municipalizzate gestite da suo cuggino, che forse mi trova un posto

          viva l’Italia, in breve

      • PinoMamet says:

        Paesi diversi hanno avuto altre crisi economiche, e altri immani debiti pubblici, senza avere Giulio Andreotti.
        Che, è vero, è stato IL volto di quell’Italia.

        Invece non sono d’accordo con le tue idee sul successo e sul cambiamento.
        Io mi limito a occuparmi delle persone che conosco io, e noto che non sempre le più brave e meritevoli hanno avuto successo, mentre conosco delle persone “di successo” che sono dei veri idioti, e so anche come lo hanno avuto, ‘sto successo, mica me lo ha detto mio cugino.

        quanto al cambiamento, io ne ho visti per il peggio: non per me in particolare, ma in generale per tutti.
        O comunque ne ho visti molti di insensati, o folli, o mal realizzati.

        Per questo sono un conservatore, e forse un po’ un reazionario.

        Naturalmente non voglio tutta quanta l’Italia “de na vorta”.
        Mi va benissimo che stia attenta sulle spese pubbliche, che “attivi sinergie” con i privati (non: che smolli tutto ai privati, magari sottocosto), che sia più meritocratica e funzionante, meno immobilizzata dalla burocrazia, e più laica!

        Ma che diventi la brutta coppia degli USA, anzi, degli USA che ha in testa Marchionne, beh, no grazie.

        • Francesco says:

          nun c’è problema

          il modello alternativo è in mostra a Mogadiscio da anni

          F. o’ disfattista

          PS debiti pubblici così immani senza GiuliAndreotti? nun me pare

        • Francesco says:

          proprio come già sapevo (di mestiere non conto i merluzzi)

          l’unico paese industrializzato che sta peggio di noi è il Giappone, che è governato da Andreotti San da vari decenni

          spesa pubblica clientelare come se piovesse, categorie protette e amiche, politici furbi, bassissima efficienza del settore statale

        • PinoMamet says:

          Ti linko la “strisciata” di un paese a te caro, e governato da Reaganomics, mica da Andreotti:
          Stati Uniti Stati Uniti 105 2012 (stima) 107,18 2012 (stima) America del Nord

          paragone con Andreottiland:
          Italia Italia 120,9 2011 126,33 2012 (stima) Europa

          non mi pare ‘sta differenzona tale da far dire che loro sono così virtuosoni…
          in confronto, siamo molto più virtuosi noi dei giapponesi.

          Ma magari mi sbaglio: io di mestiere non conto i merluzzi.

        • Francesco says:

          parliamo dell’oggi? degli States del pavido Obama?

          confermo un dato disastroso di debito pubblico, pare che a governarli sia direttamente Ciarrapico

          però è un miracolo per come hanno fatto in fretta, noi c’abbiamo messo decenni

          epperò quelli non sono gli USA modello Marchionne, che è manager serio e tiene i conti in ordine

          sono sempre gli USA, modello “pescecane così avido da distruggere tutto”, roba che neppure Engels o Capanna

  65. habsburgicus says:

    evviva le nostre 100 province!

    In verità, nessuno lo dice, andrebbero abolite le Regioni, altro che le province !!!..
    Il modello adatto all’Italia (ok, all’inizio fu sbagliato, ma l’Unità è andata nel modo pessimo di cui abbiamo già parlato, non possiamo farci nulla) è Roma-province (rette da un prefetto con grandi poteri come sino al 1970) e basta !
    Le Regioni sono fonte di sprechi e corruzione…
    Il miracolo economico ci fu nell’Italia ancora centralista :D

    • PinoMamet says:

      OAAH
      (occasione annuale di accordo con Habsburgicus)

    • Francesco says:

      altri tempi e nessun beneficio al Sud, se ben ricordo

      accorpare le regioni, sterminando quelle piccole

      creare poche mega-provincie, molto poche

      delegare alle regioni molti poteri e molta responsabilità

      tenere a Roma alcuni poteri, liberi da ogni condizionamento locale

    • Mauricius Tarvisii says:

      Le provincie vanno abolite domani: cento enti, molti dei quali con un territorio e una popolazione infinitesimali, impossibili da controllare… E anche i prefetti, chi li controlla? E’ impensabile che a Roma riescano (e vogliano) controllare tutta la periferia.
      In ogni caso, il boom si è concluso all’epoca della diffusione dei jeans: quel popolare modello di pantaloni che ruolo avrebbe avuto nelle vicende macroeconomiche?

      • Francesco says:

        si è accompagnato alla fine dell’elemento decisivo del boom: la voglia di lavorare

        F. o’ reazionario

      • Z. says:

        Le province possono certamente essere superate, ma quelle funzioni dovranno essere svolte e quegli stipendi dovranno essere pagati.

        Sicché il risparmio – che beninteso ci sarebbe – non sarebbe certo dell’ordine di grandezza (furbescamente) annunciato da alcuni.

        Non dico che sia una riforma inutile: in prospettiva utile lo è, a mio avviso. Ma è una riforma che – come tutte le riforme – costerà, e temo che i costi non rientreranno così in fretta come molti vorrebbero.

        • Francesco says:

          potrebbe essere l’occasione per verificare quali sono le funzioni, quali sono utili, e dimensionare l’occupazione di conseguenza

          mi stupirei molto se non ci fosse un drastico calo

          inoltre ci sarebbe un livello in meno di decisione/controllo/perdita di tempo, che è un bel guadagno

        • Mauricius Tarvisii says:

          In Veneto le statali sono strade regionali. Accorpare l’ufficio che si occupa delle strade della Provincia di Treviso all’ufficio che si occupa delle strade della Regione Veneto se non dimezza i costi, quantomeno li riduce di una bella percentuale.
          L’unica funzione veramente propria della provincia di cui non si occupano altri enti territoriali è l’edilizia scolastica.

        • Z. says:

          Credo dipenda da provincia a provincia. Due anni fa sentii un discorso del presidente della provincia di Belluno – se ricordo bene. Elencava tutti i compiti a carico del suo ente, mostrando come alcune funzioni che la provincia di Belluno doveva svolgere: funzioni per lo più connesse al territorio alpino, che quindi non interessano – ad es. – la provincia di Rovigo.

          Insomma, la semplificazione degli oneri amministrativi va benissimo, solo non ci si deve aspettare che si cominci facendo immediatamente cassa. Anzi, probabilmente all’inizio lieviteranno. La semplificazione, purtroppo, non è mai gratis.

          E poi non aggiungo altro, ché di sti tempi beccarsi una condanna per reati d’opinione è un lampo :D

        • Mauricius Tarvisii says:

          Be’, lasciamo perdere la provincia di Belluno, dove tra provincia, comuni, comunità montane e consorzi vari sembra che ogni singolo aspetto della vita organizzata abbia un proprio ente competente. :-D

          Certo, la provincia ha compiti di tutela del territorio… che però ha anche la regione (mi pare fosse una delle competenze della vecchia formulazione del 117, se non vado errato, quindi roba molto “antica”).

  66. maria says:

    a proposito di treni, ieri un pendolare in arrivo a santa maria novella ha presso una sportellata in capo, sì lo sportello interno si era staccato improvvisamente, e non è la prima volta, mi direte, per forza, cosa ti vuoi aspettare da un regionale, giusto ma io una volta sulla freccia rossa capitai in un vagone dove non funzionava l’aria condizionata e i gabinetti erano in condizioni poco igieniche, e meno male che con la privatizzazione delle ferrovie le cose sarebbero andate meglio…

    Intanto si continua a progettare nuove stazioni dell’alta velocità, pare che quella di bologna inaugurata in pompa magna alcuni giorni fa facesse acqua da tutte le parti, ma che vuol dire, ci si deve modernizzare no? se poi i treni locali sono in condizioni penose saranno k. di chi li prende…

    • Francesco says:

      come funziona all’estero? per Moretti, capo di Trenitalia, lì semplicemente pagano biglietti molto più cari

      lui fornisce un servizio corrispondente al biglietto

      se non è vero, suona verosimile

      • PinoMamet says:

        Peccato che non sia vero:

        http://www.seat61.com/uk-europe-train-fares-comparison.html

        insomma, un’altra bella bufala come quella delle “autostrade italiane meno care in Europa”
        (quando per andare da Parma a Bologna 1 volta, spendo quanto mi consente di viaggiare in Austria per 10 giorni…)

        ma non posso lamentarmi, perché se sono privati (manager o Benettoni che siano) per Francesco sono automaticamente santi.

        • paniscus says:

          Peccato che non sia vero:
          http://www.seat61.com/uk-europe-train-fares-comparison.html
          insomma, un’altra bella bufala come quella delle “autostrade italiane meno care in Europa”

          O come quella degli insegnanti che lavorano troppo poco, e che quindi dovrebbero essere costretti ad aumentare l’orario di lavoro “per adeguarsi all’Europa”… e poi si scopre che l’orario di lavoro degli insegnanti di tutta Europa è perfettamente confrontabile col nostro, e semmai anche mediamente un po’ meno.

          Lisa

        • Francesco says:

          forse sarebbe stato meglio studiare prima di linkare …

          io ho letto che:

          1) i prezzi dei biglietti in Inghilterra, dove le ferrovie sono private per davvero, sono più bassi che in Italia

          2) quelli italiani vengono subito dopo e sono molto più bassi che in Francia o Germania

          insomma, essendo bassi da noi per decisione politica e non per effetto di concorrenza, hanno come conseguenza che non permettono di offrire un servizio decente – bassa efficienza implica alti costi

          gli altri europei continentali hanno bassa efficienza ma alti prezzi, per cui il servizio è buono

          gli inglesi hanno alta efficienza, bassi prezzi, servizio buono

          ma forse ho letto male io

          :D

        • Francesco says:

          PS

          1) a me i Benetton non piacciono, santo sarà GP2

          2) pare che abbiano ottenuto le concessioni autostradali a prezzi troppo bassi e che non facciano gli investimenti previsti

          ciao

        • paniscus says:

          1) a me i Benetton non piacciono, santo sarà GP2

          GIAMPAOLO DUE.

          Si dice “Giampaolo Due”.

          Possibilmente, scritto tutto attaccato e con la M eufonica invece della N.

          Fa tutto un altro effetto :)

          Lisa

        • PinoMamet says:

          ” 2) quelli italiani vengono subito dopo e sono molto più bassi che in Francia o Germania”

          è perchè hai letto male.
          Se rileggi vedrai che, prenotati un mese in anticipo, i prezzi inglesi sono i più economici, quelli francesi più econimici di quelli italiani in certi orari, più costosi in altri, quelli tedeschi più costosi;
          prenotati per domani, all’incirca la stessa cosa;
          viaggiando oggi, i più economici sono gli italiani e i francesi “tradizionali”, quelli inglesi invece aumentano di parecchio;

          in pratica, i treni più economici in Europa sono quelli inglesi, prenotando prima, oppure, in generale, quelli francesi “tradizionali”, il cui costo è leggerissimamente inferiore a quello dei treni italiani.

          da notare la conclusione, che linko perché meritevole:
          “So the next time someone says (or you read) “Britain has the highest rail fares in Europe”, you’ll know this is only 15% of the story. The other 85% is that we have similar or even cheaper fares, too. The big picture is that Britain has the most commercially aggressive fares in Europe, with the highest fares designed to get maximum revenue from business travel, and some of the lowest fares designed to get more revenue by filling more seats. This is exactly what airlines have known, and been doing, for decades. But don’t take my word for it, see for yourself, check some UK train fares at http://www.nationalrail.co.uk... ”

          a quando una simile analisi anche per l’Italia??

          PS
          quanti merluzzi hai preso, oggi?

        • Mauricius Tarvisii says:

          I regionali francesi, però, costano molto di più di quelli italiani (lo dico per esperienza personale).

        • Francesco says:

          avevo scorso i biglietti, per la Francia mi ero fermato ai TGV, colpa mia … sai questi maledetti merluzzo stancano la vista

          a parte essere un inno alle ferrovie inglesi, cosa dovevi dimostrare?

          che Moretti non sa vendere i posti sui treni, il che pare proprio vero

          punto tuo

          PS ma i treni inglesi sono privati o pubblici adesso? come mai quelli tedeschi costano tantissimo? quelli francesi li sovvenzi0na lo Stato?

        • PinoMamet says:

          Dovevo dimostrare che non è vero che “le ferrovie italiane sono le più economiche”.

          E ti ringrazio, tra l’altro, della tua correttezza intellettuale nel riconoscermi il punto.
          (Mi proverò a leggere il Capitale, davvero: chissà che non diventi meno comunista ;) )

          ma in generale, non credo molto alla correttezza di affermazioni generali tipo “costiamo meno”- o più “lavoriamo meno” – o più- e così via: a parte quando sono proprio false (come l’esempio delle Autostrade, o quello dell’orario degli insegnanti di Lisa) spesso sono realtà complesse che è difficile comparare.

          Uno dice i treni, sì, ma quali, in che fascia oraria, su quali percorrenze, chi li usa di più, quale servizio…?

          insomma, dire “costiamo meno” mi sembra che lasci un po’ il tempo che trova.

          ciao!!

        • Francesco says:

          beh, però se rinunciamo a questi difficili confronti facciamo la gioia di sindacalisti, manager, formitori, che possono fare i loro porci comodi

          deve essere possibile capire se
          1) il servizio fornito è buono
          2) il costo è ragionevole
          3) il prezzo praticato è ragionevole

          se non è possibile, si finisce nella totale rovina economica e/o nell’imporre il Mercato, che quei conti li sa fare benissimo (però delle ragioni della Politica, anche quando ne ha, se ne fotte)

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” beh, però se rinunciamo a questi difficili confronti ”

          io dico proprio il contrario: non rinunciare, ma incentivarli, questi benedetti confronti!

          e non fidarsi della prima bubbola pro domo sua di qualche capo, manager o amministratore… ;)

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