Roberto Giammanco

Il pomeriggio del 16 aprile, mi ha telefonato Alessandra per dirmi che Roberto Giammanco era morto.

La coraggiosa Maria Paola, che lo seguiva in questi ultimi giorni (vi avevo già raccontato qualcosa a proposito della gavetta di suo padre) aveva messo un DVD con una sinfonia di quel Beethoven che Roberto suonava da giovane. Poi si era allontanata un momento, e quando è tornata, Roberto aveva smesso di respirare.

Era una notizia che ci aspettavamo da un paio di mesi, eppure mi ha colto lo stesso di sorpresa: Roberto era un uomo talmente intenso, carico di tanto entusiasmo, affetto e curiosità che era difficile rendersi conto di come il suo corpo faticasse ormai a stargli dietro.

Come mi dice Maria Paola, Roberto Giammanco non voleva avere Gesucristi o preti o madonne, e non ci saranno cerimonie pubbliche di alcun tipo. Eppure Roberto aveva una profonda conoscenza del cattolicesimo – i suoi primi studi storici riguardavano l’ordine dei Gesuiti; e riusciva a comunicare perfettamente con i preti più intransigenti.

Ecco, Roberto era tutto qui. Faceva scelte forti, rinunciando al conforto sociale offerto da qualunque chiesa o partito; ma aveva una sorridente comprensione di chi viveva in modo opposto al suo, e questo lo distingueva radicalmente da tanti tetri antagonisti.

Per questo, avevamo in comune la passione delle storie. Me lo vedo con capelli e folte sopracciglia bianchi, la grande fronte e la mascella forte, mentre cucina con attenzione a tutti i dettagli – in queste cose era un autentico e fiero discendente della borghesia toscana – in sottofondo le Quattro Stagioni di Vivaldi, e racconta ridendo.

Di quando lui, ragazzo, guardava in cielo i bombardieri alleati che mitragliavano i contadini, della tristezza di Theodor Adorno, della ragazza sordomuta tra i ruderi della Germania distrutta, degli zingari del Trentino, dei contadini del Guatemala schiavi sulle piantagioni della United Fruit, dei miliziani del Middle West con i loro fucili, degli incontri con Malcolm X che presentiva la propria imminente morte, degli australiani ubriachi, dei campi palestinesi, dei telepredicatori miliardari e dei poverissimi snake handlers della West Virginia, delle sinfonie di musica classica, dei mercanti dell’Iran ai tempi della rivoluzione, della vita nell’Unione Sovietica, del prete che lo ospitava in uno stanzino con un crocifisso di grandezza più che naturale…

Prima che morisse, sono riuscito a vederlo un’ultima volta.

Non riusciva a parlare, ma mi fece un grande sorriso, quando gli raccontai del colore particolarissimo e luminoso della gatta grigia che condivide la casa in cui vivo.

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94 Responses to Roberto Giammanco

  1. mirkhond says:

    “Faceva scelte forti, rinunciando al conforto sociale offerto da qualunque chiesa o partito; ma aveva una sorridente comprensione di chi viveva in modo opposto al suo, e questo lo distingueva radicalmente da tanti tetri antagonisti.”

    Non era un fanatico. E questo è un grande dono che il Buon Dio però non da a tutti….
    Ora è nella Pace della Verità Eterna……

  2. Marcello Teofilatto says:

    Massimo Teodori lo considerava un “cattivo maestro”, in particolare per il “Dialogo sulla società americana”. Già questo basterebbe a renderlo simpatico. :-) Gli sia lieve la terra.
    Ciao da M.T. sr.

    • Francesco says:

      ergo mi tocca approfondire? se non fossi troppo pigro per essere discepolo di chicchessia, Teodori sarebbe il mio “maestro per gli Stati Uniti”

      sigh

      • Marcello Teofilatto says:

        Meno male che sei pigro, perché il “Dialogo” è fuori catalogo. :-) M.T. sr.

        • Ritvan says:

          —Meno male che sei pigro, perché il “Dialogo” è fuori catalogo. :-) M.T. sr.—

          E andare in biblioteca no? O dici che Francesco consideri le biblioteche pubbliche biekissime invenzioni staliniste:-) e se un libro non se lo può comprare, come Zio Sam comanda:-), rinuncia a leggerlo piuttosto che mettere piede in una biblioteca pubblica?!:-):-)

        • Marcello Teofilatto says:

          >E andare in biblioteca no?
          Dipende da quanto uno è pigro, fisicamente e/o intellettualmente. :-)
          >piuttosto che mettere piede in una biblioteca pubblica?!:-):-)
          Volendo, lo è anche la Library of Congress. :-)
          M.T. sr.

    • Moi says:

      Un “sunto”, senza neanche il superfluo “rias” :) … ce lo puoi fare ?

      • Marcello Teofilatto says:

        No, perché non l’ho letto. Ma conosco abbastanza Giammanco e Teodori per ipotizzare che, se non condivisibile, sia almeno interessante. Il mio commento non voleva entrare nel merito del libro, era più diretto alla figura dell’autore. Ciao da M.T. sr.

  3. Ritvan says:

    Riposi in pace anche lui.

  4. Robertino H. Giammanco says:

    Bravo Miguel! My father deserves these words, he was a great motivator and a voice of the oppressed! And quoting My Generale Maria Paula” Either you love him or you kill him”. So as a son, I Love My Father Roberto with all of my being.

  5. Ritvan says:

    —…Di quando lui, ragazzo, guardava in cielo i bombardieri alleati che mitragliavano i contadini,….
    Già, che spudoratezza mitragliare i contadini all’aperto dal cielo…vuoi mettere con quei galantuomini:-) di tedeschi che prima li rinchiudevano da qualche parte (p.es. una chiesa o una cava, tipo Sant’Anna di Stazzema e Fosse Ardeatine per intenderci) e poi li mitragliavano con comodo e in modo discreto, cribbio! (scusate la macabra ironia, ma quanno ce vo’ ce vo’).

    —della ragazza sordomuta tra i ruderi della Germania distrutta,—
    Per quale vile opera di sabotaggio demo-pluto-pippo-paperino-masson-giudaico-quella sordomuta era sfuggita al Glorioso Programma Di Pulizia Eugenetica Di Zio Adolfo?! (idem come sopra, sull’ironia)

    — degli zingari del Trentino,—
    Ma ce n’erano ancora, il sullodato Zio Adolfo non li aveva rinchiusi tutti nei lager? Ah, già, poi sono venuti i biekissimi yankees e li hanno liberati, mannaggia la miseria…(idem come sopra sull’ironia).

    — dei contadini del Guatemala schiavi sulle piantagioni della United Fruit,—
    Eh, già….ma dei contadini sovietici schiavi sulle piantagioni di Baffone nemmeno una parola, immagino…perché quelli mica erano “schiavi”, quelli erano I Proprietari Della Loro Terra e la lavoravano con infinita gioia, sotto i caldi raggi del Sol Dell’Avvenir, cribbio!:-):-)

    • PinoMamet says:

      ” Già, che spudoratezza mitragliare i contadini all’aperto dal cielo…vuoi mettere con quei galantuomini:-) di tedeschi ”

      C’è una differenza tra i due comportamenti: i tedeschi nei casi da te citati uccisero per rappresaglia; gli alleati dell’esempio di Giammanco, senza motivo.

      Per inciso non dubito affatto della veridicità dell’episodio, visto che (come ebbi a ricordare in tempi non sospetti su questo stesso blog) una mia parente, sfollata, fu fatta oggetto di mitragliamento proprio in questo modo, anche se riuscì a salvarsi (non so se anche gli altri che erano in strada con lei)

      ciao!

      • Ritvan says:

        —C’è una differenza tra i due comportamenti: i tedeschi nei casi da te citati uccisero per rappresaglia; gli alleati dell’esempio di Giammanco, senza motivo. PinoMamet—
        Eh, già, e magari i morti per rappresaglia avranno gradito molto tale differenza, vero?:-).
        Ironia macabra a parte, non mi pare che i bombardamenti/mitragliamenti aerei sui civili li abbiano inventati gli amerikani, pertanto cercare il pelo esclusivamente nel loro uovo lo trovo un’operazione di bassa propaganda.

        —Per inciso non dubito affatto della veridicità dell’episodio, visto che (come ebbi a ricordare in tempi non sospetti su questo stesso blog) una mia parente, sfollata, fu fatta oggetto di mitragliamento proprio in questo modo, anche se riuscì a salvarsi (non so se anche gli altri che erano in strada con lei)—
        Nemmeno io dubito, però vorrei ricordare sommessamente che PRIMA il Glorioso Alleato Tetesko Coi Baffetti aveva trattato nello stesso modo gli abitanti di una cittadina britannica chiamata Coventry, nonché gli sfollati di Londra. Dici che la rappresaglia trasversale:-) e ritardata non vale?!

        Ciao

        P.S. Avrei preferito che tu avessi lasciato la difesa della Molto Onorevole:-) Rappresaglia Teutonica a qualche kamerata….

        • amousonny says:

          Kamerata a rapporto!

          Il mito dei bombardamenti alleati sui centri urbani come rappresaglia per la distruzione di Coventry gode ancora di molta salute, vedo.

          Nei fatti furono i Britannici a cominciare, bombardando i centri tedeschi.

          Non ne traggo conclusioni o giudizi di merito, e non faccio revisionismo. Lo dico per precisare.

          Saluti fascisti!

        • PinoMamet says:

          Non ho difeso alcuna rappresaglia, ho solo fatto un distinguo.

        • Ritvan says:

          —Kamerata a rapporto! amousonny—
          Eia, eia…mavalà!:-)

          —Il mito dei bombardamenti alleati sui centri urbani come rappresaglia per la distruzione di Coventry gode ancora di molta salute, vedo.—
          Non solo di Coventry e non è un mito.

          —Nei fatti furono i Britannici a cominciare, bombardando i centri tedeschi.—
          Minchia, ma allora anche quello della “battaglia d’Inghilterra” non è altro che un mito:-): in realtà erano le squadriglie aeree inglesi a scorrazzare sulla Germania a partire dall’agosto del 1940, per preparare l’invasione della Germania da parte delle truppe inglesi, cribbio!:-)
          Comunque, per la precisione, il 24 agosto del 1940 alcuni aerei tedeschi bombardarono Londra (per “errore” dicono i kamerati, zio Adolfo non aveva dato la sua approvazione in carta da bollo:-)) e solo in seguito a questo il 25 agosto ci fu per ritorsione il bombardamento di Berlino da parte della RAF.

          —Non ne traggo conclusioni o giudizi di merito, e non faccio revisionismo. Lo dico per precisare.—
          Anch’io. Vedi sopra.

          —Saluti fascisti!—
          A noi!:-)

          P.S. Mi risulta che nella suddetta battaglia aerea d’Inghilterra abbiano partecipato anche circa 180 aerei italiani, con piloto italiani, inviati dal DVX all’amico baffetto. Glielo dici tu al kompagno Pino, che si lamenta per le ritorsioni alleate di poi?:-)

        • PinoMamet says:

          - non mi sto “lamentando” delle “ritorsioni” alleate, che dubito fossero ritorsioni (non credo che il pilota statunitense, brasiliano o, che so, neozelandese, sparasse sugli sfollati italiani per ritorsione di Coventry o della battaglia di Inghilterra);
          – al contrario sto distinguendo due comportamente diversi, ugualmente spregevoli ma che non si giustificano a vicenda
          -lo faccio proprio perché tu per primo hai iniziato a usare questa logica assurda della comparazione giustificativa (“gli alleati mitragliavano i civili, MA ALLORA lo facevano anche i tedeschi…”) come se un comportamento potesse giustificarne un altro.

          Per inciso, risultava anche a me che nel corso della cosiddetta battaglia d’Inghilterra furono appunto glli inglesi a decidere di colpire per primi sulle città tedesche, o che la cosa avvenne in parte per sbaglio, ma ricercherò.

        • Ritvan says:

          —Non ho difeso alcuna rappresaglia, ho solo fatto un distinguo. PinoMamet—
          Naturalmente “difesa” era solo un modo di dire.

          — non mi sto “lamentando” delle “ritorsioni” alleate, che dubito fossero ritorsioni (non credo che il pilota statunitense, brasiliano o, che so, neozelandese, sparasse sugli sfollati italiani per ritorsione di Coventry o della battaglia di Inghilterra)—
          A parte il fatto che il neozelandese aveva come capo di Stato il re d’Inghilterra (Commonwealth, do you know?:-) ) e pertanto si può presumere che si comportasse come inglese, ma tu sei sicuro che anche i piloti brasiliani partecipassero al tiro al contadino italico?!

          — al contrario sto distinguendo due comportamente diversi, ugualmente spregevoli ma che non si giustificano a vicenda.—
          Non ho detto che si giustificano: ho detto che menzionarne solo uno di essi è segno di FAZIOSITA’.

          —-lo faccio proprio perché tu per primo hai iniziato a usare questa logica assurda della comparazione giustificativa (“gli alleati mitragliavano i civili, MA ALLORA lo facevano anche i tedeschi…”) come se un comportamento potesse giustificarne un altro.—
          “Logica assurda giustificativa” ‘n par de ciufoli, se permetti il dotto francesismo:-). Vedi sopra sulla FAZIOSITA’.

        • PinoMamet says:

          Ah ma lo sapevo già che eri fazioso.

        • Ritvan says:

          —Ah ma lo sapevo già che eri fazioso. PinoMamet—
          Ecco, bravo, hai fatto bene a dire il fatto suo alla figura che ti appare allo specchio, cribbio!:-)

  6. Moi says:

    A proposito di Iran : stanno avvenendo da giorni dei terremoti sotto le centrali nucleari …

  7. Peucezio says:

    Non so quasi nulla di Giammanco, mi pare di ricordare proprio un lungo testo, che apprezzai, sugli Stati Uniti e i neri, propostoci da Miguel qui nel blog.
    Ma in ogni caso, per quello che può valere, mi unisco volentieri a Miguel nell’onorare un suo amico (che per essere tale avrà avuto senz’altro qualcosa di speciale) e gli sono solidale nel vuoto della perdita.

  8. Per Amousonny

    “Il mito dei bombardamenti alleati sui centri urbani come rappresaglia per la distruzione di Coventry gode ancora di molta salute, vedo.”

    Più che altro, trovo demenziale l’idea che un sedicenne che girava le campagne vicino a Firenze nel 1944, avrebbe invece dovuto trovarsi a oltre cento chilometri, a Sant’Anna di Stazzema.

    Oppure che avrebbe dovuto trovarsi nell’URSS di Stalin nel 1938 (cioè a dieci anni) anziché in Guatemala negli anni Settanta.

    • amousonny says:

      Io trovo assurdo che si cerchi di giustificare un crimine (il bombardamento dei civili tedesche|la rappresaglia indiscriminata sui civili italiani) citando un crimine precedente. E questo non solo da parte dei governi, che lo fanno per chiari motivi di immagine, ma anche da parte dei comuni cittadini ovvero da parte delle potenziali vittime di questo gioco al massacro.

    • Ritvan says:

      —Più che altro, trovo demenziale l’idea che un sedicenne che girava le campagne vicino a Firenze nel 1944, avrebbe invece dovuto trovarsi a oltre cento chilometri, a Sant’Anna di Stazzema. Miguel Martinez—
      E io trovo demenziale l’idea che uno debba per forza scrivere solo di cose che ha visto coi propri occhi.

      —Oppure che avrebbe dovuto trovarsi nell’URSS di Stalin nel 1938 (cioè a dieci anni) anziché in Guatemala negli anni Settanta.—
      Idem come sopra. Con l’aggiunta che poteva andare a vedere con comodo anche le condizioni di SCHIAVITU’ dei contadini sovietici, sai Baffone è morto nel 1953 e in quel periodo il tuo amico non aveva più 10 anni, no?

  9. Francesco says:

    Vabbè, faccio il bieco tecnicista: non può essere stato un bombardiere a mitragliare chicchessia, perchè quelli volavano alto e in formazione. E manco potevano manovrare in modo da inseguire un civile

    Invece un cacciabombardiere, un ricognitore armato, un caccia con sotto una bombetta tanto per gradire sono candidati ottimi

    E credo che la psicologia dell’aviatore alleato comprendesse molto bene il tiro al bersaglio “nemico” con ben poche discriminazioni

    Il che non toglie che preferisco lo stesso gli alleati ai fascisti, ai nazisti, ai comunisti

    Ciao

  10. MOI says:

    Scusate, ma dilà il post “l’ ha asrè” … ;)

  11. MOI says:

    Si notino le due tendenze contraddittorie di arcaismi da rispolverare e neologismi artificiosi :

    http://www.bulgnais.com/neologismi.html

    http://www.bulgnais.com/lessico.html

    Fra l’ altro, come ammettono essi stessi, “al giaz’arén” per “al frigo” NON è esatto proprio perché le “ghiacciaie” a cui si rifanno NON erano elettriche.

    Dall’altra parte, è quanto mai grottesco voler tradurre termini dell’ Era Digitale in un idioma che era già in profonda crisi ai tempi dell’ Era dell’ Acciaio … perché profondamente legato al Mondo Contadino dell’ Agricoltura NON Meccanizzata.

    Comunque, reitalianizzando, “snadrazzare in internet” (da “anàdra” o “nadra” … anatra) è bellissimo … purché lo si intenda comicamente !

    • MOI says:

      In realtà il primno significato di “ṡnadrazèr” è “giocare in acqua”, riferito ai “cinni che si divertono” … come descrizione dei nonni.

  12. MOI says:

    NON so se è un fake il manifesto di propaganda leghista _ si fa per dire _ ” di Mauricius ” … fatto sta che ai Leghisti piace essere parossiostici, in modo tale che nessuno possa satireggiarli mediante caricature.

    Anche Berlusconi e Padre Livio nonché Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack sono così, cioè amano il parossismo e l’ eloquenza efficacissima di un’ immagine grottesca in partenza … ognuno con le proprie idee e morivazioni ovviamente.

    La smània di politically correct “scandalizzata” è successo mediatico garantito !

  13. MOI says:

    I Leghisti però NON fanno Dualismi Comportamentali, come questi qua :

    http://www.youtube.com/watch?v=yD3c0O5lUts

    anzi, delle due sono più beceri e sboccati loro (!) degli “Extra” …

    • MOI says:

      ** Ad esempio **

      Questa (già vista una volta) è una canzone vera (!) leghista (!) con tanto di retrodisgusto :) blasfemo che dà l’aura di “trasgressione” …

      http://www.youtube.com/watch?v=H6Hckqi1TZI

      l’ autore ho scoperto essere un certo Davide Vanberbisuz (probabilmente nome d’arte) di Como … che pare che abbia già messo a segno almeno un paio di album alla siae !

      —–
      Nessun Autore Satirico di Sinistra Malevolo sarebbe mai giunto a ‘sti livelli mediante caricaturizzazione !

    • MOI says:

      A dire il vero, anche se magari NON evoca né gulag né lager, la gente che lamenta il posticino meraviglioso rovinato dal turismo di massa, o guarda (o guardava, vista la crisi …) con sommo disprezzo l’ autostrada piena di popolaccio che va al mare o a sciare nello stesso periodo.

      …. è RadicalChic (termine socioeconomicoantropologicamente esatto, piaccia o no !) de ssSinistra. L’ ultima a pestare una pupù ; del genere, che io ricordi, è stata Franca Valeri da Fabio Fazio.

      Invece il BieKiSSimo Silvio, che è rimasto del popolo, al massimo in queste occasioni scandalizza le Femministe i Femministi raccomandando ai Giovani (e NON) Italici di rimorchiare _ in Romagna, ma anche la Lago di Garda _ delle Belle Tedeschine alla faccia della Kulonen Inkiavabilen. :)

    • MOI says:

      A dire il vero, anche se magari NON evoca né gulag né lager, la gente che lamenta il posticino meraviglioso rovinato dal turismo di massa, o guarda (o guardava, vista la crisi …) con sommo disprezzo l’ autostrada piena di popolaccio che va al mare o a sciare nello stesso periodo.

      …. è RadicalChic (termine socioeconomicoantropologicamente esatto, piaccia o no !) de ssSinistra. L’ ultima a pestare una pupù ; del genere, che io ricordi, è stata Franca Valeri da Fabio Fazio.

      Invece il BieKiSSimo Silvio, che è rimasto del popolo, al massimo in queste occasioni scandalizza le Femministe i Femministi raccomandando ai Giovani (e NON) Italici di rimorchiare _ in Romagna, ma anche la Lago di Garda _ delle Belle Tedeschine alla faccia della Kulonen Inkiavabilen. :)

  14. MOI says:

    Questo NON è un Malevolo Comico Sinistroide che fa la caricatura :

    http://www.youtube.com/watch?v=bA-f9i8DYmk

    http://www.youtube.com/watch?v=OdmLuZXb0Ak

    … ma in Italia esiste il concetto di “Folklore Politico”.

  15. mirkhond says:

    Moi

    A parte questa merda razzista, hai invece sentito di un certo Davide Brunati di BOLOGNA, che pure lui posta video demenziali?

    • MOI says:

      @ MIRKHOND

      Avevo letto qualcosa sul Carlino on-line … in pratica prima si vantava tra video e blog demenziali di aver frequentato delle prostitute, sia via internet che in strada, e poi di aver tentato una carriera da gigolò, ma … a un certo punto è incappato in brutti giri di “favoreggiamento” (con una nota legge ipocrita e avulsa dalla società e dal fenomeno dell’ immigrazione che non di rado fa più danno che bene) ed era finito agli arresti domiciliari. Insomma, mi è sembrato “un povero diavolo”, per dirla con un’ espressione un po’ “vintéig’ ” ;)

      Altro non so.

  16. Peucezio says:

    Anch’io devo sconfinare qua dentro, perché l’altro “post” è chiuso.

    Mirkhond
    “Non è che i razzisti manchino nella lega. Soprattutto nel Veneto…..”
    Su questo non ci piove. Ma troppi stereotipi insieme in una frase così sgrammaticata mi suonano fasulli, non perché non siano coerenti con un determinato sentimento, ma perché lo sono troppo.

    Pino,
    grazie dei complimenti :-)
    In realtà sui dialetti galloitalici (e veneti) mi piacerebbe saperne di più, perché li ho sempre un po’ trascurati, ma sono interessantissimi anche loro.
    Conosco discretamente il milanese e ho presente le differenze fondamentali coi dialetti lombardi orientali, ma non vado molto oltre.
    Non ho idea per esempio del livello di variabilità a livello micro-spaziale, cioè quanto cambino i dialetti da un paese a quello vicino nelle varie zone. Se per esempio i dialetti dei paesi intorno a una città sono solo delle varietà del dialetto cittadino o, come accade in molte zone del sud, dei dialetti pienamente a sé stanti.

    • MOI says:

      @ PEUCEZIO

      Il Bolognese in effetti ha tendenzialmente una fonetica particolare e “isolata” che lo rende probabilmente un po’ più ostico degli altri dialetti della regione … per cui l’ idea in sé di fonetizzarlo ha più senso che per altri.

      Però è verissimo anche quel che dice Pino: il tasso di variabilità del Bolognese è _ o è stato_ enorme, sia per zone pochissimo estese che per ceti, con fortissime commistioni e italianizzazioni a partire fin dai primi Anni Cinquanta … per distinguere “lo mando” da “il mondo” magari prima si scriveva “al mànd” e “al màond” , per “cugino” e “cuscino” si scriveva “cusén” e “cussén” alla buona. Ma se qualcuno scriveva “al màund” o perfino ;) “al mònd” faceva lo stesso.

      L’ alfacismo emergeva lo stesso in parole come “scalàtta” per “scaletta” … “pesce” e “passo” magari erano “pass” e “pàs” affidandosi al contesto.

      E così via. Comunque il lavoro certosino che hanno fatto “al Ponte della Bionda” lo ritengo ammirevole per zelo e tenacia. Certo, fa un po’ sorridere la grammaticalizzazione che scrivere _ semplifico_ “el gàti” per “le gatte” va bene ma “le vacche” deve essere “el vàch”, perché sennò “el vàchi” è un erroraccio. Anche perché magari incontri un umarèll dialettofono che nel suo paesino di campagna da cui è originario hanno sempre detto tutti proprio “el vàchi”.

  17. catrafuse says:

    Să-i fie țărâna ușoară

  18. MOI says:

    @ PEUCEZIO

    Questa è considerata la canzone dialettale di Mingardi più significativa :

    http://www.youtube.com/watch?v=Uup_2DUlEcw

    … altro che Zecharia Sitchin ! ;) :)

    • Peucezio says:

      Carino.
      Ma anche questo sembra un dialetto abbastanza largo (a parte che alternava con l’italiano).

    • PinoMamet says:

      Rimango al giudizio di Moi che è bolognese, ma a me da emiliano non sembra particolarmente “largo”…
      può essere che l’errore sia mio comunque

      (cioè, visto che mi sembra che più o meno la gente parli così anche qua, lo identifico come dialetto “normale”; ma magari mi sembra che la gente parli così anche qua proprio perché il brano in oggetto ha perso delle specificità bolognesi. Non so…)

      • Moi says:

        Il Bolognese “stretto” ha cessato di esistere con le prime radio (!) in ogni casa …

      • Peucezio says:

        Io conosco davvero pochissimo i dialetti emiliani, ma la percezione di dialetto “largo” è di carattere lessicale, cioè sento molte parole simili all’italiano o italiane dialettizzate. Forse è a causa degli argomenti delle canzoni.
        D’altronde si tratta pur sempre di un dialetto cittadino, quindi è abbastanza normale che non ci sia un linguaggio legato alla cultura materiale rurale preindustriale, fatto di parole incomprensibili per chiunque abita oltre un raggio di una trentina di chilometri o ha meno di ottant’anni.

        • PinoMamet says:

          ” ma la percezione di dialetto “largo” è di carattere lessicale, cioè sento molte parole simili all’italiano o italiane dialettizzate
          […]
          D’altronde si tratta pur sempre di un dialetto cittadino…”

          ma no, ti posso assicurare che si tratta di dialetto, come dire, normalissimo;
          e che quello che si sente nei più sperduti paesini è esattamente lo stesso, lessicalmente.

          Oh, non è che gli emiliani parlino ostrogoto, eh?
          Sempre Italia è…
          ;)

        • PinoMamet says:

          Beh visto che questo è un blog colto, postiamo anche questa va':

          http://www.youtube.com/watch?v=SdD-RAYfZks

        • Peucezio says:

          Allora dev’essere il bolognese in sé che non è così ostico. Il modenese di Guccini che traduce la Tieta mi sembrava ostrogoto davvero…

        • PinoMamet says:

          Devo dirti la verità che il modenese di Guccini mette in difficoltà anche me, a tratti quasi più del catalano di Serrat (davvero!); non so se è una cosa lessicale o di pronuncia, suppongo un po’ tutte e due e anche che a Guccini piace arcaizzare e cercare le voci rare, può darsi c’entri un filo anche questo…

        • MOI says:

          Per me è una questione prosodica … Guccini parla “bofonchiato”, il Modenese non c’entra.

          La canzone in Modenese più famosa tra i NON GalloItalofoni è senz’altro questa :

          http://www.youtube.com/watch?v=oxlFxYkHjzM

          “An m’in ceva un caz”
          MCR

          Libera ;) Traduzione di :

          “The Great Song of Indifference”

  19. MOI says:

    Tornando all’ “Inglese locale”, se si scrivesse ognuno come lo propnuncia, mi verrebbe da dire che per il “the” … il “de” rende meglio una pronuncia angloamericana e il “ze” una britannica, a seconda di come voglia parlare il non-madrelingua. C’ è gente non-madrelingua che per dire “potenza” dice “pàua” anzicché “pàuèr” apposta perché trova più figo l’ angloamericano del britannico. Va be’ … “meglio” è troppo; diciamo “meno peggio”.

    ** Ad esempio, una Prof Britannica indicava ‘sta oramai vecchissima canzone come buon esempio di accento britannico … senza scimmiottare l’ americanazzo cafone usano.

    http://www.youtube.com/watch?v=uPudE8nDog0

    • Marcello Teofilatto says:

      L’ho riascoltata volentieri. Grazie e buona domenica! :-)
      M.T. sr.

    • PinoMamet says:

      Ma perché, perché Dio ha creato gli anni Ottanta? Epoca stilisticamente più brutta non credo sia mai esistita…
      (tranne il Settecento! parruccone incipriate e merletti vanno oltre la mia capacità di sopportazione, ma perlomeno la musica era bella ;) )

  20. mirkhond says:

    Però anche la musica degli anni ’80 era bella….

    • MOI says:

      Quella degli Anni Ottanta è accusata dai Casapoundini di avere infrociato lo Spirito Guerriero dei Giovani …

      Quella degli Anni Novanta penso che sia stata la peggiore … troppo truzza !

      Tutta la Pop dopo il 2000 ha sostanzialmente reinventato gli Ottanta nel Commerciale e i Settanta nell’ Impegnato … di base, almeno.

      • PinoMamet says:

        I casapoundini sono cretini e si sa;

        ma per me la musica degli anni Ottanta sono quelle terribili tastierine elettroniche che adesso manco alla festa dell’asilo, ma all’epoca sembravano l’avanguardia; ritornelli elementari con quattro accordi, i cantanti uomini con il ciuffo e quelle voci bruttissime, da yuppie più che da cantante, perché tanto non c’è mica bisogno che sai cantare, basta un testo cretino e un paio di effettini (ridicoli sentiti/visti adesso… era l’epoca in cui comincia il videoclip a diventare davvero strumento di diffusione della canzonetta).

        Insomma lo sputtanamento totale della ricerca seria, pioneristica, visionaria, colta, degli anni Settanta sulla musica elettronica; l’abbandono (per fortuna momentaneo, ma completo) della ricerca sulla voce e anche sui testi, con poche eccezioni; la prostituzione totale alla logica commerciale;
        e nella stragrande maggioranza dei casini, risultati artistici degni della damnatio memoriae, come logica conseguenza.

        • Moi says:

          Il Pugile (!) Bernard Hopkins sul Mito SuperMacho Contemporaneo :

          http://www.youtube.com/watch?v=SDRkTr15gZs

        • Roberto says:

          U2, queen, dire straits, rem, metallica, Prince, bad,…insieme ad un infinita serie di cose straordinarie!

          Occasione Secolare di Massimo Disaccordo con Pino sugli anni 80.

          La fine della musica inizia con le boys band degli anni 90, direi dai take that in poi

        • PinoMamet says:

          Sarà perché nessuno dei gruppi/artisti che citi rientra miei gusti più personali (anche se tutti più che validi, per carità) e quindi per un fatto di ignoranza mia, ma non mi viene mai da associarli agli anni Ottanta…

          ma in effetti c’hai ragione anche te!

        • Marcello Teofilatto says:

          D’accordo con Roberto. Aggiungerei almeno Tears for Fears, Depeche Mode, Yello e la NWOBHM (New Wave Of British Heavy Metal: Saxon, Motorhead…). M.T. sr.

    • Francesco says:

      a memoria, gli U2, il migliore Bruce, la giovane Houston, ed è solo un pò di robetta americana

      forse erano meno validi gli italiani all’epoca

      in cambio quanto a politici e papi si stava benissimo! tolti gli italiani, ov cors

      • Francesco says:

        pardon, in lingua inglese, ce lo so che i U2 sono irlandesi!!!

        quegli eccezionali cafonazzi-checche dei Queen, altro che l’Arcigay

        e i REM, che io metto al primo posto, anche se sono culattoni e comunisti

        e un Michael Jackson mica male

        per non parlare del cinema dell’epoca! vero Pino?

  21. mirkhond says:

    Posso concordare sulla cozzalità dei cantanti e del loro abbigliamento e le loro acconciature dai “mohicani”.
    Posso concordare che oltre il 90% dei video (ma anche quelli di oggi) sono un vero schifo.
    Io poi, sono contrario al video. La musica si deve ASCOLTARE e non vedere come fosse un film….
    Però il video (e la canzone) Love Resurrection di Alison Moyet è bello.
    Come molte delle canzoni dell’epoca.
    Almeno per me che, non capendo una parola, le ascolto come una liturgia orientale…
    Del resto non fu Pelù a dire che la musica ti fa capire ciò che VUOI capire?
    ciao!

  22. Moi says:

    Eh, ma gli Anni Ottanta ci hanno dato anche Alessandra Mussolini (no, non è mica un’ omonima !) che cantava in Giapponese e un pochino in Inglese :

    http://www.youtube.com/watch?v=4y8jfO0canU

    … l’avranno assoldata dei Nostalgici dell’ Asse Roma-Berlino-Tokyo ;)

    • mirkhond says:

      Ma tutte tu le scovi queste…..particolarita? ;)
      Non sapevo che la Mussolini sapesse il Giapponese….

      • Moi says:

        Per me le avranno dato un testo in “romaji” e basta … in fondo il Giapponese, a parte un fomema “u” chiusissimo e una “r/l” poco distinte ha una fonetica sillabica molto simile proprio all’ Italiano standard.

  23. Peucezio says:

    Moi, ma com’è che il tuo nickname compare un po’ amiuscolo e un po’ minuscolo?

  24. MOI says:

    @ PEUCEZIO

    A proposito di “prosodìa” bolognese …

    http://www.youtube.com/watch?v=4xuRp2HkdlA

  25. MOI says:

    Bon, passi pure Napolitano Bis … ma Giuliano Amato Premier spero di no !
    … A che titolo poi ? … Va be’, a parte _ come dicono alcuni_ di Servo del Bilderberg, della UE, della Goldman-Sachs e della Deutsche Bank. ;) :)

    • Francesco says:

      è il doppio più intelligente della media dei politici su piazza basta?

      non che io sia diventato socialista in tarda età ma non vedo molti migliori di lui

      o volete la Gabanelli premier?

      :)

  26. mirkhond says:

    E’ un altro golpe bianco.
    Come nel 1992-94 e nel 2011….
    Niente di nuovo all’ombra dello zollverein eurobanksteristico….

  27. Moi says:

    @ Mirkhond

    Questa è trascritta (in modo strano) e la traduzione “fila”, anche se sicuramente non è in perfetto sincrono dei testi, in fondo _ fonetica a parte _ sono lingue diversissime …

    http://www.youtube.com/watch?v=cwVMvOZf3TI

    PS

    Come anime non mi è mai piaciuto … violenza parossostica _ con qualche brevissimo intervallo di amori platonici in cui uomini che valgono da soli più di un intero esercito non osano confessare i propri sentimenti per paura di diventare deboli, un classico :) _ fino al grottesco.

    • Peucezio says:

      Comunque a orecchio la parentela con le lingue altaiche, supposta da una parte dei linguisti, pare di sentirla. Come suoni ricorda il turco.

      • mirkhond says:

        Concordo.
        Anche a me, ascoltando il Giapponese, mi sembra foneticamente affine alle lingue Turche.
        Del resto pare che il gruppo protogiapponese che tra IV secolo a.C. e VIII secolo d.C., dalla Corea, invase in più ondate, l’arcipelago nipponico, cacciando, annientando o assorbendo gli Ainu europoidi della Cultura Jomon, nel gruppo protogiapponese dicevo, pare fosse presente una componente altaica, tungusa.
        Stando almeno ad Edwin O. Reischauer, ambasciatore Usa in Giappone e storico della civiltà giapponese.
        Osservando poi i loro anime, fin da ragazzino vi ho sempre scorto qualcosa di centroasiatico.
        Impressione rafforzatasi dalla visione degli affreschi del Turkestan cinese, raffiguranti i Tocari, indoeuropei vestiti con fogge asiatiche e che ricordano molto i giapponesi dei cartoni animati, soprattutto di quelli della nostra infanzia….
        ciao!

    • PinoMamet says:

      Non posso dire niente sulla traduzione, ma la traslitterazione è davvero strana: sembra fatta rigorosamente “a orecchio”, infatti la R viene resa a volte con L a volte con R
      (in giapponese non esiste la L in teoria, solo una R un po’ strana… ), la W viene resa a volte con V (altra roba che in giapponese teoricamente non esiste) e sospetto qualche volta anche con B…
      (la W giapponese è quasi una semiconsonante, molto veloce); gli accenti sono quelli che si sentono nella canzone (non so se corrispondano esattamente a quelli del parlato… anche in italiano capita di ascoltare cose tipo “non vuoi stare a sén-tirééé…”, gli 883 erano dei veri specialisti degli accenti sbagliati ;) ) e il tutto è reso con grafia italiana…

      lo strano è che viene data la traduzione, quindi immagino ci sia lo zampino di qualche nippo-italiano che conosce il testo ma non la traslitterazione ufficiale (può sembrare strano, ma ho delle dispense di kendo fatte da un tizio giapponese scritte proprio così…) oppure che la traduzione sia stata raccattata altrove e poi messa sotto il testo trascritto a orecchio.

      ciao!

      • Moi says:

        E va be’, Pino … vuoi che dei simpatici bifolcotti di Pavia parlino con una dizione toscaneggiante ?!

        —————-

        Secondo me dei Turchi “normali” (magari di Istanbul e quindi abituati al Turismo da tutto il Mondo) pensano che il Giapponese suoni simile all’ Italiano …

        …… A proposito, chi mi spiega l’ennesima cazzata giornalistica dei “Giovani Turchi del PD” [sic] ?!

        … Cosa c… zzo significa ?! Mi sa che certa gente non fuma solo “bionde” ;) !

        • PinoMamet says:

          “E va be’, Pino … vuoi che dei simpatici bifolcotti di Pavia parlino con una dizione toscaneggiante ?!”

          Ma non era una cosa di dizione, era proprio una faccenda di metrica!

        • Ritvan says:

          —… A proposito, chi mi spiega l’ennesima cazzata giornalistica dei “Giovani Turchi del PD” [sic] ?!… Cosa c… zzo significa ?! Moi—
          Cosa c’è da spiegare? Comunque, ti copincollo dalla voce “Correnti del PD” della Sacra:-) Wiki:
          “Rifare l’Italia (Giovani Turchi).
          Giornalisticamente conosciuti anche come Giovani Turchi, appellativo che tuttavia i suoi esponenti rifiutano, è la corrente di sinistra, con posizioni socialdemocratiche, anti-blairiane e anti-liberiste, in netto contrasto con Matteo Renzi.
          Il gruppo nasce nel 2010, ma si organizza successivamente nel 2011 con la creazione dell’associazione omonima, Rifare l’Italia.
          E’ composto dai giovani bersaniani, fedelissimi del Segretario Bersani, come il Responsabile Economico del PD Stefano Fassina, il Responsabile per la Giustizia Andrea Orlando, il Responsabile alla Cultura Matteo Orfini e l’europarlamentare Roberto Gualtieri…”

          —Mi sa che certa gente non fuma solo “bionde”!—
          Dici che fuma più di un turco?:-) E chi fuma più di un turco? Un cinese. E come mai? Perché è un fumatore doppio!:-) (scritto, però, “d’oppio”:-) ).

          P.S. Scherzi e battute surreali a parte, la definizione “Giovani Turchi” per dei fedelissimi del Sult…pardon:-), del Segretario in carica, anch’io la trovo castroneggiante e nient’affatto rispondente alla verità storica del movimento turco degli inizi del XX secolo.

  28. Per Ritvan

    “E io trovo demenziale l’idea che uno debba per forza scrivere solo di cose che ha visto coi propri occhi.”

    Cioè, tu trovi demenziale il fatto che Roberto, quando raccontava episodi della propria vita in privato (mica sono cose che ha scritto, sono cose che ha raccontato a me), raccontasse cose che aveva visto con i propri occhi?

    Quando scriverò la vita di Ritvan, non dimenticherò di metterci la tua partecipazione allo sciopero dei minatori dell’Ohio nel 1884.

    • Ritvan says:

      —Quando scriverò la vita di Ritvan, non dimenticherò di metterci la tua partecipazione allo sciopero dei minatori dell’Ohio nel 1884. Miguel Martinez—
      No, perché sarebbe un palese falso, visto che nel 1884 non era nato neanche mio padre. Però, potresti imbastire tutto solo sui commandos armati inviati dai biekissimi:-) USA nell’Albania di Hoxha a sabotare la costruzione della Gloriosa Repubblica Socialista, cribbio!:-)

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  34. Con mio sommo rammarico ho appreso con ritardo la scomparsa di Roberto, persona di grande umiltà, dignità, e disponibilità. Serbo di lui un affettuosissimo ricordo, proprio di questa sua umana disponibilità. Agli inizi degli anni ’90 lo contattai per ottenere un giudizio su un romanzo storico che avevo scritto sulla figura di Malcolm X, e lui mi invitò a casa sua, a Roma, ed io da Napoli corsi immediatamente poiché al suo cospetto mi vedevo una pulce. Mi accolse nel primo pomeriggio, con enorme gentilezza e affabilità, avvertendo il mio disagio di fronte alla sua autorevole presenza. Gli dissi che avevo letto e riletto l'”Autobiografia” che egli aveva curato e lui prese a cuore la supervisione del mio romanzo. Dopo qualche tempo mi telefonò ed io tornai a Roma, e mentre rimuginavo su ciò che mi aveva saggiamente riferito me ne ritornai a Napoli carico di buoni consigli e complimenti che ebbi. Grande persona, ci mancherai, Roberto!

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