Operosi Imprenditori Toscani

“Non credo faccia parte del DNA di un vero imprenditore l’opzione di fermarsi davanti agli ostacoli, anche quelli più difficili.”

Leonardo Ferragamo, Consigliere delegato Ferragamo Spa

In questa intervista, Leonardo Ferragamo – in posa imprenditoriale per la foto – spiega che bisogna “saper tramutare i timori in nuove opportunità”.

E non si può dire che gli imprenditori toscani non sappiano farlo, in maniera assai creativa.

Vi ricordate come qualche  anno fa, ho passato quasi un mese a insegnare inglese in una fabbrica di pannelli solari alla periferia di Firenze?

Incontro il Capitano, che attualmente fa il giardiniere e il cuoco e aggiusta motori quando capita. Mi racconta che uno dei padroni, dopo essersi intascato trenta milioni, è scappato alle Isole Cayman, l’altro in Argentina.

Una signora che ha un’agenzia di traduzioni, persona onestissima, mi aveva commissionato il lavoro, pagato con fondi europei. Che lei non ha mai visto. Per saldare le nostre fatture, avrebbe dovuto vendere la casa, ma fortunatamente qualcuno di noi è stato comprensivo, e ha aspettato tre anni, quando lei è riuscita a vendere la sua agenzia per pagarci. Degli operai, non ne parliamo.

La cosa interessante è che quando ci andavo io, gli operai erano tutti in cassa integrazione e non lavoravano; arrivavano ordini a raffica – i pannelli solari erano di gran moda – ma i padroni facevano in modo che mancassero i materiali.

Nulla di insolito. La mia amica Laura mi racconta di quando lavorava a una gelateria, che poi fu comprata da un signore che la fece fallire sistematicamente, usando lo stesso trucco di non rifornirla.Né io né Laura sappiamo perché, ma possiamo essere certi che lo sappia il signore in questione.

Alla fine, Laura fu licenziata, e dovette andare in tribunale per farsi dare, a fatica, qualche migliaio di euro. Durante la causa, scoprì che il padrone possedeva, a nome proprio, della moglie e di una rete di parente, una quantità spropositata di locali a Firenze.

Quando arrivi a Firenze da Impruneta, puoi ammirare un vasto cantiere, che da cinque anni rosicchia la collina. E’ sigillato da oltre un anno, quando la Procura scoprì che era in gran parte abusivo, e oggi raccoglie erba e sporcizia. Di fronte, un enorme tunnel, incominciato da anni, dove capita di rado vederci qualcuno che ci lavora.

Ultima notiziola, poi chiudo. Venerdì mattina, è stato chiuso lo stabilimento della Richard Ginori, perché hanno scoperto nei sotterranei una gran quantità di fusti, risalenti agli anni cinquanta, pieni di materiali radioattivi. In sessant’anni, nessuno si è preso la briga di capire che roba era.

Ah, adesso c’è un altro signore, con una sfilza di condanne che evidentemente gli sono scivolate come l’acqua sulle piume di un candido cigno, che sta per innalzare un palazzone non distante da noi.

Tre anni fa, il nostro sindaco proclamò:

“Un piano strutturale «tra i più innovativi della storia del nostro Paese, il primo in Italia a “volumi zero”: noi diciamo stop al consumo del suolo», puntando su uno «sviluppo non in contrasto con la sostenibilità» attraverso «il recupero e il riuso». Lo ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi (Pd), intervenuto oggi in consiglio comunale per presentare il Piano strutturale”

Ne è scorso di cemento nelle betoniere, da allora.

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544 Responses to Operosi Imprenditori Toscani

  1. Francesco says:

    Miguel

    ma tu hai un talento particolare per attirare i truffatori?

    è siete voi lì in Toscana?

    perchè la truffa è un’attività con un risultato netto sociale negativo, e in questo sta la sua differenza rispetto a un’impresa vera

    quindi il fatto che io non sia ancora morto di fame implica che non tutto è truffa

    PS poi, a volte te le vai a cercare, perchè i pannelli solari te li raccomando

    ciao

  2. Sarebbe il caso di chiamarli prenditori, da oggi in poi.
    La chiarezza prima di tutto.

    • Francesco says:

      chi?

      perchè è l’identificazione sociale della categoria (e il suo vero ruolo economico) la chiave del giudizio

  3. Rock & Troll says:

    Sono i risultati della mentalità assistenzialistica, clientelare e familista italiana.
    Aggiungiamo il perdonismo e il buonismo, che prosperano soprattutto a SINISTRA.
    Invece nei paesi autenticamente LIBERALI queste cose non succedono, ad esempio negli Stati Uniti dove criminali e fannulloni finiscono dove meritano, in galera, e chi vuole lavorare seriamente non ha intralci burocratici.
    Ma negli Stati Uniti i giudici comunisti che risolvono le cose a pacche sulle spalle non esistono, e non esiste nemmeno lo stipendificio del pubblico baraccone, che si chiami Italia o Unione Europea.
    Nei paesi seri o lavori come si deve o ti attacchi.

    • Andrea Di Vita says:

      Per RT

      Traduzione: la colpa dei furti è dei Magistrati che se la prendono coi ladri.

      Stabat superior lupus…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Andrea, credo che qui il nostro pittoresco amico si riferisse ai giudici troppo garantisti, non a quelli troppo giustizialisti.

        • Andrea Di Vita says:

          Per Peucezio

          Lo credo bene. Il punto è che un Magistrato deve interpretare la legge, non farla. Di conseguenza, il migliore dei Magistrati non può mai dimostrare più buon senso del più cretino dei legislatori. Se la legge è fatta da politici avvocati che la scrivono apposta per consentire mille scappatoie ai delinquenti loro clienti, il Magistrato non può farci nulla. Non è il Magistrato ad essere buonista, è il legislatore ad essere in mala fede. Credimi sulla parola: ci sono certe buffonate, nelle leggi, da far piangere gli angeli.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          In generale è vero.
          Però è anche vero che, all’interno del margine di discrezionalità che i magistrati hanno, tendono sempre ad essere indulgenti verso la criminalità comune e meno indulgenti verso i colletti bianchi (ammenoché non si tratta di toccare certi “santuari”).
          Il che apparentemente obbedirebbe a una logica anticlassista: il delinquente di strada si presume sia un povero, il colletto bianco no e ruba di più.
          Però, partendo dalla considerazione che criminalità violenta e corruzione sono entrambi due mali endemici un po’ in tutte le società, l’allarme sociale causato dalla prima è senz’altro più alto rispetto a quello della seconda e inoltre la prima ricade prevalentemente sulle classi medio-basse, mentre chi può permettersi di vivere in certi quartieri protetti, di avere antifurti (e comunque se gli rubano qualocosa se ne frega, perché è ricco), scorte ecc., al massimo può temere che gli rapiscano il figlio, cosa che ormai è rara.

        • Francesco says:

          che il magistrato non debba fare la legge è un mantra della destra da quasi 50 anni

          che cosa succeda in realtà, non oso immaginarlo

        • Z. says:

          Peucezio,

          –Però è anche vero che, all’interno del margine di discrezionalità che i magistrati hanno, tendono sempre ad essere indulgenti verso la criminalità comune e meno indulgenti verso i colletti bianchi —

          Cioè, fammi capire. Stai facendo della satira e io non me ne sono accorto (sono tardo e ultimamente anche un pochino provato, sarà l’età che avanza)?

          O credi davvero in quello che hai scritto? :lol:

        • Z. says:

          Francesco,

          — che il magistrato non debba fare la legge è un mantra della destra da quasi 50 anni —

          Veramente è un “mantra” di qualsiasi ordinamento di civil law, quanto meno da Napoleone ad oggi: un “mantra” che con destra o sinistra ha poco a che vedere. A meno che non si voglia sostenere, chessò, che la Francia è essenzialmente “diddestra” e gli Stati Uniti sono essenzialmente “dissinistra”.

          Se ti riferisci ai partiti italiani, invece, è ancora più semplice: ogni partito vorrebbe che l’applicazione della legge fosse distorta secondo i propri interessi e fini politici. Certo: non tutti allo stesso modo, non tutti con la stessa intensità. Basta guardare con che frequenza i diversi governi hanno inviato gli ispettori con finalità propagandistico-minatorie. Resta però il fatto che non è stato un solo schieramento a mandarli, e che in tutti i casi di cui sopra – nessuno escluso – sono tornati a mani vuote. E che in ciascun partito c’è stato, almeno una volta, un cialtrone che ha chiesto “pene esemplari”, spesso a carico di indagati rivelatisi estranei ai fatti contestati.

        • Francesco says:

          x Z

          mica vero

          la Sinistra ha plaudito alle più smaccate acrobazie dei giudici progressisti per stendere, stirare, allargare e distorcere il dettato della legge in senso progressista

          in Italia il fenomeno è macroscopico

          non sto parlando del giustizialismo, che è robaccia bipartisan, cialtrona, forcaiola e faziosa

          ciao

        • Z. says:

          Quali sarebbero le “smaccate acrobazie” a cui ti riferisci?

          Perché di “acrobazie” ne ho viste parecchie, da parte dei giudici di pace in materia di immigrazione. E mai, mai una volta che si sia levata una protesta da destra, in difesa del Sacro Principio Giuscontinentale secondo cui “il magistrato non deve fare la legge”. Anzi.

          Chissà come mai :D

        • Z. says:

          …e intendo “da parte di ALCUNI giudici di pace”, sia chiaro. Mica di tutti. Molti di loro sono eccellenti professionisti, nonostante le incredibili ristrettezze in cui si trovano a dover lavorare, che superano addirittura quelle in cui versano i tribunali.

          Leggasi: niente fogli per il verbale, niente penne per scriverlo, pochi PC per dattiloscrivere le sentenze, niente fonoregistrazione alle udienze con testi. Per risolvere quest’ultimo problema alcuni di loro verbalizzano le risposte scrivendo al volo sul proprio laptop personale, mentre il teste risponde, e poi chiedono al teste di confermare a fine deposizione. Tutti loro o quasi, temo, devono acquistare i codici aggiornati a spese proprie.

          Ma tutto questo alla destra va più che bene. E non mi pare che la sinistra, ad oggi, si sia interessata del problema.

        • Francesco says:

          pensavo a giudici che stanno un pochino più in alto nella catena alimentare della specie

          e ti prego di non accumunarmi ai politicanti di destra, specie che aborrisco in genere, con poche eccezioni

        • Z. says:

          Francesco,

          — pensavo a giudici che stanno un pochino più in alto nella catena alimentare della specie —

          Ti prego, non mi diventare criptico come Moi. Non sono mai stato particolarmente sveglio manco da ragazzino, figurati ora che ho un’età. Fammi qualche esempio concreto!

        • Francesco says:

          Qualche giudice (costituzionale?) avrà stabilito che l’obiezione di coscienza era praticabile alla faccia della Costituzione, immagino.

          E se avessi voglia potrei trovare altri esempi simili ma credo che ADV li abbia meglio sottomano.

          E non parlo delle stroznate che stannmo dicendo oggi sulla legge elettorale.

        • Z. says:

          Uhm, la costituzoine proibisce l’obiezione di coscienza? Tipo, costringe i medici a praticare aborti?

          Una tesi originale ma ad occhio un pochetto estrema – ti ricordi chi l’abbia sostenuta e dove, e magari come l’abbia argomentata?

        • Francesco says:

          mi riferivo alla naja, naturalmente

    • daouda says:

      Gli u.s.a. sono il baluardo del consumismo marxiano, del monetarismo collettivista , del libertinismo progressista e vieni a scrivere ste cacate…

      • Francesco says:

        Senti, qui ti si vuole bene ma quella del consumismo marxiano è una puttanata bella e buona.

        Quell’ebreo moralista era buono a qualsiasi cosa ma non a immaginare un paradiso terrestre consumista.

        So che ti piace far passare il mondo per una massa di idioti ma per la millesima volta ti si chiede: cosa vuol dire che gli USA sono il paese guida del socialismo? perchè solo tu te ne accorgi?

        • daouda says:

          Il marxismo è individualista, idealista e consumista per natura. Il resto è lotta di classe e collettivizzazione economica. Studialo.

          Gli U.s.a. sono quel che dico perché gli americani statunitensi, da Hamilton, a Spooner , a Chodorov, a Nisbet, a Davidson, a Mises, a Nock, a Kirk, a McCarthy, a Taft si sono avveduti da loro stessi.

        • Francesco says:

          Il marxismo …

          come no, adesso sulla tua parola torno ai sacri testi e li rileggo al contrario, magari a lume di candela. facciamo così: suggerisci come si conciliano “lotta di classe” e “individualismo, idealismo”, magari pure “consumismo” e “collettivizzazione” e POI ne riparliamo.

          Gli U.S.A. [in italiano si scrive così] …

          spiacente ma io sono un 68ino e i nomi altisonanti mi fanno un baffo, siamo una generazione iconoclasta. Quindi tocca a te spiegare (vabbè,come no)

          Saluti e buone finali NBA

        • daouda says:

          Ué ué

        • daouda says:

          Semmai buone finali per lo scudetto in Italia, su Rai sport 1 alle 20.15

        • Francesco says:

          buone un …..

          Siena è mentalmente di un altro pianeta :(

        • daouda says:

          Da 3 sono stati ( Siena ) una cosa impressionante, ma Roma anche se ha meno possibilità, sicuramente se la combatte.

    • lello says:

      certo troll, gli stessi stati uniti dove le lobbies indirizzano la politica del governo. certo, certo, troll.

  4. Per Francesco

    “perchè la truffa è un’attività con un risultato netto sociale negativo, e in questo sta la sua differenza rispetto a un’impresa vera”

    Un’impresa vera è un’attività che richiede un certo rischio, attuata per fare più soldi di quelli strettamente necessariamente per sopravvivere.

    Il resto riguarda i campi particolari in cui l’imprenditore ha maggiore o minore abilità.

    • Francesco says:

      sbagliato, totalmente sbagliato

      aiuta a capire il senso dell’emigrazione tra USA e Messico, però

      ciao

  5. Per Rock & Troll,

    ah, ho capito, sono i comunisti che mandano assolti gli imprenditori.

    Piuttosto, aspettavo una tua risposta sulla domanda per chi tifi: Erdogan o Fethullah Gulen?

    Tra Erdogan e i Lupi Grigi, avevi già risposto in modo chiaro ed esauriente.

    • Pietro says:

      Il discorso di Rock & Troll e’ meno campato per aria di quanto sembra. Sta dicendo che in Italia una certa sinistra che da sempre ha fortissime responsabilita’, dirette o indirette, di governo del paese e’ ostacolo ad un’evoluzione liberale.
      In effetti la religione cattolica ed il comunismo hanno creato un connubio in cui si vuole comandare ma con i cittadini felici. Una dittatura del sorriso. Senza la laicita’ di una dittatura e basta (al massimo con i preti a benedire). Mi sembra sia anche una delle profonde differenze tra nazismo e fascismo. Nella mia mente prende sempre piu’ corpo l’idea del PD come vero partito statalista conservatore ed erede della DC (ma con piu’ cattiveria bolscevica) e Berlusconi come elemento rivoluzionario. Anche se una rivoluzione che sovverte ma per peggiorare le cose, avanguardia della borghesia invece che del proletariato. Ho dubbi su chi sia piu’ “italiano” (penso sicuramente Berlusconi) ma resta il fatto che entrambi gli schieramenti sono americanizzati. Forse Grillo e’ l’unico vero italiano, ed infatti il popolo lo ha schifato appena non ha preso il potere… Bho…

      • Peucezio says:

        D’accordo su tutto, tranne sulla “borghesità” di Berlusconi, almeno sul piano antropologico. Ma anche sul piano economico: non direi che fa gli interessi della borghesia (ammesso che esista più una borghesia in Italia): fa gli interessi dei piccoli imprenditori e dei loro operai, mentre la sinistra fa quelli di statali, grandi imprenditori e loro operai.

        • Z. says:

          Ehm, se si eccettua il sostegno alla difesa delle rendite di posizione di alcune categorie proprio mi sfugge in che modo Berlusconi abbia fatto gli interessi dei piccoli imprenditori. E addirittura, nientemeno, dei loro operai. Hai mica qualche esempio concreto, così mi aiuti a capire meglio?

    • Andrea Di Vita says:

      Per Pietro

      Todos caballeros? No. Tutti colpevoli, nessun colpevole. La conventio ad excludendum anti-PCI ha impedito ogni ricambio per decine di anni nel dopoguerra. Il risultato è stato che, indipendentemente da ogni ideologia, la gran maggioranza delle mele marce sono finite dalla parte della DC e dei suoi alleati come le mosche al miele. Ne seguì che tutti quelli che volevano un’Italia decente finivano prima o poi col spostarsi verso PCI e affini.

      Chi, debitamente indottrinato da decenni di informazione a senso unico, tremava al pensiero dei Comunisti che mangiano i bambini ha finito di fatto col sostenere quelli che non potevano non sapere, stile andreotti e affini, proprio col continuare a ripetersi il comodo alibi del ‘tanto sono tutti uguali’.

      Tangentopoli non è stato che la crisi finale di quel sistema corrotto, i cui manutengoli ovviamente non vogliono mollare. Alcuni si sono nascosti dietro un conflitto di interessi unico al mondo. Altri hanno finito col riversarsi fra gli eredi di quel PCI che ha fatto l’errore di vergognarsi della propria storia dopo la caduta del Muro – come se la vergogna fosse una categoria della politica.

      Sono vent’anni che ci crogioliamo in un passato che non vuol passare. L’Italia è come un vivo legato a un cadavere in putrefazione: o se ne libera o marcirà con esso.

      Non tutto è perduto. Alla fine, forse, più che la rivoluzione potrà l’anagrafe.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        “di quel PCI che ha fatto l’errore di vergognarsi della propria storia dopo la caduta del Muro”

        Vergognandosi, ma come se riguardasse altri, con la “vergüenza ajena”, come la chiamano gli spagnuoli.
        Allora, hai sbagliato tutto, cambia mestiere, datti al giardinaggio, lascia la politica. Invece no, con la stessa arroganza e sussiego con cui prima criticavano il fascismo, adesso criticano anche il comunismo in nome dell’americanismo dei diritti individuali ecc. Purché sia il comunismo altrui e ancora operante, per cui Kim Jong Un, Castro, la Cina e anche il Venezuela non vanno bene perché osano opporsi alla democrazia ricchiona di americani e affini, ma quando erano comunisti loro, in Italia, andava bene.

        • mirkhond says:

          non vanno bene perché osano opporsi alla democrazia ricchiona di americani e affini, ma quando erano comunisti loro, in Italia, andava bene.

          :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :) :)

        • mirkhond says:

          A parte la Corea del nord, di cui so poco o nulla, e che perti aspetti mi fa spavento come l’Albania dello zio Enver, concordo con Peucezio sulla deriva liberal-libertina del fu PC italiano…
          Un vero schifo….

        • mirkhond says:

          per certi aspetti ecc.

        • Andrea Di Vita says:

          per peucezio

          Le parole ‘via nazionale al socialismo’ proprio nn hanno lasciato nessuna traccia…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          per carità, non voglio mica prendere a modello la Corea del Nord. Fa comodo a noi un cane arrabbiato di quel genere, ma molto meno ai poveri coreani del nord.
          Però devo dire che ho più rispetto di quel pazzo di Kim Jong Un che di Marino, Vendola ed Epifani.

        • Francesco says:

          Peucezio

          per me c’è una confusione tra “democrazia” e “ricchiona” che ti spinge a svalutare la prima per antipatia alle pretese dell’ArciGay.

          Mi pare un grave errore concettuale.

          Ciao

      • Francesco says:

        Andrea

        ogni volta che ti leggo, mi chiedo quale strada potrebbe mai qualche elemento di realtà dovrebbe trovare per intrufolarsi nella tua testa

        per fortuna la politica è sopravvalutata, laonde cui viviamo benissimo lo stesso

        :D

      • Francesco says:

        scusa ma mi manca una chiara coscienza di chi sarebbe il vivo, nella tua metafora

        puoi aiutarmi?

        grazie

      • Francesco says:

        “decenni di informazione a senso unico”

        ammesso e non concesso che diamo a decenni lo stesso significato, a quali decenni ti riferisci?

        :O

  6. nic says:

    @ gli operai erano tutti in cassa integrazione e non lavoravano; arrivavano ordini a raffica – i pannelli solari erano di gran moda – ma i padroni facevano in modo che mancassero i materiali

    Miguel,
    per una volta che scovi dei padroni realmente eco-descrescisti, disposti persino all’esilio pur di non contaminare con tonnelate di batterie tossiche il bel paese; determinati a difendere ad ogni costo il tempo libero e la salute dei propri operai dalla alienazione della fabbrica e dalla silicosi invece di sacrificarli ad una insana e bizzarra moda passeggera, ti lamenti pure!

    Ma chi ti capisce?! Ce ne fossero tanti di padroni cosí! in Argentina li aspettiamo a braccia aperte :-)

  7. Per Francesco
    chi? perchè è l’identificazione sociale della categoria (e il suo vero ruolo economico) la chiave del giudizio
    La tua chiave di lettura è forse “fischi per fiaschi”?
    Se prendo soldi non miei ho varie strade:
    1) li restituisco (mi sono comportato da ladro);
    2) non li restituisco (ladro conclamato);
    3) li uso e chi ha perso quei soldi si ritrova con un beneficio maggiore della momentanea perdita (eventuale imprenditore).
    Il prenditore è la scimmia dell’imprenditore, se proprio hai bisogno di categorie.

    Per Andrea
    Ne seguì che tutti quelli che volevano un’Italia decente finivano prima o poi col spostarsi verso PCI e affini.
    Scambiando il contenitore per il contenuto; tipico effetto di un vuoto interiore e di una religiosità esteriore.
    Se poi ti chiedi il perché i comunisti (bada bene, quelli al potere) abbiano mostrato vergogna del proprio passato, è proprio perché essendo dei simulacri vuoti hanno lasciato spazio al nuovo ventriloquo: dall’URSS alla NATO.
    E ogni religione che si rispetti vuole atto di contrizione per i peccati passati, affinché si veda pubblicamente chi ha segnato l’ultimo gol.

    • Peucezio says:

      Ioo in realtà quest’atto di contrizione non l’ho mai visto, comunque è verissimo ciò che hai detto. Ora sostengono gli Stati Uniti con lo stesso spirito dogmatico, stalinista e togliattiano con cui una volta sostenevano l’URSS.
      Con una differenza fondamentale, che l’URSS la sostenevano a parole, ma la rivoluzione mica l’hanno fatta, mentre adesso la Nato la sostengono fattualmente. Il risultato è che sia allora che oggi abbiamo sempre gli americani fra le palle.

      • Francesco says:

        per fortuna

        anzi, forse anche qualcosa di più

        :D

        • giovanni says:

          stiamo anche fallendo, proprio perchè essere una colonia implica necessariamente avere al governo non politici interessati al bene del popolo, ma solo servi dei padroni, che quindi non hanno la minima idea di cosa fare quando le cose vanno male. Che gran fortuna!

        • Peucezio says:

          Non è che avrei voluto la rivoluzione bolscevica in Italia, ci mancherebbe. Io sarei stato dall’altra parte ovviamente.
          Però alla fine è un gioco a somma zero.
          La Russia si è occidentalizzata solo in momenti diversi, prima con Lenin (divorzio libero, calendario gregoriano e il resto delle cagate), poi con Gorbačëv: consumismo, Coca Cola, mafia… Noi invece l’abbiamo fatto tutto insieme negli anni ’50 – ’60. Ora i paesi dell’Est stanno più indietro di noi, ma la differenza si sta colmando molto velocemente, quindi fra un po’ saremo indistinguibili.

          Invece mi ricordo quel libro di De Crescenzo in cui un popolano napoletano caldeggiava l’adesione al PCI e l’entrata nel Patto di Varsavia, perché così se fosse scoppiata la Terza Guerra Mondiale, anziché dai russi o dai cinesi saremmo stati fatti prigionieri dagli americani e lui si immaginava già la prigionia a Miami Beach con belle donne ecc.

        • Francesco says:

          Domandina: l’occidentalizzazione, o decadenza, o introiamento, è frutto di

          1) il Peccato originale
          2) il Complotto dell’Ebreo metafisico
          3) il Destino Cinico e Baro che ha distrutto l’URSS
          4) Magneto e la Confraternita dei Mutanti malvagi
          5) la stupidità del volgo
          6) il CAF che ha sconfitto Berlinguer, ucciso Moro e impedito al Torino di vincere lo scudetto
          7) …….

          non sia mai che discenda dal desiderio di libertà e benessere innato negli essere umani e sempre realizzato in modo limitato e imperfetto nel mondo

        • Peucezio says:

          Il desiderio innato degli esseri umani sarebbe quello di violentare una bella donna, appena la vedono per strada, di ammazzare un vecchio per rubargli cento euro, di avere degli schiavi al proprio servizio, con diritto di infliggere loro la morte se una volta rispondono male, di pestare a sangue un passante perché ha la faccia antipatica.
          Questo è il desiderio di libertà innato negli esseri umani.
          Pensa quanto sono oppressive e figlie di puttana le istituzioni, che opprimono la libera autoespressione degli individui!

        • Francesco says:

          beh, no, quelle sono perversioni dei desideri innati, colpa del numero 1

          i desideri del cuore educato non portano alla violenza e alla sopraffazione

          per fortuna, che altrimenti dovremmo rassegnarci a vivere nella prigione sognata da ADV!

          ciao

        • Z. says:

          …e chi lo educa, questo cuore? direi proprio quelle che comunemente vengono chiamate “istituzioni”. La famiglia, ad esempio. Su questo direi che sono d’accordo con Peucezio.

          Zeta Sempre Più Pignolo

        • Francesco says:

          chi educa il cuore?

          un Maestro, non solo una Istituzione

          che un padre pirla non sa educare, Socrate sì

          solo un Uomo può insegnare a essere Uomo

          (PS nel senso tedesco della parola, per le femministe)

          (PPS e adesso non tirare fuori la storia della gallina e dell’uovo, io non c’ero all’inizio dei tempi!)

        • Z. says:

          In ogni caso, quel che intendevo dire è che nessun cuore si educa da solo e nessuno cresce da solo. Da sole crescono solo le erbacce, e credo che una parte importante – non esclusiva, ma neppure trascurabile – dell’educare consista proprio nell’estirpare quelle erbacce.

        • Francesco says:

          Concordo al 100%

    • Francesco says:

      se MI DANNO soldi perchè li usi, non dovrei essere un criminale

      e neppure dovrei essere confuso con un criminale

      • a France’…
        la lista non è esaustiva, e soprattutto pare che tu abbia saltato il punto 3.
        “Fischi per fiaschi” è stata un’interpretazione fin troppo generosa. ;)

        • Francesco says:

          Ella ha scritto “chi ha perso quei soldi”

          se nel Suo vocabolario perdere e prestare sono sinonimi, deduco che Ella lavori in banca …

          PS non capisco chi abbia bisogno di domandarsi “perchè i comunisti hanno avuto vergogna del proprio passato”. sarebbe come chiedersi SE c’è una palla luminosissima in cielo durante il giorno.

        • I prestiti da parte dello stato, nelle varie forme possibili, non aspettano mica la mia firma.
          Eppure – teoricamente – si tratta di soldi anche miei.
          Lo stato (che ora pare farti comodo) presta a nome anche mio.

        • Francesco says:

          lo Stato presta soldi? è la solita degenerazione socialista ed esula dal discorso “ruolo dell’imprenditore nella società”

          in ogni caso, il politico che fa la legge per prestare lo eleggiamo noi, quindi la tua firma c’è

        • in ogni caso, il politico che fa la legge per prestare lo eleggiamo noi, quindi la tua firma c’è
          Dimostralo, a meno che il tuo “noi” non sia da intendere in senso collettivizzante (neanche-tanto-cripto comunista! :)).

        • Francesco says:

          temo che in democrazia di questo dobbiamo accontentarci

          però fin dai tempi di Atene

          ;)

          PS puoi sempre andare a vivere da solo nei boschi, se sei in tale disaccordo

  8. mirkhond says:

    “Il risultato è che sia allora che oggi abbiamo sempre gli americani fra le palle.”

    E merdaset che ne ha diffuso la civilizzazione-rimbambimento dal 1980….

    • Francesco says:

      chiediti perchè detta civilizzazione sia stata accolta con entusiasmo, nonostante l’unanimità dei professori e degli intellettuali che la esecreavano

      il mio giudizio è che per una volta il giudizio del popolo sia stato veramente esemplare

      • PinoMamet says:

        Vabbè, Francè… “mangiate merda: è impossibile che milioni di mosche si sbaglino” ;)

        seriamente: mi sfugge di quale civilizzazione stiate parlando. Gli anni ’80 statunitensi?? cosa avrebbero creato di così vitale, innovativo, sconvolgente? Un paio di musicisti pop e quattro serie televisive a sottotesto reaganiano?
        boh…

        • Francesco says:

          INFATTI! essendo mosche, non sbagliano affatto

          è lo stesso per i robot: non avrei nulla da dire se milioni di robot scegliessero l’economia pianificata e il comunismo

          solo che qui stiamo parlando di esseri umani, e spesso di noi stessi

          tra Hazzard e Antonioni, non c’è dubbio possibile su cosa scegliere. e tutto sommato anche tra Dallas e Pasolini – JR se la tirava molto meno

        • PinoMamet says:

          Sarebbe semplice cadere nel giochino bello vs brutto, come anche cultura “alta ma pesante” (tutto da dimostrare, ma facciamo conto che sia così) vs “cultura popolare ma che piace”.

          Ma è un gioco senza senso; ogni paese ha il suo alto e il suo basso, i suoi intellettuali pesanti e quelli che invece piacciono a tutti, la sua cultura popolare pessima o bellissima.

          Non credo che si tratti di questo. Credo che ci sia stata un’invasione culturale di modelli d’oltre-oceano, visibile a tutti a livelli, e spesso decisamente discutibile: perché scimmiottare comportamenti, mode, modi di dire altrui? Perchè qualcuno ci dice che sono “più belli”?

          Sospetto anche che la cosa sia in qualche modo, se non pianificata, comunque voluta e sostenuta dall’establishment USA in un modo che ha poco da invidiare ai metodi della propaganda sovietica, anzi sicuramente migliore.

          Leggiucchiavo anche che (come sospettai quando se ne parlò qui) Zero dark thirty è uno spottone dell’amministrazione statunitense. Il fatto è che non è mica il solo. Probabilmente la prassi dell’infrociamento amministrazione-Hollywood e simili, a scopi propagandistici, è cominciata nella II Guerra mondiale; però a differenza di altre macchine propagandistiche non è mai stata disattivata, causa Guerra Fredda; è stata anzi, mi pare, potenziata, a tutti i livelli, e le prime vittime sono state gli “alleati”.

          Ecco anche perché è così raro vedere un film americano che faccia vedere gli USA come un paese tremendamente, banalmente, noiosamente “normale” (e perché si è fatto di tutto per convincere gli statunitensi, prima di tutto, che non sono “normali”, ma “speciali”, che non devono essere normalmente felici, ma “entusiasti”- guarda un qualunque filmatino su youtube e confronta gli atteggiamenti- e così via…)

        • Francesco says:

          Pino,

          ma se è pieno di film hollywoodiani un cui l’America fa schifo, almeno quella di destra, cristiana, conservatrice?

          e poi ieri sera ho visto “Marley and me”, film che più normale non si può. Lui, lei, un grosso, cane, 3 figli, alla fine il cane muore. :D

          se è propaganda, è fatta dannatamente bene.

          ciao

        • PinoMamet says:

          Infatti mica ho detto che sono scemi, a fare propaganda: sono intelligenti.
          E neanche tutto è propaganda, per carità.
          Ma ri rispondi da solo: sono molto bravi a farla.

        • PinoMamet says:

          ” e poi ieri sera ho visto “Marley and me”, film che più normale non si può. Lui, lei, un grosso, cane, 3 figli, alla fine il cane muore”

          MMm, no, non è affatto normale, non più di quanto lo fosse Fonzie;

          non dà affatto l’idea della realtà, ma di una realtà riverniciata.
          Ci devo lavorare ancora bene, però, ma prima o poi spero di arrivare a una definizione lampante del concetto che vorrei esporre.

        • Z. says:

          Ragazzi, ma la vostra vita è davvero così orrenda e senza via di scampo? Davvero si limita a un’alternativa secca e atroce – Pasolini constro JR?

          Tra Pasolini e JR, io scelgo L’odio di Mathieu Kassovitz. Voi puppatevi pure Salò e Dallas!

          Preferibilmente assieme :D

        • roberto says:

          “L’odio di Mathieu Kassovitz”

          grandissimo film, mai abbastanza diffuso!

          secondo me ti piacerebbe “briz” (a parte l’ultimo minuto)
          una storia simile a quella di l’odio, ma ambientata in UK e con sfondo il terrorismo

          http://www.amazon.co.uk/Britz-DVD-Riz-Ahmed/dp/B000WM9WPK

        • Francesco says:

          mah

          non ho niente contro L’odio e mi piace il Vangelo secondo Matteo

          però Dallas è più divertente!

          :D

      • PinoMamet says:

        ” chiediti perchè detta civilizzazione sia stata accolta con entusiasmo”

        comunque questa è facile, Francesco:
        perché siamo un popolo di provinciali, e di complessati, mica per altro.

        • Peucezio says:

          “Vabbè, Francè… “mangiate merda: è impossibile che milioni di mosche si sbaglino” ”

          Questa è molto bella! :-)

          “perché siamo un popolo di provinciali, e di complessati, mica per altro.”

          Beh, no, il modello consumista con le sue trivialità travolge tutti i popoli del globo, provinciali, cosmopoliti, colti, ignoranti, ricchi, poveri, bellicosi, pacifici.

        • Francesco says:

          x Pino

          piccolo Scalfari! cripto Saviano! amico di Fazio!

          :D

        • PinoMamet says:

          Non potevi nominare persone che odio di più… allora lo fai apposta!!
          :D

          ma comunque, no, è solo che mi stanno sulle balle i gridolini entusiasti di fronte a qualunque stronzata, e non ho mai sopportato i Robinson (l’unica famiglia dove due genitori scurissimi partoriscono una figlia mulatta, e l’apoteosi del conformismo buonista)
          ;)

        • Francesco says:

          x Pino

          concordo sul rigetto per i Robinson, anche se la figlia mulatta o meno era una gran gnocca

          parlare di provinciali e complessati è. oggettivamente, da Scalfari, mi psiace

          :)

      • giovanni says:

        perchè il volgo è tale perchè fatica a usare il cervello autonomamente già di suo, e se gli sbatti una fregna dentro un tubo catodico smetterà di farlo per sempre. Ma non è un demerito degli intellettuali il fatto che la demagogia più trogloditica attiri il volgo più del ragionamento, è soltanto la conferma che il volgo è inetto a ragionare. E oggi coglie i meritati frutti di aver smesso anche di usare quel minimo di cervello che avevano prima del telerimbecillimento di massa, ovvero disoccupazione e presto fame.

        • Francesco says:

          oh, dimenticavo, io sto col volgo, non con gli intellettuali, per principio

          per quanto possa fare fatica e starci scomodo

        • Peucezio says:

          Gli intellettuali sono ancora più dementi del teledipendente più rimbambito che ha la vita scandita dagli orari delle telenovelas, perché, a differenza di quest’ultimo, credono di capire qualcosa, ma, mentre il teledipendente una qualche cognizione istintiva delle cose ce l’ha, loro non hanno nemmeno quella.
          Il poco senso critico delle masse non dico sia bello, ma il conformismo imbecille e corrivo delle classi istruite è incommensurabilmente più sgradevole e più dannoso.

        • roberto says:

          ahie, sono decisamente volgo…giovà, m’hai ucciso ogni speranza di passare per intellettuale, mannaggia a te, mannaggia!

        • roberto says:

          e per fortuna che c’è il buon peucezio a tirarmi su il morale :-)

        • Francesco says:

          che poi, Roberto, nostro malgrado un pò intellettuali siamo

          perchè sappiamo di guardare la tivvù, mentre il volgo lo fà e basta

          PS che gli anni ’80 siano stati molto meglio dei ’70 non ci piove, tolta solo la musica italiana. ma non si vive di sola musica

        • Peucezio says:

          Hai la vita scandita dalle televonelas? Ma non fai prima a scaricartele da internet? Già, se paghi l’IMU per una coasa che non hai in Italia, figuriamoci se scarichi roba dalla rete…

        • Francesco says:

          Achtung:

          le telenovelas NON sono prodotto USA ma dell’America Latina! non rientrano nel giochino!!!

        • PinoMamet says:

          Credo che Peucezio le usi come sinonimo di “serie televisiva”.

          Comunque gli statunitensi hanno abbandonato il vecchio formato modulare ripetitivo delle sitcom tradizionali e dei “procedurali” negli anni Novanta, mescolandolo con quello “con sviluppo orizzontale” preso dalla telenovelas latinoamericane, perché si sono accorti che al pubblico piace seguire gli sviluppi emotivi dei personaggi (“come andrà a finire la storia tra A e B.? alla fine si sposeranno?”).

          Ripeto, mica sono scemi.

          E sì, conosco persone che hanno la vita scandita da queste cose! Che se le scaricano e scambiano avidamente, quando non riescono a trovarle…
          e parliamo di “intellettuali” almeno quanto quelli che discutono qui dentro!

        • roberto says:

          “Hai la vita scandita dalle televonelas?”

          no, anche se mi dispiace se perdo una puntata di qualche serie che vedo volentieri, cosa che in genere per colpa di una partita di calcio/basket/rugby concomitante e che ha la precedenza
          :-)

          “Ma non fai prima a scaricartele da internet? ”
          non mi piace guardare film/telenovele/sport sul computer, anche se ogni tanto lo faccio (ovviamente in maniera a 100% legale, pagando quando si deve)

        • roberto says:

          “che poi, Roberto, nostro malgrado un pò intellettuali siamo”

          certo, ma per chiudere una discussione che rischia di durare all’infinito su chi guarda come cosa quando e perché, la mai era solo una battuta per rispondere al per me insopportabile

          “il volgo è tale perchè fatica a usare il cervello autonomamente già di suo”

          ciao

        • Peucezio says:

          “Comunque gli statunitensi hanno abbandonato il vecchio formato modulare ripetitivo delle sitcom tradizionali e dei “procedurali” negli anni Novanta, mescolandolo con quello “con sviluppo orizzontale” preso dalla telenovelas latinoamericane, perché si sono accorti che al pubblico piace seguire gli sviluppi emotivi dei personaggi (“come andrà a finire la storia tra A e B.? alla fine si sposeranno?”).”

          Beh, non è una novità per i nordamericani: avevano già fatto Dallas, Dinasty ecc. negli anni ’80.

  9. PinoMamet says:

    Cose che non c’entrano: risultati elettorali della Ridente Cittadina Termale.

    Nonostante l’appoggio di Renzi, il PD trionfa al ballottaggio contro la Lista Civica Strafalari Sballoni Intelligggenti Pieni di creatività e Qualcuno anche rasta (e fotografi).

    • Mauricius Tarvisii says:

      Nonostante l’appoggio di Renzi

      In realtà l’appoggio di Renzie ha favorito un po’ ovunque i candidati. Renzie è molto amato dall’elettorato, riprova che l’Italia E’ un paese intimamente di destra (democristiana), ma che è anche un paese che ama l’uomo della provvidenza, ama dividersi attorno ad una figura o ad una maglia.
      Per questo il bipolarismo è perfetto per noi.

      • Pietro says:

        Non sono d’accordo, il bipolarismo include una scelta di campo. Non e’ roba per italiani, noi preferiamo nasconderci nella palude del proporzionale. Meno sbattimenti… :D

        • Mauricius Tarvisii says:

          Sì, una scelta di campo: con Silvio o contro Silvio?

        • Francesco says:

          hai perfettamente espresso i miei timori

          a noi le paludi ci piacciono proprio, con gli alligatori, le rane, le scolopendre, le gru, le sabbie mobili, le zanzare, la malaria

          al massimo potremo aspettare la morte di Silvio poi si tornerà ai bagni di fanghi e ci affogheremo

        • Mauricius Tarvisii says:

          Credo sia più complesso. Noi siamo democristiani (meglio se contempraneamente atei) e tifosi nello stesso tempo: ci rassicura il centrismo (Monti ci piaceva, Letta ci piace), ma nello stesso tempo abbiamo bisogno di poterci dividere in fazioni (magari vuote: all’interno dei comuni tra guelfi e ghibellini non c’era nessuna differenza reale) e tifoserie. Questo bipolarismo, magari ripulito di qualche scheggia come Grillo, è il sistema che rappresenta al meglio – e uso un’espressione suggestiva – lo “spirito del popolo” italiano.

        • Z. says:

          Mi sembra che il grillismo (“O KON NOI O KON LA KA$TA”) possa trovare perfettamente spazio in questo schema. Piuttosto è proprio lo schema a lasciarmi perplesso, nel senso che il bipolarismo nei fatti c’è in tutto l’occidente; in Italia, forse, meno che altrove. C’è una piccola parte di guelfi e ghibellini, certo, ma mi sembra che tutti gli altri se ne strasbattano.

        • PinoMamet says:

          Mauricius

          beh, a me Monti faceva schifo, Letta già un po’ meno schifo, e credo che l’Italia possa essere governata solo da un sistema pluripartitico, con elezioni sostanzialmente proporzionali, in cui i partiti possano discutere e pesare le rispettive opinioni
          (variate, non le solite due “amici degli imprenditori di destra” e “amici degli imprenditori cosiddetti di sinistra” che sarebbe la nostra versione del Partito-Unico-Malamente-Diviso-In-Due che governa gli USA)
          e, visto che siamo stati, siamo, e saremo sempre, più umani di altri, e perciò più corrotti, lottizzare, impedendo perciò una corruzione di segno unico e diretta in un’unica direzione.

          In pratica, il caro vecchio Pentapartito, al quale siamo perigliosamente tornati con Letta (poi che sia tetra- o esapartito, poco cambia).

          ciao!

        • Francesco says:

          Pino

          sei un raro casi di Bene in sè che desidera il Malissimo per sè

          oh che ti sia fatto un bianchino di troppo?

          una persona per bene che desidera il proporzionale e un non-governo pluripartitico che non decida mai nulla di politicamente scomodo?

          oh che ti sei innamorato della Merkel e ci vuoi colonizzati ben benino?

          :0

  10. Pietro says:

    @Pino: Il concetto che non riesci ad esprimere mi fa pensare alla caverna di Platone

    • PinoMamet says:

      Interessante: la televisione (cinema ecc.) sono un po’ come le ombre sui muri viste dai prigionieri? chissà!

      • Francesco says:

        non vorrai farmi pensi a un’arte che riproduce “piattamente” o “oggettivamente” la vita?

        sai benissimo l’arte è l’attività con cui l’uomo rivernicia o scrosta la vita, sennò non starebbe a perdere tempo

        ciao

        • Mauricius Tarvisii says:

          Le ombre non riproducono oggettivamente, ma deformano.

        • PinoMamet says:

          ” sai benissimo l’arte è l’attività con cui l’uomo rivernicia o scrosta la vita, sennò non starebbe a perdere tempo”

          Ma certo, è quello che dico io.
          Anche (ma non solo) per questo, sono rarissimi i film americani dove si scorge un angolo di “lato B” americano
          (non voglio dire le brutture; voglio dire la normalità vera, e non riprodotta a bella posta).

          In pratica, perlopiù lo si scorge per sbaglio, per errore non voluto dalla macchina produttiva. (Non solo, ma semplifichiamo).

          Invece nel cinema europeo, forse meno efficiente, forse meno propagandistico, la realtà vera (credo corrisponda a quello che i saputi chiamano “profilmico”) salta fuori a ogni pie’ sospinto…

        • Francesco says:

          mi fai UN esempio europeo?

          grazie

        • roberto says:

          il citato “l’odio”?
          trainspotting?

        • PinoMamet says:

          Vedo quelli di Roberto, e rilancio con… tutti quelli italiani, francesi, spagnoli, ecc. ecc., fino agli anni ’70 compresi, prima che cominciassimo troppo “a ffà gli americani” nel senso deteriore.

          Si vedeva molta molta più realtà “profilmica”, che contribuiva (suo malgrado!) a rendere i film “veri”.

          Dopodiché, hanno cominciato a dire che tutto deve essere fatto da un tizio che ha fatto una “scuola de cinema” dove si usano dei termini inglesi per indicare cose semplicissime, poi ci abbiamo messo del nostro facendo el cose all’amatriciana, e sono cominciati i costumi assurdi, le scenografie assurde e così via.
          Se il film è volutamente non realistico (“Pane e tulipani”) la cosa funziona, altrimenti è semplicemente brutta.

          Da questo punto di vista, il peggio del peggio sono le fiction (comunque l’argomento è stato trattato esaustivamente dalla serie Boris: impossibile aggiungere altro; confermo che, per quello che ho visto, è realistica al 100%- ho lavorato anche con un elettricista che era il sosia di Biascica, per dire a che livelli di realismo siamo… è anche la prova che qualcosa di buono lo sappiamo ancora fare, noi italiani ;) )

        • Francesco says:

          vediamo se ho capito

          per voi L’odio o Trainspotting sono casi di cinema che mostra la realtà?

          io li trovo identici a Non aprite quella porta o Venerdì 13, solo più belli

        • roberto says:

          “per voi L’odio o Trainspotting sono casi di cinema che mostra la realtà”

          mi limito a l’odio, visto che conosco in maniera non eccessivamente superficiale il mondo raccontato da Kassovitz.

          si.

          e lo fa pure in maniera realista. le strade sono sporche, se un ragazzo prende un pugno esce sangue che macchia la maglietta, quando corrono sudano, i protagonisti parlano con lo stesso linguaggio che sentiresti in una cité, ecc…

        • Francesco says:

          ah

          inizio a capire ma non mi sembra così interessante

          se vado a teatro, non mi interessa se la spada di Giulio Cesare è di cartapesta, di acciaio, di ferro lavorato come i fabbri Galli Ispanici del II secolo AC

          per quello che serve l’arte, va bene anche il fondale finto fintissimo di Irma la dolce

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” per voi L’odio o Trainspotting sono casi di cinema che mostra la realtà?

          io li trovo identici a Non aprite quella porta o Venerdì 13, solo più belli”

          No, stiamo parlando di cose diverse, Francesco.

          Non ne faccio (e non ne fare!) una questione ideologica, che non c’entra niente.

          Io dico che se guardi Io e Marley, ci trovi pochissimo che non sia messo a bella posta dall’apparato produttivo del film stesso (“film”), mentre se guardi C’eravamo tanto amati, ci trovi moltissimo che non è stato affatto messo lì a bella posta (“realtà”).

          Semplificando, ma è così.

          Perciò, trovo che pochissimi film USA diano una qualche impressione realistica di cosa sono davvero gli USA.

          Non parlo di ideologia, ripeto: parlo di oggetti, luci, atmosfere…

          Roberto parla, credo, di una cosa un po’ diversa, e comunque ha ragione :)

        • PinoMamet says:

          ” ah

          inizio a capire ma non mi sembra così interessante

          se vado a teatro, non mi interessa se la spada di Giulio Cesare è di cartapesta, di acciaio, di ferro lavorato”

          A teatro no.
          Anzi, troppo realismo è perfino nocivo, a teatro.

          Il cinema invece ha la pretese di essere assai più mimetico della realtà; di essere addirittura realistico!

          Ma c’è di più: nessuno quando esce da teatro dove ha visto il Giulio Cesare (di Shakespeare, regia di Ampolloso Gigione) non vai in giro a dire di conoscere Roma antica, no? casomai dice di aver visto uno spettacolo teatrale.

          Invece uscendo dal cinema dove ha visto, che ne so, Io e Marley o Cinquanta volte il primo bacio o titolo a cazzo che pare a te, alcuni pensano di aver visto l’America!!

        • Francesco says:

          e se hanno visto “Thor” immaginano di conoscere Asgard?

          pensa poi quelli che hanno visto la grande bellezza e pensando di conoscere Roma ……

          siamo sempre lì, l’arte non è una guida turistica

        • PinoMamet says:

          Io lo so che l’arte non è una guida turistica, Francè!

          Sei tu ad aver scritto che il tal film ti è sembrato realistico!

          (peggio, permettimi: giudichi l’America dai film, che è peccato veniale ;)
          e con quello che vedi, ti piace pure, e questo è davvero peccato mortale, figliolo!)

        • Francesco says:

          non ho parlato di realismo (spero) ma di normalità

          sono due persone normali, non volano-sparano raggi laser-fanno le spie

          non sono ricchissimi fighissimi intelligentissimi

          non sono famosi geniali speciali

          solo due persone con tre figli, un cane, problemi sul lavoro ecc. ecc.

          una rappresentazione della normalità al cubo, direi

        • Z. says:

          Effettivamente L’Odio presenta pochissime concessioni alla tecnica cinematografica fine a sé stessa (il che, per inciso, è uno dei motivi per cui mi piace). A occhio mi vengono in mente solo due scene: Hubert che taglia il panetto e la ripresa del DJ con la maglietta dei CH; nei due casi citati la passione dell’autore per il cinema ha forse prevalso sul racconto. Ma non me ne vengono in mente altri.

          Se non un aspetto, che però è il filo conduttore di tutta la storia: in ogni singola situazione – tra i poliziotti, tra i ragazzi della periferia, persino tra i nazi – ad andarci di mezzo è sempre la persona per bene o comunque meno censurabile, il meno peggio insomma, quello che aveva meno motivo di altri di ritrovarsi bastonato.

          Il che in parte a mio avviso ci ci spiega anche perché ha ricevuto così poca diffusione, nonostante molti di coloro che l’hanno visto l’abbiano apprezzato: è un film che non fa sconti a nessuno, e che anche per questo non lascia speranza allo spettatore di nessuna fede.

          Su Trainspotting devo dissentire da robelux. E’ un film divertente, sia chiaro, e mi parve molto ben fatto, ma mi sembra sia tutt’altra cosa rispetto a L’Odio.

        • Z. says:

          (peraltro l’osservazione sul filo conduttore del film non riguarda tanto la tecnica quanto la stesura della storia in sé)

        • Francesco says:

          Pino

          io credo che tu sottovaluti la “potenza dello sguardo” del regista e la sua scelta di cosa/come/quando riprendere il Colosseo, che solo per un ingenuo “è sempre il Colosseo”

          Eppure sono strumenti importanti di cinema

          Alla fine mi sa che è solo questione di soldi, o quasi

  11. Pietro says:

    Praticamente il mito platonico rivisto secondo la teoria del complotto

  12. Pietro says:

    @Mauricius Tarvisii: continuo a non essere d’accordo. A noi italiani piace dividerci in fazioni, vero. Ma non al punto che queste fazioni diventino piu’ che chiacchere da bar. Per questo il bipolarismo non puo’ funzionare, perche’ esige una riflessione su di se’. A noi piace la palude perche’ ci nasconde. Non confondere il bipolarismo con l’appoggiare o meno il potente di turno. Vero che sul carro o ci sali o non ci sali ma questo non e’ bipolarismo, e’ molto altro: opportunismo, caso, convenienza, arguzia, stupidita’ ma non bipolarismo.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma come fai a chiacchierare al bar se non hai le squadre per cui tifare? Il bipolarismo (o almeno il nostro) ti fornisce Milan e Inter (o Roma e Lazio o quello che volete) che servono per vivere in un clima di derby permanente, a prescindere dalle idee. Se no contro chi usi “fascista!” “comunista!” “demagogo!” ecc?

  13. roberto says:

    “Né io né Laura sappiamo perché, ma possiamo essere certi che lo sappia il signore in questione”

    provo a dare *una* risposta *possibile* (nel senso che possono esservene mille altre e che non è affatto detto che questa sia corretta)

    in via X il signore possiede la gelateria “tuttigusti”

    nella stessa via X apre la piccola gelateria “quantebono” che, grazie alla simpatia ed avvenenza della signorina Laura e alla bontà dei suoi gelati, prende rapidamente una bella fetta di mercato di tuttigusti (tradotto: alcuni clienti di tuttigusti abbandonano questa gelateria per andare da quantebono)

    il signore compra quantebono, poi la fa fallire, così i clienti di quntebono tornano da tuttigusti (che evidentemente ha capacità sufficienti per tutti).
    il signore ha quindi eliminato un concorrente e può pure alzare i prezzi di tuttigusti senza paura di perdere clienti a vantaggio di un concorrente che fa cose migliori e più economiche

    immagino che il mercato delle gelaterie fiorentine sia un po’ più vivace che il triste oligopolio descritto, ma il fatto che il signore abbia uno “sproposito di locali” mi lascia qualche dubbio a questo proposito…

    • Mauricius Tarvisii says:

      I locali che aprono e chiudono sono molto frequenti a Roma e nelle provincie campane a minore infiltrazione camorrista (Irpinia, ecc): spesso nascono e muoiono solo per poter riciclare denaro sporco. Adesso non dico che sia sempre così, ma le mafie hanno bisogno, a causa della crescente penetrazione nel Nord, di attività di riciclaggio anche sopra il Tevere.

  14. Moi says:

    @ MAURICIUS

    I Lupi Grigi c’insegnano che le ombre, anche se cinesi, xè … na roba turca !

    PS

    Concordo con quel che dici sull’ Italianità Politica dell’ Et-Et apparentemente (!) contraddittorio “Lo SPirito del Popolo Italiano” [cit.] … per questo Miguel fatica così tanto a capire l’ Italia quando entra in Modalità AngloSaxon, mentre la capisce così bene quando entra in Modalità Mexicanito.

    @ PINO

    “Si è fatto di tutto per convincere gli statunitensi, prima di tutto, che non sono “normali”, ma “speciali”, che non devono essere normalmente felici, ma “entusiasti”- guarda un qualunque filmatino su youtube e confronta gli atteggiamenti- e così via… “ [cit.]
    [cit.]

    Intendi robe tipo l’ “AntiClericalismo da Bimbi Minkia, quello ai Gamberoni (popolarissimo fra LGBTQU)” , la “Parodia Pastafariana della Chiesa Cattolica e del Vaticano” , l’ “Orgoglio Nerd alla Yotobi” … nevvero ?

    Naturalmente ,si fa per dire, se devono protestare contro la Chiesa Cattolica, si mettono la maschera di Guy Fawkes senza sospettare minimamente che fosse Cattolico … ovvio : il film “V per Vendetta” NON lo dice ! ; -)

    PS

    Sondra Huxtable / Sandra Robinson è interpretata da un’ attrice … Creola ! Per altro fu aggiunta all’ improvviso, al contrario del Chuck Cunningham di “Happy Days” che invece sparisce (!) all’ improvviso.

    Inoltre si lamentava il “razzismo intellettuale” che i giovani “Blacks” eccellevano sempre nello sport ma mai un “Genietto” … fu così che a inizio Anni ’90 entrò in scena il Nerd Parossistico Steve Urkel, interpretato da Jaleel White ! In tale serie TV si segnala la piccola Judy Winslow colpita da Sindrome di Chuck Cunningham.
    C’è o c’era, difatti, un canale che dà o dava solo “I Jefferson”, “Arnold / Diff’rent Strokes” e “I Robinson” a rotazione … considerato che siamo fra fine Anni ’70 e almeno prima metà Anni ’80, si vede proprio _ con il Senno di Poi e gli Occhi dello Storico A Posteriori : -) _ il Politically Correct prendere “forma”, cito due estremi :
    George Jefferson che dice : “Io sono orgoglioso di essere NeGro !”[sic]
    Denise Robinson (“Huxtable” era in V.O.) che rimprovera (!) la sorellina Rudy per aver detto “Negro, Handicappato, Cinese [in V.O. sarà stato “Chinamam”, suppongo …] !” anzicché “AfroAmericano, Disabile e Asiatico” … il Padre, passato alla Storia della TV Mondiale come lo “Smart Dad” per Antonomasia, guarda alzando gli occhi al cielo, come per dire “Che sarà mai, se Rudy ha detto così !” MA la moglie, Avvocato/a/tessa fate vobis, specializzato/a in discriminazione e Vestale delle Positive Actions lo incenerisce (!) con lo sguardo … e lui fa la smorfia da “cinno” : -) pestifero “brozzato” ; -) e lei, finalmente, gli sorride. Anche l’ approccio educativo parentale “Anti Seneca” ; -) del tipo “Babbo Chioccia” vs “Mamma Gendarme” è difatti onnipresente.
    Anche in “Diff’rent Strokes” c’è un episodio (serie avanzata, poco prima che arrivassero Maggy e Sam) con Philip Drummond che racconta di avere svolto una “Azione Positiva” di aver premiato un manager “di colore” [sic] a discapito di un Iralndese perché, da Filantropo [che però i suoi dipendenti invece li sfrutta “di prepo”, NdR : -)] condivide questa politica e infondo ha anche adottato due ragazzini di Harlem.
    Willis e Kimberly sono entusiasti, Arnold è invece scettico … poco dopo Willis si ritrova fuori dalla squadra di basket della scuola a favore proprio di un Irlandese (!) perché almeno un unico bianco come Azione Positiva in uno sport dominato dai “Neri” [sic] ci vuole, via. E Willis, si fa più “critico” ; -) … Nel corso della serie, si passa da “Negri” a “Neri” (sostantivando un po’ alla volta l’ aggettivo) e varianti come “AfroAmericani” o “di Colore” …

    *** Off Topic, ma imperdibile ! ***

    Papa Francesco ha ammonito il Popolo di Dio, ricirdandogli che “San Pietro non ebbe mai un Conto in Banca !” [sic !] … brutto (ma dovuto !) colpo per il Ciellonesimo !

    • PinoMamet says:

      Moi, non so cosa aggiungere :)

      (anche se non stavo pensando esattamente allo “yotobismo”, ma c’entra anche quello!)

      • Moi says:

        Cos’avevi in mente ?

      • Moi says:

        Direi comunque che la Statunitensizzazione massiccia ha avuto un fortissimo impulso con “Facebook” … quasi a volere trasformare il Mondo in un immenso College / High School USA su scala globale.

        E poi, mentre fino a non troppi lustri fa l’ Imperialismo Culturale USA voleva “normare e plasmare” solo la Gioventù “Figa”, adesso sembrerebbe volerlo fare soprattutto con quella più “Sfigata” …

        • PinoMamet says:

          è vero, e non solo per i nerds.
          Penso che quando hanno cominciato a rendere popolari i nerd, “qualcuno” si sia reso conto che avere troppi manzoloni sportivi superficialoni non rendeva… oltretutto tagliava fuori una fetta di pubblico potenzialmente vorace.

          Ma sono andati anche oltre, e, complice crisi economica, hanno cominciato a rendere popolari (attribuendoli a protagonisti simpatici, anzichè a perdenti o personaggi secondari) anche i lavori manuali o privi di importanza: commessi, impiegati di basso livello ecc. ecc.

          E in effetti (complice, assai di più, crisi economica nostrana) comincio a incontrare universitari che dicono “sai una cosa, alla fine mollo lo studio, preferisco lavorare!”
          (cosa inaudita ai miei tempi, dove semmai sentivi dire “sono troppo creativo, questo studio mi mortifica, mi dedico all’arte a tempo pieno” scil. coi soldi di papà)

          ciao!!

    • Moi says:

      http://www.youtube.com/watch?v=WYpRXUu15D0

      ‘Family Matters’ star 12 years later

  15. mirkhond says:

    Papa Francesco oggi è l’unico vero Dono di Dio in questa società di merda…

  16. mirkhond says:

    L’attrice che interpretava Kimberly è morta di droga e stenti a 34 anni….
    Un bell’epilogo per il sogno americano….

    • Francesco says:

      vabbè, Clint Eastwood è vivo e vegeto a 80 anni suonati

      guarda che solo pochi svitati sostengono che gli USA sono il Paradiso!

  17. mirkhond says:

    “Invece nel cinema europeo, forse meno efficiente, forse meno propagandistico, la realtà vera (credo corrisponda a quello che i saputi chiamano “profilmico”) salta fuori a ogni pie’ sospinto…”

    Quello che Rino Cammilleri chiamava “fastidioso neorealismo”!
    ciao.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non so se sia voluto. Comunque è una delle ragioni (più secondarie, in realtà) per cui il cinema europeo ha meno successo: a me che guardo interessa poco vedere sullo schermo una cosa troppo abituale (non si riprende il protagonista che va in bagno, insomma!), mentre limita l’empatia il veder fare come naturale qualcosa di per me insolito. E quindi il film italiano mi annoia, mentre il film finlandese finisce per non coinvolgermi.

      • PinoMamet says:

        Sì, ma non si tratta solo di azioni; anche di cose, oggetti, persino persone.

        Pensa il film “normale” indicato da Francesco: i due protagonisti sono due fighi. Sono i protagonisti, passi.
        (Ma esistono ottimi attori anche brutti, o meno belli, e noi italiani li usavamo in maniera perfetta).

        Parcheggiano la macchina: non c’è un segno, un’appannatura, una cacca di mosca, sul parabrezza di quella macchina. Persino la bava del cane è finta!! (e bada bene, è messa solo ed esclusivamente perché il libro da cui è tratto il film dice che il cane sbavava).

        Un po’ come la famosa frutta giapponese, ma anche statunitense (la vidi) lucidatissima e perfettissima, tutta tirata a lucido, geometrica, che ti chiedi come sia possibile: un uccellino non vi avrà mai posato sopra la zampina?
        Bellissima, ma con innegabile sapore di falso. Poi, per carità, frutta è frutta.

        Il film è ambientato in una casa del ceto medio: attentamente e appositamente ricostruita!
        (In questo sono bravi: ce l’hanno sott’occhio… i cazzi cominciano quando devono ricostruire il Medioevo, per non dire l’antica Roma, ma sarebbe un altro argomento ;) )

        insomma, finto.

        • Francesco says:

          senti, non per insegnarti il mestiere ma si chiama

          cinema!

          :D

        • Mauricius Tarvisii says:

          A me le mele dei film americani (mai stato negli USA) sanno di farinose, come tutte le mele “perfette” che trovi al supermercato. E’ solo un’impressione?

        • PinoMamet says:

          Non mi ricordo le mele specificamente, ma la frutta in effetti era più buona da vedere che da mangiare.
          Anche se perlopiù mi rimettevo alle sapienti e mediterranee mani culinarie di una greca (pardon, romea :) ) quindi alla fine si mangiava.

          In compenso nella costa est le aragoste te le tirano dietro, e ne feci una bella scorpacciata, con tutto che per la Bibbia sono un abominio ;)

  18. mirkhond says:

    Personalmente guardo molto poco la televisione, e quei pochi film che vedo, li guardo da internet.
    E qui pure meno, da quando un amico, per aggiustarmi il computer, mi ha disattivato la connessione al mulo, e da tre mesi non riesco a riconnetermi….
    Quei pochi film che davvero mi interessano, se li trovo sul tubo, sono quasi sempre in lingue straniere, e li guardo come dei film muti, senza capirci un cazzo delle battute.
    Compresi quelli in inglese parlato e non sottotitolato.
    Questo, giusto per ricollegarmi alle ENORMI DIFFICOLTA’ del NON padroneggiare idiomi diversi dal tuo, e i conseguenti impedimenti nel recarmi all’estero, a cominciare dai paesi più amati…..
    ciao!

  19. mirkhond says:

    Per Roberto

    Se ti affacci qua, avrei da chiederti qualcosa riguardo a degli articoli in tedesco, da me scaricati da internet.
    Insomma vorrei capire se ti infastidisco a chiederti se potresti tradurmeli, che non ho i soldi per pagare Miguel Martinez, e tra l’altro non saprei nemmeno dove spedirglieli, perché non ne conosco l’indirizzo.
    Magari, se ti affacci sulle mail, ti invio un pezzetto, in modo che tu possa valutare se la cosa si può fare.
    Se no, pazienza!
    ciao!

  20. Moi says:

    Direi che il Popolo Italiano (tutto, dal Passo del Brennero a Lampedusa) ha l’insopprimibile, duplice bisogno di Faziosità Quotidiana & Rassicurazione Metastorica.

    ;)

  21. mirkhond says:

    “insomma, finto.”

    Non per niente si chiamano FICTIONS….
    Però a molta gente piacciono, perché hanno bisogno di stordirsi da giornate ed esistenze grame e spesso squallide….
    Una sorta di “droga”….

  22. mirkhond says:

    Eduardo De Filippo, in una lezione universitaria tenuta a Roma, negli ultimi anni della sua vita, disse che la commedia (ma anche la tragedia) e le pieces teatrali (ma il discorso, credo, valga anche per romanzi e FICTIONS), deve ispirarsi e mescolare vita reale e fantasia.
    Ora, aggiungo modestamente, il grado di miscela che incontra il nostro gradimento, rende un film o una fiction, qualcosa di interessante, bello, gradevole oppure un chiancone, una palla, una vera schifezza che basta solo vederne una parte.
    Come diceva il buon Dante Cruciani…. ;)

  23. mirkhond says:

    Riguardo alle serie americane le ho sempre trovate stomachevoli, pallose e FALSE, con quegli eroi “perfetti” e clonati-plastificati.
    I film, al 95% pure.
    Insomma se detesto gli U$A lo devo anche a queste pagliacciate di celluloide plastificata….

  24. mirkhond says:

    Quanto al Mamet, se fossi un produttore ricco sfondato, glielo darei io di lavoro, magari con sceneggiature e regie su argomenti storici su cui solo LUI puo’ dare il MEGLIO per competenza, passione e professionalità:
    1) Un film sui Cimbri e i Teutoni e relative sconfitte ad Aquae Sextiae e Campi Raudii, ad opera di Gaio Mario (102-101 a.C.)
    2) Un film (o uno sceneggiato) sulla Guerra Sociale italica 91-88 a.C.
    3) Un film sulla Britannia romana (43-410 d.C.)
    4) Un film sui rapporti-scontri tra Cina della Dinastia Han, Hsiung-Nu/Unni e i popoli indoeuropei Tocari del Tarim e Wusun tra Dunhuang e il lago Balkhash, nel II secolo a.C.
    5) La conquista romana della Gallia Cisalpina (238-176 a.C.).
    6) Le campagne romane contro i Liguri (238 a.C. epoca dell’ Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo).
    7) Sulla vita e condizioni della schiavitù nella roma repubblicana e/o imperiale PREcostantiniana.)

    Tutti soggetti ad argomento antico, classicista e NON cristiano, in cui il nostro Pino, farebbe cose grandiose.
    Ovviamente con finanziamenti e mezzi adeguati ;)…….

    • PinoMamet says:

      Mirkhond
      tu sei davvero troppo, troppo buono verso di me; mi manca la preparazione, che tu hai, per affrontare anche uno solo di quei momenti storici;

      purtroppo però, anche avendola (cioè avvalendomi della consulenza tua, di Peucezio, Habsburgicus, Mauricius…) temo che i possibili spettatori non andrebbero molto oltre le due dozzine.

      C’è, è vero, l’eccezione di Manfredi (Valerio Massimo, non il bravissimo Nino ;) ) che riesce a “vendere” l’antica Roma (non so quanto fedelmente, non ho mai letto i libri né visto il o i film tratti… uno era ieri sulla Rai credo) e ogni tanto anche americano ci pasticcia sopra, ma insomma, gli esempi non sono incoraggianti…

      avevamo già discusso del De Reditu, mi pare… probabilmente bello, non fedele credo alla lettera per mancanza di mezzi, ma sicuramente più fedele nello spirito di qualunque megaproduzione hollywoodiana, ma… chi l’ha visto?

      però, però… se tu un giorno avessi tutti questi soldi (e te lo auguro di cuore!) un tentativo si potrebbe fare, tutti insieme :)

  25. jam says:

    … Mauricius dice:
    “nella caverna le ombre non riproducono oggettivamente, ma deformano”

    queste ombre, deformano o piuttosto aprono degli spazi???

    la caverna come i films, ogni film é una caverna, ogni regista vive nella sua caverna e da immagini deformate della realtà…
    ma il mito platonico della caverna, non é quello del regista, il mito va oltre, oltrepassa la mediocrità del regista e vive di vita propria. vorrei dire che esistono diversi tipi di caverne. in certe caverne l’oggettivamente é trasmutato e non deformato e viene cosi messa in luce la transitorietà e relatività di cio’che abbiamo l’abitudine e l’altezzosità di chiamare impropriamente oggettivo.
    nella caverna i miti, le visioni, i sogni hanno pieno spazio ed ampiezza e sono anche loro un’oggettività un mondo che esiste, nella caverna i sensi our alterandosi, si acutizzano. a tal punto che potremmo anche dire che quando pensiamo di uscire dalla caverna, in realtà vi entriamo perché credendo di vedere tutto chiaramente, di essere finalmente all’aria libera, perdiamo la capacità e la consapevolezza che occorre sempre alzare il velo della mistificazione o dell’arroganza.
    la caverna non é solo un luogo, la caverna é un’alchimia, uno stato d’animo, una ricerca o piuttosto la pluridimensionalità e l’interdisciplinarità delle ricerche…

  26. Z. says:

    OT per Habsburgicus:

    raccolgo il tuo invito e ti comunico che ho urgente bisogno della tua Scienza, rigorosamente a sbafo ben s’intende :D :D :D

    Ti chiedo se per cortesia puoi scrivermi a

    zeta37 chiocciola zoho punto com

    che Francesco Giuseppe ti benedica!

    Z.

  27. mirkhond says:

    Zanardo

    Anche tu hai problemi di moneta? :)

    • Z. says:

      Diciamo che la mia collezione numismatica di pezzi in corso di validità soffre di una congiuntura sfavorevole :lol:

  28. mirkhond says:

    Comunicazione per Francesco

    Oggi a mezzanotte, chiude la “rai” rumelica, buttando sul lastrico 2800 dipendenti, in attesa della PRIVATIZZAZIONE dell’emittente ex di stato.
    Hai di che esserne contento…..

    • Francesco says:

      mi spiace per i dipendenti ma solo per loro

      è un segnale che anche le peggiori crisi possono produrre qualcosa di positivo per la società nel suo insieme

      per inciso, negli orribili paesi anglosassoni si rimane disoccupati molto meno che da noi … sarà un caso

      pensa se quei 2.800 iniziassero a essere membri utili della società greca, che beneficio ne avrebbe tutto il paese!

  29. Roberto says:

    Segnalazione della buonanotte:

    Hanno appena tradott n italiano il bellissimo libro di Francia spufford “red plenty” (in italiano “l’ultima favola russa”)

    Sicuramente vi piacerà!

    Qui c’è il sito del libro (in inglese)
    http://www.redplenty.com/Red_Plenty/Front_page.html

  30. mirkhond says:

    Per esempio il mito della Lupa Borteçine, si potrebbe fare con la consulenza di Martinez e di Jam (la quale, già che ci siamo, potrebbe collaborare anche alla sceneggiatura ;) del mito Wusun che ha ispirato quello dei Fabbri degli Altai turchi…. :) )
    Se proprio non si potesse fare un film, magari un bel manga…. ;) opportunamente pubblicizzato da Moi ;)… tramite la rete youtubbara, in cui sguazza che è una bellezza…..
    Giusto come esempio, eh! ;)

  31. Moi says:

    @ Z und ;) PEUCEZIO (Sul concetto di “Criminalità Comune” di cui sopra)

    All’ atto pratico l’ Art. 55 del Codice Penale tutela NON il Diritto del Comune Cittadino a difendersi, BENSI’ il Diritto del Delinquente Abituale ad aggredire !

    Il Primo prima di procurarsi eventualmente un’ arma si fa mille pipponi mentali e accetta di buon grado i meandri insondabili delle burocrazie savaoiarde (sì, hai letto bene : “Savoiarde” … il senz’altro più popolare “Borboniche” rientra nella Costante Storica Universale del Corpus del Vae Victis e della Damnatio Memoriae) … il secondo invece non gliene frega una cippalippa di procurarsi un’arma e ancor meno gliene cale di adoperarla senza pensarci su mezza volta !

    Inoltre, se il classico Impiegato a-fisicato rachitico / panzone (perciò tutta massa inutilmente lardosa e zero massa atletica) trovasse da dover affrontare il classico
    Energumeno grande, grosso e soprattutto (!) abitualmente violento … le possibilità del Primo di sopravvivere a un “cazzottone” del Secondo sono matematicamente (!) le medesime del Secondo a sopravvivere a una pallottola del Primo.

    FACTA NON PUGNECTAE !

    … Purtroppo il Diritto Giacobino è un Moloch i cui Sacrifici Umani prevedono il Rituale delle Pugnectae !

    • Moi says:

      @ Z

      http://www.studiofdi.it/wp-content/uploads/calcianti-560×252.jpg

      … eh, certo: il Geometra Fantazzini credeva di guardare in uno specchio, nevvero ?

      ;)

      • Z. says:

        Moi, io non so come fare a convincerti ma i tuoi post diretti a me li capisco forse una volta su dieci. Su quelli diretti agli altri posso far finta di niente, ma siccome quando scrivi a me ci resti male se non ti rispondo, ti prego, cerca di farti capire. Altrimenti mi metti in grosse difficoltà :D

      • Z. says:

        Spero che lo sia soprattutto quando scrive. Anche perché altrimenti significa che è abituato ad avere a che fare con intelocutori la cui intelligenza supera la nostra di due o tre ordini di grandezza, e che quindi quassù lo facciamo annoiare a morte :D

    • Z. says:

      Moi,

      — All’ atto pratico l’ Art. 55 del Codice Penale tutela NON il Diritto del Comune Cittadino a difendersi, BENSI’ il Diritto del Delinquente Abituale ad aggredire —

      Uhm. All’atto pratico, hai qualche cassazione sottomano che conferma questa fantasiosa tesi? O ti basi su elaborazioni tratte dalla tua (fervida ed affascinante) fantasia, certo più interessante del noioso linguaggio dei codici?

      — FACTA NON PUGNECTAE —

      Ecco, per ora le tue – ehm – originali elucubrazioni mi sembrano appartenere decisamente alla categoria 2. Poi se magari mi spieghi meglio stasera ti leggo volentieri :D

      Z.

      • Francesco says:

        Non sono di abituali frequentazioni cassazionesche ma la vulgata è che in Italia l’autodifesa sia tenuta per un crimine, per cui è meglio subire in silenzio per non trovarsi a dover risarcire il povero criminale.

        E non parlo solo di trinariciuti lettori di Feltri e Belpietro.

        • Pietro says:

          Questione di priorita’ al momento della stesura della legge… Vedi in USA il caso dell’hacker che ha fatto arrestare degli stupratori rischiando una pena 5 volte maggiore. Nel mondo anglosassone la cosa piu’ grave e’ fare di testa tua, devi delegare sempre e comunque a qualcuno che pensa e agisce per te… Come in Italia, solo che noi siamo pigri, loro sono convinti. Il sistema anglosassone e’ molto bravo nel delimitare i confini, all’interno dei quali tu ti senti incredibilmente libero e non ti accorgi nemmeno di essere in gabbia. Gli americani sono inglesi mancati… :D

        • Francesco says:

          ” Nel mondo anglosassone la cosa piu’ grave e’ fare di testa tua”

          ???

          stiamo parlando dello stesso mondo anglosassone? quello dei cow boy che impiccano i ladri di cavalli e dei self made man? non ritrovo affatto nell’immaginario USA questa cosa

        • Z. says:

          Ragazzi,

          è davvero affascinante (e decisamente italo-italiana) la vostra idea secondo cui, per conoscere l’applicazione della legge nella prassi giudiziaria, anziché la giurisprudenza si dovrebbe verificare la supposta vulgata in materia o – meglio ancora – la nostra personale percezione del “sistema anglosassone”.

          Ma rassegnatevi – nessuno di voi può eguagliare il mio concittadino Moi. Che – con una devozione di spirito che susciterebbe l’ammirazione del miglior Partito Interno – chiama “FACTA” le proprie elucubrazioni e “PUGNECTAE” la realtà.

          Z.

          PS: A proposito di chiamare “pugnectae” la realtà, ricordo a me stesso un’antica massima della saggezza d’Oriente: Uomo che la sera va a dormire con problema sessuale si sveglia il mattino dopo con soluzione in mano.

        • Moi says:

          La questione Legittima Difesa per Comuni Mortali, in Italia, è purtroppo come la mette Francesco !

          La foto del Calciante (quasi di certo anche Atleta di MMA), NON è nulla contro di lui personalmente, NON mi interessa il suo volto, NON mi interessano neppure (!) i suoi tatuaggi … era per mostrarne il fisico e quindi l’avulsione dalla realtà umana dell’ Art. 55 del C.P. ; quello che un Impiegato fisicamente derelitto dovrebbe affrontare a mani nude un Energumeno del genere che lo aggredisse a mani nude ! Le probabilità di sopravvivere gettandosi nell’ Arno con una pietra al collo, per il “Geometra Fantazzini” (banale archetipo tirato fuori lì per lì …) di turno sarebbero senz’altro maggiori.

        • Z. says:

          Moi,

          — La questione Legittima Difesa per Comuni Mortali, in Italia, è purtroppo come la mette Francesco ! —

          Oh, nientemeno – quale apodittica lapidarietà, Prof. Moi!

          E mi dica – per caso ce l’abbiamo un pochino di giurisprudenza a sostegno di questa curiosa teoria? O ci dobbiamo proprio fidare sulla parola delle Sue, ehm, brillanti e fantasiose teorie sociogiuridiche, che mai mi azzarderei a chiamare “pugnectae” com’è invece suo costume? :D

      • Mauricius Tarvisii says:

        Lui dice (mi faccio interprete io, perché Moi raramente concede spiegazioni ai propri rebus) che se ci sono io contro Mike Tyson che mi aggredisce la legge, imponendomi la proporzionalità, di fatto mi sta abbandonando a lui che è capace di strapparmi via parti del corpo a morsi.

        • Z. says:

          Spero non creda davvero che la legge imponga una cosa simile. Lo spero per te, intendo. Perché nel caso lo sai che toccherebbe a te spiegargli come stanno le cose :D

        • Z. says:

          Junior, avevi ragione tu.

          Ora ti tocca spiegargli come stanno le cose.

          Io ci rinuncio, sono troppo vecchio per i rebus :D

        • Peucezio says:

          Moi è criptico, ma il concetto in questo caso è alla portata di tutti. La legge è debole coi forti e forte coi deboli, è la legittimazione formale della legge del più forte.

        • Z. says:

          Ehm, no, questa è la tua interpretazione intellettualistica da militante leoncavallino in camuffa qual sei :D

          Io nel commento di Moi leggo, più banalmente, una critica (non all’altezza della sua indiscussa intelligenza) di un articolo del codice Rocco. Un articolo che concorre a disciplinare la legittima difesa in modo ragionevole, equilibrato, non dissimile da quanto avviene in codici scritti altrove.

          (OT: il codice penale parla di “difesa legittima”, che poi è una definizione da italiano moderno e scorrevole, mentre noi preferiamo utilizzare la più antica e altisonante dicitura “legittima difesa”. In effetti, quando si parla delle “cose buone del fascismo” non vedo perché, anziché citare il fascismo delle origini – quello dei sicari al soldo degli agrari e protetti dall’autorità – non si citi proprio il codice Rocco. O lo stadio di Bologna, ma qui potrei essere accusato di campanilismo)

  32. Pietro says:

    @Francesco: dopo il tuo commento su L’odio e Trainspotting ho capito che io e te non ci capiremo mai, probabilmente due vite diverse. Ti manderei in gita in certi zone di mia conoscenza. Tu non lo sai ma sei l’emblema dell’elettore del PD :D
    Tornando qui sopra infatti ho detto che gli americani sono inglesi mancati. L’epopea delle loro origini gli si ritorce contro, a Washington farebbero volenrieri a meno dei cow boy texani. Il sistema anglosassone e’ profondamente totalitario, solo che siccome non vedi i carri armati e ti danno la pay tv te non te ne accorgi. Le persone ingenue e in buona fede come te sono la massa grazie alla quale i nazismi possono esistere, senza offesa.

    • Francesco says:

      nazista sarà tua nonna! ed elettrice del PD tua sorella :D

      senza offesa ma questa storia dei totalitarismi dolci la lascio volentieri ai commenti di Ritvan, che di totalitarismi se ne intende

      a Washington hanno avuto un cowboy texano (sia pure farlocco) come presidente sino a poco fa e non mi risultano piani per concedere l’indipendenza al Lone Star State

      quando incontro una dittatura, me ne accorgo. penso al tema dell’obiezione di coscienza all’aborto o delle scuole libere

      il resto sono, absit iniuria verbis, seghe mentali

      ciao

    • PinoMamet says:

      Confermo che negli USA ho avuto fortissima l’impressione di “fascismo soft”, vale a dire di fortissima omologazione culturale, che ti permette di fare e dire tutto… ciò che è stato preparato attentamente per te.

      Se ti piace, bene; ma se hai, come dire, dei gusti leggermente fuori dal menù (ma anche di poco, eh?), sono cazzi amari!!

      Poi, ovvio che in Corea del Nord si sta peggio, nessuno lo nega.

      Ma con tutta la nostra scemenza italica, siamo più mentalmente liberi noi! (ancora per poco, temo).

      • Francesco says:

        può darsi ma è dai tempi di Toqueville che si dice questo, se non sbaglio, e a finire nella cacca siamo sempre noi evoluti europei e non loro omologati

        così omologati che hanno leggi sul diritto di leggere gli atti segreti dello Stato dopo pochi decenni (da noi la regole era mai e poi mai) e un sacco di roba del genere

        Miguel, da dove viene nell’immaginario europeo questa idea della omogeneità intellettuale USA rispetto alla varietà e libertà europea? come messicano sei parte terza!

        :)

        • PinoMamet says:

          Francè, io non so dove nasca negli altri, questa impressione, ma so quando è nata in me, cioè quando sono stato un mesetto negli USA.
          Poco, lo ammetto, non escludo di tornarci.

          Però sì, l’impressione fortissima è quella: sei libero di fare tutto, tutto quello che rientra in determinate categorie.

          Sei libero di pensare tutto, però alla fine il 99% delle persone pensa le stesse cose.
          E non sto parlando di ideologie generali, quelle che si segnano con le maiuscole (capitalismo, socialismo… anche queste, per carità) ma anche di minuterie di vita quotidiana (vedasi l’esempio della maglietta “troppo” stretta del mio conoscente).

          Insomma, c’era un tale nella mia cittadina che girava con una bombetta (nel senso di copricapo). Perché gli piaceva. Nessuno gli hai mai detto un cazzo.

          Negli USA puoi girare con una bombetta? la risposta non è “nessuno ti dice un cazzo”, come a Fidenza;
          la risposta è “ceeeerto, oo yeah, è il paese della libertà, mi metto la bombetta perché è mio diritto e mi compro una maglietta con il simbolo dell’Associazione Mettitori di Bombette&Cilindri, e tu che mi stai gridando dall’altra parte della strada che sembro un coglione? OO yeahh amico, è tuo diritto farlo, fai bene a esprimere la tua personalità, ma se mi disturbi troppo ti faccio causa!”

          capito la differenza?

          Puoi essere “diverso” negli USA: a tuo rischio e pericolo, nel senso che se sei diverso, beh, è tuo diritto farlo… e la cosa è vista esattamente così: ok, è tuo diritto essere gay, negro, portare la bombetta,usare il mulinello con la mano sinistra come tutte le persone normali e non con la destra come i coglioni americani (che è molto scomodo perché quando il pesce abbocca devi cambiare di mano alla canna, ma non c’è verso che lo capiscano) lo ammetto; MA, mi stai sul cazzo, e non ci metto due secondi a dirtelo e a fartelo pesare, perché il modo giusto di fare le cose è quello IU-ES-EI, e basta, ecco, si comincia col mulinello e si finisce con Al Qaeda…

        • Roberto says:

          Che dire? Pure la mia esperienza è di circa un mese (ma molti americani li ho conosciuti qui) e ne ho un impressione completamente diversa.

          Innanzitutto di americani diversissimi tra loro, e poi di gente che ti lascia campare (chiaramente un quartiere fighetto di boston non è la stessa cosa che una bidonville nera nel Mississippi….).

        • PinoMamet says:

          Io di americani diversissimi ne ho conosciuta una, che poi era di origine italiana (ma non c’entra, la cosa ha più o meno lo stesso valore che ha da noi essere iscritti al club di pattinaggio artistico o al corso di cucina giapponese), e che era “molto left-wing” per gli standard americani (mica voleva Pol Pot, semplicemente non credeva che gli USA fossero per definizione il Paradiso Terrestre… il che, da un certo punto di vista, è forse più grave, per gli statunitensi!).

          Gli altri, onestamente, me so’ sembrati tutti uguali: messicani, cinesi, assortiti vari… tutti identici.

          Molto simili a loro, come già scrissi, sono gli israeliani. Non sono uno di quello che crede al “legame satanico e perverso tra USraele” e complottismi vari, e credo che in decenni passati il modello israeliano fosse semmai la Francia (ma di quell’epoca non so ninete), e comunque credo che le cause di questa somiglianza siano più sociologiche che politiche
          (si può essere alleatissimi senza somigliarsi troppo, e essere identici e odiarsi…) ma la somiglianza comunque c’è.

          Solo che gli israeliani sono davvero più vari, e meno chiusi mentalmente, per quanto possa sembrare strano dirlo a chi non li conosce.

        • Peucezio says:

          “e a finire nella cacca siamo sempre noi evoluti europei e non loro omologati”

          Francesco, infatti io ti vedo immerso nella cacca fino alla calotta cranica compresa… Ma chi vogliamo pigliare per fesso? Ma chi sta meglio di noi al mondo? L’Italia malgrado tutto è ancora il paese del Bengodi e hanno voglia a strapparsi le vesti perché Berlusconi disse che i ristoranti sono pieni… Intanto più passa il tempo e la crisi peggiora, più traboccano di avventori.
          La cacca esiste nei tuoi sogni, Francesco, ma né tu, né io l’abbiamo mai vista nemmeno col binocolo. Noi caghiamo fiori, essenze profumate…

        • Z. says:

          Peucezio,

          — Intanto più passa il tempo e la crisi peggiora, più traboccano di avventori. —

          Ora ho capito perché quando tu discuti con Francesco io generalmente sono d’accordo con lui: abbiamo visioni tendenzialmente incompatibili, ma viviamo nello stesso mondo. Tu invece vivi in un Altroquando che io proprio non conosco :D

        • Francesco says:

          carissimo Peucezio

          la cacca a cui pensavo io portava baffi, baffetti, baffoni et similia

          se dovessi parlare della crisi economica odierna, se la passano peggio gli USA che stanno scavandosi una fossa infinita di debiti in dollari di noi europei

          sui ristoranti, non li trovo così vuoti ma IO ho ridotto le già rade frequentazioni, su consiglio dell’estratto conto della banca

  33. mirkhond says:

    ” Il sistema anglosassone e’ profondamente totalitario, solo che siccome non vedi i carri armati e ti danno la pay tv te non te ne accorgi. Le persone ingenue e in buona fede come te sono la massa grazie alla quale i nazismi possono esistere, senza offesa.”

    Da scolpire su una lapide, tanto sono VERE queste parole…..

    • Francesco says:

      l’idea della lapide la condivido, sopra scriviamoci però “al pensiero, perito e sostituito da vacui slogan”

      mi dai UN (ripeto) UN elemento di questo totalitarismo?

      la pressione sociale per aderire al troiaio non va bene, fa schifo a entrambi ma non è totalitarismo

      che totalitarismo non significa “quello che non mi piace”

      • mirkhond says:

        Il tipico esempio di boccalone in buona fede, SORDO a tutte le critiche che vengono mosse alla sua PSEUDOperfezione al $….. :)

        • Francesco says:

          vedi, caro Mirkhond, non basta muovere una critica, sarebbe meglio addurre qualche motivo

          pensi di iniziare, prima o poi?

          PS ti prego, non darmi del “in buona fede”, ;)

  34. mirkhond says:

    “Il sistema anglosassone e’ molto bravo nel delimitare i confini, all’interno dei quali tu ti senti incredibilmente libero e non ti accorgi nemmeno di essere in gabbia.”

    Pietro, hai riassunto efficacemente la sensazione che provavo quando vedevo il film e le serie u$ane….
    Un mondo di FALSI liberi e di automi clonati, il cui sottofondo è sempre lo stesso:
    U$A sono i migliori del mondo!
    E se te la mettono in culo, in questa presunta perfezione, non lo vedono e NON LO VOGLIONO VEDERE….658911

    • Pietro says:

      Grazie. Sono alcuni dei motivi che mi hanno fatto scappare da Londra. Una citta’ bellissima e multirazziale, ma non riuscivo ad omologarmi. L’unica era trasferirsi nell’east dove presumo sarei diventato fervente musulmano.

    • daouda says:

      Quelle serie televisive sono CONTRO il vero animo degli U.s.a. originari : la Old Right, i red necks, i cattolici tradizionalisti, gli anarcocapitalisti.

  35. roberto says:

    pero’ pietro e mirkhond,
    bisogna pure ad un certo punto mettersi d’acordo sull’uso delle parole.

    se “il sistema anglosassone” è “profondamente totalitario”, come definite bielorussia, o corea (giusto per parlare degli estremi?)

    • Pietro says:

      Bella domanda. Non conosco la Bielorussia, per quanto riguarda la Corea io penso ad una dittatura, dove un elemento terzo (esercito) funge da collante sociale. La filosofia dello Juche in realta’ tenta di fare da automotivazione, ma penso che dove mancano i soldi non c’e’ posto per gli ideali. La differenza e’ che nel mondo anglosassone la dittatura e’ ormai dentro alle persone, quindi non servono piu’ fattori terzi come i carri armati, ed essendo ormai nelle coscienze la dittatura diventa totalitaria. In paesi piu’ poveri le dittature sono meno totalitarie perche’ le persone essendo rassegnate non partecipano. Noi occidentali siamo gli unici felici di essere schiavi. Riflessioni sparse e senza certezze scritte davanti ad una pizza ed una birra… :D

      • Francesco says:

        “essendo ormai nelle coscienze” diventa intangibile, improvabile, inverificabile

        come con Grillo, siamo di fronte ad asserzioni che non puoi nè dimostrare “scientificamente” nè verificare nella vita

        devi aderirci a occhi chiusi

        mi permetto di essere in disaccordo (e intanto batto cassa al Sistema, nel caso)

      • habsburgicus says:

        Non conosco la Bielorussia

        In Bielorussia non si può a rigore parlare di totalitarismo classico…le elezioni sono “aggiustate”, tuttavia ci sono (le persone serie ammettono che se l’opposizione non ha le percentuali da prefisso telefonico che regolarmente ottiene tuttavia non supera di molto il 20-25 %)
        Il PC non esiste più o meglio esistono vari partitini marxisti-leninisti litigiosissimi :D (uno dei quali ostile al regime), dunque manca un partito-Stato…questa è la maggiore differenza dall’URSS
        La stampa è “controllata” e “intimidita” ma qualche spazio di anticonformismo esiste…
        Si può viaggiare all’estero (è l’UE che pone problemi ai bielorussi :D)
        Noi abbiamo bisogno del visto (in Moldova e Ucraina non più e neppure in Georgia) ottenibile alla sovietica solo con invito (o prenotazione alberghiera), ma ciò vale anche in Russia..anzi in Bielorussia, se uno ha una conoscenza affidabile (nel 99, 99 % una ragazza :D) basta dare, con il consenso della persona ovviamente, i suoi dati all’Ambasciata bielorussa ed in tal caso non è necessario un invito formale per un soggiorno inferiore ai 30 gg….
        Un certo pluralismo è possibile…anche in campo culturale ed in lingua epicorica (tanto il bielorusso non lo legge più nessuno :D)
        Inoltre il regime di Alaksandr Łukašenka ha un vasto appoggio nella parte più umile e meno colta nelle province di Mahilioŭ, Homiel, Miensk , Viciebsk e Brest, molto meno in quella di Hrodna e nel centro di Miensk…lo odiano le persone colte (purtroppo anche là povere, oggi) in particolare quelli di educazione umanistica che sono nazionalisti bielorussi, anti-russi e anti-sovietici…
        La lingua bielorussa dal 1994 al 2009 (poi c’è stato un “contrordine”) è stata vergognosamente attaccata e umiliata a favore del russo (già a fine epoca sovietica boccheggiava, dopo le politiche russificatrici di Mazeraŭ e Mašeraŭ 1965-1980, quest’ultimo tuttavia amato dalle masse)…bisogna essere strettamente realisti, il bielorusso sta morendo (già a Miensk per non parlare di Homiel ti guardano come un marziano se parli in bielorusso :D) e sopravvive solo a Ašmiany, Lida, Hrodna e pure Navahrudak, zone con molti cattolici (talora anche polacchi) e poco sovietizzate..solo un Atatürk con i metodi kemalisti potrebbe ora salvare il bielorusso :D
        Łukašenka impone invece il SUO di nazionalismo che è russofilo, sovietofilo, pro-ortodosso, anti-polacco, anti-baltico e favorisce la lingua russa..o almeno il trasjanka, un russo con qualche parola bielorussa e declinazioni sbagliate…che farebbe inorridire Dostoevskij !!!
        È questa la maggiore divergenza fra me e Łukašenka (io sono fra i quattro gatti che favorirebbero, dipendesse da me, un “risorgimento” nazionale bielorusso, puramente bielorusso, solo bielorusso, integralmente bielorusso :D se avete notato ho messo tutti i nomi in bielorusso)…
        altrimenti a me Łukašenka non dispiacerebbe, soprattutto per la sua politica estera ma anche per la politica sociale interna..e qualcosa mi dice che Peucezio dovrebbe essere d’accordo :D
        ciao

        • Peucezio says:

          Anche a me piace, ma per la verità anche per la politica culturalmente russofila.
          Io in tutta franchezza non riesco a riconoscere al bielorusso lo statuto di lingua. Ti dirò che il “padano” avrebbe molta più legittimità. Perché se è vero che non esiste una tradizione letteraria unitaria, però almeno le caratteristiche linguistiche sono tali da poterlo classificare come un sistema romanzo a sé.
          Nel caso del bielorusso invece si tratta dei dialetti occidentali presi e adattati per formare una lingua: cioè si prendono le parlate contadine di una certa area, si aggiungono le parole colte, il lessico internazionale ecc. e si inventa una lingua a tavolino chiamandola “bielorusso”. In sostanza è una lingua “politica”, come il valenciano, che diverge dal catalano di Barcellona quanto il dialetto di due quartieri diversi di una stessa città italiana, solo che per ragioni di campanile ci tengono a dire che è un’altra cosa.
          Poi ci sarebbe da fare un discorso più generale sulla legittimità storica degli stati bielorusso e ucraino.

        • Peucezio says:

          Sugli Stati Uniti,
          in risposta a Francesco, Pietro e un po’ a tutti:
          io non ci sono stato, ma mi sembra di capire che se
          1) da una parte ci sono realtà fatte di costrizione esterna e libertà interiore, cioè le dittature classiche, che hanno una grande capacità di controllo oppressivo sulla vita pratica e un potere di interiorizzarsi nelle coscienze pressoché nullo;
          2) dall’altra ci sono le nazioni opulente, in cui esiste un potere sfuggente e impersonale, che non condiziona minimamente la vita materiale ma rende interiormente soggetti…
          gli Stati Uniti si collocano in una terza categoria, in cui il condizionamento si esercita su ambo i versanti: c’è il consumismo, i persuasori occulti, la pubblicità, la capacità di trasmettere modelli seducenti e fittizi ecc. ma allo stesso tempo c’è un apparato statuale forte, militarizzato, spesso appaltato ai privati ma non per questo meno efficiente, che fa sì che appena esci dai binari anche di pochi millimetri finisci male. Al contempo le libertà residue, sostanzialmente irrilevanti, che hanno un valore simbolico ma non cambiano sostanzialmente la vita dell’individuo e la sua capacità di influire sulla società, sono sacre e inviolabili.

        • Francesco says:

          qualche dubbio sulla militarizzazione “interna” degli Stati Uniti, forse vale per i negri poveri

          molti dubbi su “sostanzialmente irrilevanti”, sospetto che se li specificassimo ci troverei tutto quello che serve a me per essere libero …

          credo che una libertà che lì esiste al limite dell’atomismo alienante sia quella di vestirsi come si vuole e di fare quello che si vuole (compresi i campionati nazionali di cheer leader a squadre miste!)

          insomma a me pare che in America manchi quello che ti ride in faccia se fai una clamorosa cazzata

          ciao

        • habsburgicus says:

          @Peucezio

          Io in tutta franchezza non riesco a riconoscere al bielorusso lo statuto di lingua
          Poi ci sarebbe da fare un discorso più generale sulla legittimità storica degli stati bielorusso e ucraino.

          Dal punto di vista russo (in senso lato) non posso che darti ragione…
          Nel mio caso la posizione filo-nazionalista (per Bielorussia ed Ucraina) dipende dalla posizione ambivalente che ho nei confronti della Russia e dal mio esplicito pro-uniatismo (sono rimasto l’unico :D dopo che pure il Vaticano ha abbandonato gli Uniti :D e molti tradizionalisti, non so i sedevacantisti, logicamente invece favoriscono il Cattolicesimo latino)
          Da un lato io amo, apprezzo la Russia e vedo la sua Potenza come necessaria anche per proteggerci dall’arroganza anglo-americana…dunque oggi sono filo-Putin in tutte le questioni essenziali (pur senza idealizzare l’uomo)
          Dall’altro vorrei una Russia rivolta a Est e a Sud (là non ho problemi, riconosco il ruolo “civilizzatore” russo…a me piacerebbe che anche la Manciuria tornasse sotto influenza russa :D e appoggio la saggezza dei mongoli che fin dagli Zar, fra Russia e Cina hanno sempre scelto la Russia), ma non a Ovest
          Il Baltico è Europa, non è Russia (en passant per me “Europa” non UE, è solo quella con un patrimonio culturale cattolico-latino pre-1517 cui potrei aggiungere la Romania, ma solo quando sono di buon umore :D il che non vuol dire che disprezzi l’altro, ad esempio la Rumelia come la chiamerebbe l’amico Mirkhond :D è semplicemente altro, non meglio né peggio, altro)
          La Bielorussia tutta e l’Ucraina ad ovest del Dnepr/Dnipro, in quanto polacche sino al 1772/1795 DOVREBBERO essere Europa; in quanto la cultura slavo-bizantina è ostacolo bisogna risolvere il problema con l’Unione, obiettivo in gran parte raggiunto entro il 1772; in Bielorussia il 75 % erano uniti, gli ortodossi erano il 6 %, in Ucraina polacca gli ortodossi erano il 10-15 %e vi rimaneva 1 solo vescovo ortodosso, a Mahiloŭ in Bielorussia del sud-est
          la russificazione e la ri-ortodossizzazione di quei territori (culminate nell’abolizione della Chiesa unita nel 1839) a fine XVIII e nel XIX secolo io la vedo come un “vulnus”, come una piaga ancora sanguinante e non riesco ad accettarla :D
          ecco perché vedrei bene un nazionalismo bielorusso e ucraino-occidentale come primo passo, per rompere con Mosca, anche se l’obiettivo finale sarebbe (non lo nascondo) l’Unione ecclesiastica e l’adozione integrale della cultura polacco/europea
          però non c’è pericolo :D io non ho alcun potere e non posso favorire tali processi (in gran parte sconfitti dallo sviluppo storico in quanto rimasti estranei alle masse :D), dunque mi sa che dovrò rassegnarmi al pan-russismo :D
          sulla lingua, anche lì non hai torto—ma il bielorusso non è l’unico
          il macedone è una lingua ? NO, è bulgaro, “differenziato” da Tito—ma tutti ora lo accettano
          lo slovacco è una lingua ? si potrebbe discutere
          il ladino è una lingua ? idem
          il fiammingo non dovrebbe essere chiamato sic et simpliciter olandese o viceversa ?
          il moldavo è romeno, oppure una lingua molto simile (come sostengono i comunisti in Moldova ? ecc
          il galiziano è una lingua ? o un dialetto portoghese ?
          dunque vi sono molti casi in cui la politica e la storia incidono sulle dinamiche linguistiche, non solo a Miensk
          ciao !

        • Peucezio says:

          Sì, come hai capito io sono tendenzialmente filo-russo e filo-ortodosso.
          In effetti capisco che i secoli sotto i polacco-lituani non possono essere liquidati come una breve parentesi. Però è anche vero che parliamo comunque di popoli slavo-orientali, che nessuno, prima della conquista polacca, avrebbe mai distinto e individuato all’interno della compagine della Rus’. E in fondo mantengono sempre quella lingua (altro sono gli “ucraini” di Leopoli, che sono davvero polacchi), sia pure in vairetà dialettali occidentali.
          Quanto all’uniatismo, ti dirò che non ne ho una grandissima simpatia. Mi pare un ibrido strano: erano ortodossi, che hanno cambiato chiesa ma non rito: tanto valeva che restassero ortodossi. Una delle cose che non amo del cattolicesimo, e di tutto ciò che è occidentale (compreso paradossalmente l’Islam) è il proselitismo. Ammenoché non si esercita su realtà peggiori, da recuperare (protestantesimo in tutte le sue declinazioni), su porcate come nuove religioni o sull’ateismo e l’agnosticismo.
          Anche se capisco le tue ragioni di fratellanza con altri cattolici (si tratta di questo o è un elemento intrinseco?).
          Sulle lingue, hai ragione. Ma infatti io metterei in discussione tutti quei casi: la lingua o è pienamente distinta da un’altra, sì da non esserne un dialetto, oppure deve avere una vera tradizione letteraria importante (come il portoghese, che in sé sarebbe praticamente un dialetto spangolo; il gagliego poi è un dialetto di un dialetto, però anche lui ha avuto nel Medioevo la sua tradizione letteraria, che però non scinderei da quella portoghese).
          Mancando queste due condizioni parlerei senz’altro di dialetti, non di lingue. Che non solo non sono da disprezzare, ma da esaltare. Purché li si chiami col loro nome e si usino nei loro usi propri, legati alla socialità spontanea, colloquiale, alla poesia, alla canzone, alle fiabe, ma non ci scriverei trattati.

        • PinoMamet says:

          ” credo che una libertà che lì esiste al limite dell’atomismo alienante sia quella di vestirsi come si vuole e di fare quello che si vuole (compresi i campionati nazionali di cheer leader a squadre miste!)”
          insomma a me pare che in America manchi quello che ti ride in faccia se fai una clamorosa cazzata”

          Su questo aspetto, già te lo dissi e ridissi, sono in disaccordo, a quanto ho visto e rivisto:

          a livello teorico, c’è una libertà di gusti al limite dell’atomismo;
          a livello pratico, c’è un conformismo al limite del maoismo.

          E sì, se c’è un posto dove la gente ti ride in faccia, non solo se fai cazzate, ma se devii un minimo da ciò che è riconosciuto, sono proprio gli USA.
          Nel senso letterale e più cattivo. Visto, ripeto, di persona.

          Sfatiamo un altro mito. vedo più gente vestita “strana” o etnica in una qualunque città di provincia italiana che nella metropolitana di New York, dove, con leccezione degli ebrei hassidici (che comunque ci stanno anche nella mai città di provincia!) tutti gli altri sono vestiti banalmente e tristemente da americani.

        • PinoMamet says:

          Anche i sikh fanno eccezione, aggiungo… e anche questi ce li abbiamo anche qua ;)

        • habsburgicus says:

          capisco le tue ragioni di fratellanza con altri cattolici (si tratta di questo o è un elemento intrinseco?).

          Si, è in buona parte anche questo, ma non solo…c’è in me una simpatia specifica per l’Uniatismo in quanto “orientale” ma legato al Papato (come sarebe stato bene per tutto l’Oriente :D) e per l’Uniatismo “ruteno” in particolare…però capisco le tue ragioni e non posso negare che la sensazione di non essere “né carne né pesce” sia diffusa e tutt’altro che peregrina
          In ogni caso, con queste limitazioni (che, ripeto, nel contesto attuale sono de facto irrilevanti), sono abbastanza filo-russo, anch’io, lo ribadisco….e ho grande interesse per la civiltà russa

        • Francesco says:

          x Pino

          io ricordo esperienze dirette e opposte tra USA e provincia italiana

          dovremo organizzarci un viaggetto laggiù per dirimere la questione

          prendiamo due camper e facciamo un Miami-Seattle? :D

        • PinoMamet says:

          Affare fatto.
          L’anno prossimo però, quest’anno non ce la fo. E passiamo a prendere anche Mirkhond, se ti va! :)

          (ma davvero, io qua vedo: sikh vestiti da sikh, ebrei vestiti normali e “da ebrei”, arabi e indiani “normali” saltuariamente vestiti da arabi e da indiani, monaci buddhisti vestiti da monaci buddhisti, africani non-così-tanto-raramente vestiti da africani, cinesi nel nuovo abito tradizionale cinese ;), cioè canottiera e pantaloni con le pinces :D… insomma, non solo non mi manca niente rispetto a quanto ho visto a New York, ma noto anche che le comunità qua mi paiono in genere più “rilassate” e meno bisognose di mimetismo… fanno eccezione i filippini e i sudamericani che ormai, poverini, non sembrano avere altro modello che quello urbano-pseudo-rapper-statunitense…)

        • Francesco says:

          qua a Milano vedo praticamente solo

          1) pseudo-rapper e relative bitches di tutte le razze e le taglie, ormai invecchiano e mettono su famiglia e fanno figli senza imparare a vestirsi

          2) orientali (nel senso di slavi) più vicini al modello Fonzi e tatuaggi

          3) quelli costretti alla giacca e cravatta

          persino i vecchi terroni in tuta da ginnastica e mocassino senza calze stanno diventando rari

          ah, poi ci sono i turisti, che si vestono come a casa loro

        • Francesco says:

          x Pino

          portare Mirkhond negli USA? in aereo?

          dovremo narcotizzarlo e caricarlo di peso

          una volta là, tra la mancanza di plastica e il fatto che non vuole capire le lingue, gli raccontiamo qualche palla (siamo in Galizia, quello è l’Atlante, ecc. ecc.)

          alla fine si abitua!

          ;)

        • PinoMamet says:

          Vabbè, stai a Milano, bisogna capirti… ;)

          ottima l’idea di narcotizzare Mirkhond stile Mr. T ;)
          :D

  36. mirkhond says:

    Rispondo per me

    Sono due o più differenti totalitarismi.
    La democrazia in realtà NON ESISTE, che altrimenti sarebbe anarchia.
    Per cui l’autoritarismo, base di ogni governi, ha diverse gradazioni.
    La Corea del nord ha un totalitarismo assoluto, ma EVIDENTE.
    Gli U$A hanno un totalitarismo SUBDOLO perché mascherato dal “diritto alla ricerca della felicità”, la cosa più assurda che potesse esser contenuta in una costituzione,
    La felicità è una dimensione intima, che può benissimo essere provata osservando un campo di patate e i contadini che le raccolgono, in una sperduta area ai piedi del Tauro, in Anatolia…
    Almeno per me è così, e non c’ho bisogno di una costituzione di PLASTICA, perché ciò avvenga….
    Ti dicono sei libero.
    Sì, ma libero di cosa?
    Perché cacchio mai non si è mai visto UN SOLO film wa$p dalla parte di Khomeini o dei Talebani?
    Oppure donne americane che capiscono le ragioni dell’oriente musulmano, e indossano il velo, senza per questo diventare biekiSSime terroriste?
    Perché non si vede UN SOLO FILM wa$p che contesti il macdonald, i drive-in, le coppiette stronze e frivole, quei dialoghi da cloni plastificati sempre felici e contenti di vivere nel loro pseudo-eden?
    Perché l’America ha sempre ragione ed è sempre nel giusto, anche quando spiana INTERI PAESI con guerre asimmetriche (che tra l’altro sta pure perdendo)?
    Perché vestono tutti in quel modo pessimo, con tutine da giocatore di rugby e pantaloni mozzi a mezza gamba, da scaricatore portuale?
    Perché FINGONO di essere tutti uguali, quando tra i cozzali sovracitati, ve ne sono alcuni, molto, molto, molto, molto, molto più RICCHI?
    Perché non si combattono DAVVERO le ingiustizie sociali, ridimensionando il maledetto capitalismo e il culto vomitevole del privato panacea di tutti i mali?
    Perché essere “comunista”, cioè preoccuparsi dei POVERI è un crimine?
    Perché il perdente è un lebbroso da evitare?
    L’America dei film e serie tv è una VOLUTA e PIANIFICATA MENZOGNA, a cui credono purtroppo, tanti, troppi boccaloni…
    Ecco perché, come dice Pietro, non ne scorgono l’INGANNO, Roberto….
    ciao!

    • PinoMamet says:

      ” Perché cacchio mai non si è mai visto UN SOLO film wa$p dalla parte di Khomeini o dei Talebani?
      Oppure donne americane che capiscono le ragioni dell’oriente musulmano, e indossano il velo, senza per questo diventare biekiSSime terroriste?
      Perché non si vede UN SOLO FILM wa$p che contesti il macdonald, i drive-in, le coppiette stronze e frivole, quei dialoghi da cloni plastificati sempre felici e contenti di vivere nel loro pseudo-eden?”

      Caro Mirkhond, il bello è che nessuno proibisce agli statunitensi di fare un film che critichi gli USA.

      La stragrande maggioranza di loro, semplicemente non ci pensa, non ci passa nanche per l’anticamera del cervello: gli USA hanno ragione punto e basta.
      Altro che dogmi! siamo alla certezza granitica.

      Altri, sapientemente sventolati come esempio della libertà di critica, criticano, certo, ma sempre singoli eccessi o errori talmente evidenti da essere impossibili da non vedere, e comunque mai il sistema nel suo complesso.
      Film che dicano “in Vietnam ci siamo un po’ sbagliati”, sì, quanti ne vuoi (oddio, senza esagerare…); film che dicano “il capitalismo selvaggio è una merda” neanche uno, e se c’è ci si premura di colpire solo un singolo aspetto discutibile, e sempre con la premessa che “colpisce cittadini americani”.

      Qualcuno che prova a criticare più in grande c’è (Michael Moore, altri non mi sovvengono) ma dovresti sentire come è trattato dall’americano medio… credo che l’espressione “paria” renda l’idea.

      (Naturalmente per gli americani con cui discuto sui blog di abbigliamento vintage, Obama è socialista e sta distruggendo il loro paese… perché ha osato proporre una timidissima riforma del sistema sanitario privato).

      Con persone così, che bisogno c’è di leggi totalitarie?

      • Francesco says:

        Non capisco perchè sprecare il termine “persone”?
        Negroidi andava bene quando c’era lui e potremmo rispolverarlo.

        Per la cronaca, qualcuno di voi ha visto “Wall Street”? ” Titanic”?

        E Michael Moore è, oggettivamente, una testa di cazzo, un bugiardo, un esagitato e un pessimo campione della critica al sistema. L’avrà scelto l’FBI come infiltrato.

        Anche l’ultimo Batman non era male, come anticapitalismo. Vi ricordate della Klein di No Logo? Troppo morbida anche lei?

        Forse, se si auto-bombardassero con tutto il potenziale termonucleare che hanno, questo vi basterebbe?

        :D

        • PinoMamet says:

          France’, bellissimo che prima esalti la loro libertà critica (per cose che non criticano proprio niente!) e poi l’unico che si permette di fare un po’ di critica seria, lo definisci un testa di cazzo, un folle, ecc. ecc.

          Che dire.. complimenti. Saresti uno statunitense perfetto!

        • PinoMamet says:

          Wall Street: ok, i ricconi sanno essere stronzi, e quindi? sarebbe questa la critica?
          Wall Street ha funzionato alla grande come traino per lo yuppismo, altro che critica!

          Titanic: stai scherzando spero. La celebrazione del sogno americano? il povero immigrato irlandese che si scopa la bbona riccona prima ancora di aver messo piede nel Continente delle Libertà?
          Un film dove il cattivo E’ UN ICEBERG?? sarebbe una critica del sistema USA??

        • Z. says:

          Pino,

          — Un film dove il cattivo E’ UN ICEBERG?? sarebbe una critica del sistema USA?? —

          :lol: :lol: :lol:

        • Francesco says:

          Il cattivo è quello ricco che la bbona dovrebbe sposare per soldi e quello che chiude i cancelli della terza classe per far salire sulle scialuppe i signori! ma cosa stavate guardando?

          In Wall Street (OLIVER STONE!) il cattivo è Gordon Jekko, e finisce pure dentro, mentre lo yuppie si pente e torna a coltivare la terra (o qualcosa del genere) … solo che il messaggio non ha funzionato :D

          Non è colpa mia se Moore è una fogna, più che critica seria sembra uno scappato dal Fatto quotidiano o dal Manifesto. Se noti ho citato molti altri film critici, alcuni bellissimi. Poi io non sono un liberal o un anti-americano.

          Ripeto, cosa vorresti tu come seria autocritica?

          PS a mio giudizio, molta Hollywood è troppo anti-americana, comunque. Oggi forse un pochino meno.

      • daouda says:

        Dò a Francesco. I Film americani, per chi li sà vedere, sono quasi tutti contro gli U.s.a.

        • mirkhond says:

          Il risultato però favorisce l’amore dei lobotomizzati per $….

        • Francesco says:

          Mirkhond

          credo che anche i tuoi film sui Talebani avrebbero lo stesso effetto … folle che fuggono dai cinema ululando “dov’è Mac?”

          :D

          PS naturalmente ho scordato Watchmen. sia il romanzo a fumetti sia il film

        • daouda says:

          ma certo, perché sennò come si fà a montare l’indignazione dei coglioni massificati e ad usuarla per i propri scopi di dominio e come si fà allo stesso tempo a fomentarli verso il consumo e la “realizzazione” necessaria a perpetrare il parassitaggio dominante.
          Due piccioni con una fama.
          Ugualmente per l’immagine dei NOBBILI OMMINI GOMUNI che SI INDINNIANO per le cattiverie dei padroni ( che sono sempre determinate categorie da colpevolizzare ), la massa allocca cerca protezione e tifa per il potere, mentre quelli , che in realtà è ovvio abbiano moltissimi motivi per essersi rotti le palle, vengono sedotti a stringere sempre di più le maglie dell’oppressione tramite una finta rivoluzione che favorirà il sistema.
          Ogni immagine è sempre servita per entrambi, e vuol dire esattamente ogni cosa per ogni fazione. E’ questo il trucco, perché si rinforzino gli schemi e vengano allo scontro PILOTATO.

      • mirkhond says:

        Concordo con Pino al 100%!

      • daouda says:

        Pino ma sei impazzito?
        Quasi tutti i film statunitensi sono contro il capitalismo proprio nella sua fasulla ed artata celebrazione per gli allocchi…

        • PinoMamet says:

          Stento a trovare un film USA che sia contro gli USA, e gli USA sono IL capitalismo.

          Poi se discutiamo cosa sia il capitalismo, allora è roba semantica…

        • mirkhond says:

          Vabbe Daouda (a parte il ku klux klan) è l’unico a sostenere che gli U$A siano un paese socialista…. :) :) :) :) :)
          Ci sarebbe da ridere, se la cosa non fosse tragica…
          A Daou’! A Daouuuuu!!!!
          E svejate, dai! ;)

        • daouda says:

          Guardati ogni film celebrativo degli U.s.a. , in realtà li critica e li ridicolizza, si sà che hollywood è dal dopo guerra in mano all’elitè fabiana.

          Mirkhond non sono io, ma è la scienza economica a confermarlo. Leggiti questo blog, perché mi sono rotto di spiegare che il friedmanismo ed il reganismo sono politiche socialistiche :
          http://johnnycloaca.blogspot.it/

          p.s. il capitalismo è la risultante hegeliana tra liberismo e socialismo.

    • Francesco says:

      1) La democrazia in realtà NON ESISTE, che altrimenti sarebbe anarchia. Per cui l’autoritarismo, base di ogni governi, ha diverse gradazioni.

      Qui il problema è che hai un’idea sbagliata della democrazia, da cui fai discendere conseguenze altrettanto sbagliate. In sintesi, confondi l’autorità con l’autoritarismo e la libertà con l’anarchia. Eppure sei uno storico!

      2) La felicità è una dimensione intima, che può benissimo essere provata osservando un campo di patate e i contadini che le raccolgono, in una sperduta area ai piedi del Tauro, in Anatolia…

      oppure un campo di mais in una sperduta area rurale del Kansas … si vede che non hai mai letto le origini di Superman.

      3) Perché cacchio mai non si è mai visto UN SOLO film wa$p dalla parte di Khomeini o dei Talebani?

      perchè solo la propaganda può produrre qualcosa a favore di Khomeini o dei Talebani. O il fanatismo artefatto e insincero di un Massimo Fini.

      4) Oppure donne americane che capiscono le ragioni dell’oriente musulmano, e indossano il velo, senza per questo diventare biekiSSime terroriste?

      Posso citarti l’ultima serie di 24, telefilm neocon e “di destra”? oppure la visita del Presidente Bush a una moschea pochi giorni dopo l’attacco dell’11 settembre? non capisco perchè le musulmane statunitensi dovrebbero vestirsi come in Medio Oriente o in Afganistan, è una religione, non uno stile di abbigliamento

      5) Perché non si vede UN SOLO FILM wa$p che contesti il macdonald, ….

      ma, non so, forse perchè tu non guardi mai film USA. Cerca “Supersize me”, “Clercks”, “American Beauty” e scoprirai che quei film ci sono e si vedono

      6) Perché l’America ha sempre ragione ed è sempre nel giusto,

      “I tre giorni del Condor”, “Rambo”, “Full Metal Jacket”, “Apocalypse Now”, Soldato Blu …. hai a disposizione una filmografia sterminata, di critiche alla politica estera e militare USA

      7) Perché non si combattono DAVVERO le ingiustizie sociali, ridimensionando il maledetto capitalismo e il culto vomitevole del privato panacea di tutti i mali?

      perchè sono una democrazia e non la tua dittatura privata! ti rendi conto che vuoi imporre a 300 milioni di persone come votare, pensare, mangiare, vestirsi? non ti sembra un tantino fuori di testa? prova a guardare “il dittatore dello stato libero di Bananas” e capirai

      come vedi, mi sono limitato ai fatti, alle cose che puoi tranquillamente verificare di persona

      • mirkhond says:

        Quanto al vestiario, casomai sono loro e i loro UTILI E COMMOSSI RUFFIANI, ad IMPORLO A TUTTI GLI ALTRI!
        Vadasi, le giustificazioni a spianamenti a suon di bombe e invasioni di chi NON vuole essere come loro….

        • Francesco says:

          imporlo?

          ti è capitato di essere avvicinato da loschi figuri e menato perchè non indossavi jeans e t-shirt?

          questa è imposizione

          il resto è moda

          orribile, ma solo moda

        • Francesco says:

          e quanto a tutto il resto?

        • daouda says:

          Blandire con la seduzione è anch’essa un’imposizione però Francé, non fà lo stronzo però.

        • Francesco says:

          col piffero, mio caro

          infatti i progenitori sono finiti fuori dal Paradiso, per aver ceduto alla seduzione

          mentre se gli avessero cacciato il pomo in gola dopo averli legati e menati, non avrebbe potuto essere addebitato loro come colpa

          non facciamo gli stronzi, che se pò evitare eccome

        • PinoMamet says:

          ” ti è capitato di essere avvicinato da loschi figuri e menato perchè non indossavi jeans e t-shirt?”

          Un mio conoscente, negli USA a studiare l’intelligenza artificiale al MIT, quindi peraltro non esattamente un pirla, era sistematicamente apostrofato per strada non perché non indossasse una t-shirt, ma perché la sua t-shirt era troppo stretta (leggi, non enorme e sformata) per gli standard USA.

          Io testimone.
          “Roba che si mettono solo i gay e gli europei”. (Invece, se ti interessa, giacca elegante con sotto la t-shirt col logo del supermercato, pantaloncini corti e sandali, è una mise comunemente accettata ;) )

          certo nessuno lo menava, ma ammetterai che diventa un po’ pesante, a lungo andare.

          Poi per carità, io conosco gente che si veste pervicacemente anni ’50, con tanto di cappello fedora in testa. Li colleziona, anzi.
          Però:
          1-sono fissati con la roba americana, che ha da essere americana, massimo massimo anglosassone; il resto del mondo importa fino a un certo punto;
          2-c’è un thread apposito che raccoglie quello che si sentono dire per strada. Comprende ormai migliaia di posts…

        • daouda says:

          E’ per questo che io non sono un amatore degli immigrati, perché se noi facciamo schifo essi fanno molto più schifo di noi nei loro sconclusionati desideri.
          Ciò non toglie che siamo noi che portiamo quelle immagini a gente che non ne è abituata.

          LA COLPA DELL’EDEN è di ADAMO , dicono i padri, perché ha lasciato sola eva, che era la parte più stupida e debole , se fossero stati insieme non sarebbe successo, ed è dalla donna che arrivano le disgrazie come è dal popolo che arriva la merda se l’elitè che lo guida lo lascia solo ( penso alle elitè islamiche che hanno abbandonato la Ummah, ma un filoislamico onn capirà mai ).

          Da soli non si vicne, è inutile che vuoi fare il superuomo, questo è il dilemma che ti riguarda, perché torto non ce l’hai.

      • PinoMamet says:

        Allora, vabbè, parliamo anche di questi:

        ““I tre giorni del Condor”, “Rambo”, “Full Metal Jacket”, “Apocalypse Now”, Soldato Blu …. hai a disposizione una filmografia sterminata, di critiche alla politica estera e militare USA”

        “I tre giorni del Condor”: qualcuno dentro la CIA è corrotto (bella novità), critica? non pervenuta.

        “Rambo” = “in Vietnam i musi gialli mi hanno torturato e sono diventato un po’ sociopatico, ma in fondo sarei un bravo ragazzo”, critica? sì, ma contro quelli che criticano il Vietnam, e non capiscono i drammi dei reduci (che non intendo negare, per carità, ma da qui a vederlo come anti-americano…. non parliamo di 2, 3, ecc.)

        “Full Metal jacket”: bella critica al sistema di indottrinamento in uso nei Marines, che crea squilibrati, critica al sistema USA nel suo complesso? zero, alla guerra del Vietnam? sì, tracce.

        “Apocalypse Now”: regia di Francis Ford Coppola, musiche dei Doors (cit.) ;) comunque bella resa del libro di Conrad…

        “Soldato Blu”, “ehi, i pellerossa erano quasi meglio di noi”, interessante (per quanto non esattamente vero- credo che fossero identici, solo conoscevano meglio le erbe e avevano molta meno artiglieria… ah sì, poi i nativi americani avevano la stupida idea di rispettare i trattati ;) ) critica? tracce, niente di sconvolgente, però bel tentativo all’epoca.

        • Francesco says:

          senti, caro Pino, mi spieghi la tua idea di un film critico? perchè messa così neppure Fantozzi è una critica della società italiana che schiaccia il piccolo e il debole senza pietà

          pare che tu voglia un pallosissimo trattato degno di un congresso di intellettuali bulgari del 1978 …

          Soldato blu è un vergognoso attacco frontale agli USA, una voluta distruzione del mito fondativo di quel paese, solo che lei è troppo gnocca.

          PS del condor non hai capito una cippa, riguardalo, che è pure bellissimo.

        • PinoMamet says:

          “Vergognoso” attaccare gli USA? perché, mo’ sono diventati santi?
          Mi pare evidente che sei un po’ prevenuto…

          un film di critica agli USA? semplicissimo, Bowling a Columbine.

        • daouda says:

          Rambo come Air Force One per fare due esempi inversi sono evidentemente film che criticano gli americani e li fanno passare per coglioni e miserrimi individui moralmente reprensibili.

          Fanne migliaglia di film così, per anni, dei più commerciali, e vedrai che la gente seguirà.
          Il problema è: visto che la neutralità non esiste, a chi giova?
          aahahahahahah

        • Z. says:

          Francesco mi sembra un po’ come quel comunista che, verso la fine degli anni Settanta, cercava di convincere gli astanti che l’intervento sovietico in Afghanistan, a differenza di quello americano in Vietnam, era cosa più che giusta.

          Spiegando ai malcapitati interlocutori che sì, d’accordo, forse occupare l’Afghanistan non era cosa di cui vantarsi, ma che dopotutto l’URSS aveva bisogno di uno sbocco sull’Oceano Indiano.

          :D

        • PinoMamet says:

          :D :D

        • Francesco says:

          Pino, forse inizio a capire

          Qualsiasi film il cui tasso di odio e insulti contro gli Americani NON avrebbe fatto saltare sulle sedie entusiasti i più provinciali e ottusi gerarchi nazisti è, in realtà, propaganda filo-americana?

          In Soldato Blu l’America del West è, sostanzialmente, il Male assoluto.

          Nei Tre giorni del Condor, il cittadino medio è quello che appoggerebbe qualsiasi guerra in grado di dargli benzina a buon prezzo. E i liberal dei poveri illusi che si fidano del NYT

          In Rambo, l’America è il paese egoista che volta le spalle ai reduci, dopo averli spediti a forza in una guerra con cui loro non c’entravano nulla. Ti ricordi la prima scena? la visita al compagno d’armi che però è morto per colpa dell’agente arancione?

          Chiaro che non arrivano ai tuoi standard, però.

          PS vergognoso perchè platealmente esagerato e disonesto, mica perchè critico

    • habsburgicus says:

      non ne scorgono l’INGANNO

      Perché riescono a “venderla” bene e di questo dobbiamo dare loro atto, e anche ammirarli (finché l’America non sarà battuta “culturalmente”, mi spiace, ma l’egemonia anglo-americana durerà)
      oggi ho letto un libro in inglese sull’Estonia; orbene un estone, tale Kaplinski (non un pericoloso sovversivo, si dichiara “figlioccio” di Montanelli :D), si lamenta che oggi gli estoni non vedano i mali e la pericolosità del “way of life” occidentale ed assorbiscano tutto acriticamente, mentre i mali del totalitarismo sovietico erano evidenti e per citare le sue parole, loro ne erano immuni (vero !)
      Insisto sulla nazionalità…credimi in Estonia dove, nello stesso libro un altro ricorda con amore la Thatcher e Reagan, la critica all’Occidente è rarissima e l’antisovietismo, ovviamente, è diffusissimo ! (e non hanno torto, sia chiaro :D)
      Eppure qualcuno anche là si rende conto del problema….
      Certo lui parlava di “Occidente”, tu di America, ma l’americanismo è una parte, la principale dello stesso problema….ciao

  37. mirkhond says:

    Se per te “democrazia” vuol dire accettare la MANCANZA DI AIUTO CONCRETO AI POVERI, capisco che per te solidarietà è SINONIMO di dittatura.
    I Complimenti per…i complimenti, Francesco!

    • Francesco says:

      Democrazia vuol dire regime politico in cui la scelta delle persone che detengono il potere è effettuata con voto popolare libero, segreto, uguale per tutti.

      Che questo porti a un sistema economico in cui ci sia una forte solidarietà con i poveri è per me auspicabile.

      Tu potresti chiarire invece cosa pensi?

      • maria says:

        Democrazia vuol dire regime politico in cui la scelta delle persone che detengono il potere è effettuata con voto popolare libero, segreto, uguale per tutti- francesco

        maria
        qualcuno l’ha definita parafrasando altra più celebre espressione, democrazia reale, e in effetti la democrazia rimane spesso lettera morta perché dà per uguali come fai tu chi uguale non è, il voto segreto, popolare, uguale per tutti non è alla portata di chiunque riguardo al potere, non si diventa senatori o presidenti solo in virtù di quello voglio dire.

        In sostanza ne hai dato una definizione buonista:-).

        • Francesco says:

          No, ne ho dato la definizione esatta, senza inquinamenti comunisti.

          Siete stati molto abili a corrompere la definizione di democrazia ma alcuni vi resistono ancora.

          Il moralismo insofferente delle diversità tra uomini è la morte della democrazia.

  38. mirkhond says:

    “I tre giorni del Condor”, “Rambo”, “Full Metal Jacket”, “Apocalypse Now”, Soldato Blu …. hai a disposizione una filmografia sterminata, di critiche alla politica estera e militare USA”

    Sì, e cosa è cambiato?
    Ingiustizie e autoesaltazione c’erano, ingiustizie e autoesaltazione sono rimaste….
    Nel Kansas vacci tu con direttissimo, a me interessa la campagna VERA non quella PLASTIFICATA dei tuoi eroi di CELLULOIDE!

    • Francesco says:

      il Kansas non è fatto di celluloide, caro il mio razzista

      è fatto di pianure coltivate dagli agricoltori, gente che a te piacerebbe perchè tradizionalisti, conservatori, religiosi, diffidenti della grande città peccaminosa, con i calli alle mani

      ti faccio notare che TU avevi scritto che i film non c’erano, mi pare un progresso che abbia ammesso che invece ci sono

      è un inizio, accettare i fatti

      • mirkhond says:

        Distorci sempre la realtà a tuo vantaggio, ma continui sempre ad essere un disco rotto….
        Ma vattene nel tuo ARTIFICIOSO kansas di PLASTICA.
        Cristopher Reeve è morto a nemmeno 60 anni.
        Altro che superman….

      • Francesco says:

        Senti, Mirkhond, sei stato in Kansas quanto me :D

        Perchè ti incaponisci a accusarlo di essere di plastica, quando è un semplice staterello agricolo e semi-disabitato?

        Quando è che avrei distorto la realtà, visto che ho solo rilevato che avevi scritto una cosa inesatta?

        Il povero Reeve è morto perchè rovinato da un gravissimo incidente sul set, che lo lasciò paralizzato.

  39. mirkhond says:

    “perchè solo la propaganda può produrre qualcosa a favore di Khomeini o dei Talebani. O il fanatismo artefatto e insincero di un Massimo Fini.”

    Oppure il TUO di FANATISMO da UTILE IDIOTA QUALE SEI per il $ e le sue cacchedrivate di plastica….

    • Francesco says:

      Sai com’è, il mondo è grande eppure di laudatores di Khomeini o dei Talebani non si riesce a trovarne.

      O meglio, ci sono i fighetti alla Fini, che GIOCANO a scandalizzare i borghesi, e gli sgozzatori più o meno professionali, che ne parlano bene.

      Tu stesso non hai detto una parola in favore di questi due, ti sei solo peritato nel lancio di insulti e nell’infantile uso di $ per S ….

      Ti spiacerebbe scendere nel concreto?

      • mirkhond says:

        Te l’ho già spiegato, ma se fai finta di non capirlo che te pozzo dì?
        E’ come gli U$A socialisti del ku klux klan e del sor Daouda ;)……

      • Peucezio says:

        Io francamente non riesco a capire che cos’abbiano in comune Khomeini e i talebani. Semmai sono gli americani ad essere simili ai talebani (infatti ci si sono sempre alleati) con la loro sessuofobia puritana e tutto il resto.

        • Francesco says:

          No, l’abbonamento a Penthouse non te regalo lo stesso :D

          Per capire cos’hanno di simile, io ti consiglierei di partire dal trattamento dei dissidenti.

          In positivo, chiedi a Mirkhond

          Ciao

  40. roberto says:

    OMDAFfonissimo!

    aggiungo che
    1. di film che criticano il sistema ne trovi a palate (cominciamo da erin bronkovich? o da tutti i film presi dai romanzi di grisham? spike lee? i film sul razzismo (the help, il colore viola, missisipi burning). probabilmente non film pro khomeini, ma daltronde non critichiamo, chesso’ il pakistan, di non fare film che esaltino la potenza miltare americana, no?
    2. la differenza è che se fai un film pro khomeini, negli usa, il peggio che ti succeda è che non lo vendi. prova a fare un film pro usa in iran, e vedrai che il meglio che ti succeda è di essere ammazzato con un colpo in fronte.

    • PinoMamet says:

      Onestamente trovo che nessuno dei film che citi sia altro che una CELEBRAZIONE del sistema USA, “che ogni tanto può sbagliare ma alla fine è sempre il migliore di tutti”; altro che critica!

      è esattamente lo stesso tipo di “critica” che permetteva Brezhnev, e mi stupisco che Daouda non lo noti.

      • mirkhond says:

        Perché Daouda vede socialisti dappertutto :), anche dove NON LI TROVI MANCO COL LANTERNINO di Diogene ;)…….

        • daouda says:

          Studia e poi ne riparliamo…ti ho dato un blog semplice da seguire per un profano d’economia come sono difatti anch’io.

      • daouda says:

        Non è lo stesso tipo di critica perché siamo nel 2011 e basterebbe vedere l’evoluzione di Hollywood.

        OGni film è pieno di miriadi di gocce tese a far passare gli U.s.a per dei dittatori imbecilli crudeli , la tipika tiritera che può dire ogni personaggio di estrema sinistra medio style.
        Senza parlare del gaysmo, del negrismo, del femminismo e tutte le amenità varie che vengono avallate, prodotte e pubblicizzate in modo continuo e pervasivo.

        E’ un obiettivo del tutto diverso dalla valvola di sfogo dell’URSS, che secondo certuni era solo per far credere di avere brecce al proprio interno e favorire quindi il crollo pilotato della potenza sovietica ( vedi Golitsyn, Pacepa, Bezmenov )

        • PinoMamet says:

          ” Senza parlare del gaysmo, del negrismo, del femminismo e tutte le amenità varie che vengono avallate, prodotte e pubblicizzate in modo continuo e pervasivo.”

          Quello che tu chiami gaysmo ecc., non è altro che l’ideologia “collante” degli USA attuali;
          non sono più gli anni ’50 e non devono più esaltare “l’uomo d’acciaio”, è il 2000 e rotti e devono esaltare il politicamente corretto.

          Quindi logico che queste cose siano pervasive; sono volute.
          Non si tratta di brecce nel sistema degli USA più di quanto lo fossero quelle sovietiche che citi tu, e lo scopo semmai è lo stesso…

        • daouda says:

          Non contesto il passato. Quello che ti sfugge è che oggi sono gli Usa che favoriscono la propria smantellazione e denigrazione; hai mai visto un’auto assassinio, un colpirsi gli zebedei in modo così violento di questo genere? Io mai.

        • PinoMamet says:

          Può pure essere…
          ci farò caso, promesso. Se cambio opinione lo ammetto (persino con Ritvan!) :D

        • daouda says:

          Si sà che i film plagiano la gente, che sono fatti da parole, battute, tipi di comportamenti, musiche, immagini e luci e minchiate varie.

          Si sà a chi è in mano Hollywood e che stili di vita propongano.

          Non si sà il perché, ma questo è usuale.

        • Pietro says:

          Ma infatti la sinistra (o almeno in gran parte) e’ filoamericana, i diritti sono i lustrini della dittatura del sorriso. A destra si vede una sinistra che non esiste

      • roberto says:

        “è esattamente lo stesso tipo di “critica” che permetteva Brezhnev”

        non conosco per nulla il cinema sovietico. mi permetto di dubitare dell’esistenza di film in cui si criticava ferocemente il sistema ma se mi sbgalio mi corrigirai.

        torniamo ad erin bronkovich (così rispondo anche a mauricius).

        certo c’è l’happy end con l’eroina strafiga (ancorché con una boccaeccessivamente larga) che sconfigge la terribile multinazionale.
        pero’ c’è la critica del sistema che non si fa scrupolo a far morire di cancro intere comunità per il profitto.

        se questa non è critica, credo che l’unica cosa che rientra nell’idea di “critica” è michael moore e questa definizione di critica mi pare un po’ riduttiva

        • PinoMamet says:

          No, c’è la critica alla singola multinazionale cattiva, sconfitta dalla singola eroina buona.
          L’è un po’ diferent!

          In più, valgono le considerazioni di Mauricius, quindi anche come critica al caso specifico vale fino a là…

          e poi, che, è colpa mia se non hanno altri Michael Moore??
          ;)

        • daouda says:

          per la massa boccalona questo basta ed avanza

        • PinoMamet says:

          Sul cinema sovietico non sono ferratissimo (ma so che c’erano “dissidenti di comodo” in altri ambiti);

          però ho visto robe cecoslovacche e ungheresi degli anni Settanta (commedie, perché a me piacciono le commedie) che erano decisamente critiche verso il sistema.
          Non finivano mica nei gulag. Smplicemente, anche Mussolini ammetteva lo ius mormorandi, e poi alcune critiche sono più innocue di quello che sembrano (e se sono innocue, sono funzionali).

        • PinoMamet says:

          Guarda anche noi, come abbiamo progressivamente disinnescato Fantozzi, mano a mano che lasciavano i “tetri” (secondo il dogma Francescano, nel senso del nostro Francesco ;) ) anni Settanta e procedevamo verso gli americanizzati anni Ottanta:
          non più critica sociale amara, ma ritratto di uno che è semplicemente molto sfortunato.
          (Col che si è persa anche la comicità, ma vabbè).

        • daouda says:

          Apposta. Guarda anche gli USA come si martellano da soli e si autocolpevolizzano di tutti i mali del mondo ( ed assieme ad essi tutti i conservatori bianchi maschi cristiani eterosessuali dai 50 anni in sù ) TRA LE RIGHE, che ancora sono una superpotenza si badi…

        • roberto says:

          “però ho visto robe cecoslovacche”

          alt! ti blocco li!

          allora, hai notato che negli anni settanta i checoslovacchi hanno prodotto una marea di film/favole, con attori e registi di primordine?
          a memoria “drei hazelnüsse für Aschelbrödel” e “die kleine meerjungfrau” e “der dritte Prinz”con la bellissima e bravissima libuse safrankova?
          (sorry, titoli in tedesco perché li manda in televisione ogni santissima domenica KinderKanal)

          perché? beh ma semplicemente perché non era possibile fare null’altro o quasi, e pure in un paese che non era l’URSS di brezhnev!

        • PinoMamet says:

          Non mi pare che non facessero altro, e cito solo:

          Zítra vstanu a opařím se čajem

          :D

        • Roberto says:

          Una feroce critica del sistema ceco?

          Non mi imbrogliare che stasera lo guardo sul tubo :-)

        • PinoMamet says:

          Ma no, una simpatica commediola che ha preceduto Ritorno al Futuro ;)

          in compenso, ne ricordo uno (ma giuro che non riesco a ricordare se era ceco o ungherese) con il protagonista che si arrangiava per guadagnare facendo il cameriere abusivo…
          e anche un altro jugoslavo su un appassionato di corse clandestine (!)…

      • roberto says:

        comunque se vuoi unacritica devastante e senza happy end consiglio “the rainmaker”

        la multinazionale che avvelena i suoi pazienti con medicine non testate (anzi testate in africa sui poveri negretti)
        l’avvocatino di provincia che lotta contro i mega studi tra 10000 difficoltà
        il tristissimo unhappy end….

    • Mauricius Tarvisii says:

      Erin Brokovich è un film che racconta una storia omettendo il finale solo per esaltare il Grande Lavoro di una Miticissima Donna all’interno del sistema giudiziario americano.
      Un film onesto avrebbe concluso dicendo che l’unica vincitrice della causa è stata lei (che si è presa una bella fetta del risarcimento come onorario), mentre l’inesistenza di un sistema sanitario universale ha fatto sì che il denaro per le vittime sia finito dopo pochi anni. E intanto la gente continua ad essere ammalata per il cromo.

  41. mirkhond says:

    “il meglio che ti succeda è di essere ammazzato con un colpo in fronte.”

    Non sarebbe una cattiva idea…. :)

  42. mirkhond says:

    Comunque leggendo le ragioni dei filoamericani, mi rendo conto di quanto Pietro e Pino abbiano ragione sul più grande e perfetto sistema dittatoriale della storia umana.
    Del resto gli schiavi migliori sono quelli che NON credono di esserlo…..

    • PinoMamet says:

      Verissimo, triste ma verissimo.

      • Francesco says:

        fratelli, è che queste catene sono così leggere e diafane che … è come se non esistessero

        le vedete solo voi, e per liberarci proponete che ci si metta al collo pesanti gioghi servili e ci si accodi a folle di schiavi frustati a sangue

        da qui pare un pò una pirlata

        • PinoMamet says:

          “è che queste catene sono così leggere e diafane che … è come se non esistessero”

          Invece esistono, prova a toglierle e poi vedrai.

          ” le vedete solo voi, ”
          mi pare le veda un bel po’ di gente…

          “e per liberarci proponete che ci si metta al collo pesanti gioghi servili e ci si accodi a folle di schiavi frustati a sangue”

          mai proposto niente del genere, chiedo invece di giudicare con la propria testa e non per partito preso, è troppo?

        • Francesco says:

          Pino

          a me pare che tu pretenda proprio il partito (antiamericano) preso e non l’uso della propria testa

          le vedono in molti? studia, vedrai che non le vedono in modo uguale e molto pochi sono così rigidamente antiUSA

          come faccio a toglierle? qualche suggerimento pratico? sono così curioso che potrei provare

          :D

        • PinoMamet says:

          Vuoi provare?
          Vai un po’ negli USA, te ne accorgerai subito.

        • Francesco says:

          x Pino

          ci sono stato, brevemente, un paio di volte

          neppure l’ombra del conformismo che regna in un paese italiano, nella TV italiana, sulla stampa progressista italiana

          forse, ci fossi stato più a lungo

        • PinoMamet says:

          Mi chiedo se abbiamo visto lo stesso paese, davvero.
          La mia esperienza americana è come quella di Roberto: un mesetto solo, e diversi statunitensi conosciuti (e frequentati) altrove.

          E a me il loro sembra il paese conformista per antonomasia…

        • Roberto says:

          Invece io ribadisco l’idea di varietà. Ci sono conformisti e non conformisti…,

          La prima volta che ci sono stato, mio fratello divideva l’appartamento con due studenti di legge di Harvard.
          Lui faceva un intern in uno studio di quelli da film (90 ore di lavoro a settimana e un mega stipendio)
          Lei si occupava di problemi giuridici degli homeless… Tutti e due bianchi, irlandesi, stessa classe sociale (ricchi sfondati), ma due mondi diversi!
          Poi mio fratello è ingegnere, quindi i suoi amici sono per la maggior parte asiatici (cinesi e coreani, prima c’erano iraniani e arabi, ora fanno fatica ad avere il visto)
          Anche li mondi diversi, dal cibo e l’abbigliamento ai rapporti con gli altri.

        • Roberto says:

          Se proprio devo pensare ad un popolo di conformisti molto omogenei fra loro, mi vengono in mente i tedeschi….

        • PinoMamet says:

          vabbè, pure il mio amico negli USA conosceva (e ha mantenuto i contatti tutt’ora, alcuni sono diventati anche amici miei) con un sacco di gente “strana”, indiani boliviani iraniani e così via…

          ma appunto, sono indiani, boliviani, iraniani ecc., mica statunitensi!

          I quali statunitensi avranno sì interessi diversissimi (e chi lo nega? è ovvio che li abbiano) ma mi pare si attestino a un livello di omologazione di gusti, modi di fare, espressioni, insomma… tutto! assolutamente e notevolmente maggiore di quello nostrano.

          Poi i tedeschi non ne ho idea, se stanno messi peggio, mi dispiace per loro…

        • Francesco says:

          Pino

          hai mica provato a chiedere a qualche straniero che effetto facciamo noi dopo un mese?

          perchè mi vengono in mente le battute sui cinesi tutti uguali

          ciao

        • PinoMamet says:

          Agli stranieri di un noto paese vicino-orientale, in genere gli italiani appaiono:

          -burocratici;
          -assurdamente divisi per rivalità cittadine e regionali (questo lo notava anche un’ex fidanzata di mio fratello, polacca);
          -pigri;
          -grandi parlatori, molto cerimoniosi, inconcludenti.

          Solo per restare alle questioni generali, non a quelle che riguardano quel paese in particolare.

          Tutto sommato, direi niente di grave.

  43. mirkhond says:

    Un film dove il cattivo E’ UN ICEBERG?? sarebbe una critica del sistema USA??

    :) :) :) :) :) !

    • daouda says:

      Si ma i film sono fatti da miriadi di battute , immagini e stili musicali che possono influenzare uno spettattore su di un tema che neanche crede di aver inteso.

  44. mirkhond says:

    Gli U$A mi ricordano la canzone La Fabbrica di PLASTICA di Gianluca Grignani.

  45. roberto says:

    comunque su schiavitù ed oppressione che vi devo dire?

    sono da tempo convinto che ognuno dovrebbe essere condannato a vivere nel suo mondo ideale (me compreso!)

    quindi vi manderò una cartolina da miami beach* mentre voi vi guardate le intabarrate iraniane :-)

    *è solo un artifizio retorico visto che come ho già detto sto bene dove sono e non ci penso nemmeno di andare negli usa

    • PinoMamet says:

      Oddio, mo’ dovrei immaginarmi il mio mondo ideale, che è una bella fatica.

      Io al massimo riesco a sognarmi una casa ideale… (vicino a un mare pochissimo frequentato nel quale pescare da riva prendendo spigole, orate e il re d’aringhe ;) )

      • Francesco says:

        Non è così difficile. Alla peggio, metto Roberto Formigoni alla presidenza degli Stati Uniti …. :D :D :D

        E forse sposto il Vaticano a Miami, che potrebbe aiutare a dare una raddrizzata alla sbandate iperlaiciste e demenziali delle elites

        E tu, dove la metti la casetta?

        • PinoMamet says:

          In Grecia, ovviamente, anzi, come giusto tributo a Mirkhond nella Rumeli.

          L’EmiliaRomagna è l’unico paese davvero vivibile del mondo, ma ha il mare troppo frequentato, e comunque bruttino.

          SudAmerica non mi attrae per niente, la Polinesia è bellissima da vedere in foto ma rompe il cazzo e non sono sicuro sia così vivibile, poi stanno troppi francesi, Canada troppo freddo (vagla per tutti gli altri posti nordici, o troppo a sud nell’emisfero sud), Stati Uniti sono morti negli anni Ottanta e non mi ispirano, India prima dovrebbero dare una ripulita in giro, Cina chissà ma sarei lontano dagli amici, Giappone c’è troppa gente e sono troppo seri, Spagna ci stanno gli spagnoli allora tanto vale restare qua, Australia non ci penso proprio, hanno fatto il rpimo MadMax e tanto normali non devono essere, Nuova Zelanda fredda e troppi inglesi (e conosco un neozelandese solo, che è un ebreo olandese esperto di baschi- nel senso di copricapi- che si è trasfertio là- giuro!!), paesi musulmani so’ troppo musulmani, Israele so’ troppo americani…

          non è che resti molta scelta :D

          Potrei valutare Toscana e Lazio ;)

        • Francesco says:

          Grecia

          ecco, adesso sono in crisi

          perchè la bellezza del posto è assoluta, poi c’è il mare e il caldo e il sole, poi la Storia con tutte le lettere maiuscole

          potrei navigare in cerca di vestigia dell’Impero Genovese e rimpiangere che non abbia sconfitto Venezia!

          e poi mangiare benissimo – greco, turco, italiano, bulgaro, va bene tutto!

          :D

        • Z. says:

          Francesco,

          — Grecia

          ecco, adesso sono in crisi —

          Non ti preoccupare, sono in crisi pure loro :D

  46. roberto says:

    pietro,
    (continuo qui)
    ” Noi occidentali siamo gli unici felici di essere schiavi”

    posso fare una domanda che richiede una risposta semplice, concreta, tangibile e magari corredata da esempi?

    cosa intendi per “essere schiavi”?
    se mi parli di “catene interiori” non capisco…

    • Pietro says:

      Intendo semplicemente essere ingranaggi della macchina senza alcun spirito critico. Non capire che la crisi e’ uno strumento per rendere il lavoro la cosa piu’ centrale di tutta la vita, ossia diventare schiavi. Essere sempre pronti a sacrifici chiesti da altri, obbedendo come schiavi. Essere pronti ad uccidere per difendere il proprio SUV (quando comprare tale auto e poi rompere la minchia con il problema dei parcheggi e’ folle), e mille altri esempi. Catene interiori nel senso che il primo “non ribellarti” viene da noi stessi. La gente VUOLE la crisi per setirsi viva, altrimenti di cosa parlerebbe? “non dire crisi quando c’e’ la corsa ai saldi”

      • Francesco says:

        >> Non capire che la crisi e’ uno strumento

        Questo mi sento di escluderlo.

        La crisi attuale ha dimensioni e rischi talmente grandi che solo le tribù dell’Amazzonia trarrebbero vantaggio dal suo pieno dispiegarsi.

        O almeno i tradizionalisti tra loro.

        Il consumismo suvvista stava meglio prima della crisi, peraltro.

        • Pietro says:

          Non dico che la crisi e’ creata ad arte ma che viene usata per una radicale trasformazione della societa’ e della mentalita’ che la sorregge. Probabilmente non esiste nemmeno una “cupola” ma le derive totalitarie sono autoalimentanti.

        • Francesco says:

          Trasformazione in che senso?

          Il capitalismo aveva posto fine alla storia, ora stiamo ricominciando, non vedo alcuna deriva ingranaggista OGGI.

          Piuttosto il riemergere di illusioni e pretese di sicurezza, che saranno duramente punite dalla Storia (non dalla BCE o dalla Merkel, proprio dalla Storia con la maiuscola).

      • Roberto says:

        Inoltre Pietro questa strana teoria della schiavitù interiore ha il difetto (ma credo che sia un vantaggio per chi la sostiene) di non essere minimamente “misurabile”

        Nessuno di noi sta nella testa degli altri, che ne sai tu se uno è “ingranaggio senza spirito critico”?
        Già è difficile dirlo per le persone che conosci, figuriamoci per gli altri

        • Pietro says:

          Questa del “non misurabile” e’ la classica via di fuga… Oggi al TG una lavoratrice che protestava per il rischio di licenziamento urlava che lei “ama il suo lavoro”. Fai te se non e’ misurabile… Usciamo dalla dittatura delle cifre, statistiche e dati stanno distruggendo il mondo. Oggi si esige tutto sia misurabile, arrivando al paradosso di aziende che pagano sondaggisti per sondaggi che facciano risultare che i loro clienti sono felici. Io lavoravo in una grooooossa azienda telefonica ed ogni livello doveva portare dati a quello sopra. Non e’ che li falsavano (oddio…) ma facevano di tutto per condizionare i clienti affinche’ fornissero le risposte volute

        • Roberto says:

          La misura (che non deve per forza essere matematica) distingue i fatti dalle opinioni (scusate la travagliata)

          Perché una che ama il suo lavoro è schiava?
          (Mi interessa visto che sarei pure io schiavo, visto che il mio lavoro mi piace assai, il che non mi impedisce di prendermi un giorno di vacanza per occuparmi di un bambino malato, come oggi)

        • Francesco says:

          In effetti dovrebbe esserci un modo alternativo, sia a ridicole misure matematiche, che alla fine sono opinabili, alterabili, manipolabili, sia a semplici asserzioni di certezze interiori.

          Sennò finisce come nel ‘500 che la verità si decideva a mazzate …
          Ciao

        • Z. says:

          Pietro,

          — Usciamo dalla dittatura delle cifre, statistiche e dati stanno distruggendo il mondo. —

          Giusto. Le cifre sono noiosissime. Impediscono i voli pindarici, le libere associazioni mentali, i flussi di coscienza. Rovinano tutta la poesia :D

    • Roberto says:

      Quindi come definisci la ragazza rapita in Moldavia passata di banda in banda e obbligata a prostituirei in Italia?

      Pietro,
      Mi pare che stai inventando una nuova lingua.
      Il witz intellettuale è magari pure interessante, ma è fuorviante se lo vuoi usare per analizzare la realtà…

      • Pietro says:

        La prostituzione e’ un tema che non toccherei, il sesso nella nostra societa’ e’ una delle cose totalmente viste in maniera non oggettiva. Non penso di inventare una nuova lingua, ognuno analizza la realta’ in base agli stumenti che possiede. E l’analisi puo’ essere su vari livelli che concorrono a fornire un quadro

      • Roberto says:

        Non sto affatto parlando di sesso ma di schiavitù (quella vera, non quella interiore)

        • Pietro says:

          Ed io ti ripeto che sulla prostituzione si dicono un sacco di grossolanita’. Spesso non e’ schiavitu’, i soldi fanno comodo a tutti. Mai conosciuto DAVVERO prostitute dell’est? Mai avuto amici trans? E le ragazzette che fanno le camgirls, giusto per curiosita’, come le definisci?
          Fa tanto comodo pensare agli sfortunati della societa’ che ci ficchiamo in questa categoria chiunque…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Il traffico degli esseri umani, purtroppo, è una realtà.

        • Roberto says:

          Mauricius mai parlare di realtà a chi ti parla di idee…non è cortese!

        • Roberto says:

          Amici trans si, ho dato per un po’ consulenze gratis et amore dei ad un’associazione di trans….

  47. mirkhond says:

    “Mirkhond non sono io, ma è la scienza economica a confermarlo. Leggiti questo blog, perché mi sono rotto di spiegare che il friedmanismo ed il reganismo sono politiche socialistiche :
    http://johnnycloaca.blogspot.it/

    p.s. il capitalismo è la risultante hegeliana tra liberismo e socialismo.”

    Caro Daouda

    Non possedendo la tua straordinaria intelligenza politico-economica, leggendo il papiello che hai postato nun c’ho capito un cazzo, perché appunto non mi intendo di curve e diagrammi o quotazioni borsistico-azionarie.
    Quindi, se invece di fare il Moi cubo-surrealista da settimana enigmistica ;), e con un linguaggio tera-tera alla Monnezza, tanto pe’ capirce ;), me lo spieghi chiaramente COSA INTENDI per socialismo u$ano, mi fai na’ cosa gradita….
    Che artrimenti, nun capisco pe’ gnente, perché TE OSTINO co questo OSSIMORO socialismo-u$ano…..

    • daouda says:

      Fiat money e riserva frazionaria sono una forma di socialismo. L’ipertrofia dell’apparato burcratico-militare sono una forma di socialismo.Il debito pubblico è una forma di socialismo.La nazionalizzazione è una forma di socialismo. L’inflazione è una forma di socialismo.

      Senza parlare del tipo di stato poliziesco che hanno e della cultura progressista che spacciano a pié sospinto. FANNO SCHIFO, ma non sono la vera America che piace a me.

      Leggiti Gary North.

  48. mirkhond says:

    TE OSTINI

  49. mirkhond says:

    “sono da tempo convinto che ognuno dovrebbe essere condannato a vivere nel suo mondo ideale”

    Ma magari, Ruperto, magariii…. :)

  50. Moi says:

    Già a 255 commenti ?! … ‘Sto blog dovrebbe avere un forum con decine di sezioni !

    @ PINO

    Stranamente , non hai commentato il Paolo Villaggio “Leghista desSinistra”

    http://www.liberoquotidiano.it/news/1250824/Villaggio-Kyenge-Io-la-chiamo-negra.html

    RITVAN !

    … Non riappare più ! Non solo a “cacciarci dentro” nei commenti l’ Islam nei Balcani, ma neppure Enver Hoxha ?! Spero che non ci si debba preoccuparsene !

  51. Pietro says:

    Si, questo blog non ha piu’ dinamiche da blog. Adesso come adesso si perdono un sacco di commenti.

    • Moi says:

      @ PIETRO

      Sì, ormai qua si sono create dinamiche di tipo “forumistico” senza forum, e senza relative sezioni e sottosezioni. Come ci si è arrivati ? Forse entrando in sintonia metodologica dell’ “Oltre l’ Apparenza” con Miguel: anche lui rispetto ai primi post o ai vecchi scritti non ancora aperti ai commenti mi pare molto più “problematico”, più consapevole di una complessita irriducibile (!) di certe dinamiche “identitarie”; dinamiche che se non fossero contraddittorie non potrebbero nemmeno esserci.

      Se le Società Segrete si propongono come “Ordo ab Chao” , noi siamo “Chaos ab Ordine” ;) … e se così non fossimo, neppure potremmo esserci.

      :)

      • Pietro says:

        Penso che siamo arrivati a questo punto per il fatto che tutti abbiamo il problema di trovare il livello di confronto con l’altro. Abbiamo idee diverse ma siamo tutti allo stesso livello, personalmente nella vita vera trovare uualcuno con cui confrontarsi alla pari (esclusi un paio di amici) e’ un problema. E penso che anche Miguel si senta meno solo… Poi adesso Miguel sta secondo me cambiando molto del suo modo di vedere le cose, diventando piu’ “pratico” e l’eccesso di “astrattismo” di noi commentatori forse lo compensa. Un altro al suo posto avrebbe gia’ chiuso il blog per eccesso di OT. Ormai sono due cose separate i post e i commenti: leggo il post perche’ ritengo Martinez una delle persone piu’ intelligenti che conosca e voglio vedere cosa ha da dirmi (spesso aprendomi gli occhi) e poi commento perche’ ho voglia di contatto umano (che detto qui fa rabbrividire) con persone che forse possono capirmi, anche non essendo d’accordo.

  52. Per Pietro

    “A destra si vede una sinistra che non esiste”

    Per me la Sinistra Reale è la sotto-sotto-sotto-funzionaria del Comune, che è venuto oggi al nostro giardino per dirci che:

    1) vuole mettere una rete per coprire anche dal cielo il campo di calcio, in modo da impedire che qualche pallone disturbi gli speculatori che ci hanno rubato la ludoteca, entrando nel terreno loro

    2) ma ci assicura che non ci sono i soldi per fare un lavoro simile.

    Samuele, età sei anni, le ha tirato una macchinina sul piede.

    • Pietro says:

      Quella Miguel e’ la sinistra che permette ancora di essere di sinistra, noi abbiamo le realta’ locali, pensa ai danni che farebbe in Italia (e sta gia’ facendo) il modello anglosassone con bipolarismo annesso… L’Italia e’ una repubblica che si basa sulla resistenza verso il centro…

  53. Moi says:

    Quando i Ggggiovani danno Lezione di Morale ai Vecchi

    http://www.freenewspos.com/notizie/archivio/d/788710/italia/matteo-renzi-il-moralismo-senza-morale-e-la-maledizione-della-sinistra

    … può succedere, effettivamente ! ; -)

  54. Moi says:

    @ GIOVANNI

    “Il volgo è tale perchè fatica a usare il cervello autonomamente già di suo, e se gli sbatti una fregna dentro un tubo catodico smetterà di farlo per sempre. Ma non è un demerito degli intellettuali il fatto che la demagogia più trogloditica attiri il volgo più del ragionamento, è soltanto la conferma che il volgo è inetto a ragionare.”
    [cit.]

    Vero, ma che soluzione proponi ? Personalmente me ne viene in mente una sola, ma che sarebbe molto efficace : Riforma del Suffragio Universale, ovvero : Suffragio Universale a Punti !

    Come fare, all’ atto pratico, se ne avessimo i Pieni Poteri ?

    0

    Ius Soli

    0 bis

    Sistema Elettorale sulla falsariga delle Elezioni del Sindaco.
    Presidente Unico (Consiglio dei Ministri + Repubblica) sulla falsariga di un Sindaco
    Camera Unica sulla falsariga di una Giunta.
    Ministri sulla falsariga degli Assessori

    0 ter

    Regime diVita Monacale per le Persone di Potere come Misura AntiCorruzione.

    1

    Esame di Stato Universale per il conseguimento del Certificato Elettorale.

    2

    Il Certificato Elettorale prevederà dei punteggi iniziali conseguiti in base all’ esito dell’ Esame di Stato Universale .

    3

    I suddetti punteggi iniziali potranno essere soggetti ad abbassamento o incremento sulla base dell’ evolversi o involversi del Cittadino.

    Un punteggio minimo involutosi può determinare l’ annnullamento del la validità del Certificato Elettorale; ciò implica che il Cittadino in questione dovrà essere
    sottoposto ad un nuovo Esame di Stato Universale il cui punteggio ripartirà ex novo.

    Un punteggio massimo può evolversi in una Categoria Civica Superiore, dalla quale tuttavia è sempre possibile regredire .

    ………………

    Fin qui, credo che nessuno (o quasi) dei lettori abituali abbia alcunché (o quasi) da ridire.

    Resta l’ ultimo _ NON facile _ problema : come definire ,determinare, e soppesare i parametri per le prove di esame e relativi punteggi ?

    In ordine sparso :

    3.1 Livello Culturale;

    3.2 Esperienza di Mondo Reale;

    3.3 Spirito Critico;

    3 … Altro da suggerire ?

    Criteri dideterminazione per l’ abbassamento o incremento del Punteggio Elettorale sulla base dell’ evolversi o involversi del Cittadino … suggerimenti ?

    Potrebbe essere uno spunto d’ inizio … solitamente i punti 3.1 e 3.2 sono l’ uno a discapito dell’ altro, mediati dal punto 3.3.
    Ma NON è detto .

    A voi la parola … perfino se fossi investito di Pieni Poteri ve ne concederei la facoltà ; -) : -)

    • Moi says:

      Solitamente 3.1 e 3.2 sono l’ uno a discapito dell’ altro … ma non è sempre detto ! ;)

    • PinoMamet says:

      ” Fin qui, credo che nessuno (o quasi) dei lettori abituali abbia alcunché (o quasi) da ridire.”

      Ehm…
      non ne sarei così sicuro ;)

    • Mauricius Tarvisii says:

      3.1 Livello Culturale;

      3.2 Esperienza di Mondo Reale;

      3.3 Spirito Critico;

      Livello culturale… può voler dire tante cose. Il Mondo Reale… sono i tuoi FACTA? :-D

    • Francesco says:

      in totale disaccordo

      se dovessimo superare la democrazia, credo che un’autocrazia sul modello zarista o califfista sarebbe la cosa migliore

      da noi, grazie alla presenza di un Papa anche lui direttamente investito da Dio del potere, potrebbe venir fuori un regime interessante, dalla Lusitania agli Urali, naturalmente

      NB ho iniziato con un SE

  55. Moi says:

    Il Diritto come Moloch Giacobino considera il Gatto Giuliano e la Tigre Siberiana entrambi come “Felini” e finita pseudoegualitaristicamente lì … rispetto al Mondo Reale non è falso, va bene: ma è avulso !

  56. Moi says:

    Il Diritto come Moloch Giacobino considera il Gatto Giuliano e la Tigre Siberiana entrambi come “Felini” e finita pseudoegualitaristicamente lì … rispetto al Mondo Reale non è falso, va bene: ma è avulso !

  57. Pietro says:

    @Roberto: non mettermi in bocca cose che non ho detto. Non sto negando che esista il traffico di esseri umani ma sto dicendo che la prostituzione (causa retaggio cattolico) e’ una di quelle cose su cui NON ESISTE obiettivita’ e solo l’idea che una persona venda il proprio corpo senza essere minacciata quotidianamente di morte fa inorridire i benpensanti. Come in tutte le cose esistono sfumature, esistono trans tossici schiavizzati dal trans piu’ anziano e trans felici della loro vita, prostitute che hanno figli in ostaggio e prostitute che al sabato fanno shopping e sono felici del loro potere sugli uomini. Non banalizziamo tutto, di solito quando si accusa qualcuno di avere ideee e perche’ non si vuole mettere in dubbio le proprie. Ripeto, le ragazzine di buona famiglia che fanno le camgirl come le definisci? D’altronde oggi c’e’ talmente poca mancanza di analisi che si giustifica tutto con “attimi di follia”.

    • habsburgicus says:

      @Pietro
      le ragazzine di buona famiglia che fanno le camgirl come le definisci

      eh sì, é un fenomeno in crescita…e nessuno le obbliga, lo fanno di loro spontanea iniziativa per “arrotondare”
      é una questione di “cultura” (o di “incultura” :D)…evidentemente nella nostra società secolarizzata e in cui il valore supremo paiono esser i soldi (e chi può dare loro torto, rebus sic stantibus :D), alcune ragazze fisicamente sexy e sessualmente disinibite trovano del tutto naturale mettere in mostra le loro grazie in cambio di regalini….e contano sul numero sempre crescente di maschi arrapati :D
      lo stesso vale per la prostituzione anche se in quel caso c’è il contatto fisico dunque ciò allontana alcune…
      è però una pia illusione, non a caso tipica del buonismo “cattocomunista” (e politicamente corretto) che le prostitute siano sempre e solo vittime dei biechi sfruttatori..no, no molte lo scelgono di loro volontà (e si offenderebbero pure se qualcuno provasse a “redimerle” :D)

    • Roberto says:

      Scusate Pietro e hasburgicus, non vorrei turbare la visione delle sgallettate che mugolano davanti una telecamerina, ma temo che il problema della tratta degli esseri umani sia drammaticamente serio e non ha nulla a che vedere con le suddette sgallettate

      • Pietro says:

        Ecco Roberto, qui sta tutto il nostro non capirci. Per me il fenomeno delle cam girl e’ altrettando tremendamente serio. Come la questione della figura della donna, grosso motivo di scontro con l’islam. A costo di sembrare cinico non ritengo che tanta sofferenza = tanta gravita’. Il problema del traffico di esseri umani e’ abominevole tuttavia e’ sempre esistito e va combattuto in gran parte con leggi e forze di polizia, ma comunque resta dentro un quadro sociale e non tocca piu’ di tanto la cornice del quadro, invece il problema delle cam girl essendo culturale e’ devastante per la societa’. Dal mio punto di vista e’ preoccupante quasi piu’ posteggiare in seconda fila che uccidere il rivale in amore (anche se un aumento degli omicidi passionali potrebbe indicare una mutazione antropologica in corso). Sto esagerando volutamente e so che verro’ difficilmente capito.

        • Francesco says:

          sono pienamente d’accordo a metà con Pietro

          che ammazzare è cosa pesante e unm tempo lo si valutava troppo poco

          però …

  58. Roberto says:

    Pietro, a proposito di mettere in bocca cose non dette.

    Dove è che parlavo di ragazzine con cancam?

    Il mio esempio era
    “Quindi come definisci la ragazza rapita in Moldavia passata di banda in banda e obbligata a prostituirei in Italia?”

    Al che mi hai risposto chiedendomi delle mie frequentazioni…

    • Pietro says:

      Non ci stiamo capendo. Tu chiesto opinione, io risposto tema non da affrontare, tu detto qualcosa, io detto mia opinione chiedendo se tu avere conoscenze dirette del settore e aggiungendo domanda su come tu definire ragazza cam, adesso noi capire. Non declino i verbi perche’ sto studiando cinese e per spezzare il discorso con un elemento straniante.

      • Roberto says:

        Heureka!
        Io trovato definizione di schiavitù su enciclopedia treccani e nulla dire di catene interne!

        Condizione propria di chi è giuridicamente considerato come proprietà privata e quindi privo di ogni diritto umano e completamente soggetto alla volontà e all’arbitrio del legittimo proprietario.

        • Pietro says:

          Non mi sembra una definizione del tutto sbagliata per descrivere gli abitanti del mondo capitalista, io comunque ritengo che la comparsa di catene interne sia un superamento del capitalismo e della figura del consumatore.
          Riguardo a quanto dici sotto mi sono dimenticato che domanda mi hai fatto…

    • Roberto says:

      Io chiesto opinione tu non risposto
      Io dormire lo stesso

      • mirkhond says:

        Roberto, problemi di salute coi Robertingi?
        Così mi sembra di aver letto sopra….

        • Roberto says:

          Piccola influenza ma porca miseria mo pure io ho la febbre :-(

        • mirkhond says:

          Col freddo che fa da voi…
          Comunque certamente li terrai al caldo sotto le coperte…
          E tua moglie è lì con voi?
          E’ andata a chiamare il medico?
          A proposito, da voi il medico di base viene a casa?
          Che il mio, manco se stai morendo di cancro, si fa vedere…
          E mi riferisco ai casi dei miei genitori…
          In bocca al lupo per i Robertingi e per te, mio dragomanno per la lingua tedesca! ;)
          Riguardati! ;)
          ciao!

        • Roberto says:

          No mia moglie lavora quindi sto a casa con i piccoli e qui il medico non viene a casa nemmeno se stai morendo….
          Ciao

        • Francesco says:

          anche a Milano il medico di base che viene a casa pare sia estinto

          non so in caso di problemi veramente gravi e spero di non saperlo a lungo

          ciao

        • Z. says:

          Qui pare che a casa ogni tanto venga. Pare. Ma prove certe e documentali non ci sono: forse è verità, forse è leggenda :D

  59. mirkhond says:

    Rispondendo a Francesco e a Pino

    Da bizantinofilo ;) quale sono, se dovessi scegliere dove vivere, andrei nell’Anatolia profonda, nelle aree cappadoci alle pendici del Tauro, l’antico Tabal/Tubal neo-ittita/luwita, poi sede di una delle tante cristianità dimenticate, quella dei Rum ortodossi delle Chiese Rupestri.
    Magari a Kemerhisar, l’antica Tyana, oppure ad Hasakoy, l’antica Sasima, uno sputo di villaggio nel deserto, in cui San Basilio il Grande di Cesarea di Cappadocia/Kayseri (330-379 d.C.), creò nel 372 d.C., una piccola sede episcopale per l’amico San Gregorio di Nazianzo (330-390 d.C.), sede in cui il buon San Gregorio seppur vi si recò, ci stette al massimo qualche mese.
    Sabato scorso, grazie alle apeture dell’attuale governo turco, il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha celebrato una Messa dopo 90 anni, nella chiesa di Santa Macrina la Giovane, monaca e sorella di San Basilio di Cesarea!
    E poi, quei campi tra i monti del Tauro, in cui i contadini (alcuni con autentiche fattezze oghuz-altaiche), coltivano le patate…
    Ecco, un bel deserto, ricco di suggestioni dello Spirito, a differenza di un Kansas ricco delle suggestioni di superman…..
    Ma come seconda scelta, non mi dispiacerebbe nemmeno la Rumeli, Morea, MegaloVlachia, MicroVlachia (Etolia), Evritania, Tracia.
    Che ho in mente una guida turistica Apa, ora introvabile di più di 10 anni fa, con la foto di una bellissima fioraia di Atene, bruna e con due grandi trecce che le scendevano sulle spalle…
    Testo e foto che purtroppo in libreria non ci sono più…
    E poi, forse, potrei avere dei famigliari ateniesi, per via del soggiorno lì di mio nonno paterno, durante l’occupazione italiana della Rumeli nel 1941-1943…
    Se sapessi le lingue e non avessi paura di essere FREGATO…..
    ciao!

    • Francesco says:

      E vai, che le lingue si svelano a chi si butta (giuro! anche col tedesco!) e che quanto a fregature peggio dell’Italia non c’è nulla. Siamo er mejo noiartri :(

      Ti rendi conto che hai scritto che i contadini coltivano patate? Un orrido esempio di subdola invasione gastronomica americana del tutto estranea a Ittiti e Bizantini!

      si scherza, eh

      ciao

      PS poveri bifolchi del Kansas, che nulla hanno alle spalle, o almeno non lo sanno, avendo i loro avi sterminato i pellerossa!

      PPS dopo aver vissuto a lungo in Val Seriana, non credo l’Anatolia interna mi attragga molto

      • mirkhond says:

        A me piace il deserto, non il casinò…. ;)
        ciao!

        • Francesco says:

          concordo ma Las Vegas mica è in Kansas! :)

          comunque a me piace o il deserto o la città, sono i paesini che mi suscitano diffidenza

          certo, fossi il Signore del luogo, con castello e servi della gleba, sarebbe meglio :D

          ciao

  60. mirkhond says:

    grazie alle aperture

  61. mirkhond says:

    Chiesa di Santa Macrina la Giovane situata nel villaggio di Hasakoy, l’antica Sasima, nella Cappadocia meridionale sul versante settentrionale del Tauro.

  62. mirkhond says:

    L’assistente del Sim, che mi aiuta per le faccende domestiche ormai da 3 anni, e che è stata nella Rumeli, mi ha sconsigliato di recarmicisi, proprio perché, non conoscendo la lingua ed essendo periodo di crisi, mi spennerebbero come un pollo….
    Anche la mia dottoressa me lo ha sconsigliato.
    Non parliamo poi della mia adorata Anatolia…..
    ciao!

  63. mirkhond says:

    Per Peucezio

    Khomeini e i Talebani sono agli antipodi.
    Però sia pure in modalità differenti, hanno tentato di combattere entrambi il grande $atana a stelle e striscie e la sua corruzione…
    I Talebani, però, da buoni fondamentalisti sunniti, fino al 2001 non erano antimaericani in politica estera, essendo anzi aiutati dagli U$A di Clinton nella presa del potere e nella (mancata) riunificazione dell’Afghanistan….
    I Talebbani inoltre sono stati MOLTO PIU’ DRASTICI nel tentare reazioni neoluddiste, nella Kabul appena conquistata nel settembre 1996, distruggendo i televisori e i principali VEICOLI della corruzione u$ana….
    Roba di mitragliate, di bazookate, di fucilate date con gioia feroce, per vendicare i presenti, i passati e i futuri, dalle tante, TROPPE SOFFERENZE che quella scatola ha provocato e provoca tutt’ora…..
    Certo un’ammuina feroce, che manco il buon Khomeini si decise di avallare, avendo un approccio più “woytiliano” verso la televisione, stando alla celebre definizione datane dallo storico franco-polacco Jacques Le Goff….
    Ciò non toglie che fin dai 10 anni, provassi un indescrivibile senso di gioia e ammirazione, quando mia madre, sconvolta e non addentro alle vicende storiche dell’Iran, mi disse che “Komenini” (così ne storpiava il nome per lei ostico :) ), aveva imposto il velo alle donne!
    Che orrore!

    • Mauricius Tarvisii says:

      Le Goff è franco-polacco?

    • PinoMamet says:

      ” Ciò non toglie che fin dai 10 anni, provassi un indescrivibile senso di gioia e ammirazione, quando mia madre, sconvolta e non addentro alle vicende storiche dell’Iran, mi disse che “Komenini” (così ne storpiava il nome per lei ostico :) ), aveva imposto il velo alle donne!”

      Scusami, ma a 10 anni cosa te ne fregava del velo alle donne?
      Ammazza… sei proprio tarone, eh? ;)
      (dai che scherzo… è che io a 10 anni ero un grande fan dei film Bruce Lee… e lo sono ancora, peraltro :D- e i miei interessi socio-culturali non adnavano molte oltre quello :D )

      • mirkhond says:

        Perché a 10 anni già cominciavano a piacermi le donne…
        Matrone, ovviamente ;)…..
        E provavo turbamento davanti alle loro abbondanti grazie :)….
        Eppoi, c’entra moltissimo l’amore per il Medio Oriente, e i Luoghi Santi, il mondo della Bibbia, e di Gesù Cristo….
        ciao!

    • Francesco says:

      a 10 anni a sentire che qualcosa veniva imposto non ti veniva un moto spontaneo di ribellione?

      eri messo peggio di me, allora, e non lo credevo possibile!

      ciao

      • Peucezio says:

        La società civilizzata è tutta un’imposizione.
        Perché il velo no e gli indumenti sì? E se mi andasse di andare in giro con l’uccello di fuori? Con che diritto lo stato o la comunità conculca questo mio desiderio e mi opprime con la prigione dei vestiti?

        • PinoMamet says:

          Non è proprio la stessa cosa, Peucezio, e lo sai bene.

          Un conto è trovare generalmente ipocrite/sbagliate(di pessimo gusto delle regole di comportamento/abbigliamento; tantopiù se il mio personale sentimento è in netta minoranza nel resto della popolazione (e anche così, esistono le spiagge nudiste);

          un altro conto è quando queste vengono imposte per legge, e solo a una parte della popolazione (nel caso iraniano/saudita ecc., quella femminile), nel qual caso siamo di fronte non solo a una tradizione discutibile, non solo a una legge sbagliata; non solo a una legge sbagliata non solo per noi e pochi altri “strani”, ma per quasi tutti, e anzi, proposta proprio da pochi “strani”; ma soprattutto, il che è peggio, a una legge pesantemente discriminatoria.

          E per quanto possa apprezzare esteticamente i veli, e trovare orribili le leonesse in tacchi a spillo a cui fa riferimento Mirkhond, istintivamente devo dire che l’idea di una imposizione discriminatoria mi suscita la stessa reazione che aveva Francesco a 10 anni :D

        • Peucezio says:

          A me invece il velo non piace affatto e una donna velata non esercita su di me alcuna attrattiva. Anzi, mi suscita semmai una certa ripulsa. Trovo che il velo stia benissimo alle persone anziane e alle suore, cioè a chi non deve ostentare la bellezza, ma mostrarsi dimesso: è come quei teli grigi che si mettevano una volta sulle macchine per proteggerne la carrozzeria: su una macchina brutta o tutta arrugginita sta bene; su una Ferrari fiammante è un obbrobbrio. Questa almeno è la mia persona preferenza estetica.

          Cionondimeno difendo il sacrosanto diritto dello stato, cioè della società, di imporre dei costumi.
          E quanto alla discriminazione, perché il reggiseno non è esattamente la stessa cosa? Perché noi possiamo andare col petto scoperto e le donne no?
          Si sa che la moda, i costumi e anche il pudore sono diversi a seconda dei sessi, sempre e in tutte le culture.
          Tra l’altro, non so tu, ma sono convinto che la quasi totalità degli uomini che fa simili discorsi di uguaglianza dei sessi nella liceità dei comportamenti, se sente una donna ruttare, scorreggiare e dire un sacco di parolacce, si schifa e lo trova inopportuno e sgradevole, mentre se lo fa un uomo, lo apprezza come una forma di virile goliardia, di simpatico cameratismo. Io invece non trovo affatto disdicevole una donna che bestemmia come uno scaricatore, rutta come un carrettiere e si ubriaca come una spugna (sul genere iberico).

          Tra l’altro Francesco fa un discorso imperialista occidentalista: lui è per il modello americano che a sua volta nega il relativismo culturale in nome della libertà degli individui sotto ogni latitudine, destrutturando comunità, stati e tutto ciò che può essere un argine al mercato. E questo a costo di sterminare centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini.
          Quindi tu intervieni per obiettare nel merito specifico, ma facendolo in relazione alla mia risposta a Francesco rischi di legittimare quella logica (che sicuramente non condividi nelle sue conseguenze).

        • PinoMamet says:

          ” Cionondimeno difendo il sacrosanto diritto dello stato, cioè della società, di imporre dei costumi.
          E quanto alla discriminazione, perché il reggiseno non è esattamente la stessa cosa? Perché noi possiamo andare col petto scoperto e le donne no?”

          Peucè, guarda che non c’è nessuna legge che impone il reggiseno, eh? ;)

          Comunque ti rispondi da solo. Il seno (ora molto meno, tant’è vero che il topless in spiaggia è tranquillamente accettato) era considerato una parte del corpo “sessuale” e quindi da nascondere. Non è colpa di nessuno se le donne lo hanno e gli uomini no.

          Allora, mi dirai tu, che differenza c’è con i capelli? si vede che per i musulmani anche i capelli femminili saranno “sessuali”, no?

          E invece no, perché come può testimoniarti… mio zio che stava in Iran prima (e dopo) lo Shah, prima le donne iraniane giravano coi capelli al vento.
          Probabilmente, anzi sicuramente, non tutte, ma che importa? Vuol dire comunque che l’idea di farle velare è stata un’idea di pochi “strani”, un’imposizione (credo per moltissime sgradita) che aveva ben poco a che vedere col fatto che girare, che ne so, a Brescia con le tette fuori possa essere considerato discutibile.

          Non credo neppure c’entri qualcosa il modello di società americana che piace a Francesco.
          C’entra semmai il modello di società iraniana che piace agli iraniani e alle iraniane…

          ciao!

        • PinoMamet says:

          Ti rispondo con l’esempio di un paese credo a te poco gradito ;) vale a dire Israele, dove gli haredim (le cui donne si coprono i capelli) sono una minoranza… in crescita, ma minoranza.

          Se prendessero il potere e imponessero i loro usi (assai restrittivi) a tutta la popolazione, credi che questa gradirebbe?
          Mi pare che la stessa cosa sia sostanzialmente avvenuta in Iran…

        • Peucezio says:

          Ma non credo che se lo sia inventato una minoranza un po’ originale. Evidentemente era un uso radicato, che con l’occidentalizzazione del periodo dello Scià era venuta meno. Quindi hanno solo restaurato un costume tradizionale. Poi si può dissentire dal fatto che si ripristini un uso tradizionale.
          Ma, alla stessa stregua, si può dissentire anche dal fatto che andiamo in giro obbligati a coprirci i genitali, perché è comunque un dato culturale, visto che ci sono tribù dove praticamente non ce li si copre o ce li si copre appena. E in ogni caso non esistono ragioni pratiche per cui si debba farlo, non di interesse collettivo, per gli altri che vedono (al massimo può essere pratico per l’interessato, per ragioni igieniche o, di inverno, per non prendersi un malanno).

        • PinoMamet says:

          “Poi si può dissentire dal fatto che si ripristini un uso tradizionale.
          Ma, alla stessa stregua, si può dissentire anche dal fatto che andiamo in giro obbligati a coprirci i genitali”

          beh, no, non è la stessa stregua, visto che non mi risulta che per qualche decennio lo Stato ci abbia imposto di girare a palle di fuori e che un bel gruppetto di persone si sia affezionato a questa usanza…
          ;)

        • Francesco says:

          senza nessun buon diritto, sono un nudista quasi convinto

          certo, esteticamente è una tesi che lascia molto a desiderare ma la comodità che mi ispira liberarmi di sti ca…o di pezzi di stoffa ……………..

      • mirkhond says:

        Il moto spontaneo di ribellione e di PAURA, me lo facevano venire i punk, i “mohicani” con quei capelli orribili a cresta di gallo, e le leonesse e pantere bionde, capelli mossi al vento, svestite e con stivaloni con tacchi a spillo….
        Che schifo!

        • Francesco says:

          quelle robe lì a 10 anni le ignoravo

          diciamo che nell’intimo avevo però una gran voglia di NON fare come mi dicevano mamma e nonne

          poi sono leggermente cambiato

          ciao

  64. mirkhond says:

    Inoltre per l’italiano, in questo caso il napoletano medio, non avvezzo ai distinguo teologici musulmani, che gli sono incomprensibili, i “fondamentalisti” islamici, appaiono tutti uguali.
    Per restare pro domo mea ;), un paio d’anni fa, a Napoli, la mia cuginetta, dalla lingua tagliente e dai modi vajassi da Forcella e Quartieri Spagnoli :), quando le parlai della comunità shiita imamita napoletana, il cui leader era (è?) un NAPOLETANO, Ammar De Martino, e le dissi di nostre connazionali che indossavano l’hijab, anche giovanissime di qualche anno più grandi di lei
    La mia adorabile e finissima cuginetta, mi rispose :

    – E che è, ‘a filiale e’ Benn Ladènn?

  65. mirkhond says:

    l’Uniatismo in quanto “orientale” ma legato al Papato (come sarebe stato bene per tutto l’Oriente :D )

    Più che l’Uniatismo, sarebbe ideale la collegialità patriarcale, con quello di Roma, primus inter pares, come dalla dottrina ortodossa.
    Ecco, QUESTA è l’UNIONE della CHIESA, che auspico….
    Il successore di Pietro INSIEME ai successori degli ALTRI Apostoli…..
    ciao!

    • Peucezio says:

      Sì, beh, una cosa così sarebbe l’ideale in effetti.
      Ma anche così, che ognuno si fa i cavoli suoi, ci si guarda un po’ in cagnesco, ma si prende atto dell’esistenza dell’altro, non va malaccio.

  66. mirkhond says:

    Inoltre, come Peucezio, anch’io sono filorusso, forse perché come la Russia, non ho amici…. ;)

    • PinoMamet says:

      Però hai conoscenti che ti vogliono bene ;)

      comunque la Russia fa simpatia anche a me, per una serie di motivi non del tutto razionali forse.. e mi aggiungo alle perplessità di Peucezio sulle varie lingue minoritarie più o meno inventate.

  67. mirkhond says:

    Infatti, anch’io come il grande Michail Afanasievic’ Bulgakov da Kiev (1891-1940), non sopporto i nazionalismi ARTIFICIOSI ucraino, e tantomeno bielorusso.
    Per me sono TUTTI RUSSI, eredi cioè della Rus’ di KIEV.
    L’uniatismo è stato solo fonte di ODIO e DIVISIONE, e ha esposto i poveri Uniati all’accusa di tradimento, prima sotto gli Zar, e poi sotto il comunismo.

    • habsburgicus says:

      @Mirkhond
      Sei in buona compagnia…anche Solženicyn la pensava come te sull’Ucraina (sulla Bielorussia neppure si esprimeva, credo desse per scontato che fossero russi :D)
      Tuttavia per te l’eredità “legittima” della Rus’ kievana, non comprende il Baltico, vero ?
      Immagino poi che tu abbia una visione negativa delle cosiddette Crociate contro Novgorod, quella dei Cavalieri di Livonia fermata da Aleksandrr Nevskij nel 1242 al Lago Peipus (battaglia resa mitica da Sergej Ejzenštajn :D) e quella di Re Magnus di Svezia che nel 1348 prese Orekhov (Nöteborg, in epoca zarista Šlissel’burg/Schlüsselburg e dal 1944 al 1992 Petrokrepost’), anch’essa fallita (come i tentativi dello stesso Re, che ci viene dipinto come zelantissimo per la Chiesa romana, qualche anno dopo), per citare le due più importanti
      (potresti però anche dirmi che erano pure contese politiche ammantate di motivazioni religiose)
      ancora una domanda, che rivolgo anche a Peucezio (e a chiunque voglia intervenire)..come vedete il giogo tartaro nella storia della Russia ?
      ciao

      • Peucezio says:

        Bella domanda… in realtà ne so poco e non posso dire di essermi formato un’opinione. Personalmente non ho una grande simpatia per i popoli altaici. Ma c’è anche da dire che, per una sorta di nemesi storica, oggi i discendenti di quella gente che ha soggiogato l’Eurasia contano poco e niente.

  68. mirkhond says:

    Una Russia forte, è un fattore di equilibrio anche contro le derive del fondamentalismo islamico, oltre che dei tecno-VOLUTAMENTE-ignoranti U$A…..
    ciao!

  69. mirkhond says:

    Per Habsburgicus

    Per me il Lago Peipus è il limite orientale dell’Occidente/Frangistan.
    Da bizantinofilo, non posso che amare la Russia.
    Sul giogo tataro, si puo’ dire che modificò profondamente la vecchia Rus’ kievana, generando tra violenze e terrore, la Moscovia/Russia moderna.
    La quale era stata buona alunna dei maestri Mongolo-Tatari, imparandone la dottrina del terrore contro i recalcitranti, e utilizzandola poi con successo contro gli eredi della franumata Orda d’Oro ,Khazan, Atrakhan, Kasimov e Crimea, uno dopo l’altro conquistati dai Russi nel 1552, 1556 e 1774-1783.
    Kasimov invece, fattosi cristiano ortodosso, finì tra le fila dell’aristocrazia russa moscovita, fino alla sua annessione nel 1681!
    Del resto l’influenza tatara, non fece che rafforzare la già forte influenza turca, presente fin dalle origini della Rus’ kievana.
    Pensiamo ai Peceneghi tra X e XI secolo, e ancora di più i Cumani/Polovzi, celebri nel Canto della Schiera di Igor, e le cui aristocrazie tra XI e XIII secolo, erano imparentate con quelle russe.
    E così sotto il giogo mongolo-tataro (1238-1480).
    Molte famiglie boiare (termine di origine turca-bulgara) erano di origine tatara. Anche famiglie della piccola nobiltò, da cui emersero Dostoevskij e Gogol’.
    Tatari spintisi perfino in Lituania, di cui Karol Businsky, è stato il figlio più celebre, meglio noto col nome usanizzato di Charles Bronson!
    ciao!

    • mirkhond says:

      frantumata Orda d’Oro ecc.

    • amousonny says:

      A proposito dei Cumani/Polovtsi/Kipchak mi pare di ricordare che anche alcuni Mamelucchi provenissero dalle regioni a nord del Mar Nero.

      I Mamelucchi, subentrati agli Ayubbidi, imposero una svolta (a mio avviso) pragmatica ai rapporti con gli Occidentali, infischandosene delle regole di condotta che resero celebre Salah ad-Din (e comportandosi – grosso modo – alla stregua de’ Franchi).

      Furono peraltro i Mamelucchi, guidati da Baybar (questo si un mito per i Musulmani, a differenza del Saladino, rispolverato di recente) a sconfiggere i Mongoli ad Ain-Jalut nel 1260, arrestandone l’avanzata.

      • habsburgicus says:

        @amousonny….

        verissimo…e fu lo stesso Baybars a dare il penultimo colpo ai Crociati prendendo Antiochia nel 1268…l’ultimo lo darà, come é noto, Qalawun, che prese Tripoli nel 1289… e infine San Giovanni d’Acri cadrà nel 1291 sotto al-Ashraf Khalil…
        condivido l’importanza enorme di quel 3 settembre 1260 che vide la sconfitta del mongolo Ketbogha ad ‘Ain Jalut e personalmente sono d’accordo con René Grousset che accusa la stupidità politica dei Crociati che aiutarono i Mamelucchi (sic !) contro i Mongoli…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ok, ma se avessero vinto i Mongoli cosa sarebbe cambiato? Semplicemente il Levante se lo sarebbero conquistato loro, invece dei Mamelucchi. Anzi, probabilmente sarebbe caduto molto prima.

        • mirkhond says:

          Inoltre lo stesso Gazan Khan, nel 1295 si convertì all’Islam, portando l’Ilkhanato di Persia, sotto la Sunna.
          In questo seguito dagli altri due khanati mongoli occidentali dell’Orda d’Oro e Ciagatai nella prima metà del XIV secolo!

        • mirkhond says:

          Infine, fu grazie ai fin troppo lodati Mongoli, che l’Islam prese il sopravvento in Anatolia, sia nel da loro disintegrato sultanato selgiuchide di Rum (Roma), nei secoli XIII-XV, grazie all’ingresso di nuove e barbariche orde turcomanne, spesso di recente islamizzazione d’impronta sufi, e sia in ciò che restava dell’Anatolia romana nicena.
          Qui, però la colpa più grave la ebbero gli imperatori Giovanni III (1222-1254) che dal 1244, invece di guardare ad est, volle ritentare la riconquista della Romània balcanica, cacciandosi in un fognaio di odii e lotte reciproche tra i locali potentati CRISTIANI, ortodossi e cattolici, sorti col crollo romano del 1204, e soprattutto con Michele VIII Paleologo (1259-1282), che proseguì la politica europea di Giovanni, senza però le forze e il contesto internazionale più favorevole sotto il suo predecessore.
          La rivolta degli Akriti (truppe di frontiera) stanziati sui confini anatolici niceni, contro Michele VIII, nel 1262, e la conseguente decisione del sovrano di sciogliere questa milizia di soldati esperti, ma fedeli alla precedente dinastia, da lui spodestata, portò al CROLLO della difesa romana, proprio nel momento in cui le nuove orde di turcomanni, si ammassavano sulle frontiere nicene, sfondandole agevolmente.
          Intorno al 1300, solo alcune isolate città e piazzeforti erano ancora in mano romea, e fu solo questione di tempo, e dell’unione di questi turcomanni sotto i capi dei Qayi/Osmanli di Bitinia, perché cadessero l’una dopo l’altra.
          E persa l’Anatolia, anche Costantinopoli e la Romània balcanica, erano ormai aperte ai nuovi invasori…..

        • habsburgicus says:

          @Mauricius Tarvisii
          Ok, ma se avessero vinto i Mongoli cosa sarebbe cambiato

          all’epoca i mongoli erano filo-cristiani e Ketbogha era nestoriano (pure Hulagu, 1256-1265 era filo-nestoriano)
          i mongoli avrebbero potuto dare il colpo di grazia all’Islam, già scosso per la caduta di Baghdad nel 1258, fatto che destò commozione in tutto l’Oriente..un cronista armeno (forse Vartan) parla della fine del giogo degli ismaeliti !
          e se il prezzo di tutto ciò, fosse stato la sovranità mongola sugli Stati crociati (analoga per dire a quella mongolo-tatara sui principati cristiani di Rus’) io dico “chissenefrega” ! l’eliminazione definitiva dell’Islam valeva questo e altro !!!
          ma ovviamente ciò che é stato, é stato…e il passato non si può cambiare

      • mirkhond says:

        Sì, la prima “dinastia” mamelucca, i Bahriti (1250-1382) erano Kipchak/Cumani in prevalenza, mentre la seconda “dinastia” mamelucca, i Burjiiti (1382-1517), erano in prevalenza Circassi.

        • amousonny says:

          A favore del Paleologo va detto che Michele VIII dovette fronteggiare le mire espansionistiche occidentali, soprattutto quelle di Carlo d’Angiò: abbandonare il Balcano ai nemici, soprattutto in un’epoca in cui Bisanzio non controllava i mari, sarebbe stato un suicidio. Come avvenuto in precedenza, i Franco/Normanni avrebbero agevolmente percorso la via Egnatia e sarebbero piombati sulla capitale.

          L’errore fondamentale fu (col senno di poi) ancora piu` a monte, ovvero nel recupero di Costantinopoli. Anche se questo recupero avvenne praticamente “gratis”, da quel momento in poi le sventure dell’Impero ricominciarono. Costantinopoli era il frutto che tutti volevano cogliere, e mentre Romani e Latini si dissanguavano per controllare i Balcani, l’Anatolia fu trascurata e si lasciò che diventasse una grande potenza sotto i Turchi. Saggi furono gli Ottomani a lasciare la città “indipendente” fino a ridurla ad un’isola nel mare dei possedimenti del Sultano.

          @mirkhond
          Interessante lo scioglimento degli Akriti da parte di Michele VIII. Mi sapresti dare delle referenze visto che io conosco solo Ostrogordsky?

  70. mirkhond says:

    Per me la Germania, sia sotto Guglielmo II (1888-1918) che sotto Hitler, non avrebbe MAI dovuto combattere contro la Russia.
    Al massimo sottrargli il Baltico fino al Peipus.
    Certo il comunismo fu un obbrobrio. Ma avrebbe dovuto cadere dall’INTERNO di Santa Russia, e non dall’esterno, e per di più da un terzo reich che nell’Urss dette il PEGGIO DI SE, rendendosi responsabile di qualcosa come 20-27MILIONI di morti, e regalando al bolscevismo altri 50 anni di popolarità e l’aura di salvatori dell’umanità….
    Il vero nemico del Reich, II, III o quale che sia era ad OVEST……
    ciao!

    • Peucezio says:

      Condivido totalmente.

    • Francesco says:

      1) da occidentalista, ti ringrazio di cuore. è sempre bello quando si sente ricordare chi furono i veri nemici del III Reich. per il secondo, mi è indifferente quanto gli altri attori in campo

      2) alla fine, tutti quelli che volevano la supremazia militare sull’Europa hanno deciso di combattere la Russia. Nella 1GM avevano anche vinto ma fuorno battuti dagli occidentali!

      • Z. says:

        Uhm, ehm, no. Comunque la si voglia voltare, il principale nemico del III Reich durante la seconda guerra mondiale fu decisamente l’Unione Sovietica.

        Sia in considerazione dell’ammirazione che Hitler nutriva per il Regno Unito (che lo portò a compiere una serie di errori: confidare che sarebbe stato raggiunto un accordo anche dopo Danzica, risparmiare incredibilmente gli inglesi a Dunkerque, inseguire sino all’ultimo un improbabile armistizio), sia in termine di risorse umane e materiali impiegate contro gli uni e contro gli altri, sia in termine di vittime civili e militari inflitte agli uni e agli altri.

        Del resto, immaginare Hitler privo di odio per la “plebaglia giudaicobolscevica” ha senso più o meno quanto immaginare Stalin come un premier liberale e strenuo difensore della libertà di critica politica in Unione Sovietica…

        • habsburgicus says:

          d’accordo con Z
          un conto é dire, con il senno di poi (e anche tenendo conto degli insegnamenti della I GM) che il principale nemico di Hitler, date certe permesse, AVREBBE DOVUTO ESSERE la Gran Bretagna;
          un conto é negare che nella realtà STORICA il principale nemico di Hitler fu l’Urss..fece male ?…mi pare che i fatti si commentino da soli, sapendo come é andata a finire :D (fra l’altro l’analisi di Hitler sul bolscevismo era datata; egli rimase ad un’analisi, certo piuttosto rozza ci mancherebbe, che tuttavia poteva andare bene negli anni del “Mein Kampf”, c.a 1925, allorché l’URSS era effettivamente governata da non-russi “internazionalisti” ed erano ancora fortissime le tendenze estremiste e sovversive che per amore di brevità chiamerò “trockiste” pur essendo conscio che il termine é riduttivo e parzialmente fuorviante; l’URSS del 1939-1941 era ormai uno Stato diverso, che avrebbe meritato ben altra analisi :D)
          donde enormi errori politico-strategici nella guerra all’Ovest, specialmente nel cruciale giu 1940-giu 1941 quando la Germania letteralmente gettò al vento la vittoria !
          ciao a tutte/i

  71. habsburgicus says:

    @Mirkhond
    Per quanto riguarda Guglielmo II bisogna dire che, se ti limiti al 1914, la Russia ha le sue gravi colpe (specialmente il partito militare dei Granduchi che forzò la mano al povero Nicola II che voleva sinceramente la pace)…anche se la Germania commise un errore politico di prima grandezza dichiarando guerra alla Russia già la sera del 1/8/1914
    Se inveci tu ti riferisci a tutto il regno, partendo dal licenziamento di Bismarck (1890) con conseguente non rinnovo del Trattato triennale di controassicurazione (18/6/1887), ti do ragione….
    Resta il fatto, incontrovertibile, che lo scontro tedesco-russo é stato una catastrofe per entrambi…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Veramente sono stati gli Asburgo a forzare la mano alla Russia dichiarando guerra al suo alleato balcanico, la Serbia, per farne una Bosnia-bis.
      Con buona pace dei manichei de’ noaltri, la guerra è cominciata ad Est e si è estesa ad Ovest: nessun epico scontro Sacre Monarchie Tradizionali contro Biekissime Potenze Massoniko-Giudaike.

      • habsburgicus says:

        @Mauricius Tarvisii

        mi spiace che continui a credere, 99 anni dopo, alla più pura propaganda intesofila…anche se é un tuo diritto, ci mancherebbe
        ma quale Bosnia bis ?
        la Ballplatz voleva semplicemente porre fine una buona volta al nido di cospiratori criminali di Belgrado (un regime regicida salito al potere nel giugno 1903 con il massacro di Re Alessandro e della Regina Draga….se il buon giorno si vede dal mattino :D)…l’obiettivo era punire la Serbia (il 28 giugno gridava vendetta—e non mi si dica che Princip era suddito imperiale e non serbo, suvvia :D i fili partivano tutti da Belgrado come POI si é dimostrato ad abundantiam, purtroppo troppo tardi)
        Tisza stesso (P.M ungherese) nei Consigli comuni del 7 luglio e del 19 luglio 1914 si espresse contro ogni annessione ai danni della Serbia, per ragioni di politica interna ungherese
        la Russia quindi non ha scusanti…per salvare una cricca di criminali terroristi dalla giusta e meritata punizione (che poi sarebbe stata lieve :D sarebbe intervenuta l’Europa, uina Conferenza ecc ecc…e sarebbe finito tutti a tarallucci e vino :D Francesco Giuseppe in definitiva voleva una vittoria “politica” e una volta ottenutala, non avrebbe rischiato, anzi avrebbe fatto ponti d’oro per chiudere presto la questione) ha messo a repentaglio se stessa, la civiltà europea e la pace !
        a meno che tu sostenga le tesi che austriaci e tedeschi dovevano farsi spennare poco a poco senza reagire..
        certo sarebbe stato evangelico “porgete l’altra guancia”…ma a senso unico ! :D

        • habsburgicus says:

          @Mauricius Tarvisii
          suo alleato balcanico, la Serbia,

          poi la Serbia non era ALLEATA della Russia, stricto sensu..lo fu dell’Austria dal 28/6/1881 al 1895 :D…
          del resto Italia (da 20/5/1882) e Romania (da 30/10/1883) erano alleate dell’Austria-Ungheria…e sappiamo come é andata a finire :D
          NO, la Russia non ha neppure la scusa di un trattato da onorare (come ad esempio la ebbe Chamberlan per Danzica nel 1939), nulla..se non fumose chiacchere panslaviste e pan-ortodosse !
          del resto il conte Witte, purtroppo morto già nel 1915, espresse nelle sue Memorie disprezzo per i balcanici e ritenne l’ingresso in guerra una folia

        • Mauricius Tarvisii says:

          “alla più pura propaganda intesofila”
          Austria dichiara guerra a Serbia… sì, è propaganda intesofila.

          “ma quale Bosnia bis ?”
          Almeno Bosnia semel me la riconosci, oppure anche quella è propaganda massonika e Sarajevo era in territorio serbo?

          “la Ballplatz voleva semplicemente porre fine una buona volta al nido di cospiratori criminali di Belgrado”
          E magari portare un po’ di Governo Illuminato Asburgico da quelle parti, no?

          “e non mi si dica che Princip era suddito imperiale e non serbo”
          Certo, non lo si dica: c’è il pericolo di dire qualcosa di sensato ed è meglio evitare.

          “Tisza stesso (P.M ungherese) nei Consigli comuni del 7 luglio e del 19 luglio 1914 si espresse contro ogni annessione ai danni della Serbia, per ragioni di politica interna ungherese”
          Annessione… all’Ungheria! Bosnia bis, dicevamo.

          “la Russia quindi non ha scusanti…per salvare una cricca di criminali terroristi dalla giusta e meritata punizione”
          Che magari avevano anche le armi di distruzione di massa…

          “che poi sarebbe stata lieve :D sarebbe intervenuta l’Europa, uina Conferenza ecc ecc…e sarebbe finito tutti a tarallucci e vino”
          E infatti l’Europa è intervenuta ed è stato un bel mattatoio europeo. Tarallucci e vino, si intende.

          “Francesco Giuseppe in definitiva voleva una vittoria “politica””
          Ah, ok, quindi oggi la vittoria militare si chiama”vittoria politica”. E perché non chiamare la guerra “dibattito istituzionale”?

          “ha messo a repentaglio se stessa, la civiltà europea e la pace !”
          Ma no: anche lo Zar voleva una VITTORIA POLITICA :-D

          “a meno che tu sostenga le tesi che austriaci e tedeschi dovevano farsi spennare poco a poco senza reagire..”
          Certo: non poter nemmeno invadere un proprio vicino senza rotture di scatole! Ma guarda che screanzati!

          “se non fumose chiacchere panslaviste e pan-ortodosse !”
          Chiacchiere che, però, erano note da qualche secolo, spero anche alle cancellerie degli Imperi Centrali. Chiacchiere che fanno il paio con la Lotta al Terrorismo che che l’Impero Amer… ahem… Austroungarico ha voluto portare avanti strafregandosene delle conseguenze.
          Tra parentesi, che sarebbe intervenuto qualcuno lo sapevano tutti, visto che prima di aprire le ostilità l’Austria pensò bene di sentire i tedeschi… immagino per capire come ottenere una vittoria politica congiunta in un dibattito istituzionale allargato…

        • habsburgicus says:

          Annessione… all’Ungheria! Bosnia bis, dicevamo.

          Solo una precisazione, poi lascio stare…
          Tisza non voleva annettere un solo pollice di territorio serbo né all’Ungheria né alla Cisleitania (vulgo Austria) né in comune (come era appunto la Bosnia, Reichsland dal 1910, amministrato dall’I.e R. Ministero delle Finanze e dunque non dall’I.R governo cisleitano né dal R. governo ungherese)..e il Sovrano approvò le sue proteste
          P.S: la Bosnia poi non fu tutta ‘sta tragedia; l’8/7/1876 a Reichstadt i Russi avevano accettato di dare la Bosnia in sovranità all’Austria (doo la guerra russo-turca ancora in fieri) e ciò fu ribadito nel settembre 1908 a Iglau…fu Izvol’skij (anche a causa di Aehrenthal, non lo nego) che montò il caso….
          quell’Izvol’skij, funesto come il Delrio di manzoniana memoria, che insieme al sodale Poincaré la guerre è il principale responsabile dela guerra..ops, scusa gli unici responsabili sono Francesco Giuseppe, Guglielmo II, gli junker…e aggiungiamoci anche Pio X (1903-1914) che voi ultra-conciliaristi notoriamente avete in uggia :D
          In definitiva dopo la crisi bosniaca, Vienna ci rimise perché la Bosnia l’aveva di fatto già mentre in cambio del riconoscimento dell’annessione da parte turca (1909) dovette restituire il Sangiaccato alla Turchia, che nel 1913 cadrà in mano ai balcanici permettendo il collegamento serbo-montenegrino, una grave sconfitta politica che non sarebbe mai avvenuta nello status quo 1878-1908…se puoi vuoi farmi dire che Aehrenthal sbagliò nel 1908 (come Berchtold commise varie bévues nel 1914), beh te lo dico senza remore :D gli Asburgo non sono infallibili…ma neppure l’Intesa da te tanto amata :D vittoriosa sì, infallibile no

        • habsburgicus says:

          però Aehrenthal (e Ferdinand di Bulgaria) non avrebbe mai agito nel 1908 senza la rivoluzione dei Giovani Turchi in luglio…
          e qui torniamo al carattero nefasto di quella rivoluzione
          ma su questo lascio parlare Mirkhond, se vorrà :D

        • Mauricius Tarvisii says:

          Gli unici responsabili… andando avanti ad unici responsabili è tutta colpa di un tizio che un bel giorno sparò ad un Asburgo.

          Quello che cercavo di dire – e che evidentemente ho detto male – è che fare manicheismo storico (il mio intervento era un atto di accusa ai manichei) è il modo migliore per fraintendere e ricostruire male (anzi, malissimo).
          Il discorso sulle colpe dirette può essere riassunto così: colpa di Princip è l’aver sparato senza pensare alle conseguenze del proprio gesto. E’ stato lui a scatenare la guerra europea? No, ma era prevedibile che qualcosa di grosso sarebbe seguito al suo atto.
          Colpa dell’Austria è aver dichiarato guerra alla Serbia. E’ stato l’Imperatore a scatenare la guerra europea? No, lui sperava di mantenere il conflitto ad un’estensione regionale, magari contando sulla copertura tedesca. Certo è che la Russia da sempre aveva avuto mire sui balcani e si poteva prevedere (a meno che l’Austria non fosse in mano a dei perfetti imbecilli, cosa non vera) che qualcosa di grosso sarebbe successo toccando il delicatissimo equilibrio su cui si reggeva la pace europea.
          Colpa dei Russi è l’essere intervenuti con tanta leggerezza nel conflitto. Sono stati loro a scatenare la guerra europea? No, sono intervenuti in una guerra già iniziata, anche se a Pietroburgo sarebbe stato prevedibile che la questione, prima un conflitto balcanico, avrebbe fatto un salto di qualità.
          Colpa di tedeschi, francesi e inglesi… e poi tutti gli altri l’essere intervenuti dopo. Sono stati loro ad allargare il conflitto, ma erano tutti “giustificati” dalla rete di alleanze intessuta negli anni precedenti.
          Pio X non c’entra un fico secco, ma l’abbiamo tirato dentro tanto per, senza una ragione apparente. Anzi, una “ragione” c’è: segnare un punto-cattolicità dopo aver sparato quella del principio del “porgi l’altra guancia a senso unico” ;-)

          Riassumendo, non esistono gli austriaci buoni ed i russi cattivi. Solo lo stesso mucchio di storielle su quanto buono fosse l’Imperatore austriaco e di quanto cattivi fossero tutti gli altri, ripetuto all’infinito, diventa stucchevole.

        • habsburgicus says:

          Evidentemente, non riesco a spiegarmi..so perfettamente che non c’è tutto il bene da una parte e tutto il male dall’altra, mai detto nulla di simile
          Resta il fatto che io continuo a ritenere che l’Austria-Ungheria era giustificatissima a punire la Serbia dopo Sarajevo, mentre la Russia non era giustificata a correre il rischo di scatenare una guerra europea per i serbi…la Russia aveva ogni diritto di vegliare affinché la punizione si mantenesse entro limiti ragionevoli, che non ci fossero annessioni (anche surrettizie ecc) e che non si mettesse a repentaglio l’indipendenza di Belgrado, ma non di più…in pratica cosa bisognava permettere ? una guerra di 10-15 gg, la (possibile, per nulla certa) conquista di Belgrado, indi un duro ultimatum russo che intimi l’Alt…bella conferenza europea a Londra..alla fine scuse serbe, licenziamento di Pašić, ritiro delle truppe asburgiche, bella campagna fra le masse serbe a favore della Russia e del suo Padre bianco che avrebbe salvato il popolo serbo dal certo annientamento…e si ricomincia come prima :D (si presume con maggiore prudenza da parte serba nell’aiutare l’irredentismo)….la grande guerra sarebbe così stata evitata nel 1914..ci sarebbe stata nel 1917 ? non lo so, non ho la sfera di cristallo, ma ci sono probabilità che avrebbe potuto essere evitata a lungo..con buona volontà da parte di tutti, certo, conditio sine qua non….
          Se poi tu trovi che questo scenario, o uno consimile, era troppo spaventoso per la Russia cosicché lo scatenamanto di una guerra europea era meglio, vabbé sono idee, da cui mi permetto dissentire fermamente… (ripeto, Witte la pensava in questo più o meno come me…e lui era contemporaneo :D)
          Et de hoc satis !

        • Mauricius Tarvisii says:

          E molti contemporanei la pensavano diversamente da te. E che vuol dire?
          Tutti hanno fatto le cose secondo diritto, all’epoca, e tutti hanno contribuito a scatenare l’inferno europeo: non si può assolvere o condannare l’Austria più degli altri.

          PS: l’Italia, ovviamente, è un’eccezione. La guerra italiana fu assolutamente arbitraria e persino irragionevole.

        • habsburgicus says:

          l’Italia, ovviamente, è un’eccezione. La guerra italiana fu assolutamente arbitraria e persino irragionevole.

          almeno su quello concordiamo in pieno….

  72. mirkhond says:

    Per Amousonny

    Sugli Akriti niceni, ho consultato wikipedia in inglese alla Voce Akritai.
    Per il resto, proprio per ciò che dici, già Giovanni III, avrebbe dovuto evitare di espandersi nel Balcano, limitandosi al massimo nel recuperare la testa di ponte trace di Gallipoli.
    E’ vero che, quando Giovanni III nel 1244-1252, recuperò quasi tutto il Balcano romano, aveva una struttura politica più forte e sana, e aveva ricostituito il sistema akritico, soprattutto lungo il Meandro/Menderes, l’allora frontiera meridionale anatolica niceno-selgiuchide.
    Inoltre la francocrazia-venetocrazia che nel 1204 aveva distrutto l’Impero Romano d’Oriente, nel 1224 era essa stessa ridotta a brandelli isolati, nel mare romeo.
    Venezia non ebbe danno, avendo la flotta e un impero consistente di basi marittime, ma i Franchi, nel 1224 avevano solo l’enclave di Costantinopoli-Calcedonia, il ducato di Atene e il principato di Morea.
    IL resto era in mano ai principi Angeli d’Epiro, nel 1224-1246 imperatori di Tessalonica, e alla Bulgaria.
    Bulgaria che nel 1230 aveva sconfitto e ridimensionato le ambizioni romaiche epirote.
    Dunque nel 1244-1252, Giovanni III poteva permettersi di avanzare con successo nel Balcano romeo, tenendo conto che anche la potenza bulgara era stata spezzata dall’invasione mongola del 1241-1242.
    Tra l’altro nel 1244, Giovanni III era in cordiali rapporti con Federico II di Svevia, sposandone la figlia Costanza, ribattezzata nell’Ortodossia bizantina come Anna.
    E tuttavia, con un contesto internazionale favorevole, Giovanni avrebbe avuto bisogno di tempo per rafforzare i territori balcanici riconquistati, e soprattutto, come hai accennato, di una flotta.
    Problema quest’ultimo, che Michele VIII (1259-1282), tentò di risolvere col Trattato di Ninfeo, del marzo 1261, appoggiandosi a Genova, e in sostanza riprendendo la politica di Alessio I Comneno nel 1082 con Venezia, con l’aggravante di coinvolgere la Romània tra i conflitti delle due avidissime repubbliche marinare.
    In sostanza, la causa vera del crollo romeo, fu di non aver saputo accettare il ridimensionamento niceno del XIII secolo, abbandonando Costantinopoli e il Balcano al fognaio che erano diventati, e concentrandosi invece proprio su Nicea, utilizzandone le rinate risorse per riprendere Sinope, in mano selgiuchide dal 1214 e la costa paflagone, ricongiungendosi con i Romei di Trebisonda, sotto i Comneni (1204-1461).
    Un’accorta politica matrimoniale, avrebbe poi potuto riunificare i due stati regionali romei, e salvare almeno parte dell’Anatolia romana cristiana ortodossa dai Turcomanni.
    Evidentemente sia Giovanni III che Michele VIII, sottovalutarono i nuovi arrivati turcomanni, stanziati in una Rum selgiuchide a pezzi, e in lotta anche tra loro, e/o puntavano sull’appoggio mongolo ilkhanide di Persia (1256-1335).
    Appoggio che fu utile solo agli Armeni di Cilicia, vassalli del Gran Khan fin dal 1248, e che contribuì forse, a ritardarne il crollo per mano mamelucca nel 1375.
    ciao!

  73. mirkhond says:

    Sul velo femminile

    Ovviamente i miei gusti e le mie idee sono molto diverse da quelle di Pino e Peucezio (che scopro essere molto più progressista ;) di quanto immaginassi…. :) ).
    In Iran fu Reza Shah (1925-1941) ad imporre alle donne di togliersi il velo, nel 1936, come misura di scimm…ehmmm… occidentalizzazione in stile kemalista.
    Lo studioso iraniano Bijan Zarmandili, anni fa, ospite in una trasmissione condotta da Pierluigi Battista, e riguardante appunto l’occidentalizzazione dell’Iran (corredata da filmati discotecari raffiguranti ragazze, vestite in maniera tanto cara allo zio di Pino ;) ), Zarmandili dicevo, disse che l’OBBLIGO di togliersi il velo, fu vissuto come un oltraggio da moltissime dirette interessate.
    Le quali PER ANNI, non uscivano più di casa, per non essere COSTRETTE ad ottemperare ad un obbligo teso alla loro…emancipazione! Ovviamente!
    Guardando film, foto e documentari degli anni ’70, ho notato che i capelli al vento alla sciantosa, li portavano soprattutto nelle grandi città, e soprattutto i ceti borghesi medio-alti-alti.
    Vedasi Marjane Satrapì in Persepolis….
    Ma i ceti popolari delle città, le contadine e le nomadi (che andavano e VANNO TUTTORA a cavallo, partecipando pure a gare “all’amazzone” cavalcando e sparando che è una bellezza…), CONTINUAVANO a portare il velo.
    Dunque il biekiSSimo Khomeini, che Dio lo benedica sempre, si è limitato a ripristinare un ORDINE che il DISORDINE di Shah ruffiani FRANCHIZZANTI, aveva sconvolto.
    E nello stesso tempo, siempre il suddetto biekiSSimo ayatollah così somigliante a Sean Connery ;), mantenne le MIGLIORI CONQUISTE degli shah Pahlavi, come il voto alle DONNE del 1963, e il diritto per ESSE allo studio.
    E oggi, nell’oskurantista Iran, il 65% dei laureati è costituito da DONNE!
    I Franchi vedendo tutto attraverso la loro ottica, non sempre riescono a cogliere modi e stili di vita, che seppure DIFFERENTI dai propri, non sono tuttavia sempre sinonimo di oppressione.

    • PinoMamet says:

      Eh caro Mirkhond

      non lo so più manco io se sono progressista o conservatore… forse progressista in materia di diritti, e conservatore in materia di cultura… e ovviamente le due cose finiscono per scontrarsi e crearmi una grande confusione, che la frequentazione di voi dotti del blog non fa che aumentare!
      :D

      ora mi diranno, “eh ma allora difendi il velo in Italia, e lo combatti in Iran? doppiopesista di sinistra!”

      No, in realtà io difendo ovunque (oddio, difendo.. teoricamente) il diritto di ognuno di vestirsi come gli pare.
      Fatto salvo il comune senso del pudore…
      e qual è? e giù altra confusione! :D

      • Peucezio says:

        Beh, da ciò che dici si può dissentire nel merito, ma è oggettivamente coerente e lineare. L’idea cioè che la scelta sia demandata totalmente all’individuo, quindi che non possano esserci divieti né in un senso né in un altro.

    • Peucezio says:

      Mirkhond,
      in pratica, prima di averto letto, ho dato una risposta simile alla tua :-)

      Sul mio “progressismo”, qualche volta poi lo chiarirò meglio.

    • habsburgicus says:

      Reza Shah (1925-1941)
      Shah ruffiani FRANCHIZZANTI

      non facciamo però di ogni erba un fascio…Reza Shah (il padre) aveva ottimi motivi e fu un patriota…
      anni fa incontrai a Torino un iraniano (che aveva cariche ufficiali, dunque presumo fosse “islamico”..e portava la barba)…orbene mi stupi molto facendomi l’elogio di Reza Shah (NON del figlio, del padre !) in quanto nemico degli inglesi e amico del popolo ((non parlò del velo)..e mi elogiò pure, a mia altrettanto grande sorpresa, Jamshid Amuzegar (P.M di Mohammed Reza Shah nel 1977-1978..una sorta di Monti iraniano, con la differenza che quello, a differenza del Monti nostrano :D, l’economia la seppe far funzionare veramente !)…
      invece mi ricordo ancora la sua espressi9ne di orrore quando gli citai Amir ‘Abbas Hoveyda (P.M 1965-1977)…ma é un baha’i, rispose schifato :D
      in effetti Hoveyda fu odiato dalle masse e pochi più di lui contribuirono al discredito dello Scià figlio…
      pro-americano, pro-israeliano, disprezzatore dell’Islam, fanatico anti-arabo e, secondo la voce pubblica aderente ai Baha’i, Hoveyda le aveva tutte per dispiacere agli islamici !
      fu Hoveyda che impose le feste per il Bimillennario nel 1971 (era un patito dell’Iran pre-islamico, specialmente quello achemenide) e fu Hoveyda che nel 1975 abolì l’Era islamica (in Iran solare) e introdusse l’Era imperiale con inizio al 559 a.C…il 1355 A.H.S divenne il 2535 S.S=1976/1977 d.C :D
      era anche massone di grado 33 ma agli iraniani questo interessa poco…é il suo essere (o essere ritenuto baha’i) che li manda in bestia :D
      lo Scià lo fece arrestare nei suoi ultimi giorni per compiacere gli islamici ma non gli servì a nulla e il 16/1/1979 dovette partire…ma con ciò segnò la fine di Hoveyda..
      infatti Khomeyni se lo trovò impacchettato e una delle prime mosse fu quello di farlo processare
      il “fratello” Giscard intervenne per salvarlo, ma un conto é fare “il gran segno” a un oscuro e laicissimo prefetto delle Alpi Marittime che cade in deliquio, un conto é impressionare Khomeini :D che, anzi pare decise di fare torturare Hoveyda prima di esporlo al pubblico ludibrio in TV e indi fucilarlo…il Grande Oriente non faceva paura all’Ayatollah :D

      • PinoMamet says:

        Ma cos’hanno contro i Baha’i?

        Io ne ho conosciuti e mi sono sembrati normalissimi, certo sono un po’ una setta, ma vabbè… alla fine dicono le solite cose delle religioni “nuove”, pace e amore per tutti.
        Sono visti come i “massoni” iraniani?

        • habsburgicus says:

          Sono visti come i “massoni” iraniani?

          presumo….e anche peggio :D
          il fatto poi che abbiano sede centrale a Haifa non aiuta :D
          e vaglielo a dire che era così sin dall’Impero ottomano :D

  74. Pietro says:

    @Peucezio: Sono finito anche io su google a cercare le sigle di Francesco!!! :D

    • PinoMamet says:

      Ti riferisci a OMDAP e simili?

      Modestamente, le ho inventate iooo! :D

      e le ho inventate proprio per Francesco, col quale non mi trovo quasi mai d’accordo, ma a un certo punto mi sono accorto che qualche volta, con cadneza mensile, finivamo per pensarla allo stesso modo…

      ed ecco nascere la Occasione Mensile di Accordo con Francesco (OMDAF);
      poi l’uso ha preso piede e mi fa piacere :D

  75. PinoMamet says:

    OT per Mirkhond
    che spero apprezzerà; ricevo dai miei contatti copti (in ottime relazioni con l’Ortodossia), e pubblico:

    http://theorthodoxchurch.info/blog/news/2013/06/former-taliban-from-afghanistan-baptized-at-the-monastic-republic-of-mount-athos/

    particolare da sottolineare per Mirkhond: la prima donna europea che incontrano i due profughi dall’Afghanistam sull’isola di Lesvos, ha i capelli coperti, e la scambiano per musulmana…
    :)

  76. mirkhond says:

    Sono contento per il ragazzo talebano che ha incontrato Cristo nell’Ortodossia dell’Athos, invece di farsi perculare dalle babbuaggini protestanti…..
    Peccato che la donna velata romea incontrata a Lesbo fosse anziana… :)
    Comunque, sono notizie che confortano lo Spirito…..
    Speriamo che un giorno le donne cristiane ortodosse sia latine che orientali, si RImettano il benedetto velo, cessando di mostrarsi in chiesa e fuori come dei gallinacci impennacchiati…..
    ciao e grazie!

  77. mirkhond says:

    Pino, ma sei stato anche in Egitto?

    • PinoMamet says:

      No purtroppo… ma ci andrei volentierissimo, e non ti nascondo che, per interesse personale, troverei più interessante visitare i luoghi di Matta El Meskin rispetto a quelli del pur affascinantissimo Egitto faraonico…
      c’annamo l’anno prossimo?

      • mirkhond says:

        Magari a’ Mamette! Magariiii!!!!!! :)

      • serse says:

        Vengo anch’io…

      • PinoMamet says:

        Resta da convincere Francesco che ci vuole portare tutti in California, patria di ogni perversione :D

        (a parte gli scherzi, ho amici che ci hanno vissuto: è proprio l’America che dice Francesco, almeno in certe zone, quella dove puoi fare quello che ti pare, rispettando gli altri ovviamente, e nessuno si sogna di dirti niente… e fuori dai centri urbani maggiori, ci sono paesaggi di bellezza straordinaria)

        • serse says:

          Temevo un no tu no!
          Vada per la California e a mirkhond gli mettiamo una camicia di forza!

        • serse says:

          … mirk, si scherza!
          Nel tuo caso credo siano sufficienti delle manette. :-)

        • Peucezio says:

          Macché California, Francesco dice, ma secondo me è tanto se da Milano ci porta fino a Busto Arsizio… :-D
          I filoamericani in fondo sono i più italiani di tutti. E non viaggiano poi tanto. (Poi magari Francesco è uno che va ogni anno dall’altro capo del mondo).

          Comunque, scherzi a parte, ci andrei anch’io a vedere la California: sicuramente merita. (anche se continuo a preferire Triggiano e Bitritto)

        • Francesco says:

          California? qualcuno ha detto California?

          perchè io avevo proposto un Miami-Seattle in camper che non passava di lì, però volendo, che lì la benzina costa poco

          :D

          PS tengo una zia, in California, e vari cugini

  78. mirkhond says:

    “Reza Shah (il padre) aveva ottimi motivi e fu un patriota…”

    Già, bel patriota a costringere le donne ad imitare cocotte chanel…..

    • habsburgicus says:

      non si vive di solo velo :D
      c’é anche la politica energetica (ove osò dire no ai britannici)
      c’é la politica estera, che gli costerà il trono
      c’é la politica culturale (borse di studio ecc)

      su Mustafa Kemal sai che io sono più vicino alla posizione di Miguel, critica ma tutto sommato positiva :D

  79. mirkhond says:

    Reza Shah fu un pessimo imitatore del pessimo “Ataturk”…..

  80. Peucezio says:

    “beh, no, non è la stessa stregua, visto che non mi risulta che per qualche decennio lo Stato ci abbia imposto di girare a palle di fuori e che un bel gruppetto di persone si sia affezionato a questa usanza…”

    Pino,
    Ma quindi, se invece fosse successo, avremmo aquisito per l’eternità il diritto ad andare in giro con le palle di fuori? :-)

    • PinoMamet says:

      Ma, cosa c’è di eterno? avremo acquisito il diritto a girare palle al vento finché il senso comune non giudica che non è più decoroso.
      Mi pare che ci siano stati diversi momenti storici in cui il senso del pudore è diventato, controintuitivamente, più severo; il mondo pagano amante della nudità si è trasformato nel pudico mondo cristiano (e musulmano), ma anche l’India moderna mi dicono sia un bel po’ bacchettona, almeno nel senso comune e diffuso (poi c’hanno ancora gente che gira nuda e transessuali “sacri”, ma mi sa che là che c’è un po’ tutto e il contrario di tutto) mentre quella antica era assai più sporcellosa :D

      Ma ritengo che in generale la scelta tra costumi più o meno lassisti debba essere lasciata decidere alla popolazione stessa, e non imposta dall’alto a mo’ di Teodosio o Khomeini ;)

      (io comunque tifo per la sporcellosità!) ;)

      • Peucezio says:

        In generale sulla tua relativizzazione e storicizzazione dei costumi non posso non condividere.
        Sul fatto che la scelta debba essere lasciata alla popolazione, potrei essere in parte d’accordo, ma ciò può significare varie cose: un referendum, ma anche le normali forme di politica rappresentativa. Inoltre c’è il consenso di fatto, indipendentemente dalle sue espressioni giuridico-formali.
        Quella iraniana è una repubblica, una repubblica islamica, ma pur sempre una repubblica. Proprio ora si sta facendo lo spoglio delle schede. Non so quanto una misura come quella del velo sia determinata da una legge su cui interviene un potere legislativo eletto o, se invece, avendo un’implicazione religiosa, sia immodificabile. Però non credo che in generale la repubblica di stampo khomeninista non goda del consenso e sia imposta da una minoranza. Certo, non piacerà agli studenti delle città, ma sono una minoranza.
        Quindi io francamente non riesco a trovare nulla di illegittimo nell’imposizione del velo in Iran. Però ammetto di non essere un conoscitore di quella realtà.

        A parte tutto ciò, anch’io tifo per la sporcellosità! :-)

  81. mirkhond says:

    Oggi come ci si puo’ recare in Egitto, specie nelle sue più remote contrade dell’Alto Egitto e del Wadi Hammamat, Wadi Natrun, El Kharga, ecc.?

  82. mirkhond says:

    I franchi che oggi dovessero recarsi in quelle remote contrade, COME verrebbero accolti dalla popolazione, sia musulmana che cristiana?

    • PinoMamet says:

      Come ci si possa andare oggi, non so.Penso sia un po’ più pericoloso rispetto agli anni di Mubarak, ma sospetto niente di impossibile. Alla prima occasione chiederò al mio amico copto.
      Come vengano accolti gli occidentali, credo di poter dire senz’altro benissimo, e senza distinzioni di religione.

      Qualche anno fa un tizio israeliano- ahò, ne conosco un sacco, non so che farci- mi diceva che se ne era andato in Marocco, tipo in sacco a pelo o robe così. Loro godono questo tipo di viaggi, contenti loro. Insomma, andava nei villaggi e lo trattavano benissimo, anche quando diceva di essere ebreo israeliano. E tutti gli raccomandavano “però fa’ attenzione al villagio dopo, che quelli sono cattivi…” e andava nel villaggio dopo, e lo trattavano ancora meglio…

  83. mirkhond says:

    A me le sporcellonate piace farle all’antica, all’interno di una camera da letto… ;)
    Fuori lei in hijab e vestito monacale e io in jellaba e kefiah o turbante…. :)
    Anche se nei paesi dei miei sogni con le fattezze francesi che ho, non passerei inosservato…
    ciao!

    • PinoMamet says:

      Non so di preciso quali siano le fattezze francesi, Mirkhond, ma ti assicuro che una mia amica (parmigianissima, ma di origini reggiane, perciò buona :) ) a Parigi dove si è trasferita riscuote grande successo con i beurs, che regolarmente la agganciano scambiandola per “una di loro”. Mora e nasona lo è…
      ;)

      • Moi says:

        C’è chi dice che le Francesi siano “femminilizzate a prescindere” ulteriormente dalla lingua che parlano, o dall’ accento / cadenza con cui ne parlino un’altra straniera. A seguire le Brasiliane (ma NON le Portoghesi) … Oserei dire che forse-forse è vero.

        Personalmente trovo anti-femminili gli accenti della “Bassitalia” ;) .

        PS

        In Abruzzo mi pare sempre che ci sia un’ epidemia di massa di raffreddore : mi sembra che abbiano tutti/e (!) una voce nasale !

        • habsburgicus says:

          @Moi (e tutti)

          concordo con te sulle brasiliane…
          io però trovo femminile l’accento romeno :D

        • PinoMamet says:

          ” Personalmente trovo anti-femminili gli accenti della “Bassitalia””

          Premesso che siamo OTissimo, io invece trovo irresistibili gli accenti meridionali, pronunciati da donne.

        • Francesco says:

          OMDAM sulle francesi

          una lingua che in bocca ad una donna è un birignao irresistitibile

          che poi sanno anche vestirsi e acconciarsi, appena lo vogliono

          aaaaaaaaaaahhhhhhhh, le filles du Paris!

  84. Roberto says:

    Per gli storici del blog,
    Avete mai visto questo documentario?
    Non so nemmeno se è stato tradotto in italiano, io l’ho visto un paio di anni fa sulla RTBF (la televisione pubblica belga)

    http://www.rtbf.be/video/detail_apocalypse-la-deuxieme-guerre-mondiale-l-agression?id=1831034

    • Moi says:

      Non si può vedere in Italia … dicono sullo schermo. Ma che cazzo fa vedere ?!
      Forse mettono in crisi la Vulgata Risorgimento & Resistenza mostrando che la Mafia prima del 1861 non contava nulla, poi è stata “miracolata” dai Savoia prima e dalla DC poi ?!

      ——

      Tempo fa dicevano che in Italia fossero proibiti dei documentari (fra cui uno Svedese, uno Statunitense e uno Britannico) contro Berlusconi .

      In particolare, si vede Lele Mora che dice apertis verbis di essere Fascista nonché loda Berlusconi per aver capito e attutato il fatto che l’ Italia, dagli Anni ’80 in poi … per ottenere la Pace Sociale, ha avuto bisogno di meno Intellettuali RadicalChic a istigare i Facinorosi e di più di “Figa” [sic] mezza nuda e ammiccante in TV.

      In realtà ‘sta roba non è mai stata sulle TV Italiote, ma è sempre stato possibile in internet.

      • PinoMamet says:

        ” Ma che cazzo fa vedere ?!
        Forse mettono in crisi la Vulgata Risorgimento & Resistenza mostrando che la Mafia prima del 1861 non contava nulla, poi è stata “miracolata” dai Savoia prima e dalla DC poi ?! ”

        Credo più semplicemente sia una questione commerciale o di diritti d’autore… capita qualche volta anche su youtube su canzoni, film ecc..
        Niente di preoccupante :)

      • PinoMamet says:

        ” Tempo fa dicevano che in Italia fossero proibiti dei documentari (fra cui uno Svedese, uno Statunitense e uno Britannico) contro Berlusconi .”

        Proibiti non direi, più che altro “invisibili”, nel senso di mai comprati dalle nostre televisioni o magari comprati e mai mandati in onda.

        • Moi says:

          C’è gente PDina che segnalava, un paio di settimane fa, un documentario Svedese contro Berlusconi trasmesso per la prima volta in Italia … presentandolo come una grande conquista sociale e culturale del Governo Letta !

        • Peucezio says:

          Certo che in Svezia, Gran Bretagna e Stati Uniti non hanno proprio niente di serio di cui occuparsi…
          L’ho sempre detto io che quei paesi nascondono un’anima bolscevica :-P

        • Moi says:

          … Cioè ?

          Be’, la Svezia ha avuto politiche sociali molto forti con un0abilmente celata politica di eugenetica preventiva (che in parte spiega, per dirla tamarrescamente, perché “là son tutti fustacchioni e strafighe”); possiamo perciò ricondurla a un simil-Bolscevismo.

          Ma USA e UK ?

        • Moi says:

          Per attaccare la Svezia si tira fuori appunto la Reductio ad Hitlerum, ma in realtà … l’ eugenetica la sosteneva anche Trotzkij rifacendosi a Platone.

          Il sunto : “Che senso ha sforzarci di migliorare le caratteristiche funzionali (!) dei cani, dei buoi, dei cavalli eccetera ma poi non facciamo altrettanto con la nostra stessa specie umana ?!”

        • Roberto says:

          “Proibiti non direi, più che altro “invisibili”, nel senso di mai comprati dalle nostre televisioni o magari comprati e mai mandati in onda.”

          Chissà perché….

        • Peucezio says:

          Moi,

          Circa UK e USA, era una battuta, però in un certo senso è quello che penso. Al di là del fatto che, nei momenti decisivi, sono intervenuti per salvare loro il deretano, l’idea di fondo è che l’essenza del bolscevismo non è tanto lo stato forte e autoritario e il collettivismo estremo, quanto la sovversione del costume e della morale, della religione, cioè il bolscevismo nasce non contro le democrazie liberali ma contro l’Ancien Régime, infatti, con buona pace di Marx, vince nella Russia zarista e non in Inghilterra.
          Una delle prime misure infatti fu la liberalizzazione del divorzio, col risultato che, siccome il comune offriva un rinfresco gratuito ai novelli sposi, la gente andava a sposarsi, si rifocillava e la sera o il giorno dopo divorziava.
          L’idea insomma è che il vero comunismo non è quello tradizionale degli operai o dei contadini emiliani degli anni ’50, ma quello politicamente corretto della borghesia progressista e ricchiona di oggi (diciamo post-sessantottesca): da un punto di vista dottrinario e dogmatico quest’ultima è un tradimento del comunismo, ma dal punto di vista sostanziale sarebbe il suo inveramento.

        • Peucezio says:

          In sostanza il vero comunismo si sarebbe imposto in Occidente, mentre il socialismo reale ne sarebbe una versione sbiadita e antiquata.

        • PinoMamet says:

          ” l’idea di fondo è che l’essenza del bolscevismo non è tanto lo stato forte e autoritario e il collettivismo estremo, quanto la sovversione del costume e della morale, della religione, cioè il bolscevismo nasce non contro le democrazie liberali ma contro l’Ancien Régime, infatti, con buona pace di Marx, vince nella Russia zarista e non in Inghilterra.
          Una delle prime misure infatti fu la liberalizzazione del divorzio, col risultato che, siccome il comune offriva un rinfresco gratuito ai novelli sposi, la gente andava a sposarsi, si rifocillava e la sera o il giorno dopo divorziava.
          L’idea insomma è che il vero comunismo non è quello tradizionale degli operai o dei contadini emiliani degli anni ’50, ma quello politicamente corretto della borghesia progressista e ricchiona di oggi (diciamo post-sessantottesca)”

          Guarda Peucezio, a me sinceramente questa tua idea mi sembra che sia pari a quelle che hai sul ruolo dell’ebraismo mondiale.

          Cioè, sostanzialmente, che si tratti di una cosa indimostrabile, e anche spesso contraddetta dai fatti.

          I bolscevichi avranno pure liberalizzato il divorzio, ma aldilà dall’aneddotto sui poveracci che escogitarono la simpatica idea del matrimonio-a-scopo-rinfresco-gratuito (in fondo bisogna pure arrangiarsi…), la liberalizzazione dei costumi non era né lo scopo, né il risultato del pensiero di Marx, e neppure del socialismo reale.

          Ti dirò anzi che molte persone dell’est europa, nate cresciute ed educate in URSS o nei paesi suoi satelliti, mi sembrano assai più conservatrici e rigorose dei loro coetanei occidentali.
          Semmai segni di “decadenza morale” si notano tra le giovani generazioni post-caduta del Muro, esposte all’influenza occidentale nella sua forma più violenta e deteriore.

          Se una cosa non è lo scopo e neppure il risultato di un’altra, come si può dire che ne costituisce il suo inveramento?

          Quando ti riferisci alla borghesia “ricchiona”, capisco cosa vuoi dire, ma i suoi costumi non solo non sono stati previsti o auspicati da Marx o da Lenin, ma credo che sarebbero stati visti anche come un sostanzialmente fraintendimento anche dai contadini emiliani che citi.

          Di fatto il Sessantotto, spostando l’enfasi dalle lotte popolari a quelle borghesi e giovanili, e da rivendicazioni di carattere pratico ad altre di carattere più astratto, è stato un sostanzialmente tradimento del marxismo, e non il suo inveramento;

          questo crede fosse evidente in forma istintiva nei ceti popolari di allora, e comunque è anche abbastanza chiaro anche a chi ha un’infarinatura del pensiero marxiano
          (cioè, se sposto l’enfasi dal salario al diritto di definirmi gay o di esprimere il mio disagio giovanile- semplificando- sto spostando la lotta dalla struttura alla sovrastruttura, e sto riportando chi lotta all’interno dell’alienazione attraverso cui il sistema economico capitalista può controllarlo).

          Del resto, sempre marxianamente, non è casuale che il Sessantotto/Settantasette fu in gran parte opera di, o comunque dirotttato da, studenti di estrazione borghese.

          i quali sì, hanno operato la sovversione dei costumi che dici tu (che non è stata un indebolimento, ma semmai un rafforzamento del predominio borghese, che infattu attraverso uno spostamento dei codici ha ri-definito il confine, perpetuando la sua distanza dal popolo: se il popolano poteva prima aspirare a raggiungere il ilvello della borghesia attraverso il lavoro e lo studio, adesso gli si dice che lavorare è da bruti e che invece di studiare occorre contestare- cioè sostanzialmente perdere tempo prezioso- e che le cose che contano sono quelle che, casualmente, possono permettersi i più ricchi, cioè viaggi, concerti, tempo libero vissuto in maniera dissipata, uso escludente del linguaggio attraverso nuovi codici ecc.), ma questa è stata appunto uno strumento della lotta di classe:
          la lotta dei ricchi contro i poveri.

          Il Sessantotto è stato la mossa più riuscita della Reazione!

        • Francesco says:

          qui, Pino, nasce una curiosa domanda:

          1) il marxismo prevedeva e auspicava la dissoluzione di “morale e costumi”, come effetto del capitalismo e inveramento dei rapporti umani … è quindi oggettivamente un legittimo genitore del ’68. E’ anche lui parte del complotto della Reazione?

          io lo penso da quando ho rilevato che Marx affida il 100% delle speranze degli operai alla guerra di classe e ai rapporti di forza … che sono favorevoli agli altri!

          2) la borghesia (di Peucezio) è stata per prima distrutta dal Sessantotto, poi è toccato ai ceti popolari (operai e contadini), a favore di una classe di finanzieri transnazionali e invisibili, molto marxianamente liberi da ogni legame religioso, nazionale, morale

        • PinoMamet says:

          “il marxismo prevedeva e auspicava la dissoluzione di “morale e costumi”, come effetto del capitalismo e inveramento dei rapporti umani …”

          Prevedeva può anche essere, ma auspicava? dove?
          Può benissimo essere che il pensiero di Marx auspicasse l’aggravarsi della corruzione morale dei borghesi come mezzo per accellerare la rivoluzione;
          non mi risulta da nessuna parte invece che auspicasse la corruzione morale dei proletari!

          Che è esattamente quanto auspicato e operato dal Sessantotto
          (che è stato, ripeto, l’uso di Marx contro Marx…)

          “io lo penso da quando ho rilevato che Marx affida il 100% delle speranze degli operai alla guerra di classe e ai rapporti di forza … che sono favorevoli agli altri!”
          questo è un difetto reale del pensiero marxiano, che credo rilevi giustamente e che apprendo da te (e te ne sono grato), ma non certo l’intenzione di Marx…

          “2) la borghesia (di Peucezio) è stata per prima distrutta dal Sessantotto, poi è toccato ai ceti popolari (operai e contadini), a favore di una classe di finanzieri transnazionali e invisibili, molto marxianamente liberi da ogni legame religioso, nazionale, morale”

          Francamente non direi:
          la borghesia di Peucezio, che urlava forte nei cortei, ora ulra forte in TV o nei giornali, in ruoli dirigenziali.
          E lo fa come lo faceva allora, per il solo sostanziale e concretissimo ideale a cui tiene, cioè il proprio tornaconto.

          La classe di finanzieri transnazionali credo fosse proprio quella contro cui Marx lottava, poi!

          ciao!

        • Francesco says:

          caro Pino

          non concordo completamente

          1) per Marx la morale era un residuo del mondo passato, parte della bugia con cui, nei modi di produzione pre-capitalisti, quelli sopra tenevano buoni quelli sotto. Che il capitalismo distruggesse queste menzogne era cosa buona e giusta, conduttiva prima al pieno dispiegamento del capitalismo stesso, poi al suo superamento. la morale pre-borghese, come l’aborto di morale borghese, c’entravano una sega coi proletari e con la futura società comunista

          2) per Marx solo la Storia (molto con la maiuscola, a onta del materialismo dialettico) avrebbe liberato infine gli sfruttati, non la Giustizia o l’Umanità … peccato che la storia sia andata per i cazzi suoi, lasciando gli operai marxiani nella merda (e gli intellettuale marxisti ben piazzati)

          3) Marx (almeno per quello che conosco io) confonde bellamente la borghesia con la finanza internazionale, peccato che siano due cose diverse che fanno cose diversissime, che non possano essere sostituite l’una all’altra in modelli socio-economici. Insomma, la confusione va bene negli articoli di giornale ma poi ti lascia senza nulla in mano

          4) a riprova: dalla borghesia possono uscire gli imprenditori, che fanno la storia (per Marx) ma non dalla finanza internazionale, che fa un’altra cosa. Oggi, Marx penserebbe a una rivoluzione proletaria mondiale o ad alleanze di produttori nazionali contro la finanza mondiale?

          insomma, passa il tempo ma il barbogio non risale nella mia stima (e chissene, direte voi)

          cercati pensatore di livello per pensare il nostro tempo

          ciao

  85. Roberto says:

    Aggiungo, a me è piaciuto molto, e trov che in generale la RTBF è un’eccellente televisione pubblica (immaginare rai 1 mettere un documentario storico in tre prime serate? :-) )
    ma che ne pensano gli esperti?
    sul sito della RTBF ci sono le prime due puntate, in tutto sono 6

    • habsburgicus says:

      mi dice, in francese “voi vi trovate in un paese in cui la visione di questo non é autorizzata” :D
      vediamo gli altri, che dicono, dai :D
      per il momento, raccontaci qualcosa tu
      buona domenica/bonne dimanche/Guter Sonntag

      • Mauricius Tarvisii says:

        Lo stesso, naturalmente, visto che viviamo tutti nello stesso paese… forse con la rete TOR, però…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ecco, con Tor non mi appare il messaggio, ma non mi carica il video. Forse è solo perché la mia connessione fa pena.

      • Moi says:

        @ HABSBURGICUS

        Prodotto dalla “Asylum”, purtroppo non trovo il “full movie” …

        http://www.youtube.com/watch?v=2zMVyP2iPCU

        … che te (ve) ne pare in termini “mitopoietici” ?

        • mirkhond says:

          Ma tutte tu le vai scovando le americanate più vomitevoli?

        • Moi says:

          Alla “Terra Cava” in cui si sono “fictionalmente” rifugiati, alcuni Scienziati del Reich … pare che ci credessero davvero.

        • habsburgicus says:

          @Moi

          é un’ulteriore prova che certuni hanno sempre bisogno dello spauracchio del vecchio Adolf… :D
          se non fosse mai esistito, come farebbero a vivere ? :D
          lo inventerebbero, direte voi :D

        • Mauricius Tarvisii says:

          La Asylum è proprio il peggio che esiste, eh! Mockbuster proprio pietosi…
          Credo volesse essere l’imitazione di Iron Sky, peccato che Iron Sky fosse una parodia satirica (satira su di NOI, mica sui nazisti).

  86. Roberto says:

    È un documentario di Daniel costelle (abbastanza conosciuto in Francia per i suoi documentari storici) con un’inglese di cui non so niente, girato interamente con immagini d’archivio…molto impressionante!

  87. Roberto says:

    Schéi Sonndag :-)

  88. Moi says:

    A proposito di segnalazioni evergreen :

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/18328

    • Moi says:

      “Lui è Tornato” di Timur Vermes, Tedesco.

      http://www.youtube.com/watch?v=yyycpVyJNa4

      … Lui è lui:

      “Facciamo finta che nell’estate del 2011 Adolf Hitler si svegli In un parco di Berlino come se avesse dormito un lungo sonno.” [cit.]

      Nel Romanzo, il Redivivo Adolf Hitler_ scornato di vedersi il potere sottratto da parte di una “Donna Tozza” [sic] che ne rinnega l’ Eredità Storica_ si apre un canale su Youtube, ove spopola (ma tutti lo credono un imitatore satirico, almeno all’ inizio … ma poi, un po’ per volta, dei suoi “Fans di Youtube” ne prendono sul serio le idee !) “dicendo la sua” sulle cause della Crisi !

      Ed è solo l’ inizio …

      In Germania è già un Caso Nazionale !

  89. Moi says:

    Per chi fosse interesato/a e sapesse bene il Tedesco , il titolo originale è “Er ist wieder da”. Inconfondibile copertina con solo frangia e baffetti, tipo quelle applicabili dal programmino (già visto) “Hitlerizer” … che forse ha ispirato l’ opera.

    • habsburgicus says:

      @Moi (e tutti)

      certo che con AH si vende bene e si fa notizia :D
      il “meglio” che finora ho letto su di lui é un articolo di un tale che porta un nome importante (lo stesso del grande storico di Benito :D), che ipotizza una sua fuga in Patagonia in sommergibile ove sarebbe morto verso il 1960 (e fin lì :D nihil novi sub sole :D)
      l’originalità (almeno per me :D) é che lo dipinge come un Don Juan…si sarebbe fatto un po’ tutte le mogli dei gerarchi (compresa Inga Ley che l’avrei trombata anch’io :D) e avrebbe lasciato una miriade di figli illegittimi :D
      ecco perché ha perso la guerra…quello pensava a scopare, altro che ai piani militari :D
      ha precorso lo slogan sessantottino “fate l’amore, non la guerra” :D

  90. Roberto says:

    Per Moi,
    Il documentario che segnalavo fa vedere che la guerra è stata una carneficina immonda, che tra le persone si aggirano un mucchio di psicopatici testoni di minchia, che i poveracci lo prendono sempre li dove fa più male….

    No, la censura non c’entra nulla è una questione di diritti di trasmissione (evidentemente France2 non ha comprato il diritto di ritrasmissione all’estero)

    • Moi says:

      “una carneficina immonda, che tra le persone si aggirano un mucchio di psicopatici testoni di minchia, che i poveracci lo prendono sempre li dove fa più male” [cit.]

      In questo suddetto senso, il controverso Gino Strada di Emergency NON distingue fra “Mercenari Fascisti in Guerra Imperialista” (visto da Sx quando governa la Dx) e “Nostri Ragazzi in Missione di Pace ” (visto da Sx quando governa la Sx stessa che deve restare al governo perché sennò torna Berlusconi) …

      • Francesco says:

        il questo senso, distingue tra Soldataglia Occidentale e Bravi Barbuti, mi sa tanto

        ed è quello che gli costa assai in termini di credibilità, fosse solo pacifista sarebbe meglio

  91. Moi says:

    Questo spazio internet, comunque, è l’ unico “uòrlduàiduèb” :) in grado di superare persino (!) le cosiddette “Godwin’s Laws” … che sotto-sotto mi paiono un po’ delle “Nerdy Laws”.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Godwin's_law

  92. Moi says:

    @ ROBERTO

    Penso che i primi a beneficiare, in Italia, della scarsa distribuzione di Documentari AntiSilvio siano … Travaglio e Santoro ! Concorrenza in meno ;)

    PS

    Sul Fenomeno Reductio ad Silvium, rileggiti quel che cito su Lele Mora …

    • Roberto says:

      Ma no, per loro non cambia niente

      C’è il documentario? Puntatone di dibattito
      Non c’è? Dibattito sulla censura…

      • Francesco says:

        mi sa che hanno provato a fare il dibattito sulla censura, appena prima di trasmettere il filmetto svedese

        solo che li hanno visti i soliti aficionados dell’anti-silvismo, che tanti sono e tanti rimangono, buoni solo a rimpinguare il conto in banca a Santori e Travagli

  93. Per Francesco

    “per Marx la morale era un residuo del mondo passato, parte della bugia con cui, nei modi di produzione pre-capitalisti, quelli sopra tenevano buoni quelli sotto.”

    Sono d’accordo in buona parte con la tua analisi.

    Il punto però è che è non è terribilmente importante ciò che pensava Marx. Anche perché “Marx” non esiste, è esistita una persona che ha avuto tutto un proprio sviluppo, cambiando idea di volta in volta come è normale.

    Poi per essere vissuto all’inizio della rivoluzione industriale e aver capito tante cose ancora attuali, stupido non doveva essere.

    La cosa importante è come è stato usato Marx da persone completamente diverse da lui, e che – a differenza dello stesso Marx – hanno “fatto la storia”.

    E anche qui, non si tratta solo dei “grandi uomini” – Lenin, Mao, Castro… – ma di milioni e milioni di braccianti romagnoli, studenti turchi, contadini vietnamiti, reduci russi della Grande Guerra, borghesi milanesi, burocrati mongoli, guerriglieri, briganti, operaie delle filande, intellettuali ebrei, minatori tedeschi, torturatori russi, artisti francesi, poeti colombiani.

    Una quantità e una varietà incredibile di persone, che in realtà appartenevano a culture e vissuti diversissimi.

    I comunisti sono molto più interessanti di Marx.

    • Francesco says:

      di primo acchito, direi che sono stato fottuti alla grande, sai dal Marx originale sia dai partiti comunisti storici

      “il marxismo è l’oppio dei proletari” mi pare una descrizione del tutto appropriata

      ciao

  94. Sempre su Marx…

    La cosa più incredibile dei citatori di Marx (favorevoli o contrari), è il fatto che citano Marx. Come se il suo pensiero avesse in sé un’aura magica.

    Io conosco molti biologi. Che come Darwin, credono alla teoria dell’evoluzione.

    Hanno una certa stima storica di Darwin, perché ha aperto un certo filone di ricerca.

    Ma nessuno di loro si sogna di citare un’opinione sostenuta da Darwin, come dimostrazione di qualcosa. Citano casomai un articolo di due anni fa uscito su una rivista di biologia.

    Per i marxisti (come per gli antimarxisti) no.

    In un dibattito “in casa”, vince chi cita il brano più lungo di Marx, a prescindere dal contesto; e anche per gli antimarxisti, trovare che Marx – come è ovvio – condivideva qualche pregiudizio ottocentesco, diventa la dimostrazione che ogni alternativa al capitalismo è demoniaca.

    • Peucezio says:

      Perché anche il marxismo è una religione. E, come le altre religioni di origine ebraica, è una religione del libro.
      Libro che l’ideale sarebbe sapere a memoria, ma siccome imparare a memoria il Capitale è un’impresa troppo gravosa, ci si accontenta di citare singoli passi.

      Il darwinismo probabilmente non è una religione.

      • Francesco says:

        direi proprio di sì, ascolta i toni di un “difensore” dell’evoluzionismo, è meno enfatico il Papa che parla dell’Eucarestia o Mario Suma che parla di Van Basten

        • paniscus says:

          Magari lo fa per (legittima) esasperazione, perché è la constatazione che oggi ci sia ancora bisogno di “difenderlo”, l’evoluzionismo, ad essere incredibile di per sé.

  95. Peucezio says:

    Pino,
    “Ti dirò anzi che molte persone dell’est europa, nate cresciute ed educate in URSS o nei paesi suoi satelliti, mi sembrano assai più conservatrici e rigorose dei loro coetanei occidentali.
    Semmai segni di “decadenza morale” si notano tra le giovani generazioni post-caduta del Muro, esposte all’influenza occidentale nella sua forma più violenta e deteriore.”

    E’ proprio questo che sto ssotenendo. Anche se non va elusa la tua obiezione subito sotto.

    “Del resto, sempre marxianamente, non è casuale che il Sessantotto/Settantasette fu in gran parte opera di, o comunque dirotttato da, studenti di estrazione borghese.

    i quali sì, hanno operato la sovversione dei costumi che dici tu (che non è stata un indebolimento, ma semmai un rafforzamento del predominio borghese, che infattu attraverso uno spostamento dei codici ha ri-definito il confine, perpetuando la sua distanza dal popolo: se il popolano poteva prima aspirare a raggiungere il ilvello della borghesia attraverso il lavoro e lo studio, adesso gli si dice che lavorare è da bruti e che invece di studiare occorre contestare- cioè sostanzialmente perdere tempo prezioso- e che le cose che contano sono quelle che, casualmente, possono permettersi i più ricchi, cioè viaggi, concerti, tempo libero vissuto in maniera dissipata, uso escludente del linguaggio attraverso nuovi codici ecc.), ma questa è stata appunto uno strumento della lotta di classe:
    la lotta dei ricchi contro i poveri.”

    Anche questo è pienamente coerente con ciò che affermo. D’altronde anche Marx era di estrazione borghese. Se l’ideologia borghese e il marxismo, il liberalismo e il marxismo sono in sostanza la stessa cosa, di che stupirsi.

    “Il Sessantotto è stato la mossa più riuscita della Reazione!”

    Questo presuppone che la borghesia sia reazionaria, mentre la borghesia è per definizione il ceto rivoluzionario.

    Venendo invece alle vere obiezioni che poni nel resto del tuo intervento, sono serie e pertinenti e hanno un loro fondamento. Quello che posso dirti è che il mio discorso cerca di vedere l’intenzione, lo scopo al di là della dottrina enunciata.
    E non nego ci sia, come mi attribuisci, un certo margine di indimostrabilità.
    Marx ha indicato un modello e una struttura economica e anche un modello culturale e antropologico (la negazione della religione ecc.). Lui diceva di subordinare e finalizzare il secondo al primo. Io invece tendo a ritenere il contrario. Non invento nulla, ma pongo un diverso rapporto fra i termini della questione. E gli esiti successivi della storia mondiale sembrano confermarlo. Tu dirai che quelli sono gli esiti della borghesia e non del marxismo. Ma io non vedo la distinzione. D’altronde il marxismo non è nato in Cina o nella Russia feudale, ma nella borghesia occidentale; il suo retroterra culturale non si distingue in nnulla da quello dell’Occidente e del capitalismo. Quindi perché dovrebbe sorprendere che il suo inveramento sia stato lì e non in Asia?

    • PinoMamet says:

      Ma infatti non sostengo che la tua visione sia falsa!
      E come vedi su moltissimo ci troviamo in effetti d’accordo;
      sostengo che sia in parte indimostrabile.

      Comunque mi sorprende come da angolazioni differenti, partendo da punti di vista lontani e osservando da prospettive diverse
      (quindi magari confini della “cosa” osservato possono risultare un po’ falsati) tu, Francesco e io abbiamo finito per avere una visione del Sessantotto non troppo diversa e in molto, mi pare, sostanzialmente concorde.

      ciao!!

  96. Peucezio says:

    Francesco e Pino,

    “2) la borghesia (di Peucezio) è stata per prima distrutta dal Sessantotto, poi è toccato ai ceti popolari (operai e contadini), a favore di una classe di finanzieri transnazionali e invisibili, molto marxianamente liberi da ogni legame religioso, nazionale, morale”

    “3) Marx (almeno per quello che conosco io) confonde bellamente la borghesia con la finanza internazionale, peccato che siano due cose diverse che fanno cose diversissime, che non possano essere sostituite l’una all’altra in modelli socio-economici. Insomma, la confusione va bene negli articoli di giornale ma poi ti lascia senza nulla in mano”

    (sono due successivi interventi di Francesco)
    Secondo me un po’ avete ragione entrambi.
    Costanzo Preve parla della società post-sessantottina come post-borghese, perché identifica la borghesia con quella conservatrice ottocentesca, con un forte radicamento nazionale. E non è che abbia torto.
    Però (e qui do ragione a Pino) c’è un movimento unitario che dal ‘700 (ma le radici sono nel basso Medioevo ovviamente) vede l’emergere delle borghesie commerciali e industriali e lo sviluppo della finanza moderna, che però si articolano in diverse fasi. Anche un borghese del ‘700 era molto diverso da uno degli anni ’50 del ‘900. E sicuramente quest’ultimo è antropologicamente diverso da un “borghese” di oggi. Ma ciò non toglie che tutti e tre sono inquadrabili in un movimento storico e anche antropologico unitario, per quanto articolato, e distinto da ciò che c’era prima (e probabilmente anche da ciò che ci sarà un giorno, non sappiamo quando).

    • Francesco says:

      potrei ipotizzare che fino a poco tempo fa, e intendo fino al secondo dopoguerra, il borghese aveva una patria (Firenze, Genova, l’impero portoghese, quello britannico, la Francia, la Germania, gli Stati Uniti) e quella patria veniva quasi sempre prima di lui e della sua impresa o commercio o banca

      oggi, non so da quanto tempo, non credo più sia così, le grandi entità finanziarie sono veramente transnazionali

      ed è interessante capire se ciò sia meglio o peggio (senza di questo non so quanto mi interessebbe tutta la questione)

      ciao

  97. Per Peucezio

    “Perché anche il marxismo è una religione. E, come le altre religioni di origine ebraica, è una religione del libro.”

    Che il marxismo sia una religione, non c’è dubbio. Mettendo da parte tutte le questioni metafisiche/complottistiche, mi chiedo se sia una religione “di origine ebraica”, o non piuttosto di origine tedesca, nel solco di tutti quei complicati pensatori germanici dell’inizio dell’Ottocento.

    • Francesco says:

      in fondo al tunnel vede la Terra Promessa … più ebraico di così!

      con questa struttura, le complicazioni tedesche (ma quali?) sono solo fronzoli localistici, come i panini italiani da MacDonalds!

      ciao

    • daouda says:

      E’ un bell’interrogativo, ma contesto che il marxismo sia una religione. E’ un non senso affermare una cosa del genere e lo si deve anche a tutti i fideistici marxisti.

    • Roberto says:

      Scusate la domanda ingenua, ma esistono religioni senza il metafisico? A parte il marxismo, ovvio….

      • Francesco says:

        non mi pare che al marxismo manchi la metafisica

        infatti è molto più evocativo e convincente come religione che non come altro

        è quando lo si cala dall’empireo della polemica e della promessa che inizia ad avere delle serie difficoltà

    • Peucezio says:

      “mi chiedo se sia una religione “di origine ebraica”, o non piuttosto di origine tedesca, nel solco di tutti quei complicati pensatori germanici dell’inizio dell’Ottocento.”

      Probabilmente tutte e due le cose.
      Un mio amico diceva che Marx è stato l’ultimo mistico tedesco.

  98. Per PinoMamet

    “, partendo da punti di vista lontani e osservando da prospettive diverse
    tu, Francesco e io abbiamo finito per avere una visione del Sessantotto non troppo diversa e in molto, mi pare, sostanzialmente concorde.”

    Curiosamente, io sono il meno ostile verso il Sessantotto qui… All’epoca, avevo 12 anni ed ero radicalmente contrario, eppure devo dire che una vasta parte della mia formazione proviene da lì.

    Sono probabilmente in larga parte vere le critiche al Sessantotto in stile Costanzo Preve, eppure… eppure c’era un vasto mondo (certamente non maggioritario) di giovani che si ponevano una quantità inimmaginabile di curiosità fuori da ogni schema consumistico, di riflessioni sull’universo intero, di tentativi di capire la vita.

    Con quella particolare austerità che poteva implicare viaggiare sugli autobus senza pagare il biglietto, rifiutando di inserirsi nel Mondo del Lavoro, accogliendo animali randagi, vivendo di vestiti regalati, e immaginando di sentire il suono dell’erba che cresceva nei prati, mentre si leggevano libri di enorme complessità.

    Non pensate che in quegli anni ci fossero solo piccoli borghesi alla ricerca di passatempi nuovi.

  99. mirkhond says:

    “eppure… eppure c’era un vasto mondo (certamente non maggioritario) di giovani che si ponevano una quantità inimmaginabile di curiosità fuori da ogni schema consumistico, di riflessioni sull’universo intero, di tentativi di capire la vita.

    Con quella particolare austerità che poteva implicare viaggiare sugli autobus senza pagare il biglietto, rifiutando di inserirsi nel Mondo del Lavoro, accogliendo animali randagi, vivendo di vestiti regalati, e immaginando di sentire il suono dell’erba che cresceva nei prati, mentre si leggevano libri di enorme complessità.

    Non pensate che in quegli anni ci fossero solo piccoli borghesi alla ricerca di passatempi nuovi.”

    Nostalgia della giovinezza, eh! :)
    Scherzi a parte, in tutte le rivoluzioni ci sono sempre dei puri e degli idealisti che nel dar fuoco alle polveri, sono sinceri e in buona fede…
    Solo che poi, subentrano altri, opportunisti, governi e potenze straniere, che sfruttano i tuoi sogni, le tue illusioni, la tua purezza, la tua sete di martirio e magari il martirio realizzato, per il bene dell’umanità…
    E così abbiamo i “tradimenti” che inesorabilmente accompagnano ognuna di queste rivoluzioni che, dal XVI secolo, hanno insanguinato e trasformato l’Europa e il Mondo legato e influenzato ad essa….

  100. Per mirkhond

    “Nostalgia della giovinezza, eh! “

    Non lo so, io vivo molto nel presente. Però qui si sta parlando di una sorta di quintessenza del Sessantotto, che sarebbe stato una sorta di grande “rivoluzione borghese”.

    E credo che ciò sia in parte vero; ma anche in buona parte falso, perché nella quintessenza di quell’epoca (quindi mettiamo da parte le strumentalizzazioni) c’era anche questa particolare dimensione, che mi sembra o assente o del tutto pervertita nei nostri tempi.

    Ora, io penso che sia importante cogliere sempre quel poco di positivo che c’è in ogni fenomeno, dando per scontato che ci siano tutte le strumentalizzazioni, le massificazioni e tutto il resto.

    E nel Sessantotto, ci furono molte cose belle.

    • Peucezio says:

      Sulla parte positiva hai ragione. E’ esistita e non va trascurata.
      Io sono dell’idea (ma mi sembra che su questo siamo d’accordo) che non sia stata quella parte a dare il segno, ma l’abbia dato quella peggiore (maggioritaria).

      In realtà non parlerei neanche di rivoluzione borghese, perché una rivoluzione di una classe si fa contro un’altra classe. Quella era semmai la rivoluzione delle masse borghesizzate dal consumismo e dal boom. Non c’era nessuna classe a cui contrapporsi, perché ormai, come aveva capito benissimo Pasolini, di fatto c’era ormai una classe sola, omogenea.
      Quando la gente ha la pancia piena, diventa insofferente della morale tradizionale e vuole fare il comodo suo. Nella sua essenza il ’68 è stato questo.
      Solo che in goni transizione si aprono spazi di creatività, per cui, di straforo, per una sorta di effetto collaterale benefico, possono anche venire fuori cose belle come quelle che dici tu.

  101. mirkhond says:

    Io sono nato dopo il ’68 e quindi ne ho vissuto le conseguenze, almeno le conseguenze in una città capoluogo di provincia e di regione.
    Qui il ’68 è stata una protesta di fighetti-snob di sinistra, appartenenti alla medio-alta borghesia.
    I miei genitori, di moderate simpatie comuniste, non me ne hanno mai parlato bene, soprattutto mia madre.
    Mio padre, invece, mi faceva osservare quanta gente si è bruciata dietro a quei sogni, e alcuni di questi bruciati e bruciate che erano suoi coetanei, lui li conosceva….
    Adesso ascoltavo il Papa che dice che il Cristianesimo E’ una RIVOLUZIONE, che è VERO nella sua essenza più profonda, sebbene pluritradita nei secoli.
    Ultimo tradimento, comunione e liberazione….

    • Francesco says:

      stavo giusto pensando di citare a Miguel i volontari di CL che spendono le loro vacanze per lavorare al Meeting di Rimini, i missionari spediti in posti infami del mondo dalla rinnovata fede in Dio, le decine di migliaia di persone che riscoprono gesti come i pellegrinaggi …

      non tutta la gratuità è morta o pervertita in esibizionismo ideologico, neppure oggi!

      ciao

  102. mirkhond says:

    “io vivo molto nel presente.”

    Che bello! :)
    Io invece ci vivo MALE, non avendo potuto realizzare i miei sogni.
    Mentre il futuro mi genera angoscia, un senso di baratro…..
    Bari non è Firenze, e dove vivo io non è l’Oltrarno con la sua storica solidarietà e tradizione di lotta popolare….

  103. mirkhond says:

    Inoltre, essendo molto pessimista, ho imparato a guardare con simpatia alcune cause perse.
    Quelle che si opponevano alle lusinghe di rivoluzioni che, nonostante le belle parole e poche persone davvero in buona fede, hanno solo generato tristezza, e solitudine.
    Ecco perché ho simpatia per i “dannati” Talebbani, o per la lobby nazista austriaca di Rainer del 1942-1945, o per l’Eam-Elas rumelico del 1944-1949.
    Per me maestri sono stati Carlo Alianello e Dostoevskij, o Feitho’ di Requiem per un impero defunto.
    Hitler del film La Caduta, è un essere spezzato e finito, che nelle fiamme crepuscolari che stanno divorando ciò che resta del reich (che avrebbe dovuto essere) millenario, ancora si illude di comandare armate che esistono solo nella sua fantasia sconvolta….
    Questo hitler fallito, umanamente mi è molto più simpatico del fuhrer vittorioso che nel 1941 si illuse di poter piegare l’Urss, senza far conto degli U$A……
    Ieri sera, su rai 3, per caso ho visto un film della regista Jane Campion, Bright Star del 2009, che narra degli ultimi 3 anni di vita del poeta inglese John Keats (1795-1821), e della sua tormentata storia d’amore con la sua giovane vicina di casa Fanny Brawne (1800-1865).
    Nel film viene messa in evidenza la fame e lo stato di ESTREMA POVERTA’ in cui si dibatte il giovane e infelice poeta, e di come non possa sposare la sua amata, perché SENZA RISORSE….
    Alla fine la sua morte nella Roma pontificia di Pio VII, quando, troppo tardi, alcuni amici avevano fatto una colletta per mandarlo nello Stato della Chiesa, per curarsi e allontanarsi dalle gelide lande norrene di cui era figlio….
    Ecco, il radioso cammino dell’umanità, è costellato di zeri, di falliti, di 999 che NON ce la fanno, e ciò mi induce molto a riflettere sul senso della vita e di ciò che siamo e facciamo, consapevoli che alla fine lasceremo tutto e di noi non resterà nulla….
    Pensieri in libertà…..

    • Francesco says:

      rifletti piuttosto sul senso di “fallimento” e di “successo”

      da quello che ci dici, stai permettendo a quella logica di rovinarti la vita

      persino l’albionico Kipling aveva capito che era una fregatura

      ciao!

      • PinoMamet says:

        Non so cosa dicesse Kipling (che mi è sempre stato sui cosiddetti) in proposito, ma:
        OMDAF!

        non c’è niente da vincere e niente da perdere, Mirkhond. Se poi credi, come credo tu creda ;) , nell’Aldilà, allora tutti i conti torneranno di là.

      • mirkhond says:

        Il Papa Francesco, qualche giorno fa, disse che nelle nostre società (che furono) cattoliche, sta prevalendo sempre più la cultura dello scarto, dello scarto UMANO….
        Del rifiuto che le famiglie ormai disgregate e la società non vogliono, perché INproduttivi, e quindi scartati da parenti e dalla società…..
        Ecco le sempre più frequenti notizie di suicidi e di persone morte di stenti, sole e dimenticate da tutti…
        Persino qui nel fu Regno di Napoli, dove queste porcherie nordiche non esistevano….
        Persino a Bari, persino a Napoli abbiamo saputo di persone morte di stenti nella più TOTALE INDIFFERENZA……

        • Francesco says:

          Ad Assisi, ai tempi di Francesco, era la norma nei quartieri poveri, al punto che il giovane cavaliere, che ne rimase sconvolto, passava per pazzo.

          Mi sembra che il problema dell’indifferenza non si possa affrontare che partendo da se stessi, pensi a Santa Teresa di Calcutta che ha speso la vita contro un’indifferenza che ha migliaia di anni, confidando non nelle sue forze o ne l suo successo ma in un Altro.

          Se lo ha fatto lei, è possibile.

          Ciao

          PS Kipling scrisse una specie di poesia dedicata al figlio, si trova in orridi quadretti morali appesi alle pareti. Ed è molto bella, alla fine.

      • serse says:

        Grazie.
        Non ho mai letto Kipling.
        Mi dai qualche riferimento?

  104. mirkhond says:

    L’Oltrarno evidentemente è ancora un isola di umanità, in cui il Martinez ha finalmente placato la sua sete di giustizia sociale e “barricadera”…..
    Altrove invece, solo disgregazione e indifferenza….
    John Keats e la Piccola Fiammiferaia norreni, oggi sono REALTA’ anche nel fu Regno che che c’era un dì……

    • Francesco says:

      Mirhond

      Miguel si trova a battersi contro gli amici e finanziatori del politico più amato d’Italia, l’uomo che potrebbe portare il PD alla vittoria e guidare il paese fuori dalla crisi, che potrebbe rottamare Berlusconi e gli anti-berlusconiani,

      ti sembra che con un simile avversario debba sentirsi ottimista e vicino al successo?

      :0

      Ciao

  105. Per Peucezio

    “Sulla parte positiva hai ragione. E’ esistita e non va trascurata.
    Io sono dell’idea (ma mi sembra che su questo siamo d’accordo) che non sia stata quella parte a dare il segno, ma l’abbia dato quella peggiore (maggioritaria).”

    Probabilmente il Sessantotto è stato tante cose.

    Ad esempio, in Italia, è diventato quasi subito (già nell’autunno del ’68) un monopolio di organizzazioni politiche molto “dure” e ideologizzate, quasi delle sette, che non avevano molto a che fare né con lo spirito “hippy” né con quello consumistico-borghese.

    Contemporaneamente, c’è stata una sorta di “rilassamento” di massa sulle regole – basta vedere le foto delle prime manifestazioni, della primavera del ’68, con i liceali che indossano ancora l’obbligatoria cravatta; e questo “rilassamento” sicuramente ha facilitato processi di tutt’altro tipo, uno spirito per cui grandi masse hanno smesso di pensare alla “carriera” a lungo termine – certamente un bene; ma hanno anche cominciato a pensare a sfangarsela senza studiare, o a perdere gli aspetti positivi della “educazione” borghese.

    • Peucezio says:

      Già, quest’ultimo aspetto è di quelli che trovo abbiano prodotto maggior degrado.
      La mia impressione è che la classe dirigente attuale (in senso molto lato, chiunque abbia anche un piccolo potere decisionale) abbia ormai radicata in sé una sorta di ideologia non del tutto esplicitata dello spontaneismo, del disimpegno, dell’approssimazione, del fatto che tutto ciò che evoca lontamente la discplina è qualcosa di spaventoso, repressivo e oscurantista.
      Inoltre c’è il giovanilismo. Anche il fascismo era giovanilista, ma in un senso completamente diverso: la gioventù era il simbolo dell’impeto eroico (tutta un’estetica da cui tra l’altro mi sento molto lontano), mentre oggi in Italia c’è una gerontocrazia di fatto accompagnata da un giovanilismo paternalista e stupidamente indulgente.

  106. Quello che mi sembra alieno allo spirito del Sessantotto è la cultura del “logo” (ancora non si usava questo termine). Cioè l’idea che l’acquisto di un prodotto costoso conferisse “identità”. E questo è un elemento fondamentale della cultura attuale.

    C’erano tanti segni tribali – il taglio dei capelli, le gonne a fiori, l’eskimo, ascolto di certa musica; ma era tutto legato alla gratuità, all’idea del “fai da te”, al vanto di aver avuto qualcosa in regalo, di averlo trovato al mercatino dell’usato o magari di averlo rubato.

    Poi questi segni tribali riguardavano solo una minoranza: la maggioranza o non aveva segni particolari, oppure iniziava a usare i primi “loghi” (le magliette Lacoste ad esempio) disprezzatissimi dai “sessantottini”.

  107. Altro elemento fondamentale, la musica. Che parte dal rigetto del sentimentalismo stereotipato delle canzonette precedenti.

    Qui ci sono molti fattori: la trasgressione; la ricerca “mistica”; la combinazione con sostanze stupefacenti; la tecnica – da una parte, “ognuno è un cantautore” o quantomeno strimpellatore di chitarra; dall’altra, però, la musica richiede sempre più tecnologia, e quindi investimenti.

    E su questo versante, c’è certamente un aggancio alla contemporaneità: la produzione industriale di musica e la “trasgressione” sempre più approvata e artificiale. Attorno al 1977, tutto questo sfocia nel muzak dei supermercati, nella creazione di personaggi sempre più costruiti ad arte dall’industria.

    E quindi alla fine in un rumore senza alcun contenuto, caratteristica cruciale dei nostri tempi.

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