Los Nadies

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57 Responses to Los Nadies

  1. Moi says:

    Bellissimo “mural”, sarebbe interessante anche vedere anche _ dai Fratelli Goncourt a Enrico Brizzi : -) attraverso Jorge Amado* _ come los Nadies siano stati idealizzati dagli Intellettuali FintoPoveri (molto “finto” :) !) che hanno voluto raccontarli !

    *
    Pare che quest’ultimo, pur essendo comunista, riuscisse a non idealizzare il mondo di un’umanità estremamente abrutita delle favelas brasiliane e della cultura “afro-mestiça” delle fazendas che ha saputo raccontare.

  2. nic says:

    Los nadie que no tienen comandancia, sino subcomediantes.

    PD: finalmente un Dazibao optimista ya que ni siquiera son recursos humanos: desechos sub-humanos o recursos (fundraising) naturales.

  3. Guido says:

    Sono versi che toccano, che dispongono a sentire il peso delle umiliazioni che gli “ultimi” sostengono, spesso senza nemmeno avere parole adeguate per descrivere ferite impresse come una seconda pelle, parole che rendano possibile mostrare il semplice fatto che una schiena dolorante non è una gratuita fatalità.

    Nei versi di Galeano si sente una profonda armonia tra sentimento e messaggio. E’ una poesia così bella, così compiuta, che qualsiasi parola in più stonerebbe, sarebbe ridondante.

    Forse è proprio questa l’arte da affinare: intessere versi che possano rappresentare i “nessuno” che noi stessi siamo, consumati da mediocri consumi fabbricati per noi da schiere sterminate di sottouomini tenuti a debita distanza dalle nostre città malamente sterilizzate.
    Sono necessarie parole per descrivere i “miserabili” che siamo, anche quando possiamo permetterci di passare un pomeriggio in un centro commerciale, quando possiamo riempire lo stomaco di schifezze velenose, quando ci diamo al turismo viaggiando in sicurezza (così crediamo) in posti che non prevedono avventure, quando ci reputiamo colti perché leggiamo i giornali…
    Servono parole capaci di sciogliere i cuori induriti da rancorose e fasulle identità, di risvegliare le anime assopite di quelli che temono di essere contaminati dalla presenza di incomprensibili alieni.

    Non c’è un “altro” su cui riversare la nostra compiaciuta e pelosa “bontà”.

  4. per Guido

    “Sono necessarie parole per descrivere i “miserabili” che siamo”

    Infatti, quando l’ho messo su, ho pensato soprattutto a tanti nadies che conosco, che non sono affatto necessariamente persone alla fame.

    E in cui ci stiamo benissimo anche tutti noi, autore e commentatori di questo blog.

    • Pietro says:

      Si Miguel, hai ragione. Oggi stiamo vivendo un periodo di transizione dove il denaro e’ sostituito dagli oggetti, solo che non siamo ancora al baratto (che sarebbe positivo). Dall’alto stanno tentando di sostituire il denaro con qualcos’altro, scommetto che presto avremo gli stipendi pagati in beni di consumo. La crisi e’ di sovrapproduzione e per smaltire la merce stanno abolendo il denaro (offerta, s conti, ecc). Il sistema sta implodendo. In sostanza la miseria e’ sempre piu’ interiore (in Occidente).

  5. Moi says:

    Su “Los Nadies” c’è anche questa poesia con sottofondo musicale di Eduardo Galeano :

    http://www.youtube.com/watch?v=pEkyblfn6oo

  6. Mauricius Tarvisii says:

    OT: sulla nuova strage in america qualche “internettometro” sa se è uscita fuori una teoria complottista che vuole che l’abbia in realtà orchestrata il governo per togliere le armi ai cittadini?

  7. Moi says:

    Boh … OT per OT, caro Mauricius, credevo che Miguel ci spiegasse _ o provasse di spiegarci_ che accidenti stia succedendo fra Mali / Algeria / Francia …

  8. Moi says:

    Comunque questo è un post su los nadIES … mica su los nadAS, eh ! ; -)

  9. per Mauricius Tarvisii

    “OT: sulla nuova strage in america qualche “internettometro” sa se è uscita fuori una teoria complottista che vuole che l’abbia in realtà orchestrata il governo per togliere le armi ai cittadini?”

    Ma la questione delle armi da fuoco, in Italia, sembra proprio che non la vogliano capire.

    Al di là delle scemenze sparate dai sostenitori del diritto di portare le armi, si tocca qui qualcosa di profondo che riguarda il concetto, insensato per l’Italia, di libertà, nonché un diritto garantito, non casualmente, dalla stessa Costituzione degli Stati Uniti. Le armi, nella cultura statunitense, non sono un accessorio secondario, ma un diritto primario.

  10. per Moi

    “Boh … OT per OT, caro Mauricius, credevo che Miguel ci spiegasse _ o provasse di spiegarci_ che accidenti stia succedendo fra Mali / Algeria / Francia …”

    Mi piacerebbe, ma non ho elementi originali da contribuire. Temo di essere un semplice spettatore anch’io.

  11. mirkhond says:

    Sul Mali si può trovare questo:

    “L’Occidente fomenta il terrorismo

    Da una settimana caccia francesi, sostenuti sul piano logistico dalla Gran Bretagna e, più discretamente, dagli Stati Uniti (informazioni via satellite) , stanno bombardando le truppe degli islamici integralisti e dei Tuareg che, dopo aver preso il potere, con l’appoggio della maggioranza della popolazione,(all’80 per cento musulmana) nel Mali del Nord, facendone uno stato secessionista con Gao come capitale, puntano ora verso sud per unificare l’intero Paese e imporre la sharia.

    Il presidente francese, il socialista Hollande,e il suo ministro degli Esteri Fabius giustificano l’intervento come « lotta al terrorismo che non interessa solo la Francia ma l’intera Europa ». E Bernard-Henry Levy, dopo aver parlato, a proposito delle truppe islamiche, di ‘esercito del terrore’, scrive che l’intervento militare francese « Conferma sul piano dei principi il dovere di protezione già stabilito dall’intervento in Libia : una volta, crea un precedente, due volte fa giurisprudenza…per chi pensa che la democrazia non abbia più frontiere é un passo avanti…. Riafferma l’antica teoria della guerra giusta di Grozio e San Tommaso…. Ripete infine il ruolo eminente della Francia, in prima linea nella lotta per la democrazia ». Contro questo unanismo ‘patriottico’ delle élites francesi (che Céline, nel suo ‘Viaggio al termine della notte’, riferito alla prima guerra mondiale, sferzo’ ferocemente bollandolo per quello che era : un modo per mandare allegramente al macello i giovani francesi in nome di un’astrazione che soddisfaceva i concretissimi interessi della borghesia delle retrovie) si é levata solo la voce di Dominique de Villepin, l’ex ministro degli Esteri transalpino, già noto per il celebre discorso all’Onu contro Colin Powell e la guerra all’Iraq. Villepin ha denunciato « una missione dagli obbiettivi poco chiari, l’unanismo dei favorevoli alla guerra il ‘déjà vu’ degli argomenti contro il terrorismo ».

    Villepin ha ragione. Qui il terrorismo, almeno, per il momento, non c’entra nulla. Come si possono considerare ‘terroristi’ milioni di islamici, sia pur integralisti, e un’intera etnia come quella dei Tuareg ? Sono dei ribelli che considerano il governo centrale di Bamako troppo prono ai voleri dell’Occidente e ai suoi stili di vita e che vogliono invece conservare i propri. Si tratta di una classica guerra civile fra fazioni di uno stesso Paese che hanno concezioni diverse dell’esistenza. Che diritto ha l’Occidente (parlo di diritti, di principi quelli richiamati da Bernard- Henry Levy non di interessi) di ingerirsi, con la violenza, con i bombardamenti,con i Mirage che partono da migliaia di chilometri di distanza, nelle vicende interne di un Paese che gli é lontanissimo geograficamente e culturalmente?Nessuno, con buona pace di Grozio, di San Tommaso, di Hollande e di Bernard-Henry Levy.Il fatto é che l’Occidente totalizzante vuole omologare a sè tutte le realtà che non le sono omologhe o i Paesi che non si mettono al suo servizio (se lo fanno possono applicare la sharia, come in Arabia Saudita, nel più feroce dei modi, non olet, altro che i sacri principi).

    Col pretesto di combattere il terrorismo noi lo stiamo fomentando.Nella guerra ‘asimmetrica’ dove l’Occidente usa mezzi tecnologici sofisticatissimi, irraggiungibili, imbattibili e chi non ci sta ha a disposizione solo pick-up, mitragliatrici, granate e i propri corpi, a costoro resta solo il terrorismo .Ed é quanto, prima o poi, avverrà e anzi, sia pur non in Mali, sta avvenendo (vedi l’attentato in Algeria). Un preannuncio ci viene proprio dal Mali « Voi ci avete attaccato, senza ragione, sul nostro territorio- hanno detto i ribelli del Mali- e allora noi abbiamo il diritto di attaccarvi sul vostro, in Francia, in Europa, ovunque ». Se dopo l’Afghanistan, l’Iraq, Somalia, la Libia, il Mali la protervia occidentale continuerà su questo passo non potremo meravigliarci se anche nella tranquilla e, tutto sommato, ancora ben pasciuta Europa, comincieranno a saltare in aria i grandi magazzini.

    Massimo Fini

    Il Gazzettino, 18 gennaio 2013″

    E questo :

    “Mali:la balla del terrorismo

    In Libia, nel 2011 , i francesi, gli inglesi e gli americani intervennero a sostegno dei ribelli contro Gheddafi con il quale, peraltro, avevano fornicato fino a pochi mesi prima. Non furono i ribelli a rivendicarsi in libertà, gliela regalo’ la superpotenza dell’Occidente con i suoi caccia, i bombardieri, gli aerei- robot ( droni) la sua tecnologia. In Mali sta avvenendo il contrario. I francesi, con l’appoggio logistico degli inglesi e degli americani, intervengono a favore del governo di Bamako contro i ribelli islamici che, con l’appoggio della maggioranza della popolazione (l’80 % é di religione musulmana) da qualche anno hanno preso il potere del Mali del Nord fondando uno Stato indipendente che dal maggio 2012 ha una sua capitale, Gao. Adesso, con l’aiuto degli alleati Tuareg, puntano su Bamako per unificare il Paese sotto la legge della Sharia.

    Il presidente francese, il socialista Hollande, ha giustificato l’intervento militare « come lotta al terrorismo che non interessa solo la Francia ma l’intera Europa » e Bernard-Henry Levy ha scritto che l’intervento « conferma, sul piano dei principi, il dovere di protezione già stabilito dall’intervento in Libia;una volta crea un precedente, due volte fa giurisprudenza…per chi pensa che la democrazia non abbia più frontiere é un passo avanti..riafferma l’antica teoria della guerra giusta di Grozio e di San Tommaso…ripete infine il ruolo eminente della Francia in prima linea nella lotta per la democrazia » (« la France ! ». Forse Levy dovrebbe leggersi ‘Viaggio al termine della notte’ dove Céline sbugiarda ferocemente questo patriottismo da retrovia delle élites politiche e intelletuali francesi). Contro questo delirio guerrafondaio ha osato levarsi la voce solo di Dominique de Villepin, l’ex ministro degli Esteri, noto per il celebre discorso all’Onu contro Colin Powell e la guerra all’Iraq, il quale ha denunciato « una missione dagli obiettivi poco chiari e il ‘déjà vu’ degli argomenti contro il terrorismo ». E infatti il terrorismo, almeno per il momento, nella questione del Mali non c’entra nulla. Come si fa a definire ‘terroristi’ milioni di islamici, sia pur integralisti, e un’intera etnia come i Tuareg ? E’ una guerra civile. Che diritto abbiamo noi occidentali di ingerirci, con la forza, con la violenza, con i bombardamenti nelle vicende interne di un Paese che ci é lontano geograficamente e lontanissimo culturalmente ? Nessuno, con buona pace di Grozio, di San Tommaso , di Hollande e di Bernard-Henry Levy. Ma é certo che se l’Occidente, forte della sua incommensurabile superiorità militare e tecnologica di fronte a gente che dispone solo di mitragliatrici e granate, persevererà nella sua totalizzante e proterva pretesa di omologare a sé l’intero esistente, imponendo i suoi valori, o disvalori, le sue istituzioni, la sua falsa democrazia e,naturalmente, i suoi interessi, il fantasma del terrorismo, agitato strumentalmente, potrà diventare terribilmente concreto. Nella ‘guerra asimmetrica’ questa gente, stanca di subire, non ha altri strumenti. L’attacco alla centrale di Amenas, in Algeria, ne é un tragico preannuncio. Ma, in fondo, siamo ancora lontani dai nostri confini.Più gravide di conseguenze sono le parole di alcuni combattenti del Mali : « Voi ci avete attaccato, senza ragione, sul nostro territorio, e allora noi abbiamo il diritto di attacarvi sul vostro, in Francia, in Europa, ovunque ». Possiamo dar loro completamente torto ? O solo le nostre sono ‘ guerre giuste’ ?

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano 19 gennaio 2013″

    dal sito : http://www.massimofini.it

    • roberto says:

      “Come si fa a definire ‘terroristi’ milioni di islamici, sia pur integralisti, e un’intera etnia come i Tuareg”

      da quel che ho potuto capire fini fa casino (come al solito), con buona pace di san tommaso & co. (incidentalmente trovo odiosa l’abitudine di questi intellettualoidi di sparare i nomi delle Autoritates… ma sant’iddio, se c’hai un’idea tua personale scrivila e basta, che bisogno hai di invocare gli dei? e se lo fai spiega un pochino meglio che citare un nome ti fa fare la figura del quaqquaraquà)

      1. c’è stata una specie di guerra civile con i tuareg alleati degli islamisti per avere una parte di territorio del mali. (e nessuno è intervenuto)
      2. finita la guerra civile i tuareg hanno litigato con gli islamisti (AQMI e BOKO ARAM, ansar dime ecc.), visto che costoro, che non sono ne tuareg ne maliani, volevano creare il loro bel califfato con sharia e cose varie…distruzione di siti non musulmani, divieto di musica…insomma niente di nuovo (nessuno è intervenuto)
      3. tuareg e islamisti hanno iniziato a combattere, e, se ho ben capito i tuareg le hanno prese e sono stati scacciati sa vari posti.
      4. a questo punto il mali ha chiesto aiuto
      (ritvan controllerà sicuramente su wiki l’accuratezza di questo resoconto stenografico :-) )

      il terrorismo c’entra eccome visto che AQMI & co sono bande di mercenari terroristi che si finanziano con i rapimenti (o gruppi di uomini pii che sostengono una giusta lotta contro gli infedeli, se puo’ piacere di più)

      non so come andrà a finire, ma scommetto una forte somma sul fatto che i tuareg le buscheranno da tutti, islamisti, francesi e maliani e me ne dispiace molto (ma bisogna segliersi con un po’ più di attenzione gli amici)

      • Roberto says:

        Interessante

        Leggo “Dopo il colpo di Stato di marzo 2012, sembrava che il NMLA fosse arrivato alla sua meta. Avevano piantato la bandiera su un paio di begli edifici governativi, e il 5 aprile avevano annunciato la creazione di un nuovo paese Tuareg indipendente. La “comunità internazionale” li ha ignorati completamente”… Finché appunto non arriva fini a dire che la Francia fa la guerra ai tuareg

        • nic says:

          Ma hai letto anche:

          “Il leader del golpe era un capitano, Amadou Haya Sanogo, che era molto vicino al Pentagono, tanto da aver frequentato quattro mesi del suo corso di addestramento da ufficiale di fanteria nella base di Fort Benning, in Georgia, nel 2010. In sostanza, Sanogo è stato cresciuto da AFRICOM, nel quadro di un regime regionale che mischia il programma antiterrorismo di partenariato del Dipartimento di Stato Trans Sahara e le Operazione Enduring Freedom del Pentagono. Va da sé che in tutta questa creazione di “libertà” il Mali è diventato il proverbiale “alleato stabile” – come partner nella lotta contro il terrorismo – almeno in questa tesi di al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM – 3).
          Nel corso degli ultimi anni, il gioco di Washington ha elevato una traballante politica flip-flop a vera arte. Durante il secondo mandato di George W. Bush, le forze speciali erano state molto attive a fianco dei Tuareg e degli algerini. Durante la prima amministrazione Obama, hanno iniziato a sostenere il governo del Mali contro i Tuareg.”

          e:

          “In poche parole, Bush e il regime di Algeri avevano bisogno, come sottolinea Keenan, di ” un po di terrorismo in più” in questa regione. Algeri lo voleva per riuscire ad aver armi più high-tech. E Bush – o tutti i neo-con che aveva dietro – lo voleva per aprire un fronte sahariano della GWOT e militarizzare l’Africa come alta strategia per aumentare il suo controllo sulle risorse energetiche, in particolare sul petrolio, per vincere la sua gara contro i massicci investimenti cinesi. Questa è la logica di fondo che ha portato alla creazione dell’AFRICOM nel 2008.

          L’ intelligence algerina, di Washington e degli europei ha opportunamente utilizzato AQIM, infiltrandosi nella sua leadership per tirare fuori quel “pò di terrorismo in più” che serviva. Nel frattempo, l’intelligence algerina era riuscita a presentare, in modo efficace, i Tuareg come “terroristi”: il pretesto ideale per Bush per accendere la scintilla di una iniziativa Trans-Sahariana Contro-Terrorismo, e permettere al Pentagono di iniziare una esercitazione militare trans-Sahara.
          […]
          L’analisi di Keenan è assolutamente giusta per capire quello che è successo durante il 2012, quando gli algerini sono riusciti a distruggere meticolosamente la credibilità e l’unità politica del NMLA. Seguendo il profumo dei soldi: sia Ansar al-Din di Iyad ag Ghaly che il MUJAO del Sultano Ould Badi sono diventati molto disponibili verso il DRS, l’agenzia di intelligence algerina. Entrambi i gruppi in principio avevano solo pochi aderenti. Poi è arrivato lo tsunami dei combattenti AQIM. Questa è l’unica spiegazione del motivo per cui il NMLA sia stato, in soli pochi mesi, neutralizzato sia politicamente che militarmente e nel cortile di casa sua.

          …e nessuno sarebbe intervenuto?

      • Ritvan says:

        —-ritvan controllerà sicuramente su wiki l’accuratezza di questo resoconto stenografico:-) roberto—
        Agli ordini o mio EuroPrincipe!:-)
        a) Forse sarebbe il caso che prima del tuo punto 1 fosse segnalato il colpo di stato militare del marzo 2012 in Mali, il quale rovesciò il governo legittimo istaurando un ineffabile “Comitato Nazionale per il ripristino della democrazia in Mali”. Siempre la Sacra:-) Wiki ci informa che “..il loro primo atto è stato l’annuncio della dissoluzione delle istituzioni e la sospensione della Costituzione.”. Insomma, un invito a nozze:-) per chiunque possieda un kalashnikov e abbia a cuore una causa, tuareg ed estremisti islamici compresi.
        b) Il Boko Haram mi risulta presente in altri lidi, non in Mali.
        c) Il nome del gruppo fondamentalista islamico è Ansar Dine (non “dime”)
        d) La Sacra:-) non menziona “litigi” fra tuareg ed islamisti, né tanto meno dice che i primi ” le hanno prese e sono stati scacciati da vari posti”.
        e) Il Mali ha chiesto aiuto quando – siempre secondo la Sacra:-) -“…Dal dicembre 2012….gli islamisti hanno iniziato ad invadere il Sud del Mali, espugnando una città centrale, Konna e minacciando da vicino la stessa capitale, Bamako.”
        f) A mio immodesto:-) avviso è altamente improbabile che gli islamisti facessero quanto al punto e) con alle spalle i tuareg incazzati come bisce:-) per essere stati “scacciati da vari posti”. La ricostruzione più verosimile è quella secondo cui i tuareg mantengono il controllo del loro territorio (Azawad o come cavolo si chiama), facendo da retrovia – come da accordi fra alleati – all’invasione dei fondamentalisti nel resto del Mali.
        g) Concordo con te sul fatto che i tuareg laici abbiano scelto dei pessimi alleati (io non li chiamerei “amici”), ma si vede che non ne trovavano altri. E come diceva Isa Beg Boletini, leader della sfortunata resistenza kosovaro-albanese all’invasione serba del 1912, “mi alleerei anche col diavolo, se mi aiutasse a respingere i serbi”…..

        • Roberto says:

          Ritvan,
          Sui dissapori fra tuareg e islamisti proprio oggi su le monde leggo che Ibrahim Ag Mohamed Assaleh, che il portavoce dei tuareg, avrebbe dichiarato alla reutera che i tuareg appoggiano i francesi in chiave anti islamisti e che già in aprile si erano disposti a combattere l’AQMI (non riesco a fare un link ma l’articolo è di un paio di ore fa)

          Poi la presenza dei simpaticoni di boko haram in mali mi sembrava cosa certa…vabbé uno più uno meno cambia poco

        • Ritvan says:

          —Ritvan, sui dissapori fra tuareg e islamisti proprio oggi su le monde leggo che Ibrahim Ag Mohamed Assaleh, che il portavoce dei tuareg, avrebbe dichiarato alla reutera che i tuareg appoggiano i francesi in chiave anti islamisti e che già in aprile si erano disposti a combattere l’AQMI (non riesco a fare un link ma l’articolo è di un paio di ore fa) Roberto—
          Ti credo sulla parola, caro robelux, ma ti faccio poco umilmente:-) presente che il sullodato Assaleh è con tutta probabilità portavoce solo dei tuareg “laici”. Ci sono anche i tuareg islamisti. Leggi qui
          http://www.linkiesta.it/algeria-guerra-mali
          da cui cito:
          “…«La Francia vuole mettere le mani sul petrolio della regione del Sahel e dividere l’Algeria». È quanto dichiarato dal portavoce dei ribelli tuareg del nord del Mali, Sanada Ould Bouamama, che fa capo al gruppo islamico Ansar Eddine. In un’intervista al quotidiano arabo “al Sharq al Awsat” chiede di fermare l’offensiva militare nel nord del Mali: avrebbe come obiettivo «mettere in sicurezza gli interessi delle società francesi che finanziano le guerre come quelle in Iraq e Afghanistan». Bouamama sostiene che «a Bamako ora ci sono seimila soldati francesi arrivati per difendere i loro interessi, e non la città, anche perché noi non abbiamo piani per avanzare sulla capitale maliana e quanto viene detto è falso».”

        • Roberto says:

          Si credo proprio che tu abbia ragione

        • Ritvan says:

          —Si credo proprio che tu abbia ragione. Roberto—
          Tutto merito del tuo gentile invito:-) a verificare e anche della rete…prima neanch’io avevo le idee molto chiare in merito e nessuno è onnisciente.
          Ciao

    • Peucezio says:

      Una volta tanto l’ottimo Massimo Fini a mio modesto avviso a torto.
      Massimo Fini ha ragione sul principio, ma qui secondo me sbaglia ad applicarlo.
      Il paragone con la Libia non è molto calzante, perché lì c’è stata l’aggressione a uno stato sovrano per venire in soccorso a dei ribelli terroristi, qui si fa il contrario, cioè si soccorre uno stato legittimo contro una minaccia interna che mira alla sua sovversione. Si può anche considerare irrilevante, o comunque secondario, l’aspetto strettamente giuridico e il principio di sovranità, però non si può chiamare esportazione della democrazia un intervento di aiuto a uno stato sovrano, atto a restaurare lo statu quo. E’ la stessa cosa che se si fosse intervenuti in Siria a favore di Assad (cosa che a mio avviso si sarebbe duvota fare).
      Inoltre gli islamisti del nord non sono affatto un elemento tradiuzionale che resiste, sono semmai proprio loro gli omologatori e i modernizzatori. In quanto tali, proprio applicando la logica di Massimo Fini (che in generale condivido) è bene stroncarli.

      • Ritvan says:

        —Una volta tanto l’ottimo Massimo Fini a mio modesto avviso a torto. Peucezio—
        Semmai HA torto:-)

        —Massimo Fini ha ragione sul principio, ma qui secondo me sbaglia ad applicarlo. Il paragone con la Libia non è molto calzante, perché lì c’è stata l’aggressione a uno stato sovrano per venire in soccorso a dei ribelli terroristi, qui si fa il contrario, cioè si soccorre uno stato legittimo contro una minaccia interna che mira alla sua sovversione.—
        Mmmmm…in effetti qui, a mio immodesto:-) avviso hai ragione…ma forse l’applicazione di due pesi e due misure nei casi Libia e Mali dipende dal fatto che Gheddafi era malvisto in Occidente, mentre gli attuali signori del Mali no…si chiama “realpolitik”, mai sentito parlare?:-)

        — Si può anche considerare irrilevante, o comunque secondario, l’aspetto strettamente giuridico e il principio di sovranità, però non si può chiamare esportazione della democrazia un intervento di aiuto a uno stato sovrano, atto a restaurare lo statu quo.—
        Non mi risulta che i francesi in Mali parlino di “esportazione della democrazia”….

        —-E’ la stessa cosa che se si fosse intervenuti in Siria a favore di Assad (cosa che a mio avviso si sarebbe duvota fare).—
        Sì e magari anche a favore di Milosevic, la cui “sovranità” sul Kosovo era minacciata dai biekissimi:-) “terroristi albanesi”…con la coda:-). A Peuce’, ma che stai addi’?! Assad è un fetentissimo tiranno che ha massacrato il proprio popolo mentre manifestava PACIFICAMENTE!

        —-Inoltre gli islamisti del nord non sono affatto un elemento tradizionale che resiste, sono semmai proprio loro gli omologatori e i modernizzatori. In quanto tali, proprio applicando la logica di Massimo Fini (che in generale condivido) è bene stroncarli.—-
        Ah, la sharia – applicata dai sullodati islamisti – sarebbe una roba “modernizzatrice”?!:-) Minkia, ma allora che aspettiamo per adottarla in Occidente?!:-)

        • Peucezio says:

          “Non mi risulta che i francesi in Mali parlino di “esportazione della democrazia”….”

          I francesi no, ma Fini sì.

          “Ah, la sharia – applicata dai sullodati islamisti – sarebbe una roba “modernizzatrice”?!:-) Minkia, ma allora che aspettiamo per adottarla in Occidente?!:-)”

          In Occidente non ce n’è bisogno, perché c’è già da tempo una “sharia” laica molto più potente ed efficace.
          Questo non esclude che un domani si adotti la sharia, quella vera, anche in Occidente, all’interno di un fenomeno regressivo di vetero-modernità.
          D’altronde l’Occidente si sentirà sempre più accerchiato dall’Oriente sino-indiano (con varie appendici dentro e fuori dall’Asia) e non è escluso che l’Islam, che, non dimentichiamolo mai, è pienamente occidentale, quanto la presa della Bastiglia e la Coca Cola, ne diventi la bandiera identitaria, visto che tanto il cristianesimo trascina a malapena una manciata di fanatici evangelici americani e qualche catto-progressista buonista europeo.

        • Francesco says:

          x Peucezio

          ci sono anch’io tra i trascinati!

          e non azzardarti a darmi del progressista o ti prendo a colpi di clava

          :D

        • Peucezio says:

          Che c’entra, anch’io.
          Solo che a differenza loro, se a noi ci dicono di andare a sparare o di farci zompare in aria per il nostro Dio, mi sa tanto che noi ci tiriamo indietro (io sicuramente).

        • Ritvan says:

          —-“Non mi risulta che i francesi in Mali parlino di “esportazione della democrazia”….” I francesi no, ma Fini sì. Peucezio—
          Sì, citando Bernard-Henry Levy, il quale in questo caso ha detto una castroneria, visto che in quella regione attualmente la democrazia è in questione più o meno come la verginità in un bordello:-). Diffatti, le fonti ufficiali francesi parlano solo di “lotta al terrorismo”.

          —-“Ah, la sharia – applicata dai sullodati islamisti – sarebbe una roba “modernizzatrice”?!:-) Minkia, ma allora che aspettiamo per adottarla in Occidente?!:-)”
          In Occidente non ce n’è bisogno, perché c’è già da tempo una “sharia” laica molto più potente ed efficace.—-
          Urka, non mi dire che hai ricevuto ultimamente la visita della Polizia Per La Repressione Del Vizio Clericale E La Promozione Della Virtù Laica:-) che ti ha intimato di levare il crocifisso dalla tua camera da letto, cribbio!:-)

          —-Questo non esclude che un domani si adotti la sharia, quella vera, anche in Occidente, all’interno di un fenomeno regressivo di vetero-modernità.—
          “Fenomeno regressivo di vetero-modernità”….mmmm…vedo che a te il linguaggio astruso di “Lotta comunista” e simili ti fa un baffo:-)

          —D’altronde l’Occidente si sentirà sempre più accerchiato dall’Oriente sino-indiano (con varie appendici dentro e fuori dall’Asia)—
          Non sapevo che in Cina e India si applicasse la sharia…:-)

          — e non è escluso che l’Islam, che, non dimentichiamolo mai, è pienamente occidentale, quanto la presa della Bastiglia e la Coca Cola,—
          Temo che a ‘sto punto il fantasma della Fallaci verrà a tirarti pei piedi:-)

          — ne diventi la bandiera identitaria, visto che tanto il cristianesimo trascina a malapena una manciata di fanatici evangelici americani e qualche catto-progressista buonista europeo.—
          Hai mai pensato di fare lo scrittore fantasy?:-)

          P.S. Tornando all’intervento in Mali e alla differenza con quello in Libia, mi è venuto in mente un altro motivo che spiega tale differenza. Ovvero LA CHIAMATA. Un motivo vecchio come il mondo, che tu, da Glorioso Tradizionalista:-) dovresti apprezzare (hai presente p.es. le guerricciole fra signorotti italici che chiamavano a turno in aiuto francesi, spagnoli, ecc.? Ecco, appunto) . Insomma, in Libia ci hanno chiamati in aiuto gli insorti, mica Gheddafi, mentre in Mali è il governo in carica che ci ha chiamati, mica i tuareg….

        • Ritvan says:

          —…a differenza loro, se a noi ci dicono di andare a sparare o di farci zompare in aria per il nostro Dio, mi sa tanto che noi ci tiriamo indietro (io sicuramente). Peucezio—
          Mah, io credo che la differenza fra “voi” e “loro” sta solo nel fatto che chi ha la “delega” a parlare a voi in nome e per conto del vostro Dio ha smesso da un bel pezzo di mandarvi a sparare o a zompare per aria. Tutto qui.

        • Peucezio says:

          Ritvan:
          “Urka, non mi dire che hai ricevuto ultimamente la visita della Polizia Per La Repressione Del Vizio Clericale E La Promozione Della Virtù Laica:-) che ti ha intimato di levare il crocifisso dalla tua camera da letto, cribbio!:-)”

          Non ci siamo capiti. Io ho detto “laica”, non “laicista”. Significa imposizione sottile dell’indifferentismo (attraverso il consumismo), che significa massima tolleranza verso le religioni, tanto sono ininfluenti.

          “Non sapevo che in Cina e India si applicasse la sharia…:-”

          Anche qui hai capito a modo tuo. Che c’entrano la Cina e l’India con la sharia? E’ proprio il contrario. Cioè l’India ma soprattutto la Cina sono estranee alle tradizioni religiose occidentali monoteiste. Comunque l’accerchiamento in questo caso non è religioso, ma geopolitico e di conseguenza, inevitabilmente, culturale, perché chi domina alla lunga imporrà dei modelli culturali, anche senza volerlo. E quindi, indirettamente, anche religiosi. Ma nessuno verrà a obbligarci a diventare induisti o confuciani (è già tanto se lo rimarranno loro). Solo che potrebbero essere minate le basi sociali e antropologiche dei monoteismi occidentali, perché l’Occidente avrà perso l’egemonia mondiale.

          “Insomma, in Libia ci hanno chiamati in aiuto gli insorti, mica Gheddafi, mentre in Mali è il governo in carica che ci ha chiamati, mica i tuareg….”

          La storia è un po’ diversa. Gli insorti, in Libia come in Siria, sono stati fomentati dall’Occidente. E’ come se io dico a uno: “prendi quest’arma e vai a sparare a quello lì”, poi lui mi chiama per dargli man forte e io mi giustifico dicendo: “io mi facevo i fatti miei, nemmeno lo conoscevo, è lui che mi ha chiamato in suo aiuto”.

        • Ritvan says:

          —-Non ci siamo capiti. Io ho detto “laica”, non “laicista”. Peucezio—-
          Per la serie “scripta manent”: hai detto “una “sharia” laica” e nonostante le virgolette di cui hai circondato la parola “sharia” il paragone lo trovo sempre campato per aria.

          —Significa imposizione sottile dell’indifferentismo (attraverso il consumismo), che significa massima tolleranza verso le religioni, tanto sono ininfluenti.—
          Appunto, come detto sopra, la sharia, quella vera, non ha niente di “sottile” e in quanto a tolleranza, beh….lasciamo perdere che è meglio.

          —“Non sapevo che in Cina e India si applicasse la sharia…:-” Anche qui hai capito a modo tuo.—
          No, sei tu che hai scritto a modo tuo:-). Era evidente che scherzavo sulla tua fantasmagorica ipotesi secondo cui l’Occidente avrebbe assunto l’islam quale “bandiera identitaria” sentendosi “accerchiato dall’Oriente sino-indiano”.

          — Che c’entrano la Cina e l’India con la sharia? E’ proprio il contrario. Cioè l’India ma soprattutto la Cina sono estranee alle tradizioni religiose occidentali monoteiste. —
          Ah, dici che sono “politeisti”??!! Che sora Tortuga ti fulmini all’istante!:-)

          —-Comunque l’accerchiamento in questo caso non è religioso, ma geopolitico e di conseguenza, inevitabilmente, culturale, perché chi domina alla lunga imporrà dei modelli culturali, anche senza volerlo.—
          Sissì, mangeremo liso:-) con le bacchette e terremo come animali di compagnia delle vacche sacre, come no:-)…però, temo che lo stufato cinese di cane sarà un po’ difficile da attecchire qui, sai, quei rompiballe:-) di animalisti s’incazzerebbero de brutto….

          — E quindi, indirettamente, anche religiosi. Ma nessuno verrà a obbligarci a diventare induisti o confuciani (è già tanto se lo rimarranno loro).—
          Questo è poco ma sicuro.

          — Solo che potrebbero essere minate le basi sociali e antropologiche dei monoteismi occidentali, perché l’Occidente avrà perso l’egemonia mondiale.—
          Ma come, non hai detto sopra che i “monoteismi occidentali” sono stati già fottuti da tempo dalla “sharia laica”?! E fai pace con te stesso, cribbio!:-)

          —“Insomma, in Libia ci hanno chiamati in aiuto gli insorti, mica Gheddafi, mentre in Mali è il governo in carica che ci ha chiamati, mica i tuareg….”
          La storia è un po’ diversa. Gli insorti, in Libia come in Siria, sono stati fomentati dall’Occidente. E’ come se io dico a uno: “prendi quest’arma e vai a sparare a quello lì”, poi lui mi chiama per dargli man forte e io mi giustifico dicendo: “io mi facevo i fatti miei, nemmeno lo conoscevo, è lui che mi ha chiamato in suo aiuto”.—
          Ah, “fomentati”…e come, di grazia? Tramite la Spektre Demo-Pluto-Pippo-Paperino-Masson-Giudaica?!:-) E come mai, invece, gli insorti del Mali si son permessi di insorgere senza essere “fomentati” dal biekissimo Komplotto di cui sopra?!:-) Evidentemente fai parte di quella “scuola di pensiero” secondo cui chi insorge contro gli amici tuoi lo fa solo ed esclusivamente dietro “istigazione” dei Pluto-Giudaici:-), mentre chi insorge – più o meno per gli stessi motivi, autodeterminazione, una vita migliore o semplicemente una diversa concezione dell’organizzazione della società, ecc. – contro chi ti è indifferente o nemico lo fa di sua esclusiva e spontanea volontà….contento tu:-)

        • Peucezio says:

          “Ma come, non hai detto sopra che i “monoteismi occidentali” sono stati già fottuti da tempo dalla “sharia laica”?! E fai pace con te stesso, cribbio!:-)Ma come, non hai detto sopra che i “monoteismi occidentali” sono stati già fottuti da tempo dalla “sharia laica”?! E fai pace con te stesso, cribbio!:-)”

          Infatti monoteismo e nichilismo ateistico sono la stessa cosa.

        • Ritvan says:

          —Infatti monoteismo e nichilismo ateistico sono la stessa cosa. Peucezio—
          Sì, e anche monogamia e celibato/nubilato sono la stessa cosa:-):-)

          P.S. Vabbeh che repetita iuvant, vabbeh che il “mono” ti fa schifo:-) ma era proprio necessario copincollare due volte di seguito la mia frase?!:-)

        • Tortuga says:

          - l’Occidente avrebbe assunto l’islam quale “bandiera identitaria” sentendosi “accerchiato dall’Oriente sino-indiano” –

          Mah, ho letto qualcuno affermare che già dall’epoca di Gandhi vi sia in corso una forte islamizzazione dell’India e che il governo indiano sembra che preferisca quasi far costruire moschee che mantenere i suoi brahmini. Ovviamente sono congetture che derivano da visione personali, ma tanto per dire che nulla è scontato.

        • Peucezio says:

          ” Sì, e anche monogamia e celibato/nubilato sono la stessa cosa:-):-)”

          Ovviamente. Avere una moglie sola è come non averne nessuna.

          “P.S. Vabbeh che repetita iuvant, vabbeh che il “mono” ti fa schifo:-) ma era proprio necessario copincollare due volte di seguito la mia frase?!:-)”

          Sì. Era assolutamente indispensabile.

        • Peucezio says:

          “Mah, ho letto qualcuno affermare che già dall’epoca di Gandhi vi sia in corso una forte islamizzazione dell’India e che il governo indiano sembra che preferisca quasi far costruire moschee che mantenere i suoi brahmini. Ovviamente sono congetture che derivano da visione personali, ma tanto per dire che nulla è scontato.”

          Nulla è scontato, condivido. Però l’India ha resistito a secoli di sultanato islamico, non penso si islamizzi ora. L’India ha un’enorme capacità di assorbire e assimilare, ma difficilmente si fa assimilare a sua volta: è un boccone troppo grosso. Tutti gli apporti lì diventano parte di un mondo plurale e difficilmente monopolizzano.

        • PinoMamet says:

          ” ..sia in corso una forte islamizzazione dell’India e che il governo indiano sembra che preferisca quasi far costruire moschee che mantenere i suoi brahmini. ”

          Mmm, detta così mi sembra alquanto strana. Naturalmente chissà, però…

          il governo indiano mantiene i brahmini? Non mi pare che abbia nessun obbligo di questo genere, visto poi che i brahmini sono interi gruppi castali/etnici (in alcuni casi autodesignati e non riconosciuti da altri…) che mi pare si mantengano da soli (non necessariamente con l’attività religiosa).

          Inoltre la politica religiosa in India è fin dall’indipendenza un punto delicatissimo, considerando il conflitto sopito ma mai del tutto risolto con il Pakistan (che poi è la metà di India ex britannica a maggioranza musulmana, nata dopo una sanguinosa e dolorsa “partition” con strascico di esodi, deportazioni, guerre minori… ) e i casini con i musulmani del Kashmir, mi sembrerebbe molto strano che la Repubblica Indiana si metta a favorire le moschee…

          non dimentichiamoci poi che alcuni partiti indiani hanno fatto una bandiera della “hindutva” o “induità”, che anche se non è intesa in senso strettamente religioso poco ci manca…

          poi, certo, tutto può essere, ma detta così mi suona molto strana…

        • Ritvan says:

          Caro Pino, non ti sembri tanto strano che “qualcuna” attribuisca ad capocchiam al governo indiano più amore per le moschee che per i bramini. E noto che “qualcuna” bazzica – oh, ma solo per erudirsi sull’islam, eh, mica per altro:-) – da tempo siti islamofobi idrofobi, i quali strillano pure contro i governanti italici che favorirebbero le moschee a discapito delle chiese:-). E se scrivono tali castronerie facilmente smentibili sull’Italia, figuriamoci sull’India che qui pochi conoscono….

        • Ritvan says:

          —Avere una moglie sola è come non averne nessuna. Peucezio—
          Biekissimo fautore della poligamia – islamica, of course – che non sei altro!:-)

  12. mirkhond says:

    Grazie a Roberto per la risposta accurata e più credibile sulle vicende del Mali.

  13. Pingback: Pitti Bimbo e la grande fiera di Bibigirl (1) | Kelebek Blog

  14. Per Peucezio

    “In quanto tali, proprio applicando la logica di Massimo Fini (che in generale condivido) è bene stroncarli.”

    Credo che dobbiamo stare sempre estremamente attenti a usare verbi impersonali o senza soggetto.

    Qui abbiamo (almeno) due attori – un movimento del Mali, di cui non sappiamo praticamente nulla; e l’impersonale è-bene-che-stronchi.

    Uso il solito metodo dell’orticello, o del vedere il mondo in una goccia d’acqua, parlando della situazione che meglio conosco al mondo, non perché sia importante, ma perché può aiutarci a capire una cosa.

    Vi ho annoiato molte volte con il parcheggio che vogliono costruire a cinquanta metri da casa mia. Ora, ci sono molte persone in Oltrarno, che seguono i telegiornali e leggono i quotidiani, che sono convinte che il parcheggio regalerà posti gratuiti ai residenti; e i media “ufficiali” non fanno niente per smentirlo.

    Io sono ugualmente ignorante su questioni importanti che riguardano altre parti di Firenze, e sicuramente ci cascherei come un pollo con il primo favorevole o contrario che mi parlasse dell’inceneritore previsto per la piana di Sesto Fiorentino.

    Figuriamoci quando si parla di cose in aree remote della Toscana, dove comunque le informazioni sono accessibili.

    E figuriamoci quanto ci capiamo del Mali…

    Ritorno poi ai verbi impersonali.

    SI sta bombardano il Mali. Non è la Coscienza del Mondo che lo fa, è qualcuno che ha deciso di farlo, perché gli conviene farlo.

    E se è qualcuno che può premere il bottone magico che fa partire i bombardieri che costano milioni di euro, è qualcuno che è arrivato a quel posto, perché è una persona tremendamente ambiziosa, spietata e che ha qualcosa da guadagnarci.

    Non si arriva a essere vicesottodirettore della Firenze Parcheggi senza esserlo, figuriamoci se si arriva a essere il premibottoni dell’esercito francese.

    Queste sono premesse di buon senso, che bisogna applicare sempre.

    Non usiamo i verbi impersonali.

  15. Questo non vuol dire che sappiamo le motivazioni reali del signor Premibottoni.

    Non basta ovviamente scoprire su Wikipedia che nel Mali c’è l’unobtainium per sparare come verità che il signor Premibottoni – che magari non è nemmeno quello che appare pubblicamente nei media – stia premendo il bottone, allo scopo di procurarsi l’unobtainium.

    Questo è il limite, di solito, delle analisi “antagoniste”.

    Sappiamo solo che sta agendo nel proprio interesse, ma dovremmo conoscerlo molto bene per capire quale sia quell’interesse.

  16. Peucezio says:

    In effetti non hai torto sui verbi impersonali. Spesso irritano anche me.
    In questo caso mi prendo la piena paternità di ciò che affermo: non è che “bisogna”, è che “io sono dell’idea che…”.
    Inoltre c’è un elemento, per dir così, sillogistico. L’idea è: se ha ragione Fini, bisogna fare in questo modo, contrariamente a quanto lui stesso dice.
    Riconosco però che per fare l’equazione “Islamisti del Mali”=”omologazione” è un’operazione opinabile, che può apparire arbitraria.
    Venendo quindi al merito, è vero che ne sappiamo poco e i mezzi ci informano male, un po’ per i loro limiti intrinseci, un po’ perché non hanno particolare interesse a farci capire le cose, perseguono altre finalità. Però a questa stregua non si potrebbe dare una valutazione su nulla, fuori dal proprio quartiere o condominio.
    Con tutte le cautele del caso, e pronto a ricredermi all’occorrenza, io ho la forte impressione che ci sia poco di difendibile (almeno per i miei valori) negli islamisti del Mali. Poi chi li combatte e per quali scopi diventa secondario: non c’è dubbio che i francesi, coi loro vari manutengoli, fanno i loro sporchi interessi e non sono mossi da altro. Ma mi importa il risultato.
    Comunque condivido le tue cautele metodologiche e sarei pronto a cambiare giudizio di fronte a dati che smentissero la mia impressione.

  17. Moi says:

    Una chicca per gli “Orientalisti Asiatisti” :

    http://www.twcenter.net/forums/showthread.php?t=577073

    • habsburgicus says:

      cosa ci sia scritto é al di là delle mie conoscenze :D
      comunque, se é autentica, la data sarà stata 10° giorno del V mese dell’anno 21 Meiji (che equivale appunto a 10/5/1888 d.C); nel sistema māliye (Egira “fiscale”), in uso soprattutto sotto i Giovani Turchi ma talora impiegato già prima, dovrebbe essere 28 aprile 1304, ovviamento con il vecchio calendario (28 IV=10 V)
      l’Impero ottomano e l’Impero nipponico però non avevano relazioni diplomatiche, e ciò valeva ancora nel 1914; se non mi sbaglio, credo di conoscere esattamente le Potenze pro-Intesa che avevano sedi diplomatiche a Costantinopoli in ordine di partenza (anche grazie ad un’attenta lettura dei giornali austriaci cioé di un Paese alleato) e queste erano
      1.Ambasciata imperiale di Russia, Mikhail N. Girs, -parte alle 19.15 del 31/10/1914
      2.Ambasciata reale d’Inghilterra, Sir Louis Mallett, -parte h. 21.00 del 1/11/1914
      3.Ambasciata della Repubblica francese, Maurice Bompard, -parte h. 21.00 del 1/11/1914
      4.R. Legazione di Serbia, Nenadović, -parte mattina del 3/11/1914
      5.R. Legazione del Belgio, barone Moncheur, -parte mattina presto del 10/11/1914
      6.R. Ambasciata d’Italia, Camillo Garroni, -parte pomeriggio del 21 agosto 1915
      7.R. Legazione di Romania, Manu (in realtà assente alla rottura, c’era Rosetti-Rosnovanu, secondo l’agenzia Milli del 18/VIII/1332=31/8/1916 d.C, che arrivò a Sofia il 9/9/1916)
      8.Ambasciata degli USA, Elkus, 1916-1917, ma alla rottura era malato e c’era Tarler, 20/4/1917 (prima c’era Morgenthau padre del famigerato figli0, quello del piano di pastorizzazione della Germania nel 1945)
      9.R. Legazione di Grecia, Kalergis, -comunica rottura il pomeriggio del 1/7/1917 (il “Fremdenblatt” non dice quando partì, o forse io non l’ho notato)
      (secondo il Gotha, se mi sovvengo bene, prima della guerra ci fu anche una Legazione del Portogallo, Nazione cui il Reich dichiarò guerra nel marzo 1916 e Vienna ruppe le relazioni dipolomatici, ma nel 1914 e forse sin dal golpe repubblicano-massonico del 5/10/1910, non c’era più, sul Bosforo; il Montenegro non aveva ancoraripreso le relazioni diplomatiche, rotte l’8/10/1913; del resto la Serbia le riprese solo nella primavera 1914 !)
      ciao a tutti !

  18. Francesco says:

    tornando al tema del post: la poesia mi suona falsa come una promessa elettorale di Berlusconi, mescola il pensato dell’autore non con il vissuto del popolo ma con la visi0ne ideologica che l’autore ha del popolo -e ci sento tutta la distanza tra le due realtà

    direi che è propriamente libresca, e in questo è lontanissima dai posti di Miguel, che quando parla di Firenze o di Rom non lo sono mai

    ciao

    • nic says:

      lagnoso, menoso e inconcludente, Galeano rappresenta el “victimo” perfetto della sinistra borghese latinoamericana, riproduzione stantia e fuori luogo -qui c’è ancora gente con le palle! – di quella europea.

      Nessuno più di lui mi fa ricordare la critica pungente del folle unabomber al “progress di sinistra” che esalta qualunque “perdente” solo perchè perdente, gode e si trastulla nelle proprie sconfitte e si quasi si vergogna delle proprie vittorie.

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