Turchia, immaginari ed equivoci

Questa è la foto di una manifestazione antigovernativa di questi giorni, nella città turca di Mersin.

A prima vista, sembra uno di quei punti in cui un certo immaginario mediatico mainstream e un altro, di una sinistra sempre alla ricerca della Grande Rivoluzione, si incontrano.

Ci sono delle belle ragazze, cosa che in una rivoluzione va bene a tutti: a quelli che apprezzano solo immagini di gente per bene, come a quelli che preferiscono  immagini di giovani maschi che lanciano pietre.

Fisionomia, abbigliamento e postura non sono mai neutrali: queste sono persone in cui l’occidentale medio si riconosce senza esitazione, e per questo fanno pensare a una sorta di trionfo universale delle nostre ragioni. Sono l’esatto contrario di un taliban, per capirci.

Bellezza, sorriso, primavera, speranza…

Le ragazze indossano magliette rosse, e questo manda un messaggio a tutto un mondo di sinistra occidentale, che vede l’umanità come una sorta di agglomerato intercambiabile, dove le formazioni storiche non contano nulla. Fratellanze e sorellanze, insomma.

Sicuramente pochi faranno caso al gesto che le ragazze stanno facendo.

Non stanno facendo le corna, come potrebbe sembrare a prima vista.

Con le dita, disegnano una sagoma, che se se ne proietta l’ombra su un muro, forma la testa di un lupo. Precisamente della Lupa Madre, Börteçine, che avrebbe guidato gli antenati dei turchi fuori dalla valle di Ergenekon o Agartha.

Ne parla un racconto che fonde insieme storie cinesi, dell’Asia Centrale e persiane e narrativa teosofica europea in una fantasia ricostruita dal ministero dell’educazione negli anni Trenta, allo scopo di creare un mito di origine per i turchi.

Le nostre ragazze sono quindi delle “giovani idealiste” (Ülkücü Gençlik), meglio note da noi come Lupi Grigi (Bozkurt [1]), membri di una vasta organizzazione vicina all’esercito, che per decenni ha condotto una guerra durissima, in Turchia e in Germania, sia contro l’estrema sinistra, sia contro l’indipendentismo curdo.

E il rosso non ha nulla a che vedere con quello del socialismo, bensì con quello della bandiera turca, che si vede infatti sventolare alle loro spalle. Una bandiera dove stella e luna (già presenti nella simbologia ottomana) sono state introdotte negli anni Trenta come richiamo al Tengricilik, la presunta religione celeste “panturanica”, culto ancestrale del dio Tengri praticato da unni, mongoli, turchi e magiari.

Stella e luna, Ayyıldız,  si riflettono nella vasta pozza rossa del sangue versato dai guerrieri turchi, dagli antichi nomadi fino ai “martiri” delle guerre contro greci e curdi.[2]

Come con tutte le bandiere, le intenzioni simboliche dei creatori sono largamente dimenticate, ma non per i Lupi Grigi: in antitesi alla cultura islamico-araba, la loro simbologia religiosa è sempre stata fortemente legata alla natura, al cielo e ai boschi, anche quando si tratta di giovani tifosi cresciuti nei ghetti di Istanbul o di Francoforte.[3]

I Lupi Grigi non sono ovviamente tutto ciò che si sta muovendo in Turchia al momento, anzi sono una minoranza in un gran calderone (che aiuta però a capire perché i curdi guardano con una certa cautela queste sommosse); ma è interessante riflettere sulla nostra percezione delle immagini.

Ad esempio, guardando questo video, prodotto dagli stessi ambienti di cui fanno parte le due ragazze nell’immagine, ma che probabilmente ha un effetto diverso sullo spettatore  mainstream. Notevole (al minuto 1:38)  il “marchio naturale di Tengri” che compare ai migranti nel nevoso cielo di Stoccolma.


TENGRİ TÜRÜK Ü KORUSUN di f100001562473071

Nota:

[1] In realtà, boz è un colore oscuro e misto, tra il marrone e il grigio, caratteristico della terra appena arata.

[2] La storia è bella perché è varia, e gran parte di questo sistema mitologico deriva dagli scritti di un ebreo unghierese, Ármin Vámbéry (Hermann Bamberger), che viaggiò attraverso l’Asia Centrale travestito da derviscio itinerante: tra mille ipotesi, i complottisti fantasticano che avesse inventato il mito dell’unità razziale turca per sostenere le mire inglesi in Oriente, creando un nuovo fronte contro la Russia zarista.

[3] Anche se i Lupi Grigi in anni recenti hanno iniziato a esaltare anche il profeta Muhammad, adoperando l’infallibile logica del panturanismo: i turchi sono musulmani, ergo il fondatore dell’Islam doveva essere turco. Allo stesso modo, gli indiani d’America praticavano lo sciamanismo, shaman è una parola di origine turca, quindi gli indiani d’America sono turchi…

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104 Responses to Turchia, immaginari ed equivoci

  1. Francesco says:

    1) la maglietta è arancione, per la precisione

    2) guerra durissima implica gruppo paramilitare?

    3) quello con berretto e occhiali sei tu?

    4) più che belle, direi passabili

    ;)

  2. Rock & Troll says:

    Di’ pure che i lupi grigi sono un movimento NEOFASCISTA come li definisce giustamente la wikipedia inglese, che riporta anche le CENTINAIA di morti fatti da questo ennesimo gruppo islamofascista cultore della morte.
    E magari parlando di turchia spendi anche qualche parola per il GENOCIDIO dei CRISTIANI Armeni… ma si sa che l’antisemitismo filomaomettano ha sempre qualche problema a riconoscere i genocidi… (ma non ad auspicarli)

  3. Per Rock & Troll

    “Di’ pure che i lupi grigi sono un movimento NEOFASCISTA come li definisce giustamente la wikipedia inglese, che riporta anche le CENTINAIA di morti fatti da questo ennesimo gruppo islamofascista cultore della morte.”

    Finalmente, abbiamo qui un sostenitore di Erdogan! Rock & Troll con l’AKP!

    Che i Lupi Grigi siano “fascisti” non saprei dire, visto che la Turchia non è l’Italia (in turco “fascista” è un vago insulto generico, che indica uno stato autoritario e una polizia che non va troppo per il sottile); comunque di morti i Lupi Grigi ne hanno fatti parecchi, tra curdi ed estremisti di sinistra (cioè hanno ammazzato molti musulmani e comunisti).

    I riferimenti islamici nel loro movimento sono molto recenti, e mi sembrano piuttosto strumentali.

  4. Come al solito, sfrutto biecamente gli interventi di Rock & Troll per dire cose serie.

    In Turchia, storicamente, i “governativi” non sono mai stati “antisemiti”, a parte qualche furto con destrezza statale di proprietà ebraiche negli anni Trenta (se ricordo bene); casomai è tra i loro nemici “islamisti” che si bofonchiava che Ataturk fosse ebreo.

    Non conosco particolari prese di posizione in materia da parte dei Lupi Grigi, che da una parte erano vicini a un apparato militare fortemente legato a Israele, dall’altra avevano qualche mira sul mondo arabo in funzione neo-ottomana.

    • habsburgicus says:

      negli anni Trenta (se ricordo bene);

      …e a parte la Varlik Vargisi, all’inizio dei Quaranta (credo 1942), un’imposta pensata per colpire tutte le minoranze, e non i soli ebrei…
      poca cosa, tutto sommato, nel plurisecolare filo-ebraismo turco

  5. mirkhond says:

    Interessante esempio di costruzione misitificatoria di un’identità nazionale, calata talmente nel profondo da trovare frotte di seguaci pronti ad accettare il ridicolo!
    Ma sti signori lupi grigi e kemalisti non si guardano mai allo specchio?
    Non guardano dove e tra chi vivono davvero?
    Ma questi credono davvero di essere i discendenti dei “Fabbri degli Altai”, fondatori del primo Impero Turco delle Steppe, nel 552 d.C.?
    O addirittura degli Unni e degli Avari?

  6. mirkhond says:

    Un ‘altro esempio di rinnegamento di ciò che si è, per seguire sanguinose fumoserie…
    E se glielo fai rilevare, il fascista, il fanatico e il paranoico alienato sei tu….
    Potenza della propaganda….

    • PinoMamet says:

      Ti ho risposto in coda a Movida e gentrification, dacci un’occhiata.

      • mirkhond says:

        E l’ho già letto. :)
        Ovviamente condividendone quasi nulla ;)
        ciao!

      • PinoMamet says:

        Ho capito che non ne condividi nulla, ma sarei curioso di sapere il perché!!
        Sennò che parliamo a fare?

        • mirkhond says:

          L’ho già abbondantemente spiegato il motivo… ;)
          E questo post e i video tamarri postati dal Martinez confermano….
          ciao!

        • PinoMamet says:

          No, hai detto che la fuffa mitologica sulle origini dei popoli ha causato guerre e atrocità, e io ti contesto che tu rispondi con altrettanta fuffa mitologica.

          Non scardini affatto il sistema: ci sei dentro in pieno.

          Tu probabilmente no, ma niente impedisce di pensare che tra cento anni i greci seguiranno le idee mirkhondiane, si faranno chiamare romei, e stermineranno tutti i non ortodossi, atei o musulmani o buddhisti della Grecia…

        • daouda says:

          Pino per essere turko però…devi essere turco…la maggior parte dei turchi sono e rimangono semplicemente degli anatolici.

  7. Sempre per confermare Rock & Troll nel suo nuovo amore per Erdogan… La polizia turca ha arrestato un certo Shayan Shamloo, cittadino iraniano, hanno arrestato diversi altri iraniani, mentre Erdogan ha fatto capire che dietro le sommosse ci sarebbero le manovre del governo iraniano:

    http://www.todayszaman.com/news-317401-turkish-police-arrest-suspected-iranian-agent-in-ankara-protests.html

  8. mirkhond says:

    errata corrige: Un altro

  9. Avevo scritto…

    “di morti i Lupi Grigi ne hanno fatti parecchi, tra curdi ed estremisti di sinistra”

    il che non vuol dire che guerriglieri curdi o estremisti di sinistra scherzassero, in Turchia.

  10. Risfrutto il povero Rock & Troll…

    I Lupi Grigi sono in prima fila nel negare il genocidio armeno. Che non è un particolare problema per i musulmani (che possono sempre indicare il fatto che fino al Novecento, quindi in epoca ottomana-islamica, gli armeni se la cavavano piuttosto bene), ma pone un problema enorme per la legittimità del regime laico-ataturkiano.

    Anche se Kemal Ataturk non c’entra direttamente con il genocidio (anzi, mentre vinceva le battaglie contro gli inglesi, si opponeva alla guerra a fianco della Germania), è tutto un sistema che nasce nel 1908 che è profondamente implicato nel genocidio; e i confini divinizzati della Turchia-nazione sono tali anche perché sono stati eliminati i non turchi.

    Ecco perché Erdogan può aprire un cauto dialogo con gli armeni, gli altri invece non possono.

    • habsburgicus says:

      ma Ali Agça, che si”distinse” dapprima assassinando il direttore di un quotidiano di Malatya (credo nel 1979 o giù di lì), non era dei Lupi Grigi ?
      Alparslan Türkeş (nome e cognome che è tutto un programma :D come un hitleriano che si chiamasse Siegfried Arier :D) era l’ideologo dei suddetti Lupi Grigi ?

  11. Guido says:

    Ciò che caratterizza gli umani sotto qualunque latitudine è l’attività mitopoietica, cioè la capacità a produrre miti e dunque dotare di “senso” il vissuto. Non mi stupisce dunque che ovunque ci sia una rivolta le persone vi partecipino coinvolgendosi attraverso la loro specifica mitopoiesi, dal cristiano al comunista, dal rockettaro al fruttariano, dal rettiliano al guenoniano.

    La cosa interessante è semmai cogliere l’incessante, continua ibridazione a cui queste narrazioni, tutte più o meno artificiose sono soggette, e ancor di più le narrazioni nuove che prendendo spunto da quelle vecchie, ne mutano diversi elementi fino a cambiarne radicalmente il senso. Mi viene in mente ad esempio la maschera con le sembianze di Guy Fawkes, cospiratore cattolico antiprotestante, divenuta un po’ ovunque l’emblema della rivolta anonima, anarchica e antiautoritaria.
    Nulla di strano o di nuovo in tutto questo, e lascio volentieri ad altri il patetico compito di stracciarsi le vesti quando viene intaccata la presunta purezza della propria narrazione.

    Segnalo qui di seguito questo simpatico reportage uscito su Internazionale qualche mese fa:
    http://www.wumingfoundation.com/italiano/WM_Giacu_notav.pdf

    Riprendendo un commento di Mirkhond un po’ più sopra mi chiedo: ma qual è l’identità nazionale che non si fonda su costruzioni almeno in parte mistificatorie?

    • Peucezio says:

      “Riprendendo un commento di Mirkhond un po’ più sopra mi chiedo: ma qual è l’identità nazionale che non si fonda su costruzioni almeno in parte mistificatorie?”

      In effetti…

      • Francesco says:

        vabbè, che nessuno fosse perfetto, e nessuna nazione, lo sapevamo tutti (forse i francesi meno=

        non è così significativo, mi pare

        ciao

  12. Per la gioia di Moi, ecco un filmato sulla Mamma (del)li Turchi:

    http://www.youtube.com/watch?v=jUhIX1qh_dE

  13. E sempre in campo mitopoetico,

    lupi grigi nel pallone:

    http://www.youtube.com/watch?v=Csp0cefwb9Q

    I “Killa AK” (dove killa è chiaramente rappettaroneroamericano per “killer”) dell’Assia in Germania, con un affettuoso babbo che educa il proprio bambino:

    http://www.youtube.com/watch?v=MCK2OLio-Z0

    Ecco a voi Die Black Turkos che cantano Wir Sind Osmanen, in rap tedesco ovviamente:

    http://www.youtube.com/watch?v=hXDTf6L0QFk

    un gruppo di lupacchiotte in stile coatte romane, ma sedute alla turca:

    http://www.youtube.com/watch?v=-c5_Cb9_Z2g

    :-)

    • mirkhond says:

      Più che lupacchiotte “altaiche” mi sembrano delle cozzale barivecchiane, o del Cep o Japigia, quartieri popolari e parzialmente malfamati di Bari….
      Con quelle facce, quella mimica, quella cozzalità gioiosa mediterraneo-armenoide…
      Potenza delle mistificazioni fuffologiche nazionaliste, che prima che generare cattiveria, generano tanta coglionaggine…
      Come ste tre sceme qui….

    • Peucezio says:

      Molto carine le tre tipe. Ma non ci trovo grancé in comune con le barivecchiane. Credo che tipe così si potrebbero trovare in qualunque angoo dell’Occidente (e la Turchia è occidente, anche se sui generis.

      • habsburgicus says:

        anch’io le trovo notevolmente carine, specialmente la 1° a sinistra…in fatto di estetica femminile sono più vicino a Peucezio che a te, mirkhond :D….lui, il “mitico” Silvio le “includerebbe” senza dubbio nel rango delle “chiavabili” :D titolo che, come é noto, é stato rifiutato alla Angela teutonica : D :D :D
        e chissenefrega, avrà pensato lei !

      • PinoMamet says:

        Comunque sì, sembrano (strano eh? ;) ) normali ragazzine delle scuole superiori, ne vedo mille uguali al giorno, peccato solo che cantino l’inno dell’Atalanta in bergamasco ;)

  14. E poi ovviamente i Lupi Grigi in Germania, oltre che con i curdi, fanno a botte con i neonazi:

    http://www.youtube.com/watch?v=k6sbclndfAY

    • mirkhond says:

      Come film sono delle vere schifezze, ma quello che ho visto puo’ bastare.
      Non ce l’ho fatta a reggerli tutti…
      Tranne le cozzalone “turaniche” alla doner kebbabbe……

  15. Raffaele says:

    Scusa Miguel, ma questa foto da chi è stata scattata o, quantomeno, da che sito arriva?

  16. A un livello (leggermente) diverso di sofisticazione, il Mito di Ergenekon:
    http://www.youtube.com/watch?v=U7V3eNdO3wk

    L’epopea di Turan (sottotitoli in inglese):
    http://www.youtube.com/watch?v=Hb8rlI_MMv8

    Come i turchi hanno inventato l’alfabeto latino (tiè!)
    http://www.youtube.com/watch?v=vfKPqJR_uJE

  17. mirkhond says:

    Per Miguel Martinez

    Ma ste benedette Shambhala e Agharti c’hanno un qualche fondo di verità, oppure sono solo elaborazioni esoterice otto-novecentesche, fondate su falsificazioni e/o fraintendimenti di miti induisti/buddhisti/ centroasiatici con origini e significati di tutt’altro genere?

    • daouda says:

      Da quando in qua i miti mentono? Semmai non li si sà interpretare!

      • mirkhond says:

        Io però l’ho chiesto a Miguel Martinez…
        Comunque, rinnovo la domanda anche a te.
        Cosa c’è di VERO nelle leggende di Shambhala e Agarthi?
        E’ da quando avevo 17-18 anni che me lo chiedo e non ho ancora trovato una risposta non dico esaustiva, ma almeno verosimile….
        ciao!

        • daouda says:

          Se l’Agarthi è inaccessibile ci sarà un motivo…e tecnicamente non ha una localizzazione quantunque ci siano a seconda delle leggende vari accessi che sembrano veri e propri portali per passare ad altre dimensioni oppure all’interno della favolosa Terra cava.
          Comunque è un tipico racconto delle genti dell’Asia centrale oltre che dell’India.

          Dovresti leggerti il Re del mondo di René Guénon dove viene analizzata la similitudine tra tale concezione ed il regno del prete Gianni.

        • mirkhond says:

          Grazie Daouda!
          Provvederò a reperire questo testo.
          ciao!

        • Andrea Di Vita says:

          Per mirkhond

          Devi assolutamente leggere ‘Il mattino dei maghi’ di Luis Pauwels e Jacques Berger, Mondadori 1968.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  18. Per Raffaele

    “questa foto da chi è stata scattata o, quantomeno, da che sito arriva?”

    Avevo messo il link, comunque eccolo di nuovo:

    http://www.yenisehirgundem.com/haber/guncel/mersinde-gezi-parki-eylemlerine-polis-mudahalesi/1844.html

    In ogni caso, basta cercare qualche parola chiave adatta su Google, e ne vengono fuori tante immagini con contenuti simili, da tutte le città “laiche” della Turchia; però questa mi aveva colpito per quella particolare aria da “primavera turca”, per dirla mediaticamente.

  19. Per Mirkhond

    “Più che lupacchiotte “altaiche” mi sembrano delle cozzale barivecchiane, o del Cep o Japigia, quartieri popolari e parzialmente malfamati di Bari….
    Con quelle facce, quella mimica, quella cozzalità gioiosa mediterraneo-armenoide…”

    infatti, ed è il motivo per cui voglio bene anche a loro.

    • Francesco says:

      cozzalità gioiosa è una felice prima volte per me

      di solito i cozzali sono truci e incazzati, oltre che brutti, sporchi, vestiti malissimo e affamati di panini di Mac

      se sotto sotto sono umani non posso che rallegrarmene

      • Peucezio says:

        Beh, forse qui c’è un dato sia regionale che generazionale. Tu forse pensi ai tamarri milanesi, ma in effetti anche i giovani cozzali baresi sono un po’ cupi, sicuramente molto più cupi dei loro nonni, che potevano essere anche drammatici fino al tragico, ma non erano mai cupi, anzi, sprizzavano vitalità da tutti i pori.

        • Pietro says:

          Quella di vedere i tamarri come cupi e’ una ennesima categoria mentale di voi “vecchi”!
          I tamarri se la sciallano di brutto!!! Io non sono tamarro (non puoi esserlo, nel momento in cui lo codifichi…) ma border line a assicuro che i tamarri milanesi sono antirazzisti (i tamarri sono gli unici che integrino davvero gli stanieri), non cupi (la cupezza e’ un aspetto essenziale dell’immagine rivolta all’esterno, come per gli skinhead) e pieni di vita!
          tornando al post Borte era la prima moglie di Gengis Khan e Tengri il Dio dei nomadi mongoli :)

        • Andrea Di Vita says:

          Per Peucezio

          Ricordo la seguente facezia apula:

          ‘Su, dai, parliamo di cose allegre! Oggi quant’e’ che costa più, una bara?’

          (dove al posto di ‘bara’ c’era ‘tavùto’, parente del partenopeo ‘tabbùto’)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          Andrea Di Vita,
          Sì, la diceva anche un cognato di mia nonna.

          Pietro,
          negli anni ’90 però ricordo che i cozzali milanesi erano abbastanza razzistelli (anche se poi di fatto integravano: c’erano anche negri che parlavano esattamente come loro). Ma quelli attuali non li conosco proprio.

        • Francesco says:

          Sull’antirazzismo potremmo parlarne, in effetti i giovani allogeni si vestono di merda quanto i giovani italioti e si accompagnano abbastanza spesso.

          Però sono cupi e smorti, tranne quando sono troppo infoiati per pensare ad altro (cioè quasi sempre).

          E’ difficile vederli sorridere, al massimo i gruppi di fanciulle sghignazzano tra loro.

          PS tolta l’ultima cosa, non c’è differenza di genere

  20. Per Francesco

    “cozzalità gioiosa è una felice prima volte per me”

    Vero, è una frase bellissima, che smaschera nella maniera più delicata e sorridente tutti i dispositivi che ci creiamo. E’ estremamente liberatoria.

  21. Adesso torno a lavorare, ma c’è un’interessante espressione nei media italiani: Gezi Park.

    Ora, esiste un luogo a Istanbul che si chiama, in turco, ” Gezi Parkı”. Vuol dire “il parco di Gezi” (tanto per confondervi le idee, il “di” è quella “i” alla fine senza puntino).

    La parola originaria è in effetti “Park”, che non è una parola inglese: è una parola…. turca. Nel senso che – come tantissime parole turche – è un furto dal francese, con la “c” sostituita da una “k” per motivi ortografici.

    Quindi o si dovrebbe lasciare in turco, “Gezi Parkı”, oppure tradurre, “il parco Gezi”.

    Ma succede che tutto passa per i media anglofoni, dove giustamente “Gezi Parkı” diventa “Gezi Park”. Dove casualmente la “k” finale coincide con quella turca, ma non c’entra niente.

    E lì, con l’idea che tutto il mondo sia anglofono, lo lasciano i giornalisti: come se a Istanbul le autorità mettessero nomi in inglese ai loro parchi.

  22. E invece vi rompo ancora… come si diffondono le notizie nella sinistra.

    Leggo http://www.sinistra.ch/?p=2842

    Turchia in fiamme: grandi mobilitazioni popolari chiedono le dimissioni del “fascista” Erdogan

    e segue un’intervista con

    “ci spiega Aytekin Kaan Kurtul, in questi giorni proprio a Istanbul e attualmente responsabile per l’Italia dell’Avanguardia Giovanile del Partito dei Lavoratori (IP) e collaboratore dell’Unione della Gioventù di Turchia (TGB), una delle organizzazioni rivoluzionarie di massa più diffuse nel paese.”

    Io non critico affatto i contenuti dell’intervista, che sono interessanti; quello che è significativo è la maniera in cui un “occidentale” guarda la Turchia, senza rendersi conto di alcune cose.

    Infatti, l’IP è un partito che ha preso, al culmine del suo successo, lo 0,36% del voto, dopo di che ha saggiamente smesso di presentarsi alle elezioni. E costituisce un curioso anello tra marxismo duro, nazionalismo ata-turco e ricerca di un’alleanza tra Turchia e Russia in funzione antiamericana e antislamista.

    Il capo del partito, Doğu Perinçek, è un personaggio notevole, arrestato recentemente con l’accusa di lavorare assieme al russo ortodosso-guenoniano Aleksandr Dugin e il suo movimento eurasiatico per rovesciare il governo di Erdogan.

    • Peucezio says:

      Il fatto è che i giornalisti occidentali, quando, in un paese su cui per qualche misterioso motivo si sono messi in testa che c’è un governo autoritario (anche se democraticamente eletto), sentono parlare di un partito dello 0,1 %, cominciano ad avere orgasmi multipli.

  23. Grog says:

    Viva la figa turca! Con lei si balla la mazurka!
    Grog Grog Grog Grog Grog

  24. mirkhond says:

    “Non scardini affatto il sistema: ci sei dentro in pieno.

    Tu probabilmente no, ma niente impedisce di pensare che tra cento anni i greci seguiranno le idee mirkhondiane, si faranno chiamare romei, e stermineranno tutti i non ortodossi, atei o musulmani o buddhisti della Grecia…”

    Intanto questo sistema non l’ho creato io.
    Casomai lo SUBISCO.
    E gli stermini sono avvenute in base alle fuffe sovracitate, non a studi storici di isolati con brutti caratteri, eh! ;)

    • PinoMamet says:

      Francamente: sì, sono avvenute ANCHE in seguito a studi storici di isolati con brutto carattere.

      Che una mitologia nazionale sia più o meno fondata, si può discutere. Da un certo punto di vista, sono tutte infondate.

      Ma quando la gente comincia a crederci troppo, a riporvi troppe speranze, credendo che chiamare il popolo A anziché B, portare il confine sul tal fiume anzichè dietro la tal collina, sia una cosa davvero così importante (e nel farglielo credere, hanno molto peso anche gli isolati con brutto carattere, che magari individualmente sono, come te, ottime persone) allora cominciano i guai.

    • Peucezio says:

      “Francamente: sì, sono avvenute ANCHE in seguito a studi storici di isolati con brutto carattere.”

      Su questo però ho qualche dubbio.
      Per quanto di brutto carattere e isolati, era senz’altro gente con un suo potere accademico o editoriale oppure ben finanziata da qualcuno. Cosa che Mirkhond non è, perché non è né intrallazzatore, né arrivista, cosa che invece sono la maggior parte degli intellettuali, anche dei più validi.

      • PinoMamet says:

        Ma infatti ho scritto “anche” ;)

        comunque, non voglio ingigantire il ruolo del fissato di turno.

        Marx sarà anche morto, ma non invano; e ripeto, senza “filelleni” innamorati della Grecia classica, probabilmente la Grecia avrebbe trovato un altro mito (quello dell’ortodossia romea va benissimo- che comunque c’è e ben vivo) e fatto le stesse guerre.

        Il ruolo dell’appassionato di storia/linguistica/mitologia è puramente strumentale, anche suo malgrado.

        Altrimenti rischiamo di incolpare Rask e Bopp per il nazismo; che ne potevano sapere i due linguisti/indoeuropeisti pionieri, che tra un centinaio d’anni i mitici “ariani” sarebbero diventati un pilastro dell’ideologia nazista?

        A fare questo gioco, tutti sono colpevoli, e bisogna buttare via tutto. Come certi americani di certi forum che ho conosciuto, che non si può neanche dire che il Messerschmitt era un bell’aereo da caccia, perché era “roba dei nazisti” (certi americani, per fortuna, non tutti sono così pirla).

        E mi dispiace che proprio una persona intelligente come Mirkhond cada in questo gioco, in questa prospettiva illusoria.

        Nella Grecia antica esisteva la pederastia? allora buttiamo via tutta la Grecia… e le diamo la colpa di tutto, come se la pederastia antica c’entrasse qualcosa con Byron che va a combattere contro i turchi, come se la vera colpa dei massacri greco-turco-bulgari fosse l’amore per la cultura pagana antica…
        (tra l’altro sulla bandiera greca c’è tutt’ora una croce, e la prima era ancora più grande, con scritto touto nika, in hoc signo vinces… ma vabbè)

        ciao!

        • Andrea Di Vita says:

          Per Pino Mamet

          ”bandiera greca”

          Ho letto una volta che le strisce bianche e azzurre della bandiera della Grecia corrisponderebbero alle sillabe di ‘eleytherìa ì thànatos’ = ‘libertà o morte’.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Peucezio says:

          Pino,
          beh, sì, d’accordo su tutto.

          “tra l’altro sulla bandiera greca c’è tutt’ora una croce, e la prima era ancora più grande, con scritto touto nika, in hoc signo vinces… ma vabbè”

          Ma credo che Mirkhond non perdoni ai greci nemmeno questo: preferisce i greci cristiani a quelli pagani, ma in fondo, se ho capito bene (magari sbaglio), non ama neanche gli ortodossi calcedoniani, ma preferisce nettamente islamici e cristiani nestoriani e monifisiti. Oppure anche calcedoniani come dottrina, ma purché siano di rito assiro, caldeo, copto, insomma, non greco. Come concili la simpatia per riti così antichi, venerabili e solenni con la carnevalata montiniana del ’69 lo sa solo Dio.

  25. mirkhond says:

    errata corrige: avvenuti

  26. Aggiungo la bellissima autodefinizione di Aytekin Kaan Kurtul su Twitter:

    “Umile soldato di Mustafa Kemal, Cavaliere dell’Antica Repubblica, fan devoto del Fenerbahçe” https://twitter.com/BariscilSiddet

    Il suo blog ha anche il curioso titolo di Vox Seditiosa Turcorum – Novum Populum

    http://repugnantiaturcorum.blogspot.it/

    • Francesco says:

      “una faza una raza” con molti nostri conoscenti italiani, direi

      niente niente che sia cavaliere di Malta? o almeno dottore in qualche università telematica?

      :D

    • Andrea Di Vita says:

      Per Martinez

      Leggo su Polytika che settembre prossimo si riunisce il Comitato Olimpico per stabilire la sede delle olimpiadi del 2020. Prima dei recenti fatti, favorita era Istanbul. Cio’ renderebbe comprensibili i furori edilizi di Erdogan.

      Quanto a Erdogan, secondo alcuni avvocati Turchi intervistati da Polytika e’ vero che si sarebbe impegnato seriamente a riscrivere la Costituzione scritta dai militari prima del 2003. Tale Costituzione esalta il laicismo, ma stando agli autori e’ molto piu’ ispirata all’esaltazione dell’autorita’ di quanto di solito siamo abituati con le nostre Costituzioni in Occidente. Qui la cosa interessante e’ che Erdogan nei suoi discorsi sull’argomento cita interi brani di discorsi tenuti da ministri Ottomani, in cui si loda la tolleranza religiosa del Sultano. Cio’ spiegherebbe anche le notevoli aperture di Erdogan verso Curdi e Armeni, dato che non avverte il bisogno di rinfocolare ad ogni pie’ sospinto l’identita’ nazionale Turca. Non sorprendentemente, in questi moti anti-Erdogan i Curdi brillano per la propria assenza.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  27. Pietro says:

    @Peucezio: Funziona sempre allo stesso modo, che poi e’ il modo di tante comunita’, prima insulti poi abbracci, non so se sia meno ipocrita del prima abbracci poi insulti di tante altre realta’ soprattutto politiche e di sinistra (io conosco quelle a destra non so come funziona).

  28. PinoMamet says:

    Per alleggerire i toni con due cose che non c’entrano:

    -l’ineffabile Renzi è venuto ieri a esporre il suo sostegno per il giovane candidato sindaco piddino, nella Ridente Cittadina Termale. “è più giovane di me” ha detto “mi rottamerà”.
    Ha anche detto che il sindaco deve conoscere la gente, prendere il caffè con i cittadini…
    (quanti caffè hai preso con Renzi a Firenze, eh Miguel? ;) )

    -per Moi: un’amica mi ha finalmente costretto a vedere un filmato di questo Yotobi. Non mi piace, se vuoi te ne espongo i motivi in separata sede :)

  29. Moi says:

    Lupa Balia per Lupa Balia … anche Romolo e Remo erano Turchi ! ;)

    • daouda says:

      No, loro semmai sò fiji de na mignotta! :-D

    • mirkhond says:

      Effettivamente il mito turco della Lupa che alleva il fondatore dell’Impero Turco (VI-VIII sec. dopo Cristo) ha impressionanti analogie con quello latino italico indoeuropeo di Romolo e Remo.
      Lo storico dei Turchi, Jean Paul Roux, riteneva che potrebbe esserci un influenza indoeuropea, in quanto i “Fabbri degli Altai” *, che nel 552 d.C., liberarono l’Ötüken (Mongolia) dalla tirannide dei Mongoli Yuan-Yuan/Avari (407-552 d.C.), erano stanziati proprio in un’antica terra di confine coi popoli indoeuropei iranici scitici, e tocari….
      ciao!
      * Fabbri degli Altai, era il termine con cui gli Yuan Yuan/Avari chiamavano i sottomessi Türük, cioè i Turchi, perché specializzati nella fabbricazione di armature di tipo catafratto iranico.
      Le stesse con cui liberarono l’avita Ötüken (Etügen Eke in Mongolo) dai loro oppressori…

  30. Moi says:

    Tutto quel pencolar di penne tradisce il desiderio di volersi gemellare con i Pellerossa …

  31. Moi says:

    Dopo aver letto ‘sto post riesco a trovare un senso all’ Amuleto Dente di Lupo di Karà Mustafah nell’ ultimo Martinelli-Movie … ci può stare ? ;)

    @ PINO

    Be’, Yotobi è un po’ (troppo) Nerd-Geek-BimboMinKia-Fissatone-Smanettone-“Otaku” tutt’insieme … però NON mi è antipatico ! ;)

    • PinoMamet says:

      La tua definizione è perfetta… antipatico no, neanche a me lo è, però non mi piace lo scimmiottamento pedestre del gergo, dei gesti, dei modi di fare e anche delle strutture sintattiche (!) dei nerd americani. Davvero troppo; sembra che più che perculare i film brutti (facilissimo: va a cercarsi quelli più brutti, son buoni tutti!) voglia far vedere quanto è bravo “a ffà l’americano”.

      ciao!

      • Moi says:

        Ma che recensione hai visto ?

      • Moi says:

        Al dilà di lui (Karim Musa, vero nome) personalmente … direi che il “Point of No Return” in Italia è stato il Boom di Halloween (nel 2000-e-sblisga ;) )anche in Italia con tanto di Cinni che fanno “le vasche” dei negozianti aperti a chiedere in coro : “Dolcetto o Scherzetto ?”

  32. Moi says:

    Reinvenzione MitoPoeitica per Reinvenzione MitoPoeitica …

    http://www.youtube.com/watch?v=7QhKqRnTHoE

    Il “Padre Pio NO TAV” di Guido ;)

    • Guido says:

      Grazie, molto simpatico. E’ un buon esempio di détournement. Ti segnalo la voce qui di seguito:
      http://www.edueda.net/index.php?title=Detournement
      da cui mi piace in particolar modo estrarre questo principio-guida situazionista: “…confutare la rappresentazione ufficiale della realtà, squilibrare la ferma immagine del mondo, scombinare le coordinate della verità. Ancora una volta è compito del soggetto agire, di una intelligenza dissoluta, e di un linguaggio che mina i codici istituzionali”.
      E, in un certo senso, ciò che apprezzo in questo blog, nel suo animatore e in alcuni dei suoi frequentatori, è proprio questa intelligenza critica che smaschera e decostruisce il cialtronismo trash che si cela dietro i discorsi che le più varie forme di vita imbastiscono addosso le loro prosaiche azioni, eclatanti o meno che siano.

  33. Pietro says:

    @Francesco: ormai sono il difensore d’ufficio dei tamarri. Non li vedi sorridere perche’ loro non hanno nessuna intenzione di farsi vedere sorridere. Sono l’esatto opposto della sinistra bellina radical-chic. In fondo i tamarri sono i figli migliori della globalizzazione

    • Francesco says:

      ma neppure la sinistra bellina radical-chic sorride, sono troppo presi a leggere seriosamente repubblica o il fatto e a pensare a quanto sono cattivi, ignoranti e stupidi gli altri, che rovinano il mondo che loro saprebbero dirigere così bene!

      per me non sorridono neppure quando raccolgono le firme per qualche stronzata tipo il matrimonio gay o l’ineleggibilità di Berlusconi

      sorridono i semplici, mi sa tanto

  34. Per Mirkhond

    “Cosa c’è di VERO nelle leggende di Shambhala e Agarthi?”

    Risposta da ignorante totale, certamente Wikipedia ne sa più di me :-)

    Credo che Shambhala sia un’autentico luogo mitologico del tardo buddhismo, Agarthi credo che sia una fantasia ottocentesca europea con qualche stiracchiato appiglio in testi orientali.

  35. mirkhond says:

    “la Lupa Madre, Börteçine, che avrebbe guidato gli antenati dei turchi fuori dalla valle di Ergenekon o Agartha.”

    Leggendo qualcosa a riguardo sulla sacra wiki ;), mi sembra che il Monte Beluga, una delle vette più alte degli Altai, sia considerato uno degli ingressi del Regno di Agarthi.
    O meglio un lago alpestre che starebbe ai piedi di questa montagna, alta più di 4000 metri….
    Dieci anni fa, Maurizio Blondet, allora girnalista dell’Avvenire, nel giugno dello stesso anno (2003), in un articolo intervisto il russologo Aldo Ferrari, docente alla Ca’ Foscari di Venezia.
    E si parlò proprio di Shambhala e Agartha/Agarthi, e del suo presunto accesso altaico.
    Ferrari, accennò alla spedizione del teosofo russo Nicolay Roerich (1874-1947) nel 1923-1928.
    Spedizione, ufficialmente spacciata per studio scientifico, finanziata da ambienti vicini alla Casabianca, e guidata da un esule non comunista, ma che attraversò la Siberia sovietica, per passare in Mongolia e Tuva, sulla strada per il Tibet e l’Himalaya….
    Ancora Ferrari, accennò ad una credenza dei Raskolniki russi, emigrati ai piedi degli Altai, nell’800, sull’esistenza di una sorta di “Eden” chiamato Belovod’, Acqua Bianca, l’equivalente russo di Shambhala, nascosta nelle profondità dell’Asia Centrale….

  36. mirkhond says:

    errata corrige: intervistò

  37. mirkhond says:

    Sempre sul mito turco della Lupa Balia

    Ieri sera, rispulciandomi la Storia dei Turchi di Jean Paul Roux, vi ho ritrovato questo mito altaico, ma le cui origini rimandano ad un contesto NON turco, bensì con ogni probabilità indoeuropeo.
    Roux a pp. 50-51 del suo testo, afferma infatti che il mito della Lupa, presente come atto fondante del clan dirigente dei Türük, gli Ashina, è ricalcato su un analogo mito dei Wusun, popolazione barbarica stanziata ad ovest della Cina, e spostatasi tra V e II secolo a.C., tra Dunhuang e la valle del fiume Ili tra i Tien Shan e il lago Balkash.
    I Wusun a lungo sono stati considerati dei prototurchi, mentre oggi, dall’analisi linguistica dei loro termini, giuntici attraverso le fonti cinesi tra II secolo a.C. e VII dopo Cristo, sono considerati degli indoeuropei, forse affini ai contigui Tocari oppure di ceppo iranico saka.
    Le stesse fonti cinesi li descrivono come individui dai capelli rossi e occhi verdi, e ovviamente :) “brutti come i macachi da cui discendono” :).
    Confrontando tali dati con quelli raccolti dalla sacra wiki :) in inglese, leggo che, intorno al 178 a.C., gli Yuezhi (Tocari), sconfissero i Wusun e ne uccisero il re.
    Risparmiarono invece il piccolo principino erede al trono, ma abbandonandolo nella foresta….
    Qui il piccolo venne salvato da una lupa che lo allattò e da dei corvi che gli procuravano la carne.
    Poco dopo gli Hsiung Nu (Unni), le prime genti turche storicamente attestate, in lotta contro gli Yuezhi/Tocari (di cui scacciarono la componente nomade, in più campagne tra il 177 e il 160 a.C., dalle loro avite terre nel Bacino del Tarim), gli Hsiung Nu dicevo, trovarono il piccolo principino wusun e il loro Shanyu (imperatore) Maodun (210-174 a.C. circa), intenerito dal piccolo indifeso, lo raccolse, adottandolo e allevandolo come membro della famiglia imperiale.
    Cresciuto il giovane principe wusun, rimesso alla testa del suo popolo, sotto vassallaggio unno, partecipò alla grande impresa di questi ultimi del 160 a,C., che scacciò definitivamente la componente nomade degli Yuezhi/Tocari, dal Tarim, spingendoli verso la Battriana, dove avrebbero fondato l’impero dei Kushana (150 a.C. circa- 250 d.C. circa), negli odierni Afghanistan, Pakistan e parte dell’India settentrionale!
    Questo racconto, ci è giunto attraverso l’ambasciatore e storico cinese Zhang Qian (200-114 a.C. c.), buon conoscitore dell’Asia Centrale, per via del suo soggiorno in quelle contrade negli anni 138-126 a.C., come inviato dall’imperatore cinese Han Wudi (141-87 a.C.), per stabilire un’alleanza sino-tocaria in chiave antiunna.
    Ora, verosimilmente, se vi fu una lunga convergenza tra i Wusun ,identificati con gli iranici Asii di Claudio Tolomeo (circa 150 d.C.), e/o gli Issedoni citati da Erodoto (484-425 a.C.) e Hsiung Nu, è possibile che il mito della Lupa Balia sia facilmente transitato tra i futuri Türük, essi stessi considerati e considerantisi discendenti di una branca settentrionale degli stessi Hsiung Nu.
    Türük, che nella loro prima fase imperiale (552-630 d.C.), utilizzavano il Sodgiano come lingua ufficiale, prima lontana affermazione della loro attrazione per la cultura iranica, che, alla lunga, ne avrebbe favorito l’islamizzazione….
    E nel mito fondante del clan dirigente Ashina, i “figli della Lupa” usciti dalla Caverna Primordiale sui monti a nord di Turfan, sarebbero calati su questa città tocaria, prendendovi delle donne locali come mogli, e mettendo al mondo dei mestizos…
    Certo, una cosa si può dire delle genti barbare delle steppe eurasiatiche, indoeuropei e altaici: che tutto erano, fuorché dei razzisti….

    • Mauricius Tarvisii says:

      Curiosi i parallelismi tra questo mito e quello fondante di Roma.

      Però mi lascia perplesso il riferimento a Erodoto: cosa ne poteva sapere il cronista ionico delle vicende di popoli che all’epoca erano stanziati nel bacino del Tarim?

      • PinoMamet says:

        Mo’ non ce l’ho sott’occhio per sapere a cosa si riferisse di preciso, ma nomi di popoli centroasiatici e loro vicende a grandi linee (magari molto deformate) potevano giungere ai Greci tramite il mondo persiano.

        • mirkhond says:

          Infatti.
          Oppure, come nel caso di Erodoto, attraverso gli empori e le città greche del Mar Nero, specialmente tra Crimea e Mar d’Azov, luoghi terminali europei dell’immenso mare della steppa eurasiatica.
          Con i cavalieri e i mercanti, giungevano anche notizie, sebbene deformate di stazione di posta in stazione di posta, e di bocca in bocca….
          ciao!

  38. mirkhond says:

    I Wusun, sempre dalle suddette fonti cinesi, si consideravano i Figli del Corvo, considerando tale animale come il loro simbolo totemico accanto alla Lupa.
    Wusun inoltre, pare che sia la pronuncia cinese moderna, mentre in passato dovevano esser nominati Asman.
    Il che rafforzerebbe l’ipotesi dell’identificazione con gli Asii iranici di Strabone (64 a.C. -20 d.C.), Pompeo Trogo (I sec. a.C.), Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), Claudio Tolomeo (c. 90 d.C. – c.168 d.C.), e Giustino (II-III sec. dopo Cristo circa).

  39. mirkhond says:

    Dal testo del Roux sovracitato, relativamente al mito della Lupa Madre dei Turchi:

    ” I t’ü-küe (Turchi in cinese ndr.) sono un ramo particolare degli hsiung-nu. Il loro nome di famiglia era A-se-na (Ashina). Essi costituirono un’orda a parte ma, in seguito, furono vinti da uno stato vicino che sterminò tutta la loro famiglia a eccezione di un ragazzino di dieci anni. Tutti i soldati, vista la sua giovane età, non ebbero il coraggio di ucciderlo. Alla fine gli tagliarono i piedi e lo gettarono in un acquitrino pieno di erbe. Qui una lupa lo nutrì di carne. Così egli crebbe e si unì alla lupa che ben presto restò gravida. Il re, saputo che il ragazzo era ancora vivo, inviò di nuovo degli uomini per farlo uccidere. Questi, vedendo accanto a lui la lupa, decisero di abbattere anch’essa.
    Ma la fiera scappò su una montagna situata a nord del regno di Turfan. In quella montagna c’era una caverna, e nella caverna una grande pianura, coperta di erbe folte, che aveva un perimetro di parecchie centinaia di li ed era tutta circondata da alte cime. La lupa, rifugiatasi in quel luogo, mise al mondo dieci bambini. Questi, diventati grandi, presero da fuori delle donne che divennero madri. La loro discendenza scelse un nome di famiglia e uno di loro si chiamò A-se-na (Ashina).”

    Questo, il racconto cinese sul mito fondante dei Turchi, sul Roux a p.50

    Come possiamo osservare, nella turchizzazione del precedente mito wusun, non troviamo il Corvo, l’animale totem dei Wusun indoeuropei.
    Qui inoltre il principino, nutrito esclusivamente dalla lupa-balia, crescendo la ingravida.
    Sarà poi la lupa, sfuggita ai nemici del principino (che qui, verosimilmente viene ucciso), a rifugiarsi in una caverna, tra le alte montagne a nord della Turfan tocaria indoeuropea.
    Questa caverna dev’essere situata tra gli Altai, e così pure il meravoglioso paesaggio che la lupa trova all’interno della caverna.
    Una specie di eden della steppa, costituito infatti da un’estesa pianura erbosa situata tra alte montagne.
    Questo luogo mitico o semimitico potrebbe essere Ergenekon, al centro del sacro paese di Ötüken, forse la Valle dell’Orkhon in Mongolia, sede dei primi imperi turchi.
    Oppure potrebbe essere l’equivalente di Shambhala/Agarthi, di cui il Monte Beluga, tra gli Altai, viene considerato uno degli ingressi (la caverna sovracitata).
    Infine i dieci Figli della Lupa, numero che può avere significati totemici e sciamanici, forse simbolo di una lega di 10 tribù che si riconoscevano in un antenato comune, i Dieci insomma, divenuti uomini, riescono dalla Caverna, e calano sul Turfan indoeuropeo, prendendone delle donne come mogli, e generando gli Ashina, il clan imperiale dei Türük (552-744 d.C.).
    Ashina, che avrebbero costituito una sorta di super-aristocrazia delle steppe eurasiatiche tra Manciuria e Moldavia, e di cui un ramo cadetto, sarebbe stato il fondatore e classe dominante del Khanato Khazaro (VII-XIII sec. dopo Cristo).
    Quindi i khaghan khazari convertitisi al Giudaismo con gran parte del loro popolo, tra 740 e 800 d.C., potrebbero discendere dai Figli della Lupa, qui regnanti su Askhenaz/Khazaria!

  40. mirkhond says:

    A render più complessa la situazione, A-se-na/Ashina, nonostante il “sapore” nipponico, secondo i linguisti NON è un termine turco-mongolo, ma indoeuropeo, forse ricollegabile proprio ai Wusun/Asman/Asii/Issedoni.
    Insomma un bel casino (o una bella destrutturazione come direbbe il nostro Guido :) )…
    ciao!

  41. mirkhond says:

    Insomma, se fossi un mangaka, qui ce ne sarebbe di materiale per costruirci una bella saga d’animazione.
    Magari legata a quella di Lupin III.
    E di cui Mamet sarebbe il miglior regista-sceneggiatore…
    Chissà cosa ne uscirebbe…. ;)

  42. Moi says:

    Anche a “Piacenza Primogenita della Patria” venne affibbiata l’ a mitologia della Lupa …

    • habsburgicus says:

      beh, era colonia latina sin dal 218 a.C…batte Mutina di 35 anni (183 a.C) anche se quella era colonia romana, e Bononia di 29 anni (189 a.C)

    • PinoMamet says:

      La mitologia non lo so, ma le venne affibbiata di certo una statua della Lupa, di epoca fascista, che c’è ancora.
      Il monumento parla di qualcosa tipo “vigile scolta tra i barbari…”, sospetto si riferisca però ai parmensi comunisti-socialisti ;) più che ai Galli (la statua è proprio rivolta verso la via Emilia, direzione Parma, all’entrata di Piacenza); ricordiamoci che i “celtari” dovevano ancora essere inventati (fino a inizio anni Novanta la presenza celtica in Val Padana interessava solo qualche archeologo, sui manuali di storia delle scuole c’era solo qualche accenno giusto per dire che i Romani li avevano cacciati tutti).

      ciao!

  43. mirkhond says:

    Daouda, oggi in libreria ho dato un’occhiata al Re del Mondo di Guenon.
    Francamente mi sembra solo un coacervo di fumose fuffaggini senza capo ne coda….
    Non dice nemmeno dov’è collocata Agartha, se non ipotizzando il solito Tibet…..
    ciao!

    ps. ma il re (o principe nel Vangelo) del Mondo non è il demonio?

    • Francesco says:

      bella domanda

      il Principe di questo mondo per Gesù è il Demonio

      ma Gesù Cristo è il VERO Signore del mondo

      che assumerà in pieno i suoi poteri alla fine dei tempi, credo

  44. mirkhond says:

    Ma questa terra e questi cieli non finiranno, quando LUI finalmente tornerà?
    E dove li mettiamo i miliardi di morti che ci hanno preceduto? ;)

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